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Johnny Depp al posto di Robert Downey Jr.?

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Johnny Depp al posto di Robert Downey Jr.?

Abbiamo già diversamente parlato di Oz, The Great and Powerful progetto che si prefigge di essere una specie di prequel del Mago di Oz di Baum, e diretto da Sam Raimi.

Si era vociferato anche di Robert Downey Jr nei panni di Oz, attore che però si è tirato indietro dal progetto. La scelta potrebbe ricadere su Johnny Depp, che avendo interpretato di recente il Cappellaio Matto per Tim Burton, potrebbe trovarsi già nelle corde giuste per un personaggio che quanto meno sarà eccentrico.

Fonte: comingsoon.it

Johnny Depp al Jimmy Kimmel Live [Foto]

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Dopo aver presentato il suo film a Venezia 72, l’attore Johnny Depp è tutt’ora impegnato in patria a promuovere Black Mass e oggi è stato ospite al Jimmy Kimmel Live. Di seguito tutte le foto:

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Johnny Depp a Roma ospite di Alice nella Città

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Johnny Depp a Roma ospite di Alice nella Città

Johnny Depp sarà ospite nella XIX edizione di Alice nella Città, la sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, dedicata agli esordi, al talento e alle nuove generazioni diretta da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, in programma dal 14 al 24 ottobre 2021 in due location d’eccezione: l’Auditorium Parco della Musica e, da quest’anno per tutta la durata della manifestazione, anche l’Auditorium della Conciliazione, che già nel 2019 aveva ospitato la première europea di Maleficent – Signora del Male alla presenza di Angelina Jolie e Michelle Pfeiffer.

Johnny Depp arriverà nella Capitale per presentare “Puffins”, la web-serie animata prodotta da Iervolino & Lady Bacardi Entertainment e spin-off del film d’animazione “Arctic – Un’avventura glaciale”. Unica nel suo genere, la serie è formata da 250 episodi realizzati in formato mobile-short content, della durata di cinque minuti ciascuno, alla quale l’attore ha partecipato prestando la propria voce e i propri tratti somatici alla pulcinella di mare protagonista: Johnny Puff.

Johnny Depp a Roma ospite di Alice nella Città

La serie è incentrata sulle avventure vissute da Johnny e dal suo gruppo di simpatici amici, Tic e Tac, Didi e Pie, che vivono con la loro tribù di Puffin nella grande e tecnologica Tana di Otto, tricheco, abile ingegnere e collezionista. Tante missioni ma anche vicende legate alla vita quotidiana, all’interno delle quali si avrà modo di parlare ai bambini di alcuni temi importanti come l’inquinamento e la salvaguardia ambientale. La divulgazione e la sensibilizzazione saranno quindi il doppio scopo della serie che saprà intrattenere il giovanissimo pubblico divertendolo grazie a una successione di esilaranti gag.

Amatissimo dal pubblico di Alice nella Città, che da anni chiede di incontrarlo, Johnny Depp sarà a Roma anche per un omaggio legato ai personaggi che ha interpretato e che sono riusciti a entrare nell’immaginario di diverse generazioni, rendendolo uno degli attori più amati di sempre da “Edward mani di forbice” a “La fabbrica di cioccolato”, passando per la serie cinematografica “I Pirati dei Caraibi” e ancora “Alice in Wonderland”, “Alice attraverso lo specchio” e “Neverland – Un sogno per la vita”.

Come spiega il produttore Andrea Iervolino, presidente di ILBE, “si tratta della prima partecipazione dell’attore a un prodotto short-content, un progetto nuovo e avanguardista. Siamo orgogliosi che una figura del calibro di Johnny Depp abbia creduto nel nostro progetto e ne faccia parte attivamente, condividendo con la produzione idee e spunti creativi che daranno sicuramente un valore aggiunto ai Puffins”.

I Direttori di Alice nella Città, Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, commentano: “Ci sono attori che risultano inscindibilmente legati ad alcuni dei personaggi che hanno interpretato nella loro carriera e viceversa: Edward mani di forbice, Jack Sparrow, Willy Wonka, hanno vissuto avventure così epiche grazie anche al carisma di Johnny Depp. Attori come lui hanno dato anima e corpo a personaggi entrati nell’immaginario del pubblico di diverse generazioni e per questo, nonostante il tempo che passa, rimangono tra i più amati e iconici di tutti i tempi.”

Johnny Depp (di nuovo) irriconoscibile nella prima foto di Black Mass

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Entertainment Weekly ha diffuso la prima immagine ufficiale di Johnny Depp in Black Mass, film in cui interpreta il criminale americano Whitey Bulger.

Leggi anche – Pirati dei Caraibi 5: prima foto di Johnny Depp

Black Mass Johnny DeppNel cast di Black Mass oltre Johnny Depp compaiono anche Jesse PlemonsJuno Temple, Guy Pearce, Joel Edgerton, Benedict Cumberbatch e Dakota Johnson. A dirigere la pellicola sarà Scott Cooper.

Il film, inoltre, sarà un adattamento del bestseller del New York Times Black Mass: the True Story of an Unholy Alliance Between the FBI and the Irish Mob, scritto da Dick Lehr e Gerland O’Neil, due reporter del Boston Globe.

Diverse case di produzione hanno cercato nel tempo di trarre una storia dalla vita del boss della mafia di Boston, e adesso sembra che finalmente si sia trovato il modo giusto di raccontare una figura così nera e controversa della storia americana.

Johnny Depp – L’uomo mascherato

Johnny Depp – L’uomo mascherato

Johnny Depp – Oggi è un divo, ma ciò non significa che abbia dovuto rinunciare a essere sé stesso. Anzi, è riuscito a imporre la propria personalità allo star system: un carattere scontroso e attaccabrighe, specie in gioventù, un personaggio stravagante e carismatico, determinato nelle scelte, che sono andate spesso in direzione di pellicole strane, fosche, perturbanti, in territori segnati da marginalità e alienazione, ma anche visionari e onirici. Insomma, apparentemente, la direzione contraria a quella del cinema hollywoodiano, la strada meno facile, ma che rispondeva maggiormente al suo carattere.

Ebbene, proprio questo suo essere diverso e imprevedibile, assieme a un indiscusso fascino, lo hanno reso uno dei divi più amati dal pubblico e apprezzati dalla critica.

Johnny Depp – all’anagrafe John Christopher Depp II

Classe 1963, nato in uno sperduto paesino del Kentucky (Owensboro), ma con origini le più disparate: Irlanda, Germania e una nonna nativa americana cherokee, che gli ha regalato occhi a mandorla, zigomi alti e mascella volitiva. Ultimo di quattro fratelli, alla morte del nonno, che lo ha iniziato alla musica, si trasferisce con la famiglia in Florida, dove il padre (John Christopher More Depp Senior), ingegnere, ha trovato lavoro, e la madre (Betty Sue Palmer) fa la cameriera. Qui la vita è difficile per il giovane Depp, profondamente toccato dalla scomparsa del nonno e destabilizzato dai continui traslochi, sviluppa un carattere introverso e poco incline allo studio. Visto che la passione per la musica invece non scema, sua madre decide di regalargli una chitarra, che lui comincia a strimpellare, sognando una vita da rockstar. Dopo questo periodo di apprendistato da autodidatta, milita in diverse band. Nel frattempo, i genitori si sono separati e lui è andato a vivere con la madre.

Ma casa e scuola non fanno per lui e, a quindici anni, va a vivere nella sua macchina col suo migliore amico di allora (Sal Janco), fondando il gruppo “The Kids”. La band otterrà una certa fama in Florida, facendo da spalla ai B52s, ai Talking Heads, a Billy Idol, e persino all’irriverente “iguana” del punk americano, già mito di Depp: Iggy Pop. Johnny ci crede, e spera davvero di poter avere una brillante carriera da cantante rock, ma non è quella la sua strada. Nel 1983, infatti, approda a Los Angeles in cerca di un’etichetta discografica che metta sotto contratto i “Kids”, ma la band fuori dalla Florida non raccoglie lo stesso successo che entro i suoi confini e il progetto naufragherà l’anno seguente. Intanto, Depp si sposa con la truccatrice Lori Ann Allison e per mantenersi si arrangia, facendo diversi lavori tra cui: meccanico, muratore e venditore di spazi pubblicitari. Al suo carattere scontroso e attaccabrighe si devono i primi precedenti per rissa.

Nel 1984 grazie alla moglie, Johnny Depp conosce Nicolas Cage. Questi lo incoraggia a tentare la strada del cinema, presentandogli la sua agente. È così che questo bel giovanotto di provincia approda al cinema, partecipando al film horror Nightmare – Dal profondo della notte di Wes Craven. Studia recitazione. Nel 1985 il matrimonio con Lori Ann finisce.

Il 1986 è un anno importante per l’attore americano, che viene scelto da Oliver Stone per interpretare un soldato in Platoon. Pare sia stata proprio quest’esperienza a convincere definitivamente Johnny Depp che il suo posto era davanti alla macchina da presa. Tuttavia, agli inizi della carriera non è il cinema a dargli notorietà, ma la tv. Nell’’87, infatti, prende il posto di Jeff Yagher nel ruolo di Tom Hanson all’interno della serie televisiva 21 Jump Street, che abbandonerà tre anni dopo. La serie, protagonisti un gruppo di giovani allievi di una scuola di polizia, è andata in onda in Italia a partire dall’89. Da questo momento, Depp diventa l’idolo delle teen-agers americane, arrivando a ricevere migliaia di lettere al giorno dalle sue fans.  Ma quei panni gli stanno stretti e non vuole rimanervi imprigionato.  Perciò, nel ’90, lascia la tv e torna al grande schermo, interpretando proprio una parodia degli idoli per teen-agers in Cry Baby di John Waters.

Ma il 1990 è soprattutto l’anno dell’incontro con colui che diverrà suo amico fraterno e sodale artistico: Tim Burton. Il regista lo vuole per il ruolo da protagonista in Edward mani di forbice, tratto da un racconto dello stesso Burton (Morte malinconica del bambino ostrica e altre storie). A Johnny Depp il compito di interpretare Edward, creatura animata in forma umana, nata in un cupo castello isolato, da un anziano inventore, che però è morto prima di poterlo completare: non gli ha dato le mani, sostituite con lame affilate – appunto le mani di forbice del titolo. Capelli corvini scarmigliati, volto cadaverico segnato dalle cicatrici che lui stesso si procura muovendo le “mani”, espressione stupita e malinconica, Depp offre una grande prova del suo talento artistico dando corpo a questo incrocio tra Chaplin e Robert Smith dei Cure: strana creatura dal cuore tenero e ingenuo, emblema del diverso, che sognerà un inserimento nella società “normale” grazie a una zelante venditrice di cosmetici (Peg/Dianne Wiest) e all’amore per la figlia di lei (Kim/Winona Ryder), ma che finirà inesorabilmente respinto ed emarginato da un’America materialista, cinica e conformista. L’interpretazione vale a Depp la sua prima nomination ai Golden Globe e lo fa entrare a pieno titolo tra le figure più promettenti del cinema  d’oltreoceano. Sul set del film conosce Winona Ryder, con la quale inizia una relazione che durerà tre anni. Per celebrarla Johnny, che ama i tatuaggi, si fa incidere sul braccio la scritta “Winona for ever”. Anni dopo, a storia finita, lo farà cambiare in “Wino for ever” (ubriaco per sempre).

Johnny Depp – L’uomo mascherato

Da questo momento, sceglierà sempre con cura le pellicole a cui partecipare, puntando su ruoli non convenzionali: storie di marginalità, vite di provincia e favole oscure, da interpretare con quel mix di ironia, malinconia e grottesco che diverrà la sua cifra distintiva. Verrà a sua volta scelto dal cinema d’autore. Nel ’92 è protagonista di Arizona Dream del pluripremiato Emir Kusturica. Il film, fantastico e visionario – basti dire che il suo leitmotiv è una sogliola volante – è la personale interpretazione che il regista jugoslavo dà del Sogno Americano, o meglio di ciò che ne rimane. Qui Johnny Depp veste i panni di Axel, giovane chiamato in Arizona dallo zio Leo (Jerry Lewis) per intraprendere una “fulgida” carriera di venditore d’auto. Ma Axel conosce una serie di personaggi strampalati e preferisce la loro compagnia e le loro follie visionarie e ingenue alla realtà concreta, ma deprimente, offertagli dallo zio. S’innamora così della bella Elaine (Faye Dunaway), molto più grande di lui, con cui condivide il sogno di volare, resta affascinato dalla figlia Grace (Lili Taylor), gelosa del fascino materno, depressa e con tentazioni suicide; sostiene le aspirazioni di Paul, che in attesa di sfondare come attore, prepara provini imparando a memoria interi film di Hitchcock. La pellicola ottiene minore successo rispetto alle precedenti del regista, ma guadagna l’Orso d’Argento speciale della Giuria al Festival di Berlino nel ’93.

Il film esce in Italia una prima volta nel ’93, col titolo poco felice di Il valzer del pesce freccia, passando quasi inosservato. Riproposto nel ’98 col titolo originale, ottiene maggiore fortuna, anche grazie al successo ormai raggiunto da Depp. Nel ‘93 l’attore recita nella commedia Benny e Joon, diretto da Jeremiah S. Chechik, interpretando la parte di Sam, mimo che entra nella vita di Joon Pearl (Mary Stuart Masterson), una ragazza con problemi mentali che alla morte dei genitori si trova a vivere sola col fratello Benny (Aidan Queen). Proprio Sam riesce a portare allegria e ottimismo nella difficile esistenza di Joon, trovando la giusta chiave per interagire con lei, comprendendo le sue difficoltà e aiutandola a superarle. Inizialmente osteggiata dal fratello Benny, la relazione tra Joon e Sam consentirà alla ragazza di trovare un equilibrio e gestire un’esistenza indipendente dal fratello. Per questo ruolo di mimo stravagante, ma di straordinaria delicatezza, Johnny Depp attinge al repertorio del cinema muto, rinnovandolo con la propria originale capacità espressiva. È di nuovo candidato al Golden Globe. Lo stesso anno, è ancora alle prese col disagio psichico, perché il regista Lasse Hallström lo sceglie per la parte di Gilbert Grape in Buon Compleanno Mr. Grape. Qui interpreta il giovane commesso di un emporio nel profondo sud degli Stati Uniti, con una famiglia la cui responsabilità ricade interamente sulle sue spalle. La madre è obesa e non esce di casa da anni, il fratello Arnie (Leonardo Di Caprio in una memorabile interpretazione, forse la sua migliore) è un adolescente disabile mentale che va costantemente assistito e le due sorelle, anche loro adolescenti, sono in continuo conflitto tra loro. In tutto ciò, per Gilbert è difficile trovare uno spazio individuale, anche quando in paese arriva l’eccentrica e sognatrice Becky (Juliette Lewis), di cui s’innamora. Il film affronta, approfondendoli, vari temi: la diversità, il conformismo provinciale che ne fa scandalo, e la spinge a nascondersi – come si nasconde la madre di Gilbert, rinchiusa in una casa/tomba –  il determinismo che sembra segnare indelebilmente le vite di tutti i protagonisti della vicenda e schiacciarle sotto il suo peso (non a caso il “peso” è un elemento ricorrente), e la possibilità invece, postulata dal regista, che i protagonisti tornino a scegliere e a essere padroni delle proprie vite.

Per Johnny Depp, che ama i soggetti inconsueti e i personaggi che affollano le retrovie della storia umana, piuttosto che quelli di prim’ordine, quella che gli giunge nel ’94 da Tim Burton è una proposta che non può rifiutare: interpretare Ed Wood, il peggior regista di tutti i tempi, nell’omonimo film. Nella pellicola in bianco e nero, l’attore veste i panni di questo indefesso ottimista, non privo di aspetti stravaganti, con una fede cieca nel sogno americano, pochi mezzi, poco talento, ma molta ingenuità e amore per il cinema, che sforna horror ridicoli nell’America degli anni ’50, reclutando come star di punta un Bela Lugosi (Martin Landau) ormai morfinomane in disarmo, per il quale nutre un’ammirazione sconfinata. Senz’altro uno dei migliori lavori della premiata ditta Burton/Depp. Assieme all’attore, oltre a Martin Landau, anche Patricia Arquette e Sarah Jessica Parker. L’anno dopo, Depp acquisterà perfino un castello in stile gotico a Beverly Hills, appartenuto proprio a Bela Lugosi.

Per quel che riguarda la sfera privata, gli anni ’90 sono turbolenti per Johnny Depp: viene arrestato più volte per rissa, distrugge una suite d’albergo durante una furiosa lite con la fidanzata Kate Moss e si dà al consumo di sostanze stupefacenti. Intanto, investe i soldi che guadagna col cinema  nell’acquisto del noto locale Viper Room, sul Sunset Boulevard a Los Angeles e fa amicizia con River Phoenix. Quando questi morirà per overdose, proprio all’uscita del club, Depp deciderà di cambiare vita. Nel frattempo, però, si guadagna una fama da bel tenebroso, che ne accresce la popolarità. Nel ’95 ha l’opportunità di lavorare con uno dei suoi attori preferiti: Marlon Brando, in Don Juan De Marco maestro d’amore, diretto da Jeremy Leven, in cui Brando interpreta uno psichiatra che tenta di curare Depp/Don Juan, giovane in preda a delirio, convinto di essere il più grande amante mai esistito. Depp vorrà di nuovo Brando accanto a sé per il suo esordio alla regia, due anni dopo. Intanto, un altro ruolo da favola scura per l’attore del Kentucky, quello offertogli da Jim Jarmush in Dead Man: avventure e peregrinazioni di William Blake, giovane omonimo del poeta inglese, nella provincia americana dell’800, dall’Ohio all’Arizona, che si trasformano in una sorta di discesa agli inferi, di viaggio verso la morte, in compagna di un nativo indiano di nome Nessuno. Bianco e nero, episodi grotteschi, incursioni di attori in prestito dal mondo della musica (David Byrne e Iggy Pop), un eroe antieroico e la colonna sonora di Neil Young. Due anni dopo è la volta di Donnie Brasco, altro punto di svolta nella carriera di Johnny Depp. La pellicola di Mike Newell ha infatti due caratteristiche di sicuro successo e interesse per il grande pubblico: è un mafia movie e vede come protagonista, assieme a Johnny, Al Pacino. La sua particolarità sta però nella cura con cui il regista costruisce i caratteri e approfondisce i risvolti psicologici del rapporto fra i due protagonisti: l’agente infiltrato Joe Pistone, alias Donnie Brasco ricettatore di gioielli e Lefty, mafioso di second’ordine di un’organizzazione di Little Italiy su cui la polizia federale vuol mettere le mani. L’amicizia che ne scaturisce è pericolosa e destinata a una tragica fine. Il film è tratto dal libro autobiografico dell’agente infiltrato Joseph D. Pistone. Dello stesso anno è l’esordio dietro la macchina da presa di Johnny Depp, con un film coraggioso come il suo titolo (appunto Il coraggioso), incentrato su un nativo americano (Raphael/Depp) che vive a Morgantown, al confine tra USA e Messico, un’esistenza di miseria ed emarginazione, ma con una famiglia da lui molto amata (la moglie Rita e due figli). Decide un giorno di vendere la sua vita per 50.000 dollari, ad un regista che lo vuole protagonista di un film in cui sarà torturato e ucciso (realmente, non per finzione). È dunque la storia di questo eroe: ultimo tra gli ultimi, dimenticato come  uno scarto della società in cui vive, dove tutto è merce. Moderno Cristo che s’immola per garantire la possibilità di un futuro diverso alla sua famiglia. Per il ruolo del perverso regista Johnny sceglie Marlon Brando, che aveva avuto al suo fianco in Don Juan. Il ’98 è l’anno di Paura e delirio a Las Vegas, in cui Depp è scelto da un altro regista visionario e anticonformista, Terry Gilliam, per interpretare Raoul Duke, alter ego del giornalista Hunter Tompson, in un viaggio nell’America post-sessantotto alla volta di Las Vegas, all’inseguimento di un Sogno Americano sempre più sfuggente. Accanto a lui, l’amico avvocato (Dr. Gonzo/Benicio Del Toro), che lo accompagnerà in questo viaggio non solo reale, ma anche “virtuale” e lisergico, visto che i due sono perennemente sotto l’effetto di droghe. Ne esce un quadro comico-grottesco dell’epoca, con un ottimo Depp che, ancora una volta, insegna a molti suoi colleghi l’arte di non prendersi troppo sul serio.

Nel privato, Johnny Depp sembra deciso a mettere la testa a posto. Vive con al sua nuova compagna: la cantante-attrice Vanessa Paradis, e nel ’99 nasce la loro prima figlia, Lily-Rose, cui l’attore è legatissimo. Entra anche a far parte della Hollywood Walk of Fame. Non si lascia sfuggire l’occasione di farsi dirigere da Roman Polanski nel thriller La nona porta. Prosegue anche il fortunato sodalizio con Tim Burton, che costruisce intorno all’attore, ancora una volta, una riuscitissima favola oscura, Il mistero di Sleepy Hollow, con cavalieri senza testa (Christopher Walken, altro attore amatissimo da Depp), belle e perfide streghe (Miranda Richardson), e un ispettore (Depp/Ichabod Crane), che indaga con metodo scientifico su una serie di omicidi. Dunque, razionalità da una parte e creature ultraterrene dall’altra. Il tutto, e qui sta la forza del film, mescolato a una strana e sottile vena comica, di cui è portatore proprio l’ispettore: Ichabod seziona infatti cadaveri con espressione schifata, pallido in volto e sull’orlo dello svenimento e il suo fisico non regge le incursioni del soprannaturale, frequenti a Sleepy Hollow. Un uomo che ha fatto della razionalità il suo credo per sfuggire ai demoni del passato. L’attore rende perfettamente questa lotta interna al protagonista, ancor più viva nel piccolo paesino infestato dai fantasmi.

Nel 2000 partecipa a Prima che sia notte di Julian Schnabel, tratto dall’autobiografia del poeta cubano Reinaldo Arenas, perseguitato e incarcerato dal regime castrista perché omosessuale. Malato di Aids e morto suicida in esilio a New York. Johnny Depp appare in due momenti: nei panni del transessuale Bon Bon e del tenente Victor. Ritrova poi Lasse Hallström, che lo dirige in Chocolat, dove interpreta un altro ruolo ai margini, quello dello zingaro Roux, in una cittadina di provincia francese negli anni ’50, dove si avvicina a un’altra figura emarginata: quella della cioccolataia Juliette Binoche, la straniera Vianne: una sorta di diavolo tentatore che induce ai peccati di gola i paesani con le sue delizie al cacao. Alla fine però, il moralismo sterile lascia il posto alla comprensione e la comunità accetta Vianne, assaporando anche una vita più libera e piena, assieme al gusto del cioccolato.

L’anno seguente Johnny interpreta il ruolo dell’ispettore oppiomane Frederick Abberline in La vera storia di Jack lo Squartatore, che indaga nella Londra sordida e tetra di fine ‘800 per scoprire chi sia il serial killer di prostitute che colpisce in città.

A partire dal 2003 Depp interpreta il personaggio che gli ha dato la maggior notorietà e gli ha fatto sbancare i botteghini di tutto il mondo: il pirata Jack Sparrow, nella saga della Disney Pirati dei Caraibi – La maledizione della prima luna (2003), La maledizione del forziere fantasma (2006), Ai confini del mondo (2007), tutti diretti da Gore Verbinski. Per questo ruolo, anticonformista per eccellenza, con trucco nero agli occhi, bandana e dreadlocks, l’attore ha dichiarato di ispirarsi al chitarrista dei Rolling Stones Keith Richards e, nonostante all’inizio la chiave trasgressiva scelta per impersonare il protagonista non andasse a genio ai produttori della serie, si è rivelata vincente e di grande successo. Per motivare le sue scelte artistiche, che negli ultimi anni lo hanno portato sempre più verso pellicole rivolte a un pubblico di bambini (anche se non esclusivamente), Johnny ha dichiarato di voler fare film che potessero essere visti dai suoi figli – nel 2002 dall’unione con Vanessa Paradis è nato il suo secondogenito Jack e l’attore ha preso residenza stabile nella campagna francese. Nella stessa direzione è andata la scelta di essere James Barrie in Neverland – Un sogno per la vita (2004), incentrato appunto sulla figura del creatore di Peter Pan. Anche la collaborazione di Johnny Depp con Tim Burton negli ultimi anni sembra essersi spostata decisamente su questo terreno, con La fabbrica di cioccolato (2005), in cui l’attore, quasi irriconoscibile, veste i panni del padrone della fabbrica Willy Wonka. E, sempre nel 2005, con La sposa cadavere, pellicola d’animazione in cui Depp dà la voce a un personaggio dalle fattezze simili alle sue.

Ciò che più colpisce, considerata l’estrema notorietà e il successo raggiunti a questo punto dall’attore americano, nonché l’investitura holliwoodiana, è che non abbia ottenuto premi di peso. Ma anche questi sono destinati ad arrivare. Nel 2007 infatti, è proprio l’ennesima collaborazione con Burton a dargli il Golden Globe come Miglior Attore in un film Commedia o Musicale . In Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street, Johnny Depp interpreta infatti questo sanguinario assassino per vendetta. Dopo una carriera tramontata nel mondo della musica, l’attore si cimenta qui nel canto, assieme alla coprotagonista Helena Bonham Carter (Mrs.Lovett), moglie di Tim Burton (l’attrice dichiarò ironicamente in un’intervista che il regista l’avrebbe sposata, non potendo sposare il suo alter-ego, Johnny Depp). La diabolica coppia funziona alla perfezione in questo musical a tinte fosche, e la direzione di Burton è impeccabile. Torniamo alle atmosfere da favola scura, come già in Edward mani di forbice e Il mistero di Sleepy Hollow, con la differenza che il personaggio interpretato da Depp è ora tutt’altro che timido e ingenuo, o servitore della collettività in nome della giustizia e della verità. È invece un uomo vittima di una profonda ingiustizia (è stato condannato ingiustamente), dolente e spietato, nella Londra del ‘700, che si vendica nel modo più truce che possiamo immaginare: uscito di galera, apre un negozio di barberia, dove sgozza le sue vittime (coloro che anni prima lo fecero incarcerare). Poi entra in scena la sua altrettanto diabolica complice, che ha un forno proprio sotto la barberia: la poltrona del barbiere – grottesca e straordinaria diavoleria – catapulta direttamente la vittime sgozzate in un enorme tritacarne, che le rende polpa pronta per farcire le leccornie vendute al pubblico con enorme successo dalla signora Lovett. Un’associazione a delinquere delle più diaboliche dunque, dalla quale, nonostante tutto, non riusciamo a restare solamente inorriditi, perché Burton, sarcastico e pungente come sempre, riesce a rendere perfettamente la complessità di una realtà in cui il giudice Turpin non è meno colpevole di Todd e i voraci clienti di Mrs. Lovett non paiono candide creature indifese.

Nel 2009 Depp sostituisce lo scomparso Heath Ledger, alternandosi ai colleghi Jude Law e Colin Farrell, nel film Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo. Qui, è diretto di nuovo da Terry Gilliam e siamo ancora in un territorio fantastico e visionario. Di tutt’altro tenore, invece, Nemico pubblico di Michael Mann, in cui interpreta il rapinatore di banche John Dillinger,  nell’America degli anni ’30. Infine, quest’anno lo troviamo in due pellicole: è il Cappellaio Matto in Alice in Wonderland, ultima collaborazione finora registrata con Tim Burton, e il turista Franck Taylor in The Tourist di Florian Henkel von Donnersmarck: spy story romantica di ambientazione veneta, che lo vede al fianco di Angelina Jolie. Entrambe le pellicole però, non sembrano all’altezza delle precedenti dei rispettivi registi. La scorsa settimana, in occasione della presentazione a Roma di The Tourist, Depp ha dichiarato di essere a lavoro su un paio di progetti con cui vorrebbe tornare alla regia, anche se non ha intenzione, dice, di scegliere sé stesso come attore. Il prossimo anno, intanto, lo vedremo ancora nei panni di Jack Sparrow in un altro episodio della saga Pirati dei Caraibi, stavolta per la regia di Rob Marshall ( …cominciamo a capire perché sua figlia Lily-Rose sia convinta che il mestiere del padre sia proprio quello del pirata!).

Johnny Depp possiede una casa di produzone cinematografica: la Infinitum Nihil Production. Ha inoltre investito nell’acquisto del famoso ristorante di Parigi “Man-Ray”, che possiede in comproprietà con John Malkovich, Sean Penn e Mick Hucknall, cantante dei Simply Red.

Infine, della passione di Johnny Depp per la musica s’è detto all’inizio e la sua strada s’è spesso intrecciata con quella del mondo musicale: l’attore ha suonato assieme agli Oasis nel brano Fade In-Out. Nel 2007 ha partecipato al documentario di Julian Temple su Joe Strummer, dando un suo ricordo del cantante dei Clash, scomparso prematuramente a dicembre del 2002. Lo scorso anno è stato voce narrante di un documentario sui Doors (When you’re strange di Tom Di Cillo).

 

Johnny Depp – Barnabas Collins nel poster parigino della mostra su Tim Burton

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La mostra su Tim Burton – Near to Tim Burton: Art in all its forms, exhibition – dopo il successo riscosso al Moma di New York, attraversa

Johnny degli angeli: esce il nuovo romanzo di Athos Bigongiali

Johnny degli angeli: esce il nuovo romanzo di Athos Bigongiali

A due anni di distanza dalla nuova edizione di Una città proletaria, il suo fortunato romanzo d’esordio pubblicato da Sellerio nel 1989 e restituito ai lettori da MdS Editore nel 2016 con l’aggiunta di quattro capitoli finali, torna in libreria Athos Bigongiali, ancora con la giovane casa editrice pisana e questa volta con un testo del tutto inedito.

Johnny degli angeli, è questo il titolo del nuovo romanzo, pubblicato da MdS nella collana Cattive Strade curata da Fabrizio Bartelloni, che andrà ad aggiungersi alla ricca bibliografia dell’autore sangiulianese, tra cui spiccano titoli come Veglia irlandese (Sellerio, 1992),  Le ceneri del Che (Giunti, 1996), Ballata per un’estate calda (Giunti, 1998) e Il clown (Giunti, 2007).

Un libro tutto nuovo per una storia d’altri tempi. Bigongiali ci riporta infatti nella Los Angeles del 1958, in piena età dell’oro del cinema hollywoodiano, quella dei film in bianco e nero, delle feste sfarzose, delle dive fatali e inavvicinabili, per raccontarci a suo modo una vicenda che su quel mondo dorato fece calare per lungo tempo un’ombra scura. L’omicidio di Johnny Stompanato, italoamericano al soldo del boss del gioco d’azzardo Mickey Cohen, trovato cadavere nella camera da letto dell’attrice Lana Turner di cui, da qualche tempo, era il compagno. Una vecchia storia ‘nera’, dunque, che Bigomgiali ha letteralmente ritirato fuori dal cassetto. “Sì”, ci conferma l’autore, “l’idea è nata proprio aprendo un cassetto di una vecchia scrivania dove parecchi anni fa, forse più di cinquanta, avevo risposto alcuni ritagli di giornali italiani. L’idea era lì, tra quei titoli e quelle foto, nascosta nella scandalosa storia che vi veniva raccontata, quella di un aitante giovane trovato morto, accoltellato, nella camera da letto di una famosa diva del cinema. Il giovane era noto alle cronache come un gigolò da strapazzo e un gangster di mezza tacca della Los Angeles degli anni Cinquanta; la diva era nota  per le sue interpretazioni in conturbanti ruoli, da quello della moglie infedele ne Il Postino suona sempre due volte, a quello della perfida Milady ne I Tre Moschettieri. Gli ingredienti dello scandalo, dunque, erano già presenti prima del delitto ma furono ingigantiti dal fatto che a commetterlo – almeno secondo quanto ricostruito nel processo che ne seguì – fu la figlia di lei, un’adolescente di bella presenza, a sua volta nota alle cronache per varie peripezie, tra cui una fuga dalla casa materna e un supposto tentativo di violenza carnale ad opera dell’ultimo marito della diva”.

L’intento di Bigongiali, tuttavia, non è quello di scoprire se quella consacrata dal processo sia davvero la verità dei fatti. “È vero”, precisa l’autore, “che in molti hanno dubitato della ricostruzione dei fatti fornita dal clan Turner, che vuole la giovane Cheryl intervenuta a difendere la madre dall’ennesima aggressione, ma a me premeva soprattutto dare finalmente voce a chi non l’aveva mai avuta, ossia proprio a Stompanato, il morto, l’unico a uscire davvero male da questa storia. Un morto senza voce in capitolo, come capita spesso ai morti. Un morto di cui sbarazzarsi subito, come si fa coi rifiuti; la vita doveva andare avanti, la macchina del cinema pure e nella società perbenista non c’era posto per un rifiuto della società”. L’immagine del giovane italoamericano veicolata dai media, infatti, fu proprio quella: un poco di buono, lo scagnozzo di un boss mafioso, un amante violento di cui la diva aveva paura. “Ma le cose non stavano affatto così”, spiega Bigongiali, “Johnny era un ex-marine decorato e, come racconta la stessa figlia, Lana non fece di lui un toy boy. Al contrario si innamorò pazzamente di lui, come provano le lettere che gli scrisse nel corso di un anno e mezzo, dal 1957 al marzo del 1958. Lettere compromettenti che i suoi produttori e avvocati tentarono, vanamente, di far sparire”. Una storia ancora con molte ombre e punti oscuri, dunque, che rendono particolarmente suggestiva la “versione di Johnny” che Bigongiali ha voluto restituire attraverso le pagine del suo libro, l’occasione che l’autore ha voluto dare a un ragazzo sedotto e ucciso dal suo american dream di dire finalmente la sua su ciò che è stata la sua vita, il suo amore, e anche la sua morte.

John Williams: 12 tracce sottostimate

Tutti conosciamo l’immenso lavoro di John Williams, tutti apprezziamo la colonna sonora di Superman, canticchiamo quella di Indiana Jones e negli ultimi mesi abbiamo in loop nella testa quella di Star Wars. Ma quello che senza paura di essere smentiti possiamo definire il più grande compositore di colonne sonore da film del nostro tempo (insieme a pochi altri) ha realizzato tante e tante tracce, molte delle quali sottostimate. Eccone 12 che non potrete fare a meno di ascoltare e riascoltare:

Holiday Flight da Mamma ho perso l’aereo

The Lost Boy Chase da Hook

Anderton’s Great Escape da Minority Report

The Airport Scene da Prova a Prendermi

Jewish Town (Krakow Ghetto, Winter ‘41) da Schindler’s List

A Legend Is Born da The Terminal

The Dance Of The Witches da Le streghe di Eastwick

https://www.youtube.com/watch?v=ANyfhnEqnIQ

Hide And Seek da I.A. Intelligenza Artificiale

The Adventures Of Tintin da Le avventure di Tintin – Il segreto dell’Unicorno

Titoli di coda da Munich

Becoming A Geisha da Memorie di una Geisha

Hagrid The Professor da Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

https://www.youtube.com/watch?v=tA0FZ9tnmoI

John Williams tornerà per le colonne sonore di Star Wars VIII e Indiana Jones 5

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In occasione della celebrazione della carriera di John Williams da parte dell’American Film Institute, è stato confermato che il celebre compositore continuerà il suo sodalizio artistico con Star Wars per l’Episodio VIII e con Indiana Jones per il quinto capitolo.

A confermarlo è Williams in persona che ha dichiarato: “Se sarò in grado di farlo, lo farò per certo. Ho detto a Kathy Kennedy che sono felice di farlo, ma la verità è che non voglio che nessun altro scriva musica per Daisy Ridley”. E questo per quanto riguarda l’ottavo capitolo della saga stellare.

Harrison Ford su John Williams: “La sua dannata musica mi segue ovunque”

Intanto, ospite della serata, anche Steven Spielberg ha contribuito a queste due belle notizie dichiarando che Williams, compositore anche della musica del suo ultimo film Il GGG – Il Grande Gigante Gentile, tornerà a mmusicare Indiana Jones 5, franchise per cui ha composto uno dei suoi brani più riconoscibili e famosi.

Considerando il lavoro eseguito con Star Wars Il Risveglio della Forza, non c’è pericolo che il caro Williams abbia perso lo smalto dei suoi anni di gioventù, per cui sappiamo da adesso che Star Wars Episodio VIII (e speriamo anche l’Episodio IX) avrà una colonna sonora all’altezza. Per non parlare di una nuova avventura sulle note di Indy!

Che ne pensate?

Fonte: CS

John Williams su Star Wars Episodio VII

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john williamsEra nell’aria dal primo momento in cui è stato ufficializzato un nuovo film della saga di Star Wars, eppure solo adesso arriva la conferma ufficiale: John Williams si occuperà della colonna sonora dell’Episodio VII diretto da J.J. Abrams.

E’ lo stesso compositore a parlarne, dicendo che “naturalmente” è stato contattato dalla produzione e che è felicissimo di lavorare con Abrams che sembra eccitatissimo all’idea di lavorare ad un film di Star Wars (e chi non lo sarebbe!). Williams scherza anche sul fatto che a suo confronto, il regista è un ragazzino, e che quindi si sforzerà di stare al passo con lui.

John Williams parla anche di come può essere lavorare ad un film di fantascienza con le tecnologie moderne, spiegando che con i mezzi odierni si possono fare cose che 20 o 25 anni prima sarebbero state impensabili.

Tuttavia, proprio su questa affermazione ci sentiamo di soffermarci: non è forse vero che, proprio grazie a tutte le aggiunte in CGI nel restauro della prima Trilogia e ai personaggi digitali nella seconda Lucas è stato oggetto di violenti critiche da parte dei suoi fan?

Vedremo come se la caverà J.J. Abrams. Intanto festeggiamo il ritorno di John Williams nel franchise.

Vi ricordiamo che il primo film uscirà al cinema nel 2015, per la regia di J.J. Abrams, basato su una sceneggiatura di Michael Arndt. Per tutte le notizie sulla nuova trilogia targata Disney vi segnaliamo il nostro speciale: Star Wars. La scheda del film: Star Wars: Episodio VII.

John Williams spera di tornare per il prossimo Star Wars

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Le musiche di John Williams sono state fin dall’inizio uno dei ‘marchi di fabbrica’ della saga di Guerre Stellari, contribuendone al successo.

Il compositore è stato recentemente intervistato da un membro del suo Fan Network in occasione di un recente concerto da lui diretto riguardo la possibilità di un suo coinvolgimento anche nel prossimo film della serie, diretto da J.J. Abrams. Williams ha lasciato intendere di essere disponibile a occuparsi ancora una volta delle musiche del film, come avvenuto in occasione della lunga ed efficacissima collaborazione con George Lucas.

Williams potrebbe dunque essere della partita, ma sulla sua effettiva partecipazione pesa un non trascurabile dettaglio: il compositore preferito di J.J. Abrams appare infatti essere Michael Giacchino.

 Fonte: ComingSoon.Net

John Williams spaventa Steven Spielberg dicendogli che dopotutto non si ritirerà!

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John Williams si ritirerà dopo aver terminato la colonna sonora del prossimo film di Indiana Jones, giusto? Almeno è quello che pensava Steven Spielberg prima di essere smentito dal diretto interessato. Il regista è stato corretto alla fine di una conversazione di 90 minuti tra i due giganti del cinema avvenuta giovedì sera. All’evento, sponsorizzato dall’American Cinematheque e tenutosi al Writers Guild Theatre, il moderatore (e autore di musiche per film di Variety) Jon Burlingame si è rivolto al gigante che indugiava cautamente ai margini della stanza: “Un’ultima domanda per ciascuno di voi. John, ti stai davvero ritirando dai film? Questo è “-” The Fabelmans “, l’ultimo film di cui si è discusso -” e il film di Indiana Jones che sta arrivando il tuo ultimo lavoro?

Beh, Steven è un sacco di cose“, ha risposto il compositore. “È un regista, è un produttore, è il capo di uno studio, è uno scrittore, è un filantropo, è un educatore. Una cosa che non è è un uomo a cui puoi dire di no.” “Non me l’hai mai detto prima di oggi”, ha risposto Steven Spielberg, leggermente, felicemente scosso. Williams ha sottolineato che Arnold Spielberg, il padre veterano del regista, morto a 102 anni, lavorava ancora alla Shoah Foundation quando aveva 99 e 100 anni. Steven Spielberg non aveva avuto tali aspettative.

Ha continuato Williams, “Ho compiuto 90 anni e ho incontrato una donna della mia età a Boston. Era una signora molto simpatica, esattamente della mia stessa età, e le ho detto, il decennio più bello nella vita di un uomo va dagli 80 ai 90 anni, se hai la tua salute, perché se arrivi a 90 anni, c’è un enorme compenso. Vedi tutto con una visione così magnetica che riconosci che la cosa più bella del mondo sono le farfalle peruviane. Non c’è niente di più bello di quello. E quindi è il decennio migliore. E lei ha detto: ‘No, il decennio più bello nella vita di una persona va dai 90 ai 100 anni. Quindi rimarrò qui per un po’… Ma non puoi anche ritirarti dalla musica. Ho detto prima, è come respirare. È la tua vita. È la mia vita. E quindi un giorno senza musica è un errore”.

Ha scherzato Steven Spielberg in risposta: “Devo mettermi al lavoro, per scoprire cosa diavolo farò dopo“. Quando Spielberg ha posto l’ultima domanda – come riassumerebbe i 50 anni che i due hanno trascorso lavorando insieme – il regista ha detto: “È molto difficile riassumere perché siamo ancora insieme, e quindi mi sento come quando inizi a pensare a riassumere, è quasi come se andassimo entrambi in pensione nello stesso momento. Beh ho appena scoperto che non lo è. Quindi, ovviamente, questa è una piega completamente nuova per la storia, altre pagine, altri capitoli. Tornando a Williams: “Non posso credere che tu l’abbia detto stasera. Questo è straordinario!”

Il primo incontro dei due!

Spielberg ha detto di aver cercato di arruolare John Williams per “The Sugarland Express” dopo aver sviluppato un’ossessione per le colonne sonore di John Williams per due film di Mark Rydell, “The Reivers“, per il quale ha “consumato” l’album della colonna sonora, e “The Cowboys”, che allora non aveva album, ma che il giovane regista di quell’epoca aveva ancora memorizzato. Arrivando in un raffinato locale di Beverly Hills, “ho detto: ‘Sto cercando il signor Spielberg‘”, ha ricordato Williams. “Siamo arrivati ​​al tavolo e c’era un ragazzo seduto lì, che dovrebbe avere circa 17 o 18 anni, davvero. E ho pensato, forse questo è il figlio del signor Spielberg. Ci siamo seduti e abbiamo iniziato a chiacchierare un po’. E una delle parti che ricordo, Steven – penso con precisione – il capocameriere si avvicinò e offerto a Steven una lista di vini, perché era l’ospite, e lui la raccolse come se fosse qualcosa proveniente da Marte. Ovviamente non aveva visto molte carte dei vini nei suoi 17 anni di vita. Gli ho parlato per qualche minuto e ho capito subito, prima di tutto, che questo ragazzo era estremamente brillante“. (Williams ha usato la sua interpretazione presumibilmente deliberatamente imprecisa dell’età di Spielberg come uno scherzo in corso durante la conversazione prima che il regista alla fine dicesse: “Devo correggerti. Avevo 24 anni … Era l’acne.”). 

Il lavoro su Lo squalo

Dopo un po’ di comune ammirazione per l’assolo di armonica di Toots Theilemans che costituiva gran parte della colonna sonora del film “Sugarland”, l’attenzione è passata sul secondo film cinematografico di Spielberg, “Lo squalo”. “Steven era interessato alla mia colonna sonora di ‘Images’ per Robert Altman… molto inadatta per un film d’avventura come questo”, ha aggiunto il compositore, sottolineando l’ovvio.

Avevo immaginato l’intero film con la colonna sonora di ‘Images’”, ha ammesso Spielberg. “E non era ‘Jaws’ quando l’abbiamo fatto. Era un film diverso. E hai visto il film con la colonna sonora di “Images” e hai detto: “No, no, no, no“. Questa non è una foto di Robert Altman. Questo è un film sui pirati.‘”

Sul famoso tema a due note del film, Williams ha detto: “L’ho suonato per Steven (al piano) e lui ha detto qualcosa del tipo: ‘Dici sul serio?’ E ho detto: “Beh, quando avremo i violoncelli… penso che potrebbe funzionare“. Così ha detto: ‘Proviamolo.’ E noi, l’abbiamo provato. Sembrava felice“. Spielberg ha ammesso di essere stato sinceramente colto alla sprovvista: “Ero spaventato quando me l’ha suonata per la prima volta al pianoforte perché dopo che hai finito di suonarla al pianoforte, mi hai guardato e stavi sorridendo, e ho iniziato a ridere perché non ti conoscevo così bene. Pensavo mi stessi prendendo in giro. E John ha detto: ‘No, questa è una cosa seria.‘ … Sono stato molto fortunato, sai, perché Dio sa che lo squalo non ha mai funzionato, ma Johnny sì.

John Williams ritratta le sue dichiarazioni sul ritiro dalla composizione cinematografica

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A 91 anni, John Williams, compositore delle decine iconiche di Star Wars, Indiana Jones, Harry Potter e molto altro, ritratta i suoi precedenti commenti sul suo pensionamento. La carriera del leggendario compositore si estende per sette decenni, che lo hanno portato a collaborare spesso con i grandi del settore come Steven Spielberg per film quali Lo Squalo, Jurassic Park, E.T. il extra-terrestre, fino all’ultimo The Fablemans. Dopo una carriera illustre, Williams ha accennato al ritiro dalle colonne sonore cinematografiche nel 2022, affermando che Indiana Jones e il quadrante del destino sarebbero stato il suo ultimo.

Tuttavia, all’inizio del 2023 aveva già rettificato la sua dichiarazione, dicendo che aveva in programma di “restare per un po’” e ora ha chiarito la sua posizione rispetto al ritiro dalla composizione cinematografica. Durante un’intervista con The Times via Deadline, John Williams ha ritrattato i suoi precedenti commenti sul ritiro, affermando che “tutto è possibile” e “non vorrebbe escludere nulla”. Le discriminanti per farlo tornare a comporre dovrebbero essere un forte interesse per il progetto e una compatibilità di tempistiche:

“Se arrivasse un film a cui sono molto interessato, con un programma a cui posso far fronte, allora non vorrei escludere nulla. Tutto è possibile. Tutto è davanti a noi. Solo i nostri limiti ci trattengono. Oppure, per dirla più semplicemente: mi piace tenere una mente aperta.”

Con il franchise di Star Wars ancora in sviluppo e la serie di Harry Potter all’orizzonte, ci sarebbero molti progetti a cui John Williams è già legato e che potrebbe scegliere di portare avanti, ma resta da vedere cosa e come gli verrà proposto.

John Williams riceverà dall’AFI il Life Achievement Award

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L’American Film Institute ha annunciato che il celeberrimo compositore John Williams riceverà il  Life Achievement Award in occasione della 44esima edizione della cerimonia di assegnazione del prestigioso riconoscimento che si svolgerà il 9 giugno 2016 a Los Angeles. É la prima volta nella storia dell’AFI che il premio viene assegnato ad un compositore.

Dal lontano 1973, l’AFI assegna il Life Achievement Award ad un individuo che con la propria carriera nel cinema o nella televisione ha significativamente contribuito all’arricchimento della cultura americana.

John Williams è un direttore d’orchestra e compositore statunitense, famoso e apprezzato per le numerose colonne sonore cinematografiche. Ha lavorato tantissime volte per Steven Spielberg e Chris Columbus, e ha vinto cinque volte il premio Oscar per la miglior colonna sonora.

Williams ha composto le musiche di numerosi film di successo, tra cui la saga di Star Wars, Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, E.T. l’extraterrestre, Indiana Jones, Salvate il soldato Ryan, Superman, Mamma ho perso l’aereo, Lo squalo e molti altri.

Fonte

John Williams onorato “a capella” dalla Harvard University – video

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L’Università di Harvard ha realizzato, grazie al suo coro a cappella, un tributo divertente e accorato al genio musicale di John Williams. Ecco di seguito il video in cui ascoltiamo, perfettamente eseguite, le colonne sonore più famose del maestro della composizione per film.

John Williams non ha mai guardato i film di Star Wars

Da Star Wars a Jurassic Park, fino al più recente Harry Potter, Williams ha letteralmente scritto, di concorso con i registi con cui ha lavorato, la storia del cinema contemporaneo. Al suo lavoro resta legata una porzione enorme della memoria collettiva.

John Williams non ha mai guardato i film di Star Wars

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John Williams è uno di quei personaggi che hanno contribuito a creare una coscienza culturale collettiva. Spesso capita di sentire una melodia che fa parte della colonna sonora di un film, di conoscerla e di non sapere da dove viene e questo succede quando la musica diventa così importante e famosa da avere una vita propria. È quello che succede a quasi tutte le colonna sonore di John Williams, appunto, ed è quello che è accaduto alla musica del franchise di Star Wars, firmata sempre (tranne che per Rogue One) dal compositore.

Tuttavia sembra che Williams non faccia caso a quanto siano famose le opere a cui lavora e, parlando con il Mirror, il compositore ha rilasciato una dichiarazione che ha dell’incredibile: non ha mai visto un film di Star Wars.

John Williams non ha mai guardato Star Wars

“Io li lascio andare. Non ho visto i film di Star Wars, ed è assolutamente vero. Quando ho finito con un film, io ho vissuto con quel film, lo abbiamo doppiato, l’abbiamo registrato, e così via. Esci dallo studio di registrazione e pensi ‘Ah, ho finito’. Non ne sono particolarmente fiero, devo dire, ma fa parte del fatto che ho finito Star Wars e ora sto già lavorando al nuovo film di Spielberg, e non voglio ascoltare musica o vedere film in questo momento.”

John Williams è atteso per la realizzazione della colonna sonora di Star Wars Episodio VIII e Episodio IX.

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John Williams da record: raggiunge la 52° nomination agli Oscar

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Alla luce delle recenti nomination agli Oscar 2020, possiamo dire che Star Wars: L’Ascesa di Skywalker è stato per lo più ignorato nelle categorie principali, tuttavia il film ha rappresentato un nuovo record per John Williams, nominato per la migliore colonna sonora.

Williams raggiunge così la 52° nomination in carriera, un vero record per una sola persona che ha già conquistato cinque premi Oscar nella stessa categoria. Il compositore ha vinto per Guerre Stellari (l’originale del 1977), Schindler’s List, ET: l’Extra Terrestre, Lo Squalo e Fiddler On The Roof – e questa è la sesta volta che è stato nominato per un film di Star Wars in un elenco senza precedenti di nomination che ha avuto inizio nel 1968 con La Valle delle Bambole.

Solo il defunto Walt Disney ha ottenuto più nomination: ha vinto 22 dei 59 Oscar per cui è stato nominato. Per mettere in prospettiva il record di Williams con quello degli altri nomi da record rispetto agli Oscar, ricordiamo che il record per il maggior numero di nomination è detenuto da Meryl Streep con 21 candidature, di cui 3 vittorie.

Quest’anno però John Williams difficilmente raggiungerà la sua sesta vittoria, visto che la categoria è molto competitiva e vede come favorita Hildur Guonadottir per la sua colonna sonora di Joker, che ha già vinto Golden Globe e Critics Choice. Con i due compositori, nella cinquina dei nominati alla migliore colonna sonora originali per gli Oscar 2020, ci sono Alexandre Desplat per Piccole Donne, Randy Newman per Storia di un matrimonio e Thomas Newman per il 1917.

Oscar 2020 nomination: tutti i candidati ai 92° Academy Awards

John Williams da record: potrebbe diventare la persona vivente più nominata agli Oscar

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John Williams potrebbe raggiungere un traguardo da record: potrebbe essere la persona vivente del mondo dello spettacolo più volte nominata agli Oscar.

Il compositore, quest’anno, potrebbe essere nominato per ben due colonne sonore a cui ha lavorato: quella di Star Wars: Gli Ultimi Jedi e quella di The Post, il film di Steven Spielberg a breve in uscita qui in Italia.

Dal momento che ha 50 nomination a carico, una nomination per uno dei due film o per entrambi, segnerebbe un nuovo record, rendendo Williams la persona vivente più nominata agli Oscar.

Ready Player One: Alan Silvestri sostituisce John Williams

L’unica persona ad aver avuto più nomination, bel 59, è stato Walt Disney, che ovviamente non rientra più nella categoria dei viventi.

Nonostante gli 86 anni, John Williams è comunque molto attivo. È di oggi la notizia che tornerà a lavorare a Episodio IX per concludere la trilogia e che firmerà il tema di Solo: A Star Wars Story (John Powell comporrà il resto).

In occasione della novantesima edizione degli Academy Awards, toccherà ancora a John Williams preparare il suo smoking?

Fonte: Variety

John Williams comporrà la colonna sonora di Ready Player One

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Pochi giorni fa vi abbiamo rivelato che, in occasione della celebrazione della carriera di John Williams da parte dell’American Film Institute, era stato confermato che il celebre compositore avrebbe continuato il suo sodalizio artistico con Star Wars per l’Episodio VIII e con Indiana Jones per il quinto capitolo.

La notizia di oggi è che Williams si occuperà anche della colonna sonora di Ready Player One, l’adattamento cinematografico da Ernest Cline che sarà diretto da Steven Spielberg. Intervistato da Variety, infatti, il noto compositore ha rivelato che inizierà a lavorare alle musiche dello sci-fi a partire dal prossimo novembre. 

John Williams

Nel cast di Ready Player One sono stati confermati Olivia Cooke, nei panni della protagonista Art3mis, Tye Sheridan, che interpreta ilprotagonista maschile Wade Owen Watts a.k.a. Parzival, e Ben Mendelson, che invece sarà il villain Nolan Sorrento. Si aggiungono Mark Rylance, Simon Pegg, TJ Miller e Win Morisaki.

La storia del libro vede come protagonista Wade Watts, un teenager che scappa dai luridi sobborghi in cui vive per raggiungere OASIS, un mondo virtuale e utopico dove i cittadini posso vivere vite alternative. Quando l’eccentrico creatore di OASIS muore decide di lasciare il suo impero al vincitore di una grande caccia al tesoro, a cui Wade partecipa scontrandosi con la realtà di concorrenti senza scrupoli, pronti a tutto pur di accaparrarsi il bottino.

Ready Player One

Fonte: CBM

John Williams comporrà la colonna sonora del film sugli UFO di Steven Spielberg, il loro 30° film insieme

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È stato confermato che John Williams scriverà la colonna sonora del prossimo film di Steven Spielberg, segnando la 30° collaborazione cinematografica tra il compositore premio Oscar e il leggendario regista. Non si sa quasi nulla della trama del prossimo film, la cui uscita è prevista per il 2026.

Il presidente della Juilliard School, Damian Woetzel, ha confermato la notizia durante un evento, “John Williams – A Composer’s Life: A Night of Stories and Music”, ospitato lunedì presso la rinomata scuola di arti performative. “John Williams, che è a Los Angeles per fare quello che fa, […] sta lavorando con Steven Spielberg al prossimo film. E questo è motivo di gioia”, ha detto Woetzel al pubblico, secondo il giornalista Doug Adams.

La proficua collaborazione tra Williams e Spielberg iniziò con “Sugarland Express” del 1974 e proseguì con grandi successi come “Lo squalo“, “E.T. l’extraterrestre” e “Jurassic Park“, oltre a prestigiosi drammi come “Schindler’s List“, “Salvate il soldato Ryan” e “Lincoln“.

Williams, 93 anni, nel 2022 affermò che si sarebbe ritirato dopo aver terminato la colonna sonora di “Indiana Jones e il Quadrante del Destino“, dichiarando all’Associated Press che “Harrison Ford, che è molto più giovane di me, ha annunciato che sarà il suo ultimo film. Quindi ho pensato: se Harrison ce l’ha fatta, forse posso farcela anch’io“.

Tuttavia, in seguito ha ritrattato questa affermazione, affermando di non escludere la possibilità di tornare per un film che ha suscitato il suo interesse. “Non mi interessano molto i grandi pronunciamenti, affermazioni ferme e concluse, circondate da porte chiuse. Se ne faccio una senza contestualizzarla, allora la ritiro“, ha dichiarato al Times UK alla fine del 2023.

Il film di Spielberg non ha un titolo né una sinossi, ma si dice che sia un’avventura sugli UFO. La Universal Pictures, lo studio che distribuirà il film campione di incassi nelle sale a giugno, ha descritto il progetto come un “nuovo film evento originale”. Josh O’Connor, Emily Blunt, Colman Domingo, Colin Firth ed Eve Hewson guideranno il cast, con un altro collaboratore di Spielberg, David Koepp (“Jurassic Park”, “La guerra dei mondi” e “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo”), che scriverà la sceneggiatura.

John Williams alla colonna sonora di Star Wars! Il video dell’intervista!

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John  Williams è stato ufficialmente confermato alla colonna sonora della nuova trilogia di Star Wars, che dovrebbe vedere la luce a partire dal 2015. L’occasione dell’annuncio si è trovata durante un evento di celebrazione della saga fantascientifica, in Germania, ed a parlare è stata la produttrice Kathleen Kennedy, la quale ha anche dato alcune informazioni sulla nuova trilogia. Una delle conferme riguarda le location delle scene, che saranno ambienti reali, non realizzati completamente in computer grafica: Come tutti voi adoriamo i film di Star Wars per la combinazione di ambienti reali e effetti speciali. Miriamo a fare lo stesso. Useremo qualunque mezzo a nostra disposizione per dare al film un bell’aspetto.

Ma, come detto, l’annuncio più importante è la conferma di John Williams, arrivata verso la fine della conferenza. Alla Kennedy è stato infatti chiesto se ci fosse una notizia che potesse sconvolgere i fan. La risposta è stata di quelle importanti: Ho fatto colazione con una persona molto importante per la famiglia di Star Wars e ha preso l’impegno di lavorare ai prossimi tre film…sto parlando di John Williams! Ecco il video proiettato subito dopo, in cui John Willimas dice di non vedere l’ora di tornare a lavorare sulla galassia lontana lontana… Mi sembra di non essermene mai andato. Spero di poter contribuire in positivo per continuare a ricevere la vostra attenzione

Vi ricordiamo che Star Wars Episodio VII uscirà al cinema nel 2015, per la regia di J.J. Abrams, basato su una sceneggiatura di Michael Arndt. Per tutte le notizie sulla nuova trilogia targata Disney vi segnaliamo il nostro speciale: Star Wars. La scheda del film: Star Wars Episodio VII. E ci sarà anche John Williams a questo punto.

John Williams afferma di “non aver mai particolarmente amato la musica da film”

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John Williams è uno dei compositori cinematografici più prolifici e importanti di tutti i tempi, autore di alcune delle colonne sonore più iconiche degli ultimi 60 anni, vincitore di cinque Oscar e punto di riferimento assoluto per i musicisti che compongono musica per il cinema. Ironia della sorte, però, il maestro 93enne ha recentemente ammesso la sua indifferenza e critica nei confronti della musica da film come genere, dichiarando a un biografo: “Non ho mai particolarmente amato la musica da film”.

In questa intervista del Guardian con l’autore Tim Grieving sulla sua imminente biografia del compositore, Williams ha analizzato l’arte a cui ha contribuito così tanto. “La musica da film, per quanto possa essere buona – e di solito non lo è, tranne forse per qualche otto minuti qua e là”, ha detto, “penso semplicemente che la musica non ci sia”. Ha continuato, liquidando l’apprezzamento per la musica da film come il prodotto di “un ricordo nostalgico”, prima di aggiungere: “Penso che l’idea che la musica da film abbia lo stesso posto nelle sale da concerto della migliore musica classica sia un concetto errato”.

Inoltre, ha criticato la maggior parte della musica da film definendola “effimera” e “frammentaria e, finché qualcuno non la ricostruisce, non è nulla che possiamo nemmeno considerare come un brano da concerto”. Una riflessione indubbiamente dura, anche inaspettata, che spinge però ad una serie di riflessioni, in particolare sulla frammentarietà della musica da film, difficilmente estrapolabile dal contesto (il film) per cui è stata composta.

Le colonne sonore di John Williams

Tra le opere più importanti di Williams figurano le colonne sonore vincitrici di Oscar per “Il violinista sul tetto”, “Lo squalo”, “Guerre stellari” e “Schindler’s List”, e le sue inconfondibili musiche per “Jurassic Park”, “Indiana Jones”, “Superman“, “Harry Potter”, “Mamma, ho perso l’aereo”, “Salvate il soldato Ryan”, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, “L’impero del sole” e molti altri. La sua ultima colonna sonora originale per un film cinematografico è stata quella di “Indiana Jones e il Quadrante del Destino” nel 2023.

Parte del motivo per cui le sue colonne sonore sono così straordinarie è perché prendono ispirazione da compositori classici e romantici come Johannes Brahms e Pyotr Tchaikovsky. Non sorprende che Williams abbia anche composto musica al di fuori dello schermo, tra cui numerose opere da concerto, a questo punto da lui considerate superiori alla musica per il cinema.

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John Wick: un universo condiviso con Atomica Bionda?

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John Wick: un universo condiviso con Atomica Bionda?

Il fenomeno John Wick ha contagiato gli spettatori che, per entrambi i capitoli delle avventure adrenaliniche del personaggio interpretato da Keanu Reeves, sono corsi al cinema.

Adesso sembra che l’universo di John Wick sia destinato ad ampliarsi e comprendere anche personaggi femminili. THR riporta che la Lionsgate ha acquistato uno script dal titolo Ballerina, una action incentrato su un’assassina, sullo stile della Nikita di Luc Besson.

John Wick 2: il kill count dell’eroe di Keanu Reeves

In accordo con il report, lo studio ha piani per rimaneggiare lo script e realizzarne uno spin off di John Wick al femminile e il film sarà intitolato proprio Ballerina.

Il fenomeno interessante è che il regista di Atomica Bionda con Charlize Theron, David Leitch, che è anche il co-regista del primo John Wick (con Chad Stahelski), ha di recente dichiarato che è interessato a un crossover tra John Wick e Atomica Bionda, possibilmente con la Theron come protagonista, sempre nei panni di Lorraine Broughton, al fianco del Wick di Reeves.

C’è quindi la possibilità che, in tempi di Universi Condivisi, il film Ballerina possa guidare a un universo espanso sul grande schermo, con il crossover indicato come apripista.

Fonte: ScreenRant

John Wick: tutto quello che c’è da sapere sul film con Keanu Reeves

Il cinema d’azione ha negli anni dato vita ad alcuni tra i personaggi più memorabili del cinema. Dal John McClane di Die Hard all’Ethan Hunt di Mission: Impossible, questi si sono imposti come eroi carismatici e incorruttibili, sempre pronti a combattere per il bene. Dal 2000 ad oggi, invece, si è imposto un nuovo personaggio di questo tipo, l’omonimo protagonista di John Wick. Quello che è oggi considerato uno dei migliori franchise d’azione di questi ultimi anni, ha avuto inizio nel 2014 su sceneggiatura di Derek Kolstad e regia di Chad Stahelski. Un film d’azione estremamente intelligente, che rende le sue vicende e personaggi ancor più complessi del previsto.

Quello che era nato come un classico revenge movie si è ben presto trasformato in qualcosa di più, acquisendo al suo interno una serie di ispirazioni e omaggi che lo hanno reso particolarmente unico. All’interno di John Wick confluiscono infatti elementi tipici degli anime giapponesi, dei film di arti marziali e dei noir più classici. Il protagonista è un antieroe in cerca di vendetta, che si rivelerà capace di sfoggiare aspetti di sé quantomai imprevedibili. La grandezza del film, inoltre, sta nelle sue riflessioni sull’azione e la violenza. John Wick riflette a lungo sul senso delle sue azioni, su ciò che da queste scaturisce.

Consacratosi come un successo straordinario, John Wick è così diventato il nuovo dominatore del suo genere, raggiungendo livelli straordinari di messa in scena e complessità del racconto. Per gli amanti del genere e del cinema, è un titolo assolutamente imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e ai suoi sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

John Wick cast

La trama di John Wick

Protagonista del film è John Wick, un ex assassino ormai ritiratosi a vita privata per trascorrere insieme a sua moglie gli ultimi anni di vita di lei, afflitta da un male incurabile. Come ultimo regalo da lei, John riceve una cagnolina a cui si affeziona subito. I suoi tentativi di condurre una vita pacifica, però, vengono infranti quando un gruppo di criminali si intrufola in casa sua e, tra le altre cose, uccide la cagnolina. John si vede a quel punto costretto ad abbandonare ogni idea di pace, rispolverando il suo animo da assassino. In breve tempo scopre che dietro quel furto vi è Iosef Tarasov, figlio del noto criminale Viggo, con cui aveva lavorato in passato. Il più crudele assassino mai esistito torna così in attività per ottenere vendetta e nulla può fermarlo.

Il cast del film

Ad interpretare il protagonista John Wick vi è l’attore Keanu Reeves. Questi, affascinato dal progetto e dalle tematiche trattate, si impegnò profondamente per dar vita al meglio del personaggio. Egli si allenò dunque per diversi mesi in arti marziali come il judo e il ju-jitsu. Venne inoltre addestrato all’uso delle armi, e con tali capacità fu in grado di eseguire personalmente molte delle scene più complesse senza ricorrere a controfigure. Per la sua interpretazione, Reeves ha ottenuto rinnovata popolarità al cinema. Accanto a lui, nei panni del bosso russo Viggo Tarasov, vi è invece l’attore Michael Nyqvist, noto per la trilogia di Millennium. Egli accettò la parte poiché attratto dal rapporto tra il suo personaggio e Wick. Per prepararsi, anche lui si allenò nelle arti marziali, in particolare quelle di origine russa.

Nei panni di suo figlio Iosef, reo di aver attaccato l’uomo sbagliato, vi è l’attore Alfie Allen, meglio noto per aver interpretato Theon Greyjoy nella serie Il Trono di Spade. Per interpretare Iosef, l’attore si esercitò in particolare nel praticare un accento russo, al fine di risultare credibile. Nei panni di Marcus, mentore di John Wick, vi è l’attore Willem Dafoe, mentre John Leguizamo è l’amico Aurelio. Adrianne Palicki è l’assassina Perkins, personaggio inizialmente concepito come maschio ma poi riscritto per una donna. L’attore Dean Winters, interpreta Avi, il braccio destro di Viggo, mentre Ian McShane, noto per la serie American Gods è Winston, proprietario del Continental Hotel. Bridget Moynahan, infine, è Helen Wick, la compianta moglie del protagonista.

John Wick sequel

John Wick è ispirato ad una storia vera?

John Wick non è propriamente ispirato ad una storia vera, ma c’è stato un episodio che ha fortemente ispirato lo sceneggiatore nell’ideazione di questa storia. Questo ha per protagonista l’ex Navy Seal Marcus Luttrell, il quale, ormai in pensione, ha visto il suo labrador Dasy venire colpito da alcuni proiettili di armi da fuoco, sparati da 4 uomini che si sono subito allontanati dal suo giardino. Probabilmente i criminali non sapevano con chi avevano a che fare, perché la reazione di Luttrell è stata immediata: li ha inseguiti armato di due pistole Beretta da 9mm per ben quattro contee americane. Alla fine, la polizia ha bloccato per prima gli inseguitori e li ha arrestati. Luttrell ha poi dichiarato di averli risparmiati perché durante la sua carriera aveva ucciso abbastanza persone.

I sequel e gli spin-off di John Wick

Dato il grandissimo successo del film, nel 2017 è arrivato un suo primo sequel, John Wick – Capitolo 2, dove oltre a Reeves recitano anche gli attori Riccardo Scamarcio, Claudia Gerini e Common, quest’ultimo nei panni dell’antagonista. Nel 2019 esce invece John Wick 3 – Parabellum, terzo capitolo della trilogia con nuovi attori come Laurence Fishburne, Halle Berry e Anjelica Huston. Nel 2023 è poi arrivato al cinema John Wick 4, che apparentemente sembrerebbe concludere la saga, se non fosse che si sta già lavorando ad un John Wick 5. Nel mentre, è già stato distribuito uno spin-off in formato serie, The Continental, e uno in formato film, Ballerina con Ana de Armas.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

In attesa di vedere i sequel, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. John Wick è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Infinity+, Apple TV e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 18 marzo alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb

John Wick: Trailer italiano del film con Keanu Reeves

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John Wick: Trailer italiano del film con Keanu Reeves

Guarda il trailer italiano del film John Wick che vede protagonista l’attore Keanu Reeves nei panni di John Wick, uno spietato killer ritiratosi a vita privata, costretto a tornare in azione per vendicare il torto subito dal figlio di un boss della criminalità newyorkese.

Dopo una lunga assenza, Keanu Reeves torna alla ribalta del panorama hollywodiano con un action adrenalinico che si rifà a quelli che lo hanno reso un’icona del genere come la trilogia di Matrix, Speed e Point Break. L’attore americano veste infatti i panni di John Wick, uno spietato killer ritiratosi a vita privata, costretto a tornare in azione per vendicare il torto subito dal figlio di un boss della criminalità newyorkese. L’uomo inizia così la caccia ai suoi nemici con la ferocia che lo ha reso una leggenda nel mondo della malavita.

John Wick è una storia di vendetta e redenzione ambientata in una New York iperrealistica, dove si muove una comunità criminale di killer d’èlite, della quale John Wick è l’unico ad essere sopravvissuto una volta abbandonata. Per rendere il film da subito credibile, e permettere di avere scene d’azione innovative e rivoluzionarie, la regia è stata affidata a Chad Stahelski e David Leitch fondatori della 87Eleven, la società di stunt più famosa di Hollywood. I due, che avevano già collaborato con Reeves in Matrix, sono tra i più richiesti del panorama cinematografico americano avendo lavorato in film d’azione di altissimo livello. Potendo contare su due professionisti di tale bravura, John Wick è un susseguirsi di pura azione che fonde con maestria diversi stili di combattimento, che vanno dalle arti marziali all’uso di armi, e rendono unico questo action dalle tinte noir.

La trama

Dopo l’improvvisa morte della moglie, John Wick (Keanu Reeves) riceve dalla donna un ultimo regalo: un cucciolo di beagle accompagnato da un biglietto che lo esorta a non dimenticare mai come si fa ad amare. Ma il profondo cordoglio di John viene interrotto quando la sua Boss Mustang del 1969 attira l’attenzione del sadico malvivente Iosef Tarasof. Quando John si rifiuta di vendere la macchina, Iosef e i suoi tirapiedi irrompono in casa sua, rubano l’auto, picchiano John fino a fargli perdere i sensi e uccidono il cucciolo. La banda non sa però di aver risvegliato uno dei più crudeli assassini che la malavita abbia mai conosciuto! La ricerca della macchina rubata, riporta John in una New York che i turisti non conoscono, una città abitata da una ricca e feroce comunità criminale che si muove nell’ombra, della quale John Wick è stato a lungo il killer più spietato diventandone la leggenda. Dopo aver appreso che il suo aggressore è l’unico figlio del boss Viggo Tasarov, un tempo suo principale datore di lavoro, John sposta la sua attenzione sulla vendetta. Non appena si sparge la voce che il leggendario killer è alle calcagna del figlio, Viggo offre una generosa ricompensa a chiunque riesca a fermarlo. Con un vero e proprio esercito di mercenari pronti a tutto sulle sue tracce, John dovrà tornare ad essere la spietata macchina di morte che il mondo della criminalità una volta temeva.

John Wick: The High Table, in produzione la serie sequel di John Wick 4

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La Lionsgate sta ulteriormente espandendo il suo universo di John Wick con John Wick: The High Table, una serie d’azione prodotta esecutivamente dalla star del franchise cinematografico da miliardi di dollari, Keanu Reeves, e dal regista, Chad Stahelski. Stahelski dovrebbe anche dirigere l’episodio pilota.

Scritta dal co-creatore di The Old Man Robert Levine, la storia della serie riprende subito dopo la fine di John Wick: Chapter 4. John Wick ha lasciato il mondo dell’High Table in una posizione precaria e una serie di nuovi personaggi cercherà di farsi un nome mentre alcuni dei personaggi fedeli del franchise rimangono fedeli all’ordine del vecchio mondo.

La descrizione di The High Table, che promette di “combinare il nuovo e il vecchio e spingere l’universo di Wick in una nuova era”, indica un mix di personaggi appena creati ed esistenti, un approccio che Lionsgate ha utilizzato in precedenza nella serie limitata prequel The Continental: From the World of John Wick, uno dei più grandi lanci originali di Peacock del 2023.

John Wick: Under The High Table, in arrivo la serie

Stahelski, che a gennaio ha firmato un accordo con Lionsgate per supervisionare la creatività del franchise su film, TV e altri media, è produttore esecutivo di John Wick: The High Table tramite la sua società 87Eleven Entertainment. Levine, che è showrunner, è anche produttore esecutivo insieme a Reeves e a Erica Lee e Basil Iwanyk di Thunder Road, che sono produttori dei film.

Attualmente, Reeves è impegnato come produttore esecutivo senza alcuna componente di recitazione. Si dice che sia molto coinvolto nel progetto, che è in fase di sviluppo in quella che si sta configurando come una situazione competitiva.

C’è anche un quinto film in fase di sviluppo e John Wick: The High Table non interferirà con i piani per un potenziale nuovo capitolo.

John Wick: recensione del film con Keanu Reeves

John Wick: recensione del film con Keanu Reeves

Arriva al cinema distribuito da M2 Pictures John Wick il film d’azione diretto da David Leitch, Chad Stahelski, e con Keanu Reeves e Willem Dafoe. John Wick è un letale e temutissimo ex sicario della mafia russa ormai uscito dal giro in seguito alla morte dell’amatissima moglie. Quando una banda di delinquenti si introduce in casa rubandogli la macchina e uccidendogli il cane, John decide di dar sfogo alla sete di vendetta, scoprendo ben presto che fra gli autori del furto vi è nientemeno che il figlio del suo ex boss.

Dopo un periodo non proprio eccezionale dal punto di vista cine-professionale, il buon vecchio Keanu Reeves, giusto un poco appesantito negli anni e nella forma fisica, torna a vestire i panni ormai a lui congeniali del bel delinquente tenebroso, in un ruolo che pare mescolare insieme la freddezza di Humphrey Bogart con la scaltrezza letale di James Bond, in un tripudio di mistero, forza e impassibilità. John Wick è un nome che fa paura, è un’ombra, è l’uomo nero (la Baba Yaga della cultura russa), è una macchina da guerra indistruttibile fino all’estremo, un super-uomo come solo gli action-films possono continuare a mostrare senza mai annoiare veramente. Chad Staheslki e David Leitch si buttano a capofitto nei topoi del genere adrenalinico per antonomasia, senza paura di condire la loro pellicola di citazioni (molto riuscite!) e atmosfere tratte direttamente quel magnifico filone di spari ed esplosioni che i vari Sam Peckinpah e Walter Hill avevano contribuito a rendere famoso fra gli anni ’70 e ’80.

Ed è proprio questo gusto un po’ kitsch e un po’ vintage che si respira nello stile cromatico e nel montaggio frenetico di un film che gioca sulla serietà del genere a cui appartiene ma senza prendersi mai troppo sul serio, regalandoci squisiti siparietti di humor nero che paiono di tarantiniana memoria. Lo script non brilla certo di originalità, ma il suo ritmo e le inventive tecnico-visive valgono da sole almeno la metà del prezzo del biglietto, soprattutto grazie al supporto di atmosfere che ritraggono il sottobosco della mafia multietnica come un vero circo di ricchezza e opulenza su più piste. Le splendide musiche elettroniche e ritmante di Tyler Bates e Joel Richard accompagnano Keanu Reeves nel suo vagabondare assassino per una città crepuscolare e laccata, mettendo in gran risalto un personaggio di per sé senza un vero approfondimento psicologico ma che l’ex di Point Break veste tutto sommato in maniera dignitosa. Lo accompagnano in questa epopea di vendetta (per altro scatenata da un cucciolo di cane!) Willem Dafoe, qui più che altro prestato al ruolo di contorno dell’amico Marcus, e un Michael Nyqvist stupendo nei panni di un vecchio e tosto boss mafioso dell’est Europa, un po’ gentiluomo e un po’ macellaio.

John Wick non è nulla di nuovo, non racconta nulla che il cinema d’azione non ci abbia già proposto in salse e zuppe diverse, ma lo fa quantomeno con un pizzico di serietà e di coraggio, una spolverata di inventiva e una più che generosa dose di virtuosismo visivo. E poi, che diamine, ci sono pur sempre belle macchine, belle donne e un sacco di pallottole!

John Wick: primo trailer del thriller con Keanu Reeves

John Wick: primo trailer del thriller con Keanu Reeves

Dopo la non brillante performance in 47 Ronin, Keanu Reeves torna in un ruolo più adatto al suo profilo d’attore: recitare in un thriller d’azione.

Leggi anche: Keanu Reeves nella prima immagine ufficiale di John Wick

Nel trailer che vi proponiamo qui di seguito, Reeves esordisce con un paio di pistole fumanti in mano, perfettamente a suo agio in John Wick, nuovo thriller dei registi Ciad Stahelski e David Leitch, che Lionsgate rilascerà il prossimo 24 ottobre. Reeves interpreta il ruolo di un ex-killer che decide di abbandonare il suo ‘meritato riposo’ quando alcuni teppisti gli rubano la sua Mustang del ’69 e gli uccidono il cane. Durante il percorso che porta alla vendetta, Wick si vedrà costretto ad affrontare un boss del crimine…e un vecchio collega. Ma gustiamoci il trailer!

John Wick, che annovera nel cast anche Bridget Moynahan, Michael Nyqvist, Willem Dafoe, Alfie Allen, Adrianne Palicki e Dean Winters, sarà prodotto dai produttori di Clash of the Titans e The Town,  e racconterà un’incredibile ed adrenalinica storia di vendetta e redenzione. Il film arriverà al cinema in America il prossimo 24 ottobre.

Fonte: Deadline.com

John Wick: lo spin-off su Caine entra in produzione e rilancia il franchise action

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L’universo di John Wick continua a espandersi: lo spin-off dedicato a Caine è ufficialmente entrato in produzione, con un primo teaser che conferma il ritorno del letale assassino cieco introdotto in John Wick: Chapter 4. Il progetto segna una nuova fase per la saga guidata da Keanu Reeves, che negli anni ha superato il miliardo di dollari al box office globale.

Il film vedrà Donnie Yen non solo riprendere il ruolo di Caine, ma anche dirigere il progetto per Lionsgate. Secondo quanto emerso, la storia proseguirà dopo gli eventi di Chapter 4, con il personaggio ora libero dall’Alta Tavola ma braccato da Akira, interpretata da Rina Sawayama, in cerca di vendetta. Il creatore della saga Chad Stahelski ha inoltre chiarito che il film non includerà John Wick, puntando invece su un’identità autonoma ispirata al cinema di Hong Kong e ai classici del genere.

Questo spin-off rappresenta un passaggio strategico per il franchise. Dopo il successo di Ballerina e l’annuncio di un anime prequel e di John Wick: Chapter 5, Lionsgate sta costruendo un vero universo narrativo. Tuttavia, Caine si distingue per un approccio più autoriale: non un semplice espansione, ma un cambio di prospettiva, che sposta il focus dall’archetipo western di John Wick a un’estetica più orientale e stilizzata.

Dal mito di Wick al cinema hongkonghese: la nuova identità di Caine

La scelta di escludere John Wick dal film è tutt’altro che marginale. Permette infatti di ridefinire il linguaggio stesso della saga, avvicinandolo alle influenze dichiarate da Stahelski: il cinema di John Woo, Wong Kar-wai e le star del crime asiatico come Chow Yun-fat.

Caine, già in Chapter 4, rappresentava una variazione sul tema dell’assassino: meno iconico ma più tragico, guidato da motivazioni personali e familiari. Il nuovo film potrebbe approfondire proprio questa dimensione, trasformando l’azione in una forma più emotiva e stilizzata, in linea con il cinema hongkonghese degli anni ’90.

Inoltre, il conflitto con Akira introduce una dinamica narrativa più personale rispetto alle guerre tra organizzazioni viste nei capitoli principali. Questo potrebbe rendere Caine un racconto più intimo, pur mantenendo l’intensità coreografica che ha reso celebre il franchise.

Con un’uscita probabile nel 2027, lo spin-off si posiziona come uno dei progetti più interessanti dell’universo John Wick: non solo espansione, ma evoluzione. Un modo per dimostrare che il franchise può sopravvivere anche oltre il suo protagonista originale.

John Wick: Lionsgate mette già in cantiere il quarto capitolo

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John Wick: Lionsgate mette già in cantiere il quarto capitolo

I 93 milioni di dollari incassati in pochissimi giorni da John Wick: 3 – Parabellum potrebbero aver spinto la Lionsgate a iniziare il prima possibile i lavori sul quarto capitolo del franchise, che secondo le ultime indiscrezioni arriverà nelle sale già tra due anni.

Ebbene si, la notizia sembra quasi ufficiale: l’uscita di John Wick 4 è fissata al 21 maggio 2021. E visti i risultati brillanti al box office e il responso più che positivo della critica, non stupisce affatto la decisione dello studio di affrettare i tempi e mettere in cantiere il prossimo film.

Anche Keanu Reeves si è detto disponibile a tornare nei panni del personaggio, serial killer che ha debuttato al cinema nel 2014 con la pellicola diretta da Chad Stahelski e che ora si ritrova in fuga per due ragioni: una taglia di 14 milioni di dollari e l’aver infranto una delle regole fondamentali, ovvero uccidere qualcuno all’interno dell’Hotel Continental. La vittima infatti era un membro della Gran Tavola che aveva posto la taglia su di lui; John dovrà cercare di restare vivo, lottando e uccidendo, in cerca di una via d’uscita da New York City.

John Wick 3: Parabellum – la recensione

Dopo il successo planetario dei primi due film, la saga di John Wick torna al cinema con un nuovo, adrenalinico capitolo: John Wick 3 – ParabellumKeanu Reeves veste ancora i panni del più temuto, abile e spietato killer del grande schermo che, questa volta, con una taglia milionaria sulla sua testa, dovrà difendersi da un esercito di assassini pronti ad eliminarlo.

Al suo fianco una misteriosa Halle Berry e, tra gli altri, Anjelica HustonLaurence Fishburne e Ian McShane. Diretto da Chad Stahelski, regista anche del secondo episodio, John Wick 3 – Parabellum è un’esclusiva per l’Italia di Leone Film Group e sarà distribuito da 01 Distribution a partire dal 16 maggio, un giorno in anticipo rispetto alla release statunitense.