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Giornate di Sorrento 2014: presentato il listino Disney

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Giornate di Sorrento 2014: presentato il listino Disney

Maleficent, Frozen, Captain America The Winter Soldier, Thor The Dark World, Guardiani della Galassia sono solo alcuni dei titoli che hanno caratterizzato un 2013 trionfante per la Disney. I titoli della prima parte dell’anno per la casa di produzione e distribuzione si presentano ugualmente interessanti e di successo.

Cenerentola è il primo prodotto presentato dalla casa di Topolino, che uscirà non più il 2 ma il 12 marzo 2015, in day and date.Il film diretto da Kenneth Branagh vede protagonista Lily James e Richard Madden con due guasta star d’eccezione, Helena Bonham Carter nei panni della Fata Madrina e Cate Blanchett nei panni della crudele Matrigna.
Into The Woods di Rob Marshall arriverà invece il 2 aprile, portando nei cinema italiani la magia del musical di Broadway con protagonisti Meryl Streep, Johnny Depp, Anna Kendrick, Emily Blunt, James Corden e Chris Pine. Il film esce in Usa a Natale e la Disney ha alte ambizioni per il progetto nell’ambito della stagione dei premi.
Tomorrowland di Brad Bird uscirà invece in primavera e vede protagonista George Clooney per un’avventura a misura di ragazzo. È stato mostrato il primo teaser trailer italiano del film che sembra visivamente molto interessante e sicuramente coinvolgente per un pubblico teen.
Primo film Marvel ad essere presentato è ovviamente Avengers Age of Ultron che uscirà al cinema in Italia una settimana prima rispetto al resto del Mondo, nella fortunata data di The Avengers e di Iron Man 3, il 22 aprile 2015.
È il turno di Ant-Man, chiacchierato e dalla preproduzione complicata, con protagonisti Paul Rudd e Michael Douglaus.
Pixar arriva con Inside Out in estate, e insieme al trailer del film è stato presentato in anteprima anche il corto che precederà in sala il film, Lava.
Ha chiuso la convention il teaser trailer di Star Wars il Risveglio della Forza che ha spopolato in rete è che su grande schermo è davvero un’emozione potente.

Giornate di Sorrento 2014: presentato il listino BIM

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Il listino BIM di quest’anno si apre con la presentazione di un film italiano, La Prima Luce, con protagonista Riccardo Scamarcio e l’attrice cilena Daniela Ramirez. Il film è diretto da Vincenzo Marra. Apre il listino internazionale il film con Robert Pattinson e Dane Deaan, Life, biopic sul James Dean. Segue l’oscuro Foxcatcher con protagonista Steve Carrell, Channing Tatum e Mark Ruffalo. Il film si è distinto a Cannes 2014 per l’ottima performance del cast d’insieme.La BIM ci riserva anche un tuffo nell’arte con il biopic sul pittore Turner, interpretato dal magnifico Timothy Spall, diretto da Mike Leigh, anche questo acclamato a Cannes.
The cut di Fatih Akin, con protagonista Tahar Rahim (Il Profeta), e Le vacanze del piccolo Nicolas arricchiscono un listino che si conferma interessante è che comprende anche la commedia con Jason Sudeikis, Swop.

Kodi Smith McPhee e Michael Fassbender sono i protagonisti di Slow West, un western vecchio stile diretto da John Maclean. Sarà distribuito dalla BIM, The Messenger, con protagonista Jeremy Renner, Paz Vega e Andy Garcia.

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Giornate di Sorrento 2014: presentato il listino Adler

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Giornate di Sorrento 2014: presentato il listino Adler

IMG_0093.PNGIl listino Adler per il 2014 ha offerto interessanti prodotti che vedremo in Italia nel 2015.

Professore … Per forza con Hugh Grant e Marisa Tomei, diretto da Marc Lawrence, arriva il 15 gennaio 2015. Il progetto forse più atteso è senza dubbio Mortdecai, con Johnny Depp, Gwyneth Paltrow, Paul Bettany, Olivia Munn e Ewan McGregor che arriverà il 19 febbraio 2015. Ridley Scott produce il primo film della trilogia letteraria best-seller di Tom Rob Smith, Child 44, diretto da Daniel Espinoza con un cast stellare: Tom Hardy, Gary Oldman, Vincent Cassell, Jason Clarke e Noomi Rapace. Torna Terrence Malick con Knight of Cups con Christian Bale, Natalie Portman, Cate Blanchett, Imogen Potts e Antonio Banderas. Sono state mostrate alcune immagini del film in anteprima.

Nel listino Adler c’è spazio anche per Tracers, l’action in salsa teen, con protagonista Taylor Lautner. Segue la commedia romantica How to make love like an englishman con Pierce Brosnan che interpreta un gentleman, un professore di poesia e un donnaiolo. Con lui Jessica Alba e Salma Hayek. Celebrity Movie raccoglie tutti i sosia delle star di Hollywood per una storia folle e dissacrante che si rifà ai ritmi della trilogia di Ocean e in cui il gruppo di scapestrati ha come obbiettivo il rapimento di Justin Bieber.

In Solace, Anthony Hopkins e Colin Farrell sono protagonisti di un thriller diretto da Alfonso Poyart. Nel cast anche Jeffrey Dean Morgan e Abbie Cornish. Ethan Hawke e Emma Watson sono i protagonisti di Regression, un thriller horror che indaga i luoghi del paranormale sfociando nei territori oscuri del satanismo. Alla regia il grande Alejandro Amenàbar che aveva già fatto tremare il pubblico con il bellissimo The Others.

American Ultra è invece una commedia action con Kristen Stewart e un inedito Jesse Eisenberg nei panni di un agente della CIA dormiente. The Last Witch Hunter con protagonista Vin Diesel arriverá a dicembre al cinema; Nicholas Hoult e Kristen Stewart sono i protagonisti di Equals, prodotto da Ridley Scott; Gods of Egypt porterà sul grande schermo l’antico Egitto; chiude Project V prossimo film di Terrence Malick che racconta la storia di un uomo che vuole diventare una rock-star e del quale sono state mostrate le prime immagini.

Giornate di Sorrento 2014: presentato il listino 20th Century Fox

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20th Century FoxLa 20th Century Fox distribuisce L’Amore Bugiardo, l’ultimo film di David Fincher che concorrerà senza dubbio alla stagione dei premi. I protagonisti sono Ben Affleck e Rosamund Pike. Si chiude la trilogia dei Musei, con Una Notte al Museo 3 il Segreto del Faraone. Tornano protagonisti Ben Stiller e Robin Williams.

Jean Marc Vallèe dirige Reese Witherspoon in Wild. L’attrice già premio Oscar è tra le principali candidate ad entrare nella cinquina delle nominate ai prossimi Academy Awards. Liam Neeson torna per chiudere i conti in sospeso. Arriva Taken 3 la resa dei conti, l’ultimo atto della una trilogia campione d’incassi. Un altro sequel per la Fox, si ritorna al Marigold Hotel con Maggie Smith, Judi Dench, Richard Gere, Bill Nighy e Dev Patel. La Fox si è aggiudicata che Birdman di Alejandro Gonzales Inarritu, film d’apertura dell’ultimo Festival di Venezia con protagonisti Michael Keaton, Edward Norton, Emma Stone.

La Fox si è sempre distinta per una certa attenzione all’animazione, e con Home nel 2015 replica il sodalizio con la DreamWorks. Kingsman – Secrets Service è il prossimo film che vedrà protagonista Colin Firth nei panni di un agente super segreto. Il film diretto da Matthew Vaughn è tratto da una graphic Nobel e vede trai protagonisti Mark Strong, Samuel L. Jackson e Michael Caine. Nelle preview presentate a Sorrento ci sono anche Fantastic Four, The Martian, il progetto misterioso in cui Steven Spielberg dirige Tom Hanks ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. Ancora Kung Fu Panda 3, Il libro della vita, prodotto da Guillermo Del Toro, Snoopy and Friends – il film dei Penauts con i personaggi di Charles Schulz.

Con Exodus Dei e Re, Ridley Scott torna a raccontare una storia epica e avvincente, la storia di Mosè e della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù d’Egitto. Christian Bale è Mosè che si confronterà con il Ramses di Joel Edgerton.

Giornate di Sorrento 2014: presentato il listino 01

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IMG_0079-2.JPGNonostante il film più atteso e apprezzato dai presenti sia stato Tale of Tales di Matteo Garrone, il listino 01 non si esaurisce con il fantasy di ambientazione partenopea del regista di Gomorra. Paolo Del Brocco, amministratore delegato Rai Cinema, dichiara che le scelte di listino, quest’anno, sono state dettate dalle storie e non sai generi. Ecco cosa ci offrirà Rai Cinema e 01 nel 2015.
Stefano Sollima alla sua seconda regia porta al cinema, distribuito da 01, Suburra. A seguire la commedia con Torno indietro e cambio vita. Poi la nuova regia di Sean Penn con Charlize Theron e Javier Bardem. Seguono le opere seconde di tre registi che hanno esordito l’anno scorso: Pif, Sidney Sibilia e Giorgia Farina. Debutto al cinema per Massimo Gaudioso con La Grande Seduzione. Tutto può succedere a Hollywood è il titolo italiano di She’s funk that way, di Peter Bogdanovich, visto al Festival di Venezia 2013.Seguono le generiche notizie sui prossimi film di Pieraccioni e Tornatore.
Alessandro Gassman e Marco Giallini sono i protagonisti di Se Dio Vuole di Edoardo Falcone, una commedia degli equivoci che tratta temi inediti per un film italiano dai toni leggeri.
The Gunman con protagonista un adrenalinico Sean Penn, nel film anche Javier Bardem, Ray Winstone, Idris Elba e Jasmine Trinca al suo debutto in una produzione estera.
Omar Sy e Charlotte Gainsbourg sono i protagonisti della commedia romantica Samba, dai registi di Quasi Amici.
Gabriele Muccino torna a dirigere un super cast hollywoodiano in Fathers and Daughters, dramma familiare con protagonisti Russell Crowe, Amanda Seyfried, Aaron Paul e con la partecipazione di Janet McTeer, Jane Fonda e Diane Kruger.

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Cristina Comencini presenta Latin Lover, una commedia con un cast corale, mentre è francese l’altra commedia con protagonista una famiglia piena di donne e di incroci razziali che promette grandi risate.
Torna il regista Michel Hazanavicius premio Oscar per The Artist, con un film sulla guerra e sulla violenza fatta alle sue giovani vittime con protagonista Berenice Bejo, Annette Bening: The Search.
Arriva finalmente al cinema anche Hungry Hearts di Saverio Costanzo, film presentato all’ultimo Festival di Venezia, dove ha conquistato le Coppe Volpi al migliore attore e alla migliore attrice (Alba Rohrwacher e Adam Driver).
Sei mai stata sulla Luna? È la nuova commedia romantica di Paolo Genovese che ricorda molto vagamente il Bisbetico Domato.
Mia Madre è il nuovo film di Nanni Moretti in cui Margherita Buy è la protagonista, una regista che sta lavorando ad un film il cui protagonista è interpretato da John Turturro.
Ultimo film ad essere presentato e primo film 01 ad essere distribuito al cinema è Si Accettano Miracoli, diretto e interpretato da Alessandro Siani.

Giornate degli Autori: vota il film del decennio

Due mesi di battaglia sul filo del Web, oltre 10.000 partecipanti e 50 film in lizza: sono questi i numeri del referendum on line “Vota il Film del decennio” istituito quest’anno dalle Giornate degli autori per festeggiare i suoi primi 10 anni e decretare il titolo più amato dal suo pubblico

Il “contest”, nato sulla pagina di facebook “ Giornate degli Autori”, si è concluso, dopo una lotta accanita a colpi di “like” e “condivisioni”, con la vittoria, secondo i frequentatori del social Network, di un film da non perdere che viene direttamente dall’altra parte del mondo, da Santiago del Cile: LA VIDA DE LOS PECES di Matias Bize. Presentato in anteprima mondiale a Venezia nel 2010, premiato poi con l’ambito Premio Goya in Spagna, il film è, nelle parole della critica “un film sulla propria memoria personale che racconta di un presente sempre incerto e pericolosamente sospeso su un cammino che porta verso un futuro dall’insicuro equilibrio”.

La vida de los peces ha ottenuto dalla platea della Rete ben 2.002 voti davanti al georgiano Keep smiling di Rusudan Chkonia (2012) con 1.470 voti. Terzo classificato Machan, l’opera prima di Uberto Pasolini che ritorna quest’anno alla mostra con Still Life selezionato a “Orizzonti”.

La scelta degli addetti ai lavori ha invece premiato un altro titolo tra i dieci finalisti del referendum. Il Premio Speciale del Decennio va dunque a C.R.A.Z.Y. di Jean-Marc Vallée presentato alle Giornate degli Autori nel 2005, venduto in oltre 40 paesi, premiato in tutto il mondo e unanimemente osannato dalla critica internazionale come un capolavoro di equilibrio tra tematiche “diversamente scomode” e sentimenti “dolcemente universali”.sigla giornate degli autori

“Le regole del gioco di un referendum popolare come questo – dice Giorgio Gosetti, delegato generale delle Giornate degli Autori – sono semplici e condivise fin dall’inizio: il Film del Decennio non vince un vero “premio”, se non il consenso del suo pubblico e, poiché tutti possono votare, spesso restano incise le opere più recenti e gli autori più capaci di farsi amare. Nei nove anni della breve storia delle Giornate abbiamo potuto registrare, per fortuna, che questi film e questi autori sono numerosi e restano nella memoria di molti come dimostrano i ‘magnifici dieci’ risultati finalisti. A fianco del giudizio del pubblico abbiamo voluto così dar voce anche all’opinione degli addetti ai lavori e ‘laureare’ un secondo titolo con il Premio Speciale che va ad un’opera capace di riassumere al meglio i valori di ricerca, linguaggio, originalità che caratterizzano le nostre selezioni. Ringraziamo di cuore tutti coloro, autori, produttori e internauti che ci hanno subissato di mail e giudizi in questi due mesi e siamo contenti che nella sala virtuale di MyMovies.it dedicata quest’anno alla storia della nostra rassegna trovino posto i finalisti e i due vincitori. Che del resto festeggeremo a Roma, al termine della rassegna “Venezia a Roma” riproponendo i film vincitori al pubblico italiano”.

Giornate degli Autori: un iBook per il decennale

sigla giornate degli autoriUn iBook delle Giornate degli Autori arrivate al loro primo decennio.

Si legge su iPad, si scorre come il nastro della memoria, si vede come un mini-film lungo dieci anni. È lo speciale diario di bordo in formato elettronico che le Giornate degli Autori, in collaborazione con BNL – gruppo BNP Paribas si sono regalate per festeggiare insieme la prima decade della loro collaborazione. Se infatti il festival celebra i suoi primi dieci anni, BNL, main sponsor della sezione indipendente della Mostra del Cinema di Venezia fin dalla prima edizione, festeggia un secolo di storia della banca e i suoi ottanta anni a fianco del cinema.

Un iBook per sua natura è un piccolo tesoro di testi, immagini, contenuti multimediali, link e rimandi ipertestuali che sono preclusi all’editoria tradizionale. Un’iniziativa che segna un esordio rivoluzionario, è infatti il primo iBook realizzato per un festival di cinema.

Oltre cento pagine in lingua inglese, che sono naturalmente molte di più grazie allo scroll dei testi. Si possono ripercorrere le nove edizioni, la decima sarà possibile riceverla dopo l’aggiornamento a fine festival, attraverso i testi di presentazioni del presidente Roberto Barzanti e dei delegati Giorgio Gosetti e Fabio Ferzetti, autori anche di un dialogo serrato che riporterà alla memoria le scelte e i programmi della manifestazione.

Non solo testi ma anche gallerie fotografiche che ricordano le numerose presenze alla Villa degli Autori e alla Pagoda, e video, dai trailer dei film alle interviste realizzate da Cineuropa.org. Ai quattro Leoni del Futuro e ai nove Label Europa Cinemas è dedicata l’attenzione con una sezione specifica.

Altri contributi importanti sono stati creati per l’occasione con venti titoli selezionati attraverso dei testi critici che mostrano quanto il cinema e, in particolare, i film delle Giornate abbiano dato luogo a riflessioni non strettamente legate agli addetti ai lavori e non necessariamente affidate alla sola critica cinematografica.

Infine alcune delle iniziative e degli eventi che si sono imposti all’attenzione della critica e del pubblico, a partire dal progetto “100 + 1. Cento film e un paese, l’Italia”, per proseguire con le fruttuose collaborazioni con Miu Miu Women’s Tales, con le attività della SIAE e quelle del Premio LUX.

L’iBook si scarica su iPad attraverso iBooks e su computer su iTunes, cercando “Giornate degli Autori”. È stato creato da Immagine e Strategia per mano di Antonella e Teresa Pizzetti e Massimo De Sanctis, curato da Mazzino Montinari con l’assistenza per le ricerche di Christina Elisha.

 

Giornate degli Autori: La Llorona vince il vincitore del GdA Director’s Award

Tra gli undici film in concorso è La Llorona il vincitore del GdA Director’s Award nella sedicesima edizione delle Giornate degli Autori.

L’opera di Jayro Bustamante è stata premiata dalla giuria presieduta da Karim Ainouz e composta dai membri del progetto 28 Times Cinema: ventotto giovani spettatori provenienti ognuno da un diverso Paese dell’Unione Europea.

Questa la motivazione con la quale hanno sostenuto la scelta: “Il vincitore del GdA Director’s Award è La Llorona di Jayro Bustamante. Desideriamo anche mettere in rilievo gli altri film nella shortlist – Only the Animals di Dominik Moll per il suo preciso e profondo affresco della solitudine e Corpus Christi di Jan Komasa per il suo sguardo irriverente sulla religione. Bustamante, una delle voci più singolari del cinema dell’America Latina, intreccia un ritratto della tragica storia del Guatemala e le sue ferite aperte ispirato all’omonimo racconto popolare. La combinazione di poesia e politica costruisce una fiaba inquietante e acuta che parla non solo del passato ma anche del presente. La Llorona è un’intima storia di fantasmi raccontata attraverso un vivido personaggio femminile che tratta i temi della perdita, della negazione e dell’accettazione. Come recita il verso della canzone “La Llorona”: Dicen que no tengo duelo, Llorona, porque no me ven llorar. Hay muertos que no hacen ruido, Llorona !Y es mas grande su penar! Che possano questi versi di tristezza ma anche di forza diffondersi nel mondo.”

Il GdA Director’s Award ha un valore di 20.000 euro: metà destinata al regista, il restante cinquanta percento a Film Factory Entertainment, venditore internazionale del film, per aiutare la circolazione internazionale del film.

Quando il generale in pensione responsabile del genocidio in Guatemala viene prosciolto causa l’annullamento del processo, lo spirito de la Llorona (spettro del folklore dell’America latina) comincia a vagare per il mondo come un’anima perduta tra i vivi. Di notte, il generale sente i suoi lamenti, mentre sua moglie e sua figlia credono che stia avendo manifestazioni di demenza legate all’Alzheimer. Non possono sospettare che la loro nuova governante, Alma, sia lì per ottenere quella vendetta negata dal processo.

Jayro Bustamante si è formato tra il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma e Parigi e ha lavorato negli Stati Uniti prima di tornare in Guatemala dove, nel 2017, ha inaugurato “La Sala de Cine”, primo cinema del Paese dedicato alla programmazione di film indipendenti.

Il suo primo lungometraggio, Ixcanul, ha ottenuto oltre sessanta riconoscimenti nei festival internazionali tra cui un premio alla Berlinale (2015). La Llorona è il suo secondo lungometraggio.

Avevo bisogno di catturare l’interesse internazionale”, ha detto il regista, “ma soprattutto quello della mia gente. E così ho iniziato questo viaggio partendo dalle paure della mia infanzia per arrivare a quelle nuove da adulto, e al mio interesse per la narrazione. Una denuncia fatta attraverso il cinema come intrattenimento ma senza mai perdere di vista quello che universalmente viene definito come cinema d’autore”.

Giornate degli Autori: il programma della XV edizione

Giornate degli Autori: il programma della XV edizione

La XV edizione delle Giornate degli Autori si svolgerà nel quadro della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dal 29 agosto all’8 settembre. Grazie al sostegno delle associazioni italiane degli autori (Anac e 100autori), all’impulso del Presidente Roberto Barzanti, alla collaborazione di istituzioni pubbliche (in primis il MiBAC e la SIAE) e soggetti privati (dal main sponsor BNL – Gruppo BNP Paribas al creative partner Miu Miu), al lavoro di una fantastica squadra di professionisti che negli anni ha saputo rinnovarsi e dare continuità al lavoro dei Delegati (Fabio Ferzetti e oggi Giorgio Gosetti) e del Vice direttore Sylvain Auzou, le Giornate degli Autori sono una realtà vivace e feconda che porta alla Mostra il coraggio della creatività, le voci di autori da tutto il mondo, un modello indipendente e diverso di interpretare l’idea stessa del Festival.

“Quando abbiamo cominciato nel 2004, con Citto Maselli, Emidio Greco, Roberto Barzanti – dice il Delegato generale, Giorgio Gosetti – avevamo meno di tre mesi davanti, zero budget, tante idee e una scommessa comune da vincere, in piena sintonia con la Biennale. Oggi crediamo di proporre un programma che va ben oltre la semplice vetrina dei film della selezione ufficiale, una luminosa finestra aperta sul lavoro degli autori, sulle loro sfide e sulle emergenze e le prospettive di un cinema in piena trasformazione”.

11 film in concorso, una serie molto articolata di eventi speciali tra cui un omaggio speciale al Leone d’oro Alexander Kluge e il programma speciale Women’s Tales in collaborazione con il creative partner Miu Miu, un fitto programma di immagini e parole che animeranno le serate alla Villa degli Autori, un riconoscimento al cinema al femminile delle Giornate presentato dal gruppo Hearst Italia, il Label di Europa Cinemas, il premio SIAE per un autore italiano (Mario Martone) nel quadro di una collaborazione che ci accompagna per tutti i giorni di Venezia, il premio del pubblico assegnato dagli spettatori nel segno di BNL, il premio delle Giornate realizzato con il sostegno del Parlamento Europeo (progetto “28 volte cinema” per il Lux Film Prize) con la splendida e giovanissima giuria presieduta quest’anno da un regista italiano, Jonas Carpignano.

Che volto avrà la selezione di quest’anno? La vitalità e la qualità delle proposte giunte quest’anno a Venezia (solo per la nostra sezione quasi 1000 pellicole visionate) garantisce di un’annata davvero ricca di talenti, sia affermati che giovani o esordienti. Ed è un segno prepotente ed incoraggiante per tutta la Mostra, per tutte le sue sezioni. Noi abbiamo scelto di dedicare l’apertura delle Giornate degli Autori a un grande maestro, a un cineasta come Rithy Panh che ha fatto della memoria e del pensiero sul passato la chiave per leggere il presente, convinti che la sua ricerca sia in totale sintonia con la nostra visione del valore del cinema nella società. E abbiamo affidato la nostra chiusura a una commedia, nella tradizione delle Giornate che hanno sempre aperto le loro porte ai generi, all’intrattenimento intelligente e provocatorio. Le opere prime non mancano nel programma (e ancor più numerose sono le opere seconde), ma non sono state la bussola della nostra ricerca che ha privilegiato il coraggio e il rinnovamento come dimostra il bellissimo, nuovo film di Joachim Lafosse, un moderno western al femminile, significativo fin dal titolo.

È straordinariamente forte quest’anno la presenza femminile nella nostra selezione: 6 film su 12 (compresa la chiusura dell’8 settembre) sono firmati da autrici e in tutti i film i personaggi femminili giocano un ruolo cruciale, sintomo di un tempo in cui al centro della ricerca c’è sempre più spesso il nucleo originale della società: una famiglia scomposta, disgregata, riaggregata, messa in discussione dal ruolo che la donna porta con sé. Anche questa scelta è il risultato di una ricerca senza steccati e presupposti: abbiamo cercato il meglio (nell’ambito di ciò che potevamo scoprire e avere) e spesso lo abbiamo trovato nella sensibilità femminile. Il numero delle nazionalità rappresentate (oltre 15) conferma del resto che le Giornate spaziano nelle cinematografie di tutto il mondo e che se costanti esistono, queste non hanno bandiera o limiti.

Un discorso a parte merita il cinema italiano che porta alle Giornate degli Autori un film in concorso (Ricordi? di Valerio Mieli) e un evento speciale come Il bene mio di Pippo Mezzapesa. Dopo l’ampia rappresentanza dello scorso anno si potrebbe pensare a un passo indietro dovuto anche alle difficili condizioni in cui autori e produttori hanno potuto operare in questi 12 mesi. Noi preferiamo sottolineare invece che ci ha colpito la varietà dei formati e delle idee di cinema che la difficoltà del mercato ha incentivato. Così troviamo molte finestre italiane aperte sul programma e siamo orgogliosi di aver dato spazio a formati diversi (per la prima volta c’è più di un cortometraggio anche se ogni scelta in questo campo va ricondotta a una specificità di linguaggio) e con un’attenzione particolare allo spazio del documentario, protagonista delle “Notti veneziane” alla Villa degli Autori. Se dovessimo scegliere un portabandiera di questo spazio penseremmo a Stefano Savona cui affidiamo una “carta bianca” per scardinare il modello di un festival come puro spazio delle opere in vetrina e in anteprima.

La Villa degli Autori avrà quindi – una volta di più – centralità assoluta nel nostro progetto di “festival nel festival”. Sarà come sempre luogo di convivialità e di dialogo, momento di ospitalità degli autori italiani per quelli che invitiamo a Venezia. Ma sarà anche un luogo per interrogarci sul futuro, un’occasione per la riflessione e il confronto, grazie agli incontri che stiamo progettando con il Gruppo Hdrà. Ecco perché, con la consueta complicità di Immagine&Strategia, abbiamo scelto per quest’edizione un’immagine doppia (un uomo e una donna), allegra e combattiva come i guantoni da boxe che vorremmo indossassero tutti quelli che saranno con noi, fin dalla serata di pre-apertura dedicata ai nuovi talenti di “Bookciak, Azione!”. È il nostro modo di ricordare un’altra stagione, 50 anni fa, in cui i giovani conquistarono il centro del ring e furono campioni; è il nostro modo di ricordare a noi stessi che il talento, la fantasia, la determinazione possono sfondare i muri delle convenzioni e dell’impossibile.

Nel momento in cui presentiamo un programma di cui siamo specialmente orgogliosi per come alterna innovazione e continuità, sentiamo di dovere un ringraziamento speciale alla Direzione Generale Cinema che sostiene noi come tutta la Mostra e che è il punto di riferimento di un cinema italiano che merita attenzione e fiducia, e alla Biennale di Venezia con cui abbiamo sempre sviluppato un rapporto di collaborazione e lealtà reciproca che dovrebbe essere il modello per tutti gli operatori di cultura nell’Italia di oggi.

Giornate degli Autori

SELEZIONE UFFICIALE
IN CONCORSO

Film d’apertura
Il senso della memoria
LES TOMBEAUX SANS NOMS (GRAVES WITHOUT A NAME) di Rithy Panh
Cambogia/Francia, 2018, 115’, prima mondiale
Produzione: CDP Catherine Dussart Production
Vendite estere: Playtime

Dopo L’immagine mancante (vincitore del Certain Regard nel 2013 e candidato all’Oscar come Miglior Film Straniero nel 2013) ed Exile, Rithy Panh continua il suo percorso di ricerca personale e spirituale. S21 – la macchina di morte dei Khmer Rossi e Duch, le maître des forges de l’enfer analizzavano i meccanismi del crimine. Les tombeaux sans noms è l’espressione del bisogno di ritrovare la pace. Quando un uomo, che a tredici anni ha perso quasi tutta la sua famiglia sotto il regime dei Khmer rossi, va alla ricerca delle tombe dei suoi familiari, non importa se su un terreno d’argilla o puramente spirituale, cosa trova? E soprattutto, cosa sta cercando? Alberi spettrali? Villaggi ormai irriconoscibili? Testimoni tanto spaventati da non voler parlare? Il tocco etereo del corpo di un fratello o di una sorella al calare della notte? Un film che va ben oltre la storia di un singolo Paese assumendo una dimensione universale. “Eravamo in undici quando lasciammo Phnom Penh. Solo due di noi sono sopravvissuti. Venti anni dopo, nel 1996, torno regolarmente a Char, Trum, Wat PÔ. Ma perché ripresentarsi in questi posti? Per cercare cosa? Non vi sono tracce delle tombe di mio padre e dei miei nipoti. Dove si trovano le fosse comuni in cui sono sepolte mia madre e le mie sorelle? La morte è invisibile”. (Rithy Panh)

Che cos’è la tenerezza?

C’EST ÇA L’AMOUR (REAL LOVE) di Claire Burger
Francia, 2018, 98’, prima mondiale
Con Bouli Lanners, Justine Lacroix, Sarah Henochsberg
Produzione: Dharamsala
Vendite estere: Indie Sales Company

Debutto “in solitaria” dalla regista che nel 2014 vinse la Caméra d’or con il collettivo Party Girl. È il racconto della vita di Mario, un uomo che, da quando sua moglie se n’è andata, deve occuparsi della casa e crescere due figlie adolescenti in piena crisi. Un ritratto solo apparentemente sommesso e quotidiano che diventa racconto corale, confronto di solitudini e sentimenti, orchestrato dal grande Bouli Lanners di Louise-Michel e di Petit Paysan.

“Come nei miei lavori precedenti mi sono ispirata alla mia storia e alla cittadina dove sono cresciuta, Forbach, che quando ero piccola fu devastata dalla crisi delle miniere mentre la mia famiglia andava in pezzi per la partenza di mia madre. Questo film è per me un percorso di resilienza in cui accettare di perdere l’altro può alla fine condurre a ritrovarsi”. (Claire Burger)

Un western al femminile
CONTINUER (KEEP GOING) di Joachim Lafosse
Belgio/Francia, 2018, 100’, prima mondiale
Con Virginie Efira, Kacey Mottet Klein
Produzione: Versus Production, Les films du Worso
Vendite estere: Le Pacte

Sybille trascina il giovane Samuel in un viaggio iniziatico che li vede soli, coi loro cavalli, in una terra magnifica e pericolosa, ricca di ricordi per lei, ostile e ribelle per lui. Divorziata, inquieta, posseduta dalle ombre del passato, Sybille vuole tenere Samuel lontano dal fascino pericoloso della violenza e della rabbia. Oltre gli incontri con i Kirghisi lungo il percorso, l’avventura si trasforma però, per la donna e il giovane, in un inevitabile confronto… Primo adattamento letterario per Joachim Lafosse (il romanzo omonimo di Laurent Mauvignier è stato pubblicato nel 2016), il film è un autentico western femminile, ambientato in una terra senza tempo, di bellezza folgorante.

La commedia umana tra Buñuel e Altman
DOMINGO di Clara Linhart & Fellipe Barbosa
Brasile/Francia, 2018, 95’, prima mondiale
Con Itala Nandi, Ismael Caneppele, Camila Morgado
Produzione: República Pureza Filmes
Vendite estere: Films Boutique

Primo gennaio 2003. Mentre il Brasile celebra l’investitura storica del presidente Lula, due famiglie della classe media del Rio Grande do Sul si riuniscono in una vecchia casa mal tenuta, intorno a un barbecue, tra segreti e frustrazioni. La domenica potrebbe essere una giornata come tante altre, dolce e pacifica. Ma i cambiamenti che il nuovo presidente ha promesso al popolo brasiliano, preoccupano profondamente Laura, la matriarca, che teme di vedere scomparire poco alla volta autorità e ricchezza.
Opera seconda dell’autore di Gabriel e la montagna (premiato a Cannes nel 2017), il film è firmato da Barbosa e Linhart con uno stile che ricorda la tragicommedia surreale.

“Domingo – dicono gli autori – potrebbe chiamarsi ‘ritratto di famiglia in Brasile’ ma il titolo rimanda all’allegoria del settimo giorno, quello del riposo, per evocare lo stato in cui i personaggi vivono. Per loro ogni giorno è uguale all’altro e il senso del tempo si perde così come quello delle loro vite”.

Con gli occhi delle protagoniste
JOY di Sudabeh Mortezai
Austria, 2018, 100’, prima mondiale
Con Joy Alphonsus, Mariam Precious Sanusi, Angela Ekeleme
Produzione: Freibeuter Film
Vendite estere: Films Boutique

Joy viene dalla Nigeria. È partita giovanissima per l’Europa con il sogno di guadagnare per mantenere la sua famiglia, ma è anche attratta dal mondo delle luci e del lusso. Ben presto finisce nel circolo vizioso della prostituzione e dello sfruttamento sessuale. Legata alla Madame che la protegge e la sfrutta allo stesso tempo, vive ormai per pagare il suo debito e mandare dei soldi a casa. Ma quando si trova a dover proteggere la giovane Precious e i suoi affetti, comincia a pensare alla ribellione. Nel suo viaggio verso la libertà Joy scoprirà quanto è difficile trovare il proprio posto, tra un destino da vittima e una responsabilità da complice, in questo micidiale sistema dello sfruttamento degli esseri umani.
“Volevo fare un film che restituisse uno sguardo intimo e autentico sulle vite di queste donne, facendone le vere protagoniste delle loro storie”. (Sudabeh Mortezai)

Anatomia di un cambiamento
JOSÉ di Li Cheng
Guatemala/Stati Uniti, 2018, 93’, prima mondiale
Con Enrique Salanic, Manolo Herrera
Produzione: YQstudio LLC

José ha 19 anni e vive con sua madre in Guatemala: una vita dura in uno dei paesi più violenti e religiosi dell’America latina. La sua è una vita fatta di telefoni (il suo prezioso cellulare), autobus stracarichi, lavoro per strada e sesso occasionale. Quando però incontra Luis la sua vita cambia e il ragazzo si tuffa in una nuova passione che è anche sofferenza. Intanto la madre, che non accetta le scelte del figlio, prega perché ritrovi la retta via. Finché Luis chiede a José di scegliere…
Di famiglia cinese, formatosi negli Stati Uniti, Li Cheng lavora da qualche anno in Sud America e porta per la prima volta nella storia della Mostra, un film guatemalteco a Venezia.

Nella West Bank 15 anni dopo…
MAFAK (SCREWDRIVER) di Bassam Jarbawi
Palestina/Stati Uniti/Qatar, 2018, 105’, prima mondiale, opera prima
Con Ziad Bakri, Areen Omari, Jameel Khoury
Produzione: Rimsh Film, Dialectic

Dopo 15 anni passati in prigione, Ziad combatte per ritrovarsi nella Palestina di oggi e sostenere il ruolo di eroe che si ritrova cucito addosso. Incapace di distinguere tra realtà e allucinazione, Ziad crolla e ritorna là dove tutto era cominciato. Nella lunga notte in cui deve decidere cosa fare, l’uomo cerca se stesso e una risposta alla vita senza speranze del suo popolo.

“La dipendenza dei prigionieri in isolamento per la propria fantasia come una tecnica di sopravvivenza ha colpito la mia immaginazione e ha largamente influenzato la storia di Mazak. Il film è ambientato nel contesto del conflitto tra Israele e Palestina, ma si connette a una narrazione più universale che riguarda la prigione, la tortura e la lotta contro la propria immagine e il riflesso che sta nel nostro cervello”. (Bassam Jarbawi)

72 ore nel regno del body building
PEARL di Elsa Amiel
Francia/Svizzera, 2018, 76’, prima mondiale, opera prima
Con Julia Föry, Peter Mullan, Arieh Worthalter
Produzione: Unite de Production, Bande a Part Films
Vendite estere: MK2 Films

Mancano 72 ore alla finale di un campionato internazionale di bodybuilding femminile. Léa Pearl è pronta a gareggiare per il prestigioso titolo di Miss Heaven. Ma proprio allora riemerge il suo passato: il suo ex-compagno Ben si presenta alla finale con un figlio avuto con Pearl 6 anni prima e che lei praticamente non ha mai conosciuto.

“Questo mondo complesso del bodybuilding, paradossale e molto cinematografico, mi ha fatto venir voglia di mettere in discussione alcuni luoghi comuni attraverso il personaggio femminile di Léa Pearl. Questa moderna eroina ha costruito la propria identità a partire dal proprio corpo come oggetto di desiderio, sottomissione, performance, memoria. Volevo mettere in discussione le questioni di genere legate alla maternità, al di là degli imperativi imposti dalla società. In un mondo fondato sulle apparenze e l’appiattimento, Pearl mostra come gli sforzi di un’atleta che mira all’eccellenza è anche la lotta di una donna che cerca di essere se stessa”. (Elsa Amiel)

Sui sentieri dell’amore e dell’inconscio
RICORDI? di Valerio Mieli
Italia/Francia, 2018, 106’, prima mondiale
Con Luca Marinelli, Linda Caridi
Produzione: Bibi Film Tv, Les Films d’Ici, Rai Cinema, con il contributo del MiBAC, con il sostegno di Regione Lazio, CNC
Vendite estere: Le Pacte

Una lunga storia d’amore raccontata attraverso i ricordi, falsati dagli stati d’animo, dal tempo, dalle differenze di punto vista dei giovani protagonisti. Il viaggio di due persone negli anni: insieme e divise, felici, infelici, innamorate tra loro, innamorate di altri, in un unico flusso di emozioni e colori. Nel corso del film lui scopre che è possibile un amore che dura, lei impara invece la nostalgia. Ma anche i loro ricordi cambiano col tempo: sbiadiscono, o invece si saturano di gioia, in un presente che scivola via per farsi subito memoria.
“È la nostalgia che rende tutto bello e inventiamo una felicità perfetta che non c’è mai stata o siamo stati davvero felici, ma lo capiamo solo dopo? È da questa domanda che sono partito. Spero che la storia dei personaggi risuoni con i ricordi e le emozioni di ciascuno di noi essendo, secondo me, anche la nostra vita un unico flusso di sensazioni e memoria”. (Valerio Mieli)

I tre volti di una favola moderna
THREE ADVENTURES OF BROOKE di Yuan Qing
Cina/Malesia, 2018, 100’, prima mondiale, opera prima
Con Xu Fangyi, Pascal Greggory
Produzione: Beijing Beauty Culture Communication Co.
Vendite estere: Parallax Films

Xingxi (Brooke) viaggia da sola verso Alor Setar, città nella Malesia del nord. In seguito alla foratura di una gomma della sua bicicletta, finisce in tre diverse storie con diverse soluzioni, dal momento che ogni volta si presenta con una diversa identità e molti segreti. Nella prima storia Brooke è una turista, nella seconda un’antropologa, nella terza una giovane donna divorziata che, per un tratto, viaggia con uno scrittore francese che vorrebbe esserle amico. Quando la storia volge alla fine l’ombra di Alor Setar cede il passo alla Natura incontaminata che regalerà a Brooke il magico fenomeno delle Lacrime Blu.
“Nell’esprimere il mio rispetto più sincero e profondo per Eric Rohmer, spero che il mio film riesca a mostrare il lato luminoso, caldo, privato delle ‘variabili dell’esistenza’ attraverso gli occhi di una giovane donna”. (Yuan Qing)

Joseph, l’oceano e il senso della vita
VILLE NEUVE di Félix Dufour-Laperrière
Canada, 2018, 76’, film di animazione, prima mondiale, opera prima
Produzione: Productions l’unité centrale
Vendite estere: UDI – Urban Distribution International

Un’estate sulla costa atlantica del Québec nei giorni che precedono il referendum sull’indipendenza del 1995. Un racconto d’animazione che mette insieme destini personali e collettivi. Joseph si trasferisce nella casa al mare di un amico e cerca di riannodare un rapporto con la donna che lo ha lasciato. Una fragile speranza diventa concepibile mentre il Québec è, forse, alla vigilia della sua indipendenza.
“Volevo raccontare una storia di emancipazione che tenesse insieme impegni, fragilità e ricostruzione di sé. La cronaca di un abortito ritorno alle radici e il doloroso riscatto afferrato con tutta la forza che è dentro di noi”. (Félix Dufour-Laperrière)

FUORI CONCORSO

Film di chiusura
Trentenni: istruzioni per l’uso
LE SUICIDE D’EMMA PETEERS (EMMA PETEERS) di Nicole Palo
Belgio/Canada, 2018, 82’, prima mondiale
Con Monia Chokri, Fabrice Adde, Andréa Ferréol
Produzione: Take Five

Emma, una giovane attrice di 34 anni alla quale nella vita non è riuscito nulla di ciò che avrebbe desiderato, comincia a pensare che forse è il caso di farla finita. Ma, proprio mentre si prepara al suicidio, incontra Alex, impiegato in un’agenzia di pompe funebri, che sebbene non riesca a dissuaderla, si rivelerà un sostegno inaspettato. Questa è una commedia a tutti gli effetti, a dispetto del titolo che potrebbe lasciar intendere altro. Nicole Palo tratta il tema abbastanza ricorrente del malessere dei trentenni, in modo inconsueto, fantasioso e ironico. Protagonista è la nuova star del cinema canadese rivelata da Denys Arcand e Xavier Dolan e poi da Sandrine Dumas, ma nel cast brilla il caméo di Andréa Ferréol

EVENTI SPECIALI

AS WE WERE TUNA di Francesco Zizola
Stati Uniti/Italia, 2018, 18’, documentario, prima mondiale
Produzione: 10B Photography

Realizzato durante due stagioni di pesca al tonno rosso (2016/2017) presso le ultime tonnare operative nel Mediterraneo, in Sardegna, il documentario vuole costruire un percorso narrativo che offre una visione complessa di questo antico e sostenibile metodo di pesca.
“Il linguaggio non si avvale di un testo didascalico ma vuole suggerirci una metafora dell’eterno conflitto tra l’uomo e la natura, una riflessione sulla Hybris dell’uomo contemporaneo. “Ho cercato di offrire diversi punti di vista che corrispondono ai diversi protagonisti mostrati; il mare e i tonni , i pescatori e la loro antica sapienza in via di scomparsa, lo sguardo dal cielo dei gabbiani che accompagnano da millenni questa particolare pesca”. (Francesco Zizola)

DEAD WOMEN WALKING di Hagar Ben-Asher
In collaborazione con il Tribeca Film Festival
Stati Uniti, 2018, 100’, prima internazionale
Con Dale Dickey, Dot Marie Jones, Lynn Collins, Colleen Camp, June Carryl, and Ashton Sanders
Produzione: Blackpills & HK Corp
Vendite estere: Seville International

Nove storie per raccontare le fasi che portano al momento dell’esecuzione di nove donne nel braccio della morte, in un percorso doloroso che mostra il tributo di umanità imposta dalla pena di morte, non solo alle detenute ma anche a coloro che le incontrano nelle ultime ore di vita.
Allo stesso tempo Dead Women Walking mostra in modo toccante ed efficace come la violenza contro le donne, la povertà, le tensioni razziali e l’ingiustizia siano determinanti nel segnare il destino di queste donne.
“Non è solo un film sulla pena di morte, ma su tutti quegli eventi che hanno portato le nostre protagoniste al punto in cui si trovano, comprese le circostanze socio-economiche, le storie personali ed affettive, il fatto che le donne rappresentino la percentuale con un maggior indice di crescita nella popolazione carceraria, i conflitti irrisolti tra vittime e persecutori, e l’orribile dato statistico che dice che l’88% delle donne oggi detenute hanno subito in passato violenze sessuali o altri terribili abusi”. (Hagar Ben-Asher)

GOODBYE MARILYN di Maria Di Razza
Italia, 2018, 13’, film di animazione, prima mondiale
Produzione: Marechiarofilm
Distribuzione italiana: Zen Movie

In occasione del suo novantesimo compleanno, Marilyn Monroe riceve la lettera di un giornalista che vorrebbe intervistarla. La grande diva di Hollywood non si concede al pubblico da cinquant’anni, da quando, senza alcuna spiegazione, ha deciso di ritirarsi per sempre dalle scene. Sorprendentemente, Marilyn decide di rompere il silenzio e di concedere l’intervista. Il giornalista cercherà di decifrare il mistero di una donna che, all’apice del successo, rinunciò alla fama in nome della propria libertà, diventando un mito.

HAPPY LAMENTO di Alexander Kluge
Germania, 2018, 93’, prima mondiale
Produzione: Kairos-Film Alexander Kluge
Vendite estere: Rapid Eye Movies

“Questo è un film d’autore, come altri che ho fatto in passato. Al contempo mette in risalto il lavoro straordinario del giovane regista filippino Khavn De La Cruz. Visto tutto insieme il risultato è un film musicale di genere del tutto speciale. In sintesi questo film parla di luce elettrica, del circo, della canzone “Blue Moon” e delle guerre di strada fra le gang giovanili di North Manila, un deserto di norma inaccessibile agli occhi occidentali. “Blue Moon”, un tempo identificata con la voce di Elvis Presley, richiama una fase della luna che potrebbe non esistere più ai giorni nostri: proprio come accade spesso con l’amore. Ma talvolta il “mai” accade. Gli elefanti erano già presenti con un ruolo importante nel mio film Artisti sotto la tenda del circo: perplessi presentato a Venezia giusto 50 anni fa. Ma quanto sono violentemente diverse le immagini di Happy Lamento se le accostiamo a quelle del mondo di cinquant’anni fa!”. (Alexander Kluge)

IL BENE MIO (MY OWN GOOD) di Pippo Mezzapesa
Italia, 2018, 94’, prima mondiale
Con Sergio Rubini, Sonya Mellah, Teresa Saponangelo
Produzione: Altre Storie, Rai Cinema, con il contributo del MiBAC, con il sostegno di Fondazione Apulia Film Commission
Distribuzione italiana: Altre Storie

Elia, ultimo abitante di Provvidenza, paese distrutto da un terremoto, rifiuta di adeguarsi al resto della comunità che, trasferendosi a “Nuova Provvidenza”, ha preferito dimenticare. Per Elia, invece, il suo paese vive ancora e, grazie all’aiuto del suo vecchio amico Gesualdo, cerca di tenerne vivo il ricordo. Quando il sindaco gli intima di abbandonare Provvidenza, Elia sembrerebbe quasi convincersi a lasciare tutto, se non cominciasse, d’un tratto, ad avvertire una strana presenza. In realtà, a nascondersi tra le macerie della scuola, dove durante il terremoto perse la vita sua moglie, è Noor. Lei è una giovane donna in fuga e sarà questo incontro, insieme al desiderio di continuare a custodire la memoria di Provvidenza, a mettere Elia di fronte a una inesorabile scelta.
“Mi hanno sempre turbato i paesi fantasma, le case abbandonate, le strade deserte attraversate dall’eco di un passato dissolto. Così come provo una profonda fascinazione per chi di quei luoghi dimenticati, in fondo traditi, diventa custode. È per questo che ho deciso di raccontare la lotta di Elia, l’ultimo abitante di Provvidenza, la sua resistenza, lo strenuo tentativo di recuperare una comunità smembrata”. (Pippo Mezzapesa)

THE GHOST OF PETER SELLERS di Peter Medak
Cipro, 2018, 93’, prima mondiale
Produzione: Vegas Media

Questo film è una tragicommedia sulla vicenda di un regista che deve sopravvivere al più grande disastro della sua vita artistica. Nel 1973 Peter Sellers accettò la proposta della Columbia di girare una commedia piratesca in mare aperto. Perse quasi subito fiducia nel progetto e, mentre le riprese continuavano, cercò di sabotare in ogni modo il film: prima cacciando i produttori, poi rivoltandosi contro il suo amico, il regista Peter Medak. Per lui, che veniva dal clamoroso successo di The Ruling Class, quel disastro fu fatale. Il film con Peter Sellers non fu mai finito.
“Fare questo documentario è stato probabilmente il più folle esercizio della mia carriera. Mi ha spinto a cercare nel profondo e a viaggiare nei ricordi della peggiore esperienza professionale di tutta la mia vita, mi ha costretto a rivivere tutti i momenti camminando sulla mia ombra di 46 anni fa. Peter Sellers e Spike Milligan erano allora due geni della commedia e avrei dovuto realizzare una delle migliori commedie di tutti i tempi. Invece fu un miserabile disastro che mi ha perseguitato per il resto della mia vita. Questo film è stato un viaggio davvero emozionante in cui non mi sarei mai voluto imbarcare…ma sono così contento di averlo fatto…”. (Peter Medak)

WHY ARE WE CREATIVE? di Hermann Vaske
Germania, 2018, 82’, prima mondiale
Produzione: Emotional Network Production
Vendite estere: Celluloid Dreams
Distribuzione italiana: I WONDER PICTURES

In oltre 30 anni di incessante ricerca Hermann Vaske ha girato il mondo intero, incontrato le più diverse personalità, frequentato i festival di cinema, le mostre d’arte, i simposi internazionali per porre ad artisti e intellettuali la stessa domanda: “Perché siamo creativi?”. Alcune delle folgoranti risposte di vincitori del Nobel o dell’Oscar, protagonisti della scena e del cinema, furono presentate molti anni fa in una mostra. Adesso il viaggio è finalmente completato (temporaneamente) e il film vero e proprio vede la luce alla Mostra di Venezia. Tra i protagonisti: David Bowie, Ai Weiwei, Björk, Wim Wenders, Philippe Stark, Yoko Ono, John Hegarty, David Lynch, Yohji Yamamoto, Damien Hirst, Angelina Jolie, Nobuyoshi Araki, Quentin Tarantino, Bono, Nick Cave, Neo Rauch, Stephen Hawkins, il Dalai Lama, Peter Ustinov, Marina Abramovic, Diane Kruger, Julian Schnabel, John Cleese, Jimmy Page, Vivienne Westwood, Takeshi Kitano.

NOTTI VENEZIANE
alla Villa degli Autori

CARTA BIANCA A STEFANO SAVONA
Una serata tra storie, immagini, ricordi e racconti. L’autore del film più sorprendente dell’anno, Samouni Road, ripercorre la lunga strada che lo ha portato a Gaza, dialoga con gli autori sul senso del mestiere e sulla natura del “cinema del reale”, mostra e commenta immagini inedite del suo lavoro, di ieri e di oggi. È questo il senso delle “Notti veneziane” alla Villa degli Autori: uno spettacolo della parola e delle immagini, un momento di sosta e dialogo nella corsa a perdifiato della kermesse chiamata festival.

IL TEATRO AL LAVORO (THEATRE AT WORK) di Massimiliano Pacifico
Italia, 2018, 58’, prima mondiale
Produzione: Teatri Uniti
L’avventura umana e artistica della creazione di “Elvira”, lo spettacolo di Toni Servillo prodotto insieme al Piccolo Teatro di Milano, tratto dalle lezioni di Louis Jouvet al Conservatorio d’Arte drammatica di Parigi nel 1940. Lo sguardo degli autori segue Servillo e i suoi giovani compagni dalla partenza alla Biennale di Venezia all’approdo al Théâtre de l’Athénée a Parigi, attraverso Napoli e Milano. Con Toni Servillo e gli altri protagonisti, la serata diventa anche un dialogo sul mestiere e sull’etica dell’interpretazione.

I VILLANI di Daniele De Michele (Don Pasta)
Italia, 2018, 83’, prima mondiale
Produzione: Malia
“La cucina popolare italiana, amata e imitata in tutto il mondo, sta morendo. Ma in tanti provano a salvarla. Il film racconta il mio incontro con otto personaggi, uomini e donne di ogni età, che nel loro fare quotidiano rappresentano la sintesi delle infinite resistenze e reticenze a adottare un modello gastronomico e culturale uguale in tutto il mondo. Quattro generazioni a confronto, per poter verificare se la cucina italiana sia ancora un patrimonio vivo, se il passaggio di informazioni tra generazioni esiste ancora, se la tradizione così come l’abbiamo ereditata si salverà o scomparirà”. (Don Pasta)

L’UNICA LEZIONE di Peter Marcias
Italia, 2018, 14’, prima mondiale
Con Riccardo Cara, Mostafa Ghoratolhamid
Produzione: ULTIMA ONDA PRODUZIONI – KIO FILM – Celcam, Università di Cagliari

“Rovistando per caso nel mio archivio privato, ho trovato un filmato, girato di nascosto, della lezione che Abbas Kiarostami tenne a Cagliari nel 2001. I miei alunni si sono innamorati di queste immagini e da li è nato L’unica lezione, un film breve realizzato nell’ambito del mio primo corso da insegnante di regia all’Università di Cagliari, raccontato anche attraverso le poesie del Maestro”. (Peter Marcias)

ONE OCEAN di Anne de Carbuccia
Italia, 2018, 11’, prima mondiale
Produzione: Art + Vibes e FilmMaster Productions
Un documentario su “quello che abbiamo, quello che potremmo perdere e quello che abbiamo già perso”. One Ocean, ideato e diretto dalla celebre artista Anne de Carbuccia, musicato da Ludovico Einaudi, parte dall’incredibile bellezza dell’oceano per mostrare come l’umanità stia minacciando il proprio futuro. In un mondo in cui tutto è connesso, fenomeni come il riscaldamento del pianeta, le foreste in fiamme in Siberia e il consumo della plastica usa e getta hanno dirette e terribili conseguenze sull’oceano. Ma c’è ancora tempo per cambiare le cose. “L’Oceano è sacro, o almeno questo è quello che si diceva una volta. Io vengo dalla Corsica, una montagna nel mare, e amo l’Oceano. Lo amo come una bambina stregata dai suoni, canzoni, racconti, leggende, tutto ciò che narra della magica chimica e della generosità di questo mondo”. (Anne De Carbuccia)

MIU MIU WOMEN’S TALES
#15 HELLO APARTMENT di Dakota Fanning
Italia, Stati Uniti, 2018, 11’, prima italiana
Con Eve Hewson, Tom Sturridge, Christina Rouner
Produzione: Hi Production, Next Wednesday
Ava entra nel loft di Brooklyn per la prima volta. È vuoto. Verniciato di fresco, ma vecchio. La luce del sole entra dalle grandi finestre, sul pavimento in legno, consumato e con i segni dei precedenti abitanti. Ava si siede. Ed è subito casa. La sua casa. È qui che incontrerà un ragazzo e si innamorerà. È qui che berranno insieme del vino a una festa. È qui che si urleranno addosso e decideranno che è finita. L’appartamento diventerà un testimone della storia personale di Ava, gioia e tristezza, speranze e delusioni, quello spazio universale in cui tutti noi ci ritroviamo a diventare adulti.
Hello Apartment è stato scritto da Liz Hannah (coautrice di The Post di Steven Spielberg candidato all’Oscar). Liz descrive l’idea del corto come un “rivivere il passato mentre si vive il presente, in un unico spazio”. Dakota Fanning afferma che la storia “è stata ispirata dalla mia prima casa, dove tutt’ora vivo. È un reliquiario di esperienze”. Alla domanda se prevede di lasciare il posto in cui vive, risponde: “Mi è difficile anche solo pensarlo. Cosa ne sarebbe di tutti quei ricordi?” Alla sua prima esperienza come regista, Dakota ammette: “Dovevo avere un pò di paura”. E aggiunge: “Miu Miu è per me come una famiglia. È stato un vero piacere fondere insieme i diversi aspetti”.

#16 THE WEDDING SINGER’S DAUGHTER di Haifaa Al-Mansour
Italia, Stati Uniti, 2018, 8’, prima mondiale
Con Haylie Neimann, Adam Neimann, Rotana Tarabzouni
Produzione: Hi Production, Anonymous Content
È notte a Riad, in Arabia Saudita, negli anni Ottanta. Donne avvolte nei tradizionali abaya neri, dirigendosi verso una sala ricevimenti per matrimoni, rivelano scarpe dai tacchi scintillanti. Una volta all’interno, mostrano ciò che indossano sotto: splendidi abiti e acconciature selvagge, la loro essenza più vera rimessa in libertà, invisibile agli occhi degli uomini. Nei matrimoni sauditi vigono infatti regole molto severe sulla separazione tra sessi. Tutti gli occhi e le orecchie sono puntati sulla cantante del matrimonio … fino a quando la corrente elettrica si interrompe improvvisamente. “Questa è la peggiore cantante da matrimonio mai sentita,” borbottano gli ospiti con condiscendenza. Riuscirà la giovane figlia a salvare la dignità di sua madre?

Haifaa Al-Mansour, che oggi lavora a Los Angeles, è considerata la prima regista donna saudita. Il film del suo debutto, La bicicletta verde (2013) – su una ragazzina ribelle che vuole infrangere le leggi della società e pedalare sulla sua bicicletta – è stato un successo che l’ha resa subito famosa, ed è il primo lungometraggio dall’Arabia Saudita mai ammesso agli Oscar nella categoria migliore film in lingua straniera. Ora che il paese sta vivendo una fase di riforme culturali senza precedenti e di recente ha assistito alla concessione alle donne del diritto di guidare e alla comparsa dei primi cinema aperti al pubblico, il prossimo film di Al-Mansour, The Perfect Candidate, sarà il primo ad avere il sostegno del nuovo Saudi Film Council nazionale. Sarà una commedia-drammatica e racconterà la storia di una giovane dottoressa che sogna di partecipare alle elezioni comunali, totalmente dominate dagli uomini.

GIORNATE DEGLI AUTORI: GDA 2024, presentato il programma

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GIORNATE DEGLI AUTORI: GDA 2024, presentato il programma

É stato presentato oggi nel corso della conferenza stampa il programma della ventunesima edizione delle GIORNATE DEGLI AUTORI che si svolgerà nell’ambito dell’81 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dal 28 agosto al 7 settembre 2024.

Giornate degli Autori 2024, XXI edizione: 10 film in concorso, 1 film di chiusura fuori concorso, 5 eventi speciali e 3 cortometraggi (due per il progetto Women’s Tales e uno in omaggio alla vincitrice delle Giornate nel 2022), tutti in anteprima mondiale in Sala Perla in accordo con la Mostra.

9 Notti Veneziane in Sala Laguna, i lungometraggi tra finzione e documentario dello spazio off realizzato in collaborazione con Isola Edipo; un ricordo di Emidio Greco (cofondatore della nostra sezione) a 50 anni dal suo esordio con L’invenzione di Morel nel 1974 e un altro dedicato alla Napoli di Gaetano Di Vaio ed Enzo Moscato con Dadapolis di Carlo Luglio e Fabio Gargano. Un nuovo spazio tra parole e immagini, intitolato Confronti, è dedicato a temi e storie che raccontano la memoria e il futuro del nostro mondo. Infine il saluto di tutta Venezia (insieme alla Mostra e alla SIC) a Massimo Troisi, 30 anni dopo la prima mondiale del suo ultimo capolavoro, Il postino. Nel concorso figurano 5 opere prime e 13 sono i lavori firmati da registe nella selezione ufficiale (5 in concorso e 8 negli eventi fuori concorso). Altre 5 registe partecipano alle Notti Veneziane, dove tutti i film sono presentati in prima mondiale e Quasi a casa di Carolina Pavone (film inaugurale) è anche un debutto corale. Nel programma sono ben 27 le nazionalità rappresentate e per la prima volta figura la Repubblica Dominicana. Nel 2024 sono stati visionati 1.260 film, tra submission e visioni nei maggiori festival e mercati.

Le Giornate degli AutoriGIORNATE DEGLI AUTORI – SELEZIONE UFFICIALE

IN CONCORSO

ALPHA. – di Jan-Willem van Ewijk – Paesi Bassi, Svizzera, Slovenia, 2024, 100’

  • Con: Reinout Scholten van Aschat, Gijs Scholten van Aschat, Pia Amofa, Julien Genoud, Daria Fuchs, Kaija Lederberger
  • Produzione: BALDR Film
  • Co-produzione: Lomotion, Staragara in collaborazione con: VPRO, SRF, Blu
  • Con il sostegno di: Netherlands Film Fund, Netherlands Film Production Incentive, CoBO, Creative Europe Media, Federal Office of culture – FISS, Burgermeinde, Slovenian Film Centre
  • Dopo la morte della madre, Rein si trasferisce in un piccolo villaggio delle Alpi per immergersi nella natura, meditare e lavorare come maestro di snowboard. La tranquillità termina quando il padre invadente gli fa visita. Gijs è l’indiscusso protagonista di un’escursione sugli sci con Rein e i suoi amici. Sa essere affascinante con tutti ed inizia a flirtare con Laura, la nuova fidanzata del figlio. Non passa molto tempo, prima che Rein ne abbia abbastanza. Trascina il padre lontano dal gruppo e i due continuano la loro escursione da soli. La tensione è palpabile. Gijs si sente sempre più a disagio su un terreno così ripido e pericoloso, ma Rein si spinge fino alla cima, ignorando le suppliche del padre di tornare giù. Improvvisamente, la natura si scatena violentemente, trasformando la loro meschina lotta per il dominio, in una prova di sopravvivenza in piena regola.

ANTIKVARIATI (THE ANTIQUE) – di Rusudan Glurjidze – Georgia, Svizzera, Finlandia, Germania, 2024, 132’

  • Con: Salome Demuria, Sergey Dreiden, Vladimir Daushvili
  • Produzione: Cinetech, Cinetrain
  • Co-produzione: Whitepoint Digital, Basis Berlin Filmproduction
  • Vendite Internazionali : MPM Premium
  • Un giovane georgiano di nome Lado è coinvolto nel contrabbando di mobili antichi dalla Georgia alla Russia. Stanca della sua immaturità, Medea, la fidanzata di Lado, acquista per sé un appartamento nel centro storico di San Pietroburgo. Il prezzo è molto basso perché viene venduto con all’interno il suo proprietario, Vadim Vadimich, un uomo all’antica e supponente. Al momento della deportazione illegale di migliaia di georgiani dalla Russia, Lado viene catturato e deportato. L’antico magazzino viene saccheggiato, mentre Medea si nasconde nell’appartamento di Vadim.

BOOMERANG – opera prima – di Shahab Fotouhi – Germania, Iran, 2024, 83’

  • Con: Arash Naimian, Yas Farkhondeh, Ali Hanafian, Shaghayegh Jodat
  • Produzione: New Matter Films
  • Co-produzione: Rainy Pictures, Zohal Films
  • Vendite Internazionali: Cercamon
  • Stanca del suo matrimonio con Behzad, Sima cerca una nuova casa per sé e per la figlia adolescente Minoo, senza dirlo al marito. Behzad, a sua volta, ha un appuntamento con l’ex fidanzata, nella speranza di ridestare l’intimità del passato. Inoltre, cerca senza successo una specie rara di gufo fuori Teheran. Minoo, invece, prende l’iniziativa a un semaforo e inizia un flirt con Keyvan. Per magia, si conoscono e iniziano a condividere i loro pensieri più intimi. Nel corso di una settimana, Boomerang dipinge un’istantanea sociologica della Teheran moderna. Se da un lato, il matrimonio di due persone che appartengono a una generazione apparentemente senza speranza e sconfitta, volge al termine, dall’altro è appena iniziata una storia d’amore tra due giovani che, in modo nuovo, stanno scoprendo la città e le sue realtà politiche.

MANAS – opera prima – di Marianna Brennand – Brasile, Portogallo, 2024, 101’

  • Con: Jamilli Correa, Fátima Macedo, Rômulo Braga, Dira Paes, Emily Pantoja, Samira Eloá, Gabriel Rodrigues, Enzo Maia
  • Produzione: Inquietude
  • Co-produzione: Globo Filmes, Canal Brasil, Pródigo, Fado Filmes
  • Con il supporto di: Ancine, FSA-BRDE, República Portuguesa Cultura – ICA
  • In associazione con: Les Films du Fleuve, VideoFilmes
  • La tredicenne Marcielle vive sull’isola di Marajó, nel cuore della foresta amazzonica. Prigioniera della rassegnazione della madre e, al tempo stesso, incoraggiata dalla fuga idealizzata della sorella maggiore, inizia a capire che il futuro non ha granché da riservarle. Determinata a cambiare il suo destino, decide di affrontare il sistema violento che governa la sua famiglia e le donne della sua comunità.

SANATORIUM UNDER THE SIGN OF THE HOURGLASS – di Quay Brothers – Gran Bretagna, Polonia, Germania, 2024, 76’

  • Con: Tadeusz Janiszewski, Wioletta Kopańska, Andrzej Kłak
  • Produzione: Koninck Studios SpK Galicia Limited, IKH Pictures Production SP Z O.O.
  • Co-produzione: The Match Factory GmbH, Institute Adam Mickiewicz
  • Vendite internazionali: The Match Factory GmbH
  • Il viaggio spettrale di un treno che procede su una diramazione abbandonata. A bordo c’è Jozef, un figlio che si sta dirigendo al capezzale del padre in un remoto Sanatorio galiziano. All’arrivo, Jozef trova un edificio fatiscente, gestito dall’ambiguo dottor Gotard che lo accoglie spiegandogli che la morte del padre, cioè quella che lo ha colpito nel suo paese, non è ancora avvenuta perché qui nel Sanatorio sono sempre in ritardo di un certo periodo di tempo indefinibile. Jozef si rende conto che il Sanatorio è un mondo fluttuante a metà strada tra il sonno e la veglia e che il tempo e gli eventi non possono essere misurati in alcuna forma tangibile.

SELON JOY (THE BOOK OF JOY) – opera prima – di Camille Lugan – Francia, 2024, 86’

  • Con: Sonia Bonny, Volodymyr Zhdanov, Raphaël Thiéry, Asia Argento
  • Produzione: Barney Production
  • In una città spenta e desolata, Joy è un’orfana con una fede profonda che non esce quasi mai dalla sua chiesa. Fino al giorno in cui incontra Andriy, un giovane che viene picchiato davanti a lei. Presto si convince che le loro strade erano destinate ad incrociarsi.

SUPER HAPPY FOREVER – di Kohei Igarashi – Francia, Giappone, 2024, 94’

  • Con: Hiroki Sano, Yoshinori Miyata, Nairu Yamamoto, Hoang Nhu Quynh
  • Produzione: MLD Films, Nobo
  • Vendite Internazionali: BAC Films International
  • Accompagnato dall’amico Miyata, Sano torna a Izu, una località balneare del Giappone dove cinque anni prima si era innamorato della moglie Nagi.

SUGAR ISLAND – opera prima – di Johanné Gómez Terrero – Repubblica Dominicana, Spagna, 2024, 91’

  • Con: Yelidá Díaz, Ruth Emeterio, Juan María Almonte, Génesis Piñeyro, Diógenes Medina
  • Produzione: Guasábara Cine
  • Co-produzione: Tinglado Film
  • Con il contributo di: DGCINE, FONPROCINE, ICAA, Programa Ibermedia, Primera Mirada, Television Canaria
  • Vendite Internazionali: Patra Spanou
  • Makenya vive in un villaggio Batey, nel mezzo di una piantagione di canne da zucchero. Una gravidanza indesiderata la costringe ad affrontare l’età adulta prima del previsto. Sua madre è influenzata da spiriti della tradizione chiamati “Misteri”, suo nonno lotta per i diritti previdenziali. A causa dell’automazione industriale, rischiano di essere trasferiti senza ricevere nessun indennizzo. Un serpente che rappresenta i Misteri, induce Makenya ad abbracciare sia il potere terreno sia la dimensione soprannaturale, fino a spingerla nel regno dell’impossibile.

TAXI MONAMOUR – di Ciro De Caro – Italia, 2024, 110’

  • Con: Rosa Palasciano, Yeva Sai, Valerio Di Benedetto, Ivan Castiglione, Matteo Quinzi, Taras Synyshyn, Halyna Havryliv, Laurentina Guidotti
  • Produzione: Kimerafilm, MFF con Rai Cinema
  • Con il contributo di: MiC – DGCA
  • In collaborazione con: Adler Entertainment
  • Distribuzione Italiana: Adler Entertainment
  • Il film racconta l’incontro tra due donne all’apparenza diverse ma che in fondo si assomigliano molto. Anna è in conflitto con sé stessa e la propria famiglia e affronta in solitudine la sua malattia; Cristi fugge da una guerra che la tiene lontana da casa. Tutti consigliano ad Anna di seguire il suo compagno in un viaggio di lavoro e a Cristi di restare al sicuro in Italia. L’incontro, seppur breve, sarà un tuffo nella libertà.

TO KILL A MONGOLIAN HORSE – opera prima – di Xiaoxuan Jiang – Malesia, Stati Uniti, Hong Kong, Corea, Giappone, 2024, 98’, prima mondiale

  • Con: Saina, Undus, Qilemuge, Tonggalag, Qinartu
  • Produzione: Da Huang Pictures
  • Tra le steppe invernali, Saina, un cavaliere mongolo si reiventa come performer, occupandosi del suo ranch di giorno ed esibendosi a cavallo per il pubblico di notte. A differenza del regale cavaliere che interpreta nello spettacolo, nella realtà quotidiana, Saina scopre che la sua vita da mandriano è sull’orlo di un baratro.

FUORI CONCORSO

BASILEIA – opera prima, film di chiusura – di Isabella Torre – Italia, Svezia, Danimarca, 2024, 90’, prima mondiale

  • Con: Elliott Crosset Hove, Angela Fontana, Koudous Seihon
  • Produzione: Stayblack Productions con Rai Cinema
  • Co-produzione: Snowglobe, Film I Väst
  • Con il contributo di: Calabria Film Commission
  • Vendite internazionali: Luxbox
  • Tra la fitta nebbia e la natura selvaggia dell’Aspromonte, un archeologo e i suoi aiutanti cercano un antico tesoro. Ma i loro scavi sprigionano creature misteriose e mitiche che cambieranno per sempre la vita degli abitanti di un remoto villaggio di montagna.

EVENTI SPECIALI

ALMA DEL DESIERTO (SOUL OF THE DESERT) – di Mónica Taboada-Tapia – Colombia, Brasile, 2024, 87’

  • Con: Georgina Epiayu, María Santa Pushaina Pushaina , Antonio Ipuana, Francisco ‘Jesús’ Urrariyu, Florentina Vanegas, Yesid de Jesus Bouriyu
  • Produzione: Guerrero Films, Estudio Giz
  • Negli aridi paesaggi di La Guajira, in Colombia, Georgina, una donna transgender Wayúu al terzo atto della sua vita, sa che il suo tempo sta per scadere e vuole cambiare la sua esistenza. Non avendo nulla da perdere, decide di incontrare i suoi fratelli, che non parlano spagnolo e sopravvivono a malapena ai margini dell’opaco sistema burocratico colombiano. Tra ferite aperte, ricordi e distanze geografiche ed emotive insondabili, Georgina e la sua gente decidono che è ora di cambiare le cose. Alma del Desierto nasce come una storia di resilienza, un simbolo di speranza e una fervente lotta per la giustizia.

COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA (THE OPEN COUPLE) – di Federica Di Giacomo – Italia, 2024, 120’

  • Con: Chiara Francini, Alessandro Federico, Karl Gustaf Fredrik Lundqvist, Sara Girelli, Chloe Gatti, Daniele Gatti, Efrem Sposini
  • Produzione: Nemesis con Rai Cinema
  • Co-produzione: Ballandi
  • Con il contributo di: MiC – DGCA
  • Distribuzione Italiana: I Wonder Pictures
  • Un film sul desiderio di felicità tratto dallo spettacolo di Franca Rame e Dario Fo. Chiara, attrice e scrittrice di successo, porta in scena da anni il testo di Coppia aperta quasi spalancata, che racconta la sempiterna favola o il sempiterno martirio dell’amore quando è coppia, o quando si diventa molti di più. È la storia di Antonia, alla quale il marito propone di spalancare la coppia. Lei accetta pur di non perdere l’uomo, ma tutto cambia nel momento in cui comincia ad ascoltarsi e guardare oltre il divano di casa. Così Chiara/Antonia – divisa fra il suo compagno Fredrik e il suo partner in crime e in scena Alessandro – decide di scoprire un universo, figlio della coppia aperta degli anni Settanta, fatto di poliamorosi, di giovani (e meno giovani) «contro» la monogamia, di femministe e party sex positive. Un viaggio dentro se stessa, la vita e i suoi affetti, farcito delle domande, dei dubbi, delle risate e delle granitiche certezze a cui tutti noi ci appigliamo per non tracimare.

KORA – di Cláudia Varejão – Portogallo, 2024, 28’

  • Con: Inna Klochko, Lana Alkouse, Margarita Sharapova, Norina Sohail, Zohra Ghadr Alzaman
  • Produzione: Terratreme Filmes
  • Kora delinea le storie di donne rifugiate che vivono in Portogallo. Tutte portano con sé il proprio passato
  • attraverso i corpi e le parole, nonché i volti dei propri cari in fotografia. Attraverso questi ricordi abbiamo accesso allo sguardo intimo e politico di chi ricostruisce (il proprio) presente.

MOGUĆNOST RAJA (POSSIBILITY OF PARADISE) – di Mladen Kovačević – Serbia, 2024, 75’

  • Con: Ivana Sahami, Dino Magnatta, Ling Lai, Shinta Sukmawati, Mcintosh Cooey, Kieran Cooey, Anna Kadek, Branko Milovanović
  • Produzione: Horopter Film Production
  • Co-produzione: MDEMC Produktion
  • Con il contributo di: Film Center Serbia
  • Gli scolari che vivono sulla cima di un’isola paradisiaca aspettano che smetta di piovere. Un’ex pubblicitaria sta portando a termine un affare fondiario per la sua nuova villa. Un imprenditore lotta contro la natura mentre costruisce un resort nella giungla. Un veterinario lavora per eliminare i serpenti dai giardini degli stranieri. Una influencer, disillusa dall’amore, si riprende dopo aver perso tutto in una notte. Un padre e un figlio si preparano ad andarsene via, senza sapere la meta. Una ballerina assume una nuova identità, allontanandosi da tutto ciò che ha sempre conosciuto. I sommozzatori si avventurano in acque inesplorate, rischiando la vita per il gusto della conquista. Le tensioni tra le varie possibilità dell’esistenza ruotano intorno alla domanda su quale vita si dovrebbe condurre, visto che ogni decisione porta a una diversa versione di sé. E mentre il paradiso terrestre potrebbe essere nient’altro che un ideale dell’immaginazione, l’umanità continua incessantemente a cercare la felicità.

PEACHES GOES BANANAS – di Marie Losier – Francia, Belgio, 2024, 73’

  • Produzione: Tamara Films, Michigan Films
  • Vendite Internazionali: Best Friend Forever
  • Negli ultimi 17 anni, Marie Losier ha filmato la cantante Peaches, regina del punk-elettro e vera icona queer femminista. Tra concerti stracolmi, uno stretto rapporto con la sorella Suri e la messa in scena della sua prima opera, Peaches sente sempre il bisogno di reinventarsi ed esplorare i propri confini. Dentro e fuori dal palco, un ritratto intimo di un’artista stimolante, dotata di un’energia sconfinata, che infrange i tabù e che abbraccia ogni fase della vita trasformando il suo corpo in arte.

SOUDAN, SOUVIENS-TOI (SUDAN, REMEBER US) – di Hind Meddeb – Francia, Tunisia, Qatar, 2024, 76’

  • Produzione: Echo Films
  • Co-produzione: Blue Train Films, My Way Production Tounès
  • Con il supporto di: CNC, Quiet, CNC-CNCI, Doha Film Institute, AFAC, Region Ile de France, Fonds Image
  • Francophone OIF, Final Cut in Venice, TitraFilm, MAD Solutions, Rai Cinema, Red Sea Fund, El Gouna Film Festival, Ateliers de l’Atlas – Festival International du Film de Marrakech, CPH:DOX
  • Shajane, Maha, Muzamil, Khattab. Sono sudanesi di vent’anni, politicamente attivi e artisticamente creativi. Questo film è un coro cinematografico, il ritratto collettivo di una generazione che lotta per la libertà con le proprie parole, poesie e canti. Di fronte a un esercito corrotto, responsabile dei crimini di guerra in Darfur, Kordofan e Nilo Azzurro, avrebbero potuto perdersi d’animo ancor prima di iniziare. Senza un sogno che li guidasse, il potere dell’immaginazione e la forza del discorso poetico, non avrebbero rovesciato il regime precedente. La regista Hind Meddeb ha seguito questi giovani sudanesi dal sit-in rivoluzionario di cinquantasette giorni a Khartoum, davanti al quartier generale dell’esercito, al massacro del 3 giugno 2019, quando quell’esercito ha attaccato il sit-in uccidendo in poche ore centinaia di persone che stavano resistendo al colpo di stato militare dell’ottobre 2021. E poi ha continuato a riprenderli fino a quando la guerra è iniziata, causando morte e distruzione ovunque, costringendo tutti a prendere le strade dell’esilio.

MIU MIU WOMEN’S TALES

Il progetto Miu Miu Women’s Tales nasce nel 2012 ed è un illuminato esempio di collaborazione artistica tra due realtà diverse che condividono il fine comune della valorizzazione del talento e della creatività al femminile. Ogni anno Miu Miu, creative partner delle Giornate degli Autori, affida e sponsorizza a due registe la realizzazione di un cortometraggio in cui raccontare il mondo delle donne; i corti vengono proiettati in anteprima mondiale nella Sala Perla del Palazzo del Casinò di Venezia, durante i giorni della Mostra, alla presenza delle registe e del cast. La proiezione è seguita nei due giorni successivi da quattro appuntamenti, ospitati negli spazi dell’hotel Excelsior, in cui ospiti internazionali del mondo dello spettacolo raccontano al pubblico il proprio mestiere da un punto di vista femminile. Tra le 90 protagoniste degli scorsi anni: Liliana Cavani, Mira Nair, Alice Rohrwacher, Kate Mara, Sia, Hailee Steinfeld, Agnes Varda, Dakota Fanning, Juno Temple, Kate Bosworth, Zosia Mamet, Chloë Sevigny, Tessa Thompson, Brigitte Lacombe, Vanessa Kirby, Nathalie Emmanuel, Carla Simón, Maggie Gyllenhaal.

#27 I AM THE BEAUTY OF YOUR BEAUTY, I AM THE FEAR OF YOUR FEAR – di Chui Mui Tan – Malesia, Italia, 2024, 21’

  • Con: Jo Kukathas, Sdanny Lee, Zhiny Ooi, Jean Seizure
  • Produzione: HiProduction, Da Huang Pictures
  • Gita lascia il suo lavoro in Cina e si trasferisce in Malesia. Voleva prendersi una pausa per ripensare la sua vita. Grazie all’amicizia e ai combattimenti, finalmente si lascia andare liberando la sua forza interiore.

#28 EL AFFAIRE MIU MIU (THE MIU MIU AFFAIRE) – di Laura Citarella – Argentina, 2024

  • Con: Elisa Carricajo, Verónica Llinás, Juliana Muras, Laura Paredes, Ezequiel Pierri, Cecilia Rainero, Rafael
  • Spregelburd, Guillermina Villa Simon
  • Produzione: HiProduction, El Pampero Cine

NOTTI VENEZIANE – in accordo con Isola Edipo

A MAN FELL – di Giovanni C. Lorusso – Italia, Libano, Francia, 2024, 70’

  • Con: Arafat Yasser Al Ali, Muhammad Ramzi Zayed, Jinen Al Ali, Jihad Khalaf Esa, Nour Amjad Al Nasim, M M Obama, Muhammad Esam Ghannam, Bissan Yasser Al Ali.
  • Produzione: Labo GCL
  • Con il supporto di: Atelier Milano Film Network 2023
  • Il Gaza Building, un ex ospedale dell’OLP, è un simbolo della sopravvivenza palestinese nel campo profughi di Sabra (Beirut) a nord del campo di Shatila. Negli undici piani dell’edificio, l’adolescente Arafat passa il tempo a spiare il suo vicino, a distruggere le parti cadenti della struttura e ad addestrare il suo cane. Insieme al suo amico Muhammad pensa a come esplorare i sotterranei proibiti, dove «ci sono solo sesso, droga e morte». Nel frattempo tutti nel palazzo parlano della storia probabilmente falsa di un uomo che è caduto dal quarto piano dell’edificio per motivi ignoti.

BOSCO GRANDE – di Giuseppe Schillaci – Francia, Italia, 2024, 77’

  • Con: Sergio Spatola, Clotilde Gaglio, Daniela Spatola, Maria Sardina, Luisa Sardina, Fabio Sgroi, Fabrizio Puleo, Dottore Maurizio Renda, Dottore Giuseppe Rotondo, Billo Svergognino.
  • Produzione: France Télévisions, Wendigo Films
  • Co-produzione: Drôle de trame, Malfé Film
  • Sergione, tatuatore cinquantenne di 260 chilogrammi, ha vissuto tutta la vita a Palermo, nel quartiere popolare di Bosco Grande. È uno dei punk leggendari della città, in rivolta contro la cultura borghese e mafiosa degli anni Ottanta. Trent’anni dopo, Sergio è ancora là: seduto davanti alla porta della casa materna, a bere e scherzare con gli amici del quartiere. Ogni volta che il regista Giuseppe Schillaci torna nella sua città natale, ascolta i suoi aneddoti tragicomici e i sogni di una vita diversa, fuori dalla prigione che si è costruito. Con il corso delle stagioni, pero’, la sua situazione di salute peggiora. Per salvarsi la vita, Sergio deve andare in un centro specializzato per obesi, da cui scappa appena un mese dopo. Di ritorno a Bosco Grande, fedele al suo mantra punk «live fast – die young», sprofonda nella spirale delle sue dipendenze.

DESERT SUITE – di Fabrizio Ferraro – Italia, 2024, 85’

  • Con: Gianmaria D’Alessandro, Rachele Roggi, Cécile Delamere, Francesco Pesci, Manuel Di Vecchi Staraz, Ullamp, Marco Fellini, Antonio Sinisi.
  • Produzione: Boudu
  • Co-produzione: Limen Shine
  • In collaborazione con: Virages Films Paris
  • Vendite internazionali: Boudu
  • Distribuzione italiana Boudu
  • Un giovane uomo attraversa l’Europa in cerca di una nuova Itaca. Deluso dal proprio paese, passa dall’infruttuosa e arida vendemmia di Banyuls-sur-mer a un incontro seduttivo e melanconico con una giovane donna di Bruxelles, fino a rifugiarsi in una gelida suite di un grattacielo di Rotterdam. Qui, come un angelo sterminatore, mette in scena un macabro gioco fatto di stordimento digitale e droga.

L’OCCHIO DELLA GALLINA (THE EYE OF THE HEN) – di Antonietta De Lillo – Italia, 2024, 93’

  • Con: Antonietta De Lillo, Maria De Medeiros, Carolina De Lillo Magliulo, Elisabetta Giannini, Alice Mariani, Marcello Garofalo, Luca Musella, Adele Pandolfi.
  • Produzione: marechiarofilm
  • Con il contributo di MiC – DGCA, Film Commission Regione Campania
  • Distribuzione italiana: marechiarofilm
  • L’occhio della Gallina è una storia di violenza e isolamento che non ha eguali nel nostro cinema. Dopo vent’anni di carriera e aver realizzato il suo miglior film, apprezzato dalla critica e considerato da alcuni un capolavoro in grado di consacrarla al grande pubblico, una eclatante ingiustizia ha sbarrato la strada alla regista Antonietta De Lillo, relegandola ai margini del sistema-cinema e impedendole di realizzare un nuovo film di finzione. Attraverso la forma dell’autoritratto, il film ripercorre in maniera libera la vita e la carriera della protagonista, alle soglie dei 40 anni dal suo primo film. Il paradosso di questa storia è rappresentato dal capovolgimento che è insito nel funzionamento dell’occhio della gallina che, per chi non lo sapesse, si chiude al contrario, dal basso verso l’alto. Allo stesso modo, mentre il cinema le viene negato, lei, ostinatamente, remando contro corrente, ne riafferma le doti culturali e artistiche, raccontandolo anche come strumento di cura e antidoto contro l’ingiusto isolamento.

QUASI A CASA – opera prima – di Carolina Pavone – Italia, 2024, 94’

  • Con: Lou Doillon, Maria Chiara Arrighini, Stefano Abbati, Michele Eburnea, Francesco Bianconi.
  • Produzione: Sacher Film, Vivo film
  • Con: Rai Cinema
  • In associazione con: Totem Films
  • Con il contributo di: MiC – DGCA
  • Vendite internazionali: Totem Films
  • Distribuzione italiana: Fandango Distribuzione
  • Arriva un momento nella vita in cui dobbiamo iniziare a capire quale sia il nostro posto nel mondo. Caterina ha vent’anni e potrebbe averlo scoperto: vuole fare la musicista, ma è paralizzata dalla paura e dall’insicurezza. Un’estate conosce il suo idolo, la cantante francese Mia. È l’inizio di un rapporto complesso, che accompagnerà Caterina negli anni e le permetterà finalmente di sentirsi a casa. Quasi.

LA SCOMMESSA – UNA NOTTE IN CORSIA (HIGH STAKES – A NIGHT IN THE WARD) – di Giovanni Dota – Italia, 2024, 84’

  • Con: Carlo Buccirosso, Lino Musella, Nando Paone, Yari Gugliucci, Vittorio Ciorcalo, Clotilde Sabatino, Chiarastella Sorrentino, Iaia Forte.
  • Produzione: Italian International Film
  • Con: Rai Cinema
  • Distribuzione italiana: I Wonder Pictures
  • È il giorno di Ferragosto in un desolato ospedale napoletano. I due infermieri, Angelo e Salvatore, sono di turno quando viene ricoverato in gravissime condizioni il signor Caputo. Ad Angelo, infermiere navigato, basta un’occhiata per capire che l’uomo non supererà la notte. Salvatore, che non sopporta Angelo, decide però di scommettere il contrario. In palio, le ferie natalizie: chi vince sarà in vacanza nel periodo più ambito dell’anno. Angelo accetta la sfida. Da quel momento in poi, la notte trascorrerà tra il tentativo di Salvatore di tenere in vita il signor Caputo e quello di Angelo di giocare sporco pur di vincere la sua scommessa. Tra colpi bassi, primari cocainomani e loschi figuri che si aggirano per l’ospedale, in quella notte può succedere di tutto.

SEMPRE – di Luciana Fina – Portogallo, 2024, 107’

  • Produzione: Cinemateca Portuguesa
  • In collaborazione con: RTP
  • In associazione con: LAFstudio
  • Vendite internazionali: Cinemateca Portuguesa
  • A cinquant’anni dal 25 aprile 1974, Luciana Fina rivisita le immagini della Rivoluzione dei Garofani in Portogallo, provenienti dagli archivi della Cinemateca Portuguesa e della RTP. Partendo dal cinema di quegli anni, SEMPRE ripensa al passaggio dal fascismo alla liberazione e al processo di costruzione di un nuovo Paese, per la sua emancipazione e il suo futuro. È un omaggio al cinema che ha interferito nella storia e restituisce oggi l’ipotesi di un momento straordinario. Il film attraversa l’asfissia del Salazarismo e della PIDE (Polícia Internacional e de Defesa do Estado), le occupazioni studentesche del 1969, il Movimento delle Forze Armate del 1974, i sogni, i programmi e le prospettive del PREC (Processo Revolucionário em Curso), il «Verão quente», la decolonizzazione e, soprattutto, ripropone i gesti di grandi cineasti che entrarono in azione insieme a artisti, cantautori, compositori e registi radiofonici.

TENGA DURO SIGNORINA! ISABELLA DUCROT UNLIMITED – (HOLD ON MISS! ISABELLA DUCROT UNLIMITED) – di Monica Stambrini – Italia, 2024, 87’

  • Con: Isabella Ducrot
  • Produzione: Eolo Films Productions
  • Quando a cinquantacinque anni Isabella Ducrot, al secolo Antonia Mosca, ha iniziato a dedicarsi all’arte, nessuno, tantomeno lei, poteva immaginare che oggi, novantenne, sarebbe diventata un’artista contesa dalle maggiori gallerie di tutto il mondo. Tenga duro signorina! Isabella Ducrot Unlimited la segue per due anni, tra successi internazionali e rivelazioni private, offrendo in controluce, dietro al racconto dell’artista quotata, autodidatta e lontana dall’accademia, anche il ritratto di una donna che ha attraversato il Novecento per rivelarci infine che «la vita felice comincia a sessant’anni!». E noi, meravigliati da ciò che dice e che fa, le crediamo.

VAKHIM – di Francesca Pirani – Italia, 2024, 98’

  • Con: Vakhim Borra, Maklin Tosi, Simone Borra, Francesca Pirani, Lavinia Mancusi
  • Produzione: Land Comunicazioni
  • Con il contributo di MiC – DGCA
  • Adottato in Cambogia a quattro anni, Vakhim arriva in Italia nel 2008. Parla solo khmer e tutto intorno a lui è sconosciuto, è un bambino solare e per adattarsi rimuove le tracce della sua breve vita che, però, non scompare del tutto. In Italia c’è Maklin, la sorella maggiore e dopo qualche anno arriva una lettera: è la madre naturale di Vakhim che chiede del figlio. Francesca e Simone, i genitori adottivi, decidono di andarla a cercare.

Giornate degli Autori: Francesca Gastone firma il manifesto della 21° edizione

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Le Giornate degli Autori – sezione indipendente promossa da ANAC e 100autori nell’ambito della Mostra d’arte cinematografica di Venezia, in programma a Venezia dal 28 agosto al 7 settembre – svelano l’immagine che accompagnerà la 21a edizione.

Dopo le opere artistiche firmate nel 2021 e nel 2022 rispettivamente da Rä di Martino e Anna Franceschini, è ancora un’artista a dare vita al manifesto delle Giornate degli Autori, questa volta con un’immagine realizzata appositamente per l’edizione di quest’anno. Si tratta dell’illustratrice e architetto Francesca Gastone.

Appassionata da sempre a tutte le forme d’arte, Francesca Gastone ha iniziato la sua carriera come architetto in studi italiani e poi all’estero, prima a San Paolo in Brasile e poi a Hong Kong. Tornata a Milano, si è specializzata in illustrazione editoriale, collaborando con istituzioni, importanti case editrici e testate giornalistiche come il Politecnico di Milano, Mondadori, Electa, “L’Espresso”, “Jacobin Italia”, “La Nuova Ecologia”, “Anorak Magazine”. La tecnica che predilige è il collage: elementi analogici e fotografici convivono all’interno di uno spazio i cui assi cardinali sono rappresentati dall’architettura e dalla presenza umana. Attualmente si divide tra il suo studio, Atelier Fyumi, situato nel mezzo del parco del Ticino e lo spazio condiviso Bota Fogo, nel quartiere Isola di Milano.

“I lavori che preferisco sono quelli che non forniscono risposte certe ma innescano domande”: una poetica che si sposa perfettamente con l’immagine che Francesca Gastone ha realizzato per le Giornate degli Autori 2024, raffigurante una ragazza in bilico su una corda tesa nel nulla e sospesa su una vertiginosa metropoli contemporanea. A farle compagnia degli aironi in volo, il pensiero sospeso tra le nuvole e lo sguardo, interrogativo, rivolto all’osservatore.

Giornate degli Autori: Francesca Gastone firma il manifesto della 21° edizione

Giornate degli Autori: Francesca Gastone firma il manifesto della 21° edizione
@ Francesca Gastone

“La nuova immagine delle Giornate degli Autori è stata una sfida”, dice Francesca Gastone“Si porta dentro il mondo intero, con le sue contraddizioni e le sue ombre, ma anche il grande sommovimento di un cuore che disegna una nuova strada, tra paura ed emozione, e gli occhi verso ciò che ancora possiamo disegnare insieme. Grazie alla guida e alla capacità di visione delle persone che hanno percorso con me questa strada, tra confronto e fiducia. Per tutte le strade che ancora potremo disegnare, che possano andare lontano.”

“Per il manifesto di quest’anno”, dichiara Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate, “volevamo un’immagine se possibile ancora più evocativa di quelle degli scorsi anni, qualcosa in grado di cogliere la precarietà su cui poggia un mondo lacerato da contrasti sempre più profondi. Grazie alla sensibilità di Francesca Gastone e alla sua abilità di costruttrice di mondi, siamo approdati a una bellissima rappresentazione che, oltre a essere metafora della contemporaneità, ribadisce l’importanza dell’atto creativo e della visione degli Autori per dipanare, indagare, anticipare la complessità dell’epoca in cui viviamo.”

Giornate degli Autori: a Laurent Cantet il Venice Days Award

La Giuria Ufficiale del Venice Days Award presieduta da Diego Lerman ha assegnato, nell’ambito della Selezione Ufficiale 2014, il Premio Giornate degli Autori a:

RETOUR A ITHACARETOUR A ITHACA – RITORNO A L’AVANA di Laurent Cantet, Francia (Vendite internazionali: Funny Balloons, distribuzione italiana: Lucky Red).

La Giuria era composta dai partecipanti al programma “28 Volte Cinema” del Parlamento Europeo. Questa la motivazione: “Con un luogo e un tempo delimitato, il regista riesce a realizzare un racconto emotivo e complesso su come affrontare i segreti del passato”. Sul sito www.venice-days.com è disponibile la registrazione integrale dell’incontro durante il quale la giuria ha emesso il verdetto, che è stato trasmesso in diretta streaming. Il Premio consiste in un Trofeo offerto dalla vetreria storica di Murano Seguso e in un contributo in denaro di Euro 20.000 che viene egualmente ripartito tra il regista e il suo distributore internazionale che si impegna ad utilizzare la cifra ricevuta per la promozione internazionale del film vincitore.

Il film italiano I NOSTRI RAGAZZI diretto da Ivano De Matteo si è aggiudicato l’undicesima edizione del Label Europa Cinemas come miglior film europeo delle Giornate degli Autori.

Ricevendo questo riconoscimento, I nostri ragazzi può beneficiare di un supporto promozionale da Europa Cinemas e di una migliore visibilità grazie all’incentivo finanziario per una rete di sale che lo programmerà. La Giuria ha attribuito il Premio con la seguente motivazione:

«Il film di Ivano De Matteo propone una storia solida, ben scritta e meravigliosamente costruita. Mette insieme in modo articolato molti temi forti – tra gli altri, l’alienazione tra genitori e figli, la rivalità tra fratelli, e quello della legge – senza mai trasformarsi in qualcosa di scontato. Gli attori nel loro insieme offrono una prova corale convincente, capaci di sviluppare personaggi che prendono letteralmente vita durante il film. Per la forte varietà di temi affrontati, la distribuzione di questo lavoro si rivolge a un pubblico non esclusivamente giovane».

Questa la giuria composta da esercenti che ha deciso l’attribuzione del Premio:

Louis Anschütz – Studio Isabella – Monaco di Baviera (Germania)

Zita Hosszuova – Kino Lumiere / Slovak Film Institute – Bratislava (Slovacchia)

Giuseppe Perico – Conca Verde – Bergamo (Italia)

Simon Ward – Independent Cinema Office – Londra (Regno Unito)

Giornate degli Autori, ecco il programma ufficiale della ventesima edizione

É stato presentato oggi nel corso della conferenza stampa il programma della ventesima edizione delle GIORNATE DEGLI AUTORI che si svolgerà nell’ambito dell’80 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dal 30 agosto al 9 settembre.

Per le Giornate degli Autori la ventesima edizione è una sorta di “rito di passaggio”, ben rappresentato dall’immagine dell’anno, tratta dalla performance “Doposole” di Anna Franceschini, in cui il passato dialoga con il presente, il tempo viene interrogato alla ricerca di una identità. Un’indagine che ben si accompagna alla scelta di autrici e autori che hanno il coraggio di uscire dalla loro comfort zone; registi che, come si dovrebbe fare a vent’anni, partono alla scoperta del mondo, spesso un mondo lontano da quello in cui vivono, ma che serve a meglio definire la costruzione di un’identità adulta.

Le Giornate degli Autori compiono vent’anni, escono dall’adolescenza, fanno i primi conti con un segmento di passato e gettano le basi per l’avvenire. E noi festeggiamo questo importante compleanno con autrici e autori che hanno il coraggio di uscire dalla loro zona di comfort.

A partire dal film di apertura del Concorso internazionale delle Giornate degli Autori, Los océanos son los verdaderos continentes, esordio al lungometraggio del regista milanese Tommaso Santambrogio. Il film, co-produzione italo-cubana, è integralmente ambientato a Cuba e della Cuba contemporanea riesce a restituire malinconia e vitalità, speranze e sogni perduti, attraverso una storia che tocca tre generazioni.

La regista francese Élise Girard si trasferisce in Giappone per il suo terzo lungometraggio, Sidonie au Japon. Bisogna andare in capo al mondo per ritrovare se stessi? Per Sidonie, magnificamente interpretata da Isabelle Huppert, pare proprio di sì. In un luogo sconosciuto e impenetrabile, in un continuo alternarsi tra passato e presente, tra fantasmi e persone reali, la donna ritrova senso e identità perduti.

Restiamo in Giappone con Kyoshi Sugita, uno dei nomi più interessanti del cinema asiatico contemporaneo che in Kanata no uta affronta, con uno stile lineare, semplice ma mai semplicistico, il tema dell’empatia e dell’altruismo. Qui una ragazza solitaria osserva il dolore nei volti di sconosciuti, altrettanto solitari, che poi si trasformano in persone familiari da abbracciare.

La sofferenza ritratta dall’esordiente olandese Stefanie Kolk in Melk potrebbe apparire come un muro invalicabile che non offre alcuna speranza. Ma donare agli altri ciò che la sorte ha reso inutile per se stessi – in questo caso il latte materno destinato a un bambino mai nato – è un segnale probabilmente spiazzante, sicuramente forte. Ed è l’indicazione, non retorica, ma pratica, di un voler rinascere con gli altri.

La belga Delphine Girard in Quitter la nuit, sorta di sequel del cortometraggio Une sœur che le valse la candidatura agli Oscar 2020, è lucida e mai retorica nel narrare l’indagine poliziesca che ruota attorno a una violenza di stupro e riesce a restituire la forza salvifica di un sodalizio femminile (in questo caso tra la vittima e la poliziotta).

Un figlio, una madre biologica, una madre adottiva. La più classica delle triangolazioni narrative che portano al conflitto. E invece il basco Víctor Iriarte (Sobre todo de noche), rompendo convenzioni letterarie e con l’aiuto delle straordinarie interpreti Lola Dueñas e Ana Torrent, formula il racconto di un’alleanza sorta per cercare e difendere il senso autentico delle relazioni, anche di quelle che spesso sono intrappolate in vincoli burocratici costruiti da chi non pensa ai sentimenti.

La canadese Ariane Louis-Seize è interprete di un cinema indipendente e di genere e in Vampire humaniste cherche suicidaire consentant mette in scena una giovanissima vampira malata di empatia. Rifiuta di nutrirsi perché ucciderebbe, sovvertendo dunque la regola scritta da chi per vivere si sente autorizzato a sopraffare il prossimo.

E parlano di sodalizi ed alleanze artistiche due film pur molto distanti tra loro, il marocchino Backstage di Afef Ben Mahmoud e Khalil Benkirane e il greco To kalokairi tis Karmen di Zacharias Mavroeidis. Nel primo, sorta di road movie danzante che si avvale delle bellissime coreografie del belga-marocchino Sidi Larbi Cherkaoui, i registi si addentrano nella vita di una compagnia di ballo e di questa svelano le dinamiche interne tra piccole vendette e regolamenti di conti, segreti e confessioni. Il secondo è una commedia apertamente queer che esplora il significato di varie relazioni, tra cui quelle con la famiglia, i partner, gli amici e gli animali domestici e racconta di due amici che si godono una giornata nella spiaggia gay di Atene collaborando a un’idea di lungometraggio.

A una presa di coscienza collettiva si affida Wu yue xue di Chong Keat Aun. Fantasmi di una tragedia passata che nel presente provano a riproporsi per riportare alla luce il rimosso. I massacri della storia spesso sono dimenticati. E allora un regista dalla Malaysia sfida il silenzio con l’immaginazione e con un linguaggio personale.

Dal teatro di strada di Chong Keat Aun alla commedia greca di Aristofane (Lisistrata) come fonte di ispirazione per il regista iraniano Ayat Najafi. Dal concorso agli eventi speciali, permane il serrato confronto tra vita e arte. Aftab mishavad, film che inaugura il nostro fuori concorso, racconta di una potente e complessa ribellione, del rischio della vita, delle repressioni, di libertà da conquistare, di donne che si prendono in carico il compito di sovvertire regole che non sono state scolpite sulla pietra e che dovrebbero, al più presto, dissolversi per una volontà generale.

Due registi slovacchi, Ivan Ostrochovský e Pavol Pekarčík (Photophobia), arrivano in Ucraina. Tra le rovine di una guerra devastante decidono di assumere un punto di vista alternativo, quello dei bambini che hanno trovato riparo in una stazione della metropolitana. Non hanno intenzione di nascondere nulla, semplicemente inseguono il quotidiano nella distruzione, pedinano la vita ostinata.

Gianluca Matarrese in L’expérience Zola ci porta in un altrove linguistico e letterario dove lavora con una coppia di attori teatrali francesi e con loro percorre il tragitto che dalla realtà porta alla finzione e viceversa in uno scambio continuo tra arte e vita.

La regista franco-palestinese Lina Soualem (Bye Bye Tibériade) compie un percorso a ritroso nel tempo, incontrando sua madre, la nota attrice Hiam Abbass, e le altre donne che compongono una grande famiglia, quelle che hanno vissuto nella Palestina del secolo scorso, tra guerre, speranze, ingiustizie, diaspore e quella fiera volontà di restare per affermare la propria presenza.

Un altro regista italiano, Edoardo Morabito (L’avamposto), si mette in movimento, prende la direzione della foresta amazzonica per seguire le tracce di un eco-guerriero scozzese che all’Amazzonia ha dedicato la sua vita. Il mondo così com’è ora non corrisponde ai nostri desideri. O meglio, i nostri desideri non dialogano con le nostre pratiche e quel mondo reagisce, muta, talvolta diventa inospitale. Si può cambiare rotta? Possiamo affidarci agli ideali di chi pare destinato a una grandiosa sconfitta?

E poi, la celebre regista francese Céline Sciamma, Presidente di giuria della scorsa edizione, ci fa omaggio di un breve film girato a Roma in modalità produttiva completamente autonoma e avvalendosi del contributo artistico della cantante Chiara Civello: un piccolo gioiello legato al nome di Patrizia Cavalli (This is how a child becomes a poet).

Lo stesso giorno, alla stessa ora, nella stessa sala, Sciamma si troverà accanto a Teona Strugar Mitevska (21 days until the end of the world). Anche la regista macedone ha deciso di regalare qualcosa al pubblico, un diario intimo, una riflessione politica, un atto di ribellione. E chi meglio di Mitevska e Sciamma per l’insubordinazione?

Film di chiusura fuori concorso è lo statunitense Coup! di Austin Stark e Joseph Schuman con Peter Sargsaard. Protagonista è un piccolo gruppo asserragliato in una villa nel 1918 per proteggersi dall’Influenza Spagnola in preda agli istinti umani dai quali dovremmo liberarci. Egoismi, ambizioni, sotterfugi, trame oscure, tradimenti. Saremo mai in grado di essere migliori?

Giornate-degli-autori-2023

Giornate degli Autori XIII edizione: ecco il programma

Giornate degli Autori XIII edizione: ecco il programma

Si svolgerà a Venezia dal 31 agosto al 10 settembre la XIII edizione delle Giornate degli Autori, organizzate dall’Associazione presieduta da Roberto Barzanti, promosse da Anac e 100autori, dirette da Giorgio Gosetti, organizzate con il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiBACT e il contributo di partner pubblici e privati.

Giornate degli Autori 2016Sezione autonoma e indipendente nel quadro della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, conosciute nel mondo con il brand internazionale di Venice Days, le Giornate sono ormai una realtà strutturale nel più antico festival cinematografico del mondo ma, da sempre, affiancano alla selezione del cinema indipendente di qualità una fitta attività di ricerca, incontri e dibattiti che hanno il loro fulcro nella Villa degli Autori.

Prettamente internazionale, con una selezione di prime mondiali e internazionali e con una speciale attenzione all’Europa grazie alla partnership con il Parlamento europeo per il progetto 28 Times Cinema e il Premio LUX, l’immagine delle Giornate degli Autori difende la creatività, l’innovazione e la ricerca dei nuovi linguaggi dell’audiovisivo così come la libera circolazione delle idee.

«Il segno forte di questa selezione – osserva il delegato Giorgio Gosetti – è la creatività femminile che attraversa la gran parte dei film che abbiamo visionato e la maggior parte di quelli selezionati. È la conferma di quell’attenzione all’universo femminile che ormai da anni – anche grazie al creative partner Miu Miu con il progetto “Women’s Tales” – abbiamo posto al centro della nostra ricerca. Ma è anche un segno forte di vitalità e ringiovanimento dell’arte cinematografica che, non a caso, si conferma nell’eccezionale numero e qualità di opere prime e seconde in cui crediamo».

Venti nazionalità rappresentate (comprese quelle degli autori), sette opere prime, sette autrici, tre film italiani realizzati con il contributo del MiBACT, undici titoli in concorso per il Venice Days Award (con una dotazione di 20.000 euro equamente divisi tra il regista e il distributore internazionale) assegnato da una giuria di ventotto giovani europei appassionati di cinema, selezionati in collaborazione con il Parlamento europeo ed Europa Cinemas e coordinati dal direttore artistico del Karlovy Vary Film Festival, Karel Och.

A presiedere la giuria sarà il geniale scrittore, fotografo, regista canadese Bruce La Bruce, già presente alle Giornate nel 2013 con Gerontophilia.

I film europei della selezione concorreranno al Label Europa Cinemas attribuito da una giuria di esercenti, mentre un Premio del Pubblico sarà stabilito dal pubblico della Mostra grazie al contributo di BNL – Gruppo BNP Paribas (main sponsor).

Le opere prime delle Giornate degli Autori concorreranno infine al Premio Luigi De Laurentiis per l’opera prima designato tra gli esordi di tutte le sezioni della Mostra.

Molti dei generi più popolari del racconto per immagini saranno rappresentati in questa selezione, sia pure sotto l’emblema forte dell’originalità espressiva: il documentario (The War Show), il racconto di formazione (Heartstone e Polina), il melodramma (Indivisibili e Pamylia Ordinaryo), il suspence thriller (Hounds of Love), il western (Pariente), il road-movie (The Road to Mandalay), senza dimenticare il dramma familiare declinato in chiave realista (La ragazza del mondo), grottesca (Quit Staring at My Plate), memoriale (Sami Blood). Dalla Siria alla Bolivia, dalla Svezia all’Asia, i grandi temi della politica e del disagio sociale corrono come vene scoperte o sotterranee in molti dei titoli della selezione; ma una volta di più è l’individuo singolo a combattere contro la crudezza del destino e della società. Segno di uno smarrimento senza facili soluzioni consolatorie che caratterizza questo momento delle nostre civiltà. Anche per questo contrasto drammatico e per la forza devastante di una realtà che non è mai semplice spettacolo, l’apertura delle Giornate 2016 è riservata all’emozionante video-diario dal cuore della Siria The War Show del danese Andreas Dalsgaard e della siriana Obaidah Zytoon.

Gli eventi speciali, che quest’anno caratterizzeranno anche alcune delle serate alla Villa degli Autori, sono presentati fuori concorso per i temi, i motivi e il carattere che mettono in luce e che alimentano la riflessione e il dialogo tipici delle Giornate. Così è per la prima co-produzione ufficiale tra l’Italia e la Cina, Coffee di Cristiano Bortone, a completare una serie di iniziative dedicate al dialogo tra le due culture che prosegue anche quest’anno con la terza edizione del China Film Forum; così è per i dialoghi sulla fede, l’accoglienza, l’umanità che accomunano le riflessioni di due artisti molto diversi come Giorgio Pressburger (Il profumo del tempo delle favole) e Pippo Delbono presente alle Giornate come attore (La ragazza del mondo) e regista/narratore nel suo provocatorio Vangelo. Così è per i ritratti di due icone della trasgressione come Rocco e You Never Had It, conversazione venuta dal passato con lo “scandaloso” Charles Bukowski.

La serie degli eventi speciali si completa con il gemellaggio con il Tribeca Film Festival che ogni anno porta alle Giornate uno dei suoi titoli statunitensi in anteprima internazionale (Always Shine di Sophia Takal), i film brevi della serie Women’s Tales firmati quest’anno da due autrici come Naomi Kawase e Crystal Moselle, un film-sorpresa che verrà annunciato in seguito così come il film di chiusura dell’edizione 2016.

Molti i partner che anche quest’anno affiancano e arricchiscono l’attività delle Giornate degli Autori: la SIAE che assegnerà il Premio alla Carriera e una Speciale Menzione a uno dei titoli italiani della selezione; le associazioni degli autori (Anac e 100autori) che animeranno le giornate di approfondimento tematico; Miu Miu con la serie di conversazioni sulla creatività femminile; Bridging the Dragon che collabora al China Film Forum insieme a Doc/it che porterà a Venezia la sua attività a sostegno del cinema del reale; i media partner Cinecittà News, Cineuropa e Fred, il Premio LUX che porta a Venezia i tre titoli finalisti dell’anno; la Trentino Film Commission, Sub-ti.

Le Giornate degli Autori sono realizzate in accordo con La Biennale di Venezia.

«Mitica, seducente, mutante, inquietante è quest’anno la Sirena – dice Giorgio Gosetti -, l’immagine simbolo della XIII edizione: un omaggio alla femminilità e al mare che di Venezia sono l’origine; ma anche a quella dimensione inafferrabile e unica che è dell’arte e dell’invenzione umana. Noi non siamo sirene, ma per la loro sopravvivenza ci battiamo».

Giornate degli Autori 2016 poster

SELEZIONE UFFICIALE

FILM DI APERTURA – IN CONCORSO

THE WAR SHOW di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon

Danimarca / Finlandia, 2016, prima mondiale

Produzione: Fridthjof Film in co-produzione con Oktober Oy, Dharma Film

Vendite internazionali: DR Sales by Kim Christiansen

Obaidah e un gruppo di amici partono da Damasco per un viaggio attraverso la Siria per prendere parte alla rivoluzione. Sarà un’esperienza destinata a cambiare le loro vite perché saranno testimoni della spirale che ha portato il paese alla guerra civile. Il materiale girato appartiene in gran parte al gruppo di amici che si vedono sullo schermo, specialmente Dana e Obaidah che cominciarono a girarlo nel 2011.

Obaidah Zytoon ha vissuto in Turchia fino al 2014. Vive in Danimarca dal dicembre 2015 ma poiché non ha voluto fare richiesta di asilo politico si trova in una situazione critica non potendo rientrare né in Turchia né nel suo paese. Forse andrà in Libano dove oggi vivono i suoi genitori.

Andreas Dalsgaard è stato coinvolto nel progetto dalla produzione Fridthjof nel giugno 2014 dopo che una serie di contrasti tra il team danese e i protagonisti siriani avevano bloccato la lavorazione del film. Con lui hanno lavorato al montaggio finale il celebre montatore Adam Nielsen e il Ceasar Groep per le immagini fotografiche.

La rabbia, la rivolta, la guerra civile: nel cuore dell’inferno siriano raccontato senza sensazionalismi, quasi un video-diario cominciato nel 2011 e vissuto come un road movie molto personale in cui si stagliano personaggi tanto epici quanto reali. La guerra non è uno spettacolo, è sangue, speranze, sofferenze e delusioni.

CONCORSO

HJARTASTEINN (HEARTSTONE) di Guðmundur Arnar Guðmundsson

Opera prima

Islanda / Danimarca, 2016, prima mondiale

Con: Søren Malling, Baldur Einarsson, Blær Hinriksson, Diljá Valsdóttir

Produzione: SF Studios Production ApS, Join Motion Pictures

Vendite internazionali: Films Boutique

In un piccolo villaggio di pescatori gli adolescenti Thor e Christian vivono un’estate turbolenta: mentre il primo cerca di conquistare il cuore di una ragazza, l’altro scopre nuove emozioni nella complicità tra maschi. Quando l’estate finisce e l’aspra natura dell’Islanda riprende il sopravvento viene il tempo di lasciare il mondo dei giochi per affrontare la brutalità dell’età adulta.

Ciò che ha fatto improvvisamente grande e appassionante il nuovo cinema islandese è il vibrante confronto tra l’uomo e la natura. Ma questo racconto tra due stagioni e due amori è anche un viaggio nel mito.

HOUNDS OF LOVE di Ben Young

Opera prima

Australia, 2016, prima mondiale

Con: Emma Booth, Ashleigh Cummings, Stephen Curry, Susie Porter

Produzione: Factor 30 Films

Vendite internazionali: Urban Distribution Intl.

La diciassettenne Vicki Malonie si imbatte in una coppia di pericolosi maniaci che la rapiscono in una strada di periferia. Osservando le dinamiche del rapporto che lega i suoi torturatori, Vicki capisce presto che, per poter restare viva, dovrà far leva su un possibile punto di rottura tra i due…

Sulla scena australiana degli anni ‘80, il più teso e nevropatico dei thriller diventa un ring claustrofobico per una partita a tre contro la morte. Ma ben presto le regole del gioco si alterano per sviluppi imprevedibili.

INDIVISIBILI (INDIVISIBLE) di Edoardo De Angelis

Italia, 2016, prima mondiale

Con: Angela Fontana, Marianna Fontana, Antonia Truppo, Tony Laudadio, Antonio Pennarella, Peppe Servillo, Gaetano Bruno

Produzione: Tramp in co-produzione con O’ Groove, con il contributo del MiBACT

Vendite internazionali: True Colours

Distribuzione italiana: Medusa Film

Due gemelle siamesi cantanti, grazie alle loro esibizioni, danno da vivere a tutta la famiglia. Le cose vanno bene fino a quando non scoprono di potersi dividere…

In un territorio tanto realista quanto onirico, in un litorale campano che raccoglie un universo visionario ed estremo nasce la strana favola di Viola e Dasy, indivisibili, sognatrici, disperate e felici. La conferma di un autore che rinnova il cinema italiano.

NE GLEDAJ MI U PIJAT (QUIT STARING AT MY PLATE) di Hana Jušić

Opera prima

Croazia / Danimarca, 2016, prima mondiale

Con: Mia Petričević, Nikša Butijer, Arijana Čulina, Zlatko Burić

Produzione: Kinorama

Vendite internazionali: New Europe Film Sales

Tutta la vita di Marjana ruota intorno alla sua famiglia, che lo voglia o no. Vivono stipati in un piccolo appartamento e rischiano di andare fuori di testa finché un ictus che trasforma il padre in un vegetale costringe la ragazza a farsi carico dei superstiti: una madre onnipresente e un fratello handicappato. Marjiana adesso fa due lavori, cerca una boccata d’ossigeno in fuggevoli rapporti erotici con estranei, assapora il gusto della libertà. Ma cosa fare di se stessa una volta assaggiata la nuova condizione?

Si potrebbe dirlo con Hana Juŝić: «Lo stile del mio film oscilla fra il grottesco di Rabelais e il realismo psicologico dei miei personaggi che sono animali strani, ma anche capaci di profondità interiore e di drammi reali». Un esordio che non si dimentica.

PAMILYA ORDINARYO di Eduardo Roy, Jr.

Filippine, 2016, prima internazionale

Con: Ronwaldo Martin, Hasmine Killip, Maria Isabel Lopez, Sue Prado, Ruby Ruiz

Produzione : Found Films in coproduzione con Cinemalaya Foundation

Vendite internazionali: Ignatius Films

È il ritratto di famiglia di Jane, 16 anni, e del suo ragazzo, Aries, che vivono da soli nelle caotiche strade di Manila. Sopravvivono con piccoli furti ed espedienti ma la loro esistenza cambia quando si scoprono, senza preavviso, genitori. Appena un mese dopo la nascita, il loro bambino viene rubato. Nell’intento di riaverlo, i due smarriti genitori devono adottare misure estreme…

L’autore di Baby Factory e Quick Change, visto alla Berlinale del 2013, ritorna con un dramma “sulla strada” che sorprende per il punto di vista insolito e conferma che il nuovo cinema di Manila non si ferma dalle parti di Lav Diaz e Brillante Mendoza.

PARIENTE (GUILTY MEN) di Iván D. Gaona

Opera prima

Colombia, 2016, prima mondiale

Con: Willington Duarte, René Calderón, Leidy Herrera Castillo, Christian Hernández, Alfonso López

Produzione: La Banda del Carro Rojo, con il supporto di Proimágenes Colombia e Fondo Cinematográfico

Mancano otto giorni al matrimonio tra Mariana e René, il cugino di Willington che ama la donna in segreto. Non avendo i soldi per il matrimonio, René decide di rubarli. Nella regione si sta ufficialmente sciogliendo un gruppo illegale di vigilantes, ma una serie di morti sospette getta una luce sinistra anche sulle nozze imminenti. Così il futuro di René finirà, per uno scherzo del destino, a dipendere da Willington.

Western rurale e contemporaneo, una ballata degna di Sam Peckimpah, una storia di vendette private che ha sullo sfondo il disastro di un paese e di una società corrotta dal sogno della ricchezza e dalla brutalità politica.

POLINA, DANSER SA VIE (POLINA) di Valérie Muller e Angelin Preljocaj

Opera prima

Francia, 2016, prima mondiale

Con: Nastya Shevtzoda, Aleksey Guskov, Juliette Binoche, Niels Schneider

Produzione: Everybody On Deck

Vendite internazionali: TF1 International

Nella Mosca dei primi anni ‘90, quando la cortina di ferro è appena caduta, una bambina di otto anni scopre le sue incredibili doti di ballerina grazie alla severa scuola del maestro Bojinski che la preparerà per il Teatro Bolshoi. Dieci anni dopo la giovanissima allieva incontra l’amore e l’ispirazione grazie al francese Adrien, un suo coetaneo che la porterà ad Aix-en-Provence dove Polina apprende i segreti della danza moderna. La sua parabola si compirà però tra Anversa, Montpellier, Avignone quando Polina sarà ormai diventata una donna.

Danzare la vita non significa poter superare di slancio la paura, la durezza, la solitudine. Nel tragitto della bambina Polina, della giovane étoile, della donna che scopre se stessa lontano dal progetto che il destino sembra assegnarle, uno dei più grandi coreografi del mondo, insieme a sua moglie Valérie, firma un esordio che va ben oltre la danza. Ispirato alla graphic novel di Bastien Vives, «il viaggio di Polina – dicono gli autori – è tanto un’avventura fisica ed emotiva quanto un percorso di crescita artistica».

LA RAGAZZA DEL MONDO (WORDLY GIRL) di Marco Danieli

Opera prima

Italia, 2016, prima mondiale

Con: Sara Serraiocco, Michele Riondino, Marco Leonardi, Stefania Montorsi, Lucia Mascino, Pippo Delbono

Produzione: CSC Production, Rai Cinema in co-produzione con Barbary Films

Vendite internazionali: Intramovies

Distribuzione italiana: Bolero Film

Quello di Giulia è un mondo antico e sospeso, fatto di rigore e testi sacri, che esclude con ferocia chi non vi appartiene. Quello di Libero è il mondo di tutti gli altri, di chi sbaglia, di chi si arrangia cercando un’altra possibilità e di chi ama senza condizioni. Quando Giulia incontra Libero scopre di poter avere un altro destino, tutto da scegliere. La loro è una storia d’amore purissima e inevitabile e per i due ragazzi inizia un intenso periodo di vita insieme, scelta che comporterà per Giulia una totale esclusione dal mondo dei Testimoni di Geova al quale appartiene.

Quella dei Testimoni di Geova in Italia è un delle comunità più fiorenti e significative d’Europa. Il film d’esordio dell’ex allievo e ora docente del CSC Marco Danieli (classe 1976) non vuole però proporsi come un documento su questo mondo; piuttosto un confronto fra due idee di libertà e felicità che stringono Giulia fino quasi a stritolarla.

SAMEBLOD (SAMI BLOOD) di Amanda Kernell

Opera prima

Svezia / Danimarca / Norvegia, 2016, prima mondiale

Con: Lene Cecilia Sparrok, Mia Erika Sparrok, Maj Doris Rimpi

Produzione: Nordisk Film Production Sverige in co-produzione con Sveriges Television, Bautafilm, Digipilot,

Vendite internazionali: LevelK

A 14 anni Elle Marja è una ragazzina innocente della comunità Sami, i “nativi” dell’estremo nord svedese. Esposta al razzismo coloniale degli anni ‘30 e alla certificazione della razza a cui è sottoposta a scuola, la ragazza sogna una vita diversa in cui non doversi sentire ogni volta ‘diversa’. Per ottenerla dovrà però tagliare ogni ponte con la sua famiglia, con la cultura della sua gente e diventare un’altra. Tanti anni dopo Elle Marja ritorna alla sua terra d’origine…

Lo Yoik è un ormai quasi dimenticato canto tradizionale del popolo Sami. «Questo film – dice la sua autrice – è una storia di canto e sangue, una dichiarazione d’amore per quelli che scapparono e per quelli che restarono durante una delle pagine più oscure del colonialismo svedese». Ma è anche un emozionante viaggio nell’idea stessa di identità culturale al tempo dell’omologazione globale.

ZAI JIAN WA CHENG (THE ROAD TO MANDALAY) di Midi Z

Myanmar / Taiwan Cina / Francia / Germania, 2016, prima mondiale

Con: Kai Ko, Wu Ke-Xi

Produzione: Seashore Image Productions, Flash Forward Entertainment, Myanmar Montage Films, House on Fire in co-produzione con Pop Pictures Company Limited, Bombay Berlin Film Production

Lianging e Guo si incontrano durante il loro passaggio clandestino attraverso il confine tra Burma e la Thailandia. Lianging trova lavoro come lavapiatti in città mentre lui finisce in una fabbrica di tessuti della periferia. Mentre la fiducia di Lianging nel suo cavalier servente viene pian piano meno, la fedeltà cieca di Guo non muta. Eppure il loro amore è ormai irrimediabilmente compromesso…

Il tema del viaggio, insieme a quello del femminile, caratterizza la selezione di quest’anno: viaggio come ricerca, movimento, simbolo del cambiamento, corsa ignara verso il vuoto. Midi Z si conferma uno dei più esplosivi talenti del cinema asiatico e porta alla ribalta una cinematografia – quella birmana – quasi sconosciuta in Occidente.

WOMEN’S TALES

 #11  SEED di Naomi Kawase

Italia / Giappone, 2016

Con: Sakura Ando, Jiji Boo, Wakato Kanematsu

Produzione: Hi! Production

Una ragazza compie un viaggio, spostandosi dalla natura selvaggia di Nara alla folla e alle strade congestionate di Tokyo. Lungo il cammino, incontra un ragazzo che le fa dono di una mela. Lei la offrirà in seguito a un senzatetto, che ricambia con uno svolazzante tessuto di chiffon. Nel corso delle diverse trasformazioni, la ragazza si muove come un albero che ondeggia al vento, espressione di uno spirito che scorre segretamente in questi oggetti e luoghi diversi, pulsanti di vita.

Della protagonista interpretata da Sakura Ando, Naomi Kawase dice: «Sembra piuttosto una fata, una creatura misteriosa». La narrazione della storia cambia la nostra percezione. «Che succede se vediamo le cose capovolte?». Il suo è anche un ritratto pieno di sentimento della femminilità asiatica, che la regista definisce «primitiva, originaria ed erotica allo stesso tempo».

#12 THAT ONE DAY di Crystal Moselle

Italia / Stati Uniti, UK, 2016, Prima mondiale

Con: Rachelle Martinez, Nina Moran, Ardelia Lovelace, Ajani Russell, Jules Lorenzo, Brenn Lorenzo, Kabrina Adams, Amber Coffman

Produzione: Hi! Production !, Somesuch

In un solo giorno può cambiare tutto. Rachelle, una ragazza di 17 anni della periferia di New York, se ne rende conto durante un viaggio alla scoperta di se stessa a bordo del suo skateboard. Intimorita da un sessismo machista e indifferente, si imbatte per caso in una gang di skater, piene di carisma e senza paura, che le mostrano l’esistenza di un altro mondo. Un universo femminile fatto di amicizia, forza e senso di appartenenza.

Crystal Moselle è una regista americana che vive a New York, nota soprattutto per “The Wolfpack”, il documentario vincitore del Gran Premio della Giuria al Sundance 2015.

EVENTI SPECIALI

In accordo con il Tribeca Film Festival

ALWAYS SHINE di Sophia Takal

Stati Uniti, 2016, prima internazionale

Con: Davis Mackenzie, Caitlin Fitzgerald

Produzione: Little Teeth Pictures in associazione con Salem Street Entertainment

Vendite internazionali: Visit Films

Due attrici si mettono in viaggio verso Big Sur per curare la loro amicizia, ma la gelosia riapre antiche ferite. È il terreno di racconto ideale per un complicato e suggestivo thriller che ruota intorno a temi come ossessione, celebrità, femminilità.

CAFFÈ (COFFEE) di Cristiano Bortone

Italia / Belgio / Cina, 2016, prima mondiale

Con: Hishem Yacoubi, Arne De Tremerie, Koen De Bouw, Lu Fang-Sheng, Zhuo Tan, Sarah Li, Dario Aita, Miriam Dalmazio, Ennio Fantastichini

Produzione: Orisa Produzioni (Italia), Savage Film (Belgio), Road Pictures, China Blue Film (Cina) con il contributo del MIBACT, in collaborazione con Rai Cinema, D’Hive, Yunnan Communication Group, Lucent Pictures

Distribuzione italiana: Officine Ubu

I sommelier dicono che il caffè abbia tre sapori: l’amaro, l’aspro e una nota finale profumata. Attraverso l’elemento comune di questo prodotto così evocativo, il film racconta tre storie ambientate in tre parti del mondo molto lontane fra di loro, tre destini che si intrecciano nei tempi confusi e incerti che il nostro mondo sta vivendo.

IL PROFUMO DEL TEMPO DELLE FAVOLE di Mauro Caputo

Italia, 2016, prima mondiale

Dal testo omonimo di Giorgio Pressburger

Produzione Vox Produzioni, Istituto Luce Cinecittà

Distribuzione italiana e vendite internazionali: Istituto Luce – Cinecittà

Trieste, città di confine e simbolo dell’unione cosmopolita, dove convivono persone di culture e nazionalità diverse, che hanno mantenuto vive le proprie tradizioni nei luoghi di culto, come i nove cimiteri appartenenti a diverse religioni. In questo contesto e in questi luoghi, Giorgio Pressburger cerca, tra dubbi e tormenti, i segni della propria fede, mettendo a nudo la sua esperienza, scardinando certezze e false ipocrisie, entrando nelle pieghe più nascoste della mente umana.
Il film verrà presentato nella cornice di una serata multimediale alla Villa degli Autori

ROCCO di Thierry Demaiziere e Alban Teurlai

Francia, 2016, prima mondiale

Produzione: Program 33, Mars Films, Falabracks

Vendite internazionali: Wild Bunch

Distribuzione italiana: BIM Distribuzione

Rocco Siffredi sta alla pornografia come Mike Tyson alla boxe, Mick Jagger al rock ‘n’ roll: una leggenda vivente. Oggi si racconta, a rischio di infrangere il mito; un “dietro le quinte” sul mondo del porno e delle sue stelle.

VANGELO di Pippo Delbono

Italia / Belgio, 2016, prima mondiale

Con: Pippo Delbono, Safi Zakria, Nosa Ugiagbe, nel ruolo di loro stessi e con l’amichevole partecipazione di Petra Magoni e Ilaria Fantin e con Bobò e Pepe Robledo

Produzione: Stemal Entertainment con Rai Cinema, in associazione con DO Consulting&Production, con Ventura Film, Snaporaxverein (Svizzera), Les films du fleuve (Belgio), in associazione con CDP e Arte France – La Lucarne, in collaborazione con Alce Nero

Pippo, regista teatrale, si reca in un centro dove i profughi trovano asilo e condivide la loro quotidianità fatta di tempo sospeso tra dolorose memorie e incerto futuro. Poco alla volta i rifugiati si aprono al regista, gli raccontano le loro storie. Qualcuna di queste sarà nel film, altre rimarranno segrete. E alla fine l’idea di mettere in scena il Vangelo prende una sua forma incarnandosi nelle vite di queste persone, inevitabili protagoniste di un tempo nuovo.

YOU NEVER HAD IT – AN EVENING WITH BUKOWSKI di Matteo Borgardt

Stati Uniti / Messico / Italia, 2016, prima mondiale

Con: Charles Bukowski, Silvia Bizio, Linda Lee Beighle, Frances Schoenberger, Michael Montfort, James Borgardt

Produzione: Alevi, Itaca Films

Vendite internazionali: Latam Pictures

Distribuzione italiana : Alevi

Questo breve documento nasce dalla video-intervista realizzata dalla giornalista italiana Silvia Bizio nel gennaio del 1981 con Charles Bukowski nella sua casa di San Pedro, California. E’ stata una lunga notte di sigarette e vino con lo scrittore e la sua futura moglie Linda Lee Beighle, a parlare di ogni possibile soggetto, dagli scrittori al sesso, dall’amore all’umanità. L’intervista fu registrata su nastri Umatic che poi rimasero dimenticati per oltre 30 anni; sono stati digitalizzati e editati con l’inserzione di nuove scene girate appositamente in Super8 e con alcune poesie lette dallo stesso Bukowski.

28 SGUARDI DALL’EUROPA. LA GIURIA DEL VENICE DAYS AWARD

Per il terzo anno consecutivo, il premio delle Giornate degli Autori Venice Days Award verrà assegnato da una giuria d’eccezione: i 28 giovani europei di 28 Times Cinema. Il progetto, che giunge quest’anno alla sua VII edizione, è promosso dalle Giornate degli Autori, dal LUX Film Prize del Parlamento europeo e dal network di sale d’essai di Europa Cinemas, con la collaborazione di Cineuropa.

28 Times Cinema è nato nel 2010 dall’esigenza di coinvolgere e interrogare le nuove generazioni, percepite sempre più lontane dalla sala cinematografica e in generale dal cinema d’essai. In questi anni 28 ragazzi tra i 18 e i 25 anni, ciascuno proveniente da un paese dell’Unione europea, sono stati invitati a Venezia per osservare da vicino il festival più antico d’Europa, arricchendolo con uno sguardo originale. Questa esperienza continua a dimostrare ogni anno l’interesse dei più giovani per il cinema indipendente, europeo e non. Il ventiquattrenne olandese Matthijs van der Veer non ha dubbi in proposito: «Il cinema d’essai soffre di una stigmatizzazione di prodotto vecchio e noioso. Riportarlo al centro della scena è il primo passo per riportarlo verso il pubblico».

La curiosità verso il nuovo anima da sempre i dibattiti che si svolgono alla Villa degli Autori. Per tenere unite le fila di una giuria così numerosa e varia, le Giornate degli Autori hanno preso in prestito il direttore artistico del Festival di Karlovy Vary, Karel Och, nel ruolo di coordinatore. «Non vedere l’ora di venire alla Mostra del Cinema significa per me non vedere l’ora di passare tempo con un gruppo di giovani appassionati di arte cinematografica le cui genuine opinioni sui film sono una boccata d’aria fresca insieme ad un raro arricchimento».

Per 15 giorni, 17 ragazze e 11 ragazzi provenienti da tutt’Europa e accomunati solo dalla passione per il cinema, si confronteranno su 11 film in concorso per il Venice Days Award, nonché sui temi di maggiore attualità nella scena cinematografica europea. Si tratterà di un gruppo assolutamente eterogeneo che conta al suo interno molti ragazzi appena usciti da scuola, studenti universitari di cinema e di animazione, giornalisti, blogger (quello di Adrià Guxens Chaparro vanta 400.000 lettori) musicisti, attori, ma anche storici, ingegneri e tuttofare come il ceco Jakub Brych: di giorno commesso e lavapiatti, di notte proiezionista. Alcuni di loro sono già inseriti nel mondo dei cinema: Mónika Bajnóczi (Ungheria) lavora da due anni come assistente editoriale con FIPRESCI, Elvire Munoz (Francia) firma sceneggiature per la TV belga, Maj Rafferty (Danimarca) dirige e produce video musicali anche per grandi produzioni scandinave, Carla Fotea (Romania) lavora nella casa di produzione fondata da Cristian Mungiu, Steven Armour (UK) cura il programma di corti a tema LGBT in uno dei principali cinema di Edimburgo mentre la svedese Clara Gower gestisce insieme ad altri tre volontari l’intera programmazione dell’unico cinema d’essai della sua città.

Da questo incrocio di passioni, culture, professioni e lingue diverse nascerà il verdetto decisivo che sancirà il vincitore della XIII edizione delle Giornate degli Autori.

Giornate degli Autori Venice Days, 11° edizione – la conferenza stampa

a4.inddPresentata a Roma l’11° edizione delle Giornate degli Autori, rassegna promossa da Anac e 100autori, col sostegno del MiBACT, nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dal 27 agosto al 6 settembre prossimi, presieduta da Roberto Barzanti e diretta da Giorgio Gosetti.

Novità di questa 11° edizione: il Premio del Pubblico BNL, assegnato dagli spettatori accreditati alle Giornate, che decreteranno il miglior film della Selezione Ufficiale; i Premi SIAE ad autori nostrani, alla Carriera e alla Migliore Sceneggiatura; ma soprattutto il Premio Venice Days, conferito da 28 spettatori europei tra i 18 e i 26 anni, selezionati tra gli appassionati di cinema, con discussione finale pubblica e vincitore decretato il 5 settembre: 20.000 euro da dividere tra il regista dell’opera premiata e il distributore internazionale del film.

Restano confermati anche per questa edizione il Leone del Futuro, cui concorrono tutte le opere prime delle Giornate, il Premio Fedeora della critica euro-mediterranea e quello di Europa Cinemas al miglior film europeo. Annunciati poi con un messaggio della neopresidente della Commissione cultura al Parlamento Europeo, Silvia Costa, i finalisti del Premio Lux, voluto dallo stesso Parlamento, al V anno di partnership con le Giornate degli Autori. Sono: lo sloveno Class enemy di Rok Biček, il francese Girlhood di Céline Sciamma e il polacco Ida di Pawel Pawlikowski, i cui autori saranno presenti a Venezia. Gli stessi film saranno poi proiettati in tutta Europa nei Lux Film Days, mentre il vincitore verrà decretato il 17 dicembre a Strasburgo.

Si rinnova poi la partnership col marchio Miu Miu, curatore di Women’s Tales, sezione al femminile delle Giornate degli Autori, che prevede due corti: Spark and light di So Yong Kim e Somebody di Miranda July.

La Selezione Ufficiale è di 14 lavori e, illustra Gosetti, “si occupa delle età dell’uomo, in particolare è molto polarizzata su giovani e vecchi”, ma lo è anche “fra ciò che pensiamo possa piacere al pubblico e un cinema che stimoli la ricerca, la voglia di nuovo, di linguaggi diversi. Conta nomi di registi importanti e premiati. I loro film ci hanno convinto perché fanno qualcosa di diverso, osano e sfidano sè stessi”. Si apre con il cinema coreano di Kim Ki-duk e la prima internazionale del suo One on one, fuori competizione. Tra i nomi noti del panorama internazionale anche il regista Laurent Cantet, già Palma d’Oro per La classe, presente con il suo Retour à Ithaque, film sulla Cuba contemporanea. Spazio anche all’Argentina con il nuovo film di Adrián Biniez, El 5 de talleres. Al paese latinoamericano è dedicata l’ultima giornata del Festival e i Venice Days chiudono col docufilm fuori concorso, Messi, sul calciatore argentino, diretto da Alex De la Iglesia.

Ma la selezione è anche ricca di opere prime: “Ne abbiamo scelte non poche”, chiarisce Gosetti, “perché abbiamo riconosciuto dei talenti che ci sembra importante mettere all’attenzione di un grande festival internazionale. Vogliamo essere gregari di buona qualità rispetto alla Mostra e concentrarci su quel cinema significativo che altrimenti rischierebbe di non essere a Venezia”. Tra queste, l’americano Shawn Christensen, autore del corto vincitore dell’Oscar 2013, che a partire da questo, dirige Before I disappear; ma anche il minimalista Between 10 and 12 dell’olandese Peter Hoogendoorn, il western rurale britannico The Goob di Guy Myhill e il francese Les nuits d’ete, diretto da Mario Fanfani. L’Italia scommette su Ivano De Matteo con I nostri ragazzi, protagonisti Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio e Barbora Bobulova – “Il film nasce da una domanda: che farei se mio figlio dovesse commettere un crimine? Ed è incentrato sul conflitto tra le ragioni del cuore e quelle della giustizia, della coscienza”, spiega il regista – ma anche su Felice Farina, che definisce il suo Patria come “un esperimento sulla memoria e sul linguaggio, che mescola fiction e materiale di repertorio”, film sugli ultimi trent’anni italiani, dall’omonimo testo di Enrico Deaglio.

Per quanto riguarda gli eventi speciali – tre film italiani e uno statunitense – segnaliamo The show MAS go on della videoartista Rä di Martino, che di questo eclettico progetto sugli storici Magazzini allo Statuto di Roma – con Sandra Ceccarelli, Maya Sansa, Iaia Forte e Filippo Timi – spiega: “E’ nato come un doc, poi è diventato un ibrido tra videoarte, documentario e citazioni cinematografiche”. Mentre in 9×10 Novanta nove registi, scelti tra i nuovi autori di casa nostra, mostrano ciascuno dieci minuti selezionati dal materiale dell’Archivio Luce per celebrare i novant’anni dell’Istituto. Tra i cineasti coinvolti, Alice Rohrwacher e Giovanni Piperno.

Giornate degli Autori 2025: presentato il programma per Venezia 82

Dopo la Settimana della Critica e la Selezione ufficiale, anche Giornate degli Autori 2025 ha presentato il suo programma in vista della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, dal 27 agosto al 6 settembre 2025.

Ecco il programma ufficiale:

CONCORSO UFFICIALE
MEMORY (OPENING FILM)
Director: Vladlena Sandu
Production: LIMITLESS
France, Netherlands

LA GIOIA
Director: Nicolangelo Gelormini
Production: HT Film Srl
Italy

BEARCAVE
Director: Stergios Dinopoulos, Krysianna Papadakis
Production: Pucci Productions
Greece, UK

SHORT SUMMER
Director: Nastia Korkia
Production: TamTam
Germany, France, Serbia

A SAD AND BEAUTIFUL WORLD

Director: Cyril Aris
Production: Abbout Productions
Lebanon, USA, Germany, Saudi Arabia, Qatar

PAST FUTURE CONTINOUS
Directors: Firouzeh Khosrovani and Morteza Ahmadvand
Production: Fifi Film, Antipode Films, Zalab films
Iran, Norway, Italy

MEMORY OF PRINCESS MUMBI
Director: Damien Hauser
Kenya, Saudi Arabia, Switzerland

VAINILLA
Director: Mayra Hermosillo
Production: REDRUM
Mexico

LAST NIGHT I CONQUERED THE CITY OF THEBES
Director: Gabriel Azorín
Production: DVEIN FILMS
Spain, Portugal

INSIDE AMIR
Director: Amir Azizi
Production: Amir Azizi, ELham Azizi, Ali Azizi ([email protected])
Iran

FUORI CONCORSO
DAMNED IF YOU DO, DAMNED IF YOU DON’T (CLOSING FILM)
Director: Gianni Di Gregorio
Production: Bibi Film, Rai Cinema, Les Films du Poisson
Italy, France

EVENTI SPECIALI
LAGUNA
Director: Sharunas Bartas
Production: KinoElektron
Lithuania, France

WRITING LIFE – ANNIE ERNAUX THROUGH THE EYES OF HIGH SCHOOL STUDENTS
Director: Claire Simon
Production: ROSEBUD PRODUCTIONS
France

THE PEACEFUL LIFE – A TRAGIC COMEDY ABOUT HATE, FAMILY, AND OTHER QUIET THINGS
Director: Gianluca Matarrese
Production: Faber Produzioni
Italy

WHO IS STILL ALIVE
Director: Nicolas Wadimoff
Production: Akka Films
Switzerland, France

DO YOU LOVE ME
Director: Lana Daher
Production: Films de Force Majeure
France

NOTTI VENEZIANE
6:06
Director: Tekla Taidelli
Production: Argo Film – Tranky Film
Italy

AMATA
Director: Elisa Amoruso
Italy

CONFITEOR
Director: Bonifacio Angius
Italy, Poland

UNA COSA VICINA
Director: Loris Nese
Production: Lapazio Film
Italy

DOM (FILM D’apertura NOTTI VENEZIANE)
Director: Massimiliano Battistella
Production: Kama Productions / Mess Sarajevo
Italy, Bosnia-Herzegovina

FILM DI STATO
DirectorRoland Sejko
Italy

INDIETRO COSÌ
Director: Antonio Morabito
Italy

LIFE BEYOND THE PINE CURTAIN
Director: Giovanni Troilo
Italy

TONI, MIO PADRE
Director: Anna Negri
Production: MIR Cinematografic

Giornate degli Autori 2025: Dario Argento insignito del Premio alla Carriera intitolato ad Andrea Purgatori

SIAE – Società Italiana degli Autori e Editori, main partner della 22ª edizione delle Giornate degli Autori, torna a sostenere e a promuovere la creatività del cinema made in Italy.

Quest’anno conferisce a Dario Argento, Maestro italiano del cinema di suspence, il Premio alla Carriera intitolato dal 2023 ad Andrea Purgatori, consegnato lo scorso anno ad Alice Rohrwacher e negli anni precedenti ad autori come Luca Guadagnino, Mario Martone e Paolo Sorrentino, ai quali il premio è stato conferito nel corso delle precedenti edizioni delle Giornate degli Autori.

Dario Argento non ha bisogno di presentazioni: instancabile innovatore del cinema di genere, artigiano della tensione e plasmatore di incubi, ha firmato alcuni dei film horror più amati della storia della settima arte, da Il gatto a nove code(1971) a Suspiria (1977), da Inferno (1980) a Phenomena (1985), passando per Due occhi diabolici (1990) firmato con George A. Romero e la sua opera più conosciuta, Profondo rosso (1975). Sempre animato da una libertà creativa intima e rivoluzionaria, è stato pioniere di un nuovo modo di rappresentare la tensione, terrorizzando generazioni di spettatori e ispirando schiere di cineasti italiani e internazionali tra cui John Carpenter, Guillermo del Toro e Quentin Tarantino.

Il programma di Giornate degli Autori 2025

Salvatore Nastasi, Presidente della SIAE, ha annunciato il riconoscimento con la seguente motivazione: “SIAE è orgogliosa di rendere omaggio a un Maestro del nostro cinema, che ha fatto della creatività e della libertà espressiva la sua firma. Dario Argento ha rivoluzionato l’immaginario cinematografico con uno stile unico, che ha attraversato i confini del genere fondendo scrittura, regia e visione in un linguaggio iconico e dimostrando che l’ombra e il mistero possono essere raccontati con ritmo e profondità”.

Il premio verrà consegnato lunedì 1° settembre alle ore 17:00, presso la Sala Perla del Palazzo del Casinò, dal Presidente della SIAE Salvatore Nastasi.

Lo stesso giorno Dario Argento sarà in Sala Laguna (via Pietro Buratti 1), alle ore 15.00, per salutare gli appassionati e visitare la mostra Sandro Symeoni. Dipingere il Cinema curata da Luca Siano e organizzata dall’Archivio Sandro Simeoni, in collaborazione con Giornate degli Autori, Isola Edipo e Ferrara La Città del Cinema. Tra i tanti manifesti originali esposti firmati dall’illustratore ferrarese sarà presente anche quello del capolavoro di Dario Argento, Profondo Rosso, di cui proprio quest’anno ricorrono i 50 anni dalla prima uscita in sala.

Giornate degli Autori 2023: João Pedro Rodrigues Presidente di Giuria

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Sarà João Pedro Rodrigues a presiedere quest’anno la giuria delle Giornate degli Autori. Il regista, sceneggiatore, montatore, attore e produttore portoghese, nel 1997 porta alla Mostra del Cinema di Venezia il cortometraggio a tematica LGBT, Parabéns!. Dopo un paio di mediometraggi, nel 2000 torna alla Mostra di Venezia, questa volta in concorso, con l’opera prima O Fantasma. Nel corso degli anni i suoi film sono selezionati nei maggiori festival internazionali (Rotterdam, Berlino, Cannes, Karlovy Vary, Locarno, Toronto, San Sebastián e naturalmente la già menzionata Venezia). Nel 2016 Rodrigues si aggiudica il premio per la miglior regia a Locarno con O Ornitólogo. Lo scorso anno realizza Fogo-Fatuo, presentato alla Quinzaine des Réalisateurs e nella cinquina finalista del LUX Audience Award 2023.

Nessuno meglio di lui potrà dunque guidare quest’anno il progetto 27 Times Cinema, organizzato dalle Giornate degli Autori, il LUX Audience Award del Parlamento europeo ed Europa Cinemas, in collaborazione con Cineuropa, che vedrà 27 giovani cinefili europei, ambasciatori del Parlamento Europeo, essere la giuria ufficiale delle Giornate degli Autori. Coordinati dal Direttore del Festival di Karlovy Vary, Karel Och, i ragazzi e le ragazze decreteranno a Venezia, insieme al Presidente João Pedro Rodrigues, il film vincitore del GdA Director’s Award, unico riconoscimento ufficiale della sezione autonoma promossa da ANAC e 100autori nell’ambito della Mostra del Cinema.

Dopo Céline Sciamma e l’inedito duo composto da Mina Mileva e Vesela Kazakova che due anni fa premiò il rumeno Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark, poi vincitore anche del Premio De Laurentiis per la migliore opera prima di tutta la Mostra, a João Pedro Rodrigues spetta quest’anno il compito di accompagnare per dieci giorni i suoi giovani compagni d’avventura nella ricerca del film che, all’interno della Selezione Ufficiale delle Giornate, avrà saputo meglio cogliere il senso del premio: il coraggio di guardare al mondo con occhi nuovi.

“Sono entusiasta all’idea di presiedere una giuria di 27 giovani cinefili europei – ha dichiarato il regista nato a Lisbona – Da giovane cinefilo sin dall’età di quindici anni, ho sviluppato una relazione con il cinema appassionata e radicale. E non vedo l’ora di scoprire lo sguardo unico di ciascuno dei membri della giuria.”

“A distanza di un anno dalla vittoria del portoghese Lobo e Cão di Claudia Varejão come miglior film delle Giornate degli Autori – dichiara Gaia Furrer, direttrice artistica delle Giornate degli Autori –, è un immenso piacere per me continuare la storia d’amore con il cinema lusitano accogliendo uno dei maggiori registi contemporanei. Scegliere João Pedro Rodrigues come Presidente della Giuria per il 20° anniversario delle Giornate degli Autori, significa festeggiare un cinema libero, provocatorio, versatile, capace di interrogare il nostro tempo con audacia e irriverenza. Sono certa che confrontarsi con un regista di tale portata, sarà per i giovani giurati delle Giornate degli Autori un’esperienza elettrizzante”.

“Ci sono molti modi per interpretare il ruolo di presidente di una giuria – sottolinea il Delegato generale Giorgio Gosetti – Si può far uso del proprio carisma per affermare una specifica idea di cinema; si può decidere di mettersi al servizio di una piccola comunità di ‘esperti’ per mediare tra loro un verdetto convincente. Ma nel caso unico della giuria delle Giornate, fare il Presidente significa disporsi all’ascolto del nuovo che occhi giovani sanno cercare e scoprire, farsi maestro e allievo nello stesso momento. La storia e il talento del nostro Presidente di quest’anno – la ventesima edizione della rassegna – sono garanzia di questa unicità.”

Giornate degli Autori 2022: Céline Sciamma presidente di giuria

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Giornate degli Autori 2022: Céline Sciamma presidente di giuria

Sarà la regista e sceneggiatrice Céline Sciamma a presiedere quest’anno la giuria delle Giornate degli Autori. Per la regista di Ritratto della giovane in fiamme (premiato a Cannes per la migliore sceneggiatura) si tratta di un “ritorno a casa”, dopo essere stata tra i finalisti del LUX Prize nel 2014 nel quadro del progetto 27 Times Cinema, organizzato dalle Giornate degli Autori, il LUX Audience Award del Parlamento europeo ed Europa Cinemas, in collaborazione con Cineuropa. Saranno infatti proprio i 27 giovani europei che animano il campus delle Giornate ad affiancare Céline Sciamma componendo così la speciale giuria che, con il coordinamento del Direttore del Festival di Karlovy Vary, Karel Och, assegnerà il GdA Director’s Award, unico riconoscimento ufficiale della sezione autonoma promossa dagli autori italiani nell’ambito della Mostra del Cinema.

Per il secondo anno consecutivo è una donna a presiedere la Giuria, dopo l’inedito duo composto da Mina Mileva e Vesela Kazakova che un anno fa premiò il rumeno Imaculat di Monica Stan e George Chiper-Lillemark, poi vincitore anche del Premio De Laurentiis per la migliore opera prima di tutta la Mostra. A Céline Sciamma il compito di accompagnare per dieci giorni i suoi giovani compagni d’avventura nella ricerca del film che, all’interno della Selezione Ufficiale delle Giornate, avrà saputo meglio raccogliere il senso del premio: il coraggio di guardare al mondo con occhi nuovi.

“Sono grata”, ha commentato Céline Sciamma, “di poter condividere le mie riflessioni sul cinema contemporaneo con un così giovane gruppo di spettatori, per di più in un momento tanto rilevante dal punto di vista politico per il cinema indipendente. Mi sento vicinissima allo spirito delle Giornate degli Autori e sono eccitata all’idea di viverlo appieno facendo parte del team di questa edizione. Non vedo l’ora di vedere come andrà!”

“Scegliere Céline Sciamma come presidente di giuria”, dichiara la direttrice artistica Gaia Furrer“non significa solo avere alle Giornate degli Autori una delle voci più intriganti della cinematografia contemporanea ma anche, e soprattutto, abbracciare la sua visione della realtà. Da sempre interessata alle questioni dell’identità, Céline Sciamma ha sovvertito con il suo cinema l’ordine prestabilito, ha rovesciato le strutture fondamentali della nostra società ed è stata capace di creare nuove immagini e nuove memorie. Attraverso il suo ultimo film, Petite Maman, ha inoltre dato ulteriore dimostrazione che mettere in discussione il modello produttivo canonico e dominante è possibile. Sono certa che confrontarsi con un’artista di tale portata sarà per i giovani giurati delle Giornate degli Autori un’avventura entusiasmante”.

“Non sono solo i suoi film da regista, accolti ovunque da consensi importanti”, osserva il delegato delle Giornate Giorgio Gosetti, “a fare di Céline Sciamma una vera artista. Altrettanto importante, a mio parere, è il suo lavoro come sceneggiatrice, capace di sposare il talento con forme espressive diverse, dal cartone animato alla serialità televisiva, e con autori di generazioni diverse come André Techiné o Jacques Audiard”.

Giornate degli Autori 2021: presentato il programma

Giornate degli Autori 2021: presentato il programma

Dopo la presentazione del programma della SIC e della Selezione ufficiale di Venezia 78, arriva anche il programma delle Giornate degli Autori, che con l’edizione 2021 compie 18 anni.

MADELEINE COLLINS di Antoine Barraud con Virginie Efira,  Jacqueline Bisset, Nadav Lapid;  SENZA FINE di Elisa Fuksas con Ornella Vanoni, Paolo Fresu, Vinicio Capossela, Samuele Bersani; LOVELY BOY di Francesco Lettieri con Andrea Carpenzano, Ludovica MartinoTHREE MINUTES – A LENGTHENING di Bianca Stigter con Helena Bonham Carter voce narrante; IL SILENZIO GRANDE di Alessandro Gassmann con Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone, Antonia FotarasIL PALAZZO di Federica Di Giacomo; i corti di MIU MIU WOMEN’S TALESSHANGRI-LA di Isabel Sandoval e I AND THE STUPID BOY di Kaouther Ben Hania.

Tra i film delle Notti Veneziane, realizzate in collaborazione con Isola Edipo:

UNA RELAZIONE di Stefano Sardo con Guido Caprino, Elena Radonicich, Federica Victoria Caiozzo aka Thony, Libero De Rienzo, Tommaso RagnoISOLATION di Michele Placido, Julia von Heinz, Olivier Guerpillon, Jaco van Dormael, Michael Wintebottom con Roberto Bolle, Andrea Bocelli, Rosa von PrunheimI NOSTRI FANTASMI di Alessandro Capitani con Michele Riondino, Paolo Pierobon, Alessandro HaberWELCOME VENICE di Andrea Segre con Paolo Pierobon, Andrea Pennacchi, Roberto Citran, Ottavia Piccolo.

SELEZIONE UFFICIALE

IN CONCORSO

SHEN KONG di Chen Guanopera prima – film di apertura

Macao, 2021, 101’, prima mondiale Con: Wei Ruguang, Deng Keyu

Produzione: Blue-sea HR&CS Co.ltd, Macau Produzione esecutiva: Cheng Qingsong

Allo scoppio della pandemia, a Li You viene accordato un lungo periodo di ferie mentre Xiaoxiao è costretta a restare in una città che non conosce. I due vagano per le strade di quella città alla ricerca di cose divertenti da fare, mentre una strana atmosfera pesa sul paesaggio urbano. Per entrambi, un po’ alla volta, tutte le emozioni, gli stati d’animo, i valori morali e gli istinti diventano meri strumenti per soddisfare i loro desideri. Ma dopo averli soddisfatti e aver raggiunto l’apice dell’euforia, cosa possono fare ancora per continuare a vivere delle emozioni? Tutto quello che resta sono solo i segni che hanno inferto alla città.

AL GARIB (THE STRANGER) di Ameer Fakher Eldinopera prima

Siria, Germania, Palestina, 2021, 112’, prima mondiale

Con: Ashraf Barhoum, Amal Kais, Mohammad Bakri, Amer Hlehel, Hitham Omari Produzioni: Fresco Films, Red Balloon Film GmbH

Co-produzioni: Metafora Production In associazione con: Apricot Films

In un villaggio delle alture siriane del Golan, occupate dall’esercito israeliano nel 1967, la vita di un uomo che non è mai riuscito a laurearsi in medicina e che attraversa una profonda crisi esistenziale, viene scossa nuovamente dall’incontro con un ragazzo ferito nell’attuale conflitto siriano. Disattendendo tutte le attese e le tradizioni della sua comunità, le convenzioni e le abitudini legate alla guerra e al perdurante conflitto, decide di andare incontro a quello che sente come il suo nuovo destino.

ANATOMIA (ANATOMY) di Ola Jankowskaopera prima

Polonia, Francia, 2021, 108’, prima mondiale

Con: Karolina Kominek, Andrzej Poniedzielski, Anna Krotoska, Krzysztof Zarzecki Produzione: Opus Film

Co-produzioni: Kometa Films, EC1 Lodz MiastoCultury, CANAL+ Polska S.A., Opus TV, Coloroffon Con il sostegno di: Polish Film Institute

Mika torna in Polonia per andare a trovare suo padre ricoverato in ospedale per una grave malattia che gli ha causato anche la perdita della memoria. È la prima volta che si vedono dopo molti anni, ma il padre crede che vivano ancora insieme e che lei sia ancora un’adolescente. Per un po’ Mika decide di assecondare questa illusione del padre, aiutandolo ad orientarsi nel labirinto sempre più oscuro dei suoi ricordi. Così facendo finisce con l’affrontare un percorso che la porta anche a definire se stessa.

CALIFORNIE di Alessandro Cassigoli, Casey Kauffmanopera prima

Italia, 2021, 78’, prima mondiale

Con: Khadija Jaafari, Ikram Jaafari, Maria Amato Produzione: Ang Film con Rai Cinema

Co-produzione: La Mansarde Cinema

Vendite internazionali e Distribuzione italiana: Fandango

Girato in 5 anni, Californie è la storia di Jamila, una ragazza marocchina che vive in una città portuale dell’Italia del Sud. A 9 anni Jamila ha sogni, modelli di riferimento e curiosità per la vita, ma le difficoltà e il senso di emarginazione che prova quando è con i suoi coetanei la induriscono e la rendono sempre più diffidente. Comincia allora ad idealizzare il suo Paese di origine, dove dichiara di voler tornare, e lascia la scuola per andare a lavorare a tempo pieno nel negozio “Californie” per poter diventare un giorno una brava parrucchiera.

DESERTO PARTICULAR di Aly Muritiba

Brasile, Portogallo, 2021, 120’, prima mondiale Con: Antonio Saboia, Pedro Fasanaro Produzione: Grafo Audiovisual

Co-produzione: Fado Filmes Vendite internazionali: Intramovies

Il quarantenne Daniel è stato sospeso dal servizio attivo in polizia ed è al centro di una investigazione interna per uso eccessivo di violenza. Quando Sara, con la quale ha una storia d’amore virtuale, smette di rispondere ai suoi messaggi Daniel decide di andarla a cercare partendo verso Nord e iniziando così quello che sembra il viaggio disperato di un folle. Nessuno sembra riconoscere la persona ritratta nella foto che Daniel mostra a chiunque incontri, fino a quando un uomo gli dice di potergli organizzare un incontro con la donna che sta cercando, ma a determinate condizioni.

IMACULAT (IMMACULATE) di Monica Stan e George Chiper–Lillemarkopera prima

Romania, 2021, 114’, prima mondiale

Con: Ana Dumitraşcu, Vasile Pavel, Cesar Grumăzescu

Produzione: Axel Film

Con il sostegno: Romanian Film Center

Quando la giovanissima Daria entra in un centro di disintossicazione per liberarsi dalla dipendenza dalla droga alla quale l’ha iniziata il suo primo amore, la sua disarmante innocenza la salva dalle avance sessuali dei tossicodipendenti dell’istituto, quasi tutti maschi, che anzi assumono nei suoi confronti un atteggiamento protettivo. Trovatasi all’improvviso piacevolmente al centro dell’attenzione, Daria scoprirà però che questo trattamento speciale ha un costo alto da pagare.

MADELEINE COLLINS di Antoine Barraud

Francia, Belgio, Svizzera, 2021, 105’, prima mondiale

Con: Virginie Efira, Quim Gutiérrez, Bruno Salomone, Jacqueline Bisset, Nadav Lapid Produzione: Les Films du Bélier

Co-produzioni: Frakas Production, Close Up Films, VOO & Be tv, RTBF (Belgian TV)

Con il sostegno di: Cinema and Audiovisual Centre of the Wallonia-Brussels Federation, RTS Radio Télévision Suisse – SRG SSR Vendite internazionali: Charades

Judith conduce una frenetica doppia vita tra la Svizzera e la Francia. Da una parte c’è Abdel, con il quale ha una bambina, dall’altra Melvil, con il quale ha due figli più grandi. Un po’ alla volta però questo delicato equilibrio basato su bugie, segreti e continui andirivieni, comincia ad incrinarsi. Intrappolata, Judith decide di fuggire da tutto ma la situazione precipita e va fuori controllo.

PIEDRA NOCHE (DUSK STONE) di Iván Fund

Argentina, Cile, Spagna, 2021, 87’, prima mondiale

Con: Maricel Álvarez, Mara Bestelli, Alfredo Castro, Marcelo Subiotto Produzione: Rita Cine, Insomnia Films

Co-produzioni: Globo Rojo Films, Nephilim Producciones

Con il sostegno di: San Sebastian WIP Award, INCAA, Ibermedia, Mecenazgo Fund Vendite internazionali: Elle Driver

Meno di un anno prima, il figlio di Greta è misteriosamente sparito in mare. Mentre lei e suo marito Bruno cercano di elaborare il lutto per superare la terribile perdita, arriva un’amica di Greta, Sina, per aiutarli a vendere la loro casa sulla costa, dove trascorrevano abitualmente le vacanze. Stanno svuotando la casa, impacchettando oggetti e preparandosi a traslocare, quando Bruno afferma di aver visto qualcosa che confermerebbe le strane credenze degli abitanti del posto: l’emergere dal mare di un’inquietante e misteriosa creatura.

TRES (OUT OF SYNC) di Juanjo Giménez

Spagna, Lituania, 2021, 104’, prima mondiale

Con: Marta Nieto, Miki Esparbé, Fran Lareu, Luisa Merelas, Cris Iglesias, Julius Cotter, Iria Parada Produzione: Frida Films

Co-produzione: M-Films Vendite internazionali: Le Pacte

C. è una sound designer di talento, appassionata al suo lavoro. Quando però consegna un paio di lavorazioni sul mix del suono con evidenti difetti di sincronizzazione, i suoi colleghi ipotizzano che stia attraversando una fase di instabilità psicologica e smettono di affidarle nuovi progetti. C. si rende conto che, come in un film dalla colonna sonora fuori sync, la sua mente ha iniziato a processare i suoni in ritardo rispetto alle immagini. Giorno dopo giorno l’intervallo di tempo tra immagini e suono aumenta e C. è costretta a lasciare il lavoro e a riconsiderare tutta la sua vita.

TU ME RESSEMBLES (YOU RESEMBLE ME) di Dina Ameropera prima

Egitto, Francia, Stati Uniti, 2021, 94’, prima mondiale

Con: Lorenza Grimaudo, Illona Grimaudo, Mouna Soualem, Sabrina Ouazani, Dina Amer, Alexandre Gonin Produzione: The Othrs, VICE/ RYOT

Co-produzioni: Dartagnan, Hameda’s Stories Vendite internazionali: The Match Factory/ CAA

Quando il legame tra due sorelle si spezza, una bambina può trasformarsi in qualcun altro nel nome dell’appartenenza e della resistenza. La regista Dina Amer prende spunto da uno dei fenomeni più terribili e inquietanti del nostro tempo, quello del terrorismo musulmano in Occidente, per scomporlo in una storia che parla di famiglia, amore, sorellanza e identità scissa.

FUORI CONCORSO

LOVELY BOY di Francesco Lettierifilm di chiusura, concorre al “Premio del Pubblico BNL”

Italia, 2021, 105’, prima mondiale

Con: Andrea Carpenzano, Daniele Del Plavignano, Ludovica Martino, Enrico Borello, Riccardo De Filippis, Pierluigi Pasino, Martino Perdisa, Federica Rosellini

Un film Sky Original Produzione: Indigo Film

Co-produzione: Vision Distribution

Con il sostegno di IDM e della Provincia Autonoma di Bolzano Vendite Internazionali: True Colours

Distributore italiano: Vision Distribution

Nic, in arte Lovely Boy, è l’astro nascente della scena trap romana. Tatuaggi sul volto e talento puro, forma insieme all’amico Borneo la XXG, un duo trap lanciato verso il successo. Figli della buona borghesia romana, i due ragazzi si muovono in una città allucinata e feroce, popolata da una fauna disperata. Risucchiato in una spirale di autodistruzione, Nic si troverà a fare i conti con se stesso solo una volta lontano da tutto quel rumore. In un vecchio albergo sulle Dolomiti che ora accoglie persone che, come lui, sono finite nel baratro della droga, tenterà faticosamente di ritrovarsi. Fino a rendersi conto, proprio quando penserà di aver perso la cosa più importante, di essere finalmente diventato adulto.

EVENTI SPECIALI

IL PALAZZO (THE PALACE) di Federica Di Giacomo

Italia, Repubblica Ceca, 2021, 100’, prima mondiale

Con: Mauro Fagioli, Corrado Puccetti, Andrea Sanguigni, Alessandra Tosetto, Tiziana Della Rocca, Francesca Duscià, Simone Vricella, Virginia Zulli

Produzioni: Dugong Films con Rai Cinema Co-produzione: Mimesis Film

Con il sostegno di: Regione Lazio, Lazio Cinema International

Nel cuore di Roma si erge un Palazzo. Il proprietario, come un mecenate rinascimentale, negli anni ha offerto asilo ad una eclettica comunità di amici. Il nascondiglio perfetto dove coltivare i più aleatori progetti artistici. Oggi cinquantenni, gli ex-condomini si riuniscono a seguito della morte prematura del più emblematico del gruppo, Mauro, visionario regista che non ha mai finito un film nella sua vita. Mauro si lascia dietro un’eredità: ore di filmati in cui dirige gli abitanti di quella comunità nei ruoli più stravaganti, complici di un capolavoro incompiuto. La veglia per la sua morte risveglia le memorie del tempo che fu, scuotendo lo spirito assopito del gruppo, in questo grottesco romanzo di formazione fuori tempo massimo.

IL SILENZIO GRANDE di Alessandro Gassmann

Italia, Polonia, 2021, 106’, prima mondiale

Con: Massimiliano Gallo, Margherita Buy, Marina Confalone, Antonia Fotaras, Emanuele Linfatti, Roberto De Francesco

Produzione: Paco Cinematografica Co-produzione: Agresywna Banda

In collaborazione con: Vision Distribution, Amazon Prime Video, Sky e Rai Cinema

Con il sostegno di: MIC, Regione Campania, Campania Film Commission, Regione Lazio Vendite internazionali e Distribuzione italiana: Vision Distribution

Villa Primic, un tempo lussuosa dimora, ora scricchiolante magione che sembra uscita da un racconto di fantasmi, è stata messa in vendita. Una decisione dolorosa, presa dalla signora Primic, Rose, e condivisa dai due eredi della fortuna dilapidata della famiglia, Massimiliano e Adele: l’unico che non è affatto contento è il capofamiglia, Valerio, che scoprirà di non aver mai davvero conosciuto i suoi cari e, forse, nemmeno se stesso, fino a raggiungere l’amara consapevolezza che vivere non significa essere vivi.

SENZA FINE di Elisa Fuksas

Italia, 2021, 80’, prima mondiale

Con: Ornella Vanoni, Paolo Fresu, Vinicio Capossela, Samuele Bersani

Produzioni: Tenderstories, Wildside, società del gruppo Fremantle, e Indiana Production

Una località termale fuori dal tempo, un hotel anni ’40, un luogo che sposta il presente chissà dove. Non la vita di Ornella Vanoni ma la rivelazione della sua intimità esibita. L’energia, il carattere, la musica, le sue bizze da diva che costringono la troupe a fermarsi più volte. Elisa, la regista, che riprende tutto, senza risparmiare niente, nemmeno le discussioni. Poi gli incontri. Amici, musicisti, la tromba di Paolo Fresu che risuona negli spazi vuoti del grande albergo dove tra giornate identiche scandite da cure e trattamenti prende spazio il racconto, la memoria, ma anche il futuro mentre Ornella si prepara a diventare creatura fantastica, destinata all’eternità.

MIZRAHIM, LES OUBLIÉS DE LA TERRE PROMISE (THE FORGOTTEN ONES) di Michale Boganim

France, 2021, 93’, prima mondiale

Con: Maayane Elfassy Boganim, Reuben Abergel, Erez Biton, Michael Biton, Amit Chai Cohen, Neta Elkayam, Carmen Elmakies, Koby Efrach

Produzione: Ex Nihilo

Co-produzioni: Lama Films, Bonne Nouvelle, Studio Orlando

Con il sostegno di: CNC – Aide aux Cinémas du Monde, Institut Français, La Région Ile-de-France Vendite internazionali: Reservoir Docs

La società israeliana è segnata da un tabù. Quello della sistematica discriminazione degli ebrei che arrivano nella Terra Promessa dai Paesi arabi, una ferita ancora oggi aperta. Negli anni ‘70, in un quartiere povero di Gerusalemme, Musrara, era nato un movimento ispirato alle Black Panthers americane per chiedere il riconoscimento dei diritti fondamentali per i cosiddetti Mizrahim, gli ebrei originari del Nord Africa e del Medio Oriente. Ricordando il padre, membro di questo movimento, Michale Boganim, regista franco- israeliana, mette a confronto le vicende personali e familiari con la Storia, esplorando insieme a sua figlia il passato ed incontrando diverse generazioni di Mizrahim. Il film è un road movie nelle regioni dimenticate alla periferia dello Stato israeliano, per riflettere sui concetti di esilio ed eredità storica.

THREE MINUTES – A LENGTHENING di Bianca Stigter

Paesi Bassi, 2021, 69’, prima mondiale

Con: Helena Bonham Carter [voce narrante] Produzione: Family Affair Films

Co-produzione: Lammas Park

Con il sostegno di: Netherlands Film Fund, Amsterdam Fund for the Arts, VPRO Vendite internazionali: Autlook Filmsales

In Three Minutes A Lengthening viene esaminato un filmino amatoriale girato nel 1938 in una città polacca abitata da ebrei, ritardandone la fine. Un saggio sul cinema, sulla storia e sulla memoria.

Giornate degli Autori – il poster

Giornate degli Autori

Giornate degli Autori 2020: presentata la 17° edizione

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Giornate degli Autori 2020: presentata la 17° edizione

Si svolgerà come da tradizione da mercoledì 2 settembre (giorno d’apertura della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia) a sabato 12 settembre la XVII edizione delle Giornate degli Autori, presieduta da Andrea Purgatori e di cui Giorgio Gosetti è il Delegato Generale. Molte le novità previste per quest’anno da Gaia Furrer, che per la prima volta firma come responsabile artistica la selezione ufficiale della sezione autonoma e indipendente promossa dalle associazioni italiane degli autori, ANAC e 100autori.

La prima riguarda il carattere generale del programma, improntato al tema del coraggio e concepito come una risposta alla difficile stagione del cinema mondiale che proprio a Venezia vuole riaffermare la forza della creatività e degli autori posti di fronte a una tragedia collettiva senza precedenti.

La seconda sta nell’idea di una collaborazione tra voci diverse che si riuniscono insieme in nome di una comune visione del valore del cinema, dell’impegno culturale, della volontà di reagire. Così si motiva la collaborazione con Bookciak, Azione! (ormai un appuntamento fisso alla vigilia della Mostra insieme a SNGCI), quella con Laguna Sud, che porta l’esperienza delle Giornate degli Autori e di ZaLab a Chioggia aspettando la Mostra “fuori dal palazzo” sotto le stelle d’agosto, quella del progetto Miu Miu Women’s Tales che conferma una speciale attenzione alla creatività femminile nell’ambito delle Giornate. E da quest’anno si realizza il progetto comune con Edipo Re (che da anni realizza l’evento Isola Edipo al Lido) per creare insieme un programma di incontri, visioni e iniziative sociali che si completa con lo spostamento delle Notti Veneziane alla nuovissima Isola degli Autori, con una scelta condivisa delle opere nel segno di un “cinema dell’inclusione” e del dialogo tra le arti che è da sempre l’elemento distintivo di Isola Edipo.

La terza novità consiste nell’assetto stesso delle Giornate degli Autori in cui il Delegato Generale continua a garantire la struttura operativa della rassegna a Venezia ma si impegna, insieme agli autori, in un più vasto disegno culturale nel corso dell’anno, mentre la selezione artistica trova una guida rinnovata e ringiovanita, grazie al lavoro di Gaia Furrer, affiancata da un comitato di selezione e da una importante squadra di consulenti e visionatori, giustificata dall’importante numero di film proposti, oltre 1.000 quest’anno.

“In un anno oggettivamente difficile e che rimarrà irripetibile anche nella storia della Mostra del Cinema – dice Andrea Purgatorile Giornate avviano un percorso di rinnovamento e crescita che ci proietta nel futuro. In questa prospettiva vogliamo rilanciare anche la nostra vocazione originaria che non si limita alla vetrina degli autori in mostra, ma si articola in un progetto permanente di ricerca e dibattito come è nelle aspettative degli autori. Anche per questo abbiamo deciso, unanimemente, di ricordare quest’anno il centenario di un grande creatore di storie come Ugo Pirro che sarà protagonista naturale della fascia di incontri a cui affidiamo un valore importante per la prossima edizione”.  

“Insieme a Laguna Sud prima e a Isola Edipo durante la Mostra – dice Giorgio Gosetti – abbiamo ridisegnato il profilo del nostro coinvolgimento sul territorio, associandoci a due realtà altrettanto giovani e capaci di portare contenuti di qualità. La conferma delle Notti Veneziane (selezionate da Gaia Furrer insieme a Silvia Jop) indica una strada importante nel segno della collegialità. D’altro canto, la preziosa collaborazione con il Premio LUX del Parlamento europeo con il progetto “27 Times Cinema” e la scelta di un giovane maestro come Nadav Lapid a Presidente della nostra giuria confermano una vocazione internazionale che trova riscontro nelle molte nazionalità presenti nella selezione ufficiale e fa del brand delle Giornate un marchio forte e riconosciuto che porta i nostri film in tutto il mondo”.

L’immagine 2020 delle Giornate – firmata da PIZZETTIePARTNER – raffigura il tuffo di una donna. Il suo è un tuffo a bomba, fiducioso e vitale, ma anche sospeso e onirico. E rappresenta molto bene il nostro stato d’animo pronto a una nuova sfida.

Sono 10 i film in concorso di cui 5 opere prime, 4 gli eventi speciali e 11 titoli selezionati nelle rinnovate Notti Veneziane – L’isola degli Autori per un totale di 26 nazionalità rappresentate e 11 donne dietro la macchina da presa (comprese le registe dei “Miu Miu Women’s Tales”). Il film di chiusura è firmato con il consueto stile spiazzante e irriverente da un regista di casa alle Giornate degli Autori come Bruce LaBruce.

Per il terzo anno consecutivo, le Giornate degli Autori, in collaborazione con Isola Edipo, presentano “Il cinema dell’inclusione – Omaggio ai maestri e alle maestre del cinema internazionale” che quest’anno verrà dedicato alla regista Liliana Cavani.

Come da tradizione, i film della selezione ufficiale concorrono al Label di Europa Cinemas, al Premio del pubblico BNL – Gruppo BNP Paribas, al GdA Director’s Award assegnato dalla giuria ufficiale delle Giornate. Sono inoltre considerati per i premi collaterali della Mostra e per il Leone del Futuro riservato alle opere prime presenti in tutte le sezioni del festival.

A rendere possibili le Giornate degli Autori sono anche quest’anno la Direzione Cinema del MiBACT, il Main sponsor BNL – Gruppo BNP Paribas, cui si affiancano Miu Miu per le giornate di “Women’s Tales” e la SIAE con il suo riconoscimento alla carriera; la Commissione Cultura del Parlamento europeo per il LUX Film Prize e il progetto “27 Times Cinema”; la piattaforma digitale MYmovies, i media partner e i nostri tradizionali technical partner; la Regione Veneto e il Comune di Chioggia per “Laguna Sud”. Oltre, naturalmente, alla Fondazione La Biennale di Venezia e alla Direzione della Mostra del Cinema.

Giornate degli Autori 2020: omaggio a Ugo Pirro

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Giornate degli Autori 2020: omaggio a Ugo Pirro

Il 2020, oltre a essere l’anno del centenario della nascita di Federico Fellini e di Alberto Sordi, è anche l’anno del centenario di Ugo Pirro, scrittore e sceneggiatore. Dunque, un regista, un attore e uno sceneggiatore: tre figure professionali che riassumono, in molti casi, le ragioni del grande successo di un film.

Proprio perché anche la figura dello sceneggiatore, spesso un passo indietro quanto a visibilità, abbia il giusto riconoscimento alla Mostra del Cinema di Venezia, le Giornate degli Autori hanno accolto all’unanimità la proposta dell’ANAC – di cui fu tra i fondatori – di dedicare a Ugo Pirro la loro prossima edizione. “L’intenzione – dice Francesco Ranieri Martinotti – non è solo di tributare un omaggio a uno degli scrittori di cinema più prolifici e premiati ma anche di analizzare la figura dello sceneggiatore oggi, avviando una riflessione sulle dinamiche legate al valore della scrittura nel mondo dell’audiovisivo in continua evoluzione.”

Autore di capolavori del cinema italiano tra cui A ciascuno il suo, Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, Il giardino dei Finzi Contini, Ugo Mattone, in arte Ugo Pirro, era nato a Salerno il 26 aprile 1920 ma si sentiva da sempre cittadino di Battipaglia. Molti dei suoi film sono stati premiati negli anni con l’Oscar per il miglior film straniero, il Grand Prix al Festival di Cannes e le Nomination all’Oscar per la miglior sceneggiatura originale e non originale.

Nella seconda parte del festival, le Giornate degli Autori, in collaborazione con l’Intergruppo parlamentare Cinema e Arti dello Spettacolo, ricordano Ugo Pirro con un incontro a cui parteciperanno Andrea Purgatori, sceneggiatore e Presidente delle Giornate, Giorgio Gosetti, Delegato Generale delle Giornate, Francesco R. Martinotti, Presidente dell’ANAC, l’On. Nicola Acunzo, Presidente dell’Intergruppo Cinema e Arti dello Spettacolo della Camera e Donata Carelli (un dottorato internazionale di ricerca su Ugo Pirro e co-sceneggiatrice nel 2008 del documentario Soltanto un nome sui titoli di testa per la regia di Daniele Di Biasio). Di Donata Carelli sarà inoltre presentato il libro Ugo Pirro. La scrittura del conflitto (UniversItalia, 2020) che ricostruisce la biografia densa di accadimenti dello sceneggiatore e i suoi primi romanzi nei quali appare già riconoscibile lo stile asciutto, la vena ironica e irriverente del futuro grande sceneggiatore del cinema italiano. Tra gli ospiti più attesi, Marina Cicogna, produttrice di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto e La classe operaia va in paradiso), e attori e protagonisti del cinema italiano.

Giornate degli autori 2020: Nadav Lapid presidente di Giuria

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Giornate degli autori 2020: Nadav Lapid presidente di Giuria

Nadav Lapid ha accettato l’invito delle Giornate degli Autori intendendolo come un servizio al cinema in un’annata tanto difficile. Guiderà una giuria anomala, composta da 27 giovani appassionati di cinema provenienti da tutti i Paesi europei, nell’ambito del progetto del Parlamento Europeo 27 Times Cinema che a Venezia sarà coordinato dal direttore del festival di Karlovy Vary, Karel Och. La giuria ufficiale delle Giornate, presieduta da Nadav Lapid, assegnerà il GdA Director’s Award, consistente in un premio di 20.000 euro al miglior film della selezione ufficiale (composta da 10 titoli) nel corso di una delibera pubblica, trasmessa in streaming sui canali social delle Giornate venerdì 11 settembre.

Ha 45 anni, tre lungometraggi, numerosi corti e documentari alle spalle e nel 2019 ha vinto l’Orso d’oro alla Berlinale con Synonymes. Ha studiato filosofia e si è diplomato in cinema al Sam Spiegel Film and Television School di Gerusalemme. In patria è stimato anche come scrittore ma il nuovo cinema israeliano si rispecchia in lui che pure vive fra Tel Aviv e Parigi. È stato membro di giuria alla Semaine de la Critique di Cannes e al Festival di Locarno.

“Da sempre intendiamo il nostro concorso – dice il Delegato Generale Giorgio Gosetti – non come una semplice gara di eccellenze ma come un’opportunità per sostenere il miglior cinema indipendente dopo l’anteprima mondiale veneziana. Per questo cerchiamo personalità di grande forza e lungimiranza come Nadav Lapid per guidare la discussione di un gruppo eterogeneo di spettatori appassionati che sanno guardare il cinema del futuro. Desideriamo ringraziarlo di aver accettato e siamo certi che saprà imprimere la sua visione alla prossima edizione della sezione indipendente della Mostra, voluta dagli autori italiani per promuovere talenti di ogni nazione”.

“Persino nel film più nichilista, misantropo, ironico e disperato – scrive Nadav Lapid – c’è, inevitabilmente, una radice di speranza. Di conseguenza un ottimismo. La fiducia nella capacità di un certo suono e una certa immagine di coesistere e fondersi. Bisogna credere che l’audiovisivo abbia un’eco sull’animo umano, che le cose abbiano un senso e che tale senso possa essere costruito sullo schermo. Questa radicata fiducia che tutto ciò abbia un significato, che sia in connessione, rappresenta il modo in cui mi sento per il ruolo che sono stato invitato a svolgere come Presidente di giuria delle Giornate al prossimo Festival del cinema di Venezia. In tempi normali, essere membro di una giuria è qualcosa di funzionale, in qualche modo un atto burocratico, al servizio della fragile e meravigliosa macchina del cinema internazionale. Ma questa pandemia ci obbliga a guardare oltre l’orizzonte del nostro universo cinematografico, a chiederci che senso ha tutto questo? Quanto peso? È ancora tanto importante? Dobbiamo ancora credere nel cinema?  Forse, speriamo, l’esistenza stessa della Biennale può essere una risposta.”

“Siamo felici e orgogliosi di avere Nadav Lapid come Presidente della Giuria – osserva Gaia Furrer, che da quest’anno firma la selezione delle Giornate –. Nello scandagliare i meandri della psiche umana nei suoi angoli più remoti, il cinema di Lapid rappresenta un atto di risveglio, rinascita e di rivolta.  È un cinema ribelle, urgente e catartico. E mai come adesso abbiamo bisogno di autori che sappiano confrontarsi con il contemporaneo e che sappiano interrogare il cinema e le sue possibilità”.

La giuria ufficiale delle Giornate è resa possibile dal progetto 27 Times Cinema, organizzato dalle Giornate degli Autori, il Lux Film Prize del Parlamento europeo ed Europa Cinemas, in collaborazione con Cineuropa.

Nadav Lapid (Tel Aviv, 1975) ha studiato filosofia all’Università di Tel Aviv. Dopo il servizio militare, si trasferisce a Parigi, per tornare in Israele e laurearsi alla Sam Spiegel Film & Television School di Gerusalemme. Il suo secondo cortometraggio, Kvish, è stato proiettato nel 2005 alla Berlinale (Panorama). Nel 2011 vince il Premio speciale della Giuria a Locarno con il suo film d’esordio, Hashoter. Tre anni dopo partecipa alla Semaine de la critique di Cannes con l’opera seconda, Haganenet. Nel 2015, Lama? è selezionato nella sezione Shorts della Berlinale. È stato insignito della medaglia dell’Ordine francese dei Cavalieri delle arti e delle lettere. Lo scorso anno con Synonymes si è aggiudicato l’Orso d’Oro alla Berlinale.

2019 Synonymes [Synonyme]
2016 Myomano Shel Tzlam Hatonot [From the Diary of a Wedding Photographer, cm]
2015 Lama? [Why?, cm]
2014 Love Letters to Cinema [autori vari, cm]
2014 Haganenet [The Kindergarten Teacher]
2011 Ha-shoter [Policeman]
2006 Ha-chavera shell Emile [Emile’s Girlfriend, cm]
2005 Kvish [Road, cm]
2003 Proyect gvul [cm]

Giornate degli Autori 2019: a Marco Bellocchio il premio SIAE

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Giornate degli Autori 2019: a Marco Bellocchio il premio SIAE

l Premio SIAE, assegnato ogni anno nel quadro delle Giornate degli Autori, va quest’anno a Marco Bellocchio che raccoglie il testimone di Mario Martone, premiato nel 2018.

La motivazione del premio, che sarà consegnato alle 17.30 del 2 settembre alla Villa degli Autori, spiega: «Con questo riconoscimento la Società Italiana degli Autori ed Editori saluta, all’indomani dell’unanime consenso per il suo ultimo film ‘Il Traditore’, Marco Bellocchio, figura unica di regista, intellettuale e organizzatore culturale, uomo di cinema che ha sempre saputo connotare con una cifra originale e personale la sua arte. Il suo lavoro riflette un pensiero di respiro internazionale erede di una riflessione politica e storica che ha radici nella migliore cultura italiana. Ribelle lucido e osservatore critico, viaggiatore curioso e testimone del suo tempo, Marco Bellocchio sa coniugare l’analisi introspettiva di sé con quella di una nazione, senza fare sconti all’individuo e alla società civile, ma indicando una consapevolezza che contrasta, ieri come oggi, ogni tipo di conformismo. Il riconoscimento gli viene assegnato in un anno importante della sua carriera segnato dal completamento di una trilogia di storia italiana che ha già regalato capolavori come ‘Buongiorno notte’ e ‘Vincere’. Ma il premio segnala anche il suo impegno costante a difesa dei diritti di tutti gli autori».

Dopo la consegna del riconoscimento, Marco Bellocchio dialogherà con Andrea Purgatori e Giorgio Gosetti sul suo cinema e sul tema del tradimento nella sua tradizione storica italiana (anche cinematografica) e come concetto più che ambivalente.

Sarà un incontro pubblico, aperto specialmente ai giovani, che si inserisce a pieno titolo in quell’attività di ricerca e approfondimento che rappresenta la vera costante delle Giornate degli Autori.

Inoltre, come ogni anno, SIAE conferisce il premio speciale a un film italiano della selezione delle Giornate. Il premio al “Talento Creativo” andrà per il 2019 a Gianfranco Pannone e ad Ambrogio Sparagna per l’originale lavoro tra immagini d’archivio e la ricerca cinematografica e musicale che raggiunge sorprendenti risultati nel film Scherza coi fanti, evento speciale delle Giornate 2019.

Il programma di Giornate degli Autori 2019

Giornate degli Autori 2016: Venice Days e “China Film Forum”

Giornate degli Autori 2016: Venice Days e “China Film Forum”

Sarà la collaborazione tra le Giornate degli Autori 2016 e il network internazionale Bridging the Dragon, insieme a Doc.it, a promuovere la terza edizione del China Film Forum in programma alla Mostra del Cinema il 2 settembre e dedicata ai temi, alle storie, alla creatività sull’asse Europa-Cina.

Le Giornate degli Autori – Venice Days riservano ogni anno uno speciale momento di approfondimento alla realtà in poderosa trasformazione del sistema cinematografico e audiovisivo cinese in rapporto con la creatività europea e italiana. L’appuntamento del China Film Forum (organizzato già da tre anni con In Thinker Studio e Youthminds) si trasforma, grazie a questa partnership, in un forte momento di sviluppo delle idee e delle forme espressive comuni a culture tanto diverse quanto votate alla collaborazione.

Bridging the Dragon è un’associazione internazionale creata per connettere autori e operatori europei e cinesi, organizzando eventi e momenti di incontro e scambio nei maggiori festival internazionali, ma soprattutto creando occasioni di supporto e consulenza per lo sviluppo di nuovi progetti. Quest’anno Bridging the Dragon, già partner di realtà importanti come lo EFM della Berlinale e il Marché du Film di Cannes, ha scelto la piattaforma dei Venice Days per una nuova tappa europea della sua attività.

Doc.it prosegue la sua collaborazione con le Giornate degli Autori portando a Venezia, con la collaborazione del Sino-Italian Campus Tongji University e di GZDoc, International Documentary Film & Market, la realtà di scambi culturali e progetti di coproduzione già in atto con la Cina, nella linea di una speciale attenzione al cinema del reale che caratterizza in questo momento una delle forme più vitali e vincenti di creazione cinematografica sia in Italia che in Cina.

In Thinker Studio fondato da Andrea Cicini dodici anni fa a Pechino, si occupa di comunicazione e marketing per incentivare le opportunità di sviluppo dell’audiovisivo tra Italia e Cina. Lavora con i maggiori player quali CFCC, iQIYI, XinHua, Sogu, Fuson, Youko, Chengdutv, BTV, CCTV, Huai Bros, Lumiere Pavillon, Wanda e Alibaba. Durante lo scorso Festival di Pechino, assieme ad un partner terzo, ha reso possibile la firma dell’accordo di sviluppo per un film del Premio Oscar Giuseppe Tornatore prodotto da Alibaba Pictures.

Il 1 settembre giungeranno a Venezia i partecipanti al secondo modulo di progetti di sviluppo e coproduzione avviati con il supporto di Bridging the Dragon dopo una “due-giorni” di lavoro ospitata in Italia grazie al supporto della Trentino Film Commission e animeranno una serata di matchmaking alla Villa degli Autori per festeggiare la nuova edizione del China Film Forum.

Il 2 settembre, nello spazio dell’Ente dello Spettacolo all’Hotel Excelsior, in accordo con altri soggetti istituzionali, sponsor privati e media partner, si svolgerà la terza edizione del China Film Forum alle Giornate degli Autori con la partecipazione di autori italiani e cinesi come lo sceneggiatore LU WEI (“Addio mia concubina”, “Il matrimonio di Tuja”), SHU HUAN (il creatore di “Lost in Thailand”, “Lost in Hong Kong”, due dei maggiori incassi della storia del cinema cinese) e la sceneggiatrice YUAN YUAN (“Goodbye Mr Tumor”, candidato cinese all’Oscar 2015 e grande successo dell’anno). A dialogare con loro, tra gli altri, in rappresentanza degli autori del cinema italiano, il presidente dei 100 Autori, Francesco Bruni e quello dell’Anac, Francesco Ranieri Martinotti.

Nella stessa giornata Bridging the Dragon curerà un workshop professionale di formazione dedicato ai produttori e autori italiani su realtà, potenzialità e modalità della coproduzione con la Cina, aperto anche alle produzioni del documentario.

Infine, in occasione del China Film Forum, le Giornate degli Autori annunceranno il gemellaggio con il Silk Road International Film Festival, in un ideale abbraccio tra le grandi tradizioni delle due culture sulla Via della Seta.

Il programma completo del China Film Forum che sottolinea la speciale attenzione del sistema audiovisivo italiano ed europeo per le trasformazioni e l’internazionalizzazione della cinematografia cinese, i contenuti degli incontri e la partecipazione di partner e sponsor verranno annunciati il 26 luglio in occasione della conferenza stampa di presentazione della XIII Edizione delle Giornate degli Autori (Venezia, 31 agosto – 10 settembre 2016).

Giornate degli Autori 2014: il programma

Giornate degli Autori 2014: il programma

a4.inddLe Giornate degli Autori, promosse da Anac e 100autori, realizzate nell’ambito della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presiedute da Roberto Barzanti e dirette da Giorgio Gosetti, entrano nella loro età adulta dopo un decennio di consenso diffuso e di affermazioni convincenti, grazie al sostegno convinto di tutti coloro che, fin dal primo anno, hanno guardato al nostro lavoro con simpatia, attenzione, rigore critico e vera partecipazione. Le istituzioni, i media, i partner e gli sponsor – certo – ma soprattutto grazie al pubblico e agli addetti ai lavori che hanno fatto della sezione autonoma e indipendente della Mostra un successo stimolante e ogni volta diverso.

Ricominciare dall’undicesima edizione significa rimettersi in gioco e questo abbiamo inteso fare con una selezione ormai storicamente “asciutta” – appena dodici film e qualche evento speciale negli undici giorni di programmazione -, una serie di iniziative mirate ai temi che le associazioni degli autori hanno ritenuto di stretta attualità, un tono generale che cerca la provocazione e la diversità. Non per il piacere di stupire e di scandalizzare, ma per rispondere alla richiesta di novità e di intelligenza che il pubblico ormai attende con insistenza dai grandi festival, per non vederli ridotti a semplice vetrina del consenso. Nel motto «scopriamo un nuovo pubblico per un cinema nuovo» c’è tutta la nostra sfida dei prossimi anni che punta a uno svecchiamento deciso dei linguaggi e delle liturgie, a un cinema “giovane” nelle intenzioni e nelle esigenze.

Tutte le opere prime delle Giornate degli Autori concorreranno al Leone del Futuro – Premio Luigi De Laurentiis per il miglior esordio di tutta la Mostra; sono confermati il Label di Europa Cinemas (Programma Media) per il miglior film europeo e il Premio Fedeora (federazione della critica euro-mediterranea) per il miglior film e il miglior esordiente. Ma da quest’anno nasce anche uno speciale riconoscimento (che sarà un autentico sondaggio tra un campione di spettatori molto particolari): il Premio Venice Days che attribuirà 20mila euro divisi equamente tra il regista vincitore e il distributore internazionale della pellicola scelta.

Un Premio del Pubblico scelto dagli spettatori accreditati alla Mostra viene invece messo in palio dal main sponsor BNL Gruppo BNP Paribas. Insieme a questo partner “storico” che ci segue fin dalla fondazione delle Giornate nel 2004, il nostro ringraziamento va alle istituzioni pubbliche (Direzione Generale Cinema del MiBACT e il Parlamento europeo) e ai soggetti privati (in prima fila il creative partner Miu Miu, la SIAE, Toscana Castelfalfi Resort, Santa Margherita) senza i quali non saremmo in grado di portare a Venezia la voce degli autori. E un grazie va ovviamente alla Fondazione La Biennale di Venezia e alla Direzione della Mostra con cui da sempre collaboriamo con lealtà pur nella nostra indipendenza.

Teniamo in modo particolare alle iniziative speciali che trovano posto nel nostro programma tra le sale del Casinò (Perla e Perla 2), il Film Market all’Hotel Excelsior e l’ormai storica Villa degli Autori che per l’occasione ha nuovamente trasformato la sua immagine e si è arricchita di nuovi spazi e servizi.

Per il terzo anno portiamo a Venezia con Miu Miu il programma “Women’s Tales” dedicato alla creatività femminile con la presentazione di due cortometraggi nella giornata del 28 agosto e quattro incontri con protagoniste del cinema mondiale il 29 e 30 agosto.

Per il quinto anno, grazie alla Commissione Cultura del Parlamento europeo, a Europa Cinemas e a Cineuropa realizziamo il programma “28 Volte Cinema” che, nel segno del Premio LUX, riunisce in un inedito campus formativo 28 giovani spettatori provenienti dai 28 paesi dell’Unione Europea.

Rilanceremo la partnership con il Tribeca Film Festival, un dialogo tra due “isole della cultura” che porterà a Venezia, per il secondo anno consecutivo, un lungometraggio statunitense rivelatosi a Tribeca e che proprio alle Giornate comincia il suo percorso internazionale.

Festeggiamo il progetto speciale “100+1: cento film e un paese, l’Italia” che, lanciato dal critico Fabio Ferzetti nel 2006, si è trasformato via via in una realtà-pilota grazie alla collaborazione delle istituzioni territoriali laziali e ora, insieme alla Regione Lazio, a Istituto Luce Cinecittà e al programma “Cinema e Storia”, è una iniziativa che si apre anche alla scena internazionale.

Uno speciale ringraziamento infine ai nostri media partner (Cinecittà News, Cineuropa, Fred, web radio&tv dei festival, Ciak, la 27ma Ora, pagina al femminile di Corriere.it), e ai partner tecnici: specialmente a Sub-ti (che ancora una volta rende possibile il sottotitolaggio elettronico dei nostri film), I-Club, Frame By Frame (cui si deve la nostra sigla con le musiche dei Têtes de Bois), L’Eco della Stampa, 64 Biz che cura la digitalizzazione dei nostri filmati e Immagine & Strategia (che cura tutta la nostra immagine e firma il manifesto dell’anno, a cura di Antonella e Maria Teresa Pizzetti).

La selezione

Il gioco del fil rouge appassiona ogni anno la stampa e i selezionatori, soprattutto prima che la festa cominci, quando è necessario incasellare titoli e autori ancora da scoprire. Nella realtà si cerca il buon cinema – verrebbe da dire il cinema necessario – da un’edizione all’altra, appassionandosi al percorso degli autori più amati e più legati alla nostra proposta, andando in cerca di nuovi talenti, accompagnando il coraggio e le sfide diverse di registi famosi. Il programma si compone allora sulla base della migliore offerta, della possibilità reale, talvolta della fortuna e dell’azzardo. Capita così che, con le dovute eccezioni, la selezione 2014 delle Giornate punti specialmente sulle mille facce della gioventù attuale e sul modo in cui autori adulti cercano di raccontarla, di captarne l’inquietudine, la rabbia, il disagio e le attese. Capita così che abbiamo scelto la strada della provocazione e dell’eccesso per illuminare un cinema che in tutto il mondo fotografa una trasformazione profonda della società. Capita che abbiamo forzato all’estremo l’identità del nostro brand verso la ricerca da un lato e l’intrattenimento intelligente dall’altro. Se il cinema deve essere l’istantanea del tempo scattata in anticipo, grazie alla sensibilità degli artisti, allora ci auguriamo che questa selezione restituisca al festival – che del resto sembra muoversi sulla stessa linea d’onda con diversa sensibilità – il piacere della scoperta.

Da sempre crediamo di dover svolgere un ruolo complementare rispetto alla Mostra, in una leale competizione che aumenti le possibilità e le occasioni di trovare un cinema nuovo e vitale. Ancora una volta vorremmo essere giudicati per questo.

I numeri delle Giornate

Tra gennaio e luglio abbiamo ricevuto 678 lungometraggi, ma aggiungendo festival e mercati il numero dei film visionati sale a circa 1.350. Alla fine abbiamo scelto 20 film, di cui 6 opere prime e 3 cortometraggi, provenienti da 12 paesi.

Organizzeremo 14 incontri all’Hotel Excelsior e alla Villa degli Autori e collaboreranno con noi 14 volontari del Dams di Bologna e dello Iulm di Milano. Alla Villa serviremo 1.100 pasti mettendo in tavola oltre 600 bottiglie di vino, spumante italiano, birra e grappa, organizzeremo la prima deliberazione di giuria in diretta streaming nella storia dei festival cinematografici, inviteremo i registi esordienti di Biennale College, offriremo al campus di “28 Volte Cinema” tre laboratori di formazione e sei incontri con registi e addetti ai lavori.

Il Premio Venice Days

Gli autori non premiano gli autori: è un principio che ha sempre guidato il nostro lavoro e a cui non deroghiamo neppure nell’anno in cui istituiamo il Premio Venice Days. Nessuna giuria tradizionale in campo, nessun rituale consueto. Vogliamo invece che sia il pubblico – per quanto si tratti di un campione accuratamente selezionato e internazionale – a prendere in mano il senso stesso di un riconoscimento, facendone oggetto di riflessione e dibattito. Proprio ciò che a nostro avviso si è perso nella tradizione delle grandi rassegne e che va invece riconquistato come strumento per costruire una nuova platea di spettatori appassionati. Così i giurati del Premio Venice Days saranno i 28 ragazzi di “28 Volte Cinema”: competenti, motivati, diversi per sensibilità e formazione e chiamati a dibattere per 10 giorni, attraverso il confronto con i film della nostra selezione, sul senso del cinema di oggi, sul lavoro degli artisti e sul valore di ogni pellicola, sia essa firmata da un esordiente o da un autore consacrato. Per stimolarli, guidarli, dialogare con loro abbiamo voluto un Presidente di giuria scelto tra i professionisti internazionali più stimati e un direttore di festival che farà le veci di un vero e proprio tutor organizzando i lavori della giuria. Siamo convinti che le fasi preparatorie e la discussione finale che porterà al verdetto e che sarà pubblica – vi potranno assistere sia quanti saranno alla Villa degli Autori la mattina del 5 settembre, sia quanti vorranno collegarsi in diretta streaming – saranno inedite occasioni di confronto sui film, una vera e propria lezione di cinema da cui far emergere una scelta, magari irrituale, ma non per questo meno professionale e qualificata.

Al vincitore del Premio Venice Days verrà consegnato un assegno di 20mila euro da dividere in parti uguali tra il regista del film e il suo venditore internazionale. Pensiamo si tratti di un sostegno concreto sia alla creatività dell’autore che alla visibilità nel mondo dell’opera così segnalata dalle Giornate.

Personaggi in Villa

Il glamour non è il nostro mestiere e sul nostro ideale tappeto rosso si vola con uno skateboard o si cammina per andare fino alla sala, il luogo più bello del mondo in cui scoprire il grande cinema di domani. Eppure, grazie alla fiducia di produttori, autori e distributori, è già lunga la lista dei personaggi di spicco che saranno con noi quest’anno: Jeanne Balibar, Barbora Bobulova, Nicolas Bouchaud, Laurent Cantet, Sandra Ceccarelli, Shawn Christensen, Roberto Citran, Alex De la Iglesia, Ivano De Matteo, Guillaume De Tonquédec, Felice Farina, Iaia Forte, Alessandro Gassmann, Claudio Giovannesi, Christophe Honoré, Kim Ki-duk, Esteban Lamothe, Luigi Lo Cascio, Alina Marazzi, Pietro Marcello, i Masbedo, Giovanna Mezzogiorno, Leonardo Padura Fuentes, Francesco Pannofino, Jorge Perugorría, Giovanni Piperno, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher, Emmy Rossum, Maya Sansa, Raymond Thiry, Filippo Timi, Jorge Valdano, Lambert Wilson.

Ma la lista è destinata naturalmente ad allungarsi perché da sempre la Villa degli Autori è il luogo d’incontro di quanti, giunti alla Mostra, trovano nel nostro giardino il loro “posto delle fragole”.

IL PROGRAMMA

SELEZIONE UFFICIALE

Film d’apertura – Fuori competizione

ONE ON ONE di Kim Ki-duk

con Don Lee, Kim Young-min, Lee Yi-kyung, Cho Dong-in, Yoo Teo

Corea del Sud, prima internazionale

produzione Kim Ki-duk Film – vendite internazionali Finecut

distribuzione italiana Fil Rouge Media

Una studentessa viene rapita, stuprata, assassinata. Sette persone, appartenenti alla setta delle Ombre (The Shadows), terrorizzano i sette sospettati del delitto. “Ma chi di quei sette sei tu?”.

Di One on One il regista ha detto: «È un film sul posto in cui vivo, la Corea. Che si sia d’accordo o meno con il finale del film, se non ci si sente ammazzati non bisogna mettersi a guardarlo. L’ho fatto perché qualcuno capisca. Sennò non ha senso. Questo è ciò che siamo noi ora».

 

EL 5 DE TALLERES di Adrián Biniez

con Esteban Lamothe, Julieta Zyllberberg

Argentina, prima mondiale

vendite internazionali Films Boutique

Si chiama Patón Bonassiolle, ha trentacinque anni, gioca a calcio ed è il capitano di una squadra della serie C argentina. Mentre la sua relazione sentimentale con Ale risente della frustrazione di un uomo che si scopre senza futuro, Patón capisce che dopo una “vita da mediano”, deve confrontarsi con la vita reale in cui i sogni sono morti prima dell’alba.

Il nuovo film dell’autore di Gigante racconta una società in cui il disagio batte alla porta e il vero eroe è il perdente. Una giornata dei Venice Days è dedicata anche per questo all’Argentina di oggi.

 

RETOUR A ITHAQUE (RITORNO A L’AVANA) di Laurent Cantet

con Jorge Perugorría, Isabel Santos, Pedro Julio Díaz Ferran, Fernando Hechevarria

Francia, Belgio, prima mondiale

vendite internazionali Funny Balloons – distribuzione italiana Lucky Red

Scritta dal romanziere cubano Leonardo Padura con il regista, la sceneggiatura comincia su una terrazza che sovrasta l’Avana, al tramonto. Cinque amici sono riuniti per festeggiare il ritorno di Amadeo dopo sedici anni di esilio. Dal crepuscolo all’alba, rievocano la loro giovinezza, il gruppo che formavano, la fiducia che avevano nel futuro, ma anche le loro delusioni.

Il vincitore della Palma d’Oro (La classe) ritorna con un racconto intimo, quasi l’istantanea di una generazione che deve fare i conti con le scelte fatte o subite da ciascuno.

 

 

BEFORE I DISAPPEAR di Shawn ChristensenOpera prima

con Shawn Christensen, Fatima Ptacek, Emmy Rossum, Paul Wesley

Stati Uniti, Regno Unito, prima internazionale

produzione Fuzzy Logic Picture

Al punto più basso della sua resistibile esistenza Richie riceve una telefonata che potrebbe cambiargli la vita: la sorella gli chiede di badare per qualche ora alla nipotina Sophia di undici anni. Non sa in che guaio sta per cacciarsi…

Sviluppato a partire dal cortometraggio Curfew con cui ha vinto l’Oscar nel 2013, il film d’esordio dell’attore e regista Shawn Christensen è stato la rivelazione del cinema indipendente americano di quest’anno. L’impianto narrativo è da classica commedia degli equivoci, ma lo sviluppo rivela un talento del tutto originale.

 

I NOSTRI RAGAZZI (THE DINNER) di Ivano De Matteo

con Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio, Barbora Bobulova

Italia, prima mondiale

produzione Rodeo Drive, Rai Cinema – con il contributo del MiBACT – distribuzione italiana 01 Distribution – vendite internazionali Rai Com

Due fratelli, opposti nel carattere come nelle scelte di vita, uno avvocato di grido, l’altro pediatra impegnato e le loro rispettive mogli perennemente ostili l’una all’altra, s’incontrano da anni, una volta al mese, in un ristorante di lusso. Fino a quando, una sera, una bravata dei rispettivi figli manda in frantumi l’equilibrio delle due famiglie. Liberamente ispirato al libro La cena di Herman Koch, la storia entra violentemente nella realtà borghese della famiglia scardinandone le fondamenta. Il nuovo film dell’autore de Gli equilibristi.

LES NUITS D’ETE di Mario FanfaniOpera prima

con Guillaume de Tonquédec, Jeanne Balibar, Nicolas Bouchaud

Francia, prima mondiale

produzione 24 mai Production vendite internazionali Le Pacte

Nella Francia del 1959, mentre i coscritti partono per l’Algeria, Michel e Hélène vivono la loro esistenza di coppia esemplare. Lui è un notaio ambizioso, lei divide il suo tempo tra le opere di beneficenza e l’educazione del figlio. Sarebbe un quadro perfino banale se Michel non nascondesse un segreto inconfessabile. Il regista e la sceneggiatrice Gaëlle Macé (Grand Central) si sono ispirati a un volume fotografico sul travestitismo maschile degli anni Cinquanta e Sessanta, e hanno ambientato la storia nella regione di Strasburgo con speciale attenzione a un contesto d’epoca in cui “la Francia perse la sua innocenza e vide stroncare con durezza l’anelito alla libertà”.

PATRIA di Felice Farina

con Francesco Pannofino, Roberto Citran, Carlo Gabardini

Italia, prima mondiale

produzione Nina Film – con il contributo del MiBACT – con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – distribuzione italiana Istituto Luce Cinecittà

Un operaio, un sindacalista e un impiegato, arroccati in cima a una torre mentre la loro fabbrica si prepara a chiudere per la crisi economica, raccontano e rivivono i passaggi della vita italiana sul filo di trenta anni di emozioni e drammi, dal delitto Moro a oggi. Dall’alto e da lontano guardano un paese che non riescono più a interpretare. Non un film sulla memoria, non un instant movie sulla crisi, ma il flusso di coscienza di una generazione. Dal libro omonimo di Enrico Deaglio.

METAMORPHOSES di Christophe Honoré

con Amira Akili, Sébastien Hirel, Damien Chapelle

Mélodie Richard, Georges Babluani, Vimala Pons

Francia, prima mondiale

produzione Les Films Pelléas – vendite internazionali MK2

Quando Europa scappa da scuola a bordo di un camion guidato da un giovane fascinoso di nome Giove, sa ben poco del viaggio iniziatico che la aspetta. Appena oltre l’asfalto dell’autostrada c’è una terra abitata da dei potenti che sanno trasformare gli uomini in animali e piante in un batter d’occhio. Giove, Bacco, Orfeo: Europa tutto guarda, ascolta e impara in questo confronto fra dei e mortali, assaporando il sapore più intenso della vita e dell’amore nel confronto con questi dolcissimi e micidiali seduttori. Le pagine di Ovidio rivivono in una scena contemporanea in cui ciascuno dà nomi nuovi al mito antico.

 

TUSSEN 10 EN 12 (BETWEEN 10 AND 12) di Peter HoogendoornOpera prima

con Raymond Thiry, Nasrdin Dchar, Cynthia Abma, Olga Louzgina, Elise van’t Laar, Ko Zandvliet

Belgio, Francia, Olanda, prima mondiale

produzione Keren Cogan Films, Phanta Film

Ambientato in una classica giornata estiva, questo film descrive gli effetti devastanti della notizia che due normali poliziotti sono incaricati di portare a una famiglia; una notizia che cambierà per sempre la vita di altre persone. Man mano che il viaggio dei due poliziotti prosegue, la loro auto diventa sempre più affollata: a ogni sosta si aggiunge un membro della famiglia con il suo carico di dolore e sgomento. «C’è una tensione che attraversa la vita – dice il regista – e collega le orribili tragedie che ci colpiscono e l’essenza delle preoccupazioni quotidiane cui facciamo fronte. È questa tensione che mi ha affascinato».

 

MITA TOVA (THE FAREWELL PARTY) di Sharon Maymon e Tal Granit

con Zeev Revah, Levana Finkelstein, Alisa Rozen, Ilan Dar

Israele, prima mondiale

produzione Pie Films – vendite internazionali Beta Cinema

Un gruppo di anziani che vivono insieme in una casa di riposo si ingegnano a mettere a punto un rudimentale strumento per dare la “dolce morte” a un amico che vuole finire la sua vita con dignità, nonostante una legislazione che vieta l’eutanasia. Ma quando la notizia si sparge sempre più ospiti della casa di riposo si rivolgono agli improvvisati inventori e li mettono di fronte a un dilemma senza soluzione obbligata. Una black comedy dolce e aspra sulla vita e la morte, sul difficile momento di congedarsi dalla vita. Dai produttori di Bethlehem, un film sorprendente che conferma la vitalità della cinematografia dell’anno.

THE GOOB di Guy MyhillOpera prima

con Liam Walpole, Sean Harris, Sienna Guillory, Olivier Kennedy, Marama Corlett

Regno Unito, prima mondiale

produzione Emu Films

Nel pieno di un’ondata di calore che stringe alla gola la campagna assolata di Fenland, il sedicenne Goob Taylor incontra la seducente Eva. Fino ad allora Goob ha passato le sue estati ad aiutare la mamma. Ma adesso la donna ha altri pensieri per la testa, dopo che ha incontrato, a sua volta, uno straniero affascinante come Gene Womack. Goob tutto a un tratto si sente un pensiero ingombrante e comincia a sognare per sé una vita diversa.

Dai produttori di Catch Me Daddy presentato all’ultimo festival di Cannes.

 

ASHA JAOAR MAJHE (LABOUR OF LOVE) di Adityavikram SenguptaOpera prima

con Ritwick Chakraborty, Basabdutta Chatterjee

India, prima mondiale

produzione Salaam Cinema

Come in un racconto di Italo Calvino, marito e moglie condividono la stessa casa e un amore intenso ma sono costretti a non incontrarsi quasi mai. Se non quando il destino decide di forzare, come per caso, le regole della loro faticosa esistenza. Lei lavora di giorno, lui di notte; lei prepara pranzi che non mangerà; lui fa la spesa per una casa che non vive. Sullo sfondo la periferia popolosa di Calcutta stretta nella morsa della crisi economica, del lavoro che non c’è o che non basta, della depressione e del silenzio.

In questa sorprendente opera prima tutte le voci e i rumori vengono dall’esterno. Nella casa nessuno parla.

HE OVAT PAENNEET (THEY HAVE ESCAPED) di JP Valkeapää

con Roosa Söderholm, Teppo Manner, Pelle Heikkilä, Petteri Pennilä

Finlandia, Olanda, prima mondiale

produzione Helsinki-filmi – vendite internazionali The Yellow Affair

Un ragazzo, addetto al servizio civile in un centro per adolescenti problematici, si innamora di una delle pazienti. La ragazza arde di un fuoco pericoloso, una sete di vita che non può essere controllata e compressa, mentre il suo giovane guardiano è d’indole mite e introversa. Ma anche in lui pulsa un desiderio di libertà che si oppone a quel mondo fatto di regole, punizioni, costrizioni. I due rubano una macchina e fuggono verso un destino che rischia di essere mortale, un viaggio su una strada senza uscita. Dal regista di The Visitor rivelato alle Giornate nel 2008.

Film di chiusura – Fuori competizione

MESSI di Alex De la Iglesia

Spagna

produzione MediaPro

Girato tra Buenos Aires, Rosario e Barcellona su sceneggiatura del campione del mondo argentino Jorge Valdano, che ne è anche il narratore, Messi mischia ricostruzioni interpretate da attori, materiale d’archivio e interviste a ex calciatori e allenatori come César Luis Menotti e Alejandro Sabella, Diego Armando Maradona e Johan Cruyff, giornalisti argentini e spagnoli, i compagni di squadra Mascherano, Pinto, Iniesta e Piqué, l’endocrinologo che curò il piccolo Lionel per il suo disturbo della crescita, e i dirigenti del suo club, lo F. C. Barcelona.

 

WOMEN’S TALES

 

#7 So Yong Kim

SPARK AND LIGHT

con Riley Keough, María Ellingsen, Laufey Elíasdóttir, Sjón, Benjamin Smith-Petersen

Italia, Stati Uniti

produzione Hi! Production, soandbrad

«La mamma è stabile, dorme. Guida con prudenza! Baci. Papà». Elizabeth ha ricevuto da poco questo messaggio, ma sua madre non è l’unica a perdersi nel sonno. L’auto della ragazza è in panne. Fuori si gela, intorno non ci sono segni di vita. Elizabeth non può fare altro che aspettare con pazienza. I soccorsi arriveranno presto. Nel frattempo, si scalda le mani sulle bocchette del riscaldamento, sprofonda in uno strano torpore, seguito da un risveglio ancor più surreale. Paesaggi islandesi si fondono con i suoi ricordi. Le paure si trasformano magicamente in tessuti confortevoli e fantastici. Papà, di sopra, da solo.

#8 Miranda July

SOMEBODY

con Hope Shapiro, Steven Lamprinos, Ian Lerch, Sophie Mann, Cory Roberts, Lika Bosman, Athena Hunter, Miranda July

Italia, Stati Uniti, prima mondiale

produzione Hi! Production

Il telefono è scomodo, l’email è vecchio, un sms è di cattivo gusto. Non sarebbe bello poter consegnare i messaggi verbalmente, faccia a faccia, anche quando non puoi (o non vuoi) esserci fisicamente? Molto divertente e stranamente toccante, il film presenta un sistema di messaggistica radicalmente nuovo inventato dall’artista Miranda July. Con questa moderna tecnologia, gli affascinanti personaggi del cast, fra cui la stessa July, litigano, si riappacificano e fanno l’amore.

EVENTI SPECIALI

 

In accordo con la 71. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

9×10 NOVANTA di Marco Bonfanti, Claudio Giovannesi, Alina Marazzi, Pietro Marcello e Sara Fgaier, Giovanni Piperno, Costanza Quatriglio, Paola Randi, Alice Rohrwacher, Roland Sejko

Italia, prima mondiale

produzione Istituto Luce Cinecittà

Nove registi per un grande archivio. Nel 2014 l’Istituto Luce ha compiuto novanta anni. Una lunga storia che ha accompagnato l’Italia attraverso il cinema, e con quel patrimonio di immagini unico al mondo che è l’Archivio Luce. Per festeggiare questo compleanno, alcuni dei più apprezzati nuovi autori del nostro cinema sono stati invitati a realizzare un piccolo film, ciascuno con dieci minuti di immagini dell’Archivio, scelte tra le migliaia di ore di filmati che esso contiene.

Ne è nato un album di narrazioni diverse. I film raccontano del primo giorno di una guerra, e di invocazioni di pace; di crolli e di ricostruzioni; memorie di paesaggi e realtà (forse) perdute; miracoli, superstizioni e sogni. Si parla della condizione delle donne, di sessualità, del significato di una canzone, della Luna. Ci sono la favola e il diario, la fantastoria e la poesia, le parole di grandi scrittori accanto alle voci di persone comuni. Con personaggi reali e storici, e personaggi di pura finzione.

In accordo con Tribeca Film Festival

FIVE STAR di Keith Miller

con James Primo Grant, John Diaz

Stati Uniti, prima internazionale

produzione Up The Street Films, LLC

Dopo che il padre dell’adolescente John è stato colpito da una pallottola vagante, Primo decide di farsi carico dell’educazione del ragazzo alla legge della strada. Esponente di spicco della gang dei Bloods – sia nel film che nella realtà – Primo conosce soltanto le strade di Brooklyn. Mentre John è incerto se entrare o no in questa vita, Primo deve decidere se e come lasciarsi il suo passato alle spalle per essere un padre e un marito migliore. Girato durante l’estate newyorchese, il film mostra la cultura delle gang schivando ogni possibile stereotipo e lasciando volutamente nell’ambiguità la distanza tra fiction e vita reale.

 

THE SHOW MAS GO ON di Rä di Martino

con Sandra Ceccarelli, Iaia Forte, Maya Sansa, Filippo Timi

Italia, prima mondiale

produzione Produzioni Illuminati

MAS, i Magazzini allo Statuto, aprono a Roma all’inizio del secolo scorso come grandi magazzini di lusso. Di quell’epoca sono rimasti solo i lampadari a mezz’aria e i Mas sono diventati i magazzini del Popolo. Migliaia di metri quadrati, quantità incalcolabili di polvere e sopratutto un’umanità vasta e variopinta: dalle drag-queen alle badanti rumene, dai giovani sposi moldavi alle suore che scelgono la biancheria intima nei cestoni disordinati. Questo luogo di culto diviene un “palcoscenico” su cui il tessuto urbano che normalmente lo frequenta si intreccia a scene recitate e citazioni cinematografiche, per cercare di restituirne lo spirito, la potenzialità e l’energia.

THE LACK di Masbedo

con Lea Mornar, Xin Wang, Giorgia Sinicorni, Ginevra Bulgari

Italia, prima mondiale

produzione In Between Art Film – co-produzione Vivo Film

The Lack è tratto da un soggetto originale di Beatrice Bulgari e Mitra Divshali, ha la fotografia di Gherardo Gossi e Giuseppe Domingo Romano, si avvale del montaggio e sound design di Benni Atria ed è stato girato tra l’Islanda e Lisca Bianca nelle Eolie. Il film mette in scena quattro variazioni sul tema della “mancanza”, rappresentata da sei personaggi femminili. Ognuna di queste donne è immersa in una propria natura silenziosa e primitiva.

28 VOCI D’EUROPA PER UN SOLO VERDETTO:

IL PREMIO DELLE GIORNATE

Si festeggia quest’anno la V edizione di 28 Volte Cinema che rilancia la partnership delle Giornate degli Autori con il Premio LUX del Parlamento europeo, con Europa Cinemas e la collaborazione con Cineuropa.

I ragazzi di 28 Volte Cinema saranno i protagonisti della grande novità della nostra XI edizione: il Premio delle Giornate degli Autori. Chi meglio di questi giovani spettatori (dai 18 ai 26 anni), provenienti da tutti i paesi membri dell’UE, potrà infatti giudicare i film del concorso tenendo lo sguardo dritto sul futuro del cinema e del mondo?

Ciascuno di loro è stato selezionato dalle sale del circuito Europa Cinemas; tra le centinaia di candidature pervenute, sono state premiate l’originalità, l’impegno e soprattutto la passione degli aspiranti giurati. Insieme al Presidente della Giuria (una personalità del cinema internazionale) e con l’aiuto di un esperto come Karel Och (direttore artistico del Festival di Karlovy Vary nonché membro del comitato di selezione del premio LUX), i ventotto giurati vivranno un’esperienza quasi da campus universitario nel cuore del più antico festival del mondo e saranno un probante campione del gusto del nuovo pubblico per un cinema nuovo.

Tra le fila degli inediti giurati si contano traduttori (Ieva Keruka, Lettonia), burattinai (Edi Ćelić, Croazia) e poeti (Stefan Prohorov, Bulgaria), ma anche attivisti LGBTI (Anna Nygren, Svezia), oltre che naturalmente documentaristi e filmmaker. Marek Łużyński (Polonia) a ventiquattro anni ha già lavorato in sette diversi festival cinematografici, tre sale, e una scuola di cinema: c’è da credergli quando afferma: «I do not believe in life beyond films».

Quasi tutti collaborano con blog e riviste di critica cinematografica e le penne migliori saranno selezionate per partecipare al workshop di critica condotto da un esperto del comitato del LUX. Tutti inoltre contribuiranno quotidianamente al blog di Cineuropa creato per l’evento. In parallelo alle loro mansioni di giurati, i 28 si dedicheranno all’esplorazione della nuova edizione del Premio LUX, visionando i tre film finalisti e confrontandosi con i loro autori e con i membri del parlamento europeo presenti a Venezia.

Perfetto campione del nuovo pubblico d’essai, i nostri ventotto giurati si inchinano davanti ai capolavori classici senza storcere il naso davanti ai successi di botteghino, i loro gusti spaziano da minuscole coproduzioni europee agli spettacolari Wuxia cinesi. Sarà un coro di voci molto diverse quello che animerà i dibattiti della giuria. E la sfida del presidente sarà proprio quella di armonizzare tutte le tonalità in un verdetto finale che premi lo spirito di una giuria così speciale.

La finlandese Ida-Maria Olva dichiara di non aver ancora visto il suo film del cuore. Speriamo possa premiarlo lei stessa alle Giornate!

DA DOVE RICOMINCIARE?

Roberto Barzanti, Presidente

Raggiunto il traguardo dell’undicesima edizione, le Giornate degli Autori intendono rafforzare i caratteri della loro originale e autonoma presenza nel quadro del programma della Mostra d’Arte Cinematografica. Promossa da Anac e 100autori, interprete dell’intero e variegato mondo associativo di chi fa cinema, la nostra Associazione ribadisce la sua fedeltà ai chiari propositi per i quali è nata su impulso di Emidio Greco e Citto Maselli. Vogliamo continuare a essere uno spazio di dialogo e di confronto critico sui linguaggi dell’audiovisivo in una fase di febbrili mutamenti, a partire anzitutto dalla rassegna di opere di particolare significato. Saremo ancora un osservatorio qualificato sulle politiche nazionali ed europee per il cinema e per le culture, in una fase sempre più dominata da una globalizzazione invasiva e priva di regole. Accentueremo, infine, la funzione formativa e di tutela e diffusione del patrimonio storico ignorato o marginalizzato.

Il pubblico delle Giornate sarà chiamato a essere un interlocutore attivo, a discutere e a giudicare. Per la prima volta, infatti, la nostra selezione sarà valutata da un duplice campione di spettatori, e non con semplici premiazioni, non con giurie tradizionali.

Sarà poi, come sempre, un’edizione con un forte segno europeo, evidenziato dalla collaborazione con la Commissione Cultura guidata ora da Silvia Costa che ha creduto, fin dall’inizio, nella nostra esperienza. Il Premio LUX, guidato da Doris Pack, presenterà proprio a Venezia i tre film finalisti del 2014 che saranno accompagnati dai loro autori.

Al di là di interventi dall’impatto simbolico, si tratterà di approfondire potenzialità e rischi connessi alle discussioni avviate dalla Commissione di Bruxelles – si è svolto già il sesto round – per definire il Partenariato transatlantico su commercio e investimenti (Transatlantic Trade and Investmemt Partnership). Rinnovare la richiesta perché sia rispettata l’“eccezione culturale” è fondamentale, ma non basta: è l’insieme della logica geopolitica sottesa al TTIP che sollecita una riflessione più comprensiva e consapevole. I problemi relativi alla circolazione dei beni della creatività e alla protezione dei diritti degli autori non sono disgiungibili dalle dinamiche generali. E il governo italiano quale futuro pensa per la produzione cinematografica e audiovisiva? Il ministro Dario Franceschini ha mostrato fin dall’inizio del suo incarico una sollecita capacità di sintonizzarsi con talune delle più urgenti richieste provenienti da chi si occupa di cultura. In ambito cinematografico c’è urgenza di una legislazione sistematica, attesa da troppo tempo, e non mancheranno le occasioni per chiarire gli obiettivi che più stanno a cuore agli autori, che desiderano partecipare a pieno titolo a consessi talvolta sbilanciati più sul versante economico.

Senza il sostegno del Ministero non potremmo neppure esistere: pertanto viva è la nostra gratitudine verso il MiBACT. Al direttore generale per il cinema Nicola Borrelli rinnovo una gratitudine non rituale. Anche la SIAE sarà partecipe del nostro programma premiando un giovane talento italiano che abbia lavorato sull’intreccio dei linguaggi.

Decisivo è stato ed è l’apporto di soggetti privati che hanno stabilito con le Giornate un vero e proprio legame di corresponsabilità nell’ideazione, nell’erogazione di servizi tecnici e nell’articolazione stessa dell’agenda del Lido. Miu Miu, ad esempio, completa quest’anno un primo tratto del percorso a mille facce nell’universo della creatività femminile esaltato dal progetto Women’s Tales.

Inutile ripetere che in mancanza dello spirito collaborativo e del vivo incoraggiamento della Biennale non saremmo in grado di assolvere la nostra missione, che abbiamo sempre interpretato e praticato come complementare nel vasto panorama della Mostra. Con il presidente Paolo Baratta e con il direttore Alberto Barbera abbiamo costruttivamente affrontato le difficoltà operative e logistiche, con reciproca lealtà e amichevole rispetto. Il più antico e prestigioso Festival cinematografico del mondo richiede via via aggiustamenti accorti e sostanziosi miglioramenti che ne serbino alta e ben percepibile la vitalità artistica. In anni – vano nasconderlo – irti di ostacoli e di incognite.

 

IL CINEMA CHE CI CHIAMA

Giorgio Gosetti Delegato generale

Abbiamo girato una pagina – quella del decennale – e sentiamo adesso la consapevolezza di dover avviare un percorso nuovo sulla scena del festival più antico. In tempi di nuovismo esasperato viene da guardare con sospetto a un eccesso di enfasi sul tema del rinnovamento. Ma le Giornate degli Autori hanno la ricerca del futuro radicata nel loro codice genetico, in parallelo con una passione per la memoria che consideriamo il valore non negoziabile per crescere in una società civile e una cultura che sanno cambiare senza tradire se stesse.

Per questo, se volessimo citare due titoli emblematici della selezione 2014, penseremmo naturalmente a un maestro come Kim Ki-duk, che sa mettersi in gioco ogni volta come se fosse la prima, e all’omnibus 9X10 Novanta promosso da Istituto Luce Cinecittà in cui la memoria visiva dell’Italia di ieri è stata affidata a dieci giovani autori del cinema italiano di oggi. Non a caso One on One dell’artista coreano è stato scelto come film d’apertura, mentre 9X10 è condiviso con la Mostra del Cinema, perché la creatività dei nostri talenti è patrimonio comune a tutta la scena veneziana.

Abbiamo scelto i film – e il plurale è d’obbligo per un lavoro che ha coinvolto allo stesso modo chi scrive, il vice-direttore Sylvain Auzou, Gaia Furrer e Renata Santoro dell’ufficio cinema, il comitato internazionale di selezione, i consulenti e i collaboratori – sulla base di ciò che ci è sembrata la loro “necessità”: testimoni di un cinema che si trasforma, cangiante e vitale oltre le barriere delle nazionalità e delle tradizioni. È davvero un cinema globale quello che abbiamo voluto a rappresentare i nostri gusti e le nostre passioni. Una globalità data dalla circolazione delle esperienze, dalla consonanza della creatività, dal desiderio di conservare le radici senza paura di affrontare il presente.

Abbiamo scelto un motto per il nostro lavoro da qui in avanti: «scopriamo un nuovo pubblico per un cinema nuovo»,e a questo pubblico – cercato, sperato, voluto – dedichiamo il nostro lavoro e undici giorni che ci auguriamo pieni di sorprese. Sentiamo il bisogno, appunto “necessario”, di trasmettere agli spettatori di domani l’entusiasmo, la curiosità, la fame di cinema che sono appartenuti alle generazioni precedenti. Vogliamo che la platea dei festival sappia essere l’occasione per toccare con mano il piacere dell’intelligenza che la creatività degli artisti sa innescare. E crediamo che il nostro compito, nel mosaico della Mostra di Venezia, sia proprio quello di aggiungere sale alla passione impigrita degli spettatori d’oggi. Che ciò avvenga con la visione di un film, un incontro capace di cambiare la nostra percezione delle cose, una chiacchiera a notte alta o una discussione dai toni accesi, poco importa. Quel che conta è questa rinnovata – ma tutta da costruire – voglia di riappropriarsi da parte dello spettatore dello “sguardo degli artisti”: una visione che trascende la cronaca per diventare immaginazione, profezia, memoria collettiva ed esperienza di crescita. E a questo compito ci dedichiamo con gli strumenti consoni a una rassegna voluta dagli autori e pensata per gli autori.

È in questa logica che va iscritto anche il Premio che per la prima volta attribuiamo a uno dei nostri film; è qui che può avere un senso un verdetto popolare affidato agli spettatori che seguono la proposta culturale delle Giornate; è su questa strada che dovremo impegnarci anche oltre gli undici giorni della Mostra.

Altri ringraziano giustamente in queste pagine tutti coloro – istituzioni pubbliche e soggetti privati – che ogni anno forniscono opportunità, mezzi e stimoli creativi al nostro lavoro. Vorrei invece dire grazie a quelli che per le Giornate lavorano nei mesi precedenti l’entrata in scena e quelli che offrono il loro volontario impegno durante le giornate al Lido. Ogni volta mi stupiscono per la capacità di essere giovani e professionali, competenti ed entusiasti con un calore e uno spirito di squadra che trasforma il lavoro in esperienza di vita. E grazie anche agli addetti ai lavori che scommettono su di noi e su un marchio di qualità che negli anni – con la guida sicura del Presidente Barzanti, la fiducia delle associazioni, i successi conseguiti – ha reso i Venice Days il luogo naturale per il cinema che si rinnova.

Giornate degli Autori – Venice Days 2015, il programma

Giornate degli Autori – Venice Days 2015, il programma

Giunte alla loro XII edizione, le Giornate degli Autori – Venice Days promosse da Anac e 100autori si terranno dal 2 al 12 settembre 2015, all’interno della 72 Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Dirette da Giorgio Gosetti e presiedute da Roberto Barzanti, le Giornate si presentano quest’anno in un’edizione che Gosetti definisce: “con molti colori, molte culture, con un’Europa che sa guardare altrove e speriamo con molto divertimento e musica”, mentre pillole di tutte pellicole in selezione ufficiale, ma anche delle altre sezioni, vengono proposte nell’incontro stampa.

Un’edizione cosmopolita con lavori da tutti i continenti, 11 film in concorso per il Venice Days Award, assegnato da una giuria composta da giovani provenienti dai 28 paesi dell’Unione Europea, presieduta da Laurent Cantet, vincitore del premio lo scorso anno. Si parte con il thriller spagnolo El desconocido di Dani de la Torre, per passare al cileno La memoria del agua di Matías Bize. Ci sono poi le primavere arabe in As I open my eyes, opera prima di Leyla Bouzid; l’India contemporanea di Island City e la Cina di Underground fragrance; una visione dell’Olocausto nel polacco Klezmer, esordio di Piotr Chrzan; l’incomunicabilità vista da Michael Rowe nel suo Early Winter.

La “pattuglia italiana” in concorso è di tre film: La prima luce di Vincenzo Marra, nato, afferma il regista, “da un’urgenza personale”, tratta di un figlio conteso tra Italia e Cile, con Riccardo Scamarcio. Viva la sposa, opera seconda per il grande schermo di Ascanio Celestini, “è la storia di un gruppo di persone che vivono al Quadraro e ruotano attorno a un bar. Vivono una vita fatalista e al di sopra delle loro storie c’è quella di una sposa, un’attrice americana in viaggio di nozze in Italia”, spiega il regista e attore. Nel cast accanto a lui, Alba Rohrwacher. Infine l’esordio di Carlo Lavagna, Arianna, sulla scoperta del corpo e della propria identità da parte della giovane protagonista, interpretata da Ondina Quadri. Su di lei il regista si esprime così: “E’ molto adatta al ruolo e l’abbiamo trovata dopo due anni di ricerca. Speriamo che sia la rivelazione delle Giornate. Chiude la selezione ufficiale l’australiano The Daughter di Simon Stone, con Geoffrey Rush, fuori concorso.

Del programma fanno parte anche alcune proiezioni in accordo con le Giornate degli Autori, come quella del 1 settembre che presenterà il nuovo lavoro di Stefano Chiantini Storie sospese, con Marco Giallini e Maya Sansa.

Oltre al Venice Days Award, vengono poi assegnati numerosi altri premi. Innanzitutto il Premio Lux del Parlamento Europeo, i cui finalisti, annunciati dal Vicepresidente vicario del Parlamento Europeo Antonio Tajani sono: Mediterranea di Jonas Carpignano, che parte dalla rivolta di Rosarno del 2010 per raccontare un’odissea di migrazione verso l’Italia; Mustang, opera prima della regista turca Deniz Gamze Ergüven sulla condizione femminile nel suo paese; il bulgaro-greco The Lesson di Kristina Grozeva e Petar Valchanov. Tajani insiste poi sull’importanza dell’industria cinematografica: “un settore che sottolinea la nostra identità culturale e avvicina i giovani e i cittadini alla cultura italiana ed europea”. Da citare anche il Label Europa Cinemas, assegnato da una giuria di esercenti al miglior film europeo della selezione 2015, il Premio del Pubblico BNL, il Premio De Laurentiis per la migliore opera prima e i Premi SIAE all’Innovazione e al Talento emergente.

La creatività femminile è al centro del progetto Miu Miu Women’s tales. Fiori all’occhiello di quest’anno sono De Djess di Alice Rorwacher e #10 Les 3 boutons di Agnès Varda, Palma d’Oro alla carriera allo scorso Festival di Cannes.

Molti gli eventi speciali di questa edizione. Dalla prima mondiale del film di Alessandro Rossellini Viva Ingrid!, sulla vita italiana di Ingrid Bergman, ricostruita attraverso immagini di famiglia nel centenario della nascita dell’attrice, al collettivo Milano 2015, documentario diretto da Silvio Soldini, Giorgio Diritti e Walter Veltroni, con gli esordienti Cristiana Capotondi, Roberto Bolle ed Elio, sull’identità della città nell’anno dell’EXPO. Fino al progetto Laguna Sud, curato da Gosetti e Andrea Segre, che spiega: “Portiamo così la mostra fuori dal Lido, in quel pezzo di laguna dove non è mai arrivata”. L’iniziativa si articolerà tra Chioggia (21- 24 agosto), dove saranno proposti alcuni dei migliori film delle precedenti edizioni, e la Remiera di Pellestrina, dove si svolgeranno tre serate-evento (11-13 settembre). Una sarà dedicata a Eugenio Barba e all’ “utopia esistente dell’Odin Teatret”, come la definisce Jacopo Quadri, che omaggia Barba col film Il paese dove gli alberi volano, diretto assieme a Davide Barletti. Mentre la serata conclusiva vedrà l’anteprima italiana del documentario di Andrea Segre I sogni del lago salato.

Evento speciale anche per Argentina di Carlos Saura – un viaggio negli stili musicali che sono nel DNA del paese sudamericano – che riporta ad altre latitudini, come anche la narrazione di Orhan Pamuk, protagonista di Innocence of memories – Orhan Pamuk’s museum and Istanbul di Grant Gee.

Infine, si dibatterà di cinema e scuola nell’incontro L’ora di cinema, organizzato da Fabio Ferzetti, che lo illustra: “ora l’insegnamento del cinema è all’ordine del giorno nei progetti di riforma e noi che da anni portiamo i classici del cinema nelle scuole, a Venezia vorremmo cominciare a riflettere su cosa deve essere quest’ora di cinema, su come rivolgersi alla platea delle scuole e come dare ai ragazzi gli strumenti per padroneggiare un linguaggio in continua evoluzione, oltre a far conoscere un minimo di storia”.

Giornate degli Autori – Venice Days 2016: il palmares ufficiale

Giornate degli Autori – Venice Days 2016: il palmares ufficiale

VENICE DAYS AWARD

La Giuria Ufficiale del Venice Days Award presieduta da Bruce LaBruce ha assegnato, nell’ambito della Selezione Ufficiale, il Premio Giornate degli Autori a:

THE WAR SHOW di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon

La Giuria era composta dai giovani europei del programma 28 Times Cinema, che ha decretato il film vincitore con la seguente motivazione:

“The War Show ha provocato una reazione fortissima da parte della giuria. Siamo rimasti immediatamente colpiti dal significato e dall’urgenza del film, apprezzandone al contempo l’approccio cinematografico coraggioso e innovativo. Ci siamo chiesti se questo documentario straziante dovesse essere considerato insieme al resto della selezione delle Giornate degli Autori, composta da film di finzione, e abbiamo convenuto che The War Show non solamente fa appello alla nostra coscienza ma si distingue per i suoi meriti cinematografici, che lo rendono un’opera autentica e straordinaria. The War Show è un film di grande attualità che punta i riflettori su un conflitto tuttora in corso troppo spesso ignorato o mal rappresentato dai media. Crediamo fermamente che si tratti di un film che ciascuno di noi dovrebbe vedere.”  

Il Premio comprende un contributo in denaro di 20.000 Euro che viene egualmente ripartito tra il regista e il venditore internazionale del film, che si impegna a utilizzare la cifra ricevuta per la promozione dell’opera.

Giornate degli Autori 2016PREMIO DEL PUBBLICO BNL

Promosso da BNL Gruppo BNP Paribas

Pamilya ordinaryo di Eduardo Roy Jr.

LABEL EUROPA CINEMAS

SAMI BLOOD di Amanda Kernell vince il premio assegnato da Label Europa Cinemas come miglior film europeo delle Giornate degli Autori. Ricevendo questo riconoscimento, il film beneficerà di un supporto promozionale da Europa Cinemas e di una migliore visibilità grazie all’incentivo finanziario per una rete di sale che lo programmerà.

La Giuria ha attribuito il Premio con la seguente motivazione:

“Questo film d’esordio è un potente esempio di story-telling. Sguardo carico d’emozione sulla ricerca dell’identità, il film introduce il pubblico alla storia quasi sconosciuta del popolo dei Sami nel nord della Scandinavia. Ma soprattutto Sami Blood celebra l’enorme coraggio di una ragazza pronta a rischiare tutto per uscire dai limiti della propria vita.  Padroneggiando la materia cinematografica e con grandi performance, il regista riesce ad evitare i soliti trucchi narrativi per consegnarci un film accattivante e originale, capace di riecheggiare ben oltre i confini della Scandinavia.”

PREMI FEDEORA

La Giuria della Federazione dei Critici Cinematografici Europei e del Mediterraneo ha assegnato i seguenti premi ai film della Selezione Ufficiale delle Giornate degli Autori:

Miglior film: THE ROAD TO MANDALAY di Midi Z

Miglior regista esordiente: Amanda Kernell per SAMI BLOOD

Miglior attrice: Ashleigh Cummings per HOUNDS OF LOVE

Miglior film europeo: QUIT STARING AT MY PLATE di Hana Jušić

PREMIO LIZZANI

LA RAGAZZA DEL MONDO diMarco Danieli

PREMIO FRANCESCO PASINETTI – SNGCI

Miglior film: INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis

Miglior attore: Michele Riondino per LA RAGAZZA DEL MONDO di Marco Danieli

Miglior attrice: Sara Serraiocco per LA RAGAZZA DEL MONDO di Marco Danieli

Menzione speciale alle attrici Angela e Marianna Fontana per INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis

PREMIO FEDIC (Federazione Italiana dei Cineclub)

INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis

PREMIO BRIAN

LA RAGAZZA DEL MONDO di Marco Danieli

QUEER LION 

HEARTSTONE di Guðmundur Arnar Guðmundsson

PREMIO LINA MANGIACAPRE

INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis

PREMIO OPEN

al regista Pippo Delbono per VANGELO

PREMIO GIANNI ASTREI – VENEZIA 2016

INDIVISIBILI di Edoardo De Angelis

PREMIO MIGRARTI

NO BORDERS di Haider Rashid

Giornate degli Autori – Venice Days 2016: i premi collaterali

Giornate degli Autori – Venice Days 2016: i premi collaterali

Dopo l’assegnazione di questa mattina del Venice Days Award 2016 da parte della giuria dei 28 giovani europei, presieduta da Bruce LaBruce, a */The War Show /*(di Andreas Dalsgaard e Obaidah Zytoon), le Giornate degli Autori si preparano ad accogliere altri illustri premiati.

La sezione indipendente della Mostra, nel ringraziare tutte le Giurie che hanno voluto riconoscere un merito agli undici titoli della 13ª edizione, alle 18.30 di questo pomeriggio ospita alla Villa degli Autori una cerimonia di premiazione in cui saranno consegnati numerosi riconoscimenti.

Giornate degli Autori 2016*Il PREMIO LABEL EUROPA CINEMA *va a*/SAMI BLOOD/* di Amanda Kernell che riceverà il premio insieme al produttore Lars G. Lindström.**

Il Label Europa Cinemas, dedicato ai film di produzione e co-produzione europea. Il Label, creato nel 2003 da un network di esercenti europei di qualità (oltre 2.300 schermi in più di 500 città europee), con il sostegno del Programma MEDIA dell’Unione europea, consiste in un contributo economico alla distribuzione e alla promozione nonché alla permanenza del film vincitore nelle sale aderenti al network.

I*PREMI FEDEORA *(Federazione dei Critici Europei e dei Paesi Mediterranei).
Miglior film*: /THE ROAD TO MANDALAY/* di Midi Z, presente alla cerimonia per ritirare il premio.

Miglior regista esordiente: *AMANDA KERNELL* (per il film */SAMI BLOOD/*), presente alla cerimonia per ritirare il premio.

Miglior attrice: *ASHLEIGH CUMMINGS* per il film */HOUNDS OF LOVE/* di Ben Young, che riceverà il premio per l’attrice.

Miglior film europeo: */QUIT STARING AT MY PLATE/*//di//Hana Jušić, presente alla cerimonia per ritirare il premio insieme alla produttrice Ankica Tilic.

Il *PREMIO LIZZANI* va a */LA RAGAZZA DEL MONDO/* di Marco Danieli

Il premio Lizzani, istituito dall’ANAC, è dedicato al regista Carlo Lizzani, figura fondamentale della nostra cinematografia e direttore della Mostra dal 1979 al 1982. Si tratta di un premio per gli esercenti cinematografici più coraggiosi. Quest’anno è Sino Accursio Caracappa, esercente di Sciacca, che ha scelto il film vincitore al quale garantirà la promozione e la distribuzione nelle sue sale.

I*PREMI PASINETTI*:

Miglior film: */INDIVISIBILI /*di Edoardo De Angelis.

Miglior attore: *MICHELE RIONDINO* per il film */LA RAGAZZA DEL MONDO/* di Marco Danieli.

Miglior attrice: *SARA SERRAIOCCO* per il film */LA RAGAZZA DEL MONDO/* di Marco Danieli.

Marco Danieli riceverà il premio per i suoi attori.

Menzione speciale alle attrici *ANGELA* e *MARIANNA FONTANA* per */INDIVISIBILI/* di Edoardo De Angelis che ritirerà il premio.

Il Premio Pasinetti, dedicato al regista sceneggiatore, critico e fotografo Francesco Pasinetti, assegnato dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI), è uno dei premi collaterali della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Il *QUEER LION *va a*/HEARTSTONE/ *di Guðmundur Arnar Guðmundsson

Il Queer Lion è un premio cinematografico attribuito annualmente dal 2007 al “Miglior Film con Tematiche Omosessuali & Queer Culture”. Ritira il premio il regista Guðmundur Arnar Guðmundsson.

Il *PREMIO LINA MANGIACAPRE* va al film */INDIVISIBILI/* di Edoardo De Angelis.

Ideato nel 1987 da Lina Mangiacapre, affiancata da una giuria composta da giornalisti e critici cinematografici (al 50% uomini e donne), il premio è finalizzato a “segnalare le opere filmiche che mostrano nel segno della differenza il cambiamento dell’immagine della donna, soggetto di storia e di cultura.” Ritireranno il premio Edoardo De Angelis (regista) e Pierpaolo Verga (produttore).

Il*PREMIO BRIAN* va a */LA RAGAZZA DEL MONDO/ *di Marco Danieli*. *

La UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti) assegna un premio per il miglior film presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia//che sarà ritirato dal regista Marco Danieli.

Il *PREMIO GIANNI ASTREI – VENEZIA 2016* va al film */INDIVISIBILI/* di Edoardo De Angelis.

L’Associazione Fiuggi Family Festival in collaborazione con Ente dello Spettacolo attribuisce il premio al film italiano che, tra tutti quelli presentati alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, valorizza al meglio l’esperienza cinematografica intesa come arricchimento e ri-elaborazione della visione del mondo nel singolo e nella società.

Le Giornate degli Autori – Venice Days, sono una sezione indipendente della 73 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, promossa da ANAC e 100autori.

Giornate degli Autori – GdA 2025: tutti i vincitori

Giornate degli Autori – GdA 2025: tutti i vincitori

Nel corso della cerimonia di premiazione, tenutasi alle ore 16.30 di venerdì 5 settembre nella Sala Perla del Palazzo del Casinò, sono stati annunciati i vincitori dei tre premi ufficiali delle Giornate degli Autori: il GdA Director’s Award,l’Europa Cinemas Label e il Premio del Pubblico.

La giuria delle Giornate degli Autori, presieduta dal regista norvegese Dag Johan Haugerud e composta dalla produttrice italiana Francesca Andreoli, il curatore del Dipartimento di Cinema presso il MoMA di New York Josh Siegel, la regista e attrice franco-palestinese-algerina Lina Soualem e il direttore della fotografia tunisino Sofian El Fani, ha decretato il vincitore del GDA DIRECTOR’S AWARD, premio dal valore di 20.000 euro per metà destinata al regista e per metà al venditore internazionale del film.

Tra i dieci film in concorso della 22ª edizione delle Giornate degli Autori è Inside Amir di Amir Azizi ad aggiudicarsi il GdA Director’s Award 2025, con la seguente motivazione:

“Il film che premiamo questa sera è una meditazione sul quotidiano. Ci ricorda come le routine di ogni giorno, i gesti e le conversazioni con gli amici, ci offrano al tempo stesso sicurezza e libertà. Con uno sguardo che, poco a poco, svela una vita complessa segnata dalla perdita e dal lutto, sullo sfondo dell’esilio e dei turbamenti sociali, il film ci pone domande fondamentali su cosa significhi appartenere e sui dubbi esistenziali che emergono a partire da tali riflessioni. È un film che si prende il tempo di ascoltare, e che mostra come incontri inaspettati e spontanei creino una vita ricca. I dialoghi precisi e la messa in scena restituiscono un forte senso di presenza, e da spettatori ci sentiamo invitati con generosità a far parte di un gruppo di amici, tanto nelle conversazioni intime e profonde quanto in quelle più leggere e quotidiane… Un altro grande piacere che questo film regala è il sottile uso di diversi periodi temporali, spesso nella stessa inquadratura e persino durante lo stesso giro in bici. È un onore assegnare il premio delle Giornate degli Autori a Daroon-E Amir (Inside Amir) di Amir Azizi.”

L’EUROPA CINEMAS LABEL, creato da un network di esercenti europei, con il sostegno del Programma MEDIA dell’Unione Europea, è un premio dedicato ai film di produzione e co-produzione europea, grazie al quale il vincitore può beneficiare del sostegno promozionale di Europa Cinemas e di una migliore distribuzione.

La giuria 2025, composta da Manuel Asín (Cine Estudio del Círculo de Bellas Artes, Madrid, Spagna), Simon Blaas (Cinema Middelburg, Middelburg, Paesi Bassi), Ivan Frenguelli (PostModernissimo, Perugia, Italia) e Signe-Annie Lindstedt (Zita Folkets Bio, Stoccolma, Svezia) ha assegnato l’Europa Cinemas Label a Bearcave di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis.

La giuria ha motivato così il premio:

Bearcave è un esordio nel lungometraggio estremamente innovativo e vitale di Stergios Dinopoulos e Krysianna B. Papadakis, supportati da una troupe giovane e di grande talento. Il film segue la relazione tra due giovani donne queer in un remoto villaggio tra le montagne dei Balcani. L’opera, che al contempo unisce e contrappone antico e moderno, ha un impianto che richiama quello di un thriller, ma è attraversata da un marcato tocco di soprannaturale. Musica, montaggio e fotografia risultano estremamente originali, e le interpretazioni delle due protagoniste sono straordinarie. Speriamo che l’assegnazione di questo premio possa incoraggiare i distributori e il pubblico in tutta Europa.”

Il PREMIO DEL PUBBLICO, decretato sulla base delle preferenze espresse dagli spettatori in Sala Perla nel Palazzo del Casinò al termine delle proiezioni della selezione ufficiale, è stato conquistato eccezionalmente da due film ex-aequo: Memory di Vladlena Sandu e A sad and beautiful world di Cyril Aris, entrambi con il 77,4% di preferenze da parte del pubblico.