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Leonardo DiCaprio avrà 24 personalità in The Crowded Room

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Leonardo DiCaprio avrà 24 personalità in The Crowded Room

Il pluricandidato all’Oscar Leonardo DiCaprio ha firmato per interpretare il ruolo da protagonista di The Crowded Room. A rivelarlo oggi è il The Hollywood Report che rivela che l’attore sta tentando di portare a compimento il film da ben due decenni. Secondo quanto apprendiamo la pellicola si basa sul libro “The Minds of Billy Milligan” e racconterà la storia di un uomo, Billy Milligan, che ha ben 24 personalità diverse e totalmente fuori controllo.

Al momento la pellicola è in fase di sviluppo ed è scritta da Jason Smilovic e Todd Katzberg. Produttore Leonardo DiCaprio insieme alla sua Appian Way, al fianco di Jennifer Davisson e Alexandra Milchan della New Regency

 

Leonardo DiCaprio avrà 24 personalità diverse in The Crowded Room

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Leonardo DiCaprio, dopo aver sfidato il gelo e il freddo per il film The Revenant, che potrebbe regalargli la fatidica statuetta, è già pronto per un altro complesso e sfaccettato ruolo, un’altra impresa che solo un attore come lui può portare a termine nel migliore dei modi.

Il prossimo film in cui vedremo il sei volte candidato all’Oscar si intitola  The Crowded Room, e DiCaprio vestirà i panni di Billy Milligan, un uomo affetto dalla personalità multipla, per l’esattezza 24 differenti personalità. La pellicola sarà l’adattamento del romanzo biografico di Daniel Keyes, The Minds of Billy Milligan, del 1981.

Il caso di Billy Milligan, colpevole di rapimento e stupro, scatenò feroci polemiche in America, in quanto proprio a causa della sua malattia, venne scagionato da tutte le accuse.

La pellicola verrà sceneggiata da Jason Smilovic e Todd Katzberg, mentre il film verrà prodotto dalla Appian Way dello stesso attore, in collaborazione con la New Regency. Per quanto riguarda la regia, non ci sono ancora conferme.

Leonardo DiCaprio attore e produttore del biopic su Sam Phillips

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Leonardo DiCaprio attore e produttore del biopic su Sam Phillips

Arriva dall’Hollywood Reporter  la notizia che Leonardo DiCaprio sarà la star del biopic dedicato all’imprenditore e produttore discografico statunitense Sam Phillips.

Il film si baserà sul libro “Sam Phillips: The Man Who Invented Rock ‘N’ Roll”, i cui diritti di sfruttamento sono stati acquistati dalla Paramount Pictures.

Oltre a interpretare Phillips, DiCaprio sarà anche il produttore del film grazie alla sua Appian Way. Tra i produttori figura anche Mick Jagger.

Sam Phillips è stato il produttore di star di successo come Elvis Presley, Ike Turner, Howlin’ Wolf, Jerry Lee Lewis e Johnny Cash.

Leonardo DiCaprio produrrà il film su Captain Planet

Fonte: CS

Leonardo DiCaprio ancora attivo per l’ambiente

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Leonardo DiCaprio ancora attivo per l’ambiente

Leonardo DiCaprio si è unito ai leader dalla finanziaria newyorkese per partecipare a un nuovo convegno in favore dell’impegno ambientale. Il gruppo si è anche impegnato per nuovi investimenti nel campo delle energie pulite.

Come si nota della immagini, l’attore ha finalmente detto addio alla barba che non gli donava troppo, segno che il suo impegno sul set di Alejandro Gonzales Inarritu è terminato. The Revenant uscirà il giorno di natale 2015 negli Usa e a Gennaio 2016 in Italia.

Leonardo DiCaprio ancora al lavoro su un testo di Dennis Lehane?

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Leonardo DiCaprio ancora al lavoro su un testo di Dennis Lehane?

Shutter Island si è rivelata per Leonardo DiCaprio un’esperienza più che positiva: l’attore potrebbe ora tornare ad impegnarsi in un film tratto da un’opera del romanziere Dennis Lehane, Live By Night. Il libro, che non raggiungerà gli scaffali prima ottobre, è la seconda parte di una tiloriga avviata con The Given Day, ambientata nel modno della polizia di Boston nei primi anni del ‘900, libro che si concludeva col grande sciopero della polizia della città nel 1919.

Il nuovo libro si concentrerà invece sulla lotta della polizia a un traffico illegale di rum proveniente da Cuba durante gli anni del proibizionismo. La Warner ha già prodotto con successo alcuni adattamenti delle opere di Lehane, una tra tutte: Mystic River; la presenza di DiCaprio è ovviamente molto ambita, ma bisognerà vedere se l’attore accetterà di prendervi parte, anche considerando la sua folta lista di impegni, che include tra l’altro il nuovo lavoro di Scorsese,  The Wolf Of  Wall Street, e il tarantiniano Django Unchained.

Fonte: Empire

Leonardo DiCaprio aggiorna su What Happens at Night e Sinatra di Martin Scorsese

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Leonardo DiCaprio è stato ospite al Santa Barbara Film Festival, nell’ambito della campagna Oscar per il suo film Una battaglia dopo l’altra. Durante il Q&A, l’attore ha parlato del suo prossimo progetto, What Happens at Night, diretto da Martin Scorsese e con Jennifer Lawrence al fianco di DiCaprio. Il film entrerà in produzione tra due settimane a Praga, dove il regista si trova attualmente per completare la pre-produzione.

A proposito del biopic su Frank Sinatra, inizialmente previsto per l’estate 2024 e rimasto fermo probabilmente a causa del mancato consenso dell’eredità Sinatra, DiCaprio ha invece dichiarato che è “ancora in lavorazione”. Il progetto dovrebbe raccontare gli alti e bassi del cantante tra il 1950 e il 1957, includendo il fallimento del matrimonio con Ava Gardner e il ritorno al successo con Da qui all’eternità.

In precedenza Scorsese ha spiegato le difficoltà nell’approfondire la vita privata del cantante: “Alcune cose sono molto difficili per una famiglia, e lo capisco perfettamente. Ma se vogliono che lo faccia, non si possono trattenere certi dettagli. Il problema è che l’uomo era così complesso. Tutti sono complessi, ma Sinatra in particolare.” Nel frattempo, What Happens at Night sarà dunque il prossimo progetto per DiCaprio e Scorsese, che hanno altri film in sviluppo tra cui Devil in the White City e Midnight Vendetta.

Leonardo DiCaprio a Roma per Revenant: “Un’opera viscerale, che ti entra dentro”

Questa mattina nella lussuosa location del Hotel Saint Regis a Roma Leonardo DiCaprio ha incontrato la stampa per poter parlare di Revenant – Redivivo. L’ultimo film del regista Premio Oscar Alejandro González Iñárritu e già presente nelle sale italiane, ricevendo anche 12 candidature ai Premi Oscar 2016, risultandone il film con più nomination.

La macchina da presa è molto presente nell’iterazione con il protagonista, questo stile porta lo spettatore dentro al film, che cosa ne pensi?

L.C.: Quello che vediamo inserito nel film, come il mio respiro che appanna l’obiettivo o il sangue che lo macchia è un qualcosa che ti consente realmente di entrare nel profondo, in diretto contatto, di farti percepire a livello viscerale quello che stanno vivendo. Diventa un’esperienza molto profonda su quello che stanno vivendo i personaggi. La capacità di Alejandro e di Chivo (Emmanuel Lubezki, ndr) è stata proprio questa, quella di consentirti di far parte di questo mondo così naturale, potrebbe essere inteso quasi come una sorta di neorealismo di doc-dramma, dove c’è questo fondersi, immergersi senza soluzioni di continuità, senza percepire gli elementi di distacco. C’è questa immersione in quello che sono i sentimenti più profondi perché sono le sensazioni più nascoste ed intime delle personaggio ed insieme a questi paesaggi così epici e grandiosi è un qualcosa che io ho percepito sin dalla prima volta che io ho incontrato ad Alejandro e abbiamo cominciato a parlare di questo film. Credo di non aver mai partecipato ad un film in cui la capacità e la padronanza del mestiere è così evidente ed eccezionale come nel loro caso.

LEGGI ANCHE: Revenant Redivivo recensione del film con Leonardo DiCaprio

Leonardo DiCaprio a Roma
Leonardo DiCaprio a Roma – Foto di © Cinefilos.it

Ogni ruolo che ha interpretato è una sfida avendo una carriera strepitosa, che cosa rappresenta la candidatura agli Oscar?

L.C.: Ovviamente siamo stati estremamente felici e contenti che il film di Alejandro, il nostro film, che abbia ricevuto questo grandissimo riconoscimento. Ovviamente questo lo definisco, e lo continuo a definire, un viaggio che abbiamo fatto insieme, non è un film, in queste aree e in queste zone e lo definisco come un capitolo di Glass in cui ci siamo impegnati tantissimo. È ovvio che un certo riconoscimento ad un progetto che è durato quasi un anno della nostra vita in cui abbiamo dato tutti noi stessi è un qualcosa di importate e lusinghiero ma questo non lo abbiamo fatto per l’Oscar, mentre giravamo non stavamo pensando che potevamo ricevere la nomination, quello che stiamo facendo è sollecitare il pubblico ad andare a vedere questo film e se l’Oscar può dare in questo senso una mano perché magari può aiutare a far capire ai finanziatori e agli Studios che vale la pena rischiare per questi progetti, perché il lavoro che è stato fatto da Alejandro e da Chivo è stato fenomenale e grandioso sono riusciti a realizzare qualcosa dal punto di vista cinematografico che è sicuramente un qualcosa mai ottenuto o realizzato prima, una epopea artistica su larga scala. A me questo film mi ha lasciato un personaggio con cui abbiamo cercato di essere totalmente aperti, una storia che veniva raccontata intorno ad un fuoco, era la storia degli uomini della nuova frontiera, era una storia che racconta la sopravvivenza, la natura, la capacità dell’essere umano di dominare la natura. Quello che io ho constatato con mano è stata anche l’avidità dell’umanità, che saccheggia l’ambiente naturale circostante e che cerca di dominare la natura, cercando di estrarre il più possibile in termini di risorse a discapito delle popolazioni che vi abitano.

A quale parte dell’immaginario cinematografico ha attinto per creare il tuo personaggio?

L.C.: Questo film è ambientato in un periodo storico non molto lontano da noi ma in quelle aree non c’erano storici che potessero documentare quello che avveniva in queste aree incontaminate, se non in qualche diario di uno di questi uomini che era stato lì. Uomini che facevano questo mestiere o andavano sulle montagne e le storie che venivano raccontate dagli indigeni. Quindi per noi è stata un po’ come la fantascienza cercare di creare questo personaggio, da dove venisse, di questi uomini che mostravano una specie di nostalgia per quella situazione e quei tempi e anche l’aspetto spirituale che erano in grado di sopravvivere agli eventi della natura praticamente servendosi solamente di quello che riuscivano a trarre dalla natura stessa, poi però arrivati lì sul posto tutto questo si è fuso in quello che Alejandro ha creato, una vera e propria esperienza, un’esperienza diretta da vivere e infatti è da lì che abbiamo creato questo personaggio, un uomo che si spinge e persevera contro tutte le avversità per poter sopravvivere, il solo e mero fatto di tentare di ripetere quello che ha percorso lui ci ha consentito di creare il personaggio, c’è molta poca ricerca e produzione ma c’è tantissimo affidamento sull’istinto.

Leonardo DiCaprio “spiaggiato” a Cannes

Leonardo DiCaprio “spiaggiato” a Cannes

All’apparenza trasandato e sovrappeso, Leonardo DiCaprio ha trascorso un altro pomeriggio di ozio a largo della costa cannense su uno yatch, circondato da amici a prendere il sole.  In realtà, quello che a noi sembra una persona che si sta lasciando andare è un uomo più attivo che mai, nel cinema e nel sociale, che riesce anche a godersi la vita e i proprio privilegi.

L’attore, che sarà protagonistia del prossimo film di Alejandro Gonzales Inarritu, The Revenant, ha partecipato a un evento benefico, collaterale al festival in svolgimento, raccogliendo 33 milioni per la lotta contro l’AIDS.

Leonardo Di Caprio senza veli in The Wolf of Wall Street

Leonardo Di Caprio come non l’avete mai visto. Nel nuovo film di Martin Scorsese, The Wolf of Wall Street, l’attore apparirà totalmente nudo nel bel mezzo di un’orgia con quattro ragazzi, due ragazze e un discreto quantitativo di cocaina.

I panni che Di Caprio vestirà – e toglierà – saranno quelli di Jordan Belfort, autore della biografia da cui il film è tratto. Ex broker ambizioso, Belfort fu poi condannato a 20 mesi di carcere per non aver collaborato alle indagini su un caso di frode.

Le riprese del film sono iniziate in questi giorni a New York e l’uscita è prevista per il 2013.

The Wolf of Wall Street è scritto da Terence Winter e diretto da Martin Scorsese. Nel film accanto a Leonardo DiCaprio ci sono Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Bernthal, Jon Favreau e Jean Dujardin.

Trama: Jordan Belfort, un broker di Long Island, viene condannato a 20 mesi di carcere dopo aver rifiutato di collaborare alle indagini su di un massiccio caso di frode atto a svelare la diffusa corruzione vigente negli anni ’90 a Wall Street e nel mondo bancario americano.

Leonardo Di Caprio in un altro western?

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Leonardo Di Caprio in un altro western?

Leonardo DiCaprio già coinvolto nel ruolo del cattivo in Django Unchained di Quentin Tarantino, interpreterà un altro western: The Creed of Violence. Todd Field si occuperà della regia, e sta adattando il romanzo omonimo di Boston Teran. LA Times riferisce che per Di Caprio si pensa ad uno dei ruoli principali, quindi bandito o agente, ma non si conoscono ancora i propositi dell’attore in merito al progetto.

La storia racconta di un bandito contrabbandiere di armi che deve superare la frontiera messicana con un carico di armi, appunto, in direzione della rivoluzione in Messico.

fonte: coming soon

Leonardo Di Caprio conferma il biopic su Hoover

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Leonardo Di Caprio conferma il biopic su Hoover

Durante una retrospettiva dedicata a Martin Scorsese, Leonardo DiCaprio ha parlato brevemente del biopic su J. Edgar Hoover che Clint Eastwood girerà nel 2011. L’attore ha confermato di essere nel cast del film nei panni del protagonista, spiegando che le riprese inizieranno presto:

Sembra che ci sia un tradimento in corso! [scherza a proposito del partecipare a un film non diretto da Scorsese] Lavorerò al progetto di Hoover con Clint molto presto. Penso che inizieremo le riprese a breve, forse gennaio o febbraio.

Il film è stato scritto da Dustin Lance Black, sceneggiatore premio Oscar per Milk. Hoover è stato direttore dell’FBI dalla sua fondazione nel 1935 alla morte nel 1972, un “regno” lunghissimo e controverso che ha portato le norme successive a fissare a 10 anni il mandato massimo per questa carica. Tra gli aspetti più controversi della sua vita, peraltro, una presunta omosessualità repressa, in aperto contrasto con i numerosi provvedimenti (anche omofobi) attuati durante la sua carriera. Hoover era infatti noto per utilizzare l’FBI al fine di attaccare gli attivisti e i dissidenti politici, raccogliendo fascicoli segreti sui leader politici per minare la loro credibilità spesso puntando sulla sfera sessuale.

Fonte: comingsoon.net

Leonardo da Vinci. Il Genio a Milano: 2, 3 e 4 maggio al cinema

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Leonardo da Vinci. Il Genio a Milano: 2, 3 e 4 maggio al cinema

Pittore, scultore, scienziato, musico, esperto di anatomia e di fisica, botanico, architetto, inventore: superando lo spirito del suo tempo, Leonardo viene oggi identificato con l’immagine del Genio. Era un uomo poliedrico l’artista di Vinci e lo dimostrano l’immenso patrimonio di studi e opere che ci ha lasciato, oltre alla lettera in cui, nel 1482, si presenta a Ludovico il Moro, signore di Milano.

Leonardo da VinciCosì, partendo dalla mostra a Palazzo Reale organizzata da Skira e Comune di Milano nei mesi di Expo, Rai Com, Skira e Codice Atlantico hanno deciso, in collaborazione con Pirelli e Confagricoltura, di lavorare congiuntamente per raccontare in un docufilm proprio gli anni trascorsi da Leonardo a Milano,  toccando i diversi aspetti della sua vita e della sua arte, approfondendo le caratteristiche della città del tempo, le personalità degli artisti che gli sono stati vicini, senza trascurare naturalmente le molte leggende che lo riguardano.

Leonardo da Vinci. Il Genio a Milano esplora il soggiorno cittadino dell’artista, offrendo la chiave per trasformare in quadri cinematografici i numerosi scenari leonardeschi di Milano: il Castello Sforzesco, il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, la Basilica di Santa Maria delle Grazie, i Navigli, la Vigna di Leonardo sino al celebre Cenacolo. Il film –in cui verranno mostrate e raccontate opere come La Belle Ferronnière, la Dama con l’ermellino, la Vergine delle Rocce, il Ritratto di musico, il San Giovanni Battista, l’Ultima Cena  arriverà nelle sale di tutto il mondo distribuito da Nexo Digital e sarà in programma in Italia il 2, 3 e 4 maggio all’interno del progetto della Grande Arte al Cinema che sta conquistando un pubblico sempre più vasto (l’elenco delle sale che lo proietteranno sarà a breve disponibile su www.nexodigital.it).

DI SEGUITO IL TRAILER:

Coinvolgendo Pietro Marani – curatore della mostra – alcuni tra i massimi esperti di Leonardo a livello mondiale e autori che ne hanno esplorato la personalità – Claudio Giorgione, Maria Teresa Fiorio, Richard Schofield, Vittorio Sgarbi, Daniela Pizzagalli – è nata infatti una storia capace di aprire nuove prospettive e svelare mondi straordinari.

Com’è possibile raccontare la complessità del genio assoluto?  Da dove s’inizia? Qual è il mistero che rende Leonardo l’artista più amato, discusso e studiato di tutti i tempi? Per rispondere a queste domande e approfondire ulteriormente il tema e le opere in mostra provenienti dal Louvre di Parigi, dalla National Gallery of Art di Washington e dalla Pinacoteca Ambrosiana, gli autori Jacopo Ghilardotti e Gabriele Scotti hanno ritenuto opportuno arricchire il racconto documentaristico, sviluppato con il regista Nico Malaspina, con l’aggiunta di alcune scene di fiction, per le quali è stato coinvolto il regista Luca Lucini. La storia di Leonardo a Milano ha potuto così allargarsi ed includere molti protagonisti del suo soggiorno milanese: Ludovico il Moro, signore di Milano, l’amico e allievo Salaì, Beatrice d’Este, Donato Bramante, Vincenzo Bandello e altri ancora. I personaggi storici saranno interpretati da attori noti come Vincenzo Amato, Cristiana Capotondi, Alessandro Haber, Gabriella Pession, Paolo Briguglia, Edoardo Natoli, Giampiero Judica, Nicola Nocella, mentre la voce narrante sarà quella di Sandro Lombardi.

Leonardo da Vinci: Andrew Haigh alla regia di un film per Universal

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La Universal Pictures ha trovato il regista per il suo film ad alta priorità su Leonardo da Vinci. Il regista di Estranei, Andrew Haigh, ha firmato per dirigere e adattare l’acclamata biografia dell’uomo del Rinascimento di Walter Isaacson.

Basato su migliaia di pagine dei taccuini di Leonardo da Vinci e sulle nuove scoperte sulla sua vita e sul suo lavoro, il libro di Isaacson è diventato una delle proprietà letterarie più gettonate quando è arrivato sul mercato nel 2017. All’epoca, la Universal fu superata dall’offerta della Paramount, che per anni sviluppò il progetto con Leonardo DiCaprio prima di dare una svolta. La Universal lo ha ripreso poi l’anno scorso.

Haigh è un pluripremiato sceneggiatore-regista britannico, il cui film acclamato dalla critica del 2023 Estranei di Searchlight Pictures ha ricevuto sei nomination ai BAFTA, tra cui quello per il miglior regista e la migliore sceneggiatura adattata per Haigh. Estranei ha ottenuto anche tre nomination agli Independent Spirit Awards.

Il film su Da Vinci segna il secondo adattamento della Universal di un libro di Isaacson. Lo studio ha anche portato sul grande schermo la biografia di Steve Jobs con Danny Boyle al timone, nel 2011.

Leonard Nimoy sulle banconote canadesi

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Leonard Nimoy sulle banconote canadesi

Ormai è passata una settimana dalla scomparsa di Leonard Nimoy, il leggendario Spock di Star Trek che a quanto pare è molto amato in Canada, tanto che tra i fan è iniziato un tributo molto bello ma un po’ fastidioso per lo stato. Infatti la faccia di Spock è apparsa in moltissime banconote da 5 dollari, e la cosa si è talmente diffusa che il governo ha dovuto chiedere di non disegnare o contraffare la banconota. Su internet intanto è nata la community Spock your Fives, e di seguito una delle banconote in questione:

Leonard Nimoy 1

Leonard Nimoy e Zachary Quinto: Spock dice addio a Spock

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Leonard Nimoy e Zachary Quinto: Spock dice addio a Spock

La triste notizia della dipartita di Leonard Nimoy a 83 anni ha sconvolto non solo il mondo dei tanti fan dell’attore simbolo di uno dei franchise più amati di sempre, ma anche il mondo della star che con lui hanno lavorato.

Anche Zachary Quinto, nuovo Spock nel reboot di Star Trek, ha voluto dire addio all’uomo di cui aveva metaforicamente tentato di prendere il posto, e che aveva recitato con lui in entrambi i nuovi film del franchise diretti da JJ Abrams. Ecco come Quinto ha commemorato il suo amico e, in un certo senso, maestro.

 

Leonard Nimoy e Zachary Quinto nel nuovo spot Audi

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Leonard Nimoy e Zachary Quinto nel nuovo spot Audi

Qualche volta il grande cinema si fonde con il mondo della pubblicità, ed è sicuramente a questo binomio vincente che hanno pensato all’Audi per pubblicizzare la nuova Audi S7.

Protagonisti del video sono nientemeno che il passato e il presente di Spock: Leonard Nimoy e Zachary Quinto.

Ecco a vi lo spot:

 

Star Trek Into Darkness è diretto, come il precedente film, dal genio registico di J.J.Abrams e vedrà nel cast Alice EveBen CrossBenedict CumberbatchBruce GreenwoodChris PineJohn ChoKarl UrbanLeonard NimoySimon PeggWinona RyderZachary QuintoZoe Saldana.

Trama del film:

Quando l’Enterprise viene richiamata sulla Terra, l’equipaggio si rende conto che una terrificante e inarrestabile forza ha devastato dal suo interno la flotta e tutto quello che essa rappresenta gettando il pianeta nel caos. Il Capitano Kirk si ritroverà allora a dover condurre una caccia all’uomo per scovare un’arma di distruzione di massa. In un’epica partita tra la vita e la morte, l’amore verrà messo in discussione, gli amici si troveranno divisi e Kirk dovrà fare dei sacrifici per salvare l’unica famiglia che gli rimane: il suo equipaggio.

Leo: recensione del film d’animazione su Netflix

Leo: recensione del film d’animazione su Netflix

Arriva oggi su Netflix Leo, una nuova commedia musicale d’animazione adatta a tutta la famiglia. Scritto da Robert Smigel (Hotel Transylvania), prodotto da Adam Sandler e diretto da Robert Marianetti, Smigel e dal character designer e story artist David Wachtenheim, Leo potrebbe essere uno dei film d’animazione più divertenti dell’anno. Non sarà all’altezza di titoli animati più di rilievo del 2023 come Nimona, Spider-Man: Across the Spider-Verse o Tartarughe Ninja: Caos Mutante, ma riesce a far conoscere il fascino creativo di Adam Sandler anche alla generazione dei più giovani.

Leo, la trama: una lucertola (quasi) in pensione

Gran parte del fascino di Leo risiede nella storia stessa. Leo, una lucertola di 74 anni, condivide lo stesso terraio con Squirtle la tartaruga (doppiato da Bill Burr) da più di sette decenni, in un’aula di classe elementare della Florida. Quando Leo apprende di poter avere solo un altro anno di vita, sente l’impellente desiderio di vedere il mondo al di fuori del terraio dove ha sempre vissuto e decide di compiere una folle corsa nelle Everglades per godersi lo spettacolo dei tramonti in natura prima che sia troppo tardi.

L’opportunità si presenta quando la cattiva supplente Mrs. Malkin (doppiata da Cecily Strong) costringe gli studenti a portare a casa uno degli animali domestici per il fine settimana, non fosse che, durante la fuga, Leo si lascia sfuggire il fatto che può parlare. Anni di osservazione dei ragazzi che entrano ed escono dalla classe lo hanno reso, in effetti, un terapeuta, e Leo non può esimersi dal dispensare la sua saggezza con generosità, spesso attraverso canzoni a tema. Ben presto, diventa l’esperto di consigli dell’intera classe, ma il suo viaggio si complica quando si ritrova involontariamente nelle Everglades e viene organizzata una missione di salvataggio per recuperarlo.

Leo, Netflix

Un viaggio di formazione di e con Leo

Leo è, sostanzialmente, la storia commovente di come una lucertola, che pensa di essere sull’orlo della morte, si metta involontariamente a convincere un’intera classe di bambini che ognuno di loro è speciale. Per certi versi, è la storia di un vecchio nonno brontolone che scopre di avere ancora amore nei confronti delle piccole cose inaspettate. Non è solo un film per bambini: sì, ci sono molti bambini e c’è una lucertola parlante ma, assieme al messaggio che “ogni bambino è speciale“, il film vuole anche dimostrarci che ogni adulto è unico e speciale a modo suo.

In questo caso, il viaggio è tanto di Leo quanto dei bambini, poiché il film inizia con la lucertola protagonista che discorre con il suo amico di quanto questo nuovo anno scolastico e scolaresca sia simile alle altre che hanno già conosciuto nel corso degli anni. In effetti, Leo ha ormai un’idea stereotipata degli alunni, è sicuro di conoscerli già, ma scoprire come pensano e si comportano al di fuori dell’aula di scuola gli insegna che nella vita c’è molto di più delle Everglades o di quello che crede già di sapere.

Una nuova variazione della comicità di Adam Sandler

In Leo, Sandler maschera abilmente la sua iconica voce, offrendo al pubblico una nuova interpretazione sfaccettata, calorosa e che si adatta alla location presentata. Trattandosi di una sceneggiatura da lui co-scritta, non potevano mancare un paio di gag scatalogiche, che si collocano più sul versante PG-13, un’età più avanzata rispetto a quella dei ragazzi ritratti nel film, ma che si assicura la complicità anche di un pubblico più adulto. Ovviamente, nel formato animato il registro sandleriano varia sensibilmente e ci si concentra di più sui design spassosi dei personaggi. Leo è la versione di Sandler tenera, aperta al dialogo, che cerca di sfruttare il suo ingegno e la sua empatia per tirare fuori il meglio delle persone.

Si riflette il carattere gioioso di Leo, nonostante la vecchiaia, e lo si espande per tutta la durata, offrendo anche sfumature toccanti che non stonano con la messinscena. Serena e limpida, la Florida da cartolina che fa da sfondo a Leo acquista più significato con l’evoluzione della tartaruga, convinta da sempre di aver vissuto una vita intera navigando fra generazioni e conoscendo ogni frammento delle loro esistenze. L’ulteriore apertura mentale e lo slancio ad instaurare nuovi formidabili rapporti (non solo con Squirty) aiuteranno Leo ad uscire figurativamente fuori dalla sua gabbia e a dare un senso a ciò che pensava fosse inevitabile durante la conclusione del suo ciclo di vita.

Leo, spiegazione del finale del film d’animazione su Netflix

Leo, spiegazione del finale del film d’animazione su Netflix

Leo è tra le recentissime proposte di Netflix nell’ambito dell’animazione. Il film, scritto da Adam Sandler, Robert Smigel e Paul Sad e diretto dallo stesso Smigle assieme a Robert Marianetti e David Wachtenheim, è stato lodato dalla critica internazionale per la sua gestione della comicità che lascia spazio anche a momenti di riflessione profonda, tanto per un pubblico di bambini-ragazzi quanto per gli adulti. Questa pellicola racconta la storia di Leo (Adam Sandler) e Squirtle (Bill Burr), tatuara che hanno vissuto tutta la loro vita in una classe di quinta elementare. Quando Leo viene a sapere che potrebbe avere solo un anno di vita, decide di scappare per vedere il mondo; tuttavia, il suo piano prende una piega inaspettata quando i bambini scoprono che sa parlare, e il tatuara inizia a dispensare consigli e lezioni di vita agli alunni.

Tutti i bambini iniziano a ottenere risultati eccellenti a scuola, il che rende fiera la loro supplente, la signora Malkin (Cecily Strong), finché questa non si rende conto che il merito non è suo, ma del piccolo tatuara. Così, decide di abbandonare Leo nelle Everglades, almeno finché l’intera classe non le fa cambiare idea e la esorta a salvarlo. Alla fine di Leo, la signora Malkin vince il titolo di insegnante dell’anno e porta Leo e Squirtle con sé nella sua nuova classe, ma la loro nuova sistemazione è davvero migliore rispetto alla classe di quinta elementare in cui hanno trascorso la loro vita finora? Scopriamolo in questa spiegazione del finale di Leo.

Perché Leo non è fuggito come previsto?

Inizialmente, Leo e Squirtle ci vengono presentati come felici di vivere nel loro piccolo terraio di una classe di quinta elementare, finché una sera, durante una riunione con i genitori, Leo sente uno dei papà dire che i tuatara vivono fino a circa 75 anni. Il nostro piccolo protagonista sa di essere nato nel 1949, ma non conosce l’addizione e la sottrazione perché ha vissuto tutta la vita nell’aula di quinta elementare, quindi solo quando incontra Cinnabon (Nick Swardson), il coniglietto dell’aula di seconda elementare, scopre di avere 74 anni, il che significa che, teoricamente, gli resta solo un anno da vivere. Questa stima cozza con il piano di Leo, che vuole vedere il mondo e fare nuove esperienze, dunque escogita un piano per fuggire.

La prima occasione per la fuga tanto desiderata da Leo si manifesta quando viene portato a casa da una studentessa di quinta, Summer (Sunny Sandler), non fosse che il tatuara si lascia scappare che sa parlare: invece di fuggire come aveva programmato, Leo dà a Summer dei consigli di vita su come interagire meglio con le altre persone e su come fare domande coinvolgenti durante le conversazioni con gli altri bambini. La bambina segue il suo consiglio il giorno dopo e ne trae immediatamente beneficio. Quando gli altri bambini iniziano a cercare l’aiuto di Leo, il tatuara è felice di tutta questa attenzione e apprezzamento che i bambini gli dimostrano, così smette di cercare di scappare.

Perché Squirtle ha smascherato Leo

Squirtle non aveva idea che Leo elargisse consigli a tutti i bambini, finché questi non iniziano a lasciare i loro telefoni nel terrario, per poter parlare con Leo di notte e nei fine settimana e Squirtle comincia a essere geloso. Inizialmente, è più arrabbiato per aver perso le attenzioni di Leo, ma quando va a casa con Anthony (Ethan Smigel) e cerca di interagire con lui come fa Leo, Anthony dice alla classe che “Squirtle fa schifo” e tutti concordano che Leo è “il migliore“.

Una sera, mentre Leo sta cercando di destreggiarsi tra le varie telefonate con i ragazzi, Squirtle trasmette una telefonata in diretta streaming a tutti gli altri bambini. Fino a quel momento, il tatuara aveva detto a tutti i bambini che erano gli unici con cui stava parlando, perché tecnicamente non avrebbe dovuto far sapere a nessuno di loro che gli animali potevano parlare. Ora, non solo sanno che può parlare, ma sanno anche che ha mentito a ciascuno di loro dicendo che avevano un rapporto esclusivo.

Perché la signora Malkin ha abbandonato Leo nelle Everglades

Leo, film NetflixSquirtle non era l’unico ad essere geloso di Leo. La signora Malkin era inizialmente soddisfatta dei progressi che gli studenti stavano facendo ed era molto orgogliosa degli elogi che stava ricevendo come insegnante, finché non ha sentito gli studenti attribuire a Leo il merito di ogni loro successo. La supplente decide dunque di portare il tatuara a casa sua, in modo che gli studenti non possano più consultarlo ma, come era sua abitudine con tutti gli studenti, Leo inizia a parlare con la signora Malkin dei suoi problemi, ricordandole il motivo per cui aveva iniziato a insegnare. Purtroppo, però, quando i genitori alla Fiera della Storia la elogiano e lei vince il premio di insegnante dell’anno, ha un altro ripensamento.

La signora Malkin sa che Leo era la vera ragione del successo dei ragazzi ma, ora che tutti pensano che sia stata lei a portare la classe a questo livello, riceve le lodi che ha sempre desiderato e non vuole che le cose cambino, così porta Leo alle Everglades e gli dice che i ragazzi hanno perso la Fiera della Storia e che la colpa è sua. Inoltre, gli dice che può vivere il suo sogno nelle Evergladessenza la possibilità di incontrare i bambini. O i loro genitori. O il preside. O i media“. Il motivo per cui lo porta lì è che nessuno parlerà mai con lui e scoprirà che tutti gli elogi che ha ricevuto sono in realtà merito del tatuara.

Naturalmente, dopo che Squirtle e il Drone rintracciano i bambini sull’autobus e Squirtle spiega che la supplente vuole accaparrarsi tutti i meriti, questa cambia di nuovo idea e confessa di aver portato Leo alle Everglades perché pensava che ottenere il riconoscimento dei genitori l’avrebbe resa felice. Nonostante il suo terzo ripensamento, l’allenatore Kimura (Jo Koy) non vuole cambiare rotta per andare alle Everglades, così la signora Malkin e i ragazzi cospirano per rubare l’autobus e andarci da soli per salvare Leo.

La nuova classe di Leo e Squirtle è peggio della quinta elementare?

Leo, una scena del film NetflixDa un lato, tutti ottengono ciò che vogliono alla fine del film Leo. La signora Malkin ottiene un posto di insegnante a tempo pieno in una nuova classe e i due tatuara si trasferiscono in una nuova aula; tuttavia, forse sarebbe stato meglio se fossero rimasti nella classe di quinta elementare. La loro nuova classe è composta da ragazzi più piccoli e scalmanati, che in ogni scena si comportano in modo rude con gli animali e con gli insegnanti. Leo e Squirtle erano preoccupati di farsi male quando i bambini di quinta li hanno portati a casa, e questo rischio è maggiore con i bambini più piccoli. Così, anche se sono entusiasti di poter finalmente imparare l’ABC, la loro vita potrebbe essere letteralmente a rischio.

Nella classe di quinta elementare, i due amici tatuara sono stati trattati bene dagli alunni, perché erano in grado di parlare e ragionare con loro ed erano decisamente più maturi. Nella loro nuova classe, la situazione sarà completamente diversa e potrebbe mettere a rischio Leo e Squirtle. L’aspetto più positivo alla fine di Leo è che la signora Malkin sa che possono parlare e si spera che si prenda cura di loro ma, considerando quante volte ha cambiato opinione nel corso del film, non c’è alcuna garanzia che si prenderà cura di loro. Lo scenario migliore per Leo e Squirtle sarebbe quello di essere trasferiti in una classe più grande il prima possibile!

Leo Woodall: 10 cose che forse non sai sull’attore

Leo Woodall: 10 cose che forse non sai sull’attore

Il giovane attore Leo Woodall ha ad oggi giusto una manciata di titoli nella sua filmografia, ma gli sono stati sufficienti a raggiungere una buona popolarità e a dimostrare di sapersi dividere tra dramma e commedia. Ora che grazie a dei primi ruoli da protagonista ha raggiunto una più consisente fama, è pronta per diventare un degli attori del momento.

Leo Woodall: i suoi film e le serie TV

1. È noto per diverse serie TV. Woodall ha iniziato la propria carriera recitando in un episodio della serie Holby City (2019), per poi prendere parte a Vampire Academy (2022). A renderlo particolarmente popolare è però la serie The White Lotus (2022), con protagoniste Jennifer Coolidge, Sabrina Impacciatore e Aubrey Plaza, dove ricopre il ruolo di Jack nella seconda stagione. Successivamente interpreta Duke nella serie Citadel (2023), con Priyanka Chopra e Richard Madden. Nel 2024 è invece protagonista della miniserie Netflix One Day accanto a Ambika Mod.

2. Ha recitato in un film. Ad oggi, Woodall ha recitato solamente in un film, il drammatico Cherry – Innocenza perduta, con protagonista Tom Holland. Qui l’attore interpreta il ruolo di Rodgers. Prossimamente, però, sarà nell’ancora misterioso Nomad e nel dramma storico Nuremberg, dove reciterà accanto a Russell Crowe, Michael Shannon e Richard E. Grant.

Leo Woodall in The White Lotus

3. Ritiene un segno del destino l’aver partecipato alla serie. L’attore ha raccontato che dopo aver visto la prima stagione di The White Lotus è rimasto estremamente entusiasta della serie, a cui avrebbe tanto voluto partecipare. Poco dopo si accorse di aver ricevuto un’email dove gli veniva offerta l’opportunità di un ruolo nella seconda stagione. Quando poi scoprì che questa sarebbe stata ambientata in Italia, in Sicilia, lo ha ritenuto un ulteriore segno del destino, in quanto sin fa piccolo egli è solito passare le estati nella casa di sua nonna in Umbria.

Leo Woodall The White Lotus

4. Non condivide nulla del suo personaggio. Nella seconda stagione di The White Lotus l’attore ha interpretato Jack, un giovane carismatico dell’Essex, che Quentin presenta come il suo “nipote impertinente“. Il personaggio è infatti caratterizzato da una personalità piuttosto particolare e Woodall ha affermato di non aver trovato nulla in comune tra sé e Jack. L’attore ha infatti dichiarato di non convidere il pensiero di Jack sul mondo di oggi, ma ha comunque cercato di calarsi nei suoi panni senza giudicarlo troppo.

Leo Woodall in One Day

5. Non conosceva la storia di One Day. A differenza della sua co-protagonista di One DayAmbika Mod, Woodall ha dichiarato di non aver avuto familiarità con il romanzo omonimo prima di entrare a far parte del progetto. Dopo aver ottenuto il ruolo di Dexter, protagonista maschile, ha però guardato il film del 2011 con Anne Hathaway e Jim Sturgess per poi passare all’ascolto dell’audiolibro di One Day, così da acquisire la giusta familiarità con il racconto e i suoi personaggi.

6. Ha quasi perso il ruolo per un finto tatuaggio. Leo Woodall ha rivelato che i finti tatuaggi sul collo e sul petto che aveva in The White Lotus gli hanno quasi fatto perdere il ruolo del protagonista maschile nella serie drammatica di Netflix One Day. I produttori di questa, infatti, volevano affidargli il ruolo di Dexter ma erano restii a farlo per via di quei tatuaggi. L’attore ha però potuto dimostrare che si trattava di finti tatuaggi applicati unicamente per la serie, riuscendo così ad ottenere la parte in One Day.

One Day serie tv Netflix Ambika Mod Leo Woodall

Leo Woodall ha dei tatuaggi?

7. Non ha tatuaggi. Nella realtà, dunque, Woodall non possiede tatuaggi sul proprio corpo. Ciò si può riscontrare anche dal suo profilo Instagram, dove dimostra quantomeno di non possederne sulle braccia. Se l’attore dovesse avere dei tatuaggi in altre parti del corpo, ciò al momento non è noto.

Leo Woodall e la sua fidanzata Meghann Fahy

8. Ha conosciuto l’amore sul set. Dopo mesi di speculazioni sulla loro potenziale storia d’amore nata sul set della seconda stagione di The White Lotus, Woodall e l’attrice Meghann Fahy sono usciti allo scoperto facendosi immortalare mentre a New York si scambiavano un bacio sotto l’ombrello in una giornata piovosa. La relazione dei due continua ancora oggi, con loro foto che di tanto in tanto emergono in rete.

Leo Woodall è su Instagram

9. Ha un profilo sul social network. L’attore è naturalmente presente sul social network Instagram, con un profilo seguito attualmente da 317 mila persone. Su tale piattaforma egli ha ad oggi pubblicato appena circa quaranta post, tutti relativi alle sue attività come attore o modello. Si possono infatti ritrovare diverse immagini relative a momenti trascorsi sul set ma anche foto promozionali dei suoi progetti. Seguendolo si può dunque rimanere aggiornati sulle sue attività.

Leo Woodall: età e altezza dell’attore

10. Leo Woodall è nato il 14 settembre 1996 a Hammersmith, Londra, Regno Unito. L’attore è alto complessivamente 1,81 metri.

Fonti: IMDb, Instagram

Leo Woodall, star di Vladimir, sarebbe in trattativa per interpretare Aragorn in The Hunt for Gollum

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Il Signore degli Anelli: The Hunt for Gollum di Andy Serkis sembra profilarsi più come una reunion del cast e della troupe dell’acclamata trilogia di Peter Jackson di quanto avessimo inizialmente immaginato, ma un attore fondamentale potrebbe non tornare nella Terra di Mezzo. Sebbene Serkis (Smeagol/Gollum) sia l’unico attore che è stato ufficialmente confermato per riprendere il suo ruolo, sembra probabile che Sir Ian McKellen (Gandalf) tornerà, e Orlando Bloom (Legolas) ed Elijah Wood (Frodo) hanno indicato che potrebbero apparire anche loro.

Viggo Mortensen ha espresso interesse a interpretare nuovamente Aragorn se ritenesse che la sceneggiatura fosse all’altezza, ma recenti notizie sostengono che si stia cercando un attore più giovane per interpretare l’eroico personaggio, che avrebbe un ruolo molto importante nel film. Ora, arrivano dei primi rumor su chi potrebbe assumere il ruolo. Secondo lo scoop di Daniel Richtman, “Leo Woodall è in trattativa per il ruolo maschile principale in The Hunt for Gollum. Il personaggio non è stato ancora nominato, ma presumo che si tratti di Aragorn/Strider“. Woodall è un attore inglese che si è fatto conoscere per il suo ruolo nella seconda stagione di The White Lotus e attualmente è protagonista della serie Netflix Vladimir.

Grazie alla sua discendenza Númenóreana, Aragorn invecchia molto più lentamente di un uomo normale (aveva 87 anni durante la Guerra dell’Anello), e The Hunt for Gollum è ambientato solo circa 20 anni prima degli eventi de La compagnia dell’anello. Woodall ha 29 anni e sembra significativamente più giovane. Vale la pena notare che l’età di Aragorn viene menzionata solo nell’edizione estesa de Le due torri, quindi è del tutto possibile che The Hunt for Gollum ignori semplicemente il fatto che in realtà non sarebbe sembrato così giovane durante la linea temporale del prequel.

La sinossi di Il Signore degli Anelli: The Hunt for Gollum

Per quanto riguarda la trama, invece, TheOneRing.net ha ora rivelato una potenziale sinossi per Il Signore degli Anelli: The Hunt for Gollum, svelando diversi dettagli chiave sul prossimo prequel:

Prima della Compagnia, l’ossessione di una creatura detiene la chiave per la sopravvivenza della Terra di Mezzo… o la sua rovina. In Il Signore degli Anelli: The Hunt for Gollum, incontriamo il giovane Smeagol, un emarginato attratto dai ninnoli e dalle malizie, molto prima che l’Unico Anello lo consumasse e iniziasse la sua tragica discesa verso la creatura torturata e ingannevole che è Gollum. Con l’anello perso e portato via da Bilbo Baggins, Gollum si trova costretto a lasciare la sua caverna per cercarlo.

Gandalf il Grigio chiama Aragorn per rintracciare la sfuggente creatura la cui conoscenza del luogo in cui si trova l’anello potrebbe far pendere la bilancia a favore del Signore Oscuro Sauron. Ambientato nel periodo oscuro tra la scomparsa di Bilbo nel giorno del suo compleanno e la formazione della Compagnia, questo pericoloso viaggio attraverso gli angoli più oscuri della Terra di Mezzo rivela verità inconfessabili, mette alla prova la determinazione del suo futuro re ed esplora l’anima frammentata e il passato di Gollum, uno dei personaggi più enigmatici di Tolkien.

Diretto dal membro del cast originale Andy Serkis, prodotto da Peter Jackson e scritto e prodotto da Fran Walsh e Phillipa Boyens, il team creativo dietro la trilogia vincitrice di Oscar, questo film live-action fa da ponte tra gli amati film con nuovi personaggi, eroi che ritornano e una storia delle origini profondamente coinvolgente che resetta il palcoscenico e cambia tutto ciò che sapete sulla leggendaria trilogia de Il Signore degli Anelli”.

Leo Woodall si unisce a Rachel Weisz per la serie Netflix Vladimir

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Leo Woodall (One Day, Bridget Jones: un amore di ragazzo) sarà il protagonista della nuova miniserie Netflix Vladimir, adattata dall’acclamato romanzo di Julia May Jonas. Interpreta il personaggio principale al fianco di Rachel Weisz.

Nella serie scritta da Jonas, mentre la vita di una donna (Weisz) si sgretola, la ragazza diventa ossessionata dalla sua affascinante nuova collega (Woodall). Ricca di segreti sensuali e humor nero, la serie racconta cosa succede quando una donna si ostina a trasformare le sue fantasie in realtà.

Il progetto di otto episodi ha ricevuto il via libera sulla piattaforma di streaming a marzo, con Weisz come protagonista e produttore esecutivo al fianco del creatore e sceneggiatore Jonas. Oltre a Jonas e Weisz, i produttori esecutivi includono Sharon Horgan, Stacy Greenberg e Kira Carstensen per Merman, Jason Winer e Jon Radler per Small Dog Picture Company, Shari Springer Berman e Robert Pulcini. Lo studio è 20th Television, con cui Small Dog aveva un accordo generale.

Leo Woodall è noto soprattutto per aver interpretato Jack, uno dei protagonisti della seconda stagione della serie di successo della HBO The White Lotus. Più recentemente, ha interpretato Dexter Mayhew nel dramma romantico britannico One Day di Netflix, al fianco di Ambika Mod, e lo studente di matematica Edward Brooks nella miniserie Prime Target di Apple TV+. Al cinema, ha interpretato il giovane interesse amoroso di Renée Zellweger in Bridget Jones: Mad About the Boy di Peacock. Woodall apparirà prossimamente in Nuremberg di James Vanderbilt, basato sul libro di saggistica del 2013 The Nazi and the Psychiatrist di Jack El-Hai.

Leo Woodall parla del casting in The Hunt for Gollum: “Un sogno che coltivo fin da bambino”

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L’ingresso di Leo Woodall nel mondo de Il Signore degli Anelli è ormai ufficiale e l’attore non nasconde l’emozione per il progetto. La star di The White Lotus e One Day ha parlato per la prima volta del suo coinvolgimento in Il Signore degli Anelli: The Hunt for Gollum, nuovo capitolo cinematografico prodotto da Warner Bros. e ambientato nella Terra di Mezzo.

Significa tutto per me. È un sogno che avevo fin da bambino”, ha dichiarato Woodall a People. L’attore ha poi aggiunto: “Guardavo questi film da piccolo e li avrò visti un milione di volte, quindi farne parte oggi è incredibile”. Parole che confermano quanto il progetto punti anche sul legame emotivo che un’intera generazione di attori e spettatori ha sviluppato con la trilogia diretta da Peter Jackson.

Come prevedibile, Woodall non ha rivelato dettagli concreti sulla trama o sul suo personaggio, limitandosi a dire: “Non posso anticipare nulla”. Ma il casting dell’attore rappresenta già uno degli elementi più interessanti del nuovo corso cinematografico della saga tolkieniana, soprattutto per il tipo di personaggio che interpreterà.

The Hunt for Gollum espande la Terra di Mezzo tra nuovi personaggi e volti storici

Annunciato ufficialmente durante il CinemaCon, The Lord of the Rings: The Hunt for Gollum introdurrà Woodall nel ruolo di Halvard, un nuovo personaggio Dúnedain creato appositamente per il film e assente nei romanzi originali di J.R.R. Tolkien. Accanto a lui ci sarà Jamie Dornan, scelto per interpretare Strider, l’identità usata da Aragorn prima degli eventi de La Compagnia dell’Anello.

Il film racconterà la missione di Aragorn per catturare Gollum prima che la creatura possa rivelare a Sauron la posizione dell’Anello. Una storia ambientata tra gli eventi de Lo Hobbit e quelli de La Compagnia dell’Anello, costruita ampliando riferimenti e note lasciate da Tolkien nei suoi scritti.

Il ritorno di figure storiche del franchise rafforza ulteriormente il legame con le trilogie originali. Andy Serkis riprenderà il ruolo di Gollum, oltre a dirigere il film, mentre torneranno anche Ian McKellen come Gandalf, Elijah Wood come Frodo e Lee Pace nei panni di Thranduil. Tra le novità più sorprendenti c’è anche Kate Winslet, entrata nel cast nel ruolo inedito di Marigol.

Dietro le quinte, Warner Bros. sta chiaramente cercando di costruire una nuova espansione cinematografica della Terra di Mezzo senza rinunciare all’eredità creativa della saga originale. Il coinvolgimento di Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa Boyens come produttori e sceneggiatori indica la volontà di mantenere una continuità stilistica e narrativa con i film che hanno ridefinito il fantasy moderno al cinema.

La presenza di nuovi personaggi come Halvard suggerisce inoltre una direzione precisa: non limitarsi ad adattare Tolkien in modo tradizionale, ma esplorare gli spazi lasciati aperti nei suoi racconti. È una strategia già sperimentata con alterne fortune in passato, ma che potrebbe funzionare meglio in una storia più intima e legata ai toni oscuri della caccia a Gollum.

Lenny Kravitz sarà Marvin Gaye?

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Dopo aver raggiunto il successo come cantante, Lenny Kravitz sembra più che mai deciso a portare avanti anche la sua carriera sul grande schermo: dopo una comparsata in Precious, il ruolo di Cinna in The Hunger Games (che tornerà ad intepretare anche in Catching Fire) e la partecipazione a The Butler di Lee Daniels, Julian Temple lo avrebbe preso seriamente in considerazione per interpretare la leggenda del soul Marvin Gaye nel biopic a lui dedicato. Il film, che sembra destinato a competere con un progetto parallelo diretto da Cameron Crowe, si concentrerà sul periodo finale della vita del cantante.

Gaye, che stava forse già vivendo la fase calante della sua carriera, si era trasferito a Londra per fuggire alle accuse di evasione fiscale in patria, vedendo oltretutto aggravarsi la propria dipendenza da alcohol e droga. Il promoter Freddy Cousaert lo ospitò in seguito nella sua casa in Belgio per aiutarlo a disintossicarsi: il risultato fu Midnight Love, il primo album che Gaye registrò dopo la chiusura della collaborazione con l’etichetta Motown, e che conteneva Sexual Healing, uno dei maggiori successi della storia del cantante.

Fonte: Empire

Lenny Kravitz in The Hunger Games

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Dopo la positiva esperienza in Precious, Lenny Kravitz ci riprova con The Hunger Games di Gary Ross.

LennoNYC dal 19 giugno in Libreria (DVD+Libro)

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LennoNYC dal 19 giugno in Libreria (DVD+Libro)

LennonycArriva in Italia Lennonyc il film del candidato all’Oscar Michael Epstein sul rapporto tra John Lennon e New York. Dal 19 giugno in libreria con Feltrinelli Real Cinema (dvd+libro, euro 16,90).

“Se i Beatles o gli anni Sessanta hanno avuto un messaggio, era questo: impara a nuotare. Punto. E una volta che hai imparato, mettiti a nuotare. La gente che è rimasta ancorata ai Beatles e al sogno degli anni Sessanta ha perso di vista l’orizzonte non appena i Beatles e gli anni Sessanta sono diventati l’orizzonte. Portarseli dietro tutta la vita sarebbe come portarsi dietro Glenn Miller e la Seconda guerra mondiale. Con questo non voglio dire che non si possano ascoltare con piacere Glenn Miller o i Beatles, ma vivere dentro quel sogno significa scegliere la via del tramonto”
(John Lennon)

“New York divenne una parte di noi. Altrove non saremmo stati gli stessi.”
(Yoko Ono)

Poche volte nella storia una generazione di giovani ha avuto l’occasione di passare la linea d’ombra della vita al fianco degli idoli della propria adolescenza, come i fan dei Beatles hanno potuto fare con John Lennon, da onnipotente icona del rock a uomo in carne e ossa e padre di famiglia.

LennoNYC è la storia della vita di John Lennon negli anni settanta, subito dopo la fine dei Fab Four, e una lettera d’amore alla New York che allora l’accolse, quella del Greenwich Village e della svolta artistica di uno dei più grandi geni della musica del Novecento. Perché la morte può fare tutto, tranne che oscurare un Mito.

Dopo una pausa di cinque anni, in cui aveva abbandonato il mondo della musica, il successo, la fama, John Lennon tornava finalmente in studio di registrazione. Era, forse per la prima volta in vita sua, felice. Senza riserve. Il percorso che l’aveva condotto fino a quel punto era stato lungo e difficile: “perseguitato” dall’amministrazione Nixon, che era ricorsa all’FBI e all’INS per intercettargli il telefono e spiare la sua vita, nel tentativo di espellerlo per motivi politici, Lennon aveva conosciuto l’alcolismo e, per diciotto mesi, l’allontamento da Yoko Ono (un periodo che lo stesso Lennon avrebbe in seguito chiamato il suo “Lost Weekend”).

All’inizio di agosto del 1980, però, John Lennon iniziava a registrare quello che sarebbe diventato “Double Fantasy”. Le canzoni del nuovo album non erano dedicate al dolore del passato: parlavano della vita che stava costruendo con Yoko e il figlio Sean. Della sua ritrovata felicità.

Diretto dal candidato all’Oscar Michael Epstein, LennoNYC racconta di come uno dei più celebri e influenti artisti del XX secolo abbia saputo rinascere nella quiete e nei piaceri semplici della paternità. Ed è anche la storia di un immigrato molto “sui generis”, arrivato a NY per cercare una libertà speciale: quella di essere se stesso e non “Beatle John”, di amare Yoko Ono senza per questo essere disprezzato dal pubblico (come era accaduto a Londra), di vivere una vita normale. È questo che, più di ogni altra cosa, New York City ha offerto a John Lennon: la possibilità di andare al cinema o al ristorante, di salire su un taxi. Di essere libero.

Un documentario arricchito da registrazioni inedite, mai viste finora, e dalle voci di chi fu vicino a Lennon in questo momento della sua vita, dall’amico e fotografo Bob Gruen al batterista Jim Keltner, da Elton John a – ovviamente – Yoko Ono, che ha regalato a LennoNYC una delle interviste più forti ed emozionanti.

Insieme al film, il libro “Immagina una città – L’utopia di John Lennon”, a cura di Marco Denti (pp. 96)
Prima John Lennon trova la sua utopia a New York, incastrata tra il Watergate e infiniti filamenti di rock’n’roll. Poi un’intera città si unisce nel nome di Imagine, delle sue visioni e per ricordare la sua “prima volta” con John Lennon. In collaborazione con Imagine. Pavia. Di pace e di diritti, di sogni e sognatori: una città per John Lennon.

Lennie James: 10 cose che non sai sull’attore

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Lennie James: 10 cose che non sai sull’attore

L’attore Lennie James si è più volte fatto notare al cinema e in televisione, ma grazie alla serie The Walking Dead ha raggiunto una più ampia popolarità. In particolare, il pubblico ha iniziato a riscoprire l’interprete, apprezzandone le doti e la versatilità. Ad oggi è uno dei volti più noti della televisione. Ecco 10 cose che non sai di Lennie James.

Lennie James The Walking Dead

Lennie James: le serie TV e i film

10. Ha recitato in noti prodotti televisivi. Il primo ruolo di rilievo sul piccolo schermo arriva per l’attore con la serie Out of the Blue (1995-1996), per poi partecipare a Undercovere Heart (1998), Buried (2003), Countdown (2006), Jericho (2006-2008), The Prisoner (2009) e Hung – Ragazzo squillo (2010-2011). A partire dal 2010 diventa celebre grazie al ruolo di Morgan Jones nella serie The Walking Deaddove recita fino al 2018 accanto tra gli altri all’attrice Lauren Cohan. Successivamente entra a far parte della serie spin-off Fear The Walking Dead (2018-in corso), accanto alle attrici Maggie Grace Alycia Debnam-Carey. Dal 2018 è anche protagonista di Save Me, serie tutt’ora in corso.

9. Ha preso parte a film per il cinema. Apparso anche al cinema, l’attore compie il suo debutto sul grande schermo con il film Lost in Space – Perduti nello spazio (1998), con William Hurt. Successivamente è nel cast di I miserabili (1998) con Liam Neeson, Snatch – Lo strappo (2000), con Benicio Del Toro, Lucky Break (2001), Sahara (2005), The Next Three Days (2010), Colombiana (2011), con Zoe Saldana, Vendetta e redenzione (2014), Get on Up – La storia di James Brown (2014) e Blade Runner 2049 (2017), dove recita con l’attore Ryan Gosling.

8. È anche produttore e sceneggiatore. Con la serie Save Me, James smette di ricoprire unicamente i panni dell’attore per assumere anche il ruolo di sceneggiatore e produttore. La serie nasce infatti da una sua idea, e segue le vicende di Nelson “Nelly” Rowe, uno squattrinato la cui vita viene sconvolta quando la figlia Jody, da lui estraniata anni prima, scompare misteriosamente. La serie si è rivelata un successo di critica, tanto che ne è stata già ordinata una seconda stagione.

Lennie James è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 53 mila persone. Questo sembra però essere ormai inutilizzato dall’attore, che vi ha pubblicato soltanto due foto risalenti al 2018. La prima di queste è la sua presentazione ufficiale sulla piattaforma, mentre la seconda è un’immagine promozionale della serie The Walking Dead.

Lennie James: chi è sua moglie

6. È molto riservato. Negli anni James si è dimostrato essere una personalità particolarmente riservata circa la sua vita privata, e molto poche sono le notizie rilasciate relative a questa. Si sa che è da tempo impegnato in una relazione con Giselle Glasman, sua compagna di lunga data, dalla cui ha avuto tre figlie e un figlio.

Lennie James Save Me

Lennie James in The Walking Dead

5. Si è pentito di aver lasciato la serie. Al termine dell’ottava stagione, il personaggio interpretato dall’attore lascia il gruppo principale di protagonisti per intraprendere una propria strada. Con il tempo l’attore si è pentito di aver rinunciato al suo ruolo, poiché avrebbe desiderato molto recitare insieme ai nuovi attori entrati a far parte della serie.

4. Non esclude il ritorno del suo personaggio. Attualmente impegnato nella serie spin-off, James ha comunque dichiarato che in futuro potrebbe esservi un incrocio tra le due linee narrative, e che quindi il personaggio di Morgan potrebbe tornare a comparire accanto ai protagonisti della serie principale. Al momento, però, l’interprete ha dichiarato di non sapere se davvero le cose prenderanno questa piega per il futuro.

Lennie James in Save Me

3. Voleva dar vita ad un personaggio controverso. Parlando del protagonista della serie Save Me, da lui ideata, James ha affermato che desiderava da tempo poter portare in televisione un personaggio che somigliasse ad un antieroe, ricco di difetti e ferite, ma che non gli impediscono di andare fino in fondo alle sue azioni.

2. Si è preso del tempo per scrivere la seconda stagione. Dopo il grande successo di critica, all’attore è stata commissionata anche una seconda stagione. Per realizzarla, però, James si è preso un anno di tempo, il quale gli ha permesso di curare nei dettaglia la scrittura affinché potessero venirne fuori degli episodi al pari dei precedenti. Per questo, anche all’interno della serie si assiste ad un salto in avanti di un anno rispetto agli eventi precedentemente narrati.

Lennie James: età e altezza

1. Lennie James è nato a Nottingham, Inghilterra, l’11 ottobre 1965. L’attore è alto complessivamente 178 centimetri.

Fonte: IMDb

Lena Headey: non si scusa per lo “spoiler” su Instagram e brinda come Cersei [VIDEO]

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Lena HeadeyHa fatto molto discutere, in merito al finale di stagione di Game of Thrones, la mancanza, a fine puntata, di un certo episodio che i lettori si aspettavano. Cercando di non spoilerare qualcosa che potrebbe ancora accadere nelle prossime stagioni, spieghiamo brevemente: qualche settimana prima della fine di Game of Thrones 4, Lena Headey ha pubblicato sul suo profilo Instagram una foto di un cuore formato da sassolini, nominandola “My stone heart” (Il mio cuore di pietra).

LEGGI LA RECENSIONE DELL’EPISODIO 4×10 DI GAME OF THRONES

La foto ha allertato i lettori e fan della serie, che ci hanno visto un ovvio (per chi ha letto i romanzi di Martin) riferimento al detto episodio mancante, e la cosa ha creato quindi aspettative per il finale dell’episodio. Quando poi, domenica sera (o lunedì mattina) il mondo ha visto con i propri occhi, in molti si sono scagliati contro la povera Lena, che ha detto più volte di non aver fatto alcun riferimento alla serie nella foto e di non volersi scusare per l’incidente.

Così, da vera donna magnifica e irriverente quale è, ieri sera, ospite da Jimmy KimmelLena Headey ha indossato una t-shirt con scritto su, all’interno del disegno di un cuore, “I’m not sorry” (Non mi dispiace/Non mi scuso), mentre si è lasciata andare ad una magnifica estemporanea interpretazione di Cersei aiutata dalla presenza di una coppa e di … vinoh!!!!

Fonte: VF

Lena Headey: da Game of Thrones a un nuovo thriller

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Lena Headey, nota soprattutto per il ruolo di Cersei Lannister nella serie tv Game of Thrones, reciterà in The Woman of The Woods, thriller scritto e diretto da Russell Friedenberg.

Kelsey, interpretata dalla Headey, è una donna che parte con il marito e la figlia per una vacanza in campeggio con l’obiettivo di comunicare nel modo migliore alla figlia la volontà dei genitori di separarsi. Una presenza malvagia che aleggia nei boschi influenza però la ragazzina e la famiglia è costretta a far ritorno a Seattle, dove un detective della polizia si convince che la figlia di Kelsey è responsabile di una serie di efferati omicidi.

Myriad Pictures gestirà le vendite del film a livello internazionale, mentre Heather Rae sarà responsabile della produzione. Russell Friedenberg è entusiasta di avere a bordo del progetto un talento come Lena Headey, capace di conferire autenticità e potere emotivo alla sua performance.

L’attrice britannica tornerà nella sesta serie di Game of Thrones, ma sarà al cinema anche con Orgoglio e pregiudizio e zombie di Burr Steers.

Fonte: The Hollywood Reporter

Lena Headey: 10 cose che non sai sull’attrice

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Lena Headey: 10 cose che non sai sull’attrice

Lena Headey è una di quelle interpreti capaci di ridefinire l’immaginario collettivo con una sola performance, lasciando un’impronta profonda tanto nel cinema quanto nelle serie tv. Salita alla ribalta giovanissima, l’attrice britannica ha costruito una carriera che unisce rigore, versatilità e una sorprendente capacità di dare forma a personaggi complessi, spesso oscuri, sempre magnetici. Il pubblico l’ha amata – e temuta – soprattutto per l’iconica Cersei Lannister de Il Trono di Spade, un ruolo che ha trasformato la sua figura in un riferimento assoluto della cultura pop. Ma Headey non si è mai lasciata ingabbiare da un solo archetipo: nel corso degli anni ha alternato blockbuster, cinema indipendente, commedie, film d’azione e incursioni nel doppiaggio, mostrando una sensibilità rara e un controllo espressivo che pochi attori della sua generazione possiedono. Oggi, tra nuovi progetti, regie e collaborazioni che ne confermano la centralità nell’industria audiovisiva, continua a essere una delle voci più riconoscibili e amate dello spettacolo internazionale.

Ecco dieci cose da sapere su Lena Headey.

Lena Headey: i suoi film e le serie TV  fino ad oggi

1. Ha recitato in celebri film. La carriera dell’attrice è iniziata con il debutto sul grande schermo in Waterland – Memorie d’amore nel 1992, per poi continuare a recitare in Quel che resta del giorno (1993), Mowgli – Il libro della giungla (1994), Mrs. Dalloway (1997), Due volte ieri (1998), Onegin (1999), Gossip (2000), Aberdeen (2000), Un’insolita missione (2001), Possession – Una storia romantica (2002) e Il gioco di Ripley (2002). In seguito, ha recitato in Actors (2003), Il nascondiglio del diavolo – The Cave (2005), I fratelli Grimm e l’incantevole strega (2005), Imagine Me & You (2005), 300 (2007), The Contractor – Rischio supremo (2007) e Rotto (2008). Tra i suoi ultimi lavori vi sono Dredd – Il giudice dell’apocalisse (2012), Shadowhunters – Città di ossa (2013), La notte del giudizio (2013), 300 – L’alba di un impero (2014), PPZ – Pride + Prejudice + Zombies (2016), Una famiglia al tappeto (2019) e Gunpowder Milkshake (2021).

Dopo una pausa dedicata a progetti televisivi e alla regia, Headey è tornata sul grande schermo con Svalta (2023) e con nuovi ruoli annunciati che confermano la sua capacità di attraversare generazioni di pubblico senza perdere un grammo del suo carisma.

2. Ha lavorato in molte serie tv. L’attrice ha avuto modo negli anni di recitare anche per il piccolo schermo. Ha infatti preso parte a serie come How We Used to Live (1993), Ballykissangel (1996), The Hunger (1997), Band of Gold (1996-1997), Merlino (1998), The Long Firm (2004), Terminator: The Sarah Connor Chronicles (2008-2009), White Collar (2011) e Il Trono di Spade (2011-2019), che l’ha resa celebre.

Dopo il successo mondiale della serie HBO, l’attrice ha continuato a esplorare ruoli intensi e spesso politici, come nella miniserie The White House Plumbers (2022), dove si è distinta per la sua precisione interpretativa all’interno di un cast corale di altissimo livello. Il 2025 segna invece una nuova fase della sua carriera seriale: Headey è protagonista dell’attesissima serie Netflix The Abandons, progetto di Kurt Sutter che la vede al centro di un racconto western cupo e brutale, e compare anche nel crime thriller Normal, confermando una volta di più la sua capacità di scegliere storie e personaggi capaci di lasciare un segno duraturo.

3. È anche doppiatrice, sceneggiatrice, regista e produttrice. Nel corso della sua carriera, l’attrice ha sperimentato diversi ambiti del cinema e della serie. Infatti, ha vestito i panni della doppiatrice per i videogiochi Risen (2009), Dishonored (2012), Games of Thrones: A Telltale Games Series (2014), per le serie Super Hero Squad Show (2009), Uncle Grandpa (2014-2017), Danger Mouse (2015-2017), Trollhunters: I racconti di arcadia (2017-2018), Rise of the Teenage Mutant Ninja Turtles (2018-2019) e il film Kingsglaive: Final Fantasy XV (2016). In quanto produttrice, invece, ha partecipato alla realizzazione del corto The Devil’s Wedding (2009) e del film The Flood, mentre come regista, oltre ad aver realizzato il video Freya Ridings: You Mean the World to Me (2019), ha diretto e anche sceneggiato il corto The Trap (2019).

Lena Headey Instagram

Lena Headey: chi è suo marito e quanti figli ha

4. Ha due matrimoni alle spalle. La vita sentimentale di Lena Headey ha attraversato diverse fasi prima di trovare un nuovo equilibrio negli ultimi anni. L’attrice si è sposata per la prima volta nel 2007 con il musicista Peter Paul Loughran, da cui ha avuto il suo primogenito, Wylie Elliot, nato il 31 marzo 2010. La relazione si è conclusa nel 2011, con un divorzio ufficializzato nel 2013. Successivamente, Headey ha iniziato una relazione con il regista Dan Cadan, amico di lunga data: dal loro legame è nata nel 2015 la secondogenita Teddy, e nel 2017 i due hanno annunciato il fidanzamento, salvo poi separarsi nel 2019.

La svolta arriva nel 2022, quando Headey sposa l’attore Marc Menchaca, noto per serie come Ozark, The Outsider e Homeland. La coppia mantiene un profilo estremamente riservato, lontano dalla sovraesposizione mediatica che spesso accompagna le star di Hollywood. Oggi l’attrice vive tra il Regno Unito e Los Angeles insieme al marito, continuando a proteggere con discrezione la propria famiglia mentre porta avanti una carriera sempre più ricca di progetti e collaborazioni.

Lena Headey e Jerome Flynn

5. Non è in buoni rapporti con il collega. L’attrice ha anche avuto, nel 2012, una relazione con l’attore Jerome Flynn, conosciuto sul set della serie Il Trono di Spade, dove lui interpretava il mercenario Bronn. Dopo la fine della loro relazione (avvenuta in quello stesso anno) i due non sono rimasti per niente in buoni rapporti, tantoché la Headey ha chiesto che nel suo contratto per la serie fosse inserita una clausula che prevedeva che non vi fosse alcuna scena tra i loro personaggi.

Lena Headey e Pedro Pascal: un’amicizia che ha conquistato i fan

Nel corso degli anni, Lena Headey e Pedro Pascal sono diventati una delle coppie di amici più amate dal pubblico, grazie a una sintonia sincera nata sul set de Il Trono di Spade, dove Pascal interpretava Oberyn Martell. I due attori hanno sviluppato fin da subito un rapporto affettuoso e giocoso, alimentato da un senso dell’umorismo simile e da una naturale complicità fuori dal set. Alcuni scatti condivisi sui social, soprattutto nel periodo 2013–2014, hanno fatto pensare a una possibile relazione sentimentale, ma entrambi hanno sempre mantenuto un riserbo molto elegante sulla natura esatta del loro legame, lasciando intendere che si sia trattato principalmente di un’amicizia profonda e rispettosa.

La verità è che Headey e Pascal rappresentano un raro esempio di collaborazione professionale capace di trasformarsi in un rapporto umano duraturo, che negli anni ha continuato a riemergere nelle interviste, nei ricordi condivisi e nell’affetto che i fan mostrano ogni volta che i loro nomi vengono accostati. Questa connessione speciale ha contribuito ad alimentare la percezione di Headey come artista sensibile e autentica, capace di creare legami significativi con i colleghi senza mai ricorrere allo spettacolarismo tipico delle dinamiche hollywoodiane.

Lena Headey è su Instagram

6. Ha un profilo molto seguito. L’attrice ha aperto da alcuni anni un proprio account Instagram che è seguito da qualcosa come 3,8 milioni di persone . La sua bacheca, con oltre mille post, è un’immensa raccolta di foto che la vedono protagonista tra momenti si svago e di lavoro. Molti sono però anche i post relativi a battaglie sociali verso cui la Headey ha molto interesse. Seguendola, si può dunque rimanere aggiornati su tutte le sue attività e novità dentro e fuori dal set.

Lena Headey in 300 – L’alba di un impero

7. Ha interpretato la sua parte in poco tempo. Nel 2007 la Headey aveva interpretato la Regina Gorgo, moglie di Leonida, nel film 300. L’attrice è poi tornata ad interpretare questo stesso personaggio anche per il sequel del 2014, 300 – L’alba di un impero. Poiché in quel periodo era anche impegnata sul set della serie Il Trono di Spade, ha dovuto girare tutte le sue scene in soli 10 giorni, il tempo massimo che aveva a disposizione per il film.

Lena Headey in Il Trono di Spade

Lena Headey

8. Il suo è il personaggio più odiato. Cersei Lannister, il personaggio interpretato dalla Headey, è stata votata dai fan come il personaggio più odiato della serie. L’attrice ha infatti raccontato di essere spesso vittima di fan che indirizzano a lei personalmente il loro odio verso il suo personaggio. Le persone spesso la chiamano per nome online e in pubblico e alle convention dei fan è più che spesso evitata. Ha affermato che durante una sessione di autografi al Comic Con, le persone le stavano effettivamente strappando i libri dalle mani per impedirle di firmarli. La popolarità — e l’odio — verso Cersei si è riacceso con il discusso finale della serie, in cui il personaggio trova la morte nel crollo della Red Keep insieme a Jaime. Una conclusione che ha diviso i fan e che la stessa Headey ha dichiarato di aver sperato fosse diversa.

Il fratello di Lena Headey: chi è Tim Headey e che rapporto hanno

9. È riservata nei confronti della sua famiglia. Nonostante la sua fama internazionale, Lena Headey ha sempre mantenuto un rapporto molto riservato con la propria famiglia, e lo stesso vale per il fratello Tim Headey, che pur comparendo nelle ricerche online rimane una figura lontana dai riflettori. Di lui si conoscono poche informazioni, segno di una scelta condivisa di proteggere la sfera privata dall’esposizione mediatica generata dalla carriera dell’attrice.

Ciò che emerge dalle interviste e dalle testimonianze indirette è che Lena ha sempre attribuito grande valore alle proprie radici familiari, alla capacità di restare con i piedi per terra e di circondarsi di persone fidate anche quando la popolarità di Il Trono di Spade l’ha proiettata sotto i riflettori globali. Pur senza apparire al suo fianco nei contesti pubblici, Tim rappresenta uno di quei legami stabili e importanti che hanno contribuito a costruire la solidità personale di Headey, sostenendola lontano dalla frenesia dell’industria cinematografica. Un dettaglio che i fan apprezzano: dietro l’immagine di Cersei Lannister c’è un’artista che non ha mai reciso i suoi legami familiari, scegliendo di proteggerli con discrezione.

Lena Headey: età e altezza

10. Lena Headey è nata il 3 ottobre del 1973 ad Hamilton, nelle Isole Bermuda. La sua altezza complessiva corrisponde a 166 centimetri.

Fonti: IMDb, Deadline

Lena Headey intervista alla protagonista de La Notte del Giudizio

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Guarda l’intervista video Lena Headey, protagonista del film La notte del giudizio (recensione) film prodotto da Michael Bay e Jason Blum (Paranormal Activity).


Cosa faresti se una notte all’anno potessi commettere qualsiasi tipo di crimine senza conseguenze? La Notte del Giudizio è un thriller fantascientifico che segue le vicende di una famiglia lungo il corso di una singola notte. Quattro persone dovranno confrontarsi per capire cosa sono disposte a fare per proteggere i propri cari quando la violenza entrerà nella loro casa.

In un America distrutta dalla criminalità e con le prigioni stracolme di malviventi, il governo ha deciso di instaurare un giorno all’anno in cui per 12 ore ogni tipo di crimine, incluso l’omicidio, diventa legale. Non è possibile chiamare la polizia. Gli ospedali sono chiusi. E’ una notte nella quale i cittadini si autogestiscono senza il pericolo di essere puniti per le loro azioni. In questa notte invasa da una criminalità endemica e appestata dalla violenza, una famiglia si trova alle prese con un interrogativo logorante: che succederà quando uno sconosciuto busserà alla loro porta?

Quando poco prima del coprifuoco annuale qualcuno si introduce nel comprensorio blindato di James Sandin (Ethan Hawke), una serie di eventi drammatici porteranno la sua famiglia sull’orlo del baratro. Superare la notte senza diventare quei mostri che loro stessi fuggono sarà la dura prova che dovranno affrontare James, sua moglie Mary e i loro bambini.

Diretto da James DeMonaco (sceneggiatore di Assault on Precinct 13 e Il Negoziatore) The Purge è prodotto da Jason Blum per conto della Blumhouse (Paranormal Activity, Insidious, Sinister), Michael Bay, Brad Fuller and Andrew Form della Platinum Dunes (Amityville Horror, Non Aprite Quella Porta), e Sébastien Kurt Lemercier (Assault on Precinct 13)