Sono 30 secondi per Marte e 42
candeline per Jared
Leto, che però sembra ancora un pischello: saranno gli
occhioni azzurri e quel viso da cherubino, sarà che come hobby fa
la rockstar di fama mondiale e quindi è sempre giovane inside…
E pensare che un tempo – quando
ancora si tagliava i capelli – studiava pittura
all’università, ma poi deve aver capito che la sua strada era la
recitazione e ci si è buttato a capofitto, prima con la teoria
(alla School of Visual Arts di New York) e poi con la pratica. Nel
’92, infatti, il giovane Leto si trasferisce a Los Angeles e
comincia subito ad apparire in TV, fino ad aggiudicarsi il ruolo
del rubacuori Jordan Catalano nella serie My So-Called
Life, che in breve lo trasforma in un teen idol. Nel ’95 è
ormai pronto per il grande schermo, dove debutta col drammatico
Gli anni dei ricordi, anche se il primo ruolo da
protagonista arriva solo nel ‘97 col biografico
Prefontaine. In questo periodo Jared rischia
addirittura di affondare col Titanic, visto che tra i
papabili per Jack Dawson figura anche il suo nome… peccato che lui
non si presenti al provino. Chissà come sarebbe andata se fosse
stato lì al posto di Leo. Magari adesso Di Caprio andrebbe
in giro vestito di pelle a incendiare i palchi di mezzo mondo con
la sua chitarra. Magari no.
Comunque gli anni Novanta si
concludono egregiamente per Leto, con pellicole come La
sottile linea rossa, Girl, Interrupted e
Fight Club. E malgrado Fincher lo abbia fatto
pestare a sangue, Jared tornerà a lavorare con lui anche in
Panic Room (il più grande successo al box office per
l’attore), non prima, però, di aver preso parte all’adattamento di
American Psycho con/contro Christian Bale, e di aver perso 13 chili
per interpretare l’eroinomane protagonista dell’allucinato
Requiem for a Dream di Aronofsky. Si narra
che, per preparare al meglio la sua performance, Leto per qualche
tempo abbia vissuto in strada, e che abbia rinunciato al sesso per
un paio di mesi così da comprendere a fondo l’astinenza. Il film è
ormai un cult, ma a lui deve essere costato non poco, se alla fine
delle riprese è scappato in Portogallo e si è chiuso in un
monastero. Leggenda metropolitana? Chissà. Di certo è leggendaria
la sua band – i 30 Seconds to Mars – fondata nel ’98
col fratello maggiore Shannon e lanciata ufficialmente col primo
album nel 2002. Leto per un po’ abbandonerà il set per dedicarsi
full time alla carriera di rocker, salvo poi tornare al cinema nel
2004 – con un tempismo non invidiabile – per l’
Alexander di Oliver Stone (una canzoncina in
più non gli avrebbe fatto male, ecco). Sarà il flop della rentrée,
sarà che la musica lo ha rapito, fatto sta che Jared si fa vedere
sempre più di rado sullo schermo e sempre più spesso sul palco,
anche se quest’anno ha trovato il tempo di pubblicare il quarto
disco (un successone) e di girare pure un film tosto come
Dallas Buyers Club, dove fa il trans
sieropositivo.
Da una rockstar ci si aspetterebbe
sesso-droga-e-rock’n’roll, giusto? Ma Leto è un fervente vegano,
perciò la torta è rigorosamente senza burro, né uova, né latte. Ok,
passiamo direttamente allo spumante. HAPPY BIRTHDAY JARED!