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FrancoFest: il Festival di James Franco

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james Franco FrancoFestSi svolgerà dal 5 al 13 marzo il FrancoFest, un festival cinematografico organizzato da James Fanco per … se stesso. L’evento sembra infatti una specie di autocelebrazione dell’attore e regista che ha selezionato, per l’evento, solo ed esclusivamente film in cui appare, o film che ha diretto. Aspettatevi dunque di vedere in programma Spring Breakers, 127 Ore e Howl, oppure As I Lay Dying e Sal.

Il sito dell’ IFC Centre di New York, spazio che ospiterà il festival, fa sapere: “Le scelte di James Franco non hanno mai avuto paura di conseguenze, e ogni nuovo progetto è stato da lui affrontato con eccitazione. Siamo elettrizzati all’idea di presentare la sua indagine di non-ancora-metà carriera”.

Il progetto sembra alquanto autoreferenziale, e voi cosa ne pensate invece?

Fonte: IFCCentre

Franco Zeffirelli: morto a 96 anni il regista di Gesù di Nazareth

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Si è spento nella sua casa romana a 96 anni Franco Zeffirelli, regista, sceneggiatore, attore, uomo di cultura e di teatro, uno dei grandi rappresentanti dell’Italia all’estero, con il suo importantissimo contributo alla cultura nazionale e mondiale.

Attivissimo tra cinema e teatro, anche lirico, Zeffirelli ha cominciato alla corte di Visconti, insieme a Rosi, per poi realizzare una lunga serie di adattamento cinematografici proprio dall’opera lirica. I suoi lavori hanno raggiunto una enorme popolarità a tutti i livelli, su tutti il suo Gesù di Nazareth, ancora protagonista del palinsesto televisivo nel periodo delle festività pasquali, in Italia.

Onorato con titoli e riconoscimenti, Zeffirelli ha vinto diversi David di Donatello, un Nastro d’Argento, arrivando Oltreoceano fino agli Emmy Awards, ma mai agli Oscar.

Tra i riconoscimenti ricevuti, si contano il Grand’Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana nel 1977, la Medaglia d’oro ai benemeriti della Cultura e dell’Arte nel 2003, è stato anche Cavaliere Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico nel 2004.

Franco Nero pubblica su social lo script di Django Unchained

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Franco Nero pubblica su social lo script di Django Unchained

Sembrerebbe un bello scherzo se fossimo in periodo di Carnevale, invece sembra proprio che Franco Nero, noto attore italiano protagonista nel ’66 di Django, film di Sergio Corbucci, abbia postato sul suo profilo di Facebook la sceneggiatura di Django Unchained.

Dal frontespizio possiamo leggere che si tratta (salvo falsi) del finale draft, ovvero la versione finale, della sceneggiatura di un film dal titolo Django Unchained, scritto e diretto da Quentin Tarantino e datata il 26 aprile 2011. Questi ultimi dettagli lasciano ben poco spazio all’immaginazione, ma chissà se Nero non si sia voluto divertire facendo un grande scherzo ai suoi amici, e se così non fosse, chissà se Tarantino è stato informato dell’iniziativa dell’attore.

Django Unchained uscirà il giorno di Natale negli USA, mentre da noi lo potremo vedere il 17 gennaio 2013. Nel cast del film compaiono Jamie Foxx, Christoph Waltz, Kerry Washington, Kurt Russell e Leonardo DiCaprio oltre ad esserci una piccola parte anche per lo stesso Franco Nero. A questo link trovate la sceneggiatura così come l’ha postata Nero, a seguire invece potete vedere la nostra gallery del film:

Franco Maresco: “Rai Cinema riconosca ‘La mafia non è più quella di una volta’ come un suo film”

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Nel corso di una conferenza stampa indetta per la mattina di sabato 18 luglio 2020, Franco Maresco, regista di La mafia non è più quella di una volta, ha chiesto a Rai Cinema, nella persona dell’amministratore delegato Paolo Del Brocco, di riconoscere il suo film come un film proprio. Alla conferenza erano presenti anche la fotografa Letizia Battaglia, nel cast del film, e l’avvocato di Maresco, Antonio Ingroia.

Maresco ha dichiarato: “Alla cerimonia di premiazione di Venezia dello scorso anno, mentre Rai Cinema si congratulava per il premio a Luca Marinelli, protagonista del film Martin Eden di Pietro Marcello, doveva contemporaneamente essere felice per un altro film, che era il nostro. La Rai però non aveva più riconosciuto La mafia non è più quella di una volta già da diverso tempo, da qualche settimana, perché riteneva che il film non fosse rispettoso nei confronti del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Facemmo naturalmente tutto un lavoro tra i legali della Ilapalma [la società di Rean Mazzone, tra i produttori del film, n.d.r.] e quelli della Rai per arrivare a un compromesso. Tra l’altro nessuno di noi poteva pensare che un film di satira e un film che smitizzava la mafia potesse essere censurato. Ma in effetti arrivò questo rifiuto. E allora cercammo un compromesso, provando a eliminare alcune scene che magari potevano dare qualche problema. Togliemmo quelle scene, ma non fu sufficiente perché Rai Cinema non voleva che si parlasse proprio del presidente Mattarella. Tra l’altro, questa è proprio l’occasione per raccontare altri retroscena, perché in realtà ci furono problemi anche con il festival di Venezia, perché il film fu selezionato e il direttore della Mostra, Alberto Barbera, molto dispiaciuto mi telefonò per dirmi: “Franco, mi dispiace, ma dobbiamo sospendere il film, per problemi dall’alto”. Per problemi dall’alto intendeva Paolo Baratta, allora presidente della Biennale, che evidentemente aveva subito pressioni. Ma dopo quei tagli, Barbera mi richiamò dicendomi: “Bene, ora che hai fatto questi tagli, il film può passare”. Avevamo quindi il suo sostegno. Fermo restando che un festival dovrebbe essere un luogo libero e che mai ho sentito di un festival che entra nei contenuti di un film.

La mafia non è più quella di una volta di Franco Maresco – recensione

Comunque, a Rai Cinema questo non andava bene e per questo decise di togliere il logo. E, come sapete, oggi avere il sostegno di Rai Cinema è fondamentale, la maggior parte del cinema italiano vede coinvolta Rai Cinema. E il fatto che la Rai si sia sfilata ha fatto sì che il film venisse danneggiato. Io devo molto alla Rai, faccio questo mestiere da trentacinque anni. E se penso a cosa è successo in questi mesi e ripenso a quello che facevamo in passato in Rai, quando andava in onda la striscia di Cinico TV e alla libertà che avevamo, non c’è paragone. Questa Rai non ha niente a che vedere con quella. Questa Rai è una Rai che si permette di censurare e questa censura è avvenuta per decisione del presidente di Rai Cinema, Paolo Del Brocco. Evidentemente lui è stato più realista del re, perché il film è uscito e non c’è stata una sola nota di protesta da parte della famiglia Mattarella. Semplicemente il 6 di settembre uscì una nota del Quirinale in cui si diceva che le sentenze non si commentano, e si riferiva a un passaggio del film in cui ci domandavamo perché il Presidente non avesse detto nulla sulla sentenza del processo sulla trattativa Stato-mafia. Ecco, a parte questo, nessuno di noi ha ricevuto una qualche lettera da parte del Quirinale. Nessuno ha mai detto che questo film mancasse di rispetto al Presidente della Repubblica, solo Paolo Del Brocco, che rappresenta Rai Cinema, ha deciso che questo film non può passare. Quello che noi chiediamo allora alla Rai è che riconosca questo film, questo suo figlio illegittimo“.

A queste parole molto dirette, sono seguite quelle di Ingroia, che ha dichiarato: “L’opera è stata danneggiata, la Rai non ha comprato soltanto dei diritti, si è assunta anche dei doveri, aveva il dovere di promuovere il film. E rispetto a questo la Rai è inadempiente e il contratto con Franco Maresco è ancora in corso, non c’è stata nessuna rescissione del contratto e sino ad oggi il produttore Rean Mazzone non ha ancora preteso dalla Rai l’ultima tranche di pagamento. Il film è stato censurato, anche perché Rai Cinema, togliendo il logo e disconoscendo il film e non facendo nessun passaggio televisivo, ha danneggiato la sua visibilità (…) Franco Maresco non vuole fare la guerra alla Rai, è la Rai che ha fatto la guerra a Franco Maresco“.

Franco Maresco ospite di Sentieri Selvaggi il 9 ottobre

Franco Maresco ospite di Sentieri Selvaggi il 9 ottobre

Venerdì 3 ottobre ha avuto inizio la 5a edizione di DOCUSFERA, la rassegna con cui Sentieri Selvaggi traccia le traiettorie del cinema documentario italiano contemporaneo, realizzata con il contributo e il patrocinio della Direzione generale Cinema e audiovisivo – Ministero della Cultura e del Municipio 1 Roma Centro. La proiezione di Steve e il Duca e l’incontro con Germano Maccioni ha dato il via anche alla retrospettiva dedicata a Franco Maresco, le cui date sono state svelate nella presentazione del palinsesto degli eventi autunnali di Sentieri Selvaggi, tutti come sempre gratuiti su prenotazione.

L’attesissimo incontro con Franco Maresco è quindi in programma il 9 ottobre, dopo la proiezione delle 19:30 di Enzo, domani a Palermo! (1999; 60’) che racconta l’organizzatore cinematografico Enzo Castagna, collaboratore di celebri registi come De Sica, Coppola e Pasolini. La retrospettiva continua sabato 11 ottobre, sempre a partire dalle 19:30, con due cortometraggi: La mia battaglia (2016; 30’) di Maresco, conversazione con la leggendaria fotografa e sua amica Letizia Battaglia, e Apocalypsever – Franco Maresco (2020; 30’) di Luis Fulvio, che ripercorre frammenti di discorsi di Maresco sul finire del lockdown. A seguire il regista Luis Fulvio incontrerà il pubblico e la redazione di Sentieri Selvaggi.

Alle 21:00, continua DOCUSFERA con Una storia d’acqua (2025; 69’) di Giacomo Caldarelli, che incontrerà il pubblico dopo la proiezione del suo documentario, incentrato sulla misteriosa tenacia di Marco Fratini nel tentare il giro a nuoto del Lago di Garda.

Un film fatto per Bene: recensione del film di Franco Maresco – Venezia 82

Venerdì 3 ottobre è stato anche presentato il palinsesto degli eventi di Sentieri Selvaggi, a partire dai Premi Sentieri Selvaggi. Si tratta di Mario Martone, con Fuori premiato come Miglior Film Italiano, Sidney Sibilia per Hanno ucciso l’uomo ragno – La leggendaria storia degli 883 come Miglior Serie TV, e Giovanni Tortorici, con Diciannove eletto Miglior Esordio della stagione cinematografica.

Gli incontri tra i premiati e il pubblico di Sentieri Selvaggi avranno luogo a partire da novembre.

Altri due eventi completano il palinsesto. Il 10 ottobre dalle 19:30 si terrà, infatti, la presentazione delle ultime uscite editoriali di Sentieri Selvaggi, ossia due lavori monografici e l’ultimo numero della rivista cartacea SentieriSelvaggi21st. Presenteremo, quindi, Tony Scott. Cinema a velocità massima di Alessio Baronci, che affronta la carriera del regista di Una vita al massimo e Top Gun, e Mike Flanagan. Liturgie del fantasma, tra cinema e tv di Guglielmo Siniscalchi, pubblicazione incentrata su uno degli esponenti di punta dell’horror contemporaneo e realizzata con il contributo della Direzione Generale Educazione, Ricerca e Istituti Culturali. Infine, spazio al n.21 del cartaceo SentieriSelvaggi21st, con la cover story “Hideo Kojima – La profezia del cinema” incentrata sul leggendario autore di Metal Gear e Death Stranding.

Per il 25 ottobre è invece prevista la notte bianca diffusa delle scuole d’arte del Lazio, con una serata speciale aperta a tutti.

Franco Interlenghi, addio al protagonista di Sciuscià

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Si è spento a 83 anni il protagonista Sciuscià. Ma non è stato solo protagonista per De Sica. Lo scelgono Soldati (“La provinciale“), Fellini (“I vitelloni“), Antonioni (“I vinti“), Bolognini (“Gli innamorati“) tra il ’51 e il ’53, eppure è sempre stato l’anti divo, il ragazzo schietto e diretto che non doveva fare l’attore ma che è rimasto impresso nella memoria di tutti coloro che l’hanno visto su grande schermo.

Franco Interlenghi 2Dal grande cinema che non si fa più alla tv che tutti ormai conoscono, Franco Interlenghi ha proseguito la carriera, negli ultimi anni, su piccolo schermo, affiancando addirittura il maresciallo Rocca e Don Matteo, non a caso a fianco di colleghi, come Gigi Proietti o Terrence Hill, di consumata esperienza.

È morto Franco Interlenghi, il volto del cinema italiano del dopoguerra, del neorealismo, quel cinema conosciuto, amato e premiato in tutto il Mondo. Quel cinema italiano che all’estero ci invidiano e che noi italiano continuiamo a ricordare e a sventolare senza avere il coraggio o la voglia di seguire, o almeno di imitare o replicare.

Con lui va via la storia, la sobrietà, quel cinema che senza cedere alle lusinghe delle paillettes e dei lustrini si raccontava con impegno e poesia.

Franco Califano – Nun ve trattengo: recensione del documentario su Franco Califano

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Nonostante il tempo scorra inesorabilmente per tutti, alcuni personaggi riescono a imprimere la propria esistenza in maniera così forte da non morire mai veramente: questo è certamente il caso di un grande artista come Franco Califano. Diretto da Francesca Romana Massaro e Francesco Antonio Mondini, Franco Califano – Nun ve trattengo è un emozionante viaggio nei ricordi del Califfo, a ormai più di dieci anni dalla sua scomparsa. Nel docufilm si vede la partecipazione di tante figure note nel panorama musicale italiano come il compositore e musicista Alberto Laurenti, il cantautore Franco126 e il rapper Noyz Narcos. Franco Califano- nun ve trattengo è stato presentato alla Festa del cinema di Roma durante l’edizione del 2024, per venire poi presentato il 21 febbraio di quest’anno su Sky Documentaries in prima visione.

Franco Califano – Nun ve trattengo: la persona dietro al mito

Il documentario si apre nelle sale di registrazione di Radio Radicale: mentre le interviste procedono, rievocando vari ricordi sul maestro, una figura, interpretata dall’attore Raffaele Vannoni (C’è ancora domani, Un altro Ferragosto), ascolta il programma da una vecchia auto d’epoca, girovagando per Roma.

Il racconto non segue un ordine cronologico: ogni intervista sembra essere uno spezzato della vita di Califano, coinvolgendo tante figure diverse, da vecchi amici e collaboratori, a fan e cantanti di nuove generazioni. Questa narrazione mostra al pubblico chi era lui veramente: il Califfo, il maestro, o semplicemente Franco. Una figura così poliedrica la cui essenza difficilmente può essere racchiusa in un solo titolo.

Ai ricordi del successo seguono anche gli scandali, i processi e i periodi a Rebibbia e Regina Coeli: il Califfo di certo non nascondeva la propria sregolatezza. L’uso di droghe e l’amicizia col criminale milanese Francis Turanello porteranno Califano a essere coinvolto nel processo alla Nuova Camorra Organizzata.

Il Califfo: un vero artista non muore mai

“C’erano pischelli di 20 anni, e questa cosa mi è rimasta impressa”

Con questa riflessione, il rapper Noyz Narcos presenta proprio l’immortalità di una figura come Califano. Un artista forse troppo all’avanguardia per i suoi tempi, come lo testimonia l’ultimo posto nel festival di Sanremo nel 1988, ma che ha fatto innamorare della propria musica generazioni di fan, fino a raggiungere i più giovani.

Il Califfo è divenuto così una grande ispirazione anche per molti cantanti indie, tra cui lo stesso Franco 126, presente tra gli intervistati in Franco Califano – Nun ve trattengo, insieme a Calcutta e Fulminacci. Ad accomunare Franco e tutti questi artisti c’è anche sicuramente il desiderio di ritrarre nella propria musica degli spaccati di una Roma più vera.

Califano però non lascia solamente un’eredità artistica, ma anche un ricordo nei cuori di tante donne, amiche o amanti. Qui, in Franco Califano – Nun ve trattengo, ne vengono intervistate alcune, provenienti dal mondo della musica o della televisione in generale: l’attrice Claudia Gerini (Hammamet, A casa tutti bene), la giornalista e conduttrice televisiva Barbara Palombelli, e Mita Medici (Vita da Carlo), la quale ha avuto una lunga relazione con lo stesso Franco.

La persona dietro al mito

Elemento molto rilevante di Franco Califano – Nun ve trattengo è proprio la presenza di tanti riferimenti a chi era Franco, come singola persona, prima di essere il Califfo. Tutte le testimonianze lo dipingono come una persona generosa, disposto ad accogliere sempre amici nella propria casa, una persona con dei valori e determinato a difenderli. Questo lo dimostra anche il modo in cui non rinnega mai la sua amicizia con Turanello anche a seguito del processo.

Franco era anche una persona eccentrica: ce lo dimostrano le tante donne della sua vita, il “cappuccino del califfo” (ovvero un gin tonic) le corse in macchina da una meta all’altra.

Franco Califano – Nun ve trattengo rappresenta in un alternarsi di interviste, foto e vecchi video, la realtà di un artista caratterizzato da più sfaccettature: un amico, un amante, un maestro. Si tratta di una persona con così tante sfaccettature da essere difficile da identificare, e, proprio per questo, un documentario come questo mostra al grande pubblico tutta una realtà che sta dietro i riflettori che tende ad essere poco nota.

Il Califfo ci avrà anche lasciati, ma il suo ricordo continua ad ardere più che mai, ispirando nuove generazioni di musicisti.

Francis Lawrence parla di Hunger Games La ragazza di fuoco

Francis Lawrence parla di Hunger Games La ragazza di fuoco

Francis Lawrence ha parlato di Hunger Games: La ragazza di fuoco. L’occasione è stata un’intervista con High5tv. Interessantissimo soprattutto lo stralcio di intervista in cui il regista ha parlato dello stile di ripresa e delle tecniche utilizzate per il film, che dovrebbe avere molti punti di distacco dal primo episodio della saga, in particolare della camera a mano, che era stata utilizzata molto da Gary Ross, regista del primo film:

Ho girato in modo molto diverso. Quello stile di ripresa non fa per me. Voglio focalizzarmi sulle emozioni, ma allo stesso tempo contestualizzare le scene e gli ambienti. Il look del film è decisamente diverso rispetto al primo film, così come i costumi e gli effetti visivi.

Lawrence ha parlato anche dell’Arena che dovrebbe avere molte sequenze, per un totale di circa un’ora, all’inizio e durante il tour delle Vittoria.

Hunger Games – La ragazza di Fuoco, il film

Hunger Games – La ragazza di Fuoco è diretto da Francis Lawrence e oltre a Jennifer Lawrence il cast comprende anche Josh HutchersonLiam HemsworthPhilip Seymour HoffmanWoody HarrelsonElizabeth Banks, Lenny Kravitz, Jeffrey WrightStanley Tucci, Donald Sutherland, Amanda Plummer e Lynn Cohen. Tutte le news sulla saga nel nostro speciale Hunger Games. Per tutte le info sul film vi segnaliamo la nostra scheda Hunger Games – La ragazza di Fuoco.

La trama del film: Katniss Everdeen torna a casa incolume dopo aver vinto la 74ª edizione degli Hunger Games, insieme al suo amico, il “tributo” Peeta Mellark. La vittoria però vuol dire cambiare vita e abbandonare familiari e amici, per intraprendere il giro dei distretti, il cosiddetto “Tour di Victor”. Lungo la strada Katniss percepisce che la ribellione sta montando, ma che il Capitol cerca ancora a tutti i costi di mantenere il controllo proprio mentre il Presidente Snow sta preparando la 75ª edizione dei giochi (The Quarter Quell), una gara che potrebbe cambiare per sempre le sorti della nazione di Panem.

Francis Lawrence dirigerà Hunger Games: Il Canto della rivolta parte 1 e 2!

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Il regista Francis Lawrence dirigerà anche l’ultimo capitolo della saga di Hanger Games tratta dai romanzi di Suzanne Collins. A confermarlo è Collider che svela in esclusiva che il regista

Francis Lawrence dirigerà Battlestar Galactica

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Francis Lawrence dirigerà Battlestar Galactica

Francis LawrenceDopo l’annuncio della sceneggiatrice, Lisa Joy, che ha di recente firmato la serie Westerworld per la HBO, arriva la notizia che sarà Francis Lawrence a dirigere l’adattamento dicnematografico di Battlestar Galactica, la serie del 1978 creata da Glen A. Larson.

Reduce dai successi degli ultimi tre film del franchise di Hunger Games, Lawrence è pronto per una nuova avventura mentre è ancora in stand-by il suo annunciato progetto sull’Odissea.

I piani precedenti vedevano il coinvolgimento di Bryan Singer e di Jack Paglen (Transcendence) alla sceneggiatura.

La prima serie televisiva, Galactica (Battlestar Galactica in originale), venne trasmessa nel 1978 e fu seguita da un breve sequel nel 1980 (Galactica 1980). Il franchise originale comprende inoltre una collana di romanzi, una serie a fumetti, un gioco da tavolo e diversi videogame.

Ronald D. Moore e David Eick svilupparono nel 2003 la miniserie televisiva Battlestar Galactica, remake della serie originale, che venne seguita dall’omonima serie televisiva trasmessa tra il 2004 e il 2009. È invece del 2010 il prequel Caprica.

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Francis Lawrence dirige il sequel di Hunger Games?

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Francis Lawrence dirige il sequel di Hunger Games?

E’ iniziata la ricerca per sostituire il regista Gary Ross al timone del nuovo franchise di successo The Hunger Games. Oggi il nome più gettonato per raccogliere l’eredità è Francis Lawrence.

Francis Lawrence al posto di David Fincher per Red Sparrow?

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In attesa di vedere la seconda parte di Hunger Games Il Canto della Rivolta, in arrivo nei nostri cinema il 19 novembre, arriva la notizia che il regista Francis Lawrence sarebbe interessato ad occuparsi della regia di Red Sparrow, thriller spionistico tratto dall’omonimo romanzo di Jason Matthews (in Italia il libro è uscito col titolo Nome in codice: Diva) che avrebbe dovuto essere diretto prima da Darren Aronofksy e poi da David Fincher.

La sceneggiatura del film, che sarà ambientato nella Russia di Putin e racconterà di un’agente speciale dei Servizi Segreti che viene addestrata come seduttrice, porterà la firma di Eric Singer, già autore dello script di American Hustle di David O. Russell.

Quando al progetto era ancora collegato il nome di David Fincher, si era parlato di Rooney Mara come possibile protagonista del film. Ad oggi, non sappiamo se l’attrice sarà effettivamente coinvolta nel progetto. Vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.

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Francis Ford Coppola: secondo lui gli studi cinematografici scompariranno

Francis Ford Coppola ha condiviso i suoi pensieri sull’attuale sistema degli studi cinematografici durante la conferenza stampa del Festival di Cannes per il suo film autofinanziato Megalopolis, affermando che potrebbero non esistere ancora per molto.

“Temo che l’industria cinematografica sia diventata sempre più una questione di persone assunte per far fronte ai propri debiti perché gli studi cinematografici hanno grandi, grandi debiti. E il lavoro non è tanto fare buoni film, il lavoro è assicurarsi che paghino i loro debiti”, ha detto Francis Ford Coppola. “Ovviamente, le nuove aziende come Amazon, Apple e Microsoft, hanno un sacco di soldi, quindi potrebbe darsi che gli studi che conoscevamo da così tanto tempo, alcuni meravigliosi, non saranno più qui in futuro.”

I giornalisti hanno anche virato le loro domande sul piano politico, chiedendo a Francis Ford Coppola se il film fosse un commento su Donald Trump, spingendolo a condividere i suoi pensieri sullo stato attuale della politica americana. Coppola ha detto: “Se posso dirlo, una delle caratteristiche del nostro meraviglioso cast è che riflette ogni sorta di idee politiche. Questa non è una nozione.”

Coppola ha cercato di realizzare Megalopolis per decenni, utilizzando alla fine 120 milioni di dollari del suo impero vinicolo per produrre il film. Il film è stato oggetto di polemiche nel periodo precedente alla sua première, poiché i suoi costi e, secondo quanto riferito, le risposte modeste alle prime proiezioni hanno reso difficile garantire la distribuzione.

Megalopolis segna il primo film del regista ottantacinquenne in oltre un decennio, da Twixt del 2011. La storia è quella dell’architetto Cesar Catilina (Adam Driver), che dopo un incidente distrugge una metropoli in stile New York City, lavora per ricostruirla come un’utopia sostenibile. Il sindaco corrotto Franklyn Cicero (Giancarlo Esposito) sfida Cesar e vuole restare fedele allo status quo, ma sua figlia Julia (Nathalie Emmanuel) si frappone tra i due uomini.

Francis Ford Coppola terrà la laudatio di Werner Herzog per il Leone d’Oro alla carriera

Sarà il regista Francis Ford Coppola a tenere il discorso di encomio in onore di Werner Herzog al Festival del Cinema di Venezia mercoledì sera, quando Herzog riceverà il Leone d’Oro alla carriera. Il regista de Il padrino e Apocalypse Now renderà omaggio all’iconico cineasta tedesco, autore di Fitzcarraldo, Grizzly Man e Aguirre, furore di Dio, il 27 agosto alle 19:00 nella Sala Grande di Venezia durante la cerimonia di apertura dell’82° Festival di Venezia. Herzog sarà premiato per con il Leone d’Oro alla carriera e presenterà il suo ultimo documentario, Ghost Elephants, fuori concorso a Venezia, il 28 agosto alle ore 14.00.

Herzog terrà poi una Masterclass lo stesso giorno alle ore 16.00 presso la Match Point Arena, al Tennis Club Venezia al Lido.

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Annunciando il premio per Herzog, il direttore del Festival del Cinema di Venezia Alberto Barbera ha detto che il pioniere del Nuovo Cinema Tedesco “non ha mai smesso di sperimentare i limiti del linguaggio cinematografico, smentendo la tradizionale distinzione tra documentario e finzione. Brillante narratore di storie insolite, Herzog è anche l’ultimo erede della grande tradizione del romanticismo tedesco, un umanista visionario e un instancabile esploratore“.

Anche Coppola sarà però al centro dell’attenzione a Venezia quest’anno, con la proiezione di Megadoc di Mike Figgis, in programma giovedì nella sezione Venice Classics – Documentari sul cinema. Il film è uno sguardo dietro le quinte della realizzazione di Megalopolis, l’epopea che Coppola ha impiegato decenni a realizzare e arrivata solo l’anno scorso al cinema dopo la presentazione al Festival di Cannes. A Venezia, invece, Coppola ha ricevuto il Leone d’Oro alla carriera alla 49ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 1992.

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Francis Ford Coppola su Joker: Folie à Deux e Todd Phillips: “E’ un passo avanti al pubblico”

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Francis Ford Coppola ha elogiato Joker: Folie à Deux (qui la recensione) e il regista Todd Phillips. Il controverso sequel ha esordito in sala ben al di sotto delle aspettative dopo essere diventato il primo film di fumetti della storia a ricevere un D CinemaScore. Nonostante le reazioni negative di molti fan, il film ha la sua quota di difensori e ora può contare Coppola tra loro.

“Fin dal meraviglioso Una notte da leoni, è sempre stato un passo avanti al pubblico, non facendo mai ciò che si aspettavano. Congratulazioni a Joker: Folie à Deux, ha scritto Coppola su Instagram.

CORRELATI:

Folie à Deux non ha sicuramente dato al pubblico ciò che si aspettava… nel bene e nel male. Invece di seguire il Joker dopo gli eventi del primo film, la storia si concentra su Arthur Fleck (Joaquin Phoenix) che si assume la responsabilità dei crimini che ha commesso e rifiuta la sua identità di Joker. A Arkham, Fleck incontra Lee Quinzel (Lady Gaga) e la coppia si cimenta in diversi numeri musicali mentre Arthur viene processato per omicidio. Sarebbe sempre stata una direzione rischiosa da prendere per questo sequel, ma l’esecuzione sembra aver ricevuto più critiche dell’idea generale.

Megalopolis, il trailer ufficiale del film di Francis Ford Coppola

Anche l’ultimo film di Coppola, Megalopolis, sta lottando al botteghino e ha ottenuto un punteggio CinemaScore di D+ solo leggermente migliore. Il film ha avuto un esito ancora peggiore al botteghino, debuttando con 4 milioni di dollari contro un budget di produzione di 120 milioni di dollari prima del marketing. Coppola ha raccolto i fondi da solo e ha anche investito un bel po’ di soldi suoi prima che la Lionsgate salisse a bordo.

Francis Ford Coppola sta girando un nuovo film!

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Il regista  Francis Ford Coppola è già sul set di un nuovo film:  l’italoamericano sta segretamente girando un thriller con protagonisti Val Kilmer ed Elle Fanning

Francis Ford Coppola ricorda l’amico William Friedkin

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Francis Ford Coppola ricorda l’amico William Friedkin

Francis Ford Coppola ha porto un commosso omaggio a William Friedkin, ieri, dopo la notizia della dipartita del collega. I due registi, insieme a Peter Bogdanovich, sono stati grandi amici e sodali all’inizio della loro carriera, tanto che hanno fondato una casa di produzione insieme, la Directors Company, che però ha avuto vita breve.

Dopo la morte di Friedkin a 87 anni, Coppola ha rilasciato una dichiarazione in omaggio al regista de L’esorcista e Il braccio violento della legge, in cui si legge in parte: 

“William Friedkin è stato il mio primo amico tra i registi della mia generazione e sono addolorato per la perdita di un compagno molto amato“, ha scritto su Instagram Coppola. “I suoi successi nel cinema sono straordinari e unici. È l’unico collega che conoscevo il cui lavoro ha effettivamente salvato la vita di un uomo (The People vs. Paul Crump). Il lavoro di Billy rappresenta delle vere pietre miliari nel Cinema, una lista che non sarà mai dimenticata; certamente Il braccio violento della legge, L’esorcista e Il salario della paura, ma tutti i suoi film sono vivi nel suo genio. Scegli uno di loro da un cappello e rimarrai abbagliato. La sua personalità amabile e irascibile era la copertura di un gigante di un uomo bello, brillante e profondo. È molto difficile capire che non godrò mai più della sua compagnia, ma almeno il suo lavoro lo sostituirà”.

Francis Ford Coppola pronto a girare “Glimpses of the Moon” a dicembre in Italia

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Dopo Megalopolis (qui la recensione), Francis Ford Coppola sembra pronto per il suo prossimo progetto, Glimpses of the Moon, che potrebbe entrare in produzione molto presto. Secondo le ultime informazioni, un casting call è attualmente in corso in Calabria, Italia, per il film, con un periodo di riprese stimato di circa 30 giorni tra novembre e dicembre. Il regista aveva dichiarato solo pochi mesi fa che Glimpses of the Moon era già scritto e pronto per partire immediatamente, ma aveva bisogno di trovare un finanziatore.

Glimpses of the Moon sarà una libera adattazione del romanzo omonimo di Edith Wharton e sarà “ispirato” anche al film The Awful Truth di Leo McCarey. Entrambe le opere raccontano la storia di una coppia sposata che si separa in modo amichevole, per poi rendersi conto che distaccarsi l’uno dall’altro è più difficile del previsto. Coppola ha anticipato che il film conterrà elementi musicali e coreografici significativi, definendolo una “strana commistione in stile anni ’30”.

Finora non sono stati annunciati membri del cast. Coppola ha però precisato che, a differenza del precedente progetto Megalopolis, Glimpses of the Moon non sarà un film epico, pur mantenendo un budget rilevante. Il regista ha inoltre sottolineato che il finanziamento è stato ottenuto in modo “convenzionale”, attraverso contributi pubblici e nazionali, dato che le risorse personali già investite in altri progetti erano esaurite.

Francis Ford Coppola è noto per film iconici come Il Padrino (trilogia), Apocalypse Now e La conversazione. La carriera del regista dopo gli anni ’70 ha visto una serie di lavori con caratteristiche più sperimentali e talvolta più di nicchia. Alcuni dei suoi film degli anni ’80 e ’90, pur meno noti rispetto ai classici, stanno oggi ricevendo una nuova attenzione da parte di appassionati e critici contemporanei.

Con Glimpses of the Moon, Coppola torna a esplorare un genere che aveva già affrontato in passato con Un sogno lungo un giorno (1981), il suo unico musical precedente, caratterizzato da uno stile originale e ricco di elementi coreografici. La produzione in Calabria rappresenta un nuovo capitolo della carriera del regista, che continua a proporre progetti ambiziosi e innovativi, combinando narrativa letteraria, musica e cinema in modo peculiare.

Francis Ford Coppola pensa che Deadpool sia “Incredibile”

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Francis Ford Coppola pensa che Deadpool sia “Incredibile”

Il leggendario regista Francis Ford Coppola (Il Padrino, Apocalypse Now) ha criticato aspramente a più riprese in film di supereroi/fumetti in passato e, più recentemente, ha individuato nell’ascesa del cinema di “prototipi” di supereroi come un fattore negativo che ha influenzato l’operatività gli studi che esitano maggiormente nel prendersi un rischio su operazioni meno note o non basate su IP.

“C’erano dei film in studio. Ora ci sono le opere della Marvel. E cos’è un’immagine Marvel? Un’immagine Marvel è un prototipo di film che viene realizzato ancora e ancora e ancora e ancora e ancora per sembrare diverso”, ha affermato il regista durante un’intervista con GQ all’inizio di quest’anno. Nonostante il chiaro disprezzo di Coppola per i film di supereroi definiti “spregevoli”, sembra però che abbia apprezzato un certo Mercenario con la bocca! “Mi è piaciuto Deadpool, ho pensato che fosse fantastico”, ha riferto il regista a Variety. L’attore di Wade Wilson Ryan Reynolds ha risposto con il seguente Tweet.

Che dire, dunque Francis Ford Coppola non odia proprio tutti i supereroi! Vi ricordiamo che Deadpool tornerà in azione nell’annunciato Deadpool 3.

Francis Ford Coppola non voleva fare i sequel de Il Padrino

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Francis Ford Coppola è considerato a pieno titolo uno dei più grandi registi dagli anni ’70 a oggi, i suoi film hanno fama internazionale, sono apprezzati e premiati, da pubblico e critica e sicuramente la trilogia de Il Padrino è l’elemento più rappresentativo della sua filmografia. Tuttavia sembra che il regista in persona non fosse molto propenso a realizzarne tre film.

Durante un’intervista con Film Comment, Coppola ha confessato che in realtà non voleva affatto realizzare due sequel del suo film seminale. Durante l’intervista è stato chiesto a Coppola della sua relazione personale con la scena del terzo Padrino in cui la figlia di Michael Corleone (Al Pacino), interpretata da sua figlia Sofia Coppola, muore, data la scomparsa prematura del suo primogenito Gian Carlo, in un incidente nel 1986.

“Beh, quel film… Non avrei mai voluto fare un Padrino Parte III. Non avrei mai voluto fare un Padrino Parte II. Non credevo che Il Padrino potesse essere una storia da serie. Per me solo Il Padrino è stato Il Padrino, tutto il resto è stata avidità”.

Tuttavia, commentando il distacco che c’è stato tra i primi due e il terzo Padrino, Francis Ford Coppola ha ammesso che proprio quel film lo ha rimesso in carreggiata, aiutandolo in un momento di difficoltà finanziaria e permettendogli di lavorare ad altri progetti, tra cui anche alcuni dei primi film della figlia Sofia, come Lost in Translation, Marie Antoinette e Somewhere.

Fonte: SR

Francis Ford Coppola ha un nuovo progetto

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Francis Ford CoppolaL’amatissimo regista Francis Ford Coppola ha tra le mani una nuova storia che presto diventerà il suo prossimo film. Si tratta della storia di una famiglia italo americana che si svolgerà nell’arco dei trent’anni che va dagli anni ’30 agli anni ’60 e si focalizzerà sulla vita e sulla crescita di un bambino e di una bambina. Inevitabili sono le similitudini con la saga de Il padrino, ambientata nell’arco di un decennio e trilogia archetipica del lavoroo di Coppola, del racconto della saga familiare e del gangster movie.

Francis Ford Coppola ha appena occupato i suoi studi presso la Paramount, anche se non è ancora certo il coinvolgimento della major nei finanziamenti del film dal momento che sono più di dieci anni che Coppola lavoro da solo. Infatti i suoi ultimi tre progetti sono film che il regista si è finanziato da solo. Si tratta di Twixt, Tetro e Un’altra giovinezza, quest’ultimo film simbolo che ha rotto il suo silenzio durato dieci anni ed è stato presentato proprio qui in Italia, alla Festa di Roma del 2007.

Fonte: BadTaste

Francis Ford Coppola ha amato Spider-Man: Un Nuovo Universo

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Francis Ford Coppola ha amato Spider-Man: Un Nuovo Universo

Avrete sicuramente letto o seguito i recenti commenti di Martin Scorsese e Francis Ford Coppola (con tanto di repliche da parte di James Gunn e Sebastian Stan) riguardo i cinecomic, ritenuti quanto di più culturalmente e produttivamente lontano dalla loro idea di cinema. In particolare ha fatto discutere la dichiarazione di Coppola che definisce i film di supereroi come “spregevoli”, motivandone le ragioni, lasciando intendere che qualsiasi prodotto del genere nell’industria abbia in qualche modo deluso le sue aspettative.

Ma a quanto pare non è così, come suggerito da uno dei registi di Spider-Man: Un Nuovo Universo, Peter Ramsey, su Twitter. È qui infatti che fa sapere che l’autore de Il Padrino ha in realtà apprezzato molto il progetto complimentandosi per il risultato finale.

Francis l’ha visto e ci ha fatto tantissimi complimenti per l’animazione innovativa e le performance animate. Quindi non tutto è sbagliato…

Forse questa notizia dovrebbe spingere il pubblico a riconsiderare il senso delle affermazioni di Coppola e ad interpretarle correttamente.

Spider-Man: Un nuovo universo, in arrivo sequel e spin off al femminile

Spider-Man: Un Nuovo Universo racconta le vicende del teenager Miles Morales e delle infinite possibilità dello Ragno-Verso, dove più di una persona può indossare la maschera. Una visione fresca di un nuovo Universo Spider-Man con uno stile visivo innovativo e unico nel suo genere. Il film è stato diretto da Bob Persichetti, Peter Ramsey, Rodney Rothman, con Shameik Moore e Jake Johnson. Uscita al cinema il 25 dicembre 2018. Durata 117 minuti. Distribuito da Warner Bros. Italia.

Il cast di doppiatori americano comprendere gli attori Shameik Moore, Jake Johnson, Mahershala Ali, Brian Tyree Henry, Lily Tomlin, Liev Schreiber, Luna Lauren Velez, Zoë Kravitz, Nicolas Cage.

Spider-Man: Un nuovo universo, la recensione

Francis Ford Coppola e gli “spregevoli” cinecomic Marvel. Qualche precisazione

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L’aggettivo “spregevole” era rimbalzato da una pagina all’altra del web accompagnando il commento di Francis Ford Coppola sui cinecomic Marvel, dichiarazione che faceva eco a quella di Martin Scorsese chiarita a più riprese dal regista di The Irishman nei giorni scorsi. Così le testate riportavano le parole dell’autore americano, ma a quanto pare (e come spesso accade), c’è bisogno di alcune precisazioni in merito, perché la polemica fomentata nelle ultime settimane si è basata su un banale fraintendimento.

Coppola è stato raggiunto con un’intervista da Deadline, cogliendo l’occasione per spiegare meglio i termini della sua risposta sulla “critica” di Scorsese ai film Marvel, erroneamente interpretata come una condanna a questo genere in toto. In realtà, sottolinea l’articolo, il regista poneva l’accento sul pericolo rappresentato dal numero sempre più crescente di franchise cinematografici la cui chiara finalità è l’incasso e non l’arte.

Dunque cosa si nasconde dietro l’appellativo “spregevole” e quali sono i sentimenti del regista nei confronti dei cinecomic? “Personalmente non mi piace l’idea di franchising, cioè che puoi continuare a ripetere quello che è essenzialmente lo stesso film per il solo guadagno finanziario. Sento che viene adottato un approccio che riduce il rischio economico dei film e ritengo che il “fattore di rischio” sia un elemento che talvolta rende i film fantastici. Inoltre, film con questa formula attirano la maggior parte delle risorse disponibili per loro, lasciando poco per produzioni più audaci, riducendo la diversità. In un certo senso, penso che il cinema sia come il cibo; sicuramente puoi aggiungere cose per renderlo allettante, gustoso e divertente, ma deve anche essere nutriente per qualificarsi come vero cibo.

Francis Ford Coppola chiarisce il suo commento sui cinecomic

Questa invece era stata la dichiarazione di Coppola diversi giorni fa, in occasione della consegna del Prix Lumière, in risposta all’opinione di Scorsese: “Bisogna ragionare sull’essenza della sua affermazione. Se gli chiedessi se c’è talento cinematografico, o espressione cinematografica, allora direbbe che c’è un ottimo lavoro anche in alcuni film Marvel. Ma il suo punto è un altro: il concetto del film Marvel che ha consumato tutto l’ossigeno, vale a dire che le risorse non sono tanto diverse da quelle per i parchi di divertimento, piuttosto che per quello che chiamiamo cinema. Sì, concordo con lui. Anche la pubblicità televisiva è cinema, ma è una bella forma di cinema? La risposta è no“.

Oggi non esiste una New Hollywood perché c’è mancanza di rischio nella produzione. Marty Scorsese afferma che l’immagine della Marvel non è il cinema, ed ha ragione perché ci aspettiamo di imparare qualcosa dal cinema, ci aspettiamo di ottenere un po’ di illuminazione, un po’ di conoscenza, un po’ di ispirazione. Probabilmente, non so come qualcuno possa ottenere qualcosa vedendo lo stesso film più e più volte. Una cosa che non ha rischi, e fare un film senza rischi è come fare un bambino senza sesso. In parte è il rischio ciò che lo rende così interessante, ecco perché impariamo così tanto quando viene realizzato.”

[…] Inoltre, c’è questa filosofia che una persona dalle grandi ricchezze possa essere giusta o ingiusta. È davvero importante. Guadagnare ingiustamente esaurisce solamente, non contribuisce”, ha concluso Coppola. “Il benessere deriva solo da quello che è giusto, da quello che apporta qualcosa in più alla società. Il cinema funziona allo stesso modo. Il vero cinema dona qualcosa, un meraviglioso regalo alla società. Non si prende solo i soldi rendendo ricca la gente. Questo è spregevole. Quindi Martin è stato gentile quando ha detto che non è cinema, non ha detto che è spregevole, mentre io l’ho appena fatto“.

Martin Scorsese e i cinecomic: ecco la verità

Fonte: Deadline

Francis Ford Coppola definisce Barbie e Oppenheimer una “vittoria per il cinema”

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Il settore cinematografico ha globalmente subito un duro colpo negli anni dalla pandemia, con le sale chiuse per periodi prolungati di tempo e magri incassi al box office. Il guadagno inaspettato di quasi un miliardo di dollari complessivamente prodotto dai film campione d’incassi Barbie e Oppenheimer, usciti nello stesso giorno in gran parte del mondo – è una grande vittoria per l’industria, secondo l’iconico regista premio Oscar Francis Ford Coppola, che ha condiviso la sua pensieri a riguardo tramite le Instagram Stories del suo profilo ufficiale.

Devo ancora vedere Barbie e Oppenheimer, ma il fatto che le persone stiano riempiendo i cinema pur di vederli e che entrambi i film non siano né sequel né prequel, né abbiano nessun altro tipo di numero legato a loro, nel senso che sono veri pezzi unici, è una vittoria per il cinema”, ha scritto Coppola, rispondendo ad un follower che gli chiedeva un parere riguardo ai due film del momento. In un altra Storia, Coppola è poi andato oltre, affermando che “la mia impressione è che siamo sull’orlo di una nuova età dell’oro. Cinema meraviglioso e illuminante visto nelle grandi sale.

Francis Ford Coppola torna al cinema con Megalopolis

Come noto, anche Coppola prossimamente tornerà al cinema con un suo blockbuster d’autore, il tanto atteso Megalopolis. Il  film è caratterizzato da un’ambientazione futuristica e sarà incentrato su un ambizioso architetto che cova l’innovativa idea di ricostruire New York City come un’utopica città all’indomani di un disastro naturale che ha rovinato le infrastrutture di quella originale. Fanno parte del cast di Megalopolis Adam Driver, Forest Whitaker, Nathalie Emmanuel, Jon Voight, Laurence Fishburne, Aubrey Plaza, Talia Shire, Shia LaBeouf, Jason Schwartzman, Grace Vanderwaal, Kathryn Hunter e James Remar.

Dopo diversi decenni e qualche polemica, il progetto di passione di Coppola ha dunque finalmente iniziato a prendere vita, con le riprese che si sono ora concluse. Come noto, la prima idea molto ambiziosa per il progetto è da lui stata sviluppata nel 1980, ma il film richiedeva un finanziamento molto importante e così è stato davvero difficile metterlo in piedi. Contro ogni previsione, Coppola è però riuscito a far decollare il film tramite un proprio investimento, permettendo così di far iniziare ufficialmente la sua produzione. Attualmente, non è ancora stata comunicata la data di uscita in sala.

Tutto quello che c’è da sapere su Barbie e Oppenheimer

Barbie (qui la recensione) è il film della sceneggiatrice e regista candidata all’Oscar Greta Gerwig (Piccole donne, Lady Bird), con protagonisti i candidati all’Oscar Margot Robbie (Bombshell – La voce dello scandalo, Tonya) e Ryan Gosling (La La Land, Drive) nei panni di Barbie e Ken. In esso si racconta del viaggio di Barbie da Barbieland al mondo reale per scoprire da cosa sono dovuti gli strani sintomi che la rendono meno perfetta delle altre. Da quando è uscito al cinema, il 21 luglio, Barbie ha ad oggi incassato 774 milioni, affermandosi come un successo clamoroso per la Warner Bros., lo studio che distribuisce il film.

Oppenheimer (qui la recensione) è invece il film scritto e diretto da Christopher Nolan, un thriller storico girato in IMAX che porta il pubblico nell’avvincente storia dell’enigmatico uomo che deve rischiare di distruggere il mondo per poterlo salvare. Cillian Murphy interpreta J. Robert Oppenheimer, il padre della bomba atomica, mentre accanto a lui si ritrovano anche Emily Blunt, Emily Blunt,  Robert Downey Jr. e altri ancora. Ad oggi il film, uscito a sua volta il 21 luglio, ha incassato ben 400 milioni di dollari, affermandosi come uno dei maggiori successi di Nolan.

Francis Ford Coppola dalla parte di Scorsese: “I cinecomic Marvel sono spregevoli”

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Francis Ford Coppola si unisce alla querelle che vede “schierato” Martin Scorsese contro i cinecomic della Marvel. Il regista di Apocalypse Now ha supportato le dichiarazioni del collega ed amico.

“Quando Martin Scorsese dice che i film Marvel non sono cinema, ha ragione, perché ci aspettiamo di imparare qualcosa dal cinema – ha spiegato Coppola – Ci aspettiamo di ottenere qualcosa che sia illuminazione, conoscenza, ispirazione. Non vedo in che modo qualcuno possa ottenere qualcosa guardando e riguardando sempre lo stesso film. Martin è stato anche gentile quando ha detto che non è cinema. Non ha detto che sono spregevoli e lo dico io”. Chiude, in maniera chiaramente provocatoria.

Francis Ford Coppola vs cinecomic, dalla parte di Scorsese

A chiusura del suo intervento, a Lione, dove è stato insignito di un riconoscimento per il suo contributo al cinema, Coppola ha dichiarato di essere al lavoro sul suo progetto più impegnativo, Megalopolis, che ha in cantiere da circa vent’anni.

“Vorrei fare un film sull’espressione umana di quello che è il paradiso in terra – ha detto – Direi che si tratta del mio film più ambizioso al quale ho lavorato, più di Apocalypse Now. Credo che costerebbe più di Apocalypse Now”.

Chissà cosa ne pensano i vertici Marvel Studios di questa posizione così decisa di Francis Ford Coppola nei confronti del genere cinema che ha guadagnato di più nel corso degli ultimi dieci anni.

Francis Ford Coppola contro i film Marvel: “Sono tutti uguali”

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Francis Ford Coppola contro i film Marvel: “Sono tutti uguali”

Francis Ford Coppola afferma che i Marvel Studios stanno rovinando i film dei grandi studi, film come Dune e No Time To Die, per esempio. Oltre ai film sui supereroi, ci sono una manciata di altri film usciti nel 2021 che sono diventati i preferiti dalla critica e dai fan. L’elenco include Dune di Denis Villeneuve per la Warner Bros. e il film di James Bond di Cary Fukunaga, No Time To Die. Secondo Coppola, anche questi film, diretti da persone di talento, risentono dell’estetica e del sistema di produzione dei film Marvel.

Sulla scia delle aspre osservazioni di Martin Scorsese contro i film Marvel nel 2019, Coppola si è unito alla conversazione per sostenere il suo collega. Il regista de Il Padrino ha fatto eco alle precedenti dichiarazioni di Scorsese sul fatto che l’MCU non fosse cinema. In effetti, ha anche fatto un ulteriore passo avanti, definendo il franchise “spregevole”. Il trambusto si è placato per un po’ fino a poco tempo fa, quando Ridley Scott e Roland Emmerich l’hanno rianimato condividendo essenzialmente Scorsese e il pensiero di Coppola.

Coppola sta espandendo le sue critiche ai film Marvel. In un’intervista con GQ, l’acclamato regista afferma che i film del MCU sono più o meno tutti gli stessi, qualcosa che ha già detto in precedenza. Ma aggiunge anche che crede che, a causa di quanto sia generico il franchise, stia indirettamente rovinando altri film in studio, citando sia le scene d’azione di Dune che No Time To Die come presumibilmente troppo simili.

“Una volta c’erano i film da studio. Ora ci sono i film Marvel. E cos’è un film Marvel? Un film Marvel è un film prototipo che viene realizzato ancora e ancora e ancora e ancora e ancora per sembrare diverso. Anche le persone di talento – potresti prendere Dune, realizzato da Denis Villeneuve, un artista estremamente talentuoso e dotato, e potresti prendere No Time to Die, diretto da… Gary? Cary Fukunaga – artisti estremamente dotati, talentuosi e bellissimi, e tu potresti prendere entrambi quei film, e tu e io potremmo tirare fuori la stessa sequenza da entrambi e metterli insieme. La stessa sequenza in cui tutte le auto si scontrano. Hanno tutti quella roba dentro e quasi devono averla, se vogliono giustificare il loro budget. E questi sono i buoni film e i registi di talento”.

Francis Ford Coppola condivide un video first look di Megalopolis!

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È Francis Ford Coppola in persona a condividere un video in cui possiamo dare un first look a Megalopolis, il suo prossimo film che sarà presentato in Concorso al prossimo Festival di Cannes. Nel giorno del compleanno di sua moglie, scomparsa pochi giorni fa, Coppola sceglie di diffondere il video del film che sarà dedicato a lei.

Di cosa parla Megalopolis?

L’idea di Megalopolis è stata ispirata dalla seconda Congiura di Catilina. Tuttavia, il film sarà caratterizzato da un’ambientazione futuristica e sarà incentrato su un ambizioso architetto che cova l’idea innovativa di ricostruire New York City come un’utopia all’indomani di un disastro naturale che ha rovinato le infrastrutture della città. Il pubblico può aspettarsi immagini straordinarie poiché si dice che il film sia girato utilizzando una tecnologia rivoluzionaria che impiega nuove tecniche simili a quelle utilizzate per The Mandalorian.

Coppolla, che scrive e dirige il film, ha riunito un emozionante cast costellato di star per quello che potrebbe essere il suo canto del cigno. Oltre a Adam Driver, nel cast compaiono anche Forest WhitakerNathalie Emmanuel, Jon Voight, Laurence Fishburne, Aubrey Plaza, Talia Shire, Shia LaBeouf, Jason Schwartzman, Grace Vanderwaal, Kathryn Hunter e James Remar. Ad oggi non si hanno però notizie sulla data di uscita del film, che potrebbe però arrivare in sala nel corso del 2024.

Francis Ford Coppola aprirà la 68edizione del Taormina Film Fest 2022

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Il leggendario regista, sceneggiatore e produttore statunitense Francis Ford Coppola aprirà la 68ma edizione del Taormina Film Fest con The Godfather (Il Padrino) domenica 26 giugno nella suggestiva cornice del Teatro Antico. Il grande regista presenterà la versione restaurata del suo film, che è stato distribuito quest’anno a livello mondiale da Paramount Pictures per celebrare il cinquantesimo anniversario.

Icona cinematografica senza eguali, Coppola ha creato indimenticabili pietre miliari nella storia del cinema quali La conversazione, Apocalypse Now e la stessa trilogia de Il Padrino e, nel corso di una carriera lunga settant’anni, ha ricevuto sei Premi Oscar, due Palme d’Oro al Festival di Cannes e il Leone alla Carriera alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. È attualmente in preparazione il suo ultimo epico film Megalopolis con Adam Driver, Forest Whitaker, Nathalie Emmanuel, John Voight e Lawrence Fishburne.

I direttori del Taormina Film Fest Francesco Alò, Alessandra De Luca e Federico Pontiggia dichiarano: “Avere il maestro Francis Ford Coppola per tenere a battesimo la 68ma edizione ci riempie di gioia e orgoglio. Assistere alla proiezione de Il Padrino al Teatro Antico alla presenza di uno dei massimi cineasti di sempre, si candida sin d’ora quale evento imperdibile dell’estate cinematografica e culturale italiana e internazionale”.

Tratto dall’omonimo romanzo di Mario Puzo, interpretato da Marlon Brando, Al Pacino, Diane Keaton, James Caan, Robert Duval, fra gli altri, il film acclamato dalla critica ha battuto numerosi record di incassi e si è attestato come campione di incassi nel 1972. Il Padrino ha vinto tre Oscar: Miglior film, Migliore sceneggiatura non originale per Francis Ford Coppola e Mario Puzo, Migliore attore a Marlon Brando.

Cinquant’anni dopo il film continua ad abitare il nostro immaginario collettivo, con un lascito culturale indelebile e un’impronta duratura nella società di massa.

Ambientato nella New York del Dopoguerra, Il Padrino racconta le vicende della famiglia Corleone guidata da don Vito Corleone (Brando), capo mafia più potente della Grande Mela. Rimasto vittima di un attentato orchestrato da un boss rivale, sarà il figlio Michael Corleone (Pacino) a scalare l’impero della famiglia, fino a diventare il nuovo padrino. Il film è stato girato negli Stati Uniti e in Sicilia.

Francis Ford Coppola a 360 gradi sulla sua carriera e sul futuro del cinema

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Uno degli eventi di punta della manifestazione Produced By è stata la conferenza di Francis Ford Coppola, il regista ha catalizzato l’attenzione del pubblico e dei giornalisti parlando di vari aspetti del cinema moderno, dalla piattezza del cinema commerciale, fino a nuove tipologie di spettacolo da sperimentare nel futuro.

Parlando dell’attuale Hollywood, Coppola ha riconosciuto come ci siano alcuni registi affiliati ai grandi studios che riescono a fare ottimo cinema (Wes Anderson, Alexander Payne, David O. Russell), ma sono poche eccellenze che combattono contro i numerosi “creatori di film industriali”, come li ha voluti definire il leggendario regista. Ha poi proseguito con una nuova possibilità di fare cinema (lui che in tempi non sospetti preannunciò la conversione da pellicola a digitale):

“Probabilmente il prossimo passo sarà una sorta di live-cinema in cui lo spettacolo è proiettato su un qualsiasi schermo all’istante, anche in streaming! una sorta di teatro che però si svolge sul set e non sul palco, in cui magari gli spettatori possono decidere cosa accadrà nelle prossime scene” Coppola ha poi raccontato un aneddoto su come ha superato alcune difficoltà durante le riprese de Il Padrino – Parte II con una divertente, quanta strana, affermazione in una sorta di monologo interiore: “Quando il produttore ha saputo che Brando non voleva partecipare al film è corso dal regista che gli ha risposto: vai dallo sceneggiatore”

Naturalmente tutti e tre i protagonisti della storia erano incarnati da una sola persona, ovvero Coppola stesso, che dice di essere stato estremamente soddisfatto dalla riscrittura di quella parte, sopratutto per non aver buttato soldi e tempo. E proprio mentre parlava della trilogia del padrino non ha mancato di ricordare Gordon Willis, il direttore della fotografia di tutti e 3 i film, scomparso di recente: “Aveva un’estetica precisa, pensava che il cinema dovesse essere raccontato con inquadrature precise ma che si doveva muovere la macchina da presa il meno possible e legare ogni inquadratura in modo da relazionarla con la seguente”

E restando in tema di grandi direttori della fotografia ha parlato anche di Vittorio Storaro, suo collaboratore per Apocalypse Now: “Vittorio pensava di poter scrivere il film con la macchina da presa, voleva utilizzarla come se fosse un uccello e catturare tutto dal volo”

Infine il regista ha chiuso parlando di Apocalypse Now e come fu poco apprezzato all’inizio (“ma l’arte ha la capacità di cambiare, e sopratutto di cambiare tutti con essa”) e delle possibilità per colmare il divario tra arte e l’essere commerciale: “Non credo si possa colmare più di tanto questo divario, penso anzi che bisognerebbe scegliere tra i due nonostante ci sia gente come George Gershwin e Steven Spielberg che riesce a coniugare benissimo queste due anime. Fare cinema non dovrebbe riguardare solo il fare soldi e diventare famoso, ognuno dovrebbe fare un lavoro personale in base a cosa sente e cosa conosce. L’arte deve essere personale e piena di vita, dovrebbe illuminare i nostri tempi”

Fonte: Variety

Francis And The Godfather, Oscar Isaac sarà Coppola per Barry Levinson

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Barry Levinson dirigerà Francis And The Godfather, con Oscar Isaac nei panni di Francis Ford Coppola e Jake Gyllenhaal nei panni di Robert Evans in un dramma sulle battaglie leggendarie e selvagge che hanno portato alla realizzazione del classico del 1972, Il padrino.

Il film è basato su una sceneggiatura della lista nera di Andrew Farotte che è stata rielaborata da Levinson. Mike Marcus, Doug Mankoff e Andrew Spaulding di Echo Lake Entertainment producono con Kevin Turen, Jon Levin e Jason Sosnoff della Baltimore Pictures.

Sebbene Il Padrino sia considerato uno dei più grandi film americani e un simbolo dell’era d’autore degli anni ’70, realizzarlo non è stato un compito facile. Coppola aveva 31 anni all’epoca, determinato a convincere Evans e lo studio a permettergli di girare a New York e caro prezzo la storia di un romanzo che sarebbe diventato un grande bestseller. Questo dopo che la sceneggiatura originale di Mario Puzo era ambientata nella contemporanea Kansas City.

Tra gli altri dibattiti c’era l’idea di scommettere su Marlon Brando, un personaggio eclettico che non recitava in un film di successo da anni, per interpretare il patriarca della famiglia mafiosa, Don Vito Corleone (per il quale avrebbe vinto l’Oscar come miglior attore), e anche Al Pacino nei panni di Michael Corleone, un personaggio che lentamente vorrebbe allontanarsi dall’attività di famiglia per riprenderla quando diventa chiaro che suo padre sarebbe stato ucciso e che lui era l’unico in grado di succedergli ai vertici della famiglia.

Restiamo in attesa di sapere come sarà composto il resto del cast e in che modo Levinson deciderà di compiere questa missione che sembra, sulla carta, difficile almeno quanto la realizzazione stessa del film. Non si tratta inoltre dell’unico film che racconterà il backstage di un capolavoro della storia del cinema, dal momento che anche David Fincher è alle prese con Mank, sulla realizzazione di Quarto Potere.

Fonte: Deadline