Nel 2017, la Fox
distribuirà Wolverine 3 e
Gambit. Allo stesso tempo la major ha in
calendario dei titoli ancora sconosciuti di cinecomicsMarvel in calendario per il 2018.
Le opzioni più gettonate sono quelle legate a un altro film del
franchise degli X-Men, che però non sarà diretto da
Bryan Singer impegnato con 20000 Leghe
Sotto i Mari, e al sequel di
Deadpool e le date di uscita di entrambi
i film sono state modificate.
Il film
previsto per il 12 gennaio 2018 è stato spostato al 2 marzo, mentre
il secondo titolo, previsto per il 13 luglio, sarà al cinema il 29
giugno 2018.
Le teorie sui titoli potrebbero
essere molte. Da New Mutants a
X-Force, oltre alle ipotesi già
fatte.
Sempre alla
Fox è stato spostato un altro titolo, The
Predator di Shane Black, al momento
in produzione. Da marzo al 9 febbraio 2018, mentre
Alita: Battle Angel, di cui è stato
annunciato il nome dell’attrice protagonista, uscirà in sala il 20
luglio.
Derek si siede vicino a Meredith al
bancone di quel bar, chiede un doppio scotch e inizia a parlare con
lei. Comincia così quello che oggi è il medical
drama più longevo della storia della tv.
Dal primo incontro tra Meredith e
Derek partirà anche Fox Life Grey’s (Sky, 115), un
canale interamente dedicato alla serie di Shonda Rhimes, un indimenticabile tuffo nel
passato per gli amanti della serie più amata di FoxLife.
Dal 22 dicembre fino al 19
gennaio, infatti,saranno trasmesse tutte le prime
dodici stagioni del famoso medical drama dove sarà
possibile rivivere i momenti più emozionanti delle vite dei medici
del Grey’s Sloan Memorial Hospital.
Insieme a Meredith, durante tutto
il periodo natalizio e oltre, riscopriremo tutti i personaggi della
serie, i suoi amici e colleghi rivivendo, stagione dopo stagione,
tutti i colpi di scena che di certo non mancheranno. Solo per
citarne alcuni è impossibile dimenticare il paziente malato di
cuore, Denny Duquette, che fa innamorare Izzie Stevens, morendo tra
le sue braccia a fine seconda stagione. E poi lo sconvolgente
finale della sesta stagione, il tragico incidente aereo
dell’ottava, in cui perderanno la vita due personaggi chiave.
L’addio di Cristina Yang e di Derek Shepherd saranno due degli
episodi più importanti e struggenti di questo canale dedicato.
Da segnalare, inoltre, che nella
quindicesima e inedita stagione (in onda attaualmente su Fox Life),
la cosiddetta stagione dell’amore, entrerà nel cast di Grey’s
Anatomy l’attrice Jennifer Grey, protagonista
nell’indimenticabile ruolo di Baby Houseman al fianco di Patrick Swayze nel film del 1987 Dirty
Dacing. L’attrice si unirà al cast per più episodi a metà
stagione e per la famiglia Grey si tratta di un ritorno sul set di
Grey’s Anatomy: nove anni fa il padre di
Jennifer, Joel Grey, interpretò infatti la parte di un ex
insegnante di scienze di Izzie (Katherine Heigl)
malato di Alzheimer.
E’ passato molto tempo e
molta tecnologia da quando, nel 1905, l’immigrato ungherese William
Fox aprì il primo Nickelodeon, luogo in cui venivano mostrati brevi
filmati per bambini principalmente a costo di un nichelino. Da
lì ebbe inizio la storia della 20th Century Fox, che già dagli anni
’30 si affiancò alla Universal, alla Paramount e alla MGM a formare
il cartello delle major hollywoodiane.
L’impero della Fox si è espanso negli anni anche alla televisione e
all’home video, ma la mostra che apre domani allo Spazio
Wow! a Milano, in viale Campania 12, celebra le pietre
miliari della storia della casa di produzione con alcune curiosità
e foto di scena.
Da Gli uomini preferiscono le bionde che ha
lanciato definitivamente Marilyn Monroe come diva a
Die Hard, dai musical familiari
come Tutti insieme appassionatamente a
quelli trasgressivi com The Rocky Horror picture
show, fino a Frankenstein Jr. Per
poi arrivare agli anni ’90 e mescolare la sempre più forte
industria televisiva americana con il cinema, grazie alla
realizzazione del film I Simpson, tratto
dalla serie animata di enorme successo, trasmessa sempre sui canali
Fox. La Fox ha quindi prodotto negli anni film di ogni genere che
sono rimasti nell’immaginario di tutti noi, come i due blockbuster
realizzati da James Cameron, Avatar e Titanic e negli anni recenti ha
preso in carico la realizzazione del franchise di X-Men e dei suoi spin-off come quello
di Wolverine.
Questa è infatti anche l’occasione per presentare un’edizione in
bluray molto speciale dell’ultimo film della serie, diretto da
Bryan Singer: X-Men Days of future past The rogue
cut. Due versioni del film, quella cinematografica e il
The Rogue cut, più 90 minuti di extra racchiusi in un
documentario intitolato Macchine vs Mutanti. Il
bluray uscirà in vendita il prossimo 13 Luglio. Una gran bella
evoluzione dagli anni del Nickelodeon.
La mostra è ad ingresso gratuito e continua fino al prossimo 31
Luglio. Per maggiori informazioni ed orari, si può visitare il
sito: www.museowow.it
20th Century Fox sembra aver
definitivamente impostato le date di tre prossimi film in
uscita, di cui due dovrebbero essere del mondo Marvel. Mentre il
futuro del Marvel Cinematic Universe targato
Disney e del mondo DC è da sempre perfettamente stabilito, con Fox
un programma stabile è sempre difficile. Al di là di
Logan, in uscita il prossimo marzo,
sappiamo poco di franchise come X-Men e Fantastic
Four.
Sicuramente è stato promesso un
seguito di X-Men Apocalypse, nonostante
un botteghino poco brillante. Gambit
era stato originariamente promesso per la fine del 2016, ma non ha
ancora iniziato la produzione e ha recentemente perso
l’ennesimo regista. Un film sui Nuovi
Mutanti era stato segnalato in fase di sviluppo, ma
non sono emerse novità importanti in merito al progetto. Il riavvio
dei Fantastici Quattro è stato bombardato
da critiche, tanto che viene da chiedersi se Fox potrebbe
rinunciare ai suoi diritti, anche se Simon Kinberg ha messo a
tacere tale voce. L’unico film che sembra certezza, anche grazie al
successo del primo capitolo, è Deadpool
2, che comunque non ha ancora una data ufficiale di
rilascio e di recente ha avuto un cambio di guardia alla
regia.
20th Century Fox ha però definito
due appuntamenti che gli appassionati possono segnare sulle loto
agende. Per gentile concessione di BoxOffice.com, ecco le date di
uscita di due nuovi film Marvel (e uno della James Cameron Lightstorm Entertainment).
Mentre il film della Lightstorm
potrebbe essere il primo sequel di Avatar, annunciato per dicembre 2018,
quali potrebbero essere le altre due pellicole?
ll recentemente annunciato
Deadpool 3 è un candidato molto
serio per il 14 febbraio 2019. Mentre proprio
X-Force potrebbe occupare lo slot di
novembre 2018.
Partendo da queste supposizioni il
nuovo calendario dovrebbe essere simile a questo:
3 marzo 2017 –
Logan
6 Ottobre 2017 – non annunciato (probabilmente
Gambit)
2 Marzo 2018 – non annunciato (probabilmente
Deadpool 2)
29 giugno 2018 – non annunciato (probabilmente
Nuovi Mutanti)
2 Novembre 2018 – non annunciato (probabilmente
X-Force)
14 febbraio 2019 – non annunciato (probabilmente
Deadpool 3)
Oltre alla data d’uscita di
Predator,
la Fox ha annunciato anche che il 6 ottobre 2017 e il 12 gennaio
2018 arriveranno al cinema due film con protagonisti gli eroi
Marvel.
Quali siano questi due
titoli però è da vedere, dal momento che i progetto in casa Fox
sono diversi. La prima data potrebbe essere quella di
Gambit, film con protagonista
Channing Tatum che doveva uscire
quest’anno ma che poi è stato sospeso. La data potrebbe anche
riferirsi a New Mutants, altro progetto che avrà
la regia di Josh Boone.
La seconda data potrebbe facilmente
essere occupata da Deadpool 2, che
andrebbe a concorrere direttamente con Black Panther dei Marvel Studios,
previsto per febbraio 2018.
Che ve ne pare? Quali di questi film
vorreste vedere prima al cinema?
Prime Video non ha sempre
avuto vita facile con gli adattamenti fantasy, ma
il futuro potrebbe riservare orizzonti migliori grazie a
Fourth Wing.
Il tentativo più noto e
fallimentare della piattaforma, La Ruota del Tempo, adattamento della celebre saga di
Robert Jordan,
è stato cancellato, lasciando molti fan delusi. La serie non
era completamente negativa, come dimostra il punteggio
dell’88% su Rotten Tomatoes, ma non è riuscita a
riprendersi dopo il difficile avvio.
La
prima stagione ha convinto la critica, ma ha diviso il
pubblico, con molte lamentele per le differenze rispetto ai libri.
La
seconda stagione è andata migliorando e la
terza ha ottenuto ottimi risultati, ma il calo iniziale di
spettatori ha compromesso il progetto. Gli alti costi delle
produzioni fantasy hanno avuto un impatto fondamentale
sulla scelta di Prime Video, che ha dovuto cancellare la serie, non
potendone giustificare la continuazione senza un pubblico più
ampio.
La Ruota del Tempo aveva
tutte le potenzialità per diventare un grande franchise fantasy
televisivo, ma non è riuscita a trasformarsi in un fenomeno di
massa. Il problema principale è stato quello di non riuscire a
conquistare abbastanza spettatori al di fuori della fanbase
dei romanzi, elemento fondamentale per sostenere una
produzione così costosa.
Nonostante ciò, il progetto ha dimostrato che il pubblico del
fantasy esiste e può essere molto fedele, ma ha anche evidenziato
quanto sia difficile adattare opere così complesse mantenendo un
equilibrio tra fedeltà e accessibilità.
Fourth Wing potrebbe essere la serie che Prime stava
aspettando?
Amazon sta ora puntando su
Fourth Wing, adattamento
della saga Empyrean di Rebecca Yarros,
che si trova ancora nelle prime fasi di sviluppo. A differenza di
La Ruota del Tempo,
questa nuova serie parte da una popolarità già
consolidata all’interno della community di BookTok, con un
pubblico giovane e molto attivo sui social.
Fourth Wing è un fantasy ambientato in
un mondo dominato dai draghi, dove i giovani
vengono selezionati per diventare cavalieri in un’accademia
militare estremamente dura e pericolosa. La protagonista, Violet
Sorrengail, che avrebbe dovuto vivere una vita tranquilla come
scriba, è invece costretta a entrare nel programma dei rider, dove
ogni giorno è una lotta per la sopravvivenza tra prove mortali,
rivalità e segreti nascosti.
Il romanzo combina azione,
tensione emotiva e una forte componente romantica,
elementi che potrebbero renderlo più accessibile anche al
pubblico generalista, proprio come accadde in
passato con Il trono di
spade. Inoltre, trattandosi di un titolo meno popolare e
meno conosciuto rispetto ad altre saghe, le aspettative risultano
più flessibili.
Accanto a La Ruota del Tempo, Amazon ha investito anche
in un altro grande progetto fantasy, Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere.
Nonostante il richiamo del brand, la serie ha diviso il
pubblico e non ha raggiunto l’impatto sperato, anche a
causa delle aspettative altissime legate ai film di Peter Jackson.
Al contrario, il fatto che
Fourth Wing non sia
ancora un brand così universalmente conosciuto potrebbe rivelarsi
un vantaggio: le aspettative sono meno rigide e
Prime Video ha l’opportunità di adattare la storia con maggiore
fedeltà. Se riuscirà a coinvolgere sia i fan dei libri sia il
pubblico generale, Amazon potrebbe finalmente ottenere il successo
fantasy che cerca da anni.
Chris Morris,
ennesimo acquisto del cinema dalla tv inglese, porta in sala
Four Lions, una commedia esilarante e allo stesso
tempo agghiacciante, che tocca con leggerezza, ma con concretezza
la realtà del terrorismo e di quelle persona che fanno della guerra
santa la loro missione sulla terra.
Four Lions
ambientato nella Londra contemporanea racconta di quattro uomini
che hanno un piano segreto. Omar è stanco del modo in cui i
Musulmani sono trattati in giro per il mondo ed è deciso a
diventare un combattente e Way condivide la stessa idea.
Inizialmente al suo fianco e poi contro di lui, c’è Barry, bianco
convertitosi all’Islam, che trasporterà con sé, nella nuova
religione, non una vera e propria credenza, ma il suo personale
nichilismo. Faisal è l’intruso che iconograficamente più assomiglia
all’immagine del musulmano che hanno gli occidentali, ma che meno
crede nella lotta armata agli infedeli. I quattro devono portare a
termine un attentato nel loro territorio, il guaio è che tutti e
quattro sono totalmente incapaci di qualunque atto violento e
soprattutto maldestri fino all’inverosimile.
Four Lions, il film
Un argomento scottante e un taglio
che sfiora i toni della commedia demenziale fanno di Four
Lions un vero gioiello, non tanto per la regia o per le
interpretazioni in sé, quanto per la genialità di scrittura, il
coraggio della messa in scena e la totale dedizione di questi
giovani protagonisti, che non perdono occasione di dimostrare la
loro mancanza di capacità a svolgere il compito del quale si
sentono investiti. Molte le scene memorabili, da Faisal che prova
ad addestrare cornacchie kamikaze, ai tentativi di Way di
registrare un video in cui inneggia alla guerra Santa, tutti
episodi che ovviamente si risolvono in clamorosi e inverosimili
fallimenti.
Alla fine ogni personaggio mostrerà
la sua vera (mancanza di) dedizione alla causa, e lo spettatore
riuscirà a ridere anche di quell’argomento, il terrorismo, che
tanto fa tremare il Mondo. Perché come dice lo stesso Morris,
quando scoppia una bomba tutti scappiamo, ma poi tentiamo di
calmarci e facciamo finta di niente. L’ilarità, lo sberleffo, viene
fuori anche nei momenti meno opportuni, in quelli più delicati, e
allora perché non provare a riderci sopra? Si, anche sul
terrore.
Una delle proposte più interessanti
del concorso del Festival
di Cannes2023 arriva direttamente
dalla Tunisia e corrisponde al titolo di Four
Daughters (Les Filles d’Olfa), della
regista Kaouther Ben Hania. Istinto protettivo e
ribellione sono le forze oppositive che attraversano la
quotidianità di tante famiglie arabe con figli. Un’educazione
all’insegna del rigore e che vieta la discussione di argomenti tabù
è ciò che ha segnato la crescita di chi è genitore ancora oggi e
che ha impartito alla prole. Un retaggio che connota profondamente
un sistema sociale, politico ed educativo e che, se perpetuato, può
portare a conseguenze irreversibili, come nel caso della famiglia
di Olfa.
Four Daughters, un esperimento
inedito di racconto
La vita di Olfa, donna tunisina e
madre di 4 figlie, oscilla tra luci e ombre. Un giorno, le due
figlie maggiori scompaiono. Per colmare la loro assenza, la regista
Kaouther Ben Hania arruola due attrici
professioniste e mette in piedi uno straordinario spettacolo
cinematografico per svelare la storia di Olfa e delle sue figlie.
Un viaggio intimo pieno di speranza, ribellione, violenza,
trasmissione intergenerazionale e sorellanza, che metterà in
discussione le fondamenta stesse delle nostre società.
Four Daughters
riflette sul concetto di mancanza giocando con la presenza. Siamo
di fronte a un esperimento di dialogo interattivo, in cui la
direzione artistica si fonde con il ricordo e il regista non è più
solo chi si pone fuori dal quadro ma anche, e soprattutto, chi
dentro a quel quadro vi ha vissuto. La regista Ben
Hania trasfigura l’assenza nei corpi di attrici che sono,
anzittutto, donne arabe. La recitazione e, dunque, la comprensione
vanno di pari passo nella riconsiderazione di un quadro familiare,
di una storia di vita che è anche la storia di innumerevoli
famiglie arabe, almeno nelle sue radici.
Four Daughters
diventa così anche un dialogo sul linguaggio cinematografico, sul
modo in cui le immagini possono raccontare qualcosa di vero
servendosi degli espedienti della finzione. Le ragazze diventano
attrici, le attrici sono figlie. Olfa è un doppio: è la madre che è
stata nel passato, ha un’attrice che la aiuta nel presente e
interviene nelle scene emotivamente più impegnative, ma è anche
un’Olfa che deve comprendere una nuova forma di racconto per la sua
storia, istruire le maschere che interpreteranno i ruoli. Al
contempo, la stessa attrice a cui è stato affidato il ruolo di Olfa
interviene, fa considerazioni sul suo modo di educare le figlie, dà
voce anche ai pensieri dello spettatore.
Essere figlie della Tunisia
Le figlie di Olfa sono figlie della
Tunisia, figlie di un paese che ha avuto una rivoluzione, ma che
queste non hanno vissuto in quanto troppo piccole. La loro
rivoluzione arriverà col tempo, seguendo il regolare corso
dell’adolescenza e al contempo distruggendola, pur di andare contro
all’essere una figlia di Olfa. Eya,
Tayssir le “finte” Rahma e
Ghofrane, forse, compiono la loro rivoluzione
prestandosi al progetto di Ben Hania,
avvicinandosi all’idea di due sorelle che se ne sono andate tramite
i loro doppi. A volte è doloroso, altre si tramuta in un gioco, in
più di un istante ci perdiamo anche noi nella finzione. Sono
quattro sorelle solo nella messa in scena, eppure Rahma e Ghofrane
per noi rimangono loro – nonostante l’inserimento di alcune foto e
materiale video delle stesse.
Four Daughters
riesce ad arrivare al cuore di un problema formativo e mettere in
bocca questa verità alle persone effettivamente coinvolte. Una
consapevolezza che diventa parola e che, unendo i margini della
realtà con quelli del racconto filmico, non ha paura di scavare
nella crepe e nelle zone più buie di un nucleo familiare distrutto
per riportare una dura verità sul come si viene educati in questi
paesi, sul tipo di confronto che c’è tra genitori e figli, su come
ogni piccolo atto di ribellione possa definire un percorso di vita
e allontanarlo non solo dagli affetti ma anche dalla ragione.
Il film di Ben
Hania è anche un racconto sul concetto di femminilità, su
come questa possa essere nascosta o esaltata nei paesi arabi, su
quanto l’aspetto estetico sia uno dei primi tramiti per dare voce a
una ribellione. Truccarsi, diventare goth, scegliere di indossare
l’hijab: qualsiasi cosa pur di non appartenere, di svincolarsi da
un territorio già battuto. Da questo punto di vista, è ancora più
interessante il fatto che Four Daughters renda le
vere Olfa, Eya e Tayssir delle attrici e che giochi
consapevolmente, sfruttando soprattutto la fotografia, con la loro
bellezza, i tratti fisionomici, messi ancora più in risalto
dall’abbigliamento total black che indossano per gran parte del
girato, per confondere ancora di più i confini tra realtà e
finzione, persona e personaggio. Il nero del niqāb viene tagliato e
ricucito per adattarsi ai corpi di giovani donne che, raccontando
una storia dolorosa, stanno anche crescendo. Sono divise tra
passato e presente, tra sorelle perdute e ritrovate sulla scena,
tra la Tunisia che hanno conosciuto e quella che verrà. Ma di una
cosa sono certe: sono figlie di Olfa.
Il
finale di Four Brothers – Quattro
fratelli non è solo la chiusura di una storia di
vendetta, ma il punto in cui il film rivela la sua vera natura: un
racconto sulla famiglia, sulla giustizia e sul fallimento delle
istituzioni. Diretto da John Singleton, il
film utilizza una struttura da revenge movie per costruire qualcosa
di più complesso, dove la violenza diventa una risposta disperata a
un sistema corrotto.
Fin dall’inizio, la morte di Evelyn Mercer appare come un evento
casuale, ma il finale ribalta completamente questa percezione. La
scoperta che il crimine è legato a interessi economici e criminali
più profondi, e soprattutto alla figura di Victor Sweet, trasforma
la storia in un’indagine sulla corruzione e sul potere. In questo
contesto, i fratelli Mercer (Mark Wahlberg e Garrett Hedlund) non sono
semplicemente vendicatori, ma uomini che cercano un ordine in un
mondo che ha smesso di offrirlo.
Come finisce Four Brothers: la
morte di Victor Sweet e la vendetta dei Mercer
Il climax del film arriva con lo scontro finale tra Bobby Mercer,
Angel Mercer e
Victor Sweet. Dopo
aver scoperto che è stato proprio Sweet a orchestrare l’omicidio
della loro madre per manipolare affari economici legati a Jeremiah,
i fratelli decidono di chiudere definitivamente la partita.
La resa dei conti avviene in un ambiente simbolico: un lago
ghiacciato, isolato, quasi fuori dal mondo. Qui Sweet perde il
controllo della situazione, abbandonato anche dai suoi uomini,
segno che il suo potere era fondato più sulla paura che sulla
lealtà. Bobby lo uccide, ponendo fine non solo alla sua vendetta
personale, ma anche al dominio criminale che aveva contaminato la
città.
Parallelamente, il film chiarisce un altro punto fondamentale:
Jeremiah Mercer non
ha tradito la famiglia. I sospetti su di lui erano il risultato di
manipolazioni e pressioni economiche, elemento che rafforza
ulteriormente il tema della corruzione sistemica.
Il vero significato del finale:
giustizia o vendetta?
Il finale di Four Brothers – Quattro fratelli
lascia
volutamente aperta una domanda centrale: quello dei fratelli Mercer
è davvero un atto di giustizia? La loro azione elimina un criminale
e smantella un sistema corrotto, ma lo fa attraverso la violenza e
fuori da qualsiasi struttura legale.
Il film suggerisce che, in un contesto in cui anche le forze
dell’ordine sono compromesse — come dimostra il personaggio del
detective corrotto — la linea tra giustizia e vendetta diventa
sempre più sottile. I Mercer agiscono perché il sistema ha fallito,
ma il prezzo di questa scelta è alto: la perdita di Jack e la
trasformazione definitiva della loro identità.
In questo senso, il film si avvicina a un “western urbano”, dove la
legge ufficiale non è più efficace e i protagonisti devono creare
un proprio codice morale.
Fratellanza e redenzione: perché
il finale è anche una rinascita
Oltre alla vendetta, il finale introduce un elemento spesso
sottovalutato: la ricostruzione. Dopo aver eliminato Victor Sweet, i
fratelli iniziano a ricostruire la loro casa, un gesto fortemente
simbolico che rappresenta la volontà di tornare a una dimensione
familiare più stabile.
Questo passaggio è fondamentale perché ribalta la percezione del
film: Four Brothers non celebra la violenza, ma la utilizza come
passaggio doloroso verso una possibile redenzione. Bobby Mercer e Angel,
in particolare, trovano una forma di riscatto attraverso la
protezione della famiglia e il rispetto della memoria della
madre.
La famiglia Mercer, pur non essendo legata dal sangue, diventa così
il vero cuore del film. Il finale sancisce che ciò che li unisce
non è la vendetta, ma l’amore e la lealtà costruiti nel tempo.
Corruzione, potere e Detroit: il contesto che dà senso al
finale
Il film utilizza Detroit non
solo come ambientazione, ma come simbolo di un sistema in crisi,
dove criminalità e istituzioni si sovrappongono. La figura di
Victor Sweet incarna
questo potere corrotto, capace di influenzare economia, politica e
forze dell’ordine.
Il finale, quindi, non risolve
davvero il problema alla radice, ma elimina un nodo centrale di
quel sistema. È una vittoria parziale, che funziona sul piano
emotivo ma lascia intravedere una realtà più complessa e
irrisolta.
È proprio questa ambiguità a
rendere Four Brothers ancora attuale: un film che, dietro la
superficie action, racconta un mondo in cui la giustizia non è più
garantita e la famiglia diventa l’unico rifugio possibile.
Il prossimo film di Guy
Ritchie ha già una coppia di protagonisti:
Natalie Portman e
John Krasinski. Deadline riporta che la
Portman e Krasinski saranno i protagonisti
dell’ultimo film di Ritchie, che sarà prodotto per
Apple Original Films da Skydance Media,
Vinson Films e Project X Entertainment. Il film,
intitolato Fountain Of Youth, sarà scritto da
James Vanderbilt.
Secondo il noto sito americano, il
film ruoterà attorno a “due fratelli allontanati che si
uniscono in una rapina globale per trovare la mitologica Fonte
della Giovinezza”. Il viaggio prevede che i fratelli usino le loro
conoscenze storiche per seguire gli indizi “in un’avventura epica
che cambierà le loro vite… e forse li porterà
all’immortalità“.
Secondo quanto riferito, la
sceneggiatura del film ha “spiazzato i dirigenti“, mentre
Guy Ritchie e John Krasinski erano entrambi interessati al
progetto dalla scorsa primavera. Poiché gli scioperi della WGA e
della SAG-AFTRA hanno messo le cose in sospeso, pare che il regista
e l’attore si siano impegnati una volta terminati gli scioperi. Le
riprese sono previste per il primo trimestre di quest’anno.
Cos’altro ha diretto Guy
Ritchie?
Guy Ritchie ha
avuto una lunga carriera cinematografica, dirigendo film come
Snatch del 2000 ed entrambi i film di Sherlock Holmes con Robert Downey Jr. e il remake live-action di
Aladdin della Disney. Il regista è attualmente
impegnato nella regia del rifacimento live-action di Hercules della
Disney.
Fountain of Youthè l’ultimo film d’avventura di Guy
Ritchie, ricco di star, e il finale è ricco di personaggi
e spunti tematici da analizzare. Il cast di Fountain of
Youth è guidato da John Krasinski e Natalie Portman, che interpretano Luke e
Charlotte, due fratelli separati. Luke coinvolge Charlotte in un
piano del miliardario Owen Carver (Domhnall
Gleeson) per trovare e utilizzare la Fontana della
Giovinezza, il mitico specchio d’acqua che presumibilmente offre
l’immortalità a chi ne beve. Owen sostiene di essere malato
terminale di cancro e desidera utilizzare la Fontana per salvarsi
la vita.
Il finale del film vede Luke e
Charlotte condurre con successo Owen Carver alla Fontana della
Giovinezza, dove Luke è il primo a provare il liquido mistico. Dopo
esservi entrato e averne intravisto il potere, decide di non berlo,
lasciando che sia Owen a farlo. Vediamo Owen trasformato dal
potere del liquido prima che Esme (Eiza
González) usi la chiave datale dall’Anziano (Stanley Tucci) per spegnerlo.
Cosa vede davvero Luke nella
Fontana della Giovinezza
Luke capisce di voler stare con
i suoi cari
Quando Luke intravede la Fontana
della Giovinezza, vede Charlotte e suo figlio Thomas in condizioni
di salute precarie e decide di non bere dalla Fontana. Come dice
l’Anziano, la Fontana contiene qualcosa che gli esseri umani non
riescono ancora a comprendere appieno e, bevendone, Luke
prosciugherebbe la vita dei suoi cari per appropriarsene. Più
tardi, Luke descrive il contenuto della Fontana come
“Tutto”.
Per quanto riguarda l’evoluzione del
personaggio di Luke, ciò che lui descrive come “tutto”
potrebbe essere un riflesso di ciò che conta veramente nella sua
vita: la sua famiglia. Vedendoli in uno stato così
decrepito, si rende conto che non ha bisogno di ottenere
l’immortalità o un potere immenso; vuole solo ricostruire il legame
con sua sorella e suo nipote. In senso metafisico, potrebbe
suggerire che la Fontana della Giovinezza contenesse qualcosa di
incomprensibile, come le risposte a domande spirituali.
La spiegazione del piano di
Charlotte per “trovare qualcosa che si è perso”
Luke, Charlotte e Thomas
continueranno le loro avventure insieme
Le ultime righe di Fountain of
Youth mostrano Luke e Charlotte che discutono del loro prossimo
film, con Charlotte che dice che dovrebbero continuare a cercare
cose perdute. Lei e suo fratello avevano delle divergenze dopo la
perdita del padre, trovandosi agli antipodi: lui voleva continuare
l’avventura e non riusciva a stabilirsi o a trovare la pace
interiore, mentre lei lottava con la vita quotidiana, finendo per
divorziare dal marito. Dopo il climax del film, raggiungono un
equilibrio.
Luke e Charlotte hanno entrambi
capito quanto hanno bisogno di queste avventure. È ciò per cui sono
stati essenzialmente cresciuti, e la loro passione è scoprire
misteriosi manufatti. Ora, con Thomas coinvolto, possono farlo in
un modo che va a vantaggio di tutti, permettendo loro di
trascorrere del tempo insieme come una famiglia, cercando tesori ed
esplorando il mondo insieme.
Il piano completo di Owen Carver
e cosa succede quando beve dalla fontana
Owen Carver voleva
commercializzare il liquido della fontana
Owen Carver inizia il film sembrando
un alleato dei protagonisti, come il benefattore dietro la ricerca
del tesoro sepolto. Ha rubato opere d’arte in tutto il mondo per
raccogliere indizi per trovare la Fontana della Giovinezza,
sostenendo di avere il cancro e di volerla usare per salvarsi la
vita. Luke crede a questa storia, ma Charlotte è scettica,
rendendosi conto che Owen è un miliardario che ha ottenuto la sua
ricchezza acquisendo spietatamente altre aziende, il che suggerisce
che potrebbe voler commercializzare il liquido della fontana.
Esme è costretta a chiudere la
Fontana usando la chiave, e il destino di Owen Carver rimane
ambiguo, dato che viene lasciato indietro mentre tutti gli altri
fuggono.
Una volta raggiunta la Fontana,
scopriamo che Owen non ha il cancro e che sta semplicemente
cercando la Fontana per ottenere potere e ricchezza, descrivendo il
liquido come il bene più prezioso al mondo. Quando ne beve un
sorso, però, il liquido inizia a prosciugare la vita dal suo corpo.
Come dice l’Anziano, se la persona che beve dalla Fontana ama se
stessa più di ogni altra cosa, l’effetto sarà più sporadico.
Esme è costretta a chiudere la Fontana usando la chiave, e il
destino di Owen Carver rimane ambiguo, dato che viene lasciato
indietro mentre tutti gli altri fuggono.
Come Esme impedisce a Carver di
usare la Fontana
Esme è un personaggio misterioso in
tutto il film Fountain of Youth. Anche se all’inizio sembra
un’antagonista, alla fine lavora per il bene dell’umanità. Mentre
Jamal Abbas (Arian Moayed) insegue i protagonisti per arrestarli
per furto d’arte, Esme li insegue per impedire loro di raggiungere
la Fontana. Non si fida di Luke, ma Owen Carver è la vera
minaccia.
Durante la conversazione di Esme con
l’Anziano, lui le consegna una chiave. Essenzialmente, questa
chiave viene utilizzata come dispositivo di sicurezza per fermare
l’attivazione della Fontana una volta che il suo potere è stato
attivato. Esme gira la chiave, racchiudendo la Fontana nel suo
guscio esterno e richiamando le scale, dando a Luke, Charlotte e
Thomas un tempo limitato per fuggire.
Cosa sta realmente facendo
l’Anziano interpretato da Stanley Tucci?
L’Anziano protegge tesori
nascosti come la Fontana
Il personaggio di Stanley Tucci,
l’Anziano, appare solo in una scena di Fountain of Youth,
anche se più avanti nel film sentiamo altre sue spiegazioni.
L’Anziano sembra essere il leader di un’organizzazione che
protegge luoghi mitici come la Fontana (supponendo che ce ne siano
altri). Come dice lui stesso, l’umanità non è pronta per il
potere della Fontana, che deve essere protetta fino a quel momento.
Il film tralascia molti dettagli su questa organizzazione, quindi è
meglio considerarla mistica quanto il luogo che protegge.
Fountain of Youth parla della
scoperta di ciò che conta davvero nella vita
Luke trascorre gran parte del film
alla ricerca della Fontana della Giovinezza, credendo che sia il
premio finale di una vita di ricerche. Mentre Charlotte ha cercato
di sistemarsi, Luke ha continuato a vivere avventure dopo
avventure, fuggendo dalla legge e da misteriose organizzazioni,
mettendo a rischio la propria vita per inseguire quello che crede
essere il suo scopo. Mentre Charlotte evidentemente non è riuscita
a rimanere in un posto, cercando di colmare i vuoti della sua vita
con un matrimonio, il carattere di Luke non gioca a suo favore,
lasciandolo costantemente insoddisfatto.
Fountain of Youth è un film
che contrappone il fascino del potere immenso e dell’immortalità ai
bisogni semplici che diamo per scontati nella vita.
Alla fine del film, i due fratelli
capiscono che il viaggio è ciò che hanno sempre cercato. Ripetono
questa frase più volte nel corso del film, ma è solo quando Luke
intravede una Charlotte molto più anziana nella Fontana della
Giovinezza che capisce che ciò che desidera veramente non è la
soluzione di un mistero archeologico, ma stare con la famiglia e le
persone care che lo circondano. Fountain of Youth
è un film che contrappone il fascino del potere immenso e
dell’immortalità ai semplici bisogni che diamo per scontati nella
vita.
Founders Day,
diretto da Erik Bloomquist, è una
commedia
horror slasher ambientata nella cittadina americana di
Fairwood, impegnata in una campagna elettorale che vede
contrapposti il sindaco Gladwell e lo sfidante
Harold Faulkner. Mentre gli adulti seguono la
politica, gli adolescenti affrontano drammi personali.
Melissa, figlia di Harold, vive una storia con
Allison Chambers, ma la relazione sembra destinata
a spezzarsi quando Allison deve trasferirsi a Raleigh. Una notte,
però, Mellisa viene aggredita da uno sconosciuto mascherato vestito
da giudice, che la uccide davanti agli occhi di Allison. Da quel
momento, la comunità è scossa dalla presenza di un serial killer,
mentre la tensione politica cresce.
Cosa accade in Founders Day
Adam, fratello di Melissa, è devastato dalla sua
scomparsa. Profondamente legato alla sorella, cerca conforto in
Allison, l’unica con cui riesce a parlare apertamente. Adam è
tormentato anche dalla rottura con Lily, figlia
del sindaco Gladwell, con cui aveva una relazione ostacolata dalla
rivalità politica dei rispettivi genitori. Una notte, mentre Lily
resta al teatro dopo una festa, viene aggredita e uccisa dal killer
mascherato, che la sfigura brutalmente. Nel frattempo, Adam
confessa ad Allison di aver lasciato Lily perché Melissa aveva
scoperto che lo tradiva con un altro ragazzo.
Il
giorno della Festa dei Fondatori, il corpo di Lily viene ritrovato
e la città precipita nel caos. Poco dopo, il killer attacca altri
giovani, tra cui Britt e Tyler,
sorpresi a scuola. Allison, anch’essa nell’edificio, scopre Adam
mentre indossa il costume del giudice e scrive sulla lavagna una
delle note tipiche dell’assassino. Armato di martelletto, Adam la
insegue, convinto che non gli resti altra scelta se non eliminarla.
Ma Allison riesce a salvarsi grazie all’intervento del padre
Thomas, che uccide Adam. La verità, però, è più
complessa: Adam non era l’unico assassino. Allison era con lui
quando Lily fu uccisa, quindi un altro complice doveva essere
coinvolto.
La
rivelazione avviene poco dopo, quando Allison si trova faccia a
faccia con il vero burattinaio. Tornata a casa, Allison scopre che
l’assassino era già lì ad aspettarla: si tratta di Melissa, creduta
morta. La ragazza svela di aver orchestrato il piano dietro la
maschera del giudice, spinta dall’odio verso il padre e dal
desiderio di ribellarsi al controllo familiare e politico. Convinse
poi Adam ad aiutarla dopo che lui scoprì il tradimento di Lily,
spingendolo così a partecipare al piano omicida. Melissa confessa
quindi di aver ucciso Lily, il sindaco Gladwell e infine il suo
stesso padre, trasformando la sua vendetta personale in una
carneficina.
Nonostante tutto, rivela ancora di provare amore per Allison e le
chiede di tornare con lei, ma, di fronte al rifiuto, decide che
deve uccidere sia lei che suo padre. Ma c’è un ulteriore colpo di
scena: il vero manipolatore è il professor
Jackson, insegnante e membro del consiglio
scolastico. È lui ad aver spinto Melissa e Adam a compiere gli
omicidi, approfittando del loro odio e delle loro fragilità. La sua
ambizione era chiara: diventare sindaco di Fairwood. Uccidere solo
i candidati alle elezioni sarebbe stato troppo sospetto, quindi
orchestrò anche la morte di adolescenti per mascherare i delitti
come opera di un serial killer casuale.
Nel finale, quando Melissa cerca di costringere Jackson a uccidere
Allison, l’uomo si ribella e la attacca con il martelletto. In uno
scontro sanguinoso, Allison riesce infine a sopraffare Melissa e a
ucciderla. Jackson, invece, rivela di non avere intenzione di
eliminarla e le offre una scelta: tacere e salvarsi, o rischiare
tutto denunciandolo senza prove. Allison sceglie la sopravvivenza.
Un anno dopo, è riuscita ad andare al college ed è diventata
presidente dell’associazione studentesca, segno che l’esperienza le
ha dato nuove capacità di leadership. Tuttavia, il trauma non l’ha
abbandonata: i ricordi continuano a perseguitarla e una vita serena
sembra impossibile.
Nel frattempo, il piano di Jackson ha avuto successo. Secondo le
regole cittadine, il posto di sindaco vacante è toccato a lui,
trasformandolo da insegnante di liceo ad affabile politico. Dietro
le promesse elettorali, però, resta un uomo che ha sacrificato vite
innocenti solo per ambizione personale. Melissa e Adam non erano
altro che pedine, e lui non prova alcun rimorso per le loro morti.
Il finale di Founders Day sottolinea così un
messaggio amaro: il vero orrore non è soltanto il killer
mascherato, ma la corruzione del potere e la manipolazione
politica, capaci di sfruttare la fragilità delle persone per fini
personali.
Cosa ci lascia il
film Founders Day
Founders Day lascia
dunque lo spettatore con una riflessione amara sulla manipolazione
politica e sulla perdita di innocenza nelle comunità moderne. La
violenza che travolge Fairwood non nasce solo dal fanatismo dei
singoli, ma dall’opportunismo di chi sfrutta il caos per ottenere
potere, come il signor Jackson. Il film mostra come la politica
possa infiltrarsi persino nei rapporti più intimi, trasformando i
giovani in pedine sacrificabili. Alla fine resta il messaggio che
il potere corrotto, mascherato da leadership e promesse, spesso si
alimenta delle fragilità altrui, lasciando cicatrici difficili da
cancellare.
Apple
Tv+ ha diffuso il teaser di Foundation, l’attesissima serie evento
adattamento dell’omonima serie di romanzi di Asimov.
In Italia la serie di romanzi è
nota come il Ciclo delle Fondazioni e la trilogia è nota con il
nome della Trilogia della Fondazione. La Trilogia della Fondazione è
composta dai tre romanzi originali Fondazione, Fondazione e Impero,
Seconda Fondazione, per i quali Asimov vinse il Premio Hugo come
miglior ciclo fantascientifico nel 1966.
Attualmente nel cast della serie tv
sono stati confermati l’attore Lee
Pace, noto per aver preso parte ad un’altra nota
trilogia (Lo
Hobbit), interpreterà Brother Day, l’attuale
imperatore della galassia. Jared Harris, recente protagonista della serie
di enorme successo
Chernobyl interpreterà Hari Seldon, un genio
matematico che predice la fine dell’impero.
Foundation ambientata 50.000 anni dopo la
scoperta dell’energia atomica , si suddivide in cinque parti, per
un totale di 47 capitoli. Ogni parte, esclusa la prima e la quarta,
è caratterizzata da una crisi, denominata Crisi Seldon. Con questo
nome si identificano dei periodi critici nel corso della storia,
previsti dallo scienziato Hari Seldon tramite la psicostoria o
psicostoriografia (come viene tradotta nel 1963), scienza da questi
sviluppata e in grado di prevedere statisticamente il futuro.
Questo libro si snoda per i primi duecento anni.
Apple TV+ ha annunciato oggi che la serie di successo
globale Fondazione
(Foundation),
prodotta da Skydance Television e dall’innovativo narratore David
S. Goyer, e interpretata dai candidati all’Emmy Award Jared Harris
e Lee
Pace, è stata rinnovata per una seconda stagione. Dopo il
lancio su
Apple TV+ avvenuto il 24 settembre, Foundation
si è dimostrato di forte impatto con il pubblico di tutto il mondo.
Il rinnovo di oggi arriva prima della premiere del quarto episodio
della serie, con i restanti sei episodi della prima stagione che
debutteranno in anteprima settimanale, ogni venerdì su
Apple TV+.
“Siamo stati così entusiasti di
vedere il pubblico globale abbracciare l’affascinante, suspense e
vortice di brividi che è Foundation, ha commentato Matt Cherniss,
responsabile della programmazione di Apple
TV+. “Sappiamo da quanto tempo i fan di queste amate storie di
Asimov hanno aspettato di vedere il suo iconico lavor
prendere vita come una serie di eventi visivamente spettacolare e
ora non vediamo l’ora di mostrare ancora di più del questo mondo
ricco di narrazione avvincente e del mondo straordinario –
costruito da David S. Goyer anche per la seconda stagione”.
“Fin dalla mia infanzia ho sognato
come sarebbero apparsi Hari Seldon ed Eto Demerzel, come si
sarebbero sentiti Terminus e Trantor”, ha commentato lo showrunner
e produttore esecutivo David S. Goyer. “Ora, con la seconda
stagione, il nostro pubblico potrà visitare altri personaggi e
mondi indelebili che Asimov ha creato, tra cui Hober Mallow, il
generale Bel Riose e tutti gli Outer Suns. Sono entusiasta che
un’intera nuova generazione di fan stia leggendo il brillante
racconto di Asimov.Un capolavoro. Stiamo lavorando a lungo con
‘Foundation’ e sono grato ai miei partner di Apple e Skydance per
avermi affidato questa epopea. Allacciate le cinture. Stiamo per
chiudere un nuovo cerchio. “
“Fondazione
(Foundation)di
David Goyer ha superato tutte le mie aspettative portando la
filosofia e le idee di mio padre sullo schermo in modi che mio
padre non avrebbe mai potuto fare rimanendo fedele al suo lavoro”,
ha detto Robyn Asimov, che è produttore esecutivo della serie. “So
che mio padre sarebbe stato orgoglioso di vedere la sua storia
iconica prendere vita attraverso la bellezza visiva dello show e i
personaggi stratificati, capire bene che le sue parole avrebbero
avuto bisogno di questa traduzione cinematografica. Mio padre era
profondamente in debito con i suoi fan, con la loro lealtà e ha
sempre sperato che il suo lavoro sarebbe passato alle generazioni
successive. La serie TV “Fondazione” sta esaudendo il suo
desiderio (e il mio) presentando il suo lavoro a una vasta gamma di
nuovi lettori. Data la natura cerebrale dei libri della
Fondazione, questa serie è un tour de force”.
Caratterizzato da un cast
internazionale guidato da Harris e Pace, insieme alle stelle
nascenti Lou Llobell e Leah Harvey, il monumentale adattamento
racconta le storie di quattro individui cruciali che trascendono lo
spazio e il tempo mentre superano crisi mortali, lealtà mutevoli e
relazioni complicate che alla fine determineranno il destino
dell’umanità. Il dramma Apple Original è interpretato anche da
Laura Birn, Terrence Mann, Cassian Bilton e Alfred Enoch.
Quando il rivoluzionario Dr. Hari
Seldon predice l’imminente caduta dell’Impero, lui e una banda di
fedeli seguaci si avventurano ai confini della galassia per
stabilire la Fondazione nel tentativo di ricostruire e preservare
il futuro della civiltà. Infuriati per le affermazioni di
Hari, i Cleons al potere, una lunga stirpe di cloni imperatori,
temono che il loro regno senza rivali possa indebolirsi poiché sono
costretti a fare i conti con la potenziale realtà di perdere per
sempre la loro potente eredità.
Nel nuovo episodio di questa
settimana, “Barbarians at the Gate”, Salvor affronta un nemico
dell’Impero. Brothers Day e Dusk sono in disaccordo, mentre il
fratello Dawn ha lottato con la sua verità.
“Foundation” è guidato dallo
showrunner e produttore esecutivo David S. Goyer e prodotto per
Apple da Skydance Television con Robyn Asimov, Josh Friedman,
Cameron Welsh, David Ellison, Dana Goldberg e Bill Bost che sono
anche produttori esecutivi.
In concorso alla Festa del
Cinema di Roma 2022 arriva anche
Foudre, il primo lungometraggio della giovane
regista svizzera Carmen Jaquier, prodotto dalla
casa di produzione ginevrina Close Up e
realizzato con il sostegno dell’Ufficio federale della cultura,
del Cineforum e del Bourse Suissimage. Questo
progetto è caratterizzato da una grande ambizione in termini di
rappresentazione del risveglio carnale di una gioventù chiusa nel
rigore di una piccola comunità e del loro passaggio all’età
adulta.
Foudre: il colpo di fulmine del
risveglio carnale
Nell’estate del 1900,
Elisabeth (Lilith Grasmug) ha
diciassette anni e sta per prendere i voti dopo cinque anni di
convento, quando la morte improvvisa e inaspettata della sorella
maggiore la costringe a tornare dalla sua famiglia, per aiutare nei
campi. Qui, Elisabeth dovrà confrontarsi ancora una volta con la
vita di duro lavoro che si è lasciata alle spalle, ma non è più una
bambina e i misteri che circondano la morte della sorella la
porteranno a riflettere sulla sua vita.
Foudre – “fulmine”
– è un titolo metaforicamente appropriato per questo film. Sopra il
borgo di montagna dove si svolge l’azione, il cielo non è mai
tempestoso. I cieli, così misticamente maestosi da poter essere
indicati al plurale, sono invece di una bellezza travolgente, con
tramonti rosa o addirittura rosso sangue. Non dovrebbe esserci
nulla di più banale del cielo che si estende a perdita d’occhio
davanti ai personaggi di Foudre, eppure la messa
in scena di Carmen Jaquier lo trasforma in
un’enigmatica terra incognita dove il presagio metereologico del
fulmine colpirà direttamente i corpi di una gioventù pronta a
ribellarsi ben prima del 1968.
Un dialogo tra due voci
Elisabeth dovrebbe
conoscere il cielo, avendo appena trascorso l’adolescenza in un
convento. In seguito alla morte della sorella maggiore, Innocente,
torna alla fattoria di famiglia dove l’unico linguaggio possibile
sembra essere quello del silenzio e della vergogna: quello che è
successo a Innocente è più di un mistero, è un
tabù che Elisabetta è chiamata ad accettare senza discutere, come
un dogma. “Il diavolo è venuto a riprendersi la sua
ancella“, le viene detto al massimo. Mentre
Elisabeth si chiede se ha pregato abbastanza o
abbastanza bene per proteggere la sorella, un secondo monologo
interiore si sovrappone al suo: attraverso un diario nascosto,
Innocente parla di nuovo.
Che cosa aveva visto Innocente nel
cielo per cui meritava di morire? Foudre è pieno
di misteri. Quelli della fede, quelli della segretezza, quelli
della sessualità, quelli dei rituali (una scena di festa filmata
come un sabba di streghe, una scena di masturbazione come un atto
magico), quelli dei simboli (un diario che assomiglia a un
grimorio, un’icona che assomiglia a una creatura fantastica).
Carmen Jaquier mostra senza alcun dubbio un
talento sorprendente per la messa in scena, vero punto di luce del
film, che si perde invece a livello narrativo, soprattutto per la
rappresentazione offuscata e caricaturale di quegli adulti da cui i
ragazzi vogliono allontanarsi.
Foudre fatica a trovare una collocazione
Se gli immensi paesaggi delle Alpi
sono sottolineati da composizioni mozzafiato, la bellezza visiva di
Foudre – assolutamente incontrastata – tende a
risultare decorativa, non supportata da un apparato narrativo
intelligente come quello di Ritratto della giovane in fiamme (2019), film
a cui la Jaquier guarda tanto. Se il fuoco
dell’emancipazione arde nei corpi stessi di
Innocent ed Elisabeth, consuma
anche il film nel suo complesso, sovraesponendone oltremodo la
materia narrativa, laddove dovrebbe limitarsi a suggerire quello
che il paesaggio già fa intendere. Attraverso effetti di montaggio,
illuminazione e colori saturi, Jaquier dà
l’impressione che i protagonisti che filma siano letteralmente “in
fiamme” ma, al di là di qualche sequenza indovinata, dove davvero
riusciamo a intuire stati d’animo profondi solo grazie alle
suggestioni visive, Foudre sembra perdersi in un territorio
esplorato dal già citato film di Céline Sciamma,
The VVitch di Robert Eggers e
Il Sabba di Pablo Agüero.
L’indagine che conduce
Elizabeth alla morte della sorella Innocente è
anche il percorso che la porta alla scoperta del suo corpo e dei
suoi desideri. I sassolini seminati dalla sorella maggiore, i suoi
scritti segreti, i suoi tanti amori, sono tutte rivelazioni,
persino epifanie. Perché vivere se significa essere ostacolati?
Perchè essere sottoposti a un duplice sguardo – quello ardente
degli uomini della comunità e quello del rigore religioso – senza
cercare di guardare prima dentro il proprio corpo? Tematicamente
intriganti, i quesiti di Foudre forse trovano
risposta nelle capacità tecniche di una promettente cineasta,
piuttosto che nella costruzione di un mondo specifico, organico e
supportato narrativamente quanto visivamente.
Dopo la diretta streaming ecco
tutte le foto della World Premiere a Londra del film evento Les
Misérables di Tom Hooper con un cast
eccezionale: Hugh Jackman, Anne HathawayRussell Crowe, Amanda Seyfried, Eddie
Redmayne, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Samantha
Barks e Aaron Tveit.
Nel
cast de I Mercenari 3 The
Expendables ci sono con Sylvester
Stallone, Jason Statham, Jet
Li, Antonio
Banderas, Wesley
Snipes, Dolph Lundgren, il due volte
Premio Oscar®Mel
Gibson, Harrison Ford,Arnold
Schwarzenegger, Kellan Lutz, Terry Crews, Kelsey Grammer, Ronda
Rousey, Randy Couture, Glen
Powell e Victor
Ortiz da Giovedì 4
Settembre al cinema
Sinossi: Barney Ross
(Stallone), Lee Christmas
(Statham) e il resto dei nostri si trovano faccia
a faccia con Conrad Stonebanks (Gibson), che anni
passati aveva fondato I Mercenari con Barney. Stonebanks, in
seguito era divenuto uno spietato mercante d’armi che Barney era
stato costretto ad uccidere… o così pensava.
Stonebanks, che già una volta aveva
schivato la morte, intende distruggere I Mercenari – ma Barney ha
altri piani. Barney decide di combattere il vecchio sangue con del
sangue nuovo e arruola una nuova generazione di Mercenari,
ingaggiando individui più giovani, più veloci e più esperti di
tecnologia.
L’ultima missione diventa così uno
scontro fra i modi della vecchia scuola e quelli di una tecnologia
avanzata, per dar vita a quella che è la battaglia più particolare
de I Mercenari.
Nonostante il successo planetario,
i film Marvel Studios creano sempre un
sotterraneo malcontento nei puristi dei fumetti, che vedono nei
film un travisamento dello spirito eroico e originale degli eroi
pensati da Stan Lee e company. Quello su cui però
tutti concordano, è l’attesa e la curiosità di vedere proprio
Stan Lee nel prossimo film Marvel, per capire dove
l’autore amatissimo dal pubblico si ficcherà questa volta.
I suoi ultimi due cameo sono stati
davvero geniali: se in The Avengers era
un vecchietto al parco che diceva “Supereroi a New York? Ma per
piacere!” suscitando l’ilarità generale, in The Amazing
Spiderman il vecchio Stan era un bibliotecario ignaro
della furiosa lotta tra Spidy e Lizard alle sue spalle.
Arriva adesso tramite
SuperHeroHype (via Comingsoon.net) una foto di Stan Lee
in Amazing Spiderman 2
intento a girare il suo cameo. Non sappiamo in cosa consisterà e la
foto non è di molto aiuto in questo, ma saremo curiosi di scoprirlo
durante la visione del film:
In The Amazing Spiderman 2, per
Peter Parker (Andrew Garfield), vive una vita molto la
occupata – tra prendere i cattivi come Spider-Man e passare il
tempo con la persona che ama, Gwen (Emma
Stone); diplomato ormai ha lasciato le scuole superiore e non
ha dimenticato la promessa fatta al padre di Gwen di
proteggerla – ma questa è una promessa che semplicemente non
può mantenere sempre. Le cose cambieranno per Peter quando un nuovo
cattivo, Electro (Jamie
Foxx), emerge dagli abissi della città, e un vecchio amico,
Harry Osborn (Dane DeHaan), ritorna, e fa riemergere nuovi indizi
sul suo passato.
E’ cominciato il lungo e
attesissimo panel Marvel al Comic Con di San Diego e
cominciano ad arrivare anche le prime notizie importanti. Tra
queste abbiamo anche una prima foto ufficiale del nuovo gruppo di
supereroi che vedrà il grande schermo nel 2014.
Il film è attualmente in pre
produzione nel Regno Unito e dovrebbe arrivare al cinema il primo
agosto 2014. I Guardiani della
Galassia (Guardians of the Galaxy) sono un gruppo di
personaggi dei fumetti Marvel Comics, creato da Arnold Drake (testi) e
Gene Colan (disegni). La prima apparizione avviene in Marvel
Super-Heroes (seconda serie) n. 18 (gennaio 1969).
Qui la gallery del film:
[nggallery id=70]
Vi ricordiamo che tutte le notizie le trovate sul nostro
speciale: Comic-con 2013. Mentre in
calce trovate la fotogallery aggiornata:
Guarda le prime foto ufficiali del
film Una
notte da leoni 3, terzo ed ultimo capitolo della saga
di Todd Phillips con protagonisti Bradley
Cooper e Zach Galifianakis.Le foto sono state
pubblicare come di consueto per le anteprime da Entertainment
Weekly che riporta anche alcune dichiarazioni del
regista:
“E’ la storia di Alan(Zach
Galifianakis) che dopo la morte di suo padre entrerà in
crisi, e il Wolfpack è tutto ciò che gli rimane.Il film sarà una
degna conclusione di questi film dedicati al caos e alle decisioni
sbagliate”.
Vi ricordiamo che la pellicola
uscirà il 24 Maggio 2013. Una
notte da leoni 3 di Todd Phillips vede il ritorno del trio delle
meraviglie formato da
Bradley Cooper,
Zach Galifianakis e Ed Helms che
questa volta riusciranno a passare grandi guai anche lontani da
addii al celibato e da matrimoni in grande stile. Tornano nel film
anche Justin Bartha,
Heather Graham, Jeffrey Tambor, Gillian Vigman, Sasha
Barrese e
Jamie Chung.
Disponibile online una seconda immagine ufficiale da Harry
Potter e i Doni della Morte: parte I, il primo dei due film in cui
è stato diviso il settimo e ultimo romanzo della saga fantasy, che
uscirà a novembre 2010.
La foto è tratta dalla scena in cui Harry esplora i piani
superiori della casa di Grimmauld Place 12 e trova la camera da
letto del giovane Sirius Black.
Era nato come rumour, ma a quanto
pare vedremo veramente Harry Potter senza veli in Harry Potter e i
Doni della Morte.
Ovviamente la notizia va presa con
cautela: non si tratterà di un nudo integrale, e tuttavia la cosa
creerà scandalo. In una intervista a Video Business dedicata alla
preview del settimo/ottavo film che sarà contenuta nel DVD di Harry
Potter e il Principe Mezzosangue, il regista David Yates descrive
la scena tratta dal capitolo intitolato “La cerva d’argento”, dove
il medaglione Horcrux fa sì che Ron immagini le sue peggiori paure.
Paure che si giocano tutte sulle insicurezze e le emozioni del
giovane personaggio:
A un certo punto, Daniel Radcliffe apparirà nudo. In una
scena, “Un Horcrux, oggetto che porta con sè un pezzo dello spirito
di Voldemort, difende se stesso producendo visioni da incubo, e una
di queste mostra Hermione e Harry abbracciati, che si baciano”
spiega Yates. “E’ una cosa intrigante e sensuale cui Rupert dovrà
reagire, e Dan sarà nudo in quella scena.”
Come detto, probabilmente il nudo
verrà solamente accennato, ma potrebbe anche essere un autogol nel
caso di spettatori più piccoli, anche se visti gli incassi di ogni
episodio la Warner ha ormai ben poco da preoccuparsi per questi
episodi finali…
A differenza di Una notte da leoni,
il suo sequel gode di grande attenzione già nella fase di ripresa,
consideando il successo ottenuto con il primo film, e quindi ora i
fotografi sono tutti concentrati sui set del film svelandoci un po’
di dettagli sulla trama.
Ecco Tom
Cruise in
Mission: Impossible – Protocollo Fantasma, in una
nuova foto promozionale pubblicata dalla Paramount Pictures. La
foto si avvicina di più a quella di un disaster movie , che a
quella di un classico Mission Impossible.
Tuttavia con l’aumentare del numero
accanto ai titoli dei sequel del primo fortunato film diretto da De
Palma, ci siamo abituati a vedere il bel Tom impegnato in acrobazie
sempre più inverosimili!
Ecco la foto:
Il film segnerà l’esordio al cinema
‘normale’ di Brad Bird, e vede nel cast anche Jeremy Renner, Ving Rhames, Paula Patton, Josh
Holloway, Simon
Pegg e Tom Wilkinson.
Per i più nostalgici La Warner ha
diffuso una quindicina di nuove immagini, scattate durante le
riprese della battaglia di Hogwarts per
Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2. Le foto
sono del tutto inedite. Vedono coinvolti quasi tutti i protagonisti
dell’ultima battaglia.
Ecco le foto:
Il viaggio oramai si è concluso. Non
ci resta che vivere i ricordi.
Guarda tutte le foto in esclusiva
dalla Premiere a Los Angeles del film Hansel & Gretel –
Cacciatori di Streghe con Jeremy
Renner e Gemma Artenton
in una nuovi rivisitazione della famosa favola.
Si è svolta ieri, 7 febbraio
2013, all’Empire Cinema in Leicester Square, l’anteprima
londinese del film
Die Hard – Un buongiorno per morire. Sul red
carpet sono intervenuti Bruce Willis (con la moglie Emma Hemming),
Jai
Courtney, Sebastian Koch, il regista John
Moore e il produttore Alex Young.