Finalmente arrivano notizie sul
film basato sul popolare videogioco Assassin’s
Creed della Ubisoft che come sappiamo vede al
momento protagonista Michael Fassbender.
Ebbena la pellicola ha una data di uscita ufficiale, che sarà
durante il weekend del Memorial Day, il 22 Maggio
2015. Finora, nessun regista è stato annunciato per il film ma
con la data di uscita ormai fissata a breve dovrebbero anche
annunciare chi ci sarà al timone dell’adattamento. Inoltre sappiamo
che sarà 20th Century Fox a distribuire il
film che sarà co-prodotto a New Regency Pictures. La
pellicola quindi dovrebbe uscire tre settimane dopo il secondo
capitolo della MarvelThe Avengers 2.
Tutte le info sul gioco:
Assassin’s
Creed è un videogioco sviluppato da Ubisoft Montreal e
pubblicato da Ubisoft. Il gioco è stato presentato nella conferenza
dell’E3 2005 prima come esclusiva PlayStation 3 e poi è stato
annunciato anche per Xbox 360. In seguito è uscito l’adattamento
per Microsoft Windows nell’aprile 2008. È il primo episodio
dell’omonima serie. Assassin’s Creed è ambientato nel 1191,
periodo storico nel quale la Terra Santa è devastata dalla Terza
Crociata.
La campagna in Terra Santa di
Riccardo Cuor di Leone fece in parte dimenticare le sconfitte di
alcuni anni prima e attraverso una saggia tregua i pellegrini
cristiani ebbero il permesso di visitare Gerusalemme, che restava
comunque in territorio musulmano. Questo fu uno degli eventi che
più contribuirono a innalzare la fama di Saladino come condottiero
leale e onesto. Nascosto nella segretezza dei loro rifugi un gruppo
di guerrieri appartenenti alla setta degli Assassini intendono
riportare la pace in Terra Santa eliminando i capi corrotti delle
due fazioni. I giocatori assumono il ruolo di Altaïr Ibn La-Ahad
(aquila in volo), uno dei priori della setta ed il più abile a
padroneggiare le arti degli assassini, prescelto per diventare un
giorno il capo della setta. Egli viene incaricato dal Gran Maestro
Al Mualim di far finire la guerra nelle città della Terra Santa per
riscattare il suo onore e il suo rango. Inoltre il suo abito bianco
lo aiuta a mimetizzarsi meglio tra la folla e, in particolar modo,
tra gli eruditi di un tempo, grazie al suo grande cappuccio. Altair
si ritroverà ad affrontare i Crociati, gli Ospitalieri, i Templari,
i Teutonici e i Saraceni e ovviamente le guardie cittadine.
Sin dal suo esordio nel 1996 con
Sydney, il regista Paul Thomas Anderson
si è imposto come uno dei maggiori autori cinematografici
contemporanei. Con le sue opere ha scandagliato l’animo umano e la
sua storia nel corso del tempo, consacrandosi con titoli come
Il petroliere e
The Master, indicati come
due tra i film più importanti del nuovo millennio. Nel 2017
Anderson regala poi al mondo un nuovo capolavoro, Il
filo nascosto (qui la recensione), dove ancora
una volta va a scavare nei rapporti umani, nelle loro dinamiche ed
equilibri. Ne nasce un’opera tanto delicata quanto potente, con una
storia destinata a rimanere eternamente nella memoria.
Interessatosi al mondo della moda
londinese degli anni Cinquanta, Anderson era in cerca di una storia
quando si ammalò improvvisamente. Fu sua moglie, l’attrice
Maya Rudolph a prendersi cura di lui, ispirando
nel regista l’idea giusta. Anderson raccontò infatti di aver temuto
per un momento che sua moglie godesse del suo malanno, così da
poterlo accudire a proprio piacimento. Se questa sia o meno
un’esagerazione raccontata dal regista non è noto, ma l’evento gli
ha certamente permesso di iniziare a svolgere una serie di ricerche
per unire il contesto di suo interesse ad una storia dai torbidi
rapporti tra i protagonisti.
Il filo nascosto si affermò
poi come uno dei film più acclamati dell’anno e più importanti del
decennio. Guadagnò infine anche 6 nomination al premio Oscar, tra
cui miglior film e miglior regia. Per tutti gli appassionati di
film intensi e imprevedibili, questa è un’opera assolutamente
imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però,
sarà certamente utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alle
sue frasi più belle. Infine, si elencheranno anche
le principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Il filo nascosto: la trama
del film
Nella cornice glamour e scintillante
della Londra degli anni Cinquanta, il sarto Reynolds
Woodcock dirige insieme con sua sorella
Cyril la celebre House of Woodcock, inconfondibile
marchio di stile e bellezza, richiesto da reali, stelle del cinema,
ereditiere e nobildonne. Nonostante la conoscenza dei desideri e
della figura femminile, lo scapolo impenitente considera l’amore un
privilegio precluso a un artista del suo calibro, e preferisce
intrattenersi con donne diverse che gli forniscono la giusta dose
di ispirazione e compagnia. Finché non incontra
Alma, ragazza ambiziosa e caparbia che riesce a
insinuarsi nel suo cuore come musa e come amante, sconvolgendo da
un giorno all’altro la sua perfetta vita su misura.
Il filo nascosto: il cast
del film
Ad interpretare il ruolo dello
stilista Reynolds Woodcock vi è l’iconico attore Daniel Day-Lewis. Tre
volte premio Oscar, egli è noto per il suo studio maniacale dei
personaggi interpretati. Per Il filo nascosto non ha fatto
eccezioni, immergendosi completamente nel contesto della moda
londinese e costruendo il carattere del personaggio basandosi su
veri stilisti dell’epoca. L’attore prese inoltre lezioni di
sartoria, arrivando infine a realizzare di proprio pugno un abito
per sua moglie. La sua grande interpretazione lo ha infine portato
ad ottenere la sua sesta nomination all’Oscar. L’aver partecipato a
tale film si è però rivelata un’esperienza estremamente intensa
emotivamente, dopo la quale Day-Lewis ha annunciato il suo ritiro
definitivo dal mondo della recitazione.
Nei panni di Alma vi è invece
Vicky Krieps. Grazie a questo film l’attrice ha
avuto modo di ottenere fama mondiale, dovendo però superare a sua
volta le difficoltà del set. L’attrice ha avuto pochi contatti con
Day-Lewis, a cui si doveva rivolgere sempre con il nome del suo
personaggio. Nei panni della sorella di Reynolds, Cyril, vi è
invece l’attrice Lesley Manville. Questa ebbe
invece modo di conoscere Day-Lewis molto prima delle riprese, così
da poter sviluppare con lui quella reciproca intesa necessaria ad
un rapporto tra fratelli. Anche per lei è poi arrivata una
nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista. Nel
film sono poi presenti gli attori Camilla
Rutherford nei panni di Johanna, Gina
McKee in quelli di Henrietta Harding e Brian
Gleeson per il dottor Robert Hardy.
Il filo nascosto: le frasi
più belle, il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire del film
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Il filo
nascosto è infatti disponibile nei cataloghi di
Rakuten TV, Google Play, Apple
TV+ e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È
bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite
temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente
nel palinsesto televisivo di venerdì 28 luglio
alle ore 21:00 sul canale
Iris.
Qui di seguito si riportano invece
alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai
personaggi del film. Attraverso queste si potrà certamente
comprendere meglio il tono del film, i suoi temi e le variegate
personalità dei protagonisti. Ecco dunque le frasi più belle del
film:
Si può cucire quasi ogni cosa
nella stoffa di un soprabito. Da bambino ho cominciato a…
nascondere cose nelle fodere dei vestiti, solo io ne conoscevo
l’esistenza… segreti. (Daniel Day-Lewis)
Mi sembra di averti cercata per
moltissimo tempo. Tu sei molto bella… bellissima. Ci sono alcune
cose che voglio fare, cose che non posso fare senza di te.
(Daniel Day-Lewis)
Reynolds ha realizzato i miei
sogni e io gli ho dato in cambio ciò che desidera di più: ogni
singola parte di me… (Vicky Krieps)
Posso metterti in guardia? Mio
fratello tende a sentirsi condannato, crede che l’amore gli sia
precluso (Lesley Manville)
Qualunque cosa farai… falla con delicatezza (Vicky
Krieps)
Si intitola Il
filo nascosto in italiano il nuovo film diretto da
Paul Thomas Anderson con protagonista
Daniel Day-Lewis, al suo ultimo
ruolo per il grande schermo.
Di seguito il trailer:
La trama di Il filo nascosto
Ambientato in una elegante Londra
del Dopo Guerra, negli anni ’50, Il filo
nascosto racconta di un rinomato stilista, Reynolds
Woodcock (Daniel Day-Lewis) e di sua sorella Cyril
(Lesley Manville) che sono al centro della moda
londinese, con incarichi reali, celebrità del cinema, ereditiere,
mondanità, debuttanti e dame, tutte che si servono presso The House
of Woodcock. Le donne vanno e vengono nella vita di Woodcock,
lasciando allo scapolo incallito ispirazione e compagnia, fino a
che non incontra una giovane donna, dalla volontà di ferro,
Alma (Vicky Krieps), che presto diventerà un
punto fisso nella sua vita amorosa e professionale. Una volta
controllato e pianificatore, si troverà travolto dall’amore, con la
sua carriera di sarto rovinata.
Con il suo ultimo Il filo
nascosto, Paul Thomas Anderson
dipinge un illuminante ritratto di un artista e del suo viaggio
creativo, e delle donne che fanno girare il suo mondo.
Phantom Thread è l’ottavo film di
Anderson, e la sua seconda collaborazione con
Daniel Day-Lewis.
Il film dovrebbe anche essere
l’ultimo della carriera dell’attore tre volte premio Oscar.
Ecco il nuovo poster internazionale
di Il filo
nascosto, il nuovo film diretto da Paul Thomas
Anderson (Magnolia, Boogies Nights, The
Master, Punck- Drunk Love) con protagonista
Daniel Day-Lewis (Lincoln,
Gangs of New York).
Il film è ambientato nella Londra
del 1950. Lo stilista Reynolds Woodcock (Daniel
Day-Lewis) e sua sorella Cryli interpretata da
Lesley Manille (Maleficient) sono
al centro della moda britannica: vestono star del cinema,
ereditiere, debuttanti e dame si vogliono distinguere con lo stile
Woodcock. Reynolds incontra molte donne che lo corteggiano in
quanto scapolo. A rubare il cuore di Reynolds sarà una giovane e
forte donna, Alma, che diventerà la sua musa e la sua amante.
L’amore entra nella vita estremamente organizzata e controllata di
Reynolds e ne scardina i ritmi precisi. Anderson, che ha già
diretto Day-Lewis nel 2007 ne Il Petroliere,
racconta la vita creativa di un artista e di una donna che gli
sconvolge la vita.
Daniel Day-Lewis
nel trailer di Il
filo nascosto, il suo ultimo ruolo
Nel cast troviamo anche
Camilla Rutherford e Vicki
Krieps. Il film è scritto e diretto da Paul Thomas
Anderson e prodotto da Megan Ellison e da Joanne Sellar.
Il film uscirà il 25 Dicembre 2017.
Per prepararsi al ruolo
di Reynolds Woodcock, protagonista de
Il filo
nascosto, nuovo film di Paul Thomas
Anderson, Daniel Day-Lewis ha, come sua
consuetudine, fatto le cose in grande.
L’attore tre volte premio Oscar ha
seguito lezioni di Marc Happel, a capo del
dipartimento dei costumi del New York City Ballet. Frutto di queste
lezioni è stata la realizzazione di un abito Balenciaga da
zero.
Ecco cosa ha raccontato l’attore a
WMagazine:
“L’abito Balenciaga era molto semplice. O almeno sembrava molto
semplice fino a che ho capito il modo in cui era realizzato, e
allora, mio dio, ho capito che era incredibilmente complicato. Non
c’è niente di più bello nelle arti di qualcosa che appare semplice.
E se provi a fare qualsiasi cosa nella tua vita, sia quanto è
impossibile raggiungere quell’effetto di semplicità.”
Dal momento che non gli è stato
possibile prendere in prestito il vestito che aveva visto, perché
appartenente alla collezione dell’archivio di Parigi, l’attore ha
realizzato degli schizzi, su cui poi ha lavorato a casa sua,
utilizzando la moglie come modella.
“Rebecca l’ha poi indossato, è
davvero carino“, ha concluso Daniel
Day-Lewis. L’attore ha ancora una volta dimostrato di
avere grande dedizione per il suo lavoro, che comunque vuole
abbandonare dopo questo film.
Sembra incredibilmente plausibile
la prospettiva che Day-Lewis possa riuscire a
collezionare il suo quarto Oscar con questa interpretazione, dato
che gli è già valsa la nomination ai Golden
Globes.
Il filo nascosto,
il trailer italiano del
film di Paul Thomas Anderson con Daniel
Day-Lewis
Ambientato in una elegante Londra
del Dopo Guerra, negli anni ’50, il film racconta di un rinomato
stilista, Reynolds Woodcock (Daniel
Day-Lewis) e di sua sorella Cyril (Lesley
Manville) che sono al centro della moda londinese, con
incarichi reali, celebrità del cinema, ereditiere, mondanità,
debuttanti e dame, tutte che si servono presso The House of
Woodcock. Le donne vanno e vengono nella vita di Woodcock,
lasciando allo scapolo incallito ispirazione e compagnia, fino a
che non incontra una giovane donna, dalla volontà di ferro,
Alma (Vicky Krieps), che presto diventerà un
punto fisso nella sua vita amorosa e professionale. Una volta
controllato e pianificatore, si troverà travolto dall’amore, con la
sua carriera di sarto rovinata.
Con il suo ultimo film,
Paul Thomas Anderson dipinge un illuminante
ritratto di un artista e del suo viaggio creativo, e delle donne
che fanno girare il suo mondo. Phantom Thread è
l’ottavo film di Anderson, e la sua seconda
collaborazione con Daniel Day-Lewis.
Il film dovrebbe anche essere
l’ultimo della carriera dell’attore tre volte premio Oscar.
Il tre volte premio
Oscar Daniel Day-Lewis si aggiudica la
sua sesta candidatura per l’interpretazione di Reynolds Woodcock,
lo schizzinoso, maniaco del controllo stilista londinese la cui
lussuosa e accurata vita fatta su misura viene improvvisamente
sconvolta dall’amore. Il filo
nascosto arriva in DVD, Blu-ray e a partire dal
20 giugno e in Digital HD dal 7 giugno con Universal Pictures Home
Entertainment Italia. Daniel Day-Lewis torna a
lavorare con il plurinominato regista Paul Thomas
Anderson, un film spettacolare definito come “puro
delizioso piacere” (The Guardian).
Daniel Day-Lewis
(Il Petroliere, Lincoln) incanta nel ruolo di un
ossessivo ed elegante stilista, affiancato dalla candidata agli
Oscar® Lesley Manville (Maleficent, Another Year) e
Vicky Krieps (Hanna, The Colony)
in un film di “seducente bellezza” (NY Times). Scritto e diretto da
Paul Thomas Anderson (Il Petroliere,
Boogie Nights), Il filo nascosto è ambientato nel
glamour della Londra del dopoguerra. Il famoso stilista di abiti
femminili Reynolds Woodcock (Day-Lewis) e sua sorella Cyril
(Manville) sono al centro della moda britannica, vestendo
reginette, star del cinema, ereditiere, aristocratiche, debuttanti
e dame con l’originale stile di The House of Woodcock. Le donne
vanno e vengono nella vita di Woodcock, dando allo “scapolo
incurabile” ispirazione e conforto, fino a quando incontra una
donna giovane e volitiva, Alma (Krieps), che presto diventa una
presenza costante nella sua vita come musa e amante.
CONTENUTI SPECIALI NEL BLU-RAY:
Prove di scena – Con commento audio di Paul
Thomas Anderson
For the hungry boy – Collezione di scene
tagliate, Musica di Johnny Greenwood
House of Woodcock – Lo spettacolo della moda
raccontato da Adam Buxton
Dietro le quinte – Fotografie del film di
Michael Bauman con versioni della demo dalla colonna sonora di
Johnny Greenwood
CONTENUTI SPECIALI NEL DVD:
Prove di scena – Con commento audio di Paul
Thomas Anderson
For the hungry boy – Collezione di scene
tagliate, Musica di Johnny Greenwood
House of Woodcock – Lo spettacolo della moda
raccontato da Adam Buxton
Dietro le quinte – Fotografie del film di
Michael Bauman con versioni della demo dalla colonna sonora di
Johnny Greenwood
INFORMAZIONI TECNICHE BLU-RAY™:
Genere: Drammatico
Dischi: 1
Durata: 2 ore e 10 minuti ca.
Video: 1080i/p High-Definition Widescreen
1.85:1
Audio: Inglese DTS:X; Italiano, Francese, Spagnolo,
Tedesco DTS Digital Surround 5.1
Sottotitoli:Italiano, Inglese N/U,
Spagnolo, Danese, Olandese, Finlandese, Francese, Tedesco,
Islandese, Norvegese, Portoghese, Svedese, Arabo,
Hindi
Contenuti Speciali: • Prove di scena • For the hungry
boy • House of Woodcock • Dietro le quinte
INFORMAZIONI TECNICHE DVD
Genere: Drammatico
Dischi: 1
Durata: 2 ore e 10 minuti ca.
Audio: Itaiano, Inglese, Tedesco – Dolby Digital
5.1
Sottotitoli:Italiano, Inglese n/u,
Tedesco, Danese, Finlandese, Norvegese, Svedese, Turco
Contenuti Speciali: • Prove di scena • For the hungry
boy • House of Woodcock • Dietro le quinte
Si sono dette e si diranno tante
meraviglie de Il Filo Nascosto, e non ci sono
parole per descrivere l’eleganza e la bellezza con cui Paul
Thomas Anderson ha diretto, pare per l’ultima volta,
Daniel Day-Lewis, qui al coronamento di una
carriera straordinaria. Il film sembra riassumere la dialettica dei
rapporti di forza del cinema di Anderson, trasportando la brutalità
dello scontro in amore, sensualità, passione, persino
corteggiamento, per un breve momento. Il Filo
Nascosto è una storia d’amore, prima di tutto, ma allo
stesso tempo si complica nelle lieve mescolanza trai generi e nella
scelta, così personale, di raccontare una vicenda che ha tantissimo
di femminile, nonostante la mascolinità così netta del
protagonista.
Day-Lewis interpreta
Reynolds Woodstock, un sarto della Londra degli
anni ’50. Con i suoi abiti veste nobildonne, reali e ricche
londinesi, clienti preziose che vanno da lui alla ricerca di un
vestito che possa rappresentarle, ma anche definirle, in quanto
donne, nell’arco della loro vita e delle tappe importanti del loro
cammino. Così Reynolds cuce insieme le insicurezze e le speranze di
queste donne, padrone assoluto del suo atelier, che divide con le
sue silenziose operai, ossequiose donne che conosce per nome e che
saluta con affetto, con sua sorella Cyril (Lesley Manville),
granitica presenza in una vita fatta di abitudini, e con il
fantasma della madre, morta tanti anni prima eppure sempre vivida
nella sua quotidianità, presenza rassicurante nei gesti delicati e
precisi che lei stessa gli ha insegnato a percorrere su quei
preziosi tessuti.
Alma, la donna che “tira” Il Filo Nascosto
A queste costanti, Reynolds alterna
una donna, un’ispirazione, una compagna che di volta in volta
esaurisce la sua curiosità e viene “scartata”, sostituita con la
prossima, fino a che non arriva Alma (Vicky
Krieps). Dolce, goffa, con un corpo che si scosta dai
canoni della moda per l’artista dell’ago e filo, la donna fa
breccia nella testa del nostro, che la innalza immediatamente a sua
musa. La ragazza però si rivelerà molto diversa della altre donne
della sua vita. Con docile trasporto prima e con ferrea volontà
poi, Alma si aggrappa a questo amore che si fa spazio,
inaspettatamente, anche in lui e riesce a scacciare per un attimo
il fantasma, le sartine, persino Cyril.
Attraverso la voce di Alma ci viene
raccontata la storia del film, un punto di vista privilegiato al
fianco di Reynolds. C’è un filo nascosto in un particolare tipo di
cucitura che realizzano le macchine automatiche; tirando quel filo,
la cucitura intera si sfalda, il tessuto si apre, in vestito si
crepa. Alma è la mano che tira quel filo, interrompendo la routine,
chiedendo attenzione, sfaldando la routine, difendendo Reynolds da
se stesso, dalla bellezza del suo lavoro eppure costringendolo a
farsi riamare.
Anderson costruisce un dialogo tra
luoghi e manie, città e campagna, spazi aperti e scale della grande
e immacolata casa del protagonista, teso a dare spazio al suo
dramma che cede persino al thriller in alcuni frangenti, per poi
tornare dolce, volto completamente alla decostruzione di Reynolds,
così come lo abbiamo conosciuto. Alma è colei che scaccia il
fantasma rassicurante vestito da sposa della madre, quella che
finalmente lo rende debole e che si rende indispensabile.
La rappresentazione feroce
dell’egoismo
Dal canto suo, il sarto da cui
tutte le donne di Londra vogliono essere vestite e rassicurate, si
abbandona consapevolmente a questo veleno d’amore, tra le braccia
dell’unica che sia riuscita ad entrare nelle maglie della sua vita,
tra una cucitura e l’altra.
Si sono dette e si diranno tante
meraviglie de Il Filo Nascosto, tutte vere, ma in
fondo il film di Paul Thomas Anderson è una
feroce, terrificante rappresentazione dell’egoismo, nella sua forma
sublimata.
Il tre volte premio Oscar
Daniel Day-Lewis si aggiudica la
sua sesta candidatura per l’interpretazione di Reynolds Woodcock,
lo schizzinoso, maniaco del controllo stilista londinese la cui
lussuosa e accurata vita fatta su misura viene improvvisamente
sconvolta dall’amore. Il filo
nascosto arriva in DVD, Blu-ray e a partire
dal 20 giugno e in Digital HD dal 7 giugno con Universal Pictures
Home Entertainment Italia. Daniel Day-Lewis torna a lavorare con il
plurinominato regista Paul Thomas Anderson, un
film spettacolare definito come “puro delizioso piacere” (The
Guardian).
Daniel Day-Lewis
(Il Petroliere, Lincoln) incanta nel ruolo di un
ossessivo ed elegante stilista, affiancato dalla candidata agli
Oscar Lesley Manville (Maleficent, Another Year) e Vicky
Krieps (Hanna, The Colony) in un film di “seducente
bellezza” (NY Times). Scritto e diretto da Paul Thomas
Anderson (Il Petroliere, Boogie Nights),
Il filo nascosto è ambientato nel glamour della Londra del
dopoguerra. Il famoso stilista di abiti femminili Reynolds Woodcock
(Day-Lewis) e sua sorella Cyril (Manville) sono al centro della
moda britannica, vestendo reginette, star del cinema, ereditiere,
aristocratiche, debuttanti e dame con l’originale stile di The
House of Woodcock. Le donne vanno e vengono nella vita di Woodcock,
dando allo “scapolo incurabile” ispirazione e conforto, fino a
quando incontra una donna giovane e volitiva, Alma (Vicky Krieps),
che presto diventa una presenza costante nella sua vita come musa e
amante.
Il filo nascosto CONTENUTI
SPECIALI NEL BLU-RAY:
Prove di scena – Con commento audio di Paul Thomas
Anderson
For the hungry boy – Collezione di scene tagliate,
Musica di Johnny Greenwood
House of Woodcock – Lo spettacolo della moda raccontato
da Adam Buxton
Dietro le quinte – Fotografie del film di Michael Bauman
con versioni della demo dalla colonna sonora di Johnny
Greenwood
Il filo nascosto CONTENUTI SPECIALI NEL DVD:
Prove di scena – Con commento audio di Paul Thomas
Anderson
For the hungry boy – Collezione di scene tagliate,
Musica di Johnny Greenwood
House of Woodcock – Lo spettacolo della moda raccontato
da Adam Buxton
Dietro le quinte – Fotografie del film di Michael Bauman
con versioni della demo dalla colonna sonora di Johnny
Greenwood
Netflix ha diffuso il trailer del film
Il filo invisibile di Marco Simon
Puccioni prodotto da Viola Prestieri e
Valeria Golino con
Filippo Timi, Francesco Scianna, Francesco Gheghi, Oscar Matteo
Giuggioli, Giulia Maenza, Jodhi
May, Gerald Tyler, Emanuele Maria
Di Stefano, Mauro Conte, Alessia
Giuliani e con Valentina Cervi. Il filo
invisibile uscirà in cinema selezionati il 21-22-23
febbraio su Netflix dal 4 marzo.
La trama Il filo invisibile
Leone, 16 anni e due papà, Simone e Paolo, è nato in California
grazie a Tilly, una donna americana che ha aiutato i suoi genitori
a farlo venire al mondo. Leone poi è cresciuto in Italia come tutti
gli altri bambini, ma vivendo anche le lotte per i diritti a cui la
sua famiglia ha partecipato. Tutto questo è raccontato in un breve
video che Leone sta preparando per la sua scuola insieme a Jacopo,
il suo migliore amico. Proprio mentre, schivando pregiudizi ed
equivoci intorno alla sua sessualità, Leone sta per vivere la sua
prima storia d’amore, la solidità della sua famiglia sembra andare
in crisi… Vivere questa complessa situazione familiare spingerà
Leone a riflettere sulla vera natura del “filo invisibile” che lo
lega ai suoi papà e a tutti coloro che hanno voluto la sua
nascita.
Arriva in sala per un’uscita
speciale il 21-22-23 febbraio Il filo invisibile,
il nuovo film di Marco Simon Puccioni, con
Filippo Timi e Francesco
Scianna. Il film sarà disponibile dal 4 marzo su Netflix e questo è il nostro incontro con il cast che
ha raccontato com’è stato lavorare al servizio di questa storia
così moderna e così classica allo stesso tempo.
Il filo
invisibile di Marco Simon Puccioni
prodotto da Viola Prestieri e Valeria Golino con
Filippo Timi, Francesco Scianna, Francesco Gheghi, Oscar Matteo
Giuggioli, Giulia Maenza, Jodhi
May, Gerald Tyler, Emanuele Maria
Di Stefano, Mauro Conte, Alessia
Giuliani e con Valentina Cervi. Il filo
invisibile uscirà in cinema selezionati il 21-22-23
febbraio su Netflix dal 4 marzo.
La trama Il filo invisibile
Leone, 16 anni e due papà, Simone e Paolo, è nato in California
grazie a Tilly, una donna americana che ha aiutato i suoi genitori
a farlo venire al mondo. Leone poi è cresciuto in Italia come tutti
gli altri bambini, ma vivendo anche le lotte per i diritti a cui la
sua famiglia ha partecipato. Tutto questo è raccontato in un breve
video che Leone sta preparando per la sua scuola insieme a Jacopo,
il suo migliore amico. Proprio mentre, schivando pregiudizi ed
equivoci intorno alla sua sessualità, Leone sta per vivere la sua
prima storia d’amore, la solidità della sua famiglia sembra andare
in crisi… Vivere questa complessa situazione familiare spingerà
Leone a riflettere sulla vera natura del “filo invisibile” che lo
lega ai suoi papà e a tutti coloro che hanno voluto la sua
nascita.
Si intitola Il
filo invisibile il nuovo film di Marco Simon
Puccioni, che dopo un’uscita speciale in sala, dal 21 al
23 febbraio, sarà disponibile su Netflix dal 4 marzo. Un film che è
un piccolo miracolo di scrittura e interpretazione, per come
nasce e come si sviluppa, e come cresce inesorabile nel cuore dello
spettatore.
Di cosa parla Il filo invisibile
Come si fa a misurare
l’amore? C’è chi lo esprime sui social, in questi anni strani, chi
lo sbandiera, chi lo tiene nascosto. Non c’è un modo giusto per
raccontare il proprio amore ma c’è, e questo è un dato di fatto,
chi deve per forza affermare la forza e la purezza del proprio
amore rispetto agli altri, perché quell’amore che prova deve essere
“giustificato”. È il caso di Simone e Paolo, coppia omosessuale
che, agli occhi del figlio Leone (nato in California da madre
surrogata) e a quelli di tutta la loro cerchia di amici deve
apparire perfetta, più innamorata della coppie “normali”. Ma cosa
succede quando questo amore si spezza? Come viene percepito dal
mondo intorno a loro il fatto che una coppia omosessuale si
perda?
Come sopravvive (o muore) un amore
Marco Simon
Puccioni ci racconta una storia che si fonda sull’amore,
quello verso il partner, quello fresco e adolescenziale, quello che
si coltiva negli anni, quello verso i figli e verso i genitori,
quello che finisce e quello che si trasforma. Lo fa con una
leggerezza e un’ironia davvero rare e si appoggia al talento
indiscusso di
Filippo Timi e Francesco Scianna
che si mettono in discussione con due ruoli che, sulla carta,
potevano rappresentare l’ennesimo cliché del cinema che prova a
raccontare la coppia omosessuale. Invece Il filo
invisibile pone l’accento su quello che di normale c’è in
tutte le coppie, anche quelle dello stesso sesso, ovvero la
difficoltà di far sopravvivere l’amore di fronte al tempo che
passa, alla routine, alla pigrizia di alcune dinamiche che
subentrano in ogni tipo di relazione.
L’amore al tempo
dell’adolescenza
L’altro aspetto davvero
interessante del film è quello dedicato a Leone, il figlio di
questa coppia, interpretato da Francesco Gheghi, che con grande
purezza sembra affrontare il mondo e l’adolescenza senza cintura di
sicurezza. Proprio per questo, Leone si fa male, come tutti gli
adolescenti: esce dall’incantesimo di cui sono vittime quasi tutti
i bambini, che vedono i propri genitori perfetti e fatti l’uno per
l’altro, ma soprattutto comincia a vivere, si innamora, cerca il
suo spazio nel mondo e impara ad affrontare anche gli aspetti più
complessi e oscuri di quegli adulti che ha sempre visto come due
fari, solidi e inamovibili. E tutto questo viene messo a fuoco con
grande leggerezza e intelligenza.
Il filo invisibile evita i luoghi comuni
Le premesse per toccare i
luoghi comuni della commedia omosessuale romantica ci sono tutti,
eppure Il filo invisibile riesce, pezzo per pezzo,
a smontare ogni pregiudizio, ogni banalità, rivelandosi un onesto
racconto sull’amore, su come si vive, si affronta e come si fa
durare. Ma soprattutto come si trasforma, quando la coppia non
funziona più.
Il filo
invisibile che collega tutta la piccola cerchia di persone
che circondano la nostra quotidianità, tra famiglia e amici, è una
connessione intima e indissolubile, non è dettata dal sangue o dal
DNA, ma dal legame umano che le circostanze e il tempo ci portano a
costruire.
Questa è la conclusione semplice ma per nulla scontata del film
di Puccioni, che arriverà in sala il 21, 22 e 23 febbraio e dal 4
marzo su Netflix.
Il filo
del ricatto – Dead man’s wire, in uscita al
cinema il 19 febbraio con BIM, è ispirato a una reale crisi con
ostaggi avvenuta a Indianapolis nel 1977, quando un uomo d’affari
fu tenuto prigioniero per tre giorni e costretto dal suo
sequestratore a sfilare per le strade con un filo metallico attorno
al collo collegato a un fucile a pompa.
Tony Kiritsis, interpretato nel
film da Bill Skarsgård, rapì Richard Hall
(Dacre Montgomery), dirigente della Meridian
Mortgage Co., società che tre anni prima aveva concesso a Kiritsis
un prestito per acquistare un terreno e costruire un centro
commerciale. Kiritsis sosteneva che Meridian avesse indirizzato i
rivenditori altrove, costringendolo a non riuscire a rimborsare il
prestito.
Di fronte al pignoramento, l’8
febbraio 1977 prese Hall in ostaggio per vendetta, legandogli un
filo attorno al collo collegato a un fucile che avrebbe potuto
sparare se Hall avesse fatto un movimento brusco — da qui il titolo
originale del film Dead
man’s wire. Il film ripercorre il rapimento di
Hall, le sue conseguenze e il modo in cui Kiritsis tenne con il
fiato sospeso Indianapolis per tre giorni, mentre costrinse Hall a
marciare fino all’Indiana Statehouse e poi dirottò un’auto della
polizia per portarlo nel suo appartamento, che sosteneva fosse
pieno di esplosivi.
Parlava soltanto con il personaggio
radiofonico locale Fred Heckman di WIBC, interpretato da Colman Domingo, esponendo in diretta le sue
rimostranze contro Meridian. Dopo aver convocato una conferenza
stampa per sfogarsi ulteriormente, Kiritsis liberò Hall il 10
febbraio, dopo 63 ore di prigionia. Trascorse il decennio
successivo in cura psichiatrica.
Ecco cosa sappiamo sul vero
Kiritsis e sul suo crimine.
44 anni di rabbia
Veterano dell’esercito che aveva
prestato servizio durante la Guerra di Corea, svolse diversi
lavori, tra cui tornitore, gestore di un’area per roulotte e
venditore d’auto. Non si sposò mai, non ebbe nemmeno un animale
domestico, perché non voleva legarsi a nulla, raccontò suo fratello
James all’Associated Press.
Kiritsis crebbe come quarto di
cinque figli in una famiglia greco-ortodossa e parlò solo greco
fino alla scuola elementare, riferì l’AP nel 1977. Il suo amico
d’infanzia Bob Grey ricordò allo Star i bei momenti
trascorsi insieme a guardare la NASCAR, coltivare pomodori e andare
ai mercatini dell’usato e alle sale da ballo.
Il fratello James notò un
cambiamento nella personalità di Tony dopo la morte della madre per
cancro. «Non ha mai capito perché Dio abbia portato via nostra
madre a 41 anni», disse James. «Forse è lì che è iniziato
tutto.»
James aggiunse che da bambino Tony
era molto silenzioso, ma anche irascibile: «Se qualcuno lo buttava
fuori strada con l’auto, puoi scommettere che finiva a pugni.»
Documenti giudiziari esaminati
dall’AP mostrano che nel 1968 fu arrestato con l’accusa di
aggressione con intento di omicidio, ma il caso fu archiviato. Era
stato anche arrestato dopo aver sparato due colpi contro suo
fratello Tom, ma anche in quel caso le accuse furono ritirate.
«È una persona dal temperamento molto acceso», dichiarò
all’AP il detective Ronald Beasley. «Quando si arrabbia, fa
praticamente tutto ciò che vuole.»
Le ragioni della crisi con
ostaggi
Il film cattura la furia di
Kiritsis. Si apre con il Kiritsis fittizio che irrompe negli uffici
di Meridian in cerca del dirigente M.L. Hall (Al
Pacino).
Furioso nello scoprire che l’uomo
si trovava in Florida, rapisce invece suo figlio Richard Hall e
minaccia di ucciderlo a meno che la società non annulli il suo
debito e lui non riceva l’immunità dall’azione penale.
«Questa società mi ha fatto un
torto, quindi farò sapere al mondo cosa tu e tuo padre mi avete
fatto», sibila a Hall mentre lo trascina fuori dall’ufficio.
Sia nel film sia nella realtà è
chiaro che Kiritsis voleva attenzione e un pubblico. Per la maggior
parte dei tre giorni di crisi parlò solo con Heckman di WIBC,
ammettendo: «Sono sceso lì per vendetta e, per Dio, avrò la mia
vendetta.» Si definì «un uomo arrabbiato da 44 anni»
e allo stesso tempo «la persona più stabile che abbia mai
conosciuto».
Si vedeva come un Davide che si
opponeva a un Golia.
Allo stesso modo, nel film
Skarsgård parla di tradimento durante la sua telefonata con il
personaggio di Domingo e si lamenta del fatto che la società «non
voleva lasciare vincere il piccolo uomo». Sostiene che Hall e suo
padre «attirano la gente comune, le fanno assaggiare il sogno
americano e poi le sputano via», e che «hanno truccato il gioco con
la loro matematica e montagne di denaro alle spalle per
prosciugarci».
Meridian «mi ha tradito» e «mi ha
truffato rovinandomi la vita», disse nella realtà a Heckman. Il
vero Heckman, come mostrato nel film, mandò in onda la telefonata
registrata. In seguito, gli ascoltatori iniziarono a chiamare per
donare fondi «perché era questo piccolo uomo schiacciato dalla
grande azienda», come spiegò Heckman allo Star.
La città di Indianapolis si fermò
mentre Kiritsis costrinse Hall, senza cappotto, a camminare per
quattro isolati con temperature prossime allo zero fino all’Indiana
Statehouse.
Nella prima comunicazione ufficiale
che le autorità riuscirono ad avere con Hall, egli dichiarò:
«Sono Dick Hall. Ho cibo, ho acqua e vengo trattato bene.»
Hall chiamò anche la moglie per rassicurarla che sarebbe andato
tutto bene.
La polizia e Meridian assecondarono
le richieste di Kiritsis nella speranza che non uccidesse Hall e lo
liberasse rapidamente. Le autorità annunciarono che gli avrebbero
offerto l’immunità e Meridian diffuse delle scuse, pur ritenendo di
non aver fatto nulla di sbagliato.
Tom Cochrun, direttore delle
notizie dell’emittente televisiva locale WISH, ricordò allo
Indianapolis Star gli sbalzi d’umore di Kiritsis, dal
gridare e urlare al piangere e ridere. I giornalisti temevano che
il pubblico potesse assistere in diretta a un’esecuzione.
Come nel film, il fratello James
cercò di rimanere leale. Nella realtà descrisse suo fratello come
«un uomo d’affari che combatteva per la propria dannata
vita». Nel film, il suo personaggio si avvicina a un reporter
televisivo per spiegare perché suo fratello non fosse un
mostro.
La crisi terminò davvero dopo tre
giorni, quando Kiritsis annunciò alle autorità di voler fare un
discorso e uscì dal suo appartamento con Hall, ancora con il fucile
collegato al filo attorno al collo. Nel film, Skarsgård continua a
chiedere se le telecamere stiano riprendendo perché vuole apparire
su tutte le reti nazionali. Ringrazia Heckman per avergli dato una
piattaforma, rimuove il filo dal collo di Hall e poi spara un colpo
al soffitto.
Cosa accadde a Tony Kiritsis
Sebbene le autorità avessero
promesso a Kiritsis l’immunità totale in cambio della liberazione
di Hall, ritrattarono la promessa non appena Hall fu libero.
Fu incriminato per sequestro di
persona, estorsione a mano armata e rapina a mano armata, ma fu
assolto per infermità mentale. Dopo il verdetto, i legislatori
dell’Indiana approvarono quella che sarebbe diventata nota come
“Legge Kiritsis”, per introdurre i verdetti di «colpevole ma
affetto da disturbo mentale» e «non responsabile per
infermità mentale», come spiegò nel 2001 l’Indiana Prosecuting
Attorneys Council allo Star.
Kiritsis trascorse 11 anni in
strutture psichiatriche fino alla sua liberazione nel gennaio 1988.
Una nota finale del film segnala che, dopo due anni come paziente,
era idoneo alla dimissione ma si rifiutò di firmare i documenti
perché prevedevano un trattamento psichiatrico volontario, al quale
non voleva impegnarsi.
Secondo lo Star, ebbe
difficoltà a trovare un appartamento in affitto e non possedette
mai un’auto perché non riusciva a ottenere un’assicurazione. Visse
principalmente grazie a una pensione militare. La sua salute
peggiorò dopo la diagnosi di diabete nel 2000. Nello stesso anno
cadde in coma diabetico e i medici dovettero amputargli parte del
piede destro. Inoltre, lottò contro l’alcolismo fin dalla crisi del
1977.
Il 28 gennaio 2005 Kiritsis morì a
Indianapolis all’età di 72 anni. In una lettera al direttore
pubblicata dallo Star poco dopo la morte del fratello,
James scrisse: «Nonostante i media abbiano giustamente e
costantemente descritto Tony Kiritsis come un pazzo, io scelgo di
ricordarlo prima di quel fiasco come un uomo orgoglioso delle sue
origini greche, un fratello affettuoso e premuroso, un uomo che
amava la mia famiglia, aveva compassione per gli altri e teneva
profondamente agli animali.»
In un certo senso, Kiritsis si
aspettava che la vita sarebbe stata difficile dopo il suo gesto.
Come disse a Heckman durante la crisi: «Quando mi sono messo su
questa dannata strada, sapevo che era una strada lunga, stretta, a
senso unico e senza uscita.»
Il film è tratto da un episodio di
cronaca realmente accaduto nel 1977, un sequestro con ostaggio le
cui trattative – trasmesse in diretta tv – hanno tenuto con
il fiato sospeso gli americani per 63 ore.
La trama di Il filo
del ricatto – Dead man’s wire
La mattina dell’8 febbraio 1977
Anthony G. “Tony” Kiritsis (Bill Skarsgård) entra nell’ufficio di
M. L. Hall (Al Pacino), presidente della Meridian Mortgage Company)
e prende in ostaggio il figlio Richard (Dacre Montgomery). Tony gli
punta alla testa un fucile a canne mozze con una particolarità:
collegato al grilletto c’è un dispositivo che, stretto al collo
come un cappio, se sfiorato, ucciderà all’istante l’ostaggio. Le
richieste di Tony sono chiare: 5 milioni di dollari, immunità e
soprattutto scuse personali…
Con le musiche originali di Denny
Elfaman e una colonna sonora di brani indimenticabili destinata a
essere ascoltata all’infinito, il ruolo della musica è centrale nel
film, a partire dal rapporto che s’instaura tra il protagonista
Tony e lo speaker radiofonico Fred Temple (Colman Domingo). Fred è
l’unica persona con cui Tony è disposto a parlare durante il
sequestro e nella versione italiana de Il filo del ricatto –
Dead man’s wire avrà la voce del cantautore Mario Biondi.
Gus Van Sant ha
fatto divertire tutto il pubblico di Venezia 82
con la presentazione fuori concorso del suo Il filo
del ricatto – Dead man’s wire, ispirato
all’assurda storia vera di Anthony Kiritsis, uomo
di Indianapolis che, nel 1977, prese in ostaggio il broker e
direttore di banca Richard Hall con un fucile a
canne mozze calibro 12 collegato tramite un cavo teso dal grilletto
al collo dell’uomo. Il regista di Elephant e Da
morire racconta con un’energia e un senso del ritmo
travolgente il disperativo tentativo di uomo che ha cercato di
riprendere il controllo di una situazione in cui si sentiva
soltanto sfruttato.
Sorrido alle carte che mi vengono
date
Febbraio 1977. Tony Kiritsis (Bill Skarsgård), aspirante
imprenditore di Indianapolis, ha perso l’immobile che sognava di
trasformare in un centro commerciale a causa delle rate del mutuo
non pagate. Furioso, si presenta agli uffici della Meridian
Mortgage Company per incontrare il presidente Richard
Hall (Dacre Montgomery). Ma al posto di
Hall senior (Pacino), fondatore della società, trova solo il
figlio: l’anziano dirigente, infatti, si sta godendo una vacanza di
lusso in Florida. Una scoperta che non fa che alimentare la rabbia
di Tony. Con questo metodo decisamente peculiare, prende in
ostaggio Hall junior, e seguiremo le successive 63 ore di
sequestro: Tony afferma la famiglia di magnati si è presa gioco di
lui per 4 anni. Inizia lo spostamento di questa catena umana dalla
banca all’appartamento, con la stampa che si accalca fuori
dall’abitazione. Tra questi c’è una giovane giornalista di colore
(Myha’la) che spera di poter seguire delle “notizie vere” per la
prima volta. Nelle negoziazioni viene involontariamente trascinanto
anche lo speaker radiofonico Fred Temple (Colman
Domingo), figura che Tony ha sempre idolatrato e che
dovrà agire come intermediario tra le parti. L’uomo vuole che il
suo debito venga cancellato, non sottostare a nessun processo o
accusa e, cosa più importante, le scuse personali da parte del
pater familias.
Non c’è altra scelta
Con Dead Man’s Wire,
Gus Van Sant confeziona un’ora e quaranta di pura
follia in cui la superiorità narcisistica del protagonista si
rivela direttamente proporzionale al favore del pubblico, che
rivede nella sfida estrema di quest’uomo il grido emancipatorio dei
“perdenti”, da intendersi nel senso della gente che ha
perso, a cui è stato tolto tutto.
Convinto che la società lo abbia
ingannato, che chi abbia giocato a fare il dio ormai debba perdere,
Tony orchestra un rapimento mediatico (agli antipodi di Bugonia, dove l’operazione condotta da Jesse
Plemons e compare è decisamente più clustrofobica), che
risuona della stessa disperazione di un altro protagonista del
concorso di Venezia (Man-soo di
No Other Choice).
A parlare sarà l’uomo col
fucile
La chiave è fare sentire a Tony che
ha un pubblico e infatti l’uomo chiederà una conferenza stampa in
diretta nazionale. Bill Skarsgård ruba la scena nei panni di
Tony, un mattatore fin troppo consapevole di quello che gli è
accaduto, ma non altrettanto delle possibili ripercussioni.
L’attore di origine svedese, non a caso, è avvezzo a ruoli
peculiari e con accenno di follia (lo ricordiamo come Pennywise in
IT e, più recentemente, nei panni del
conte Orlok in Nosferatu di Robert Eggers).
Il piano di Tony vive nella
contraddizione tra il volersi affermare come eroe nazionale e
ordinare che i poliziotti e la famiglia Hall non lo dimentichino, e
il definirsi un “piccolo uomo” nel momento in cui lo additano come
mostro. Dietro l’atto disperato che inscena, si nasconde in realtà
una fragilità umana totalmente condivisibile, che viene trattata al
meglio dal regista degli “ultimi”, degli individui contro il
sistema in cui risuona la storia di ogni società.
Il film è tratto da un episodio di
cronaca realmente accaduto nel 1977, un sequestro con ostaggio le
cui trattative – trasmesse in diretta tv – hanno tenuto con
il fiato sospeso gli americani per 63 ore.
La trama di Il filo
del ricatto – Dead man’s wire
La mattina dell’8 febbraio 1977
Anthony G. “Tony” Kiritsis (Bill Skarsgård) entra nell’ufficio di
M. L. Hall (Al Pacino), presidente della Meridian Mortgage Company)
e prende in ostaggio il figlio Richard (Dacre Montgomery). Tony gli
punta alla testa un fucile a canne mozze con una particolarità:
collegato al grilletto c’è un dispositivo che, stretto al collo
come un cappio, se sfiorato, ucciderà all’istante l’ostaggio. Le
richieste di Tony sono chiare: 5 milioni di dollari, immunità e
soprattutto scuse personali…
Con le musiche originali di Denny
Elfaman e una colonna sonora di brani indimenticabili destinata a
essere ascoltata all’infinito, il ruolo della musica è centrale nel
film, a partire dal rapporto che s’instaura tra il protagonista
Tony e lo speaker radiofonico Fred Temple (Colman Domingo). Fred è
l’unica persona con cui Tony è disposto a parlare durante il
sequestro e nella versione italiana de Il filo del ricatto –
Dead man’s wire avrà la voce del cantautore Mario Biondi.
Il progetto della
Paramount di realizzare un
adattamento live-action vietato ai minori delle
Tartarughe Ninja, intitolato
The Last Ronin, ha ricevuto un aggiornamento
positivo dopo che il progetto era stato messo in stand-by lo scorso
anno.
Il film, basato sul fumetto più
cupo, con Michelangelo come ultima tartaruga sopravvissuta, ha
sollevato interrogativi sul suo futuro dopo mesi senza
aggiornamenti. Parlando con Entertainment Weekly, il
co-creatore Kevin Eastman ha detto che il film non
è stato abbandonato. “Non credo che il film sia stato
cancellato”, sono le parole di Eastman. “Penso che sia
solo ritardato… Credo che verrà realizzato”.
La Paramount ha
annunciato questo progetto live-action come adattamento del
fumetto The Last Ronin, promettendo di seguire
l’ultimo sopravvissuto Michelangelo alla ricerca di vendetta dopo
la morte dei suoi fratelli. Il suo obiettivo è eliminare il loro
assassino, il nipote di Shredder. La trama è significativamente più
cupa rispetto alla maggior parte dei film della serie, rivolgendosi
a un pubblico più adulto che era fan delle storie originali.
La mancanza di aggiornamenti ha
fatto seguito al successo e alla rinnovata attenzione per
Teenage Mutant Ninja Turtles – Caos Mutante del
2023, diretto da Jeff Rowe e Kyler
Spears e scritto e prodotto da Seth
Rogen ed Evan Goldberg. Lo studio sta
ampliando quel film con un sequel in programma, mentre questo film
live-action più cupo è in sospeso.
C’è però un interesse continuo per
questa versione, dato che la trama di The Last
Ronin si espande nei fumetti. Eastman e Tom Waltz stanno
sviluppando ulteriori puntate, e questo conferisce al franchise una
base ancora più ampia, suggerendo che questa storia rimane una
priorità.
A differenza dei precedenti
adattamenti live-action, come la trilogia del 1990-1993 e le
versioni reboot del 2014-2016, The Last Ronin sarà
la prima uscita della serie classificata come vietata ai minori.
Sebbene i fumetti originali degli anni ’80 fossero più cupi, i film
recenti si sono tradizionalmente rivolti a un pubblico più giovane
con versioni più adatte alle famiglie. Questo tono più cupo
richiama il confronto con adattamenti di fumetti per adulti come
Logan, Joker e Deadpool.
E a differenza della maggior parte
delle versioni di questa storia e di questi personaggi, The
Last Ronin è ambientato in una linea temporale distopica
futura in cui le Tartarughe hanno già perso, e invece di una
tradizionale avventura di squadra, Michelangelo opera da solo a New
York City. Lo stato del progetto arriva in un momento in cui il
franchise delle Tartarughe Ninja sta cambiando a seguito della
fusione tra Skydance e Paramount.
Eastman riconosce che la serie è in
un periodo di transizione, e questo è solitamente un momento in cui
gli studi rivalutano i progetti in corso e i piani di
distribuzione. Poiché Eastman è co-creatore delle
Tartarughe Ninja e rimane strettamente coinvolto
nei progetti del franchise, i suoi commenti hanno un grande peso
per i fan che seguono questo nuovo adattamento. Anche se non si
tratta di un annuncio ufficiale, gli aggiornamenti da parte di uno
dei creatori di solito segnalano se ci sono ancora progetti attivi
come questo.
Il successo del film Superman
di James
Gunn continua, dato che l’ultimo capitolo dell‘universo DC
ha superato L’Uomo
d’Acciaio di Zack Snyder in un
importante aggiornamento al botteghino. L’uomo del domani è
finalmente tornato sul grande schermo, dato che
il finale di Superman è diventato un vero e proprio
lancio per la timeline DCU, con il franchise rilanciato dalla DC Studios
che segna l’alba di una nuova era per il marchio DC.
Con David Corenswet nel ruolo della nuova
incarnazione della leggenda DC, il film Superman è diventato uno
dei primi successi della DC dopo molti anni di difficoltà per
diversi film della DCEU, che hanno portato alla fine del franchise
decennale nel 2023. Mentre Superman continua la sua corsa
nelle sale, il film del 2025 ha ora raggiunto un altro record al
botteghino.
Box Office Mojoriporta che il film
Superman di Gunn ha ufficialmente superato i 292,4
milioni di dollari al botteghino nazionale martedì 29 luglio, con
un totale di 506,5 milioni di dollari in tutto il mondo. Il
risultato nazionale di Superman significa che ha
ufficialmente superato Man of Steel di Snyder nella categoria
nazionale, con il film del DCEU del 2013 che ha chiuso la sua corsa
negli Stati Uniti con 291 milioni di dollari.
Al momento della pubblicazione di
questo articolo, i Man of Steel dati sul box office nazionale
non sono stati adeguati all’inflazione. Il successo al box
office nazionale di Superman arriva solo 18 giorni dopo l’uscita
nelle sale del film di Gunn della DCU all’inizio di questo mese,
con grandi uscite come Jurassic
World Rebirth e The Fantastic Four: First
Steps attualmente in programmazione.
Cosa significa l’aggiornamento
sul box office di Superman
Il film di Gunn su Superman è
il giusto inizio per la DCU
Con gli ultimi dati nazionali
relativi a Superman di Gunn, il film prodotto dalla DC Studios è
ufficialmente il film Superman con il maggior incasso di tutti i
tempi nel mercato statunitense. Il film Superman di Gunn ha
anche superato il box office nazionale di tutti i film di
Christopher Reeve tra il 1978 e il 1987, sia a livello nazionale
che mondiale, nonché quello di Superman Returns del 2006 con
Brandon Routh.
Tuttavia, il film con Superman più
redditizio in assoluto rimane Batman v Superman: Dawn of
Justice, che ha incassato 330,3 milioni di dollari sul mercato
interno. Inoltre, è molto improbabile che Superman superi i
risultati globali di Batman v Superman: Dawn of Justice, che ha
incassato oltre 874 milioni di dollari.
Tuttavia, la domanda più importante
è se il Superman del 2025 riuscirà a superare i risultati al
botteghino mondiale di Man of Steel quando il film di Gunn avrà
terminato la sua corsa nelle sale. Di questo passo, le possibilità
che il film di Gunn del 2025 superi Man of Steel e Justice
League del 2017 non sono chiare, poiché dipenderanno
dall’andamento delle prossime settimane.
Mentre la versione di Gunn del 2025
sta ottenendo ottimi risultati a livello nazionale, lo stesso non
si può dire a livello internazionale. Finora ha incassato 214
milioni di dollari, mentre il film DC del 2013 con Hanry Cavill ha
incassato 379 milioni di dollari. Gunn ritiene che il minore
coinvolgimento del pubblico internazionale sia probabilmente dovuto
al “sentimento anti-americano” nel clima politico.
Pertanto, sarà difficile per
Superman superare il successo mondiale di Man of Steel. Tuttavia,
il regista continua a considerare il film un grande successo,
tenendo conto di tutti i fattori.
Ryan Coogler e
Michael B. Jordan hanno
collaborato a numerosi progetti, tra cui i film delle serie
Black Panther e
Creed. La loro prossima collaborazione, tuttavia, sarà un
“film evento” IMAX ancora senza titolo per la Warner Bros.
che avrà come protagonista Jordan e che il pubblico potrà scoprire
l’anno prossimo, dato che la Warners ha fissato la data di uscita
del progetto al 7 marzo 2025, secondo quanto
riportato da Deadline, con le riprese che dovrebbero avere inizio
ad aprile a New Orleans. I dettagli sul film sono ancora scarsi, ma
si prevede che sarà molto diverso dai precedenti progetti di
Coogler e Jordan.
Sebbene la Warner Bros. non abbia
confermato alcun punto della trama, un rapporto di Puck dell’inizio
dell’anno ha affermato che il film avrà come protagonista Jordan
nei panni di una coppia di vampiri succhiasangue. Puck ha aggiunto
che si ipotizza che il film sia ambientato nel Sud americano negli
anni ’30, con l’era Jim Crow che avrebbe avuto un ruolo importante.
Jordan dovrebbe dunque ricoprire più ruoli all’interno del film,
che dovrebbe dunque avere anche un’ambientazione fissata nel
passato. Coogler produrrà anche il film con la sua Proximity Media
insieme a Zinzi Coogler e Sev Ohanian.
Ryan Coogler e Michael B. Jordan
insieme per la quinta volta
Come già riportato, questo film
segnerà la quinta collaborazione tra Jordan e Ryan Coogler. Dopo il
film indipendente Prossima fermata: Fruitvale Station e lo
sportivo Creed
– Nato per combattere, spin-off della serie
di Rocky, i
due hanno lavorato ai blockbuster Black
Panther e Black
Panther: Wakanda Forever. Dopo queste due esperienze,
sembra ora che i due siano pronti per qualcosa di completamente
diverso, che potrebbe portarli in territori nuovi e inesplorati
all’interno delle rispettive carriere. Si attendono dunque maggiori
notizie.
A tutti gli appassionati delle
avventure di Altair, Ezio e del nuovo arrivato Connor la notizia
piacerà senz’altro. Stiamo parlando del famosissimo gioco della
Ubisoft, Assassin’s
Creed e della sua trasposizione
cinematografica.
La scorsa estate l’attore Michael Fassbender si è
associato al progetto come protagonista e produttore. Adesso la
Ubisoft, in partnership con la New Regency e la 20th Century Fox,
ha stabilito delle scadene per portare avanti il progetto. Entro
l’estate 2013 si dovrebbe quindi avere un nome per la regia e una
sceneggiatura. A questo scopo è stato assunto Michael Lesslie, che
avrà sulle spalle tantissime aspettative, non solo da parte della
produzione ma soprattutto da parte dei fan, che non tollererebbero
uno scempio di un tale gioiello di home entertainment.
La storia ruote intorno a Desmond (Fassbender) che scopre di
essere il discendente degli Assassini quando viene rapito da una
società segreta che a sua volta discende dai Cavalieri Templari.
Fonte: WP
Arriva finalmente la
conferma dalla Universal che l’adattamento atteso di 50
sfumature di grigio uscirà nel 2014. L’annuncio arriva dal
presidente in persona Adam Fogelson,
A gennaio 2012 Kiefer
Sutherland rivelò che le riprese di 24: The
Movie sarebbero cominciate ad aprile 2012. Questo non
è avvenuto, prevalentemente perchè
Il film di fantascienza post-apocalittico di Ridley Scott, The Dog
Stars, uscirà nel 2026. Con Jacob Elordi (Euphoria), Josh Brolin (Dune) e Margaret Qualley (The
Substance), il prossimo film del regista di Il
gladiatore è tratto dall’omonimo romanzo di Peter Heller del
2012. Con una sceneggiatura di Mark L. Smith, autore di
Twisters, il film è ambientato all’indomani di una
catastrofica epidemia influenzale che ha quasi spazzato via
l’umanità.
Secondo Variety, The Dog Stars uscirà il 27 marzo 2026,
con le riprese attualmente in corso. Questo aggiornamento arriva
dopo che la Disney ha riprogrammato diversi dei suoi progetti, tra
cui entrambi i film degli Avengers. Il film di Scott è
prodotto dalla 20th Century Studios.
Cosa significa questo per The Dog Stars
Scott ha diversi progetti in cantiere in varie fasi di sviluppo.
The Dog Stars, che dovrebbe essere il prossimo, arriverà in
primavera. In precedenza, era stato riferito che il regista
avrebbe provato a cimentarsi in un film biografico sui Bee Gees
dopo il film con Elordi. Nel frattempo, il regista sta anche
sviluppando un terzo film di Gladiator e un nuovo film di
Alien, anche se al momento non si conoscono i
progressi.
The Dog Stars è stato annunciato nel novembre 2024, in
anticipo rispetto all’uscita di Gladiator II, il che rende
il tempo tra l’annuncio e l’uscita piuttosto breve,
considerando che molti progetti richiedono anni per essere
realizzati. Oltre ai tre protagonisti, il cast corale ha
recentemente aggiunto Benedict Wong per un ruolo ancora
sconosciuto.
Sebbene i dettagli siano ancora segreti, il film segue Hig
(Elordi), un pilota civile, e un ex marine (Brolin), che affrontano
degli invasori e la speranza di una vita migliore al di fuori del
loro attuale luogo di residenza.
Il
cult sottovalutato con Anne Hathaway è tornato
sotto i riflettori. Colossal, la
commedia nera sci-fi vietata ai minori che all’uscita non trovò il
pubblico sperato, è disponibile in streaming in Italia su
Prime Video.
L’attrice ha recentemente invitato i fan a recuperarlo, ironizzando
sul fatto che in sala “non l’ha visto nessuno”, nonostante l’ottima
accoglienza critica (82% su Rotten Tomatoes). Un film amato dalla
critica ma rimasto ai margini del grande pubblico.
Diretto da Nacho
Vigalondo, il film segue Gloria, una donna
alle prese con alcolismo, relazioni tossiche e un senso di
fallimento crescente. Dopo essere stata lasciata dal fidanzato
(interpretato da Dan
Stevens), torna nella sua città natale dove
ritrova l’amico d’infanzia Oscar, interpretato da
Jason
Sudeikis.
La svolta arriva quando Gloria scopre che i suoi movimenti notturni
in un parco giochi si manifestano, dall’altra parte del mondo,
sotto forma di un gigantesco kaiju che devasta Seoul. Il mostro
diventa la materializzazione dei suoi demoni interiori: perdita di
controllo, senso di colpa, dipendenza.
Il film parte come una commedia stralunata e si trasforma
progressivamente in un racconto cupo sulle dinamiche di potere e
manipolazione emotiva. Il rapporto tra Gloria e Oscar si rivela
molto più oscuro di quanto sembri inizialmente.
Perché è stato sottovalutato?
Presentato al Toronto International Film Festival, Colossal attirò subito l’attenzione per
il concept originale. Ma la sua natura ibrida – a metà tra rom-com,
monster movie e dramma psicologico – rese difficile il
posizionamento commerciale.
Hathaway ha raccontato di aver scelto il progetto in un momento di
ricerca artistica, colpita dalla struttura imprevedibile e dal
sottotesto emotivo. Vigalondo ha definito il film “autobiografico”,
spiegando come i personaggi rappresentino parti conflittuali della
propria personalità.
Oggi, con la disponibilità in streaming su Prime Video in Italia,
Colossal ha finalmente
la possibilità di essere riscoperto. Non è un blockbuster
tradizionale, ma un film che usa il fantastico per parlare di
responsabilità, autodistruzione e consapevolezza.
Se cercate uno sci-fi diverso dal solito, questo è il momento
giusto per dargli una seconda possibilità.
Se il sequel di Superman con Henry Cavill fosse mai stato realizzato, il
DCEU avrebbe esplorato le paure dell’Uomo
d’Acciaio, secondo il regista di Mission:
Impossible, Christopher McQuarrie.
Uno degli aspetti più noti della
cronologia cinematografica del DCEU sono stati i numerosi film in
fase di sviluppo che non si sono mai concretizzati. Quando si è
trattato della versione di Superman di Cavill,
c’erano stati vari piani su cosa fare con la sua interpretazione
dell’Uomo d’Acciaio. Nell’ultimo episodio di Happy, Sad,
Confused, a McQuarrie è stato chiesto delle idee che aveva per
un film di Superman con Cavill, dopo aver lavorato
con la star britannica in Mission: Impossible – Fallout. Secondo
McQuarrie, il sequel di Superman con Cavill
avrebbe esplorato lati più profondi dell’icona DC, dato che
l’attore de L’Uomo d’Acciaio aveva anche condiviso
alcuni suggerimenti sulla direzione da dare al personaggio:
E poi, come si fa con Superman?
Henry aveva già dato un’idea. Mi sono improvvisamente reso conto di
come questi due personaggi avessero queste incredibili somiglianze,
che hanno anche permesso un conflitto incredibile e una risoluzione
straordinaria che ha ampliato l’universo.
Ma vi racconterò i primi cinque
minuti del mio film di Superman, che era… immaginate Up della
Pixar, una sequenza senza dialoghi che trattava proprio quel
personaggio nei primi cinque minuti. I primi cinque minuti del film
erano un’introduzione, dopo la quale si capiva esattamente cosa
spingeva Superman, e esattamente di cosa aveva più paura, e perché
Superman aveva fatto le scelte che aveva fatto, e sarebbe stato
epico. Sarebbe stato epico, in cinque minuti, la portata del film
sarebbe stata assolutamente straordinaria. L’altra cosa, e spero
che chiunque guardi questo film, che si goda il finale di questo
film [Mission: Impossible – The Final Reckoning], sia la sensazione
che vorrei che vi lasciaste, perché è proprio questo che
rappresenta Superman. È speranza, è fonte di ispirazione, e la
gioia che crea.
Annunciato nel 2020, il film
Rogue
Squadron di Star
Wars incentrato sui piloti di caccia doveva essere
diretto dalla regista di Wonder Woman (2017),
Patty Jenkins, ma secondo alcune notizie del 2023
il film sarebbe stato accantonato. In una recente intervista con Polygon, lo
sceneggiatore Matthew Robinson ha però parlato
molto bene della sua esperienza di lavoro con Jenkins alla
sceneggiatura del film, rivelando di non essere sicuro dello stato
attuale del film.
Robinson riconosce anche che questo
è un periodo di grandi cambiamenti per la Lucasfilm e che non è
chiaro come andranno le cose per loro in termini di film
distribuiti nelle sale. “Mi sono divertito molto a scriverla.
Patty Jenkins è una delle mie artiste preferite al mondo. Penso che
sia assolutamente brillante. Abbiamo lavorato molto bene insieme.
Al momento non so cosa Lucasfilm voglia farne. Sono in una fase di
grande cambiamento dopo l’uscita di Kathleen [Kennedy] e chissà
cosa riserva loro il futuro dal punto di vista
cinematografico”.
Robinson ha continuato l’intervista
rivelando alcuni nuovi dettagli su Rogue Squadron,
condividendo che, grazie al legame personale di Jenkins con
l’aviazione, il film avrebbe approfondito davvero cosa significa
essere un pilota di caccia nel mondo di Star Wars.
Anche se non sa cosa succederà al film, spera che alla fine vedrà
la luce: “È stato molto emozionante scriverlo, e soprattutto
lavorare con Patty, che ne ha fatto una storia molto personale. Era
un film incentrato sui piloti di caccia. Suo padre era un pilota di
caccia”.
“Era una cosa molto personale
per lei, e stavamo cercando di raccontare una storia davvero
fantastica sui piloti di caccia e sui piloti dello Squadrone Rogue
nell’universo di Star Wars. Penso che abbiamo fatto un ottimo
lavoro e spero davvero che un giorno potremo vedere una versione di
quel film“. Dopo 14 anni come presidente della Lucasfilm, il
mese scorso è stato reso noto che Kathleen Kennedy
avrebbe lasciato la carica. Dave Filoni, il
creatore di serie come The Clone Wars, The Bad Batch e
Ahsoka, prenderà il suo posto come presidente e
direttore creativo, con Lywen Brennan come
co-presidente. A quel punto si saprà quali progetti del franchise
verranno effettivamente realizzati.
Il regista candidato all’Oscar
Lee Isaac Chung ha lasciato la Warner Bros e il
prequel ancora senza titolo di Ocean’s Eleven con
Margot Robbie. Nonostante la sua uscita
apparentemente improvvisa dal progetto, un portavoce della Warner
Bros. ha rivelato che non ci sono stati attriti tra Chung e il
resto del team creativo. Lo studio di produzione ha spiegato che,
sebbene il regista se ne sia andato a causa di divergenze creative,
ha lasciato in buoni rapporti. In una dichiarazione esclusiva a
Deadline, il portavoce ha
affermato: “Si tratta di una separazione amichevole dovuta a
divergenze creative”.
Anche i rappresentanti della Warner
Bros. e della LuckyChap (la società di produzione di Robbie) hanno
parlato molto bene di Chung dopo la sua uscita. Lo hanno descritto
come un regista visionario che è stato una risorsa “inestimabile”
per loro durante la sua permanenza nel prequel di Ocean’s
Eleven. Gli studios hanno anche chiarito che questa non
sarà l’ultima volta che lavoreranno con il regista, poiché non
vedono l’ora di collaborare con lui in futuro.
“Lee Isaac è un talento
cinematografico unico, la cui visione e collaborazione sono state
preziose per la Warner Bros. e la LuckyChap durante questo
percorso. La nostra esperienza con lui ha solo rafforzato il nostro
entusiasmo di collaborare insieme a progetti futuri”, sono le
parole espresse a riguardo.
Mentre la Warner Bros. si avvicina
alla conclusione dell’accordo con la Paramount, il prossimo film
Ocean’s Eleven rimane una priorità per lo studio.
La casa di produzione è quindi ora attualmente alla ricerca di un
nuovo regista. Sebbene i dettagli della trama siano ancora segreti,
la sceneggiatura è stata scritta da Carrie Solomon
e rimarrà fedele ai personaggi originali di George Clayton
Johnson e Jack Golden Russell. Al momento
della pubblicazione di questo articolo, non è però ancora stata
resa nota la data ufficiale di uscita del prequel con
Margot Robbie.
Vanessa Kirby sta facendo il suo debutto
nell’MCU nei panni di Sue Storm
in I Fantastici quattro: Gli Inizi, ma il suo prossimo film
Netflix
potrebbe essere ancora più emozionante. Continua a fare passi da
gigante nella sua carriera e sta diventando una delle star più
importanti di Hollywood. L’attrice ha debuttato al cinema nel
2010 e ha continuato a lavorare in progetti sempre più
importanti.
Il ruolo che l’ha resa famosa,
quello dellaprincipessa Margaret nelle stagioni 1 e 2 di
The
Crown, le è valso numerosi riconoscimenti, tra
cui una nomination ai Primetime Emmy come migliore attrice non
protagonista. Dopo il suo debutto in questa serie, ha recitato in
ruoli importanti in franchise di successo, tra cui Mission:
Impossible e Fast & Furious. Nel 2021 ha ottenuto una
nomination all’Oscar per il ruolo da protagonista in Pieces of a
Woman.
È un’attrice eccellente e una star
d’azione, e il suo prossimo ruolo nella Marvel è il culmine di
tutto ciò che ha fatto nella sua carriera fino ad ora. Dopo
Fantastic Four, interpreterà nuovamente la Donna Invisibile
nel film Avengers:
Doomsday del 2026. Tuttavia, prima di unirsi agli Avengers,
reciterà in un nuovo thriller Netflix, di cui è appena uscito il primo trailer cupo
e inquietante.
Netflix pubblica il primo
trailer di Night Always Comes
Kirby torna su Netflix con Night
Always Comes. Basato sul romanzo del 2021 di Willy
Vlautin, il film vede Kirby nei panni di Lynette, che cerca di
creare un nuovo futuro per sé stessa e per il fratello affetto da
disabilità dello sviluppo. Dopo che sua madre ha speso l’anticipo
per la loro casa per comprare una nuova auto, Lynette ricorre a
metodi pericolosi e illegali per raccogliere 25.000 dollari in una
notte.
Al fianco di Kirby c’è un cast
impressionante che include Jennifer Jason Leigh, Zack Gottsagen,
Randall Park, Eli Roth e Julia Fox. Il film è diretto da Benjamin
Caron con una sceneggiatura scritta da Sarah Conradt. Il film è
previsto in anteprima su Netflix il 15 agosto 2025.
Netflixha recentemente pubblicato il primo trailer di Night Always
Comes, che mette in risalto la performance violenta e
determinata di Kirby nei panni di Lynette. Durante la notte, la
ragazza si ritrova in situazioni losche, tra cui il furto di
un’auto e diverse risse. La sua disperazione è evidente in tutto il
trailer, e sarà emozionante vedere come si evolverà la notte.
Cosa significa questo trailer
per Night Always Comes
L’ultimo film di Kirby per Netflix,
Pieces of a Woman, le è valso una nomination all’Oscar, e
Night Always Comes sembra essere un altro veicolo per
mostrare la sua versatilità come attrice. Ha una presenza imponente
e sarà emozionante vedere come interpreterà un thriller
poliziesco.
È anche piacevole vedere Kirby
continuare ad accettare ruoli drammatici nonostante la sua ascesa
nella Marvel. Dopo Fantastic Four, sarà molto impegnata con
i preparativi per il prossimo film degli Avengers. Speriamo che
abbia ancora tempo per interpretare ruoli di questo tipo,
permettendo al pubblico di vedere quanto sia ampia la sua gamma di
interpretazioni dopo il film Netflix.
The Dog Stars, il nuovo film
post-apocalittico sci-fi diretto da Ridley Scott e interpretato da Jacob Elordi, non arriverà più nelle sale a
marzo 2026 come inizialmente previsto. Il titolo era fissato per il
27 marzo 2026, ma secondo quanto riportato da Deadline, la release
è stata ufficialmente rinviata al 28 agosto 2026, penultimo weekend
dell’estate cinematografica. Nella stessa data sono attualmente
programmati anche Coyote vs.
Acme e il reboot di Cliffhanger con Lily
James.
Per colmare il vuoto lasciato dal film di Scott, Disney ha deciso
di anticipare l’uscita di Ready
or Not 2: Here I Come, che passa dal 10 aprile al 27 marzo
2026. Una mossa che dimostra grande fiducia nel sequel horror,
collocato ora nella finestra pre-pasquale, dove si scontrerà con il
nuovo horror targato Warner Bros., They Will Kill You.
Disney ha inoltre rivisto il calendario anche per quanto riguarda
Pixar, spostando il nuovo film Gatto dal 18 giugno 2027 al 5 marzo 2027. In quella data sono previsti
anche il reboot de Il caso
Thomas Crown prodotto da Amazon MGM Studios e diretto da
Michael B. Jordan, oltre a un titolo ancora
senza nome targato Warner Bros.
Andy Serkis è intervenuto nel dibattito sempre
acceso su quale sia il miglior film di
Christopher Nolan, scegliendo un titolo piuttosto
inaspettato.
Nolan dirige lungometraggi dal 1998 e ha iniziato a farsi notare
dal grande pubblico nel 2000 con Memento. Da allora la
sua carriera ha alternato opere di gran rilievo nominate all’Oscar
come Dunkirk e Oppenheimer, a
blockbuster d’azione come la trilogia de Il cavaliere
oscuro.
Alla domanda su quale fosse il suo film preferito del regista,
Serkis ha indicato The Prestige. In un’intervista a Variety, l’attore ha detto che il film è
“uno dei suoi preferiti” e uno dei pochi progetti a cui ha
partecipato che riesce “in qualche modo a riguardare senza
disagio”. Ecco cosa ha dichiarato: “Mi piace davvero
molto riguardare quel film. Sono pochissimi i film in cui
recito che riesco a guardare senza problemi. Penso davvero che sia
uno dei miei film preferiti. Inoltre ho avuto la possibilità di
lavorare con David Bowie, ovviamente!”
The Prestige è un
drama-thriller del 2006 diretto da Christopher Nolan, ambientato nella
Londra vittoriana di fine Ottocento. Il film segue
la rivalità sempre più ossessiva tra due
illusionisti, Robert Angier e Alfred Borden, inizialmente
colleghi e poi nemici giurati dopo un tragico incidente sul palco
che segna la rottura definitiva del loro rapporto. Spinti da
ambizione, gelosia e desiderio di rivalsa, i due trasformano la
loro competizione in una spirale autodistruttiva,
arrivando a sacrificare ogni cosa pur di creare il trucco di magia
perfetto. Si tratta del quinto film del regista,
collocato tra i primi due capitoli della trilogia de
Il cavaliere oscuro.
Nonostante il successo del nome Nolan, The Prestige non ha raggiunto la stessa fama
di titoli come Oppenheimer, Il cavaliere oscuro o Interstellar, risultando più
contenuto in termini di premi e riconoscimento generale.
Il film, però, va letto anche in relazione al suo budget
ridotto, circa 40 milioni di dollari, molto inferiore
rispetto ad altri progetti del regista come Oppenheimer o Tenet. Sul piano economico, ha comunque ottenuto
buoni risultati con circa 109,6 milioni di dollari al box
office mondiale, una cifra che suggerisce una solidità
commerciale considerando i costi di produzione e distribuzione.
Le recensioni sono state generalmente positive: 66
su Metacritic e 77% su Rotten Tomatoes, mentre il pubblico lo ha
apprezzato ancora di più con un 92% di gradimento e oltre 250.000
voti. The Prestige
continua a essere rivalutato da critica e spettatori e, in caso di
mancata visione, è un titolo assolutamente da recuperare.
Il fratello minore di Christopher Nolan, il produttore e
sceneggiatore Jonathan Nolan, ha condiviso la sua
sincera recensione del prossimo adattamento cinematografico
dell’Odissea realizzato dal regista. Basato
sull’antico poema epico mitologico greco di Omero, l’Odissea
di Nolan segue le vicende di Ulisse, interpretato da Matt Damon, mentre lui e i suoi uomini
intraprendono il difficile viaggio decennale verso Itaca dopo aver
combattuto nella altrettanto lunga guerra di Troia.
Considerando il materiale di
partenza, che include mostri, divinità e creature mistiche in
abbondanza, Odissea sarà sicuramente l’opera più fantastica e
articolata di Nolan fino ad oggi. È anche il primo film girato
interamente con telecamere IMAX, segnando una nuova era nella
produzione cinematografica. Quando i biglietti per le proiezioni
IMAX sono stati messi in vendita lo scorso anno, sono andati
esauriti quasi immediatamente.
Ora, mentre cresce l’attesa per
l’uscita del film prevista per l’estate, Jonathan
Nolan ha rivelato a CinemaBlend di aver avuto la
fortuna di vedere in anteprima l’ultimo film di suo fratello.
Sebbene abbiano già collaborato in passato, in particolare per
Memento, The Prestige e Il cavaliere
oscuro, il fratello minore Nolan non è coinvolto nella
realizzazione dell’Odissea. “Ho visto l’Odissea. È fantastico. È un risultato
incredibile”, ha detto.
“Da giovane ero affascinato
dall’Iliade e dall’Odissea, e ho avuto alcune conversazioni
divertenti con Chris su dove lo avrebbe portato. È un film
spettacolare”, ha continuato. Nolan ha anche confermato di
aver visto l’intero film, ribadendo che lo ha trovato
“fantastico”.
Nolan ha poi condiviso ciò che
ricordava dell’amore che suo fratello maggiore nutriva da sempre
per la narrazione e la realizzazione di film: “Alcuni dei miei
primi ricordi riguardano Chris… che girava film. Ha sette anni più
di me, sei o sette anni. Quindi, quando avevo due o tre anni, lui
era già, sapete… mia madre gli aveva dato la telecamera Super 8 di
mio padre e lui era già al lavoro”. “È stato un lungo
viaggio”, ha concluso.
È interessante notare che lo stesso
Christopher Nolan ha recentemente
rivelato che anche lui è stato ispirato e affascinato dalla
mitologia greca e latina fin dall’infanzia. In un’intervista
rilasciata lo scorso anno a Empire, il regista premio Oscar ha
rivelato che uno dei suoi primi ricordi è quello di aver visto
“una recita scolastica dell’Odissea quando aveva cinque o sei
anni”.
Da allora, l’influenza della
mitologia è rimasta con lui. “Penso che sia dentro tutti noi,
davvero”, ha detto il regista. “E quando inizi ad
analizzare il testo e ad adattarlo, ti rendi conto che tutti questi
altri film – e tutti i film a cui ho lavorato – provengono
dall’Odissea. Emma [Thomas, moglie di Nolan e sua collega
produttrice] lo ha espresso al meglio quando abbiamo annunciato il
progetto per la prima volta: è fondamentale”.
Quello che sappiamo sul
film Odissea di Christopher
Nolan
Il film vanta un ricco cast
composto da Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong’o, Robert Pattinson, Charlize Theron, Jon Bernthal, Benny Safdie,
John Leguizamo, Elliot Page, Himesh Patel,
Mia Goth e Corey Hawkins. Per
quanto riguarda la trama, questa segue Odisseo, il leggendario re
greco di Itaca, nel suo pericoloso viaggio di ritorno a casa dopo
la guerra di Troia. La narrazione descrive i suoi incontri con
esseri mitici come il ciclope Polifemo, le sirene e la maga Circe,
culminando nel suo tanto atteso ricongiungimento con la moglie
Penelope.
Ad oggi sappiamo unicamente che
Matt Damon interpreta Odisseo, mentre Tom Holland è suo figlio Telemaco, Jon Bernthal è Menelao, Benny
Safdie è Agamennone e Charlize Theron è la Maga Circe. L’identità
dei personaggi degli altri interpreti è ad oggi segreta. Sappiamo
inoltre che Nolan ha girato il film interamente in formato IMAX,
avvalendosi di nuove tecnologie realizzate appositamente
per Odissea. Il regista ha inoltre limitato
quanto più possibile l’uso di CGI, con l’obiettivo di ricreare
quanto più possibile in modo pratico l’epico mondo descritto da
Omero con il suo poema epico.
Odissea
sarà distribuito al cinema da Universal
Pictures dal 16 luglio
2026.