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Il Daily Bugle mostra su Tumblr graffiti di Spider-Man

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Il Daily Bugle mostra su Tumblr graffiti di Spider-Man

Il profilo Tumblr del Daily Bugle ha postato delle foto di graffiti che rappresentano il “nostro amichevole Spider-Man di quartiere”.  Le foto, che ovviamente rientrano nella massiccia campagna virale del film, sono accompagnate da questo commento:

JJJ una volta scrisse un articolo denunciando la maledizione di graffiti – “cartelloni del teppista” – e chiese un giro di vite in tutta la città. Ma a volte una maledizione è una benedizione. Queste pareti sono coperte in “arte illegale” – ma questo vicolo non è mai stato più sicuro.

Ecco le opere di cui si parla:

the amazing spider-man 2 graffiti Daily BugleDi seguito la Fotogallery del film:

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Come sempre ricordiamo che nel film ritorneranno i protagonisti  e  ai quali si aggiungono  in Electro, ​​ come Harry Osborn, il villain Paul Giamatti . Tutte le news sul film le trovate nel nostro speciale: The Amazing Spider-man 2Mentre per tutte le info sul film vi segnaliamo la nostra Scheda Film: The Amazing Spider-man 2La pellicola è diretta ancora una volta da  su una sceneggiatura di   ed uscirà il 2 Maggio 2014.

Ecco anche la trama del film:

In The Amazing Spiderman 2, per Peter Parker (Andrew Garfield), vive una vita molto la occupata – tra prendere i cattivi come Spider-Man e passare il tempo con la persona che ama, Gwen (Emma Stone); diplomato ormai ha lasciato le scuole superiore e non ha dimenticato la promessa fatta al padre di Gwen di  proteggerla – ma questa è una promessa che semplicemente non può mantenere sempre. Le cose cambieranno per Peter quando un nuovo cattivo, Electro (Jamie Foxx), emerge dagli abissi della città, e un vecchio amico, Harry Osborn (Dane DeHaan), ritorna, e fa riemergere nuovi indizi sul suo passato.

Fonte: CBM

Il Daily Bugle ci porta nelle Oscorp Industries

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Daily_Bugle_headerIn seguito alla falsa intervista con Spencer Smyth della Oscorp Industries, il sito del Daily Bugle (altro tassello dell’incredibile lavoro sul viral marketing che si sta portando avanti per il film The Amazing Spider-Man 2) ha pubblicato un articolo che ci fa dare uno sguardo all’interno della società di Norman Osborn.

THE AMAZING SPIDER-MAN 2 TRAILER ITALIANO

L’articolo di cui vi riportiamo parte della traduzione di seguito è stato scritto da Joy Mercado, personaggio Marvel che ha visto il suo debutto in Moon Knight #33.

THE AMAZING SPIDER-MAN2 AVVOLTOIO E OCTOPUS NEL TRAILER

All’interno del pezzo ci sono anche delle dichiarazioni di Donald Menken, CEO della Oscorp e interpretato da Colm Feore nel prossimo film.

Alcune persone hanno le visioni del futuro. Io?

Io ci sono stato e l’ho visto con i miei occhi.

Dietro le ridicolmente fortificate superporte del quartier generale della Oscorp Industries il futuro aspetta pazientemente che il resto di noi arrivi. Solo pochi privilegiati vi risiedono, guardiani di segreti che solo il tempo (e giornalisti intrepidi) potranno rivelare.

CONTINUA

oscorp

Vi ricordiamo che attualmente il sequel della nuova serie è attualmente in post-produzione. Tutte le foto di  The Amazing Spider-man 2:

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Come sempre ricordiamo che nel film ritorneranno i protagonisti  e  ai quali si aggiungono  in Electro, ​​ come Harry Osborn, il villain Paul Giamatti . Tutte le news sul film le trovate nel nostro speciale: The Amazing Spider-man 2Mentre per tutte le info sul film vi segnaliamo la nostra Scheda Film: The Amazing Spider-man 2La pellicola è diretta ancora una volta da  su una sceneggiatura di   ed uscirà il 2 Maggio 2014.

Abbiamo sempre saputo che la battaglia più difficile per Spider-Man è sempre stata quella interiore: la lotta tra i compiti ordinari di Peter Parker e le straordinarie responsabilità di Spider-Man. Ma in The Amazing Spider-Man 2, Peter Parker si troverà a scoprire che c’è un conflitto ancora più profondo che deve affrontare.

E’ un grande lavoro essere Spider-Man (Andrew Garfield). Per Peter Parker, non c’è nessuna emozione bella come volteggiare trai grattacieli, dedicandosi all’essere un eroe, e passare il tempo con Gwen (Emma Stone). Ma l’essere Spider-Man ha un prezzo: solo Spider-Man può proteggere i suoi amici di New York dai formidabili cattivi che minacciano la città. Con l’incombere di Electro (Jamie Foxx), Peter deve confrontarsi con un nemico molto più potente di lui. E mentre il suo vecchio amico, Harry Osborn (Dane DeHaan), ritorna, Peter comincia a capire che tutti i suoi nemici hanno una cosa in comune: la OsCorp.

Fonte: CS

Il curioso caso di Benjamin Button: trama, cast e frasi del film

Il curioso caso di Benjamin Button: trama, cast e frasi del film

Come più volte è stato sostenuto, la vita sarebbe di molto migliore se si potesse nascere vecchi e piano piano ringiovanire fino all’infanzia. Su questa premessa si basa il film Il curioso caso di Benjamin Button (qui la recensione), diretto nel 2008 dall’acclamato regista David Fincher, autore di opere come Zodiac, The Social Network e il più recente Mank. Si tratta questa di una delle sue opere più ambiziose e ricche, all’interno della quale si snoda un’intera vita e l’intreccio che questa stringe con il contesto storico in costante mutamento. Tra grandi effetti speciali ed emozioni portate avanti con grande delicatezza, prende così vita uno dei film chiave del nostro millennio.

Questo è tratto dall’omonimo racconto breve del 1922 scritto dal celebre Francis Scott Fitzgerald. La sceneggiatura di Eric Roth, però, si discosta poi da questo coprendo un arco narrativo che arriva sino ai giorni nostri. Di questo si cercò di realizzarne una trasposizione già dagli anni Novanta, e numerosi sono i nomi accostatisi tanto alla regia quanto all’interpretazione del protagonista. Fu però Fincher ad ottenere infine l’onore, pur dichiarando di non aver mai letto il racconto originale. Sfoggiando prodezze particolarmente innovative per gli effetti speciali, il film si affermò da subito come un progetto particolarmente rischioso.

Con un budget di circa 150 milioni di dollari, Il curioso caso di Benjamin Button si è però rivelato un trionfo di critica e pubblico, arrivando ad un guadagno globale di 335 milioni. Il film ottenne infine ben 13 nomination ai premi Oscar, vincendo quelli per il miglior trucco, i migliori effetti speciali e le migliori scenografie. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori, agli effetti speciali e alle frasi più belle. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Il curioso caso di Benjamin Button

Tutto ha inizio nel 1918, quando la signora Button muore dando alla luce un bambino molto particolare. Questi sembra affetto da una sindrome che lo fa assomigliare ad un ottantenne. Disgustato, il padre decide di abbandonarlo davanti ad una casa di riposo gestita da Queenie e Tizzy Weders. I due decideranno di accogliere il neonato, chiamandolo Benjamin Button. Benché i medici predicano una morte certa in tempi brevi, il bambino sembra migliorare giorno dopo giorno. Con il tempo, inizia a risultare anche sempre più giovane, passando dall’essere una fragile anziano ad un uomo adulto e robusto. Per Benjamin è l’inizio di una vita incredibile, ricca di avventure, che lo porterà tanto a sperimentare gli orrori della guerra quanto la dolcezza dell’amore, in particolare quello provato per la bella Daisy.

Il curioso caso di Benjamin Button cast

Il curioso caso di Benjamin Button: il cast del film

Attore ricorrente nella filmografia di Fincher, Brad Pitt ottenne l’ambito ruolo di Benjamin Button, interpretandolo tanto nelle sue età più anziane quanto in alcune di quelle più giovani. L’attore, infatti, si sottopose ogni giorno a circa cinque ore di trucco, al fine di assumere l’aspetto richiesto per il personaggio. Ad interpretare il personaggio a 12 anni è l’attore Spencer Daniels, noto per la serie Mom, mentre Chandler Canterbury interpreta Benjamin a 8 anni. Nei panni dei genitori adottivi Queenie e Tizzy si ritrovano invece l’attrice Taraji P. Henson, candidata all’Oscar per la sua interpretazione, e Mahershala Ali, anni prima di vincere i suoi oscar per Moonlight e Green Book. L’attore Jason Flemyng è presente con il ruolo di Thomas Button, padre di Benjamin.

Nel film sono poi presenti gli attori Tilda Swinton nei panni di Elizabeth Abbott e Jared Harris in quelli del capitano Mike Clark, significative personalità che Benjamin incontra nel corso della sua vita. Julia Ormond veste il ruolo di Caroline, la figlia di Benjamin e Daisy. L’amata del protagonista ha invece il volto della premio Oscar Cate Blanchett. Anche lei, per le sue ultime scene, si richiesero ben quattro ore giornaliere di trucco. Poiché questo era particolarmente scomodo da portare, l’attrice dovette girare nel minor tempo possibile le scene in ospedale. Nel ruolo di Daisy all’età di 7 anni, infine, si può ritrovare una giovanissima Elle Fanning, qui ad uno dei primi ruoli cinematografici che l’hanno poi resa particolarmente celebre.

Gli effetti speciali di Il curioso caso di Benjamin Button, le frasi, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Tra gli elementi più sbalorditivi del film vi sono senz’altro i suoi effetti speciali, poi premiati con l’Oscar. In particolare, il processo che porta il personaggio, e il suo attore, dall’essere un anziano al trasformarsi in giovane hanno richiesto un grandissimo lavoro di elaborazione digitale di CGI. Il look che David Fincher, il supervisore degli effetti visivi Eric Barba e il make-up artist Greg Cannom hanno pensato per Benjamin da bambino, è ispirato ai veri bambini affetti dalla rarissima sindrome di Hutchinson-Gilford, nota anche come progeria. Questa fa apparire i giovani pazienti che ne soffrono come precocemente invecchiati. Per arrivare ad un risultato simile, fu però necessario dar vita ad un perfetto connubio tra trucco ed effetti generati al computer.

Per poter osservare tutto ciò, è possibile fruire di Il curioso caso di Benjamin Button grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision, Netflix e Now TV. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 18 febbraio alle ore 21:10 sul canale TwentySeven.

Qui di seguito si riportano invece alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai personaggi del film. Attraverso queste si potrà certamente comprendere meglio il tono del film, i suoi temi e le variegate personalità dei protagonisti. Ecco dunque le frasi più belle del film:

  • Le nostre vite sono determinate dalle opportunità, anche da quelle che ci lasciamo sfuggire. (Benjamin Button)
  • Capita a tutti di sentirsi diversi in un modo o nell’altro, ma andiamo tutti nello stesso posto, solo che per arrivarci prendiamo strade diverse. (Queenie)
  • Uno si può incazzare quando le cose vanno così. Si può bestemmiare, maledire il destino, ma quando arriva la fine non resta che mollare. (Mike Clark)
  • Per quello che vale, non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere. Non c’è limite di tempo, comincia quando vuoi, puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo. Possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero. (Benjamin Button)

Fonte: IMDb

Il curioso caso di Benjamin Button: recensione del film con Brad Pitt

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Cosa accadrebbe se le persone, invece di invecchiare, ringiovanissero? È proprio questa la storia di Benjamin Button, nato vecchio con gli acciacchi del tempo, ma con un animo giovane e curioso. Un film che dall’inizio annuncia la sua fine, inevitabile, anche per chi, come Benjamin, ha avuto una vita diversa, straordinaria. Tratto dal racconto di Francis Scott FitzgeraldIl curioso caso di Benjamin Button racconta vita ed avventure di Benjamin, che pur vedendo il mondo da una prospettiva diversa, resta un essere umano, con debolezze e pregi, doti e difetti.

Diretto di David Fincher, che aveva lasciato il pubblico incollato alle poltrone dei cinema con Zodiac, bello seppur a tratti pesante, Il curioso caso di Benjamin Button esce dai canoni del regista, diventando un prodotto anonimo nelle mani della storia stessa, vero punto di forza della pellicola. Una regia impersonale quindi, che lascia un po’ a bocca asciutta i cultori dell’ottimo regista di Seven e Fight Club. Lascia indifferente anche la fotografia candidata all’Oscar di Claudio Miranda, fedelissimo di Fincher, che pure in Panic Room aveva svolto un bel lavoro, ma che in Benjamin Button osa troppo e sfiora la finzione, soprattutto nelle scene in cui si vuole ricreare la luce dell’”ora magica”.

Il curioso caso di Benjamin Button

Buona prova del cast: Brad Pitt comincia ad abituare il suo pubblico a grandi interpretazioni, anche se qui non è all’altezza del suo ruolo in Jesse James che gli fruttò la Coppa Volpi a Venezia; Cate Blanchett, semplicemente bellissima, eterea ed evanescente resta una delle regine del cinema; notevole anche l’interpretazione di Tilda Swinton che porta con sé un fascino d’altri tempi.

La sceneggiatura, nelle mani di Eric Roth, premio Oscar per Forrest Gump, mostra con misura e poesia, senza mai scadere nel romanticismo scontato, un’esistenza particolare, vite che si intrecciano per trovarsi a metà strada, attraverso un diario, un racconto che è allo stesso tempo una scoperta e una riflessione sulla vita, sul suo valore, sulla sua fugacità. Il curioso caso di Benjamin Button  ha riscontrato un notevole successo di critica, ma un entusiasmo tiepido da parte del pubblico d’Oltreoceano. Candidato a 13 premi Oscar tra cui: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior attore protagonista, Miglior attrice non protagonista, Miglior Sceneggiatura, Miglior Fotografia.

Il curioso caso di Benjamin Button in Tv

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Il curioso caso di Benjamin Button in Tv

Serata all’insegna del Fantasy/drama quella in programmazione su Rete 4, infatti, il film che vi segnaliamo oggi è Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, che andrà in onda  in prima serata. Nel cast Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Julia Ormond e Jared Harris.

Il curioso caso di Benjamin Button (The Curious Case of Benjamin Button) è un film del 2008 diretto da David Fincher, basato su un breve racconto del 1922 di Francis Scott Fitzgerald. Il film è stato candidato nel 2009 a tredici premi Oscar, vincendo quelli per migliore scenografia, miglior trucco e migliori effetti speciali.

Curiosità sul film:

– Brad Pitt ha recitato con Cate Blanchett in Babel, con Julia Ormond in Vento di passioni e con Tilda Swinton in Burn After Reading – A prova di Spia. Pitt è apparso anche con Jason Flemyng in Snatch – lo strappo.

– Quando Daisy è cresciuta e ha incontrato Benjamin per la seconda volta, ha parlato di “Kismet”, un termine inglese di origine turca che significa “il fato predestinato” o “predetto dalla Provvidenza”.

– I diritti della storia furono acquistati da Ray Stark già negli anni ‘70, con Jack Nicholson candidato a protagonista nei panni di Benjamin. Più tardi i diritti cinematografici passarono allaAmblin di Steven Spielberg, Kathleen Kennedy e Frank Marshall. David Fincher ha ammesso di non aver mai letto il racconto originale, ma di aver letto solo la sceneggiatura di 240 pagine scritta da Eric Roth.

– L’esterno della casa in vendita del padre di Benjamin, sita al 591 di Esplanade Ave a New Orleans (Louisiana), è il medesimo esterno della Gallier House nel film Il bacio della pantera.

– Roy Cleveland Sullivan (1912-1983) è stato effettivamente colpito da un fulmine sette volte, evento che lo ha fatto entrare nel Guinness dei primati. Mr. Daws (Ted Manson) nel film ricorda di essere stato colpito mentre era nella sua auto: “Ti ho mai detto che sono stato colpito da un fulmine sette volte? Una volta quando ero seduto nel mio camion a farmi gli affari miei”, proprio come accadde a Sullivan nel 1969.

– Le sirene di allarme sentite durante la sequenza dell’uragano Katrina sono le stesse usate nel film “The Time Machine” (2002), quando la luna viene distrutta.

– Julia Ormond ha girato tutte le sue scene nelle ultime due settimane di riprese. Durante questo periodo, Cate Blanchett ha dovuto subire 4 ore di trucco al giorno per interpretare una Daisy moribonda. Poteva sdraiarsi sul letto d’ospedale solo per un breve lasso di tempo a causa del calore eccessivo generato da luci di scena e dalle coperte.

– Il film ha fruito di un budget di 150 milioni di dollari, incassandone oltre 127 in patria e totalizzandone oltre 333 worldwide.

– La pellicola candidata a 13 premi Oscar ne ha vinti 3 (migliore scenografia, miglior trucco e migliori effetti speciali).

– Il film in preparazione dagli anni ‘90 ha visto nel corso dello sviluppo diversi candidati registi tra cui  Steven Spielberg, Spike Jonze e Ron Howard, mentre come potenziali protagonisti sono stati fatti i nomi di Tom Cruise, John Travolta e Rachel Weisz, quest’ultima prese in seria considerazione il ruolo di Daisy, ma in seguito dovette abbandonare per impegni pregressi.

– Questo è il secondo film di Hollywood, dopo Déjà vu – Corsa Contro il tempo con Denzel Washington, ad essere girato a New Orleans dopo l’uragano Katrina.

– Il regista Danny Boyle nello stesso periodo aveva in preparazione Solomon Grundy un progetto che rimandò a data da destinarsi perchè troppo simile al film di Fincher.

– A Brad Pitt occorsero 5 ore al giorno per applicare il complesso make-up.

– Il look che David Fincher, il supervisore degli effetti visivi Eric Barba e il make-up artist Greg Cannom hanno pensato per Benjamin da bambino, assomiglia alle fasi successive dellaProgeria, una malattia rara nota anche come sindrome di Hutchinson-Gilford che fa apparire i giovani pazienti che ne soffrono come precocemente invecchiati. Il cinema ha creato diverse forme di progeria fittizia, ne soffriva il Jack di Robin Williams e il personaggio di Susan Sarandon ne accenna in Miriam SI Sveglia a mezzanotte.

– E’ davvero esistito un uomo pigmeo ospitato in una “casa delle scimmie”. Ota Benga è stato imprigionato in Congo nel 1904 e tenuto in mostra in uno zoo del Bronx. Nel 1906 venne finalmente liberato e trasferito in un orfanotrofio fino al 1910, anno in cui si trasferì in Virginia, iniziò a lavorare in una fabbrica di tabacco e cominciò a pianificare il suo ritorno in Congo. Con lo scoppio della prima guerra mondiale i suoi piani divennero inattuabili e colto da depressione si suicidò nel 1916. Ota Benga appare anche come personaggio nel remake The Fall di Tarsem Singh.

– La motocicletta blu argento guidata da Button (Brad Pitt) nel film è un T110 Triumph 650cc del 1956, mentre quella guidata in India è un 350cc Reale Enfield Bullet del ‘55.

– Il personaggio di Daisy nel racconto originale di F. Scott Fitzgerald si chiamava Hildegarde Moncrief. Probabilmente il cambio di nome è un omaggio alla protagonista femminile del lavoro più noto di Fitzgerald, Il grande Gatsby.

Il cuore lo sa, la spiegazione del finale: cosa succede a Juan e Valeria?

Il cuore lo sa, il film argentino di Netflix, è un dramma romantico incentrato su un uomo d’affari, Juan Manuel, e sui cambiamenti che ha vissuto dopo un trapianto di cuore. Juan soffriva di una grave cardiopatia congenita da sei anni, ma aveva scelto di tenere nascosta la sua condizione ai suoi cari. Un giorno, mentre giocava a tennis, avvertì un malessere. Pensava che prima o poi sarebbe passato, ma le sue condizioni non fecero che peggiorare e fu colpito da un arresto cardiaco. Juan fu ricoverato in ospedale e il medico dichiarò che sarebbe sopravvissuto solo se si fosse sottoposto a un trapianto di cuore. Per fortuna, l’operazione andò bene, ma il temperamento di Juan era cambiato significativamente. Non era più l’uomo d’affari scontroso e affamato di soldi; era diventato empatico e gioioso. Era quasi come se avesse assorbito alcuni tratti caratteriali del donatore, e Juan pensò che avrebbe capito meglio se stesso se avesse incontrato la famiglia del donatore.

Come si sono innamorati Juan e Valeria?

Quando Valeria ha scoperto che suo marito, Pedro, era cerebralmente morto dopo un incidente, si è sentita completamente persa. Era il suo compleanno e avevano programmato di cenare insieme. All’improvviso, il suo mondo è crollato e Valeria non sapeva cosa fare. Doveva prendere la decisione più difficile della sua vita e ha accettato di donare gli organi di Pedro. Valeria non aveva idea di chi fosse Juan quando è arrivato a El Progreso. Aveva mentito dicendo di essere cugino del prete perché sapeva che altrimenti la gente del posto non l’avrebbe accolto. Pedro era molto esplicito nel proteggere la sua comunità ed era determinato a opporsi alla costruzione di un centro ricreativo. I soldi offerti dal governo non erano sufficienti per ricomprare le loro case e non avrebbero avuto altra scelta che andarsene dal quartiere. La gente del posto non era pronta ad andarsene e hanno cercato di escogitare piani per evitare di essere sfrattati.

Valeria suggerì di terminare la costruzione della clinica e del centro per anziani perché credeva che il governo non avrebbe osato demolire tali infrastrutture e che ciò avrebbe concesso loro più tempo per negoziare. Quando Juan passò dal quartiere, si offrì di aiutare la gente del posto a costruire la clinica. Pur affermando di avere esperienza nell’edilizia, Valeria dubitava. Sembrava provenire da una famiglia privilegiata, pur sostenendo di essere una persona normale. Sorprendentemente, Juan era bravo nei compiti che gli venivano assegnati e presto sviluppò un rapporto affettuoso con la gente del posto. Juan apprezzava sinceramente la loro compagnia e, invece di dedicarsi agli affari, si concentrava maggiormente sulla comprensione della vita degli abitanti di El Progreso.

Per la prima volta si affidò ai trasporti pubblici e imparò ad apprezzare le relazioni umane rispetto al piacere materiale. Non riusciva più a identificarsi con l’uomo che era prima dell’operazione, e né sua sorella né il suo avvocato/migliore amico, Tony, ne erano contenti. Nel frattempo, Valeria e Juan iniziarono a trascorrere più tempo insieme, soprattutto dopo che lui l’aiutò a ritrovare suo figlio un giorno in cui era scomparso. Valeria diffidava dell’uomo che era spuntato dal nulla ma aveva tutte le soluzioni ai suoi problemi, ma allo stesso tempo lo apprezzava.

Quando Horacio e alcuni abitanti del posto turbolenti che lavoravano a stretto contatto con il Municipio saccheggiarono la clinica che stavano costruendo, Valeria e Juan decisero di sorvegliarla di notte. Valeria ammise che era un po’ strano che lui fosse arrivato fin da Temperley per aiutarli. Ma Juan spiegò che prima non aveva trovato un senso nella sua vita e che in qualche modo aiutarli lo faceva sentire più forte. Dopo la scomparsa di Pedro, Valeria aveva difficoltà a fidarsi degli altri perché aveva troppa paura di essere vulnerabile. E mentre faceva fatica a fidarsi anche di Juan, lui la convinse che le sue intenzioni erano giuste. Dopo che Juan fu aggredito dagli uomini di Horacio, Valeria gli offrì di stare a casa sua. Provarono un’inspiegabile attrazione reciproca e si scambiarono un bacio.

Perché Valeria si sentiva tradita?

Valeria notò il costoso orologio di Juan, il camion che aveva offerto loro per facilitare il trasporto, i materiali per l’intonaco pregiato e il nuovo frigorifero che le aveva regalato, e aveva sempre sospettato che non fosse del tutto onesto. Lui dava sempre delle spiegazioni, ma in qualche modo nessuna di queste le andava a genio. Quando scoprì che Juan era l’amministratore delegato di Concretar e che era stato lui a convincere il sindaco Moretti a portare avanti il ​​progetto e a sfrattare la gente del posto, ne fu devastata, ma allo stesso tempo lo aveva previsto. Era quasi come se Juan fosse due persone diverse: era lui quello che rendeva loro la vita difficile, eppure si offriva di aiutarli a lottare per la loro causa. Era strano, e le persone intorno a lui faticavano a capirne le motivazioni.

Valeria rimase distrutta quando ricevette una lettera in cui si affermava che la gente del posto aveva perso la causa e che non avevano altra scelta che firmare l’accordo, altrimenti sarebbero stati sfrattati senza alcun risarcimento. Valeria scoprì il segreto di Juan quando lo contattò e sentì il suo telefono squillare nel camion. Mise le mani sul suo telefono e rimase scioccata nel vedere lo sfondo con una sua foto e il logo di Concretar. Cercò online e scoprì che era l’amministratore delegato dell’azienda che aveva ideato il progetto del centro ricreativo. Si sentì completamente imbrogliata. Nel frattempo, Juan aveva deciso di dimettersi dalla carica di amministratore delegato perché si era reso conto di non essere all’altezza del ruolo.

Durante il finale di Il cuore lo sa, Valeria affrontò Juan nel suo ufficio. Lo accusò di averli usati, ma lui voleva farle credere che fosse tutta una coincidenza. Si chiese quale fosse il suo movente, ma Juan la implorò di credere che fosse sempre dalla parte della gente del posto. Juan spiegò che dopo l’operazione di trapianto di cuore, aveva sentito l’urgenza di incontrare Valeria e suo figlio, Tiago. All’inizio non riusciva a capirlo, ma alla fine capì che era il cuore di Pedro a battere nel corpo di Juan. Valeria si sentì profondamente emozionata; era tutto troppo strano, eppure in qualche modo sentiva come se suo marito fosse tornato da lei e da suo figlio.

Come ha fatto Juan a fermare lo sfratto?

Valeria e gli abitanti del posto hanno continuato la loro lotta, opponendosi alle richieste del governo e affermando di non temere lo sfratto. Nel frattempo, la sorella di Juan ha mostrato sostegno dopo aver capito cosa stava attraversando. Ha deciso di aiutarlo invece di cercare di convincerlo a fare qualcosa che non riusciva a comprendere. Proprio alla fine di Il cuore lo sa, il sindaco Moretti si è avvicinato agli abitanti del posto. Hanno formato una catena umana, rifiutandosi di cedere. Il sindaco ha consegnato loro un piano rivisto, affermando che il governo aveva deciso contro lo sfratto. Invece, avevano intenzione di migliorare le condizioni di El Progreso. Concretar Corp aveva deciso di assumersi la completa responsabilità del progetto. Gli abitanti del posto avrebbero ottenuto i titoli di proprietà delle loro case e avrebbero dovuto autorizzare l’esecuzione della ristrutturazione del quartiere, che avrebbe incluso un club sportivo, una piazza cittadina, un pronto soccorso, un sistema fognario, pannelli solari, Wi-Fi, la ristrutturazione delle case che ne avevano bisogno e una sala ricreativa per eventi.

A quanto pare, dietro a tutto il piano c’era Juan. Sapeva di dover rimediare ai suoi errori passati e l’unico modo per farlo era offrire alla gente del posto una migliore qualità della vita, costruendo un quartiere di cui poter essere orgogliosi. Inizialmente la gente del posto non accolse Juan con favore, ma questa volta lui cercò di essere onesto con loro e alla fine decisero di perdonarlo, soprattutto dopo tutto quello che aveva fatto per fermare lo sfratto.

Il finale di Il cuore lo sa conferma che Valeria perdonò Juan. Gli posò una mano sul petto e sentì immediatamente una profonda connessione. Sapeva che Pedro era lì da qualche parte e che aveva reso tutto possibile. Aveva sempre voluto proteggere gli interessi della gente del posto e, sebbene non fosse riuscito a fermare lo sfratto in vita, in qualche modo aveva trovato il modo di tornare a El Progreso. Juan era un uomo cambiato. Ora era un uomo empatico e socialmente consapevole, e non avrebbe voluto che fosse diverso. Oltre a ripensare e rinnovare El Progreso, possiamo anche aspettarci che Juan e Valeria costruiscano una vita insieme.

Il cuore grande delle ragazze: recensione del film di Pupi Avati

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Il cuore grande delle ragazze: recensione del film di Pupi Avati

In Il cuore grande delle ragazze siamo negli anni ’30, in un’imprecisato villaggio di campagna, nei pressi di Fermo, ma potremmo essere in qualunque luogo dove esistevano villaggio in quegli anni. Gli Osti, proprietari terrieri benestanti, hanno fatto un patto con i loro fattori: il figlio dei contadini, Carlino, deve sposare una delle due figlie naturali dell’Osti, così da garantire la casa nelle terre dei padroni nell’utilizzo della terra a tutta la famiglia.

Dopo un mese di corteggiamento, Carlino cade vittima del caso: Francesca, figlia adottiva dell’Osti torna dalla città, dov’era stata mandata a studiare, e incrociatasi un attimo con Carlino, lo fa innamorare di lei. Anche la ragazza ricambia subito il suo amore, anche grazie alla particolare profumazione dell’alito di Carlino, che sa di biancospino e che ha già fatto vittime quasi tutte le ragazze del villaggio. I due, provocando le ire e le maledizioni di entrambe le famiglie, nonché la morte per crepacuore del padre di Carlino (un ottimo Andrea Roncato), riescono a sposarsi arrivando dopo molte peripezie all’attesa prima notte di nozze.

Il cuore grande delle ragazze, il film

Pupi Avati porta sullo schermo la storia d’amore dei suoi nonni, avvolgendola di un tono fiabesco ed innocente che riesce a compensare i piccoli difetti della pellicola. Il grande cuore delle ragazze è quindi secondo Avati, la grande capacità che avevano le donne una volta di perdonare e di amare, la grande pazienza che oggi sembra invece non esister più. Carlino e Francesca sono interpretati da Micaela Ramazzotti, sempre più o meno calata nello stesso ruolo, fatta eccezione per il dialetto romanesco che le viene concesso questa volta con divertenti effetti comici, e Cesare Cremonini, il cantautore italiano per la prima volta sullo schermo. Il giovane Cesare sembra entrare a pennello nei panni di Carlino, anche perché il suo personaggio è un po’ scemotto, nonostante il suo grande appeal sulle donne, e il cantante bolognese, complice forse la soggezione che aveva sul set in fase di ripresa, sembra un po’ un bambino sperduto senza mai la cognizione di quello che gli sta succedendo.

Il cuore grande delle ragazze risulta molto gradevole, anche se forse un po’ sbilanciato a causa di un registro che sembra voler essere sempre leggero, ma che con un paio di cadute verticali non esita a sfociare nel dramma più assurdo, quasi da sceneggiata, precipitando la storia improvvisamente. Per il resto i personaggi di contorno fanno il resto, contribuendo a realizzare un affresco completo, allegro e nostalgico di un tempo che fu. Attingendo a piene mani dalla sua biografia, Pupi Avati sembra voler regalare un affresco personale di un’epoca, per celebrare i suoi nonni e la nascita della sua famiglia.

Il culto in Ballerina spiegato: da quanto tempo esiste e come si collega all’Alto Tavolo

Nel classico stile di John Wick, Eve Macarro, interpretata da Ana de Armas, affronta molti, molti nemici in Ballerina. La maggior parte di questi nemici fa parte di un gruppo chiamato Cult, che ha un rapporto unico con le famiglie che servono sotto l’Alto Consiglio. Alla fine di Ballerina, Eve ha effettivamente bisogno dell’aiuto di John Wick per portare a termine con successo la sua missione di vendetta. Le difficoltà di Eve nel film lo distinguono dagli altri John Wick, poiché lei non è chiaramente abile come l’iconico personaggio interpretato da Keanu Reeves.

Dopo aver visto il talentuoso John Wick sconfiggere centinaia di nemici in quattro film, questo è un cambiamento rinfrescante per la serie. Di conseguenza, le recensioni di Ballerina sono state piuttosto positive.

Il ruolo del Culto in Ballerina e chi ne fa parte

Il padre, la madre e la sorella di Eve erano tutti membri del Culto

Il Culto viene presentato proprio all’inizio di Ballerina, quando Eve è ancora una bambina. Durante il prologo del film, viene rivelato che il padre di Eve ha lasciato il Culto e l’ha portata con sé. Sembra che abbiano vissuto una vita tranquilla per un po’ di tempo, ma il Culto, guidato dal Cancelliere interpretato da Gabriel Byrne, alla fine li rintraccia. Una notte, diversi membri del Culto irrompono nella loro casa e attaccano il padre di Eve. Lui combatte valorosamente e, con l’aiuto di Eve, elimina tutti gli assassini mandati per ucciderlo.

Tuttavia, il padre di Eve rimane ferito nella lotta e alla fine soccombe alle ferite. Dopo questa tragica morte, il film fa un salto in avanti di 12 anni e mostra Eve che si allena con i Ruska Roma. Per anni, la direttrice interpretata da Anjelica Huston ha scelto di proposito di non dire a Eve del gruppo di cui faceva parte suo padre, ma lei è ovviamente curiosa. Dopo aver notato una “X” sul polso di qualcuno che la attacca e averla ricollegata alla notte in cui suo padre è morto, Eve decide di mettersi in viaggio da sola per rintracciare la setta e ucciderne il leader.

La caccia di Eve alla setta la porta in una città di montagna in Europa. Dopo essere arrivata nella città coperta di neve, scopre rapidamente che tutti i residenti sono membri della setta. Nella seconda metà del film, Eve deve continuamente combattere per farsi strada attraverso la città mentre cerca il Cancelliere. Questo porta alla rivelazione che la sorella maggiore di Eve, Lena, è ancora viva ed è stata per anni un membro fedele della setta. Dopo essersi riunite, il Cancelliere ordina spietatamente ai suoi uomini di ucciderle entrambe.

Poco prima, Lena rivela che il padre di Eve non l’ha portata via dalla setta perché era già stata addestrata come assassina e aveva ucciso qualcuno. Sfortunatamente, il tempo che Eve trascorre con sua sorella è breve, poiché Lena muore quando gli uomini del Cancelliere lanciano delle granate nella casa in cui stavano parlando. Dopo questo episodio, durante il climax del film, Eve continua a uccidere i membri del Culto, con l’aiuto di John Wick, fino a quando non trova e uccide il Cancelliere, una decisione che sconvolgerà sicuramente la struttura di potere del gruppo.

Il Culto esiste da 1.000 anni nell’universo di John Wick

Ballerina
Foto di Murray Close/Lionsgate/Murray Close/Lionsgate – © 2025 Lionsgate

Il Culto esiste da quando esiste l’Alto Tavolo

Poiché Ballerina si concentra principalmente sull’attuale missione di vendetta di Eve contro il Culto, nel film non vengono rivelati molti dettagli sulla storia del gruppo. Tuttavia, è chiaro che il Culto esiste da molto, molto tempo. Questo gruppo esiste nel mondo di John Wick da circa 1000 anni, il che significa che è antico quanto l’Alto Tavolo. Ciò significa che, proprio come l’Alto Tavolo, il Culto esisteva già ai tempi dell’Impero Romano ed è sopravvissuto attraverso diverse altre epoche significative della storia.

Anche se il Cancelliere viene ucciso da Eve, il Culto rimarrà probabilmente un gruppo unificato.

Il fatto che il Culto esista da così tanto tempo rende ancora più impressionante il fatto che Eve sia riuscita a farsi strada attraverso la città e uccidere il Cancelliere. Anche se il Cancelliere viene ucciso da Eve, il Culto rimarrà probabilmente un gruppo unito. Pertanto, dato che ha una storia che risale all’Alto Tavolo, i membri rimanenti del gruppo troveranno probabilmente un modo per riconquistare la forza del Culto. Ciò significa che il gruppo potrebbe tornare in un sequel di Ballerina o in un futuro progetto di John Wick.

Come il Culto è collegato all’Alto Tavolo

Ballerina

Il Culto non segue le regole dell’Alto Tavolo

Poiché il Culto esiste praticamente da quando esiste l’Alto Tavolo, è logico che le due organizzazioni abbiano un rapporto di collaborazione. Anche se il Culto non serve l’Alto Tavolo e i suoi membri non seguono le stesse regole, sono comunque i benvenuti negli hotel Continental di tutto il mondo. Come spiega Winston a Eve prima che lei parta per la sua missione di vendetta, le organizzazioni che servono l’Alto Tavolo accolgono i membri del Culto a braccia aperte in modo da poter tenere sotto controllo le azioni di questo gruppo imprevedibile.

Come si vede verso la fine di Ballerina, anche il Direttore, che gestisce la Ruska Roma, conosce il Cancelliere. Durante una conversazione telefonica, il Cancelliere minaccia addirittura di dichiarare guerra alla Ruska Roma. Questo è qualcosa che il Direttore vuole evitare, il che dimostra che le famiglie che servono l’Alto Consiglio hanno ancora molta paura del Culto. Pertanto, sebbene il Culto sia associato all’Alto Tavolo e alle numerose organizzazioni criminali che lo servono, il gruppo opera in modo molto diverso e ha una propria serie di regole, il che lo rende molto pericoloso.

Il futuro del Culto in John Wick dopo Ballerina

Ballerina keanu Reeves

Il Culto tornerà dopo Ballerina?

Dopo aver ucciso il Cancelliere, Eve prende Ella e lascia la città del Culto. Dopo essersi assicurata che Ella si ricongiunga con suo padre alla fine di Ballerina, Eve torna a New York. Nel film, riesce a vendicare la morte di suo padre e sua sorella, ma viene suggerito che il Culto continuerà a darle la caccia. Pertanto, se verrà realizzato un sequel di Ballerina, è probabile che il Culto avrà ancora una volta un ruolo di primo piano.

Sulla base di questo accenno alla fine del film, è possibile che Eve continuerà a combattere il Culto nei futuri film di Ballerina, proprio come John Wick ha combattuto contro l’Alto Consiglio nei film principali della serie. Ora che Eve ha una taglia sulla sua testa, i membri del Culto saranno ancora più motivati a darle la caccia e cercare di ucciderla. Pertanto, sembra che il Culto tornerà se verrà realizzato un sequel di Ballerina, il che significa che nei film futuri potrebbero essere rivelati ulteriori dettagli sulla storia del gruppo.

Il cuculo di cristallo, la spiegazione del finale

Il cuculo di cristallo, la spiegazione del finale

La serie Netflix Il cuculo di cristallo (The Crystal Cuckoo o El Cuco de Cristal) segue Clara Merlo, una specializzanda al primo anno di medicina la cui vita e carriera subiscono un drastico cambiamento dopo un arresto cardiaco quasi fatale a Madrid. Salvata da un trapianto di cuore, Clara è ossessionata dal mistero che circonda il suo donatore, Carlos. Abbandonando la carriera medica, si trasferisce in una piccola città isolata per scoprire la verità sull’uomo che le ha salvato la vita. Quello che trova è una comunità che sembra nascondere oscuri segreti, nonostante all’inizio appaia accogliente. Le storie interconnesse, pericolose e misteriose della città di Yesques diventano presto legate alla vita di Clara man mano che lei approfondisce le sue indagini.

L’indagine sulla vita di Carlos diventa sempre più complicata quando la giovane dottoressa viene a conoscenza dei casi di persone scomparse nella comunità. Clara si ritrova in un territorio ostile, diventando inavvertitamente parte di un’inspiegabile rete di inganni. Verso la fase conclusiva della narrazione, è sul punto di scoprire qualcosa che potrebbe alterare il destino di diverse persone intorno a lei. SPOILER IN ARRIVO.

Cosa succede in Il cuculo di cristallo

Miguel Ferrer, un poliziotto, indaga sulla morte di Luisa nel 2004, mentre Clara si riprende da un trapianto di cuore nel 2022 e nel 2023. Miguel trova uno strano gioiello sul corpo carbonizzato di Luisa e Clara diventa ossessionata dall’idea di scoprire l’identità del donatore. Scopre che si trattava di un uomo coinvolto in un incidente stradale. Clara scopre che il donatore era Carlos, dopodiché contatta Marta, la madre del donatore, nella speranza di saperne di più. Marta invita Clara nella città di Yesques per onorare Carlos, e lei accetta. Clara soggiorna a casa di Marta, preparandosi per il funerale di Carlos. Rafa, ex collega di Miguel, racconta a Clara che Miguel, il padre di Carlos, è scomparso diciotto anni fa e non è morto come sostiene Marta. Improvvisamente, una bambina di nome Manuela scompare dalla città. La comunità cerca la bambina scomparsa e Clara incontra María, la fidanzata di Carlos.

Juan, il fratello maggiore di Carlos e poliziotto, si prende cura di Clara. In passato, Miguel ha indagato sul caso di Luisa interrogando suo marito, Gabriel. Durante le ricerche, Clara vede uno strano individuo che indossa un cappello fatto di piume di uccello e sente anche il bambino piangere nel bosco, ma non riesce a raggiungerlo a causa dei suoi problemi cardiaci. Clara guarda un video sui social media di Maria, in cui Carlos fa dei movimenti identici a quelli dello strano uomo che indossa una maschera di piume di uccello. In passato, Miguel era ossessionato dalla scomparsa di Magda, convinto che un uomo più anziano con cui si diceva che lei avesse una relazione le avesse fatto del male e le avesse anche regalato la collana. Pensa che Gabriel, il marito di Luisa, potrebbe essere il misterioso uomo più anziano. La madre di Rafa (sorella di Gabriel) rivela che Gabriel era ossessionato dal disegnare cuculi e dal passare il tempo nel bosco.

Rivela anche che Gabriel era noto per essere tossico nei confronti delle donne e che potrebbe essere collegato alla scomparsa di una donna italiana in passato. Ramón dice a Clara dopo il festival che undici persone sono scomparse nella città negli ultimi trent’anni e che Carlos era appassionato dell’argomento. In passato, Miguel ha seguito il caso di un’altra ragazza di nome Silvia Luna, scomparsa da una stazione di servizio, e ha aggredito Gabriel nella capanna di caccia, chiedendogli di Magda e Silvia, convinto che Gabriel fosse responsabile di entrambi i casi. Nel presente, Clara e Juan hanno un rapporto sessuale mentre parlano delle sparizioni. Nel 1979, Gabriel influenza la mente del giovane Rafa nel bosco, aiutandolo a trovare il suo cane Luna. Nonostante gli avvertimenti di sua madre, Rafa continua a incontrare Gabriel, imparando le strane mosse e vedendo i disegni di suo zio.

Gabriel gli dà discretamente delle foto di ragazze in difficoltà per corromperlo. Si scopre che Gabriel e Magda avevano una relazione in passato. Rafa vede Gabriel uccidere Magda. In passato, Rafa ha avuto una relazione extraconiugale con Silvia, la dipendente della stazione di servizio. Minaccia di denunciare suo zio Gabriel, credendo che sia lui il responsabile dell’omicidio di Luisa, proprio come ha ucciso Magda. Rafa costringe Silvia a fare sesso con lui, ma quando lei rifiuta, la violenta e la uccide. Frustrato, chiama Gabriel per chiedere aiuto, non sapendo cosa fare del corpo. I due seppelliscono il corpo di Silvia. Rafa chiede a suo zio di andarsene e di non tornare mai più in città. Poi informa Marta della presunta scomparsa di Miguel.

Nel presente, si scopre che Gabriel è ancora vivo ed è lui il responsabile del rapimento del bambino. Rafa va a trovare suo zio nella capanna di caccia e gli dice di stare attento. Clara vede Gabriel con la maschera di piume di uccello e capisce che è stato lui a rapire il bambino. Clara viene poi aggredita da Gabriel, che la colpisce alla testa con una pietra. Juan inizia a cercare Clara, con l’aiuto di Rafa. Clara, ferita, si risveglia nella capanna di caccia di Gabriel.

Il finale di Il cucù di cristallo: perché Rafa ha confessato? Chi l’ha ucciso?

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Rafa ha un’infanzia difficile a causa del suo rapporto tossico con Gabriel. Quest’ultimo gli fa il lavaggio del cervello fino a portarlo a uno stato di frustrazione e violenza, rendendolo alla fine un’anima disperata in cerca di un senso. Il suo continuo legame con Gabriel ha anche portato Rafa a credere di dover stabilire una sorta di dominio sulle donne, il che lo ha portato a violentare e uccidere brutalmente Silvia Luna, la dipendente della stazione di servizio. Dopo aver ucciso a sangue freddo il suo migliore amico Miguel, Rafa vive una vita di senso di colpa, comprendendo lentamente le conseguenze dell’influenza di Gabriel su di lui. Il suo rimorso, la sua frustrazione e i suoi segreti convergono in modo scioccante verso la fine della storia. Dopo aver salvato Clara nel bosco, Rafa spera inizialmente di aver ottenuto la redenzione, avendo eliminato Gabriel.

L’atto di uccidere gli assicura anche di non poter più essere collegato alle sparizioni di persone avvenute nel corso degli anni. Nonostante la fine di Gabriel, Rafa siede da solo nella sua casa, immerso nel senso di colpa e in un sentimento di isolamento, al punto che quasi non riesce a comprendere come vivere con i pensieri che ha in testa. Tuttavia, il destino ha in serbo per lui un destino più oscuro sotto forma di Clara. Si reca a casa di Marta per confortarla dopo la sopravvivenza di Clara. La tensione si crea nella conversazione tra Rafa e Marta, quando quest’ultima chiede se sia possibile che il corpo di Miguel venga ritrovato nel luogo di sepoltura delle vittime di Gabriel nel bosco. Il poliziotto dice alla proprietaria del ristorante che ci vorrà del tempo per trovare i corpi. Quando Clara si unisce ai due per un caffè, la conversazione diventa più seria.

Nel momento peggiore possibile per Rafa, Marta parla di lui come padrino di Carlos e delle loro avventure nel bosco durante l’infanzia di Carlos. Marta rivela che Rafa chiamava Carlos “Aquilotto” durante la sua infanzia. Questo porta Clara a una scoperta scioccante. In precedenza, rinchiusa nella capanna da Gabriel, aveva sentito il suo rapitore chiamare qualcuno “Aquilotto”, il che le fa dedurre che Rafa fosse quello che collaborava con suo zio. La brillante deduzione di Clara getta il panico e il caos nella mente di Rafa, che comprende la gravità della situazione. Clara capisce anche che la “strana danza” che ha visto eseguire dall’uomo mascherato e da Carlos è stata in realtà insegnata da Gabriel a Rafa, che poi ha fatto lo stesso con Carlos. Il terrificante legame tra i tre uomini spinge Rafa a confessare, in uno stato di disperazione.

Rafa estrae la pistola, inizialmente pensando di fare del male a Clara e Marta, ma poi decide di non farlo. La sua anima è così oppressa dal senso di colpa che non vede altra opzione se non quella di confessare. Il peso di portare con sé i propri segreti malvagi per tutta la vita viene finalmente sollevato, quando gli viene offerta l’opportunità di dire la verità. Questo spiega anche perché non ha ucciso Marta e Clara. Avrebbe potuto facilmente usare la pistola contro di loro, ma ha scelto di non farlo, il che indica che voleva finalmente porre fine al suo ciclo di violenza. Confessa alle donne di essere stato lui a violentare e uccidere Silvia e di aver mentito a tutti per anni. Ammette anche di aver ucciso Miguel a sangue freddo e di non essere riuscito a convivere con quel senso di colpa. Quando dice che ha pensato di uccidersi, Marta gli dice con determinazione di farlo.

A questo punto della narrazione, Rafa punta la pistola alla propria testa, pronto a premere il grilletto e porre finalmente fine al ciclo di violenza nella sua anima. Ma la serie non rivela esattamente la fonte dello sparo che si sente pochi secondi dopo. Mentre Rafa lotta per spararsi, ripone la pistola sul tavolo. Clara e Marta guardano la pistola e poi si guardano l’un l’altra, decidendo presumibilmente che devono agire. L’ipotesi più plausibile in questo caso è che Marta abbia effettivamente ucciso Rafa, non solo per vendicare l’omicidio di Miguel, ma anche per rendere giustizia spirituale alle vittime del passato. Clara, essendo una straniera in città, non ha alcun motivo valido per uccidere Rafa, nonostante sia stata lei stessa vittima di un rapimento. La storia si sposta alla stazione di polizia il giorno seguente, dove Marta spiega al suo superiore che Rafa ha confessato i suoi crimini e poi ha afferrato una pistola e l’ha puntata contro Clara.

In questo caso, Marta sta mentendo, poiché Rafa ha abbassato la pistola e in realtà non voleva uccidere Clara. La prospettiva alterata narrata da Marta è supportata da Clara, che afferma che Marta le ha salvato la vita dalle minacce di Rafa. Marta e Clara sostengono a vicenda le loro versioni, convincendo l’agente di polizia che Marta ha ucciso Rafa per legittima difesa e per salvare Clara. Tuttavia, è molto probabile che entrambe stiano mentendo. Più tardi, Juan rivela che nella casa di Rafa è stato trovato un biglietto d’addio. Si può presumere che Marta e Clara abbiano piazzato un falso biglietto d’addio per salvarsi. Marta ha ucciso Rafa per vendetta e giustizia, e non per difendere se stessa o Clara. Aveva la motivazione più forte per compiere l’atto, dato che Rafa faticava a uccidersi. Così, la confessione e la morte di Rafa portano il ciclo di violenza a una conclusione sanguinosa.

Come viene salvata Clara? Chi uccide Gabriel?

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Clara viene rapita da Gabriel in pieno giorno dopo che lui la vede nel quartiere ebraico. Vedendo la maschera di piume che lui tiene in mano, Clara capisce che potrebbe essere lui il responsabile del rapimento del bambino. Lui la ferisce con una pietra e la porta in una capanna di caccia isolata. Fortunatamente per Clara, Marta viene a sapere da un cliente del ristorante che ha visto Gabriel nello stesso quartiere da cui è scomparsa Clara. Questo indizio permette a Marta di chiamare Rafa e dirgli che Gabriel potrebbe essere tornato dall’estero. Non sapendo la verità su Rafa, gli dice di indagare sulla questione, dato che Miguel aveva sospettato di Gabriel in passato. Anche se Marta non conosce la verità su Gabriel, le sue conversazioni passate con Miguel la aiutano a individuare i fatti logici.

Inaspettatamente, Rafa dice a Juan che Gabriel è stato avvistato nel quartiere ebraico. I due poliziotti escono per indagare sulla questione. Tornata nella capanna, Clara libera dolorosamente le mani dal nastro adesivo e si allontana dal letto dove era tenuta prigioniera. Trova un coltello e minaccia Gabriel, distratto, mentre esce dalla capanna nel bosco. Gabriel la sfida a scappare per salvarsi la vita mentre estrae un altro coltello. Rafa e Juan si dirigono verso il bosco, mentre Gabriel insegue Clara a piedi, sperando di ucciderla. Quando la raggiunge, entrambi hanno in mano un coltello. Juan e Rafa arrivano al momento giusto e trovano Clara che si difende. I poliziotti estraggono le pistole e chiedono a Gabriel di gettare il coltello e lasciare andare Clara.

Tuttavia, il vecchio predatore si rifiuta di farlo e si scaglia contro la giovane donna. A questo punto, Rafa decide di prendere due piccioni con una fava. Spara a Gabriel uccidendolo e salva Clara, eliminando anche il proprio passato con lo zio. Gabriel muore all’istante, il che significa che il passato di Rafa è ora nascosto al mondo. Tutto sommato, Clara viene salvata da un tragico destino, senza rendersi conto che Rafa aveva un motivo nascosto dietro tutto questo.

Perché Rafa ha ucciso Miguel? Carlos si è suicidato?

La collana trovata sul corpo di Luisa assomiglia a quella che si vede nella fotografia di Magda. Insieme all’ossessione di Miguel per il caso di Luisa, questo si rivela un punto di svolta nella storia. Egli riesce a collegare la collana a Gabriel dopo una conversazione con la sorella di Gabriel (la madre di Rafa), che gli dice che suo fratello era noto per essere violento nei confronti delle donne. La voce che Magda frequentasse un uomo più anziano fa anche credere a Miguel che Gabriel fosse quello che corteggiava sua sorella. Questo porta Miguel a trattenere Gabriel illegalmente nella baita di caccia isolata. Quando inizia a interrogare Gabriel il giorno dopo averlo picchiato, il predatore confessa indirettamente con un sorriso malvagio sul volto. Parla di Magda in modo osceno e fa arrabbiare ancora di più Miguel. Tuttavia, la situazione cambia quando Rafa entra in scena per aiutare suo zio.

Convince il suo amico e collega poliziotto Miguel a non fare del male a Gabriel. Inizialmente esitante, Miguel abbassa finalmente la pistola puntata alla testa di Gabriel. Rafa abbraccia Miguel, confortandolo, ma alla fine gli spara all’addome e alla fronte, uccidendolo brutalmente. Questo scioccante tradimento è il risultato dei suoi istinti violenti e di un contorto senso di lealtà verso Gabriel. A questo punto, la mente di Rafa è stata completamente sopraffatta dalla tossicità di Gabriel, che lo spinge a tradire il suo migliore amico. Anche se Rafa avrebbe potuto lasciare che Miguel uccidesse Gabriel e porre fine al circolo vizioso delle uccisioni, sceglie di non farlo, dimostrando di aver subito un lavaggio del cervello completo. La mascolinità tossica e le idee folli diffuse da Gabriel influenzano in modo inquietante anche Carlos.

Rafa indottrina Carlos fin da piccolo, portandolo nei boschi, proprio come Gabriel aveva fatto con il figlio di sua sorella. Nonostante l’influenza negativa di Rafa, Carlos cresce amando la poesia, in particolare quella scritta da Henry David Thoreau. Cerca di instaurare una relazione sana con María. Ma la gioia è di breve durata, poiché continua a essere ossessionato dalla scomparsa di suo padre. In seguito, pensa che María lo guardi con pietà, proprio come fanno tutti gli altri.

Le sue esperienze con l’osteogenesi imperfetta, una malattia delle ossa, rendono la sua vita ancora più difficile. Incapace di sopportare il dolore emotivo e fisico, si lancia da una scogliera, uccidendosi. Il suo indottrinamento in giovane età, la sua condizione medica, la sua ossessione e la sua salute mentale tumultuosa lo hanno portato verso un destino tragico. Alla fine, le idee di Gabriel portano a più morte e caos di quanto lui potesse immaginare.

Clara e Juan si metteranno insieme?

Clara e Juan si avvicinano mentre partecipano alle ricerche del bambino scomparso. Si avvicinano anche durante il festival dei tamburi e continuano a sentirsi attratti l’uno dall’altra. Alla fine, proprio mentre Clara si prepara a partire per Madrid, i due finiscono per avere un rapporto intimo. Dopo aver salvato Clara da Gabriel, Juan si prepara a salutarla, poiché lei è finalmente in grado di tornare a Madrid. La accompagna alla macchina mentre conversano piacevolmente. Le dice che anche lui vorrebbe visitare Madrid per un lungo weekend e cambiare aria. Lei è felice di sentirlo parlare di venirla a trovare e lo bacia appassionatamente prima di partire. Questo indica che i due molto probabilmente continueranno la loro relazione.

Quando Juan visiterà Madrid, esploreranno insieme la città e impareranno a conoscersi meglio. La loro relazione è iniziata inaspettatamente in una città isolata e ha anche attraversato i pericoli rappresentati da Gabriel e Rafa. Da quando Juan è stato coinvolto nel salvataggio di Clara da Gabriel, la loro relazione ha anche vissuto momenti di caos. In conclusione, continuando a interagire e a condividere momenti felici, molto probabilmente costruiranno un legame più forte e perseguiranno una relazione più seria.

Perché Clara vede il lupo? Cosa significa?

Verso la fine della storia si verifica un momento simbolicamente e filosoficamente intrigante. Mentre Clara guida verso Madrid, vede un lupo sulla strada e ferma immediatamente l’auto. Guarda negli occhi l’animale, stabilendo apparentemente un legame spirituale con esso. Il lupo ricambia lo sguardo della donna e riconosce questo legame, il che fa sorridere leggermente Clara. La storia finisce a questo punto, con lo schermo che diventa nero. Il significato di questo momento è un messaggio complesso e toccante che la serie trasmette agli spettatori. Nel corso della storia, Gabriel si considera in qualche modo un “lupo solitario”, lontano dalle regole della civiltà umana. E convince anche Rafa a crederlo. In natura, i lupi non sono noti per il loro comportamento tossico, ma come sopravvissuti e combattenti. Gabriel prende l’idea del lupo e la rende negativa.

Associa il dominio e l’abuso al comportamento dei lupi, il che lo porta a pensare che anche lui sia “come un lupo”. Si rivolge anche alle sue vittime come “cerbiatti”, incapaci di difendersi. La differenza tra predatore e preda è resa evidente dalla prospettiva di Gabriel, che interpreta erroneamente i principi darwiniani per alimentare il proprio contorto senso di superiorità. L’idea della “sopravvivenza del più forte” prende una piega contorta nella mente di Gabriel, che la interpreta esclusivamente sulla base della violenza verso gli altri. Le opinioni di Gabriel vengono messe in discussione e sconfitte da Chara, che rappresenta un altro punto di vista sui lupi. Lei rappresenta la vera natura dei lupi attraverso il suo spirito combattivo e le sue capacità di sopravvivenza. Non solo sopravvive a un pericoloso trapianto di cuore, ma combatte anche da sola contro un uomo caotico.

Rifiuta di essere una “cerva” e diventa un “lupo”, combattendo contro un predatore. Questo lupo sulla strada riconosce Clara e stabilisce una connessione spirituale con lei, poiché capisce cosa fa un vero lupo. Il lupo, in questo caso, riflette il viaggio di Clara nei boschi e nella vita. Sia l’animale che la donna combattono battaglie per sopravvivere, ed è per questo che si rispettano a vicenda. In definitiva, il lupo è più di un semplice animale e Clara è più di una donna in difficoltà. Entrambi sono combattenti, sopravvissuti e anime capaci di gentilezza.

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Il cuculo di cristallo è basato su una storia vera?

Il cuculo di cristallo è basato su una storia vera?

Il cuculo di cristallo (The Crystal Cuckoo o El Cuco de Cristal) di Netflix è una serie televisiva spagnola di genere thriller poliziesco che racconta le vicende della vita di una specializzanda al primo anno di medicina di nome Clara Merlo. La sua vita viene stravolta da un arresto cardiaco quasi fatale, che mette a repentaglio anche le sue prospettive di carriera. Sebbene un trapianto di cuore le permetta di tornare a vivere, Clara è tormentata da domande relative all’identità del misterioso donatore che le ha salvato la vita. La sua curiosità la porta ad abbandonare la professione medica e a cercare invece la verità sul suo donatore Carlos in una piccola città isolata. Ben presto scopre che il fascino e l’immagine apparentemente accoglienti della comunità nascondono segreti del passato e sono in qualche modo collegati alla sua vita.

Man mano che la protagonista si addentra nella tana del bianconiglio, le risposte diventano sempre più complesse con l’emergere di casi di persone scomparse. Adattato da Jesús Mesas Silva e Javier Andrés Roig, il film approfondisce i temi della curiosità e dei segreti, presentando anche intensi elementi visivi. SPOILER IN ARRIVO.

Il cuculo di cristallo è tratto dall’intrigante romanzo di Javier Castillo

Il cuculo di cristallo netflix

Scritto da Jesús Mesas Silva e Javier Andrés Roig, Il cuculo di cristallo è un adattamento del romanzo di Javier Castillo El Cuco de Cristal, che ha lo stesso nome del titolo spagnolo della serie. I temi e i punti salienti della trama del libro si riflettono nella serie, che aggiunge un tocco cinematografico alla storia. Nell’opera di Javier, la storia segue il viaggio di una donna di venticinque anni di nome Cora Merlo, che ha completato la sua laurea in medicina a New York. Quando decide di dedicarsi all’oncologia, viene colpita da un infarto che richiede un trapianto. Questo aspetto del romanzo si riflette nella narrazione, che parla anche delle difficoltà di una giovane protagonista. Sebbene il romanzo e la serie siano di fantasia, esplorano in modo toccante le emozioni del personaggio principale.

Nel libro, la giovane dottoressa riceve un trapianto di cuore da un individuo di nome Charles, vittima di un incidente. Durante la convalescenza dopo l’intervento, Cora riceve una visita inaspettata da Margaret, la madre del donatore di organi. Margaret le fa un invito, suggerendole di trascorrere un po’ di tempo a casa sua a Steelville, nel Missouri. Questo dà a Cora l’opportunità di conoscere meglio la comunità, che sembra nascondere dei segreti. Proprio come il libro, la serie affronta le curiosità della protagonista mentre viene coinvolta in un mistero sempre più complesso all’interno della comunità. Il personaggio della protagonista incarna l’angoscia e la curiosità dei giovani, che si confrontano con i segreti dei loro anziani.

Secondo quanto riferito, sottoporsi a un trapianto di cuore è un’esperienza difficile ed emotivamente impegnativa che porta a stress e depressione. Ci sono pazienti che provano anche un’eccessiva gioia. Lo stato emotivo di Clara nella serie riflette questo aspetto della realtà affrontato da coloro che hanno ricevuto un trapianto di cuore. Sebbene la serie utilizzi libertà creative per creare un forte legame psicologico tra il donatore e il ricevente, gli aspetti mentali del trapianto sono descritti in modo realistico. Pertanto, “The Crystal Cuckoo” è un adattamento di un romanzo di fantasia che esplora emozioni complesse attraverso le esperienze della protagonista.

I casi di persone scomparse aggiungono un senso di trauma alla narrazione

Il cuculo di cristallo

Sebbene “The Crystal Cuckoo” inizi come un’indagine sul donatore, ben presto conduce a uno scenario più pericoloso, in cui Clara si imbatte in casi di persone scomparse nella comunità. Scopre che negli ultimi trent’anni ben undici persone sono scomparse senza lasciare traccia. L’elemento del mistero di una piccola città e dei segreti scioccanti è al centro della serie. La tensione della narrazione deriva dalle sparizioni inspiegabili nella città. La serie è spiritualmente collegata a show come “Bodkin” e “Dark”, poiché si concentra sul modo in cui i segreti possono influenzare le comunità delle piccole città. Attraverso il viaggio della protagonista e le sue scoperte, la storia mette in luce il lato più oscuro della natura umana e come gli individui possano essere motivati a fare del male agli altri.

L’idea di mascolinità tossica viene esaminata anche attraverso alcuni personaggi. Simile a “Il silenzio degli innocenti”, la narrazione esplora il punto di vista di un personaggio femminile sul crimine. La storia è anche un commento sul concetto di “sopravvivenza del più forte”. Il rapporto tra “predatori” e ‘vittime’ viene esplorato attraverso gli avvenimenti che si verificano nella città. In definitiva, Il cuculo di cristallo, pur essendo una storia di fantasia tratta da un libro, affronta in modo significativo temi socialmente rilevanti in modo realistico, pur utilizzando libertà creative.

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Il cubo 2 – Hypercube: trama, cast e curiosità sul film

Il cubo 2 – Hypercube: trama, cast e curiosità sul film

Nel 1997 il regista canadese di origini italiane Vincenzo Natali ha portato al cinema il Cube – Il cubo, opera di genere thriller dove un gruppo di personaggi si ritrova intrappolato in una struttura costituita da numerose stanze cubiche, alcune dotate di trappole mortali. Anticipatore di un filone poi reso celebre da Saw – L’enigmista, questo film ebbe un enorme successo al momento della sua uscita. Nel 2002 è poi arrivato il suo sequel, Il cubo 2 – Hypercube, diretto però stavolta dal regista polacco Andrzej Sekula, noto per essere stato il direttore della fotografia dei film Le iene e Pulp Fiction di Quentin Tarantino.

Con questo secondo capitolo, si ricalca grossomodo la struttura del precedente, introducendo però nuovi elementi come la quarta dimensione e l’iperspazio. Il film presenta infatti novità tecnologiche che vanno a rappresentare anche il progresso realizzatosi in quegli anni, e che permette ora di dar vita ad una serie di contesti e trappole tanto affascinanti quanto spaventosi. L’idea infatti, è quella di una vera e propria evoluzione, quasi come se le stanze in cui i protagonisti si ritrovano rinchiusi abbiano trovato ulteriori modi di rendersi letali. Visivamente accattivante, il film è oggi considerato, come il suo predecessore, un cult.

Nonostante ciò, al momento della sua uscita passò piuttosto in sordina al cinema, non generando il successo sperato. Per gli amanti del genere, specialmente di quei thriller che pongono i protagonisti a doversi confrontare con una serie di trappole, si tratta di un titolo imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il cubo 2 – Hypercube: la trama del film

Similmente al primo film, anche in questo sequel vi sono otto sconosciuti che si ritrovano improvvisamente rinchiusi in una serie di stanza cubiche, con diverse porte che consentono l’accesso a nuovi livelli di quell’ambiente. Questo, però, si dimostra ben presto essere molto più complesso di quello che potrebbe sembrare. Le stanze, infatti, si muovono tanto nel tempo quanto nello spazio, presentando ognuna una serie di terribili trappole mortali. Allo stesso modo, gli otto protagonisti capiranno di trovarsi lì non per caso, ma per motivi ben precisi. Se inizialmente pensavano di non avere nulla in comune, questi scopriranno a loro spese di essere tutti collegati a qualcosa.

Questo qualcosa è l’azienda Izon, una delle maggiori nella produzione di armi. Infatti Simon è un investigatore privato assoldato dai genitori di Rebecca, una dipendente della stessa compagnia scomparsa. Sasha, la ragazza cieca, è una hacker nata in provetta responsabile di avere progettato i principi del cubo a quattro dimensioni. Max è un programmatore di videogiochi, mentre Jerry ha costruito le pareti a sensori. Mrs. Paley è un’ex-matematica che ha collaborato con la compagnia per la progettazione, mentre Kate è una psicoterapeuta. Infine, Julia è l’avvocato che rappresenta la Izon. Nel comprendere ciò, gli otto dovranno anche comprendere perché si trovano in quel luogo, e come uscirne vivi.

Il cubo 2 -Hypercube cast

Il cubo 2 – Hypercube: il cast del film

Ad interpretare l’investigatore Simon vi è l’attore Geraint Wyn Davies, celebre per aver interpretato Nick Knight, vampiro poliziotto nella serie Forever Knight. Kate, la psicoterapeuta e personaggio più empatico del gruppo, è interpretata da Kari Matchett, nota per le serie Covert Affairs e 24. Sono poi presenti gli attori Grace Lynn Kung nei panni di Sasha, Neil Crone in quelli di Jerry, e Barbara Cordon nel ruolo di mrs. Paley. Matthew Ferguson, invece, è Max, il programmatore di videogiochi. Lindsey Connell è l’avvocato Julia, mentre il noto attore televisivo Bruce Gray compare nei panni del colonnello Thomas H. Maguire. Prima di intraprendere le riprese, il cast si è dovuto sottoporre ad alcune settimane di allenamento al fine di poter sostenere lo sforzo fisico previsto.

Il cubo 2 – Hypercube: il sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Quella di Cube è divenuta una trilogia nel momento in cui, nel 2004, è uscito al cinema il film Cube Zero, anche noto come Il cubo Zero. Questo, diretto da Ernie Barbarash, è in realtà un prequel dei precedenti due capitoli andando a narrare eventi avvenuti prima di quanto visto fino a quel momento. Tale terzo capitolo, inoltre, porta per la prima volta narrazione anche all’esterno del cubo,, fornendo spiegazioni sulla sua esistenza. Dettagli, questi, mai forniti nei precedenti film, che lasciavano così un aura di mistero qui invece chiarita. Pur non ottenendo il successo del primo, questo ricevette comunque pareri positivi, e ancora oggi è a sua volta un titolo thriller da riscoprire.

In attesa di vedere tale sequel, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su una delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il cubo 2 – Hypercube è infatti disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 10 aprile alle ore 21:15 sul canale Italia 2.

Fonte: IMDb

Il creatore svela i piani per la quinta stagione di The Boys

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Il creatore svela i piani per la quinta stagione di The Boys

Il creatore di The Boys, Eric Kripke, rivela i suoi piani per il futuro del franchise. La serie principale terminerà con la quinta stagione, che uscirà nel 2026. Gen V, la cui seconda stagione è attualmente in fase di distribuzione, è ambientata tra la quarta e la quinta stagione di The Boys.

Con la stagione 5 di The Boys destinata a concludere la storia centrale dell’universo immaginario, c’è stata incertezza sul futuro del franchise. Vought Rising è in fase di riprese, ma si tratta di un prequel ambientato decenni prima nella linea temporale, poco si sa dello The Boys: Mexico, in fase di sviluppo, e Gen V non è stato ancora rinnovato per la terza stagione.

Durante un’intervista con TheWrap, Kripke conferma ora che il franchise non terminerà con la stagione 5 di The Boys e la stagione 1 di Vought Rising. Rivela che ci sono piani per la stagione 3 di Gen V e la stagione 2 di Vought Rising, ma sottolinea che saranno realizzati solo se ci sarà un numero sufficiente di spettatori. Ecco i suoi commenti:

Abbiamo un piano per la terza stagione di “Gen V” e ne siamo entusiasti, ma abbiamo bisogno di un numero sufficiente di spettatori che guardino la seconda stagione per giustificare la terza. Ora è il momento in cui prestano attenzione ai numeri. Quindi non aspettate nemmeno un anno. Accendete Prime [Video] e guardatelo subito. Se un numero sufficiente di persone la guarderà, avremo una terza stagione. Lo stesso vale per la prima stagione di “Vought Rising”. Abbiamo in programma una seconda stagione, se possibile. Ci hanno sempre sostenuto e ci stanno dando delle opportunità. Ma è un business e dobbiamo anche dare dei risultati. Quindi speriamo che il pubblico ci segua.

Finché ci saranno storie interessanti da raccontare e nuovi aspetti da rivelare, io ci sarò. Senza spoilerare nulla, penso che l’universo post-stagione 5 di “The Boys” sia così affascinante che ci sia molto da esplorare. È molto più simile al selvaggio west in termini di, tipo, tutto è permesso, senza svelare nulla. E penso che sarebbe fantastico mettere i ragazzi di “Gen V” al centro di tutto questo.

The Boys è uno dei programmi di maggior successo di Prime Video, quindi è logico che vogliano sfruttare ulteriormente questo successo con i sequel Gen V e Vought Rising. Inoltre, entrambi gli spin-off presentano personaggi familiari della serie originale.

Soldier Boy (Jensen Ackles) e Stormfront (Aya Cash) sono i protagonisti di Vought Rising.

Oltre a fare chiarezza sul futuro del franchise, la risposta di Kripke alleggerisce la pressione sul finale della serie The Boys e sul finale della seconda stagione di Gen V. Poiché non sarà la storia finale nella cronologia di The Boys, il finale della serie principale potrà concentrarsi maggiormente sui personaggi che ha seguito dal 2019, invece di concludere l’universo più ampio.

Anche la seconda stagione di Gen V potrà concentrarsi sulla conclusione della sua storia attuale senza doversi preoccupare di chiudere l’intera serie. Se sopravvivranno al finale della seconda stagione, questo significa che le storie di Marie Moreau (Jaz Sinclair), Jordan Li (Derek Luh e London Thor) e degli altri personaggi principali dello spin-off potrebbero continuare per anni, indipendentemente dal fatto che appaiano o meno nella quinta stagione di The Boys.

Homelander (Antony Starr) e Vought saranno presumibilmente sconfitti, forse da Billy Butcher (Karl Urban), nella stagione 5. La stagione 3 di Gen V potrà esplorare come sarà il mondo post-Homelander per i supereroi, insieme a come potrà essere la Godolkin University senza l’influenza corruttrice di Vought.

Tutte le stagioni di The Boys e Gen V sono state un successo per Prime Video e hanno lasciato spazio a ulteriori storie da esplorare. Finché ci sarà il pubblico, il franchise continuerà a sfruttare questo potenziale con altre stagioni di Gen V e Vought Rising.

Il creatore di Stranger Things difende il piano di Netflix di dividere la serie in tre parti

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Il creatore di Stranger Things ha appena difeso il calendario di uscita della prossima stagione finale. L’attesa per la quinta stagione di Stranger Things è alle stelle, ma la popolare piattaforma di streaming ha deciso di pubblicare la stagione in tre parti, in concomitanza con tre importanti festività, una scelta che è stata oggetto di critiche.

I primi quattro episodi saranno pubblicati il giorno prima del Ringraziamento, i tre episodi successivi il giorno di Natale e il finale della serie è previsto per la vigilia di Capodanno.

Durante la promozione dell’ultima stagione, il co-creatore di Stranger Things, Ross Duffer, ha difeso Netflix riguardo al piano di uscita in tre parti. Ha ammesso alla rivista SFX Magazine (tramite GamesRadar) di non essere a conoscenza della decisione della piattaforma di streaming di dividere la quarta stagione in due parti, cosa che ha attribuito alla pandemia di COVID-19 e non ai dirigenti di Netflix.

Il programma è stato creato in modo che gli episodi potessero essere pubblicati il prima possibile.

Tuttavia, il programma di pubblicazione in tre parti della quinta stagione di Stranger Things era stato pianificato in anticipo e Duffer ne era a conoscenza ben prima dell’inizio della produzione, il che ha aiutato lui e il co-creatore Matt Duffer a costruire la trama attorno al programma.

Ad esempio, Duffer definisce il Volume 1 (i primi quattro episodi) un “mega-film” con “un proprio climax”. Il finale di metà stagione, ovvero l’episodio 4, si è rivelato l’episodio “più impegnativo”, ancora più del finale della serie, che di per sé era il “più difficile” a “livello emotivo”.

Parlando del finale, Duffer ha ammesso di non piangere molto “se non quando guarda i film della Pixar”, ma la produzione del finale della serie ha fatto piangere il co-showrunner numerose volte durante il processo.

Sono anche entusiasta del primo volume perché, nella quarta stagione, non sapevamo che sarebbe stato diviso in due. Non è colpa di Netflix, non è colpa di nessuno. C’è stata la pandemia e abbiamo finito per dividerla in due in modo da poter pubblicare gli episodi prima. Ma questa volta sapevamo che l’avremmo divisa in due, quindi è davvero in due parti. Il volume uno è davvero un mega-film a sé stante. Ha un suo climax.

L’episodio quattro è stato il più impegnativo che abbiamo mai realizzato, compreso il finale, anche se a livello emotivo il finale è stato il più difficile. Non so quanti giorni mi sono ritrovato a piangere, e non sono una persona che piange molto spesso, a parte quando guardo i film della Pixar.

Stranger Things 5
Foto Credits Netflix

La maggior parte delle serie Netflix rilascia un’intera stagione in una volta sola, un modello che è diventato noto come binge-watching. Questo è stato il modello seguito dalle prime tre stagioni di Stranger Things.

Tuttavia, la stagione 4 è stata divisa in due parti, con il Volume 1 pubblicato il 27 maggio e il Volume 2 in uscita il 1° luglio. Come ha detto Duffer, l’unico motivo per cui hanno adottato questo programma è stato quello di consentire al pubblico di tornare a guardare Stranger Things il più presto possibile dopo i ritardi causati dalla pandemia.

La stagione 5 di Stranger Things seguirà un programma di pubblicazione in più parti simile. La differenza principale questa volta è che il finale della serie avrà una data di uscita propria, il 31 dicembre, insieme a un’uscita simultanea nelle sale cinematografiche.

Un altro cambiamento unico per la stagione finale è l’orario di uscita. La maggior parte dei programmi Netflix esce a mezzanotte, ora del Pacifico, ma ogni serie di episodi, compreso il finale della serie, della stagione 5 di Stranger Things sarà disponibile in streaming a partire dalle 20:00 ET/17:00 PT.

Negli ultimi anni, Netflix ha sperimentato diversi modelli di distribuzione. La seconda stagione di Wednesday, ad esempio, è stata divisa in due parti, con gli ultimi quattro episodi distribuiti circa un mese dopo i primi quattro. Netflix ha ricevuto molte critiche sui social media per questa strategia di programmazione, e le reazioni negative sono state riprese per Stranger Things.

Gli spettatori televisivi sono solitamente abituati a due formule: la pubblicazione dell’intera stagione in una volta sola e la pubblicazione di un episodio alla settimana (come sulle reti televisive tradizionali). Sembra che molti abbonati ai servizi di streaming non siano soddisfatti delle programmazioni in due o tre parti.

Stranger Things Stagione 5, i dettagli

Il cast della quinta stagione vedrà il ritorno di tutti i volti principali. Millie Bobby Brown sarà ancora Undici, pronta a usare i suoi poteri in una battaglia decisiva. Fanno poi parte del cast Finn Wolfhard (Mike), Noah Schnapp (Will), Gaten Matarazzo (Dustin), Caleb McLaughlin (Lucas), Sadie Sink (Max) e Natalia Dyer (Nancy), Joe Keery (Steve), Charlie Heaton (Jonathan), Maya Hawke (Robin), Winona Ryder (Joyce) e David Harbour (Hopper). Grande attesa anche per il ritorno di Jamie Campbell Bower nel ruolo di Vecna/Henry, ancora più potente e vendicativo.

Il creatore di Squid Game prepara una nuova serie Netflix dopo il successo globale

Dopo aver firmato uno dei più grandi fenomeni televisivi degli ultimi anni, Hwang Dong-hyuk è pronto a tornare su Netflix con un nuovo progetto seriale originale. Il regista e sceneggiatore sudcoreano, noto in tutto il mondo per aver creato Squid Game, sta infatti sviluppando una nuova serie intitolata The Dealer, destinata ad ampliare ulteriormente il suo rapporto creativo con la piattaforma.

Secondo quanto riportato, The Dealer rappresenterà un cambio di prospettiva rispetto all’universo di Squid Game, pur mantenendo alcuni dei temi cari all’autore: potere, disuguaglianze, morale e compromessi individuali. Al centro del racconto ci sarà una figura ambigua, un intermediario che opera dietro le quinte di un sistema più grande, muovendosi tra criminalità, élite e zone grigie della società. Un personaggio che promette di incarnare ancora una volta quella tensione morale che ha reso riconoscibile la scrittura di Hwang Dong-hyuk.

Da Squid Game a The Dealer: un autore oltre il fenomeno

The Front Man Squid Game

Il successo planetario di Squid Game ha trasformato Hwang Dong-hyuk in uno degli autori più influenti del panorama seriale contemporaneo, ma il regista ha più volte ribadito di non voler restare prigioniero di un solo universo narrativo. The Dealer sembra nascere proprio da questa esigenza: dimostrare che il suo sguardo autoriale può declinarsi anche al di fuori dei giochi mortali che hanno conquistato milioni di spettatori.

La nuova serie, sempre prodotta per Netflix, dovrebbe puntare su un tono più realistico e meno allegorico, pur restando ancorata a una forte critica sociale. Se Squid Game utilizzava la spettacolarizzazione estrema per raccontare il capitalismo e la disperazione economica, The Dealer sembra intenzionata a esplorare i meccanismi nascosti del potere, concentrandosi su chi trae vantaggio dal sistema senza mai esporsi in prima persona.

Netflix, dal canto suo, continua a rafforzare il legame con i grandi autori internazionali, soprattutto nell’ambito delle produzioni coreane, ormai centrali nella strategia globale della piattaforma. Affidare a Hwang Dong-hyuk una nuova serie originale significa puntare non solo su un nome di richiamo, ma su una visione capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo una forte identità culturale.

In attesa di ulteriori dettagli su cast, ambientazione e data di uscita, The Dealer si presenta come uno dei progetti più interessanti in sviluppo per Netflix. Un banco di prova importante per Hwang Dong-hyuk, chiamato a confermare il proprio talento oltre l’ombra ingombrante di Squid Game e a dimostrare che il suo successo non è stato un caso isolato, ma l’inizio di un percorso autoriale destinato a durare.

Il creatore di Punisher chiede alla Disney di far causa alla Polizia americana per l’uso del teschio

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Se da un lato un discreto numero di agenti di polizia ha espresso solidarietà con le proteste riguardanti i diritti civili che hanno infiammato in questi giorni gli Stati Uniti a seguito della morte di George Floyd, la maggioranza sembra essere rimasta dalla parte della “legge”, con alcuni membri delle forze dell’ordine che hanno addirittura raddoppiato gli sforzi per cercare di tutelare la propria immagine.

Di fronte alle crescenti pressioni dei cittadini che – in teoria – sarebbero chiamati a proteggere, sempre più poliziotti si stanno unendo al #BlueLivesMatters, un contromovimento creato dai sostenitori dei membri polizia che vengono perseguiti e condannati. Poiché molti di loro hanno adottato il logo di The Punisher, il celebre anti-eroe della Marvel, per indicare la loro fedeltà alla nazione, la cosa sembra non essere andata giù a diversi fumettisti, che pare ora stiano esortando la Disney a perseguire un’azione legale contro coloro che si sarebbero appropriati del logo senza alcun permesso. 

La decisione degli ufficiali di polizia di identificarsi con The Punisher è stata accolta in maniera molto negativa. Conosciuto anche come Frank Castle, Il Punitore è un vigilante che opera al di fuori della legge e molte delle sue storie – tra cui una assai nota ai fan in cui uccide diversi personaggi dell’Universo Marvel – lo caratterizzano per possedere una forza  tanto cieca quanto eccessiva.

Gli ufficiali che utilizzano il logo di The Punisher? “Una vergogna” per Gerry Conway

Gerry Conway, co-creatore di The Punisher, ha definito gli ufficiali che hanno utilizzato il logo del suo personaggio “una vergogna”, anche se non è la prima volta che lo stesso esprime la sua opinione in merito. Come ex membro del Corpo dei Marines degli Stati Uniti, e in quanto vigilante senza superpoteri, Frank Castle si trova sempre in contatto con le forze dell’ordine e, in una particolare serie a fumetti, arriva anche a minacciare esplicitamente alcuni poliziotti che tentano di imitarlo.

Tuttavia, ogni giorno sembra che un’altra grande personalità americana faccia sentire la sua voce e si unisca alle miriadi di proteste contro la brutalità della polizia e del razzismo sistematico. Registi come J.J. Abrams e attori come Michael B. Jordan hanno donato milioni di dollari a enti di beneficenza affiliati al movimento #BlackLivesMatter.

Via WeGotThisCovered

Il creatore di Deadpool invita la FOX a non vendere

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Continua a tenere banco in rete la questione FOX e Disney, e dopo avervi rivelato come si stanno evolvendo le cose e il perché delle intenzioni della Disney, oggi vi segnaliamo questo messaggio lanciato via instagram dal co-creatore di Deadpool Rob Liefeld che invita lo studios ad aspettare l’uscita del sequel del film e quello sui nuovi X-Men:

 

Un post condiviso da RobertLiefeld (@robliefeld) in data: 7 Nov 2017 alle ore 10:15 PST

Che dire, è molto sicuro di sé in merito alle affermazioni di sicuro successo, tanto da aspettarsi un miliardo di dollari di incasso!

Di seguito brevi estratti tradotti del post:

Caro Rupert, sono il vostro amico Rob, prima di chiudere le trattative aspettate che Deadpool 2 esca incassi un miliardo di dollari, e anche X-Force! Questo è il vostro Star Wars ed è appena l’inizio. Tutti nella divisione cinematografica abbiamo messo la quinta. Guardare il portfolio crescere. 

Diretto da David LeitchDeadpool 2 vedrà Ryan Reynolds tornare nei pani del Mercenario Chiacchierone della MarvelZazie Beetz sarà Domino, Josh Brolin sarà invece Cable.

CORRELATI:

 

Deadpool ha incassato 363 070 709 dollari in Nord America e 417 408 522 dollari nel resto del mondo, per un totale mondiale di 780 479 231 dollari. Deadpool è stato accolto generalmente bene dalla critica, soprattutto grazie alla recitazione di Ryan Reynolds e alla comicità pungente e ironica della sceneggiatura.

Il creatore di Beef “onorato” di essere al lavoro sul reboot degli X-Men

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Il reboot degli X-Men nel Marvel Cinematic Universe prende forma con un nome sempre più interessante: Lee Sung Jin, autore della serie Beef – Lo scontro, ha confermato il suo coinvolgimento nella scrittura del nuovo film. Lo sceneggiatore ha dichiarato di aver accettato senza esitazione, sottolineando quanto il progetto rappresenti un’opportunità unica, soprattutto per un fan storico del mondo mutante.

Secondo quanto riportato da Variety, Lee sta lavorando a una nuova versione dello script insieme a Joanna Calo, sotto la regia di Jake Schreier. Il progetto segna una nuova collaborazione tra i tre dopo Thunderbolts*. Lo stesso Lee ha raccontato il suo legame personale con gli X-Men, citando personaggi come Gambit e Jubilee, a testimonianza di una sensibilità meno scontata rispetto ai protagonisti più iconici.

LEGGI ANCHE: X-Men: Jake Schreier accenna alle differenze del reboot MCU rispetto alla serie originale

Al momento il film è nelle primissime fasi di sviluppo, ma il coinvolgimento di un autore come Lee Sung Jin suggerisce una possibile svolta tonale. Dopo anni di adattamenti spesso centrati sull’azione e sui singoli eroi, i Marvel Studios sembrano voler puntare su una scrittura più autoriale e focalizzata sulle dinamiche umane. Il successo di Beef, basato su conflitti psicologici e relazioni disfunzionali, potrebbe influenzare il modo in cui verranno raccontati i mutanti: meno archetipi e più personaggi complessi.

Il nuovo X-Men del MCU potrebbe puntare su un approccio più intimo e corale

L’ingresso di Lee Sung Jin nel progetto apre a una rilettura degli X-Men più vicina allo spirito originale dei fumetti, dove le storie funzionano soprattutto come metafore sociali e identitarie. La scelta di affiancarlo a Joanna Calo e Jake Schreier indica la volontà di costruire un team creativo coeso, già rodato, capace di lavorare su toni sfumati e relazioni stratificate.

Questo potrebbe tradursi in un film meno focalizzato sullo spettacolo puro e più attento alle tensioni interne al gruppo, alle discriminazioni e ai dilemmi morali che hanno sempre definito i mutanti Marvel. In particolare, l’interesse dichiarato di Lee per personaggi “secondari” come Jubilee suggerisce che il reboot potrebbe dare spazio a figure meno esplorate, ampliando l’universo narrativo oltre i soliti Wolverine o Cyclops.

Se questa direzione verrà confermata, il nuovo X-Men potrebbe rappresentare uno dei progetti più distintivi della prossima fase del MCU: non solo un rilancio di franchise, ma un tentativo di ridefinire il genere superhero attraverso una lente più autoriale e contemporanea.

Il creatore di A Knight of the Seven Kingdoms spiega il destino sconvolgente del principe Baelor nell’episodio 5

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Dopo la scioccante morte nel penultimo episodio dello spin-off de Il Trono di Spade, A Knight of the Seven Kingdoms, il creatore della serie commenta quel momento.

Nonostante fosse sopravvissuto al Processo dei Sette, l’amato principe Baelor Targaryen è morto quasi subito dopo la sua conclusione. Si è tolto l’elmo e ha rivelato una ferita alla testa inflittagli dal fratello, Maekar Targaryen (Sam Spruell), soccombendo poco dopo. Secondo il creatore dello show, Ira Parker, la scioccante morte nell’episodio 5 è stata progettata per essere tanto scioccante e straziante quanto appariva sullo schermo.

Ha spiegato che il vero orrore della scena arriva quando l’elmo viene rimosso. Rivelare che l’unica cosa che teneva in vita Baelor era la sua armatura ha fatto capire al pubblico che il personaggio era destinato a morire. E per rendere la scena ancora più straziante, il principe ha detto a Dunk, interpretato da Peter Claffey, di essere il cavaliere di cui il regno aveva veramente bisogno.

A Knight of the Seven Kingdoms 1x05Parlando al New York Post, il creatore Ira Parker ha spiegato che il destino di Baelor Targaryen era di fatto segnato molto prima del colpo fatale. Ha affermato: “In pratica, la situazione che abbiamo con Baelor è che la sua vita è tenuta insieme dal fatto che indossa l’elmo. È già un uomo morto, solo che non se ne rende ancora conto. E quindi, quando l’elmo gli viene tolto e muore lì, amico, è la morte più brutale che ci sia.”

Parker ha detto che quella morte rende anche la vita di Dunk molto più difficile. Dato che Baelor era una persona compassionevole che ammirava Dunk, il defunto principe che sarebbe diventato re gli avrebbe portato grandi benefici. Il creatore ha spiegato che la tragedia è aggravata da quanto il protagonista sia vicino al raggiungimento dei suoi obiettivi. Lo ha descritto come uno schema ricorrente nella vita del personaggio, come il successo possa sembrare a portata di mano prima che il destino glielo strappi bruscamente.

“Penso che questo sia probabilmente un tema ricorrente nella vita di Dunk, e di molte persone nella loro vita. Le cose sembrano così vicine, poi per qualche motivo il destino interviene e ci mostra una via diversa.”

Il costume MCU di Scorpion finalmente svelato da una promo art di Spider-Man: Brand New Day

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Il Marvel Cinematic Universe sembra aver finalmente rivelato quale sarà l’aspetto di Scorpion in Spider-Man: Brand New Day. Attraverso il negozio brasiliano Piticas, è stata pubblicata una prima immagine del ritorno di Michael Mando nell’MCU con il suo costume da Scorpion, utilizzata per la commercializzazione dei prodotti ufficiali legati all’icona Marvel. Il banner mostra anche un’immagine di Hulk interpretato da Mark Ruffalo, oltre ai nemici di Spider-Man, Tarantula e Boomerang.

Mando è stato annunciato per la prima volta il 1° agosto 2025 da The Hollywood Reporter per riprendere il suo ruolo da Spider-Man: Homecoming. L’attore è stato anche visto attraverso le foto dal set durante la produzione nell’ottobre 2025, quando Mac Gargan è stato avvistato in abiti da prigioniero mentre scendeva da un elicottero.

Al momento della pubblicazione di questa notizia, Sony Pictures e Marvel Studios non hanno ancora annunciato ufficialmente gli attori che interpreteranno Boomerang e Tarantula. Anche i personaggi non sono stati ancora annunciati ufficialmente come parte del cast di Spider-Man: Brand New Day, ma potrebbero benissimo essere dei personaggi a sorpresa nella storia.

Se Tarantula e Boomerang finiranno per avere un ruolo nella storia di Spider-Man: Brand New Day, la fase 6 segnerà il loro debutto dal vivo. Tuttavia, è fondamentale tenere presente che questo non significa al 100% che saranno gli antagonisti principali, poiché non si sa ancora chi sarà la minaccia principale in questo film.

È logico che vengano divulgati ulteriori dettagli sul grande film di Tom Holland, dato che manca meno di sei mesi alla sua uscita. Ma questo solleva anche ulteriori domande su quando verrà finalmente pubblicato il primo trailer del film. Quando il filmato sarà finalmente disponibile, il pubblico potrà probabilmente vedere il costume di Scorpion di Mando in azione. Ci sono però ancora molti altri misteri da risolvere sul film, tra cui chi interpreterà Sadie Sink e come Punisher e Hulk saranno inseriti nella trama.

Quello che sappiamo su Spider-Man: Brand New Day

Ad oggi, una sinossi generica di Spider-Man: Brand New Day è emersa in rete, anche se non è chiaro quanto sia accurata.

Dopo gli eventi di Doomsday, Peter Parker è determinato a condurre una vita normale e a concentrarsi sul college, allontanandosi dalle sue responsabilità di Spider-Man. Tuttavia, la pace è di breve durata quando emerge una nuova minaccia mortale, che mette in pericolo i suoi amici e costringe Peter a riconsiderare la sua promessa. Con la posta in gioco più alta che mai, Peter torna a malincuore alla sua identità di Spider-Man e si ritrova a dover collaborare con un improbabile alleato per proteggere coloro che ama.

L’improbabile alleato potrebbe dunque essere il The Punisher di Jon Bernthal recentemente annunciato come parte del film – in una situazione già vista in precedenti film Marvel dove gli eroi si vedono inizialmente come antagonisti l’uno dell’altro salvo poi allearsi contro la vera minaccia di turno.

Di certo c’è che il film condivide il titolo con un’epoca narrativa controversa, che ha visto la Marvel Comics dare all’arrampicamuri un nuovo inizio, ponendo però fine al suo matrimonio con Mary Jane Watson e rendendo di nuovo segreta la sua identità. In quel periodo ha dovuto affrontare molti nuovi sinistri nemici ed era circondato da un cast di supporto rinnovato, tra cui un resuscitato Harry Osborn.

Il film è stato recentemente posticipato di una settimana dal 24 luglio 2026 al 31 luglio 2026. Destin Daniel Cretton, regista di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, dirigerà il film da una sceneggiatura di Chris McKenna ed Erik Sommers. Tom Holland guida un cast che include anche Zendaya, Jacob Batalon, Mark Ruffalo, Sadie Sink e Liza Colón-Zayas e Jon Bernthal. Michael Mando è stato confermato mentre per ora è solo un rumors il coinvolgimento di Charlie Cox.

Spider-Man: Brand New Day uscirà nelle sale il 31 luglio 2026.

Il Corvo: ultimo aggiornamento sul possibile remake

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Il Corvo: ultimo aggiornamento sul possibile remake

Il travagliato remake de Il Corvo (The Crow) potrebbe non essere ancora definitivamente tramontato. C’è ancora speranza. Deadline lascia intendere che Corin Hardy (The Hallow), l’ultimo nome accreditato per la regia del film, potrebbe infine tornare a occuparsi del progetto, negli anni associato a diversi interpreti – tra cui Luke Evans,Tom Hiddleston, James McAvoy, Bradley Cooper – e registi (Stephen Norrington, Juan Carlos Fresnadillo, F. Javier Gutierez)

Dopo i problemi finanziari della Relativity, Corin Hardy era stato licenziato dalla nuova guida Dana Brunetti senza che il produttore storico Edward Pressman ne fosse a conoscenza. Pressman ha poi ingaggiato una battaglia legale con lo studio per revocare i diritti del remake avendo tradito i termini dell’accordo. Deadline ha aggiornato sulla situazione, parlando di un disgelo tra le parti che riporterebbe appunto Hardy in cabina di regia. Si parla però ancora di diversi ostacoli da superare per realizzare il remake ed è possibile che intervenga un altro studio nelle vesti di partner.

Sempre Deadline annuncia che Corin Hardy dirigerà Hell Bent, descritto come “Quella sporca dozzina all’inferno”, per la Paramount con Lorenzo di Bonaventura e Mark Vahradian a produrre. Un eventuale impegno sul set del remake de Il Corvo non sarebbe, quindi, comunque previsto a breve.

Ci sarà molto da aspettare prima di rivedere sul grande schermo il personaggio creato da James O’Barr. Sarà il destino a non volere il remake di questo film?

Fonte

Il Corvo: trovato un nuovo regista

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Il Corvo: trovato un nuovo regista

Deadline riporta la notizia che F. Javier Gutierrez non dirigerà più The Crow,il remake de Il Corvo. La Relativity Media, infatti, ha deciso di affidare il progetto all’esordiente Corin Hardy. Luke Evans resta confermato nei panni del protagonista.

The Crow, (Il Corvo) è tratto da un comic book firmato James O’Barr (che lavorerà al film in qualità di consulente) e che, nel raccontare della tragica morte della coppia Eric Draven e Shelly Webster, si ispira ad un episodio che costò al fumettista la perdita della compagna. Il nuovo film si baserà su uno script scritto da Cliff Dorfman e si avvarrà della collaborazione di James O’Barr come consulente creativo. La produzione del film dovrebbe partire nella primavera del 2015, mentre al momento non è stata annunciata una data ufficiale di uscita.

Il creatore del fumetto originale, James O’Barr, ha rivelato, durante un’intervista con il blogger indipendente Sean C.W. Korsgaard, una serie di nuovi dettagli circa l’attesissimo remake de Il Corvo, oltre a parlare del suo personale coinvolgimento nel progetto. Ecco quanto rivelato:

“Non faremo un remake del film con Brandon Lee. Riadattaremo il fumetto. Penso che esista il Dracula di Bela Lugosi e il Dracula di Francis Ford Coppola. E’ in questo senso che abbiamo intenzione di muoversi. Useremo lo stesso materiale di partenza, ma saranno due film completamente diversi. Il nuovo film sarà molto più simile a Taxi Driver o a un film di John Woo, e credo che ci sarà spazio per entrambe le ispirazioni. D’altronde, buona parte del fascino della serie de Il Corvo è che racconta tante storie differenti”.

Sul personaggio di Eric Draven, che sarà intepretato da Luke Evans, O’Barr ha aggiunto: “Luke interpreterà Eric, ma non sarà lo stesso Eric del film con Brandon Lee. Quell’Eric è un personaggio divenuto ormai immortale. Nessuno può sostituirlo. Luke sarà Erica ma non sarà come quell’Eric. Brandon era un amico e non farò nulla che possa anche minimamente ledere la sua memoria”.

Infine, conclude dicendo: “Ho avuto modo di vedere Luke in una prima prova trucco, e sembra incredibile. Speriamo di poter iniziare la produzione del film alla fine dei prossimi mesi e di poter iniziare a girare in primavera”.

Fonte: CS

Il Corvo: Tom Hiddleston e Luke Evans nei concept del reboot mai realizzato

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Sono stati rilasciati alcuni concept art del reboot mai realizzato de Il Corvo che ci mostrano Tom Hiddleston e Luke Evans con il classico trucco bianco e nero di Eric Draven, il protagonista del celebre fumetto di James O’Barr, già portato sul grande schermo nel 1994 grazie al film con protagonista il compianto Brandon Lee.

Nel corso degli anni, diversi registi hanno provato a riportare Il Corvo al cinema. Tuttavia, ad oggi, nessuno è mai riuscito nell’ardua impresa, nonostante siano stati comunque realizzati ben tre sequel dell’originale e anche una serie tv. Nel lontano 2013, Tom Hiddleston, il celebre Loki del MCU, venne scelto per interpretare il ruolo di Eric, ma alla fine venne sostituito da Luke Evans, l’attore gallese noto per Dracula Untold e La bella e la bestia. Alla fine, anche Evans abbandonò il progetto, che all’epoca era nelle mani di F. Javier Gutiérrez, regista spagnolo noto per The Ring 3.

I concept art mai visti prima sono stati diffusi in esclusiva da Bloody Disgusting e ci mostrano come sarebbero apparsi Hiddleston e Evans se alla fine avessero davvero interpretato l’iconico ruolo di Eric Draven. A proposito dei concept, opera del makeup designer Bill Corso, Gutiérrez ha spiegato: “Abbiamo cercato di rendere il personaggio il più fedele possibile alla graphic novel. Volevamo che fosse ancorato a quell’immaginario. Abbiamo prestato molta attenzione ai dettagli, inclusa la cicatrice. Bill è incredibile e ha fatto un lavoro straordinario”.

Potete ammirare i due concept cliccando qui

Al momento non sappiamo se un reboot de Il Corvo verrà mai realizzato. A gennaio era trapelata la notizia che il progetto fosse tornato in sviluppo alla Sony, ma da allora non ci sono più stati aggiornamenti. Ricordiamo che l’ultima volta il progetto era nelle mani del regista Corin Hardy (The Nun – La vocazione del male) e che Jason Momoa (Aquaman) avrebbe dovuto interpretare Eric Draven. Entrambi hanno poi annunciato di aver deciso, insieme, di abbandonare il film.

Il Corvo: Sam Witwer il nuovo Eric Draven?

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Il Corvo: Sam Witwer il nuovo Eric Draven?

Dopo l’abbandono di Luke Evans al remake de Il Corvo (The Crow), da tempo ci si chiedeva chi avrebbe racconto la pesante eredità lasciata da Brandon Lee nel lontano 1994. Ebbene a rompere il silenzio in merito al futuro Eric Draven è stato lo stesso James O’Barr, creatore della graphic novel da cui fu tratto il film diretto da Alex Proyas.

L’autore, in un recente intervento, ha ammesso di aver contattato personalmente Sam Witwer per convincerlo a prendere parte al remake firmato Corin HardyO’Barr ha inoltre confermato di aver agito in maniera impulsiva, seguendo una propria idea che, al momento, non sarebbe ancora condivisa da Hardy.

Non ci resta, dunque, che attendere l’evolversi della situazione per scoprire se l’attore, già noto al pubblico del piccolo schermo (Smalville), entrerà a far parte del progetto.

Fonte: Comic Book Movie

Il Corvo: recensione dell’ultimo film di Brandon Lee

Il Corvo: recensione dell’ultimo film di Brandon Lee

Il Corvo è il film culto del 1994 diretto da Alex Proyas e con protagonisti Brandon Lee, Ernie Hudson, Michael Wincott e Bai Ling.

  • Anno: 1994
  • Regia: Alex Proyas
  • Cast: Brandon Lee, Ernie Hudson, Michael Wincott, Bai Ling

Il Corvo, la trama: Detroit, notte di Halloween: Eric e Shelley sono due fidanzati in procinto di sposarsi. Il loro sogno di una vita insieme viene violentemente spezzato dalla  banda criminale guidata da Top Dollar, che uccide lui e violenta lei, riducendola in fin di vita: finirà di soffriredopo trenta ore di agonia, in ospedale. Un anno dopo, grazie ai poteri del corvo imperiale, Eric tornerà in vita per poter compiere la propria vendetta e così riposare in pace.

Analisi: Nei primi anni ’90 la Dimension Film decide di portare sullo schermo la miniserie a fumetti firmata da James O’Barr, sulla scorta del successo planetario arriso all’opera tra appassionati e non solo; alla regia viene chiamato il quasi esordiente Alex Proyas; il ruolo di Eric (dopo i rifiuti di River Phoenix e Christian Slater) va a Brandon Lee, figlio della leggenda delle arti marziali Bruce. Il 31 agosto 1993, a lavorazione quasi ultimata, Lee muore sul set, colpito dal proiettile vero sparato da una pistola che doveva essere caricata a salve.

Il Corvo recensioneIl film maledetto è servito, legato indissolubilmente alla tragica morte del suo protagonista, alla cui assenza in alcune sequenze del film si ovvia con l’uso di controfigure (come avvenuto col padre in L’ultimo combattimento di Chen) e con la rielaborazione al computer del materiale già girato.

Il risultato, al netto dell’aura oscura che ne ha segnato per sempre le sorti, è comunque largamente apprezzabile; pur con le inevitabili libertà prese rispetto all’originale cartaceo, Il Corvo finisce per essere trai migliori esempi del cinema ‘di genere’ prima dell’esplosione del filone nell’ultimo decennio.

L’ambientazione plumbea, in una metropoli trasfigurata che per certi versi ricorda una versione ante litteram della Sin City di Frank Miller e la prestazione di Lee, all’insegna di un’innegabile presenza scenica, unite ad una storia che mescola amore, morte, vendetta e violenza, sono le principali qualità di un film che alla fine sarebbe ingeneroso ricordare solo per quanto accaduto al suo protagonista; a fianco di Lee, un cast di semisconosciuti, trai quali Michael Wincott, Ernie Hudson e Bai Ling hanno poi proseguito una discreta carriera sul grande e piccolo schermo.

Grande successo al botteghino, ma apprezzato anche dalla critica, Il Corvo ha assistito a ben tre sequel (nessuno dei quali però firmato da Alex Proyas) e, in piena età di vigilanti e supereroi sul grande schermo, sarà prossima oggetto di un  reboot.

Menzione d’onore per la colonna sonora, vera testimonianza dell’epoca, in cui si ricorda soprattutto la cover di Dead Soul dei Joy Division  eseguita dai Nine Inch Nails, assieme a brani, tra gli altri di, Cure,  Rage Against The Machine e Stone Temple Pilots.

Il Corvo: per Ernie Hudson il film è morto con Brandon Lee

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Il Corvo: per Ernie Hudson il film è morto con Brandon Lee

Sono anni che Hollywood cerca di riportare Il Corvo sul grande schermo. A gennaio di quest’anno avevamo appreso che la Sony era ufficialmente tornata al lavoro sul travagliatissimo reboot, ma da allora, di nuovo, non ci sono stati più aggiornamenti.

In attesa di saperne di più, è stato uno degli attori del film originale, Ernie Hudson (noto per aver interpretato Winston Zeddemore nella saga di Ghostbusters) a parlare della possibilità di un nuovo film basato sull’iconico fumetto di James O’Barr. Intervistato da ComicBook, Hudson – che nel film del 1994 diretto da Alex Proyas ha interpretato il ruolo del sergente Darryl Albrecht – ha spiegato che, dal suo punto di vista, quella de Il Corvo è una storia morta insieme al suo protagonista, Brandon Lee.

“James O’Barr è un amico e ha creato questa storia come una graphic novel”, ha spiegato Ernie Hudson. “Conoscevo Brandon da prima che girassimo il film. Abbiamo avuto un po’ di problemi nel mettere insieme tutto, ma quando Brandon morì, ogni cosa diventò talmente complicata che cercare di spiegarlo a parole è semplicemente impossibile. Ho fatto diversi film d’azione, ma nessuno si è mai fatto male. Voglio dire, è quasi impossibile che qualcuno s’infortuni, o per lo meno era quello che pensavo nella mia testa. Ma poi è successo. Ho amato far parte di quella pellicola e Alex Proyas, che l’ha diretta, è stato un regista meraviglioso che si è assicurato in ogni modo affinché il film venisse fuori al meglio. Ma, nella mia mente, era tutto finito.”

L’attore ha poi aggiunto: “Magari ci potranno anche essere remake o cose del genere, ma non è come con Ghostbusters in cui trovo naturale un ragionamento del tipo: ‘Oh, sì, puoi averne quanti ne vuoi’. Per me Brandon era Il Corvo e, per quanto mi riguarda, una volta che lui è morto e siamo riusciti a finire comunque il film, per me era tutto finito. So che ne hanno fatti degli altri, ma non li ho mai visti. Il Corvo era Brandon e non posso pensarla in maniera differente. Ora magari i fan e lo studio hanno un’idea opposta, anche perché potrebbe diventare un franchise valido, ma per me resta qualcosa di estremamente specifico.”

I piani iniziali per il reboot de Il Corvo

Inizialmente, il reboot de Il Corvo sarebbe dovuto arrivare nelle sale l’11 ottobre 2019. La pre-produzione del film era già cominciata, con Jason Momoa e il regista Corin Hardy (The Nun – La vocazione del male) che avevano condiviso attraverso i social il loro entusiasmo riguardo il progetto. Improvvisamente, entrambi annunciarono di aver deciso di lasciare il film, gettando nuovamente il reboot in una sorta di limbo. Prima ancora del coinvolgimento di Momoa e Hardy, per un periodo anche Luke Evans è stato associato al progetto.

Il Corvo: parla il creatore del fumetto James O’Barr

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Il Corvo: parla il creatore del fumetto James O’Barr

Il creatore del fumetto originale, James O’Barr, ha rivelato, durante un’intervista con il blogger indipendente Sean C.W. Korsgaard, una serie di nuovi dettagli circa l’attesissimo The Crow, remake de Il Corvo, oltre a parlare del suo personale coinvolgimento nel progetto. Ecco quanto rivelato:

“Non faremo un remake del film con Brandon Lee. Riadattaremo il fumetto. Penso che esista il Dracula di Bela Lugosi e il Dracula di Francis Ford Coppola. E’ in questo senso che abbiamo intenzione di muoversi. Useremo lo stesso materiale di partenza, ma saranno due film completamente diversi. Il nuovo film sarà molto più simile a Taxi Driver o a un film di John Woo, e credo che ci sarà spazio per entrambe le ispirazioni. D’altronde, buona parte del fascino della serie de Il Corvo è che racconta tante storie differenti”.

Sul personaggio di Eric Draven, che sarà intepretato da Luke Evans, O’Barr ha aggiunto: “Luke interpreterà Eric, ma non sarà lo stesso Eric del film con Brandon Lee. Quell’Eric è un personaggio divenuto ormai immortale. Nessuno può sostituirlo. Luke sarà Erica ma non sarà come quell’Eric. Brandon era un amico e non farò nulla che possa anche minimamente ledere la sua memoria”.

Infine, conclude dicendo: “Ho avuto modo di vedere Luke in una prima prova trucco, e sembra incredibile. Speriamo di poter iniziare la produzione del film alla fine dei prossimi mesi e di poter iniziare a girare in primavera”.

Vi ricordiamo che The Crow, (Il Corvo) è infatti tratto da un comic book firmato James O’Barr e che, nel raccontare della tragica morte della coppia Eric Draven e Shelly Webster, si ispira ad un episodio che costò al fumettista la perdita della compagna. Il nuovo film sarà diretto dal regista F. Javier Gutierrez, e si baserà su uno script scritto da Cliff Dorfman e si avvarrà della collaborazione di James O’Barr come consulente creativo. Le riprese del film dovrebbero iniziare nei prossimi mesi, mentre al momento non è stata annunciata una data ufficiale di uscita.

Fonte: CS

Il Corvo: nuovo poster e una featurette in vista della riedizione per il 30° anniversario

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Il nuovo film sul Corvo The Crow, interpretato dall’attore di IT Bill Skarsgård, prenderà il volo a giugno, ma i fan dell’adattamento originale degli anni ’90 di Alex Proyas della graphic novel di James O’Barr avranno presto la possibilità di vedere il film sul grande schermo, probabilmente per la prima volta almeno negli USA.

Il CORVO tornerà nelle sale per celebrare il suo 30° anniversario il 1° giugno e abbiamo un nuovo poster con il compianto Brandon Lee nei panni di Eric Draven e una nuova featurette con filmati e interviste dietro le quinte. Il Corvo è ora disponibile in 4K Ultra HD. Date un’occhiata ai nuovi promo qui sotto.

La featurette

Brandon Lee è rimasto ucciso in un tragico incidente durante le riprese del film nel 1993, e recentemente sono emersi nuovi dettagli sulla serie di errori davvero scioccanti che hanno portato alla morte dell’attore.

Il trailer:

Il regista Dwight H. Little, che ha lavorato con Lee in Rapid Fire, ha pubblicato un libro di memorie intitolato Still Rolling: Inside the Hollywood Dream Factory, e un capitolo si concentra su ciò che accadde il giorno in cui Lee morì. Sebbene alcuni di questi fatti fossero già di dominio pubblico, Little è riuscito a scoprire alcune nuove informazioni e le sviste commesse potrebbero farvi scuotere la testa.

Tutti i dettagli dell’edizione Ultra HD 4K de Il Corvo

Celebra il 30° anniversario dell’emozionante classico cult IL CORVO disponibile da oggi per la prima volta in 4K Ultra HD™ grazie a Paramount Home Entertainment e Plaion Pictures. Recentemente rimasterizzato, IL CORVO è acquistabile in due versioni SteelBook™, una Blu e una Nera, in edizione limitata in 4K Ultra HD™ + Blu-ray™, ognuna con un artwork esclusivo, che includono contenuti bonus inediti e legacy. Sia l’edizione limitata Steelbook “Blu” che l’edizione limitata Steelbook “Nera sono impreziosite da 3 card e un poster esclusivi.

Uscito nelle sale il 13 maggio 1994, IL CORVO ha affascinato il pubblico e la critica con la sua estetica gotica, l’azione mozzafiato e la performance di Brandon Lee, tutti elementi al centro della fantasia di vendetta del regista Alex Proyas.  Il film, che ha avuto un successo straordinario al box office, ha generato un appassionato interesse di culto che ha dato vita a tre sequel, una serie televisiva, un videogioco, giocattoli e romanzi.  Basato sull’omonima saga a fumetti di James O’Barr, IL CORVO è un thriller ricco d’azione, con uno stile ipnotico e una bellezza visiva straordinaria.

Entrambe le versioni SteelBook 4K Ultra HD™ + Blu-ray Disc™ de IL CORVO includono un nuovissimo documentario in tre parti creato per il 30° anniversario e intitolato “Ideare il  Corvo”.  Il nuovo documentario è un affascinante approfondimento con il leggendario production designer Alex McDowell, che parla di tutti gli aspetti della progettazione del classico del 1994, nonché della sua esperienza di lavoro con il visionario regista Alex Proyas e con la compianta star del film, Brandon Lee.

Inoltre, per la prima volta su disco, entrambe le versioni includono una conversazione con la leggenda di Hollywood, Edward R. Pressman, che ha parlato della sua prolifica carriera in occasione della pubblicazione da parte di Sideshow Collectibles di una statuetta in edizione limitata de IL CORVO.

I contenuti bonus nuovi e legacy, inclusi solo nella versione in 4K Ultra HD™, sono elencati di seguito:

  • Ideare il CorvoNOVITÀ!
    • Angels All Fire: Birth of the Legend
    • On Hallowed Ground: The Outer Realm
    • Twisted Wreckage: The Inside Spaces
  • Intervista con Edward R. PressmanNOVITÀ!
  • Commento audio del regista Alex Proyas                                                        
  • Commento audio del produttore Jeff Most e dello sceneggiatore John Shirley        
  • Dietro le quinte                                          
  • Ritratto di James O’Barr                                                                                     
  • Scene estese
    • The Arcade Bombing
    • The Funboy Fight
    • The Shootout at Top Dollar’s
  • Scene eliminate                                      
  • Trailer                             

IL CORVO è disponibile da oggi in due versioni SteelBook, una blu e una nera, in edizione limitata in 4K Ultra HD + Blu-ray Disc™.

Il Corvo: nuovi problemi per il remake

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Il Corvo: nuovi problemi per il remake

Sembra davvero non esserci pace per il remake de Il Corvo (The Crow), l’ultimo film interpretato da Brandon Lee, tratto dall’omonimo fumetto di James O’Barr. Le ultime notizie relative al progetto risalgono allo scorso novembre, quando la Relativity Media, nonostante le difficoltà finanziarie, aveva annunciato che le riprese del film sarebbero iniziate nella prima metà del 2016.

Oggi torniamo a parlare del travagliatissimo progetto. Sembra infatti che il regista Corin Hardy, dal 2014 associato al remake, sia stato licenziato. Nel settembre 2015 la Relativity (che avevo dichiarato bancarotta) si era assicurata un prolungamento del contratto con Hardy. L’entrata in scena di Dana Brunetti, nuovo presidente di produzione, ha di fatto portato nuovi sconvolgimenti in merito alla lavorazione del film: la Brunetti infatti ha deciso di ripartire da zero e licenciare Hardy.

Nel frattempo, la Edward R. Pressman Film Corporation, produttrice del film del 1994 diretto da Alex Proyas, ha intentato una causa contro la Relativity per negarle i diritti di qualsiasi nuovo rifacimento della pellicola, sia esso un sequel, un prequel o un remake. Nel 2009 il produttore Edward Pressman aveva opzionato i diritti e stretto un accordo (esteso poi nel 2014) con la Relativity, che avrebbe avuto così tre anni di tempo per iniziare le riprese.

Entrambe le parti erano d’accordo sulla scelta di Corin Hardy. Adesso, Pressman sostiene che la Relativity abbia violato il contratto non consultandolo in merito al licenziamento del regista. Se il produttore dovesse vincere la causa, la Relativity non avrà più la possibilità di realizzare il film. Dunque, il progetto è nuovamente bloccato a tempo indeterminato. Quale sarà il futuro di questo chiacchieratissimo remake? Naturalmente vi terremo aggiornati…

Fonte

Il Corvo: Luke Evans rivela “saremo fedeli..”

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Il Corvo: Luke Evans rivela “saremo fedeli..”

Il remake de Il Corvo, The Crow, è uno dei film annunciati più discussi di recente e oggi l’attore che raccoglierà l’eredità del compiano Brandon Lee, Luke Evans ha rilasciato interessanti dichiarazioni sugli intenti del film:

Leggi anche: Il Corvo: Luke Evans non crede nella superstizione

«Be ‘, noi vogliamo solo essere  fedeli al fumetto originale, e questo significa che la storia sarà diversa. Sarà diverso da quello che la gente si aspetta. Non si tratta di un rifacimento del film di Brandon Lee, che è un film cult e la sua è stata una performance grandiosa , ma stiamo tornando alla fonte originale. Ed è emozionante perché stiamo per raccontare sullo schermo un sacco di parti della storia che non sono mai state raccontate. Quindi sì, faremo qualcosa di diverso, saremo il più fedele possibile alla trame del fumetto originale.” 

Leggi anche: Comic-Con 2013: il primo poster del remake de Il Corvo

Poi a Luke Evans gli è stato chiesto qualcosa sul trucco…

“Mi sto preparando. Per il momento è tutto molto fisico”

Vi ricordiamo che The Crow, (Il Corvo) è infatti tratto da un comic book firmato James O’Barr e che, nel raccontare della tragica morte della coppia Eric Draven e Shelly Webster, si ispira ad un episodio che costò al fumettista la perdita della compagna. Il nuovo film sarà diretto dal regista F. Javier Gutierrez, e si baserà su uno script scritto da Cliff Dorfman e si avvarrà della collaborazione di James O’Barr come consulente creativo. Le riprese del film dovrebbero iniziare nei prossimi mesi, mentre al momento non è stata annunciata una data ufficiale di uscita.

Fonte: Comingsoon.net

Il Corvo: Luke Evans non sarà il protagonista

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Il Corvo: Luke Evans non sarà il protagonista

Giusto poche ore fa vi abbiamo rivelato che la Relativity Media ha ingaggiato un nuovo regista per il remake de Il Corvo The Crow, l’iconico ultimo film interpretato da Brandon Lee. Dietro la macchina da presa, infatti, non troveremo più F. Javier Gutierrez , ma bensì l’esordiente Corin Hardy. Fino a pochi minuti fa sembrava essere confermata anche la presenza di Luke Evans (Lo Hobbit, Dracula Untold) nel film, ma adesso sembra che non sia più così.

In una recente intervista con Den Of Geek, infatti, l’attore ha dichiarato: “Sono sicuro che il progetto andrà avanti, ma per quanto mi riguarda ho altre cose in ballo. Non posso aspettare a lungo (ride)“. Sembra dunque che la Relativity necessiti anche di un nuovo leading man. Chi prenderà il posto di Luke Evans? Restate connessi con Cinefilos per tutti gli aggiornamenti.

Fonte: CBM