Sono pochi gli interpreti la cui
partecipazione ad una pellicola è assicurazione di una qualità
indiscussa, indipendentemente dal ruolo ricoperto o dal personaggio
a cui dare vita. Uno di questi è Johnny Depp, all’anagrafe John Christopher
Depp II, nato a Owensboro, Kentucky, il 9 giugno 1963.
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Figlio di un ingegnere e di una
cameriera, la sua è una vita costellata da luci e ombre, in un
crocevia che parte dagli inferi di una gioventù maledetta fino al
paradiso di una carriera sfavillante. Fortemente segnato dal
divorzio dei genitori, Johnny Depp riconosce il suo primo e
sincero amore nella musica, vero approccio dell’attore statunitense
al mondo dello spettacolo: The Kids è il nome della rock
band con cui comincia un percorso artistico che lo porterà a
ricercare la fama nell’assolata città di Los Angeles.
Gli esordi sono talmente duri che
Johnny cerca di guadagnarsi da vivere facendo in un primo
momento qualsiasi tipo di mestiere: muratore, benzinaio, meccanico
ed altro. Fu l’incontro con Nicholas Cage (amico dell’allora
compagna Lori Ann Allison, sposata il 24 dicembre 1983) e
l’incoraggiamento di quest’ultimo a cimentarsi nella recitazione, a
convincere Depp a fare il grande passo verso il mestiere di
attore. L’esordio non tarda ad arrivare con la sua prima
apparizione cinematografica nel film horror Nightmare: dal
profondo della notte (1984).
In un primo momento il cinema è per
Johnny solo un mezzo di sostentamento con cui guadagnarsi il
necessario per continuare a fare musica, fino a quando la
possibilità concreta di farne un mestiere lo porta a seguire alcuni
corsi di recitazione drammatica. A seguito di alcuni lavori di poco
conto, trova la svolta partecipando alla pellicola di guerra
Platoon (1986) di Oliver Stone, vincitrice fra
l’altro di 4 premi Oscar. E’ amore immediato per la settima arte,
ma la consacrazione vera e propria non viene dal cinema, bensì dal
piccolo schermo con la serie tv 21 Jump Street (1987)
attraverso la quale entra nelle case degli americani conquistando
il cuore delle teenagers. Nel 1990, mentre recita ancora nella
serie, partecipa a Cry Baby di John Waters e
da qui in poi i tormenti interiori del giovane Johnny Depp
si rifletteranno pesantemente in tutte le sue interpretazioni
successive.
Abbandonato il ruolo ricoperto sul
piccolo schermo ed insoddisfatto, oltre che infastidito, dallo
status di attore tv per un pubblico di adolescenti, sempre nel 1990
fa l’incontro che più di ogni altro ne segnerà la carriera: quello
con Tim
Burton, che ne riconosce il talento e lo vuole fermamente
per interpretare la parte del protagonista ed outsider in
Edward Mani di Forbice. E’
l’inizio di una lunga collaborazione fra i due, in cui si
evidenzierà a più riprese la capacità dell’uno di valorizzare il
lavoro dell’altro. Sul set si consacra come attore atipico e dark,
consolidando anche la love story con Winona Ryder, sua
compagna fino al 1993.
E’ proprio in
quegli anni che conosce River Phoenix, giovane e promettente
attore come lui, con il quale però non condivide solo la passione
per la settima arte. I due entreranno negli eccessi della droga e
dell’alcool, e da questi usciranno solo in seguito: River infatti
morirà per overdose, per sempre giovane e per sempre confinato al
ricordo di un grande talento spentosi troppo presto, Johnny,
ovviamente colpito, cercherà di abbandonare la vita di dannosi
eccessi.
Al di là di una vita privata
segnata dai tormenti interiori, la carriera di Johnny Depp
continua senza arrestarsi: recita in Benny & Joon
(1993), è al fianco di Jerry Lewis e Faye Dunaway in
Il valzer del pesce freccia di Emir Kusturica
(1993), è il giovane protagonista di Buon compleanno Mr.
Grape di Lasse Hallstrom (1993) e si ritrova con
Tim Burton sul set di Ed Wood (1994),
pellicola in cui sfodererà una delle sue interpretazioni più
convincenti. Continua il suo percorso condividendo il grande
schermo con Marlon Brando in Don Juan De Marco
maestro d’amore (1994), lavora con Jim Jarmusch in
Dead Man (1995), accetta il ruolo in Minuti
contati (1995) pur di lavorare con Christopher
Walken, intraprende una battaglia di capacità interpretativa
con Al Pacino in Donnie Brasco (1997) ed
esordisce dietro la macchina da presa con il dramma grottesco
incentrato sull’universo degli snuff-movie Il
Coraggioso (1997) dove interpreta il protagonista ed ha
l’onore di dirigere Marlon Brando, che da sempre riconosce
come suo mentore.
Nel 1998 dà il meglio di sé
diventando un pazzoide dedito alle droghe, quasi del tutto
irriconoscibile al fianco di Benicio Del Toro, in Paura e
Delirio a Las Vegas di Terry Gilliam, confermando un
talento recitativo che va al di là dei ruoli interpretati o delle
sceneggiature a sua disposizione.
Dopo alcune relazioni burrascose
(su tutte quella con l’altrettanto ribelle Kate Moss) trova
la donna della sua vita in Vanessa Paradis, che lo omaggerà
con il dono della paternità e di una ritrovata serenità
interiore.
A seguito di La Nona
Porta di Roman Polanski (1999) e di La moglie
dell’astronauta (1999), esordisce nel nuovo millennio
tornando a ruoli più lugubri e dando letteralmente vita a dei veri
e propri freaks: ne è un chiaro esempio la sua terza collaborazione
con Tim Burton, dove interpreta Ichabod Crane
nell’adattamento de Il mistero di Sleepy Hollow
(1999). Veste poi i panni dello zingaro in The Man Who
Cried (2000) ed in Chocolat (2000) e torna in
ruoli maledetti con Blow (2001) e La vera
storia di Jack lo squartatore (2001). Ma la consacrazione
definitiva a star internazionale per Johnny Depp arriva solo
dopo La maledizione della prima luna (2003) della
Walt Disney, pellicola diretta da Gore Verbinski con
cui ha l’occasione di dare vita ad uno dei freaks più spassosi ed
emblematici della cinematografia del nuovo millennio: il Capitan
Jack Sparrow, la cui interpretazione gli varrà una nomination
agli Oscar nella categoria miglior attore protagonista. Il
ruolo, che verrà ripreso nei tre sequel Pirati dei Caraibi la
maledizione del forziere fantasma (2006), Pirati dei
Caraibi ai confini del mondo (2007) e Pirati dei
Caraibi oltre i confini del mare (2010), porterà l’attore
ad una totale immedesimazione nel personaggio, tanto che da qui in
poi non si potrà più parlare dell’uno senza menzionare l’altro. Lo
strambo pirata dal cuore buono Jack diventa un fenomeno di costume
e l’apporto nella caratterizzazione dello stesso da parte
di Johnny Depp decreta il successo
planetario della saga, attualmente in attesa del suo quinto
capitolo. Nel nuovo secolo però non c’è solo la pirateria nei
programmi di Johnny Depp che gioca con le
interpretazioni fornite in C’era una volta in Messico
(2003) di Robert Rodriguez e The Libertine
(2004). Presta inoltre la propria voce nel film d’animazione
La sposa cadavere (2005), il cui
protagonista è modellato sulle sue fattezze, e sforna una
recitazione mastodontica in Neverland, un sogno per la
vita (2004) e nel musical firmato da Tim Burton
Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street
(2007) che gli valgono rispettivamente la seconda e la terza
candidatura all’Oscar.
L’elenco delle pellicole
interpretate potrebbe diventare smisurato, ma è impossibile non
citare il suo lavoro nel thriller psicologico tratto da un racconto
di Stephen King Secret Window
(2004), o la creazione del suo personalissimo Willy Wonka ne
La fabbica di cioccolato (2005), così come i
ruoli ricoperti in Nemico pubblico (2009) o nel
sognante Parnassus l’uomo che voleva ingannare il
diavolo (2009) dove sostituisce assieme a Jude
Law e a Colin Farrell il compianto Heath Ledger, nonché la sua
metamorfosi nel dolce quanto bizzarro Cappellaio Matto in
Alice in Wonderland (2010). Tutte pellicole che
impreziosiscono un curriculum già degno di nota.
Nonostante alcuni insuccessi al
botteghino o la partecipazione a produzioni accolte tiepidamente
dalla critica quali The
Tourist (2010), The Rum Diary (2011) o
Dark Shadows (2012), per cui si è accennato ad una
fase calante nella carriera di Johnny
Depp, le sue performance rimangono di alto livello.
Anche quando Johnny Depp incappa
malauguratamente in flop come The Lone Ranger (2013)
di Gore Verbinski, la sua maestria nel dare vita allo
‘svalvolato’ indiano Tonto rimane l’unico motivo per guardare il
film.
Johnny Depp,
universalmente riconosciuto come l’interprete più dotato e
talentuoso della sua generazione, tutto ciò che lo circonda
contribuisce a farne un personaggio fascinoso e carismatico: la sua
immagine ribelle, le cicatrici autoinferte, i tatuaggi che
scandiscono momenti precisi della sua vita, le sue origini Cherokee
sempre pesantemente rivendicate, il suo modo di fare rissoso ed il
suo carattere burrascoso lo hanno reso agli occhi del mondo
femminile un vero sex symbol, ruolo da lui sempre rifiutato. Mr.
Puzzo (così si fa amichevolmente chiamare) vanta una carriera che
poche altre stelle del firmamento hollywoodiano possono
condividere. Si autodefinisce un uomo piuttosto sciocco, anche se
pare che sia abbastanza intelligente o furbo da fare le scelte
giuste per la sua carriera, tanto che lo rivedremo presto sul
grande schermo nel thriller fanta-tecnologico Transcendence, esordio alla regia di
Wally Pfister.
Sempre abile nella scelta dei ruoli
da ricoprire, Johnny Depp si è giustamente guadagnato
l’appellativo di attore atipico e dark. I personaggi da lui
interpretati, outsiders, freaks, ribelli ed alienati, molti dei
quali rimarranno memorabili nella storia del cinema, sono frutto di
una personalissima selezione. L’immersione totale nel processo di
caratterizzazione degli stessi che va dalla scelta del look, alla
definizione delle movenze lo ha reso beniamino di tutti i registi
con cui ha lavorato nonché delle platee di tutto il mondo. E’ per
questo che quando si parla di Johnny, non risulta azzardato
riferirsi a lui come il più grande trasformista dei suoi
tempi.