Eccolo finalmente, il
trailer de Lo Hobbit – un viaggio inaspettato, prima parte del
dittico dedicatoall’avventura di Bilbo Baggins verso la Montagna
Solitaria.
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato: libro, trama e cast del film
Per tutti coloro rimasti incantati dalla Terra di Mezzo grazie alla trilogia de Il Signore degli Anelli, il regista premio Oscar Peter Jackson dà loro la possibilità di tornarvi grazie ad un nuovo film qui ambientato. Si tratta di Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, primo capitolo di una trilogia prequel proseguita poi con La desolazione di Smaug e La battaglia delle cinque armate. Uscito nel 2012, il film ha visto il ritorno sul grande schermo di numerosi personaggi già conosciuti e amati, come anche l’introduzione di nuovi eroi tutti da scoprire, grandi o piccoli che siano. Con questo è così ricominciata l’eterna lotta tra il male e il bene, con quest’ultimo capace di nascondersi anche nei luoghi più inaspettati.
Come già avvenuto per i precedenti film, anche Lo Hobbit si basa sull’omonimo romanzo del celebre scrittore J. R. R. Tolkien. Pubblicato per la prima volta nel 1937, questo racconta le gesta dell’hobbit Bilbo Baggins, e del suo incredibile viaggio verso terre e luoghi mai visti prima. Nel film di Jackson, la missione di questi è quella di aiutare un gruppo di nani a sconfiggere il terribile drago Smaug, ma forze più grandi inizieranno ad agitarsi nell’ombra, riportando alla luce l’Unico Anello, ricercato con grande avidità dal malvagio Sauron. Originariamente, era proprio da questo racconto che Jackson desiderava partire, ma per problematiche legali finì invece con il concentrarsi sull’altra ben nota trilogia.
Arrivato in sala, il film raccolse grandi consensi, in particolare da tutti quegli spettatori che non vedevano l’ora di rivivere avventure simili a quelle già conosciute. Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato arrivò così ad un guadagno globale di oltre un miliardo di dollari a fronte di un budget stimato tra i 200 e i 300 milioni. Con tale risultato, il film è diventato il trentacinquesimo titolo di maggiore incasso della storia del cinema, nonché il quarto del 2012. Molte sono le curiosità da scoprire legate al titolo, specialmente in occasione di una nuova visione. Proseguendo nella lettura si potranno scoprire così dettagli sulla trama, il cast e molto altro.
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato: la trama del film
La storia ha inizio con l’anziano Bilbo Baggins intento a scrivere le proprie memorie nel Libro Rosso, che intende poi donare a suo nipote Frodo. In particolare, l’hobbit si concentra sull’avventura che lo vide coinvolto nella liberazione di Erebor, roccaforte dei nani ora in possesso del terrificante drago Smaug. Per Bilbo, tutto inizio nel momento in cui riceve la visita di Gandalf il grigio, potente quanto misterioso stregone. Questi gli offre la possibilità di partire con lui per un grande viaggio, ma affezionato alla sua terra e poco incline al rischio, Bilbo rifiuta categoricamente. Nel momento in cui però alla sua porta si presentano 12 nani guerrieri, egli comprende di non avere altre alternative se non quella di partire.
Ha per lui inizio un viaggio inaspettato, per buona parte del quale si sentirà un elemento di troppo in mezzo ai coraggiosi nani che affrontano ogni pericolo senza la minima esitazione. Eppure, Bilbo sembra poter essere l’unico a compire il più indispensabile degli atti di quella missione. Egli è infatti chiamato ad introdursi nella Montagna Solitaria, dimora di Smaug, per farvi poi introdurre anche i suoi compagni di viaggio. La strada verso questa è però lunga e tortuosa, e durante il loro cammino il gruppo dovrà scontrarsi con pericoli di ogni genere. Ciò che però non sanno, è che nell’ombra forze oscure si stanno rianimando, attratte dalla ricomparsa di un oggetto tanto prezioso quanto letale.
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato: il cast del film
Per dar vita ai nuovi personaggi presenti nel film, il regista ha condotto lunghi casting al fine di individuare le personalità più adatte. Ad interpretare il giovane Bilbo Baggins è così stato scelto Martin Freeman, il quale aveva però inizialmente rifiutato la parte per via di impegni già presi con la serie Sherlock. Pur di avvalersi della sua partecipazione, però, Jackson decise di riorganizzare le riprese. Per assumere i panni di Bilbo, Freeman dovette inoltre sottoporsi a diversi tipi di allenamento, tra cui anche quelli di combattimento con la spada. Accanto a lui, nei ruoli dei nani si ritrovano attori come Richard Armitage come Thorin Scudodiquercia, leader del gruppo, Aidan Turner nei panni di Kili, e Graham McTavish in quelli di Dwalin.
Nel film è poi presente Gandalf il grigio, interpretato nuovamente da Ian McKellen, il quale però non nasconde una certa insoddisfazione. L’attore si trovò infatti a dover recitare prevalentemente da solo circondato dal green screen, con il risultato di sentirsi emarginato e umiliato dalla situazione. McKellen considerò anche di lasciare il ruolo, salvo ripensarci perché troppo legato ad esso. A seguirlo nei grandi ritorno vi è poi Christopher Lee che veste nuovamente i panni di Saruman il bianco. Pur non essendo presente nel libro, Jackson ha inserito nel film anche il personaggio di Galandriel, interpretata da Cate Blanchett. Hugo Weaving torna invece nei panni di re Elrond, signore di Gran Burrone. Ritorno altrettanto gradito è quello del celebre Andy Serkis nei panni di Gollum.

Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato: le differenze tra il libro e il film
Nel dar vita alla trasposizione cinematografica di Lo Hobbit, Jackson si prese diverse libertà rispetto a quanto in esso narrato. Egli non si fa infatti problemi ad aggiungere personaggi non presenti nel romanzo, come Galandriel o Legolas. La prima tra le differenze è però il prologo dedicato alla caduta del popolo dei nani. Nel romanzo questo racconto è solo accennato, mentre trova maggior approfondimento nel film. Allo stesso modo il celebre Bian Consiglio viene qui ad essere portato in scena pur non essendo presente nel testo di Tolkien. Jackson se ne avvale per introdurre la questione del Necromante, che si rivelerà poi essere il malvagio Sauron tornato per reclamare il regno. Per poter dare al film un villain concreto, si scelse infine di ampliare il ruolo di Azog il Profanatore.
Questi è un gigantesco orco che si distingue per la sua pelle bianca. Da sempre acerrimo nemico dei nani, questo diventa la loro maggior minaccia, desideroso di uccidere Thorin, colpevole di averlo mutilato durante la Battaglia di Nanduhirion. Nel romanzo, tuttavia, durante questa Azog viene propriamente ucciso da Thorin, e al suo posto come capo degli Orchi subentra il figlio Bolg. Per concludere, una delle scene più celebri è certamente quella che vede Bilbo e Gollum sfidarsi ad una serie di complessi indovinelli. Per dar vita a questo momento in particolare, Jackson ha invece deciso di rimanere particolarmente fedele a come viene descritto nel libro, dando vita ad una scena particolarmente ricca di tensione e grande intrattenimento.
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film è possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno lunedì 30 novembre alle ore 21:30 sul canale TV8.
Fonte: IMDb
Lo Hobbit – un viaggio inaspettato, prime reazioni dei fan
Il sito hobbitfilm.it ha pubblicato una serie di
commenti e reazioni dei fan alla proiezione di 10 minuti de Lo
Hobbit – Un viaggio inaspettato. Le immagini sono state presentate
alla CinemaCon 2012
Lo Hobbit – un Viaggio Inaspettato, la sinossi ufficiale!
Lo Hobbit – Trailer Internazionale
E’ online il primo
trailer originale de Lo Hobbit: un viaggio inaspettato che uscirà
nelle sale di tutto il mondo a Dicembre del 2012. Possiamo prima di
tutto ritrovare, nel trailer, le superbe note di Howard Shore, che
hanno contribuito al successo del Signore degli Anelli, poi
Ian
McKellen e Cate Blanchett, che riprendono i panni di
Gandalf il Grigio e Galadriel, e poi Gollum, ancora animato da Andy
Serkys alle prese con il suo tessssoro.Poi c’è Martin Freeman, che sembra essere molto a suo
agio nell’elegante panciotto di Bilbo Baggins, e poi tutti gli
altri, i tredici nani capitanati da Thorin Scudodiquercia. Buona
visione!
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug: recensione del film di Peter Jackson
Gestire una storia di passaggio è un compito particolarmente delicato e complicato. Con Le Due Torri, Peter Jackson aveva dimostrato di essere ben in grado di manipolare un materiale, letteralmente, senza capo né coda, ma con Lo Hobbit – La desolazione di Smaug le cose sono ben diverse.
Dopo la rocambolesca fuga dagli Orchi capitanati da Azog il Profanatore, grazie al provvidenziale intervento di Gwaihir e delle altre Aquile, Bilbo, Thorin, Gandalf e tutta la compagnia di Nani sono diretti ad Est, verso la Montagna Solitaria, dove dimora il Drago Smaug. Ma prima si trovano a dover attraversare il Bosco Atro e tutti i pericoli che in esso sono annidati: orchi, ragni giganti e non ultimi gli elfi silvani, molto diversi dai loro lontani parenti di Gran Burrone, e decisamente meno inclini all’ospitalità. Intanto, separatosi dal gruppo, Gandalf è alle prese con un mistero, un minaccioso addensarsi di un’ombra che si pensava sconfitta ma che potrebbe gettare il mondo intero nel caos.
Torniamo così a capofitto
nella Terra di Mezzo, esperienza emozionante ed evocativa per
definizione, con
Peter Jackson che, come accaduto anche in
Un Viaggio Inaspettato, prende parte
della storia de Lo
Hobbit e la mescola con gli eventi
cronologicamente paralleli che vengono raccontati in altri scritti
del Professore per creare una storia composita a più strati,
rendendo più complesso il filo narrativo del romanzo e allo stesso
tempo costellando l’intero racconto di piccoli riferimenti
all’amato universo de
Il Signore degli Anelli. Tuttavia ne
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug si
avverte particolarmente la difficoltà di realizzare tre film,
ugualmente intensi e interessanti, con del materiale che ad un
certo punto comincia a latitare. Ed ecco quindi scene d’azione
perfettamente congeniate e egregiamente dirette, ma pur sempre
dilatate eccessivamente, e l’aggiunta di dettagli che appaiono
particolarmente oziosi, veri e propri riempitivi.
La grande attesa intorno agli elfi silvani, di cui facciamo l’effettiva conoscenza in questo film, delude le aspettative, regalandoci dei ritratti poco accattivanti, a partire dal ritrovato Legolas, passando per Re Thranduil, fino all’invenzione jacksoniana Tauriel. Protagonista di tutta la parte finale del film è ovviamente il drago Smaug, splendidamente realizzato e animato grazie ad un mix di mocap e CGI. Le scene nel cuore della Montagna Solitaria sono innegabilmente affascinanti e il piccolo Bilbo, contrapposto al possente Smaug ci regala un po’ di quello spirito avventuroso e anche giocoso di cui è permeato il romanzo, e che nel film si vuole a tutti i costi sostituire con un senso di epicità che stenta ad attecchire.
Con La
Desolazione di Smaug, Peter Jackson
conferma che l’idea di una trilogia per Lo Hobbit è stata
una scelta azzardata, ma da ancora una volta prova di perfetta
padronanza di tecnica registica e applicazione tecnologica al
cinema.
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug: libro, trama e cast del film
Per tutti coloro rimasti incantati dalla Terra di Mezzo grazie alla trilogia de Il Signore degli Anelli, il regista premio Oscar Peter Jackson dà loro la possibilità di tornarvi grazie ad una nuova trilogia di film qui ambientati. Iniziata con Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, questa è poi proseguita poi con Lo Hobbit – La desolazione di Smaug, uscito in sala nel 2013, e seguito poi l’anno successivo da La battaglia delle cinque armate. Tornano così sul grande schermo numerosi personaggi già conosciuti e amati, a cui si aggiungono nuovi eroi tutti da scoprire, grandi o piccoli che siano. Ricomincia dunque l’eterna lotta tra il male e il bene, con quest’ultimo capace di nascondersi anche nei luoghi più inaspettati.
Come già avvenuto per i precedenti film, anche Lo Hobbit si basa sull’omonimo romanzo del celebre scrittore J. R. R. Tolkien. Pubblicato per la prima volta nel 1937, questo racconta le gesta dell’hobbit Bilbo Baggins, e del suo incredibile viaggio verso terre e luoghi mai visti prima. Nel film di Jackson, la missione di questi è quella di aiutare un gruppo di nani a sconfiggere il terribile drago Smaug, ma forze più grandi inizieranno ad agitarsi nell’ombra, riportando alla luce l’Unico Anello, ricercato con grande avidità dal malvagio Sauron. Originariamente, era proprio da questo racconto che Jackson desiderava partire, ma per problematiche legali finì invece con il concentrarsi sull’altra ben nota trilogia.
Arrivato in sala, il film raccolse grandi consensi, in particolare da tutti quegli spettatori che non vedevano l’ora di rivivere avventure simili a quelle già conosciute. Lo Hobbit – La desolazione di Smaug arrivò così ad un guadagno globale di circa 960 milioni di dollari a fronte di un budget stimato intorno ai 225. Con tale risultato, il film è diventato uno dei maggiori incassi del 2013, nonché della storia del cinema. Molte sono le curiosità da scoprire legate al titolo, specialmente in occasione di una nuova visione. Proseguendo nella lettura si potranno scoprire così dettagli sulla trama, il cast e molto altro.
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug: la trama del film
Con il secondo capitolo della trilogia continuano le avventure di Bilbo Baggins, il quale ha intrapreso un lungo e avventuroso viaggio insieme allo stregone Gandalf e ad un gruppo di nani, capitanati da Thorin Scudodiquercia. Il loro obiettivo è quello di impadronirsi dell’Arkengemma, con la quale aspirano a sconfiggere il potente drago Smaug, ora impadronitosi della Montagna Solitaria, un tempo appartenuta al popolo dei nani. Nel corso del loro viaggio, il gruppo si imbatterà però in numerosi pericoli, da ragni giganti fino a spietati orchi. Ad accorrere in loro aiuto, però, vi saranno gli elfi Tauriel e Legolas, i quali sembrano sposare le intenzioni dei nani. Dello stesso avviso non è però il re Thranduil, che tenterà di ostacolare il loro cammino.
Nel frattempo, su suggerimento della dama elfica Galadriel, Gandalf e Radagast cercano di scoprire chi si cela dietro il Negromante. La ricerca sull’identità di questi, però, porterà alla luce sconvolgenti verità, che rischiano di minare la pace nell’intera Terra di Mezzo. Mentre Smaug si è ormai risvegliato, manifestandosi come una minaccia più grande del previsto, nuove maligne forze sembrano riprendere forza, gettando un’ombra sull’intero regno. Per la compagnia, rimanere uniti sarà l’unico modo per poter sperare di sopravvivere. L’aria di guerra, infatti, è sempre più incombente, ed evitarla sembra ormai cosa impossibile.
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug: il cast del film
Per dar vita ai nuovi personaggi presenti nel film, il regista ha condotto lunghi casting al fine di individuare le personalità più adatte. Ad interpretare il giovane Bilbo Baggins è così stato scelto Martin Freeman, il quale aveva però inizialmente rifiutato la parte per via di impegni già presi con la serie Sherlock. Pur di avvalersi della sua partecipazione, però, Jackson decise di riorganizzare le riprese. Per assumere i panni di Bilbo, Freeman dovette inoltre sottoporsi a diversi tipi di allenamento, tra cui anche quelli di combattimento con la spada. Accanto a lui, nei ruoli dei nani si ritrovano attori quali Richard Armitage come Thorin Scudodiquercia, leader del gruppo.
Nel film è poi presente Gandalf il grigio, interpretato nuovamente da Ian McKellen, il quale però non nascose una certa insoddisfazione. L’attore si trovò infatti a dover recitare prevalentemente da solo circondato dal green screen, con il risultato di sentirsi emarginato e umiliato dalla situazione. McKellen considerò anche di lasciare il ruolo, salvo ripensarci perché troppo legato ad esso. Ritorno altrettanto gradito è quello del celebre Andy Serkis nei panni di Gollum. Pur non essendo presente nel libro, Jackson ha inserito nel film anche i personaggi di Galadriel, interpretata da Cate Blanchett, e Legolas, interpretato da Orlando Bloom, entrambi già apparsi nella trilogia originale.
L’attore Lee Pace dà invita invece al controverso re degli Elfi Silvani Thranduil, mentre Benedict Cumberbatch si è cimentato in una brillante interpretazione tramite motion capture per il personaggio del drago Smaug, al quale ha anche fornito la voce, come anche del misterioso Negromante. Evangeline Lilly interpreta l’elfa Tauriel, personaggio inventato appositamente per il film. Per ricoprire la parte, l’attrice si è dedicata ad un lungo allenamento con la spada e l’arco, come anche allo studio della lingua elfica. L’attore Luke Evans, invece, dà vita a Bard l’Arciere, abitante della Città del Lago nonché abile arciere.

Lo Hobbit – La desolazione di Smaug: le differenze tra il libro e il film
Nel dar vita alla trasposizione cinematografica di Lo Hobbit, Jackson si prese diverse libertà rispetto a quanto in esso narrato. Egli non si fa infatti problemi ad aggiungere personaggi non presenti nel romanzo, come Galadriel o Legolas. Se questi due sono comunque presenti nella narrativa di Tolkien, discorso diverso è invece quello relativo all’elfa Tauriel. Il personaggio, infatti, venne ideato da zero per essere introdotto nel film, garantendo così una maggior presenza femminile e la possibilità di dar vita a sottotrame di natura romantica. Un altro personaggio che subisce radicali trasformazioni è quello di Bard l’Arciere. Nel film questi è infatti un barcaiolo disilluso e restìo a sottomettersi al Governatore della città. Nel libro, invece, egli è esclusivamente un arciere, nonché capitano della Guardia della Città.
Tra le sequenze più spettacolari del film vi è quella della fuga del gruppo di nani dalla dimora degli Elfi Silvani. Questa avviene per mezzo di alcuni barili portati dalla corrente del fiume, che permette loro di arrivare direttamente a Città del Lago. Rispetto al romanzo, tuttavia, tale situazione si presenta particolarmente più complessa nella film, richiedendo addirittura un sacrificio da parte del nano Kili, che per permettere ai suoi compagni di fuggire viene ferito da una freccia avvelenata. Altra notevole differenza si ritrova nel finale, al momento dell’entrata in scena del drago Smaug. Nel romanzo, infatti, Bilbo entra nella montagna per due volte, riuscendo ad individuare un punto debole nella corazza del drago. Nel film, invece, l’hobbit intrattiene una lunga conversazione con Smaug, fino al momento in cui questi non esce dalla montagna per seminare il terrore.
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film è possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lo Hobbit – La desolazione di Smaug è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno lunedì 7 dicembre alle ore 21:30 sul canale TV8.
Fonte: IMDb
Lo Hobbit – La desolazione di Smaug, un mucchio di clip dall’edizione estesa
A meno di un mese dalla release in blu ray e DVD dell’edizione estesa de Lo Hobbit – La desolazione di Smaug arrivano online alcuni contenuti che troveremo nelle due edizioni citate prima. Vi ricordiamo che qualora voleste vedere Lo Hobbit – La desolazione di Smaug con i 25 minuti aggiuntivi senza aspettare la release su supporto fisico, potete farlo grazie al digital download su Itunes, Google Play e PSN.
Lo Hobbit La Desolazione di
Smaug è il secondo capitolo della Trilogia
di Peter
Jackson tratta dall’omonimo romanzo
di J.R.R. Tolkien. La pellicola è uscita il 12
dicembre 2013 in Italia ed è scritto da Fran Walsh,
Peter Jackson, Philippa
Boyens e Guillermo del Toro. La
terza parte, invece intitolata Lo Hobbit la
Battaglia delle Cinque Armate è attesa per il 17
Dicembre 2014. Il cast del film comprende Andy
Serkis, Benedict Cumberbatch, Billy
Connolly, Cate
Blanchett, Christopher Lee, Elijah
Wood, Evangeline Lilly, Hugo
Weaving, Ian Holm, Ian
McKellen, Lee Pace, Luke
Evans, Martin
Freeman, Richard
Armitage, Stephen
Fry.
Trama de Lo Hobbit La Desolazione di Smaug: Le avventure di Bilbo Baggins e della compagnia di dodici nani di Thorin Scudodiquercia, formata da Balin, Dwalin, Kili, Fili, Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bofur e Bombur. Il gruppo deve recuperare il tesoro posto nel cuore della Montagna Solitaria, sorvegliato dal drago Smaug.
Lo Hobbit – la Battaglia delle Cinque Armate: recensione dell’ultimo film
Alla fine di un lungo viaggio, alla fine di un’avventura, nessuno è lo stesso. Che questo viaggio sia una missione per salvare il Mondo dal destino di Oscurità o che sia un’enorme caccia al tesoro con tanto di Drago-Guardiano, poco importa, quando si ritorna a casa, nelle confortevoli stanze tonde sotto la Collina, tutto sarà cambiato per sempre. È un po’ quello che capita allo spettatore quando le luci si accendono e cominciano a scorrere i titoli di coda. Il viaggio è terminato, Lo Hobbit – la Battaglia delle Cinque Armate ha fatto calare (per ora) il sipario sulla Terra di Mezzo, e un’era cinematograficamente di grande importanza storica, tecnica, artistica si è conclusa.
Peter Jackson sembra aver fatto del suo meglio, ha raccontato l’avidità dei Nani, l’egoismo degli elfi, la cattiveria degli Orchi, l’astuzia degli Hobbit (di uno, a dire il vero), l’opportunismo degli stregoni e la meschinità degli uomini. È riuscito però allo stesso tempo a raccontarne anche il coraggio, la lealtà, la bellezza, la forza e il potere, portando ancora una volta sul grande schermo un pezzettino in più di Terra di Mezzo.

Lo Hobbit – la Battaglia delle Cinque Armate è un deciso miglioramento rispetto ai ritmi ripetitivi de La Desolazione di Smaug; non siamo nuovi a lunghi scontri armati (vedi il Fosso di Helm), e il racconto di tutti i fronti di una Battaglia che vede coinvolti ben cinque eserciti non è assolutamente da lasciare al caso. E infatti Peter Jackson è ormai maestro nel raccontare le dinamiche di attacchi, difese, arcieri che scoccano frecce e soldati che fendono l’aria con colpi coraggiosi e decisi. Il regista riesce finalmente a regalare alle scene quell’epicità che aveva inseguito invano e inutilmente nei due film precedenti; finalmente ci racconta una battaglia per la difesa della propria vita, della propria casa, dando così vero valore alle gesta eroiche del folle Thorin, imprigionato nella ‘malattia del drago’: l’avidità.
Lo Hobbit la Battaglia delle Cinque Armate, tra toni ed epicità
Proprio la rappresentazione dai toni onirici della follia del Re Sotto la Montagna è uno dei punti deboli del film; se il concetto dietro alle intenzioni è molto interessante, molto ‘umano’ (nonostante sia applicato ad un Nano), l’espediente per sviscerarlo è forse un po’ troppo enfatico e reiterato, oltre al fatto che ricorda vagamente le conversazioni tra Gollum e Smeagol in merito al suo ‘tesssoro’ e la ‘tentazione’ di Aragorn di fronte al Morannon.

Altro elemento che stona con le intenzioni principali del film è il sub-plot romantico tra Tauriel e Kili. Non tanto la particolarità dell’assortimento della coppia o l’estraneità ai romanzi, quanto i toni, i dialoghi, persino la regia scelta per rappresentarli, riducono la storia d’amore ad una macchiettistica riproposizione dell’amore romantico in Tolkien, un affronto vero e proprio ad un autore che dell’Amore ha fatto il suo tema portante.
I momenti di debolezza vengono però riparati dalle autocitazioni, i riferimenti al Signore degli Anelli, all’Oscurità che ritorna, al Bianco Consiglio, alla potenza e alla purezza dei Tre e al Male che, mentre viene sconfitto da un lato, dall’altro si insinua nei posti più impensati.

Dopo tutte le battaglie, i morti, il sangue versato e il coraggio dimostrato, si torna però, finalmente, a guardare ‘un panorama familiare’. Il ritorno è dolce, un po’ buffo, aperto ad un futuro che già ci è stato mostrato. Il cuore si riscalda quando, in un finale perfetto, Peter Jackson chiude il suo cerchio, il suo Anello dorato che porterà ad un’altra, maestosa, immortale avventura che tutti conosciamo bene, un’avventura che si concluderà, di nuovo, alla porta tonda e verde di Casa Baggins.
Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate: libro, trama e cast del film
Per tutti coloro rimasti incantati dalla Terra di Mezzo grazie alla trilogia de Il Signore degli Anelli, il regista premio Oscar Peter Jackson dà loro la possibilità di tornarvi grazie ad una nuova trilogia di film qui ambientati. Iniziata con Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato, questa è poi proseguita poi con Lo Hobbit – La desolazione di Smaug e Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate (qui la recensione), uscito in sala nel 2014. Tornano così sul grande schermo numerosi personaggi già conosciuti e amati, a cui si aggiungono nuovi eroi tutti da scoprire, grandi o piccoli che siano. Ricomincia dunque l’eterna lotta tra il male e il bene, con quest’ultimo capace di nascondersi anche nei luoghi più inaspettati.
Come già avvenuto per i precedenti film, anche Lo Hobbit si basa sull’omonimo romanzo del celebre scrittore J. R. R. Tolkien. Pubblicato per la prima volta nel 1937, questo racconta le gesta dell’hobbit Bilbo Baggins, e del suo incredibile viaggio verso terre e luoghi mai visti prima. Nel film di Jackson, la missione di questi è quella di aiutare un gruppo di nani a sconfiggere il terribile drago Smaug, ma forze più grandi inizieranno ad agitarsi nell’ombra, riportando alla luce l’Unico Anello, ricercato con grande avidità dal malvagio Sauron. Originariamente, era proprio da questo racconto che Jackson desiderava partire, ma per problematiche legali finì invece con il concentrarsi sull’altra ben nota trilogia.
Arrivato in sala, il film raccolse grandi consensi, in particolare da tutti quegli spettatori che non vedevano l’ora di rivivere avventure simili a quelle già conosciute. Lo Hobbit – La desolazione di Smaug arrivò così ad un guadagno globale di circa 956 milioni di dollari a fronte di un budget stimato intorno ai 250. Con tale risultato, il film è diventato uno dei maggiori incassi del 2013, nonché della storia del cinema. Molte sono le curiosità da scoprire legate al titolo, specialmente in occasione di una nuova visione. Proseguendo nella lettura si potranno scoprire così dettagli sulla trama, il cast e molto altro.
La trama di Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate
Dopo aver reclamato la loro patria dal drago Smaug, la compagnia ha involontariamente scatenato una forza letale nel mondo. Infuriato, Smaug abbatte la sua ira ardente e senza pietà alcuna su uomini inermi, donne e bambini di Pontelungo. Ossessionato soprattutto dal recupero del suo tesoro, Thorin sacrifica l’amicizia e l’onore e mentre i frenetici tentativi di Bilbo di farlo ragionare si accumulano finiscono per guidare lo Hobbit verso una scelta disperata e pericolosa. Per fermare il drago, il gruppo dovrà unire le proprie forze, e con Bard l’Arciere e gli elfi Tauriel e Legolas, cercheranno di individuare il punto debole dove colpirlo e ucciderlo una volta per tutte.
Ma ci sono anche pericoli maggiori che incombono. Non visto, se non dal Mago Gandalf, il grande nemico Sauron ha mandato legioni di orchi in un attacco furtivo sulla Montagna Solitaria. Mentre l’oscurità converge sul conflitto in escalation, le razze di Nani, Elfi e Uomini devono decidere se unirsi o essere distrutte. Bilbo si ritrova così a lottare per la sua vita e quella dei suoi amici, coinvolto suo malgrado nell’epica Battaglia delle Cinque Armate. Se c’è una cosa che è chiara a tutti sin da subito, è che l’esito di questa determinerà in modo inequivocabile il futuro della Terra di Mezzo, ora più che mai in bilico.
Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate: il cast del film
Per dar vita ai nuovi personaggi presenti nel film, il regista ha condotto lunghi casting al fine di individuare le personalità più adatte. Ad interpretare il giovane Bilbo Baggins è così stato scelto Martin Freeman, il quale aveva però inizialmente rifiutato la parte per via di impegni già presi con la serie Sherlock. Pur di avvalersi della sua partecipazione, però, Jackson decise di riorganizzare le riprese. Per assumere i panni di Bilbo, Freeman dovette inoltre sottoporsi a diversi tipi di allenamento, tra cui anche quelli di combattimento con la spada. Accanto a lui, nei ruoli dei nani si ritrovano attori quali Richard Armitage come Thorin Scudodiquercia, leader del gruppo.
Nel film è poi presente Gandalf il grigio, interpretato nuovamente da Ian McKellen, il quale però non nascose una certa insoddisfazione. L’attore si trovò infatti a dover recitare prevalentemente da solo circondato dal green screen, con il risultato di sentirsi emarginato e umiliato dalla situazione. McKellen considerò anche di lasciare il ruolo, salvo ripensarci perché troppo legato ad esso. Ritorno altrettanto gradito è quello del celebre Andy Serkis nei panni di Gollum. Pur non essendo presente nel libro, Jackson ha inserito nel film anche i personaggi di Galadriel, interpretata da Cate Blanchett, e Legolas, interpretato da Orlando Bloom, entrambi già apparsi nella trilogia originale.
L’attore Lee Pace dà invita invece al controverso re degli Elfi Silvani Thranduil, mentre Benedict Cumberbatch si è cimentato in una brillante interpretazione tramite motion capture per il personaggio del drago Smaug, al quale ha anche fornito la voce, come anche del misterioso Negromante. Evangeline Lilly interpreta l’elfa Tauriel, personaggio inventato appositamente per il film. Per ricoprire la parte, l’attrice si è dedicata ad un lungo allenamento con la spada e l’arco, come anche allo studio della lingua elfica. L’attore Luke Evans, invece, dà vita a Bard l’Arciere, abitante della Città del Lago nonché abile arciere. Hugo Weaving, infine, riprende il ruolo dell’elfo Elrond.

Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate: le differenze tra il libro e il film
Nel dar vita alla trasposizione cinematografica di Lo Hobbit, Jackson si prese diverse libertà rispetto a quanto in esso narrato. La battaglia al centro di questo terzo capitolo della trilogia, infatti, occupa in realtà poche pagine nel romanzo di Tolkien. Lo scrittore, infatti, non riservò ampio spazio all’evento, che viene invece qui riadattato per coprire un film di oltre due ore e venti. Per riuscire in ciò, Jackson trasse materiale narrativo anche dalle Appendici de Il Signore degli Anelli. L’effetto più evidente di ciò non è solo l’inserimento di eventi nuovi, come l’amore che nasce tra l’elfa Tauriel e il nano Kili, ma anche il maggior approfondimento di eventi nel libro solo accennati.
Tra questi vi è l’episodio che si svolge nella fortezza di Dol Guldur. Questo ha per protagonisti Gandalf, Elrond, Saruman e Galandriel intenti a scacciare da quel minaccioso luogo il malvagio Sauron, lì insediatosi in attesa di ottenere maggior potere. Tale evento è in realtà contenuto nelle Appendici sopra citate. Altra notevole differenza è quella relativa alla freccia scagliata da Bard che uccide il drago Smaug. Nel libro questa viene guidata verso il bersaglio grazie ad un uccello, mentre nel film colpisce il possente drago in ben altro modo. Infine, anche riguardo il personaggio di Thorin si evidenziano notevoli differenze. Nel film trova infatti maggior spazio il racconto circa la sua follia e il suo rinsavimento. Particolarmente più dettagliata ed eroica è anche la sua morte.
Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film è possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno lunedì 23 gennaio alle ore 21:15 sul canale La7.
Fonte: IMDb
Lo Hobbit – La battaglia delle cinque armate: ecco il final trailer
Arriva online il final trailer de Lo Hobbit la Battaglia delle Cinque Armate, l’atteso ultimo capitolo della nuova trilogia diretta da Peter Jackson. Vi ricordiamo che il trailer dovrebbe uscire oggi anche in versione ufficiale qualora il video sottostane dovesse scomparire.
Lo Hobbit la Battaglia delle Cinque Armate è scritto da Fran Walsh, Peter Jackson, Philippa Boyens e Guillermo del Toro. Il cast del film comprende Andy Serkis, Benedict Cumberbatch, Billy Connolly, Cate Blanchett, Christopher Lee, Elijah Wood, Evangeline Lilly, Hugo Weaving, Ian Holm, Ian McKellen, Lee Pace, Luke Evans, Martin Freeman, Richard Armitage, Stephen Fry.
Trama: Lo Hobbit La Battaglia delle Cinque Armate porta all’epica conclusione delle avventura di Bilbo Baggins, Thorin Scudodiquercia e la compagnia dei nani. Avendo reclamato la propria terra al drago Smaug, la compagnia ha inavvertitamente scatenato una forza letale nel mondo. Infuriato, Smaug riversa la sua ira ardente dall’alto, su uomini inermi, donne e bambini di Pontelagolungo.
Ossessionato soprattutto dal proteggere il suo tesoro, Thorin sacrifica la sua amicizia e il suo onore, mentre Bilbo tenta in tutti i modi di farlo ragionare e presto dovrà compiere una scelta molto rischiosa. Ma ci sono anche pericoli più grandi. All’oscuro di tutti a parte Gandalf, Sauron sta radunando le sue legioni di orchi per attaccare la Montagna Solitaria.
Mentre l’oscurità sta prendendo il sopravvento nel conflitto, Nani, Elfi e Uomini si trovano di fronte alla condizione di dover lottare insieme o venire sconfitti. Bilbo si ritrova a dover lottare per la sua vita e quella dei suoi amici nella battaglia epica dei Cinque Eserciti, con il futuro della Terra di Mezzo in bilico.
Lo chiamavano Jeeg Robot: trama, cast e premi del film
Indicato come uno dei film che ha contribuito alla forte attenzione del cinema italiano nei confronti dei generi cinematografici, Lo chiamavano Jeeg Robot segna il debutto ad un lungometraggio di Gabriele Mainetti e Nicola Guaglianone. Rispettivamente regista e sceneggiatore, i due avevano già collaborato con successo a cortometraggi quali Il produttore, Basette e Tiger Boy. Per il loro esordio sul grande schermo, scelgono di dar vita al primo grande supereroe italiano, il quale è però naturalmente calato all’interno del forte contesto della periferia di Roma. Con il film di Mainetti si è così aperta per il cinema italiano una nuova ricca stagione.
Il titolo del film è un ovvio riferimento al celebre manga Jeeg Robot d’acciaio, dove il supereroe in questione si trova a dover salvare il mondo da nemici ogni volta diversi. Allo stesso modo, il protagonista del film italiano, Enzo Ceccotti, deve fare i conti con la criminalità di Roma, e in particolare con un nemico che si rivelerà più imprevedibile del previsto. Proprio per le grandi novità che il film presentava, questo faticò inizialmente a trovare produttori disposti ad investirvi. In seguito, tuttavia, il film riuscì a prendere forma, arrivando ad ottenere un’anteprima alla Festa del Cinema di Roma.
Arrivato infine in sala, il film riesce ad affermarsi come uno dei migliori incassi della stagione, arrivando ad un guadagno complessivo di quasi 6 milioni di euro a fronte di un budget di quasi 2. Per Lo chiamavano Jeeg Robot la strada verso il successo era però appena iniziata. Il film divenne infatti un vero e proprio caso cinematografico, arrivando a vincere alcuni tra i maggiori premi assegnati dall’industria italiana. Grazie anche ad una distribuzione estera, il film ha potuto dimostrare in tutto il mondo il pregio che ancora oggi il cinema italiano può vantare.
Lo chiamavano Jeeg Robot: la trama del film
Il film racconta di Enzo Ceccotti, un uomo solitario che vive di espedienti nella periferia di Roma, si nutre di budini alla vaniglia e guarda solo dvd pornografici. Un giorno, inseguito dalla polizia per il furto di un orologio, si tuffa nel Tevere e lì viene a contatto con una sostanza radioattiva, che una volta tornato a casa gli causa un terribile malessere. Superata la notte e apparentemente guarito, si organizza per un nuovo colpo, commissionatogli dallo spietato criminale noto come Lo Zingaro. A casa di uno dei suoi complici, Enzo incontra Alessia, una ragazza con problemi mentali, che si comporta come una bambina, fa fatica a distinguere tra finzione e realtà e ha una vera e propria ossessione per il cartone animato Jeeg Robot d’acciaio.
Durante un incontro con alcuni corrieri di droga, Enzo rimane però coinvolto in una sparatoria, si prende una pallottola e fa un volo di diversi metri. Inspiegabilmente rimane illeso e realizza così di avere dei “superpoteri”, acquisiti grazie alla sostanza radioattiva: oltre all’invulnerabilità, possiede anche una forza sovrumana. Lo Zingaro con i suoi scagnozzi si reca a casa di Alessia per avere informazioni sul carico di droga, arrivando ad essere violento con la giovane. Sentite le urla della ragazza, Enzo accorre e interviene picchiando i criminali e salvando Alessia. I due, costretti ora ad una latitanza, si ritrovano a stringere un profondo legame. La loro tranquillità viene però messa a dura prova proprio da Lo Zingaro, il quale è in cerca di vendetta.

Lo chiamavano Jeeg Robot: il cast di attori del film
Tra gli elementi di maggior forza del film vi è il suo cast di attori. Tutti premiati per le loro interpretazioni, questi hanno dato vita a personaggi memorabili, entrati da subito nell’immaginario collettivo del cinema italiano. Grande protagonista è l’attore Claudio Santamaria. Questi, tuttavia, aveva inizialmente dovuto rifiutare il ruolo a causa di altri impegni. Poiché il regista desiderava fortemente averlo nel film, però, le riprese vennero posticipate in attesa che l’attore fosse libero. Ciò avvenne però con la sua promessa di acquisire circa 20 chili, arrivando ad un totale di 100, e assumendo l’imponenza richiesta per il personaggio.
Accanto a lui nel film è poi presente Luca Marinelli, oggi tra i principali interpreti del cinema italiano, che ha qui vestito i panni del criminale Lo Zingaro. Affermatosi per il suo carattere sopra le righe, il personaggio è oggi ricordato come uno dei villain più apprezzati del recente cinema nazionale. Per dargli vita, Marinelli ha raccontato di essersi ispirato ai personaggi di Hannibal Lecter e Buffalo Bill, entrambi presenti in Il silenzio degli innocenti. Per il ruolo di Alessia, invece, viene scelte l’attrice Ilenia Pastorelli. All’epoca questa era ancora un’esordiente, e per tale ragione il regista non era del tutto convinto di voler affidare a lei il ruolo. A convincerlo fu però Guaglianone, lo sceneggiatore, il quale dichiarò di aver scritto il personaggio con lei in mente. Dopo averla incontrata, anche Mainetti si convinse del fatto che era l’attrice giusta per il ruolo. Nel film è poi presente anche l’attrice Antonia Truppo nel ruolo della boss criminale Nunzia Lo Cosimo.
Lo chiamavano Jeeg Robot: i premi, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Lo chiamavano Jeeg Robot si è affermato come uno dei film più acclamati e premiati del suo anno. Questo è infatti stato candidato a numerosi premi di particolare prestigio in Italia, come i David di Donatello e i Nastri d’argento. Ai primi il titolo ricevette ben 17 nomination, ottenendo poi 8 premi, tra cui quelli per i quattro interpreti principali e quello per il miglior regista esordiente. Ai Nastri d’argento il film guadagnò invece 10 nomination, mentre 12 furono quelle ai Ciak d’Oro. Il film venne inoltre selezionato nella rosa dei film tra cui scegliere per il candidato italiano all’Oscar per il miglior film straniero, non ottenendo però tale possibilità. Svariati sono poi stati i premi “minori” vinti sempre sul suolo italiano.
Per gli appassionati del film è possibile fruire di Lo chiamavano Jeeg Robot grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il film è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Netflix, Now TV, Rai Play e Tim Vision. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno mercoledì 2 dicembre alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.
Fonte: IMDb
Lo chiamavano Jeeg Robot: su Amazon l’edizione limitata blu-ray
A partire da oggi e solo su Amazon.it è possibile pre-ordinare l’edizione limitata in Blu-Ray di Lo chiamavano Jeeg Robot, il film rivelazione del 2016 diretto da Gabriele Mainetti con protagonista Claudio Santamaria.
Ad annunciarlo è il regista della pellicola, già vincitrice di 7 David di Donatello, 4 Ciak d’Oro e 2 Nastri d’Argento, tramite un video disponibile a questo link: www.amazon.it/jeegrobot.
Lo chiamavano Jeeg Robot recensione del film con Claudio Santamaria
Gli utenti potranno così assicurarsi una delle 250 copie numerate, autografate dal regista e appositamente realizzate per Amazon.it con una copertina esclusiva, in vendita a partire dal prossimo 15 settembre.
Il film racconta la vicenda di Enzo Ceccotti, ragazzo romano che entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Ma tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
L’edizione limitata del Blu-Ray contiene Contenuti extra, un lungo backstage, i provini, le scene tagliate, lo storyboard, gli effetti speciali e le musiche, svelando così il lavoro svolto da regista e attori prima che Lo chiamavano Jeeg Robot diventasse la rivelazione cinematografica dell’anno.
Tutte le copie del Blu-Ray conterranno inoltre “Tiger Boy”, cortometraggio diretto, prodotto e musicato da Gabriele Mainetti e scritto da Nicola Guaglianone.
Tra i dieci finalisti agli Oscar 2014, Tiger Boy è la storia di Matteo, un bambino di nove anni, che armato di ago e filo costruisce una maschera identica a quella del suo mito: un wrestler di Corviale chiamato “Il Tigre”. La maschera diventa una seconda pelle per Matteo e non vuole togliersela per nessuna ragione. Quello che a prima vista viene scambiato per un capriccio è in realtà una chiara richiesta d’aiuto che nessuno riesce a cogliere.
Il pre-ordine del Blu-Ray di “Lo chiamavano Jeeg Robot” è disponibile al seguente link: www.amazon.it/jeegrobot
Lo chiamavano Jeeg Robot: secondo teaser del film con Claudio Santamaria
Dopo gli applausi alla Festa Internazionale del film di Roma 2015, e un primo teaser, ecco il secondo teaser trailer di Lo chiamavano Jeeg Robot, il film diretto da Gabriele Mainetti con due straordinari interpreti, Claudio Santamaria e Luca Marinelli.
Ecco la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria. Il film arriverà a febbraio nei nostri cinema.
Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo chiamavano Jeeg Robot: recensione del film
Brutti sporchi e cattivi nell’Era del cinecomic supereroistico. Potrebbe essere riassunto così, con il giusto grado di approssimazione, Lo chiamavano Jeeg Robot, film di Gabriele Mainetti con uno stropicciato Claudio Santamaria nei panni di un eroe riluttante.
In Lo chiamavano Jeeg Robot Enzo è un ladruncolo qualunque, un disgraziato che vive di film porno e yogurt, chiuso in quattro mura a Tor Bella Monaca, nella periferia romana, insieme alla sua disperata solitudine. Un giorno, mentre cerca di sfuggire all’arresto per il furto di un orologio, Enzo cade nel Tevere, dove viene esposto ad agenti chimici, buttati da chissà chi sul letto del fiume. Qualcosa di straordinario lo investe, qualcosa che lui stesso fatica a capire e che gli cambierà completamente la vita e la prospettiva.

Gabriele Mainetti, alla sua opera prima dopo essersi messo alla prova con il cortometraggio, confeziona un film che, rimanendo perfettamente fedele alla realtà in cui è immerso, si affaccia al cinema internazionale con straordinaria efficacia, senza perdere mai di vista la sua vera identità. Senza paura di essere smentiti o di esagerare in alcun modo, La chiamavano Jeeg Robot è una delle migliori storie di supereroi raccontate sul grande schermo degli ultimi anni. La genesi, la presa di coscienza, il sorgere di una nemesi, la perdita, la sofferenza e infine l’accettazione del proprio scopo nel mondo sono calati nella sporcizia e nella povertà di una periferia senza speranza, conferendo un’aura sofferta ma anche buffa allo splendido protagonista, Claudio Santamaria, che affronta in maniera straordinariamente umana una trasformazione sovrumana. Pur arenandosi nella parte centrale perdendo il ritmo narrativo in favore dell’indagine sui personaggi, Lo chiamavano Jeeg Robot si fregia di un’ottima regia e di grandi interpreti, protagonisti e comprimari, raccontando una storia a metà tra realtà e fantasia, senza cedere alla spettacolarizzazione a cui siamo ormai assuefatti e concentrandosi sui caratteri e sulle emozioni.
I riferimenti
cinematografici illustri sono innumerevoli, dalle inquadrature
mutuate da
Il Cavaliere Oscuro, alla colonna
sonora che ricorda in maniera molto precisa quella de
L’uomo d’Acciaio, fino al villain
splendidamente folle di
Luca Marinelli, che, truccato in maniera
eccessiva, sfigurato e pazzo, sembra una crasi all’amatriciana (nel
senso migliore del termine) dei Joker di Jack Nicholson e
Heath Ledger.
La forza di Lo chiamavano Jeeg Robot però risiede nel fare propri tutti questi riferimenti, palesandoli con onestà e cucendoli addosso a un tessuto narrativo, italiano nell’anima e universale nel linguaggio.
Lo chiamavano Jeeg Robot: proiezione gratuita a Torino
Uscirà il 25 febbraio Lo Chiamavano Jeeg Robot, il primo film di Gabriele Mainetti che ha già raccolto consensi e ovazioni dalla critica e dal pubblico che è già riuscito a vederlo.
Cinefilos.it offre la possibilità a pochi fortunati di vedere il film gratuitamente la sera dell’scita, il 25 febbraio.
Per avere la possibilità di partecipare manda una e-mail a [email protected] specificando NOME COGNOME E CINEMA per avere la possibilità di vincere un invito valido per 2 persone!
Le sale che aderiscono all’iniziativa sono:
- CINEMA REPOSI
– TORINO ore 20.00
- UCI LINGOTTO –
TORINO ore 19.50
- THE SPACE
TORINO ore 19.00
Per chi riceverà l’email di conferma, basterà recarsi alla biglietteria del cinema scelto e dire il nome che si è dato al momento dell’invio dell’e-mail.
Ai link seguenti potete trovare la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.
Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Guarda il trailer di
Lo Chiamavano Jeeg Robot
Lo chiamavano Jeeg Robot: primo trailer del film rivelazione di Gabriele Mainetti
Dopo gli applausi alla Festa Internazionale del film di Roma 2015, ecco il primo teaser trailer di Lo chiamavano Jeeg Robot, il film diretto da Gabriele Mainetti con due straordinari interpreti, Claudio Santamaria e Luca Marinelli.
Lo chiamavano Jeeg Robot – Teaser TrailerEcco a voi il primo Teaser Trailer di Lo chiamavano Jeeg Robot insieme ad un nuovo imperdibile appuntamento!#HiroshiShiba #senzapaurasemprelotterà #alcinema
Posted by Lo chiamavano Jeeg Robot on Mercoledì 9 dicembre 2015
Ecco la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria. Il film arriverà a febbraio nei nostri cinema.
Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo chiamavano Jeeg Robot: primo backstage del film
Ecco il primo backstage da Lo chiamavano Jeeg Robot, il nuovo film di Gabriele Mainetti, presentato all’ultimo Festival di Roma e che già fa parlare di sè come il caso cinematografico dell’anno in casa nostra. Straordinari protagonisti della pellicola sono Claudio Santamaria e Luca Marinelli.
Ecco un video dal backstage:
Backstage.
Pubblicato da Lo chiamavano Jeeg Robot su Giovedì 4 febbraio 2016
Ai link seguenti potete trovare la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.
Lo chiamavano Jeeg Robot sarà al cinema a partire dal prossimo 25 febbraio.
Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo chiamavano Jeeg Robot: Michele Braga e Gabriele Mainetti per la soundtrack
“Man mano che conosciamo i personaggi, la musica cresce, evolve, i suoni si sommano. E quando il nostro supereroe, un sociopatico ragazzo di borgata, si innamora di una ragazza e comprende che il grande dono che ha ricevuto, quello dei superpoteri, può essere utilizzato per aiutare gli altri, è allora che la musica finalmente si libera, emoziona, segue i protagonisti passo dopo passo, fino allo scontro finale”. Così Michele Braga, il musicista che con il regista Gabriele Mainetti ha composto le musiche di “Lo chiamavano Jeeg Robot”, il film dal genere supereroico, distribuito da Lucky Red, che da domani sarà nelle sale con Claudio Santamaria, Luca Marinelli ed Ilenia Pastorelli.
Alla base dell’idea musicale, la volontà di affiancare ciascuna composizione al percorso emotivo del protagonista, consentendo così allo spettatore di seguirlo attentamente in ogni momento fino a ritrovarsi in un mondo fantastico: quello dei superpoteri. A scandire il ritmo dell’intera pellicola un impianto elettronico addolcito da uno strumento percussivo come il pianoforte.
Ai link seguenti potete trovare la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.
“Ho realizzato Lo chiamavano Jeeg Robot con l’intento di dar vita a un film fatto di diversi generi armonizzati tra loro”, racconta Gabriele Mainetti. “Durante il montaggio mi sentivo come un funambolo senza la rete di protezione. Con l’arrivo progressivo delle musiche tutto mi appariva più definito e cominciavo a sentirmi sicuro. Per me la colonna sonora in un film è una presenza costante: c’è persino quando non avvertiamo gli strumenti emettere suono. Il silenzio non è altro che una pausa musicale, il direttore d’orchestra continua a battere il tempo e l’organico fa il suo ingresso solo quando l’immagine ne ha davvero bisogno”.
Grande successo per il brano dei titoli di coda che Michele Braga e Gabriele Mainetti hanno prodotto e arrangiato per questo cinecomic Made in Italy: una versione più matura ed emozionante della famosa sigla “Jeeg Robot d’acciaio” cantata proprio da Claudio Santamaria. Il video della straordinaria performance ha infatti ottenuto circa 100mila visualizzazioni in soli due giorni sui principali social network.
“Riarrangiare la sigla di Jeeg Robot in versione ballad struggente, malinconica e graffiante – spiega Michele Braga – era l’unica maniera ‘musicale’ per tenere quella melodia e quel testo incollati alle immagini del film. Nel trailer-sigla, musica ed immagini sembrano nate per stare insieme.”
La colonna sonora, prodotta da RTI SpA e Ala Bianca Srl, è distribuita da Made in etaly e sarà disponibile su ITunes e nei migliori store digitali.
Lo chiamavano Jeeg Robot: Marinelli e Santamaria canterini scatenati – video
Si è tenuto ieri sera il party dedicato a Lo chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione dell’anno, opera prima di Gabriele Mainetti. Alla festa, organizzata all’ex Dogana allo Scalo San Lorenzo a Roma, hanno partecipato tutti i protagonisti del film vincitore di sette David di Donatello, e mentre Ilenia Pastorelli si è esibita in un dj set inedito, i protagonisti maschili del film, Claudio Santamaria e Luca Marinelli hanno intrattenuto gli invitati con le loro ugole d’oro, complice l’accompagnamento alla chitarra dello stesso Mainetti.
Ecco i video:
LEGGI LA RECENSIONE DI LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT
GUARDA IL TRAILER DEL FILM
Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, è in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Il film ha fatto registrare un buon successo al box office, dovuto soprattutto al passaparola estremamente favorevole e alle critiche positive avute dalla critica. Gli incassi soddisfacenti stanno adesso facendo pensare a un sequel, ma il regista Mainetti ha dichiarato che un seguito si farà soltanto se si riuscirà a trovare la giusta storia per portare Enzo Ceccotti sul grande schermo come merita.
Lo chiamavano Jeeg Robot: Luca Marinelli è Lo Zingaro nel character poster
Dopo l’eroe c’è il villain, dopo Claudio Santamaria, ecco Luca Marinelli nei panni dello Zingaro nel secondo character poster di Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli. Il film sarà in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Ai link seguenti potete trovare la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.

Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo Chiamavano Jeeg Robot: la terza cover di Giacomo Bevilacqua
Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, sarà in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Negli stessi giorni uscirà anche il fumetto tratto dal film, scritto e curato da Roberto Recchioni (curatore editoriale di Dylan Dog) ed illustrato da Giorgio Pontrelli e Stefano Simeone. Il fumetto sarà allegato alla Gazzetta dello Sport in quattro differenti copertine firmate da importanti fumettisti italiani: Leo Ortolani, Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua e Zerocalcare.
Questa è la copertina disegnata da Giacomo Bevilacqua, il creatore di A Panda piace:

Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo chiamavano Jeeg Robot: la copertina di Zero Calcare
Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, sarà in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Negli stessi giorni uscirà anche il fumetto tratto dal film, scritto e curato da Roberto Recchioni (curatore editoriale di Dylan Dog) ed illustrato da Giorgio Pontrelli e Stefano Simeone. Il fumetto sarà allegato alla Gazzetta dello Sport in quattro differenti copertine firmate da importanti fumettisti italiani: Leo Ortolani, Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua e Zerocalcare.
Questa è la copertina disegnata da Zero Calcare:

GUARDA ANCHE: Lo chiamavano Jeeg Robot: la copertina di Leo Ortolani
Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo chiamavano Jeeg Robot: la copertina di Leo Ortolani
Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, sarà in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Negli stessi giorni uscirà anche il fumetto tratto dal film, scritto e curato da Roberto Recchioni (curatore editoriale di Dylan Dog) ed illustrato da Giorgio Pontrelli e Stefano Simeone. Il fumetto sarà allegato alla Gazzetta dello Sport in quattro differenti copertine firmate da importanti fumettisti italiani: Leo Ortolani, Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua e Zerocalcare.
Questa è la copertina disegnata da Leo Ortolani, il creatore di Rat-Man:

Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo Chiamavano Jeeg Robot: l’ultima copertina di Roberto Recchioni
Ecco anche l’ultima variant firmata da Roberto Recchioni per la copertina del fumetto Lo Chiamavano Jeeg Robot, tratto dall’omonimo film che uscirà il 25 febbraio.
Il fumetto verrà pubblicato negli stessi giorni, in allegato alla Gazzetta dello Sport, in quattro differenti copertine firmate da importanti fumettisti italiani: Leo Ortolani, Roberto Recchioni, Giacomo Bevilacqua e Zerocalcare.
Roberto Recchioni
(curatore editoriale di Dylan Dog) ha
anche scritto e curato il fumetto, con la collaborazione
di Giorgio Pontrelli e Stefano
Simeone che hanno disegnato e colorato
l’albo.

Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, sarà in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo chiamavano Jeeg Robot: l’emozionante Trailer Reverse
Il canale Youtube della Lucky Red ha pubblicato un nuovo trailer di Lo chiamavano Jeeg Robot, un video particolare intitolato Trailer Reverse. Eccolo di seguito, che ve ne pare?
Ai link seguenti potete trovare la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.
Di seguito la trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli, sarà in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Lo chiamavano Jeeg Robot: in dvd e blu-ray
Il 15 settembre uscirà, in Dvd e Blu-Ray Disc, arricchito da numerosi e inediti contenuti extra, Lo chiamavano Jeeg Robot, l’opera prima di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli.
LEGGI LA RECENSIONE FILM DI Lo chiamavano Jeeg Robot
Il film, presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma e uscito nelle sale a Febbraio 2016, ha raccolto nei mesi il favore di critica e pubblico che lo hanno portato a raggiungere quasi 5 milioni di euro al botteghino.
Il “fenomeno” Lo chiamavano Jeeg Robot parte da lontano e non sembra arrestarsi, a dimostrarlo i numerosi premi ricevuti anche nelle ultime settimane: dai sette David di Donatello ai quattro Ciak d’Oro, dal Globo d’oro, assegnato dalla stampa estera come miglior film 2016, fino ai due Nastri D’Argento.
Un percorso di alto livello quello di Lo chiamavano Jeeg Robot e di alto livello sarà la qualità dell’edizione home video.
Distribuito da Warner Bros per Lucky Red, dal 15 settembre gli appassionati di Enzo Ceccotti potranno acquistare un prodotto ricco di contenuti extra.
Un lungo back stage, i provini degli attori, le scene tagliate, lo storyboard e il cortometraggio di Gabriele Mainetti, Tiger Boy, sveleranno tutto quello che c’è stato prima che la luce del proiettore mostrasse sul grande schermo il film che, di lì a poco, sarebbe divenuto la rivelazione cinematografica dell’anno.
All’interno del Blu-Ray Disc, inoltre, sarà presente una cartolina da collezione raffigurante un artwork del film.
Ma le sorprese non sono finite e nei prossimi giorni annunceremo altre incredibili novità… per il momento save the date: Lo chiamavano Jeeg Robot dal 15 settembre nei migliori punti vendita e negli store online.
GLI EXTRA
Back stage: un lungo racconto dal set: i personaggi, gli effetti speciali, le musiche e molto altro direttamente dalla voce di chi ha lavorato al film. Gli attori, il regista, gli sceneggiatori, i musicisti, gli stuntman, i tecnici degli effetti speciali svelano i segreti di Lo chiamavano Jeeg Robot e ricordano la loro esperienza sul set. Un’occasione unica per conoscere le professionalità che hanno reso il film possibile.
I provini degli attori: Claudio Santamaria, Luca Marinelli, Ilenia Pastorelli alle prove con la macchina da presa prima di essere scelti per i ruoli di Enzo Ceccotti, lo Zingaro e Alessia
Le scene tagliate: per chi non è ancora sazio, una sezione con tutte le scene che il regista Gabriele Mainetti ha deciso di tagliare.
Lo storyboard: una delle sequenze più amate del film, quella dello stadio, illustrata dall’abile mano di Marco Valerio Gallo. Un montaggio originale che mette a confronto le scene disegnate e quelle girate. Un momento di cinema curioso e interessante.
Tiger Boy: il secondo cortometraggio diretto, prodotto e musicato da Gabriele Mainetti e scritto da Nicola Guaglianone. Tra i dieci finalisti agli Oscar 2014, Tiger Boy è la storia la storia di Matteo, un bambino di nove anni, che armato di ago e filo costruisce una maschera identica a quella del suo mito: un wrestler di Corviale chiamato “Il Tigre”. La maschera diventa una seconda pelle per Matteo e non vuole togliersela per nessuna ragione. Quello che a prima vista viene scambiato per un capriccio è in realtà una chiara richiesta d’aiuto che nessuno riesce a cogliere.
Scheda tecnica BLU RAY Disc
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Audio |
Italiano DTS HD master audio 5.1 |
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Sottotitoli |
Italiano non udenti; |
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Extra |
Back Stage, I provini agli attori, Le scene tagliate, Lo Storyboard, Trailer, Tiger Boy |
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Durata |
118’ |
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Scheda tecnica DVD
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Nazionalità |
Italiana |
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Genere |
Commedia |
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Video |
PAL 16/9 2.35:1 |
DVD 9 regione 2 |
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Audio |
Italiano 5.1 Dolby Digital; |
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Sottotitoli |
Italiano non udenti; |
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Extra |
I provini agli attori, Le scene tagliate, Lo Storyboard, Trailer |
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Durata |
113’ |
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Lo chiamavano Jeeg Robot: il trailer finale
Ecco il trailer finale di Lo Chiamavano Jeeg Robot, film d’esordio di Gabriele Mainetti che arriverà in sala il prossimo 25 febbraio. Il film, un action supereroistico ambientato nella periferia romana, è interpretato da Claudio Santamaria nei panni dell’eroe Enzo Ceccotti e da Luca Marinelli nei panni del super-villain Lo Zingaro. Con loro esordisce sul grande schermo Ilenia Pastorelli nei panni della svampita e dolce Alessia.
Con Cinefilos.it hai la possibilità di vedere il film in anteprima gratuitamente! Scopri come a questo link.
Ai link seguenti potete trovare la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.
Ecco il trailer:
Di seguito la trama del film: Enzo
Ceccotti entra in contatto con una sostanza radioattiva. A causa di
un incidente scopre di avere un forza sovraumana.
Ombroso, introverso e
chiuso in se stesso, Enzo accoglie il dono dei nuovi poteri come
una benedizione per la sua carriera di delinquente. Tutto cambia
quando incontra Alessia, convinta che lui sia l’eroe del famoso
cartone animato giapponese Jeeg Robot d’acciaio.
Diretto da Gabriele Mainetti, Lo Chiamavano Jeeg Robot arriverà al cinema il 25 febbraio distribuito da Lucky Red. Nel cast del film, al fianco di Claudio Santamaria, anche Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli.
Lo Chiamavano Jeeg Robot: il poster ufficiale del film rivelazione del RomaFF10
Lucky Red ha pubblicato la locandina ufficiale di Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli. Il film non ha ancora una data d’uscita, ma come si può leggere anche sul poster sarà “prossimamente al cinema”. Nel frattempo ecco la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.
Lo chiamavano Jeeg Robot: il character poster di Ilenia Pastorelli
Ecco Ilenia Pastorelli nel character poster di Lo Chiamavano Jeeg Robot, film rivelazione della Festa del Cinema di Roma di Gabriele Mainetti con Claudio Santamaria, Luca Marinelli e Ilenia Pastorelli. Il film sarà in sala a partire dal 25 febbraio 2016.
Ai link seguenti potete trovare la nostra recensione in anteprima e l’intervista a Claudio Santamaria.
GUARDA IL TRAILER DEL FILM
Di seguito la
trama del film: Enzo Ceccotti entra in contatto con una sostanza
radioattiva. A causa di un incidente scopre di avere un forza
sovraumana. Ombroso, introverso e chiuso in se stesso, Enzo
accoglie il dono dei nuovi poteri come una benedizione per la sua
carriera di delinquente. Tutto cambia quando incontra Alessia,
convinta che lui sia l’eroe del famoso cartone animato giapponese
Jeeg Robot d’acciaio.
























