Home Blog Pagina 1571

Le Client: recensione del film di Asghar Farhadi

Le Client: recensione del film di Asghar Farhadi

Siamo su uno stage teatrale. Un’intera casa di scena si sorregge su un’impalcatura fragile, vi è una camera da letto, una sala da pranzo, una seconda camera da letto al piano superiore, appartenente probabilmente ai vicini del piano sottostante. Diversi sono però gli stili, più vecchio l’appartamento più grande, leggermente più moderno quello più piccolo, un quadro che potrebbe somigliare tanto all’Iran contemporaneo, almeno alla sua politica. Un Paese che cerca di rinascere, di ripartire, ma su delle fondamenta traballanti, esattamente come l’appartamento – vero questa volta, non su un palcoscenico – di Emad e Rana, i due protagonisti di Le Client.

Oltre alla vita condividono la passione per il teatro e la contentezza per una nuova casa, dentro la quale hanno traslocato da poco, non hanno neppure finito di svuotare tutte le scatole. Contentezza però destinata a durare molto poco, perché una notte tutto viene evacuato, gli scavi per un nuovo immobile adiacente stanno indebolendo tutto il loro palazzo, non è più sicuro vivere lì. È subito disperazione, insicurezza, bisogno estremo di aiuto, è così che un collega attore offre loro un nuovo riparo temporaneo. Per i due vi è un nuovo trasloco all’orizzonte, nuove mura da trasformare in casa, ma il destino sembra essersi incaponito contro di loro. Il nuovo alloggio ha infatti un passato oscuro, una vecchia inquilina dai facili costumi, i cui clienti cercano ancora senza sosta.

Le client 2

Qualcosa dunque succede di nuovo, quando uno di questi trova l’innocente Rana al posto della prostituta sperata, e la vita cambia di nuovo. Per Rana tutto diventa sofferente, le piccole azioni quotidiane si trasformano in incubo, anche andare nello stesso bagno in cui è stata aggredita è un’azione troppo difficile da sopportare; per Emad è lo stesso inferno, ma da un punto di vista diverso, quello di chi si sente impotente, di chi non sa come reagire e ha un solo chiodo fisso, trovare e punire il colpevole. Perché in Iran è così che funziona, la polizia serve a poco, tutto si regola in modo artigianale, ogni torto richiede una vendetta privata. Al di là delle implementazioni politiche, di un Iran giovane ancora oggi violentato, schernito, umiliato dall’anziano regime, Asghar Farhadi tratteggia con Le Client un thriller sofferto, scritto divinamente, dal carattere magnetico.

Appena da spettatori si entra all’interno del meccanismo generale della rivalsa, dell’indagine, della cura, l’empatia con i personaggi si fa assoluta, ma non tutto è prevedibile. Le linee di sceneggiatura creano infatti almeno due grandi fazioni ed è assolutamente soggettivo parteggiare per una o per l’altra alla fine della rappresentazione. Chi si sente dalla parte di Emad, sente crescere per tutto il film un senso di rabbia, di violenza, di rivalsa, chi è più vicino alla sensibilità di Rana è invece più propenso a perdonare, a restaurare una situazione già drammatica di suo, senza renderla ancor più dolorosa. L’unica certezza è che la ritorsione, il regolamento di conti, è un automatismo animalesco, un procedimento che annega nella colpa anche chi è sempre stato dalla parte della ragione, generando nuovi colpevoli. Per rinascere davvero e andare incontro alla redenzione, sia a livello umano che politico, tocca guardare oltre, diventare esseri umani e porgere l’altra guancia. Anche se questa è già martoriata.

Le città di pianura torna al cinema dopo il trionfo ai David 71

0
Le città di pianura torna al cinema dopo il trionfo ai David 71

Grande festa per Le città di pianura alla 71° Edizione dei David di Donatello, tenutasi ieri sera a Cineciità. Con 8 statuette conquistate, il film di Francesco Sossai si conferma il caso cinematografico dell’anno.

È stato un lungo e fortunato percorso quello di Le città di Pianura: dalla presentazione al Festival di Cannes nella sezione Un Certain Regard, dove il film è stato salutato come un’autentica rivelazione, fino ai preziosi premi dell’Accademia, riuscendo ad ottenere nel mezzo il riconoscimento più importante: quello del pubblico.

Dopo il grande successo in sala, in cui è uscito il 25 settembre, seguito da un fortissimo passaparola e una lunga tenitura, il film ha sfiorato un incasso di 1.800.00 € con oltre 270.000 spettatori… nel week end Le città di Pianura torna nuovamente al cinema!

Trova la sala a questo link > (link in aggiornamento)

I PREMI RICEVUTI

  • Miglior film
  • Migliore regia – Francesco Sossai
  • Migliore sceneggiatura originale – Francesco Sossai, Adriano Candiago
  • Miglior produttore – Marta Donzelli e Gregorio Paonessa per Vivo film con Rai Cinema, in collaborazione con Philipp Kreuzer per Maze Pictures, Cecilia Trautvetter
  • Miglior attore protagonista – Sergio Romano
  • Miglior casting – Adriano Candiago
  • Migliore canzone originale – Ti di Krano
  • Miglior montaggio – Paolo Cottignola

Le città di pianura è un film di Francesco Sossai, soggetto e sceneggiatura di Francesco Sossai e Adriano Candiago, montaggio Paolo Cottignola, fotografia Massimiliano Kuveiller, musiche originali Krano, aiuto regia Ciro Scognamiglio, suono in presa diretta Marco Zambrano, segretaria di edizione Gabriella Gobber, sound design Sebastian Pablo Poloni, mixage Francesco Tumminello, scenografia Paula Meuthen, costumi Ilaria Marmugi e Guillem Soler Pou, trucco e acconciature Fenix Guzman, organizzatore generale Gian Luca Chiaretti, produttori delegati Giacomo Mangini e Serena Alfieri, produttori associati Alessio Lazzareschi e Alessandro Roia. Prodotto da Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, coprodotto da Philipp Kreuzer e Cecilia Trautvetter. Una produzione Vivo film con Rai Cinema in coproduzione con Maze pictures, con il sostegno di Eurimages, con il sostegno di MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, con il contributo di Regione del Veneto (PR FESR del Veneto 2021-2027), con il sostegno di Fondazione Veneto Film Commission, con il contributo di Filmförderungsanstalt e Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien

Le celebrità nel mondo delle favole per Annie Leibovitz

0

Le sue foto girano in tutto il mondo e spesso neanche sappiamo che sono sue, tanto capillarmente è diffuso il suo lavoro nel mondo della moda e della pubblicità. Annie Leibovitz ha però anche un rapporto privilegiato con il cinema e con le celebrità del mondo della settima arte, come dimostrano i suoi bellissimi e fantasiosi ritratti di celebrità immerse nel mondo delle favole.

La foto che desta più curiosità per questioni cronologiche è senza dubbio quella che ritrae Andrew Garfield, Lily Cole e Lady Gaga nei panni, rispettivamente, di Hansel, Gretel e la strega della casetta di marzapane, ultimo scatto in compagnia delle celebrità della fotografa statunitense. Trai ritratti recenti ci sono quello di Jessica Chastain nei panni di Merida e quello di Jennifer Hudson nei panni di Tiana. Celeberrimi sono ormai quelli di coppia di Jennifer Lopez e Mark Anthony nei panni di Jasmine e Aladdin, e di Zach Efron e Vanessa Hudgens in quelli di Aurora e Filippo, ritratti che ovviamente risultano anacronistici dato il cambiamento delle relazioni di coppia dei personaggi appena citati. Anche il mondo dello spot si è prestato al progetto fotografico in progress di Annie Leibovitz, nei panni di Roger Federer (Artù) e David Beckham (Filippo).

Le celebrità infedeli che hanno sposato i loro amanti

0

Da Johnny Depp a Brad Pitt, passando per Claire Danes, sono molte le celebrità infedeli che hanno tradito i loro partner per altri volti celebri dello showbusiness e che poi hanno sposato i loro amanti.

Ecco dieci coppie nate dall’adulterio di uno dei due:

[nggallery id=2400]

 

Le Bureau – Sotto Copertura dal 16 gennaio su Sky Atlantic

0

Le Bureau – Sotto Copertura è considerata la miglior serie francese mai prodotta e ispirata ad eventi contemporanei. Le Bureau – Sotto Copertura si basa su testimonianze reali di ex spie francesi dal 16 gennaio, il lunedì alle 21.15 su Sky Atlantic HD 

Protagonista della serie Mathieu Kassovitz con due episodi a sera.

Sulla scia di un grande successo internazionale arriva in Italia in prima tv LE BUREAU – SOTTO COPERTURA, considerata la miglior serie francese mai prodotta. Il debutto italiano è previsto lunedì 16 gennaio alle 21.15 su Sky Atlantic HD con i primi due episodi.

Il titolo francese della serie Le Bureau des Légendes evoca il nome degli agenti di un particolare ufficio della DSGE francese (Direction Générale de la Sécurité Extérieure) a cui viene assegnata una falsa identità e che per lungo tempo vivono in paesi stranieri con l’obiettivo di trovare fonti affidabili. Basata su testimonianze reali di ex spie francesi e ispirato ad eventi contemporanei, la serie racconta la storia di un uomo, Guillaume “Malotru” Debailly ( interpretato da Mathieu Kassovitz) funzionario dell’intelligence che torna a Parigi dopo sei anni da agente sotto copertura in Siria. Diviso tra l’amore e la fedeltà, abituato a vivere nella menzogna, Malotru deve affrontare la sfida di ritornare alla vita normale, di riprendere le relazioni con la ex moglie, la figlia, i colleghi, di rientrare nella sua vecchia , reale identità.

Nel cast accanto a Mathieu Kassovitz anche Jean-Pierre Darroussin, Léa Drucker, Sara Giraudeau, Florence Loiret Caille, Jonathan Zaccaï. La serie è stata girata alla Città del cinema di Saint-Denis, nella periferia di Parigi, ma la vera DGSE, pur non essendo coinvolta in nessun modo nella produzione, ha permesso agli scenografi di effettuare dei sopralluoghi nella sua sede. Gli episodi della seconda stagione sono stati girati nel novembre 2015, all’epoca degli attentati terroristici a Parigi e, inevitabilmente, la realtà è entrata di prepotenza nella finzione.

Le buone stelle – Broker: la recensione del film di Hirokazu Kore’eda

Consacratosi con la Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 2018 con Un affare di famiglia, il regista giapponese Hirokazu Kore’eda ha poi deciso nel 2019 di uscire dai confini del suo paese per recarsi in Francia e girare lì Le verità, un film da alcuni meno apprezzato rispetto ai suoi altri, con il quale il regista si era però misurato in modo interessante con una lingua e un modo di vivere le emozioni molto differente da quello che gli è proprio. A tre anni di distanza da quella prima volta fuori dal Giappone, Kore’eda decide di replicare l’esperienza, spostandosi però in un territorio a lui più vicino, quello della Corea del Sud. È qui che gira Le buone stelle – Broker.

Presentato in Concorso al Festival di Cannes di quest’anno, dove l’attore Song Kang-ho (lo stesso di Parasite) ha vinto il premio per la miglior interpretazione, il nuovo film del maestro giapponese si offre come un’ennesima variazione sul tema della famiglia, da Kore’eda esplorata con sfumature diverse sin dal suo folgorante esordio nel 1995 con Maborosi. A tale elemento tematico, però, si aggiungono alcune novità, specialmente a livello di impostazione narrativa, che permettono a Le buone stelle – Broker di risultare un’opera familiare e al contempo imprevedibile. Kore’eda esce stavolta dalle mura casalinghe dove la maggior parte dei suoi film si svolgono per rivolgersi invece al viaggio, sia fisico che esistenziale.

Lo spunto per il suo nuovo film nasce infatti dalla sempre più diffusa pratica nella Corea del Sud della Baby Box, ovvero dei luoghi dove i genitori che non possono (o non vogliono) più tenere con sé i propri figli hanno modo di lasciare i loro neonati, sapendo che verranno presi in custodia da chi, idealmente, potrà offrire loro un futuro migliore. Sang-hyeon e Dong-soo, due mercanti di bambini, entrano proprio così in possesso di un neonato abbandonato dalla giovane madre single So-young. Insieme a lei, parzialmente tornata sui suoi passi, tenteranno di vendere il bambino a due nuovi genitori, intraprendendo così quel viaggio che permetterà loro di scoprire il valore della famiglia.

Viaggio di famiglia con tempesta

Il regista giapponese, da molti considerato l’erede di Yasujiro Ozu per il modo in cui affronta il tema della famiglia, sembra realizzare con questo suo nuovo film una sorta di sequel spirituale proprio di Un affare di famiglia. I protagonisti di quel lungometraggio sono dei ladruncoli che avevano dato vita ad un nucleo famigliare auto-costituito, non caratterizzato cioè da legami di sangue quanto piuttosto affettivi. Ognuno di quei personaggi, a modo suo, commetteva atti che andavano contro la legge, perseguendo però ragioni del cuore ben più profonde. Anche in questo caso, i protagonisti di Le buone stelle – Broker sono persone discutibili, intente a compiere azioni tutt’altro che lecite ma giustificate da un presunto buon fine.

In un primo momento, dunque, ci si può comprensibilmente trovare in difficoltà ad entrare in sintonia con questi personaggi, non essendo chiaro quanto realmente ciò che fanno sia a fin di bene. Kore’eda non sembra affatto preoccupato da tale dinamica, ma anzi calca la mano su quanto la situazione che si viene a generare sia controversa. Ciò porta ad avere una prima ora del film caratterizzata da un certo distacco e diffidenza, che sono poi le stesse sensazioni che i personaggi provano reciprocamente tra di loro. Costretti a stare insieme nel tragitto tra Busan e Seul, i tre adulti più un bambino e il neonato da vendere vedranno però accadere ciò che accade sempre durante un viaggio: una trasformazione esistenziale.

Le-buone-stelle-Broker-Koreeda-Hirokazu

La famiglia che ti scegli

Nel momento in cui i loro cuori iniziano a schiudersi, ciò accade anche al film, il quale svela il proprio ai suoi spettatori. Più i personaggi si raccontano, si smontano di ogni preconcetto e si privano di ogni segreto, più il ritmo rallenta, concentrandosi quella dimensione intima ed esistenzialista che Kore’eda è un maestro nel mettere in scena. È in questa seconda metà del film che fuori escono tutte le riflessioni sul significato di famiglia, di genitorialità e, in particolare, sul conflitto tra il voler essere dei genitori e l’incapacità di esserlo davvero. Un’incapacità che è però anche in questo caso la conseguenza di un contesto sociale sempre più individualista, che non protegge i propri membri.

Tale dinamica è in particolare esplicitata dalla presenza delle due detective intente ad osservare i movimenti del gruppo per coglierli in flagrante e arrestarli. Si tratta di due personaggi che incarnano quella legge cieca a determinate dinamiche e unicamente motivata a punire ogni infrazione, senza valutare gli elementi di contorno. Quella legge che, come avvenuto anche in Un affare di famiglia, riporta il racconto ad una dimensione particolarmente cupa e soffocante. L’elemento crime è in effetti particolarmente presente all’interno di Le buone stelle – Broker, con una serie di indagini portate avanti dalla polizia e che contribuiranno a far emergere ulteriori scheletri nell’armadio dei protagonisti.

La sceneggiatura di Kore’eda si configura dunque come un continuo susseguirsi di elementi e generi diversi tra loro, che si incastrano a meraviglia grazie alla delicatezza con cui il tutto è narrato. Un lavoro di scrittura a dir poco brillante il suo, che traspare anche grazie al controllo con cui egli regola i toni del film, capace di passare dalla commedia spensierata al dramma più puro. Con un impostazione di regia come suo solito invisibile, discreta, che lascia parlare le immagini, Kore’eda si divincola dal solito rischio di ripetersi per regalarci un’opera che ancora una volta aggiunge qualcosa di nuovo alla poetica, ribadendo però la bellezza delle tante sfumature che una famiglia può possedere.

Le Bizzarre Avventure di JoJo: in arrivo il live action diretto da Takashi Miike

0

La Warner Bros. e la Toho hanno confermato di essere al lavoro sull’adattamento cinematografico de Le Bizzarre Avventure di JoJo, manga scritto e disegnato da Hirohiko Araki, pubblicato in Giappone dal 1987 al 1999 della casa editrice Shūeisha (in Italia viene distribuito dalla Star Comics).

Il titolo provvisorio dell’adattamento, che sarà in live action, è al momento JoJo’s Bizarre Adventure: Diamond wa Kudakenai Dai-Ichi-Sho (Le bizzarre avventure di JoJo: Diamond is Unbreakable Capitolo I). La trama dovrebbe quindi ruotare attorno alle vicende della quarta parte della saga pubblicata su Weekly Shonen Jump, rivista edita da Shueisha, dal 1992 al 1995.

Il film sarà diretto dall’eclettico e controverso regista Takashi Miike, e dovrebbe debuttare nelle sale giapponesi nell’estate del 2017. Il ruolo del protagonista Josuke Higashikata è stato affidato a Kento Yamazaki, mentre Ryunosuke Kamiki e Yusuke Iseya saranno rispettivamente Koichi Hirose e Jotaro Kujo.

le bizzarre avventure di jojo

Le Bizzarre Avventure di JoJo: in arrivo il live action diretto da Takashi Miike

La storia de Le Bizzarre Avventure di JoJo è articolata intorno alle peripezie della famiglia Joestar; ciascuna delle otto serie si sofferma sulle avventure di uno dei suoi discendenti, e ognuna si svolge in un diverso momento storico. Tutti i protagonisti ottengono in una maniera o nell’altra il nomignolo “JoJo”. In tutta l’opera è presente una quantità innumerevole di citazioni musicali e cinematografiche, inizialmente velate e nascoste, e successivamente sempre più palesi.

Fonte: AnimeNewsNetwork

Le belve: trama, cast e le differenze tra il libro e il film

Le belve: trama, cast e le differenze tra il libro e il film

Prima di portare in sala il film Snowden, incentrato sulla vicenda del responsabile della divulgazione di preziosi segreti governativi, il regista premio Oscar Oliver Stone si era dedicato ad un’altra storia al confine tra la legge e la criminalità. Questa viene raccontata nel film Le belve (qui la recensione), uscito in sala nel 2012 e incentrato sullo scontro tra due giovani coltivatori di marijuana e un pericoloso cartello di trafficanti di droga. Una storia estremamente dinamica, che non si risparmia in colpi di scena e sequenze estreme, in cui Stone dà vita a tutto il suo estro. Scritto dallo stesso Stone insieme a Shane Salerno e Don Winslow, il film non è però frutto di una storia originale.

Questo è infatti la trasposizione dell’omonimo romanzo dello stesso Winslow, pubblicato nel 2010. Divenuto un vero e proprio best seller di genere pulp, questo ha catturato l’attenzione di Stone ancor prima di essere reso pubblico. Il regista si è infatti da subito attivato per adattarlo quanto prima in un film. Girato interamente in California, tra le località di Pacific Palisades e Laguna Beach, Le belve è stato in seguito accolto da recensioni contrastanti, le quali elogiano però le interpretazioni dei grandi attori coinvolti. Costato circa 45 milioni di dollari, il film è arrivato ad un risultato globale di circa 83, affermandosi come un discreto successo.

Si tratta però di un film passato piuttosto in sordina, e che meriterebbe di essere riscoperto. Sono infatti numerosi i motivi per dedicarvi una seconda visione, dalla dinamica regia all’intricata trama, dalla performance del cast alla splendide location presenti. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alle differenze tra il film e il libro. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Le belve trama
Emile Hirsch, Aaron Taylor-Johnson e Taylor Kitsch in Le belve. © 2012 – Universal Pictures

La trama di Le belve

Protagonisti del film sono due imprenditori di Laguna Beach, Ben, pacifico e caritatevole buddista, e il suo migliore amico Chon, ex Navy Seal ed ex mercenario. I due conducono una lucrativa attività fatta in casa, producendo la migliore marijuana mai coltivata prima d’ora. Condividono inoltre un amore unico nel suo genere per la bellissima Ophelia. La vita è idilliaca nella loro cittadina nel sud della California, almeno fino a quando il cartello dei trafficanti della Mexican Baja decide di irrompere nei loro piani imponendosi come socio. Quando Elena, lo spietato capo del cartello, e Lado, il suo spietato scagnozzo, capiranno che è ora di sbarazzarsi dei due giovani amici, avrà inizio una vera e propria guerra per la sopravvivenza, dove ognuno è un potenziale nemico.

 

Il cast del film

Ad interpretare il pacifico Ben vi è l’attore Aaron Taylor-Johnson, il quale era reduce dal successo del film Kick Ass. Taylor Kitsch è invece il duro Chon. Per interpretare il personaggio, l’attore dovette però sottoporsi ad un duro addestramento, seguito in questo da un vero marines. Alla fine, Kitsch era in grado di eseguire personalmente tutte le scene che lo vedevano protagonista, senza il bisogno di ricorrere a controfigure. Jennifer Lawrence era inizialmente stata scelta per la parte di Ophelia, ma l’attrice rinunciò preferendo recitare in Hunger Games. Al suo posto è stata scelta Blake Lively.

Per poter assumere il ruolo della femme fatale del film, l’attrice dovette però esercitarsi a lungo con le armi da fuoco. Al termine dell’addestramento, la Lively dimostrò una grande precisione nell’utilizzo di queste. L’attrice Salma Hayek è invece presente nei panni della narcotrafficante Elena, un personaggio vagamente ispirato alla prima boss donna di un cartello messicano, Mireya Moreno Carreon. Il premio Oscar Benicio Del Toro, invece, è l’interprete dello scagnozzo di questa, Lado. È inoltre presente l’attore John Travolta, qui nei panni dell’agente FBI Dennis, personaggio quantomai ambiguo. Altri noti attori presenti sono Emile Hirsch nei panni di Spin, e Demian Bichir in quelli di Alex.

Le belve cast
Blake Lively, Aaron Taylor-Johnson e Taylor Kitsch
in Le belve. © 2012 – Universal Pictures

Le differenze tra il romanzo e il film

Interessatosi al romanzo ancor prima che questo venisse pubblicato, Stone collaborò alla sceneggiatura insieme allo stesso Winslow. Il loro lavoro congiunto permise dunque di dar vita ad un film che ricalcasse in modo piuttosto fedele ciò che avviene nel romanzo. Vi sono però naturalmente alcune differenze, volte a far acquisire dei canoni più cinematografici alla storia. La prima di queste riguarda un personaggio particolarmente centrale nel libro e del tutto assente nel film. Si tratta della madre di Ophelia, dalla figlia ribattezzata Paqu. Questa, pur essendo un personaggio secondario, svolge un ruolo di un certo rilievo nel romanzo, contribuendo a spiegare alcuni aspetti della figlia.

Nel film, originariamente, Paqu doveva essere interpretata dall’attrice Uma Thurman, ma a causa dei tempi ristretti, questa dovette essere tagliata fuori. Differente è anche la vicenda relativa all’agente Alex. Nel romanzo, questi viene indicato come traditore del cartello. Per tanto Lado stabilisce la sua morte per mano di Ben. Nel film, invece, tale esecuzione avviene in modo particolarmente diverso. Diverse sono anche le rapine che Ben e Chon eseguono ai danni dei criminali messicani.

Al contrario di quanto avviene nel romanzo, nel film i due si avvalgono di diversi aiuti per compiere ciò, e sono soliti riutilizzare sempre le stesse maschere folkloristiche messicane. Di particolare importanza è il diverso approccio al finale. Nel libro, questo risulta essere particolarmente cupo, presentando la morte di tutti i protagonisti. Stone decide di cambiare tale aspetto, permettendo loro di sopravvivere e rifarsi una vita altrove, mentre Elena viene infine arrestata dalla DEA.

Il trailer di Le belve e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Le belve grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 15 luglio alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

Le Belve: recensione del film di Oliver Stone

0
Le Belve: recensione del film di Oliver Stone

Arriva in Italia Le Belve, ultimo film di Oliver Stone tratto dall’omonimo romanzo di successo del 2010 scritto quasi di getto da Don Winslow. A Winslow si deve anche la sceneggiatura, scritta a sei mani con Shane Salerno e lo stesso Stone.

Le Belve ruota intorno alla droga, allo spaccio d’erba ad alti livelli a confine tra California e Messico e si muove tra dei narcotrafficanti messicani senza scrupoli e un trio di piccoli spacciatori che lavorano in proprio. O (sta per Ophelia), Chon e Ben sono un terzetto particolare: vivono insieme, hanno un legame profondo, condividono ogni cosa, dai loro corpi ai loro pensieri alle loro ricchezze, e si arricchiscono con il traffico di erba in tutto il Paese, seguendo una sola regola: non dar fastidio a nessuno.

Le Belve, il film di Oliver Stone

La loro erba è la migliore in circolazione e così degli uomini sbarrano loro la strada, provando a fermare la loro ascesa. Sono gli uomini di Elena, il boss, o meglio la “Reina” dei narcotrafficanti messicani, colei che non ha rivali. La situazione però si complica quando i due giovani non vogliono stare al patto propostogli dagli scagnozzi della Reina, e così lei prenderà dei provvedimenti per farsi obbedire.

Olive Stone non si smentisce e mette insieme una storia di violenza, un po’ pulp, che ricorda moltissimo i suoi lavori precedenti ma che forse testimonia un po’ la perdita di smalto da parte del regista. Le Belve ha una trama esile e dilatata su una durata superiore al dovuto, così che il risultato finale è un film un po’ noioso che poteva essere risolto con più ritmo e mordente in 90 minuti, al posto del 131 del montaggio finale.

Le BelveGli interpreti che, senza distinzioni di età ed esperienza, regalano una buona prova collettiva, soprattutto per la vecchia generazione segnaliamo la performance di Benicio Del Toro, nei panni del losco e doppiogiochista Lado, scagnozzo di Elena. Oltre a Del Toro, nel cast la Gossip Girl Blake Lively, Aaron Taylor-Johnson, Taylor Kitsch, Salma Hayek e un ritrovato John Travolta.

Il filo conduttore de Le Belve, al di là del nodo narrativo che ruota intorno alla droga, dovrebbe essere senza dubbio il concetto di “belva”, che da il titolo al film (e al romanzo), che varia a seconda del campo visivo in cui ci troviamo: sono belve degli assassini senza scrupoli, assetato di soldi e potere, ma forse anche dei ragazzi che hanno un modo tutto loro di concepire l’amore fisico e spirituale. Il concetto, seppure importante, viene appena accennato, lasciando in ombra quella che poteva essere la questione più interessante del film. Le Belve è un film tipicamente stoniano, chi non ama i regista resti pure a casa.

Le Belve: intervista a Taylor Kitsch

Le Belve: intervista a Taylor Kitsch

E’ uno degli attori del momento, apparso in svariati ruoli da Batthleship a John Carter. In questo periodo torna al cinema con il nuovo atteso film di Oliver Stone, Le Belve. Ecco a voi l’intervista a Taylor Kitsch che ci parla del film e del lavoro con Oliver Stone.

Le Belve di Oliver Stone arrivano al cinema

Le Belve di Oliver Stone arrivano al cinema

Una misteriosa voce fuori campo, colori luminosi e personaggi  quasi da fumetto. Il primo impatto con il trailer del nuovo film di Oliver Stone non lascia certo indifferenti e  non solo per il cast stellare: John Travolta, Salma Hayek, Benicio del Toro, Blake Lively, Taylor Kish e Aaron Johnson.

Le Belve di Oliver Stone – Trailer italiano

0
Le Belve di Oliver Stone – Trailer italiano

Guarda il trailer italiano de Le Belve, il nuovo intenso thriller di Oliver Stone basato sul romanzo best seller a tinte criminali di Don Winslow, nominato dal New York’s Time come uno tra i migliori dieci libri del 2010.

Le belve – Intervista al cast

0
Le belve – Intervista al cast

Guarda il dietro le quinte sottotitolato in italiano de Le Belve, il nuovo intenso thriller di Oliver Stone basato sul romanzo best seller a tinte criminali di Don Winslow, nominato dal New York’s Time come uno tra i migliori dieci libri del 2010.

Le Bal Des Folles, recensione del nuovo film di Mélanie Laurent

Le Bal Des Folles, recensione del nuovo film di Mélanie Laurent

Le Bal Des Folles è tratto dal romanzo omonimo di Victoria Mas ed è la prima produzione francese targata Amazon Prime Video, nonché quinto lungometraggio diretto dell’attrice Mélanie Laurent, che si mette in prima linea in questa produzione anche davanti alla macchina da presa, grazie al suo consueto carisma magnetico. Le Bal Des Folles  è stato presentato in anteprima al Toronto Film Festival 2021 ed è disponibile su Amazon Prime Video dal 17 Settembre.

Le Ball Des Folles: la cinepresa psichica di Mélanie Laurent

Nella Francia del 1885 la giovane Eugénie è una ragazza di buona famiglia, studiosa e piuttosto spigliata, che si scontra molto spesso col padre retrogrado e conservatore. Eugénie cela però anche un segreto incomprensibile: è infatti vittima di un potere soprannaturale che la rende capace di vedere fantasmi dal passato e interagirci, il che le causa svariati attacchi di panico. Proprio per questa ragione e per il suo carattere libertino e la volontà di indipendenza da sempre anelata dalla giovane, viene rinchiusa forzatamente nell’ospedale psichiatrico di Salpêtrière: qui Eugénie dovrà interfacciarsi con altre giovani donne internate in quanto considerate troppo emancipate, che fungono da cavie di laboratorio per il dottor Charcot, rude professionista immerso in studi ipnotici. Al manicomio Eugénie farà inoltre la conoscenza  dell’infermiera Genevieve, che la aiuterà a ordire un piano per fuggire e garantirsi la libertà.

Laurent è anche sceneggiatrice di Le Bal Des Folles, assieme a Chris Deslandes e sceglie per sé la parte della deuteragonista Genevieve, mentre affida il ruolo di protagonista alla giovane Lou de Laâge, che incarna il ruolo della spigliata e indipendente Eugénie Cléry che in apertura vediamo al maestoso funerale di Victor Hugo. La sequenza iniziale non solo svolge la funzione di traslare l’attenzione dello spettatore alla poetica romantica e nostalgica dell’artista, nota chiave dello svolgimento narrativo, che verte sui temi quale l’inadeguatezza e l’amarezza nei confronti dell’amoralità gerarchica, ma evoca anche indirettamente la figura di Adele Hugo, la figlia del romanziere malata di schizofrenia omaggiata dal capolavoro di François Truffaut (L’histoire d’Adèle H).

Le Bal Des Folles si focalizza sullo spunto narrativo che vede i personaggi maschili percepire come minaccioso ciò che ritengono essere indecifrabile o incomprensibile all’apparenza: prima fra tutte, la figura femminile. Il vero Charcot insisteva con veemenza sul fatto che anche gli uomini potessero soffrire di isteria, ma Laurent preferisce cogliere la dinamica di potere incentrata sulla presunzione di poter guarire, risolvere la mente e il corpo femminile.

Con Charcot troppo in alto nella catena di comando per essere coinvolto, sono in primo luogo le donne accanto a lui a farsi carico del nuovo caso clinico, Eugénie; la spietata toruratrice (Emmanuelle Bercot), e la capo infermiera meno sociopatica che fa da collegamento diretto con Charcot, Geneviéve. Laurent interpreta Geneviève in persona, incarnando il personaggio con la stessa metodicità clinica che apporta al lavoro della macchina da presa del film.

Le ball des folles film amazon

Le Bal Des Folles: una miscellanea di elementi che non trovano degna risoluzione

L’inadeguatezza apparente di Eugénie risiede anche nel suo mondo interiore che la fa dialogare con gli spiriti dell’aldilà. Ben presto scoprirà però di non essere l’unica donna vessata dalla famiglia e dalla comunità, dato che l’ospedale psichiatrico pullula di donne che sono state frettolosamente diagnosticate come isteriche e vittime di quotidiani abusi e umiliazioni promosse dal primario, che ipnotizza i pazienti, li sottopone ad atroci e fasulle terapie (il bagno di ghiaccio, per esempio) e organizza un macabro ballo per far divertire la comunità scientifica.

Pur configurando delle premesse potenzialmente interessanti, Le Bal Des Folles perde di potenza narrativa nella miscellanea di elementi che non trovano una degna risoluzione, come la questione del potere soprannaturale della protagonista. L’impianto da thriller psichiatrico funziona solo a tratti e vacilla nel proporre un’allegoria claustrofobica della vita tra estremi vissuta dalle pazienti: libertà e costrizione, libero arbitrio e manipolazione, sfera paranormale e assiomi scientifici e clinici.

Se l’attenzione smaccata di Laurent sulle indegnità della vita a Salpêtrière trasmette in modo straziante gli orrori della loro epoca, questo focus eccessivo su tali torture non sempre si accorda con le vaste attitudini della sceneggiatura verso un’ideale di emancipazione femminile. Quello che inizia come un profilo storico del protofemminismo francese si deteriora presto; Le Bal Des Folles vende abilmente il fatto che Salpêtrière era un nudo riflesso del sessismo istituzionale che esisteva fuori dalle sue mura, ma l’attenzione maniacale di Laurent di affrontare la barbarie dell’ospedale di Charcot tende a soffocare i dettagli più fini di una storia che si impernia sull’emancipazione femminile.

Laurent vuole riportare in vita i fantasmi di Salpêtrière, accontentandosi invece meramente dei fantasmi dei loro fantasmi. Quando Le Bal Des Folles arriva alla festa dell’alta società evocata dal titolo – uno spettacolo sgargiante in cui i membri del pubblico si mescolano alle pazienti bambole di Charcot, rendendo scandalosamente facile confondere li due estremi – è difficile scuotersi dalla sensazione che il film di Laurent abbia percorso una strada inutilmente brutale e bizzarra per tornare alla verità sempre presente che la misoginia è una follia più grande di qualsiasi cosa le sue stesse medicine possano mai sperare di curare.

Le Bal des Folles sarà disponibile su Prime Video dal 17 settembre

Il film Amazon Original francese Le Bal des Folles sarà disponibile su Amazon Prime Video in Italia e in tutto il mondo dal 17 settembre Le Bal des Folles è il nuovo film diretto e interpretato da Mélanie Laurent.

Amazon Prime Video ha annunciato oggi che il film Amazon Original di produzione francese Le Bal des Folles sarà disponibile a partire da venerdì 17 settembre in Italia e in oltre 240 Paesi e territori nel mondo. L’attrice, regista e scrittrice Mélanie Laurent (Inglorious Basterds, Respire, La Rafle, Je vais bien, ne t’en fais pas) dirige e interpreta il film scritto con Christophe Deslandes.

Le Bal des Folles, la trama

Le Bal des Folles racconta la storia di Eugénie, una donna giovane, radiosa e piena di vita, che vive alla fine del XIX secolo. Da giovane Eugénie scopre di avere un potere speciale: può sentire i morti. Dopo che la sua famiglia scopre il suo segreto, viene portata all’ospedale La Pitié Salpétrière senza alcuna possibilità di sottrarsi al suo destino. L’ospedale è una clinica neurologica parigina diretta dal famoso professore e pioniere della neurologia Dr. Charcot, a cui vengono affidate donne con diagnosi di isteria, “pazzia”, egomania, epilessia e altri tipi di disturbi fisici o mentali. Il destino di Eugénie si lega a quello di Geneviève, un’infermiera dell’ospedale dalla vita monotona. Il loro incontro cambierà il destino di entrambe, mentre si preparano per l’annuale “Bal des folles” organizzato all’ospedale dal Dr. Charcot.

Nel cast anche Lou de Laâge, Emmanuelle Bercot, Benjamin Voisin, Cédric Khan, Christophe Montenez, Lomane De Dietrich e Grégoire Bonnet. Basato sull’omonimo romanzo di Victoria Mas “Il ballo delle pazze” (edito in Italia da e/o), Le Bal des Folles è prodotto da Alain Goldman e coprodotto da Axelle Boucaï della Légende Films.

Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin: il trailer della serie Apple Tv+

0

Apple TV+ ha svelato il trailer della prossima serie comedy-adventure “Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin”. Composta da sei episodi, vede protagonista Noel Fielding (“The Mighty Boosh”, “The Great British Bake Off”) nei panni del leggendario brigante britannico e farà il suo debutto il 1° marzo con i primi due episodi, seguiti da un nuovo episodio ogni venerdì fino al 29 marzo.

Dick Turpin (Noel Fielding) intraprende un viaggio pieno di fughe assurde, quando viene nominato come capo di una banda di fuorilegge e incaricato di sbarazzarsi con astuzia del corrotto, sebbene autonominatosi uomo di legge, ladro Jonathan Wilde (Hugh Bonneville). In questa irriverente rivisitazione ambientata nel XVIII secolo, Dick è il più famoso – ma il più improbabile – dei rapinatori di autostrade, il cui successo è definito soprattutto dal suo fascino, dalla sua abilità nel dare spettacolo e dai suoi capelli. Insieme alla sua banda di simpatici furfanti, Dick cavalca gli alti e i bassi della celebrità e fa il possibile per sfuggire alle grinfie del Thief Taker General.

Al fianco di Fielding, completano il cast Ellie White (“The Windsors”), Marc Wootton (“High & Dry”), Duayne Boachie (“Blue Story”), Hugh Bonneville (“Downton Abbey”), Tamsin Greig (“Episodes”), Asim Chaudhry (“The Sandman”), Dolly Wells (“The Outlaws”), Joe Wilkinson (“Sex Education”), Mark Heap (“Friday Night Dinner”), Geoff McGivern (“Free Rein”), Michael Fielding (“The Mighty Boosh”), Samuel Leakey (“Gretel & Hansel”) e Kiri Flaherty.

Prodotta da Apple TV+ e Big Talk Studios, parte di ITV Studios, “Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin” è ideata da Claire Downes, Ian Jarvis e Stuart Lane, e scritta da Jon Brittain, Richard Naylor, Claire Downes, Ian Jarvis e Stuart Lane, con Noel Fielding. La serie è prodotta esecutivamente da Kenton Allen, Big Talk Studios (vincitore di diversi premi BAFTA, “Rev”, “The Outlaws”, “Friday Night Dinner”), Noel Fielding, Victoria Grew, Big Talk Studios (“Back”, “We Are Not Alone”) e Ben Palmer.

Gli episodi 1-3 sono diretti da Ben Palmer (vincitore del BAFTA TV Award e del Rose d’Or Award per “The Inbetweeners” e “Finalmente maggiorenni – The Inbetweeners Movie”), mentre gli episodi 4-6 sono diretti da George Kane (candidato al BAFTA TV Award per “Timewasters”, “Inside No. 9”, “Crashing”). Il primo episodio è scritto da Claire Downes, Ian Jarvis e Stuart Lane con Noel Fielding, mentre gli episodi dal secondo al sesto sono scritti da Jon Brittain e Richard Naylor con Noel Fielding.

Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin, rinnovata per una seconda stagione la serie Apple Tv+

0

Apple TV+ ha annunciato oggi la seconda stagione della serie comedy-adventure “Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin“, con Noel Fielding (“The Mighty Boosh”, “The Great British Bake Off”) nel ruolo di Dick Turpin.

Fin dal suo debutto mondiale, “Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin” è stata acclamata come “straordinariamente divertente”, ottenendo rapidamente un punteggio di critica Certified Fresh su Rotten Tomatoes. La serie, “piacevolissima”, ha come protagonista uno “spettacolare” Noel Fielding, che presta “i suoi tempi comici asciutti per creare un personaggio surreale che è sia accattivante che carismatico”, insieme a un cast di “grandi comici”. La seconda stagione promette altre avventure fantastiche per Dick Turpin, con una serie di grandi talenti comici britannici come protagonisti. La prima stagione completa è già disponibile in streaming su Apple TV+.

Le avventure senza capo né coda di Dick TurpinIn “Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin”, Dick Turpin intraprende un viaggio pieno di fughe assurde quando viene nominato capo di una banda di fuorilegge. In questa irriverente rivisitazione ambientata nel XVIII secolo, Dick è il più famoso – ma il più improbabile – dei rapinatori di strada, il cui successo è definito soprattutto dal suo fascino, dalla sua abilità nel dare spettacolo e dai suoi capelli. Insieme alla sua banda di simpatici furfanti, Dick cavalca gli alti e i bassi delle sue nuove imprese, tra cui un incontro con la celebrità.

Guarda il trailer della prima stagione di Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin

“Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin” è prodotta per Apple TV+ da Big Talk Studios, parte di ITV Studios, e scritta da Richard Naylor e Jon Brittain con Noel Fielding.

La serie è prodotta esecutivamente da Kenton Allen, Big Talk Studios (produttore pluripremiato ai BAFTA di “Rev”, “The Outlaws”, “Friday Night Dinner”), Noel Fielding, Victoria Grew, Big Talk Studios (“Back”, “We Are Not Alone”), Anthony Wilcox (“This England”) e Ben Palmer (vincitore del BAFTA TV Award e del Rose d’Or Award per “The Inbetweeners” e “The Inbetweeners Movie”), con Richard Naylor e Jon Brittain come co-produttori esecutivi. La serie sarà diretta da Ben Palmer.

Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin dal 1° marzo su Apple TV+

0

Apple TV+ ha svelato oggi le prime immagini della nuova serie comedy-adventure Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin, con Noel Fielding (“The Mighty Boosh”, “The Great British Bake Off”) nel ruolo del leggendario brigante britannico. La serie, composta da sei episodi, farà il suo debutto il 1° marzo con i primi due episodi, seguiti da un nuovo episodio ogni venerdì fino al 29 marzo.

Dick Turpin (Noel Fielding) intraprende un viaggio pieno di fughe assurde, quando viene nominato come capo di una banda di fuorilegge e incaricato di sbarazzarsi con astuzia del corrotto, sebbene autonominatosi uomo di legge, ladro Jonathan Wilde (Hugh Bonneville). In questa irriverente rivisitazione ambientata nel XVIII secolo, Dick è il più famoso – ma il più improbabile – dei rapinatori di autostrade, il cui successo è definito soprattutto dal suo fascino, dalla sua abilità nel dare spettacolo e dai suoi capelli. Insieme alla sua banda di simpatici furfanti, Dick cavalca gli alti e i bassi della celebrità e fa il possibile per sfuggire alle grinfie del Thief Taker General.

Al fianco di Fielding, completano il cast Ellie White (“The Windsors”), Marc Wootton (“High & Dry”), Duayne Boachie (“Blue Story”), Hugh Bonneville (“Downton Abbey”), Tamsin Greig (“Episodes”), Asim Chaudhry (“The Sandman”), Dolly Wells (“The Outlaws”), Joe Wilkinson (“Sex Education”), Mark Heap (“Friday Night Dinner”), Geoff McGivern (“Free Rein”), Michael Fielding (“The Mighty Boosh”), Samuel Leakey (“Gretel & Hansel”) e Kiri Flaherty.

Prodotta da Apple TV+ e Big Talk Studios, parte di ITV Studios, “Le avventure senza capo né coda di Dick Turpin” è ideata da Claire Downes, Ian Jarvis e Stuart Lane, e scritta da Jon Brittain, Richard Naylor, Claire Downes, Ian Jarvis e Stuart Lane, con Noel Fielding. La serie è prodotta esecutivamente da Kenton Allen, Big Talk Studios (vincitore di diversi premi BAFTA, “Rev”, “The Outlaws”, “Friday Night Dinner”), Noel Fielding, Victoria Grew, Big Talk Studios (“Back”, “We Are Not Alone”) e Ben Palmer.

Gli episodi 1-3 sono diretti da Ben Palmer (vincitore del BAFTA TV Award e del Rose d’Or Award per “The Inbetweeners” e “Finalmente maggiorenni – The Inbetweeners Movie”), mentre gli episodi 4-6 sono diretti da George Kane (candidato al BAFTA TV Award per “Timewasters”, “Inside No. 9”, “Crashing”).

Le Avventure di Zarafa: conferenza stampa

Le Avventure di Zarafa: conferenza stampa

le_avventure_di_zarafaE’ stato presentato oggi alla Casa del Cinema di Roma Le Avventure di Zarafa, Giraffa giramondo, lungometraggio d’animazione distribuito da Good Films e Nexo Digital. Erano presenti in sala i due registi, Rémi Bezançon e Jean-Christophe Lie, e Vinicio Capossela, che oltre ad aver composto per il film la canzone Zarafa Giraffa, ha anche prestato la voce nel doppiaggio italiano al vecchio saggio che narra la storia.

Le avventure di Zarafa – Giraffa Giramondo: recensione del film

Le avventure di Zarafa – Giraffa Giramondo: recensione del film

Le avventure di Zarafa – Giraffa Giramondo, liberamente ispirato ad una storia vera, è un lungometraggio d’animazione del 2012 diretto a quattro mani da Rémi Bezançon (Travolti dalla Cicogna) e Jean-Christophe Lie (L’uomo in una Gordini Blu), registi francesi provenienti da mondi ed esperienze cinematografiche diverse. Il primo, dopo avere diretto tre film dal vivo e scritto insieme ad Alexander Abela la sceneggiatura di questo film, s’incontra con il secondo, collaboratore in diversi lungometraggi d’animazione (Tarzan, Kirikù e gli animali selvaggi). L’unione di questi due visioni artistiche crea una storia e delle immagini fuori dal comune.

La trama di Le avventure di Zarafa – Giraffa Giramondo

Sotto un albero di baobab, un vecchio saggio racconta ai bambini del suo villaggio la storia dell’eterna amicizia tra Maki, un ragazzino di 10 anni, e Zarafa, una giraffa orfana, inviata in dono al re di Francia Carlo X dal Pascià egiziano. Nel lungo viaggio, Maki, Zarafa e Hassan, un beduino che ha l’incarico di portare la giraffa a Parigi, vivranno una serie di avventure e incontreranno stravaganti personaggi, come l’aviatore Malaterre e la piratessa Bouboulina.

Girato in Cinemascope, paesaggi incontaminati dell’Africa, campagne colorate e distese di tetti d’Europa si aprono davanti ai nostri occhi e si alternano ai primi piani sconvolgenti dei vari personaggi. I colori vivaci e solari del viaggio si scontrano con quelli neutrali e spenti di Parigi, prigione sia di Zarafa sia di Maki e dei suoi amici. Il punto forte del cartone è la sua appartenenza al genere dell’avventura e non della commedia. In un’avventura accadono cose belle ma anche brutte e quest’ultime, qui, segnano nel profondo sia il pubblico che l’evolversi della storia stessa. Infatti, sebbene i destinatari nella mente dei registi siano i bambini, i temi affrontati, schiavitù e morte, sono estremamente delicati  e complessi per un pubblico così giovane, ma Bezançon e Lie riescono a parlarne per immagini senza appesantire la storia, anzi inserendoli con coerenza in essa. Fin da subito capiamo il carattere fortemente educativo del film, che non ci risparmia scene davvero tristi nei suoi 78’ di durata; tuttavia, i modi in cui Maki (e noi con lui) si risolleva ed arriva alla fine della sua avventura ci permettono di lasciare la sala con un sorriso.

Con Le avventure di Zarafa – Giraffa Giramondo il film d’animazione per bambini si spinge oltre, di nuovo: parte da una storia vera, triste, la rende più stimolante, ma non la priva della sua vena tragica, anzi la prende come traccia-guida e l’affianca ad un personaggio che trarrà da essa la sua forza per cambiare le cose. Una storia abbastanza dura, ma ricca di bei momenti e di speranza, che i bambini possono sicuramente apprezzare.

Le avventure di TintTin: immagini inedite!

0
Le avventure di TintTin: immagini inedite!

Ormai manca poco più di un mese all’uscita ufficiale in Europa di Le avventure di TinTin, anticipata di qualche mese dalla precedente data prevista per Dicembre. Ecco ora arrivare alcune scene inedite riprese in un nuovo spot tv tedesco.

Le avventure di TinTin: il segreto dell’unicorno Trailer 2

0
Le avventure di TinTin: il segreto dell’unicorno Trailer 2

Nuoto trailer per Le avventure di TinTin: il segreto dell’unicorno. Prodotto da Peter Jackson e diretto da Steven Spielberg.

Le avventure di TinTin: Il Segreto dell’unicorno altro teaser!

0
Le avventure di TinTin: Il Segreto dell’unicorno altro teaser!

Doppio teaser trailer per Le avventure di TinTin:Il Segreto dell’unicorno. Dopo avervi mostrato il primo, eccovi anche il secondo assaggio dell’opera

Le Avventure di TinTin: Il segreto dell’unicorno – Trailer italiano 2

0

Le avventure di Tintin – Il segreto del liocorno (The Adventures of Tintin: The Secret of the Unicorn) è un film del 2011 diretto da Steven Spielberg girato interamente con l’uso del CGI.

Le Avventure di Tintin: Il Segreto del Liocorno ha finalmente una data ufficiale

0

Finalmente arriva una data d’uscita ufficiale de Le Avventure di Tintin: Il Segreto del Liocorno. Il film in motion capture diretto da Steven Spielberg uscirà in Italia con ben due mesi di anticipo rispetto all’uscita americana.

E’ La Sony ad annunciarlo: l’uscita sarà il 28 Ottobre, ben due mesi prima di quella americana che avverrà il 23 Dicembre. Inoltre, è stato confermato il titolo, fedelmente tradotto e ripreso dalla novella originale: Le avventure di Tintin: il segreto del Liocorno.

Prodotto da Peter Jackson e Steven Spielberg, la sceneggiatura è stata scritta da Steven Moffat, Edgar Wright e Joe Cornish. Interamente girato negli studios della Weta Digital, è stata utilizzata un’ulteriore avanzamente della performance capture vista in Avatar. Attualmente è in fase di animazione alla Weta Digital. Nel cast oltre a Jamie Bell, ci sono Daniel Craig, Simon Pegg, Nick Frest, Andy Serkis.

Le avventure di Tintin approdano a Roma!

Le avventure di Tintin approdano a Roma!

Le avventure di Tintin: il segreto dell’Unicorno, il film in 3D che vede affiancati Steven Spielberg e Peter Jackson, il primo come regista, il secondo come produttore

Le avventure di TinTin – intervista a Jamie Bell!

0

Intervista inedita a Jamie Bell, il giovane attore che ha interpretato Tintin nel film Le Avventure di tintin – Il Segreto dell’Unicorno. Jamie Bell ci racconta come è stato essere diretti da Steven spielberg in un film girato con la tecnica del performance motion capture.

Le avventure di Tintin – Il segreto del Liocorno, full trailer originale!

0

Ecco il full trailer dell’atteso ritorno alla regia di Steven Spielberg dopo l’infelice Indiana Jones 4. Si tratta di Le avventure di Tintin – Il segreto del Liocorno,

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno, recensione

0
Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno, recensione

In principio fu una breve serie di fumetti, poi arrivò la serie animata. Adesso grazie al genio di Peter Jackson e di Steven Spielberg possiamo ammirare le sue avventure sul grande schermo. Stiamo parlando dell’atteso Le Avventure di Tin Tin: il Segreto dell’Unicorno.

Primo di una trilogia che vedrà alternarsi alla regia Jackson e Spielberg (il primo è di Spielberg), il film è stato realizzato in una forma ibrida che mescola animazione e performance capture, unitamente ad un buon 3D, che conducono lo spettatore in un’avventura ricca di inseguimenti, colpi di scena e scoperte, oltre ad un ritmo forsennato che non lascia fiato.

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno, la trama

In Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno Tin Tin, reporter di grande fama, compra un modellino di una nave, l’Unicorno, e scopre subito che qualcuno lo cerca. Spinto dalla sua inesauribile curiosità, il giovane cercherà di andare infondo alla vicenda, trovandosi ben presto chiuso in una cassa e caricato su un bastimento diretto in Nord Africa. Qui, grazie al fedele cagnolino Milou, Snowy nella versione inglese, riuscirà a liberarsi e si imbatterà nel Capitano Haddock, ibruacone impenitente, che diventerà suo indispensabile compagno d’avventura. Comincia così quella che promette di essere una delle trilogia più redditizie del nuovo decennio, innovativa e commerciale, ricca di tutti gli elementi necessario ad un film di successo: mistero, avventura e divertimento.

Ad interpretare i protagonisti ci sono Jamie Bell, nei panni di Tin Tin, Mr. performance capture Andy Serkis, che questa volta interpreta un umano, anche se sui generis, regalando le sue movenze al Capitano Haddock ed infine Daniel Craig, il cattivo Mr. Sakharine. I due formidabili comici inglese Simon Pegg e Nick Frost sono gli imbranati agenti Thompson & Thompson. La particolarità di questo film è che i personaggi realizzati in CGI non hanno le fattezze degli attori che li interpretano, come era accaduto già con Tom Hanks per The Polar Express e Jim Carrey in A Christmas Carol. Qui i personaggi sono quelli di Hergè, solo che movenze umane. Non sfuggirà agli spielberghiani più accaniti la somiglianza di gran parte delle scene d’azione con quelle di Indiana Jones, al quale sicuramente Spielberg si è ispirato, ma che allo stesso tempo, all’epoca della sua uscita in sala, fu definito a sua volta una specie di Tin Tin.

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell'Unicorno

Insomma, Steven riesce a far sua qualunque storia, arrivando anche a confondere le storie e le ispirazioni. E’ forse questa la maggiore forza del film e del suo regista: riuscire a mantenere intatto lo spirito del fumetto, infondendo molta personalità alla storia e alla sua rappresentazione, ma riuscendo a realizzare qualcosa di familiare, nel piacevole senso del già visto, innescando una proprietà di appartenenza con lo spettatore. Anche per quello che riguarda la sceneggiatura, non abbiamo nulla di nuovo, una storia ben scritta, brillante, ricca di riferimenti all’originale, ordinaria amministrazione per quasi tutti i prodotti spielberghiani.

Al timone musicale del film l’inconfondibile John Williams che ancora una volta realizza una colonna sonora cucita sul film, efficace e orecchiabile, anch’essa molto simile alle famose note scritte per il Professor Jones. Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell’Unicorno è classico film di intrattenimento, ben confezionato e sapientemente diretto che incarna la meraviglia del cinema con la sua tecnica e la passione del cinema con il suo grande spirito d’avventura.

Le Avventure di Tin Tin: il segreto dell'Unicorno