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Loro 2: trailer del film dal 10 maggio al cinema

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Loro 2: trailer del film dal 10 maggio al cinema

Ecco il trailer di Loro 2, seconda parte del film di Paolo Sorrentino con Toni Servillo nei panni di Silvio Berlusconi, dal 10 maggio in sala. Il film segue le vicende raccontate in Loro 1, uscito al cinema il 24 aprile.

https://www.youtube.com/watch?v=vzs5-MDjG_k&feature=youtu.be

Di seguito il poster:

LORO 1 e LORO 2 sono diretti da Paolo Sorrentino e scritti insieme a Umberto Contarello. Luca Bigazzi firma la fotografia, Cristiano Travaglioli il montaggio, Lele Marchitelli le musiche, Stefania Cella la scenografia, Carlo Poggioli i costumi. I due film sono prodotti da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri.

Loro 1, la recensione

LORO 1 e LORO 2 sono una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film per l’Italia, Pathé e France 2 Cinéma per la Francia. In Italia i film saranno distribuiti da Universal Pictures International Italy per Focus Features mentre Pathé curerà le vendite internazionali. Nel cast di Loro 2: Toni Servillo, Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak.

Loro 2: recensione del film di Paolo Sorrentino

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Loro 2: recensione del film di Paolo Sorrentino

In sala dal 10 maggio, Loro 2 completa e amplia il discorso che Paolo Sorrentino ha cominciato con Loro 1, ovvero il racconto parallelo che mostra da una parte l’impatto che ha avuto sulla società la figura di Berlusconi (Toni Servillo), l’aspirazione, la mitizzazione, il senso di mistero che si è costruito intorno alla sua figura pubblica. Dall’altra c’è invece Silvio che, semplicemente, vive una crisi coniugale con la moglie Veronica (Elena Sofia Ricci).

In Loro 2 la due rette, prima parallele, si intrecciano, creando una struttura più solida e coerente, più fruibile per lo spettatore, ma anche più chiara nel manifestare le intenzioni del regista. Sorrentino mostra come una figura pubblica e conosciuta come quella dell’ex premier possa avere un lato umano, fragile, nascosto ai più, un aspetto emotivo così universale che è capace di mettere lo spettatore in contatto con i sentimenti che potrebbe aver provato Silvio negli anni che hanno visto la fine del suo matrimonio.

Loro 2, Paolo Sorrentino racconta il suo dittico su Silvio Berlusconi

Sorrentino si sforza di guardare alla storia dell’uomo Silvio, approcciandosi alla figura nota di politico e imprenditore da un’angolazione inedita, e prova così a mostrarci il suo vissuto personale, la paura della vecchiaia e della fine della sua carriera di “venditore”. Ma il film fa di più, raccontando non solo la paura privata ma anche quella universale. In questo modo, il regista trova l’anello di connessione tra il protagonista e lo spettatore: la paura della morte. L’ansia di eterna giovinezza viene raccontata con tenerezza e comprensione, un approccio rischioso soprattutto se si pensa alla quantità di detrattori del politico Berlusconi. Sorrentino si allontana dalla facile satira, dall’elogio sperticato e dalla critica feroce e offre un ritratto inedito e un tentativo di entrare nell’intimità della persona.

Tra la rievocazione, mai letterale, di fatti storici, il film si lascia andare all’immaginazione dei momenti privati, e in questo contesto, Sorrentino mette in scena un magnifico scambio tra Silvio e Veronica, tra un uomo spaventato dal tempo e una donna che è stata innamorata ma che rivendica la sua dignità, di fronte al tradimento. Non solo. Lo scontro tra Servillo e Ricci è anche la rappresentazione di due visioni del Berlusconi pubblico: da una parte il viscido imprenditore che mette le mani sullo Stato e lo tratta come un’azienda, dall’altra l’uomo ambizioso che è convinto delle sue ragioni, un salvatore, un innovatore, il Berlusconi protagonista di canzoni dei suoi sostenitori.

Loro 1: leggi la recensione

La malinconia dettata dal sendo di fine/morte e la comprensione  dell’uomo diventano gli strumenti con cui Paolo Sorrentino affronta Loro 2, un “mezzo film” che trova nella prima parte la sua radice, l’intonaco umido su cui poi il regista stende il suo affresco. E a poco serve parlare di “sorrentinismi” e stile autoreferenziale, dal momento che parliamo di un film di Paolo Sorrentino e sarebbe assurdo, nonché strano, chiedergli di raccontare le sue storie con un occhio diverso.

Seppure resta misteriosa la decisione di una divisione in due parti, Loro 1 e 2 mostra che è possibile raccontare storie già ascoltata da un punto di vista originale; Sorrentino prova a mettere in mostra l’animo di Silvio, la sua solitudine, il suo senso di smarrimento di fronte alla fine inesorabile che, malgrado i suoi sforzi e le differenze, lo accomuna a ogni spettatore. In questo concetto universale giace il segreto di Loro, la sua chiave misteriosa: l’impotenza dell’uomo di fronte alla morte.

Loro 2 da oggi al cinema, ecco le clip

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Loro 2 da oggi al cinema, ecco le clip

Debutta oggi al cinema Loro 2, la seconda parte del film di Paolo Sorrentino su Silvio Berlusconi con  TONI SERVILLOELENA SOFIA RICCI, RICCARDO SCAMARCIO, KASIA SMUTNIAK, EURIDICE AXEN, FABRIZIO BENTIVOGLIO, ROBERTO DE FRANCESCO, DARIO CANTARELLI, ANNA BONAIUTO, GIOVANNI ESPOSITO, UGO PAGLIAI, RICKY MEMPHIS, LORENZO GIOIELLI, ALICE PAGANI, CAROLINE TILLETTE, MATTIA SBRAGIA, MAX TORTORA, MILVIA MARIGLIANO con ROBERTO HERLITZKA.

LORO 1 e LORO 2 sono diretti da Paolo Sorrentino e scritti insieme a Umberto Contarello.
Luca Bigazzi firma la fotografia, Cristiano Travaglioli il montaggio, Lele Marchitelli  le musiche, Stefania Cella la scenografia, Carlo Poggioli i costumi. I due film sono prodotti da Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri.

LORO 1 e LORO 2 sono una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film per l’Italia, Pathé e France 2 Cinéma per la Francia. In Italia i film saranno distribuiti da Universal Pictures International Italy per Focus Features mentre Pathé curerà le vendite internazionali.

Loro 1: tre nuove immagini dal film di Paolo Sorrentino

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Loro 1: tre nuove immagini dal film di Paolo Sorrentino

Ecco tre nuove immagini da Loro 1, il nuovo film di Paolo Sorrentino che racconterà la vita di Silvio Berlusconi, interpretato da Toni Servillo. Il film arriverà in sala il prossimo 24 aprile.

Set del film “Loro” di Paolo Sorrentino.
Nella foto Riccardo Scamarcio e Kasia Smutniak.
Foto di Gianni Fiorito
Questa fotografia è solo per uso editoriale, il diritto d’autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film.
E’ obbligatoria la menzione dell’autore- fotografo: Gianni Fiorito.
Set del film “Loro” di Paolo Sorrentino.
Nella foto Fabrizio Bentivoglio.
Foto di Gianni Fiorito
Questa fotografia è solo per uso editoriale, il diritto d’autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film.
E’ obbligatoria la menzione dell’autore- fotografo: Gianni Fiorito.
Set del film “Loro” di Paolo Sorrentino.
Nella foto Elena Sofia Ricci.
Foto di Gianni Fiorito
Questa fotografia è solo per uso editoriale, il diritto d’autore è della società cinematografica e del fotografo assegnato dalla società di produzione del film e può essere riprodotto solo da pubblicazioni in concomitanza con la promozione del film.
E’ obbligatoria la menzione dell’autore- fotografo: Gianni Fiorito.

Loro 1 sarà seguito, a partire dal 10 maggio, da Loro 2. Co-prodotto da Indigo Film e Pathé e France 2 Cinéma, il film verrà diviso in due parti di due ore ciascuna. Nel cast, oltre a Servillo, anche Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio e Ricky Memphis.

Il film si propone come la biografia romanzata di Silvio Berlusconi, interpretato da Servillo.

Loro 1: il trailer del film di Paolo Sorrentino

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Universal Pictures International Italy ha diffuso il trailer di Loro 1, il nuovo film di Paolo Sorrentino con protagonista Toni Servillo, dal 24 aprile nei cinema italiani.

https://www.facebook.com/universalpicturesinternationalitaly/videos/10160149463415142/?hc_ref=ARTbuXEtTA5ruTPsn1FB_o_edn580OLqPlnzyhVCHe7NhLq17zaKfj5BQjt0knqsC5U&fref=nf

Loro 1 sarà seguito, a partire dal 10 maggio, da Loro 2 e potrebbe essere presentato in anteprima (probabilmente in concorso?) durante la 71a edizione del Festival di Cannes in programma dall’8 al 19 Maggio.

Co-prodotto da Indigo Film e Pathé e France 2 Cinéma, il film verrà diviso in due parti di due ore ciascuna. Nel cast, oltre a Servillo, anche Elena Sofia Ricci, Riccardo Scamarcio e Ricky Memphis. Il film si propone come la biografia romanzata di Silvio Berlusconi, interpretato da Servillo.

Loro 1, recensione del film di Paolo Sorrentino

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Loro 1, recensione del film di Paolo Sorrentino

Arriva il 24 aprile al cinema Loro 1, il nuovo film di Paolo Sorrentino, che è stato pubblicizzato come una biografia romanzata, un cosiddetto biopic di Silvio Berlusconi, una storia ghiotta, che sembra fatta appositamente per l’occhio del regista napoletano. Il film è la prima parte di un dittico, Loro 2 uscirà il 10 maggio 2018.

Loro è una biografia raccontata per impressioni

Lontano dalla classica impostazione biografica, Loro è ambientato negli anni che vanno dal 2006 al 2010, e racconta per impressioni, squarci di vicende, una parentesi storica che, conclusasi, rappresenta per definizione totale decadenza e torbida vitalità nella storia del nostro Paese, per dirla con le parole dello stesso Sorrentino. Nella prima parte del film seguiamo le vicende di Sergio Morra (Riccardo Scamarcio), un uomo disposto a tutto pur di arrivare al potere, che ha l’ambizione necessaria, ma forse non il cervello, per arrivare fino a “lui”.

E così viene chiamato Berlusconi per gran parte del film, mentre il nome di Silvio arriva soltanto a circa 40 minuti dall’inizio, e lo vediamo nella seconda parte: un Toni Servillo truccatissimo, la rappresentazione perfetta di una maschera pubblica che nella visione di Sorrentino diventa una macchietta, un buffone in ritiro spirituale, una figura decadente e grottesca, raccontata con tanta irriverenza da sfiorare la tenerezza.

E così anche il linguaggio del film adotta un registro divertente e disarmante, di fronte alla rappresentazione volutamente estrema che si fa del personaggio. Sorrentino non prende una posizione netta, me appare certo che il suo approccio è stato quello di impossessarsi dell’estetica berlusconiana e farne uno strumento di derisione, anche attraverso la citata macchietta dell’impareggiabile Servillo.

Chi sono loro? – Sono quelli che contano

Loro 1 racconta di “quelli che contano” e di quelli che ci vogliono arrivare, nascondendosi e rifugiandosi all’ombra di quel potere. Non si tratta quindi solo di un biopic, ma anche del racconto di un fenomeno, di una fetta di Italia che ha visto nel berlusconismo un modo di vivere, di conseguenza lo stesso protagonista è rappresentato come un simbolo. La scelta di Sorrentino è quella di mostrarne però l’aspetto umano, accennandone appena quello politico, e mettendo ancora una volta lo spettatore di fronte alla sua provocazione, alla sua metafora cinematografica, ergendosi ancora una volta giudice e giuria di un pubblico, una critica e uno spettatore medio che lui non sembra stimare troppo.

loro 1 recensioneSchietto, ironico, ma anche cattivo, il Silvio di Paolo Sorrentino (non sentiamo mai pronunciare il suo nome completo) è un uomo a un bivio, così come lo sono gli spettatori che per completare la visione e il quadro che il regista ha dipinto dovranno aspettare fino all’uscita di Loro 2.

Nel suo essere un racconto incompleto di un’idea precisissima che il regista vuole raccontare, Loro 1 è comunque un’operazione intrigante, che unisce l’impronta del regista, che non rinuncia al suo stile e al suo bagaglio visivo (per fortuna), a una biografia impegnativa che ha scelto di inquadrare in un periodo storico preciso ma con una tecnica poco discorsiva, preferendo l’impressionismo alla successione dei fatti, associando all’uomo privato, l’idea che “lui” proietta intorno a quel marcio vortice di ambizioni e speranze, quello stile di vita che la sua icona ha contribuito a far nascere.

Lorenzo Zurzolo: 10 cose che non sai sull’attore

Lorenzo Zurzolo: 10 cose che non sai sull’attore

Divenuto celebre grazie ad una serie di titoli di buon successo, l’attore Lorenzo Zurzolo è oggi principalmente noto per il ruolo di Niccolò nella serie Netflix Baby. In attesa di poterlo rivedere nella terza ed ultima stagione, il giovane interprete ha continuato a recitare in film che gli hanno permesso di ottenere una sempre maggior visibilità, in attesa del ruolo che possa consacrarlo definitivamente. Ecco 10 cose che non sai su Lorenzo Zurzolo.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Lorenzo Zurzolo Baby

Lorenzo Zurzolo: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in noti lungometraggi. Il primo ruolo di rilievo al cinema per l’attore arriva nel 2012, quando interpreta Angelo in Una famiglia perfetta, con Sergio Castellitto, Carolina Crescentini e Marco Giallini. Recita poi nelle commedie Outing – Fidanzati per sbaglio (2013) e Sconnessi (2018), con Fabrizio Bentivoglio e Ricky Memphis. Nel 2019 è tra i protagonisti di Compromessi sposi, mentre nel 2020 interpreta Vincenzo nel film Sotto il sole di Riccione, distribuito sulla piattaforma Netflix. Nel 2020 è stato tra i protagonisti del thriller Weekend, con Alessio Lapice. Il 2021 tornerà al cinema diretto da Federico Zampaglione in Morrison.

9. È noto per i suoi ruoli televisivi. All’inizio della carriera dell’attore si annoverano partecipazioni a serie come Don Matteo (2008), I liceali (2009), Ho sposato uno sbirro (2010) e Un passo dal cielo (2012). Ottiene poi grande notorietà recitando nel ruolo di Nino Ferrari nella miniserie Questo è il mio paese (2015), mentre nel 2018 torna in televisione per Una pallottola nel cuore. La sua fama è però dovuta al ruolo di Niccolò Rossi Govender nella serie Netflix Baby, dove dal 2018 recita accanto a Benedetta Porcaroli, Alice Pagani e Claudia Pandolfi.

8. Ha recitato in uno spot con Francesco Totti. La carriera dell’attore ha avuto inizio nel momento in cui, all’età di 7 anni, viene selezionato dopo numerosi provini per recitare in uno spot pubblicitario con il celebre calciatore romano Francesco Totti. Per il giovane Zurzolo, da sempre tifoso della Roma, è stata un’occasione unica, che ha consacrato il suo amore per la squadra e gli ha permesso di scoprire il fascino del mondo dello spettacolo.

Lorenzo Zurzolo è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 837 mila persone. All’interno di questo Zurzolo è solito condividere diversi post relativi a suoi momenti di svago, come anche curiosità a lui legate o luoghi visitati. Essendo lui anche modello, non mancano poi diverse immagini relative a suoi lavori a riguardo, che lo vedono immortalato per copertine di riviste o più generici servizi fotografici.

6. Promuove il proprio lavoro tramite il social. Instagram si è rivelato negli anni un ottimo canale attraverso cui promuovere il proprio lavoro, e anche l’attore di Baby non si è lasciato sfuggire tale occasione. Nel suo profilo si possono infatti ritrovare diverse foto relative ai suoi progetti da interprete, siano esse poster, trailer o semplici scatti realizzati sui set a cui ha preso parte. Così facendo, Zurzolo permette ai suoi fan di rimanere continuamente aggiornati sulle sue novità lavorative.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Lorenzo Zurzolo Instagram

Lorenzo Zurzolo non è fidanzato

5. È single. Da quando è diventato particolarmente famoso e seguito sui social, l’attore ha sempre dimostrato una certa attenzione nei confronti di ciò che condivide della propria vita privata. Sui suoi profili social traspare infatti molto poco a riguardo, ed è pertanto difficile stabilire se egli sia o meno impegnato in una relazione sentimentale. Attualmente, tuttavia, sembra certo il suo essere single, ma nessun’affermazione è arrivata da parte dell’attore a riguardo.

Lorenzo Zurzolo non è in Skam

4. Non recita nella celebre serie. Per via della sua frequente partecipazione a film o serie di carattere “teen”, l’attore viene spesso associato a prodotti nei quali non ha in realtà mai recitato. Il più noto di questi è probabilmente la serie Skam Italia, distribuita anch’essa sulla piattaforma Netflix. Zurzolo viene spesso erroneamente scambiato con l’attore Ludovico Tersigni, protagonista e personaggio ricorrente della serie nel ruolo di Giovanni, ma ad oggi non ha ancora mai partecipato neanche ad uno solo degli episodi di questa.

Lorenzo Zurzolo in Baby

3. Si riconosce nel proprio personaggio. Divenuto celebre per il ruolo di Niccolò, uno dei protagonisti della serie Baby, l’attore ha in più occasioni affermato di apprezzare molto il suo personaggio, giudicandolo complesso e con continui aspetti da scoprire. In particolare, Zurzolo ha dichiarato come, pur con le dovute differenze, riesca a riconoscersi in molte delle caratteristiche di Niccolò, condividendo la consapevolezza di possedere aspetti privati di sé e di volere che questi restino tali.

Lorenzo Zurzolo non è realmente cieco

2. Ha interpretato un ragazzo non vedente. Nel nuovo film italiano targato Netflix, Sotto il sole di Riccione, l’attore ha interpretato il ruolo di Vincenzo. Questi è un ragazzo non vedente che grazie ad un suo amico ha modo di scoprire l’amore per la prima volta. Zurzolo non è realmente non vedente, ma la sua performance è stata così convincente da spingere molti a pensare che lo fosse. L’attore si è dichiarato grato per questo ruolo, nel quale ha riposto molta preparazione, affermando che permette ulteriormente di avvicinarsi al “diverso”, che tale in realtà non è.

Lorenzo Zurzolo: età e altezza

1. Lorenzo Zurzolo è nato a Roma, Italia, il 21 marzo del 2000. L’attore è alto complessivamente 180 centimetri.

Fonte: IMDb

 

Lorenzo Zurzolo si prepara ad affrontare gli… Squali!

Lorenzo Zurzolo si prepara ad affrontare gli… Squali!

Lorenzo Zurzolo è stato già mille e uno volti. E’ stato Lodo, Vincenzo, Alessandro, è stato Niccolò e Daniele (nella splendida serie Prisma), ma è stato anche un giovane Diabolik e addirittura Italo Balbo. Lo aspettiamo in sala, a partire dal 16 ottobre, quando arriverà sul grande schermo il suo Max, protagonista di Squali, nuovo film distribuito da Eagle Pictures.

Nonostante i soli 25 anni, Lorenzo Zurzolo è un volto che si è trasformato tante volte e ha già raccontato moltissime storie, al cinema, in tv e in streaming, mettendosi ogni volta alla prova con ruoli sempre differenti che riuscissero a mettere in luce le sue doti: volto pulito, da bravo ragazzo, ma accogliente verso le ombre e gli aspetti più oscuri da mettere al servizio dei personaggi che interpreta.

25 anni ma idee chiarissime, soprattutto quando si tratta di recitazione. Il suo metodo è decisamente istintivo e immediato, si potrebbe definire “umorale”, ma più che altro sembra attingere a una grande sensibilità, nutrita da continue letture e visioni (si definisce un collezionista di dvd e di fumetti, come suo padre), e sul “metodo”, non ha molto da aggiungere se non che va sul set… e recita.

Lorenzo Zurzolo in Squali (2025)
© Cortesia di Eagle Pictures

“Tengo sempre presente l’osservazione di Laurence Olivier a Dustin Hoffman, che – durante le riprese di Il maratoneta – si ammazzava di fatica per essere credibile: perché non ti limiti a recitare? (ride). Non credo ci sia una strada assoluta per tutti e per tutto: a volte alcune interpretazioni ti richiedono di entrare dentro l’emozione, in altri casi ci puoi arrivare con la tecnica. Non è che se interpreto un tossico, devo drogarmi…” ha dichiarato nel 2022 a Iodonna.it.

Lorenzo Zurzolo impara a nuotare con gli… Squali

Sembra quindi improbabile che per Squali, di Daniele Barbiero, abbia approfondito l’effettiva progettazione di applicazioni e altri device tecnologici, ma non per questo non è stato in grado di portare sullo schermo un Max convincente, un giovane di 19 anni pieno di speranze e di talento, che insieme ai suoi amici ha pianificato l’estate perfetta: un viaggio in Spagna, simbolo di libertà e fuga dalla noia dopo l’esame di maturità. Un viaggio interrotto da quella e-mail che ti cambia la vita: la possibilità di vedere sviluppata e realizzata la propria idea, il proprio sogno che si realizza.

Senza farsi intimidire dalla presenza sul set di James Franco, che divide la scena con lui in Squali, Zurzolo ha dato a un giovane che forse impreparato a quello che sta per accadergli impara a navigare nell’oscurità e a non fermarsi mai, pur di sopravvivere, proprio come gli squali del titolo.

Insieme a Francesco Centorame, Francesco Gheghi, Ginevra Francesconi e ovviamente a James Franco, Lorenzo Zurzolo sarà al cinema in Squali dal 16 ottobre, grazie a Eagle Pictures.

Lorenzo Vigas presenta a Roma Ti guardo, Leone d’Oro a Venezia 2015

Il regista venezuelano Lorenzo Vigas parla del suo esordio, Ti guardo (Desde Allá), scritto e prodotto con Guillermo Arriaga, protagonisti Alfredo Castro e il giovane Luis Silva, che arriva nelle sale italiane distribuito da Cinema di Valerio De Paolis dal 21 gennaio, dopo essersi aggiudicato – primo film latinoamericano – il Leone d’Oro a Venezia.

Come si costruiscono un team e un’opera prima in grado di competere in un festival internazionale?

Lorenzo Vigas: “Credo dipenda essenzialmente dalla storia e dalla sceneggiatura: se si ha una forte sceneggiatura si riescono a coinvolgere le persone con cui si vuole creare una squadra. Nel mio caso, c’è stato anche il primo film della serie di cui Ti guardo fa parte – il corto Los elefantes nunca olvidan – presentato a Cannes e molto noto in Sudamerica (il terzo capitolo di questa trilogia sulla genitorialità, The box, è in fase di sviluppo). Quando ho mandato la sceneggiatura ad Alfredo Castro, si è innamorato del progetto, come Sergio Armstrong, direttore della fotografia”.

Come mai è affascinato dal tema della paternità?

V.: “Qualcuno ha detto che non siamo noi a scegliere le nostre ossessioni, ma sono queste a scegliere noi. Io sono stato scelto dal bisogno di parlare della paternità. Mio padre è stato uno dei pittori più importanti dell’America Latina, un’immagine di artista enorme, ma con cui ho avuto un rapporto di vicinanza e affetto, quindi escludo riferimenti biografici nel tema del film, che però è archetipico della figura paterna in tutto il Sudamerica: un padre che c’è per procreare, ma poi è assente, le nostre società sono prevalentemente matriarcali”.

Ti guardo desde allaCon gli attori ha lasciato spazio all’improvvisazione?

V.: “Anche se serve una sceneggiatura forte, va dimenticata quando si va sul set. L’aveva solo Alfredo Castro, gli altri no, neppure Luis Silva, a cui davo le battute poco prima di iniziare a girare: aveva circa un quarto d’ora per impararle e poi iniziavamo le riprese. Ho scelto questo metodo perché non volevo che gli attori non professionisti avessero il tempo di razionalizzare i loro ruoli, perdendo freschezza. C’è stata molta improvvisazione, cambiamenti suggeriti anche da Castro e Silva.

Il cinema di Pasolini è stato un riferimento per il film?

V.: “Indubbiamente sul piano tematico Pasolini è stato un riferimento molto importante – cita Accattone e Mamma Roma. Per quanto riguarda la forma, invece, direi che è più bressoniana. Bresson è stato un altro regista fondamentale per me”.

Come ha trovato Luis Silva?

V.: “Luis viene da un quartiere molto pericoloso di Caracas. Ho visto la sua foto in un’agenzia di casting e sono rimasto colpito dal suo volto, dalla sofferenza che tradisce il suo sguardo e dall’istinto animale che trasmette. L’ho incontrato e non gli ho fatto provini con la macchina da presa, se non un giorno prima di iniziare a girare, quando lo avevo già scritturato”.

E’ stato difficile per lui affrontare il personaggio di Elder?

Prima abbiamo fatto amicizia, cenato insieme, visto molti film. Poi gli ho spiegato cosa avrebbe dovuto fare, in particolare le due o tre scene forti che lo avrebbero impegnato. È stato davvero molto difficile per lui, ma le ha interpretate da vero professionista”.

C’è una comunanza di spirito, una new wave del cinema sudamericano oggi?

V.: “Se c’è qualcosa che unisce oggi il cinema sudamericano è la mancanza di paura nel raccontare delle storie, il desiderio di un racconto vero, con una voce autentica. Per il resto non credo ci sia un tratto formale comune, né una nouvelle vague latinoamericana, ma è cambiata l’attenzione del mondo verso quelle cinematografie”.

Lorenzo Richelmy: 10 cose che non sai sull’attore

Lorenzo Richelmy: 10 cose che non sai sull’attore

Giovane attore i ascesa, Lorenzo Richelmy si è negli anni distinto grazie a celebri film e serie TV italiane, arrivando a ricoprire ruoli da protagonista o di particolare rilievo. Apprezzato per la sua versatilità, l’attore ha dimostrato di sapersi destreggiare tra la commedia e il dramma, rivelandosi però appassionato anche di generi meno comuni nel panorama cinematografico italiano.

Ecco 10 cose che non sai di Lorenzo Richelmy.

Lorenzo Richelmy: i suoi film

1. Ha recitato in celebri film italiani. L’attore ha debuttato al cinema nel 2002 con il film Il pranzo della domenica, per poi recitare in 100 metri dal paradiso (2012), Il terzo tempo (2013), La terra e il vento (2013), Sotto una buona stella (2014) e La ragazza nella nebbia (2017), con cui ottiene una buona notorietà. Prenderà poi parte ai film Una questione privata (2017), Una vita spericolata (2018), insieme all’attrice Matilda De Angelis, Ride (2018) e Dolceroma (2019), dove reciterà da protagonista accanto all’attore Luca Barbareschi.

2. È diventato celebre grazie ad una serie TV. Richelmy diviene inizialmente popolare recitando nella serie I liceali (2008-2009), per poi recitare in alcuni episodi delle serie Sposami (2011), I Borgia (2013) e Talent High School – Il sogno di Sofia (2013). Recita inoltre nel film televisivo Una Ferrari per due (2014), ma diventa celebre per la serie Marco Polo (2014-2016), dove interpreta il protagonista. Nel 2019 recita inoltre nella serie Sanctuary.

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Lorenzo Richelmy è su Instagram

3. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 34,5 mila persone. All’interno di questo l’attore è solito condividere fotografie scattate in momenti di svago, ma numerose sono anche le immagini promozionali dei suoi progetti da interprete. Non mancano anche foto realizzate per servizi di moda per importanti riviste.

Lorenzo Richelmy e il padre

4. Ha ereditato dal genitore la passione per la recitazione. Richelmy è figlio di due attori teatrali, e in particolare sviluppa la passione per la recitazione seguendo suo padre durante le prove dei suoi spettacoli. Incoraggiato, Richelmy debutterà sin da giovanissimo in alcuni spettacoli teatrali, che consolideranno la sua passione per tale attività.

Lorenzo Richelmy: la sua agenzia

5. È rappresentato da una nota agenzia. L’attore ha alle proprie spalle l’agenzia Officine Artistiche, che lo aiuta a trovare i ruoli più adatti per il proprio talento. Questa è infatti una nota agenzia del settore, che rappresenta tra gli altri attori come Claudio Amendola, Filippo Timi, e Alba Rohrwacher.

Lorenzo Richelmy è Marco Polo

6. Ha interpretato da sé le scene di combattimento. Per interpretare al meglio il personaggio di Marco Polo, all’attore è stato richiesto di non farsi sostituire da stuntman nelle scene di combattimento, ma di affrontarle personalmente. Per far ciò Richelmy si è sottoposto ad un lungo allenamento per apprendere l’arte del kung fu.

7. Ha imparato l’inglese per lavorare nella serie. Quando seppe che erano in corso i provini per il ruolo di Marco Polo, l’attore decise di proporsi. Venne in seguito chiamato per incontrare i produttori, l’attore spiegò loro di non parlare fluentemente l’inglese, lingua richiesta per la serie, ma questi furono così colpiti da Richelmy da assegnargli una coach di inglese. Quando fu in grado di sostenere un nuovo provino, l’attore venne scelto senza ulteriori indugi.

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Lorenzo Richelmy in I Liceali

8. Era uno dei ragazzi protagonisti. Nella serie di successo I liceali, l’attore ha ricoperto il ruolo di Cesare Schifani, uno dei ragazzi protagonisti su cui si concentrano gli eventi della serie. Grazie a tale ruolo l’attore è diventato una vera celebrità, dichiarando che da quel momento la gente ha iniziato a riconoscerlo e fermarlo per strada.

Lorenzo Richelmy in Dolceroma

9. Non è come il suo personaggio. Nel film Dolceroma l’attore ricopre il ruolo di un giovane e frustrato sceneggiatore che tenta di sfondare nel mondo del cinema. Nonostante la negatività espressa dal personaggio, l’attore si è dichiarato completamente lontano da tale modo di vivere la vita, affermando invece di essere una persona pacata e curiosa.

Lorenzo Richelmy: età e altezza

10. Lorenzo Richelmy è nato a La Spezia, Italia, il 25 marzo 1990. L’attore è alto complessivamente 178 centimetri.

Fonte: IMDb

Lorenzo Richelmy, intervista al protagonista di Diario di Spezie dal Noir in Festival

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Sabato 11 dicembre è stato presentato in concorso al Noir Festival 2021 Diario di Spezie, primo film di Massimo Donati, tratto dal suo omonimo romanzo pubblicato da Mondadori nel 2013 e prodotto con il sostegno della Trentino Film Commission. Protagonista del film è Lorenzo Richelmy, che abbiamo raggiunto al telefono per parlare proprio di questo thriller che lo vede ritornare al Noir in Fest.

Dopo l’esperienza di Ride, di Jacopo Rondinelli, e quella con Il talento del calabrone, di Giacomo Cimini, Lorenzo Richelmy vede un altro suo film presentato al festival del cinema di genere a Milano. Che affinità c’è con il Noir in Festival?

“La prima volta che ho partecipato al Noir in Festival ero un giurato, era il 2017 mi pare – esordisce Richelmy, facendo risalire la sua amicizia con il festival ancora a prima del 2018, anni di uscita di RideIo sono un amante del genere, aborro invece il mix di generi. Come attore appassionato d’arte, mi piacciono le scelte radicali. Il genere permette ad un autore o a un film di essere molto dritto. In un momento in cui è sempre più difficile ottenere la sospensione di giudizio dal pubblico, perché ora il pubblico è espertissimo, si fa subito le sue idee, mentre il genere ti leva dal campo un sacco di problematiche, anche da un punto di vista produttivo. Il genere ti permette di fare una scelta, che poi magari è sbagliata, ma preferisco sbagliare piuttosto che fare un film grignolino, carino, di intrattenimento. Io non sono un grande fan del cinema come intrattenimento, mi piace emozionarmi, non divertirmi. Quello, nella mia esperienza, lo faccio con i videogiochi, per cui per me il cinema è un oggetto di studio. Quindi sì, il genere mi piace, e sono legato al Noir in Festival perché sono attratto da questo tipo di storie, sia come attore che come spettatore. E il genere a tinte fosche mi piace molto.”

Chi è Luca Treves, protagonista di Diario di Spezie?

“Io cerco sempre di scegliere delle storie che possano avere una valenza contemporanea. Luca è un personaggio che si è accomodato, ha trovato un posto che tutto sommato gli sta comodo. Ha il suo piccolo ristorante, anche se poteva diventare un grande chef. Come spesso succede ai ragazzi in questi anni, lui sceglie di accontentarsi. Negli anni ’60-’70 si protestava per il posto fisso, che era considerato uno schifo. Adesso un ragazzo di 20 anni elemosina un posto fisso, e dal punto di vista generazionale per me è una sconfitta totale. Il ragazzo di 30 anni che è stato testimone della fine dell’analogico e della nascita del digitale, secondo me, è rimasto un po’ fregato, facendo finta che il problema non esiste. Il mio personaggio parla un po’ di questa frustrazione che si sopporta perché si riesce ad andare avanti. Sembra che vada tutto bene, ma in realtà nasconde drammi perché non siamo fatti per restare figli tutta la vita. Luca Treves è figlio di sua moglie, anche, e non si decide a diventare un uomo. All’inizio del film lo vediamo così, ma grazie ad Andreas, nel corso della storia, dovrà trovare il suo modo di diventare uomo. Luca è un bimbo nella sua confort zone e nell’arco del film sarà costretto a diventare un uomo.”

Luca tiene un diario delle spezie, in cui annota i nomi delle spezie che assaggia e che trova, ne elenca dettagli, usi e profumi. Hai un’abitudine del genere, tenere un diario, non di spezie ma magari di esperienze o pensieri?

“Non scritto, ma musicale. Sono un grande appassionato di musica, la mia playlist va da Bach alla death metal più incazzata. Ho sempre fatto molta ricerca, anche se ora su Spotify mi sono addormentato un po’, ma sto anche lavorando tanto, sono cambiate delle cose. Però ero uno che almeno una volta al mese, se non a settimana, si metteva a fare ricerca di musica, anche perché io applico la musica al mio mestiere: ogni personaggio ha una canzone, ogni film una playlist, ogni scena un ritmo.” 

Ci sono due storie parallele in Diario di Spezie, da una parte le indagini, dall’altra l’on the road di cui Lorenzo Richelmy è protagonista. Sempre più attori tendono a leggere solo la loro parte della sceneggiatura, per godersi lo spettacolo al cinema. Tu hai avuto contezza della storia nell’insieme?

“Molti amici e colleghi lo fanno, lo rispetto, ma a me sembra strano. Credo che bisogna avere un quadro della storia. A me piace capire tutto del film, mi piace capire che ritmo avrà il film e lavorare con il regista, io sono uno di quelli che studia anche gli archi emotivi degli altri personaggi, per capire bene come incastrare il mio.”

Il film è recitato in lingue diverse, c’è il francese, il tedesco, un po’ di inglese e l’italiano. Questo impasto linguistico ti ha condizionato o ti ha dato delle indicazioni, oppure è stato del tutto irrilevante, visto che il tuo personaggio recita prevalentemente in italiano?

“Il mio personaggio parla in veneto, non strettissimo, ma è comunque un linguaggio lontano dalla mia confort zone che è questa con cui ti sto parlando. L’estetica musicale del film si lega al linguaggio. La musica diegetica si lega molto al mix di voci e anche questo spinge lo spettatore a non avere un riferimento attaccamento regionale. Questo permette alla storia di essere senza spazio, e questo alimenta il thriller, perché non ti dà modo di capire a fondo cosa sono i personaggi, non capisci neanche che cosa vogliono fino alla fine. Questo mix linguistico, questa non appartenenza, gioca il gioco del thriller. E per me, che non mi diverto a fare le cose comode, questo aspetto contribuisce a creare suspance e curiosità.”

Presentato al Noir in Festival in concorso, Diario di Spezie, di Massimo Donati vede trai protagonisti, accanto a Lorenzo Richelmy, anche Fabrizio Ferracane e Fabrizio Rongione. Il film è prodotto da Master Five Cinematografica con Rai Cinema e Rodeo Drive.

Lorenzo Mieli si è assicurato i diritti del romanzo di Italo Calvino “Il barone rampante”

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Il produttore italiano Lorenzo Mieli, i cui crediti recenti includono Bones And All di Luca GuadagninoE’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino e la versione TV di successo di HBO My Brilliant Frien, ha svelato i piani per un adattamento per una  serie limitata del classico romanzo italiano di Italo Calvino “Il barone rampante”.

Pubblicato nel 1957, l’opera metaforica e filosofica ruota attorno a un giovane barone che scala un albero dopo una lite con il padre e vi rimane per il resto della sua vita. È il secondo volume della trilogia fantasy dello scrittore Calvino I nostri antenati, formata inoltre da Il visconte dimezzato (1952) e Il cavaliere inesistente (1959). L’opera ha vinto il prestigioso Premio Viareggio in Italia nel 1957 ed è l’opera di narrativa più venduta di Calvino insieme al suo romanzo del 1979 Se una notte d’inverno un viaggiatore. Mieli ha annunciato i suoi progetti per il romanzo lunedì durante una masterclass al London Film Festival, a cui ha partecipato con Bones And All e Esterno Notte di Marco Bellocchio.

“È in assoluto il più importante scrittore italiano del 20° secolo”, ha rivelato Lorenzo Mieli a Deadline prima del suo panel. “Sono ossessionato dal suo lavoro da sempre e riuscire a ottenere questi diritti per me è già un risultato incredibile”, ha continuato, aggiungendo che ha trascorso più di tre anni per assicurarsi i diritti. “Il barone rampante è un vero classico e il compito di adattarlo in una serie limitata è molto impegnativo e serio per me a livello creativo. Voglio trovare uno scrittore/regista che ami e capisca davvero Calvino e questo libro e possa fare un lavoro creativo incredibile tanto quanto Calvino ha fatto scrivendolo”.

Ad oggi, dell’opera di Calvino c’è stato un solo adattamento in serie: un adattamento in sei puntate della Rai della sua raccolta di racconti Marcovaldo, sulle vicende di un uomo che emigra dal Sud impoverito d’Italia al Nord industriale in gli anni ’50, con Nanni Loy nel ruolo di protagonista. Il progetto Calvino è tra un numero crescente di adattamenti sulla lista di Mieli sotto la sua società con sede a Roma The Apartment Pictures, sostenuta da Fremantle. Altri adattamenti imminenti nelle opere includono il dramma televisivo storico M, adattato dal romanzo bestseller di Antonio Scurati M. Son Of The Century sull’ascesa di Benito Mussolini, a cui Joe Wright è legato alla regia.

Lorenzo di Bonaventura parla di Transformers 4 di Michael Bay

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Lorenzo di Bonaventura parla di Transformers 4 di Michael Bay

Dopo le dichiarazioni di Michael Bay su Transformers 4, ecco arrivare quelle del produttore Lorenzo di Bonaventura che ha rilasciato alcune dichiarazioni a MTV sul futuro della saga. Il produttore ha anche parlato sul possibile proseguo di Bay per tutti i tre film della nuova trilogia.

“Non posso parlare a nome di Michael,” di Bonaventura dice: “Mi auguro che resterà. Sarebbe bello. … fino a quando il pubblico verrà per vedere il nostro prodotto faremo film, ci sono un sacco di storie ancora da raccontare. “

Il produttore si è soffermato sul quarto film:

“Ci sono un sacco di elementi nuovi”, dice. “Non direi che abbiamo completamente cambiato la storia, eppure è completamente diverso. Ci sono nuovi personaggi. Ci sono situazioni nuove. Non credo che visiteremo un luogo unico nel prossimo film.”

Vi ricordiamo che per tutte le news sul film potete consultare il nostro speciale: Transformers 4. Mentre per le info utili sulla pellicola c’è la nostra Scheda Film: Transformers 4. La pellicola uscirà il 27 Maggio 2014.

 

Lorena Forteza: 10 cose che non sai sull’attrice

Lorena Forteza: 10 cose che non sai sull’attrice

Attrice e modella cubana, Lorena Forteza ha conosciuto in Italia la sua fortuna e la sua sfortuna. Divenuta popolarissima nella seconda metà degli anni Novanta grazie ad alcuni film, si è in seguito distaccata dal mondo dello spettacolo, fino al ritirarsi quasi del tutto a vita privata. Di lei si ha però ancora il meraviglioso ricordo delle sue interpretazioni, le quali ancora oggi sono un mix tra umorismo e sensualità.

Ecco 10 cose che non sai di Lorena Forteza.

Lorena Forteza: i suoi film e la televisione

1. Ha recitato in alcuni noti film. Il debutto sul grande schermo per l’attrice arriva nel 1996 con il film commedia Il ciclone, diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, dove la Forteza ricopre il ruolo di Caterina De Cantar. In seguito ha recitato in Facciamo fiesta (1997), commedia dove recita al fianco di Alessandro Gassmann e Gianmarco Tognazzi. Nel 1998 ha invece preso parte al film Colpo di stadio, una co-produzione tra Italia, Spagna e Colombia, dove ha interpretato Barbara Berleti.

2. Ha lavorato anche a progetti per la televisione. Dopo anni di assenza, nel 2005 la Forteza è tornata alla recitazione con il film per la TV Il mondo è meraviglioso, una commedia dove ha ricoperto il ruolo di Elena Martinez recitando accanto ad attori quali Enrico Montesano e Antonello Fassari. Ad oggi questa è la sua ultima interpretazione come attrice.

3. Ha svolto diversi ruoli come modella. Parallelamente all’attività di attrice, la Forteza ha continuato anche a lavorare come modella, comparendo in numerosi servizi di vario tipo. Grazie al suo fisico longilineo ed elegante, unito alla sensualità latina, ha avuto modo di apparire sull’edizione italiana del mensile Playmen nel 1997. Nel 2002 è invece stata modella e testimonial di una casa di moda specializzata in abiti femminili di taglia extra-forte.

Lorena Forteza figlio

Lorena Forteza: oggi

4. Ha affrontato diversi problemi personali. Grazie a Il ciclone, la Forteza divenne estremamente popolare in un tempo molto breve. Impreparata a quella improvvisa notorietà, l’attrice ha ricordato di esserne rimasta stordita, finendo con lo sviluppare problemi di peso e depressione, che hanno segnato da quel momento i suoi anni a venire. Di recente, tuttavia, l’attrice ha rilasciato un’intervista dove afferma di aver quasi del tutto superato i propri problemi, ritrovando un proprio equilibrio e riprendendo anche a lavorare come testimonial dl alcune linee di abbigliamento curvy.

Lorena Forteza non è su Instagram

5. Non possiede un profilo sul social. Come si può notare effettuando una ricerca su Instagram, non vi sono profili ufficiali dell’attrice. Dati i suoi problemi personali, la Forteza ha infatti preferito non dedicarsi a tali piattaforme, le quali spesso possono diventare una fonte di ulteriore stress e complessi di varia natura. Ogni profilo presente sotto il nome di Lorenza Forteza è dunque da intendersi come non ufficiale e gestito piuttosto da omonimi dell’attrice.

Lorena Forteza in Il ciclone

6. È stata scelta grazie ad uno spot TV. Alla ricerca di un’attrice per il suo nuovo film, Il ciclone, Pieraccioni raccontò di essersi imbattuto nella Forteza dopo averla vista in una pubblicità televisiva. Questa apparteneva ad una linea di scarpe sportive e la Forteza vi prendeva parte in qualità di modella e testimonial. Rimasto affascinato dal suo sex-appeal, decise di offrirle la parte di Caterina. Per lei si trattò così del debutto nel mondo della recitazione.

7. È stata la protagonista femminile del film. Nel film l’attrice ricopre il ruolo di Caterina, una ballerina spagnola di flamenco che insieme al suo gruppo si ritrova inavvertitaente a soggiornare presso il casolare del protagonista, Levante. Quest’ultimo si innamora perdutamente della bella fanciulla, la quale però sta vivendo una storia burrascosa con il fidanzato Alejandro. Una serie di imprevisti porteranno però i due a conoscersi sempre meglio e a far crescere il sentimento che c’è tra loro.

Lorena Forteza Il ciclone

Lorena Forteza: età e altezza dell’attrice

8. È piuttosto alta. Nata il 10 marzo del 1976 a Bogota, in Colombia, la Forteza ha oggi 45 anni. L’attrice è alta complessivamente 1.73 metri, un’altezza che le ha permesso di distinguersi sia come modella che come attrice.

Lorenza Forteza: il marito e i figli

9. Ha un figlio. Dal suo matrimonio con Damiano Spelta, l’attrice ha avuto un figlio chiamato Ruben Spelta. In seguito al divorzio dei due e ai problemi personalli della Forteza, questo è stato affidato a Damiano, il quale se ne è preso cura nel corso degli anni. Con il migliorare della sua situazione, l’attrice è poi stata in grado di rivedere il figlio, recuperando il rapporto con lui.

Lorena Forteza: ingrassata

10. Era ingrassata molto. Nel corso degli anni l’attrice ha avuto, come accennato, diversi problemi di peso e depressione. Con il tempo era arrivata ad essere in sovrappeso, con rischi per la sua salute. Resasi conto dei pericoli che correva, la Forteza si è affidata a dei buoni medici, che le hanno indicato le corrette modalità di guarigione. Rimessasi così in sesto, la Forteza non ha certamente riacquistato il fisico di un tempo, ma è arrivata comunque ad una forma fisica che le permette di piacersi e di continuare a lavorare.

Fonte: IMDb

Lords of War: il sequel con Nicolas Cage ha un nuovo membro del cast

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Il ritorno di Nicolas Cage nel ruolo che lo ha reso protagonista di uno dei thriller più celebri dei primi anni 2000 ha ricevuto un importante aggiornamento dal punto di vista produttivo, con l’ingresso nel cast di una nuova star di Top Gun. Nel corso della sua carriera, Cage ha attraversato generi diversi – dal dramma alla commedia, passando per l’azione – ma Lord of War del 2005 resta tra le sue interpretazioni più iconiche, nei panni del temibile trafficante d’armi Yuri Orlov.

Secondo quanto riportato da Variety, il sequel intitolato Lords of War ha aggiunto al cast Greg Tarzan Davis, protagonista di Top Gun: Maverick, e Sylvia Hoeks, nota per Blade Runner 2049. I due attori si uniranno ai già confermati Nicolas Cage, Bill Skarsgård e Laura Harrier. Le riprese inizieranno entro la fine del mese in Belgio e Marocco.

Alla regia tornerà Andrew Niccol, autore e regista del film originale, che dirigerà anche questo nuovo capitolo. Lords of War riprenderà la storia di Yuri Orlov, ora costretto ad affrontare suo figlio Anton (interpretato da Skarsgård), deciso a fondare una propria organizzazione di mercenari impegnata nei conflitti in Medio Oriente. Padre e figlio si troveranno così in competizione non solo per il potere, ma anche per lo stesso amore.

Greg Tarzan Davis si unisce al progetto dopo aver interpretato Coyote in Top Gun: Maverick e Theo Degas nei due capitoli finali della saga Mission: Impossible. Sylvia Hoeks, invece, è reduce dal ruolo di Sister Agnieszka nel dramma Mother (2025) e dalla collaborazione con Zack Snyder come voce di Sigrid nella serie animata Twilight of the Gods.

Il film originale, uscito nel 2005, aveva ricevuto recensioni in prevalenza positive, con un punteggio del 62% su Rotten Tomatoes basato su 148 recensioni. Pur non essendo tratto da una storia vera, Lord of War si ispirava al traffico d’armi internazionale, in particolare negli anni successivi al crollo dell’Unione Sovietica. Il sequel sembra invece guardare alle tensioni contemporanee legate al Medio Oriente, aggiornando il contesto del racconto.

Sebbene i ruoli di Davis e Hoeks non siano ancora stati rivelati, il loro ingresso nel cast potrebbe avere un peso decisivo nell’evoluzione del conflitto tra Yuri e Anton. La rivalità tra padre e figlio promette di essere ben più aspra e complessa rispetto al rapporto fraterno tra Yuri e Vitaly (interpretato da Jared Leto) nel film originale.

Lord Voldemort: tutto quello che non sai sul cattivo di Harry Potter

Per quanto sia noto, grazie al grande successo della saga di Harry Potter, Lord Voldemort rimane uno dei villain più misteriosi per i più, soprattutto perché i misteri legati al suo passato, al suo nome e alla sua vita sono stati raccontati principalmente nei romanzi.

I quella sede, JK Rowling ci ha offerto uno sguardo interessante sul suo passato e sulla sua infanzia, dipingendo l’immagine di un personaggio profondamente turbato e afflitto da grande conflitto interiore. Molto di questo tende a cadere nel dimenticatoio quando ci si approccia solo ai film della saga, quindi qui si prova a raccontare quali sono i segreti e i dettagli della vita di Voldemort che non tutti conoscono.

Tutto quello che non sai su Lord Voldemort

Voleva insegnare a Hogwarts…

HogwartsSubito dopo essersi diplomato a Hogwarts, Tom Riddle chiese all’allora preside Armando Dippet se poteva rimanere nel castello, in veste di insegnante di Difesa contro le arti oscure. Brillante com’era, la sua richiesta non era poi fuori luogo, ma visto che aveva solo 18 anni, Dippet gli consigliò di tornare a chiedere la cattedra qualche anno dopo.

Abbastanza sicuro di sé, una decina di anni dopo, tornò a Hogwarts e fece di nuovo la richiesta di insegnare lì, ma intanto Silente era diventato il Preside della scuola, ed essendo già a conoscenza del fatto che il giovane mago si faceva già chiamare Lord Voldemort, decise di rifiutargli la cattedra, pur non potendo fare ancora nulla per fermarlo o incriminarlo. Ma dal libro sappiamo che probabilmente Riddle aveva già cominciato a produrre i suoi Horcrux quando si presentò da Silente, dieci anni dopo il diploma.

… ma maledisse quella cattedra perché non era stato assunto

Dal momento che la cattedra di Difesa contro le arti oscure non gli venne assegnata, Lord Voldemort la maledisse, avvezzo com’era ad ottenere sempre tutto ciò che desiderava. Così, tutti i professori che vennero scelti per ricoprire il ruolo, da allora in avanti, non durarono più di un anno, fino ai giorni in cui Harry stesso arrivò a Hogwarts e la sua storia accademica lo conferma.

Come afferma Silente nel sesto romanzo, Harry Potter e il principe mezzosangue, “Vedi, non siamo stati in grado di mantenere un professore di Difesa contro le Arti Oscure per più di un anno da quando ho rifiutato l’incarico a Lord Voldemort.” Raptor, Allock, Lupin, Moody, Umbridge e Piton si sono infatti avvicendati alla cattedra nel corso dei sei anni di scuola di Harry!

Lui e Harry Potter sono imparentati (alla lontana)

Harry PotterNell’ultimo capitolo della serie, Harry Potter e i Doni della Morte, Rowling inserisce i Doni del titolo nell’equazione, nel suo grande schema narrativo. Questi tre oggetti magici super potenti hanno la fama di rendere immortale colui che li possiede tutti e tre contemporaneamente. C’è la Bacchetta di Sambuco, la più potente al mondo e che si dice sia imbattibile in battaglia, la Pietra della Resurrezione e il Mantello dell’invisibilità.

Harry, come sappiamo, possiede il mantello, che gli è stato lasciato in eredità da suo padre. La famiglia Peverell era la proprietaria originale dei Doni, e questo implica che Harry sia lontanamente imparentato con loro.

Nel frattempo, Lord Voldemort appartiene alla famiglia Gaunt, che si vanta del proprio status di Puro Sangue da generazioni. Trai cimeli di famiglia, custodiscono l’anello di Gaunt, che vede incastonata su di esso la Pietre della Resurrezione. Evidentemente sia Harry che Tom discendono dai Peverell, e sono in qualche modo lontanissimi cugini.

Nessuno pronuncia correttamente il suo nome

Lord VoldemortGrazie all’immenso successo del franchise di Harry Potter, Lord Voldemort è diventato uno dei cattivi più riconoscibili della storia recente, al pari di Darth Vader e di Joker. Tuttavia, è interessante notare che circa il 99,9% di noi pronunci il suo nome in modo errato.

Come la stessa JK Rowling ha confermato su Twitter nel 2015, la T finale di Lord Voldemort è in realtà silenziosa. Il nome ha origini francesi, e in francese, la T finale non si pronuncia mai!

È un nome piuttosto poetico, in realtà

Tom Riddle Harry Potter-Chamber-Of-SecretsL’intenzione di Tom Riddle, quando inventò per se stesso il suo nome di guerra, era quella di evocare un nome che fosse minaccioso, per eliminare l’eco di quel babbano “Tom RIddle” ereditato dal padre.

Come sappiamo, quindi, il nome Lord Voldemort è francese. Vol-de-mort si traduce essenzialmente con “fuga dalla morte” o “in fuga dalla morte”, un piccolo riferimento dell’autore riguardo alle motivazioni e alle ambizioni segrete di Riddle, ovvero ingannare la morte stessa.

Tutto quello che non sai su Lord Voldemort

È stata la persona che più di ogni altra si è avvicinata all’immortalità

Nonostante il concetto non sia proprio lineare, perché c’è un’immortalità legata al proprio nome che a volte è tenuta in più alto valore che quella biologica e fisica (si veda Achille, nell’Iliade, e le sue scelte per ottenere l’immortalità e la gloria eterna!), Lord Voldemort è stato effettivamente il personaggio che sembra aver infuso più di tutti gli altri sforzi ed energie nella speranza di diventare immortale e aggirare quella banalità non magica dalla quale era tanto infastidito.

Voldemort, quindi, ha deciso di prendere il termine completamente alla lettera. Nella sua disperata lotta per vivere per sempre, si è trasformato da un bel giovane a un orribile uomo-serpente, e ha creato più Horcrux di chiunque nella storia abbia mai fatto prima (stando alle congetture di Silente, che si sono sempre rivelate esatte!).

È nato il giorno della vigilia di Capodanno

Voldemort è nato il 31 dicembre 1926, nel giorno della vigilia di Capodanno, sembra proprio per garantire che nessuno avrebbe mai avuto un felice anno nuovo. Tuttavia sappiamo che le circostanze della nascita di Tom Riddle Junior sono più tragiche che malefiche, infatti, sua madre, Merope Gaunt, si tenne in vita solo fino a che nacque il bambino, e poi si lasciò morire, sofferente per l’amore di quel Babbano che lei aveva sposato con l’inganno.

Simbolicamente, il 31 dicembre rappresenta la morte di un anno, il suo giorno più “freddo”.

Il suo secondo nome è piuttosto divertente (almeno in Francia)

Se avete visto o letto Harry Potter e la Camera dei Segreti innumerevoli volte, saprete bene che il nome completo di Tom Riddle è Tom Orvoloson Riddle. Quel secondo nome è quello che la madre Merope scelse per il figlio per dargli una traccia nel nome della sua famiglia, Orvoloson è infatti il nome del padre. Tuttavia sappiamo, perché ci viene mostrato graficamente ne La Camera dei Segreti, che l’anagramma di Tom Orvoloson Riddle è Sono io Lord Voldemort.

Questo vuol dire che il secondo nome di Riddle cambia a seconda della lingua in cui si scrive Sono ioLord Voldemort, proprio per far funzionare l’anagramma. Infatti, in inglese, il nome è Tom Malvoro Riddle, perché l’anagramma da comporre è I Am Lord Voldemort.

Tuttavia, per far funzionare l’anagramma, ogni lingua deve avere un secondo nome differente, e, in francese, l’unico nome adatto è risultato essere… Elvis! Vi immaginate un Elvis Gaunt che lancia maledizioni dalla sua catapecchia mentre la giovane e spaventata Merope di nasconde in un angolo a meditare la sua fuga?

Dopo il primo film, i suoi occhi sono del colore sbagliato

Come abbiamo visto in Harry Potter e la pietra Filosofale e come è abbondantemente descritto nei romanzi di Rowling, Lord Voldemort ha gli occhi rossi da rettile. Questa caratteristica tanto specifica è andata persa nei film.

Infatti, se sulla nuca di Raptor, Lord Voldemort compare esattamente con quel look, dal quarto film in avanti assume il colore di occhi che ha in realtà Ralph Fiennes, l’attore che lo interpreta!

Tutto quello che non sai su Voldemort

Lui e Bellatrix Lestrange erano più che semplici amici

Bellatrix Lestrange e Lord VoldemortAlla base del personaggio di Lord Voldemort c’è un solo punto cruciale, che gli è costato la vita, alla fine: è incapace di amare. Questa caratteristica deriva da ogni sorta di trauma infantile che ha subito, cosa che potrebbe renderlo addirittura una vittima, un personaggio con il quale simpatizzare.

Tuttavia, per quanto lui non sia mai stato in grado di amare nessuno al di fuori di se stesso, anche lui ha delle groupie, pazze, naturalmente. In tutta la serie, viene costantemente ribadito che Bellatrix Lestrange è una delle seguaci più vicine e devote a Lord Voldemort. Potrebbe esserci stato qualcosa tra lei e il Signore Oscuro? Dopotutto certe cose si possono fare anche senza amore, e infatti…

Voldemort ha una figlia

Qualunque cosa fosse accaduta traLord Voldemort e la sua devota collaboratrice Bellatrix, ad un certo punto, i due hanno avuto una figlia. Secondo Harry Potter and the cursed child, la piece teatrale sequel scritta sempre da Rowling, Delphini è nata a Villa Malfoy, qualche tempo prima della fatidica battaglia di Hogwarts.

Non conosciamo i dettagli, poiché la sua storia non è stata ricollegata al canone della serie in misura reale, ma è interessante. Ciò significa che, quando Lord Voldemort viene finalmente sconfitto, lei è l’ultima discendente vivente di Salazar Serpeverde.

Sicuramente ha seguito anche le orme di suo padre, creando una linea temporale alternativa (di breve durata) in cui Harry è morto durante la battaglia di Hogwarts. Successivamente è stata incarcerata ad Azkaban per aver ucciso un altro studente.

Tom Riddle è una persona reale

Ora, ovviamente, sappiamo tutti che il vero nome di Lord Voldemort è Tom Riddle. Lo sappiamo dal 1998, in barba agli spoiler per chi non ha ancora visto o letto la serie. Abbiamo parlato di Riddle, delle sue origini e dei pensieri di JK Rowling dietro il suo nome di battaglia, Lord Voldemort. Un’altra cosa curiosa è che in realtà due secoli fa esisteva un Tom Riddle e potrebbe essere stato l’ispirazione per il nome del Signore Oscuro.

A Greyfriars Kirkyard, a Edimburgo, giace la tomba di un certo Thomas Riddell. Rowling stessa ha ammesso che Riddell (scomparso nel 1896) potrebbe essere stato l’ispirazione per il nome (la tomba si trova in un’area che la scrittrice ha frequentato mentre scriveva i libri).

Quando non sei un animagus ma non ti interessa

In tutto il canone del franchise, si è abbastanza specifici sulle regole della trasformazione in animali. Nella maggior parte dei casi, questo incantesimo viene eseguito solo da Animagus registrati, come la professoressa McGrannitt, ad esempio. Questa è una strega o un mago che ha imparato a trasformarsi in un animale particolare e molto specifico. Possono passare dalla loro forma umana a quella animale a piacimento e sono soggetti a regolamenti molto rigidi in modo che non possano abusare di questo potere.

D’altra parte, abbiamo i lupi mannari. Queste sono persone che sono condannate a trasformarsi brevemente in un animale feroce ad ogni luna piena, contro la loro volontà. Nessuno di questi casi implica il “possesso” di un altro corpo. Questo potere è visto come esclusivo di Lord Voldemort e lo dimostra non solo quando possiede Harry, ma anche quando entra in Nagini, Ginny e Raptor. Questo tipo di processo può essere attribuito a una stretta connessione emotiva con i suoi Horcrux.

Tutto quello che non sai su Lord Voldemort

Il suo nome è davvero una maledizione

Come detto, durante gli eventi della serie, Lord Voldemort viene indicato più spesso come Colui che non deve essere nominato che come Tom Riddle o come Lord Voldemort. Ciò è dovuto alla natura superstiziosa di gran parte del mondo magico. Per gran parte della serie, è solo Silente che osa pronunciare il nome, al di là di Harry stesso.

La prima guerra magica stava finendo con l’inizio della serie, quindi le persone in tutto il mondo sono ancora ossessionate da questi eventi nefasti. Anche quando il mondo magico crede che lo stregone sia morto, nessuno riesce a pronunciare il suo nome.

È interessante notare che, nel capitolo finale, il nome di Voldemort è davvero una maledizione. Infatti, una maledizione è posta sulla parola e la rende tabù, il che significa che chiunque osi pronunciarla viene immediatamente rintracciato dal Mangiamorte. Il che ha perfettamente senso, poiché solo quelli che erano seriamente intenzionati a sconfiggerlo, lo sfidavano chiamandolo per nome.

Interpretare Lord Voldemort è un affare di famiglia

Lord VoldemortMan mano che la serie andava avanti, vengono fornite sempre più informazioni sul misterioso passato di Lord Voldemort. Questo è cruciale dal punto di vista della trama, poiché i suoi ricordi sono ciò che alla fine hanno portato Silente e Harry nei luoghi dei suoi Horcrux.

Il processo di andare a ritroso nella vita di Tom, ha comportato la necessità di vederlo da piccolo, e così abbiamo avuto una serie di altri giovani attori scelti per interpretare il villain. In particolare, il bambino che dà il volto a Tom ne Il Principe Mezzosangue nei ricordi di Silente, è Hero Fiennes-Tiffin, nipote di Ralph Fiennes.

Quando un Voldemort gonfiabile partecipò alle Olimpiadi

Durante la cerimonia di apertura di Londra 2012, la direzione artistica dell’evento ha scelto di rappresentare le icone della londinesità e così accanto a Mary Poppins, è stato fatto sfilare anche un gigantesco Lord Voldemort gonfiabile.

Una scena della quale non sapevamo di avere bisogno fino a che non l’abbiamo vista realizzata.

Ha studiato a Hogwarts durante la seconda guerra mondiale

Come ha chiesto una volta la professoressa McGranitt al cosiddetto Golden Trio: “Perché, quando succede qualcosa, siete sempre voi tre?” Alcune persone hanno un modo misterioso di attirare guai, disgrazie e brutti momenti in generale, e nessuno può capire questa tendenza come Ron, Hermione e Harry.

Ma lo stesso si dice per Tom Riddle, che ha studiato durante la seconda guerra mondiale, durante la quale il mondo umano era messo sottosopra da Hitler, e quello magico messo alla prova da Grindelwald. Infatti, la fine della seconda guerra mondiale corrisponde anche alla caduta dell’ex amico d’infanzia di Silente.

Lui e Molly Weasley hanno qualcosa in comune

Per molti fan di Harry Potter, la domanda che ci pone un molliccio è interessante. Ricordiamo che il molliccio è una creatura che si annida negli angoli bui della casa e che messa di fronte a un mago, si trasforma nella sua più grande paura.

Il mutaforma malefico, messo davanti a Molly Weasley, prende forma dei suoi familiari morti, come abbiamo visto nei libri, ma davanti a Lord Voldemort, probabilmente, prenderebbe solo la forma di lui stesso morto, visto che la sua più grande paura è di morire. Almeno secondo quanto ha dichiarato Rowling.

Tutto quello che non sai su Lord Voldemort

Anche lui e i gemelli Kray hanno qualcosa in comune

Abbiamo già visto l’attenta considerazione che l’autrice ha riservato ad alcuni aspetti del suo innominabile cattivo principale, ma cosa l’ha portato a diventare innominabile in primo luogo? Secondo Rowling, la perifrasi Colui che non deve essere nominato è stata in qualche modo ispirata dai gemelli Kray.

Questi due gangster britannici hanno governato la scena del crimine di Londra negli anni Cinquanta e Sessanta, e sono diventati così potenti e famosi che, ha detto Rowling, “la storia racconta che la gente non pronunciava il nome Kray, perché la punizione è stata così brutale… Penso che questa sia un’impressionante dimostrazione di forza, che puoi convincere qualcuno a non usare il tuo nome. Impressionante nel senso che dimostra quanto sia profondo il livello di paura che puoi ispirare. Non è qualcosa da ammirare.”

Era il definitivo cocco degli insegnanti

Tom Riddle è Lord VoldemortTom Riddle sapeva di essere sotto stretto controllo da parte di Silente dal momento in cui è arrivato a Hogwarts, quindi ha fatto del suo meglio per tenersi fuori dai guai e lavorare sodo. In questo modo, è stato in grado di influenzare la maggior parte degli insegnanti con il suo fascino insidioso.

Nonostante tutti i difetti del giovane, era sempre incredibilmente dotato. Ha lasciato la scuola come uno degli studenti più esperti che abbia mai studiato lì, e ci sentiamo di essere comprensivi verso Lumacorno, che gli ha svelato come realizzare gli Horcrux, proprio perché vittima del suo fascino.

Aveva un compagno intrigante che non ha mai visto la luce del giorno

Come sappiamo, sin dai tempi della scuola, Lord Voldemort è sempre stato circondato da un branco di tirapiedi, ammiratori e groupie in generale. Nei flashback del suo periodo a Hogwarts (attraverso i ricordi di Horace Lumacorno), lo vediamo a capo di un gruppo di prepotenti Serpeverde. È stato sottolineato più volte che la maggior parte di questi scagnozzi sarebbero diventati i primi Mangiamorte, all’uscita dalla scuola.

Conosciamo una discreta quantità di alcuni dei più fedeli seguaci di Lord Voldemort, ma che dire di Pyrities? Questo personaggio esisteva nelle prime bozze del primo libro, ma è stato apparentemente rimosso dall’intera serie durante la riscrittura e il lavoro di editing. Era raffigurato come un servitore di Lord Voldemort (non esplicitamente un Mangiamorte) e un po’ un dandy. Aveva un debole per i guanti bianchi, che erano spesso macchiati di rosso con il sangue dalle sue azioni violente. Ma questo è davvero tutto ciò che sappiamo di lui, purtroppo.

Tutto quello che non sai su Lord Voldemort

Aveva un lavoro come commesso

Ancora una volta, questo è uno di quei dettagli che si conosce solo se si sono letti i libri. È naturale, dopotutto. Quando stai cercando di condensare un romanzo di 600 pagine in un film (nonostante alcuni di questi film sono incredibilmente lunghi), sei costretto tagliare alcuni dettagli che invece offrono ai lettori dei libri una visione interessante.

Borgin e Burkes è il raccapricciante negozio di Magia Oscura che ospita l’armadietto svanito nel Principe Mezzosangue. Non appena si è laureato, Riddle ha iniziato a lavorare lì e ha dimostrato di essere incredibilmente abile nel convincere streghe e maghi a comprare le merci in vendita al negozio. Fu attraverso i suoi contatti al negozio che incontrò la ricca e anziana proprietaria della tazza di Tassorosso e del medaglione di Serpeverde, che avrebbe scelto di trasformare in Horcrux.

La sua infanzia tragica

È curioso come, in così tanti casi, la colpa per la sventura dei figli vada ad attribuirsi ai genitori. Per ogni scienziato che diventa un super-criminale, c’è un papà che non si è preso il tempo di giocare a palla con lui, ogni tanto. Per ogni spietato megalomane, c’è un terribile trauma infantile in agguato nel passato.

Nonostante tutta la passione di Voldemort per i purosangue, lui è nato da una madre strega e da un padre Babbano. Sua madre, Merope Gaunt, aveva stregato suo padre, Riddle Sr, con una pozione d’amore. Il ragazzo è stato concepito sotto i suoi effetti e sua madre è morta di crepacuore quando ha smesso di somministrare la pozione a Riddle Sr che l’ha lasciata, fuggendo. Si teorizza, quindi, che l’incapacità di Voldemort di provare amore sia una conseguenza letterale di quanto accaduto trai suoi genitori.

Potrebbe aver scelto il “prescelto” sbagliato

Nei libri vediamo che Harry scopre e accetta il suo destino di Prescelto, lo vive fino in fondo e riesce a sconfiggere Voldemort. Tuttavia, Harry è il Prescelto perché Voldemort stesso lo ha designato come tale, quando ha deciso di andare ad uccidere James e Lily, la notte di Halloween del 1981. Lord Voldemort ha scelto e creato il proprio acerrimo nemico attaccando i Potter.

La profezia al centro di Harry Potter e l’Ordine della Fenice apparentemente afferma che Harry e Voldemort sono in rotta di collisione e uno deve sconfiggere l’altro alla fine. Di nuovo, però, il libro pone la questione in maniera più chiara: “Colui che ha il potere di sconfiggere il Signore Oscuro si avvicina … Nato da coloro che lo hanno sfidato tre volte, nato quando il settimo mese muore … e il Signore Oscuro lo segnerà come suo pari …” Come spiega Silente, la descrizione nella profezia si adegua a due maghi, Harry Potter e Neville Paciock, ma visto che Lord Voldemort stesso ha scelto, non si sa perché, di attaccare i Potter, allora ha scelto Harry come suo rivale, e forse Neville rimarrà sempre all’oscuro di tutto ciò.

Lord of War: il sequel con Nicolas Cage sarà girato nel 2024

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Lord of War: il sequel con Nicolas Cage sarà girato nel 2024

Kasbah Films, la società della produttrice Karim Debbagh con sede a Tangeri, si è assicurata la produzione esecutiva di una serie di progetti statunitensi e britannici che verranno girati in Marocco, tra cui il sequel di  Lord of War, con Nicolas Cage nel ruolo del  famigerato trafficante d’armi più famoso del mondo.

Mentre era al Marrakech Film Festival  Debbagh ha parlato con Variety del suo lavoro su “Lords of War 2”, le cui riprese dovrebbero iniziare a marzo per circa 40 giorni. Debbagh sta attualmente esplorando luoghi in tutto il Marocco.

Stiamo cercando di coprire quattro o cinque paesi africani, come Libia, Egitto, Senegal e Mali e diversi paesi del Medio Oriente, e abbiamo trovato quasi tutto in Marocco”, ha detto il produttore veterano, che sembrava felicissimo di riprendere lo scouting dopo essere stato costretto a una pausa di otto mesi a causa degli scioperi WGA e SAG-AFTRA. “Casablanca stessa è così diversificata”, ha detto Debbagh, “che trovi aree che assomigliano al Senegal e altre molto lussuose come un quartiere della California, e se stai cercando posti che assomigliano alla Libia, allo Yémen o alla Siria, li puoi trovare a Marrakech e dintorni.”

Ha detto che il seguito beneficerà dell’incentivo del rimborso fiscale locale, che è stato aumentato al 30% un anno fa. Lo schema attuale non limita più lo sconto a 1,8 milioni di euro per film e prevede invece un limite annuale di 10 milioni di euro di sconti per tutte le riprese di produzioni straniere. “Questo nuovo sistema significa che è ‘primo arrivato, primo servito‘”, ha detto Debbagh. “Lords of War”, ad esempio, spenderà circa 7 milioni di euro di spese ammissibili in Marocco e otterrà uno sconto di circa 2 milioni di euro, il che significa che rimarranno solo 8 milioni di euro per tutte le altre produzioni internazionali girate nel paese.

La troupe di “Lords of War” sarà composto da 400 a 500 membri, circa 100 dei quali proverranno principalmente dagli Stati Uniti e dal Regno Unito. “I membri della troupe in Marocco sono diventati così ben formati negli ultimi anni grazie a tutti i grandi film che sono venuti qui per girare e anche alle grandi scuole che hanno aperto e contribuito a rafforzare questa generazione più giovane“, ha detto.

Kasbah Films sta anche lavorando su “Atomic”, una prossima serie britannica la cui prima stagione sarà girata interamente in Marocco a partire da maggio. Lo spettacolo è prodotto da Pulse Films, la consolidata società dietro “Gangs of London”. Un altro progetto in cantiere per Kasbah Films è “Faster Than Horses”, un film indipendente britannico prodotto da Pure Grass Films.

Insieme a questi progetti internazionali, Kasbah Films produce anche film marocchini pluripremiati di alcuni dei registi più famosi del paese. I crediti recenti della banner includono “Life Suits Me Well”, diretto da Al Hadi Ulad-Mohand. 

Lord of War 2: rivelato il titolo del sequel, Nicolas Cage e Bill Skarsgård nel cast!

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Secondo quanto apprendiamo da Variety, il premio Oscar Nicolas Cage riprenderà il ruolo del trafficante d’armi Yuri Orlov nel seguito del thriller del 2005 Lord of War. Nel frattempo, anche la star di John Wick 4 Bill Skarsgård è stata arruolata per interpretare il ruolo del figlio di Yuri Orlov, Anton. Il sequel, intitolato Lords of War, sarà ancora una volta scritto e diretto da Andrew Niccol, meglio conosciuto per la sua sceneggiatura nominata all’Oscar per The Truman Show. La produzione dovrebbe iniziare il prossimo autunno.

C’è molto di più da esplorare con questi personaggi“, ha detto Niccol. “Platone l’ha detto meglio: ‘Solo i morti hanno visto la fine della guerra.’ Non vedo l’ora di passare più tempo in compagnia dell’affascinante diavolo che è Yuri Orlov e ora suo figlio illegittimo, che si rivela in alcun modo non legittimo“.

Cosa aspettarsi in Lords of War?

“Lords of War trova Orlov (Cage), il pistolero più famoso del mondo, mentre scopre di avere un figlio, Anton (Skarsgård), che sta cercando di superare suo padre”, si legge nella sinossi. “Anton sta ammassando un esercito di mercenari per combattere i conflitti americani in Medio Oriente. Questo innesca un’aspra rivalità intergenerazionale, che mette padre e figlio l’uno contro l’altro.

Commentando il film, Philippe Rousselet di Vendôme ha dichiarato: “Il mondo di ‘Lord of War’ non ha carenza di munizioni nelle possibilità di storie che possiamo raccontare, e siamo molto entusiasti di raccontarne un’altra che segue il pericoloso viaggio di Yuri e Anton.” Niccol è uno scrittore e regista famoso per il suo lavoro nella sceneggiatura di “The Truman Show“, che gli è valsa una nomination all’Oscar. Ha continuato a dirigere le sue sceneggiature con crediti importanti tra cui: “Anon” con Clive Owen e Amanda Seyfried; “Good Kill” con Ethan Hawke, January Jones e Zoe Kravitz; e “The Host” con Saoirse Ronan.

Il progetto sarà prodotto da Nicolas Cage per Saturn Films, insieme ai produttori originali Philippe Rousselet e Fabrice Gianfermi per Vendôme Pictures. Skarsgård sarà anche produttore esecutivo. Il film originale è stato ispirato dalle storie di vita reale del trafficante d’armi russo Viktor Bout. Nel cast vedeva anche interpreti Ethan Hawke, Jared Leto e Bridget Moynahan. FilmNation Entertainment  rappresenterà i diritti di vendita internazionali e presenterà il film al Festival di Cannes, mentre CAA Media Finance gestirà i diritti nazionali.

Lorax: il guardiano della foresta: recensione del film

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Lorax: il guardiano della foresta: recensione del film

In Lorax: il guardiano della foresta Ted è un ragazzino innamorato di Audrey, la bella vicina. Un giorno scopre che per conquistarla basterebbe solo portarle un vero albero in giardino. Niente di più semplice, se non fosse che a Thneedville gli alberi non esistono, tutto è di plastica e l’aria si vende a taniche. Così Ted, sotto consiglio della nonna, parte alla ricerca di Onceler, l’unico che gli può spiegare dove trovare un albero di Truffula, con la chioma folta e morbida come seta. Il giovane innamorato allora lascia la città alla ricerca di questo losco signore che gli racconterà la sua storia e gli spiegherà finalmente come trovare l’ultimo albero.

La fiaba nasce dalla geniale mente del Dottor Seuss e si chiama Lorax: il guardiano della foresta, è un favola ambientalista, sul valore della natura e sull’importanza dell’uso parsimonioso delle risorse che questa ci mette a disposizione. Ma chi l’ha portata sullo schermo? Ricordate Cattivissimo Me?

Lorax: il guardiano della foresta, il film

Ebbene la Illumination Entertainment, divisione d’animazione della Universal, torna a lavoro su un film in 3D, e anche questa volta fa centro realizzando un film tenero, divertente, edificante anche se un po’ didascalico, e tecnicamente meraviglioso. L’universo del Dr. Seuss è stato minuziosamente ricostruito con colori e atmosfere vivaci, luminose, ben caratterizzate, con una scenografia davvero notevole ed una regia, firmata da Chris Renaud (Cattivissimo Me), che sfrutta ogni momento possibile per valorizzare l’uso della stereoscopia, dalla gocciolina di bava che cade dalla bocca di un animale che dorme, al classico inseguimento mozzafiato su veicoli avvenieristici.

A firmare le musiche, molto belle e protagoniste in alcune sequenze da musical di Broadway, c’è John Powell già autore delle soundtrack di Happy Feet, L’era glaciale e Dragon Trainer. Quello che però fa davvero la differenza nel film è un doppiaggio davvero eccellente, realizzato da un bel cast di attori noti e meno noti: Danny de Vito è il Lorax, lo spirito della foresta arancione e rompiscatole; Zac Efron è invece il giovane Ted, ragazzo caparbio e deciso, grazie al quale la natura avrà un’altra possibilità; Onceler è invece doppiato da Ed Helms, attore semi-sconosciuto fino a quando nel 2009 non ha partecipato all’addio al celibato più famoso della storia del cinema in Una Notte da Leoni. A loro si aggiungono Taylor Swift per la bella vicina Audrey e Betty White per la divertentissima nonna Norma.

Lorax: il guardiano della foresta sarà sicuramente uno spasso per i più piccoli che troveranno dolcissime tutte le varietà di animaletti presenti nella Valle di Truffula: dagli enormi Citrigni, ai piccoli Pescetti (che ricordano molto i Minion nella voce), fino ai tenerissimi Barbalotti, animaletti pelosi simili agli orsi. Ma anche i più grandi avranno da ridere e da pensare, per un bellissimo film che fa bene agli occhi e al cuore.

Loot: recensione della serie con Maya Rudolph

Loot: recensione della serie con Maya Rudolph

Icona indiscutibile della comicità americana sul grande e piccolo schermo, Maya Rudolph (Saturday Night Live, Le amiche della sposa) è la protagonista assoluta di Loot, serie in dieci puntate prodotta per Apple TV+. Il suo ruolo è quello di Molly Novak, la quale dopo essere stata tradita dal marito magnate dell’informatica si ritrova un patrimonio di 87 miliardi di dollari in seguito alla causa di divorzio. Ma che fare della propria vita quando negli ultimi vent’anni si è soltanto galleggiati nel lusso? La risposta arriva quando Molly scopre di possedere una società che si occupa di beneficenza, e decide di conseguenza di mettersi al comando di essa. Ma il mondo in cui lei vive è ben diverso da quello dei suoi nuovi dipendenti…

La ricerca dell’identità in Loot

Creata da Matt Hubbard e Alan Yang – entrambi vengono tra le altre sitcom da Parks & RecreationLoot propone come tema principale la ricerca di identità, nello specifico quella di una donna che si è “persa” all’ombra ingombrante di un uomo di successo. Se la fonte di ispirazione potrebbe alla lontana essere vista nella vicenda di Bill Gates e della sua adesso ex-moglie Melinda, il personaggio principale se ne discosta ben presto per sviluppare i toni e la trama più adatti alla commedia di costume. Il problema principale dello show è quello di non riuscire a sfruttare lo spunto di partenza per proporre al pubblico qualcosa di veramente originale o anche soltanto ficcante.

Fin dalla prima sequenza, che dovrebbe rappresentare il momento drammatico dell’intera vicenda, Loot offre la sensazione di procedere col freno a mano tirato: il tentativo di bilanciare un genere che si presta a ritmi sostenuti e trovate audaci come la commedia, con le ambientazioni raffinate in cui la storia si dipana, risulta un connubio di difficile gestazione per sceneggiatori e registi. Questo non significa che in ogni puntata non ci siano momenti in cui si ride, talvolta anche di gusto: l’impressione rimane però quella che il tentativo di realizzare una sitcom “alta” non funzioni del tutto a dovere, e questo nonostante un cast di attori all’altezza.

Maya Rudolph perfetta protagonista

Maya Rudolph possiede quello charm naturale che la rende credibile nel personaggio di Molly, e sa gestire i tempi comici delle varie scene piegandoli ai propri, ovvero lavorando su quei piccoli attimi di attesa che creano uno scarto di senso sottilmente divertente. È senza dubbio lei il cuore di Loot, e se alla fine le puntate scorrono via senza annoiare lo si deve principalmente al suo talento.

Come detto però il supporto di Nat Faxon – il migliore dei caratteristi a disposizione –  Ron Funches, Joel Kim Booster e una Michaela Jaé Rodriguez tagliente è davvero prezioso, in quanto tutti insieme riescono in più di un’occasione ad elevare il tono comico di storie e situazioni che non presentano davvero alcuna novità. Se tutto sommato Loot si lascia guardare è anche grazie al notevole lavoro di set designer e decorator, i quali hanno ricreato l’universo dorato in cui vive Molly con un mix riuscitissimo di nuovo e classico: molte delle ambientazioni principali dello show si lasciano ammirare senza ostentare inutile opulenza, una caratteristica che senza dubbio sa come intrigare l’occhio dello spettatore. 

Gli ammiratori di Maya Rudolph troveranno in Loot esattamente ciò che stanno cercando, ovvero un’attrice di enorme talento comico che sfrutta al fine di cesellare una figura femminile surreale, fuori dal mondo (vero), narcisista e pacchiana. Eppure l’attrice riesce a rendere Molly comunque amabile, facendone un piccola grande icona/specchio dei nostri tempi. Con un materiale narrativo di maggiore impatto il personaggio e la serie avrebbero potuto avere ben altro impatto comico e satirico, mentre il risultato lascia il sospetto amaro che si sarebbe potuto -e dovuto – fare qualcosa in più.

Loot – Una fortuna: trailer della terza stagione della comedy con Maya Rudolph

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Loot – Una fortuna, l’acclamata comedy di Apple TV+ ci svela il trailer della terza stagione con un assaggio di ciò che Molly Wells, l’amato cast corale e alcuni special guest faranno in questo nuovo capitolo. Guidata dalla vincitrice di sei Emmy Award e produttrice esecutiva Maya Rudolph, la terza stagione di Loot – Una fortuna, composta da 10 episodi, farà il suo debutto il 15 ottobre su Apple TV+ con i primi due episodi seguiti da un nuovo episodio ogni mercoledì, fino al 10 dicembre.

La trama e il cast di Loot – Una fortuna

In Loot – Una fortuna Molly Wells (Rudolph) intraprende un viaggio alla scoperta di sé stessa dopo aver ottenuto un accordo di divorzio da 87 miliardi di dollari dal suo ricco marito John Novak (Adam Scott), con cui è stata sposata per 20 anni. Nella terza stagione la ritroviamo impegnata al comando della sua organizzazione filantropica, la Wells Foundation dopo aver lasciato gli spettatori con il fiato sospeso con il finale della seconda stagione che ha visto Molly salire a bordo del suo jet privato, insieme al suo fidato assistente Nicholas (Joel Kim Booster), con l’ordine di portarla il più lontano possibile in seguito alle critiche ricevute dai suoi colleghi miliardari sul suo impegno filantropico e l’imbarazzante scambio con il suo collega Arthur (Nat Faxon).

La nuova stagione continuerà a seguire le vicende dell’adorabile ed eccentrico gruppo di lavoro della Wells Foundation, che continua a lavorare insieme affinché Molly possa mantenere la promessa di donare tutta la sua vasta fortuna. Oltre a Rudolph, il cast che torna per la terza stagione include Michaela Jaé Rodriguez, Nat Faxon, Ron Funches e Joel Kim Booster. Tra gli ospiti speciali ci saranno Stephanie Styles, D’Arcy Carden, Adam Scott, Zane Phillips, Henry Winkler, X Mayo e altri ancora.

Loot – Una fortuna è creata e prodotta da Matt Hubbard e Alan Yang, insieme a Rudolph e alla sua partner di produzione Danielle Renfrew Behrens di Banana Split, Dave Becky di 3 Arts, Dean Holland e Natasha Lyonne. Hubbard è lo showrunner della terza stagione. La serie è prodotta per Apple da Universal Television, una divisione di Universal Studio Group. Le prime due stagioni di Loot – Una fortuna sono disponibili in streaming su Apple TV+.

Loot – Una fortuna: ecco quando esce la terza stagione su Apple TV+

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Apple TV+ ha annunciato oggi che Loot – Una fortuna, la comedy interpretata e prodotta dalla sei volte vincitrice dell’Emmy Maya Rudolph, tornerà ufficialmente questo autunno con una terza stagione. Composta da 10 episodi, la serie farà il suo debutto il 15 ottobre su Apple TV+ con i primi due episodi seguiti da un nuovo episodio ogni mercoledì, fino al 10 dicembre.

La trama della terza stagione di Loot – Una fortuna

In Loot – Una fortuna Molly Wells (Rudolph) intraprende un viaggio alla scoperta di sé stessa dopo aver ottenuto un accordo di divorzio da 87 miliardi di dollari dal suo ricco marito John Novak (Adam Scott), con cui è stata sposata per 20 anni. Nella terza stagione la ritroviamo impegnata al comando della sua organizzazione filantropica, la Wells Foundation dopo aver lasciato gli spettatori con il fiato sospeso con il finale della seconda stagione che ha visto Molly salire a bordo del suo jet privato, insieme al suo fidato assistente Nicholas (Joel Kim Booster), con l’ordine di portarla il più lontano possibile in seguito alle critiche ricevute dai suoi colleghi miliardari sul suo impegno filantropico e l’imbarazzante scambio con il suo collega Arthur (Nat Faxon).

La nuova stagione continuerà a seguire le vicende dell’adorabile ed eccentrico gruppo di lavoro della Wells Foundation, che continua a lavorare insieme affinché Molly possa mantenere la promessa di donare tutta la sua vasta fortuna. Oltre a Rudolph, il cast che torna per la terza stagione include Michaela Jaé Rodriguez, Nat Faxon, Ron Funches e Joel Kim Booster. Tra gli ospiti speciali ci saranno Stephanie Styles, D’Arcy Carden, Adam Scott, Zane Phillips, Henry Winkler, X Mayo e altri ancora.

Loot – Una fortuna è creata e prodotta da Matt Hubbard e Alan Yang, insieme a Rudolph e alla sua partner di produzione Danielle Renfrew Behrens di Banana Split, Dave Becky di 3 Arts, Dean Holland e Natasha Lyonne. Hubbard è lo showrunner della terza stagione. La serie è prodotta per Apple da Universal Television, una divisione di Universal Studio Group. Le prime due stagioni di “Loot – Una fortuna” sono disponibili in streaming su Apple TV+.

Looper: recensione del film con Joseph Gordon-Levitt

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Looper: recensione del film con Joseph Gordon-Levitt

Lancette di orologio e ticchettii di ingranaggi. Looper, scritto e diretto da Rian Johson, è uno degli sci-fi più attesi del momento, soprattutto perché tutto il resto del mondo l’ha già visto a settembre e dai noi arriverà finalmente il prossimo 31 gennaio. Ma meglio tardi che mai, soprattutto quando il tempo è la componente fondamentale.

I viaggi nel tempo sono possibili e, ovviamente, fuorilegge. I looper sono killer professionisti che vengono assoldati nel presente per assassinare persone che nel futuro si vogliono eliminare. Così ai nostri non resta che presentarsi al posto prescelto all’ora stabilita e gli spunterà dal nulla la vittima, con tanto di borsa con pagamento in argento per i servizi prestati. Ammazzi il cattivo, lo elimini e incassi l’argento. Quando però il pagamento viene fatto in oro vuol dire che chiudi il loop: l’uomo che hai ucciso è il te stesso del futuro, il che vuol dire che ti restano altri 30 anni per goderti la vita, fino a che non verrai fatto fuori dal te stesso del passato. A Joe la sua vita di looper sta fin troppo bene, ma non ha fatto i conti con gli imprevisti, e soprattutto con il tempo che scorre e che spesso fa cambiare idea.

Looper

I paradossi temporali sono una continua fonte d’ispirazione per il cinema di genere: viaggi nel tempo, doppioni in giro nella stessa città, destini cambiati e strategie sovvertite, tutti gli elementi che rendono una trama complessa e avvincente sono presenti in questo film che dalle premesse si presenta come uno dei migliori sci-fi degli ultimi anni. Purtroppo però non sempre le premesse mantengono le aspettative e così fa Looper, che lasciandosi alle spalle una prima mezz’ora di tutto rispetto, prende poi una piega inaspettata che ne annacqua un po’ il principio di base per diventare una caccia all’uomo, o meglio, al bambino, come semplice espediente per portare a casa il film.

Cambiando il passato si può modificare anche il futuro, ma se le interferenze del passato non ci fossero state quel futuro sarebbe si sviluppato allo stesso modo? Sono domande che i più lucidi riescono a porsi alla fine del film, ma che il film stesso non esaurisce pienamente. A condurre la storia c’è una coppia di attori inedita: da una parte un giovane Joseph Gordon-Levitt, “brucewillizzato” a dovere per l’occasione con protesi e plastiche che ne fanno rimpiangere i lineamenti delicati e dolci del ragazzo di 500 giorni insieme; dall’altra appunto Bruce Willis, granitico caposaldo del cinema action con le sue espressioni accigliate e le impossibili prodezze balistiche con pistole fucili et similia. Chiude il cerchio una Emily Blunt spaventata ma volitiva, che supporta il pretesto filmico con la solita bravura.

Looper si presenta bene e si sviluppa a ribasso, rivelandosi un prodotto di genere che pur non essendo del tutto campato in aria, presenta dei momenti di debolezza.

Looper: nuovo trailer animato

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Looper: nuovo trailer animato

Ecco un bel trailer animato di Looper, film di prossima uscita negli USA. Nel film, Thriller ad ambientazione fantasy diretto da Rian Johnson, Joseph Gordon Levitt e Bruce Willis

Looper: ecco il poster!

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Looper: ecco il poster!

La Sony ha rilasciato il poster di Looper, action movie fantascientifico con Bruce Willis e Joseph Gordon-Levitt; il12 aprile verrà diffuso

Looper: due foto con Joseph Gordon – Levitt

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Looper: due foto con Joseph Gordon – Levitt

Joseph-Gordon-Levitt-LooperSono state rilasciate due foto di Looper, thriller fantascientifico diretto da Rian Johnson che debutterà in salas il 28 settembre. In entrambe

Looper in anteprima al Lucca Movie Comics & Games 2012!

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Looper in anteprima al Lucca Movie Comics & Games 2012!

Looper, l’atteso thriller futuristico in uscita nelle sale italiane il 31 gennaio 2013, sarà al Festival Internazionale del Fumetto, del Gioco e dell’Illustrazione di Lucca.

Loomis Fargo: Jason Sudeikis si unisce a Owen Wilson e Zach Galifianakis

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Jason Sudeikis è stato contattato per la parte di un assassino in Loomis Fargo, nuovo film di Jared Hess (Napoleon Dynamite, Super Nacho) che può già vantare nel cast Zach Galifianakis, Owen Wilson e Kristen Wiig.

Il film, sceneggiato da Chris Bowman e Hubbel Palmer (entrambi esordienti per un lungometraggio ma già scrittori per la televisione), racconta la storia vera di uno scontento autista di furgoni blindati che, convinto da una banda di rapinatori, decide di rischiare tutto per amore e per il denaro, cercherà infatti di rapinare il caveau di una banca con 20 milioni di dollari per poi fuggire in un luogo isolato con la sua amata. Galifianakis sarà l’uomo del blindato, Owen Wilson il capo della banda di ladri mentre Kristen Wiig interpreterà la donna del folle autista.

Fonte: Deadline

Looking 2: nuovi personaggi in arrivo

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Looking 2Si è conclusa con discreto successo la prima stagione e oggi vi segnaliamo alcune anticipazioni su Looking 2, l’atteso secondo ciclo di episodi della serie targata HBO.

In Looking 2 vedremo tre nuovi personaggi: Malik, un afroamericano che lavora per il sindaco, Sammie, un transessuale che vive nel rifugio dove Augustin avrà un lavoro eBrady, il nuovo fidanzato di Richie, dai capelli rossi e dal look punk.

Looking è una serie televisiva statunitense ideata da Michael Lannan, in onda sul canale HBO dal 19 gennaio 2014. La serie segue le vicende di un gruppo di amici gay che vivono a San Francisco. 

Personaggi:

  • Patrick Murray (stagione 1- in corso), interpretato da Jonathan Groff.
    È un ragazzo di 29 anni con una brillante carriera come sviluppatore di videogiochi.
  • Agustín (stagione 1- in corso), interpretato da Frankie J. Alvarez.
    Aspirante artista e migliore amico di Patrick. È “fidanzato” con Frank.
  • Dom (stagione 1- in corso), interpretato da Murray Bartlett.
    Cameriere, vicino ai quarant’anni, che sogna l’amore vero e un futuro professionale migliore.
  • Kevin Matheson (ricorrente 1, stagione 2- in corso), interpretato da Russell Tovey.
    È un genio dei videogiochi che lavora a stretto contatto con Patrick.
  • Richie Donado (ricorrente 1, stagione 2- in corso), interpretato da Raúl Castillo.
  • Doris (ricorrente 1, stagione 2- in corso), interpretata da Lauren Weedman.
    È la coinquilina di Dom

Look What You Made Me Do (Taylor’s Version): ecco la canzone di Taylor Swift per la serie Wilderness: Fuori Controllo

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La canzone di Taylor Swift ‘Look What You Made Me Do (Taylor’s Version)’ sarà la traccia che accompagnerà i titoli di testa della serie thriller Original britannica Wilderness: Fuori Controllo. Il brano ri-registrato dell’album Reputation fa il suo debutto globale nel teaser trailer della serie. Wilderness: Fuori Controllo sarà disponibile in tutto il mondo su Prime Video dal 15 settembre.

La sprezzante ‘Look What You Made Me Do (Taylor’s Version)’ riflette la trasformazione di Liv (Jenna Coleman) dopo che il suo apparentemente “per sempre felici e contenti” si trasforma velocemente in un vero incubo quando scopre che suo marito Will (Oliver Jackson-Cohen) la sta tradendo.

Liv, dopo aver scoperto il tradimento, diventa la protagonista dei brutti sogni di Will quando lo strazio lascia presto spazio a un’altra emozione: la furia. La coppia parte per il viaggio on the road attraverso gli Stati Uniti su cui Liv ha fantasticato fin da piccola: dalla Monument Valley al Grand Canyon, passando per Yosemite, per finire con un weekend edonistico a Las Vegas dove liberarsi da polvere e sudore. Per Will è un’occasione per fare ammenda, mentre per Liv si apre uno scenario ben diverso: un paesaggio dove gli incidenti accadono di continuo. Il luogo perfetto per vendicarsi. Guarda che cosa le hai fatto fare…

La traccia di Taylor Swift ‘Look What You Made Me Do (Taylor’s Version)’ è l’ultima novità per questo thriller psicologico guidato da un team tutto al femminile: la serie è creata da Marnie Dickens, basata sul romanzo di B.E. Jones, diretta da So Yong Kim e ha per executive producer Elizabeth Kilgarriff.