Home Blog Pagina 1625

La Grazia, spiegazione del finale del film di Paolo Sorrentino: Mariano De Santis raggiunge la leggerezza

La Grazia, il nuovo film di Paolo Sorrentino, è approdato nelle sale cinematografiche il 15 gennaio. In occasione della sua uscita, proponiamo una chiave di lettura dell’opera: dal racconto narrativo ai temi affrontati, fino all’interpretazione del finale e alla scena dopo i titoli di coda

Di cosa parla La Grazia? La storia

Al centro del film c’è Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo, Presidente della Repubblica a fine mandato, gli mancano sei mesi e poi raggiungerà l’agognata pensione. Il personaggio non è basato su uno realmente esistito: è una figura composita, nata dalla stratificazione di diversi Presidenti che hanno lasciato un’impronta nell’immaginazione del regista. Vedovo, profondamente cattolico, De Santis ha una figlia, Dorotea (Anna Ferzetti), donna rigorosa e determinata, giurista come il padre.

Negli ultimi giorni al Quirinale, De Santis è chiamato a pronunciarsi su questioni di estrema delicatezza: due domande di grazia e una decisione netta sul tema dell’eutanasia. È in questo frangente che le sue certezze iniziano a incrinarsi, lasciando spazio al dubbio, caratteristica che fa di De Santis una “persona” a cui è facile voler bene.

LEGGI ANCHE – La Grazia di Paolo Sorrentino è basato su una storia vera?

Ad assumere un’importanza fondamentale per il significato finale del film, la scena in cui il Presidente si mette in collegamento con un astronauta in una stazione spaziale orbitante. Un saluto istituzionale che diventa anche significato di una agognata leggerezza e che si riallaccerà a un finale poeticamente liberatorio.

Anna Ferzetti in La grazia (2025)Il finale e significato di La Grazia

Alla fine del film, seguiamo Mariano De Santis nel suo primo giorno di pensione durante il quale accatta di concedere un’intervista a Vogue, rivista che per anni aveva tentato invano di ottenere un suo commento personale sulla moda. Si tratta di un vero e proprio un ribaltamento narrativo: un uomo distante dalla mondanità e intimorito da tutto ciò che Vogue rappresenta, attraversa una trasformazione profonda e smonta progressivamente i propri pregiudizi. Non più di “cemento armato”, come veniva chiamato nelle stanze del potere.

La direttrice della rivista raccoglie il racconto del suo amore per la moglie scomparsa e del valore nella sua vita. Il dialogo si svolge nell’armadio della donna defunta, una carrellata di colori, tutti quelli che De Santis non ha mai indossato in vita, un viaggio nelle sue tenere memorie.

A questa scena, segue una videochiamata con Dorotea e il figlio, che vive in Canada e si occupa di musica pop (e non classica, cosa che il padre avrebbe preferito). È un momento di riconciliazione in cui De Santis spiega ai figli il perché delle sue ultime volontà da Presidente: esprime parere favorevole sull’eutanasia, concede una sola delle due grazie richieste (quella più sorprendente) e ascolta il brano musicale appena composto dal figlio.

In questo momento, Sorrentino si lascia trasportare dalla metafora: la musica conduce idealmente nello spazio Mariano, dove si ricongiunge all’esistenza di quell’astronauta con cui aveva parlato e raggiunge l’assenza di peso, e quindi la leggerezza. Uno stato dell’essere che Sorrentino ha dichiarato sentire molto suo in questa fase della sua vita.

Toni Servillo in La graziaLa scena dopo i titoli di coda

Dopo i titoli di coda, il film offre un’ultima breve sequenza. Mariano De Santis è di nuovo a tavola con l’amica Coco Valori, ma questa volta sono nella cucina modesta del suo appartamento da ex Presidente. Il pasto, anche questa volta, è leggero: un brodino.

Mangiano in silenzio. A un certo punto lui la osserva, e lei, senza alzare la voce, lo invita a non infastidirla. Il loro rapporto torna in equilibrio, lontano dalle cariche e dai titoli. La chiusura di un cerchio perfetto.

La Grazia di Paolo Sorrentino è basato su una storia vera?

La Grazia di Paolo Sorrentino è basato su una storia vera?

Al cinema dal 15 gennaio con PiperFilm, La Grazia è il nuovo film di Paolo Sorrentino che abbiamo visto in anteprima (qui la nostra recensione) in apertura della Mostra di Venezia 2025 e che finalmente arriva nelle sale italiane.

In questo nuovo film, che riporta Sorrentino in lidi più astratti e universali, lontano dalla Napoli di Parthenope e di È Stata la Mano di Dio, il regista si confronta ancora una volta con una figura di potere, il Presidente della Repubblica.

Mariano De Santis è vedovo e cattolico ha una figlia, Dorotea, giurista come lui. Alla fine del suo mandato, tra giornate noiose, spuntano gli ultimi compiti: decidere su due delicate richieste di grazia. Veri e propri dilemmi morali. Che si intersecano, in maniera apparentemente inestricabile, con la sua vita privata. Mosso dal dubbio, dovrà decidere, con scrupolo e senso di responsabilità che da sempre hanno contraddistinto il suo mandato.

Mariano De Santis è veramente esistito?

Paolo Sorrentino non è estraneo ai ritratti di personaggi realmente esistiti, lo ha fatto con Il Divo e con Loro, andando sempre a indagare con il suo occhio acuto e ironico un potere sull’orlo del precipizio, ma sempre spaventoso. Non sorprende quindi trovarsi di fronte alla domanda relativa alla vera identità di Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica a fine mandato interpretato da Toni Servillo.

Questa volta però, il regista non fa un lavoro biografico, ma più concettuale e universale, tenendo bene a mente delle figure di presidenti del passato, ma creandone uno completamente nuovo per il film. In questo personaggio, come lui stesso ha dichiarato, confluiscono una serie di ispirazioni e personalità che in qualche modo per il regista rappresentano una sobria autorevolezza, un punto di riferimento solido per la Nazione, esempi di dignità e competenza, come Mattarella, Ciampi o Scalfaro.

Mariano De Santis e la sua storia non sono quindi un adattamento di una vicenda realmente accaduta, ma una proiezione dell’immaginario di Paolo Sorrentino, che filtrando le sue sensazioni, le sue domande e i suoi dubbi attraverso la lente della macchina da presa, ha costruito un Presidente della Repubblica al quale, inevitabilmente, ci si affeziona e per il quale si fa il tifo, mentre si sposano le sue incertezze, le sue domande e i suoi interrogativi sulla vita, sul passato e sul futuro.

La Grazia di Paolo Sorrentino apre in Concorso il Festival di Venezia 2025

0

La Grazia di Paolo Sorrentino, una storia d’amore che vede nuovamente il regista dirigere Toni Servillo, è stato scelto come film d’apertura della prossima Mostra del Cinema di Venezia. La Grazia sarà presentato al Lido in concorso.

Servillo recita in La Grazia al fianco di Anna Ferzetti, recentemente apparsa nel grande successo di Ferzan Ozpetek Diamanti. I dettagli della trama del nuovo film di Sorrentino sono ancora segreti, a parte il fatto che si tratta di una storia d’amore ambientata in Italia.

La Grazia segnerà la settima collaborazione di Servillo con Sorrentino, che ha diretto finora 10 lungometraggi. La prima collaborazione avvenne nel 2001, con lo strepitoso debutto di Sorrentino, L’uomo in più, in cui Servillo interpretava un cantante attempato e dipendente dalla cocaina. Servillo è noto anche al pubblico internazionale per la sua memorabile interpretazione dello scrittore romano e socialite Jep Gambardella, che intraprende una discesa dantesca tra i grotteschi e mondani personaggi della Città Eterna ne La Grande Bellezza, vincitore dell’Oscar come miglior film internazionale nel 2014. Ha inoltre interpretato un contabile mafioso e dipendente dall’eroina nel secondo film di Sorrentino Le conseguenze dell’amore; Giulio Andreotti ne Il Divo; e Silvio Berlusconi in Loro di Sorrentino.

“Sono molto felice che l’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si apra con il nuovo e attesissimo film di Paolo Sorrentino”, ha dichiarato il direttore artistico di Venezia Alberto Barbera in una nota. Ha poi sottolineato che Sorrentino ha debuttato a Venezia nel 2001 con L’uomo in più, durante i primi anni di Barbera alla guida della Mostra.

Sebbene Sorrentino abbia lanciato diverse opere successive da Cannes, il suo rapporto con Venezia si è consolidato nel corso degli anni con il lancio al Lido dei primi episodi della sua innovativa serie “The Young Pope” (prima e seconda stagione) e con il suo film del 2021 E’ stata la mano di Dio, che ha vinto il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria.

“Il ritorno di Paolo Sorrentino [a Venezia] in concorso arriva con un film destinato a lasciare il segno per la sua grande originalità e la sua forte attualità, che il pubblico della Mostra del Cinema di Venezia avrà il piacere di scoprire la sera dell’apertura”, ha concluso Barbera.

La Grazia, ​​scritto e diretto da Paolo Sorrentino, è un film Fremantle prodotto da The Apartment, una società Fremantle, dalla Numero 10 di Sorrentino e da PiperFilm, che lo distribuirà in Italia. Mubi detiene i diritti mondiali, esclusa l’Italia. The Match Factory si occupa delle vendite internazionali.

Come annunciato in precedenza, il due volte premio Oscar Alexander Payne presiederà la giuria del Concorso. L’82a edizione del Festival di Venezia si terrà dal 27 agosto al 6 settembre. Il programma sarà annunciato il 22 luglio.

La grande scommessa: una clip estesa in italiano “Profumo di soldi”

0

Ecco una nuova clip estesa in italiano de La Grande Scommessa, il film diretto da Adam McKay con protagonisti Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt.

Il film arriverà in Italia il 7 gennaio 2016.

[nggallery id=2283]

La Grande Scommessa è prodotto dalla Plan B Entertainment di Brad Pitt ed è tratto da una storia vere e dal best seller di Michael Lewis (The Blind Side, Moneyball). La pellicola è diretta ta Adam McKay. Il film uscirà in Italia a gennaio 2016.

Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari che hanno intuito che cosa stava succedendo sul mercato prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008 e ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. La Grande Scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista, quello di personaggi fuori dagli schemi, “eroi” dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il finanziere arrogante che pensava di saperne una più degli altri… e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa “eccentricità” che li ha portati a non ascoltare il senso comune, che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti…

La Grande Scommessa: recensione del blu-ray

0
La Grande Scommessa: recensione del blu-ray

Arriva finalmente in home video LA GRANDE SCOMMESSA, uno dei grandi successi del 2015 e considerato dalla critica come uno dei 10 film migliori dell’anno e di fatto vincitore del Premio Oscar come Miglior Sceneggiatura Non Originale, nominato a cinque Premi Oscar, a quattro Golden Globe e a cinque BAFTA.

LA GRANDE SCOMMESSA – che vanta un cast stellare composto da Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt – è ambientato nel 2005, annus mirabilis per il mercato immobiliare americano, e narra l’impresa un piccolo gruppo di speculatori visionari che hanno intuito che cosa stava succedendo sul mercato prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008 e ne hanno approfittato, scommettendo contro il sistema e uscendone vincenti. La Grande Scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista, quello di personaggi fuori dagli schemi, “eroi” dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente.

Recensione del film:

Basato sul libro libro The Big Short: Inside The Doomsday Machine di Michael Lewis, il film diretto da Adam McKay, per la prima volta con un cinema non demenziale, è un’incredibile cronistoria, al limite del documentario, che racconta con spirito critico e a tratti feroce, la follia dell’essere umano senza scrupoli che sta alla base del capitalismo moderno. Nonostante il suo background, il regista riesce con incredibile audacia nell’intendo di costruire una perfetta macchina di racconto concentrata su un mix di tragica comicità, umorismo tagliente e spirito da cronaca nera; perché gli eventi raccontati sono talmente drammatici che per la loro stessa natura sono difficilmente narrabili con leggerezza.

Healthy_Foods_Nutrition_018

Ed è proprio questo elemento che maggiormente colpisce e sorprende in un film che si avvale però di una solida e elaborata sceneggiatura che rende il racconto fruibile anche a chi non è un perfetto economista.  Punto forte del prodotto è ovviamente una serie di incredibili performance come quella di Christian Bale, straordinario nella sua abilità camaleontica di diventare un perfetto nerd disadattato che si accorge per primo del tracollo finanziario alle porte; poi c’è Brad Pitt nei panni di un’improbabile ex squalo che aiuta due giovani ricchi e assetati di soldi; Ryan Gosling è un dipendente di Banca che cospira contro il suo stesso lavoro pur di ottenere un ricco bonus da sbattere in faccia al pubblico.

La grande scommessa è un film per tutti che spaventerà a morte chiunque abbia un mutuo aperto, pur strappando più di un sorriso all’incredulo spettatore. Questo, grazie all’umorismo intessuto in tutto il film e che non dà tregua nemmeno quando, di fronte alla “vittoria” dei protagonisti, milioni di persone sono ridotte alla miseria e al fallimento.

Commento all’edizione: L’edizione blu-ray del film si presenta co un formato 2.40:1 Letterbox di pregevole fattura anche se indietro rispetto ai nuovissimi blu-ray 4K di nuova generazione. In ogni caso non lasciatevi ingannare dalle etichette dato che si parla sempre di segnali compressi. Infatti il blu-ray rimane a tutti gli effetti un formato di grande qualità. Il 4k se supportato da un’edizione accurata e un hardware all’altezza risulta essere superiore ma ad un prezzo decisamente superiore.

Come sempre la Universal Pictures con le sue edizione regala molte chicche e contenuti speciali che in questo caso ci portano dentro alla spassosa lavorazione del film  con le “scene eliminate”, “il casting” ed un approfondimento molto interessante intitolato “Eroi improbabili”, dedicato ai personaggi del film. Di pregevole fattura sono inoltre gli speciali dedicati al mondo della finanza, come “Il castello di carta”, ma anche il realismo del film illustrato nel “Ricreare un Epoca”.

La Grande Scommessa: nuovo trailer con Christian Bale e Brad Pitt

0

Ecco un nuovo trailer originale di The Big Short, da noi La Grande Scommessa, film molto atteso che vede trai protagonisti un vero e proprio poker d’assi: Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt.

La Grande Scommessa è prodotto dalla Plan B Entertainment di Brad Pitt ed è tratto da una storia vere e dal best seller di Michael Lewis (The Blind Side, Moneyball). La pellicola è diretta ta Adam McKay. Il film uscirà in Italia a gennaio 2016.

Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari che hanno intuito che cosa stava succedendo sul mercato prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008 e ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. La Grande Scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista, quello di personaggi fuori dagli schemi, “eroi” dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il finanziere arrogante che pensava di saperne una più degli altri… e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa “eccentricità” che li ha portati a non ascoltare il senso comune, che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti…

La Grande Scommessa: nuovo poster e featurette del film

0
La Grande Scommessa: nuovo poster e featurette del film

Pubblicati un nuovo poster del film La Grande Scommessa e una nuova featurette. La pellicola vede protagonisti Brad Pitt, Christian Bale, Ryan Gosling e Steve Carrell.

la-grande-scommessa-poster

La Grande Scommessa è prodotto dalla Plan B Entertainment di Brad Pitt ed è tratto da una storia vere e dal best seller di Michael Lewis (The Blind Side, Moneyball). La pellicola è diretta ta Adam McKay. Il film uscirà in Italia a gennaio 2016.

Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari che hanno intuito che cosa stava succedendo sul mercato prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008 e ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. La Grande Scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista, quello di personaggi fuori dagli schemi, “eroi” dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il finanziere arrogante che pensava di saperne una più degli altri… e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa “eccentricità” che li ha portati a non ascoltare il senso comune, che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti…

La grande scommessa: nuove foto con Bale, Carrell e Gosling

0
La grande scommessa: nuove foto con Bale, Carrell e Gosling

Ecco tanti nuovi scatti da La Grande Scommessa, film molto atteso che vede trai protagonisti un vero e proprio poker d’assi: Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt.

[nggallery id=2283]

La Grande Scommessa è prodotto dalla Plan B Entertainment di Brad Pitt ed è tratto da una storia vere e dal best seller di Michael Lewis (The Blind Side, Moneyball). La pellicola è diretta ta Adam McKay. Il film uscirà in Italia a gennaio 2016.

Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari che hanno intuito che cosa stava succedendo sul mercato prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008 e ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. La Grande Scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista, quello di personaggi fuori dagli schemi, “eroi” dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il finanziere arrogante che pensava di saperne una più degli altri… e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa “eccentricità” che li ha portati a non ascoltare il senso comune, che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti…

La grande scommessa: la storia vera dietro al film

La grande scommessa: la storia vera dietro al film

La crisi finanziaria del 2007-2008 ha gettato un’ombra sull’economia mondiale, segnando l’inizio di un duro periodo di recessione. Tuttavia, non per tutti ciò si rivelò una tragedia. In La grande scommessa, diretto da Adam McKay, viene infatti raccontata la vera storia di un gruppo di investitori che, intuito cosa stesse per accadere, riuscì a trarre guadagno da questa drammatica situazione. Candidato a cinque premi Oscar, tra cui quello per il miglior film, il titolo si è poi aggiudicato la prestigiosa statuetta per la miglior sceneggiatura non originale.

La storia è infatti tratta dal libro di carattere economico Il grande scoperto: la folle scommessa che ha sbancato Wall Street, pubblicato nel 2010 da Michael Lewis e incentrato sulle vere storie poi riportate nel film. La Paramount ne acquistò i diritti nello stesso anno di uscita, e assunse McKay per dirigere il film. Questi si impegnò a trovare un modo originale e anticonvenzionale per narrare le complesse vicende economiche. In particolare, sono noti i cameo di celebrità come Margot Robbie e Selena Gomez, che rompendo la quarta parete spiegano direttamente al pubblico alcune dei concetti presenti nella narrazione.

Così facendo, McKay riuscì nel suo intento di raggiungere un ampio pubblico, conferendo al film un carattere fruibile anche dai non avvezzi alla materia. Costato solo 50 milioni di dollari, il film riuscì ad incassarne oltre 130 in tutto il mondo. Favorevole è stato anche il giudizio della critica, rimasta entusiasta dallo stile narrativo adottato dallo sceneggiatore e dal regista. Il ritmo, la spregiudicatezza e il grande intreccio narrativo del fine ne fanno elementi unici, che gli hanno permesso di affermarsi al di sopra di tanti altri film con argomenti simili.

La grande scommessa: la trama del film

Incentrato nel periodo precedente alla crisi economica del 2008, il film segue le storie simultanee di coloro che riuscirono a prevedere il disastro e trarne guadagno. Il primo di questi è il manager Michael Burry, il quale analizzando la situazione economica americana decise di creare un sistema di credit default swap, che gli consenta di scommettere contro il mercato immobiliare. La sua manovra, in anticipo sui tempi, sembra però essere azzardata, e genera l’ira degli investitori di Burry, i quali credono che egli stia sprecando il loro denaro. Questi trova però fiducia nel dirigente della Deutsche Bank Jared Vennett, il quale comprende l’esattezza dei calcoli del manager e decide di investire nel suo progetto.

Viene in seguito coinvolto anche il trade Mark Baum, e i tre iniziano a gettare le basi per la manovra che gli permetterà poi di arricchirsi. All’operazione partecipano anche Charlie Geller e Jamie Shipley, due giovani investitori che data la loro inesperienza si trovano a richiedere l’aiuto dell’eccentrico banchiere Ben Rickert. Questi però, dopo averli inizialmente sostenuti, critica aspramente il loro guadagno maturato su di un collasso economico. Non passa infatti molto tempo, infatti, e il mercato collassa all’improvviso. Grazie ai suoi calcoli e al sistema brevettato, Burry si ritrova a guadagnare una cifra spropositata di soldi.

La grande scommessa: il cast del film

A ricoprire i ruoli principali del film, vi sono alcuni tra i maggiori interpreti di Hollywood, a partire da Christian Bale, che dà vita al personaggio di Michael Burry. L’attore, nel prepararsi alla parte, ebbe modo di incontrare il manager, rimanendo particolarmente colpito dal suo stile. Bale, infatti, richiese a quel punto di poter indossare gli stessi abiti con cui è diventato celebre Burry, ovvero t-shirt e shorts. La sua interpretazione fu talmente tanto convincente che portò l’attore all’ottenere una nomination al premio Oscar come miglior attore non protagonista. Altro celebre nome presente nel film è quello di Ryan Gosling, che dà vita al personaggio di Jared Vennett, questi soltanto vagamente ispirato ad una delle reali persone della vicenda.

Gosling era da sempre il primo nome considerato per il ruolo, e nell’accettare la parte pose fine alla pausa dalla recitazione che si era preso nel 2013. Inoltre, per dar vita al personaggio, si trovò inoltre a dover sfoggiare un’insolita capigliatura, che rese ancor più caratteristico il suo personaggio. Nel ruolo di Mark Baum vi è invece l’attore Steve Carell, particolarmente apprezzato per la sua interpretazione drammatica e nominato al Golden Globe come miglior attore. Nel film sono poi presenti, in ruoli più o meno di rilievo, gli attori Brad Pitt nei panni di Ben Rickert, Melissa Leo in quelli di Georgia Hale, John Magaro nel ruolo di Charlie Geller, e Marisa Tomei in quello di Cynthia Baum.

La grande scommessa: la vera storia dietro al film

Nel trattare le vicende realmente accadute, il film utilizza un metodo certamente originale ma grossomodo fedele a quanto narrato nel libro di Lewis. I personaggi descritti sono infatti molto fedeli alle fonti di ispirazione originali, a partire da Michael Burry. Questi, oltre ad essere l’unico a cui non viene modificato il nome nel film, viene descritto in modo molto fedele alla realtà. Egli possedeva un proprio stile, composto di magliette e shorts ed era solito aggirarsi per il suo studio totalmente scalzo. Inizialmente, egli era uno specializzando in neurologia, il quale abbandona però gli studi per dedicarsi alla finanza.

Attraverso le sue ricerche questi arrivò realmente a predire l’imminente crisi, decidendo di dar vita ai Credit Default Swap. La sua convinzione si basa sui suoi studi sul mercato dei mutui subprime, i quali sono una tipologia di finanziamento ad alto rischio. Questi vengono concessi dalle banche dietro una garanzia, ovvero se il debitore non riesce a pagare le rate la sua casa viene pignorata. Burry si accorge però che il numero dei debitori insolventi è in forte aumento. Ciò avrebbe portato ad un ingente quantitativo di case pignorate, con la conseguente svalutazione e relativa crisi del mercato immobiliare. Egli arrivò inoltre a stimare che tale situazione si sarebbe verificata nel secondo semestre del 2007.

In risposta a ciò, Burry offre alle banche, con il Credit Deafult Swap, di versare loro un premio assicurativo su un ipotetico evento dannoso. Se tale evento dovesse però verificarsi, le banche dovranno pagare a lui un’adeguata indennità. Convinte della stabilità del mercato, le banche accettarono molto positivamente la proposta, convinte che si rivelerà in un facile ingresso di denaro nelle loro tasche. Sfortunatamente, le intuizioni di Burry si rivelarono esatte, ed è lui ad intascare una fortuna. Il film, per quanto fedele agli eventi, si concentra così in particolare nel formulare accuse contro i banchieri corrotti. Così facendo, però, dimentica di considerare anche gli altri fattori che portarono alla crisi.

La grande scommessa cast

La grande scommessa: dove vedere il film in streaming

Per gli amanti del film, o per chi non l’avesse ancora visto e desidera poter recuperare tale titolo, è possibile fruirne grazie alla sua presenza in alcune tra le principali piattaforme streaming presenti in rete. La grande scommessa è infatti disponibile su Netflix, Rakuten TV, Chili Cinema, Tim Vision, Apple iTunes e Google Play. Per vederlo basterà noleggiare o acquistare il film sulla piattaforma prescelta. Si avrà così poi modo di riprodurlo in modo pratico e al meglio della qualità.

Fonte: IMDb, HistoryVSHollywood

La Grande Scommessa: il cast parla di Adam McKay

0
La Grande Scommessa: il cast parla di Adam McKay

Candidato a 5 premi Oscar (Miglior film, Miglior Regia – Adam McKay, Miglior attore non protagonista – Christian Bale, Miglior montaggio – Hank Corwin, Migliore sceneggiatura non originale – Charles Randolph e Adam McKay) La Grande Scommessa è la sorpresa di queste settimane al cinema.

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILM

Di seguito due video dal dietro le quinte dei film in cui potete sentire anche la testimonianza del cast di superstar protagoniste che parlano del lavoro di McKay, candidato all’Oscar per la regia.

[nggallery id=2283]

La Grande Scommessa è prodotto dalla Plan B Entertainment di Brad Pitt ed è tratto da una storia vere e dal best seller di Michael Lewis (The Blind Side, Moneyball). La pellicola è diretta ta Adam McKay. Il film uscirà in Italia a gennaio 2016.

Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari che hanno intuito che cosa stava succedendo sul mercato prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008 e ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. La Grande Scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista, quello di personaggi fuori dagli schemi, “eroi” dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il finanziere arrogante che pensava di saperne una più degli altri… e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa “eccentricità” che li ha portati a non ascoltare il senso comune, che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti…

La Grande Scommessa: due le clip del film con Ryan Gosling

0
La Grande Scommessa: due le clip del film con Ryan Gosling

Guarda le clip ufficiale del film La Grande Scommessa con Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling e Brad Pitt

[nggallery id=2283]

La Grande Scommessa è prodotto dalla Plan B Entertainment di Brad Pitt ed è tratto da una storia vere e dal best seller di Michael Lewis (The Blind Side, Moneyball). La pellicola è diretta ta Adam McKay. Il film uscirà in Italia a gennaio 2016.

Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari che hanno intuito che cosa stava succedendo sul mercato prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008 e ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. La Grande Scommessa è la storia della crisi dal loro punto di vista, quello di personaggi fuori dagli schemi, “eroi” dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il finanziere arrogante che pensava di saperne una più degli altri… e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa “eccentricità” che li ha portati a non ascoltare il senso comune, che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti…

La grande scommessa: 10 cose che non sai sul film

La grande scommessa: 10 cose che non sai sul film

La grande scommessa è uno di quei film cheche vale la pena di vedere una volta nella vita, in grado di coinvolgere il pubblico grazie al suo mix fatto di avvenutura, commedia, biografie e un pizzico di thriller.

Candidato a diversi premi Oscar, questo film ha saputo raccontare l’ambizione e la capacità di un gruppo di persone che hanno percepito l’arrivo di un periodo economico instabile.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su La grande scommessa.

La grande scommessa film

la grande scommessa

1. Christian Bale si era fatto male ad un ginocchio prima delle riprese. Il fatto che Christian Bale si fosse fatto male, significava che non avrebbe potuto realizzare la scena della batterie e del nuoto. E se il regista avrebbe voluto usare una controfigura, l’attore ha insistito per realizzare tutte le scene da sé. Tuttavia, McKey ha insistito per la presenza di due dottori durante l’intera scena della batteria, in caso Bale si fosse fatto male.

2. Una citazione del film è stata inventata. La citazione che appare sullo schermo “La verità è come la poesia e la maggior parte delle persone odia la poesia – Ascoltato in un bar di Washington D.C.” è stato scritto dallo stesso regista e co-sceneggiatore Adam McKay. Egli, infatti, ha deciso di scriverla dopo aver cercato, senza successo, la citazione perfetta da utilizzare per quel segmento.

3. il film è stato prodotto con una garanzia. Secondo Michael Lewis, l’autore del libro su cui il film si basa, la Paramount avrebbe permesso al regista di realizzare questo film solo se avesse accettato di dare vita ad un sequel di Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy (2004).

La grande scommessa streaming

4. Il film è disponibile per la visione in streaming digitale. Chi volesse vedere o rivedere La grande scommessa, è possibile farlo grazie alla sua presenza sulle diverse piattaforme di streaming digitale come Rakuten Tv, Chili, Google Play, iTunes e Netflix.

La grande scommessa cast

la grande scommessa

5. Christian Bale è rimasto condizionato dalla figura di Burry. Dopo aver incontrato il vero Dr. Michael Burry, Christian Bale ha chiesto di avere i pantaloncini cargo e la maglietta di Burry, indossata poi nel film. L’attore ha dichiarato che sperava che Burry venisse alla premiere del film a Los Angeles “perché voglio davvero sedermi accanto a lui e vedere se mi darà un pugno nella mia fottuta faccia”.

6. Adam McKay aveva già un attore in mente per il film. Nei contenuti speciali per la versione blu-ray del film, Adam McKay ha rivelato di aver scritto un ruolo con un attore particolare in mentre. il regista e sceneggiatore, infatti, nel realizzare il ruolo di Jared Vannett aveva in mente Ryan Gosling.

7. Nella sceneggiatura originale erano previsti altri camei. Invece di Margot Robbie che si trova in una vasca piena di schiuma, questa parte sarebbe stata scritta per Scarlett Johannson che si sarebbe dovuta trovare sotto una cascata. Invece di Selena Gomez che spiega i CDO sintetici, ci sarebbe dovuta essere Beyonce con l’assistenza di suo marito Jay Z.

La grande scommessa trama

8. Una scommessa contro un sistema complesso. Il film racconta la storia di un gruppo di speculatori che hanno intuito la futura crisi del mercato economico mondiale, avvenuta poi nel 2008, approfittando della situazione e uscendone da vincitori.

La grande scommessa libro

9. Il film si basa su un libro del 2010. La grande scommessa è un film che si basa sul libro Il grande scoperto: la folle scommessa che ha sbancato Wall Street, di Michael Lewis, uscito nel 2010. Più che un libro, in realtà, esso sarebbe un saggio di economia che racconta la storia di quattro persone che avevano compreso la crisi che avrebbe colpito il sistema economico americano.

La grande scommessa frasi

10. Un fatto di frasi memorabili. Un film come La grande scommessa è riuscito a fissarsi nell’immaginario comune anche grazie ad una serie di frasi di impatto e di un certo grado di memorabilità. Ecco qualche esempio:

  • Ho la sensazione che tra qualche anno la gente dirà quello che dice sempre quando l’economia crolla. Daranno la colpa agli immigrati e alla povera gente. (Mark Baum)
  • Se abbiamo ragione la gente perderà la casa, la gente perderà il lavoro. Perderà i risparmi di una vita, perderà la pensione. Per le banche le persone sono dei numeri. Ecco un numero: ogni 1% in più di disoccupati, muoiono quarantamila persone. Lo sapevate? (Ben Rickert)
  • Non volevate diventare ricchi? Ora siete ricchi. (Ben Rickert)
  • Vendete allo scoperto tutto ciò che ha toccato (Mark Baum)
  • Dimmi la differenza che c’è tra stupido e illegale e faccio arrestare mio cognato. (Jared Vennett).

Fonti: IMDb

La grande scommessa, recensione: quando il capitalismo implode sotto il suo stesso peso

Arriva nelle sale italiane La Grande Scommessa (The Big Short), diretto da Adam McKay e tratto dal libro di Michael Lewis The Big Short: Inside the Doomsday Machine. Dopo una carriera segnata da commedie dissacranti, McKay abbandona i toni farseschi di Fratellastri a 40 anni e Anchorman per affrontare il tema più complesso e doloroso della contemporaneità: il crollo del sistema economico globale del 2008. Ne risulta un film sorprendente, intelligente e corrosivo, che trasforma la materia più ostica – la finanza  in uno spettacolo satirico e lucidissimo sul fallimento morale del capitalismo moderno.

Con un cast straordinario composto da Christian Bale, Steve Carrell, Ryan Gosling e Brad Pitt, La grande scommessa riesce a rendere comprensibile e persino divertente una delle crisi più devastanti della storia recente. Il film, prodotto dalla Plan B di Pitt, mette in scena una tragicommedia umana in cui il profitto diventa un gioco d’azzardo e la stupidità sistemica una religione collettiva.

Tra satira e tragedia: il genio di Adam McKay

La grande scommessa

La regia di McKay compie un salto di maturità sorprendente. Per la prima volta il suo cinema non è più demenziale ma ferocemente politico. La sua mano resta ironica e graffiante, ma l’obiettivo cambia: non far ridere, bensì smascherare. Attraverso un linguaggio dinamico, un montaggio frenetico e continui break the fourth wall, La grande scommessa infrange le regole del biopic e del film d’inchiesta per diventare un racconto-mosaico, dove i protagonisti si alternano in scena come pedine di un meccanismo infernale che nessuno riesce davvero a controllare.

McKay alterna toni comici e tragici con una padronanza che ricorda Martin Scorsese in The Wolf of Wall Street, ma con un’energia più sobria e corrosiva. La voce narrante di Jared Vennett (Ryan Gosling) ci accompagna attraverso sigle bancarie, grafici e acronimi incomprensibili – CDO, Subprime, Derivati – che il film traduce in immagini, ironia e perfino cameo educativi (come Margot Robbie in vasca da bagno che spiega il sistema dei mutui tossici). L’effetto è spiazzante ma funzionale: la finanza diventa spettacolo, e proprio così ne viene svelata l’assurdità.

La struttura a episodi consente di seguire diversi punti di vista: Michael Burry (Christian Bale), geniale ma introverso gestore di fondi, che per primo intuisce il collasso imminente; Mark Baum (Steve Carell), investitore idealista e collerico, che lotta contro la propria coscienza; due giovani outsider guidati da Ben Rickert (Brad Pitt), ex squalo di Wall Street ritiratosi per disgusto morale. Tutti diversi, ma accomunati da una verità: per sopravvivere nel sistema devono scommettere contro di esso.

McKay riesce così a fondere il linguaggio della commedia con quello del cinema politico. Il risultato è una parabola grottesca sull’avidità e l’autodistruzione, in cui il riso e l’orrore si confondono. Non c’è catarsi né redenzione: anche chi “vince”, come i protagonisti, finisce col sentirsi complice di una tragedia che travolgerà milioni di innocenti. È in questa ambiguità morale che il film trova la sua forza.

Interpretazioni straordinarie e ritmo implacabile

Christian Bale in La grande scommessa (2015)
Foto di Jaap Buitendijk – © 2015 Paramount Pictures

Ogni attore trova nel film un ruolo calibrato e memorabile. Christian Bale è incredibile nella trasformazione in Michael Burry, un genio asociale con la mente più veloce del mercato. I suoi tic, la fissità dello sguardo e la voce monotona ne fanno un personaggio complesso, quasi autistico, ma animato da una moralità autentica: vedere la verità e dirla, anche a costo di passare per folle. Steve Carell, reduce da Foxcatcher, conferma la sua versatilità nel ruolo di Mark Baum, un uomo logorato dalla rabbia e dal senso di colpa. Il suo sguardo disperato di fronte al cinismo della finanza è uno dei momenti più potenti del film.

Ryan Gosling è perfetto come narratore cinico e vanitoso, il broker che spiega il sistema con la leggerezza di chi se ne sente immune. E infine Brad Pitt, nel ruolo più misurato, offre una delle interpretazioni più etiche della sua carriera: un ex giocatore di borsa che aiuta due giovani investitori a “scommettere contro l’America”, ricordando loro che dietro ogni guadagno ci saranno milioni di disoccupati.

La forza del film sta anche nella scrittura. La sceneggiatura, firmata dallo stesso McKay insieme a Charles Randolph, si muove su più livelli: il linguaggio tecnico è bilanciato da un’ironia costante e da improvvise incursioni nella realtà, con immagini di archivio, spot pubblicitari e notiziari d’epoca. Il ritmo è implacabile, il montaggio serrato. Nonostante la densità dei temi trattati, La grande scommessa resta accessibile, coinvolgente e a tratti esilarante.

Un film che fa ridere mentre mostra l’apocalisse

Ryan Gosling in La grande scommessa (2015)
Foto di Jaap Buitendijk – © 2015 Paramount Pictures

Il vero miracolo di La Grande Scommessa (The Big Short) è la sua capacità di far convivere intrattenimento e denuncia. McKay costruisce una commedia nera che spiega il più grande disastro economico del XXI secolo con un linguaggio pop, diretto e provocatorio. Si ride – spesso amaramente – mentre la macchina del capitalismo implode su sé stessa, mentre le famiglie perdono le case e le banche vengono salvate dai governi. Il film spaventa e diverte, indignando lo spettatore senza mai diventare moralista.

Alla fine resta un senso di vertigine. Quando i protagonisti realizzano di aver avuto ragione e di aver guadagnato miliardi, il film li ferma in uno sguardo vuoto, un silenzio che pesa più di mille parole. È il momento in cui la vittoria si trasforma in vergogna, e la grande scommessa si rivela per ciò che è: una tragedia annunciata, lucidamente orchestrata da un’umanità che ha confuso il valore con il profitto.

La grande Opera. Alcuni aspetti del cinema di Alejandro Jodorowsky

Oggi, ai più, Jodorowsky è noto principalmente come autore di fumetti (disegnati da Moebius, Jimenez, o dal nostro Manara) o di romanzi (Quando Teresa si arrabbiò con Dio, La danza della realtà, Albina e il popolo dei cani, editi in Italia da Feltrinelli). Non sono in molti, invece, a ricordare oggi lo Jodorowsky cineasta, genio visionario e dissacrante, autore di un cinema debordante, fatto di situazioni surreali, grottesche o inquietanti, costanti riferimenti a tradizioni esoteriche…

La sua filmografia, fino a ora, sembra alquanto esigua: ha diretto i lungometraggi Fando y Lis-Il paese incantato (1969), El topo (1971), La montagna sacra (1973), Tusk (1979), Santa sangre (1988), Il ladro dell’arcobaleno (1991), eppure è ricca di motivi interessanti, sempre molto personali, benchè sicuramente vicini ad altri autori: Fellini, Bunuel, Kurosawa, Leone… Jodorowsky ha anche al suo attivo un progetto ambiziosissimo (era previsto, tra l’altro, il coinvolgimento di Salvador Dalì tra gli interpreti, e dei Pink Floyd alla colonna sonora) e irrealizzato: la trasposizione cinematografica di Dune da Frank Herbert, poi realizzato, con scarsa efficacia, dall’altro grande visionario David Lynch.

I più noti lavori del regista cileno (di genitori ebreo-ucraini) sono sicuramente El topo e La montagna sacra. Entrambi caratterizzano al meglio, in maniera cioè, più compiuta e matura, tutto il suo universo poetico, non solo cinematografico. Jodorowsky si è infatti cimentato con la letteratura, il fumetto, il teatro, e ha persino elaborato una forma d’arte che ha come fine la guarigione delle nevrosi dei pazienti: la “Psicomagia”. I due film più sopra citati hanno al proprio centro la tematica del viaggio iniziatico. Vediamone brevemente le trame:

El topo. El topo (che in spagnolo significa “la talpa”) è un abilissimo pistolero, vestito di nero (come Django/Franco Nero di Corbucci) che lascia il figlio in una missione francescana e per conquistare l’amore di una donna, Marah, accetta di misurarsi in duello con “4 maestri del revolver” che vivono nel deserto. El topo riceve da ognuno dei maestri un insegnamento, come fosse un iniziato. Il pistolero riesce a vincerli tutti, ma Marah lo tradisce e gli spara ripetutamente nelle mani, nei piedi e nel petto. Quando il pistolero si risveglia, è all’interno di una montagna. È stato accudito da una comunità di deformi, che lo credono una sorta di divinità. El topo promette loro di riportarli alla luce del sole, guidandoli alla città vicina attraverso un tunnel scavato nella montagna. Per guadagnare il necessario all’impresa, l’uomo si improvvisa saltimbanco nella città vicina, in compagnia di una nana innamorata di lui.

La città, simile ai vari villaggi western di cinematografica memoria, è abitata da una borghesia ipocrita e razzista, fintamente perbenista, sessualmente deviata e piena di fanatismo religioso che sconfina nella farsa. El topo ritrova suo figlio, divenuto adulto, che si unisce all’impresa del padre. Ultimato il tunnel, i deformi si precipitano verso la città, ma la borghesia riesce a decimarli tutti, mentre la nana partorisce un figlio, avuto col pistolero. El topo compie la sua vendetta sugli abitanti della città, del tutto immune ai loro proiettili. Mentre il pistolero si dà fuoco come un monaco tibetano, suo figlio, la nana e il nuovo nato, lasciano la città devastata. La montagna sacra. Prologo: un alchimista taglia completamente i capelli a due donne, come in un qualche rito iniziatico.

Un ladro, il cui aspetto ricorda quello dell’iconografia tradizionale di Cristo, dopo una serie di avventure surreali, giunge in cima a una torre, dove si trova il laboratorio di un alchimista, capace di tramutare le feci del ladro in oro. L’alchimista comincia a impartire i propri insegnamenti al ladro e gli propone di compiere una missione al termine della quale avrà l’immortalità. Insieme al ladro viaggeranno altri sette ladri, ma di un altro livello: sono i potenti della terra, industriali e uomini politici. Ognuno di loro è associato a un pianeta del sistema solare. Il gruppo dovrà giungere in cima alla montagna sacra dove risiedono i nove saggi che posseggono il segreto dell’immortalità e spodestarli. Il pellegrinaggio ha luogo tra varie difficoltà, in cui i viaggiatori affrontano le proprie ossessioni e partecipano a prove iniziatiche. Arrivati in cima alla montagna sacra, scoprono che i nove saggi altro non sono che fantocci. L’alchimista spiega allora che l’avventura sinora condotta altro non è che un film, e invita i personaggi a rompere l’illusione: “Se non trovammo l’immortalità almeno trovammo la realtà…Non siamo che sogni, immagini…Non possiamo restare qui prigionieri! Romperemo l’illusione! La vita reale ci attende: diciamo addio alla montagna sacra!”

El topo fu il film che rivelò Jodorowsky alle platee internazionali dei cultori del “cinema di mezzanotte”: il tal senso, il film fu “compagno di strada” degli altri cult che venivano proiettati esclusivamente in tarda serata: The rocky horror picture show, Pink Flamingos Fortuna volle che del film s’innamorò John Lennon, il quale fece in modo da finanziare il successivo La montagna sacra. Ciò che maggiormente stupisce, a una prima visione di queste opere, è sicuramente l’aspetto visivo, con il continuo, rutilante, innestarsi di situazioni surreali, a volte ridicole, altre inquietanti, spesso violente o dissacranti.

Ciò appare evidente, in particolare, nella prima parte de La montagna sacra, incentrata sulle peregrinazioni del ladro-Cristo prima che questi giunga alla torre dell’alchimista. Ciò che vediamo in questa prima sezione del film è una sorta di critica alle dittature militari tipiche di certi paesi dell’america latina (il film uscì nel 1973, anno del golpe in Cile, paese d’origine di Jodorowsky), ma condotta coi toni del surrealismo, a volte con esiti violenti (la parata militare in cui i soldati portano come vessilli degli agnelli impalati), a volte con toni poetici (si veda, ad esempio, la scena in cui dai corpi di giovani dissidenti fucilati escono dei passeri). E c’è anche la critica a certe istituzioni religiose, nella fattispecie cattoliche, ma la critica di Jodorowsky (che ha una spiritualità molto forte, benché non strettamente veicolata da alcuna confessione religiosa particolare) si avventa sulle istituzioni, sulla cultualità più sterile, sul clero più sclerotizzato convinto di possedere esso solo le verità assolute, come il vescovo che non accoglie nella propria chiesa il crocifisso che il ladro-Cristo porta con sé.

Quel che comunque costituisce senza dubbio la cifra tematica più personale di Jodorowsky è la componente esoterica-iniziatica dei suoi film. Già El topo, si rivela essere, per il protagonista (interpretato dallo stesso regista), un processo di iniziazione, di progressiva spogliazione dell’io, di maturazione da pistolero giustiziere che muore con ferite nelle mani, nei piedi, nel petto (come Cristo) e rinasce come monaco zen insensibile alla forza delle pallottole e morire poi definitivamente (?) arso da un lume a petrolio. È un processo di sottrazione graduale, di cammino verso l’ascetismo, come asceti sono i quattro maestri del revolver che il pistolero incontra nella prima metà del film. Ognuno di essi impartisce delle lezioni a El topo, attraverso delle massime (“La perfezione è perdersi”, dice il secondo maestro) o dei comportamenti, come il primo dei quattro maestri che rimane immune alle pallottole poiché il suo corpo non oppone loro alcuna resistenza, ma al contrario riesce ad accoglierle…

L’eroe jodorowskyano, se di eroe si può parlare, non deve essere totalmente esaltato e portato immediatamente in trionfo, ma al contrario deve essere martirizzato o compiere un viaggio che sia esperienza mistica. Così, vanno incontro a una sorta di spoliazione anche i potenti de La montagna sacra: parafrasando le parole dell’alchimista (interpretato da Jodorowsky stesso) nell’epilogo del film, i pellegrini partono per essere immortali, per essere dei ed eccoli invece finalmente, forse per la prima volta, più umani che mai. Ecco allora come può concludersi la ricerca dell’oro e dell’immortalità tanto perseguita dagli alchimisti e dallo stesso ladro-Cristo del film. È proprio lui, che abbandona il gruppo prima che l’alchimista-Jodorowsky riveli la finzione filmica, a divenire a propria volta “maestro”, seguendo il consiglio dell’alchimista che gli dice di dimenticare le vette e raggiungere l’immortalità attraverso l’amore.

Il processo di maturazione dei pellegrini e di El topo passa per una montagna: i primi dovranno scalarla, l’altro invece dovrà fare in modo che altri, i deformi, possano attraversarla. In particolare, ogni tradizione religiosa ha spesso a che fare con delle montagne (è lo stesso alchimista a ricordarlo nel film). La montagna costituisce un sepolcro per il pistolero e la comunità di deformi, da cui però si risorge andando incontro alla morte per mano della corrotta borghesia della città. Ad ogni modo essa rappresenterebbe comunque l’athanor, il forno che gli alchimisti usano per la trasformazione della materia, e la materia da trasformare, sembra dirci Jodorowsky, non siamo altro che noi stessi. Un po’ è quello che la sua personale “terapia” psicologica, la “psicomagia”, fondata sul potere della suggestione intende fare: curare attraverso l’arte.

È chiaro, un cineasta del genere, che spaventa con le sue visioni surreali, o cerca a suo modo ancora delle pietre filosofali, oggigiorno, persi come siamo tra una miriade di prodotti ad alto consumo, non troverebbe forse il “grande” pubblico, e dunque Jodorowsky sarebbe autore per pochi, su cui i produttori non investirebbero per non rischiare. Dice infatti scherzosamente e intelligentemente Jodorowsky: “il regista più bravo è sicuramente quello con più soldi. Se avessi 60 millioni di dollari sarei certamente io…”, ben consapevole del fatto che le restrittive leggi del (non così tanto) libero mercato, agendo sulle possibilità economiche, vincolano le possibilità espressive del singolo artista.

La Grande Guerra secondo Steven Spielberg: arriva War Horse, storia d’amore e amicizia

Inghilterra, 1912: Ted Narracott vive con la moglie Rose e il figlio Albert in un piccolo podere nel Devon: in bassa fortuna, l’uomo acquista all’asta per 30 sterline un bellissimo cavallo, dal manto rosso e con una croce bianca sul muso; rimproverato dalla moglie che sperava in qualcosa di meglio per risollevare le sorti della fattoria, Ted decide egualmente di tenere il cavallo su insistenza del giovane figlio Albert, che inizia subito a nutrire per Joey(questo il nome scelto per l’animale) un sentimento di affetto profondo. La necessità economica alla fine però avrà la meglio: pressato dai debiti Ted sarà costretto a vendere Joey all’esercito inglese, pronto a scendere in campo per combattere nel Primo Conflitto Mondiale; il cavallo passerà così di mano in mano, attraversando ogni schieramento e legando a sé il destino di molti nell’attesa di ricongiungersi col suo padrone, che nel frattempo partirà volontario nella speranza di ritrovarlo e di riportarlo a casa.

Steven Spielberg sfida Steven Spielberg: a brevissima distanza da “le avventure di Tintin: il segreto dell’Unicorno”, splendido omaggio al grande cinema d’avventura e spettacolare rievocazione del celebre fumetto europeo, il regista si mette alla prova ancora una volta con “War Horse”, tratto dal romanzo per ragazzi di Michael Morpurgo e già piéce teatrale di successo al National Theatre di Londra.

Ambientato durante la Grande Guerra, War Horse racconta dunque un periodo storico che raramente ha trovato il suo posto sul grande schermo, riflesso di un mondo destinato a svanire dove i cavalli erano ancora parte integrante della vita dell’uomo ed essenziali in battaglia, prima che i motori cambiassero per sempre non solo la quotidianità ma anche il modo di concepire le strategie militari;un’opera ambiziosa, dotata di uno scenario che Spielberg promette di dipingere con l’epica e la poesia dei suoi più grandi classici ma che, avverte lui stesso, considerare un film bellico sarebbe un errore: “Questo è un film d’amore, non di guerra. Non è un altro Salvate il soldato Ryan, ma una storia incentrata sui legami affettivi”.

Raccontare un conflitto senza mostrarne la crudeltà e il sangue al fine di renderlo fruibile per un pubblico eterogeneo era effettivamente una vera sfida:”Ho girato in modo che non sia ‘Rated R’ -sottolinea Spielberg- cioe’ vietato ai minori di 17 anni se non accompagnati da adulti, come ad esempio ‘Salvate il soldato Ryan’, perche’ lo considero un film per famiglie. La guerra e’ solo lo sfondo della storia, e offre lo spunto drammatico per collegare i personaggi di questa avventura”. L’impresa è stata però senza dubbio favorita dalla scelta, fedele al libro ma non al lavoro teatrale, di raccontare la guerra attraverso gli occhi di Joey(interpretato nel film da ben 14 esemplari diversi), cavallo sfortunato chiamato a combattere dietro ogni trincea, accompagnato da diversi padroni tutti destinati a scivolare via come gocce nel mare di un conflitto troppo grande e immenso, fino a ritrovarsi a correre disperatamente e senza più una guida nella Terra di nessuno.

Fra gli splendidi paesaggi della campagna del Devon(“Mai prima d’ora,-ha detto il regista- nella mia lunga ed eclettica carriera, mi ero trovato di fonte a così tanta bellezza naturale come in questo film”) e il campo di battaglia della Somme, a sostenere la pellicola è soprattutto un cast corale e in gran parte britannico, che conta fra i tanti padroni di Joey David Kross(the reader), nei panni di un soldato tedesco che per sfuggire all’orrore sceglie la diserzione, e le nuove promesse Tom Hiddleston(Thor, Midnight in Paris) e Benedict Cumberbatch(Espiazione, la Talpa) nei panni di due prodi e determinati ufficiali di cavalleria; senza dimenticare ovviamente la famiglia Narracott, con Peter Mullan nel ruolo di Ted, Emily Watson in quello della madre Rose e l’esordiente Jeremy Irvine(che presto vedremo anche nel nuovo grandi speranze di Mike Newell), scelto dal regista per le sue “qualità ineffabili, che l’hanno subito reso diverso dagli altri, per la sua autenticità di fronte alla telecamera”, nel ruolo di Albert.

La corsa di War Horse, già iniziata negli States nel periodo di Natale e finalmente pronta a proseguire anche nelle sale italiane dal 17 febbraio, potrebbe non fermarsi ai semplici incassi: il film è stato infatti candidato a ben 6 Premi Oscar fra cui miglior film, miglior fotografia per Janusz Kaminski, e miglior colonna sonora originale, ancora una volta firmata dal grandissimo John Williams, per il quale il regista non si è risparmiato in parole di elogi e gratitudine: “L’anno prossimo sarà il quarantesimo anno che collaboriamo insieme con una sorta di esclusiva. […] Adoro qualsiasi cosa abbia scritto, ma alcune bozze che mi propone suonandole al piano hanno un profondo impatto su di me. I temi di Schindler’s List hanno letteralmente devastato me e mia moglie. E anche quello che fece con E.T. mi lasciò senza fiato. E con War Horse, mi ha suonato tre temi ed ero in lacrime.”

Attendiamo con ansia allora di poter finalmente cavalcare insieme a Joey, consapevoli che Il 17 febbraio non arriverà mai troppo presto.

La Grande Bellezza: trailer della versione integrale

0
La Grande Bellezza: trailer della versione integrale

A tre anni dall’uscita, arriva al cinema solo per tre giorni, dal 27 al 29 giugno, La Grande Bellezza in VERSIONE INTEGRALE con trenta minuti di scene inedite (elenco sale a breve su www.nexodigital.it).

Di seguito potete vedere il trailer della versione integrale:

Tra le nuove scene quella in cui Jep Gambardella, disilluso scrittore e giornalista interpretato da Toni Servillo, incontra Giulio Brogi nel ruolo di un anziano regista che immagina di poter girare un ultimo film. Il “Maestro del cinema” racconta a Jep quello che definisce il suo primo “incanto”, l’accensione del primo semaforo installato a Milano tra piazza Duomo e via Torino: “Mi pare che fosse il 12 aprile 1925. Mio padre mi mise sulle spalle perché c’era una gran folla, ma capisce? Una folla, radunata per vedere un semaforo. Che bellezza! Che grande bellezza!”. E quella con Fiammetta Baralla nel ruolo della madre di Ramona (Sabrina Ferilli).

La Grande BellezzaPresentato al Festival di Cannes 2013, La grande bellezza ha ottenuto il Premio Oscar® come Miglior Film Straniero, il Golden Globe® e il BAFTA, quattro European Film Awards, nove David di Donatello, cinque Nastri d’Argento e numerosi altri premi internazionali.

La versione integrale de La grande bellezza di Paolo Sorrentino viene presentata al cinema dal 27 al 29 giugno da Indigo Film, Medusa Film e Nexo Digital assieme ai media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it e in collaborazione con Sky Cinema HD.

Accanto a Toni Servillo un cast straordinario: Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Pamela Villoresi, Galatea Ranzi, Anna Della Rosa, Giovanna Vignola, Roberto Herlitzka, Massimo De Francovich, Giusi Merli, Giorgio Pasotti, Massimo Popolizio, Isabella Ferrari, Franco Graziosi, Sonia Gessner, Luca Marinelli, Dario Cantarelli, Ivan Franek, Anita Kravos, Luciano Virgilio, Vernon Dobtcheff, Serena Grandi, Lillo Petrolo.

Dame dell’alta società, parvenu, politici, criminali d’alto bordo, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti tessono trame di rapporti inconsistenti, fagocitati in una babilonia disperata che si agita nei palazzi antichi, le ville sterminate, le terrazze più belle della città. Ci sono dentro tutti. E non ci fanno una bella figura. Jep Gambardella, sessantacinque anni, scrittore e giornalista, dolente e disincantato, gli occhi perennemente annacquati di gin tonic, assiste a questa sfilata di un’umanità vacua e disfatta, potente e deprimente. Tutta la fatica della vita, travestita da capzioso, distratto divertimento. Un’atonia morale da far venire le vertigini. E lì dietro, Roma, in estate. Bellissima e indifferente. Come una diva morta.

La Grande Bellezza: Trailer

0
La Grande Bellezza: Trailer

Guarda il primo trailer del film La grande bellezza, l’attesa nuova pellicola di Paolo Sorrentino. Il regista ritorna al cinema dopo la prova di respiro internazionale This Must Be the Place. Nel cast del nuovo film ritroviamo nuovamente l’attore Toni Servillo, assieme a Carlo Verdone, Sabrina Ferilli e molti altri.

La pellicola probabilmente sarà presentata al prossimo Festival di Cannes a Maggio. La grande bellezza è il titolo del nuovo film di Paolo Sorrentino, che ha già scelto alcuni dei suoi protagonisti: Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli. Primo film di Sorrentino ambientato e interamente girato a Roma è una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film e Medusa Film per l’Italia, Babe Films e Pathé, che cura anche le vendite internazionali, per la Francia. Il film si avvale del sostegno del Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo della Regione Lazio. Soggetto di Paolo Sorrentino, sceneggiatura firmata dallo stesso Sorrentino con Umberto Contarello. Il film avrà Luca Bigazzi alla fotografia, Stefania Cella e Daniela Ciancio per scene e costumi, Cristiano Travaglioli al montaggio. Le riprese inizieranno ad agosto 2012.

Trama: Il nuovo film di Paolo Sorrentino, interpretato da un cast di grandi attori italiani. Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e grandezza.

 

La grande bellezza: su sky la versione integrale

0
La grande bellezza: su sky la versione integrale

Aspettando l’attesissima serie tv The Young Pope, Sky dedica una speciale al regista Premio Oscar Paolo Sorrentino con la prima TV de La Grande Bellezza (la nostra recensione), per la prima volta in versione integrale con 30 minuti di scene inedite in onda su Sky Cinema 1 HD alle 21.15.

Tra le nuove scene: quella in cui Jep Gambardella, disilluso scrittore e giornalista interpretato da Toni Servillo, incontra Giulio Brogi nel ruolo di un anziano regista che immagina di poter girare un ultimo film. Il “Maestro del cinema” racconta a Jep quello che definisce il suo primo “incanto”, l’accensione del primo semaforo installato a Milano tra piazza Duomo e via Torino: “Mi pare che fosse il 12 aprile 1925. Mio padre mi mise sulle spalle perché c’era una gran folla, ma capisce? Una folla, radunata per vedere un semaforo. Che bellezza! Che grande bellezza!” E quella con Fiammetta Baralla nel ruolo della madre di Ramona (Sabrina Ferilli).

Presentato al Festival di Cannes 2013, La Grande Bellezza ha ottenuto il Premio Oscar come Miglior Film Straniero, il Golden Globe e il BAFTA, quattro European Film Awards, nove David di Donatello, cinque Nastri d’Argento e numerosi altri premi internazionali.

La grande bellezza: su sky la versione integrale

La speciale programmazione dedicata a Paolo Sorrentino prosegue su Sky Cinema Hits HD sabato 15 e domenica 16 ottobre con L’AMICO DI FAMIGLIA, un torrido dramma sui morbosi lati oscuri della provincia italiana, LE CONSEGUENZE DELL’AMORE, con un magistrale Toni Servillo nei panni del taciturno e misterioso Titta Di Girolamo, che vede la propria vita sconvolta dall’incontro con una giovane cameriera e  IL DIVO, ritratto politico e privato di Giulio Andreotti e dell’Italia degli anni 80. Inoltre andranno in onda LA GRANDE BELLEZZA – VERSIONE INTEGRALE, film vincitore del Premio Oscar nella sua versione integrale e  il documentario in prima visione CERCANDO LA GRANDE BELLEZZA che offre uno sguardo approfondito sulle opere e la poetica del regista, addentrandosi nel set del suo capolavoro. Infine non mancherà YOUTH, l’ultima pellicola del regista con un cast stellare capitanato da Michael Cane e Harvey Keitel.

Di seguito il programma nel dettaglio: 

Sab. 15 ott.   YOUTH – LA GIOVINEZZA di P. Sorrentino. Con: M. Caine, H. Keitel, R. Weisz, P. Dano, J.Fonda  (ore 7.30)

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, O. Magnani, A. Giannini

L’AMICO DI FAMIGLIA di P. Sorrentino. Con: G. Rizzo, L. Chiatti, F. Bentivoglio

LA GRANDE BELLEZZA – VERSIONE INTEGRALE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, C. Verdone, S. Ferilli           

CERCANDO LA GRANDE BELLEZZA di G. Jodice. Con: P. Sorrentino (documentario, ore 16.10)

YOUTH – LA GIOVINEZZA di P. Sorrentino. Con: M. Caine, H. Keitel, R. Weisz, P. Dano, J.Fonda

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, O. Magnani, A. Giannini

IL DIVO di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, A. Bonaiuto, G. Bosetti (ore 21.15)

L’AMICO DI FAMIGLIA di P. Sorrentino. Con: G. Rizzo, L. Chiatti, F. Bentivoglio

LA GRANDE BELLEZZA – VERSIONE INTEGRALE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, C. Verdone, S. Ferilli

CERCANDO LA GRANDE BELLEZZA di G. Jodice. Con: P. Sorrentino (documentario)

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, O. Magnani, A. Giannini

 

Dom. 16 ott. IL DIVO di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, A. Bonaiuto, G. Bosetti (ore 6.45)

LA GRANDE BELLEZZA – VERSIONE INTEGRALE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, C. Verdone, S. Ferilli

CERCANDO LA GRANDE BELLEZZA di G. Jodice. Con: P. Sorrentino (documentario)

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, O. Magnani, A. Giannini

IL DIVO di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, A. Bonaiuto, G. Bosetti

L’AMICO DI FAMIGLIA di P. Sorrentino. Con: G. Rizzo, L. Chiatti, F. Bentivoglio

LA GRANDE BELLEZZA – VERSIONE INTEGRALE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, C. Verdone, S.Ferilli

YOUTH – LA GIOVINEZZA di P. Sorrentino. Con: M. Caine, H. Keitel, R. Weisz, P. Dano, J.Fonda (ore 21.15)

LE CONSEGUENZE DELL’AMORE di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, O. Magnani, A. Giannini

IL DIVO di P. Sorrentino. Con: T. Servillo, A. Bonaiuto, G. Bosetti

L’AMICO DI FAMIGLIA di P. Sorrentino. Con G. Rizzo, L. Chiatti,  F. Bentivoglio

CERCANDO LA GRANDE BELLEZZA di G. Jodice. Con: P. Sorrentino

 

La Grande Bellezza: recensione del film di Paolo Sorrentino

0
La Grande Bellezza: recensione del film di Paolo Sorrentino

Cinquant’anni dopo il capolavoro felliniano, una nuova “Dolce vita” romana. Il ritorno al fortunatissimo sodalizio Paolo Sorrentino/Toni Servillo, ormai coppia inscindibile del panorama cinematografico nostrano. Sono tanti i commenti positivi che La grande bellezza, ultima fatica del regista partenopeo presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes, ha raccolto.

In origine doveva durare 4 ore, ma poi Sorrentino ha sapientemente ridotto il film a 142 minuti. Di questi, neanche un attimo è andato perduto nel mirabile affresco di una società volgare e vacua, fatta di politici e attori decaduti, parvenu e prostitute d’alto bordo, finti intellettuali e principi a noleggio, tutti impegnati ad annegare la propria mediocrità in party esclusivi e superalcolici. Sullo sfondo, la città eterna resta a guardare, bellissima e indifferente nella sua veste estiva.

Di questa interminabile schiera di mondani, il re incontrastato è Jep Gambardella (un sublime Toni Servillo), giornalista e scrittore 65enne che accompagna lo spettatore e i suoi “colleghi” in un’analisi disincantata e sarcastica del presente. Misantropo e acuto osservatore della vita, 25 anni prima aveva pubblicato un romanzo di successo, “L’apparato umano”, ma poi si è lasciato travolgere dal turbinio di feste a gin-tonic e coca che “l’alta” società romana gli ha proposto, incapace di (ri)trovare quella “grande bellezza” vagheggiata nel titolo. Una bellezza rimasta racchiusa nel ricordo nostalgico di un amore di gioventù, che riaffiora con violenza quando viene a sapere della morte precoce della donna.

Il mondo di Jep brilla solo in superficie, celando in sé il marcio della solitudine, e lui lo sa: gli unici amici veri al suo fianco sono i disillusi Romano e Ramona (Carlo Verdone e Sabrina Ferilli), attorucolo ormai in declino e porno-diva da night club che hanno visto i propri ideali naufragare nello squallore della realtà. E poi l’amica-capo Dadina (Giovanna Vignola) e la donna delle pulizie, donne “moderne” che guardano alla vita in maniera propositiva ma non abbastanza per liberare Jep dalla malinconia che attanaglia le sue giornate.

La Grande Bellezza, il film

la grande bellezza

Arricchito dalla splendida fotografia di Luca Bigazzi, il mondo scritto, sceneggiato e diretto da Paolo Sorrentino è barocco, sontuoso, surreale tanto nello stile delle riprese che nelle musiche originali di Lele Marchitelli, entrambe funzionali nel descrivere la vertigine che accompagna il girovagare del protagonista. In particolare l’uso di musica sacra mista a colonne sonore da discoteca (vedi “Far l’amore” e la popolare “We no speak americano”), riproduce il contrasto tra il vuoto del presente e la bellezza di un passato ormai finito, che Jep cerca invano nella saggezza del Cardinal Bellucci (Roberto Herlitzka).

Inutile dire che la performance di Servillo (largamente applaudito a Cannes) è perfetta e ironica al punto giusto, fisicamente e intellettualmente debordante, ben accompagnata dalle ottime prove di Verdone – pienamente a suo agio nel ruolo dell’attore sfigato ma in fondo rimasto “puro” – e della Ferilli. Una piacevole sorpresa, in effetti, la naturalezza con cui la bella attrice romana si cala nella parte dell’emotiva e fragile Ramona.

Qualche eccesso di virtuosismo qua e là Sorrentino se l’è concesso, e qualche immagine sfiora il retorico. Detto ciò, La grande bellezza è un gioiello ed un lodevole esempio di cinema, quasi mistico, brutale nella sua capacità (e necessità) di mettere a nudo le mostruosità del presente.

La Grande Bellezza: ecco perchè siamo felici della nomination

0
La Grande Bellezza: ecco perchè siamo felici della nomination

Era dal 2006 (La Bestia nel Cuore di Cristiana Comencini) che l’Italia non compariva nella cinquina di candidati al miglior film straniero, ed è dal 1999 (La Vita è Bella di Roberto Benigni) che la preziosa statuetta non prende l’aereo con il regista/produttore per essere portata nello Stivale. Quest’oggi, con l’annuncio delle nomination agli 86esimi, finalmente tra quei cinque Paesi compare anche il nostro, l’Italia, terra di santi, poeti e navigatori e un tempo anche di grandi registi.

la grande bellezza poster ufficialePaolo Sorrentino (con Matteo Garrone) è il meglio che il cinema italiano ha da offrire al mondo, non perchè è il solo regista capace nel nostro Paese, ma perchè tra quelli in circolazione riesce ad avere un respiro ampio e internazionale, nonostante parli della società colta romana. E’ giusto che Sorrentino ci rappresenti agli Oscar, ed è giusto tifare per il suo elegante film, nonostante sia un po’ snob. La stampa di settore italiana si divide tra i sostenitori e i detrattori, c’è chi dice “basta Sorrentino“, chi invece ha esultato di gioia al sentir pronunicare quel “The Great Beauty” dalla tonante voce di Chris Hemsworth questo pomeriggio in sede di annuncio delle nomination.

I gusti cinematografici sono insindacabili per cui non si può imporre a tutti il fatto che La Grande Bellezza sia un gran film, tuttavia si può cercare di fare appello all’orgoglio nazionale, a quell’orgoglio frustrato ogni volta che un talent americano, nel rispondere alla domanda “qual è il cinema italiano che ami“, dice “Fellini, Visconti, De Sica“. Non hanno certo torto, Fellini, Visconti e De Sica (e altri) sono, tutt’oggi, il meglio che il cinema italiano abbia conosciuto, ma sarebbe bello sentire da oggi in avanti una risposta diversa, sarebbe bello essere ricordati, da un punto di vista cinematografico, non solo per i grandi Maestri del passato e per quel Benigni de La Vita è Bella che per ritirare il suo premio al migliore attore protagonista calpestò le mani di Steven Spielberg, ma anche per qualche nome nuovo, per qualche film recente, magari per La Grande Bellezza (che possa essere il primo di una nuova lunga serie).

La-grande-bellezzaIl film di Sorrentino può non piacere, chi scrive non l’ha apprezzato fino infondo, ma è uno straordinario esempio di film italiano internazionale, un grande esempio di come l’Italia può ancora produrre buoni prodotti; attenzione, non è un indice che il cinema italiano sta bene, siamo lontani da questo! Però è una speranza, che tutti quelli che amano il cinema in questo Paese dovrebbero cogliere. Per questo la nomination a Sorrentino andrebbe festeggiata e sostenuta, indipendentemente da quello che accadrà il 2 marzo.

Leggi tutte le nomination agli Oscar 2014

La Grande Bellezza: ecco la colonna sonora

La Grande Bellezza: ecco la colonna sonora

Su Deezer è stata pubblicata in esclusiva la colonna sonora originale di La grande bellezza, il nuovo film di Paolo Sorrentino.  La Medusa e Indigo Film forniscono quindi le tracce del film, che sarà presentato questo lunedì al Festival di Cannes, per poi entrare nelle nostre sale il 21 maggio.

L’album contiene due dischi con ben 29 tracce e potete trovarle a questo link:

Colonna sonora La grande bellezza

Il link vi permette di ascoltare i primi 30 secondi di ogni traccia mentre, inscrivendovi al servizio di Deezer, potrete ascoltare l’intera colonna sonora.

La Grande Bellezza, nuovo attesissimo film di Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo, uscirà nelle sale il 21 maggio. Oltre al protagonista fanno parte del cast di contorno anche  Carlo Verdone a Sabrina Ferilli a Isabella Ferrari.

Questa la trama del film:

Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e grandezza.

La Grande Bellezza: dal 27 al 29 giugno la versione integrale al cinema

0

A tre anni dall’uscita, arriva al cinema solo per tre giorni, dal 27 al 29 giugno, La Grande Bellezza in VERSIONE INTEGRALE con trenta minuti di scene inedite (elenco sale a breve su www.nexodigital.it).

Tra le nuove scene quella in cui Jep Gambardella, disilluso scrittore e giornalista interpretato da Toni Servillo, incontra Giulio Brogi nel ruolo di un anziano regista che immagina di poter girare un ultimo film. Il “Maestro del cinema” racconta a Jep quello che definisce il suo primo “incanto”, l’accensione del primo semaforo installato a Milano tra piazza Duomo e via Torino: “Mi pare che fosse il 12 aprile 1925. Mio padre mi mise sulle spalle perché c’era una gran folla, ma capisce? Una folla, radunata per vedere un semaforo. Che bellezza! Che grande bellezza!”. E quella con Fiammetta Baralla nel ruolo della madre di Ramona (Sabrina Ferilli).

La Grande BellezzaPresentato al Festival di Cannes 2013, La grande bellezza ha ottenuto il Premio Oscar® come Miglior Film Straniero, il Golden Globe® e il BAFTA, quattro European Film Awards, nove David di Donatello, cinque Nastri d’Argento e numerosi altri premi internazionali.

La versione integrale de La grande bellezza di Paolo Sorrentino viene presentata al cinema dal 27 al 29 giugno da Indigo Film, Medusa Film e Nexo Digital assieme ai media partner Radio DEEJAY e MYmovies.it e in collaborazione con Sky Cinema HD. Accanto a Toni Servillo un cast straordinario: Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Carlo Buccirosso, Iaia Forte, Pamela Villoresi, Galatea Ranzi, Anna Della Rosa, Giovanna Vignola, Roberto Herlitzka, Massimo De Francovich, Giusi Merli, Giorgio Pasotti, Massimo Popolizio, Isabella Ferrari, Franco Graziosi, Sonia Gessner, Luca Marinelli, Dario Cantarelli, Ivan Franek, Anita Kravos, Luciano Virgilio, Vernon Dobtcheff, Serena Grandi, Lillo Petrolo.

Dame dell’alta società, parvenu, politici, criminali d’alto bordo, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti tessono trame di rapporti inconsistenti, fagocitati in una babilonia disperata che si agita nei palazzi antichi, le ville sterminate, le terrazze più belle della città. Ci sono dentro tutti. E non ci fanno una bella figura. Jep Gambardella, sessantacinque anni, scrittore e giornalista, dolente e disincantato, gli occhi perennemente annacquati di gin tonic, assiste a questa sfilata di un’umanità vacua e disfatta, potente e deprimente. Tutta la fatica della vita, travestita da capzioso, distratto divertimento. Un’atonia morale da far venire le vertigini. E lì dietro, Roma, in estate. Bellissima e indifferente. Come una diva morta.

La grande bellezza: cast, premi e frasi del film di Sorrentino

La grande bellezza: cast, premi e frasi del film di Sorrentino

Se c’è un film che ha saputo far nuovamente puntare i riflettori di tutto il mondo sul cinema italiano, quello è La grande bellezza. Capolavoro artistico del regista Paolo Sorrentino, questo presenta al suo interno un appassionato ritratto dell’esistenza umana, divisa tra le sue gioie e la sua decadenza. L’immortale Roma, qui presente in tutto il suo splendore, incornicia il racconto e il suo senso. Divenuto di diritto uno dei film più importanti del panorama italiano recente, nonché dell’intera storia del nostro cinema, tale lungometraggio ha saputo conquistare spettatori di ogni dove, dimostrando la capacità di parlare a tutti, suscitando curiosità, dubbi, mistero.

L’ispirazione per la storia venne a Sorrentino a partire dalla celebre affermazione di Flaubert di voler scrivere un romanzo sul nulla. Il regista era infatti interessato a sua volta a dar vita al “nulla”, che nel film si ritrova nei discorsi vuoti, nei personaggi deprecabili e nei loro vizi di breve durata. La grande bellezza si configura così come un film sul vuoto che caratterizza le esistenze di molti, buoni solo a perder tempo e con questo anche il senso della vita. Nel processo di sviluppo del film, però, il titolo doveva originariamente essere L’apparato umano, che è anche il titolo del romanzo scritto dal protagonista. Sorrentino decise però di cambiarlo, trovando in La grande bellezza il contrasto perfetto rispetto a quanto narrato nella trama.

Avvolto da un’aura di grande mistero e fascino, il film ottenne un’anteprima al Festival di Cannes, per poi arrivare nei cinema italiani e affermarsi come un grande successo. Al box office nazionale questo raggiunse infatti l’importante cifra di oltre 7 milioni di dollari, divenuti poi circa 24 a livello mondiale. Tale risultato permise al film di superare di gran lunga il suo budget di 9 milioni, divenendo uno dei film italiani di maggior successo di sempre. Proseguendo nella lettura si potranno scoprire ulteriori curiosità legate a questo, dal cast ai numerosi premi vinti, dalle sue frasi più belle alle piattaforme dove è possibile ritrovarlo in streaming.

La grande bellezza: la trama del film

Ambientato a Roma, il film ha per protagonista Jep Gambardella, affermato giornalista e intellettuale. Questi è ora giunto a compiere 65 anni, e proprio tale traguardo lo spinge ad una riflessione sulla sua vita, su quella che è, su quella che è stata e su quella che sarà. Attanagliato da ricordi e rimorsi, Jep non può fare a meno che dondolarsi tra una vita fatta di feste, incontri con personalità dell’alta classe e fugaci amori. Tutto ciò, però, non fa che sottolineargli l’inconsistenza di quanto lo circonda. Alla ricerca di nuovi stimoli, Jep troverà nel ricordo di un passato amore l’ultima cosa vera vissuta nella sua vita. A partire da qui ha inizio un percorso interiore che lo porterà a maturare una convinzione nuova, da cui potrebbe sbocciare nuova vita.

La grande bellezza cast

La grande bellezza: il cast del film

Protagonista assoluto del film è l’attore Toni Servillo, qui nei panni di Jep Gambardella. Già frequente collaboratore di Sorrentino, l’attore ha raccontato di aver ricevuto la sceneggiatura di La grande bellezza di punto in bianco, senza alcun preavviso. In essa Servillo ha raccontato di aver ritrovato la metafora di un paese che perde costantemente opportunità, perdendosi nel nulla. Attratto dalla storia e dal suo potenziale, l’attore si è subito dichiarato disponibile a interpretare il personaggio, poi divenuto uno dei suoi più iconici. Accanto a lui si ritrovano alcuni degli interpreti più celebri dell’attuale panorama cinematografico italiano, come Carlo Verdone nei panni del drammaturgo Romano e Sabrina Ferilli in quelli di Ramona. Carlo Buccirosso è l’imprenditore Lello Cava, personaggio particolarmente ricorrente nel film.

Giorgio Pasotti è Stefano, il misterioso possessore delle chiavi dei più bei palazzi di Roma, per il quale l’attore ha curato personalmente lo stravagante look. Il noto attore Roberto Herlitzka è invece presente nei panni del Cardinale Bellucci, personalità poco incline alla spiritualità e molto alla cucina. Herlitzka ha raccontato di non aver ricevuto molte indicazioni sul personaggio, basando dunque la sua personalità su alcuni personaggi della chiesa spesso ospiti in TV. Massimo Popolizio interpreta invece Alfio Bracco, mentre un giovane e ancora poco noto Luca Marinelli è il problematico Andrea. L’attrice Isabella Ferrari è presente invece nel ruolo di Orietta, una delle donne innamorate di Jep e pronte a tutto per lui. L’attrice Giusi Merli è l’interprete di Suor Maria detta “La Santa”, uno dei personaggi più emblematici e importanti dell’intero film.

La grande bellezza: i premi del film, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Il più grande e noto riconoscimento ricevuto dal film è ovviamente il premio Oscar vinto nella categoria Miglior film straniero, la stessa in cui aveva già trionfato poco prima ai Golden Globe. Ma numerosi altri sono i riconoscimenti ricevuti dal film, tutti di grande prestigio. La grande bellezza ha infatti vinto ben quattro European Film Award, tra cui miglior film, e ben 9 David di Donatello su 18 candidature. Ad oggi, il film di Sorrentino viene in particolare ricordato per aver riportato in Italia il premio Oscar, vinto l’ultima volta soltanto nel 1999 da La vita è bella. Dopo di lui, nessun film italiano è più riuscito ad entrare nell’ambita cinquina del film straniero.

Per gli appassionati del film è possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. La grande bellezza è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Infinity, Netflix, Tim Vision, Now TV e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno venerdì 20 novembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

La grande bellezza: le frasi del film

La Grande Bellezza è un film destinato a rimanere un cult nel corso degli anni, grazie anche al fatto che possiede della frasi memorabili. Ecco qualche esempio:

  • La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. (Jep Gambardella)
  • Quando sono arrivato a Roma, a 26 anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che potrebbe essere definito “il vortice della mondanità”. Ma Io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire. (Jep Gambardella)
  • Ma cosa avete contro la nostalgia? È l’unico svago che resta a chi è diffidente verso il futuro. (Romano)
  • A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: “La fessa”. Io, invece, rispondevo: “L’odore delle case dei vecchi”. La domanda era: “Che cosa ti piace di più veramente nella vita?” Ero destinato alla sensibilità, a destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella. (Jep Gambardella)

Fonte: IMDb

La Grande Bellezza: 10 cose che non sai sul film

La Grande Bellezza: 10 cose che non sai sul film

La Grande Bellezza è uno dei film che ha segnato la storia del cinema italiano e mondiale, capace di affascinare tutto il mondo con lo sfondo romano, le tematiche affrontate e le interpretazioni di attori brillanti.

Se su tutti gli attori c’è Toni Servillo, alla regia c’è un Paolo Sorrentino in pieno stato di grazia, con il suo stile maturo e capace di attirare l’attenzione americana, tanto da vincere anche l’Oscar per il Miglior Film Straniero.

Ecco, dunque, dieci cose da sapere su La Grande Bellezza.

La Grande Bellezza film

la grande bellezza

1. Flaubert ha ispirato il film. Una delle ispirazioni di Paolo Sorrentino per il film è stata la famosa affermazione di Flaubert che voleva scrivere un romanzo sul nulla. Sorrentino affermò “Per niente intendeva le voci e i pettegolezzi, i mille modi in cui perdiamo tempo, le cose che ci irritano o ci deliziano, ma che sono così di breve durata che ci fanno dubitare del senso della vita. “Niente” costituisce l’intera vita di molte persone”.

2. Poteva avere un altro titolo. In un’intervista condotta a Radio 2, Paolo Sorrentino ha ammesso che, ad un certo punto della produzione, stava pensando di chiamare il film L’apparato Umano. Questo è anche il titolo del romanzo di fantasia scritto dal protagonista del film, Jep Gambardella, interpretato da Toni Servillo.

3. Si ispira ad un romanzo di André Breton. Nel film, durante una conversazione, Jep dice:”Chi sono io? C’è un romanzo che inizia così”. Questo romanzo non è altro che Nadja di Breton e la parte centrale del film, che tratta della relazione tra Jep e Ramona, attinge in maniera estesa a questo romanzo.

La Grande Bellezza trama

4. Le occasioni perse. La Grande Bellezza è ambientato nella Roma estiva che si concede ai turisti, quando la città è al massimo della sua bellezza. Jep ha sessantacinque anni e gode ancora di un fascino magnetico ed innato che non accenna a diminuire, che vive nella mondanità dell’alta società romana, fatta di rapporti inconsistenti e di vere occasioni umane perdute.

5. La sfilata di un’umanità vuota. Jep è un giornalista affermato che si trova ad assistere alle intrepide ed infinite sfilate di uomini e donne vuote, tutti distratti da un divertimento astratto. E se Jep ritrae Roma, Roma ritrae Jep: li ferma, bellissima ed immobile, pronta a guardare gli altri con indifferenza, come se fosse una diva morta.

La Grande Bellezza frasi

6. Generatore di frasi iconiche. La Grande Bellezza è un film destinato a rimanere un cult nel corso degli anni, grazie anche al fatto che possiede della frasi memorabili. Ecco qualche esempio:

  • La più consistente scoperta che ho fatto pochi giorni dopo aver compiuto sessantacinque anni è che non posso più perdere tempo a fare cose che non mi va di fare. (Jep Gambardella)
  • Quando sono arrivato a Roma, a 26 anni, sono precipitato abbastanza presto, quasi senza rendermene conto, in quello che potrebbe essere definito “il vortice della mondanità”. Ma Io non volevo essere semplicemente un mondano. Volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alle feste. Volevo avere il potere di farle fallire. (Jep Gambardella)
  • Ma cosa avete contro la nostalgia? È l’unico svago che resta a chi è diffidente verso il futuro. (Romano)
  • A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: “La fessa”. Io, invece, rispondevo: “L’odore delle case dei vecchi”. La domanda era: “Che cosa ti piace di più veramente nella vita?” Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella.(Jep Gambardella)
  • Il viaggio che ci è dato è interamente immaginario: ecco la sua forza, va dalla vita alla morte. Uomini, bestie, città e cose: è tutto inventato.

La Grande Bellezza cast

la grande bellezza

7. Per Servillo, la sceneggiatura è “apparsa per caso”. Toni Servillo e Paolo Sorrentino sono molto amici anche nella vita reale, oltre che in quella lavorativa. Pare che, tra i due, ci sia l’usanza di porgere nuove sceneggiature nei momenti più improbabili ed è successo anche per La Grande Bellezza, quando Sorrentino lo ha chiamato in punto in bianco per dirgli di leggere la sceneggiatura appena scritta.

La Grande Bellezza: versione integrale

8. La versione integrale ha 30 minuti aggiuntivi. Quando uscì al cinema La Grande Bellezza, la sua durata complessiva era di 142 minuti. A tre anni dall’uscita, e a due anni dagli Oscar, la Nexo Digital a distribuito per tre giorni la versione integrale del film, della durata totale di 172 minuti.

9. Ci sono delle scene tagliare. Nella versione distribuita del film, le scene con gli attori Giulio Brogi e Fiammetta Baralla sono state tagliate, tanto che, nei titoli di coda, sono stati inseriti dei ringraziamenti. Queste scene, però, compaiono nella versione integrale.

La Grande Bellezza streaming

10. Il film è disponibile in streaming digitale. Chi desiderasse vedere per la prima volta, o rivedere il film, è possibile farlo grazie alle piattaforme digitali legali Rakuten Tv, Chili, Tim Vision, che danno possibilità di visione anche in originale.

Fonti: IMDb, The New York Times, Aforismi

La Grande Bellezza vince l’Oscar per il miglior film straniero

La Grande Bellezza vince l’Oscar per il miglior film straniero

Alla fine Sorrentino ce l’ha fatta, il suo film, La Grande Bellezza, è riuscito a vincere l’Oscar per il miglior film straniero e a riportare il prestigioso premio in Italia. Era dall’anno di Benigni e de La Vita è Bella che l’Oscar non andava all’Italia, e con Sorrentino il nostro Paese rimane saldamente in vetta alla classifica dei Paesi stranieri ad aver ottenuto il maggior numero di statuette per la categoria, con buona pace dei cugini francesi che hanno minato il poker perfetto di Sorrentino, sottraendogli il Cesar per il miglior film straniero in favore di Alabama Monroe, pure battuto da La Grande Bellezza alla 86esima edizone degli Oscar.

Paolo Sorrentino ha battuto anche la spietata critica che ha remato contro il successo internazionale del suo film, e cn ancora maggiore soddisfazione torna a casa vincitore. Il premio ha un grande valore anche per il cinema italiano, che torna a far parlare di sè all’estero e torna a ricevere un prestigioso riconoscimento. Sorrentino ha dedicato il premio ai genitori, ha citato la “sua” vera grande bellezza, la moglie e i figli, e ha ringraziato le sue fonti di ispirazione: Fellini, Scorsese e Diego Armando Maradona.

Tra il Golden Globe e il BAFTA di Paolo Sorrentino, adesso ci sarà anche un bell’omino d’oro lucido.

La Grande Bellezza vince ai BAFTA 2014

0
La Grande Bellezza vince ai BAFTA 2014

E’ un vero trionfo quello di La Grande Bellezza agli Oscar britannici, i British Academy Film Awards (BAFTA), arrivati alla 67esima edizione. Il film di Paolo Sorrentino ha vinto, dopo il Golden Globe, anche il BAFTA per il miglior film non in lingua inglese, sconfiggendo non solo il bellissimo La Vita di Adele, ma anche il pluripremiato documentario The Act of Killing, che aveva già vinto il BAFTA nell’altra categoria.

Con quest’altro prestigioso riconoscimento in tasca, Sorrentino si avvia un po’ più fiducioso, ancora un po’ di più, verso il Dolby Theatre, dove il 2 marzo, forse, riuscirà a riportare l’Oscar in Italia.

Leggi la recensione de La Grande Bellezza

Golden Globe 2014 tutti i vicnitori

Oscar 2014 tutti i nominati

Ecco perchè siamo felici della nomination

La Grande Bellezza sarà il film italiano candidato all’Oscar

0

La Commissione di Selezione per il film italiano da candidare all’Oscar istituita dall’ANICA, su invito della “Academy of Motion Picture Arts and Sciences”, riunita davanti a un notaio e composta da Nicola Borrelli, Martha Capello, Liliana Cavani, Tilde Corsi, Caterina D’Amico, Piera Detassis, Andrea Occhipinti e Giulio Scarpati ha designato “La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, a rappresentare il cinema italiano alla selezione del Premio Oscar per il miglior film in lingua non inglese.

La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino vede protagonisti Toni ServilloCarlo VerdoneSabrina FerilliCarlo Buccirosso, Iaia Forte e Isabella Ferrari.

Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e grandezza.

La Grande Bellezza raccoglie consensi e incassi nel mondo

0

Debutto incoraggiante all’estero per il film di Paolo Sorrentino, La Grande Bellezza. Diventando con 6,5 milioni di euro, il miglior risultato di sempre del regista al botteghino Italia, la pellicola prodotta da Medusa ha debuttato in Inghilterra con un risultato sorprendente. Uscito in 27 schermi ha infatti raccolto 117.000 sterline in 72 ore, con una super media per sala di 4682 sterline, battendo anche il più noto film del registe nel mondo, il Divo che partià con solo 72.ooo sterline. D’altronde il regista italiano è molto seguito e apprezzato nel Regno Unito dove ha già incassato 451.000 sterline con Le conseguenze dell’amore e dove La grande bellezza ha ricevuto entusiastiche recensioni pubblicate in questi giorni. Ecco alcuni pezzi pubblicati proprio in questi giorni: “

Questo è il miglior film di Sorrentino‘, ha scritto il The Guardian, dandogli 5 stelle su 5. Non è da meno The Independent: ‘Un grande ‘city movie’ che si avvicina al capolavoro‘. Positivo anche il Daily Telegraph, ‘Una scintillante colpo di cinema che vi farà scoppiare il cuore‘.  Questo successo arriva non ultimo dopo gli applausi raccolti all’anteprima del Festival di Toronto travolta. La pellicola debutterà invece il 15 Novembre negli USA distribuita da Criterion Collection – Janus Films. Che sia la volta buona per riuscire ad ottenere una nomination all’Oscar come miglior film straniero?

La grande bellezza Nuovo Trailer del film di Sorrentino

0
La grande bellezza Nuovo Trailer del film di Sorrentino

Ormai manca pochissimo all’inizio del Festival di Cannes 2013, ed ecco arrivare un nuovo trailer del film La Grande Bellezza, che sarà in alla 66esima edizione della prestigiosa kermesse. La grande bellezza di Paolo Sorrentino vede protagonisti Toni ServilloCarlo VerdoneSabrina FerilliCarlo Buccirosso, Iaia ForteIsabella Ferrari,

 

Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e grandezza.

La Grande Bellezza in blu-ray

0
La Grande Bellezza in blu-ray

Tre giorni dopo essersi aggiudicato il Golden Globe comeMiglior Film Straniero, “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino è ufficialmente in corsa per l’assegnazione dell’Oscar come Miglior Film Straniero. Il film è disponibile in Blu-ray e DVD distribuito da Warner Bros. Entertainment Ita

L’Italia torna protagonista nella serata degli Oscar grazie a Paolo Sorrentino e a La Grande Bellezza, ufficialmente entrato a far parte della cinquina di titoli candidati alla statuetta per il miglior film straniero.

Continua così la grande corsa del pluripremiato film di Sorrentino, che si è già aggiudicato la selezione al Festival di Cannes, 4 “Oscar europei” all’European Film Festival, 5 Nastri d’Argento, la candidatura ai BAFTA e, notizia di pochi giorni fa, l’assegnazione del prestigioso Golden Globe come Miglior Film Straniero.

Il film, ambientato nella “Roma bene”, ritrae dame dell’alta società, parvenu, politici, criminali d’alto bordo, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti. Tutti tessono trame di rapporti inconsistenti, fagocitati in una Babilonia disperata che si agita nei palazzi antichi, nelle ville sterminate e nelle terrazze più belle della città. Il Film vanta l’interpretazione di uno strepitoso Toni Servillo e di due grandi interpreti romani: Carlo Verdone e Sabrina Ferilli.

La Grande Bellezza continua a vivere grazie all’edizione Home Video edita da Warner Bros. Entertainment Italia nei formati Blu-rayTM e DVD. Inoltre la Warner Bros. distribuisce il Cofanetto con l’intera filmografia del regista, che include, oltre a La Grande Bellezza, This Must be the Place, Il Divo, L’Amico di Famiglia, Le Conseguenze dell’Amore e L’Uomo in Più.

Tutti i dischi sono corredati da imperdibili contenuti speciali, tra cui le interviste al regista e ai cast, i video dei backstage, gallerie fotografiche, trailer e molto altro ancora.

TRAMA

La Grande Bellezza: Jep Gambardella, 65 anni, scrittore e giornalista, dolente e disincantato, gli occhi perennemente annacquati di gin tonic, assiste a questa sfilata di un’umanità vacua e disfatta, potente e deprimente. Tutta la fatica della vita, travestita da capzioso, distratto divertimento. Un’atonia morale da far venire le vertigini. E lì dietro, Roma, in estate. Bellissima e indifferente. Come una diva morta.

INFORMAZIONI SUL PRODOTTO BLU-RAYTM E DVD – LA GRANDE BELLEZZA

TITOLO La Grande Bellezza
REGIA Paolo Sorrentino
CAST Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Serena Grandi, Giorgio Pasotti
GENERE Commedia, drammatico
ANNO 2013
DURATA 141 minuti circa
FILM BLU-RAYTM:

VIDEO: 16:9 2.35:1

AUDIO: Italiano (DTS-HD Master Audio 5.1)

SOTTOTITOLI: Italiano per non udenti, Inglese.

DVD:

VIDEO: 16:9 2.35:1

AUDIO: Dolby Digital 5.1 Italiano

SOTTOTITOLI: Italiano per non udenti, Inglese

CONTENUTI SPECIALI*
  • Trailer
  • Teaser
  • Backstage
  • Foto (galleria fotografica e galleria street casting sul progetto speciale di ricerca delle comparse)
  • Credits

* Possono non essere in alta definizione.

 

INFORMAZIONI SUL PRODOTTO DVD: PAOLO SORRENTINO – LA COLLEZIONE COMPLETA

TITOLO Paolo Sorrentino – La Collezione Completa
REGIA Paolo Sorrentino
FILM La Grande Bellezza:

–        lingue: Italiano (Dolby Digital 5.1).

–        sottotitoli: Italiano per non udenti, Inglese

–        durata: 135 minuti ca. 16:9 2.35:1

This Must Be The Place:

–           lingue: Italiano, Inglese (5.1 Dolby Digital)

–           sottotitoli: Italiano per non udenti, Italiano.

–           durata: 114 minuti ca. 16:9 2.35:1

Il Divo:

–           lingue: Italiano (DTS), Italiano (Dolby Digital 5.1).

–           sottotitoli: Italiano per non udenti, Francese, Inglese

–           durata: 110 minuti ca. 16:9 2.35:1

L’Amico di Famiglia:

–           lingue: Italiano (Dolby Digital 5.1).

–           sottotitoli: Italiano per non udenti.

–           durata: 99 minuti ca. 16:9 2.35:1

Le Conseguenze dell’Amore:

–           lingue: Italiano (Dolby Digital 5.1).

–           sottotitoli: Italiano per non udenti, Inglese

–           durata: 99 minuti ca. 16:9 2.35:1

L’Uomo in Più:

–           lingue: Italiano (Dolby Digital 5.1).

–           sottotitoli: Italiano per non udenti.

–           durata: 97 minuti ca. 16:9 1.85:1

CONTENUTI SPECIALI La Grande Bellezza: trailer – teaser – backstage – foto – credits

This Must Be The Place: intervista a Paolo Sorrentino – interviste al cast – sul set di “this must be the place” – scene estese e tagliate – galleria fotografica – trailer

Il Divo: trailer

L’Amico di Famiglia: trailer

Le Conseguenze dell’Amore: inizio alternativo: il funerale – l’uomo con la valigia – le conseguenze dell’amore – un commento critico – le affinità misteriose – Olivia Magnani: breve ritratto – trailer – teaser – scene tagliate – galleria fotografica

L’Uomo in Più: trailer – scene tagliate