Home Blog Pagina 2023

I morti non muoiono: la spiegazione del finale del film

I morti non muoiono: la spiegazione del finale del film

Il finale di I morti non muoiono (leggi qui la recensione) non chiude semplicemente un’invasione zombie, ma espone con freddezza quasi teatrale il fallimento cognitivo di una comunità che osserva la fine del mondo senza mai comprenderla davvero. Jim Jarmusch costruisce infatti un’apocalisse che non esplode mai nel senso classico del termine, ma si dilata come un errore sistemico: la realtà si rompe mentre i personaggi continuano a comportarsi come se fossero dentro un racconto controllabile.

Nel momento conclusivo del film (interpretato, tra gli altri, da Bill Murray, Adam Driver e Chloe Sevigny), la sopravvivenza non è distribuita secondo logiche di eroismo o strategia, ma secondo una forma di lucidità laterale, quasi marginale. Mentre la città di Centerville collassa sotto il peso di zombie sempre più numerosi, ciò che resta non è una soluzione narrativa, ma una diagnosi culturale: chi sopravvive non è chi combatte meglio, ma chi ha smesso di credere di essere al centro del mondo.

LEGGI ANCHE: I morti non muoiono: tutte le curiosità sul film

Un’apocalisse indie tra zombie, polar fracking e consapevolezza cinematografica: Jim Jarmusch e la fine del mondo come struttura mentale prima ancora che narrativa

I morti non muoiono, diretto da Jim Jarmusch nel 2019, si inserisce in una filmografia che ha sempre lavorato sulla sottrazione e sull’anti-dramma. Il regista, già autore di opere come Dead Man e Solo gli amanti sopravvivono, utilizza il genere zombie non per rinnovarlo sul piano dell’azione, ma per svuotarlo progressivamente, trasformandolo in una riflessione sul linguaggio stesso del cinema e sulla ripetizione dei suoi codici.

Il film si colloca nel territorio del meta-cinema, dove il genere horror diventa una superficie riflettente più che un dispositivo di paura. L’ambientazione di Centerville, apparentemente ordinaria e sospesa, funziona come microcosmo della società contemporanea, mentre la causa dell’apocalisse — il cosiddetto “polar fracking” e lo spostamento dell’asse terrestre — viene lasciata volutamente incompleta, quasi irrilevante rispetto al comportamento dei personaggi.

La scelta di Jarmusch è precisa: l’origine del disastro non è un mistero da risolvere, ma un’informazione che i personaggi non possiedono e che, in fondo, non sanno nemmeno interpretare. La narrazione si sposta così dalla logica dell’evento a quella della percezione, dove la crisi non è ciò che accade, ma ciò che non viene compreso.

Il finale tra sopravvissuti marginali, UFO e consapevolezza narrativa: perché Hermit Bob e Zelda Winston incarnano due forme opposte di sopravvivenza

I morti non muoiono film

Nel finale del film, la maggior parte dei personaggi principali è ormai stata eliminata dall’apocalisse zombie, mentre la città si è trasformata in uno spazio quasi post-sociale. A sopravvivere sono figure che, per motivi opposti, si collocano ai margini del sistema: Hermit Bob e Zelda Winston.

Hermit Bob, interpretato da Tom Waits, sopravvive perché ha sempre vissuto fuori dal flusso principale della società. La sua esistenza isolata lo rende impermeabile al collasso, ma anche alla stessa dinamica del desiderio consumistico che ha reso vulnerabili gli altri personaggi. Il suo sguardo finale sulla distruzione non è eroico, ma diagnostico: osserva il mondo come qualcosa che aveva già previsto, senza bisogno di parteciparvi.

Zelda Winston, interpretata da Tilda Swinton, rappresenta invece una forma opposta di sopravvivenza, più enigmatica e quasi extradiegetica. La sua capacità di utilizzare strumenti tecnologici, la sua competenza in ambito forense e la sua improvvisa “chiamata” aliena che la porta via da Centerville suggeriscono una figura che si sottrae completamente alle regole del mondo umano. Il suo destino finale, con il rapimento UFO, non chiude il racconto ma lo apre a una dimensione altra, come se la realtà stessa avesse deciso di espellerla.

Il contrasto tra Hermit Bob e Zelda definisce due modalità di sopravvivenza: la marginalità consapevole e la superiorità quasi metafisica. Entrambi, però, condividono una caratteristica fondamentale: non partecipano più all’illusione collettiva.

Zombie, consumo e ignoranza sistemica: il mondo come errore percettivo prima ancora che apocalisse fisica

Selena Gomez in I morti non muoiono

La lettura del finale passa necessariamente attraverso la natura degli zombie stessi, che in I morti non muoiono non sono semplicemente creature aggressive, ma figure ripetitive, quasi svuotate di volontà narrativa. Il loro comportamento è meno legato alla fame e più a una forma di inerzia sistemica, come se replicassero un gesto senza comprenderlo.

Il film suggerisce che la causa dell’apocalisse non sia solo il “polar fracking”, ma soprattutto la struttura mentale dei personaggi, incapaci di comprendere le conseguenze delle proprie azioni collettive. La distruzione ambientale diventa così il sintomo visibile di una crisi epistemologica più profonda.

Gli esseri umani di Centerville sono costantemente distratti da micro-narrazioni personali, relazioni superficiali e dinamiche di consumo culturale. Anche di fronte all’evidenza del collasso, la loro reazione è spesso ridotta a una battuta, a una distanza ironica che impedisce qualsiasi forma di elaborazione reale.

In questo senso, gli zombie non rappresentano l’alterità, ma la continuazione deformata del comportamento umano. Il confine tra vivi e morti si assottiglia fino a diventare quasi una questione di consapevolezza più che di biologia.

Meta-cinema e rottura della quarta parete: quando i personaggi sanno di essere dentro un film

I morti non muoiono cast

Uno degli elementi più radicali del film riguarda la sua dimensione meta-cinematografica. Diversi personaggi sembrano consapevoli della struttura narrativa in cui si trovano, in particolare l’agente Ronnie Peterson, che più volte esplicita la prevedibilità della fine.

Questa consapevolezza rompe il patto classico tra spettatore e racconto. Il mondo di I morti non muoiono non è costruito per nascondere la propria artificialità, ma per esibirla. La presenza ricorrente della canzone omonima di Sturgill Simpson rafforza questa dimensione circolare, quasi musicale, in cui gli eventi non evolvono ma si ripetono.

In questo contesto, il finale non è una conclusione ma una conferma: ciò che è accaduto era già inscritto nella struttura del film stesso. La morte dei personaggi principali non ha valore catartico, ma funziona come un’ulteriore dimostrazione della loro incapacità di uscire dal proprio ruolo.

Zelda, con la sua apparente “uscita di scena” extraterrestre, rappresenta forse l’unico vero salto di livello narrativo: non risolve il problema, ma abbandona il sistema che lo contiene.

Il significato del finale: l’apocalisse come ironia sistemica e la sopravvivenza dei marginali come unica forma di lucidità

Iggy Pop in I morti non muoiono

Il finale di I morti non muoiono non offre una restaurazione dell’ordine, ma una distribuzione selettiva della sopravvivenza. Non c’è ricostruzione della comunità, né ritorno a una normalità precedente. La città rimane un residuo, un paesaggio svuotato in cui la vita non è stata salvata, ma semplicemente ridistribuita.

La sopravvivenza di Hermit Bob e Zelda Winston non va letta come premio narrativo, ma come esito logico di due forme di distanza dal sistema: l’isolamento radicale e la trascendenza simbolica. Entrambi esistono fuori dalla logica del consumo, dell’opinione e della reazione emotiva immediata.

Il film suggerisce così che l’apocalisse non è un evento eccezionale, ma la conseguenza diretta di una società che ha perso la capacità di leggere se stessa. La fine del mondo, in questo senso, non è una frattura improvvisa, ma una lenta dissoluzione percettiva.

Per un’eventuale prosecuzione ideale del discorso, non avrebbe senso immaginare un “dopo” tradizionale. L’unico sviluppo possibile riguarda la consapevolezza: capire se esiste ancora un punto di vista in grado di osservare il sistema senza esserne completamente assorbito.

I Morti non Muoiono: da oggi al cinema il film di Jim Jarmusch

0
I Morti non Muoiono: da oggi al cinema il film di Jim Jarmusch

Arriva oggi in sala, distribuito da Universal, I Morti non Muoiono, il nuovo film di Jim Jarmusch presentato in apertura in Concorso al Festival di Cannes 2019. Il film, una zombie comedy nel pieno stile del regista, vede protagonista un cast d’eccezione composto da: Bill Murray, Adam Driver, Tilda Swinton, Chloë Sevigny, Steve Buscemi, Danny Glover, Caleb Landry Jones, Iggy Pop, Selena Gomez e Tom Waits.

I Morti non Muoiono – la recensione del film di Jim Jarmusch

Nella tranquilla cittadina di Centreville, qualcosa non va come dovrebbe. La luna splende grande e bassa nel cielo, le ore di luce del giorno diventano imprevedibili e gli animali iniziano a mostrare comportamenti insoliti. Nessuno sa bene perché. Le notizie che circolano sono spaventose e gli scienziati sono preoccupati. Ma nessuno prevede la conseguenza più strana e più pericolosa che inizierà presto a tormentare Centerville: I morti non muoiono – escono dalle loro tombe e iniziano a nutrirsi di esseri viventi, e gli abitanti della cittadina dovranno combattere per la loro sopravvivenza.

Jim Jarmusch presenta la zombie comedy a Cannes 2019

Dallo scrittore-regista Jim Jarmusch (Paterson; Gimme Danger) arriva una commedia horror con un cast stellare formato da attori abituali di Jarmusch e nuovi arrivati con uno sguardo turbolento, triste e satirico sulle abitudini e i desideri degli americani alla fine del mondo – uno stato della nazione ironicamente terrificante, affrontato con originale cinematografia.

I Monty Python ritornano 30 anni dopo

0

Sembra che Terry Gilliam voglia rimettere insieme la band, o meglio il gruppo. Proprio così, i Monty Python potrebbero tornare a distanza di circa 30 anni del loro ultimo lavoro insieme,

I Monty Python per la prima volta live…al cinema!

0

I Monty Python per la prima volta al cinema in diretta via satellite dall’02 Arena di Londra. Dopo lo strepitoso sold out delle date londinesi MONTY PYTHON LIVE (più o meno), l’esilarante e storica reunion del gruppo comico più irriverente e dissacrante di sempre, arriva nei cinema di tutto il mondo in diretta via satellite.

Una rimpatriata di comicità di dimensioni epiche

The Times

MONTY PYTHON LIVE (più o meno)E’ il 5 ottobre del 1969 quando la BBC propone per la prima volta sulle sue frequenze Monty Python’s Flying Circus,la serie televisiva britannica composta di esilaranti sketch comici scritti ed interpretati da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin. Quel giorno nascono ufficialmente i Monty Python, il gruppo che ha rivoluzionato l’idea stessa di comicità grazie al suo imprevedibile nonsense, alla personalissima e surreale rilettura del music hall e all’irrisione delle manie e dei vizi della società inglese del tempo. Da quel 5 ottobre il possente piede nudo simbolo del gruppo (coltissima citazione da un famoso quadro rinascimentale italiano dipinto da Bronzino) farà la storia, tanto che secondo alcuni i Monty Python rappresenteranno per la commedia quello che i Beatles sono stati per la musica pop.

Così oggi, a distanza di 45 anni dal loro esordio, i Monty Python tornano a calcare le scene con un appuntamento pensato per divertirsi, ridere e ricordare: domenica 20 luglio alle 20 le sale cinematografiche del mondo saranno invase dalla comicità caustica e irruenta di Monty Python Live (più o meno),la grande reunion del gruppo trasmessa in diretta via satellite in 1500 cinema del mondo dalla O2 Arena di Londra per un live show (in inglese sottotitolato) diretto da Aubrey Powell e prodotto da Fiz Oliver (elenco delle sale italiane su www.nexodigital.it).

John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin, con i loro 360 anni totali, saranno quindi i protagonisti di una serata che saprà miscelare alcuni dei più grandi successi dei Monty Python con nuovi sketch e colpi di scena legati all’attualità, ma sempre rigorosamente in stile “Pythonesque”. Un’attesissima reunion in cui si sentirà la mancanza di Graham Chapman, venuto a mancare nel 1989 ma sempre presente nella memoria dei suoi compagni di strada e di tutti i fan che lo hanno seguito nel corso dei 45 episodi delle quattro stagioni trasmesse su BBC oltre che nelle sue performance sui palchi inglesi.

I Monthy Python del resto sono tutt’altro che nuovi al grande schermo: dopo aver esordito nel 1971 con E ora qualcosa di completamente diverso, hanno continuato a conseguire un travolgente successo internazionale con film come Monty Python e il Sacro Graal nel 1975, Brian di Nazareth nel 1979 e Monty Python Live at the Hollywood Bowl nel 1982. Con Monty Python-Il Senso della Vita del 1983 il gruppo ha conquistato il Grand Prix Speciale della Giuria del 36° Festival di Cannes. Innumerevoli naturalmente sono poi i successi individuali riscossi nel corso delle rispettive carriere da Graham Chapman, John Cleese, Terry Gilliam, Eric Idle, Terry Jones e Michael Palin.

Monty Python Live (più o meno) è distribuito in Italia da Nexo Digital in collaborazione con il media partner MYmovies.it. Tutte le informazioni e l’elenco delle sale che trasmetteranno l’evento sono disponibili su www.nexodigital.it.

I montatori raccontano

0
I montatori raccontano

Lo_spazio_bianco

Il 21, 22 e 23 Settembre scorsi, presso la Libreria del cinema, a Roma, si sono tenuti gli incontri con i montatori candidati (e uno vincitore) agli ultimi Nastri d’Argento.

 

I momenti più sexy del 2014 in tv

Il 2014 è stato un anno importante per le serie tv. La qualità, i talenti, la bellezza delle immagini cinematografiche si stanno spostando sempre più sulla televisione, così come i grandi nomi, e in quest’anno di grandi chiusure di serie impotanti e di interessanti novità, c’è stato anche tanto spazio per la passione.

Ecco di seguito i momenti più sexy del 2014 visti in tv:

[nggallery id=1314]

I momenti più controversi del Marvel Cinematic Universe secondo i fan

I film degli Avengers del Marvel Cinematic Universe sono amatissimi dai fan, ma hanno anche avuto delle frange “estremiste” di spettatori che hanno considerato controverse alcune scene del franchise. Quali sono questi momenti criticati? Hanno retto il trascorrere del tempo o sono ancora dei punti caldi del grande racconto Marvel al cinema? Vediamoli insieme.

La back-story di Wanda e Pietro Maximoff

Dopo un’anticipazione nella scena post-credits di Captain America: The Winter Soldier, Age of Ultron ha introdotto i gemelli Wanda e Pietro Maximoff, meglio conosciuti nei fumetti come i figli mutanti di Magneto, Scarlet Witch e Quicksilver. I due personaggi sono stati graditissime aggiunte al MCU, spettatori e critici che hanno elogiato le performance di Elizabeth Olsen e Aaron Taylor-Johnson, tuttavia i gemelli hanno subito importanti cambiamenti rispetto alle loro incarnazioni a fumetti, uno inevitabile e l’altro perpetuando una tendenza dannosa nel film industria.

Wanda e Pietro hanno visto le loro identità ebraiche e rom cancellate in Age of Ultron, solo Pietro è stato interpretato da un attore ebreo e entrambi sono stati riscritti come membri del gruppo terroristico Hydra, che in certo momento della Storia dei fumetti si è sovrapposto ai nazisti. Mentre alcuni spettatori hanno contestato questo aspetto, molti hanno ignorato questo cambiamento. Il fatto che i Gemelli non fossero più mutanti era altrettanto controverso, dal momento che i Marvel Studios non avevano i diritti per collegarli agli X-Men, ma qualcuno si è lamentato di questa scelta poiché un’origine più vaga avrebbe lasciato loro spazio per ricollegarli, eventualmente, ai mutanti.

Le battute stile Tony Stark di Ultron

Ultron MCUNei fumetti della Marvel, Ultron è una delle più grandi minacce dei Vendicatori, e richiede gli sforzi congiunti dell’intero team per essere fermato e mandare a monte i suoi numerosi piani minacciosi per il mondo. Age of Ultron ha reinventato il suo cattivo principale in molti modi, incluso riconfigurandolo come una creazione di Tony Stark e Bruce Banner. Con questa nuova origine è arrivato anche un cambiamento significativo nel suo comportamento freddo e calcolatore.

Doppiato da James Spader, Ultron dell’MCU è raffigurato come una sorta di negativo di Tony Stark, condividendo il suo modo arguto di parlare. Naturalmente, molti spettatori hanno accolto favorevolmente questo cambiamento, dal momento che Ultron era ancora una figura minacciosa nel film la cui nuova personalità lo ha umanizzato e lo ha reso una versione unica del classico cattivo. Altri, invece, hanno contestato il significativo allontanamento di Ultron dal materiale originale e l’ennesimo personaggio sagace in un film già pieno di eroi sarcastici.

Black Widow e la storia d’amore di Hulk

Bruce Banner Natasha Romanoff Avengers Age of UltronAge of Ultron divide gli spettatori anche con la sua sottotrama romantica per Black Widow e Bruce Banner. Nel corso del film, la Vedova Nera ha il compito di tranquillizzare Hulk e farlo trasformare di nuovo in Banner, in questo modo i due costruiscono gradualmente un legame speciale che diventa una storia d’amore, ovviamente, condannata alla fine. C’era il nucleo di una vera storia d’amore tra i due in Age of Ultron, ma alcuni spettatori lo hanno comunque contestato.

Coloro che erano avversi alla storia d’amore tra Natasha e Bruce ritengono che la sottotrama sia stata affrettata e sottosviluppata. Inoltre, Bruce Banner aveva già una storia d’amore consolidata con Betty Ross in L’incredibile Hulk, rendendo la sottotrama ancora più fuori luogo.

La vedova nera si definisce un “mostro”

La sua impossibilità di avere figli è ciò che lei considera mostruoso. Forse il momento più controverso in Age of Ultron viene da una conversazione tra Black Widow e Bruce Banner. Natasha spiega a Bruce che la sua formazione e indottrinamento nel Programma Black Widow includeva anche la sterilizzazione involontaria, riferendosi a se stessa come un “mostro” apparentemente a causa della sua infertilità. Il momento è stato ampiamente criticato perché ritenuto estremamente riduttivo per il personaggio di Black Widow, specialmente se combinato con la sua sottotrama romantica venuta fuori dal nulla.

I critici della scena non necessariamente mettono in discussione il fatto che la Vedova Nera sia triste per la sua impossibilità di avere una famiglia, ma piuttosto che, di tutte le circostanze orribili presenti nella sua storia come spia e assassina sovietica, la sua incapacità di avere figli è ciò che considera mostruosa. 

Shuri e Bruce Banner discutono di Visione

Infinity War ha visto molti personaggi chiave del MCU interagire per la prima volta, con una scena degna di nota che ha coinvolto Bruce Banner, Visione e Shuri. Mentre porta Visione nel Wakanda per rimuovere la Gemma della Mente dalla sua testa in modo sicuro, Banner nota la sottolinea del compito. Shuri scopre rapidamente un metodo che, sebbene complesso e dispendioso in termini di tempo, potrebbe essere il metodo giusto per rimuovere la Gemma della Mente senza danneggiare la Visione.

Banner è sorpreso dalla facilità con cui Shuri risolve l’enigma, al che lei scherza dicendogli: “Sono sicura che hai fatto del tuo meglio”. L’arguzia di Shuri è coerente con il modo in cui viene ritratta in Black Panther del 2018: un super genio sarcastico la cui sicurezza a volte diventa sfrontatezza (non molto diversa da Tony Stark). Alcuni, tuttavia, hanno ritenuto che la scena, in particolare la battuta, forse avesse messo inutilmente in cattiva luce uno degli eroi originali degli Avengers, anche se Shuri è canonicamente il più intelligente dei due.

Star-Lord attacca Thanos

Il leggendario Star-Lord Guardiani della Galassia Vol 3Una delle scene più tese di Infinity War coinvolge un piccolo gruppo di Vendicatori e Guardiani della Galassia che escogitano un piano per rimuovere il Guanto dell’Infinito dalla mano di Thanos. L’attacco coordinato funziona quasi, ma la rivelazione che Thanos ha ucciso Gamora fa sì che Star-Lord si scateni e lo attacchi, ostacolando i suoi alleati e permettendo al Titano Pazzo di riconquistare il Guanto. Il momento è stato estremamente frustrante per molti spettatori, considerando quanto gli eroi erano arrivati ​​vicini ad avere la meglio su Thanos.

Alcuni spettatori sostengono che il momento sia stato un modo semplicistico per far fallire gli eroi, mentre altri credono che la reazione di Star-Lord fosse coerente con la sua caratterizzazione. Per questo secondo caso, l’amore consolidato di Star-Lord per Gamora è la motivazione giustificabile per la sua irruenza. Inoltre, Star-Lord ha una comprovata esperienza di impulsività nei precedenti film di Guardiani della Galassia.

Bruce Banner e Hulk diventano “Smart Hulk”

avengers: endgame shang chiDopo il salto temporale di cinque anni in Endgame, viene rivelata una nuova forma per Bruce Banner: Smart Hulk. Combinando i suoi due personaggi, Smart Hulk ha l’intelligenza di Bruce Banner e la forza di The Hulk, cosa che gli permette di utilizzare tutte le sue abilità sia in battaglia che in fase di elaborazione dei piani. Il nuovo personaggio di Smart Hulk è una delle tante fonti di umorismo di Endgame e gli consente di annullare l’uso omnicida delle Gemme dell’Infinito da parte di Thanos poiché lui sopravvivere alle radiazioni gamma in questa sua nuova forma.

L’introduzione di Smart Hulk, tuttavia, ha diviso gli spettatori, anche per il suo ruolo di comic-relief nella trama. Gran parte del fascino di Hulk e Bruce Banner è la loro dualità e i tentativi di quest’ultimo di riconciliarsi e controllare il primo. Smart Hulk ha rimosso questo elemento del personaggio di Banner senza accompagnare lo spettatore nel processo.

La trasformazione di Thor in “Bro Thor”

Gli spettatori non erano troppo soddisfatti dell’approccio radicalmente diverso di Thor: Ragnarok in merito al personaggio di Thor, ma Infinity War, per fortuna, ha riportato la necessaria serietà al personaggio. Dopo il salto temporale di cinque anni in Endgame, tuttavia, Thor era ancora una volta una parodia di se stesso.

Endgame probabilmente porta la commedia in stile Taika Waititi troppo oltre con Thor, minando la buona volontà che lui e la sua parte dell’MCU hanno costruito con gli spettatori sin dal suo debutto collettivo in Thor del 2011. La traiettoria del personaggio di Thor in Infinity War, che lo ha rimesso in carreggiata, è stata discutibilmente offuscata per amore di risate a buon mercato in Endgame, cosa che alcuni fan di Thor di lunga data hanno contestato. Altri hanno difeso – o almeno perdonato – “Bro Thor” considerato che era ancora degno del Mjolnir e che il suo confronto finale con Thanos è stato soddisfacente.

Il gruppo di eroine di Avengers: Endgame

eroine del MCUNel finale ricco di azione di Endgame, quasi l’intero pantheon di eroi del MCU combatte contro Thanos e i suoi scagnozzi per impedirgli di usare nuovamente le Gemme dell’Infinito. In un momento notevole, tutte le eroine dell’MCU si riuniscono per difendere Spider-Man (il custode temporaneo del Guanto dell’Infinito). Il breve ma catartico momento ha soddisfatto molti spettatori, mentre altri lo hanno criticato.

L’MCU ha gradualmente diversificato le sue proprietà e i suoi personaggi nel corso degli anni, anche se Age of Ultron e il più recente Moon Knight hanno dimostrato che c’è ancora ampio margine di miglioramento. Questo momento in Endgame ha evidenziato i progressi compiuti dal franchise nel 2019, ma nonostante le sue buone intenzioni, alcuni spettatori lo hanno criticato, ritenendolo troppo sfacciato.

Steve Rogers consegna il suo scudo a Sam Wilson

steve rogers sam wilson 2In una delle scene finali di Endgame, Steve Rogers passa il suo scudo, e quindi il titolo di Capitan America, a un successore: Sam Wilson. Questo momento toccante ha chiuso l’arco narrativo di Rogers nell’MCU e ha creato un futuro luminoso per un altro amato eroe dell’MCU. Nel bene e nel male, ci sarebbero state polemiche indipendentemente da chiunque Rogers avesse scelto come suo successore, e molti spettatori pensavano che Bucky sarebbe stata una scelta più appropriata, come erede di Steve.

Nei fumetti Marvel, sia Bucky Barnes che Sam Wilson hanno impugnato lo scudo nei panni di Capitan America in momenti diversi, quindi Endgame avrebbe comunque adattato liberamente il materiale originale con entrambi. Se Bucky fosse stato scelto come prossimo Capitan America, probabilmente ci sarebbe stata altrettanta divisione tra gli spettatori che avrebbero desiderato vedere Sam Wilson succedere a Steve Rogers. Entrambi gli eroi hanno un’amicizia consolidata con Steve e le qualità necessarie per usare il suo scudo e guidare gli Avengers al suo posto.

I Molti Santi del New Jersey: recensione del film prequel de I Soprano

Al di là dell’innegabile appeal che possa avere sul pubblico la scelta di lanciarlo come “prequel dell’innovativa e pluripremiata serie HBO I Soprano”, sin dal sottotitolo originale di “A Sopranos Story”, il film di Alan Taylor merita decisamente un credito maggiore. Per quanto in I Molti Santi del New Jersey siano presenti diversi personaggi delle sei stagioni della serie originale alla quale ci si è ispirati, riferimenti e connessioni non sono la sua forza principale.

La sceneggiatura, firmata del creatore della serie David Chase insieme a Lawrence Konner, spazia sul piano temporale e tematico per offrire al regista di Mad Men, Il trono di spade, Sex and the City e molti altri (inclusi Thor: The Dark World e Terminator Genisys) materia per realizzare molto di più di un gangster movie. I Molti Santi del New Jersey è una tragedia, ricca di humor e colpi di scena più che di violenza, che la Warner Bros. Pictures offre al pubblico italiano a partire dal 4 novembre 2021, dopo un passaggio alla Festa di Cinema di Roma 2021.

Sopranos e Molti Santi

Tutto si svolge a Newark – come da titolo originale, trasformato genericamente in New Jersey per i meno pratici della zona – raccontato in un momento nel quale la criminalità organizzata sfiorava il naive e le strade e le cronache erano infiammate dalla Guerra del Vietnam e dalla rivolta della comunità afroamericana. Considerata come è facile immaginare tanto dai locali quanto dagli immigrati italiani, impegnati nei propri affari. Roba da gangster, di basso cabotaggio, quelli dell’affresco folcloristico dinanzi al quale ci pone da subito il film, ponendo la prima pietra di una costruzione più ampia e solida, che vedremo svilupparsi via via.

È un gioco di specchi, che non nascondono completamente, ma distolgono l’attenzione. Come fa la voce narrante dell’ultimo dei Moltisanti che ci accoglie spoilerandoci il ruolo che avrà nella sua vita il tanto annunciato e atteso Tony Soprano. Che vediamo crescere all’ombra del vero protagonista della vicenda, il Dickie Moltisanti di un ottimo Alessandro Nivola, capace di rendere le molte ombre – nel male e (incredibilmente) nel bene – del vero Padrino di quella nicchia di anni ’60 particolarmente “esplosivi”.

Intorno a lui un incredibile e mai tanto carismatico Ray Liotta, nel doppio ruolo di “Hollywood Dick” e Salvatore “Sally” Moltisanti, e l’erede al trono di quel James Gandolfini che ci lasciò nel 2013 dopo una notte di eccessi e piaceri tra Trastevere e il centro di Roma. Gli occhi sono tutti per lui – nonostante un cast ben assortito e gestito impreziosito da Vera Farmiga, Leslie Odom Jr., Jon Bernthal, Nick Vallelonga, Corey Stoll e una Michela De Rossi che dalle prime piccole prove italiane sta ritagliandosi uno spazio anche a Hollywood – per il Michael Gandolfini chiamato a interpretare proprio il ruolo del padre, da giovane.

I Molti Santi del New Jersey film recensione
Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc.
Photo Credit: Barry Wetcher

I Molti Santi del New Jersey – Una storia di crescita, in tutti i sensi

Dopo questa prova siamo ancora più curiosi di rivedere il giovane per metà italiano, tre ottavi polacco e uno slovacco. Che non a caso ritroveremo prossimamente nel The Gray Man dei fratelli Anthony and Joe Russo, nel Cat Person di Susanna Fogel e in Disappointment Blvd., horror comedy diretta da Ari Aster e interpretata con lui da Joaquin Phoenix. Nella finzione, il futuro è suo, come viene ripetuto più volte e come la HBO ci ha già mostrato, per il resto vedremo. Di certo, qui si mostra in grado di tenere la scena in una storia che tra le ‘pieghe’ accennate riesce a parlare di questione nera, condizione femminile (anche in Italia, dove “si invecchia presto”, le donne vestono di nero e comandano i preti), obiezione di coscienza e della malinconia di non poter vivere di sogni propri ed emozioni sincere.

I Molti Santi del New Jersey ray liotta
Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc.
Photo Credit: Barry Wetcher

Il rapporto tra Nivola e Gandolfini cambia, continuamente, mentre i due personaggi crescono. E crescono le influenze e gli insegnamenti di una esistenza nella quale il dolore è norma, la morte un accidente, i piaceri passeggeri e da godere rapidamente, anche a costo di contravvenire a principi saldi quanto le ambiguità che li accompagnano. Non una vera e propria educazione siberiana, ma una rappresentazione riveduta e corretta del Sogno Americano. Come in molti han già fatto prima, ma che nella forma ibrida filmico-televisiva del presupposto acquista un’interessante aura, e forse trova una strada diversa per raggiungere gli spettatori.

Che potranno apprezzare le connessioni con la serie della quale sono stati a lungo fan o fare tesoro delle tante lezioni e perle di filosofia targate New Jersey, o farsi conquistare da una saga familiare dominata dalle assenze (di figure paterne e di riferimento, in primis) e dai rimpianti. Dove al crescendo dell’intreccio si associa l’approfondimento dei rapporti tra i diversi personaggi e delle loro caratterizzazioni. E nella quale a vincere su tutto – alla fine – sembra essere il dolore, che come Moltisanti insegna: “viene dal desiderare le cose”, “troppo” o “troppe” verrebbe da aggiungere in uno slancio didascalico.

I Molti Santi del New Jersey: la vera storia dietro al film prequel de I Soprano

Il New York Times ha definito la serie I Soprano «La più grande opera della cultura pop americana dell’ultimo quarto di secolo». Ad oggi, a 25 anni dal suo debutto e a 16 dalla sua conclusione, è ancora ritenuta una delle migliori serie mai realizzate, per complessità del racconto, dei personaggi e per la qualità generale del suo sviluppo di episodio in episodio, di stagione in stagione. Ideata da David Chase, questa ha inoltre regalato al piccolo schermo uno dei personaggi più iconici mai visti in televisione: Tony Soprano. Proprio a lui, dopo anni di tentativi, è stato dedicato un film prequel dal titolo I Molti Santi del New Jersey (qui la recensione).

Diretto da Alan Taylor – regista noto per i non entusiasmanti Thor: The Dark World e Terminator Genisys ma noto per aver diretto diversi episodi proprio di I Soprano, il film racconta dunque la formazione criminale del giovane Tony, concentrandosi in particolare sulla figura del suo mentore. Per assicurarsi di rimanere fedeli alla serie madre, Chase e il suo co-sceneggiatore Lawrence Konner, riproposero quel realismo d’immagini e quella crudezza di linguaggio che hanno decretato il successo della serie, a cui si deve proprio l’abbattimento di numerosi tabù televisivi.

Uscito in piena pandemia da Covid-19, il film ha per via di ciò mancato di ottenere il successo sperato, ma il suo passaggio televisivo è ora l’occasione per i fan della serie di vedere anche questo nuovo capitolo del franchise, comprensibile però anche da chi non dovesse aver visto I Soprano. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla vera storia dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama e il cast di I Molti Santi del New Jersey

Il film è ambientato negli anni Sessanta, ed ha tra i suoi protagonisti un giovane Tony Soprano, il quale aiutato dal suo mentore Dickie Moltisanti, si forma nel mondo del crimine organizzato. La giovinezza di Tony coincide proprio con il momento delle rivolte di Newark e dei violenti scontri tra italo-americani e afro-american, con questi ultimi che si ribellano al boss DiMeo e alla sua famiglia. Coinvolto in prima persona in queste insurrezioni, Tony sfrutterà questo delicato momento per completare la propria educazione criminale, passando dall’essere un giovane inesperto ad un vero e proprio temuto boss mafioso.

Ad interpretare il giovane Tony Soprano vi è Michael Gandolfini, figlio di James Gandolfini, che aveva interpretato il personaggio nella serie I Soprano. Sul set, Michael Gandolfini ha dovuto rifare molte riprese perché la sua interpretazione era a volte troppo simile a quella del padre, mentre il suo personaggio doveva essere ancora un giovane adolescente e non ancora il temuto gangster adulto. Nel ruolo del suo mentore, Dickie Moltisanti, vi è invece l’attore Alessandro Nivola. Benché gli occhi siano tutti puntati su Tony, è lui l’effettivo protagonista del film, cosa che lo stesso attore, avendo letto solo alcuni estratti della sceneggiatura, non aveva compreso.

L’attore Leslie Odom Jr. interpreta invece il suo partner afroamericano, Harold McBrayer, che diverrà però successivamente rivale di Dickie. Nel film recitano poi gli attori Vera Farmiga nel ruolo di Livia Soprano, madre di Tony e Jon Bernthal in quelli di Johnny Soprano, padre di Tony. Corey Stoll, invece, interpreta Junior Soprano, lo zio del giovane protagonista. Ray Liotta, celebre per Quei bravi ragazzi, interpreta invece i fratelli gemelli Hollywood “Dick” Moltisanti e Salvatore “Sally” Moltisanti. Billy Magnussen interpreta infine Paulie Walnuts, futuro braccio destro di Tony.

I Molti Santi del New Jersey ray liotta
Copyright: © 2021 Warner Bros. Entertainment Inc. Photo Credit: Barry Wetcher

La vera storia dietro I Molti Santi del New Jersey

Come anticipato dalla trama, il film si svolge nel pieno delle rivolte svoltesi nel 1967 a Newark. Quella verificatasi in tale città fu una delle 159 rivolte razziali che coinvolsero diverse località degli Stati Uniti, in quella che venne definita dai giornali la “lunga estate calda del 1967”. A Newark, nel New Jersey, tra il 12 e il 17 luglio ebbero infatti luoghi degli accesi scontri che provocarono la morte di 26 persone e centinaia di feriti gravi. Furono riportati gravi danni alle proprietà, tra cui vetrine in frantumi e incendi dolosi, lasciando danneggiata o distrutta una gran parte della città. Al culmine del conflitto, la Guardia Nazionale fu chiamata a controllare la situazione con l’impiego di carri armati e altri mezzi militari, operando dunque una dura repressioni.

Tali disordini rappresentarono il culmine di un conflitto che si protraeva da tempo tra elementi dell’allora crescente popolazione afroamericana della città – recentemente diventata una maggioranza numerica – e il suo vecchio establishment politico, che rimaneva dominato da membri di gruppi etnici bianchi, tra cui spiccavano popolazioni di italiani, ebrei e irlandesi americani. Questi ultimi avevano guadagnato un punto d’appoggio politico a Newark durante le generazioni precedenti e la corruzione endemica nel governo locale, combinata con il diffuso pregiudizio razziale, ha infine contribuito all’impossibilità di inclusione della popolazione nera nella città e nella sua struttura politica.

Questa situazione estremamente precaria è esplosa la sera del 12 luglio, quando due agenti di polizia bianchi di Newark, John DeSimone e Vito Pontrelli, fermano un tassista nero, John William Smith, accusato di essere privo di patente e di aver causato diversi incidenti. I due agenti hanno a quel punto picchiato e arrestato Smith, per poi portarlo al 4° distretto di polizia. Venuta a sapere dell’accaduto, la comunità afroamericana si riunisce per dar vita a delle accese proteste, che ben presto sfociano nella violenza quando le comunità bianche iniziano ad opporsi a loro. Quando le rivolte vennero infine spente, si contò la morte di 16 civili, 8 sospetti, un poliziotto e un pompiere. 353 civili, 214 sospetti, 67 poliziotti, 55 pompieri e 38 militari feriti, mentre 689 civili e 811 persone vennero arrestate.

I Molti Santi del New Jersey: ci sarà un sequel?

Successivamente alla realizzazione del film, Chase si è detto interessato a produrre un sequel che segua Tony Soprano a vent’anni, a patto di poter collaborare con l’ex sceneggiatore della serie, Terence Winter, il quale si è poi dichiarato entusiasta all’idea. Chase ha però poi rivelato di aver ricevuto un’offerta dalla WarnerMedia per produrre un’altra stagione de I Soprano che faccia da ponte tra la fine del film e l’inizio della serie originale, ma ha ammesso di non essere particolarmente interessato a realizzare una serie del genere. Tuttavia, ha osservato che avrebbe voluto fare un altro film ambientato nell’universo de I Soprano perché ha delle idee su altre storie da esplorare. Tuttavia, si è detto scettico riguardo all’interesse dello studio di produzione a riguardo.

Il trailer di I Molti Santi del New Jersey e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di I Molti Santi del New Jersey grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 9 gennaio alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

I Molti Santi del New Jersey: intervista ai protagonisti

0
I Molti Santi del New Jersey: intervista ai protagonisti

Il regista Alan Taylor e i protagonisti Alessandro Nivola, Michael Gandolfini, Michela De Rossi e David Chase, hanno parlato di I molti santi del New Jersey, il film prequel sui Soprano che arriva nelle sale italiane il 4 novembre. Ecco la nostra intervista.

I Molti Santi del New Jersey: recensione del film prequel de I Soprano

Debutta al cinema il 04 novembre 2021 I molti santi del New Jersey, il tanto atteso prequel della pluripremiata serie HBO I Soprano diretto da Alan Taylor.  I molti santi del New Jersey è interpretato da Alessandro Nivola (“Disobedience”, “American Hustle – L’apparenza inganna”), il vincitore del premio Tony, Leslie Odom Jr. (“Hamilton” a Broadway, “Assassinio sull’ Orient Express”), Jon Bernthal (“Baby Driver – Il genio della fuga”, “The Wolf of Wall Street”), Corey Stoll (“First Man – Il primo uomo”, “Ant-Man”), Michael Gandolfini (la serie TV “The Deuce: La via del porno”), Billy Magnussen (“Game Night – Indovina chi muore stasera?”, “La grande scommessa”), John Magaro (“L’ultima tempesta”, “Not Fade Away”), Michela De Rossi (“La terra dell’abbastanza,” la serie TV “I topi”) con il vincitore dell’Emmy, Ray Liotta (la serie TV “Shades of Blue”, “Quei bravi ragazzi”) e la candidata all’Oscar Vera Farmiga (“Tra le nuvole”, i film “The Conjuring”).

Il film è ambientato negli esplosivi anni ’60, nell’epoca delle rivolte di Newark (New Jersey) e degli scontri violenti tra la comunità afroamericana e quella italiana. E in particolare, è tra i gangster dei rispettivi gruppi, che la pericolosa rivalità diventa particolarmente letale. New Line Cinema presenta, in associazione con Home Box Office, una produzione Chase Films: ” I Molti Santi del New Jersey”. Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures. In Italia il film uscirà al cinema domani, giovedì 4 Novembre 2021.

Alan Taylor (“Thor: The Dark World”), che ha vinto un Emmy per la regia de “I Soprano”, ha diretto il film da una sceneggiatura del creatore della serie David Chase, e Lawrence Konner, basata sui personaggi creati da Chase. La produzione è di Chase e Konner mentre Michael Disco, Richard Brener, Nicole Lambert e Marcus Viscidi sono i produttori esecutivi. La squadra creativa di Taylor che ha lavorato dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Kramer Morgenthau (“Creed II”, “Thor: The Dark World”), lo scenografo Bob Shaw (“The Wolf of Wall Street”, “I Soprano”), il montatore nominato all’Oscar Christopher Tellefsen (“L’arte di vincere”, “A Quiet Place- Un posto tranquillo”) e la costumista Amy Westcott (“The Wrestler”, “Il cigno nero”).

I molti santi del New Jersey è stato girato tra il New Jersey e New York, e nel film sono presenti diversi personaggi famosi della serie originale che ha ispirato il film. Andata in onda per sei stagioni, la serie “I Soprano” – ampiamente considerata come una delle più grandi e influenti serie drammatiche televisive di tutti i tempi – è stata premiata con 21 Primetime Emmy Award, cinque Golden Globe e due Peabody Award, solo per citare alcuni riconoscimenti.

I Molti Santi del New Jersey: intervista a Ray Liotta

0
I Molti Santi del New Jersey: intervista a Ray Liotta

Trai protagonisti de I molti santi del New Jersey, il prequel de I Soprano che racconta la giovinezza di Tony Soprano, brilla Ray Liotta, che è avvezzo a ruoli da duro, per non dire da cattivo. Il film è al cinema dal 4 novembre, e questa è la nostra intervista all’attore.

I Molti Santi del New Jersey: recensione del film prequel de I Soprano

Debutta al cinema il 04 novembre 2021 I molti santi del New Jersey, il tanto atteso prequel della pluripremiata serie HBO I Soprano diretto da Alan Taylor.  I molti santi del New Jersey è interpretato da Alessandro Nivola (“Disobedience”, “American Hustle – L’apparenza inganna”), il vincitore del premio Tony, Leslie Odom Jr. (“Hamilton” a Broadway, “Assassinio sull’ Orient Express”), Jon Bernthal (“Baby Driver – Il genio della fuga”, “The Wolf of Wall Street”), Corey Stoll (“First Man – Il primo uomo”, “Ant-Man”), Michael Gandolfini (la serie TV “The Deuce: La via del porno”), Billy Magnussen (“Game Night – Indovina chi muore stasera?”, “La grande scommessa”), John Magaro (“L’ultima tempesta”, “Not Fade Away”), Michela De Rossi (“La terra dell’abbastanza,” la serie TV “I topi”) con il vincitore dell’Emmy, Ray Liotta (la serie TV “Shades of Blue”, “Quei bravi ragazzi”) e la candidata all’Oscar Vera Farmiga (“Tra le nuvole”, i film “The Conjuring”).

Il film è ambientato negli esplosivi anni ’60, nell’epoca delle rivolte di Newark (New Jersey) e degli scontri violenti tra la comunità afroamericana e quella italiana. E in particolare, è tra i gangster dei rispettivi gruppi, che la pericolosa rivalità diventa particolarmente letale. New Line Cinema presenta, in associazione con Home Box Office, una produzione Chase Films: ” I Molti Santi del New Jersey”. Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures. In Italia il film uscirà al cinema domani, giovedì 4 Novembre 2021.

Alan Taylor (“Thor: The Dark World”), che ha vinto un Emmy per la regia de “I Soprano”, ha diretto il film da una sceneggiatura del creatore della serie David Chase, e Lawrence Konner, basata sui personaggi creati da Chase. La produzione è di Chase e Konner mentre Michael Disco, Richard Brener, Nicole Lambert e Marcus Viscidi sono i produttori esecutivi. La squadra creativa di Taylor che ha lavorato dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Kramer Morgenthau (“Creed II”, “Thor: The Dark World”), lo scenografo Bob Shaw (“The Wolf of Wall Street”, “I Soprano”), il montatore nominato all’Oscar Christopher Tellefsen (“L’arte di vincere”, “A Quiet Place- Un posto tranquillo”) e la costumista Amy Westcott (“The Wrestler”, “Il cigno nero”).

I molti santi del New Jersey è stato girato tra il New Jersey e New York, e nel film sono presenti diversi personaggi famosi della serie originale che ha ispirato il film. Andata in onda per sei stagioni, la serie “I Soprano” – ampiamente considerata come una delle più grandi e influenti serie drammatiche televisive di tutti i tempi – è stata premiata con 21 Primetime Emmy Award, cinque Golden Globe e due Peabody Award, solo per citare alcuni riconoscimenti.

I Molti Santi del New Jersey, trailer italiano del film prequel de I Soprano

0

I Molti Santi del New Jersey della New Line Cinema, è il tanto atteso prequel della pluripremiata serie HBO “I Soprano”.

Il film è ambientato negli esplosivi anni ’60, nell’epoca delle rivolte di Newark (New Jersey) e degli scontri violenti tra la comunità afroamericana e quella italiana. E in particolare, è tra i gangster dei rispettivi gruppi, che la pericolosa rivalità diventa particolarmente letale.

I Molti Santi del New Jersey è interpretato da Alessandro Nivola (“Disobedience”, “American Hustle – L’apparenza inganna”), il vincitore del premio Tony, Leslie Odom Jr. (“Hamilton” a Broadway, “Assassinio sull’ Orient Express”), Jon Bernthal (“Baby Driver – Il genio della fuga”, “The Wolf of Wall Street”), Corey Stoll (“First Man – Il primo uomo”, “Ant-Man”), Michael Gandolfini (la serie TV “The Deuce: La via del porno”), Billy Magnussen (“Game Night – Indovina chi muore stasera?”, “La grande scommessa”), John Magaro (“L’ultima tempesta”, “Not Fade Away”), Michela De Rossi (“La terra dell’abbastanza,” la serie TV “I topi”) con il vincitore dell’Emmy, Ray Liotta (la serie TV “Shades of Blue”, “Quei bravi ragazzi”) e la candidata all’Oscar Vera Farmiga (“Tra le nuvole”, i film “The Conjuring”).

Alan Taylor (“Thor: The Dark World“), che ha vinto un Emmy per la regia de “I Soprano”, ha diretto il film da una sceneggiatura del creatore della serie David Chase, e Lawrence Konner, basata sui personaggi creati da Chase. La produzione è di Chase e Konner mentre Michael Disco, Richard Brener, Nicole Lambert e Marcus Viscidi sono i produttori esecutivi.

La squadra creativa di Taylor che ha lavorato dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Kramer Morgenthau (“Creed II“, “Thor: The Dark World“), lo scenografo Bob Shaw (“The Wolf of Wall Street”, “I Soprano”), il montatore nominato all’Oscar Christopher Tellefsen (“L’arte di vincere”, “A Quiet Place- Un posto tranquillo”) e la costumista Amy Westcott (“The Wrestler”, “Il cigno nero”).

I Molti Santi del New Jersey è stato girato tra il New Jersey e New York, e nel film sono presenti diversi personaggi famosi della serie originale che ha ispirato il film. Andata in onda per sei stagioni, la serie “I Soprano” – ampiamente considerata come una delle più grandi e influenti serie drammatiche televisive di tutti i tempi – è stata premiata con 21 Primetime Emmy Award, cinque Golden Globe e due Peabody Award, solo per citare alcuni riconoscimenti.

New Line Cinema presenta, in associazione con Home Box Office, una produzione Chase Films: ” I Molti Santi del New Jersey”.

Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures.

I Molti Santi del New Jersey

I molti santi del New Jersey al cinema dal 4 novembre

0
I molti santi del New Jersey al cinema dal 4 novembre

Debutterà al cinema il 04 novembre 2021 I molti santi del New Jersey, il tanto atteso prequel della pluripremiata serie HBO I Soprano diretto da Alan Taylor.  I molti santi del New Jersey è interpretato da Alessandro Nivola (“Disobedience”, “American Hustle – L’apparenza inganna”), il vincitore del premio Tony, Leslie Odom Jr. (“Hamilton” a Broadway, “Assassinio sull’ Orient Express”), Jon Bernthal (“Baby Driver – Il genio della fuga”, “The Wolf of Wall Street”), Corey Stoll (“First Man – Il primo uomo”, “Ant-Man”), Michael Gandolfini (la serie TV “The Deuce: La via del porno”), Billy Magnussen (“Game Night – Indovina chi muore stasera?”, “La grande scommessa”), John Magaro (“L’ultima tempesta”, “Not Fade Away”), Michela De Rossi (“La terra dell’abbastanza,” la serie TV “I topi”) con il vincitore dell’Emmy, Ray Liotta (la serie TV “Shades of Blue”, “Quei bravi ragazzi”) e la candidata all’Oscar Vera Farmiga (“Tra le nuvole”, i film “The Conjuring”).

Il film è ambientato negli esplosivi anni ’60, nell’epoca delle rivolte di Newark (New Jersey) e degli scontri violenti tra la comunità afroamericana e quella italiana. E in particolare, è tra i gangster dei rispettivi gruppi, che la pericolosa rivalità diventa particolarmente letale. New Line Cinema presenta, in associazione con Home Box Office, una produzione Chase Films: ” I Molti Santi del New Jersey”. Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures. In Italia il film uscirà al cinema domani, giovedì 4 Novembre 2021.

Alan Taylor (“Thor: The Dark World”), che ha vinto un Emmy per la regia de “I Soprano”, ha diretto il film da una sceneggiatura del creatore della serie David Chase, e Lawrence Konner, basata sui personaggi creati da Chase. La produzione è di Chase e Konner mentre Michael Disco, Richard Brener, Nicole Lambert e Marcus Viscidi sono i produttori esecutivi. La squadra creativa di Taylor che ha lavorato dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Kramer Morgenthau (“Creed II”, “Thor: The Dark World”), lo scenografo Bob Shaw (“The Wolf of Wall Street”, “I Soprano”), il montatore nominato all’Oscar Christopher Tellefsen (“L’arte di vincere”, “A Quiet Place- Un posto tranquillo”) e la costumista Amy Westcott (“The Wrestler”, “Il cigno nero”).

I molti santi del New Jersey è stato girato tra il New Jersey e New York, e nel film sono presenti diversi personaggi famosi della serie originale che ha ispirato il film. Andata in onda per sei stagioni, la serie “I Soprano” – ampiamente considerata come una delle più grandi e influenti serie drammatiche televisive di tutti i tempi – è stata premiata con 21 Primetime Emmy Award, cinque Golden Globe e due Peabody Award, solo per citare alcuni riconoscimenti.

I Mitchell contro le macchine: trailer del film d’animazione Netflix

0

Netflix Italia ha diffuso il trailer ufficiale del nuovo film originale Netflix d’animazione I Mitchell contro le macchine, in arrivo sulla piattaforma dal 30 aprile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo.

I Mitchell contro le macchine è diretto da Mike Rianda e co-diretto da Jeff Rowe, che firmano anche la sceneggiatura, mentre Will Allegra e Louis Koo Tin Lok sono i produttori esecutivi.

La trama

Dagli stessi esseri umani creatori di Spider-Man: Un nuovo universo e The LEGO Movie arriva I Mitchell contro le macchine, un film d’animazione ricco di azione e di divertimento che ha come protagonista una famiglia ordinaria impegnata in un’impresa stra-ordinaria: salvare il mondo da un’apocalisse robot. Un’inezia, no? Tutto ha inizio quando l’alternativa e creativa Katie Mitchell viene ammessa alla scuola di cinema dei suoi sogni e non vede l’ora di lasciare casa e incontrare “la sua gente”. Suo padre Rick, grande amante della natura, insiste affinché tutta la famiglia la accompagni a scuola in un assolutamente-non-imbarazzante-né-forzato ultimo viaggio on the road. Ma proprio quando le cose sembrano non poter andare peggio, la famiglia Mitchell si ritrova nel bel mezzo di una rivolta di robot! Tutti gli oggetti tecnologici – dagli smartphones agli aspirapolveri roomba, fino ai malvagi Furby – vengono ingaggiati con l’obiettivo di catturare ogni essere umano sul pianeta. Adesso salvare l’umanità è compito dei Mitchell, ovvero Katie e Rick insieme all’allegra mamma Linda, lo stravagante fratellino Aaron, il morbido carlino Monchi e due amichevoli e ingenui robot.

I Mitchell contro le macchine: la recensione del film Netflix

I Mitchell contro le macchine: la recensione del film Netflix

Basta la sequenza d’apertura di I Mitchell contro le macchine per essere subito conquistati dal film d’animazione Netflix senza poter opporre alcuna resistenza. Col senno di poi, diventa sempre più evidente come sia un’opera questa che non ha bisogno di pretendere attenzioni, poiché lo spettatore sarà portato a concedergliele di propria volontà, affascinato dall’intrattenimento e dalle emozioni offerte. A scrivere e dirigere il film, vi sono gli esordienti Mike Rianda e Jeff Rowe. A produrlo si ritrovano invece Phil Lord e Christopher Miller, noti per aver contributo a numerosi film d’animazione tra cui Spider-Man – Un nuovo universo. Proprio il team creativo di quest’ultimo ha sviluppato il nuovo lungometraggio Netflix, arrivando a risultati sbalorditivi.

Protagonisti di questo sono i Mitchell, composti da Katie, Rick, Linda e Aaron. Si tratta di una famiglia come ce ne sono tante, dove ogni membro è dotato di proprie personali passioni, difetti e stranezze. Questa si ritrova ora ad intraprendere un forzato viaggio insieme verso la California, dove Katie è stata accolta presto una prestigiosa università di cinema. La ragazza non vede l’ora di lasciarsi alle spalle la sua ingombrante famiglia, ma prima dovrà sopravvivere all’ostinato desiderio del padre di accompagnarla personalmente. A peggiorare le cose vi sarà l’improvviso scoppio di una rivoluzione delle macchine, pronte a prendere il dominio del mondo. Ultima speranza rimasta per l’umanità, i Mitchell dovranno prima risolvere i propri problemi personali per poter raggiungere l’unione necessaria alla vittoria.

La storia di un padre e di una figlia

Il viaggio che la famiglia Mitchell si prepara ad affrontare è quanto mai delicato. Al termine di questo la protagonista Katie intraprenderà una vita indipendente, e ogni cosa non sarà mai più come prima. In vista di quel momento, suo padre Rick dovrà dunque riuscire a riappacificarsi con lei, riscoprendo quel rapporto che sembrava essersi indebolito con gli anni. Le tematiche intorno a cui ruota il film sono dunque particolarmente universali e intime. Ognuno può ritrovarsi nel punto di vista di Katie, la quale si sente incompresa dal padre, e in quello di Rick, il quale non si spiega come il tempo possa aver cambiato le cose tra lui e sua figlia.

Intorno alle dinamiche famigliari si costruisce una vera e propria apocalisse tecnologica. Elemento apparentemente dissonante con le tematiche centrali del film, questo risvolto narrativo si rivela invece un espediente a dir poco brillante per trattare un ulteriore discorso altrimenti già affrontato tante volte. Tale ribellione delle macchine porta infatti a dover abbandonare ogni forma di tecnologia, dai computer agli smartphone. Pur con i loro benefici, tali strumenti diventano infatti spesso involontariamente mezzi che contribuiscono al distaccamento nei confronti di quanto ci circonda.

Senza, Katie e Rick, le cui opinioni riguardo l’uso della tecnologia sono diametralmente opposte, sono costretti a confrontarsi senza alcun filtro. I due personaggi possono così iniziare un percorso di riavvicinamento che li porta a scoprirsi, ferirsi, comprendersi e infine accettarsi. Il cuore di I Mitchell contro le macchine sta dunque nel suo porre in risalto le cose che ci rendono unici. È un film che punta a ricordarci cosa vuol dire essere, e decidere di rimanere, umani in un mondo sempre più invaso dalla tecnologia, tenendo stretti a sé le persone più importanti, non sapendo mai quando l’inaspettato può verificarsi.

I Mitchell contro le macchine Netflix

I Mitchell contro le macchine: crescere fa paura

Si muove dunque su queste corde il film di Rianda e Rowe. Questo si dimostra però non solo emotivamente coinvolgente, ma anche estremamente entusiasmante da vedere. Se già Spider-Man – Un nuovo universo era una gioia per gli occhi, anche I Mitchell contro le macchine non è da meno. Al di là della sua esplosione di colori e della sua grafica a metà tra disegno 3D e stile fumettistico, il film fa una cosa che pochi film d’animazione sembrano avere il coraggio o la volontà di fare, ovvero giocare con le possibilità che il genere offre. Sono infatti numerose le animazioni nell’animazione, che esaltano ancor di più la bellezza estetica del film e ne fanno un prodotto enormemente accattivante.

Arricchire in questo modo quanto si sta vedendo permette di rimanere continuamente sorpresi, portando avanti parallelamente intrattenimento ed emozione. Il film è così un’altalena continua tra genuine risate, adrenalina, tensione e pura commozione. Tutto ciò è possibile anche per la crescente consapevolezza che quanto si sta guardando non è altro se non una potente metafora sul crescere e su come i genitori cerchino di proteggere come possibile i loro figli nel corso di questo delicato processo, che è anche inevitabilmente un processo di distaccamento. I Mitchell contro le macchine è dunque la storia di un padre che accompagna sua figlia verso una nuova fase della sua vita, lasciandola libera nel mondo, con tutta la paura e l’emozione che ciò richiede.

I misteri di Shining nell’esordio di Rodney Ascher

0
I misteri di Shining nell’esordio di Rodney Ascher

Un documentario sui presunti ‘messaggi nascosti’ all’interno del capolavoro di Kubrick: sarà questo il primo lungometraggio di Rodney Ascher, intitolato Room 237 (come la mitologica camera dell’Overlook Hotel teatro del massacro attorno a cui ruota la vicenda di Jack Torrance e famiglia).

Il documentario si concentrerà su varie leggende che negli anni hanno accompagnato il film, e in particolare sulla teoria secondo cui Kubrick vi avrebbe inserito una serie di indizi relativi al suo coinvolgimento su quella che sarebbe la più grande ‘montatura’ degli ultimi cinquant’anni: il cosiddetto ‘falso allunaggio’ del 1969, un caposaldo delle varie ‘teorie delle cospirazioni’. Commentando il film, Ascher ha spiegato che nella fase di raccolta del materiale si è imbattuto in grandi idee costruite su dettagli in apparenza secondari, spesso molto divertenti ma in qualche caso anche abbastanza inquietanti.

Fonte: Hollywood.Com

I miserabili: tutto quello che c’è da sapere sul film

I miserabili: tutto quello che c’è da sapere sul film

Citando con eleganza l’omonimo romanzo di Victor Hugo, nel suo lungometraggio d’esordio I miserabili (qui la recensione) il regista Ladj Ly realizza un affresco sincero e autentico delle periferie parigine e dei miserabili del nuovo millennio. Il risultato è un dramma dal ritmo avvincente e adrenalinico, che non si abbandona a facili condanne e non cade nelle trappole della faziosità o del vittimismo, dove il confine tra bene e male si fa assolutamente labile, mentre tutti i personaggi diventano vittime alla ricerca di un personale riscatto o, più semplicemente, di sopravvivenza.

Ispirato alle sommosse di Parigi del 2005, il film ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes, il Premio Miglior Rivelazione agli European Film Awards ed è poi stato candidato al Premio Oscar per la Francia come Miglior Film Internazionale. Ha poi fatto incetta di candidature e premi ai César (gli Oscar francesi), dove ha trionfato come miglior film. Il percorso di I miserabili è dunque costellato di onori e vittorie, riconoscimenti meritati per un film che ha saputo unire disagi sociali ad un’idea di cinema particolarmente coinvolgente e ricca di pathos, dando vita ad un’opera di rara bellezza.

Girato con uno stile documentaristico, vicino alla realtà dei reali quartieri dove si svolge la vicenda, I miserabili è dunque uno dei film europei recenti da non perdere assolutamente, che offre intrattenimento e profonde riflessioni, dimostrando come gli sconti mostrati nel film siano senza tempo. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

I miserabili: la trama del film

Il film segue la storia di Stéphane, un agente di polizia che si trasferisce dal comune francese Cherourg a Montfermeil, nella periferia di Parigi. Egli si integra facilmente nella comunità del piccolo centro e viene inserito nella squadra anti-crimine al fianco dei colleghi Chris e Gwada, due poliziotti esperti e dai metodi decisamente non convenzionali. Ben presto, Stéphane capirà quanto la situazione tra le gang del quartiere sia tesa e fragile, una vera e propria bomba ad orologeria pronta ad esplodere.  La goccia che fa traboccare il vaso è il furto di un leoncino che viene rapito da un circo, alla cui ricerca vengono chiamati proprio i tre poliziotti.

Stéphane si troverà da qui in poi costretto a sporcarsi le mani e gli occhi, invischiato in prima persona nelle miserie dei bassifondi, polveriera di violenza e criminalità, e comprenderà le difficoltà della polizia nel mantenere la pace e l’ordine seguendo il sentiero della legalità. Mentre le ricerche e gli scontri vanno avanti, un drone filma ogni azione della polizia, divenendo un pericoloso strumento di denuncia. Sbarazzarsi anche di questo sarà dunque un obiettivo in più, ma ben presto i tre poliziotti si troveranno letteralmente a dover fare i conti con i ragazzi del quartiere, giovani disperati senza più nulla da perdere.

I miserabili cast

I miserabili: il cast del film

Il cast di I miserabili è composto quasi interamente da attori non professionisti. L’unico attore con precedenti esperienze in tale ambito è Damien Bonnard, già visto in titoli come Dunkirk, Quello che non so di lei e Wolf Call – Minaccia in alto mare. Egli interpreta qui il poliziotto Stéphane, nel cui sguardo lo spettatore può identificarsi. Egli è infatti un personaggio inizialmente esterno al contesto nel quale si ritrova catapultato. Qui assiste per la prima volta, come lo spettatore, a dinamiche e scontri che evidenziano il forte disagio di quartieri abbandonati a loro stessi. Per la sua interpretazione, Bonnard è poi stato candidato come miglior attore ai premi César.

Accanto a lui, nei panni dei colleghi poliziotti Gwada e Chris vi sono gli attori Djibril Zonga e Alexis Manenti. Quest’ultimo ha poi vinto il premio come miglior promessa maschile ai premi César. Categoria in cui era candidato anche Zonga. Fanno poi parte del cast anche Issa Perica nel ruolo di Issa, Al-Hassan nei panni di Buzz e Almamy Kanouté in quelli di Salah. Steve Tientcheu interpreta il sindaco, mentre Nizar Ben Fatma è il personaggio noto come lo spilorcio. Raymond Lopez è Zorro, mentre Luciano e Jaihson Lopez interpretano rispettivamente Luciano e Jaihson. Infine, l’attrice Jeanne Balibar compare nei panni della commissaria di polizia.

I miserabili: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di I miserabili grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 5 agosto alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb

I Miserabili: trailer del film di Ladj Ly

0
I Miserabili: trailer del film di Ladj Ly

Lucky Red ha diffuso il trailer ufficiale de I Miserabili (recensione) di Ladj Ly, la pellicola che arriver al cinema dal 30 gennaio 2020 distribuito da Lucky Red.

Ispirato alle sommosse di Parigi del 2005, il film ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes, il Premio Miglior Rivelazione agli European Film Awards ed è attualmente candidato al Premio Oscar per la Francia come Miglior Film Straniero.

Citando con eleganza l’omonimo romanzo di Victor Hugo, nel suo lungometraggio d’esordio il regista Ladj Ly realizza un affresco sincero e autentico delle periferie parigine e dei miserabili del nuovo millennio: il risultato è un thriller dal ritmo avvincente e adrenalinico, che non si abbandona a facili condanne e non cade nelle trappole della faziosità o del vittimismo, dove il confine tra bene e male si fa assolutamente labile, mentre tutti i personaggi diventano vittime alla ricerca di un personale riscatto o, più semplicemente, di sopravvivenza. Perché, proprio come affermava Victor Hugo nel suo celebre romanzo, “non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori”.

I Miserabili, la trama

I miserabili, acclamata opera prima del regista Ladj Ly, è candidato all’Oscar come miglior film straniero. Girato esattamente dove Victor Hugo aveva ambientato il suo romanzo, a Montfermeil, nella periferia a un’ora dal cuore di Parigi si consuma un thriller dal ritmo avvincente e adrenalinico. Stéphane, insieme a due colleghi veterani di una squadra anticrimine, si trova a fronteggiare una guerra tra bande, membri di un ordine religioso, ragazzini in rivolta. Un semplice episodio di cronaca diventerà il pretesto per una deflagrante battaglia per il controllo del territorio, in un tutti contro tutti senza pietà.

I miserabili: il cartoon di Makkox per l’uscita del film

0
I miserabili: il cartoon di Makkox per l’uscita del film

In occasione dell’uscita del film “I miserabili” di Ladj Ly, disponibile in esclusiva dal 18 maggio sulla nuova piattaforma digitale MioCinema.it e sulla Pay Per View Sky Primafila Premiere, il disegnatore Marco Dambrosio in arte Makkox offre il suo particolare punto di vista sul film realizzando un cartoon originale ispirato alle vicende del film trionfatore al Festival di Cannes.

Una recensione per immagini, in cui il disegnatore ripercorre la storia dell’avvincente poliziesco del regista Ladj Ly ambientato nella periferia multietnica di Parigi: “A me non piacciono i film francesi, tranne alcuni (segue una lista di 300 titoli)” – afferma ironicamente Makkox – “Una lista di 300 film, più uno: I miserabili. Un (gran) film di Ladj Ly”.

Ispirato alle sommosse di Parigi del 2005, il film “I miserabili” di Ladj Ly ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes, il Premio Miglior Rivelazione agli European Film Awards, è stato candidato al Premio Oscar come Miglior Film Straniero e ha trionfato ai César ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui Miglior Film.

Un affresco sincero e autentico delle periferie parigine e dei miserabili del nuovo millennio, un thriller dal ritmo avvincente e adrenalinico, che non si abbandona a facili condanne e non cade nelle trappole della faziosità o del vittimismo, dove il confine tra bene e male si fa assolutamente labile, mentre tutti i personaggi diventano vittime alla ricerca di un personale riscatto o, più semplicemente, di sopravvivenza. Perché, proprio come affermava Victor Hugo nel suo celebre romanzo, “non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori”.

I Miserabili, recensione del film di Ladj Ly

0
I Miserabili, recensione del film di Ladj Ly

Presentato a Cannes 2019 in Concorso, arriva finalmente in Italia I Miserabili, il film di Ladj Ly che inaugura la piattaforma Mio Cinema.

Il titolo parla chiaro, ma forse non nel modo in cui ci si aspetta. Ly parte, in effetti, dal classico della letteratura francese scritto da Victor Hugo, ma ne racconta solo il senso, il nucleo tematico, lasciando da parte qualsiasi tentativo di trasposizione letterale del romanzo, evitando l’attualizzazione delle vicende dei ben noti miserabili protagonisti.

L’operazione di Lyn è invece fotografica, dal momento che si sofferma su quello che è oggi la Francia. Il film si apre durante i Mondiali del 2018, precisamente durante la finale della World Cup, in cui la Francia batte la Croazia e la nazione sembra felice e pacificata, sotto al tricolore che sventola, mentre la folla festante inneggia ai propri eroi.

I Miserabili, la periferia della Ville Lumière

I MiserabiliIl racconto si sposta però rapidamente in periferia, un luogo lasciato in genere fuori dai racconti glamour che il cinema ha sempre offerto della Città delle Luci. È come se il percorso di Hugo venisse seguito al contrario: se l’autore transalpino parte dalle singole miserie dei suoi protagonisti per raccontarne poi la comunanza in lotta, Ly fa il contrario e, dalla scena di comunione festosa per la vittoria ai mondiali, che sembra appianare le differenze e le resistenze di una città e di un Paese difficile, va a raccontare le singole storie, le miserie individuali.

E così, siamo trascinati nella periferia parigina, dove il contrasto sociale è fortissimo, contrasto tra diverse etnie, tra diversi gruppi criminali, tra spacciatori e papponi, tra adulti che cannibalizzano lo spazio e bambini che cercano di trovarne un po’ per loro, imitandoli, tra criminali e polizia, e tra poliziotti buoni e cattivi.

Così, seguendo le orme de L’Odio di Mathieu Kassovitz, ma senza quelle derive violente, I Miserabili si muove a metà tra la volontà di raccontare e drammatizzare una condizione sociale problematica e la giusta distanza che c’è tra una tragedia e il drone che la inquadra, sempre a debita distanza. L’espediente vuole essere stilistico, ma il risultato è quello di allontanare sia lo spettatore che il filmmaker stesso da ciò che racconta, e questa sensazione di volontà di distanziarsi da quella miseria ce la dà anche la scelta di seguire, nel loro privato, i poliziotti.

Nuovi Gavroche, che cambiano nome ma non condizione

L’intenzione è chiara, il regista vuole a tutti i costi mettere sullo stesso piano entrambi gli schieramenti, dare spessore e umanità anche a quelli che nella lotta di classe sono considerati i “cattivi”, tuttavia il risultato è quello di un appiattimento, così che il racconto perde profondità, fino alla scena finale.

L’assalto dei ragazzini, contro la polizia, contro i boss di quartiere, contro qualsiasi tipo di autorità che li vede relegati ai margini è lo sfogo ultimo, la via di fuga tragica che, inevitabilmente li porterà a pagare un prezzo alto per aver osato ribellarsi. Ma Ly non ce lo racconta, chiude sul nero, e lascia all’oblio quella miseria a cui non è riuscito a dare giustizia. Novelli Gavroche, quei ragazzini hanno forse cambiato nome, ma non condizione.

Segno di una realtà viva e problematica, I Miserabili si limita ad occupare un territorio incerto, mettendo di continuo della distanza di sicurezza tra chi racconta e chi viene raccontato e trovando in questa cautela il suo limite più grande.

I miserabili di Ladj Ly dal 18 maggio in digitale

I miserabili di Ladj Ly dal 18 maggio in digitale

I miserabili di Ladj Ly sarà disponibile in esclusiva dal 18 maggio su MioCinema.it, la prima piattaforma digitale dedicata al cinema d’autore che mette al centro la sala cinematografica e il suo pubblico, nata da un’idea condivisa di Lucky Red, Circuito Cinema e MYmovies. Sempre dal 18 maggio il film sarà disponibile anche sulla Pay Per View Sky Primafila Premiere.

Ispirato alle sommosse di Parigi del 2005, il film “I miserabili” di Ladj Ly ha vinto il Premio della Giuria al Festival di Cannes, il Premio Miglior Rivelazione agli European Film Awards, è stato candidato al Premio Oscar come Miglior Film Straniero e ha trionfato ai César ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui Miglior Film.

Un affresco sincero e autentico delle periferie parigine e dei miserabili del nuovo millennio, un thriller dal ritmo avvincente e adrenalinico, che non si abbandona a facili condanne e non cade nelle trappole della faziosità o del vittimismo, dove il confine tra bene e male si fa assolutamente labile, mentre tutti i personaggi diventano vittime alla ricerca di un personale riscatto o, più semplicemente, di sopravvivenza. Perché, proprio come affermava Victor Hugo nel suo celebre romanzo, “non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi. Ci sono solo cattivi coltivatori”

I Miserabili debutta su Sky Cinema

0
I Miserabili debutta su Sky Cinema

«Io vengo dalle Banlieue e dal documentario e mi interessava raccontare la periferia parigina nel modo più fedele possibile, senza schierarmi». Con questo assunto parte il lavoro di Ladj Ly per la sua opera prima, I Miserabili che, dopo essere uscito in digitale durante i mesi dell’emergenza sanitaria, arriva in prima tv su Sky Cinema, venerdì 2 ottobre alle 21.15 su Sky Cinema Due, disponibile anche on demand su Sky e in streaming su NOW TV.

Premio della Giuria al Festival di Cannes nel 2019, l’acclamata opera prima del regista francese Ladj Ly, è stata candidato all’Oscar come miglior film internazionale e ha trionfato ai César ottenendo numerosi riconoscimenti tra cui Miglior Film. Girato esattamente dove Victor Hugo aveva ambientato il suo romanzo, a Montfermeil, nella periferia a un’ora dal cuore di Parigi si consuma un thriller dal ritmo avvincente e adrenalinico. Stéphane (interpretato da Damien Bonnard), insieme a due colleghi veterani di una squadra anticrimine, si trova a fronteggiare una guerra tra bande, membri di un ordine religioso, ragazzini in rivolta. Un semplice episodio di cronaca – il furto di un leone – diventerà il pretesto per una deflagrante battaglia per il controllo del territorio, in un tutti contro tutti senza pietà.

«Per cinque anni, ho filmato con la mia videocamera tutto quello che avveniva nel quartiere e soprattutto quello che facevano i poliziotti, non li perdevo d’occhio – ha raccontato Ladj Ly –. Appena arrivavano, prendevo la videocamera e li filmavo, fino al giorno in cui ho immortalato un loro vero e proprio abuso. Anche la storia del furto del leoncino che scatena la collera dei gitani proprietari del circo che c’è nel film è reale… Ho voluto mostrare tutta l’incredibile diversità che costituisce la vita nei quartieri popolari. Abito ancora lì, sono la mia vita e mi piace filmarli. Sono il mio set cinematografico!».

I Minions diventano icone pop [foto]

I Minions diventano icone pop [foto]

Mentre aspettiamo il loro prorompente e divertente arrivo sul grande schermo, i Minions si divertono a farsi fotografare in giro, questa volta mascherati da icone della moda e della cultura pop contemporanea.

Eccoli! [nggallery id=1896]

Di seguito anche una nuova featurette dal film:

La storia di Minions di Universal Pictures e Illumination Entertainment inizia all’alba dei tempi. Partendo da organismi gialli unicellulari, i Minion si evolvono attraverso i secoli, perennemente al servizio del più spregevole dei padroni. Continuamente senza successo nel preservare questi maestri, dal T-Rex a Napoleone, i Minion si sono ritrovati senza qualcuno da servire e sono caduti in una profonda depressione.

Ma un Minion di nome Kevin ha un piano, e lui – insieme all’adolescente ribelle Stuart e all’adorabile piccolo Bob – decide di avventurarsi nel mondo per trovare un nuovo capo malvagio da seguire per sé e i suoi fratelli.

Il trio si imbarca in un viaggio emozionante che li condurrà alla loro prossima potenziale padrona, Scarlet Overkill (il Premio Oscar@ Sandra Bullock), la prima super-cattiva al mondo. Un viaggio che li porterà dalla gelida Antartide alla New York City del 1960, fino ad arrivare a Londra, dove dovranno affrontare la loro sfida più grande: salvare tutti i Minion … dall’annientamento.

Fonte

I Minions creano panico per le strade di Dublino

0
I Minions creano panico per le strade di Dublino

L’invasione del mondo è cominciata da Dublino! I Minions hanno creato panico per le strade di Santry, vicino alla capitale irlandese quando un gonfiabile di 12 metri per la promozione del film con protagonisti gli ometti gialli è caduto sulla strada.

L’intervento della polizia e l’aiuto di alcuni passanti ha permesso al traffico di tornare a circolare liberamente.

Ecco il video pubblicato da The Guardian:

La storia di Minions di Universal Pictures e Illumination Entertainment inizia all’alba dei tempi. Partendo da organismi gialli unicellulari, i Minion si evolvono attraverso i secoli, perennemente al servizio del più spregevole dei padroni. Continuamente senza successo nel preservare questi maestri, dal T-Rex a Napoleone, i Minion si sono ritrovati senza qualcuno da servire e sono caduti in una profonda depressione.

Ma un Minion di nome Kevin ha un piano, e lui – insieme all’adolescente ribelle Stuart e all’adorabile piccolo Bob – decide di avventurarsi nel mondo per trovare un nuovo capo malvagio da seguire per sé e i suoi fratelli.

Il trio si imbarca in un viaggio emozionante che li condurrà alla loro prossima potenziale padrona, Scarlet Overkill (il Premio Oscar@ Sandra Bullock), la prima super-cattiva al mondo. Un viaggio che li porterà dalla gelida Antartide alla New York City del 1960, fino ad arrivare a Londra, dove dovranno affrontare la loro sfida più grande: salvare tutti i Minion … dall’annientamento.

I mille volti di Toni Servillo tra palcoscenico e grande schermo

I mille volti di Toni Servillo tra palcoscenico e grande schermo

Sarà da venerdì 15 ottobre nelle sale italiane con Gorbaciof di Stefano Incerti, che lo vede protagonista nei panni di Marino Pacileo, contabile a Poggioreale con il vizio del gioco. Toni Servillo è attore ormai ben noto al pubblico italiano, la cui popolarità è cresciuta soprattutto negli ultimi anni. Il suo percorso artistico inizia però col teatro: dalle prime esperienze adolescenziali alla fondazione, nel ’77, del Teatro Studio di Caserta, dove si è trasferito dalla nativa Afragola. Con questa compagnia mette in scena, tra gli altri, gli spettacoli Propaganda (1979), Norma (1982) e Guernica (1985) – un atto unico interamente scritto, diretto e interpretato da Servillo stesso, che gli vale il Primo Premio Gennaro Vitiello.

Risale invece al 1986 e si deve sempre al teatro l’incontro di Toni Servillo con Mario Martone. In quell’anno infatti, l’attore collabora col gruppo teatrale Falso Movimento, dello stesso Martone. Da questa collaborazione  nasce, nel 1987, Teatri Uniti, che riunisce le compagnie Falso Movimento, Teatro dei Mutamenti e Teatro Studio di Caserta, all’insegna della ricerca e della sperimentazione. Con Teatri Uniti l’attore afragolano recita nello spettacolo di Enzo Moscato Partitura (1988), in Adda passà a nuttata (1989), tratto da Eduardo De  Filippo e in Rasoi (1991), da lui scritto insieme a Martone.

I mille volti di Toni Servillo tra palcoscenico e grande schermo

L’anno successivo segna l’esordio cinematografico dei due: il primo come attore, il secondo da regista, in Morte di un matematico napoletano, pellicola ispirata alla vicenda del matematico Renato Caccioppoli. Il sodalizio continua nei tre film che seguono. Prima Rasoi (1993), tratto dallo spettacolo teatrale di cui s’è detto sopra, poi I vesuviani (1997): film in cinque episodi che raccontano Napoli tra realtà e fantasia, di cui Martone dirige La salita, affidando a Servillo il ruolo del sindaco di Napoli. E ancora, Teatro di guerra (1998): film a più livelli dove cinema, teatro e vita reale interagiscono per raccontare una Napoli non molto dissimile, per certi aspetti, dalla Sarajevo in guerra di quegli anni. Il film è presentato nella sezione Un Certain Régard del Festival di Cannes. Nel 2001 Servillo è nel cast di Luna rossa di Antonio Capuano.

La svolta nella carriera dell’attore è però rappresentata dall’incontro, sempre nel 2001, con il regista napoletano Paolo Sorrentino. Questi sceglie infatti l’attore di Afragola e gli affida il ruolo di Tony Pisapia nella sua opera prima per il cinema: L’uomo in più. Qui Tony Servillo mostra tutto il suo talento artistico, interpretando magistralmente l’ascesa e la caduta di Pisapia, borioso cantante nella Napoli degli anni ‘80, che vede svanire successo e fama sotto il peso dei propri errori e si trova intrappolato in un’esistenza squallida, della quale tenta ostinatamente di risalire la china. La collaborazione tra l’attore e il regista è proficua e prosegue nel 2004 con Le conseguenze dell’amore, che li impone a pubblico e critica. Arrivano infatti riconoscimenti importanti: a Tony Servillo sono assegnati sia  il David di Donatello che il Nastro d’Argento come miglior attore protagonista per la sua interpretazione di Titta De Girolamo. Un uomo facoltoso, che vive da anni in un albergo svizzero. Un personaggio che la vita – in parte il destino, in parte le scelte personali –  ha imbrigliato in un’esistenza immobile, scandita dal metodo e dalla solitudine. Un individuo del quale nulla sembra trasparire, finché non entra in gioco l’amore, che lo rende capace di mostrarci un’umanità inaspettata. È questa, unita alla tenacia e all’ostinazione, a conquistare lo spettatore. È proprio nei personaggi intensi ed enigmatici pensati per lui da Sorrentino che Servillo trova, infatti, la chiave per esprimere al meglio le sue potenzialità di attore sul grande schermo. Sempre nel 2004 partecipa a “Notte senza fine” di Elisabetta Sgarbi.

Intanto, su un binario parallelo, prosegue l’attività teatrale dell’attore campano. Dopo essersi cimentato col teatro francese, portando in scena Molière (Il misantropo nel ‘95 e  Tartufo nel 2000) e Marivaux (Le false confidenze nel ’98), nel 2005 torna al teatro partenopeo e porta in scena “Sabato, domenica e lunedì” di Eduardo, con cui ottiene il Premio Gassman per la miglior regia. Nel 2007 è ancora sul palcoscenico, stavolta con La trilogia della villeggiatura di Goldoni.

D’altra parte, il cinema continua a riservargli grandi soddisfazioni: nello stesso anno, conquista di nuovo il David di Donatello come miglior attore nel film d’esordio di Andrea Molatoli, La ragazza del lago. Qui interpreta il commissario Sanzio, che indaga sulla morte di una giovane nel friulano. Anche in questo caso gli viene affidato un personaggio schivo, introverso, ma determinato, con una storia umana di profonda solitudine.  Sempre nel 2007 prende parte al film di Fabrizio Bentivoglio Lascia perdere, Johnny!, in cui recita accanto al fratello Peppe e alla Piccola Orchestra Avion Travel.

Infine, le pellicole più recenti, che certo tutti ricordano, sono entrambe targate 2008: Gomorra di Matteo Garrone, tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, e Il divo di Paolo Sorrentino. I due film ricevono il Premio della critica al Festival di Cannes. Per Gomorra Servillo ottiene anche  lo European Film Award come miglior attore e per Il divo il Nastro d’Argento e il David di Donatello per la migliore interpretazione. Nel lavoro di Matteo Garrone, Servillo è Franco. Smaliziato e cinico gestore del traffico di rifiuti per conto della camorra, rappresenta perfettamente la mentalità del Sistema – che tristemente collima con quella di molta parte della società italiana – in cui la logica del profitto a qualsiasi costo si nasconde dietro a un determinismo fatalistico che vuole lo status quo immutabile e stronca sul nascere ogni pensiero di cambiamento.

Ne Il divo, che lo riporta a lavorare al fianco di Paolo Sorrentino, Servillo è protagonista nei panni di Giulio Andreotti. Il registro stilistico sorrentiniano si muove qui tra realtà e immaginazione, amplificando con la seconda i caratteri della prima. Al centro di questo universo, “il divo Giulio”, figura cardine della politica del nostro paese, controversa ed enigmatica, cui Servillo regala un volto imperturbabile, a tratti attonito. Da una parte, una cassaforte chiusa a custodire segreti e da cui dunque nulla traspare. Dall’altra, l’espressione di chi è quasi assente da sé, estrema difesa che consente di non giudicare sé stessi e il proprio operato. E poi il grottesco e godibilissimo affresco dei modi, delle movenze, delle manie, dei mali, che lo rendono un personaggio perfino simpatico.

Ora con Gorbaciof Toni Servillo è alle prese con un ruolo molto simile a quelli sorrentiniani: solitario, con frequentazioni sbagliate e vizi, di cui l’amore per una ragazza – ovviamente quella sbagliata – farà emergere qualità insospettate, offrendogli una possibilità di riscatto umano. Anche qui però dovrà affrontare “le conseguenze dell’amore”. Il cinquantunenne attore di Afragola sarà poi presente al prossimo Festival Internazionale del Film di Roma, protagonista della pellicola di Claudio Capellini, Una vita tranquilla.

I Milionari: recensione del film con Francesco Scianna

I Milionari: recensione del film con Francesco Scianna

Alessandro Piva torna alla regia realizzando il suo quarto lungometraggio, una storia- vera- di malavita ambientata nei dedali di Napoli: I Milionari vede protagonisti Francesco Scianna Valentina Lodovini insieme ad un ricco cast di comprimari.

I Milionari segue l’ascesa, la caduta e la conseguente resurrezione di Marcello Cavani detto “Alen Delòn”, boss della malavita napoletana, dai loschi affari di famiglia negli anni ’70, passando poi alla conquista- nei successivi trent’anni- dell’intera città tramite appalti, affari illeciti, racket, politica, traffico di stupefacenti e riciclaggio di denaro. Nel frattempo, per il giovane malavitoso mantenere un equilibrio tra il suo “lavoro” e la sua famiglia, costituita da tre figli e dalla moglie Rosaria, diventa sempre più difficile; come diventa ormai un vero e proprio azzardo sopravvive agli agguati e ai tradimenti da parte degli altri membri del clan, in una vera guerra senza esclusione di colpi.

Ispirato forse dal ritmo e dalle gesta criminali narrate da Michele Placido nel suo Romanzo Criminaleanche il regista qui prova a costruirne una sua personalissima versione: manca però il ritmo nella narrazione e la costruzione diegetica non è incalzante almeno fino alla prima metà del film, dilatando il tempo e rallentando l’inesorabile processo di ascesa del protagonista. Quando subentrano “i guai” e le prime sanguinose peripezie il film ritrova smalto, ma la storia raccontata non aggiunge niente al genere del gangster movie tradizionale e il regista non ha un occhio originale e uno sguardo tecnico tali da renderlo un prodotto distinguibile nel mare di cloni che sono stati realizzati nella storia del cinema. La prima parte è oltretutto appesantita da una ricostruzione storica imperfetta e confusa che non migliora col procedere del film: quasi trenta- e passa- anni di storia vengono scanditi solo da qualche sporadica musica e da un pantalone a zampa d’elefante o da un ray- ban a specchio che compaiono casualmente qua e là.

I Milionari manca l’aggressività e la sfrontatezza di un Blow, ad esempio, pur avendo in mano una storia convincente, dal forte impatto, e un cast di abili attori che, purtroppo, ogni tanto corrono il rischio di trascendere nella classica macchietta “neomelodica” assolutamente non richiesta visto lo spessore della pellicola.

I migliori trailer del 2015 secondo Collider

0
I migliori trailer del 2015 secondo Collider

Tutti amano i trailer. Solitamente si cerca di arrivare prima al cinema anche per non perderseli, ma al giorno d’oggi ormai il cinema non è più il primo luogo in cui vediamo tali presentazioni. Ormai Internet è la prima fonte di queste brevi anteprime, e gli stessi studios pubblicano i trailer prima di tutto sulle piattaforme web, per assicurarne la massima visibilità.

Ma aldilà della loro utilità a livello pubblicitario, un trailer può essere già di per sè un piccolo prodotto artistico, in grado di raccontare quasi da sola l’intero contenuto che sarà la base del film. Attraverso un lavoro di montaggio e di scelta delle musiche, un trailer può evocare un ampissimo raggio di emozioni, e il 2015 può vantare un grande numero di trailer assolutamente fantastici.

Con l’anno ormai prossimo alla sua fine, Collider ha voluto provare a realizzare una Top 15 dei trailer di quest’anno, che vi riportiamo di seguito. Buona visione!

15) Macbeth

https://youtu.be/oyFAn5IaFS0

14) Midnight Special

13) Aloha

12) The Hateful Eight

https://youtu.be/6_UI1GzaWv0

11) Deadpool

10) The Revenant

9) Creed

8) Spotlight

7) Magic Mike XXL

6) Queen of Earth

5) Captain America: Civil War

4) The Witch

3) Star Wars: Il Risveglio della Forza

2) Hail, Cesar!

1) The Nice Guys

Fonte

I migliori trailer che devi vedere questa settimana

I migliori trailer che devi vedere questa settimana

I trailer non sono altro che brevi filmati promozionali di film che in breve tempo saranno nelle sale cinematografiche italiane o che saranno presenti su una delle tante piattaforme di streaming digitale legale.

Il loro compito è creare e far sviluppare nel pubblico una certa dose di hype circa il film promosso, affinché si corra subito al cinema a guardarlo già nei primi giorni di uscita.

Ma quali sono i trailer usciti questa settimana da non perdere assolutamente? Scopriamoli insieme!

Top Gun: Maverick

trailer

In occasione del San Diego Comic Con 2019, è stato diffuso il primo trailer ufficiale di Top Gun: Maverick, sequel del celebre Top Gun del 1986 diretto da Tony Scott.

Con l’uscita verso la metà del prossimo anno, il film è diretto da Joseph Kosinski (Oblivion) e vede tra i protagonisti Tom Cruise, Val Kilmer, Miles Teller, Jennifer Connelly, Glen Powell, Ed Harris e Jon Hamm.

In questo film, Maverick è diventato un istruttore di volo e ha preso sotto la sua ala protettiva il giovane Bradley Bradshaw, figlio del suo ex copilota Nick “Goose”Bradshaw.

IT: capitolo due

trailer

Dal prossimo 5 settembre sarà possibile vedere al cinema IT: Capitolo Due, seguito del film di successo IT uscito quasi due anni fa.

Questa seconda parte è ambientata ventisette anni dopo gli eventi del film precedente, con il ritorno di Pennywise per le strade di Derry, intenzionato ad uccidere altri bambini. Tuttavia, il nuovo intervento dei Perdenti potrebbe, finalmente, essere quello decisivo per le sorti di It. Diretto da Andrés Muschietti, il film si compone di un cast stellare: James McAvoy, Jessica Chastain, Jay Ryan, Isaiah Mustaga, Bill Hader, James Ransone, Andy Bean e Bill Skarsgård.

Cats

trailer

Finalmente è uscito il trailer di Cats, adattamento cinematografico dell’omonimo musical di Broadway composto da Andrew Lloyd Webber, con testi di Thomas Stearns Eliot. Diretto da Tom Hooper (Il discorso del re, Les Miserables), questo film vanta un cast decisamente stellare, composto da Taylor Swift, Idris Elba, Jennifer Hudson, Ian McKellen, Rebel Wilson e Judi Dench.

Con probabile uscita prevista per la fine del 2019, Cats racconta la storia dei gatti del quartiere di Jellicle che si ritrovano tutti gli anni per il grande ballo e per festeggiare il loro capo, il vecchio Old Deuteronomy. Uno dei gatti sarà scelto durante la festa e potrà ascendere al paradiso dei Jellicle Cats, ma la strada non è così semplice come sembra.

Jay and Silent Bob Reboot

trailer

Sempre grazie al Comic Con di San Diego, è stato diffuso il primo video promozionale di Jay and Silent Bob Reboot, film diretto da Kevin Smith che torna ad interpretare Silent Bob, al fianco di Jason Mews, nuovamente nei panni di Jay.

Dopo il film originale del 2001, Jay e Silent Bob Stike Back, in questo film i personaggi continueranno nella loro folle impresa, aiutati da Becky, già facente parte del cast di Clerks II. Insieme a loro c’è un cast di tutto rispetto, tra cui Rosario Dawson, Jason Lee, Brian O’Halloran, Shannon Elizabeth, Frankie Shaw, Justin Long, Harley Quinn Smith, Chris Jericho, Jason Biggs, James Van Der Beek, Grant Gustin e Tom Cavanagh.

Ad Astra

trailer

È arrivato il nuovo trailer di Ad Astra, il film di fantascienza diretto da James Gray con Brad Pitt come protagonista.

Tratto dal racconto Heart of Darkness, il film porterà gli spettatori verso i confini nel nostro sistema solare: infatti, verrà seguita la storia dell’ingegnere spaziale Roy McBride, facente parte di una spedizione per rintracciare il padre che è sparito durante un lavoro di ricerca a caccia di vita aliena nei pressi di Nettuno. Scritto da Gray ed Ethan Gross, Ad Astra vedrà Brad Pitt, Tommy Lee Jones, Ruth Negga, Donald Sutherland, John Ortiz e Kimmy Shields.

Pupazzi alla riscossa

trailer

Grazie a LuckyRred, è stato diffuso il primo video promozionale di Pupazzi alla riscossa, in arrivo sul grande schermo il prossimo novembre.

Dal regista di Shrek 2 e Gnomeo & Giulietta, questo film mostra un mondo meraviglioso e coloratissimo, dove la prima regola assoluta è divertirsi. Un’avvenutra straordinaria in cui è la vera amicizia a renderci speciali. In questo film, Moxy e i suoi amici pupazzi sono pronti a vivere una grande avventura. In un mondo fantasioso e ricco di colori, uno strampalato gruppo di pupazzi dovrà affrontare con coraggio una delle prove più importanti della loro vita: trovare un bambino a cui dare il proprio amore.

Per farlo, dovranno sfidare il leader incontrastato dell’Accademia della Perfezione, il pupazzo Lou. Per quanto riguarda la versione italiana, il film avrà un cast vocale composto da Federica Carta, Diletta Leotta, Shade, Achille Lauro ed Elio.

The Red Sea Diving Resort

trailer

Netflix ha diffuso online il primo trailer di The Red Sea Diving Resort, film che vede protagonista Chris Evans e prodotto originale che arriverà sulla piattaforma streaming il prossimo 31 luglio.

 Il film, tratto dal libro Mosssad Exodus di Gad Shimron, racconta la storia di un gruppo di agenti internazionali che nei primi anno Ottanda, insieme ad alcuni coraggiosi civili, utilizzarono un ritiro vacanziero in Sudan per usarlo come fronte e far fuggire clandestinamente i profughi etiopi. Diretto da Gideon Raff, nel cast del film, oltre a Chris Evans, ci sono anche Ben Kingsley, Haley Bennet, Michael Kenneth Williams, Alessandro Nivola e Greg Kinnear.

The King’s Man – Le Origini

trailer

Qualche giorno fa è stato diffuso il primo video promozionale di The King’s Man – Le Origini, il film prequel che racconta le origini dei Kingsman, i servizi segreti protagonisti dell’omonimo dittico cinematografico composto da Kingsman – Secret Service e Kingsman: Il cerchio d’oro.

Questo film, diretto da Matthew Vaughn e in uscita il 14 febbraio 2020, racconta le origini dell’agenzia di intelligence indipendente e di un uomo che dovrà correre contro il tempo per fermare un gruppo composto dai peggiori tiranni e criminali della storia che unisce per organizzare una guerra mondiale. Nel cast del film sono presenti Ralph Fiennes, Matthew Goode e Harris Dickinson.

Scary Stories To Tell in the Dark

trailer

Grazie a Notorious Pictures, è possibile dare un’occhiata alle prime immagini di Scary Stories to Tell in the Dark, il film scritto e prodotto da Guillermo del Toro e diretto da André Øvredal.

In arrivo il prossimo autunno, il film è tratto dall’omonimo bestseller di Alvin Schwartz, noto per la sua produzione letteraria dedicata ad opere che esplorano gli aspetti folkloristici del popolo americano. Nel cast del film saranno presenti Zoe Colletti, Austin Abrams, Gabriel Rush, Michael Garza, Austin Zajur, Dean Norris, Gil Bellows, Lorraine Toussaint e Natalie Ganzhorn.

I migliori trailer che devi vedere questa settimana

I migliori trailer che devi vedere questa settimana

I trailer non sono altro che brevi filmati promozionali di film che in breve tempo saranno nelle sale cinematografiche italiane o che saranno presenti su una delle tante piattaforme di streaming digitale.

Il loro compito è creare e far sviluppare nel pubblico una certa attesa circa il film promosso, affinché si corra subito al cinema a guardarlo già nei primi giorni di uscita.

Ma quali sono i trailer usciti questa settimana da non perdere assolutamente? Scopriamoli insieme!

Zombieland: Double Tap

Zombieland Double Tap

Sony Pictures ha diffuso il primo trailer ufficiale di Zombieland: Double Tap, il sequel del film diretto da Ruben Fleischer e diventato un cult.

La trama del film non è ancora molto chiara, ma il sequel dovrebbe riprendere le sorti dei quattro protagonisti (Columbus, Tallhassee, Witchita e Little Rock) che oggi vivono in un mondo in cui l’apocalisse zombie si è evoluta.

Diretto nuovamente da Fleischer, e con uscita prevista per ottobre 2019, questo sequel vedrà il ritorno di Jesse Eisenberg, Woody Harrelson, Emma Stone e Abigail Breslin, che saranno accompagnati da Zoey Deutch, Bill Murray e Dan Aykroyd.

Martin Eden

trailer

Successivamente all’annuncio della selezione ufficiale in Concorso a Venezia 76, è stato rilasciato il primo video promozionale di Martin Eden, film di Pietro Marcello con protagonista Luca Marinelli.

Il film, che arriverà nelle nostre sale il prossimo 4 settembre grazie a 01 Distribution, racconta la storia di Martin Eden, un marinaio che salva da un pestaggio Arturo, un giovane rampollo della borghesia industriale.

Ricevuto nella famiglia del ragazzo, egli conosce la sorella, Elena, della quale si innamora, diventando per lui un’ossessione e un simbolo dello status sociale cui il ragazzo aspira a elevarsi. Con molta fatica, Marin segue il sogno di diventare scrittore e si avvicina ai circoli socialisti, entrando in conflitto con il mondo che stava ammirando.

JoJo Rabbit

trailer

Selezionato per il Festival di Toronto, è stato diffuso il trailer di JoJo Rabbit, il film diretto da Taika Waititi con Scarlett Johansson e Sam Rockwell come protagonisti.

Definito come una satira anti-nazista, il film segue la storia di un giovane soldato nell’esercito di Hitler che scopre che sua madre sta nascondendo un bambino ebreo in casa. Waititi – anche sceneggiatore del film – interpreterà l’amico immaginario del ragazzo protagonista, che sarò proprio Adolf Hitler.

https://youtu.be/Q33RrLVryU4

A Beautiful Day in the Neighborhood

trailer

Finalmente è arrivato il primo trailer ufficiale del film A Beautiful Day in the Neighborhood, film in cui Tom Hanks interpreta Fred Rogers, figura iconica diventata protagonista di un adattamento biografico.

Diretto da Marielle Heller e in uscita il prossimo novembre, il film ruota intorno alla dinamica tra Rogers e il cinico giornalista Lloyd Vogel, che ha il compito di scrivere il profilo di Rogers per una rivista.

Tra i vari interpreti, in questo film Tom Hanks e Matthew Rhys sono protagonisti indiscussi.

DIAMANTINO – Il calciatore più forte del mondo

trailer

Il prossimo 15 agosto arriverà nelle sale italiane, grazie a I Wonder Pictures, DIAMANTINO – Il calciatore più forte del mondo, diretto da Gabriel Abrantes & Daniel Schmidt.

Questo film, che vede tra i protagonisti Carloto Cotta, Cleo Tavares, Anabela Moreira, Margarida Moreira, Filipe Vargas e Carla Maciel, ha conquistato la Settimana della Critica al Festival di Cannes.

Diamantino è un campione di calcio di fama mondiale, un genio del pallone, finchè, un brutto giorno, il genio sparisce. Tramite bizzarre vicende del protagonista, Diamantino di veste da commedia stravagante per giocare con intelligenza con i conflitti della contemporaneità.

Alé

trailer

Il canale YouTube di Infinity Tv ha messo in rete il trailer di Alé, il documentario realizzato dalla casa indipendente Soul Film e disponibile sulla piattaforma streaming a partire da agosto.

Alé è la parola più usata nel mondo dell’arrampicata in Italia e in Europa e deriva dal francese Allez: è un incitamento giocoso, un grido corale, una preghiera auto-motivazionale in situazioni difficili.

Alé nasce dall’esperienza diretta degli ideatori: Giada pratica arrampicata da due anni e, con Marco, è entrata in contatto con diverse realtà romane (e non). Da giovani addetti ai lavori, dopo aver conosciuto il mondo dei climbers, hanno divorato le produzioni che l’hanno raccontato: Valley Uprising, Mountain, ma anche A Line Across the Sky.

The Witcher

trailer

In occasione del Comic-Con a San Diego, dal panel dedicato alla nuova serie Netflix è stato rilasciato il primo video ufficiale di Witcher, serie con Henry Cavill.

The Witcher, serie fantasy basata sull’omonima saga bestseller, è il racconto epico di una famiglia e del suo destino.

Geralt di Rivia, un solitario cacciatore di mostri, lotta per trovare il proprio posto in un mondo in cui le persone spesso si dimostrano più malvagie delle bestie. Il suo destino, poi, si intreccerà con quello di una potente strega e una giovane principessa con un pericoloso segreto.

Watchmen

trailer

Sempre al Comic-Con è stato rilasciato il trailer ufficiale della serie su Watchmen, targata HBO.

Adattamento televisivo firmato da Damon Lindelof per la HBO, la serie parte dallo stesso fumetto già trasposto al cinema nel 2009 con il film diretto da Zack Snyder.

Le storie di Watchmen sono ambientate in una realtà alternativa molto simile a quella del mondo reale, in un 1985 in cui Stati Uniti e Unione Sovietica sono in piena guerra fredda e sull’orlo di una guerra nucleare. La differenza con il mondo reale, risiede nella presenza di supereroi nella società, che hanno influenzato e comportato un diverso epilogo per alcuni avvenimenti storici.

https://youtu.be/1yKq1PRvPJQ

Star Trek: Picard

trailer

Sempre in quel di San Diego è stato rilasciato il video promozionale di Star Trek: Picard, la nuova serie su Jean-Luc Picard che sarà disponibile su Amazon Prime Video.

Questa serie vedrà il ritorno di Sir Patrick Stewart, che vestirà nuovamente i panni di Jean-Luc Picard, ruolo da lui interpretato per sette stagioni in Star Trek: Next Generation.

Accanto a Stewart, il cast della serie vede anche la presenza di Alison Pill, Harry Treadaway, Isa Briones, Santiago Cabrera, Evan Evagora e Michelle Hurd.

https://youtu.be/YhBBXHwEsIo

I migliori trailer che devi vedere questa settimana

I migliori trailer che devi vedere questa settimana

I trailer non sono altro che brevi filmati promozionali di film che in breve tempo saranno nelle sale cinematografiche italiane o che saranno presenti su una delle tante piattaforme di streaming digitale. Il loro compito è creare e far sviluppare nel pubblico una certa dose di hype circa il film promosso, affinché si corra subito a guardarlo già nei primi giorni di uscita.

Ma quali sono i trailer usciti questa settimana da non perdere assolutamente? Scopriamoli insieme!

Pinocchio

trailer

In occasione di Cinè – Giornate estive di cinema, 01 Distribution ha presentato il primo trailer ufficiale di Pinocchio, film diretto da Matteo Garrone e che vede nel cast Roberto Benigni nei panni di Geppetto.

Pinocchio nasce da una collaborazione internazionale tra Italia e Francia, è prodotto da Archimede con Rai cinema e Le Pacte, con Recorded Pictures Company, in associazione con Leone Film Group, con il contributo del MiBAC – Direzione generale Cinema – e di Eurimages, in associazione con Unipol Banca e con il sostegno di Regione Toscana – Toscana Promozione.

Scritto e diretto da Matteo Garrone, il film arriverà nelle nostre sale il 25 dicembre e vede un cast ricchissimo, composto tra gli altri da: Federico Ielapi (Pinocchio), Gigi Proietti (Mangiafuoco), Rocco Papaleo (Gatto), Massimo Ceccherini (Volpe), Alida Baldari Calabria (Fata bambina), Alessio Di Domenicantonio (Lucignolo), Davide Marotta (Grillo parlante) e Marcello Fonte (Pappagallo).

Knives Out

trailer

Grazie a Lionsgate è possibile dare un’occhiata al trailer di Knives Out, il nuovo film diretto da Rian Johnson e con un cast da urlo, composto da: Daniel Craig, Chris Evans, Ana de Armas, Jamie Lee Curtis, Toni Collette, Don Johnson, Michael Shannon, Lakeith Stanfield, Katherine Langford, Jaeden Martell e Christopher Plummer.

Il film racconta della morte del celebre romanziere Harlan Thrombey, avvenuta in circostanze ben poco chiare, dopo il suo 85esimo compleanno.

Per scoprire chi sia l’assassino viene ingaggiato il detective Benoît Blanc che si troverà ad avere a che fare con una famiglia disfunzionale, dove tutti hanno un movente tra bugie e depistaggi.

Jumanji: The Next Level

trailer

A due anni dall’uscita di Jumanji: Benvenuti nella giungla, Dwayne Johnson, Jack Black, Kevin Hart e Karen Gillan tornano nel primo trailer italiano di Jumanji: The Next Level.

Diretto da Jake Kasdan, il film sarà distribuito da Warner Bros. Entertainment Italia e arriverà nelle sale italiane il prossimo gennaio.

In questo film, la gang vista nel precedente capitolo è tornata, ma il gioco è cambiato. Rientrati in Jumanji per salvare uno dei loro, i giocatori scoprono che nulla è come avevano previsto e che per sopravvivere al gioco più pericoloso del mondo i protagonisti dovranno affrontare zone sconosciute ed inesplorate.

Spider-Man: Far From Home

trailer

A meno di una settimana dall’arrivo nei nostri cinema (previsto per il 10 luglio), è stato divulgato il final trailer di Spider-Man: Far From Home, l’atteso stand alone sequel di Spider-Man: Homecoming.

Ambientato dopo gli eventi di Avengers: Endgame, il film vede protagonista il giovane Peter Parker pronto a partire per una gita scolastica in Europa, senza aspettarsi di dover riprendere i suoi poteri di Uomo Ragno e il suo ruolo di Avenger.

Diretto da Jon Watts, il film vede la presenza di Tom Holland, Marisa Tomei, Zendaya, Samuel L. Jackson, Cobie Smulders e Jake Gyllenhaal.

Attacco al Potere 3 – Angel Has Fallen

trailer

Dopo l’enorme successo dei primi due capitoli,  torna sul grande schermo Gerard Butler, nelle vesti dell’agente dei servizi segreti Mike Banning, in Attacco al Potere 3 – Angel Has Fallen.

Diretto da Ric Roman Waugh, il terzo film dell’adrenalinico franchise prende una svolta inaspettata: sarà Banning a trovarsi in fuga e braccato dalla polizia, accusato di essere un nemico dello Stato e l’autore di un tentativo di omicidio ai danni del Presidente degli Stati Uniti, interpretato da Morgan Freeman.

Ad aiutarlo a scagionarsi troverà al suo fianco il padre, interpretato da Nick Nolte, new entry nel cast. Tra gli altri interpreti, anche Jada Pinkett Smith, Lance Reddick, Danny Huston, Piper Perabo e Tim Blake Nelson.