La Sony ha perso i diritti di
distribuzione della saga di James
Bond e così a Hollywood si è scatenata una vera e
propria guerra per accalappiarsi la possibilità di portare in sala
il prossimo film dell’agente 007.
Da Casino Royale in poi,
la Sony Pictures Entertainment ha distribuito
il film in USA con un successo al botteghino mai raggiunto prima,
con Skyfall e con Spectre.
Il contratto con Sony è
scaduto nel 2015 e così la MGM e la Eon
Productions, proprietarie del franchise, stanno
considerando le varie opzioni.
Secondo quanto riporta il NY
Times, Barbara Broccoli e la sua compagnia
sono corteggiati non solo dalla Sony, che vorrebbe
ritornare a distribuire un così lucroso franchise, ma anche da
Warner Bros., Universal, 20th Century Fox e anche
la Annapurna di Megan
Ellison.
Esterne a questa guerra restano la Paramount
e la Disney, per le quali James Bond è decisamente “fuori
target”.
La MGM e la Eon Productions sono alla ricerca
di un partner distributivo per un solo film al momento.
Denis Villeneuve
inizierà la ricerca di un attore che interpreti la spia immaginaria
più famosa al mondo, James
Bond, il prossimo anno, quando avrà completato la
produzione di Dune –
Parte Tre. Deadline riporta che il regista
e i suoi collaboratori stanno cercando un “volto nuovo” che
interpreti 007 nel
prossimo film. Inoltre, si riferisce che James Bond sarà un
uomo, come scritto dal creatore Ian Fleming, e, cosa importante,
sarà un attore proveniente dalle isole britanniche.
Questo esclude fantasiose
speculazioni secondo cui Timothée Chalamet,
Glen
Powell, Austin Butler, Jacob Elordi e altri attori che non
provengono dal Regno Unito sarebbero in lizza per il ruolo. Gli
addetti ai lavori riportano anche che l’approccio ideale è quello
di scegliere un attore “sconosciuto”, possibilmente tra i 20 e i 30
anni, per interpretare quello che Fleming definiva “uno strumento
contundente”: un uomo letale ma “estremamente noioso e poco
interessante a cui sono successe delle cose”.
Se ci si attiene a questi criteri,
ciò significa che anche i favoriti come Tom
Hardy, 47 anni, Idris
Elba, 53 anni, e Henry Cavill, 42 anni, probabilmente
non corrispondono a ciò che Villeneuve, i produttori David
Heyman e Amy Pascal e i dirigenti della
Amazon MGM Studios stanno cercando. A questo punto, non resta che
attendere che Villeneuve completi le riprese
di Dune –
Parte Tre, poiché prima di quel momento è improbabile
che si possano avere novità in merito al
prossimo James Bond.
Spectre ha visto per la quarta volta
Daniel Craig nei panni dell’Agente
James
Bond e da tempo si vocifera di un nuovo attore che
possa prendere il posto del muscoloso britannico a conclusione del
suo contratto che lo lega al ruolo, a oggi valido per un quinto
film. Tra toto-Bond e congetture dei fan,
Craig ha fatto alcune dichiarazioni molto
interessanti in merito al suo coinvolgimento con il franchise di
007.
Ospite al New Yorker Festival,
Daniel Craig ha dichiarato di non aver
ancora finto con James Bond e di avere interesse a
interpretare il personaggio fino a che gli sarà possibile. Le sue
dichiarazioni precedenti, che lo volevano ormai stanco o
disinteressato erano, secondo quanto dichiarato, riconducibili al
fatto che l’attore era reduce da riprese molto intense per Spectre,
che lo hanno portato in giro per il mondo, rivelandosi impegnative
e faticose.
“Per quanto mi concerne –
ha dichiarato Craig– ho il miglior lavoro del
mondo. Continuerò a farlo fino a che ce la farò. Se dovessi
interromperlo, mi mancherebbe tantissimo.”
Arrivano dal Daily Mail nuove
indiscrezioni sul futuro della saga di James
Bond. Sappiamo da diverso tempo che, quasi
sicuramente, Daniel Craig non interpreterà più
l’agente segreto più amato del grande schermo. Proprio a tal
proposito, il Mail riporta che l’attore avrebe rifiutato un’offerta
per tornare a vestire i panni di 007 nei prossimi
due film della saga, abbandonando definitivamente il franchise.
Una fonte riporta: “Daniel ha
chiuso, lo ha detto ai capi della MGM dopo Spectre. Gli hanno
offerto una valanga di soldi, ma non ne ha bisogno. Lo ha detto a
tutti, dopo le riprese di Spectre, che era il suo ultimo film, ma
la casa di produzione sperava di convincerlo a tornare offrendogli
molto denaro.”
Cosa ne pensate? Naturalmente la
notizia non è ancora stata confermata ufficialmente. In attesa di
ulteriori dettagli, chi vi piacerebbe vedere come nuovo
James Bond? L’attore più accreditato sembrerebbe
essere Tom Hiddleston (qui maggiori dettagli).
Vi piacerebbe?
Reduce dal successo di Oppenheimer, il
regista Christopher
Nolan è ora in cerca del suo prossimo progetto, ma ha
ora dichiarato che questo non sarà un film della saga di James
Bond. Il regista ha infatti smentito i rumor a riguardo,
affermando durante un’intervista all’Associated Press che “no,
purtroppo no, non c’è nulla di vero in queste voci“. Le voci a
cui il regista fa riferimento sono quelle circolate nelle ultime
settimane, secondo cui il regista sarebbe in fase di trattative per
dirigere “due o tre” film del franchise e sarebbe
d’accordo “in linea di principio” a realizzare film che
reinserissero Bond nell’ambientazione originale dei romanzi di Ian
Fleming degli anni Cinquanta.
Come noto, Nolan non ha mai nascosto
il proprio debito nei confronti della longeva saga, affermando al
podcast Happy Sad Confused che “l’influenza di quei film nella
mia filmografia è imbarazzantemente evidente. Quindi non c’è alcun
tentativo di rifuggire da questo. Amo quei film. Sapete, sarebbe un
privilegio incredibile farne uno. Deve essere il momento giusto
nella tua vita creativa, in cui puoi esprimere ciò che vuoi
esprimere e scavare nei luoghi giusti, perché non vorresti mai
affrontare una cosa del genere e farla male. Devi essere davvero
necessario, devi essere davvero desiderato in termini di apporto a
un personaggio. Per il resto, sono molto felice di essere il primo
della fila per vedere qualsiasi cosa facciano”.
Nolan ha comunque rivelato di aver
mantenuto i contatti con i produttori di James Bond,
Barbara Broccoli e Michael G.
Wilson e che sarebbe “sicuramente” disposto a
realizzare un film del franchise. “Amo profondamente il
personaggio e sono sempre entusiasta di vedere cosa ne fanno“,
ha detto. “Forse un giorno potrebbe concretizzarsi
l’occasione“. Se dunque sembra che il prossimo film del
regista non sarà il prossimo capitolo della saga di 007, ciò non
esclude che in futuro il regista potrebbe finalmente avere
l’occasione di dirigerne uno, specialmente considerando il suo
entusiasmo nei confronti di tali film. Ad ora, dunque, continua la
ricerca del prossimo progetto di Christopher Nolan.
Amazon starebbe valutando Jacob Elordi come possibile candidato per il
ruolo del prossimo James
Bond, anche se al momento non è stata inviata
alcun’offerta formale e la decisione finale sul casting non è
ancora stata presa. Secondo fonti interne, Elordi dovrebbe infatti
sottoporsi a un screen test nel corso del 2026, comprendente prove
in abito elegante e sequenze d’azione.
Il
regista Denis Villeneuve dovrebbe avere voce in
capitolo nella scelta dell’attore, e finora non ci sarebbero
indicazioni di un suo eventuale rifiuto rispetto alla candidatura
di Elordi. La decisione definitiva sul nuovo 007 è però prevista
per la metà del 2026,
quando il regista si sarà liberato dagli impegni su Dune –
Parte Tre. Amazon, al momento, non ha rilasciato commenti
ufficiali sulla questione.
Jacob
Elordi potrebbe essere il prossimo James
Bond?
La
scelta di Elordi appare in controtendenza rispetto a quanto
riportato di recente da Deadline, secondo cui il
prossimo James Bond dovrebbe essere un attore britannico ancora
poco conosciuto. Elordi, 28 anni, è australiano e ha guadagnato
visibilità internazionale grazie a serie e film come Euphoria, Priscilla, Saltburn e il prossimo Frankenstein.
Lo
sviluppo del nuovo film di 007, il ventiseiesimo della saga, è
affidato allo sceneggiatore Steven Knight, noto
per progetti come Peaky Blinders e La promessa dell’assassino. Knight starebbe
puntando a un approccio più fedele ai romanzi originali di
Ian Fleming, includendo un possibile “origin Bond”
con riferimento alla carriera nella Royal Navy, al reclutamento in
MI6 e all’ottenimento dello status “00”. Il film potrebbe inoltre
essere ambientato negli anni ’50 o ’60.
Il
casting del nuovo Bond, ad ogni modo, non inizierà formalmente fino
al completamento delle riprese di Dune –
Parte Tre da parte di Villeneuve. La produzione di Bond 26
è poi attesa per il 2027, con una release prevista nel 2028,
presumibilmente nel consueto periodo di novembre, tradizionalmente
scelto per i debutti cinematografici della saga.
Come sapete il venticinquesimo film
di James
Bond sarà anche l’ultima volta di Daniel Craig nei panni dell’agente 007,
con la MGM “costretta” a scegliere il perfetto sostituto
dell’attore che è stato il volto del franchise in quattro titoli
(più uno in uscita).
Ecco allora 7
candidati che potrebbero subentrare al suo posto:
Sebbene abbia più volte smentito i rumor che
lo vedevano già come prossimo Bond, Idris Elba è
sempre apparso la soluzione più ovvia, oltre che azzeccata: ha il
fisico giusto, l’aplomb da gentleman britannico, carisma e talento
da vendere, insomma tutte le carte in regola per interpretare il
primo 007 di colore della storia.
Henry Golding
Henry Golding
arriva da un anno a dir poco straordinario: l’attore britannico di
origini malaysiane ha recitato infatti nella commedia campione
d’incassi Crazy Rich Asians e nel thriller a tinte
dark di Paul FeigUn piccolo
favore al fianco di Blake Lively e Anna
Kendrick.
La sua carriera è in ascesa e un
ruolo come quello di Bond calzerebbero a pennello sulle spalle di
questo giovane e promettente divo.
Proprio come Golding, anche
l’inglese Daniel Kaluuya sembra ormai
lanciatissimo nello star system hollywoodiano dopo aver ricevuto il
plauso della critica per Scappa – Get
Out e preso parte al cast di Black
Panther, cinecomic che sta scrivendo la storia del
genere supereroistico.
Forse Kaluuya non vi sembrerà l’opzione più ovvia, ma l’attore
classe 1989 potrebbe offrire al personaggio quelle sfumature di che
solo un trasformista può portare.
Shazad Latif
Ecco un nome mediamente sconosciuto
al grande pubblico che potrebbe rivelarsi un’alternativa valida a
Daniel Craig: Shazad Latif è britannico di origini
pakistane, con una formazione classica shakespeariana alle spalle e
qualche apparizione al cinema (L’uomo sul treno,
Ritorno a Marigold Hotel).
Forse lo ricorderete nel cast di
Star Trek: Discovery e Penny
Dreadful. Affascinante e sicuramente talentuoso, sarebbe
una sorpresa vederlo nei panni di James Bond.
Dev Patel
Dev Patel è uno
dei nomi più noti della lista, esploso nel 2008 grazie a
The Millionaire a alla serie
Skins, per poi tornare alla ribalta con la
candidatura all’Oscar per Lion – La strada verso
casa.
Per la stampa americana potrebbe
essere il primo Bond della storia a mettere in discussione
l’eredità coloniale dell’Inghilterra grazie alle origini miste
dell’attore (londinesi-africane-indiane).
Robert Pattinson
L’attore Robert Pattinson partecipa alla prima di On
The Road durante il 65° Festival di Cannes il 23 maggio 2012 a
Cannes, Francia – Foto di Arp via Depositphoto.com
Robert Pattinson è
una garanzia: attore di talento, ha recitato con grandi autori e in
produzioni indipendenti brillanti, scrollandosi di dosso l’immagine
teen dopo il successo di Twilight; ha fascino e la giusta
inquietudine per dare vita ad un Bond diverso dal solito,
sicuramente inedito nel franchise.
Colin Salmon
L’ultimo candidato è anche uno dei
più “anziani”: Colin Salmon, classe 1962, sarebbe
una scelta di gran classe e forse di basso profilo rispetto ai ben
più noti Pattinson e Elba. Curioso come abbia in realtà già
interpretato una sorta di agente segreto nella serie Master
of None sotto forma di parodia; che possa rivelarsi utile
ai fini di un possibile casting?
Daniel
Craig vestirà per l’ultima volta i panni di James
Bond nell’attesissimo No Time To
Die. Il film, che uscirà nelle sale italiane il 9
aprile 2020, segnerà la fine di un’era particolarmente fortunata
per il longevo franchise. Craig saluterà ufficialmente l’iconico
personaggio dopo averlo interpretato in cinque film (soltanto
Sean Connery e Roger Moore erano apparsi in ben sette film
della saga).
Mentre aspettiamo di conoscere il
nome dell’attore che raccoglierà l’eredità di
Daniel Craig, non possiamo fare a meno di chiederci
chi sia stato il più grande interprete di Bond di tutti i tempi.
Forse, è stato proprio Craig il miglior attore che abbia mai
interpretato 007. Forse, i fan di Connery potrebbe avere qualcosa
da dire al riguardo… Ecco 10 motivi per cui Daniel Craig è stato la migliore incarnazione
di James Bond:
Sequenze d’azione memorabili
Quando si pensa alle migliori scene
d’azione nei film di Bond, non puoi non venire subito in mente la
sequenza in cui l’agente segreto combatte su un treno all’inizio di
Skyfall. nella scena in questione, Bond viene colpito per
sbaglio e dato per morto.
A differenza del Bond di
Sean Connery, quello di Daniel Craig ha sempre preferito l’azione, i
fatti, alle parole. Anche
Roger Moore ha elogiato la performance di Craig nelle
scene d’azione dopo aver visto
Skyfall, dichiarando: “Penso che le sue scene fossero
al limite dello straordinario. Nei primi 30 secondi del film ha
avuto più azione di quanta ne abbia mai avuta io in 14 anni di film
su Bond”.
Il Bond più “umano” di tutti
La maggior
parte delle iterazioni di Bond ha sempre fatto cose che non
potrebbero mai accadere nella vita reale. Con le incarnazioni di
Connery e Brosnan si è sempre lasciato che il fascino del
personaggio avesse la meglio sull’effettiva logicità degli eventi.
Il Bond di
Craig è sempre stato diverso, molto più vicino allo
spettatore di qualsiasi altra versione cinematografica.
In Casino
Royale, ad esempio, lo vediamo intento a lasciare il suo
lavoro e la sua posizione in nome dell’amore, per poi ritrovarsi al
centro di un inganno. A quanti di noi è capitato nella vita di
tutti i giorni?
Un abile guidatore
I film di Bond sono pieni zeppi di
inseguimenti in auto. 007 deve sempre fuggire da qualcuno o
inseguire i cattivi. Nessuno però, alla guida di un auto, è stato
migliore di
Daniel Craig. Il trailer di No Time to Die ci ha già mostrato che nel
film ci saranno inseguimento in auto a dir poco spettacolari.
Guardando ai precedenti film,
Quantum Of Solace si apre con uno dei migliori
inseguimenti in auto di tutti i tempi: Bond è capace di accelerare
e contemporaneamente schivare i colpi mentre si reca a Siena,
inseguito da due Alfa Romeo 159. Per non parlare di
Spectre, con l’inseguimento tra Bond e lo scagnozzo di
Blofeld, Mr. Hinx, per le strade di Roma. Anche la corsa a
mezzanotte per salvare Vesper Lynd in Casino Royale resta
memorabile.
L’approvazione degli altri Bond
Quando
tutte le precedenti incarnazioni di Bond ti concedono la loro
approvazione, allora non c’è dubbio: sei uno 007 perfetto!.
Timothy Dalton una volta ha parlato della
performance di
Craig, dichiarando: “È un fatto e bisogna sostenerlo:
Daniel Craig è il miglior Bond di sempre”.
Roger Moore, invece, dichiarò a Time Magazine:
“Penso che sia il massimo Bond”.
Sia Sean Connery che Pierce Brosnan, invece, hanno sempre parlato
dell’incarnazione di Craig come di una performance
“fantastica”, “magnifica”. Addirittura
Brosnan, ricordando la sua esperienza nei panni di
007 e parlando del lavoro di
Craig, dichiarò al Guardian che semplicemente… il suo
Bond non era stato all’altezza.
Da sempre adatto al ruolo
Daniel
Craig è sempre stato adatto alla parte, ed è sempre
stato a suo agio in giacca e cravatta. La sequenza di apertura di
Spectre, in cui lo vediamo camminare sui tetti
mentre tiene in mano una pistola, ne è una prova sufficiente. E a
proposito di Craig, sempre
Roger Moore una volta disse: “A me sembra un
assassino. Sembra che sappia davvero cosa sta facendo. Sembra che
sappia davvero imbrogliare a backgammon.”
Sean Connery – che quando era più giovane
venne nominato l’uomo più sexy del mondo – all’epoca venne ritenuto
troppo bello per la parte, tanto che nemmeno il creatore di Bond,
Ian Fleming, era convinto del suo casting. All’epoca l’autore
disse: “Non è proprio quello che avevo immaginato per James
Bond. Sto cercando il Comandante Bond e non uno stuntman con l’aria
da bambinone.”
Il Bond più “longevo” di tutti
Sono
trascorsi 14 anni da quando
Daniel Craig ha interpretato James Bond per
la prima volta. Sean Connery ha interpretato il personaggio
per 9 anni, mentre Roger Moore per 12. Connery
si ritirò come Bond nel 1971, prima di tornare nel 1983 nel film
Mai dire mai (non riconosciuto come film
ufficiale della saga di Bond).
Nonostante una volta abbia
dichiarato: “Preferirei tagliarmi i polsi che fare un altro
Bond”, ad oggi
Craig resta l’attore che ha vestito i panni
dell’iconico agente per il maggior numero di anni. L’unica attore a
non aver deciso di sua spontanea volontà di lasciare l’eredità di
007 ad un altro collega è stato Pierce Brosnan, che dopo Die Another
Day venne sostituito per scelta della produzione.
L’alchimia con M
La morte di M interpretata da
Judi Dench è uno dei momenti più tristi dei film
di Bond con protagonista Daniel Craig. E questo soprattutto perché
sembrava essere uno dei personaggi di cui i moderni film della saga
mai avrebbero potuto fare a meno, tanto che in
Spectrela sua assenza si percepisce
chiaramente.
Dench è apparsa
per la prima volta nei panni di M in GoldenEye e anche
quando Brosnan è stato licenziato e il franchising
riavviato, l’attrice è stata riconfermata per la parte. Nonostante
la sua alchimia con il Bond di Brosnan non era
affatto male, è stata in realtà la sua alchimia con il Bond di
Craig a renderla ancora più unica e divertente.
Addirittura, gran parte della trama di Skyfall ruota attorno alla relazione
tra Bond e M: erano come madre e figlio, con M che rimproverava
sempre Bond ogni volta che faceva qualcosa di stupido.
Il re del box office
Secondo i dati raccolti da Forbes,
i film della saga di Bond con
Daniel Craig hanno incassato complessivamente circa
3.6 miliardi di dollari. Naturalmente, questa cifra aumenterà dopo
l’uscita di No Time to Die.
Craig può anche vantarsi di aver recitato nel film di
Bond più redditizio di tutti i tempi,
Skyfall), che ha guadagnato $ 1.218.849.723, realizzando
un profitto di $ 910.526.981.
Nessun film di Bond con
Daniel Craig ha guadagnato meno di 700 milioni di
dollari, e nessun film di Bond senza Craig ha guadagnato più di 700
milioni. Il pubblico ha dimostrato di amare l’attore britannico nei
panni di Bond: ecco perché non sorprende che i produttori lo
abbiano tenuto legato alla saga per così tanto tempo.
La critica si sbagliava
Ci fu una
vera e propria indignazione di massa quando
Daniel Craig venne annunciato come il prossimo Bond
nel lontano 2005. Ad alcuni non piaceva il fatto che fosse biondo
(nessun altro attore di Bond era stato biondo); ad altri non
piaceva il suo aspetto, mentre ad altri ancora “semplicemente” non
piaceva la sua carriera d’attore fino a quel momento.
Con un’ostinazione
così marcata, Craig avrebbe potuto scegliere di abbandonare il
ruolo. Ma non l’ha fatto! Si concentrò sulla produzione di
Casino Royale, che si rivelò uno dei migliori film di Bond
mai realizzati. Da allora, ogni tipo di critica cessò di esistere.
Anche quando film come Quantum Of Solace sono stati
criticati per l’esilità della trama, la performance di Craig è
stata sempre elogiata.
Il più grande consumatore di drink
In breve,
il Bond di
Daniel Craig ha sempre saputo come divertirsi. Nei
romanzi di Fleming, Bond beveva sempre e Craig fa praticamente lo
stesso. Ha consumato più quantità di alcol di qualsiasi altro Bond.
Beve anche la maggior parte dei liquori per film in
media.
In Casino
Royale appaiono 26 drink, mentre in Spectre 25.
Nessun altro film di Bond ha mai visto numeri simili. È abbastanza
sorprendente che finisca per non ubriacarsi mai!
James
Bond è uno dei personaggi che ha fatto la storia del
cinema ed è entrato nell’immaginario collettivo. Sempre pronto ad
affrontare ogni missione, è abile, galante e ammalia ogni donna che
conosce. La saga di Bond comprende ben 24 film, 25 con il prossimo
che verrà realizzato nel 2020, ed è stato interpretato da ben 6
attori. Ognuno di loro ha dato la propria impronta all’agente
segreto più famoso del mondo.
Ecco dieci cose che, forse,
non sapevate di James Bond.
James Bond: chi è
1.James Bond è esistito
davvero. Il Bond reale era un ornitologo, autore di
diversi libri tra cui Birds of West Indies. Nel 1952,
mentre Ian Fleming iniziava a scrivere il primo racconto su James
Bond, stava cercando un nome di impatto per il suo eroe. Quando
vide il nome dell’autore del libro che aveva li vicino ebbe
l’illuminazione e decise di chiamare il suo protagonista con il
nome di James Bond. Tuttavia, il signor Bond non
seppe dell’utilizzo del suo nome fino al 1960, anno in cui lesse
un’intervista in cui Fleming spiegava l’origine del nome.
2. Bond è un personaggio
immaginario. Tuttavia, alcune nomi e ambientazioni sono
reali, come il fatto che la tenuta di Fleming, comprata a metà
degli anni ’40 si chiamasse Goldneye. Sembra comunque che
il primo romanzo di Bond, Casinò Royale, venne terminato
durante il viaggio di nozze: pare che il matrimonio con Anne
Rothermere fosse così noioso da invogliarlo a scrivere. Di Bond è
stata scritta una biografia accurata che si trova in Si vive solo
due volte: nasce da genitori borghesi, è metà scozzese e metà
svizzero e rimane orfano a 11 anni quando i suoi genitori rimangono
uccisi in un incidente a Chamonix. Bond viene allevato da una zia,
nel Kent. Dopo essere entrato a Eton e dopo essersi fatto
espellere, la zia riesce a iscriverlo a Fettes, dimostrandosi uno
studente brillante, anche in ambito sportivo. A diciassette anni
mente sulla sua età per entrare in quello che poi è diventato il
Ministero della difesa. Viene classificato con il numero 7777,
diventato poi 007, e lavora nel resto del mondo prima della
missione Casinò Royale. Le missioni di Bond si protraggono per
tutti gli anni successivi, arrivando fino alla fine degli anni
’90.
3. Bond è un abile
seduttore. James Bond è un uomo affascinante e dalle mille
risorse e riesce ad ammaliare qualsiasi donna, rimanendo ammaliato
a sua volta dall’altro sesso. Nel corso della sua vita Bond ha
incontrato diverse donne che gli hanno cambiato la vita, come
Vesper Lynd e Teresa Di Vincenzo,
entrambe morte tragicamente. James ha anche un figlio con
Kissy Suzuki, morta poi di cancro. Le Bond girl
sono dei personaggi che si ritrovano prevalentemente nella serie
cinematografica: in ogni film Bond riesce a sedurre almeno due
donne, per poi trovarsi con solo una di esse.
James Bond: Spectre
4. La SPECTRE è
l’associazione nemica di Bond. La Special Executive for
Counter-intelligence, Terrorism, Revenge and Exortion è
un’associazione criminale internazionale strutturata in maniera
gerarchica, di cui il president e fondatore è il nemico numero 1 di
Bond. Mentre Fleming stava scrivendo i romanzi, l’associazione
nemica di Bond era la SMERSH, un reparti
eliminazioni speciali dell’Unione Sovietica. Notando l’inizio del
disgelo tra Stati Uniti e URSS, Fleming decise di creare un nuovo
nemico per Bond e nacque così la SPECTRE.
5. Il film numero 24 di
Bond è dedicato allo SPECTRE. Il film vede protagonista
Daniel Craig per la quarta volta nel ruolo di
Bond ed è il secondo film della serie diretto da Sam
Mendes dopo Skyfall. Spectre è stato il film più costoso di tutta
la saga dell’agente segreto più famoso del mondo, con circa 300
milioni di dollari di budget. In questo film debutta un nuovo
modello dell’Aston Martin, il DB10, un modello unico che celebra il
cinquantesimo anniversario del franchise. Il film ha vinto un Oscar
e un Golden Globe per la miglior canzone originale, Writing’s on
the Wall di Jimmy Napes e Sam
Smith.
James Bond: film
6. Fino ad ora sono stati
realizzati 24 film su Bond. Fleming fece diversi tentativi
per trasporre il personaggio di Bond al cinema. Il primo tentativo
fu con una serie antologica dal titolo Climax!. In
seguito, dopo aver trovato il produttore Albert R.
Broccoli che espresse interesse verso i romanzi di Fleming
e che ne comprò i diritti (salvo Casinò Royale), e dopo
diversi altri tentativi (tra cui pare un film diretto da
Hitchcock) si unì con il produttore Harry
Saltzman e fondarono la EON Productions. Da qui si iniziò
con 007 – Licenza di uccidere (1962) e proseguendo con una
media di un film all’anno. Gli anni ’60 hanno visto Dalla
Russia con amore (1963), Missione Goldfinger (1964),
Thunderball: operazione tuono (1965), Si vive solo due
volte (1967), Casinò Royale (1967) e Al servizio
segreto di Sua Maestà (1969). Gli anni ’70 si aprono con
Una cascata di diamanti (1971), Vivi e lascia
morire (1973), L’uomo dalla pistola d’oro (1974),
La spia che mi amava (1977), Moonraker – Operazione
spazio (1979), mentre gli anni ’80 sono dominati da Solo
per i tuoi occhi (1981), Octopussy – Operazione
piovra (1983), Mai dire mai (1983), Bersaglio
mobile (1985), Zona pericolo (1987) e Vendetta
privata (1989).
7. I film di Bond hanno
subito una battuta di arresto tra la fine degli anni ’80 e l’inizio
dei ’90. Il franchise riprende infatti nel 1995, ben sei
anni dopo il precedente, con GoldenEye, per proseguire con
Il domani non muore mai (1997), Il mondo non
basta (1999), arrivando negli anni 2000 con La morte può
attendere (2002), Casino Royale (2006), Quantum
of Solace (2008), Skyfall (2012), Spectre (2015). Il prossimo film di Bond, dal titolo
provvisorio di Bond 25 ha un’uscita prevista per il 2020 e
vedrà la regia di Cary Fukunaga.
James Bond: attori
8. Il primo interprete
dell’agente segreto è stato
Sean Connery. Per il ruolo di Bond vennero considerati
diversi attori, come James Mason, David Niven e
Cary Grant (sul quale pare che Fleming si sia
basato per dare il tocco di classe ed eleganza che contraddistingue
Bond): tuttavia venne scelto
Sean Connery che venne messo sotto contratto per
cinque film della serie, realizzandone poi sei: Licenza di
uccidere, Dalla Russia con amore, Missione Goldfinger, Thunderball:
operazione tuono, Si vive solo due volte e Una cascata di
diamanti. Quest’ultimo film avrebbe dovuto girarlo George
Lazenby, che aveva già interpretato Bond in Al servizio segreto
di Sua Maestà e non prese parte al seguito date le recensioni
negative del primo film. Connery tornerà nel ruolo di Bond per
Mai dire mai.
9. Gli anni settanta e
ottanta hanno visto due Bond. Il primo film di Roger Moore è stato Vivi e lascia
morire nel 1973 e ne interpreterà altri sei: L’uomo dalla
pistola d’oro, La spia che mi amava, Moonraker – Operazione spazio,
Solo per i tuoi occhi, Octopussy – Operazione piovra e
Bersaglio mobile. Per i film successivi venne scelto
l’attore
Timothy Dalton, che era già stato considerato per il
ruolo di Bond diversi anni prima per sostituire Connery, ma aveva
rifiutato, sentendosi troppo giovane. Lavorò in Zona
pericolo e Vendetta privata, due film della serie con
recensioni negative.
10. Nel 1995 arrivò
Pierce Brosnan, che passò poi il testimone a Daniel
Craig. Brosnan era già stato considerato per il ruolo
per sostituire Moore, ma aveva dovuto rinunciare. Brosnan ha
recitato in GoldenEye, Il domani non muore mai, Il
mondo non basta e La morte può attendere. Nel 2006 il
testimone passo a Daniel Craig, che interpretato Bond in
Casino Royale, Quantum of Solace,
Skyfall, Spectre e lo interpreterà ancora nel
venticinquesimo film della saga previsto per il 2020.
L’attore di Homeland e
Star
WarsRupert Friend rivela il motivo
per cui ha rinunciato all’opportunità di interpretare
James
Bond nel 2006 in Casino Royale.
Basato sull’omonimo romanzo di Ian Fleming del
1953, Casino Royale ha segnato l’esordio di
Daniel Craig nei panni della famosa spia
britannica.
Prima del casting di
Craig, secondo quanto riferito, oltre 200 attori sono stati
presi in considerazione per il ruolo, tra cui Henry Cavill e la star di
OutlanderSam Heughan.
Dopo un estenuante processo di selezione, Craig è stato
ufficialmente annunciato come il sesto attore a interpretare
James Bond nell’ottobre 2005.
Tuttavia, in una recente intervista
con Variety, Friend rivela che il
pubblico avrebbe potuto vedere un Bond molto diverso da quello di
Craig. Secondo l’attore, i produttori lo avevano avvicinato a
22 anni con l’intenzione di riavviare il franchise di Bond con il
personaggio principale “praticamente appena uscito dal
college“. Suggerendo che in quel momento si sentiva come se
gli mancasse l’esperienza, Rupert Friend ha
rinunciato all’opportunità per un motivo importante.
“Quando avevo 22 anni, appena
uscito dalla scuola di recitazione, ho girato tre film uno dopo
l’altro: “The Libertine”, “Orgoglio e pregiudizio” e “Mrs. Palfrey
al Claremont. E mi è stato detto: “Ci piacerebbe parlarti
dell’interpretazione di James Bond, del riavvio della serie.
Vogliamo farlo praticamente subito dopo il college.” E ho
incontrato Barbara Broccoli e suo fratello Michael e Debbie
McWilliams, la direttrice del casting di Bond. Ovviamente li ho
visti crescere e adoro tutti gli attori e tutti i film. In sostanza
dicevano: farai un provino, e se va bene firmi per tre film che non
leggerai e non saprai chi è il regista. Sarai legato al progetto. E
all’improvviso ho pensato: “Sento che a questo punto della mia vita
e carriera, sono troppo giovane, non ho l’esperienza, non ho le
doti di recitazione e non ho nessuna delle carte in regola –
emotivamente, psicologicamente, fisicamente – che un grande impegno
come questo presuppone. Quindi rifiuterò educatamente.
Probabilmente è stato un po’ una sorpresa per loro. Ad essere
onesti, sono grato di averlo fatto. Perché allora, non solo la
parte avrebbe potuto in qualche modo eclissarmi, ma sentivo che la
parte era più grande di me come attore o anche come persona. Che mi
avrebbe inghiottito e avrei potuto affondare il franchise, o almeno
essere il peggior Bond mai vissuto. E quella non era un’opzione,
perché amo il franchise.”
Mentre Friend dovrebbe essere
elogiato per aver riconosciuto i suoi limiti come attore più
giovane e meno esperto, i suoi commenti sollevano una domanda
interessante su cosa sarebbe potuto diventare Casino
Royale con un attore più giovane nel ruolo. Craig,
l’attore su cui i produttori hanno puntato, aveva 38 anni quando ha
preso in mano per la prima volta il Walther PPK di Bond e la
licenza di uccidere, ed era ben lontano dalla descrizione del
personaggio che era stato proposto a Friend.
La produttrice Barbara
Broccoli ha già ammesso di aver accarezzato l’idea di 007
più giovani in passato, anche se ha anche suggerito che provare a
visualizzare l’idea semplicemente “non funziona”. Invece, Broccoli
insiste sul fatto che il personaggio deve essere un veterano “che
ha attraversato le guerre, per così dire”. Intanto il destino di
Bond è ancora incerto, mentre si aspetta l’annuncio dell’attore che
lo interpreterà dopo Daniel Craig.
L’attore inglese Tom Hiddleston non ha person tempo e
dopo le recenti dichiarazioni di Daniel Craig, ha apertamente
dichiarato tutto il suo interesse per il ruolo e l’occasione è
stata un’intervista per The Sunday Times:
Sarebbe straordinario. Sono un
grandissimo fan della serie, mentre giravamo Skull
Island alle Hawaii siamo andati tutti al cinema a
vedere Spectre. Amo la musica, i suoi topoi, la sua
mitologia. Amo tutto l’insieme di questo franchise. Se un domani
qualcuno dovesse bussare alla mia porta per propormi la parte
sarebbe un’opportunità straordinaria. E visto che sono
perfettamente consapevole della fisicità de ruolo non lo
prenderei di certo alla leggera.
Kong Skull
Island, che uscirà nel 2017, include nel cast
ancheBrie
Larson,Samuel L.
Jackson, John Goodman, Tian Jing, Corey
Hawkins, Jason Mitchell, John Ortiz, Shea Whigham e Toby
Kebbell. Diretto da Jordan
Vogt-Roberts, il film è scritto da Max Borenstein,
John Gatins, Dan Gilroy e Derek Connolly.
Il
mondo di James
Bond continua a espandersi anche mentre
cresce l’attesa per il reboot cinematografico firmato Denis Villeneuve. In
attesa del nuovo film prodotto da Amazon MGM Studios,
sono stati ufficialmente rivelati titolo, trama e data di uscita
del prossimo capitolo della saga… ma non al cinema.
Si
tratta infatti di un nuovo romanzo ufficiale dedicato all’agente
007, che anticipa il ritorno del personaggio con una nuova
avventura originale. Un segnale chiaro: il franchise non si è mai
fermato, nemmeno dopo l’addio di Daniel Craig.
King Zero: titolo, trama e data di
uscita del nuovo James Bond
Il
nuovo libro si intitola King
Zero: The New James Bond Novel ed è scritto da Charlie Higson,
autore già noto per la saga Young Bond. L’uscita è fissata per il
24 settembre
2026, rendendolo uno dei due principali appuntamenti
dell’anno per i fan dell’agente segreto.
Secondo la sinossi ufficiale, Bond sarà coinvolto in una missione
internazionale per ricostruire un mistero legato all’omicidio di un
agente nel deserto saudita. Al centro della storia ci sarà un nuovo
antagonista, King Zero, descritto come un villain “diverso da
qualsiasi altro visto finora” nella saga.
Il romanzo promette quindi un’avventura globale in pieno stile
Bond, tra spionaggio, tradimenti e una minaccia ancora tutta da
decifrare.
Il reboot cinematografico di
Denis Villeneuve resta ancora avvolto nel mistero
Mentre il romanzo ha già preso forma, il futuro cinematografico di
James Bond resta ancora in fase di sviluppo. Dopo l’acquisizione
dei diritti da parte di Amazon MGM Studios, il nuovo film sarà
diretto da Denis Villeneuve, ma al momento non sono stati
annunciati né il titolo, né il cast, né la trama ufficiale.
L’uscita di scena di Daniel Craig ha aperto una nuova fase per il
personaggio, con numerosi nomi circolati per il ruolo del prossimo
007. Tra i più discussi figurano attori come Callum Turner,
Aaron Taylor-Johnson e Jacob
Elordi, anche se nessuna scelta è stata ancora
confermata.
Questo vuoto di informazioni ha alimentato speculazioni e attesa,
rendendo ogni aggiornamento sul franchise particolarmente
rilevante.
Due uscite nel 2026 per
rilanciare il mito di James Bond
Il 2026 si prepara così a essere un anno chiave per James Bond,
anche senza un film nelle sale. Da un lato il romanzo
King Zero, che offrirà
una nuova missione inedita, dall’altro il percorso di avvicinamento
al reboot cinematografico di Villeneuve, destinato a ridefinire il
personaggio per una nuova generazione.
In un momento in cui il genere spy sta vivendo una nuova popolarità
anche in TV, Bond continua a rappresentare il punto di riferimento
assoluto. E mentre il cinema aspetta il suo ritorno, la saga
dimostra ancora una volta la sua capacità di reinventarsi
attraverso linguaggi diversi.
La ricerca di un nuovo interprete
per il ruolo di James
Bond è sempre uno dei processi di casting più
attentamente esaminati a Hollywood. Ma mentre il team del
casting ha rilasciato alcune informazioni sull’età e sui
prerequisiti di nazionalità del prossimo attore, sembra che il
sostituto di Daniel Craig per tale
personaggio non verrà annunciato in tempi brevi. In una nuova
intervista con The Guardian, Barbara
Broccoli, produttrice di lunga data del franchise di Bond,
ha spiegato che non ha ancora iniziato a pianificare la prossima
iterazione della serie.
“Daniel [Craig] ci ha dato la
possibilità di scavare nella vita emotiva del personaggio e anche
il mondo era pronto per questo“, ha detto Broccoli. “Penso
che questi film riflettano il momento in cui si trovano, e c’è una
grande, grande strada da percorrere per reinventare la saga con il
prossimo capitolo e non abbiamo nemmeno ancora iniziato”. Pur
comprendendo che la prossima era del franchise dovrà riflettere un
mondo che è cambiato molto da quando Craig è stato introdotto nel
2006, Broccoli ha poi citato la storia della serie come prova della
capacità di adattamento di James Bond.
“Torno a ‘GoldenEye’ quando
tutti dicevano. “La guerra fredda è finita, il muro è finito, Bond
è morto, non c’è bisogno di Bond, il mondo intero è in pace e ora
non ci sono più cattivi“, ha detto Broccoli. “E ragazzi,
quella convinzione era così sbagliata!”. La produttrice ha poi
però chiarito che il futuro di Bond rimane legato al grande
schermo: “realizziamo i film di James Bond per il grande
schermo cinematografico. Tutto ciò che riguarda i film di Bond deve
essere visto dal pubblico di tutto il mondo in quel formato, quindi
non vogliamo spostarci in televisione.“
Tuttavia, Broccoli ha anticipato che
potrebbero esserci ulteriori espansioni del franchise
all’orizzonte. Ha infatti spiegato di essere aperta a riavviare il franchise per i
mercati internazionali e a realizzare spin-off che cambino l’etnia
dell’iconica spia. “Non siamo ancora arrivati a quel punto, ma
mi piacerebbe vedere le varie versioni del personaggio in tutto il
mondo, dall’Africa, all’India e all’Asia“, ha detto. Che un
prossimo James Bond ci sarà, è certo. Non resta però che attendere
maggiori informazioni, che però non sembrano essere attualmente in
vista.
Judi Dench ha rilasciato un’indiscrezione non da poco.
L’attrice ha confermato che il prossimo James
Bond di Sam Mendes, il ventitreesimo della serie, comincerà le
riprese alla fine di quest’anno.
Durante una recente intervista con
The Hollywood Reporter, Cary Fukunaga, il
regista dell’attesissimo No Time
to Die, ha avuto modo di riflettere sul ruolo della
donna nel franchise di Bond, lanciando una critica esplicita ad
alcuni dei film della saga che hanno visto come protagonista il
compianto Sean Connery, l’iconico attore a cui viene
associato, da sempre, il volto di 007.
“Era Thunderball: Operazione
Tuono, o forse Missione Goldfinger, quel film in cui il personaggio
di Sean Connery, praticamente, violenta una donna?”, ha
dichiarato Fukunaga. “Lei dice: ‘No, no, no’ e lui invece: “Sì,
sì, sì”. Oggi non andrebbe bene un cosa del genere.”
Il regista ha poi cercato di
approfondire il discorso attorno alla natura sessuale del
personaggio di 007, ammettendo che certi cambiamenti, da un punto
di vista narrativo, non possono succedere all’improvviso, ma che
No Time to
Die sarà di certo un passo verso un radicale
cambio di prospettiva.
“James
Bond non può diventare un’altra persona da un momento
all’altro”, ha spiegato Fukunaga. “Di certo può
assolutamente cambiare il mondo che lo circonda e il modo in cui
lui stesso si relaziona con il mondo. Alla fine è solo la storia di
un uomo bianco che lavora come spia, ma è comunque importante
impegnarsi per cercare di rendere i personaggi femminili molto più
che dei semplici accessori.”
In No Time
to Die, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica
dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere
viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio
amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La
missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si
rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle
tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa
tecnologia.
Daniel Craig interpreterà James
Bond per l’ultima volta nell’attesissimo No Time
to Die, il 25esimo capitolo della saga dedicata a 007
che, dopo innumerevoli rinvii a causa della pandemia di Covid-19,
arriverà finalmente nelle sale italiane il prossimo 30
settembre.
Ovviamente, l’identità dell’attore
che raccoglierà l’eredità di Craig in qualità di nuovo agente
segreto è diventato uno degli argomenti più discussi degli ultimi
mesi, soprattutto da quando è emersa la possibilità che l’iconico
personaggio possa essere interpretato da una donna.
In una recente intervista con
Radio Times, quando gli è stato chiesto se fosse a favore di
una versione più diversificata di Bond, Daniel Craig ha avuto finalmente la
possibilità di esprimere la sua opinione, spiegando che dal suo
punto di vista gli sceneggiatori dovrebbero impegnarsi a creare
nuovi ruoli femminili altrettanto interessanti.
“La risposta è molto semplice…
Dovrebbero esserci semplicemente ruoli migliori per le donne e, in
generale, per gli attori di colore”, ha dichiarato l’attore.
“Perché una donna dovrebbe interpretare James Bond quando
dovrebbe esserci un ruolo altrettanto buono, alla 007, ma pensato
per una donna?”
In No Time
to Die, Bond si gode una vita tranquilla in Giamaica
dopo essersi ritirato dal servizio attivo. Il suo quieto vivere
viene però bruscamente interrotto quando Felix Leiter, un vecchio
amico ed agente della CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La
missione per liberare uno scienziato dai suoi sequestratori si
rivela essere più insidiosa del previsto, portando Bond sulle
tracce di un misterioso villain armato di una nuova e pericolosa
tecnologia.
La MGM è ormai in bancarotta
pilotata, e secondo gli ultimi aggiornamenti potrebbe emergere
dalla ristrutturazione già entro un mese. Nella fase successiva,
avrà fondi per 500 milioni di dollari per finanziare le nuove
produzioni e tornare finalmente al lavoro: tra le proprità,
ovviamente, valorizzare il suo franchise più importante, cioè
James
Bond.
Secondo Bloomberg, la nuova MGM farà di tutto per portare al cinema
il prossimo film della saga, il 23esimo, a novembre 2012 (un mese
dopo, uscirà il primo film dello Hobbit). La MGM dividerà la
produzione e la distribuzione con un partner (forse la Sony, ma è
possibile che sia la Paramount, con la quale la Spyglass ha un
rapporto molto solido). Il piano prevede poi di far uscire un nuovo
film di James Bond ogni due anni (quindi a novembre 2014, 2016 e
così via): questi film verranno interamente finanziati e prodotti
dalla compagnia.
Ovviamente prima di qualche mese non potremo sapere se la EON
Productions avvierà nuovamente la produzione di Bond 23 partendo da
dove si interrotta alcuni mesi fa (per permettere alla MGM di
prendere una strada precisa verso la risoluzione dei propri
problemi finanziari). Fino a prova contraria, il regista Sam Mendes
è ancora collegato al progetto e potrebbe dirigerlo. Daniel Craig dovrebbe essere ancora Bond, anche
se l’aver firmato per interpretare il protagonista dei remake della
trilogia Millennium con la Sony potrebbe creare qualche problema in
termini di impegni.
La MGM è ormai in
bancarotta pilotata, e secondo gli ultimi aggiornamenti
potrebbe emergere dalla ristrutturazione già entro un mese. Nella
fase successiva, avrà fondi per 500 milioni di dollari per
finanziare le nuove produzioni e tornare finalmente al lavoro: tra
le proprità, ovviamente, valorizzare il suo franchise più
importante, cioè James Bond.
Secondo
Bloomberg, la nuova MGM (guidata dai due manager della Spyglass
Entertainment Gary Barber e Roger
Birnbaum) farà di tutto per portare al cinema il prossimo
film della saga, il 23esimo, a novembre 2012 (un
mese dopo, uscirà il primo film dello Hobbit). La MGM dividerà la
produzione e la distribuzione con un partner (forse la Sony, ma è
possibile che sia la Paramount, con la quale la Spyglass ha un
rapporto molto solido). Il piano prevede poi di far uscire un nuovo
film di James Bond ogni due anni (quindi
a novembre 2014, 2016 e così via): questi film verranno interamente
finanziati e prodotti dalla compagnia.
Ovviamente prima di qualche mese non potremo sapere se la EON
Productions avvierà nuovamente la produzione di Bond
23 partendo da dove si interrotta alcuni mesi fa (per
permettere alla MGM di prendere una strada precisa verso la
risoluzione dei propri problemi finanziari). Fino a prova
contraria, il regista Sam Mendes è ancora
collegato al progetto e potrebbe dirigerlo. Daniel
Craig dovrebbe essere ancora Bond, anche se l’aver firmato
per interpretare il protagonista dei remake della trilogia
Millennium con la Sony potrebbe creare
qualche problema in termini di impegni.
Il nuovo capitolo di
Bond 26 sta prendendo forma e le ultime
dichiarazioni dello
sceneggiatoreSteven Knight confermano una
direzione molto diversa rispetto all’era di Daniel Craig. Il creatore di Peaky Blinders ha rivelato di essere immerso
nella scrittura del film attraverso ricerche approfondite sul mondo
reale dello spionaggio britannico, parlando direttamente con membri
delle SAS e persone coinvolte in operazioni segrete. L’obiettivo è
chiaro: rendere il prossimo James
Bond più autentico, contemporaneo e vicino alle radici
letterarie create da Ian Fleming.
Secondo quanto riportato da
ScreenRant, il progetto
rappresenterà il primo vero reboot del franchise dopo l’addio di
Daniel Craig e sarà diretto da
Denis Villeneuve. Knight ha spiegato che il lavoro
sullo script passa anche attraverso lo studio dell’esperienza
militare di Fleming durante la Seconda Guerra Mondiale, elemento
che influenzò profondamente i romanzi originali di Bond.
Parallelamente, proseguono i casting per trovare un nuovo volto di
007, che secondo diversi rumor dovrebbe essere più giovane e
caratterizzato da un approccio più cupo rispetto al passato.
Questa evoluzione potrebbe segnare
una svolta cruciale per il franchise. Dopo cinque film dominati
dall’impronta emotiva e traumatica del Bond di Craig, Amazon MGM
sembra intenzionata a costruire una nuova identità che unisca
spettacolo e realismo operativo. Non è casuale che Steven Knight
stia cercando riferimenti nel vero mondo dell’intelligence: il
pubblico contemporaneo è ormai abituato a thriller politici e spy
drama molto più credibili rispetto agli standard classici della
saga. Il rischio, però, è anche quello di allontanarsi dall’anima
più iconica e larger-than-life di James
Bond.
Denis Villeneuve potrebbe
trasformare Bond in uno spy thriller d’autore
La presenza di Denis Villeneuve
alla regia suggerisce che Bond 26 non sarà soltanto un semplice
rilancio commerciale. Il regista canadese ha già dimostrato con
Blade Runner 2049, Sicario e Dune di
saper unire grande spettacolo visivo e tensione psicologica,
caratteristiche che potrebbero ridefinire completamente il tono
della saga.
L’idea di un Bond più realistico e
radicato nelle operazioni segrete moderne sembra inoltre
allontanare definitivamente il franchise dall’estetica
gadget-oriented dell’era classica. Persino il riferimento continuo
a Ian Fleming lascia intuire una volontà precisa: riportare James
Bond a essere prima di tutto una figura ambigua, pericolosa e
politicamente immersa nel suo tempo.
La
ricerca del nuovo volto di James
Bond entra finalmente nella sua fase concreta. Dopo
anni di indiscrezioni, rumor e liste di favoriti,
Amazon MGM Studios
ha avviato ufficialmente le audizioni per scegliere il prossimo
interprete di 007, il personaggio creato da Ian Fleming. È il primo vero passo
operativo verso James Bond
26, il film che dovrà rilanciare il franchise dopo l’addio
di Daniel Craig
in No Time to
Die.
Secondo quanto riportato da Variety, lo studio avrebbe coinvolto
Nina Gold, storica
casting director di Game of Thrones, per individuare
l’attore capace di raccogliere un’eredità enorme. In una
dichiarazione ufficiale, Amazon MGM ha spiegato: “La ricerca
del prossimo James Bond è ufficialmente iniziata. Anche se non
abbiamo intenzione di commentare dettagli specifici durante il
processo di casting, siamo entusiasti di condividere presto nuove
notizie con i fan di 007, quando sarà il momento giusto.”
La notizia conferma che il nuovo corso di Bond sta prendendo forma
sotto la supervisione di Denis Villeneuve, scelto per dirigere il film, e
dello sceneggiatore Steven Knight, creatore di Peaky Blinders. Ma soprattutto cambia
il modo in cui Hollywood guarda oggi al personaggio: invece di
puntare immediatamente su una star già consolidata, Amazon sembra
voler costruire un nuovo Bond da zero, proprio come accadde con
Daniel Craig nel 2006. I rumor su nomi
come Jacob Elordi
(che secondo alcune fonti
sarebbe in “pole position”), Callum Turner e Aaron
Taylor-Johnson continuano a circolare, ma l’apertura
ufficiale delle audizioni lascia intendere che lo studio stia
valutando anche profili meno noti, privilegiando presenza scenica,
fisicità e potenziale a lungo termine.
Nina Gold può cambiare il volto
del nuovo James Bond
La scelta di Nina
Gold come casting director è probabilmente uno degli
elementi più interessanti dell’intera operazione. Negli ultimi
quindici anni, Gold ha costruito alcuni dei cast più iconici della
televisione e del cinema contemporaneo. In Game of Thrones ha selezionato
interpreti come Peter Dinklage, Emilia Clarke, Kit Harington, Lena
Headey e Maisie Williams, contribuendo in
modo decisivo all’identità della serie HBO.
Il suo curriculum comprende anche The
Crown, diversi film di Star
Wars e soprattutto il casting di Daisy Ridley in Star Wars: Il risveglio della
Forza, scelta che trasformò un’attrice quasi sconosciuta
in una protagonista globale. Un approccio che potrebbe ripetersi
anche con Bond.
La presenza di Steven
Knight alla sceneggiatura suggerisce inoltre un ritorno a
una versione più dura e brutale della spia britannica, più vicina
ai romanzi originali di Fleming. Non a caso, molte indiscrezioni
parlano di un Bond più fisico, meno elegante e più pericoloso, in
linea con il tono realistico introdotto da Casino Royale ma portato verso
atmosfere ancora più tese e violente.
Durante il CinemaCon, Courtenay Valenti, responsabile cinema di Amazon
MGM, aveva già anticipato la filosofia dietro il progetto con una
lunga dichiarazione ora tornata centrale dopo l’avvio dei
casting:
“Ci stiamo prendendo il tempo necessario per fare le cose con cura
e con un profondo rispetto. Per tutti noi è il sogno di una vita
portare al pubblico questo nuovo capitolo, ed è una responsabilità
che non prendiamo alla leggera. Quello che posso dirvi è questo:
quando unisci uno dei franchise più amati della storia a una
squadra cinematografica di altissimo livello, che include il
brillante regista Denis Villeneuve, gli straordinari produttori Amy
Pascal e David Heyman, la produttrice esecutiva Tanya Lapointe e lo
sceneggiatore Steven Knight, stai preparando il terreno per
qualcosa che sia davvero all’altezza dell’eredità di Bond. Quel
film arriverà, e quando sarà il momento giusto avremo molto altro
da condividere.”
Il nuovo James
Bond dovrà quindi fare qualcosa di molto più difficile che
semplicemente sostituire Daniel Craig: dovrà ridefinire l’identità stessa
del franchise nell’era Amazon, mantenendo vivo il mito di 007 senza
trasformarlo in un prodotto anonimo da piattaforma. Ed è proprio
per questo che la scelta dell’attore sarà decisiva.
L’entusiasmo continua a crescere
attorno a James
Bond 26, il primo film del franchise, dopo
l’acquisizione di MGM da parte di Amazon nel 2022. In precedenza,
come riportato anche da Cinefilos.it, era stato annunciato che
Denis Villeneuve di Dune avrebbe diretto il progetto, che vede
David Heyman e Amy Pascal alla
produzione. Poche ore fa,
abbiamo riferito che Steven Knight scriverà
James Bond 26.
Intervenendo a BBC Radio,
Steven Knight ha commentato il recente annuncio,
esprimendo il suo entusiasmo per il franchise di James
Bond. Knight ha detto: “È sempre stato nella mia lista
dei desideri”, essendo un grande fan dei film da molti anni.
Ha anche condiviso la sua visione per il nuovo film, anticipando la
direzione della storia di Bond 26. Ecco la dichiarazione di Knight
qui sotto:
È sempre stato nella mia lista dei desideri ed è fantastico
essere stato invitato a farlo: non vedo l’ora di iniziare. Spero
che, essendo un fan di Bond da così tanti anni, questa passione mi
entusiasmi e che sarò in grado di produrre qualcosa di uguale ma
diverso, migliore, più forte e più audace.
La ricerca del prossimo attore che
interpreti James Bond rimane oggetto di intense
voci e dibattiti, con Henry Cavill e Aaron Taylor-Johnson che
sarebbero stati presi in considerazione per il ruolo in passato,
sebbene nulla sia stato confermato ufficialmente. Alla domanda su
chi avrebbe interpretato Bond, Knight ha risposto: “È un’ottima
domanda, a cui non posso dare una risposta”.
Steven Knight e
Denis Villeneuve fanno squadra per James
Bond 26
Con Steven
Knight ingaggiato come sceneggiatore e Denis
Villeneuve alla regia, Bond 26 si preannuncia come un film
entusiasmante. Knight è noto soprattutto per Peaky Blinders, SAS Rogue Heroes e
Taboo, dimostrando una spiccata abilità nel creare
drammi storici. Di conseguenza, la visione “migliore, più
forte, più audace” di Knight potrebbe portare il franchise su
una strada storica inesplorata.
Mentre è in corso la ricerca del
prossimo James
Bond, uno dei nuovi produttori della serie fornisce un
aggiornamento sulla tempistica di uscita del reboot della saga.
All’inizio di quest’anno, i produttori di lunga data
Barbara Broccoli e Michael G. Wilson hanno ceduto
il controllo creativo della serie Bond alla Amazon MGM Studios, un
cambiamento epocale per un’icona della narrativa britannica per
eccellenza.
Una delle poche cose certe sulla
nuova era di Bond è
che il regista di Dune e Blade Runner 2049 Denis
Villeneuve (di origine canadese) dirigerà il primo film in
uscita. Tuttavia, Bond non è completamente fuori dal controllo
britannico. L’acclamato produttore britannico David Heyman ha
collaborato con la produttrice americana Amy Pascal per riportare
Bond sul grande schermo, e il creatore di Peaky Blinders Steven Knight scriverà la
sceneggiatura.
Durante un’intervista con
Screen
Daily, Heyman ha rivelato che al momento non esiste una
tempistica di produzione definita per il primo film di Bond della
nuova era, spiegando che “Denis [Villeneuve] sta ancora girando
Dune
[3]”. Heyman ha anche sottolineato che non esiste una scadenza
precisa per il casting del prossimo James
Bond. Ha poi continuato:
“L’unica cosa su cui
ho un certo controllo è trovare progetti e lavorare con persone
fantastiche e di talento che credo possano avere la possibilità di
realizzare qualcosa di straordinario. Non è sempre stato così.
Quando inizi, non hai questa opportunità, cerchi solo di tirare
avanti e pagare l’affitto. Sono stato così per molto tempo, poi la
mia vita è cambiata e ora mi trovo in una posizione molto
privilegiata”.
Heyman non è nuovo alle grandi
franchise britanniche, dato che lui e la sua società di produzione,
la Heyday Films, sono dietro a diversi mega successi britannici,
tra cui tutti gli otto film di Harry Potter – e il prossimo remake
di Harry Potter della HBO – così come i film live-action
Paddington, acclamati dalla critica e amati dal pubblico.
Dune: Parte
Tre uscirà nelle sale nel dicembre 2026 e il film
richiederà un ampio lavoro di post-produzione. Ci vorrà un po’ di
tempo prima che Villeneuve possa dedicarsi completamente a James
Bond. In precedenza si vociferava che la produzione sarebbe
iniziata nel 2027, ma le dichiarazioni di Heyman lasciano intendere
che anche questa tempistica è flessibile.
Per quanto riguarda il casting di
James Bond, Villeneuve ha dichiarato a
Deadline a settembre che avrebbe iniziato la ricerca di un
nuovo James Bond il prossimo anno, dopo aver completato la
produzione di Dune: Parte Terza. Deadline ha anche riferito che
Amazon, Heyman, Pascal e Villeneuve vogliono che il prossimo Bond
sia un uomo britannico “dal volto nuovo”, “un sconosciuto tra i 20
e i 30 anni”, presumibilmente in modo che l’attore possa crescere
con il franchise per una nuova generazione.
Questa descrizione non corrisponde
alla lista dei candidati Bond pubblicata quest’estate, che
includeva Tom
Holland, Harris Dickinson e Jacob Elordi. Sebbene tutti e tre gli
attori abbiano attualmente circa 30 anni, nessuno di loro può
essere definito “sconosciuto”. Elordi è anche australiano, anche se
va notato che George Lazenby, che ha interpretato Bond subito dopo
(e prima) Sean Connery in Al servizio segreto di Sua Maestà, era
anch’egli australiano.
Dopo l’addio emozionante e audace
di Daniel Craig in No Time to
Die nel 2021, c’è molta pressione per trovare un James
Bond in grado di portare il franchise in un’era completamente
nuova. Chiaramente, Amazon e il team creativo di Bond non sono
disposti ad affrettare il processo, creando ancora più hype intorno
al ritorno di questo personaggio amato in tutto il mondo.
Dopo avergli affidato uno dei
progetti più ambiziosi degli ultimi tempi (ovvero The
Muppets…Again!), la Disney sembra ora desiderosa di
continuare il fortunato sodalizio con il visionario ed eclettico
regista James Bobin, tanto che già si vocifera di un
possibile sequel per Alice in Wonderland con al
timone proprio lui.
Secondo alcune indiscrezioni
provenienti dal settimanale Variety, pare che il nuovo progetto, il
cui titolo indicativo sarebbe Alice – Into The Looking
Glass (ricalcando il secondo romanzo omonimo di Lewis
Carroll), è ora sulla buona strada per essere concretizzato, tanto
che sarebbe già stata interpellata la sceneggiatrice Linda
Woolverton per iniziare a lavorare sullo script. Scartata a
priore dunque l’ipotesi di un ritorno di Tim
Burton e messo in atto un nuovo pressing serrato per
accaparrarsi nuovamente Johnny Depp alias Il Cappellaio Matto,
ora la Disney sembra ormai intenzionata a virare su Bobin, anche se
non mancano alcune perplessità e incertezze sulla coerenza o meno
del regista nei confronti della storia trattata. Prima che possa
anche solo pensare di partecipare a questo progetto, però, Bobin
deve finire il sequel Muppets, pronto ad approdare
negli Stati uniti il 21 marzo del prossimo anno.
Già da più di un anno circola l’idea
di creare un film crossover tra i franchise di 21
Jump Street e di Men in
Black per il sequel 23 Jump
Street. Variety ha un aggiornamento sul
progetto, che potrebbe vedere alla regia James
Bobin (Flight of the Conchords, The
Muppets), in trattative per dirigere.
Phil Lord a MTV ha parlato così del
progetto:
Non è
cambiato niente. È ancora un’idea folle, e
facciamo cose che sembrano essere tutte
idee terribili…Siamo davvero concentrati su qualcosa che
sia una grande storia per Schmidt e Jenko e come
raccontare il prossimo capitolo della loro vita. E forse usare
creature di un altro mondo, allo stesso tempo!
Lo scorso anno Chris
Miller, regista di 21 e 22 Jump Street insieme a Phil
Lord, aveva dichiarato a Coming Soon che, nonostante
il progetto si trovasse allo stadio iniziale, il concept
era talmente interessante da dover essere necessariamente
preso in considerazione. Tutto è ancora da decidere per questo
crossover tra 23 Jump Street e
Men in Black, ma è chiaro dalle parole
del regista come il progetto sia al vaglio della Sony, dei
due registi, del co-sceneggiatore Rodney Rothman e
dei due protagonisti Jonah Hill e Channing Tatum.
James Badge Dale (Shame) entra
ufficialmente nel cast di Iron Man 3; andrà a interpretare Eric
Savin, luogotenente dell’esercito USA che, dopo esser saltato su
una mina,
Continuano a riempirsi le caselle
del cast di Parkland, film incentrato
sull’assassinio di JFK: ultimi ad entrare nel cast sono stati
James Badge Dale e Jackie Earle Haley, che
allungano una lista che comprende Paul Giamatti, Billy Bob Thornton, Jacki Weaver, Zac
Efron e Marcia Gay Harden.
L’elenco delle new entries prosegue
con Colin Hanks, David Harbour e Ron
Livingston. Il film, basato sul
libro “Reclaiming History: The Assassination of
President John F. Kennedy” di Vincent
Bugliosi, è stato adattato e verrà diretto dal giornalista
e scrittore Peter Landesman e sarà ambientato nel
Parkland Hospital, dove Kennedy venne portato subito dopo
l’attentato. Al momento i ruoli coperti dagli attori non sono stati
rivelati, ad eccezione di quello di Jeremy Strong, che interpreterà Lee
Harvey Oswald, che le versioni ufficiali indicano ancora oggi
essere l’unico esecutore dell’omicidio del Presidente
americano.
Il progetto ha ottenuto il sostegno
della Playtone di Tom
Hanks; Bill Paxton vi parteciperà
comre produttore; al momento non è stata fissata una data di
uscita, anche se appare abbastanza scontato che il film sarà
nelle sale in tempo per le commemorazioni del 50 esimo anniversario
dell’assassinio di Kennedy, il prossimo 22 novembre.
Thunderbolts*
è uno dei film dei Marvel Studios con le migliori
recensioni, una storia emozionante e potente sulla solitudine e la
depressione che, guarda caso, introduce anche i Nuovi Vendicatori
dell’MCU, firmata da Jake Schreier.
Dopo aver dato prova di sé con
Thunderbolts*, le fonti riportano che
il regista è stato scelto per dirigere l’attesissimo reboot degli
X-Men dei Marvel Studios. Una decisione
accolta con grande entusiasmo dai fan, ansiosi di vedere il
contributo del regista alla squadra di supereroi mutanti.
CBM ha parlato con Schreier
all’inizio di questa settimana e gli ha chiesto in che modo
lavorare a un film come Thunderbolts* lo abbia
preparato a dirigere potenzialmente il film sugli
X-Men, o qualsiasi altro blockbuster di dimensioni
simili. Ha scelto le parole con cura, ma questo atteggiamento è ciò
che probabilmente lo rende perfetto per continuare a raccontare
storie nell’MCU.
“Penso che, sai, per non parlare
del futuro, ma solo questo film e quello che ho imparato da esso…
guarda, mi è piaciuto molto lavorarci”, dice Schreier nel
video qui sotto. “E mi è piaciuto molto lavorare con tutti alla
Marvel. Penso che la lezione del film sia anche la lezione nel
realizzare il film, ovvero che non puoi, e voglio dire, è
abbastanza ovvio realizzarlo, che non puoi farlo da solo. Penso che
Thunderbolts* sia il prodotto di un’enorme quantità di
lavoro.”
Cosa sappiamo sul film Marvel Studios degli
X-Men?
Jake Schreier ha
dimostrato di saper raccontare una storia con un gruppo di
personaggi disadattati (Thunderbolts* potrebbe
aver avuto un incasso inferiore al previsto, ma è stato ben accolto
da fan e critica), ma sembra comunque essere una scelta un po’
controversa per questo progetto.
Si dice che il casting inizierà
molto presto (se non lo è già stato) e si dice che attori del
calibro di Harris Dickinson, Margaret Qualley e Julia
Butters siano nel mirino dello studio (si dice che fossero
in lizza per interpretare Ciclope, Rogue e Kitty Pryde, ma non
sappiamo se sia ancora così), insieme alla star di Alien:
Romulus, David Jonsson, e Trinity
Bliss, che potrebbe essere in lizza per interpretare
Jubilee.
Altri nomi che sono emersi tra i
rumor includono Hunter Schafer (Mystica),
Ayo
Edebiri (Tempesta) e Javier Bardem (Mr. Sinister). Ecco
cosa ha detto Kevin Feige del suo “piano decennale” per la Saga
dei Mutanti in una recente intervista.
“Penso che vedrete che
continuerà nei nostri prossimi film con alcuni attori degli X-Men
che potreste riconoscere. Subito dopo, l’intera storia di Secret
Wars ci porta davvero in una nuova era di mutanti e degli X-Men. Di
nuovo, [è] uno di quei sogni che si avverano. Finalmente abbiamo di
nuovo gli X-Men.”
Michael Lesslie,
sceneggiatore di Macbeth (2015), Hunger
Games: La ballata dell’usignolo e del serpente (2023) e
Assassin’s Creed (2016), ha scritto
la sceneggiatura, ma non ci sorprenderemmo se un altro
sceneggiatore (o due) venisse coinvolto per dargli un’altra
occhiata prima che il film entri in produzione.
A volte bisogna imboccare strade
alternative per arrivare al traguardo. Ne sa qualcosa Jake
McLaughlin che, dopo aver servito l’esercito degli Stati
Uniti, è diventata una star del cinema e della televisione.
Scopriamo insieme oggi
tutto quello che c’è da sapere su Jake McLaughlin
e la sua incredibile carriera.
Jake McLaughlin film: da soldato
ad attore
10. Nato il 7
ottobre del 1982 a Paradise, nella Contea di Mono, in California,
Stati Uniti, Jacob Adam McLaughlin, detto Jake,
intraprende la carriera d’attore un po’ più tardi rispetto ai suoi
colleghi. Prima di pensare alla recitazione, infatti, Jake decide
di arruolarsi nell’esercito americano e nel 2003 viene mandato a
combattere in Iraq. Nonostante le ferite riportate in guerra,
riesce a tornare a casa e si trasferisce a Chico, sempre in
California.
9. Il rientro per
Jake non è facile. Oltre a dover curare le sue ferite di guerra,
fisiche ed emotive, McLaughlin deve anche riadattarsi a una normale
routine da civile e pensare al futuro. In questo periodo lavora
come guardia di sicurezza e nel frattempo studia
per diventare attore.
8. Dopo aver
interpretato ruoli marginali in piccole produzioni, nel 2007
finalmente arriva il suo primo ruolo in una produzione
internazionale. Si tratta del film Nella Valle di
Elah, diretto da Paul Haggis.
Hank Deerfield (Tommy Lee
Jones), ex marine in pensione, riceve una telefonata
sconvolgente; suo figlio, tornato dalla guerra in Iraq, è scomparso
e nessuno sa dove sia finito. Iniziano quindi delle convulse
indagini delle forze dell’ordine e dell’investigatore Emiy Sanders
per scoprire cosa sia successo.
Nonostante McLaughlin interpreti un
ruolo minore nel film di Haggis, l’attore ha la possibilità di
confrontarsi con un set decisamente più impegnativo e con attori
del calibro di Tommy Lee
Jones, Charlize
Theron, Susan
Sarandon e James
Franco.
L’ultimo film girato da McLaughlin
s’intitola Home e purtroppo il progetto pare sia
ancora fermo in post-produzione a causa dell’epidemia di Corona
Virus.
Jake McLaughlin serie tv
Jake McLaughlin in Crash – Fonte: IMDB
6. Parallelamente
alla sua carriera nel cinema, Jake McLaughlin coltiva anche il suo
potenziale per la tv. Nei primi anni della sua carriera, lo vediamo
con piccoli ruoli o semplici ‘comparsate’ in serie tv molto famose
come CSI – Scena del crimine (2007), The
Unit (2007), CSI: Miami (2008),
Leverage – Consulenze illegali (2008),
Heroes (2009), Cold Case – Delitti
irrisolti (2009) e Criminal
Minds (2008).
5. Nel 2009, però,
arriva finalmente per Jake un progetto molto importante per il
piccolo schermo. Quell’anno, infatti, l’attore viene scelto per il
cast della nuova serie prodotta da Starz Entertainment dal titolo
Crash, basata sull’omonimo film del 2004 diretto
da Paul Haggis e vincitore del Premio Oscar.
La serie è ambientata a Los Angeles
e segue le vicende di molteplici personaggi, che cercano di andare
avanti in un mondo che corre troppo veloce. C’è uno spietato
discografico, un poliziotto dalla complicata vita sentimentale, un
immigrato sudamericano irregolare, un’aspirante attrice in cerca di
fortuna e un detective dal temperamento violento.
Crash è andata in
onda per due stagioni, dal 2009 al 2010 ed è stata purtroppo
cancellata a causa della morte di Dennid
Hopper, protagonista della serie.
4. Dopo la
chiusura improvvisa di Crash, Jake continua la sua scalata
televisiva un passo alla volta. In questi anni partecipa a serie
come NCIS: Los Angeles (2010), Grey’s
Anatomy (2010), The
Mentalist (2011) In Plain Sight – Protezione
testimoni (2011), Believe (2014),
Scorpion (2014) e
Quantico
(2015).
Una delle comparsate più famose è
senza dubbio quella di Jake McLaughlin in Grey’s Anatomy. L’attore ha infatti
interpretato un ruolo di Aaron Karev, fratello di
Alex
Karev (Justin
Chambers), nella puntata 6×19 dal
titolo “Sympathy for the Parents“.
3. Ma il vero
successo televisivo per Jake McLaughlin arriva nel 2015 quando
viene scelto come co-protagonista per la nuova serie spy-crime
della ABC dal titolo
Quantico.
La serie racconta la storia di Alex
Parrish (Priyanka Chopra
Jonas), una delle nuove reclute dell’FBI che comincia
la formazione a Quantico. Ognuno di essi sembra avere delle
capacità differenti ma nessuno è speciale come Alex, forse solo
Ryan Booth (Jake McLaughlin). Ex agente della CIA
reclutato da Liam O’Connor (Josh Hopkins) per
lavorare sotto copertura, Ryan finisce al mescolare la sua vita
privata a quella professionale, mettendo a rischio l’intera
operazione. Azione, segreti e colpi di scena, vi terranno col fiato
sospeso…
La serie è andata in onda per 3
stagioni e 57 episodi, dal 2005 al 2018.
Jake McLaughlin moglie e
figli
2. La vita privata
di Jake è abbastanza noiosa secondo gli standard della Hollywood di
oggi. L’attore infatti pare sia uno degli ultimi bravi ragazzi
rimasti in circolazione….beh non troppo in circolazione. Dal 2004
infatti Jake McLaughlin e Stephanie McLauglinsono ufficialmente sposati.
Non sappiamo molto del loro passato
e di come si siano conosciuto ma il loro è un amore vero e
profondo, che raramente si incontra al giorno d’oggi. La coppia,
ormai sposata da ben sedici anni, ha ben quattro figli, tre
femmine, Rowan, Reagan e Freya, e
un maschio, Logan.
Jake McLaughlin è su
Instagram
1. Se volete
essere costantemente aggiornati sulla vita personale e
professionale dell’attore, seguite il suo account ufficiale
Jake McLaughlin Instagram.
Nei primi anni duemila ha fatto
impazzire le ragazzine di tutto il mondo grazie alla serie
Greek per poi diventare il doppleganger
televisivo di Bradley
Cooper in Limitless.
Di chi stiamo parlando? Ma ovviamente di Jake
McDorman l’attore texano più adorabile di Hollywood e
dintorni.
Oggi scopriamo quindi insieme
tutto quello che c’è da sapere su Jake McDorman,
sulla vita privata e sulla sua entusiasmante carriera.
Jake McDorman film
10. Nato l’8
luglio del 1986 a Dallas, in Texas, Stati Uniti, Jake
McDorman sin da bambini mostra un particolare interesse
per il mondo dello spettacolo. Dopo aver fatto parte dei Boy Scouts
of American – una delle più grandi associazioni boy scout degli
Stati Uniti -, Jake abbandona l’associazione per cominciare a
studiare recitazione ai Dallas Young Actors
Studio. Una volta ottenuto il diploma, Jake si trasferisce a Los
Angeles per intraprendere la carriera d’attore.
9. E’ il 2005
quando McDormand, dopo una lunga gavetta, ottiene la sua prima
parte in un film. Si tratta di Echoes of
Innocence, diretto da Todd Sims, un
supernatural drama per teenagers
che racconta la storia di una ragazza tormentata da visioni proprio
come Giovanna d’Arco. Divisa tra due amori e con una madre
schizofrenica paranoide, Sarah potrà fare affidamento solo sulla
sua fede per superare tutte le avversità.
Dopo questa prima prova, superata a
pieni voti con il ruolo del co-protagonista maschile, Jake McDorman
continua la sua scalata verso l’olimpo hollywoodiano. Negli anni
successivi, continua con il cinema e ottiene alcuni piccoli ruoli
nei film Ragazze nel Pallone – Tutto o Niente
(2006), Die Hard – Vivere o Morire (2007) e
Aquamarine (2006).
Jake McDorman in Aquamarine
8. Uno dei film
più amati dagli adolescenti dei primi anni duemila è senza dubbio
Aquamarine, diretto da Elizabeth
Allen, con un giovanissimo Jake McDorman
al fianco di Emma Roberts, la cantante
JoJo e Sara Paxton.
Il film – liberamente ispirato
all’omonimo libro per bambini di Alice Hoffman –
racconta la storia di Claire (Emma
Roberts) e Hailey (JoJo), amiche per
la pelle che vivono i Florida e passano le loro giornate sulla
spiaggia, fantasticando sul bagnino Raymond (Jake
McDorman) per il quale entrambe hanno una cotta.
Purtroppo però, la madre di Hailey,
famosa biologa marina, ha deciso di accettare un nuovo importante
lavoro e di trasferirsi in Australia con la famiglia alla fine
dell’estate, costringendo così la figlia a cambiare scuola e a
lasciare i suoi amici in Florida. Questa notizia sconvolge Hailey
che teme, andando così lontano, di perdere la sua amicizia con
Claire.
Durante l’estate, dopo una tremenda
tempesta abbattutasi sulla Florida, le due amiche Hailey e Claire
incontrano una sirena, Aquamarine (Sara Paxton),
sulla spiagga e decidono di aiutarla in cambio di un desiderio. La
sirena, costretta da suo padre a un matrimonio marino combinato,
sogna invece di sposarsi per amore e con il bel Raymond. Nonostante
entrambe le ragazze abbiano una cotta per il bagnino, decidono di
aiutare Aquamarine a conquistare il cuore di Raymond e provare a
suo padre, il re Tritone, di poter vivere una vita da umana. Le
ragazze saranno quindi ricompensate con un desiderio, quello di una
promozione per la madre di Hailey a Bay Bridge, in Florida,
permettendo così alle amiche di restare unite.
Basato sull’omonima autobiografia
di Chris Kyle, il film di Clint Eastwood racconta della storia di
Chris Kyle (Bradley
Cooper), un cecchino particolarmente dotato del corpo
dei Navy Seal. Sposato con la bella Tanya (Sienna
Miller), dopo il durissimo addestramento, Chris viene
mandato in missione a Falluja, in Iraq, con il compito di
proteggere i suoi colleghi dagli attacchi dei terroristi.
Chris riesce nell’impresa ma un
particolare episodio lo lascia profondamente turbato. Il cecchino,
infatti, per proteggere i suoi è costretto a uccidere una mamma e
suoi figlio che stavano per attaccare i suoi commilitoni con una
granata. Il suo sangue freddo gli permette di salvare molti dei
suoi e Chris si guadagna il soprannome di Leggenda.
Nonostante in Iraq i terroristi
abbiano messo una taglia sulla sua testa, Chris continua il suo
lavoro e per ben quattro volte torna in guerra per mettere il suo
talento al servizio del suo paese. Missione dopo missione, Chris
continua a fare il suo lavoro, eliminado i nemici, proteggendo i
suoi compagni d’armi – come Ryan “Bombarda” Job (Jake
McDorman) – e consolidando la sua reputazione di cecchino.
Ma alla fine del suo quarto turno in Iraq, stanco di essere sempre
lontano da casa, da sua moglie Tanya e suo figlio Colton, Chris si
allontana dai Navy Seal.
Grazie alla sua dedizione al lavoro
e al suo incredibile sangue freddo, Chris Kyle diventa il cecchino
più letale della storia delle forze armate americane. Una volta
congedato, Chris prova a dare un nuovo senso dalla sua vita,
aiutando i reduci come lui a superare il trauma della guerra.
Jake McDorman in Lady Bird
6. Dopo il
successo ottenuto con American Sniper, Jake
McDorman continua la sua carriera con film Lady
Bird (2017), diretto da Greta
Gerwig, con Saoirse Ronan, e presentato al
Telluride Film Festival.
Il film racconta la storia di
Christine McPherson (Saoirse
Ronan), una ragazza che frequenta l’ultimo anno di un
liceo cattolico della periferia di Sacramento. Christine – che si
fa chiamare Lady Bird – vive con i suoi genitori, il fratello
adottivo e la ragazza di quest’ultimo; in famiglia non c’è armonia
e la ragazza non riesce ad andare d’accordo con i genitori che non
sanno più cosa fare.
Il sogno di Christine è quello di
lasciare Sacramento una volta finito il liceo e poter studiare in
una delle prestigiose università della costa est degli Stati Uniti.
La madre di Christine, Marion (Laurie Metcalf) non
vuole assolutamente che la figlia vada così lontano da casa in
un’università, inoltre, decisamente fuori dalla loro portata
economica. Nonostante il disappunto della madre e i piccoli drammi
dell’adolescenza, la piccola Lady Bird farà qualsiasi cosa pur di
riuscire a realizzare i proprio sogni e fuggire da quella realtà
provinciale che le sta fin troppo stretta.
In questo film – la cui storia è
liberamente tratta dalla vita della stessa Greta Gerwig – Jake McDorman
intepreta un ruolo secondario ma non per questo meno importante. In
un’intervista a Dujour,
l’attore ha dichiarato di sentirsi molto vicino al personaggio di
Lady
Bird e alla stessa regista.
“Dal momento in cui ho letto lo
scrip ho capito che era qualcosa di speciale […] La mia generazione
e quella di Greta erano alla disperata ricerca di un’identità e
volevano essere parte di qualcosa di grande”. [fonte:
Dujour]
Jake McDorman serie tv
5. Parallelamente
alla sua carriera cinematografica, Jake McDorman
comincia la sua scalata anche sul piccolo schermo. Nei primi anni
duemila, infatti, vediamo l’attore texano impegnato con ruoli
minori o comparsate in alcune delle più famose serie tv dell’epoca.
Tra queste ricordiamo Run of The House (2003),
Give Me Five (2004-2005), CSI:
Miami (2006), Cold Case – Delitti
Irrisolti (2007) e molti altri ancora.
Tra le comparsate più famose
ricordiamo quella di Jake McDorman in Dr. House –
Medical Divisione. L’attore ha preso parte
all’episodio 2×16, dal titolo
Safe (in italiano Al Sicuro), andato in onda nel
2006. In questa puntata Melinda (Michelle
Trachtenberg), dopo aver subito sei mesi prima un
trapianto di cuore, viene portata in ospedale in preda a un
violento shock anafilattico. Nonostante sia tenuta in una camera
quasi sterile e controllata a vista dalla madre, Melinda continua
ad avere queste crisi ed è compito di House e del suo team
scoprirne la causa prima che sia troppo tardi.
Nell’episodio 2×16
Safe, Jack McDorman interpreta il ruolo
di Dan, il fidanzato di Melinda che si intrufola
di notte nella stanza della ragazza, rinchiusa in casa dalla madre.
Sarà proprio grazie ai racconti delle scappatelle notturne dei due
ragazzi che i medici di Melinda riusciranno ad arrivare a un
diagnosi.
Jake McDorman in Greek – La
Confraternita
4. A lanciare il
talento televisivo di Jake McDorman è sicuramente
la serie tv Greek – La Confraternita, andata in
onda dal 2007 al 2011 per 4 stagioni e 74 episodi. La serie,
trasmessa dalla ABC Family e da b, racconta delle
vicende di una matricola che sogna di entrare a far parte di una
famosa confraternita studentesca.
Rusty Cartwright (Jacob
Zachar) è al suo primo anno alla Cyprus-Rodhes University,
lo stesso college frequentato da sua sorella maggiore Casey
(Spencer Grammar), decisa a tenere il fratello
alla larga per non rovinare la sua reputazione. Mentre Casey,
infatti, è estremamente popolare, Rusty è il tipico secchione a cui
tutti stanno alla larga, compresa sua sorella il lizza per la
carica di presidente della sua confraternita, la ZBZ (Zeta Beta
Zeta).
Convinto di aiutare la sua
fidanzata Casey, Evan Chambers (Jake McDorman),
presidente della ΩΧΔ (Omega Chi Delta), offre un posto a Rusty che
però il ragazzo rifiuta. Durante le sue prime settimane al campus,
infatti, Rusty scopre che Evan tradisce sua sorella Casey
regolarmente ed è deciso a smascherare il suo gioco.
A salvare il destino di Rusty al
campus ci pensa Cappie (Scott Michael Foster), ex
ragazzo di Casey nonché presidente della ΚΤΓ (Kappa Tau Gamma), una
delle confraternite più pazze del college. Cappie offre a Rusty un
posto nella Kappa Tau con l’intento di aiutare il ragazzo ad
ambientarsi al college e di riavvicinarsi così a Casey.
Jake McDorman in Shameless
3. La carriera
televisiva di Jake prosegue con un’altra grande serie tv, diventata
un cult della televisione americana. Nel 2013 l’attore viene
‘castato’ per un ruolo secondario nella famosa serie
Shameless,
ideata da Paul Abbott.
La serie, racconta della vita di
una sfortunata famiglia di un quartiere malfamato di Chicago. I
Gallagher sono una famiglia molto povera e disfunzionale che
combatte tutti i giorni con miseria, alcolismo e tossicodipendenza.
A capo dei Gallagher c’è Frank (William H. Macy),
drogato e alcolizzato, e che passa la maggior parte del suo tempo a
ubriacarsi ni bar invece di occuparsi dei suoi sei figli.
Jake McDorman in
Shameless interpreta
Mark Pratt,
capo di Fiona (Emmy
Rossum) e suo fidanzato nella terza stagione della
serie. Il personaggio di Mark Pratt compare in un arco di dieci
episodi, andati in onda dal 2013 al 2014, dalla 3×09 “Frank
the Plumber” alla 4×06 “Iron City”.
Jake McDorman in Limitless
2. A due anni da
Shameless, Jake torna in tv ma stavolta con una serie che
lo vede finalmente nei panni del protagonista. Stiamo parlando
della serie Limitless,
ideata da Craig Sweeny per la CBS
e tratta dal romanzo Territori Oscuri di
Alan Glynn.
La serie – considerata come un
sequel dell’omonimo film del 2011 con
Bradley
Cooper – racconta la storia di Bryan Finch
(Jake McDorman), un ragazzo ordinario che sviluppa
capacità straordinarie. Dopo aver vissuto i primi trent’anni della
sua vita da mediocre, fallendo in ogni cosa, per Bryan arriva
finalmente la svolta. Un suo vecchio amico di scuola, incontrato
per caso per strada, lo introduce a una nuova sostanza stupefacente
chiamata NZT.
Questa droga, a differenza delle
altre, ha il potere di sovrastimolare il cervello umano aumentando
le capacità intellettive della persona che la assume. In poche
parole, basta una semplice pillola trasparente di NZT per diventare
la persona più intelligente al mondo. Ma come spesso accade, c’è
sempre un lato negativo. Gli effetti collaterali di questa droga
sono devastanti per il corpo umano che non può assumerla in eterno
senza deteriorarsi lentamente.
Durante la sua prima esperienza con
l’NZT, Bryan resta coinvolto in un’indagine dell’FBI ma, grazie
all’aiuto dell’agente Rebecca Harris (Jennifer
Carpenter), viene presto scagionato. I federali quindi
decidono di assumere Bryan come consulente a patto che continui a
utilizzare quella droga e metta le sue capacità al servizio della
legge.
La serie, nonostante il suo
incredibile protagonista e i camei di Bradley
Cooper, è stata purtroppo cancellata dalla CBS dopo
una sola stagione di 22 episodi.
Jake McDorman Instagram
1. Grazie ai suoi
ultimi ruoli in serie tv e film di successo, Jake
McDorman oggi sembra essere al lavoro su nuovi
interessanti progetti che dovrebbero arrivare a partire dal
prossimo anno.
Tra questi il più importante è
sicuramente The Right
Stuff (in italiano Talenti Spaziali),
serie tv prodotta da Disney e National
Geographic. Ispirata all’omonimo libro del 1979 di
Tom Wolfe, la serie racconta la storia degli
astronauti selezionati dalla NASA nel 1960 per
partecipare al Progetto Mercury.
Il progetto
Mercury è stato il primo programma di volo spaziale umano
degli Stati Uniti, dal 1958 al 1963. L’obiettivo di questo
programma era di lanciare per la prima volta l’uomo in orbita
attorno alla Terra e riportarlo in sicurezza, prima dell’Unione
Sovietica. Il gruppo di astronauti, chiamato Mercury Seven, era
formato da Scott Carpenter, Gordon Cooper, John
Glenn, Gus Grissom, Wally Schirra, Alan
Shepard e Deke Slayton.
La serie ripercorre tutte le tappe
della missione della NASA e vanta nel suo cast, oltre a
Jake McDorman, anche Patrick J.
Adams, James Lafferty, Aaron
Staton, Colin
O’Donoghue e molti altri ancora. The Right
Stuff (Talenti Spaziali) sarà disponibile a partire
dal 9 ottobre 2020 solo sulla piattaforma streaming di
Disney Plus.
Se volete essere sempre informati
sulla vita privata e professionale di Jake
McDorman, vi consigliamo di seguire il suo
account Instagram, costantemente in
aggiornamento.
La madre di Jake
Lloyd, interprete del piccolo Anakin Skywalker in Star
Wars: Episodio I – La minaccia fantasma, ha parlato della lotta
di suo figlio con la salute mentale, 25 anni dopo il film. Lisa
Lloyd ha rivelato la storia completa della lotta di suo figlio
contro la malattia mentale e ha sfatato le voci secondo cui la
responsabilità della malattia del figlio sia una fan base tossica
del franchise.
Parlando con Scripps News, Lisa
Lloyd ha spiegato che a suo figlio è stata diagnosticata
la schizofrenia. “Sarebbe successo comunque“, insiste, e
spiega che c’è un cosa di schizofrenia da parte della famiglia del
padre biologico. Non incolpa affatto Star Wars e insiste nel dire
che la reazione negativa contro i prequel non ha avuto alcun
effetto su suo figlio, spiegando che ha protetto il figlio dai
commenti negativi.
Secondo Lisa Lloyd,
i primi sintomi di questa malattia si sviluppano durante il liceo.
Suo figlio ha iniziato a parlare di “realtà” e non riusciva a
distinguerla dalla fantasia. Inizialmente con diagnosi di disturbo
bipolare, Jake Lloyd si iscrisse per un breve
periodo al Columbia College di Chicago dal 2007. “Perse molte
lezioni e mi diceva che la gente lo seguiva”, ricorda la madre
di Jake. Ha lasciato il college nel marzo 2008 per vivere con sua
madre e alla fine gli è stata diagnosticata una “schizofrenia
paranoica“.
Come nota Scripps News,
l’American Psychiatric Association ora usa il semplice termine
generico “schizofrenia”. I sintomi della schizofrenia includono
deliri, allucinazioni, linguaggio disorganizzato e mancanza di
motivazione. Tragicamente, la schizofrenia significa anche che
molti pazienti rimangono inconsapevoli dei propri sintomi; questo
ha portato Jake a volte a smettere di prendere le medicine. Nel
2015 è stato arrestato dopo un inseguimento automobilistico in più
contee con la polizia. Jake avrebbe trascorso 10 mesi in prigione,
senza accesso alle sue medicine.
La signora Lloyd ha parlato anche di
un crollo psicotico nel 2023. Suo figlio ha semplicemente spento la
macchina in mezzo a tre corsie di traffico; sul posto è intervenuta
la polizia. “La polizia è arrivata e ha posto alcune domande a
Jake”, ricorda Lisa Lloyd. “Stava parlando con loro, ma
niente di tutto ciò aveva senso. Le sue erano parole molto
confuse.” Jake è stato ricoverato in ospedale e trasferito in
una struttura di riabilitazione per la salute mentale un paio di
mesi dopo.
Nonostante la tragicità della
storia, l’intervista di Lisa Lloyd termina con una
nota ottimistica. Secondo lei, Jake sta molto meglio di quanto si
aspettasse, e ora è in grado di socializzare e persino di guardare
di nuovo i film; in precedenza gli mancava la concentrazione.
“Ama tutte le novità di Star Wars“, osserva Lisa e rivela
di aver recentemente guardato Ahsoka. Gli ha persino regalato una action figure di
Ahsoka Tano, il Jedi Padawan di Anakin Skywalker, come regalo di
compleanno.