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Idris Elba nelle prime immagini del film su Luther

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Idris Elba nelle prime immagini del film su Luther

Nuove immagini del prossimo film di Luther rivelano il ritorno di Idris Elba nei panni del personaggio iconico. Luther iniziò originariamente la sua vita come una serie TV, trasmessa su BBC One per cinque stagioni tra il 2010 e il 2019. Elba interpretava il detective John Luther, che deve lavorare con l’assassino Alice Morgan (Ruth Wilson) per aiutare a risolvere una varietà di casi.

Oggi, Empire ha condiviso due prime immagini del film seguito a Luther, la cui produzione è terminata questa primavera. La prima mostra il detective che si aggira in un arido paesaggio innevato che probabilmente indica il dramma e la posta in gioco della trama del film. La seconda è uno sguardo più da vicino a Idris Elba nel suo iconico abito di Luther.

Le prime immagini di Luther il film

Idris Elba in trattative per Mouse Guard, il nuovo film con Andy Serkis

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Come riportato in esclusiva dall’Hollywood Reporter, Idris Eba è ufficialmente in trattative per vestire i panni di Celanawe, uno dei protagonisti dell’adattamento cinematografico di Mouse Guard tratto dai fumetti e dalla graphic novel di David Petersen e prodotto, tra gli altri, da Matt Reeves.

A dirigere il film sarà invece Wes Ball, il giovane regista dietro la trilogia di Maze Runner, già descritto come una sorta di Game of Thrones ambientato in un universo immaginario con i topi che verrà realizzato utilizzando l’ormai tecnologia della motion capture sviluppata dallo stesso Serkis in Il Signore degli Anelli.

Mouse Guard racconta di un mondo medievale e dell’ordine di topi che svolgono il ruolo di protettori giurati del loro regno, e Elba interpreterà una figura sulla falsariga di un Obi-Wan Kenobi. A sua volta Serkis entrerà nei panni dell’antagonista principale, il fabbro della Guardia noto come Midnight, mentre Thomas Brodie-Sangster sarà Lieam, uno dei membri  giovani dell’esercito che sarà chiamato a dimostrare il suo coraggio.

Mouse Guard: Idris Elba e Andy Serkis nel cast

Sempre l’Hollywood Reporter ha confermato che l’attore sostituirà Will Smith nei panni di Deadshot in Suicide Squad 2, cinecomic affidato a James Gunn e prodotto dalla Warner Bros. che riavvierà le sorti del franchise.

Non sappiamo nient’altro sul film, tranne che Margot Robbie, ora sul set dello spin-off Birds Of Prey, potrebbe tornare in scena nel sequel.

Vi ricordiamo che Suicide Squad 2 uscirà nelle sale il 6 agosto 2021 e dovrebbe intitolarsi The Suicide Squad, molto semplicemente, con la determinazione dell’articolo che forse vuole dirci che la squadra vista in azione in maniera anarchica nel primo film, avrà una sua identità forte in questo sequel.

Fonte: The Hollywood Reporter

Idris Elba in trattative per King Arthur di Guy Ritchie

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idris-elbaSi intitolerà ufficialmente Knights Of The Roundtable: King Arthur il film sul mitologico Re Artù in cantiere da qualche mese e che sarà diretto da Guy Ritchie. Dopo molti mesi di pre-produzione e l’annuncio ufficiale della data d’uscita (qui) abbiamo oggi il primo nome che potrebbe entrare a far parte del film: si tratta di Idris Elba, che secondo The Warp sarebbe in trattative per entrare nel cast nel ruolo del cavaliere Bedivere, il braccio destro del padre di Artù e suo maestro d’armi che lo condurrà lungo la strada per compiere il suo destino.

Il si baserà sul romanzo di Thomas Mallory  “Le Morte d’Arthur“, pubblicato nel 1485 e uscirà il 22 luglio 2016.Fonte: CBM

Idris Elba in terapia per “guarire” dalla sua dipendenza dal lavoro

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Idris Elba ha rivelato nel podcast “Changes With Annie Macmanus” che è andato in terapia nell’ultimo anno dopo aver sviluppato “abitudini malsane” come attore professionista. Elba è così “un maniaco del lavoro” che in alcune circostanze si è sentito meglio a lavorare che a passare del tempo con la sua famiglia.

“Sono stato in terapia l’ultimo… circa un anno ormai. È molto, vero?” Ha detto l’Elba. “Nella mia terapia ho pensato molto al cambiamento… Non è perché non mi piaccio o qualcosa del genere. È solo perché ho sviluppato alcune abitudini malsane. E lavoro in un settore in cui sono ricompensato per quelle abitudini malsane. Sono un assoluto maniaco del lavoro. E questo non è eccezionale per la vita, in generale.”

“Non c’è niente di estremo che vada bene, tutto ha bisogno di equilibrio. Sono enormemente ricompensato per essere un maniaco del lavoro”, ha continuato, notando come i suoi lavori di recitazione lo allontanano per mesi e lo incoraggiano a ripetere quel ciclo.

Quando non recita, Idris Elba è spesso concentrato sul suo secondo lavoro come DJ. Ha anche uno studio musicale a casa sua, il che gli facilita l’essere sempre all’opera. “Il mio studio a casa, adoro stare lì”, ha detto Elba. “Aprirò quel laptop e dirò: ‘Non so cosa fare oggi’, e il risultato sarà questo o quello. E ne sono euforico e anche molto rilassato.”

“Potrei lavorare 10 giorni su un film, con sequenze subacquee, trattenendo il respiro per sei minuti, e poi tornare e sedermi [in studio] e [sentirmi rilassato], più che stare seduto sul divano con la famiglia – il che è brutto, vero.” ?” Ha aggiunto. “Questa è la parte in cui devo normalizzare ciò che mi rende rilassato, non può essere tutto lavoro.”

Idris Elba ha recentemente recitato nella serie thriller di Apple Hijack, ora disponibile per lo streaming su Apple TV+.

Idris Elba eletto uomo più sexy vivente da People

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Idris Elba eletto uomo più sexy vivente da People

È ufficiale: il vincitore del Golden Globe, Idris Elba, è stato eletto l’uomo più sexy vivente dalla rivista People. Avendo interpretato eroi epici in film come The Dark Tower e Thor, cattivi in ​​film come Beasts of No Nation e Il Libro della Giungla, ed essendo anche uno dei migliori contendenti per sostituire Daniel Craig nei panni di James Bond nella serie dell’agente 007, Elba ha guadagnato la fama non solo per il suo induscusso talento davanti alla macchina da presa, ma anche per il suo aspetto.

Idris Elba ha cominciato la sua carriera negli anni ’90 in televisione, ottenendo i primi riconoscimento e la notorietà dopo essere entrato a far parte del cast di The Wire della HBO. E, anche se in seguito avrebbe interpretato ruoli in film come 28 Settimane Dopo e The Losers, la sua fama è ufficialmente esplosa grazie alla serie tv inglese Luther e, per quanto riguarda il cinema, grazie alla partecipazione a Thor, nel 2011, nei panni di Heimdall, ruolo che ha ricoperto fino a quest’anno in Avengers: Infinity War.

Questo ruolo gli ha spianato la strada a parti di spicco con altri registi acclamati come Ridley Scott in Prometheus e Guillermo del Toro in Pacific Rim. Ora, dopo tutti questi ruoli di successo e complessi, l’attore può fregiarsi anche del frivolo titolo assegnato tutti gli anni dalla rivista.

Idris Elba ha parlato con People del suo nuovo titolo, piacevolmente sorpreso di aver ottenuto il titolo che nel 2017 è stato di Blake Shelton, nel 2016 di Dwayne “The Rock” Johnson, e nel 2015 di David Beckham (incidentalmente, Chris Hemsworth, che ha recitato al fianco di Elba nei tre film di Thor ed è stato votato come Sexiest Man Alive nel 2014).

Elba ha scherzato guardandosi allo specchio, controllandosi e dicendo: “Sì, sei un po’ sexy oggi – aggiungendo – Ad essere onesti, è stata solo una bella sensazione, è stata una bella sorpresa – un toccasana per l’ego di sicuro.”

Trai prossimi appuntamenti al cinema con l’attore britannico, ricordiamo Hobbs And Shaw, lo spin off di Fast and Furious, in cui recita il ruolo del cattivo, al fianco di Dwayne Johnson e Jason Statham.

Fonte: People

Idris Elba e Taraji P. Henson in No Good Deed

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Idris Elba (Thor) e Taraji P. Henson (Il curioso caso di Benjamin Button) saranno in No Good Deed, thriller targato Screen Gems; la regia

Idris Elba e Richard Madden nei nuovi contenuti da Bastille Day

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Idris Elba e Richard Madden nei nuovi contenuti da Bastille Day

Ecco tanti nuovi contenuti video per Bastille Day, action thriller di James Watkins, sceneggiato da Andrew Baldwin, che vanta nel cast due beniamini del pubblico: Idris Elba (Luther, il film Netflix Beasts of No Nation) e Richard Madden (Il trono di Spade, Cenerentola di Kenneth Branagh).

Richard Madden è Michael Mason, un borseggiatore americano che “opera” a Parigi e che finisce in guai seri con la CIA quando ruba una borsa che non contiene solo effetti personali. Sean Briar (Idris Elba), l’agente assegnato al caso, si rende presto conto che Mason non è che una pedina in uno scacchiere più grande e intricato, ma che può essergli molto utile per svelare una cospirazione su larga scala.

Disobbedendo agli ordini ricevuti, Briar recluta Michael per aiutarlo a scoprire in breve tempo la fonte della corruzione. Nel corso delle successive 24 ore, i due improbabili alleati – braccati – uniranno le forze per fronteggiare il comune nemico.

Bastille Day, che include nel cast anche Kelly Reilly, Charlotte Le Bon e Anatol Yusef, uscirà nei cinema inglesi il 22 aprile.bastille day idris elba richard madden

Idris Elba è Nelson Mandela in Long walk to freedom

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Con Justin Chadwick alla regia, Long walk to freedom è un film che vuole ripercorrere la straordinaria vita di un uomo straordinario, il Presidente Sudafricano e premio Nobel

Idris Elba e Morgan Freeman parlano di Nelson Mandela

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Idris Elba e Morgan Freeman parlano di Nelson Mandela

La sera della prima londinese del film Mandela:Long Walk to Freedom il protagonista Idris Elba ha ricordato l’ex presidente sudafricano, morto all’età di 95 anni questo giovedì, in una dichiarazione rilasciata dalla The Weinstein Company .

È stato un onore calarsi nei panni di Nelson Mandela e poter ritrarre un uomo che ha sfidato ogni probabilità, ha rotto le barriere dell’ingiustizia e ha difeso i diritti umani davanti agli occhi del mondo”, ha detto Elba . “I miei pensieri e le mie preghiere sono con la sua famiglia “. In preparazione per il ruolo, Elba ha insistito per trascorrere una notte in una cella a Robben Island, la prigione in cui Mandela ha trascorso 18 dei 27 anni in cui è stato incarcerato .

L’attore non ha mai incontrato Mandela, ma ha partecipato alla conferenza con le figlie Zindzi e Zenani alla premiere di Londra, come ha fatto anche Naomi Harris, che interpreta Winnie Mandela nel film. La notizia della morte dell’ex presidente è arrivata proprio ai partecipanti durante la premiere, subito dopo i titoli di coda. Le due figlie Mandela sono state allertite prima, ma hanno chiesto che il film fosse proiettato comunque.

Anche Morgan Freeman, che ha interpretato Mandela in Invictus nel 2009, ha rilasciato una dichiarazione: ” Oggi il mondo ha perso uno dei veri giganti del secolo scorso . Nelson Mandela era un uomo di incomparabile onore, dalla forza invincibile e dalla determinazione inflessibile – un santo per molti, un eroe per tutti coloro che fanno tesoro della libertà, dellla libertà e della dignità dell’uomo. Come ricordiamo i suoi trionfi, non dobbiamo solo riflettere su quanto lontano siamo arrivati, ma su quanta strada dobbiamo ancora percorrere. Madiba non può più essere con noi , ma il suo viaggio prosegue con me e con tutti noi.”

Idris Elba e J.K. Simmons tra i doppiatori di Zootropolis

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Idris Elba (Luther, Star Trek Beyond) e il premio Oscar J.K. Simmons (Whiplash) si uniscono al cast dei doppiatori originali di Zootropolis, la nuova divertente avventura d’animazione Disney. I due attori andranno così ad affiancare Jason Bateman, Ginnifer Goodwin, Octavia Spencer, Tommy Chong, Nate Torrence e Alan Tudyk.

Diretto da Byron Howard (Rapunzel – L’Intreccio della Torre, Bolt) e Rich Moore (Ralph Spaccatutto, I Simpson – Il Film) e prodotto da Clark Spencer (I Robinson – Una Famiglia Spaziale, Ralph Spaccatutto), Zootropolis è ambientato nell’omonima città, una moderna metropoli molto diversa da qualsiasi altro luogo.

Composta da quartieri differenti tra di loro come l’elegante Sahara Square e la gelida Tundratown, Zootropolis accoglie animali di ogni tipo. Dal gigantesco elefante al minuscolo toporagno, in questa città tutti vivono insieme serenamente, a prescindere dalla razza a cui appartengono. Ma al suo arrivo in città, la simpatica e gentile agente Judy Hopps, scopre che la vita di una coniglietta all’interno di un corpo di polizia dominato da animali grandi e grossi, non è affatto facile. Decisa comunque a dimostrare il suo valore, Judy si lancia nella risoluzione di un caso misterioso per cui dovrà lavorare al fianco di una volpe loquace e truffaldina di nome Nick Wilde.

Il nuovo film d’animazione Disney Zootropolis arriverà nelle sale italiane il 25 febbraio 2016 e trasporterà il pubblico in una nuova avventura ricca di divertenti situazioni in cui ciascuno ritroverà la propria vita di tutti i giorni.

Fonte

Idris Elba è il protagonista del trailer live-action Rainbow Six: Siege

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Guarda il Trailer live-action di Rainbow Six: Siege con protagonista nientemeno che Idris ElbaRainbow Six: Siege è l’atteso nuovo videogames targato Ubisoft.

https://youtu.be/554XiLSZZeA

Idris Elba doppiatore per Il Libro della Giungla di Jon Favreau

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Idris Elba doppiatore per Il Libro della Giungla di Jon Favreau

Dopo i successi di Pacific Rim e Mandela: Long Walk to Freedom, Idris Elba è stato scritturato da Disney per doppiare la tigre Shere Khan nella versione mista tra live action e CGI di Jon Favreau della storica casa di cartoni animati.
A portare sul grande schermo Il Libro della Giungla di Kipling però non sarà solo Disney ma bensì anche Warner Bros che ha da poco ingaggiato Ron Howard per la regia del suo adattamento dopo l’abbandono di Alejandro Gonzalez Inarritu.
Assisteremo quindi a una cosa abbastanza strana; due film dalla trama identica verranno fatti uscire a poco tempo uno dall’altro.

Fonte: Comingsoon.net

Idris Elba diretto da David Leitch in un adattamento di Bang!

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Idris Elba diretto da David Leitch in un adattamento di Bang!

Con il thriller comedy d’azione Bullet Train in arrivo a fine mese nelle nostre sale, David Leitch sta cercando il suo prossimo progetto da regista e sembra che il suo cammino si incrocerà con quello della star inglese Idris Elba, per un thriller di spionaggio dal titolo Bang!.

Bang!, che adatterà un fumetto edito da Dark Horse di Matt Kindt e Wilfredo Torres, segue una setta terroristica che si propone di iniziare l’apocalisse con una serie di romanzi destinati a fare il lavaggio del cervello ai loro lettori, proprio mentre la spia più celebre del mondo viene inviata per rintracciare, abbattere e uccidere l’autore responsabile.

Kindt stesso e Zak Olkewicz di Bullet Train scriveranno la sceneggiatura di questo film, che vedrà alla produzione la 87 North di David Leitch e Elba in persona. Il film uscirà su Netflix. Si tratta di un progetto che però si metterà in coda alla lista degli impegni di Leitch, dal momento che il regista ha già in programma di girare The Fall Guy con Ryan Gosling.

Fonte: The Hollywood Reporter

Idris Elba debutta alla regia con Yardie

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Idris Elba debutta alla regia con Yardie

Attualmente impegnato con le riprese de La Torre Nera, il talentuoso Idris Elba si prepara al debutto dietro la macchina da presa. L’attore britannico infatti dirigerà l’adattamento cinematografico del romanzo Yardie scritto da Victor Headley nel 1992. Il libro racconta la storia di un corriere della droga che incaricato di trasportare un carico di cocaina dalla Giamaica a Londra. Invece di consegnarlo a chi di dovere, decide di venderlo e di avviare un’attività da solo, pronto ad affrontare le conseguenze che una scalata alla malavita comporta.

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Nel film, che sarà sceneggiato da Brock Norman Brock (Bronson di Nicolas Winding Refn), Elba interpreterà anche il protagonista. Le riprese dovrebbero iniziare entro la fine del 2016. La co-produzione del progetto è stata affidata a Studio Canal. Idris Elba è attualmente impegnato con Matthew McConaughey con le riprese de La Torre Nera, adattamento di uno dei più celebri romanzi di Stephen King.

Dal 13 luglio l’attore sarà nelle sale italiane con Bastille Day, action thriller interpretato al fianco di Richard Madden, e dal 21 luglio con Star Trek Beyond, terzo capitolo della trilogia reboot di JJ Abrams basata sulla celebre saga fantascientifica. Elba figura anche tra i doppiatori originali di Alla Ricerca di Dory, sequel di Alla Ricerca di Nemo che sarà nelle nostre sale dal 14 settembre. L’attore tornerà anche a vestire i panni di Heimdall in Thor Ragnarok, le cui riprese sono iniziate ieri.

Fonte: Empire

Idris Elba contro i dinosauri di Jurassic World

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Idris Elba contro i dinosauri di Jurassic World

Dopo la comunicazione del titolo ufficiale e della data di release effettiva avvenuta il mese scorso, sembra che i preparativi per il quarto capitolo della saga giurassica inaugurata da Steven Spielberg abbiano preso il decollo.

La produzione di Jurassic World è infatti in piena corsa, e dopo le notizie sul casting di Bryce Dallas Howard, Nick Robinson e Ty Simpkins  e le voci riguardanti la quasi conclusione delle trattative per assegnare a Josh Brolin un ruolo da protagonista all’interno del cast, un’altro grande nome spunta fuori dalla lista della Universal. Si vocifera infatti che, negli ambienti vicini alla produzione ed al regista Colin Trevorrow, il nome di Idris Elba venga citato con regolare insistenza da parte degli addetti ai lavori. Per il momento né l’attore né fonti a lui vicine hanno dato conferma del fatto, ma sembra proprio che il suo nome spicchi all’interno di una lista a cui la Universal Pictures stà lavorando sodo al fine di inserire altri due o tre nomi importanti all’interno del cast che dovrà fronteggiare ancora una volta i dinosauri di Isla Nublar.

Idris Elba, dopo Pacific Rim ed il prossimo Thor the Dark World, sembra quindi pronto a tuffarsi in un nuovo grande progetto e non c’è dubbio che questa grande operazione di casting, potrebbe fin da adesso collocare Jurassic World tra i maggiori blockbuster del 2015 o quantomeno tra quelli più attesi.

Al momento nessuna notizia è trapelata in merito al ritorno dei protagonisti originali della saga (che sarebbe molto gradito dai fans) tranne la conferma della sua assenza da parte della stessa Laura Dern ed alle dichiarazioni di un possibilista Jeff Goldblum: Non so se ci sarò o meno, ma di sicuro in sala sarò in prima fila…

Per questo non ci resta che attendere. Il film, come già sappiamo, non sarà diretto da Spielberg ma da Colin Trevorrow ( Safety not guardanteed), accompagnato nella sceneggiatura da Derek Connolly. Frank Marshall e Pat Crowley. Spielberg, in compenso, sarà il produttore esecutivo del sequel e affiancherà il regista nella lavorazione del film. Nel film potrebbero essere inseriti nuovi dinosauri acquatici, ma soprattutto un nuovo dinosauro gigantesco e misterioso che potrebbe essere l’erede del famoso T-Rex che tutti noi ben conosciamo. La trama completa, però, rimane ancora incerta e nascosta. Dovremmo aspettare ancora un po’ per conoscere la storia e i suoi segreti, almeno fino a giugno 2015.

Fonte: Cinemablend

Idris Elba contrario alla censura dei film con stereotipi razzisti

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Idris Elba crede che i vecchi film con scene o tematiche razziste non debbano essere censurati, ma necessitino piuttosto di appositi avvertimenti prima dei titoli di testa. Elba, conosciuto principalmente per aver interpretato il ruolo del boss della droga Russell “Stringer” Bell nelle prime tre stagioni di The Wire, nonché per il ruolo di Charles Miner nella quinta stagione di The Office, ha commentato le recenti discussioni nate attorno a vecchi film e serie tv che sono stati modificati o ritirati dai servizi di streaming.

Esempi recenti includono diversi episodi di serie come Scrubs, 30 Rock e Cuori senza età che sono stati rimossi dai servizi di streaming a causa del blackface. Inoltre, anche un episodio della stagione 9 di The Office è stato modificato a causa dell’utilizzo del blackface. Ancora, di recente c’è stato anche il caso eclatante di Via Col Vento, che è stato rimosso da HBO Max: due settimane dopo è stato reso di nuovo disponibile, con un video di avvertimento posto all’inizio del film. Questi cambiamenti sono stati il risultato del movimento Black Lives Matter, che ha aperto una nuova ed accesa discussione sulle rappresentazioni razziste in film e serie tv.

Ora, Idris Elba ha approfondito la questione in un’intervista con RadioTimes, dicendo che non crede che i film e le serie tv dovrebbero essere censurati o rimossi dai servizi di streaming. L’attore ha affermato che dovrebbero piuttosto essere corredati da un avvertimento o essere sottoposti ad una sorta di sistema di classificazione, in modo che gli spettatori siano consapevoli che ciò che stanno per guardare contiene visioni o scene obsolete o razziste. La star di Luther ha dichiarato fermamente che crede nella libertà di parola, ma che al tempo stesso non ci si può sottrarre da determinate responsabilità, ritenendo che sia giusto far sapere al pubblico in che tipo di contenuti si stanno imbattendo.

Idris Elba: “Sono un grande sostenitore della libertà di parola. Non credo nella censura.”

“Sono un grande sostenitore della libertà di parola”, ha detto Elba.“Ma il fatto è che la libertà di parola è un concetto non adatto a tutti. Ecco perché abbiamo un sistema di classificazione: ti diciamo che questo particolare contenuto è classificato U, PG, 15, 18, X. Per imitare la realtà, devi conoscere la realtà. Ma per censurare i temi razzisti all’interno di uno show, si dovrebbe prima riflettere, perché credo che gli spettatori dovrebbero sapere che sono stati realizzati film o serie tv del genere. In rispetto dei tempi e dei movimenti, commissari e detentori di archivi cancellano contenuti che pensano siano eccezionalmente fuori contesto al giorno d’oggi. Penso che le persone dovrebbero sapere che la libertà di parola è stata accettata, ma al tempo stesso dovrebbe sapere a cosa vanno incontro. Non credo nella censura. Credo che dovremmo essere autorizzati a dire ciò che vogliamo dire. Perché, dopo tutto, siamo dei creatori di storie.”

Idris Elba con Matthew McConaughey ne La Torre Nera?

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Idris Elba con Matthew McConaughey ne La Torre Nera?

Circa un mese fa vi avevamo rivelato che Matthew McConaughey era in trattative per diventare uno dei protagonisti del prossimo adattamento da Stephen King, La Torre Nera. Stando ai primi rumor, l’attore potrebbe interpretare Randall Flag (The Man in Black, L’uomo in nero).

La notizia di oggi, riportata in esclusiva da Deadline, è che ad affiancare il premio Oscar potrebbe esserci Idris Elba (Luther, Star Trek Beyond), attualmente il favorito per vestire i panni di Roland Deschain (The Gungslinger, L’ultimo cavaliere).

La Torre Nera è al momento fissato per il 13 gennaio 2017. Il film sarà diretto da Nikolaj Arcel e sceneggiato da Akiva Goldsman (A Beautiful Mind) e Jeff Pinkner (The Amazing Spider-Man 2).

La Torre Nera è una serie di romanzi di genere fantastico (una commistione di fantasy, fantascienza, horror e western), dello scrittore statunitense Stephen King. La serie è stata definita il magnum opus di King – oltre agli otto romanzi che compongono la serie, molti dei suoi altri romanzi sono collegati alla storia, introducendo concetti e personaggi che entrano in azione con il progressivo andamento della serie.

Fonte

Idris Elba con Jessica Chastain per Aaron Sorkin

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Idris Elba Jessica ChastainIdris Elba si aggiunge a Jessica Chastain in Molly’s Game, l’esordio alla regia del geniale sceneggiatore, premio Oscar per The Social Network, Aaron Sorkin.

Sorkin ha ovviamente firmato la sceneggiatura di Molly’s Game che è basato sulle memorie di Molly Bloom. Anche in questo lavoro, Sorkin si è fatto affiancare da Gordon, con cui ha scritto Steve Jobs.

La Bloom era un giocatore di alto livello che dopo aver fallito le qualificazioni alle Olimpiadi è diventata un’organizzatrice di tornie di poker a Hollywood, per star come Ben Affleck, Leonardo DiCaprio e Tobey Maguire. Successivamente è stata arrestata dall’FBI.

Nel 2014 ha pubblicato le sue memorie dal titolo “Molly’s Game: From Hollywood’s Elite to Wall Street’s Billionaire Boys Club, My High-Stakes Adventure in the World of Underground Poker”.

Fonte: CS

Idris Elba chiarisce le cose: “Non voglio lasciare la Marvel”

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Non molto tempo fa vi avevamo riportato la notizia secondo la quale a Idris Elba non era piaciuto prendere parte all’universo cinematografico Marvel (l’attore ha interpretato Heimdall in Thor e Thor The Dark World) (per leggere la notizia, cliccate qui). Sembra però che quella notizia non corrispondeva a realtà, o che comunque le dichiarazioni di Elba siano state fraintese dalla fonte originale che le ha riportate.

A seguito della diffusione della notizia, la star di Pacific Rim ci ha tenuto a chiarire le cose in una recente intervista con The Daily Beasts: “Non so da dove le persone abbiano estrapolato quelle cose. Io stavo semplicemente facendo un paragone tra il personaggio di Heimdall e quello di Mandela, stavo parlando di quanto fossero diversi i due ruoli. E’ solo giornalismo approssimativo, un citare in maniera scorretta. Ho un rapporto incredibile con tutti alla Marvel, soprattutto con lo stesso personaggio di Heimdall. Le persone tendono subito a credere a queste cose: “O mio dio, non vuole più far parte della Marvel”. Le persone credono che comparare i due ruoli voglia dire che ho intenzione di lasciare la Marvel, ma non è così. Sarebbe da folli”.

Cosa ne pensate?

Fonte: CBM

Idolos: iniziate le riprese del nuovo film con Claudio Santamaria

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Il 29 agosto sono iniziate le riprese di ‘IDOLOS, il film ambientato nel mondo del campionato mondiale di MotoGP™. ‘Idolos’ esplora il rapporto umano tra un padre e suo figlio – un manager e il suo pilota – e tutto ciò che ruota intorno a loro: ambizione, apprendimento, ego, adrenalina, amore, perdono e seconde possibilità. Interpretato da Óscar Casas, Ana Mena, Claudio Santamaria, Enrique Arce, Saul Nanni e Simone Baldasseroni per la regia di Mat Whitecross, le riprese del film si svolgeranno nell’arco di 10 settimane in diverse località della Spagna, dell’Italia e in altri Paesi del mondo.

Óscar Casas interpreta il ruolo del protagonista Edu, il giovane attore ha iniziato a recitare fin dall’infanzia, e ha fatto parte del cast di film come “Le ali della mia solitudine “, “Headless Chickens”, “Last Wishes”, “HollyBlood”, “Ivan’s Dream” e “The Orphanage”, e di serie TV come “El gran salto”, che sarà presentata in anteprima nel 2025 e in cui interpreta l’atleta Gervasio Deferr, così come “Jaguar”, “Instinto”, “Si fueras tù” e “Proyecto tiempo”.

Ana Mena recita al fianco di Casas nel ruolo di Luna. La cantante e attrice è nota non solo per la sua musica, che l’ha resa una delle artiste spagnole più ascoltate su tutte le piattaforme streaming, ma anche per il suo lavoro per il piccolo schermo in serie come ‘Benvenuti a Eden’ e ‘Marisol’, e per il cinema in film come ‘La pelle che abito’ di Pedro Almodóvar e ‘Viaje al cuarto de una madre’ di Celia Rico.

Idolos film Mat Whitecross
Credits ©Manolo Pavón

Claudio Santamaria trai protagonisti di Idolos

Completano il cast l’attore italiano Claudio Santamaría (‘Denti da Squalo’, ‘Educazione Fisica’, ‘Freaks Out’, ‘Gli anni più belli’, ‘Casino Royale’); lo spagnolo Enrique Arce (‘Rifkin’s Festival’, ‘Terminator: Destino oscuro’, ‘Amor en polvo’, ‘La casa di carta’); Saul Nanni (‘Supersex’, ‘Brado’, ‘Love & Gelato’), e il cantante e attore Simone Baldasseroni (‘Fabbricante di lacrime’, ‘Crazy for Football – Matti per il calcio’).

‘Idolos’ racconta e approfondisce la storia di due generazioni di piloti esplorando gli sviluppi del loro rapporto quando Antonio – il padre, un motociclista in pensione con traumi del passato – decide di allenare il talentuoso ed impulsivo figlio Edu affinché possa sviluppare tutto il suo potenziale e diventare il migliore nella sua stessa categoria… il tutto seguendo una preparazione rigorosa che non ammette distrazioni, una delle quali: innamorarsi.

Mat Whitecross (“This England”, “La musica di 007”, Orso d’argento per la Migliore Regia al Festival di Berlino per “The Road to Guantanamo”) dirige questo racconto frenetico e avvincente – da una storia originale di Jordi Gasull ( ‘Buffalo Kids’, ‘Mummie: A spasso nel tempo’, ‘Mike sulla luna, ‘Le avventure di Taddeo l’esploratore’) scritta a quattro mani con Inma Cánovas (‘Ángeles S.A.’) e Ricky Roxburgh (‘Ozi: Voice of the Forest’, ‘Monsters & Co. La serie – Lavori in Corso!’, premiato con un Daytime Emmy per la sceneggiatura di ‘Rapunzel – La serie’).

Idolos - film (2025)
Credits ©Manolo Pavón

IDOLOS‘ è una produzione 4 Cats Pictures, Warner Bros. Entertainment España, Mogambo Productions, Anangu Grup, Imperio Contraataca AIE, Warner Bros. Entertainment Italia, Greenboo Production e con la partecipazione di MAX e la collaborazione di MotoGP®. Il film sarà distribuito nelle sale da Warner Bros Pictures.

La trama di Idolos

Edu è un giovane pilota motociclistico particolarmente aggressivo di cui nessuna squadra si fida. Eli, team leader dell’ Aspar Team in Moto2, gli offre un’opportunità a condizione che sia suo padre, Antonio Belardi, ad allenarlo. Edu non vede il padre da molti anni, un ex pilota che si è ritirato dalle piste dopo aver causato la morte di un altro pilota durante una gara. Sebbene Edu odi il padre per averlo abbandonato, sa che solo con lui potrà aiutarlo a realizzare il suo sogno.

Edu decide quindi di sottoporsi alla rigida disciplina che Antonio gli impone, che prevede tra l’altro di mettere da parte l’amore… Fino a quando non incontra Luna, una giovane artista che ha appena aperto uno studio di tatuaggi proprio sotto casa sua.

Idoli – Fino all’ultima corsa, trailer e poster italiani

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Idoli – Fino all’ultima corsa, trailer e poster italiani

Sono da oggi disponibili il trailer e il poster italiani di Idoli – Fino all’ultima corsa, diretto da Mat Whitecross e interpretato da Claudio Santamaria, Óscar Casas e Ana MenaIl film arriverà nelle sale italiane il 19 marzo, distribuito da Warner Bros. Pictures. Idoli – Fino all’ultima corsa è ambientato nel mondo del campionato mondiale di MotoGP™ ed esplora il rapporto umano tra un padre e suo figlio – un manager e il suo pilota – e tutto ciò che ruota intorno a loro: ambizione, apprendimento, ego, adrenalina, amore, perdono e seconde possibilità. Fanno parte del cast anche Enrique Arce, Saul Nanni, Matteo Paolillo, Mario Ermito, Desiree Popper e Alessandra Carrillo per la regia di Mat Whitecross.

Le riprese del film si sono svolte nell’arco di dieci settimane in diverse location nelle città di Barcellona e Valencia, e nei seguenti circuiti ufficiali di MotoGP: Circuito delle Americhe (Austin), Misano (Italia), Motorland (Aragón), Barcellona, Jerez, Motegi (Giappone) e Valencia.

Cortesia Warner Bros – Foto di ©Manolo Pavón

Idoli – Fino all’ultima corsa racconta e approfondisce la storia di due generazioni di piloti esplorando gli sviluppi del loro rapporto quando Antonio – il padre, un motociclista in pensione con traumi del passato – decide di allenare il talentuoso ed impulsivo figlio Edu affinché possa sviluppare tutto il suo potenziale e diventare il migliore nella sua stessa categoria… il tutto seguendo una preparazione rigorosa che non ammette distrazioni, una delle quali: innamorarsi.

Mat Whitecross dirige questo racconto avvincente da un’idea originale di Jordi Gasull che firma la sceneggiatura insieme a Inma Cánovas e Ricky Roxburgh. Il film è prodotto da Marco Belardi, Jordi Gasull e Toni Novella. Il team dei produttori comprende inoltre Marc Sabé, Ignacio Salazar-Simpson, Ricardo Marco Budé e Marco Belardi. Produttrice delegata è Anna Godano, mentre Enrico Venti e Lillian González firmano la produzione esecutiva. La fotografia è curata da Xavi Giménez, il suono in presa diretta da Sergio Bürmann e Isaac Bonfill, e il montaggio è affidato ad Ascen Marchena. Le musiche originali sono composte da Ginevra Nervi.

Idoli – Fino all’ultima corsa è una produzione 4 Cats Pictures, Warner Bros. Entertainment España, Anangu Grup, Imperio Contraataca AIE, Mogambo Productions, Warner Bros. Entertainment Italia e Greenboo Production. Opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo Sviluppo degli Investimenti nel Cinema e nell’audiovisivo del Ministero Della Cultura. Con la partecipazione di HBO MAX, RTVE e CREA SGR in collaborazione con MotoGP™ Paddock e FIM JuniorGP™. Con il supporto di Istitut Catala de les Empreses Culturals e Generalitat de Catalunia e con il contribuito di Gobierno de Espana Ministerio de Cultura.

Cortesia Warner Bros – Foto di ©Manolo Pavón

La trama di Idoli – Fino all’ultima corsa

Edu è un giovane pilota motociclistico particolarmente aggressivo di cui nessuna squadra si fida. Eli, team leader dell’ Aspar Team in Moto2, gli offre un’opportunità a condizione che sia suo padre, Antonio Belardi, ad allenarlo. Edu non vede il padre da molti anni, un ex pilota che si è ritirato dalle piste dopo aver causato la morte di un altro pilota durante una gara. Sebbene Edu odi il padre per averlo abbandonato, sa che solo lui potrà aiutarlo a realizzare il suo sogno.

Edu decide quindi di sottoporsi alla rigida disciplina che Antonio gli impone, che prevede tra l’altro di mettere da parte l’amore… Fino a quando non incontra Luna, una giovane artista che ha appena aperto uno studio di tatuaggi proprio sotto casa sua.

Il film sarà distribuito nelle sale italiane a partire dal 19 marzo da Warner Bros Pictures.

IDOLI – Fino all’ultima corsa: recensione del film di Mat Whitecross

“Le persone mi descrivono in molti modi, io lo faccio con una parola: “putilla”. In spagnolo significa piccolo bastardo, una persona che cerca sempre di trovare il limite e giocarci. Sono così: mi piace giocare con il limite.” ha dichiarato Marc Márquez in un’intervista a motogp.com. Proprio questa affermazione restituisce con efficacia il senso profondo di Idoli – Fino all’ultima corsa, il film di Mat Whitecross, che porta sul grande schermo l’adrenalinico universo della MotoGP. Attraverso la storia del giovane Edu, il film costruisce una narrazione che intreccia sport e rivalità, successi e sconfitte, affetti e sacrifici, restituendo il ritratto di un mondo in cui il desiderio di superare se stessi, coincide costantemente con il rischio della caduta.

Il conflitto come motore della storia

Il film si apre con Edu Serra (Óscar Casas), che viene cacciato dal circuito dopo una furiosa lite con il team manager. Un inizio che definisce immediatamente il temperamento del protagonista: Edu ha talento, ma non riesce a governare la propria rabbia e finisce per trasformare il conflitto nella sua principale forza motrice, tanto in pista quanto nella vita. A offrirgli una nuova possibilità è Eli Gusman (Enrique Arce), team leader dell’Aspar Team in Moto2, che gli impone però una condizione: Edu dovrà farsi allenare dall’ex campione del mondo Antonio Belardi (Claudio Santamaria), nonché suo padre.

Questa collaborazione forzata è causa di ulteriori conflitti; riapre fratture mai sanate e alimenta nuove tensioni, arrivando ad essere d’impedimento anche nella relazione che Edu ha intrapreso con l’affascinante tatuatrice Luna (Anna Mena), l’unica presenza che sembra capace di di far emergere il lato vulnerabile del giovane pilota. Tra appuntamenti rubati, scommesse perse e momenti di dolcezza, Luna si inserisce delicatamente nelle complesse dinamiche della vita di Edu, regalando un tocco romantico a una narrazione che mantiene il suo punto focale sulla pista.

Il conflitto, tuttavia, non resta confinato alla dimensione familiare e personale. È in pista che trova la sua espressione più violenta, attraverso la rivalità con gli altri piloti, pronti a provocare e sminuire Edu. Tra questi spicca il compagno di squadra Gianni Baltelli (Saul Nanni), che percepisce immediatamente il talento di Edu come una minaccia. La tensione tra i due cresce fino all’ultima gara del campionato, quando un contatto in pista li porta entrambi fuori dal tracciato, con gravi conseguenze fisiche. Quello che sembra segnare la fine di una carriera si trasforma invece in una possibilità di riscatto, aprendo per Edu la strada verso il sogno coltivato fin da bambino: diventare un pilota di MotoGP.

Il rapporto padre-figlio

Cortesia Warner Bros – Foto di ©Manolo Pavón

Tra i nuclei tematici della pellicola emerge il difficile rapporto tra Edu Serra e suo padre, Andrea Belardi. Ex campione del mondo della MotoGP, Belardi è stato il primo vero idolo di Edu: la figura che ha acceso in lui la passione per la velocità e per la pista, spingendolo a inseguire lo stesso destino sportivo. Ma le cose cambiano quando la carriera di Belardi subisce una svolta drammatica: durante una gara finisce fuori pista insieme ad un giovane pilota che, a causa dello scontro, perde tragicamente la vita. Travolto dal senso di colpa, l’uomo si rifugia nell’alcol e si allontana progressivamente dalla famiglia, lasciando Edu a confrontarsi con un senso di abbandono sempre più difficile da colmare, acuito ulteriormente dalla morte della madre a causa di una malattia.

Tu non sei mio padre e io non sono tuo figlio” afferma Edu, costretto ad accettare di essere allenato dal padre. Eppure, nonostante le evidenti tensioni, il lavoro che portano avanti insieme sembra funzionare. Belardi punta a costruire un campione e per essere un campione il talento non basta: serve studiare, essere costanti e tenere saldo tanto il corpo quanto la mente. Il percorso di allenamento alterna così esercizi più tradizionali a metodi inattesi, come la costruzione di complessi set Lego e le lezioni di salsa. Gradualmente, Edu passa dall’essere un ragazzo irrequieto e incapace di gestire la propria rabbia a un pilota più consapevole, capace di bilanciare istinto e ragione.

La coppia formata da Óscar Casas e Claudio Santamaria sul grande schermo funziona. Nonostante una somiglianza fisica solo relativa, i due riescono a restituire un conflitto padre-figlio credibile, carico di tensioni e non detti, ma punteggiato anche da momenti di leggerezza, che strappano agli spettatori qualche risata.

Un esempio di sportività

Lo sport è competizione, questo è risaputo. Esiste però una linea sottile che separa la sana rivalità dall’ossessione di voler vincere a ogni costo. Nel film questa dinamica emerge chiaramente nel rapporto tra Edu e il suo principale rivale, il compagno di squadra Gianni Baltelli.

Gianni non riesce ad accettare l’idea di essere superato dall’ultimo arrivato nel team, e la tensione tra i due cresce sfida dopo sfida. Proprio questa rivalità esasperata li conduce al drammatico incidente durante l’ultima gara del campionato, che finisce per costringere entrambi a un letto d’ospedale. Edu riesce a cavarsela con qualche mese di fisioterapia, mentre per Gianni la situazione è molto più grave: il suo quadro clinico gli impedirà di continuare a correre in MotoGP.

Nel frattempo Edu deve affrontare anche una delusione personale: Eli lo abbandona, convinto di non poter aspettare i tre mesi di riabilitazione necessari per il suo recupero. Quando tutto sembra perduto, arriva però una svolta inattesa. Gianni decide di incontrare Edu, accetta le sue scuse e, dando un grande esempio di sportività e maturità, gli offre il proprio posto in MotoGP.

D’altro canto Eli, interpretato da Enrique Arce, finirà per pagare il prezzo della sua slealtà. L’attore, divenuto celebre grazie al ruolo nella serie La casa di carta, interpreta ancora una volta un personaggio ambiguo e opportunista, sempre pronto a cambiare bandiera in base alla convenienza. Tuttavia, la scelta di voltare le spalle a Edu si rivelerà un errore: averlo sostituito, alla fine, gli costerà il posto di lavoro.

Tra finzione e realtà

Cortesia Warner Bros – Foto di ©Manolo Pavón

Idoli – Fino all’ultima corsa è un film che tenta di portare sul grande schermo il mondo della MotoGP, uno sport che fino ad oggi è stato poco rappresentato al cinema. Nel corso degli anni sono stati realizzati diversi film dedicati alla Formula 1, anche di recente, come F1 e Rush. Proprio per questo sarebbe interessante vedere il cinema esplorare più spesso anche l’universo delle due ruote, altrettanto ricco di adrenalina, rivalità e storie umane.

Il film è una ricostruzione perfetta di questo sport? Sicuramente no. I veri appassionati della MotoGP potrebbero notare alcune imprecisioni tecniche o dettagli poco realistici. Tuttavia la pellicola non sembra voler puntare su una ricostruzione impeccabile: il suo obiettivo principale è avvicinare un pubblico nuovo a questo mondo, trasmettendo le emozioni e l’adrenalina che solo una moto lanciata a oltre 300 km/h può far provare.

Molte scene sono state girate sullo sfondo del vero campionato, permettendo al cast di vivere in prima persona l’atmosfera del paddock e di trovarsi a stretto contatto con i veri idoli della pista. Tra piloti e meccanici, non poteva mancare anche un cameo di Marc Márquez, la cui presenza aggiunge un ulteriore tocco di autenticità alla storia.

Dalla metà del film in poi le riprese di gara diventano sempre più spettacolari e mozzafiato, riuscendo a tenere lo spettatore incollato allo schermo a ogni curva. Impressionante anche il lavoro degli stunt, veri piloti che hanno dimostrato grande abilità in pista, soprattutto nelle complesse sequenze di caduta. Una nota di merito, infine, alla colonna sonora, che accompagna efficacemente i momenti di maggiore tensione e contribuisce a rendere ancora più coinvolgente l’esperienza del film.

Idol’s Eye Rachel Weisz entra nel cast

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Idol’s Eye Rachel Weisz entra nel cast

Rachel Weisz (che di recente è entrata nel cast di La Giovinezza di Paolo Sorrentino) è in trattative per far parte del cast di Idol’s Eye di Olivier Assayas (Clean, Ore d’Estate), gangster drama con Robert De Niro e Robert Pattinson, confermati pochi giorni fa come protagonisti della pellicola .
Il film,  sceneggiato dallo stesso regista, si basa su un articolo di playboy del 2007 intitolato “Boosting the Big Tuna” di Hillel LEvin; in questo articolo venivano raccontate le vicende di un gruppo di ladri che derubano un uomo che si rivela essere un boss mafioso di Chicago di nome Tony Accardo.

Fonte: Variety

Idiot Prayer – Nick Cave alone at Alexandra Palace, il trailer

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Idiot Prayer – Nick Cave alone at Alexandra Palace, il trailer

Dopo la straordinaria partecipazione all’evento in streaming dello scorso luglio, arriva ora per il pubblico la possibilità unica di apprezzare IDIOT PRAYER – NICK CAVE ALONE AT ALEXANDRA PALACE al cinema grazie all’evento ideato per sale di tutto il mondo, in programma in Italia per il 16, 17, 18 novembre (elenco su www.nexodigital.it). L’uscita cinematografica di questo straordinario film evento sarà seguita il 20 novembre dalla pubblicazione dell’album, che sarà disponibile su vinile, CD e in streaming.

IDIOT PRAYER – NICK CAVE ALONE AT ALEXANDRA PALACE è stato registrato a giugno 2020, mentre il Regno Unito usciva lentamente dal lockdown ed è stato concepito come una risposta alla reclusione e all’isolamento dei mesi precedenti. Inizialmente era stato immaginato come un evento unicamente web, ora invece i fan potranno finalmente trovare il film al cinema nella sua versione estesa con quattro brani inediti.

Subito dopo, il 20 novembre, verrà pubblicato un doppio album con lo stesso nome, in vinile, CD e streaming, con tutte le 22 canzoni del film originale.

In IDIOT PRAYER, Cave suona le sue canzoni da solo al pianoforte in una forma minimalista proposta di rado, dalle prime formazioni con Bad Seeds e Grinderman fino al più recente album di Nick Cave & the Bad Seeds, Ghosteen.

La performance è stata filmata dal pluripremiato direttore della fotografia Robbie Ryan (The Favorite, Marriage Story, American Honey) nella splendida West Hall di Alexandra Palace. Il montaggio è stato curato da Nick Emerson (Lady Macbeth, Emma, Greta). La musica è stata registrata da Dom Monks.

Idiot Prayer è il quarto film che Nick Cave ha distribuito in collaborazione con Trafalgar Releasing, dopo Distant Sky – Live in Copenhagen del 2018 diretto da David Barnard, One More Time With Feeling del 2016 diretto da Andrew Dominik e il pluripremiato 20,000 Days on Earth diretto da Iain Forsyth e Jane Pollard.

Spiega Nick Cave: “L’idea di questo film è nata dai miei eventi ‘Conversations With…’. Amavo suonare versioni destrutturate delle mie canzoni in questi spettacoli, distillandole nelle loro forme essenziali. Sentivo che stavo riscoprendo di nuovo quelle canzoni e a un certo punto, ogni volta che avevo del tempo a disposizione, ho iniziato a pensare di entrare in uno studio e registrare queste versioni reinventate. Poi è arrivata la pandemia: il mondo è entrato in lockdown ed è precipitato in un silenzio inquietante e riflessivo. È stato in questo silenzio che ho iniziato a pensare all’idea non solo di registrare le canzoni, ma anche di filmarle. Abbiamo lavorato con il team dell’Alexandra Palace – un luogo in cui avevo già suonato e che adoro – per scegliere un giorno per filmare non appena fosse stato permesso di riaprire l’edificio. Il 19 giugno 2020, circondati da funzionari anti-Covid con termometri, operatori con le mascherine, tecnici dall’aspetto nervoso e contenitori di gel per le mani, abbiamo creato qualcosa di molto particolare e molto bello che parlava in questo tempo incerto, pur non essendo in nessun modo soggiogato ad esso. Da quel film è nato anche un album. È una preghiera nel vuoto – da solo all’Alexandra Palace – un ricordo di un momento strano e precario della storia. Spero che vi piaccia“.

Idiot Prayer – Nick Cave Alone è distribuito in Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, MYmovies.it e Rockol.it. Le prevendite dell’evento al cinema apriranno a partire dal 10 settembre su nexodigital.it e su nickcave.com/idiotprayer. Per ordinare l’album: nickcave.com/idiotprayer.

Nick Cave & The Bad Seeds saranno in tour in Europa nella primavera/estate 2021. Info e biglietti su nickcave.com.

Album tracklisting:

Spinning Song

Idiot Prayer

Sad Waters

Brompton Oratory

Palaces Of Montezuma

Girl In Amber

Man In The Moon

Nobody’s Baby Now

(Are You) The One That I’ve Been Waiting For?

Waiting For You

The Mercy Seat

Euthanasia

Jubilee Street

Far From Me

He Wants You

Higgs Boson Blues

Stranger Than Kindness

Into My Arms

The Ship Song

Papa Won’t Leave You, Henry

Black Hair

Galleon Ship

Idina Menzel: 10 cose che non sai sull’attrice

Apprezzata interprete di musical teatrali, Idina Menzel si è negli anni distinta anche per le sue partecipazioni ad acclamati film e serie TV. In particolare, è divenuta nota per aver interpretato i brani del film d’animazione Frozen. Con la sua voce ha infatti incantato numerosi spettatori, rimasti affascinati dalla sua grazia. Ecco 10 cose che non sai di Idina Menzel.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

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Idina Menzel: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri film per il cinema. L’attrice inizia ad ottenere i suoi primi ruoli per il grande schermo in film come Kissing Jessica Stein (2001), Rent (2005) e Chiedi alla polvere (2006), dove recita accanto all’attore Colin Farrell. Successivamente si fa notare ulteriormente grazie al ruolo di Nancy Tremaine nel popolare Come d’incanto (2007), film con Amy Adams. Tornerà al cinema solo nel 2019 per recitare nell’acclamato Diamanti grezzi, dove interpreta la moglie dell’attore Adam Sandler.

9. È nota per i ruoli televisivi. Fonte di maggior popolarità per l’attrice sono le serie TV a cui ha partecipato. Dopo la partecipazione ad alcuni episodi di serie come Rescue Me (2004), Kevin Hill (2005) e Private Practice (2009), diventa celebre per il ruolo di Shelby Corcoran in Glee (2010-2013).

8. È un apprezzata doppiatrice. La Menzel è divenuta nota per essere la voce originale del personaggio di Elsa nei film d’animazione Frozen – Il regno di ghiaccio (2013) e Frozen II – Il segreto di Arendelle (2019). Ha poi dato voce al personaggio anche per i cortometraggi Frozen Fever (2015), Frozen – Le avventure di Olaf (2017) e per il film Ralph spacca Internet (2018).

Idina Menzel è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 1,1 milioni di persone. All’interno di questo l’attrice condivide in prevalenza immagini e video promozionali dei suoi progetti da interprete, come anche foto tratte dagli eventi di gala a cui ha preso parte. Vi sono però anche alcune foto scattate durante momenti di svago, in compagnia di amici e colleghi.

Idina Menzel: la sua vita privata

6. È sposata. Dopo un matrimonio di dieci anni con l’attore Taye Diggs, conosciuto sul set del film Rent, e con cui ha avuto un figlio nel 2009, l’attrice ha annunciato nel 2015 la frequentazione con l’attore Aaron Lohr, anch’egli conosciuto durante le riprese di Rent. Nel settembre del 2016 rivelano di essere ufficialmente fidanzati, sposandosi esattamente un anno dopo, nel settembre del 2017.

Parte delle cose che non sai sull’attriceù

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Idina Menzel in Frozen

5. Ha eseguito i celebri brani dei due film. Grazie alla sua partecipazione ai due film di Frozen, l’attrice ha potuto mettere ulteriormente in mostra le sue doti canore, eseguendo brani divenuti particolarmente celebri come, For the First Time in Forever, Some Things Never Change, Let It Go e Into the Unknown. Questi ultimi due sono stati inoltre nominati all’Oscar come miglior canzone, con Let It Go che ha poi vinto l’ambito premio.

4. I produttori si ricordavano di lei. Nel 2009 l’attrice si presenta ai casting per il doppiaggio del personaggio di Rapunzel in Rapunzel: L’intreccio della torre. Pur decidendo di non assegnarle la parte, i casting director e i produttori rimasero colpiti dalla performance della Menzel, tenendo in considerazione il suo nome per progetti futuri. Solo alcuni anni dopo l’avrebbero richiamata per Frozen.

Idina Menzel canta Into the Unknown

3. Si è esibita alla cerimonia dei premi Oscar. Nel 2020 l’attrice è stata tra le performer che ha dato vita ad un’esibizione canora durante la cerimonia dei premi Oscar. Qui ha infatti cantato il brano Into the Unknown, presente in Frozen II – Il segreto di Arendelle e candidato come miglior canzone originale. Il brano non ha tuttavia ottenuto la statuetta, andata ad Elton John per (I’m Gonna) Love me Again.

Idina Menzel in Glee

2. Si è ispirata ad una nota attrice per il suo ruolo. Nella serie Glee l’attrice compare nei ruolo di Shelby Corcoran, coach del gruppo Vocal Adrenaline. Per ricoprire il ruolo, l’attrice ha dichiarato di essersi ispirata al personaggio di Diana Christensen, interpretato dall’attrice Faye Dunaway nel film Network (1976). I due ruoli condividono infatti un carattere spregiudicato verso la materia di loro interesse.

Idina Menzel: età e altezza

1. Idina Menzel è nata a Syosset, nello stato di New York, Stati Uniti, il 30 maggio 1971. L’attrice è alta complessivamente 163 centimetri.

Fonte: IMDb

Identità violate: la spiegazione del finale del film

Identità violate: la spiegazione del finale del film

I film incentrati sulla figura dei serial killer sono da sempre particolarmente affascinanti, per via dei “giochi” a cui sottopongono i protagonisti e gli stessi spettatori, chiamati a cercare di risolvere il puzzle di enigmi a cui gli assassini di turno sottopongono i propri rivali. Film come Seven, Zodiac e Il silenzio degli innocenti sono tra i più celebri esempi di questo genere. Un altro titolo appartenente a questo filo, uscito nel 2004, è Identità violate, diretto da D. J. Caruso (noto anche per i film Disturbia, Sono il numero Quattro e xXx – Il ritorno di Xander Cage) e che propone un altro intrigante serial killer con un suo personalissimo modus operandi.

Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Michael Pye, di cui è però solo un libero adattamento, operando infatti diverse modifiche relative principalmente alla rimozione di alcune sottotrame, tra cui quella relativa al rapporto tra il protagonista maschile e suo padre. I diversi sceneggiatori che si sono susseguiti in tale ruolo (tra cui il regista di Suicide Squad David Ayer, anche se il credito è poi stato riconosciuto solo a Jon Bokenkamp) hanno infatti deciso di asciugare la narrazione concentrandosi unicamente sulla vicenda principale, conferendole così solidità e maggior capacità di presa sul pubblico.

Per gli appassionati del genere, si tratta di un titolo da non perdere, anche solo per la presenza di interpreti quali Angelina Jolie e Ethan Hawke, qui alle prese con personaggi complessi e dalle molteplici sfaccettature. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Identità violate. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Identità violate spiegazione trama

La trama e il cast di Identità violate

Il film ha per protagonista l’agente FBI Illeana Scott, arrivata in Canada sotto richiesta del detective Leclair per investigare sugli omicidi di un presunto e misterioso serial killer che da anni agisce indisturbato, poiché assume l’identità delle proprie vittime dopo averle assassinate. L’agente per prima cosa sottopone a interrogatorio James Costa, uomo che afferma di aver visto il viso del criminale mentre compiva l’ultimo delitto e ne fornisce un identikit. Illeana arriva però a comprendere che proprio Costa è la prossima vittima dell’omicida e decidendo di usarlo come esca cercherà di catturarlo. Ma sarà troppo tardi quando si renderà conto di essere caduta nella trappola di una mente malata.

L’attrice Angelina Jolie ricopre il ruolo di Illeana Scott, mentre Ethan Hawke interpreta James Costa. Per la Jolie, questo è il secondo film dopo Il collezionista di ossa (1999) in cui interpreta un personaggio delle forze dell’ordine che dà la caccia a un serial killer. Recitano poi nel film Kiefer Sutherland nel ruolo di Christopher Hart, Olivier Martinez in quello di Joseph Paquette e Tchéky Karyo in quello di LeClaire. Infine, l’attrice Gena Rowlands, apprezzatissima interprete celebre per film come Una moglie (1974) e Gloria – Una notte d’estate (1980), ricopre qui il ruolo di Rebecca Asher, madre di Martin. Nel ruolo del giovane Martin si ritrova invece Paul Dano in uno dei suoi primi ruoli per il cinema.

La spiegazione della scena finale

Verso il finale di Identità violate, si scopre che l’assassino è proprio James Costa, la cui vera identità è quella di Martin Asher, creduto a lungo morto e solo recentemente rivalutato come possibile serial killer di questa vicenda. Una volta che l’identità di James viene rivelata egli, dopo una notte di passione con Ileana, fugge via nel nulla. Passano sette mesi e si giunge così alla scena finale del film: Illeana, sospesa dal servizio per aver avuto rapporti sessuali con il serial killer pur se a sua insaputa, si è ritirata a vivere in una fattoria isolata in Pennsylvania, ed è incinta di due gemelli concepiti durante la notte di sesso con James/Martin.

Questi un giorno la raggiunge e le propone di iniziare una nuova vita insieme come una vera famiglia, ma lei rifiuta. Furibondo, Martin la picchia e tenta di strangolarla, per poi rubarle dalle mani il paio di forbici che lei stava usando per difendersi e piantargliele nel ventre. Illeana, apparentemente ferita a morte, utilizza le stesse forbici per pugnalarlo al cuore. La donna si toglie a quel punto la protesi addominale usata per fingere la gravidanza e spiega a un agonizzante Martin che i mesi appena trascorsi erano una trappola per catturarlo. A quel punto Martin e Illeana telefona a LeClair per informarlo di avere appena ucciso il ricercato.

Identità violate storia vera

Identità violate è tratto da una storia vera?

La storia proposta da Identità violate è basata su fatti realmente avvenuti? La risposta è no. Nello scrivere il suo romanzo, il cui titolo originale è Taking Lives (traducibile con “Prendere vite umane”), lo scrittore Michael Pye si è basato sulla propria fantasia, per quanto è possibile che abbia condotto delle ricerche su veri casi criminali per prendere ispirazione o più in generale per riportare descrizioni ed eventi realistici all’interno del proprio racconto. Tuttavia, la storia proposta non trova un corrispettivo nella realtà ed è dunque da intendersi come non basata su una storia vera.

Il trailer di Identità violate e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Identità violate grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TVNetflix e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 13 marzo alle ore 21:00 sul canale Iris.

IDDU: le foto dal red carpet con Toni Servillo e Elio Germano

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IDDU: le foto dal red carpet con Toni Servillo e Elio Germano

Si è tenuta questa sera il red carpet di IDDU, terzo film italiano in concorso all’all’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Ecco le foto dei registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza accompagnati dal cast  Toni ServilloElio Germano, Daniela Marra, Barbora Bobulova, Fausto Russo Alesi, Giuseppe Tantillo, Antonia Truppo, Tommaso Ragno.

In merito al film i registi hanno commentato: “L’idea iniziale di questo film è nata dalla lettura dei numerosi pizzini ritrovati nel corso della lunga latitanza del capomafia Matteo Messina Denaro. Attraverso queste insolite lettere, il boss gestiva la sua vita in clandestinità e i suoi affari. I pizzini trascendevano però la funzione pratica di comunicazione criminale e lasciavano emergere aspetti della sua personalità e la natura del mondo tragico e ridicolo che intorno a lui volteggiava spericolatamente. Traendo libera ispirazione dai pizzini, Iddu racconta il carteggio fra Matteo, principe riluttante di un mondo insensato, e Catello, maschera grottesca di solare amoralità. Con Matteo e Catello ci immergiamo nel vuoto dentro il quale un popolo sguazza come fosse un gran mare baciato dal sole e dagli dei“.

La trama di IDDU

Sicilia, primi anni Duemila. Dopo alcuni anni in prigione per mafia, Catello, politico di lungo corso, ha perso tutto. Quando i Servizi segreti italiani gli chiedono aiuto per catturare il suo figlioccio Matteo, ultimo grande latitante di mafia in circolazione, Catello coglie l’occasione per rimettersi in gioco. Uomo furbo dalle cento maschere, instancabile illusionista che trasforma verità in menzogna e menzogna in verità, Catello dà vita a un unico quanto improbabile scambio epistolare con il latitante, del cui vuoto emotivo cerca di approfittare. Un azzardo che con uno dei criminali più ricercati al mondo comporta un certo rischio…

Iddu di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza vince il premio Francesco Pasinetti a Venezia 81

Va a Iddu (qui la recensione) di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza (Venezia 81) il Premio Francesco Pasinetti 2024 per il miglior film italiano proposto alla Mostra 81. assegnato a Venezia dai Giornalisti Cinematografici SNGCI con i Premi tradizionalmente destinati agli attori, quest’anno per Romana Maggiora Vergano per Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini e al cast dei protagonisti di Familia di Francesco Costabile: Francesco Gheghi, Barbara Ronchi, Francesco Di Leva e Marco Cicalese.

Lo annuncia il Direttivo dei Giornalisti Cinematografici (Sngci) che hanno scelto i vincitori tra tutti i film italiani presentati nelle diverse sezioni sottolineando, comunque, la qualità e l’originalità delle proposte italiane viste quest’anno, film che, grazie anche al lancio di questa straordinaria edizione della Mostra, meritano di riaccendere la curiosità e l’attenzione del pubblico in sala. Di seguito le motivazioni.

Miglior film

IDDU – L’ultimo padrino’ di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza

“La realtà è un punto di partenza, non una destinazione” avvisano fin dai titoli di testa Grassadonia e Piazza autori di un film coerente con il loro impegno civile in una storia, che oltre l’aderenza alla cronaca, in questo caso legata alla storia del boss Matteo Messina Denaro, sceglie la via narrativa dell’apologo grottesco. Chiudendo idealmente la trilogia aperta con ‘Salvo’ e proseguita con ‘Sicilian Ghost Story’ una dichiarazione antimafia che qui sovrappone, però, felicemente al cinema d’inchiesta il taglio di una commedia nera.

Migliore attrice

Romana Maggiora Vergano Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini (fuori concorso)

Per un’interpretazione difficile ed emozionante ricca di sfumature, conferma di un talento già maturo.

Premio speciale

‘Familia’ di Francesco Costabile (Venezia – Orizzonti) al cast dei protagonisti Francesco Gheghi, Barbara Ronchi, Francesco Di Leva e Marco Cicalese

Perfetti nel rappresentare la realtà di una famiglia segnata dalla violenza anche psicologica che, nella regia di Francesco Costabile, vive la quotidianità di ogni gesto come l’incubo di un film horror.

IDDU con Toni Servillo e Elio Germano in concorso a Venezia 81

IDDU con Toni Servillo e Elio Germano in concorso a Venezia 81

Sarà presentato stasera in concorso all’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di IDDU di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Nel cast protagonisti Toni Servillo, Elio Germano, Daniela Marra, Barbora Bobulova, Giuseppe Tantillo, Fausto Russo Alesi, Antonia Truppo, Tommaso Ragno, Betti Pedrazzi, Filippo Luna, Rosario Palazzolo, Roberto De Francesco, Vincenzo Ferrera, Maurizio Marchetti, Gianluca Zaccaria, Lucio Patanè.

In merito al film i registi hanno commentato: “L’idea iniziale di questo film è nata dalla lettura dei numerosi pizzini ritrovati nel corso della lunga latitanza del capomafia Matteo Messina Denaro. Attraverso queste insolite lettere, il boss gestiva la sua vita in clandestinità e i suoi affari. I pizzini trascendevano però la funzione pratica di comunicazione criminale e lasciavano emergere aspetti della sua personalità e la natura del mondo tragico e ridicolo che intorno a lui volteggiava spericolatamente. Traendo libera ispirazione dai pizzini, Iddu racconta il carteggio fra Matteo, principe riluttante di un mondo insensato, e Catello, maschera grottesca di solare amoralità. Con Matteo e Catello ci immergiamo nel vuoto dentro il quale un popolo sguazza come fosse un gran mare baciato dal sole e dagli dei“.

La trama di IDDU

Sicilia, primi anni Duemila. Dopo alcuni anni in prigione per mafia, Catello, politico di lungo corso, ha perso tutto. Quando i Servizi segreti italiani gli chiedono aiuto per catturare il suo figlioccio Matteo, ultimo grande latitante di mafia in circolazione, Catello coglie l’occasione per rimettersi in gioco. Uomo furbo dalle cento maschere, instancabile illusionista che trasforma verità in menzogna e menzogna in verità, Catello dà vita a un unico quanto improbabile scambio epistolare con il latitante, del cui vuoto emotivo cerca di approfittare. Un azzardo che con uno dei criminali più ricercati al mondo comporta un certo rischio…

Iddu – L’ultimo padrino: la storia vera dietro il film con Elio Germano

Iddu – L’ultimo padrino (leggi qui la recensione) non è un classico film biografico sulla mafia, né un semplice racconto cronachistico sulla cattura di Matteo Messina Denaro. Il film diretto da Fabio Grassadonia e Antonio Piazza prende infatti spunto da fatti reali, ma sceglie di attraversarli con uno sguardo più ambiguo, politico e persino grottesco, costruendo una riflessione sul potere mafioso, sui rapporti con lo Stato e sulla lunga latitanza dell’ultimo grande boss di Cosa Nostra. Per questo motivo molti spettatori si chiedono quanto ci sia di vero nella storia raccontata da Elio Germano e Toni Servillo, e soprattutto quali siano i fatti reali che hanno ispirato il film.

La risposta è che Iddu – L’ultimo padrino è liberamente ispirato alla figura di Matteo Messina Denaro, al suo periodo da latitante e soprattutto ai celebri “pizzini” attraverso cui il boss comunicava con l’esterno. Il film non vuole ricostruire fedelmente ogni evento storico, ma utilizza personaggi e situazioni per raccontare un sistema di potere che per decenni ha permesso a uno dei criminali più ricercati d’Italia di vivere nascosto praticamente nella sua stessa terra. Dietro la finzione narrativa emerge così una storia vera inquietante, fatta di coperture, connivenze, depistaggi e silenzi che hanno accompagnato la parabola criminale del boss di Castelvetrano.

La vera storia di Matteo Messina Denaro, il boss mafioso che ha ispirato Iddu – L’ultimo padrino

Nato nel 1962 a Castelvetrano, in provincia di Trapani, Matteo Messina Denaro era figlio del boss mafioso Francesco Messina Denaro, storico capomandamento della zona e figura legata all’ascesa dei corleonesi di Totò Riina. Cresciuto dentro l’universo di Cosa Nostra, Matteo ereditò molto presto il ruolo e il potere del padre, diventando uno degli uomini più temuti dell’organizzazione mafiosa siciliana. Conosciuto con i soprannomi “U Siccu” e “Diabolik”, amava il lusso, gli abiti firmati, i videogiochi e ostentava un’immagine quasi cinematografica di sé stesso, ma dietro quella facciata si nascondeva un criminale spietato.

Fu coinvolto nelle più sanguinose stagioni della mafia italiana, comprese le stragi del 1992 e del 1993, diventando uno degli uomini chiave della strategia terroristica con cui Cosa Nostra dichiarò guerra allo Stato. Le indagini e le testimonianze dei collaboratori di giustizia lo hanno infatti collegato alla strage di Capaci, in cui morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta, e alla strage di via D’Amelio che costò la vita a Paolo Borsellino.

Il suo nome è inoltre legato a uno degli episodi più atroci della storia mafiosa italiana: il sequestro e l’uccisione del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito Santino Di Matteo. Proprio questo passato criminale rende centrale il tema affrontato dal film: non il mito del boss latitante, ma il modo in cui un uomo del genere abbia potuto restare invisibile per oltre trent’anni. Iddu parte infatti da questa domanda implicita e costruisce attorno ad essa un racconto dove la mafia non appare come un’organizzazione separata dal mondo esterno, ma come un sistema profondamente intrecciato con politica, imprenditoria e apparati dello Stato.

I pizzini, la lunga latitanza e il rapporto con i poteri occulti che hanno ispirato il film

Iddu - L'ultimo padrino recensione film Elio Germano

Uno degli elementi più interessanti del film è il modo in cui utilizza i celebri pizzini di Matteo Messina Denaro. Durante la sua lunghissima latitanza, iniziata ufficialmente nel 1993 dopo l’arresto di Totò Riina, il boss comunicava attraverso piccoli foglietti scritti a mano che venivano recapitati tramite una rete di fedelissimi. Quei messaggi non servivano soltanto a impartire ordini criminali, ma rivelavano anche aspetti sorprendenti della sua personalità: il narcisismo, il bisogno di controllo, l’ossessione per la propria immagine e persino una certa teatralità. È proprio da questi documenti che nasce l’ispirazione narrativa di Iddu – L’ultimo padrino, inizialmente intitolato Lettere a Catello.

Il personaggio interpretato da Toni Servillo, Catello Palumbo, non è realmente esistito, ma rappresenta una sintesi di diverse figure che nel corso degli anni entrarono in contatto con Messina Denaro, compresi politici locali, professionisti e uomini vicini agli apparati istituzionali. In particolare, il film richiama gli scambi epistolari realmente avvenuti tra il boss e l’ex sindaco di Castelvetrano Antonino Vaccarino, raccolti nel libro Lettere a Svetonio. Attraverso questo rapporto ambiguo, il film suggerisce che la latitanza di Messina Denaro non fu soltanto il risultato della sua abilità criminale, ma anche di una rete di protezioni e convenienze reciproche.

Ed è qui che la pellicola assume un tono apertamente politico: i registi non si limitano a raccontare un mafioso in fuga, ma mostrano un Paese in cui la ricerca della verità spesso si scontra con interessi superiori, zone grigie e strategie opache. Nel film compaiono riferimenti evidenti ai servizi segreti, ai depistaggi e a quella sensazione diffusa secondo cui il boss fosse sempre stato “protetto” fino al momento ritenuto opportuno per il suo arresto. Una teoria che negli anni ha alimentato il dibattito pubblico attorno alla figura di Messina Denaro, soprattutto considerando che il boss rimase per decenni in Sicilia, a pochi chilometri dai suoi territori d’origine, continuando a gestire affari milionari tra droga, investimenti e speculazioni economiche.

La cattura di Matteo Messina Denaro e il finale reale della storia raccontata in Iddu

IDDU film

Dopo trent’anni di latitanza, Matteo Messina Denaro venne arrestato il 16 gennaio 2023 all’interno della clinica privata La Maddalena di Palermo, dove si stava curando per un tumore al colon. La sua cattura fu presentata come una delle più grandi vittorie investigative contro la mafia contemporanea, ma aprì immediatamente nuove domande su come fosse stato possibile per un uomo tanto noto e ricercato vivere così a lungo senza essere trovato. Anche questo aspetto riecheggia fortemente nel finale di Iddu – L’ultimo padrino, dove il confine tra verità storica e interpretazione cinematografica diventa volutamente ambiguo.

Il film suggerisce infatti che l’arresto non sia soltanto il risultato di una brillante operazione investigativa, ma anche il momento in cui certi equilibri diventano improvvisamente inutili o scomodi. È una riflessione che richiama molto cinema politico italiano degli anni Settanta, da Elio Petri a Francesco Rosi, e che trasforma la storia di Messina Denaro in qualcosa di più grande: il simbolo di un sistema in cui mafia, potere economico e apparati deviati convivono in modo sotterraneo. Dopo l’arresto, il boss venne trasferito in un carcere di massima sicurezza e morì pochi mesi dopo, nel settembre 2023, all’ospedale dell’Aquila. Con lui si è chiusa una stagione storica della mafia siciliana, ma non il fenomeno mafioso in sé.

Il film insiste molto proprio su questo punto: l’idea dell’“ultimo padrino” rischia di essere una narrazione rassicurante per l’opinione pubblica. Già in passato arresti eccellenti come quelli di Totò Riina o Bernardo Provenzano erano stati raccontati come la fine definitiva di Cosa Nostra, ma la realtà ha dimostrato che la mafia cambia forma, si adatta e continua a infiltrarsi nell’economia e nelle istituzioni. In questo senso, il finale di Iddu non offre una vera liberazione narrativa, ma lascia volutamente un senso di inquietudine.

Iddu – L’ultimo padrino usa la storia vera di Matteo Messina Denaro per raccontare il rapporto tra mafia, Stato e memoria italiana

Iddu Toni Servillo

La forza di Iddu – L’ultimo padrino sta nel fatto che non cerca mai di trasformare Matteo Messina Denaro in una figura leggendaria o romantica. Al contrario, il film mostra la banalità del potere mafioso, la sua capacità di insinuarsi nella normalità quotidiana e soprattutto il rapporto ambiguo tra criminalità organizzata e pezzi dello Stato. È per questo che la pellicola ha diviso pubblico e critica: alcuni l’hanno letta come una satira nera sulla mafia contemporanea, altri come un film politico capace di riportare al centro questioni ancora irrisolte della storia italiana recente.

I registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza utilizzano la realtà come punto di partenza, ma non per ricostruire una cronaca giudiziaria. Vogliono piuttosto interrogarsi su cosa significhi vivere in un Paese in cui certi misteri sembrano ripetersi continuamente: dalle stragi del 1992 ai depistaggi, dalla scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino fino alla lunghissima latitanza di Messina Denaro. In questo senso il film dialoga apertamente con una tradizione del cinema italiano che ha sempre raccontato il potere come qualcosa di opaco, ambiguo e difficilmente decifrabile.

Alla fine, dunque, Iddu – L’ultimo padrino è basato su una storia vera, ma non nel senso tradizionale del termine. Non è un biopic preciso e documentaristico, bensì una reinterpretazione cinematografica di eventi, personaggi e dinamiche realmente esistite. E forse è proprio questa scelta a renderlo così disturbante: perché dietro la finzione resta continuamente la sensazione che gran parte di ciò che vediamo sullo schermo non appartenga soltanto al cinema, ma a una verità italiana mai del tutto chiarita.