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Kill Bill vol 1 e vol 2 (dittico), i film cult di Quentin Tarantino

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Kill Bill – volume I e II sono i film cult del 2003 e 2004 di Quentin Tarantinon con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Vivica A. Fox, Lucy Liu e Samuel L. Jackson.

 

Il film si apre con la seguente didascalia: “La vendetta è un piatto che va servito freddo”. Una sposa gravida (Uma Thurman) è distesa a terra gravemente ferita in una Chiesa il giorno del suo matrimonio. Prima di essere sparata alla testa dice al suo aguzzino, un certo Bill (David Carradine), che quello che porta in grembo è il suo bambino. Così lui la risparmia.

Qualche tempo dopo, la donna trova una certa Vernita Green (Vivica A. Fox) nella sua abitazione e comincia un sanguinoso combattimento tra le due, che viene sospeso quando la figlia di quest’ultima torna da scuola. Emergerà dal loro dialogo che entrambe le donne sono ex membri della Deadly Viper Assassination Squad, squadra di assassini d’elite sotto la guida di Bill. Fu proprio questa squadra, dietro comando di Bill ad attaccarla durante il suo matrimonio.

La donna riesce ad uccidere Vernita, depennandola da una lista. Un gesto che fa il paio con la didascalia iniziale, che ci fanno capire che la donna vuole uccidere tutta la banda.

Da qui inizia una lunga serie di feroci e coinvolgenti combattimenti, intervallati da lunghi flashback che fanno sempre più chiarezza sulla storia. Una storia molto lunga, tanto da essere divisa in due parti da 110 minuti ciascuna, uscite al cinema nel 2003 e nel 2004. Non solo, per il 2014 è prevista anche una terza parte, con la sposa pronta di nuovo a dare battaglia a dieci anni dalla morte di Bill.

Kill Bill vol 1 e vol 2

Questa volta Quentin Tarantino l’ha fatta proprio grossa. Certo, nella sua carriera ci ha regalato film complessi, violenti all’ennesima potenza, deliranti, avvincenti, rimpinzati di citazioni cinematografiche dall’alto del suo amore, tra gli altri, per il cinema di Sergio Leone. Nella sua carriera, Tarantino ha sfiorato spesso il capolavoro, raggiungendolo forse con l’ultimo suo lungometraggio: Bastardi senza gloria, rivisitazione geniale sulla fine del Nazismo.

Kill Bill pure rischia di essere annoverato tra i capolavori sfiorati di Quentin, forse per l’eccessiva lunghezza della storia, non essendo sufficiente lo spezzettamento del film in due parti. La prima parte infatti da sola non è autosufficiente, portando lo spettatore a dover per forza di cose seguire anche la seconda parte. Quest’ultima pecca di sequenze dilatate, eccessive focalizzazioni. Il ritmo generale del film in questa seconda parte è molto più lento della prima. Ed ecco dunque che, se quest’ultima può essere considerata un capolavoro, la seconda tende a sfiatarsi, facendo perdere al film “una stella” nelle valutazioni.

Kill Bill vol 1E’ giusto però dire quali sono gli elementi che rendono Kill Bill un potenziale capolavoro. Tarantino dirige un cast di prim’ordine, dando a tutti i personaggi un giusto spazio nella storia. Nel cast figurano, oltre a Uma Thurman, anche David Carradine, Daryl Hannah, il fido Michael Madsen, Vivica A. Fox, Lucy Liu e Samuel L. Jackson.

Perfetta anche la parte tecnica della regia. Non un’inquadratura fuori posto, non un movimento di camera infelice. Kill Bill formalmente si avvicina alla perfezione. Gli anni hanno permesso di affinare una già ottima tecnica.

La brillantezza di Tarantino è palesemente dimostrata anche dall’attenzione che il regista-spettatore mostra verso le tendenze cinematografiche che hanno dimostrato maggiore dinamismo negli ultimi anni, in primis l’animazione. Vero e proprio film nel film, i venti minuti firmati I.G. Production, che raccontano la tragica infanzia di una delle future vittime della bionda protagonista, nella fattispecie la strabica Lucy Liu, killer della Yakuza, rappresentano una rara gemma di intensità emotiva e spessore drammaturgico. Le sequenze animate della casa nipponica, oltre ad essere un felicissimo esempio di contaminazione meta-cinematografica, dimostrano inequivocabilmente la maturità raggiunta da un mezzo espressivo, troppo spesso bistrattato dal cinema “tradizionale”.

Superlativa anche a colonna sonora, che spazia da brani dance anni ‘70 a motivi tradizionali giapponesi, per finire in morbide ballate blues. Il giro del mondo in una ventina di pezzi che vanno a comporre un quadro fecondo come quello che accompagnò Pulp Fiction dieci anni fa.

Insomma, dopo i precedenti Four Rooms e Jackie Brown, che hanno fatto temere ai più un adagiamento e appagamento creativo di Tarantino sui successi dei primi due film (Le Iene e Pulp Fiction), con Kill Bill Tarantino sfoggia tutta la propria creatività e il proprio estro in cabina di regia superando anche sé stesso.

Kill Bill torna al cinema come un unico film: “The Whole Bloody Affair”

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Il montaggio combinato dei film Kill Bill di Quentin Tarantino, Kill Bill: The Whole Bloody Affair, sarà proiettato per la prima volta nelle sale cinematografiche statunitensi. La saga, come noto, segue le vicende di Uma Thurman nei panni della Sposa, un’ex assassina tradita dal suo capo, che cerca vendetta dopo essersi risvegliata dal coma. Il film è stato originariamente distribuito in due parti: Kill Bill: Volume 1 nel 2003 e Kill Bill: Volume 2 nel 2004.

Tuttavia, una versione combinata dell’epopea di arti marziali di Tarantino, intitolata Kill Bill: The Whole Bloody Affair, è stata proiettata per la prima volta nel 2006 al Festival di Cannes, oltre che in varie altre proiezioni speciali. Ora, Lionsgate distribuirà la versione combinata nelle sale cinematografiche per la prima volta il 5 dicembre, dando ai fan ciò che hanno atteso negli ultimi 19 anni.

Come parte della combinazione dei due film in uno solo, verranno rimosse alcune scene. Tra queste ci saranno il finale sospeso del Volume 1 e il riassunto che apre il Volume 2. Tra le altre modifiche c’è l’aggiunta di una sequenza animata di sette minuti e mezzo mai vista prima. Il Kill Bill combinato avrà anche un trattamento premium, con proiezioni selezionate del film in 70 mm e 35 mm. Al momento l’uscita in sala sembra prevista solo per gli Stati Uniti, ma non è da escludere che possa essere estesa anche ad altri mercati, tra cui l’Italia.

Intanto, Tarantino ha così commentato la notizia: “L’ho scritto e diretto come un unico film e sono molto felice di dare ai fan la possibilità di vederlo come un unico film. Il modo migliore per vedere Kill Bill: The Whole Bloody Affair è in un cinema in glorioso 70 mm o 35 mm. Sangue e budella sul grande schermo in tutto il loro splendore!

Perché Kill Bill è stato diviso in due film

Come dice Tarantino, ha ideato e diretto Kill Bill come un unico film, quindi perché alla fine è stato diviso in due volumi quando è uscito per la prima volta? Secondo quanto riportato, il montaggio iniziale era di quasi quattro ore. Harvey Weinstein, che ha prodotto il film, avrebbe voluto tagliare alcune scene d’azione per ridurre la durata. Tuttavia, Tarantino era irremovibile nel voler mantenere queste scene, quindi ha raggiunto un compromesso dividendo la storia in due film.

Sia Kill Bill: Volume 1 che Kill Bill: Volume 2 hanno incassato più di 150 milioni di dollari al botteghino mondiale. Anche così, sono diventati film iconici, estremamente riconoscibili per il loro rifarsi ad una ben precisa tradizione cinematografica e allo stesso tempo massima espressione dell’idea di cinema del loro autore. Tuttavia, Tarantino aveva chiaramente la volontà di mostrare la sua visione originale, che i fan del cinema potranno ora apprezzare con The Whole Bloody Affair.

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Kill Bill The Whole Bloody Affair nel 2015 al cinema.

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Kill Bill The Whole Bloody Affair nel 2015 al cinema.

kill billQuentin Tarantino ha aspettato il Comic Con di San Diego  per annunciare l’arrivo in sala nel 2015 di Kill Bill The Whole Bloody Affair, una versione uncut del suo celeberrimo dittico che ha per protagonista la sposa.

Quando Kill Bill doveva ancora essere un unico film, avevo scritto una sequenza animata anche più lunga. Nel film vedete O-Ren che uccide il suo capo e poi c’è questo tizio coi capelli lunghi… I.G., lo studio d’animazione giapponese che stava lavorando al segmento mi disse che non avrebbe potuto finire di realizzarla in tempo, aggiungendo poi che un’anime di 30 minuti nel bel mezzo del film non era proprio indicato. Risposi “Ok!”. Era la parte che preferivo, ma era anche quella più facilmente “abbandonabile”. Poi, più in avanti, I.G. è venuto a sapere di Kill Bill: The Whole Bloody Affair e senza che noi chiedessimo nulla, si sono messi a autoprodurre la versione integrale della scena, visto che avevano ancora lo script. Io e la Weinstein Company stiamo pensando a una limited release per il 2015.

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Kill Bill 3: Uma Thurman lo definisce “non immediatamente all’orizzonte”

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Sappiamo che Quentin Tarantino aveva dichiarato di volersi ritirare dopo il decimo film. Ora che si trova a quota 9, i fan si chiedono se ci sarà davvero spazio per un Kill Bill 3. Finora è stato solo Tarantino a parlare di un terzo film, ma ora Uma Thurman offre alcune informazioni in merito, lei che è una conditio sine qua non per realizzare una terza avventura di Beatrix Kiddo.

Come riporta Variety, Thurman ha rilasciato una recente intervista in cui ha descritto Kill Bill 3 come “non immediatamente all’orizzonte“. Allo stesso tempo, però, ha confermato che il sequel è stato effettivamente discusso nel corso degli anni, affermando:

“Non posso davvero dirti nulla al riguardo. Voglio dire, se ne è parlato negli anni. Si pensava davvero che accadesse, ma molto tempo fa. Non lo vedo immediatamente all’orizzonte. Odio deludere le persone. Tutti vorrebbero che fosse così, ma penso che non sia immediatamente all’orizzonte”.

Kill Bill 3: Quentin Tarantino e Uma Thurman “ne stanno parlando”

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La saga di Black Mamba potrebbe non essersi conclusa nel 2004 e si, a quanto pare Quentin Tarantino e Uma Thurman stanno ancora discutendo la possibilità di portare al cinema Kill Bill 3. Ma facciamo un passo indietro e torniamo alle prime scene del Volume 1 (uscito nel 2003), quando il personaggio noto come La Sposa uccide Vernita Green davanti agli occhi della giovanissima figlia; nel tentativo di fare ammenda con la bambina, la Sposa le dice: “Quando sarai grande, se vorrai vendicarti, ti aspetterò“.

Da lì iniziarono una serie di teorie e speculazioni circa la volontà di Tarantino di nascondere un futuro collegamento alla resa dei conti finale tra la versione adulta del personaggio e l’eroina interpretata dalla Thurman, ma trascorsi più di quindici anni la speranza sembrava essersi esaurita. Ora però, grazie grazie alle parole del regista pronunciate nel corso del nuovo podcast di Happy Sad Confused, sappiamo che qualcosa potrebbe smuoversi:

Francamente, io e Uma ne abbiamo parlato di recente, vi dirò verità. Ci ho pensato più approfonditamente e anzi, ne abbiamo letteralmente parlato la scorsa settimana. Se c’è un film che potrebbe fiorire dai miei altri film, quello sarebbe un terzo Kill Bill”.

Sarà allora questo l’ultimo sigillo per il grande schermo, oppure la carriera dell’autore terminerà – come si vocifera da tempo – con il progetto su Star Trek?

Leggi anche – C’era una volta a Hollywood: tutto quello che sappiamo sul nuovo film di Tarantino

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Vi ricordiamo che il nuovo lavoro di Tarantino, C’era una volta a Hollywood, è atteso nelle nostre sale in autunno.

Di seguito la prima sinossi:

La storia si svolge a Los Angeles nel 1969, al culmine di quella che viene chiamata “hippy” Hollywood. I due protagonisti sono Rick Dalton (Leonardo DiCaprio), ex star di una serie televisiva western, e lo stunt di lunga data Cliff Booth (Brad Pitt). Entrambi stanno lottando per farcela in una Hollywood che non riconoscono più. Ma Rick ha un vicino di casa molto famoso…Sharon Tate.

Nel cast anche Damian LewisDakota FanningNicholas Hammond, Emile HirschLuke PerryClifton Collins Jr.Keith JeffersonTimothy Olyphant, Tim Roth, Kurt Russell Michael MadsenRumer Willis, Dreama WalkerCosta Ronin, Margaret Qualley, Madisen Beaty Victoria Pedretti. Infine Damon Herriman sarà Charles Manson.

Ho lavorato alla sceneggiatura per cinque anni, e vissuto nella contea di Los Angeles per gran parte della mia vita, anche nel 1969, e all’epoca avevo sette anni“, ha dichiarato Tarantino. “Sono davvero felice di poter raccontare la storia di una città e di una Hollywood che non esistono più, e non potrei essere più entusiasta dei miei due attori protagonisti.

Fonte: Happy Sad Confused

Kill Bill – Vol. 2: trama, cast e curiosità sul film con Uma Thurman

Impostosi come uno dei registi più innovativi e importanti degli ultimi 30 anni, Quentin Tarantino vanta nella propria filmografia grandi opere come Pulp Fiction, Bastardi senza gloria e C’era una volta a… Hollywood. Tra i suoi film più amati vi è però Kill Bill – Vol 2, seconda parte del dittico incentrato sulla disperata ricerca di vendetta della sposa Beatrix Kiddo. Vera e propria summa della poetica di Tarantino, il regista ha fatto confluire in questo tutto il suo amore per il cinema e la cultura popolare. Tra violenza, citazionismo e sequenze ormai entrate nell’immaginario collettivo, prende così forma uno dei film ancora oggi più iconici di Tarantino.

La genesi di questo, come noto, risale al set di Pulp Fiction, dove il regista iniziò a concepire la storia insieme all’attrice Uma Thurman. A quasi dieci anni da quel momento, Kill Bill ha infine preso vita. Nonostante siano stati realizzati come un’unica pellicola, il volume 1 e il volume 2 hanno degli elementi caratterizzanti. Infatti, se il primo volume è più orientale, dedicato ai film di kung-fu e allo Yakuza film, il volume 2 appare invece proteso verso l’occidente ed ispirato ai suoi miti, con le atmosfere da spaghetti-western, con riferimenti a film di Sergio Leone e la presenza di almeno sei tracce della colonna sonora eseguite da Ennio Morricone.

Affermatosi da subito come un grandissimo successo, con un incasso mondiale di 152 milioni di dollari, Kill Bill – Vol. 2 ha così contribuito ulteriormente a consolidare la fama di Tarantino, rendendolo uno dei grandi autori della sua generazione. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori ed alla sua colonna sonora. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Kill Bill – Vol. 2: la trama del film

Protagonista del film è Beatrix Kiddo, anche nota come La Sposa, letale assassina membro del gruppo Deadly Viper Assassination Squad, capitanata dallo spietato Bill. Stanca di quella vita priva di certezze e punti fissi, Beatrix decide di staccarsi da tutta quella violenza nel momento in cui scopre di essere incinta. Fugge così in Texas, sotto falsa identità, innamorandosi di un giovane e organizzando con lui delle nozze sbrigative. Durante le prove di queste, però, si presenta a sorpresa in chiesa il suo vecchio capo Bill. Ben presto, quel luogo sacro si trasforma in un vero e proprio teatro di morte, da cui nessuno sembra poter uscire vivo. Creduta morta, Beatrix si risveglierà però dopo quattro anni di coma.

Comprende dunque cosa è successo, cosa le è stato fatto e cosa le è stato tolto per sempre. Senza pensarci decide dunque di organizzare una vendetta letale contro i suoi ex colleghi di lavoro, ricercandoli uno ad uno per ucciderli tutti. Dopo aver eliminato l’assassina O-Ren Ishii, la stessa sorte toccherà a Budd e Elle Driver, la più spietata degli assassini della Deadly Viper Assassination Squad. L’ultimo sulla sua lista è Bill, colpevole di aver organizzato quel tradimento. Prima di poter arrivare a lui, però, Beatrix dovrà fare i conti anche con il proprio passato e con ciò che l’ha legata all’uomo che sta andando ad uccidere. Soltanto chiudendo tutti i conti con la propria vita passata potrà iniziarne una nuova in pace.

Kill Bill - Vol. 2 cast

Kill Bill – Vol. 2: il cast del film

Il ruolo della protagonista, Beatrix Kiddo, è sempre stato unicamente pensato per l’attrice Uma Thurman, dato che il personaggio è stato sviluppato insieme a lei. Per poter assumere il ruolo, la Thurman si è poi sottoposta a diversi allenamenti, tanto per il combattimento corpo a corpo quanto nell’utilizzo della spada. Michael Madsen, attore ricorrente nel cinema di Tarantino, interpreta Budd, altro assassino ora attivo come semplice buttafuori. Daryl Hannah è invece Elle Driver, la più cattiva degli assassini di Bill. L’attore Michael Parks compare invece nei panni di Esteban Vihaio, un pappone e padrino di Bill. Samuel L. Jackson, attore feticcio di Tarantino, è presente con un cameo nei panni del suonatore di organo in chiesa.

Ad interpretare lo spietato Bill vi è David Carradine. Tale personaggio era stato offerto anche agli attori Jack Nicholson, Kurt Russell e Mickey Rourke, i quali l’avevano però rifiutato. Prima di Carradine, però, ad interpretare Bill era stato chiamato l’attore Warren Beatty. Dopo un periodo di contrattazione, anche questi rifiutò, permettendo a Tarantino di avere la libertà di offrire il ruolo a Carradine, avendo scritto il personaggio proprio pensando a questi. L’attore e artista marziale hongkonghese Gordon Liu è infine presente nei panni del leggendario maestro Pai Mei. Inizialmente, Tarantino voleva doppiare il personaggio, ma decise di abbandonare l’idea e permettere all’attore di recitare con la propria voce.

Kill Bill – Vol. 2: la colonna sonora, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Anche Kill Bill, come ogni film di Tarantino, si avvale di una colonna sonora assai ricercata, piena anch’essa, come il film, di citazioni e riferimenti. Molti delle canzoni presenti sono infatti tratte da altri film, dando vita a legami che arricchiscono questo volume 2 di ulteriori significati. In generale, ogni brano sembra essere la perfetta descrizione di quanto avviene in scena o nell’interiorità dei personaggi. Tra i brani più noti tra quelli presenti se annoverano diversi del maestro Morricone, il più dei quali appartenenti ai film western più celebri da lui musicati, come Il buono, il brutto, il cattivo e Per un pugno di dollari. Si annoverano poi anche Goodnight Moon di Shivaree, A Satisfied Mind di Johnny Cash e I giorni dell’ira di Riz Ortolani.

Per vedere il film e ascoltare la sua colonna sonora, è possibile fruire del titolo grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Kill Bill – Vol 2 è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play e Now. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 6 settembre alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

Kill Bill – Vol. 1: la spiegazione del finale del film

Kill Bill – Vol. 1: la spiegazione del finale del film

I fan di Quentin Tarantino non devono mai cercare lontano per trovare film eccellenti e, per la maggior parte delle persone, questo non potrebbe essere più vero per Kill Bill – Vol. 1. Il classico del 2003 ha stabilito un nuovo standard per i film di arti marziali americani e il talento artistico di Tarantino ha reso l’esperienza ancora più indimenticabile. Con Uma Thurman nel ruolo della Sposa, il film è solo una parte di una storia molto più ampia che aspetta di essere svelata.

Classica storia di vendetta, Kill Bill – Vol. 1 inizia con scene d’azione spettacolari e la violenza non giunge al termine finché La Sposa non ha portato a termine gran parte della sua missione. Con scontro finale tra Thurman e Lucy Liu divenuto ormai un classico del cinema, tutti i fan di Tarantino che si sono persi questo capolavoro farebbero bene a recuperarlo il prima possibile. Lo stesso regista, d’altronde, lo ha definito la summa di tutte le sue passioni e influenze cinematografiche.

LEGGI ANCHE: Kill Bill – Vol. 1: dal cast alla colonna sonora, tutte le curiosità sul film

Cosa succede in Kill Bill – Vol. 1

Raccontandolo in ordine cronologico, Kill Bill – Vol. 1 inizia con l’assassinio de La Sposa per mano di Bill e della sua Deadly Viper Assassination Squad. Tutto ciò che si sa prima che lei venga colpita e finisca in coma è che la Sposa era presumibilmente incinta del bambino di Bill. Mentre i Deadly Vipers intendono uccidere la Sposa, Bill annulla l’omicidio, chiarendo che uccidere un bersaglio indifeso è disonorevole. Quattro anni dopo, però, la Sposa si sveglia, elimina alcuni squallidi delinquenti in ospedale, ruba la loro auto e parte alla ricerca di vendetta contro le persone che hanno cercato di ucciderla.

La Sposa prende quindi di mira Vernita Green, una delle assassine che da allora ha intrapreso una vita molto più mondana. Quando arriva a casa sua, le due ingaggiano una lotta che lascia il soggiorno in rovina prima che la figlia di Vernita entri in casa, causando una breve pausa nell’azione. Avendo sempre un piano di riserva, Vernita cerca di indurre la Sposa in un falso senso di sicurezza, tentando di spararle con una pistola nascosta, ma la Sposa riesce a conficcarle un coltello nel petto, uccidendola all’istante. Con quell’obiettivo eliminato, la Sposa cancella il suo nome dalla lista e continua la sua ricerca di O-Ren Ishii.

Michael Madsen e Lucy Liu in Kill Bill - Vol 1
Michael Madsen e Lucy Liu in Kill Bill – Vol 1

 

Come ci si potrebbe aspettare da Tarantino, la storia di O-Ren Ishii è raccontata in modo drammatico ed elegante tramite una memorabile sequenza animata. La sua vita è tragica: ha assistito alla morte della sua famiglia in giovane età ed è stata spinta alla follia dal desiderio di vendetta. Riuscirà a vendicarsi poco dopo, all’età di undici anni, e diventerà poi una delle assassine più pericolose al mondo all’età di vent’anni. Tutto questo retroscena mostra quanto O-Ren Ishii sia abile molto prima che lei e la Sposa arrivino alle mani.

Prima di affrontare uno dei membri più importanti delle Deadly Vipers, la Sposa va però a cercare una spada forgiata da Hattori Hanzo. Nonostante egli si rifiuti di forgiare una lama, Hanzo alla fine lo fa quando la Sposa chiarisce che il suo obiettivo è uccidere l’enigmatico Bill. Con tutto ciò di cui ha bisogno per affrontare O-Ren Ishii, la Sposa può quindi ora andare ad uccidere la donna che è diventata la leader di un gruppo di Yakuza a Tokyo. Ovviamente, entrare nel territorio della Yakuza e tentare di assassinare il loro leader non è affatto facile, il che rende evidente che la Sposa ha davanti a sé una battaglia ricca di ostacoli ad attenderla.

Il finale di Kill Bill – Vol. 1

Dopo alcune ricerche, la Sposa riesce a rintracciare O-Ren Ishii grazie alla sua notorietà come leader della Yakuza. Arrivata in un ristorante pieno di membri della Yakuza, la Sposa rende note le sue intenzioni di uccidere O-Ren Ishii, anche se le forze personali della leader non avevano alcuna intenzione di permettere che il loro capo venisse ucciso. La Sposa è costretta a combattere contro decine di abili sicari della Yakuza, riportando alcune ferite, ma lasciando tutti quelli che le si sono opposti in condizioni ben peggiori.

Una volta sistemati i sicari della Yakuza, La Sposa rivolge nuovamente la sua attenzione a O-Ren Ishii per un duello sulla neve. Le due donne si scambiano frecciatine prima di sguainare le loro lame e attaccarsi immediatamente a vicenda. Stanca e ferita, la Sposa sembra aver intrapreso un’impresa troppo ardua affrontando tutti gli Yakuza e O-Ren Ishii, ma dopo aver spezzato il fodero di Ishii, la Sposa acquista maggiore fiducia. Un singolo errore permette a Ishii di sferrare un colpo violento sulla schiena della Sposa, ma la ferita non è abbastanza grave da ucciderla.

Kill Bill - Vol 1. cast

Dopo alcune provocazioni, La Sposa si rialza e le due si scambiano dei colpi, ma questa volta La Sposa riesce a sferrare un colpo decisivo. Con entrambe le donne stanche e ferite, la Sposa riesce finalmente a sconfiggere Ishii, tagliandole la parte superiore del cranio. Con O-Ren Ishii finalmente uccisa, la Sposa cancella un altro assassino dalla sua lista e si prepara a continuare la sua vendetta, un viaggio che alla fine la porterà dall’uomo responsabile dell’attentato alla sua vita, Bill.

Mentre Kill Bill – Vol. 1 finisce qui, la seconda parte della storia, Kill Bill – Vol. 2, riprende immediatamente dopo gli eventi del primo film per continuare il percorso di vendetta della Sposa. Con molti più retroscena approfonditi e un incontro con l’enigmatico Bill, la seconda parte della storia è imperdibile per chi vuole affrontare Kill Bill Vol. 1, specialmente perché se il primo film è principalmente un film di arti marziali e samurai, il secondo ha invece influenze western, regalando un’esperienza cinematografica completamente nuova.

Cosa ci lascia Kill Bill – Vol. 1 

Quello che Kill Bill – Vol. 1 ci lascia, oltre alla spettacolare messa in scena dell’azione, è un racconto che fonde generi e stili in maniera unica. Tarantino costruisce un’opera che è al tempo stesso omaggio e reinvenzione: arti marziali, cinema di samurai, spaghetti western e anime giapponesi convivono in un flusso narrativo che non smette mai di sorprendere. Il tema della vendetta diventa il filo conduttore che tiene insieme queste influenze, trasformando la storia della Sposa in un viaggio epico e violento, dove ogni incontro è un passo verso la catarsi personale.

Il film, però, non è soltanto un esercizio di stile. Attraverso l’eccesso visivo, il sangue e le coreografie iperboliche, Tarantino parla di identità, resilienza e memoria. La violenza non è mai fine a sé stessa, ma uno strumento narrativo che esalta la determinazione della protagonista e mette in scena il suo percorso interiore tanto quanto quello fisico. Kill Bill – Vol. 1 rimane così un’opera che non solo ha ridefinito il cinema d’azione occidentale, ma che continua a risuonare come manifesto delle passioni cinefile del regista e come riflessione sul potere salvifico – e distruttivo – della vendetta.

Kill Bill – Vol. 1: dal cast alla colonna sonora, tutte le curiosità sul film

Impostosi come uno dei registi più innovativi e importanti degli ultimi 30 anni, Quentin Tarantino vanta nella propria filmografia grandi opere come Pulp Fiction, Bastardi senza gloria e C’era una volta a… Hollywood. Tra i suoi film più amati vi è però Kill Bill – Vol. 1, prima parte di un dittico incentrato sulla disperata ricerca di vendetta della sposa Beatrix Kiddo. Vera e propria summa della poetica di Tarantino, il regista ha fatto confluire in questo tutto il suo amore per il cinema e la cultura popolare. Tra violenza, citazionismo e sequenze ormai entrate nell’immaginario collettivo, prende così forma uno dei film ancora oggi più iconici di Tarantino.

La genesi di questo, come noto, risale al set di Pulp Fiction, dove il regista iniziò a concepire la storia insieme all’attrice Uma Thurman. A quasi dieci anni da quel momento, Kill Bill – Vol. 1 ha infine preso vita. Tarantino ha in seguito descritto la realizzazione di questo primo volume come un omaggio al cinema orientale da lui tanto amato. Si ritrovano infatti le atmosfere dei film di kung-fu, come anche numerosi riferimenti ai film con Bruce Lee e ai capolavori del genere come Cinque dita di violenza. I numerosi combattimenti che avvengono nel film sono infatti costruiti proprio su tale stile, ed hanno permesso l’ulteriore diffusione di un cinema altrimenti poco conosciuto.

Affermatosi da subito come un grandissimo successo, con un incasso mondiale di 180 milioni di dollari, Kill Bill – Vol. 1 ha così contribuito ulteriormente a consolidare la fama di Tarantino, rendendolo uno dei grandi autori della sua generazione. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori ed alla sua colonna sonora. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

kill bill

La trama di Kill Bill – Vol. 1

Protagonista del film è Beatrix Kiddo, anche nota come La Sposa, letale assassina membro del gruppo Deadly Viper Assassination Squad, capitanata dallo spietato Bill. Stanca di quella vita priva di certezze e punti fissi, Beatrix decide di staccarsi da tutta quella violenza nel momento in cui scopre di essere incinta. Fugge così in Texas, sotto falsa identità, innamorandosi di un giovane e organizzando con lui delle nozze sbrigative. Durante le prove di queste, però, si presenta a sorpresa in chiesa il suo vecchio capo Bill. Ben presto, quel luogo sacro si trasforma in un vero e proprio teatro di morte, da cui nessuno sembra poter uscire vivo. Creduta morta, Beatrix si risveglierà però dopo quattro anni di coma.

Comprende dunque cosa è successo, cosa le è stato fatto e cosa le è stato tolto per sempre. Senza pensarci decide dunque di organizzare una vendetta letale contro i suoi ex colleghi di lavoro, ricercandoli uno ad uno per ucciderli tutti. L’ultimo sulla sua lista è Bill, colpevole di aver organizzato quel tradimento. Per poter riuscire a prevalere contro assassini abili quanto lei, però, Beatrix avrà bisogno di armi speciali. Si recherà allora in Giappone, dal leggendario forgiatore di spade Hattori Hanzo. Questi realizzerà per lei una lama indistruttibile, assolutamente letale, con la quale potrà portare a termine la propria vendetta.

Il cast del film

Il ruolo della protagonista, Beatrix Kiddo, è sempre stato unicamente pensato per l’attrice Uma Thurman, dato che il personaggio è stato sviluppato insieme a lei. Pur di averla nel progetto, Tarantino ha infatti atteso che l’attrice terminasse la propria gravidanza, rimandando dunque l’inizio delle riprese. Per poter assumere il ruolo, la Thurman si è poi sottoposta a diversi allenamenti, tanto per il combattimento corpo a corpo quanto nell’utilizzo della spada. Grande rivale di questo primo volume è poi l’assassina O-Ren Ishii. Per darvi vita, Tarantino intendeva assumere un’attrice giapponese, ma dopo aver conosciuto Lucy Liu, decise di modificare il personaggio con origini cinesi. Ciò gli permise di affidare alla Liu la parte.

Ad interpretare lo spietato Bill vi è David Carradine, nonostante questi non appaia mai realmente in questo primo volume. Tale personaggio era stato offerto anche agli attori Jack Nicholson, Kurt Russell e Mickey Rourke, i quali l’avevano però rifiutato. Altri attori presenti sono Vivica A. Fox, nei panni di Vernita Green, nota con il nome da assassina di Testa di Rame. Michael Madsen, attore ricorrente nel cinema di Tarantino, interpreta Budd, altro assassino ora attivo come semplice buttafuori. Daryl Hannah è invece Elle Driver, la più cattiva degli assassini di Bill. Il celebre Hattori Hanzo è interpretato dall’attore giapponese Sonny Chiba, mentre Samuel L. Jackson, attore feticcio di Tarantino, è presente con un cameo nei panni del suonatore di organo in chiesa.

Kill Bill - Vol 1. cast

La colonna sonora del film

Anche Kill Bill, come ogni film di Tarantino, si avvale di una colonna sonora assai ricercata, piena anch’essa, come il film, di citazioni e riferimenti. Molti delle canzoni presenti sono infatti tratte da altri film, dando vita a legami che arricchiscono questo volume 1 di ulteriori significati. In generale, ogni brano sembra essere la perfetta descrizione di quanto avviene in scena o nell’interiorità dei personaggi. Tra i brani più noti tra quelli presenti si annoverano Bang Bang (My Baby Shot Me Down) di Nancy Sinatra e Don’t Let Me Be Misunderstood dei Santa Esmeralda. Sono poi presenti i brani Ironside, tratto dal film Cinque dita di violenza e The Flower of Carnage, tema principale del film Lady Snowblood.

Sono poi presenti anche omaggi al cinema italiano, come il brano Da uomo a uomo, tratto dall’omonimo film e composto da Ennio Morricone. Il tema portante del film Sette note in nero, eseguito da Vince Tempera, è a sua volta presente in un momento fondamentale del film. Un omaggio a Bruce Lee è inoltre presente con il Green Hornet Theme, canzone della sigla della serie che rese celebre il noto attore di Hong Kong. Ulteriori riferimenti al cinema orientale si ritrovano invece con i brani Battle Without Honor or Humanity, tema princiaple del film Another Battle e The Yagyu Conspiracy, tratto dall’omonimo film giapponese.

Il trailer di Kill Bill – Vol. 1 e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Kill Bill – Vol. 1 grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play e Now TV. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 14 settembre alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

Kill (2023), spiegazione del finale del film di Nikhil Nagesh Bhat

Definito da molti come “il film più violento mai prodotto in India” e già al centro di un progetto di remake hollywoodiano, Kill di Nikhil Nagesh Bhat non è soltanto un action ad alta intensità ambientato su un treno. È un’opera che utilizza la grammatica del revenge movie per raccontare la distruzione progressiva di un’identità. Il finale non celebra la vendetta: la problematizza, la svuota, la lascia sedimentare come trauma irrisolto.

La morte di Tulika e la frattura irreversibile del racconto

Fino all’omicidio di Tulika Singh (Tanya Maniktala), Kill si muove entro coordinate relativamente riconoscibili. Amrit Rathod, interpretato da Lakshya, è un commando addestrato che reagisce all’assalto di quaranta dacoit guidati da Fani (Raghav Juyal). Combatte per proteggere, per contenere, per salvare. La violenza, per quanto brutale, è ancora strumento funzionale.

L’assassinio di Tulika, accoltellata e gettata fuori dal treno in corsa mentre Amrit è costretto ad assistere impotente, spezza però questa struttura. Non è solo una svolta narrativa: è un cambio di prospettiva etica. Da quel momento, il film smette di interrogarsi su come fermare un attacco e inizia a raccontare cosa accade quando la perdita cancella ogni misura. Amrit non è più un soldato che reagisce, ma un uomo che si abbandona a una furia distruttiva.

Dalla disciplina militare all’annientamento primitivo

La seconda parte del film radicalizza la rappresentazione della violenza. Il combattimento non è più coreografato come sequenza d’azione spettacolare, ma insistito come gesto fisico, ripetuto, quasi ossessivo. Amrit uccide senza tregua, senza pausa, senza dialogo. I corpi dei dacoit diventano materia attraverso cui il protagonista esprime un dolore che non sa elaborare in altro modo.

Lo scontro finale con Fani non ha nulla di eroico. Non c’è un confronto ideologico, non c’è un ultimo scambio di parole memorabile. Amrit lo massacra a mani nude, fino a deformarne il volto in un’immagine che nega qualsiasi estetizzazione della vendetta. È una scena volutamente eccessiva, che sottrae allo spettatore la possibilità di una catarsi tradizionale. La morte del nemico non ristabilisce un ordine morale: evidenzia quanto il protagonista sia ormai distante da ciò che era.

Il treno come dispositivo simbolico e traiettoria senza ritorno

L’ambientazione quasi interamente confinata all’interno di un treno in corsa non è soltanto un espediente di tensione, ma un dispositivo simbolico preciso. Il treno procede in linea retta, senza deviazioni, senza possibilità di ritorno. Allo stesso modo, il percorso di Amrit diventa una traiettoria irreversibile. Ogni vagone attraversato è una soglia morale superata, ogni scontro un passo ulteriore verso la perdita definitiva di sé.

Quando il convoglio finalmente si ferma e le autorità salgono a bordo, il conflitto esterno è terminato. Ma ciò che conta non è più la minaccia neutralizzata, bensì l’uomo che scende dal treno. Non è un eroe trionfante, ma un sopravvissuto svuotato.

L’ultima scena alla stazione e il significato della presenza di Tulika

La sequenza conclusiva, con Amrit seduto su una panchina della stazione e Tulika che si avvicina per sedersi accanto a lui, è il vero cuore tematico del film. Non si tratta di un colpo di scena: Tulika non è sopravvissuta. È una proiezione mentale, una presenza immaginaria che materializza il trauma.

Quell’apparizione suggerisce che la vendetta non ha guarito nulla. Amrit ha eliminato tutti i responsabili dell’attacco, ma non ha superato la perdita. La mente continua a evocare l’immagine di ciò che è stato distrutto. Il revenge movie classico promette una forma di riequilibrio; Kill lo nega. La vendetta qui non è liberazione, ma condanna a convivere con ciò che si è diventati.

Un revenge movie che rifiuta la consolazione

Nel panorama dell’action contemporaneo, Kill si distingue perché non offre una conclusione rassicurante. La brutalità, che ha fatto parlare di sé fin dall’uscita del film, non è semplice provocazione visiva, ma linguaggio narrativo. Attraverso l’eccesso, il film mette in scena il prezzo psicologico della violenza.

Il finale lascia Amrit vivo, ma interiormente fratturato. Non c’è ritorno alla normalità, non c’è promessa di futuro romantico, non c’è redenzione esplicita. C’è soltanto un uomo seduto in mezzo al rumore di una stazione affollata, con accanto il fantasma della donna che ha perso.

In questa immagine sospesa, Kill trova la sua coerenza più radicale: la vendetta può distruggere il nemico, ma non può restituire ciò che è stato spezzato.

KIKO Milano Wonder Woman Collection: la collezione limited-ed. in attesa dell’80esimo anniversario

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Preparati ad incontrare la supereroina che è in te. Warner Bros. Entertainment Italia e KIKO Milano annunciano la nuova “KIKO MILANO Wonder Woman Collection” in arrivo dal 9 ottobre negli store europei e dal 12 ottobre su www.kikocosmetics.com. Un tributo alla powerful beauty, una nuova linea limited edition per viso, labbra, occhi, prodotti per la cura della pelle e accessori che potenzierà l’energia e la bellezza, offrendo colori intensi e texture ad alte prestazioni, perfette per una warrior princess.

Sono queste le nuove armi di bellezza create da KIKO Milano in collaborazione con Warner Bros., in attesa dell’80esimo anniversario di Wonder Woman che ricorrerà nel 2021, quando la più amata supereroina di tutti i tempi, simbolo per eccellenza dell’empowerment femminile sarà la protagonista di un anno di festeggiamenti e celebrazioni. Il packaging rosso regale, blu e oro sovrano con l’iconico logo Wonder Woman veste tutti i nuovi prodotti di collezione, l’aggiunta perfetta all’arsenale di bellezza di tutte le supereroine.

LA COLLEZIONE

Pronti all’azione

È il momento di prepararsi per la giornata che inizia, a cominciare dalla pelle. Aumenta la tua luminosità applicando Brightening Gold Prep Face Mask, la maschera viso personalizzata con il logo blu di Wonder Woman che andrà a posizionarsi esattamente sulla tua fronte, approfittane, scatta una foto per il tuo Insta e dimostra che fai sul serio. A questo punto, usa la crema viso Dazzling Glow arricchita di perle per illuminare la pelle e donarle un aspetto sano e radioso. Quindi, usa Power Fierce Prep Face Primer per sfumare le imperfezioni e uniformare il tono dell’incarnato.

Feroce, impavida … impeccabile

Fai partire di slancio tutta la tua bellezza con una base che non si muoverà, indipendentemente dalle sfide che la giornata ti pone. Afferra il fondotinta Born To Last 24H e usa il Duo Face Brush per sfumarlo su tutto il viso e ottenere una coprenza leggera dal finish naturale che durerà tutto il giorno. Successivamente, aggiungi un colore morbido e dona definizione agli zigomi e alle labbra con una piccola quantità di Power Flush Lips and Cheeks nelle nuances Think Pink, Brave Allure o Paradise Island, mescola la texture setosa per avere un accenno di colore mat. Coprilo con una spolverata di Starlight Blush in Natural Attitude, Charming Rose o Athena Strategy usando sempre il nostro Duo Face Brush. A questo punto, usa Water Resistant Face & Body Highlighter nella calda tonalità Powerful Gold o nella fredda Beam Of Light per evidenziare i punti più alti del tuo viso e del tuo corpo, creando un look che è infuso di luminosità metallica. Fissa il tuo look etereo con due leggere applicazioni di Stardust Make Up Fixer, uno spray fissante arricchito con perle dorate. Il suo sottile bagliore inonderà la tua pelle di luce e farà chiedere ai comuni mortali quale sia il tuo segreto. Tonalità Born To Last Foundation: Ivory, Porcelain, Light Beige, Honey, Almond, Caramel, Hazelnut, Cocoa

Contatto Visivo

Prepara ed evidenzia le tue palpebre con Metal Power Liquid Eyeshadow, tamponando delicatamente con la punta delle dita. Quindi, enfatizza la bellezza dei tuoi occhi con le sfumature metalliche e opache a lunga durata della palette di ombretti From Another Planet, con lei potrai sperimentare i toni di rame e marrone ad alte performance in Fierce Lady o l’oro freddo e il blu navy in Warrior Princess. Definisci la linea delle ciglia con Power Last Eyeliner e Kajal per un’intensità gradualmente sfumata o crea l’effetto dramma con un tocco di Wonder Look Lasting Eyemarker in Audacious Black o Heroic Blue con i suoi pigmenti puri e duraturi che danno potere agli occhi e addirittura a tutto il viso. A questo punto, utilizza l’applicatore in morbida fibra volumizzante del Wonder Last Volume Mascara 16H per incorniciare il tuo sguardo con l’effetto panoramico di ciglia a ventaglio. L’estremo volume così ottenuto e la speciale formulazione per ottenere un effetto allungante amplificano il potere naturale dei tuoi occhi e allo stesso tempo nutrono e ispessiscono le tue ciglia, ipnotizzerai chiunque con uno sguardo. Crea sopracciglia audaci per incorniciare il tuo viso con Power Last Duo Define & Fix Brows, utilizzando l’estremità microblading potrai ottenere sopracciglia dai tratti forti ma dall’aspetto naturale, infine, potrai fissare il tutto con l’applicatore in gel.

  • Tonalità Metal Power Liquid Eyeshadow: Majestic Mauve, Brave Burgundy, Great Gold, Strong Bronze
  • Tonalità Power Last Eyeliner & Kajal: Golden Age, Timeless Brown, Seductive Blue, Back To Black
  • Tonalità Power Last Duo Define & Fix Brows: Blond, Auburn, Brunette, Raven

Un bacio super

Assicurati che le tue labbra siano quelle di un altro pianeta con un colore intenso e brillante che ne esalta il volume. Scegli tra tre prodotti, ciascuno progettato per creare un effetto diverso. Per metter su un broncio potente, applica sulle tue labbra una calda tonalità metallica di Metal Power Lasting Lip Paint, una formula a lunga durata che risulta leggera e confortevole. Per labbra più piene e dai colori intensi, prova Power Shine Explosion Lip Stylo, una penna a scatto che offre un colore brillante con un sacco di pigmenti vividi e cremosi. Per un tocco di colore straordinario e sovrumano, applica Flash Of Light Lipgloss in Fine Brown, Sublime Rose o Epic Peach, esaltando le labbra con perle luminose e una lucentezza ad alta tensione.

  • Tonalità Metal Power Lasting Lip Paint: Precious Beige, Perfect Rose, Memorable Mauve, Valorous Moka, Daring Red, Intrepid Wine
  • Tonalità Shine Explosion Lip Stylo: Magnificent Nude, Glorious Cappuccino, Special Mauve, Gorgeous Rose, Proud Red, Legendary Burgundy

Lampi di luce

Completa il tuo look con accenti sfolgoranti che catturano gli sguardi e mostrano al mondo chi sei veramente. Afferra il tuo illuminante Water Resistant Face & Body Highlighter e applicalo con attenzione sulle clavicole e sulle spalle per definirle, quindi dai sfogo alla creatività con gli adesivi per viso e corpo Starry Sky Face & Body Stickers. Posiziona i gioiellini sfavillanti sotto gli occhi o sulle guance, oppure applicali sulla fronte tra le sopracciglia per rievocare il potente diadema di Wonder Woman. Sei forte, bella e indistruttibile: è ora di conquistare il mondo.

Kiki e i Segreti del Sesso: trailer italiano

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Kiki e i Segreti del Sesso: trailer italiano

Ecco il trailer italiano di Kiki e i Segreti del Sesso, irriverente commedia sull’amore, sul sesso e sui loro assurdi risvolti. Il film, diretto da Paco León, vede protagonisti Natalia de Molina, Álex García, Paco León, Ana Katz e Belén Cuesta.

Ecco il trailer diffuso da Videa:

Cinque divertenti storie d’amore e di bizzarre fantasie sessuali. Una donna è affetta da Dacrifilia, si eccita vedendo il partner che piange. Un’ altra prova piacere quando sfiora dei soffici tessuti, Efefilia. Un uomo invece è affetto da Sonnofilia: ha strani desideri mentre la moglie dorme. Una ragazza soffre di Arpaxofilia, raggiunge l’orgasmo quando viene derubata. Chi non ha mai avuto una piccola perversione?! Una commedia divertente e provocante, campione d’incassi in Spagna, che rompe ogni tabù e vi farà morire dal ridere!

Kiki e i Segreti del Sesso arriverà nei cinema italiani il prossimo 23 giugno.Kiki e i Segreti del Sesso

Kiki Consegne a Domicilio recensione

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Kiki Consegne a Domicilio recensione

Kiki-consegne-a-domicilio Arriva finalmente al cinema Kiki Consegne a Domicilio, una nuova avventura targata Studio Ghibli, e firmata dal maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki. La storia racconta di Kiki, una giovane streghetta simpatica e decisamente pasticciona che, compiuti 13 anni, lascia i genitori, la madre strega e il padre imbranato quasi quanto lei, e parte alla ricerca di una città bagnata dal mare in cui svolgere il suo anno di apprendistato. In compagnia dell’inseparabile gatto nero parlante Jiji, Kiki arriva nella città di Koriko, molto grande e caotica, e non più tanto avvezza alle streghe, e qui inizia a guadagnarsi da vivere facendo consegne a domicilio a cavallo della sua scopa magica. Ma nella vita, si sa, non tutto fila sempre liscio, e soprattutto se sei una strega, le sorprese sono dietro l’angolo, pronte a farti inciampare. Ma Kiki riesce a vivere anche ogni piccolo inconveniente come una magnifica avventura, e così riuscirà a farsi degli amici e a capire finalmente qual è la sua grande abilità di strega.

Kiki-consegne-a-domicilio-poster-recensioneIl maestro Miyazaki, ancora una volta, ci racconta le avventure di un personaggio femminile fuori dagli schemi, e questa volta l’unica particolarità di Kiki, la protagonista, sembra essere solamente il fatto che è una strega! A parte poi il grande senso del dovere, l’educazione e soprattutto l’innata abilità nel cavalcare un manico di scopa. Così come Sophie e la Principessa Mononoke, anche Kiki avrà il suo rito di iniziazione, la sua ricerca di sé e il suo viaggio personale, che come sempre accade in Miyazaki, è prima di tutto un viaggio interiore che passa attraverso una trasformazione e diventa lezione di vita per la protagonista. Questa volta però, pur trattandosi delle avventure di una streghetta, la magia è molto poco accennata e Kiki diventa quasi subito una semplice ragazzina, un po’ timida e maldestra, che cerca di diventare grande senza l’aiuto di nessuno. Tuttavia la bambina non è mai sola: fondamentali sono i personaggi di contorno a partire dalla gravida panettiera, gioviale e gentile, sempre pronta a chiacchierare e ad aiutare, e da suo marito, altrettanto buono e all’opposto silenziosissimo. Ma soprattutto, chi cattura subito l’attenzione del pubblico è il simpaticissimo Jiji, gatto nero tipico compagno di una strega, sempre pronto alla battuta e a far sorridere lo spettatore.

Tuttavia questa volta Miyazaki sembra toppare: la narrazione è piuttosto noiosa, e anche se non si può dire in assoluto che il film sia brutto (si tratta pur sempre della straordinaria animazione Ghibli), sembra che questo film sia meno necessario dei suoi predecessori, meno complesso ma anche meno fluido nella ricerca di uno sviluppo narrativo che sembra dilatare i pochi momenti importanti ai fini del racconto.

Kiki Consegne a Domicilio live action la prima foto!

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Da tempo si vociferava di un adattamento “dal vivo” per Kiki Consegne a Domicilio e adesso, tramite il sito giapponese Eigo, possiamo ammirare la prima immagine di Kiki Consegne a Domicilio live action.

Il classico dell’animazione giapponese targata Studio Ghibli e che vanta la regia del grande Hayao Miyazaki datato 1989 è da poco riuscito nei nostri cinema, in una versione restaurata in cui sono state ripristinate le musiche originali. Forse non tutti sanno che il film è basato sulla popolare serie di libri di Eiko Kadono e che il film con attori in carne e ossa si baserà sull’originale letterario e non sarà quindi un remake del film di Miyazaki. Nella foto vediamo Fûka Koshiba, attrice protagonista nei panni dell’apprendista streghe Kiki.

Ecco il first look Kiki Consegne a Domicilio live action:

kiki consegne a domicilio live action

A dirigere il film è stato chiamato Takashi Shimizu, il regista meglio conosciuto per aver realizzato la versione originale giapponese di The Grudge. Kiki Consegne a Domicilio è atteso nei cinema giapponesi per il 2014.

Fonte: CS.net

Kiki Consegne a Domicilio Full Trailer del film in live action!

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E’ finalmente online il full trailer dell’atteso adattamento cinematografico in live action di Kiki Consegne a Domicilio.

Il classico dell’animazione giapponese targata Studio Ghibli e che vanta la regia del grande Hayao Miyazaki datato 1989 è da poco riuscito nei nostri cinema, in una versione restaurata in cui sono state ripristinate le musiche originali. Forse non tutti sanno che il film è basato sulla popolare serie di libri di Eiko Kadono e che il film con attori in carne e ossa si baserà sull’originale letterario e non sarà quindi un remake del film di Miyazaki. Nella foto vediamo Fûka Koshiba, attrice protagonista nei panni dell’apprendista streghe Kiki.

kiki consegne a domicilio live action

Kiki – Consegne a domicilio, l’omaggio di Manuel Fior

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Kiki – Consegne a domicilio, l’omaggio di Manuel Fior

In occasione del ritorno al cinema di Kiki – Consegne a domicilio (dal 13 al 19 luglio), il fumettista e illustratore Manuele Fior ha realizzato un omaggio per l’amatissimo film di Hayao Miyazaki, record di incassi in Giappone.

Apprezzato in Italia e all’estero, Fior è noto per la sua straordinaria tecnica e versatilità artistica. I suoi graphic novel sono tradotti in più di dieci lingue. Con i suoi libri si aggiudicato il prestigioso Fauve d’or al Festival Internazionale di Angoulême, il Gran Guinigi e lo Yellow Kid a Lucca Comics and Games, il Premio Micheluzzi a COMICON Napoli, l’Inkpot award a San Diego Comic-Con, il Romics d’oro a Romics Festival.

“Mi piace perché tra tutti i personaggi volanti di Miyazaki, Kiki è la più stupita e meravigliata di saper volare, un talento che deve riscoprire in sé stessa per poterlo usare. Kiki è una delicatissima allegoria di una bambina che diventa ragazza, si emancipa dalla famiglia e si rende indipendente. Nessuno nell’animazione aveva trattato un tema così universale in una chiave accessibile a tutti, magica e umana allo stesso tempo: Miyazaki lo fa con un film grondante di amore per la vita, per le sue manifestazioni mutevoli, trasformando la linea d’ombra di Conrad in un orizzonte sterminato spazzato dal vento” – Manuele Fior.

Kiki – Consegne a domicilio torna in sala dal 13 al 19 luglio grazie alla rassegna Studio Ghibli “Un mondo di sogni animati”, organizzata da Lucky Red. Il film è scritto e diretto da Hayao Miyazaki ed è tratto dall’omonimo romanzo di Eiko Kadono.

La rassegna “Un mondo di sogni animati” continua per tutta l’estate: dal 27 luglio al 2 agosto con Il castello nel cielo, dal 10 al 16 agosto con Il mio vicino Totoro (35° anniversario), dal 24 al 30 agosto con Si alza il vento (10° anniversario).
L’elenco delle sale è disponibile su www.studioghibli.it.

KIKI – CONSEGNE A DOMICILIO, la storia

Kiki è una giovane strega simpatica e un po’ maldestra. Come impone la tradizione, compiuti i tredici anni deve lasciare casa e partire alla ricerca di una città in cui svolgere un anno di apprendistato, così da dimostrarsi capace di rendersi indipendente. In compagnia dell’inseparabile gatto nero parlante Jiji, a cavallo della scopa di sua madre corredata con la radiolina di suo padre, Kiki arriva nella grande città di Koriko, che bagnata dal mare e sovrastata da una splendida torre con l’orologio, rappresenta la città dei sogni di Kiki.

Ma la città ha in serbo molte sorprese per la piccola strega, prima fra tutte l’indifferente freddezza dei suoi cittadini. Armata del suo unico talento magico, quello di volare nel cielo, Kiki riesce faticosamente ad avviare un’attività di consegne a domicilio. La conquista dell’indipendenza economica ed emotiva si mostra subito come un duro percorso di crescita per Kiki, che dovrà affrontare molte sorprese e tante difficoltà, sia fuori che dentro di lei…

Kiernan Shipka: 10 cose che non sai sull’attrice

Kiernan Shipka: 10 cose che non sai sull’attrice

La giovane attrice Kiernan Shipka si è in breve tempo conquistata una buona popolarità grazie ai suoi ruoli cinematografici e televisivi. Proprio sul piccolo schermo è divenuta nota per il ruolo della strega Sabrina Spellman nella serie Le terrificanti avventure di Sabrina, distribuita su Netflix. Grazie a tale personaggio la Shipka ha potuto dimostrare in modo più convincente le sue doti da attrice, affermandosi come uno dei giovani volti più richiesti della TV.

Ecco 10 cose che non sai di Kiernan Shipka.

Kiernan Shipka: i suoi film

1. Ha recitato in film di vario genere. L’attrice debutta al cinema con il film Dimension (2007) e recita poi in Lower Learning (2008), Carriers – Contagio letale (2009), House Broken – Una casa sottosopra (2009) e Cani & Gatti – La vendetta di Kitty (2010), con il quale acquista una maggiore notorietà. L’attrice recita poi nei film Smooch (2011), Very Good Girls (2013), One and Two (2015), February – L’innocenza del male (2015) e The Silence (2019), dove recita accanto all’attore Stanley Tucci.

2. È nota per i suoi ruoli televisivi. Dopo aver recitato in alcuni episodi di note serie TV come Cory alla Casa Bianca (2007), Heroes (2007), Non fidarti della str**** dell’interno 23 (2012), l’attrice diventa nota per il ruolo di Sally Draper in Mad Men, dove recita con l’attore Jon Hamm. La Shipka recita poi nella serie Feud (2017) e Le terrificanti avventure di Sabrina (2018-in corso), di cui è protagonista e grazie alla quale ottiene un’ulteriore popolarità. Nel 2019 è poi tra i protagonisti del film TV Let it snow.

3. Si è affermata come doppiatrice. Nel 2014 l’attrice viene scelta per doppiare la protagonista del film d’animazione giapponese Quando c’era Marnie, prodotto dallo Studio Ghibli. La sua esperienza di doppiatrice prosegue poi con la serie animata La leggenda di Korra (2012-2014) e Sofia la principessa (2013-2015).

kiernan-shipka-instagram

Kiernan Shipka è su Instagram

4. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram, dove ha un profilo seguito da 6,1 milioni di persone. All’interno di questo l’attrice è solita condividere fotografie scattate in momenti di svago in compagnia di amici o colleghi. Non mancano tuttavia anche immagini promozionali dei suoi progetti da interprete.

Kiernan Shipka: le sue origini

5. È americana. Figlia di genitori statunitensi, la Shipka si trasferisce a Los Angeles con i genitori nel momento in cui compie sei anni. La madre e il padre decisero di andare a vivere lì per favorire l’ingresso nel mondo dello spettacolo della figlia, desiderosa di coltivare le proprie capacità artistiche.

Kiernan Shipka e Gavin Leatherwood

6. Si sono preparati per la scena del loro bacio. Nella serie Le terrificanti avventure di Sabrina, l’attrice condivide la scena con l’attore Gavin Leatherwood, il quale interpreta il personaggio di Nick. Data la storia d’amore nata tra i loro personaggi, i due attori doveva baciarsi per una scena della serie. Ben prima delle riprese Leatherwood, in preda al nervosismo, è andato a trovare l’attrice nella sua roulotte, cogliendola di sorpresa con un bacio. Questa preparazione ha aiutato a togliere l’imbarazzo al momento delle riprese.

Kiernan Shipka in Le terrificanti avventure di Sabrina

7. Le fu chiesto di tingersi i capelli. Dopo aver sostenuto un primo provino per il ruolo di Sabrina, all’attrice fu chiesto di sostenerne un secondo tingendo però di biondo i suoi capelli castani. Quando l’attrice si ripresentò con la nuova acconciatura, i produttori furono definitivamente convinti e le offrirono la parte.

kiernan-shipka-gavin-leatherwood

8. È allergica ai gatti. Nella serie il celebre gatto Salem non parla come faceva nella serie Sabrina – Vita da strega (1996), né è particolarmente presente all’interno della serie. Ciò è dovuto all’allergia dell’attrice nei confronti dei gatti, la quale ha costretto i produttori a ridurre lo spazio dedicato al gatto nero.

Kiernar Shipka in Let it snow

9. È tra i protagonisti del nuovo film natalizio. Nel 2019 l’attrice recita nella commedia natalizia Let it snow – Innamorarsi sotto la neve, nuovo film originale Netflix presente nel catalogo della piattaforma a partire dall’8 novembre.

Kiernan Shipka età e altezza

10. Kiernan Shipka è nata a Chicago, Illinois, Stati Uniti, il 10 novembre 1999. L’altezza complessiva dell’attrice è di 157 centimetri.

Fonte: IMDb

Kiernan Shipka potrebbe interpretare Gwen Stacy in Spider-Man: Brand New Day

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Dato che Spider-Man: Brand New Day è uno dei film più attesi dell’anno, non sorprende che continuino a circolare voci su cosa riserverà il futuro all’Uomo Ragno quando tornerà nell’MCU quest’estate. La Marvel Studios e la Sony Pictures sono riuscite in qualche modo a mantenere segreti i nomi degli attori che interpreteranno personaggi come Boomerang e Tarantula. Tenendo presente questo, non è da escludere che anche altri nomi siano stati tenuti segreti con successo.

Secondo una voce diffusa dallo scoop @Majestic_ucm, la star di Le terrificanti avventure di Sabrina e Twisters Kiernan Shipka interpreterà Gwen Stacy in Spider-Man: Brand New Day. Sebbene consigliamo di prendere questa notizia con le pinze, non è la prima volta che si sente il nome di Gwen associato al film. In precedenza, si diceva che Sadie Sink avrebbe interpretato il personaggio e, per quel che vale, alcuni altri scoop semi-affidabili sui social media hanno confermato questa affermazione.

Nei fumetti, Peter Parker ha incontrato Gwen quando entrambi erano studenti universitari alla Empire State University. All’inizio non andavano d’accordo, ma alla fine è sbocciato l’amore e Gwen è diventata rapidamente il grande amore della vita di Spider-Man. Tragicamente, è stata poi rapita e uccisa dal Green Goblin (anche se il tentativo di Peter di salvarla potrebbe aver contribuito alla sua morte). Sebbene l’Uomo Ragno abbia continuato a frequentare e poi sposare Mary Jane Watson, Gwen è tipicamente descritta come l’unico vero amore di Spider-Man.

Secondo questa voce su Spider-Man: Brand New Day, la Gwen di Shipka sarebbe stata avvistata in una lavanderia a gettoni nello stesso edificio in cui vive Peter. Come già detto, non prenderemmo questa notizia troppo sul serio, ma ora sarebbe un buon momento per introdurre questo personaggio nell’MCU. Ad ogni modo, non resta che aspettare un primo trailer del film, che potrebbe fornire maggiori dettagli e svelare qualche altro segreto del lungometraggio.

Quello che sappiamo su Spider-Man: Brand New Day

Ad oggi, una sinossi generica di Spider-Man: Brand New Day è emersa in rete, anche se non è chiaro quanto sia accurata.

Dopo gli eventi di Doomsday, Peter Parker è determinato a condurre una vita normale e a concentrarsi sul college, allontanandosi dalle sue responsabilità di Spider-Man. Tuttavia, la pace è di breve durata quando emerge una nuova minaccia mortale, che mette in pericolo i suoi amici e costringe Peter a riconsiderare la sua promessa. Con la posta in gioco più alta che mai, Peter torna a malincuore alla sua identità di Spider-Man e si ritrova a dover collaborare con un improbabile alleato per proteggere coloro che ama.

L’improbabile alleato potrebbe dunque essere il The Punisher di Jon Bernthal recentemente annunciato come parte del film – in una situazione già vista in precedenti film Marvel dove gli eroi si vedono inizialmente come antagonisti l’uno dell’altro salvo poi allearsi contro la vera minaccia di turno.

Di certo c’è che il film condivide il titolo con un’epoca narrativa controversa, che ha visto la Marvel Comics dare all’arrampicamuri un nuovo inizio, ponendo però fine al suo matrimonio con Mary Jane Watson e rendendo di nuovo segreta la sua identità. In quel periodo ha dovuto affrontare molti nuovi sinistri nemici ed era circondato da un cast di supporto rinnovato, tra cui un resuscitato Harry Osborn.

Il film è stato recentemente posticipato di una settimana dal 24 luglio 2026 al 31 luglio 2026. Destin Daniel Cretton, regista di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, dirigerà il film da una sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik Sommers. Tom Holland guida un cast che include anche Zendaya, Jacob Batalon, Mark Ruffalo, Sadie Sink e Liza Colón-Zayas e Jon Bernthal. Michael Mando è stato confermato mentre per ora è solo un rumors il coinvolgimento di Charlie Cox.

Spider-Man: Brand New Day uscirà nelle sale il 31 luglio 2026.

Kieran Culkin vince il Golden Globe e scherza: “Beccati questo, Pedro” Pascal

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Kieran Culkin ha vinto il Golden Globe 2024 come miglior attore in una serie televisiva, affermando nel suo discorso di accettazione che non si sarebbe mai aspettato di essere sul palco. “Beccati questa, Pedro“, ha detto scherzando al suo collega candidato Pedro Pascal.

Sono stato nominato per un Golden Globe circa 20 anni fa, e quando è passato quel momento, ricordo ancora di aver pensato: “Non tornerò mai più in questa stanza“”.

Ma grazie a ‘Succession‘, sono stato qui un paio di volte. Questo non è mio, ma della squadra. Voglio ringraziare tre donne straordinarie della mia vita: la mia manager, senza la quale non avrei avuto una carriera, mia moglie Jazz, per aver sopportato tutto questo e tutto ciò che ne consegue, e la mia meravigliosa mamma“.

Kieran Culkin ha sconfitto una nutrita categoria di concorrenti, tra cui Brian Cox (“Succession”), Dominic West (“The Crown”), Gary Oldman (“Slow Horses”), Pedro Pascal (“The Last of Us”) e Jeremy Strong (“Succession”). L’attore ha interpretato Roman Roy in Succession della HBO, che nella sua ultima stagione ha visto il disfacimento del membro della famiglia Roy, subito stordito dalla perdita del padre e incaricato di gestire temporaneamente l’azienda di famiglia.

Questa è la prima vittoria di Kieran Culkin ai Golden Globes. Nel corso della sua carriera ha ricevuto cinque nomination. La sua prima nomination risale al 2003 per la sua interpretazione in “Igby Goes Down“. Le sue nomination tra il 2019 e il 2024 sono state ricevute per la sua partecipazione alla serie HBO. Anche Succession ha ricevuto una nomination per il miglior dramma televisivo. L’81ª edizione dei Golden Globe si è svolta domenica al Beverly Hilton ed è stata condotta da Jo Koy.

Kieran Bew racconta la decisione “estremamente dolorosa” del suo personaggio in House of The Dragon

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La seconda stagione di House of The Dragon sta per concludersi, manca solo una settimana, e naturalmente i fan sono ansiosi di sapere chi avrà la meglio: sarà il Team Black o il Team Green? Mentre il tempo scorre fino alla messa in onda del finale della seconda stagione di House of The Dragon, domenica prossima, uno dei membri del cast della serie di successo, Kieran Bew, che ha avuto un ruolo di primo piano nel penultimo episodio, ha recentemente discusso le motivazioni che hanno spinto il suo personaggio a svelare finalmente la sua eredità e a lavorare con il Team Black.

Parlando con TVLine, Kieran Bew, il cui personaggio Hugh il Martello viene rivelato come un bastardo Targaryen in House of The Dragon, stagione 2, episodio 7, ha parlato di come si è sentito quando Rhaenyra (Emma D’Arcy) ha richiesto il suo servizio al trono. “Beh, dato che c’è stata la guerra e la carestia, e le pressioni dei piccoli abitanti, la posta in gioco è così alta per lui che ha perso suo figlio, e sta soffrendo così tanto, l’opportunità di stare di fronte a un drago? Certo, o la va o la spacca. La posta in gioco è assolutamente alta, ed è qui che si trova la decisione di trasmetterla a sua moglie. È come se dicesse: “Voglio fare questa cosa, e ovviamente sembra una follia”. Lo ha spinto al punto in cui, per la prima volta, sta per rivelare a sua moglie chi è veramente”. Una decisione del genere “è estremamente dolorosa”, perché non l’ha mai detto né a lei né a nessun altro prima, anche perché si vergogna della sua educazione e di sua madre, anche se le vuole bene.

Kieran Bew aveva la strategia perfetta per Vermithor

seasmoke house of the dragon

In un’altra parte dell’intervista, Bew ha spiegato l’idea che sta alla base della strategia del suo personaggio nel gestire Vermithor, che nell’ultimo episodio di House of The Dragon ha reagito piuttosto bene al suo nuovo cavaliere dopo aver arrostito un paio di persone senza alcun rimorso. “Credo che ne abbiamo discusso”, ha detto la star di Warrior . “Penso che ci sia stato un suggerimento sul fatto che Hugh sia titubante e che stia cercando di far uscire questo drago. Ero sul set e ho detto a Loni [Peristere, regista] e a Ryan [Condal, showrunner]: ‘Voglio essere il drago. Voglio essere davanti al drago’”.

Bew ha poi parlato della sua esperienza di lavoro con gli animali rispetto a qualcosa di enorme come un drago, prima di aggiungere: “Hai una sola possibilità, quindi renditi più grande che puoi e diglielo – ho detto: ‘Voglio solo dire: ’Sono fottutamente qui! Cosa stai aspettando?”. Sai, in pratica è un po’ come il drago. Questo è il punto. Dentro, credo che siano uguali. C’è questa cosa che è reale. Tutti i Targaryen vanno in giro con l’idea di essere una specie di divinità e di essere migliori degli altri. Non lo capiscono necessariamente, ma c’è. Per tanto tempo, Hugh non ha riconosciuto nulla di tutto ciò. Ha fatto qualcos’altro”.

Kiefer Sutherland: 10 cose che non sai sull’attore

Kiefer Sutherland: 10 cose che non sai sull’attore

Volto noto di cinema e televisione, Kiefer Sutherland ha negli anni acquistato sempre più fama grazie ai ruoli da lui ricoperti, in particolare quello di Jack Bauer nella celebre serie 24. Affermatosi come uno degli attori più pagati del piccolo schermo, Sutherland continua ancora oggi a rinnovarsi, dimostrandosi prolifico come sempre e pronto a guadagnare ulteriori consensi di pubblico e critica.

Ecco 10 cose che non sai di Kiefer Sutherland.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Kiefer Sutherland padre

Kiefer Sutherland: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore inizia sin da giovane a recitare per il cinema in film come Per fortuna c’è un ladro in famiglia (1983), Il ragazzo della baia (1984), A distanza ravvicinata (1986) e Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986), e Ragazzi perduti (1987), con il quale divenne celebre. Negli anni successivi prese parte a titoli come Fuoco cammina con me (1992), I tre moschettieri (1993), con Chris O’Donnell, Il momento di uccidere (1996), In linea con l’assassino (2002), Identità violate (2004), con Angelina Jolie, Riflessi di paura (2008), Melancholia (2011), con Kirsten Dunst, Il fondamentalista riluttante (2012), Pompei (2014), Zoolander 2 (2016) di Ben Stiller, e Flatliners – Linea mortale (2017).

9. È noto per i suoi ruoli televisivi. Dopo essere comparso in televisione agli inizi della sua carriera con titoli come la serie Storie incredibili (1985) e i film Trappola silenziosa (1986) e Giustizia violenta (1986), Sutherland tornerà sul piccolo schermo ricoprendo il ruolo del protagonista nella serie 24 (2001-2010), con cui ha ottenuto grandissima popolarità e dove recita accanto a Kim Raver. Continua poi con i titoli 24: Redemption (2008), film tratto dalla serie, The Confession (2011), Touch (2012-2013), e 24: Live Another Day (2014). Dal 2016 al 2019 è invece protagonista di Designated Survivor, con Maggie Q. Nel 2020 recita invece nella serie The Fugitive.

8. È anche produttore. Nel corso degli anni Sutherland non ha soltanto ricoperto il ruolo dell’interprete, ma per i titoli televisivi che gli hanno dato grande popolarità ha ricoperto anche il ruolo di produttore. Ha infatti svolto tale ruolo inizialmente per la serie 24, producendo oltre 170 episodi, e in seguito per The Confession, Touch, 24: Live Another Day e Designated Survivor, di cui è stato produttore esecutivo per tutti i 53 episodi che compongono la serie.

Kiefer Sutherland è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 206 mila persone. All’interno di questo Sutherland è solito condividere immagini relative ai propri lavori, sia quelli passati sia quelli a cui sta attualmente lavorando. Non mancano poi anche post relativi ad altri suoi progetti, specialmente relativi ai suoi tour musicali. Diverse sono poi anche le immagini di suoi momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi.

Kiefer Sutherland: chi è suo padre

6. È figlio di un noto attore. Kiefer è figlio dell’attore Donald Sutherland, celebre per la sua lunga carriera che annovera tra i titoli più recenti anche la saga di Hunger Games. Questi ebbe il figlio dal suo secondo matrimonio, avuto con l’attrice canadese Shirley Douglas. Anche se i due divorziarono dopo poco la nascita di Kiefer, questi continuò ad intrattenere buoni rapporti con suo padre, desiderando infine seguirne le orme nel mondo della recitazione. I due hanno poi avuto modo di recitare insieme nei film Il momento di uccidere e Il fuoco della giustizia.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Kiefer Sutherland 24

Kiefer Sutherland in Stand By Me

5. Rimase nel ruolo anche durante le pause tra le riprese. L’attore ebbe uno dei suoi primi ruoli importanti all’interno di Stand By Me – Ricordo di un’estate, dove interpreta il bullo Ace. Sutherland raccontò in seguito di aver cercato il modo di risultare ancor più credibile nel suo rapporto con i quattro giovani protagonisti, e per riuscirci decise di restare nel personaggio anche al di fuori delle riprese, mostrandosi così scontroso con loro, e rendendoli vittime di diversi scherzi.

Kiefer Sutherland in 24

4. Si batté per mantenere viva la particolarità della serie. In seguito al successo della prima stagione, 24 ottenne il rinnovo per successivi episodi. I produttori erano tentati per questi di abbandonare il formato secondo cui gli eventi si svolgevano in tempo reale, inclini a perseguire uno sviluppo più canonico. Sutherland, tuttavia, non era d’accordo, e si batté affinché la serie mantenesse la sua particolarità, che era anche il motivo del suo successo. Questa venne infine tenuta, garantendo anche la buona accoglienza delle successive stagioni.

3. Si fece un vero tatuaggio per la serie. Nel corso della terza stagione viene rivelato che il personaggio di Jack Bauer porta un intricato tatuaggio nell’interno del braccio sinistro come ricordo di un’operazione da lui condotta. Piuttosto che dover spendere diverse ore di trucco ogni giorno per permettere di applicare e rimuovere il tatuaggio, Sutherland decise di farselo fare realmente, così da far risparmiare tempo e denaro alla produzione.

Kiefer Sutherland: il suo patrimonio

2. È un attore molto pagato. Grazie ai suoi numerosi ruoli cinematografici e televisivi, come anche all’attività di produttore, Sutherland vanta oggi un patrimonio di circa 100 milioni di dollari. A fare la sua fortuna è stata ovviamente la serie 24, che gli ha permetto da prima di essere indicato come il decimo divo più pagato del 2006, e in seguito di diventare nel 2009 l’attore televisivo più pagato al mondo, con un compenso di circa 550 mila dollari ad episodio.

Kiefer Sutherland: età e altezza

1. Kiefer Sutherland è nato a Londra, Inghilterra, il 21 dicembre 1966. L’attore è alto complessivamente 174 centimetri.

Fonte: IMDb

Kiefer Sutherland tornerà nel remake di Linea Mortale

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Kiefer Sutherland tornerà nel remake di Linea Mortale

Arriva da Deadline la notizia che Kiefer Sutherland farà parte del cast dell’annunciato remake di Linea Mortale, thriller diretto da Joel Schumacher nel 1990 di cui Sutherland era proprio il protagonista principale. La fonte riporta che nel nuovo film l’attore interpreterà un medico esperto.

Il remake sarà diretta da Niels Arden Oplev (regista danese noto per Uomini che odiano le donne), mentre la sceneggiatura porterà la firma di Ben Ripley (Source Code). David Blackman e Laurence Mark figureranno tra i produttori. Le riprese del film inizieranno a luglio. Del cast del remake fanno parte Ellen Page, Diego Luna, Nina Dobrev, James Norton e Kiersey Clemens.

Kiefer Sutherland

Linea mortale (Flatliners) è un film del 1990 diretto da Joel Schumacher, che narra le vicende di un gruppo di studenti di medicina che sperimentano su sé stessi la morte indotta chimicamente con l’unico scopo di provare l’esistenza dell’aldilà. Il cast del film originale include Kiefer Sutherland, Julia Roberts, William Baldwin, Oliver Platt e Kevin Bacon.

Fonte: Deadline

Kiefer Sutherland porge omaggio a suo padre Donald, appena scomparso

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Dei suoi quattro figli e una figlia, Kiefer Sutherland è stato l’unico a seguire le orme paterne nel mondo del cinema. A poche ore dall’annuncio della morte di Donald Sutherland, il figlio porge i suoi omaggi al padre in un sentito e conciso post sui social.

Con il cuore pesante, vi dico che mio padre, Donald Sutherland, è morto. Personalmente lo ritengo uno degli attori più importanti della storia del cinema. Mai scoraggiato da un ruolo, buono, cattivo o brutto. Amava ciò che faceva e faceva ciò che amava, e non si può mai chiedere di più. Una vita ben vissuta.

Padre e figlio hanno recitato insieme in progetti più volte nel corso degli anni, tra cui i film “Per fortuna c’è un ladro in famiglia” (1983), “Forsaken” (2015) e “A Time to Kill” (1996).

Kids’ Choice Awards 2014: trionfa Jennifer Lawrence

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Kids’-Choice-Awards-2014Superstars come Jennifer Lawrence, Robert Downey Jr., One Direction, Sam & Cat, Selena Gomez, Kevin Hart, Patrick Star, Dwight Howard e molti altri, si sono aggiudicati gli awards alla 27esima edizione dei Kids’ Choice Awards di Nickelodeon che si sono svolti ieri, sabato 29 marzo a Los Angeles. Presentati dall’attore e produttore Mark Wahlberg, gli awards di Nickelodeon erano in diretta dal Galen Center, con una scenografia completamente nuova con tanto di fontana “di slime”. I premi sono stati definiti dai  ragazzi di tutto il mondo che, votando, hanno appunto decretato i loro preferiti in tutte le varie categorie, dalla musica e televisione, al cinema, allo sport e molte altre.

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In Italia lo show sarà in onda in esclusiva su Nickelodeon (Sky 605) giovedì 3 aprile alle ore 20.00, ancora qualche giorno di attesa!Tra i vincitori degli awards, gli inconfondibili dirigibili arancioni, Adam Sandler è stato premiato come Attore di Film Preferito, Jennifer Lawrence come Attrice di Film Preferita e Spaccatutto Donna Preferita. The Hunger Games: Catching Fire è stato Film Preferito mentre Frozen Film Animato Preferito. Robert Downey jr. ha ricevuto l’award per Spaccatutto Uomo Preferito mentre Miranda Cosgrove (star i iCarly) è stata premiata come Voce di Cartone Animato Preferita, per la sua partecipazione come Margo in Cattivissimo Me 2.Per le categorie televisive, Sam & Cat è stato Show Tv Preferito,  Wipeout Reality Show Preferito,  SpongeBob Cartone Animato Preferito, Ross Lynch Attore Tv Preferito e Ariana Grande Attrice Tv Preferita.  In ambito musicale, Selena Gomez è stata premiata come Cantante Donna Preferita, Justin Timberlake Cantante Uomo Preferito, gli One Direction hanno vinto come Gruppo Preferito e come Canzone Preferita con “Story of My Life” . In Italia i ragazzi avevano anche la categoria MIGLIOR CANTANTE ITALIANO e il dirigibile se lo è aggiudicato MARCO MENGONI.

Kids in Love: recensione del film con Cara Delevingne

Kids in Love: recensione del film con Cara Delevingne

Nel primo giorno di Festa del Cinema di Roma 2016 è stato presentato nella sezione dedicata al cinema per ragazzi Alice nella Città, il film dell’inglese Chris Foggin con Will Poulter, Alma Jodorowsky e Cara Delevingne.

Al suo primo lungometraggio, Foggins dopo una seria gavetta e aver avuto l’onore di dirigere due cortometraggi con Judi Dench, Tom Hiddleston e James Corden tra gli altri, si cimenta in un cinema per ragazzi portando sullo schermo una delicata storia di formazione ambientata nell’arco di un estate londinese.

In Kids in Love Jack (Will Poulter) è un bravo ragazzo che decide di prendersi un anno sabbatico nonostante i genitori abbiano già pianificato il suo futuro. L’idea sarebbe quella di viaggiare insieme al suo migliore amico Tom (Jamie Blackley), ma un incontro casuale con la francese Evelyn (Alma Jodorowsky) sconvolgerà le carte in tavola. Insieme a lei scoprirà una Londra per lui inedita, fatta di situazioni assurde e divertenti, locali notturni e vita bohemien, spiriti liberi come “Le sorelle” (Cara Delevingne e Gala Gordon) e personaggi eccentrici come il simpatico Cassius (Preston Thompson). Jack cade subito sotto l’incantesimo di Evelyn, che però sta con il misterioso Milo (Sebastian De Souza) ma questo “ostacolo” non gli impedirà di perdere la bussola dietro a lei, provando esperienze mai vissute e arrivando a farsi domande mai poste al fine di scoprire cose nuove di se stesso e di quello che vuole dal suo futuro.

Kids in Love, il film

L’obiettivo di Foggin era quello di rappresentare una generazione con un film sulla formazione di un giovane uomo e l’amore che ci può portare in posti inesplorati: quello che ne è uscito però è stata una storia con poco ritmo, dialoghi lasciati a volte incompiuti, situazioni prevedibili e filtri dallo stile vintage. Nel cast nessuno spicca più di tanto, dalla modella Cara Delevingne che nonostante la foto e nome in locandina ha un ruolo decisamente inutile fino a Will Poulter visto di recente accanto a DiCaprio in The Revenant, che non delude ma nemmeno sconvolge per la sua interpretazione.

Un’occasione sprecata oppure la generazione che porta sullo schermo Foggin è davvero così banale?

Kidnapped: il caso Elizabeth Smart, la storia vera di Elizabeth Smart

La storia raccontata in Kidnapped: il caso Elizabeth Smart di Netflix non è soltanto uno dei casi di rapimento più sconvolgenti della cronaca statunitense, ma anche una vicenda che ha profondamente cambiato il modo in cui media, istituzioni e pubblico comprendono il trauma, la coercizione e la sopravvivenza. A più di vent’anni dai fatti, Elizabeth Smart sceglie finalmente di raccontare tutto, con le sue parole, restituendo contesto a una storia troppo a lungo semplificata.

Il documentario Netflix non è una ricostruzione sensazionalistica, ma un atto di riappropriazione narrativa: Elizabeth racconta ciò che allora non poteva raccontare, perché una quattordicenne rapita non ha voce, mentre una donna adulta può finalmente darle significato.

La notte del rapimento e l’errore iniziale delle indagini

Nelle prime ore del 5 giugno 2002, Elizabeth Smart viene rapita dalla sua camera da letto a Salt Lake City, nello Utah, sotto la minaccia di un coltello. A testimoniare la scena è la sorellina minore Mary Katherine, la cui memoria diventerà decisiva mesi dopo. In un primo momento, le indagini si concentrano anche sull’interno della famiglia e su un ex operaio, Richard Ricci, che morirà durante l’inchiesta senza essere mai formalmente accusato.

La svolta arriva quando Mary Katherine ricorda un dettaglio apparentemente marginale: il rapitore si faceva chiamare “Emmanuel”, un predicatore di strada che aveva lavorato nella loro casa. Si tratta di Brian David Mitchell, figura già nota alle autorità ma inizialmente sottovalutata. Per timore di allertarlo, la polizia ritarda la diffusione dell’identikit: una scelta che, col senno di poi, avrà conseguenze pesanti.

Prigionia, coercizione e il controllo psicologico

Per nove mesi, Elizabeth viene tenuta prigioniera da Mitchell e dalla moglie Wanda Barzee, nascosta in campi improvvisati e successivamente spostata anche fuori dallo Utah, fino alla California. Subisce abusi continui, viene privata della sua identità e costretta a vivere sotto un sistema di terrore psicologico che rende ogni tentativo di fuga impensabile.

Uno dei momenti più agghiaccianti raccontati nel documentario è l’episodio della biblioteca di Salt Lake City, dove Elizabeth viene quasi riconosciuta da un detective. Mitchell, fingendosi suo padre, rifiuta di scoprirle il volto e l’agente, non avendo prove sufficienti, se ne va. È uno dei “quasi” più drammatici della storia: Elizabeth era lì, visibile, ma ancora invisibile.

Questo passaggio è cruciale perché smonta uno dei miti più tossici legati ai rapimenti: l’idea che una vittima possa “semplicemente chiedere aiuto”. Kidnapped mostra con chiarezza come la coercizione annulli la percezione di scelta.

Il ritrovamento e il dopo: la parte più difficile

Nel marzo 2003, Elizabeth viene finalmente riconosciuta e salvata. Ma il ritorno a casa non coincide con la fine dell’incubo. Anzi, segna l’inizio di una nuova fase: interrogatori, esposizione mediatica, processo. Elizabeth racconta come, durante il procedimento giudiziario, si sia sentita privata di contesto, ridotta a risposte frammentarie davanti a una giuria e a un Paese intero.

Brian David Mitchell verrà condannato all’ergastolo nel 2011, mentre Wanda Barzee riceverà una pena detentiva per complicità. Ma la giustizia formale non coincide automaticamente con la guarigione.

Perché Elizabeth Smart racconta oggi la sua storia

Uno degli aspetti più potenti del documentario è la riflessione sul perché Elizabeth abbia deciso di parlare adesso. Come racconta lei stessa, per anni non ha voluto spiegare nulla, nemmeno ai familiari più stretti. La scelta di raccontare nasce dal desiderio di dare senso a una narrazione che sarebbe comunque esistita.

Elizabeth non vuole più essere “il caso Elizabeth Smart”, ma una persona che possiede la propria storia. Il documentario diventa così uno strumento di agency: non solo memoria, ma atto politico e culturale. Attraverso il racconto, Elizabeth si fa portavoce di altre vittime, smontando la vergogna e l’isolamento che spesso accompagnano chi subisce violenza.

Il documentario: struttura, voci e assenze

Kidnapped: Elizabeth Smart utilizza materiali d’archivio inediti, interviste esclusive e il punto di vista diretto della protagonista. Tra le voci intervistate ci sono la sorella Mary Katherine, il padre Ed Smart, zii, investigatori, giornalisti e cittadini che avevano incrociato Elizabeth senza riconoscerla.

Alcuni membri della famiglia, tra cui la madre Lois Smart, scelgono di non partecipare. Una decisione rispettata dal film e dalla stessa Elizabeth, che sottolinea come il diritto al silenzio faccia parte del processo di elaborazione del trauma.

Oltre il true crime: perché questa storia conta ancora

Kidnapped non è solo true crime. È una riflessione su come la società guarda alle vittime, su quanto sia facile giudicare dall’esterno e su quanto sia raro ascoltare davvero. Elizabeth Smart oggi è un’attivista, una relatrice e una voce autorevole nella prevenzione della violenza, ma il documentario non la trasforma in un simbolo retorico: ne restituisce la complessità, le fragilità e la forza non spettacolare della sopravvivenza.

La sua storia ci ricorda che non tutte le vittime possono urlare, scappare o reagire. Alcune sopravvivono in silenzio. E questo non le rende meno forti.

Kidnap: il film con Halle Berry è basato su una storia vera?

Kidnap: il film con Halle Berry è basato su una storia vera?

Quando si parla di thriller ad alta tensione come Kidnap, il confine tra finzione cinematografica e realtà può diventare sorprendentemente sottile. Il film diretto da Luis Prieto (regista celebre in Italia per aver diretto Ho voglia di te con Riccardo Scamarcio e Laura Chiatti) e interpretato da Halle Berry costruisce infatti tutta la sua forza narrativa attorno a una paura universale: quella di un genitore che vede sparire il proprio figlio davanti ai suoi occhi senza poter fare nulla per impedirlo. È una premessa semplice ma potentissima, resa ancora più inquietante dal tono realistico con cui il film mette in scena l’inseguimento disperato della protagonista.

Non sorprende quindi che molti spettatori si siano chiesti se la storia raccontata in Kidnap sia davvero accaduta o se esista un caso reale dietro il film. La risposta, tecnicamente, è no: Kidnap non è basato su una storia vera specifica. La vicenda di Karla Dyson, madre single che assiste al rapimento del figlio e decide di inseguire personalmente i sequestratori, nasce da una sceneggiatura originale.

Tuttavia il film affonda le proprie radici in paure e dinamiche estremamente concrete, ispirandosi indirettamente a numerosi casi reali di rapimento che negli anni hanno sconvolto l’opinione pubblica americana e internazionale. È proprio questa aderenza emotiva alla cronaca a rendere il film così credibile e disturbante: non racconta un fatto realmente accaduto, ma costruisce una situazione che potrebbe accadere davvero, trasformando un thriller d’azione in un incubo profondamente contemporaneo.

Kidnap non è tratto da una storia vera precisa, ma nasce dalla paura reale dei rapimenti di minori

Halle Berry in Kidnap

Alla base di Kidnap c’è una delle paure più radicate nella società contemporanea: la scomparsa improvvisa di un bambino. Il film utilizza questa angoscia collettiva per costruire una corsa contro il tempo che mantiene sempre un forte legame con la realtà. Negli Stati Uniti, infatti, il tema dei minori scomparsi è da decenni al centro del dibattito pubblico, alimentato da casi di cronaca, programmi televisivi e campagne mediatiche. Secondo i dati del National Crime Information Center, migliaia di minori vengono denunciati come scomparsi ogni anno, e anche se molti casi si risolvono rapidamente, il timore di un rapimento resta profondamente radicato nell’immaginario collettivo americano.

Il film con Halle Berry sfrutta proprio questa dimensione emotiva. A differenza di molti thriller costruiti attorno a complotti o serial killer sofisticati, Kidnap sceglie un approccio più immediato e quasi quotidiano. Karla Dyson non è un’agente segreta né una combattente addestrata, ma una madre comune che reagisce d’istinto nel momento in cui vede suo figlio trascinato via da sconosciuti. È questo elemento a rendere il film credibile: la protagonista non agisce come un’eroina tradizionale da action movie, ma come una persona terrorizzata che rifiuta di arrendersi. Il risultato è un thriller che, pur restando completamente fiction, riesce a evocare situazioni molto vicine alla realtà vissuta o temuta da molti genitori.

Anche per questo motivo il film venne spesso paragonato a Taken con Liam Neeson, pur essendo profondamente diverso nel tono e nelle intenzioni. Dove il film di Neeson trasformava il rapimento in un racconto di vendetta quasi supereroistico, Kidnap mantiene invece un approccio più fisico, sporco e disperato, costruendo la tensione attorno alla vulnerabilità della protagonista e all’idea che il sistema possa non intervenire abbastanza rapidamente per salvare il bambino.

I veri casi di rapimento che ricordano la storia raccontata nel film con Halle Berry

Kidnap Halle Berry

Sebbene Kidnap non adatti direttamente una vicenda reale, negli anni diversi casi di cronaca hanno inevitabilmente richiamato le atmosfere del film. Uno dei più noti è quello di Chloe Ayling, la modella britannica rapita a Milano nel 2017 dopo essere stata attirata con la promessa di un servizio fotografico. La donna venne drogata e sequestrata da un gruppo criminale che chiedeva un riscatto, restando prigioniera per quasi una settimana. Il caso ebbe enorme risonanza internazionale non solo per il rapimento in sé, ma anche per il modo in cui i media trattarono successivamente la vittima, spesso mettendo in dubbio la sua versione dei fatti.

Pur essendo molto diverso dalla trama di Kidnap, il caso Ayling dimostra quanto il tema del sequestro continui a esercitare una forte presa sull’opinione pubblica e quanto il cinema attinga spesso a paure che appartengono alla cronaca contemporanea. Allo stesso modo, la storia di Carlina White, rapita da neonata nel 1987 e ritrovata soltanto molti anni dopo, contribuì ad alimentare l’interesse mediatico verso i casi di bambini scomparsi e identità rubate. Sebbene questi eventi non abbiano ispirato direttamente il film, appartengono a quel contesto culturale che rende credibile una storia come quella raccontata da Luis Prieto.

Il film riflette inoltre un sentimento molto diffuso nella cultura americana: la sfiducia verso la capacità delle autorità di intervenire rapidamente nei casi di rapimento. In Kidnap, infatti, Karla decide quasi subito di agire da sola perché teme che aspettare la polizia possa significare perdere definitivamente il figlio. È una dinamica narrativa tipica del thriller statunitense contemporaneo, ma nasce anche dalla percezione reale che nei primi minuti dopo una sparizione ogni secondo possa essere decisivo.

Come si conclude Kidnap e perché il film punta tutto sull’istinto materno più che sul realismo assoluto

Kidnap finale

Nel corso del film, la fuga dei rapitori si trasforma in un inseguimento sempre più violento e disperato. Karla attraversa strade trafficate, provoca incidenti, si scontra con la polizia e arriva progressivamente a mettere a rischio la propria stessa vita pur di non perdere le tracce dell’auto che trasporta il figlio. È una costruzione narrativa volutamente estrema, che allontana il film dalla cronaca pura per avvicinarlo al thriller d’azione ad alta tensione. Tuttavia, anche nelle sue svolte più spettacolari, Kidnap continua a mantenere al centro la componente emotiva.

La vera forza del film non è infatti il realismo investigativo, ma la rappresentazione dell’istinto materno. Halle Berry interpreta una donna terrorizzata, impulsiva e spesso impreparata, ma proprio per questo credibile. Non possiede competenze speciali e prende decisioni sbagliate, ma continua comunque a inseguire i rapitori perché incapace di accettare la possibilità di perdere il figlio. Questo rende il film molto diverso da altri thriller dello stesso periodo, nei quali il protagonista diventa quasi una macchina perfetta da combattimento.

Il finale del film segue inevitabilmente le regole del thriller hollywoodiano, portando la protagonista a confrontarsi direttamente con i sequestratori e a tentare il tutto per tutto per salvare il bambino. Nonostante l’impianto fortemente spettacolare, il racconto conserva però un nucleo emotivo realistico: l’idea che una situazione simile possa trasformare una persona comune in qualcuno disposto a superare ogni limite pur di proteggere chi ama.

Kidnap usa una paura reale per costruire un thriller che parla soprattutto di vulnerabilità e sopravvivenza

Kidnap storia vera
Halle Berry e Sage Correa in Kidnap. Foto di PETER IOVINO

Anche se Kidnap non è basato su una storia vera, il film funziona proprio perché riesce a sembrare possibile. La sua forza non deriva dall’accuratezza documentaristica, ma dal modo in cui intercetta paure profondamente contemporanee: la fragilità dei bambini, il senso di impotenza dei genitori e la percezione che il pericolo possa manifestarsi improvvisamente in luoghi quotidiani e apparentemente sicuri.

Il film con Halle Berry appartiene a quella categoria di thriller che trasformano ansie sociali reali in intrattenimento ad alta tensione. Non vuole ricostruire un caso specifico, ma sfrutta situazioni che ricordano continuamente fatti di cronaca realmente accaduti. È per questo che molti spettatori finiscono per chiedersi se la storia sia vera: perché dietro gli inseguimenti e l’azione resta una paura autentica, che appartiene alla realtà molto più di quanto si vorrebbe ammettere.

Alla fine, dunque, Kidnap non racconta una vicenda realmente avvenuta, ma utilizza il linguaggio del thriller per riflettere su qualcosa di molto concreto: il terrore di perdere una persona amata e la disperazione che può nascere quando il tempo sembra scadere troppo in fretta. Ed è proprio questa componente emotiva, più ancora dell’azione, a rendere il film così efficace e disturbante.

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Kidnap: dal cast al finale, tutto quello che c’è da sapere sul film

Kidnap Halle Berry
Halle Berry in Kidnap. Foto di PETER IOVINO

La trama e il cast di Kidnap

Protagonista del film è Karla Dyson, mamma divorziata che lavora come cameriera in un piccolo caffè. Quando un giorno si reca al parco con suo figlio di sei anni Frankie, in pochi minuti l’impossibile accade e il piccolo viene rapito proprio sotto gli occhi della donna. Nonostante il panico, Karla riesce però a riconoscere un uomo e una donna che, con una manovra rapidissima, caricano il piccolo nella loro macchina. Senza pensarci due volte la giovane Karla entra nella sua auto e intraprende un forsennato inseguimento con i rapitori.

Ad interpretare Karla Dyson vi è l’attrice Halle Berry. Questo è il suo secondo film incentrato su rapimento dopo The Call. Per Kidnap, Berry si è esercitata per poter eseguire alcune delle pericolose manovre d’auto che le si vede effettuare. Accanto a lei, nel ruolo del figlio Frankie vi è Sage Correa, mentre Lew Temple e Chris McGinn interpretano rispettivamente Terrence e Margo, i due rapitori. Christopher Berry, invece, è un terzo rapinatore senza nome. Completa il cast Jason Winston George nel ruolo dell’ex marito di Karla, David.

La descrizione del finale del film

Verso il finale del film, dopo essere risalita all’identità dei rapitori e alla loro abitazione Karla viene a conoscenza di una sconcertante verità: quello di suo figlio è stato solo l’ennesimo di una serie di rapimenti compiuti da un’organizzazione criminale che tiene in ostaggio anche altri bambini innocenti per dar vita ad un traffico di minorenni. Intenzionata a fermare quell’orrore, Karla riesce da prima a liberarsi di Terrence Vickey, il primo dei rapinatori, e in seguito anche di sua moglie Margo, che annega nel lago dietro l’abitazione dei due.

Una volta tornata nella capanna per liberare anche gli altri bambini, Karla si ritrova però faccia a faccia con un uomo che dice di essere il vicino di casa dei Vickey. Quest’ultimo tradisce tuttavia la sua identità nel momento in cui menziona quanti bambini ci fossero nell’abitazione senza che glielo dicesse e Karla. Capendo che si tratta di un complice, la donna lo tramortisce con una pala. La polizia arriva poi sul posto e trae in salvo i bambini, mentre i media ritraggono Karla come una formidabile eroina, dato che le sue azioni hanno portato all’arresto e allo scioglimento dell’organizzazione.

Kidnap finale
Halle Berry in Kidnap. Foto di PETER IOVINO

Kidnap è ispirato ad una storia vera?

Come rivelato dal regista Louis Prieto, il film non è direttamente ispirato ad una storia vera, ma si basa in ogni caso sui casi di rapimento di minori e su ciò che è noto delle organizzazioni criminali dedite al loro traffico. A partire da questi elementi reali è stato dunque costruito un film che restituisce la paura di vivere una simile situazione. A riguardo, Halle Berry ha dichiarato che, in quanto madre, ha trovato le azioni del suo personaggio genuine e rappresentative di un genitore amorevole, infondendo dunque la sua Karla di sentimenti e timori profondamente reali e comprensibili.

Il trailer di Kidnap e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di Seven grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Tim Vision, Apple TVGoogle Play e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 21 giugno alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Kid Cudi nel cast di Need For Speed

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Continua il cast di Need For Speed, il film tratto dall’omonimo videogame e oggi Collider annuncia che Kid Cudi, attore e repper è stato scritturato per un ruolo nel film che vi ricordiamo è atteso per il 7 Febbraio 2014. Quindi il rapper si va ad aggiungere ai già confermati  Aaron Paul, Imogen Poots e Dominic Cooper. La storia racconterà di Dino(Cooper) ex corridore che gestisce un’officina nota per dare vita a delle superauto da corsa che entra in affari con il personaggio interpretato dalla Poots. La pellicola diretta da Scott Waugh (Act of Valor) è prodotta dalla DreamWorks nella speranza di dar vita ad una nuova saga automobilistica.

Tutte le altre info sul film nella nostra Scheda: Need For Speed

Kickstarter entra ufficialmente in Italia

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Kickstarter entra ufficialmente in Italia

KickstarterKickstarter, la più grande piattaforma al mondo di crowdfunding per la realizzazione di progetti creativi, invita oggi tutti gli innovatori, artisti, creativi e musicisti d’Italia ad entrare a far parte della propria community. Per la prima volta i creativi italiani potranno utilizzare Kickstarter per raccogliere fondi in Euro, utilizzando la lingua italiana e utilizzando il proprio conto corrente bancario in Italia.

Da oggi sarà possibile anche in Italia creare progetti in una qualsiasi delle 15 categorie proposte da Kickstarter, e presentare le proprie idee ad un vasto pubblico composto da 8,8 milioni di finanziatori (“backers”).

A margine del lancio in Italia, Yancey Strickler, co-fondatore e CEO di Kickstarter, afferma: “Viviamo in una nuova età dell’oro della creatività, dove chiunque sia dotato di fantasia può realizzare qualcosa di concreto collaborando con le altre persone. Kickstarter è una community mondiale di creativi che condividono, costruiscono e realizzano qualcosa, offrendo il proprio contributo ad un contesto culturale più ricco e vivace. E in ciò l’Italia ha già contribuito moltissimo alla cultura mondiale, dalla moda al cibo, dall’arte al cinema, dalla musica alla letteratura, le idee innovative italiane sono sempre state apprezzate in tutto il mondo. Ora, Kickstarter aiuterà tutti i creativi italiani a realizzare le proprie idee innovative attraverso il sistema della collaborazione, e con il supporto di una community mondiale davvero enorme.”

I creativi italiani potranno gestire i propri progetti per intero utilizzando l’Euro come valuta e le coordinate del proprio conto corrente bancario in Italia per le procedure sulla piattaforma. Quando le idee proposte otterranno dei finanziamenti dall’estero, anche questi verranno raccolti in Euro. Nel contempo, un backer americano, vedrà ogni obiettivo legato ad un finanziamento di un progetto convertito in $USD (dollari americani), e di fianco l’equivalente in Euro.

Tutti i creativi potranno ora scegliere se descrivere in video i propri nuovi progetti in italiano, inglese o in entrambe le lingue, con la possibilità di aggiungere i sottotitoli in diverse lingue. Non esiste un sito italiano di Kickstarter: i progetti italiani fanno parte della community mondiale della piattaforma, e i finanziatori possono cercare i progetti in base alla località e trovare quelli dei creativi più vicini.

L’Italia è il tredicesimo paese in cui Kickstarter viene lanciato, dopo Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Danimarca, Norvegia, Svezia, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. Ed oggi Kickstarter sarà lanciato anche in Austria, Belgio, Lussemburgo e Svizzera.

Kicks: trailer del film diretto da Justin Tipping

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Kicks: trailer del film diretto da Justin Tipping

Focus World ha pubblicato il nuovo trailer di Kicks, interpretato da Christopher Jordan Wallace (Notorious), Christopher Meyer (Wayward Pines), Kofi Siriboe (Queen Sugar) e Mahershala Ali (House of Cards).

Il quindicenne Brandon sogna un paio di sneakers Air-Jordan, partendo dal presupposto che solo avendole ai sui suoi piedi potrà fuggire dala realtà di essere povero, trascurato dal sesso opposto e preso di mira da tutti – anche dai suoi migliori amici. Quando riesce ad ottenerle gli sono subito strappate da un bullo locale, Flaco. Parte quindi in missione per recuperare le scarpe rubate, con i suoi due più fidati amici al seguito.

Alla regia Justin Tipping, mentre la sceneggiatura è frutto del lavoto a  quattro mani di Joshua Beirne-Golden e Justin Tipping.

Fonte: CS