La Fase 4 del Marvel Cinematic Universe è pronta
ad aprire una nuova porta sulle sconfinate opportunità della sua
storia, e in tal senso Black Widow fungerà da
trampolino di lancio per la nuova “vita” del franchise dopo gli
eventi di Endgame. Tuttavia, la crisi sanitaria in corso
alla fine ha fatto deragliare i piani iniziali dello studo, e
adesso il film interpretato da Scarlett Johansson arriverà soltanto a Maggio
del 2021.
Nonostante ciò, l’attesa è ancora
alle stelle per il film prequel, soprattutto dopo che negli ultimi
mesi sono state rivelate una miriade di curiosità. I vari trailer
di Black
Widow hanno già accennato al fatto che il
concetto di famiglia sarà ampiamente presente, mentre passate
interviste al cast stellare hanno fornito maggiori informazioni su
come il film plasmerà il futuro del franchise.
Dato che gli eventi di
Black Widow
saranno ambientati tra quelli di Civil War e Infinity
War, è possibile che nel film di Cate
Shortland appaiano diverse figure importanti del MCU. Ora,
una nuova voce potrebbe aver rivelato che un celebre alleato di
Natasha Romanoff potrebbe fare la sua comparsa nel tanto atteso
cinecomic.
Amit Chaudhari, un
insider cinematografico indiano, ha spifferato su
Twitter (via
The Direct) che Clint Barton, alias Occhio di Falco, apparirà
in Black Widow,
ma “non è ancora del tutto confermato se si tratterà di una
nuova scena, di un flashback o di una scena post-credit”.
L’avvertimento “spoiler” di Chaudhari all’inizio del suo post
potrebbe indicare che la Marvel starebbe cercando di mantenere
segreto il coinvolgimento di Occhio di Falco prima dell’arrivo del
film in sala.
Oltre a Occhio di Falco, è da tempo
ormai che si parla anche della presenza di Iron Man nel film
dedicato a Vedova Nera. In una vecchia intervista fatta da
Robert Downey Jr. a Gennaio di quest’anno, l’attore
aveva ironizzato sulla questione,
senza né confermare né smentire il suo coinvolgimento. Proprio
per questo, non è ancora da escludere che un’apparizione di
Tony
Stark sia effettivamente possibile.
La regia di Black Widow è stata
affidata a Cate Shortland, seconda donna
(dopo Anna Boden di Captain
Marvel) a dirigere un titolo dell’universo
cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta
nei mesi scorsi da Ned Benson(The
Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett
Johansson ci saranno anche David
Harbour, Florence
Pugh e Rachel
Weisz.
In Black Widow, quando sorgerà
una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha
Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue
origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla
pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in
qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni
prima che diventasse un membro degli Avengers.
Un nuovo report di Screen
Rant fa luce sui motivi secondo cui l’immagine e la reputazione
di Iron Man dovrebbero essere “ripulite” nella
Fase 4 del MCU. Tony
Stark, al pari di suo padre, è sempre stato entusiasta
dell’eredità che sapeva si sarebbe lasciato alle spalle. Questo
spiega la sua propensione verso l’innovazione, il progresso
tecnologico e anche – e soprattutto – verso l’esigenza di fungere
da “mentore” nei confronti di eroi più giovani e inesperti di lui.
Sfortunatamente, nonostante abbia agito in maniera totalmente
disinteressata in Avengers:
Endgame, la sua reputazione resta sotto
attacco a causa di alcune precedenti azioni piuttosto
discutibili.
Oltre a chiudere l’arco principale
della Saga dell’Infinito, il cinecomic di
Anthony e Joe Russo è stato anche il canto del cigno per il
personaggio di Iron Man, dal momento che l’eroe ha esercitato il
potere di tutte e sei le Gemme dell’Infinito per abbattere
Thanos (Josh
Brolin), provocandone la morte. Ciononostante, la sua storia
non è finita qui:
Spider-Man: Far From Home di Jon Watts, infatti, ha
portato in qualche modo avanti la sua memoria, rendendolo parte
integrante della narrazione del sequel.
Considerata la relazione di Peter
Parker con Tony Stark, il film ha affrontato il modo in cui il
giovane eroe ha dovuto fare i conti con la scomparsa del suo
mentore e della sua figura paterna. Tuttavia, il film ha anche
dipinto il “genio, miliardario, playboy, filantropo” sotto una luce
completamente diversa. Il danno arrecato alla reputazione di Tony –
e alla sua eredità – deve essere riparato nella Fase 4 e, cosa più
importante, è lo stesso MCU a dover capire se Tony debba essere
ricordato come un eroe o come qualcosa di diverso…
Non è mai stato un segreto che
Quentin Beck/Mysterio (Jake
Gyllenhaal) sarebbe stato il cattivo principale di Far
From Home, ma ciò che nessuno si aspettava era la sua
connessione con Iron Man. In quella che è probabilmente una delle
scene più elettrizzanti del MCU, è stato rivelato che lui e altri
ex dipendenti delle Stark Industries hanno collaborato per rubare
gli occhiali da sole EDITH che erano stati lasciati alle cure di
Peter, ossia gli occhiali high-tech che consentono a chiunque di
accedere al database completo di Stark.
Questo ha messo Spider-Man in serio
pericolo, nonostante non abbia nulla a che fare con la questione in
maniera diretta. Alla fine del film, il giovane eroe è stato
lasciato al suo destino dopo che William Gitner Riva (Peter
Billingsley) ha condiviso pubblicamente un video che incolpa Peter
per la morte di Beck e rivela la sua la sua vera identità.
Il MCU e i “problemi” legati all’eredità di Tony Stark
La serie di eventi in Far
From Home mina efficacemente il ruolo eroico di Tony Stark
in Endgame,
soprattutto perché non c’è ancora una soluzione in vista per
l’attuale situazione in cui è piombato Spider-Man. Anche se il film
inizia con l’eroe che viene celebrato in tutto il mondo, la
percezione che gli spettatori hanno di lui cambia completamente
alla fine, considerando ciò che è stato rivelato sulla sua storia
con Beck e gli altri ex dipendenti. Proprio per questo, la fase 4
del MCU deve sistemare l’eredità del suo “primo” eroe in un modo o
nell’altro.
Iron Man è sempre stato un personaggio
complesso: era tutt’altro che un eroe all’inizio del suo viaggio
sul grande schermo e anche dopo aver avuto un’illuminazione in
seguito al suo rapimento in Afghanistan, ha comunque fatto delle
scelte discutibili. Tuttavia, non è mai stato intrinsecamente
cattivo: ammesso che abbia commesso degli errori, le sue intenzioni
sono state sempre buone. Ciò è palese, ad esempio, in Captain
America: Civil War, quando si trovava in difficoltà contro
Captain America (Chris
Evans): Stark sarebbe apparso sempre come il cattivo della
situazione rispetto all’eroe (apparentemente) senza macchia Steve
Rogers, ma alla fine le sue argomentazioni sugli accordi di Sokovia
erano più che valide.
Quando si è reso conto di aver
giudicato erroneamente Bucky Barnes (Sebastian
Stan) prima che scoprisse che aveva ucciso i suoi genitori, ha
comunque ammesso i suoi errori. Lasciare l’eredità di Stark
contaminata in questo modo, ora che l’eroe non è più presente nel
MCU e non può riscattarsi, sembra ingiusto nei confronti di un
personaggio che ha sacrificato la sua vita per il bene più
grande.
Certo, “sistemare” i problemi legati
all’eredità di Iron Man non sarà la priorità della Marvel nella
Fase 4. Il franchise è attualmente in un periodo di totale
ricostruzione, con l’introduzione di nuovi personaggi chiave e la
continuazione della trama degli eroi sopravvissuti, ma data
l’importanza di Stark all’inizio e alla fine della Saga
dell’Infinito, è importante che decidano presto come vogliono che i
fan si ricordino di Tony Stark nel MCU: se come un eroe o come un
cattivo.
Nonostante la produzione del film
stia procedendo senza alcun intoppo, la Universal Pictures – a
causa dell’emergenza Coronavirus – ha deciso di posticipare
l’uscita nelle sale di Jurassic
World: Dominion. Inizialmente previsto per l’11 Giugno
2021, il film arriverà adesso al cinema il 10 Giugno 2022, ad un
anno esatto di distanza dalla release inizialmente stabilita.
Nonostante la nuova data di uscita
del film,
The Wrap ci informa che la Universal sarebbe assolutamente
soddisfatta dei tempi di lavorazione, nonostante i ritardi causati
dalla pandemia, mentre
The Hollywood Report fa sapere che mancano soltanto tre
settimane alla fine delle riprese. A quanto pare, la decisione di
posticipare il film sarebbe stata presa anche per concedere al
marketing del film di poter organizzare al meglio tutta l’attività
promozionale.
Nel frattempo, insieme all’annuncio
della nuova release, è stato anche diffuso online il primo teaser
poster ufficiale che, oltre a riportare la nuova data di uscita,
presenta anche tutti i nomi degli attori che andranno a comporre il
cast, in ordine rigorosamente alfabetico, tra cui anche
Laura Dern,
Jeff Goldblum e
Sam Neill, protagonisti dell’originale Jurassic Park del 1993.
Mentre volge al termine
la seconda stagione di The
Boys, oggi arrivano i primi dettagli sull’annunciata
serie spin-off. Come molti di voi sanno la nuova serie racconterà
la storia di un gruppo di giovani supereroi alle prese con il
college. Ebbene oggi lo showrunner Eric Kripke ha rivelato si
ispirerà molto liberamente a G-Men, la parodia delle
avventure degli X-Men.
Parte della storia di
G-Men è che si tratta di un’esperienza educativa e legata al
college. E semplicemente lo abbiamo usato come punto di partenza,
un po’ come accaduto con The Boys,
prendendo l’idea iniziale e poi sviluppandola nella nostra
direzione strana e personale.Io,
Seth
Rogen, Evan Goldberg e Craig Rosenberg non sentiamo il bisogno
di proporre spinoff. Stavamo semplicemente parlando e ci siamo
imbattuti in questa idea e ci siamo entusiasmati, l’abbiamo quindi
proposta ad Amazon. Pensiamo realmente ci sia l’opportunità di
mostrare un’altra parte del mondo di Vought. Inoltre, ed è la cosa
più importante, si può realizzare una serie che non è stata
realizzata spesso, che è ciò che amiamo, visto che The Boys è uno
sguardo inflessibile sulla realtà
Vi ricordiamo che la serie avrà un
pilot che sarà scritto da Craig Rosenberg e sarà poi lo showrunner
di tutta la serie. La serie racconterà le vicissitudini
all’interno nell’unico college americano destinato a giovani
supereroi, gestito da Vought Internazional. La serie viene
descritta come “irriverente e vietata ai minori, in grado di
esplorare le vite dei supes alle prese con ormoni e rivalità mentre
mettono alla prova i propri limiti fisici, sessuali e morali”.
Intervistata da Collider,
a Tran è stato chiesto del suo futuro nella saga Star Wars. L’attrice ha detto che è stato
“divertente” essere coinvolta nel franchise, ma che le condizioni
dovrebbero essere giuste affinché accetti di tornare ad
interpretare quel personaggio, magari di una serie tv (all’epoca
dell’uscita de
L’Ascesa di Skywalker, il regista Jon M. Chu si offrì
volontario per la realizzazione di una serie tv destinata a
Disney+ che potesse in qualche modo
rendere giustizia al personaggio di Rose Tico).
“Sarebbe fantastico, ma
onestamente non lo so. Davvero, non lo so”, ha spiegato
l’attrice. “È tutto così strano. Mi sono divertita davvero
tanto ad essere parte di quel mondo, ma sento che i pezzi
dovrebbero combaciare alla perfezione e il momento giusto dovrebbe
sembrare davvero quello giusto. Non solo il momento, ovviamente, ma
anche la storia dovrebbe essere quella giusta, come con qualsiasi
altro progetto. Quindi… non lo so.”
Sulla scia de
L’Ascesa di Skywalker, attori come
John Boyega e
Oscar Isaac hanno espresso il loro desiderio di non
tornare a recitare nella saga, mentre
Daisy Ridley non è ancora certa se tornerà o meno ad
interpretare Rey. Non dovrebbe sorprendere, dunque, se anche Tran
fosse della medesima opinione. Probabilmente l’attrice è
interessata ad ampliare i suoi orizzonti, cercando magari
opportunità per interpretare personaggi diversi.
Un nuovo report di
Screen Rant prova a spiegare perché quello di Doctor
Strange sia il più grande superpotere del MCU. L’universo condiviso è pieno
zeppo di personaggi dotati di poteri straordinari, ma non tutti
sono stati creati in modo uniforme e Strange è di gran lunga il più
potente di tutti i difensori della Terra.
Gli eroi e i cattivi del MCU hanno
un miscuglio di poteri, che vanno dalla maestria nel tiro con
l’arco ad abilità decisamente più impressionanti, come
l’incredibile manipolazione della realtà. Il più grande superpotere
di tutti appartiene a Doctor Strange, che ha
debuttato nella Fase 3 dell’universo condiviso. Stephen Strange è
ora lo Stregone Supremo, anche se all’inizio del film del 2016 di
Scott Derrickson non era ancora così. Nel
tentativo di recuperare l’uso delle mani dopo un grave incidente
d’auto, Strange si reca a Kamar-Taj dove apprende le arti mistiche
dall’Antico, entrando in possesso della Gemma del Tempo e, al tempo
stesso, di una vasta gamma di poteri.
Mentre studia sotto l’ala
dell’Antico, Strange impara la magia, inclusa la proiezione
astrale, percorrendo grandi distanze (dentro e fuori dimensioni
diverse) in un batter d’occhio e, soprattutto, la manipolazione del
tempo grazie all’Occhio di Agamotto, che nel film contiene la Gemma
del Tempo. Ecco perché quel potere è il più potente del MCU…
In Doctor
Strange, il personaggio di
Benedict Cumberbatch dimostra il valore della
manipolazione del tempo quando è in grado di invertire il tempo per
annullare il danno che Dormammu e i poteri della Dimensione Oscura
hanno fatto alla Terra, incluso riportare in vita personaggi morti.
Quella padronanza della morte è qualcosa che nessun personaggio del
MCU ha mai veramente raggiunto. Arriva persino a intrappolare se
stesso e Dormammu in un loop temporale infinito, lasciandosi morire
ripetutamente fino a quando il Distruttore dei Mondi non accetta di
prendere i suoi seguaci e liberare la Terra in cambio della sua
libertà dal loop temporale.
Competere con i poteri soprannaturali di Doctor Strange
Con tutto il rispetto per i
personaggi super forti o super veloci, personaggi del calibro di
Capitan America o anche l’incredibile Hulk, nessuno può competere
con i poteri soprannaturali posseduti da personaggi come Scarlet
Witch, Visione e, naturalmente, Doctor Strange. E anche se Scarlet
Witch può essere in grado di manipolare le menti delle persone,
Strange può cambiare il tempo stesso e non ha bisogno di impedire
che accadano risultati indesiderati (come la sua stessa “morte”
alla fine di Avengers:
Infinity War). Anche se dovesse risultare non
all’altezza, può sempre correggere i suoi errori invertendo
semplicemente il tempo. Essenzialmente, si rende
infallibile.
A ragione, si potrebbe obiettare che
il potere risieda in realtà nella Gemma del Tempo e non nello
stesso Strange, ma è comunque la sua padronanza della manipolazione
del tempo e la sua conoscenza di come funziona il Multiverso a
confermare quanto rappresenti un elemento chiave. Quando
Thanos aveva la Gemma del Tempo, aveva accesso ai sui poteri,
ma non l’aveva mai “studiata” come avrebbe poi fatto Strange e non
ha mai potuto affermare di essere stato in grado di usarla davvero.
Grazie al suo studio del Libro di Cagliostro, Strange comprende
veramente l’arte della manipolazione del tempo, e in realtà
potrebbe anche non aver bisogno della Gemma del Tempo per agire. Il
cinecomic del 2016 ha stabilito che Strange può viaggiare
attraverso il Multiverso e che gli Stregoni potrebbero usare la
magia dello Sling Ring per entrare nel Regno Quantico, cosa che
potrebbe ancora permettergli di piegare il tempo alla sua
volontà.
Fondamentalmente, all’inizio di
Doctor
Strange l’eroe del titolo è semplicemente un arrogante –
anche se brillante – chirurgo, ma alla fine del film è in grado di
sconfiggere un male senza precedenti proveniente da un’altra
dimensione esclusivamente attraverso la sua capacità di manipolare
il tempo. Ciò è la testimonianza dell’incredibile potere che
deteneva, ed è per questo che è il più grande eroe di tutti. E
anche se il potere di Strange dipende da un’influenza esterna – la
Gemma e lo Sling Ring – è anche l’unico personaggio del MCU il cui
potere deriva da una delle Gemme dell’Infinito, fattore che non può
essere minimizzato.
Constantin Film ha messo in moto un
nuovo adattamento da aggiungere al franchise di Resident Evil in
continua espansione. Constantin e lo sceneggiatore-regista Johannes
Roberts hanno dichiarato di aver concepito un adattamento ufficiale
della storia di origini con legami fedeli ai classici giochi
survival horror di Capcom. Questa storia è ambientata nel 1998 in
una notte fatale a Raccoon City.
Protagonista sarà Kaya
Scodelario di Maze Runner nei panni di
Claire Redfield insieme a Hannah John-Kamen (Ant-Man
and the Wasp) nei panni di Jill Valentine, Robbie
Amell (Upload) nei panni di Chris
Redfield, Tom Hopper (The Umbrella
Academy) nei panni di Albert Wesker, Avan
Jogia (Zombieland: Double Tap) nei panni
di Leon S. Kennedy e Neal McDonough
(Yellowstone) nei panni di William
Birkin.
“Con questo film, volevo davvero
tornare ai primi due giochi originali e ricreare la terrificante
esperienza viscerale che ho avuto quando li ho giocati per la prima
volta, raccontando allo stesso tempo una storia umana radicata in
una piccola città americana morente in modo tale che sia
riconoscibile che rilevante per il pubblico di oggi” ha detto
Roberts.
Il produttore del franchising
Robert Kulzer produrrà di nuovo per conto di
Constantin con James Harris di Tea Shop
Productions e Hartley Gorenstein.
Paul W.S. Anderson
ha scritto e diretto i sei film precedenti, con protagonista
Milla Jovovich e con un incasso
totale di 1,2 miliardi di dollari al botteghino mondiale. È una
delle serie di film basate su un videogioco di maggiore successo e
con l’incasso migliore.
Attrice ricca di grinta e dedita al
genere d’azione, Jordana Brewster ha negli ultimi
anni ricoperto diversi ruoli di rilievo in celebri film. Ma a darle
la grande popolarità è stata la saga di Fast &
Furious, dove tutt’oggi recita interpretando uno dei
personaggi principali. Presente anche sul piccolo schermo, qui
l’attrice ha dato prova di versatilità affrontando generi diversi,
passando dal thriller alla soap opera.
Ecco 10 cose che non sai di
Jordana Brewster.
Jordana Brewster: i suoi film e le
serie TV
10. È celebre per la saga
di Fast & Furious. Nel 2001 l’attrice ottiene il
ruolo di Mia Toretto nel film Fast and Furious, recitando
così accanto agli attori Vin Diesel e
Paul
Walker. Dopo essere stata assente nel secondo e nel
terzo film, riprende il ruolo nei successivi Fast & Furious –
Solo parti originali (2009), dove ha modo di recitare anche
con Michelle
Rodriguez, Fast & Furious 5
(2011), con Dwayne
Johnson, Fast & Furious
6 (2013), e Fast & Furious
7 (2015), con Jason
Statham. Quella nel settimo capitolo della saga
sembrava dovesse essere la sua ultima apparizione, ma l’attrice è
stata riconfermata anche per l’atteso nono film, Fast & Furious 9 – The Fast
Saga, previsto per il 2021.
9. Ha recitato anche in
altri noti film. Il debutto cinematografico per l’attrice
non è però avvenuto con Fast and Furious, bensì tre anni
prima con the Faculty (1998), thriller con Elijah
Wood. Ha poi proseguito la sua carriera recitando da
protagonista in Verità apparente (2001), con Cameron
Diaz, e nei film D.E.B.S. – Spie in minigonna
(2004), Nearing Grace (2005), Annapolis (2006),
con James
Franco, e Non aprite quella porta – L’inizio
(2006). Dopo alcuni anni dedicati solo alla saga che l’ha resa
famosa, è poi tornata al cinema in un nuovo ruolo nel film
American Heist (2014), con Adrien
Brody, e Home Sweet Hell (2015). Nel 2019 ha
invece recitato nel thriller Random Acts of Violence,
mentre nel 2020 è tra i protagonisti della commedia Terapia di
letto.
8. Ha preso parte a celebri
serie televisive. Nel corso della sua carriera la Brewster
non ha però mancato di recitare anche per la televisione,
comparendo in ruoli di rilievo in alcune note serie TV. A
conferirle una buona notorietà è stata la soap opera Così gira
il mondo, dove ha recitato dal 1995 al 2001. È poi tornata sul
piccolo schermo per comparire in alcuni episodi della serie
Chuck (2008-2009), con Zachary
Levi. Successivamente ha svolto il ruolo di guest star
in Dark Blue (2010) e Gigantic (2010). Importante
per lei è stato il ruolo di Elena Ramos in Dallas
(2012-2014), mentre nel 2016 è stata Denise Brown nell’acclamata
American Crime Story. Nello stesso anno ha recitato in
Secret and Lies, per poi dedicarsi alla serie Lethal
Weapon (2016-2018), basata sulla saga di Arma
letale.
Jordana Brewster in Fast &
Furious
7. Ha dovuto prendere
lezioni di guida. Guardando i film della saga di Fast
& Furious si potrebbe pensare che gli attori protagonisti
siano dei grandi esperti di guida, ma è sorprendente scoprire che
non tutti erano avvezzi a tale pratica al momento della
realizzazione del primo film. Scelta per interpretare Mia Toretto,
la sorella di Dominic, la Brewster non possedeva infatti la patente
di guida. La produzione le ha dunque chiesto di prendere lezioni di
guida per ottenere la licenza, e poter così eseguire alcune delle
manovre automobilistiche richieste dal copione. Nel giro di poche
settimane, l’attrice riuscì a conseguire il risultato.
6. Ha rischiato di non
poter più comparire nella saga. Al momento delle riprese
del settimo film, l’attrice era impegnata anche sul set della soap
opera Dallas. Quest’ultima le richiedeva un grande
impegno, e pertanto la Brewster fu sul punto di dover rinunciare al
prendere parte al film nel ruolo di Mia. Fortunatamente, la
produzione decise di spostare alla fine le sue scene, così che lei
potesse terminare il lavoro su Dallas e spostarsi poi sul
set del film. La Brewster si dichiarò entusiasta della possibilità,
ed ebbe modo di riprendere il ruolo che l’ha resa celebre.
Jordana Brewster e Paul
Walker
5. I loro personaggi
formavano una coppia. Sin dal primo film della saga c’è
stato del tenero fra i personaggi Mia Toretto e Brian O’Conner,
interpretato da Walker. I due finiscono infine con il formare una
coppia, e sul finire del settimo film sembrano ritirarsi ad una
tranquilla vita di famiglia. Essendo molto legata all’attore, la
Brewster è rimasta devastata dalla notizia della sua scomparsa. Ha
in seguito raccontato che al momento di girare le sue scene sul
settimo film l’attore non c’era già più, e lei dovette così
recitare con una delle controfigure che lo sostituivano. Riuscire a
reggere una situazione di quel tipo fu per lei un’esperienza
difficilissima.
Jordana Brewster: il marito e i
figli
4. Ha conosciuto suo marito
sul set. Nel 2006 l’attrice è chiamata a recitare nel film
horror Non aprite quella porta – L’inizio. Qui recita nel
ruolo della protagonista, ed ha modo di conoscere il produttore
Andrew Form. Tra i due nasce in breve una
relazione sentimentale, che li porta poi al matrimonio nel maggio
del 2007. Da quel momento la coppia si è dimostrata particolarmente
affiatata e riservata, evitando di condividere particolari dettagli
sul loro privato. Hanno però annunciato la nascita del primo
figlio, Julian Brewster-Form nel 2013, e del secondo, Rowan
Brewster-Form, nel 2016. Nel 2020, tuttavia, la coppia annuncia la
separazione.
Jordana Brewster: è su
Instagram
3. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo verificato e seguito da 3,7 milioni di
persone. All’interno di questo l’attrice ha ad oggi condiviso oltre
2.648 post, molti dei quali dedicati al suo quotidiano. Si possono
infatti ritrovare immagini legate a momenti di svago, in compagnia
di amici o colleghi, come anche di momenti legati alla sua vita
famigliare. Non mancano però anche post relativi al suo lavoro, con
immagini promozionali dei suoi film di prossima uscita o dove
annuncia i prossimi progetti. Così facendo, l’attrice permette ai
suoi follower di rimanere sempre aggiornati sulle sue attività.
Jordana Brewster: il suo
fisico
2. È stata anche
modella. Che la Brewster sia considerata una delle
maggiori bellezze di Hollywood è oggi risaputo. Non molti sanno
però che nei suoi primi anni di attività ha avuto modo di lavorare
anche come modella, sfoggiando da subito un fisico mozzafiato.
Negli anni, poi, l’attrice ha mantenuto un certo regime per poter
mantenere un fisico tonico. Questo le è infatti tornato utile nel
momento in cui ha dovuto recitare in sequenze particolarmente
dinamiche o impegnativi nei film che l’hanno vista coinvolta.
Jordana Brewster: età e
altezza
1. Jordana Brewster è nata
a Panama City, in Panama, il 26 aprile del 1980. L’attrice
è alta complessivamente 170 centimetri.
Con l’arrivo nei cinema di tutto il
mondo, nel 1993, di Jurassic Park, il regista
Steven Spielberg mostrò le reali
potenzialità della computer grafica, cambiando per sempre la
settima arte. Sullo schermo era ora possibile veder prendere vita,
dopo milioni di anni dalla loro estinzione, i celebri dinosauri in
tutta la loro maestosità. Dopo la conclusione della trilogia nel
2001, però, il grido di battaglia del Tirannosaurus Rex è rimasto a
tacere per ben quattordici anni. Nel 2015 la saga ha poi ripreso
vita grazie a Jurassic
World, a cui è poi seguito Jurassic
World – Il regno distrutto nel 2018.
Diretto da Juan Antonio
Bayona, quest’ultimo film è strettamente legato ai suoi
precedenti e sviluppa il celebre parco in quello che è ora un vero
e proprio mondo dei dinosauri. Come già nel film del 2015, nuove
“attrazioni” sono qui disponibili, e come è ben immaginabile il
pericolo che queste rappresentano è allo stesso tempo la fonte di
fascino della storia. Il film si è infatti affermato come uno dei
maggiori successi del franchise, e a fronte di un budget di circa
170 milioni è arrivato a guadagnarne oltre 1.3 miliardi. Ciò lo ha
reso il terzo film della saga a raggiungere questo importante
traguardo.
Con un cast che riunisce personaggi
della trilogia originale a nuovi membri, il film è inoltre il
secondo di una nuova trilogia. È infatti stato già annunciato per
il 2021 il terzo e conclusivo capitolo, intitolato Jurassic
World: Dominion, che vedrà anche la partecipazione degli
attori protagonisti del film del 1993, ovvero Sam Neill, Laura Dern e
Jeff
Goldblum. In attesa di sapere come si concluderanno le
vicende, è possibile scoprire le tante curiosità legate a Il
regno distrutto, sia per quanto riguarda il cast che per le
creature ricreate e presenti all’interno del film.
Jurassic World – Il regno
distrutto: la trama del film
Le vicende del film si svolgono a
tre anni di distanza dal precedente. Il parco a tema Jurassic World
è ormai andato in rovina, distrutto dai dinosauri scappati dalle
gabbie e che ora dominano quella terra. Quel luogo abbandonato da
ogni forma di vita umana sembra destinato a rimanere per sempre
proprietà di quelle antiche creature, ma questo equilibrio potrebbe
non durare a lungo. Il vulcano dormiente sull’isola, infatti, si
risveglia improvvisamente, minacciando di estinguere nuovamente
tutti i dinosauri lì presenti. Proprio per questo motivo
l’addestratore Owen Grady e l’ex responsabile del parco Claire
Dearing decidono di tornare sull’isola per salvare le creature da
una catastrofe annunciata.
Giunti dunque a Isla Nublar, il
gruppo tenta di radunare i dinosauri per poterli trasferire
altrove. Owen, in particolare, spera di ritrovare Blue, il
velociraptor da lui addestrato e al quale è ancora affezionato. Ad
aiutarli nella missione vi sarà anche il professor Ian Malcolm,
decisosi a tornare tra i dinosauri dopo gli eventi che lo videro
coinvolto vent’anni prima. Ben presto, però, il gruppo si scontra
con pericolose verità, comprendendo che è in atto una cospirazione
volta a riportare il mondo intero ad un irreversibile stato di
disordine. Oltre a salvare le creature, dunque, Grady, Dearin e
Malcolm dovranno salvare anche sé stessi e l’intera loro
specie.
Jurassic World – Il regno
distrutto: il cast del film
Nel film riprende il ruolo di Owen
Grady l’attore Chris
Pratt. Come per il precedente capitolo, anche questo
gli ha richiesto un consistente allenamento preparatorio in vista
delle complesse scene previste. Pratt, infatti, ha richiesto di non
usare controfigure, desiderando svolgere da sé le acrobazie che il
suo personaggio compie. È infatti convinto che ciò aggiunga
realismo alla sua performance. L’attore ha inoltre più volte
raccontato della difficoltà di recitare con creature non realmente
esistenti sul set, e di come l’utilizzo di pupazzi sostitutivi lo
abbia in parte aiutato a orientarsi. Come lui, anche
Bryce Dallas
Howard ha ripreso i panni di Claire Dearing.
L’attrice ha raccontato di aver
temuto, durante la lettura della sceneggiatura, che il suo
personaggio sarebbe morto da un momento all’altro. Dopo aver
constatato che questo sopravvive fino alla fine del film, il suo
timore è ora quello che possa trovare una tragica conclusione nel
terzo e conclusivo capitolo. In attesa di scoprire se ciò si
verificherà o meno, l’attrice ha comunque avuto modo di praticare
particolari attività in vista di quanto richiesto dal copione. Si è
infatti ritrovata a dover imparare a salire sul dorso di uno dei
dinosauri, rimanendo al galoppo di questo. Tali attività le hanno
ovviamente richiesto un certo tempo per poter essere eseguite senza
problemi.
Il film segna poi il ritorno nella
saga di Jeff Goldblum. Il ritorno del suo Ian
Malcolm è stato fortemente voluto dal regista, il quale lo riteneva
indispensabile per i risvolti che la trama assume. Sono poi
presenti gli attori Toby Jones nel ruolo di Gunnar
Eversoll, Geraldine Chaplin in quello di Iris
Carroll, Justice Smith per Franklin Webb, e
Daniella Pineda nei panni della dottoressa Zia
Rodriguez. Per ottenere la parte, quest’ultima ha dovuto sostenere
diversi provini. Dove infatti dimostrare al regista e ai produttori
di possedere una buona capacità di improvvisazione e di poter
passare con naturalezza dalla commedia al dramma. Fu soltanto dopo
aver superato queste prove che l’attrice venne confermata nel
ruolo.
Jurassic World – Il regno
distrutto: i dinosauri presenti nel film
Come per i precedenti i film, anche
qui i dinosauri sono stati ricreati combinando insieme pupazzi
animatronici e CGI. Numerose modifiche sono poi state fatte circa
il loro aspetto, sulla base delle nuove scoperte a riguardo. Grazie
alla consulenza con celebri paleontologi, gli animatori hanno
potuto rendere più realistici i movimenti dei dinosauri. Allo
stesso modo anche i loro versi e il colore della loro pelle sono
stati perfezionati. Il film, inoltre vanta la presenza del maggior
numero di dinosauri rispetto agli altri titoli della saga. Molti di
questi sono anche esemplari totalmente nuovi, come
l’Allosauro, il Baryonyx, il
Carnotaurus, il Sinoceratopo e il
Pachycephalosaurus. Pur se talvolta simili tra
loro, queste specie presentano delle notevoli differenze sia
nell’altezza che nei movimenti o nelle abitudini.
Il film introduce poi anche un
nuovo dinosauro non realmente esistito, chiamato
Indoraptor. Rappresentato come un quadrupede,
l’esemplare ha lunghe braccia che ricordano quelle umane, e può
raggiungere un’altezza di circa tre metri una volta in posizione
eretta. A questo è stata inoltre conferito un colore nero, che ne
accentuasse la minacciosità. A queste specie si aggiungono poi
ovviamente anche l’immancabile Tirannosaurus Rex e
i Velociraptor, da sempre caratteristici della
sega. Per realizzare tutte queste creature, come detto, sono stati
usati anche diversi pupazzi animatronici, resi però più
tecnologicamente avanzati che mai. L’intenzione dei produttori è
naturalmente quella di rendere sempre più realistiche le creature.
Si prevede inoltre che nuove specie verranno aggiunte al prossimo
capitolo della trilogia.
Jurassic World – Il regno
distrutto: il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
Per gli appassionati del film, o
per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Jurassic World – Il
regno distrutto è infatti presente su Rakuten TV,
Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. In base
alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film
o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo
sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio
della qualità video. Il film è inoltre in programma in televisione
per martedì6 ottobre alle
ore 21:15 su Canale 5.
Black Box è il
secondo film della nuova serie tematica di Jason
Blum che il famoso produttore ha realizzato con la sua
casa di produzione insieme ad Amazon Studios. Welcome to the Blumhouse è il titolo del
progetto che consta di quattro film, tutti thriller e tutti
realizzati da talenti emergenti che si avvalgono del sostegno della
realtà produttiva sempre più vincente e della piattaforma Amazon Prime Video.
Scritto e diretto da
Emmanuel Osei-Kuffour Jr., che condivide i crediti
di sceneggiatura con Stephen Herman, anche autore
del soggetto, Black Box è un thriller che si muove
nel territorio più oscuro e insidioso di tutti, la mente umana. La
storia è quella di un padre di famiglia che, a seguito di un
terribile incidente d’auto, ha perso la memoria. Nell’incidente ha
perso la vita sua moglie, e lui adesso si trova a dover crescere
una figlia senza riuscire a recuperare la memoria. Proprio per far
fronte a questa sua incredibile difficoltà, si sottopone ad una
cura molto dolorosa che dovrebbe aiutarlo a recuperare la memoria
persa, ma che avrà degli effetti collaterali devastanti.
La recensione di Black Box
Emmanuel Osei-Kuffour
Jr. affronta Black Box con un
approccio scolastico, senza grossi guizzi di regia, regalando
qualche brivido relegato alle sequenze oniriche, per così dire, che
coinvolgono il protagonista, splendidamente interpretato da
Mamoudou Athie. La storia tocca dei concetti
fantascientifici che costituiscono l’ossatura di moltissimi
racconti di genere, ma lo fa approcciandosi con un tocco horror
alla storia, in consonanza con lo spirito della produzione che ha
portato alla realizzazione del film.
Black Box è la
storia di un padre che si sottopone ad una vera e propria tortura
per il bene della figlia, ma è anche la storia di una madre che usa
ogni suo strumento, lecito e non, per aiutare il figlio e dargli
un’altra possibilità con quella vita che ha sprecato. Il film mette
in modo sentimenti primordiali e viscerali, che da qualunque parte
si racconti la storia sono in qualche modo validi e condivisibili,
anche se violenti o radicali.
Proprio in questa capacità di
raccontare una storia in cui “tutti hanno ragione” è il pregio
principale di Black Box, che non rischia troppo da
un punto di vista narrativo, muovendosi a cavallo tra la
fantascienza e il thriller, con punte di horror, ma che riesce
comunque a dare dignità alle ragioni di tutti i personaggi.
Si intitola The Lie
il primo film della nuova serie tematica di Jason
Blum che il famoso produttore ha realizzato con la sua
casa di produzione insieme ad Amazon Studios. Welcome to the Blumhouse è il titolo del
progetto che consta di quattro film, tutti thriller e tutti
realizzati da talenti emergenti che si avvalgono del sostegno della
realtà produttiva sempre più vincente e della piattaforma Amazon Prime Video.
The Lie è scritto e
diretto da Veena Sud, canadese, e interpretato da
Joey King, Peter Sarsgaard e Mireille
Enos. La storia molto semplice ma capace di affondare le
sue radici nella complessità dei legami umani, tra la paura di
perdere uno status quo alla protezione di chi amiamo fino alle
estreme conseguenze, anche di fronte al comportamenti terribili.
Quando la loro figlia confessa di aver ucciso a sangue freddo la
sua migliore amica, due genitori cercheranno in ogni modo di
coprire la verità, costruendo una intricata ragnatela di bugie e
falsità nella quale rimarranno loro stessi intrappolati.
The Lie, la recensione del film Amazon-Blumhouse
Non abbiamo indicazioni temporali o
geografiche precise per The Lie, che si cala in
un’atmosfera fredda, non solo perché ambientato in una cittadina
immersa nella neve, ma anche perché racconta l’apparente freddezza
dell’animo di una teenager insensibile alle vicende, anche crude,
che la toccano e la circondano. Non abbiamo indicazioni temporali
ma abbiamo la precisa percezione che quello che viene messo in
scena è un dramma umano che riesce a toccare le tinte del thriller
cercando di trascinare con sé lo spettatore, nella spirale della
follia di chi vuole a tutti i costi difendere i propri cari.
In particolare, protagonisti della
storia sono i genitori dell’adolescente interpretata da
Joey King. I due, con un approccio differente ma
in entrambi i casi comprensibile, vogliono proteggere la ragazzina
da ciò che ha fatto, ma anche da se stessa, nel momento in cui
appare totalmente indifferente all’orrore. Tuttavia, questa difesa
strenua della ragazza porterà i due a confrontarsi con i loro
limiti, le loro paure e soprattutto il loro senso di inadeguatezza
nella misura in cui la regista cerca di intercettare, con la scusa
della trama principale, anche una serie di temi che indagano la
complessità dei ruoli familiari, dal senso di inadeguatezza e di
impotenza dei genitori, fino alla paura dell’essere adolescenti
quando ancora dentro si desidera essere bambini, irresponsabili
delle proprie azioni, non costretti a pagare per le proprie
bugie.
Avvalendosi di una sceneggiature
lineare, di una buona consapevolezza nella gestione della
suspance e di un cast in ottima forma, Sud, con
The Lie, confeziona un prodotto a basso budget ma
ad alto tasso di adrenalina, che riesce a tenere alta l’attenzione
e la tensione, in un crescendo che deflagra nella rivelazione
scioccante del finale.
Waiting for the Barbarians diretto da Ciro
Guerra, con il vincitore premio Oscar Mark
Rylance, il candidato al premio Oscar Johnny Depp si piazza primo al box office
per media copia, con un grande successo di pubblico nel circuito
milanese. Waiting for the Barbarians, film dal
cast hollywoodiano ma prodotto da una società italiana, la
Iervolino Entertainment, conquista il pubblico al suo primo
week-end di uscita nelle sale. Basato sul pluripremiato romanzo
“Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel J. M. Coetzee.
Basato sul pluripremiato romanzo
“Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel J. M.
Coetzee, che ne firma anche la sceneggiatura, il film
racconta la storia della crisi di coscienza di un Magistrato che si
ribella al regime. Il cast stellare è composto da Mark
Rylance (Premio Oscar come Miglior attore non protagonista
per Il ponte delle spie di Steven Spielberg, nonché vincitore
di tre Tony Awards, due Olivier Award e due BAFTA), Johnny
Depp (tre volte nominato agli Oscar come Miglior
Attore Protagonista per La maledizione della prima
luna, Neverland – Un sogno per la
vita e Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di
Fleet Street) e Robert
Pattinson (protagonista della saga
cult Twilight e dei film Bel Ami –
Storia di un seduttore e Come l’acqua per gli
elefanti, nonché prossimo Batmannell’attesissimo film
di Christopher Nolan), affiancati da
Gana Bayarsaikhan (Ex Machina, Wonder
Woman) e Greta Scacchi (La ragazza nella
nebbia, Presunto innocente, I protagonisti).
Prodotto e distribuito da Iervolino
Entertainment, Waiting for the Barbarians
sarà al cinema dal 24 settembre.
Andrea Iervolino
ha così dichiarato: “Dopo l’uscita del film in Usa e Canada,
siamo molto felici che il nostro film veda la luce anche in Italia,
grazie alla collaborazione con il circuito UniCi e la distribuzione
in circa 100 sale. Il film vanta la partecipazione di un cast
stellare dal grande talento incorniciato nella raffinata e potente
regia di Ciro Guerra e la straordinaria fotografia del Premio Oscar
Chris Menges. Il film, di nazionalità italiana, da valore aggiunto
a questo progetto che, non solo è stato girato anche in Italia, ma
vanta maestranze nostrane di tutto rispetto come Jacopo Quadri al
montaggio, Domenico Sica alla scenografia e Carlo Poggioli ai
costumi, solo per citarne alcuni. L’Italia ha bisogno di avere un
respiro internazionale, perché merita di ritornare ad essere la
culla del cinema e io sono contento di poter dare il mio contributo
affinché questo possa accadere molto presto.”
La trama di Waiting for the Barbarians
Il Magistrato, amministratore di un
isolato insediamento di frontiera al confine di un impero senza
nome, è in attesa di andare in pensione con l’arrivo del Colonnello
Joll, il cui compito è di riferire sulle attività dei “barbari” e
sulla situazione di sicurezza al confine. Joll inizia a condurre
una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei “barbari”
per mano del Colonnello e la tortura di una giovane donna “barbara”
portano il Magistrato a una crisi di coscienza e a un atto di
ribellione.
Il remake americano – che in Italia
è arrivato nel 2018 col titolo Mio Figlio – sarà diretto
sempre da Carion. Le riprese partiranno in Scozia il prossimo
Novembre. L’aspetto peculiare del film originale è stata la totale
assenza di un copione per Canet. Tale particolarità sarà mantenuta
anche per il remake: McAvoy dovrà quindi improvvisare la sua
interpretazione basandosi esclusivamente su un canovaccio di
riferimento.
“Siamo davvero felici di poter
lavorare con Christian per portare la storia di My Son al pubblico
di tutto il mondo” ha commentato Adam
Fogelson, capo di STXfilms Motion Picture Group.
“James lavorerà al film in tempo reale, davanti alla macchina
da presa, creando una vera tensione per questo thriller. Amiamo
sostenere forme di narrazione innovative e coraggiose. Claire non è
altro che la scelta più spettacolare e emozionante. Il pubblico
troverà questo film davvero avvincente.”
L’originale Mon
Garçon racconta la storia di Julien (Canet), un uomo
sempre in viaggio per lavoro, la cui continua assenza da casa ha
mandato in frantumi il suo matrimonio. Mentre si trova
in Francia riceve un’inquietante chiamata dalla sua ex moglie
Marie (Laurent): Mathys, il loro bambino di sette anni, è
scomparso. Si mette allora sulle sue tracce, pronto a percorrere
anche il più oscuro dei sentieri pur di salvare suo figlio.
Nell’ultimo decennio, la parabola
ascendente di Thanos sul grande schermo è stata senza
precedenti rispetto a qualsiasi altro villain dei film di
supereroi. Attraverso il
MCU, è stato mostrato al grande pubblico ciò che i fan dei
fumetti sapevano da molto tempo: il Titano Pazzo è uno dei migliori
cattivi mai creati e pochissimi eroi dell’universo Marvel sono stati capaci di
eguagliare il suo potere. È anche uno dei cattivi più intelligenti
e furbi, ma è davvero un villain “perfetto”? CBR
ha raccolto 5 motivi per cui
Thanos è davvero la quintessenza dell’antagonista e altri 5 per
cui non lo è:
Un interno universo per tenerlo a bada
Una delle cose che rendono
Thanos un cattivo così perfetto è proprio l’enorme
quantità di eroi necessari per metterlo fuori gioco. Naturalmente,
il fatto che un cattivo necessiti di un’intera squadra per essere
sconfitto non significa che necessariamente che sia migliore di
altri villain; tuttavia, è difficile rappresentare una minaccia per
l’intero universo dei supereroi se il cattivo viene costretto a
sfidarsi con vigilanti impotenti.
Ci sono pochi esseri nell’universo
dei supereroi più potenti di Thanos, il che rende la posta in gioco
molto alta ogni volta che si parla di lui. I lettori dei fumetti si
chiedono sempre come lo affronteranno gli eroi e quanti di loro
usciranno vivi dallo scontro.
Un villain “prevedibile”
Uno dei problemi con la
lettura delle storie di Thanos è che, a mano a mano, iniziano tutte
a seguire uno schema. La colpa è probabilmente della serie a
fumetti “Il Guanto dell’Infinito”. Sebbene sia ancora la migliore
storia che lo ha visto protagonista, è diventata una sorta di
“testo religioso” per il personaggio e – come spesso accade – da
quel momento gli ha impedito di evolversi.
I fan si aspettano che Thanos entri
in scena, dia del filo da torcere a tutti e poi venga sconfitto a
causa della sua stessa arroganza. Questo non vuol dire che non
siano più state raccontate grandi storie in merito al personaggio,
ma la maggior parte di esse non sono state altro che racconti
stereotipati le cui strutture erano già note ai lettori, e che in
qualche modo hanno sminuito uno dei più grandi cattivi della
Marvel.
L’importanza del personaggio nel MCU
Il ruolo che Thanos ha
giocato nel grande successo del MCU non può essere sottovalutato.
Anche se si tratta di una confluenza di più fattori disparati,
Thanos ha avuto un ruolo piuttosto importante nell’intera storia
dell’universo condiviso, dal momento che la sua ricerca delle Gemme
dell’Infinito è sempre stata presente, seppur sullo sfondo,
stuzzicando gli spettatori che avrebbero potuto non sapere nulla
dei fumetti e di cosa sarebbe accaduto dopo.
Tutto ciò ha portato ad Avengers:
Infinity War, uno dei film più attesi di tutti i tempi, e
allo schiocco delle dita, il più grande evento singolo del MCU.
Thanos è stato così efficace che per anni i fan lo hanno soltanto
intravisto… e questo è stato sufficiente per far parlare di lui e a
bramare il suo arrivo.
Un villain “sprecato”
I film e i fumetti
funzionano in modo diverso. I fumetti sono finzione serializzata e
i lettori sono preparati a trattarli come tali. I personaggi
ricorrenti sono ciò che conta davvero, anche i cattivi che
commettono atrocità terribili. Nei fumetti viene spiegato come gli
eroi abbiano un codice morale contro ogni forma di omicidio, un
concetto che da un lato aiuta questi personaggi ad apparire sotto
una luce ancora più benevola, dall’altro rende ancora più esplicito
il fatto che anche il peggiore dei villain può tornare in
gioco.
Sebbene il MCU sia uno dei più
grandi tentativi moderni di universo cinematografico serializzato,
segue ancora la regola dei film. I cattivi sono generalmente più
deboli e di solito vengono uccisi in un modo che spinga il pubblico
a pensare, alla fine del film, che il male sia stato punito.
Quindi, anche se la morte di Thanos è apparsa come normale e
“giusta”, è stata al tempo stesso anche un terribile spreco per un
cattivo così potente e avvincente.
L’incarnazione della paura
Nei fumetti, Thanos è uno
degli esseri più temuti nel cosmo. Il suo stesso nome viene
trattato come una maledizione e spesso viene soltanto sussurrato.
Nei film, Thanos ha eserciti, navi e lacchè, mentre nei fumetti
conta per lo più solo su se stesso ed è noto proprio per aver
ucciso da solo e non per aver fatto affidamento su altri o sulla
tecnologia.
Questa paura si estende anche agli
eroi della Terra; ogni volta che lo hanno incontrato, sono stati
poco più che carne da macello nelle battaglie contro di lui.
Quindi, mentre hanno assistito alle sue sconfitte, sanno che il
loro ruolo nelle battaglie è stato nel migliore dei casi
infinitesimale, cosa che giustifica ancora di più la loro paura nei
confronti del Titano Pazzo.
Un perenne fallimento
Tuttavia, nonostante la
paura che si possa nutrire nei suoi confronti, Thanos è una specie
di fallito. Basti pensare al tutto il tempo che ha avuto il Guanto
dell’Infinito nei fumetti: era letteralmente un Dio, eppure ha
comunque fallito perché ha sottovalutato il desiderio di vendetta
di Nebula. Persino il Thanos dei film – che ai fan del MCU piace
etichettare come migliore della versione a fumetti – non ha ucciso
tutti gli eroi quando ne ha avuto la possibilità, condannando il
suo intero piano al fallimento.
Thanos è un cattivo che ottiene un
potere incredibile, il potere che dovrebbe renderlo praticamente
intoccabile per ogni avversario e riesce sempre a rovinare le cose.
È un miracolo che sia così temuto quanto lo è davvero.
La garanzia del suo scopo
Una cosa che Thanos ha in
comune sia nei film che nei fumetti è la sua fede nella giustizia
della sua causa. È una delle cose che rende Thanos così magnetico
in quanto cattivo: potrebbe desiderare la morte di tutti… ma non è
in realtà un cane pazzo. Ha delle ragioni e crede in quelle
ragioni.
Thanos crede che le atrocità che
commette non siano solo giustificate, ma necessarie ed è anche in
grado di fornire un ragionamento alla base del suo pensiero. Questo
è stato un aspetto particolarmente potente nei film, con alcuni fan
degli adattamenti che sono stati rapiti dal suo modo miope e
completamente sbagliato di preservare le risorse.
Un ragionamento “difettoso”
Anche se la certezza dello
scopo di Thanos lo rende un personaggio avvincente, chiunque dia
un’occhiata più da vicino la sua motivazione troverà una serie di
buchi. Il Thanos dei fumetti è un nichilista che crede
nell’assoluta mancanza di significato della vita; il suo amore per
Morte è una metafora di quel nichilismo. La sua motivazione? La sua
gente lo ha maltrattato a causa del suo aspetto. Il Thanos dei
fumetti è fondamentalmente un adolescente spigoloso che soffre di
una brutta acne…
Il Thanos dei film non è certamente
molto meglio; la sua convinzione che il modo migliore per
conservare le risorse sia uccidere metà dell’universo è quasi
ragionevole… tranne per il fatto che gli scienziati sulla Terra
affermano che anche con metà della popolazione, rovineremmo
comunque il pianeta e le sue risorse in breve tempo. Perché non
creare semplicemente infinite risorse? In Avengers:
Endgame rivela che il suo nuovo piano è ricreare tutto,
quindi potrebbe fare quel genere di cose…
Un villain “sfaccettato”
Thanos potrebbe facilmente
essere un cattivo che desidera solo morte e distruzione, e sarebbe
comunque un cattivo piuttosto intrigante. Tuttavia, ciò che lo
mette sopra le righe è che, in realtà, è più di questo. Il Thanos
dei fumetti è un essere profondamente imperfetto, forgiato da anni
di derisione e disgusto verso se stesso. Di solito finisce sempre
per darsi la zappa sui piedi, proprio a causa dell’odio che nutre
verso di sé.
Nei film, è un uomo forgiato dalla
tragedia di perdere la sua casa e farà di tutto per impedire agli
altri di capire ciò che prova, non importa chi deve uccidere.
Questo rende entrambe le versioni di questo villain che le persone
amano più leggere o guardare di lui.
Un villain “sovraesposto”
Questo è vale più per il Thanos dei
fumetti che per il Thanos dei film (da quando è morto). Thanos è
stato ovunque negli ultimi anni, anche prima che uscissero i film
che lo vedevano al centro della storia. La Marvel gli ha dato il
suo libro, è apparso nei libri degli eventi della compagnia e in
generale è sempre stato una parte importante dell’Universo
Marvel.
La sovraesposizione è un grosso
problema per Thanos, perché lo priva di ciò che lo rende così
speciale. Vederlo troppo significa che i lettori lo vedono
sconfitto in più di un’occasione e questo toglie molto alla sua
malvagia quasi mistica. Non è più una forza implacabile: è solo un
malvagio ordinario.
In The
355quando un’arma top-secret
cade nelle mani dei mercenari, l’agente jolly della CIA Mason
“Mace” Brown (attrice candidata all’Oscar
Jessica Chastain) dovrà unire le forze con la rivale
“tosta” agente tedesca Marie (Diane Kruger, In the Fade), ex
Khadijah (la vincitrice dell’Oscar
Lypita Nyong’O), l’alleata dell’MI6 e specialista di
computer all’avanguardia, e l’abile psicologa colombiana Graciela
(la vincitrice dell’Oscar
Penelope Cruz in una missione letale e
vertiginosa per recuperarlo, pur rimanendo un passo avanti a un
donna misteriosa, Lin Mi Sheng (Bingbing Fan,
X-Men: Days of Future
Past), che segue ogni loro mossa. Mentre l’azione sfreccia in
tutto il mondo dai caffè di Parigi ai mercati del Marocco fino alla
ricchezza e al fascino di Shanghai, il quartetto di donne forgerà
una tenue lealtà che potrebbe proteggere il mondo o farle
uccidere.
The
355 è interpretato anche da Sebastian Stan (Avengers: Endgame) e
Edgar Ramírez (The Girl on the Train). The
355 è diretto dal regista Simon Kinberg
(scrittore-regista-produttore di Dark Phoenix,
produttore di Deadpool e The
Martian e scrittore-produttore dei film degli X-Men), da
una sceneggiatura di Theresa Rebeck (Smash,
Trouble della NBC ) e Kinberg, ed è prodotto da
Jessica Chastain e Kelly Carmichael
per Chastain’s Freckle Films e da Kinberg per i
suoi Genre Films.
La proprietà che fungeva da
residenza di Buffalo Bill ne Il Silenzio degli
Innocenti è ufficialmente in vendita. Oltre ad essere
stato uno dei film di maggior incasso del 1991, il celeberrimo
thriller del compianto
Jonathan Demme è universalmente riconosciuto come uno
dei più grandi film mai realizzati.
È stato il terzo film a vincere
tutti i “Big Five” in occasione degli Oscar,
e ad oggi è l’unica pellicola dalle venature horror ad aver vinto
l’ambita statuetta come miglior film. Inoltre, l’iconico
psichiatra/serial killer Hannibal Lecter – interpretato nel film da
un monumentale Anthony Hopkins – continua ad essere ancora
oggi uno dei personaggi più popolari di sempre, a quasi tre decenni
dall’uscita del film al cinema.
Anche se Buffalo Bill non è mai più
apparso dopo Il Silenzio degli Innocenti,
l’eredità del suo personaggio è altrettanto inquietante quanto
quella di Hannibal Lecter. Nel film e nell’omonimo libro di
Thomas Harris, Buffalo Bill è un altro serial
killer noto per la sua ossessione nei confronti delle donne
sovrappeso. Una delle scene più inquietanti del film coinvolge
proprio una delle sue vittime, che viene imprigionata in una grande
fossa nel seminterrato di casa sua, e in cui viene recitata la
memorabile battuta: “Si strofina la lozione sulla
pelle.”
Adesso, i fan accaniti del film,
hanno la possibilità di fare un’offerta per l’iconica casa degli
orrori di Buffalo Bill. Come riportato da
Screen Rant, la casa a tre piani in stile vittoriano, situata
al numero 8 di Circle Street a Perryopolis (in Pennsylvania), è ora
in vendita, giusto in tempo per i festeggiamenti di Halloween. La
casa si estende su quasi due acri di terreno lungo il fiume
Youghiogheny e dispone di ben quattro camere da letto ed è quotata
per $ 298.500.
Un tour virtuale nella vera casa di Buffalo Bill ne Il Silenzio
degli Innocenti
Tuttavia, i fan del film potrebbero
rimanere delusi nello scoprire che non c’è alcuna fossa gigante nel
seminterrato incompiuto della casa, poiché quelle scene sono state
girate in uno studio di registrazione. Gli agenti immobiliari
dell’agenzia The Sisters Sold It hanno reso disponibile attraverso
il loro canale
YouTube un vero e proprio tour virtuale alla scoperta delle
varie aree della casa presenti anche nel film, tra cui la cucina e
la cantina. Potete ammirarlo di seguito:
Dopo essere stato presentato con
grande successo di critica alla 77.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di
Venezia e al Toronto International Film Festival,
arriva nelle sale italiane I am
Greta, documentario diretto dal regista svedese
Nathan Grossman, che racconta la storia
dell’adolescente attivista per il clima Greta
Thunberg. Nell’agosto del 2018, Greta, una studentessa
svedese di quindici anni, davanti al Parlamento svedese comincia
uno sciopero per manifestare contro il cambiamento climatico, che
nel giro di qualche mese si trasforma in un movimento globale,
rendendola un’attivista di fama mondiale.
Il documentario segue Greta dal suo
primissimo giorno di protesta fino all’incredibile viaggio in barca
a vela verso New York per presenziare al Summit sul clima dell’ONU.
I am Greta avrà un’uscita evento nelle
nostre sale il 2, 3 e 4 novembre distribuito da
Koch Media.
I am Greta, la trama
Un intimo documentario, il primo
lungometraggio, che racconta la storia dell’adolescente attivista
per il clima Greta Thunberg attraverso filmati avvincenti e mai
visti prima, diretto dal regista svedese Nathan Grossman. A partire
dallo sciopero scolastico solitario per una giustizia climatica
fuori dal parlamento svedese, Grossman segue Greta – una timida
studentessa con la sindrome di Asperger – nella sua ascesa alla
ribalta e nel suo impatto globale galvanizzante che ha scatenato
scioperi scolastici in tutto il mondo. Il film culmina con il suo
incredibile viaggio nel 2019 in barca a vela nell’Oceano Atlantico
per raggiungere New York e parlare all’ONU durante il Summit sul
clima.
Dopo il successo raggiunto da
Joker
lo scorso anno, che è stato uno dei pochissimi film di supereroi a
vincere addirittura un Academy Award, l’industria
dell’intrattenimento è stata alla ricerca di altre storie relative
all’universo dei supereroi che potessero essere esplorate in
maniera differente rispetto al passato. Una nuova, oscura, versione
del Cavaliere Oscuro è attualmente in produzione con l’attesissimo
The
Batman di
Matt Reeves, mentre tutta una serie di film appartenenti al
DCEU sono stati annunciati al recente DC FanDome.
Tuttavia, con la storia delle
origini del Clown Principe del Crimine che ha avuto un tale
successo tanto a livello di critica quanto a livello di pubblico,
molti si sono chiesti se nel futuro della Warner Bros. e della DC
Films non ci siano più storie incentrate sui cattivi dei fumetti.
Di recente si è parlato di un possibile standalone dedicato a Bane,
ma ci sono moltissimi altri villain DC tra cui scegliere per un
eventuale adattamento live action.
CBR riferisce che il produttore di Joker,Michael E. Uslan, ha partecipato di recente ad un
panel online organizzato da
Wizard World, durante il quale ha commentato il potenziale per
un film live-action dedicato nientemeno che a Mr.
Freeze. Durante il panel, infatti, Uslan ha dichiarato che
l’approccio che il regista
Todd Phillips ha usato per Joker
potrebbe potenzialmente essere utilizzato anche per altri film
dedicati ai cattivi dell’universo DC.
A quanto pare, la scelta personale
di Uslan ricadrebbe proprio su Mr.Freeze, già visto sul grande
schermo in Batman & Robin del 1997, interpretato da Arnold Schwarzenegger. “Uno dei miei
episodi preferiti della serie animata di Batman, che amo, adoro
alla fone, ha a che fare con Mr. Freeze e la perdita di sua
moglie”, ha spiegato il produttore. “L’empatia, le
emozioni che ciò ha creato… ho davvero immaginato di farne un
film.”
Un film su Mr. Freeze? Ecco come potrebbe funzionare…
È proprio dall’uscita di Batman & Robin che Mr. Freeze non appare sul
grande schermo, quindi ci sarebbero potenzialmente molte
opportunità per il cattivo di tornare con una nuova iterazione al
cinema, magari molto più cruda e più vicina allo stile di
Joker. Victor
Fries è meglio conosciuto per i suoi esperimenti con la tecnologia
criogenica, che potrebbe fornire alcune storie davvero interessanti
per il personaggio, affrontate magari da una prospettiva moderna.
Inoltre, la tragica perdita della moglie potrebbe tradursi in una
storia molto avvincente ed emotiva.
Amazon annuncia oggi il Prime Day Live, un
concerto speciale che verrà trasmesso in live streaming venerdì 9
ottobre a partire dalle 20:00, insieme a Lewis Capaldi, vincitore
del BBC Sound 2020 e dell’Amazon Music Ones to Watch 2020, con la
partecipazione della cantante Celeste e dell’artista e producer
gallese Cate Le Bon. L’iniziativa è promossa per sensibilizzare sul
rischio che i locali più amati del Regno Unito oggi rischiano di
chiudere a causa della pandemia da COVID-19. Scopri di più su
www.amazon.it/primedaylive
Il Prime Day Live, presentato
da Amazon Music a sostegno del Music Venue Trust, vedrà ciascun
artista esibirsi in una performance di 30 minuti che sarà trasmessa
live dal palco di un piccolo locale di musica indipendente di loro
scelta, che oggi rischia di chiudere. La performance supporterà il
Music Venue Trust e l’evento sarà fruibile ovunque in diretta
streaming. Ospite di eccezione Gemma Cairney, popolare
presentatrice britannica, che si connetterà da un secondo locale
iconico in Scozia. La diretta sarà trasmessa in streaming anche su
www.twitch.tv/amazonmusicuk e sull’app Amazon
Music, disponibile per iOS e Android.
Dal 2019 ad oggi, Lewis Capaldi
è l’artista best seller nel Regno Unito. La star scozzese ha vinto
sia come miglior album che come miglior singolo: il brano “Someone
You Loved”, con i suoi 2 miliardi di stream, gli ha permesso di
raggiungere un successo mai visto prima. Per questa speciale
occasione, il due volte vincitore dei BRIT awards, abituato a
concerti e festival sold-out, vivrà un’esperienza del tutto nuova
sul palco di un locale vuoto e di piccole dimensioni, proprio quel
palco che nel 2017 lo ha accolto per uno dei suoi primi concerti.
Questo, per sensibilizzare sulle sfide quotidiane che l’industria
della musica live sta fronteggiando in questo particolare periodo.
“Non vedo l’ora di suonare in show così speciale, per Amazon Music,
nel posto dove tutto è cominciato, che per me sa di casa.”ha
affermato Lewis, commentando l’evento.
“Il Prime Day Live cointribuirà a sensibilizzare
le persone sulla difficile situazione che importanti locali, così
integrati nella cultura musicale britannica, stanno vivendo, così
come a raccogliere fondi per sostenerli. Una serata di grande
musica aperta a tutti, durante la quale i più appassionati potranno
sentirsi ancora più vicini ai loro artisti preferiti, comodamente
dalla loro casa. Vedere questi artisti riconnettersi con alcuni dei
locali di musica dal vivo che fanno parte della loro carriera
musicale, sarà un momento davvero speciale.” ha affermato Patrick
Clifton, Head of Music, Amazon Music UK
Amazon Music Unlimited
Per soli 0.99€ per 4 mesi i clienti Amazon Prime
che non hanno ancora provato Amazon Music Unlimited possono
iscriversi al servizio di abbonamento musicale premium con accesso
illimitato a oltre 60 milioni di brani senza pubblicità. Per
maggiori informazioni: www.amazon.it/primedaylive.
Lo scorso weekend è arrivata la
notizia – non così inaspettata – che No Time to Die è
stato ufficialmente posticipato al 2021. Il film sarebbe dovuto
arrivare nelle sale di tutto il mondo il prossimo Novembre, ma a
causa dell’emergenza Covid-19 che purtroppo non appresta a
fermarsi, Universal e MGM hanno deciso di rinviare l’uscita del
film ad Aprile del prossimo anno.
Adesso, in una recente ospitata da
Jimmy Fallon, è stato proprio Daniel Craig a commentare il nuovo rinvio
del film: “Quello che sta accadendo nel mondo è semplicemente
più grande di tutti noi”, ha spiegato l’attore britannico.
“Vogliamo solo che le persone vado a vedere questo film nel
modo giusto, in totale sicurezza. I cinema, in tutto il mondo, sono
chiusi al momento. Vogliamo che il film esca in contemporanea in
tutto il mondo, e questo non è purtroppo il momento giusto. Quindi,
incrociamo le dita e speriamo che il 2 Aprile possa davvero essere
il ‘nostro’ giorno.”
Parlando invece del film, che
rappresenterà la sua ultima volta nei panni dell’iconico agente
segreto, Craig ha aggiunto: “Ho dato tutto quello che potevo.
Sono davvero felice di essere tornato nei panni di Bond e di aver
avuto la possibilità di interpretarlo ancora una volta. C’erano
ancora diversi fili sciolti che dovevano essere legati.
Semplicemente, la storia non era ancora completa. Lo ammetto, avevo
bisogno di una pausa. Avevo bisogno di allontanarmi per un attimo
dal personaggio e una volta che l’ho fatto abbiamo iniziato a
parlare di tutte le storyline e di tutte le cose che si sarebbero
potute fare, e di dove avremmo potuto portare la storia.”
Parlando invece dell’eredità di 007
e chi sarà il prossimo attore a vestire i panni del personaggio,
Fallon ha chiesto a Craig di dare un consiglio a chi avrà il
compito, dopo di lui, di raccontarne le avventure sul grande
schermo. Ironicamente, l’attore ha dichiarato: “Non fare
ca****e! È una cosa bellissima, meravigliosa.”
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Sappiamo che un terzo film è
ufficialmente in cantiere: lo scorso anno abbiamo appreso che sarà
Dexter Fletcher (regista di
Rocketman) ad occuparsi della regia, ma da allora non ci
sono stati più aggiornamenti sul progetto. Sappiamo che nel terzo
film torneranno sai Downey Jr. che Jude Law nei panni di del Dottor John Watson,
ma a quanto pare i piani dell’interprete di Iron Man per il
franchise sull’iconico detective sono molto più ambiziosi e
oltrepassano la realizzazione di un terzo film.
In occasione del
Fast Company Innovation Festival, Robert Downey Jr. e sua moglie, la produttrice
Susan Downey, hanno spiegato di voler costruire
una saga dedicata a Sherlock Holmes basata sul modello
dell’Universo Cinematografico Marvel, quindi con progetti
interconnessi e destinati tanto al grande quanto al piccolo
schermo. “A questo punto ci sembra che un universo
cinematografico basato sui misteri non esista ancora”, ha
spiegato Downey Jr. “Quello di Conan Doyle potrebbe essere la
voce definitiva in tal senso. Quindi ci stiamo chiedendo se valga
la pena fare un terzo film senza dargli la possibilità di spianare
la strada ad eventuali spin-off che vadano ad aggiungere diversità
ed altri elementi.”
Susan Downey ha invece dichiarato:
“Pensiamo che ci siano tutte le carte in regola per ampliare la
storia. Magari si potrebbe pensare a degli spin-off sui personaggi
che vedremo nel terzo film e capire come si potrebbero collegare
nel panorama televisivo, guardando a quello che WarnerMedia ha
cominciato a fare con HBO e HBO
Max. In questo decennio ci siamo mossi con cautela e abbiamo
avuto la possibilità di osservare il lavoro della Marvel e la
costruzione del loro universo. È stata un’esperienza incredibile.
Una masterclass continua.”
Per quanto riguarda Sherlock Holmes 3, la data di uscita del film
era inizialmente fissata per il 21 Dicembre 2021, ma ad oggi non
sappiamo quando arriverà effettivamente nelle sale. Chris
Brancato sta scrivendo la sceneggiatura,
mentre Susan Downey, Joel Silver e Lionel Wigram si
occuperanno della produzione. Entrambi i film diretti da Ritchie
hanno avuto molto successo, con il primo che ha incassato di 524
milioni di dollari in tutto il mondo e il secondo che ha portato a
casa 545 milioni.
Nei fumetti, le pistole elementali
di Peter Quill sono un punto fermo delle sue avventure in qualità
di Star-Lord. Tuttavia, non le abbiamo mai viste nei film dedicati
ai Guardiani della Galassia appartenenti
all’Universo Cinematografico Marvel. Come i fan più esperti
sapranno, le pistole elementali danno all’eroe il potere di evocare
vento, fuoco, acqua e fulmini: una trovata all’apparenza sciocca,
ma che in realtà ha portato alla creazione nei fumetti di molti
momenti memorabili nel corso degli anni.
Di recente, un fan ha chiesto
proprio a James Gunn – via
Twitter – come mai non abbia mai utilizzato le pistole
elementali nei due film sui Guardiani da lui diretti. Il regista,
nonostante sia un grande fan di quei particolari oggetti, ha
spiegato che forse all’interno dei film sarebbero stati un elemento
accessorio fin troppo bizzarro, sottolineando che ci deve essere un
limite a tutte le informazioni di carattere fantascientifico che
vengono sottoposte all’attenzione del pubblico in circa due ore di
film.
“L’eleganza è
sempre la mia priorità numero uno all’interno della narrazione e le
pistole elementali, per quanto io le ami nei fumetti, sarebbero
state una nuova cosa strana di troppo”, ha spiegato il
regista. Gunn ha poi rivelato che aveva anche considerato l’idea di
inserirle nel film senza fornire alcuna spiegazione, ma che ciò
sarebbe stato impossibile perché si tratta di armi differenti dalle
tradizionali pistole Kree di Star Lord.
Dopo aver interpretato il ruolo di
Thanos nell’Universo Cinematografico Marvel, Josh Brolin si è poi unito all’universo degli
X-Men, andando a vestire i panni di Cable in
Deadpool
2. La speranza tra i fan è che l’attore abbia
l’opportunità di riprendere quel ruolo anche nel MCU, anche se
probabilmente sarà qualcosa di totalmente svincolato dalla sua
volontà.
Ricordando le conversazioni che ha
avuto con Anthony e Joe Russo a
proposito di Thanos, Brolin ha dichiarato: “Ho pensato al
personaggio di Marlon Brando in Apocalypse Now… un ragazzo molto
sfuggente, un folle… ma che dice delle cose che hanno senso. Mi
sembrava poetico. Ho iniziato a vedere una sorta di parallelismo, e
mi piaceva. Mi piaceva poter pensare ad un film come Apocalypse Now
mentre stavo facendo un film come Avengers.”
“Deadpool è stato
difficile”, ha continuato l’attore. “Anche se è stato
comunque divertente, era più difficile. È stata più una transizione
d’affari. Era più: ‘Dobbiamo farlo così’, mentre con Avengers non
mi sono mai sentito in quel modo”. Dalle parole di Brolin
sembra che non gli sia stata concessa molta libertà creativa
durante le riprese di Deadpool
2 e che si sia divertito molto di più ad interpretare
Thanos per il MCU.
L’attore ha poi spiegato i motivi
che lo hanno spinto ad accettare il ruolo del Titano Pazzo:
“Quando ho detto di sì ad Avengers era qualcosa di ancora molto
piccolo”, ha detto riferendosi ad Avengers:
Age of Ultron del 2015. “Era fondamentalmente un
cameo, quindi non c’erano molti soldi coinvolti. Quindi non era
questo il motivo. Se il ruolo fosse stato uno dei Vendicatori,
probabilmente non l’avrei fatto.”
Josh Brolin ha poi ammesso che in passato ha
rifiutato diverse offerte da parte dei Marvel Studios per ruoli
diversi da quello di Thanos. Alla fine ha aggiunto: “Il fatto
che fossero tutti gli Avengers contro questo ragazzo… mi è piaciuto
questo aspetto.”
The
Batman non arriverà più nei cinema nel 2021, ma è
stato posticipato. In un altro calendario reso pubblico dalla
Warner Bros, leggiamo che anche The
Flash e Shazam 2 sono stati
rimandati.
The Batman, in
particolare, era stato pianificato per il primo ottobre 2021, data
che ora occupa Dune,
mentre il film con Robert Pattinson nei panni dell’Uomo
Pipistrello arriverà il 4 marzo 2022.
Altri slittamenti significativi sono
Matrix 4, di Lana Wachowski, che
è stato spostato soltanto di pochi mesi, da dicembre 2021 al 1°
aprile 2022. Inoltre, lo studio pianifica di far uscire a giugno
2022 e agosto 2022 due film non ancora annunciati, mentre
The Flash con Ezra Miller uscirà
il 4 novembre 2022. Intanto, Shazam 2, che doveva
uscire in quella che è la nuova data di The Flash,
arriverà il 2 giugno 2023. Black
Adam, previsto per dicembre 2021, e Minecraft, per marzo 2022, sono stati
momentaneamente tolti dal calendario.
L’unico film che non è stato
spostato è Wonder
Woman 1984, che invece uscirà il 25 dicembre 2020, e,
con Soul,
di Disney Pixar, rappresenta l’unico blockbuster ad uscire, per
ora, in questo funesto 2020.
Negli ultimi anni, il palinsesto
televisivo e i cataloghi delle piattaforme di streaming come
Netflix e Amazon Prime Video, si sono
lentamente riempiti di titoli di ogni genere e adatti a ogni età.
Tuttavia, i contenuti che occupano la maggior parte dello spazio
sul piccolo schermo sono serie e film crime, medical e
legal drama. Oggi vi parliamo di una delle serie più amate
dal pubblico, Suits.
Creata da Aaron
Korsh per USA Network – e poi passata
alle reti via cavo americane -, Suits è una delle
serie legal drama più famose e apprezzate dai
telespettatori di tutto il mondo. In onda dal 2011 al 2019, Suits è
arrivata a ben 9 stagioni e 136
episodi, senza mai registrare un forte calo di ascolti.
Mentre negli States la serie ha esordito nel 2011 sulla tv
nazionale, in Italia Suits è arrivato solo un anno più tardi, nel
2012 e sul canale a pagamento Joi, proprietà del
gruppo Mediaset.
Suits trama
La serie ha come protagonista
Harvey Spencer (Gabriel
Macht), un avvocato di grido di New York,
incredibilmente bravo nel suo lavoro e assolutamente detestabile
nella vita privata. Cinico, arrogante, snob, modaiolo e amante
della vita notturna, Harvey odia il lavoro di squadra nonostante
sia socio senior dello studio legale Pearson & Hardman. Convinto di
poter gestire tutti i suoi affari in autonomia, Harvey è costretto
tuttavia ad assumere dei neolaureati appena usciti dalla
prestigiosa università di Harvard, da formare e che saranno di
supporto allo studio.
Per un caso assai fortuito, un
giorno Harvey incontra Mike Ross (Patrick J.
Adams), un ragazzo prodigio dotato di una memoria
eidetica e in grado quindi di memorizzare ogni più piccola e
insignificante informazione senza sforzo. Mike, nonostante questa
sua grande capacità non si è ai laureato in legge ma ha sfruttato
la sua memoria per sostenere esami al posto di altri studenti a
pagamento.
Grazie a questo incontro, Mike
svela il suo grande talento ad Harvey che, impressionato dalla
competenza del ragazzo in materia di legge, gli offre un lavoro
come collaboratore presso il suo studio. Non avendo però i
requisiti necessari per poter accedere a una delle posizioni messe
a disposizione dalla Pearson & Hardman, Harvey e Mike terranno
segreti i termini del contratto. In questo modo Harvey avrà una
potentissima arma legale nel suo arsenale e Mike potrà finalmente
farsi strada nel mondo della legge.
Suits cast e personaggi
Durante tutta la prima stagione
della serie, Harvey e Mike lavorano a braccetto e si adoperano
affinchè il loro segreto, ormai comune, resti tale. Nonostante però
la buona volontà di entrambi, a un certo punto il segreto del falso
curriculm di Mike viene a galla. La prima persona a scoprire del
raggiro di entrambi è Donna Roberta Paulsen (Sarah
Rafferty), segretaria di Harvey nonché sua migliore
amica e confidente.
Con l’aiuto di Donna, sempre dalla
sua parte, Harvey riuscirà a nascondere il segreto di Mike agli
altri soci dello studio e membri dello staff. Tra i più sospettosi
del team Pearson & Hardman c’è Louis Marlow (Rick
Hoffman), uno degli avvocati migliori dello studio,
ingiustamente sottovalutato e costantemente in competizione con
Harvey. Meno testarda di Louis ma non per questo meno pericolosa,
c’è la socia anziana titolare dello studio, Jessica Lourdes Pearson
(Gina
Torres). Oltre a essere un avvocato eccellente,
Jessica è anche la più sospettosa dei soci della Pearson & Hardman,
maniaca del controllo e poco amante dei metodi di Harvey.
L’unica possibile alleata di Harvey
e Mike è Rachel Elizabeth Zane – interpretata da Meghan
Markle – assistente dello studio. Figlia di un ricco
avvocato, Rachel ha sempre sognato di poter studiare ad Harvard e
poter un giorno diventare un legale in gamba e competente.
Tuttavia, non riuscendo a entrare nell’università dei suoi sogni,
Rachel si laurea alla Columbia.
Grazie ai suoi ottimi voti e alle
sue doti persuasive, Rachel convince Jessica a fare uno strappo
alla regola e ad assumerla alla Pearson & Hardman, studio che
accetta solo laureati provenienti da Harvard. Proprio a causa del
suo passato così travagliato, Rachel sarà una preziosa alleata di
Harvey, proteggendo il segreto di Mike del quale finirà per
innamorarsi.
Suits stagione 9: trama
Tra i tantissimi legal
drama, Suits è di certo il più longevo. Nel
giro di otto anni ha vissuto diversi avvicendamenti di cast e
stravolgimenti di trama che non sempre hanno incontrato i gusti dei
telespettatori che, nonostante tutto, sono rimasti fedeli. In
ognuna delle stagioni, anche in quelle meno amate, le intricate
relazioni interpersonali e gli avvincenti casi seguiti dallo studio
di Harvey e co., riuscivano a tenere il pubblico attaccato allo
schermo.
[SPOILER
ALERT]
Nella stagione
finale di Suits a tenere banco è la
nuova relazione tra Harvey e Donna che, innamorati
già da moltissimo tempo, dovranno imparare a comunicare tra loro
come coppia e non più solamente come amici e/o colleghi. Il loro
rapporto, sincero ma problematico, finirà per creare non pochi
disagi all’interno dello studio, influenzando negativamente le loro
prestazioni professionali.
A funestare ulteriormente la vita
di Harvey e Donna c’è il procedimento avviato dal Comitato Etico
contro quest’ultima, accusata di aver rivelato un’informazione
riservata riguardante un caso a un cliente dello studio. Dopo
averle tentate tutte, Harvey, per proteggere Donna, decide di
autoaccusarsi ma il suo piano naufraga. Sarà infatti Robert Zane
(Wendell
Pierce), padre di Rachel e capo dello studio, a
prendersi la colpa per redimersi agli occhi della figlia, mettendo
di fatto fine alla sua carriera legale e lasciando il suo posto a
Samatha Wheeler (Katherine Heigl).
Nell’ultima stagione molti dei
‘vecchi’ personaggi di Suits fanno capolino come guest star in uno
o più episodi. Tra questi ricordiamo Louis Litt (Rick
Hoffman), Alex Williams (Dulè
Hill) e Katrina Bennet (Amanda
Schull). C’è anche il grande ritorno di Mike Ross che,
alla fine della settima stagione, era sparito dopo le nozze con
Rachel. Grande assente, tuttavia, è Meghan Markle che, dopo il
matrimonio con il principe Harry, ha detto addio alla serie.
Suits 10: una nuova stagione?
Il finale di
Suits, pur avendo chiuso nel migliore dei modi
tutte le questioni in sospeso, non sembra aver accontentato tutti i
fan che per moltissimo tempo hanno chiesto a gran voce agli autori
una nuova stagione. La decima stagione di Suits,
però, tanto voluta dagli spettatori della serie non è mai
arrivata.
Oltre ad aver esaurito le
storyline di ognuno dei personaggi della serie, gli autori
hanno puntato tutto su di un nuovo progetto. Si tratta dello
spin-off di Suits dal titolo
Pearson, andato in onda dal 17 luglio al 18
settembre 2019 su USA Network. Questa serie ha
come protagonista Gina
Torres e riprende la storia del personaggio di
Jessica Pearson a partire dalle sue dimissioni
dallo studio Pearson & Hardman.
Dopo aver lasciato lo studio nelle
mani dei suoi ex soci, Jessica decide di cambiare completamente
vita e di dare un taglio netto col passato. Si trasferisce quindi
nella città di Chicago dove comincia a frequentare il mondo della
politica. Diventa infatti il nuovo braccio destro del sindaco Bobby
Novak (Morgan
Spector), un uomo con grandi progetti ma che spesso si
muove ai limiti della legalità. Jessica dovrà quindi imparare alla
svelta come muoversi all’interno del suo nuovo mondo, fatto di
intrighi e situazioni borderline, celate da una facciata
di apparente normalità.
La serie Pearson, che
all’inizio era stata accolta con grande entusiasmo, non è riuscita
però a far breccia nel cuore del pubblico. Dopo soltanto
una stagione di 10 episodi, il network ha deciso
di chiudere il rubinetto per sempre cancellando la serie.
Suits in streaming
Le prime otto stagioni di
Suits sono disponibili in abbonamento sulla
piattaforma di streaming a pagamento di Netflix.
L’uscita di Dune era prevista per il
18 dicembre, ma la Warner Bros. ha recentemente spostato
Wonder Woman 1984 al giorno di Natale, il che
sembrava complicare le cose. All’epoca, si era detto che la Warner
Bros. era fiduciosa che il mercato potesse supportare più
blockbuster, come ha fatto ogni anno durante le vacanze, ma senza
vaccino in vista, gli americani sono rimasti riluttanti a tornare
nei cinema anche se nessuno dei contagiati di COVID-19 è stato
ricondotto ad un contagio avvenuto nelle sale.
Simon Kinberg è
stato scelto per dirigere il film da una sceneggiatura che ha
scritto insieme a Theresa Rebeck. Il film segue un
gruppo di spie delle agenzie internazionali di tutto il mondo.
Queste donne dovranno fare squadra, superare i reciproci sospetti e
conflitti, usare tutti i loro talenti e la loro formazione per
fermare un evento che potrebbe gettare il nostro mondo nel caos.
Lungo la strada, queste sconosciute diventano compagne e amiche, e
formano così una nuova squadra: nome in codice “355” (un nome preso
in prestito dalla prima spia donna nella Rivoluzione americana).
Anche Sebastian Stan e Edgar
Ramirez fanno parte del cast.
“Sono così contento di avere
un’attrice del suo calibro per completare questo cast
straordinario” ha detto Kinberg. La Universal ha acquisito i
diritti di distribuzione negli Stati Uniti. CAA Film Finance ha
negoziato l’accordo con Film Nation per le vendite internazionali.
Freckle Films della Chastain e Kelly
Carmichael produrranno insieme alla Kinberg Genre di
Simon Kinberg.
Nel 2017, Chastain e Bingbing erano
nella giuria di Cannes quando Kruger vinse la palma d’oro per la
migliore attrice per Oltre la
notte. Quel film ha vinto anche un Critics Choice e un
Golden Globe come miglior film in lingua straniera.
Secondo capitolo della cosiddetta
Trilogia del Tempo, iniziata con C’era una volta il
West e proseguita con C’era una volta in
America, Giù la testa è un altro
dei grandi film western diretti da Sergio Leone.
Il film è in realtà uno dei meno citati della sua filmografia, ma
mantiene tutte le caratteristiche principali del suo autore come
anche quel grande e inconfondibile senso dell’epica. Distribuito in
sala a partire dal 1971, questo è ambientato nel Messico del 1913,
nel bel mezzo della rivoluzione che in quegli anni sconvolse il
paese.
Il film nasce da un’idea dallo
stesso Leone, il quale però non voleva ricoprire il ruolo di
regista. Egli desiderava infatti smettere di dedicarsi al western
per lavorare a film di genere differente. A fargli cambiare idea
furono però i due attori protagonisti, che rifiutarono di prendere
parte al progetto senza di lui. Fu così che Leone finì con l’essere
anche regista di quello che è poi effettivamente stato il suo
ultimo film western. Grazie a Giù la testa, inoltre, Leone
vinse il suo unico David di Donatello come miglior regista.
Al momento della sua uscita al
cinema, il film si affermò come un discreto successo, ma risultò
essere il meno remunerativo tra i western di Leone. Come già
accaduto al regista, inoltre, anche questo film manco di ricevere
particolari riconoscimenti dalla critica. Con il tempo però, il
titolo è stato fortemente rivalutato ed è oggi considerato uno dei
migliori di Leone. Merito di ciò è il cast, l’ambientazione, le sue
tematiche fortemente politiche e ovviamente il grande gusto per la
messa in scena del regista. Numerosi sono stati negli anni i
tributi al film, indicato come uno dei più significativi per
cogliere l’evoluzione presente nel cinema e nella poetica del suo
autore.
Giù la testa: la trama del
film
La vicenda ha origine in Messico,
nel 1913, e ha per protagonista Juan Miranda, il quale è a capo di
un gruppo di banditi. Durante l’ennesimo colpo, questi si ritrovano
però ostacolati dal dinamitardo John “Sean” Mallory, rivelatosi un
asso delle esplosioni. Anziché farselo nemico, Mallory decide di
stringere un’alleanza con questo, vedendo in lui la possibilità di
espugnare la Banca di Mesa Verde, suo obiettivo da molto tempo.
Mallory decide di accettare l’offerta, salvo poi fuggire alla prima
occasione utile. I due, però, si ritroveranno proprio a Mesa Verde,
dove il dinamitardo offre a Miranda la possibilità di entrare alla
banca partecipando alla rivoluzione popolare attualmente in
atto.
I due, partecipando ad una riunione
dei rivoluzionari, riescono infatti a farsi assegnare come incarico
quello di occuparsi della banca. Una volta qui, però, scopriranno
che al suo interno non si nasconde un tesoro, bensì una prigione
ricolma di contadini. Abbandonata la banca, i due si scontrano con
il fallimento della rivoluzione. I loro compagni sono infatti stati
tutti assassinati, e a loro non resta che fuggire su di un treno
diretto per l’America. Nel corso di questo inizieranno a progettare
una vendetta, aspirando a radunare un nuovo esercito di
rivoluzionari con cui combattere le truppe del dittatore Victoriano
Huerta.
Giù la testa: il cast del
film
Ancora una volta, Leone si affidò a
celebri attori statunitensi e italiani per i protagonisti del suo
film. La parte di Juan Miranda, in particolare, era stata
inizialmente pensata per Eli
Wallach, che aveva già recitato per il regista in
Il buono, il brutto, il cattivo. La produzione, tuttavia,
impose la presenza di Rod Steiger, all’epoca
divenuto popolare grazie all’Oscar vinto come miglior attore. Per
prepararsi al ruolo, questi decise anche di prendere lezioni di
spagnolo, così da raggiungere un accento il più credibile
possibile. Il suo rapporto con Leone non fu però particolarmente
roseo, e diede vita a celebri litigi tra i due, con il regista
dichiaratosi insoddisfatto dall’interpretazione dell’attore.
Riuscirono comunque a terminare le riprese, e dopo aver visto
ultimato il film si dichiararono entrambi soddisfatti del
risultato.
Per il ruolo di John Mallory,
invece, si considerarono inizialmente gli attori John
Wayne e Clint
Eastwood. Il regista però scelse di non prendere in
considerazione il primo per via della sua eccessiva fama, che
avrebbe finito per distrarre il pubblico. Eastwood, invece, rifiutò
il ruolo ritenendolo troppo simile a quello già interpretato nei
precedenti film di Leone. Ad interpretare il ruolo è stato allora
l’attore James Coburn. Questi era però
inizialmente riluttante, e si decise ad accettare solo dopo che
Henry Fonda, che aveva recitato in C’era una
volta il West, gli descrisse Leone come il più grande regista
di sempre. A sua volta, anche Coburn lavorò sull’accento. Per
risultare credibile, spese diverso tempo in Irlanda, essendo il
personaggio originario di quel paese.
Altro celebre attore presente nel
film è l’italiano Romolo Valli. Celebre per i suoi
ruoli in Il Gattopardo e Il giardino di Finzi
Contini, questi ha qui interpretato un personaggio scritto
appositamente per lui. Leone, infatti, ideo Villega come un medico
di professione, consapevole che l’attore aveva studiato proprio
medicina prima di iniziare a recitare. Ciò favorì la sua
interpretazione, potendo risultare realistico nella parte. Sono poi
presenti nel cast l’attore Antoine Saint-John nel
ruolo di Günther Reza, Franco Graziosi nei panni
del governatore Jaime, e l’attrice Maria Monti in
quelli di Adelita. Rick Battaglia è invece il
generale Santerna, il leader della rivoluzione messicana.
Giù la testa: la colonna sonora,
il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Come per tutti i film di Leone,
anche Giù la testa vanta una colonna sonora firmata dal
maestro Ennio
Morricone. Questi realizzò una serie di brani
originali, mantenendo però una perfetta coerenza con quelli già
realizzati per i precedenti film western del regista. Il risultato
fu una sequenza entusiasmante di epica ed emozioni, in grado di
sottolineare nel miglior modo possibile ognuno dei grandi eventi
del film. Quella presente in questo film è infatti stata
considerata una delle più grandi e importanti colonne sonore
realizzate da Morricone, con numerose delle tracce rimaste
nell’immaginario comune. Nel 1972 viene pubblicato l’album
contenente la colonna sonora completa.
Per gli appassionati del film, o
per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Jumanji – Benvenuti
nella Giungla è infatti presente su Rakuten TV, Chili
Cinema, Google Play, Apple iTunes, Now TV, e Tim Vision.
In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo.
In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta
comodità e al meglio della qualità video. Il film sarà inoltre
trasmesso in televisione lunedì 5 ottobre alle
ore 21:10 sul canale Rai
Movie.
Diretta da Shawn
Levy e interpretata da Ryan Reynolds, la nuova entusiasmante
commedia d’azione 20th Century Studios
Free Guy – Eroe per Gioco arriverà prossimamente nelle
sale italiane, distribuita da The Walt Disney Company Italia.
In
Free Guy – Eroe per Gioco, un impiegato di banca che
scopre di essere un personaggio all’interno di un videogioco open
world decide di diventare l’eroe della propria storia e di
riscrivere il suo personaggio. In un mondo senza limiti, il
protagonista è determinato a diventare colui che salverà il suo
mondo a modo proprio…prima che sia troppo tardi.
Interpretato da Ryan
Reynolds, Jodie Comer, Joe Keery, Lil Rel Howery, Utkarsh
Ambudkar e Taika Waititi, Free
Guy – Eroe per Gioco è diretto da Shawn Levy da un
soggetto di Matt Lieberman e una sceneggiatura di Lieberman e Zak
Penn.
Prende il via martedì 6
ottobre l’edizione 2020 del Carbonia Film Festival,
che quest’anno alza un doppio sipario: quello del Teatro Centrale
dove si svolgeranno gli appuntamenti live in città, e quello della
piattaforma streaming grazie alla quale sarà possibile vedere i
film dei due Concorsi internazionali (rispettivamente dedicati a
lungometraggi e cortometraggi) gratuitamente su tutto il territorio
nazionale. Un’edizione ibrida e coraggiosa, in un momento
particolare come quello che stiamo vivendo, con cui il Carbonia
Film Festival dichiara di volerci essere.
Sono 13 i paesi raccontati dai 16
film in concorso per un racconto poliedrico sui temi cardine della
manifestazione, ovvero lavoro e migrazioni.
L’apertura del CFF 2020 è affidata
a Mogul Mowgli, esordio nel
lungometraggio di finzione per Bassam Tariq che porta sul grande
schermo una storia di successo, famiglia e tradizioni con
un’imperdibile performance di Riz Ahmed (Venom, The night
of) nei panni di un rapper che, all’apice del successo, viene
colpito da una malattia autoimmune. Un dramma di seconda
generazione in cui il desiderio di fama si oppone alle tradizioni
ancestrali, per un moderno 8 mile in cui Riz Ahmed si muove e rappa
sul palco con una presenza magnetica che non ha nulla da invidiare
alle grandi star della scena rap internazionale. Il film sarà
disponibile a partire da martedì 6 sulla piattaforma streaming del
CFF, e inaugurerà le proiezioni cittadine al Cine-Teatro Centrale
(ore 21.00).
Per il Concorso Internazionale
Lungometraggi va in scena, sulla piattaforma streaming,
anche Days of Cannibalism,
documentario “western” di Teboho Edkins sull’impatto delle nuove
frontiere della globalizzazione. Il film osserva il modo in cui
l’arrivo della potenza cinese sia riuscito in poco tempo a
modificare l’economia agro-pastorale di una comunità rurale
dell’Africa meridionale.
Inoltre sulla piattaforma del
festival saranno disponibili le conversazioni con i registi dei
lungometraggi in concorso, realizzate in collaborazione con Eja TV
e Fondazione Sardegna Film Commission.
Al via anche
il Concorso Internazionale Cortometraggi, che
da martedì 6 ottobre proporrà gli 8 film selezionati disponibili
gratuitamente sulla piattaforma streaming fino a domenica 11
ottobre.
Presso la Mediateca Comunale
inaugura la mostra (Quasi) tutto stampato a mano,
un viaggio nelle opere di Sarah Mazzetti,
autrice del manifesto di questa edizione. Illustratrice di fama
internazionale, Sarah Mazzetti vanta collaborazioni con The New
York Times, The New Yorker, Die Zeit, The Guardian, nel 2019 ha
ricevuto l prestigioso premio Premio Internazionale d’Illustrazione
Bologna Children’s Book Fair – Fundación SM.