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Franca Chaos and Creation al Cinema

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Franca Chaos and Creation al Cinema

Dopo il grande successo dell’anteprima mondiale alla 73esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, M2 Pictures porta sul grande schermo Franca Chaos and Creation, il film diretto da Francesco Carrozzini e ritratto intimo di sua madre,  Franca Sozzani, leggendario Direttore di Vogue Italia, scomparsa prematuramente lo scorso di dicembre.

Il documentario arriva al cinema in tre giornate evento imperdibili, da lunedì 25 settembre a mercoledì 27 settembre, grazie a M2 Pictures.

Dal satirico al sublime, le sorprendenti ma spesso controverse copertine create da Franca Sozzani non solo hanno infranto le regole, ma hanno fissato un nuovo status nella moda, l’arte e il business nel corso degli ultimi venticinque anni. Dalla famosa “Black Issue” alla “Plastic Surgery issue”, è sempre stata profondamente impegnata nell’esplorare tematiche off-limits, al fine di scuotere lo status quo e ridefinire, occasionalmente, il concetto di bellezza.

Con interviste a Karl Lagerfeld, Bruce Weber, Baz Luhrmann, Naomi Campbell, Marina Abramovic, Courtney Love, Donatella Versace e molti altri, Carrozzini ci porta dietro le quinte del processo creativo di sua madre, così come alla scoperta delle sue  vulnerabilità presenti e passate.

Profondo e spesso emotivo, il film è come una lettera d’amore di un figlio a sua madre. Franca Chaos and Creation è prodotto da Daniele Di Lorenzo per LDM Comunicazione in associazione con Artemis Rising.

Fran Drescher: La Tata diventa la mamma di Timothée Chalamet

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Fran Drescher: La Tata diventa la mamma di Timothée Chalamet

La star di “La Tata” e presidente della SAG-AFTRA Fran Drescher si è unita al cast del film sul ping-pong di Josh SafdieMarty Supreme“. Interpreterà la madre del personaggio di Timothée Chalamet.

Accanto a Chalamet e Drescher ci sono Gwyneth Paltrow (al suo primo ruolo cinematografico sullo schermo da “Avengers: Endgame” del 2019) e Tyler the Creator (al suo debutto cinematografico). Odessa A’zion recita anche accanto al mago Penn Jillette (di Penn & Teller), all’investitore e personaggio di “Shark Tank” Kevin O’Leary (alias Mr. Wonderful) e al regista di “Bad Lieutenant” Abel Ferrara.

Fran Drescher è meglio conosciuta come la protagonista della sitcom della CBS “La Tata”, andata in onda dal 1993 al 1999 e che le è valsa due nomination agli Emmy e due ai Golden Globe. I suoi crediti cinematografici includono “The Beautician and the Beast“, “UHF“, “This Is Spinal Tap” e i film animati “Hotel Transylvania“.

Drescher è stata eletta presidente di SAG-AFTRA nel 2021 e, nel 2023, ha guidato il sindacato durante lo sciopero degli attori durato cinque mesi che ha sconvolto l’industria dell’intrattenimento e ha fatto guadagnare agli artisti un aumento del salario minimo, nuovi residui per lo streaming e protezioni contro l’intelligenza artificiale.

Di cosa parlerà Marty Supreme con Timothée Chalamet?

Il film di A24 sarà incentrato su un professionista del ping pong. I dettagli della trama di “Marty Supreme” non sono stati resi noti, ma A24 ha pubblicato l’immagine di una pallina da ping pong con la scritta “coming soon” dopo che Variety ha dato notizia del progetto a luglio. La sceneggiatura originale di “Marty Supreme” è stata scritta da Safdie e Ronald Bronstein, che producono entrambi insieme a Eli Bush, Anthony Katagas e Chalamet.

Frammenti di Luce: recensione del film di Rúnar Rúnarsson

Frammenti di Luce: recensione del film di Rúnar Rúnarsson

È strano svegliarsi il giorno dopo aver perso qualcuno di importante nella propria vita. Non sembra possibile che quest’ultima, che il mondo intero, possano andare avanti mentre c’è chi rimane indietro, strappato all’affetto dei suoi cari senza che si possa mai davvero essere pronti per questo momento. Ciò che resta è un vuoto impossibile da colmare, con cui si può solo imparare a convivere sapendo che sarà sempre difficile trovare le parole per spiegarlo, comprenderlo, accettarlo. Il film Frammenti di Luce (titolo italiano di Ljósbrot) tenta di fare proprio questo, raccontare l’irracontabile: quel senso di lutto capace di far sentire smarriti come nient altro al mondo.

Il regista islandese Rúnar Rúnarsson presenta questo suo nuovo lungometraggio nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2024. Anche nei suoi precedenti lavori egli affrontato momenti spartiacque nella vita dell’essere umano: dalla riconciliazione di un uomo con i suoi figli e la moglie al capezzale di quest’ultima (Volcano, 2011) allo stravolgimento nella vita di un adolescente al momento del suo trasferirsi dalla città ad un piccolo villaggio (Passeri, 2015). Ma anche con i suoi cortometraggi Two Birds (2008) e Anna (2009), Rúnarsson ha ribadito il suo interesse nei confronti del passaggio da un’età ad un’altra, con tutte le speranze e le paure che tale trasformazione porta con sé.

La trama di Frammenti di Luce

Protagonista del film è Una (Elín Hall), studentessa di arti performative e membro di una band in cui vi è anche il suo amico Diddi (Baldur Einarsson). Ma tra di loro c’è ben più che una semplice amicizia. I due si sono innamorati e vivono quel loro amore con l’intensità di cui solo i giovani sono capaci. Sono però costretti a tenere segreto il loro rapporto, in quanto Diddi è in realtà fidanzato con Klara (Katla Njálsdóttir), dalla quale però è pronto a separarsi. Proprio durante il viaggio con cui intende raggiungerla per annunciarle la fine del loro rapporto, un terribile incidente lo strappa alla vita. Per Una, Klara e i loro amici ha così inizio la giornata più lunga della loro vita, durante la quale dovranno fare i conti con quella scomparsa.

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Elín Hall è Una in When the Light Breaks. Foto di © Compass Film

Quando la luce si spezza

Il racconto di Frammenti di Luce si svolge nell’arco di 24 ore, iniziando con un tramonto e terminando con quello del giorno successivo. Un intervallo temporale nel quale la vita dei protagonisti cambia per sempre in modi inaspettati. Dalle risate e dalle tenerezze iniziali si passa agli occhi gonfi di lacrime, alla voce rotta e a quella sensazione di cuore in pezzi che puo rivelarsi molto più concreta di quel che si potrebbe pensare. Per Una, in particolare, si manifesta anche un sentimento di estraneità, proprio per via di quel suo segreto che sembra ora destinato a rimanere per sempre tale.

Rúnarsson sottolinea questo suo stato d’animo seguendola con la macchina da presa sempre alle sue spalle, negandoci in più occasioni il suo volto quasi come volesse proteggerla dagli sguardi indagatori del pubblico. Nei suoi occhi rossi si nasconde quella verità che deve essere protetta. Queste premesse narrative potrebbero far pensare ad un inevitabile confronto tra le due ragazze ma più si procede nella visione più diventa chiaro come l’intento del regista non sia quello di giungere ad un climax di questo tipo, bensì mostrare come un comune dolore possa permettere di appianare ogni divergenza in virtù di un reciproco sostengo.

È così che in Frammenti di Luce si susseguono una serie di scenari con cui i giovani protagonisti cercano di venire a patti con quel dolore, sfogandosi come loro possibile. Che sia bevendo in onore dell’amico scomparso o danzando fino allo stremo, il regista li raffigura sempre con un’innocenza disarmante, che porta a chiedersi come sia possibile che ragazzi così giovani debbano confrontarsi con qualcosa di così grande e spaventoso. Ma è solo un’altra domanda a cui non c’è risposta, per cui non resta che lasciarsi andare e abbracciare l’ignoto.

Whet the Light Breaks Elín Hall Katla Njálsdóttir
Katla Njálsdóttir (sulla sinistra) è Klara e Elín Hall (sulla destra) è Una. Foto di © Compass Film

Cosa resta di chi se ne va

Frammenti di Luce cerca dunque di catturare uno stato d’animo e riproporlo sul grande schermo e l’impressione è che, seppur non porti a compimento tutte le sue idee, riesca in ogni caso a restituire il dolore e la paura dei suoi protagonisti. Nel raccontarli, il regista riesce a farlo grazie ad una serie di immagini e battute che difficilmente non faranno scattare nello spettatore la molla dell’immedesimazione. Si ricerca dunque un senso alla morte, ancora oggi incomprensibile e inaccettabile, specialmente nel momento in cui ci costringe a confrontarsi su ciò che resta – in noi o nel mondo – di chi se ne va.

Come si diceva, non tutte le situazioni proposte da Rúnarsson si risolvono o sembrano apportare ulteriore valore al racconto, ma grazie anche alla breve durata del film e alla bravura dell’attrice Elín Hall, silenziosa e profondamente espressiva, si segue con attenzione quest’opera “piccola” intenzionata a parlare di cose grandi. L’aspetto più bello, però, è il fatto che il regista riesca ad affrontare un argomento pesante come questo con quella grazia e quella tenerezza che sembrano essere due dei possibili ingredienti per superare la morte.

Frammenti dal Passato – Reminiscence: la spiegazione del finale del film

Opera prima scritta e diretta da Lisa Joy, co-creatrice della serie Westworld, il film Frammenti del Passato – Reminiscence (qui la recensione) è uno struggente racconto che fa dei ricordi il suo elemento primario, intorno a cui si costruiscono e definiscono tanto i personaggi quanto gli eventi. Sempre più, infatti, il cinema diventa strumento per riflettere sul passato, sul valore dei ricordi e sul concetto di umanità in un mondo sempre più tecnologico. La regista, cognata di Christopher Nolan, costruisce dunque un film particolarmente ambizioso in cui contenere tutti questi temi.

Il risultato è un puro neo-noir che trae le sue ispirazioni narrative dalle opere letterarie e cinematografiche di Raymond Chandler, ma anche in modo piuttosto evidente dal film Chinatown di Roman Polanski. Il racconto di personaggi controversi e delle loro torbide vite vien però qui inserito in un contesto fantascientifico, che immagina un mondo futuro segnato dal cambiamento climatico e dall’utilizzo di tecnologie che sembrano richiamare il film Blade Runner. Visivamente Frammenti dal Passato – Reminiscence è un’opera che dunque rielabora idee precedenti allo stesso modo in cui il suo protagonista rielabora il proprio passato e quello altrui.

Per costruire il suo raccontato, invece, la Joy ha preso spunto da molti aspetti della sua vita, soprattutto sul “desiderio di poter tornare a vivere o sentire emozioni passate, sognando di poterle imbottigliare ed averle con sé per sempre“. Per la storia d’amore tra i protagonisti, invece, si è ispirata in parte al mito di Orfeo e Euridice. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama e il cast di Frammenti dal Passato – Reminiscence

Il film è ambientato in un futuro distopico, nel quale il nostro pianeta è divenuto ormai un enorme oceano a causa del riscaldamento globale. Le acque, infatti, hanno sommerso tutte le terre emerse e le città sono allagate. Per via del troppo caldo, la popolazione globale vive e lavora di notte, in completa oscurità, riposandosi di giorno. Protagonista del racconto è lo scienziato e investigatore privato Nick Bannister, che mediante l’uso di una specifica tecnologia, chiamata Reminiscenza, riesce a scavare nella memoria delle persone, così da riportare a galla determinati ricordi e aiutarle a risolvere i loro problemi odierni.

Un giorno bussa alla sua porta una donna tanto affascinante quanto misteriosa, Mae, desiderosa di scandagliare il proprio passato per ritrovare un oggetto perduto. Nick s’innamora subito di lei, ma quando prova a rintracciarla, la donna sembra sparita nel nulla. È così che decide di indagare sulla sua scomparsa, ma non immagina di certo che le sue ricerche lo porteranno a scoprire una cospirazione violenta. Ora che è a conoscenza di questo intrigo, Bannister ha solo una scelta da fare: spingersi oltre, pur di scoprire cosa è successo all’amata Mae, o tornare sui suoi passi.

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Ad interpretare Nick Bannister vi è l’attore Hugh Jackman, prima ed unica scelta per il ruolo della regista. La seducente Mae, invece, è interpretata da Rebecca Ferguson. I due attori avevano già lavorato insieme in The Greatest Showman. Fanno poi parte del cast anche Thandiwe Newton nel ruolo di Emily “Watts” Sanders, assistente di Nick. Cliff Curtis ricopre il ruolo del poliziotto corrotto Cyrus Boothe, mentre Angela Sarafyan è Elsa Carine, amante del potente sindaco di Miami Walter Sylvan, interpretato da Brett Cullen. Marina de Tavira e Mojena Aria sono invece rispettivamente la moglie Teresa e il figlio Sebastian di Sylvan.

La spiegazione del finale di Frammenti dal Passato – Reminiscence

Il finale di Frammenti dal Passato – Reminiscence risponde alla maggior parte delle domande poste durante il film, ma ne solleva anche di nuove basate sul destino di Nick. Viene infatti rivelato che, dopo aver stabilito la morte di Mae e aver bloccato eternamente Cyrus nel suo peggior ricordo, Nick sceglie di trascorrere il resto della sua vita all’interno della macchina della reminiscenza. Questo gli permette di rivivere il suo tempo con Mae in loop richiamando un registro della memoria intitolato “The Story“, che pone la domanda: l’intero film era in realtà un ricordo? In superficie, la risposta sembra essere sì.

Il ricordo di Nick inizia con lo stesso discorso che Hugh Jackman fa all’inizio del film e inizia con il capitolo “Lost Keys“. Il film mostra quindi cosa sta succedendo all’interno dell’esperienza della reminiscenza di Nick e del suo primo incontro con Mae prima di saltare in diverse parti del loro tempo insieme. Ma la risposta al fatto che Reminiscence fosse o meno un ricordo è un po’ più complicata e potenzialmente fonte di confusione. Per cominciare, la prima scena di Reminiscence non è l’incontro tra Nick e Mae, quindi sembra anche un po’ strano che Nick abbia scelto di trascorrere il resto dei suoi giorni rivivendo l’intera esperienza con Mae invece che solo le parti positive.

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Questa storia non ha un lieto fine, quindi Nick che sceglie di vivere un crepacuore senza fine è una decisione piuttosto strana. Nel frattempo, la fine del film include un salto temporale che mostra Nick come un uomo più anziano ancora nella macchina e Watts che si prende cura di lui. Ciò infrange la teoria secondo cui tutto Reminiscence è un loop di memoria, anche se si potrebbe sostenere che tutto fino a quel momento è il loop di memoria di Nick. Il significato ultimo del finale di Reminiscence è dunque ovviamente legato al potere della memoria. Uno dei temi ricorrenti del viaggio di Nick nel film riguarda il modo in cui concentrarsi sul passato significa perdere ciò che è proprio di fronte a lui.

Ciò include l’interesse romantico di Watts per lui e ciò che Mae stava davvero facendo. Sebbene la nostalgia e i ricordi siano considerati un lusso nel mondo di Reminiscence, il film conclude che concentrarsi troppo sul passato fa perdere alle persone ciò che sta accadendo nel presente. La voce fuori campo di Nick sostiene che c’è un posto per la memoria in modo che possiamo guardare indietro a coloro che abbiamo perso con affetto, ma Watts crede invece che le persone scomparse facciano ancora parte della vita e che la tristezza aiuti le persone ad apprezzare la dolcezza dell’esistenza.

Il trailer di Frammenti dal Passato – Reminiscence e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Frammenti dal Passato grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play e Netflix. Su quest’ultima piattaforma si trova attualmente al 1° posto nella Top 10 dei film più visti in Italia. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video.

Fonte: IMDb, ScreenRant

Frammenti dal passato – Reminiscence: la recensione del film con Hugh Jackman

“La nostalgia non passa mai di moda”, sono queste le parole con cui il protagonista di Frammenti dal passato – Reminiscence sintetizza il tema del film stesso. Opera prima scritta e diretta da Lisa Joy, co-creatrice della serie Westworld, la pellicola è uno struggente racconto che fa dei ricordi il suo elemento primario, intorno a cui si costruiscono e definiscono tanto i personaggi quanto gli eventi. Concepito dalla regista tra la scomparsa di suo nonno e la nascita del primo figlio, il film tenta di offrire una nuova risposta all’umano desiderio di poter rivivere ancora e ancora i propri ricordi più belli, evitando dunque che questi si perdano nell’oceano della memoria.

Nasce da qui la storia di Nick Bannister (Hugh Jackman), un investigatore privato della mente, che riesce a scavare nel mondo oscuro e affascinante del passato dei suoi clienti, aiutandoli ad accedere ai ricordi perduti. Vivendo ai margini della costa sommersa di Miami, la sua vita cambia per sempre quando incontra una nuova cliente, Mae (Rebecca Ferguson), che lo contatta per una semplice questione: lo smarrimento di un oggetto. Da quel momento, tutto si trasforma per Nick in una pericolosa ossessione. Mentre lotta per indagare sulla scomparsa di Mae, egli si ritrova coinvolto in una complessa cospirazione, che lo porterà a chiedersi fino a che punto ci si può spingere per tenere strette le persone che amiamo.

“Siamo noi a tormentare il passato”

Ambientato in un futuro non lontano, Frammenti dal passato – Reminiscence si apre su una Miami sommersa dall’innalzamento del livello del mare e pertanto estremamente simile ad una Venezia. Le temperature in continua crescita hanno inoltre portato la popolazione a stravolgere i propri ritmi, dormendo di giorno per uscire con il favore del fresco notturno. In un contesto tanto affascinante da meritare un racconto a sé, si svolge una vicenda dalle tinte noir, comprensiva di investigazione su un potente magnate e di letale femme fatale. A distinguere il film dai suoi simili, oltre al già citato ambiente, vi è però l’elemento del ricordo.

In un mondo che per via dei cambiamenti climatici è sempre più diviso in classi sociali, e dove il meglio sembra ormai essere alle spalle di tutti, i ricordi sono l’unico luogo salvifico possibile. Nick Bannister, consapevole del potere della nostalgia, si definisce pertanto come i remi che conducono i suoi clienti ai loro ricordi più dolci. Attraverso il suo macchinario Reminiscence, egli permette poi anche a noi spettatori di vedere questi rappresentati tridimensionalmente. Tutti questi elementi conferiscono al film un fascino estetico a cui è un piacere abbandonarsi.

Allo stesso tempo, è proprio nell’utilizzo della tecnologia Reminiscence che il film racconta gli aspetti migliori di sé. Che la tendenza alla nostalgia sia in questi ultimi anni più forti che mai è riscontrabile ovunque e  il film della Joy rielabora tale tendenza aggiornandola alle contemporanee modalità di fruizione, quale in questo caso la realtà virtuale. Così facendo racconta di come il desiderio del passato si trasformi in un’ossessione e ribalta il punto di vista secondo cui sarebbero i ricordi a tormentare l’essere umano.

Frammenti dal passato - Reminiscence Hugh Jackman

Frammenti dal passato – Reminiscence: la recensione del film

Nei suoi significati più metaforici e nei suoi aspetti più estetici, il film della Joy è dunque un’opera particolarmente apprezzabile. Tutto ciò, come anticipato, è poi sostenuto da una classica storia noir, forse fin troppo classica (tanto da ricordare in certi momenti il capolavoro del 1974 di Roman Polanski, Chinatown) per il potenziale che le idee iniziali del film offrivano. La Joy è certamente attenta nel costruire l’intrigo e nel disseminare indizi lungo il percorso, riuscendo anche in un paio di occasioni a far immaginare conclusioni poi rivelatesi errate. Eppure, si avverte la presenza di numerose scene che poco aggiungono sia al racconto sia all’arco dei personaggi.

La forza dell’intero film è dunque frenata da una serie di scelte poco felici (tra cui spicca anche una voice over onnipresente), che portano il film a concentrarsi su alcuni aspetti meno interessanti di altri, tra cui l’indagine in sé. Se è vero che a guidare Nick nella sua ricerca sono una serie di ricordi mai chiariti, ribadendo dunque l’idea che siamo noi a tormentare il nostro passato, allo stesso tempo lo svolgimento sembra non sostenere le ambizioni di un film incentrato sulla memoria. Il risultato è un finale sbrigativo, certamente struggente, ma nettamente al di sotto delle aspettative.

Frammenti dal passato – Reminiscence: il trailer del film con Hugh Jackman

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Nick Bannister (Jackman), è un investigatore privato della mente, che riesce a scavare nel mondo oscuro e affascinante del passato dei suoi clienti, aiutandoli ad accedere ai ricordi perduti. Vivendo ai margini della costa sommersa di Miami, la sua vita cambia per sempre quando incontra una nuova cliente, Mae (Ferguson), che lo contatta per una semplice questione: lo smarrimento di un oggetto. Ma presto tutto si trasforma in una pericolosa ossessione. Mentre Bannister lotta per indagare sulla scomparsa di Mae, scopre una cospirazione violenta, e alla fine dovrà rispondere alla domanda: fino a che punto ci si può spingere per tenere strette le persone che amiamo?

Al fianco del candidato all’Oscar, Jackman (“Les Misérables”, “The Greatest Showman”), di Ferguson (l’imminente “Dune”, i film “Mission: Impossible”) e di Newton (“Solo: A Star Wars Story”), recitano nel film Cliff Curtis (“Shark – Il primo squalo”, “Fast & Furious: Hobbs & Shaw”), la nominata all’Oscar, Marina de Tavira (“Roma”), Daniel Wu (“Into the Badlands” in TV “Warcraft: L’inizio”), Mojean Aria (le serie TV “See” e “Dead Lucky”), Brett Cullen (“Joker”), Natalie Martinez (le serie “The Stand” e “The Fugitive”), Angela Sarafyan (la serie TV “Westworld – Dove tutto è concesso”) e Nico Parker (“Dumbo”).

Lisa Joy (“Westworld – Dove tutto è concesso”) con Frammenti Dal Passato – Reminiscence debutta alla regia di un lungometraggio, e dirige una sua sceneggiatura originale. Il film è prodotto dalla stessa Joy, Jonathan Nolan, Michael De Luca e Aaron Ryder. I produttori esecutivi sono Athena Wickham, Elishia Holmes e Scott Lumpkin.

Il team creativo include molti dei suoi collaboratori di “Westworld – Dove tutto è concesso”, tra cui il direttore della fotografia Paul Cameron, lo scenografo Howard Cummings, il montatore Mark Yoshikawa e il compositore Ramin Djawadi, insieme alla costumista Jennifer Starzyk (“Bill & Ted Face the Music”).

Warner Bros. Pictures presenta una produzione Kilter Films / Michael De Luca / Filmnation, un film di Lisa Joy, Frammenti Dal Passato – Reminiscence. Il film sarà distribuito in tutto il mondo da Warner Bros. Pictures ed uscirà al cinema in Italia dal 26 agosto.

Framing Britney Spears, la docu-inchiesta su Discovery+

Framing Britney Spears, la docu-inchiesta su Discovery+

Framing Britney Spears, la docu-inchiesta della serie The New York Times Presents,  curata a livello televisivo dal Times, ripercorre la burrascosa storia di Britney, dalla sua incredibile ascesa al suo indecoroso declino. Analizza i suoi problemi con le dipendenze e gli eccessi ai quali si è lasciata andare negli anni Duemila, motivo per il quale le sue facoltà mentali sono state messe in dubbio ed è stata considerata incapace di prendere autonomamente decisioni e la sua tutela è stata affidata al padre, James “Jamie” Spears. Prigioniera di se stessa, della sua casa Britney vive in una campana di vetro lontana dai suoi fan e dal resto del mondo. È questa l’immagine di Britney Spears che viene dipinta dai sostenitori del movimento #FreeBritney, coloro che sostengono che, da quando il padre James è diventato il tutore e l’amministratore di tutti i suoi beni, la popstar si è chiusa in sé stessa e cerca in modo disperato di chiedere aiuto.

Il documentario indaga sulla verità di questa situazione che risulta ancora controversa: il tribunale continua a mantenere James Spears come tutore legale della cantante in tutto e per tutto malgrado la netta contrarietà di Britney. Ci sono ancora molti punti oscuri da chiarire, questioni irrisolte, polemiche e proteste che il Times ha deciso di portare alla luce con questa inchiesta.

Fraggle Rock: ritorno alla grotta, la recensione della serie AppleTV+

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Arrivano con tutta la loro carica di colore, amore ed energia i Fraggle Rock, per la “nuova” serie di Apple TV+ Fraggle Rock: ritorno alla grotta. In realtà non si tratta proprio di una serie nuova, formata da 13 episodi tutti disponibili sulla piattaforma dal 21 gennaio, ma del reboot del classico show degli anni ’80 della Jim Henson Company, ideato da Henson stesso e ora riportato in auge dalla sua compagnia e dalla squadra guidata da Lisa Henson e Halle Stanford in vesti di produttrici.

Fraggle Rock: ritorno alla grotta, di nuovo in tv!

I divertentissimi Fraggles di Jim Henson sono tornati: a Gobo, Red, Boober, Mokey, Wembley, Uncle Traveling Matt si uniscono i nuovi Fraggles e Doozers doppiati da special guest star, come Patti LaBelle, Cynthia Erivo, Daveed Diggs, Ed Helms, Kenan Thompson e anche un cameo dei Foo Fighters.

Il mondo è sempre quello di Fraggle Rock, i protagonisti sempre dei pupazzi animati da mastri pupazzieri di comprovata fama e bravura e lo spirito sempre quello che Henson voleva regalare alle sue creature: una bontà innata e un senso superiore per il divertimento. 

E la natura, semplice e diretta dello show è tutta in questi due concetti: da una parte la serie si propone di raccontare anche gli argomenti più spinosi e attuali, come la tolleranza e la comprensione, in maniera amorevole e delicata, che, lungi dal rivelare un approccio banale, è proprio autentica e genuina. Dall’altra, la natura canterina originale dello show lo rende di grande intrattenimento e ne aumento al difficoltà in fase di scrittura.

Fraggle Rock: ritorno alla grottaLe sfide principali di Fraggle Rock: ritorno alla grotta

E qui si aprono le due caratteristiche produttive più interessanti di Fraggle Rock: ritorno alla grotta. La serie è completamente realizzata con effetti practical, il che mette i pupazzieri in condizione di dover svolgere un lavoro titanico per riprodurre movimenti, animazione e reazioni con l’0ambiente che è interamente costruito in studio e che non ricorre quasi mai alla CGI. Un altro elemento degno di nota è il lavoro che si fa invece in fase di scrittura, con Matt Fusfeld e Alex Cuthbertson che si abbracciano la responsabilità non solo di trattare argomenti seri in maniera leggera, come dicevamo prima, ma anche il compito non semplice di scrivere diverse canzoni per ogni episodio, in modo tale che ogni puntata (sono 13 da 30 minuti circa) risulti ugualmente ricca, divertente e coinvolgente.

Fraggle Rock: ritorno alla grotta mette sul piatto il senso autentico dell’arte pratica, una scrittura raffinatissima, come solo la scrittura schietta e diretta sa essere, un proposito che può sembrare scontato ma che in tempi bui come quelli in cui viviamo non lo è mai davvero.

Fraggle Rock: Ritorno alla grotta, incontro con i realizzatori e con… i protagonisti!

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In occasione della presentazione di Fraggle Rock: Ritorno alla grotta, disponibile su Apple TV+ dal 21 gennaio 2022 con 13 nuovi episodi, abbiamo avuto il piacere di parlare con la squadra produttiva del progetto della Jim Henson Company, un remoto che, nelle parole di Halle Stanford, ancora oggi ha molto da dire al pubblico. 

“Lavoro per questa realtà da 26 anni – ha raccontato Stanford – e Fraggle Rock è la ragione per cui volevo lavorare per la Jim Henson Company. Abbiamo onorato tutto quello che potevamo della serie originale. Vedrete le stesse creature, i stessi personaggi, torneremo a quelle location e abbiamo fatto tutto quello che potevamo per farlo percepire come un posto reale. Da piccola pensavo proprio a questo, che poteva essere un posto magico proprio dietro casa mia. Quindi, abbiamo reso omaggio a questo e abbiamo cercato di amplificarlo. Abbiamo cercato di mescolare in armonia il vecchio e il nuovo.”

Nonostante sembra indirizzata a un pubblico molto giovane, la serie parla forte e chiaro a ogni tipo di spettatore, dal momento che si fa carico di argomenti universali e di interesse comune, ma lo fa con gioia e leggerezza: “Quando Jim Henson creò Fraggle Rock, disse che lo show serviva a portare la pace nel mondo e rendere la nostra vita migliore – ha continuato Stanford – Nella serie ci sono molti messaggi di questo tipo che le famiglie dovrebbero ascoltare ora. Credo che il mondo abbia bisogno dei Fraggle ora più che mai. Abbiamo tutti attraversato un sacco di cose nell’ultimo periodo, e sento che abbiamo bisogno di gioia, magia e speranza. E questo è lo scopo di Fraggle Rock: rendere la speranza cool, di nuovo. Le famiglie vogliono questi messaggi, ma vogliono anche divertirsi, e questo è lo scopo della serie.”

Da veterana della Jim Henson Company, per Halle Stanford è stato un passaggio fondamentale quello di lavorare a Fraggle Rock: Ritorno alla grotta: “Lavorare al reboot di Fraggle Rock per me è come chiudere un cerchio. Ho cominciato come assistente creativa alla Jim Henson Company e per me questo nuovo lavoro è molto più che importante. Credo che il segreto di questo prodotto sia che la tv deve essere molto divertente ma anche un’esperienza trasformativa, e credo che con Fraggle Rock possiamo portare la gioia, possiamo affrontare gli argomenti seri del mondo con amore. So che suona banale, ma è quello che amo dello show!”

L’entusiasmo di Stanford sembra condiviso dagli showrunner, Matt Fusfeld e Alex Cuthbertson, che sono convinti che la serie debba poter rimanere se stessa per avere una credibilità e un appeal sul pubblico di oggi. “Questo show non ha mai provato ad essere una cosa che non è – ha detto Fusfeld – non ha mai provato a strizzare l’occhio a un particolare tipo di spettatore. Ha sempre parlato di umanità, e credo ci sia qualcosa di incredibilmente attraente in questi pupazzi che ti danno proprio il senso di realtà di poter fuggire in questo mondo di fantasia. E per questo nuovo show abbiamo accolto proprio questa idea. I set sono tutti bellissimi e ricchi, i pupazzi sono senza tempo. La nostra speranza è che, invece di seguire noi un certo tipo di vibe, sia il pubblico a seguirci per come siamo sempre stati.”

E Cuthbertson lo segue a ruota spiegando come il lavoro a Fraggle Rock: Ritorno alla grotta sia stato a tutti gli effetti uno sforzo di squadra: “Credo sia uno dei lavori più collaborativi che io abbia mai fatto. Quindi anche quando abbiamo avuto problemi, tutto è stato gestito in gruppo – ha raccontato – Poi, quasi tutto ciò che si vede nella serie è frutto di effetti speciali: se un Fraggle si tuffa nello stagno, c’è un grande splash, e via dicendo. Tutto quello che vedete è stato effettivamente realizzato, c’è pochissima computer grafica. La sfida sul set è stata proprio quella di ricreare tutto con effetti practical e ricreare la magia che aveva fatto nascere per la prima volta Jim Henson con questi personaggi.”

Una magia che ha richiesto mesi e mesi di lavoro per ogni episodio, che dura 30 minuti! Ma quando si lavora con questo entusiasmo, le cose sembrano sempre facili, o almeno è quello che si intuisce parlando con Gobo, Red e Boober, le vere star della serie che sono intervenute, raccontando cosa piace ad ognuno dell’altro (ad esempio Boober adore l’energia di Red, che a sua volta ammira molto le doti da leader di Gobo!), ma anche dando qualche buon consiglio alle “sciocche creature dallo spazio”, così come i Fraggle chiamano gli umani. Da buon leader, Gobo ha spiegato: “Non conosciamo le sciocche creature dallo spazio, ma per noi sono un po’ sciocchi. Tutto quello che facciamo noi è ascoltarci a vicenda e cercare di guardare le cose da un punto di vista differente. E poi cantiamo e balliamo.” E tutto sommato non sembra un cattivo modo di andare tutti d’accordo!

I 13 nuovi episodi di Fraggle Rock: Ritorno alla grotta vi aspettano su AppleTV+ a partire dal 21 gennaio 2022.

Foxtrot: una bellissima clip dal film di Samuel Maoz

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Foxtrot: una bellissima clip dal film di Samuel Maoz

Academy Two ha diffuso la prima clip in italiano di Foxtrot, il nuovo film di Samuel Maoz (Lebanon) presentato in Concorso alla 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il filmato in questione è una suggestiva sequenza d’animazione; il film arriverà nelle nostre sale a partire dal 22 Marzo.

Foxtrot è la danza di un uomo con il suo destino, è una parabola filosofica che analizza il concetto misterioso di fato attraverso la storia di un padre e di un figlio, fisicamente lontani ma che nonostante la distanza riusciranno a cambiare l’uno il destino dell’altro. Tre atti, come in una tragedia greca, per mettere in discussione un intero mondo, le sue convinzioni, i suoi sensi di colpa atavici.

Venezia 74: Foxtrot recensione del film di Samuel Maoz

Diretto da Samuel Maoz, il film vede protagonisti Lior Ashkenazi, Sarah Adler e Yonatan Shiray.

Foxtrot: recensione del film di Samuel Maoz #Venezia74

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Foxtrot: recensione del film di Samuel Maoz #Venezia74

Dopo il Leone d’Oro del 2009 di Lebanon, Samuel Maoz torna a raccontare la guerra, la vita e la morte alla Mostra del cinema di Venezia con Foxtrot, selezionato nel Concorso ufficiale di Venezia 74.

Toccante e brillante allo stesso tempo, il film racconta il dolore di un padre che scopre la morte del figlio arruolato nell’esercito. Il dolore, esplode in apertura film con una violenza insostenibile, quando viene comunicato ai genitori del soldato la perdita del figlio. La seconda parte del film si sposta invece alla vita del soldato, con i suoi commilitoni, nel mezzo del nulla, alle prese con un posto di blocco fantasma, inutile, mentre il conteiner dove i quattro giovani soldati dormono sprofonda nel fango. Nella parte conclusiva, il terzo atto, si cambia ancora tono, e si va ad indagare il dolore dei genitori, le dinamiche di coppia, il loro amore reciproco e per il figlio.

Toccante e brillante allo stesso tempo

FoxtrotMaoz cerca con formalizzazioni alla Sorrentino di dare un tocco magico, onirico, al suo racconto che si concentra comunque sulle brutture della guerra. La scelta precisa è quella di utilizzare un tono surreale per la sequenza centrale e spostarsi poi sull’iperrealismo nella prima e nella terza scena.

Il risultato è una danza che torna al punto di partenza, come il foxtrot appunto, e che si fa metafora di una parabola umana dolorosa e piena di segreti nascosti nel passato dei protagonisti. Questo grande dolore si esterna poi, in una scena liberatoria e malinconica, nel finale, in una chiacchierata schietta, romantica, realista, tra i due coniugi che hanno perso il loro primogenito.

La sequenza meglio realizzata è però la seconda, quella che descrive la vita dei soldati, dove si applica al meglio la tendenza onirico/surrealista che trova la sua massima espressione in una bella sequenza animata. Le quattro vite, i quattro volti, accomunati dalla divisa e dal fango ma tutti ben distinti tra loro, appresentano una gioventù e un futuro che non è dato per scontato, che non è detto arrivi per tutti. In una danza circolare e senza scopo, la poesia della sofferenza di Maoz in Foxtrot si svela riflessione sull’esistenza, ammantata di un gusto per il gioco e per il sorriso che sembre lenire il dolore delle ferite del cuore.

Foxtrot: il trailer italiano del film di Samuel Maoz

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Foxtrot: il trailer italiano del film di Samuel Maoz

Academy Two ha diffuso il primo trailer italiano di Foxtrot, il nuovo film di Samuel Maoz (Lebanon) presentato in Concorso alla 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il film arriverà nelle nostre sale a partire dal 22 Marzo.

Foxtrot è la danza di un uomo con il suo destino, è una parabola filosofica che analizza il concetto misterioso di fato attraverso la storia di un padre e di un figlio, fisicamente lontani ma che nonostante la distanza riusciranno a cambiare l’uno il destino dell’altro. Tre atti, come in una tragedia greca, per mettere in discussione un intero mondo, le sue convinzioni, i suoi sensi di colpa atavici.

Venezia 74: Foxtrot recensione del film di Samuel Maoz

Diretto da Samuel Maoz, il film vede protagonisti Lior Ashkenazi, Sarah Adler e Yonatan Shiray.

Foxtrot: dal 22 marzo al cinema, le prime foto

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Foxtrot: dal 22 marzo al cinema, le prime foto

Foxtrot, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Venezia, uscirà in sala il 22 Marzo. Il film è scritto e diretto dall’israeliano Samuel Maoz, il regista di Lebanon, Leone d’Oro a Venezia nel 2009.

Foxtrot è la danza di un uomo con il suo destino, è una parabola filosofica che analizza il concetto misterioso di fato attraverso la storia di un padre e di un figlio, fisicamente lontani ma che nonostante la distanza riusciranno a cambiare l’uno il destino dell’altro. Tre atti, come in una tragedia greca, per mettere in discussione un intero mondo, le sue convinzioni, i suoi sensi di colpa atavici.

Venezia 74: Foxtrot recensione del film di Samuel Maoz

Diretto da Samuel Maoz, il film vede protagonisti Lior Ashkenazi, Sarah Adler e Yonatan Shiray. Ecco le prime immagini ufficiali dal film:

FoxLife: le foto del party Official Night Out

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Si è tenuto ieri martedì 7 novembre il party FoxLife Official Night Out presso Spazio Orobia. Accompagnati dal Dj Set di Syria, gli ospiti hanno potuto conoscere il mondo di FoxLife, il brand multimediale di intrattenimento che celebra il mondo femminile nelle sue tante accezioni.

Dalla tv con il canale sulla piattaforma Sky al nuovo web magazine Foxlife.it all’universo social, FoxLife parla alle donne che amano informarsi e divertirsi ma anche impegnarsi per dare il proprio contributo al cambiamento.

Gli ospiti hanno potuto conoscere le novità del mondo di FoxLife. Oltre ai contributi video appositamente creati per la serata, anche due prestigiose partecipazioni artistiche. La mostra fotografica Secret’s room di Roberta Krasnig (una stanza privata con più di 100 ritratti di donne diverse ed eccellenti: personaggi del mondo dello spettacolo, della musica designers e artiste) che per l’occasione ha ritratto anche gli ospiti presenti.

A rendere ancora più unica la serata, Elena Xausa, artista internazionale, ha realizzato dal vivo un’opera graffiti che rappresenta il manifesto della nuova realtà di FoxLife.

A fare gli onori di casa Kathryn Fink, Amministratore delegato di Fox Networks Group Italia, azienda che fa dell’empowerment femminile la sua forza con il 55% di donne in posizione manageriale.

Molte le celebrities appassionate del mondo FoxLife che hanno partecipato al party FoxLife Official Night Out: Syria, Giulia Bevilacqua, Alessandro Roja, Martina Colombari, Cristiana Dell’Anna, Raz Degan, Andrea Delogu, Francesco Montanari, Benedetta Porcaroli, Nicolas Vaporidis, Eleonora Carisi, Justine Mattera, Alessandra Airò, Ludovica Sauer, Andrea Montovoli, Ilenia Lazzarin, Georgia Luzi, Flavio Montrucchio, Sonia Peronaci, Camihawke, Alice Mangione, Martina Dell’Ombra, Alvaro Von Richetti, Giulia Mizzoni, Max Pezzali, Claudio Cecchetto, e molti altri.

Foxfire vietato ai minori di 14 in Italia, la protesta di Laurent Cantet

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Foxfire vietatoFOXFIRE – RAGAZZE CATTIVE, il nuovo film di Laurent Cantet in uscita per Teodora il 29 agosto, ha ricevuto il divieto ai minori di 14 anni dalla Commissione di Revisione Cinematografica. “Ancora una volta siamo esterrefatti dalle commissioni di censura che giudicano i film in uscita nelle sale in Italia” commentano i distributori Vieri Razzini e Cesare Petrillo. “Il divieto ai minori di 14 anni inflitto a Foxfire è una conferma ulteriore dell’arretratezza culturale di questo paese, in cui le televisioni generaliste sono libere di trasmettere in prima serata film di spaventosa violenza e un film di un grande autore viene penalizzato e ghettizzato come se potesse recare danno ai giovani italiani”.

Già nella scorsa stagione Teodora ha dovuto battersi contro lo stesso divieto imposto a 17 ragazze, che come Foxfire raccontava di una ribellione adolescenziale al femminile. La censura stavolta giustifica il suo operato criticando le protagoniste di Foxfire per “le continue e ripetute condotte di rottura delle regole con modalità violente” e “il farsi giustizia da sole”, ossia quelle stesse azioni che sono alla base di gran parte del cinema commerciale hollywoodiano, senza che questo riceva nessun divieto. Forse l’idea di una giovane donna (e non di un supereroe) che si rivolta contro la violenza che subisce è ancora troppo sovversiva per il nostro paese.

“Gli adolescenti italiani avrebbero meno capacità di giudicare rispetto ai coetanei francesi, belgi, argentini o canadesi?” commenta amaramente Cantet, riferendosi ad alcuni dei paesi in cui il film è uscito senza divieti. “È questo che l’ufficio della censura italiana, che ha deciso di vietare Foxfire ai minori di 14 anni, sembra volerci dire. Fortunatamente, i giovani sono dotati di un’intelligenza maggiore rispetto a quella che i censori attribuiscono loro. In tutti i miei film ho cercato di evitare di giudicare i miei personaggi e le loro azioni, mi sono fidato della lungimiranza e del senso etico degli spettatori nel formarsi la propria opinione”.

“Quella che si vede nel mio film”, continua il regista, “è prima di tutto la violenza di una società che umilia i più deboli (bambini, donne, poveri) e quello che si racconta è il tentativo di formazione della coscienza politica di queste giovani donne che cercano di trovare un posto in un mondo che di loro non ne vuole sapere. Il film non fa mai l’apologia di questa violenza. Le ragazze di Foxfire sono spezzate dalla propria storia e pagano il prezzo dei propri errori in prima persona. Privare un giovane spettatore di questo film vuol dire privarlo di un utile strumento di riflessione sulla violenza, sulla complessità del mondo nel quale è stato chiamato a vivere. Vuol dire prima di tutto negargli qualsiasi capacità di giudizio. Come molti adulti, gli adolescenti sono capaci di comprendere la frontiera che separa la finzione e la realtà e affermare il contrario, come ha appena fatto la censura italiana, è prenderli per degli imbecilli, cosa che io mi rifiuto di fare”.

Foxcatcher: uno spot e una clip dal film con Steve Carell

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Foxcatcher: uno spot e una clip dal film con Steve Carell

Ecco uno spot e una clip da Foxcatcher, il film che vede protagonista un inedito Steve Carell al suo primo ruolo non comico. Nel film anche Channing Tatum e Mark Ruffalo.

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Il film è candidato a cinque premi Oscar:

MIGLIOR REGIA – Bennett Miller

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA – Steve Carell

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA – Mark Ruffalo

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE – E. Max Frye e Dan Futterman

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA – Bill Corso e Dennis Liddiard

In Foxcatcher I fratelli Mark e Dave Schultz sono due rinomati campioni di lotta libera. Dave – il maggiore – oltre a gareggiare nella sua categoria, fa anche da allenatore a Mark, e i due vivono praticamente in simbiosi. Un giorno Mark riceve la telefonata di John du Pont, un eccentrico magnate che lo invita a prepararsi da lui in vista dei vicini campionati mondiali, avendo allestito nella sua tenuta – Foxcatcher – un vero e proprio centro di allenamento di altissima qualità.

L’invito del milionario nasconde però un’attrazione morbosa nei confronti di Mark, e il ragazzo – senza la guida del fratello maggiore – comincia a smarrirsi. Successivamente, stringendo un accordo di finanziamento con la Federazione Americana Lotta, John du Pont riesce a far stabilire a Foxcatcher anche Dave, per iniziare il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Seul. Questa scelta sarà il preludio a un tragico epilogo.

Foxcatcher: tre nuove clip del film con Steve Carell

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Foxcatcher: tre nuove clip del film con Steve Carell

Ecco tre nuove clip in italiano di Foxcatcher, il film che ha fatto guadagnare a Steve Carell la sua prima nomination agli Oscar per la migliore interpretazione maschile da protagonista.

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Il film è candidato a cinque premi Oscar:

MIGLIOR REGIA – Bennett Miller

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA – Steve Carell

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA – Mark Ruffalo

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE – E. Max Frye e Dan Futterman

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA – Bill Corso e Dennis Liddiard

In FoxcatcherI fratelli Mark e Dave Schultz sono due rinomati campioni di lotta libera. Dave – il maggiore – oltre a gareggiare nella sua categoria, fa anche da allenatore a Mark, e i due vivono praticamente in simbiosi. Un giorno Mark riceve la telefonata di John du Pont, un eccentrico magnate che lo invita a prepararsi da lui in vista dei vicini campionati mondiali, avendo allestito nella sua tenuta – Foxcatcher – un vero e proprio centro di allenamento di altissima qualità.

L’invito del milionario nasconde però un’attrazione morbosa nei confronti di Mark, e il ragazzo – senza la guida del fratello maggiore – comincia a smarrirsi. Successivamente, stringendo un accordo di finanziamento con la Federazione Americana Lotta, John du Pont riesce a far stabilire a Foxcatcher anche Dave, per iniziare il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Seul. Questa scelta sarà il preludio a un tragico epilogo.

Foxcatcher: trailer Italiano del film candidato all’Oscar

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Foxcatcher: trailer Italiano del film candidato all’Oscar

Guarda il Trailer italiano di Foxcatcher, il nuovo film candidato a 5 Premi Oscar di Bennett Miller al cinema dal 5 marzo. Protagonisti Steve Carell, Channing Tatum, Mark Ruffalo, Sienna Miller e il Premio Oscar Vanessa Redgrave.

In Foxcatcher, i fratelli Mark e Dave Schultz sono due rinomati campioni di lotta libera. Dave – il maggiore – oltre a gareggiare nella sua categoria, fa anche da allenatore a Mark, e i due vivono praticamente in simbiosi. Un giorno Mark riceve la telefonata di John du Pont, un eccentrico magnate che lo invita a prepararsi da lui in vista dei vicini campionati mondiali, avendo allestito nella sua tenuta – Foxcatcher – un vero e proprio centro di allenamento di altissima qualità. L’invito del milionario nasconde però un’attrazione morbosa nei confronti di Mark, e il ragazzo – senza la guida del fratello maggiore – comincia a smarrirsi. Successivamente, stringendo un accordo di finanziamento con la Federazione Americana Lotta, John du Pont riesce a far stabilire a Foxcatcher anche Dave, per iniziare il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Seul. Questa scelta sarà il preludio a un tragico epilogo.

Foxcatcher: recensione del film con Steve Carell

Foxcatcher: recensione del film con Steve Carell

Arriva anche nei cinema italiani Foxcatcher, l’atteso film di Bennett Miller, basato sulla vera storia di John du Pont con protagonisti Channing Tatum, Mark Ruffalo e Steve Carell.

In Foxcatcher Mark Schultz (Channing Tatum) e suo fratello Dave (Mark Ruffalo) sono campioni olimpici di lotta. Dave è anche l’allenatore di Mark. Da opposti – Dave sicuro, protettivo, accogliente; Mark un omone fragile, ma desideroso di uscire dall’ombra dell’amato-odiato fratello – i due vivono in simbiosi.

Quando John du Pont (Steve Carell), eccentrico milionario in cerca di grandi imprese da compiere per avere approvazione – in primis dall’anziana madre (Vanessa Redgrave) – gli offre di entrare nella sua squadra per le Olimpiadi e trasferirsi alla sua tenuta, Foxcatcher, per allenarsi, Mark accetta. Du Pont prima si fa amare come un padre da Mark, poi si stanca di lui, mentre insiste per coinvolgere anche Dave in quello che sembra sempre più un perverso gioco psicologico.

Foxcatcher, il film

Foxcatcher

Ultimi scampoli di Guerra Fredda, sulle prime sembrerebbe un film di sport e patriottismo che ne ricorda altri – Mark Schultz pare a tratti un mix tra lo Stallone di Rocky e il suo famigerato avversario russo – ma, a ben guardare, è l’opposto. Qui patria, primato e grandezza della nazione sono parole vuote in bocca a du Pont, rampollo di una delle famiglie simbolo della ricchezza e del successo americano (il film è tratto da una storia vera), che ne fa emergere il lato oscuro, perverso. Angolazione sportiva, quindi, per guardare all’intenso rapporto tra due fratelli e alla follia di un uomo, ampliando poi la prospettiva all’America tutta. Il regista Bennett Miller riesce così a far seguire un film di sport anche a chi non lo ama.

Pellicola abilmente costruita: la natura di du Pont e la complessità del rapporto tra Mark e Dave, come la dinamica che s’innesca tra i tre, si scoprono pian piano, coinvolgendo lo spettatore e avvincendolo fino alla fine. Ciò, grazie all’attenzione ai particolari: postura, gesti e sguardi fanno buona parte del film fin dall’inizio; inquadrature e silenzi espressivi portano oltre la battuta e rendono possibile lo scavo psicologico. Ciò che lascia semmai un po’ perplessi nella sceneggiatura di Dan Futterman ed E. Max Freye, è la singolare sottovalutazione da parte di Dave di un soggetto come du Pont.

Attori ben scelti, con un Carell sorprendente, che incarna egregiamente du Pont: una figura di folle che non si dimentica facilmente, in perenne lotta con sé stesso e con l’anziana madre, da cui è dominato. Meritata candidatura all’Oscar come attore protagonista, come pure quella di Ruffalo non protagonista; nomination anche per regia e sceneggiatura; Palma d’Oro a Cannes per Miller. Ruffalo e Tatum si immergono a loro volta nella costruzione dei personaggi, dando vita a un legame fraterno difficile e toccante. Preparazione fisica non facile per entrambi, ma quello che colpisce di più è il lavoro su posture e atteggiamenti, notevole soprattutto nel caso di Ruffalo, che fa il suo personaggio anche col tono di voce e l’incedere del parlare.

Foxcatcher: prima clip del film

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Foxcatcher: prima clip del film

La Sony Pictures Classics ha diffuso la prima clip ufficiale di Foxcatcher, il nuovo film diretto e prodotto da Bennett Miller.

Foxcatcher racconta la storia vera  dell’assassinio del lottatore campione olimpico  David Schultz (Mark Ruffalo), avvenuta nel 1996 per mano di John du Pont (Steve Carell), amico ed allenatore del lottatore. Ricordiamo che il film è interpretato da Steve Carell, Channing Tatum, Mark Ruffalo, Vanessa Redgrave, Sienna Miller e Anthony Michael Hall. Ecco la clip:

Fonte: www.comingsoon.net

 

 

Foxcatcher: nuove foto del film con Mark Ruffalo

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Foxcatcher: nuove foto del film con Mark Ruffalo

Ecco nuove foto da Foxcatcher, con Steve Carrell, Mark Ruffalo e Channing Tatum.

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Il film è candidato a cinque premi Oscar:

MIGLIOR REGIA – Bennett Miller

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA – Steve Carell

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA – Mark Ruffalo

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE – E. Max Frye e Dan Futterman

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA – Bill Corso e Dennis Liddiard

In Foxcatcher I fratelli Mark e Dave Schultz sono due rinomati campioni di lotta libera. Dave – il maggiore – oltre a gareggiare nella sua categoria, fa anche da allenatore a Mark, e i due vivono praticamente in simbiosi. Un giorno Mark riceve la telefonata di John du Pont, un eccentrico magnate che lo invita a prepararsi da lui in vista dei vicini campionati mondiali, avendo allestito nella sua tenuta – Foxcatcher – un vero e proprio centro di allenamento di altissima qualità.

L’invito del milionario nasconde però un’attrazione morbosa nei confronti di Mark, e il ragazzo – senza la guida del fratello maggiore – comincia a smarrirsi. Successivamente, stringendo un accordo di finanziamento con la Federazione Americana Lotta, John du Pont riesce a far stabilire a Foxcatcher anche Dave, per iniziare il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Seul. Questa scelta sarà il preludio a un tragico epilogo.

Foxcatcher: Mark Ruffalo sarà un wrestler

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Mark Ruffalo in trattative per interpretare un wrestler. David Schultz, wrestler vincitore della medaglia d’oro alle olimpiadi, sarà probabilmente impersonato da Mark Ruffalo nel film Foxcatcher diretto da Bennett Miller, arricchendo un cast già composto da Steve Carell e Channing Tatum.

La storia racconterà la vera vicenda di John du Pont (Steve Carell), erede dell’impero della chimica della famiglia, la cui vita fù segnata da una grave forma di schizofrenia paranoide; Ruffalo interpreterà il suo amico di lunga data David Schultz, creatore di una infrastruttura chiamata appunto Foxcatcher e destinata al wrestling. Nel ruolo del fratello di David Mark Schultz, l’attore Channing Tatum.

Foxcatcher: le foto ufficiali dal film con Steve Carell

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Foxcatcher: le foto ufficiali dal film con Steve Carell

Ecco le foto ufficiali di Foxcatcher, il film che vede protagonista un inedito Steve Carell al suo primo ruolo non comico. Nel film anche Channing Tatum e Mark Ruffalo. Ecco le immagini:

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Il film è candidato a cinque premi Oscar:

MIGLIOR REGIA – Bennett Miller

MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA – Steve Carell

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA – Mark Ruffalo

MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE – E. Max Frye e Dan Futterman

MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA – Bill Corso e Dennis Liddiard

In Foxcatcher I fratelli Mark e Dave Schultz sono due rinomati campioni di lotta libera. Dave – il maggiore – oltre a gareggiare nella sua categoria, fa anche da allenatore a Mark, e i due vivono praticamente in simbiosi. Un giorno Mark riceve la telefonata di John du Pont, un eccentrico magnate che lo invita a prepararsi da lui in vista dei vicini campionati mondiali, avendo allestito nella sua tenuta – Foxcatcher – un vero e proprio centro di allenamento di altissima qualità.

L’invito del milionario nasconde però un’attrazione morbosa nei confronti di Mark, e il ragazzo – senza la guida del fratello maggiore – comincia a smarrirsi. Successivamente, stringendo un accordo di finanziamento con la Federazione Americana Lotta, John du Pont riesce a far stabilire a Foxcatcher anche Dave, per iniziare il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Seul. Questa scelta sarà il preludio a un tragico epilogo.

Foxcatcher: il trailer del film con Channing Tatum

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Foxcatcher: il trailer del film con Channing Tatum

Oggi a Cannes 2014 è stato il giorno del film Foxcatcher, pellicola della Sony Pictures Classics e diretta da Bennett Miller.Il film con protagonisti Channing TatumMark Ruffalo e Steve Carell, quasi irriconoscibile, racconta la storia vera dell’assassinio del lottatore campione olimpico alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles David Schultz, avvenuta nel 1996 per mano di John du Pont, amico ed allenatore del lottatore. La pellicola doveva uscire già prima degli Oscar di quest’anno, poi la Sony decise di posticiparne l’uscita.

Foxcatcher ha ricevuto un’accoglienza piuttosto unanime, con un giudizio molto positivo per le interpretazioni dei tre protagonisti e con un parere meno lusinghiero nei confronti del regista, che non ha dato particolare spessore alla sua regia. Di seguito vi mostriamo il trailer del film diffuso dal canale Youtube di Deadline:

Foxcatcher: ecco il poster del film con Channing Tatum

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Foxcatcher: ecco il poster del film con Channing Tatum

E’ stato presentato all’ultimo Festival di Cannes riscuotendo un discreto successo, soprattutto per la qualità delle performance degli attori, e portanto a casa il premio alla regia per Bennett Miller, adesso Foxcatcher si prepara ad uscire in patria e oggi vi mostriamo il primo poster del film con protagonista Channing Tatum.

foxcatcher posterFoxcatcher con protagonisti Channing TatumMark Ruffalo e Steve Carell, quasi irriconoscibile, racconta la storia vera dell’assassinio del lottatore campione olimpico alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles David Schultz, avvenuta nel 1996 per mano di John du Pont, amico ed allenatore del lottatore. La pellicola doveva uscire già prima degli Oscar di quest’anno, poi la Sony decise di posticiparne l’uscita.

A questo link potete vedere il trailer originale del film.

Fonte: CS

Foxcatcher: due clip dal film con Steve Carell

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Foxcatcher: due clip dal film con Steve Carell

Ecco due nuove clip, una in italiano e l’altra in originale sottotitolata, di Foxcatcher, il film che ha fatto guadagnare a Steve Carell la sua prima nomination agli Oscar per la migliore interpretazione maschile da protagonista.

Il film è candidato a cinque premi Oscar:

  • MIGLIOR REGIA – Bennett Miller
  • MIGLIOR ATTORE PROTAGONISTA – Steve Carell
  • MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA – Mark Ruffalo
  • MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE – E. Max Frye e Dan Futterman
  • MIGLIOR TRUCCO E ACCONCIATURA – Bill Corso e Dennis Liddiard

Sinossi: I fratelli Mark e Dave Schultz sono due rinomati campioni di lotta libera. Dave – il maggiore – oltre a gareggiare nella sua categoria, fa anche da allenatore a Mark, e i due vivono praticamente in simbiosi.

Un giorno Mark riceve la telefonata di John du Pont, un eccentrico magnate che lo invita a prepararsi da lui in vista dei vicini campionati mondiali, avendo allestito nella sua tenuta – Foxcatcher – un vero e proprio centro di allenamento di altissima qualità.

L’invito del milionario nasconde però un’attrazione morbosa nei confronti di Mark, e il ragazzo – senza la guida del fratello maggiore – comincia a smarrirsi. Successivamente, stringendo un accordo di finanziamento con la Federazione Americana Lotta, John du Pont riesce a far stabilire a Foxcatcher anche Dave, per iniziare il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Seul. Questa scelta sarà il preludio a un tragico epilogo.

Foxcatcher trailer finale del film con Channing Tatum e Steve Carell

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Arriva online il trailer finale per Foxcatcher, film di Benentt Miller (Moneyball, Truman Capote-A Sangue Freddo) già presentato al Festival di Cannes qualche mese fa con buon successo, tanto da far guadagnare al regista il premio alla regia.

Foxcatcher con protagonisti Channing TatumMark Ruffalo e Steve Carell (quasi irriconoscibile), racconta la storia vera dell’assassinio del lottatore campione olimpico alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles David Schultz, avvenuta nel 1996 per mano di John du Pont, amico ed allenatore del lottatore. La pellicola doveva uscire già prima degli Oscar di quest’anno, poi la Sony decise di posticiparne l’uscita.

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Fonte: Yahoo

Foxcatcher teaser trailer del film con Chaning Tatum

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Foxcatcher teaser trailer del film con Chaning Tatum

Arriva online il secondo teaser trailer per Foxcatcher, film di Benentt Miller (Moneyball, Truman Capote – A Sangue Freddo) già presentato al Festival di Cannes qualche mese fa con buon successo, tanto da far guadagnare al regista il premio alla regia.

Foxcatcher con protagonisti Channing TatumMark Ruffalo e Steve Carell (quasi irriconoscibile), racconta la storia vera dell’assassinio del lottatore campione olimpico alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles David Schultz, avvenuta nel 1996 per mano di John du Pont, amico ed allenatore del lottatore. La pellicola doveva uscire già prima degli Oscar di quest’anno, poi la Sony decise di posticiparne l’uscita.

 

Foxcatcher nuovo trailer del film con Channing Tatum e Steve Carell

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Arriva online il terzo trailer per Foxcatcher, film di Benentt Miller (Moneyball, Truman Capote-A Sangue Freddo) già presentato al Festival di Cannes qualche mese fa con buon successo, tanto da far guadagnare al regista il premio alla regia.

Foxcatcher con protagonisti Channing TatumMark Ruffalo e Steve Carell (quasi irriconoscibile), racconta la storia vera dell’assassinio del lottatore campione olimpico alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles David Schultz, avvenuta nel 1996 per mano di John du Pont, amico ed allenatore del lottatore. La pellicola doveva uscire già prima degli Oscar di quest’anno, poi la Sony decise di posticiparne l’uscita.

 

Foxcatcher nuovo poster del film con Channing Tatum e Steve Carell

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Sony Pictures rilascia online un ultimo poster per Foxcatcher, film di Benentt Miller (Moneyball, Truman Capote – A Sangue Freddo) già presentato al Festival di Cannes qualche mese fa con buon successo, tanto da far guadagnare al regista il premio alla regia.

Foxcatcher con protagonisti Channing TatumMark Ruffalo e Steve Carell (quasi irriconoscibile), racconta la storia vera dell’assassinio del lottatore campione olimpico alle Olimpiadi del 1984 a Los Angeles David Schultz, avvenuta nel 1996 per mano di John du Pont, amico ed allenatore del lottatore. La pellicola doveva uscire già prima degli Oscar di quest’anno, poi la Sony decise di posticiparne l’uscita.

Foxcatcher