Valentina Lodovini
è una delle interpreti più apprezzate del cinema italiano
contemporaneo, capace di conquistare il pubblico grazie a una
recitazione intensa e autentica. La sua ascesa alla fama è avvenuta
gradualmente, passando da piccoli ruoli teatrali e televisivi fino
a diventare protagonista di film di grande successo, dove ha saputo
portare profondità e sensibilità ai suoi personaggi. Lodovini è
riconosciuta per la capacità di incarnare ruoli complessi, spesso
vicini alla realtà quotidiana italiana, conquistando critica e
spettatori e affermandosi come una presenza stabile e versatile nel
panorama cinematografico nazionale.
Ecco dieci cose da sapere
su Valentina Lodovini.
I film e i programmi TV di
Valentina Lodovini
1. I film e la
carriera. La carriera cinematografica dell’attrice è
iniziata nel 2004, quando debutta sul grande schermo nel film
Ovunque sei, per poi proseguire a recitare in Il
mistero di Lovecraft – Road to L. (2005), L’amico di
famiglia (2006), A casa nostra (2006),
Pornorama (2007) e Il passato è una terra
straniera (2008). In seguito, lavora in Fortapàsc
(2009), Generazione mille euro (2009), Benvenuti al sud (2010), La donna della mia
vita (2010), Cose dell’altro mondo (2011), Benvenuti al nord (2012), Passione sinistra (2013), Una donna per amica (2014), L’inventore di
giochi (2014), Ma che bella sorpresa (2015), La verità sta in cielo (2016), Si muore tutti
democristiani (2017), Cosa
fai a Capodanno? (2018), Figli del Destino (2019)
e 10 giorni senza mamma (2019). Nel 2020 recita nei film
Cambio Tutto, E’ per il tuo bene e ritorna ad interpretare Giulia di
10
giorni senza mamma, nel sequel 10 giorni con Babbo Natale. Ha poi recitato
in L’afide
e la formica(2021),Love
& Gelato (2022), Vicini di
casa (2022), I
migliori giorni (2023), La terra delle donne
(2023), Conversazioni con altre donne (2023), Una
terapia di gruppo (2024), Una
famiglia sottosopra (2024), 10 giorni con i suoi
(2025) e Unicorni
(2025).
2. Ha lavorato in numerose
serie tv. L’attrice non ha prestato la sua attività solo
per il cinema, ma ha anche lavorato in numerosi progetti dedicati
al piccolo schermo. Infatti, è apparsa in Incantesimo 7
nel 2004, per poi apparire in La moglie cinese (2006),
48 ore (2006), Donna Roma (2007), L’ispettore
Coliandro (2009), Boris (2010) e Il segreto
dell’acqua (2011). In seguito, prende parte alle serie
Eities, Ottanta mi da tanto (2016), Untraditional
(2016), Il commissario Montalbano (2017) e L’Aquila –
Grandi speranze (2019). Inoltre, ha recitato in diversi film
tv come Coco Chanel (2008), Gli ultimi del
paradiso (2010) e Un Natale con i fiocchi (2012). Nel
2019 è la volta della serie tv L’Aquila – Grandi speranze nel quale
interpreta Elena Fiumani.
3. È doppiatrice,
produttrice ed è apparsa in diversi videoclip. Nel corso
della sua carriera, l’attrice ha svolto diverse attività, oltre
quelle attoriali. Infatti, ha vestito i panni di doppiatrice per il
film d’animazione Coco (2017), mentre ha svolto anche l’esperienza di
produttrice per il corto Uomo (2018). Inoltre, è apparsa
in diversi videoclip, come I giorni migliori di
Tiromancino, Gli spietati dei Baustelle, Colpisci
di Neffa e Sospesi di Colapesce.
Valentina Lodovini in
Benvenuti al Sud
4. Ha vinto diversi
premi. In
Benvenuti al Sud, Lodovini interpreta Maria Flagello,
impiegata postale di Castellabate, ex fidanzata di Mattia (Alessandro
Siani), che è ancora molto innamorato di lei. Per la
sua interpretazione in Benvenuti al sud, film che le ha
dato una certa notorietà, ha vinto un David di Donatello per la
Miglior attrice non protagonista ed è stata candidata a un Nastro
d’argento e a un Ciak d’oro per la stessa categoria.
Valentina Lodovini in Cambio tutto!
5. Ha ritrovato molto di sé
nella protagonista. Nel film Cambio tutto!, l’attrice Valentina Lodovini interpreta
Giulia, una quarantenne impiegata nel marketing, costantemente
ignorata al lavoro e dispersa in relazioni familiari e sentimentali
che la svuotano. In un’intervista ha rivelato come la scelta del
ruolo sia maturata anche grazie al fatto che “gran parte delle
cose che accadono al personaggio le ho vissute anche io”,
dicendo che la sceneggiatura è stata riscritta in parte dopo il suo
input e che ha apportato la sua esperienza diretta nel mondo
femminile e sul lavoro.
Valentina Lodovini in Una famiglia
sottosopra
6. Ha lavorato sul
linguaggio silenzioso del suo personaggio. Nel film
Una famiglia sottosopra l’attrice Valentina Lodovini
interpreta Margherita Moretti, la moglie e madre della famiglia in
piena crisi: dottoressa dedita al lavoro e costretta a gestire
casa, figli e un marito disilluso. In un’intervista ha raccontato
che, per entrare davvero nella parte, ha riflettuto a lungo sulle
dinamiche familiari spesso invisibili, e ha posto molta attenzione
al “linguaggio silenzioso” di Margherita: ogni minima sfumatura,
gesto o pausa dovevano rivelare la distanza crescente tra lei e gli
altri componenti della famiglia.
Valentina Lodovini è su
Instagram
7. Ha un profilo
social. L’attrice possiede un proprio account Instagram
che è seguito da 394mila persone. Sulla sua bacheca sono molte le
foto che la ritraggono protagonista tra momenti di lavoro e svago,
mostrando tutta la sua femminilità e la sua bellezza acqua e
sapone. Più rare, invece, le immagini relative alla sua vita
privata, che l’attrice mantiene volontariamente lontana dai
riflettori.
Valentina Lodovini, Licia Maglietta, Chiara Pasquali, Luca Argentero, Martina Bernocchi e Carlo
Alberto Matterazzo @ANDREA PIRRELLO
Valentina Lodovini ha un fidanzato?
8. Non si è mai
sposata. L’attrice non ha mai rivelato molto sulla sua
vita privata, tenuta ben lontano dai riflettori. Tuttavia, stando
alle dichiarazioni dell’attrice, pare che abbia avuto una lunga
storia con un uomo, durata dal 2010 al 2016. In ogni caso, non è
possibile dire se sia attualmente fidanzata o meno. In
un’intervista, infatti, l’attrice ha dichiarato: “Non
chiedetemi se sono single o no, l’unica cosa di me che so
proteggere è la privacy!
Valentina Lodovini ha un ottimo
rapporto con il proprio fisico
9. L’attrice è fiera di andare
controtendenza. Lodovini ha sempre affermato
(giustamente) di essere molto orgogliosa delle suo aspetto e
delle sue forme. Nel corso di un’intervista ha infatti affermato:
“Un agente mi chiese di dimagrire 20 kg. Lo mandai a quel
paese! Nessun regista è mai riuscito a farmi venire la malattia
della taglia 38. Porto con orgoglio la mia quarta di reggiseno.
Fortunatamente non faccio la modella e per emozionare la gente ho
bisogno di rimanere vera”.
L’età e l’altezza di Valentina
Lodovini
10. Valentina Lodovini è
nata il 14 maggio del 1978a Umbertide, in
Umbria, e la sua altezza complessiva corrisponde a 170
centimetri.
The
Witcher non è mai stato molto bravo con i
finali, dato che è uno dei gioielli della corona di
Netflix e fa guadagnare un sacco di soldi,
quindi è stato progettato per non finire mai davvero. Questo vale
per la quarta stagione come per tutte le altre, ma il suo finale,
“Baptism of Fire”, ha almeno la decenza di lasciarci con ogni trama
narrativa che ha raggiunto un punto di svolta chiaro e ovvio.
Cosa succede in The Witcher –
Stagione 4
In breve: Geralt sa dove sta
andando, ma potrebbe essere ostacolato nei suoi sforzi per
arrivarci; Yennefer ha dato la caccia a Vilgefortz, anche se,
bisogna ammetterlo, per combatterlo sul suo territorio e dopo aver
lasciato la responsabilità di ricostruire Aretuza nelle mani dei
maghi sopravvissuti all’attacco a Montecalvo; La perdita
dell’innocenza di Ciri le è costata la famiglia che aveva trovato e
l’ha lasciata nelle grinfie di un sociopatico letale; ed Emhyr sa
che deve trovare e uccidere Geralt per assicurarsi che la
Profezia di Ithlinne si avveri.
Non c’è quindi una conclusione. La
stagione 5 potrà occuparsene. Questo è un finale di transizione per
una stagione in gran parte di transizione, incentrata sui viaggi,
le relazioni e l’introspezione. Spesso non è stata molto
buona. Ma ci ha comunque lasciato molto di cui parlare.
La Loggia delle
Streghe
In questa stagione abbiamo imparato
alcune lezioni, e una di queste è che radunare un esercito cinque
minuti prima di una battaglia non porta mai a nulla di buono.
Yennefer ha imparato questa lezione in modo piuttosto duro durante
il fiasco di Montecalvo, che è costato la vita a Istredd, Margarita
e Vesemir. Anche se ci sono altre cose di cui deve occuparsi, tra
cui dare la caccia a Vilgefortz e riportare indietro Ciri, i maghi
sopravvissuti devono darsi da fare per creare una casa in cui Ciri
possa tornare, un centro di influenza magica e politica che loro
controllano. La Loggia delle Streghe.
La costruzione della Loggia, però,
sarà responsabilità di Triss e degli altri, dato che Yennefer sta
dando la caccia a Vilgefortz. Chiede a Triss di usare il coltello
con cui Vesemir lo ha pugnalato per aprire un portale verso il
castello di Stygga, dove lui si nasconde e sta uccidendo gli unici
tre maghi sopravvissuti a Montecalvo a causa della loro
codardia.
Yen emerge in mezzo a un oceano
agitato e inizia a nuotare verso un vortice nelle vicinanze. Questo
è un modo per nascondere un castello.
Vivere come un ratto…
Ciri trascorre gran parte di questo
finale correndo indietro per cercare di salvare i Ratti dopo aver
appreso da Hotspurn che erano stati attirati in una
trappola. Tuttavia, non riesce ad arrivare in tempo.
In assenza di Ciri, i Ratti cercano
di affrontare Leo Bonhart, credendo di avere un vantaggio, ma lui
li fa a pezzi come se fossero nulla. È una scena brutale, perché
anche se i Ratti non sono esattamente i buoni alla Robin Hood che
hanno sempre voluto apparire e non hanno avuto problemi a svolgere
incarichi per Nilfgaard, sono per lo più solo dei ragazzini. Leo
non si limita a ucciderli, ma lo fa con piacere. Quando Ciri
arriva, la maggior parte di loro è stata massacrata e smembrata, e
solo Mistle è ancora vivo, ma a malapena.
Ciri cerca di affrontare Leo, ma
viene sopraffatta abbastanza facilmente. Lui però non la uccide, ma
la lascia in vita per costringerla a guardarlo mentre decapita i
suoi amici. A quanto pare, la taglia sui Ratti era più alta se
venivano consegnati vivi. Dato che “Falka” era la più famosa tra
loro, possiamo solo supporre che lui voglia tenerla in vita per
incassare la taglia. Ma sembra piuttosto determinato a tormentarla
in ogni momento.
Alzati, Sir Geralt di
Rivia
Durante tutta la
quarta stagione di The Witcher, Geralt ha ficcato il
naso negli affari altrui, e questo gli costa caro nel finale, anche
se in modo indiretto. Forse Geralt sognava segretamente di
diventare cavaliere fin da bambino, ma non aveva previsto che le
responsabilità cavalleresche gli avrebbero impedito di perseguire
il suo vero scopo.
Mentre navigano lungo un fiume
diretti a Caed Dhu, la hansa di Geralt viene attaccata dalle forze
di Nilfgaard e del nord, che stanno combattendo tra loro dall’altra
parte del fiume. I nilfgaardiani stanno cercando di conquistare un
ponte che funge da punto di passaggio chiave nella zona, mentre i
nordici – di Lyria e Rivia, come scopriremo in seguito – stanno
lottando per respingerli. Quando la Hansa riesce finalmente ad
approdare, Milva sta avendo un aborto spontaneo e l’unico modo per
guadagnare tempo affinché Regis possa curarla è che Geralt e Cahir
si arrampichino sul ponte e guidino la carica contro i
Nilfgaardiani.
La battaglia, una divertente scena
con una coreografia fantastica e una lotta contro un troll gigante
per buona misura, è un successo, e Geralt e Cahir, ormai
chiaramente migliori amici per la vita, respingono le forze
nilfgaardiane. Per questo, Geralt viene nominato cavaliere,
realizzando un vecchio sogno. Ma questo significa giurare fedeltà
alla sua nuova regina, e solo a lei, il che renderà un po’
difficile passare rapidamente alla sua prossima destinazione. Il
tipico epiteto di quattro lettere di Geralt riassume piuttosto bene
i suoi pensieri sulla sua nuova situazione.
Con la conclusione di un’altra
stagione di Slow
Horses, il futuro della popolare serie televisiva
britannica dedicata al mondo dello spionaggio sembra destinato a
cambiare radicalmente. La
quinta stagione di Slow Horses è stata ricca di colpi di
scena, con il team di Slough House che ha commesso alcuni dei più
gravi errori della propria carriera prima di salvare Londra e l’MI5
da disastri catastrofici.
Sebbene la quinta stagione
sembrasse procedere a un ritmo più lento e l’attenzione fosse molto
più ristretta, con quasi tutte le avventure che si svolgevano in un
raggio ristretto, il finale è stato avvincente. River Cartwright è
stato redento per alcuni dei suoi errori, Jackson Lamb ha
dimostrato ancora una volta perché è un agente eccezionale e l’MI5
ha subito un grande sconvolgimento.
Tutto questo è stato accompagnato
da alcuni grandi colpi di scena e rivelazioni a sorpresa che hanno
contribuito a definire ulteriormente questi personaggi e a rendere
la storia ancora più ricca. Inoltre, ha anche fatto un ottimo
lavoro nel preparare il terreno per alcuni nuovi entusiasmanti
sviluppi nella sesta stagione di Slow
Horses e oltre.
Diana Taverner assume la guida
dell’MI5
Claude Whelan ha assunto la carica
di First Desk dell’MI5 nella quarta stagione di Slow Horses.
Da allora, ha dimostrato di non essere adatto al ruolo e ha
trascorso gran parte del suo tempo cercando di affrontare
situazioni personali piuttosto che dirigere effettivamente l’MI5.
Nel frattempo, la Second Desk Diana Taverner, che ha trascorso anni
al servizio dell’organizzazione, ha guidato l’organizzazione al suo
posto.
Ciò è ulteriormente esemplificato
nel finale, quando Tara, una delle terroriste che ricattano l’MI5,
chiama e chiede di parlare con il responsabile, riferendosi a Diana
e ignorando Claude. Più avanti nell’episodio, questo si rivela
utile quando Jackson Lamb usa una registrazione di Claude per
garantire il futuro di Slough House e costringere Claude a
dimettersi.
In seguito, Diana Taverner ha
finalmente assunto la carica di capo dell’MI5, che era stata
un’ambizione costante del personaggio sin dalla prima stagione. La
vasta esperienza di Diana le garantisce di poter svolgere questo
ruolo ad alto livello, ma ci saranno sicuramente nuove sfide con
Taverner al comando.
Londra è di nuovo al sicuro
dopo un attacco terroristico penetrante
Per gran parte della stagione 5 di Slow Horses, l’identità delle persone che
hanno causato il caos a Londra è rimasta inconcludente. Sebbene gli
aggressori siano apparsi nel primo episodio, la loro identità e le
loro motivazioni sono rimaste nascoste fino a molto più tardi. Ma
gli episodi 5 e 6 li hanno smascherati come un piccolo gruppo di
libici scontenti che in precedenza avevano partecipato a proteste
pacifiche.
Stanchi del modo in cui il loro
Paese era trattato dalle forze armate britanniche e lasciato a se
stesso, questi radicali si sono uniti per mettere in atto un piano
di vendetta contro Claude Whelan. La speranza era quella di mettere
in imbarazzo e smascherare il capo dell’MI5 a causa del suo
coinvolgimento come consulente che aveva raccomandato al Regno
Unito di lasciare la Libia a causa dei costi troppo elevati e senza
ritorni significativi.
Si è trattato quindi di un attacco
molto personale, compiuto su una grande piattaforma, che ha causato
decine di vittime e persino la morte di un gruppo di innocenti
pinguini. Fortunatamente, Jackson Lamb e la sua squadra hanno
capito in tempo cosa stava succedendo e sono riusciti a impedire
l’assassinio del sindaco Jaffrey e a salvare Claude Whelan.
I piedi deformi di Jackson Lamb
rivelano una verità oscura sul suo passato
Kristin Scott Thomas and Gary
Oldman in “Slow Horses,” premiering September 24, 2025 on Apple
TV+.
Una delle rivelazioni più
sorprendenti nel finale della quinta stagione arriva da un primo
piano piuttosto grottesco del piede di Jackson Lamb. All’inizio
della stagione, nell’episodio 3, Slough House riesce a sfuggire al
blocco imposto dall’MI5 quando Lamb racconta una storia oscura su
una spia che è stata torturata durante una missione in Russia.
Lamb racconta come questa giovane
spia fosse stata interrogata nel tentativo di ottenere informazioni
riservate e, quando non ha risposto ai suoi interrogatori, anche
sotto estrema sofferenza e dolore, questi hanno optato per un
metodo di tortura diverso. Gli interrogatori hanno portato,
torturato e ucciso una giovane donna con cui la spia aveva una
relazione sentimentale e che era anche incinta di suo figlio.
La storia suggeriva sottilmente
alla squadra di Lamb di unirsi e usare oggetti comuni come armi, ma
rivelava anche una verità straziante sul passato di Lamb. Quando
Catherine Standish gli chiese se fosse lui la spia della storia,
Lamb respinse l’idea, ma le ustioni sul suo piede rivelano che era
lui l’uomo della storia che aveva assistito all’omicidio della sua
compagna incinta davanti ai suoi occhi.
River Cartwright non tornerà al
Park
La quinta stagione di Slow
Horses ha quasi visto River Cartwright riconquistare il suo
posto al Park dopo aver salvato la vita a Claude Whelan. In qualità
di First Desk, Whelan aveva il potere di riportare Cartwright al
suo posto, e sembra che questa fosse la sua intenzione. Tuttavia,
quando Lamb ricatta Whelan affinché si dimetta, il futuro di
Cartwright alla Slough House viene confermato.
Lamb non lo ha fatto per vendicarsi
di Cartwright, ma perché doveva impedire a Whelan di chiudere
Slough House. E con Diana ora al comando, è improbabile che
Cartwright torni mai al quartier generale dell’MI5, considerando il
fatto che lei personalmente non lo apprezza dopo che le sue prime
azioni nell’MI5 hanno portato Cartwright a scoprire dettagli
personali su Taverner che lei vorrebbe tenere nascosti.
Come il finale della quinta
stagione di Slow Horses prepara la sesta stagione
La quinta stagione di Slow
Horses si conclude con una serie di elementi che preparano la
prossima stagione. Evidentemente, il cambio di leadership avrà
sicuramente un ruolo importante nel futuro del team di Slough
House, ma visto il ruolo fondamentale che hanno svolto nel
catturare i terroristi e proteggere l’MI5, sarebbe logico che
ottenessero un po’ più di rispetto.
Tuttavia, il teaser trailer della
sesta stagione alla fine smentisce questa ipotesi, rivelando che
Slough House è stata eliminata dal sistema, lasciando Lamb e la sua
squadra nella posizione più precaria mai vista fino ad ora. La
sesta stagione di Slow Horses sarà sicuramente ricca
di colpi di scena, con grandi cambiamenti in vista per la squadra e
l’MI5.
Luca Argentero è
uno dei pochi che durante il Grande Fratello hanno
mostrato il talento necessario e risvegliato l’interesse necessario
per poi sviluppare un’effettiva e notevole carriera da attore.
L’attore ha lavorato con importanti registi e ha dimostrato di
volersi continuamente mettere alla prova, con una carriera ancora
oggi in salita. Ecco allora 10 curiosità su Luca
Argentero, tra vita privata (che riesce a tenere lontano
dai riflettori), film e carriera, e piccole cose che non
sapevate.
2. È noto anche per alcune
serie TV. Nel corso della sua carriera Argentero non ha
poi mancato di recitare anche per la televisione, comparendo in
serie come Carabinieri (2005-2007), dove ha recitato in 7
episodi nel ruolo di Marco Tosi, La baronessa di Carini
(2007), Tiberio Mitri – Il campione e la miss (2011) e
Ragion di Stato (2015). Nel 2017 è Salvatore Gargiulo in
Sirene, mentre dal 2020 interpretare Andrea Fanti nella
serie televisiva Doc
– Nelle tue mani. Nel 2022 recita poi anche in
Le fate ignoranti – La serie, regia di Ferzan Özpetek.
3. Ha svolto anche attività
da doppiatore. In diverse occasioni Argentero ha avuto
modo di mettersi alla prova anche come attore. Inizialmente egli ha
doppiato attori in carne ed ossa quali Manolo
Cardona in Beverly Hills Chihuahua (2008) e
James Marsden in Hop. In seguito è invece stato
la voce di Timo nel film d’animazione Gladiatori di Roma
(2012). Nel 2021 ha invece dato voce al personaggio di Lorenzo
Paguro, il padre del giovane protagonista del film Pixar Luca.
Luca Argentero e Paola Cortellesi in Come un gatto in
tangenziale – Ritorno a Coccia di Morto
Luca Argentero in Doc – Nelle tue mani
4. Ha osservato la vita in
ospedale per prepararsi al ruolo. Nella serie Doc –
Nelle tue mani, l’attore Luca Argentero veste il ruolo del
dottor Andrea Fanti, primario del reparto Medicina Interna del
Policlinico Ambrosiano, che perde dodici anni di memoria dopo un
grave trauma. Per prepararsi alla parte, Argentero racconta di aver
passato tempo come osservatore in un ospedale reale, studiando il
linguaggio medico e partecipando alla routine clinica per assorbire
l’ambiente: “Innanzitutto abbiamo lavorato in ospedale in
qualità di osservatori“, ha dichiarato.
5. Ha ricevuto richieste di
consigli medici. Doc – Nelle tue mani ha avuto un impatto sorprendente che
la serie ha avuto sulla vita quotidiana dell’attore. Argentero ha
infatti raccontato in diverse interviste che, dopo la messa in
onda, moltissimi spettatori lo hanno fermato per strada, talvolta
confondendolo con il dottor Andrea Fanti e chiedendogli consigli
medici. L’attore ha spiegato di aver vissuto questa attenzione come
un segno di affetto e di fiducia, sottolineando quanto il pubblico
si fosse immedesimato nella storia e nel suo personaggio.
Luca Argentero è su Instagram
6. Luca Argentero ha un
seguitissimo profilo Instagram. L’attore è presente su
Instagram con un proprio account verificato, all’interno di questo
Jackson vanta oltre 2,3 milioni di follower, ed è solito pubblicare
post di vario genere. Questi ad oggi sono più di duemila e trecento
e spaziano da momenti di svago in compagna di amici o della sua
famiglia sino alla promozione dei suoi progetti cinematografici e
televisivi. Seguendo il suo profilo, dunque, si potrà essere sempre
aggiornati sulle sue attività.
Luca Argentero e il Grande
Fratello
7. La carriera di Luca
Argentero è iniziata circa vent’anni fa. Aveva la faccia
del ragazzetto della porta accanto e i capelli un po’ lunghi,
quando ha conquistato il pubblico del Grande
Fratello, nella sua terza edizione nel 2003. Argenterà
suscitò in particolare scalpore per un controverso rapporto con
Marianella Bargilli.
Si classifica poi al terzo posto con il 9% dei voti: al casting era
stato proposto dalla cugina Alessia Ventura, ai tempi Letterina nel
programma Passaparola di Gerry Scotti.
Valentina Lodovini, Licia Maglietta,
Chiara Pasquali, Luca Argentero, Martina Bernocchi e Carlo Alberto
Matterazzo @ANDREA PIRRELLO
La moglie Cristina Marino e i figli di Luca
Argentero
8. È stato sposato con
un’attrice. Dopo cinque anni di fidanzamento, Luca
Argentero si è sposato nel 2009 con la doppiatrice e
attrice Myriam Catania. Sempre molto riservati
circa la loro vita privata, i due hanno tuttavia fatto sapere nel
2016 di aver deciso di separarsi dopo sette anni di matrimonio,
“con amore e rispetto reciproco”, stando a quello che ha dichiarato
lei.
9. Ha una nuova
moglie. Nel 2016 ha poi iniziato una
relazione con Cristina Marino, l’attrice
conosciuta sul set di Vacanze ai Caraibi che è di 13 anni
più giovane di lui. Il 10 dicembre 2019 i due hanno annunciato
tramite i social network di essere in attesa della loro prima
figlia. Nel 2020 è poi nata la bambina, chiamata Nina Speranza. Il
5 giugno 2021, invece, Luca Argentero e Cristina Marino si sono
sposati a Città della Pieve, dove risiedono da tempo.
L’età e l’altezza di Luca Argentero
10. Luca Argentero è nato a
Torino, in Italia, il 12 aprile del 1978. L’attore è alto
complessivamente 1.85 metri.
Dopo la prima di IT: Welcome
To Derry, l’amata serie horror è finalmente tornata, ma questa
volta attraverso il mondo della televisione. IT: Welcome to Derry – episodio 1 non ha perso tempo nel
mettere il pubblico di fronte alla minaccia soprannaturale
attraverso una lente spaventosa.
Mentre Ash Crossan di
ScreenRant parlava con il cast di IT: Welcome to Derry, i
co-showrunner Jason Fuchs e Brad Caleb Kane hanno fornito maggiori
dettagli su come immaginano il futuro della serie, dato che ci sono
sicuramente piani per ulteriori stagioni. Fuchs ha commentato:
“Questo è il piano, ma qualcuno deve darci il via
libera”, dato che HBO non ha ancora annunciato
ufficialmente il rinnovo per la seconda stagione.
“Ovviamente, IT va in letargo
e si risveglia ogni 27 anni. Ci siamo concentrati su questo
capitolo della saga di IT, ma sappiamo che 27 anni prima a Derry
erano successe altre cose inquietanti”, ha spiegato Fuchs.
Ma con la serie HBO, si tratta di ampliare la mitologia.
Fuchs ha precisato che
“Sappiamo qualcosa di quello che è stato suggerito, in
termini di quel precedente ciclo di IT, basandoci sugli intermezzi
di Mike Hanlon nel libro originale. Quindi sì, se il pubblico
volesse seguire questa strada, ovviamente ne saremmo
felici”.
Caleb Kane ha confermato che
“Andy [Muschietti] voleva realizzare gli intermezzi del
libro, che non sono mai stati realizzati” quando ha
affrontato la serie prequel. Con lo show che rivisita il terrore di
Pennywise, il co-showrunner ha aggiunto: “Quindi stai parlando
di ogni 27 anni in cui Pennywise esce, l’entità esce e terrorizza
Derry”.
Il collega scrittore sottolinea
anche che c’è molto territorio da esplorare nella linea temporale
che stanno visitando nel corso della serie, affermando che,
“Quindi nell’89 lui esce, è il clown. 27 anni prima,
torni indietro e ti ritrovi nel 1962, e puoi raccontare una storia
sull’America del 1962, che, ovviamente, è un’entità che usa la
paura e il terrore per dividere e terrorizzare, puoi immaginare
cosa stava succedendo in America nel 1962”.
Caleb Kane conferma che
“approfondiamo alcuni di questi aspetti, quindi volevamo inserire
questo aspetto nella storia. Torni indietro di altri 27 anni e hai
la Grande Depressione, i rapinatori di banche, un film di gangster
e la banda di Bradley”.
In conclusione, il co-showrunner ha
sottolineato che possono davvero attingere a molti interludi,
“Torni indietro di altri 27 anni e hai il 1908. Quindi
voleva davvero realizzare tutti questi intermezzi che si vedono nel
libro e voleva dar loro vita, quindi questa era la sua
idea”.
IT: Welcome to Derry è
composto da otto episodi, molti dei quali diretti da Andy
Muschietti. Dopo aver interpretato l’iconico antagonista nei film,
Bill Skargård riprenderà il ruolo di Pennywise più avanti nella
stagione.
IT: Welcome to Derry
episodio 2 uscirà in anteprima su HBO
Max venerdì 31 ottobre, mentre la serie continuerà la sua
normale programmazione su HBO questa domenica, 2 novembre, alle
21:00.
È stato pubblicato il nuovo trailer
di Spartacus: House of Ashur, che rivela il ritorno
della serie TV storica più sanguinosa di tutti i tempi. Il prossimo
Spartacus: House of Ashur è il sequel della serie
storica di STARZ, terminata nel 2013. La serie segue Ashur (Nick E.
Tarabay) in una storia alternativa in cui non muore sul
Vesuvio.
Ora, STARZ ha pubblicato sia un
trailer Green Band che uno Red Band per Spartacus: House of
Ashur, che conferma la data di uscita dei primi due episodi
della serie, venerdì 5 dicembre. Il primo trailer mostra Ashur al
comando dell’ex ludus di Batiatus, mentre cerca di mettersi alla
prova con i gladiatori nella sua arena. Il trailer mostra scene
d’azione adrenaliniche e intrighi politici per tutta la sua
durata:
Per quanto riguarda il trailer Red
Band senza censure, offre uno sguardo sui combattimenti sanguinosi
e spettacolari nell’arena dei gladiatori, sottolineando il livello
di violenza mostrato nella serie. Questo include persone a cui
vengono mozzate la testa e altre membra, insieme a combattimenti
che finiscono chiaramente con colpi pericolosi e mortali. Il
prossimo capitolo di Ashur sembra essere costruito sul sangue
versato:
I nuovi trailer offrono uno sguardo
molto diverso su Ashur attraverso la sua storia alternativa.
Secondo la descrizione della serie, in questa versione degli
eventi, gli è stato dato Batiatus dopo aver aiutato Roma a porre
fine alla ribellione degli schiavi. Poiché l’accuratezza storica di
Spartacus non è sempre stata delle migliori, questa storia
alternativa può permettersi approcci più originali alla trama.
Sembra che il dominio di Ashur sarà
messo in discussione da diverse parti, molte delle quali non sono
soddisfatte delle prestazioni dei suoi gladiatori sul ring. Questo
problema sarà apparentemente alleviato da Achilla, interpretata da
Tenika Davis, che, come si vede nei trailer, mostra le sue
impressionanti abilità contro più avversari. Tuttavia, non è ancora
chiaro se lei sia l’asso nella manica di Ashur.
La serie tornerà dopo 12 anni, ma è
chiaro che racconterà una nuova storia, in qualche modo distante
dagli eventi della serie principale. Dato che l’originale è stato
uno dei migliori programmi di Starz di tutti i tempi, House of
Ashur ha molte aspettative da soddisfare. Finora, sembra che il
sequel sarà all’altezza delle aspettative in termini di azione.
Quando la serie sarà trasmessa,
senza dubbio rivelerà ancora di più sulla ricerca di Ashur e su ciò
che essa comporta. Forse Spartacus: House of Ashur
modificherà alcuni elementi dell’originale per adattarli alla nuova
storia. Per ora, però, sembra che questa storia sarà per lo più
autonoma, nonostante si svolga nello stesso mondo
dell’originale.
Spartacus: House of Ashur
arriverà con due episodi venerdì 5 dicembre su STARZ.
La serie d’azione Reacherdi Prime Video è uno dei successi più esplosivi
della TV ed è stata rinnovata per una quarta stagione in arrivo. In
onda dal 2022 (basata sulla serie di romanzi di Lee Child),
Reacher segue il personaggio principale, un ex ufficiale
militare che ora vive in modo nomade e si ritrova spesso a
combattere pericolose organizzazioni criminali e a svelare
complotti mortali in tutti gli Stati Uniti. I libri di Child
offrono una ricca serie di emozionanti storie di Jack Reacher da
esplorare, ed è chiaro che la serie originale di Amazon Prime Video
ha fatto centro con Alan Ritchson nel ruolo dell’eroe omonimo.
La terza stagione adatta il libro di Child Persuader e
vede il gigante geniale dietro le linee nemiche con
un’organizzazione criminale. Mentre cerca di smantellare la banda
malvagia, Reacher si fa strada a pugni attraverso una serie di
scagnozzi e scopre segreti che vanno ben oltre la semplice attività
criminale. Con una serie di avventure tipiche di Reacher ancora da
adattare, il colosso Prime Video potrebbe continuare a imperversare
per diverse altre stagioni, e lo streamer ha già ordinato la
stagione 4. Questo rinnovo anticipato è un buon segno che Jack
Reacher tornerà con casi ancora più emozionanti nei prossimi
anni.
Ultime notizie Reacher –
Stagione 4
Lee Child offre un
aggiornamento sulla produzione
A poche settimane dal debutto della
terza stagione, le ultime notizie confermano quando inizieranno le
riprese della
quarta stagione di Reacher. L’aggiornamento arriva
direttamente da Lee Child, che ha parlato apertamente della
tempistica per Reacher nel 2025. “Le riprese
inizieranno in estate”, ha detto Child, dopo aver rivelato
che le sceneggiature sono già state scritte. Con le riprese
previste per l’estate, è probabile che la serie torni all’inizio
del 2026.
La quarta stagione di Reacher è
confermata
Prime Video ha rinnovato
Reacher in anticipo
Con la notizia diffusa diversi mesi
prima della premiere della terza stagione, nell’ottobre 2024 è
stato confermato che la quarta stagione di Reacher era stata
rinnovata. La decisione di rinnovare la serie in anticipo è
arrivata senza quasi nessun dettaglio sulla quarta stagione, ma
questo è probabilmente dovuto al desiderio di evitare spoiler sulla
terza stagione. Questa decisione non è insolita per Reacher,
e anche la terza stagione è stata sviluppata in fretta per
sfruttare il grande successo della seconda.
La terza stagione di Reacher
ha debuttato il 20 febbraio 2025.
Poiché la serie è stata rinnovata
così presto, è logico che la produzione della quarta stagione
inizierà molto presto. Quando Prime Video ha ordinato in
anticipo la terza stagione, ha permesso che lo sviluppo procedesse
rapidamente, evitando lunghi ritardi. Con la TV in streaming che è
diventata un appuntamento fisso, si sono aggiunte anche lunghe
attese per alcune delle serie più popolari. Tuttavia,
Reacher è stato piuttosto costante fin dall’inizio e,
dal suo debutto, ha mantenuto una cadenza quasi annuale.
Dettagli sul cast della quarta
stagione di Reacher
Chi affiancherà Jack Reacher
nella sua prossima missione?
Poiché finora ci sono pochissime
informazioni sulla quarta stagione di Reacher, è difficile
prevedere con esattezza chi apparirà nei prossimi episodi.
L’unica certezza è il ritorno di Alan Ritchson nei panni
dell’eroe muscoloso e brillante Jack Reacher, ruolo che ha
portato Ritchson allo status di superstar in poche stagioni.
Ogni stagione di Reacher manda il
personaggio principale in una nuova avventura, e questo richiede un
cast quasi completamente nuovo con cui collaborare o contro cui
combattere. Tuttavia, senza alcun dettaglio sulla quarta stagione,
non c’è modo di sapere chi saranno questi personaggi.
Oltre a Ritchson nel ruolo del
protagonista, l’unica altra figura ricorrente è stata Maria Sten
nei panni di Frances Neagley. L’ex sergente maggiore
dell’esercito americano ha uno stretto legame con Reacher e lo ha
aiutato in un modo o nell’altro in tutti e tre i casi che ha
affrontato finora. È molto probabile che Sten torni nei panni di
Neagley, soprattutto con lo spin-off di Reacher in
lavorazione che si concentra sul suo personaggio. Il ritorno di
altri personaggi è meno probabile, anche se non del tutto
impossibile.
Dettagli sulla trama della
quarta stagione di Reacher
Il libro della quarta stagione
non è ancora stato annunciato
Sebbene la serie TV abbia tracciato
una propria strada e si sia leggermente discostata dai libri, ogni
stagione è stata comunque basata su un singolo romanzo di Lee
Child. Per questo motivo, è quasi impossibile indovinare cosa
accadrà nella quarta stagione di Reacher fino a quando non
verrà rivelato il libro specifico. Con oltre due dozzine di
libri di Reacher pubblicati, si può affermare con certezza
che la serie potrebbe prendere qualsiasi direzione nella scelta del
materiale di riferimento. La stagione 1 è iniziata con The
Killing Floor (il primo libro pubblicato, ma il quinto in
ordine cronologico), mentre le stagioni successive non hanno
seguito alcun schema nella scelta dei libri.
Ci sono molte speculazioni su quale
libro farà da sfondo alla stagione 4, ma non sarà chiaro fino a
quando non saranno disponibili maggiori dettagli. Tuttavia, questo
è il bello dell’esclusiva Prime Video, e ogni stagione è
essenzialmente un reset della storia, poiché il personaggio
titolare rimbalza da una parte all’altra del paese, trovando guai
lungo il percorso. La stagione 4 di Reacher diventerà
più chiara una volta conclusa la stagione 3.
Il film Call of Duty
ha appena ingaggiato un team creativo di grande rilievo. Mentre i
videogiochi vengono rapidamente adattati per il grande e il piccolo
schermo attraverso film e serie TV, uno dei più importanti sta per
arrivare nelle sale cinematografiche, con Call of Duty
che verrà adattato come progetto live-action dalla
Paramount.
Secondo la Paramount, Taylor Sheridan e Peter Berg sono entrati a
far parte del team del prossimo film live-action Call of
Duty della Paramount. Il duo è stato ingaggiato per
scrivere insieme la sceneggiatura, mentre Berg dirigerà
l’adattamento del videogioco.
La notizia è arrivata solo pochi
giorni dopo che è stato rivelato che
Sheridan avrebbe lasciato la Paramount, poiché ha firmato un
nuovo contratto cinematografico e televisivo con la NBCUniversal,
che entrerà in vigore il 1° gennaio 2029, una volta terminato il
suo attuale contratto. Il contratto con la Paramount scadrà nel
2028.
Secondo Deadline, la
Paramount sta cercando di ingaggiarli entrambi dall’estate. Era
Sheridan che stava ancora decidendo se produrre o scrivere
il film Call of Duty prima di decidere di occuparsi di
entrambi i compiti.
Taylor Sheridan nella serie tv Yellowstone – Credit Paramount
Network
L’adattamento cinematografico è
stato annunciato per la prima volta il 2 settembre 2025, con
Paramount e Activision che hanno unito le forze per portare sullo
schermo l’iconico videogioco. All’epoca, David Ellison della
Paramount ha rilasciato la seguente dichiarazione riguardo al fatto
che uno dei suoi progetti più ambiti fosse stato sviluppato dal suo
studio:
David Ellison: Da fan di
lunga data di Call of Duty, questo è davvero un sogno che si
avvera. Dalle prime campagne alleate nell’originale Call of Duty,
passando per Modern Warfare e Black Ops, ho trascorso innumerevoli
ore giocando a questa serie che adoro. Essere incaricati da
Activision e dai giocatori di tutto il mondo di portare questo
straordinario universo narrativo sul grande schermo è sia un onore
che una responsabilità che non prendiamo alla leggera. Affrontiamo
questo film con lo stesso impegno disciplinato e senza compromessi
verso l’eccellenza che ha guidato il nostro lavoro su Top Gun: Maverick, assicurandoci che
soddisfi gli standard eccezionalmente elevati che questa serie e i
suoi fan meritano. Posso promettere che siamo determinati nella
nostra missione di offrire un’esperienza cinematografica che onori
l’eredità di questo marchio unico nel suo genere, entusiasmando i
fan di lunga data di Call of Duty e affascinando una nuova
generazione.
Call of Duty segna ora una delle
ultime collaborazioni tra Berg e Sheridan, che in precedenza
hanno lavorato a Wind
River, nonché al film candidato all’Oscar
Hell or High Water. Nessuno dei due creativi ha rilasciato
commenti al momento.
Al momento non sono noti
dettagli sulla trama o sui personaggi, dato che l’adattamento
cinematografico live-action di Call of Duty è stato rivelato
solo più di un mese fa. Il film non ha attualmente una data di
uscita definita.
Il 2025 dovrebbe registrare uno dei
peggiori mesi di ottobre al botteghino USA dall’uscita di
Rush Hour. Sebbene il mese abbia visto diversi titoli
ottenere un solido successo, tra cui Taylor Swift: The Official
Release Party of a Showgirl e Black Phone
2 della Blumhouse, è stato in gran parte dominato da delusioni
come Tron:
Ares, Springsteen: Deliver Me from Nowhere e
The Smashing Machine.
Secondo The Hollywood
Reporter, al 30 ottobre, il mese dovrebbe chiudersi con un
totale di 425 milioni di dollari al botteghino nazionale. Questo
segnerà il peggior ottobre del 21° secolo finora, ad eccezione
del 2020, quando la chiusura delle sale cinematografiche a
livello globale a causa della pandemia di COVID-19 ha visto i
cinema nazionali incassare solo 63,4 milioni di dollari.
Mentre THR riporta che il
2025 dovrebbe registrare il peggior ottobre dal 1997, escluso il
2020, il grafico di Box Office Mojo relativo alle
performance nazionali di ottobre mostra che l’ultima volta che
un mese di ottobre ha incassato meno di 425 milioni di dollari è
stato il 1998 (422,3 milioni di dollari), quando i film di
maggior incasso sono stati il film d’animazione Antz,
l’originale Rush Hour e il film con Robin WilliamsWhat Dreams May
Come.
Compresi il 2020 e il 2025, solo
sei mesi di ottobre nel primo quarto del XXI secolo hanno incassato
meno di 500 milioni di dollari. Questo elenco include il 2000
(450,5 milioni di dollari), il 2001 (486,7 milioni di dollari), il
2022 (469,1 milioni di dollari) e il 2024 (463,3 milioni di
dollari). Il picco massimo del secolo è stato raggiunto finora
nell’ottobre 2018, con un incasso di 830,8 milioni di dollari
grazie a successi come Venom, A Star is Born e
Halloween.
Sebbene i titoli horror e affini
come Black Phone 2, The
Conjuring: Last Rites di settembre e il successo anime
Chainsaw Man – The Movie: Reze Arc abbiano ottenuto buoni
risultati per tutto il mese di ottobre 2025, il mese è stato
caratterizzato da delusioni più o meno continue.
Sebbene Tron:
Ares del 2025 non fosse mai stato un successo
garantito, essendo il sequel di due classici cult che non hanno
sbancato il botteghino, ha registrato risultati decisamente
deludenti, con una perdita potenziale per la Disney di 132,7
milioni di dollari alla fine della sua programmazione.
Motor
City ha ora fissato la data di uscita nelle sale per il
2026. Interpretato da Alan Ritchson e praticamente
privo di dialoghi, il film è stato presentato in anteprima al
Festival Internazionale del Cinema di Venezia all’inizio di
quest’anno.
RLJE Films, una divisione di
distribuzione all’interno dell’IFC Entertainment Group, ha ora
annunciato di aver acquisito i diritti di distribuzione negli Stati
Uniti per Motor City, che uscirà nelle sale il prossimo
anno.
Il regista Potsy Ponciroli (Old
Henry) ha rilasciato la seguente dichiarazione in merito
all’acquisizione: “Abbiamo girato Motor City in modo che fosse
coinvolgente, ogni fotogramma, ogni suono, pensato per il cinema. È
una lettera d’amore a Detroit, al cinema degli anni ’70 e al tipo
di cinema che si può sentire. È il tipo di film che ti rende felice
che i cinema esistano ancora”.
Anche Mark Ward, Chief Acquisitions
Officer di RLJE Films, ha celebrato la mossa, elogiando il film e
il suo potenziale cinematografico:
“Motor Citycolpisce come un treno merci: crudo, elegante e
assolutamente indimenticabile. Guidato da un cast straordinario,
Potsy Ponciroli ha creato un viaggio cinematografico elettrizzante
che deve essere visto sul grande schermo”.
Deadline ha condiviso ulteriori dettagli sull’acquisizione,
riferendo che l’accordo si è aggirato intorno ai 3-4 milioni di
dollari. Si dice che Motor City abbia un budget di circa 30 milioni
di dollari.
Scritto da Chad St. John, Motor
City vede Ritchson nei panni di John Miller, un romantico della
classe operaia che si innamora della ragazza di un gangster nella
Detroit degli anni ’70. Dopo essere stato incastrato e mandato in
prigione, Miller esce anni dopo e intraprende una violenta ricerca
di vendetta. Oltre alla star di Reacher, il film vede anche la
partecipazione di Ben Foster,
Shailene Woodley e Pablo Schreiber.
Motor City, con la colonna sonora
trascinante di Jack White, è stato proiettato sia a Venezia che al
TIFF, ottenendo un riscontro generalmente positivo da parte della
critica. Su Rotten Tomatoes, il film di Ritchson ha debuttato con
un punteggio della critica del 77%, ma ora si attesta al 71% su
21 recensioni. Il punteggio Popcornmeter del film non sarà
definito fino al prossimo anno, quando il grande pubblico avrà la
possibilità di vederlo nelle sale.
Con un budget di 30 milioni di
dollari, il punto di pareggio di Motor City nelle sale potrebbe
aggirarsi intorno ai 75 milioni di dollari. Sebbene Ritchson sia
ormai ampiamente riconosciuto per il suo ruolo in Reacher di
Prime Video, è relativamente inesperto come
attore in grado di lanciare un film, il che significa che il
thriller poliziesco in uscita sarà un test interessante in questo
senso.
Non è chiaro esattamente quando
Motor City arriverà nelle sale il prossimo anno, ma Ritchson è
pronto a fare nuovamente scalpore sul piccolo schermo nel 2026 con
l’uscita della
quarta stagione di Reacher. Ritchson apparirà anche nella
prossima serie spin-off di Neagley, che dovrebbe arrivare anch’essa
il prossimo anno.
Per Ritchson, Motor City è
solo uno dei numerosi film in uscita. L’attore apparirà
prossimamente in Playdate al fianco di Kevin James, in uscita il 12
novembre, e in altri progetti come War Machine, The Man with the
Bag e Runner, tutti previsti per il prossimo anno. Oltre a rimanere
un punto fermo nel mondo dello streaming, Ritchson potrebbe essere
sul punto di diventare una star del cinema.
Il film Hello Kitty della Warner Bros. Animation e della
New Line Cinema è in fase di sviluppo da anni. Ora, il
lungometraggio dedicato all’amato personaggio della Sanrio ha
finalmente una data di uscita.
La Warner Bros. ha pubblicato sul
proprio account Instagram ufficiale che il film Hello Kitty
Movie uscirà il 21 luglio 2028. Il breve video mostra Hello
Kitty che indica il logo della WB con il suo iconico fiocco rosso
aggiunto. La didascalia del video recita: “Hello Hollywood
#HelloKittyMovie arriverà nei cinema il 21 luglio 2028!”
Le prime notizie sul progetto di
Sanrio di realizzare un adattamento cinematografico di Hello
Kitty sono emerse nel 2015. Qualche anno dopo, nel 2019, è
stato rivelato che New Line e Flynn Picture Company stavano
lavorando a un lungometraggio. Si trattava del primo accordo di
licenza di Sanrio con una grande casa di produzione che includeva
Hello Kitty e altri personaggi amati dai fan come My Melody,
Gudetama e Little Twin Stars.
Il progetto sarà diretto da Leo
Matsuda, che ha lavorato come story artist in famosi film
d’animazione come Zootopia e Ralph Spaccatutto. La
sceneggiatura è stata scritta da Dana Fox, una delle sceneggiatrici
e produttrici esecutive di Wicked.
Il fondatore di Sanrio, Shintaro
Tsuji, ha espresso la sua gioia dopo l’accordo di licenza. In una
dichiarazione ha affermato: “Sono estremamente lieto che Hello
Kitty e altri popolari personaggi Sanrio faranno il loro debutto a
Hollywood. Hello Kitty è da tempo un simbolo di amicizia e speriamo
che questo film contribuisca ad ampliare il cerchio dell’amicizia
in tutto il mondo”.
Hello Kitty è stata creata da Yuko
Shimizu nel 1974. È stata presentata al mondo come “Kitty White”. È
una gatta britannica che vive nella periferia di Londra con la sua
famiglia, tra cui la sorella gemella Mimmy, che indossa un fiocco
giallo invece che rosso come lei. La sua popolarità è cresciuta a
dismisura, ispirando diversi cartoni animati, libri, videogiochi e
un’infinità di prodotti per tutte le età.
Il film Hello KittyMovie uscirà il 21 luglio 2028.
I collaboratori di lunga data
Jason Statham e Guy Ritchie continuano la loro
partnership con un nuovo film. Il prossimo film poliziesco segnerà
la loro sesta collaborazione cinematografica.
Secondo un’esclusiva pubblicata da
Variety, i due lavoreranno ancora una volta insieme a un
film intitolato Viva La Madness. Il progetto è un
adattamento di un romanzo di J.J. Connolly. Sarà diretto da Ritchie
e interpretato da Statham.
La trama del film è ancora
sconosciuta, ma il romanzo da cui è tratto, omonimo, racconta la
storia di un misterioso trafficante di droga di Londra che si fa
chiamare X. Il libro, ricco di crimini, è stato pubblicato nel 2011
ed è il sequel del romanzo di Connolly Layer Cake,
pubblicato nel 2000.
Un adattamento cinematografico del
primo romanzo della serie è uscito nel 2004. Tuttavia, il prossimo
Viva La Madness sarà presumibilmente distribuito come opera
a sé stante, completamente slegata da Layer Cake o da
qualsiasi altro scritto di Connolly. Il primo film è rimasto
piuttosto fedele al materiale originale. Ruotava attorno a uno
spacciatore di cocaina che aveva il compito di portare a termine un
ultimo affare di droga e trovare la figlia di un gangster che era
stata rapita prima di andare in pensione.
La produzione del progetto inizierà
ufficialmente nel gennaio 2026. Al momento della pubblicazione di
questo articolo, Statham è l’unico attore confermato nel cast del
film. Ritchie è indicato come sceneggiatore e regista di Viva La
Madness. I produttori del film sono Ritchie e Ivan Atkinson
(Toff Guy Films), Statham (Punch Palace), Thomas Benski (Lumina
Studios) e John Friedberg (Black Bear).
L’adattamento di Layer Cake,
con
Daniel Craig, è stato diretto da Matthew Vaughn. Quest’ultimo è
stato anche uno dei produttori di Statham e RitchieLock, Stock and Two Smoking Barrels e Snatch. A
quanto pare, il sequel del film era in lavorazione da oltre dieci
anni. Secondo quanto riportato, i due registi discutono di Viva
La Madness dal 2013.
La showrunner di The
Witcher, Lauren Schmidt Hissrich, ha parlato di come la
quarta stagione affronterà il ricambio di Henry Cavill. Cavill ha interpretato il ruolo
principale di Geralt di Rivia nella serie fantasy di successo di
Netflix prima della sua controversa uscita di scena
alla fine della
terza stagione di The Witcher, sostituito da
Liam Hemsworth.
La serie è stata criticata per il
cambio di cast e per la natura controversa dell’addio di Cavill,
con molti che consideravano l’attore di Superman la scelta perfetta
per il ruolo. The Witcher – stagione 4 è arrivata su Netflix il 30
ottobre, con molti fan che si aspettavano che la serie prendesse
una nuova direzione.
In un’intervista con TV Line, Hissrich ha parlato di come la serie abbia
affrontato il cambio di cast all’interno dell’universo narrativo.
Ha detto che le storie di Geralt sono semplicemente racconti
tramandati di generazione in generazione e che la prospettiva di
queste storie cambia a seconda di chi le racconta.
La scena di apertura della stagione
vede una ragazza di nome Nimue discutere con un anziano narratore
sostenendo che lui abbia raccontato la storia di Geralt in modo
errato e che la vera storia si trova in un altro libro, suggerendo
come il punto di vista giochi un ruolo importante nell’universo di
The
Witcher. Ecco i suoi commenti:
“Volevamo giocare con
l’idea, che è un tema importante in ‘The Witcher’, di come le
storie cambino a seconda di chi le racconta. Quindi, ovviamente,
viene riprodotta la sequenza iniziale e c’è un espediente, e si
intuisce che forse tutto ciò che abbiamo visto nelle ultime tre
stagioni è stato attraverso il punto di vista di qualcuno. Forse
non è andata proprio così. Ci piace giocare con l’idea della
narrazione insieme al nostro pubblico“.
”Non volevamo nascondere
il fatto che si tratta di un nuovo essere umano. Sì, ci sono ancora
gli occhi gialli e la parrucca argentata, ma allo stesso tempo ora
è interpretato da Liam. Per noi si trattava di rivisitare questi
momenti davvero importanti nella vita di Geralt, vedendoli ora
abbracciati da un nuovo essere umano. Andando avanti, la nostra
speranza è che quello che inizierete a vedere nell’episodio 1 sia
Geralt, non l’attore che interpreta Geralt. Questo era l’impegno di
Liam nei confronti del ruolo, e ha funzionato alla perfezione. Si è
davvero calato nel personaggio, quindi non abbiamo sentito il
bisogno di continuare ad affrontarlo”.
I commenti di Hissrich mostrano il
modo interessante in cui la serie ha affrontato il suo nuovo attore
protagonista. Sarebbe stato allettante ignorare semplicemente il
cambio di casting, dato che il personaggio è sempre lo stesso.
Tuttavia, la decisione di spiegare questo, in un certo senso, nella
serie è in realtà un espediente narrativo molto intelligente.
The Witcher ha anche dato vita a
una miniserie prequel, The Witcher: Blood Origin, uscita il 25 dicembre
2022.
Essa propone anche l’idea che
chiunque potrebbe essere il personaggio, perché è impossibile
conoscere il vero Geralt se tutto ciò che si sa di lui sono le
storie che vengono raccontate. Si tratta di un intrigante
espediente narrativo che apre così tante possibilità che è un
peccato che The Witcher – stagione 5 sia destinata a essere il
capitolo finale.
L’idea che le storie di Geralt
possano variare a seconda di chi le racconta è un concetto
affascinante e spiega bene perché Geralt ora abbia un aspetto
diverso. È simile alla teoria su James
Bond secondo cui il suo nome è semplicemente un codice per
l’agente 007, che permette al franchise di cambiare l’attore che
interpreta Bond ogni volta che è necessario.
Non è chiaro se la serie cercherà
di sviluppare questa idea in futuro, ma il fatto che The
Witcher non abbia scelto di evitare il controverso cambio di
casting è una mossa audace. Tuttavia, potrebbe rendere le ultime
due stagioni della serie memorabili quanto le prime tre e forse
anche aiutare ad alleviare la perdita di Cavill.
Le prime proiezioni per Predator:
Badlands mostrano che il film ha il potenziale per
battere il record storico della serie composta da nove film. Il
prossimo Predator: Badlands, che debutterà
nelle sale il 7 novembre, è stato diretto da Dan Trachtenberg, che
ha diretto Prey del 2022 e Predator: Killer of Killers del 2025, entrambi titoli in
streaming che hanno debuttato su Hulu.
Cinelytic ha ora condiviso
le sue previsioni per il film di fantascienza, prevedendo che
Predator: Badlands incasserà un totale tra i 48,7 e i 189,2
milioni di dollari al botteghino nazionale entro la fine della
sua programmazione. Le previsioni internazionali vanno dai 76,1 ai
295,6 milioni di dollari, anche se si prevede che il film si
attesterà a metà di entrambi i range.
I dati mostrano che il film
dovrebbe incassare 99,1 milioni di dollari nei cinema nazionali e
154,8 milioni di dollari a livello internazionale, per un totale
globale di 253,9 milioni di dollari. Se raggiungerà questo
traguardo durante la sua permanenza nelle sale, diventerà
ufficialmente il film di maggior incasso della serie, superando il
precedente record detenuto dal crossover del 2004 Alien
vs. Predator (172,5 milioni di dollari).
Le loro proiezioni includono
anche i ricavi derivanti dai supporti fisici, dal VOD e dalla
TV, con proiezioni top-down del film pari a 186,1 milioni di
dollari in Nord America e 233,8 milioni di dollari a livello
internazionale, per un totale di 419,9 milioni di dollari in tutto
il mondo.
Sebbene il budget dichiarato di
Predator: Badlands del 2025 sia di 100 milioni di dollari, il che
potrebbe portare il suo punto di pareggio stimato fino a 250
milioni di dollari, non dovrebbe avere problemi a raggiungere
tale totale solo nelle sale cinematografiche, se queste proiezioni
saranno confermate. Potrebbe quindi realizzare un discreto profitto
durante la sua distribuzione domestica.
Inoltre, l’incasso previsto al
botteghino di Predator: Badlands sta andando piuttosto bene
rispetto ai film precedenti, anche se i loro totali sono stati
adeguati all’inflazione. Anche se non è in cima alla classifica
adeguata, le sue proiezioni lo vedrebbero comunque mantenere
una posizione forte al terzo posto, dietro al film originale del
1987 (281,3 milioni di dollari) e Alien vs. Predator (295,7
milioni di dollari).
In definitiva, resta da vedere
quanto Predator: Badlands incasserà al botteghino.
Cinelytic è un attore relativamente nuovo nel campo delle
previsioni sul botteghino, e altre fonti hanno proiezioni molto
diverse tra loro. Tra queste c’è Box Office Theory, che finora colloca il limite massimo
dell’incasso nazionale del film a 60 milioni di dollari.
Tuttavia, è logico pensare che
Predator: Badlandspotrebbe ottenere buoni
risultati al botteghino. Killer of Killers e Prey sono i capitoli della serie con le valutazioni
più alte su Rotten Tomatoes, con punteggi rispettivamente del
95% e del 94%, superando di gran lunga l’81% dell’originale
Predator.
Se la reputazione che i precedenti
film di Trachtenberg si sono guadagnati durante la loro
distribuzione in streaming si tradurrà nel successo al botteghino
di Predator: Badlands, il nuovo capitolo potrebbe
diventare un vero e proprio successo.
Poiché la Warner Bros. è ufficialmente in vendita, sono sorte
molte domande su cosa accadrà alle varie divisioni dello studio, a
seconda di chi le acquisirà alla fine. Con diversi candidati
interessati all’acquisizione dell’iconico studio, stanno emergendo
ulteriori dettagli su come sarebbe una particolare fusione, se
dovesse avvenire.
In un nuovo reportage di Bloomberg, l’agenzia ha rivelato nuovi dettagli su come
sarebbe una fusione tra Warner Bros. e Paramount, qualora
quest’ultima riuscisse ad acquisire la prima. Secondo alcune fonti,
David Ellison della Paramount vorrebbe mantenere i team creativi
degli studi“consolidando al contempo alcune attività di
marketing e distribuzione, secondo persone che hanno familiarità
con i suoi piani”.
Ciò significherebbe che la DC
Studios, guidata da James
Gunn e Peter Safran, rimarrebbe intatta, insieme a Pam Abdy
e Michael De Luca della Warner Bros. Pictures. Nel caso di De Luca
e Abdy, i due hanno rinnovato i loro contratti, come annunciato da
David Zaslav mercoledì 8 ottobre 2025.
David Zaslav da una nota interna
(tramite Variety):
Quando sono arrivato
allo studio, i miei obiettivi principali erano riportare questa
storica azienda alle sue radici teatrali, rinnovare il ruolo di
lunga data della Warner Bros. come casa dei migliori narratori del
mondo e ristabilire la posizione di questo iconico studio come
leader del settore in termini di qualità e successo al botteghino.
Portare Mike e Pam a guidare questo team è stato un passo
importante per raggiungere questi obiettivi, e sono lieto di
annunciarvi che abbiamo rinnovato il loro contratto per consentire
loro di continuare l’eccellente lavoro che loro e questo team
svolgeranno nei prossimi anni, portando i migliori film nei cinema
di tutto il mondo”.
Bloomberg osserva che al momento
non è stata presa alcuna decisione in merito alla possibilità che
la Paramount “ceda gli immobili di entrambe le società, compresi
due dei più famosi studi cinematografici di Hollywood.” La
Warner Bros. non ha ancora commentato la notizia.
Il capitolo 1 dell’universo DC: “Gods and Monsters” ha iniziato
a ripristinare il marchio DC, compreso il successo del film
Superman, che è diventato il
film di supereroi con il maggior incasso del 2025. Anche la
Warner Bros. ha avuto un anno forte al botteghino con grandi
successi come A Minecraft Movie, Sinners e Weapons.
Se la fusione dovesse andare in
porto, Ellison fonderebbe HBO
Max con Paramount+, poiché secondo quanto riferito la
considera una strategia preziosa per consentire al pubblico di
consumare più film e programmi TV di vari creatori. Paramount ha, a
questo punto, fatto tre offerte non richieste nell’ultimo mese, ma
tutte sono state rifiutate.
L’idea di una fusione tra Warner
Bros. e Paramount ha già suscitato molte critiche, anche da
parte della senatrice statunitense Elizabeth Warren. La
politica del Massachusetts ha definito la potenziale fusione una
“trappola” in una dichiarazione rilasciata il 22 ottobre 2025.
Warner Bros. Discovery è
attualmente impegnata nella scissione tra WB e Discovery, che dovrebbe essere
completata entro aprile 2026.
La serie a fumetti Last
Flight Out, creata da Marc Guggenheim, autore dell’Arrowverse,
ha siglato un accordo cinematografico milionario con Apple. Il
celebre romanzo grafico della Dark Horse, illustrato da Eduardo
Ferigato, racconta la storia di un padre e una figlia che lottano
per ritrovare il loro legame mentre affrontano la fine del
mondo.
Secondo Deadline, Apple sta sviluppando un adattamento
cinematografico di Last Flight Out di Marc Guggenheim
con Sam Hargrave in trattative per la regia e Guggenheim stesso che
adatterà la sceneggiatura. Apple Original Films ha acquisito il
progetto, secondo quanto riferito per una somma a sette cifre, e lo
svilupperà in collaborazione con Chernin Entertainment.
Apple e Chernin considerano
Last Flight Out un progetto di grande importanza.
Considerando il comprovato successo di Hargrave nella regia di film
ricchi di azione come la sua serie Extraction per Netflix e, più recentemente, gli episodi
di The Last Frontier di Apple
TV, Last Flight Out sembra un’aggiunta ideale alla sua
filmografia.
Al momento della stesura di questo
articolo, Hargrave ha diretto due dei primi quattro episodi di
The Last Frontier.
Last Flight Out riunisce
anche Hargrave con Apple dopo la precedente collaborazione al film
Matchbox, con John
Cena. D’altra parte, Guggenheim, meglio conosciuto come uno dei
creatori chiave dietro Arrowverse, ha avuto un periodo di grande
successo recentemente, vendendo tre pilot negli ultimi sei mesi. Ha
anche scritto il prossimo film di NetflixAn Innocent Girl, diretto da Jaume
Collet-Serra (Carry-On).
Anche la Chernin Entertainment è
stata particolarmente attiva ultimamente, avendo recentemente
firmato un accordo di prima visione con Apple. La società ha già
prodotto diversi progetti per lo streamer, tra cui le serie epiche
Chief of War e See, entrambe con Jason Momoa. Last Flight Out è
l’ultima aggiunta alla lineup.
La quarta stagione di The
Witcher è arrivata su Netflix oggi, e la prima ondata di recensioni è
arrivata. Sono decisamente contrastanti, con i critici divisi
sull’interpretazione di Liam Hemsworth di Geralt di Rivia
(l’attore sostituisce Henry Cavill nel ruolo).
Nonostante una seconda stagione
recensita positivamente, la serie non è mai stata un successo come,
ad esempio, Il Trono di Spade. Tuttavia, le cose
non sembrano rosee per il ritorno di The
Witcher, dato che il suo attuale punteggio su Rotten
Tomatoes è “Rotten” al 50%. Sul “Popcornmeter” generato dai fan, ha
un punteggio del 19%.
Ricordiamo che le stagioni
precedenti hanno ottenuto un punteggio del 68% (Stagione 1), del
95% (Stagione 2) e del 79% (Stagione 3). Un calo al 40% è drastico
e suggerisce che i critici sono pronti a decretare la conclusione
dello show. I fan saranno d’accordo?
The Witcher è
stato spesso criticato dalla stampa, quindi se quest’ultima serie
di episodi – il casting di Hemworth segna una sorta di nuovo inizio
per questa penultima stagione – riuscirà a conquistarli è ancora da
definire. Tuttavia, con così tanto scetticismo preesistente che
circonda il recasting, le probabilità di successo sono alte.
The Guardian scrive: “Mentre il
suo predecessore ha investito Geralt I di una burbera simpatia,
Geralt II è meno ‘un valoroso uomo-montagna alle prese con
responsabilità che vanno oltre la nostra comprensione’ e più ‘un
palo con una parrucca’”. Radio Times concorda. “Hemsworth
fa del suo meglio con il materiale che gli è stato assegnato, ma la
sua interpretazione e la sua interpretazione spesso deludono, il
che potrebbe rivelarsi la goccia che fa traboccare il vaso per
molti spettatori di lunga data.”
Anche Slash Film non è rimasta
colpita, spiegando: “‘The Witcher’ introduce alcuni momenti
importanti del libro alla fine, ma l’impatto di queste note poste
in gioco risulta noioso, come un’arma che non viene affilata da
anni. Il potenziale insito nel mondo di Sapkowski è immenso, ma
l’adattamento Netflix lo spreca con la quarta stagione, che è
finora il capitolo più debole del franchise.”
Anche The Wrap ha
elogiato poco il Geralt di Hemworth. “Sebbene sia sempre stato
un compito arduo per Hemsworth sostituire Cavill come protagonista
di un cast consolidato e amato dal pubblico, il nuovo Geralt non è
mai all’altezza della situazione.”
IGN ha avuto un’opinione più
positiva. “Anche con il cambio di rotta tra Cavill e Hemsworth,
The Witcher rimane fedele alle sue armi (ehm, alle sue spade) e
offre una stagione decente di magia e caos.” Lo stesso vale per
GamesRadar+. “Eliminando gli aspetti che non hanno funzionato e
mantenendo quelli che hanno funzionato, la quarta stagione di The
Witcher è una stagione migliore, più mirata e, soprattutto, più
divertente della serie.”
Il sito ha aggiunto che la quarta
stagione presenta “un’azione fantastica, grandi puntate e
un’impostazione in stile L’Impero colpisce ancora per la quinta
stagione.”
Variety osserva: “In una
stagione molto più incisiva e meno contorta della precedente, la
quarta stagione di ‘The Witcher’ è ricca di azione e piena di
personaggi affascinanti, sia vecchi che nuovi. Agisce come un
reset, appianando i conflitti e gli snodi della trama che hanno a
lungo afflitto la serie.”
CBR aggiunge: “Sebbene molti
spettatori abbiano già dato per spacciato la serie, potrebbe essere
giunto il momento di dare una possibilità alla quarta stagione,
dato che Liam Hemsworth dimostra di essere stata la
scelta giusta per assumere il ruolo dell’iconico cacciatore di
mostri del Continente.”
A prescindere dalle recensioni,
The Witcher tornerà per una quinta e ultima
stagione. La maggior parte dei critici non è stata particolarmente
benevola nei confronti di Hemsworth, ma l’attore ha dovuto
ricoprire un ruolo importante e non è stato stroncato
all’unanimità, il che è un vantaggio.
Cosa c’è da sapere su The
Witcher – Stagione 4
Liam Hemsworth si unisce
a Anya
Chalotra,
Freya Allan, Joey Batey, Sharlto Copley, James Purefoy e Danny
Woodburn in quella che sarà la penultima stagione dello
show..
Dopo gli scioccanti eventi che
hanno sconvolto il Continente e che hanno chiuso la terza stagione,
la nuova stagione segue Geralt, Yennefer e Ciri che si trovano a
dover attraversare il Continente devastato dalla guerra e i suoi
numerosi demoni, separati l’uno dall’altro. Se riusciranno ad
abbracciare e guidare i gruppi di disadattati in cui si trovano,
avranno la possibilità di sopravvivere al battesimo del fuoco e di
ritrovarsi.
“Come fan del Witcher, sono al
settimo cielo per l’opportunità di interpretare Geralt di
Rivia”, ha dichiarato Hemsworth poco dopo essere stato scelto
come nuovo protagonista dello show. “Henry
Cavill è stato un Geralt incredibile, e sono onorato che mi
passi le redini e mi permetta di imbracciare le lame del Lupo
Bianco per il prossimo capitolo della sua avventura“.
La serie The
Witcher è tornato su Netflix il 30
ottobre 2025.
La serie The
Witcher di Netflix è tornata con la sua quarta stagione, che
segna un capitolo completamente nuovo per lo show. Netflix ospita
molte grandi serie TV fantasy, e una delle più popolari è
The
Witcher. Basata sulla serie di libri omonima di Andrzej
Sapkowski, The Witcher ha debuttato su Netflix nel 2019, con
Henry Cavill nel ruolo di Geralt di Rivia, il
witcher del titolo.
La quarta stagione di The
Witcher è la prima senza Henry Cavill nei panni di Geralt e vede il
debutto di
Liam Hemsworth nel ruolo di Geralt. La quarta stagione si
svolge dopo il colpo di stato di Thanedd, con Geralt, Jaskier e
Milva che partono per salvare Ciri, mentre Yennefer fa lo stesso
radunando tutte le streghe sopravvissute per opporsi a
Vilgefortz.
Nel frattempo, Ciri entra a far
parte dei Rats, un gruppo di ladri spietati, nascondendo la sua
identità e assumendo il nome di Falka. Ci sono ancora molte storie
da raccontare in The Witcher, e la quarta stagione lascia la
porta aperta per un’altra stagione.
La quinta stagione di The
Witcher è confermata (ed è l’ultima della serie)
Con tante storie da raccontare
tratte dai libri di Sapkowski, The Witcher non avrebbe mai potuto
essere una serie breve. Quando è stata annunciata la partenza di
Henry Cavill, insieme al casting di Hemsworth, il futuro di The
Witcher è diventato incerto e molti si sono chiesti se la serie
potesse continuare oltre la quarta stagione senza il suo
protagonista originale.
Tuttavia, e fortunatamente per i
fan della serie, il futuro di The Witcher è stato assicurato
prima dell’uscita della quarta stagione. Nell’aprile 2024, mentre
la quarta stagione era ancora in produzione, Netflix ha annunciato
che The Witcher era stato rinnovato per una quinta e
ultima stagione, le cui riprese sono iniziate nella primavera
del 2025.
Quando uscirà la quinta
stagione di The Witcher?
L’annuncio del rinnovo di The
Witcher non includeva una potenziale data di uscita.
Tuttavia, è possibile dedurre una data possibile guardando le date
delle riprese delle stagioni precedenti e confrontandole con le
date di uscita.
Le riprese della quinta stagione di
The Witcher sono iniziate nel marzo 2025 e, sebbene non sia
stato confermato, sono sicuramente terminate ormai. Il tempo che
intercorre tra la fine delle riprese di una stagione di The
Witcher e la sua data di uscita è variabile, ma dato che la
quinta stagione sarà molto importante per la serie,
probabilmente arriverà alla fine dell’estate 2026/inizio autunno
2026.
Cast confermato della quinta
stagione di The Witcher
Al momento della stesura di questo
articolo, non c’è un cast confermato per la quinta stagione di
The Witcher, ma le foto dal set e la quarta stagione danno
un’idea di chi tornerà per la stagione finale. Naturalmente,
Liam Hemsworth tornerà ancora una volta nei
panni di Geralt di Rivia, insieme ad Anya Chalotra nei panni di
Yennefer di Vengerberg e Freya Allan nei panni di Ciri.
Tornerà anche Jaskier di Joey
Batey, insieme a Cahir (Eamon Farren), Regis (Laurence Fishburne), Milva (Meng’er
Zhang), Vilgefortz (Mahesh Jadu), Skellen (James Purefoy), Leo
Bonhart (Sharlto Copley) e la Fiamma Bianca/Emhyr var Emries (Bart
Edwards). Potrebbero tornare anche le streghe sopravvissute e altri
personaggi minori della quarta stagione.
Considerando le storie che la
quinta stagione di The Witcher potrebbe raccontare (ne
parleremo tra poco) per dare una conclusione adeguata ai personaggi
principali, ci saranno nuovi personaggi che si uniranno alla
stagione finale, anche se resta da vedere chi saranno esattamente e
chi li interpreterà.
Di cosa parlerà la quinta
stagione di The Witcher?
Come accennato in precedenza, con
così tanti libri, racconti e un universo così ricco, The
Witcher non poteva essere una serie breve. La serie di libri
The Witcher di Sapkowski è composta da un totale di nove
libri, di cui due sono raccolte di racconti (L’ultimo
desiderio e La spada del destino), cinque libri che
fanno parte della saga di The Witcher e due romanzi prequel (La
stagione delle tempeste e Il crocevia dei corvi).
La prima stagione di The
Witcher ha adattato le storie tratte da L’ultimo
desiderio e La spada del destino, modificando però la
struttura narrativa (e confondendo così gli spettatori). La seconda
stagione si è ispirata a Il sangue degli elfi, ma è stata
pesantemente criticata per aver preso troppe libertà creative, in
particolare con Yennefer.
La terza stagione di The Witcher
era un adattamento di Time of Contempt, anche se con un paio di
modifiche, mentre la quarta stagione prende molte parti della sua
storia dal romanzo Baptism of Fire. La quinta stagione, quindi, ha
davanti a sé una sfida enorme, poiché ci sono ancora due romanzi da
coprire che portano al finale di Geralt, Yennefer e Ciri: The Tower
of the Swallow e The Lady of the Lake.
La quinta stagione di The
Witcher dovrebbe coprire le parti più importanti di questi
libri, principalmente la battaglia al castello di Stygga, la
riunione di Geralt, Ciri e Yennefer e un viaggio fondamentale nella
storia di Ciri. Dato che ha molto materiale da coprire, non sarebbe
sorprendente se The Witcher decidesse di dividere la sua
stagione finale in modo da poter coprire più contenuti.
Al momento della stesura di questo
articolo, ciò che è certo è che la quinta stagione di The
Witcher è in lavorazione e sarà l’ultima stagione della
serie, che vedrà il ritorno del cast principale (e, si spera, non
ci saranno più ricast) e che ci sono due romanzi con eventi chiave
da coprire per dare a Geralt, Yennefer e Ciri il finale più
completo possibile.
I DC Studios hanno il loro
Superman, ma con
Batman e Wonder Woman ancora in attesa di un cast, la Trinità è
incompleta. La sceneggiatrice di Supergirl, Ana
Nogueira, è stata scelta per scrivere il prossimo film di
Diana Prince, ma al momento è troppo presto per dire chi la
interpreterà.
Ci sono molti suggerimenti da parte
dei fan, ma che dire della star di True Detective, Alexandra Daddario? Il suo nome è da tempo
associato all’Amazzone, e l’attrice ha espresso il suo parere sulla
possibilità di interpretare Wonder Woman durante un’intervista con
Screen Rant.
Alla domanda se avesse visto la fan
art che la assegnava per il ruolo di Wonder Woman (e Catwoman) del
DCU, la Daddario ha risposto: “A dire il
vero, non ho visto nessuna di quelle [fan art]. Sono lusingata di
sapere che sta succedendo, ma non l’ho vista.” “Ma certo, lavorare
con James
Gunn sarebbe fantastico in qualsiasi ambito”, ha aggiunto,
“ma non sapevo che stesse succedendo.”
Purtroppo, a 39 anni, Alexandra Daddario probabilmente non è ciò che
i DC Studios stanno cercando per la sua Wonder Woman. Tuttavia, con
personaggi come Hal Jordan e Guy Gardner che tendono ad essere più
adulti di Superman, non è un’ipotesi impossibile.
Tutti i canali di proprietà della
Disney saranno rimossi da YouTube TV alle 12:00 AM ET del 31
ottobre e alle 9:00 PM ET del 30 ottobre, dopo che i giganti del
settore non sono riusciti a raggiungere un accordo.
Le due parti non sono riuscite a
raggiungere un accordo prima della scadenza concordata. Di
conseguenza, Disney ritirerà tutti i suoi canali, tra cui ABC,
ESPN, Disney Channel, Freeform e altri da YouTube TV. Con la
rimozione di canali così importanti dal servizio di streaming, gli
abbonati dovranno ora trovare delle alternative per guardare i loro
programmi preferiti e le partite sportive proprio nel bel mezzo
della stagione calcistica universitaria e professionistica.
Un portavoce della Disney ha
espresso il disappunto dello studio riguardo alla situazione. Ha
affermato che YouTube TV non era disposta a pagare un prezzo equo
per i suoi contenuti, quindi non hanno avuto altra scelta che
rimuovere tutti i loro canali dal servizio di streaming.
“Purtroppo, YouTube TV di Google ha scelto di negare ai propri
abbonati i contenuti che apprezzano di più, rifiutandosi di pagare
tariffe eque per i nostri canali, tra cui ESPN e ABC.”
Disney ha assicurato agli abbonati
a YouTube TV di essere altrettanto frustrata dalla situazione e di
essere ancora disposta a trovare un accordo con la piattaforma.
Tuttavia, per il momento, gli spettatori non potranno guardare
alcuni dei più importanti eventi sportivi in programma nel prossimo
fine settimana.
Disney ha anche criticato le
strategie di marketing di Google. L’azienda ha accusato Google di
cercare di approfittare dei propri partner e di aggirare gli
standard tradizionali del settore.
Senza un nuovo accordo,
i loro abbonati non avranno accesso alla nostra programmazione, che
include il miglior palinsesto di eventi sportivi in diretta, con la
NFL, la NBA e il football universitario, con 13 delle 25 migliori
squadre universitarie che giocheranno questo fine settimana. Con
una capitalizzazione di mercato di 3 trilioni di dollari, Google
sta usando la sua posizione dominante per eliminare la concorrenza
e minare i termini standard del settore che abbiamo negoziato con
successo con tutti gli altri distributori. Siamo consapevoli di
quanto ciò sia frustrante per gli abbonati a YouTube TV e rimaniamo
impegnati a lavorare per trovare una soluzione il più rapidamente
possibile.
YouTube TV ovviamente non era
d’accordo con queste osservazioni. Un rappresentante ha rilasciato
una dichiarazione in cui esponeva la propria posizione e condannava
Disney per aver utilizzato le minacce di blackout come tattica
negoziale. Ha affermato che i propri abbonati ne risentiranno
perché Disney chiede troppo denaro.
La scorsa settimana
Disney ha utilizzato la minaccia di un blackout su YouTube TV come
tattica negoziale per imporre condizioni che avrebbero comportato
un aumento dei prezzi per i nostri clienti. Ora stanno mettendo in
atto quella minaccia, sospendendo i loro contenuti su YouTube TV.
Questa decisione danneggia direttamente i nostri abbonati, mentre
avvantaggia i loro prodotti di TV in diretta, tra cui Hulu + Live
TV e Fubo.
YouTube TV ha promesso che
avrebbe offerto ai propri clienti un credito una tantum di 20
dollari se il blackout di Disney fosse durato “per un periodo di
tempo prolungato”.
Al momento della pubblicazione di
questo articolo, non è stata raggiunta alcuna risoluzione tra
Disney e YouTube TV. Sono stati ritirati i seguenti canali:
ABC, ESPN, ESPN2, ESPNU, ESPNews, Freeform, FX, FXX, FXM, Disney
Channel, Disney Junior, Disney XD, SEC Network, Nat Geo, Nat Geo
Wild, ABC News Live, ACC Network, Localish; sul piano spagnolo,
ESPN Deportes, Baby TV Español e Nat Geo Mundo.
Ewan McGregor e Claire Danes stanno collaborando per recitare
in The Spot, una nuova serie drammatica Hulu prodotta da A24.
La serie è stata creata da Ed Solomon.
La notizia del casting di The
Spot arriva poco dopo che
Kate Winslet ha lasciato il progetto. La star avrebbe dovuto
interpretare il ruolo femminile principale e ricoprire il ruolo di
produttrice esecutiva sotto Juggle Productions, ma secondo quanto
riferito avrebbe rinunciato a giugno a causa di divergenze
creative. Poche settimane dopo l’abbandono della Winslet, la Danes
è stata contattata per sostituirla e, dopo un’intensa serie di
trattative, è stata ufficialmente scritturata.
La trama della serie racconta la
vita di una chirurgo (Dane) e di suo marito (McGregor), un
insegnante che sospetta che lei sia responsabile dell’incidente con
omissione di soccorso di un bambino. La sua iniziale sfiducia nei
confronti della moglie inizia rapidamente a svelare altri difetti
nel loro matrimonio e spinge la loro relazione al limite.
Il creatore di The Spot,
Solomon, sarà anche lo sceneggiatore, il produttore esecutivo e lo
showrunner della serie. Questo progetto segna il suo ritorno in
televisione dopo Full Circle di HBO
Max. Robin Sweet (Better Call Saul) e Ariel Kleiman
(Andor) saranno i produttori esecutivi insieme a
Solomon. Kleiman è anche previsto come regista della serie.
The Spot non è la prima
collaborazione tra Hulu e
A24. Nel 2021, le due società hanno realizzato un film horror
intitolato False Positive. Il film raccontava la storia di
una coppia sposata, Lucy e Adrian, in cerca di aiuto a causa dei
loro problemi di fertilità. Dopo essere rimasta incinta di tre
gemelli, Lucy inizia a nutrire sospetti sul suo medico. Il film
vedeva come protagonisti Ilana Glazer, Justin Theroux e
Pierce Brosnan.
Al momento della pubblicazione di
questo articolo non è stata ancora resa nota la data ufficiale di
uscita di The Spot. Tuttavia, le riprese dovrebbero iniziare
nel 2026.
IN COPERTINA: Ewan McGregor alla 30ª edizione dei Critics’
Choice Awards, tenutasi. Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com
Io sono
Rosa Ricci (la
nostra recensione) è nelle sale. Il nuovo film di
Lyda Patitucci con
Maria Esposito, Andrea Arcangeli e
Raiz, presentata in anteprima alla 20ª
Edizione della Festa del Cinema di Roma
nella sezione Grand Public, segna il ritorno di uno dei
personaggi più amati della serie Mare Fuori, raccontandone le origini
e l’evoluzione emotiva.
Prodotto da
Picomedia con Rai Cinema in
collaborazione con Netflix, e distribuito da 01
Distribution, Io Sono Rosa Ricci è frutto di una
sceneggiatura firmata da Maurizio Careddu e
Luca Infascelli. Alla fotografia c’è
Valerio Azzali, al montaggio Valeria
Sapienza, alle scenografie Carmine
Guarino e ai costumi Rossella Aprea. Il
film è stato realizzato con il contributo del Fondo per lo
sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo
del Ministero della Cultura e in collaborazione
con la Regione Campania – FCRC.
Il ritorno alle origini di
Rosa Ricci
Il film si colloca narrativamente
tra la prima e la seconda stagione di Mare
Fuori e funziona come una sorta di genesi del
personaggio di Rosa Ricci, interpretata da Maria Esposito.
All’inizio la ritroviamo mentre fa visita al fratello
Ciro all’IPM (Istituto Penale Minorile), ma ben
presto viene coinvolta in una serie di eventi che la metteranno di
fronte a scelte dolorose e a un percorso di crescita forzata.
La regia di Lyda Patitucci scava
nelle contraddizioni di Rosa: una ragazza divisa tra il senso di
appartenenza alla famiglia criminale dei Ricci e il desiderio di
autodeterminarsi, di capire chi è davvero al di là del cognome che
porta.
Il rapporto con il
personaggio di Andrea Arcangeli
Centrale nel racconto è anche il
rapporto con il personaggio interpretato da Andrea
Arcangeli, che diventa un punto di riferimento affettivo e
umano nel viaggio di Rosa.
Attraverso di lui, il film mostra come la protagonista, pur immersa
in un contesto di violenza e sopraffazione, non perda mai
del tutto la capacità di amare.
Questa dimensione più intima e fragile anticipa ciò che vedremo poi
nella serie, quando Rosa intreccerà la complessa storia d’amore con
Carmine Di Salvo, il ragazzo del clan rivale.
Maria Esposito in Io sono Rosa Ricci – Foto Credits Sabrina
Cirillo
Nel finale del film, dopo la sua drammatica esperienza di
prigionia e le prove affrontate nel corso della storia, Rosa riceve
la notizia della morte di Ciro. È il momento di
svolta: da quel dolore nasce la consapevolezza di sé. La Rosa che
vediamo nell’ultima scena — fredda, determinata, capace di
nascondere la propria vulnerabilità — è la stessa che ritroveremo
in Mare Fuori.
Il film rappresenta dunque
il rito di passaggio di Rosa Ricci: l’abbandono
dell’innocenza e l’assunzione di un’identità nuova, costruita sul
lutto, sulla rabbia ma anche su una forza interiore che la renderà
protagonista delle stagioni successive della serie. Nel suo sguardo
finale, quando promette vendetta e giura di uccidere
Carmine Di Salvo, si intravede già il conflitto
che diventerà il cuore della sua storia d’amore e della sua lotta
personale tra odio e perdono.
Egerton sostituisce
Oscar Isaac, annunciato a fine agosto ma
escluso a causa di impegni. Lazar ha descritto oggi il film come
sullo stile di Quei bravi ragazzi e Scarface. La sinossi recita:
“Kockroach è la storia di un misterioso straniero che affronta
la malavita di New York, trasformandosi in un boss della malavita
più grande della vita in una città dove il potere è
tutto”.
L’adattamento cinematografico del
romanzo di William Lashner è in pre-produzione e
le riprese dovrebbero iniziare a febbraio in Australia. Matt Ross
(Captain Fantastic) dirigerà il film da una sceneggiatura di
Jonathan Ames (You Were Never Really Here) con revisioni di
Ross.
Black Bear continuerà a vendere i
diritti internazionali al prossimo AFM. CAA Media Finance e Range
Select co-rappresentano quelli nazionali.
Tra i responsabili del dipartimento
figurano Colin Gibson, lo scenografo vincitore di un Oscar per il
suo lavoro in Mad Max: Fury Road; il direttore
della fotografia vincitore di un Emmy Adam Arkapaw, i cui crediti
includono The Order, The King,
Macbeth e le prime stagioni di Top of the
Lake e True Detective; e il supervisore
degli effetti visivi Jonathan Dearing, noto per il suo lavoro in
M3gan, The Invisible Man e
Upgrade.
“Non potrei essere più
entusiasta di dare il benvenuto a Taron in Kockroach e di vederlo
collaborare con Channing e Zazie in questa nuova e audace
interpretazione del genere gangster. Grazie allo straordinario
talento del regista Matt Ross, Kockroach supererà i limiti e le
aspettative allo stesso modo di film seminali come Scarface e Quei
bravi ragazzi. Sono anche entusiasta di vedere il nostro
incredibile team creativo unirsi: lo scenografo premio Oscar Colin
Gibson, il direttore della fotografia Adam Arkapaw e il supervisore
degli effetti visivi Jonathan Dearing”, ha dichiarato
Lazar.
La star di
Kingsman, Rocketman,
Black Bird e Carry-On,Taron Egerton, è stata vista di recente nella
serie di Apple
TVSmoke e nel film poliziesco She Rides
Shotgun.
Un trentesimo anniversario, quello
di Linea
d’Ombra Festival, che non è una meta, ma l’inizio di
un nuovo viaggio. In tre decenni di esplorazioni è diventato un
punto di riferimento per la cultura audiovisiva in Italia e in
Europa. E così, dall’8 al 15 novembre 2025, con oltre 70 eventi tra
cinema, musica, libri, arti visive e formazione, Linea
d’Ombra Festival, ideato e diretto da Peppe
D’Antonio e Boris
Sollazzo e promosso
dall’associazione SalernoInFestival ETS,
conferma la sua natura di evento che non si limita a celebrare il
cinema, ma continua a interrogare il mondo attraverso di esso.
Dopo il successo dell’edizione 2024, la riflessione sui
“Diritti/Rights” torna come filo conduttore del 2025, ma declinata
come “diritto al sapere”, esplorato da
proiezioni, incontri, masterclass e laboratori.
Tre sono le sezioni di film in
concorso: Passaggi d’Europa_30, con sei
lungometraggi – opere prime o seconde – di autori
europei; CortoEuropa_30,
con 21 cortometraggi prodotti in Europa negli ultimi due
anni; e UNIFEST, con 10 cortometraggi
realizzati da studenti universitari di tutto il mondo e presentati
nella sezione dedicata, ideata in collaborazione con l’Università
degli Studi di Salerno.
Il programma di questa edizione si
completa con il Fuori Concorso,
le Proiezioni speciali
internazionali e Nuovo Cinema
Italia; il cinema emergente campano dell’Open
Space e la consueta Maratona
cinematografica notturna, quest’anno dedicata al
regista Eran Riklis, che riceverà
da Banca Campania
Centro il Premio Linea d’Ombra Maestri
del Cinema. E poi ancora i Ring, gli
incontri con ospiti affermati ed emergenti condotti
da Boris Sollazzo; gli eventi performativi
di Quinto Elemento, la macro-sezione
interdisciplinare di indagine sull’audiovisivo nella sua forma
espansa.
In linea con il tema del “diritto
al sapere” è il percorso dedicato alla formazione con
la Media Education Factory (MEF), articolato
nei Percorsi dello sguardo, cinque matinée di
cinema riservate alle scuole sul tema “Diritto al sapere”, seguite
da L’Ora dei Diritti, un ciclo di dibattiti e
testimonianze con giornalisti, docenti e operatori della scuola;
tre imperdibili Masterclass_30 dedicate
a recitazione, fumetto e regia; il LabDoc_30,
laboratorio per sviluppare un documentario sulla storia e la vita
del Porto di Salerno; le UniClass, una
masterclass e un workshop della sezione UNIFEST dedicati al diritto
alla lettura e all’audiovisivo e all’idea di società; infine
il MEF Off, con il corso di aggiornamento sui
temi delle Pari Opportunità organizzato con l’Ordine dei
Giornalisti della Campania e Federscherma.
Le
novità. Con la
sezione LdO_BOOK si presentano
esperienze editoriali liminali al mondo dell’audiovisivo;
tre Eventi Speciali: un convegno per
riflettere con Cinecittà e
Nexsoft sul ruolo dell’intelligenza artificiale
nel cinema, un’installazione audiovisiva multicanale e una
performance audiovisiva site-specific per festeggiare i trent’anni
del festival. Altra novità il MEF
Off dedicato alle Pari Opportunità, con la
testimonianza della schermitrice paralimpica e docente di
ingegneria chimica all’Università Federico II di
Napoli, Rossana Pasquino, in programma il 10
novembre dalle 14.30 nella Sala Marcello Torre della Provincia di
Salerno. L’incontro, organizzato con l’Ordine dei
Giornalisti della Campania – Commissione Pari
Opportunità e Federscherma, è
valido per i crediti formativi dei giornalisti.
Gli eventi in programma segnalati
“anche in diretta streaming” saranno visibili sui canali social del
Festival (Facebook, YouTube). Il pubblico in sala e online potrà
fare domande agli ospiti.
Anche quest’anno il pubblico potrà
partecipare come giuria popolare votando online
su partecipa.lineadombrafestival.it e
prenotare gli eventi su Eventbrite.
Inoltre il pubblico potrà chiedere informazioni sul programma
interrogando l’assistente vocale AI by Nexsoft al
link ldo.nexsoft.it. Linea d’Ombra prosegue
inoltre il proprio impegno per la mobilità sostenibile e la
riduzione degli impatti ambientali dell’evento.
IL PROGRAMMA di Linea
d’Ombra
Sabato 8 novembre. L’apertura
è con la nuova generazione del cinema italiano. Dopo
l’accreditamento della giuria popolare alla Sala Pasolini, ci sarà
la prima proiezione del concorso CortoEuropa_30.
Nel pomeriggio Peppe D’Antonio
presenterà On
the Edge di Guérin
van de Vorst, Sophie Muselle, primo lungometraggio in gara per la
sezione Passaggi
d’Europa_30, opera
centrata sull’esperienza di una giovane infermiera in un reparto
psichiatrico e il suo incontro con il profondo disagio emotivo
di Mila. La giornata culminerà con il Ring
“I giovani favolosi”,
incontro dedicato ai nuovi volti del cinema
italiano: Samuele
Carrino, Carlotta Gamba, Aurora Giovinazzo, Ludovica
Nasti e Beatrice
Puccilli dialogheranno
con il pubblico in un evento simbolico che celebra la “meglio
gioventù” del cinema nazionale. Sarà possibile seguire l’evento
anche in diretta streaming sui canali di Linea
d’Ombra Festival.
Domenica 9 novembre. Il
secondo giorno si apre alle 16.30 alla Sala Pasolini con le
proiezioni del concorso CortoEuropa_30 e,
a seguire, Passaggi
d’Europa_30 con
la presentazione di Don’t
let me die dell’esordiente
Andrei Epure. L’opera è perfettamente in linea con una certa
tendenza del cinema rumeno contemporaneo, giocata sul paradosso e
l’assurdo. Alle 19, al Piccolo Teatro Porta Catena, evento
speciale con Una
cosa vicina,
film di Loris
G. Nese,
presentato a Venezia 82. Dialoga con il regista il giornalista
del Corriere del Mezzogiorno Gabriele
Bojano.
In serata (ore 21.30) il protagonista
del Ring è
lo scrittore Donato
Carrisi,
che con Boris Sollazzo ripercorrerà la sua carriera di
narratore e regista, da Il
suggeritore a La
ragazza nella nebbia.
A Carrisi sarà assegnato il Premio
Linea d’Ombra.
Alle 18, al Museo
Virtuale della Scuola Medica Salernitana,
sarà inaugurata l’installazione Move
After Move di Antonello
Matarazzo,
curata da Bruno
Di Marino,
visitabile fino al 15 novembre dalle 16.00 alle 20.00.
Lunedì 10 novembre. La
giornata inizia con le attività della Media
Education Factory,
dedicate alle scuole con la proiezione del
film La
Scuola di Daniele
Luchetti e
l’incontro con Tommaso
Siani,
direttore de La Città. Parte il
laboratorio LabDoc_30, centrato
sulla realizzazione di un documentario dedicato
al Porto di Salerno, il progetto è sostenuto
dalla Fondazione della Comunità
Salernitana con
la collaborazione didattica di Upside
Production e Audiovisual
Napoli Hub – Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università
Federico II di Napoli.
Alle 10.30, nella Sala Affreschi del Complesso San Michele, si
terrà UNIFEST
– UniClass #1 Il sentiero delle storie. Una strada verso il diritto
alla lettura,
workshop con Angela
Albarano,
docente e direttrice del Libro
Aperto Festival.
Alla sala Pasolini continuano le proiezioni dei cortometraggi
in concorso nella sezione CortoEuropa_30 e,
alle 18.30, per la sezione Passaggi
d’Europa_30,
presentazione del film spagnoloPheasant Island,
che l’esordiente Asier Urbieta dedica al tema dell’immigrazione. Al
Cinema Fatima, sempre alle 18.30, proiezione fuori concorso
di I
bambini di Gaza. Sulle ali della libertà di Loris
Lai.
Seguirà il dibattito, moderato da Peppe
D’Antonio, Salam/Shalom:
dopo Gaza le vie della pace con Marco
Croatti,
senatore della Repubblica, Giso
Amendola,
docente all’Università di Salerno, e Loris
Lai,
regista. Alle 21.30, alla Sala Pasolini,
l’artista Bruno
Dorella proporrà
la sonorizzazione live del film muto L’Odissea(1911),
uno degli eventi di punta della
sezione Quinto
Elemento
dedicata al dialogo tra cinema e musica. Ingresso libero fino a
esaurimento posti.
Martedì 11 novembre. Masterclass
e contaminazioni sonore. Alle 9, al Complesso San
Michele, Masterclass_30 con Milena
Mancini,
attrice e performer, che guiderà gli studenti nella costruzione del
personaggio “dal testo all’azione”. Alle 9.30, alla Sala Pasolini,
per il Media
Education Factory – Percorsi dello sguardo: scuola di
cinema,
proiezione del film L’onda di Dennis
Gansel,
seguita da L’Ora
dei Diritti con Marcello
Ravveduto,
storico e docente universitario. Quarta giornata di proiezione dei
film in concorso,
CortoEuropa_30, alle
ore 16.30 e alle 18.30, per Passaggi
d’Europa_30,
il regista turco Seymus Altun, anch’egli all’opera prima,
conAs
we breath,
ci porta in Anatolia per scoprire il dramma di una famiglia causato
da un disastro ambientale che mette a rischio la loro vita e i loro
beni. Alle 19, al Piccolo Teatro Porta Catena, per la
sezione Fuori
Concorso – Open Space,
proiezione dei cortometraggi Alla
Svizzera di
Domenico Pizzulo; Maccarìa di
Giulia Minella; Il
compito di
Gabriele Angrisani e Fino
a te di
Luca Grafner. Alle 21.30, alla Sala Pasolini, per la
sezione Quinto
Elemento,
il chitarrista americano Steve
Gunn sonorizzerà
dal vivo i cortometraggi sperimentali di Stan
Brakhage.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Mercoledì 12 novembre. Tra
fumetto e impegno civile. In mattinata, alla Sala Pasolini,
proiezione di La
sala professori di Ilker
Çatak (Germania,
2023). Seguirà L’Ora
dei Diritti con Ida
Lenza,
dirigente scolastico del Liceo Tasso di Salerno. Alle
17, Masterclass_30 con
il fumettista Roberto
Recchioni,
moderata dall’art director LdO e COMICON Roberto
Policastro.
Alla Sala Pasolini proiezione dei cortometraggi in concorso nella
sezione CortoEuropa_30 e,
alle 18.30, per Passaggi
d’Europa_30 proiezione
del film I
shall seedella
regista olandese Mercedes Stalenhoef. Il film segue la vicenda di
una ragazza che perde la vista mentre attraversa la
propria linea
d’ombra
per diventare adulta.
Alle 19, al Piccolo Teatro Porta Catena, per la
sezione Open
Space,
proiezione dei cortometraggi Senza
voce di
Flavio Califano, Un
bacio di
Rocco Ancarola, Fallen
Houses di
Gianluca Abbate, Appuntamento
a Mezzogiorno di
Antonio Passaro e Il
peso della carne di
Gaia Troisi (in collaborazione con MacFest 2025). A seguire,
proiezione speciale di 58% di Vincenzo
Marra, documentario
realizzato dal regista a Gaza nel 2005 che aiuta a comprendere
le dinamiche storiche di una tragedia. Alle 21.15, lo stesso
Marra sarà protagonista del Ring
“Marra(dona) è meglio ’e Pelè” e
della retrospettiva sui suoi vent’anni di cinema civile. Alle
21.30, alla Sala Pasolini, Quinto
Elemento con Oren
Ambarchi per Dragon’s
Return.
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Giovedì 13 novembre. È
il giorno del rapporto tra intelligenza artificiale e futuro del
cinema. Alle 9.30, alla Sala Pasolini, proiezione del
film La
classe di Laurent
Cantet,
seguita da L’Ora
dei Diritti con Olga
Chieffi,
giornalista e musicologa. Al Complesso San Michele, alle 9.30,
convegno IA
e Cinema: tra paura e desiderio,
promosso in collaborazione con Cinecittà e Nexsoft,
con interventi di Corrado
Montoro, Andrea
Gatopoulos, Pietro
Lafiandra ed Enrico
Bufalini.
Modera la giornalista de Il
MattinoCarmen
Incisivo.
Alle 10.30, UNIFEST
– UniClass #3 Immagini e immaginazione: l’audiovisivo e l’idea di
società,
masterclass con Marco
Colacino.
Ultima giornata di proiezioni dei film in concorso nelle due
sezioni CortoEuropa_30,
ore 16:30, e Passaggi
d’Europa_30, con
la presentazione del film A
balcony in Limonges,
di Jérôme Reybaud. Film nel quale l’incontro tra due donne si
trasforma in un percorso nell’assurdo e nell’insolito.
Nel pomeriggio, alle 18.30, al Piccolo Teatro Porta Catena,
debutta LdO_BOOK,
la nuova sezione dedicata al dialogo tra letteratura e audiovisivo,
con la presentazione di Una
storia scomoda di Antonio
Caiazza (Bibliotheka,
2025). In dialogo con l’autore, Boris
Sollazzo.
A seguire, talk Il
cinema tra processi educativi e culture
indisciplinate con Alfonso
Amendola e Alfredo
Pio Di Tore,
autori del volume Sul
cambiare il mondo! Una lettura metadisciplinare di Guy Ernest
Debord (Orthotes,
2025). Alle 21, alla Sala Pasolini, anteprima
di I
Love Lucca Comics and Games di Manlio
Castagna e
dopo a proiezione incontro conclusivo del regista con Boris
Sollazzo.
Venerdì 14 novembre. Giornata
dei maestri del cinema. Alle 9.30, alla Sala Pasolini, proiezione
di La
scuola è finita di Valerio
Jalongo,
seguita da L’Ora
dei Diritti con
il regista e il giornalista Andrea
Pellegrino.
Alle 10.30, al Piccolo Teatro Porta
Catena, Masterclass_30 su “Il
mestiere del regista nell’era dell’immagine globale” con Edoardo
De Angelis.
Alle 17.30, alla Sala Pasolini, proiezione del teaser finale
del LabDoc_30,
introdotto da Antonia
Autuori,
presidente della Fondazione della Comunità Salernitana.
Alle 17.30, al Piccolo Teatro Porta Catena, premiazione del video
contest UNIFEST
#5 – #DIRITTI/ROVESCI.
Alle 18.30, alla Sala Pasolini, spazio alle premiazioni dei
concorsi Passaggi
d’Europa_30 e CortoEuropa_30.
Alle 19.30, al Piccolo Teatro Porta Catena, presentazione del
romanzo Il
suono dell’anima di Monica
Manganelli (IR-Independent
R-Evolution, 2025). Dialoga con l’autrice il giornalista e
critico cinematografico Stefano
Valva.
Alle 20.30, alla Sala Pasolini, il regista
israeliano Eran
Riklis riceverà
il Premio
Speciale Linea d’Ombra Maestri del Cinema,
consegnato da Banca
Campania Centro.
A seguire, la proiezione del film cult Vulcan
Junction
e la maratona notturna dedicata alla sua filmografia.
Sabato 15 novembre. Ultimo
giorno dedicato all’arte del futuro. Alle 11.30, alla Sala
Pasolini, proiezione speciale di Trotula
e il sentiero nel vento di Federica
Avagliano,
omaggio alla figura simbolo della Scuola Medica Salernitana (in
collaborazione con Talea e Giffoni Innovation Hub). Alle 17.30,
anteprima assoluta del documentario Festa
della Musica: un concerto lungo 30 anni di Andrea
De Rosa e Mirella
Paolillo,
realizzato con Rai
Documentari.
Gran finale con Re:Vision_LdO30,
performance audiovisiva di K.lust
e Kanaka che
reinterpreta trent’anni di immagini del festival in chiave
multimediale e contemporanea. Ingresso libero fino a esaurimento
posti.
Ender’s Game è uscito nel pieno della
moda dei romanzi distopici di fantascienza per giovani adulti,
ma ha un finale molto più cupo rispetto ad altri film di
fantascienza per lo stesso pubblico. Ambientato in un futuro in cui
gli umani si preparano ad affrontare l’attacco di una razza aliena
conosciuta come i Formici, il film del 2013 è incentrato sul
talentuoso studente dell’accademia militare Andrew “Ender” Wiggins
(Asa
Butterfield) che viene coinvolto in una grande guerra
intergalattica. Ender’s
Game, basato sull’omonimo romanzo cult di Orson Scott Card,
è anche una storia di formazione che approfondisce l’evoluzione di
Ender da bambino dotato a potenziale salvatore del pianeta.
Come il romanzo, Ender’s
Game si conclude con un colpo di scena scioccante. Ma per
entrare nei dettagli del finale, gli spettatori devono rivisitare
la tradizione fantascientifica che Ender’s Game stabilisce
all’inizio.
I Formici sono diventati i
principali nemici della Terra dopo averla invasa, uccidendo milioni
di persone. Tuttavia, quando il capitano Mazer Rackham (Ben
Kingsley) si è sacrificato facendo schiantare la sua
nave sul pianeta natale dei Formici, la pace è stata ristabilita
sulla Terra. Ma anche allora, gli umani si sono preparati per un
contrattacco, reclutando giovani cadetti spaziali come Ender.
Come fa Ender a distruggere
accidentalmente i Formici?
Durante tutto il film Ender’s
Game, Ender non viene quasi mai coinvolto in combattimenti
reali. Lui e i suoi giovani compagni vengono invece addestrati a
combattere i Formici attraverso programmi di simulazione elaborati
e ultra-realistici. Anche se è sottoposto agli stessi esercizi di
addestramento degli altri studenti dell’accademia, i suoi superiori
vedono in lui un potenziale speciale fin dall’inizio, come si può
vedere dal trattamento speciale che riceve dal colonnello Hyrum
Graff (Harrison
Ford). Graff e altri comandanti della flotta
supervisionano quella che Ender crede essere la sua prova finale.
Questa richiede che lui conquisti il pianeta natale dei Formici,
anche se questi ultimi sono più numerosi delle truppe sotto il suo
comando.
Da sempre incline a privilegiare la
strategia rispetto alle emozioni, Ender esorta i membri della sua
flotta a sacrificarsi pur di far esplodere il dispositivo MD
(Molecular Detachment) sul pianeta dei Formici. Alla fine di
Ender’s Game, Ender riesce finalmente nella sua missione e
riesce a sterminare la razza formica, solo per scoprire che i
comandanti lo avevano manipolato facendogli credere che tutto
questo fosse una simulazione. Lo sterminio dei formici è avvenuto
in realtà in tempo reale. Il tradimento che Ender, sbalordito, deve
affrontare segna la perdita dell’innocenza nella sua vita
adolescenziale. Per quanto idealista fosse Ender, non aveva mai
avuto intenzione di diventare un distruttore di pianeti.
Ender riuscirà a ricostruire la
società dei Formici?
Ender’s Game è tra i
migliori film di Asa Butterfield, in parte grazie alla gamma
di emozioni che l’attore esprime nelle scene finali. Tormentato dal
senso di colpa, Ender manifesta chiaramente il suo disappunto nei
confronti dei suoi superiori. Quando alla fine viene sedato con dei
tranquillanti, Ender riesce a comunicare con la regina formica
attraverso un sistema di mente alveare. Infatti, come suggerisce il
romanzo originale, i formici hanno invaso la Terra solo perché
ritenevano che un pianeta senza una mentalità di mente alveare non
avrebbe avuto alcuna specie senziente. Anche se le azioni di Ender
uccidono i Formici, la loro regina riesce a comunicare mentalmente
con Ender nei suoi ultimi istanti di vita. Sebbene inizialmente
intenda ucciderlo, il senso di colpa di Ender le fa cambiare
idea.
La regina guida invece Ender verso
una struttura formica abbandonata dove si trova un uovo che lei
aveva protetto. È da questo momento che Ender scopre le sue nuove
responsabilità. Ora che la guerra tra i Formici e gli umani è
finita, Ender viene promosso ammiraglio, gli viene assegnata una
nuova nave e gli viene data piena libertà di fare ciò che desidera.
Ender sfrutta perfettamente la sua libertà per avventurarsi nello
spazio profondo con l’intenzione di avviare una nuova colonia
Formica che darà essenzialmente il via alla rinascita della specie.
In questo senso, il finale di Ender’s Game risulta ironico,
ma offre anche al protagonista una sorta di redenzione.
Come finisce il libro Ender’s
Game?
Il film Ender’s Game
differisce dal libro in molti modi, compreso il modo in cui si
svolge il finale. Un cambiamento importante è che la sorella di
Ender, Valentine Wiggin (Abigail Breslin), non è così approfondita
come nel materiale originale. Nel libro, Ender e Valentine
esplorano insieme altri mondi nella speranza di riabilitare l’uovo
Formico non ancora nato. Nel film, invece, Ender intraprende questo
viaggio da solo. Vale anche la pena notare come il finale del film
Ender’s Game sia più affrettato nell’esplorare la
disillusione e la rabbia di Ender per essere responsabile del
genocidio dei Formici.
Nel romanzo, i coloni spaziali
fondano una colonia, di cui Ender diventa governatore. Egli accetta
questa posizione di potere con disinteresse, ma è proprio nella
colonia che viene guidato dalla regina Formica per impossessarsi
dell’ultimo uovo rimasto. Quando la regina comunica con lui, viene
fornito un contesto più ampio su come i Formici abbiano attaccato
accidentalmente la Terra, poiché prima non erano a conoscenza
dell’esistenza di alcuna forma di vita al di fuori dell’alveare.
Con queste nuove informazioni, Ender scrive un racconto intitolato
The Hive Queen con lo pseudonimo di “Speaker of the
Dead”. Suo fratello maggiore Peter alla fine deduce che
l’autore è proprio Ender.
Come Valentine, Peter è stato
pesantemente tagliato dal film Ender’s Game, ed è per questo
che non ha un ruolo principale nemmeno nel finale. Altrimenti, il
romanzo presenta Peter come un fratello prepotente che sminuisce
costantemente Ender. L’ultimo passo che Ender compie nell’eliminare
accidentalmente i Formici lo spaventa ulteriormente perché lo fa
sentire come Peter. Quando Peter scopre chi ha scritto “The Hive
Queen”, chiede a Ender di scrivere un libro anche su di lui. Ender
scrive un’opera dedicata al fratello, intitolandola
appropriatamente “The Hegemon”. È a causa di questo rapporto
irrisolto tra i due fratelli che Ender e Valentine abbandonano la
loro colonia.
Il finale di Ender’s Game
avrebbe potuto essere ancora più cupo
Ender è un personaggio cupo nel
romanzo Ender’s Game, fino al suo finale. Il bullismo che
subisce da Peter e dagli altri, insieme al suo atteggiamento
generale di voler conquistare le persone, mette alla prova il suo
temperamento all’estremo. All’età di 11 anni, Ender ha già ucciso i
bulli Bonzo e Stilson. Questa scioccante perdita di innocenza lo
trasforma quasi in un antieroe prima che la battaglia finale porti
a un cambiamento nel suo cuore. Ritraendo Ender come un personaggio
compassionevole fin dall’inizio, il film Ender’s Game
minimizza l’impatto del finale. Ender prova rimorso, ma questo non
contrasta con la sua personalità come invece accadeva nel
libro.
Il vero significato del finale
di Ender’s Game
Per chi ha letto il romanzo del
1985, il finale del film Ender’s Game potrebbe sembrare
edulcorato e sterilizzato. Tuttavia, la conclusione è più carica di
emozioni e più cupa rispetto ad altri film di fantascienza per
adolescenti dell’epoca. Il fatto che l’ultima missione di Ender non
fosse una simulazione potrebbe persino scioccare gli spettatori che
non conoscono il materiale originale. È interessante notare che
questo colpo di scena finale è anticipato nel poster di
Ender’s Game, che recita “Questo non è un
gioco”. Questo slogan riassume perfettamente l’arco narrativo
di Ender nel film, che si era cimentato in giochi simulati solo per
affrontare la realtà in modo inaspettato.
Il
film Halloween
(qui la recensione) del 2018
rappresenta un’importante rinascita del mito di Michael Myers,
riportando la saga alle sue radici e cancellando tutta la
continuity sviluppata dopo il cult del 1978. Con questo nuovo
capitolo, scritto e diretto da David Gordon Green e prodotto da John
Carpenter stesso, la storia riparte 40 anni dopo
la notte di Haddonfield, immaginando un universo in cui Michael non
è il fratello di Laurie: solo un assassino silenzioso e
inarrestabile che ha segnato la vita di una sopravvissuta. Il
risultato è un film che combina nostalgia e attualizzazione, con un
approccio più crudo e realistico rispetto ai sequel precedenti.
A
rendere questa operazione ancora più significativa è il ritorno di
Jamie Lee
Curtis nel ruolo di Laurie Strode, trasformata da vittima
traumatizzata a donna combattente, pronta a ribaltare il gioco e
diventare cacciatrice invece che preda. Il film indaga i traumi
post-evento, il peso della paura tramandata alle nuove generazioni
e il tema dell’autodifesa: Laurie si è preparata per 40 anni al
ritorno del suo incubo personale, trasformando la propria casa in
una trappola per il mostro che l’ha distrutta. Michael, al
contrario, resta puro male, privo di spiegazioni psicologiche: una
forza oscura che torna solo per uccidere.
Il nuovo
Halloween è
quindi sia un omaggio al classico di Carpenter sia un aggiornamento
moderno del suo linguaggio. Con un mix di horror slasher, tensione
psicologica e riflessioni sulla resilienza, il film riporta la saga
a un tono più serio e meno spettacolare, eliminando le
sovrastrutture accumulate nei sequel passati. Nel resto
dell’articolo si fornirà la spiegazione del finale, analizzando la resa dei
conti tra Laurie e Michael e mostrando come gli eventi finali
anticipino direttamente ciò che vedremo nei sequel
Halloween Kills
e Halloween
Ends, che completano la trilogia.
La trama di Halloween
Sono trascorsi esattamente
quarant’anni dal massacro di Haddonfield e lo
spietato Michael Myers, che sta per essere
trasferito in un carcere di massima sicurezza, si rifiuta di
parlare delle dinamiche che lo hanno portato ad uccidere tutti
quegli innocenti. Lo psicologo del carcere, il dottor
Ranbir Sartain, ha preso a cuore il caso e propone
al detenuto di continuare le loro visite anche nella nuova
prigione. Prima che Michael sia trasferito, in città giungono i
reporter Aaron Korey e Dana Haines
impegnati in un’inchiesta sul killer. I due si recano a casa di
Laurie Strode, unica sopravvissuta alla strage,
che si rifiuta categoricamente di rilasciare un’intervista. Laurie,
infatti, non ha mai superato lo shock e vive nella costante paura
che Michael possa tornare per ucciderla.
Il 30 ottobre, il veicolo che
trasporta Myers e i detenuti ha però un incidente e l’assassino ne
approfitta per fuggire e iniziare una nuova carneficina. Venuta a
conoscenza dell’accaduto, Laurie corre a proteggere sua figlia
Karen e la
nipote Allyson. La ragazza, ignara del fatto
che Micheal sia a piede libero, è impegnata a fare da baby-sitter
al piccolo Julian quando apprende che qualcuno ha ucciso gli
amici Dave e Vicky.
I tre ragazzi vengono improvvisamente attaccati da Myers, che vuole
placare la sua sete di sangue, e solo Allyson riesce a fuggire.
Mentre Sartain è convinto di poter far ravvedere il violento
assassino, Laurie sa che il suo nemico ha intenzione di ucciderla e
ha studiato un piano molto astuto per eliminarlo.
La spiegazione del finale del
film
Nel
terzo atto di Halloween
(2018), la tensione raggiunge il massimo quando Laurie, Karen e
Allyson vengono radunate nella casa-fortezza costruita da Laurie in
previsione del ritorno di Michael Myers. Il killer riesce a
raggiungerle eliminando prima i poliziotti di sorveglianza e poi
Ray, il marito di Karen. Inizia così un violento assalto notturno,
fatto di porte blindate, stanze trappola e passaggi segreti, in cui
le tre generazioni di donne Strode tentano di sopravvivere. Laurie
affronta direttamente Michael, ma viene ferita e scaraventata dal
balcone, scomparendo nel buio.
Mentre Michael si muove all’interno della casa, Karen e Allyson si
rifugiano nel seminterrato blindato, creduto l’unico luogo sicuro.
Il killer però li localizza e tenta di sfondare l’accesso,
costringendole a una disperata lotta corpo a corpo. Proprio quando
tutto sembra perduto, Karen riesce a colpirlo e Laurie riappare,
ribaltando la situazione. Le tre donne intrappolano Michael nel
sottoscala e danno fuoco alla casa, condannandolo a una morte
apparente tra le fiamme. L’ultima inquadratura mostra il
seminterrato in fiamme, ma il corpo non si vede.
Questo finale assume un valore simbolico oltre che narrativo: per
quarant’anni Laurie ha vissuto prigioniera del trauma, trasformando
la propria casa in una gabbia tanto sicura quanto opprimente.
Intrappolare Michael nel luogo progettato per difendersi significa
ribaltare il rapporto di forza: non è più Laurie a essere cacciata,
ma il suo mostro. Il fuoco diventa una catarsi, un modo per
bruciare il passato e rompere un ciclo di paura, riaffermando che
la sopravvivenza non è più questione di fortuna, ma di volontà e
preparazione.
Il film chiude così un percorso tematico centrato sull’eredità del
trauma. Laurie, Karen e Allyson rappresentano tre generazioni
segnate dalla stessa ombra: chi ha vissuto il male, chi lo ha
subito indirettamente e chi lo ha ignorato finché non si è
manifestato. Il finale mostra come solo l’unione delle tre permetta
di sconfiggere Michael, ribaltando l’idea della final girl
solitaria tipica della saga. Questo passaggio collettivo del
testimone anticipa gli sviluppi dei sequel, in cui il trauma non
scompare, ma si trasforma e cambia la comunità intera.
Il messaggio che Halloween lascia è
sorprendentemente umano: il male è inarrestabile, ma non
invincibile. Michael sopravvive, ma ciò che cambia è la mentalità
di chi lo affronta. Il film suggerisce che la paura può consumare
la vita quanto l’atto violento in sé, e che la guarigione non si
ottiene cancellando il ricordo, bensì accettandolo e trasformandolo
in forza. Laurie non è più una vittima, Karen non è più scettica e
Allyson non è più ingenua: sono tre sopravvissute consapevoli,
capaci di guardare negli occhi ciò che Haddonfield ha sempre
temuto.
Infine, il film offre un chiaro aggancio ai sequel. L’assenza del
corpo tra le fiamme e il respiro udibile durante la scena
post-credit confermano che Michael è vivo, preparando direttamente
Halloween
Kills e Halloween
Ends, girati come parti di una trilogia unitaria. La
sopravvivenza del killer non è solo un espediente horror, ma una
dichiarazione tematica: il male può essere colpito, ma non è mai
davvero sconfitto. I film successivi approfondiranno la guerra di
Laurie contro una figura ormai mitica, più forza della natura che
semplice uomo.
Un matrimonio esplosivo (qui
la recensione), diretto da Jason Moore e
interpretato da Jennifer Lopez e Josh Duhamel, è una commedia romantica ad alto
tasso d’azione che mescola nozze da sogno, famiglie invadenti e
rapimenti in stile thriller. La trama porta la coppia – Darcy e Tom
– su un’isola privata per il matrimonio perfetto, che presto si
trasforma in un incubo: invitati ancora in fase di preparazione,
vengono presi in ostaggio da pirati. Il risultato è un divertente
ibrido tra romantico e action‑comedy, dove «finché morte non ci
separi» assume un significato molto più letterale.
Nel contesto della filmografia
recente di Jennifer Lopez, Un matrimonio esplosivo si
colloca come una proposizione brillante e più leggera della sua
partecipazione in film come Marry Me –
Sposami (2022), una commedia romantica tradizionale. Qui
invece l’azione e lo spettacolo prendono il sopravvento, con un
ritmo più serrato e scenari più audaci. Il cast include anche nomi
come Jennifer Coolidge, Lenny
Kravitz e Cheech Marin che arricchiscono
il film con caratterizzazioni colorite.
Il film richiama altri titoli che
combinano commedia romantica e situazioni action‑sospese, come
The Lost
City o Red Notice, in cui protagonisti glamour affrontano
avventure inusuali in location esotiche. Un matrimonio esplosivo
percorre la via della festa che degenera in caos, con l’aggiunta di
ostaggi e pirati che danno una scossa al genere. Nel resto
dell’articolo si proporrà una spiegazione dettagliata del finale
del film e si analizzerà se ci siano indizi o basi per un eventuale
sequel.
La trama di Un matrimonio
esplosivo
Il film segue la storia di Darcy
(Jennifer
Lopez) e Tom (Josh
Duhamel), una giovane coppia in procinto di sposarsi,
che decide di organizzare il matrimonio in un luogo piuttosto
stravagante, portando le rispettive famiglie a riunirsi in quella
che diventerà un’avventurosa cerimonia. Le cose non vanno infatti
come previsto, i due novelli sposi sembrano maturare forti dubbi
riguardo il loro rapporto e come se non bastasse, le vite di tutti
gli ospiti vengono prese in ostaggio da una banda di criminali. I
due protagonisti dovranno cercare di risolvere la situazione e
affrontare il pericolo con ogni mezzo per mettere in salvo i propri
cari.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di Un
matrimonio esplosivo, la tensione raggiunge il culmine:
Darcy e Tom, inizialmente separati dai pirati, riescono a liberarsi
e a eludere la cattura, mostrando una combinazione di coraggio e
astuzia. Si nascondono in una cassaforte sotto l’ufficio del
manager dell’isola, dove Tom decide di arrendersi ai pirati per
proteggere Darcy. Nel frattempo, il resto degli invitati scopre che
Sean, l’ex fidanzato di Darcy, ha orchestrato il sequestro, mentre
Harriet, la complice, viene smascherata. La consapevolezza dei
tradimenti accresce la tensione, preparando lo scenario per la resa
dei conti finale tra coppia, antagonisti e pirati.
L’azione culmina nella sequenza
della piscina, dove il gruppo riesce a organizzare il matrimonio
mentre fronteggia i pirati. Darcy afferra una granata, che Tom
batte contro uno dei nemici, provocando un’esplosione spettacolare
che mette fuori gioco i criminali e attiva i fuochi d’artificio già
previsti per la cerimonia. La scena mescola comicità, adrenalina e
romanticismo, con la coppia che mantiene il focus sul proprio
matrimonio nonostante il caos circostante. Gli altri ospiti
partecipano attivamente, dimostrando unità e collaborazione di
fronte alla minaccia.
La spiegazione del finale evidenzia
come la vittoria sui pirati e la sconfitta di Sean e Harriet
simboleggino il superamento degli ostacoli esterni e interni al
matrimonio. Il film mostra come Tom e Darcy affrontino le loro
paure e dubbi reciproci, trasformando il caos in un’opportunità per
consolidare la loro relazione. Le scene d’azione non sono fini a se
stesse: servono a ribadire il tema dell’amore che resiste alle
difficoltà e alla manipolazione esterna, enfatizzando il concetto
di fiducia e impegno reciproco.
Inoltre, il finale porta a
compimento il tema della responsabilità familiare e della
risoluzione dei conflitti: la famiglia di Darcy interviene in modo
strategico, collaborando per proteggere la coppia e fermare i
criminali. Il matrimonio non è solo un evento celebrativo, ma
diventa il simbolo della resilienza, della lealtà e del coraggio
condiviso. I protagonisti imparano a bilanciare i propri desideri
con la sicurezza e il benessere degli altri, unendo romanticismo e
azione in un crescendo che soddisfa sia emotivamente sia
visivamente.
Il messaggio del film si concentra
sull’importanza della comunicazione, della fiducia reciproca e del
superamento delle avversità insieme. Nonostante i pericoli e le
prove estreme, Tom e Darcy dimostrano che l’amore autentico può
resistere a manipolazioni e inganni esterni. La combinazione di
romanticismo e azione sottolinea come le relazioni si rafforzino
attraverso il coraggio condiviso, la solidarietà e la
determinazione. Il film lascia agli spettatori un senso di gioia,
soddisfazione e leggerezza, con il chiaro invito a non arrendersi
di fronte alle difficoltà e a credere nella forza dei legami
affettivi.
Ci sarà un sequel di Un
matrimonio esplosivo?
Per quanto riguarda un eventuale
sequel, non ci sono ancora conferme ufficiali da parte della
produzione o di Prime Video, ma il finale aperto e l’uso di
elementi action‑comedy suggeriscono che il mondo di Un matrimonio
esplosivo potrebbe essere ulteriormente esplorato. Alcune
dichiarazioni del regista Jason Moore e degli
sceneggiatori avevano lasciato intendere che, se il film avesse
riscontrato successo di pubblico e critica, non si sarebbe esclusa
l’idea di un seguito in cui Tom e Darcy affrontino nuove avventure,
forse ancora più spericolate e divertenti, mantenendo il tono
romantico e spassoso che contraddistingue la pellicola. Ad oggi,
tuttavia, non ci sono state novità a riguardo.
Il regista Christopher Nolan è noto per le
sue linee temporali non convenzionali nei suoi film, ma il concetto
centrale di Tenet,
ovvero il viaggio nel tempo attraverso l’inversione dell’entropia,
rende la linea temporale di Nolan la più confusa – e affascinante –
mai vista finora. John David Washington è il
protagonista del cast nei panni di un uomo conosciuto solo come il
Protagonista, reclutato da un’organizzazione top secret che sta
combattendo una guerra contro un nemico futuro.
Nolan ha fatto scalpore per la
prima volta nel 2000 con l’uscita del suo lungometraggio Memento, la cui storia era raccontata in ordine
cronologico inverso dal punto di vista di un uomo affetto da
amnesia che cerca di risolvere un misterioso omicidio. Il film di
fantascienza di alto livello di Nolan del 2010, Inception, presentava una storia in cui gli
eventi si svolgono simultaneamente ma non alla stessa velocità, a
causa della dilatazione temporale su diversi livelli di sogno.
Interstellar
del 2014 ha esplorato gli effetti dei viaggi spaziali sul tempo, e
anche il film di guerra di Nolan del 2017, Dunkirk, aveva una linea temporale non convenzionale.
Con Tenet, Nolan torna al campo della fisica teorica e
trasforma un’ipotesi sulla possibile inversione del tempo in una
storia sulla prevenzione della terza guerra mondiale.
Come il titolo del film, la storia
di Tenet è un palindromo. Nella prima metà del film, il
protagonista viaggia in avanti nel tempo mentre sperimenta contatti
fugaci con oggetti e persone invertiti. Dopo una rapina in
autostrada a Tallinn, in Estonia, attraversa una macchina chiamata
“tornello” che inverte l’entropia del suo corpo e inizia a vivere
il mondo in modo molto diverso. Ecco tutto quello che c’è da sapere
sulla linea temporale di Tenet e su come funziona il viaggio
nel tempo nel film.
Linea temporale e ordine
cronologico degli eventi di Tenet
La linea temporale di Tenet
può essere complicata, ma la storia del Protagonista è raccontata
in un ordine cronologico lineare… almeno dal suo punto di vista. Le
cose si complicano quando lui si inverte e vive gli eventi
precedenti del film da un’altra prospettiva. Per seguire la trama,
è meglio pensare agli eventi della linea temporale come a luoghi su
una mappa: ci sono tre luoghi principali in cui i personaggi
tornano.
La data più importante nella linea
temporale di Tenet è “il 14” (non viene mai specificato a
quale mese si riferisca). Questo è il potenziale giorno del
giudizio, quando Andrei Sator progetta di seppellire l’Algoritmo
per rimandarlo al futuro, dove verrà utilizzato per distruggere il
passato e il presente. Tre eventi principali del film si svolgono
tutti in questo giorno: l’assedio del Teatro dell’Opera Nazionale
di Kiev che dà il via al film, il confronto tra Sator e Kat sullo
yacht in Vietnam e la battaglia finale a Stalask-12. Tenet
inizia e finisce il 14 (escluso l’epilogo).
Poi c’è l’infiltrazione nel porto
franco di Oslo, dove il Protagonista incontra per la prima volta un
tornello e finisce per lottare con il proprio sé invertito. Il
Protagonista deve tornare al tornello del Freeport dopo che Kat è
stata colpita, perché Tenet non prende il controllo di un tornello
nella linea temporale fino a dopo la rapina a Tallinn. L’inversione
salva la vita di Kat, dandole il tempo di guarire dalla ferita da
proiettile invertita, ma crea anche il problema di come tornare
indietro e affrontare di nuovo la direzione giusta. Il protagonista
e Neil sfruttano la loro precedente incursione al Freeport di Oslo
come un’opportunità per farlo.
L’ultimo evento importante è la
rapina di Tallinn, in cui il protagonista e Sator inscenano una
rapina in movimento a un furgone blindato per ottenere l’ultimo
pezzo dell’algoritmo.
Sator inverte alla fine della
rapina, viaggia indietro nel tempo e ottiene il frammento
dell’algoritmo lungo il percorso, rimanendo invertito anche dopo,
continuando il suo viaggio indietro nel tempo in modo che
l’algoritmo completato sia pronto il 14 e lui possa morire come
previsto sullo yacht in Vietnam.
Come funzionano i tornelli e
l’inversione temporale
Ad un certo punto nel futuro di
Tenet, uno scienziato ha scoperto un modo per invertire
l’entropia degli oggetti utilizzando la fissione nucleare. Questa
tecnologia è stata utilizzata per creare una macchina chiamata
tornello, che inverte l’entropia di qualsiasi cosa (o persona) vi
venga inserita. Quella persona o oggetto inizia quindi a muoversi
all’indietro nel tempo invece che in avanti. Invertendo gli oggetti
utilizzando i tornelli, le persone nel futuro possono dichiarare
guerra al passato, ad esempio seppellendo capsule del tempo
invertite che inviano oro e istruzioni ad Andrei Sator. Poiché
lavorano con il vantaggio del senno di poi, le persone del futuro
hanno un importante vantaggio tattico rispetto al presente.
Tuttavia, l’inversione temporale ha anche i suoi punti deboli,
specialmente quando ciò che si inverte non è un oggetto, ma un
essere umano.
Una persona che ha attraversato il
tornello sta effettivamente nuotando controcorrente. Potrebbe
muoversi all’indietro, ma tutto il resto continua ad andare avanti,
rendendo il mondo un luogo disorientante e pericoloso in cui
muoversi. Persino l’aria è irrespirabile, perché non può passare
attraverso la membrana dei suoi polmoni invertiti (l’unico modo in
cui potrebbe “respirare” aria normale sarebbe quello di aspirare
l’ossigeno dal sangue e riportarlo nei polmoni per riformarlo come
aria non filtrata e poi espirarlo, il che sembra un modo rapido e
spiacevole di morire). Anche il trasferimento di calore del fuoco e
del ghiaccio è invertito, motivo per cui il Protagonista avvolto
dalle fiamme soffre di ipotermia invece che di ustioni.
I tornelli in Tenet si
basano su un’ipotesi della fisica teorica proposta da Richard
Feynman e John Wheeler. Per ricapitolare un po’ di fisica 101, un
elettrone è una particella che contiene una carica negativa, mentre
un positrone è la sua controparte antimateria: una particella con
la stessa massa dell’elettrone che contiene una carica positiva
uguale ma opposta. Gli elettroni e i positroni sono immagini
speculari l’uno dell’altro e tradizionalmente si ritiene che siano
due tipi diversi di particelle subatomiche. Tuttavia, Feynman e
Wheeler hanno teorizzato che ciò che percepiamo come positroni sono
in realtà solo elettroni che hanno raggiunto un punto nel tempo in
cui si sono invertiti e ora stanno tornando indietro con la loro
carica invertita. Questo potrebbe spiegare perché elettroni e
positroni hanno esattamente la stessa massa: sono lo stesso
oggetto.
(Wheeler ha anche elaborato
un’altra teoria, comunicata con entusiasmo a Feynman in una
telefonata, secondo cui esiste un solo elettrone in tutto
l’universo e tutti gli elettroni e i positroni che vediamo sono in
realtà lo stesso elettrone che rimbalza all’infinito avanti e
indietro attraverso lo spazio-tempo. Non sorprendetevi se il
prossimo film di Nolan tratterà proprio questo argomento).
Neil cita Feynman e Wheeler,
insieme alla loro teoria sugli elettroni e i positroni, quando lui
e il Protagonista parlano dopo aver attraversato per la prima volta
il porto franco di Oslo. È una battuta buttata lì e il Protagonista
sottolinea immediatamente quanto la teoria sembri complicata, ma il
pubblico ha appena visto una versione di essa svolgersi davanti ai
propri occhi. Nella scena della lotta al Freeport, quando il
Protagonista vede per la prima volta il tornello e un misterioso
antagonista invertito ne esce e inizia a combatterlo, crede che
l’uomo con cui sta combattendo sia solo un nemico senza volto. Più
avanti nel film, tuttavia, si scopre che l’uomo mascherato uscito
dal tornello era anche il Protagonista. Non stiamo vedendo
due persone che combattono l’una contro l’altra, ma lo stesso uomo
che combatte contro se stesso. In questa drammatica ricostruzione
dell’ipotesi di Feynman e Wheeler, il protagonista che si muove in
avanti è un elettrone e il protagonista invertito è un
positrone.
Perché le persone invertite non
possono toccare il loro io passato
Uno dei molti pericoli
dell’inversione è il rischio di incontrare accidentalmente il
proprio io passato. Questa è una caratteristica comune dei film sui
viaggi nel tempo, e i personaggi vengono tipicamente messi in
guardia contro questo rischio perché potrebbero finire per cambiare
il futuro.
In Tenet, tuttavia, il pericolo si riduce a una sola
parola: “annichilimento”. In fisica, l’annichilimento si riferisce
a una reazione in cui una particella (come un elettrone) entra in
collisione con la sua antiparticella (un positrone). Quando ciò
accade, sia la particella che la sua antiparticella scompaiono e
viene rilasciata energia. Pertanto, una persona invertita che
interagisce con il proprio sé passato potrebbe causare
l’annichilimento di entrambe le versioni di quella persona. Questo
è il motivo per cui gli agenti invertiti di Tenet devono indossare
dispositivi di protezione.
Questo principio di annichilimento
è anche ciò che rende l’Algoritmo l’arma definitiva del giorno del
giudizio. Lo stato attuale delle cose in Tenet è che la
stragrande maggioranza del mondo vive il tempo normalmente e solo
pochi oggetti e persone al suo interno sono invertiti. Finché
questi oggetti e persone invertiti non interagiscono con le
versioni di se stessi che si muovono in avanti, sono al sicuro.
Tuttavia, l’Algoritmo invertirebbe l’entropia dell’intero mondo.
Ogni particella verrebbe convertita nella sua antiparticella e
inizierebbe a muoversi all’indietro nel tempo. Nel momento in cui
ciò accadesse, quelle particelle e antiparticelle entrerebbero in
collisione, provocando l’annientamento totale. Non solo tutto nel
mondo cesserebbe di esistere, ma l’effetto a catena attraverso il
tempo significherebbe che non è mai esistito in primo luogo.
Questo, ovviamente, porta al paradosso del nonno.
Il paradosso del nonno
spiegato
Il paradosso del nonno è uno dei
più famosi problemi logici associati al viaggio nel tempo e si
riduce a questo: è possibile tornare indietro nel tempo e uccidere
il proprio nonno? Si crea un paradosso perché se uccidessi tuo
nonno, non potresti mai nascere e quindi non potresti tornare
indietro nel tempo e uccidere tuo nonno, il che significa che tuo
nonno vivrebbe, il che significa che tu potresti nascere, il
che significa che potresti tornare indietro nel tempo e uccidere
tuo nonno, ecc. Quando il protagonista chiede a Neil quale sia la
risposta al paradosso, Neil risponde che non ce n’è una. Tuttavia,
i loro discendenti futuri credono che sia possibile uccidere il
nonno (cioè annientare il passato) senza che il conseguente Big
Bang temporale distrugga anche loro.
Ci sono alcune soluzioni proposte
al paradosso del nonno, una delle quali è la teoria del multiverso:
uccidendo tuo nonno, creeresti una linea temporale alternativa in
cui non sei mai nato. Tuttavia, la versione di te che ha commesso
l’omicidio continuerebbe ad esistere, perché la linea temporale da
cui provieni rimarrebbe intatta. Il mantra di Neil “ciò che è
successo è successo” è un’espressione di fede in un’altra
risposta al paradosso del nonno: che l’esistenza di un nonno in
primo luogo significa che il piano di uccidere il nonno deve essere
in qualche modo fallito. Infatti, Neil e il protagonista finiscono
per sventare con successo il piano dei futuri antagonisti di
uccidere i loro antenati.
Spiegazione delle manovre a
tenaglia temporali e del “mezzo”
Il concetto di guerra temporale di
Tenet implica l’introduzione di tattiche di battaglia uniche per
combattere attraverso il tempo e lo spazio, e una tattica
utilizzata più volte è la “manovra a tenaglia temporale”. In una
manovra a tenaglia tradizionale, un esercito viene diviso per
attaccare il nemico su più fronti. L’obiettivo è quello di
circondare il nemico, mettendolo in una posizione vulnerabile senza
possibilità di ritirata. Anche una manovra a tenaglia temporale
attacca su due fronti, ma nel tempo piuttosto che nello spazio. Una
squadra vive la battaglia nel tempo normale, riferendo tutto ciò
che accade a una seconda squadra che è in standby. La seconda
squadra poi inverte la situazione tramite un tornello e attacca
dalla direzione opposta con il vantaggio delle conoscenze della
prima squadra.
Sator usa una manovra a tenaglia
temporale durante la rapina di Tallinn, motivo per cui il tentativo
del protagonista di ingannarlo con una valigetta vuota fallisce. Il
Sator che vede tenere Kat in ostaggio nell’auto è invertito, mentre
il Sator che avanza aspetta vicino al tornello con una radio,
ascoltando i resoconti di tutto ciò che accade sull’autostrada.
Ecco perché Sator fa il conto alla rovescia (o alla rovescia, dal
suo punto di vista) usando le dita piuttosto che parlando:
qualsiasi cosa dicesse uscirebbe al contrario. Quando il
protagonista lancia la valigetta, Sator sa già che è vuota.
I soldati di Tenet utilizzano
un’altra manovra a tenaglia temporale nel loro assalto a Stalask-12
alla fine del film. Sono divisi in due squadre: la Squadra Rossa,
che avanza, e la Squadra Blu, che è invertita. L’intera battaglia
si svolge nell’arco di 10 minuti ed entrambe le squadre hanno il
vantaggio di conoscere ciò che accade all’altra squadra. È così
che, ad esempio, riescono a sincronizzare la distruzione di un
edificio esattamente a metà della battaglia. L’efficacia della
manovra a tenaglia temporale di Tenet è neutralizzata dal fatto che
anche gli uomini di Sator hanno accesso a un tornello e quindi
hanno sia soldati normali che invertiti sul campo. Tuttavia,
l’obiettivo di Tenet non è in realtà quello di vincere la
battaglia, ma di far sembrare che abbiano fallito, mentre Ives e il
Protagonista usano la battaglia come copertura per rimuovere
segretamente l’Algoritmo dalla sua tomba prima che venga sepolto
dall’esplosione. Sator morirà pensando di aver vinto, ma i futuri
antagonisti non metteranno le mani sull’Algoritmo.
Dopo la battaglia, quando Neil
decide di invertire nuovamente per poter tornare indietro,
sbloccare il cancello per il Protagonista e sacrificare la sua vita
per salvarlo, rivela di conoscere il Protagonista da anni. Il
Protagonista ha creato Tenet nel futuro, ha reclutato Neil e ha
messo in atto quella che in realtà è una manovra a tenaglia
temporale molto più grande, progettata per impedire l’attivazione
dell’Algoritmo. Come spiega Neil, la fine di Tenet non è in
realtà la fine della guerra, ma solo la sua metà. Dopo aver vinto
la battaglia cruciale, il protagonista deve ora usare la sua
conoscenza di come si sono svolte le cose per mettere in moto tutto
ciò che ha permesso loro di vincere: dalla fondazione di Tenet, al ritorno di Neil nel
passato per aiutare se stesso.
Vendetta (2022),
diretto da Jared Cohn, è un
action
thriller che si colloca nella tradizione dei film di vendetta,
caratterizzati da sequenze ad alto tasso di adrenalina e da
protagonisti motivati da un torto subito. Il film esplora temi
classici del genere, come la giustizia personale, la vendetta e la
protezione di chi si ama, intrecciando momenti di tensione
psicologica con scontri fisici ben coreografati. La pellicola si
distingue per un ritmo serrato che mantiene costante la suspense,
pur concentrandosi su un arco narrativo relativamente lineare e
diretto.
Bruce Willis interpreta uno dei protagonisti,
partecipando così ad un altro film sullo stile di titoli come
Extraction, First Kill e I predoni. In Vendetta, Willis porta
la sua esperienza nel ruolo del veterano spietato ma umano,
fornendo al film un’ancora di carisma e autorevolezza. Il cast di
supporto include attori meno noti, che contribuiscono a costruire
un contesto realistico e credibile per la storia di vendetta, senza
distrarre dall’azione centrale.
Nel contesto della filmografia
recente di Bruce Willis, Vendetta si inserisce nel filone
di action movie concisi, in cui la trama è funzionale a mostrare la
fisicità e la determinazione del protagonista. Rispetto ai titoli
citati, il film di Cohn enfatizza maggiormente la componente morale
e personale della vendetta, piuttosto che la pura spettacolarità. I
temi della giustizia personale e della lealtà emergono con forza,
rendendo il film un esempio moderno del revenge thriller. Nel resto
dell’articolo, sarà proposta una spiegazione dettagliata del finale
e di come chiuda l’arco narrativo del protagonista.
Il film vede protagonista la
famiglia Duncan, composta dal padre William
(Clive Standen), un ex marine, sua moglie
Jen (Lauren Buglioli) e la loro
figlia Kat (Maddie Nichols), una
giovane studentessa che si divide tra gli impegni scolastici e la
sua grande passione per il softball. La loro vita sembra idilliaca
finché un giorno la tragedia piomba su di loro. Dopo i
festeggiamenti per la vittoria della sua squadra, Kat, che si trova
con suo padre, rimane vittima una violenta e mortale aggressione da
parte di una gang di criminali. Danny
(Cabot Basden), il suo assassino, viene poi
catturato poco dopo.
Tuttavia per il ragazzo si prevede
una condanna molto lieve, perché le prove a suo carico sono
insufficienti. Il padre prende così la decisione di farsi vendetta
da solo. Chiamato a identificare l’assassino, William, che sta già
premeditando la sua vendetta, dichiara di non riconoscerlo,
obbligando il giudice a rilasciarlo. La notte seguente, però riesce
a individuarlo e ucciderlo. Tuttavia, Donnie
(Bruce
Willis) e Rory Fetter (Theo
Rossi), rispettivamente padre e fratello di Danny, vengono
a sapere dell’accaduto e iniziano a dare la caccia a William.
La spiegazione del finale del
film
Nel terzo atto di
Vendetta, William Duncan mette in atto la sua
vendetta finale contro la famiglia Fetter, responsabile della morte
di sua figlia. Dopo essersi allenato e preparato in isolamento,
William ritorna in città armato e determinato. Inizia eliminando
gli scagnozzi di Rory, scoprendo tramite coercizione la posizione
di Donnie. Con freddezza e precisione, irrompe nel club dove si
trova il capo della banda e lo uccide, comunicando poi a Rory la
morte del padre. La tensione cresce mentre William affronta gli
ultimi membri della gang, preparando lo spettatore a un climax
violento e definitivo.
La risoluzione del racconto mostra
William che, passo dopo passo, neutralizza ogni ostacolo per
ottenere la giustizia personale che ha cercato sin dall’inizio. Con
l’aiuto di Dante, elimina i principali nemici, inclusi gli henchmen
e i membri della banda rivale. Il confronto finale con Rory è il
culmine della sua vendetta: dopo una sparatoria e un inseguimento,
William utilizza un semplice ma letale strumento, un cacciavite,
per uccidere Rory, completando così il suo percorso di vendetta. Il
film si chiude con William che muore, soddisfatto di aver portato a
termine la sua missione.
Questo finale rappresenta una
chiusura coerente con i temi del film, sottolineando l’idea che la
vendetta, pur dolorosa e distruttiva, può dare un senso di
giustizia personale quando le istituzioni falliscono. La
trasformazione di William in un vigilante metodico e implacabile
riflette il prezzo morale e fisico della vendetta, mostrando come
l’odio e il dolore possano plasmare l’individuo fino al limite
estremo. La morte del protagonista non diminuisce la sua missione,
ma ne amplifica la portata simbolica.
Il confronto finale tra William e
Rory enfatizza il tema del ciclo di violenza e delle conseguenze
inevitabili delle azioni criminali. Rory muore consapevole del
dolore che ha causato, mentre William ottiene la sua giustizia
personale ma a costo della propria vita. Questo equilibrio tra
vittoria e sacrificio rende il finale non solo spettacolare, ma
anche moralmente complesso, sottolineando che la vendetta completa
richiede spesso un prezzo altissimo. Il film usa questa conclusione
per mostrare la linea sottile tra giustizia personale e
autodistruzione.
Il messaggio che
Vendetta lascia allo spettatore riguarda la
moralità della giustizia privata e le conseguenze inevitabili della
violenza. Il film suggerisce che la vendetta può essere vista come
un dovere morale quando le istituzioni non proteggono gli
innocenti, ma mette in guardia sul prezzo personale e psicologico
che comporta. La morte di William simboleggia sia il compimento
della giustizia sia la perdita irreparabile che tale scelta
comporta. Alla fine, lo spettatore è invitato a riflettere sul
conflitto tra giustizia, vendetta e umanità, riconoscendo il
sacrificio come parte integrante della redenzione personale.
Il finale di Tenet
ha un significato che potrebbe sfuggire allo spettatore dopo
una sola visione del film. Come si sono realmente incontrati il
Protagonista (John David Washington) e Neil
(Robert Pattinson)? Il finale significa
che il tempo può essere modificato o ha creato un paradosso del
nonno? Chi si muoveva avanti e indietro (e cosa faceva) nella
battaglia finale? Qual era il piano di Sator (Kenneth Branagh) e cosa volevano gli
esseri umani del futuro? Cosa fanno realmente le capsule d’argento?
Chi ha sparato il primo colpo inverso durante la sequenza di
apertura dell’opera? E questo prepara davvero il terreno per
Tenet
2?
Undicesimo lungometraggio di
Christopher Nolan,
Tenet (qui la recensione) è meno
un sequel spirituale di Inception che il culmine dei tre film che ha
realizzato nel decennio successivo. La prima metà è incentrata
sulla storia di spionaggio, non sulla premessa dell’inversione, ma
quando il tempo si inverte nella seconda metà, Nolan presume che
gli spettatori siano pienamente al corrente della situazione e si
tuffa subito nell’azione senza pause per ricapitolare. Christopher
Nolan è sicuro che le basi di Tenet siano chiare e che gli
spettatori seguiranno il film anche se non capiscono tutto, un
approccio fondamentale per comprendere il vero disorientamento del
suo messaggio.
Tutti i significati di Tenet
spiegati
La parola “Tenet” ha diversi
significati, nessuno dei quali è stato minimamente esplorato nella
strana campagna di marketing di Tenet. Nel suo uso tipico,
significa principio o credenza, che trasferito al film suggerisce
che si riferisce al mantra ripetuto “ciò che è successo, è
successo” e al requisito fondamentale che per interagire con
oggetti invertiti, ci deve essere una certa fede o istinto.
Nell’universo del film, Tenet è l’organizzazione che assume il
Protagonista (e anche Ives e i suoi soldati) e che opera contro i
misteriosi antagonisti del futuro per assicurarsi che l’Algoritmo
continui il suo percorso a ritroso nel tempo.
Un altro potenziale significato di
Tenet si trova nel gesto simbolico delle mani che appare
alcune volte nel corso del film. L’intreccio delle dita con i
pollici alzati simboleggia la fusione tra passato e presente, ed è
usato dal Protagonista per individuare altri credenti in Tenet. Le
mani sono immagini speculari l’una dell’altra, e la simmetria
visiva riflette l’allusione speculare che si vede in tutto il film.
Il fatto che le dita si incastrino così bene è anche un indizio di
come il tempo si fonda in un unico flusso.
Poi c’è il significato simbolico di
“Tenet”, che si adatta alla struttura di Nolan in Tenet. Nel
corso del film, il numero 10 appare ripetutamente: c’è un avviso di
dieci secondi sul sistema di sicurezza del porto franco, il
Protagonista chiede dieci minuti con Sanjay Singh e, cosa più
importante, la missione finale dura dieci minuti. Anche la missione
finale è una manovra a tenaglia temporale, con due squadre separate
che operano simultaneamente, una che avanza nel tempo e l’altra che
torna indietro con un conto alla rovescia sincronizzato di dieci
minuti. “Tenet” è, ovviamente, dieci che corrono avanti e indietro
e si uniscono nel mezzo. Fa anche parte del quadrato di Sator, che
è fondamentale per gran parte della trama
Tenet parla di viaggi nel
tempo?
Non del tutto. Almeno non nei
termini convenzionalmente accettati a cui sono abituati la maggior
parte degli appassionati di film sui viaggi nel tempo. Piuttosto
che utilizzare una macchina del tempo per saltare a punti fissi nel
tempo, la tecnologia di Tenet fa scorrere il tempo all’indietro,
come un orologio che gira semplicemente in senso antiorario. Non
c’è modo per i personaggi di lasciare un punto nel tempo e arrivare
in un altro posto senza viaggiare all’indietro per il tempo
necessario. In altre parole, nessuno potrebbe viaggiare indietro di
200 anni. Qui non ci sono cowboy. E saltare in avanti nel tempo è
impossibile in qualsiasi modo che non sia seguire il normale
scorrere del tempo, quindi niente auto volanti o hoverboard. In
sostanza, questo non è Ritorno al futuro.
Cos’è il quadrato
Sator?
Il quadrato Sator è un palindromo
latino composto da cinque parole che possono essere lette
all’indietro, in avanti, dall’alto verso il basso o dal basso verso
l’alto. È un’espressione perfetta di un palindromo complesso,
quindi, naturalmente, Nolan lo usa come base per la trama di
Tenet. Ciascuna delle cinque parole costituisce una parte
fondamentale della storia: il miliardario russo interpretato da
Kenneth Branagh si chiama Andrei SATOR; ha nascosto il suo tornello
temporale nel porto franco gestito da ROTAS e sua moglie Kat ha
avuto una relazione implicita con un falsario d’arte di nome AREPO;
Sator ha tentato di rubare l’algoritmo all’OPERA e TENET ha cercato
di impedirglielo.
Il quadrato originale è una sorta
di antico enigma che sfida la traduzione convenzionale, e sembra
che Nolan abbia utilizzato questi indizi per suggerire che,
indipendentemente dal modo in cui si legge il film, il significato
di Tenet può essere interpretato in diversi modi. Il piacere
sta nell’esperienza.
In che modo Tenet è un
palindromo?
Prima di cercare di districare la
rete di ciò che potrebbe essere il significato di Tenet, è
necessario avere una visione chiara di ciò che accade
effettivamente in Tenet. In parole povere, Tenet è un
palindromo: nella prima metà va avanti nel tempo, poi torna
indietro all’inizio. Il film inizia con una missione sotto
copertura a Kiev, in Ucraina, dove il protagonista viene salvato da
un misterioso uomo mascherato con un bottone rosso sulla divisa,
prima di essere reclutato da Tenet e inviato in missione per
scoprire l’Algoritmo (un’arma sviluppata dal futuro per invertire
il flusso del tempo) e impedire la fine del mondo.
Il Protagonista compie due rapine
prima che Sator spari a sua moglie e fugga con l’arma, spingendo il
Protagonista a tornare indietro nel tempo per invertire l’omicidio,
cercare di recuperare l’ultimo pezzo dell’Algoritmo e infine
impedire che l’Algoritmo venga sepolto sotto una bomba detonata in
Russia. Fondamentalmente, nel momento in cui inverte il tempo, il
protagonista rivive scene speculari di ciò che è accaduto in
precedenza: una rapina in autostrada, la rapina all’aeroporto e
infine un’importante operazione militare per recuperare
l’Algoritmo, durante la quale la sua vita viene salvata da un
misterioso soldato. In effetti, è lo stesso in avanti come
all’indietro.
Come funziona l’inversione in
Tenet
Senza addentrarsi troppo nella
fisica complessa, Tenet (che non tiene conto di tali
considerazioni) spiega che l’inversione è il processo attraverso il
quale una formula può essere applicata a qualsiasi oggetto (innato
o biologico) per invertire la sua entropia o, in altre parole, il
suo movimento nel tempo. Le persone non invertite vivono
il tempo in modo lineare, poiché sono parallele al flusso del
tempo, ma un oggetto invertito si muove all’indietro.
Di conseguenza, un proiettile
invertito non viene sparato da una pistola ma ingerito da essa,
un’auto guida all’indietro, le onde si infrangono prima e poi si
formano al contrario, e le persone invertite non possono respirare
aria non invertita perché i polmoni non la sopportano, quindi
devono portare con sé il proprio ossigeno. La formula è stata
sviluppata da uno scienziato del futuro che l’ha trasformata in
un’arma e l’ha trasformata in una formula fisica in nove parti che,
combinate, invertono il flusso del tempo: l’Algoritmo.
Che cos’è l’Algoritmo e come è
stato recuperato?
Come Inception, che ha rivoluzionato i film di fantascienza
su una scala che Tenet merita, la chiave della trama è la
scienziata del futuro che crea la formula per invertire gli oggetti
e la applica per trasformare la sua tecnologia in un’arma e
consentire a un’arma fisica di essere inviata indietro nel tempo
per distruggere il passato. Una volta attivato, l’Algoritmo è in
grado di invertire il flusso del tempo stesso, piuttosto che un
singolo oggetto, portando a un evento catastrofico che porrebbe
fine all’umanità.
Pentita della sua invenzione, la
scienziata senza nome ha suddiviso l’Algoritmo in nove parti e le
ha nascoste in diversi punti nel tempo per impedire al futuro di
attuare il suo piano di distruzione del mondo. Ogni parte è stata
trasformata in un oggetto fisico che poteva essere assemblato con
gli altri per formare la “formula” finale. Per quanto riguarda il
modo in cui sono state recuperate dai loro nascondigli nel tempo,
all’inizio di Tenet manca solo la nona parte dell’Algoritmo.
Sator, interpretato da Kenneth Branagh, ha recuperato le altre,
suggerendo che chiunque sia il suo datore di lavoro è stato in
grado di scoprire la posizione delle altre otto parti
(presumibilmente ottenendole in qualche modo dallo scienziato).
Qual era il piano di Sator e
cosa volevano gli esseri umani del futuro?
All’inizio, Sator è motivato dalle
ricchezze che gli vengono inviate dal passato, ma l’ultimo terzo di
Tenet rivela che sta morendo ed è disposto a sacrificare il
mondo insieme alla propria vita. Come dice in modo così teatrale:
“Se non posso averlo io, nessuno potrà averlo”. Il motivo per cui
il futuro vuole distruggere il proprio passato è in realtà più
giustificato: è una risposta all’umanità moderna che sta
distruggendo il pianeta oltre ogni possibilità di redenzione
attraverso l’impatto ambientale. Si sottintende che il futuro è una
distopia in cui il pianeta sta morendo a tal punto che l’unica
risposta è tornare indietro nel tempo.
Quando il protagonista chiede se
distruggere il loro passato li annienterebbe, Neil introduce l’idea
del paradosso del nonno, suggerendo che “ciò che è successo, è
successo”. Il paradosso del nonno stabilisce che sarebbe
impossibile per un uomo viaggiare indietro nel tempo per uccidere
il proprio nonno, perché allora non sarebbe mai nato per viaggiare
indietro nel tempo. Come dice Neil, non c’è soluzione, è un
paradosso irrisolvibile. In altre parole, è impossibile suggerire
se il futuro cesserebbe di esistere se cancellasse il proprio
presente.
Perché Sator è stato scelto per
porre fine al mondo?
Come conferma il film, sembra che
Sator sia stato assunto dal futuro semplicemente perché si trovava
nel posto giusto al momento giusto. Sator è cresciuto in una delle
città chiuse della Russia sovietica, Stalask 12, ed è stato
incaricato di recuperare testate nucleari disperse e trova una nota
dal futuro insieme a lingotti d’oro che gli indicano dove trovare
ciascuno dei pezzi dell’algoritmo. Gli inviano anche i mezzi per
costruire un tornello in modo che possa invertire se stesso e non
invertire l’oro che gli è stato rispedito per aiutarlo nel suo
viaggio.
Cosa sono le città
chiuse?
L’idea delle Città Chiuse viene
introdotta in Tenet dal personaggio di Sir Michael Caine, Sir Michael, nella sua unica
scena come agente dei servizi segreti britannici che fornisce
alcune informazioni chiave durante un pranzo elegante. Egli dice al
Protagonista che Sator proviene dalla Città Chiusa di Stalask 12,
parte del programma dell’era sovietica che prevedeva insediamenti
in cui gli spostamenti erano limitati, che ospitavano operazioni
sensibili ed erano popolati dalle famiglie di coloro che lavoravano
nelle basi o nei laboratori. Non indicate sulle mappe, queste
misteriose località erano alla base del programma nucleare
sovietico e la maggior parte di esse è stata scoperta solo dopo il
crollo dell’Unione Sovietica.
Perché il personaggio
principale di Tenet si chiama Protagonista?
John David Washington non viene mai
chiamato con il suo nome in Tenet, ma solo con il suo nome
operativo, Protagonista, che sembra essere il nome con cui vengono
chiamati coloro che fanno “il suo lavoro”, ma anche un cenno alla
sua importanza per il significato di Tenet. In termini
narrativi convenzionali, il protagonista è il punto centrale della
trama, in modo molto più sostanziale di quanto lo stesso
Protagonista sappia. Sembra che il suo titolo sia un indizio
implicito del fatto che è lui a tirare le fila dal futuro e a
guidare la versione precedente di se stesso in avanti (e
indietro).
Per chi lavora il
Protagonista?
La risposta breve è che tutti in
Tenet lavorano per il Protagonista. Tutto, dall’operazione
di Kiev alla formazione di un intero esercito temporale, e persino
un’organizzazione clandestina guidata dal losco dirigente
interpretato da Martin Donovan, è sotto il controllo del
Protagonista. Lui e i suoi collaboratori sono la misteriosa parte
futura che ha investito nell’Algoritmo per continuare il suo
viaggio nel passato e rimanere nascosta. Quando ci si chiede come
Sator conoscesse la chiamata e la risposta (così come l’agente di
Kiev che ruba l’Algoritmo nel teatro dell’opera all’inizio del
film), ci sono persino suggerimenti che anche lui debba essere in
qualche modo coinvolto con coloro che cercano di distruggere il
passato.
Chi ha sparato il primo
proiettile invertito all’opera e ha salvato il
Protagonista?
Il vigilante che appare proprio
mentre il Protagonista viene creato da una delle forze speciali
ucraine è lo stesso che apre il cancello per impedire che
l’Algoritmo venga sepolto dall’esplosione. Quell’uomo misterioso è
in realtà Neil (Robert Pattinson), l’agente che il protagonista
crede di aver assunto a Mumbai, ma che in realtà era coinvolto nel
complotto ben prima di quanto sembrasse. Al momento dell’attacco
terroristico a Kiev, Neil era già stato assunto e inviato come
infiltrato nel gruppo del protagonista per impedirgli di essere
ucciso senza rivelare la sua identità.
Cosa fanno realmente le capsule
d’argento?
Quando l’operazione di Kiev
fallisce e il Protagonista viene catturato e torturato, gli viene
data la possibilità di uccidersi prendendo la pillola di cianuro
fornita dalla CIA che il suo compagno ferito gli offre. Alla fine,
anche se sviene dopo averla ingerita, la pillola è falsa, piazzata
lì per mettere alla prova l’impegno del Protagonista verso la causa
e la sua squadra. Quando sceglie la morte piuttosto che rivelare i
segreti, viene reclutato da Tenet.
Tuttavia, solo perché la sua
pillola non funziona non significa che le pillole d’argento non
abbiano delle controparti autentiche, dato che il metodo di
suicidio scelto da Sator è la sua pillola d’argento al cianuro,
nella quale sembra riporre fiducia. Potrebbe essere stato ingannato
anche lui da Tenet facendogli credere che fosse vera? Oppure Sator
aveva legami con la CIA grazie al suo potere? Questo rimane poco
chiaro.
Come si sono conosciuti
realmente il Protagonista e Neil?
Il finale di Tenet conferma
che Neil lavorava per Tenet prima del suo primo incontro con il
Protagonista. Questo viene suggerito fin dall’inizio, quando Neil
ordina al Protagonista la sua bevanda preferita nel bar dell’hotel
di Mumbai, suggerendo così di essere “un uomo che sa delle
cose”. La realtà, come spiegato nei momenti finali del film, è
che il protagonista ha reclutato Neil in passato e abbastanza a
lungo da permettere a Neil di considerare la loro amicizia
forte.
Egli suggerisce che i due hanno
vissuto alcune avventure insieme, presumibilmente al servizio della
protezione del passaggio sicuro dell’algoritmo indietro nel tempo.
In un paradosso complesso, Neil viene apparentemente reclutato dal
protagonista perché Neil gli dice di reclutare se stesso più
giovane nel passato.
Come funziona una ferita da
arma da fuoco inversa e Kat sopravvive allo sparo?
Poiché l’inversione inverte
l’entropia di un oggetto, si scopre che un’esplosione invertita
porta all’inversione estrema del trasferimento di calore
solitamente associato all’esplosione. Pertanto, il Protagonista
sopravvive all’esplosione della sua auto con un caso di ipotermia,
poiché è effettivamente congelato. Ma le ferite da arma da fuoco
inverse sono diverse. Sono descritte come particolarmente gravi
prima che Sator spari a Kat (Elizabeth
Debicki) e si scopre che la gravità è dovuta
all’avvelenamento da radiazioni. Quindi, anche se la ferita viene
rimossa da Kat, sarebbe comunque morta se il Protagonista, Neil e
Ives non avessero invertito lei e se stessi per guarirla.
Il processo di guarigione dipende
dalle cellule invertite di Kat che invertono le radiazioni, il che
sembra anche suggerire che qualcuno potrebbe essere praticamente
immortale se passasse costantemente dall’inversione al normale
flusso temporale, poiché invertire l’entropia delle cellule non
solo guarisce le ferite, ma inverte anche l’invecchiamento stesso.
L’inversione di Kat spinge efficacemente la ferita mortale fuori
dalle sue cellule, e lei è in grado di sopravvivere, con una
cicatrice che ha poco senso data l’inversione della sua entropia
invertita, ma che gioca un ruolo importante nel rivelarsi a Sator
come la Kat più anziana prima di ucciderlo, quindi viene
accettata.
Come ha funzionato la battaglia
finale di Tenet?
Come dice Ives, interpretato da
Aaron Taylor Johnson, a metà del film, è possibile eseguire una
manovra a tenaglia temporale in cui una squadra di persone si
sposta in avanti nel tempo per vedere come si svolge un evento,
mentre l’altra squadra viaggia simultaneamente indietro nel tempo,
ciascuna con il vantaggio di sapere come è andata dall’altra
squadra. È così che Sator riesce a rubare la nona parte
dell’Algoritmo al Protagonista durante l’inseguimento
sull’autostrada invertita ed è così che si svolge il finale.
Durante la resa dei conti finale,
l’esercito di Tenet si divide in due squadre – Rossa e Blu – con
Neil da una parte con Wheeler che si muove all’indietro, e Ives e
il Protagonista dall’altra, che avanzano nel tempo con il vantaggio
delle informazioni trasmesse dalla squadra di Neil. È una delle
numerose manovre a tenaglia temporali prima della rivelazione
finale che l’intero film ha fatto parte di una manovra a tenaglia
temporale.
Il finale significa che il
tempo può essere cambiato?
A prima vista, l’intera premessa di
Tenet e il suo significato sembrano essere che il tempo può
essere cambiato, dato che l’intero programma di Tenet sembra essere
quello di tornare indietro nel tempo per impedire la fine del
mondo. A questo proposito, si adatta all’idea di Inception della
promessa di un destino modificabile a seconda del libero arbitrio,
che è in drammatico conflitto con la morte di Mal. Ciò sembra
basarsi sulla minaccia dei minacciosi “detriti di una guerra
temporale imminente” che servono da avvertimento al presente su ciò
che accadrà in futuro.
L’incontro del Protagonista con la
scienziata interpretata da Clémence Poésy è un punto di partenza
per lui, in cui gli viene assegnato il suo obiettivo: fermare una
guerra futura e l’apocalisse. Eppure non ha senso pensarla in modo
così convenzionale, perché i detriti potrebbero essere dei
depistaggi inviati da Tenet per convincere il Protagonista ad
accettare il lavoro senza dirgli tutta la verità. Dopotutto, la sua
ignoranza è a volte la sua risorsa più preziosa.
Ancora più compromettente per il
caso è il destino di Neil. Alla fine, sceglie di morire perché sa
che è già successo ed è necessario affinché il protagonista e Ives
impediscano che l’algoritmo venga sepolto. Anche dopo averlo visto,
Neil è convinto di doverlo fare semplicemente perché “ciò che è
successo, è successo”. E come dice il protagonista in modo così
confuso all’inizio a Neil, il fatto stesso che siano ancora vivi
suggerisce che abbia già avuto successo. Secondo questa logica, il
tempo non può essere cambiato. Qualunque sia la logica, Neil è
purtroppo ancora morto.
Tenet prepara davvero il
terreno per Tenet 2?
La risposta breve alla possibilità
di un sequel di Tenet è che dipende dai piani di Christopher
Nolan. Proprio come avrebbe potuto realizzare Inception 2,
potrebbe realizzare Tenet 2. Potrebbe definire il film un
palindromo destinato a essere autonomo, indipendentemente dal
suggerimento che il finale sia solo la parte centrale della storia,
e chiudere lì. Ma il finale offre la possibilità di approfondire
questo universo, poiché il futuro del Protagonista promette che
egli nasconderà l’Algoritmo, darà inizio a Tenet, incontrerà i suoi
futuri avversari, recluterà Neil e pianificherà l’inizio del
proprio sé più giovane per avviare Tenet.
Cosa significa davvero il
finale di Tenet?
Il finale di Tenet offre un
paio di spunti importanti. A un livello superficiale, per citare la
predilezione di Nolan per i livelli di comprensione, offre un
avvertimento sull’imminente disastro ecologico. Se non cambiamo il
nostro modo di agire, il futuro ci ucciderà letteralmente tutti.
Non viene esplorato in modo moralistico, ma è chiaramente
importante per il messaggio del film.
Inoltre, cosa ancora più
importante, il significato ultimo di Tenet riguarda l’idea
del libero arbitrio. Il Protagonista chiede alla scienziata
interpretata da Clémence Poésy se il libero arbitrio esista. Lei
spiega che, indipendentemente dal fatto che qualcosa sia invertito
o meno, l’unico catalizzatore che gli permette di muoversi lungo il
suo percorso è il libero arbitrio. Lui deve scegliere di sparare
con una pistola invertita, altrimenti questa rimarrà inutilizzata.
Il mantra di Neil secondo cui “ciò che è successo, è successo”
mette in discussione questo concetto. Quando si sacrifica, lo fa
sapendo che è già successo e il suo libero arbitrio gli suggerisce
che potrebbe andarsene. Ma quando il protagonista gli chiede di
riconsiderare la sua decisione, lui lascia intendere che non può
scegliere di cambiare.
Il punto di Nolan non è decidere se
il libero arbitrio esista, ma sfidare il suo pubblico a esplorare
l’idea. Il significato di Tenet è un palindromo a cinque
vie, un paradosso del nonno e un antico enigma irrisolvibile tutto
in una volta. Il futuro determinerà sempre come avvengono il
passato e il presente e solo perché ciò che è successo è successo
non significa che non ci debba sempre essere speranza di imparare
almeno da quelle esperienze.
Usare e controllare il tempo per
trovare ordine nel mondo. Considerando la costante ansia di
mortalità che di solito è alla base dell’arte in generale e delle
opere di Nolan come Inception e Interstellar
in particolare (l’impulso a creare per lasciare un’eredità
permanente), Nolan sta ridefinendo l’idea del tempo non come una
costante da afferrare freneticamente per paura di perderla, ma come
il meccanismo stesso con cui è possibile controllare il mondo.
Questo non è tanto un ideale quanto pura filosofia: una piattaforma
per considerare qualcosa di ampio e stimolante come il libero
arbitrio attraverso un mezzo audace in Tenet che è
altrettanto stimolante.