Hitman – L’assassino è un film action thriller del 2007 diretto da Xavier Gens, cineasta francese che negli anni successivi firmerà titoli come Cold Skin – La creatura di Atlantide e Under Paris. Il film rappresenta il primo tentativo di portare sul grande schermo l’universo della celebre saga videoludica Hitman, sviluppata da IO Interactive. La storia segue le missioni dell’enigmatico Agente 47, assassino professionista geneticamente modificato e addestrato fin dall’infanzia per diventare una perfetta macchina da uccidere.
Il protagonista è interpretato da Timothy Olyphant, che in quegli anni stava consolidando la propria presenza nel cinema d’azione e nel thriller dopo ruoli in film come Die Hard – Vivere o morire. Con il suo stile glaciale e controllato, Olyphant dà vita a una versione cinematografica dell’Agente 47 che riprende molti elementi iconici dei videogiochi, dal completo scuro con cravatta rossa alla testa rasata con il codice a barre tatuato. Accanto all’azione e agli scontri armati, il film tenta anche di esplorare la dimensione più umana del personaggio, mettendo in discussione il suo ruolo di semplice strumento di morte.
Dal punto di vista del genere, Hitman – L’assassino si colloca nel filone degli action thriller internazionali basati su complotti politici, inseguimenti e missioni clandestine. Il film alterna sequenze spettacolari di combattimento e infiltrazione a una trama costruita su tradimenti e manipolazioni, mantenendo un ritmo sostenuto tipico delle produzioni tratte da videogiochi. Pur restando fedele ad alcuni elementi della saga originale, l’adattamento cinematografico introduce anche una dimensione narrativa più lineare e accessibile al pubblico generalista. Nel resto dell’articolo analizzeremo il finale del film, proponendo una spiegazione degli eventi conclusivi e del loro significato nella storia dell’Agente 47.
La trama di Hitman – L’assassino
Il film segue la storia dell’agente 47 (Timothy Olyphant), il più misterioso e sfuggente degli assassini professionisti. Addestrato e istruito fin da bambino per divenire un infallibile killer, le sue armi speciali sono il suo sangue freddo, precisione infallibile e l’assoluta dedizione al lavoro. Testa rasata, abito nero, camicia bianca, cravatta rossa e massima determinazione: niente e nessuno può fermarlo. Il solo nome con il quale è conosciuto, 47, viene dalle ultime due cifre del codice a barre che ha tatuato sulla nuca.
Da cacciatore l’agente 47 si trova a divenire una preda quando durante una missione nell’Est europeo per l’omicidio di un politico russo assetato di poter, si trova invischiato in un colpo di stato: l’Interpol e l’esercito russo iniziano a dargli la caccia per tutta l’Europa Orientale. 47 è così costretto ad andare alla ricerca di colui che l’ha incastrato e scoprire il perché. I pericoli più grandi 47 li correrà però quando a complicare la situazione si aggiungerà l’incontro con una bella e misteriosa ragazza, Nika Boronina (Olga Kurylenko). L’imperscrutabile agente dovrà saper gestire le insolite emozioni che Nika farà nascere in lui.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di Hitman – L’assassino l’Agente 47 decide di smantellare definitivamente il complotto che lo ha trasformato in un bersaglio. Dopo aver scoperto l’esistenza del doppio del presidente russo, il killer costruisce un piano complesso che lo conduce a Istanbul insieme a Nika. Qui cattura il trafficante d’armi Price e assume la sua identità per avvicinare Udre Belicoff, fratello del presidente e figura centrale negli intrighi politici. Durante un incontro in un locale, 47 elimina Udre e costringe così l’impostore che governa la Russia a esporsi pubblicamente partecipando al funerale del fratello.
La cerimonia diventa allora il momento decisivo della storia. 47 rapisce l’ufficiale dell’FSB Marklov e lo obbliga a ordinare ai propri uomini di intervenire durante il funerale creando una confusione generale. Travestito da soldato, il protagonista riesce a infiltrarsi tra le guardie del presidente e affronta direttamente il doppio che aveva orchestrato l’assassinio del vero Belicoff. Dopo aver eliminato le sue guardie del corpo, 47 uccide anche l’impostore, portando a termine il piano. Poco dopo viene arrestato da Interpol guidata da Mike Whittier, ma l’alleato della CIA Carlton Smith organizza un intervento che consente al killer di fuggire durante il trasferimento verso l’aeroporto.
Il finale riporta la storia al confronto iniziale tra 47 e l’agente di Interpol. Tornato nella casa di Whittier, il sicario lo costringe a telefonare alla polizia dichiarando di aver ucciso l’Agente 47. In questo modo crea una falsa prova della propria morte e cancella ogni traccia ufficiale della sua esistenza. Nel frattempo Nika riceve un documento che le consegna la proprietà di un vigneto, sogno che aveva confessato durante il loro viaggio. Da lontano 47 osserva la scena attraverso il mirino di un fucile di precisione e veglia su di lei mentre un altro assassino dell’Organizzazione giace morto ai suoi piedi.
Questo epilogo chiarisce il senso dell’intero percorso del protagonista. L’Agente 47 non agisce soltanto per sopravvivere alla trappola dell’Organizzazione ma per distruggere il sistema che ha tentato di cancellarlo dopo averlo utilizzato come strumento. L’uccisione del falso Belicoff chiude il cerchio del complotto politico mentre la finta morte permette al protagonista di sottrarsi definitivamente al controllo dei suoi mandanti. Il corpo dell’altro assassino suggerisce che l’Organizzazione aveva tentato ancora di eliminarlo e che 47 ha deciso di reagire secondo le proprie regole, rompendo il vincolo che lo legava ai suoi creatori.
Ciò che resta alla fine del film è la figura di un uomo che prova a ridefinire la propria identità dopo una vita costruita sulla violenza. L’Agente 47 continua a essere un killer addestrato fin dall’infanzia ma il suo comportamento verso Nika rivela una forma inattesa di autonomia morale. Proteggendola e garantendole una nuova vita, dimostra di poter scegliere un percorso diverso da quello imposto dall’Organizzazione. Hitman – L’assassino chiude così la storia con un protagonista ancora immerso nell’ombra, capace però di sottrarsi al destino programmato e di trasformare la propria esistenza in una decisione personale.

















































