Divenuto iconico grazie ad alcuni
personaggi in celebri film come La cosa, Grosso guaio a
Chinatown e 1997: Fuga da New York, Kurt
Russell è negli divenuto uno degli attori più
apprezzati dell’attuale panorama statunitense. Distintosi per la
sua versatilità, Russell ha saputo distaccarsi dal ruolo del duro
per ricoprire panni ben diversi, che gli hanno permesso di ottenere
il favore di un ampio pubblico. Ecco 10 cose che non sai di
Kurt Russell.
Parte delle cose che non sai di Kurt Russell
Kurt Russell: i suoi film
1. Ha recitato in celebri
lungometraggi. L’attore esordisce al cinema con il
film Il californiano (1964), per poi recitare in I
ragazzi di Camp Siddons (1966), La TV ha i suoi
primati (1971), L’uomo dinamite (1971), Charley e
l’angelo (1973), L’uomo più forte del mondo (1975) e
La fantastica sfida (1980). Grazie al film 1997: Fuga
da New York (1981) e La cosa (1982) raggiunge una
grande popolarità, che lo porta ad ottenere ruoli da protagonista
in Silkwood (1983), Grosso guaio a Chinatown
(1986), Fuoco assassino (1991), Stargate (1984),
Tango & Cash (1989), Fuga da Los Angeles (1996),
Vanilla Sky (2001), Miracle (2004), Sky
High – Scuola di superpoteri (2005), Poseidon (2006)
e Grindhouse – A prova di morte (2007). Negli ultimi anni
ha poi recitato in Fast & Furious 7 (2015), The Hateful
Eight (2015), Deepwater – Inferno
sull’oceano (2016), Fast & Furious 8 (2017),
Guardiani della
Galassia Vol. 2 (2017), Qualcuno salvi il
Natale (2018) e C’era una volta a…
Hollywood (2019).
2. Ha preso parte a prodotti
televisivi. Negli anni Russell ha partecipato in diverse
occasioni ad alcune serie TV come Disneyland (1967-1972),
Alla ricerca di un sogno (1974) e Racconti della
frontiera (1976). Il suo primo ruolo di rilievo arriva però
grazie al film televisivo Elvis – Il re del rock (1979),
dove interpreta il celebre cantante, e con cui ottiene una
nomination agli Emmy Award.
3. Non utilizza
controfigure. L’attore ha affermato di non utilizzare
controfigure per le scene più difficili da girare, preferendo
eseguire da sé le acrobazie richieste. Molti dei film in cui ha
recitato sono infatti ricchi di sequenze d’azione, a cui Russell
non si è mai tirato indietro sfoggiando grande passione per questo
mestiere, come anche una gran capacità di saper padroneggiare la
situazione.
Kurt Russell: chi è la sua
compagna
4. Ha una relazione da molto
tempo con una nota attrice. Nel 1983 l’attore conosce
l’attrice Goldie Hawn sul set del film Swing
Shift, e intraprendono una relazione che dura ancora oggi. I
due non si sono mai sposati, preferendo considerarsi semplicemente
fidanzati, e nel 1986 hanno dato alla luce il loro unico figlio.
Russell è inoltre il padre adottivo della figlia che la Hawn aveva
avuto da un precedente matrimonio.
5. Hanno recitato insieme in
diversi film. Oltre ad aver recitato insieme nel film
Swing Shift, grazie al quale si sono potuti conoscere
meglio, la coppia aveva già recitato insieme nel film Pazza
banda di famiglia (1968), e poi ancora in Una coppia alla
deriva (1987), e in Qualcuno salvi il Natale (2018),
dove la Hawn interpretava il ruolo di Mrs. Claus. Torneranno a
recitare insieme nell’atteso sequel Qualcuno salvi il Natale
2.
Parte delle cose che non sai di Kurt Russell
Kurt Russell è Santa Claus
6. Ha fatto comporre una
speciale lista dei bambini buoni. Nel suo ruolo di Santa
Claus, Russell ha il compito di portare durante la notte di Natale
regali ai bambini che si sono comportati bene. Nella lista a
riguardo che si può vedere in un dato momento del film, è possibile
leggere diversi nomi. Questi non sono inventati, bensì sono i nomi
dei reali nipoti dell’attore, che egli ha voluto far inserire come
regalo inaspettato.
Kurt Russell in La Cosa
7. Ha dovuto farsi crescere
la barba per molto tempo. Per ottenere la celebre barba
sfoggiata nel film da MacReady, il personaggio interpretato da
Russell, l’attore ha impiegato all’incirca un anno. Tale pazienza è
stata poi premiata, poiché il look del personaggio è divenuto
iconico e ha contribuito alla sua fortuna.
8. Non era convinto del
risultato del film. Durante le prime proiezioni di prova
del film, l’attore aveva espresso alcuni dubbi sul film completo,
affermando che gli effetti utilizzati per il mostro non rendessero
giustizia. Questa era in realtà un’opinione condivisa da tutto il
cast, il quale in seguito ritornò sui propri passi, e lo stesso
Russell affermò che a distanza di anni La cosa è uno dei
suoi migliori film.
Kurt Russell e Quentin
Tarantino
9. Ha lavorato in diverse
occasioni con il noto regista. Russell è uno degli attori
ricorrenti nel cinema di Quentin Tarantino, essendo
comparso in tre dei suoi film. Il primo fu Grindhouse – A prova
di morte, dove Russell interpreta il ruolo dello stuntman
Mike, venne poi The Hateful Eight, dove ricopre il ruolo
di John Ruth “il Boia”, e infine appare brevemente in C’era una
volta a… Hollywood, nel ruolo del casting director Randy,
nonché del narratore esterno.
Kurt Russell: età e altezza
10. Kurt Russel è nato a
Springfield, nel Massachusetts, Stati Uniti, il 17 marzo
1951. L’attore è alto complessivamente 180 centimetri.
“Ciò che è accaduto è triste, ma
fa parte delle dinamiche della nostra industria attuale. Tuttavia
credo che stiamo diventando un po’ troppo sensibili nei riguardi
delle persone sbagliate […] James ha
un cuore meraviglioso e una mente meravigliosa. e spero che venga
perdonato.“
Lo scorso 20 Luglio la notizia del
licenziamento di James Gunn da
parte della Disney ha sconvolto il popolo di internet e messo in
discussione il futuro di Guardiani della Galassia
Vol.3, di cui Gunn stava sviluppando il terzo film.
Le motivazioni che hanno causato
tale decisione al vertice della Casa di Topolino sono state
attribuite a una serie di tweet che Gunn aveva affidato alla rete
circa dieci anni fa, cinguettii insensibili, profondamente stupidi,
frasi scritte con il solo scopo di provocare reazioni
sgradevoli.
Dunque è chiaro che la Disney dovrà
cercare un suo sostituto, se e quando la produzione del terzo
capitolo sui Guardiani riprenderà piede,
ma chi potrebbero essere i nomi più papabili ad occupare la sedia
vuota?
Come riportato da Variety nei giorni scorsi,
la Disney non ha alcuna intenzione di tornare sui propri passi e
non riassumerà il regista alla luce delle mozioni dei fan e della
lettera firmata dal cast del film. Allo stesso modo gli attori non
potranno sottrarsi all’impegno contrattuale e rifiutarsi di tornare
sul set, altrimenti sarebbero costretti ad affrontare azioni
legali.
Per quanto riguarda la regia, si
ipotizzano volti noti ai Marvel Studios,
ovvero Jon
Favreau, Taika Waititi e
i fratelli Russo, ma ovviamente si
tratta di una speculazione senza alcuna base fondata.
Kurt Russell rivela ciò che ha imparato
su Quentin
Tarantino e John
Carpenter riflettendo sulla sua carriera di attore.
Russell ha lavorato per la prima volta con l’acclamato regista di
Halloween nel film biografico di Carpenter del
1979, Elvis, e in seguito i due hanno collaborato
in Fuga da New York, La cosa, Grosso guaio a
Chinatown e Fuga da Los Angeles. Ha poi
lavorato con Tarantino su due lungometraggi, a cominciare da
Death Proof del 2007, prima di riunirsi a lui per
The Hateful
Eight del 2015.
Mentre Kurt Russell ripercorreva la sua carriera con
GQ, l’attore ha brevemente accennato a
ciò che rende sia Carpenter che Tarantino registi unici quando ha
recensito il suo lavoro su Death Proof.
Mentre Russell afferma che Tarantino
è stato ispirato dal lavoro di Carpenter, lo stile di Carpenter è
più riservato rispetto a quello ampolloso del primo, sebbene le
loro motivazioni li accomunino. Ecco cosa ha spiegato Kurt Russell sulla differenza tra Tarantino e
Carpenter:
“Uno dei motivi per cui Quentin ha
iniziato a fare film è grazie a John Carpenter. Voglio dire, lo so
per sua stessa ammissione. John è più riservato nel suo umorismo e
nel suo stile. Quentin è molto, molto estroverso. Ma ci sono anche
molte somiglianze in ciò che guida il loro fascino nel realizzare
un film. Non è come un regista che cerca una visione. Ce l’hanno in
testa ed è solo questione di avere la libertà di dire “mi piace, mi
piace, così, non mi piace, non mi piace”, sai, è facile per
loro.”
Tarantino non è mai stato riservato
riguardo alla sua ammirazione per la filmografia di Carpenter,
raccontando in lunghe interviste le sue esperienze con il regista e
il suo lavoro durante i suoi trentadue anni di carriera. Discutendo
delle ispirazioni dietro The Hateful Eight nel
2015, Tarantino ha rivelato che La Cosa ha
ispirato non solo il western, ma anche il suo debutto Le
Iene attraverso il suo uso di tensione e paranoia in un
ambiente limitato con un piccolo cast. Tarantino ha anche
accreditato La Cosa come uno dei pochi film horror
che lo spaventano, mostrando la sua ammirazione per Carpenter sia
in qualità di regista che di spettatore.
Kurt Russell, prenderà a quanto pare il
posto di Kevin Costner in Django
Unchained. L’ attore ha già lavorato con Quentin Tarantino in A prova di morte.ì
Nella pellicola ricoprirà il ruolo di Ace, il crudele
sovrintendente della piantagione di cui è proprietario il
personaggio di Leonardo DiCaprio, e che prova particolare
piacere a punirne gli schiavi.
Le riprese di Django Unchained inizieranno a novembre, e
proprio nel corso della preparazione per il suo ruolo (quello di un
ex dentista tedesco diventato bounty-hunter), l’attore Christoph Waltz è caduto da cavallo
dislocandosi l’osso pelvico.
Sembra proprio
sia Kurt Russell (a breve sugli schermi con
l’attesissimo The Hateful Eight) l’attore
scelto da James
Gunn per il ruolo del padre di Chris Pratt in Guardiani della Galassia Vol.
2. La Marvel non ha ancora ufficialmente
offerto a Russell l’ambita parte, né l’attore ha
ricevuto la sceneggiatura, ma pare siano in programma delle
riunioni a breve. Sia i portavoce della Marvel che di
Russell, al momento, hanno rifiutato di
commentare.
Un anno produttivo questo per Russell, che
oltre a The Hateful Eight di
Quentin Tarantino, l’ha visto tra
i protagonisti di Fast&Furious 7 e del
western-horror Bone Tomahawk di
S. Craig Zahler. L’attore ha anche ottenuto un
ruolo chiave accanto Mark Wahlberg in Deepwater Horizon di Peter
Berg.
Guardiani della Galassia
Vol. 2 vedrà Pratt
affiancare gli ex colleghi Zoe
Saldana e Dave Bautista,
e l’attrice Pom Klementieff, new entry per
questo sequel. Bradley Cooper e Vin
Diesel daranno nuovamente voce ai personaggi di Rocket
e Groot.
Non è chiaro se Diesel, che ha da poco finito
di lavorare con Russell in
Fast&Furious 7, abbia messo pressioni
a Gunn o abbia in qualche modo giocato un
ruolo nel reclutamento del collega. La produzione del film
comincerà all’inizio del prossimo anno, e l’uscita è prevista
per il 5 maggio 2017.
Il debutto di Kurt Russell nella serie Yellowstone in The
Madisonè stato ufficialmente confermato.
The
Madison è uno spin-off di prossima uscita con
Michelle Pfeiffer, e già mesi fa
si vociferava che Russell fosse coinvolto nel progetto. La serie
dovrebbe debuttare nel 2026, probabilmente nella prima metà
dell’anno.
Deadline ha riportato che Kurt Russell si
unirà al cast di The Madisoncome
personaggio fisso. Si tratta di una notizia importante per
il titolo, che è già stato rinnovato dalla Paramount prima della
sua prima stagione. Si unisce alla Pfeiffer, oltre che alle star
Matthew Fox, Elle Chapman,
Patrick J. Adams e altri.
Cosa significa il casting di
Kurt Russell in The Madison
Prima che il pubblico si entusiasmi
troppo per il casting di Kurt Russell, c’è un dettaglio importante
che è stato tralasciato nella notizia. Al momento, la prima
stagione di The Madison ha già terminato le riprese a
gennaio ed è in fase di post-produzione, il che significa che la
serie potrebbe essere rilasciata piuttosto presto.
Ciò significa che Kurt Russell
difficilmente apparirà nella prima stagione, a meno che non
decidano di girare scene aggiuntive per lui. Il suo arrivo
avverrà probabilmente nella seconda stagione di The
Madison, che è già in fase di sviluppo e le cui
riprese inizieranno questo autunno, prima dell’uscita della prima
stagione.
Taylor Sheridan e Paramount+ sono piuttosto riservati sui loro piani
di sviluppo, con numerosi spin-off di Yellowstone
in fase di sviluppo, la tempistica di uscita del franchise
non è del tutto chiara. Anche se non mi sorprenderebbe se Kurt
Russell facesse una breve apparizione nella prima stagione, è
dubbio che abbia partecipato in segreto alle riprese della prima
stagione.
Tuttavia, il ruolo di Kurt Russell
nella seconda stagione di The Madison sarà una grande
attrazione per la serie, poiché continua la serie di show di
Sheridan guidati da star del cinema veterane. Kevin Costner, Harrison Ford, Billy Bob Thornton e ora Kurt Russell. È
un cast eccellente.
Sembra proprio che Kurt Russell sia stato confermato nel
cast di Fast and Furious 7, come già
anticipato in precedenza.
La notizia ci arriva grazie alle
prima foto uscita sul web, che vede l’attore sul set al fianco di
Vin
Diesel e Paul
Walker, pubblicate ancora una volta da Diesel sul suo
profilo Facebook nella giornata di ieri. Sotto la foto l’attore ha
scritto “Kurt Russell, such an honor to work with…” Il
ruolo preciso dell’attore nel film ancora non è noto, ma si
pensa che a breve la notizia sarà diffusa dalla produzione
dell’atteso sequel.
Continuando le imprese globali nell’inafferrabile franchise
fondato sulla velocità,
Vin Diesel, Paul Walker e Dwayne
Johnson si riuniscono per capeggiare il cast di
Fast
and Furious 7. James Wan dirige
questo capitolo della serie di grandissimo successo che vede nel
cast i ritorni di
Michelle Rodriguez, Jordana Brewster,
Tyrese Gibson, Chris “Ludacris” Bridges,
Elsa Pataky e Lucas Black. Per l’occasione,
si uniscono al cast altre star internazionali comeJason
Statham,
Djimon Hounsou, Tony Jaa, Ronda Rousey e
Kurt
Russell. Il film, scritto da Chris Morgan e
prodotto da Neal H. Moritz,
Vin Diesel e Michael Fottrell, è diretto
da James Wan e arriverà in Italia il 2 aprile
2015.
Dopo i rumor della settimana scorsa,
Kurt Russell conferma di essere in
trattative per interpretare il padre di Peter Quill /Star-Lord in
Guardiani della Galassia Vol.
2.
L’attore, in un’intervista per lo show radiofonico Happy Sad
Confused, afferma di aver parlato con Gunn circa il suo ruolo,
ma anche di non essere ancora ufficialmente vincolato ad esso per
un motivo.
“Ho ricevuto una telefonata proprio
due giorni fa a riguardo. Non ho mai visto Guardiani
della Galassia. Non so nulla. Sono uno dei quattro
idioti che non l’ha mai visto. Molte volte ho sentito ‘Questo è un
film davvero divertente, con dei grandi personaggi.’ Non mi ero
reso conto che James
Gunn lo avesse scritto e diretto. Perciò, quando
abbiamo parlato al telefono ho dovuto essere onesto e dire: ‘Grazie
per avermi considerato, ma devo leggere lo script e devo guardare
il film perché non posso offrirvi nulla.’ Quindi mi fa specie che
qualcuno mi chieda di parlarne perché tutti sanno più di me a
riguardo.”
Il regista James
Gunn ha già confermato che il padre di Star-Lord del film
sarà diverso da quello del fumetto, in cui viene indicato come
l’imperatore J’Son di Spartax. “Dirò quel tanto che basta…Sono
circolati un sacco di documenti su chi fosse il padre di Peter
Quill tra un gruppo scelto di due o tre di noi”, fa sapere. “È
stato parte del piano fin dall’inizio, è qualcosa su cui ho dovuto
lavorare prima di girare la sceneggiatura. Volevamo che il ruolo di
Yondu avesse un senso e lo ha, quindi è tutta roba molto
specifica.”
Guardiani della Galassia
Vol. 2 vedrà protagonisti ancora una volta
Chris Pratt, Zoe
Saldana, Dave Bautista (con Vin
Diesel e Bradley Cooper, voci di Groot e Rocket
Raccoon) nel ruolo di improbabili eroi alle prese con una forza
cosmica di proporzioni epiche. Il film sarà nei cinema americani a
partire dal 5 maggio 2017.
Kurt Johnstad
(300) ha firmato per scrivere la sceneggiatura
sulla storia epica di The Lost Legion
della Warner Bros. La pellicola racconterà la storia vera di una
legione
A ventisei anni dalla morte di
Kurt Cobain, avvenuta il 5 aprile 1994 a soli 27
anni, vale la pena passare in rassegna il materiale cinematografico
disponibile su questa icona del grunge, che ha segnato
così profondamente una generazione, rappresentandone rabbia e
inquietudine, da lasciare dietro di sé un’impronta musicale
indelebile.
Nato ad Aberdeen il 20 febbraio del
1967 da genitori della working class, sensibile e intelligente, fin
da bambino Cobain mostra un’energia e una vivacità, che cozzano
tanto col suo viso da angioletto biondo dagli occhi azzurri, quanto
con la sonnolenta provincia americana in cui vive. Si rivela presto
difficile da gestire per i suoi, che divorziano quando ha 8 anni,
evento per lui assai traumatico. Presto esprime il suo talento con
la musica, imbracciando la prima chitarra a 14 anni e anche
attraverso disegni e fumetti dal carattere cupo e inquietante. Una
vita segnata dal dolore: dalla depressione ai disturbi gastrici,
alla tossicodipendenza. A rischiararla, la musica che gli consente
di dare voce a una spiccata sensibilità e alle proprie
inquietudini. Il successo arriva puntuale, ma destabilizza
definitivamente equilibri già precari. L’amore per la moglie
Courtney
Love e la figlia Frences Bean, che
nasce poco prima della morte di Kurt – non basta a dargli la forza
di andare avanti.
Il suo nome e quello della sua
band, i Nirvana, restano però nella storia del rock. Tre album in
studio composti in una manciata di anni, dal 1989 al 1993, uno dei
quali, Nevermind, pieno zeppo di successi, contiene quella
Smellslike teen spirit che è diventato l’inno
della generazione X, ricevendo innumerevoli riconoscimenti. Poi,
l’MTV Unplugged registrato a New York nel 1994 in cui il
frontman regala una delle ultime toccanti performance. Gli sono
stati dedicati film di finzione e documentari. Alcuni ne celebrano
la figura, altri avanzano dubbi e ipotesi sulla sua morte.
I dubbi sulla morte di Kurt Cobain
Due dei lavori su Cobain sono
documentari che prospettano scenari alternativi o si propongono di
far luce sulle circostanze della scomparsa del cantante, che la
versione ufficiale vuole dovuta a un colpo di fucile
auto-inflitto.
Il primo, Kurt &
Courtney del 1998, è opera del regista britannico
Nick Broomfield. Egli propone una serie di
interviste a persone vicine a Kurt e Courtney, suffragando così la
tesi che Love possa aver avuto delle responsabilità nella morte del
marito. Il film dovrebbe partecipare al Sundence Festival, ma in
seguito alle proteste della donna, ne è escluso. Nella colonna
sonora non compaiono brani dei Nirvana. Diciassette anni dopo, vede
la luce Soaked in bleach, ancora un
docufilm, diretto da Benjamin Statler, che
ripercorre gli ultimi giorni di vita di Cobain e il suo rapporto
con la moglie attraverso una serie di interviste, materiali
originali e ricostruzioni filmiche dell’accaduto. Asse portante è
l’indagine condotta dall’investigatore privato Tom
Grant, assunto da Courtney Love pochi giorni prima della
morte di Kurt per ritrovare il marito scomparso. Si propone di fare
luce sulla sua tragica fine, avvalorando l’ipotesi dell’omicidio,
dietro il quale suggerisce ci possa essere proprio la vedova
Cobain. In Italia il film appare con il titolo Chi ha
ucciso Kurt Cobain?
Kurt Cobain secondo Gus Van Sant
Il cinema d’autore non tralascia
però la figura di Cobain. È Gus Van
Sant, con il suo Last Days
nel 2005 a tributargli un omaggio, cercando di immaginare gli
ultimi giorni del cantante, isolato nella sua villa di Seattle. Il
regista inserisce il lavoro all’interno di una trilogia sul tema
della morte, inquadrato in relazione alla gioventù americana,
iniziata con Gerry e proseguita con
Elephant – lungometraggio sul massacro
alla Columbine High School, Palma d’Oro al Festival di
Cannes. LastDays
offre spunti interessanti per riflettere proprio sul concetto di
isolamento. Apprezzabile e rigoroso il lavoro di un Michael
Pitt sempre scapigliato e poco visibile in volto, ma
sorprendentemente credibile, cui è affidato il delicato compito di
impersonare Cobain. Nuovamente assente la musica dei
Nirvana.
Kurt Cobain raccontato da
Kurt Cobain
Infine, ecco i lavori che forse
riescono meglio a restituire la figura del leader dei Nirvana e che
mettono lo spettatore maggiormente in contatto con la sua
sensibilità e il suo mondo emotivo. Kurt Cobain: About
a Son è un documentario del 2006 di A. J.
Schnack, che pone al centro una serie di interviste
rilasciate dal frontman dei Nirvana tra il ’92 e il ’93, invitando
lo spettatore a concentrarsi sul suo pensiero. Il film rinuncia al
compiacimento della presenza visiva del cantante e a quello sonoro
della musica del gruppo. L’idea e la realizzazione sono
interessanti. Accompagnano la voce di Kurt immagini ispirate alle
sue parole. Lavoro riuscito ed emotivamente coinvolgente, proprio
nella misura in cui è Cobain a parlare di sé.
Anche il regista Brett
Morgen con il suo Cobain – Montage of Heck (recensione)
nel 2015 fa parlare di sé il cantante e consente di ascoltare i
suoi familiari per ricostruire attraverso materiale eterogeneo e in
gran parte inedito la vicenda umana, ancor prima che artistica, del
frontman dei Nirvana. Un lavoro spesso toccante, che merita la
visione. Il cinema non si è lasciato, dunque, sfuggire
Kurt Cobain che, suo malgrado, risponde fin troppo
al cliché della rock star bella e maledetta, ma che soprattutto ha
saputo incarnare la fame di vita, la rabbia e il disorientamento di
intere generazioni.
Kurt CobainOrmai sono
passati venti anni dalla morte di Kurt Cobain, e
il leggendario leader dei Nirvana e nonostante sia
uno dei personaggi più amati della musica nessun film sulla sua
storia è stato mai realizzato. Ebbene oggi però apprendiamo che è
finalmente in cantiere il primo documentario ufficiale a lui
dedicato, l’unico che ha ricevuto l’approvazione della sua
famiglia. L’opera si intitolerà Montage Of Hecke,
e verrà trasmesso nel 2015 dal canale HBO. La regia è stata
affidata a Brett Morgen – che ha già vinto un
Oscar per il suo documentario sui Rolling Stones“Crossfire Hurricane” – e la figlia di
Kurt Cobain e Courtney LoveFrances Bean Cobain è la
produttrice. Ecco le parole di Mantage
:
“Ho iniziato a lavorare a questo
progetto otto anni fa. All’inizio pensavo che avrei avuto a che
fare con una quantità limitata di materiale. Ma quando ho avuto
accesso all’archivio della famiglia Cobain ho scoperto che c’erano
più di duecento ore di materiale audio inedito, quadri, sculture,
dipinti, ore di filmati mai visti prima e più di quattromila pagine
di scritti”
Il film sarà ricco di materiale
inedito e personale.
Clint Eastwood si ispirerà a Kurt
Cobain per il suo remake di E’ nata una stella. E’ stato lo
sceneggiatore Will Fetters che ha rivelato la cosa a CraveOnLine,
spiegando come abbia scelto di
Il regista danese Thomas Vinterberg,
celebre per film come Festen e
Il sospetto, porta alla Festa del Cinema di
Roma il suo nuovo film, Kursk, tratto
dal romanzo A Time to Die di Robert Moore e basato
sul reale incidente del sottomarino K-141 Kursk. Il film si avvale
di un cast di attori europeo tra cui spiccano Matthias Schoenaerts,
Colin Firth e Léa
Seydoux.
Nel film Kursk il 12 agosto 2000 un
sottomarino della Flotta del Nord della Marina Militare Russa
subisce una serie di esplosioni interne, che lo fecero precipitare
sul fondo delle acque artiche. Solo 23 dei 118 marinai a bordo
sopravvissero. Nei nove giorni seguenti, i marinai lottarono per la
sopravvivenza, mentre le operazioni di soccorso procedevano a
rilento e i familiari si battevano contro gli ostacoli
burocratici.
Come dichiarato da Vinterberg
stesso, questo non vuole essere un film di denuncia, ma un’opera
che pone al centro di tutto il concetto di umanità. Il regista
inizia infatti con il presentarci il contesto famigliare dei
marinai protagonisti, esaltandone i piccoli momenti che lo rendono
tanto importante. Una volta svelata l’umanità privata dei
protagonisti, possiamo dunque entrare nel freddo sottomarino, che
diventa ancor più luogo claustrofobico al momento
dell’incidente.
A partire dall’ottima sceneggiatura
di Robert Rodat, già autore di Salvate
il soldato Ryan, Vinterberg costruisce tre piani
narrativi, intrecciati tra loro. Abbiamo il punto di vista dei
marinai intrappolati in fondo al mare, quello delle loro famiglie
che tentano disperatamente di sapere cosa stia accadendo, e quello
politico, che vede la Russia più impegnata a non fare una brutta
figura a livello internazionale piuttosto che salvare i propri
marinai accettando aiuti esteri.
Così facendo, il regista ci offre
una panoramica completa della storia, portandoci ora ad essere in
apprensione per gli intrappolati, ora in profonda frustrazione per
chi non riesce ad ottenere la verità. Si arriva dunque al film di
denuncia, certo, ma il regista non si abbandona a del facile
moralismo o sentimentalismo, intento invece a dare una lucida
fotografia della situazione. Il suo interesse maggiore, e questo
sarà sempre chiaro durante la visione del film, è incentrato sulla
ricerca delle motivazioni che muovono i suoi personaggi. E questa
ricerca dell’interiorità è certamente l’aspetto più coinvolgente
del film, che si muove a partire dallo sguardo innocente dei
bambini.
Allo stesso tempo
Kursk non lascia fuori la componente di
intrattenimento cinematografico, che al contrario è molto forte. Il
film riesce così a reggersi in equilibrio tra spettacolarità visiva
e impegno, toccando temi cari al regista danese. Dal nucleo
famigliare, al disperato tentativo di sopravvivenza. Dalla lotta
del singolo contro un potere più grande, alla paura della morte e
della fine. Temi che si intrecciano tra loro per costruire una
riflessione più ampia sull’importanza dell’umanità.
Certamente un film lontano
dall’estetica del movimento Dogma 95, ideato da
Vinterberg e Lars Von Trier negli anni novanta, ma
non per questo meno importante per la filmografia del regista. Al
contrario, Kursk afferma le doti
registiche di Vinterberg anche su registri più spettacolari, senza
perdere la propria impronta autoriale.
Kursk (qui
la nostra recensione), diretto da Thomas Vinterberg e
uscito nel 2018, segna un’interessante deviazione nella filmografia
del regista danese, noto soprattutto per opere dal forte impatto
emotivo e intimista come Festen e Il sospetto. Vinterberg, maestro nel raccontare i
conflitti umani e le fragilità emotive, si cimenta qui con un
dramma storico a sfondo bellico, senza rinunciare al suo tocco
autoriale. Pur trattando un evento di portata internazionale, il
regista mantiene al centro la dimensione umana, concentrandosi
sulle vite e i sentimenti dei protagonisti, piuttosto che sulla
spettacolarizzazione dell’azione.
Il film si colloca nel genere del
disaster movie a base reale, mescolando tensione, tragedia e
critica politico-sociale. Ricostruisce con taglio realistico e
attento ai dettagli la catastrofe del sottomarino nucleare russo
K-141, avvenuta nell’agosto del 2000, alternando sequenze
claustrofobiche all’interno dell’imbarcazione a momenti di
disperazione e attesa sulla terraferma. La messa in scena, elegante
ma mai artificiosa, richiama per certi versi titoli come Das
Boot di Wolfgang Petersen o Chernobyl di Craig Mazin, dove il
dramma collettivo diventa metafora di un sistema politico in crisi,
e il senso di impotenza avvolge tanto i protagonisti quanto lo
spettatore.
Vinterberg sfrutta il genere per
costruire un’opera che non è solo cronaca di un disastro, ma
riflessione sulla lealtà, l’orgoglio nazionale e i limiti della
cooperazione internazionale. In Kursk, il
conflitto non è solo contro il tempo e l’acqua, ma anche contro la
burocrazia e la rigidità di un apparato militare incapace di
ammettere debolezze. Nel resto dell’articolo, ci soffermeremo sulla
vera storia che ha ispirato il film, analizzando le circostanze
reali dell’incidente, il contesto politico in cui è avvenuto e le
conseguenze che ha lasciato sia per i familiari delle vittime sia
per l’immagine della Russia sullo scenario mondiale.
Il film Kursk
racconta la drammatica vicenda del sottomarino nucleare K-141 Kursk
e il tentativo disperato di salvare i marinai intrappolati dopo
l’incidente avvenuto nel Mare di Barents nel 2000. La storia si
concentra su Mikhail Averin (Matthias
Schoenaerts), uno dei sottufficiali a bordo, e sulla
sua famiglia, che lotta contro l’ostilità e il silenzio delle
autorità per ottenere notizie e sperare in un miracolo.
Parallelamente, il film segue la complessa e difficile missione di
soccorso, ostacolata da problemi tecnici, politici e burocratici,
che si rivelerà un’impresa ardua e carica di tensione.
La storia vera dietro il film
Il disastro del sottomarino russo
K-141 Kursk, avvenuto il 12 agosto 2000 nel Mare
di Barents, rappresenta una delle tragedie più gravi della storia
navale russa. Il Kursk, un sottomarino nucleare della classe Oscar
II, stava partecipando a un’esercitazione navale di grande portata,
la “Summer-X”, che coinvolgeva numerose unità della Flotta del
Nord. Durante l’esercitazione, alle 11:28 locali (07:28 UTC), il
Kursk lanciò dei siluri di prova, ma subito si verificò
un’esplosione, presumibilmente di uno dei siluri, che liberò una
potenza compresa tra i 100 e i 250 chilogrammi di TNT, producendo
un’onda sismica di intensità 2,2 secondo la scala Richter.
La seconda esplosione, avvenuta 135
secondi dopo la prima, fu di magnitudo compresa tra 3,4 e 4,4, con
una potenza tra le 3 e le 7 tonnellate di TNT, causando danni
irreparabili al sottomarino e la morte immediata di gran parte
dell’equipaggio. Nonostante l’intensità delle esplosioni, 23
marinai riuscirono a rifugiarsi nei compartimenti poppieri del
sottomarino, dove rimasero intrappolati. Un appunto scritto dal
tenente-capitano Dimitry Kolesnikov, trovato tra i resti,
testimonia i suoi ultimi momenti a bordo. Il documento, datato
15:45, esprimeva la speranza di una possibile salvezza, ma
purtroppo nessuno dei 23 superstiti riuscì a sopravvivere.
L’assenza di comunicazioni e
l’impossibilità di accedere al sottomarino per oltre 12 ore
ritardarono le operazioni di soccorso. Solo il 21 agosto, grazie
all’intervento di specialisti britannici e norvegesi, fu possibile
agganciare un veicolo di soccorso al boccaporto di poppa, ma ormai
l’intero equipaggio era deceduto. Le indagini ufficiali stabilirono
che l’incidente fu causato dall’esplosione di un siluro Tipo
65-76A, dovuta a una saldatura difettosa che provocò la fuoriuscita
di perossido di alta qualità, innescando una reazione catalitica.
La Marina russa fu criticata per la sua risposta lenta e
inadeguata, e per aver rifiutato inizialmente l’aiuto
internazionale.
Un’inchiesta interna concluse che
l’incidente fu il risultato di “violazioni della disciplina,
attrezzature obsolete e mal mantenute”, e “negligenza, incompetenza
e cattiva gestione”. Il film Kursk di Thomas
Vinterberg narra dunque di questa la tragedia, concentrandosi sulle
difficoltà incontrate dalle famiglie dei marinai nel cercare di
ottenere informazioni e assistenza, nonché sulle operazioni di
salvataggio. Sebbene il film adatti alcuni eventi per esigenze
narrative, mantiene una sostanziale fedeltà ai fatti storici,
evidenziando le carenze nella gestione dell’emergenza e la lotta
delle famiglie per la verità.
Dopo essere stato presentato a
Sguardi Altrove Film Festival di Milano il 13
maggio, è ora disponibile in alcune sale italiane selezionate
Kurdbûn – Essere Curdo per la regia di
Fariborz Kamkari (Pizza
e Datteri, I Fiori di Kirkuk) e distribuito da Officine
UBU.
La memoria dell’assedio di Cizre
Il documentario ripercorre i
settantantanove lunghissimi giorni dell’assedio della città curda
Cizre da parte dei carri armati turchi. A seguito della vittoria
alle elezioni del partito democratico filocurdo HDP, riuscito così
a entrare nel parlamento di Ankara, il governo turco reagì con
questa azione punitiva non annunciata, colpendo la città curda del
sudest della Turchia, al confine con la Siria e l’Iraq e
massacrando innumerevoli civili tra il 2016 e il 2017.
Kamkari racconta di aver deciso di
rendere giustizia alle vittime di una tale repressione inumana
tramite questo documentario, che si pone anche come ponte culturale
di una memoria che non è mai passata, ma continua a sopraffare
incessantemente, e che il regista, come cittadino curdo, ha
conosciuto fin dalla tenera infanzia. I parallelismi tra la strage
di Cizre e la sua esperienza personale a Sna (città curda in Iran)
sono innegabili: trentotto anni prima, infatti, l’esercito iraniano
attaccò la città indifesa, bombardandola per più di trenta giorni
solo perché gli abitanti avevano deciso di non accettare il regime
di Khomeini.
“Vedere la resistenza di un
popolo che accetta la morte ma non si inchina – ha
spiegato Kamkari – riempie il cuore
di ogni spettatore di dolore e nello stesso tempo di orgoglio. Il
viso dei bambini, il pianto dei padri sui cadaveri dei figli
adolescenti uccisi dai cecchini e i volti orgogliosi delle donne,
che sono state la spina dorsale della resistenza di Cizre, pronte a
morire, ma non ad accettare l’ingiustizia. Questa è l’esperienza
mia e di ogni curdo delle quattro zone del Kurdistan. Allora ho
deciso di partire dal documento per denunciare un incredibile
crimine contro l’umanità e per ricostruire un pezzo della memoria
collettiva di un popolo ancora oggi diviso e
perseguitato”.
Kurdbûn – Essere Curdo: il documentario di un popolo che
resiste
“Quando l’ingiustizia diventa legge
la resistenza diventa un dovere”: il documentario di Kamkarin
rimarca coraggiosamente le parole di Bertold Brecht, sottolineando
l’ardore di chi non arretra nel dare testimonianza di questi
orrori, di chi trasporta nell’audiovisivo le urla di donne da
intercettare come unica colonna sonora del film, che è anche chi
riconosce che non esistono guerre di serie A e di serie B. Come
ricorda la senatrice Liliana Segre, non vi è parola peggiore al
mondo che “indifferenza”, perché si tratta di un atteggiamento che
nasce dalla consapevolezza, volutamente evitata e distorta.
Kamkarin decide di portare in scena
il contrappunto dell’indifferenza, un grido esistenziale
inscalfibile nella sua veemenza, guidato dalla voce della
giornalista curda Berfin Kar e dalla videocamera del suo cameraman,
rimasti bloccati nella città durante il periodo di assedio. Dal
rimaneggiamento di questo diario di guerra per immagini, filtrato
dagli occhi silenti ma lucidi di Kamkarin, è nato il documentario
Kurdbûn – Essere Curdo, passaporto metaforico di
ogni cittadino curdo, che ne rivela le ferite che nascono con ogni
cittadino, crescono con ogni sua esperienza tragica e
l’accompagnano per tutta la vita.
Dopo la fuga da Cizre, Berfin Kar si
è rifugiata in Europa con gli hard disk contenenti le riprese di
quei giorni terribili di assedio e, tramite un network di filmmaker
curdi, è riuscita a contattare il regista Kamkari, a cui ha
proposto di visionare il girato. “Ci sono delle piaghe che, come la
lebbra, corrodono lentamente la nostra anima, in solitudine”: la
latitanza della guerra, il cui senso continua a sembrare
inafferrabile, incurante degli occhi di abitanti che cercano di
capire il perché di una condanna a morte nella propria casa, dove
la conta dei cadaveri per le strade si sostituisce ai giochi dei
bambini.
Siamo di fronte a un’opera il cui
ritmo è marcato dal sangue che sgorga dalle inquadrature, sangue di
un popolo che vuole resistere con tutte le sue forze
all’assimilazione culturale, a un governo dispotico che non ne
riconosce la lingua, il valore, l’identità. Cizre, città simbolo
del modello di autogestione democratica, che vive della
partecipazione delle masse all’autogestione della società, diventa
testimonianza filmica del cinema in cui il nervosismo diventa
solidarietà, al pari di Flee, altro grandissimo documentario di questa
stagione cinematografica, candidato a 3 premi Oscar. Il cinema che
esiste per un popolo che resiste è quello di Kurdbûn –
Essere Curdo: cinema di testimonianza, “allegria nella
preoccupazione più totale”, femminismo e verità storica.
Deadline riporta che Alexandra Shipp, vista di recente nei panni di
Tempesta in X-Men: Dark Phoenix, si unirà al cast di
Kung Fury
2, sequel del mediometraggio del 2015 insieme a
Michael Fassbender,
Arnold Schwarzenegger,
David Hasselhoff e David
Sandberg, che è anche sceneggiatore e regista del
film.
La produzione è attualmente in corso tra Bulgaria e
Germania.
Vi ricordiamo che Kung
Fury aveva debuttato su YouTube ricevendo fin da subito
pareri molto positivi da parte degli utenti. Questa bizzarra
action-comedy è ambientata nel 1985 a Miami, tenuta al sicuro sotto
l’occhio vigile di Kung Fury, il più grande poliziotto di tutti i
tempi. Ad aiutarlo ci sono i Thundercops, le forze di polizia
definitive riunite per sconfiggere il malvagio Kung Fuhrer, Adolf
Hitler.
Nel sequel la Shipp sostituirà Eiza
Gonzales e interpreterà Rey Porter, una reporter che farà di tutto
per scrivere il miglior articolo sulla vicenda.
In seguito alle indiscrezioni
(abbastanza plausibili e veritiere) della scorsa settimana, secondo
le quali la Legendary Pictures e
Universal si starebbero organizzando per
realizzare un adattamento per il grande schermo della serie
televisiva cult degli anni ’70 Kung
Fu, ora sembra trapelare una nuova e succosa
indiscrezione: sembrerebbe che il candidato numero uno
alla regia saràBaz
Luhrmann.
La serie televisiva,
ambientata in Occidente nel corso del 19 ° secolo, era interpretata
da David Carradine e narrava le peregrinazioni di
un monaco in viaggio attraverso l’America alla
ricerca del padre, costretto a fronteggiare avversari di tutti i
tipi, usando le sue arti marziali. Fu trasmessa
dallaABC nel 1972-1975,
con Bill Paxton a muovere i fili della regia,
coadiuvato da una sceneggiatura di John
McLaughlin. Altri scrittori che si sono
avvicendati sul progetto sono Cory Goodman
(Priest) e Rich
Wilkes, che è coinvolto con la scrittura di
Iron Fist, prossima fatica della
Marvel per Netflix. Luhrmann,
meglio conosciuto per i progetti come Romeo +
Giulietta e Moulin
Rouge!, più di recente ha
diretto The Great Gatsby per
la Warner Bros. Pictures.
Kung
Fu è prodotto da Jon
Jashni, Scott Mednick, Thomas
Tull e Vincent Newman.
Divenuto uno dei franchise animati
di maggior successo degli ultimi anni, Kung Fu Panda ha conquistato spettatori da
ogni parte del mondo, tanto presso gli spettatori più giovani
quanto con i più adulti. Nel 2008 è uscito in sala il primo dei tre
film attualmente realizzati, da subito considerato uno dei migliori
film d’animazione della storia. Presentato fuori concorso al
Festival di Cannes, e nominato all’Oscar,
questo dà vita alle avventure del simpatico panda
Po, che aspira a diventare un grande guerriero di
arti marziali. Dall’universo del film sono inoltre stati tratti
cortometraggi, serie televisive, fumetti e videogiochi, a conferma
della grande attenzione nei confronti del titolo.
L’ispirazione per il primo film
nacque però dal videogioco T’ai Fu: Wrath of the Tiger e
dal film Kung Fu Hustle. Inizialmente, tuttavia, il
progetto nasceva per essere una parodia del genere arti marziali,
ma il co-regista John Stevenson non gradì tale
idea, preferendo dar vita ad una commedia basata sul genere Wǔxiá.
Insieme al regista Mark Osborne, questi lavorò
dunque per conferire al film una realistica atmosfera cinese, tra
tradizioni e ornamenti. Per la DreamWorks Animation si trattò di
uno dei loro progetti più complessi di sempre, data specialmente la
grande richiesta di dettagli animati.
Straordinario fu anche il successo
al box office registrato dal film. Con un cast di 130 milioni di
dollari, Kung Fu Panda arrivò a guadagnarne ben
631 in tutto il mondo, spingendo così verso la realizzazione del
franchise che oggi tutti conosciamo. Prima di intraprendere una
visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune
delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
doppiatori e ai suoi sequel. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama del film Kung Fu
Panda
La storia è quella di
Po, un panda goffo e in sovrappeso, nonché
fanatico del kung fu. Egli vive nella Valle della Pace, dove lavora
nel ristorante di suo padre. L’occasione di perseguire la sua
passione per la celebre arte marziale si presenta nel momento in
cui viene indetto un tornato per stabilire l’identità del
Guerriero Dragone. Tutti si aspettano che il
titolo verrà affidato ad uno dei Cinque Cicloni: Tigre,
Vipera, Gru, Scimmia e Mantide, addestrati dal
Maestro Shifu. Tuttavia, a gran sorpresa, Po viene
scelto per tale ruolo.
Rifiutando di credere che Po possa
essere il Guerriero Dragone, Shifu lo sottopone a tortuosi esercizi
di addestramento per scoraggiarlo. Egli, però, persevera nel suo
allenamento, arrivando a scoprire che presto che dovrà scontrarsi
con Tai Lung, un malvagio guerriero di kung fu che
è fuggito dalla prigione in cerca di vendetta. Shifu, arresosi nei
confronti di Po, decide di allenarlo seriamente, spronandolo grazie
al cibo. Solo con il duro allenamento e un’acquisita fiducia in sé
stesso, Po potrà sconfiggere il potente nemico.
Kung Fu Panda: il cast di
doppiatori dei personaggi del film
Tra gli elementi più noti della
trilogia vi è quello relativo ai celebri nomi di Hollywood che
hanno preso parte al doppiaggio dei personaggi protagonisti. A dare
voce al panda Po, è l’attore Jack
Black, mentre a doppiare in italiano il personaggio è
invece Fabio
Volo. Dustin
Hoffman dà voce al saggio maestro
Shifu. Per accettare la parte l’attore richiese,
qualora non fosse stato soddisfatto della propria performance, di
poter registrare nuovamente le proprie battute. La voce italiana
del personaggio è invece di Eros Pagni. Sono poi
presenti le voci di Randall Duk Kim nei panni
della tartaruga Oogway, doppiata in italiano da
Dante Biagioni, e Ian McShane in quelli del malvagio Tai
Lung, doppiato in italiano da Fabrizio
Pucci.
La premio Oscar Angelina
Jolie interpreta Tigre, la più forte
e coraggiosa dei guerrieri di Shifu e inizialmente favorita per la
conquista della Pergamena del Drago. La sua voce italiana è di
Francesca Fiorentini, nota doppiatrice di attrici
come Gwyneth Paltrow e Milla Jovovich. Jackie
Chan è invece presente nei panni di
Scimmia, la cui voce italiana è affidata ad
Angelo Maggi, doppiatore storico di Tom Hanks e Robert Downey Jr.. Lucy
Liu, nota per diversi film di arti marziali, è
Vipera, doppiata in italiano
da Tiziana Avarista. L’attore comico Seth
Rogen dà invece voce al piccolo guerriero
Mantide. Questi è doppiato in italiano da
Simone Mori. David Cross, infine,
è Gru, l’ultimo dei guerrieri di Shifu. Voce
italiana di Danilo De Girolamo.
Kung Fu Panda: i sequel del
film
Dato il grande successo del film,
sono stati realizzati negli anni due sequel cinematografici. Si
tratta di Kung Fu Panda
2, uscito nel 2011, e di Kung Fu Panda
3, arrivato in sala nel 2016. Questi hanno
ulteriormente esplorato le avventure del panda Po, introducendo
nuovi potenti nemici ma anche inaspettati alleati. Dopo
quest’ultimo, che ha confermato il successo della saga, si è
iniziato naturalmente a parlare di un quarto capitolo. I registi
hanno però dichiarato di non avere particolarmente fretta,
desiderando poter lavorare con calma ad ognuno dei film così da
rendere quanto più eccellenti possibile. Kung Fu Panda
4 (qui
la recensione) è così diventato realtà solo nel 2024,
narrando una nuova (e forse ultima) avventura per Po.
Il trailer del film e dove vederlo
in streaming e in TV
In attesa di vedere i sequel, è
possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.Kung Fu Panda è infatti disponibile nel catalogo
di Rakuten TV, Infinity+, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, basterà
semplicemente iscriversi, in modo del tutto gratuito alla
piattaforma. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale
comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso
di noleggio si avrà a disposizione un determinato limite temporale
entro cui effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in
televisione il giorno sabato 23 marzo alle ore
21:20 sul canale Italia 1.
Divenuto uno dei franchise animati
di maggior successo degli ultimi anni, Kung Fu
Panda ha conquistato spettatori da ogni parte del mondo,
tanto presso gli spettatori più giovani quanto con i più adulti.
Attualmente composta da quattro film, usciti rispettivamente tra il
2008 e il 2024, la saga offre non solo grande divertimento, ma
anche forti emozioni e un sentito omaggio al mondo delle arti
marziali e alle tradizioni della Cina. Un successo tale, quello
della saga, per cui oltre i film sono poi stati realizzati
cortometraggi, serie televisive, fumetti e videogiochi, a conferma
della grande attenzione nei confronti del titolo.
L’ispirazione per il primo film
nacque dal videogioco T’ai Fu: Wrath of the Tiger e dal
film Kung Fu Hustle. Inizialmente, tuttavia, il progetto
nasceva per essere una parodia del genere arti marziali, ma il
co-regista John Stevenson non gradì tale idea,
preferendo dar vita ad una commedia basata sul genere
Wǔxiá. Insieme al regista Mark Osborne, questi
lavorò dunque per conferire al film una realistica atmosfera
cinese, tra tradizioni e ornamenti. Per la DreamWorks
Animation si trattò di uno dei loro progetti più complessi
di sempre, data specialmente la grande richiesta di dettagli
animati.
Il grande lavoro degli animatori,
perfezionato di film in film, è stato poi ripagato dal grandissimo
successo economico della serie. A fronte di un budget complessivo
di 425 milioni di dollari, i primi tre film sono stati in grado di
incassare complessivamente a livello mondiale un totale di 1,7
miliardi di dollari. Ciò ha permesso a Kung Fu
Panda di diventare uno dei franchise animati di maggior
successo, insieme a quello di
Cattivissimo Me. Numerosi sono stati anche i
riconoscimenti da parte della critica e dell’industria. I primi due
film della serie sono infatti stati nominati come miglior film
d’animazione ai prestigiosi premi Oscar.
Kung Fu Panda: l’ordine cronologico
di visione dei film e delle serie TV
Benché non sia indispensabile vedere
le tre serie d’animazione ad oggi realizzate per fruire dei quattro
lungometraggi, queste integrano comunque la narrazione delle
avventure di Po raccontando ulteriori episodi della sua vita come
Guerriero Dragone. Le tre serie, pertanto, si collocano
temporalmente tra i quattro film, e volendo vedere ogni titolo
legato al franchise, ecco l’ordine cronologico da seguire:
La storia è quella di
Po, un panda goffo e in sovrappeso, nonché
fanatico del kung fu. Egli vive nella Valle della Pace, dove lavora
nel ristorante di suo padre. L’occasione di perseguire la sua
passione per la celebre arte marziale si presenta nel momento in
cui viene indetto un torneo per stabilire l’identità del
Guerriero Dragone. Tutti si aspettano che il
titolo verrà affidato ad uno dei Cinque Cicloni:
Tigre, Vipera,
Gru, Scimmia e
Mantide, addestrati dal Maestro
Shifu. Tuttavia, a gran sorpresa, Po viene scelto per tale
ruolo.
Rifiutando di credere che Po possa
essere il Guerriero Dragone, Shifu lo sottopone a tortuosi esercizi
di addestramento per scoraggiarlo. Egli, però, persevera nel suo
allenamento, arrivando a scoprire che presto che dovrà scontrarsi
con Tai Lung, un malvagio guerriero di kung fu che
è fuggito dalla prigione in cerca di vendetta. Shifu, arresosi nei
confronti di Po, decide di allenarlo seriamente, spronandolo grazie
al cibo. Solo con il duro allenamento e un’acquisita fiducia in sé
stesso, Po potrà sconfiggere il potente nemico.
Kung Fu Panda 2 (2011)
In Kung Fu Panda
2 (qui
la recensione), Po è ora un affermato maestro
di kung fu, intento a proteggere la Valle della Pace insieme ai
Cinque Cicloni. L’equilibrio del luogo viene
tuttavia messo in pericolo dalla minaccia del pavone Lord
Shen, il quale aspira a conquistare la Cina grazie ad una
nuova arma: il cannone. Allo stesso tempo, anche l’equilibrio
interiore di Po viene scosso. Egli apprende infatti dal signor
Ping di essere stato adottato.
Una serie di flashback permettono
allora al valoroso panda di ricordare i momenti trascorsi insieme
ai suoi veri genitori. Nell’imbattersi in Shen, egli scopre che i
suoi genitori hanno rischiato la vita per salvarlo dal malvagio
pavone, il quale aveva iniziato a sterminare tutti i panda dopo
aver appreso di una profezia secondo cui sarebbe stato sconfitto da
un guerriero nero e bianco. Abbracciate le sue vere origini, Po può
ora trovare la forza per sconfiggere il nemico, riportando la pace
nella Valle.
Kung Fu Panda 3 (2016)
Ambientato poco dopo gli eventi del
secondo film, Kung
Fu Panda 3 (qui
la recensione) vede Po ottenere l’incarico di
maestro del Palazzo di Giada. Egli ha ora il compito di addestrare
nuove generazioni di guerrieri all’arte del kung fu. Mentre si
confronta con questa nuova responsabilità, Po ha modo di
ricongiungersi con il suo padre biologico, Li
Shan. La gioia del momento viene tuttavia interrotta dalla
notizia che il guerriero Kai è tornato nel regno
mortale alla ricerca dell’antico potere del Chi.
Grazie ad una pergamena lasciata da
Oogway, Po scopre che Kai può essere sconfitto
solo grazie a questo stesso potere. Esso veniva tramandato dai
guerrieri panda, e così insieme a suo padre Po intraprende un
viaggio verso la valle delle sue vere origini. Qui, Po si
confronterà con il proprio passato, con i propri simili e con il
segreto dietro al Chi. Apprenderlo non sarà facile, e con
l’avvicinarsi di Kai il pericolo si farà sempre più incombente. Il
coraggioso panda non è però intenzionato a farsi scoraggiare, e
farà di tutto per riportare la pace.
Kung Fu Panda 4 (2024)
In Kung Fu Panda
4 (qui
la recensione), dopo aver sfidato la morte in tre incredibili
avventure sconfiggendo nemici di fama mondiale con il suo
straordinario coraggio e le sue pazzesche abilità nelle arti
marziali, Po, il Guerriero Dragone è ora chiamato
dal destino a rinunciare a questo ruolo in vista di nuove
avventure. Gli viene infatti affidato il compito di diventare il
capo spirituale della Valle della Pace. Questo comporta però un
paio di problemi evidenti: in primo luogo, Po ne sa di leadership
spirituale tanto quanto di paleodieta e, in secondo luogo, deve
cercare e addestrare al più presto un nuovo Guerriero Dragone prima
di poter assumere la sua nuova e prestigiosa posizione.
Nel mentre, però, deve combatte
insieme a una volpe ladra di nome Zhen un nuovo
spaventoso nemico chiamato La Camaleonte, una
terribile ed infida strega che riporta in vita Tai
Lung e gli altri nemici sconfitti dal panda nei film
precedenti con il solo scopo di governare la città di Juniper e la
Valle della Pace grazie alle tecniche di kung fu che ruba a questi
ultimi. Per Po, questa potrebbe dunque essere l’ultima grande
avventura prima del “pensionamento”. Ma sarà anche la più
difficile, in quanto lo costringerà a confrontarsi con il suo ruolo
e con l’eredità che lascia di sé.
I doppiatori dei personaggi, da Po
il panda ad Oogway la tartaruga
Tra gli elementi più noti della
trilogia vi è quello relativo ai celebri nomi di Hollywood che
hanno preso parte al doppiaggio dei personaggi protagonisti. A dare
voce al panda Po, è l’attore Jack
Black. L’attore, che aveva già svolto l’attività di
doppiatore, ottenne numerosi riconoscimenti per la sua performance,
guadagnando rinnovata popolarità. A doppiare in italiano il
personaggio è invece Fabio Volo. Presenti sin dal
primo film sono anche gli attori Dustin
Hoffman, nel ruolo di Shifu, Angelina
Jolie, in quello di Tigre, Jackie
Chan, nei panni di Scimmia, Lucy
Liu, per Vipera, e Seth
Rogen, per Mantide. La tartaruga Oogway è invece
doppiata da Randall Duk Kim, mentre nel ruolo di Tai Lung vi
è l’attore Ian McShane.
Con i sequel, data anche l’ormai
grande popolarità della serie, si sono avvicendati altri celebri
nomi dell’industria. Per il pavone Lord Shen, villain del secondo
capitolo, è possibile riconoscere la voce del premio Oscar Gary
Oldman. Per il personaggio della Divinatrice, invece,
venne scelta Michelle
Yeoh. Jean-Claude
Van Dammedà invece voce al maestro Croc. Nel
terzo capitolo la voce del villain Kai è quella di J.K.
Simmons. Nel film è inoltre presente BryanCranston, interprete di Li Shan, padre di Po.
A dare voce a La Camaleonte del quarto film vi è invece la premio
Oscar Viola Davis, mentre la volpe Zhen ha la voce
di Awkwafina e Han il pangolino del Borneo quella
di Ke Huy Quan.
Le location dei film
Come anticipato, il franchise è
ambientato in una versione fantasy del genere wuxia dell’antica
Cina popolata da animali antropomorfi. Principale location è la
Valle della Pace, una grande valle circondata da
una barriera di alte montagne che aiutano a proteggere il
territorio da invasori esterni. Il paesaggio della valle è stato
ispirato dalla valle del fiume Li e dalle
regioni della Montagna Gialla in Cina. Vi è poi il
Palazzo di Giada, grande, elaborato e sacro
palazzo che si affaccia sulla Valle della Pace in cima alla
Montagna di Giada ed è utilizzato come residenza per i maestri e
gli studenti di kung fu. La Sala dei Guerrieri è
invece una venerata sala situata nella parte principale del Palazzo
di Giada, creata per onorare e commemorare le memorie degli eroi
caduti.
La prigione di
Chorh-Gom è invece un’elaborata roccaforte situata
tra le cime innevate di Tavan Bogd, in Mongolia, costruita per
contenere un unico prigioniero: Tai Lung. Le ispirazioni per il
design della prigione sono state molteplici, tra cui le scenografie
di House of Flying Daggers, i progetti di prigioni del
1700 e l’idea di applicare la disposizione lineare della Grande
Muraglia Cinese alle mura interne della prigione. Nel secondo film
viene invece introdotta la città di Gongmen, una
vasta e tranquilla metropoli situata lungo la costa meridionale
della Cina. Il progetto della città, una metropoli con un porto, si
ispira a città cinesi popolari come Shanghai e
Hong Kong.
Nel terzo film viene invece
presentato il Regno degli Spiriti, il mondo dove
“i maestri di kung fu vanno nell’aldilà“. È un piano di
esistenza descritto come “un mondo indefinito, una realtà
alternativa in cui la prospettiva è distorta“. Nel quarto
film, invece, si fa la conoscenza di Juniper City,
una grande metropoli situata lungo la costa della Cina. Il regista
Mike Mitchell ha descritto la città come “una
versione cinese e di fantasia di Times Square e New York“. La
città ospita diversi luoghi come la Fortezza del
Camaleonte e la Tana dei Ladri.
Le serie animate del franchise
Dalla trilogia sono poi state
realizzate tre serie televisive, intitolate Kung Fu
Panda – Le zampe del destino, Kung Fu
Panda – Mitiche avventure e Kung
Fu Panda – Il cavaliere dragone.
Quest’ultima, in particolare, distribuita su Netflix, ha ottenuto un buon successo arrivando ad un
totale di 42 episodi divisi in tre stagioni. In questa serie, a Po
viene tolto il titolo di Maestro Dragone dopo aver
involontariamente danneggiato il villaggio di Wankun con il guanto
di Wugao. Egli si imbarca dunque in un viaggio di redenzione e
pentimento assieme alla cavaliera d’Inghilterra Luthera la Lama
Errante, che è inizialmente scettica della compagnia di Po.
DreamWorks Animation e
Universal Pictures hanno diffuso il trailer ufficiale di Kung
Fu Panda 4, l’atteso quarto capitolo della saga sul
banda più simpatico del mondo. Quest’anno, per la prima volta dopo
quasi dieci anni, l’icona della commedia Jack
Black torna a vestire i panni di Po, il maestro di kung
fu più improbabile del mondo, con un nuovo esilarante e
divertentissimo capitolo dell’amato franchise della DreamWorks
Animation: Kung Fu Panda
4. Dopo aver sfidato la morte in tre incredibili
avventure sconfiggendo nemici di fama mondiale con il suo
straordinario coraggio e le sue pazzesche abilità nelle arti
marziali, Po, il Guerriero Dragone (Jack
Black, candidato ai Golden Globe), è chiamato dal
destino a… darci un taglio. Gli viene infatti affidato il compito
di diventare il capo spirituale della Valle della
Pace.
Questo comporta
però un paio di problemi evidenti. In primo luogo, Po ne sa di
leadership spirituale tanto quanto di paleodieta e, in secondo
luogo, deve cercare e addestrare al più presto un nuovo Guerriero
Dragone prima di poter assumere la sua nuova e prestigiosa
posizione.
Come se non bastasse, di
recente è stato avvistato un malvagio e potente signore del
crimine, Chameleon (il premio Oscar Viola Davis), una piccola lucertola in grado
di trasformarsi in qualsiasi creatura, grande o piccola che sia.
Chameleon ha messo gli occhi sul Bastone della Saggezza di Po, che
le darebbe il potere di risvegliare dal regno degli spiriti tutti i
cattivi che Po ha sconfitto.
Po ha quindi bisogno di
aiuto. Lo troverà (più o meno?) nella ladra Zhen
(Awkwafina, vincitrice di un Golden Globe), una
volpe corsara che fa davvero impazzire Po, ma le cui abilità si
riveleranno preziose. Nel tentativo di proteggere la Valle della
Pace dagli artigli rettiliani di Chameleon, questa strana coppia
comica dovrà unire le proprie forze. Nel frattempo, Po scoprirà che
gli eroi si possono trovare nei luoghi più inaspettati.
Il film si avvale delle
voci storiche di Dustin Hoffman, vincitore del
premio Oscar, nel ruolo del maestro di kung fu Shifu; James
Hong (Everything Everywhere All at Once) nel ruolo del
padre adottivo di Po, Mr. Ping; Bryan Cranston, candidato al premio
Oscar, nel ruolo del padre naturale di Po, Li, e Ian
McShane, candidato al premio Emmy, nel ruolo di Tai Lung,
ex allievo e acerrimo nemico di Shifu. Il vincitore dell’Oscar
Ke Huy Quan (Everything Everywhere All at
Once) si unisce all’ensemble nel ruolo di un nuovo personaggio,
Han, il leader del Covo dei Ladri.
Kung Fu Panda
4 è diretto da Mike Mitchell (Trolls della DreamWorks
Animation, Shrek e vissero felici e contenti) e prodotto da Rebecca
Huntley (Troppo Cattivi della DreamWorks Animation). La co-regista
del film è Stephanie Ma Stine (She-Ra e le principesse guerriere).
Nel 2008, il primo capitolo del franchise, Kung Fu Panda, nominato
agli Oscar®, è diventato il film d’animazione originale di maggior
incasso della DreamWorks Animation e ha dato il via a un franchise
che ha guadagnato più di 1,8 miliardi di dollari al box office
mondiale.
Universal e DreamWorks
Animation hanno diffuso il secondo intenso trailer ufficiale di
Kung
Fu Panda 4, l’atteso quarto capitolo
del franchise animato Kung Fu Panda.
Quest’anno, per la prima
volta dopo quasi dieci anni, l’icona della commedia Jack
Black torna a vestire i panni di Po, il maestro di kung fu più
improbabile del mondo, con un nuovo esilarante e divertentissimo
capitolo dell’amato franchise della DreamWorks Animation: Kung
Fu Panda 4.
Dopo aver sfidato la
morte in tre incredibili avventure sconfiggendo nemici di fama
mondiale con il suo straordinario coraggio e le sue pazzesche
abilità nelle arti marziali, Po, il Guerriero Dragone (Jack
Black, candidato ai Golden Globe), è chiamato dal
destino a… darci un taglio. Gli viene infatti affidato il compito
di diventare il capo spirituale della Valle della
Pace.
Questo comporta però un
paio di problemi evidenti. In primo luogo, Po ne sa di leadership
spirituale tanto quanto di paleodieta e, in secondo luogo, deve
cercare e addestrare al più presto un nuovo Guerriero Dragone prima
di poter assumere la sua nuova e prestigiosa posizione.
Come se non bastasse, di
recente è stato avvistato un malvagio e potente signore del
crimine, Chameleon (il premio Oscar Viola Davis), una piccola lucertola in grado
di trasformarsi in qualsiasi creatura, grande o piccola che sia.
Chameleon ha messo gli occhi sul Bastone della Saggezza di Po, che
le darebbe il potere di risvegliare dal regno degli spiriti tutti i
cattivi che Po ha sconfitto.
Po ha quindi bisogno di
aiuto. Lo troverà (più o meno?) nella ladra Zhen
(Awkwafina, vincitrice di un Golden Globe), una
volpe corsara che fa davvero impazzire Po, ma le cui abilità si
riveleranno preziose. Nel tentativo di proteggere la Valle della
Pace dagli artigli rettiliani di Chameleon, questa strana coppia
comica dovrà unire le proprie forze. Nel frattempo, Po scoprirà che
gli eroi si possono trovare nei luoghi più inaspettati.
Il cast del quarto capitolo
Kung
Fu Panda 4 si avvale delle voci storiche di
Dustin Hoffman, vincitore del premio Oscar nel
ruolo del maestro di kung fu Shifu; James Hong
(Everything Everywhere All at Once) nel ruolo del padre adottivo di
Po, Mr. Ping; Bryan Cranston, candidato al premio Oscar, nel
ruolo del padre naturale di Po, Li, e Ian McShane,
candidato al premio Emmy, nel ruolo di Tai Lung, ex allievo e
acerrimo nemico di Shifu. Il vincitore dell’Oscar Ke Huy Quan (Everything Everywhere All at
Once) si unisce all’ensemble nel ruolo di un nuovo personaggio,
Han, il leader del Covo dei Ladri.
Kung
Fu Panda 4 è diretto da Mike Mitchell (Trolls della
DreamWorks Animation, Shrek e vissero felici e contenti) e prodotto
da Rebecca Huntley (Troppo Cattivi della DreamWorks Animation). La
co-regista del film è Stephanie Ma Stine (She-Ra e le principesse
guerriere). Nel 2008, il primo capitolo del franchise, Kung Fu
Panda, nominato agli Oscar, è diventato il film d’animazione
originale di maggior incasso della DreamWorks Animation e ha dato
il via a un franchise che ha guadagnato più di 1,8 miliardi di
dollari al box office mondiale.
È stata rivelata la durata di
Kung Fu Panda
4, e ora sappiamo che il film sarà il secondo più
lungo del franchise. Il film seguirà l’avventura di Po che cerca di
diventare la Guida Spirituale della Valle della Pace, nell’impresa
di cercare e allenare il nuovo Guerriero Dragone.
Il film esce a marzo negli Stati
Uniti, e mentre Fandango si premunisce per la prevendita dei
biglietti, rivela anche la durata del film, che sarà pari a 94
minuti. Kung Fu Panda
4 diventa quindi il secondo film più lungo del
franchise, superato solo dal terzo capitolo.
Il film presenterà un cast
vocale di superstar che include sia talenti classici del franchise
che nuovi ingressi. Le nuove star includono
Awkwafina,Ke Huy Quan e Viola Davis, mentre gli artisti di ritorno
includono Jack
Black, James Hong, Dustin Hoffman, Bryan Cranston e Ian
McShane. La ricomparsa di McShane come voce di Tai Lung
nel trailer di Kung Fu Panda 4 è stata
particolarmente degna di nota, dato che si presumeva che il
personaggio fosse morto nel primo film.
Per riportare in vita Tai Lung e gli
altri cattivi, Kung Fu Panda
4 introduce una dinamica in cui Po, in qualità di
leader spirituale, può interagire con gli esseri nel regno degli
spiriti. Pertanto, Tai Lung non è realmente “morto”, ma piuttosto
trasferito in una versione dell’aldilà in cui può ancora combattere
con il panda protagonista.
Kung Fu Panda
4 è diretto da Mike Mitchell (Trolls
della DreamWorks Animation, Shrek e vissero felici e contenti) e
prodotto da Rebecca Huntley (Troppo Cattivi della
DreamWorks Animation). La co-regista del film è Stephanie
Ma Stine (She-Ra e le principesse guerriere). Nel 2008, il
primo capitolo del franchise, Kung Fu Panda, nominato agli Oscar®,
è diventato il film d’animazione originale di maggior incasso della
DreamWorks Animation e ha dato il via a un franchise che ha
guadagnato più di 1,8 miliardi di dollari al box office
mondiale.
Kung Fu Panda 4
arriva in sala. Il nuovo progetto Dreamworks
Animation, diretto da Mike Mitchell e
Stephanie Ma Stin, esce al cinema in data 21 marzo
e riprende le fila di un franchise che, iniziato nel 2008, ha
sempre ottenuto un buon successo di pubblico e critica.
Affidato a un autore di comprovata
esperienza e musicalmente accompagnato dal solito Hans
Zimmer, il film si appoggia a un cast corale capeggiato
dal solito Jack Black
(Fabio Volo nella versione italiana) e composto
anche dalle new entry Awkwafina/Alessia
Amendola, Viola Davis/Laura Romano e
Ke Huy
Quan/Francesco Pezzulli.
Kung Fu Panda 4: la trama
Riscoperta appieno la propria
identità grazie alla precedente avventura nel villaggio di suo
Padre, Po ha fatto ritorno al Palazzo di Giada e continua a
difendere la Valle della Pace assolvendo al proprio ruolo di
Guerriero Dragone. Quando però il saggio maestro Shifu gli affida
il compito di trovare, nominare e allenare un suo sostituto per
poter diventare guida spirituale e quindi salire al livello
successivo, il panda si trova decisamente in difficoltà.
Come se non bastasse la notizia di
una nuova minaccia giunge ben presto a palazzo e Po viene a
conoscenza dell’esistenza della Camaleonte, maga malvagia capace di
assorbire la forza di chiunque e perfino assumerne le sembianze.
L’obiettivo della perfida nemica è rubare il Bastone della Saggezza
che Shifu ha consegnato a Po, per poter riportare indietro gli
spiriti dei vecchi antagonisti del panda e rubare anche il loro
potere.
Dal momento che i Cinque Cicloni
sono impegnati in altre missioni collaterali, Po si mette dunque in
viaggio in compagnia di Zhen, una volpe molto scaltra ricercata per
furto. Ad attenderlo – al di là di strani incontri e un lungo
peregrinare – c’è un nuovo entusiasmante scontro.
La legge del 4
La legge del 4 ha colpito anche
Kung Fu Panda. E no, non stiamo parlando del
complicato enigma proposto da Martin Scorsese nel suo Shutter Island
del 2010; bensì della bizzarra maledizione che, all’interno del
mondo dell’animazione, sembra abbattersi su qualsiasi franchise osi
avventurarsi al di là del confine del terzo capitolo. È accaduto in
casa Pixar, con il ben poco esaltato (ed
esaltante) Toy Story 4, ed
è invero già accaduto anche in casa Dreamworks, in
attesa del ritorno a Molto molto lontano e alle avventure
dell’amatissimo orco Shrek – prossimamente su grande schermo per la
quinta volta.
Marzo 2024, come accennavamo, segna
invece la caduta di un altro florido marchio dell’industria, e a
farne le spese è una delle saghe animate più riuscite e
apprezzate degli ultimi quindici anni. Le mirabolanti imprese del
Guerriero Dragone e dei fidati Cinque Cicloni si sono infatti negli
anni rivelate un importante punto di riferimento generazionale,
capace persino di trascendere il medium cinematografico – come
dimostrano le 26 puntate di Kung Fu Panda – Mitiche
Avventure andate in onda su Nickelodeon
nella stagione 2011. Segno del successo di un brand che, prendendo
in esame le sole peripezie su pellicola, ha saputo negli anni
reinventarsi sia in termini narrativi che estetici, senza mai
disperdere la propria matrice identitaria e scandendo sapientemente
il processo di crescita del suo protagonista.
Operazione nostalgia
Se tra primo e terzo film la saga si
era dedicata alla progressiva presa di coscienza di Po in qualità
di combattente, figlio e panda – all’interno di riconoscibili
stilemi wuxia valorizzati da uno sguardo attento all’interiorità
dei personaggi – l’aspetto più concettualmente interessante (e
insieme demoralizzante) di Kung Fu Panda 4 risiede
allora nel suo tentativo di “asciugare” il materiale della storia
per focalizzarsi sugli elementi fondativi del franchise. In linea
infatti con i principi distributivi e creativi tipici della
modernità, il film non solo elimina i Cinque Cicloni per fare di Po
l’unico (o quasi) centro gravitazionale del racconto; ma provvede a
un sostanziale riciclaggio di codici e situazioni che, come spesso
accade, si specchia nella scelta del cattivo di turno.
La Camaleonte, villain in grado di
assumere le sembianze di tutti i precedenti antagonisti, diviene
infatti il simbolo di una “operazione nostalgia” a cui il mondo
dell’audiovisivo di oggi cede con sempre maggiore frequenza,
sostituendo appunto qualsiasi volontà di ricerca e innovazione con
un rasserenante ripescaggio di dinamiche e volti già noti – e per
questo rassicuranti.
Il risultato di tale operazione,
volta forse a rispondere anche al preoccupante calo delle capacità
di concentrazione di un pubblico ormai sovrastimolato, è –
prevedibilmente – un road movie piuttosto classico che prepara il
terreno a un prevedibilissimo scontro finale con insegnamento al
seguito. Un prodotto purtroppo fiacco e privo del coraggio dei suoi
predecessori, privato di qualsivoglia velleità artistica e
rimpinguato di gag per lo più pigre e senza mordente. Con tanto di
morale “da biscotto” a completare l’opera.
Un prodotto che, ancora una volta, getta ben più di un’ombra sulle
capacità di progettazione a lungo termine di buona parte delle
grandi case di produzione animate (e non solo), e dovrebbe
convincerci della necessità di quale riflessione in più sullo stato
di salute dell’intero settore.
Il cast vocale di Kung Fu Panda
4 si arricchisce di due delle voci più
richieste del panorama hollywoodiano contemporaneo: Ke Huy Quan e Viola Davis. L’annuncio è stato fatto da
Jack
Black, che dà la voce al personaggio principale della
serie, Po, attraverso i suoi account sui social media, attraverso i
quali ha dato il benvenuto alle nuove reclute del franchise.
Oltre all’annuncio del casting, è
stato rivelato che domani uscirà il primo trailer del film, con il
quale vedremo per la prima volta un Po più recente e aggiornato
rispetto a quello del terzo film. Kung Fu Panda
4 seguirà Po mentre dovrebbe passare al ruolo di
mentore che aveva il Gran Maestro Oogway (Randall Duk
Kim) quando il personaggio è stato introdotto nel primo
film. E ora che Po lascerà il posto di Guerriero Dragone,
la storia si concentrerà a cercare un altro eroe che possa
ricoprire quella carica.
Il Camaleonte, il villain di questa
nuova avventura, sarà la minaccia più pericolosa che Po abbia mai
affrontato, avendo egli la capacità di riportare in vita gli ex
cattivi che Po e i suoi amici hanno già sconfitto.
In Kung Fu Panda
4, la squadra storica del franchise si unirà a
Jack Black ancora una volta mentre si cerca il prossimo Guerriero
Dragone. Master Tigress (Angelina Jolie), Master Monkey
(Jackie Chan), Master Crane (David
Cross), Master Viper (Lucy Liu) e Master
Mantis (Seth
Rogen) potrebbero non essere più forti del Camaleonte,
ma i loro sforzi combinati potrebbero decisamente aiutare Po.
Kung Fu Panda 4 uscirà nei cinema statunitensi
l’8 marzo 2024.
Nuovi dettagli su Kung Fu Panda
4 sono stati rivelati da Jack Black,
doppiatore originale del protagonista. Come noto, Kung Fu Panda
4 è stato rivelato essere in sviluppo nell’agosto 2022, con
una data di uscita fissata per l’8 marzo 2024.
Jack
Black riprenderà ovviamente il ruolo di Po, che è diventato il
nuovo Gran Maestro della Valle della Pace alla fine di Kung Fu Panda 3.
Durante la presentazione della Universal al
CinemaCon, Black ha ora rivelato che nel nuovo
film Po addestrerà un nuovo Dragon Warrior, una volpe di nome
Zhen, che non è però entusiasta del fatto che Po
debba addestrarla.
Presto, la coppia si troverà inoltre
di fronte a Il Camaleonte, un cattivo che ha il
potere di riportare in vita i nemici del passato di Po. Il
simpatico panda e Zhen lasceranno dunque la Valle della Pace,
recandosi in città per la prima volta, alla ricerca di un modo per
sconfiggere il nuovo nemico. L’aggiunta di Zhen come nuovo nuovo
personaggio e apprendista di Po non può non far pensare alla
dinamica del primo Kung Fu Panda, dove Po
era l’apprendista e Shifu il suo severo maestro. Come in quel caso,
è probabile che Po e Zhen non vadano d’accordo all’inizio, ma la
gentilezza e le intenzioni pure di Po ispireranno certamente Zhen a
diventare il nuovo Guerriero Dragone.
Il ruolo del camaleonte come cattivo
potrebbe inoltre giocare sulla nostalgia per la trilogia originale,
con il ritorno di cattivi familiari. È possibile infatti che il Tai
Lung di Ian McShane, il
Lord Shen di Gary Oldman e
il Kai di J. K. Simmons
possano tutti apparire in Kung Fu Panda 4, in un modo o
nell’altro. Con un sacco di idee nuove e vecchie presenti nel film,
Kung Fu Panda 4 si preannuncia dunque come un nuovo
fantastico film della serie. Non resta ora che attendere maggiori
informazioni, specialmente riguardo a quali dei doppiatori
originali dei primi film torneranno per questo quarto
capitolo e quali attori verranno scelti per dar voce ai nuovi
personaggi.
La DreamWorks Animation ha diffuso
online un nuovo promo ufficiale di Kung Fu Panda 3 in cui i
protagonisti rendono omaggio alla saga di Star
Wars. Potete vederlo di seguito:
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Kung Fu Panda 3, il film
Kung
Fu Panda 3 è il terzo capitolo delle avventure del
panda Po (due nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e
300 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il
nostro protagonista affrontare non solo il temibile Kai il
Collezionista, intenzionato a rubare i poteri degli esperti di King
Fu, ma anche fare i conti con il proprio passato, incontrando il
padre biologico perduto, Li. Non mancheranno nuove interessanti
conoscenze come la panda Mei Mei.
Kung
Fu Panda 3 arriverà nei cinema Usa il 29 gennaio
2016. La sceneggiatura del film è stata scritta
da Jonathan
AibeleGlenn
Berger, mentre la regia è Jennifer Yuh
NelsoneAlessandro
Carloni. Al doppiaggio tornano Gary
Oldman,
Jack Black, Bryan
Cranston, Angelina
Jolie, Seth
Rogen, Dustin Hoffman, Jackie Chan,
Lucy Liu, J.K.
Simmons, Kate
Hudson, James Hong, David Cross, Randall Duk Kim, Fabio Volo,
Francesco Vairano, Paolo Marchese, Roberto Draghetti, Francesca
Fiorentini, Angelo Maggi.
Divenuto uno dei franchise animati
di maggior successo degli ultimi anni, Kung Fu Panda ha conquistato spettatori da
ogni parte del mondo, tanto presso gli spettatori più giovani
quanto con i più adulti. Nel 2008 è uscito in sala il primo dei tre
film attualmente realizzati, da subito considerato uno dei migliori
film d’animazione della storia. Presentato fuori concorso al
Festival di Cannes, e nominato all’Oscar,
questo dà vita alle avventure del simpatico panda Po, che aspira a
diventare un grande guerriero di arti marziali. Nel 2011 è poi
arrivato il primo sequel, Kung Fu Panda 2
(qui la recensione), mentre del
2016 è Kung Fu Panda 3 (qui
la recensione), diretto da Alessandro Carloni
e Jennifer Yuh Nelson.
L’ispirazione per il primo film
nacque però dal videogioco T’ai Fu: Wrath of the Tiger e
dal film Kung Fu Hustle. Inizialmente, tuttavia, il
progetto nasceva per essere una parodia del genere arti marziali,
ma il co-regista John Stevenson non gradì tale
idea, preferendo dar vita ad una commedia basata sul genere Wǔxiá.
Insieme al regista Mark Osborne, questi lavorò
dunque per conferire al film una realistica atmosfera cinese, tra
tradizioni e ornamenti. Per la DreamWorks Animation si trattò di
uno dei loro progetti più complessi di sempre, data specialmente la
grande richiesta di dettagli animati.
Con il terzo film si tento di alzare
ulteriormente il livello e successivamente all’uscita nelle sale si
pensò che questo sarebbe stato l’ultimo capitolo. Oggi sappiamo che
non è così, ma prima di vedere cosa c’è nel futuro di Po oltre
Kung Fu Panda 3, in questo articolo,
approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a
questo terzo capitolo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di doppiatori e,
infine, al suo sequel. Infine, si elencheranno
anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Kung Fu Panda
3
Kung
Fu Panda 3 vede Po ottenere
l’incarico di maestro del Palazzo di Giada. Egli ha ora il compito
di addestrare nuove generazioni di guerrieri all’arte del kung fu.
Mentre si confronta con questa nuova responsabilità, Po ha modo di
ricongiungersi con il suo padre biologico, Li
Shan. La gioia del momento viene tuttavia interrotta dalla
notizia che il guerriero Kai è tornato nel regno
mortale alla ricerca dell’antico potere del Chi. Grazie ad una
pergamena lasciata da Oogway, Po scopre che Kai
può essere sconfitto solo grazie a questo stesso potere. Esso
veniva tramandato dai guerrieri panda, e così insieme a suo padre
Po intraprende un viaggio verso la valle delle sue vere origini.
Qui, Po si confronterà con il proprio passato, con i propri simili
e con il segreto dietro al Chi.
I doppiatori americani e italiani
del film: da Po al villain Kai
Tra gli elementi più noti della
trilogia vi è quello relativo ai celebri nomi di Hollywood che
hanno preso parte al doppiaggio dei personaggi protagonisti. A dare
voce al panda Po, è l’attore Jack
Black, mentre a doppiare in italiano il personaggio è
invece Fabio
Volo. Dustin
Hoffman dà voce al saggio maestro
Shifu. Per accettare la parte l’attore richiese,
qualora non fosse stato soddisfatto della propria performance, di
poter registrare nuovamente le proprie battute. La voce italiana
del personaggio è invece di Eros Pagni. La premio
Oscar Angelina
Jolie interpreta Tigre, la più forte
e coraggiosa dei guerrieri di Shifu e inizialmente favorita per la
conquista della Pergamena del Drago.
La sua voce italiana è di
Francesca Fiorentini, nota doppiatrice di attrici
come Gwyneth Paltrow e Milla Jovovich. Jackie
Chan è invece presente nei panni di
Scimmia, la cui voce italiana è affidata ad
Angelo Maggi, doppiatore storico di Tom Hanks e Robert Downey Jr.. Lucy
Liu, nota per diversi film di arti marziali, è
Vipera, doppiata in italiano
da Tiziana Avarista. L’attore comico Seth
Rogen dà invece voce al piccolo guerriero
Mantide. Questi è doppiato in italiano da
Simone Mori. David Cross, infine,
è Gru, l’ultimo dei guerrieri di Shifu. Voce
italiana di Danilo De Girolamo. Nel terzo capitolo
la voce del villain Kai è quella diJ.K.
Simmons. Nel film è inoltre presente Bryan
Cranston, interprete di Li Shan, padre di Po.
Kung Fu Panda 3:
il sequel del film
Kung Fu Panda
3 ha dunque ulteriormente esplorato le avventure
del panda Po, introducendo nuovi potenti nemici ma anche
inaspettati alleati. Dopo quest’ultimo, che ha confermato il
successo della saga, si è iniziato naturalmente a parlare di un
quarto capitolo. I registi hanno però dichiarato di non avere
particolarmente fretta, desiderando poter lavorare con calma ad
ognuno dei film così da rendere quanto più eccellenti possibile.
Kung Fu Panda
4 (qui
la recensione) è così diventato realtà solo nel 2024,
narrando una nuova (e forse ultima) avventura per Po.
Il trailer di Kung Fu Panda
3 e dove vederlo in streaming e in TV
In attesa di vedere il sequel,
attualmente al cinema, è possibile fruire del film grazie alla sua
presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete.Kung Fu Panda è
infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Now,
Apple
TV e Prime
Video. Per vederlo, basterà semplicemente iscriversi,
in modo del tutto gratuito alla piattaforma. Si avrà così modo di
guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione
un determinato limite temporale entro cui effettuare la visione. Il
film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato
6 aprile alle ore 21:20 sul canale
Italia 1.
Guarda finalmente l’atteso trailer
di Kung Fu Panda 3 che la DreamWorks
Animation ha diffuso on line. Inizia il conto alla rovescia per il
film di animazione che uscirà nelle sale americane il 29 gennaio
2016. Il terzo capitolo delle avventure del panda Po (due
nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e 300 milioni di
dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il nostro protagonista
affrontare non solo il temibile Kai il Collezionista, intenzionato
a rubare i poteri degli esperti di King Fu, ma anche fare i
conti con il proprio passato, incontrando il padre
biologico perduto, Li. Non
mancheranno nuove interessanti conoscenze come la panda Mei
Mei.
Kung Fu Panda 3, il film
Kung
Fu Panda 3 è il terzo capitolo delle avventure del
panda Po (due nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e
300 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il
nostro protagonista affrontare non solo il temibile Kai il
Collezionista, intenzionato a rubare i poteri degli esperti di King
Fu, ma anche fare i conti con il proprio passato, incontrando il
padre biologico perduto, Li. Non mancheranno nuove interessanti
conoscenze come la panda Mei Mei.
Kung
Fu Panda 3 arriverà nei cinema Usa il 29 gennaio
2016. La sceneggiatura del film è stata scritta
da Jonathan
AibeleGlenn
Berger, mentre la regia è Jennifer Yuh
NelsoneAlessandro
Carloni. Al doppiaggio tornano Gary
Oldman,
Jack Black, Bryan
Cranston, Angelina
Jolie, Seth
Rogen, Dustin Hoffman, Jackie Chan,
Lucy Liu, J.K.
Simmons, Kate
Hudson, James Hong, David Cross, Randall Duk Kim, Fabio Volo,
Francesco Vairano, Paolo Marchese, Roberto Draghetti, Francesca
Fiorentini, Angelo Maggi.
La 20th Century Fox Italia ha
diffuso il trailer italiano di Kung Fu Panda 3, la terza
attesissima avventura della combriccola di scalmanati.
Nel 2016 ritorna Kung
Fu Panda 3, uno dei film d’animazione di maggior
successo nel mondo, con la più grande avventura che si sia mai
vista. Quando il padre di Po, di cui si erano perse da tempo le
tracce, ricompare improvvisamente, i due decidono di partire alla
volta di un paradiso perduto dei panda, dove incontreranno un
gruppo di nuovi personaggi divertentissimi. Ma quando il temibile
Kai, dai poteri soprannaturali, inizia ad imperversare per la Cina,
sconfiggendo tutti i maestri di kung fu, Po dovrà tentare
l’impossibile: imparare come trasformare un intero villaggio di
suoi fratelli goffi e goliardici in un’inarrestabile banda di Kung
Fu Panda!
Kung Fu Panda 3 sarà al cinema da
marzo 2016, distribuito da 20th Century Fox Italia.
È stato distribuito ieri
dalla DreamWorks Animation un poster nuovo di zecca per il terzo
capitolo della saga Kung Fu Panda 3, in uscita il
29 Gennaio 2016 (USA).
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Kung Fu Panda 3, il film
Kung
Fu Panda 3 è il terzo capitolo delle avventure del
panda Po (due nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e
300 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il
nostro protagonista affrontare non solo il temibile Kai il
Collezionista, intenzionato a rubare i poteri degli esperti di King
Fu, ma anche fare i conti con il proprio passato, incontrando il
padre biologico perduto, Li. Non mancheranno nuove interessanti
conoscenze come la panda Mei Mei.
Kung
Fu Panda 3 arriverà nei cinema Usa il 29 gennaio
2016. La sceneggiatura del film è stata scritta
da Jonathan
AibeleGlenn
Berger, mentre la regia è Jennifer Yuh
NelsoneAlessandro
Carloni. Al doppiaggio tornano Gary
Oldman,
Jack Black, Bryan
Cranston, Angelina
Jolie, Seth
Rogen, Dustin Hoffman, Jackie Chan,
Lucy Liu, J.K.
Simmons, Kate
Hudson, James Hong, David Cross, Randall Duk Kim, Fabio Volo,
Francesco Vairano, Paolo Marchese, Roberto Draghetti, Francesca
Fiorentini, Angelo Maggi.