La bontà e la gentilezza di
Cenerentola tornano sul grande schermo, per
raccontarci la storia della giovane donna, costretta a far da serva
nella sua stessa casa, e destinata a diventare una principessa.
Cenerentola, diretto da
Kenneth Branagh, porta sul grande schermo la
storia classica, costellandola di piccoli ammodernamenti, piccole
modifiche e qualche elemento decisamente interessante, ma rimanendo
prevalentemente fedele al classico Disney e, in
alcuni momenti, persino in alcune inquadrature, ricostruendo dal
vero le celeberrime immagini che hanno accompagnato l’infanzia di
tanti bambini.
L’emulazione, in questo caso, non è
però un difetto, visto che pur rimanendo fedele alla storia
originale, Branagh racconta delle vicende perfezionate e
approfondite in alcuni momenti, in modo tale da renderci chiara
l’origine del buon carattere della protagonista, oppure da dove
viene la cattiveria di Lady Tremaine. Oltre a dare finalmente
giustizia al misterioso principe Azzurro senza nome della fiaba
cinematografica classica, il film non fa neanche a meno dei piccoli
amici a quattro zampe della protagonista.

Insomma il regista costruisce un
racconto che si serve al meglio del materiale di partenza e lo
sfrutta con grande intelligenza aggiungendo dettagli che rendono
l’esile trama classica più articolata e più adatta a un
lungometraggio.
La
Cenerentola del 2015 è un’opera autonoma
e sarà sicuramente una gioia per gli occhi e per il cuore di chi è
bambino adesso e di chi è pronto a ritornarlo per questi 90 minuti
ricchi di magia. L’unico difetto che potrebbe riscontrarsi nel film
è proprio il tono condizionato da un target estremamente giovane di
piccole aspiranti principesse. Nonostante questo, il film dà
soddisfazione anche ai grandi, con una cattivissima
Cate Blanchett, che, con buona pace di chi sta
dalla parte dei buoni e anche grazie ai suoi straordinari costumi,
riesce a mettere in ombra sia la bella Cenerentola, interpretata da
Lily James, sia l’affascinante principe
azzurro, un
Richard Madden che sembra uscito proprio da
una favola con il suo sorriso smagliante e i suoi grandi occhi
azzurri e sinceri.
Il messaggio
che manda questa moderna Cenerentola però non riguarda i sogni; il
suo motto non è più “i sogni son desideri”, ma “sii gentile, sii
coraggiosa”, uno stile di comportamento che non può che essere bene
accolto, soprattutto considerando il ricevente del messaggio e la
necessità che c’è nel mondo di oggi di gentilezza e tolleranza.
Certo, tutta questa messa in piazza
della bontà a tutti i costi mina un po’ il valore drammaturgico del
film, ma questo si rifà con una massiccia dose di magia, merito
della Fata Madrina di
Helena Bonham Carter, e con un buon utilizzo della CGI
che farà sognare tutte le spettatrici che sognano un abito da
favola, come quello della protagonista.