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Kurt Russell: 10 cose che non sai sull’attore

Divenuto iconico grazie ad alcuni personaggi in celebri film come La cosa, Grosso guaio a Chinatown e 1997: Fuga da New York, Kurt Russell è negli divenuto uno degli attori più apprezzati dell’attuale panorama statunitense. Distintosi per la sua versatilità, Russell ha saputo distaccarsi dal ruolo del duro per ricoprire panni ben diversi, che gli hanno permesso di ottenere il favore di un ampio pubblico. Ecco 10 cose che non sai di Kurt Russell.

Parte delle cose che non sai di Kurt Russell

Kurt Russell: i suoi film

1. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore esordisce al cinema con il film Il californiano (1964), per poi recitare in I ragazzi di Camp Siddons (1966), La TV ha i suoi primati (1971), L’uomo dinamite (1971), Charley e l’angelo (1973), L’uomo più forte del mondo (1975) e La fantastica sfida (1980). Grazie al film 1997: Fuga da New York (1981) e La cosa (1982) raggiunge una grande popolarità, che lo porta ad ottenere ruoli da protagonista in Silkwood (1983), Grosso guaio a Chinatown (1986), Fuoco assassino (1991), Stargate (1984), Tango & Cash (1989), Fuga da Los Angeles (1996), Vanilla Sky (2001), Miracle (2004), Sky High – Scuola di superpoteri (2005), Poseidon (2006) e Grindhouse – A prova di morte (2007). Negli ultimi anni ha poi recitato in Fast & Furious 7 (2015), The Hateful Eight (2015), Deepwater – Inferno sull’oceano (2016), Fast & Furious 8 (2017), Guardiani della Galassia Vol. 2 (2017), Qualcuno salvi il Natale (2018) e C’era una volta a… Hollywood (2019).

2. Ha preso parte a prodotti televisivi. Negli anni Russell ha partecipato in diverse occasioni ad alcune serie TV come Disneyland (1967-1972), Alla ricerca di un sogno (1974) e Racconti della frontiera (1976). Il suo primo ruolo di rilievo arriva però grazie al film televisivo Elvis – Il re del rock (1979), dove interpreta il celebre cantante, e con cui ottiene una nomination agli Emmy Award.

3. Non utilizza controfigure. L’attore ha affermato di non utilizzare controfigure per le scene più difficili da girare, preferendo eseguire da sé le acrobazie richieste. Molti dei film in cui ha recitato sono infatti ricchi di sequenze d’azione, a cui Russell non si è mai tirato indietro sfoggiando grande passione per questo mestiere, come anche una gran capacità di saper padroneggiare la situazione.

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Kurt Russell: chi è la sua compagna

4. Ha una relazione da molto tempo con una nota attrice. Nel 1983 l’attore conosce l’attrice Goldie Hawn sul set del film Swing Shift, e intraprendono una relazione che dura ancora oggi. I due non si sono mai sposati, preferendo considerarsi semplicemente fidanzati, e nel 1986 hanno dato alla luce il loro unico figlio. Russell è inoltre il padre adottivo della figlia che la Hawn aveva avuto da un precedente matrimonio.

5. Hanno recitato insieme in diversi film. Oltre ad aver recitato insieme nel film Swing Shift, grazie al quale si sono potuti conoscere meglio, la coppia aveva già recitato insieme nel film Pazza banda di famiglia (1968), e poi ancora in Una coppia alla deriva (1987), e in Qualcuno salvi il Natale (2018), dove la Hawn interpretava il ruolo di Mrs. Claus. Torneranno a recitare insieme nell’atteso sequel Qualcuno salvi il Natale 2.

Parte delle cose che non sai di Kurt Russell

Kurt Russell è Santa Claus

6. Ha fatto comporre una speciale lista dei bambini buoni. Nel suo ruolo di Santa Claus, Russell ha il compito di portare durante la notte di Natale regali ai bambini che si sono comportati bene. Nella lista a riguardo che si può vedere in un dato momento del film, è possibile leggere diversi nomi. Questi non sono inventati, bensì sono i nomi dei reali nipoti dell’attore, che egli ha voluto far inserire come regalo inaspettato.

Kurt Russell in La Cosa

7. Ha dovuto farsi crescere la barba per molto tempo. Per ottenere la celebre barba sfoggiata nel film da MacReady, il personaggio interpretato da Russell, l’attore ha impiegato all’incirca un anno. Tale pazienza è stata poi premiata, poiché il look del personaggio è divenuto iconico e ha contribuito alla sua fortuna.

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8. Non era convinto del risultato del film. Durante le prime proiezioni di prova del film, l’attore aveva espresso alcuni dubbi sul film completo, affermando che gli effetti utilizzati per il mostro non rendessero giustizia. Questa era in realtà un’opinione condivisa da tutto il cast, il quale in seguito ritornò sui propri passi, e lo stesso Russell affermò che a distanza di anni La cosa è uno dei suoi migliori film.

Kurt Russell e Quentin Tarantino

9. Ha lavorato in diverse occasioni con il noto regista. Russell è uno degli attori ricorrenti nel cinema di Quentin Tarantino, essendo comparso in tre dei suoi film. Il primo fu Grindhouse – A prova di morte, dove Russell interpreta il ruolo dello stuntman Mike, venne poi The Hateful Eight, dove ricopre il ruolo di John Ruth “il Boia”, e infine appare brevemente in C’era una volta a… Hollywood, nel ruolo del casting director Randy, nonché del narratore esterno.

Kurt Russell: età e altezza

10. Kurt Russel è nato a Springfield, nel Massachusetts, Stati Uniti, il 17 marzo 1951. L’attore è alto complessivamente 180 centimetri.

Fonte: IMDb

Kurt Russell sul licenziamento di James Gunn: “Spero venga perdonato”

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Dopo le reazioni di Chris Pratt, Zoe Saldana e il resto del cast di Guardiani della Galassia, anche Kurt Russell ha espresso il suo parere sul licenziamento di James Gunn, con cui aveva lavorato sul set del secondo capitolo del franchise.

Ciò che è accaduto è triste, ma fa parte delle dinamiche della nostra industria attuale. Tuttavia credo che stiamo diventando un po’ troppo sensibili nei riguardi delle persone sbagliate […] James ha un cuore meraviglioso e una mente meravigliosa. e spero che venga perdonato.

James Gunn: i Guardiani della Galassia lo rivoglio alla regia di Vol. 3

Lo scorso 20 Luglio la notizia del licenziamento di James Gunn da parte della Disney ha sconvolto il popolo di internet e messo in discussione il futuro di Guardiani della Galassia Vol.3, di cui Gunn stava sviluppando il terzo film.

Le motivazioni che hanno causato tale decisione al vertice della Casa di Topolino sono state attribuite a una serie di tweet che Gunn aveva affidato alla rete circa dieci anni fa, cinguettii insensibili, profondamente stupidi, frasi scritte con il solo scopo di provocare reazioni sgradevoli.

Dunque è chiaro che la Disney dovrà cercare un suo sostituto, se e quando la produzione del terzo capitolo sui Guardiani riprenderà piede, ma chi potrebbero essere i nomi più papabili ad occupare la sedia vuota?

Guardiani della Galassia: Chris Pratt e Zoe Saldana dicono la loro sul licenziamento di James Gunn

Come riportato da Variety nei giorni scorsi, la Disney non ha alcuna intenzione di tornare sui propri passi e non riassumerà il regista alla luce delle mozioni dei fan e della lettera firmata dal cast del film. Allo stesso modo gli attori non potranno sottrarsi all’impegno contrattuale e rifiutarsi di tornare sul set, altrimenti sarebbero costretti ad affrontare azioni legali.

Per quanto riguarda la regia, si ipotizzano volti noti ai Marvel Studios, ovvero Jon FavreauTaika Waititi e i fratelli Russo, ma ovviamente si tratta di una speculazione senza alcuna base fondata.

Fonte: CBM

Kurt Russell spiega la differenza tra Quentin Tarantino e John Carpenter

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Kurt Russell rivela ciò che ha imparato su Quentin Tarantino e John Carpenter riflettendo sulla sua carriera di attore. Russell ha lavorato per la prima volta con l’acclamato regista di Halloween nel film biografico di Carpenter del 1979, Elvis, e in seguito i due hanno collaborato in Fuga da New York, La cosa, Grosso guaio a Chinatown e Fuga da Los Angeles. Ha poi lavorato con Tarantino su due lungometraggi, a cominciare da Death Proof del 2007, prima di riunirsi a lui per The Hateful Eight del 2015.

Mentre Kurt Russell ripercorreva la sua carriera con GQ, l’attore ha brevemente accennato a ciò che rende sia Carpenter che Tarantino registi unici quando ha recensito il suo lavoro su Death Proof.

Mentre Russell afferma che Tarantino è stato ispirato dal lavoro di Carpenter, lo stile di Carpenter è più riservato rispetto a quello ampolloso del primo, sebbene le loro motivazioni li accomunino. Ecco cosa ha spiegato Kurt Russell sulla differenza tra Tarantino e Carpenter:

“Uno dei motivi per cui Quentin ha iniziato a fare film è grazie a John Carpenter. Voglio dire, lo so per sua stessa ammissione. John è più riservato nel suo umorismo e nel suo stile. Quentin è molto, molto estroverso. Ma ci sono anche molte somiglianze in ciò che guida il loro fascino nel realizzare un film. Non è come un regista che cerca una visione. Ce l’hanno in testa ed è solo questione di avere la libertà di dire “mi piace, mi piace, così, non mi piace, non mi piace”, sai, è facile per loro.”

Tarantino non è mai stato riservato riguardo alla sua ammirazione per la filmografia di Carpenter, raccontando in lunghe interviste le sue esperienze con il regista e il suo lavoro durante i suoi trentadue anni di carriera. Discutendo delle ispirazioni dietro The Hateful Eight nel 2015, Tarantino ha rivelato che La Cosa ha ispirato non solo il western, ma anche il suo debutto Le Iene attraverso il suo uso di tensione e paranoia in un ambiente limitato con un piccolo cast. Tarantino ha anche accreditato La Cosa come uno dei pochi film horror che lo spaventano, mostrando la sua ammirazione per Carpenter sia in qualità di regista che di spettatore.

Kurt Russell sostituisce Kevin Costner in Django Unchained di Tarantino!

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Kurt Russell, prenderà a quanto pare il posto di Kevin Costner in Django Unchained. L’ attore ha già lavorato con Quentin Tarantino in A prova di morte.ì Nella pellicola ricoprirà il ruolo di  Ace, il crudele sovrintendente della piantagione di cui è proprietario il personaggio di Leonardo DiCaprio, e che prova particolare piacere a punirne gli schiavi.

Le riprese di Django Unchained inizieranno a novembre, e proprio nel corso della preparazione per il suo ruolo (quello di un ex dentista tedesco diventato bounty-hunter), l’attore Christoph Waltz è caduto da cavallo dislocandosi l’osso pelvico.

Kurt Russell padre di Chris Pratt in Guardiani della Galassia Vol. 2?

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Sembra proprio sia Kurt Russell (a breve sugli schermi con l’attesissimo The Hateful Eight) l’attore scelto da James Gunn per il ruolo del padre di Chris Pratt in Guardiani della Galassia Vol. 2. La Marvel non ha ancora ufficialmente offerto a Russell l’ambita parte, né l’attore ha ricevuto la sceneggiatura, ma pare siano in programma delle riunioni a breve. Sia i portavoce della Marvel che di Russell, al momento, hanno rifiutato di commentare.

Un anno produttivo questo per Russell, che oltre a The Hateful Eight di Quentin Tarantino, l’ha visto tra i protagonisti di Fast&Furious 7 e del western-horror Bone Tomahawk di S. Craig Zahler. L’attore ha anche ottenuto un ruolo chiave accanto Mark Wahlberg in Deepwater Horizon di Peter Berg.

Guardiani della Galassia Vol. 2 vedrà Pratt affiancare gli ex colleghi Zoe Saldana e Dave Bautista, e l’attrice Pom Klementieff, new entry per questo sequel. Bradley Cooper e Vin Diesel daranno nuovamente voce ai personaggi di Rocket e Groot.
Non è chiaro se Diesel, che ha da poco finito di lavorare con Russell in Fast&Furious 7, abbia messo pressioni a Gunn o abbia in qualche modo giocato un ruolo nel reclutamento del collega. La produzione del film comincerà all’inizio del prossimo anno, e l’uscita è prevista per il 5 maggio 2017.

Fonte: TheWrap

Kurt Russell nel cast di The Madison, spin-off di Yellostone

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Kurt Russell nel cast di The Madison, spin-off di Yellostone

Il debutto di Kurt Russell nella serie Yellowstone in The Madison è stato ufficialmente confermato. The Madison è uno spin-off di prossima uscita con Michelle Pfeiffer, e già mesi fa si vociferava che Russell fosse coinvolto nel progetto. La serie dovrebbe debuttare nel 2026, probabilmente nella prima metà dell’anno.

Deadline ha riportato che Kurt Russell si unirà al cast di The Madison come personaggio fisso. Si tratta di una notizia importante per il titolo, che è già stato rinnovato dalla Paramount prima della sua prima stagione. Si unisce alla Pfeiffer, oltre che alle star Matthew Fox, Elle Chapman, Patrick J. Adams e altri.

Cosa significa il casting di Kurt Russell in The Madison

Prima che il pubblico si entusiasmi troppo per il casting di Kurt Russell, c’è un dettaglio importante che è stato tralasciato nella notizia. Al momento, la prima stagione di The Madison ha già terminato le riprese a gennaio ed è in fase di post-produzione, il che significa che la serie potrebbe essere rilasciata piuttosto presto.

Ciò significa che Kurt Russell difficilmente apparirà nella prima stagione, a meno che non decidano di girare scene aggiuntive per lui. Il suo arrivo avverrà probabilmente nella seconda stagione di The Madison, che è già in fase di sviluppo e le cui riprese inizieranno questo autunno, prima dell’uscita della prima stagione.

Taylor Sheridan e Paramount+ sono piuttosto riservati sui loro piani di sviluppo, con numerosi spin-off di Yellowstone in fase di sviluppo, la tempistica di uscita del franchise non è del tutto chiara. Anche se non mi sorprenderebbe se Kurt Russell facesse una breve apparizione nella prima stagione, è dubbio che abbia partecipato in segreto alle riprese della prima stagione.

Tuttavia, il ruolo di Kurt Russell nella seconda stagione di The Madison sarà una grande attrazione per la serie, poiché continua la serie di show di Sheridan guidati da star del cinema veterane. Kevin Costner, Harrison Ford, Billy Bob Thornton e ora Kurt Russell. È un cast eccellente.

Kurt Russell nel cast di Fast and Furious 7

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Kurt Russell nel cast di Fast and Furious 7

Sembra proprio che Kurt Russell sia stato confermato nel cast di Fast and Furious 7, come già anticipato in precedenza.

La notizia ci arriva grazie alle prima foto uscita sul web, che vede l’attore sul set al fianco di Vin Diesel e Paul Walker, pubblicate ancora una volta da Diesel sul suo profilo Facebook nella giornata di ieri. Sotto la foto l’attore ha scritto “Kurt Russell, such an honor to work with…” Il  ruolo preciso dell’attore nel film ancora non è noto, ma si pensa che a breve la notizia sarà diffusa dalla produzione dell’atteso sequel.

Continuando le imprese globali nell’inafferrabile franchise fondato sulla velocità, Vin Diesel, Paul Walker e Dwayne Johnson si riuniscono per capeggiare il cast di Fast and Furious 7. James Wan dirige questo capitolo della serie di grandissimo successo che vede nel cast i ritorni di Michelle Rodriguez, Jordana Brewster, Tyrese Gibson, Chris “Ludacris” Bridges, Elsa Pataky e Lucas Black. Per l’occasione, si uniscono al cast altre star internazionali comeJason Statham, Djimon Hounsou, Tony Jaa, Ronda Rousey e  Kurt Russell. Il film, scritto da Chris Morgan e prodotto da Neal H. Moritz, Vin Diesel e Michael Fottrell, è diretto da James Wan e arriverà in Italia il 2 aprile 2015.

Empireonline.com

 

Kurt Russell conferma le trattative per Guardiani della Galassia Vol. 2

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Dopo i rumor della settimana scorsa, Kurt Russell conferma di essere in trattative per interpretare il padre di Peter Quill /Star-Lord in Guardiani della Galassia Vol. 2.
L’attore, in un’intervista per lo show radiofonico Happy Sad Confused, afferma di aver parlato con Gunn circa il suo ruolo, ma anche di non essere ancora ufficialmente vincolato ad esso per un motivo.

“Ho ricevuto una telefonata proprio due giorni fa a riguardo. Non ho mai visto Guardiani della Galassia. Non so nulla. Sono uno dei quattro idioti che non l’ha mai visto. Molte volte ho sentito ‘Questo è un film davvero divertente, con dei grandi personaggi.’ Non mi ero reso conto che James Gunn lo avesse scritto e diretto. Perciò, quando abbiamo parlato al telefono ho dovuto essere onesto e dire: ‘Grazie per avermi considerato, ma devo leggere lo script e devo guardare il film perché non posso offrirvi nulla.’ Quindi mi fa specie che qualcuno mi chieda di parlarne perché tutti sanno più di me a riguardo.”

Il regista James Gunn ha già confermato che il padre di Star-Lord del film sarà diverso da quello del fumetto, in cui viene indicato come l’imperatore J’Son di Spartax. “Dirò quel tanto che basta…Sono circolati un sacco di documenti su chi fosse il padre di Peter Quill tra un gruppo scelto di due o tre di noi”, fa sapere. “È stato parte del piano fin dall’inizio, è qualcosa su cui ho dovuto lavorare prima di girare la sceneggiatura. Volevamo che il ruolo di Yondu avesse un senso e lo ha, quindi è tutta roba molto specifica.”

Guardiani della Galassia Vol. 2 vedrà protagonisti ancora una volta Chris Pratt, Zoe Saldana, Dave Bautista (con Vin Diesel e Bradley Cooper, voci di Groot e Rocket Raccoon) nel ruolo di improbabili eroi alle prese con una forza cosmica di proporzioni epiche. Il film sarà nei cinema americani a partire dal 5 maggio 2017.

Fonti: comingsoon.net

Kurt Johnstad scrive The Lost Legion per la Warner Bros

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Kurt Johnstad scrive The Lost Legion per la Warner Bros

The Lost Legion-movieKurt Johnstad (300) ha firmato per scrivere la sceneggiatura sulla storia epica di The Lost Legion della Warner Bros. La pellicola racconterà la storia vera di una legione

Kurt Cobain: una vita, 5 film per l’uomo simbolo del grunge

Kurt Cobain: una vita, 5 film per l’uomo simbolo del grunge

A ventisei anni dalla morte di Kurt Cobain, avvenuta il 5 aprile 1994 a soli 27 anni, vale la pena passare in rassegna il materiale cinematografico disponibile su questa icona del grunge, che ha segnato così profondamente una generazione, rappresentandone rabbia e inquietudine, da lasciare dietro di sé un’impronta musicale indelebile.

Nato ad Aberdeen il 20 febbraio del 1967 da genitori della working class, sensibile e intelligente, fin da bambino Cobain mostra un’energia e una vivacità, che cozzano tanto col suo viso da angioletto biondo dagli occhi azzurri, quanto con la sonnolenta provincia americana in cui vive. Si rivela presto difficile da gestire per i suoi, che divorziano quando ha 8 anni, evento per lui assai traumatico. Presto esprime il suo talento con la musica, imbracciando la prima chitarra a 14 anni e anche attraverso disegni e fumetti dal carattere cupo e inquietante. Una vita segnata dal dolore: dalla depressione ai disturbi gastrici, alla tossicodipendenza. A rischiararla, la musica che gli consente di dare voce a una spiccata sensibilità e alle proprie inquietudini. Il successo arriva puntuale, ma destabilizza definitivamente equilibri già precari. L’amore per la moglie Courtney Love e la figlia Frences Bean, che nasce poco prima della morte di Kurt – non basta a dargli la forza di andare avanti.

Il suo nome e quello della sua band, i Nirvana, restano però nella storia del rock. Tre album in studio composti in una manciata di anni, dal 1989 al 1993, uno dei quali, Nevermind, pieno zeppo di successi, contiene quella Smells like teen spirit che è diventato l’inno della generazione X, ricevendo innumerevoli riconoscimenti. Poi, l’MTV Unplugged registrato a New York nel 1994 in cui il frontman regala una delle ultime toccanti performance. Gli sono stati dedicati film di finzione e documentari. Alcuni ne celebrano la figura, altri avanzano dubbi e ipotesi sulla sua morte.

I dubbi sulla morte di Kurt Cobain

Due dei lavori su Cobain sono documentari che prospettano scenari alternativi o si propongono di far luce sulle circostanze della scomparsa del cantante, che la versione ufficiale vuole dovuta a un colpo di fucile auto-inflitto.

Il primo, Kurt & Courtney del 1998, è opera del regista britannico Nick Broomfield. Egli propone una serie di interviste a persone vicine a Kurt e Courtney, suffragando così la tesi che Love possa aver avuto delle responsabilità nella morte del marito. Il film dovrebbe partecipare al Sundence Festival, ma in seguito alle proteste della donna, ne è escluso. Nella colonna sonora non compaiono brani dei Nirvana. Diciassette anni dopo, vede la luce Soaked in bleach, ancora un docufilm, diretto da Benjamin Statler, che ripercorre gli ultimi giorni di vita di Cobain e il suo rapporto con la moglie attraverso una serie di interviste, materiali originali e ricostruzioni filmiche dell’accaduto. Asse portante è l’indagine condotta dall’investigatore privato Tom Grant, assunto da Courtney Love pochi giorni prima della morte di Kurt per ritrovare il marito scomparso. Si propone di fare luce sulla sua tragica fine, avvalorando l’ipotesi dell’omicidio, dietro il quale suggerisce ci possa essere proprio la vedova Cobain. In Italia il film appare con il titolo Chi ha ucciso Kurt Cobain?

Kurt Cobain secondo Gus Van Sant

Il cinema d’autore non tralascia però la figura di Cobain. È Gus Van Sant, con il suo Last Days nel 2005 a tributargli un omaggio, cercando di immaginare gli ultimi giorni del cantante, isolato nella sua villa di Seattle. Il regista inserisce il lavoro all’interno di una trilogia sul tema della morte, inquadrato in relazione alla gioventù americana, iniziata con Gerry e proseguita con Elephant – lungometraggio sul massacro alla Columbine High School, Palma d’Oro al Festival di Cannes. Last Days offre spunti interessanti per riflettere proprio sul concetto di isolamento. Apprezzabile e rigoroso il lavoro di un Michael Pitt sempre scapigliato e poco visibile in volto, ma sorprendentemente credibile, cui è affidato il delicato compito di impersonare Cobain. Nuovamente assente la musica dei Nirvana. 

Kurt Cobain raccontato da Kurt Cobain

Infine, ecco i lavori che forse riescono meglio a restituire la figura del leader dei Nirvana e che mettono lo spettatore maggiormente in contatto con la sua sensibilità e il suo mondo emotivo. Kurt Cobain: About a Son è un documentario del 2006 di A. J. Schnack, che pone al centro una serie di interviste rilasciate dal frontman dei Nirvana tra il ’92 e il ’93, invitando lo spettatore a concentrarsi sul suo pensiero. Il film rinuncia al compiacimento della presenza visiva del cantante e a quello sonoro della musica del gruppo. L’idea e la realizzazione sono interessanti. Accompagnano la voce di Kurt immagini ispirate alle sue parole. Lavoro riuscito ed emotivamente coinvolgente, proprio nella misura in  cui è Cobain a parlare di sé.

Anche il regista Brett Morgen con il suo Cobain – Montage of Heck (recensione) nel 2015 fa parlare di sé il cantante e consente di ascoltare i suoi familiari per ricostruire attraverso materiale eterogeneo e in gran parte inedito la vicenda umana, ancor prima che artistica, del frontman dei Nirvana. Un lavoro spesso toccante, che merita la visione.  Il cinema non si è lasciato, dunque, sfuggire Kurt Cobain che, suo malgrado, risponde fin troppo al cliché della rock star bella e maledetta, ma che soprattutto ha saputo incarnare la fame di vita, la rabbia e il disorientamento di intere generazioni.

Kurt Cobain: in arrivo il primo documentario riconosciuto

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Kurt CobainKurt CobainOrmai sono passati venti anni dalla morte di Kurt Cobain, e il leggendario leader dei Nirvana e nonostante sia uno dei personaggi più amati della musica nessun film sulla sua storia è stato mai realizzato. Ebbene oggi però apprendiamo che è finalmente in cantiere il primo documentario ufficiale a lui dedicato, l’unico che ha ricevuto l’approvazione della sua famiglia. L’opera si intitolerà Montage Of Hecke, e verrà trasmesso nel 2015 dal canale HBO. La regia è stata affidata a Brett Morgen – che ha già vinto un Oscar per il suo documentario sui Rolling Stones “Crossfire Hurricane” – e la figlia di Kurt Cobain e Courtney Love Frances Bean Cobain è la produttrice. Ecco le parole di Mantage :

“Ho iniziato a lavorare a questo progetto otto anni fa. All’inizio pensavo che avrei avuto a che fare con una quantità limitata di materiale. Ma quando ho avuto accesso all’archivio della famiglia Cobain ho scoperto che c’erano più di duecento ore di materiale audio inedito, quadri, sculture, dipinti, ore di filmati mai visti prima e più di quattromila pagine di scritti”

Il film sarà ricco di materiale inedito e personale.

 

Kurt Cobain come ispirazione per E’ nata una stella

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Clint Eastwood si ispirerà a Kurt Cobain per il suo remake di E’ nata una stella. E’ stato lo sceneggiatore Will Fetters che ha rivelato la cosa a CraveOnLine, spiegando come abbia scelto di

Kursk: recensione del film di Thomas Vinterberg #RomaFF13

Kursk: recensione del film di Thomas Vinterberg #RomaFF13

Il regista danese Thomas Vinterberg, celebre per film come Festen e Il sospetto, porta alla Festa del Cinema di Roma il suo nuovo film, Kursk, tratto dal romanzo A Time to Die di Robert Moore e basato sul reale incidente del sottomarino K-141 Kursk. Il film si avvale di un cast di attori europeo tra cui spiccano Matthias Schoenaerts, Colin Firth e Léa Seydoux.

Nel film Kursk il 12 agosto 2000 un sottomarino della Flotta del Nord della Marina Militare Russa subisce una serie di esplosioni interne, che lo fecero precipitare sul fondo delle acque artiche. Solo 23 dei 118 marinai a bordo sopravvissero. Nei nove giorni seguenti, i marinai lottarono per la sopravvivenza, mentre le operazioni di soccorso procedevano a rilento e i familiari si battevano contro gli ostacoli burocratici.

Come dichiarato da Vinterberg stesso, questo non vuole essere un film di denuncia, ma un’opera che pone al centro di tutto il concetto di umanità. Il regista inizia infatti con il presentarci il contesto famigliare dei marinai protagonisti, esaltandone i piccoli momenti che lo rendono tanto importante. Una volta svelata l’umanità privata dei protagonisti, possiamo dunque entrare nel freddo sottomarino, che diventa ancor più luogo claustrofobico al momento dell’incidente.

A partire dall’ottima sceneggiatura di Robert Rodat, già autore di Salvate il soldato Ryan, Vinterberg costruisce tre piani narrativi, intrecciati tra loro. Abbiamo il punto di vista dei marinai intrappolati in fondo al mare, quello delle loro famiglie che tentano disperatamente di sapere cosa stia accadendo, e quello politico, che vede la Russia più impegnata a non fare una brutta figura a livello internazionale piuttosto che salvare i propri marinai accettando aiuti esteri.

Così facendo, il regista ci offre una panoramica completa della storia, portandoci ora ad essere in apprensione per gli intrappolati, ora in profonda frustrazione per chi non riesce ad ottenere la verità. Si arriva dunque al film di denuncia, certo, ma il regista non si abbandona a del facile moralismo o sentimentalismo, intento invece a dare una lucida fotografia della situazione. Il suo interesse maggiore, e questo sarà sempre chiaro durante la visione del film, è incentrato sulla ricerca delle motivazioni che muovono i suoi personaggi. E questa ricerca dell’interiorità è certamente l’aspetto più coinvolgente del film, che si muove a partire dallo sguardo innocente dei bambini.

Allo stesso tempo Kursk non lascia fuori la componente di intrattenimento cinematografico, che al contrario è molto forte. Il film riesce così a reggersi in equilibrio tra spettacolarità visiva e impegno, toccando temi cari al regista danese. Dal nucleo famigliare, al disperato tentativo di sopravvivenza. Dalla lotta del singolo contro un potere più grande, alla paura della morte e della fine. Temi che si intrecciano tra loro per costruire una riflessione più ampia sull’importanza dell’umanità.

Certamente un film lontano dall’estetica del movimento Dogma 95, ideato da Vinterberg e Lars Von Trier negli anni novanta, ma non per questo meno importante per la filmografia del regista. Al contrario, Kursk afferma le doti registiche di Vinterberg anche su registri più spettacolari, senza perdere la propria impronta autoriale.

Kursk, il trailer

Kursk: la storia vera dietro il film

Kursk: la storia vera dietro il film

Kursk (qui la nostra recensione), diretto da Thomas Vinterberg e uscito nel 2018, segna un’interessante deviazione nella filmografia del regista danese, noto soprattutto per opere dal forte impatto emotivo e intimista come Festen e Il sospetto. Vinterberg, maestro nel raccontare i conflitti umani e le fragilità emotive, si cimenta qui con un dramma storico a sfondo bellico, senza rinunciare al suo tocco autoriale. Pur trattando un evento di portata internazionale, il regista mantiene al centro la dimensione umana, concentrandosi sulle vite e i sentimenti dei protagonisti, piuttosto che sulla spettacolarizzazione dell’azione.

Il film si colloca nel genere del disaster movie a base reale, mescolando tensione, tragedia e critica politico-sociale. Ricostruisce con taglio realistico e attento ai dettagli la catastrofe del sottomarino nucleare russo K-141, avvenuta nell’agosto del 2000, alternando sequenze claustrofobiche all’interno dell’imbarcazione a momenti di disperazione e attesa sulla terraferma. La messa in scena, elegante ma mai artificiosa, richiama per certi versi titoli come Das Boot di Wolfgang Petersen o Chernobyl di Craig Mazin, dove il dramma collettivo diventa metafora di un sistema politico in crisi, e il senso di impotenza avvolge tanto i protagonisti quanto lo spettatore.

Vinterberg sfrutta il genere per costruire un’opera che non è solo cronaca di un disastro, ma riflessione sulla lealtà, l’orgoglio nazionale e i limiti della cooperazione internazionale. In Kursk, il conflitto non è solo contro il tempo e l’acqua, ma anche contro la burocrazia e la rigidità di un apparato militare incapace di ammettere debolezze. Nel resto dell’articolo, ci soffermeremo sulla vera storia che ha ispirato il film, analizzando le circostanze reali dell’incidente, il contesto politico in cui è avvenuto e le conseguenze che ha lasciato sia per i familiari delle vittime sia per l’immagine della Russia sullo scenario mondiale.

LEGGI ANCHE: #RomaFF13: Thomas Vinterberg presenta Kursk

La trama e il cast di Kursk

Il film Kursk racconta la drammatica vicenda del sottomarino nucleare K-141 Kursk e il tentativo disperato di salvare i marinai intrappolati dopo l’incidente avvenuto nel Mare di Barents nel 2000. La storia si concentra su Mikhail Averin (Matthias Schoenaerts), uno dei sottufficiali a bordo, e sulla sua famiglia, che lotta contro l’ostilità e il silenzio delle autorità per ottenere notizie e sperare in un miracolo. Parallelamente, il film segue la complessa e difficile missione di soccorso, ostacolata da problemi tecnici, politici e burocratici, che si rivelerà un’impresa ardua e carica di tensione.

La storia vera dietro il film

Il disastro del sottomarino russo K-141 Kursk, avvenuto il 12 agosto 2000 nel Mare di Barents, rappresenta una delle tragedie più gravi della storia navale russa. Il Kursk, un sottomarino nucleare della classe Oscar II, stava partecipando a un’esercitazione navale di grande portata, la “Summer-X”, che coinvolgeva numerose unità della Flotta del Nord. Durante l’esercitazione, alle 11:28 locali (07:28 UTC), il Kursk lanciò dei siluri di prova, ma subito si verificò un’esplosione, presumibilmente di uno dei siluri, che liberò una potenza compresa tra i 100 e i 250 chilogrammi di TNT, producendo un’onda sismica di intensità 2,2 secondo la scala Richter.

La seconda esplosione, avvenuta 135 secondi dopo la prima, fu di magnitudo compresa tra 3,4 e 4,4, con una potenza tra le 3 e le 7 tonnellate di TNT, causando danni irreparabili al sottomarino e la morte immediata di gran parte dell’equipaggio. Nonostante l’intensità delle esplosioni, 23 marinai riuscirono a rifugiarsi nei compartimenti poppieri del sottomarino, dove rimasero intrappolati. Un appunto scritto dal tenente-capitano Dimitry Kolesnikov, trovato tra i resti, testimonia i suoi ultimi momenti a bordo. Il documento, datato 15:45, esprimeva la speranza di una possibile salvezza, ma purtroppo nessuno dei 23 superstiti riuscì a sopravvivere.

L’assenza di comunicazioni e l’impossibilità di accedere al sottomarino per oltre 12 ore ritardarono le operazioni di soccorso. Solo il 21 agosto, grazie all’intervento di specialisti britannici e norvegesi, fu possibile agganciare un veicolo di soccorso al boccaporto di poppa, ma ormai l’intero equipaggio era deceduto. Le indagini ufficiali stabilirono che l’incidente fu causato dall’esplosione di un siluro Tipo 65-76A, dovuta a una saldatura difettosa che provocò la fuoriuscita di perossido di alta qualità, innescando una reazione catalitica. La Marina russa fu criticata per la sua risposta lenta e inadeguata, e per aver rifiutato inizialmente l’aiuto internazionale.

Un’inchiesta interna concluse che l’incidente fu il risultato di “violazioni della disciplina, attrezzature obsolete e mal mantenute”, e “negligenza, incompetenza e cattiva gestione”. Il film Kursk di Thomas Vinterberg narra dunque di questa la tragedia, concentrandosi sulle difficoltà incontrate dalle famiglie dei marinai nel cercare di ottenere informazioni e assistenza, nonché sulle operazioni di salvataggio. Sebbene il film adatti alcuni eventi per esigenze narrative, mantiene una sostanziale fedeltà ai fatti storici, evidenziando le carenze nella gestione dell’emergenza e la lotta delle famiglie per la verità.

Kurdbûn – Essere Curdo, recensione del documentario di Fariborz Kamkari

Dopo essere stato presentato a Sguardi Altrove Film Festival di Milano il 13 maggio, è ora disponibile in alcune sale italiane selezionate Kurdbûn – Essere Curdo per la regia di Fariborz Kamkari (Pizza e Datteri, I Fiori di Kirkuk) e distribuito da Officine UBU.

La memoria dell’assedio di Cizre

Il documentario ripercorre i settantantanove lunghissimi giorni dell’assedio della città curda Cizre da parte dei carri armati turchi. A seguito della vittoria alle elezioni del partito democratico filocurdo HDP, riuscito così a entrare nel parlamento di Ankara, il governo turco reagì con questa azione punitiva non annunciata, colpendo la città curda del sudest della Turchia, al confine con la Siria e l’Iraq e massacrando innumerevoli civili tra il 2016 e il 2017.

Kamkari racconta di aver deciso di rendere giustizia alle vittime di una tale repressione inumana tramite questo documentario, che si pone anche come ponte culturale di una memoria che non è mai passata, ma continua a sopraffare incessantemente, e che il regista, come cittadino curdo, ha conosciuto fin dalla tenera infanzia. I parallelismi tra la strage di Cizre e la sua esperienza personale a Sna (città curda in Iran) sono innegabili: trentotto anni prima, infatti, l’esercito iraniano attaccò la città indifesa, bombardandola per più di trenta giorni solo perché gli abitanti avevano deciso di non accettare il regime di Khomeini.

Vedere la resistenza di un popolo che accetta la morte ma non si inchina – ha spiegato Kamkari – riempie il cuore di ogni spettatore di dolore e nello stesso tempo di orgoglio. Il viso dei bambini, il pianto dei padri sui cadaveri dei figli adolescenti uccisi dai cecchini e i volti orgogliosi delle donne, che sono state la spina dorsale della resistenza di Cizre, pronte a morire, ma non ad accettare l’ingiustizia. Questa è l’esperienza mia e di ogni curdo delle quattro zone del Kurdistan. Allora ho deciso di partire dal documento per denunciare un incredibile crimine contro l’umanità e per ricostruire un pezzo della memoria collettiva di un popolo ancora oggi diviso e perseguitato”.

Kurdbûn – Essere Curdo: il documentario di un popolo che resiste

“Quando l’ingiustizia diventa legge la resistenza diventa un dovere”: il documentario di Kamkarin rimarca coraggiosamente le parole di Bertold Brecht, sottolineando l’ardore di chi non arretra nel dare testimonianza di questi orrori, di chi trasporta nell’audiovisivo le urla di donne da intercettare come unica colonna sonora del film, che è anche chi riconosce che non esistono guerre di serie A e di serie B. Come ricorda la senatrice Liliana Segre, non vi è parola peggiore al mondo che “indifferenza”, perché si tratta di un atteggiamento che nasce dalla consapevolezza, volutamente evitata e distorta.

Kamkarin decide di portare in scena il contrappunto dell’indifferenza, un grido esistenziale inscalfibile nella sua veemenza, guidato dalla voce della giornalista curda Berfin Kar e dalla videocamera del suo cameraman, rimasti bloccati nella città durante il periodo di assedio. Dal rimaneggiamento di questo diario di guerra per immagini, filtrato dagli occhi silenti ma lucidi di Kamkarin, è nato il documentario Kurdbûn – Essere Curdo, passaporto metaforico di ogni cittadino curdo, che ne rivela le ferite che nascono con ogni cittadino, crescono con ogni sua esperienza tragica e l’accompagnano per tutta la vita.

Dopo la fuga da Cizre, Berfin Kar si è rifugiata in Europa con gli hard disk contenenti le riprese di quei giorni terribili di assedio e, tramite un network di filmmaker curdi, è riuscita a contattare il regista Kamkari, a cui ha proposto di visionare il girato. “Ci sono delle piaghe che, come la lebbra, corrodono lentamente la nostra anima, in solitudine”: la latitanza della guerra, il cui senso continua a sembrare inafferrabile, incurante degli occhi di abitanti che cercano di capire il perché di una condanna a morte nella propria casa, dove la conta dei cadaveri per le strade si sostituisce ai giochi dei bambini.

Siamo di fronte a un’opera il cui ritmo è marcato dal sangue che sgorga dalle inquadrature, sangue di un popolo che vuole resistere con tutte le sue forze all’assimilazione culturale, a un governo dispotico che non ne riconosce la lingua, il valore, l’identità. Cizre, città simbolo del modello di autogestione democratica, che vive della partecipazione delle masse all’autogestione della società, diventa testimonianza filmica del cinema in cui il nervosismo diventa solidarietà, al pari di Flee, altro grandissimo documentario di questa stagione cinematografica, candidato a 3 premi Oscar. Il cinema che esiste per un popolo che resiste è quello di Kurdbûn – Essere Curdo: cinema di testimonianza, “allegria nella preoccupazione più totale”, femminismo e verità storica.

Kung Fury 2: Alexandra Shipp nel cast con Michael Fassbender

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Deadline riporta che Alexandra Shipp, vista di recente nei panni di Tempesta in X-Men: Dark Phoenix, si unirà al cast di Kung Fury 2, sequel del mediometraggio del 2015 insieme a Michael Fassbender, Arnold Schwarzenegger, David Hasselhoff e David Sandberg, che è anche sceneggiatore e regista del film.

La produzione è attualmente in corso tra Bulgaria e Germania.

Vi ricordiamo che Kung Fury aveva debuttato su YouTube ricevendo fin da subito pareri molto positivi da parte degli utenti. Questa bizzarra action-comedy è ambientata nel 1985 a Miami, tenuta al sicuro sotto l’occhio vigile di Kung Fury, il più grande poliziotto di tutti i tempi. Ad aiutarlo ci sono i Thundercops, le forze di polizia definitive riunite per sconfiggere il malvagio Kung Fuhrer, Adolf Hitler.

Nel sequel la Shipp sostituirà Eiza Gonzales e interpreterà Rey Porter, una reporter che farà di tutto per scrivere il miglior articolo sulla vicenda.

Fonte: Deadline

Kung Fu: Baz Luhrmann alla regia?

Kung FuIn seguito alle indiscrezioni (abbastanza plausibili e veritiere) della scorsa settimana, secondo le quali la Legendary Pictures e Universal si starebbero organizzando per realizzare un adattamento per il grande schermo della serie televisiva cult degli anni ’70 Kung Fu, ora sembra trapelare una nuova e succosa indiscrezione: sembrerebbe che il candidato numero uno alla regia sarà Baz Luhrmann

Leggi anche: Il grande Gatsby di Baz Luhrmann – recensione

La serie televisiva, ambientata in Occidente nel corso del 19 ° secolo, era interpretata da David Carradine e narrava le peregrinazioni di un monaco in viaggio attraverso l’America alla ricerca del padre, costretto a fronteggiare avversari di tutti i tipi, usando le sue arti marziali. Fu trasmessa dalla ABC nel 1972-1975, con Bill Paxton a muovere i fili della regia, coadiuvato da una sceneggiatura di John McLaughlinAltri scrittori che si sono avvicendati sul progetto sono Cory Goodman (Priest) e Rich Wilkes, che è coinvolto con la scrittura di Iron Fist, prossima fatica della Marvel per NetflixLuhrmann, meglio conosciuto per i progetti come Romeo + Giulietta e Moulin Rouge!, più di recente ha diretto The Great Gatsby per la Warner Bros. Pictures

Kung Fu è prodotto da Jon Jashni, Scott Mednick, Thomas Tull e Vincent Newman.

Fonte: Comingsoon.net

Kung Fu Panda: trama, cast e sequel del film d’animazione

Kung Fu Panda: trama, cast e sequel del film d’animazione

Divenuto uno dei franchise animati di maggior successo degli ultimi anni, Kung Fu Panda ha conquistato spettatori da ogni parte del mondo, tanto presso gli spettatori più giovani quanto con i più adulti. Nel 2008 è uscito in sala il primo dei tre film attualmente realizzati, da subito considerato uno dei migliori film d’animazione della storia. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, e nominato all’Oscar, questo dà vita alle avventure del simpatico panda Po, che aspira a diventare un grande guerriero di arti marziali. Dall’universo del film sono inoltre stati tratti cortometraggi, serie televisive, fumetti e videogiochi, a conferma della grande attenzione nei confronti del titolo.

L’ispirazione per il primo film nacque però dal videogioco T’ai Fu: Wrath of the Tiger e dal film Kung Fu Hustle. Inizialmente, tuttavia, il progetto nasceva per essere una parodia del genere arti marziali, ma il co-regista John Stevenson non gradì tale idea, preferendo dar vita ad una commedia basata sul genere Wǔxiá. Insieme al regista Mark Osborne, questi lavorò dunque per conferire al film una realistica atmosfera cinese, tra tradizioni e ornamenti. Per la DreamWorks Animation si trattò di uno dei loro progetti più complessi di sempre, data specialmente la grande richiesta di dettagli animati.

Straordinario fu anche il successo al box office registrato dal film. Con un cast di 130 milioni di dollari, Kung Fu Panda arrivò a guadagnarne ben 631 in tutto il mondo, spingendo così verso la realizzazione del franchise che oggi tutti conosciamo. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di doppiatori e ai suoi sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Kung Fu Panda trama

La trama del film Kung Fu Panda

La storia è quella di Po, un panda goffo e in sovrappeso, nonché fanatico del kung fu. Egli vive nella Valle della Pace, dove lavora nel ristorante di suo padre. L’occasione di perseguire la sua passione per la celebre arte marziale si presenta nel momento in cui viene indetto un tornato per stabilire l’identità del Guerriero Dragone. Tutti si aspettano che il titolo verrà affidato ad uno dei Cinque Cicloni: Tigre, Vipera, Gru, Scimmia e Mantide, addestrati dal Maestro Shifu. Tuttavia, a gran sorpresa, Po viene scelto per tale ruolo.

Rifiutando di credere che Po possa essere il Guerriero Dragone, Shifu lo sottopone a tortuosi esercizi di addestramento per scoraggiarlo. Egli, però, persevera nel suo allenamento, arrivando a scoprire che presto che dovrà scontrarsi con Tai Lung, un malvagio guerriero di kung fu che è fuggito dalla prigione in cerca di vendetta. Shifu, arresosi nei confronti di Po, decide di allenarlo seriamente, spronandolo grazie al cibo. Solo con il duro allenamento e un’acquisita fiducia in sé stesso, Po potrà sconfiggere il potente nemico.

 

Kung Fu Panda: il cast di doppiatori dei personaggi del film

Tra gli elementi più noti della trilogia vi è quello relativo ai celebri nomi di Hollywood che hanno preso parte al doppiaggio dei personaggi protagonisti. A dare voce al panda Po, è l’attore Jack Black, mentre a doppiare in italiano il personaggio è invece Fabio Volo. Dustin Hoffman dà voce al saggio maestro Shifu. Per accettare la parte l’attore richiese, qualora non fosse stato soddisfatto della propria performance, di poter registrare nuovamente le proprie battute. La voce italiana del personaggio è invece di Eros Pagni. Sono poi presenti le voci di Randall Duk Kim nei panni della tartaruga Oogway, doppiata in italiano da Dante Biagioni, e Ian McShane in quelli del malvagio Tai Lung, doppiato in italiano da Fabrizio Pucci.

La premio Oscar Angelina Jolie interpreta Tigre, la più forte e coraggiosa dei guerrieri di Shifu e inizialmente favorita per la conquista della Pergamena del Drago. La sua voce italiana è di Francesca Fiorentini, nota doppiatrice di attrici come Gwyneth Paltrow e Milla Jovovich. Jackie Chan è invece presente nei panni di Scimmia, la cui voce italiana è affidata ad Angelo Maggi, doppiatore storico di Tom Hanks e Robert Downey Jr.. Lucy Liu, nota per diversi film di arti marziali, è Vipera, doppiata in italiano da Tiziana Avarista. L’attore comico Seth Rogen dà invece voce al piccolo guerriero Mantide. Questi è doppiato in italiano da Simone Mori. David Cross, infine, è Gru, l’ultimo dei guerrieri di Shifu. Voce italiana di Danilo De Girolamo. 

Kung Fu Panda cast doppiatori

Kung Fu Panda: i sequel del film

Dato il grande successo del film, sono stati realizzati negli anni due sequel cinematografici. Si tratta di Kung Fu Panda 2, uscito nel 2011, e di Kung Fu Panda 3, arrivato in sala nel 2016. Questi hanno ulteriormente esplorato le avventure del panda Po, introducendo nuovi potenti nemici ma anche inaspettati alleati. Dopo quest’ultimo, che ha confermato il successo della saga, si è iniziato naturalmente a parlare di un quarto capitolo. I registi hanno però dichiarato di non avere particolarmente fretta, desiderando poter lavorare con calma ad ognuno dei film così da rendere quanto più eccellenti possibile. Kung Fu Panda 4 (qui la recensione) è così diventato realtà solo nel 2024, narrando una nuova (e forse ultima) avventura per Po.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

In attesa di vedere i sequel, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Kung Fu Panda è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Infinity+, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, basterà semplicemente iscriversi, in modo del tutto gratuito alla piattaforma. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione un determinato limite temporale entro cui effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato 23 marzo alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb

Kung Fu Panda: i film della saga e tutto quello che c’è da sapere

Divenuto uno dei franchise animati di maggior successo degli ultimi anni, Kung Fu Panda ha conquistato spettatori da ogni parte del mondo, tanto presso gli spettatori più giovani quanto con i più adulti. Attualmente composta da quattro film, usciti rispettivamente tra il 2008 e il 2024, la saga offre non solo grande divertimento, ma anche forti emozioni e un sentito omaggio al mondo delle arti marziali e alle tradizioni della Cina. Un successo tale, quello della saga, per cui oltre i film sono poi stati realizzati cortometraggi, serie televisive, fumetti e videogiochi, a conferma della grande attenzione nei confronti del titolo.

L’ispirazione per il primo film nacque dal videogioco T’ai Fu: Wrath of the Tiger e dal film Kung Fu Hustle. Inizialmente, tuttavia, il progetto nasceva per essere una parodia del genere arti marziali, ma il co-regista John Stevenson non gradì tale idea, preferendo dar vita ad una commedia basata sul genere Wǔxiá. Insieme al regista Mark Osborne, questi lavorò dunque per conferire al film una realistica atmosfera cinese, tra tradizioni e ornamenti. Per la DreamWorks Animation si trattò di uno dei loro progetti più complessi di sempre, data specialmente la grande richiesta di dettagli animati.

Il grande lavoro degli animatori, perfezionato di film in film, è stato poi ripagato dal grandissimo successo economico della serie. A fronte di un budget complessivo di 425 milioni di dollari, i primi tre film sono stati in grado di incassare complessivamente a livello mondiale un totale di 1,7 miliardi di dollari. Ciò ha permesso a Kung Fu Panda di diventare uno dei franchise animati di maggior successo, insieme a quello di Cattivissimo Me. Numerosi sono stati anche i riconoscimenti da parte della critica e dell’industria. I primi due film della serie sono infatti stati nominati come miglior film d’animazione ai prestigiosi premi Oscar.

Kung Fu Panda: l’ordine cronologico di visione dei film e delle serie TV

Benché non sia indispensabile vedere le tre serie d’animazione ad oggi realizzate per fruire dei quattro lungometraggi, queste integrano comunque la narrazione delle avventure di Po raccontando ulteriori episodi della sua vita come Guerriero Dragone. Le tre serie, pertanto, si collocano temporalmente tra i quattro film, e volendo vedere ogni titolo legato al franchise, ecco l’ordine cronologico da seguire:

  1. Kung Fu Panda (2008)
  2. Kung Fu Panda – Mitiche avventure (2011)
  3. Kung Fu Panda 2 (2011)
  4. Kung Fu Panda 3 (2016)
  5. Kung Fu Panda – Le zampe del destino (2018)
  6. Kung Fu Panda – Il cavaliere dragone (2022)
  7. Kung Fu Panda 4 (2024)

Kung Fu Panda (2008)

Kung Fu Panda ordine cronologico

La storia è quella di Po, un panda goffo e in sovrappeso, nonché fanatico del kung fu. Egli vive nella Valle della Pace, dove lavora nel ristorante di suo padre. L’occasione di perseguire la sua passione per la celebre arte marziale si presenta nel momento in cui viene indetto un torneo per stabilire l’identità del Guerriero Dragone. Tutti si aspettano che il titolo verrà affidato ad uno dei Cinque Cicloni: Tigre, Vipera, Gru, Scimmia e Mantide, addestrati dal Maestro Shifu. Tuttavia, a gran sorpresa, Po viene scelto per tale ruolo.

Rifiutando di credere che Po possa essere il Guerriero Dragone, Shifu lo sottopone a tortuosi esercizi di addestramento per scoraggiarlo. Egli, però, persevera nel suo allenamento, arrivando a scoprire che presto che dovrà scontrarsi con Tai Lung, un malvagio guerriero di kung fu che è fuggito dalla prigione in cerca di vendetta. Shifu, arresosi nei confronti di Po, decide di allenarlo seriamente, spronandolo grazie al cibo. Solo con il duro allenamento e un’acquisita fiducia in sé stesso, Po potrà sconfiggere il potente nemico.

Kung Fu Panda 2 (2011)

Kung Fu Panda 2

In Kung Fu Panda 2 (qui la recensione), Po è ora un affermato maestro di kung fu, intento a proteggere la Valle della Pace insieme ai Cinque Cicloni. L’equilibrio del luogo viene tuttavia messo in pericolo dalla minaccia del pavone Lord Shen, il quale aspira a conquistare la Cina grazie ad una nuova arma: il cannone. Allo stesso tempo, anche l’equilibrio interiore di Po viene scosso. Egli apprende infatti dal signor Ping di essere stato adottato.

Una serie di flashback permettono allora al valoroso panda di ricordare i momenti trascorsi insieme ai suoi veri genitori. Nell’imbattersi in Shen, egli scopre che i suoi genitori hanno rischiato la vita per salvarlo dal malvagio pavone, il quale aveva iniziato a sterminare tutti i panda dopo aver appreso di una profezia secondo cui sarebbe stato sconfitto da un guerriero nero e bianco. Abbracciate le sue vere origini, Po può ora trovare la forza per sconfiggere il nemico, riportando la pace nella Valle.

Kung Fu Panda 3 (2016)

Kung Fu Panda 3

Ambientato poco dopo gli eventi del secondo film, Kung Fu Panda 3 (qui la recensione) vede Po ottenere l’incarico di maestro del Palazzo di Giada. Egli ha ora il compito di addestrare nuove generazioni di guerrieri all’arte del kung fu. Mentre si confronta con questa nuova responsabilità, Po ha modo di ricongiungersi con il suo padre biologico, Li Shan. La gioia del momento viene tuttavia interrotta dalla notizia che il guerriero Kai è tornato nel regno mortale alla ricerca dell’antico potere del Chi.

Grazie ad una pergamena lasciata da Oogway, Po scopre che Kai può essere sconfitto solo grazie a questo stesso potere. Esso veniva tramandato dai guerrieri panda, e così insieme a suo padre Po intraprende un viaggio verso la valle delle sue vere origini. Qui, Po si confronterà con il proprio passato, con i propri simili e con il segreto dietro al Chi. Apprenderlo non sarà facile, e con l’avvicinarsi di Kai il pericolo si farà sempre più incombente. Il coraggioso panda non è però intenzionato a farsi scoraggiare, e farà di tutto per riportare la pace.

Kung Fu Panda 4 (2024)

Kung Fu Panda 4

In Kung Fu Panda 4 (qui la recensione), dopo aver sfidato la morte in tre incredibili avventure sconfiggendo nemici di fama mondiale con il suo straordinario coraggio e le sue pazzesche abilità nelle arti marziali, Po, il Guerriero Dragone è ora chiamato dal destino a rinunciare a questo ruolo in vista di nuove avventure. Gli viene infatti affidato il compito di diventare il capo spirituale della Valle della Pace. Questo comporta però un paio di problemi evidenti: in primo luogo, Po ne sa di leadership spirituale tanto quanto di paleodieta e, in secondo luogo, deve cercare e addestrare al più presto un nuovo Guerriero Dragone prima di poter assumere la sua nuova e prestigiosa posizione.

Nel mentre, però, deve combatte insieme a una volpe ladra di nome Zhen un nuovo spaventoso nemico chiamato La Camaleonte, una terribile ed infida strega che riporta in vita Tai Lung e gli altri nemici sconfitti dal panda nei film precedenti con il solo scopo di governare la città di Juniper e la Valle della Pace grazie alle tecniche di kung fu che ruba a questi ultimi. Per Po, questa potrebbe dunque essere l’ultima grande avventura prima del “pensionamento”. Ma sarà anche la più difficile, in quanto lo costringerà a confrontarsi con il suo ruolo e con l’eredità che lascia di sé.

I doppiatori dei personaggi, da Po il panda ad Oogway la tartaruga

Tra gli elementi più noti della trilogia vi è quello relativo ai celebri nomi di Hollywood che hanno preso parte al doppiaggio dei personaggi protagonisti. A dare voce al panda Po, è l’attore Jack Black. L’attore, che aveva già svolto l’attività di doppiatore, ottenne numerosi riconoscimenti per la sua performance, guadagnando rinnovata popolarità. A doppiare in italiano il personaggio è invece Fabio Volo. Presenti sin dal primo film sono anche gli attori Dustin Hoffman, nel ruolo di Shifu, Angelina Jolie, in quello di Tigre, Jackie Chan, nei panni di Scimmia, Lucy Liu, per Vipera, e Seth Rogen, per Mantide. La tartaruga Oogway è invece doppiata da Randall Duk Kim, mentre nel ruolo di Tai Lung vi è l’attore Ian McShane.

Con i sequel, data anche l’ormai grande popolarità della serie, si sono avvicendati altri celebri nomi dell’industria. Per il pavone Lord Shen, villain del secondo capitolo, è possibile riconoscere la voce del premio Oscar Gary Oldman. Per il personaggio della Divinatrice, invece, venne scelta Michelle YeohJean-Claude Van Damme dà invece voce al maestro Croc. Nel terzo capitolo la voce del villain Kai è quella di J.K. Simmons. Nel film è inoltre presente Bryan Cranston, interprete di Li Shan, padre di Po. A dare voce a La Camaleonte del quarto film vi è invece la premio Oscar Viola Davis, mentre la volpe Zhen ha la voce di Awkwafina e Han il pangolino del Borneo quella di Ke Huy Quan.

Kung Fu Panda location

Le location dei film

Come anticipato, il franchise è ambientato in una versione fantasy del genere wuxia dell’antica Cina popolata da animali antropomorfi. Principale location è la Valle della Pace, una grande valle circondata da una barriera di alte montagne che aiutano a proteggere il territorio da invasori esterni. Il paesaggio della valle è stato ispirato dalla valle del fiume Li e dalle regioni della Montagna Gialla in Cina. Vi è poi il Palazzo di Giada, grande, elaborato e sacro palazzo che si affaccia sulla Valle della Pace in cima alla Montagna di Giada ed è utilizzato come residenza per i maestri e gli studenti di kung fu. La Sala dei Guerrieri è invece una venerata sala situata nella parte principale del Palazzo di Giada, creata per onorare e commemorare le memorie degli eroi caduti.

La prigione di Chorh-Gom è invece un’elaborata roccaforte situata tra le cime innevate di Tavan Bogd, in Mongolia, costruita per contenere un unico prigioniero: Tai Lung. Le ispirazioni per il design della prigione sono state molteplici, tra cui le scenografie di House of Flying Daggers, i progetti di prigioni del 1700 e l’idea di applicare la disposizione lineare della Grande Muraglia Cinese alle mura interne della prigione. Nel secondo film viene invece introdotta la città di Gongmen, una vasta e tranquilla metropoli situata lungo la costa meridionale della Cina. Il progetto della città, una metropoli con un porto, si ispira a città cinesi popolari come Shanghai e Hong Kong.

Nel terzo film viene invece presentato il Regno degli Spiriti, il mondo dove “i maestri di kung fu vanno nell’aldilà“. È un piano di esistenza descritto come “un mondo indefinito, una realtà alternativa in cui la prospettiva è distorta“. Nel quarto film, invece, si fa la conoscenza di Juniper City, una grande metropoli situata lungo la costa della Cina. Il regista Mike Mitchell ha descritto la città come “una versione cinese e di fantasia di Times Square e New York“. La città ospita diversi luoghi come la Fortezza del Camaleonte e la Tana dei Ladri.

Le serie animate del franchise

Dalla trilogia sono poi state realizzate tre serie televisive, intitolate Kung Fu Panda – Le zampe del destino, Kung Fu Panda – Mitiche avventure e Kung Fu Panda – Il cavaliere dragone. Quest’ultima, in particolare, distribuita su Netflix, ha ottenuto un buon successo arrivando ad un totale di 42 episodi divisi in tre stagioni. In questa serie, a Po viene tolto il titolo di Maestro Dragone dopo aver involontariamente danneggiato il villaggio di Wankun con il guanto di Wugao. Egli si imbarca dunque in un viaggio di redenzione e pentimento assieme alla cavaliera d’Inghilterra Luthera la Lama Errante, che è inizialmente scettica della compagnia di Po.

Kung Fu Panda 4: trailer ufficiale della nuova avventura

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Kung Fu Panda 4: trailer ufficiale della nuova avventura

DreamWorks Animation e Universal Pictures hanno diffuso il trailer ufficiale di Kung Fu Panda 4, l’atteso quarto capitolo della saga sul banda più simpatico del mondo. Quest’anno, per la prima volta dopo quasi dieci anni, l’icona della commedia Jack Black torna a vestire i panni di Po, il maestro di kung fu più improbabile del mondo, con un nuovo esilarante e divertentissimo capitolo dell’amato franchise della DreamWorks Animation: Kung Fu Panda 4.

Dopo aver sfidato la morte in tre incredibili avventure sconfiggendo nemici di fama mondiale con il suo straordinario coraggio e le sue pazzesche abilità nelle arti marziali, Po, il Guerriero Dragone (Jack Black, candidato ai Golden Globe), è chiamato dal destino a… darci un taglio. Gli viene infatti affidato il compito di diventare il capo spirituale della Valle della Pace.

Questo comporta però un paio di problemi evidenti. In primo luogo, Po ne sa di leadership spirituale tanto quanto di paleodieta e, in secondo luogo, deve cercare e addestrare al più presto un nuovo Guerriero Dragone prima di poter assumere la sua nuova e prestigiosa posizione.

Il cast di Kung Fu Panda 4

Come se non bastasse, di recente è stato avvistato un malvagio e potente signore del crimine, Chameleon (il premio Oscar Viola Davis), una piccola lucertola in grado di trasformarsi in qualsiasi creatura, grande o piccola che sia. Chameleon ha messo gli occhi sul Bastone della Saggezza di Po, che le darebbe il potere di risvegliare dal regno degli spiriti tutti i cattivi che Po ha sconfitto.

Po ha quindi bisogno di aiuto. Lo troverà (più o meno?) nella ladra Zhen (Awkwafina, vincitrice di un Golden Globe), una volpe corsara che fa davvero impazzire Po, ma le cui abilità si riveleranno preziose. Nel tentativo di proteggere la Valle della Pace dagli artigli rettiliani di Chameleon, questa strana coppia comica dovrà unire le proprie forze. Nel frattempo, Po scoprirà che gli eroi si possono trovare nei luoghi più inaspettati.

Il film si avvale delle voci storiche di Dustin Hoffman, vincitore del premio Oscar, nel ruolo del maestro di kung fu Shifu; James Hong (Everything Everywhere All at Once) nel ruolo del padre adottivo di Po, Mr. Ping; Bryan Cranston, candidato al premio Oscar, nel ruolo del padre naturale di Po, Li, e Ian McShane, candidato al premio Emmy, nel ruolo di Tai Lung, ex allievo e acerrimo nemico di Shifu. Il vincitore dell’Oscar Ke Huy Quan (Everything Everywhere All at Once) si unisce all’ensemble nel ruolo di un nuovo personaggio, Han, il leader del Covo dei Ladri.

Kung Fu Panda 4 è diretto da Mike Mitchell (Trolls della DreamWorks Animation, Shrek e vissero felici e contenti) e prodotto da Rebecca Huntley (Troppo Cattivi della DreamWorks Animation). La co-regista del film è Stephanie Ma Stine (She-Ra e le principesse guerriere). Nel 2008, il primo capitolo del franchise, Kung Fu Panda, nominato agli Oscar®, è diventato il film d’animazione originale di maggior incasso della DreamWorks Animation e ha dato il via a un franchise che ha guadagnato più di 1,8 miliardi di dollari al box office mondiale.

Kung Fu Panda 4: secondo trailer italiano del nuovo film

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Kung Fu Panda 4: secondo trailer italiano del nuovo film

Universal e DreamWorks Animation hanno diffuso il secondo intenso trailer ufficiale di Kung Fu Panda 4, l’atteso quarto capitolo del franchise animato Kung Fu Panda.

Quest’anno, per la prima volta dopo quasi dieci anni, l’icona della commedia Jack Black torna a vestire i panni di Po, il maestro di kung fu più improbabile del mondo, con un nuovo esilarante e divertentissimo capitolo dell’amato franchise della DreamWorks Animation: Kung Fu Panda 4.

La trama di Kung Fu Panda 4

Dopo aver sfidato la morte in tre incredibili avventure sconfiggendo nemici di fama mondiale con il suo straordinario coraggio e le sue pazzesche abilità nelle arti marziali, Po, il Guerriero Dragone (Jack Black, candidato ai Golden Globe), è chiamato dal destino a… darci un taglio. Gli viene infatti affidato il compito di diventare il capo spirituale della Valle della Pace.

Questo comporta però un paio di problemi evidenti. In primo luogo, Po ne sa di leadership spirituale tanto quanto di paleodieta e, in secondo luogo, deve cercare e addestrare al più presto un nuovo Guerriero Dragone prima di poter assumere la sua nuova e prestigiosa posizione.

Come se non bastasse, di recente è stato avvistato un malvagio e potente signore del crimine, Chameleon (il premio Oscar Viola Davis), una piccola lucertola in grado di trasformarsi in qualsiasi creatura, grande o piccola che sia. Chameleon ha messo gli occhi sul Bastone della Saggezza di Po, che le darebbe il potere di risvegliare dal regno degli spiriti tutti i cattivi che Po ha sconfitto.

Po ha quindi bisogno di aiuto. Lo troverà (più o meno?) nella ladra Zhen (Awkwafina, vincitrice di un Golden Globe), una volpe corsara che fa davvero impazzire Po, ma le cui abilità si riveleranno preziose. Nel tentativo di proteggere la Valle della Pace dagli artigli rettiliani di Chameleon, questa strana coppia comica dovrà unire le proprie forze. Nel frattempo, Po scoprirà che gli eroi si possono trovare nei luoghi più inaspettati.

Il cast del quarto capitolo

Kung Fu Panda 4 si avvale delle voci storiche di Dustin Hoffman, vincitore del premio Oscar nel ruolo del maestro di kung fu Shifu; James Hong (Everything Everywhere All at Once) nel ruolo del padre adottivo di Po, Mr. Ping; Bryan Cranston, candidato al premio Oscar, nel ruolo del padre naturale di Po, Li, e Ian McShane, candidato al premio Emmy, nel ruolo di Tai Lung, ex allievo e acerrimo nemico di Shifu. Il vincitore dell’Oscar Ke Huy Quan (Everything Everywhere All at Once) si unisce all’ensemble nel ruolo di un nuovo personaggio, Han, il leader del Covo dei Ladri.

Kung Fu Panda 4 è diretto da Mike Mitchell (Trolls della DreamWorks Animation, Shrek e vissero felici e contenti) e prodotto da Rebecca Huntley (Troppo Cattivi della DreamWorks Animation). La co-regista del film è Stephanie Ma Stine (She-Ra e le principesse guerriere). Nel 2008, il primo capitolo del franchise, Kung Fu Panda, nominato agli Oscar, è diventato il film d’animazione originale di maggior incasso della DreamWorks Animation e ha dato il via a un franchise che ha guadagnato più di 1,8 miliardi di dollari al box office mondiale.

Kung Fu Panda 4: rivelata la durata del film

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Kung Fu Panda 4: rivelata la durata del film

È stata rivelata la durata di Kung Fu Panda 4, e ora sappiamo che il film sarà il secondo più lungo del franchise. Il film seguirà l’avventura di Po che cerca di diventare la Guida Spirituale della Valle della Pace, nell’impresa di cercare e allenare il nuovo Guerriero Dragone.

Il film esce a marzo negli Stati Uniti, e mentre Fandango si premunisce per la prevendita dei biglietti, rivela anche la durata del film, che sarà pari a 94 minuti. Kung Fu Panda 4 diventa quindi il secondo film più lungo del franchise, superato solo dal terzo capitolo.

Kung Fu Panda (2008) 92 minutes
Kung Fu Panda 2 (2011) 90 minutes
Kung Fu Panda 3 (2017) 95 minutes
Kung Fu Panda 4 (2024) 94 minutes

 

Il film presenterà un cast vocale di superstar che include sia talenti classici del franchise che nuovi ingressi. Le nuove star includono Awkwafina, Ke Huy Quan e Viola Davis, mentre gli artisti di ritorno includono Jack Black, James Hong, Dustin Hoffman, Bryan Cranston e Ian McShane. La ricomparsa di McShane come voce di Tai Lung nel trailer di Kung Fu Panda 4 è stata particolarmente degna di nota, dato che si presumeva che il personaggio fosse morto nel primo film.

Per riportare in vita Tai Lung e gli altri cattivi, Kung Fu Panda 4 introduce una dinamica in cui Po, in qualità di leader spirituale, può interagire con gli esseri nel regno degli spiriti. Pertanto, Tai Lung non è realmente “morto”, ma piuttosto trasferito in una versione dell’aldilà in cui può ancora combattere con il panda protagonista.

Kung Fu Panda 4 è diretto da Mike Mitchell (Trolls della DreamWorks Animation, Shrek e vissero felici e contenti) e prodotto da Rebecca Huntley (Troppo Cattivi della DreamWorks Animation). La co-regista del film è Stephanie Ma Stine (She-Ra e le principesse guerriere). Nel 2008, il primo capitolo del franchise, Kung Fu Panda, nominato agli Oscar®, è diventato il film d’animazione originale di maggior incasso della DreamWorks Animation e ha dato il via a un franchise che ha guadagnato più di 1,8 miliardi di dollari al box office mondiale.

Kung Fu Panda 4: recensione del film di Mike Mitchell e Stephanie Ma Stin

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Kung Fu Panda 4 arriva in sala. Il nuovo progetto Dreamworks Animation, diretto da Mike Mitchell e Stephanie Ma Stin, esce al cinema in data 21 marzo e riprende le fila di un franchise che, iniziato nel 2008, ha sempre ottenuto un buon successo di pubblico e critica.

Affidato a un autore di comprovata esperienza e musicalmente accompagnato dal solito Hans Zimmer, il film si appoggia a un cast corale capeggiato dal solito Jack Black (Fabio Volo nella versione italiana) e composto anche dalle new entry Awkwafina/Alessia Amendola, Viola Davis/Laura Romano e Ke Huy Quan/Francesco Pezzulli.

Kung Fu Panda 4: la trama

Riscoperta appieno la propria identità grazie alla precedente avventura nel villaggio di suo Padre, Po ha fatto ritorno al Palazzo di Giada e continua a difendere la Valle della Pace assolvendo al proprio ruolo di Guerriero Dragone. Quando però il saggio maestro Shifu gli affida il compito di trovare, nominare e allenare un suo sostituto per poter diventare guida spirituale e quindi salire al livello successivo, il panda si trova decisamente in difficoltà.

Come se non bastasse la notizia di una nuova minaccia giunge ben presto a palazzo e Po viene a conoscenza dell’esistenza della Camaleonte, maga malvagia capace di assorbire la forza di chiunque e perfino assumerne le sembianze. L’obiettivo della perfida nemica è rubare il Bastone della Saggezza che Shifu ha consegnato a Po, per poter riportare indietro gli spiriti dei vecchi antagonisti del panda e rubare anche il loro potere.

Dal momento che i Cinque Cicloni sono impegnati in altre missioni collaterali, Po si mette dunque in viaggio in compagnia di Zhen, una volpe molto scaltra ricercata per furto. Ad attenderlo – al di là di strani incontri e un lungo peregrinare – c’è un nuovo entusiasmante scontro.

La legge del 4

La legge del 4 ha colpito anche Kung Fu Panda. E no, non stiamo parlando del complicato enigma proposto da Martin Scorsese nel suo Shutter Island del 2010; bensì della bizzarra maledizione che, all’interno del mondo dell’animazione, sembra abbattersi su qualsiasi franchise osi avventurarsi al di là del confine del terzo capitolo. È accaduto in casa Pixar, con il ben poco esaltato (ed esaltante) Toy Story 4, ed è invero già accaduto anche in casa Dreamworks, in attesa del ritorno a Molto molto lontano e alle avventure dell’amatissimo orco Shrek – prossimamente su grande schermo per la quinta volta.

Kung Fu Panda 4

Marzo 2024, come accennavamo, segna invece la caduta di un altro florido marchio dell’industria, e a farne le spese è una delle saghe animate più riuscite e apprezzate degli ultimi quindici anni. Le mirabolanti imprese del Guerriero Dragone e dei fidati Cinque Cicloni si sono infatti negli anni rivelate un importante punto di riferimento generazionale, capace persino di trascendere il medium cinematografico – come dimostrano le 26 puntate di Kung Fu Panda – Mitiche Avventure andate in onda su Nickelodeon nella stagione 2011. Segno del successo di un brand che, prendendo in esame le sole peripezie su pellicola, ha saputo negli anni reinventarsi sia in termini narrativi che estetici, senza mai disperdere la propria matrice identitaria e scandendo sapientemente il processo di crescita del suo protagonista.

Operazione nostalgia

Se tra primo e terzo film la saga si era dedicata alla progressiva presa di coscienza di Po in qualità di combattente, figlio e panda – all’interno di riconoscibili stilemi wuxia valorizzati da uno sguardo attento all’interiorità dei personaggi – l’aspetto più concettualmente interessante (e insieme demoralizzante) di Kung Fu Panda 4 risiede allora nel suo tentativo di “asciugare” il materiale della storia per focalizzarsi sugli elementi fondativi del franchise. In linea infatti con i principi distributivi e creativi tipici della modernità, il film non solo elimina i Cinque Cicloni per fare di Po l’unico (o quasi) centro gravitazionale del racconto; ma provvede a un sostanziale riciclaggio di codici e situazioni che, come spesso accade, si specchia nella scelta del cattivo di turno.

La Camaleonte, villain in grado di assumere le sembianze di tutti i precedenti antagonisti, diviene infatti il simbolo di una “operazione nostalgia” a cui il mondo dell’audiovisivo di oggi cede con sempre maggiore frequenza, sostituendo appunto qualsiasi volontà di ricerca e innovazione con un rasserenante ripescaggio di dinamiche e volti già noti – e per questo rassicuranti.

Kung Fu Panda location

Il risultato di tale operazione, volta forse a rispondere anche al preoccupante calo delle capacità di concentrazione di un pubblico ormai sovrastimolato, è – prevedibilmente – un road movie piuttosto classico che prepara il terreno a un prevedibilissimo scontro finale con insegnamento al seguito. Un prodotto purtroppo fiacco e privo del coraggio dei suoi predecessori, privato di qualsivoglia velleità artistica e rimpinguato di gag per lo più pigre e senza mordente. Con tanto di morale “da biscotto” a completare l’opera.
Un prodotto che, ancora una volta, getta ben più di un’ombra sulle capacità di progettazione a lungo termine di buona parte delle grandi case di produzione animate (e non solo), e dovrebbe convincerci della necessità di quale riflessione in più sullo stato di salute dell’intero settore.

Kung Fu Panda 4: Ke Huy Quan e Viola Davis nel cast vocale del film

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Il cast vocale di Kung Fu Panda 4 si arricchisce di due delle voci più richieste del panorama hollywoodiano contemporaneo: Ke Huy Quan e Viola Davis. L’annuncio è stato fatto da Jack Black, che dà la voce al personaggio principale della serie, Po, attraverso i suoi account sui social media, attraverso i quali ha dato il benvenuto alle nuove reclute del franchise.

Oltre all’annuncio del casting, è stato rivelato che domani uscirà il primo trailer del film, con il quale vedremo per la prima volta un Po più recente e aggiornato rispetto a quello del terzo film. Kung Fu Panda 4 seguirà Po mentre dovrebbe passare al ruolo di mentore che aveva il Gran Maestro Oogway (Randall Duk Kim) quando il personaggio è stato introdotto nel primo film. E ora che Po lascerà il posto di Guerriero Dragone, la storia si concentrerà a cercare un altro eroe che possa ricoprire quella carica.

Il Camaleonte, il villain di questa nuova avventura, sarà la minaccia più pericolosa che Po abbia mai affrontato, avendo egli la capacità di riportare in vita gli ex cattivi che Po e i suoi amici hanno già sconfitto.

In Kung Fu Panda 4, la squadra storica del franchise si unirà a Jack Black ancora una volta mentre si cerca il prossimo Guerriero Dragone. Master Tigress (Angelina Jolie), Master Monkey (Jackie Chan), Master Crane (David Cross), Master Viper (Lucy Liu) e Master Mantis (Seth Rogen) potrebbero non essere più forti del Camaleonte, ma i loro sforzi combinati potrebbero decisamente aiutare Po. Kung Fu Panda 4 uscirà nei cinema statunitensi l’8 marzo 2024.

Kung Fu Panda 4: Jack Black fornisce maggiori dettagli sulla storia

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Nuovi dettagli su Kung Fu Panda 4 sono stati rivelati da Jack Black, doppiatore originale del protagonista. Come noto, Kung Fu Panda 4 è stato rivelato essere in sviluppo nell’agosto 2022, con una data di uscita fissata per l’8 marzo 2024. Jack Black riprenderà ovviamente il ruolo di Po, che è diventato il nuovo Gran Maestro della Valle della Pace alla fine di Kung Fu Panda 3. Durante la presentazione della Universal al CinemaCon, Black ha ora rivelato che nel nuovo film Po addestrerà un nuovo Dragon Warrior, una volpe di nome Zhen, che non è però entusiasta del fatto che Po debba addestrarla.

Presto, la coppia si troverà inoltre di fronte a Il Camaleonte, un cattivo che ha il potere di riportare in vita i nemici del passato di Po. Il simpatico panda e Zhen lasceranno dunque la Valle della Pace, recandosi in città per la prima volta, alla ricerca di un modo per sconfiggere il nuovo nemico. L’aggiunta di Zhen come nuovo nuovo personaggio e apprendista di Po non può non far pensare alla dinamica del primo Kung Fu Panda, dove Po era l’apprendista e Shifu il suo severo maestro. Come in quel caso, è probabile che Po e Zhen non vadano d’accordo all’inizio, ma la gentilezza e le intenzioni pure di Po ispireranno certamente Zhen a diventare il nuovo Guerriero Dragone.

Il ruolo del camaleonte come cattivo potrebbe inoltre giocare sulla nostalgia per la trilogia originale, con il ritorno di cattivi familiari. È possibile infatti che il Tai Lung di Ian McShane, il Lord Shen di Gary Oldman e il Kai di J. K. Simmons possano tutti apparire in Kung Fu Panda 4, in un modo o nell’altro. Con un sacco di idee nuove e vecchie presenti nel film, Kung Fu Panda 4 si preannuncia dunque come un nuovo fantastico film della serie. Non resta ora che attendere maggiori informazioni, specialmente riguardo a quali dei doppiatori originali dei primi film torneranno per questo quarto capitolo e quali attori verranno scelti per dar voce ai nuovi personaggi.

Fonte: ScreenRant

Kung Fu Panda 3: un omaggio a Star Wars nel nuovo promo

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Kung Fu Panda 3: un omaggio a Star Wars nel nuovo promo

La DreamWorks Animation ha diffuso online un nuovo promo ufficiale di Kung Fu Panda 3 in cui i protagonisti rendono omaggio alla saga di Star Wars. Potete vederlo di seguito:

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Kung Fu Panda 3, il film

Kung Fu Panda 3 è il terzo capitolo delle avventure del panda Po (due nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e 300 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il nostro protagonista affrontare non solo il temibile Kai il Collezionista, intenzionato a rubare i poteri degli esperti di King Fu, ma anche fare i conti con il proprio passato, incontrando il padre biologico perduto, Li. Non mancheranno nuove interessanti conoscenze come la panda Mei Mei.

Kung Fu Panda 3 arriverà nei cinema Usa il 29 gennaio 2016. La sceneggiatura del film è stata scritta da Jonathan Aibel e Glenn Berger, mentre la regia è Jennifer Yuh Nelson e Alessandro Carloni. Al doppiaggio tornano Gary Oldman, Jack BlackBryan CranstonAngelina JolieSeth Rogen, Dustin Hoffman, Jackie Chan, Lucy LiuJ.K. Simmons, Kate Hudson, James Hong, David Cross, Randall Duk Kim, Fabio Volo, Francesco Vairano, Paolo Marchese, Roberto Draghetti, Francesca Fiorentini, Angelo Maggi.

Fonte

Kung Fu Panda 3: tutto quello che c’è da sapere sul film

Kung Fu Panda 3: tutto quello che c’è da sapere sul film

Divenuto uno dei franchise animati di maggior successo degli ultimi anni, Kung Fu Panda ha conquistato spettatori da ogni parte del mondo, tanto presso gli spettatori più giovani quanto con i più adulti. Nel 2008 è uscito in sala il primo dei tre film attualmente realizzati, da subito considerato uno dei migliori film d’animazione della storia. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, e nominato all’Oscar, questo dà vita alle avventure del simpatico panda Po, che aspira a diventare un grande guerriero di arti marziali. Nel 2011 è poi arrivato il primo sequel, Kung Fu Panda 2 (qui la recensione), mentre del 2016 è Kung Fu Panda 3 (qui la recensione), diretto da Jennifer Yuh Nelson.

L’ispirazione per il primo film nacque però dal videogioco T’ai Fu: Wrath of the Tiger e dal film Kung Fu Hustle. Inizialmente, tuttavia, il progetto nasceva per essere una parodia del genere arti marziali, ma il co-regista John Stevenson non gradì tale idea, preferendo dar vita ad una commedia basata sul genere Wǔxiá. Insieme al regista Mark Osborne, questi lavorò dunque per conferire al film una realistica atmosfera cinese, tra tradizioni e ornamenti. Per la DreamWorks Animation si trattò di uno dei loro progetti più complessi di sempre, data specialmente la grande richiesta di dettagli animati.

Con il terzo film si tento di alzare ulteriormente il livello e successivamente all’uscita nelle sale si pensò che questo sarebbe stato l’ultimo capitolo. Oggi sappiamo che non è così, ma prima di vedere cosa c’è nel futuro di Po oltre Kung Fu Panda 3, in questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a questo terzo capitolo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di doppiatori e, infine, al suo sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Kung Fu Panda 3 doppiatori

La trama di Kung Fu Panda 3

Kung Fu Panda 3 vede Po ottenere l’incarico di maestro del Palazzo di Giada. Egli ha ora il compito di addestrare nuove generazioni di guerrieri all’arte del kung fu. Mentre si confronta con questa nuova responsabilità, Po ha modo di ricongiungersi con il suo padre biologico, Li Shan. La gioia del momento viene tuttavia interrotta dalla notizia che il guerriero Kai è tornato nel regno mortale alla ricerca dell’antico potere del Chi. Grazie ad una pergamena lasciata da Oogway, Po scopre che Kai può essere sconfitto solo grazie a questo stesso potere. Esso veniva tramandato dai guerrieri panda, e così insieme a suo padre Po intraprende un viaggio verso la valle delle sue vere origini. Qui, Po si confronterà con il proprio passato, con i propri simili e con il segreto dietro al Chi.

I doppiatori americani e italiani del film: da Po al villain Kai

Tra gli elementi più noti della trilogia vi è quello relativo ai celebri nomi di Hollywood che hanno preso parte al doppiaggio dei personaggi protagonisti. A dare voce al panda Po, è l’attore Jack Black, mentre a doppiare in italiano il personaggio è invece Fabio Volo. Dustin Hoffman dà voce al saggio maestro Shifu. Per accettare la parte l’attore richiese, qualora non fosse stato soddisfatto della propria performance, di poter registrare nuovamente le proprie battute. La voce italiana del personaggio è invece di Eros Pagni. La premio Oscar Angelina Jolie interpreta Tigre, la più forte e coraggiosa dei guerrieri di Shifu e inizialmente favorita per la conquista della Pergamena del Drago.

La sua voce italiana è di Francesca Fiorentini, nota doppiatrice di attrici come Gwyneth Paltrow e Milla Jovovich. Jackie Chan è invece presente nei panni di Scimmia, la cui voce italiana è affidata ad Angelo Maggi, doppiatore storico di Tom Hanks e Robert Downey Jr.. Lucy Liu, nota per diversi film di arti marziali, è Vipera, doppiata in italiano da Tiziana Avarista. L’attore comico Seth Rogen dà invece voce al piccolo guerriero Mantide. Questi è doppiato in italiano da Simone Mori. David Cross, infine, è Gru, l’ultimo dei guerrieri di Shifu. Voce italiana di Danilo De Girolamo. Nel terzo capitolo la voce del villain Kai è quella diJ.K. Simmons. Nel film è inoltre presente Bryan Cranston, interprete di Li Shan, padre di Po.

Kung Fu Panda 3 villain Kai

Kung Fu Panda 3: il sequel del film

Kung Fu Panda 3 ha dunque ulteriormente esplorato le avventure del panda Po, introducendo nuovi potenti nemici ma anche inaspettati alleati. Dopo quest’ultimo, che ha confermato il successo della saga, si è iniziato naturalmente a parlare di un quarto capitolo. I registi hanno però dichiarato di non avere particolarmente fretta, desiderando poter lavorare con calma ad ognuno dei film così da rendere quanto più eccellenti possibile. Kung Fu Panda 4 (qui la recensione) è così diventato realtà solo nel 2024, narrando una nuova (e forse ultima) avventura per Po.

Il trailer di Kung Fu Panda 3 e dove vederlo in streaming e in TV

In attesa di vedere il sequel, attualmente al cinema, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Kung Fu Panda è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Now, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, basterà semplicemente iscriversi, in modo del tutto gratuito alla piattaforma. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione un determinato limite temporale entro cui effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato 6 aprile alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Kung Fu Panda 3: trailer ufficiale con la voce di Jack Black

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Kung Fu Panda 3: trailer ufficiale con la voce di Jack Black

Guarda finalmente l’atteso trailer di Kung Fu Panda 3 che la DreamWorks Animation ha diffuso on line. Inizia il conto alla rovescia per il film di animazione che uscirà nelle sale americane il 29 gennaio 2016. Il terzo capitolo delle avventure del panda Po (due nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e 300 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il nostro protagonista affrontare non solo il temibile Kai il Collezionista, intenzionato a rubare i poteri degli esperti di King Fu, ma anche fare i conti con il proprio passato, incontrando il padre biologico perduto, Li. Non mancheranno nuove interessanti conoscenze come la panda Mei Mei.

Kung Fu Panda 3, il film

Kung Fu Panda 3 è il terzo capitolo delle avventure del panda Po (due nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e 300 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il nostro protagonista affrontare non solo il temibile Kai il Collezionista, intenzionato a rubare i poteri degli esperti di King Fu, ma anche fare i conti con il proprio passato, incontrando il padre biologico perduto, Li. Non mancheranno nuove interessanti conoscenze come la panda Mei Mei.

Kung Fu Panda 3 arriverà nei cinema Usa il 29 gennaio 2016. La sceneggiatura del film è stata scritta da Jonathan Aibel e Glenn Berger, mentre la regia è Jennifer Yuh Nelson e Alessandro Carloni. Al doppiaggio tornano Gary Oldman, Jack BlackBryan CranstonAngelina JolieSeth Rogen, Dustin Hoffman, Jackie Chan, Lucy LiuJ.K. Simmons, Kate Hudson, James Hong, David Cross, Randall Duk Kim, Fabio Volo, Francesco Vairano, Paolo Marchese, Roberto Draghetti, Francesca Fiorentini, Angelo Maggi.

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Kung Fu Panda 3: Trailer italiano del film

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La 20th Century Fox Italia ha diffuso il trailer italiano di Kung Fu Panda 3, la terza attesissima avventura della combriccola di scalmanati.

Nel 2016 ritorna Kung Fu Panda 3, uno dei film d’animazione di maggior successo nel mondo, con la più grande avventura che si sia mai vista. Quando il padre di Po, di cui si erano perse da tempo le tracce, ricompare improvvisamente, i due decidono di partire alla volta di un paradiso perduto dei panda, dove incontreranno un gruppo di nuovi personaggi divertentissimi. Ma quando il temibile Kai, dai poteri soprannaturali, inizia ad imperversare per la Cina, sconfiggendo tutti i maestri di kung fu, Po dovrà tentare l’impossibile: imparare come trasformare un intero villaggio di suoi fratelli goffi e goliardici in un’inarrestabile banda di Kung Fu Panda!

Kung Fu Panda 3 sarà al cinema da marzo 2016, distribuito da 20th Century Fox Italia.

Kung Fu Panda 3: The Weight is Over, un nuovo poster

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Kung Fu Panda 3: The Weight is Over, un nuovo poster

È stato distribuito ieri dalla DreamWorks Animation un poster nuovo di zecca per il terzo capitolo della saga Kung Fu Panda 3, in uscita il 29 Gennaio 2016 (USA).

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Kung Fu Panda 3, il film

Kung Fu Panda 3 è il terzo capitolo delle avventure del panda Po (due nomination all’Oscar ottenute e circa un miliardo e 300 milioni di dollari di incasso in tutto il mondo) vedrà il nostro protagonista affrontare non solo il temibile Kai il Collezionista, intenzionato a rubare i poteri degli esperti di King Fu, ma anche fare i conti con il proprio passato, incontrando il padre biologico perduto, Li. Non mancheranno nuove interessanti conoscenze come la panda Mei Mei.

Kung Fu Panda 3 arriverà nei cinema Usa il 29 gennaio 2016. La sceneggiatura del film è stata scritta da Jonathan Aibel e Glenn Berger, mentre la regia è Jennifer Yuh Nelson e Alessandro Carloni. Al doppiaggio tornano Gary Oldman, Jack BlackBryan CranstonAngelina JolieSeth Rogen, Dustin Hoffman, Jackie Chan, Lucy LiuJ.K. Simmons, Kate Hudson, James Hong, David Cross, Randall Duk Kim, Fabio Volo, Francesco Vairano, Paolo Marchese, Roberto Draghetti, Francesca Fiorentini, Angelo Maggi.

Fonte: Comingsoon.net