The Boys torna su Prime Video in grande stile, dando il via alla quinta e ultima stagione con un inizio scoppiettante, ricco di scene esplosive e una buona dose di passione. L’inizio fulmineo di The Boys 5 reintroduce efficacemente i protagonisti, eroi e cattivi, riunendo il gruppo dopo un lungo anno di separazione e delineando il nuovo regime della Vought sotto la guida di Homelander. In questo periodo, alcuni personaggi sono cambiati più di altri.
Mettendo insieme gli indizi disponibili, si può dedurre che Ryan sia scappato, ma il trailer della quinta stagione di The Boys ha confermato il ritorno di Cameron Crovetti. Questo solleva interrogativi su dove si nasconda Ryan e cosa lo abbia spinto ad andarsene.
Ryan si nasconde da Homelander all’inizio della quinta stagione di The Boys
Nei primi due episodi di The Boys, Ryan viene menzionato solo una volta, durante una conversazione tra Homelander e Sister Sage proprio all’inizio. Con un tono di orrore al solo pensiero, Homelander si lamenta delle voci secondo cui avrebbe ucciso suo figlio, al che Sister Sage risponde con calma che la copertura della Vought, secondo cui Ryan frequenterebbe una scuola al confine con la Norvegia, sta reggendo, non dando loro alcun motivo di preoccupazione.
Questo scambio lascia solo due possibilità: Homelander tiene Ryan rinchiuso da qualche parte, oppure Ryan è scappato di sua spontanea volontà. Delle due, la seconda sembra di gran lunga la più probabile.
The Boys ha
ripetutamente mostrato che il livello di potere di Ryan è vicino a
quello di Homelander, con il potenziale per diventare persino
maggiore. Homelander farebbe fatica a trovare una struttura
abbastanza sicura che sia in grado di tenere Ryan prigioniero per
un intero anno. Anche se una prigione del genere esistesse,
Homelander l’avrebbe distrutta per paura che venisse usata contro
di lui.
Inoltre, il secondo episodio di The Boys 5 mostra Homelander così disperato di sfuggire alla solitudine da cercare il perdono di Soldier Boy, il padre che non solo ha cercato di ucciderlo nella terza stagione, ma (cosa ancora peggiore secondo Homelander) lo ha anche umiliato. Se Homelander avesse davvero tenuto Ryan rinchiuso da qualche parte nella quinta stagione di The Boys, è inconcepibile che il leader della Vought non abbia fatto visita al figlio e tentato di ricucire i rapporti prima di ricorrere a Soldier Boy.
Ryan, quindi, deve intenzionalmente tenersi a distanza da Homelander, causando al padre grande imbarazzo dopo che nella quarta stagione Homelander aveva presentato con orgoglio Ryan al mondo come un supereroe in erba, salvo poi vederlo scomparire improvvisamente dalle scene.
Perché Ryan potrebbe essere scappato in The Boys 5
Guardando il finale della quarta stagione di The Boys, non è difficile capire perché Ryan potrebbe aver bisogno di spazio. C’è stata la lite con Homelander a causa dell’affetto che Ryan provava ancora per Billy Butcher. Poi Ryan ha scoperto la verità su ciò che era successo tra Homelander e sua madre. E, infine, Ryan ha ucciso involontariamente Mallory in un impeto d’ira. Un bel bagaglio emotivo da elaborare per chiunque, ma soprattutto per uno con il passato traumatico di Ryan: cresciuto in una città fittizia, ha accidentalmente colpito sua madre con un raggio laser e poi è rimasto coinvolto in conflitto con la figura paterna.
Ryan ricomparirà a un certo punto di The Boys 5, e sarà interessante scoprire a quale schieramento morale apparterrà. Ryan diventerà come suo padre? Cercherà vendetta contro Homelander proprio come Butcher? O Ryan troverà una strada migliore che onori la memoria di sua madre?






Un equilibrio tra
continuità e rinnovamento
Lucy Halliday interpreta
Daisy














Questa lettura trasforma
tre film apparentemente scollegati in un discorso unitario sul
potere e sull’identità. Non si tratta solo di horror o di
variazioni sul genere — slasher, vampiri, survival — ma di una
riflessione più ampia su chi controlla le regole del gioco e su
cosa si è disposti a sacrificare per cambiarle. È una chiave
interpretativa che arricchisce retroattivamente l’intera trilogia,
rendendola più coerente e, soprattutto, più politica.
















