Nonostante il tempo scorra
inesorabilmente per tutti, alcuni personaggi riescono a imprimere
la propria esistenza in maniera così forte da non morire mai
veramente: questo è certamente il caso di un grande artista come
Franco
Califano. Diretto da Francesca Romana
Massaro e Francesco Antonio Mondini,
Franco Califano – Nun ve trattengo è
un emozionante viaggio nei ricordi del Califfo, a ormai più di
dieci anni dalla sua scomparsa. Nel docufilm si vede la
partecipazione di tante figure note nel panorama musicale italiano
come il compositore e musicista Alberto Laurenti, il cantautore
Franco126 e il rapper Noyz Narcos. Franco Califano- nun ve
trattengo è stato presentato alla Festa del cinema di Roma durante
l’edizione del 2024, per venire poi presentato il 21 febbraio di
quest’anno su Sky Documentaries in prima visione.
Franco Califano – Nun
ve trattengo: la persona dietro al mito
Il documentario si apre nelle sale
di registrazione di Radio Radicale: mentre le interviste procedono,
rievocando vari ricordi sul maestro, una figura, interpretata
dall’attore Raffaele Vannoni (C’è ancora
domani,
Un altro Ferragosto), ascolta il programma da una vecchia auto
d’epoca, girovagando per Roma.
Il racconto non segue un ordine
cronologico: ogni intervista sembra essere uno spezzato della vita
di Califano, coinvolgendo tante figure diverse, da vecchi amici e
collaboratori, a fan e cantanti di nuove generazioni. Questa
narrazione mostra al pubblico chi era lui veramente: il Califfo, il
maestro, o semplicemente Franco. Una figura così poliedrica la cui
essenza difficilmente può essere racchiusa in un solo titolo.
Ai ricordi del successo seguono
anche gli scandali, i processi e i periodi a Rebibbia e Regina
Coeli: il Califfo di certo non nascondeva la propria sregolatezza.
L’uso di droghe e l’amicizia col criminale milanese Francis
Turanello porteranno Califano a essere coinvolto nel processo alla
Nuova Camorra Organizzata.
Il Califfo: un vero artista non
muore mai
“C’erano pischelli di 20 anni, e questa cosa mi è rimasta
impressa”
Con questa riflessione, il rapper
Noyz Narcos presenta proprio l’immortalità di una
figura come Califano. Un artista forse troppo all’avanguardia per i
suoi tempi, come lo testimonia l’ultimo posto nel festival di
Sanremo nel 1988, ma che ha fatto innamorare della propria musica
generazioni di fan, fino a raggiungere i più giovani.
Il Califfo è divenuto così una
grande ispirazione anche per molti cantanti indie, tra cui lo
stesso Franco 126, presente tra gli intervistati
in Franco Califano – Nun ve trattengo,
insieme a Calcutta e Fulminacci.
Ad accomunare Franco e tutti questi artisti c’è anche sicuramente
il desiderio di ritrarre nella propria musica degli spaccati di una
Roma più vera.
Califano però non lascia solamente
un’eredità artistica, ma anche un ricordo nei cuori di tante donne,
amiche o amanti. Qui, in Franco Califano – Nun ve
trattengo, ne vengono intervistate alcune,
provenienti dal mondo della musica o della televisione in generale:
l’attrice
Claudia Gerini (Hammamet,
A
casa tutti bene), la giornalista e conduttrice televisiva
Barbara Palombelli, e Mita Medici
(Vita
da Carlo), la quale ha avuto una lunga relazione con lo stesso
Franco.
La persona dietro al mito
Elemento molto rilevante di
Franco Califano – Nun ve trattengo è
proprio la presenza di tanti riferimenti a chi era Franco, come
singola persona, prima di essere il Califfo. Tutte le testimonianze
lo dipingono come una persona generosa, disposto ad accogliere
sempre amici nella propria casa, una persona con dei valori e
determinato a difenderli. Questo lo dimostra anche il modo in cui
non rinnega mai la sua amicizia con Turanello anche a seguito del
processo.
Franco era anche una persona
eccentrica: ce lo dimostrano le tante donne della sua vita, il
“cappuccino del califfo” (ovvero un gin tonic) le corse in macchina
da una meta all’altra.
Franco Califano – Nun
ve trattengo rappresenta in un alternarsi di
interviste, foto e vecchi video, la realtà di un artista
caratterizzato da più sfaccettature: un amico, un amante, un
maestro. Si tratta di una persona con così tante sfaccettature da
essere difficile da identificare, e, proprio per questo, un
documentario come questo mostra al grande pubblico tutta una realtà
che sta dietro i riflettori che tende ad essere poco nota.
Il Califfo ci avrà anche lasciati,
ma il suo ricordo continua ad ardere più che mai, ispirando nuove
generazioni di musicisti.