E se un anno della vostra vita
durasse un solo giorno? Netflix annuncia che ERA ORA, il
film diretto da Alessandro Aronadio, con
protagonisti Edoardo Leo e Barbara Ronchi,
sarà disponibile dal 16 marzo solo su Netflix.
La commedia romantica, prodotta da
BIM Produzione (una società del Gruppo Wild Bunch), Palomar
(Mediawan Group) e Vision Distribution,
dopo il passaggio all’ultima Festa del Cinema di Roma
(sezione Grand Public), è in arrivo in Italia e contemporaneamente
nei 190 Paesi in cui è disponibile il servizio.
La trama di Era Ora
In “Era Ora”, Dante (Edoardo Leo) e Alice (Barbara Ronchi) si amano
alla follia. Peccato che lui sia la tipica persona a cui una
giornata non basta mai, che arriva sempre in ritardo e si barcamena
a fatica tra i mille impegni quotidiani di lavoro e vita privata.
Succede anche il primo giorno dei suoi quarant’anni, quando Dante
si presenta in ritardo di ore alla sua festa di compleanno. A detta
sua, la soluzione sembra a portata di mano: se lavorerà abbastanza,
magari tra qualche anno sarà riuscito a comprarsi un po’ di tempo.
Ma cosa succede quando l’indomani si sveglia e si ritrova un anno
in avanti? Come è possibile che sia già il giorno del suo
quarantunesimo compleanno? E come fa Alice a essere incinta di
quattro mesi? Cosa ne è stato del resto del suo anno?
Quando, a un suo nuovo risveglio,
Alice gli mette tra le braccia una bella bambina di qualche mese
augurandogli buon quarantaduesimo compleanno, Dante realizza
definitivamente di essere stato catapultato in un incubo a occhi
aperti: per qualche inspiegabile motivo sta vivendo una vita
accelerata, di cui non ha memoria né controllo. Riuscirà a
comprendere il valore del tempo prima che la sua vita vada a
rotoli?
ERA ORA, tratta dal film “Long Story Short”
(scritto e diretto da Josh Lawson), è un’esilarante e commovente
romantic comedy su quella stravagante avventura che ci ostiniamo a
chiamare tempo. Prodotto da Carlo Degli Esposti, Nicola
Serra, Riccardo Russo, vede nel cast anche Mario
Sgueglia, Francesca Cavallin, Raz Degan, Massimo
Wertmüller e Andrea Purgatori.
Uscito nel 2001 al cinema, il
film Il diario di Bridget
Jones si è imposto come una delle commedie romantiche più
apprezzate e iconiche del nuovo millennio. Allo stesso tempo,
questo titolo consacrò la carriera di Renée Zellweger, la quale ricevette
anche una candidatura al premio Oscar come miglior attrice. Con un
incasso di oltre 280 milioni di dollari, fu dunque questo un
successo straordinario, poi seguito da un altrettanto apprezzato
sequel intitolato Che pasticcio Bridget
Jones!, uscito in sala nel 2004. A distanza di dodici
anni, nel 2016, è infine stato realizzato il terzo capitolo, dal
titolo Bridget Jones’s Baby.
Diretto da Sharon
Maguire, già regista del primo film, questo è nuovamente
basato sulle vicende riguardanti il personaggio ideato da
Helen Fielding. Non si tratta però di un
adattamento né del terzo romanzo della serie, Bridget Jones’s
Guide to Life, né del quarto, Bridget Jones, un amore di
ragazzo. Il nuovo film trae piuttosto ispirazione dagli
articoli scritti dalla Fielding per il giornale The
Independent nel 2005. Dopo anni di attesa, dunque, la
simpatica e stravagante Bridget Jones è tornata sul grande schermo,
con un film affermatosi nuovamente come un grande successo di
pubblico.
Questo terzo capitolo è infatti
arrivato ad un incasso complessivo di circa 212 milioni di dollari,
confermando il grande affetto nei confronti del personaggio.
L’evoluzione da lei vissuta, con lei qui alle prese con la
genitorialità, è stato poi un elemento apprezzato da molti.
Divertente e brillante, Bridget Jones’s Baby è dunque un
terzo capitolo da non perdere. Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi al libro, alla trama e
al cast di attori. Infine, si elencheranno anche
le principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Bridget Jones’s Baby: la trama del film
Protagonista del film è ancora una
volta l’impacciata Bridget Jones, nuovamente alle
prese con i suoi intensi drammi amorosi. Dopo aver messo fine alla
sua relazione con Mark Darcy, Bridget decide di
dedicarsi completamente alla carriera e al lavoro. Nonostante la
donna sia riuscita a perfezionare il suo aspetto, lasciandosi alle
spalle lo stile trasandato e i chili in eccesso, la vita continua a
farle contemplare la sua solitudine. Grazie all’insistenza
dell’amica Miranda, Bridget si concede un weekend
all’insegna della musica e dell’alcol, durante il quale incontra
l’affascinante Jack Qwant.
L’uomo è conquistato dalla
spontaneità della donna e, dopo una serie di malintesi esilaranti,
i due trascorrono insieme una notte di vera passione. Il weekend
successivo, Bridget incontra però nuovamente Darcy, alle prese con
un eclatante caso che richiama l’attenzione mediatica. L’ex coppia
non riesce a nascondere i propri sentimenti e i due si concedono
un’ultima notte insieme. Quello che sembrerebbe un dilemma amoroso,
tuttavia, si trasforma in un vero e proprio rompicapo quando
Bridget scopre di essere incinta. Nell’attesa che il bambino nasca,
Bridget si trova dunque a cercare di capire chi possa essere il
padre e chi lei spera che sia davvero.
Bridget Jones’s Baby: il cast del film
Per dar vita ad un nuovo film su
Bridget Jones, era necessario avere la stessa attrice dei
precedenti due capitoli. RenéeZellweger, che mancava da ben sei anni al
cinema, accettò di riprendere il ruolo, interessata principalmente
a scoprire in che modo fosse cambiata la protagonista. Per
prepararsi a riprendere il personaggio, l’attrice decise anche di
lavorare per un periodo presso una rete televisiva, apprendendo
quanto occorreva sul mestiere. Questo terzo film, inoltre, è il
primo per cui la Zellweger non ha dovuto prendere peso per
interpretare Bridget Jones. Si è trattata di una scelta piuttosto
contestata, in quanto il personaggio è noto per avere un fisico da
persona qualunque.
Accanto a lei, nel ruolo di Mark
Darcy torna invece l’attore Colin Firth,
mentre Jack Qwant è interpretato da Patrick
Dempsey, noto per la serie Grey’s Anatomy. Firth ha in seguito
dichiarato che il suo nuovo rivale era molto più intimidatorio
rispetto a quello dei precedenti film, in quanto Dempsey possiede
un carisma non indifferente. HughGrant, invece, non ha ripreso il ruolo di
Daniel Cleaver, in quanto non soddisfatto dalla sceneggiatura. Nel
film compare poi anche la premio Oscar Emma Thompson,
nel ruolo della dottoressa Rawlings. Il suo coinvolgimento nella
pellicola è stato tenuto nascosto sino all’ultimo. Nel film compare
infine anche il celebre cantante Ed Sheeran nel
ruolo di sé stesso.
Il finale di Bridget Jones’s
Baby, il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
Data la trama, la principale domanda
alla base del film è naturalmente riguardo a chi sia davvero il
padre del bambino che Bridget Jones porta in grembo. Non essendo
tratto da uno dei romanzi della scrittrice, il film presenta un
finale originale e che non c’è modo di prevedere prima della
visione del film, salvo leggere volontariamente degli spoiler a
riguardo. Gli stessi attori coinvolti nel film, inoltre, non
sapevano minimamente chi si sarebbe rivelato essere il padre. Per
mantenere il segreto, la regista e i produttori decisero di girare
tre differenti finali, senza rivelare quale di questi sarebbe poi
stato utilizzato nel film. Ciò ha permesso agli stessi interpreti
di vivere un’autentica sorpresa una volta in sala.
Per scoprire dunque chi è il padre
del bambino di Bridget Jones, non resta che vedere il film. È
possibile fruire di Bridget Jones’s Baby
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Rakuten TV, Chili,Infinity,
Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 14 marzo alle ore 21:10
sul canale TwentySeven.
Dopo Doctor Strange, il regista Scott
Derrickson torna al cinema dell’orrore con il thriller
horror targato Blumhouse BLACK
PHONE, in prima tv giovedì 16 marzo alle 21.15
su Sky Cinema Uno e Sky Cinema 4K, in streaming su NOW e
disponibile on demand, anche in qualità 4K.
Con protagonisti il quattro volte
candidato agli Oscar Ethan Hawke, che interpreta il ruolo più
terrificante della sua carriera, e Mason Thames,
al suo primo ruolo cinematografico, il film vede anche la
partecipazione di Madeleine McGraw, Jeremy
Davies e James Ransone.
La storia è basata sul
pluripremiato racconto breve di Joe Hill tratto
dal suo bestseller del New York Times 20thCentury Ghosts e
la sceneggiatura è firmata da Scott Derrickson e
C. Robert Cargill.
La trama del film
Finney, un tredicenne timido ma
perspicace, viene rapito da un sadico assassino (Hawke) e
intrappolato in un seminterrato insonorizzato dove urlare serve a
poco. Quando un telefono scollegato appeso alla parete inizia a
squillare, Finney scopre di poter sentire le voci delle precedenti
vittime dell’assassino. E sono pronte a fare di tutto perché ciò
che è successo a loro non accada anche a Finney.
BLACK
PHONE– Giovedì 16 marzo alle 21.15 su Sky Cinema
Uno e Sky Cinema 4K, in streaming su NOW e disponibile on demand
anche in qualità 4K.
Dopo popolari serie coreane come
Hellbound, It’s Ok Not To Be
Ok e la pluripremiata Squid Game, su
Netflix sono da poco arrivati gli episodi
conclusivi di un altro prodotto seriale che ha riscosso grande
successo. Si tratta di The Glory, una
serie divisa in due parti da 8 episodi l’una, incentrata sui temi
del bullismo e della vendetta. Scritta da Kim
Eun-sook e diretta da Ahn Gil-ho, essa si
presenta dunque come un’opera cupa, di genere thriller, dotata di
tutti quegli elementi capaci di attrarre numerosi spettatori e
conquistarli poi con il suo affrontare questioni particolarmente
delicate attraverso punti di vista insoliti.
Questo perché, come il regista
coreano Park Chan-wook ha magnificamente
raccontato con la sua trilogia della vendetta (Mr. Vendetta,
Old Boy, LadyVendetta), la vittima può trasformarsi
in carnefice e dar vita ad una personalissima ricerca della
giustizia. Il confine tra bene e male diventa dunque estremamente
labile e, come accade anche per TheGlory, per lo
spettatore diventa difficile giudicare le azioni del protagonista
di turno. Fino a che punto, infatti, la vendetta è giustificabile?
Naturalmente in The Glory emergono anche altre tematiche
oltre a quella della vendetta, dal divario esistente tra ricchi e
poveri fino al già citato bullismo, un atto a partire dal quale si
scatena tutto il resto.
La trama e il cast di The
Glory
Protagonista della serie è
Dong-eun, la quale è stata vittima di perfidi e
feroci atti di bullismo durante gli anni del liceo, al punto da
essere stata costretta ad abbandonare la scuola. Il gruppo di
quattro giovani criminali che l’hanno maltrattata è capeggiato
da Yeon-jin, una ragazza di buona famiglia,
viziata e immancabilmente circondata dal lusso. A distanza di anni,
Dong-eun ancora non riesce a dimenticare ciò che ha subito, tanto
da arrivare a pensare di volersi togliere la vita. Le cicatrici che
ancora porta sul suo corpo, però, le fanno scegliere un’altra
strada: quella della vendetta. Ricercando un senso di gloria,
Dong-eun intraprenderà percorsi molto pericolosi, abbandonando ogni
possibile senso di pietà.
Ad interpretare Dong-eun vi è
l’attrice Song Hye-kyo, nota per serie come Autumn in My
Heart, All In e Full House. Accanto a lei si ritrova
l’attore Lee Do-hyun nel ruolo di Joo Yeo-jeong,
che diventa suo complice, e Lim Ji-yeon in quelli
di Park Yeon-jin, la leader del gruppo di bulli. Completano il cast
principale gli attori Yeom Hye-ran in quelli di
Kang Hyeon-nam, altra alleata di Dong-eun in cerca a sua volta di
vendetta, Park Sung-hoon in quelli di
Jeon-Jae-joon, un altro dei membri del gruppo di bulli, e
Jung Sung-il nel ruolo di Ha Do-yeong, marito di
Yeon-jin. Kim Gun-woo, infine, interpreta Son
Myeong-oh, un altro dei principali membri del gruppo di bulli.
The Glory: la stagione 2 e
il finale della serie
La Prima parte della serie, composta
da 8 episodi, si concludeva con l’attuazione delle fasi iniziali
del piano di vendetta Dong-eun, la quale è riuscita a generare un
forte contrasto tra Yeon-jin e suo marito Do-yeong. Proprio
Yeon-jin, oggetto primario della vendetta di Dong-eun, è però
riuscita a scoprire il piano della sua rivale, cosa che le permette
ora di poter dar vita ad una propria contro azione. Allo stesso
tempo, Yeo-jeong scopre che Dong-eun gli ha mentito riguardo
l’esistenza di una ragazza uccisa tempo addietro da Yeon-jin, cosa
che rischia ora di far cedere la sua fiducia. La realtà però è più
complessa del previsto e i misteri sono ancora molti. Da qui
riparte dunque la Seconda Parte della serie, composta da altri 8
episodi.
[SEGUONO SPOILER]
Giunti al finale dell’ultimo episodio della Parte 2,
Yeon-jin viene richiamata anonimamente alla
boutique per recuperare la bottiglia, dove trova il negozio già
trattato come una scena del crimine dalla polizia, e viene
arrestata. Do-yeong e Ye-Sol si
trasferiscono in Europa per iniziare una nuova vita lì.
Young-ae viene invece arrestato con l’accusa di
omicidio. Il detective Choi si rende conto che
Dong-eun ha orchestrato la catena degli eventi, ma
decide di lasciarla andare, riconoscendo che era lei la vera
vittima. Dong-eun brucia a quel punto i suoi materiali e progetta
di porre fine alla sua vita saltando giù dallo stesso punto in cui
è morta So-hee, ma Sang-im arriva
per dirle che la sua morte devasterà
Yeo-jeong.
Sei mesi dopo, Dong-eun rientra
nella vita di Yeo-jeong, offrendosi di essere la sua “carnefice”
nella sua ricerca di vendetta contro Yeong-cheon.
A quel punto, Dong-eun, con Yeo-jeong sotto la sua ala protettrice,
orchestrano una serie di eventi che li portano a essere impiegati
nel sistema carcerario in cui è detenuto Yeong-cheon. Il finale,
dunque, risulta piuttosto aperto e lascia spazio ad ulteriori
racconti. Non è ancora noto se di The Glory verrà
realizzata una Parte 3, ma di base gli elementi
affinché ciò avvenga ci sono tutti. Netflix non ha però ancora
confermato nulla a riguardo ma è certo che se la serie dovesse
continuare ad avere ottimi ascolti, le possibilità di vedere altri
piani di vendetta di Dong-eun e Yeo-jeon si farebbero più
concrete.
Il trailer di The Glory e
come vederla in streaming
Come anticipato, è possibile fruire
di The Glory grazie alla sua presenza nel
catologo di Netflix. Per vedere la serie, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma scegliendo
tra le opzioni possibili. Si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video, avendo poi anche accesso
a tutti gli altri prodotti presenti nel catalogo. Attualmente,
The Glory è uno dei prodotti più visti della piattaforma
in Italia, trovandosi al 3° posto nella Top 10 delle Serie
Tv più viste.
La performance di Jared Leto nei panni del Joker in
Suicide
Squad di David Ayer ha ricevuto
immediatamente critiche negative da parte dei fan, in particolare a
causa della netta differenza nel look di Leto rispetto al
tradizionale look del Joker, così come per l’ormai iconico
tatuaggio “Damaged” che il personaggio di Leto aveva sul suo
fronte.
Di recente sui social media, il
regista David Ayer ha parlato brevemente di quella
interpretazione del Joker. Dopo aver condiviso una foto di Leto in
costume, un fan ha commentato che il Joker di Leto è stato una
grande delusione, e Ayer ha risposto “questo è quello che
succede quando fai a pezzi una performance e l’arco del
personaggio. Mi dispiace che sia tutto ciò che ti è stato permesso
di vedere. Ora la tua mente è chiusa alla verità.”
In un tweet di follow-up in risposta
a un fan che chiedeva del famigerato tatuaggio sulla fronte, Ayer
ha affermato che doveva essere un segno del Joker che “trollava”
Batman dopo che Batman, nell’universo del film, aveva fatto saltare
i denti di Joker, colpendolo. Tuttavia, Ayer ha affermato che è
stata “l’unica scelta estetica” che vorrebbe non aver
fatto.
Oltre al tatuaggio sul viso,
l’aspetto di Joker – che includeva anche una
specie di apparecchio a causa dei denti che erano stati danneggiati
da Batman – è stato ampiamente stroncato nel momento in cui è stato
mostrato. La successiva apparizione in Suicide
Squad non ha aiutato le cose e, dopo la prima del
film, la visione di Joker di Ayer non è più apparsa fino a un
piccolo cameo in Justice
League di Zack Snyder, dove però
aveva un look leggermente diverso.
Mira Sorvinosi è scagliata contro l’Academy
of Motion Picture Arts and Sciences dopo che suo padre,Paul Sorvino, è stato escluso dal montaggio
di In Memoriam durante la trasmissione
televisiva degli Oscardel 2023. Mira, lei
stessa vincitrice dell’Oscar per “Mighty Aphrodite”, ha definito
“sconcertante oltre ogni immaginazione” che il padre Paul non sia
stato ricordato durante il segmento in
diretta. “È sconcertante oltre ogni
immaginazione che il mio amato padre e molti altri fantastici
attori defunti siano stati esclusi“, ha scritto Mira su
Twitter il giorno dopo la cerimonia del 2023. “Gli Oscar
si sono dimenticati di Paul Sorvino, ma il resto di noi non lo farà
mai!!“
Altre notevoli
omissioni dalla trasmissionesono state quelle di
Anne Heche e Charlbi Dean, una
delle star del candidato al miglior film “Triangle of
Sadness“. L’omaggio In Memoriam durante la cerimonia
televisiva si è concluso con un codice QR che ha portato gli
spettatori al sito web degli
Oscar, che includeva un elenco di nomi più lungo
di quanto mostrato nella trasmissione. Paul Sorvino,
Heche e Dean sono stati tutti inclusi nel sito web dopo
essere stati esclusi dal segmento televisivo.
“Paul non era l’unica anima
meritevole esclusa, e un codice QR non è accettabile“, ha
detto la vedova di Paul Sorvino, Dee Dee,
nella sua dichiarazione
alla rivista People. “L’Academy deve
scusarsi, ammettere l’errore e fare di meglio. Paul Sorvino merita
di meglio, il pubblico merita di meglio. L’Academy è così
stanca da dimenticare le persone che sono amate, che hanno dato il
loro cuore a questo settore?“Vergogna
Academy se questo non viene corretto“, ha continuato Dee Dee.
“Gli errori si fanno, questo è stato grosso. Per favore,
fai qualcosa per sistemare le cose.
L’Academy ha rilasciato la seguente
risposta a tutti i contraccolpi sulle omissioni del montaggio In
Memoriam: “L’Academy riceve centinaia di richieste per
includere persone care e colleghi del settore nel segmento degli
Oscar In Memoriam. Un comitato esecutivo che rappresenta ogni
filiale considera l’elenco ed effettua le selezioni per la
trasmissione televisiva in base al tempo disponibile
limitato. Tutti gli invii sono inclusi
su A.frame e rimarranno
sul sito per tutto l’anno.”
Paul Sorvino
è morto per cause naturali lo scorso luglio all’età di 85 anni. Era
forse meglio conosciuto per il suo ruolo di
sergente. Frank Cerreta in “Law &
Order” della NBC, nei panni del mafioso Pail
Cicero nell’amato film di gangster di Martin Scorsese “Quei
bravi ragazzi” e di Kissinger in “Nixon” di Oliver
Stone.
Guillermo Del Toro
ha fatto la storia degli Oscar la scorsa notte, grazie alla sua
vittoria per Pinocchio, nella categoria, miglior film
d’animazione. Il regista messicano è infatti il primo ad aver vinto
una statuetta per il Miglior Film, la
Migliore Regia e il Miglior film
d’animazione. Questi tre riconoscimenti non erano mai
stati vinti prima dalla stessa persona e questo dimostra la
versatilità del regista e il suo sguardo a 360° sugli strumenti che
permettono di raccontare storie al cinema.
In occasione della sua vittoria agli
Oscar 2023 per Pinocchio, il regista ha
dichiarato: “L’Animazione è cinema. L’Animazione non è un
genere. L’Animazione è pronta per essere portata al gradino
successivo. Portiamo avanti la conversazione
sull’Animazione”.
Guillermo Del Toro ha vinto il suo
primo Oscar per la regia e, lo stesso anno, per il Miglior Film,
nel 2017, grazie a La Forma dell’Acqua, film che cominciò la sua
corsa a Venezia, dove vinse il Leone d’Oro.
Il co-CEO dei DC Studios
James Gunn ha parlato un po’ di Wonder
Woman durante il fine settimana, affermando che sta
cercando di ottenere più progetti animati con protagonista
l’iconico eroe. Gunn ha risposto per la prima volta a un
utente di Twitter che aveva fatto notare al CO-CEO che Wonder Woman
ha molto potenziale per storie future in una serie animata. Il
regista aveva risposto subito dicendo: “Ci sto
lavorando“.
Quando un altro utente ha affermato
che pensava che
Gunn si riferisse semplicemente ad altre storie basate sui miti
di Wonder Woman come l’imminente
show Paradise
Lost , James
Gunn ha chiarito che intendeva dire che stava
lavorando per ottenere più progetti animati di Wonder
Woman e che era una delle prime cose che ha raccontato
alle persone che lavoravano ai progetti animati della DC quando è
entrato a far parte della DC.
I don’t think they’re working on an animated
show. They’re working on expanding the mythos (Paradise Lost,
etc.). https://t.co/txHwLrSkxV
La prima fase del DC
Universe, chiamata Chapter One: Gods and Monsters, conterrà una
moltitudine di diversi film e programmi televisivi. Alcuni dei
progetti annunciati includono un film incentrato su Batman e Robin
chiamato The
Brave and the Bold, un film di Supergirl intitolato
Supergirl: Woman of
Tomorrow, un film di Swamp
Thing e diversi programmi TV.
Sembra che i Marvel Studios abbiano
finalmente deciso di reprimere le fughe di notizie su
Internet!Kevin Feige ha sempre avuto una politica
rigorosa quando si tratta di spoiler, ma negli anni abbiamo visto
come le trame dei film e report dettagliati hanno spesso trovato la
strada online negli ultimi anni e la maggior parte di queste
informazioni tendeva a provenire dal subreddit
r/MarvelStudiosSpoilers.
Ebbene oggi secondo alcuni rumors par che la Disney/Marvel ha
depositato documenti legali chiedendo un mandato di comparizione
nel tentativo di identificare l’individuo che ha fatto trapelare la
sceneggiatura di Ant-Man
and the Wasp: Quantumania. La Disney ha
presentato una richiesta di rimozione del copyright della fuga di
notizie all’inizio di questo mese dopo che il documento di 63
pagine è stato condiviso da u/MSSmods in un post intitolato
“[TFTMQ]
Ant-Man and the Wasp: Quantumania Detailed Dialog”. Da
allora il thread è stato eliminato, ma è stato archiviato in Google
Documenti.
“Reddit si impegna a
proteggere la privacy dei nostri
utenti”, ha scritto Reddit in una
dichiarazione in risposta alla domanda della
Marvel. “Abbiamo in atto processi
rigorosi per valutare le richieste legali e obiettare quando
appropriato”.Il subreddit in questione era
diventato molto popolare e, sebbene non tutto ciò che si trovava lì
si fosse rivelato vero,qualcunostava chiaramente condividendo informazioni privilegiate
relative a determinati film/programmi TV
MCU.
Disney+ ha
rilasciato un nuovissimo teaser trailer di
American Born Chinese per
l’imminente dramma fantasy di formazione incentrato su uno studente
delle superiori che viene improvvisamente catturato nel mezzo di
una battaglia tra divinità mitologiche cinesi. La serie sarà
disponibile per lo streaming dal 24 maggio.
Il teaser di
American Born Chinese ci
offre un’anteprima di alcune delle sequenze d’azione dello show con
il personaggio di Guanyin interpretato dalla fresca
vincitrice dell’Oscar Michelle Yeoh. Il video svela anche il
nostro primo sguardo a Freddy Wong di Ke Huy
Quan e Shiji Niangniang di Stephanie
Hsu, mentre si riuniscono con Yeoh dopo aver recitato
nell’acclamato film Everything
Everywhere All at Once.
Per le interpretazioni di
Yeoh e Quan nel film A24, entrambi hanno recentemente vinto
rispettivamente il loro primo Academy Award per la migliore attrice
e il miglior attore non protagonista. Nel frattempo, Hsu ha
ricevuto una nomination all’Oscar come migliore attrice non
protagonista per il suo memorabile ruolo di Joy/Jobu
Tupaki.
“Racconta la storia di
Jin Wang, un adolescente medio che si destreggia tra la vita
sociale del liceo e la sua vita familiare“, si legge nella
sinossi. “Quando incontra un nuovo studente straniero il
primo giorno dell’anno scolastico, ancora più mondi si scontrano
mentre Jin è involontariamente coinvolto in una battaglia di
divinità mitologiche cinesi.” Dai un’occhiata al teaser
trailer di American Born Chinese qui
sotto:
American Born Chinese
American Born
Chinese di Disney+ è diretto da
Destin Daniel Cretton da una sceneggiatura scritta dai fratelli
Kelvin Yu (Bob’s Burgers) e Charles Yu
(Westworld), con Kelvin Yu che è anche
showrunner. La seria viene descritta come una commedia d’azione che
salta di genere che è destinata a esplorare questioni di identità,
cultura e famiglia.
La serie è interpretata da
Michelle Yeoh (Shang-Chi) nei panni di
Guanyin, Ben Wang (MacGyver) nei panni di Jin
Wang, Yeo Yann Yann (Wet Season) nei panni di
Christine Wang, Chin Han (Mortal Kombat) nei
panni di Simon Wang, Daniel Wu (Reminiscence)
nei panni di Sun Wukong, Ke Huy Quan (The
Goonies) nei panni di Freddy Wong, l’ex campione di
Taekwondo Jim Liu nei panni di Wei-Chen e Sydney Taylor
(Just Add Magic) nei panni di
Amelia.
I produttori esecutivi di
American Born Chinese sono
Cretton, i fratelli Yu, Gene Luen Yang, Erin O’Malley, Melvin Mar,
Jake Kasdan e Asher Goldstein. La serie è una produzione della
20th Television.
Non si sa molto sull’imminente
serie Amazon Blade
Runner 2099, ma secondo un nuovo rapporto, l’attrice
Jodie Comer potrebbe essere in trattative per
recitare nell’attesissima serie. Durante l’episodio di questa
settimana di The Hot Mic, Jeff Sneider ha
affermato di aver sentito che Jodie Comer era in trattative per recitare
nella serie. Ha continuato a notare che dopo aver lavorato con il
regista Ridley Scott in The
Last Duel, la Comer era ansioso di lavorare di nuovo
con lui, ma le cose sono fallite su altri progetti.
Tuttavia, Sneider non ha condiviso
troppo in termini di dettagli su come sarebbe stato il ruolo di
Comer se fosse stata scelta per la serie. Lo scorso anno Amazon
Studios ha ufficialmente ordinato una serie per l’imminente
adattamento televisivo live-action di Blade
Runner 2099 e vedrà la serie svolgersi
all’interno dell’universo cinematografico del franchise. Il
regista originale Ridley Scott è attualmente impegnato nel
progetto come produttore esecutivo e, secondo quanto riferito,
dirigerà lui stesso alcuni episodi.
Attualmente, i dettagli della trama
di Blade
Runner 2099 sono tenuti nascosti, ma sembra che
il sequel sarà ambientato almeno 50 anni dopo il sequel, che a sua
volta ha avuto luogo 30 anni dopo l’originale Blade
Runner. Blade Runner 2049 è uscito nelle
sale nel 2017 ed è stato diretto da Denis
Villeneuve, con le star Harrison Ford e Edward James
Olmos che riprendono i loro ruoli
dall’originale. 2049 è stato anche
interpretato
Ryan Gosling,
Jared Leto,
Ana de Armas, Sylvia Hoeks,
Robin Wright, Mackenzie Davis, Carla Juri, Lennie
James e Dave Bautista.
Arriva daDeadline, la notizia secondo cui
Netflix
è attualmente nelle trattative finali per acquisire i diritti di
adattamento cinematografico del racconto di Chris Hicks
intitolatoI Am Not
Alone. La vincitrice dell’Oscar Jessica Chastain (Mama)
è scelta per il ruolo principale nel dramma horror di fantascienza,
con la regista di Lovecraft
CountryMisha Green che firmerà il
progetto come regista e sceneggiatrice.
Netflix
è riuscita vincere la battaglia per i diritti con altri quattro
importanti studi in un’intensa gara per il progetto, con un accordo
a sei cifre. Oltre a recitare, Jessica Chastain produrrà il film attraverso
la sua società Freckle Picture con Green e Kelly Carmichael.I Am Not Alone seguirà la
storia di una madre di una giovane figlia, la cui vita cambia
quando ha iniziato a vedere creature causate dalle sue
insopportabili emicranie. È descritto come “una storia di
fantascienza radicata su una madre costretta a difendere la sua
famiglia da una minaccia che solo lei può vedere“.
Altri produttori del film
sono Simon Kinberg e Audrey Chon di Genre Films,
Craig Flores di Bread & Circuses Entertainment,
Scott Glassgold e Peter Katz. Questo segna la seconda
collaborazione di Kinberg con Jessica Chastain dopo aver lavorato insieme
inThe
Martian, Dark
Phoenix e The
355.
“Sono
un grande fan del lavoro di Misha e sono amico di Craig da anni,
quindi quando mi è stata inviata questa storia e ho sentito che
erano coinvolti, sono andato fuori di testa“,
ha detto Kinberg in una dichiarazione. “La
visione di Misha è diversa da qualsiasi cosa io abbia mai
visto. E lavorare di nuovo con Jessica lo rende ancora più
sognante.”
Andy Serkis ha avuto una carriera lunga e
leggendaria, ma il suo ruolo più popolare è di gran lunga quello di
Gollum nell’iconica trilogia de
Il Signore degli Anelli di Peter
Jackson. Con i
nuovi film in fase di sviluppo precedentemente annunciati,
l’attore i suoi pensieri in merito all’annuncio. Parlando
durante una recente apparizione sul podcast post-credito di
BroBible, Andy Serkis ha notato che il mondo della
Terra di Mezzo non lo ha “mai lasciato” e ha detto che il trio di
Peter Jackson, Fran Walsh e Philippa
Boyens – che ha scritto tutti e tre i i film originali,
così come i tre film della trilogia de
Lo Hobbit, sono una “seconda famiglia” per lui, e gli
piacerebbe lavorare con loro.
“Guarda, [i produttori] Peter
Jackson, Fran Walsh, Philippa Boyens sono una specie di seconda
famiglia di cui sono diventato parte e con cui ho continuato a fare
così tanti film“, ha detto Serkis (via Variety) . “E
– lascia che te lo dica – sono le persone migliori e più
incredibili con cui lavorare. Penso che ci siano così tanti
altri potenziali progetti della Terra di Mezzo che potrebbero
realizzarsi, e se li stanno realizzando, ovviamente coglierei al
volo l’opportunità di riaccendere quella relazione”.
Andy Serkis ha recitato nella trilogia
originale de
Il Signore degli Anelli e nella successiva trilogia
Lo Hobbit nei panni di Gollum, uno hobbit del
popolo del fiume che è stato corrotto dall’Unico Anello. La sua
interpretazione – che è stata possibile grazie al suo lavoro con la
sua voce e al motion capture – ed egli stesso è uno dei massimi
interpreti della tecnica tanto da essere spesso presente in film
dall’alto budget.
Jackson, Walsh e
Boyens hanno scritto e prodotto (con Jackson alla regia)
la trilogia di film originale de Il Signore
degli Anelli , così come la successiva trilogia sequel Lo
Hobbit. Il loro lavoro nella trilogia de Il Signore
degli Anelli è valso loro enormi elogi, con l’ultimo film
della trilogia originale, Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re,
che ha vinto tutti gli 11 Academy
Awards per i quali è stato nominato, incluso quello per il
miglior film.
All’inizio di quest’anno, Embracer
Group AB, che detiene i diritti de Il Signore
degli Anelli e Lo
Hobbit, ha siglato un accordo pluriennale che consentirà
alla Warner Bros. di realizzare nuovi film basati sugli amati libri
di JRR Tolkien. La notizia è stata rivelata durante l’ultima
chiamata sugli utili della Warner Bros. Discovery e arriva dopo che
Embracer Group ha acquistato i diritti de Il
Signore degli Anelli e Lo
Hobbit lo scorso anno.
L’heist movie è da sempre
un sottogenere particolarmente apprezzato al cinema. Attraverso il
racconto di spericolate rapine e della loro organizzazione
maniacale, si possono infatti dar luogo a racconti particolarmente
ricchi di tensione, dove in ogni momento la sfida tra successo e
fallimento è quantomai incerta. Questa tipologia di film può però
anche essere ricca di humor, proprio come dimostra un esempio
celebre quale Ocean’s
Eleven, diretto nel 2001 dal regista premio Oscar
Steven
Soderbergh. Dato il grandissimo successo anche del
sequel Ocean’s Twelve, nel 2007 è poi stato realizzato il
capitolo conclusivo della trilogia, Ocean’s
Thirteen.
Questo ripropose dinamiche narrative
simili al precedente, andando inoltre a portare a conclusione le
varie vicende rimaste in sospeso. Il film, dunque, è costruito a
suo modo come una storia originale. Ocean’s Eleven,
infatti, era il remake dell’omonimo film del 1960 e si rifaceva in
parte a quel titolo. Con questo terzo sequel, Soderbergh e gli
sceneggiatori danno invece vita ad una vicenda inedita, che vede
riuniti i protagonisti del precedente capitolo con nuove aggiunte
nel cast e nuovi obiettivi. Con tali elementi, anche Ocean’s
Thirteen si affermò come un grande successo di pubblico, con
un incasso di oltre 311 milioni di dollari.
Nonostante tale risultato, gli
autori dichiararono conclusa la trilogia, negando dunque la
possibilità di dar vita ad un quarto capitolo. Nel 2018, però, è
stato realizzato lo spin-off al femminile Ocean’s 8. Per gli
amanti del genere, dunque, si tratta di film assolutamente
imperdibili. Prima di intraprendere una visione del film, però,
sarà certamente utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alla
colonna sonora. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Ocean’s Thirteen: la trama
del film
Protagonista del film è
Danny Ocean, il quale riunisce stavolta la sua
banda per un colpo un po’ diverso dal solito. Questa volta il
gruppo è infatti coinvolto in maniera personale. Willie
Bank ha truffato il loro amico Reuben
Tishkoff, obbligandolo a cedergli le azioni del casinò di
sua proprietà con un inganno. Così Danny chiama a rapporto tutti
quanti, che si precipitano in suo aiuto. La banda comincia dunque a
lavorare a una truffa colossale ai danni di Bank: Roman
Nagel si occupa della parte informatica dei sistemi del
casinò, Virgin Malloy pensa ai dadi e
Rusty deve mettere i bastoni fra le ruote
dell’impiegato della Royal Review che valuta le condizioni
dell’albergo.
Tutto questo servirà a portare Willy
Bank alla rovina economica, ma per riuscirci veramente occorre una
cifra che la banda non possiede. Danny si trova quindi costretto a
rivolgersi al suo nemico giurato, Terry Benedict,
che accetta di prestare loro il denaro necessario, ma a delle
condizioni. Ora finalmente può partire la macchina organizzativa,
coadiuvata da Linus Caldwell, che ha il compito di
usare tutto il suo fascino per convincere la direttrice dell’hotel
Abigail Sponder a dargli l’accesso alla penthouse
di Bank. Per portare a compimento questo loro ultimo, delicato,
compito, Danny e gli altri non dovranno commettere neanche un
minimo errore.
Ocean’s Thirteen: il cast
del film
Ad interpretare il carismatico Danny
Oceans vi è nuovamente l’attore George Clooney,
mentre Brad Pitt a sua
volta torna ad interpretare Rusty Ryan, ruolo che proprio Clooney
lo aveva convinto ad accettare. Matt Damon
interpreta invece di nuovo di Linus Caldwell. Tornano poi nel film
i personaggi Frank Catton, interpretato da Bernie
Mac, Livingston Dell, interpretato da Eddie
Jemison e i fratelli Turk e Virgil Malloy, interpretati da
Scott Caan e Casey Affleck.
Completano il gruppo Don Cheadle nel
ruolo di Basher Tarr, Carl Reiner con
quello di Saul Bloom e Shaobo Qin nei panni di
Yen. Elliot Gould è invece Reuben Tishkoff.
Terry Benedict è interpretato da
Andy Garcia,
mentre Vincent Cassel
torna nei panni del ladro Night Fox. Entrano a far parte del cast
l’attrice Ellen Barkin nel ruolo di Abigail
Sponder e il premio Oscar Al Pacino nei
panni del milionario Willie Bank. Pacino era da sempre la prima
scelta di Soderbergh per il ruolo, che l’attore decise poi di
accettare in quanto aveva apprezzato i precedenti due film. Nel
film sarebbero dovute comparire anche le attrici Julia Roberts e Catherine Zeta
Jones rispettivamente nei panni di Tess Ocean e di Isabel
Lihiri. Poiché il loro sarebbe stato però solo un cameo, le due
decisero di non partecipare al film.
Ocean’s Thirteen: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Ocean’s
Thirteen è infatti disponibile nei cataloghi di
Rakuten TV, Chili, Google Play, Infinity, Apple iTunes,
Amazon Prime Video e Tim Vision. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà
soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì
13 marzo alle ore 23:10 sul canale
TwentySeven.
Torna con sei nuovi episodi, di cui
viene rilasciato oggi il trailer ufficiale in italiano, HOTEL PORTOFINO, il period drama inglese con
protagonista la star di Californication, Designated Survivor e
HaloNatascha McElhone, ambientato sulle
meravigliose coste della riviera ligure.
Hotel Portofino: quando esce e dove vederla in
streaming
Ambientata in un periodo piuttosto
turbolento, quello degli anni che in Italia videro l’ascesa al
potere di Benito Mussolini, la serie esordirà su Sky e in
streaming su NOW il 29 marzo.
Cast della seconda stagione di Hotel
Portofino
Creata da Matt Baker e diretta da
Adam Wimpenny, la serie, in sei episodi, segue le avventure di
Bella Ainsworth (Natasha McElhone), figlia di un ricco
industriale, nel suo intento di dirigere e far brillare l’hotel di
famiglia, che inizia a prosperare sotto la sua guida, mentre si
confronta giornalmente con imprevisti, responsabilità e insidie che
la mettono spesso a dura prova.
Hotel
Portofino vanta una scrittura e un mood tipicamente
british e si sviluppa sullo sfondo di splendidi paesaggi italiani
che esaltano le vicende dei personaggi ed entrano a farne parte
attivamente. Nel cast anche Mark Umbers (These
Foolish Things) nei panni dell’affascinante ma pericoloso
marito di Bella, Cecil Ainsworth, e Oliver Dench
(Domina), che interpreta Lucian, suo figlio, che si
troverà a dover affrontare una scelta sentimentale
importante. Fra gli italiani del cast Daniele
Pecci (Cuori) nei panni di un facoltoso avventore
dell’Hotel Portofino e Giorgio Marchesi (I
Medici), new-entry nel cast nei panni di un architetto locale
che metterà in crisi Bella con il suo fascino mediterraneo; con
loro anche Rocco Fasano (Skam Italia),
che anche nei nuovi episodi interpreta un giovane del luogo,
attivista antifascista, Pasquale Esposito e
Carolina Gonelli.
La trama della seconda
stagione di Hotel Portofino
È l’estate del 1927 e Bella si
dedica con tutte le sue energie all’Hotel Portofino, che ha
superato i suoi primi problemi iniziali e sta iniziando a
prosperare, mentre il marito Cecil e il figlio Lucian si trovano in
Inghilterra. Quando però Cecil si presenta senza preavviso a
Portofino, Bella è costretta a confrontarsi con la realtà del suo
rapporto con il marito e a decidere se accettarlo di nuovo nella
sua vita o cedere all’amicizia sempre più forte con l’affascinante
architetto locale Marco Bonacini. Cecil, intanto, trama per rendere
l’hotel parte dei suoi torbidi piani con il dignitario fascista
locale, Vincenzo Danioni, e costringe Bella a stringere accordi con
gli ospiti abituali Claudine Pascal e Carlo Albani per arginare i
danni. Anche i suoi figli devono affrontare scelte difficili:
Lucian lotta per conciliare la sua innegabile attrazione per
Costanza con le sue responsabilità coniugali per l’infelice Rose, e
Alice minaccia di gettare la sua cautela al vento con un
fidanzamento inappropriato. Come ciliegina sulla torta, una visita
anonima da parte di un ispettore potrebbe essere decisiva per il
futuro dell’hotel.
AVVISO SPOILER:
contiene spoiler dal finale della prima stagione di The
Last Of Us, ora in streaming su NOW. The
Last Of Us è stato ufficialmente rinnovato
per una seconda stagione da HBO a gennaio, ma i creatori stanno
pianificando “più di una stagione” per raccontare
la storia molto più ampia del sequel del videogioco, “The
Last of Us: Part II. “
Rilasciato su PlayStation 4
nel 2020, sette anni dopo il debutto del gioco originale, “The
Last of Us: Part II” racconta una storia più ampia e
complessa rispetto al suo predecessore. Ci sono molti più
personaggi, flashback e scene d’azione, e i creatori
dell’adattamento della HBO, Craig Mazin e Neil Druckmann, hanno
confermato a GQ che gli eventi della
“Parte II” dureranno più di una stagione. Quando gli è stato
chiesto se la seconda stagione includerà l’intera storia della
“Parte II”, Mazin ha risposto: “No. Non c’è
modo“. Druckmann ha aggiunto: “Sarà più di
una stagione“. I creatori non hanno rivelato se la storia
della “Parte II” avrebbe avuto due o tre stagioni per raccontarla
completamente, ma Mazin ha detto: “Hai notato correttamente che
non diremo quante ne faremo. Ma più di una è effettivamente
corretto.”
The Last of Us: Part II vede
protagonisti molti dei personaggi principali di “Part I”, tra cui
Joel (interpretato da Pedro Pascal nella serie HBO), Ellie (Bella
Ramsey), Tommy, (Gabriel
Luna), Maria (Rutina Wesley) oltre ad
alcuni personaggi nuovi e importanti che ottengono trame
completamente arricchite. Uno degli attori principali di
“Parte II”, Laura Bailey, che interpreta un
personaggio chiave di nome Abby, ha avuto un sottile cameo
nel finale della prima stagione della HBO domenica
sera. È accreditata come una delle infermiere nella sala
operatoria dell’ospedale di Salt Lake City, dove Ellie
viene preparata per un intervento chirurgico. È raggiunta da
un’altra infermiera e guardano inorriditi mentre
Joel irrompe, uccide il capo chirurgo e fugge con
Ellie a Jackson.
Sebbene HBO non abbia ufficialmente dato il
via libera a nulla oltre a una seconda stagione
per la sua serie “The Last of Us“, Mazin e
Druckmann hanno già anticipato più azione e zombi infettiì nei
futuri episodi. Le anticipazioni sono la risposta ad alcune
lamentele fatte dai fan rispetto alla mancanza di scene d’azione
importanti nella prima stagione. A tal proposito Mazin ha
dichiarato: “C’è altro ‘The Last of Us’ in arrivo. È del tutto
possibile che ci saranno molti più infetti nel prossimo futuro. E
forse qualche infetto ma visto prima.
The Last of
Us racconta una storia che si svolge vent’anni
dopo la distruzione della civiltà moderna. Joel, un sopravvissuto,
viene incaricato di far uscire Ellie, una ragazzina di 14 anni, da
una zona di quarantena sotto stretta sorveglianza. Un compito
all’apparenza facile che si trasforma presto in un viaggio brutale
e straziante, poiché i due si troveranno a dover attraversare gli
Stati Uniti insieme e a dipendere l’uno dall’altra per
sopravvivere.
Nel cast Pedro Pascal nel ruolo di Joel e Bella Ramsey nel ruolo di Ellie. Gabriel Luna è Tommy, Anna Torv interpreta Tess, l’attrice
britannica Nico Parker è Sarah. Murray
Bartlett veste i panni di Frank, Nick
Offerman quelli di Bill, Storm Reid è
Riley, Merle Dandridge è Marlene. Il cast include
anche Jeffrey Pierce nel ruolo di Perry,
Lamar Johnson in quello di Henry, Keivonn
Woodard nel ruolo di Sam, Graham Greene
nel ruolo di Marlon, Elaine Miles nel ruolo di
Florence. E con Ashley Johnson e Troy Baker.
The Last of
Us è scritta da Craig Mazin (Chernobyl) e
Neil Druckmann (il videogioco The Last Of Us) che ne sono
anche i produttori esecutivi. The Last Of Us è una
co-produzione Sony Pictures Television con Carolyn Strauss, Evan
Wells, Asad Qizilbash, Carter Swan, e Rose Lam come produttori
esecutivi. La serie è prodotta da PlayStation Productions, Word
Games, The Mighty Mint, e Naughty Dog.
Nel corso della cerimonia dei premi
Oscar 2023 (qui l’elenco con tutti i
vincitori) un particolare peso ce l’ha il momento conosciuto
come In Memoriam, durante il quale si
ricordano tutti i grandi artisti dell’industria dello spettacolo
scomparsi nell’anno precedente. O meglio, quasi tutti, poiché per
ogni anno si possono indicare alcuni esclusi, per via di mera
dimenticanza o altri eventuali motivi difficili da definire. Quest’
anno tale segmento dello show è stato introdotto da John Travolta,
visibilmente commosso per via della scomparsa, nel mese di agosto,
della sua co-protagonista di Grease, Olivia
Newton-John.
“Ci hanno fatto sorridere e sono
diventati cari amici a cui rimarremo sempre irrimediabilmente
devoti“, ha detto Travolta visibilmente emozionato prima
dell’inizio del montaggio video. Con la sua ultima affermazione,
“who we will
always remain hopelessly devoted to”,è esplicito il
riferimento al brano Hopelessly Devoted to
You, cantato dalla Newto-John
in Grease. Con Lenny Kravitz
intento ad eseguire il brano “Calling All Angels” ha
dunque avuto inizio uno dei momenti preferiti dagli spettatori, ma
le omissioni di alcuni personaggi di alto profilo di Hollywood
hanno suscitato anche stavolta diverse polemiche.
Tra gli assenti, ad esempio, si
annoverano gli attori Anne Heche, la giovanissima
star di Triangle of SadnessCharlbi Dean
e Paul Sorvino. Tuttavia, tutti e tre sono stati
commemorati sul sito web degli Oscar. Tra le altre star non
menzionate sullo schermo c’erano poi gli attori Leslie
Jordan, Gilbert Gottfried, Tom Sizemore e
Cindy Williams. Alcuni si chiedevano se
Sacheen Littlefeather, nota per aver letto il
discorso con cui Marlon Brando rifiutò l’Oscar
1973 e morì in ottobre, sarebbe stata inserita nel segmento, ma
alla fine è stata solo inserita nel sito web degli Oscar.
Dubbi c’erano anche per
Robert Blake, noto attore morto solo tre giorni
prima della cerimonia, la cui carriera è però stata messa in ombra
dal processo per l’omicidio di sua moglie, da cui è però stato
assolto. L’attore, alla fine, non è stato elencato né sullo schermo
né sul sito web degli Oscar. Come reso noto, è possibile aggiungere
voci alla lista dell’In Memoriam fino alla data effettiva
della cerimonia, il che significa che le celebrità incluse sono
decedute tra gli Oscar dello scorso anno, il 27 marzo, e quello di
quest’anno, il 12 marzo. Nonostante ciò, anche quest’anno diverse
sono dunque state le dimenticanze di questi Oscar 2023 a
riguardo.
Se dicessimo che ci siamo
svegliati sorpresi dall’esito degli Oscar 2023,
svoltisi questa notte, diremmo una falsità. Il trionfo di
Everything Everywhere All at Once era atteso e
caldeggiato, il film dei record, che ha battuto persino Il
Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re per la quantità di
premi ricevuti, è stata la vera e propria corazzata “proveniente da
Oriente” che ha permesso a Hollywood di raccontarsi che sì,
finalmente, si sta facendo ammenda per decenni di comportamenti
deplorevoli nei confronti delle minoranze.
Dopotutto, di recente
accade con regolarità, l’anno scorso con CODA, con il
riconoscimento della comunità di artisti diversamente abili (al
netto poi delle singole splendide performance da cui il film è
impreziosito), e qualche anno fa, nel 2014, con la vittoria di
12 Anni Schiavo (quando in gara c’erano titoli del calibro
di Gravity e The Wolf of Wall Street) arrivata dopo
un 2013 di proteste per gli #OscarsoWhite.
Insomma, l’Academy,
rappresentazione politico-industriale di maggiore prestigio a
Hollywood, ciclicamente sembra volersi lavare la coscienza per
quello che ha sbagliato in passato, non riuscendo quasi mai a
premiare “il migliore” ma il più adatto ai tempi che corrono. Il
che non è per forza sbagliato, perché bisogna pure avere un
criterio nell’assegnazione di quello che è a tutti gli effetti un
giudizio. E allora vogliamo forse dire che
Michelle Yeohè stata più brava di Cate Blanchett, quest’anno? Certo che no,
ma diremo, meglio, che se il racconto di Blanchett vincitrice
avrebbe visto il trionfo di una grande performance e il terzo Oscar
per l’attrice australiana, quello di Yeoh è il primo Oscar da
protagonista a un’attrice asiatica, un’icona del cinema pop che
viene da 40 anni di carriera, amatissima dal pubblico e finalmente
riconosciuta dall’industria “alta”. Ecco, quanto si racconta meglio
questa storia qui? Stessa cosa dicasi per il “ritorno” di
Brendan Fraser che, sebbene con The
Whale abbia offerto la sua migliore
interpretazione in carriera, non era certo portatore della migliore
interpretazione in cinquina, quest’anno. Ma quanto è bello
raccontare di un attore di successo che si era perso e si è
ritrovato?
A Hollywood, giustamente,
piace questa narrazione, piacciono le storie, e piace potersi dare
una pacca sulla spalla e dirsi che, non importa con quanto ritardo,
con i premi agli Oscar 2023 a
Everything Everywhere All at Once, anche la sua
comunità asiatica è stata finalmente riconosciuta. E ciò non toglie
che sia giusto, sotto più di un aspetto, che un’associazione come
l’Academy dimostri di guardare al suo contemporaneo attraverso i
film che premia. In fondo, siamo tutti contenti.
E questa narrazione,
questo concetto di “pulirsi la coscienza” si muove nel territorio
del verosimile e dello spiegabile, cosa che invece non accade
quest’anno per alcune categorie, come quella della migliore
sceneggiatura originale, andata ai Daniels, con Martin
McDonagh in gara, oppure come i premi, quattro, assegnati a
Niente di nuovo sul fronte occidentale, che tradisce
la sua anima già dal titolo: terzo adattamento per il cinema
dell’omonimo romanzo, il film non ha davvero niente di nuovo da
dire, eppure, per ragioni insondabili, ha raggiunto un successo
insperato.
Nonostante questa diffusa
stanchezza e pigrizia nell’assegnazione dei premi, ci sono stati
diversi momenti emozionanti, anche se non sorprendenti, a questi
Oscar 2023, e certamente non dobbiamo ringraziare
Jimmy Kimmel che ha condotto la più normale e sicura delle
cerimonie, come non se ne vedevano da diversi decenni. L’emozione
autentica di
Jamie Lee Curtis e
Ke Huy Quan, la commozione di John Travolta
nell’introdurre il momento In Memorian, lui che quest’anno ha
“perso” due delle sue più iconiche co-star, Olivia Newton
John e Kirstie Alley, l’intensità della performance di
Lady
Gaga, la vittoria di Natu Natu come migliore canzone
originale, che ha sempre il sapore di contentino ma che almeno ha
regalato un momento di genuina ilarità con il discorso di
ringraziamento di M.M. Keeravani.
Insomma, questi Oscar
2023 verranno dimenticati presto, o forse saranno ricordati
proprio per la peculiarità delle scelte dell’Academy (ricordiamo
tutti l’anno di Shakespeare in Love). Dopotutto il tempo è
il miglior giudice per quello che riguarda l’arte, il tempo
trascorso ci vede ancora testimoni dello strepitoso ritmo e
montaggio di The Wolf of Wall Street, del dolente splendore
de La Sottile Linea Rossa, del valore fondativo di
Psycho, della brutalità di Taxi Driver, tutti titoli
grandiosi, lasciati a bocca asciutta dall’Academy ma premiati dal
tempo.
E quindi aspettiamo e
vediamo cosa lascerà Eveything Everywhere All At Once e cosa
invece rimarrà dei grandi esclusi degli Oscar
2023.
Mantenendo la tradizione del
franchise slasher, l’attrice Melissa Barrera ha
rivelato che Scream VI (qui la recensione)
originariamente aveva una sceneggiatura molto diversa da quella poi
effettivamente utilizzata per il film. L’ultimo capitolo della
serie horror, come noto, vede i sopravvissuti del lungometraggio
del 2022, tra cui la Sam della Barrera e sua sorella Tara,
interpretata da Jenna Ortega,
lasciare Woodsboro per New York City, solo per diventare ancora una
volta il bersaglio di un nuovo Ghostface. Con il ritorno del team
di registi Matt Bettinelli-Olpin e Tyler
Gillett e del duo di sceneggiatori James
Vanderbilt e Guy Busick, Scream
VI, in sala dal 9 marzo, è già diventato un grande successo
commerciale e di critica.
La Barrera ha dunque ora rivelato
che Scream VI originariamente aveva una sceneggiatura
molto diversa, che inizialmente le ha causato qualche
preoccupazione per come gestiva il suo personaggio, portandola
dunque a richiedere un incontro con i registi e gli sceneggiatori
del film. “La sceneggiatura è cambiata rispetto alla prima
versione che ho ricevuto. – ha rivelato l’attrice – Volevo
assicurarmi che si esplorasse di più la psiche di Sam, il che era
una ragione per cui volevo interpretare Sam in primo luogo. Volevo
assicurarmi che nel sesto film vedessimo più sfumature di ciò. Non
è solo una ragazza tosta, la sorella maggiore protettiva con gli
altri e con sé stessa.”
“Non abbiamo avuto la
possibilità di vedere molto a riguardo nel quinto film, quindi
volevo che il sesto esplorasse di più di tutto ciò”. Senza
fare spoiler, nel sesto film vi è infatti modo di avere maggiori
dettagli riguardo la psicologia di Sam e come si sta relazionando
con i suoi traumi passati. Anche proprio per via di questo studio
del personaggio principale, il film è stato molto apprezzato tanto
dalla critica quanto dai fan. Come noto, inoltre, i film della saga
di Scream sono in più occasioni stati oggetto di forti
modifiche nella sceneggiatura e anche questo capitolo si è dunque
allineato a questo trend.
Dal visionario regista Baz
Luhrmann, arriva in prima tv su Sky ELVIS, uno
spettacolare biopic musicale, candidato a otto Oscar alla
95ª edizione degli Academy Awards (Miglior Film, Miglior Attore
Protagonista con Austin Butler, Miglior Montaggio, Migliore
Scenografia, Migliore Fotografia, Migliori Costumi, Miglior Sonoro,
Miglior Trucco e Acconciature), lunedì 13 marzo alle 21.15
su Sky Cinema Uno e Sky Cinema 4K (alle 23.00 anche su Sky Cinema
Oscar), in streaming su NOW e disponibile on demand, anche in
qualità 4K (già al termine della cerimonia degli
Oscar).
Protagonisti della pellicola sono
Austin Butler e l’attore due volte premio
Oscar Tom Hanks, nei panni di Elvis e del suo agente
Tom Parker. Con loro anche Olivia DeJonge, che
interpreta Priscilla Presley, Helen Thomson nei
panni della madre di Elvis, Gladys, Richard
Roxburgh in quelli del padre di Elvis, Vernon.
ELVIS
è uno dei tre titoli in concorso quest’anno agli
Oscar che nel mese di marzo sono in prima tv
sui canali Sky Cinema, in attesa della cerimonia
di premiazione della 95ª edizione degli Academy Awards, che
dalle 23.15 della notte tra domenica 12 e lunedì 13
marzo sarà in diretta su Sky e
TV8 e in streaming su
NOW.
La trama di ELVIS
Il film racconta la storia di Elvis
(Austin Butler), attraverso il prisma della
complicata relazione con l’enigmatico manager, il colonnello Tom
Parker (Tom
Hanks), approfondendo le complesse dinamiche tra i due
nell’arco temporale di 20 anni, dagli esordi alla fama di Presley,
che raggiunse un livello di celebrità senza precedenti sullo sfondo
di un panorama culturale in evoluzione che segna la perdita
dell’innocenza in America.
The
Last Of Us, l’adattamento HBO del celebre
videogioco di culto firmato Naughty Dog per le piattaforme
PlayStation, è da oggi disponibile per intero in esclusiva su
Sky e in streaming solo su NOW. E adesso inizia il conto alla
rovescia per l’arrivo della seconda stagione della serie creata da
Craig Mazin (Chernobyl) e da Neil Druckmann (già dietro al
successo del videogioco). File interminabili di fan e di curiosi
sabato 11 e domenica 12 marzo a Milano hanno affollato l’area tra
piazza Gae Aulenti, il Bosco Verticale e la BAM, dove NOW, il
servizio streaming di Sky, ha ricreato il mondo post apocalittico
di una delle serie più amate del momento e tra le più celebrate di
sempre: The
Last Of Us.
Per partecipare all’evento, che ha
preso vita assieme al countdown per l’attesissimo nono e ultimo
episodio della serie, migliaia di personesi sono
messe in coda fin dalle prime ore del mattino per immergersi tra
installazioni e i personaggi ormai di culto e per entrare
nell’escape room a tema presso gli spazi di Fondazione Catella, per l’occasione trasfigurata
in un dettagliatissimo scorcio del desolato e pericoloso mondo di
The
Last Of Us.
Tra terrificanti clickers, agenti
della Fedra, figuranti nei panni degli iconici e amatissimi
protagonisti e photo opportunity fra i resti della civiltà
precedente all’epidemia del 2003 che ha sconvolto il mondo di
The Last Of Us, l’ingresso dell’escape
room che ricreava l’ambientazione del secondo episodio (il Museo di
Boston) è stato preso d’assalto per tutto il weekend. L’iniziativa
è stata prodotta da Sky Creative Agency e realizzata in
collaborazione con Us Up & Below the Line, social amplification a
cura di BCube.
La serie tv The Last
Of Us
The
Last Of Us racconta una storia che si svolge
vent’anni dopo la distruzione della civiltà moderna per via di una
epidemia da Cordyceps. Joel, un sopravvissuto, viene incaricato di
far uscire Ellie, una ragazzina di 14 anni, da una zona di
quarantena sotto stretta sorveglianza. Un compito all’apparenza
facile che si trasforma presto in un viaggio brutale e straziante,
poiché i due si troveranno a dover attraversare gli Stati Uniti
insieme e a dipendere l’uno dall’altra per
sopravvivere.
Protagonisti della serie sono
Pedro Pascal nel ruolo di Joel e Bella Ramsey
nel ruolo di Ellie. Gabriel Luna è Tommy, Anna Torv interpreta
Tess, l’attrice britannica Nico Parker è Sarah. Murray Bartlett
veste i panni di Frank, Nick Offerman quelli di Bill, Melanie Lynskey è Kathleen, Storm Reid nei
panni di Riley, Merle Dandridge interpreta Marlene. E ancora,
Jeffrey Pierce è Perry, Lamar Johnson nel ruolo di Henry, Keivonn
Woodard in quello di Sam, Graham Greene è Marlon mentre Elaine
Miles interpreta Florence. E con Ashley Johnson e Troy Baker.
The
Last Of Us è scritta da Craig Mazin e Neil
Druckmann, che ne sono anche i produttori esecutivi. The Last
Of Us è una co-produzione Sony Pictures Television con Carolyn
Strauss, Evan Wells, Asad Qizilbash, Carter Swan, e Rose Lam come
produttori esecutivi. La serie è prodotta da PlayStation
Productions, Word Games, The Mighty Mint, e Naughty Dog.
Disney+ ha svelato le prime
immagini della terza stagione dell’acclamata serie originale comedy
Only Murders in the
Building. Il primo teaser di questa stagione è
stato trasmesso ieri durante la
95ª edizione degli Oscar e offre un primo sguardo
sulla
guest star e vincitrice dell’Oscar Meryl Streep che sarà presente nella serie, in
arrivo prossimamente su Disney+.
Dalle menti di Steve
Martin, Dan Fogelman e John Hoffman, Only
Murders In The Building segue tre estranei
(Steve Martin, Martin Short e
Selena Gomez) che condividono la stessa ossessione per
il genere true crime e si trovano improvvisamente coinvolti in un
delitto. Quando si verifica un’orribile morte nell’esclusivo
palazzo dell’Upper West Side in cui vivono, i tre sospettano che si
tratti di un omicidio e utilizzano la loro grande conoscenza del
genere true crime per investigare. Mentre registrano un podcast per
documentare il caso, i tre scoprono i segreti del palazzo, che
riguardano eventi accaduti molti anni prima. Forse, le bugie che i
protagonisti si raccontano a vicenda potrebbero essere ancora più
esplosive. Si rendono presto conto che il killer potrebbe
nascondersi tra loro, mentre cercano di decifrare gli indizi prima
che sia troppo tardi.
I co-creatori e sceneggiatori di
Only Murders in the
Building sono Steve Martin e John Hoffman
(Grace and Frankie, Looking). Martin e Hoffman
sono i produttori esecutivi insieme a Martin Short,
Selena Gomez, il creatore di This
Is UsDan Fogelman e Jess Rosenthal.
La serie è prodotta da 20th Television, parte dei Disney Television
Studios. Un efficace sistema di parental control assicura che
Disney+ rimanga un’esperienza di
visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre al “Profilo
Bambini” già presente sulla piattaforma, gli abbonati possono
impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più
adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire
massima tranquillità ai genitori.
Come ormai noto, diversamente da
quanto precedentemente annunciato, Herny Cavill
non riprenderà il ruolo di Superman. Dopo essere comparso
con un cameo nel film DC Black Adam, con
protagonista DwayneJohnson, era infatti stato anticipato un nuovo
film a lui dedicato. Con il subentro di James
Gunn e Peter Safran come nuovi CEO
del DC
Universe, tale progetto è però stato accantonato e, di
conseguenza, anche il ritorno di Cavill. Proprio Johnson,
intervistato a riguardo, ha ora detto la sua sulla decisione dei DC
Studios di abbandonare i piani per un ritorno
di Cavill nei panni di Superman.
“Tutto quello che potevo fare e
che potevamo fare quando stavamo girando Black
Adam è stato dare il meglio di noi stessi, circondarci delle
persone migliori e poi realizzare anche il miglior film che
potevamo“, ha detto l’attore. “Il nostro punteggio di
pubblico era negli anni ’90. I critici hanno preso un paio di colpi
– questo è stato il problema, però. Ma penso che sia quasi come
quando hai una squadra di calcio professionistica e il tuo
quarterback vince i campionati, l’allenatore vince i campionati, e
ti ritrovi un nuovo proprietario che arriva e dice “Non sei il mio
allenatore, non sei il mio quarterback. Andrò avanti con qualcun
altro“.
Per Dwayne Johnson, dunque, ci sarebbe poco da
fare rispetto alle decisioni prese dai nuovi CEO della divisione
DC. Anche per quanto riguarda il suo Black Adam non vi sono
certezze che lo si rivedrà sul grande schermo in futuro,
specialmente considerando i risultati tutt’altro che entusiasmanti
del film al box office. Ad ogni modo, ai fan non resta che
attendere e scoprire quale sarà il destino di Superman all’interno
del nuovo DC Universe, il cui primo capitolo sarà intitolato
Gods and Monsters. Superman:
Legacy, il lungometraggio che proporrà un nuovo interprete nei
panni dell’iconico supereroe, è ora atteso per il 2025.
La star di Creed 3 (qui la recensione) Jonathan Majors
ha dato un piccolo indizio sul suo possibile futuro nell’annunciato universo espanso di
Creed. Majors, che nel terzo film dedicato ad Adonis
Creed è il nuovo temibile avversario del protagonista, è stato
senza ombra di dubbio uno dei motivi del grande successo del film,
che sta ora per raggiungere i 100 milioni di dollari d’incasso a
livello nazionale nel suo secondo fine settimana. Sulla scia di
questo successo e data la volontà di espandere l’universo di
Creed attraverso molteplici film e spin-off, con almeno un
progetto pianificato incentrato sulla figlia di Adonis, Amara,
sembra proprio che anche Majors potrebbe avere un futuro in tale
contesto.
La domanda ora ovviamente è se il
personaggio di Majors in Creed 3,Damian,
sarà effettivamente coinvolto in qualche modo nel futuro universo
di Creed o no ma, almeno per ora Majors, non è pronto ad andare
oltre con i suggerimento sul suo possibile ritorno sul ring.
Parlando con Variety da un evento pre-Oscar, Majors ha infatti
affrontato la questione relativa ai piani di espansione di
Creed di Jordan e Amazon e ha affermato che naturalmente
gli piacerebbe far parte di quei piani, se richiesto.
“So che l’espansione
dell’universo di Creed è sempre stata un’aspirazione per Michael.
Non so fino a che punto lo porterà. Ho visto alcune cose che sono
molto eccitanti. Sarò coinvolto se il fratello Michael me lo
consentirà” ha dichiarato l’attore. Sulla base di quanto
avviene nel finale del nuovo film, è possibile effettivamente
immaginare un futuro per Damian negli ulteriori progetti previsti,
ma se e come questo si concretizzerà è ancora un mistero da
chiarire con il tempo.
Il 14 e 15 marzo
torna ancora una volta sul grande schermo, a 35 anni dalla sua
prima uscita in sala, Akira, il film
campione d’incassi diretto da uno dei maestri indiscussi del cinema
d’animazione e del fumetto giapponese. Il Circuito ha pensato a un
omaggio speciale per gli spettatori che acquisteranno online il
biglietto per assistere alle proiezioni previste nelle sale UCI
Cinemas: la special card del film, una
riproduzione dell’iconico pass utilizzato dai protagonisti, gadget
imperdibile per tutti i veri amanti del capolavoro di Katsuhiro
Ôtomo.
Il 14 marzo l’anime sarà proiettato
in lingua originale con sottotitoli in italiano, mentre il 15 marzo
i fan di questo pezzo di storia del cinema potranno ripercorrere le
vicende di Kaneda con un doppiaggio italiano fedele all’originale.
Entrambe le proiezioni offriranno ai fan la splendida opportunità
di ammirare questo capolavoro in una luce inedita, nella nuova
versione in 4k. Un appuntamento da non perdere con la Stagione
degli Anime al Cinema, distribuita da Nexo Digital in
collaborazione con Dynit, che riporta nelle sale una pietra miliare
nella storia dell’animazione in grado di fondere elementi di
2001: Odissea nello spazio, I guerrieri della
notte, Blade Runner e Il pianeta proibito.
Annoverato da Empire Magazine tra i 100 migliori film in lingua
straniera della storia del cinema e da Wired tra i 30 migliori film
di science fiction di tutti i tempi assieme
Blade Runner,
Gattaca e
Matrix, l’anime è tratto dall’omonimo manga di Ôtomo, che
ha curato la regia e si è occupato dall’elaborazione del layout
alle correzioni dei disegni chiave, sino a quando nel 1988 il film,
con la memorabile colonna sonora di Shoji Yamashiro, è arrivato
finalmente nelle sale conquistando milioni di fan in tutto il mondo
.
Akira
sarà proiettato il 14 marzo in lingua originale (con i
sottotitoli in Italiano) e il 15 marzo doppiato in
italiano in tutte le multisala del Circuito: UCI Bicocca
(MI), UCI Luxe Campi Bisenzio (FI), UCI Casoria (NA), UCI Montano
Lucino, UCI Firenze (FI), UCI Fiumara (GE), UCI Lissone (MB), UCI
Cinepolis Marcianise (CE), UCI Luxe Marcon (VE), UCI Molfetta (BA),
UCI Moncalieri (TO), UCI Orio (BG), UCI Parco Leonardo (RM), UCI
Porta di Roma (RM), UCI Reggio Emilia (RE), UCI Romagna Savignano
sul Rubicone (FC), UCI RomaEst (RM), UCI Torino Lingotto (TO), UCI
Verona (VR), UCI Curno (BG), UCI Ferrara (FR), UCI Fiume Veneto
(PN), UCI MilanoFiori (MI), UCI Perugia (PG), UCI Piacenza (PC),
UCI Sinalunga (SI), UCI Alessandria (AL), UCI Arezzo (AR), UCI
Showville Bari (BA), UCI Bolzano (BZ), UCI Cinemas Meridiana
Bologna (BO), UCI Catania (CT), UCI Certosa (MI), UCI Megalò (CH),
UCI Seven Gioia del Colle (BA), UCI RedCarpet Matera (MT), UCI Luxe
Maximo (RM), UCI Palermo (PA), UCI Pioltello (MI), UCI Luxe
Palladio (VI) e UCI Villesse (GO).
La trama di
AKIRA
Tokyo, 16 luglio 1988. È il luogo
dove il governo in gran segreto sta facendo degli esperimenti su
bambini con particolari percezioni extrasensoriali. L’esperimento
sfugge di mano e costringe il governo ad autorizzare di nascosto il
lancio di una boma atomica sulla città di Tokyo. Negli anni
successivi all’olocausto mondiale, la città di Tokyo è stata
ricostruita in un’immensa megalopoli chiamata Neo-Tokyo. Sono già
passati 31 anni da allora e all’insaputa di tutti, esclusi
pochissimi, l’esperimento psicologico continua. Una gang di
motociclisti, capitanata da Kaneda, si sta avviando verso la
periferia di Neo-Tokyo alla ricerca di guai, quando si imbatte
accidentalmente in un intrigo politico dove il governo compie
azioni che rasentano la fantascienza. Tetsuo, uno dei membri della
gang viene ferito in un incidente causato da un esperimento e a
sorpresa viene arruolato nell’esercito. Kaneda parte alla ricerca
dell’amico scomparso. La sua odissea nei meandri di Neo-Tokyo lo porta a
contatto con rivoluzionari, polizia segreta e il mistero di Akira.
Il risultato finale ci porta un filo di speranza sul futuro
dell’umanità intera. Ma questa possibilità non ci verrà data se non
a caro prezzo…
Dopo il
teaser trailer ecco il trailer completo
di Stranizza
d’amuri, il primo lungometraggio da regista di
Giuseppe Fiorello. Attore, sceneggiatore, produttore,
Giuseppe Fiorello porta sul grande schermo una
storia di un’amicizia e di un amore senza tempo, mai consumato e
per sempre ricordato. Ambientato tra Noto, Marzamemi, Ferla,
Buscemi, Priolo e Pachino, il film è interpretato da
Gabriele Pizzurro e Samuele
Segreto. Al loro fianco Fabrizia
Sacchi e Simona Malato nei ruoli delle
rispettive madri.
Stranizza d’amuri è anche
una canzone di Franco Battiato, il titolo del film è un omaggio al
Maestro siciliano la cui musica è grande protagonista del film.
Stranizza d’amuri è dedicato a Giorgio e Antonio, vittime
del delitto di Giarre, avvenuto nel 1980 in provincia di
Catania.
Stranizza D’Amuri, la trama
Giugno 1982, in una calda Sicilia
che freme per la Nazionale Italiana ai Mondiali di calcio, due
adolescenti, Gianni e Nino, si scontrano con i rispettivi motorini
lungo una strada di campagna. Dallo scontro nasce una profonda
amicizia, ma anche qualcosa di più, qualcosa che non viene visto di
buon occhio dalle famiglie e dai ragazzi del paese. Coraggiosi e
affamati di vita, Gianni e Nino non si curano dei pregiudizi, delle
dicerie e vivono liberamente. Una libertà che gli altri non
comprendono e non sono disposti ad accettare… Stranizza d’amuri è
dedicato a Giorgio e Antonio, vittime del delitto di Giarre,
avvenuto nel 1980 in provincia di Catania.
Ambientato tra una splendida Venezia
ed il confine con la Slovenia, The honeymoon è la
nuova commedia, a tratti più romantica o più d’azione, scritta e
diretta dal regista britannico Dean
Craig. La pellicola è già stata proiettata in alcune
limitate sale statunitensi a partire dal 16 dicembre 2022, mentre è
disponibile nel Regno unito dal 29 dicembre sulla piattaforma
streaming Prime video. Nel cast ritroviamo figure già
recentemente note nel cinema internazionale: l’attore Lucas
Bravo (l’affascinante chef Gabriel nella serie
Emily in Paris) interpreta il boss Giorgio, mentre
Maria Bakalova (Borat
seguito di film) qui è nei panni di Sarah. Ritroviamo anche
Asim Chaudhry(Black
mirror: bandernastch,
Wonder Woman 1984) nel ruolo di Bav e Pico
Alexander (Mike Shubin nel nuovo
Gossip Girl) come Adam.
The honeymoon: una luna di miele
indimenticabile
The honeymoon si
apre con il matrimonio di Adam e Sarah. Bav, migliore amico di Adam
e testimone di nozze, già si denota come un personaggio più che
comico ed impacciato: sembra che abbia perso gli anelli all’inizio,
per poi ritrovarli e farne cadere uno nel lago, fa un discorso per
il brindisi alquanto discutibile.
Giorni dopo, la coppia felice si sta
preparando per la partenza per il loro viaggio di nozze nella
romantica Venezia, quando Adam riceve una chiamata da un Bav molto
depresso ed abbattuto. Per paura che l’amico possa suicidarsi, Adam
lo invita ad unirsi al loro viaggio di nozze. Qui a Venezia la
convivenza tra i tre si dimostra essere da subito insostenibile;
Bav, troppo attaccato all’amico, finisce sempre per mettersi tra i
due innamorati.
Durante la vacanza i tre partecipano
ad una festa organizzata da Giorgio, affascinante nuova conoscenza
di Bav e boss mafioso. Qui Bav, con la sua goffaggine, rompe tutta
una serie di opere d’arte dal valore inestimabile; per ripagare
Giorgio, Bav e Adam diventeranno dei corrieri per la droga,
trasportando cocaina oltre il confine con la Slovenia, lasciando
Sarah come garanzia al boss.
Una action comedy
The honeymoon è
caratterizzato dalla copresenza di scene d’azione, soprattutto
nella seconda metà del film, e da una certa comicità tendente al
demenziale. Emblema di questa comicità è il personaggio di Bav:
amico di vecchia data di Adam, questo sembra non essere in alcun
modo cresciuto e maturato, restando anche ancorato alla relazione
da inseparabili che i due avevano da piccoli. Bav non ha filtri,
non comprende cosa può essere considerato giusto da dire o fare in
certi contesti, e, specialmente durante i primi giorni di luna di
miele di Adam e Sarah, non si rende conto di essere eccessivamente
invadente. Questo porta naturalmente al crearsi di contrasti anche
accentuati tra la sposa ed il migliore amico, ponendo Adam in una
posizione mediana tra i due.
Altro elemento interessante di
The honeymoon è la rappresentazione parzialmente
stereotipata dell’Italia e degli italiani: è generalmente noto come
nel panorama internazionale il bel paese sia noto solo per il cibo,
l’arte e… la mafia! Ciononostante, pur risultando sgradevole per
gli italiani ad essere rappresentati sempre come boss mafiosi, la
presenza di tali stereotipi accentua la comicità della
pellicola.
La rappresentazione di
un’amicizia tossica
Un tema focale in The
honeymoon è l’amicizia tra Bav e Adam: amici da una
vita, i due continuano ad essere come fratelli l’uno per l’altro.
Bav cerca di mantenere tra i due lo stesso rapporto di quando erano
adolescenti, volendo stare sempre col suo migliore amico e non
rendendosi conto dei cambiamenti che ci sono stati nelle loro
vite. Questo crea tra i due quella che si potrebbe definire
un’amicizia tossica: Adam ammette di stare con Bav per proteggerlo,
e perché sono amici da sempre, ma lui stesso critica di continuo
l’amico e ne è effettivamente infastidito. Bav, continuando ad
aggrapparsi al passato, assilla l’amico, e non gli garantisce gli
spazi ormai necessari; anzi, cerca di passare ancora più tempo con
Adam, realizzando che, una volta sposato con Sarah, non sarebbero
più stati amici come prima.
Focale è quindi il principio per cui
anche le amicizie possono tramutarsi in relazioni tossiche e quasi
soffocanti. Ed, inoltre, anche le amicizie stesse sono destinate a
cambiare con il corso del tempo, ma, come afferma anche lo stesso
Adam nel film, ciò non significa che l’affetto verso l’altra
persona venga meno.
Si chiude il racconto della serie
Rai Sei Donne – il mistero di Leila, una
produzione IBC Movie in collaborazione con
Rai Fiction, creata da Ivan
Cotroneo e Monica Rametta, per la regia
di Vincenzo Marra, in onda con l’ultima puntata
martedì 14 marzo in prima visione su Rai1 – Con
Maya Sansa,
Isabella Ferrari, Ivana Lotito e con Denise
Tantucci, Alessio Vassallo e la partecipazione di
Maurizio Lastrico
Un giallo
psicologico nel quale la ricerca della
verità si incrocia con le storie di sei donne di
oggi – Anna, Michela, Alessia, Viola, Aysha,
Leila – ciascuna con un proprio vissuto, ciascuna con
i propri segreti, rappresentative di un universo femminile
contemporaneo, tra determinazione e fragilità, amore e
odio, costrizioni e libertà.
Sei Donne – il mistero di Leila, la trama dell’ultima
puntata
La PM Anna Conti
(Maya Sansa), alla ricerca di qualche indizio, continua a
visionare i video del centro sportivo, sede degli allenamenti di
atletica di Leila (Silvia Dina Pacente),
e si rende conto che la ragazza è molto cambiata dopo l’estate
appena trascorsa. Decide così di interrogare Aysha
(Cristina Parku), la migliore amica di Leila, compagna di
scuola e di atletica della ragazza. Aysha, come aveva fatto nei
primi interrogatori, dice di non sapere nulla. In realtà, quanto
successo al loro primo incontro dopo l’estate emerge nei suoi
ricordi: Leila stava male.
Tutte le verità vengono a galla
durante il sopralluogo di Anna e dell’ispettore
EmanueleLiotta (Alessio
Vassallo) alla villa al mare dove Leila passava le estati con
la sua famiglia. Sarà proprio andando lì che si arriverà a scoprire
cosa è veramente successo a Leila.
Realizzata con il contributo di
Apulia Film Fund della Fondazione Apulia Film Commission, la
serie restituisce la fotografia di una Tarantoinedita e contemporanea, a fare da cornice a un
racconto corale dove le storie dei protagonisti si intrecciano con
un tessuto territoriale lontano da stereotipi.
“Sei Donne – Il Mistero di Leila” è
una produzione IBC Movie in collaborazione
con Rai Fiction, in onda da martedì 28
febbraio in prima serata su Rai1 per
3puntate (3 episodi da 100
minuti). Creata da Ivan Cotroneo e Monica
Rametta. Prodotta da Beppe Caschetto e
Anastasia Michelagnoli. Produttori Rai
Leonardo Ferrara, Francesca Loiero e Daniela
Troncelliti.
Regia di Vincenzo Marra.
Secondo lo scrittore-produttore
Christopher Miller, Spider-Man: Across the
Spider-Verse (qui il primo trailer), sequel
del film d’animazione vincitore del
premio Oscar, possiede un inatteso legame con il film
L’impero colpisce ancora, secondo capitolo (in ordine di
uscita) della saga di Star
Wars. Parlando con Empire Magazine
dell’atteso film Miller ha infatti dichiarato: “Le persone che
hanno visto il film ci hanno detto che sembra che L’impero colpisce
ancora dello Spider-Verse franchise“, aggiungendo: “Ti
mostra mondi che non hai mai visto, ed è una storia emozionante che
finisce in proprio un momento per cui dovrai vedere il terzo.
Quindi, sì: questo è il nostro L’impero colpisce ancora“.
Come noto, L’impero colpisce
ancora è ancora oggi considerato da molti fan di Star
Wars come il miglior film del franchise, ma quando è uscito
per la prima volta nel 1980 nessuno sapeva se fosse in arrivo un
lieto fine o meno per i loro amati eroi. Il film si interrompe
infatti con una massiccia sconfitta per i protagonisti e con Luke
Skywalker che apprende che suo padre è in realtà Darth Vader. Gli
spettatori hanno poi dovuto aspettare tre anni per sapere
finalmente cosa è successo dopo con Star Wars: Episodio VI – Il
ritorno dello Jedi.
Qualunque siano gli sconvolgenti
eventi alla fine di Across the Spider-Verse, le
persone non dovranno aspettare un simile lasso temporale per
scoprire cosa accadrà nel già annunciato terzo film. Al momento,
Across the Spider-Verse uscirà nelle sale il 2
giugno 2023, mentre il terzo capitolo, Spider-Man: Beyond the
Spider-Verse, è infatti previsto per il 29 marzo
2024. Originariamente, inoltre, è indicativo sottolineare
che i due film erano rispettivamente intitolato Spider-Man:
Across the Spider-Verse – Parte prima e Parte
seconda, proprio a indicare che il primo lo stretto legame che
li unisce a livello narrativo.
Dopo aver stregato la critica
internazionale e aver vinto numerosi premi, tra cui Miglior film
alla Semaine de la Critique del Festival di Cannes 2021, Gran premio della
Giuria al Torino Film Festival 2021, Miglior film internazionale al
Calgary International Film Festival in Canada e Miglior film ai
Roberto Rossellini Awards del China’s Pingyao International Film
Festival, il curioso lungometraggio Il
Capofamiglia (titolo originale Feathers),
nonché promettente esordio alla regia dell’egiziano Omar El
Zohairy, arriverà nei cinema italiani con
Wanted Cinema dal 16 marzo.
IL CAPOFAMIGLIA di
Omar El Zohairy, in cui magia e realtà si fondono per
raccontare la vita di una famiglia in Egitto oggi, è una favola
nera moderna che non mancherà di colpire lo spettatore, grazie
anche alla straordinaria e pluripremiata interpretazione
dell’attrice esordiente Demyana Nassar. IL
CAPOFAMIGLIA diretto da Omar El Zohairy arriverà nei
cinema italiani con Wanted Cinema dal 16 marzo.
SINOSSI – Durante una festa di
compleanno in casa, un incantesimo va storto e il padre di una
modesta famiglia egiziana, un uomo autoritario e brutale, viene
trasformato in un pollo. Una valanga di assurde conseguenze si
abbatte su tutta la famiglia: la madre, la cui vita era interamente
dedicata a marito e figli, deve prendere in mano la situazione e
provvedere alla famiglia. Mentre muove mari e monti per riportare
il marito indietro e tenerlo al sicuro, la donna attraversa una
trasformazione totale.