Home Blog Pagina 1311

Ms Marvel: le 10 migliori teorie dei fan di Reddit dopo il finale

Attenzione: questo articolo contiene spoiler sul finale di stagione di Ms. Marvel!

Dopo lo sconvolgente finale di Ms. Marvel su Disney+, i fan si sono già riversati su Reddit per discutere le loro teorie sul futuro di Kamala nel MCU. Sebbene la Marvel abbia sfatato le teorie sulla capacità di Kamala di mutare forma, l’episodio ha lasciato molti aspetti irrisolti e ha sollevato ancora più domande che risposte quindi, ai fan della Marvel, non manca sicuramente il materiale su cui basare le proprie teorie.

Il finale di Ms. Marvel non solo ha rivelato che Kamala Khan è la prima mutante del MCU, ma ha anche presentato una scioccante scena mid-credits che ha visto Brie Larson tornare nei panni di Carol Danvers dopo essersi apparentemente scambiata con Kamala nella sua camera da letto da adolescente – e i fan hanno molte idee su cosa questa svolta possa significare.

Kamala Khan ha un DNA da Inumano

Sebbene tutti gli indizi portino a pensare che Kamala Khan sia una mutante, l’utente di Reddit avataraurin teorizza che la mutazione riscontrata nel DNA di Kamala sia in realtà un segno della sua identità di Inumana: “Penso che il braccialetto abbia attivato il DNA Inumano [di Kamala], il che ha fatto sì che Kamala avesse una connessione più forte con il suo DNA Noor”.

La storia di Kamala Khan è effettivamente legata agli Inumani nei fumetti, ma sembra che il MCU abbia deciso di prendere una strada diversa con il personaggio. Tuttavia, se il MCU introdurrà gli Inumani a un certo punto, sembra logico che Kamala avrà qualcosa a che fare con loro.

Kamala è il mutante “zero”

Come e quando il MCU introdurrà i mutanti (e di conseguenza gli X-Men) è stato un grande argomento di dibattito per molto tempo, e Ms. Marvel sembra aver finalmente fatto un po’ di luce sulla questione. I fan sanno che è la prima mutante confermata nel MCU, ma l’utente 420moxxy di Redditor suggerisce che in realtà dovrebbe essere una delle prime mutanti del mondo.

Rendere Kamala uno dei primissimi esseri umani portatori di DNA mutante sarebbe una trama davvero emozionante e potrebbe essere un ottimo modo per introdurre le origini degli X-Men. Il redditor ha anche aggiunto: “Potrebbero introdurre un giovane Charles Xavier che impara a usare i suoi poteri e a sopravvivere in un mondo in continua evoluzione pieno di questa nuova specie chiamata mutanti”.

Namor sarà il prossimo mutante del MCU

Si vocifera che Namor apparirà nel prossimo sequel di Black Panther, e alcuni leak sembrano confermarlo, ma i dettagli esatti della sua introduzione nel MCU sono ancora strettamente nascosti. Nei fumetti è uno dei primi mutanti dell’universo e il Redditor wandadcosmos ritiene che sarà così anche nel MCU.

Scrivono: “Sono sicuro che Namor abbia trovato una qualche reliquia atlantidea/azteca che ha attivato il suo gene X”, proprio come il braccialetto di Kamala nella serie Ms. Marvel. Se dovesse essere così, sembra che potrebbe avere un ruolo importante nell’introduzione del personaggio – una teoria di Black Panther: Wakanda Forever potrebbe vedere Namor come cattivo o antieroe.

Mutanti e Inumani sono la stessa cosa

Nei fumetti, Kamala Khan è un Inumano – ma nel MCU sembra che sia un mutante, quindi i fan si stanno chiedendo cosa stia esattamente facendo il MCU con questi due concetti simili (ma chiaramente diversi). Una teoria del Redditor gab_knotter suggerisce che in questo universo “inumano” e “mutante” significhino la stessa cosa.

La teoria fa riferimento a un’importante citazione dell’episodio finale di Ms. Marvel, in cui Kamala dice che, qualunque sia la sua identità, sarà solo un’altra “etichetta”. Forse questo è il modo in cui il MCU conferma che “inumano e mutante sono solo etichette diverse che designano la stessa cosa”.

Carol Danvers ha trovato il secondo braccialetto

L’apparizione di Captain Marvel nella scena mid-credits del finale di Ms. Marvel è stata una grande sorpresa, ma l’utente di Reddit antonindolohov ritiene che in realtà abbia completamente senso, se i fan considerano la precedente apparizione della Danvers nel MCU.

Ha scritto: “Nella scena post-credit di Shang-Chi, vediamo Wong che informa Bruce e Carol dei dieci anelli e chiede loro se possono identificarli… quindi immagino che Carol abbia trovato il sentiero dei dieci anelli e abbia trovato il secondo braccialetto”. I due spiegano poi che il contatto di Carol con il braccialetto l’ha costretta a scambiarsi con Kamala, come i fan hanno visto alla fine di Ms. Marvel.

Monica Rambeau è una mutante

Il termine “mutante” non è mai stato usato per definire la Rambeau durante il suo periodo in WandaVision, ma ci sono molte somiglianze tra Monica Rambeau e Kamala Khan che non dovrebbero essere trascurate. Il Redditor homeslixe nota che i poteri di Kamala “assomigliano di più a quelli di Monica Rambeau, se ci penso bene”.

La Rambeau ha scoperto i suoi poteri dopo aver viaggiato attraverso l’Hex in Wandavision, quindi molti fan suggeriscono che questo ha risvegliato il suo gene mutante nello stesso modo in cui il braccialetto ha risvegliato il gene mutante di Kamala e le ha dato la possibilità di usare i suoi veri poteri.

I Djinn sono una fazione di Inumani

Per la maggior parte degli episodi di Ms. Marvel, si è creduto che Kamala Khan fosse un Djinn, anche se sono state fornite poche spiegazioni sul significato di questo termine. Alcuni teorizzano che Djinn sia solo un termine folcloristico usato per riferirsi agli Inumani o ai mutanti, mentre una teoria del Redditor blackbird2285 suggerisce che i Djinn siano in realtà un vero e proprio gruppo di Inumani, affermando: “Sarebbe piuttosto figo se i Djinn fossero solo una fazione di antichi Inumani“.

Questa teoria prevede un confronto tra i Djinn e la “Famiglia Reale di Attilan“, un’altra fazione di Inumani dei fumetti. Forse i Djinn sono solo Inumani che hanno vissuto nella Dimensione Noor, proprio come la Famiglia Reale vive ad Attilan. Questo potrebbe anche essere un modo semplice per reintrodurre Black Bolt e i suoi amici nel MCU.

Nick Fury sta indagando sui mutanti

Alla fine di Spider-Man: Far From Home, è stato rivelato che Nick Fury è in realtà scomparso dal pianeta da qualche tempo, mentre lui e Maria Hill sono stati sostituiti sulla Terra dagli Skrull. Il redditor kostispat257 suggerisce che attualmente stanno “indagando sugli agenti dormienti Kree” – o, come suggerisce questa teoria, sui mutanti.

Una dettagliata teoria sul perché il MCU stia introducendo i mutanti in questo momento, suggerisce che i mutanti siano stati effettivamente creati dai Kree e collocati sulla Terra come gli “agenti dormienti” di cui parla Talos in Far From Home. Ci sono molte cose su Nick Fury che non hanno molto senso al momento, ma questa teoria getta un po’ di luce su di esse.

Captain Marvel introdurrà i Fantastici Quattro

Sebbene sia già stato rivelato che i Fantastici Quattro stanno per approdare nel MCU, non è ancora chiaro come ciò avverrà esattamente. Molte cose sono in sospeso, ma l’utente di Reddit hailstate2023 suggerisce che Captain Marvel avrà qualcosa a che fare con tutto ciò.

Il braccialetto di Ms. Marvel è stato originariamente trovato al braccio di un alieno dalla pelle blu che molti ipotizzano essere un Kree, il che suggerisce che il braccialetto potrebbe essere in realtà un Nega-Band – un dispositivo dei fumetti che trasporta chi lo indossa nella Zona Negativa. Questa teoria suggerisce che la Danvers potrebbe “fare da tramite” tra la Terra e la Zona Negativa, dove secondo molti fan sono attualmente intrappolati i Fantastici Quattro.

I dieci anelli erano un tempo il secondo braccialetto

Forse una delle teorie più interessanti che circolano su Reddit è quella di infinite-swordfish60, che suggerisce che i dieci anelli di Shang-Chi siano in realtà il gemello del bracciale di Kamala, ma “scomposto” in dieci pezzi. L’utente fa riferimento alla scena post-credit di Shang-Chi e si chiede: “E se [l’anello] stesse cercando di comunicare con il suo gemello, il braccialetto?”.

Questa teoria non si rifà ai fumetti in manier tanto accurata quanto altre in questa lista, ma sarebbe un grande colpo di scena che nemmeno i fan più accaniti dei fumetti si aspetterebbero mai. Sarebbe anche un’ottima occasione per integrare uno dei migliori nuovi personaggi della Fase 4, Shang-Chi, nella storia generale del MCU.

Ms Marvel in The Avengers? Forse sì

Il primo a dichiararlo è stato il Daily Mail. Pare proprio che Ms Marvel sarà nel sequel di The Avengers e che ad essere in lizza per interpretarla siano Emily Blunt e Ruth Wilson.

Mrs. Doubtfire: Kevin Hart vuole essere protagonista del remake

0

Trai tanti ruoli iconici di Robin Williams, ricordiamo la travolgente performance en travesti in Mrs. Doubtfire. Il film fu un grande successo al box office, guadagnando oltre 441 milioni a fronte di una spesa di appena 25 milioni.

Tra i film più rappresentativi della commedia americana, ancora oggi, Mrs. Doubtfire potrebbe essere oggetto di un remake, tanto che Kevin Hart, nelle sale da Gennaio con Jumanji – Benvenuti nella Giungla (altro seguito di un successo con Williams), si è proposto per interpretare il ruolo del grande comico scomparso l’11 Agosto del 2014.

Ecco la sua dichiarazione a Cinema Blend: “Rimarrò sul sentiero di Robin Williams e dico che se potessi salterei a due piedi in Mrs. Doubtfire. Si tratta di una grande performance per lui e penso che sia una delle cose che vorrei fare.”

La grande simpatia di Kevin Hart potrebbe renderlo adatto a un remake del film, tuttavia sarà difficile eguagliare la mimica e l’intensità, anche drammatica, del compianto Williams.

Jumanji – Benvenuti nella giungla, recensione

In Jumanji Benvenuti nella Giungla, quattro ragazzi scoprono una vecchia consolle e si ritrovano catapultati nel videogame ambientato nella giungla, assumendo le sembianze dei rispettivi avatar, interpretati da Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart e Karen Gillan. Quel che scoprono ben presto è che Jumanji non è semplicemente un gioco e dovranno affrontare la più pericolosa avventura della loro vita o resteranno intrappolati nel gioco per sempre…

Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre: trama, cast e curiosità sul film

Il grande Robin Williams vanta una carriera cinematografica inimitabile, con film come L’attimo fuggente e Will Hunting – Genio ribelle affermatisi come capolavori senza tempo. Particolarmente amate sono anche le tante commedie da lui interpretate, da Jumanji a Flubber – Un professore tra le nuvole. Il più popolare di questo genere rimane però il film del 1993 Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre, che ha visto l’attore sbizzarrirsi in tutto il suo potenziale comico. Diretto da Chris Columbus, il film è però non solo una brillante commedia, quanto anche una profonda riflessione sulla genitorialità.

Liberamente ispirato al libro Un padre a ore, il film ha infatti portato nuovamente al cinema il tema del divorzio, affrontandolo in modo originale ed estremamente toccante, senza fornire un falso lieto fine ma lasciando agli spettatori un messaggio d’amore, sentimento attraverso cui si può superare ogni cosa. Oltre alle tematiche ed alle interpretazioni, del film è poi rimasto memorabile il trucco applicato a Williams per farlo diventare una donna. Un lavoro ancora oggi straordinario che ha vinto un meritato premio Oscar.

Costato appena 25 milioni di dollari, Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre ne ha guadagnati in tutto il mondo oltre 440, affermandosi sin da subito come un grande successo. Una popolarità riconfermatasi negli anni, che lo ha reso un titolo cult tra i più importanti del suo decennio. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si parlerà anche del suo sequel cancellato e si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre: la trama del film

Protagonista del film è Daniel Hillard, doppiatore con uno straordinario talento nell’adattare la propria voce ad ogni occasione. Il suo lavoro ben si sposa con la sua anima da giocherellone, sempre pronto al divertimento. A causa di un litigio con il suo capo, Daniel si ritrova però licenziato. Questa novità scuote ulteriormente il suo già precario matrimonio con Miranda, che svolge invece una forte attività da arredatrice d’interni. I due, con tre figli, si ritrovano infatti ormai da anni in disaccordo su tutto. Nel bel mezzo della caotica festa di compleanno del figlio Chris, Miranda decide di porre fine alla loro storia chiedendo il divorzio.

A causa del suo comportamento giudicato poco maturo, Daniel si vede negata anche la possibilità di trascorrere più tempo di quello che vorrebbe con i suoi figli. Estremamente legato a loro, egli non può sopportare tale distacco e decide pertanto di escogitare un piano. Aiutato dal fratello Frank e dal suo amico Jack, entrambi straordinari truccatori per il cinema, Daniel si sottopone così ad ore di trucco per trasformarsi in Mrs. Doubtfire, una perfetta domestica e babysitter. Riesce così a rientrare nella sua vecchia casa, potendo passare del tempo con i suoi figli, anche se sotto falsa identità. I guai, però, non tarderanno ad arrivare.

Mrs. Doubtfire - Mammo per sempre cast

Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre: il cast del film

Nei panni di Daniel Hillard e di Mrs. Doubtfire vi è dunque Robin Williams, che grazie alla sua straordinaria interpretazione ha vinto un Golden Globe al miglior attore. Egli lavorò moltissimo per poter risultare irriconoscibile nei panni dell’anziana domestica, al punto da cambiare i propri atteggiamenti e la propria voce. La trasformazione fu così precisa che nessuno riconobbe l’attore, neanche suo figlio. Williams fu inoltre molto meticoloso nella realizzazione delle scene, richiedendo numerosi ciak finché non si riteneva soddisfatto. Allo stesso tempo, egli ebbe modo di improvvisare moltissimo durante le riprese e molto di quanto si vede nel film è proprio frutto di sue reinvenzioni.

Accanto a lui, nei panni della moglie Miranda Hillard, vi è la due volte premio Oscar Sally Field. L’attrice, che all’epoca delle riprese stava realmente attraversando un divorzio, usò quello stato d’animo per rendere più vero il suo personaggio. L’attore Pierce Brosnan è invece presente nei panni di Stuart Dunmeyer, il nuovo compagno di Miranda. Originariamente, il personaggio avrebbe dovuto essere profondamente negativo, ma venne riscritto come una personalità più gentile in seguito alla scelta di Brosnan per la parte. Ad interpretare i figli Lydia, Chris e Natalie vi sono i giovani attori Lisa Jakub, Matthew Lawrence e Mara Wilson. L’attore Harvey Fierstein, infine, è Frank, il fratello di Daniel.

Mrs Doubtfire Robin Williams

 

Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre: il sequel mai realizzato

Progetti per un sequel di Mrs. Doubtfire iniziarono a concretizzarsi nel 2001. La non esistenza di un seguito del libro della Fine costrinse però gli sceneggiatori ad inventare del tutto una storia convincente. Secondo alcune fonti, questa doveva concentrarsi sull’ingresso al college di Lydia, con Daniel pronto a riprendere i panni di Mrs. Doubtfire per starle più vicino. Tuttavia, Williams si disse profondamente scontento della sceneggiatura, che dunque venne più volte riscritta. Nel corso degli anni diverse versioni furono proposte, ma nessuna di queste trovò mai il consenso di tutti coinvolti. Nel 2014 nuovi piani per il sequel sembravano aver preso vita, con Columbus che si incontrò con l’attore per parlare del progetto.

L’idea era quella di dar vita ad un film dove però, su richiesta di Williams, le scene che richiedevano di indossare il pesante trucco di Mrs Doubtfire fossero molte di meno. Per l’attore, non più giovane, era infatti impensabile riuscire a restituire nuovamente una performance come quella. Ad ogni modo, con la la scomparsa improvvisa di Williams l’11 agosto di quell’anno, il progetto venne totalmente cancellato. I diritti su Mrs. DoubtfireMammo per sempre sono però in mano ai produttori, che potrebbero decidere di realizzare un remake o un reboot. Fortunatamente, però, non sembrano esserci piani all’orizzonte a riguardo.

Il trailer di Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Mrs. Doubtfire – Mammo per sempre è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV, Prime Video e Disney+. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 5 gennaio alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Mrs. Davis: trailer della nuova serie tv con Betty Gilpin

0
Mrs. Davis: trailer della nuova serie tv con Betty Gilpin

Peacock ha pubblicato il primo teaser trailer Mrs. Davis, l’imminente dramma di fantascienza con la candidata agli Emmy Betty Gilpin nei panni di una suora che si scontra con l’IA titolare Il video ci offre un’anteprima dell’influenza di Mrs. Davis mentre invita tutti da tutti ceti sociali, età, sesso, religione e razza per venire a parlarle. La serie sarà disponibile negli USA  il 20 aprile con i primi quattro episodi, che saranno seguiti da nuovi episodi in onda settimanalmente il giovedì. Prima del suo debutto in streaming, sarà presentato in anteprima mondiale al festival SXSW il 14 marzo.

La serie viene descritta come “un’esplorazione della fede contro la tecnologia, un’epica battaglia di proporzioni bibliche“. Betty Gilpin interpreterà Simone, una suora che va a combattere contro un’onnipotente Intelligenza Artificiale. Sarà affiancata da Jake McDorman nei panni dell’ex ribelle di Simone, che ha anche una vendetta personale contro l’Algoritmo.

https://youtu.be/lS0TQksoHwg

Mrs. Davis è scritto e prodotto esecutivamente da Damon Lindelof (Watchmen) e Tara Hernandez (Young Sheldon), con quest’ultima come showrunner. Il cast aggiuntivo include anche Andy McQueen, Ben Chaplin, Margo Martindale, David Arquette, Elizabeth Marvel, Katja Herbers, Chris Diamantopoulo, Ashley Romans, Tom Wlaschiha e Mathilde Ollivier. I produttori esecutivi sono Owen Harris e Alethea Jones, che hanno anche diretto diversi episodi. La serie tv è prodotta da Warner Bros. Television.

Questo segna la seconda collaborazione di Gilpin con Damon Lindelof  dopo aver lavorato insieme al controverso film del 2020 The Hunt che è stato co-scritto dall’acclamato creatore televisivo. Gilpin ha ottenuto riconoscimenti per il suo acclamato ruolo di Debbie Eagan in GLOW di Netflix , che le è valso tre nomination agli Emmy come miglior attrice non protagonista.

Mrs. Davis, recensione della serie di Damon Lindelof con Betty Gilpin

Che gioiosa e ispirata ventata di follia è Mrs. Davis, nuovo show targato Peacock! un tripudio di idee, trovate, rimandi cinefili che rappresenta senz’ombra di dubbio il primo, soddisfacente “guilty pleasure” del 2023, almeno a livello seriale. I creator Tara Hernandez e Damon Lindelof hanno evidentemente dato sfogo alla propria creatività senza troppo preoccuparsi di insospettire, sconcertare o addirittura offendere un determinato tipo di pubblico. E tale libertà di pensiero non fa che impreziosire il risultato finale.

Mrs. Davis e una trama impossibile da raccontare

Dove cominciare per tentare di raccontare la trama di Mrs. Davis? Impossibile trovare un punto di partenza che renda giustizia al mirabolante caos narrativo rappresentato dalle varie puntate. Diciamo che soltanto nel corso del pilot troverete suore combattive e motorizzate alla ricerca del Sacro Graal, neonazisti rapitori, un’intelligenza artificiale che controlla ormai il pensiero comune, una banda di ribelli tutt’altro che organizzati, padri prestigiatori, madri che non hanno paura di adoperare frecce, fegati in disuso, il deserto del Nevada, la Francia medievale e lo sterminio dei Cavalieri Templari. Nel corso degli episodi successivi si aggiungono alla speziata ricetta anche altri personaggi e situazioni che preferiamo non svelare, visto che tanto rimane troppo arduo inserirli in una sintesi logica di quanto succede nella storia.

Una serie che non è mai pretenziosa

Molto questo tipo di prodotto-contenitore predisposto a esporre ogni tipo di fantasia da parte degli autori finisce per diventare irritante, soprattutto quando riproposto sotto forma seriale. Mrs. Davis riesce al contrario a risultare frizzante e mai pretenzioso col passare di ogni puntata – fatta forse eccezione per la quarta che offre una progressione narrativa e dei personaggi più fragile rispetto alle altre. Il segreto della serie è quello di riuscire a rendere leggero, in alcuni momenti addirittura vanesio, ogni aspetto di quanto raccontato. Sotto questo punto di vista la scelta di Betty Gilpin come protagonista assoluta è la vera carta vincente: l’attrice che aveva già dato prova delle sue doti comiche nel riuscito Glow per Netflix, in Mrs. Davis si lascia andare a una prova di soave leggerezza, costruendo un personaggio eccentrico eppure avvicinabile, cinico e insieme dolcissimo.

Carisma e presenza scenica per Betty Gilpin

Un’interpretazione comica di spessore indiscutibile, la quale conferma il carisma della Gilpin oltre che la sua indubbia presenza scenica. I tempi comici del tutto personali che sa rendere coerenti con la fisionomia del ruolo di Lizzy/Simone sono la chiave perché Mrs. Davis risulti spassoso nel suo vitale caos organizzato. Lo spettatore rimane così incollato allo show chiedendosi inconsciamente cos’altro sta per succedere di folle e insensato. Accanto a loro si dimostrano efficaci comprimari Elizabeth Marvel, David Arquette, Tom Wlaschiha e soprattutto un Jake McDorman il quale, dopo la convincente prova fornita in Dopesick, sta dimostrando una versatilità e una crescita come attore piuttosto insospettate.

Il miglior modo per gustare Mrs. Davis è senz’altro quello di lasciarsi andare e accettare di salire su una giostra a puntate come non se ne vedevano da qualche tempo. Siamo di fronte a un progetto artistico che fa della libertà di espressione e dell’inventiva le sue ragioni d’essere, mescolando avventura, commedia surreale, commento sociale e ovviamente fantasy con audacia e gusto dello sberleffo. Il gioco di prestigio messo in piedi dalla Hernandez e da Lindelof funziona soprattutto perché ad offrirlo al pubblico troviamo una Betty Gilpin scatenata ed ispiratissima, ammirevole mattatrice che abbraccia il nonsense del progetto con un senso dell’ironia rimarchevole. La carne al fuoco messa dalla serie è davvero molta, e il rischio di bruciarla – oppure rimanerne bruciati – era davvero alto, soprattutto quando Mrs. Davis ha cominciato seriamente a rielaborare senza paura molti dogmi religiosi.

Un poderoso assaggio

Qualcuno rimarrà probabilmente sconcertato da alcune scelte, dalla direzione con cui si è scelto di presentare determinati personaggi di supporto. Conviene allora ribadire ancora una volta che questo vuole essere un contenitore strabordante e giocoso di fascinazioni in grado di svariare attraverso molte delle questioni fondamentali del nostro presente. Accettate un consiglio spassionato: non fermatevi su un aspetto piuttosto che un’altro vedendo Mrs. Davis, non concentratevi su un pregio che vi ha sorpreso o un difetto che vi ha invece irritato. Gustatene tutti i sapori e tutti in un unico, poderoso assaggio, e siamo (quasi) certi che no ve ne pentirete…

Mrs. America: recensione della serie FX con Cate Blanchett

0
Mrs. America: recensione della serie FX con Cate Blanchett

Sarà disponibile su TimVision a partire dall’8 ottore Mrs. America, la nuova serie prodotta da FX che si avvale di un cast stellare, guidato dalla due volte premio Oscar Cate Blanchett, e che racconta una pagina della storia americana in cui le donne trovarono la propria voce anche contro se stesse, le rappresentati del partito democratico che invece sostenevano e sponsorizzavano la donna madre e moglie a totale servizio del proprio marito.

La storia è quella di Phyllis Schlafly (Blanchett), una repubblicana dura e pura che arruola un esercito di madri casalinghe che non ne vogliono proprio sapere di essere equiparate ai propri mariti, tutti ricchi e con lavori rassicuranti e ben pagati. Di fronte a Schlafly si stagliano delle figure leggendarie del femminismo: Gloria Steinman (Rose Byrne), Shirley Chisholm (Uzo Aduba, la prima donna di colore a essere eletta al congresso), Betty Friedan (Tracey Ullman), Bella Abzug (Margo Martindale), Jill Ruckelshaus (Elizabeth Banks), ovvero coloro che hanno combattuto per dieci anni affinché 38 degli stati dell’unione ratificassero l’ERA, ovvero l’Equal Rights Amendment.

Mrs. America, che vuol dire essere donna?

Questo il cuore della trama di Mrs. America e questo il punto di partenza da cui parte la lotta della conservatrice Phyllis. Nonostante sia a tutti gli effetti un villain, un personaggio manipolatore e negativo, che porta avanti un ideale di donna limitante e superato, il personaggio della Blanchett dimostra a tutti gli effetti cosa è capace di fare una donna che si pone un obbiettivo e lo porta avanti con caparbietà.

Nell’intimità della sua casa, Schlafly tiene testa al marito, nel suo circolo di amiche manipola e sottomette mentalmente le sue adepte. Insomma esercita un tipo di subdolo potere che riesce perfettamente ad identificarsi con il suprematismo (bianco) maschile nella società.

In contrapposizione a lei ci vengono invece mostrate donne libere, con una vita più complicata ma non di certo più complesse, perché se c’è un pregio indiscutibile in Mrs. America è proprio l’articolazione dei personaggi femminili raccontati, siano essi progressisti e liberali o siano essi conservatori e, ad oggi, completamente fuori dal tempo.

È interessante l’approccio con cui l’ideatrice, la canadese Dahvi Waller, e i registi dei primi due episodi, Anna Boden e Ryan Fleck (Captain Marvel), hanno scelto di mettere in gioco le parti in conflitto. Non uomini contro donne e quindi non lotta dei sessi spiattellata in prima pagina, ma donne contro donne, il che, concettualmente, offre anche un terreno più imparziale sul cui giocarsi questa battaglia ideologica e di approccio all’essere donna.

Aggirata la battaglia dei sessi, la lotta è ideologica

Mrs. AmericaUn adagio comune generalmente condiviso dice che “le donne sono le peggiori nemiche delle donne”, forse perché tra donne si conoscono bene i propri punti deboli e si ha non solo la capacità chirurgica di andarli a punzecchiare, ma anche la forza, fisica ed emotiva, per sopportare quelle stilettate. Ebbene, Mrs. America mette donne contro donne e proprio per questo racconta una battaglia ideologica e non dei sessi, concetto che è sicuramente più interessante e godibile, rispetto ad una divisione “maschi vs femmine” che è fin troppo stereotipata e passata.

Così come sono le migliori a mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda, le donne sono anche una forza inarrestabile quando fanno squadra, come qualsiasi gruppo di persone mosso da una forte ideologia e un comune senso della giustizia.

Mrs. America mostra un cammino che ancora oggi non è concluso, lo fa in un pacchetto di grande pregio, avvalendosi di talenti scintillanti, di costumi e design di grande raffinatezza e di una scrittura messa al servizio della storia con arguzia ed originalità.

Mrs Playmen: teaser trailer della nuova serie Netflix con Carolina Crescentini

0

È disponibile il teaser trailer di “Mrs Playmen”, la nuova serie Netflix in 7 episodi prodotta da Aurora TV e ispirata alla storia di Adelina Tattilo, editrice della più nota rivista erotica italiana.

La serie sarà disponibile solo su Netflix dal 12 novembre.

Il cast e la trama di Mrs Playmen

Nel cast, Carolina Crescentini (Adelina Tattilo), Filippo Nigro (Chartroux), Giuseppe Maggio (Luigi Poggi), Francesca Colucci (Elsa), Domenico Diele (Andrea De Cesari), Francesco Colella (Saro Balsamo), Lidia Vitale (Lella), Giampiero Judica (Don Rocco). La serie è diretta da Riccardo Donna e scritta da Mario Ruggeri, head writer, insieme agli autori Eleonora Cimpanelli, Chiara Laudani, Sergio Leszczynski e Alessandro Sermoneta.

Adelina Tattilo è Mrs. Playmen, direttrice della prima rivista erotica italiana e una forza rivoluzionaria nella Roma conservatrice e moralista degli anni ’70. Un’imprenditrice pionieristica in un’epoca in cui le donne erano relegate al ruolo di madri e casalinghe; una cattolica devota, ma anche un’audace anticonformista, in prima linea nelle battaglie per il divorzio, il diritto all’aborto e l’emancipazione femminile. Quando il marito, Saro Balsamo, la abbandona lasciandola sola ad affrontare i creditori come unica proprietaria di un impero sull’orlo del collasso, Adelina non si arrende. Reinventa Playmen trasformandola in una pubblicazione sofisticata e all’avanguardia e, sfidando il maschilismo radicato dell’epoca, riunisce attorno a sé un team di intellettuali brillanti, creativi audaci e fotografi visionari. Insieme, abbattono tabù, provocano l’establishment e accendono una rivoluzione culturale, numero dopo numero, scandalo dopo scandalo.

Mrs Playmen: la storia di una rivista che ha riscritto le regole della società italiana.

Mrs Playmen: su Netflix arriva la storia di Adelina Tattilo con Carolina Crescentini

0

Nell’Italia di fine anni ‘60, una donna assurge agli onori della cronaca, ma anche delle polemiche, per aver sfidato le convenzioni sociali e per aver rappresentato un vero e proprio punto di rottura con le tradizioni e con i tabù che avevano caratterizzato l’Italia fino a quel momento. Il suo nome è Adelina Tattilo, che torna protagonista nella nuova serie italiana Netflix, Mrs Playmen, prodotta da Aurora TV, le cui riprese sono da poco iniziate.

La serie, in 7 episodi, racconterà la storia di questa donna, tenace e coraggiosa, a capo della più famosa rivista erotica italiana negli anni ‘60/’70, “Playmen” – la risposta italiana a Playboy. Sotto la guida di Adelina la rivista arrivò a contribuire al cambiamento radicale dei costumi degli italiani, non senza passare attraverso le mille difficoltà tipiche di ogni rivoluzione. Il nudo elegante, che faceva intravedere senza esibire, il coraggio dei temi trattati, che spesso incitavano la donna a legittimare il suo desiderio, affiancati a importanti contributi dei maggiori intellettuali italiani, hanno fatto di “Playmen” un luogo di conversazione libera ed eclettica. Una trasgressione intelligente e irripetibile in un’Italia molto religiosa e conservatrice.

Mrs Playmen è il racconto di una rivista che ha fatto la storia del costume italiano, e di coloro che l’hanno fatta diventare un simbolo.

Nel cast, Carolina Crescentini (Adelina Tattilo), Filippo Nigro (Chartroux), Giuseppe Maggio (Luigi Poggi), Francesca Colucci (Elsa), Domenico Diele (Andrea De Cesari), Francesco Colella (Saro Balsamo), Lidia Vitale (Lella), Giampiero Judica (Don Rocco).

La scrittura è affidata a Mario Ruggeri, head writer, insieme agli autori Eleonora Cimpanelli, Chiara Laudani, Sergio Leszczynski e Alessandro Sermoneta. La serie vede alla regia Riccardo Donna.

Mrs Playmen: recensione dei primi due episodi della serie Netflix – #RoFF20

0

Ispirato a un’interessante storia vera, Mrs. Playmen racconta uno spaccato di una realtà a cavallo tra l’austerità del passato e la sete di cambiamento verso il futuro. Diretta da Riccardo Donna e scritta da Mario Ruggeri, questa prima stagione della serie sarà composta da sette episodi, di circa 45 minuti ciascuno. Nel cast ritroviamo figure molto note nel panorama cinematografico italiano: l’attrice Carolina Crescentini (Tutto chiede salvezza, Mine vaganti) qui interpreta la protagonista Adelina Tattilo, da sposata Balsamo, la quale gestisce la rivista erotica Playmen. Al suo fianco ritroviamo Filippo Nigro (La dea fortuna) e Giuseppe Maggio (Baby) rispettivamente nei panni di Chartreux e del fotografo Luigi Poggi.

Mrs. Playmen: l’arrivo dell’erotismo in Italia

Cortesia di Netflix/Camilla Cattabriga

Italia, anni 70: è in corso una potente rivoluzione sociale che cerca di contrastare l’austerità e l’eccessiva moralità dell’epoca. A contribuire a questo processo c’è Playmen: rivista nata sulla falsariga del Playboy americano, proibito in Italia, da al pubblico l’erotismo che tanto brama. Saro e Adelina Balsamo gestiscono la rivista, con tutti i problemi che ne conseguono: essendo considerata dalle autorità come materiale osceno, viene ripetutamente sequestrato e il direttore in capo arrestato.

Ma ben presto ai problemi morali si aggiungono i problemi economici, e Saro non si farà problemi a far quadrare i conti a tutti i costi, pur di mantenere il giornale in piedi. Così, quando Saro uscirà di scena, tutte le responsabilità ricadranno su Adelina, nuova direttrice responsabile, così avrà inizio la rivoluzione. Uscita di galera, la donna riprenderà in mano le sorti di Playmen e, con un po’ di arguzia e un piccolo tocco femminile, regalerà alla rivista un volto nuovo.

I taboo di ieri e di oggi

Mrs. Playmen dimostra da subito di essere molto più di una serie su una vecchia rivista erotica: Mrs. Playmen racconta un conflitto morale che continua ad essere drammaticamente attuale. E ciò si denota da tante frasi, tanti gesti che ci sono ancora vicini: la colpevolizzazione della donna in caso di stupro, lo sfruttamento del colpo femminile e il giudizio da parte degli uomini di cosa le donne possano o non possano fare, del decidere il loro posto nel mondo.

Sicuramente tutte queste tematiche verranno articolate anche meglio con i successivi episodi, in particolare con la crescita del personaggio di Adelina. Ma già in queste prime due puntate sono presenti esempi di sessismo: Elsa viene giudicata per aver posato per delle foto nuda, poi pubblicate a sua insaputa, viene violentata per questo, e poi nuovamente violata in commissariato con le velenose insinuazioni del poliziotto che raccoglie la sua denuncia. Adelina viene da subito mal vista da tutti gli uomini che lavorano nella rivista: Playmen non sembra essere un posto adatto a una donna. E così lei lotta ancora di più per affermarsi in un ambiente in cui non è riconosciuta come capo e non è ben voluta.

Cortesia di Netflix/Camilla Cattabriga

Una società in evoluzione

Se da un lato si sentono gli echi di un patriarcato ancora fortemente radicato, dall’altro si iniziano a udire le prime note del cambiamento: viene spesso nominato spesso in questi due episodi proprio il progetto di una legge sul divorzio, arrivata poi con la legge n.898/1970.

Emblema della nuova società nascente sono certamente il figlio di Adelina e la nuova fidanzata che, nell’innocenza delle prime volte, scoprono sé stessi e si ritrovano a combattere per delle cause che magari ancora non comprendono neanche a pieno. I due giovani si inquadrano in un periodo caratterizzato da fervidi movimenti studenteschi in Italia come nel resto del mondo occidentale (l’Autunno caldo, i movimenti contro la guerra in Vietnam). Quella che per loro è la semplice occupazione del loro liceo, è in realtà un tassello che si inserisce in un quadro molto più grande.

Il sesso e l’omosessualità nascosta

“Noi italiani qualche problemino col sesso ce l’abbiamo: più che rilassarci, ci fa incazzare” Adelina Tattilo

PLAYMEN
Photo Credit: Camilla Cattabriga/Netflix

Nella realtà di Mrs. Playmen non si ha ancora solamente una figura retrograda della donna, ma in generale tutto ciò che riguarda il sesso viene considerato sconveniente. Nel momento in cui Adelina si ritrova a parlare con una neo-sposina di come rapportarsi col marito dal punto di vista sessuale, questa resta sconvolta dal linguaggio usato dall’altra donna.

Proprio per via di questa visione così chiusa sulla sfera sessuale, Adelina sembra voler dare un nuovo indirizzo a Playmen, aggiungendo dei contenuti che aiutino le donne a rapportarsi al sesso e a viverlo al meglio coi propri mariti.

Altra tematica che emerge da questi primi due episodi di Mrs. Playmen è proprio il contegno o, meglio, la segretezza che viene riservata all’omosessualità. Ben presto viene reso chiaro allo spettatore l’orientamento sessuale di Chartreux: questo è solito frequentare i locali gay clandestini, e lo fa con una certa riservatezza proprio perché, in un’epoca del genere, questo ancora era un altro taboo.

Mrs. Playmen si presenta già da questi primi due episodi come una serie accattivante, capace di attirare il grande pubblico: non resta che attendere la sua uscita su Netflix per i restanti episodi!

Mrs Playmen: la storia vera di Adelina Tattilo

Mrs Playmen: la storia vera di Adelina Tattilo

La serie italiana di Netflix Mrs Playmen racconta la storia dell’ascesa di una donna nell’industria dell’erotismo dominata dagli uomini a Roma, in Italia, nei primi anni ’70. Adelina Tattilo è la protagonista della narrazione nei panni della moglie di Saro Balsamo, proprietario di Playmen, la popolare, anche se controversa, rivista scandalistica che domina le edicole italiane. Tuttavia, dopo aver sfiorato più volte il lato sbagliato della legge, l’uomo è costretto a fuggire dal Paese, lasciando la moglie, caporedattrice della rivista, ad affrontare le conseguenze dei suoi guai.

Nonostante le circostanze sfavorevoli, Adelina riesce a ribaltare la situazione della rivista portando in primo piano una prospettiva fresca e audace. Sotto la sua guida, la pubblicazione trascende il titolo di semplice settimanale pornografico e si trasforma in una rivista erotica che sfida gli ideali conservatori della sessualità e del ruolo delle donne in essa. Tuttavia, la fama e la notorietà portano inevitabilmente con sé una dura battaglia. La rappresentazione di Adelina Tattilo e del suo ruolo fondamentale nella cultura italiana offre un adattamento autentico e intrigante di un momento memorabile della storia italiana.

Mrs Playmen è ispirato alla storia vera di Adelina Tattilo

“Mrs Playman” trova una notevole ispirazione nella vita e nella carriera di Adelina Tattilo, una giornalista italiana nota per il suo segno indelebile e storico nell’industria delle riviste erotiche in Italia. La serie non segue un percorso interamente biografico, ma spesso romanza o drammatizza alcuni aspetti della vita dell’editrice. Tuttavia, nel complesso, si rivela più fedele alla realtà che alla finzione. Nella vita reale, Adelina Tattilo, fondatrice di “Playmen”, viene spesso paragonata a personaggi come l’americano Hugh Hefner, famoso per la rivista “Playboy”. Dopo aver lavorato con il marito, Saro Balsamo, a numerose altre iniziative editoriali, Tattilo è finalmente arrivata alla ribalta con “Playmen” negli anni ’70, quando Balsamo ha abbandonato lei e la rivista mentre era sull’orlo della rovina. Tuttavia, quando sua moglie ha preso il controllo dell’impero, lo ha portato a nuovi livelli con la sua visione eccezionale.

Con Tattilo al timone, “Playmen” iniziò a orientarsi maggiormente verso lo stile europeo e italiano. Il suo team era composto da creativi e fotografi innovativi desiderosi di alimentare il fuoco di una rivoluzione culturale. Durante questo periodo, la rivista pubblicò foto erotiche della coppia coinvolta nell’omicidio Casati Stampa, in cui il marito aveva ucciso la moglie, il suo amante e se stesso in un brutale attacco. Sebbene fosse un argomento controverso, la tematica prometteva di portare notevoli profitti alla rivista. Tuttavia, invece di limitarsi a pubblicare le immagini scandalose, Tattilo decise anche di raccontare la storia della moglie, Anna Fallarino. In questo modo, l’editrice mise in mostra ciò che distingueva “Playmen” dalle riviste contemporanee. Sebbene la rivista fosse indubbiamente destinata all’intrattenimento erotico, cercava anche di stimolare il dibattito culturale e la riflessione.

Di conseguenza, nel corso della sua pubblicazione, “Playmen” ha affrontato e sostenuto temi legati ai diritti delle donne, tra cui il divorzio e l’aborto. Secondo un articolo del Time Magazine del 1971, Tattilo parlò della sua rivista dicendo: “Playmen è stata fondata per colmare una lacuna nella stampa italiana. Spero che Playmen contribuisca a cambiare, in modo intelligente, certi atteggiamenti arcaici nei confronti dell’amore e del sesso tra gli uomini e le donne italiani”. Un altro momento degno di nota nella storia della rivista avvenne più o meno nello stesso periodo, quando Tattilo acquisì delle foto di nudo di Jackie Kennedy Onassis da pubblicare nella sua rivista senza il consenso dell’ex First Lady. Naturalmente, l’incidente suscitò molti scandali e critiche nei confronti della rivista italiana, ma si rivelò anche un successo commerciale. Tutte queste imprese e molti altri aspetti della vita professionale di Tattilo legati a “Playmen” sono trattati nella serie con vari livelli di autenticità biografica.

Mrs Playmen presenta una versione quasi accurata della vita di Adelina Tattilo

Mrs Playmen
Cortesia di Netflix/Camilla Cattabriga

La rappresentazione della vita professionale di Adelina Tattilo e del suo significativo contributo al successo della rivista omonima in “Mrs Playmen” rimane vicina alla realtà storica. Tuttavia, dato che la serie è una drammatizzazione, ci sono naturalmente dei punti in cui gli sceneggiatori hanno dato libero sfogo alla loro creatività. Ciò è probabilmente più evidente nelle narrazioni dei personaggi secondari di fantasia, Luigi Poggi, Elsa e altri. Tuttavia, ci sono alcuni dettagli su Tattilo stessa che sembrano essere diversi nella serie Netflix. Per esempio, la serie mostra solo due dei suoi figli, mentre nella realtà l’editrice era madre di tre figli. Allo stesso modo, sebbene Tattilo abbia divorziato da Saro Balsamo, non ci sono rapporti o documenti ufficiali che suggeriscano che la loro relazione fosse caratterizzata da abusi domestici.

Tuttavia, anche se è probabile che la serie romanzeggi alcuni aspetti del carattere e della vita personale di Tattilo, la narrazione complessiva rimane comunque ispirata all’editrice fuori dallo schermo. Nella vita reale, Tattilo ha conosciuto suo marito, Balsamo, in gioventù, poiché i due vivevano nello stesso quartiere. La coppia si è sposata giovane e ha continuato a lavorare insieme professionalmente, investendo in una serie di progetti editoriali. Prima di “Playmen”, erano stati coinvolti nella pubblicazione di “Menelik”, una rivista di fumetti erotici, ‘Big’, una rivista per ragazzi adolescenti, e “Men”, una pubblicazione settimanale nota per le immagini di donne nude. Pertanto, anche se è possibile che le narrazioni più dettagliate in “Mrs. Playmen”, compresa la sottotrama del poliziotto Andrea e altro ancora, siano probabilmente più finzione che realtà, la serie offre un adattamento realistico ispirato alla vita di Tattilo.

Adelina Tattilo ha pubblicato numerose altre riviste prima di morire nel 2007

Mrs Playmen
Cortesia di Netflix/Camilla Cattabriga

Dopo aver portato “Playmen” a un enorme successo, Adelina Tattilo ha ampliato il suo impero editoriale con “Adam”, la prima rivista erotica gay. Secondo quanto riferito, quest’ultima è rimasta in pubblicazione per cinque anni. Inoltre, ha pubblicato un’altra rivista, ‘Adelina’, conosciuta come “l’edizione americana di Playmen Italia”. Sebbene abbia avuto alcuni problemi con “Playboy”, è rimasta in circolazione per diversi anni. Tuttavia, con il tempo, l’epoca d’oro delle riviste italiane è tramontata. “Playmen” ha cessato le pubblicazioni nel 2001, principalmente a causa del cambiamento del panorama culturale dovuto all’introduzione di altri media pornografici come le videocassette. Oggi Tattilo è ricordata per il suo ruolo cruciale in un movimento che cercava di “liberare” la cultura italiana dal bigottismo e dai falsi moralismi riguardanti il sesso e la sessualità.

Inoltre, la forma di difesa delle idee non conservatrici da parte di Tattilo le valse un posto di rilievo nei circoli libertari, radicali e socialisti. Secondo alcune fonti, era persino amica di Bettino Craxi, ex primo ministro e leader del Partito Socialista Italiano. Inoltre, sotto la sua guida, la sua casa editrice ha pubblicato numerosi titoli come “Dizionario della Letteratura Erotica”, “Playdux: Storia Erotica del Fascismo” e altri ancora. In definitiva, l’editrice e giornalista ha lasciato un segno indelebile nella cultura e continua ad essere ricordata per questo. Purtroppo, dopo una breve malattia, Tattilo è morta il 1° febbraio 2007 a Roma. All’epoca aveva 78 anni. Con “Mrs Playmen”, la sua stimolante storia di vita, come donna che ha sfidato il moralismo sociale del suo tempo, è diventata immortale.

Mrs Playmen: il trailer della serie con Carolina Crescentini

0
Mrs Playmen: il trailer della serie con Carolina Crescentini

Netflix ha diffuso il trailer ufficiale di Mrs Playmen, la nuova serie italiana in 7 episodi prodotta da Aurora TV e ispirata alla storia vera di Adelina Tattilo, editrice della più nota rivista erotica italiana, Playmen. I primi due episodi della serie, che sarà disponibile solo su Netflix dal 12 novembre, saranno presentati oggi in anteprima alla 20ª edizione della Festa del Cinema di Roma, fuori concorso nella sezione Freestyle.

Carolina Crescentini è Adelina Tattilo

A interpretare la protagonista è Carolina Crescentini, nei panni di Adelina Tattilo, una donna che negli anni ’70 seppe trasformare la provocazione in cultura e la sensualità in un atto politico. Accanto a lei un cast corale composto da Filippo Nigro (Chartroux), Giuseppe Maggio (Luigi Poggi), Francesca Colucci (Elsa), Domenico Diele (Andrea De Cesari), Francesco Colella (Saro Balsamo), Lidia Vitale (Lella) e Giampiero Judica (Don Rocco).

La serie è diretta da Riccardo Donna e scritta da Mario Ruggeri, head writer, insieme agli autori Eleonora Cimpanelli, Chiara Laudani, Sergio Leszczynski e Alessandro Sermoneta.

Mrs Playmen racconta la storia di una donna straordinaria, cattolica e anticonformista, capace di sfidare la morale e il maschilismo della Roma conservatrice degli anni ’70. Adelina Tattilo, direttrice della prima rivista erotica italiana, fu una forza rivoluzionaria in un Paese ancora ancorato ai tabù. Mentre l’Italia discuteva di divorzio, aborto e libertà sessuale, lei guidava un impero editoriale al femminile, trasformando Playmen in un laboratorio di modernità, stile e provocazione.

Quando il marito Saro Balsamo la abbandona, lasciandola sola e sommersa dai debiti, Adelina decide di non arrendersi. Reinventa la rivista, la rende sofisticata e internazionale, e costruisce attorno a sé un gruppo di intellettuali e creativi visionari. Numero dopo numero, Mrs Playmen racconta la nascita di un nuovo immaginario e di una rivoluzione culturale e di costume destinata a cambiare per sempre la società italiana.

Prodotta da Aurora TV per Netflix, la serie mescola dramma biografico, costume e ironia, restituendo il ritratto di una donna che seppe incarnare le contraddizioni del suo tempo: credente e ribelle, madre e imprenditrice, icona e bersaglio dello scandalo.

Con il suo sguardo elegante e provocatorio, Mrs Playmen non celebra solo la nascita di una rivista, ma il coraggio di una generazione di donne che, come Adelina Tattilo, hanno avuto la forza di dire: “siamo qui, e non abbiamo più intenzione di stare zitte.”

Adelina Tattilo è Mrs. Playmen, direttrice della prima rivista erotica italiana e una forza rivoluzionaria nella Roma conservatrice e moralista degli anni ’70. Un’imprenditrice pionieristica in un’epoca in cui le donne erano relegate al ruolo di madri e casalinghe; una cattolica devota, ma anche un’audace anticonformista, in prima linea nelle battaglie per il divorzio, il diritto all’aborto e l’emancipazione femminile. Quando il marito, Saro Balsamo, la abbandona lasciandola sola ad affrontare i creditori come unica proprietaria di un impero sull’orlo del collasso, Adelina non si arrende. Reinventa Playmen trasformandola in una pubblicazione sofisticata e all’avanguardia e, sfidando il maschilismo radicato dell’epoca, riunisce attorno a sé un team di intellettuali brillanti, creativi audaci e fotografi visionari. Insieme, abbattono tabù, provocano l’establishment e accendono una rivoluzione culturale, numero dopo numero, scandalo dopo scandalo.

Mrs Playmen: la storia di una rivista che ha riscritto le regole della società italiana.

Mrs Doubtfire: Mara Wilson non sarà nel sequel

0

Mara-WilsonDopo avervi annunciato il ritorno di Robin Williams nel sequel dell’ormai storico Mrs Doubtfire, dobbiamo subito spegnere gli entusiasmi (o le perplessità) del pubblico affezionato alla pellicola originale.

Sebbene sembrerebbe certo che il duo composto dal regista Chris Columbus ed un attore di spessore quale Robin Williams sarebbero pronti a tornare a lavorare insieme sul canovaccio di una sceneggiatura firmata da David Berenbaum, ecco che cominciano a fioccare le prime defezioni.

Prima reazione a queste indiscrezioni arriva dall’attrice Mara Wilson, che in passato aveva interpretato il ruolo di Natalie Hillard, figlia di Robin Williams Sally Field. Attraverso il proprio profilo Twitter, l’attrice ha così espresso il proprio punto di vista:

“Sono stata in film mediocri, ma non ho mai partecipato ad un sequel. E non ho interesse ad essere in uno in questo momento. I sequel generalmente non sono nulla di che, a meno che non siano pianificati come parte di una trilogia. Penso che Mrs Doubtfire sia finito nel modo in cui necessitava.”

Arriva, dunque, un primo rifiuto per questo sequel che certamente non si presenta privo di perplessità. Tuttavia è giusto concedere il beneficio del dubbio ad un film che molti di noi hanno imparato ad amare sin da bambini.

Fonte: Entertainment Weekly

Mrs Doubtfire è il film più trasmesso negli Usa

0

Mrs Doubtfire-filmSi è parlato recentemente di un possibile sequel di Mrs. Doubtfire, ma negli States a riscuotere un gran successo è ancora il primo film del 1993, diretto da Chris Columbus e interpretato da Robin Williams. Pare infatti, che questa celebre pellicola sia stata la più trasmessa del 2013 nella Tv via cavo americana e che quindi si sia aggiudicata il primo posto nella classifica dei film più trasmessi dello scorso anno.

A seguire, nella classifica, compaiano altri film ben noti al pubblico come: She’s All That (Kiss me) di Robert Iscove, Juno di Jason Reitman, Austin Powers in Goldmember di Jay Roach e L’Era Glaciale, film d’animazione dei registi Carlos Saldanha e Chris Wedge. Visti i risultati di questa classifica made in Usa, una domanda sorge spontanea: sarà stata la pole position di Mrs.Doubtfire a far solleticare ai produttori, l’idea di un eventuale sequel del film?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Fonte: http://www.bleedingcool.com/

Mr.T. è contro The A – Team

0
Mr.T. è contro The A – Team

Già quando vennero annunciati alcuni cammeo eccellenti del cast della serie tv nel film dell’A-Team  avevamo riportato che Mr. T, il celebre volto di  B.A. Baracus, non avrebbe partecipato alla “reunion” cinematografica, spiegando semplicemente di “non essere interessato”.

Mr. Turner: recensione del film di Mike Leigh

0
Mr. Turner: recensione del film di Mike Leigh

Mike Leigh porta a Cannes un film in costume (il secondo, dopo Tupsy Turvy), ripercorrendo gli ultimi anni del celebre paesaggista inglese. Mr. Turner propone un immagine del pittore rozza e egoista ma allo stesso tempo affascinante, affidata all’attore Timothy Spall, che si esprime grandiosamente attraverso un registro di biechi ed esilaranti grugniti per tutto il film. Ma Turner per Mike Leigh non è soltanto un eccentrico pittore di paesaggi marittimi: la sua arte si fonda sulla totale immersione nella natura (impressionante la scena in cui si fa legare all’albero di una nave durante una tempesta); tuttavia l’avvento delle tecnologie, la fotografia, i treni a vapore, lo portano a distaccarsi dalla rappresentazione naturalistica in favore di una nuova sensibilità per la luce e la realtà. Sensibilità necessariamente incompresa dai colleghi della Royal Academy, che lo renderà un precursore dell’impressionismo e più in generale dell’arte moderna.

Tutto questo passa attraverso una vita personale tormentata, segnata profondamente dalla morte del padre, e divisa tra un rapporto squisitamente erotico con la domestica e l’amore frugale e romantico di una vedova.

Timothy SpallMr. Turner fa i conti con pregi e difetti del cinema biografico (in particolare quello britannico): narrativamente garbato e suggestivo, ma, senza essere mai del tutto scontato, spesso incline ai cliché dei film in costume. Anche la fotografia tenta di mettersi al servizio del linguaggio dell’artista, creando atmosfere esteticamente interessanti e funzionali.

Mike Leigh adotta uno stile molto posato ed elegante, evitando le soluzioni estreme degli ultimi film che infrangevano (non senza una certa cura) i codici del cinema narrativo, privilegiando una esecuzione pulita, ritmicamente semplice, che forse non convince del tutto la sala. Il timido applauso ci fa pensare che forse il pubblico si aspettava qualcosa di più.

scritto da Enrico Baraldi

Mr. Terrific e Jimmy Olsen protagonisti di due spin-off di Superman?

0

Il regista di Superman e co-CEO di DC Studios, James Gunn, ha confermato che ci sono diversi progetti DCU in cantiere, sia in varie fasi di sviluppo che ancora in fase di ideazione, che non erano stati nominati durante l’annuncio iniziale di “Gods and Monsters”, e ora potremmo sapere quali sono due di questi.

Secondo un articolo del Wall Street Journal, si starebbe valutando la possibilità di realizzare spin-off di Superman incentrati su Mr. Terrific (Edi Gathegi) e Jimmy Olsen (Skyler Gisondo). Non è chiaro se questo significhi che siano in fase di sviluppo, ma è probabile che Gunn stia aspettando di vedere come verranno accolti i personaggi nel film prima di prendere una decisione.

Mr. Terrific potrebbe non sembrare il personaggio più ovvio a cui dedicare una serie, ma in realtà emerge come uno dei personaggi più importanti di Superman e, tra i tre membri della Justice Gang, ricopre il ruolo importante nella storia. Per quanto riguarda Jimmy, la sua sottotrama con Eve Teschmacher non è altrettanto riuscita, ma ci sono molti fumetti incentrati su Jimmy Olsen da cui trarre ispirazione.

Il cast di Superman

Superman è il primo film dei DC Studios scritto e diretto da James Gunn, con David Corenswet nei panni di Superman/Clark Kent.

Nel cast anche Rachel Brosnahan, Nicholas Hoult, Edi Gathegi, Anthony Carrigan, Nathan Fillion, Isabela Merced, Skyler Gisondo, Sara Sampaio, María Gabriela de Faría, Wendell Pierce, Alan Tudyk, Pruitt Taylor Vince e Neva Howell. Il film sarà al cinema dal 9 luglio distribuito da Warner Bros. Pictures.

Superman”, il primo film dei DC Studios in arrivo sul grande schermo, è pronto a volare nei cinema di tutto il mondo quest’estate, distribuito da Warner Bros. Pictures. Con il suo stile inconfondibile, James Gunn trasporta il supereroe originale nel nuovo universo DC reinventato, con una miscela unica di racconto epico, azione, ironia e sentimenti, consegnandoci un Superman guidato dalla compassione e da una profonda fiducia nella bontà del genere umano.

Produttori esecutivi di “Superman” sono Nikolas Korda, Chantal Nong Vo e Lars Winther. Dietro la macchina da presa, Gunn si è avvalso del lavoro di suoi collaboratori fidati, tra cui il direttore della fotografia Henry Braham, la scenografa Beth Mickle, la costumista Judianna Makovsky e il compositore John Murphy, oltre al compositore David Fleming (“The Last of Us”), ai montatori William Hoy (“The Batman”) e Craig Alpert (“Deadpool 2”, “Blue Beetle”).

Mr. Scorsese: la prima clip dalla docuserie Apple Tv+

0
Mr. Scorsese: la prima clip dalla docuserie Apple Tv+

Apple TV+ ha rilasciato una clip in anteprima di “Mr. Scorsese“, la docuserie in cinque parti diretta da Rebecca Miller in arrivo il 17 ottobre. Questa anteprima offre al pubblico un accesso senza precedenti al regista premio Oscar®. Come mostrato nella clip, Scorsese e alcuni amici registi, tra cui Steven Spielberg, ricordano come la versione director’s cut di “Taxi Driver” abbia rischiato di non vedere mai la luce e riflettono sulle misure estreme cui il visionario regista era disposto a ricorrere per proteggere quello che sarebbe diventato uno dei suoi film più iconici.

“Mr. Scorsese” esamina come le vivaci esperienze di vita del regista abbiano plasmato la sua visione artistica, mentre ogni suo film stupiva il mondo con la propria originalità. A partire dai suoi primi lavori (i cortometraggi realizzati da studente alla New York University) fino ai giorni nostri, questo documentario esplora i temi che hanno affascinato Scorsese, tra cui il ruolo del bene e del male nella natura fondamentale dell’essere umano.

«Questo progetto è il sogno di ogni regista: avere avuto accesso a leggende dell’industria cinematografica, da Marty stesso ai suoi prolifici collaboratori, amici intimi e familiari», ha dichiarato la regista pluripremiata Rebecca Miller. «È stato un onore che abbia riposto in me la fiducia per realizzare questo documentario, che credo possa colpire sia i fan più appassionati di Scorsese, sia chiunque abbia affrontato fallimenti e cercato di raggiungere le stelle. Sono entusiasta di condividere un’anteprima di “Mr. Scorsese”, che include la vera versione di una storia mitica (mai raccontata prima) su “Taxi Driver”, e di come, grazie alla perseveranza e alla dedizione di Marty per la sua arte, il film abbia mantenuto la propria integrità fino a diventare una delle opere più culturalmente significative di tutti i tempi».

Di cosa parla Mr. Scorsese?

“Mr. Scorsese” è il ritratto di un uomo attraverso la lente della sua opera, un’esplorazione delle molteplici sfaccettature di un visionario che ha ridefinito il linguaggio cinematografico, includendo sia la sua straordinaria carriera, che la sua singolare storia personale. Con accesso esclusivo e illimitato agli archivi privati di Scorsese, la docuserie si basa su lunghe conversazioni con il regista e interviste inedite con amici, familiari e collaboratori creativi, tra cui Robert De Niro, Daniel Day-Lewis, Leonardo DiCaprio, Mick Jagger, Robbie Robertson, Thelma Schoonmaker, Steven Spielberg, Sharon Stone, Jodie Foster, Paul Schrader, Margot Robbie, Cate Blanchett, Jay Cocks e Rodrigo Prieto, oltre ai suoi figli, alla moglie Helen Morris e agli amici d’infanzia più cari.

Diretto dall’acclamata regista Rebecca Miller (“E all’improvviso arriva l’amore”, “Personal Velocity – Il momento giusto”), “Mr. Scorsese” è nato da un’idea dei produttori esecutivi Miller e Damon Cardasis di Round Films (“Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini”, “Saturday Church”) e Cindy Tolan (“Étoile”, “Dandelion”), storica collaboratrice di Miller. Il trio candidato agli Emmy – Cardasis, Tolan e Miller (“Arthur Miller: Writer”) – è affiancato dai produttori esecutivi Rick Yorn, Christopher Donnelly e Julie Yorn. La produzione è di Ron Burkle, con Robert Fernandez e Patrick Walmsley come co-produttori esecutivi. La serie è presentata da Expanded Media e Round Films, in collaborazione con LBI Entertainment e Moxie Pictures.

“Mr. Scorsese” si aggiunge all’offerta di pluripremiati documentari Apple Original, tra cui “STILL: La storia di Michael J. Fox” (vincitore di Emmy e Critics Choice Award), che racconta in prima persona il viaggio straordinario di Fox; il candidato agli Emmy “Selena Gomez: My Mind & Me”, un documentario intimo e crudo che ripercorre il viaggio dell’artista, lungo sei anni, verso una nuova luce; “STEVE! (martin): un documentario in 2 parti”, candidato agli Emmy, con il leggendario scrittore, produttore, regista, attore e comico Steve Martin; il recentemente annunciato documentario sui Fleetwood Mac, ancora senza titolo e molti altri.

Mr. Scorsese: il trailer del documentario di 5 parti di Apple Tv+

0

Apple TV+ ha presentato il trailer di “Mr. Scorsese”, il nuovo documentario in cinque parti della regista Rebecca Miller in arrivo il 17 ottobre e dedicato, ovviamente, al grande Martin Scorsese.

Mr. Scorsese” offre un’analisi intima e ricca di sfumature di una delle figure più influenti ed enigmatiche del cinema, con filmati inediti e interviste approfondite alle persone a lui più vicine. Il trailer anticipa un assaggio del cuore emotivo della docuserie, in cui Scorsese esplora la sua visione della natura umana e l’eterna lotta tra il bene e il male nel corso della sua vita e della sua carriera.

“Mr. Scorsese” è il ritratto di un uomo attraverso la lente della sua opera, un’esplorazione delle molteplici sfaccettature di un visionario che ha ridefinito il linguaggio cinematografico, includendo sia la sua straordinaria carriera, che la sua singolare storia personale. Con accesso esclusivo e illimitato agli archivi privati di Scorsese, la docuserie si basa su lunghe conversazioni con il regista e interviste inedite con amici, familiari e collaboratori creativi, tra cui Robert De Niro, Daniel Day-Lewis, Leonardo DiCaprio, Mick Jagger, Robbie Robertson, Thelma Schoonmaker, Steven Spielberg, Sharon Stone, Jodie Foster, Paul Schrader, Margot Robbie, Cate Blanchett, Jay Cocks e Rodrigo Prieto, oltre ai suoi figli, alla moglie Helen Morris e agli amici d’infanzia più cari.

Martin Scorsese
Martin Scorsese al Festival di Cannes – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

“Mr. Scorsese” esamina come le vivaci esperienze di vita del regista abbiano plasmato la sua visione artistica, mentre ogni suo film stupiva il mondo con la propria originalità. A partire dai suoi primi lavori (i cortometraggi realizzati da studente alla New York University) fino ai giorni nostri, questo documentario esplora i temi che hanno affascinato Scorsese, tra cui il ruolo del bene e del male nella natura fondamentale dell’essere umano.

Diretto dall’acclamata regista Rebecca Miller (“E all’improvviso arriva l’amore”, “Personal Velocity – Il momento giusto”), “Mr. Scorsese” è nato da un’idea dei produttori esecutivi Miller e Damon Cardasis di Round Films (“Il piano di Maggie – A cosa servono gli uomini”, “Saturday Church”) e Cindy Tolan (“Étoile”, “Dandelion”), storica collaboratrice di Miller. Il trio candidato agli Emmy – Cardasis, Tolan e Miller (“Arthur Miller: Writer”) – è affiancato dai produttori esecutivi Rick Yorn, Christopher Donnelly e Julie Yorn. La produzione è di Ron Burkle, con Robert Fernandez e Patrick Walmsley come co-produttori esecutivi. La serie è presentata da Expanded Media e Round Films, in collaborazione con LBI Entertainment e Moxie Pictures.

“Mr. Scorsese” si aggiunge all’offerta di pluripremiati documentari Apple Original, tra cui “STILL: La storia di Michael J. Fox” (vincitore di Emmy e Critics Choice Award), che racconta in prima persona il viaggio straordinario di Fox; il candidato agli Emmy “Selena Gomez: My Mind & Me”, un documentario intimo e crudo che ripercorre il viaggio dell’artista, lungo sei anni, verso una nuova luce; “STEVE! (martin): un documentario in 2 parti”, candidato agli Emmy, con il leggendario scrittore, produttore, regista, attore e comico Steve Martin; il recentemente annunciato documentario sui Fleetwood Mac, ancora senza titolo e molti altri.

Mr. Robot, Rami Malek risponde ai rumor su un possibile revival

0
Mr. Robot, Rami Malek risponde ai rumor su un possibile revival

A sei anni dalla conclusione della serie Mr. Robot, Rami Malek risponde alla domanda se tornerà per un sequel o uno spin-off. Malek ha interpretato il ruolo principale di Elliot Alderson nella serie thriller di successo della USA Network. Di giorno Elliot era un ingegnere della sicurezza informatica, ma di notte era un hacker e si è ritrovato coinvolto in un gruppo rivoluzionario di hacker noto come fsociety.

Il finale della serie, uscito il 22 dicembre 2019, è considerato da molti uno dei migliori episodi di Mr. Robot di sempre. Ha ottenuto un punteggio di 9,8/10 su IMDb, coronando una quarta e ultima stagione che ha ottenuto il 98% dai critici e il 94% dal pubblico su Rotten Tomatoes.

Durante il panel Contenders Film: Los Angeles di Deadline, dove Malek ha parlato del suo nuovo film Norimberga, gli è stato chiesto se sarebbe tornato per un potenziale sequel o spin-off di Mr. Robot. Malek ha risposto con un secco “No”, ma ha rivelato che “Sam [Esmail] e io abbiamo appena parlato di lavorare di nuovo insieme” a un progetto non correlato. Esmail è stato il creatore e showrunner della serie e ha diretto tutti gli episodi delle stagioni 2-4.

La risposta di Malek non è troppo sorprendente, dato che la serie non è stata cancellata, ma è piuttosto terminata secondo i termini di Esmail e la sua visione creativa. Come indicato dalla risposta estremamente positiva della critica e del pubblico, il finale di Mr. Robot ha portato a una conclusione quasi tutti i personaggi principali e le trame a cui erano legati.

Tuttavia, la possibilità che Esmail e Malek lavorino di nuovo insieme è una notizia promettente. Entrambi sono stati impegnati in altri progetti dalla fine della serie. Malek è apparso come cattivo di James Bond in No Time to Die (2021), come fisico nucleare in Oppenheimer (2023) di Christopher Nolan e come improbabile eroe d’azione in The Amateur (2025). Il suo ruolo più recente è stato quello dello psichiatra dell’esercito americano Douglas Kelley in Norimberga (2025).

Per quanto riguarda Esmail, il suo progetto più importante dopo la conclusione di Mr. Robot è stato il film Netflix del 2023 Il mondo dietro di te, che include molti easter egg della serie della USA Network. Esmail ha persino confermato che quel film e Mr. Robot condividono lo stesso universo.

Simile al film Netflix di Esmail, un nuovo progetto con Malek potrebbe svolgersi nello stesso universo della serie e contenere sottili easter egg senza essere un sequel diretto o uno spin-off. Dato che però stanno solo parlando della possibilità di collaborare di nuovo, la reunion in un film o in una serie televisiva sembra ancora lontana anni luce, ma i commenti di Malek sono comunque un buon segno per i fan del loro lavoro.

Leggi anche: Mr. Robot, la spiegazione del finale: “Hello, Elliot”

Mr. Robot, la spiegazione del finale: “Hello, Elliot”

Mr. Robot, la spiegazione del finale: “Hello, Elliot”

USA Network ha ospitato una serie di grandi serie televisive, tra cui Mr. Robot. Il cyber-thriller di Sam Esmail raccontava la vita dell’esperto di sicurezza informatica Elliot Alderson (Rami Malek), che lavora come hacker in parte per far crollare l’enorme conglomerato Ecorp (o, come Elliot lo percepisce, Evil Corp).

Per raggiungere i suoi obiettivi, Elliot si unisce al gruppo di hacktivisti noto come Society, apparentemente guidato da un misterioso anarchico di nome Mr. Robot (Christian Slater). Mr. Robot gioca costantemente con la natura della realtà di Elliot per rivelare alcune verità oscure, come il fatto che la sua collega hacker Darlene (Carly Chaikin) è in realtà sua sorella e che il suo disturbo dissociativo dell’identità è nato dagli abusi subiti per mano dei suoi genitori – ma anche questo è stato preparato per un finale che ha tolto il tappeto dai piedi degli spettatori.

I due episodi finali di Mr. Robot, “whoami” e “Hello, Elliot“, si svolgono all’indomani della lotta di Elliot con il leader del gruppo di hacker Dark Army, Whiterose (B.D. Wong); egli scopre che il mondo che pensava di abitare è completamente diverso da quello che lui (e, per estensione, il pubblico) ha imparato a conoscere. È qui che Elliot scopre anche di avere un’altra personalità e le rivelazioni relative a questo colpo di scena sconvolgono l’intera storia di Mr. Robot.

Cosa succede nel finale di serie di “Mr. Robot”?

whoami” segue una versione di Elliot Anderson che ha tutto ciò che desidera nella vita. I suoi genitori sono vivi, ha un rapporto sano con loro e sta per sposare la sua amica d’infanzia, Angela (Portia Doubleday). Questa versione di Elliot viene infine uccisa dalla versione che Mr. Robot ha seguito, perché crede di poter finalmente avere la vita che ha sempre desiderato. Tuttavia, si risveglia presto nell’ufficio della sua terapeuta, Krista Gordon (Gloria Reuben).

Kirsta gli rivela che questa versione di Elliot è una personalità alternativa, soprannominata “The Mastermind“. La mente è nata dal trauma di Elliot per gli abusi subiti dai suoi genitori e il suo obiettivo era quello di creare un mondo in cui il “vero Elliot” potesse sentirsi al sicuro. “So perché l’hai fatto. Il tuo cuore era nel posto giusto. Volevi proteggerlo, ed è per questo che hai cambiato il suo passato… ma era il suo futuro che volevi davvero proteggere“, dice Kirsta alla Mastermind.

Questo cambia completamente la nostra percezione dell’intera serie, poiché l’Elliot che il pubblico conosce non è una persona reale ma una proiezione del suo subconscio. Allo stesso tempo, però, la cosa ha senso: la spinta di Elliot, il Mastermind, a distruggere la Ecorp è nata dall’istinto di proteggere Elliot creando un mondo in cui non avrebbe dovuto faticare per vivere.

Per quanto questa rivelazione sia assurda, la situazione si fa ancora più strana. La mente Elliot inizia a rivolgersi al pubblico in uno dei suoi famosi monologhi… ma poi anche Kirsta si gira e si rivolge al pubblico! È un momento che potrebbe indurre gli spettatori a mettere in discussione la propria realtà, e non finisce qui.

Anche quando Elliot Mastermind scopre di essere solo un frammento del subconscio del vero Elliot, si rifiuta di lasciarlo andare e alla fine si risveglia in ospedale. Darlene è lì; non era presente nell’ambientazione di “Utopia” perché era il legame più forte che il vero Elliot aveva con la realtà.

Dopo aver appreso che il suo hack finale è riuscito, la mente Elliot si reca in un cinema dove le altre personalità di Elliot – compreso Mr. Robot – guardano i ricordi del vero Elliot. Alla fine, il film si conclude con un’immagine del vero Elliot che si risveglia, mentre Darlene si china su di lui e pronuncia le parole finali della serie: “Ciao, Elliot”.

Mr. Robot doveva essere un lungometraggio

Mr. Robot doveva essere un lungometraggio

È raro che una serie televisiva racconti una storia completa dall’inizio alla fine, ma Mr. Robot è stata una delle rare eccezioni. In parte ciò è dovuto al fatto che Sam Esmail aveva originariamente concepito Mr. Robot come un lungometraggio; lo aveva detto apertamente fin dal finale della prima stagione, dichiarando a Entertainment Weekly che la rivelazione di Mr. Robot come una delle tante personalità di Elliot sarebbe stata la logline per il lungometraggio:

Il fatto è che volevo davvero raccontare la storia di questo ragazzo che scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e allo stesso tempo mette in atto questo piano folle. Come fa a conviverci? Come lo negozia? Come riesce a conciliare tutto questo? Questa era letteralmente la fine del primo atto“.

Sapere che Mr. Robot era destinato a diventare un film rende anche meno sorprendente la rivelazione della mente di Elliot, che molto probabilmente sarebbe stata il terzo atto se fosse stata inserita nella versione cinematografica.

Mr. Robot rimane un gioiello della serie originale USA e un punto di riferimento creativo per Esmail, che ha ammesso che ha influenzato il suo recente film di Netflix Leave The World Behind. Con serie USA come Monk e Suits che sono rientrate nel lessico della cultura pop grazie ai film revival e che dominano le classifiche di streaming, Mr. Robot merita una seconda occhiata, soprattutto perché il suo finale è un ottimo esempio di come concludere una serie in modo soddisfacente.

Mr. Robot in streaming sulle seguenti piattaforme:

Mr. Robot 2: teaser promo della nuova stagione

0
Mr. Robot 2: teaser promo della nuova stagione

Si è chiusa da poco la prima stagione e oggi arriva il primo teaser promo Mr. Robot 2, l’annunciato secondo ciclo di episodi della serie televisiva di successo targata USA NETWORK:

Mr. Peabody e Sherman nuova clip dal film

0
Mr. Peabody e Sherman nuova clip dal film

Ecco una nuova clip del prossimo film DreamWorks Mr. Peabody e Sherman in uscita negli USA il Prossimo 7 marzo:

[iframe id=’ifplayer’ name=’ifplayer’ frameborder=’0′ marginwidth=’0′ marginheight=’0′ width=’620′ height=’349′ scrolling=’no’ src=’http://www.fandango.com/fplayer/player.aspx?mid=149877&mpsguid=2429932476&dm=3&genre=Animated,&rt=&title=Exclusive:_Mr._Peabody_and_Sherman_-_Talented_Mr._Peabody&w=620&h=349&emb=user’ style=’border: 0px none; visibility: visible’ ][/iframe]

Mr. Peabody e Sherman è diretto da Rob Minkoff, e porterà sullo schermo le creazioni di Ted Key, che aveva presentato i due personaggi all’interno della serie animata Rocky e Bullwinkle,  lo scoiattolo e l’alce già protagonnisti, nel 2001, del lungometraggio Le avventure di Rocky e Bullwinkle.

GUARDA IL TRAILER DI MR. PEABODY E SHERMAN

Mr.-Peabody-And-Sherman-MovieLa storia vede protagonisti Peabody, un cane scienziato che in compagnia di un bambino di nome Sherman viaggia nel tempo. Ecco la sinossi ufficiale del film:

Mr. Peabody (voce originale di Ty Burrell, vincitore di un Emmy Award® con “Modern Family”) è un maniaco del lavoro, inventore, scienziato, premio Nobel, buongustaio, vincitore di due medaglie olimpiche, un genio… che si dà il caso sia un cane. Utilizzando la sua invenzione più ingegnosa, la macchina WABAC, Mr. Peabody e Sherman (Max Charles – “The Amazing Spider-Man”), il ragazzo da lui adottato, tornano indietro nel tempo e vivono in prima persona alcuni eventi epocali, oltre a interagire con alcune delle maggiori personalità del passato. Ma quando Sherman trasgredisce le regole dei viaggi nel tempo, i nostri due eroi devono correre ai ripari per ripristinare la storia e salvare il futuro, mentre Mr. Peabody deve affrontare la maggiore sfida della sua vita: diventare padre.

Fonte: CS.net

Mr. Paradox: l’origine e i poteri del personaggio di Deadpool 3

Mr. Paradox: l’origine e i poteri del personaggio di Deadpool 3

L’esplosivo trailer di Deadpool 3, ufficialmente confermato come Deadpool & Wolverine, ha mostrato diversi personaggi ad oggi sconosciuti, tra cui l’agente della TVA Mr. Paradox, un nuovo personaggio del MCU con un’origine e un set di poteri molto specifici. Il primo trailer del film, ricco di riferimenti ad altri progetti Marvel, mostra Wade Wilson venire preso in custodia dalla TVA, apparentemente reclutato per una missione speciale. Tra i vari elementi di interesse vi è appunt Mr. Paradox, personaggio che sembra ricoprire un ruolo molto importante nel film. In attesa di poter sapere di più a riguardo, scopriamo qualcosa in più su di lui grazie a ciò che ci dicono i fumetti.

Chi interpreta Mr. Paradox in Deadpool 3

Deadpool Mr. Paradox

Mr. Paradox è interpretato dall’attore Matthew Macfadyen e sembra essere una sorta di guida per Deadpool all’interno della TVA, proprio come Mobius fu con Loki. Il pluripremiato Macfadyen – famoso soprattutto per il ruolo di Tom Wambsgans in Succession della HBO e di Mr. Darcy in Orgoglio e pregiudizio del 2005 – è un’interessante aggiunta al MCU. Sembra che per il suo ruolo di Mr. Paradox in Deadpool 3 Macfadyen si sia calato nei panni di un gentiluomo inglese, al contrario del suo collega Mobius che si presenta come un agente della TVA più integerrimo. Si tratta di un aspetto che rende tale personaggio fedele alla sua controparte dei fumetti Marvel Comics.

La storia e i poteri di Mr. Paradox nei fumetti Marvel

Mr. Paradox Marvel Comics

Mr. Paradox ha un piccolo ruolo nei fumetti Marvel come giudice che presiede il processo di She-Hulk in She-Hulk Vol 2 #3. Come agente della TVA, i suoi poteri sono limitati ma quasi onnipotenti come quelli dei suoi colleghi, e la sua sentenza quasi cancella Jennifer Walters dalla storia come punizione per aver tentato di alterare il flusso temporale della Marvel Comics avvertendo Occhio di Falco della sua imminente morte. Tuttavia, appare insieme ad altri due giudici familiari: Mobius e Ouroboros. Con queste premesse, era solo questione di tempo prima che Mr. Paradox entrasse a far parte del MCU e in Deadpool & Wolverine.

Il processo, nei fumetti, si conclude poi con la morte di Mr. Paradox e Ouroboros per mano del cattivo Clockwise. Tuttavia, sembra che la Marvel stia seguendo con la sua versione di Paradox un approccio simile a quello adottato con Ouroboros, rendendolo una figura molto più centrale rispetto alla sua controparte a fumetti. C’è comunque una persistente somiglianza tra le due versioni di Paradox, in quanto entrambe condividono i riflettori con due dei personaggi Marvel che rompono la quarta parete, il che dovrebbe essere una dinamica particolarmente interessante per l’organizzazione che esiste al di fuori del tempo.

Chi sono i TVA del MCU?

L’Autorità per le Variazioni Temporali è stata introdotta per la prima volta nella stagione 1 di Loki e da allora è diventata il punto focale della linea temporale al centro della Saga del Multiverso del MCU. Lo show spiega come l’organizzazione sia stata creata dalla variante di Kang, Colui che Rimane, per mantenere la Sacra Linea Temporale “potando” le linee temporali ramificate create dalle varianti che si discostano dalla sequenza di eventi ordinata da Colui che Rimane. I Cacciatori della TVA sono fortemente presenti nel trailer di Deadpool 3. Dagli eventi della seconda stagione di Loki, tuttavia, la TVA ha il compito di coltivare nuove linee temporali (e non distruggerle), il che solleva molti interrogativi sulle motivazioni della TVA in Deadpool & Wolverine e su ciò che Mr. Paradox potrà richiedere al protagonista.

Mr. Paradox: chi è il personaggio di Matthew Macfadyen in Deadpool & Wolverine?

Deadpool & Wolverine (la nostra recensione) riunirà gli antieroi di Ryan Reynolds e Hugh Jackman per un multiverso di follia pieno di mutanti e per un proprio panel al San Diego Comic-Con. Il primo indizio che Wade Wilson si sarebbe avventurato al di fuori della sua dimensione natale è arrivato nel teaser trailer ufficiale, quando il Merc with a Mouth è stato vittima di un’imboscata da parte degli agenti della Time Variance Authority.

La TVA era già apparsa in entrambe le stagioni di Loki, con la missione di mantenere intatta la “Sacra Linea Temporale”, almeno fino a quando la morte di Colui che Rimane (Jonathan Majors) non ha frammentato la linea temporale. Ora la TVA è sotto una nuova gestione, con Mr. Paradox (Matthew Macfadyen) che invia Deadpool in una missione che lo vede incrociare le strade (e le spade e gli artigli) con Wolverine. Ma chi è Mr. Paradox e qual è il suo legame con la TVA?

Mr. Paradox è in realtà una versione diversa di Mobius di “Loki”.

Mr. Paradox Matthew Macfadyen Deadpool & Wolverine

Mr. Paradox è già apparso nel MCU. O almeno una sua versione. Paradox è in realtà una versione di Mobius M. Mobius, interpretato da Owen Wilson in Loki. Paradox proviene da un futuro lontano e ha il compito di emettere un giudizio su coloro che infrangono la linea del tempo. È apparso per la prima volta in She-Hulk #3 insieme a un’altra versione di Mobius, Mr. Ourobouros, per mettere sotto processo Jennifer Walters per aver tentato di avvertire Occhio di Falco che sarebbe morto nel futuro. She-Hulk vince il processo, ma non prima che il cattivo che viaggia nel tempo Clockwise cerchi di annientarla con un cannone “RetroActive” che la cancellerebbe letteralmente dal tempo e dallo spazio. Invece, colpisce Paradosso e Ouroborous, lasciando Mobius come unica sopravvissuta alla prova. Gli spettatori diLoki riconosceranno anche il nome “Ourobouros”, poiché Ke Huy Quan ha interpretato l’omonimo personaggio nella seconda stagione di Loki.

Paradox, che conduce una versione separata della TVA , mostra anche gli effetti della frattura della Sacra Linea Temporale. Si formano linee temporali completamente nuove, che portano a nuovi universi e nuove storie. I progetti dei Marvel Studios hanno iniziato a esplorare questo aspetto, in particolare in Spider-Man: No Way Home e What If? e sembra che Deadpool & Wolverine continuerà la tendenza; il film diretto da Shawn Levycoinvolgerà vari personaggi dei film degli X-Men della 20th Century Fox, tra cui Pyro (Aaron Stanford) e Sabretooth (Tyler Mane). Questo tipo di caos era ciò che la TVA era stata creata per fermare in primo luogo e si sottintende che, a differenza delle sue controparti, Paradox sia più metodico nel curare la linea temporale.

Mobius e le sue varianti sono basati su un personaggio reale

tom hiddleston owen wilson morbius loki-season-one

In tutte le sue apparizioni, soprattutto nei fumetti, Mobius e le sue varianti hanno sempre avuto lo stesso aspetto: capelli castano scuro e baffi. Questo perché è basato su Mark Gruenwald, un dipendente della Marvel Comics che aveva una conoscenza quasi enciclopedica della continuità all’interno della Casa delle Idee. Questo ha portato alla creazione di The Official Handbook of the Marvel Universe, che trattava la storia e i poteri di ogni personaggio mai apparso in un fumetto Marvel.

La più grande affermazione di Gruenwald è stata la scrittura della miniserie Squadron Supreme, che seguiva lo Squadrone titolare nel tentativo di riportare la pace sul loro mondo natale dopo un devastante cataclisma, ma attraversando più di qualche orizzonte morale nel processo. Squadron Supreme ha battuto Watchmen di un anno intero e, sebbene quest’ultimo fumetto sia meglio ricordato, il primo è stato la prova che i fumetti (in particolare il genere supereroistico) potevano essere usati per raccontare storie serie.

Mobius fece la sua prima apparizione in Fantastic Four #353, scritto e illustrato da un altro leggendario creatore della Marvel: Walter Simonson. Simonson è noto soprattutto per il suo lavoro sui fumetti di Thor, che ha introdotto uno degli alleati più forti del Dio del Tuono, Beta Ray Bill. Ha anche illustrato uno dei più grandi crossover della storia con The Uncanny X-Men e New Teen Titans, che ha visto gli X-Men e i Teen Titans unire le forze per impedire a Darkseid di sfruttare il potere della Fenice Oscura. Negli anni successivi, Simonson avrebbe parlato di come avesse creato la TVA per essere una satira della stessa Marvel Comics, e di come Simonson fosse disposto a fingersi il suo unico membro.

Mr. Paradox potrebbe avere un secondo fine in “Deadpool & Wolverine”?

Mr Paradox Deadpool & Wolverine

Una domanda importante (oltre alla presenza o meno di determinati personaggi) è rimasta sospesa su Deadpool & Wolverine: Perché Mr. Paradox cerca Deadpool? L’intero scopo della TVA è quello di occuparsi delle linee temporali allentate in modo rapido, pulito e silenzioso. Chiunque abbia visto i primi due film di Deadpool o conosca anche solo minimamente Deadpool sa che è l’ultima persona che si cercherebbe per salvare il mondo o per portare a termine una missione segreta. Se a ciò si aggiunge una versione di Wolverine che è chiaramente implicito che sia stata sottoposta a un’intensa attività, si ottiene una ricetta per il disastro… potenzialmente in grado di portare alla cancellazione della timeline dei film degli X-Men. Il pubblico dovrà aspettare Deadpool & Wolverine per vedere come si incastrano i pezzi e cosa ha realmente in mente Mr. Paradox.

Mr. Nobody: le curiosità sul film con Jared Leto

Mr. Nobody: le curiosità sul film con Jared Leto

Appartenente a quel complesso filone di film incentrati su di una fantascienza esistenzialista, Mr. Nobody è negli anni diventato un vero e proprio cult, attraverso cui si esplora la complessità della vita umana e dei ricordi. Scritto e diretto dal regista belga Jaco Van Dormael, il film distribuito in sala nel 2009 è considerato anche uno dei migliori nella carriera del premio Oscar Jared Leto, che interpreta qui il protagonista nelle sue diverse età.

Nell’ideare il progetto, il regista raccontò di essere stato da sempre affascinato dalla pluralità delle scelte, dalle infinite possibilità che scaturiscono da ogni azione umana. Ciò ha dato vita ad una sceneggiatura contenente piani temporali diversi, dove la narrazione si svolge in modo lineare. Per Van Dormael era fondamentale riuscire a rendere attraverso il cinema, da lui considerato un mezzo di semplificazione, tutta la complessità della realtà che circonda l’essere umano. Il progetto si presentava così come un articolato film sperimentale.

Tale complessità portò i produttori a stabilire un budget iniziale di circa 50 milioni di euro. Questa cifra era però considerata eccessivamente alta per un film di produzione europea. Con Van Dormael si lavorò così affinché questo potesse scendere a 33 milioni di euro, divenendo il film più costoso della cinematografia belga. L’investimento fu però ripagato nel momento in cui, alla sua uscita, il film venne accolto ottimi giudizi di critica e numeri del box office. Divenne così in breve tempo un vero e proprio caso cinematografico, nonché ancora oggi un film particolarmente ricercato.

Mr. Nobody: la trama e la spiegazione del film

La storia del film ha inizio nel 2092, in un mondo in cui l’essere umano ha raggiunto l’immortalità grazie ad un continuo rinnovamento cellulare. In questo contesto dove la morte è stata annullata, Nemo è un anziano di 117, ed è l’ultimo uomo destinato a morire. Con l’attenzione mediatica su di sé, l’anziano inizia a ricordare alcuni precisi momenti della sua vita: di quanto aveva 9 anni, e assisté al divorzio dei genitori; di quando aveva 15 anni, e conobbe per la prima volta l’amore; e di quando aveva 34 anni, e degli eventi accaduti in quel periodo. Tramite i ricordi, Nemo ha modo di ripensare la propria vita, ripercorrendo tutte le sue scelte e le innumerevoli possibilità e conseguenze da esse generatesi.

Considerati i numerosi piani temporali del film, e le numerose possibilità di realtà presentate, il regista sceglie di utilizzare il colore come elemento che possa aiutare nell’orientamento della storia. Ad ogni cambio narrativo corrispondono infatti scelte cromatiche diverse, che non solo identificano lo stato emotivo del protagonista ma anche la realtà in quel momento da lui ricordata. Tale espediente permette infatti di comprendere in quale versione della sua vita ci si trova. Ciò appare particolarmente esplicito con le tre mogli di Nemo, ognuna con il proprio colore. Van Dormael consegna dunque attraverso tale scelta una prima chiave per poter entrare nel mondo da lui immaginato.

Tale elemento orientativo risulta d’aiuto nel giungere ad un finale particolarmente aperto e ricco di potenziali interpretazioni. Nel presentare, ad inizio film, la prima grande scelta compiuta dal protagonista, ovvero quella relativa a quale dei due genitori seguire, il finale apre invece ad una terza possibilità, totalmente nuova e inaspettata. Nemo, che ha infatti conosciuto in anticipo il destino che lo aspetta seguendo la madre o il padre, sceglie pertanto il caso, e sceglie di affidarsi ad esso nel raggiungimento del proprio destino. Ciò che il film sembra infatti suggerire è il dovere della scelta, unica possibilità attraverso cui è possibile dare valore alla propria vita.

Mr. Nobody streaming

Mr. Nobody: il cast del film

Protagonista principale del film è l’attore Jared Leto, nel ruolo di Nemo. Il regista affermò per la sua capacità di trasformarsi fisicamente, vocalmente e ritmicamente. Leto accettò con entusiasmo il film, affascinato dalla complessa prova attoriale che questo gli richiedeva. Per l’attore, infatti, si è trattato del ruolo più complesso della sua carriera. Nelle interviste rilasciate a riguardo, egli ha infatti raccontato di aver dovuto mantenere un grande ordine mentale per poter dar vita a tutte le vite del suo personaggio, evitando di perdersi tra queste. Il suo sforzo è stato poi premiato, poiché la sua interpretazione risultò essere tra gli elementi più apprezzati del film.

Il personaggio di Anna, unico vero amore di Nemo, era stato originariamente offerto all’attrice Eva Green, ma le venne infine preferita Diane Kruger. L’attrice tedesca, nel raccontare il suo personaggio, lo ha descritto come il più completo di tutti, sempre fedele alle proprie scelte. Ad interpretare Anna all’età di 15 anni, nel momento in cui incontra per la prima volta il protagonista, è invece l’attrice Juno Temple. Altro nome di spicco nel cast è quello di Rhys Ifans, il quale interpreta il padre di Nemo. Questi venne personalmente scelto dal regista, che desiderava da tempo lavorare con l’attore dopo averlo visto in Notthing Hill e L’amore fatale.

Mr. Nobody: i film simili, il trailer e dove vedere il film in streaming

Il desiderio di esplorare percorsi di vita paralleli non è nuovo nella storia del cinema, e specialmente negli ultimi decenni si sono affermati una serie di titoli che hanno fatto di questa tematica il loro nucleo. Tra i più famosi, e che furono anche fonte di ispirazione per lo stesso Van Dormael, si annoverano Destino cieco (1981), del regista polacco Krzysztof Kieslowski, Sliding Doors (1998), con Gwyneth Paltrow, e Lola corre (1998), del tedesco Tom Tykwer. Leggermente più diversi, ma comprendenti ugualmente l’esistenza di più versioni della realtà, sono anche i film Donnie Darko (2001), con Jake Gyllenhaal, e Cloud Atlas (2012), con Tom Hanks.

Per chi desidera vedere o rivedere Mr. Nobody, invece, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Il film è infatti presente a noleggio su Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play e Apple iTunes. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video.

Fonte: IMDb, Medium

Mr. Nobody clip dal film con Jared Leto

0
Mr. Nobody clip dal film con Jared Leto

mr nobody clipComingSoon.net  ha pubblicato la prima clip di Mr. Nobody, film che vede protagonisti Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Linh-Dan Pham, Rhys Ifans, Natasha Little, Toby Regbo e Juno Temple.

Nel film, un giovane è in piedi su una banchina di una stazione ferroviaria, il treno sta per partire. Dovrebbe partire con la madre, o forse restare con il padre? Un’infinità di possibilità per la sua vita e il suo futuro si diramano da questo momento e da questa decisione. Fino a che lui stesso non prenderà una decisione, tutto è possibile. Ogni vita merita di essere vissuta.

Il film è disponibile in DVD/iTUnes e arriverà al cinema il primo novembre (USA).

Mr. Nobody clip:

[iframe id=”cs008_798199″ src=”http://cms.springboardplatform.com/embed_iframe/71/video/798199/cs008/comingsoon.net/10/1/” width=”625″ height=”377″ frameborder=”0″ scrolling=”no”>[/iframe]

Mr. Nobody against Putin – Il film contro tutte le guerre: il doc premio Oscar arriva al cinema

0

Sarà in sala anche in Italia dal 16 aprile “Mr. Nobody against Putin – Il film contro tutte le guerre”, il documentario diretto da David Borenstein e Pavel Talankin, premiato agli Oscar 2026, la testimonianza di un insegnante in una scuola durante la guerra, reportage “segreto” di come il potere vorrebbe riscrivere l’educazione. Il documentario sarà per la prima volta a Roma, al Cinema Sacher giovedì 16 aprile alle ore 20.45 con Andrea Segre, Francesca Mannocchi, Marco Damilano e Andrea Fabozzi.

Dopo la partecipazione a festival internazionali, ora il film arriva in Italia distribuito da ZaLab, in oltre 100 proiezioni in più di 30 città italiane. Dal 14 al 21 aprile, il film sarà in anteprima e in tour, accompagnato dal regista e documentarista Andrea Segre, socio fondatore di ZaLab. Presto in sala a Bologna, Roma, Milano, Firenze, Palermo, Trieste, Gorizia, Cagliari, Pisa, Perugia, L’Aquila, Genova, Padova, Reggio Emilia, Modena, Modena, Bergamo, e tante altre. In, aggiornamento sul sito: https://zalab.org/mr-nobody-against-putin-dal-16-aprile-al-cinema/.

Pavel Talankin, per tutti Pasha, è l’insegnante molto amato della scuola di una piccola città russa: ironico, vicino ai suoi studenti, trasforma il suo ufficio in un piccolo spazio di libertà e ascolto. Ma quando la Russia invade l’Ucraina cambia il corso della vita quotidiana, anche la scuola si trasforma: le lezioni si riempiono di retorica patriottica, nascono gruppi giovanili militarizzati e l’educazione diventa uno strumento di propaganda. Costretto, come videomaker dell’istituto, a documentare le attività ufficiali, Pasha decide di usare la videocamera per raccontare ciò che accade davvero intorno a lui. Filma dall’interno la progressiva normalizzazione della guerra, il peso del consenso e il coinvolgimento crescente dei più giovani. Quella che nasce come una testimonianza privata si trasforma in un gesto di resistenza silenziosa e quotidiana, fino a costringerlo a una scelta radicale: lasciare il proprio Paese per portare quelle immagini al mondo.

Mr. Nobody against Putin - Il film contro tutte le guerre
Foto Credit Pavel Talankin

Fino a poco tempo fa, Pasha Talankin (33 anni) era insegnante e organizzatore alla Scuola Primaria n.1 di Karabash, una città di circa 10.000 abitanti nell’Oblast di Chelyabinsk, in Russia, con il ruolo di videomaker della scuola, insegnando ai bambini riprese e montaggio video. Nella primavera del 2022 ha contattato David Borenstein condividendo le riprese della scuola per documentare la rapida militarizzazione che stava avvenendo nelle istituzioni educative russe. Pavel ha filmato il progetto per due anni, fino all’estate del 2024, quando ha lasciato la Russia. Attualmente vive in Europa.

David Borenstein è un filmmaker con base a Copenhagen. I suoi film, pluripremiati, includono Can’t Feel Nothing (CPH:DOX 2024), Love Factory (NYTimes 2021) e Dream Empire (IDFA 2016). Oltre ai suoi lungometraggi, David ha prodotto e diretto programmi televisivi per numerosi broadcaster internazionali, ricevendo riconoscimenti paragonabili al Premio Pulitzer nel settore broadcast.

Il docufilm ha partecipato ai principali festival internazionali e ottenuto riconoscimenti del cinema documentario — il World Cinema Documentary Special Jury Award al Sundance Film Festival, il premio come Miglior Documentario ai BAFTA Film Awards e l’Oscar Academy Awards come Miglior Documentario. In Italia, era stato presentato in anteprima italiana al Biografilm Festival nel giugno 2025, all’interno di Nuovo Cinema Coraggioso, il progetto ideato da ZaLab che porta il cinema nelle scuole, in un incontro che aveva coinvolto studenti e studentesse in dialogo con gli autori.

Mr. Nice, il film su Howard Marks con Rhys Ifans

0
Mr. Nice, il film su Howard Marks con Rhys Ifans

Tratto dall’omonima autobiografia pubblicata nel 1997 di Howard Marks, il trafficante di cannabis e hashish più ricercato nel Regno Unito, Mr.Nice, diretto da Bernard Rose, è uscito nelle sale americane nel marzo del 2010. Il film racconta la sua vita attraverso un personale monologo interiore che accompagna le scene del film. Oggi Marks è un eroe per i sostenitori della legalizzazione della marijuana, grazie alle sue campagne per la liberalizzazione delle droghe leggere e alla collaborazione con i principali produttori mondiali per la creazione di varietà di semi di cannabis autofiorenti e non.

In Mr. Nice Marks nasce in Galles nel 1945 ed è un brillante studente universitario. Tutto ha origine durante una notte in cui Marks sta studiando nella camera del suo istituto, quando una bella ragazza straniera, Ilze Kadegis, fa irruzione nella stanza, cercando un passaggio segreto. Attraverso di esso i due giungono in un locale in disuso dell’istituto in cui i trafficanti di cannabis svolgono la loro attività di commercio illegale. Marks inizia una relazione sentimentale con Kadegis e conosce Graham Plinson, il maggiore trafficante dell’università, che lo introduce al mondo della cannabis.  Da questo momento per Marks iniziano alcuni anni dannati, che presto influiranno negativamente sul suo rendimento accademico.

La situazione precipita quando Plinson diffonde nel gruppo l’LSD, e quando Joshua Macmillan, amico di Marks, muore di overdose: in quel momento egli decide di smettere con la droga, almeno quella pesante.  Sposa Kadegis e decide di proseguire la sua carriera universitaria. Presto, però, il matrimonio va in crisi, la sua carriera di insegnante traballa e le vicende dell’amico Plinson lo riportano nel mondo del narcotraffico: aiutando l’amico, Marks riscopre il fascino del contrabbando, e diviene completamente dipendente da quello stile di vita.

Viene a contatto con terroristi, sceicchi arabi, narcotrafficanti pakistani, esponenti della mafia, ma anche con CIA, IRA e rappresentanti di governo, fino a diventare il boss di un impero dello spaccio internazionale di droga fatto di riciclaggio di denaro, di 43 identità diverse (Mr. Nice è una di esse) e tanto altro. Soltanto una maxi operazione della DEA, nel 1988, riuscirà a fermarlo, per condannarlo a 25 anni di carcere, dei quali Marks ne sconta solo 7. Un film reso molto interessante dall’interpretazione di Rhys Ifans, grazie anche alla sua somiglianza con Howard Marks. Nel film anche Chloë Sevigny, David Thewlis, Elsa Pataky.

Mr. Morfina: recensione del film con Jack Quaid

Mr. Morfina: recensione del film con Jack Quaid

Di vendicatori privati e agenti speciali il cinema è sempre stato pieno, trovando ad ogni nuova generazione i propri più intrepidi esemplari di uomini o donne in grado di ottenere giustizia con le loro sole mani. In anni recenti è toccato a personaggi come John Wick, il Robert McCall di The Equalizer, il Bryan Mills di Taken o alla Lorraine Broughton di Atomica bionda ricoprire tale ruolo, affermandosi come macchine da guerra pronte a combattimenti di ogni sorta pur di portare a termine la propria missione. È dunque interessante che a loro faccia ora seguito un personaggio tanto improbabile quanto quello protagonista di Mr. Morfina.

Nel film diretto da Dan Berk e Robert Olsen – duo affermatosi per gli horror Malvagi e Non siamo soli – l’eroe di turno ha infatti il solo merito di non provare il benché minimo dolore per via di una particolare patologia. È questo il suo unico “superpotere”, presentandosi per il resto come una persona con un coraggio tanto esile quanto il suo fisico. Eppure, è un personaggio che presenta diversi elementi inaspettati, all’interno di un film che, pur muovendosi su un terreno narrativo quantomai semplice, riesce a regalare più di qualche momento di buon intrattenimento.

Amber Midthunder e Jack Quaid in Mr. Morfina
Amber Midthunder e Jack Quaid in Mr. Morfina

La trama di Mr. Morfina: farsi male per amore

Protagonista del film è dunque Nathan Caine (Jack Quaid), un introverso affetto da insensibilità congenita al dolore, che lavora come vicedirettore in una cooperativa di credito di San Diego. Qui lavora anche Sherry Margrave (Amber Midthunder), dalla quale Nathan è attratto ma si tiene a distanza per via della sua condizione e della sua inesperienza con le donne. Quando però anche Sherry dimostra di essere romanticamente interessata a lui, la vita di Nathan sembra prendere un’inaspettata piega positiva. A spezzare questo idillio arriva però una rapina in banca che culmina con il rapimento di Sherry. A quel punto, Nathan deciderà di sfruttare la sua condizione per andare a salvare la donna di cui si è innamorato.

Vogliamo vedere il sangue!!!

Come si può intuire da questa sinossi, il film è di base il racconto di un uomo che si lancia al salvataggio della donna amata e rapita. Tutto qui. Non ci sono ulteriori elementi narrativi che complicano la cosa (se non un colpo di scena ben organizzato) nella sceneggiatura di Lars Jacobson, qui alla sua prima volta con un grosso film di Hollywood. Su questo modello – a partire dal quale si sono costruiti innumerevoli film – Jacobson applica però la particolarità di un protagonista incapace di sentire dolore. È ovviamente questo che rende il film intrigante e avvincente, tolto il quale resterebbe ben poco.

Nella visione di Mr. Morfina non bisogna dunque aspettarsi acrobazie narrative o un particolare spessore dei personaggi. Gli stessi villain, d’altronde, sono dei semplici criminali – guidati però da un convincente Ray Nicholson (figlio di Jack Nicholson). Siamo piuttosto qui per il sangue, per godere o rabbrividire dinanzi alle situazioni mortali in cui si caccia questo improbabile eroe. Insomma, è chiaro che il solo interesse che si può avere nei confronti di questo film per vedere quanto male può ridursi il povero Nathan.

Mr. Morfina film
Jack Quaid in Mr. Morfina

Jack Quaid perfetto protagonista di Mr. Morfina

E da questo punto di vista il film certamente non delude. Pur con il preciso intento dei registi di non allontanarsi mai dal reale, ma anzi di far sì che ogni colpo inferto a Nathan sia premeditato e ben rappresentato, Mr. Morfina offre una convincente sequela di situazioni che, tra il divertente e il raccapricciante, tengono alta l’attenzione e l’interesse nei confronti del film. Su tutte, le trappole che Nathan fa scattare all’interno dell’abitazione di uno dei criminali, o ancora sequenza – forse la più dolorosa da vedere – nel laboratorio di tatuaggi che lo vede diventare un improbabile “Wolverine”.

Momenti che confermano, come si diceva, che il primario obiettivo del film è quello di offrirci questo protagonista e il suo corpo martoriato in tutte le sale, facendo volentieri dimenticare tutto il resto. Il merito è anche di Jack Quaid, perfetto everyman scelto dai registi grazie alla serie The Boys, dove interpreta un Hughie continuamente coperto di sangue e maltrattato ma anche dotato di una sua esplosiva carica energica. Quaid, con il suo fisico slanciato ma esile e i suoi modi di fare gentili, si dimostra l’interprete giusto per un ruolo di questo tipo, favorendo quel contrasto che rende ancor più intrigante e riuscito il film.

Indubbiamente, come si diceva, Mr. Morfina non propone molto altro oltre questo (se non un’altra bella prova attoriale di Amber Midthunder dopo Prey) e si notano una serie di lungaggini che rallentano talvolta il ritmo, ma risate e intrattenimento sono assicurati. Si potrebbe infine guardare a Nathan come ennesimo rappresentante di una generazione che si sta finalmente allontanando dallo stereotipo del maschio duro e spietato (qui presente con il personaggio di Nicholson), abbracciando piuttosto quelle fragilità umane troppo spesso nascoste. Un elemento che, questo sì, conferisce al film qualcosa su cui riflettere.