È stato presentato oggi, alla
presenza del direttore organizzativo Sergio
Canneto e della direttrice
artistica Daniela Persico, il programma
completo della 44.ma edizione del Bellaria Film Festival, che si
terrà dal 6 al 10 maggio 2026 a Bellaria Igea Marina (Rimini).
Hanno preso parte alla conferenza stampa di presentazione, tenutasi
presso Anteo Palazzo del Cinema a Milano, Fabio
Abagnato, responsabile Emilia-Romagna Film
Commission, Yuri Ancarani, oltre a un
intervento del visiting director Romeo
Castellucci.
Patrocinato
dal Ministero della Cultura e realizzato
grazie al Comune di Bellaria Igea Marina, col
sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo
– MiC e della Regione
Emilia-Romagna, il Festival è organizzato
da Approdi, start-up di cinema d’autore, main
partner Cinecittà. Il Bellaria Film
Festival è la casa del cinema indipendente italiano,
una casa speciale, sul mare: punto di riferimento di nuove e
coraggiose sperimentazioni del linguaggio cinematografico, unisce
il passato e il presente del cinema più libero e coraggioso.
Per la 44ma edizione, Bellaria Film
Festival propone come di consueto un ricco programma articolato in
cinque giornate, con oltre 60 film tra i concorsi dedicati al
cinema italiano e internazionale (Casa Rossa e
Gabbiano), numerosi eventi speciali e anteprime fuori
concorso, affiancate da una retrospettiva (Anni
Zero) dedicata agli esordi eccellenti dei primi anni
duemila.
In un momento storico critico per
l’Europa, il Festival intende interrogarsi sul ruolo dell’arte e
degli artisti nella società contemporanea, facendo emergere
riflessioni sulla forza liberatoria del gesto creativo e sulla sua
irriducibilità nei confronti dell’ideologia. “Senti questo
battito?” è il claim della quarantaquattresima
edizione del Bellaria Film Festival, che ci riconnette alla
straordinaria resistenza umana, a partire dal battito del cuore
come esempio di movimento perpetuo trasformativo e come impulso
empatico nei confronti degli altri. Per questo
il Premio Speciale BFF44 – i film che liberano la
testa va a Tizza Covi e Rainer
Frimmel per The Loneliest Man in Town:
la coppia di autori sono un esempio di un cinema libero e umanista,
che ha saputo realizzare grandi film con piccoli budget,
inventandosi una nuova pratica per il cinema contemporaneo.
“Alla quinta edizione come
direttrice artistica, iniziamo a vedere i frutti di un Bellaria
Film Festival centro del giovane cinema indipendente italiano e
impegnato in un’attività culturale e di formazione per i futuri
professionisti, che stanno muovendo i loro primi passi grazie al
sostegno concreto del Festival. Quest’anno di fronte a un mondo che
sembra chiudersi su se stesso, proponiamo l’opera di cineasti in
instancabile ricerca, che sanno tenere insieme lo scandaglio
nell’intimità come il teatro storico in cui si muove un’umanità
confusa e in preda allo sconforto, eppure ancora capace di generare
nuova vita, come avviene nell’opera di Angela Schanelec, una delle
nostre ospiti internazionali, o nella scelta di riproporre un primo
film necessario in questi tempi come Private di Saverio
Costanzo” dichiara Daniela Persico,
direttrice artistica di BFF44.
“Dove scompaiono i presìdi
culturali, si indebolisce il tessuto sociale, si riducono le
occasioni di incontro, si perde identità. Anche per un festival
cinematografico quindi il tema è quello delle città, del
territorio, intese come possibilità per la costruzione di un futuro
diverso e umanamente sostenibile. Il Bellaria Film Festival si
colloca dentro questa responsabilità pubblica rifiutando il ruolo
di evento, e proponendosi sempre più come un’infrastruttura
culturale attiva, una festival factory che produce visione,
relazione e presenza. Dal 6 al 10 maggio, BFF44 riapre spazi,
genera comunità e rimette al centro il gesto artistico come forza
necessaria. L’arrivo di Romeo Castellucci segna un passaggio
ulteriore: il cinema dialoga con l’arte per ridefinire il senso
stesso dello stare insieme. In un tempo che svuota i luoghi, noi
scegliamo di riempirli. Perché senza cultura non esistono città, ma
solo spazi da attraversare” commenta il direttore
organizzativo Sergio Canneto.
“Il cinema che rispetto e che
amo è quello che non si lascia comprendere fino in fondo, che
incendia la domanda invece di offrire risposte. C’è sempre qualcosa
di non detto, di altro. È proprio in questo scarto che si cela il
pungiglione dell’arte. Questa forma di veleno necessario è ciò che
riconosco nel cinema del Bellaria Film
Festival” dichiara Romeo
Castellucci, visiting director di BFF44.
“Sostenere iniziative
culturali radicate nel territorio è parte integrante del nostro
impegno nei confronti delle comunità” afferma
Giuseppe Gagliano, Direttore Centrale
Comunicazione e Relazioni Esterne del Gruppo Hera “Per
questo motivo siamo lieti di rinnovare anche per questa edizione la
partnership con il Bellaria Film Festival, un appuntamento che
valorizza il cinema indipendente italiano e favorisce momenti di
condivisione e partecipazione. Eventi come questo rappresentano
un’occasione concreta per rafforzare la socialità e contribuire
alla crescita e al benessere dei territori in cui
operiamo”.
“Il Bellaria Film Festival è un
momento per la città molto significativo a cui teniamo
particolarmente, è la nostra eccellenza culturale che usa il
linguaggio delle arti visive per promuovere il cinema indipendente
ed è anche un investimento sui
giovani” afferma Filippo Giorgetti,
Sindaco di Bellaria Igea Marina “Tiene insieme il valore
della cultura, dell’arte, della sperimentazione, il valore
dell’audiovisivo e del credere nei giovani, in particolare di
credere che il cinema possa essere un linguaggio su cui fondare i
rapporti di un nuovo patto sociale fra le generazioni, fra i
popoli: un valore di cui in questo mondo c’è sempre un maggiore
bisogno, in cui Bellaria Igea Marina vuole dare il suo contributo
credendo e investendo sempre di più in questo festival”.
Film di apertura del Bellaria Film
Festival sarà The Loneliest Man in
Town di Tizza Covi e Rainer Frimmel, presentato
quest’anno in concorso al Festival Internazionale del Cinema di
Berlino e prossimamente distribuito in Italia da Wanted: il film,
un ritratto del musicista Al Cook che non ha mai sacrificato la
propria libertà creativa, intercetta un passaggio epocale che
riguarda non solo le trasformazioni dello spazio urbano ma anche
quelle delle relazioni umane. I due filmmaker, attualmente sul set
del loro nuovo film a Roma, saranno presenti al Festival per una
masterclass dedicata al loro cinema.
La serata di apertura prevederà
un’inaugurazione speciale: la riapertura pubblica ufficiale del
Cinema Apollo, struttura sul lungomare di Bellaria Igea-Marina,
chiusa da più di vent’anni al pubblico. Con un’operazione di
ristrutturazione condotta da Approdi grazie al supporto dell’azione
1.3.4 della Regione Emilia Romagna Azione, sostegno all’innovazione
e agli investimenti delle imprese del turismo, dei servizi e del
commercio, delle imprese culturali e creative, la sala diventerà
una delle location del Festival. Per l’occasione nell’atrio verrà
allestita una mostra a opera dell’artista e cineasta ravennate
Yuri Ancarani con
l’installazione Ciao
Musica, che rilegge in chiave femminile e
contemporanea la tradizione romagnola degli sciucarèn, gli
schioccatori di frusta. In occasione dell’inaugurazione sarà
proiettato in sala Whipping Zombie, in un dialogo tra
tempi e geografie sui riti e i corpi danzanti.
Quest’anno il Festival sarà ricco
di anteprime italiane, a partire
da Rose di Markus
Schleinzer, distribuito in sala da MUBI,
film che ha visto Sandra Hüller trionfare con il Premio per la
migliore interpretazione alla Berlinale. Un’opera rigorosa e potente
sulla forza dell’affermazione della propria identità di fronte alla
chiusura della società patriarcale che vede l’attrice tedesca nei
panni di una donna che, nonostante il suo valore, dovrà scontrarsi
con la furia delle dure leggi sociali. L’anteprima
di Rose a Bellaria rinnova la partnership tra
BFF e MUBI che, grazie all’Accademia dei David di
Donatello, sarà anche presente con
la cinquina dei cortometraggi finalisti di quest’anno
e i loro autori. E sempre da Berlino
arriva My Wife Cries di Angela
Schanelec, dramma intimo sui movimenti misteriosi del
cuore sullo sfondo di una Germania in rapida trasformazione. Uno
dei grandi film di un’autrice che non smette di indagare
l’insondabile mistero della vita, attraverso la recitazione
straniata di una coppia di mirabili interpreti, Agathe Bonitzer e
Vladimir Vulevic. Angela Schanelec sarà al Festival per l’anteprima
italiana del film.
A questo parterre di ospiti
internazionali si aggiunge Gaspar
Noé, regista che ha sovvertito più volte i canoni del
cinema affrontando temi estremi senza mezze misure. L’autore sarà
protagonista di una conversazione con Romeo Castellucci, visiting
director del BFF, e presenterà i suoi ultimi due
film Climax e Vortex.
Tra gli appuntamenti a cura di Romeo Castellucci, anche una
selezione di cortometraggi sperimentali, a conferma del suo amore
per la settima arte.
La giornata di chiusura sarà invece
dedicata alla presentazione di due anteprime di film
italiani: nel pomeriggio omaggeremo
l’attore Fausto Russo Alesi, protagonista
di La bolla delle acque matte di Anna Di
Francisca: una commedia lunare su un sindaco che sogna di
salvare il proprio paese funestato dal terremoto aprendo un
ristorante, in sala dall’11 maggio con Incipit Film in
collaborazione con Kio Film. In serata il
cantautore Giorgio Canali accompagnerà la
presentazione del documentario appassionato e familiare sulla sua
carriera, Con la pioggia
dentro diretto dal giovane
regista Matteo Berruto, che inizierà un tour
nelle sale italiane con Open DDB.
Tra gli ospiti di questa edizione
anche Romana Maggiora Vergano,
attrice tra le più talentuose della sua generazione, acclamata da
critica e pubblico per le sue interpretazioni dall’esordio con
Paola Cortellesi in C’è ancora
domani fino al più
recente Portobello di Marco Bellocchio, per il
quale riceverà il Premio Casa Rossa per la miglior
attrice. Romana Maggiora Vergano sarà inoltre protagonista
di un incontro in dialogo con Irene
Dionisio con cui ha lavorato sul set
di Idda, ultimo film della regista che la vede
protagonista insieme a Tecla Insolia.
Partendo da queste premesse, il BFF
continua a occuparsi – come sempre – del cinema indipendente
italiano ma con un’apertura internazionale. Seguendo il percorso
inaugurato due anni fa, il Concorso Casa Rossa si sdoppia con
cinque film italiani e cinque internazionali per riunire a Bellaria
i migliori giovani cineasti, spalancando l’immaginario
contemporaneo e mettendo a confronto diverse pratiche
cinematografiche.
Il Premio Casa Rossa internazionale
vedrà l’anteprima italiana di cinque film che hanno segnato
l’anno cinematografico festivaliero, tutti accompagnati dai loro
autori. A iniziare da Providence and
the Guitar di João Nicolau,
apertura del Festival di Rotterdam, film su una
coppia di artisti itineranti, libero e sorprendente, che celebra la
resistenza dell’immaginazione e l’attualità dell’arte indipendente.
Uno spazio “tutto per sé” è quello cercato dalle tre donne
protagoniste di Forest High di
Manon Coubia, ambientato in un rifugio nelle Alpi settentrionali:
una meditazione poetica sulla solitudine come scelta e sul rapporto
con la natura, dove il gesto quotidiano diventa il centro
nevralgico della narrazione. Nuove comunità sono quelle che si
formano in On Our
Own di Tudor Cristian
Jurgiu, in cui un gruppo di adolescenti senza genitori
diventano famiglia. Il film, presentato al Forum della
Berlinale, è una coproduzione italiana di Indyca con il sostegno
dell’Emilia-Romagna Film Commission. Infine due
film che spalancano le prospettive del cinema verso i nuovi
linguaggi: l’artista Carlos Casas firma
con Krakatoa un’opera potente,
sulla fine del mondo e il viaggio sensoriale verso il centro di un
vulcano, mentre Nicolas Graux e Trương Minh
Quý con Hair, Paper,
Water, vincitore del Pardo d’oro nella Concorso
Cineasti del presente di Locarno Film Festival, seguono una donna,
tra le ultime a conoscere la lingua Rục, in un viaggio iniziatico
con il suo nipotino verso la grotta in cui è nata.
Il Premio Casa Rossa
internazionale (del valore di 5.000 euro) sarà
assegnato da una giuria composta
da Aomi Muyock (attrice
in Love, Jessica
Forever, Astrea), Matteo
Zoppis (regista di Testa o croce?)
e Pietro Masciullo (docente e critico).
In lizza per il Premio Casa
Rossa nazionale, dedicato alle opere prime o
seconde più interessanti del panorama cinematografico
italiano ci sono: il toccante documentario in prima
persona White
Lies di Alba Zari,
presentato al Festival di Rotterdam e prodotto da Slingshot Films
che sarà in sala dall’autunno, storia di una ricerca paterna che
sarà foriera della costruzione di una nuova
identità. Waking
Hours di Federico Cammarata e
Filippo Foscarini, presentato alla Settimana della Critica
di Venezia, è un viaggio immaginifico ai confini d’Europa,
dove un passeur afghano gestisce il flusso migratorio in una
foresta buia, tra tende e fuochi. Questi due film sono stati
finalizzati anche grazie al contributo di (in)emergenza, programma
di sostegno alla post-produzione del Festival in collaborazione con
Cinecittà. A questi si uniscono, nella selezione del Casa Rossa
nazionale, tre opere capaci di rappresentare la vitalità del
giovane cinema italiano: Un anno di
scuola di Laura Samani,
racconto nostalgico di ragazzi la cui amicizia verrà destabilizzata
dall’arrivo di una studentessa
straniera; Orfeo di Virgilio
Villoresi, viaggio onirico che ripercorre Romanzo
a fumetti di Buzzati innervandolo dell’immaginario
strabiliante dell’autore al suo primo lungometraggio, interpretato
tra gli altri da una sorprendente Giulia
Maenza, che nella serata conclusiva riceverà il Premio per
la scoperta attoriale dell’anno; e infine il successo di quest’anno
cinematografico, Le città di
pianura di Francesco
Sossai, che ha saputo raccontare la provincia in un
atipico road movie, capace di coinvolgere un pubblico trasversale e
in lizza per 16 Premi David di Donatello.
Chiude la rosa, come evento
speciale, il ritorno di Valentina
Bertani (vincitrice del Premio Casa Rossa nel 2023
con La timidezza delle chiome) che insieme alla
sorella Nicole ha
realizzato Le bambine, storia di
formazione ambientata nella Ferrara del 1997, vitale e irrequieta,
capace di cogliere con energia e stile la complessità della
crescita. Il film, che domenica 10 maggio avrà un’anteprima
milanese per la sezione Supernova al Cinema Godard di Fondazione Prada, uscirà in sala con Adler in
giugno. Proprio a Le
bambine andrà il Premio
Giometti, che avrà la possibilità di avere una tenitura in
Emilia-Romagna, Marche e Toscana nelle 14 strutture del gruppo
Giometti Cinema. Una collaborazione di rilievo, con una delle più
grandi catene di sale cinematografiche italiane, in nome del
sostegno al cinema d’autore e della sua diffusione più
capillare.
Il futuro del cinema italiano viene
premiato dai giovani: il Premio Casa
Rossa (che ammonta a 5000 euro), infatti, verrà
assegnato da una giuria di 25 giovani studenti di
cinema, proprio per avvicinare alla sala e dare voce al
nuovo pubblico del cinema italiano indipendente. Il premio Casa
Rossa per Miglior Film sarà realizzato da Le Casine – EnAIP Cesena
– EnAIP Rubicone, consolidando questa collaborazione.
Al Concorso Casa Rossa viene anche
assegnato il Premio della Critica Italiana –
SNCCI, del valore di 1000 euro, dalla giuria composta da:
Fabrizio Croce, Paola Olivieri, Davide Stanzione.
Il Concorso
Gabbiano, che seleziona opere in anteprima
assoluta (italiana, internazionale e/o mondiale)
capaci di spingere più in là il confine tra cinema di finzione e
cinema documentario con una giuria quest’anno presieduta dalla
regista Adele Tulli, dal
critico Federico Pedroni e dal
produttore Lorenzo Bianchi che assegnerà
i premi come Miglior Film (del valore di
3.000 euro) e al Miglior film per l’innovazione
cinematografica (del valore di 2.000 euro). Inoltre
verranno assegnati per la categoria Shorts il Premio per il miglior
cortometraggio (del valore di 2.000 euro) e un Premio Speciale in
collaborazione con Lago Film Fest, che offrirà al film vincitore
una residenza di scrittura o sviluppo presso Revine Lago.
Gli otto film del Concorso Gabbiano
mappano le forme del cinema indipendente contemporaneo: dal
documentario impegnato di The Lunch: A Letter to
America di Gianluca
Vassallo, sulle recenti elezioni di Trump viste dalla
gente comune in USA (film distribuito da Lo Scrittoio) al cinema
immaginifico e misterioso in End of
Battle di Suranga D.
Katugampala, continuazione della sua personale visione di
uno Sri Lanka in via di trasformazione, dalla esilarante satira
di Totò
Cannibale di Demetrio
Giacomelli, che fa esplodere il suo talento tra sketchs e
pastiche digitale,
a L’operaio di Tommaso
Donati, finzione rarefatta e potente sulle tracce di
Walser con una straordinaria Sabine Timoteo, fino all’opera
sperimentale Objet
d’énigme di Chiara
Caterina, che decompone gli elementi del thriller in un
film misterioso e suggestivo. Il documentario di famiglia è al
centro del primo film di Bianca
Vallino, Torneranno i lupi, su tre
generazioni di donne a confronto, mentre il duo Enrico
Zanetti e Ilaria Calcinari Ansidei esordisce
con Come ci si sente a essere un
pipistrello, un insolito racconto della
provincia veneta, vista dalla prospettiva di un avatar. Infine Gaetano
Crivaro torna con Cosa rimane quando
il mare si muove, indagine visiva
delle coste della Sardegna dopo lo svuotamento
turistico dell’estate. La sezione Gabbiano si chiude con un Evento
speciale fuori concorso: Un mare molto
piccolo di Luka Bagnoli e Elisa La
Boria, documentario sul Delfinario di Rimini, tra ricordo
e indagine, un affondo in un archivio marino che fa molto
riflettere. Il film sarà preceduto dai
corti: Filméi di Camilla
Magrini e Songs of
Salt di Isabella
Bazoni.
Da quest’anno, anche alla luce dei
tantissimi cortometraggi ricevuti, si istituisce un concorso corti
in due programmi: il primo raccoglie le opere di giovani autrici e
autori alle prese con i loro primi lungometraggi,
Bianca di notte di Caterina
Biasucci, Frammenti terrestri offerti alla
luce di Maria Guidone, Tutti i
giorni di pioggia di Tommaso Landucci
e Mambo Kids di Emanuele
Tresca. Il secondo aperto a nuove
voci: Auge di Riccardo Garenna,
Celine Alma, Sara Bazzeghin, Jamais la
nuit di Alberto Mangiapane, Chiara
Napoleoni, Milano infetta di
Tommaso Cohen, N’s Last Game di
Desirèe Alagna, Tal Vez en Otra Vida
di Renata La Serra.
Grazie a un accordo esclusivo con
MYMovies.it, tutti i film della sezione Gabbiano e
3 minuti a tema fisso saranno disponibili in streaming per il
pubblico all’interno della piattaforma MYMovies ONE, e il film più
votato riceverà il Premio distribuzione MYMovies ONE che garantisce
la messa in streaming del film vincitore per 12 mesi sulla
piattaforma.
Anche quest’anno il lavoro
sul futuro del cinema italiano è andato di pari passo all’analisi
del recente passato, tornando ad indagare l’inizio del
nuovo millennio e alcuni autori che, esordendo in quel momento,
hanno saputo comunicare anche oltre i confini nazionali, con opere
potenti e necessarie. Insieme al critico e conduttore radiofonico
di Hollywood Party, Dario Zonta, dialogheranno a BFF44 in una
tavola rotonda dal titolo ANNI ZERO, tre registi i cui film hanno
segnato l’immaginario collettivo: Saverio
Costanzo, la cui opera
prima Private (ultimo Pardo
d’oro vinto dall’Italia a Locarno) mette in scena l’occupazione di
una casa sulla striscia di Gaza da parte dell’esercito
israeliano, Emanuele Crialese che
con Respiro ha introdotto un
nuovo racconto della femminilità e portato uno sguardo arioso
sull’immaginario del Sud, e infine Francesco
Munzi che con Saimir
ha portato un nuovo realismo, capace di aprirsi al racconto dei
migranti e alla difficoltà dell’integrazione.
Inoltre si dà il via alla sezione
La prima volta, che indagherà delle autrici e
degli autori, per cui Bellaria è stato un passaggio decisivo nella
loro formazione: l’invitata di quest’anno sarà Giada
Colagrande con la sua opera
prima, Aprimi il cuore, e il suo
cortometraggio N.3 che presentò ad
Anteprima per il cinema indipendente italiano nel 2000.
Continua anche il rapporto tra
presente e passato del Festival: dopo la ripresa lo scorso anno
prosegue il Concorso 3 minuti tema
fisso con A un passo dal
presente, spunto interpretato da Marco Balestri, Asia
Miralli, Francesco Alessandro Cogliati, Anita Ricci, Achraf Karkaba
e Theo Roland, Nicola Eddy, Federico Frefel, Federico Cammarata e
Filippo Foscarini, Gilda Panizza, Laura D’Angeli, Emma Zerbo
Morelli, Veronica Orrù, Matteo Giampetruzzi e Valentina Pietrarca.
La giuria, che conferirà un premio di 2.000 euro, sarà
presieduta da Yuri Ancarani (artista e regista), Ilaria Gomarasca
(Film programmer) e Anita Rivaroli (sceneggiatrice).
La presenza di film dell’Emilia
Romagna continua con l’evento speciale Frontemare,
cent’anni di Riviera Romagnola, di Luciano
Manuzzi, un documentario che riflette sull’identità della Riviera
romagnola come simbolo di vacanze nell’immaginario collettivo, ma
rivela anche un volto invernale sospeso e silenzioso.
Torna BFF Industry con la collaborazione e il sostegno
di Cinecittà, sotto la direzione di Sergio Canneto e con
la partecipazione di Maria Bonsanti, come Head of Studies: un luogo
di incontro e confronto, un’occasione per dedicare al nuovo cinema
“indipendente” e ai suoi protagonisti una serie di talk e momenti
di approfondimento che quest’anno si
concentreranno sul tema delle coproduzioni, con ospiti
da Ministero della Cultura, Eurimages, EAVE. L’iniziativa
è realizzata per il quarto anno con la collaborazione e il sostegno
di Cinecittà.
L’inaugurazione, aperta al
pubblico, è affidata a una conversazione tra il
produttore Carlo Cresto-Dina e la regista Margherita Vicario, che
dialogheranno in una presentazione speciale del libro È un’impresa
fare un film. Il lavoro collettivo nel cinema, e perché ci
riguarda, edito da Einaudi Le Vele. Un’occasione unica per
un dialogo a due voci sul fare cinema, rivolto ai giovani autori
che la società di produzione Tempesta ha sempre promosso e lanciato
con successo.
All’interno di BFF Industry, torna
anche (IN)EMERGENZA, programma
di sostegno per il cinema indipendente italiano in collaborazione e
con il sostegno di Cinecittà: un percorso professionale
accompagnato dai tutor Dario
Zonta, Aline
Hervé e Maura
Cosenza dedicato a giovani registi e produttori che
riceveranno un sostegno per terminare i loro primi film grazie a
premi in denaro e di post-produzione completa audio e video presso
gli studi di Cinecittà. Al programma si
unisce Itineranze DOC, un atelier di sviluppo
di opere prime, sostenuto da MiC e di SIAE nell’ambito del
programma “Per chi crea”, che unisce sei festival italiani dedicati
al cinema indipendente. Si aggiunge con la sua prima
edizione Docs4Real – Nuovi sguardi sul
territorio, un nuovo format nato dalla collaborazione
con Biografilm – Bio to B – Industry Days |
Doc, con l’obiettivo di sostenere la crescita di nuove
personalità autoriali under 35 del cinema del reale in
Emilia-Romagna.
BFF ospiterà un totale di 100
ragazzi e ragazze che parteciperanno durante i giorni del festival
a percorsi di formazione e masterclass dedicati al cinema, tra cui
12 giovani professioniste del cinema che seguiranno l’hub
RE-SISTERS, lanciato dopo l’edizione dell’anno scorso
(dedicata alle donne del cinema italiano) per creare maggiori reti
di sostegno e condivisione all’interno del sistema.
Le mattinate del festival saranno
dedicate a due tipologie di interventi: le MASTERCLASS, dedicate ad
esplorare le pratiche dei cineasti invitati (tra questi: Tizza Covi
e Rainer Frimmel, il duo tra regia e montaggio Alessandro Comodin e
Joao Nicolau, le nuove voci del cinema del reale con gli autori
Alba Zari, Federico Cammarata e Filippo Foscarini insieme alla
produttrice Manuela Buono, Francesco Sossai in conversazione con
Alessandro Del Re e la tavola rotonda con Saverio Costanzo,
Emanuele Crialese e Francesco Munzi) e CONTEMPORANEA, un nuovo
appuntamento rivolto a esplorare i topic del contemporaneo (Corpi
indisciplinati con Adele Tulli e Yuri Ancarani, Voci alla fine del
mondo con Carlos Casas e Trương Minh Quý, L’età di mezzo con
Valentina e Nicole Bertani e Tudor Cristian Jurgiu, Il cinema è
vedere sé stessi con Gaspar Noé e Romeo Castellucci)
Infine non mancheranno anche in
questa edizione le attività destinate agli studenti,
Bellaria Film festival For School: tutti
i giorni studenti delle scuole medie e superiori avranno la
possibilità di partecipare a proiezioni e incontri con autori e
autrici, grazie alla proiezione di Leila di Alessandro
Abba Legnazzi e di Testa o croce? di
Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis.
Inoltre a Testa o
croce? verrà dedicata una mostra a Palazzo del
Turismo, con alcune fotografie di scena scattate da Astrid Ardenti
e Alessandro Zoppis.