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Moonlight: trailer italiano del film di Barry Jenkins

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Moonlight: trailer italiano del film di Barry Jenkins

Lucky Red ha diffuso il trailer italiano di Moonlight, il film  vincitore del Golden Globe per il Miglior film drammatico, applaudito dalla critica di tutto il mondo

Moonlight racconta l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di Chiron, un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi difficili di Miami, che cerca faticosamente di trovare il suo posto del mondo. Un film intimo e poetico sull’identità, la famiglia, l’amicizia e l’amore, animato dall’interpretazione corale di un meraviglioso cast di attori.

Moonlight: recensione del film di Barry Jenkins

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Moonlight: recensione del film di Barry Jenkins

Trai titoli che saranno protagonisti della corsa agli Oscar per il 2017 c’è Moonlight, intenso film di Barry Jenkins che arriva in sala in Italia il 16 febbraio.

Moonlight di Barry Jenkins è candidato a sei premi Oscar 2017

La scoperta di sé non è mai un processo semplice, lo è già in un ambiente sano e protetto, ma in un contesto di difficoltà crescere e riconoscere la propria identità è una sfida cui qualcuno soccombe. Una madre tossicodipendente, un amico speciale, i bulli della scuola e surrogati paterni sui generis ruotano intorno a Chiron, un bimbo, un ragazzo, un uomo che vediamo crescere e svilupparsi come essere umano nel corso di tre età. Seguendo il suo difficile cammino, scopriamo qualcosa in più su di noi e sulla difficoltà di creare legami nel corso della vita stessa. In Moonlight procediamo seguendo in punta di piedi il filo rosso di connessioni umane, storie di vita difficile, costruzione e distruzione di rapporti, tutto con l’occhio vicino, invadente e attento di Jenkins.

Dopo Medicine for Melancholy del 2008, discretamente accolto da pubblico e critica, Barry Jenkins torna a raccontarci uno spaccato di vita immerso in una Miami sporca e cattiva che fa da sfondo a un racconto che, nonostante le difficoltà che mette in scena, è affrontato con delicatezza e originalità. Moonlight è nettamente diviso in tre parti, una per ogni età, che raccontano difficoltà ed emozioni diverse, tutte legate al protagonista nella sua ricerca di un rifugio, di un posto, di un affetto nel mondo che lo vede irrimediabilmente e inevitabilmente solo.

MoonlightIl processo formativo del protagonista viene però esposto attraverso episodi e incontri brevi, come dei flash che esulano dallo sviluppo narrativo, delle brevi occhiate attraverso il sipario di una vita che ci viene in definitiva nascosta dagli stessi passaggi temporali.

Moonlight mostra quindi, senza raccontare davvero, lo sviluppo, la scelta e la formazione, ma nella mancanza di veri e propri nodi narrativi in grado di collegare tra loro le vicende, rivela la sua più grande debolezza.

Moonlight: nuove sale per il Miglior Film agli Oscar 2017

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Moonlight: nuove sale per il Miglior Film agli Oscar 2017

Dopo aver trionfato agli Oscar, la presenza di Moonlight nelle sale si rafforza. All’indomani della vittoria dei tre premi (Miglior Film, Migliore Sceneggiatura non originale, Migliore Attore non protagonista), la risposta del pubblico non si è fatta attendere.

Nei due giorni successivi il film ha infatti registrato un aumento considerevole di presenze nei cinema in cui è in programmazione.

Moltissime le richieste da parte dell’esercizio. Da domani, il film di Barry Jenkins sarà programmato in oltre 140 schermi. Oltre il doppio delle sale.

Oscar 2017, tutti i vincitori: Moonlight è il miglior film

Siamo naturalmente felicissimi” – dichiara Andrea Occhipinti, che con Lucky Red distribuisce il film –  “Moonlight è bellissimo e L’Oscar come miglior film è meritato.

Come è nella nostra tradizione, il film di Barry Jenkins è una scelta non ovvia, un film senza grandi star che però è riuscito ad imporsi per la sua qualità e la sua forza.

I premi ottenuti (i tre Oscar, il Golden Globe, gli Independent Spirit Awards) permetteranno a Moonlight di raggiungere un pubblico più ampio che speriamo possa apprezzarlo”.

Moonlight racconta l’infanzia, l’adolescenza e l’età adulta di Chiron, un ragazzo di colore cresciuto nei sobborghi difficili di Miami, che cerca faticosamente di trovare il suo posto del mondo. Un film intimo e poetico sull’identità, la famiglia, l’amicizia e l’amore, animato dall’interpretazione corale di un meraviglioso cast di attori.

Moonlight: la luce della luna illumina i sobborghi di Miami

Moonlight: la luce della luna illumina i sobborghi di Miami

Arriva nelle sale italiane il 16 febbraio, dopo il successo ottenuto negli Stati Uniti, un film indipendente acclamato dalla critica americana come un piccolo capolavoro, apprezzato per l’originale mix di realismo e poesia, che ormai rischia di diventare il caso cinematografico dell’anno in un crescendo inatteso che lo ha portato ad aggiudicarsi un Golden Globe come Miglior film drammatico e ben 8 nomination agli Oscar, tra cui quelle per il Miglior film e la Migliore regia. Stiamo parlando di Moonlight, il secondo lavoro di Barry Jenkins.

Il regista statunitense, che ha esordito nel 2008 con il dramma romantico Medicine for Melancholy, sceglie ora di raccontare una storia dai molti elementi autobiografici, a partire dall’ambientazione in quella Miami – in particolare nel sobborgo di Liberty City, considerato una delle zone più difficili della città – dove lui stesso è nato e cresciuto. Ispirato a un testo teatrale di Tarell Alvin McCraney, in cui il drammaturgo metteva in scena alcune esperienze personali, il lavoro è incentrato sul percorso di formazione del giovane afroamericano Chiron, che vive nella periferia degradata di Miami e in quell’ambiente si confronta con la droga, la tossicodipendenza della madre Paula (Naomie Harris), la criminalità e la violenza, mentre va alla scoperta della propria identità, della sessualità, dell’amore, della famiglia, grazie all’aiuto di uno spacciatore, Juan (Mahershala Ali),  e della fidanzata Teresa (Janelle Monáe), una sorta di genitori adottivi, oltre che del suo amico Kevin.

Moonlight: trailer italiano del film di Barry Jenkins

Moonlight non sarebbe nato senza l’incontro tra Jenkins e McCraney, candidati all’Oscar per la Migliore sceneggiatura non originale. I due, infatti, sono entrambi di Liberty City, ma non si erano mai incontrati prima che il testo di McCraney giungesse a Jenkins. Quando è successo, il regista ha trovato che il lavoro di McCraney rendesse perfettamente quel mondo, la comunità all’interno della quale entrambi si erano formati e alcune esperienze vissute da Jenkins stesso, come la tossicodipendenza della madre. Il regista ha quindi deciso di adattare la pièce per il grande schermo, arricchendola della propria sensibilità con l’intento di far conoscere al pubblico una Miami autentica, animata da un’umanità difficile, ma lontana da ogni stereotipo, quasi mai apparsa sotto i riflettori. “Penso sia importante che le persone vedano sé stesse nei film, ma è ancora più importante che vedano persone che non conoscono”, ha dichiarato il regista.

Per rendere i colori e le atmosfere della sua città Jenkins si affida di nuovo alla fotografia di James Laxton, anch’egli in lizza per l’Oscar e già suo collaboratore nel film d’esordio. Nomination dell’Academy anche per il montaggio di Joi McMillon e Nat Sanders e per la colonna sonora di Nicholas Britell.

Moonlight recensione del film di Barry Jenkins

MoonlightIl lavoro è articolato in tre parti, che vedono il protagonista bambino, adolescente e infine adulto. Per il ruolo, quindi, era fondamentale la scelta dei tre attori che impersonano Chiron, tre figure che dovevano possedere un aspetto solido e composto, mostrando però anche una fragilità interiore. La scelta è caduta su Alex Hibbert (Chiron da piccolo), Ashton Sanders (Chiron adolescente) e Trevante Rhodes (Chiron adulto), ex atleta approdato alla recitazione (Burning Sands, la serie tv Westworld, Weightless di Terrence Malick) che inizialmente avrebbe dovuto interpretare il ruolo di Kevin, ma è poi stato selezionato per vestire i panni del protagonista. Assieme a loro, Naomi Harris (28 Giorni Dopo, Pirati dei Caraibi, Skyfall) candidata all’Oscar come Miglior attrice non protagonista per il ruolo di Paula, Mahershala Ali (House of Cards, Il diritto di contare) anch’egli candidato a ricevere la statuetta come Miglior attore non protagonista nei panni di Juan, mentre Teresa è interpretata dalla cantautrice Janelle Monáe, qui in veste di attrice. Sono poi due anche gli attori che ricoprono il ruolo di Kevin, amico di Chiron, nonché suo primo innamoramento: Jharrel Jerome (Kevin adolescente) e André Holland (42- La vera storia di una leggenda americana, Selma), a completare un cast meticolosamente selezionato.

In attesa di sapere se l’Academy lo premierà il 26 febbraio, Moonlight, prodotto dalla Plan B Entertainment di Brad Pitt e dalla A24 approda, anzi torna in Italia, dopo aver aperto la Festa del Cinema di Roma 2016, distribuito nelle sale da Lucky Red dal 16 febbraio.

Moonlight trionfa ai Gotham Awards, ecco tutti i vincitori

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Moonlight trionfa ai Gotham Awards, ecco tutti i vincitori

Sono stati assegnati i Gotham Awards,che nell’edizione di quest’anno hanno visto trionfare il film Moonlight, tra gli indipendenti che ambiscono anche alla corsa agli Oscar.

I Gotham Awards sono i premi cinematografici statunitensi destinati al cinema indipendente, assegnati annualmente dal 1991 durante una cerimonia che si svolge a New York, con l’obiettivo di onorare la comunità cinematografica, espandere il pubblico dei film indipendenti e sostenere il lavoro compiuto dall’associazione nonprofit IFP (Indipendent Feature Project), attiva dal 1979.

Ecco di seguito tutti i vincitori

Best Feature
“Certain Women”
“Everybody Wants Some!!”
“Manchester by the Sea”
“Moonlight” (WINNER)
Paterson

Best Documentary
“Cameraperson”
“I Am Not Your Negro”
“O.J.: Made in America” (WINNER)
“Tower”
“Weiner”

Bingham Ray Breakthrough Director Award
Robert Eggers for “The Witch”
Anna Rose Holmer for “The Fits”
Daniel Kwan & Daniel Scheinert for “Swiss Army Man”
Trey Edward Shults for “Krisha” (WINNER)
Richard Tanne for “Southside with You”

Best Screenplay
“Hell or High Water,” Taylor Sheridan
“Love & Friendship,” Whit Stillman
“Manchester by the Sea,” Kenneth Lonergan
“Moonlight,” Story by Tarell Alvin McCraney; Screenplay by Barry Jenkins (WINNER)
“Paterson,” Jim Jarmusch

Best Actor
Casey Affleck in “Manchester by the Sea” (WINNER)
Jeff Bridges in “Hell or High Water”
Adam Driver in “Paterson”
Joel Edgerton in “Loving”
Craig Robinson in “Morris from America”

Moonlight recensione del film di Barry Jenkins

Best Actress
Kate Beckinsale in “Love & Friendship”
Annette Bening in “20th Century Women”
Isabelle Huppert in “Elle” (WINNER)
Ruth Negga in “Loving”
Natalie Portman in “Jackie”

Breakthrough Actor
Lily Gladstone in “Certain Women”
Lucas Hedges in “Manchester by the Sea”
Royalty Hightower in “The Fits”
Sasha Lane in “American Honey”
Anya Taylor-Joy in “The Witch” (WINNER)

Special Jury Award For Ensemble Performance
“Moonlight”
Mahershala Ali, Naomie Harris, Alex Hibbert, André Holland, Jharrel Jerome, Janelle Monáe, Jaden Piner, Trevante Rhodes, and Ashton Sanders (previously announced Special Jury Award)

Breakthrough Series – Long Form
“Crazy Ex-Girlfriend” (WINNER)
“The Girlfriend Experience”
“Horace and Pete”
Marvel’s Jessica Jones”
“Master of None”

Breakthrough Series – Short Form
“The Gay and Wondrous Life of Caleb Gallo” (YouTube)
“Her Story” (herstoryshow.com) (WINNER)
“The Movement” (Mic.com)
“Sitting in Bathrooms with Trans People” (Seriously.TV)
“Surviving” (YouTube)

Gotham Independent Film Audience Award
“Moonlight”

Fonte: IndieWire

Moonfall: tutto quello che c’è da sapere sul film di Roland Emmerich

Da sempre impegnato a portare al cinema storie di carattere catastrofico come Independence Day, Godzilla e The Day After Tomorrow, il regista tedesco Roland Emmerich è oggi sinonimo per il grande schermo di distruzione, invasione aliena o attacchi terroristici. L’ultimo film da lui ad oggi realizzato a riguardo è Moonfall (qui la recensione), del 2022, incentrato su cosa accadrebbe se la Luna fosse in procinto di schiantarsi contro il pianeta Terra. Più che cosa accadrebbe, in realtà, la domanda è come si potrebbe evitare l’avverarsi di questo evento, che senza dubbio alcuno porrebbe fine alla vita nella sua totalità.

L’idea per questo film è emersa durante la lavorazione di Independence Day – Rigenerazione (2016) e la sceneggiatura è stata scritta nell’arco di quattro anni dallo stesso Emmerich insieme a Spenser Cohen e Harald Kloser. Ha così preso forma un film che sfida rinuncia ad ogni logica in nome del puro intrattenimento (sembra infatti che all’astronauta presente sul set come consulente sia stato detto di non preoccuparsi del mancato realismo degli eventi e degli aspetti tecnologici), comprensivo di tutti quelle caratteristiche a cui Emmerich abituato il suo pubblico nel tempo.

Tra viaggi nello spazio, cospirazioni, esplosioni, scontri con nemici alieni ed effetti speciali a non finire, Moonfall è dunque un film che non deluderà gli appassionati del genere alla ricerca di un disaster movie di scala globale. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al suo potenziale sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Moonfall film 2022
Halle Berry, Patrick Wilson e John Bradley in Moonfall © Lionsgate

La trama di Moonfall

Protagonista del film è l’astronauta Brian Harper, in missione nello spazio per riparare un satellite. Quando viene improvvisamente attaccato da uno strano sciame oscuro che provoca la morte dell’altro astronauta in missione con lui, Harper si trova a dover trarre in salvo se stesso e la collega Jo Fowler. Benché egli venga inizialmente considerato un eroe, l’incidente viene celato dalla NASA come un errore umano ed egli viene espulso dal programma spaziale. Anni dopo, però, una nuova anomalia si presenta nello spazio: la Luna sembra aver perso la sua orbita ed è in rotta di collisione con la Terra.

Quando la NASA scopre che a causare questo fenomeno è lo stesso misterioso sciame descritto da Harper, questi viene prontamente richiamato per cercare una soluzione al problema prima che si verifichi l’impatto, che naturalmente porrebbe fine alla vita sulla Terra. Ad aiutarlo in questa impresa, ci sarà anche la collega Jo, ma anche il cospirazionista KC Houseman, che per primo aveva notato il problema. Una volta giunti nello spazio, però, scopriranno qualcosa di inimaginabile, che finora l’essere umano ha sempre ignorato: la Luna, in verità, non è esattamente quello che si è creduto essere per secoli e secoli.

Il cast del film

Ad interpretare l’astronatua Brian Harper vi è l’attore Patrick Wilson, meglio noto per il suo ruolo nelle saghe horror The Conjuring e Insidious. Nel ruolo di Jo Fowler vi è invece la premio Oscar Halle Berry. L’attrice ha dichiarato di aver accettato il ruolo perché, successivamente all’esperienza del Covid, un film catastrofico come questo appare molto più parte integrante della quotidianità, dato anche il fascino per i racconti sulla fine del mondo. Berry ha inoltre dichiarato che girare le scene spaziali antigravitazionali è stato facile per lei perché era abituata a farlo dopo aver interpretato per due stagioni un’astronauta nella serie Extant (2014).

Nel ruolo del cospirazionista KC Houseman doveva originariamente esserci l’attore Josh Gad, visto in La bella e la bestia, il quale ha però dovuto abbandonare per via di conflitti di programmazione. Al suo posto è dunque subentrato John Bradley, meglio noto per il ruolo di Samwell Tarly nella serie televisiva targata HBO Il Trono di Spade. Recitano poi nel film anche Michael Peña nel ruolo di Tom Lopez, Charlie Plummer in quelli di Sonny Harper e Kelly Yu nei panni di Michelle Yu. L’attore Donald Sutherland, indicato come uno dei protagonisti nel ruolo di Holdenfield, appare in realtà solo in una scena di due minuti.

Patrick Wilson in Moonfall
Patrick Wilson in Moonfall © 2021 – Lionsgate

Moonfall 2, il sequel si farà?

Dato il finale – a suo modo aperto – del film, in molti si sono chiesti se ci sarebbero stati uno o più sequel di Moonfall. Nel gennaio 2022, poco prima dell’uscita del film, Emmerich ha parlato della possibilità di girare due sequel back-to-back se il primo film si fosse rivelato un successo. “A me non piacciono molto i sequel, ma questa volta ho provato a ideare una trilogia, ma non sono nemmeno più sicuro di volerla realizzare. Penso che se farò un sequel, lo renderò un po’ più simile all’originale Star Wars, il secondo avrà un enorme cliffhanger. Perché la gente non è più abituata a quel tipo di sospensione“, ha poi specificato Emmerich.

Emmerich aveva in realtà già realizzato un sequel nel 2016 con Independence Day – Rigenerazione, spinto anche in quel caso dall’idea che potesse esserci altro da raccontare oltri gli eventi narrati nel primo film. A supporto della realizzazione di un sequel di Moonfall si è espresso anche l’attore John Bradley, il quale ha dichiarato che “se Roland va nella direzione che vuole, i sequel saranno ancora più folli del primo“. Come noto, però, il film ha incassato globalmente appena 67 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 138-146 milioni. Questo scarso risultato sembra dunque aver precluso ogni possibilità riguardo la realizzazione di un sequel, su cui ad oggi non è stata proferita parola.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di Moonfall grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV, Tim Vision e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 26 settembre alle ore 21:20 sul canale Rai 2.

Moonfall: recensione del film sci-fi con Halle Berry

Moonfall: recensione del film sci-fi con Halle Berry

Scritto e diretto da Roland Emmerich, Moonfall arriverà nelle sale italiane il 17 marzo 2022; il film, con Halle Berry e Patrick Wilson protagonisti, documenta l’ipotetica rovina che potrebbe verificarsi se la luna dovesse letteralmente cadere sulla terra, sancendo l’ennesima incursione del regista nel genere del disaster-movie, dopo film come Independence Day, The Day After Tomorrow e 2012.

Moonfall: la debolezza di un’apocalisse mai veramente raccontata

Moonfall segue Brian Harper (Patrick Wilson), un astronauta caduto in disgrazia che – dopo essere stato licenziato dalla NASA a causa di una missione fallita in circostanze misteriose – ha passato gli ultimi 11 anni a bere e a lavorare sulla sua auto d’epoca. Quando K. C. Houseman (John Bradley) annuncia su Internet che, in base alle sue ricerche, la luna entrerà in collisione con la terra nel giro di poche settimane, Brian viene tirato fuori dal pensionamento forzato dalla sua ex compagna e attuale capo della NASA, Jocinda ‘Jo’ Fowler (Halle Berry) per affrontare un’ultima missione tentando di salvare il mondo.

Moonfall esce a distanza di un mese e mezzo da Don’t Look Up di Adam Mackay, il che ci mostra come entrambi i film abbiano goduto di un’arma a doppio taglio chiamata pandemia: il fatto che stiamo vivendo una particolare apocalisse ha reso tutto più vicino, ma ha anche fatto sì che il livello di sospensione dell’incredulità richiesto allo spettatore abbia raggiunto il suo massimo livello.

Non che Moonfall, aspiri ad essere il paradigma della verosimiglianza; al contrario, il regista che probabilmente ha messo più in pericolo la Terra nella sua filmografia si accontenta di un semplice ma efficace prologo – un Gravity in versione ridotta- non esplicativo, ma che vuole instillare il seme del dubbio: se l’arrivo dell’Apollo 11 sulla luna non corrispondesse a ciò che ci è stato raccontato?

Privo di ambientazioni coinvolgenti, di personaggi credibili o di un minimo accenno di autocoscienza, Moonfall è quindi sostenuto solo in una prima parte dal mistero di ciò che sta realmente accadendo sulla (e dentro) la Luna, anche se il fatto stesso che praticamente ogni singola teoria strampalata di K.C. si riveli vera smorza ogni singolo accenno di suspense, mai effettivamente controbilanciato da effetti visivi che dovrebbero risultare ammalianti e sorprendenti.

moonfall film recensioneMoonfall: Emmerich perde perfino il tocco di divertimento

Il film è strutturato in maniera totalmente illogica, pretendendo che gli spettatori compiano un salto della fede in termini di sospensione dell’incredulità, per accettare la premessa della pellicola; nei film catastrofici in cui l’esito della distruzione naturale è abbastanza prevedibile, personaggi convincenti e coinvolgenti devono quantomeno impegnarsi nel mantenere alta l’attenzione degli spettatori nei confronti di quanto succede sulla scena. In Moonfall, tuttavia, nessuna caratterizzazione dei protagonisti è abbozzata, lo spettatore non ha motivo di preoccuparsi per loro e per gli esiti delle loro imprese e, quando il film cerca di sostanziare effettivamente una parvenza di backstory, questa viene affidata ai dialoghi più grossolani dell’intera sceneggiatura.

La sceneggiatura di Moonfall sotterra perfino il titolo stesso, spendendo la prima metà del minutaggio sulla dinamiche interne alla famiglia fratturata di Brian, le problematiche col figlio, il nuovo compagno per nulla simpatico della moglie. Queste digressioni continuano a mostrarsi solo come distrazione per tutto il film, senza concentrarsi mai effettivamente sull’interessante punto di vista della famiglia di Harper, la metà terrestre di Moonfall, gli occhi attraverso i quali vediamo le maree travolgere la terraferma e i grattacieli sradicati dalla gravità della Luna.

Sfortunatamente per il pubblico, la devastazione è solo una piccola parte della lotta del cast: la maggior parte delle loro preoccupazioni sono più mondane rispetto alle stramberie aliene in orbita e le performance del cast non riescono effettivamente ad elevare una sceneggiatura che sembra algoritmica.

Questo tipo di monotonia narrativa è più o meno prevista in un film di Emmerich, ed è tollerabile se ci sono fuochi d’artificio in serbo nella seconda metà del film, dove la parte effettivamente catastrofica del disaster movie diventa la reale protagonista. Moonfall fallisce sotto ogni punto di vista in questa meccanica, sia sulla Terra – in quanto i grandi momenti di spiegazione fisica in stile Inception vengono completamente annullati e il terrore di una Luna gigante all’orizzonte non sembra mai reale – sia nello spazio esterno, quando K.C., Brian e Jo finalmente approdano all’interno della Luna e scoprono che si tratta di un’astronave sotto l’assalto di un’intelligenza artificiale malvagia.

Moonfall è il tipo di film che richiede un tipo di produzione folle e sopra le righe, ma non raggiunge mai quel punto: tenta, in maniera blanda e oltremodo lontanamente scientifica, di spiegare con serietà e dedizione i propri assiomi tematici, senza renderci conto che al progetto mancano il vero cuore e la mente di un regista che, nel corso degli anni, si è garantito l’ammirazione dei fan del disaster-movie.

Moonfall: le prime immagini del nuovo film di Roland Emmerich

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Moonfall: le prime immagini del nuovo film di Roland Emmerich

Sono state diffuse le prime immagini ufficiali in forma di trailer di Moonfall, il nuovo disaster movie di Roland Emmerich, regista di 2012, Independence Day e The Day After Tomorrow. Moonfall, che nel cast conta Halle Berry, Patrick Wilson, John BradleyMichael Peña, Charlie Plummer, Kelly Yu, Donald Sutherland è un’esclusiva per l’Italia Italian International Film – Gruppo Lucisano in collaborazione con Rai Cinema e uscirà in Italia il 3 febbraio 2022 distribuito da 01 Distribution.

Moonfall: guarda i primi 5 minuti del disaster movie di Roland Emmerich

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È stato diffuso il video dei primi 5 minuti di Moonfall, il nuovo disaster movie di Roland Emmerich, regista di 2012, Independence Day e The Day After Tomorrow. Moonfall, che nel cast conta Halle Berry, Patrick Wilson, John BradleyMichael Peña, Charlie Plummer, Kelly Yu, Donald Sutherland è un’esclusiva per l’Italia Italian International Film – Gruppo Lucisano in collaborazione con Rai Cinema e uscirà in Italia il 3 febbraio 2022 distribuito da 01 Distribution.

Ecco il video di seguito:

Moonage Daydream: il trailer del film al cinema il 26-27-28 settembre

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Il regista candidato al premio Oscar® Brett Morgen, autore di Cobain: Montage of Heck, realizza Moonage Daydream un’esperienza cinematografica immersiva con molte immagini inedite di concerti; un’odissea spaziale audiovisiva che non solo illumina l’eredità enigmatica di David Bowie, ma rappresenta anche una guida per condurre una vita soddisfacente e significativa nel ventunesimo secolo.

Moonage Daydream non è un documentario. È un’esperienza cinematografica senza limiti di genere basata su una delle rockstar mondiali più iconiche di tutti i tempi, destinata ad essere uno dei momenti culturali più importanti dell’anno.

Il film ha il pieno sostegno della David Bowie Estate e contiene molti dei suoi brani più importanti, oltre a filmati di concerti mai visti prima d’ora.

Moonage Daydream: 10 dettagli su David Bowie rivelati dal documentario

Nel documentario Moonage Daydream sono stati rivelati nuovi dettagli sulla vita e l’eredità di David Bowie. Il documentario è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes del 2022, è stato distribuito nelle sale cinematografiche nel settembre dello stesso anno e recentemente è arrivato su HBO Max alla fine di aprile 2023. Il film è stato scritto, diretto e montato da Brett Morgen, autore anche dell’eccezionale documentario HBO su Kurt Cobain, Cobain: Montage of Heck, del 2015.

Moonage Daydream dura due ore e 15 minuti. Il filmato incorpora un mix di interviste e concerti di David Bowie, sia popolari che inediti, per creare una compilation fluida e senza soluzione di continuità della vita personale di Bowie e della sua ascesa alla celebrità. I filmati esclusivi e la musica sono sapientemente intrecciati per creare un’accurata sintesi delle qualità mitiche ed estetiche di David Bowie. La colonna sonora e la struttura narrativa di Moonage Daydream hanno offerto una rottura fresca e originale rispetto all’approccio standard, dando vita a un documentario unico come il suo protagonista, David Bowie, che ha rivelato dettagli inediti sulla sua vita e personalità.

La principale forma di culto di Bowie era vivere appieno la vita

In un’intervista inedita mostrata in Moonage Daydream, Bowie ha rivelato di non adorare alcun Dio e di non seguire alcuna dottrina specifica. Ha dichiarato profondamente di adorare la vita stessa e di credere in un’energia simile a quella di Dio, ma di non credere in alcuna divinità specifica. Bowie era un sostenitore della spiritualità e descriveva la devozione a vivere la vita al massimo come l’unica ideologia che effettivamente venerava al posto delle idee tradizionali di Dio o religione.

Bowie si ispirava all’arte e alla musica che non capiva

Da bambino, Bowie non capiva sempre i testi della musica che gli piaceva, ma sapeva di voler trasportare le sensazioni che questa gli suscitava in uno spazio mentale alternativo. Voleva vivere all’interno di quell’universo musicale per poter comprendere meglio la vita attraverso una lente artistica. Questo rendeva la vita più misteriosa, meravigliosa e magica per lui.

Bowie si avvicinò all’arte con un’interpretazione simile, apprezzando il fatto che fosse simbolica e astratta e sapendo di essere attratto da quell’energia. Metteva in parallelo l’arte con la sua vita quotidiana, credendo che ogni momento potesse essere qualcosa di nuovo e inspiegabile. Riusciva sempre a trovare un mistero avventuroso in ogni secondo della giornata.

Bowie amava sperimentare e mettersi in situazioni impegnative

Bowie amava sfidare se stesso mettendosi in situazioni in cui doveva essere sociale. Ha vissuto a Los Angeles, anche se non gli piaceva affatto, solo per vedere cosa sarebbe successo alla sua scrittura. Ha sperimentato per tutta la vita, usando se stesso come soggetto degli esperimenti. Pensava di poter crescere solo facendo cose che lo mettessero alla prova e lo facessero uscire dalla sua zona di comfort. Il suo approccio alla vita lo ha aiutato a mantenere una crudezza e una fluidità come artista, non permettendosi mai di sentirsi troppo a suo agio o compiaciuto. Di conseguenza, il suo lavoro risultava sempre entusiasmante e nuovo.

Il fratellastro di Bowie, Terry, ha avuto una grande influenza su di lui

Una delle maggiori rivelazioni di Moonage Daydream è stata quanto Bowie sia stato influenzato dal fratellastro Terry durante la sua crescita. Bowie ha dichiarato di aver avuto un’infanzia relativamente normale in periferia e di aver visto Terry, che viveva tra due famiglie, durante i suoi primi anni di vita. Ogni volta che David vedeva Terry, era naturalmente attratto da lui, affermando di non aver mai incontrato qualcuno che avesse più curiosità per il mondo di Terry, cosa che lo ispirava profondamente. Terry regalò a Bowie una copia del famoso romanzo On The Road di Jack Kerouac, che contribuì a ispirare un movimento generazionale verso la controcultura negli anni ’60 e cambiò la vita di David.

Moonage Daydream fa luce sui pensieri di Bowie riguardo alla malattia mentale

Moonage Daydream rivela le opinioni di Bowie sulla malattia mentale. Un intervistatore chiese a Bowie se avesse paura delle malattie mentali a causa della storia della sua famiglia, cosa che Bowie negò. Spiegò che credeva che la sua arte gli permettesse di trascendere la sua paura. Ha usato la musica e l’arte come terapie che lo hanno reso abbastanza fortunato da non dover affrontare molti problemi di salute mentale come altri membri della sua famiglia. Ha spiegato che era in grado di esprimere le visioni che aveva in testa attraverso le sue opere d’arte, il che, a suo avviso, lo ha salvato da gravi problemi di salute mentale.

Bowie riesamina la propria infanzia

In Moonage Daydream Bowie riflette in modo molto dettagliato su alcune delle insidie della sua educazione. Ha ammesso che il rapporto con i suoi genitori era meno affettuoso ed emotivo di quanto avrebbe sperato. Bowie ha rivelato che il suo bisogno di esprimere emozioni in modo creativo, attraverso la musica, la recitazione e altre forme d’arte, derivava da un profondo bisogno intrinseco di provare emozioni genuine. Ha detto che si sentiva vuoto quando non si esibiva o non scriveva.

Bowie ha attribuito ai rapporti silenziosi e spesso privi di emozioni che aveva con i suoi genitori la forza trainante del suo desiderio di affetto. Ha persino ricordato di non aver mai ricevuto un orsacchiotto di peluche da bambino, cosa che lo ha colpito e lo ha fatto sentire in qualche modo non amato e trascurato emotivamente.

Bowie si trasferì a Berlino con l’intenzione di creare un nuovo linguaggio musicale

Moonage DaydreamDavid Bowie si trasferì in campagna quando non riuscì più a trovare ispirazione per scrivere nella cultura e nello stile di vita di Los Angeles. Si spostò poi a Berlino, dove nessuno lo fermava per strada a prendere un panino e un caffè. Viveva in un piccolo appartamento sopra un’autofficina e si concentrava sulla creazione di un suono musicale completamente nuovo con l’aiuto del leggendario Brian Eno. Sfidava se stesso a provare cose nuove, usando gli stessi vecchi strumenti per vedere cos’altro riusciva a trovare. Ha spiegato che aveva bisogno di questo caos nella sua vita per creare la sua musica ed esprimere se stesso in modo autentico.

Moonage Daydream rivela un filmato inedito dell’esibizione all’Earl’s Court del 1978

L’esibizione di Bowie a Earl’s Court nel 1978 è stata precedentemente confermata come girata con attrezzature cinematografiche professionali e finalmente ha visto la luce in Moonage Daydream. Il documentario presenta un’esecuzione completa di una delle canzoni più famose di Bowie, “Heroes”, che prima d’ora era stata ascoltata solo in audio. Questa scena è una delle più grandi rivelazioni di Moonage Daydream per quanto riguarda la pubblicazione di filmati di concerti d’archivio. Il regista Brett Morgen è stato abile a includere l’intera performance di “Heroes” con piccoli ritocchi per aumentare il significato dell’inclusione del filmato nel suo documentario.

Bowie preferiva stare da solo, nonostante la sua fama

David Bowie Moonage Daydream documentarioBowie bramava affetto e riconoscimento per le sue opere d’arte espressioniste e le sue potenti canzoni. Apprezzava l’amore dei suoi fan e l’acclamazione della critica che ha ricevuto nel corso della sua illustre carriera. Tuttavia, in Moonage Daydream ha rivelato più volte che in realtà si sentiva molto a disagio con le altre persone e che preferiva essere completamente solo per la maggior parte del tempo.

Quando era isolato, riusciva ad accedere meglio ai piccoli universi della sua mente da cui traeva ispirazione. Pensava che il potere della mente umana fosse notevole e che fosse l’unico spazio in cui si sentiva veramente a suo agio. Poteva creare piccoli mondi nella sua mente e produrre magnifiche visioni dall’interno che influenzavano la sua musica e la sua arte.

Bowie non si definiva un’artista tormentato

David Bowie Moonage DaydreamCon l’avanzare dell’età, Bowie non accettava l’idea di dover soffrire per continuare a essere un grande compositore e artista. Rimaneva ottimista e ispirato dal fatto di avere ancora un futuro davanti a sé. Sebbene fosse solito avere a che fare con sentimenti di disagio e non appartenenza, che lo aiutavano a incanalare gran parte della sua energia creativa e della sua concentrazione, con l’avanzare dell’età Bowie si rese conto che poteva essere un uomo ottimista e di successo allo stesso tempo.

Moonage Daydream mostra come sia arrivato a capire che, per ritrovare stabilità e soddisfazione, avrebbe dovuto ritrovare se stesso al di fuori dei suoi successi artistici e tornare all’essenza del vero David Bowie. Questo è stato possibile grazie alla relazione con Iman, con cui è stato sposato dal 1992 alla sua morte nel 2016.

Moonage Daydream, la recensione del film Odissea su David Bowie

Moonage Daydream, la recensione del film Odissea su David Bowie

La sua biografia ci ricorda che David Bowie è morto il 10 gennaio 2016, ma in pochi potrebbero dire tutte le volte che è rinato nei 69 anni della vita – indimenticabile – che Moonage Daydream cerca di raccontare. In maniera sostanzialmente cronologica, ma non del tutto lineare, inseguendo la rockstar e la sua produzione musicale, ma soprattutto lo sviluppo del suo pensiero, attraverso esperienze di ogni tipo.

Che negli anni lo hanno portato a vestire i panni di Ziggy Stardust e Aladdin Sane, Halloween Jack o Nathan Adler, fino al Pierrot di Scary Monsters e l’immortale White Duke fino al Profeta Cieco (o Button Eye), nel Lazarus del Black Star comunemente considerato il suo testamento. Tante facce di un prisma che non poteva che restituire una luce cangiante e avvolgente, difficile da definire in maniera univoca.

Moonage Daydream, più di un documentario

Special Screening al Festival di Cannes 2022 – e in sala nei giorni del 26, 27 e 28 settembre, dopo una settimana di esclusiva Imax – risulta riduttivo definire come documentario il film con il quale Brett Morgen (Cobain: Montage of Heck, Crossfire Hurricane) punta a offrire “un’odissea spaziale audiovisiva senza limiti” più che una mappa per comprendere e spiegare il fenomeno Bowie.

Un’icona capace di attraversare mezzo secolo della nostra storia come performer, pittore, scultore, oltre che ovviamente attore – anche protagonista – per Nicolas Roeg (L’uomo che cadde sulla Terra), Tony Scott (Miriam si sveglia a mezzanotte), Nagisa Ōshima (Furyo), John Landis, Julien Temple, Jim Henson (Labyrinth), Martin Scorsese, David Lynch, Julian Schnabel, Giovanni Veronesi e Christopher Nolan (nel Prestige che continua a essere uno dei suoi tre migliori film).

Moonage Daydream david bowiePer chi lo ha amato e per chi non lo ha vissuto

“Un uomo straordinario, pieno di amore e di vita” lo definisce lo storico produttore Tony Visconti, e questa è forse l’unica sintesi possibile alla fine della visione del film e dopo i tanti stralci di Bowie pensiero. Forse troppi, come magmatica è la prima parte della narrazione per immagini e suoni, evidentemente funzionale a rendere la stessa confusione del protagonista, e a sottolineare la progressiva individuazione di un traguardo raggiunto più che del percorso lasciato dietro le spalle. A scongiurare ogni rischio di tentativo di emulazione – impossibile! – e per regalarci la sorpresa definitiva: quella di un uomo soddisfatto, felice, a suo modo ottimista e profondamente innamorato. Della sua Iman, della vita e della gente, alla quale scopriamo esser lui stato sempre molto più vicino di quanto non avremmo mai immaginato. Quasi a ricostruire una immagine più umana dell’alieno androgino del quale in tanti ci siamo innamorati.

L’accettazione di sé è la chiave, l’esortazione a non sprecare il tempo a disposizione e a continuare ad andare avanti il consiglio che resta. Più dei tanti video inediti, anche da concerti mai visti prima d’ora e dietro le quinte incredibili, concessi – insieme alla proprio benedizione – dalla David Bowie Estate, che comunque rendono unico e imperdibile questo documento (più che documentario), nonostante alcuni eccessi filosofici, pur strumentali.

Superata la sensazione di essere al cospetto di una lunga lezione, è a tratti emozionanti sentirsi parte di un flusso di stimoli e suggestioni, prima, e di emozioni, poi. Moonage Daydream è un viaggio che finisce per mostrare il cuore di un artista in costante mutazione, quel nucleo sconosciuto anche a lui stesso – inizialmente – che negli ultimi anni sembra avergli fornito dei punti fermi, che oggi restano come l’eredità che forse gli sarebbe piaciuto di più sapere di averci lasciato.

Moonacre – I segreti dell’ultima luna: recensione del fantasy

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Moonacre – I segreti dell’ultima luna: recensione del fantasy

Dopo il successo di Un ponte per Terabithia, il regista ungherese Gabor Csupo torna al cinema con un’altra storia rivolta a un pubblico giovane, adattando il romanzo di Elizabeth Goudge. Con Moonacre – I segreti dell’ultima luna tenta di fondere fiaba, avventura e atmosfere fantasy, ma il risultato non riesce a mantenere la stessa intensità della sua precedente opera.

Il film si muove tra suggestioni letterarie e rimandi ad altri grandi classici del genere, cercando di costruire un mondo incantato popolato da creature mitiche e leggende millenarie. Tuttavia, la messa in scena appare più convenzionale che magica, incapace di regalare quella meraviglia visiva ed emotiva che dovrebbe contraddistinguere una fiaba fantasy.

Trama: la giovane Maria e la maledizione della valle

La tredicenne Maria, rimasta orfana, si trova costretta a trasferirsi in campagna nella villa dello zio burbero e solitario. L’unica eredità lasciata dal padre è un grande libro che racconta la storia della misteriosa valle di Moonacre, su cui grava un’antica maledizione.

Nel tentativo di sciogliere l’incantesimo, Maria intraprende un viaggio iniziatico che la porta a confrontarsi con incontri affascinanti e minacciosi, scoprendo poco alla volta il suo ruolo centrale nella leggenda. Nonostante le premesse avventurose, la narrazione si rivela prevedibile e appesantita da cliché già visti in opere come Il giardino segreto o La bella e la bestia.

Personaggi deboli e interpretazioni poco convincenti

La storia soffre per la mancanza di personaggi complessi: Maria, interpretata da Dakota Blue Richards, fatica a emergere, penalizzata da un doppiaggio italiano piatto che annulla molte sfumature. Natascha McElhone, pur affascinante, non riesce a rendere il suo ruolo credibile, mentre Tim Curry, relegato a cattivo di maniera, resta inquietante ma fine a se stesso.

Costumi e scenografia: il vero punto di forza

Tra gli aspetti più riusciti spiccano i costumi di Beatrix Aruna Pasztor, che mescolano elementi antichi e moderni con un’eleganza particolare, soprattutto negli abiti femminili. Anche gli effetti visivi offrono momenti suggestivi – dai leoni neri agli unicorni, fino alle mandrie di cavalli che emergono dal mare – ma non bastano a stupire un pubblico ormai abituato a ben altri standard di meraviglia digitale.

Una regia priva di ritmo e di autentico incanto

Csupo sceglie un racconto lineare e classico, ma la mancanza di ritmo e di tensione narrativa rende la visione poco coinvolgente. Moonacre – I segreti dell’ultima luna resta così un fantasy dalle buone intenzioni ma dalla realizzazione debole, che non riesce a distinguersi e finisce per apparire come una fiaba incompleta.

Moon Knight: Vincent D’Onofrio si propone a James Gunn

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Moon Knight: Vincent D’Onofrio si propone a James Gunn

Sebbene l’idea di una trasposizione cinematografica di Moon Knight sia nata unicamente dalla passione per il personaggio che James Gunn ha professato pubblicamente ammettendo di avere un’idea per un possibile script, Vincent D’Onofrio, il Kingpin della serie Netflix Daredevil, non ha perso tempo, candidandosi ufficialmente, tramite il proprio profilo Twitter, ad un ruolo per l’improbabile pellicola.

Tuttavia al mScreenrantomento non ci sono piani ufficiali per il debutto di Moon Knight sul grande schermo e sia James Gunn che Vincent D’Onofrio sono molto impegnati , chi al cinema  e chi in streaming, rispettivamente in Guardiani della Galassia Vol. 2 Daredevil.

Fonte: Screenrant

Moon Knight: un buffo gag reel in attesa dell’edizione in Home Video

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Nonostante i suoi difetti, Moon Knight è servito come una solida introduzione per il personaggio di Marc Spector, e una scena dell’ultimo minuto a metà dei titoli di coda con Jake Lockley è servita ad aumentare l’eccitazione per il futuro del personaggio. Ora, mentre la serie si appresta ad arrivare su SteelBook, abbiamo una clip gag reel che mostra Oscar Isaac che si dà un pugno in faccia insieme ai soliti errori sul set.

Dopo il grande cliffhanger dello show, i Marvel Studios devono ancora rivelare come sarà il futuro di questo personaggio sullo schermo. Tuttavia, la speranza tra i fan è che Moon Knight ritorni per una seconda stagione o sul grande schermo. L’anno scorso, Isaac ha affermato che entrambe le opzioni erano state discusse.

“Ci sono state alcune conversazioni specifiche. Sono state piacevoli. La fuoriuscita di dettagli è che non ci sono dettagli. Non sappiamo [se ci sarà una seconda stagione], ma ne stiamo parlando,” ha rivelato l’attore. “A dire il vero, è tutta una questione di storia. ‘C’è una storia che vale la pena raccontare? È interessante? Mi sentirò in imbarazzo quando uscirà?'” “Quindi la questione è semplicemente: ‘C’è qualcosa in cui vale la pena riversare tutto ciò che hai?’ E con Moon Knight, è stato proprio questo a creare una struttura tale che ogni mattina, quando suonava la sveglia, non vedevo l’ora di arrivare sul set perché volevo provare qualcosa di diverso.”

“Che [il ritorno di Moon Knight] sia un lavoro di gruppo o che magari arrivi una grande idea per la seconda stagione o che si tratti di un film indipendente o qualunque cosa possa essere,” ha continuato Isaac. “Penso che l’approccio sia proprio in questo modo. È innanzitutto la storia.”

Quando Moon Knight è stato distribuito, il protagonista dello show ha ripetutamente detto ai giornalisti che era stato messo sotto contratto solo per questa stagione di sei episodi. Chiaramente, Oscar Isaac è ansioso di riprendere il ruolo e, anche se potrebbe facilmente interpretare un ruolo secondario in un film futuro, il buon senso dice che il miglior passo successivo sarebbe un secondo lotto di episodi.

Moon Knight: tutti gli eroi e i cattivi ad oggi confermati

Moon Knight: tutti gli eroi e i cattivi ad oggi confermati

Mercoledì 30 marzo uscirà su Dinsey+ una nuova serie MCU: Moon Knight. Lo show ha come protagonista l’omonimo eroe della MarvelSteven Grant, impiegato in un negozio di souvenir, soffre di vuoti di memoria e scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità: condivide il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Oltre alla trama generale, si sa ancora molto poco della serie.

Sappiamo però che alcuni personaggi della Marvel Comics faranno il loro ingresso nell’MCU grazie allo show. I nuovi personaggi originali sembrano essere altrettanto interessanti. Finalmente, abbiamo qualche nome certo. Vista l’identità mutevole di Moon Knight e la relazione dell’eroe con l’antico dio egiziano Khonshu, per ora resta difficile capire chi saranno i buoni da chi saranno i cattivi nella serie. Ma vediamo nel dettaglio i vari personaggi.

Moon Knight

Moon-Knight

L’eroe principale della serie è Moon Knight, interpretato da Oscar Isaac. Il personaggio viene dai fumetti: appare per la prima volta nel 1975 in Werewolf By Night Vol 1 #32, episodio in cui, dotato di armi argentee, deve fermare il presunto criminale Jack Russell.

Nei fumetti, Moon Knight si distingue da altri eroi per le sue tinte horror. Il vigilante sembra essere un personaggio complicato anche nella serie Disney+: come mostrato dai trailer, Marc Spector ha un disturbo dissociativo dell’identità, quindi a volte la sua personalità e i suoi ricordi sono confusi e ingarbugliati.

Mr. Knight

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Oscar Isaac dovrà interpretare due versioni diverse di Moon Knight. Dal trailer e dalle locandine si capisce che ci sarà anche Mr.Knight nella serie. Il personaggio, comparso per la prima volta nel fumetti nel 2014, è un’iterazione ammodernata dell’eroe principale e si distingue da esso perché indossa una maschera e un completo bianchi.

Mr. Knight è un’ulteriore personalità che vive in Marc Spector, è la versione ”della strada” di Moon Knight e combatte criminali e rapinatori più comuni rispetto ai nemici su larga scala.

Khonshu

Stephen-Grant-Khonshu-in-Moon-Knight

Khonshu è sia un eroe che un cattivo nella Marvel Comics: nei fumetti concede a Marc Spector l’immortalità e alcuni potenti amuleti mistici, come il Pugno di Khonshu. Essendo un’antica divinità egizia associata alla luna, Khonshu è la ragione scatenante dei superpoteri del vigilanti ed è uno degli esseri magici più forti dell’Universo Marvel.

In Moon Knight, il personaggio sarà interpretato dal grande attore Murray Abraham. Chissà quale sarà il ruolo del dio nell’MCU e se ci saranno modifiche sull’origine del personaggio.

Jean-Paul DuChamp

Mooncopter

Pare che in Moon Knight ci sarà spazio anche per Jean-Paul Duchamp. DuChamp, o come è talvolta chiamato nei fumetti “Frenchie“, è un pilota e un amico intimo di Marc Spector che lo aiuta a combattere il crimine in ogni modo.

Il ruolo principale di Duchamp è quello di pilota di Moon Knight: ha pilotato il Moon Copter in alcuni dei migliori numeri dei fumetti anni ’90. Non sappiamo ancora il nome dell’attore che interpreterà il ruolo, ma possiamo immaginare che Duchamp avrà nella serie MCU una funzione simile a quella che svolge nei fumetti: potrebbe creare un collegamento tra il passato di Moon Knight e le varie vite.

Midnight Man

Gaspard-Ulliel

Uno dei cattivi essenziali nei fumetti di Moon Knight è Midnight Man e il villan non può mancare nella serie MCU. La parte sarà interpretata dall’attore francese Gaspard Ulliel, purtroppo scomparso in un incidente dopo aver lavorato alla serie.

Nei fumetti, Midnight Man è un abile ladro di gioielli e un esperto di arti marziali altamente qualificato. Il suo ruolo ha senso nella serie MCUSteven Grant è un dipendente del Museo di Storia Naturale di Londra. Probabilmente, il cattivo tenterà di rubare manufatti dal museo, portando ad un confronto faccia a faccia con Steven che potrebbe addirittura spingere Grant a trasformarsi in Moon Knight.

Layla El-Faouly

May-Calamawy

Layla El-Faouly è un personaggio nuovo che verrà introdotto della serie. Non è chiaro se sarà un eroe o un cattivo. Sarà interpretata dall’attrice May Calamawy, conosciuta per aver ricoperto il ruolo principale nello show di Hulu Ramy.

Layla El-Faouly non proviene dai fumetti ed è difficile capire quale sarà il suo ruolo. Il nome del personaggio fa pensare ad un collegamento con l’Egitto e forse con le origini di Moon Knight. Potrebbe essere un partner amoroso per Steven Grant o forse ancora una collega del mercenario Marc Spector.

Taweret

Antonia-Salib

Tra i nuovi personaggi c’è anche Taweret, interpretato dall’attrice Antonia Salib. Taweret non sembra avere una connessione con la Marvel Comics, ma sappiamo che è una dea del parto e della fertilità nell’antica mitologia egizia. Detto ciò, il personaggio potrebbe essere tanto un dio rivale di Khonshu quanto un suo alleato.

La serie MCU sta in realtà adattando e modificando tanti dettagli dei fumetti di Moon Knight per lo schermo: ciò non esclude che Taweret sia una nuova versione di un potente cattivo dei comics, magari Ma’at o il Re Sole.

Arthur Harrow

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In Moon Knight #2 del 1985 c’è un oscuro e potente cattivo: Arthur Arrow. Il personaggio, uno scienziato pazzo che conduceva orribili esperimenti sulle persone, viene ripreso nella serie: sarà interpretato dall’attore Ethan Hawke.

L’Arthur Harrow dell’MCU sembra possedere poteri mistici simili a Moon Knight. Dati i riferimenti al coccodrillo visti nei trailer, il personaggio potrebbe essere legato a dei come Ma’at o Ammut.

Moon Knight: tutti gli Easter Eggs e le references del primo episodio

ATTENZIONE: Questo articolo contiene spoiler del primo episodio di Moon Knight

È arrivata su Disney+ l’ultima meraviglia dell’MCU: stiamo parlando della serie Moon Knight. Il protagonista è Oscar Isaac: l’attore di Scene da un matrimonio e Dune interpreta Steven Grant, un gentile commesso del negozio di souvenir della National Art Gallery di Londra. Steven, inizialmente dice di “vagare” nella notte ma, come si scopre più avanti nell’episodio, la sensazione è data da un Disturbo Dissociativo dell’Identità: “Steven Grant” rappresenta solo una delle molteplici identità interne al personaggio. Le altre personalità sono decisamente più eccentriche: una di queste è il formidabile mercenario conosciuto come Marc Spector (o Moon Knight). Nei panni di Spector, Isaac si muove da Londra alle Alpi, passando per l’antico Egitto.

Come si può intuire, Moon Knight non è il tipico prodotto MCU – e questo vale anche per la filosofia della serie nei confronti dei riferimenti al resto del mondo Marvel. Diversamente da ciò a cui i fan della Marvel sono abituati a vedere, nel primo episodio dello show i riferimenti a figure ed eventi passati dell’MCU sono davvero sporadici.

Se non fosse per il titolo introduttivo, lo spettatore comune non avrebbe idea di star guardando una creazione Marvel. Tuttavia, con uno sguardo più attento, le avventure di Steven Grant rimandano comunque ai fumetti e ai personaggi del franchise e non escludono interessanti anticipazioni. Ecco gli Easter Eggs e le references rintracciabili nell’episodio 1 di Moon Knight, l’inquietante ”Il pesce mono-pinna; Una presenza ingombrante; Amnesie

Il primo riferimento alla Marvel Comics: le scarpe piene di vetro di Arthur

Moon-Knight-Arthur

L’intro di Moon Knight ruota attorno al criminale interpretato da Ethan Hawke, Arthur Harrow. Il personaggio, distrugge un bicchiere e si riempie le scarpe con i vetri, per poi indossarle.

Questa sequenza introduttiva è probabilmente un riferimento alla controparte di Harrow dai fumetti Marvel. Introdotto nel 1985 con Moon Knight #2, Dr. Harrow è uno scienziato esperto in “teoria del dolore” (studia come bloccare la risposta neurale al dolore). L’uomo è anche affetto da una patologia debilitante e incurabile che gli provoca costante agonia. Per ora, la professione di Arthur Harrow non viene menzionata in Moon Knight. La prova delle scarpe piene di vetro potrebbe però indicare l’origine del personaggio nei fumetti: anche nella serie, Harrow sembra essere uno scienziato ossessionato dal dolore.

Una reference di Namor il Sub-Mariner in Moon Knight?

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Ancora una volta, l’MCU inserisce in un suo prodotto un riferimento a Namor il Sub-Mariner, il personaggio della Marvel Comics proveniente da Atlantide. In Moon Knight, si vede un negozio chiamato “Atlantis” quando Steven corre per Londra cercando di prendere il suo autobus.

Il luogo immaginario è stato già citato in Iron Man 2 (con la mappa SHIELD) e in Avengers: Endgame (con i “terremoti sotterranei” di Okoye), e si dice che il personaggio di Namor potrebbe essere una presenza significativa in Black Panther: Wakanda Forever. Forse allora il negozio che si vede in Moon Knight è un’altro sassolino in questo percorso?

Donna è l’adattamento di un personaggio dei fumetti?

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Il supervisore di Steven Grant nel museo è Donna (Lucy Thackeray). L’attrice forse non colpisce immediatamente gli spettatori, ma il suo nome deriva da Donna Kraft. Il personaggio della Marvel Comics ha debuttato nel 1992 con Moon Knight #39 come agente di Marc Spector. La versione live-action condivide poco con Kraft, ma è divertente il fatto che Moon Knight trasformi Donna da dipendente di Marc a capo di Steven.

Moon Knight cita l’Ennead, gruppo di divinità egizie

Marvel-comics-Ennead

Moon Knight include nel primo episodio diversi riferimenti all’Ennead – un “super-gruppo” che include le nove divinità della mitologia egizia che incarnano tutte le forze presenti nell’universo. L’idea esiste all’interno della vera mitologia egizia, ma i fumetti Marvel hanno adattato l’Ennead nel fumetto del 1950 Marvel Tales #96.

Questo stormo di divinità originariamente proveniene da una dimensione conosciuta come Eliopoli Celeste, ma può viaggiare sulla Terra attraverso un portale: la porta si apre nell’antico Egitto e crea un rapporto simile a quello tra la Norvegia e gli Asgardiani: i visitatori diventano dei adorati dalla gente del posto. L’enfasi posta sull’Ennead nell’episodio 1 di Moon Knight suggerisce che la storyline nata nei fumetti potrebbe essere trasposta in live-action.

La statua vivente di Moon Knight è un personaggio Marvel

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Non è solo la performance di Oscar Isaac a conquistare lo spettatore di Moon Knight. C’è anche un altro personaggio, Crawley, un artista di strada, una statua vivente vestita d’oro e muta. Interpretato da Shaun Scott, la figura è il miglior amico di Steve.

La scelta non è casuale: Crawley è preso direttamente dalle avventure di Moon Knight nei fumetti Marvel. Nello specifico, è un riferimento a Bertrand Crawley – un senzatetto che funge da informatore di Marc Spector. Nella serie, il personaggio passa da vivere per strada ad essere un’artista di strada, similmente al passaggio di Donna da dipendente di Marc a datore di lavoro di Steve: in entrambi i casi, la serie onora il materiale d’origine pur prendendo una direzione unica e nuova.

Layla di Moon Knight è Marlene Alraune della Marvel Comics

Layla-Moon-Knight-chiamata

Quando Steven Grant scopre il telefono usa e getta di Marc Spector, vede che il suo alter-ego sta ricevendo molte chiamate da una donna: Layla. Anche se il nome è diverso, Layla (che sappiamo negli episodi futuri sarà interpretata da May Calamawy) è molto probabilmente la versione live-action di Marlene Alraune. Il personaggio debutta nei fumetti Marvel nel 1976: Marlene Alraune è un’archeologa ed è la compagna di Marc Spector. Anche se non è ancora apparsa sullo schermo, in Moon Knight Layla sembra legata romanticamente all’alter-ego di Marc ed è anche qui un’archeologa.

Moon Knight e l’Easter Egg di ”Duchamp”

Moon-Knight-Duchamp

Nell’elenco delle chiamate perse di Marc Spector, l’unico altro nome che compare è quello di un certo ”Duchamp”. Decisamente più facile da decifrare di Layla, Duchamp deve essere un riferimento a Jean-Paul Duchamp – uno degli alleati di Moon Knight nei fumetti. Questo ex membro della legione straniera francese, non dovrebbe apparire nella serie: fino ad ora non è stato annunciato nessun attore per la parte.

Forse il nome in rubrica che si vede nell’episodio 1 è solo un Easter Egg per i fan dei fumetti, o forse è il preludio per un’apparizione a sorpresa di uno dei più popolari personaggi di Moon Knight?

Lo specchio in Moon Knight prefigura la trasformazione di Marc

Moon-Knight-specchio

Moon Knight si affida fortemente alle immagini e al simbolismo per alludere ai poteri interiori di Steven Grant – a volte sottilmente, a volte apertamente. Steven indossa vestiti bianchi a letto e copre il pavimento di sabbia. All’esterno si vede costantemente la luna, mentre il suo appartamento è attraversato da un cerchio bianco.

L’esempio migliore del simbolismo della serie, tuttavia, arriva nel momento in cui Steven Grant sente per la prima volta la presenza di Marc Spector. Il mercenario appare al suo alter-ego in uno specchio rotondo, circolare e bianco che ricorda molto la luna: una bella rappresentazione visiva del segreto che Spector sta nascondendo.

Arthur Harrow parla di Thanos (ma non lo nomina)

Moon-Knight-Arthur-Harrow

Alcuni riferimenti mancanti in Moon Knight sono studiati apposta per far pensare al resto dell’MCU. Esemplare è il discorso di Arthur Harrow che, nel tentativo di convincere Steven Grant delle virtù di Ammit, sostiene che se Ammit fosse stata libera, avrebbe evitato l’ascesa di Hitler e la distruzione che ha compiuto, ma anche Nerone, il genocidio armeno, il Pol Pot…

Sentendo ciò, non si può che pensare a Thanos: il cattivo non ha raccolto ogni singola Gemma dell’Infinito e non ha spazzato via metà di tutta la vita sull’universo per essere lasciato fuori dalla lista. Non menzionare il Titano Pazzo mantiene saggiamente, almeno in questa fase iniziale, Moon Knight separato dalla più ampia MCU, ma è abbastanza strano sentire un personaggio Marvel snocciolare i momenti peggiori dell’umanità e tralasciare gli eventi di Avengers: Infinity War.

Steven Grant inserisce Avatar nell’MCU

avatar

Pochi istanti dopo il mancato discorso su Thanos, Ethan Hawke si riferisce al fatto che Ammit venga tradito dal suo “avatar”. Steven risponde con ironia ”Gli Avatar, le persone blu, adoro quel film.” L’ovvio cenno al blockbuster del 2009 di James Cameron è un dettaglio affilato e sottile se si pensa che la Disney, a seguito della sua acquisizione di Fox, ora possiede Avatar.

Ancora, quando Harrow cerca di spiegare cosa intenda veramente, Steven lo interrompe con: “Intendi l’anime?“. Questa battuta fa cenno ad un altro Avatar: la serie animata La leggenda di Aang.

Moon Knight: trama, cast e data d’uscita della serie tv Marvel

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Moon Knight: trama, cast e data d’uscita della serie tv Marvel

Moon Knight è una tra le più attese serie TV tratte da fumetti e si pone l’intento di raccontare la storia dell’omonimo personaggio, il quale è noto per essere particolarmente complesso e ricco di sfaccettature.

In attesa del suo arrivo in streaming su Disney+, scopriamo insieme, in questo articolo di approfondimento, tutto ciò che c’è da sapere al riguardo: le prime informazioni sul cast e sulla trama, ma anche quelle relative a un’ipotetica data d’uscita in streaming e tanto altro ancora. Continua, quindi, a leggere, per saperne di più.

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Moon Knight trama

Moon Knight trama serie TV Marvel

Moon Knight è una serie TV Marvel che, al momento attuale, si trova nelle prime fasi del suo sviluppo. Pertanto, non sono ancora noti, in via ufficiale, i precisi dettagli riguardanti la trama. Tuttavia è già possibile fare diverse speculazioni, sulla base dei fumetti dai quali è tratta la serie televisiva.

A tal proposito, infatti, bisogna premettere che Moon Knight è un personaggio che viene spesso paragonato a Batman, sebbene i punti in comune tra loro non siano così marcati.

Moon Knight è, infatti, l’alter ego di Marc Spector, un ex marine degli Stati Uniti che, durante una missione in Egitto, viene quasi ucciso da Raoul Bushman, il suo committente.

Tratto miracolosamente in salvo da un gruppo di abitanti del luogo, Spector viene portato al cospetto della statua del dio egiziano Khonshu che, in una visione, gli dà l’opportunità di rinascere, sotto la forma di un Dio guerriero.

Spector decide di accettare l’incarico fornitogli dalla divinità e, acquisite diverse straordinarie abilità legate alla luna, le quali diventano ancora più potenti durante la luna piena, decide di diventare un vigilante, acquisendo il nome di “Moon Knight“.

Dopo essere tornato negli Stati Uniti e aver sconfitto i suoi detrattori, Spector nasconderà la sua identità dietro diverse fasulle, come per esempio quella del milionario Steven Grant o quella del tassista Jake Lockley.

In qualità di supereroe, invece, Moon Knight utilizzerà i suoi poteri per combattere al fianco dei Vendicatori, dei Difensori e di altre squadre di supereroi Marvel.

Moon Knight cast

Moon Knight cast

Recentemente, sono state rilasciate le prime informazioni relative al cast della serie televisiva, le quali fanno principalmente riferimento all’attore che vestirà i panni del vigilante mascherato.

Il protagonista della serie TV sarà, infatti, l’attore Oscar Isaac, noto per aver interpretato il personaggio di Poe Dameron nella trilogia sequel di Star Wars.

Dopo diverse speculazioni al riguardo, la notizia è stata confermata da Gregory Middleton, il direttore della fotografia, che, in un post pubblicato su Instagram, ha dato alcune iniziali informazioni sulla serie TV, confermando la partecipazione di Oscar Isaac.

Secondo quanto riportato da Hollywood Reporter, invece, il personaggio dell’antagonista, ossia colui che darà filo da torcere al guerriero mistico, sarà interpretato da Ethan Hawke. Ancora non sappiamo, però, se l’attore vestirà i panni di Raoul Bushman, oppure se nella serie TV ci sarà un altro avversario degno di tale nome.

Al momento, inoltre, non sono note ulteriori informazioni relativamente agli altri membri del cast, ma ulteriori notizie arriveranno in seguito; pertanto ti invito a continuare a seguirci, per saperne di più.

Moon Knight data d’uscita

La serie TV non ha ancora una data d’uscita; tuttavia si vocifera che la produzione inizierà a registrare le prime scene a Budapest, durante il mese di marzo.

Se tali indiscrezioni dovessero essere confermate e, considerati i tempi di produzione, è possibile che questa serie televisiva faccia il suo debutto nel 2022.

Moon Knight streaming

disney+

Relativamente alla possibilità di vedere in streaming la serie TV Moon Knight, possiamo già affermare con certezza che verrà distribuita su Disney+.

A seguito dell’acquisizione dei Marvel Studios da parte del gruppo The Walt Disney Company, infatti, tutti i loro film e le loro serie TV vengono distribuite sulla piattaforma di streaming Disney+.

Disney+ è una tra le piattaforme di streaming più famose in Italia e, al costo di 6,99€ al mese o di 69,99€ all’anno, infatti, permette di accedere a un vasto catalogo di film e serie TV, tra cui quelli dell’universo Disney/Pixar, Marvel e Star Wars.

Moon Knight: trailer sul finale di serie

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Moon Knight: trailer sul finale di serie

La Marvel ha diffuso il trailer sull’atteso finale di stagione di Moon Knight, la serie di successo in programmazione su Disney+.

Iscriviti a Disney+ e inizia a guardare le più belle storie Marvel e molto altro!

Moon Knight

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Marvel Studios Moon Knight, è la nuova serie serie originale live-action Marvel Studios che debutterà dal 30 marzo in esclusiva su Disney+. La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da un’altra vita. Steven scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si spingono in un mistero mortale tra i potenti dei dell’Egitto.

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Moon Knight: Stained Glass Scarlet sarà uno dei villain della serie?

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Arrivano nuove indiscrezioni su Moon Knight, la serie attualmente in sviluppo destinata alla piattaforma streaming di Disney + e dedicata appunto all’alter ego di Marc Spector, il personaggio dei fumetti creato da Doug Moench e Don Perlin. Secondo quanto riportato  dal sito MCU Cosmic infatti, Stained Glass Scarlet (Scarlet Fasinera) sarà uno degli antagonisti dello show.

Ex suora diventata una vigilante dopo essere stata costretta a uccidere il figlio criminale, Scarlet viene addestrata nell’arte del combattimento durante il periodo trascorso a lavorare come guardia in un carcere femminile. La sua infanzia non è stata delle più felici: subisce gli abusi del padre, poi ucciso dando fuoco al letto con una sigaretta, e per questo crimine considerato un incidente viene affidata agli zii che migliorano le condizioni della sua vita. Più tardi conosce e sposa Vince Fasinera, anche lui criminale, che la maltratta proprio come aveva fatto suo padre. Da quell’unione nasce un figlio, Joseph, detto “Mad Dog” Fasinera.

Sebbene il sito sia sempre stato una fonte abbastanza attendibile, vi invitiamo a prendere la notizia con la dovuta cautela. Se così fosse, la serie assumerebbe dei contorni intriganti introducendo nel MCU personaggi inediti con alle spalle storie interessanti da raccontare.

Moon Knight: 9 attori perfetti per il personaggio

Qualche settimana fa era stato Geeks WorldWide a suggerire che i Marvel Studios fossero in cerca di un attore “alla Zac Efron” per il ruolo di Moon Knight, preferibilmente di origini israeliane.

Non è la prima volta che il nome di Efron viene avvicinato ad una produzione Marvel, essendo stato in lizza per interpretare Ikaris in Gli Eterni (la scelta è poi ricaduta su Richard Madden), senza contare che la star di High School Musical e Baywatch rientra perfettamente nelle caratteristiche descritte (ha origini ebraiche).

Per quanto riguarda le sue origini nei fumetti, Marc Spector diventa un mercenario per conto di Raoul Bushman in Egitto, e si unisce ad un gruppo formato dal dottor Peter Alraune e da sua figlia Marlene. Durante quella spedizione, nella quale viene ritrovata la statua del dio egiziano Khonshu, Bushman uccide il dr. Alraune e Spector viene lasciato in fin di vita nel deserto. Qui viene raccolto dagli egiziani e portato al cospetto della statua del Dio che gli appare in sogno chiedendogli di diventare il suo missionario sulla Terra.

Fonte: MCU Cosmic (via CBM)

Moon Knight: recensione della serie con Oscar Isaac

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Moon Knight: recensione della serie con Oscar Isaac

Tra gli appuntamenti più attesi per il Marvel Cinematic Universe, Moon Knight occupa sicuramente un posto d’onore. La mini-serie con protagonista Oscar Isaac arriva il 30 marzo su Disney+ e genera moltissima curiosità, perché il personaggio le cui storie si appresta a raccontare è uno dei più intriganti e misteriosi della storia dei fumetti Marvel, nonché uno dei più violenti. 

Il giustiziere che ha fatto un patto con il dio egizio della luna e della vendetta, Khonshu, non è abituato a fare prigionieri e questa è una caratteristica insolita per i personaggio che i Marvel Studios scelgono di riadattare. Già dalla premessa, immaginiamo che il viaggio di Moon Knight sarà un’avventura in luoghi mai esplorati prima dal franchise, e con questo si intendono sia i luoghi fisici, sia quelli più strutturati e insidiosi della mente umana. 

Moon Knight, la trama

La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da una vita che non è la sua. Steven scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector, a sua volta posseduto dallo spirito del dio egizio Khonshu. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si addentrano in una misteriosa e letale faida tra le antiche divinità egizie.

Oscar IsaacLa serie, sviluppata da Jeremy Slater e diretta da Mohamed DiabJustin Benson e Aaron Moorhead, è sviluppata in continuità con il franchise, ma rispetto alle altre serie che abbiamo visto di recente, rivela molti pochi punti di contatto diretto con la continuity del MCU, complice forse il fatto che le vicende si svolgono principalmente tra Londra e l’Egitto. E già la location ci dà un indice di quanto sia differente e in qualche modo speciale Moon Knight, soprattutto perché fa del realismo una cifra stilistica imprescindibile, e questo non solo nella rappresentazione dei combattimenti corpo a corpo e della copiosa quantità di sangue versato, ma anche nella messa in scena dei luoghi e degli spazi che vengono occupati con una padronanza senza pari da Oscar Isaac. 

L’Oscar Isaac Show

La serie si può tranquillamente identificare con il suo interprete, senza nulla togliere agli altri protagonisti e senza sminuire il lavoro di adattamento dai fumetti. Isaac mette in scena tre personaggi completamente diversi, cambiando postura, accento, piglio e confermandosi un attore di altissima categoria prestato a un prodotto molto pop e che contribuisce ad alzarne il valore.

Quello che però è interessante nella messa in scena e nella chiave di lettura che Slater ha voluto dare a Moon Knight è l’adozione della patologia dissociativa associata a un eroe protagonista, il quale, siamo d’accordo, non è proprio un personaggio positivo come lo sarebbe un eroe del calibro di Captain America, ma che comunque cerca di fare gli interessi dei buoni. Ebbene, Marc e Steven convivono nella stessa testa, non si sa chi dei due sia il vero possessore del corpo né se questo sia importante o meno, si sa però che come accaduto in Wandavision, dove la malattia mentale era protagonista almeno quanto l’eroina stessa, anche in questo caso la normalità comportamentale socialmente accettata viene messa ai margini per dare spazio a un disagio.

Nel grande disegno della rappresentazione della contemporaneità che cinema e televisione stanno abbracciando sempre con maggiore adesione, Moon Knight si colloca quindi nel puzzle in un posto lasciato fino a questo momento vuoto, e lo fa coniugando a questo macro tema, tutta una serie di caratteristiche che contribuiranno a rendere la serie appetibile per il grande pubblico. 

Con Moon Knight, la grande famiglia Marvel diventa ancora più grande, comprendendo non solo più attori di fama mondiale (con Isaac, nel cast in veste di antagonista c’è Ethan Hawke) ma anche una ulteriore varietà di punti di vista, di usi e costumi e di argomenti che rendono il grande progetto di Kevin Feige un figlio prediletto del suo tempo.

Moon Knight: promo dal secondo episodio

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Moon Knight: promo dal secondo episodio

Disney+ ha diffuso il promo del secondo episodio di Moon Knight che arriverà prossima settimana sulla piattaforma streaming.

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Moon Knight

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Marvel Studios Moon Knight, è la nuova serie serie originale live-action Marvel Studios che debutterà dal 30 marzo in esclusiva su Disney+. La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da un’altra vita. Steven scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si spingono in un mistero mortale tra i potenti dei dell’Egitto.

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Moon Knight: per Oscar Isaac è il personaggio meglio scritto dai tempi di Iron Man

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Con il suo teaser del Super Bowl che ha raggiunto oltre 3 milioni di visualizzazioni in meno di un giorno, tutti i segnali indicano che Moon Knight è una delle serie televisive più attese della primavera. Lo show segna l’introduzione di Oscar Isaac nel Marvel Cinematic Universe nei panni di Marc Spector, un ex agente della CIA trasformato in mercenario che muore durante un lavoro in Sudan ma viene rianimato e trasformato nel condottiero del Dio della Luna egizio Khonshu. Oscar Isaac ha recentemente dichiarato alla rivista Empire che “Moon Knight” è uno lavoro sul personaggio che il MCU ha visto raramente.

“Spesso in questi grandi film può sembrare che stiano costruendo l’aereo sulla pista”, ha dichiarato l’attore . “Quando ho letto questo però ho avuto la sensazione che avesse un livello di caratterizzazione sul personaggio maggiore, sembra che contenesse l’idea di tornare ai film ‘fatti a mano’, agli studi sui personaggi. [‘Moon Knight’] si sentiva fatto a mano. Ed è il primo legittimo studio sui personaggi Marvel dai tempi di “Iron Man”. Ho pensato: ‘Forse posso dirottare questa cosa. Forse questa è l’occasione per fare qualcosa di davvero fottutamente pazzo su un palco importante.”

Il supereroe Moon Knight è un vigilante in stile Batman. Uno dei tratti notevoli del personaggio è il suo disturbo dissociativo dell’identità, che si manifesta in diversi con personalità definite. “Quello che amo di più di questa cosa è che è l’esplorazione di una mente che non conosce se stessa”, ha continuato Oscar Isaac sulla serie. “Un essere umano che non conosce il proprio cervello. L’ho trovato davvero commovente: ciò di cui è capace la mente per quanto riguarda la sopravvivenza. Ma il carico di lavoro è stato enorme: la sfida tecnica di incarnare questi diversi personaggi, fisicamente, il modo in cui manifesto il mio corpo… Ha richiesto molta energia”.

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Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Marvel Studios Moon Knight, è la nuova serie serie originale live-action Marvel Studios che debutterà dal 30 marzo in esclusiva su Disney+. La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da un’altra vita. Steven scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si spingono in un mistero mortale tra i potenti dei dell’Egitto.

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Moon Knight: Oscar Isaac ufficialmente Marc Spector

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Moon Knight: Oscar Isaac ufficialmente Marc Spector

Oscar Isaac sarà ufficialmente il protagonista di Moon Knight, serie Marvel in sviluppo presso Disney+ e annunciata durante il Comic Con di San Diego del 2019.

In occasione dell’assemblea degli investitori Disney, i Marvel Studios hanno presentato i progetti in sviluppo e annunciato i nuovi in arrivo. Tra questi c’è Moon Knight, una serie su “un eroe complicato”, come annuncia lo stesso account Instagram di Marvel.

Moon Knight racconta la storia di Marc Spector, un soldato d’elite e mercenario che decide di combattere il crimine e decide di diventare il rappresentante umano di Khonshy, il dio egizio della luna.

Moon Knight: Oscar Isaac rivela succulenti anticipazioni sulla serie

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Arriva da Variety e dal segment “Actors on Actors” con la star di Moon Knight  Oscar Isaac la conferma che la nuova serie tv Marvel sarà una serie limitata come lo è stato Wanda Vision. L’attore Oscar Isaac, star di Dune seduti a parlare con la star di Morbius Jared Leto candidato per House of Gucci hanno parlato brevemente delle loro esperienze nei cinecomics. E’ proprio durante questa discussione Isaac ha ammesso di non aver grande conoscenza di Marc Spector prima che la parte gli fosse offerta, e ha definito il prossimo spettacolo una “serie limitata”.

“Non avevo mai sentito parlare di Moon Knight‘ prima e collezionavo fumetti quando ero più giovane”, ha ricordato. “Avevo sentito parlare di ‘Morbius’, ma non avevo mai sentito parlare di Moon Knight.’ Non so come sia stato il processo per te, perché è un lungometraggio, mentre questa è una serie limitata”.

Il fatto che Moon Knight sia una serie limitata non significa necessariamente che Isaac finirà con il Marvel Cinematic Universe dopo la conclusione dello spettacolo. Proprio come The Falcon e The Winter Soldier sono stati una tantum destinati a stabilire un nuovo status quo per Sam Wilson e Bucky Barnes durante la creazione di Captain America 4, è probabile che questa serie preparerà il terreno per cose più grandi per il vecchio Moony nel futuro.

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Per quanto riguarda i vantaggi di raccontare la storia di Moon Knight in uno show televisivo piuttosto che in un film, Isaac ha aggiunto: “C’era molto spazio per provare le cose perché non c’era la pressione che dovevamo assicurarci di fare comunque molte centinaia di milioni di dollari nel weekend di apertura”.

“Quindi potrebbe renderlo molto dal quel punto di vista. Potremmo prendere decisioni molto strane”, ha scherzato l’attore. “Al momento, almeno – e non immagino che andrà indietro – sembra che sia lì che viene preso il rischio più grande perché può farlo finanziariamente”. Moon Knight  debutterà su Disney+ il 30 marzo.

Marvel Studios Moon Knight, è la nuova serie serie originale live-action Marvel Studios che debutterà dal 30 marzo in esclusiva su Disney+. La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da un’altra vita. Steven scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si spingono in un mistero mortale tra i potenti dei dell’Egitto.

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Moon Knight: Oscar Isaac e i filmmaker raccontano com’è stato realizzare la serie

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Arriva su Disney+ il 30 marzo e si candida a essere una delle serie Marvel più innovative di sempre, grazie e toni cupi che non hanno paura di virare all’horror e a un personaggio oscuro e complesso: parliamo di Moon Knight che ha chiamato ad unirsi al MCU Oscar Isaac, insieme a Ethan Hawke e May Calamawy. Li abbiamo incontrati, insieme ai registi e i produttori dello show, per parlare della realizzazione di Moon Knight e di cosa aspettarci da Marc Spector e Steven Grant.

Secondo quanto dice Grant Curtis, executive producer della mini serie, “Moon Knight, in particolare, è stato sul radar di Kevin Feige dal primo giorno” perché la storia editoriale del fumetto ha portato a una fusione graduale e naturale delle storie del personaggio con quelle del Marvel Cinematic Universe. “E penso che questo fosse il momento perfetto. Quando guardi Disney+ e hai bisogno di una tela più ampia per raccontare questa incredibile storia, dal 30 marzo, il pubblico la vedrà, e capirà che questo era il momento perfetto per immergersi nell’universo.”

Oscar Isaac è il protagonista di Moon Knight

Oscar Isaac non è estraneo a grandi franche, come sa bene chi se lo ricorda nei pani di Poe Dameron in Star Wars o nel recente Dune, ma cosa lo ha spinto ad interessarsi al MCU e a Moon Knight?

“Quando l’ho letto, sembrava che ci fosse una reale opportunità di fare qualcosa di completamente diverso, in particolare nell’ambito del MCU, e di concentrarsi davvero su questa lotta interna di questo personaggio, di usare l’iconografia egiziana e il genere dei supereroi e questo linguaggio per parlare di questa vera lotta interna che questa persona sta affrontando. E anche per creare un personaggio indelebile e insolito, in particolare con Steven Grant. Quindi mi è sembrato che una volta che ho avuto una vera opinione su come volevo interpretare Steven e l’ho presentata a tutti e loro l’hanno accolto a braccia aperte, ho anche capito di avere collaboratori reali e incredibili e che sarebbe stata un’avventura creativa.”

Oscar Isaac in Moon KnightCos’è che rende Marc Spector e Steven Grant diversi da alcuni degli eroi che potremmo aver visto in passato?

“Beh, penso che la storia sia basata sul punto di vista – dice Isaac – Significa che sei nella pelle di questo ragazzo e vedi le cose che gli accadono. Vivi la storia proprio come la sta vivendo lui. Quindi c’è qualcosa di terrificante in questo. Penso che in Steven, in particolare, ci sia un senso dell’umorismo diverso da quello che abbiamo visto. Penso che la Marvel in particolare abbia fatto un lavoro straordinario nel combinare azione e commedia in un modo così eccezionale. E ho pensato che con Steven c’era la possibilità di fare un tipo di commedia diverso da quello che abbiamo visto, con qualcuno che non sa di essere divertente, lui non sa di essere divertente. E quindi è stato davvero eccitante. E poi trovare il contrappunto con Marc, in qualche modo appoggiandosi un po’ allo stereotipo del vigilante oscuro e torturato, ma ciò che lo rende così speciale è che ha questo piccolo inglese che vive dentro di lui.”

May Calamawy interpreta Layla, un personaggio che, per non anticipare troppo, si trova a dover aiutare Steven/Marc. “A proposito di Layla? Adoro quanto è forte – dichiara May Calamawy – Ma allo stesso tempo, mi sentivo come se dovessi interpretare l’intera gamma di una donna con lei perché è forte ed è dalla parte delle persone e combatte per ciò in cui crede, ma è anche molto vulnerabile e spaventata. Quindi è stato divertente per me.”

Ethan Hawke è il villain della storia

Il trio protagonista si completa con Ethan Hawke che invece interpreta il villain. “La storia del cinema è lastricata di narratori che usano la malattia mentale come elemento costitutivo del cattivo – ha cominciato Hawke per spiegare il suo personaggio – Voglio dire, ci sono innumerevoli storie di cattivi malati di mente e qui abbiamo un eroe malato di mente. Ed è affascinante perché abbiamo invertito l’intero processo. E quindi ora come antagonista, non posso fare la parte del pazzo perché abbiamo già l’eroe che lo è. Quindi dovevo trovare un pazzo sano di mente o una forza malevola sana di mente. E questo è stato un enigma interessante per me capire come essere in sintonia con ciò che Oscar stava facendo. E Mohamed (Diab, uno dei registi, ndr) stava davvero abbracciando la sua malattia mentale come un modo per creare un narratore inaffidabile. E una volta che hai rotto il prisma della realtà, tutto ciò che il pubblico vede è da un punto di vista distorto. E questo è davvero interessante per il cattivo perché vengo visto per quello che sono. Penso che quello fosse il nostro enigma, ci siamo inventati qualcuno che stava cercando di salvare il mondo. E nella sua mente, lui è Santo Harrow, capisci? Voglio dire, pensa che lui farà parte della grande soluzione.”

A dirigere Moon Knight è stato chiamato in primo luogo Mohamed Diab, seguito poi da Justin Benson e Aaron Moorhead. Insieme i tre hanno firmato i sei episodi della mini serie. 

Mohamed Diab ha spiegato: “Vengo da un background molto indipendente, piccoli film, di solito in Medio Oriente. Ricordo la prima telefonata tra me e Oscar, e lui mi disse: “Mohamed, che diavolo ci fai qui?” Mi ha chiamato in privato. E ricordo di avergli detto qualcosa sulla creazione di storie intime senza pensare al budget. E penso che la Marvel fosse già al lavoro su qualcosa. Ho avuto altre offerte prima per fare film ad alto budget, ma non mi sono mai connesso a niente del genere, storie intime che hanno delle cose importanti che accadono intorno a loro. Tu, come persona normale, scopri di avere un’altra identità che è un supereroe. Quindi sono stato subito attratto. E non voglio mai dimenticare Jeremy Slater per aver creato un’idea così grande su come affrontare la storia, un contrasto così grande. E l’altro aspetto che mi ha davvero attratto è stata la parte egizia, il presente e il passato, l’egittologia di Moon Knight. Come egiziani, ci vediamo sempre raffigurati… lo chiamiamo orientalismo, quando ci vedi come esotici e disumanizzati. Mostrandoci semplicemente come esseri umani, semplicemente normali esseri umani, attraverso il carattere di Layla e vedendo persino l’Egitto così com’è, perché il 90 percento delle volte, l’Egitto non è l’Egitto. Immagina di vedere Parigi e c’è Big Ben sullo sfondo. È così che vediamo il nostro Paese. Quindi è divertente, ma fa male, è proprio questo che mi ha attratto.” 

Tre registi per Moon Knight

Justin Benson e Aaron Moorhead sono stati coinvolti nel progetto più tardi rispetto a Diab. Parlando di Moon Knight come personaggio dei fumetti, Benson ha dichiarato: “Nei circa 50 anni di storie a fumetti, questo personaggio è in qualche modo stato definito dall’essere audace e dall’essere un outsider. E c’era qualcosa di attraente nel raccontare una storia di supereroi come quella, ma poi anche lavorare con un gruppo di persone che stavano lavorando per renderlo qualcosa di personale per loro.”

Aaron Moorhead segue: “Abbiamo cercato di assicurarci che tutti i nostri film indipendenti siano basati su una nuova mitologia. E stranamente, voglio dire, i nostri grandi miti moderni sono i film Marvel in questo momento. Il grande mito americano in questo momento viene dalla Marvel. E in molti altri posti, ma è davvero bello farne davvero parte e raccontare una storia che parla in realtà di questi antichi miti e cose su cui tutti siamo cresciuti. E inoltre, solo il fatto che timbricamente in qualche modo combaci con tutto il nostro lavoro indipendente è davvero, davvero fantastico.”

Oscar Isaac ha anche spiegato come ha fatto a interpretare lo stesso personaggio in cui le sue due personalità si confrontavano, semplicemente facendo assumere dalla Marvel suo fratello Michael Hernandez. “Lui è la cosa più vicina a me che ci sia sulla Terra. Quindi è entrato e interpretava Steven o Marc, anche l’accento e tutto, entrambi gli accenti. È stato davvero utile avere qualcuno che non è solo un grande attore, ma condivide anche il mio DNA con cui recitare. Ma non mi aspettavo che potesse essere così impegnativo interpretarli entrambi. Perché una delle cose divertenti, forse la cosa più divertente della recitazione, sia recitare di fronte a qualcuno e lasciare che accada qualcosa di spontaneo che non ti aspettavi. Ma non c’era davvero un’opportunità per farlo e dovevo cercare di trovare ciò che lo fa sentire spontaneo, far sembrare che non fosse tutto pianificato, come invece era. Quindi è stato impegnativo.”

Moon KnightMarc e Steven sono rispettivamente Americano e inglese, per cui Isaac ha dovuto lavorare anche su due accenti differenti. Come li ha “trovati”?

“Non lo so, la storia è ambientata a Londra – ha detto – E quando ho chiesto come mai, la risposta  sembrava essere che avevamo già troppi personaggi a New York. Quindi per cambiare le cose abbiamo pensato di raccontare di un espatriato a Londra. Ma poi mi è sembrato che ci fosse… voglio dire, amo l’umorismo inglese, come quello di The Office e… c’è così tanto di quell’umorismo che trovo così divertente, e ho pensato che ci fosse un’opportunità qui per fare qualcosa. E se lo facessimo inglese? E se Peter Sellers venisse contattato per un progetto Marvel, cosa farebbe? E così ho iniziato a pensarci, e questo mi ha portato a Karl Pilkington di “An Idiot Abroad”. E non tanto per l’accento ma solo per il suo senso dell’umorismo per cui lui non sa di essere divertente, ma lo è. E poi, ho pensato alla comunità ebraica di Londra e da dove viene gran parte di quella comunità e ho ascoltato gli accenti che sono a nord-est di Londra. E poi ho deciso di farlo e ho scoperto che per il personaggio non si trattava solo dell’accento, ma anche della sua timidezza, del desiderio di entrare in contatto con le persone senza sapere come fare.”

La ricerca per portare sullo schermo Marc/Steven è stata sicuramente impegnativa, ma Oscar Isaac ha consegnato ai fan Marvel un lavoro eccellente, che si potrà ammirare dal 30 marzo su Disney+, quando arriverà Moon Knight.

Moon Knight: nuovo spot con scene inedite mostra le abilità dell’eroe

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A meno di una settimana dalla sua tanto attesa prima, Disney+ ha rivelato un altro  spot televisivo di Moon Knight,  la serie di supereroi guidati da Oscar Isaac dei Marvel Studios, con alcuni nuovi filmati. Il video continua a esaltare il debutto live-action dell’eroe Moon Knight e questa volta vediamo di più di Steve Grant/Marc Spector compreso le sue abilità e poteri. La serie debutterà in streaming mercoledì 30 marzo.

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Moon Knight

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Marvel Studios Moon Knight, è la nuova serie serie originale live-action Marvel Studios che debutterà dal 30 marzo in esclusiva su Disney+. La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da un’altra vita. Steven scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si spingono in un mistero mortale tra i potenti dei dell’Egitto.

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Moon Knight: nuovo promo “Choice”

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Moon Knight: nuovo promo “Choice”

Disney+ ha diffuso il nuovo promo inedito “Choice” di Moon Knight, l’attesa nuova serie Marvel Studios in arrivo sulla piattaforma streaming.

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Moon Knight

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Marvel Studios Moon Knight, è la nuova serie serie originale live-action Marvel Studios che debutterà dal 30 marzo in esclusiva su Disney+. La serie segue Steven Grant, un tranquillo impiegato di un negozio di souvenir, che viene colpito da vuoti di memoria e ricordi provenienti da un’altra vita. Steven scopre di avere un disturbo dissociativo dell’identità e di condividere il suo corpo con il mercenario Marc Spector. Mentre i nemici di Steven/Marc si avvicinano, i due devono indagare sulle loro identità complesse mentre si spingono in un mistero mortale tra i potenti dei dell’Egitto.

Moon Knight vede protagonisti Oscar Isaac, Ethan Hawke e May Calamawy. Mohamed Diab e il team di Justin Benson & Aaron Moorhead hanno diretto gli episodi. Jeremy Slater è il capo sceneggiatore, mentre Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso, Brad Winderbaum, Mohamed Diab, Jeremy Slater e Oscar Isaac sono gli executive producer. Grant Curtis, Trevor Waterson e Rebecca Kirsch sono i co-executive producer.

Moon Knight: lo showrunner svela cosa sta ritardando il ritorno di Oscar Isaac nell’MCU

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Oscar Isaac resta ancora assente dal MCU dopo il debutto di Moon Knight nel 2022 (leggi qui la recensione), e ora arriva una spiegazione più precisa su questo silenzio narrativo. A chiarire la situazione è Jeremy Slater, showrunner della serie Disney+, che conferma come il ritorno del personaggio dipenda direttamente dalla volontà dell’attore.

Secondo quanto riportato da ComicBook.com, Slater ha spiegato che il contratto di Isaac prevede un controllo creativo significativo sul futuro del personaggio: il suo ritorno avverrà solo se esisterà una storia capace di convincerlo davvero. Una scelta che rende Moon Knight uno dei casi più particolari dell’MCU recente, dove la continuità narrativa è subordinata alla disponibilità creativa dell’interprete.

Il risultato è una situazione sospesa: Moon Knight non è stato cancellato, ma nemmeno rilanciato. Una zona grigia che dice molto sulla nuova fase del MCU, sempre più dipendente dalla disponibilità delle sue star e meno da un piano narrativo rigido.

LEGGI ANCHE: Moon Knight: 15 dettagli nascosti nel finale di stagione!

Il futuro di Moon Knight tra libertà creativa e incertezza narrativa

Slater ha sottolineato come Oscar Isaac sia direttamente coinvolto nella definizione delle possibili nuove storie: “Il contratto che Oscar Isaac ha firmato prevedeva che avremmo realizzato altre storie solo quando avessimo trovato racconti che lo entusiasmassero creativamente. Non si tratta di chiamarlo e basta per una nuova avventura. È profondamente coinvolto nel futuro del personaggio. La sfida, e anche il bello per loro, è capire quali storie vuole esplorare e come desidera che il personaggio venga utilizzato. Qual è qualcosa che lo convincerebbe a tornare in quel mondo ancora una volta?“.

Questa impostazione spiega perché Moon Knight non sia ancora riapparso in altri progetti MCU, a differenza di personaggi come Ms. Marvel o She-Hulk. La serie Disney+ del 2022 è stata costruita come racconto autoconclusivo, con pochi agganci diretti alla saga più ampia, e questo ha reso il suo protagonista meno “necessario” all’economia narrativa del franchise.

La questione centrale riguarda quindi la direzione futura del personaggio: Marvel potrebbe aver già valutato diverse ipotesi, ma senza il consenso creativo di Isaac nessuna strada sembra percorribile. Il finale della serie, con la rivelazione di Jake Lockley e il legame con Khonshu, resta ancora oggi il principale punto di partenza per un eventuale ritorno.

Nel frattempo, l’ipotesi più concreta non è una seconda stagione, ma un utilizzo del personaggio all’interno di un progetto corale come i Midnight Sons, dove Moon Knight potrebbe condividere lo spazio con figure come Blade. Una soluzione che permetterebbe di reinserire Marc Spector nel MCU senza forzare un seguito diretto.

LEGGI ANCHE: Oscar Isaac spinge per il ritorno di Moon Knight nel Marvel Cinematic Universe

Moon Knight: la serie in arrivo su Disney+

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Moon Knight: la serie in arrivo su Disney+

Così come accaduto durante il Comic Con di San Diego, il D23 di Anaheim sta riservando grandi sorprese al pubblico dei Marvel Studios, che hanno approfittato della grande convention Disney per mettere sul piatto altri prodotti che andranno ad arricchire la Fase 4 del loro universo condiviso tra cinema e tv.

Tra le nuove serie annunciate, arriverà su Disney+ anche uno dei personaggi più amati e “chiacchierati” della Marvel, quel Moon Kinght che da tempo era al centro di rumors come uno dei prossimi personaggi Marvel ad ottenere un adattamento. Si tratta di una serie tv che, forse, potrebbe essere tutto ciò che Daredevil sarebbe dovuto essere, nonostante il successo dello show di Netflix.

Si tratta di qualcosa di molto diverso per Kevin Feige e per la sua squadra, e non sappiamo ancora in che modo si sceglierà di raccontare questo eroe così ruvido e ad altezza di criminale.

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