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Ben 10 Il Film: Minaccia alla Terra, una clip esclusiva

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Ben 10 Il Film: Minaccia alla Terra, una clip esclusiva

BEN 10 sbarca nello spazio. Il celebre bambino-eroe amato in tutto il mondo torna protagonista sul piccolo schermo in un film inedito, che lo vedrà alle prese con una imperdibile avventura intergalattica: appuntamento sabato 10 ottobre alle ore 19.40 con “BEN 10 IL FILM: MINACCIA ALLA TERRA”, in onda su Cartoon Network (canale 607 di Sky) in prima TV assoluta. 

In questo nuovo film Ben 10 sarà di nuovo alle prese con il malvagio Vilgax, uno dei più temuti alieni dell’universo e spietato conquistatore intergalattico, pronto a minacciare ancora una volta il pianeta Terra. L’eroico Ben 10, con l’aiuto del suo inseparabile orologio Omnitrix che riesce a trasformarlo da ragazzo qualunque in tanti alieni diversi e potentissimi, partirà per un viaggio interstellare per combattere ancora una volta il suo acerrimo nemico, mentre suo nonno Max e la cugina Gwen faranno squadra con Kevin 11 per proteggere la Terra durante l’assenza di Ben. Ma quando il giovane eroe verrà scambiato per un fuorilegge dello spazio, sarà costretto a tornare sulla Terra per difendersi nel processo del secolo… L’amatissimo Ben 10 si prepara così per una nuova ed emozionante avventura in un film ricco di azione e divertimento, in cui dovrà affrontare la sfida più grande di sempre: nello spazio!

In questa avventura intergalattica Ben 10 assumerà delle inedite forme aliene: quella del temibile Omosauro, che con un colpo della sua coda potenziata riesce a provocare onde d’urto potentissime e del potente Inferno, in grado di volare nello spazio profondo e sferrare pugni fiammeggianti.

Nel film ritroveremo tutti i personaggi più amati dello show televisivo: accanto a Ben, ci saranno il suo energico nonno Max, sempre pronto per nuove avventure, e la cugina Gwen, una bambina di 10 anni intelligente e matura. Insieme a loro ci sarà anche Kevin 11, un ragazzo molto intelligente che ha costruito l’Anti-trix, una versione personalizzata dell’orologio Omnitrix, attraverso il quale può creare nuove versioni alternative degli eroici alieni di Ben. La squadra dovrà vedersela con il nemico numero uno di Ben 10, il terribile Vilgax, il cui principale obiettivo è quello di impossessarsi del potente Omnitrix per poter dominare il mondo intero.

Prodotta da Cartoon Network Studios e creata da Man of Action Entertainment (Big Hero 6), la serie originale di BEN 10 è andata in onda per la prima volta su Cartoon Network nel gennaio del 2006, riscontrando fin da subito l’apprezzamento da parte di critica e pubblico.

La serie è diventata rapidamente uno dei brand per ragazzi più forti a livello globale. Ben 10 è infatti uno degli show più seguiti ed amati dai ragazzi ed è anche uno dei franchise di maggior successo a livello mondiale di Cartoon Network.

The Right Stuff: Uomini veri, la recensione della nuova serie Disney+

L’industria cinematografica e televisiva statunitense da sempre ripercorre le grandi gesta dei suoi astronauti e delle loro conquiste spaziali. Da Apollo 13 con Tom Hanks fino al più recente Il primo uomo con Ryan Gosling, l’esplorazione dello spazio è uno dei motivi di vanto degli Stati Uniti, ma ancor di più lo è il raccontare i retroscena di queste avventure. Con la serie The Right Stuff: Uomini veri, disponibile sulla piattaforma Disney+ a partire dal 9 ottobre, si compie un ulteriore passo in questa direzione. Prodotta da National Geographic e dalla Appian Way di Leonardo DiCaprio, questa si compone di otto episodi che mirano a raccontare le vere storie dei primi astronauti d’America, dai sacrifici per diventarlo alle ripercussioni che ciò ha avuto sulle loro vite private.

La serie è inoltre tratta dall’omonimo romanzo pubblicato nel 1979 dallo scrittore Tom Wolfe, già trasportato al cinema nel 1983 con il plurinominato all’Oscar Uomini veri, interpretato da Sam Shepard, Ed Harris e Dennis Quaid. Anche qui la trama ruota intorno ai sette astronauti chiamati a far parte del Progetto Mercury, una delle prime operazioni spaziali realizzate dalla NASA. Questi sono Alan Shepard (Jake McDorman), Gus Grissom (Michael Trotter), John Glenn (Patrick J. Adams), Scott Carpenter (James Lafferty), Wally Schirra (Aaron Staton), Gordon Cooper (Colin O’Donoghue) e Deke Slayton (Micah Stock). Questi sono destinati a diventare delle vere e proprie leggende, ma ciò avrà ovviamente un prezzo.

The Right Stuff: costruire il mito

Alla base della serie vi è la volontà esplicita di riproporre alle nuove generazioni il racconto di quegli uomini che per primi hanno dato vita alle esplorazioni dello spazio. Su di loro si è infatti fondato e basato molto del progresso di una nazione, e di conseguenza dell’intero mondo. Il contesto in cui tutto ciò avviene è ovviamente legato in modo assai stretto ai motivi che hanno spinto verso queste operazioni. Ci si trova infatti nel 1961, nell’apice della Guerra Fredda, e come si apprende già dal primo episodio, i russi hanno ottenuto importanti traguardi nell’avanscoperta dello spazio. Ciò spinge naturalmente gli americani a voler stabilire nuovi primati a riguardo, e dal desiderio di primeggiare nascono proprio le più grandi conquiste.

Pur se in modo romanzato, la presenza tra i produttori di National Geographic garantisce una certa fedeltà agli eventi storici narrati, permettendo così di affidarsi al racconto di quegli uomini e delle loro gesta. Proprio come un astronauta lo spettatore ha modo di esplorare la loro vita pubblica e privata, assistendo al modo in cui l’una influenza l’altra, e viceversa. The Right Stuff, infatti, non va guardata aspettandosi sbalorditivi viaggi nello spazio, bensì l’accurata preparazione a questi. La preparazione fisica, la comunicazione pubblicitaria, lo studio nei minimi dettagli delle missioni e degli elementi indispensabili per la loro riuscita. Questi sono gli elementi ricorrenti nei primi due episodi visti in anteprima, ma che lasciano presagire saranno anche il nucleo centrale dell’intera serie.

Si potrebbe definire il lato non spettacolare della vita dell’astronauta, eppure The Right Stuff sembra mirare a sfatare questo mito. Questo aspetto viene ulteriormente reso interessante dal suo intrecciarsi con la vita famigliare dei protagonisti, qui particolarmente fondamentale. Sull’insegnamento di Il primo uomo, che esplorava il privato di Neil Armstrong, anche qui gli astronauti trovano maggior approfondimento nel momento in cui sono mostrati tra le mura domestiche. Il divario tra pubblico e privato diventa dunque necessario per poter capire i sacrifici compiuti da questi uomini veri. Questi sono tali non perché astronauti. Ma perché capaci di gestire la responsabilità che tale ruolo porta con sé, tanto all’interno della NASA quanto al di fuori di essa.

The Right Stuff recensione

The Right Stuff: la recensione

Quanto avviene nei primi due episodi della serie è certamente un primo assaggio di quanto poi troverà più ampia esplorazione con lo svolgersi della storia. Come detto, questa di per sé potrebbe non racchiudere eventi particolarmente spettacolari. L’impostazione è difatti molto classica, quasi austera, e ciò genera un tono che facilmente può appesantire la visione. Pur non essendo un documentario, l’intento è proprio quello di riproporre quasi con tale impostazione quanto avvenuto, e ciò potrebbe come sempre rivelarsi un arma a doppio taglio. Il pubblico ideale è infatti un pubblico affascinato da queste storie e i loro retroscena, mentre potrebbe risultare più complesso attrarre spettatori diversi da questi.

In complesso, la serie promette di avere le carte in regola per affermarsi come un titolo particolarmente interessante all’interno della piattaforma Disney. In un catalogo pensato prevalentemente per un pubblico di piccoli o giovani, The Right Stuff può in effetti risultare fuori posto. Eppure, la sua qualità didattica non è da sottovalutare. Già da quanto potuto vedere nei primi due episodi, infatti, le storie degli astronauti protagonisti hanno il potenziale per essere fonte d’ispirazione a livello universale. La promessa, e la speranza, è che questo elemento possa sempre più essere sottolineato nello svolgersi della serie.

 

100%Lupo dal 29 ottobre al cinema

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100%Lupo dal 29 ottobre al cinema

Debutterà dal 29 ottobre al cinema 100%Lupo, il film d’animazione diretto da Alexs Stadermann e con le voci italiane di Captain Blazer e Ninna & Matti.

100%Lupo,  film d’animazione tratto dal libro omonimo, scritto dall’autrice di Perth Jayne Lyons. La narrazione esplora l’imbarazzo di diventare un adolescente, in particolare quando sei un po’ diverso … ok, nel caso di Freddy … molto diverso! E’ una commedia dark con uno spiccato senso dell’umorismo, perfetta per le notti di luna piena…sarà nelle sale italiane per Halloween.

Freddy è un outsider che sta lottando per identificarsi con il suo “branco” di licantropi, ma durante la sua prima trasformazione di luna piena qualcosa è andato storto e si ritrova ad essere, un batuffolosso e ridicolo barboncino rosa! A prenderlo in giro ci pensano i suoi cugini invidiosi, i gemelli Harriet & Chariot, a cui hanno dato voce Ninna & Matti (Mattia Stagni e Corinna Navoni), coppia nella vita e su YouTube, che tra challenge e scherzi divertenti hanno conquistato oltre mezzo milione di giovani followers). E poi c’è Captain Blazer (Samuele Matteini) che nella vita è il guru dellla community di Fortnite Italia con i suoi 1.32mln di fan su YouTube, qui interpreta il mentore Bruno, leale, onesto e risoluto. Tutti e tre sono rappresentati dalla casa di produzione What The Factory.

100%Lupo, la trama

Freddy Lupin, erede alla guida di un’orgogliosa linea familiare di lupi mannari. E’ certo di diventare il lupo mannaro più temibile di sempre, ma allo scoccare del suo 14° compleanno, durante il rito della sua prima trasformazione qualcosa va storto e Freddy si trova trasformato in un feroce… barboncino. Isolato dagli anziani del branco, Freddy ha tempo fino al prossimo sorgere della luna per dimostrare di avere il cuore di un lupo, o rischiare di essere cacciato per sempre. Con l’aiuto di un improbabile alleato, un randagio di strada chiamato Batty, Freddy deve superare il suo aspetto rosa e soffice per dimostrare di essere ancora al 100% Lupo.

Paul Rudd prende in giro Robert Downey Jr. con una cover di “Iron Man”

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Forse non tutti sanno che alcuni volti del MCU hanno accettato una bizzarra ma nobile proposta da parte di Anthony e Joe Russo, registi di Avengers: Endgame. Tale proposta consiste nel partecipare ad una specie di “fantacalcio dei supereoi”, in cui ognuno dei membri coinvolti si impegna a devolvere i proventi in beneficenza.

Ma qual è la condizione necessaria per poter partecipare? La risposta è semplice: sfidare un collega dell’universo condiviso con un filmato alquanto trash, possibilmente carico d’insulti. Questa settimana lo “scontro” è avvenuto tra Paul Rudd, interprete di Ant-Man, e Robert Downey Jr., interprete di Iron Man. Il primo, infatti, ha voluto cogliere il guanto di sfida lanciato da Tony Stark e proporre una cover del brano “Iron Man” dei Black Sabbath, realizzando un video ad hoc in cui l’interprete di Scott Lang si diverte a vestire i panni di ognuno dei componenti del gruppo musicale.

Gli attori hanno condiviso lo schermo soltanto due volte: in Captain America Civil War del 2016 e in Avengers: Endgame del 2019, entrambi diretti dai fratelli Russo. Tuttavia, Scott Lang/Ant-Man era già “programmato” per entrare in conflitto con Tony Stark/Iron Man a partire dallo standalone a lui dedicato e uscito nel 2015, a causa della storia che lega Hank Pym (Michael Douglass) ad Howard Stark (John Slattery).

Tuttavia, entrambi gli eroi hanno messo da parte le loro divergente e hanno lavorato insieme per eseguire il viaggio nel tempo e alla fine abbattere Thanos (Josh Brolin) in Endgame. Potete gustarvi il filmato con Robert Downey Jr. e il video realizzato da Paul Rudd di seguito:

La vita che verrà al cinema dal 25 Novembre

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La vita che verrà al cinema dal 25 Novembre

Dalla regista di Mamma Mia! e The Iron Lady Phyllida Lloyd, arriva in sala in Italia a novembre La vita che verrà (Herself), l’emozionante film rivelazione secondo Variety presentato con successo al Sundance, scritto e interpretato dall’attrice irlandese Clare Dunne. È la storia di una donna che ce la fa. Che lotta per ricostruirsi una vita, per dare un futuro alle sue figlie, e che cerca di lasciarsi alle spalle un marito violento.

La vita che verrà sarà alla Festa del Cinema di Roma, presentato in Selezione Ufficiale e in Alice nella Città, e in sala dal 25 novembre – Giornata Internazionale contro la Violenza sulla Donne – con BiM Distribuzione. «Ho incontrato Clare per la prima volta – ricorda la regista – quando stavo cercando gli attori per Giulio Cesare, all’inizio del mio progetto su Shakespeare al femminile. Clare è venuta per il ruolo di Porzia. Non dimenticherò mai il suo provino: fu incredibile vedere un attore che è completamente se stesso; che colma il divario tra se stesso e il suo personaggio. […]». Lo stesso stupore la regista lo ritroverà tempo dopo, leggendo la sceneggiatura a cui Dunne aveva lavorato a lungo. «Era una scrittrice nata […] ho accettato di dirigere il film solo a condizione che ci fosse lei nel ruolo di Sandra». 

La vita che verrà, la trama

Dopo tanto tempo, Sandra trova finalmente il coraggio di fuggire con le sue due figlie da un marito violento. In lotta contro una società che sembra non poterla proteggere e con l’obiettivo di creare un ambiente accogliente per le bambine, decide di costruire da sola una casa tutta per loro.  Non tutto andrà bene ma durante l’impresa troverà la forza di ricostruire la sua vita e riscoprirà se stessa, anche grazie all’appoggio di un gruppo di persone disposte ad aiutarla e a darle sostegno.

Per Sandra e le sue figlie la nuova vita che verrà per fortuna non sarà mai più come quella di prima. Diretto da Phyllida Lloyd il film è scritto da Clare Dunne e Malcolm Campbell ed è interpretato da Clare Dunne, (principalmente nota per la sua attività teatrale: ha recitato nella versione interamente femminile dell’Enrico IV di Shakespeare per la regia della stessa Lloyd) e dai candidati al Tony Award Harriet Walter (Star Wars: Episode VII – The Force Awakens,  Killing Eve, Succession) e Conleth Hill (Game of Thrones, Dublin Murders).

Spider-Man: 10 modi in cui Electro potrebbe cambiare il MCU

Spider-Man: 10 modi in cui Electro potrebbe cambiare il MCU

La scioccante notizia che Jamie Foxx tornerà a vestire i panni di Electro in Spider-Man 3 al fianco di Tom Holland ha scatenato una raffica di speculazioni da parte dei fan. Cosa sta succedendo nel MCU? Cosa significa il ritorno di Electro? Le domande più importanti riguardano proprio le conseguenze che il ritorno del celebre villain avrà sull’universo condiviso, dal momento che un gran numero di progetti futuri, tra cui l’imminente WandaVision, sembrano essere incentrati sul concetto di Multiverso. Tuttavia, questo non è l’unico cambiamento al MCU che fa presagire il debutto di Electro. Molto potrebbe cambiare non solo per Spider-Man, ma anche per il resto dell’intero franchise, come portato alla luce da un nuovo report di Screen Rant:

Le conseguenze di Endgame

Il cambiamento più grande e immediato che l’Electro di Jamie Foxx potrebbe introdurre nel MCU è l’idea che tutto sia a posto alla fine di Avengers: Endgame. Captain America riporta le Gemme dell’Infinito ai loro luoghi e tempi legittimi, ma qualcosa è chiaramente sbagliato.

Ciò è dimostrato dal fatto che c’è un Loki che si aggira indisturbato nel tempo e nello spazio, e che Kang il Conquistatore si appresta a fare il suo tanto atteso debutto nell’universo condiviso. Electro è un prodotto di questo problema riguardo le timeline? È tutta una questione di realtà alternative? Sembra che il Marvel Cinematic Universe si stia dirigendo proprio in quella direzione…

Il Multiverso

doctor strangeIl cambiamento più ovvio, e probabilmente più importante, che Electro potrebbe creare nel MCU è quello relativo al concetto di Multiverso. La DC sta già puntando molto su quest’idea, ma la Marvel l’ha già impostata in maniera velata da un bel po’ di tempo.

Il J. Jonah Jameson alla fine di Spider-Man: Far From Home potrebbe non essere esattamente il Jameson dei film sull’Uomo Ragno con Tobey Macguire, ma il ritorno di J.K. Simmons ha indubbiamente lasciato una valanga di possibilità aperte. Il Multiverso sarà chiaramente una componente importante del MCU, poiché sarà al centro dell’atteso sequel di Doctor Strange.

Lo Spider-Verse

Spider-Man: Un nuovo universoIl concetto di un Multiverso non è estraneo ai fumetti ovviamente, dove ci sono infinite realtà alternative oltre alla principale continuity della Marvel, “Earth-616”. È anche la premessa fondamentale dell’eccezionale film d’animazione Spider-Man: Un Nuovo Universo.

Quel film ha gettato le basi per quello che potrebbe arrivare con Electro e il MCU, introducendo diverse iterazioni del personaggio di Spider-Man da diverse realtà, come Miles Morales e Gwen Stacy. Alla fine, Miles apparirà quasi sicuramente in un live-action, e anche Gwen, a quanto pare, potrebbe essere destinata a far il suo debutto “in carne e ossa”…

Il ritorno di altri villain

The Amazing Spider Man 2: Il potere di ElectroLa versione di Electro che tornerà in Spider-Man 3 potrebbe non essere esattamente il Max Dillion visto in The Amazing Spider-Man 2, ma come già accaduto come Jameson, è chiaramente destinato ad essere una sua nuova versione. Questo apre la porta ad altri cattivi di entrambi i precedenti franchise dedicati a Spidey che potrebbero tornare.

Se l’intento è preparare il terreno all’arrivo deii Sinistri Sei, una scelta ovvia sarebbe anche riportare indietro il Sandman di Spider-Man 3 del 2007. Anche se il film non era eccezionale, Sandman è stata una delle parti migliori e uno dei migliori cattivi cinematografici che Spider-Man ha affrontato finora. Quindi, sarebbe bello rivederlo.

I tre Spider-Man cinematografici

Se i cattivi dei precedenti film di Spider-Man possono tornare nel MCU, allora sorge spontaneo chiedersi se anche le precedenti versioni dell’eroe possano fare lo stesso. Proprio come Un Nuovo Universo, che presentava numerose versioni di Peter Parker, anche per i film in live action del MCU potrebbe verificarsi una situazione simile.

Questo accadrà già nel prossimo film del DCEU, The Flash, in cui sia Michael Keaton  che Ben Affleck torneranno ad interpretare le rispettive iterazione di Batman (quella di Tim Burton e quella di Zack Sndyer). Dato che entrambi i franchise sono diretti verso l’idea del Multiverso, un’ipotesi del genere appare inevitabile.

Gwen Stacy

La storia della versione del franchise di Amazing Spider-Man è fondamentalmente rimasta incompiuta a causa al flop al botteghino del secondo film. La storia di Gwen Stacy in quei film potrebbe apparire completa proprio in virtù della sua tragica morte, ma forse non è così.

Se Electro apparirà nel MCU, al di là di qualsiasi versione, allora è possibile che anche Gwen faccia lo stesso. Questo potrebbe essere il modo migliore per introdurre il personaggio nella vita dello Spider-Man del MCU. Una Spider/Gwen live-action sarebbe un ottimo modo per portare Emma Stone nel franchise, o forse anche Bryce Dallas Howard se si volessero mescolare ancora di più le carte.

Netflix/Marvel

DaredevilI fan delle serie Marvel distribuite da Netflix sono rimasti delusi quando hanno appreso che gli show sarebbero stati cancellati. Sembrava che non ci fosse speranza per quei personaggi, soprattutto perché sembravano nascosti in un angolo del MCU che non li riconosceva mai. Ma potrebbe non essere più così…

Electro aprirà le porte al Multiverso e i personaggi Marvel raccontati da Netflix ne fanno sicuramente parte. I principali personaggi di Spider-Man come Kingpin esistono già in quella realtà, con attori fantastici, e avrebbe senso portarli nel MCU ora che i diritti sono liberi.

Lo Spider-Man della Marvel

Spider-ManLa più grande opportunità offerta dal ritorno di Electro potrebbe non essere così ovvia. Sony è chiaramente intenzionata a creare il proprio Spider-Verse fatto di pellicole live-action, e si è già svincolata dal MCU una volta. Potrebbero facilmente farlo di nuovo, ed è probabile che alla fine accadrà davvero. Ciò lascerebbe il MCU senza un personaggio Marvel davvero molto importante.

Data la situazione riguardanti i diritti, potrebbe essere che il Multiverso sia un’opportunità per il MCU e la Disney di creare il proprio Spider-Man per quando l’accordo con Sony alla fine fallirà. Anche se sarebbe complicato, potrebbe essere un buon compromesso da raggiungere per le due società. 

I Sinistri Sei

Il ritorno di Electro rafforza anche l’idea che i Sinistri Sei appariranno nel MCU, forse proprio nel prossimo film dedicato a Spider-Man. I Sinistri Sei hanno quasi il loro film sotto l’egida della Sony, ma il processo è più facile ora, poiché alcuni di loro sono già stati introdotti nel MCU.

Avvoltoio e Mysterio sono già a bordo (ammesso che Mysterio sia sopravvissuto!). Electro si appresta a fare ritorno. La versione classica del team comprendeva anche Sandman, Doctor Octopus e Kraven il Cacciatore. Tutti questi sono stati presenti nei film ad un certo punto o, come Kraven, è quasi certo che a breve verranno introdotti.

Fox/Marvel

La conclusione naturale a cui portano Electro e il concetto di Multiverso è una resa dei conti. Questo potrebbe essere il piano più ampio delle prossime Fasi del MCU, che alla fine includeranno gli X-Men e i Fantastici Quattro. Questi personaggi saranno iterazioni riavviate o incorporeranno alcuni elementi dei precedenti franchise cinematografici?

Hugh Jackman uscirà dal pensionamento per interpretare di nuovo Wolverine (o almeno, aperto a questo)? Michael Chiklis doppierà di nuovo La Cosa? Galactus sarà di nuovo una grande nuvola gigante che fluttua nello spazio? Soltanto il tempo ce lo dirà…

I Fratelli De Filippo: al via le riprese del film di Sergio Rubini

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Sono iniziate da poco le riprese di I Fratelli De Filippo, il nuovo film diretto da Sergio Rubini che ha scritto anche insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini. Protagonisti del film sono Mario Autore, Domenico Pinelli, Anna Ferraioli Ravel, Biagio Izzo e Giancarlo Giannini. La pellicola è prodotta da Pepito Produzioni con Rai Cinema in collaborazione con Nuovo Teatro. Le riprese si svolgono in Campania e nel Lazio.

I Fratelli De Filippo, la trama

È l’inizio del Novecento, i tre fratelli Peppino, Titina ed Eduardo, vivono con la bella e giovane madre, Luisa De Filippo. In famiglia un padre non c’è, o meglio si nasconde nei panni dello “zio” Eduardo Scarpetta, il più famoso, ricco e acclamato attore e drammaturgo del suo tempo. Scarpetta, pur non riconoscendo i tre figli naturali, li ha introdotti fin da bambini nel mondo del teatro. Alla morte del grande attore, i figli legittimi si spartiscono la sua eredità, mentre a Titina, Eduardo e Peppino non spetta nulla. Ai tre giovani, però, “zio” Scarpetta ha trasmesso un dono speciale, il suo grande talento, che invece non è toccato al figlio legittimo Vincenzo, anche lui attore e drammaturgo, diventato titolare della compagnia paterna. Il riscatto dalla dolorosa storia familiare passa per la formazione del trio De Filippo, sogno accarezzato per anni da Eduardo e dai suoi fratelli e finalmente realizzato, superando difficoltà e conflitti. Quella dei De Filippo è la storia di una ferita familiare che si trasforma in arte. E di tre giovani, che, unendo le forze, danno vita a un modo del tutto nuovo di raccontare la realtà con uno sguardo che arriva fino al futuro.

Nicole Kidman sul nudo in Eyes Wide Shut: “Ho avuto l’ultima parola”

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Nicole Kidman ha rivelato che il regista Stanley Kubrick le ha concesso di avere l’ultima parola su quale delle sue scene di nudo inserire nella versione finale di Eyes Wide Shut. Tra le attrici più pagate al mondo, Kidman ha iniziato la sua carriera a Hollywood con una serie di successi durante la prima metà degli anni ’90, in particolare grazie a film quali Giorni di tuono  e Cuori ribelli (in cui ha recitato con l’allora marito Tom Cruise), ma anche Da morire e Batman Forever. Ha ricevuto quattro nomination all’Oscar, vincendo l’ambita statuetta nel 2003 come migliore attrice protagonista grazie alla sua interpretazione di Virginia Woolf in The Hours.

Nel 1999 Kidman e Cruise tornarono a lavorare insieme la terza volta in Eyes Wide Shut, l’ultimo film realizzato da Kubrick che racconta dell’odissea sessuale di un uomo nel corso di una lunga notte, dopo che sua moglie gli confessa di avere quasi avuto una relazione extraconiugale. Il film è stato un successo al botteghino, incassando oltre 162 milioni di dollari in tutto il mondo e segnando un vero punto di svolta per la carriera di Kidman. Com’era già accaduto per 2001: Odissea nello spazio e altri classici di Kubrick, anche le recensioni di Eyes Wide Shut furono alquanto tiepide al momento dell’uscita del film, ma a partire dagli anni successivi il film venne completamente rivalutato.

Anche se Stanley Kubrick è universalmente noto per il suo perfezionismo e per il controllo totale sui suoi film, una recente intervista di Nicole Kidman al New York Times Magazine conferma che l’attrice ha avuto una certa influenza sul regista durante le riprese di Eyes Wide Shut. Anche se inizialmente era piuttosto scettica in merito alle scene di nudo frontale, alla fine l’attrice e il regista hanno raggiunto un accordo in cui la prima avrebbe avuto voce in capitolo su quali scene sarebbero state utilizzate nella versione che sarebbe poi arrivata nelle sale.

Nicole Kidman su Eyes Wide Shut: “Mi sono sentita totalmente al sicuro.”

“Mi avrebbe mostrato le scene di nudo prima di inserirle nel film”, ha spiegato l’attrice. “Allora mi sono sentita totalmente al sicuro. Non ho detto di no a niente. Volevo soltanto assicurarmi che non sarei stata in piedi, nuda, mentre tutti ridevano di me. Ero protetta, quindi ho avuto modo di esplorare al meglio questo matrimonio complicato e il modo in cui il personaggio di Tom aveva quelle immagini frutto della gelosia. Non potrei mai pensare di non raccontare la storia di un film nel modo più giusto. Sono felice di aver affrontato la sessualità in quei termini. Naturalmente deve esserci una situazione in cui sai per certo che non verrai sfruttata.” 

Ad oggi Eyes Wide Shut è probabilmente uno dei progetti più ambiziosi a cui Nicole Kidman abbia mai preso parte, non solo perché si è trattato dell’ultimo film di una leggenda come Kubrick, ma anche perché in quel periodo la frenesia dei media nei riguardi della sua relazione con Cruise stava raggiungendo vette altissime.

La Scuola Cattolica: iniziate le riprese del film con Riccardo Scamarcio

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Sono in corso le riprese de La Scuola Cattolica, il nuovo film di Stefano Mordini che torna alla regia assieme ad alcuni dei più grandi nomi del cinema italiano e a una nuova, promettente, generazione di giovani attori per portare sul grande schermo la storia tratta dall’omonimo romanzo di Edoardo Albinati edito da Rizzoli, vincitore del Premio Strega 2016.

Protagonisti di La Scuola Cattolica sono Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca, Benedetta Porcaroli, Ludovico Tersigni e con Valentina Cervi, Fausto Russo Alesi, Fabrizio Gifuni nel ruolo di Golgota. Prodotto da Roberto Sessa per Picomedia e Warner Bros. Entertainment Italia. Distribuito da Warner Bros. Pictures. La Scuola Cattolica si basa su una sceneggiatura di Massimo Gaudioso, Luca Infascelli e Stefano Mordini. Le riprese hanno una durata di otto settimane e si svolgeranno a Roma e a San Felice Circeo.

La Scuola Cattolica: la trama

In un quartiere residenziale di Roma sorge una nota scuola cattolica maschile dove vengono educati i ragazzi della migliore borghesia. Le famiglie sentono che in quel contesto i loro figli possono crescere protetti dai tumulti che stanno attraversando la società e che quella rigida educazione potrà spalancare loro le porte di un futuro luminoso. Nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1975 qualcosa si rompe e quella fortezza di valori inattaccabili crolla sotto il peso di uno dei più efferati crimini dell’epoca: il delitto del Circeo. I responsabili sono infatti ex studenti di quella scuola frequentata anche da Edoardo, che prova a raccontare cosa ha scatenato tanta cieca violenza in quelle menti esaltate da idee politiche distorte e un’irrefrenabile smania di supremazia.

Spider-Man 3: le riprese del film con Tom Holland al via questo mese

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Le riprese di Spider-Man 3, il cinecomic Sony prodotto dai Marvel Studios, inizieranno questo mese. Dopo un breve conflitto lo scorso anno che ha quasi portato il personaggio ad uscire dal MCU, Tom Holland rimarrà una parte integrante dell’universo condiviso grazie al nuovo film in arrivo. Il blockbuster non arriverà nelle sale fino a Dicembre 2021, ma sembra che i lavori sul cinecomic inizieranno tra pochi giorni.

A causa della pandemia di Coronavirus purtroppo ancora in corso, il programma relativo alle riprese e alle uscite dei film del MCU, come il resto delle produzioni di Hollywood, è variato più volte nel corso degli ultimi mesi. La Fase 4 sarebbe dovuta iniziare lo scorso maggio con l’uscita di Black Widow, che ora è stato posticipato di un intero anno, con un effetto a catena sull’intera lista dei prossimi titoli Marvel. Tuttavia, la Casa delle Idee sta cercando lentamente di tornare al lavoro con le attese serie tv The Falcon and the Winter Soldier e Loki, mentre Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings è attualmente in fase di produzione in Australia.

Seguendo le orme di questi progetti, pare che anche la produzione di Spider-Man 3 inizierà quanto prima. Un nuova foto emerga online sembrerebbe indicare che le riprese della terza avventura cinematografica di Tom Holland collegata al MCU si svolgeranno nel Queens (a New York) a partire dal prossimo 16 ottobre. L’immagine è stata condivisa su Reddit dall’utente Arsenio3 e ci mostra un cartello affisso per strada contenente alcuni dettagli sulle riprese, incluso il titolo di lavorazione già emerso online diverso tempo fa, ossia “Serenity Now”, un collegamento diretto con la sit-com Seinfeld.

Per chi non lo sapesse, il titolo di lavorazione di Spider-Man: Homecoming era “Summer of George”, il titolo di uno degli episodi della serie; Spider-Man: Far From Home ha portato avanti la tradizione con “Fall of George”, nonostante quest’ultimo titolo non sia direttamente connesso con la serie tv; “Serenity Now” non è solo il titolo di uno degli episodi della stagione 9 dello show, ma potrebbe anche fare riferimento alla storia che verrà raccontata nel film.

“Serenity Now”, un’espressione che viene utilizzata per cercare di calmare qualcuno, potrebbe far riferimento alla situazione in cui abbiamo lasciato Peter alla fine di Far From Home, visibilmente scosso non solo per la rivelazione della sua identità, ma anche perché è stato incastrato per l’omicidio di Mysterio. Sicuramente, nel terzo film vedremo Peter fare di tutto per riprendere il controllo della situazione…

Cosa sappiamo di Spider-Man 3?

Di Spider-Man 3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 – si sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce). Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle precedenti…

Tom Holland si è unito al MCU nei panni di Peter Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due standalone: Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di restare nel MCU per ancora un altro film a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man 3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi del MCU.

Sister Act 3: Whoopi Goldberg conferma i piani per il film

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Sister Act 3: Whoopi Goldberg conferma i piani per il film

Whoopi Goldberg ha confermato che Sister Act 3 è attualmente in fase di sviluppo. Il franchise a metà tra musical e commedia ha avuto un enorme successo all’inizio degli anni ’90, con Goldberg che ha interpretato l’iconico ruolo della cantante di night club Deloris Wilson che si finge suora dopo aver assistito ad un omicidio.

Il primo film ha incassato un totale di oltre 230 milioni di dollari al botteghino nel 1992. Sulla base di questo successo inaspettato, un anno dopo arrivò il sequel, Sister Act 2: Più svitata che mai, sebbene il film non raggiunse lo stesso grado di successo del predecessore. Tuttavia, entrambi i film sono diventati dei veri e propri cult, specialmente nel circuito degli appassionati di commedie musicali School of Rock e Pitch Perfect.

Per anni i fan hanno chiesto a gran voce un terzo film, nonostante la carriera di Goldberg non sia oggi paragonabile a quella che la stessa aveva negli anni ’90, essendosi allontanata dal grande schermo per dedicarsi essenzialmente a progetti tv. Questo non vuol dire che l’attrice premio Oscar per Ghost – Fantasma non sarebbe favorevole a tornare nel ruolo di Deloris, se ovviamente si presentasse l’opportunità.

E infatti sembra proprio che Whoopi Goldberg si stia preparando a tornare per il tanto atteso Sister Act 3. Durante una recente intervista in occasione dello show di James Corden, si è parlato anche del futuro di quel franchise, con Corden che ha voluto sapere come mai un il terzo film non sia mai stato realizzato. Goldberg ha spiegato che, inizialmente, erano in molti a pensare che “nessuno avrebbe voluto vederlo”. Tuttavia, negli ultimi anni è diventato chiaro che un terzo film potrebbe effettivamente fare la gioia dei fan.

“Per molto tempo hanno continuato a dire che nessuno voleva vederlo”, ha spiegato l’attrice. “E poi, abbastanza di recente, si è scoperto che potrebbe non essere vero: le persone potrebbero volerlo vedere. Quindi, stiamo lavorando con impegno per cercare di capire come… riunire la banda e tornare indietro. È un film davvero divertente. Fa divertire e fa stare bene la gente… nessuno ce l’ha con nessuno. Si tratta semplicemente di gente che canta benissimo, gente che canta bene e gente che canta male. E poi si tratta di suore… Cosa c’è di meglio? Niente.”

Wolverine: Luke Hemsworth, fratello di Chris, si candida per il ruolo

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Luke Hemsworth, fratello di Chris e Liam, noto per la serie tv Westworld, ha ammesso che vorrebbe interpretare Wolverine sul grande schermo. Ad oggi, la fama dell’iconico personaggio Marvel è indissolubilmente legata a Hugh Jackman, che ha interpretato il mutante al cinema per oltre quasi 20 anni.

Sappiamo che Logan – The Wolverine di James Mangold ha ufficialmente segnato l’ultima apparizione dell’attore australiano nei panni del personaggio che gli ha regalato la fama internazionale e adesso, anche sulla scia dell’acquisizione della Fox da parte della Disney, ci sarà un nuovo attore – probabilmente più giovane – che raccoglierà l’eredità di Jackman e andrà ad interpretare una nuova iterazione di Wolverine nel più ampio MCU.

Al momento non sappiamo ancora quali siano i piani dei Marvel Studios in merito all’introduzione dei mutanti nel loro universo condiviso, ma è chiaro che Wolverine sia un ruolo che farebbe gola a qualsiasi attore, anche se è evidente il peso di raccogliere un’eredità alquanto importante come quella lasciata da Hugh Jackman.

Adesso, in una recente intervista con Screen Rant in occasione della promozione del suo nuovo film Death of Me, Luke Hemsworth ha rivelato che amerebbe interpretare il personaggio e che ha iniziato a pensare alla cosa dopo il suo cameo in Thor: Ragnarok di Taika Waititi (l’attore ha interpretato uno dei membri del gruppo di attori che mettono in scena gli eventi di The Dark World, impersonificando proprio il Dio del Tuono).

“Mi piacerebbe molto”, ha spiegato l’attore. “Sono cresciuto con loro. Ho imparato a disegnare attraverso i fumetti… ho iniziato a copiarli più o meno dall’età di 10 anni. Spawn era un grande per me. Ho davvero adorato il personaggio di Todd McFarlane. E poi Batman: avrei sfidato Robert Pattinson per quei guanti. E poi c’è Wolverine! Lo voglio dire: “Diamo quella parte ad un altro australiano’. Forse dovrò farmi crescere un bel po’ di peli sul petto, ma sono assolutamente pronto per Wolverine.”

Honeyland al cinema da oggi 8 ottobre

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Honeyland al cinema da oggi 8 ottobre

Girato nel nord della Macedonia, HONEYLAND ci fa conoscere la straordinaria storia di Hatidze una delle ultime donne cacciatrici di api in Europa che riesce a mantenere il delicato equilibrio con la natura seguendo una semplice regola d’oro: prendi pure metà del miele ma lasciane sempre metà per loro Un film sorprendente che lascia a bocca aperta per la meravigliosa narrazione e per la cinematografia. Girato solo in condizioni di luce naturale e a lume di candela e lampade a petrolio è un ritratto affascinante di solitudine, sopravvivenza, dedizione, povertà.

Hatidze vive con l’anziana madre in un villaggio remoto e abbandonato, privo di strade, elettricità e acqua corrente. Lei è l’ultima donna di una generazione di apicoltori. Sembra uscita da una fiaba. Si arrampica per le montagne su sentieri a picco su alti strapiombi per estrarre il miele dai favi selvatici. Poi canta alle api e il suo modo di fare è così naturale che i suoi movimenti sembrano quasi una danza. Il poco miele che ricava lo rivenderà al mercato di Skopje, dopo quattro ore di cammino. Un giorno la pacifica esistenza di Hatidze viene sconvolta dall’arrivo di una chiassosa famiglia nomade con cento mucche e sette bambini scatenati. Hatidze accetta ottimisticamente l’idea di avere dei vicini di casa offrendo il suo affetto e i suoi consigli sull’apicoltura. Ma non ci vorrà molto prima che Hussein, il patriarca della famiglia nomade, fiuti l’opportunità e sviluppi interesse per la vendita del proprio miele. Hussein ha sette giovani bocche da sfamare e nessun pascolo per il suo bestiame e presto mette da parte i consigli di Hatidze per una sfrenata caccia al profitto. Questo causa una rottura nell’ordine naturale e provoca un conflitto insanabile con Hatidze. L’arrivo di questa famiglia fornisce ad Hatidze una tregua dall’isolamento e dalla solitudine ma, mette in grave pericolo la vita delle api e con essa l’unica forma di sostentamento di Hatidze.

Honeyland, la trama

Lungometraggio di debutto dei documentaristi Tamara Kotevska e Ljubomir Stefanov, HONEYLAND è stato girato in tre anni da una ridotta troupe impegnata in un’intima collaborazione tra i registi e la protagonista. HONEYLAND è fatto per il grande schermo, è visivamente ambizioso e guidato da una narrazione inaspettatamente drammatica e da un sorprendente senso dell’umorismo. È un ritratto duro e tenero sul delicato equilibrio tra uomo e natura, uno sguardo su un modo di vivere che sta rapidamente scomparendo, e un indimenticabile testamento sulla straordinaria resilienza di una donna.

Il protocollo di Nagoya – una convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica – entrato in vigore alla fine del 1993, ha stabilito le linee guida globali sull’accesso alle risorse naturali. Il suo obiettivo era la promozione di una condivisione giusta ed equa dei benefici per entrambi i fornitori – vale a dire terra, piante, animali e utenti (ovvero uomini) delle risorse. La diversità genetica, o biodiversità, consente alle popolazioni di adattarsi ai mutevoli ambienti e al cambiamento climatico, contribuendo alla conservazione e alla sostenibilità delle risorse. La “crisi del miele” in questo film illustra il rischio che comporta ignorare questi protocolli e sconvolgere il rispetto della biodiversità. La storia di Hatidze è un microcosmo per un’idea più ampia su quanto la natura e l’umanità siano strettamente intrecciate e quanto perderemo se ignoriamo questa connessione fondamentale

Honeyland ha ricevuto due candidature agli Oscar 2020 come Miglior Documentario e Miglior Film Internazionale ed è stato inserito nella cinquina dei finalisti nelle rispettive categorie. Questo doppio riconoscimento rende “Honeyland” un candidato all’Oscar rivoluzionario, che testimonia sia la natura sempre più sconfinata del cinema documentaristico sia della grandezza specifica di questo film.

Honeyland, il trailer

Questo è il riepilogo delle proiezioni programmate sinora:
CITTA’ CINEMA DURATA DATA
MILANO ANTEO ANTEPRIMA 07/10
MILANO ANTEO TENITURA 08/10
MILANO BELTRADE TENITURA 08/10
ROMA FARNESE TENITURA 08/10
ROMA BALKAN F. F. PROIEZIONE UNICA 08/10
TREVISO EDERA TENITURA 08/10
FIRENZE SPAZIO 1 TENITURA 08/10
FIRENZE ODEON PROIEZIONE UNICA 10/10
FIRENZE ODEON PROIEZIONE UNICA 11/10
TRIESTE ARISTON TENITURA 15/10
MODENA TRUFFAUT PROIEZIONE UNICA 15/10
TORINO AMBROSIO TENITURA 15/10
BERGAMO CONCA VERDE TENITURA 20/10
PISA ARSENALE PROIEZIONE UNICA 28/10
GENOVA FILM CLUB TENITURA 09/10
BERGAMO DEL BORGO PROIEZIONE UNICA 11/11
BERGAMO DEL BORGO PROIEZIONE UNICA 12/11

Thor: Love and Thunder, Natalie Portman ha iniziato la sua “trasformazione”

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Natalie Portman ha iniziato ad allenarsi in vista dell’inizio della produzione dell’attesissimo Thor: Love and Thunder. Fino a poco tempo sembrava che non ci fosse più spazio per il personaggio di Jane Foster nel MCU. L’abbiamo visto in Thor e in Thor: the Dark World, ma dello stesso non c’è stata alcuna traccia in Thor: Ragnarok. È stata quindi una sorpresa decisamente inaspettata l’annuncio del suo ritorno nel quarto capitolo dedicato alle avventure del Dio del Tuono durante il Comic-Con dello scorso anno.

Anche se Portman interpreterà lo stesso personaggio, sappiamo già che la sua Jane questa volta sarà molto, molto diversa. Il film di Taika Waititi, infatti, sarà fortemente ispirato all’acclamata run di Jason Aaron, in cui Jane raccoglie l’eredità del Figlio di Ordino e si trasforma in Mighty Thor. Dal momento in cui è stato confermato il suo ritorno in Thor: Love and Thunder, l’attrice premio Oscar ha sempre parlato dell’eventuale trasformazione fisica a cui si sarebbe sottoposta per meglio affrontare la parte.

Adesso Natalie Portman ha rivealto di aver iniziato ufficialmente ad allenarsi per raggiungere la forma perfetta in vista dei grandi cambiamenti che riguarderanno il suo personaggio, che di fatto diventerà a tutti gli effetti un supereroe. Durante una recente intervista con Yahoo, a Portman è stato chiesto di parlare di ciò che il film rappresenterà per la Fase 4 del MCU. Ovviamente l’attrice non ha potuto rivelare nulla, e ha “sfruttato” la domanda per confermare che il suo viaggio per diventare un supereroe è ufficialmente iniziato.

“Non posso dirti nulla. Sono davvero emozionata. Sto iniziando ad allenarmi per aumentare la massa muscolare. Se possono esserci tutti questi supereroi femminili… allora più ce ne sono, meglio è”, ha dichiarato. I regimi di allenamento che seguono gli attori che interpretano i supereroi sul grande schermo sono implacabili, ma Natalie Portman sembra essere all’altezza della sfida che i Marvel Studios le hanno lanciato. In passato l’attrice è già andata incontro a trasformazioni fisiche per ruoli specifici, ma forse niente sarà simile a quello che la Casa delle Idee potrebbe avere in serbo per lei.

Ovviamente, tutto dipenderà anche dal look che sfoggerà il personaggio nel film. Nei fumetti il potere del Mjolnir è stato in grado di trasformare Jane anche da un punto di vista fisico. Tuttavia, nel MCU tali poteri legati al leggendario martello non sono ancora stati mostrati.

In Thor: Love and Thunder si parlerà anche della malattia di Jane Foster?

Ad oggi non sappiamo se Love and Thunder affronterà apertamente il tema del cancro al seno di Jane Foster, come accaduto nei fumetti. Tempo fa, in merito alla questione, Taika Waititi aveva dichiarato: “Non lo sappiamo. Quell’arco narrativo nei fumetti è stato di grande ispirazione e ha influenzato le prime bozze della sceneggiatura. Ma alla Marvel, cambiamo sempre tutto. Potrei dire una cosa adesso, e tra due anni sarebbe completamente l’opposto, addirittura quella cosa potrebbe non esistere più. Continuiamo a scrivere  anche in fase di post-produzione.”

Thor: Love and Thunder è il titolo ufficiale del quarto capitolo sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare il Mjolnir stavolta sarà Jane Foster, interpretata di nuovo da Natalie Portman, come confermato sabato durante il panel dei Marvel Studios al Comic-Con. L’uscita nelle sale è fissata invece al 11 febbraio 2022.

Taika Waititi tornerà alla regia di un film dei Marvel Studios dopo Thor: Ragnarokcosì come Chris Hemsworth e Tessa Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor e Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers: Endgame. L’ispirazione del progetto arriva dal fumetto “The Mighty Thor”, descritto da Waititi come “la perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.

The Prom: prime foto del film Netflix con Meryl Streep

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The Prom: prime foto del film Netflix con Meryl Streep

Netflix ha diffuso le prime immagini ufficiali di The Prom, il film musical originale Netflix scritto e diretto da Ryan Murphy e basato sull’amato musical di Broadway. Nelle prime immagini il cast composto da Meryl Streep, James Corden, Nicole Kidman, Keegan-Michael Key, Andrew Rannells, Ariana DeBose, Kerry Washington e Jo Ellen Pellman.

The Prom, il film

In The Prom Dee Dee Allen (la tre volte vincitrice del premio Oscar Meryl Streep) e Barry Glickman (il vincitore del Tony Award® James Corden) sono star del palcoscenico di New York City alle prese con una situazione critica: il loro nuovo e costoso spettacolo di Broadway è un grosso flop che ha improvvisamente distrutto le loro carriere. Nel frattempo, in una piccola città dell’Indiana, la studentessa del liceo Emma Nolan (l’esordiente Jo Ellen Pellman) sta vivendo un dispiacere molto diverso: nonostante il sostegno del preside del liceo (Keegan-Michael Key), il capo dall’associazione genitori-insegnanti (Kerry Washington) le ha vietato di partecipare al ballo di fine anno con la sua ragazza, Alyssa (Ariana DeBose). Quando Dee Dee e Barry decidono che la difficile situazione di Emma è la causa perfetta per aiutarli a riabilitare la propria immagine pubblica, si mettono in viaggio con Angie (la vincitrice del premio Oscar Nicole Kidman) e Trent (Andrew Rannells), un’altra coppia di cinici attori in cerca di un’ascesa professionale. Ma il loro egocentrico attivismo, tipico delle celebrità, gli si ritorce inaspettatamente contro e i quattro si trovano a capovolgere le proprie vite mentre si riuniscono per offrire a Emma una notte in cui può celebrare chi è veramente.

Diretto da Ryan Murphy e interpretato anche da Tracey Ullman, Kevin Chamberlin, Mary Kay Place, Logan Riley, Nico Greetham, Sofia Deler e Nathaniel J. Potvin, The Prom è lo spettacolare adattamento cinematografico e dal grande cuore del pluripremiato musical di Broadway di Chad Beguelin, Bob Martin e Matthew Sklar, candidato ai Tony Award. La sceneggiatura è scritta da Bob Martin e Chad Beguelin; il film è prodotto da Ryan Murphy, Dori Berinstein, Bill Damaschke, Alexis Martin Woodall e Adam Anders.

Jurassic World: Dominion, la produzione si ferma ancora una volta

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A pochissime ore di distanza dall’annuncio della nuova data di uscita del film (che è stato posticipato da Giugno 2021 a Giugno 2022), la produzione di Jurassic World: Dominion si arresta nuovamente a causa del Covid-19. Come rivelato dal regista Colin Trevorrow via Twitter, infatti, le riprese dell’atteso blockbuster sono state interrotte a causa di alcuni falsi positivi ai tamponi per il Coronavirus effettuati sul set.

Il regista ha condiviso la foto dell’animatronici di un Listrosauro che indossa una mascherina e nella didascalia che ha accompagnato l’immagine ha scritto: “Mi sono svegliato con la notizia di alcuni test per il Coronavirus positivi sul set di Jurassic World: Dominion. Sono tutti risultati negativi poco dopo, ma a causa dei protocolli di sicurezza andremo in pausa per due settimane. Torneremo presto.”

Come rivelato ieri, mancano soltanto tre settimane alla fine delle riprese. Trattandosi di falsi positivi, è probabile che la produzione riesca a ripartire anche prima di due settimane. Orientativamente, le riprese dovrebbero concludersi nelle prime settimane di Novembre. Ricordiamo che la Universal Pictures ha investito circa 5 milioni per la gestione dei protocolli di sicurezza in vista delle riprese del film, e da quando la produzione è ripartita (lo scorso Luglio) non c’era stato nessun intoppo o rallentamento.

Jurassic World: Dominion vedrà sia Chris Pratt che Bryce Dallas Howard tornare nei loro ruoli. Insieme a loro, ritroveremo anche Justice Smith, Daniella Pineda, Jake Johnson e Omar SyLaura Dern e Sam Neill riprenderanno rispettivamente i ruoli che avevano in Jurassic Park, rispettivamente la Dr. Ellie Sattler e il Dr. Alan Grant. I personaggi sono stati visti per l’ultima volta nel Jurassic Park 3 del 2001. Un altro eroe originale, Ian Malcolm, interpretato da Jeff Goldblum, ha firmato per tornare in Jurassic World 3. Goldblum è stato visto l’ultima volta in Jurassic World: Il Regno Distrutto.

Ryan Reynolds spiega perché ironizza sul flop di Lanterna Verde

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Ryan Reynolds spiega perché ironizza sul flop di Lanterna Verde

Ryan Reynolds ha spiegato da dove nasce l’esigenza di continuare a prendersi gioco della sua esperienza in Lanterna Verde, il cinecomic del 2011 in cui l’attore canadese ha interpretato proprio Hal Jordan. Dopo l’uscita di X-Men le origini: Wolverine, in cui ha interpretato per la prima volta Wade Wilson, Reynolds ha provato nuovamente a farsi strada nel mondo dei supereroi interpretando il protagonista nel cinecomic DC diretto da Martin Campbell. Sfortunatamente, anche in quel caso la critica e il pubblico non sono stati dalla sua parte.

In una recente intervista con ComicBook in occasione della promozione di Free Guy – Eroe per gioco, Ryan Reynolds ha spiegato che il suo prendersi gioco di Lanterna Verde e del flop del film nasce dalla consapevolezza di quanto sia importante non prendersi mai troppo sul serio e di guardare alla propria carriera sempre con un certo distacco, in modo da essere in grado di accettare anche progetti che non sono stati accolti come si sperava.

“L’ho scritto nella sceneggiatura di Deadpool. Penso che il mio personaggio dica qualcosa del tipo: ‘Per favore, non rendere questo costume verde o animato’, quando viene spinto nella fabbrica dei supereroi o qualcosa del genere. E ho notato che mi faceva sentire bene fare luce su quell’esperienza per un secondo. Quindi non lo so… è solo qualcosa che ho sempre fatto. La cosa più importante che mi sia mai successa durante la mia carriera è ridere sempre di me stesso. E c’è un sacco su cui ridere… Ognuno fa i conti con questo genere di cose. La notte vai a dormire e pensi: ‘Questa cosa che ho fatto è stata veramente orribile, sciocca o ridicola”. Penso si possa provare tutto ciò per tante cose.”, ha dichiarato l’attore.

Da quando Reynolds è riuscito a “riscattarsi” grazie ai due film standalone dedicati a Deadpool, è diventato ancora più esplicito quando si è trattato di ridere di se stesso e dei suoi fallimenti; essendo Hollywood un’industria carica di pressioni, una mentalità del genere è forse necessaria per far fronte ai fallimenti nel migliore dei modi.

Greenland: recensione del film con Gerard Butler

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Greenland: recensione del film con Gerard Butler

In un mondo in piena pandemia è una scelta saggia distribuire in sala, unico blockbuster dei prossimi mesi, un disaster movie che racconta la distruzione della Terra e la lotta dell’umanità per la sopravvivenza? Greenland arriva al cinema e nel volto del suo atipico eroe protagonista, Gerard Butler, racconta i motivi per cui è a tutti gli effetti un film adatto ai tempi.

La storia è quella di Jeff, interpretato da Gerard Butler, un costruttore di grattacieli che ha dei problemi coniugali. Nel giorno del compleanno del figlio, torna a casa dalla moglie che lo accoglie con freddezza. Intanto l’attenzione del Mondo è concentrata su un evento astronomico senza precedenti: un asteroide soprannominato Clarke, sta per passare molto vicino alla Terra, tanto da essere visibile a occhio nudo. Purtroppo durante il passaggio la comete si frantumerà in mille pezzi con conseguenze catastrofiche sulla superficie dell’intero pianeta. Diverse città di tutto il mondo saranno infatti rase al suolo.

L’impatto di un enorme frammento di roccia provocherà morte e distruzione, destabilizzando interi paesi dal punto di vista politico, sociale ed economico. Proprio quando si sparge tramite i TG la notizia che i frammenti colpiranno la Terra, Jeff riceve una telefonata; il Governo degli Stati Uniti lo ha scelto, insieme alla sua famiglia, come parte dell’1% della popolazione statunitense che merita di essere salvata, perché importante, nel mondo di dopo, per la ricostruzione. Jeff farà quindi tutto ciò che è in suo potere per proteggere e portare in salvo la moglie e il figlio (Morena Baccarin e Roger Dale Floyd), in un mondo completamente in preda al panico.

Greenland, il disaster movie anti-spettacolo

Ric Roman Waugh sceglie di raccontare un disaster movie che rinuncia parzialmente alle meraviglie visive del genere per concentrarsi sui sentimenti. Perché se da una parte si concede lo spazio per esplosioni e crolli, non è certo questo quello che gli interessa. In Greenland, l’attenzione è tutta rivolta verso il primo piano di Butler, che riesce a rappresentare con un buon grado di credibilità un padre e marito completamente devoto alla famiglia, che sconta il senso di colpa di un errore (lo scopriremo nel film) e che farà di tutto per salvare la sua famiglia.

Waugh non si mette di certo al posto dei registi celebri per i loro disaster movie, da Emmerich a Bay, il regista di Greenland ha chiaramente presente il lavoro di tutti coloro che lo hanno preceduto, ma schiva e scansa qualsiasi paragone, proprio perché si concentra sull’umanità. Da quella che entra nel caos e diventa “cattiva” a causa della paura, a quella che invece lotta per rimanere unita e per sopravvivere, senza però cadere nello sconforto e nella brutalità (come quella protagonista, ovviamente).

Greenland rientra nell’ossimorica definizione di disaster movie intimista, che sembra anche essere l’unica definizione possibile per un film di questo genere in tempo di pandemia. Quando il mondo si avvia verso la fine e la distruzione, l’unica cosa che conta sono gli affetti, la famiglia, il rimanere uniti e combattere insieme. Un messaggio chiaro, elementare, che conferisce un po’ di senso in più ad un film che altrimenti avrebbe soltanto replicato uno schema visto e rivisto.

Mrs. America: recensione della serie FX con Cate Blanchett

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Mrs. America: recensione della serie FX con Cate Blanchett

Sarà disponibile su TimVision a partire dall’8 ottore Mrs. America, la nuova serie prodotta da FX che si avvale di un cast stellare, guidato dalla due volte premio Oscar Cate Blanchett, e che racconta una pagina della storia americana in cui le donne trovarono la propria voce anche contro se stesse, le rappresentati del partito democratico che invece sostenevano e sponsorizzavano la donna madre e moglie a totale servizio del proprio marito.

La storia è quella di Phyllis Schlafly (Blanchett), una repubblicana dura e pura che arruola un esercito di madri casalinghe che non ne vogliono proprio sapere di essere equiparate ai propri mariti, tutti ricchi e con lavori rassicuranti e ben pagati. Di fronte a Schlafly si stagliano delle figure leggendarie del femminismo: Gloria Steinman (Rose Byrne), Shirley Chisholm (Uzo Aduba, la prima donna di colore a essere eletta al congresso), Betty Friedan (Tracey Ullman), Bella Abzug (Margo Martindale), Jill Ruckelshaus (Elizabeth Banks), ovvero coloro che hanno combattuto per dieci anni affinché 38 degli stati dell’unione ratificassero l’ERA, ovvero l’Equal Rights Amendment.

Mrs. America, che vuol dire essere donna?

Questo il cuore della trama di Mrs. America e questo il punto di partenza da cui parte la lotta della conservatrice Phyllis. Nonostante sia a tutti gli effetti un villain, un personaggio manipolatore e negativo, che porta avanti un ideale di donna limitante e superato, il personaggio della Blanchett dimostra a tutti gli effetti cosa è capace di fare una donna che si pone un obbiettivo e lo porta avanti con caparbietà.

Nell’intimità della sua casa, Schlafly tiene testa al marito, nel suo circolo di amiche manipola e sottomette mentalmente le sue adepte. Insomma esercita un tipo di subdolo potere che riesce perfettamente ad identificarsi con il suprematismo (bianco) maschile nella società.

In contrapposizione a lei ci vengono invece mostrate donne libere, con una vita più complicata ma non di certo più complesse, perché se c’è un pregio indiscutibile in Mrs. America è proprio l’articolazione dei personaggi femminili raccontati, siano essi progressisti e liberali o siano essi conservatori e, ad oggi, completamente fuori dal tempo.

È interessante l’approccio con cui l’ideatrice, la canadese Dahvi Waller, e i registi dei primi due episodi, Anna Boden e Ryan Fleck (Captain Marvel), hanno scelto di mettere in gioco le parti in conflitto. Non uomini contro donne e quindi non lotta dei sessi spiattellata in prima pagina, ma donne contro donne, il che, concettualmente, offre anche un terreno più imparziale sul cui giocarsi questa battaglia ideologica e di approccio all’essere donna.

Aggirata la battaglia dei sessi, la lotta è ideologica

Mrs. AmericaUn adagio comune generalmente condiviso dice che “le donne sono le peggiori nemiche delle donne”, forse perché tra donne si conoscono bene i propri punti deboli e si ha non solo la capacità chirurgica di andarli a punzecchiare, ma anche la forza, fisica ed emotiva, per sopportare quelle stilettate. Ebbene, Mrs. America mette donne contro donne e proprio per questo racconta una battaglia ideologica e non dei sessi, concetto che è sicuramente più interessante e godibile, rispetto ad una divisione “maschi vs femmine” che è fin troppo stereotipata e passata.

Così come sono le migliori a mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda, le donne sono anche una forza inarrestabile quando fanno squadra, come qualsiasi gruppo di persone mosso da una forte ideologia e un comune senso della giustizia.

Mrs. America mostra un cammino che ancora oggi non è concluso, lo fa in un pacchetto di grande pregio, avvalendosi di talenti scintillanti, di costumi e design di grande raffinatezza e di una scrittura messa al servizio della storia con arguzia ed originalità.

Linea d’Ombra, dalla crisi a un nuovo rinascimento

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Linea d’Ombra, dalla crisi a un nuovo rinascimento

Linea d’Ombra Festival 2020, XXV edizione, dal 24 al 31 ottobre, oltre 100 opere cinematografiche in concorso, scelte tra 7800 film iscritti, provenienti da 40 paesi. Sarà un festival ibrido, una parte in streaming, ma soprattutto con un programma dal vivo, tre location che si connettono in maniera profonda con il territorio. A partire dalla Sala Pier Paolo Pasolini, luogo che il festival ha voluto fortemente inaugurare nel 2016 e non ha più lasciato, che oltre alle proiezioni “tradizionali” sarà quest’anno sede del programma di Virtual Reality. A questa si affiancano la Casa del Combattente, dove ha sede la Fondazione Menna – Centro Studi d’Arte Contemporanea, e Il Giardino della Minerva, quest’ultima location di un progetto che unirà formazione culturale e promozione del territorio. Il programma live seguirà rigorosamente le procedure anti Covid previste dalla Regione Campania, permettendo così al pubblico di poter partecipare in totale sicurezza.

Tutte azioni pensate e pianificate per superare la Crisi, tema centrale di quest’anno, scelta ben spiegata dai direttori artistici Giuseppe D’Antonio e Boris Sollazzo. Crisi ovvero «separazione, scelta giudizio, ma il termine può essere inteso anche come un “accadere rivelatore”, un’apertura, un varco verso qualcosa di cui ancora ignoriamo i contorni. Di fronte a questo spazio insondato si rende necessario operare delle scelte».

Era importante dare a questo concetto la giusta forma, forse anche più d’una. Ci ha pensato, e lo spiega bene, Roberto Policastro, art director dell’agenzia di comunicazione DoppiaVu Design e del Napoli Comicon, che ha usato in questo caso un “testimonial” d’eccezione.

«Un’icona fortemente rappresentativa, il David di Michelangelo, che incarna la cultura italiana, campeggia come significante. Un simbolo spaccato e rimesso insieme con la tecnica del Kintsugi, pratica giapponese che grazie all’uso dell’oro ripara oggetti in ceramica. Il tutto mescolato in un “buzz” visivo e guidato da un segno speculare della parola CRISI».

Il festival quest’anno sarà un laboratorio di (ri)costruzione di un modello culturale. «Il format festival diventerà non solo recettore d’opere, ma anche elemento attivo di costruzione di narrazione. Le crisi si superano rilanciando, unendosi e diventando comunità, rompendo schemi», spiegano D’Antonio e Sollazzo.

La XXV edizione di Linea d’Ombra Festival è promossa e organizzata dall’Associazione SalernoInFestival. L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Campania “L.R. 30/2016 Piano Cinema 2020” e del Comune di Salerno e con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo. Partner dell’evento Nexsoft e Banca Campania Centro. Sponsor sostenitore La Doria.

La verità è che non gli piaci abbastanza: la trama, il cast e il libro

Celebre commedia del 2009, il film La verità è che non gli piaci abbastanza è diretto da Ken Kwapis, già autore di film come 4 amiche e un paio di jeans e Qualcosa di straordinario. Il titolo in questione è basato sull’omonimo romanzo scritto da Greg Behrendt e Liz Tuccillo, divenuto un vero e proprio best seller al momento della sua pubblicazione. Vera fonte di attrattiva, oltre alla brillante storia narrata, è il cast che dà vita ai personaggi protagonisti. Questo si compone infatti di alcuni tra i più celebri attori di Hollywood degli ultimi anni, tra cui alcuni premi Oscar.

Il film, che si divide in episodi accomunati dalle problematiche sentimentali dei vari protagonisti, ha ottenuto un grande successo di pubblico. Gli appassionati del libro, come anche i fan degli attori, si sono infatti riversati in massa a vedere il film. In breve, questo si è così affermato come una delle commedie di maggior successo dell’anno. A fronte di un budget di 40 milioni di dollari, il film è infatti riuscito ad incassarne oltre 178 in tutto il mondo. Tale traguardo è arrivato nonostante un parere della critica non particolarmente entusiasta, che indicava la scarsa attenzione dedicata ai personaggi come principale pecca.

A distanza di più di un decennio il film continua ad essere nominato come uno dei maggiori esempi di pellicola sentimentale tratta da un libro, inserendosi in un’ampia categoria di opere simili. Numerose sono le curiosità circa le origini della storia qui narrata, come anche quelle relative al cast di attori scelti per i personaggi principali. Di seguito si potranno ritrovare tutti i principali fatti da sapere per conoscere a fondo il film, come anche dove è possibile ritrovarlo e vederlo in streaming.

La verità è che non gli piaci abbastanza: la trama del film

Il film segue le vicende di un variegato gruppo di persone alle prese con le loro complicate relazioni amorose. La prima di queste è Gigi, la quale è convinta che gli uomini agiscano secondo logiche talvolta incomprensibili. Ciò sembra trovare conferma nel momento in cui il ragazzo con cui si stava frequentando smette di scriverle o chiamarla. Allo stesso tempo, un’altra coppia, formata da Neil e Beth inizia ad avere i primi grandi problemi dopo anni di relazione. Lei vorrebbe infatti convolare a nozze, ma lui non sembra convinto di volersi prendere questo impegno. Ciò porterà ovviamente ad una crisi dai risvolti inaspettati.

Come loro anche Janine, migliore amica di Gigi, e Ben, migliore amico di Neil, sembrano giunti al capolinea. La crisi tra di loro è però dovuta ad un elemento esterno, rappresentato dalla seducente maestra di yoga di nome Anna. Le loro storie, che scorrono in modo parallelo, finiranno per intrecciarsi in una serie di equivoci, adulteri, abbandoni, confessioni e pentimenti. Ognuno di loro sarà così chiamato a destreggiarsi tra quel complesso sentimento chiamato amore, sperimentando tutte le sfumature che questo può avere.

La verità è che non gli piaci abbastanza cast

La verità è che non gli piaci abbastanza: il film e il libro

Prima di scrivere il libro da cui è tratto il film, Behrendt e Tuccillo erano già stati gli sceneggiatori della celebre serie Sex and the City. Questa allo stesso modo esplorava le tematiche intorno all’amore e i suoi mille problemi. In particolare, ad aver ispirato la trama di La verità è che non gli piaci abbastanza, è stato l’episodio Il silenzio è d’oro, quarto della sesta e ultima stagione. All’interno di questo, ognuna delle protagoniste si ritrova a vivere una serie di conflitti con i rispettivi partner, arrivando nel più dei casi ad una rottura di coppia. Queste dinamiche sono poi state dunque riprese e ampliate dai due sceneggiatori nel loro libro, divenuto in poco tempo un best seller. Lo stesso titolo inglese, He’s Just Not That Into You, è ispirato ad una delle battute pronunciate nella puntata.

Il libro è anche definito come “self-help”. Il proposito di questa categoria è di parlare direttamente al lettore, offrendo consigli su questioni inerenti alla sfera personale e che possono portare ad una più completa autorealizzazione del sé. All’interno di questo, infatti, i due autori offrono una serie di esempi e consigli per quelle donne incastrate in relazioni senza futuro, suggerendo che se la persona con cui ci si frequenta non è disposta a mettersi in gioco nella coppia, forse è perché non gli piaci abbastanza. Nell’adattare il libro in film, però, si è reso necessario costruire una storia più coesa secondo i canoni cinematografici. Questo ha portato all’elaborazione dei personaggi, dei loro problemi e dei loro intrecci.

La verità è che non gli piaci abbastanza: il cast del film

Per assicurarsi il successo del film, i produttori hanno deciso di radunare una squadra di popolari attori di Hollywood, assicurandosi che questi avessero anche già recitato in film di questo genere prima. Ad interpretare il personaggio di Gigi, particolarmente ricorrente nel film, è infatti l’attrice Ginnifer Goodwin. Questa è nota in particolare per aver dato volto a Biancaneve nella serie C’era una volta. A interpretare la coppia formata da Neil e Beth sono invece rispettivamente i noti Ben Affleck e Jennifer Aniston, qui alla loro prima collaborazione. Bradley Cooper e Jennifer Connelly sono invece Ben e Janine. Cooper condivide poi diverse scene con Scarlett Johansson, la quale interpreta Anna. I due si sarebbero poi ritrovati grazie al film Avengers: Infinity War. Nel film è poi presente l’attrice Drew Barrymore nel ruolo di Mary.

La verità è che non gli piaci abbastanza: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. John Rambo è infatti presente su Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Amazon Prime Video, Tim Vision e Netflix. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre in programma in televisione per mercoledì 7 ottobre alle ore 23:45 sul canale Rai Movie.

Fonte: IMDb

 

 

 

Imprevisti Digitali: una clip in esclusiva dal film

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Imprevisti Digitali: una clip in esclusiva dal film

Officine UBU è lieta di rilasciare una clip esclusiva di Imprevisti Digitali (Effacer L’historique / Delete History) che, dopo il trionfo alla 70esima edizione della Berlinale, dove si è aggiudicato l’Orso d’Argento, arriva dal 15 ottobre al cinema. Il film è diretto dalla consolidata coppia di registi Benoît Delépine e Gustave Kervern che raccontano, con il loro stile libero e dissacrante, le disavventure di tre vicini di casa le cui vite vengono stravolte a causa della loro inettitudine nel rapportarsi con le nuove tecnologie.

Imprevisti Digitali è una commedia sociale dolce-amara, parzialmente ispirata al Movimento dei Gilet Gialli, che mette a fuoco in modo ironico e pungente alcune delle assurdità che caratterizzano la deriva digitale della società moderna, ormai globalizzata e intangibile.

Tre vicini di casa in un sobborgo francese si ritrovano coinvolti in una serie di imprevisti causati dalla loro inettitudine nel rapportarsi alle nuove tecnologie. Marie ha paura di perdere il rispetto di suo figlio a causa di un sex tape finito online, Bertrand s’invaghisce della voce di una centralinista e cerca di proteggere la figlia dal cyber bullismo e Christine, che ha perso il marito a causa della sua dipendenza dalle serie tv, è disposta a tutto per far aumentare la sua valutazione come autista privato. I tre si lanceranno così in una battaglia contro i giganti di internet. Una battaglia ben al di fuori della loro portata… forse.

Imprevisti Digitali arriverà al cinema distribuito da Officine UBU da giovedì 15 ottobre.

Bansky – L’arte della Ribellione al cinema dal 26,27 e 28 ottobre

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Bansky – L’arte della Ribellione rivela la storia di Banksy, dalle origini in una sottocultura criminale fino alla sua ascesa come leader di un movimento artistico rivoluzionario.

In Bansky – L’arte della Ribellione Banksy nasce come artista nella scena underground di Bristol, in Inghilterra, e le sue prime opere di graffiti e street art risalgono al 1990. La sua arte politicizzata, i suoi epigrammi sovversivi e le sue audaci incursioni hanno oltraggiato l’establishment e creato un nuovo movimento rivoluzionario. I suoi lavori sono divenuti vere e proprie icone del contemporaneo e Banksy è ad oggi lo street artist più famoso e controverso al mondo. Il potere abusato, la povertà, i fondamentalismi politici e religiosi, l’alienazione, la guerra, la violenza e il capitalismo sono al centro delle sue opere.  Per la prima volta viene raccontata la storia completa della carriera di Banksy: dai primi lavori come giovane artista underground fino a diventare l’artista più famoso del ventunesimo secolo, nonostante la sua identità sia ancora avvolta nel mistero. Ispirato dai graffiti della New York degli anni ’70, Banksy trasforma il movimento della Street Art in forma d’arte mainstream mettendo insieme un impero multimilionario e modificando la concezione stessa dell’arte.

Distribuito da ADLER ENTERTAINMENT il 26, 27 e 28 OTTOBRE AL CINEMA 

Freaks Out: teaser trailer del nuovo film di Gabriele Mainetti

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Freaks Out: teaser trailer del nuovo film di Gabriele Mainetti

Ecco il teaser trailer di Freaks Out, l’ambizioso secondo film di Gabriele Mainetti. Da un soggetto originale di Nicola Guaglianone e una sceneggiatura scritta a quattro mani dallo stesso Guaglianone con Gabriele Mainetti, sarà di nuovo Roma la cornice che accoglierà i protagonisti di questa storia. A firmare le musiche ancora una volta Michele Braga con Gabriele Mainetti.

Nel cast Aurora Giovinazzo, Claudio Santamaria, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, con la partecipazione di Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta, Franz Rogowski. Le riprese si svolgeranno a Roma e in Calabria per 12 settimane.

Freaks Out è prodotto da Lucky Red e Goon Films con Rai Cinema, in coproduzione con Gapfinders (Belgio).

La trama di Freaks Out

Matilde, Cencio, Fulvio e Mario sono come fratelli quando il dramma della seconda guerra mondiale travolge Roma. Siamo nel ‘43, nel pieno del conflitto, e la città eterna ospita il circo in cui lavorano. Israel, il proprietario e loro padre putativo, scompare nel tentativo di aprire una via di fuga per tutti loro oltre oceano. I nostri quattro protagonisti sono allo sbando. Senza qualcuno che li assista ma, soprattutto, senza il circo, hanno smarrito la loro collocazione sociale e si sentono solo dei fenomeni da baraccone, “a piede libero” in una città in guerra.

The Witcher 2: dopo Geralt ecco Ciri e Yennefer

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The Witcher 2: dopo Geralt ecco Ciri e Yennefer

Netflix dopo le prime immagini del personaggio di Geralt di Rivia (Henry Cavill), oggi ha diffuso nuove foto di Ciri (Freya Allan) e Yennefer (Anya Chalotra) della seconda stagione di The Witcher, attualmente in produzione in UK.

In The Witcher 2 confermati Henry Cavill (Mission: Impossible – Fallout, Justice League) nel ruolo di Geralt di Rivia, Anya Chalotra (Agatha Christie – La serie infernale, Wanderlust) nel ruolo di Yennefer e Freya Allan (La guerra dei mondi, Into The Badlands) nel ruolo di Ciri e Joey Batey (Knightfall, Strike) nel ruolo del personaggio più amato dai fan: Jaskier.

Si uniranno al cast per la seconda stagione di The Witcher Yasen Atour (Young Wallander) che interpreterà Coen, Agnes Bjorn (Monster) nel ruolo di Vereena, Paul Bullion (Peaky Blinders) che interpreterà Lambert, Thue Ersted Rasmussen (Fast and Furious 9) nel ruolo di Eskel, Aisha Fabienne Ross (The Danish Girl) nel ruolo di Lydia, Kristofer Hivju (Il Trono di Spade) che interpreterà Nivellen e Mecia Simson, nel ruolo di Francesca.

La serie sarà diretta da Stephen Surjik (The Umbrella Academy) per gli episodi 02×01 e 02×02, Sarah O’Gorman (Cursed) per gli episodi 02×03 e 02×04, Ed Bazalgette (The Last Kingdom) per gli episodi 02×05 e 02×08 e Geeta V. Patel (Meet The Patels) per gli episodi 02×06 e 02×07.

Riconfermati inoltre nei propri ruoli MyAnna Buring (Kill List) Tissaia, Tom Canton (Good Karma Hospital) Filavandrel, Lilly Cooper (Peterloo) Murta, Jeremy Crawford (Titans) Yarpin Zigrin, Eamon Farren (Twin Peaks) Cahir, Mahesh Jadu (Marco Polo) Vilgefortz, Terence Maynard (Maledetto) Artorius, Lars Mikkelson (House of Cards) Stregobor, Mimi Ndiweni (Black Earth Rising)Fringilla Vigo, Royce Pierreson (Judy) Istredd, Wilson Radjou-Pujalte (Hunter Street)Dara, Anna Shaffer(Harry Potter)Triss Merigold, Therica Wilson Read (Young Wallander) Sabrina.

La showrunner e produttrice esecutive di The Witcher, Lauren Schmidt Hissrich, ha dichiarato: «Anche per la seconda stagione è stato mantenuto un altissimo livello artistico del cast. Sophie Holland e il suo team hanno nuovamente selezionato i migliori attori per incarnare questi personaggi, siamo entusiasti di vedere queste nuove storie prendere vita sotto la direzione di registi tanto affermati.»

Lucca Changes – Tutti gli appuntamenti esclusivi per i clienti del Lucca Store di Amazon.it

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Oggi Amazon annuncia gli appuntamenti esclusivi di Lucca Comics & Games, edizione Changes, riservati ai clienti Amazon. Coloro che a partire dall’8 settembre fino al 1 Novembre 2020 hanno acquistato o acquisteranno, in un’unica soluzione, almeno 50 euro di prodotti dalla selezione disponibile sullo store online di Lucca su Amazon.it (www.amazon.it/luccachanges2020), riceveranno il codice per accedere a uno a scelta degli eventi digitali fruibili attraverso il sito del festival riservati ai clienti Amazon.

La programmazione online è composta sia dalla trasmissione degli eventi che si svolgeranno fisicamente a Lucca, sia dall’offerta di contenuti inediti pensati appositamente per il mondo digitale.

I libri, i collezionabili, i giochi più attesi saranno acquistabili da chiunque e da qualsiasi luogo all’interno del Lucca Store di Amazon.it, rivolto alla grande community di appassionati che da più di mezzo secolo si aggira per le strade della città alla ricerca dell’oggetto imperdibile.

A cavallo del magico ponte di Halloween, questi gli appuntamenti riservati ai clienti Amazon:

  • 24 ottobre, ore 19:00GLI SGUARDI DIETRO LE VOCI, con Giorgia LeporeFabrizio PucciCristina Poccardi

Alcuni dei più celebri doppiatori Italiani, Giorgia Lepore (voce di Cameron Diaz, Penelope Cruz, Renée Zellweger) e Fabrizio Pucci (voce di Hugh Jackman, Brendon Fraser, Russell Crowe), in compagnia di Cristina Poccardi (doppiatrice e curatrice del progetto Voci di Mezzo di Lucca Comics and Games), raccontano i segreti del doppiaggio.

  • 25 ottobre, ore 19:00IL TRAUMA DEL TRAM, con Quei Due Sul Server

Cosa succede se un gioco da tavolo dall’umorismo irriverente e assolutamente scorretto finisce nelle mani degli youtuber più ironici, scanzonati e spregiudicati del web? Scopritelo con noi in questo irresistibile live durante il quale Quei Due Sul Servergiocheranno a Il Trauma del Tram, un party game di dilemmi morali e omicidi sui binari! Potreste trovarvi spesso indecisi e attanagliati dai dubbi, una cosa però è assolutamente certa: morirete dal ridere! Evento realizzato in collaborazione con Asmodee, azienda di riferimento nel settore del giocoa livello internazionale.

  • 26 ottobre ore 19:00: CHI HA UCCISO KENNY, con Pera Toons

Incontro con l’autore dell’omonimo volume edito da Tunué, già primo in classifica tra i bestseller di Amazon nella categoria strisce a fumetti nel 2018, all’insegna del mistero e dei mille personaggi che popolano le sue vignette. Durante l’incontro saranno svelati dall’autore alcuni nuovi delitti e qualche dettaglio in anteprima del nuovo libro “Ridi che è meglio”.

  • 27 ottobre ore 19:00: COVER, con ZeroCalcareSkottie YoungJorge Corona

Da Rebibbia agli USA, un dialogo senza precedenti fra tre grandi del fumetto per celebrare la variant cover realizzata da Zero per il volume di Middlewest di Skottie.

  • 28 ottobre ore 19:00: MASTERS OF THE TOYScon Emiliano Santalucia

Incontro con uno dei più importanti toy designer al mondo, che ha collaborato con brand come Masters of the Universe, Transformers (inclusi i film) e che ha ridisegnato ufficialmente i giocattoli di personaggi come Mazinga Z e Jeeg Robot firmati Go Nagai. Con lui saranno presenti uno o più altri professionisti del settore, per una chiacchierata sul mercato del giocattolo, sulla sua produzione, sui segreti del design, e il parallelismo tv, cinema e giocattolo.

Le informazioni sugli eventi saranno disponibili al link www.luccachanges.com/it/eventi-amazon, per maggiori informazioni visita: www.amazon.it/luccachanges2020.

Full Metal Jacket: per la prima volta in 4K

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Full Metal Jacket: per la prima volta in 4K

Full Metal Jacket“, la memorabile opera di Stanley Kubrick sugli orrori della guerra, dall’8 ottobre arriva per la prima volta in 4K UHD, con una special edition contenente un esclusivo album fotografico di 32 pagine, le art cover dei personaggi, una lettera di Stanley Kubrick, oltre alla replica della locandina originale.

La splendida epopea di guerra diretta da Stanley Kubrick colpisce ancora più forte nella piena risoluzione del 4K. Matthew Modine, Vincent D’Onofrio e R. Lee Ermey – nei panni dell’infernale sergente addestratore – sono le star assolute di questo avvincente racconto sulle reclute del corpo dei Marines spedite al fronte in Vietnam. Passando dalla cruda brutalità dell’addestramento militare agli effetti disumanizzanti del campo di battaglia, Full Metal Jacket unisce abilmente sequenze di azione e un graffiante humor nero.

Tra i contenuti extra del film il commento di Adam Baldwin, Vincent D’Onofrio e R.Lee Ermey e del critico/sceneggiatore Jay Cocks, oltre alla featurette ‘Full Metal Jacket: tra il bene e il male’. Disponibile in 4K UHD su Amazon.it

Sempre a partire dall’8 ottobre, sarà disponibile per la prima volta in 4K UHD anche “300”, il film ispirato all’epica graphic novel di Frank Miller, e “007 James Bond Collection”, l’elegante cofanetto da collezione con tutti i 24 film (in DVD e Blu-Ray) dedicati all’agente segreto per eccellenza, da “Agente 007 – Licenza di uccidere” fino a “Spectre”.

Non è finita qui, dal 29 ottobre in arrivo, sempre per la prima volta in 4K UHD, anche “Beetlejuice – Spiritello Porcello”, il film di Tim Burton con Michael Keaton e Alec Baldwin, vincitore del Premio Oscar al Miglior Trucco.

In 4K UHD dall’8 ottobre

 “300”, il film di Zack Snyder ispirato all’epica graphic novel di Frank Miller, arriva per la prima volta in 4K UHD a partire dall’8 ottobre.

L’epica graphic novel di Frank Miller (Sin City) pervade lo schermo con sangue, lampi, tuoni e timore reverenziale nel suo intenso stile visivo fedelmente ricreato con la sapiente miscela di live-action e animazione in computer gra­fica. Nel raccontare l’antica battaglia delle Termopili, descrive lo scontro titanico nel quale re Leonida (Gerard Butler) e 300 spartani combatterono fino alla morte contro Serse (Rodrigo Santoro) e il suo imponente esercito persiano.

Disponibile in 4K UHD su Amazon.it e su IBS.it

BEETLEJUICE – SPIRITELLO PORCELLO

In 4K UHD dal 29 ottobre

“Beetlejuice – Spiritello Porcello”, il film di Tim Burton con Michael Keaton e Alec Baldwin, vincitore del Premio Oscar al Miglior Trucco, arriva per la prima volta in 4K UHD dal 29 ottobre.

Cosa può fare una coppia di fantasmi yuppie (Geena Davis e Alec Baldwin) quando la loro pittoresca casa del New England viene invasa da newyorkesi alla moda? Assumere un “bio-esorcista” freelance per spaventare gli intrusi, ovviamente! Con la regia di Tim Burton, “il Beetlejuice di Michael Keaton è uno dei più grandi cattivoni mai visti scatenarsi in un film di fantasmi” (The Village Voice).

Disponibile in 4K UHD su Amazon.it e su DVD-Store

007 JAMES BOND COLLECTION

In DVD e Blu-ray dall’8 ottobre

007 James Bond Collection”, l’elegante cofanetto da collezione con tutti i 24 film in DVD e Blu-Ray dedicati all’agente segreto per eccellenza, da “Agente 007 – Licenza di uccidere” fino a “Spectre”, in arrivo dall’8 ottobre.

  1. LICENZA DI UCCIDERE
  2. DALLA RUSSIA CON AMORE
  3. MISSIONE GOLDFINGER
  4. THUNDERBALL – OPERAZIONE TUONO
  5. SI VIVE SOLO DUE VOLTE
  6. AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA’
  7. UNA CASCATA DI DIAMANTI
  8. VIVI E LASCIA MORIRE
  9. L’UOMO DALLA PISTOLA D’ORO
  10.  LA SPIA CHE MI AMAVA
  11.  MOONRAKER – OPERAZIONE SPAZIO
  12.  SOLO PER I TUOI OCCHI
  13.  OCTOPUSSY – OPERAZIONE PIOVRA
  14.  BERSAGLIO MOBILE
  15.  ZONA PERICOLO
  16.  VENDETTA PRIVATA
  17.  GOLDENEYE
  18.  IL DOMANI NON MUORE MAI
  19.  IL MONDO NON BASTA
  20.  LA MORTE PUO’ ATTENDERE
  21.  CASINO ROYALE
  22.  QUANTUM OF SOLACE
  23.  SKYFALL
  24.  SPECTRE

Disponibile nei migliori negozi e su Amazon.it

Marvel: le principali conseguenze del Multiverso sul MCU

Marvel: le principali conseguenze del Multiverso sul MCU

Tutti i segnali sembrano indicare che i Marvel Studios esploreranno finalmente il Multiverso a partire dai film dell’attesissima Fase 4. ComicBookMovie ha voluto approfondire la questione, andando a sviscerare tutte le possibili conseguenze che l’esplorazione del Multiverso potrebbe avere sull’universo condiviso…

I futuri desolati

I futuri desolati sono diventati un punto fermo dell’Universo Marvel, che si tratti di storie come “Age of Apocalypse”, “Spider-Man: Reign” o “Age of Ultron”. I Marvel Studios hanno la possibilità di esplorarli in grande stile, con il franchise di X-Men particolarmente adatto per intraprendere una strada del genere. È stato chiarito in Avengers: Endgame che qualsiasi tipo di modifica alla sequenza temporale potrebbe avere conseguenze disastrose, qualcosa che può essere ulteriormente esplorato nei racconti futuri.

Tutto ciò che questi eroi faranno da ora in avanti potrebbe cambiare. Personaggi come gli X-Men potrebbero imparare cosa li aspetta in futuro e passare anni a cercare di annullare ciò che aprirebbe la porta a molte nuove opportunità dal punto di vista narrativo (i Marvel Studios potrebbero facilmente prendere ispirazione dalle trame di “House of X” e “Powers of X”, per esempio).

Lo Spider-Verse in versione live action

Il casting di Jamie Foxx nei panni di Electro in Spider-Man 3 ha sollevato molte domande importanti, con i fan convinti che il film metterà il simpatico arrampicamuri di Tom Holland contro minacce provenienti da più Terre. È una prospettiva intrigante, e se fosse realmente così, allora sarà qualcosa che quasi certamente preparerà il terreno per Doctor Strange in the Multiverse of Madness.

Con Sam Raimi al timone, ci sono molte teorie sul fatto che il film riporterà in vita lo Spider-Man di Tobey Maguire, e il sequel di Doctor Strange potrebbe facilmente contenere al suo interno un cameo di Holland. Tutto ciò potrebbe portare ad una sorta di epico progetto live-action dello Spider-Verse, con le versioni di Spidey interpretate da Holland, Maguire e Andrew Garfield che si uniscono per combattere una versione interdimensionale dei Sinistri Sei.

Volti noti del franchise di X-Men

La Fox ha commesso molti errori importanti con il franchise di X-Men, ma lo studio si è riscattato – in parte – scegliendo molti attori di alto livello per interpretare questi iconici eroi e cattivi. Che si tratti di Michael Fassbender nei panni di Magneto, Anya Taylor-Joy nei panni di Magik, Tye Sheridan nei panni di Ciclope o Jennifer Lawrence nei panni di Mystique, è sicuramente un peccato pensare che non vedremo più quelle interpretazioni dei personaggi.

Ebbene, il Multiverso potrebbe cambiare in qualche modo la situazione. Sarebbe bello, infatti, vedere i Marvel Studios scegliere personalmente alcuni degli attori preferiti dai fan che hanno già interpretato i mutanti per un ritorno nel MCU. In alternativa, il Multiverso potrebbe anche essere utilizzato per portare mutanti da quest’anno ad uno completamente diverso.

I Fantastici Quattro

Dove sono stati i Fantastici Quattro per tutto questo tempo? Nessuno vuole un’altra versione adolescenziale del team, quindi introdurli in quel modo sarebbe una delusione, lasciando ai Marvel Studios poche alternative. È stato ampiamente ipotizzato che il Regno Quantico e la Zona Negativa siano la stessa cosa, quindi cosa succederebbe se la Prima Famiglia della Marvel fosse stata intrappolata lì, ad esplorare il Multiverso per quelli che sono stati decenni per noi, ma solo pochi anni per loro?

Ciò renderebbe felici i fan che sperano che la storia delle origini dei Fantastici Quattro sia comunque radicata negli anni ’60, un’idea unica. È anche possibile che i Fantastici Quattro possano arrivare nel MCU da un’altra Terra, anche se è difficile dire cosa li avrebbe portati a cambiare i pianeti. In termini di membri del cast del passato, probabilmente nessuno sarebbe contrario al ritorno di Chris Evans o Michael B. Jordan nei panni di Johnny Stor/Torcia Umana.

Secret Wars

La speranza è che i registi di Avengers: Endgame, Anthony e Joe Russo, tornino nell’universo cinematografico Marvel per prendere il timone di un film ispirato a “Secret Wars” con gli eroi più potenti della Terra, gli X-Men e i Fantastici Quattro. Potrebbe sicuramente accadere, ma per quanto riguarda l’altra storia di “Secret Wars”?

Quella storia presentava una Terra creata dal Dottor Destino che ha riunito tutte quelle diverse parti del Multiverso per creare un nuovo, folle mondo con più versioni degli stessi personaggi. È stato uno strano, meraviglioso mash-up, nonché una storia che sarebbe fantastico vedere ambientata nel MCU. Ha tutte le caratteristiche per essere un film evento, e se c’è qualcuno che può tirare fuori attori di diversi franchise e renderli tutti protagonista della stessa avventura, quel qualcuno è ovviamente Kevin Feige e tutto il team dei Marvel Studios.

Heroes Reborn

In questo momento, sembra che la Fase 4 si concentrerà sui “passaggi di testimone”. Falcon diventerà Captan America, Jane Foster brandirà il Mjolnir nei panni di Thor e Kate Bishop assumerà il ruolo di Occhio di Falco (questi sono solo alcuni esempi). Cosa accadrà in futuro?

Anche se la maggior parte dei fan non vorrebbe vedere un adattamento delle peggiori storie della serie “Heroes Reborn”, i Marvel Studios potrebber riportare personaggi classici come Iron Man e Black Widow (e Deadpool, ovviamente), strappando diverse versioni da altri mondi, con nuovi attori che interpreterebbero questi iconici ruoli. Gestito nel modo giusto, non sarebbe necessariamente fonte di confusione per i fan, e offrirebbe invece ai Marvel Studios un modo efficace per riavviare i franchise mantenendo quei personaggi principali nel MCU.

Katherine Langford sulla scena tagliata da Endgame: “La scelta migliore”

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Katherine Langford è tornata a parlare della sua scena tagliata da Avengers: Endgame, giustificando la decisione di eliminare il suo personaggio dalla versione cinematografica. È passato quasi un anno e mezzo da quando il film di Anthony e Joe Russo è uscito nei cinema, mettendo ufficialmente la parola fine alla Saga dell’Infinito. Oltre a risolvere la debacle che circondava Thanos (Josh Brolin), il film ha anche rappresentato il canto del cigno per il “primo” eroe del MCU, Tony Stark/Iron Man (Robert Downey Jr.).

Nel film, Tony avrebbe dovuto avere un’ultima conversazione con la versione adulta di sua figlia, Morgan Stark interpretato proprio da Langford. Tuttavia, i registi hanno spiegato che durante gli screen test, quella scena semplicemente non ha provato negli spettatori le reazioni che speravano: la maggior parte di loro era confusa su quale ruolo interpretasse l’attrice di Tredici e Cursed, poiché era la prima volta che appariva nel MCU. Per questo motivo, i Russo ha deciso di tagliare la scena.

In una recente intervista con Collider, a Katherine Langford è stato chiesto se nutre qualche rancore per il fatto che la sua unica scena nel film sia stata alla fine tagliata dal montaggio finale. Sorprendentemente, l’attrice non nutre alcun rancore nei confronti di quanto accaduto. Al contrario, ha ammesso che si è trattata della scelta migliore per il film e che, al di là di tutto, è felice di aver comunque avuto la possibilità di esserne parte.

Le persone continuano a chiedermi se io me la sia presa, ma la mia risposta è sempre la stessa: ‘Qualsiasi cosa sia meglio per il film, per me va bene’. Nessuno vuole essere l’elemento messo a caso in un film. E io non sentivo affatto che fosse così, e nemmeno i fratelli Russo. Abbiamo realizzato questa bellissima scena, molto emotiva, un sorta di vero regalo per i fan. Sono contenta che le persone che volevano vedere quella scena alla fine abbiano avuto comunque modo di vederla. Per me, già averla soltanto girata è stata comunque una grandissima esperienza.”, ha spiegato l’attrice.

Il significato della scena con Tony e Morgan Stark tagliata da Avengers: Endgame

La scena con protagonista Robert Downey Jr. e Katherine Langford è in effetti molto toccante, perché mostra un Tony Stark tanto speranzoso quanto disilluso, e per lui, trovare la figlia adulta, conoscerla, e sentirle dire che è felice, vale tutti i patrimoni del mondo. In questa scena c’è la consacrazione di Tony ad eroe ma anche a uomo, a padre, e non c’è niente di più lontano da quel playboy filantropo che abbiamo conosciuto all’inizio dell’avventura del MCU.

https://www.youtube.com/watch?v=OcMPjlHa1vo&feature=emb_title

Avengers: Endgame è arrivato nelle nostre sale il 24 aprile 2019. Nel cast del film Robert Downey Jr.Chris EvansMark RuffaloChris Hemsworth e Scarlett Johansson. Dopo gli eventi devastanti di Avengers: Infinity War, l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo, Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero esserci.

Star Wars: confermato il potere segreto di Rey legato alla Forza

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Star Wars: confermato il potere segreto di Rey legato alla Forza

L’ultimo libro dedicato alla saga di Star Wars conferma che Rey possiede un’abilità segreta legata alla Forza chiamata psicometria. Rey è senza dubbio uno dei più potenti detentori della Forza nella galassia. In parte è qualcosa di biologico, perché è la nipote dell’Imperatore Palpatine; in parte perché lei stessa rappresenta la metà di una Diade nella Forza insieme al più vecchio ed esperto Kylo Ren, assorbendo gran parte delle sue conoscenze e abilità proprio attraverso il loro misterioso legame.

Eppure, una delle scene più intriganti di Rey non è mai stata completamente spiegata. In Star Wars: Il Risveglio della Forza, Rey si è trovata attratta dalla spada laser di Anakin Skywalker. Quando ha toccato l’elsa della lama, è successo qualcosa: si ritrovò a sperimentare una marea di visioni incontrollabili indotte dalla Forza, descritte come “Forceback”. Era questa la volontà della Forza, che si manifestava per indicare il posto di Rey nella storia galattica? Era Anakin Skywalker che la raggiungeva con la sua spada laser per lo stesso scopo? O era un’abilità innata?

Finalmente, Lucasfilm Publishing ha fornito una risposta. DK ha appena pubblicato “The Star Wars Book”, con contributi di Pablo Hidalgo, Cole Horton e Dan Zehr. In una sezione dedicata proprio alle abilità della Forza, viene confermato che Rey possiede un potere innato della Forza chiamato psicometria.

“Alcune abilità della Forza richiedono anni di addestramento, una forma di attitudine istintuale o una connessione molto forte alla Forza per accedervi. Un piccolo numero di utenti della Forza, inclusi Rey e Cal Kestis, hanno la rara abilità della psicometria, che consente loro di conoscere persone o eventi toccando un oggetto ad essi associato.”

Le origini della psicometria nell’universo di Star Wars

Il potere della psicometria è stato introdotto in Star Wars: The Clone Wars, un’abilità posseduta dal maestro Jedi Quinlan Vos. Il Vecchio Ordine Jedi scoraggiava l’uso della psicometria, perché comporta rischi intrinseci. Un Jedi dotato di questo potere sperimenta letteralmente i momenti che percepisce: ciò significa che sono potenzialmente esposti a un’ondata di emozioni aliene che minacciano di sopraffare il loro equilibrio interiore. Immaginate, ad esempio, un Jedi che tocca l’arma di un delitto: sperimenterebbe sia l’orrore e la paura della vittima sia la furiosa sete di sangue dell’assassino. In effetti, lo stesso Quinlan Vos finì per percorrere un sentiero molto oscuro.

Eppure, l’esperienza di Rey in Star Wars: Il Risveglio della Forza è più che semplice psicometria. Le visioni che ha avuto includevano momenti in cui quella spada laser non era fisicamente presente, il che significava che qualcosa – o qualcun altro – doveva essere entrato in gioco. La spiegazione più probabile è che il potere innato di Rey sia stato attivato quando ha toccato la spada laser che era stata legata sia ad Anakin Skywalker che a suo figlio Luke, e che la Forza si è risvegliata dentro di lei. Tuttavia, le visioni furono poi estese oltre le sue capacità, sia per volontà della Forza che probabilmente del fantasma della Forza di Anakin.

Rimangono alcuni elementi di mistero, ma almeno ora Star Wars ha effettivamente confermato che Rey possiede il potere della psicometria. Questo potrebbe servire come enorme aiuto nella sua potenziale crescita come Jedi, perché significa che non ha soltanto letto gli antichi testi Jedi, ma ha anche sperimentato le lezioni apprese. Allo stesso modo, quando Rey visiterà un Tempio Jedi o scoprirà un antico artefatto Jedi, sarà in grado di acquisire conoscenze che l’Imperatore avrebbe creduto ormai perse col tempo. Con il potere della psicometria, Rey è davvero la persona migliore per ricostruire l’Ordine Jedi.