Ci sono dei pro e dei contro nello scegliere di ambientare un film come Keeper – L’eletta nell’ennesima casa nel bosco occupata dall’ennesimo regista di horror, se non fosse che Osgood ‘Oz’ Perkins non è l’ennesimo regista horror. E non solo perché figlio di Anthony ‘Psycho’ Perkins e portatore ‘sano’ – ammesso lo sia – di un DNA che invece dei cromosomi intreccia magioni isolate e gli orrori che possono nascondersi dietro una porta chiusa. Senza rifarsi all’esordio di February datato 2015 o concentrarsi troppo sull’ultimo The Monkey (nel quale appariva la stessa protagonista), già in Sono la bella creatura che vive in questa casa del 2016 e nel sorprendente Longlegs con Nicolas Cage, il ‘figlio d’arte’ si era fatto notare e aveva manifestato una certa predilezione per suggestioni inquietanti ed eredità alle quali si preferirebbe rinunciare.
La trama di Keeper – L’eletta
Stavolta, la protagonista assoluta è la ‘She-Hulk’ Marvel Tatiana Maslany, già in Orphan Black e ‘sfortunata in amore’ anche nel precedente incubo di Perkins (ma che col genere aveva avuto a che fare da esordiente, da Licantropia Apocalypse e The Messengers dei fratelli Pang a Le cronache dei morti viventi di Romero). È lei la giovane pittrice Liz, cittadina e forse un po’ hipster, convinta dall’amato Malcolm (Rossif Sutherland, secondogenito del celebre Donald e nel 2022 nel prequel dell’Orphan di Jaume Collet-Serra) a passare il loro primo anniversario nella isolata baita di famiglia nei boschi della British Columbia. Poco a suo agio in un tale contesto, la donna inizia a sentirsi ancora più a disagio per l’arrivo del cugino Darren e della sua misteriosa fidanzata Minka, che sussurra a Liz di non mangiare la torta trovata in cucina e lasciata come ‘benvenuto’ dalla custode. Una strana torta al cioccolato che Liz, nonostante non sia amante di quel cibo degli dei, divora nottetempo. La scomparsa di Malcolm, costretto a tornare in città da una emergenza, e di Darren, arrivato in assenza del cugino, coincidono con l’inizio di una serie di visioni terrificanti e disturbanti che fanno da preludio a un redde rationem dalle conseguenze imprevedibili. Per tutti.
Nella tana del bianconiglio
Girato durante lo stop
delle riprese di The Monkey per lo sciopero di Hollywood del
2023, il film vive dell’anima canadese delle location e degli
interpreti (esenti dai condizionamenti della SAG-AFTRA, come lo
sceneggiatore, non affiliato alla Writers Guild of America) e di
una atmosfera che Perkins costruisce con sapienza ammiccando di
volta in volta al serial thriller – nel prologo – al folk horror –
delle fughe nel bosco (e nel passato) – fino al dramma psicologico
e sentimentale. Che si sviluppa intorno alla Maslany, sorta di
Alice ben lontana dal Paese delle Meraviglie, eppure analogamente
spaesata di fronte alla possibilità che il fidanzato che credeva
bianconiglio possa averla invitata a qualcosa di peggio di un ‘non
compleanno’, e che si ritrova in una dimensione surreale dopo il
voluttuoso banchetto notturno che dicevamo.
Il naufragar dopo il dolce
Un morso, e inizia un
viaggio senza ritorno, tra passato e presente, tra creature e
mostri terreni, spiriti legati a un trauma originario, a una
maledizione che si perpetua attraverso il sangue, né Miyazaki né
Raimi. Nel quale Perkins molla ogni zavorra, svincolandosi da
qualsiasi limite narrativo, e sviluppa una serie di connessioni
apparentemente senza senso, ma che permetteranno di comprendere il
misterioso finale, esplicito e suggestivo insieme. In
Keeper, infatti, il terrore avvolge lentamente,
trasformandosi improvvisamente da paranoia a condanna senza scampo,
senza liberatori e catartici jumpscare, con un crescendo di ansia,
immagini sovrapposte e un sonoro disturbante, che scava sotto la
soglia della coscienza.
Quello che nel doloroso ‘manuale d’amore’ del prologo sembrava un serial thriller come tanti, svela un interessante e suggestivo ibrido dal DNA che vediamo mutare sotto i nostri occhi. Confermando, per altro, la mano e la sensibilità del regista, e la sua capacità di insinuarsi negli angoli più rassicuranti della nostra (in)coscienza per spingerci in un abisso nel quale vivi e morti si sovrappongono, vissuto e memoria combaciano in un limbo nel quale il tempo scompare. La stessa Liz, alla fine, vive un rovesciamento inatteso a seguito di un ‘invito’, una presa di coscienza che pure non porta con sé nessuna liberazione, ma solo un cambio di ruolo nella gabbia dalla quale avrebbe – come tutti – voluto scappare.









Il capo di questa
organizzazione fa il suo vero debutto alla fine della stagione 2.
Il misterioso Mr. 0 appare brevemente quando gli
Straw Hat sono a Little Garden, ma nel finale
vediamo finalmente il personaggio interpretato da
Il “segreto” di Chopper
nel finale








Le donne e la casa di
accoglienza
Comicità e armonia tra
maschile e femminile





















Il primo episodio della
stagione 2 porta gli Straw Hat Pirates a
Loguetown, una location iconica del manga che
rappresenta una sorta di ultima tappa prima di entrare nella
Grand Line. Molti eventi del manga avvengono anche
nella versione Netflix, ma viene introdotto un elemento che
non era presente nella storia originale.
Negli ultimi momenti
dell’episodio 1 della stagione 2, un uomo misterioso salva
Luffy da Smoker e poi osserva gli Straw Hat mentre
salpano. In quella
Nel manga,
Nel manga, Crocus
vive dentro lo stomaco di Laboon. Nella serie Netflix,
invece, vive in un faro che osserva Laboon e Reverse
Mountain. Questo cambiamento probabilmente serve a
rendere più urgente il salvataggio della Going Merry dopo
che viene inghiottita.
Miss All Sunday
è una delle principali antagoniste della stagione 2 e tornerà anche
nella
Nell’episodio 3
Zoro immagina continuamente Dracule Mihawk che lo
provoca. Mihawk lo aveva sconfitto nella stagione 1,
diventando l’obiettivo che Zoro deve superare per diventare
il miglior spadaccino del mondo.
Nel manga Luffy e
Zoro si scontrano brevemente quando Luffy crede che Zoro
stia attaccando i civili di Whiskey Peak. In realtà quei civili
sono agenti di Baroque Works, ma Luffy non lo
sa.
Negli episodi 4 e 5
compaiono Dorry e Brogy, i giganti di
Elbaph bloccati su Little Garden.
Elbaph è un regno di guerrieri che venerano un Dio del Sole
chiamato Nika.
Nel manga si sa
molto poco del passato di Miss Goldenweek. Nella serie
Netflix, durante le sue conversazioni con Luffy, lascia
intendere una storia con i suoi genitori, aggiunta
probabilmente per sviluppare meglio il
personaggio.
Nell’episodio 6 c’è una
sottotrama in cui Smoker e Tashigi combattono due agenti di
Baroque Works, catturandone uno per ottenere
informazioni.
Nel manga uno degli
alleati principali di Miss Wednesday è
Karoo, il suo gigantesco papero da corsa. Karoo
accompagna il personaggio in: Whiskey Peak,
Negli episodi finali
della stagione 2, Wapol crea soldati di metallo usando i
poteri del suo 




