Nauta, film
statico ed estetico. Un’opera, quella del regista Guido
Pappadà, sul sogno, con una struttura lineare atta a dare
spazio alle immagini, tutte giocate sui toni del giallo e del blu.
Bruno, circa quarant’anni, antropologo e professore universitario,
grazie alla telefonata di Paolo, un vecchio amico, apprende che
sull’isola di La Galite si è verificato uno straordinario fenomeno
naturale. Risvegliatosi dallo stato di apatia in cui è caduto per
la crisi con l’amatissima moglie Sara, mette insieme una
spedizione, che parte alla volta dell’isola alla ricerca della
perfetta armonia tra l’Uomo e la Natura. Durante la traversata, su
uno splendido e antico yacht a vela, le anime della compagnia, dopo
un primo momento di diffidenza, si sveleranno.
Nauta, il film
Nauta è un
film on the road, o meglio “on the sea”, dal finale romantico. Un
estetismo curato nei minimi dettagli a scapito, purtroppo, di un
mancato approfondimento di alcuni temi, esaminati con troppa
superficialità. La New Age è trattata come un prodotto da
supermercato, il rapporto tra Uomo e Natura non viene approfondito
e alla nuova consapevolezza non ci si arriva attraverso questo
legame, ma attraverso una solitudine catartica.
Il regista napoletano, alla sua
opera prima, gioca molto con la differenza tra notte e giorno, luce
e oscurità. La notte, onirica e immaginifica, è consacrata
all’incontro di queste anime inquiete che popolano lo yacht.
All’oscurità è legata l’empatia, il contatto profondo tra esseri
umani. La sensualità e la delicatezza delle tenebre sono
bruscamente interrotte dall’accecante e fastidiosa luminosità del
giorno. Il buio tende a nascondere le miserie umane, al contrario
la luce le illumina in maniera quasi pornografica.
Gli attori, attraverso il proprio
personaggio, ben riproducono i limiti della società moderna, primo
fra tutti il rifiuto di sentire anche il minimo dolore,
l’incapacità di rimanere nell’attrito, di mettersi in discussione e
di abbandonarsi alla relazione con se stessi. La più difficile da
sostenere.
Pappadà cerca,
attraverso un finale romantico, ma un po’ banale, di risvegliare
una consapevolezza verso questi difetti ponendo l’accento
sull’importanza di non perdere la capacità di sognare e sulla
necessità di una continua ricerca dell’armonia.
Alla conferenza stampa per l’opera
prima Nauta, del regista napoletano Guido Pappadà, presso il cinema
Quattro Fontane di Roma, sono presenti tutti gli attori David Coco,
Luca Ward, Elena Di Cioccio, Massimo Andrei, Paolo Mazzarelli,
Giovanni Esposito, i produttori e il regista stesso. Il clima
rilassato e goliardico tra i protagonisti del filmconquista tutta
la sala.
Nausicaa nella valle del vento
– Anno: 1984 – Regia:
Hayao Miyazaki. Con le voci
di: Paola Del Bosco (Nausicaa), Gioacchino Maniscalco
(Yupa), Mimmo Palmara (Gikkuri), Romano Malaspina
Sinossi: Mille anni dopo i Sette giorni di
fuoco, un evento che ha distrutto l’ecosistema terrestre con i
guerrieri invincibili, automi creati dall’uomo e dotati di arsenali
atomici, la Terra è regredita ad uno stato medievale, con alcune
macchine volanti retaggio del progresso perduto, e zone dove non si
può entrare, come la giungla tossica. Nausicaa, figlia del capo
della valle del vento, cerca un rapporto di armonia con questa
natura distrutta e deviata, ma la sua terra diventa presto campo di
battaglia per la gente di Tolmeka, desiderosa di ripristinare il
potere degli umani e che vuole risvegliare uno dei guerrieri
invincibili che allora distrussero la Terra, per scagliarlo contro
le creature delle zone contaminate.
Sarà Nausicaa a dover conciliare
finalmente di nuovo uomo e natura, in un finale suggestivo ed
epico, per far convivere insieme, in quel nuovo e vecchio mondo,
tutti. Analisi
Nato, come molti anime, prima come manga, edito in Italia a più
riprese, per Granata Press e poi più di una volta per Planet Manga,
Nausicaa nella valle del vento film riprende i primi sedici
capitoli del fumetto, dando una conclusione anche se quella
cartacea è più articolata e coinvolgente. Non ancora prodotto
ufficialmente dallo studio Ghibli, è per molti comunque il primo
film della prestigiosa casa di produzione, con già tutti i temi
cari a Miyazaki presenti, dal pacifismo alla lotta al nucleare,
dall’ecologismo all’armonia tra tutti gli esseri viventi, anche i
cosiddetti mostri, che non hanno scelto di esistere ma ormai ci
sono.
Presentato con il patrocinio del WWF, uscito negli anni in vhs e
dvd in tutti i Paesi tranne l’Italia per ora, dove il film fu
trasmesso al pomeriggio tagliato a pezzi insieme ad altri
lungometraggi nipponici di qualità, Nausicaa nella valle del vento
è indubbiamente meritorio, interessante, mai retorico, a cominciare
dal personaggio della protagonista, eroina non sexy né melensa,
forse la più riuscita del maestro, una paladina militante
dell’ecologismo, che effettivamente merita più di una riscoperta, e
non solo tramite i filmati sul Web o la colonna sonora usata
talvolta come sfondo sonoro alle esibizioni di ginnastica artistica
e pattinaggio. Non c’è, come spesso avviene nei film di
Miyazaki, nessun cattivo assoluto, le colpe sono di tutti, c’è la
metafora della paura del diverso, brutto e mostruoso come i mostri
tarlo, che poi salveranno Nausicaa nel momento della battaglia
finale premiando il suo impegno e il suo rispetto per tutti gli
esseri viventi, unica premessa per una vita diversa, in cui si
possano finalmente superare gli errori di un passato remoto ma
ancora presente, in cui è chiaro il richiamo all’olocausto nucleare
della seconda guerra mondiale, ben presente in tanti manga ed anime
ed oggi tragicamente di nuovo di attualità.
Con echi di Dune,
de Il signore degli anelli, ma anche dei romanzi di Ursula K. Le
Guin, che affascineranno poi anche Goro, figlio di Hayao, con I
racconti di Terramare, Nausicaa nella valle del vento risulta
essere ricco di spunti per un pubblico molto giovane (si parla
negli anni di sue proiezioni anche non ufficiali a ragazzini per
parlare di tematiche ecologiste) e incantevole per chi ha qualche
anno in più, e magari l’ha perso quando fu trasmesso a pezzi e
bocconi.
Un film di cui è lecito aspettarsi se non un’uscita al cinema fuori
tempo massimo almeno un’edizione in dvd ufficiale. Il manga è
invece di abbastanza facile reperimento, con buone edizioni che
hanno valorizzato sia le vignette che le delicate tavole e
copertine acquarellate.
Ecco quattro clip dalla versione
restaurata di Nausicaä della Valle del
Vento, del maestro Hayao Miyazaki, che arriverà al
cinema per un evento speciale per il 5, 6 e 7 ottobre.
Il 5, 6 e 7
ottobre arriva finalmente nelle sale
italiane Nausicaä della Valle del
vento,il primo lungometraggio
scritto e diretto da Hayao Miyazaki che
contribuì a consacrare definitivamente il suo successo sulla scena
cinematografica internazionale.
Tratto dall’omonimo manga del
Maestro giapponese, Nausicaä della Valle del
vento racconta le vicende di una giovane
principessa che combatte per sopravvivere in un mondo distrutto da
disastri ecologici e dall’avidità dell’uomo. Una magnifica ed
emozionante storia di coraggio e di speranza.
SINOSSI. In seguito
ad un cataclisma che ha sconvolto l’intero pianeta, una foresta
tossica ha ricoperto la maggior parte della superficie terrestre.
In questo scenario apocalittico, dove una nuova guerra è sul
principio di esplodere, il regno della Valle del Vento – governato
da Jihl, padre della coraggiosa Principessa Nausicaä – è una delle
poche zone ancora popolate. Nausicaä ha due doni: saper cavalcare
il vento volando come gli uccelli e riuscire a comunicare con gli
Ohm, i giganteschi insetti guardiani della foresta. Grazie alle sue
abilità nonchè all’amore e alla stima del suo popolo, la
Principessa Nausicaä intraprenderà una coraggiosa sfida volta a
ristabilire la pace e a riconciliare l’umanità con la
Terra.
Il 2014 ha portato nelle sale
italiane l’ultimo capolavoro di Hayao Miyazaki,Si Alza
il Vento, oltre al film premio Oscar La
Città Incantata e Principessa
Mononoke. Sempre grazie a Lucky Red
le sale del nostro paese potranno ospitare i lavori del maestro
dell’animazione giapponese anche nel 2015.
Il prossimo film ad arrivare in
Italia sarà Nausicaa della Valle del
Vento. Gualtiero Cannarsi, adattatore e direttore del
doppiaggio, ha infatti confermato che dal 26 gennaio inizieranno le
sessioni di doppiaggio revisionato. Come anche successe l’anno
scorso, le uscite al cinema saranno accompagnate dalla messa in
commercio di dvd e blu-ray del film.
Nausicaa della Valle del
Vento è un film d’animazione del 1984, scritto e
diretto da Hayao Miyazaki. Il film narra la
storia di Nausicaä, giovane principessa della Valle del vento, che
rimane coinvolta in uno scontro contro Tolmechia, un regno che
cerca di riportare in funzione un’antica arma per spazzare via una
giungla tossica popolata da insetti giganti. Nausicaä dovrà cercare
di fermare i tolmechiani dall’irritare queste creature.
Grande successo per la rassegna “Un
mondo di sogni animati” firmata Lucky Red:La città incantataePrincipessa
Mononokehanno
conquistato i primi posti del box office confermando la
straordinaria capacità dello
Studio Ghibli di affascinare ogni volta il pubblico di
appassionati, ma anche nuovi spettatori. Dal 25 al 31
luglio è il turno di Nausicaä
della Valle del Vento di Hayao Miyazaki. Il film ha
debuttato in Giappone nel 1984 e grazie agli incredibili risultati
di botteghino e critica, ha contribuito alla fondazione dello Studio Ghibli nel 1985.
In seguito a un cataclisma
che ha distrutto l’intero pianeta, una foresta tossica ha ricoperto
la maggior parte della superficie terrestre. In questo scenario
apocalittico, dove una nuova guerra è sul principio di esplodere,
il regno della Valle del Vento – governato da Jihl, padre della
coraggiosa principessa Nausicaä – è una delle poche zone ancora
popolate. Nausicaä ha due doni: saper cavalcare il vento volando
come gli uccelli e riuscire a comunicare con gli Ohmu, i
giganteschi insetti guardiani della foresta. Grazie alle sue
abilità nonché all’amore e alla stima del suo popolo, la
principessa Nausicaä intraprenderà una coraggiosa sfida volta a
ristabilire la pace e a riconciliare l’umanità con la Terra.
Negli anni Novanta sono molti i film
dedicati alla figura del serial killer, realmente esistito o meno,
arrivati sul grande schermo. La violenza divenne infatti un
elemento sempre più sdoganato, forse troppo, e le vite di questi
super criminali divennero sempre più attraenti. Tra i film più
emblematici a riguardo si ritrova Assassini Nati –
Natural Born Killers, diretto nel 1994 dal premio
Oscar Oliver Stone. Con un montaggio
particolarmente dinamico, registri stilistici diversi e ulteriori
stravaganze, il regista è così tornato con quest’opera a parlare
della violenza, qui però elaborata per assumere un effetto
satirico, evidenziando così lo stretto rapporto che lega questa al
sempre più vasto mondo dei media.
Originariamente la prima versione
della sceneggiatura era stata scritta da Quentin
Tarantino, affermatosi in quello stesso anno con
Pulp
Fiction. Al centro di quanto da lui scritto vi era una
trama particolarmente complessa e con numerosi riferimenti alla
corrente dell’avanpop, a cui si aggiungevano inoltre violenza
dilagante e dialoghi particolarmente espliciti e frenetici.
Stone, tuttavia, decise di rimettere mano a tale sceneggiatura,
privilegiando il rapporto tra violenza e media. Alla fine, con la
sua riscrittura non era rimasto quasi più nulla di quanto ideato da
Tarantino, il quale prese a quel punto le distanze dal progetto
fino a chiedere di rimuovere il suo nome dai titoli.
Per via delle sue scene e tematiche
controverse, il film fu accolto da subito da grandi polemiche. In
molti, infatti, videro nel film un pericoloso esempio di
esaltazione della violenza e dei suoi artefici. Nonostante ciò, una
volta giunto il sala questo riuscì ad affermarsi come un discreto
successo, incassando un totale di 50 milioni di dollari a fronte di
un budget di 34. Sono molte le curiosità legate al film, sia quelle
relative al suo cast di attori che quelle legate ad una serie di
eventi avvenuti in seguito alla sua distribuzione pubblica.
Proseguendo qui nella lettura sarà possibile scoprire tutto ciò,
certamente utile ai fini di una visione più completa.
Assassini Nati – Natural Born
Killers: la trama del film
Protagonista del film è la coppia
formata da Mickey e Mallory Knox, i quali sono degli spietati
serial killer, privi di qualsiasi scrupolo morale. La loro scia di
omicidi si manifesta nuovamente in un bar lungo la celebre strada
Route 66. Da qui ha inizio il racconto sulle origini della loro
storia d’amore e della loro sete di morte e violenza. I due, dal
turbolento passato, hanno infatti vissuto una vita sempre macchiata
dalla morte e dalla follia, elementi che ora sono anche le loro
uniche linee guida nella vita di tutti i giorni. I loro omicidi
iniziano però a fare sempre più rumore, attirando le attenzioni del
detective Jack Scagnetti, il quale si propone di trovare e
catturare la coppia di assassini. Allo stesso tempo però, anche il
cronista Wayne Gale si interessa al caso, facendo diventare Mickey
e Mallory una vera e propria coppia di celebrità.
Assassini Nati – Natural Born
Killers: il cast del film
Per dar vita agli iconici personaggi
del film, Stone ebbe la necessità di trovare gli interpreti più
idonei a poter rappresentare la follia presente in ognuno di
questi. Dopo aver condotto attente ricerche, il regista non però
alcun dubbio: ad interpretare Mickey Knox doveva essere l’attore
Woody
Harrelson. Il regista lo scelse per via del suo
enigmatico sorriso, come anche per la sua capacità di apparire allo
stesso tempo innocuo e inquietante. Il padre dell’attore, inoltre,
è realmente stato un serial killer, e secondo Stone ciò favoriva la
presenza in Harrelson di una mentalità di quel genere. Per il ruolo
di Mallory, invece, venne scelta Juliette
Lewis. L’attrice ottenne il ruolo dopo aver dimostrato
il suo desiderio a dar vita ad un personaggio folle come quello
dell’assassina. La Lewis, inoltre, entrò talmente tanto nella parte
da rompere realmente il naso ad uno degli attori coinvolti.
Il premio Oscar Tommy Lee
Jones compare poi nel film nel ruolo di Dwight
McClusky, il direttore del penitenziario. Entusiasta di partecipare
al film, questi lavorò a lungo sul proprio personaggio, arrivando a
decidere egli stesso l’abbigliamento e il taglio di capelli che
questi avrebbe sfoggiato. Jones ancora oggi ricorda il film come
uno dei migliori della sua carriera. Robert Downey
Jr., invece, compare nei panni del cronista Wayne
Gale. Per prepararsi a tale parte, egli spese diverso tempo a
stretto contatto con il conduttore di programmi shock Steve
Dunleavy. Grazie a questi apprese i segreti del mestiere, come
anche l’accento australiano che sfoggia poi nel film. L’attore
Tom Sizemore, divenuto celebre proprio grazie a
questo film, interpreta invece il personaggio del detective Jack
Scagnetti. Per ottenere tale parte, l’attore scrisse un monologo,
poi recitato davanti a Stone stesso. Rimastone colpito, il regista
decise di affidargli il ruolo.
Assassini Nati – Natural Born
Killers: le vere storie dietro al film
Pur non essendo basato direttamente
su una storia vera, reali sono le vicende verificatesi in seguito
alla distribuzione in sala del film. Negli anni, infatti,
Assassini Nati – Natural Born Killers ha dato vita a
diversi casi emulazione. Tra i più celebri tra questi vi è quello
della diciottenne Sarah Edmondson e il suo ragazzo Benjamin Darras,
i quali sembra abbiano visto il film prima di ordire una rapina
trasformatasi poi in efferato omicidio. I parenti di una delle
vittime hanno in seguito intentato una causa contro Stone. Un altro
particolare caso fu quello del diciassettenne Nathan K. Martinez,
il quale nell’ottobre del 1994 sembra avesse visto il film circa
una dozzina di volte, arrivando perfino a rasarsi i capelli per
assomigliare al protagonista. Il ragazzo, in seguito, uccise
brutalmente la matrigna e la sorellastra.
Uno dei più noti casi è però quello
relativo al massacro della Columbine High School. Passato alla
storia come uno dei più drammatici attacchi in una scuola
statunitense, questo ha in Eric Harris e Dylan Klebold i suoi due
responsabili. Questi, si scoprì in seguito, erano grandi fan del
film, e ne erano rimasti talmente tanto affascinati da averlo visto
più e più volte. In particolare, a colpirli, sembra sia stato il
vedere due spietati assassini diventare delle vere e proprie
celebrità grazie ai media. Forse in cerca della stessa notorietà, i
due arrivarono ad uccidere ben 13 persone e ferirne altre 24 prima
di esser definitivamente fermati. Tali casi non fecero altro che
far inasprire le già dure polemiche nei confronti del film.
Assassini Nati – Natural Born
Killers: il trailer e dove vedere in streaming e in TV il film
Per gli appassionati del film è
possibile fruire di Assassini Nati – Natural Born Killers
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Il film è infatti
disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Google Play e
Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto
un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film
sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato
5 dicembre alle ore 21:20 sul canale
Rai 4.
Nato il quattro
luglio è un dramma biografico e di guerra del 1989 diretto
da Oliver Stone,
che prosegue idealmente il discorso critico sulla guerra del
Vietnam già avviato con Platoon (1986). Il film appartiene
al genere del
film di guerra ma si distingue per il suo forte taglio
autobiografico e politico, incentrandosi più sulle conseguenze del
conflitto che sulla guerra stessa. È una storia di disillusione,
patriottismo ferito e rinascita morale, che affronta temi come la
disabilità, il senso di colpa e l’emarginazione sociale dei
veterani. Con questo film, Stone firma uno dei suoi lavori più
maturi, profondamente legato alla sua visione ideologica e
personale della storia americana.
Protagonista assoluto è Tom Cruise, qui in una delle sue
interpretazioni più intense e trasformative. L’attore si allontana
dai ruoli glamour degli anni ’80 per incarnare Ron
Kovic, un giovane patriota che parte volontario per il
Vietnam e ne torna paralizzato, devastato non solo nel corpo ma
soprattutto nell’anima. Cruise riesce a restituire tutte le
sfumature del personaggio: l’entusiasmo ingenuo dell’adolescente,
il trauma del reduce, la rabbia dell’attivista. La sua performance
gli è valsa la nomination all’Oscar e ha segnato una svolta
decisiva nella sua carriera, dimostrando il suo impegno in ruoli
più drammatici e complessi.
Il film, come accennato, è tratto
dall’omonima autobiografia scritta dallo stesso Ron
Kovic, pubblicata nel 1976. La storia vera dell’ex marine
statunitense è al centro del racconto, ed è proprio questo legame
con la realtà storica e personale a dare al film una potenza
emotiva particolare. Nel prosieguo dell’articolo, approfondiremo la
biografia reale di Kovic, analizzando in che misura il film resta
fedele agli eventi della sua vita e come Oliver Stone ha
trasformato questa testimonianza in una potente denuncia
cinematografica.
Il film racconta la storia di
Ron Kovic, un ragazzo nato proprio nel giorno in
cui si festeggia l’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.
Credendo fortemente negli ideali americani egli, raggiunta la
maggiore età, decide di arruolarsi nei Marines. Una volta diventato
sergente, si ritrova però inviato in Vietnam e lì vede con i suoi
occhi l’orrore del massacro di civili, compresi donne e bambini. La
sua esperienza si conclude però quando rimane paralizzato alle
gambe ed è costretto a tornare in patria. Qui intraprende una vita
dissoluta, salvo poi diventare uno dei più convinti e accaniti
sostenitori della pace, criticando quella guerra in cui tanto
credeva.
Il libro di Ron Kovic e la storia
vera dietro il film
La storia vera alla base di
Nato il quattro luglio è quella di Ron
Kovic, ex marine statunitense nato proprio il 4 luglio
1946, simbolicamente nel giorno dell’Indipendenza americana.
Cresciuto in una famiglia patriottica e cattolica, Kovic aderì
pienamente agli ideali nazionali e, influenzato dal mito
dell’eroismo militare, decise di arruolarsi volontario nei Marines
all’età di 18 anni. Venne inviato in Vietnam nel 1967, dove servì
con convinzione e determinazione. Tuttavia, durante la sua seconda
missione, nel gennaio 1968, fu gravemente ferito alla colonna
vertebrale durante un’operazione militare, rimanendo paralizzato
dalla vita in giù.
Dopo essere stato rimpatriato, Kovic
affrontò un lungo e doloroso percorso di riabilitazione fisica e
psicologica. I mesi trascorsi negli ospedali militari furono
caratterizzati da condizioni sanitarie precarie, negligenza e
profonda frustrazione. Al ritorno nella sua cittadina, trovò un
Paese cambiato, dove i veterani venivano spesso ignorati o
disprezzati. Questo senso di abbandono e di ingiustizia alimentò in
lui una rabbia crescente, che lo portò gradualmente a rifiutare la
retorica patriottica che lo aveva spinto a partire. Il trauma
personale si trasformò così in una coscienza politica sempre più
attiva.
Tom Cruise in Nato il quattro luglio
Nel corso degli anni ’70, Kovic
divenne una figura centrale del movimento pacifista americano.
Partecipò a numerose manifestazioni contro la guerra, talvolta
subendo arresti per disobbedienza civile. Fu anche tra i veterani
che protestarono pubblicamente alla Convention Nazionale
Repubblicana del 1972. Il suo attivismo culminò nella scrittura del
libro Born on the Fourth of July, pubblicato nel 1976, in
cui raccontò senza filtri la sua esperienza di soldato, reduce e
militante. L’opera ebbe un forte impatto negli Stati Uniti,
contribuendo a cambiare la percezione pubblica della guerra del
Vietnam e dei veterani.
Nel presente, Ron Kovic continua ad
essere una voce attiva contro la guerra e in difesa dei diritti dei
disabili e dei veterani. Sebbene oggi viva in condizioni di salute
fragili, non ha mai abbandonato l’impegno politico e civile. Ha
collaborato a numerosi progetti documentari e ha continuato a
scrivere e parlare in pubblico, raccontando la sua esperienza come
strumento di consapevolezza. La sua figura resta simbolica per una
generazione che ha dovuto affrontare la disillusione post-bellica e
il bisogno di riscatto morale.
Il film di Oliver
Stone segue con notevole fedeltà il libro autobiografico,
soprattutto nei suoi passaggi più intimi e drammatici. Tuttavia,
come ogni adattamento cinematografico, si prende alcune libertà
narrative per rafforzare l’impatto emotivo e strutturare un arco
narrativo coerente. Alcuni episodi vengono condensati o
simbolicamente reinterpretati, ma il cuore della vicenda – la
trasformazione di Kovic da patriota idealista a pacifista disilluso
– resta intatto. La regia di Stone e l’interpretazione intensa di
Cruise riescono a restituire la forza di una testimonianza vera,
offrendo al pubblico un’opera che non solo rispetta il vissuto
dell’uomo, ma lo amplifica attraverso il potere del cinema.
In attesa di poterlo vedere dal 12
luglio in Mission: Impossible – Dead Reckoning
Parte Uno, celebriamo il compleanno di Tom Cruise,
nato il 3 luglio del 1962, con uno dei suoi film più celebri e
importanti: Nato il quattro luglio.
Diretto da Oliver Stone nel 1989, è questo uno dei
film che ha consacrato Cruise come uno degli attori più importanti
della sua generazione e di Hollywood, permettendogli infatti di
dimostrare di possedere grandi doti drammatiche e di non essere
solo un bel volto. Al di là di ciò, Nato il quattro luglio
rimane ancora oggi uno dei più importanti film anti-militaristi
prodotti nel corso della storia del cinema.
Con quest’opera, basata su una
storia vera, si propone infatti il racconto di un uomo che ha visto
il vero volto degli Stati Uniti e ne è rimasto inorridito,
impegnandosi da quel momento nel tentativo di distruggere
l’ipocrisia di cui il suo Paese si è macchiato nel tempo. Si
affrontano dunque temi molto importanti, su tutti il dramma dei
reduci, l’incredulità e lo sbigottimento di giovani partiti da eroi
e tornati tra sputi e insulti. Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative ad esso. Di seguito, si potranno ritrovare
dettagli sulla trama, il cast di
attori e altro ancora.
La trama e il cast di Nato
il quattro luglio
Il film racconta la storia di
Ron Kovic, un ragazzo nato proprio nel giorno in
cui si festeggia l’Indipendenza degli Stati Uniti d’America.
Credendo fortemente negli ideali americani egli, raggiunta la
maggiore età, decide di arruolarsi nei Marines. Una volta diventato
sergente, si ritrova però inviato in Vietnam e lì vede con i suoi
occhi l’orrore del massacro di civili, compresi donne e bambini. La
sua esperienza si conclude però quando rimane paralizzato alle
gambe ed è costretto a tornare in patria. Qui intraprende una vita
dissoluta, salvo poi diventare uno dei più convinti e accaniti
sostenitori della pace, criticando quella guerra in cui tanto
credeva.
Ad interpretare Ron Kovic vi è
l’attore Tom Cruise,
reduce dai successi di Top Gun e Rain Man. Cruise era la prima scelta di Stone per il
ruolo ed ha ricevuto anche la benedizione del vero Kovic, il quale
ha donato all’attore la propria medaglia di bronzo. Per tutta la
durata delle riprese delle scene dopo che Ron è rimasto
paralizzato, Cruise ha preteso di poter rimanere il più possibile
su una sedia a rotelle anche fuori dal set, così da immedesimarsi
nel personaggio. Per la sua interpretazione ha poi ricevuto la sua
prima nomination all’Oscar come miglior attore.
Accanto a lui, nel film, si
ritrovano poi gli attori Kyra Sedgwick nei panni
di Donna, Raymond J. Barry in quelli di Eli Kovic
e Willem Dafoe in
quelli di Charlie. Quest’ultimo, nonostante sia indicato come uno
dei protagonisti del film, compare in scena per la prima volta dopo
un’ora e trentasei minuti dall’inizio del film. L’attore
Tom Berenger interpreta il sergente reclutatore
Hayes, mentre lo stesso Stone compare nei panni di un giornalista
televisivo. Kovic, invece, appare in un breve cameo durante la
sfilata di apertura del film come uno dei soldati che sussulta
all’esplosione dei petardi.
Le nomination all’Oscar e altre
curiosità
Il film fu un autentico successo e
arrivò ad ottenere numerosi premi e ben 8 nomination ai premi
Oscar: miglior colonna sonora, miglior sonoro, miglior fotografia,
miglior sceneggiatura non originale, miglior attore protagonista,
miglior film, miglior montaggio e miglior regia. Solo queste ultime
due, però, si tramutarono in vittorie. Particolarmente apprezzata
fu infatti la regia di Stone, il quale cercò di realizzare un film
quanto più realistico possibile. Egli aspirava ad esempio a girare
proprio in Vietnam le scene lì ambientate, ma poiché i rapporti tra
il paese asiatico e gli Stati Uniti erano ancora tesi, dovette
accontentarsi delle Filippine.
O ancora, d’accordo con Cruise,
Stone aveva intenzione di somministrare all’attore un farmaco
paralizzante che permettesse all’interprete di vivere sulla propria
pelle tale condizione di disabilità. Tuttavia, anche in questo caso
dovette abbandonare l’idea, in quanto non si trovò un farmaco
abbastanza sicuro. Un aspetto tecnico che invece Stone riuscì ad
ottenere fu quello di girare il film con sfumature di rosso, bianco
o blu (i colori della bandiera statunitense) a seconda del valore
emotivo della scena: le scene di battaglia sono tutte in tonalità
rossastre, le sequenze oniriche in bianco, la tristezza in blu.
Il trailer di Nato il
quattro luglio e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire di Nato
il quattro luglio grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nei cataloghi di Google Play,
Now e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì
3luglio alle ore 21:00
sul canale Iris.
Nato il 4 luglio è
un film del 1980 diretto dal regista
Oliver Stone e con protagonisti nel
castTom
Cruise, Willem Defoe, Tom Berenger, Caroline Kavae Raymond
Barry.
La Trama di Nato il 4
luglio : Stati Uniti, 1967. Ron Kovic (Tom
Cruise) è un giovane americano modello: faccia pulita,
bravo studente, campione negli sport, un lavoretto come commesso
dopo la scuola, educato e pieno di vita, l’orgoglio di una famiglia
ferventemente cattolica.
Quando il sergente Hayes
(Tom Berenger) si presenta nella sua scuola per
convincere i giovani studenti ad arruolarsi per partecipare alla
guerra contro i vietcong comunisti ecco che nella testa di Ron
scatta la scintilla; senza sentire niente e nessuno decide di
partire come volontario nel corpo dei marines.
Dopo quasi un anno di servizio
trascorso a combattere i vietcong, Ron viene colpito alla spina
dorsale, e non sente più le gambe. I mesi trascorsi in un
agghiacciante ospedale militare non ridaranno mai più l’uso degli
arti inferiori al nostro protagonista che dovrà quindi tornare a
casa, nella sua piccola provincia americana, seduto su una sedia a
rotelle, da ora inseparabile compagna di vita.
Nato il 4
luglio
Iniziano mesi terribili per Ron e
per la sua famiglia; accudito con amore ed affetto dal padre
(Raymond Barry) Ron si scontra invece con il
perbenismo della madre (Caroline Kava) che quasi
si vergogna di quel figlio storpio e così diverso dal bravo ragazzo
che era.
Nottate trascorse ad ubriacarsi, a
bere in continuazione per dimenticare la realtà, per fuggire da
quell’incubo quotidiano reso ancora più amaro dal constatare
l’indifferenza e, ancor peggio, l’avversione che accompagna i
reduci come lui nella società americana che ha trovato al suo
ritorno.
Inizia un lungo percorso interiore
che lo porterà in una comunità di reduci in Messico, a Villa Dulce,
dove una prostituta e soprattutto uno svitato compagno di bevute
(Willem Defoe) gli faranno ritrovare
quell’equilibrio perduto, dandogli il coraggio di svuotare il suo
animo anche dei più reconditi segreti.
Inizia così per Ron Kovic una nuova
vita che farà di lui uno dei più convinti e accaniti sostenitori
della pace, uno dei leader di quei movimenti contrari a quella
guerra in cui tanto credeva.
Analisi:Nato il 4 luglio è un
film del 1989 diretto magistralmente da Oliver
Stone, uno dei film più riusciti del regista americano e
pietra miliare tra quelli incentrati sul tema della guerra del
Vietnam. La sceneggiatura prende spunto dall’omonimo romanzo
autobiografico scritto proprio da Ron Kovic, il personaggio
interpretato splendidamente da un giovanissimo Tom Cruise.
Nato il 4
luglio è un film di un’intensità rara e incredibile
che tiene lo spettatore incollato allo schermo dalla prima
all’ultima sequenza in cui la tensione emotiva è sempre a livelli
altissimi. Un film intimo, crudo ed emozionante, capace di
impressionare, commuovere e stimolare in profonde riflessioni.
La storia di Ron Kovic è la storia
di uno dei tanti giovani americani che sono partiti per il Vietnam
convinti di fare la cosa giusta per se stessi e per il loro paese
ma che l’orrore della guerra prima e il decorrere dei fatti poi ha
condotto verso una progressiva presa di coscienza di quanto quella
guerra fosse sbagliata. Nel film Oliver Stone pone l’accento su una quantità di
temi correlati al conflitto asiatico che rendono la narrazione
ricca e completa: su tutti il dramma dei reduci, l’incredulità e lo
sbigottimento di giovani partiti da eroi e tornati tra sputi e
insulti.
Quindi l’ipocrisia e la falsità
della società americana che si vergogna dei propri giovani soldati
tornati con qualche arto in meno e seduti su cigolanti sedie a
rotelle; un’ipocrisia personificata mirabilmente nella figura della
madre, che mentre riabbraccia il figlio tornato dalla guerra si
preoccupa con lo sguardo di cosa possano pensare i vicini del
quartiere.
Ma Nato il 4
luglio è soprattutto la storia di un viaggio. Il viaggio
interiore che il giovane Ron vive dentro se stesso e che lo
porterà, dopo un’incredibile sofferenza, a prendere atto di se,
della propria nuova condizione e di tutto quello che lo circonda.
Il percorso che inizia con quell’arruolamento volontario e termina
con il suo primo intervento ad un congresso democratico in nome
della pace simboleggia la maturazione non solo di un singolo ma,
forse, di un intero popolo che realizza quanto sia stato sbagliato
sporcare le mani dei propri giovani col sangue di poveri contadini
lontani migliaia di chilometri.
Alla prima interpretazione in un
ruolo drammatico, Tom Cruise è impeccabile nella
parte del giovane americano modello prima e ancor più in quella del
disperato e sbandato reduce paralitico poi. Un’interpretazione
intensa, commovente e coinvolgente che domina su un film comunque
arricchito da altre straordinarie interpretazioni; su tutte
sottolineiamo quella dell’affettuosissimo padre di Ron, un
bravissimo Raymond Barry, e soprattutto quella
incredibile di Willem Defoe semplicemente perfetto
nel ruolo del reduce arrabbiato e deluso che impreca contro tutto e
tutti.
Nato il 4 luglio è
un film meraviglioso che più di ogni altro riassume e sintetizza
l’epopea americana in quello che è stato il suo più grande dramma
moderno della storia recente; una guerra del Vietnam raccontata non
attraverso i combattimenti, le marce nella giungla o i
bombardamenti al napalm, ma vista dal prospetto della società
civile, delle famiglie colte da quel dramma e dei giovani reduci in
lotta per riaffermare la loro dignità.
Nato il 4 luglio, il
libro
Nato il 4 luglio
(Born on the Fourth of July) è basato sul libro,
autobiografia scritta e pubblicata da Ron Kovic nel 1976.
Ron Kovic è un giovane
americano nato il 4 luglio 1946 da una famiglia di
religione cattolica e di sentimento tradizionalista. Nel 1964,
ispirato dal presidente John Fitzgerald Kennedy,
Ron, all’età di 18 anni, si arruola volontario nel corpo dei
Marines, desideroso di servire la patria come i suoi antenati nella
guerra di indipendenza americana e nelle guerre mondiali.
Nell’ottobre 1967, con il grado di sergente, viene destinato a
partire per la guerra del Vietnam, dove scopre la cruda realtà
della guerra, unita anche al rimorso dopo aver ucciso
accidentalmente un suo commilitone nel corso di una feroce
battaglia in un villaggio pieno di civili innocenti uccisi.
Il 20 gennaio 1968 viene ferito
gravemente alla spina dorsale durante un’imboscata, perdendo di
conseguenza l’uso delle gambe e costretto in sedia a rotelle.
Tornato in patria e decorato con la Bronze Star Medal, Ron,
paralizzato e impotente, avendo difficoltà d’inserimento decide di
dedicarsi all’attivismo pacifista e confrontarsi con gli orrori
della guerra, finendo varie volte arrestato in varie manifestazioni
di protesta nonostante in sedia a rotelle.
Samuel L. Jackson è stato
confermato in uno dei ruoli chiave di Black Nativity, nuovo film di
Kasi Lemmons. L’attore affiancherà Angela Bassett e, probabilmente, Jennifer
Hudson, sebbene la partecipazione di quest’ultima sia ancora in
attesa di conferme. Lemmons è autrice anche della sceneggiatura,
tratta dal musical gospel lanciato a Broadway nel 1961 Langston
Hughes. La vicenda narra di un teenager afroamericano che da
Baltimora viene mandato dalla madre a stare ad Harlem, dai nonni
che non ha mai conosciuto.
Il problematico ragazzo impara
l’importanza della fede e della famiglia, ammaliato dai sermoni
natalizi del nonno che daranno luogo a un’onirica rivisitazione
della vicenda della natività. Jackson interpreterà il ruolo del
nonno, il reverendo Clarence Jobb, la Bassett quello della moglie
Aretha, Jennifer Hudson è in trattative per quello della madre del
ragazzo, che non ha avuto rapporti col nonno dal tempo della sua
gravidanza. Il ruolo del protagonista deve invece essere ancora
assegnato. Jackson, reduce dall’interpretazione di Nick Fury
nel colossal Avengers, sarà in Django Unchained di Tarantino e nel remake
di Robocop, oltre a tornare nei panni di Fury nel sequel
di Captain America. La Bassett è invece alla ricerca del rilancio
con un ruolo di primo piano in Olympus has fallen.
diana del bufalograzie ad
EvenTao, torna a premiare i grandi volti del cinema, tra i quali in
passato Woody Allen, Gerard Depardieu, Abel Ferrara, Jean Sorel,
Nicola Piovani, Ferzan Ozpetek e molti altri.
Il Nations Award, sotto
l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e della Regione Siciliana,
oltre ad essere una kermesse nata per premiare il cinema italiano
ed internazionale, da sempre è caratterizzata da un tema importante
e particolarmente attuale: la salvaguardia e la tutela
dell’ambiente. Anche quest’anno infatti darà ampio spazio a tutte
le tematiche ambientali che negli ultimi anni hanno richiamato
l’attenzione dell’opinione pubblica: dall’emergenza climatica
all’inquinamento e allo smaltimento dei rifiuti, passando per il
turismo sostenibile, il clima, l’alimentazione. L’evento è
sostenuto anche da Ocean Sea Foundation che quest’anno, per la prima volta, ha
deciso di sostenere il progetto.
Moltissimi gli ospiti
attesi, primo fra tutti il fuoriclasse brasiliano Ronaldinho che
sbarcherà a Taormina, dove riceverà il “Champion of Charity Award”
per il suo forte impegno nel sociale. Il campione carioca,
considerato uno dei migliori calciatori della storia, che negli
ultimi anni ha deciso di investire nel settore vinicolo, in questa
occasione legherà il suo nome anche alla Sicilia.
Attesissima anche Diana
Del Bufalo, volto noto del cinema della televisione italiana, da
sempre impegnata socialmente, voluta fortemente dal presidente del
Nations Award Michel Curatolo quale Ambassador dell’evento.
Per il suo impegno nella
campagna a sostegno delle api, l’attrice romana riceverà il premio
Thinkingreen – LifeGate, che sarà consegnato durante la serata del
25 luglio al Teatro Antico di Taormina. A suo nome verranno
tutelati 100 metri quadrati di foresta amazzonica brasiliana grazie
al progetto “Foreste in Piedi” di LifeGate, da oltre vent’anni
punto di riferimento in Italia per lo sviluppo sostenibile e media
partner dell’evento.
Il premio conta sul
supporto istituzionale della senatrice Urania Papatheu componente
della commissione Ambiente al Senato della Repubblica.
Durante la tre giorni di
convegni, si alterneranno e interagiranno esperti del settore,
giornalisti e personaggi dello spettacolo che lanceranno un appello
sull’importanza del cinema che, raggiungendo un vasto pubblico,
risulta sempre di più uno strumento fondamentale per
divulgare e veicolare le tematiche ambientali. La sostenibilità e
la tutela del nostro pianeta, negli ultimi anni, ha fatto breccia
anche nell’industria cinematografica, che ha contribuito alla
realizzazione di importanti progetti per la salvaguardia del nostro
ecosistema.
Il Nations Award è
realizzato con il supporto l’Assessorato regionale
dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea,
l’Assessorato regionale dei beni culturali e dell’identità
siciliana, l’Assessorato Regionale del Turismo, dello Sport e dello
Spettacolo, Assessorato regionale dell’istruzione e della
formazione professionale,Gal Sicilia, il Parco archeologico
Taormina Naxos, la Città’ metropolitana di Messina, il Comune di
Taormina e la fondazione Luigi Einaudi.
Martedì 11 marzo arriverà al cinema,
nei circuiti The Space e promosso da Nexo Digital, Othello, Per una
sola data potrete ammirare la meraviglia dello spettacolo del
National Theatre Live sul grande schermo. Di seguito l’elenco
completo delle sale in Italia che aderiscono all’iniziativa.
La trama della tragedia shakespeariana è nota: Otello, un moro
al servizio della repubblica di Venezia, è chiamato a guidare
l’esercito contro i Turchi. Con lui, partiti da Venezia e diretti
all’isola di Cipro, ci sono il luogotenente Cassio, Desdemona,
figlia di un senatore veneto legata ad Otello da un matrimonio
segreto, Emilia, la moglie di Cassio e l’infido alfiere Iago.
All’arrivo, dopo la scoperta che la flotta turca è stata distrutta
da una tempesta, si produce il vero dramma, quello scatenato dalla
gelosia che tesse l’ordito della tragedia sul filo della menzogna.
E’ Iago a svelare il matrimonio segreto di Otello e a tentare di
far destituire Cassio con l’aiuto di Roderigo, amante non
corrisposto di Desdemona. Con la complicità della moglie Emilia, fa
trovare infatti tra le mani di Cassio il fazzoletto che Desdemona
ebbe da Otello come pegno prezioso. Il piano è architettato alla
perfezione: il sospetto del tradimento è insinuato nell’animo di
Otello e la menzogna fa il resto. Iago finge di difendere Cassio
persuadendo sempre più Otello di essere di fronte alla verità
facendolo calare nella tenebra della convinzione del tradimento di
Desdemona. Il Moro, travolto dalla gelosia, libera la propria furia
cieca e uccide Desdemona nel letto nuziale. Quando Emilia svela che
dietro all’intrigo si cela la figura del marito, Iago la uccide. E’
allora che Otello, soffocato dal rimorso, si toglie a sua volta la
vita, cadendo sul corpo esanime di Desdemona. Iago è condannato e
Cassio prende il posto di Otello al servizio della repubblica
veneta.
Nicholas Hytner e Adrian Lester uniscono i loro talenti in
questa rappresentazione agile, lucida e avvincente che mette in
scena un Otello appena sposato con una giovanissima Desdemona. Ogni
scetticismo sulla contemporaneità della rappresentazione lascia lo
spazio all’efficacia di un thriller psicologico in grado di mettere
in scena i sentimenti che muovono la tragedia tali e quali a come
li concepì Shakespeare. Hytner insomma fa sì che tutto cambi senza
che nulla cambi; ecco allora un pub di Londra, musica pop a tutto
volume, riunione in un tetro fortino di cemento armato, la base
britannica a Cipro. Il tutto coronato da un cast perfetto: Adrian
Lester nei panni del Moro, Rory Kinnear in quelli di Iago e Olivia
Vinal ad interpretare una Desdemona la cui innocenza non può che
soccombere al dramma.
Nicholas Hytner (1956): direttore artistico del
National Theatre di Londra. Nato a Manchester, dopo aver studiato
alla Manchester Grammar School e dopo aver frequentato il Trinity
Hall di Cambridge, tra il 1985 e il 1989 lavora come regista per il
Royal Exchange Theatre e per il National Theatre di Londra. Nel
corso degli anni è divenuto uno dei più noti registi teatrali
britannici, fino a varcare l’Oceano imponendosi per eleganza e
attenzione al dettaglio. Premiato con un Alexander Korda Award per
La Pazzia di Re Giorgio (1994), ha diretto anche L’oggetto del mio
desiderio (1989), La seduzione del Male (1997), The History Boys
(2006), Il ritmo del successo (2000) e Phèdre (2009).
Rory Kinnear (1978): pluripremiato attore
britannico. Oltre al National Theatre ha lavorato con la Royal
Shakespeare Company. Nota la sua interpretazione di Denis Thatcher
in The Long Walk to Finchley (2008) come pure quella nei panni di
Bill Tanner nel film James
Bond Quantum of Solace. E’ stato parte di numerose produzioni
artistiche della BBC.
La National Society of Film Critics,
un’associazione di critica cinematografica statunitense fondata da
Joe Morgenstern nel 1966, ha annunciato la sua
lista dei migliori film del 2023.
Past Lives di Celine Song ha
portato a casa il premio come miglior film del 2023, mentre
concorreva anche nella categoria per la migliore sceneggiatura.
Oltre al film di Song, sono stati premiati anche Andrew Scott per la
migliore interpretazione maschile, e Sandra
Hüller per
quella femminile.
Ecco la lista completa dei vincitori dei National Society of
Film Critics 2023
Best Picture: “Past Lives”
Best Screenplay:Samy Burch, “May
December”
Best Actor: Andrew Scott, “All of Us
Strangers”
Best Supporting Actor: Charles Melton, “May
December”
La New Line Cinema
e la Warner Bros hanno annunciato di aver
ufficialmente anticipato l’uscita
di Vacation, reboot del franchise
National Lampoon’s
Vacation. L’uscita del film, inizialmente prevista
per il 13 novembre 2015, è stata anticipata di
circa un mese, precisamente al 9 ottobre dello
stesso anno.
Ed Helms
interpreterà il protagonista del film, Rusty Griswold, mentre
Christina Applegate sarà sua moglie. Chevy
Chase e Beverly D’Angelo, protagonisti
della saga originale, appariranno in un cameo. La pellicola sarà
diretta da John Francis Daley e Jonathan
Goldstein, che ne hanno anche scritto la
sceneggiatura.
Chris Hemsworth interpreterà il
marito della sorella di Rusty (Helms), Audrey (ruolo che non è
stato ancora coperto), mentre Charlie Day apparirà
in un cameo nei panni di una guida di rafting. Le riprese del film
inizieranno a Settembre.
National Lampoon’s Vacation è una
saga comedy iniziata nel 1983 con il film omonimo diretto da
Harold Ramis. Il franchise segue le avventure
della famiglia Griswold, composta da papà Clark (Chevy Chase),
mamma Ellen (Beverly D’Angelo) e i loro due figli. Il primo film
della serie è stato seguito da altre tre pellicole e da uno
spin-off.
L’epopea storica in chiave western
di Martin Scorsese, Killers of the Flower Moon, è stata
nominata come miglior film dal prestigioso National Board
of Review. Si tratta del secondo importante riconoscimento
vinto dal film questa settimana, avendo ottenuto anche il primo
premio del New York Film Critics Circle. Il
National Boardof Review ha poi incoronato Scorsese come miglior
regista, mentre per lo stesso film Lily Gladstone
è stata eletta miglior attrice grazie allla sua interpretazione di
Mollie Burkhart, una donna Osage sposata con il colono bianco
Ernest Burkhart (Leonardo
DiCaprio) nel racconto della vera storia degli omicidi
verificatisi a Oklahoma negli anni Venti.
Il film di Scorsese ha poi ottenuto
una quarta vittoria grazie alla vittoria di Rodrigo Prieto per il
suo eccezionale risultato nella fotografia di Killers of the Flower Moon ma
anche di Barbie. Tra gli altri
vincitori vi sono The
Holdovers, diretto da Alexander
Payne, ha vinto in tre categorie, tra cui Paul Giamatti
come miglior attore e DaVine Joy Randolph come
miglior attrice non protagonista, mentre David
Hemingson ha vinto anche per la sceneggiatura originale.
Il premio per la sceneggiatura non originale è invece andato a
Tony McNamara per Poor
Things, il film di Yorgos
Lanthimos con Emma Stone già
vincitore del Leone d’Oro a Venezia. Infine, sempre
per Poor Things, Mark Ruffalo ha vinto
come miglior attore non protagonista.
Sia Killers of the Flower
Moon, che The Holdovers, Poor Things e
Barbie sono poi stati inseriti nella lista dei migliori
film della NBR, insieme a Il ragazzo e
l’airone, Ferrari, The Iron Claw,
Maestro e Oppenheimer. La NBR,
composta da appassionati di cinema, cineasti, professionisti e
accademici, ha anche svelato la lista dei 5 migliori film
internazionali, documentari e indie; Anatomia di una
caduta e Still: A Michael J
FoxMovie hanno vinto
rispettivamente nelle categorie di film internazionali e
documentari. Quelli del National Board of Review sono
riconoscimenti importanti, che molto spesso anticipano le
nomination o le vittorie ai premi Oscar.
Il regista Chad Stahelski e gli Stunt
Coordinators Stephen Dunlevy & Scott Rogers, John
Wick 4
Outstanding Achievement in Cinematography
Rodrigo
Prieto, Barbie & Killers of the Flower Moon
Top Films (in ordine alfabetico)
Barbie
Il ragazzo e l’airone
Ferrari
The Holdovers
The Iron Claw
Maestro Oppenheimer
Past Lives
Poor Things
Top 5 International Films (in ordine
alfabetico)
La
Chimera
Fallen Leaves
The Teachers’ Lounge
Tótem
The Zone of Interest
Top 5 Documentaries (in ordine alfabetico)
20 Days
in Mariupol
32 Sounds
The Eternal Memory
The Pigeon Tunnel
A Still Small Voice
Top 10 Independent Films (in ordine
alfabetico)
All
Dirt Roads Taste of Salt
All of Us Strangers
BlackBerry
Earth Mama
Flora and Son
The Persian Version
Scrapper
Showing Up
Theater Camp
A Thousand and One
Noto per i suoi ruoli televisivi,
l’attore Nathan Parsons si è negli anni distinto
grazie alla sua partecipazione a celebri titoli, che gli hanno
permesso di raggiungere un ampio pubblico. Agli occhi di questo
Parsons ha potuto sfoggiare le proprie doti ed una buona
versatilità. In breve tempo ha infatti ricoperto una buona varietà
di ruoli, cosa che gli ha permesso di dimostrare la sua capacità
nel calarsi in contesti spesso molto diversi l’uno dall’altro.
Ecco 10 cose che non sai di Nathan Parsons.
Parte delle cose che non sai di Nathan Parsons
Nathan Parsons: i suoi film
1. Si è distinto per diversi
lungometraggi horror. L’attore esordisce al cinema con un
piccolo ruolo film Denti (2007), a metà tra la commedia e
l’horror. Successivamente continua a recitare in film dell’orrore
come The Brotherhood V: Alumni (2009), The Roommate –
Il terrore ti dorme accanto (2011), e Pet (2016). Nel
2020 ottiene invece un ruolo nel film drammatico sentimentale
Cosa mi lasci di te.
2. È noto per i suoi ruoli
televisivi. Parsons diventa celebre sul piccolo schermo
grazie alla soap opera General Hospital, dove dal 2009 al
2015 recita nel ruolo di Ethan Lovett. Successivamente ottiene
ruoli di rilievo nelle serie A passo di danza (2012-2013),
True Blood (2014) e The
Originals (2014-2018). Dal 2017 al 2018 ricopre il ruolo
di Nick Branson nella serie C’era una volta, mentre dal
2019 è Max Evans in Roswell, New Mexico.
3. Ha iniziato la sua
carriera come doppiatore. Prima di diventare un volto noto
della televisione, Parsons ha ricoperto il ruolo di doppiatore per
le versioni statunitensi di alcuni anime giapponesi. Tra questi si
annoverano Nadia – Il mistero della pietra azzurra
(1990-1991), Nadia e il mistero di Fuzzy (1991) e
Devilman Lady (1998).
Nathan Parsons è su Instagram
4. Ha un account
personale. L’attore è presente sul social network
Instagram, dove possiede un profilo seguito da 101 mila persone.
All’interno di questo Parsons è solito condividere fotografie
scattate in momenti di svago, ma anche diverse curiosità quotidiane
o immagini di posti visitati. Non mancano, infine, anche foto e
video promozionali dei suoi progetti da interprete.
Nathan Parsons: la sua vita
privata
5. È molto
riservato. All’attore non piace rendere pubblico ciò che
fa parte della propria vita privata, tra cui eventuali relazioni
sentimentali. Poco o nulla si sa infatti riguardo all’attore
celebre per General Hospital. Sui suoi profili social non
vengono condivisi post che farebbero pensare ad una relazione
sentimentale, e per tanto non è possibile stabilire se Parsons
abbia o meno una fidanzata.
Parte delle cose che non sai di Nathan Parsons
Nathan Parsons e Jeanine Mason
6. Si vociferava avesse una
relazione con la collega. Tra le poche indiscrezioni
circolate intorno al nome dell’attore, vi è quella secondo cui sul
set di Roswell, New Mexico, avesse intrapreso una
relazione con la collega Jeanine Mason. I due sono
i protagonisti della serie, ed hanno partecipato insieme a numerosi
eventi di gala, tanto da far immaginare una loro possibile
relazione, ma nessuna conferma è arrivata a riguardo.
Nathan Parsons in C’era una
volta
7. È entrato a far parte
della serie. Parsons ha fatto la sua comparsa nella nota
serie fantasy a partire dalla settima stagione di questa. Qui ha
ricoperto il ruolo di Nick, un avvocato sicuro di sé e carismatico.
Il personaggio è comparso nell’episodio Pretty in Blue, ed
ha fatto la sua ultima comparsa in The Guardian, limitando
la comparsa dell’attore alla sola settima stagione.
Nathan Parsons in The
Originals
8. Aveva lasciato il
ruolo. Nella prima stagione della serie TV The
Originals, andata in onda nel 2014, l’attore ricopriva il
ruolo del lupo mannaro Jackson. Tuttavia, decise di lasciare la
parte per recitare nel ruolo di un vampiro in True Blood.
Questa tuttavia si concluse nello stesso 2014, e Parsons tornò così
a riprendere il proprio ruolo in The Originals.
9. Sapeva a cosa andava
incontro il suo personaggio. Nella quinta stagione il
personaggio interpretato dall’attore, Jackson Kenner, raggiunge
l’apice del suo arco narrativo, il quale si conclude con l’episodio
The Tale of Two Wolves. Parsons ha dichiarato che sapeva
da tempo cosa sarebbe accaduto al suo personaggio, anche già prima
di iniziare a girare la prima stagione, ritenendosi poi grato per
il percoso che ha potuto compiere.
Nathan Parsons: età e altezza
10. Nathan Parsons è nato ad
Adelaide, in Australia, il 16 giugno 1988. L’attore è alto
complessivamente 183 centimetri.
Era il 2018 quando, in
occasione del
keynote di Sergio Bonelli Editore al
Lucca Comics and Games, per la prima volta il logo
di Zagor, storico eroe della casa editrice, e
quello di Flash, icona della DC Comics, venivano
affiancati per annunciare la partnership tra i due colossi
dell’editoria a fumetti.
Nei quattro anni che sono
seguiti, questa collaborazione ha dato vita a due delle tre storie
annunciate in quella sede: La Scure e il Fulmine di
Masi/Uzzeo, in cui Zagor incontra Flash, e
Doppio Universo in cui Nathan
Never, personaggio Bonelli ispirato al Rick Deckard di
Blade Runner, incontra nientemeno che la
Justice League, la squadra di
supereroi più famosa del mondo comics. I team-up tra SBE e DC continueranno poi
con
Dylan Dog/Batman, che è stato affidato a Roberto
Recchioni e che dovrebbe arrivare il prossimo
anno.
In occasione del
Lucca Comics and Games 2022, abbiamo incontrato
Adriano Barone, sceneggiatore di Nathan
Never/Justice League, che con grande emozione e un pizzico
di giusto orgoglio ha raccontato il suo viaggio nel doppio universo
che ospita questo storico team-up tra eroi che, apparentemente così
diversi, trovano nelle loro piccole somiglianze un modo per
cooperare.
“A quella Lucca (del
2018, ndr), un collega che non era riuscito a partecipare al
keynote Bonelli fino alla fine mi chiese poi quali fossero le
ultime novità annunciate da Michele Masiero (direttore editoriale
di SBE) – esordisce Barone, divertito – e quando raccontai
che era stato annunciato il team-up tra Bonelli e DC Comics, mi
rispose ‘Smettila di prendermi in giro!’. Questo solo per dare
l’idea di quanto fosse inaspettata la notizia.”
Notizia inaspettata ma
anche accolta con grande entusiasmo dagli autori che speravano e
temevano di essere coinvolti in una sfida tanto insolita quanto
difficile. E sembra che per Barone il timore, almeno nella prima
parte del suo lavoro a Nathan Never/Justice
League, sia stata l’emozione prevalente: “Per me è
stato veramente un problema. Quando ho saputo che avrei dovuto
scrivere Batman e Superman, che sono fumetti che
leggo da 30 anni, ovviamente sono stato contento, ma mi sono detto
se fossi davvero la persona giusta per scrivere questa
storia.”
Una domanda legittima per
chiunque fosse conscio del mito con cui si apprestava a
confrontarsi: “Ho deciso che la storia doveva avere come nucleo
narrativo le dinamiche trai personaggi, in che modo si rapportavano
l’uno agli altri, perché sapevo che dovevo raccontare dei
personaggi italiani ai lettori statunitensi, e dovevo presentare la
Justice League e chi fossero questi eroi americani a quei pochi
italiani che non la conoscevano. Ecco che i punti in comune trai
due gruppi di personaggi sono diventati il mio punto di
partenza.
Sono partito dal
rapporto che Nathan Never instaura con Batman e con Superman. Con
il primo, Nathan poteva sentire un’affinità immediata, visto che
entrambi non hanno superpoteri, ma è anche vero che hanno un senso
di giustizia estremamente differente. Mi sono poi trovato a gestire
una relazione esattamente opposta tra Nathan e Superman, perché
sebbene uno sia un semplice uomo e l’altro un dio che vola e spara
laser dagli occhi, i due sono accomunati dallo stesso senso di
giustizia.”
Nathan Never/Justice League, scrivere gli dei: Superman
e Batman
Ma com’è stato
confrontarsi con le due divinità più grandi dell’Olimpo DC
Comics? Per quello che riguarda Batman, l’approccio di
Barone è stato quasi scientifico: “Per scrivere Batman mi sono
ispirato al lavoro che ha fatto Grant Morrison. Quando scrivi di
Batman a Gotham, il personaggio lavora da solo, si comporta in un
modo specifico e ha a che fare con tutta la sua famosa schiera di
criminali freak, ma quando interagisce con altri supereroi dotati
di superpoteri, o con degli alieni, allora deve per forza avere un
atteggiamento diverso. Questo è il Batman che ho scritto io, quello
che deve essere sempre tre passi avanti a tutti per poter gestire
al meglio la situazione e prevedere gli imprevisti. È stato
piacevole scrivere questa figura di stratega.”
Tutt’altro approccio ha
avuto invece per Superman: “Sono il primo fumettista italiano
che scrive una storia di Superman, e questo per me è molto
emozionante, dal momento che leggo le sue avventure da quando sono
piccolo. Ho dedicato a lui il finale della storia e posso dire che
scriverlo mi ha commosso molto. Penso che scrivere di un
personaggio così buono e rassicurante faccia sentire buono anche
chi lo scrive.”
Ma dal momento che ha
avuto a che fare con Nathan Never, Barone ha
scritto anche di Legs Weaver, personaggio che si è
rivelato estremamente utile per il suo processo
creativo: “Ho scritto anche Legs, che potrebbe definirsi
un’anomalia nel panorama dei personaggi Bonelli, buoni o cattivi
che siano. È un personaggio dal passato tragico ma è anche molto
ironico ed è stata lei a permettermi di dare il LA alla scrittura.
Ho affidato a lei la battuta d’apertura in una scena
particolarmente difficile, in cui i personaggi mi sembravano
davvero troppi. Grazie alle caratteristiche del personaggio sono
riuscito a sbloccare l’impasse, la sua ironia mi ha salvato. Legs è
in grado di prendere in giro persino un alieno imbattibile, quindi
ho pensato di partire da questa sua dote, e di mezzo ci è andato
Aquaman, che forse ha i superpoteri di cui è più facile prendersi
gioco.”
Ma come si rapporta un
eroe bonelliano, umano, senza super-poteri, a queste divinità?
Com’è stato far interagire Nathan Never con la
Justice League? Secondo Barone, la chiave del
personaggio è stata il dubbio: “Questo eroe bonelliano, sin
dalla sua nascita, è sempre stato un personaggio introspettivo e
dubbioso, e ho pensato che un buon punto di partenza per lui, in
questa sede, potesse essere proprio il chiedersi se fosse o meno la
persona giusta per questa missione. Il mio Nathan si chiede se è
all’altezza di combattere accanto a eroi così formidabili. Il punto
è che penso che in Nathan sia fluito il dubbio che avevo io, in
merito al fatto che anche io, forse, non mi sentivo proprio la
persona più indicata a raccontare questo incontro.”
Nonostante i dubbi,
Adriano Barone ha invece portato egregiamente a
termine il lavoro su Nathan Never/Justice League,
lasciando una piccola porta aperta per eventuali seguiti di questo
leggendario incontro in un ‘Doppio Universo‘. “La
decisione finale su un seguito spetta alla casa editrice. Per
quello che mi riguarda, nel finale ho inserito dei semi che
potrebbero portare ad altre storie, e poi i miei cassetti sono già
pieni di appunti per qualsiasi team-up di Nathan Never con
qualsiasi property fantascientifica. Io ci sono sempre.”
Nathan Never Justice League. Doppio Universo, variant cover di
Massimo Carnevale.
L’attore Nathan
Fillion ha costruito negli anni una carriera di tutto
rispetto, partecipando a film di grandi autori e serie TV di
successo. Grazie ai suoi ruoli ha saputo conquistare l’attenzione
di critica e pubblico, venendo apprezzato per la sua capacità di
cambiare in base al ruolo e al contesto. Apparso in film più
celebri di quello che si potrebbe pensare, l’attore è oggi presenza
ricorrente nell’industria hollywoodiana.
2. È noto per alcune serie
TV. Altrettanto ricca è la carriera televisiva
dell’attore, che ha inizio nel 1994 con la soap opera Una vita
da vivere (1994). Successivamente è tra i protagonisti di
Due ragazzi e una ragazza (1998-2001), e appare poi in
alcune puntate delle serie Buffy l’ammazzavampiri (2003),
Miss Match (2003), Firefly (2002-2003), e
Desperate Housewives (2007-2008). Dal 2009 al 2016 ricopre
il ruolo di protagonista della serie Castle, grazie al
quale ottiene una grande fama. Partecipa inoltre anche a puntate di
Community (2014), The Big Bang Theory (2015),
Modern Family (2016-2018), Santa Clarita Diet
(2017-2018) e Una serie di sfortunati eventi (2018). Dal
2018 è il protagonista della serie The Rookie, nel ruolo di John Nolan. Prossimamente
sarà poi in in Lanterns.
3. Si è cimentato anche nel
doppiaggio. L’attore è celebre anche come doppiatore, e
negli anni ha prestato la sua voce a film d’animazione come
Monster University (2013), Cars 3 (2017), The
Death of Superman (2018) e il suo
sequel Reign of the Supermen (2019). Ha inoltre doppiato
Hal Jordan in diversi film DC animati, tra cui Lanterna Verde –
I cavalieri di Smeraldo (2011), Justice League: Doom (2012), Justice
League: The Flashpoint Paradox (2013) e Justice League –
Il Trono di Atlantide (2015).
Ha poi dato voce a Headpool in Deadpool &
Wolverine (2024). Ha anche doppiato serie animate
come Gravity Falls (2015), Rick and Morty (2017),
Big Mouth (2017-2018) e American Dad! (2016-2021)
e Monster & Co. la serie – Lavori in
corso! (2024.
Nathan Fillion è Lanterna Verde in Superman
4. Non è la sua prima
esperienza come “Lanterna Verde”. Nathan Fillion è
Lanterna Verde in Superman,
ma non è la sua prima esperienza con questo iconico corpo
intergalattico. In passato, l’attore ha infatti dato voce a Hal
Jordan – un’altra celebre Lanterna Verde – in diversi film
d’animazione DC, tra cui Lanterna Verde – I cavalieri di
Smeraldo e Justice League: Doom. Grande fan
dell’universo DC, Fillion interpreta ora Guy Gardner, una Lanterna
Verde nota per il suo atteggiamento arrogante e impulsivo. Questo
segna il suo debutto in live-action nel DCU, aprendo la strada a un ruolo ricorrente
anche nella serie Lanterns
in sviluppo.
5. Ha lavorato attivamente
all’aspetto del personaggio. Per prepararsi al ruolo
di Guy Gardner in Superman,
Fillion ha poi lavorato fianco a fianco con Gunn per costruire un
personaggio fedele ai fumetti ma con un tocco personale.
L’attore ha dunque insistito per mantenere l’iconico taglio a
scodella biondo di Gardner, ritenendolo essenziale per la fedeltà
al look canonico. Fillion ha anche voluto che il costume avesse un
aspetto volutamente “retrò” e kitsch, riflettendo l’ego ingombrante
del personaggio e distinguendolo dalle altre Lanterne Verdi.
Nathan Fillion e i cameo in Guardiani della
Galassia
6. Ha avuto un cameo in
tutti e tre i film. Fillion ha avuto ruoli cameo in tutti
e tre i film dei Guardiani della Galassia, diretti dall’amico James Gunn. Nel primo film presta la voce a un
alieno mostruoso nella prigione di Kyln, che aggredisce Peter
Quill. In Guardiani della Galassia Vol. 2 era stato girato
un cameo come Simon Williams, alias Wonder Man, in alcuni finti
poster cinematografici, poi tagliati dal montaggio finale. In
Guardiani della GalassiaVol. 3 appare
finalmente in carne e ossa come Maestro Karja, capo della sicurezza
dell’Orgosfera, in una scena ricca d’umorismo.
Nathan Fillion e Stana Katic in
Castle
7. Aveva un difficile
rapporto con la sua co-protagonista. Nathan Fillion e
Stana Katic sono stati i volti iconici della serie
Castle, interpretando rispettivamente lo scrittore Richard
Castle e la detective Kate Beckett, una coppia amatissima dal
pubblico. Tuttavia, dietro le quinte il loro rapporto era
tutt’altro che idilliaco. Diverse fonti hanno riportato che tra i
due attori esisteva una forte tensione, al punto che arrivavano a
non parlarsi nemmeno fuori dalle riprese. Sebbene
ufficialmente si sia parlato di tagli di budget come causa della
sua uscita, l’addio di Stana Katic dopo l’ottava stagione è stato
attribuito anche a questi problemi personali irrisolti.
Nathan Fillion in Modern Family
8. Era nervoso all’idea di
dover interpretare un ruolo comico. Nathan Fillion ha
interpretato Rainer Shine, un meteorologo vanesio e affascinante,
in sei episodi di Modern Family tra stagione 8 e 9, tra
cui “Weathering Heights” e “Thanksgiving
Jamboree”. Phil Dunphy lo ammira come una celebrità locale, ma
la trama si complica quando Shine inizia a frequentare sua figlia
Haley, generando situazioni imbarazzanti e comiche. Curiosamente,
Fillion ha ammesso di essere stato piuttosto nervoso prima della
lettura in gruppo della sceneggiatura, nonostante la lunga carriera
comica.
Nathan Fillion ha una moglie?
9. È single.
Nathan Fillion non è mai stato sposato e, attualmente, è single.
Nel corso degli anni ha avuto diverse relazioni importanti, tra cui
con Vanessa Marcil, Mikaela
Hoover, Christina Ochoa e Krista
Allen, ma nessuna è sfociata in matrimonio. Da queste
relazioni sentimentali, l’attore non ha avuto figli. Fillion ha
ammesso in alcune interviste di sentirsi sfortunato in amore e di
non aver ancora trovato la persona giusta, preferendo nel mentre
dedicarsi alla carriera.
L’età e l’altezza di Nathan Fillion
10. Nathan Fillion è nato a
Edmonton, Canada, il 27 marzo 1971. L’altezza complessiva
dell’attore è di 187 centimetri.
Mentre Captain America: The Winter
Soldier conquista il box office, sale l’attesa per il
penultimo film della “Fase Due” della Marvel, Guardians of the
Galaxy. A parlare questa volta del cine-comic di
James
Gunn è l’attore Nathan Fillion che, in occasione del
St. Louis Comic-Con, ha lasciato intendere che sarà presente nel
film, ma che il pubblico farà molta fatica a riconoscerlo. Alla
curiosità dei numerosi fan, Fillion ha così risposto:
“Se voglio avere una parte nel
film? Forse è meglio dire, se volevo… Ho detto forse… Forse sarà
una sorpresa… Vi consiglio di guardare con attenzione i titoli di
coda del film”. Dunque, queste parole lasciano facilmente
intendere che Nathan Fillion sarà presente in Guardians of the
Galaxy. Ma che ruolo avrà? Restiamo in attesa di ulteriori
dettagli…
Trama: L’audace esploratore Peter
Quill è inseguito dai cacciatori di taglie per aver rubato una
misteriosa sfera ambita da Ronan, un essere malvagio la cui
sfrenata ambizione minaccia l’intero universo. Per sfuggire
all’ostinato Ronan, Quill è costretto a una scomoda alleanza con
quattro improbabili personaggi: Rocket, un procione armato; Groot,
un umanoide dalle sembianze di un albero; la letale ed enigmatica
Gamora e il vendicativo Drax il Distruttore. Ma quando Quill scopre
il vero potere della sfera e la minaccia che costituisce per il
cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in
un’ultima, disperata battaglia per salvare il destino della
galassia.
Man mano che emergono nuovi dettagli
su Lanterns
della HBO, sembra sempre più che la serie TV sarà più incentrata su
John Stewart, nonostante Kyle Chandler apparirà
nei panni di Hal Jordan.
Parlando con Entertainment
Weekly, Nathan Fillion, protagonista di
un’apparizione memorabile nei panni di Guy Gardner in Superman, ha parlato
della sua partecipazione alla serie, rivelando di avere scene solo
con il John Stewart di Aaron Pierre, non con Hal. “Aaron ha una
voce che sembra burro. Ed è statuario, come se fosse scolpito nel
marmo”, ha detto Fillion a EW. “È molto, molto preciso
riguardo al suo personaggio e a ciò che sta attraversando. Il suo
personaggio sta chiaramente attraversando un momento difficile. E
poi arriva questo figlio di puttana socievole e presuntuoso in Guy
Gardner.”
“E in quella serie… ragazzo, Guy
Gardner. Ho detto più parolacce in quel progetto che in tutta la
mia carriera, credo”, ha anticipato Nathan Fillion. Sembra che Guy stia per dare
alla nuova recluta della Lanterna una lezione da principiante.
Tuttavia, Fillion ha aggiunto in modo intrigante che qualcosa
nell’incontro di Guy con John lo preoccupa molto. Mentre la
conversazione tra John e Guy volge al termine, Nathan Fillion ha affermato: “Alla fine,
si capisce che c’è un cambiamento. Guy Gardner non è più a suo
agio. Non si sente più compiaciuto. Allora si capisce dove risiede
la vera forza di John. È un individuo forte. Non ho scene dirette
con Hal Jordan, ma incontrando Kyle, è tutto ciò che ci si
aspetterebbe da lui. Un uomo molto divertente, molto simpatico,
molto spensierato e piacevole da frequentare”.
Lanterns – Aaron Pierre e Kyle Chandler nella prima
foto della serie – Cortesia di Max
Lanterns è la
storia di una coppia di Lanterne Verdi
La produzione di
Lanterns è attualmente in corso nel Regno Unito.
Guy Gardner di Nathan Fillion, che farà il suo debutto nel
reboot di Superman
di James Gunn, dovrebbe avere un ruolo di
supporto nella serie. Hal Jordan è stato precedentemente
interpretato da Ryan Reynolds nel famigerato film del 2011
Lanterna Verde.
“Questa è la storia di una
coppia di Lanterne Verdi John Stewart e Hal Jordan”, ha detto
Gunn del progetto quando è stato annunciato per la prima volta.
“Ci sono altre Lanterne Verdi sparse qua e là, ma questa è in
realtà una serie TV ambientata sulla Terra, quasi come True Detective, con un paio di Lanterne Verdi
che sono poliziotti spaziali che sorvegliano Precinct Earth e
scoprono un terrificante mistero che si collega alla nostra più
grande storia del DCU.”
Il creatore di Lost e
Watchmen, vincitore di un Emmy Award, Damon
Lindelof, sta lavorando alla sceneggiatura dell’episodio
pilota insieme allo showrunner di OzarkChris
Mundy e all’acclamato scrittore di fumetti Tom
King.
James Hawes di
Slow
Horses ha diretto i primi due episodi di Lanterns e, a
marzo, ha lasciato intendere cosa i fan possono aspettarsi dalla
serie.
Chris Mundy (True
Detective: Night Country) è showrunner e produttore esecutivo e
scriverà Lanterns con Damon
Lindelof (Watchmen) e lo sceneggiatore di fumetti
Tom King (Supergirl). Il cast include Aaron Pierre nel ruolo di John Stewart,
Kyle Chandler in quello di Hal Jordan e
Ulrich Thomsen in quello di Sinestro.
Kelly Macdonald, Garret Dillahunt, Poorna Jagannathan,
Nicole Ari Parker, Jason Ritter, J. Alphonse Nicholson e
Jasmine Cephas Jones completano il cast di
supporto.
Si chiama Nathan
Ambrosioni, ha 24 anni ed è pronto per diventare la nuova
star del cinema francese. Con alle spalle già 4 lungometraggi, si
appresta a raggiungere gli schermi italiani con Ricomincio
da me (Toni, en famille), una
commedia generazionale in cui Camille Cottin interpreta la madre di 5 figli
che decide di ritrovare il tempo per sé e per coltivare il proprio
talento. Il film, che esce in sala il 28 dicembre
distribuito da Wanted Cinema.
Ricomincio da
me affronta i temi della maternità e dell’adolescenza in
modo completamente nuovo, raccontando la storia di una donna e il
suo desiderio di seguire i suoi sogni, nonostante una famiglia
complessa, non tradizionale, composta da cinque figli ormai
cresciuti. Da dove nasce l’esigenza e la capacità di
parlare in maniera così brillante e originale di adolescenza e
maternità?
“Volevo parlare di
queste persone che si pongono delle domande sulla loro condizione.
Ho scelto di raccontare di una madre con 5 figli, i quali sono
molto diversi tra loro e ognuno segue un proprio desiderio. È un
ottimo spunto per la commedia, ma è anche il racconto di una
situazione complicata perché ognuno di loro cerca la libertà.
Quando ho scritto il film avevo 20 anni, e volevo parlare della mia
generazione, dei miei amici, di queste persone che non sempre
vengono rappresentate o se succede, sono sempre personaggi scritti
da quarantenni. Volevo parlare dei miei amici da amico, con
gentilezza.”
Parlare di una
donna che a 45 anni ha 5 figli, i maggiori trai quali sono pronti
per l’università, in Italia, è fantascienza, dal momento che da noi
le persone cominciano ad avere figli proprio intorno ai 40 anni e
anzi, spesso si fermano a un solo figlio! In Francia è plausibile
uno scenario del genere?
“Non sapevo che le
cose per l’Italia fossero così diverse, ma posso garantirti che a
ogni proiezione del film, una o due donne intorno ai 40 sono
intervenute dicendo che si sentivano ben rappresentate. Il problema
credo sia diverso, penso dipenda principalmente dal fatto che
spesso quando una donna diventa madre le viene detto che l’essere
madre deve soddisfare ogni suo desiderio, mentre per un uomo è
diverso. Ai padri è concesso poter essere anche professionisti, per
esempio. E credo che sia questo l’elemento di maggiore interesse
del film, concedere alle madri la possibilità di essere anche
altro, che la maternità non esaurisce del tutto le loro
ambizioni.”
Protagonista del
film è Camille Cottin che ormai è una vera e propria star. Ti ha
aiutato a dare forma a Toni?
“Camille è una
persona e un’attrice magnifica. Ho scritto il ruolo sognando
proprio che lo interpretasse lei. Seguo il suo lavoro sin da quando
avevo 12 anni e osservandola in interviste e performance ho scritto
la mia Toni in maniera che avesse molto a che fare con lei.
Chiaramente non sono la stessa persona, e non c’è improvvisazione
nel film, le riprese sono state portate avanti seguendo in maniera
precisa il testo della sceneggiatura, ma ci sono degli elementi nel
modo in cui parla o si muove Toni che sono stati scritti pensando
proprio a come parla e come si muove Camille. Sono stato fortunato
perché quando lei ha letto la sceneggiatura le è piaciuta e ha
accettato di diventare Toni. È stata magnifica, ha dato la sua
dolcezza, la sua ambiguità, le sue caratteristiche al personaggio.
Ha portato il personaggio e il film a un altro livello.”
Anche il tuo film
precedente, Paper Flags, raccontava di una donna con un
talento nascosto, che non sfruttava e che non rappresentava il suo
vero lavoro. Cosa ti affascina di questo aspetto?
“Sono affascinato
dalle persone che hanno un dono, come una bella voce, ma che non
vogliono farne una professione, non vogliono ricavarci soldi. Come
Toni che ha una bella voce, ma non vuole usarla, non vuole
sfruttare questa cosa e viene forzata a cantare. Sono affascinato
da come il talento non diventi necessariamente una professione. Non
credo che sia un dovere fare per forza qualcosa di grande con il
talento che si ha, puoi anche utilizzarlo nel tuo privato, per
te.”
Sei un regista e
sceneggiatore molto giovane ma molto promettente. Ci sono dei
colleghi ai quali ti ispiri e con i quali vorresti
lavorare?
“Mi piacerebbe
lavorare con Noah
Baumbach, con Greta
Gerwig e con Kore’eda. Mi piacerebbe lavorare anche con
Chloé Zhao, la seguo dal suo primo film. Ci sono tantissimi registi
che mi piacciono, e sono contento di vivere in questo momento
storico, perché credo stiano uscendo un sacco di film di registi
che ammiro, e questa cosa mi fa molto felice.”
Diretto da Nathan
Ambrosioni, Ricomincio da me arriva in sala
il 28 dicembre, distribuito da Wanted
Cinema.
Nathalie Rapti Gomez sarà Rosaline, la
rivale di giulietta nel nuovo film di Carlo Carlei, Romeo and
Juliet, che per la prima volta cinematograficamente darà spazio
anche al personaggio di Rosaline, il primo amore di Romeo.
L’attrice Nathalie
Kelley ha dimostrato negli anni di potersi affermare ad
Hollywood, rivelandosi tutt’altro che una stella di passaggio.
Grazie al suo talento e alla sua classe ha saputo ritagliarsi ruoli
di rilievo in alcuni film e serie TV di successo. Nonostante
l’attrice sia ancora alla ricerca del ruolo che possa consacrarla,
il suo volto è ormai noto ai fan, che la apprezzano per la sua
ecletticità.
Ecco 10 cose che non sai di
Nathalie Kelley.
Nathalie Kelley carriera
1 I film. Il
debutto dell’attrice sul grande schermo risale al 2006, quando
ricopre il ruolo di Neela nel film The Fast and the Furious:
Tokyo Drift. Successivamente prende parte a Loeaded
(2008), Take Me Home Tonight (2011), Urban
Explorers (2011), The Man Who Shook the Hand of Vicente
Fernandez (2012), Infiltrators (2014) e In Like
Flynn (2018).
2 Le serie TV. Tra
le partecipazioni televisive dell’attrice si annoverano invece
CSI – Scena del crimine (2011), Body of Proof
(2011-2012), Unreal (2014), Mistresses (2016),
The Vampire Diaries (2016-2017),
dove recita accanto a Matthew
Davis, e Dynasty (2017-2018).
Nathalie Kelley Instagram
3 Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un proprio profilo personale, seguito da 1,2 milioni
di persone. All’interno di questo è possibile trovare fotografie
scattate in momenti di svago, ma anche foto scattate sui set o alle
premiere a cui l’attrice ha preso parte.
Nathalie Kelley vita privata
4 È sposata.
Nell’aprile 2018 l’attrice ha confermato tramite un post sul
proprio account Instagram di essere ufficialmente fidanzata con
Jordan Burrows. I due si sono in seguito sposati nell’aprile del
2019. Precedentemente l’attrice aveva avuto una relazione con Zach
Roerig, suo collega sul The Vampire Diaries.
Nathalie Kelley The Fast and the
Furious
5 Ha interpretato un ruolo
importante.The Fast and the Furious: Tokyo Drift
è il terzo capitolo della serie, il quale differisce dagli altri
capitoli per l’ambientazione e il cast. L’attrice interpreta Neela,
studentessa australiana trasferitasi a Tokyo per continuare i suoi
studi. Il suo personaggio avrà un ruolo importante all’interno del
film, venendo conteso dai due protagonisti maschili in sfide
all’ultimo sangue.
Nathalie Kelley The Vampire
Diaries
6 Ha avuto difficoltà ad
interpretare il villain della serie. L’attrice fa il suo
ingresso nella celebre serie nell’ottava stagione, ricoprendo il
ruolo di Sybil, anche noto come “il male in persona”. Di natura
immortale, il personaggio ha la capacità di manipolare le sue
vittime per i propri scopi. L’attrice ha dichiarato di aver dunque
avuto difficoltà a calarsi in un ruolo così negativo, ma che la
chiave di svolta le è arrivata nel momento in cui ha scoperto che
in fondo il suo personaggio voleva solo essere amato.
Nathalie Kelley Dynasty
7 Non tornerà per la seconda
stagione. L’attrice ha preso parte alla prima stagione del
reboot di Dynasty. La stagione termina con un colpo di
scena riguardo il personaggio di Cristal, interpretata proprio
dalla Kelley. Questa ha in seguito dichiarato che non tornerà per
la seconda stagione, affermando di essersi “ripresa la sua vita”,
lasciando intuire che potrebbero esserci stati alcuni contrasti sul
set che l’hanno portata a questa scelta.
Nathalie Kelley Fast & Furious
9
8 Tornerà nella
saga. L’attore Vin
Diesel ha dichiarato che l’attrice riprenderà il ruolo
di Neela nel nono capitolo della saga. Il film è previsto per il
2020, con la regia di F. Gary Gray, e vedrà il
ritorno nel cast anche di Dwayne Johnson.
Nathalie Kelley Bruno Mars
9 Ha recitato in un
videoclip. Oltre al cinema e alla TV, l’attrice è comparsa
anche nel videoclip della canzone “Just the Way You Are”,
dell’artista Bruno Mars. Il videoclip è stato rilasciato nel 2010
in concomitanza con l’uscita del brano.
Nathalie Kelley età e altezza
10 Nathalie Kelley è nata a
Lima, in Perù, il 3 marzo 1985. L’altezza complessiva
dell’attrice è di 168 centimetri.
Celebre per il suo ruolo nella serie
Il
Trono di Spade, l’attrice Nathalie
Emmanuel è un’apprezzata interprete divisa tra televisione
e cinema. Nota è infatti anche la sua partecipazione ad alcune
celebri saghe per il grande schermo, che le hanno permesso di
sfoggiare una buona versatilità. In costante crescita come attrice,
la Emmanuel è ora attesa in nuovi progetti e con nuovi ruoli.
9. È nota per i ruoli
televisivi. Tra il 2007 e il 2010 l’attrice guadagna
popolarità grazie al ruolo di Sasha Valentine nella soap opera
Hollyoaks. La grande notorietà arriva però grazie alla
serie Il Trono di
Spade (2013-2019), dove recita nel ruolo di Missandei
accanto agli attori Kit
Harrington ed Emilia
Clarke. Terminata la serie, la Emmanuel ottiene il
ruolo di Maya nella miniserie Four Weddings and a
Funeral (2019).
8. Ha partecipato al
doppiaggio di una serie. Nel 2019 la Emmanuel debutta
anche come doppiatrice per l’acclamata serie NetflixDark Crystal – La
resistenza. Questa è basata sull’omonimo film del 1982, e
l’attrice dà voce al personaggio di Deet, recitando accanto agli
attori Taron
Egerton e Anya
Taylor-Joy.
Nathalie Emmanuel è su
Instagram
7. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo seguito da 5,8 milioni di persone.
All’interno di questo, è solita condividere immagini legate alla
sua quotidianità, come anche diverse curiosità che la riguardano.
Non mancano poi foto realizzate per servizi di moda o per
promuovere i propri progetti da interprete.
Nathalie Emmanuel: chi è il suo
fidanzato
6. Ha una relazione con un
attore. Da qualche anno l’attrice ha una storia con
l’attore Davon Anderson, noto per il suo ruolo nella serie
EastEnders. I due non hanno mai rivelato particolari
dettagli sulla loro relazione, come ad esempio dove si siano
conosciuti, preferendo mantenere una vita sentimentale il più
possibile lontano dall’influenza dei media.
Parte delle cose che non sai
sull’attrice
Nathalie Emmanuel in Fast &
Furious
5. È entrata a far parte
della saga. A partire dal 2015 l’attrice è entrata a far
parte del cast principale della saga cinematografica di Fast &
Furious. Comparsa per la prima volta nel settimo capitolo,
ricopre il ruolo di Megan Ramsey, un’esperta hacker che si rivelerà
fondamentale per la riuscita delle missioni della squadra.
L’attrice ha poi ripreso il ruolo in Fast & Furious 8, ed
è stata confermata anche per il nono capitolo.
Nathalie Emmanuel in Il Trono di
Spade
4. È il ruolo che le ha
cambiato la vita. Parlando di Missandei, il suo
personaggio in Il Trono di Spade, l’attrice ha
raccontato di come questo sia arrivato proprio al momento giusto.
All’epoca si trovava infatti ad attraversare un momento difficile,
alla ricerca di nuovi lavori che però faticavano ad arrivare.
Quando le fu comunicato che aveva ottenuto la parte nella celebre
serie, la sua carriera è totalmente cambiata.
Nathalie Emmanuel: le è stato
dedicato un fansite
3. Esiste un sito ricco di
notizie sull’attrice. Per i fan dell’interprete, è
possibile tenersi sempre aggiornati su di lei grazie al sito a lei
dedicato. Si tratta di una vera e propria fan page, ricca di foto,
video, curiosità e notizie riguardanti la Emmanuel. Curato a
livello di contenuti e grafica, si tratta della fonte migliore per
scoprire tutto si di lei.
Nathalie Emmanuel: il suo
patrimonio
2. Ha raggiunto ottimi
guadagni.Il Trono di Spade ha certamente reso
popolare l’attrice, che è oggi è tra le più richieste del panorama
televisivo e cinematografico. Grazie anche al suo debutto nella
ricca saga di Fast & Furious, vanta oggi dei notevoli
guadagni, che l’hanno portata ad avere un patrimonio stimato di
circa cinque milioni di dollari.
Nathalie Emmanuel: età e
altezza
1. Nathalie Emmanuel è nata
a Southend-on-Sea, in Inghilterra, il 2 marzo 1989.
L’attrice è alta complessivamente 170 centimetri.
Nate Parker riprende il volo: dopo
aver interpretato un aviatore della Seconda Guerra Mondiale in Red
Tails, l’attore (quest’anno sugli schermi anche in Arbitrage e in
Red Hook Summer di Spike Lee) salirà a bordo di Non-Stop,
thriller aereo che tra l’altro vedrà il protagonista Liam
Neeson tornare ad essere diretto da Jaume Collet-Serra,
riformando la coppia di Unknown (Senza Identità). Neeson sarà
un agente dell’aeronautica federale che si troverà a dover
fronteggiare un dirottatore. Parker interpreterà un altro
viaggiatore a bordo, che darà una mano al protagonista. La
sceneggiatura è stata scritta da John Richardson e Chris Roach, le
riprese dovrebbero cominciare entro qualche settimana a New York.
Parker potrebbe tornare a breve sul set per Spike Lee, nel remake
di Oldboy.
Il mondo dei supereroi è un
tripudio di testosterone. Tra Marvel e DC
Comics gli eroi mascherati ormai non si contano più. Ma
come dietro ogni uomo c’è una grande donna, anche dietro ogni
supereroe c’è una grande eroina. Nonostante siano numericamente
inferiori rispetto ai loro colleghi uomini, le supereroine giocano
un ruolo fondamentale nella lotta contro i cattivi. E oggi vi
parliamo proprio di una delle eroine Marvel più amate,
Natasha Romanoff, meglio conosciuta come Vedova
Nera.
Personaggio dei famosi fumetti
della Marvel Comics, creati dal genio di
Stan Lee,
N. Korok e Don Heck, Vedova Nera
fa parte dei Vendicatori (in inglese, Avengers) e
dello S.H.I.E.L.D. La sua prima apparizione
dell’universo bidimensionale illustrato della Marvel risale
all’aprile del 1964, nel fumetto Tales of
Suspence.
Nonostante non sia dotata di poteri
speciali come i suoi colleghi Thor o Captain
America, Vedova Nera è una delle supereroine più amate
di tutti i tempi. In pochi però conoscono davvero la sua storia e
il suo passato da spia. Scopriamo quindi insieme tutto
quello che c’è da sapere su Natasha Romanoffe su
Black Widow, la sua letale identità segreta.
Natasha Romanoff in Avengers: la
storia di Vedova Nera
Natalia Alianovna
Romanova – conosciuta negli States come Natasha Romanoff –
nasce in Russia, a Stalingrado, il 5 maggio del 1984 da una
famiglia lontana discendente dei reali russi. A un mese dalla sua
nascita, a causa di un attacco degli imperialisti, la casa della
sua famiglia viene rasa al suolo. La madre, che è riuscita a
salvare solo la piccola, avendo perso tutto quello che possiede,
decide di affidare sua figlia a Ivan Petrovich, un misterioso
soldato.
Petrovich non è infatti un semplice
soldato ma una spia, un agente segreto che lavora per il
pericolosissimo KGB, i servizi segreti sovietici.
Convinto del potenziale della piccola, Ivan comincia sin da subito
ad addestrare Natalia a diventare una spia. Ben presto, infatti, la
giovane recluta entra nella Red Room, noto anche
come il Black Widow Program (in inglese
Programma Vedova Nera). Si tratta di un programma segreto
gestito dal KGB che trasforma giovani donne in letali assassine con
un durissimo addestramento e con il lavaggio del cervello.
Reclutata giovanissima dal KGB,
Natalia viene sottoposta a un indottrinamento assai intenso e
finisce col diventare una delle spie più pericolose nonché una
delle migliori assassine al mondo. Dotata di carisma, fascino e
straordinarie abilità sia fisiche che mentali, Natalia diventa ben
presto la punta di diamante della Red Room
Academy. Tuttavia, essendo stata addestrata a eseguire gli
ordini senza batter ciglio, alla ragazza viene spesso chiesto di
uccidere innocenti a sangue freddo.
Natasha Romanoff nel mirino dello
S.H.I.E.L.D.
Nonostante sembri all’apparenza
un’assassina senza scrupoli, Natalia ben presto comincia a
risentire dell’addestramento da spia e delle scelte fatte in nome
del programma Black Widow. Le esecuzioni ordinate
dalla Red Room cominciano a pesarle sulla coscienza tanto da
sentirsi quasi perseguitata dalle anime degli innocenti uccisi in
nome del KGB. Natalia negli anni ha dato tutta se stessa
all’organizzazione, rinunciando anche all’opportunità un giorno di
poter diventare madre. La sterilizzazione di tutte le reclute,
infatti, fa parte della cerimonia del diploma della Red
Room Academy.
Per poter diventare una vera spia,
ogni ragazza deve assoggettarsi completamente al volere della Red
Room, rinunciando a essere una persona per diventare un’arma al
servizio del KGB. La famiglia e la maternità sono considerate delle
mere distrazione dall’organizzazione, cose alle quali le reclute
dovranno rinunciare.
Eliminando le distrazioni e
completando il programma, Natalia comincia quindi la sua carriera
di spia, diventando la più pericolosa minaccia sovietica in tutto
il mondo. Grazie alle sue abilità e alla sua fama
worldwide, Natalia finisce nel mirino dello Strategic
Homeland Intervention,
Enforcement, and Logistics Division, conosciuto con l’acronimo
S.H.I.E.L.D. Si
tratta di un’agenzia militare americana antiterrorismo e di
intelligence extra governativa, incaricata di proteggendo gli Stati
Uniti e il mondo intero da tutte le possibili minacce.
Riconoscendo nella Romanoff una
minaccia mondiale, il diretto dello S.H.I.E.L.D., Nick Fury, decide di
inviare uno dei suoi migliori agenti per eliminare la spia nemica.
La missione viene quindi affidata a Clint Burton, meglio conosciuto
come Occhio di Falco per la sua abilità con arco e frecce.
Tuttavia, riconoscendo in Natalia delle doti eccezionali, invece di
portare a termine il suo compito, Occhio di Falco propone allo
S.H.I.E.L.D. di reclutare la ragazza. Vedova Nera
lascia quindi la Russia per gli States e diventa una delle punte di
diamante dello S.H.I.E.L.D.
Vedova Nera e gli Avengers:
l’incontro con Tony Stark
Tra i primi nonché il più
importante degli incarichi assegnati alla Romanoff dallo S.H.I.E.L.D.
c’è sicuramente quello di infiltrata speciale alle Stark
Industries. Sotto copertura, Natalia viene assunta
come notaio grazie al suo incredibile curriculum, alle sue
esperienze e ovviamente grazie anche al suo fascino.
Nonostante Natalia sia ricorsa a
stratagemmi non proprio onorevoli per ottenere il posto alle Stark
Industries, il suo ruolo è solo quello di osservatrice. Nick Fury, infatti,
l’ha assegnata per tenere sotto controllo Tony Stark, inventore
visionario e CEO della sua azienda. Genio, miliardario, filantropo
e playboy, Stark è infatti il volto di Iron Man,
l’uomo dall’armatura d’acciaio.
Anni prima, Tony
Stark era stato rapito in Afghanistan da un gruppo di
terroristi chiamati Ten Rings ed era riuscito a fuggire grazie a
una delle sue folli invenzioni. Si tratta di un’incredibile
armatura che gli aveva permesso di sconfiggere i suoi nemici,
scappando via e polverizzando il loro nascondiglio. Una volta
tornato a casa aveva continuato a lavorare sulla sua armatura,
creando una che si adattasse perfettamente al suo corpo, dandogli
una forza sovrumana e delle incredibili abilità. Grazie a
quell’armatura era nato un nuovo supereroe, l’invincibile Iron
Man.
Il compito di Natalia è quindi
quello di osservare Tony Stark e il suo
operato, valutando se sia adatto per entrare a far parte degli
Avengers. I Vendicatori, sono
un gruppo di supereroi creato dallo S.H.I.E.L.D. per neutralizzare
un nemico potente, impossibile da sconfiggere con armi
convenzionali. Il gruppo, nato per contrastare la comparsa del
malvagio Loki, comprende un gran numero di supereroi e supereroine.
Nel gruppo originario, comparso nel primo film della saga dei
Vendicatori, The Avengers
(2012), ci sono sei membri:
Tony Stark/Iron Man
Steve Rogers/Capitan America
Thor
Bruce Banner/Hulk
Clint Barton/Occhio di Falco
Natasha Romanoff/Vedova Nera
Nel film The Avengers
(2012), i sei Vendicatori dello S.H.I.E.L.D.
collaborano per sconfiggere il crudele e pericoloso Loki. Il nemico comune
altri non è che un alieno del pianeta Asgard,
figlio adottivo di Odino e Nemesi
nonché fratellastro di Thor. Negli anni però il
gruppo degli Avengers cresce e accogli nuovi membri tutti dotati di
poteri o abilità particolari. Stiamo parlando di:
Hank Pym/Ant-Man/Giant-Man/Calabrone
Janet van Dyne/Wasp
T’Challa/Pantera Nera
Carol Danvers/Ms. Marvel
Visione
Peter Paker/Spider-Man
Scott Lang/Ant-Man
Susan Richards/Donna Invisibile
Reed Richards/Mr. Fantastic
Ben Grimm/La Cosa
Johnny Storm/La Torcia Umana
James Howlett/Wolverine
Doc Samson
Daisy Johnson/Quake
Jim Rhodes/War Machine
Danny Rand/Pugno d’acciaio
Luke Cage
Bucky Barnes/Soldato d’inverno
Sam Wilson/Falcon
I vendicatori della Marvel sono
tantissimi e molte delle loro storie raccontate al cinema
differiscono da quelle originali dei fumetti tanto amati dai
cultori del genere. Se volete quindi una lista completa e
dettagliata di tutti gli Avengers divisi per
gruppi di appartenenza e per epoche, vi consigliamo di dare uno
sguardo alla pagina Wiki
Fandom.
Natasha Romanoff, film dedicato a
Vedova Nera
Nonostante sia sempre stato
considerato come un personaggio secondario, anche Natasha
Romanoff alias Black Widow, potrà godersi
presto il suo momento di gloria. La Vedova Nera degli
Avengers sarà infatti protagonista di un intero
film targato Marvel Studios che presumibilmente
arriverà in sala nel 2021. Il film, annunciato al San Diego
Comic-Con del 2019, sarebbe dovuto uscire in sala in
Italia il 29 aprile 2020 e il 1 maggio
2020 negli States.
A causa della pandemia da
Coronavirus e della relativa emergenza sanitaria, l’uscita
del film è stata purtroppo rimandata. Con l’avanzata dei contagi, i
lockdown e la chiusura dei cinema, la
Marvel si è trovata costretta a fare un passo
indietro e a ‘parcheggiare’ il film Black Widow.
Dopo alcune indiscrezioni che davano per certa l’uscita del film il
6 novembre 2020, Entertainment Weekly ha
poi pubblicato la data ufficiale del posticipo della Disney.
Black Widow uscirà in sala il prossimo 7 maggio
2021.
Black Widow trama e
personaggi
Il film, il primo della Phase
4 della Marvel, racconta la storia di
Natasha Romanoff – interpretata da Scarlett
Johansson -, partendo delle origini fino ad oggi. La
prima parte del film e presumibilmente alcuni flashback, saranno
dedicati al passato di Nathasha, una giovane reclutata dal
KGB negli anni ottanta e addestrata a diventare
una spia assassina. La pellicola ripercorrerà i primi anni di
reclutamento di Natasha e il suo addestramento tra le fila di
‘vedove nere’ del Black Widow Program del KGB.
Con un balzo temporale, i film ci
riporta al presente, in quel lasso di tempo tra i capitoli Captain America: Civil
War e Avengers: Infinity
War. In questo periodo, Vedova Nera, tormentata ancora
dal suo passato, decide di allontanarsi momentaneamente dagli
Avengers per affrontare così i suoi demoni personali. Nathasha
torna quindi alle sue origini, dalla sua vecchia famiglia formata
dalle spie Yelena Belova (Florence Pugh),
Melina Vostokoff (Rachel Weisz) e
Alexei Shostakov (David
Harbour).
Lentamente Natasha si accorgerà che
i demoni del suo passato, dei quali sembra essersi liberata negli
ultimi anni, sono tornati a tormentarla. C’è una pericolosa
cospirazione legata proprio al suo passato che la Romanoff dovrà
affrontare e distruggere prima che sia troppo tardi.
Celebre sia al cinema che in
televisione per alcuni suoi ruoli iconici, l’attrice
Natasha Lyonne si è affermata negli anni per la
sua forte presenza scenica, e la capacità di adattarsi a ruoli ben
diversi tra loro. Grazie ad alcune serie di successo ha ottenuto
l’affetto del pubblico e gli onori della critica.
Ecco 10 cose che non sai di
Natasha Lyonne.
Natasha Lyonne film
1 I film e la
carriera. La carriera cinematografica dell’attrice ha
inizio nel 1993 con il film Dennis la minaccia.
Successivamente prende parte ai film Tutti dicono I Love
You (1996), L’altra faccia di Beverly Hills (1998),
American Pie (1999), Women (2000), Scary
Movie 2 (2001), American Pie 2 (2001), Kate &
Leopold (2001), La zona grigia (2001), Blade:
Trinity (2004), 4:44 Last Day on Earth (2011),
American Pie: ancora insieme (2012), Yoga Hosers
(2016) e Honey Boy (2019).
2 Le serie TV. Sul
fronte televisivo l’attrice prende invece parte alle serie Will
& Grace (2000), Una banda allo sbando (2007), New
Girl (2011), Orange Is the New Black (2013-2019),
dove ricopre il ruolo di Nicky Nichols e recita insieme alla
collega Taylor
Schilling, e Russian Doll (2019-in
corso), serie di cui è co-creatrice e protagonista nel ruolo di
Nadia Vulvokov.
3 Il doppiaggio.
L’attrice è inoltre un’apprezzata doppiatrice di serie televisive
animate come Steven Universe (2016-in corso), I
Simpson (2016), Animals (2018), Big Mouth
(2018) e Ballmastrz: 9009 (2018-in corso).
Natasha Lyonne Instagram
4 Ha un account
personale. L’attrice è presente su Instagram con un
proprio profilo verificato, seguito da 1,5 milioni di persone.
All’interno di questo l’attrice è solita condividere foto
promozionali dei propri progetti cinematografici e televisivi, e
fotografie scattate in momenti di svago con amici o colleghi.
Natasha Lyonne vita
sentimentale
5 E’ impegnata. A
partire dal 2014 l’attrice ha una relazione con l’attore e comico
Fred Armisen. I due mantengono un basso profilo di vita, tenendosi
alla larga dai gossip ed evitando di diffondere informazioni
riguardanti la loro vita privata.
Natasha Lyonne salute
6 E’ stata operata al
cuore. Nel 2005 l’attrice contrae un infezione al cuore,
che l’ha portata a dover affrontare lunghi periodi di
ricovero e infine un operazione a cuore aperto, con l’intento di
correggere i danni causati dall’infezione.
Natasha Lyonne premi e
nomination
7 Ha ricevuto molti premi
nella sua carriera. Per il suo ruolo in Tricks of
Love, nel 2008 l’attrice ha vinto come miglior attrice non
protagonista al Monaco International Film Festival. Nel 2014 e nel
2016 viene invece premiata insieme al cast della serie Orange
Is the New Black agli Screen Actors Guild Award. Per la serie
Russian Doll è invece nominata ai Primetime Emmy Award
come miglior produttrice, miglior attrice protagonista in una serie
comedy e come miglior sceneggiatrice.
Natasha Lyonne Orange Is the New
Black
8 Ha diretto alcuni episodi
dell’ultima stagione. L’attrice si è dichiarata
emotivamente scossa da come si è conclusa la serie, e per
l’occasione ha voluto dirigere alcuni episodi dell’ultima stagione.
Stando a quanto dichiarato, il passaggio dal davanti al dietro la
macchina da presa le ha permesso di apprezzare ancora di più le
prove interpretative delle sue colleghe.
Natasha Lyonne Russian Doll
9 L’attrice nasconde un
segreto sulla serie. In un’intervista Natasha Lyonne ha
confessato che durante le riprese si è verificato un grosso errore,
che la produzione ha poi corretto durante il montaggio finale.
L’attrice ha detto di vergognarsi a tal punto di questa cosa, che
la terrà segreta fino alla fine della serie, che dovrebbe
idealmente essere composta da tre stagioni.
Natasha Lyonne età e altezza
10 Natasha Lyonne è nata a
New York, negli Stati Uniti, il 4 aprile 1979. L’altezza
complessiva dell’attrice è di 156 centimetri.
I Marvel Studios continuano ad
ampliare il loro cast stellare per il suo prossimo film sui
Fantastici Quattro:Natasha
Lyonne si unirà all’attesissimo film Marvel. L’attrice
di Russian Doll si unisce a un cast che include già Pedro Pascal che interpreterà Reed Richards
(alias Mr. Fantastic), Vanessa Kirby è Sue Storm (alias la Donna
Invisibile), Joseph Quinn è Johnny Storm (alias la Torcia
Umana) ed
Ebon Moss-Bachrach è Ben Grimm (aka la Cosa). Anche
Julia Garner sarà nel cast per interpretare Silver
Surfer, con Paul Walter-Hauser, John
Malkovich e Ralph Ineson.
Il regista di WandaVisionMatt Shakman dirigerà Fantastici
Quattro da una sceneggiatura di Ric Pearson,
Josh Friedman, Jeff Kaplan e Ian
Springer. La produzione inizierà quest’estate e il film
uscirà il 25 luglio 2025. I Marvel Studios non hanno commentato. I
dettagli della trama vengono tenuti nascosti, così come i dettagli
dei personaggi.
Natasha Lyonne ha avuto un grande successo
negli ultimi tempi dopo il suo ruolo nominato agli Emmy in
Poker Face di Rian Johnson, che
produce anche attraverso il banner Animal Pictures. La serie è
stata nominata in tutti i premi più importanti tra cui i Peabody
Awards, i Golden Globe e gli Emmy, con vittorie ai WGA e ai TCA, ed
è in produzione per la sua seconda stagione. Oltre a recitare e
produrre, Lyonne scrive e dirige lo show. Per quanto riguarda
Animal Pictures, la società ha recentemente firmato un accordo
first look con Sister.
Prima di Poker
Face, Lyonne ha ottenuto un enorme successo con la serie
Netflix acclamata dalla critica Russian
Doll, creata e interpretata da Lyonne, che ha vinto tre
Emmy Awards e ha ottenuto un totale di 14 nomination agli Emmy, tra
cui Comedy Series e Lead Actress, una nomination come attore ai
Golden Globes, due nomination alla WGA e il premio TCA per
l’eccezionale nuovo programma. Il 2024 ha segnato l’uscita
dello speciale comico Netflix di Animal, acclamato dalla critica,
Jacqueline Novak: Get On Your Knees, diretto da Lyonne.
Fantastici
Quattro: quello che c’è da sapere sul film
Come al solito con la Marvel, i dettagli
della storia rimangono segreti. Ma nei fumetti, i Fantastici
Quattro sono astronauti che vengono trasformati in
supereroi dopo essere stati esposti ai raggi cosmici nello spazio.
Reed acquisisce la capacità di allungare il suo corpo fino a
raggiungere lunghezze sorprendenti. Sue, la fidanzata di Reed (e
futura moglie), può manipolare la luce per diventare invisibile e
lanciare potenti campi di forza. Johnny, il fratello di Sue, può
trasformare il suo corpo in fuoco che gli dà la capacità di volare.
E Ben, il migliore amico di Reed, viene completamente trasformato
in una Cosa, con dei giganteschi massi arancioni al posto del
corpo, che gli conferiscono una super forza.
Al momento circolano voci su una
possibile ambientazione nel passato del film, indicativamente negli
anni Sessanta, stando all’aspetto delle prime immagini ufficiali ad
oggi rilasciate. Ci sono però anche rumor sul fatto che il film
potrebbe essere ambientato in una realtà diversa da quella di Terra
616. Ad oggi sappiamo poi che l’attrice Julia
Garner è stata scelta per interpretare
Shalla-Bal nella sua versione Silver Surfer, presenza che
sembrerebbe confermare anche quella di Galactus
come villain principale. Franklyn e
Valeria Richards, figli di Reed e Sue, potrebbero
comparire nel film, mentre Dottor Destino potrebbe
avere un semplice cameo nel finale. Il film è atteso al cinema
il 25 luglio 2025.
La carriera di
Natalie Portman ha abbracciato ruoli da premio
Oscar e successi Marvel, ma ciò che non ha mai
incluso è la recitazione secondo il metodo. In un’intervista con il
Wall Street Journal Magazine, la star di May December ha rivelato di non aver mai
provato a recitare con il metodo durante la sua carriera – e ha
anche detto che una tecnica del genere non è qualcosa che molte
donne possono permettersi di fare come attrici.
“Mi sono appassionato molto ai
ruoli, ma penso che sia onestamente un lusso che le donne non
possono permettersi”, ha spiegato Portman in merito al metodo.
“Non penso che i bambini o i partner sarebbero molto
comprensivi nei confronti del fatto che mi facessi chiamare da
tutti ‘Jackie Kennedy’ tutto il tempo.”
Secondo Portman, diventare
un’attrice a tutti gli effetti non sarebbe in linea con il suo
ruolo di madre. Questo non vuol dire che non faccia una
preparazione seria per i suoi ruoli. Si è formata come ballerina per mesi per entrare nel personaggio di
Black Swan, arrivando addirittura a rimodellare la
sua dieta limitandosi a mandorle e carote. Ma Portman è ancora in
grado di separarsi dal personaggio che interpreta durante la
produzione.
I commenti di Portman sulle attrici
donne e sul metodo di recitazione seguono una recente dichiarazione
della sua collega Carey Mulligan, che non ha mai provato la
tecnica fino a poco tempo fa, quando è stata scelta per Maestro di Bradley Cooper.
“C’era una parte di me come
attrice che pensava sempre, ‘Beh, non sarò mai uno di quegli attori
che mantengono il loro dialetto tra una ripresa e l’altra’”, ha
detto a Variety. “C’era una parte di me che era leggermente
trattenuta, o forse nervosa all’idea di impegnarsi completamente in
qualcosa. Ma questo è ciò che Bradley ha chiesto, in sostanza,
all’inizio del processo. Mi ha detto: “Se hai intenzione di farlo,
devi farlo completamente, completamente”. Quando lo ha detto, ho
pensato “Okay, farò assolutamente tutto”. Farò tutte le ricerche.
Farò tutte le cose sul dialetto. Farò di tutto, in modo che quando
salirò sul set, sarò in grado al 100% di sentirmi come se fossi sul
palco e avere quella sensazione di ‘non ricordo cosa è
successo.'”
Cooper, d’altra parte, è noto per
rimanere nel personaggio durante la produzione e per aver adottato
tecniche di recitazione del Metodo, così come altri attori come
Daniel Day-Lewis, Jared
Leto e Jeremy Strong. La reputazione di
Jared Leto come attore del Metodo è così
onnipresente che recentemente
lui stesso di è preso in giro durante la presentazione ai
Golden Globes del 2024.