A distanza di anni dalla
pubblicazione del capolavoro di William Golding, il caos primordiale
dei ragazzi rimasti bloccati su un’isola, dopo un incidente aereo,
sbarca finalmente sul piccolo schermo. Il Signore delle
Mosche, la serie
di 4 episodi diretta da Marc
Munden (Il
giardino segreto), è disponibile in streaming sulla
piattaforma NOW.
La serie si mantiene estremamente
fedele alla storia originale, inclusa la
conclusione. Proprio nel momento in cui i giovani protagonisti,
dispersi sull’isola, cedono completamente alla loro natura più
brutale e danno la caccia a Ralph (Winston
Sawyers), l’arrivo improvviso di un ufficiale della marina
interrompe la spirale di violenza e li porta in salvo. Il senso di
questo finale, tuttavia, va ben oltre il semplice lieto fine.
Il signore delle mosche: la
trama

La storia prende avvio con un
incidente aereo che lascia un gruppo di ragazzi bloccati su
un’isola deserta, senza alcun adulto sopravvissuto.
Inizialmente, sotto la guida di Ralph e con il
supporto dell’intelligente Piggy (David
McKenna), i ragazzi cercano di organizzarsi: accendono un
fuoco per segnalare la loro presenza e stabiliscono regole
per convivere. Questo fragile equilibrio si incrina
rapidamente, quando Jack (Lox
Pratt) trascina progressivamente il gruppo verso
comportamenti sempre più selvaggi, mettendo in
discussione l’ordine costruito da Ralph.
Il punto di svolta arriva con la
crescente paura di una misteriosa “bestia” che,
secondo i ragazzi, si aggira sull’isola. Simon
(Ike Talbut) scopre la verità: la creatura non è
altro che il corpo senza vita di un paracadutista rimasto
impigliato tra gli alberi. Tuttavia, prima che possa rivelarlo agli
altri, viene ucciso brutalmente, scambiato per il
mostro. Questo momento rappresenta la rottura definitiva con
l’innocenza infantile: da qui in avanti è la violenza a prendere il
sopravvento.
Dopo la morte di Simon, la
situazione degenera ulteriormente. Roger
(Thomas Conner) compie un atto deliberato di
omicidio uccidendo Piggy con una roccia. Rimasto solo, Ralph
diventa il bersaglio del gruppo guidato da Jack, che lo caccia
senza tregua attraverso l’isola.
Per stanarlo, i ragazzi incendiano la foresta,
creando un segnale visibile a una nave di passaggio. Un ufficiale
della marina approda sull’isola e li trova nel pieno della loro
ferocia. Eppure, il suo atteggiamento appare quasi distaccato, come
se non cogliesse fino in fondo la gravità delle azioni compiute dai
ragazzi.
L’ironia del finale de Il Signore
delle Mosche
Nonostante l’ufficiale della marina
arrivi proprio mentre i ragazzi stanno per uccidere Ralph,
interpreta ciò che vede come un semplice gioco tra
bambini. Si comporta come se stessero simulando una
guerra, anche quando Ralph cerca di spiegargli che due dei suoi
compagni sono stati uccisi e che altri potrebbero essere morti
senza che lui ne sia a conoscenza. L’ufficiale si limita a
rimproverare Ralph per la sua scarsa capacità di leadership, dato
che non sa dire quanti bambini debbano essere salvati. Subito dopo,
i ragazzi si precipitano verso la barca, lasciando cadere le armi e
tornando apparentemente a comportarsi come bambini.
Il messaggio centrale de
Il Signore delle Mosche è
che anche le persone più innocenti custodiscono dentro di sé una
naturale inclinazione verso il male. Sull’isola si
sviluppa un continuo conflitto tra civiltà e istinto
selvaggio, ma è proprio la “bestia” interiore a causare la
distruzione dell’ordine e dell’innocenza. L’incendio dell’isola
rappresenta l’atto finale e irresponsabile: i ragazzi finiscono per
distruggere ciò che restava della loro sicurezza pur di portare
avanti la violenza. Eppure, in modo paradossale, è proprio questo
gesto a permettere il loro salvataggio.
L’ironia si fa ancora più intensa
se si guarda al contesto finale. Anche se i ragazzi vengono
sottratti alla loro violenza sull’isola, stanno tornando in un
mondo adulto segnato da conflitti ancora più devastanti.
L’ufficiale liquida le loro azioni come un gioco e li critica per
non incarnare i valori della disciplina britannica, mentre lui
stesso prende parte a una guerra reale e brutale. I ragazzi
abbandonano l’isola, ma non possono davvero lasciarsi alle spalle
la brutalità che hanno scoperto dentro di
loro.
Il vero significato della morte di
Piggy in Il Signore delle
Mosche di Netflix

La morte di Piggy
nell’ultimo episodio di Il
Signore delle Mosche è uno dei momenti più sconvolgenti,
tragici e dolorosi della serie. Lui e Ralph si recano nel campo di
Jack con la speranza di offrirgli un’ultima occasione per agire
correttamente e restituire gli occhiali di Piggy. Ma quello che
doveva essere un confronto si trasforma invece nella distruzione
totale di ogni forma di legge e ordine.
Piggy incarna la componente
più razionale e civile del gruppo. È un ragazzo
intelligente e si affida completamente all’idea di democrazia
rappresentata dalla conchiglia. Con l’uccisione di Piggy da parte
di Roger, ogni residuo di struttura, regola e civiltà viene
definitivamente cancellato all’interno della loro piccola
società.
Cosa rappresenta ogni personaggio
ne Il Signore delle
Mosche

Piggy non è l’unico personaggio del
romanzo a incarnare un elemento della società o della natura umana.
Se lui rappresenta la ragione e il pensiero logico, gli altri
ragazzi (Ralph, Simon, Jack, Roger e i gemelli Sam ed Eric)
riflettono invece diverse sfaccettature del comportamento umano e
dell’organizzazione sociale.
Ralph simboleggia
l’ordine e la guida democratica. Simon incarna la
bontà innata e una sensibilità quasi spirituale.
Jack rappresenta la barbarie e il potere
autoritario. Roger, invece, dà forma agli
impulsi più oscuri e sadici dell’essere umano, che
emergono quando vengono meno i limiti della società. Sam ed
Eric, infine, rappresentano la
perdita dell’individualità e la tendenza a conformarsi al
gruppo.
Con la morte di personaggi come
Simon e Piggy, Il Signore delle
Mosche evidenzia come ragione e bontà siano le prime qualità a
crollare quando la società scivola verso la violenza e il caos. Se
Jack e Roger fossero arrivati fino in fondo, anche Ralph sarebbe
stato ucciso, ma sopravvive abbastanza a lungo da essere salvato.
Questo lascia intendere che ordine e leadership possono resistere,
ma resta aperto il dubbio su quanto possano davvero contare davanti
a una tale discesa nel disordine.
In cosa la serie de
Il Signore delle Mosche è
diversa dal libro

La versione serie de
Il Signore delle Mosche
resta complessivamente molto aderente al romanzo di William
Golding. Tuttavia, con l’avanzare della serie e l’approfondimento
dei singoli personaggi, vengono introdotte nuove
sfumature e livelli di complessità. Questo è
particolarmente evidente nel caso di Jack. Nel libro del 1954 non
mostra vere qualità positive, mentre in questa reinterpretazione
viene evidenziato anche il suo dolore interiore e la sua
solitudine. È proprio questa sofferenza a spingerlo verso il
desiderio di potere e controllo. Detto questo, non si tratta di una
giustificazione, soprattutto se si considera che Simon vive una
condizione simile di isolamento ma mantiene comunque una bontà
innata.
Tra le differenze più
significative tra la serie e il romanzo originale c’è
il coinvolgimento di Ralph e Piggy nella morte di
Simon, oltre alla rappresentazione della morte di Piggy
stesso. Nel testo di Golding, Ralph e Piggy vengono travolti dal
panico e dalla confusione legata alla “bestia” e partecipano
all’aggressione contro Simon, pur provando poi un forte senso di
colpa. Inoltre, nel romanzo Piggy muore sul colpo quando viene
colpito dalla roccia di Roger, mentre nella serie la sua fine è più
lenta ed emotivamente più dolorosa.
Nel complesso, le modifiche
introdotte da questa versione non indeboliscono la narrazione, ma
la rendono più ricca. I personaggi risultano più complessi e
mostrano le molteplici ragioni che possono portare l’essere umano a
certi comportamenti, mantenendo comunque intatta la metafora
centrale dell’opera. Questo rende l’adattamento ancora più
inquietante e difficile da guardare, ma allo stesso tempo
estremamente potente e coinvolgente.