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Mission: Impossible, i 10 principali villain del franchise

Mission: Impossible, i 10 principali villain del franchise

Con l’uscita in sala di Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, con Tom Cruise nei panni di Ethan Hunt, si è accesa una luce su uno degli inserti narrativi che muovono, da anni, l’intero franchise: i cattivi. Ogni film action/thriller/spionistico che si rispetti – e che riesce ad ingranare – ha al suo interno un villain ben scritturato, dalla forte personalità e carisma. Nel caso di Mission: Impossible, sono il pretesto che mette in moto la corsa contro il tempo di Ethan Hunt per salvare l’umanità.

Il franchise ne ha avuti parecchi di antagonisti, ma non tutti sono riusciti a spiccare e a lasciare un segno indelebile. Solo alcuni, infatti, hanno tutte le carte in regola per essere indimenticabili. Per poter valutare il loro impatto – e importanza – nelle varie storie narrate, è da tenere conto l’alto livello di pericolosità, quanto siano minacciosi, l’interpretazione dell’attore e quanto del personaggio vengano mostrate vulnerabilità e paure. Abbiamo perciò stilato una classifica dei principali cattivi di Mission: Impossible, in base alla loro capacità di lasciare un’impronta duratura nei film e di eguagliare le abilità di Ethan Hunt.

Sean Patrick Ambrose

Mission Impossible II Dougray Scott

Sean Patrick Ambrose è stato il principale antagonista di Mission: Impossible II. Il suo piano era quello di rilasciare un virus chiamato Chimera per poi venderne la cura, Bellerophon, a scopo di lucro. Nonostante non sia un villain molto considerato del franchise, Ambrose è un personaggio molto interessante perché funge da antitesi di Ethan Hunt. Un esempio lo si ha nel suo carattere e temperamento: il cattivo, infatti, lascia che le sue emozioni prendano il sopravvento e spesso agisce con rabbia.

John Musgrave

Mission Impossible III Billy Crudup

In Mission: Impossible III il pubblico fa la conoscenza di John Musgrave che, nonostante non sia l’antagonista principale del film – poiché introdotto solo come alleato di Owen Davian – si rivela essere un villain molto convincente. Nel film il modo in cui fa il doppio gioco con Ethan Hunt e orchestra l’intero piano per acquisire la zampa di coniglio, lo rende un personaggio molto accattivante, in grado di catalizzare l’attenzione. Il merito per un cattivo così ben riuscito va al suo interprete, Billy Crudup, che riesce a rappresentare l’ambiguità di Musgrave, tanto che spesso ci si chiede effettivamente da che parte lui stia. Musgrave, purtroppo, non fa una bella fine in Mission: Impossible III, e questo fa sì che il personaggio venga dimenticato e oscurato dalla presenza minacciosa di Owen Davian.

Sabine Moreau

Mission Impossible Protocollo fantasma Lea Seydoux

Un altro villain degno di nota ha il volto Léa Seydoux, che dà corpo e carattere a Sabine Moreau, la quale fa il suo debutto in Mission: Impossible – Protocollo fantasma. Moreau è un’abile assassina che uccide a sangue freddo il Trevor Hanaway di Josh Holloway. Anche lei non è il main villain del film, eppure la sua prima uccisione nella scena iniziale la rende subito un pericoloso nemico per Ethan e la sua squadra. Nel corso della trama, a livello di sceneggiatura, il suo personaggio non ha molte battute, ma questo viene compensato dal suo comportamento misterioso, che la fa essere ancora più enigmatica e imprevedibile. Peccato che il film non abbia approfondito il suo passato di killer.

John C. McCloy

Mission Impossible II Brendan Gleeson

Torniamo a Mission: Impossible II con John C. McCloy, altro antagonista del secondo capitolo. Il personaggio non ha legami diretti con Ethan Hunt all’interno della storia, eppure la sua caratterizzazione risulta più credibile perché rappresenta il modo in cui le potenti corporazioni stabiliscono il controllo sulle masse attraverso pratiche non etiche. Questo suo agire stimola ancora di più nel pubblico il tifo per la battaglia di Ethan Hunt per la giustizia, non solo guidata da ragioni personali, ma messa in moto anche per un bene più grande.

Max Mitsopolis

Mission Impossible Vanessa Redgrave

Fra i cattivi più affascinanti del franchise di Mission: Impossible spicca Max Mitsopolis interpretata da Vanessa Redgrave. Un altro villain donna dall’incredibile forza, che utilizza il suo potere e la sua influenza per essere sempre all’avanguardia e tirarsi fuori da ogni situazione complicata. Uno degli esempi più validi lo si ritrova nella scena in cui Ethan scopre gli accordi di Max con Jim Phelps, ma lo convince a lavorare per lei offrendogli 150.000 dollari. O ancora quando Kittridge e la CIA scoprono i suoi affari segreti nelle battute finali del primo Mission: Impossible: Max riesce sempre a tirarsene fuori, evitando di affrontare gravi ripercussioni negoziando con le autorità superiori. Il suo essere invisibile, pur giostrando il tutto dietro le quinte, la rende un carachter davvero formidabile.

James “Jim” Phelps

Mission Impossible John Voight

Un personaggio diventato villain, che però nella serie televisiva originale di Mission: Impossible faceva parte dei buoni, è Jim Phelps, trasformatosi poi in cattivo in Mission: Impossible. Nonostante la scelta di farlo diventare un’antagonista non sia piaciuta ai fan, Jon Voight è riuscito ad incarnare molto bene le sue complessità morali e tutta la corruzione che lo ha poi divorato. È soprattutto il suo improvviso tradimento, che va legandosi alla sua capacità di tirare in maniera subdola le fila, a rendere ancora più drammatica l’intera narrazione. Inoltre, la sua inversione di marcia da buono a cattivo, ha permesso al franchise di far diventare permanente l’Ethan Hunt di Tom Cruise come protagonista, tagliando così lentamente i legami con la serie tv.

Kurt Hendricks

Mission Impossible Protocollo fantasma Michael Nyqvist

Kurt Hendricks, per i più conosciuto con il nome in codice Cobalt, è l’antagonista principale di Mission: Impossible – Protocollo fantasma. La sua concezione sulla pace nel mondo è molto estrema e, secondo lui, la distruzione del pianeta – seppur sia qualcosa di spiacevole – è necessaria al fine dell’evoluzione. Per vedere realizzate le sue folli idee, Hendricks cerca in tutti i modi di scatenare un conflitto armato tra gli Stati Uniti e la Russia, anche se questo porterebbe alla morte di molti innocenti. È un personaggio calcolatore, abile nel giocare a scacchi con Ethan Hunt, che riesce a tenere testa a quest’ultimo nei combattimenti corpo a corpo grazie al suo passato nelle forze speciali.

Solomon Lane

Mission Impossible Fallout Sean Harris

Solomon Lane, interpretato da Sean Harris, è uno dei villain più temuti, pericolosi, ma al contempo intelligenti di tutto il franchise. Ecco perché la sua presenza costante in due film di Mission: Impossible non stupisce affatto, ma anzi serve a rafforzare la sua importanza nell’economia narrativa del film, che contribuisce a renderlo uno dei migliori cattivi. Rendendo più impattanti e con un peso superiore gli scontri e i complotti contro Ethan Hunt. Dopo ciò che accade in Mission: Impossible – Fallout, il suo destino rimane sconosciuto, ma è probabile che Lane sia morto fuori dallo schermo e che quindi potrebbe non tornare in Mission: Impossible – Dead Reckoning.

August Walker

Mission: Impossible – Fallout

Il bello e tenebroso Henry Cavill si è unito al franchise di Mission: Impossible per interpretare August Walker, un altro valido villain che all’inizio, in realtà, sembra innocuo. Quando lo si incontra per la prima volta, questi si presenta come un normale agente della Divisione Attività Speciali della Central Intelligence Agency. Tuttavia, nello sfilacciarsi della storia di Mission: Impossible – Fallout, Walker rivela la sua vera natura, grazie alla quale si palesa la sua collaborazione con il Sindacato. Nelle scene iniziali di Mission: Impossible – Fallout, si evince poi subito la sua imponenza fisica nei combattimenti corpo a corpo, e più volte il film mette in risalto le sue capacità di assassino, tanto da farlo essere degno avversario di Ethan Hunt.

Owen Davian

Mission: Impossible Philip Seymour Hoffman

Se Solomon Lane fa parte della cerchia dei migliori cattivi di Mission: Impossible, Owen Davian ne detiene il primato se si stila una classifica. Interpretato da Philip Seymour Hoffman, il personaggio è il villain più carismatico e spaventoso di tutti e appare in Mission: Impossible III. Davian non è per niente empatico ed ha tendenze sadiche, che vengono confermate nel suo non provare alcun dispiacere nell’infliggere delle sofferenze a innocenti come Julia, rendendolo una minaccia personale per Ethan. In questo modo, la sua presenza aumenta di parecchio il senso di pericolo in Ethan che – fra l’altro – durante tutto il terzo capitolo, viene superato da Davian molte volte, grazie soprattutto alla sua incredibile intelligenza e capacità di manipolazione.

Mission: Impossible, Hayley Atwell si aggiunge al cast del prossimo film

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Celebre per il ruolo dell’agente Carter all’interno del Marvel Cinematic Universe, l’attrice Hayley Atwell ha accettato di entrare a far parte del cast del prossimo film dedicato alla saga di Mission: Impossible.

È lo sceneggiatore e regista Christopher McQuarrie a diffondere la notizia tramite il proprio account Instagram, a cui sono poi seguiti anche alcuni post della stessa attrice.

I prossimi due capitoli del franchise con Tom Cruise protagonista verranno girati l’uno di seguito all’altro, e attualmente non si hanno ulteriori notizie circa il ruolo ricoperto dall’attrice, né se comparirà in entrambi i film o solo in uno di essi.

Allo stesso modo dovrebbero riprendere i propri ruoli anche gli attori Ving Rhames, Simon Pegg e Rebecca Ferguson.

L’attrice, famosa per aver partecipato ai film Captain America: Il primo Vendicatore e Ritorno al Bosco dei 100 Acri, potrebbe probabilmente ricoprire il ruolo del villain del film. Questa teoria ha iniziato a circolare in seguito ad alcune frasi dell’attrice riportate nei post dedicati al film sul proprio account Instagram.

Ispirata dall’omonima serie televisiva, la prima pellicola dedicata a Mission: Impossible arriva al cinema nel 1996 per la regia di Brian De Palma. Dato il suo successo, il film ottiene ben cinque sequel: Mission: Impossible II (2000), Mission: Impossible III (2006), Mission: Impossible – Protocollo fantasma (2011), Mission: Impossible – Rogue Nation (2015) e Mission: Impossible – Fallout (2018). Con i prossimi due capitoli, previsti rispettivamente per il 2021 e il 2022, la saga arriverà ad essere composta di otto film.

Fonte: Empire

Mission: Impossible, 9 piani in sviluppo per il dopo Dead Reckoning, parti 1 e 2

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Ci sono già piani per altri film Mission: Impossible dopo Dead Reckoning, parte One e Two. Il settimo capitolo della serie Mission: Impossible arriva nelle sale a luglio. Questa sarà la prima parte di Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One, in due parti, con la seconda parte in arrivo nel 2024. Mentre molti franchise cinematografici tendono a terminare con finali in due parti, come Harry Potter e Spider-Verse, il regista del franchising Christopher McQuarrie ha affermato il contrario.

McQuarrie ha detto a Fandango che Dead Reckoning Part 1 e 2 non sarà la fine della serie. Ha anche aggiungo che hanno già idee per quello che verrà dopo. Variety ha riferito che Dead Reckoning dovrebbe rappresentare l’atto finale di Tom Cruise nei panni di Ethan Hunt. Ciò significa che sebbene il franchise di Mission: Impossible non andrà da nessuna parte, è possibile che Dead Reckoning consentirà a Ethan di lasciare in eredità alla storia un nuovo protagonista.

Tutto quello che sappiamo su Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One

In Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra dell’IMF si trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che minaccia l’ intera umanità. Con il destino del mondo e il controllo del futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani sbagliate. Messo di fronte a un nemico misterioso e onnipotente, tormentato da forze oscure del passato, Ethan sarà costretto a decidere se sacrificare tutto per questa missione, comprese le vite di coloro che gli stanno più a cuore.

Il settimo capitolo di MI si intitolerà Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One, mentre l’ottavo, Mission: Impossible – Dead Reckoning Part Two. Nei prossimi due capitoli della saga di Mission ImpossibleTom Cruise e Rebecca Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e Ilsa Faust. I due film vedranno coinvolti anche Shea Whigham (Kong: Skull Island), Hayley Atwell (Captain America: Il primo vendicatore), Pom Klementieff (Guardiani della Galassia) e Esai Morales (Ozark). Christopher McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 30 settembre 2022 e il 7 luglio 2023.

Mission: Impossible III, tutto quello che c’è da sapere sul film con Tom Cruise

Quando parliamo di saghe action, i titoli che vengono subito in mente sono Die Hard, Arma Leatale, Jason Bourne, Fast & Furious e Mission: Impossible. Di quest’ultima è arrivato in sala lo scorso anno il settimo capitolo, Mission: Impossible – Dead Reckoning, mentre si attende ora l’ottavo film previsto per il 2025. In attesa di ciò, riscoprire i precedenti film di questa, tutti interpretati da Tom Cruise, è quantomai doveroso. In particolare, Mission: Impossible III, uscito nel 2006, è il capitolo spartiacque che ha permesso alla serie di ottenere l’attenzione e la forza necessarie a dar vita all’universo narrativo che conosciamo oggi.

Uscito a sei anni di distanza da Mission: Impossible 2 e seguito 5 anni dopo da Mission: Impossible – Protocollo fantasma, questo terzo film ha infatti non solo riacceso l’interesse nei confronti della saga, ma ha anche contribuito ad una sua più approfondita definizione, tra canoni del genere action, personaggi arricchiti di sfumature e imprese produttive sempre più estreme. Il film è inoltre il debutto alla regia di un lungometraggio per J. J. Abrams, fino a quel momento distintosi principalmente grazie alle serie televisive Alias e Lost. Regista talentuoso, Abrams permise dunque al film di acquisire novità importanti, che lo rendono ancora oggi uno dei titoli più apprezzati della saga.

A volerlo alla guida del progetto fu lo stesso Cruise, alla ricerca di un regista dopo che David Fincher, inizialmente scelto per tale compito, decise di tirarsi indietro per via di divergenze creative. Per quanto sarebbe stato interessante vedere un film di questo tipo diretto dal regista di Fight Club, forse oggi non si avrebbe la saga così come la conosciamo senza aver avuto Abrams come regista del terzo capitolo. Prima di intraprendere una visione di questo, però, sarà utile approfondirlo meglio. Proseguendo qui nella lettura sarà possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e altro ancora. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Tom Cruise, Ving Rhames e Simon Pegg in Mission Impossible III

La trama di Mission: Impossible III

L’agente Ethan Hunt continua a lavorare per l’Impossible Mission Force, ma ha ormai abbandonato la prima linea. Se in precedenza si era occupato delle missioni più pericolose e segrete, adesso conduce una vita più tranquilla occupandosi dell’addestramento delle nuove reclute. Anche la vita sentimentale di Ethan procede al meglio, grazie alla nuova fidanzata, un’infermiera di nome Julia, con la quale dorvà presto sposarsi e che, però, è assolutamente ignara del vero lavoro di Ethan. Nonostante l’intenzione di rimanere lontano dai pericoli per lei, Ethan sarà però costretto a rientrare in azione quando una delle sue allieve, Lindsey Farris, viene catturata.

Comincia così per lui una missione di salvataggio in piena regola, il cui esito è quantomai incerto. La situazione precipiterà ulteriormente quando Ethan capirà che Lindsey è stata fatta prigioniera in virtù delle informazioni che possiede riguardo un’arma chiamata “Zampa di Lepre”. Egli si ritroverà dunque invischiato in una missione impossibile di prima categoria, che lo condurrà fino a Città del Vaticano. Il nemico, pur rimanendo nell’ombra, si rivela essere una pericolosa organizzazione terroristica che, nel tentativo di sogiogare l’ordine mondiale, farà di tutto pur di contrastare il protagonista, compreso, oltre ad aver rapito la sua alliena, far prigioniera anche la sua promessa sposa Julia.

Mission-Impossible-III-sequel

Il cast di attori di Mission: Impossible III e le location a Roma del film

Tom Cruise riprende dunque qui il ruolo dell’agente Ethan Hunt, cimentandosi nella stragrande maggioranza delle acrobazie previste per il suo personaggio, senza voler ricorrere a controfigure. La maggior parte di queste è eseguita senza gravi lesioni. Tuttavia, in un’occasione si è rotto un paio di costole quando ha girato troppo velocemente la parte superiore del busto. Nel ruolo di Owen Davian, leader del gruppo terroristico, vi è invece l’attore premio Oscar Philip Seymour Hoffman, il quale torna a lavorare insieme a Cruise a qualche anno di distanza dal film Magnolia. Gli attori Ving Rhames e Maggie Q interpretano invece Luther Stickell e Zhen Lei, alleati di Hunt.

Laurence Fishburne è invece Theodore Brassel, direttore dell’IMF che assegna ad Ethan la nuova missione, mentre Billy Crudup è John Musgrave, collega del protagonista. Fanno poi parte del cast gli attori Jonathan Rhys-Meyers nel ruolo dell’agente IMF Declan Gormley, Michelle Monaghan in quelli di Julia, promessa sposa di Ethan, e Keri Russell in quelli di Lindsey Farris, ruolo per il quale era inizialmente stata considerata anche Katie Holmes, moglie di Cruise dal 2006 al 2012. Simon Pegg assume invece il ruolo dell’agente Benjamin “Benji” Dunn, dopo che questo fu lasciato vacante da Ricky Gervais, inizialmente l’attore scelto dai produttori, per via di altri impegni.

Per quanto riguarda le location del film, oltre ad essere stato girato negli Stati Uniti, in Cina (Shanghai e Xitang) e in Germania (Berlino), Mission: Impossible III vanta anche delle riprese svolte in Italia, più precisamente a Roma e a Caserta, ma anche a Città del Vaticano. Le scene ambientate proprio in quest’ultima località, in realtà, sono state quasi tutte girate all’interno della Reggia di Caserta. A Roma, invece, per via di una folla di curiosi che rischiava di rovinare le riprese, venne allestito uno piccolo set fasullo con diverse ragazze in bikini e diverse donne anziane vestite da suore, così da attirare qui l’attenzione delle persone mentre venivano effettuate, altrove e senza disturbi, le vere riprese del film.

I sequel di Mission: Impossible III e dove vedere il film in streaming e in TV

Come anticipato, il grandissimo successo di questo film ha dato vita ad una fortunata sagha, composta ad oggi da ben sei capitoli, più altri due di prossima uscita. Dopo Mission: Impossible III, dunque, nel 2011 Cruise riprese i panni di Ethan Hunt per Mission: Impossible – Protocollo fantasma, seguito poi da Mission: Impossible – Rogue Nation e Mission: Impossible – FalloutMission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno settimo capitolo della saga è uscito al cinema il 13 luglio 2023, mentre Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Due, che sarà anche l’ultimo, ha invece una data di uscita fissata al 2025.

È possibile fruire di Mission: Impossible III grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Netflix, Paramount+ e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì aprile alle 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

Mission: Impossible III, la spiegazione del finale del film con Tom Cruise

Mission: Impossible III segna un punto di svolta nella saga di Ethan Hunt, conferendo al franchise una nuova energia grazie alla regia di J. J. Abrams. Dopo i toni più stilizzati e quasi freddi dei primi due film, Abrams introduce un approccio più personale e drammatico, puntando sul lato umano di Hunt e sulle dinamiche tra i personaggi. Il film rinnova la serie con sequenze d’azione spettacolari e tensione costante, mescolando thriller, spionaggio e adrenalina cinematografica, senza sacrificare la costruzione della storia né il ritmo serrato che caratterizza la saga.

Il cast contribuisce in modo determinante a ravvivare il franchise: Tom Cruise conferma il suo ruolo iconico di Ethan Hunt, mentre Philip Seymour Hoffman offre una performance memorabile nel ruolo del villain Owen Davian. Michelle Monaghan viene introdotta come Julia, la moglie di Hunt, dando al protagonista un legame emotivo forte e concreto. Simon Pegg assume un ruolo più attivo come tecnico e alleato, consolidando l’equilibrio tra azione e momenti più leggeri. Il film esplora temi come il sacrificio, la lealtà, l’amore e i limiti personali, approfondendo l’umanità del protagonista in modo inedito per la saga.

Dal punto di vista tematico, Mission: Impossible III unisce la spettacolarità delle missioni impossibili con la vulnerabilità emotiva dei protagonisti, unendo azione ad introspezione. Le minacce non sono solo fisiche ma anche personali: la vita di Julia e la fedeltà del team diventano motori centrali della narrazione. Il film esplora inoltre il confine tra dovere e morale, evidenziando come le scelte di Hunt influenzino chi gli sta vicino. Questa combinazione di dramma personale e tensione spionistica ha rinnovato la saga, rendendo questo capitolo un punto di riferimento nella filmografia della serie. Nel resto dell’articolo si proporrà una spiegazione dettagliata del finale e della sua importanza narrativa.

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Tom Cruise, Ving Rhames e Simon Pegg in Mission Impossible III

La trama di Mission: Impossible III

L’agente Ethan Hunt continua a lavorare per l’Impossible Mission Force, ma ha ormai abbandonato la prima linea. Se in precedenza si era occupato delle missioni più pericolose e segrete, adesso conduce una vita più tranquilla occupandosi dell’addestramento delle nuove reclute. Anche la vita sentimentale di Ethan procede al meglio, grazie alla nuova fidanzata, un’infermiera di nome Julia, con la quale dorvà presto sposarsi e che, però, è assolutamente ignara del vero lavoro di Ethan. Nonostante l’intenzione di rimanere lontano dai pericoli per lei, Ethan sarà però costretto a rientrare in azione quando una delle sue allieve, Lindsey Farris, viene catturata.

Comincia così per lui una missione di salvataggio in piena regola, il cui esito è quantomai incerto. La situazione precipiterà ulteriormente quando Ethan capirà che Lindsey è stata fatta prigioniera in virtù delle informazioni che possiede riguardo un’arma chiamata “Zampa di Lepre”. Egli si ritroverà dunque invischiato in una missione impossibile di prima categoria, che lo condurrà fino a Città del Vaticano. Il nemico, pur rimanendo nell’ombra, si rivela essere una pericolosa organizzazione terroristica che, nel tentativo di sogiogare l’ordine mondiale, farà di tutto pur di contrastare il protagonista, compreso, oltre ad aver rapito la sua alliena, far prigioniera anche la sua promessa sposa Julia.

La spiegazione del finale del film

Il terzo atto di Mission: Impossible III vede l’escalation della minaccia di Owen Davian, che ha rapito Julia e minaccia la vita di Ethan. L’agente, guidato da informazioni sottili come il microdot lasciato da Lindsey, si muove rapidamente da Shanghai fino al luogo in cui Davian tiene prigioniera la sua promessa sposa. Dopo aver recuperato il Zampa di Lepre, Ethan viene sedato e gli viene impiantata una micro-esplosione simile a quella che ha ucciso Lindsey, mentre Davian afferma di poter uccidere Julia se Ethan non rivela il nascondiglio dell’oggetto. La tensione raggiunge il culmine.

Ethan reagisce con prontezza e coraggio: affronta Davian in uno scontro diretto, sfruttando le sue capacità di combattimento e ingegno tattico. Il confronto culmina con la morte di Davian e la liberazione di Julia. Per neutralizzare l’esplosivo nella propria testa, Ethan improvvisa un defibrillatore, coinvolgendo Julia nel processo e insegnandole come proteggersi. La sequenza si chiude con la sconfitta definitiva dei nemici, la rivelazione della verità sulla complicità di Musgrave e il ricongiungimento dei due protagonisti, che possono finalmente allontanarsi dalla missione per vivere la loro vita personale.

Mission-Impossible-III-sequel

Il finale sottolinea il tema centrale del film: il conflitto tra dovere professionale e legami personali. Ethan è costretto a confrontarsi con le conseguenze della sua vita da spia, mettendo a rischio chi ama. La scena dimostra come la sua determinazione, l’ingegno e l’esperienza siano strumenti indispensabili per salvare vite e portare a termine missioni impossibili. La combinazione di azione frenetica e tensione emotiva permette di enfatizzare il lato umano del protagonista, conferendo al film profondità oltre l’adrenalina dei combattimenti e delle infiltrazioni.

Inoltre, il finale porta a compimento il tema della fiducia e della lealtà: il tradimento di Musgrave mostra i pericoli interni e la necessità di discernimento, mentre il lavoro di squadra con Luther e Benji evidenzia come la collaborazione e la fedeltà reciproca siano essenziali per affrontare minacce estreme. La risoluzione della vicenda del Zampa di Lepre sottolinea anche l’intelligenza strategica di Ethan, capace di superare ostacoli apparentemente insormontabili senza perdere il controllo né il focus sugli obiettivi morali e personali che guidano le sue azioni.

Il film lascia infine un messaggio sulla determinazione, la resilienza e la responsabilità: anche di fronte a nemici superiori, tradimenti e pericoli mortali, il coraggio e l’ingegno individuale possono fare la differenza. La vicenda rafforza l’idea che il sacrificio personale e la protezione di chi si ama siano motivazioni potentissime, e che le azioni di un singolo, quando guidate da etica e astuzia, possano ribaltare situazioni disperate. Il finale lega così emozione e adrenalina, chiudendo il film con un equilibrio tra vittoria professionale e personale soddisfazione.

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Mission: Impossible 8: una nuova foto anticipa una pericolosa missione nell’Artico

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Il regista di Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Due, Christopher McQuarrie, ha condiviso tramite il proprio profilo Instagram una nuova immagine del prossimo sequel, anticipando una mortale missione nell’Artico. Dopo che il franchise è iniziato quasi 27 anni fa, la storia di Ethan Hunt, interpretato da Tom Cruise è ora destinata a concludersi con due film molto attesi. Se Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno è attualmente in post-produzione e uscirà quest’estate, la seconda parte del capitolo conclusivo del franchise è ancora nel bel mezzo della produzione e alcune riprese sono attualmente in corso, come la nuova foto condivisa da McQuarrie conferma.

McQuarrie non specifica dove si trovi esattamente il luogo innevato mostrato nella foto, ma si dice che alcune riprese di Mission: Impossible 8 si siano svolte alle Svalbard, un arcipelago tra la Norvegia e il Polo Nord. Per quanto riguarda il guerriero vestito di pelliccia nella foto, la didascalia di McQuarrie rivela che si tratta dell’attrice Inuit Lucy Tulugarjuk. Un ambiente tanto ostile potrebbe rivelarsi perfetto per una missione estremamente pericolosa, come lasciano intendere alcune fonti interne.

Mentre i dettagli della storia di Mission: Impossible 8 sono infatti ancora tenuti nascosti, sono invece noti alcuni dei luoghi delle riprese del film, cosa che permette di avere alcune indicazioni su cosa aspettarsi. Questa location nell’Artico si aggiunge infatti a quelle in Gran Brategna, in Italia e perfino in Sud Afric. Non è ancora chiaro quante riprese di Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Due rimangano da realizzare, ma il film sembra certamente che non mancherà di offrire luoghi pittoreschi ai propri spettatori. Nell’attesa di maggiori informazioni, qui di seguito, si può ritrovare la foto condivisa dal regista.

https://www.instagram.com/p/CqGZpoBsOP1/?amp%3Butm_campaign=loading

Fonte: ScreenRant

Mission: Impossible 8, nel cast uno dei protagonisti di Severance

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Secondo The Hollywood Reporter, Tramell Tillman è l’ultimo attore in ordine di tempo a unirsi all’impresa di Tom Cruise in Mission: Impossible 8. Tillman è noto soprattutto per aver contribuito all’affascinante serie AppleTV+, Severance. Interpretata anche da Adam Scott e Patricia Arquette, la serie ruota attorno a un’azienda immaginaria che consente ai dipendenti di scegliere di avere una procedura che separa la loro personalità lavorativa da quella domestica. Tillman interpreta il supervisore di Mark (Scott), Milchick, che supervisiona i misteriosi avvenimenti della compagnia.

Il suo ruolo in Mission: Impossible 8 non è stato rivelato, ma si unisce a un afflusso di nuovi membri del cast nel franchise. Sul cartellone apparirà anche Katy O’Brian, che ha attirato l’attenzione del pubblico nel film A24, Love Lies Bleeding. Anche Nick Offerman e Hannah Waddingham appariranno nel seguito di Mission: Impossible: Dead Reckoning. Inizialmente pubblicizzato come la seconda parte corrispondente a Mission: Impossible: Dead Reckoning Part I, il film in uscita viene ora pubblicizzato esclusivamente come Mission: Impossible 8.

Sebbene non sia stata stabilita alcuna sinossi ufficiale del nuovo film, ci sono molti punti della trama che il pubblico può intuire dopo gli eventi dell’ultimo film. Hayley Atwell, Simon Pegg, Henry Czerny, Pom Klemetieff, Vanessa Kirby e Ving Rhames torneranno tutti nel film sequel che segue il cliffhanger di Dead Reckoning. Ethan Hunt (Tom Cruise) deve ancora trovare un modo per sconfiggere l’insidiosa intelligenza artificiale che ha portato via la vita a uno di loro.

Mission: Impossible 8, Katy O’Brian si unisce al cast

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Mission: Impossible 8, Katy O’Brian si unisce al cast

Come riportato da Deadline, l’attrice Katy O’Brian si è ufficialmente unita al cast di Mission: Impossible 8, ad oggi ancora noto anche come Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte 2. I dettagli sul ruolo della O’Brian non sono ancora stati resi noti, ma già si ipotizza che possa interpretare un’antagonista. Tuttavia, il personaggio potrebbe anche finire con il rivelarsi un alleato di Hunt e della sua squadra.

O’Brian ha ad oggi avuto piccoli ma memorabili ruoli di supporto in Ant-Man and the Wasp: Quantumania dei Marvel Studios e The Mandalorian di Disney+, prima di attirare l’attenzione per il suo più recente ruolo di co-protagonista nel violento thriller Love Lies Bleeding al fianco di Kristen Stewart. Per lei si tratta dunque di un ulteriore traguardo verso una sempre più consolidata notorietà. Non resta ora che scoprire quale sarà effettivamente il suo ruolo nell’atteso nuovo capitolo della saga con Tom Cruise.

Mission: Impossible 8, quello che c’è da sapere sul film

In Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra dell’IMF si trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che minaccia l’intera umanità. Con il destino del mondo e il suo futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani sbagliate. Messo di fronte a un nemico misterioso e onnipotente, tormentato da forze oscure del passato, Ethan sarà costretto a decidere se sacrificare tutto per questa missione, comprese le vite di coloro che gli stanno più a cuore.

Uscito il 12 luglio al cinema, Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno ha dunque introdotto questa nuova minaccia, che verrà ora esplorata ulteriormente in Mission: Impossible 8, le cui riprese sono attualmente in corso per una data d’uscita prevista per il 2025. Oltre al Cruise il cast include Ving Rhames, Simon Pegg, Vanessa Kirby e Henry Czerny, insieme ai nuovi arrivati in franchising, tra cui l’antagonista Esai Morales, Shea Whigham, Cary Elwes e le già citate Hayley Atwell e Pom Klemetieff. A dirigere il film vi è invece ancora una volta il regista Christopher McQuarrie.

Mission: Impossible 8 chiude la corsa di Tom Cruise con il secondo miglior punteggio del franchise su Rotten Tomatoes

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Mission: Impossible – The Final Reckoning chiude la serie con Tom Cruise con il secondo miglior punteggio di pubblico su Rotten Tomatoes. Diretto ancora una volta da Christopher McQuarrie, l’ottavo e, secondo quanto riferito, ultimo film di Mission: Impossible segue l’agente dell’IMF Ethan Hunt, interpretato da Tom Cruise, e la sua squadra di agenti mentre continuano la loro lotta contro l’intelligenza artificiale ribelle conosciuta come l’Entità. Mission: Impossible – The Final Reckoning include anche il ritorno di Hayley Atwell, Ving Rhames, Simon Pegg, Henry Czerny e Angela Bassett.

Ora, nel giorno della sua uscita nelle sale, Mission: Impossible 8 ha debuttato con un punteggio del 93% su Rotten Tomatoes, il secondo miglior risultato della serie dopo Dead Reckoning (94%). Il nuovo film ha più di 1.000 valutazioni verificate al momento della stesura di questo articolo, quindi il punteggio del pubblico è destinato a variare man mano che ne verranno aggiunte altre. Di seguito è possibile consultare un confronto tra i punteggi ottenuti dalla serie su Rotten Tomatoes.

Titolo Critics’ Score Audience Score
Mission: Impossible – Dead Reckoning 96% 94%
Mission: Impossible – The Final Reckoning 80% 93%
Mission: Impossible – Fallout 98% 89%
Mission: Impossible – Rogue Nation 94% 87%
Mission: Impossible – Ghost Protocol 94% 76%
Mission: Impossible 65% 71%
Mission: Impossible III 73% 69%
Mission: Impossible II 57% 42%

Cosa significano per il film i punteggi ottenuti da Mission: Impossible – The Final Reckoning su Rotten Tomatoes

Tom Cruise, Simon Pegg e Hayley Atwell in Mission Impossible - The Final Reckoning
Tom Cruise, Simon Pegg, and Hayley Atwell in Mission: Impossible – The Final Reckoning. Foto di Paramount Pictures and Skydance/Paramount Pictures and Skydance – © 2025 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

Presentato fuori concorso al Festival di Cannes il 14 maggio, Mission: Impossible 8 ha ricevuto recensioni positive, ma non entusiastiche. Mentre i critici lodano ancora una volta le acrobazie audaci di Tom Cruise e la trama ricca di suspense, alcuni hanno avuto reazioni contrastanti riguardo all’insolito mix di nostalgia e alla mancanza di un finale soddisfacente. Ciò ha portato a un punteggio dell’80% su Rotten Tomatoes da parte della critica, che è nella media per la serie, posizionandosi al di sotto degli ultimi quattro film ma al di sopra dei primi tre.

D’altra parte, il punteggio del pubblico di The Final Reckoning è il secondo migliore della serie dopo Dead Reckoning, con recensioni che lodano l’azione senza sosta, le acrobazie incredibili, lo spettacolo emozionante e gli effetti speciali impressionanti. Anche la dedizione e la performance di Tom Cruise sono ampiamente apprezzate. A differenza dei critici, il pubblico sembra considerare la fine di Mission: Impossible – The Final Reckoning un finale soddisfacente per la serie. Nel complesso, The Final Reckoning è considerato dal pubblico un finale divertente e ricco di azione.

Mission: Impossible 7, una Julia Roberts ringiovanita era stata presa in considerazione per il film

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Il regista Christopher McQuarrie aveva precedentemente rivelato che un segmento flashback in Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno (qui la recensione) avrebbe dovuto presentare un Tom Cruise ringiovanito tramite processo di de-aging. La cosa è poi stata scartata in quanto il risultato era stato giudicato distraente. Ora, McQuarrie ha rivelato che per lo stesso segmento – ambientato nel 1989 – ha considerato di offrire a Julia Roberts un piccolo ruolo con una versione ringiovanita di sé stessa.

Parlando nell’episodio del podcast Empire Spoiler Special, McQuarrie ha affermato che la Roberts è stata inizialmente immaginata come l’amante dell’agente Ethan Hunt in quella sequenza. Ma la cosa è stata poi scartata del tutto, ha detto il regista, perché sentiva che anche in questo caso il pubblico si sarebbe sentito “troppo distratto da un attrice che si conosce da tanto tempo che ora improvvisamente si presenta più giovane“.

Alla fine, è stata l’attrice Mariela Garriga ad interpretare quel ruolo nella sequenza flashback, che ci offre brevi scorci della vita di Ethan Hunt prima che entrasse a far parte del IMF. “Ho detto, ‘OK, se stessi facendo questa sequenza, avremmo Tom, diciamo, nel 1989. Sarebbe stato il ‘Mission: Impossible’ di Tony Scott. Ecco chi avrebbe diretto il film prima di Brian De Palma, sai, in quell’epoca“, ha detto McQuarrie nel podcast. “Abbiamo guardato Giorni di tuono [film del 1990 diretto da Scott e interpretato da Tom Cruise].

Ne abbiamo esaminato lo stile e abbiamo iniziato a pensare a come sarebbe stato se Tony Scott avesse girato questo film, e chi ci sarebbe stato? Ho guardato indietro e chi era la star emergente nel 1989? In quell’anno c’era Mystic Pizza [il film in cui la Roberts recita per la prima volta da protagonista]. E allora ho pensato ‘Oh mio Dio. Julia Roberts prima di Pretty Woman può essere la giovane donna del flashback’“.

McQuarrie ha poi continuato spiegando che “l’unico modo in cui avrei potuto vedere rendere giustizia alla sequenza [usando il de-aging] era convincere in qualche modo Julia Roberts a entrare e interpretare questo piccolo ruolo all’inizio di questa storia. E ovviamente, mentre realizzi questa cosa ti viene da pensare ‘Ora tutto ciò che le persone faranno è pensare all’invecchiamento di Julia Roberts, Esai e Tom e Henry Czerny’.

A frenare la volontà di coinvolgere l’attrice e utilizzare in modo così preponderante la tecnologia per il de-aging vi sono stati però i costi. “Ho ricevuto il preventivo per il de-aging di quelle persone prima ancora che i loro stipendi fossero presi in considerazione. E se ne metti insieme due in una ripresa, o tre in una ripresa insieme, sarebbe stato costoso quanto la sequenza nel treno”. La cosa è così dunque stata abbandonata, anche se McQuarrie ha lasciato intendere che il de-aging potrebbe essere riutilizzato per Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Due.

Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, tutto quello che c’è da sapere sul film

In Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra dell’IMF si trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che minaccia l’ intera umanità. Con il destino del mondo e il controllo del futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani sbagliate. Messo di fronte a un nemico misterioso e onnipotente, tormentato da forze oscure del passato, Ethan sarà costretto a decidere se sacrificare tutto per questa missione, comprese le vite di coloro che gli stanno più a cuore.

Il film è diretto da Christopher McQuarrie, già regista di Rogue Nation Fallout, e vanta un cast composto da, oltre Tom Cruise, Rebecca Ferguson, Esai Morales, Simon Pegg, Vanessa Kirby, Hayley Atwell, Pom KlementieffVing Rhames e Shea Whigham.

Mission: Impossible 7, Nicholas Hoult sostituito da Esai Morales

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Mission: Impossible 7, Nicholas Hoult sostituito da Esai Morales

Esai Morales sostituirà Nicholas Hoult nei panni dell’antagonista in Mission: Impossible 7, con Tom Cruise. A confermarlo è Paramount Pictures e Skydance Media.

Hoult, il cui esatto ruolo nel film era sconosciuto, ha dovuto lasciare il film a causa di problemi di schedule, dovuto allo slittamento delle riprese del film, causa pandemia. Il settimo capitolo del franchise ha chiusi i set a marzo e, anche se non è chiaro quando le riprese saranno in grado di riprendere, la produzione ha già trovato in Esai Morales il sostituto per Hoult.

I prossimi due capitoli della saga di Mission Impossible vedranno coinvolti anche Shea Whigham (Kong: Skull Island), Hayley Atwell (Captain America: Il primo vendicatore), Pom Klementieff (Guardiani della Galassia) e Esai MoralesTom Cruise e Rebecca Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e Ilsa Faust.

Mission: Impossible 7 e Mission: Impossible 8 verranno girati in contemporanea ma non è ancora chiaro quali altri membri del cast torneranno sul set per le riprese. Christopher McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 19 novembre 2021 e il 4 novembre 2022.

Fonte: Variety

Mission: Impossible 7, il regista svela perché è stata scelta l’Entità come nuovo villain

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Il regista di Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno (qui la recensione) ha spiegato le scelte che hannno portato alla decisione di avere l’Entità come nuova grande minaccia, in coincidenza con le tensioni odierne sull’IA. Con Ethan Hunt (Tom Cruise) che sceglie di accettare un’altra missione, il team IMF viene infatti stavolta inviato a trovare una chiave che possa abbattere una nuova pericolosa IA senziente, chiamata appunto l’Entità. Naturalmente diverse fazioni si contendono la chiave, nel disperato tentativo di trovare un modo per prendere il controllo dell’Entità.

In un’intervista con Collider, il regista Christopher McQuarrie, ha afferrmato che la crescente minaccia dell’IA ha influenzato direttamente lo sviluppo del film, per il quale si è attinto a questioni di attualità, toccando i pericoli dell’IA. “Le prime conversazioni su questo sono state nel 2018/2019, quando stavamo cercando la nuova minaccia della saga. In passato abbiamo proposto minacce nucleari, minacce chimiche, minacce biologiche e via dicendo. Nel tentativo di mantenere un senso di novità, abbiamo guardando all’esterno e le conversazioni che ho avuto con Tom ha riguardavano la tecnologia, considerando che tutti ora parlano dell’intelligenza artificiale“.

La cosa a cui lo paragono è la Guerra Fredda. Quando stavo crescendo, la guerra fredda era molto reale. Eravamo sotto la minaccia dell’annientamento nucleare, che in qualsiasi momento potesse esserci una guerra tra due o tre superpotenze nucleari. Quindi, quando andavi a vedere un film sulla Guerra Fredda, non avevi bisogno di qualcuno che creasse la minaccia della Guerra Fredda, la sentivi e basta. Ora c’è questa ansia per la tecnologia e come la tecnologia sta iniziando a influenzare le nostre vite, e come possiamo prendere quell’ansia che il pubblico sta portando al film e dargli sfogo? Questo è davvero ciò a cui si riduce il film”. 

Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, tutto quello che c’è da sapere sul film

In Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra dell’IMF si trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che minaccia l’ intera umanità. Con il destino del mondo e il controllo del futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani sbagliate. Messo di fronte a un nemico misterioso e onnipotente, tormentato da forze oscure del passato, Ethan sarà costretto a decidere se sacrificare tutto per questa missione, comprese le vite di coloro che gli stanno più a cuore.

Il film è diretto da Christopher McQuarrie, già regista di Rogue Nation Fallout, e vanta un cast composto da, oltre Tom Cruise, Rebecca Ferguson, Esai Morales,Simon Pegg, Vanessa Kirby, Hayley Atwell, Pom KlementieffVing Rhames e Shea Whigham.

Mission: Impossible 7, eliminato il de-aging di Tom Cruise perché fonte di distrazione

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Ci sono state molte discussioni e polemiche sul processo di ringiovanimento digitale degli attori nei film, specialmente dopo che la sequenza di apertura di Indiana Jones e il quadrante del destino ha riproposto tale pratica, confermando la sempre maggior frequenza con cui vi si ricorre. Anche per il film Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno si è valutata l’idea di ricorrervi. Secondo il regista Christopher McQuarrie, il team di produzione ha infatti esaminato il ringiovanimento di Tom Cruise per l’apertura del settimo film di Mission: Impossible come un modo per ripercorrere la sua storia passata.

Parlando con GamesRadar+, McQuarrie ha detto di aver armeggiato con il de-aging di Cruise per alcune scene di Dead Reckoning, ma alla fine ha ritenuto la cosa troppo una fonte di distrazione e ha deciso di non procedere con la cosa. “In origine, c’era stata un’intera sequenza all’inizio del film che avrebbe avuto luogo nel 1989“, ha spiegato McQuarrie. “Ne abbiamo parlato come di un flashback nel film, abbiamo esaminato il processo di de-aging“.

Durante le ricerche, continuavo a dire: ‘Ragazzi, questo de-aging è davvero buono’ ma anche ‘Questo de-aging non è così buono. Non mi sono mai trovato a seguire effettivamente la storia“, ha aggiunto il regista. “Ero troppo distratto da un attore che conoscevo da tanto tempo che ora improvvisamente era tornato giovane.” Anche se è stato fonte di distrazione per McQuarrie quando lo ha applicato a Cruise, il regista crede di aver trovato un modo per farlo funzionare per i film futuri.

Nel fare ricerche su questo, ho decifrato il codice – credo – su come affrontarlo al meglio. A quel punto ci eravamo in qualche modo allontanati da esso. Ma potremmo ancora giocarci. Mai dire mai”. Stando alle parole di McQuarrie, per i prossimi film della saga ci si potrebbe dunque aspettare di veder comparire sul grande schermo anche un Tom Cruise ringiovanito. Sarà di particolare interesse capire in che modo il regista e il suo team decideranno di usare tale pratica affinché non risulti una distrazione per il pubblico.

Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, tutto quello che c’è da sapere sul film

In Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno Ethan Hunt (Tom Cruise) e la sua squadra dell’IMF si trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che minaccia l’ intera umanità. Con il destino del mondo e il controllo del futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani sbagliate. Messo di fronte a un nemico misterioso e onnipotente, tormentato da forze oscure del passato, Ethan sarà costretto a decidere se sacrificare tutto per questa missione, comprese le vite di coloro che gli stanno più a cuore.

Il film è diretto da Christopher McQuarrie, già regista di Rogue Nation Fallout, e vanta un cast composto da, oltre Tom Cruise, Rebecca Ferguson, Esai Morales,Simon Pegg, Vanessa Kirby, Hayley Atwell, Pom KlementieffVing Rhames e Shea Whigham.

Mission: Impossible 7 e 8 saranno gli ultimi capitoli del franchise

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Tom Cruise compie missioni impossibili da molti anni ormai, e anche se l’attore non mostra segni di rallentamento a 59 anni, tutte le cose belle hanno una fine. Sembra abbastanza sicuro, infatti, che Mission: Impossible 7 e 8 saranno gli ultimi due episodi del franchise.

Variety ha pubblicato un pezzo sul caos che il COVID-19 ha provocato con la produzione di Mission: Impossible 7, e in questo articolo si afferma che “il piano è che il settimo e l’ottavo film servano come commiato per il personaggio di Cruise, Ethan Hunt”, e come “culmine dell’intera serie”.

Il franchise potrebbe continuare senza Hunt, ovviamente, ma sembra che Paramount Pictures e Skydance potrebbero benissimo considerare MI8 come l’ultima puntata del franchise a mega budget.

È anche venuto alla luce che il prossimo film si concluderà “con un cliffhanger” e Cruise “vuole assicurarsi che il passaggio tra i due film sia senza soluzione di continuità”. Questo è uno dei motivi principali per cui entrambi i film sono stati recentemente posticipati, Mission: Impossible 7 spostato dal 30 settembre 2022 al 14 luglio 2023, Mission: Impossible 8 il 28 giugno 2024 invece del 7 luglio 2023 .

Si dice che Cruise voglia finire le riprese dell’ottavo film prima dell’uscita del settimo, quindi la produzione di MI8 dovrebbe iniziare molto presto in Sud Africa.

Mission: Impossible 5, Tom Cruise… possibilista

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Access Hollywood ha intervistato Tom Cruise in occasione del conferimento all’attore del Friars Club Entertainment Icon Award. Dopo i convenevoli, la

Mission: Impossible 2, tutto quello che c’è da sapere sul film

Mission: Impossible 2, tutto quello che c’è da sapere sul film

Quando parliamo di saghe action, i titoli che vengono subito in mente sono Die Hard, Arma Leatale, Jason Bourne, Fast & Furious e Mission: Impossible. Solo queste ultime due sono ancora in corso, con nuovi film in fase di lavorazione che andranno ad arricchire il loro già ampio universo narrativo. Mission: Impossible, in particolare, è una saga che negli anni si è continuamente rinnovata, includendo sempre più nuovi personaggi, situazioni e, soprattutto, sequenze al limite dell’impossibile, proprio sfidando il suo titolo. Dopo il primo appassionante capitolo di questa serie, uscito nel 1996, nel 2000 è arrivato il sequel Mission: Impossible 2.

Per questo secondo capitolo, al posto di Brian De Palma come regista vi è John Woo, celebre regista hongkongese noto per i suoi film d’azione come A Better Tomorrow, Bullet in the Head e Hard Boiled. Prima di essere chiamato a girare Mission: Impossible 2, Woo aveva già realizzato due acclamati film ad Hollywood, ovvero Nome in codice: Broken Arrow (1996), Face/Off – Due facce di un assassino (1997). Egli ha apportato a questo sequel il proprio personale stile, caratterizzato da spettacolari sequenze d’azione coreografate al dettaglio e da momenti di grande intensità romantica. Elementi che hanno reso Mission: Impossible 2 diverso dal precedente e per questo un’autentica e gradita sorpresa.

Come noto, la saga è poi negli anni proseguita con i sequel Mission: Impossible III, Protocollo fantasma, Rogue Nation, Fallout e Dead Reckoning Parte Uno, la cui uscita in sala è ora fissata al 12 luglio 2023. In attesa di intraprendere una visione di questi altri capitoli, è bene riscoprire questo secondo quale uno dei più avvincenti ed emozionanti, tanto per merito della regia di Woo quanto per le scelte produttive compiute da Cruise, il quale ha riposto in questo sequel tutte le sue attenzioni. Proseguendo qui nella lettura sarà possibile ritrovare curiosità e dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Mission: Impossible 2

Il film racconta di nuove avventure ad alto tasso adrenalinico di Ethan Hunt, agente dell’IMF. Proprio mentre si trova in vacanza, egli viene convocato per svolgere un incarico d’importanza internazionale. L’agente traditore Sean Ambrose ha rubato il pericoloso virus Chimera e il suo antidoto, noto col nome di Bellerofonte, con l’obiettivo di ricavarne miliardi di dollari. Aiutato dall’esperto di computer Luthor Stickell e dal pilota di elicottero Billy Baird ma anche dall’abile e affascinante ladra Nyah Hall, ex di Ambrose, Hunt dovrà dunque cercare di rintracciare il terrorista prima che possa finire con lo spargere il virus per tutto il mondo, causando una tragedia senza precedenti.

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Il cast di Mission: Impossible 2 e altre curiosità

Ad interpretare Ethan Hunt vi è naturalmente l’attore Tom Cruise, che in quest’occasione ha svolto anche il ruolo di produttore. Per reintrodurre il personaggio, Cruise ha ideato la sequenza in cui Hunt si sta arrampicando a mani nude sul Dead Horse Point State Park a Moab, nello Utah. La cosa preoccupava molto gli altri produttori, che temevano che l’attore potesse farsi male. Cruise insistette però per lasciare la sequenza, svolgendola senza alcuna rete di protezione ma unicamente con l’ausilio di alcuni cavi di sicurezza ancorati al suo corpo. Un’ennesima dimostrazione, dunque, di quanto Cruisi ami dar vita in prima persona ad acrobazie di questo tipo. È stato poi sempre Cruise a scegliere Woo come regista, salvo poi escluderlo dalla fase di montaggio, sulla quale ha avuto l’ultima parola.

Nei panni di Nyah Hall vi è invece l’attice Thandiwe Newton, scelta su suggerimento di Nicole Kidman, all’epoca moglie di Cruise. La Newton fu assunta ancor prima che la sceneggiatura fosse terminata. L’attore Ving Rhames riprende invece il ruolo di Luthor Stickell, già interpretato nel primo film, mentre John Polson interpreta Billy Baird. Dougray Scott interpreta invece l’antagonista Sean Ambrose. Scott era inizialmente stato scelto per interpretare Wolverine in X-Men, ma poiché le riprese di Mission: Impossible 2 si sono protratte oltre il previsto, ha dovuto rinunciare al ruolo, poi come noto andato a Hugh Jackman. L’attore Richard Roxburgh interpreta invece Hugh Stamp, braccio destro di Ambrose.

Recita poi nel film anche Brendan Gleeson nel ruolo di John C. McCloy, CEO dell’azienda Biocyte. Il due volte premio Oscar Anthony Hopkins compare invece in due scene nei panni del comandante Swanbeck, che affida ad Hunt la nuova missione. Prima che ad Anthony Hopkins, il ruolo di Swanbeck era stato offerto a Ian McKellen, che non poté accettare perché impegnato in un lavoro teatrale a Londra. Il personaggio di Hopkins è ricordato in particolare per essere stata la prima persona nella saga ad usare effettivamente la frase “missione impossibile“. L’attore croato Rade Šerbedžija, visto anche in Eyes Wide Shut Space Cowboys, è il dr. Vladimir Nekhorvich, sviluppatore del virus Chimera.

Il trailer di Mission: Impossible 2 e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Mission: Impossible 2 grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Netflix, Prime Video e Paramount+. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 6 giugno alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

Mission: Impossible 2, la spiegazione del finale del film

Mission: Impossible 2, la spiegazione del finale del film

Mission: Impossible 2 si colloca in un punto preciso della saga: quello in cui l’action di inizio millennio cerca ancora un equilibrio tra spettacolo coreografico e tensione geopolitica, spingendo la serie verso una dimensione più fisica e quasi romantica dell’eroismo. Diretto da John Woo, il film porta dentro Hollywood l’estetica del melodramma d’azione hongkonghese, trasformando Ethan Hunt (Tom Cruise) in un corpo in movimento continuo, sospeso tra missione e desiderio.

Ma sotto la superficie di inseguimenti spettacolari, doppie identità e combattimenti ritualizzati, il film costruisce una riflessione più ambigua: il controllo dell’informazione biologica (il virus Chimera) diventa metafora del controllo delle relazioni, mentre la fiducia tra individui è sempre un rischio, mai una certezza. Il finale, apparentemente risolutivo, non chiude davvero il discorso: lo sposta sul piano dell’identità emotiva di Ethan, sempre più vicino all’idea di un uomo che salva il mondo solo a condizione di perdere stabilità personale.

John Woo e la trasformazione della saga: l’action come melodramma di identità instabili

Con Mission: Impossible 2, la saga cambia pelle rispetto al primo capitolo di Brian De Palma. Se il film del 1996 era costruito su paranoia e inganno strutturale, qui John Woo introduce una grammatica diversa: il conflitto non è solo informativo, ma corporeo. Il tradimento di Sean Ambrose non è un twist narrativo, ma una variazione dell’identità di Ethan Hunt, un doppio negativo che riflette la fragilità dell’agente IMF.

La regia insiste su rallentamenti, gesti enfatizzati, colombe simboliche e coreografie di combattimento quasi rituali. L’azione non è mai pura funzionalità: è espressione emotiva. Questo approccio colloca il film in una zona ibrida tra spy thriller e tragedia sentimentale, dove il dispositivo narrativo della missione serve soprattutto a mettere in crisi i legami tra i personaggi.

Dentro la saga, questo capitolo rappresenta anche un esperimento: spinge Ethan verso una dimensione più “eroica” e meno strategica, preparando indirettamente la trasformazione futura del franchise, che tornerà poi a strutture più complesse e multilivello.

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La spiegazione del finale di Mission: Impossible 2, la distruzione del Chimera e la vittoria attraverso il sacrificio emotivo

Nel finale del film, lo scontro tra Ethan Hunt e Sean Ambrose si concentra sulla posta in gioco biologica: il virus Chimera e il relativo antidoto Bellerophon. Ambrose, ormai fuori controllo, mira a trasformare la minaccia pandemica in leva di potere economico e politico, mentre Ethan tenta di impedire che la biotecnologia diventi arma di ricatto globale.

La sequenza conclusiva si articola su tre livelli simultanei: infiltrazione, inganno e confronto diretto. Ethan riesce a introdursi nel complesso Biocyte e, attraverso una serie di doppi giochi, recupera le ultime dosi di Bellerophon. Il suo piano si basa su un principio tipico della saga: non la forza, ma la sostituzione dell’identità. Il corpo del protagonista diventa maschera, fino al momento decisivo in cui Ambrose crede di averlo eliminato, colpendo invece il suo stesso uomo, Hugh Stamp.

Parallelamente, Nyah diventa il vero centro emotivo del finale. Infettata volontariamente da Chimera per impedire la diffusione del virus, si trasforma in detonatore morale della missione: non è più solo un asset operativo, ma il punto in cui Ethan deve scegliere tra missione e legame umano. Il suo rifiuto di ucciderla segna una frattura netta rispetto alla logica fredda dell’agente segreto.

La risoluzione arriva quando Ethan sconfigge Ambrose in un combattimento corpo a corpo sulla spiaggia. Non è una vittoria strategica, ma fisica, quasi primordiale: il conflitto tra copie maschili dello stesso modello etico si chiude nel contatto diretto. Una volta recuperato il Bellerophon, il virus viene neutralizzato e Nyah salvata.

Il finale apparentemente positivo — con Ethan e Nyah in vacanza a Sydney — funziona come sospensione narrativa più che come chiusura reale. L’ordine è ripristinato, ma a prezzo della trasformazione dell’agente in figura emotivamente coinvolta, non più totalmente distaccata dalla missione.

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Chimera e Bellerophon: il virus come simbolo del controllo e della vulnerabilità globale

Il cuore tematico del film è costruito attorno alla coppia Chimera/Bellerophon, che funziona come dispositivo allegorico più che scientifico. Chimera rappresenta la minaccia invisibile, programmata per diffondersi e distruggere dall’interno; Bellerophon, al contrario, è la promessa di controllo, il tentativo umano di governare ciò che non può essere governato.

In questa dinamica si riflette un’idea molto precisa: la modernità tecnologica non elimina il rischio, lo duplica. Ogni forma di controllo produce un contro-controllo. Il virus non è solo un’arma biologica, ma una metafora della fiducia contaminata: ogni relazione nel film è potenzialmente infetta, perché basata su identità instabili e motivazioni nascoste.

Nyah incarna questa ambiguità in modo diretto. È contemporaneamente agente, vittima e strumento di trasmissione del rischio. La sua scelta di iniettarsi il virus rompe la logica della missione come semplice operazione di salvataggio e la trasforma in gesto etico estremo: il corpo diventa barriera biologica contro la diffusione del male.

Il film suggerisce così una lettura in cui la sicurezza globale è sempre dipendente da decisioni individuali radicali. Non esiste sistema perfetto: esiste solo la gestione del sacrificio.

Mission Impossible 2 stunt

Identità, tradimento e duplicazione: Ethan Hunt come figura instabile della fiducia

Uno dei nuclei più interessanti di Mission: Impossible 2 è la proliferazione di doppi. Ambrose non è semplicemente il villain: è la versione deviata di Ethan, un agente che ha rifiutato la struttura etica dell’IMF per trasformarla in opportunità di potere personale. Questa simmetria costruisce una tensione costante tra ciò che Ethan potrebbe diventare e ciò che sceglie di non diventare.

Il tradimento, in questo contesto, non è un evento ma una possibilità strutturale. Nyah tradisce Ambrose, Ambrose tradisce Biocyte, Ethan manipola le identità per ottenere vantaggio operativo. Nessuno è completamente affidabile perché tutti agiscono dentro una rete di maschere funzionali.

Il risultato è una ridefinizione dell’eroe d’azione: non più individuo trasparente, ma soggetto stratificato. La sua identità non è stabile, ma performativa. Questo rende il film un ponte interessante tra spy thriller classico e cinema dell’azione post-identitario degli anni successivi.

Anche il corpo diventa campo di negoziazione: ferito, mascherato, sostituito. La verità non è mai visibile direttamente, ma sempre mediata da una trasformazione fisica o narrativa.

Il senso del finale: la vittoria come sospensione, non come chiusura

Il finale di Mission: Impossible 2 non funziona come risoluzione definitiva, ma come equilibrio temporaneo. Ethan elimina la minaccia immediata e salva Nyah, ma non risolve la tensione centrale del film: la fragilità della fiducia in un sistema fatto di doppi e inganni.

La vacanza finale a Sydney non è semplicemente happy ending, ma un dispositivo narrativo di sospensione. L’agente IMF non “torna alla normalità”, perché la normalità nel suo mondo non esiste. Esiste solo un’interruzione temporanea della crisi.

In questo senso, il film anticipa una delle linee più profonde della saga: la missione non finisce mai davvero, cambia solo forma. Ogni vittoria è provvisoria, ogni equilibrio è instabile.

Il gesto finale di Ethan — scegliere Nyah invece della neutralità assoluta — segna un passaggio cruciale: l’agente segreto non è più solo strumento del sistema, ma individuo che introduce una variabile emotiva nel calcolo operativo.

Tom Cruise in Mission Impossible 2

Implicazioni narrative e lettura della saga: verso un eroe sempre più umano

Guardando il film dentro la più ampia evoluzione della saga, Mission: Impossible 2 rappresenta una fase di transizione. L’azione spettacolare di John Woo viene progressivamente assorbita da una struttura narrativa più complessa nei capitoli successivi, ma resta fondamentale per una ragione precisa: introduce l’idea che Ethan Hunt non sia impermeabile alle conseguenze emotive delle sue missioni.

Il virus Chimera, in questa prospettiva, è quasi un pretesto narrativo per spostare il baricentro dal piano geopolitico a quello esistenziale. La vera posta in gioco non è la sicurezza globale, ma la capacità dell’individuo di restare coerente dentro un sistema di menzogne.

Questa tensione tra controllo e vulnerabilità diventerà uno dei motori principali della saga successiva, dove Ethan sarà sempre più definito dalla perdita e dalla responsabilità personale.

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Mission: Impossible – Rogue Nation, la spiegazione del finale del film

Mission: Impossible – Rogue Nation (qui la recensione) del 2015, diretto da Christopher McQuarrie, rappresenta il quinto capitolo della longeva saga action inaugurata nel 1996. Inserito in una fase di piena maturità del franchise, il film consolida l’identità spettacolare della serie e al tempo stesso ne rafforza la coerenza narrativa interna. Dopo la dimensione più tecnologica e adrenalinica del capitolo precedente, questa nuova missione riporta al centro l’idea di spionaggio classico, con infiltrazioni, doppi giochi e organizzazioni segrete che mettono in crisi l’esistenza stessa dell’IMF.

Al centro rimane Ethan Hunt, interpretato da Tom Cruise, qui impegnato contro il Sindacato, una rete terroristica internazionale speculare all’IMF. Il film amplia la mitologia della saga introducendo Ilsa Faust, figura ambigua e stratificata che ridefinisce le dinamiche relazionali del protagonista. Mission: Impossible – Rogue Nation aggiunge profondità ai rapporti tra Hunt, Benji, Luther e Brandt, sottolineando il valore della lealtà in un contesto in cui le istituzioni governative mettono in discussione l’operato dell’agenzia. La minaccia non è più solo esterna ma anche politica e strutturale.

Questo capitolo segna inoltre un punto di svolta per il futuro del franchise, inaugurando la collaborazione stabile tra Cruise e McQuarrie e impostando un arco narrativo più continuativo tra un film e l’altro. L’introduzione del Sindacato e del suo leader Solomon Lane apre una linea di conflitto destinata a svilupparsi nei capitoli successivi, rafforzando la dimensione seriale della saga. Nel resto dell’articolo si proporrà un approfondimento con spiegazione del finale, analizzando come la conclusione ridefinisca equilibri, alleanze e prospettive future dell’universo di Mission: Impossible.

Mission Impossible - Rogue Nation cast
Rebecca Ferguson in Mission: Impossible – Rogue Nation. © 2015 – Paramount Pictures

La trama di Mission: Impossible – Rogue Nation

Nel nuovo film, l’agente dell’MF Ethan Hunt è alle prese con una nuova missione. Dopo essere venuto a conoscenza dell’acquisto di gas nervino da parte di un gruppo di terroristi, si mette sulle loro tracce, venendo a conoscenza dell’attività criminale internazionale chiamata il Sindacato. Non si tratta però di una semplice organizzazione, bensì un gruppo addestrato di spie rinnegate che hanno intenzione di riscattarsi creando un nuovo programma che intimorisca la civiltà. Hunt raduna dunque una nuova squadra servendosi dell’aiuto del collega William Brendt e della spia Isla Faust. Potrà inoltre fare affidamento su Benji Dunn, già suo compagno di avventure in passato.

La spiegazione del finale del film

Nel terzo atto di Mission: Impossible – Rogue Nation, la tensione converge su Londra, dove Ethan accetta di consegnarsi a Solomon Lane pur di salvare Benji, tenuto in ostaggio con un ordigno collegato a un sistema di controllo remoto. Dopo aver smascherato il coinvolgimento occulto dell’MI6 nella nascita del Sindacato e aver distrutto i dati contenenti l’accesso ai fondi miliardari, Ethan si presenta all’incontro decisivo. Mentre Benji riesce a liberarsi, prende avvio un inseguimento tra le sale e i corridoi della Torre di Londra, trasformando lo scontro finale in una caccia serrata tra predatore e preda.

Il confronto culmina quando Ethan riesce ad attirare Lane in una cella di vetro antiproiettile, intrappolandolo con un piano che ribalta l’intera strategia del nemico. Lane viene neutralizzato con il gas, mentre Ilsa elimina Vinter, chiudendo i conti con la componente più brutale del Sindacato. La minaccia viene così smantellata senza distruzioni su larga scala, attraverso astuzia e coordinazione. Successivamente, Alan Hunley testimonia davanti al Senato, riformulando gli eventi come parte di un’operazione più ampia e ottenendo il ripristino dell’IMF, con una nuova leadership istituzionale.

Mission Impossible - Rogue Nation trama film
Tom Cruise e Jeremy Renner in Mission: Impossible – Rogue Nation. Foto: David James – © 2015 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

Il finale porta a compimento il tema della fiducia in un contesto dominato dal sospetto. Ethan sceglie di rischiare la propria libertà e la propria vita per salvare un membro della squadra, ribadendo che l’IMF esiste prima di tutto come comunità di individui legati da lealtà reciproca. L’intrappolamento di Lane in una gabbia trasparente assume valore simbolico, poiché il potere occulto del Sindacato viene esposto e privato della sua invisibilità. La vittoria non dipende dalla forza bruta, ma dalla capacità di anticipare le mosse dell’avversario.

La distruzione dei dati relativi ai fondi segreti evidenzia un ulteriore aspetto tematico legato alla responsabilità. Ethan rinuncia a un’arma potenzialmente decisiva pur di impedire che venga usata per alimentare nuovi conflitti. In questo modo il film riafferma una visione etica dell’azione clandestina, in cui l’obiettivo non è accumulare potere ma ristabilire equilibrio. Anche la riabilitazione dell’IMF suggerisce che le istituzioni possono essere corrette dall’interno quando individui determinati ne dimostrano l’utilità concreta attraverso risultati verificabili.

Il messaggio conclusivo riguarda il valore della coesione e della fiducia in un mondo di strutture fragili e ambigue. La squadra di Ethan dimostra che competenza e solidarietà possono prevalere su apparati burocratici e reti terroristiche globali. La nomina di Hunley a nuovo segretario dell’IMF apre a una fase di maggiore collaborazione istituzionale, mentre la cattura di Lane non chiude definitivamente la minaccia, lasciando spazio a sviluppi futuri. Il film anticipa così i capitoli successivi in cui le conseguenze del Sindacato continueranno a influenzare il destino della saga.

Mission: Impossible – Fallout: la spiegazione del finale del film

Mission: Impossible – Fallout è considerato uno dei migliori film della serie, come dimostra il suo punteggio stellare su Rotten Tomatoes. Il film con Tom Cruise ha lasciato il segno nel 2018, distinguendosi in un anno ricco di altri blockbuster come Avengers: Infinity War, Black Panther e Deadpool 2. Il sesto capitolo della saga ha visto il ritorno di Ethan Hunt (Cruise) tre anni dopo la sua ultima apparizione in Mission: Impossible – Rogue Nation. Solomon Lane (Sean Harris) è tornato nei panni del cattivo principale, nonostante fosse stato catturato da Ethan e dalla sua banda nel finale del precedente film.

Lane è stato aiutato da John Lark (Henry Cavill) e da un gruppo noto come gli Apostoli nel tentativo di uccidere un terzo della popolazione mondiale per ripristinare l’equilibrio, un tema comune tra i cattivi nel 2018. Ad aiutare Ethan nella sua missione per salvare il mondo ancora una volta ci sono Benji Dunn (Simon Pegg) e Luther Stickell (Ving Rhames) e, alla fine, anche Ilsa Faust (Rebecca Ferguson), che all’inizio del film si oppone a Ethan, poiché i due hanno prerogative diverse.

Nel finale, scopriamo che Lane ha coinvolto l’ex moglie di Ethan, Julia (Michelle Monaghan), nel tentativo di distrarlo dallo smantellamento delle bombe e, si spera, di dimostrargli che dopo tutto questo tempo non può davvero salvarla. Ethan e la squadra finiscono per disinnescare le due bombe e catturare Lane, salvando il mondo per la sesta volta. Fallout non è stato però solo un altro film della serie Mission: Impossible. Il film ha fatto per il franchise cose che nessun altro film della serie aveva fatto prima, e il punto in cui si trovano i nostri personaggi alla fine determina in ultima analisi dove andrà a finire tutto.

MISSION: IMPOSSIBLE - FALLOUT
Left to right: Henry Cavill as August Walker and Tom Cruise as Ethan Hunt in MISSION: IMPOSSIBLE – FALLOUT, from Paramount Pictures and Skydance.

La chiusura di un capitolo di Mission: Impossible e l’inizio di un altro

Abbiamo incontrato Julia in Mission: Impossible III, quando è stata presentata come la fidanzata di Ethan. Abbiamo capito subito quanto fosse pericoloso per Ethan avere qualcuno vicino, perché sarebbe stato usato contro di lui in ogni occasione. Quando la serie è stata rilanciata con Mission: Impossible – Protocollo fantasma del 2011, ci è stato fatto credere che Julia fosse stata uccisa, solo per scoprire che era una copertura organizzata da Ethan per assicurarle una vita piena senza pericoli. Sembrava che la sua piccola apparizione nel finale fosse la fine della sua storia, ma è stata riportata in scena per la conclusione ufficiale in Fallout.

Ilsa ed Ethan avevano chiaramente una cotta l’uno per l’altra in Rogue Nation, che è proseguita in Fallout, ma l’unico modo in cui i due personaggi potevano avere un vero futuro era che il capitolo con Julia fosse chiuso. Era importante che i fan vedessero che sia Julia che Ethan accettavano che la loro storia fosse finita e che erano pronti per il prossimo grande amore della loro vita. Una persona del calibro di Ilsa è davvero l’unico tipo di persona con cui Ethan può stare a questo punto. La posta in gioco sarà sempre alta per entrambi, e nessuno dei due potrà essere usato come leva sull’altro. Ilsa è fondamentale per salvare il mondo tanto quanto Ethan, e ora che lui è libero dalla preoccupazione per la donna della sua vita, gli affari possono continuare come al solito.

L’universo di Mission: Impossible si completa e si espande

Uno degli aspetti più importanti di Mission: Impossible – Fallout è come prepara il terreno per i progetti futuri. Il franchise non è più solo una serie di film correlati con personaggi ricorrenti, ma è un universo. Abbiamo una nuova squadra consolidata, composta da Ethan, Ilsa, Benji e Luther. Il quartetto è una forza inarrestabile che si capisce e lavora bene insieme, senza interruzioni da parte di agenti casuali qua e là. Non sembra che ci sarà una squadra in continua evoluzione per Ethan, come abbiamo visto dal film originale uscito nel 1996. Questo è il nostro gruppo, un gruppo di cui ci possiamo fidare.

Un altro modo in cui questo universo si è ampliato è stato attraverso la rivelazione che la Vedova Bianca, alias Alanna Mitsopolis (Vanessa Kirby), è la figlia di Max (Vanessa Redgrave) del primo film Mission: Impossible. È stato un meraviglioso omaggio al film originale e l’introduzione di nuovi personaggi legati ai protagonisti precedenti è il modo perfetto per plasmare ulteriormente questo universo. Quando si crea un franchise di questa portata, è fondamentale che tutti i film siano collegati tra loro, e la storia creativa di Vedova Bianca potrebbe aprire la porta a altri casi simili.

Mission Impossible - Fallout cast

Il mondo ha bisogno dell’IMF

La necessità dell’IMF (Impossible Missions Force) è stata discussa dai detentori del potere in diversi film della serie Mission: Impossible. Ethan e i suoi alleati sono stati ripetutamente rinnegati, senza che mai fosse riposta molta fiducia nella sua squadra o nell’organizzazione nel suo complesso. Fallout cambia tutto questo. All’inizio di Fallout, la direttrice della CIA Erika Sloane (Angela Bassett) non aveva una grande considerazione dell’organizzazione, affermando: “L’IMF è Halloween. Un gruppo di uomini adulti che corrono in giro con delle maschere giocando a dolcetto o scherzetto”.

Alla fine cambia idea dopo che Ethan e la sua banda recuperano il plutonio rubato e consegnano Lane affinché venga punito. Alla fine del film tiene un discorso che prefigura il rispetto che l’IMF riceverà nei film futuri. “Ora capisco perché Hunley credeva in voi. Il mondo ha bisogno dell’IMF. Abbiamo bisogno di persone come voi, che hanno a cuore la vita di una singola persona tanto quanto quella di milioni di persone. In questo modo, io non dovrò mai farlo”, afferma. L’IMF avrà ora tutto l’aiuto di cui ha bisogno dai governi di tutto il mondo, espandendo ancora di più questo universo.

Il finale di Mission: Impossible – Fallout prepara infatti il terreno per i capitoli successivi della saga, che ampliano ulteriormente la portata delle missioni dell’IMF e il peso delle decisioni di Ethan Hunt. Nei film successivi, l’organizzazione continua a operare in un contesto globale sempre più complesso, dove nuove minacce mettono in discussione la stabilità internazionale. Questo sviluppo narrativo trova piena realizzazione in Mission: Impossible – Dead Reckoning, primo capitolo di una storia più ampia che porta la serie verso uno scontro con un avversario radicalmente diverso da quelli affrontati in passato.

In Dead Reckoning la squadra di Ethan si trova infatti ad affrontare una minaccia tecnologica capace di infiltrarsi nei sistemi informatici e di manipolare informazioni su scala globale, rendendo la fiducia tra governi e alleati ancora più fragile. Questa linea narrativa prosegue poi in Mission: Impossible – Final Reckoning, che porta a compimento l’arco narrativo avviato da Fallout e sviluppato nel film precedente. Il conflitto raggiunge dimensioni ancora più ampie e personali per Ethan Hunt, mentre la saga riflette sul significato stesso dell’IMF e sul ruolo del suo agente più iconico.

Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, lo spettacolare primo trailer

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È stato distribuito in rete il primo trailer di Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, il settimo capitolo del franchise che insieme all’ottavo film atteso per giugno 2024 costituirà il dittico di chiusura delle avventura dell’agente segreto Ethan Hunt.

Nei prossimi due capitoli della saga di Mission ImpossibleTom Cruise e Rebecca Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e Ilsa Faust. I due film vedranno coinvolti anche Shea Whigham (Kong: Skull Island), Hayley Atwell (Captain America: Il primo vendicatore), Pom Klementieff (Guardiani della Galassia) e Esai Morales (Ozark). Christopher McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 13 luglio 2023 e il 27 giugno 2024.

Mission: Impossible – Dead Reckoning Part Two, il parapendio è il nuovo rischiosissimo stunt per il film

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Puntuale come gli F24 da pagare di un lavoratore a P. Iva, Tom Cruise si cimenta in un pericoloso stunt sul set di Mission: Impossible – Dead Reckoning Part Two. Ogni film del franchise ha visto l’attore rischiare l’osso del collo per portare a casa LA scena madre di ogni singolo capitolo.

Questa volta, per Mission: Impossible – Dead Reckoning Part Two, Tom Cruise, all’età di 60 anni, ha deciso di fare parapendio da una montagna. Di seguito le foto dell’impresa:

Il settimo capitolo di MI si intitolerà Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One, mentre l’ottavo, presumibilmente, Mission: Impossible – Dead Reckoning Part Two.

Nei prossimi due capitoli della saga di Mission ImpossibleTom Cruise e Rebecca Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e Ilsa Faust. I due film vedranno coinvolti anche Shea Whigham (Kong: Skull Island), Hayley Atwell (Captain America: Il primo vendicatore), Pom Klementieff (Guardiani della Galassia) e Esai Morales (Ozark). Christopher McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 30 settembre 2022 e il 7 luglio 2023.

Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One, ecco come nasce il nemico del film

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In Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One il villain contro cui Ethan Hunt e la sua squadra si confrontano è l’Intelligenza Artificiale. Questo inafferrabile avversario è al centro del nuovo video dedicato al film, in cui il regista Christopher McQuarrie spiega come The Entity è nata e come è diventata una minaccia, nel mondo di Hunt.

Un nuovo video condiviso da Paramount Pictures su YouTube approfondisce la creazione di McQuarrie per Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One, il cattivo AI.

Il video presenta McQuarrie che discute della sua concezione originale di un cattivo basato sulla tecnologia dell’informazione a metà degli anni 2010, quando si è unito per la prima volta al franchise. Quando Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One era in post-produzione, spiega il regista, The Entity ha iniziato in modo agghiacciante a diventare più vicino alla realtà scientifica che alla fantascienza.

Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One è uscito nei cinema il 12 luglio 2023, mentre Mission Impossible – Dead Reckoning Parte Due arriverà il 27 giugno 2024.

Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One, cosa significa il titolo?

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In una recente intervista con Empire, lo sceneggiatore, regista e produttore Christopher McQuarrie anticipa alcune delle sfide che Ethan Hunt (Tom Cruise) dovrà affrontare in Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One e come questo si collega al sottotitolo del film. Pur non rivelando troppi dettagli, McQuarrie rivela che “la resa dei conti” ha in realtà un significato unico al di fuori del franchise di Mission: Impossible che funge da metafora per alcune trame imminenti.

“Ci sono molte cose che emergono dal passato di Ethan. ‘Dead reckoning’ è un termine di navigazione. Significa che stai scegliendo un corso basato esclusivamente sulla tua ultima posizione nota e questa diventa una metafora non solo per Ethan, ma per diversi personaggi.”

Il settimo capitolo di MI si intitolerà Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One, mentre l’ottavo, Mission: Impossible – Dead Reckoning Part Two.

Nei prossimi due capitoli della saga di Mission ImpossibleTom Cruise e Rebecca Ferguson torneranno nei panni di Ethan Hunt e Ilsa Faust. I due film vedranno coinvolti anche Shea Whigham (Kong: Skull Island), Hayley Atwell (Captain America: Il primo vendicatore), Pom Klementieff (Guardiani della Galassia) e Esai Morales (Ozark). Christopher McQuarrie scriverà e dirigerà i film, che faranno il loro debutto nelle sale americane rispettivamente il 30 settembre 2022 e il 7 luglio 2023.

Mission: Impossible – The Final Reckoning: 7 curiosità imperdibili sull’ultimo capitolo della saga

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Con Mission: Impossible – The Final Reckoning, Tom Cruise conclude una delle saghe action più iconiche della storia del cinema. Questo ottavo capitolo, diretto ancora una volta da Christopher McQuarrie, chiude un ciclo iniziato quasi trent’anni fa. Ma dietro le esplosioni, i travestimenti hi-tech e le corse mozzafiato, si nascondono dettagli che rendono il film ancora più affascinante per i fan e per gli amanti del cinema d’azione. Ecco sei curiosità che (forse) non conoscevi.

Tom Cruise ha girato la scena più pericolosa della saga… ancora una volta

Tom Cruise
Tom Cruise – Foto di Aurora Leone

Non è Mission: Impossible senza una scena ad alto tasso di rischio. Ma in The Final Reckoning, Tom Cruise si è superato: ha girato una sequenza in cui si lancia con una moto da una scogliera per poi aprire il paracadute nel vuoto. La scena è reale, senza controfigure né effetti digitali, e ha richiesto mesi di preparazione, con oltre 500 salti con il paracadute e più di 13.000 salti in moto da rampe di addestramento.

Il titolo nasconde un significato doppio

Tom Cruise, Simon Pegg e Hayley Atwell in Mission Impossible - The Final Reckoning
Tom Cruise, Simon Pegg, and Hayley Atwell in Mission: Impossible – The Final Reckoning. Foto di Paramount Pictures and Skydance/Paramount Pictures and Skydance – © 2025 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

“The Final Reckoning” non è solo un riferimento all’epico confronto tra Ethan Hunt e i suoi nemici, ma anche un’allusione al fatto che questo potrebbe essere l’ultimo capitolo per il personaggio interpretato da Cruise. Il titolo in inglese gioca con l’idea di resa dei conti personale e globale, lasciando aperti interrogativi sul destino del protagonista.

Hayley Atwell è stata scelta dopo una sola audizione

Hayley Atwell – Foto di Aurora Leone

Hayley Atwell (già nota per Captain America) ha conquistato regista e produttori con una sola audizione. Il suo personaggio, Grace, è stato pensato appositamente per questo film e diventa un alleato chiave di Ethan Hunt. Le sue scene d’azione, spesso girate in prima persona, aggiungono una nuova dimensione al ritmo narrativo.

Un set ferroviario costruito da zero

Tom Cruise in Mission Impossible - The Final Reckoning
Tom Cruise in Mission: Impossible – The Final Reckoning. Foto di Paramount Pictures and Skydance/Paramount Pictures and Skydance – © 2025 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

Per una delle sequenze clou del film, la produzione ha ricostruito un intero ponte ferroviario in Norvegia, solo per farlo esplodere. Il team di effetti speciali ha impiegato mesi per progettare la scena, girata con telecamere IMAX per esaltarne la spettacolarità. La demolizione è stata effettuata in un’unica ripresa.

Christopher McQuarrie ha riscritto la sceneggiatura durante le riprese

Christopher McQuarrie - Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno
Christopher McQuarrie – Foto di Aurora Leone

Il regista e sceneggiatore Christopher McQuarrie è noto per modificare i copioni anche a riprese in corso, e The Final Reckoning non ha fatto eccezione. Molte scene sono state riscritte per adattarsi alle condizioni meteo, ai ritmi di produzione o semplicemente perché Cruise voleva “alzare ancora l’asticella”.

È il film più costoso dell’intera saga

Mission: Impossible - The Final Reckoning

Con un budget che supera i 290 milioni di dollari, The Final Reckoning è il film più costoso della saga Mission: Impossible. I costi sono lievitati anche a causa delle misure di sicurezza e dei ritardi dovuti alla pandemia, ma la produzione ha investito pesantemente in tecnologia IMAX, location esclusive e acrobazie reali.

Un addio simbolico a un’era del cinema d’azione

Mission: Impossible - Rogue Nation
Foto di Photo credit: David James – © 2015 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

Molti fan vedono The Final Reckoning come l’addio di Tom Cruise alla saga, ma anche a un certo modo di concepire il cinema d’azione: fatto di stunt reali, fisicità e impegno totale. Se dovesse davvero essere l’ultimo episodio con Ethan Hunt, sarà ricordato come una chiusura col botto.

Mission: Impossible – The Final Reckoning, recensione del film con Tom Cruise

Lo avevamo lasciato trionfante Ethan Hunt, riuscito nel finale di Mission: Impossible – Dead Reckoning a recuperare la chiave cruciforme inseguita lungo tutto il film. Sono passati due anni da quel momento e nel frattempo il mondo è profondamente cambiato. L’intelligenza artificiale ha compiuto passi da gigante e le tensioni politiche hanno raggiunto livelli insostenibili. Non sorprende dunque che Mission: Impossible – The Final Reckoning inizi con un Hunt che sembra tutt’altro che reduce da una vittoria. Siamo arrivati all’ultimo capitolo della saga, a quella “resa dei conti” enunciata dal sottotitolo.

D’altronde ogni film di Mission: Impossible ha avuto l’obiettivo di farsi specchio delle preoccupazioni del presente e anche quest’ultimo non è da meno. Anzi, si nota un deciso complicarsi della vicenda tra questo e il precedente capitolo, coerentemente con quanto si è complicata la questione del rapporto con l’AI in questi due anni. Tom Cruise e il regista Christopher McQuarrie portano dunque sullo schermo un racconto che viene ormai difficile considerare fantascienza, concentrandosi a tal punto sulle implicazioni di esso da sacrificare in parte lo spettacolo, che resta però di una ricercatezza superiore di quello dei tanti imitatori.

La trama di Mission: Impossible – The Final Reckoning

All’inizio di Mission: Impossible – The Final Reckoning Ethan Hunt è dunque diventato un fantasma. Ricercatissimo per le sue abilità e le sue conoscenza sull’Entità, egli si tiene nell’ombra indeciso su come agire dinanzi al caos che sta infestando il mondo. Richiamato all’azione dal fidato Benji (Simon Pegg), Ethan accetta di non poter più sottrarsi al suo destino: deve rintracciare il sottomarino Sevastopol, dove l’Entità ha avuto origine, e porre fine per sempre alla sua minaccia. Ma le forze in gioco sono tante e diventa difficile capire di chi potersi fidare quando il mondo è sull’orlo di un olocausto nucleare.

Tom Cruise in Mission Impossible - The Final Reckoning
Tom Cruise in Mission: Impossible – The Final Reckoning. Foto di Paramount Pictures and Skydance/Paramount Pictures and Skydance – © 2025 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

La guerra tra la realtà e la menzogna

 Entriamo dunque subito nel vivo con Mission: Impossible – The Final Reckoning. L’Entità ha continuato a prosperare, compiendo proprio quello che ci si aspettava facesse: distorcere la realtà. Mission: Impossible è sempre stata una saga che ha giocato sulla manipolazione delle immagini, sulla distorsione del reale e il valore dell’inganno. Mentre il più delle volte nel corso dei vari film era stato Ethan Hunt ad avvalersi di questi stratagemmi, stavolta è lui (e l’umanità) a subirli, trovandosi al cospetto di un’intelligenza artificiale che abbatte il confine tra vero e falso e così facendo dando vita a profonde crisi sociali.

Di film che hanno messo in guardia da pericoli di questo genere provocati dalle intelligenze artificiali ne è piena la storia del cinema, ma Mission: Impossible – The Final Reckoning riesce comunque a risultare particolarmente d’impatto nel suo intercettare e raccontare ciò che serve di questa realtà ormai attuale. Ce la propone infatti senza particolare bisogno di arricchirla più del dovuto, basta mostrarci la facilità con cui l’AI può alterare le immagini e con cui può impadronirsi degli armamenti e delle testate nucleari che sono in attesa di essere utilizzate. Ed è così che prende vita uno dei villain più temibili della saga.

Il gusto per lo spettacolo di Mission: Impossible – The Final Reckoning

Dato questo pericolo, ha inizio una corsa contro il tempo per porvi fine, che richiederà però ad Ethan di cimentarsi con alcune delle sfide più complesse della sua carriera cinematografica. In particolare, tutta la sequenza che lo porta a doversi introdurre nel sottomarino affondato è assolutamente da brividi. Venti minuti in cui seguiamo Tom Cruise muoversi tra la vastità dell’oceano e spazi angusti, con la consapevolezza che quanto vediamo è stato girato senza l’uso di controfigure, ricostruendo quanto più possibile sul set la situazione poi proposta sullo schermo. Una sequenza, dunque, al termine della quale ci si potrebbe accorgere di essere rimasti con il fiato sospeso, il che la dice lunga sullo spettacolo offerto.

Tom Cruise, Simon Pegg e Hayley Atwell in Mission Impossible - The Final Reckoning
Tom Cruise, Simon Pegg, and Hayley Atwell in Mission: Impossible – The Final Reckoning. Foto di Paramount Pictures and Skydance/Paramount Pictures and Skydance – © 2025 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

È vero, a Mission: Impossible – The Final Reckoning mancano sequenze come quella tra i vicoli di Venezia o quella del salto nel vuoto con la moto viste nel precedente film, giusto per citare il più recente. Momenti di grande impatto sia per scelte registiche che per capacità di sfruttare al massimo l’ambiente in cui si svolge l’azione, che regalavano quel grande intrattenimento di cui la saga ha sempre potuto fregiarsi. Questo ottavo capitolo non solleva mai del tutto il piede dal freno (non che ciò sia totalmente un male) e la sequenza nel finale con il biplano imita ma non eguaglia quella con l’elicottero di Mission: Impossible – Fallout.

Nonostante ciò, il nuovo film ha comunque i suoi assi nella manica e sa giocarseli bene. La grande varietà di ambienti presenti nel film – dai sotterranei in cui abita Luther (Ving Rhames) fino agli spazi aperti del Sudafrica, dagli uffici governativi fino alle già citate profondità dell’oceano – permettono al film di riproporre quella varietà di scenari utile a non appesantire la visione, che anzi agilmente attraverso le sue due ore e cinquanta di durata. Scenari attraversati da Tom Cruise, qui più che mai da assumere a last action hero, con il suo corpo pronto a farsi strumento stesso dello spettacolo (oltre a lui, cattura anche qui l’attenzione la Paris di Pom Klementieff).

Fidarsi di Ethan, per un’ultima volta

Tra il suo farsi specchio della realtà e il riaffermarsi quale saga d’azione senza eguali, Mission: Impossible – The Final Reckoning si afferma dunque come un ultimo (?) capitolo meno solido dei precedenti (in più occasioni si avverte un po’ di confusione, che i personaggi devono sciogliere rispiegando più a noi che a sé stessi il proprio piano), ma ugualmente avvincente, entusiasmante ed emotivamente coinvolgente. Sarà anche per il suo rendere esplicito omaggio, sin dalle prime scene, a tutti i capitoli precedenti, riproponendoci i loro momenti più iconici e ricordandoci perché è una grande saga, ma fidarsi di Ethan Hunt e sospendere l’incredulità dinanzi alle sue gesta è sempre un piacere.

Mission: Impossible – The Final Reckoning, la spiegazione del finale (nel dettaglio)

Mission: Impossible – The Final Reckoning offre a Ethan Hunt una missione finale perfetta, anche se deve risolvere il pericolo immediato rappresentato dall’Entità. Sulla scia degli eventi di Mission: Impossible – Dead Reckoning Part One del 2023, Ethan, interpretato da Tom Cruise, si trova ad affrontare varie forze malvagie in tutto il pianeta. Si va dalle macchinazioni dell’imprevedibile Gabriel e dalle intenzioni dell’Entità digitale ai governi mondiali disperati che sperano di sfruttare il caos a proprio vantaggio.

Alla fine, i personaggi di Mission: Impossible – The Final Reckoning risolvono i pericoli dell’Entità e danno persino a Ethan Hunt un addio tranquillo e appropriato che permetterà al personaggio di andare in pensione. Lungo il percorso, la serie getta anche le basi affinché l’attuale roster dell’IMF possa portare avanti le proprie avventure, anche senza alcuni dei membri veterani della squadra. Ecco come l’acclamato Mission: Impossible – The Final Reckoning offre a Ethan Hunt una potenziale via d’uscita.

Dove va Ethan Hunt dopo la fine di The Final Reckoning?

Ethan entra ufficialmente in clandestinità dopo aver sconfitto l’Entità

Ethan Hunt entra effettivamente in clandestinità alla fine di Mission: Impossible – The Final Reckoning, affidandosi a un’ultima missione fondamentale che ha anche permesso al personaggio di essere facilmente eliminato dalla serie. Ethan è ancora preso di mira dal suo stesso governo in The Final Reckoning, riuscendo a malapena a convincere il presidente degli Stati Uniti a lasciargli contenere l’Entità. Piuttosto che consegnare la tecnologia a Kitridge, Ethan raddoppia la sua convinzione che nessuno possa essere considerato affidabile con l’Entità e la nasconde con sé.

Questo potrebbe essere visto come un finale appropriato per Ethan Hunt, che riesce a intraprendere un’ultima missione diventando il guardiano dell’Entità. Il finale del film implica che Ethan ha accettato questa missione con una certa consapevolezza di ciò che essa comporta. Dato che molti governi mondiali probabilmente continueranno a volere l’Entità, Ethan potrebbe dover fuggire per il resto della sua vita. Questo potrebbe essere il modo perfetto per far uscire Ethan dalla serie, permettendogli di sopravvivere nell’ombra ma rimanendo fondamentale per la sopravvivenza della società.

Cosa succede all’Entità e a Gabriel dopo il climax di The Final Reckoning?

Mission: Impossible - The Final Reckoning

Il destino di Gabriel è inaspettatamente brutale

Le due minacce principali di The Final Reckoning sono l’Entità e Gabriel, che nel film precedente lavoravano di concerto. Tuttavia, dopo i fallimenti in quella trama, Gabriel si è separato dall’Entità e ora cerca di controllarla. La loro speranza è che Ethan aderisca ai piani dell’Entità (che porterebbero a una guerra nucleare su tutta la Terra) o che consegni il controllo della macchina a Gabriel (che manterrebbe l’attuale società ma avrebbe il controllo su tutti i principali governi).

Alla fine del film, l’IMF ha trovato il modo di contrastare l’Entità, riuscendo a catturare l’intelligenza artificiale all’interno di una chiavetta USB 5D. Questa è la chiavetta che Ethan riceve alla fine del film, il che suggerisce che l’Entità è ancora tecnicamente “viva”, ma contenuta. Anche se potrebbe facilmente tornare nei futuri capitoli della serie, questa potrebbe anche essere una soluzione pratica per quella trama. Al contrario, Gabriel viene eliminato in modo piuttosto brusco mentre cerca di saltare da un aereo durante il climax del film, rendendo il suo ritorno molto più improbabile.

Quali membri dell’IMF sopravvivono agli eventi di Final Reckoning?

Mission: Impossible - The Final Reckoning

I nuovi membri dell’IMF potrebbero portare avanti la serie

Per la maggior parte, l’IMF esce indenne dagli eventi di Final Reckoning. Il team si espande anche in modi sorprendenti, come l’ingresso di ex nemici come l’assassina francese Paris e l’agente dei servizi segreti statunitensi Theo Degas. La vittima più importante del film è Luther, che è stato una presenza costante nella serie per decenni. La salute di Luther è già precaria nelle sequenze iniziali del film, con il camice ospedaliero e le apparecchiature mediche che suggeriscono che sta lottando contro una grave malattia.

Nel tentativo di piegare Ethan, Gabriel fa piazzare una bomba in una stanza con Luther rinchiuso in una gabbia. Luther riesce a disinnescare la bomba megaton per salvare Londra, ma è costretto ad attivare una quantità sufficiente di esplosivo da provocare un crollo che lo uccide. Il ricordo di Luther rimane con Ethan per il resto del film, con un messaggio finale del suo alleato di lunga data che accompagna il successo nell’aver fermato l’Entità. Questo sottolinea la triste realtà che Ethan e Benji hanno perso molti dei loro alleati per la loro causa.

Qual è lo stato del mondo di M:I dopo The Final Reckoning?

Tom Cruise in Mission Impossibile 8

Una Terra tesa potrebbe facilmente ricadere in un conflitto armato

Il mondo è in uno stato fragile ma duraturo alla fine di Mission: Impossible – The Final Reckoning, suggerendo quanto facilmente le cose potrebbero degenerare nuovamente nel caos. Nonostante gli sforzi delle forze statunitensi e russe, l’Entità rimane fuori dalla loro portata. Anche se questo sembra aver stabilito una pace tesa tra i governi mondiali, le tensioni messe in moto dalla guerra nucleare quasi riuscita dell’Entità potrebbero lasciare i governi mondiali sull’orlo di un conflitto aperto.

L’IMF potrebbe non essere più un’organizzazione formale, ma la sua missione potrebbe essere facilmente riattivata con una nuova generazione di agenti che sostituiscono Hunt sulla scena mondiale.

A contribuire a risolvere tutto ciò potrebbe essere proprio l’IMF, che alla fine del film è stato effettivamente ricostituito. Mentre Ethan sembra destinato a nascondersi per proteggere l’Entità, Benji è sopravvissuto alle ferite e ha accettato il ruolo di capo squadra affidatogli da Ethan. Nel frattempo, nuove reclute come Grace, Paris e Theo garantiscono alla squadra il talento e i mezzi necessari per proteggere il mondo in caso di emergenza. L’IMF potrebbe non essere più un’organizzazione formale, ma la sua missione potrebbe essere riattivata con una nuova generazione di agenti che sostituiscono Hunt sulla scena mondiale.

Il vero significato di Mission: Impossible – Il destino

Tom Cruise in Mission Impossibile 8

Ethan Hunt batte l’intelligenza artificiale in più di un modo

Mission: Impossible – Il destino è il finale più felice che Ethan Hunt potesse desiderare. Ethan non muore in un ultimo momento di gloria né se ne va al tramonto. Invece, come gli dice Luther nel suo messaggio d’addio, era suo destino trovarsi in una situazione in cui le sue scelte potevano avere un impatto sul mondo. Ethan che prende l’Entità e sembra nascondersi con essa gli dà un modo per lasciare con grazia la serie con l’idea che la missione non finisce mai, anche se rimane invisibile e sconosciuta al grande pubblico.

Il finale del film potrebbe anche essere interpretato come una celebrazione della visione di Cruise sul cinema. Campione delle acrobazie e critico aperto dell’eccessivo ricorso all’intelligenza artificiale nell’industria cinematografica, non è un caso che Cruise sia determinato a sconfiggere un’intelligenza artificiale che usa algoritmi per dettare il futuro del mondo. La vittoria di Hunt è una celebrazione degli eroi umanisti (anche se caotici) che rischiano la vita per il mondo. È un interessante significato secondario del finale di Mission: Impossible – The Final Reckoning e un chiaro riferimento alle opinioni di Cruise sull’industria cinematografica.

Mission: Impossible – Rogue Nation: una featurette sul team di Ethan Hunt

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Ecco una nuova featurette per Mission Impossible Rogue Nation in cui ci viene mostrato l’operato della squadra di Ethan Hunt. Per l’occasione tornano sul campo con Tom Cruise anche Simon Pegg, Jeremy Renner e Ving Rhames. New entry dal fascinoassassino è Rebecca Ferguson.

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Mission Impossible Rogue Nation uscirà infatti il 31 luglio 2015.

Mission Impossible Rogue NationLo spostamento di data è facilmente giustificabile con il principale spauracchio da box office che tutti i blockbuster si troveranno di fronte questo Natale, ovvero Star Wars il Risveglio della Forza. Sembra quindi più che probabile che il film diretto da Christopher McQuarrie si sia lasciato giustamente spaventare dal colosso di JJ Abrams (che tra l’altro esordì alla regia proprio con il terzo film del franchise con Tom Cruise).

In realtà c’è anche da considerare il diretto concorrente per genere, ovvero Spectre, che arriverà invece al cinema il 6 novembre. Che la scelta per il film di Cruise si riveli davvero vincente?

Mission Impossible Rogue Nation è diretto da Christopher McQuarrie e vede nel cast, oltre a Tom Cruise, anche Jeremy Renner, Ving Rhames e Simon Pegg, che abbiamo già visto in precedenza in Mission Impossible Protocollo Fantasma, Alec Baldwin Rebecca Ferguson.

Mission: Impossible – Rogue Nation: trama, cast e sequel del film

Da quando nel 1996 il personaggio di Ethan Hunt è arrivato al cinema, si è subito imposto come uno degli agenti speciali più iconici e amati del cinema. A distanza di oltre vent’anni, il personaggio è ancora protagonista di film di grande successo di critica e pubblico. Nel 2015 è arrivato in sala il quinto film della serie, intitolato Mission: Impossible – Rogue Nation (qui la recensione), diretto da Christopher McQuarrie, premio Oscar per la sceneggiatura di I soliti sospetti. Protagonista nei panni di Hunt è sempre l’attore Tom Cruise, accanto al quale si ritrovano vecchie conoscenze e nuovi ingressi nel cast.

Dato il grande incasso del precedente capitolo, diretto nel 2011 da Brad Bird, i produttori della Paramount hanno più volte confermato l’intenzione di far proseguire la serie. Anche in questo caso il film si è avvalso di location internazionali, spostandosi da Vienna all’Inghilterra, passando per il Marocco, e di nuovo l’interesse nei confronti della pellicola si è manifestata in modo netto. Non solo il film è stato elogiato dalla critica, che lo ha indicato come uno dei migliori in assoluto della saga, merito anche di spettacolari scene d’azione, ma si è anche affermato come una grande successo di box office.

Con un incasso di circa 682 milioni di dollari questo è oggi il terzo titoli più redditizio della saga, secondo solo a Mission: Impossible – Fallout e Mission: Impossible – Protocollo fantasma. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e ai suoi sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Mission: Impossible – Rogue Nation

Nel nuovo film, l’agente dell’MF Ethan Hunt è alle prese con una nuova missione. Dopo essere venuto a conoscenza dell’acquisto di gas nervino da parte di un gruppo di terroristi, si mette sulle loro tracce, venendo a conoscenza dell’attività criminale internazionale chiamata il Sindacato. Non si tratta però di una semplice organizzazione, bensì un gruppo addestrato di spie rinnegate che hanno intenzione di riscattarsi creando un nuovo programma che intimorisca la civiltà. Hunt raduna dunque una nuova squadra servendosi dell’aiuto del collega William Brendt e della spia Isla Faust. Potrà inoltre fare affidamento su Benji Dunn, già suo compagno di avventure in passato.

Mission Impossible - Rogue Nation cast
Rebecca Ferguson in Mission: Impossible – Rogue Nation. © 2015 – Paramount Pictures

 

Il cast del film

Ancora una volta l’attore Tom Cruise torna a vestire i panni dell’agente Hunt, e come sempre ha preteso e ottenuto di poter eseguire personalmente molte delle sequenze più pericolose e acrobatiche. In particolare, egli si è cimentato in alcune riprese che lo vedono appeso all’esterno di un Airbus A400M in volo, senza l’ausilio di controfigure. Una scena che Cruise è stato costretto a ripetere per ben otto volte. Accanto a lui torna anche l’attore Ving Rhames, riconfermandosi come l’unico attore oltre a Cruise ad aver preso parte a tutti i film della saga. Un altro ritorno dal precedente film è quello di Simon Pegg, nuovamente nei panni di Benji Dunn.

Un ruolo che ancora una volta gli ha richiesto una preparazione fisica particolarmente intensa, necessaria per poter eseguire personalmente quanto previsto per il personaggio. Nei panni dell’agente William Brandt torna nella saga l’attore Jeremy Renner. Da sempre fan di Mission: Impossible e di Cruise, questi ha descritto l’aver recitato nel film come un sogno divenuto realtà. Come per il precedente titolo, anche in questo caso ha accettato la parte senza neanche voler prima leggere la sceneggiatura. L’attrice svedese Rebecca Ferguson fa invece il suo ingresso nei panni dell’agente Isla Faust.

Un altro attore qui entrato a far parte della saga è Alec Baldwin, che ricopre la parte di Alan Hunley, il nuovo direttore della CIA. Infine, Sean Harris interpreta il villain Solomon Lane. Questi, noto prevalentemente in televisione, era inizialmente restio ad accettare la parte. Si convinse solo dopo la promessa che il suo personaggio sarebbe morto nel film. Interpretarlo si rivelò talmente tanto affascinante che Harris cambiò idea e accettò di tornare per un sequel.

Mission Impossible - Rogue Nation trama film
Tom Cruise e Jeremy Renner in Mission: Impossible – Rogue Nation. Foto: David James – © 2015 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

I sequel di Mission: Impossible – Rogue Nation

Dato il grandissimo successo del film, si decise da subito di realizzare ulteriori sequel, e di farli arrivare al cinema in tempi molto minori. Tre anni dopo, nel 2018, è così arrivato l’apprezzatissimo Mission: ImpossibleFallout nel 2018. Con un incasso di circa 791 milioni, questo è attualmente il titolo di maggior successo della saga. Recitano in questo attori del calibro di Alec Baldwin e Vanessa Kirby. Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Uno settimo capitolo della saga è uscito al cinema il 12 luglio 2023, mentre Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte Due, che si dice sarà anche l’ultimo, arriverà in sala nel 2025.

Il trailer di Mission: Impossible – Rogue Nation e dove vedere il film in streaming e in TV

In attesa di vedere gli sviluppi della saga, per gli appassionati è possibile fruire di Mission: Impossible – Rogue Nation grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple TV, Now, Paramount+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 2 maggio alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb

Mission: Impossible – Rogue Nation: Tom Cruise in azione nei nuovi spot

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Ecco due nuovi spot di Mission: Impossible – Rogue Nation incui vediamo Tom Cruise in azione, di nuovo nei panni di Ethan Hunt, e in compagnia del personaggio interpretato da Rebecca Ferguson, l’affascinante, misteriosa e letale Ilsa.

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Mission Impossible Rogue Nation uscirà infatti il 31 luglio 2015.

Mission Impossible Rogue NationLo spostamento di data è facilmente giustificabile con il principale spauracchio da box office che tutti i blockbuster si troveranno di fronte questo Natale, ovvero Star Wars il Risveglio della Forza. Sembra quindi più che probabile che il film diretto da Christopher McQuarrie si sia lasciato giustamente spaventare dal colosso di JJ Abrams (che tra l’altro esordì alla regia proprio con il terzo film del franchise con Tom Cruise).

In realtà c’è anche da considerare il diretto concorrente per genere, ovvero Spectre, che arriverà invece al cinema il 6 novembre. Che la scelta per il film di Cruise si riveli davvero vincente?

Mission: Impossible – Rogue Nation è diretto da Christopher McQuarrie e vede nel cast, oltre a Tom Cruise, anche Jeremy RennerVing Rhames e Simon Pegg, che abbiamo già visto in precedenza in Mission Impossible Protocollo Fantasma, Alec Baldwin Rebecca Ferguson.

Il film è scritto da Will Staples e Drew Pearce e diretto da Christopher McQuarrie, e arriverà nei cinema USA il 25 dicembre 2015.

Fonte

Mission: Impossible – Rogue Nation: primi commenti molto positivi sul film

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Manca ormai poco all’arrivo al cinema di Mission: Impossible – Rogue Nation, l’ultimo atteso episodi di Tom Cruise nei panni dell’agente segreto Ethan Hunt. Ebbene oggi via twitter dopo una prima proiezione privata di Paramount Picture arrivano i primi entusiasti commenti sul film diretto da Christopher McQuarrie. 

Saw Mission: Impossible Rogue Nation tonight. And it was fucking AWESOME. Inventive, fun and incredibly tense action serve a solid story. – Germain Lussier

Just got out of , and holy cow, Christopher McQuarrie knocked it out of the park. Overall, the best one yet. – William Bibbiani

Go see @MissionFilm! It’s great! @TomCruise stunts r insane. Someone should sit him down and say u don’t have to do this ur Tom Cruise. – Jason Nash

Reviews are embargoed til 7/24 but Rebecca Ferguson sneaks in and steals it as a badass lady Bond who takes her heels off   – jen yamato

Rogue Nation: So slick. So McQuarrie. Reacher’s brutality, EoT’s humor, twisty like Suspects & still M:I to the core. Yeah, that was a blast – Matt Patches

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Mission: Impossible – Rogue Nation uscirà infatti il 31 luglio 2015.

Lo spostamento di data è facilmente giustificabile con il principale spauracchio da box office che tutti i blockbuster si troveranno di fronte questo Natale, ovvero Star Wars il Risveglio della Forza. Sembra quindi più che probabile che il film diretto da Christopher McQuarrie si sia lasciato giustamente spaventare dal colosso di JJ Abrams (che tra l’altro esordì alla regia proprio con il terzo film del franchise con Tom Cruise).

In realtà c’è anche da considerare il diretto concorrente per genere, ovvero Spectre, che arriverà invece al cinema il 6 novembre. Che la scelta per il film di Cruise si riveli davvero vincente? Mission: Impossible – Rogue Nation è diretto da Christopher McQuarrie e vede nel cast, oltre a Tom Cruise, anche Jeremy RennerVing Rhames e Simon Pegg, che abbiamo già visto in precedenza in Mission Impossible Protocollo Fantasma, Alec Baldwin Rebecca Ferguson. Il film è scritto da Will Staples e Drew Pearce e diretto da Christopher McQuarrie, e arriverà nei cinema USA il 25 dicembre 2015.