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Disclosure Day: gli alieni sono già sulla Terra nel nuovo trailer del film di Steven Spielberg

Il mistero si infittisce nel nuovo trailer di Disclosure Day di Steven Spielberg. La Universal ha infatti pubblicato un nuovo trailer del film che finalmente fa luce sulla trama del film. Il trailer inizia con una clip dei personaggi interpretati da Eve Hewson e Josh O’Connor. Il dialogo di O’Connor indica che è una sorta di informatore, che sembra aver rubato dati top-secret sugli alieni che intende condividere con il mondo.

Rivela anche di comprendere la lingua aliena parlata dal personaggio di Emily Blunt in un notiziario che cattura l’attenzione del mondo, un momento in primo piano nel primo trailer di Disclosure Day. Da lì, i personaggi di Hewson, Blunt e O’Connor vengono coinvolti in una cospirazione più ampia quando quest’ultimo rivela i suoi piani di rendere pubblici questi dati al mondo intero. Insieme al nuovo trailer, è stato rilasciato anche un nuovo poster del film:

Disclosure day poster film

Cosa sappiamo di Disclosure Day?

La sinossi ufficiale di Disclosure Day è vaga quanto i primi trailer: “Se scoprissi che non siamo soli, se qualcuno te lo mostrasse, te lo dimostrasse, ne saresti spaventato? Quest’estate, la verità appartiene a sette miliardi di persone. Ci stiamo avvicinando al… Disclosure Day”.

Oltre al trio principale composto da Emily Blunt, Eve Hewson e Josh O’Connor, Spielberg ha riunito un cast stellare che include anche Colman Domingo, Colin Firth, Wyatt Russell ed Elizabeth Marvel.

Disclosure Day è scritto da David Koepp, che ha già lavorato con Spielberg in Jurassic Park, Il mondo perduto – Jurassic Park, il remake del 2005 de La guerra dei mondi e il quarto film di Indiana Jones, Il regno del teschio di cristallo. Più recentemente, Koepp ha scritto le sceneggiature di Black Bag e Jurassic World – La rinascita.

Spielberg ha in precedenza realizzato due film acclamati dalla critica, avendo pubblicato il suo remake del musical West Side Story nel 2021 prima di dirigere il dramma semi-autobiografico The Fabelmans nel 2022. Entrambi hanno ottenuto il plauso della critica e raccolto numerosi riconoscimenti e candidature a premi. Disclosure Day è quindi un gradito ritorno al cinema di genere per il regista.

Sono passati 8 anni da quando ha realizzato il film d’azione fantascientifico Ready Player One, che ha ricevuto recensioni per lo più positive. Disclosure Day, tuttavia, sembra un ritorno alle origini del regista, con alcune delle sue opere più famose provenienti dal regno della fantascienza, tra cui i già citati Incontri ravvicinati del terzo tipo ed E.T. l’extra-terrestre, oltre a A.I. – Intelligenza artificiale, Minority Report e La guerra dei mondi. Il film arriva anche in un momento particolarmente opportuno, poiché le discussioni sull’esistenza degli UFO e su quanto il governo sappia della vita extraterrestre permeano ogni aspetto della cultura, dai feed dei social media alle audizioni governative.

One Piece: la stagione 2 del live-action nasconde tre indizi sulla vera identità di Luffy

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La seconda stagione del live-action di One Piece continua ad adattare l’enorme universo narrativo creato da Eiichiro Oda. Pur restando fedele allo spirito del manga, la serie prodotta da Netflix inizia anche a inserire alcuni indizi che anticipano una delle rivelazioni più importanti della storia.

Nel mondo di One Piece, il protagonista Monkey D. Luffy ottiene i suoi poteri dopo aver mangiato il famoso Gomu Gomu no Mi, il frutto del diavolo che rende il suo corpo elastico come la gomma. Tuttavia, nei capitoli più recenti del manga emerge che questo frutto non è esattamente ciò che sembra.

La verità è molto più complessa: Luffy avrebbe mangiato lo Human-Human Fruit, Model: Nika, un frutto di tipo Zoan legato alla figura mitologica del dio del sole Nika. Nel live-action questa rivelazione non è ancora stata esplicitata, ma la seconda stagione sembra disseminare alcuni indizi molto chiari.

La posa di Nika nella scena con Laboon

Uno dei riferimenti più curiosi appare durante l’incontro con la gigantesca balena Laboon. In una scena della stagione 2, Luffy cerca di comunicare con l’animale cantando la celebre canzone dei pirati “Binks’ Brew”.

Durante la performance, il personaggio interpretato da Iñaki Godoy esegue una particolare danza che richiama la famosa “Nika pose”, un gesto simbolico associato al dio del sole nel manga.

Questa posa – con braccia e gambe piegate ad angolo come se si stesse correndo – compare spesso nel mondo di One Piece durante momenti di festa o celebrazione, anche tra personaggi che non conoscono realmente la sua origine.

I giganti di Little Garden citano il dio del sole Nika

One Piece

Un altro indizio appare negli episodi ambientati sull’isola di Little Garden, dove i giganti Dorry e Brogy fanno riferimento alla figura del dio del sole Nika.

Nel manga questa divinità viene nominata molto più tardi nella storia, dopo oltre mille capitoli. La serie live-action anticipa invece il riferimento, suggerendo che la leggenda di Nika sia diffusa in molte culture del mondo di One Piece.

L’ironia della scena è che i giganti parlano della divinità proprio mentre la sua incarnazione vivente si trova davanti a loro, senza che nessuno dei protagonisti ne sia consapevole.

La possibile statua di Nika sull’isola

Un ulteriore dettaglio compare tra gli oggetti scolpiti da Dorry durante il suo lungo soggiorno su Little Garden. Tra le statue visibili nella scena appare infatti una figura che potrebbe rappresentare proprio Nika.

Il modello ricorda infatti la silhouette già mostrata nel manga: capelli simili a nuvole, espressione sorridente e una postura che richiama la forma assunta da Luffy nella sua trasformazione Gear 5.

Anche se la rivelazione completa della vera natura del frutto di Luffy potrebbe arrivare solo in stagioni future, la serie live-action sembra divertirsi a lasciare piccoli indizi per gli spettatori più attenti.

KPop Demon Hunters 2: Netflix e SONY confermano e dichiarano: “Questo è solo l’inizio”

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Sorpresa, sorpresa: Huntr/x torna sul grande schermo per un’altra avventura musicale. Dopo mesi di speculazioni, Netflix e Sony hanno ufficialmente confermato che il sequel di KPop Demon Hunters è in lavorazione. Maggie Kang e Chris Appelhans torneranno a dirigere e scrivere il sequel, la cui uscita, secondo quanto riferito, è prevista per il 2029. Il film successivo segna l’inizio del nuovo accordo pluriennale esclusivo di Appelhans e Kang con Netflix per la scrittura e la regia nel settore dell’animazione.

“Come regista coreano, provo un immenso orgoglio nel vedere il pubblico volere di più da questa storia coreana e dai nostri personaggi coreani”, ha detto Kang. “C’è molto di più in questo mondo che abbiamo costruito e sono entusiasta di mostrarvelo. Questo è solo l’inizio.”

KPop Demon Hunters è un’avventura fantasy su un gruppo immaginario di ragazze K-pop che proteggono il mondo dai demoni con la loro musica. Sebbene i dettagli della trama del secondo film non siano stati confermati, Appelhans ha anticipato che il duo di registi è “entusiasta di scrivere il prossimo capitolo, di sfidarli e di vederli evolvere”. “Questi personaggi sono come una famiglia per noi”, ha detto. “Il loro mondo è diventato la nostra seconda casa”.

Questa notizia arriva in vista degli Oscar, dove KPop Demon Hunters è candidato come miglior film d’animazione e miglior canzone originale per “Golden“. Sviluppato e prodotto da Sony Pictures Animation, il film ha debuttato direttamente su Netflix nell’ambito di un accordo di licenza. È diventato un fenomeno e ora si classifica come il film più popolare di sempre sulla piattaforma di streaming. KPop Demon Hunters è diventato addirittura un successo al botteghino quando Netflix ha portato una versione cantata al cinema per gli eventi dedicati ai fan nell’autunno del 2025.

“Con ‘KPop Demon Hunters’, Maggie e Chris non si sono limitati a raggiungere il pubblico, ma hanno anche dato vita a un fandom globale che ha attraversato lingue, generazioni e generi”, ha dichiarato Bela Bajaria, Chief Content Officer di Netflix. “Siamo incredibilmente orgogliosi di approfondire la nostra partnership con loro e, insieme ai nostri partner di Sony Pictures Animation, costruire questo universo in modi che sorprenderanno e delizieranno i fan di tutto il mondo”.

Il presidente di Netflix Film, Dan Lin, ha elogiato Kang e Appelhans per essere stati “abbastanza coraggiosi da intraprendere un’audace svolta creativa raccontando una storia che fosse allo stesso tempo profondamente personale e infrangesse le barriere culturali”. “In Netflix, il nostro obiettivo è creare il film preferito di qualcuno”, ha detto Lin. “Ci sono riusciti realizzando il film Netflix più popolare di tutti i tempi”.

Kristine Belson e Damien de Froberville, presidenti di Sony Pictures Animation, hanno aggiunto: “Sostenere le audaci visioni creative dei nostri registi è al centro di tutto ciò che facciamo in Sony Pictures Animation. Maggie e Chris hanno apportato le loro prospettive incredibilmente distintive a questo film, raccontando una storia che il pubblico di tutto il mondo ha apprezzato. Siamo entusiasti di lavorare con loro per espandere la loro visione nel prossimo capitolo”.

Aaron Pierre entra nel cast di Man of Tomorrow

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Aaron Pierre entra nel cast di Man of Tomorrow

Aaron Pierre è l’ultimo ad unirsi al film dei DC Studios Man of Tomorrow, il sequel del film di successo del 2025 Superman. James Gunn è tornato a scrivere e dirigere, mentre David Corenswet e Nicholas Hoult dovrebbero tornare rispettivamente nei panni di Superman/Clark Kent e Lex Luthor. Il film uscirà il 9 luglio 2027. Al momento i DC Studios non hanno commentato la notizia.

Questo ultimo film vede Superman e Luthor unire le forze per combattere la minaccia aliena tecnologica nota come Brainiac. Lars Eidinger interpreterà il ruolo di Brainiac. Rachel Brosnahan, Skyler Gisondo e Sara Sampaio sono tra coloro che riprendono i ruoli del film precedente. La produzione dovrebbe iniziare ad aprile ad Atlanta e proseguire fino all’estate.

Per Aaron Pierre questo è il secondo lavoro ai DC Studios, dato che sarà protagonista della serie Lanterns, in uscita quest’estate su HBO. A questo proposito, potrebbe essere valida l’ipotesi che in Man of Tomorrow possa interpretare lo stesso personaggio di Lanterna Verde a cui darà vita nella serie, ma non conosciamo ulteriori dettagli, al momento. Ha anche in programma il film di Star Wars, Star Wars: Starfighter, in uscita la prossima estate.

Tutto quello che sappiamo su Man of Tomorrow

Le riprese principali di Man of Tomorrow dovrebbero iniziare nella primavera del 2026, con una data di uscita fissata per il 9 luglio 2027. David Corenswet riprenderà il ruolo nel sequel al fianco di Lex Luthor, interpretato da Nicholas Hoult, poiché i due si alleeranno contro questo nuovo nemico, come ha dichiarato il regista.

James Gunn ha infatti affermato: “È una storia in cui Lex Luthor e Superman devono collaborare in una certa misura contro una minaccia molto, molto più grande. È più complicato di così, ma questa è una parte importante. È tanto un film su Lex quanto un film su Superman. Mi è piaciuto molto lavorare con Nicholas Hoult. Purtroppo mi identifico con il personaggio di Lex. Volevo davvero creare qualcosa di straordinario con loro due. Adoro la sceneggiatura”.

Gunn annunciato Man of Tomorrow sui social media il 3 settembre. Nel suo annuncio, lo sceneggiatore e regista ha incluso un’immagine tratta dal fumetto in cui Superman è in piedi accanto a Lex Luthor nella sua Warsuit. Nei fumetti DC, Lex crea la tuta per eguagliare la forza e le abilità di Superman. Mentre l’immagine teaser suggeriva che Lex e Superman sarebbero stati di nuovo in contrasto, ora sembra che Lex userà la sua Warsuit per poter essere allo stesso livello di Superman per qualsiasi grande minaccia si presenti loro.

Al momento, è confermata la presenza della Lois Lane di Rachel Brosnahan. Il co-CEO della DC Studios ha risposto a un fan su Threads all’inizio di settembre 2025 che Lois avrà un “ruolo importante”. Il villain del film sarà Brainiac, interpretato da Lars Eidinger.

Il film è stato in precedenza descritto come un secondo capitolo della “Saga di Superman”. Ad oggi, Gunn ha affermato unicamente che “Superman conduce direttamente a Peacemaker; va notato che questo è per adulti, non per bambini, ma Superman conduce a questo show e poi abbiamo l’ambientazione di tutto il resto della DCU nella seconda stagione di Peacemaker, è incredibilmente importante”.

Il Diavolo Veste Prada 2, sono aperte le prevendite!

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Il Diavolo Veste Prada 2, sono aperte le prevendite!

Sono aperte le prevendite del nuovo film targato 20th Century Studios, Il Diavolo Veste Prada 2. Per prenotare i biglietti è possibile accedere al sito https://www.thedevilwearsprada.it/, in continuo aggiornamento.

A quasi vent’anni dalle loro iconiche interpretazioni nei panni di Miranda, Andy, Emily e Nigel, Meryl StreepAnne HathawayEmily BluntStanley Tucci tornano nelle eleganti strade di New York City e nei lussuosi uffici di Runway nell’atteso sequel del film del 2006 che ha segnato una generazione.

Il film riunisce il cast originale con il regista David Frankel e la sceneggiatrice Aline Brosh McKenna, e introduce una serie di nuovi attori tra cui Kenneth Branagh, Simone Ashley, Justin Theroux, Lucy Liu, Patrick Brammall, Caleb Hearon, Helen J. Shen, Pauline Chalamet, B.J. Novak e Conrad Ricamora. Tracie Thoms e Tibor Feldman riprendono i loro ruoli di “Lily” e “Irv” dal primo film. Il Diavolo Veste Prada 2 è prodotto da Wendy Finerman, con Michael Bederman, Karen Rosenfelt e Aline Brosh McKenna come executive producer. Il film arriverà nelle sale cinematografiche italiane il 29 aprile 2026.

Tornare a vincere: la spiegazione del finale del film

Tornare a vincere: la spiegazione del finale del film

Il finale di Tornare a vincere (leggi qui la recensione) offre a Jack un barlume di redenzione nel suo percorso di recupero dall’alcolismo. Il film drammatico sportivo del 2020 diretto da Gavin O’Connor trattava tanto di lutto, dolore e abuso di sostanze quanto di pallacanestro, dando una svolta più cupa alla tradizionale storia della squadra sportiva sfavorita. Ben Affleck interpreta Jack, un ex fenomeno del basket di una scuola superiore cattolica a cui viene chiesto di diventare l’allenatore capo della squadra di basket. Jack lavora nell’edilizia, ma conduce una vita solitaria fino a quando non accetta di allenare la squadra universitaria del Bishop Hayes, un gruppo di atleti determinati ma privi di guida.

Affleck guida il cast di Tornare a vincere insieme al suo assistente allenatore Dan (Al Madrigal), alla sua ex moglie Angela (Janina Gavankar) e al suo riluttante giocatore di punta Brandon (Brandon Currett). La fotografia grintosa e l’atmosfera cupa del film contribuiscono ai temi cupi del film, che vanno oltre la semplice dipendenza e l’abuso di alcol. Come viene rivelato a metà del film, Jack è un padre in lutto per la perdita del figlio di nove anni. Lui e Angela non sono riusciti a rimanere insieme dopo la tragedia, e il film trascorre gran parte del suo tempo accanto a Jack, che affoga in un costante flusso di alcol, negazione e rabbia repressa.

Sebbene Tornare a vincere non sia una storia vera, Affleck è stato molto sincero al momento dell’uscita del film riguardo alla sua battaglia contro l’alcolismo e a come quell’esperienza abbia ispirato alcune delle qualità del suo personaggio. Il regista Gavin O’Connor, noto soprattutto per i suoi classici sportivi edificanti sugli sfavoriti come Miracle (2004) e Warrior (2011), aveva già lavorato con Affleck in The Accountant. Tornare a vincere ha ricevuto recensioni per lo più positive dalla critica, ottenendo un punteggio dell’84% da parte dei critici e del pubblico su Rotten Tomatoes. Il finale conferma che, nonostante le difficoltà di Jack con il dolore e la dipendenza, è stato comunque in grado di avere un impatto sui giocatori del Bishop Hayes.

Tornare a vincere

 

Jack si precipita in un bar dopo aver visitato il figlio di Miguel in ospedale

Jack riesce a risollevare le sorti della squadra di basket del Bishop Hayes, infondendo motivazione e grinta nei giocatori, che prima erano indifferenti. Riesce a convincere il miglior giocatore, Brandon, a tirare quando la partita è in bilico, una lezione di fiducia che Brandon probabilmente non dimenticherà mai. Inoltre, convince suo padre a prestare attenzione alle capacità di Brandon sul campo, dimostrando quanto Jack fosse bravo come allenatore al di là del suo consumo di alcol. Proprio quando le cose sembrano volgere al meglio per Bishop Hayes e Jack, al figlio di Miguel, il fratello di Angela, viene diagnosticato un cancro, il che manda Jack in una spirale al suo bar locale che finisce in distruzione.

Perché padre Edward non poteva dare a Jack un’altra possibilità di allenare

L’assistente allenatore del vescovo Hayes, Dan, aveva già lasciato correre un incidente che coinvolgeva Jack che beveva nel suo ufficio, il che aveva già infranto la politica di tolleranza zero della scuola. Dopo che Jack si è presentato all’allenamento ancora ubriaco dalla sera prima, Dan non poteva più permettere che il comportamento fuori dal campo di Jack influenzasse le loro responsabilità e il loro ruolo di allenatori e mentori dei giocatori. Dan andò da padre Edward, che era stato il primo a contattare Jack per l’allenamento. Affleck offre una performance fantastica e autentica, declinando la responsabilità e arrabbiandosi rapidamente quando gli viene detto di consegnare le chiavi. Padre Edward avrebbe voluto non dover licenziare Jack, ma come dice nella scena, Jack ha essenzialmente preso la decisione al posto suo.

La spiegazione della violazione di domicilio da ubriaco e il ricovero in ospedale di Jack

Dopo aver apparentemente perso tutto, Jack torna alla sua vita da ubriacone nel suo solito pub. Guida ubriaco con una donna sul sedile del passeggero, distogliendo lo sguardo dalla strada e schiantandosi contro la parte posteriore della barca del suo vicino, attaccata a un camion parcheggiato sulla strada. Lei gli dice di incontrarla sul retro della casa, ma Jack è così ubriaco che non si rende conto di essere entrato nella casa di una perfetta sconosciuta. Jack prende una birra e urina in un angolo del loro salotto prima che il vicino esca con una mazza da baseball. Jack aggrava la situazione rifiutandosi di aspettare la polizia, cadendo dalle ripide scale esterne e ferendosi gravemente alla testa, finendo così in ospedale.

Cosa è successo al figlio di Jack e Angela, Michael?

I dettagli specifici su come è morto Michael, il figlio di Jack e Angela, vengono finalmente rivelati attraverso le parole di Jack verso la fine del film. Jack ha iniziato a vedere un terapeuta come parte del suo programma di riabilitazione residenziale e finalmente è in grado di aprirsi su Michael, qualcuno di cui non era mai stato in grado di parlare prima. Jack spiega che non parla di Michael perché la sua morte è così tragica e difficile da affrontare, essendo morto all’età di 9 anni per un tumore al cervello. Naturalmente, Jack non è stato in grado di riprendersi emotivamente da una perdita così devastante e diventa dolorosamente chiaro che ha usato l’alcol come un modo per anestetizzarsi dal dolore di aver perso suo figlio.

Il vero significato del finale di Tornare a vincere

Il finale di Tornare a vincere è agrodolce, anche se è evidente che Jack ha lasciato un segno indelebile nei giocatori del Bishop Hayes. La decisione di rimuovere Jack dalla carica di capo allenatore è rimasta definitiva, un finale realistico e in qualche modo anti-hollywoodiano che sottolinea l’autenticità del film. Mentre Jack affronta il programma di riabilitazione residenziale a cui si è iscritto, i giocatori del Bishop Hayes portano avanti il lavoro che lui ha iniziato come loro allenatore capo, arrivando ai playoff per la prima volta in 25 anni in onore di Jack. Jack non può assistere di persona al loro successo, ma ha senza dubbio svolto un ruolo importante nel successo e nella crescita dei giocatori.

Tornare a vincere vede sia Jack che i giocatori del Bishop Hayes scoprire un territorio inesplorato che dimostra il lavoro che hanno dedicato al miglioramento personale. Anche se il periodo di Jack come capo allenatore è stato breve e se n’è andato in disgrazia, ha acceso un fuoco sotto la pancia della squadra che non si era più acceso da quando aveva smesso di giocare per loro. È anche riuscito a ispirare un rapporto migliore tra Brandon e suo padre, che finalmente si è presentato a una delle partite di suo figlio. Jack aveva dichiarato di aver essenzialmente abbandonato il basket per dimostrare qualcosa a suo padre, cosa di cui si pentiva profondamente. Anche se Jack è stato messo da parte alla fine, il suo impatto sul campo è stato comunque molto sentito.

Sicario: il film con Emily Blunt è tratto da una storia vera?

Sicario: il film con Emily Blunt è tratto da una storia vera?

Il thriller poliziesco Sicario (leggi qui la recensione) del 2015 vantava due nomi di spicco dietro le quinte. Denis Villeneuve lo ha diretto prima di diventare uno dei migliori registi di fantascienza di Hollywood con Arrival, Blade Runner 2049 e la serie Dune. Dopo aver scritto la sceneggiatura, Taylor Sheridan è diventato uno dei creatori più prolifici della televisione, con serie come Yellowstone, Tulsa King e Mayor of Kingstown. Mentre Villeneuve ha fatto un lavoro fantastico nella regia del film, la sceneggiatura di Sheridan è stata la colonna portante di Sicario.

Sicario segue le vicende di un’agente speciale dell’FBI di nome Kate Macer (Emily Blunt), che viene scelta per lavorare in una task force insieme all’agente della CIA Matt Graver (Josh Brolin) e a un mercenario di nome Alejandro Gillick (Benicio del Toro). Fanno parte di una squadra incaricata di stanare un luogotenente di un potente cartello della droga messicano che si nasconde negli Stati Uniti. Con la squadra che attacca i cartelli della droga, la storia salta avanti e indietro tra gli Stati Uniti e il Messico, e alla fine di Sicario, i confini tra il bene e il male sono più sfumati che mai.

LEGGI ANCHE: Sicario: la spiegazione del finale, in origine era completamente diverso

Sicario recensione film
Foto di Richard Foreman Jr. – © 2015 – Lionsgate

Sicario è una storia di fantasia sui cartelli e la guerra alla droga

Taylor Sheridan voleva esplorare non solo la guerra alla droga, ma anche l’idea dello Stato di diritto e come questo non si applichi a tutti. Lo ha dimostrato mostrando come le forze statunitensi, che dovevano stanare un signore della droga, abbiano infranto diverse leggi sul suolo americano e l’abbiano fatta franca grazie a scappatoie legali. Questo ha permesso a Sheridan di esaminare una parte della guerra alla droga che altri film non avevano affrontato, cercando di mettere in luce la violenza come un modo di fare affari degli Stati Uniti. Sheridan ha affermato che questo aspetto lo ha scioccato più di ogni altra cosa: “Per me è stata letteralmente la cosa più scioccante degli artefici del traffico di droga, il loro uso deliberato della violenza come metodo per fare affari”.

“Ed è letteralmente così impersonale per loro. Modi efficaci di usare la violenza per controllare la popolazione: questo è ciò che fanno“, ha aggiunto lo sceneggiatore. Sheridan ha affermato che ci sono persone nella lista Forbes 400 che si trovano in quella posizione perché sono diventate ricche grazie al loro coinvolgimento nel traffico di droga. Voleva che Sicario mostrasse come questo porti le forze dell’ordine a diventare un intervento militare. Lo ha paragonato al modo in cui l’esercito statunitense può improvvisamente diventare la forza di polizia in luoghi stranieri, anche se l’esercito non è destinato a quel ruolo. Sheridan ha giocato con queste idee in Sicario.

Taylor Sheridan ha svolto ricerche approfondite durante lo sviluppo di Sicario

Taylor Sheridan avrà anche inventato la storia di Sicario, ma ha svolto molte ricerche durante la stesura della sceneggiatura. Sembra simile al film Traffic di Steven Soderbergh, un dramma poliziesco corale sulla guerra alla droga che è stato un grande contendente agli Oscar quando è uscito. Per quanto riguarda la sceneggiatura di Sicario, Sheridan ha detto che non c’era limite alle informazioni che poteva trovare dalle persone in prima linea nella battaglia al confine tra Stati Uniti e Messico: “È piuttosto facile fare ricerche se lo si desidera, per quanto riguarda la comprensione della calamità che stava avvenendo nel momento in cui ho scritto la sceneggiatura. È possibile effettuare qualsiasi numero di ricerche su Google e trovare una miriade di articoli. Ci sono tantissimi blog e scrittori in Messico che hanno scritto cose molto toccanti e tragiche al riguardo”.

Sicario cast
Foto di Richard Foreman Jr. – © 2015 – Lionsgate

Tenendo presente questo, Sheridan ha affermato di essersi spinto oltre la semplice ricerca di informazioni online. Ha detto di aver fatto molte ricerche che si è rifiutato di condividere con chiunque. Lo scrittore ha affermato di aver parlato con diverse persone in Messico che non avrebbe messo in pericolo rivelando il loro ruolo nella sua ricerca per la storia. Tuttavia, Sheridan ha detto di aver parlato con un appaltatore di un’agenzia di intelligence della difesa che gli ha spiegato come potrebbero manipolare la legge per garantire che le cose accadano, consentendo agli Stati Uniti di infrangere le leggi e farla franca. “Ora, ovviamente, si tratta di una circostanza immaginaria. Non sto insinuando che il nostro governo stia inviando squadre SEAL per colpire persone nel nord del New Mexico, ma se lo facessero, è così che lo farebbero”.

Alcuni personaggi ed eventi in Sicario sono ispirati alla vita reale

Sebbene Sicario non sia basato su una storia vera, si ispira dunque alla guerra alla droga nella vita reale e alle azioni illegali degli Stati Uniti quando si trovano ad affrontare situazioni pericolose. Ciò include anche il fatto che alcuni dei personaggi del film sono basati su persone reali. Sheridan ha affermato di aver lottato duramente per garantire che Kate rimanesse una donna nel film, mentre lo studio voleva cambiare il personaggio principale in un uomo. Ha poi spiegato che Kate era basata su una persona reale e che le sue storie hanno influenzato la sua sceneggiatura.

Sheridan ha affermato che Kate è ispirata a una persona che ha incontrato e con cui ha parlato delle questioni trattate in Sicario. Si trattava di una donna, motivo in più per cui ha ritenuto necessario mantenere il sesso del personaggio principale. Tuttavia, nella vita reale questo personaggio non ricopriva la posizione di Kate, ma quella di Matt, ovvero una persona inviata in diverse zone di guerra all’estero. “È estremamente intelligente e capace, e si capisce che ha lavorato sodo e che questo ha avuto un prezzo”, ha detto Sheridan. “L’ho trovato affascinante”.

Rogue – Il solitario: la spiegazione del finale del film

Rogue – Il solitario: la spiegazione del finale del film

Rogue – Il solitario, diretto da Philip G. Atwell, è un action thriller del 2023 che unisce arti marziali, inseguimenti e scontri armati in un contesto urbano ad alta tensione. Il film vede protagonisti Jet Li e Jason Statham, due attori iconici del genere action, noti rispettivamente per titoli come I mercenari e Warrior’s Way per Li, e The Transporter e Fast & Furious 7 per Statham. La pellicola rappresenta un incontro tra stili differenti: la disciplina marziale elegante di Li e la fisicità cruda e intensa di Statham, creando un mix originale nel panorama action contemporaneo.

Nel contesto della carriera di Jet Li, Rogue – Il solitario si colloca come uno dei rari titoli recenti in cui l’attore ritorna a un ruolo da protagonista in un action thriller internazionale, dopo film come I mercenari 3 e Fearless, che hanno consolidato la sua reputazione di artista marziale cinematografico capace di coniugare tecnica e presenza scenica. Per Jason Statham, il film si inserisce nel filone degli action movie basati su missioni solitarie o vendette personali, vicino per tono a Safe e La furia di un uomo – Wrath of Man, sfruttando la sua esperienza in ruoli duri e pragmatici.

Il film appartiene al genere action-thriller con forti elementi di suspense e combattimento corpo a corpo. Rispetto ad altre collaborazioni degli attori, Rogue si distingue per la dinamica “duo improbabile”, dove le differenze caratteriali e stilistiche tra Li e Statham alimentano tensione e spettacolo. La pellicola si colloca inoltre tra i titoli recenti che cercano di fondere arti marziali tradizionali con estetica moderna e trame da thriller urbano, offrendo un prodotto simile a I mercenari per Li e Hobbs & Shaw per Statham. Nel resto dell’articolo si proporrà un’analisi dettagliata del finale del film, spiegando come si risolvono i conflitti tra i personaggi e quale significato assumono le scelte narrative finali.

Jason Statham in Rogue - Il solitario

La trama di Rogue – Il solitario

John Crawford (Jason Statham) e Tom Lone (Terry Chen) sono agenti speciali dell’FBI che difendono strenuamente San Francisco dalla criminalità organizzata. I due collaborano fianco a fianco nella lotta contro gli yakuza, membri della mafia giapponese, finché uno di loro, Rogue (Jet Li), uccide Lone e la sua famiglia. L’agente Crawford giura di vendicare il collega e tre anni più tardi riesce a rimettersi sulle tracce del pericoloso killer. Rogue è infatti tornato sul campo per stipulare accordi, contemporaneamente e in gran segreto, con il leader delle Triadi cinesi Chan (John Lone) e il boss della yakuza Shiro (Ryo Ishibashi). John, dopo aver studiato attentamente le sue mosse, si ritrova faccia a faccia col nemico di una vita, ma quello che scopre ribalta in un attimo la situazione.

La spiegazione del finale del film

Il terzo atto del film inizia con Lone che si prepara a chiudere definitivamente il conto con Yanagawa, il capo yakuza responsabile della morte della sua famiglia. Lone, sotto l’identità di Rogue, elimina tutti i membri della yakuza presenti e recupera le due statuette d’oro della famiglia di Chang. Inizia quindi un duello finale con Yanagawa, durante il quale viene svelata la verità: il Rogue che tutti hanno temuto non è altro che Lone stesso, sopravvissuto e chirurgicamente trasformato per impersonare l’assassino. La tensione raggiunge il culmine nel combattimento corpo a corpo.

Nel climax, Lone disarma Yanagawa e lo decapita, portando a compimento la sua vendetta personale. Nel frattempo, Chang era già morto, ma la moglie e il figlio erano stati risparmiati, ricevendo una delle statuette d’oro con il messaggio “Make a new life”. Anche la figlia di Yanagawa riceve un pacco simile, contenente la testa del padre. Lone chiude così la spirale di violenza iniziata anni prima, assicurandosi che le famiglie delle vittime possano tentare una nuova vita, mentre il suo passato rimane avvolto nell’inganno e nel sacrificio personale.

Jason Statham nel film Rogue - Il solitario

Il finale sancisce la realizzazione dei temi centrali del film: vendetta, identità e giustizia personale. Lone si assume il peso delle azioni di Rogue per poter affrontare direttamente chi ha distrutto la sua vita, mostrando come la trasformazione fisica e psicologica diventi un mezzo necessario per perseguire la giustizia fuori dai limiti legali. Il conflitto finale con Yanagawa mette in evidenza il tema della duplicità e dell’inganno, poiché la paura di Rogue era il veicolo per sorprendere i nemici e raggiungere il suo obiettivo.

Il confronto tra Lone e Crawford aggiunge un ulteriore livello tematico. Crawford rappresenta la complicità involontaria e il lato burocratico della giustizia che può fallire. La morte di Crawford sottolinea come la vendetta di Lone sia inevitabile e personale, al di della legge e della morale convenzionale. La rivelazione della vera identità di Lone spiega ogni inganno e manipolazione che ha caratterizzato il film, rendendo coerente la trama e chiudendo tutte le tensioni narrative accumulate lungo la storia.

Il film lascia allo spettatore una riflessione sulla sottile linea tra giustizia e vendetta, e sul prezzo della perdita e dell’ossessione. Lone sceglie di sacrificare la propria identità e la vita privata per ristabilire un equilibrio che il sistema giudiziario non può garantire. La conclusione suggerisce che la vendetta può essere tanto liberatoria quanto distruttiva, e che la trasformazione personale, pur dolorosa, è spesso l’unica via per raggiungere giustizia in un mondo corrotto. L’atto finale amplifica la tensione emotiva e psicologica, chiudendo il racconto con una potente nota di risoluzione morale e fisica.

Scarpetta: dove è stata girata la serie Prime Video con Nicole Kidman?

La serie crime Scarpetta di Prime Video porta sullo schermo l’iconico personaggio creato dalla scrittrice Patricia Cornwell. Interpretata da Nicole Kidman, la serie racconta le indagini della patologa forense Kay Scarpetta, protagonista di una delle saghe thriller più longeve della narrativa contemporanea.

Oltre alla trama investigativa, la serie colpisce per le sue atmosfere cupe e per le ambientazioni realistiche che contribuiscono a costruire il tono oscuro della storia. Ma dove è stata girata realmente la serie?

Le principali location della serie Scarpetta

Le riprese della serie si sono svolte principalmente negli Stati Uniti, con diverse location utilizzate per ricreare l’universo narrativo dei romanzi di Patricia Cornwell.

Gran parte della storia è ambientata in Virginia, lo stato dove nei libri lavora Kay Scarpetta come medico legale. Per rappresentare l’ambiente urbano e istituzionale legato alle indagini, la produzione ha utilizzato varie città americane che potessero ricreare l’atmosfera tipica della East Coast.

Le ambientazioni includono:

  • quartieri residenziali utilizzati per le indagini

  • strutture ospedaliere e laboratori forensi

  • uffici investigativi e sedi delle autorità locali

  • zone isolate e industriali utilizzate per le scene del crimine

Questi luoghi contribuiscono a costruire il tono realistico della serie, che combina elementi del thriller investigativo con l’approccio scientifico tipico delle storie di medicina legale.

L’ambientazione della serie nei romanzi di Patricia Cornwell

Nei libri di Patricia Cornwell, gran parte delle indagini di Kay Scarpetta si svolge proprio in Virginia, in particolare nella città di Richmond, dove la protagonista lavora come Chief Medical Examiner.

Questa ambientazione è fondamentale per l’identità della saga, perché rappresenta il contesto istituzionale in cui Scarpetta affronta casi complessi che spesso coinvolgono serial killer o crimini particolarmente brutali.

La serie televisiva cerca quindi di ricreare l’atmosfera delle città della East Coast americana, utilizzando location che restituiscono la stessa sensazione di realismo urbano presente nei romanzi.

Le location contribuiscono al tono oscuro della serie

Uno degli elementi più riconoscibili di Scarpetta è proprio l’atmosfera cupa che accompagna le indagini della protagonista. Le location utilizzate nella serie riflettono questo tono: laboratori illuminati da luci fredde, periferie silenziose e scenari isolati che accentuano il senso di mistero.

Questo tipo di ambientazione visiva aiuta la serie a distinguersi da molti altri procedurali televisivi, puntando su un’estetica più cinematografica e su una rappresentazione più realistica del lavoro investigativo.

Grazie alla combinazione tra ambientazioni credibili e una narrazione che alterna passato e presente, Scarpetta riesce a portare sullo schermo l’universo narrativo dei romanzi di Patricia Cornwell mantenendo intatta la tensione che ha reso la saga un punto di riferimento del thriller moderno.

8 serie tv simili a Rooster che devi assolutamente vedere

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8 serie tv simili a Rooster che devi assolutamente vedere

Rooster della HBO ruota attorno alla vita di Greg Russo (Steve Carell), un popolare scrittore che ha un rapporto complesso con la figlia Katie (Charly Clive). Creata da Bill Lawrence e Matt Tarses, la serie comica segue Greg mentre accetta un lavoro al Ludlow College, dove Katie insegna. Mentre quest’ultima affronta le conseguenze del suo abbandono da parte del marito per una studentessa laureata, Greg spera di fornirle il supporto emotivo di cui ha bisogno per mantenere intatto il suo lavoro.

Mentre Greg diventa popolare tra gli studenti, si imbatte in situazioni esilaranti, mentre Katie mostra un comportamento caotico incendiando la casa della facoltà. Padre e figlia cercano di migliorare il loro rapporto mentre cercano uno scopo per iniziare la fase successiva della loro vita. Tuttavia, ciò che li sfida più degli studenti e dei docenti scatenati sono le insicurezze delle loro anime e le loro confuse vite sentimentali. Se state cercando altre serie simili a “Rooster”, questa lista vi interesserà.

Somebody Somewhere (2022-2024)

Somebody Somewhere (2022-2024)

Creata da Hannah Bos e Paul Thureen, la serie HBO “Somebody Somewhere” segue Sam Miller (Bridget Everett), una donna sulla quarantina che lotta con le aspettative della sua città natale in Kansas. Affrontando una perdita personale, trova conforto e uno scopo nella musica. Questa ricerca la guida verso la scoperta di sé e verso un gruppo di persone esterne che la sostengono e che diventano parte integrante della sua vita. Mentre Sam cerca un significato, deve anche fare i conti con alcune verità su se stessa e con l’imprevedibilità del suo rapporto con la famiglia e gli amici. La serie, come “Rooster”, racconta di un personaggio di mezza età che affronta difficoltà familiari e personali, sviluppando al contempo legami improbabili e un senso di comunità.

Mr. Corman (2021)

Mr. Corman (2021)

“Mr. Corman” di Apple TV+ “Corman” è una serie comedy-drama che approfondisce le esperienze di Josh Corman (Joseph Gordon-Levitt), un insegnante di quinta elementare in una scuola pubblica della San Fernando Valley, in California. Pensa spesso al passato e a tutto ciò che avrebbe potuto realizzare nella vita con il suo talento. Tuttavia, ora si ritrova senza uno scopo e a condurre una vita ordinaria che sembra inaccettabile. Mentre le persone a lui vicine cercano di sostenerlo aiutandolo a dimenticare il passato, Corman si confronta anche con emozioni contrastanti riguardo al suo lavoro, mentre sviluppa un legame con i suoi studenti. La creazione di Joseph Gordon-Levitt completa “Rooster” con la sua visione realistica della vita degli insegnanti, la ricerca di un significato e la convergenza di passato e presente in situazioni profondamente personali.

Better Things (2016-2022)

Better Things (2016-2022)

“Better Things” di FX è incentrato su Samantha “Sam” Fox (Pamela Adlon), un’attrice e madre single di Los Angeles. Affronta ogni difficoltà, che si tratti di mantenere un legame stretto con i suoi tre figli o di incoraggiarli verso l’indipendenza. Nel frattempo, deve anche prendersi cura di sua madre, Phyllis “Phil” Darby (Celia Imrie), che ha problemi di salute fisica e mentale. Mentre affronta le fasi vulnerabili della vita delle sue figlie, deve anche imparare a riscoprire le proprie passioni, oltre alle difficoltà della sua vita professionale. Creata da Pamela Adlon e Louis C.K., la serie comedy-drama cattura l’essenza di “Rooster” con il suo commento sul rapporto genitore-figlio e le sfumature della scoperta di sé.

English Teacher (2024-2025)

English Teacher (2024-2025)

“English Teacher” è la storia di Evan Marquez (Brian Jordan Alvarez), un insegnante di inglese alla Morrison-Hensley High School di Austin, spesso messo alla prova dall’intreccio tra la sua vita personale e la politica all’interno dell’ambiente scolastico. Evan è un omosessuale con sani principi che difende le sue convinzioni e si sforza di gestire il comportamento caotico dei suoi studenti. Mentre fatica a comprendere le giovani generazioni e le loro esigenze, deve anche gestire il rapporto con la madre. Pur sperando di ispirare gli studenti a migliorare nell’esprimersi, fatica anche a comunicare con loro nel loro stile, il che porta a momenti esilaranti. Creata da Brian Jordan Alvarez, la sitcom di FX è spiritualmente e tematicamente collegata a “Rooster”, in quanto mette in luce le difficoltà di un insegnante che sta attraversando una crisi di mezza età e spera di redimersi.

4. Lucky Hank (2023)

Lucky Hank (2023)

La serie AMC “Lucky Hank” segue le vicende di William Henry “Hank” Devereaux, Jr. (Bob Odenkirk), preside del dipartimento di inglese della West Central Pennsylvania University, un’università in difficoltà finanziarie, che si ritrova sull’orlo di un crollo professionale e personale. Durante una settimana particolarmente complessa della sua vita, Hank sospetta che sua moglie abbia una relazione con il preside e si trova ad affrontare molte situazioni caotiche. In mezzo a tutta questa incertezza, deve anche affrontare una difficile conversazione con suo padre su alcune verità inquietanti del passato. Mentre la sua vita attraversa sfide inaspettate, deve trovare la forza di sopravvivere contro ogni previsione. La serie commedia-drammatica è stata creata da Paul Lieberstein e Aaron Zelman ed è basata sul romanzo “Straight Man” di Richard Russo. L’evoluzione del personaggio di Hank e la crisi che attraversa ricordano le difficoltà di Greg in “Rooster”.

The Chair (2021)

The Chair (2021)

“The Chair”, una serie drammatica Netflix creata da Amanda Peet e Annie Julia Wyman, è incentrata sulla dottoressa Ji-Yoon Kim (Sandra Oh), la prima donna di colore a dirigere il dipartimento di inglese della prestigiosa Pembroke University. La storia approfondisce le molteplici sfide che Kim deve affrontare mentre lotta per guadagnarsi il rispetto dei suoi colleghi accademici più tradizionalisti, per garantire la cattedra a un giovane collega di colore e per gestire la sua complicata relazione con Bill Dobson (Jay Duplass), un collega di cui è innamorata. Oltre a combattere gli stereotipi di genere e razziali sul posto di lavoro, Kim deve anche affrontare e superare le proprie insicurezze riguardo alla sua autostima e identità. La serie, come “Rooster”, è ambientata in ambito accademico e commenta la crisi di mezza età attraverso le esperienze di un’insegnante che affronta insicurezza e problemi di comunicazione.

Ted Lasso (2020-)

Ted Lasso - Terza stagione

Ted Lasso” di Apple TV+ racconta le vicissitudini di Ted Lasso (Jason Sudeikis), un simpatico allenatore di football americano che riceve inaspettatamente un’offerta per allenare una squadra di calcio britannica chiamata AFC Richmond. Arriva nel Regno Unito senza alcuna conoscenza del calcio e si trova in situazioni esilaranti con i giocatori della sua nuova squadra. Vivendo lontano da casa, spera di ricucire il rapporto con la moglie da cui si è separato e di ritrovare un senso alla sua vita.

Durante questo viaggio, instaura complesse relazioni professionali con Rebecca Welton (Hannah Waddingham), la proprietaria dell’AFC Richmond, e con altre persone che incontra. Creata da Jason Sudeikis, Bill Lawrence, Brendan Hunt e Joe Kelly, questa serie comico-drammatica è basata su personaggi di fantasia tratti dalla copertura della Premier League inglese da parte di NBC Sports. Gli esilaranti incontri di Ted con personaggi più giovani, le motivazioni del suo personaggio e il suo tentativo di redimersi spiritualmente lo collegano al viaggio di Greg in “Rooster”.

Shrinking (2023-)

Shrinking serie tv 2022

In “Shrinking” di Apple TV+, il terapeuta Jimmy Laird (Jason Segel), dopo la morte della moglie, lotta con un profondo dolore. La sua vita già difficile diventa ancora più complicata quando deve gestire il suo complesso rapporto con la figlia adolescente, Alice Laird (Lukita Maxwell), e allo stesso tempo soddisfare le aspettative professionali.

Scarpetta: la scena iniziale della serie con Nicole Kidman omaggia un celebre thriller psicologico

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La nuova serie crime Scarpetta di Prime Video si apre con una sequenza che non è passata inosservata agli appassionati di televisione. La scena iniziale del pilot, infatti, sembra richiamare apertamente uno dei momenti più iconici della storia delle serie TV: l’atmosfera e l’immaginario della celebre serie cult Twin Peaks creata da David Lynch e Mark Frost.

A distanza di oltre trent’anni dalla sua uscita originale, Twin Peaks continua a essere considerata una delle opere più influenti nella storia della televisione. Il suo mix di mistero, surrealismo e melodramma ha cambiato il modo di raccontare le indagini sul piccolo schermo, influenzando numerose serie successive.

L’inizio di Scarpetta richiama l’iconica atmosfera di Twin Peaks

Scarpetta
Cortesia di Prime Video

Nel pilot di Scarpetta, la protagonista interpretata da Nicole Kidman, una brillante patologa forense, viene chiamata a esaminare il corpo mutilato di una donna ritrovato su una remota linea ferroviaria. L’immagine del cadavere abbandonato sui binari evoca immediatamente l’immaginario narrativo di Twin Peaks, dove la morte di Laura Palmer – il mistero centrale della serie – è legata a un luogo isolato fuori città.

Questo riferimento non è soltanto estetico. La scena introduce immediatamente il tono oscuro della serie e anticipa alcuni elementi che verranno sviluppati nel corso della stagione, come il misterioso significato di una moneta piegata trovata sulla scena del crimine.

La scelta non sorprende del tutto: la regia del pilot porta la firma di David Gordon Green, autore che in diverse occasioni ha citato l’influenza del cinema di Lynch sul proprio lavoro.

Il mistero della prima scena trova risposta nel finale della stagione

Come accadeva spesso in Twin Peaks, anche Scarpetta utilizza la scena iniziale come un enigma destinato a trovare risposta soltanto più avanti nella storia. Nel corso della prima stagione, il dettaglio della moneta piegata diventa infatti uno degli indizi chiave che conducono alla rivelazione finale dell’indagine.

La serie porta per la prima volta sullo schermo il celebre universo letterario creato da Patricia Cornwell, adattando contemporaneamente due romanzi della saga: Postmortem del 1990 e Autopsy del 2021. Questa struttura narrativa a doppia linea temporale permette allo show di alternare passato e presente della protagonista, ampliando il mistero investigativo.

Il risultato è un crime thriller che mescola medicina legale, tensione psicologica e melodramma familiare, cercando di avvicinarsi proprio a quel tipo di atmosfera inquietante e stratificata che ha reso Twin Peaks un punto di riferimento per la televisione moderna.

Lanterns: Zack Snyder commenta il trailer e mostra il suo John Stewart mai visto

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Il trailer della nuova serie Lanterns ha acceso il dibattito tra i fan dell’universo DC. Dopo la pubblicazione del teaser della serie targata DC Studios, il regista Zack Snyder è intervenuto sui social condividendo un’immagine inedita legata al suo progetto di Zack Snyder’s Justice League.

A una settimana dall’uscita del trailer, Snyder ha pubblicato su Instagram una foto che mostra l’attore Wayne T. Carr nei panni di John Stewart, uno dei più celebri membri dei Green Lantern. Il personaggio era stato originariamente pensato per apparire nel finale della versione del regista di Justice League, ma il cameo venne poi eliminato durante la fase finale di produzione.

Nel post, Snyder ha accompagnato l’immagine con il messaggio: “Wayne T. Carr come John Stewart. Un eroe che avevamo previsto di introdurre nella storia della Justice League. Alcuni percorsi restano invisibili… ma la luce verde è ancora là fuori.”

Il trailer di Lanterns divide i fan mentre Snyder ricorda il suo Green Lantern

Lanterns 2026
Lanterns – Aaron Pierre e Kyle Chandler nella prima foto della serie – Cortesia di Max

Il teaser di Lanterns, la nuova serie ambientata nel DC Universe supervisionato da James Gunn, ha ricevuto reazioni contrastanti da parte del pubblico. Alcuni spettatori hanno criticato in particolare la scelta di non mostrare chiaramente i costumi dei protagonisti e la scarsa presenza dell’iconica energia verde associata ai Green Lantern.

Nel trailer, infatti, un costume appare soltanto brevemente in un armadio insieme ad altri abiti, suggerendo che il personaggio di Hal Jordan potrebbe aver utilizzato diverse versioni dell’uniforme nel corso della sua carriera.

Il personaggio di John Stewart, che Snyder avrebbe voluto introdurre nel suo film, sarà invece interpretato da Aaron Pierre nella nuova serie.

Secondo quanto emerso negli anni successivi all’uscita dello Snyder Cut, il cameo di Stewart venne rimosso perché lo studio aveva altri piani per il personaggio all’interno dell’universo DC. La scena venne quindi sostituita dall’apparizione di Martian Manhunter nel finale del film, accanto a Ben Affleck nel ruolo di Bruce Wayne.

La nuova serie Lanterns vedrà inoltre nel cast Kyle Chandler nei panni di Hal Jordan, mentre tra gli antagonisti comparirà il celebre villain Sinestro interpretato da Ulrich Thomsen. La serie segnerà anche il ritorno di Nathan Fillion nel ruolo di Guy Gardner.

Lanterns debutterà ad agosto su HBO.

Scarpetta: da quali libri è tratta la serie Prime Video con Nicole Kidman?

La serie Scarpetta di Prime Video porta per la prima volta sullo schermo il celebre personaggio creato dalla scrittrice Patricia Cornwell. Interpretata da Nicole Kidman, la serie introduce il pubblico nel mondo della patologa forense Kay Scarpetta, protagonista di una delle saghe thriller più longeve e influenti della narrativa contemporanea.

Il progetto televisivo si ispira direttamente ai romanzi di Cornwell, una serie iniziata nel 1990 e composta oggi da 29 libri. Tuttavia, l’adattamento televisivo non segue rigidamente l’ordine cronologico della saga: la prima stagione sceglie infatti una struttura narrativa più ambiziosa, mescolando eventi provenienti da romanzi pubblicati a distanza di oltre trent’anni.

La serie Scarpetta adatta i romanzi Postmortem e Autopsy

La prima stagione della serie si basa principalmente su due libri della saga:

  • Postmortem (1990)

  • Autopsy (2021)

Il primo romanzo, Postmortem, introduce il personaggio di Kay Scarpetta e rappresenta uno dei titoli più importanti del thriller forense moderno. Nel libro, la protagonista indaga su una serie di omicidi brutali collegati a un misterioso serial killer, utilizzando tecniche investigative innovative per l’epoca.

Autopsy, pubblicato oltre trent’anni dopo, racconta invece una fase molto diversa della vita della protagonista. In questo romanzo Scarpetta torna a lavorare in Virginia per affrontare un nuovo caso complesso che mette alla prova la sua esperienza e il suo passato.

La serie televisiva combina elementi dei due romanzi attraverso una doppia linea temporale, alternando il presente con flashback che mostrano gli inizi della carriera della protagonista.

Perché la serie usa due libri della saga contemporaneamente

L’adattamento televisivo di Scarpetta sceglie una soluzione narrativa piuttosto insolita: invece di raccontare un romanzo per stagione, gli autori intrecciano due momenti molto distanti della storia del personaggio.

Questa scelta permette alla serie di costruire un racconto più complesso, esplorando contemporaneamente:

  • l’origine della carriera di Kay Scarpetta

  • le conseguenze delle sue prime indagini

  • il modo in cui il passato continua a influenzare il presente

Grazie a questo approccio, la serie riesce a condensare alcuni dei temi centrali della saga di Patricia Cornwell: il peso della memoria, la dimensione psicologica del crimine e il rapporto tra scienza e giustizia.

Quanti libri compongono la saga di Kay Scarpetta

Uno degli aspetti più interessanti dell’adattamento televisivo è l’enorme quantità di materiale narrativo disponibile. La serie di Patricia Cornwell conta infatti 29 romanzi pubblicati dal 1990 a oggi, rendendola una delle saghe crime più longeve della letteratura contemporanea.

Tra i titoli più celebri della serie troviamo:

  • Postmortem (1990)

  • Body of Evidence (1991)

  • From Potter’s Field (1995)

  • The Last Precinct (2000)

  • Autopsy (2021)

Questa lunga tradizione letteraria offre alla serie televisiva un universo narrativo estremamente ricco, con numerosi casi e personaggi che potrebbero essere adattati nelle stagioni future.

Il futuro della serie potrebbe adattare altri romanzi di Patricia Cornwell

Considerando il vasto numero di libri disponibili, è molto probabile che le prossime stagioni della serie continuino a esplorare la saga di Patricia Cornwell combinando elementi di diversi romanzi.

Questo approccio permetterebbe agli autori di mantenere una narrazione flessibile, selezionando i casi più interessanti della saga senza essere vincolati a una trasposizione cronologica.

Con quasi trent’anni di romanzi alle spalle e un cast guidato da Nicole Kidman, Scarpetta ha quindi il potenziale per trasformarsi in una lunga serie crime capace di esplorare molte delle indagini più celebri della letteratura thriller contemporanea.

Lucca Collezionando 2026, presentato il programma

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Lucca Collezionando 2026, presentato il programma

Un weekend per rallentare, ritrovare le proprie passioni e condividerle con chi le ama quanto noi. Torna sabato 28 e domenica 29 marzo al Polo Fiere della città Lucca Collezionando, il festival vintage-pop dedicato al fumetto e al mondo del collezionismo, giunto alla sua nona edizione. Due giorni per incontrarsi, scoprire, collezionare e vivere insieme le atmosfere della cultura pop che ha attraversato generazioni.

La manifestazione dedicata al fumetto, al gioco e allo slow entertainment – organizzata da Lucca Comics & Games (Lucca Crea) in collaborazione con il Comune di Lucca – è un ideale viaggio nel tempo che unisce le generazioni, tra passioni che hanno reso speciali i pomeriggi degli anni ’70, ’80 e ’90 e che ancora oggi continuano a regalare emozioni, e novità capaci di coinvolgere i più giovani: fumetto, gioco da tavolo, miniature, card e figurine da collezione, videogiochi coin-op.

Un’occasione per acquistare tavole originali, pezzi rari e numeri di fumetti introvabili; completare le proprie collezioni tra vintage italiano, europeo, americano e giapponese; incontrare decine di autori e autrici per dediche e commission e lasciarsi sorprendere dalle tante attività pensate per tutte le età.

L’evento si arricchisce e si amplia anno dopo anno: più di 100 ospiti già confermati, 26 incontri, oltre 170 espositori, in aumento rispetto alla scorsa edizione, tra cui circa 20 editori, 14 realtà della Self Area, oltre 35 fumetterie e collezionisti specializzati, 9 rivenditori di tavole originali, 15 espositori di vintage toys e collectibles e 11 negozi dedicati al trading card game. A questi si aggiungono collezionisti, associazioni ludiche e le principali community del fumetto italiano. Spazio anche agli artisti indipendenti e underground, con oltre 30 artisti presenti tra Artist Alley e postazioni dedicate.

I biglietti possono essere acquistati sul sito www.ticketone.it/artist/collezionando/, con promozioni speciali per le famiglie e ingresso gratuito per i minori nati a partire dal 01/01/2013. Una manifestazione slow fin dall’arrivo: l’ampio parcheggio è gratuito, per vivere la fiera con la massima tranquillità e godersi due giorni di passioni, scoperte e divertimento.

INCONTRARE ARTISTI E ARTISTE

Decine i nomi già annunciati nelle scorse settimane, tra cui Sergio Gerasi, autore del manifesto di questa edizione e protagonista di una mostra che ne ripercorre la carriera, i vignettisti satirici Vauro e Mario Natangelo, il fumettista francese Neyef, l’autrice bonelliana Lola Airaghi, Vittorio Giardino, Sergio Algozzino, Marco Rizzo. E ancora Daw, Spugna, Boban Pesov, Sergio Vanello, Michela Cacciatore e Adriana Farina, pronti a incontrare il pubblico tra firmacopie, sketch e momenti di dialogo con i visitatori.

L’Artist Alley di Lucca Collezionando – anche quest’anno a corona della Sala Incontri Alfredo Castelli, proprio al centro del padiglione fieristico – sarà uno spazio interamente dedicato all’arte e all’illustrazione. Autori e autrici eccezionali, tra grandi nomi e nuove scoperte, sono pronti a incontrare i fan per sessioni di firmacopie, commission, sketch e disegni dal vivo.

Tra i nomi presenti figurano autori di primo piano del fumetto italiano come Riccardo Burchielli, Gigi Baldassini, Paolo Bisi, Fabio Celoni, Paolo Mottura e Maurizio Di Vincenzo, accanto ad altri autori molto apprezzati dal pubblico come Giuseppe Matteoni, Valerio Piccioni e Marcello Toninelli.

Lo sguardo della manifestazione si amplia verso le contaminazioni tra fumetto, illustrazione e immaginario fantasy con tanti altri protagonisti nel panorama contemporaneo, come Francesco Barbieri, Riccardo Innocenti, Riccardo Nunziati, Roberto Irace, Mirco Pucci, Renato Florindi, Astrid Lucchesi (Spacecat), Silvia Califano, Martina Volandri, Christian Cornia, Francesco Guerrini ed Elena Ominetti.

L’Artist Alley si arricchisce anche della presenza di altri prestigiosi autori e autrici come Selene Crezzini, Riccardo Crosa, Dany Orizio, Roberto Totaro, Mauro De Luca, Doriano Solinas, Andrea Iula, Francesco D’Ippolito, Vitale Mangiatordi, Sergio Cabella e Dayla Dunn, contribuendo a creare uno spazio vivace e partecipato in cui il pubblico potrà conoscere da vicino il lavoro degli artisti e assistere alla nascita dei loro disegni. 

SCOPRIRE TUTTE LE SFUMATURE DELLA NONA ARTE

L’EDITORIA IN MOSTRA                

Saranno molti gli editori presenti a Lucca Collezionando 2026, pronti a portare al Polo Fiere il meglio dei loro cataloghi tra novità editoriali, ristampe, anteprime ed esclusive per il pubblico, oltre alla presenza di autori e autrici disponibili per sessioni di dediche e incontri con i lettori.

Tra le case editrici presenti Tunué, Edizioni BD & J-POP Manga, Edizioni NPE, Segni d’Autore, Bugs Comics, Allagalla Editore, Elara, Barta Edizioni, Sagoma Editore, Cut Up Publishing, Renape, GialloChina, Grido Edizioni e Studio Fenice. Tra le novità di questo anno anche l’arrivo di Gigaciao, ReNoir Comics, Tora Edizioni, Ishi Publishing, Mangasenpai e ReBelle Edizioni che vanno ad arricchire ulteriormente l’offerta editoriale della manifestazione. 

FUMETTO INDIPENDENTE E AUTOPRODOTTO: LA SELF AREA A LUCCA COLLEZIONANDO

Cresce ancora la Self Area a Lucca Collezionando: lo spazio dedicato alle realtà indipendenti e alle autoproduzioni, già protagoniste di Lucca Comics & Games, che offre al pubblico uno spaccato creativo e sperimentale del mondo del fumetto underground e d’avanguardia.

Dopo il successo della scorsa edizione, la presenza delle autoproduzioni sale a 14 espositori. Insieme agli storici Amianto Comics, PopCorn Project, Ragdoll-Fumetti Scomposti (vincitori del Premio Self Area 2025), Scilla Produzioni, Spaghetti Publishing e Cyrano Comics, a Lucca Collezionando sarà possibile scoprire anche le proposte editoriali di Have Funzine, InkCap, SED Comics e Sisma Press. Completano la line up della Self Area le produzioni artistiche e sperimentali di Chiara Pinzauti, Mademoiselle Le Moth, Seth Rune e Leonardo Piantoni.

INSIEME, PER IL FUMETTO: LE COMMUNITY E I LORO ARTISTI

A Lucca Collezionando tornano anche quest’anno le Community e le Associazioni di fumetto, vero cuore pulsante della manifestazione. Ricco il parterre degli ospiti che porteranno al Polo Fiere e che permetterà al pubblico di incontrare le migliori firme del mondo dei balloon che firmeranno tavole esclusive. Il 28 e il 29 marzo, a Lucca Collezionando torna l’Associazione culturale Amys & I nipoti di Martin Mystere con Alessandro Bignamini, Giuseppe Palumbo, Lola Airaghi, Sergio Giardo, Valentino Forlini e Carlo Recagno, l’Associazione di promozione sociale “Dylandogofili – Collezionisti Dylan Dog dal 2003” con Ugolino Cossu (in collaborazione anche con Avalon Comics) e Luigi Siniscalchi, l’Associazione degli Amici Zagoriani con Walter Venturi e Giuliano Piccininno, il Diabolik club, il Dylan Dog Fans Club, il Forum SCLS – Associazione Culturale “PER MILLE SCALPI” con Alessandro Piccinelli, Arturo Lozzi e Marco “Will” Villa, il Forum Zagor Te Nay con il suo Gran Galà degli Oscar e Gualtiero Ferri, Joevito Nuccio, Jacopo Rauch, Nando Esposito, Marcello Mangiantini, Marco Verni, Gianni Sedioli, Stefano Di Vitto e Gigi Simeoni, il Gruppo Tex Willer 2011 con Fabio D’Agata, Giampiero Casertano, Marco Ghion, Michele Benevento e Pasquale Del Vecchio, il Papersera con Max Monteduro gli Sterniani – Samuel Stern Official Supporters con Antonello Catalano. L’edizione 2026 porta con sé una novità nel mondo della Community e della Associazioni: ai nomi storici sopra citati si aggiunge Belle Salme-Fan Club ufficiale di Toni Bellasalma, la nuova serie edita da Bugs Comics nel novembre 2025, che porterà a Lucca Collezionando Marco Forte.

PER CHI CERCA QUALCOSA DI ESCLUSIVO: LE TAVOLE ORIGINALI

Nove le realtà nazionali che daranno al pubblico l’opportunità di acquistare tavole originali, dai capolavori che hanno segnato la storia del fumetto alle più recenti produzioni editoriali. Pezzi unici, che saranno portati da Associazione La Nona Arte, Venere Comics, Stefano Bartolomei-Comics 104, Little Nemo, Heritage Auctions, Topseller, Avalon Comic Art, Marano e TavoleOriginali.net.

CACCIATORI DI AUTOGRAFI… PER VOI, IL PALADEDICANDO

Torna anche l’atteso spazio dedicato ai firmacopie, ideale continuazione del popolarissimo PalaDediche di Lucca Comics & Games, dove i visitatori potranno incontrare alcuni tra i più amati autori e autrici del fumetto e dell’illustrazione e ricevere dediche e autografi esclusivi.

Saranno 18 gli artisti e le artiste che nei due giorni della manifestazione si alterneranno al tavolo del PalaDedicando, firmando le stampe timbrate e numerate disponibili in esclusiva solo a Lucca Collezionando. Tra questi Sergio Gerasi, Vauro Senesi, Mario Natangelo, Vittorio Giardino, Doriano Solinas, Neyef, Fabio D’Agata, Veronica Vespertiliu Ciancarini, Riccardo Crosa, Fabio Porfidia, Lola Airaghi, Dany Orizio, Riccardo Burchielli, Davide “Daw” Berardi, Giovanni Timpano, Adriana Farina, Boban Pesov e Ludovica Tedesco.

PAGURI COMICS CAFÈ

Lucca Collezionando ospiterà l’edizione “primaverile” del Paguri Comics Cafè, una tra i format più apprezzati delle ultime edizioni di Lucca Comics & Games. Daniele Caluri ed Emiliano Pagani, in arte I Paguri, coinvolgeranno alcuni ospiti del festival – Vauro, Sergio Gerasi e Vittorio Giardino – in una chiacchierata a ruota libera sul fumetto con la verve che contraddistingue il duo livornese.

PREMIANDO LE ECCELLENZE

Nato lo scorso anno e istituito in memoria di Alfredo Castelli, il Premio Omino Bufo 2026 sarà consegnato a Daw (Davide Berardi) per essersi affermato come uno dei fumettisti italiani più versatili e innovativi, capace di spaziare dall’umorismo satirico alle tematiche culturali e di collaborare con importanti case editrici e media, mantenendo vivo il suo stile ironico e originale.

Il premio Ettore Borzacchini, voluto e promosso dal Comune di Lucca, Lucca Crea e la famiglia Marchetti, andrà a Doriano Solinas. Le sue opere commentano temi di politica, economia, innovazione tecnologica e cultura, fungendo da mezzo di riflessione critica e partecipazione al dibattito pubblico. Il suo stile unico consente di comunicare opinioni e idee con immediatezza e potenza visiva, senza l’uso di parole, rendendo le sue illustrazioni strumenti autonomi e di grande impatto nel giornalismo visivo contemporaneo. Attraverso questa forma d’arte, Solinas contribuisce attivamente a interpretare e discutere le sfide del mondo attuale, elevando l’illustrazione a livello di linguaggio autonomo e critico.

Il Premio Buduàr maestro dell’umorismo 2026 sarà assegnato a Eugenio Saint Pierre, collaboratore della rivista Buduàr sin dai primi numeri. Cultore di un umorismo raffinato e colto, sia con limerik che con disegni di satira di costume, l’artista da sempre spazia tra la vignetta e la pubblicità conseguendo ottimi risultati in entrambi i campi. I suoi lavori hanno attraversato mezzo secolo di editoria italiana mantenendo intatta la verve umoristica accompagnata da un disegno personalissimo, essenziale e incisivo.

GIOCARE, A OGNI ETÀ

Il primo piano del Polo Fiere sarà dedicato a Sali e Gioca, l’area di Lucca Collezionando interamente dedicata al gioco, realizzata con lo stesso spirito che ha animato il Lucca Games Cafè durante l’ultima edizione di Lucca Comics & Games. Uno spazio pensato per il divertimento e la condivisione, dove sfidarsi e stare insieme attorno a oltre 70 tavoli da gioco gestiti in collaborazione con le associazioni ludiche locali e dedicati ai giocatori di ogni età ed esperienza.

Moltissime le attività a partecipazione libera come la Ludoteca Vintage, la Palestra di Miniature con dimostrazioni di pittura e colorazione, i laboratori di modellismo e robot di carta, oltre alle dimostrazioni di giochi di miniature e wargames. Non mancherà un’area dedicata anche ai giocatori meno esperti, con dimostrazioni per imparare a giocare e sfidarsi a Pokémon TCG, Yu-Gi-Oh!, One Piece, Magic: The Gathering, Beyblade, Subbuteo e molti altri giochi.

In questi spazi si susseguiranno anche tornei – alcuni dei quali realizzati in collaborazione con BooseMTG e Dungeon Street, Mtg the Card Universe e Star Shop Lucca – dedicati ai giocatori più esperti, tra cui Magic: The Gathering, One Piece TCG, Yu-Gi-Oh!, Vampire: The Eternal Struggle, Beyblade, oltre a partite multiplayer e dimostrative di Wings of Glory, Warhammer, Middle-earth Strategy Battle Game e altri sistemi di gioco. Iscrivendosi nei giorni precedenti la manifestazione ad alcuni tornei, i giocatori potranno accedere gratuitamente alla fiera secondo le modalità indicate sul sito.

Per maggiori dettagli su come partecipare alle attività è possibile consultare le informazioni presenti nella descrizione degli eventi sul sito di Lucca Collezionando https://www.luccacollezionando.com/. 

SCOPRIRE MOSTRE ED ESPOSIZIONI

SERGIO GERASI: MILANO, VALENTINA E ALTRE VISIONI

L’esposizione dedicata a Sergio Gerasi, autore del poster di Lucca Collezionando 2026, è un percorso che segue l’evoluzione del suo tratto e del suo sguardo, dalle prime graphic novel fino ai lavori più recenti, attraversando città, personaggi e atmosfere.

Il racconto prende forma da una selezione di tavole in cui emerge con forza il rapporto profondo tra l’autore e Milano. Non una semplice ambientazione, ma un organismo vivo: strade, facciate, luci e ombre ma anche i personaggi che hanno segnato la storia meneghina diventano materia narrativa, restituendo la città come spazio emotivo e visivo.

Il percorso prosegue con alcune copertine e tavole legate a grandi personaggi del fumetto popolare italiano, realizzate per serie iconiche come Dylan Dog, Lazarus Ledd ed Eternity.

La mostra arriva poi alla nuova interpretazione di Valentina, protagonista del manifesto di questa edizione della manifestazione, esposto nella sua forma originale. Accanto alle pagine realizzate da Sergio Gerasi è possibile trovare una tavola originale di Guido Crepax, in un accostamento che diventa dialogo e ponte tra due sensibilità artistiche diverse ma profondamente connesse. Un incontro tra l’eleganza visionaria di Crepax e lo sguardo contemporaneo di Gerasi, in cui un personaggio simbolo del fumetto italiano continua a vivere, trasformarsi e raccontare nuove storie, attraverso lo sguardo di chi lo disegna e scrive oggi. 

VAURO: LA SATIRA PER TEMPI DI MERDA (a cura di Pio Corveddu e Dario Dino-Guida)

Lucca Collezionando ospita una mostra dedicata a Vauro Senesi, tra i più noti e riconosciuti disegnatori satirici italiani. L’esposizione presenta una selezione di vignette realizzate tra il 2023 e il 2025, con particolare attenzione ai grandi temi dell’attualità internazionale, dal conflitto tra Russia e Ucraina alla tragedia che coinvolge il popolo palestinese.

Autore dalla matita affilata e dallo stile immediato e incisivo, Vauro ha raccontato per decenni la politica e la società italiana e internazionale attraverso la satira, intrecciando ironia, impegno civile e libertà di espressione.

La mostra offre al pubblico l’opportunità di ripercorrere alcuni dei lavori più recenti dell’autore e di osservare da vicino il modo in cui la satira grafica riesce a interpretare e commentare i temi più complessi e sensibili della contemporaneità.

I CAVALIERI DELLO ZODIACO – EROI TRA LE STELLE

In occasione del 40° anniversario dell’anime, apre i battenti una mostra celebrativa dedicata ai Cavalieri dello Zodiaco. Curata dalla rinomata esperta Giorgia Vecchini, l’esposizione offre un viaggio immersivo tra rarissimi cel di animazione originali, statue scenografiche e iconici pezzi di oggettistica d’epoca. Un’occasione unica per rivivere il mito dei difensori di Atena e scoprire i dietro le quinte di un cult che ha segnato intere generazioni.

ANCORA INSIEME CON IL GRUPPO GIANNECCHINI

Anche in questa edizione, un allestimento speciale sarà dedicato alle tavole del Calendario del Gruppo Giannecchini, il progetto – realizzato in collaborazione con Lucca Crea – che ogni anno coinvolge illustratori e fumettisti capaci di trasformare le storie di lavoro quotidiano in immagini che coniugano fantasia e narrazione. In questa edizione, firmata da Fabrizio Spadini, l’artista costruisce un racconto visivo che attinge a personaggi fantastici e iconici dell’immaginario collettivo, collocandoli in situazioni quotidiane e inattese. Figure come Dart Fener o Jeeg Robot d’Acciaio vengono sottratte al loro contesto originario: un uso consapevole e metaforico dell’immaginario pop per rappresentare, con ironia e immediatezza, l’identità e i valori delle diverse aziende che compongono il mondo Giannecchini.

VIVERE L’AREA PERFORMANCE E I SUOI PROGETTI DI BENEFICENZA

Anche a Lucca Collezionando torna Area Performance, lo spazio che da oltre venticinque anni unisce arte, fumetto e solidarietà grazie alla collaborazione con artisti nazionali e internazionali e con i progetti sociali sostenuti dall’associazione.

In occasione della manifestazione prenderà il via una nuova asta benefica online sulla piattaforma Catawiki, attiva dal 20 al 29 marzo, che permetterà a collezionisti e appassionati di aggiudicarsi illustrazioni originali firmate da oltre trenta artisti internazionali. Il ricavato sarà interamente devoluto ai progetti solidali sostenuti da Area Performance, trasformando il talento artistico in un aiuto concreto.

Lucca Collezionando sarà inoltre il momento per presentare Max-La Raccolta 2, il nuovo volume che prosegue il progetto editoriale dedicato ai fumetti di Max, realizzato da Area Performance ODV in collaborazione con il reparto di Pediatria dell’Ospedale San Luca di Lucca (Azienda USL Toscana Nord-Ovest) e con la scuola di fumetto TheSign Comics & Arts Academy di Firenze.

Durante il weekend sarà possibile assistere anche a sessioni di disegno dal vivo con due artisti ospiti dello spazio Area Performance: Dany Orizio, presente insieme a BooseMTG e Dungeon Street, e Fabio Porfidia, autore del poster della manifestazione di rievocazione storica Rievocando 2026. I due si alterneranno nello spazio dedicato all’Area Performance, adiacente alla sala incontri Alfredo Castelli.

IMPARARE DAL FUMETTO, ANCHE A SCUOLA

Lucca Collezionando suona la campanella per le scuole e porta i fumettisti tra i banchi. Anche nel 2026 la manifestazione primaverile si conferma uno degli appuntamenti più attesi dagli studenti della provincia di Lucca (e non solo), che hanno la possibilità di partecipare a laboratori e incontri dedicati al fumetto direttamente nelle loro classi.

La prima campanella è già suonata con Alice Milani e Riccardo Pieruccini, che hanno incontrato gli studenti della scuola primaria Dante Alighieri e della secondaria di secondo grado Domenico Chelini.Nelle settimane che precedono il festival proseguirà inoltre il tour nelle scuole di David “Bigo” Bigotti, Marco Rizzo e Sergio Algozzino, impegnati in una serie di appuntamenti negli istituti di Lucca e dei comuni limitrofi per stimolare la creatività e la fantasia degli studenti attraverso il linguaggio del fumetto.

Le attività dedicate al mondo della scuola continueranno anche durante la manifestazione, nella Sala TopLab al primo piano del Polo Fiere. La mattina di sabato 28 marzo si aprirà con l’incontro tra Neyef, autore francese ospite della manifestazione con Tunué, e gli studenti delle scuole superiori che studiano la lingua francese, in collaborazione con l’Institut français.

A seguire, Lucca Collezionando ospiterà anche il primo laboratorio pratico dedicato agli studenti che partecipano a Teste tra le Nuvole, il concorso nazionale promosso da Lucca Comics & Games che porta fumetto e manga nelle scuole di tutta Italia: Stefano Ascari e Marco Rizzo guideranno le classi elementari nella realizzazione delle tavole a fumetti e manga sviluppate durante il percorso didattico.

Come le scorse edizioni, torna il mini corso gratuito dedicato ai docenti, quest’anno powered by Teste tra le Nuvole. Due gli appuntamenti in programma, al Cred di Via Sant’Andrea, 33 o in streaming: venerdì 20 marzo, dalle 17 alle 19, Dopo l’idea come si procede a realizzare un fumetto? a cura di Filippo Rossi e in collaborazione con Scuola Internazionale Comics. Mercoledì 25 marzo, dalle 17 alle 19, Si torna tra i banchi! a cura di Baptiste Chauveau e Caterina Rocchi, in collaborazione con Institut Français Firenze e Lucca Manga School. Partendo dalle schede del kit didattico TTLN, i docenti propongono attività laboratoriali per mettere in pratica nozioni ed esercizi. Q&A finale con i presenti on e offline. Tutte le info su testetralenuvole.it.

La Lucca Manga School sceglie ancora una volta Lucca Collezionando come momento conclusivo del proprio percorso formativo nelle scuole lucchesi: al termine di un laboratorio con Riccardo Pieruccini saranno consegnati i diplomi di partecipazione ai giovani aspiranti mangaka.

VIVERE MOMENTI “SLOW” IN AREA LOUNGE

Anche in questa edizione l’Area Lounge sarà uno spazio pensato per vivere la manifestazione con calma, prendersi una pausa e condividere momenti di relax tra una scoperta e l’altra.

Qui i visitatori potranno immergersi nell’atmosfera delle sale giochi anni ‘80 e ‘90, con cabinati arcadepowered by Arkanoid che permetteranno di riscoprire il fascino del retrogaming e delle sfide tra amici. Spazio anche alla creatività e alla fantasia con l’associazione ItLUG, che farà giocare e divertire costruttori di tutte le età con i celebri mattoncini LEGO®, tra attività di gioco libero e costruzioni dedicate.

Chi vorrà concedersi una pausa potrà farlo nell’area Punto Food, pensata per offrire un momento di ristoro e convivialità durante la visita alla manifestazione, in un ambiente accogliente dove fermarsi, mangiare e condividere le proprie passioni con amici e famiglia. 

PARTNERSHIP D’OLTRALPE

Grazie alla preziosa collaborazione dell’Institut français, partner di Lucca Collezionando, alcune classi del territorio avranno l’opportunità unica di partecipare a un incontro gratuito con il celebre fumettista francese Neyef, ospite d’onore della manifestazione. Gli incontri dell’autore nel corso della manifestazione godranno del supporto operativo dello staff dell’Institut.

Backroom: teaser trailer e poster del film che ha già terrorizzato milioni di persone sul web

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Dopo aver terrorizzato milioni di persone sul web con la sua omonima serie found-footage diventata fenomeno globale (oltre 72 milioni di visualizzazioni solo per il primo video della serie), Kane Parsons, ad appena 20 anni – il più giovane autore a firmare un film A24 – approda sul grande schermo con Backrooms, al cinema dal 27 maggio con I Wonder Pictures.

backrooms poster

Il film è basato su uno dei più affascinanti e sconvolgenti miti moderni nati sul web: le Backrooms, un luogo liminale, una sorta di dimensione parallela infinita fatta di stanze vuote, strutture inquietanti e sfarfallanti luci al neon, in cui puoi trovarti improvvisamente e senza preavviso se attraversi la barriera della realtà. Fai attenzione là dentro, perché i passi che riempiono quelle stanze potrebbero non essere solo i tuoi…

Nel cast, i candidati agli Oscar Chiwetel Ejiofor e Renate Reinsve, Mark Duplass, Finn Bennett e Lukita Maxwell.

Prodotto da A24 e da James Wan (il cineasta che ha dato vita a saghe come Saw, Insidious e The Conjuring), Backrooms, diretto da Kane Parsons e scritto dallo stesso Parsons insieme a Will Soodik, arriverà nei cinema italiani il 27 maggio 2026, due giorni prima dell’uscita americana, con I Wonder Pictures.

Scarpetta, spiegazione del finale: rivelati l’identità e i moventi dell’assassino

Sebbene il finale della prima stagione di Scarpetta sia scioccante, la rivelazione dell’assassino e altri colpi di scena importanti sono tutti anticipati nel corso della sua trama intricata. Se la serie giocherà bene le sue carte, Scarpetta potrebbe diventare il prossimo Reacher di Prime Video. Come Reacher, questo thriller psicologico è basato su una serie di romanzi bestseller di grande successo.

Come la serie Reacher di Lee Childs, anche la serie di romanzi di Patricia Cornwell su cui è basata Scarpetta ha un enorme seguito di fan. Tuttavia, Scarpetta non condivide l’approccio diretto di Reacher nell’adattare questi libri. Uno dei motivi per cui Reacher potrebbe durare per sempre è la decisione della serie di iniziare la sua corsa con un adattamento del primo libro della serie.

Al contrario, la prima stagione di Scarpetta oscilla tra due trame separate, una ambientata nel presente e l’altra 28 anni nel passato. Ciò significa che il debutto della serie si basa non su uno, ma su due romanzi di Scarpetta contemporaneamente. La trama ambientata nel passato è basata su Postmortem del 1990, il primo libro della serie.

L’agente Ryan era l’assassino nel finale di Scarpetta

Nel frattempo, la trama ambientata nel presente prende in prestito elementi da Autopsy del 2021. L’assassino della trama ambientata nel passato viene rivelato nel penultimo episodio, mentre quello della trama ambientata nel presente viene rivelato solo nei momenti finali del finale della serie. Analizzando campioni di sapone e collegando la scelta delle vittime da parte dell’assassino alle telefonate, la giovane Scarpetta ipotizza che l’assassino sia un operatore del 911.

Rintraccia l’assassino e, dopo una breve colluttazione, lo uccide pugnalandolo al collo. Pete arriva subito dopo e spara ripetutamente all’assassino, coprendo Scarpetta sostenendo che lei non era lì e che è stato lui solo ad arrestare e uccidere l’assassino. Scarpetta non ha mai rivelato la verità a suo marito, causando la loro rottura nel finale della serie.

Dopo che Benton, interpretato da Simon Baker, dice a Scarpetta di voler divorziare nel finale della prima stagione, lei rimane sola nella sua casa isolata e lussuosa. Dorothy e Pete si riconciliano nel loro Airbnb, Lucy incontra Matt Petersen e Maggie si prepara a rivelare finalmente il coinvolgimento del suo capo nell’insabbiamento dell’omicidio di Cammy su un sentiero escursionistico mesi prima.

È allora che l’agente Ryan, un personaggio secondario apparso in alcune scene iniziali, arriva a casa di Scarpetta per ucciderla. Come spiega lui stesso, è stato lui l’assassino fin dall’inizio, poiché ha sviluppato un gusto per gli omicidi rituali quando si è trovato per la prima volta sulla scena di uno dei primi omicidi, decenni prima. Tuttavia, il suo legame con l’assassino originale risale a molto tempo prima.

Il finale di Scarpetta svela il movente dell’agente Ryan

Un flashback rivela che Ryan era il nipote dell’assassino originale e che da bambino aveva assistito a uno degli omicidi. Sebbene abbia ammesso di non essere riuscito a replicare il modus operandi dell’assassino originale quando ha ucciso Cammy, si è vantato che la morte e la successiva mutilazione di Gwen Hainey fossero “perfette”, secondo la sua logica contorta.

La scoperta da parte di Scarpetta del penny appiattito sui binari del treno si è rivelata un indizio fondamentale nel caso, poiché il giovane Ryan era stato incaricato di appiattire un penny per distrarlo mentre suo zio uccideva una vittima decenni prima. Ha ripetuto questo rituale prima di entrambi i suoi omicidi, consentendo a Scarpetta di ricostruire la sua identità.

In una agghiacciante ripetizione dell’incontro di suo zio con Scarpetta decenni prima, l’agente Ryan ha cercato di strangolare la dottoressa nella sua casa. Tuttavia, lei ha avuto la meglio su di lui picchiandolo con una mazza da baseball e facendolo cadere dalle scale, prima di distruggergli il cranio con la mazza mentre giaceva ai piedi delle scale.

Perché Lucy incontra Matt Petersen nel finale di Scarpetta

scarpetta

Mentre Lucy continuava a cercare un modo per “riportare in vita” Janet, ha incontrato Matt Petersen per portare avanti questo piano. Il programma di intelligenza artificiale di Janet potrebbe essersi cancellato con l’aiuto di Scarpetta, ma Petersen ha colpito la vedova in lutto di Janet all’inizio della serie quando ha detto che avrebbe fatto qualsiasi cosa per riportare in vita la sua defunta moglie, anche decenni dopo la sua morte.

Dato che Lucy sembra partecipare a una delle cerimonie cultuali quasi religiose di Petersen nel montaggio finale, è lecito supporre che ora stia collaborando con Petersen per trovare nuovi modi per riportare in vita le persone morte, in modo che possano ricongiungersi con le loro mogli defunte. Questo spiega anche il legame di Petersen con Gwen Hainey.

Perché Kay e Benton si lasciano nel finale di Scarpetta

Simon Baker Benton Wesley Scarpetta
© Connie Chornuk / Prime

Gwen era coinvolta in un progetto che avrebbe potuto potenzialmente portare alla rianimazione di tessuti morti, cosa che ha portato sia Petersen che Lucy a pensare alla sua potenziale applicazione nel riportare in vita i morti. Nel frattempo, mentre Lucy incontrava il losco leader della setta, la relazione di sua zia è finalmente crollata dopo decenni di segretezza.

Nel finale della prima stagione di Scarpetta, Benton e Kay finiscono per lasciarsi perché Scarpetta non riesce a dirgli che è stata lei, e non Pete, a uccidere il vero assassino 28 anni fa. Non è del tutto chiaro perché la dottoressa non si fidi di suo marito al punto da dirgli la verità, ma è la goccia che fa traboccare il vaso e pone fine al loro matrimonio pluridecennale.

Chi sorprende Kay mentre uccide l’agente Riley nel finale di Scarpetta?

Cortesia di Prime Video

Non è chiaro chi sorprenda Scarpetta mentre spacca il cranio di Ryan per legittima difesa durante il finale sospeso di Scarpetta. Tuttavia, la posizione attuale di tutti i personaggi principali viene mostrata immediatamente prima come parte di un montaggio, tranne quella di Maggie.

Dato che Maggie ha appena iniziato a cospirare con Kay dopo averla ostacolata per decenni, è molto probabile che sia lei il personaggio che la sorprende. Dopotutto, Maggie ha consegnato all’eroina interpretata da Nicole Kidman prove inestimabili nel caso di omicidio pochi minuti prima, quindi potrebbe aver avuto bisogno di fornire altre prove simili nella scena finale di Scarpetta.

Per tutti i dettagli sulla serie leggi la scheda completa di Scarpetta su Cinefilos.

Alberto Barbera ospite di IED Cinema per una Lezione Speciale

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Alberto Barbera ospite di IED Cinema per una Lezione Speciale

Uno dei protagonisti più prestigiosi dei festival cinematografici internazionali incontra la nuova generazione di cineasti: Alberto Barbera, direttore della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, sarà ospite di IED Cinema per una Lezione Speciale organizzata da OffiCine-IED, aperta agli studenti e al pubblico.

L’incontro rappresenta un momento particolarmente significativo per la nuova Scuola di Cinema dell’Istituto Europeo di Design, che punta a creare un dialogo diretto tra formazione e industria, anche in vista del nuovo Master in Distribuzione, Comunicazione, Marketing nel Cinema che partirà a novembre con la partnership di Piperfilm. A condurre la conversazione con Barbera saranno infatti due studenti di IED Cinema, protagonisti di un confronto generazionale tra chi oggi osserva e orienta il cinema mondiale e chi si sta preparando a farne parte.

Durante la lezione Barbera racconterà la propria esperienza alla guida della Mostra del Cinema di Venezia – uno dei festival più influenti a livello globale – offrendo uno sguardo privilegiato sui criteri di selezione dei film, sulle trasformazioni del cinema contemporaneo e sul ruolo dei grandi festival nella scoperta e nella valorizzazione dei nuovi autori.

“Considero un enorme privilegio poter condividere con i giovani studenti dello IED la mia esperienza di direttore di festival. È un mestiere per pochi (anche se il numero di festival in Italia e nel mondo cresce giorno dopo giorno), ma straordinario, che può aiutare a capire meglio come si muove il cinema, e in quale direzione sta andando. Ma, soprattutto, mi auguro che il racconto possa servire a chi il cinema vorrebbe farlo, ma ancora non sa come promuoverlo. Essere d’aiuto per me è anche un modo per restituire, almeno in parte, ciò che ho avuto il privilegio e la fortuna di ricevere nel corso della mia vita professionale” – ha commentato Alberto Barbera.

L’appuntamento si inserisce nel ciclo di Lezioni Speciali promosse da OffiCine-IED e IED Cinema, incontri pensati per mettere gli studenti a diretto contatto con alcune delle figure più importanti del cinema italiano e internazionale. Tra i protagonisti di questi appuntamenti autori e professionisti tra cui Paolo Sorrentino, Valeria Golino, Paola Cortellesi, Paolo Mereghetti, Adriano Giannini, Carlo Verdone e molti altri.

Per gli studenti di IED Cinema, la possibilità di dialogare direttamente con una figura centrale del panorama festivaliero mondiale rappresenta un’occasione formativa unica e coerente con la vocazione della scuola: imparare il cinema attraverso il confronto diretto con chi contribuisce a definirne il presente e il futuro.

L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria fino a esaurimento posti al link: https://www.ied.it/eventi/alberto-barbera-in-ied-per-una-lezione-speciale

IED Cinema, con la sua prima apertura a Milano, nasce sulla base dell’esperienza virtuosa di OffiCine-IED, progetto culturale e benefit dell’Istituto Europeo di Design, che da oltre 15 anni cura laboratori di cinema caratterizzati da una didattica pratica, affidata a professionisti del mondo cinematografico e finalizzata alla realizzazione di cortometraggi, documentari, webserie. In OffiCine i mestieri del Cinema e dell’audiovisivo sono insegnati attraverso un percorso pratico-laboratoriale, che immerge gli studenti sin da subito nell’esperienza di troupe e di set.  IED Cinema fornirà agli studenti gli strumenti necessari per capire la forza di una storia, le forme del racconto, le potenzialità della messa in scena, il montaggio come pensiero e riscrittura, attraverso il contatto diretto con le tecnologie e con lo sguardo rivolto all’industria cinematografica e al potenziale pubblico di riferimento. Non propone semplicemente corsi di regia o più in generale corsi di cinematografia: propone un’esperienza formativa immersiva e completa.

Scarpetta: guida al cast e ai personaggi della serie crime con Nicole Kidman

La serie Scarpetta di Prime Video porta sullo schermo uno dei personaggi più celebri del thriller contemporaneo: la patologa forense Kay Scarpetta. Basata sui romanzi bestseller di Patricia Cornwell, la serie televisiva debutta nel 2026 adattando due libri della saga – Postmortem e Autopsy – e costruendo una narrazione che si muove tra passato e presente.

Il risultato è un crime thriller ambizioso, costruito su una doppia linea temporale che racconta sia gli inizi della carriera della protagonista sia il presente delle sue indagini. Per sostenere questa struttura narrativa, la serie riunisce un cast di grande prestigio guidato da Nicole Kidman e affiancato da interpreti di primo piano del cinema e della televisione internazionale. Di seguito la guida completa ai personaggi principali della serie.

Nicole Kidman è la dottoressa Kay Scarpetta

scarpetta
Cortesia di Prime Video

Al centro della serie troviamo naturalmente Nicole Kidman, che interpreta la brillante patologa forense Kay Scarpetta. Il personaggio è noto ai lettori della saga letteraria per la sua mente analitica e per il suo approccio scientifico alle indagini criminali, caratteristiche che hanno contribuito a ridefinire il genere del thriller medico.

Scarpetta è una professionista brillante ma segnata da un passato complesso: la serie la mostra mentre affronta un caso che sembra collegarsi a un’indagine risalente a decenni prima, mettendo in discussione una delle decisioni più importanti della sua carriera. La doppia linea temporale della serie permette di esplorare sia la Scarpetta contemporanea sia quella degli anni giovanili, interpretata da Rosy McEwen.

Per Kidman si tratta dell’ennesimo ruolo intenso nella sua carriera, dopo film e serie come The Hours, The Others, Big Little Lies e Babygirl, che hanno consolidato il suo status come una delle attrici più versatili e premiate della sua generazione.

Jamie Lee Curtis è Dorothy Scarpetta

Cortesia di Prime Video

A interpretare la sorella della protagonista è Jamie Lee Curtis, che presta il volto a Dorothy Scarpetta.

Dorothy rappresenta una figura fondamentale nella vita della protagonista: è il suo opposto caratteriale, una donna più impulsiva e idealista, che ha scelto una carriera completamente diversa diventando una scrittrice di libri per bambini. Il rapporto tra le due sorelle costituisce uno degli elementi emotivi più forti della serie.

Curtis porta nel ruolo un mix di ironia e fragilità che richiama la sua lunga carriera, iniziata con l’iconico Halloween del 1978 e proseguita tra commedie cult come Trading Places, successi mainstream come Freaky Friday e film recenti come Knives Out.

Nelle sequenze ambientate nel passato, la versione giovane di Dorothy è interpretata da Amanda Righetti.

Ariana DeBose è Lucy Farinelli-Watson

ariana debose in scarpetta

Il personaggio di Lucy Farinelli-Watson è interpretato da Ariana DeBose, attrice premio Oscar diventata celebre grazie a West Side Story.

Lucy è la figlia di Dorothy, ma il suo legame più forte è con la zia Kay Scarpetta, che rappresenta per lei una sorta di figura di riferimento. Nel corso della serie il personaggio si evolve da giovane prodigio informatico a programmatrice brillante ma tormentata.

La versione più giovane di Lucy è interpretata da Savannah Lumar, e le sequenze ambientate nel passato mostrano come le sue capacità tecnologiche abbiano influenzato diverse indagini della protagonista.

4. Bobby Cannavale è Pete Marino

Cortesia di Prime Video

Tra i personaggi più importanti della saga compare Pete Marino, interpretato da Bobby Cannavale.

Marino è un ex detective con un carattere diretto e spesso ruvido, ma è anche uno dei collaboratori più fidati di Scarpetta. Quando la protagonista lo coinvolge nelle sue indagini più recenti, Marino decide di affiancarla nuovamente come vice investigativo.

Cannavale porta al personaggio la sua tipica presenza scenica intensa, già vista in film e serie come The Station Agent, Boardwalk Empire e The Other Guys. Nella linea temporale del passato, il giovane Pete Marino è interpretato da Jake Cannavale, figlio dell’attore nella vita reale.

5. Simon Baker è Benton Wesley

Simon Baker Benton Wesley Scarpetta
© Connie Chornuk / Prime

Il profiler dell’FBI Benton Wesley è interpretato da Simon Baker.

Il personaggio ha un ruolo centrale sia nella dimensione investigativa sia in quella personale della storia, poiché Benton è il marito di Kay Scarpetta. La sua esperienza nel profiling criminale lo rende una risorsa preziosa nelle indagini, ma il suo passato nasconde zone d’ombra che emergono gradualmente nel corso della serie.

Baker è noto soprattutto per aver interpretato Patrick Jane nella serie di successo The Mentalist, dove vestiva i panni di un consulente investigativo dotato di straordinarie capacità di osservazione. La sua esperienza nel genere crime rende la sua presenza in Scarpetta particolarmente efficace.

Nelle sequenze ambientate nel passato, la versione giovane di Benton Wesley è interpretata da Hunter Parrish.

Il cast di Scarpetta costruisce un crime thriller corale

Uno degli elementi più interessanti della serie è proprio la struttura corale del cast. Pur ruotando attorno alla figura di Kay Scarpetta, la storia costruisce un universo narrativo complesso in cui ogni personaggio contribuisce a sviluppare l’indagine e ad approfondire il passato della protagonista.

L’uso di due linee temporali permette inoltre alla serie di esplorare le origini dei rapporti tra i personaggi e di mostrare come eventi lontani nel tempo continuino a influenzare le indagini nel presente.

Con una saga letteraria composta da quasi trent’anni di romanzi e un cast guidato da Nicole Kidman e Jamie Lee Curtis, Scarpetta ha tutte le caratteristiche per diventare uno dei nuovi punti di riferimento tra le serie crime contemporanee.

Scarpetta – Stagione 2: conferma, cast e tutto quello che sappiamo sulla nuova stagione della serie con Nicole Kidman

Il debutto di Scarpetta su Prime Video ha segnato uno degli arrivi più attesi nel panorama delle serie crime del 2026. La serie, guidata da Nicole Kidman nei panni della leggendaria patologa forense Kay Scarpetta, porta sullo schermo uno dei personaggi più iconici della narrativa thriller contemporanea. Basata sulla celebre saga letteraria creata da Patricia Cornwell, la produzione ha esordito l’11 marzo 2026 con otto episodi pubblicati simultaneamente, ottenendo subito una ricezione positiva da pubblico e critica.

La serie (la nostra recensione) si muove tra indagine scientifica, introspezione psicologica e una costruzione narrativa che alterna diverse epoche della vita della protagonista. Questo approccio ha permesso allo show di adattare simultaneamente più romanzi della saga letteraria, aprendo la strada a un universo narrativo molto più ampio. Proprio per questo motivo, il futuro della serie è stato pianificato con largo anticipo: Scarpetta tornerà con una seconda stagione.

La seconda stagione di Scarpetta è già stata confermata da Prime Video

Cortesia di Prime Video

A differenza di molte serie che attendono i dati di streaming prima di essere rinnovate, Scarpetta è stata progettata fin dall’inizio come un progetto pluristagionale. Quando la serie è stata annunciata nel 2024, Prime Video ha ordinato direttamente due stagioni, dimostrando una forte fiducia nel potenziale della storia e nel prestigio del team creativo coinvolto.

Questa scelta non è casuale. La saga letteraria di Patricia Cornwell conta infatti 29 romanzi pubblicati dal 1990 a oggi, un corpus narrativo vastissimo che offre materiale sufficiente per molte stagioni televisive. La strategia produttiva ricorda quella adottata da altre grandi serie crime contemporanee, dove il mondo narrativo viene pianificato con anticipo per garantire continuità e sviluppo dei personaggi.

Il buon riscontro della prima stagione – che ha registrato valutazioni positive anche su aggregatori come Rotten Tomatoes – rafforza ulteriormente la probabilità che il progetto prosegua senza particolari ostacoli produttivi.

Il cast che potrebbe tornare nella stagione 2

Cortesia di Prime Video

Anche se Prime Video non ha ancora pubblicato una lista ufficiale del cast della seconda stagione, la struttura narrativa della serie rende abbastanza prevedibile il ritorno di gran parte degli interpreti principali.

Al centro della storia resterà naturalmente Nicole Kidman nel ruolo della dottoressa Kay Scarpetta, brillante patologa forense che utilizza tecnologie avanzate e metodi scientifici per risolvere casi di omicidio particolarmente complessi. Oltre a essere la protagonista, Kidman è anche una delle produttrici della serie, elemento che rafforza la sua presenza nel progetto a lungo termine.

Accanto a lei dovrebbe tornare anche Jamie Lee Curtis nel ruolo di Dorothy Scarpetta, la sorella della protagonista, un personaggio fondamentale per comprendere la dimensione familiare e psicologica della storia.

Tra gli altri interpreti che potrebbero rientrare nel cast figurano:

  • Ariana DeBose nel ruolo di Lucy Farinelli-Watson

  • Bobby Cannavale nel ruolo dell’ex detective Pete Marino

  • Simon Baker nel ruolo del profiler dell’FBI Benton Wesley

La serie ha inoltre adottato una scelta narrativa interessante: mostrare versioni più giovani di diversi personaggi chiave, permettendo di esplorare momenti cruciali del passato. È quindi probabile che tornino anche gli attori che interpretano le controparti giovanili dei protagonisti, contribuendo a mantenere quella struttura temporale stratificata che ha caratterizzato la prima stagione.

Quale storia potrebbe raccontare Scarpetta – stagione 2

Cortesia di Prime Video

La prima stagione di Scarpetta ha adottato un approccio narrativo piuttosto insolito: adattare due romanzi della saga nello stesso arco narrativo. La stagione combina infatti gli eventi del primo libro della serie, Postmortem (1990), con elementi di Autopsy (2021), creando un racconto che collega passato e presente della protagonista.

Questa scelta permette alla serie di esplorare l’evoluzione della carriera di Scarpetta e di interrogarsi sulle conseguenze delle sue prime grandi indagini. Se gli autori decideranno di mantenere lo stesso schema, la seconda stagione potrebbe continuare a mescolare romanzi di epoche diverse della saga.

Una delle ipotesi più plausibili è l’adattamento di Body of Evidence (1991), il secondo romanzo della serie. In questo caso, la trama potrebbe ruotare attorno all’omicidio di una scrittrice solitaria trovata morta nella propria casa dopo aver ricevuto per mesi misteriose telefonate minatorie.

Un intreccio di questo tipo permetterebbe alla serie di mantenere il suo tono caratteristico: un crime investigativo costruito attorno alla medicina legale, ma allo stesso tempo profondamente psicologico, dove il passato delle vittime e dei protagonisti diventa parte integrante del mistero.

A che punto è la produzione della seconda stagione

Nonostante la conferma anticipata della serie, al momento non sono stati diffusi aggiornamenti ufficiali sulla produzione della seconda stagione. Questo silenzio è in parte spiegabile dal calendario recente della serie: la prima stagione è stata lanciata solo nel marzo 2026, e gran parte dell’attenzione del cast e della produzione è stata dedicata alla promozione del debutto.

Tuttavia, proprio il fatto che la seconda stagione fosse stata ordinata insieme alla prima lascia spazio a diverse possibilità. In molti casi, quando una piattaforma commissiona più stagioni fin dall’inizio, parte del lavoro di scrittura e sviluppo viene avviato parallelamente alla produzione iniziale.

Se questo fosse il caso anche per Scarpetta, è possibile che la lavorazione della seconda stagione sia già in corso dietro le quinte. Questo potrebbe significare un ritorno relativamente rapido della serie su Prime Video, soprattutto considerando la volontà della piattaforma di consolidare il proprio catalogo di thriller di alto profilo.

Per ora, quindi, i dettagli sulla trama e sulle date di uscita restano ancora limitati. Ma una cosa è certa: con quasi trent’anni di romanzi alle spalle e un cast guidato da Nicole Kidman, Scarpetta ha tutto il potenziale per diventare una delle saghe crime più longeve dello streaming.

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Arco – Un’amicizia per salvare il futuro, recensione della favola sci-fi arrivata dalla Francia

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Immaginare il futuro è sempre stato uno degli strumenti più potenti del cinema di fantascienza. In Arco – Un’amicizia per salvare il futuro, il regista francese Ugo Bienvenu sceglie di proiettare lo spettatore quarant’anni avanti nel tempo, in un 2075 segnato da catastrofi climatiche e trasformazioni radicali della società. Tuttavia, ciò che potrebbe sembrare l’ennesimo scenario distopico si trasforma gradualmente in qualcosa di più complesso: una riflessione sul rapporto tra tecnologia, natura e crescita umana filtrata attraverso lo sguardo di due bambini.

Il film, candidato agli Oscar 2026 come miglior film d’animazione, costruisce una narrazione che mescola avventura, malinconia e meraviglia. Pur partendo da premesse inquietanti — una Terra devastata da eventi climatici estremi e una società dominata da robot e ologrammi — l’opera non sembra mai perdere la speranza. La storia suggerisce infatti che il futuro non è un destino inevitabile, ma una possibilità aperta alle scelte delle nuove generazioni.

Un futuro tecnologico che ha smarrito il contatto umano

Nel mondo immaginato da Bienvenu, l’umanità vive almeno in parte all’interno di cupole protettive, costruite per difendersi dagli effetti di un clima ormai fuori controllo. Le città sono diventate ambienti altamente automatizzati: i robot svolgono gran parte dei lavori, dalla manutenzione delle strade fino alle forze dell’ordine. Persino attività che tradizionalmente richiedevano una presenza umana, come l’educazione o la cura dei bambini, sono state affidate a macchine umanoidi.

Questo scenario crea un’atmosfera di profonda distanza emotiva. Gli adulti sono assenti, non solo fisicamente ma anche mentalmente. Ma il film non insiste in modo didascalico su questi aspetti, li lascia emergere attraverso dettagli quotidiani, dando allo spettatore la sensazione di un futuro in cui la tecnologia ha sostituito gran parte delle relazioni autentiche.

Allo stesso tempo, la presenza dominante della natura nel film introduce un contrasto interessante rispetto alla fantascienza più tradizionale. I paesaggi sono ricchi, dettagliati, luminosi, e restituiscono l’idea di un pianeta ancora vivo nonostante tutto. Questo elemento contribuisce a dare al film un tono più contemplativo.

Arco – un’amicizia per salvare il futuroDue bambini, due epoche

Il cuore della storia è l’incontro tra Arco e Iris, due bambini della stessa età ma provenienti da realtà profondamente diverse. Arco vive in un’epoca successiva alla catastrofe globale. Gli esseri umani abitano su piattaforme sospese sopra le nuvole, in un mondo che sembra aver abbracciato uno stile di vita più essenziale e minimalista. Nonostante questo contesto quasi post-apocalittico, la sua infanzia conserva ancora una dimensione familiare: i suoi genitori sono presenti e coinvolti nella sua crescita.

Spinto dalla curiosità e dal desiderio di vedere dei veri dinosauri, Arco decide però di disobbedire. Ruba un mantello volante dai colori dell’arcobaleno, un oggetto capace di permettere viaggi nel tempo. L’avventura prende una piega imprevista quando il bambino perde il controllo e finisce catapultato proprio nel 2075.

Qui incontra Iris, una bambina che vive in una società altamente tecnologica ma emotivamente distante. I suoi genitori sono quasi sempre lontani per lavoro e comunicano con lei soltanto tramite ologrammi. A prendersi cura di lei e del suo fratellino Peter è Mikki, una tata robotica programmata per occuparsi dei bambini.

Questa differenza tra le due realtà diventa subito evidente nel rapporto tra i protagonisti. Arco è stupito da un mondo dove le macchine fanno praticamente tutto, mentre Iris guarda con sorpresa l’idea di una famiglia fisicamente presente e di una vita meno mediata dalla tecnologia.

Un’avventura semplice che diventa riflessione sul futuro

La trama segue una struttura narrativa piuttosto lineare. Dopo l’atterraggio accidentale nel 2075, Arco deve recuperare il cristallo perduto durante l’impatto: solo così il mantello potrà funzionare di nuovo e permettergli di tornare alla sua epoca.

Durante la ricerca, lui e Iris si trovano ad affrontare diversi ostacoli: una minaccia ambientale, situazioni imprevedibili e una bizzarra banda di “antagonisti” che aggiunge momenti di comicità alla narrazione. Questi elementi rendono il film dinamico e accessibile anche a un pubblico più giovane.

Ma al di sotto della struttura avventurosa si sviluppa una riflessione più profonda. Il confronto tra i due bambini diventa un modo per interrogarsi sul presente. Il futuro di Iris appare infatti come l’esito estremo di alcune tendenze già visibili oggi: dipendenza tecnologica, isolamento sociale, delega crescente alle macchine.

Una sequenza particolarmente significativa mostra i due protagonisti infiltrarsi nella scuola di Iris. Le lezioni vengono ricreate attraverso ologrammi spettacolari, che riportano in vita epoche passate e persino i dinosauri. Eppure tutto rimane un’illusione: immagini perfette ma prive di esperienza reale. È un momento che sottolinea il paradosso di un mondo tecnologicamente avanzato ma emotivamente impoverito.

Arco – un’amicizia per salvare il futuroL’umanità delle macchine e la responsabilità dei bambini

Uno degli aspetti più interessanti del film è il personaggio di Mikki, la tata robotica. In teoria è soltanto una macchina programmata per proteggere Iris e suo fratello. Tuttavia, nel corso della storia, il suo comportamento sembra superare i limiti di una semplice funzione meccanica. La sua determinazione nel difendere i bambini e la sua partecipazione emotiva suggeriscono qualcosa di più complesso: forse anche un’intelligenza artificiale può sviluppare forme di affetto e responsabilità che non erano state previste.

Parallelamente, il film attribuisce grande importanza alle scelte dei protagonisti. Bienvenu tratta i bambini con grande serietà narrativa. Arco e Iris non sono semplicemente figure ingenue trascinate dagli eventi: devono affrontare le conseguenze delle loro decisioni. Le loro azioni comportano rischi reali, e il prezzo da pagare non è simbolico. Il film suggerisce che il tempo trascorso lontano dalle persone amate è qualcosa che non può essere recuperato. È una riflessione sorprendentemente matura per un’opera animata destinata anche ai più giovani.

Una fantascienza piena di meraviglia

Visivamente, Arco – Un’amicizia per salvare il futuro si distingue per il suo stile diretto e pulito. I personaggi si avvicinano a un’estetica più vicina all’animazione giapponese. I fondali, ricchi di dettagli e di profondità, contribuiscono a creare un mondo credibile ma allo stesso tempo fiabesco, percezione sostenuta anche dai colori vivaci e brillanti che invadono lo schermo. Il film riesce così a mantenere un equilibrio delicato tra fantasia e riconoscibilità. Il futuro immaginato non è completamente alieno rispetto al nostro presente: appare piuttosto come una sua possibile evoluzione.

Ed è proprio qui che risiede la forza dell’opera. Pur mostrando un pianeta in crisi e una società trasformata dalla tecnologia, Bienvenu non costruisce una visione fatalista. La storia suggerisce che ogni epoca contiene la possibilità di cambiare rotta. Il futuro può essere oscuro, ma può anche diventare un’occasione di rinascita. È questa ambivalenza — tra monito e speranza — a rendere Arco un racconto capace di parlare sia ai bambini sia agli adulti, ricordando a entrambi che le scelte di oggi sono ciò che realmente disegna il mondo di domani.

I Griffins, in arrivo uno spin off dedicato a Stewie

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I Griffins, in arrivo uno spin off dedicato a Stewie

A dimostrazione che non si è mai troppo giovani per essere protagonisti di una propria serie, Fox ha ordinato due stagioni di Stewie, uno spin-off del colosso globale I Griffin (Family Guy) incentrato sul malvagio e geniale figlioletto dei Griffin. La nuova commedia animata, che seguirà Stewie in età prescolare ed esplorerà i viaggi nel tempo e nello spazio, è stata creata dal creatore dei Griffin, Seth MacFarlane, e da 20th Television Animation. La sua uscita è prevista su Fox durante la stagione 2027-28, con streaming il giorno successivo su Hulu e a livello internazionale su Disney+ (dove lo vedremo noi in Italia).

Stewie si unirà alla lista di serie animate di lunga data di Fox della serie 20th TV Animation: I Griffin e American Dad! – entrambe di MacFarlane – così come I Simpson e Bob’s Burgers, che hanno ricevuto un rinnovo di quattro stagioni nel 2025 nell’ambito di un mega accordo 4×4 senza precedenti. L’acquisizione biennale di Stewie la sincronizzerà con le altre; gli accordi per tutte e cinque le serie animate sono validi fino al 2029, data in cui scade anche l’attuale accordo di streaming stagionale da 1,5 miliardi di dollari tra Fox e Hulu, la sorella Disney di 20th TV.

Il numero di episodi di Stewie non è stato rivelato, ma dovrebbe essere leggermente inferiore ai 15 episodi a stagione che la serie animata di 20th Animation produce in base all’attuale accordo con Fox. MacFarlane, che presta la voce a Stewie ne I Griffin, farà lo stesso per la serie spin-off, da lui creata con Kirker Butler, storico sceneggiatore e produttore de I Griffin.

Cosa racconterà Stewie

In seguito, dopo essere stato cacciato dal suo vecchio asilo, Stewie è costretto a iscriversi a un nuovo asilo che non è esattamente il massimo. È frequentato da una manciata di bambini che non conosce e da una tartaruga di classe di 75 anni con una teoria un po’ contorta su quasi ogni materia. Stewie è infelice, gli altri bambini sono infelici e persino la tartaruga è infelice… finché Stewie non inizia a usare la sua fidata serie di dispositivi per portarli ovunque nello spazio e nel tempo, trasformando ogni noiosa giornata scolastica in un’avventura folle e surreale.

Ritorno al tratturo con Elio Germano in anteprima al BIF&ST 2026

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Ritorno al tratturo, il documentario scritto e diretto da Francesco Cordio, con la partecipazione straordinaria di Elio Germano sarà presentato in anteprima nella sezione “Per il cinema italiano” – fuori concorso – alla 17/ma edizione del BIF&ST – BARI INTERNATIONAL FILM & TV FESTIVAL.

La proiezione si terrà lunedì 23 marzo alle ore 19.30 al Multicinema Galleria di Bari (Corso Italia 15G), alla presenza del regista e dei produttori per un Q&A. Il film, da un’idea di Francesco Cordio, Elio Germano e Filippo Tantillo, prodotto e distribuito da Own Air, arriverà nelle sale italiane dal 29 aprile.

Girato interamente in Molise, tra le province di Isernia e Campobasso, Ritorno al tratturo è un viaggio intimo e collettivo nelle aree interne della regione. Il tratturo – un ampio sentiero erboso largo un centinaio di metri e lungo centinaia di chilometri, storicamente utilizzato per la transumanza – ha messo in comunicazione per secoli le popolazioni d’Europa con quelle del Mediterraneo.

Elio Germano, attore di origini molisane, esplora e attraversa i luoghi, incontra le persone e le ascolta tra le montagne affusolate di Frosolone e i sentieri di Pietracupa; con la sua voce si fa narratore e illustra la complessità degli interventi in atto sul territorio. In cammino con lui Filippo Tantillo, autore e ricercatore territorialista e Silvia Di Passio, community manager delle aree interne, sono impegnati nella ricerca costante di opportunità reali e possibili trasformazioni ai “margini” del continente.

Il Molise, tra le regioni più piccole d’Italia per numero di abitanti, teatro naturale di contrasti, tra radici e modernità, spesso evocato come metafora dell’oblio, diventa frame dopo frame, un luogo che esiste e resiste, dove storie reali e concrete di contadini, allevatori, artigiani, piccoli imprenditori, librai, ristoratori, camminatori, studenti possono parlare a nome di tutta Italia e di tutta Europa. Le reti locali e le piccole comunità che emergono nel film danno voce, forza, futuro e speranza ai territori, ponendosi come fulcro della narrazione.

Le aree interne rappresentano oltre la metà dei comuni italiani, ma ospitano circa il 20% della popolazione.L’85% di questi ha meno di 5.000 abitanti. Sono territori segnati da spopolamento, emigrazione giovanile, bassi tassi di natalità, invecchiamento della popolazione e carenza di servizi essenziali – mobilità, istruzione, sanità – ma ricchi di cultura e risorse naturali che ne rappresentano il potenziale sviluppo. A queste aree sono destinati centinaia di milioni di euro tra fondi nazionali, europei e PNRR.

Il documentario è quindi un racconto corale capace di restituire la complessità di quell’Italia composta da 13 milioni di persone che abita il 60% del territorio nazionale ma resta emarginata dal dibattito pubblico e dalle scelte strategiche.

Ritorno al Tratturo, rimanda sia sul piano semantico che stilistico a Ritorno al futuro di Robert Zemeckis (1985) rovesciandone però la direzione del viaggio, un ritorno a una dimensione più lenta e sostenibile come alternativa alla velocità che ha progressivamente svuotato molti luoghi. Il film intreccia immagini, parole e musica in una narrazione poetica e politica insieme anche grazie al brano Vento, scritto dal cantautore Luca Bussoletti e Leonardo Polla De Luca e cantato da Lavinia Mancusi. Nella canzone, ora disponibile in presave e su tutte le piattaforme digitali dal 13 marzo, il vento simboleggia una forza trasformatrice ma anche un compagno di viaggio: trascina lungo i territori sconfinati delle aree interne lasciando, non la solitudine, ma la consapevolezza di appartenere a qualcosa di più grande e universale.

Silo – Stagione 3: Rebecca Ferguson rivela il periodo di uscita su Apple TV

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Il ritorno nel mondo fantascientifico e pieno di colpi di scena di Silo è più vicino del previsto. Durante la promozione del suo nuovo film Netflix Peaky Blinders: The Immortal Man nello show TODAY, Rebecca Ferguson, interprete ed executive producer di Juliette Nichols, ha confermato che la stagione 3 debutterà su Apple TV quest’estate”, senza però specificare una data o un mese precisi.

Questa conferma giunge dopo una lunga attesa, iniziata con la conclusione della seconda stagione a gennaio 2025, che si era chiusa con diversi cliffhanger e trame lasciate aperte. L’attesa dei fan è cresciuta ulteriormente dopo il termine delle riprese della stagione 3, completate a maggio 2025. La serie era stata rinnovata per due stagioni consecutive a dicembre 2024, e le stagioni 3 e 4 sono state girate back-to-back. Apple TV ha confermato che la quarta stagione sarà anche l’ultima della serie. Dal momento che le riprese della quarta stagione si sono appena concluse, l’attesa tra la terza e la quarta stagione non dovrebbe essere troppo lunga.

Oltre a confermare la finestra di uscita, Rebecca Ferguson ha offerto qualche anticipazione sul contenuto della stagione 3. Senza svelare dettagli specifici della trama, l’attrice ha dichiarato che la serie va di bene in meglio, sottolineando che la crescita della storia e dei personaggi sarà evidente anche nella quarta stagione: “Stranamente, migliora sempre di più. Trovo insolito che le serie crescano e sviluppino le storie; di solito si sgonfiano, ma questa migliora sempre di più.”

La stagione 3 adatterà Shift, il secondo libro della trilogia di Silo, con alcune modifiche per dare maggiore spazio al personaggio di Juliette Nichols, poco presente nel romanzo originale. Gli episodi in arrivo quest’estate integreranno anche elementi dal terzo libro, Dust, che prosegue direttamente la storia iniziata con Wool.

Il cast di Silo

Il cast principale include, oltre a Ferguson, Common (Robert Sims), Tim Robbins (Bernard Holland), Harriet Walter (Martha Walker), Avi Nash (Lukas Kyle), Rick Gomez (Patrick Kennedy), Shane McRae (Knox), Chinaza Uche (Paul Billings) e Steve Zahn (Jimmy/Solo). Ashley Zukerman (Daniel) e Jessica Henwick (Helen) sono confermati come regular della stagione 3.

Sebbene Apple TV non abbia ancora ufficialmente confermato il numero di episodi, si prevede che saranno 10, come nelle stagioni precedenti, stessa quantità attesa anche per la quarta e ultima stagione. Con la conferma della finestra estiva 2026, è probabile che presto vengano annunciati anche la data ufficiale di uscita e i primi teaser degli episodi, alimentando ulteriormente l’attesa dei fan per il ritorno nella misteriosa e avvincente comunità sotterranea di Silo.

The Batman – Parte 2: Daniel Craig rinuncia al ruolo di Christopher Dent

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Arrivano aggiornamenti dal set di The Batman – Parte 2, atteso sequel del film del 2022. Secondo recenti rapporti di produzione, a Daniel Craig sarebbe stato offerto il ruolo del misterioso Christopher Dent, padre di Harvey Dent, ma l’ex 007 avrebbe declinato l’offerta. Le ragioni potrebbero non riguardare la sceneggiatura il compenso, ma i suoi impegni sul film senza titolo di Damien Chazelle ambientato in una prigione, con Cillian Murphy e Michelle Williams, le cui riprese inizieranno il mese prossimo.

Le riprese di The Batman – Parte 2 inizieranno il 29 maggio a Londra. Gran parte del cast principale è già confermata, tra cui Robert Pattinson come Bruce Wayne/Batman, Jeffrey Wright come Jim Gordon, Andy Serkis come Alfred, Colin Farrell come il Pinguino e, possibilmente, Barry Keoghan come Joker. Zoë Kravitz non dovrebbe riprendere il ruolo di Selina Kyle/Catwoman, mentre Scarlett Johansson dovrebbe interpretare Gilda, moglie di Harvey Dent.

Secondo indiscrezioni, la trama del sequel vedrà il procuratore distrettuale Harvey Dent, il commissario James Gordon e Batman allearsi in modo instabile per fermare un serial killer e contrastare il potere radicato della mafia a Gotham. Questa premessa richiama chiaramente la storia di Batman: Il lungo Halloween, che aveva influenzato anche elementi di Il cavaliere oscuro di Christopher Nolan. I fan si interrogano se il misterioso secondo villain sarà una versione dell’Holiday Killer e se Holiday sarà interpretato da Scarlett Johansson.

Il regista Matt Reeves ha anticipato che il villain sarà un antagonista “mai realmente visto prima in un film”, mentre lo sceneggiatore Mattson ha sottolineato l’impegno della squadra nel realizzare una storia nuova e pericolosa, degna dei personaggi, che superi i limiti della prima pellicola.

The Batman – Parte 2 è atteso nelle sale il ottobre 2027 e promette di approfondire la saga di Gotham con una storia ricca di mistero, intrighi e colpi di scena.

Beau Willimon, sceneggiatore di Andor, in trattative con i Marvel Studios per un nuovo progetto

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Secondo recenti voci, lo sceneggiatore di Andor, Beau Willimon, sarebbe in trattative con i Marvel Studios per sviluppare un futuro progetto, segnando un possibile passaggio dall’universo di Star Wars al Marvel Cinematic Universe. Al momento, i dettagli sul prossimo capitolo narrativo del MCU rimangono un mistero. Sappiamo che gli X-Men saranno al centro dell’attenzione, ma come apparirà questo mondo condiviso dopo Avengers: Secret Wars è un’incognita. Alcune voci suggeriscono che la Marvel stia pianificando un leggero reboot della continuity, integrando Avengers, Fantastici 4, X-Men e Spider-Man tutti sulla stessa Terra.

I progetti confermati includono Black Panther 3 di Ryan Coogler e il reboot degli X-Men di Jake Schreier, mentre uno Spider-Man 5 sembra praticamente certo. Se saremo fortunati, potremo avere una rivelazione completa della Fase 7 da parte di Kevin Feige al D23 di quest’anno o del prossimo e al San Diego Comic-Con.

Willimon è già molto richiesto dopo il successo di Andor, e in passato ha lavorato come showrunner per House of Cards. Recentemente ha scritto anche un film di Game of Thrones per Warner Bros., incentrato su Aegon I, il primo Signore dei Sette Regni e fondatore della dinastia Targaryen, la cui storia si svolge circa 300 anni prima della serie originale. Willimon ha raccontato la sua esperienza su Andor: “Tony [Gilroy] mi ha chiesto di scrivere qualche episodio e io pensavo scherzasse perché amo Star Wars, ma non sono un esperto. Tutto quello che dovevo fare era scrivere per il mio amico Tony. Sono molto orgoglioso della seconda stagione.

Al momento non è chiaro se il progetto Marvel sarà un film o una serie TV, ma i fan sono già curiosi di scoprire quale nuova storia lo sceneggiatore porterà nel MCU. La possibilità di vedere Beau Willimon raccontare una storia Marvel ha infatti già acceso l’immaginazione del pubblico.

Spider-Man: Brand New Day, il primo trailer potrebbe arrivare la prossima settimana

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L’attesa per Spider-Man: Brand New Day potrebbe essere finalmente vicina alla fine. Secondo diverse indiscrezioni circolate nelle ultime ore sui social media, il primo trailer dell’atteso film potrebbe essere pubblicato online già la prossima settimana, offrendo ai fan il primo sguardo ufficiale al nuovo capitolo dedicato all’Uomo Ragno.

Il progetto, prodotto da Sony Pictures in collaborazione con Marvel Studios, è attualmente uno dei titoli più attesi del 2026. Nonostante le riprese siano iniziate in Scozia la scorsa estate, lo studio non ha ancora avviato una vera e propria campagna promozionale. A mantenere viva l’attenzione del pubblico sono stati finora soprattutto foto dal set, leak di materiale promozionale e persino un trailer trapelato online in qualità molto bassa.

In precedenza si era ipotizzato che il primo trailer ufficiale potesse essere diffuso a dicembre, magari in occasione dell’uscita cinematografica di Avatar: Fuoco e cenere o del nuovo Anaconda. Tuttavia, la promozione di Avengers: Doomsday da parte dei Marvel Studios nello stesso periodo avrebbe spinto a rivedere i piani.

Ora diversi insider sostengono che il trailer potrebbe arrivare tra il 17 e il 18 marzo, tempistica che coinciderebbe con l’uscita nelle sale di L’ultima missione – Project Hail Mary, prevista per il venerdì successivo. Tuttavia, Sony dovrà scegliere con attenzione la data di pubblicazione, poiché alcune voci indicano che anche il primo trailer di Dune – Parte 3 potrebbe debuttare nello stesso periodo. Non è comunque escluso che nuovo materiale del film venga mostrato anche durante il CinemaCon di aprile, uno degli eventi più importanti per l’industria cinematografica.

A interpretare nuovamente l’iconico supereroe sarà Tom Holland, affiancato da un cast che include Zendaya, Jon Bernthal, Mark Ruffalo e Sadie Sink. Nel film torneranno anche Jacob Batalon e Michael Mando, mentre Florence Pugh dovrebbe riprendere il ruolo di Yelena Belova.

La storia sarà ambientata quattro anni dopo gli eventi del precedente capitolo e mostrerà uno scenario molto diverso per il protagonista: Peter Parker non esiste più, mentre Spider-Man continua a proteggere New York City nell’anonimato. Tuttavia, una misteriosa serie di crimini trascinerà l’eroe in una nuova e complessa rete di eventi che lo costringerà ad affrontare anche le conseguenze del suo passato.

Alla regia del film troviamo Destin Daniel Cretton, già noto per Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, mentre la sceneggiatura è firmata dagli autori della saga Chris McKenna e Erik Sommers.

L’uscita di Spider-Man: Brand New Day è prevista nelle sale il 31 luglio 2026, ma se le indiscrezioni dovessero rivelarsi corrette, i fan potrebbero avere un primo assaggio del film già nei prossimi giorni.

Vought Rising: Jensen Ackles conferma la fine delle riprese della serie prequel di The Boys

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Le riprese della prima stagione di Vought Rising, nuova serie prequel ambientata nell’universo di The Boys, si sono ufficialmente concluse. A confermarlo è stato Jensen Ackles, che nello show tornerà a interpretare il controverso anti-eroe Soldatino. L’attore ha condiviso la notizia con i fan attraverso un video pubblicato sul suo profilo Instagram, rivelando che quello era l’ultimo giorno di riprese della serie. Nel filmato Ackles appare mentre si prepara a indossare il costume del personaggio, mostrando anche un piccolo dietro le quinte della produzione. L’attore ha spiegato che vestirsi nei panni di Soldatino non è affatto semplice: per indossare completamente l’armatura servono infatti dalle tre alle cinque persone della troupe.

Nel messaggio che accompagna il video, Ackles ha ringraziato il cast e la produzione per il lavoro svolto durante le riprese, dichiarando di essersi divertito molto durante la realizzazione della serie. Con il suo tipico tono ironico, ha poi scherzato definendo i colleghi “un gruppo di psicopatici”, aggiungendo però di voler loro bene proprio per questo. La serie fungerà da prequel dello show principale e sarà ambientata negli anni ’50. La storia racconterà gli inizi di diversi personaggi già noti al pubblico, esplorando anche alcuni eventi chiave dell’universo narrativo, come le origini della compagnia Vought-American, la diffusione del Compound V e la nascita dell’impero dei supereroi.

Il cast della serie includerà anche Aya Cash, che riprenderà il ruolo di Stormfront, oltre a Mason Dye, Elizabeth Posey, Will Hochman, Rohan Mead e Josh Randall. Inoltre, Ackles si riunirà con due suoi ex colleghi della serie Supernatural: Jared Padalecki e Misha Collins, anche se al momento non è stato rivelato quali personaggi interpreteranno. Nel frattempo, la quinta stagione di The Boys arriverà l’8 aprile 2026. Vought Rising non ha ancora una data di uscita ufficiale, ma molti ipotizzano che possa debuttare tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027.

Alien: Romulus, Michael Sarnoski in trattative per dirigere il sequel

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Il sequel di Alien: Romulus (qui la nostra recensione) continua a prendere forma, ma con un cambiamento importante dietro la macchina da presa. Fede Álvarez, che aveva scritto la sceneggiatura del nuovo capitolo, non tornerà infatti alla regia, spiegando in precedenza di aver deciso di “passare il testimone”. La scelta aveva sorpreso molti osservatori, soprattutto perché lo stesso Álvarez aveva dichiarato nel giugno scorso di essere già in fase di preparazione del film, con l’intenzione di iniziare le riprese nell’autunno del 2025.

Secondo quanto riportato da Nexus Point News, la regia del sequel potrebbe ora essere affidata a Michael Sarnoski, attualmente in trattative con la produzione. Il regista è reduce dal successo di A Quiet Place – Giorno 1, altro film incentrato su una minaccia aliena, e in passato aveva citato proprio Aliens – Scontro finale tra le principali fonti di ispirazione per il suo lavoro. Sarnoski si è fatto conoscere con il suo debutto Pig (2021), acclamato film indipendente con Nicolas Cage, mentre A Quiet Place – Giorno 1 ha segnato il suo primo progetto all’interno di una grande proprietà cinematografica. Attualmente sta inoltre completando The Death of Robin Hood, con Hugh Jackman e Jodie Comer.

Dietro l’uscita di scena di Álvarez potrebbero esserci state divergenze creative. Secondo alcune indiscrezioni, il regista avrebbe voluto riportare nel franchise il personaggio di David, interpretato da Michael Fassbender, mentre il produttore Ridley Scott, supervisore della saga, non sarebbe stato favorevole all’idea. Alien: Romulus, concepito come un ritorno alle atmosfere essenziali del film originale del 1979 diretto da Scott, si è rivelato un successo inaspettato, incassando circa 350 milioni di dollari nel mondo a fronte di un budget di circa 80 milioni. Tra gli elementi più apprezzati dal pubblico e dalla critica c’è stata l’interpretazione di Cailee Spaeny nel ruolo di Rain, personaggio che molti hanno paragonato a una nuova versione della storica Ripley.

LEGGI ANCHE: Alien: Romulus, Fede Álvarez afferma che il sequel eviterà un problema del franchise

Denzel Washington presto in Italia per le riprese del kolossal storico di Netflix su Annibale

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Il nuovo kolossal storico prodotto da Netflix e dedicato alla figura di Annibale compie finalmente un passo decisivo verso la realizzazione. Il film, ancora senza titolo ufficiale, vedrà protagonista Denzel Washington e sarà diretto da Antoine Fuqua. Secondo quanto riportato da Variety, le riprese inizieranno nell’estate del 2026 in Italia.

La produzione avrà come base principale gli storici Cinecittà Studios di Roma. Attualmente nel Paese sono già in corso le attività di pre-produzione e la ricerca delle location, poiché gran parte delle scene del film verrà realizzata proprio sul territorio italiano.

Il progetto era stato annunciato per la prima volta nel 2023, quando Denzel Washington era stato scelto per interpretare il celebre generale cartaginese Annibale. La sceneggiatura è firmata da John Logan, tre volte candidato all’Oscar e autore di film come Il Gladiatore e The Aviator. Alla fotografia lavorerà invece Robert Richardson, vincitore di tre premi Oscar.

Secondo la sinossi ufficiale, il film sarà basato sulla figura storica di Annibale, considerato uno dei più grandi comandanti militari della storia. La narrazione seguirà in particolare le battaglie decisive combattute contro la Repubblica romana durante la seconda guerra punica. Tra gli episodi più celebri della sua campagna militare vi fu l’attacco a Roma cavalcando elefanti da guerra nordafricani. Dopo aver guidato l’esercito cartaginese e ottenuto importanti vittorie, arrivando a controllare gran parte dell’Italia meridionale per circa quindici anni, Annibale venne infine sconfitto dai romani nella battaglia di Zama, quando questi invasero il Nord Africa.

Il film segnerà la sesta collaborazione tra Washington e Fuqua dopo titoli come Training Day, The Equalizer, I magnifici 7 e The Equalizer 2. Il loro lavoro più recente insieme è stato The Equalizer 3 (2023), anch’esso girato in parte in Italia. Con una produzione ambiziosa e un cast di alto profilo, il progetto punta a diventare uno dei più importanti film storici realizzati negli ultimi anni per la piattaforma streaming.

Billie Eilish in trattative per il suo primo ruolo cinematografico nell’adattamento di The Bell Jar

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Billie Eilish sta valutando il suo primo ruolo cinematografico in The Bell Jar dopo aver ottenuto grandi consensi per il suo debutto come attrice. Deadline riporta infatti che la cantante è in trattative per recitare nell’adattamento cinematografico di Sarah Polley del romanzo di Sylvia Plath, The Bell Jar. Polley, che ha vinto un Oscar per la sceneggiatura di Women Talking, ha firmato per dirigere e scrivere il film, con Joy Gorman Wettels come produttrice.

The Bell Jar, l’unico romanzo pubblicato da Plath dopo due raccolte di poesie, è incentrato su una studentessa universitaria di nome Esther Greenwood che accetta uno stage a New York, ma le sue esperienze di vita con problemi di salute mentale finiscono per avere un impatto importante su quel percorso promettente. Il viaggio di Esther nel libro del 1963 è vagamente ispirato alla vita dell’autrice.

Il primo adattamento cinematografico del romanzo è uscito nel 1979, con Marilyn Hassett nel ruolo di Esther Greenwood. Purtroppo, il film è stato ampiamente stroncato dalla critica e ha ottenuto un punteggio dello 0% su Rotten Tomatoes. Negli anni successivi ci sono stati diversi tentativi di riadattare il romanzo della Plath, tra cui quello del 2007 con Julia Stiles e poi quello del 2016 con Dakota Fanning (e Kirsten Dunst alla regia). Anche una serie della Showtime che non è però mai stata realizzata.

Ora la Focus Features sta invece firmando per un remake completamente nuovo, che segnerebbe così il primo ruolo cinematografico di Billie Eilish. La pluripremiata cantante ha in realtà già recitato in un episodio di Swarm di Prime Video, che le è valso un People’s Choice Award per la performance televisiva dell’anno. Eilish ha anche condotto Saturday Night Live, è apparsa in Sesame Street, ha prestato la sua voce a When Billie Met Lisa e ha recitato nel documentario Billie Eilish: The World’s a Little Blurry e nei film-concerto Happier Than Ever: A Love Letter to Los Angeles e Hit Me Hard and Soft.

La carriera musicale di Billie Eilish

Eilish ha sfondato nel mondo della musica con successi come “Ocean Eyes”, “Bad Guy” e “Happier Than Ever”. Il suo album più recente è Hit Me Hard and Soft, pubblicato nel 2024. La cantante ha vinto 10 Grammy, tra cui quelli per il disco dell’anno, la canzone dell’anno, l’album dell’anno e il miglior artista emergente.

Anche se The Bell Jar sarà la prima volta che Eilish reciterà in un film, la sua musica ha già avuto un ruolo importante nell’industria cinematografica.

Lei e suo fratello Finneas, che co-scrive e produce la sua musica, hanno scritto il singolo omonimo del film di James Bond del 2021 No Time to Die, che ha vinto l’Oscar e il Golden Globe per la migliore canzone originale. Eilish ha poi ricevuto gli stessi riconoscimenti per la sua canzone di successo “What Was I Made For?”, presente nel film campione d’incassi Barbie.

Ora Eilish ha in programma uno dei progetti più importanti della sua carriera. Al momento, però, ha in programma solo di recitare in The Bell Jar e non di registrare alcuna musica per la colonna sonora. La data di uscita non è stata ancora annunciata.