Bentornati a Virgin River, la cittadina romantica e
fittizia situata nel nord della California nata dalla penna di
Robyn Carr e trasposta sul piccolo schermo da
Sue Tenney, la quale per la quinta stagione cede
le redini a Patrick Sean Smith, nuovo showrunner
dello
show. Sembra che Netflix
abbia deciso di far diventare la divisione in parti delle sue serie
un “marchio di fabbrica”, perché anche Virgin River
5 si presenta in due volumi. Quello di settembre, con
i dieci e principali episodi, e che apre lentamente le porte
all’autunno, e quello di fine novembre, che inizierà il periodo
natalizio con gli ultimi due episodi in festa. A differenza di
The Witcher 3, questa potrebbe rivelarsi una scelta
interessante, poiché avvolge uno specifico periodo, il Natale, e
perciò ha il potenziale per rivelarsi una bella chicca, un regalo
che la produzione fa ai suoi fidati sostenitori in vista delle
vacanze. Per la quinta season, ritroviamo il cast
principale:
Alexandra Breckenridge, Martin
Henderson, Colin Lawrence,
Annette O’Toole, Tim
Matheson, Benjamin Hollingsworth, più
quattro new entry, Kandyse McClure, Susan
Hogan, Elise Gatien e Paolo
Maiolo.
Virgin River 5, la trama
Iniziamo da dove eravamo rimasti. La
quarta stagione di Virgin River si concludeva con la rivelazione di
Charmaine (Lauren Hammersley) a Mel (Alexandra Breckenridge) e Jack
(Martin Henderson,) che i gemelli non sono in realtà figli di
quest’ultimo. Come in ogni season, il cliffhanger finale non funge
da attacco al primo episodio della stagione successiva, ma solo da
ponte per una storia che riprenderà dopo di esso. Ed è così che
inizia Virgin River 5: Jack e Mel devono
fare i conti con le menzogne di Charmaine e sul tempo che hanno
sprecato per starle accanto, decidendo di godersi a pieno la loro
love story una volta chiusi i ponti con la donna. Intanto, Doc (Tim
Matheson) è alle prese con una malattia degenerativa che ha colpito
i suoi occhi e minaccia il suo futuro allo studio medico. Hope
(Annette O’Toole) deve invece confrontarsi con una cittadina che
inizia a mettere in dubbio le sue capacità come sindaco e avrà
bisogno di tutto il sostegno delle sue amiche per non crollare e
lasciarsi abbattere. Sullo sfondo dei problemi quotidiani di Virgin
River, uno spaccio di fentanil, a causa del quale Brady (Benjamin
Hollingsworth) e Mike (Marco Grazzini) si metteranno in serio
pericolo…

Bentornati a Virgin River!
Pur essendo cambiato lo showrunner,
Virgin River 5 non perde il suo
animo romance, e ci apre di nuovo le porte della
cittadina bucolica circondata da foreste, fiumi e laghi da sogno.
Sono proprio i luoghi che avvolgono i personaggi, vivendo i loro
stessi drammi, ad essere una delle carte vincenti dello show, da
quando è nato nel 2019. Posti in cui è immediato perdersi
fra le bellezze paesaggistiche, e che permettono di
staccare la spina dalla realtà, per tuffarsi in un momento di
leggerezza e spensieratezza. Gli stessi che, grazie ai tournage
panoramici, riescono a condurci subito dentro il racconto, negli
incastri della favola. Perché in fondo, Virgin River, è
sempre stato questo: una fiaba impiantata nel mondo
reale, che non ha troppe pretese se non quelle di
regalarci qualche attimo di pausa e relax. Certo, i plot twist
imprevedibili non mancano. Così come i cliffhanger, i quali
caratterizzano l’intera serie e dei quali essa vive, e che
tracciano molto spesso i sentieri della soap opera senza però mai
davvero trasformarsi nel genere.
Ma comunque, questo, non è mai stato
un punto a sfavore, e non lo è neppure per Virgin River
5, che sembra, in questa prima e principale parte,
sbottonarsi ancor di più sugli eventi narrativi,
alzando di conseguenza il suo livello
drammaturgico. Gli episodi centrali sono infatti quelli
più significativi e contengono la sfida più importante con cui i
protagonisti si interfacciano; una scelta da una parte audace,
dall’altra segno di un leggero cambio di rotta per quanto concerne
alcune soluzioni della storyline principale, la quale svela
l’intento di voler confrontarsi con situazioni che contribuiscono,
in modo sostanzioso, al glow up di tutti i protagonisti. E
dello show stesso. Unica sbavatura, che continua ad essere uno dei
tasselli più difettosi, sono alcune sub-trame, come quella di
Preacher o di Jack (per quest’ultimo inerente solo ai suoi traumi
passati), che – pur intrecciate al contesto – risultano essere
linee narrative o ripetitive o insapori. Un appesantimento della
storia che, qualora venisse eliminato, darebbe a Virgin
River solo giovamento.
Un tocco di magia
Cio che però rende davvero speciale
la serie, e quindi anche Virgin River 5,
è sia il modo in cui essa affronta ogni cruccio o problema dei suoi
personaggi, molto attento e premuroso, sia la sua capacità di
restituirci una dimensione idilliaca in grado di cullarci. Ma
andiamo con ordine. Intanto, anche questa season ci pone
dinanzi ad alcuni main character – quali Mel, Jack, Hope e
Doc – alle prese con situazioni sempre più intricate della loro
vita. Il primo a “risolversi” (per fortuna) è Jack, cedendo più
spazio ad una Mel che, pur vivendo l’ennesimo shock, apprezziamo
vederla risorgere dalle sue ceneri. Una crescita consapevole che
non arriva dal nulla, ma è fonte del lavoro svolto sul personaggio
sin dalla prima stagione, e del quale non è stato tralasciato alcun
dettaglio o punto sospeso. Capire, affrontare, soffermarsi
ad analizzare: sono questi i tre atti con cui lo show si è
sempre approcciato ai suoi personaggi, esplorandone la loro
psicologia e permettendo così uno sviluppo credibile di ognuno di
loro. Pur essendo a volte circondati da avvenimenti un po’ troppo
irrealistici.
Virgin River
5, nonostante si ammanti di più drama, non va però a
snaturarsi: entra sempre in campo la speranza, il senso di
comunità, il motto del “l’unione fa la forza”, mai stato più valido
come in questa season, e che da sempre è motore della
storia. Non mancano poi le solite atmosfere e fotografie calde, il
melieu accogliente, lo spirito combattivo e fiducioso di
ogni singolo protagonista, tutti elementi che rendono Virgin River
una realtà confortevole, in cui tutto sembra possibile da superare,
pur impiantando al suo interno tematiche intense, come l’aborto di
Mel, lo stupro di Brie, la perdita di Jack e la malattia di Doc. Ma
è forse questa la sua dote: riuscire ad essere un posto sicuro,
piacevole, dal tempo sospeso, senza precludersi la possibilità di
essere profondo. Ed è così che va guardata anche questa prima parte
di Virgin River 5: non avendo
pretese, mossi solo dal desiderio di lasciarsi fare una carezza. A
volte, la magia la si può trovare anche in show poco elaborati, ma
dal grande cuore e dalle buone intenzioni. Per cui, alla fine, gli
si può perdonare anche qualche ridondanza.