Sarà Liu Yifei,
attrice cinese nota anche come Crystal Liu, a
interpretare Mulan nell’adattamento in live action
del classico d’animazione Disney.
A dirigere il film ci sarà
Niki Caro, mentre alla produzione ci sono
Chris Bender, Jason Reed e Jake
Weiner.
Nella ricerca della sua
protagonista, la Disney ha visto centinaia di attrici cinesi,
determinata a trovare colei che avrebbe raccolto l’eredità della
versione animata. La Liu sarà Hua Mulan, che si
traveste da uomo per prendere il posto del padre nell’esercito
della Cina Imperiale del quinto secolo.
Dopo Maleficent,
Cenerentola e Il Libro della
Giungla, anche Mulan si
aggiunge alla lista dei numerosi remake in live-action dei classici
d’animazione Disney.
Niki Caro, già
regista de La ragazza delle balene,
dirigerà il live action di Mulan in produzione
alla Disney.
La sceneggiatura sarà firmata da
Elizabeth Martin e Lauren
Hynek, mentre alla produzione ci saranno Chris
Bender e J.C. Pink. Il produttore esecutivo
sarà Bill Kong, che ha lavorato in importanti produzioni
per Zhang Yimou e Ang Lee.
È l’Hollywood Reporter a
rivelare il nome dell’attore che interpreterà l’interesse amoroso
di Mulan
nel prossimo live action prodotto dalla Disney: si tratta
di Yoson An, cinese di nascita ma
neozelandese d’adozione, scelto per vestire i panni diChen Honghui.
Nel film non
vedremo una nuova versione di Li Shang, il
capitano dell’esercito comparso nel classico d’animazione, ma una
soldato che si unisce all’unità del comandante Tung e che diventa
l’alleato più importante di Mulan.
Contrariamente a quanto
annunciato pochi mesi fa, l’uscita nelle sale
di Mulan, nuovo live
action Disney, è stata posticipata di quasi
un anno: il film arriverà infatti non più tra novembre e dicembre
2019 ma il 27 marzo 2020.
Le riprese partiranno nel corso del
prossimo anno con Liu Yifei, attrice cinese
nota anche come Crystal Liu, che interpreterà
l’eroina protagonista.
Dopo Maleficent, Cenerentola e Il
Libro della Giungla, anche quest’ultimo si
aggiunge alla lista dei numerosi remake in live-action dei classici
d’animazione Disney.
Niki Caro, già
regista de La ragazza delle balene,
dirigerà il film mentre la sceneggiatura sarà firmata
da Elizabeth
Martin e Lauren Hynek, mentre
alla produzione ci saranno Chris
Bender e J.C.
Pink. Il produttore
esecutivo sarà Bill Kong, che ha lavorato in
importanti produzioni per Zhang Yimou e Ang Lee.
Tenet
è arrivato nei cinema di tutto il mondo la fine di Agosto e
l’inizio di Settembre. Considerata l’attuale situazione mondiale
legata alla pandemia di Covid-19, nessuno ha mai realmente pensato
che l’ultima fatica di Christopher Nolan sarebbe riuscito a
raggiungere cifre esorbitanti al box office, che di fatto ha
guadagnato soltato 207 milioni di dollari durante il primo weekend
di apertura.
Bisogna fare i conti con il fatto
che non tutte le persone si sentono ancora tranquille a tornare al
cinema; parallelamente, non tutti le major sembrano essere a favore
della release dei loro titoli direttamente in streaming. Di recente
la Disney ha provato ad azzardare rendendo direttamente disponibile
sulla sua piattaforma VOD – l’ormai celebre Disney+ -, l’attesissimo live action di
Mulan,
la cui release ha fatto particolarmente discutere per il costo
“extra” associato alla visione del film rispetto al tradizionale
abbonamento del singolo utente.
Adesso, un nuovo report di
Yahoo Finance (via
CBM) indica che, nonostante tutte le polemiche, negli Stati
Uniti il live action di Mulan
disponibile on demand ha generato un incasso molto più alto di
quello di Tenet nelle
sale cinematografiche. Sulla base dei dati condivisi dalla società
di analisi 7Park Data, pare che il film diretto da Niki Caro abbia guadagnato 261 milioni di
dollari a livello nazionale, una cifra di gran lunga superiore
rispetto ai 207 milioni di dollari incassati dal film di Christopher Nolan a livello globale.
È opportuno precisare che non si
tratta di numeri ufficiali e che un quadro completo del successo di
entrambi i film non si avrà fino a quando la Warner Bros. e la
Disney non decideranno di condividere i dati interni. Tuttavia, è
decisamente interessante notare quanto possa aver avuto successo il
debutto di Mulan
su Disney+ (va comunque sottolineato che
il rapporto della fonte non tiene conto degli abbonati a livello
internazionale, che potrebbero a loro volta aver acquistato il film
e contribuito a genere introiti ancora più elevati).
A questo punto la
domanda sorge spontanea: anche Black
Widow arriverà su Disney+? Al momento è impossibile
dirlo, ma sappiamo che la multinazionale sta già valutando un nuovo
rinvio per l’attesissimo cinecomic Marvel (che a questo punto non
arriverà più a Novembre).
Deadline riporta la notizia che
sarà Alex Graves, noto per aver diretto ben
sei episodi della popolare serie tv Game of
Thrones, ad occuparsi della regia di
Mulan, annunciato live action del 36°
classico d’animazione uscito nel 1998 che arriverà nelle sale
il 2 novembre 2018.
La sceneggiatura sarà firmata da
Elizabeth Martin e Lauren
Hynek, mentre alla produzione ci saranno Chris
Bender e J.C. Pink. Non si hanno
altri dettagli relativi al film per adesso.
In merito al cast del film, sappiamo
che ci saranno tutti attori cinesi. Una fonte molto vicina alla
Disney ha rilasciato le seguente dichiarazioni sulle effettive
intenzioni della casa di Topolino: “La bozza iniziale è stata
un semplice punto di partenza per scrivere una nuova storia che si
ispirerà sia alla leggenda di Mulan che al film di animazione
Disney del 1998. Mulan è, e sarà sempre, la protagonista assoluta
della storia e tutti i ruoli principali, incluso il suo interesse
sentimentale, saranno cinesi.”
Dopo Maleficent,
Cenerentola e Il Libro della
Giungla, anche Mulan si
aggiunge alla lista dei numerosi remake in live-action dei classici
d’animazione Disney. A marzo del 2017 arriverà quello de La Bella e la
Bestia, mentre pochissimi giorni fa è stato
annunciato Il Re
Leone, che sarà diretto da Jon
Favreau, già regista de Il Libro della Giungla.
Contenti di vedere un adattamento in
carne e ossa della storia della ragazza che salvò la Cina dagli
invasori Mongoli?
I film d’animazione della
Disney hanno cresciuto intere generazioni di
bambini e principi e principesse sono diventati
delle vere icone nonché modelli di comportamento. Ma se i principi
sono sempre stati raffigurati come forti, valorosi e pronti a
battersi per salvare la damigella in pericolo, le principesse
spesso avevano un ruolo marginale all’interno della storia.
Nonostante sulla carta fossero le protagoniste, erano sempre
presentate come donne deboli, un po’ svampite e bisognose di un
uomo che salvi. Per fortuna però nel tempo lo stereotipo femminile
della principessa Disney si è evoluto, arrivando a
concepire personaggi come la valorosa Mulan.
Se le assonnate
Biancaneve e Aurora e la
remissiva Cenerentola avevano necessariamente
bisogno di un principe per tirarsi fuori dalle loro tristi
situazioni, la principessa Mulan era ella stessa
artefice del proprio destino. Dagli anni novanta in poi, infatti,
la Disney comincia la sua piccola rivoluzione al femminile portando
al cinema la studiosa ed emancipata Belle de
La Bella e La
Bestia (1991), la ribelle Jasmine di
Aladdin (1992), la
saggia e selvaggia Pocahontas (1995) e la
rivoluzionaria Mulan (1998).
Queste tre principesse, molto
diverse tra loro, hanno però in comune un tratto fondamentale,
ovvero quello dell’anticonformismo. Intrappolate
in un mondo in cui è l’uomo a comandare, usando talvolta anche la
forza per ottenere ciò che vuole, queste giovani donne lottano per
un futuro diverso, più libero e giusto.
Scopriamo quindi insieme
tutto quello che c’è da sapere su Mulan, sulle
origini del suo personaggio e sulle trasposizioni cinematografiche
della Disney.
La Ballata di Mulan: dal libro al
cinema
La maggior parte delle persone
conosce il personaggio di Mulan grazie al cartone
animato del 1998 e anche grazie al più recente live action sempre
targato Disney. Eppure la giovane guerriera cinese ha origini molto
più antiche. La Mulan che tutti abbiamo imparato a conoscere e
amare è probabilmente nata dalla penna del filosofo e scrittore
Liang Tao, autore di Hua Mulan,
poema cinese conosciuto come La Ballata di
Mulan.
Questo poema, il cui testo
originale è andato perduto, risale al VI secolo, durante le
Dinastie nel Nord e del Sud, periodo che va dal
420 al 618 e in cui l’impero cinese si frantumò in tanti piccoli
imperi minori.
Il poema narra di un periodo in cui
l’impero cinese, tartassato dai continui attacchi delle tribù
nomadi e degli Unni, richiama alle armi tutti gli uomini iscritti
nell’elenco dei riservisti. In questo elenco di riserve militari
c’è anche Hua Hu, padre di Mulan e valoroso
condottiero. Hua Hu, nonostante la sua età avanzata e il suo debole
stato di salute, decide di rispondere alla chiamata per onorare il
nome della sua famiglia e la memoria dei suoi antenati. Preoccupata
per la salute di suo padre, la giovane figlia di Hua Hu,
Mulan, prende il posto del padre usando il nome di
suo fratello minore e si arruola nell’esercito cinese.
Mulan comincia così il suo
durissimo addestramento militare per imparare così a combattere per
difendere il suo paese e l’onore della sua famiglia. Grazie alla
sua tenacia, diventa un condottiero forte e valoroso, pur sempre
nascondendo la sua vera identità, arrivando a sconfiggere il
generale unno in battaglia, decretando così la fine della guerra.
Soltanto molti anni più tardi un generale anziano scopre il suo
segreto, continuando a mostrare ammirazione per la sua caparbietà e
le sue gesta.
Mulan cartone Disney: la nuova
principessa guerriera
La prima trasposizione
cinematografica de La Ballata di Mulan risale al
1998, anno in cui la Disney porta sul grande schermo il suo nuovo
film d’animazione, Mulan. Diretto da Tony
Bancroft e Barry Cook, il film è il
36esimo lungometraggio Disney, ispirato alla
leggenda cinese di Hua Mulan.
Ci troviamo durante il regno della
Dinastia Sui quando un’armata di Unni, condotti dal malvagio Shan
Yu, invade la Cina oltrepassando la Muraglia Cinese, razziando e
distruggendo ogni cosa sul suo cammino. A causa dell’invasione
unna, l’imperatore è costretto a richiamare alle armi tutti gli
uomini del regno e nessuna famiglia può rifiutarsi di partecipare
all’impresa.
Mentre la guerra incombe, la
giovane Mulan (Laura Lenghi e Marianna
Cataldi), unica figlia della famiglia Fa, cerca in tutti i
modi di diventare una ragazza a modo, imparando le buone maniere e
tutte le arti femminili per onorare i suoi genitori e diventare la
sposa di un uomo di buona famiglia. Ma nonostante la sua buona
volontà, Mulan continua a fallire, mostrandosi fin troppo ribelle
per la società cinese dell’epoca di stampo patriarcale.
Quando arriva la chiamata alle
armi, la ragazza, preoccupata per la salute dell’anziano padre,
decide di prendere il suo posto in battaglia e si arruola
nell’esercito fingendosi un uomo. Nel frattempo i suoi antenati,
per proteggerla, evocano il piccolo draghetto Mushu (Enrico
Papi), che dovrà vegliare su di lei e aiutarla a diventare
un’eroina. Ad assistere Mulan nella sua impresa ci sono anche il
grillo portafortuna Cri-Kee, regalatole dalla donna, e il cavallo
Khan.
Mulan comincia dunque il duro
addestramento sotto il comando de generale Li Shang (Silvio
Pozzoli) che le insegnerà a combattere come un vero
soldato. La ragazza dovrà quindi fare del suo meglio per tenere
nascosta la sua identità, sconfiggere gli Unni e portare a casa la
pelle.
Mulan 2: il sequel animato
Disney
Grazie al successo ottenuto dal
primo lungometraggio, la Disney decide nel 2004 di riportare sul
grande schermo la giovane e valorosa combattente cinese con un
nuovo film dal titolo Mulan – La Leggenda
Continua.
Diretto da Darrell
Rooney e Lynne Southerland, questo
secondo capitolo, riprende la storia da dove si era interrotta.
Dopo aver sconfitto l’armata unna, Fa Mulan è
tornata a casa e il generale Li Shang,
perdutamente innamorato di lei, ha chiesto la sua mano, proposta
che la ragazza ha accettato con gioia. Tutti sono in gran fermento
per il matrimonio di Mulan, tutti tranne uno. Il draghetto
Mushu, affezionato alla ragazza, sarà costretto ad
abbandonarla dopo il matrimonio. Mulan, prendendo il nome del
marito, sarà infatti protetta dai guardiani degli antenati della
sua nuova famiglia. Per questo motivo, Mushu tenta il tutto per
tutto per dividere i due amanti e non perdere l’amicizia di
Mulan.
Mentre fervono i preparativi per il
matrimonio, Mulan e Li Shang vengono convocati dall’imperatore per
una missione speciale. I due innamorati dovranno condurre le sue
tre figlie, Ting Ting, Mei e
Su attraverso la Cina affinchè le ragazze arrivino
a sposare i tre principi del Qui Gong. Questi matrimoni combinati
uniranno i due paesi rendendoli più forti agli attacchi mongoli che
minacciano i confini dell’impero. Mulan e Li Shang hanno solo tre
giorni per portare le ragazze all’altare altrimenti i piani
salteranno e le armante mongole assalteranno il paese.
Nonostante l’apparente semplicità
della missione, i due incontreranno molte difficoltà causate dai
piani ‘malvagi’ e un po’ maldestri di Mushu e dall’imprevedibilità
delle principesse. Durante il viaggio le tre sorelle perderanno la
testa per i soldati Chien-Po,
Ling e Yao, mandando all’aria i
loro matrimoni combinati.
Mulan film 2009
Lasciamo adesso il mondo
dell’animazione per ragazzi e parliamo del primo vero film ispirato
alla Ballata di Mulan. Si tratta di un action
movie cinese del 2009 poco conosciuto dal pubblico ma amato dai
cultori del genere, diretto da Jingle Ma, dal
titolo Mulan: Rise of a Warrior.
Tratto anch’esso dallo stesso poema
di Liang Tao, anche questo film racconta una
storia simile a quella del celebre lungometraggio Disney. Ci
troviamo nel 450 d.C, durante la dinastia del Wei settentrionale,
quanto le tribù Rouran minacciano i confini dell’impero. Per
difendersi dagli attacchi, l’imperatore chiama a raccolta tutti i
soldati del regno ma alla chiamata alla armi risponde Hua Mulan
(Zhao Wei). La ragazza, fingendosi un uomo, prende
il posto del padre nell’esercito. Nell’esercito Wei, Mulan trova
subito un alleato, il suo vecchio amico Fei Xiaohu, detto Tiger
(Jaycee Chan), che promette di custodire il suo
segreto.
Durante l’addestramento Mulan fa
amicizia con il comandante Wentai (Kun Chen) e con
alcune altre reclute che diventeranno i suoi amici. Abile con la
spada e molto coraggiosa, la ragazza riesce subito a distinguersi
guadagnandosi il rispetto del suo comandate e soprattutto dei suoi
commilitoni. Mulan è infatti l’unica a difendere i suoi amici dalle
angherie di Turtle, nipote del comandante che si diverte a
tormentare i più deboli.
Purtroppo, proprio a causa di
Turtle e dei suoi complotti, Mulan sarà accusata ingiustamente di
furto e messa in prigione in attesa della sua sentenza. Condannata
per un crimine che non ha commesso, la ragazza dovrà trovare il
modo per evadere, ripulire il suo nome e combattere contro gli
invasori.
Mulan, il film 2020: il nuovo live
action Disney
Ventidue anni dopo l’uscita del
primo film d’animazione, la Disney prova a fare il
bis, portando sul grande schermo la storia della valorosa
condottiera cinese stavolta però in live
action.
Più vicino quindi alla versione del
2009, il film di Mulan
del 2020 si distacca completamente dal mondo dell’animazione e
ripropone l’antica storia di Hua Mulan con un
approccio più moderno e accattivante. La storia, infatti, questa
volta, è un tantino diversa.
Addestrata sin da bambina al
combattimento da suo padre, Hua Mulan (Liu
Yifei) è la primogenita della famiglia, ragazza
ribelle e poco femminile, lontana anni luce dall’ideale di moglie e
madre di famiglia. Non essendo in grado di imparare le buone
maniere e trovare marito, la ragazza è considerata il disonore
della famiglia.
Nel frattempo, l’impero cinese è
minacciato dalle tribù Rouran, comandate dal malviagio Bori Khan
(Jason Scott
Lee), che tentano di penetrare nel paese. Per
difendere i confini del regno, l’imperatore chiama alle armi tutti
gli uomini del regno e per la famiglia Hua, è proprio Mulan a
rispondere. La ragazza decide di prendere il posto del padre malato
e si arruola nell’esercito al suo posto come Hua Jun, fingendosi un
ragazzo.
L’addestramento è durissimo ma la
ragazza non si arrende e continua a lottare per difendere l’onore
della famiglia. Distinguendosi dagli altri, Mulan si guadagna il
rispetto del comandante Tung (Donnie Yen), vecchio
amico del padre, e del suo compagno Chen Hongui (Yoson
An). La ragazza dovrà quindi incontrare in battaglia lo
spietato Bori Khan, aiutato nella sua impresa dalla malvagia
strega mutaforma Xianniang (Gong
Li). Riuscirà a sconfiggere i nemici mantenendo
segreta la sua vera identità?
Mulan Disney Plus
I film d’animazione di
Mulan e il nuovissimo live action sono tutti
disponibili in streming sulla piattaforma a pagamento di
Disney Plus.
Inoltre, i due film d’animazione Disney, Mulan e Mulan 2 sono
disponibili in acquisto o noleggio su Youtube.
In ultimo, se volete conoscere altri dettagli sulla magica
e leggendaria storia di Hua Mulan, sul sito di IBS
o su Amazon è possibile
acquistare il libro del poema di Liang Tao.
Da quando l’attrice cinese Liu Yifei, scelta per
interpretare Mulan
nel nuovo live-action Disney, ha espresso il proprio parere sugli
attuali scontri nella città di Hong Kong, l’hashtag #BoycottMulan è
entrato nei trend mondiali di Internet.
L’attrice ha infatti espresso il
proprio supporto alla polizia della città afflitta dagli scontri,
generando proteste da parte di tutto il mondo, e rischiando di
compromettere il successo cinese del film.
Ora si aggiunge al dibattito anche
l’attore Tzi Ma, che nel film interpreta Hua Zhou,
il padre di Mulan. “Credo sia inevitabile una polemica del
genere, date le gravi circostanze attualmente in atto ad Hong Kong
e in tutta la Cina. – ha dichiarato l’attore – Ci sono
voci di supporto e di opposizione. C’è una fazione che chiede di
boicottare il film e un’altra di sostenere Liu Yifei.”
“Non c’è ragione o torto,
– ha continuato l’attore – ma il nostro intento è di consegnare
un gran film, e per quanto sia prerogativa di ognuno apprezzarlo o
meno, spero ci verrà quantomeno data la possibilità di essere
giudicati per i meriti e non per l’ideologia, che è al di là del
nostro controllo.”
Con il film previsto nelle sale per
i primi mesi del 2020, Tzi Ma spera che la situazione possa
calmarsi in questo periodo, per il bene di tutti.
Mulan è
diretto da Niki Caro e ha tra i suoi protagonisti
Liu Yifei, Donnie Yen, Yoson An, Gong Li e
Jet Li. Il film, previsto per il marzo 2020, sarà
un nuovo capitolo nel progetto della Disney di riattualizzare i
propri classici animati con dei fedeli live-action.
Uno dei personaggi più amati del
film d’animazione Disney tornerà anche nel live action dedicato
alle avventure di Mulan:
come riportato nelle ultime ore infatti, il piccolo drago
Mushu – spirito protettore dell’eroina nel
classico del 1998 (la voce italiana apparteneva a Enrico Papi) –
farà la sua comparsa nel nuovo adattamento firmato da Niki
Caro.
Il sito che ha diffuso la notizia,
The DisInsider, non
specifica in quale forma tornerà, se identico all’originale o del
tutto inedita. I precedenti live action Disney avevano riproposto
alcuni personaggi iconici in maniera completamente diversa (vedi i
topolini aiutanti di Cenerentola nel film di
Kenneth Branagh).
Liu Yifei (Il
Regno Proibito, Once Upon a Time) è stata scelta per
interpretare il ruolo di Hua Mulan a seguito di un
processo di casting durato un anno. Il cast del film comprende
inoltre Donnie Yen (Rogue
One: A Star Wars Story), Jason Scott
Lee (Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of
Destiny), Yoson An (Shark – Il Primo
Squalo), Utkarsh Ambudkar (Voices – Pitch
Perfect), Ron Yuan (Marco Polo),
Tzi Ma (Arrival),
Rosalind Chao (Star Trek: Deep Space
Nine), Cheng Pei-Pei (La Tigre e il
Dragone), Nelson Lee e Chum
Ehelepola, con la partecipazione di Gong
Li (Memorie di una Geisha, Lanterne
Rosse) e Jet Li (Shao Lin
Si, Arma Letale 4).
Il film è diretto da Niki Caro (La
Ragazza delle Balene, McFarland USA) a partire
da una sceneggiatura scritta da Rick Jaffa & Amanda Silver e
Elizabeth Martin & Lauren Hynek, basata a sua volta sul poema
narrativo La Ballata di Mulan.
La sinossi:
Mulan narra l’epica avventura di una
intrepida giovane donna che si traveste da uomo per difendere la
Cina dall’attacco di invasori provenienti dal Nord. Figlia maggiore
di uno stimato guerriero, Hua Mulan è energica, determinata e
agile. Quando l’Imperatore decreta che un uomo per ogni famiglia
dovrà arruolarsi nell’Armata Imperiale, Mulan prende il posto del
padre malato e si arruola con il nome di Hua Jun, diventando una
delle più grandi guerriere nella storia della Cina.
Lo
avevamo detto all’inizio dell’anno, quando avevamo avuto la
possibilità di vedere poche scene dal film, ma alla luce della
visione completa ne abbiamo la certezza: Mulan
è il miglior adattamento in live action che la Walt
Disney abbia mai tirato fuori dai suoi classici
animati.
Basato più sulla leggenda cinese
che sul cartone animato del 1998, il film vede protagonista
l’intrepida Mulan,
che sin da bambina dimostra di essere in grado di adoperare il chi,
una forza interiore che la connette con il mondo e che la rende in
grado di compiere meraviglie. Arrivata in età da marito, la ragazza
viene promessa ad uno sconosciuto, ma la sua indole indomita la
renderà molto poco appetibile per il partito mentre,
contemporaneamente, una minaccia incombe sulla sua famiglia.
L’Imperatore sta arruolando di nuovo il suo esercito, perché gli
Unni sono alle porte e la Cina è chiamata nuovamente alla guerra.
Desiderosa di salvare suo padre da morte certa, perché ferito e
avanti con gli anni, Mulan ne ruba spada, cavallo e armatura, e si
finge uomo nell’esercito cinese. Qui la ragazza sarà costretta a
convivere con i suoi coetanei, i quali impareranno a rispettare la
sua voce e a cooperare con lei. Ma la battaglia è vicina e il
segreto della ragazza non rimarrà tale a lungo.
Mulan, un’avventura epica sulle spalle di una ragazzina
Diretto da Niki
Caro, il film Disney sfrutta al massimo tutte le sue
potenzialità spettacolari. Corse a cavallo, combattimenti,
coreografie di lotte corpo a corpo o a suo di spade, ogni scena è
coreografata alla perfezione, traducendosi in un intrattenimento di
buon livello. Inoltre anche il lavoro sull’attualizzazione della
protagonista è fatto con grande intelligenza.
Ogni live action con protagonista
una principessa, nell’era post #MeToo, prevede che questo
personaggio sia sveglio, indipendente e coraggioso, forzando quanto
già di rivoluzionario c’era dentro i classici d’animazione. Cosa
fare quando il personaggio in questione lo è già? Mulan, sia
quella della leggenda che quella del cartone animato, è tutto
questo, ma la rilettura femminista della storia introduce degli
elementi fantasy per rafforzarne il senso.
Nella versione animata la I want song è Riflesso, quella in cui la
protagonista rivela le sue paure e i suoi desideri. Nel film, la
canzone viene rievocata solo da pochi accordi in sottofondo, mentre
la fanciulla guerriera capisce che per corrispondere davvero al suo
riflesso e quindi per realizzarsi, deve scendere in battaglia come
una donna, per abbracciare la sua vera natura e compiere il suo
destino. Una sfumatura sottile che però risulta epica e moderna
allo stesso tempo.
Molte delle polemiche che hanno
preceduto il film si sono concentrate
sull’assenza di Mushu, il draghetto che nel film consiglia e
aiuta Mulan a sopravvivere nell’accampamento. Il film sostituisce
il drago con una fenice, simbolo di rinascita. La scelta si rivela
estremamente adatta soprattutto perché il draghetto del film
d’animazione era il comic device, mentre in questo caso la linea
comica viene completamente sacrificata, per cui la presenza di un
uccello mitologico che aleggia rassicurante alle spalle della
protagonista a mo di guardiano è più che efficace e si sposa molto
bene con il tono del film.
Straordinaria anche Liu
Yifei, nei panni di Mulan, grande carisma ed innata
eleganza la rendono una protagonista perfetta per un blockbuster
che riesce ad intrattenere e divertire, soprattutto grazie alla
regia di Caro che non perde occasione per spingere
sull’acceleratore grazie ai mezzi che la Disney le ha messo a
disposizione.
Arriva un nuovo poster di
Mulan, il remake in live action della
Disney, in arrivo il prossimo anno, in cui vediamo l’eroina cinese
in posa da battaglia. Eccolo di seguito:
Nel cast figurano anche
Donnie Yen (Rogue
One: A Star Wars Story), Jason Scott
Lee (Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of
Destiny), Yoson An (Shark – Il Primo
Squalo), Utkarsh Ambudkar (Voices – Pitch
Perfect), Ron Yuan (Marco Polo),
Tzi Ma (Arrival),
Rosalind Chao (Star Trek: Deep Space
Nine), Cheng Pei-Pei (La Tigre e il
Dragone), Nelson Lee e Chum
Ehelepola, Gong Li (Memorie di una
Geisha, Lanterne Rosse) e Jet
Li (Shao Lin Si, Arma Letale
4).
Di seguito trovate la sinossi e la
versione in lingua originale del teaser:
Mulan narra
l’epica avventura di una intrepida giovane donna che si traveste da
uomo per difendere la Cina dall’attacco di invasori provenienti dal
Nord. Figlia maggiore di uno stimato guerriero, Hua Mulan è
energica, determinata e agile. Quando l’Imperatore decreta che un
uomo per ogni famiglia dovrà arruolarsi nell’Armata Imperiale,
Mulan prende il posto del padre malato e si arruola con il nome di
Hua Jun, diventando una delle più grandi guerriere nella storia
della Cina.
Disney Plus ha registrato oltre 60,5
milioni di abbonati lo scorso mese, a soli nove mesi dal lancio
della piattaforma di streaming diretta al consumatore. E dopo un
attento ragionamento sulla decisione, Disney ha dichiarato che
Mulan
sarà presentato in anteprima sul servizio di streaming in forma di
premiere il 4 settembre ad un costo di $ 29,99.
L’amministratore delegato della
Disney, Bob Chapek, ha annunciato le cifre degli
abbonati e le notizie sui film dopo la chiusura del mercato di
martedì, durante una riunione sui profitti. Ha anche ricordato le
15 nomination agli Emmy guadagnate dalla serie tv ammiraglia del
servizio, The Mandalorian.
Tra Disney +, Hulu ed ESPN Plus,
l’azienda sta superando i 100 milioni di abbonati SVOD globali. Ciò
ha reso l’azienda “ancora più sicura del futuro” e li ha
incoraggiati ad essere “più aggressivi” con la programmazione. La
decisione di portare Mulan su Disney+ in premiere deve essere di pesa
in parte anche da questo.
Liu
Yifei (Il Regno Proibito, Once Upon a Time) interpreta la
protagonista del film DisneyMulan,
che vede nel cast anche Donnie
Yen (Rogue One: A Star Wars
Story) nel ruolo del Comandante Tung, Jason
Scott Lee (Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword
of Destiny) nel ruolo di Böri Khan e Yoson
An (Shark – Il Primo Squalo) nel ruolo di
Cheng Honghui, con la partecipazione di Gong
Li (Memorie di una Geisha, Lanterne
Rosse) nel ruolo di Xianniang e di Jet
Li (Shao Lin Si, Arma Letale
4) nel ruolo dell’Imperatore. La sceneggiatura è firmata da
Rick Jaffa & Amanda Silver e da Elizabeth Martin & Lauren
Hynek.
Arriva da Variety
la notizia che una serie evento in otto parti sull’icona
della boxeMuhammad Aliè in
lavorazione per il canalePeacockche
avrà coinvolte personalità del calibro di
Regé-Jean Page,Morgan Freemane Kevin
Willmott.Intitolata “Excellence: 8 Fights”,
la serie drammatica è scritta dal premio Oscar Kevin
Willmot (“BlacKkKlansman“, “Da 5
Bloods“) ed è basata sulla biografia definitiva di
Jonathan Eig “Ali: A Life“. Page e
Freeman sono entrambi a bordo come produttori esecutivi, così come
Willmott, Lori McCreary per Revelations Entertainment ed Emily
Brown. Eig servirà come produttore, con CBS Studios e
UCP.
Secondo la descrizione ufficiale sulla
serie, “Excellence: 8 Fights” “racconterà otto
momenti distinti e decisivi nella vita iconica di Muhammad
Ali. Ogni episodio sarà incentrato su un combattimento
nella vita di Ali, ma l’essenza dell’episodio, ciò di cui tratta
veramente, è il combattimento interno – il dramma fuori dal ring –
in cui esploreremo la lotta in corso nel cuore e nella mente di uno
delle figure più significative e controverse del 20°
secolo”.
Dopo il suo ruolo da protagonista in
“Bridgerton”
di Netflix nel 2020,
Regé-Jean Page ha continuato ad ampliare i suoi
orizzonti di recitazione con il film d’azione “The
Grey Man” e lo vedremo in azione nell’imminente adattamento
cinematografico “Dungeons &
Dragons – L’onore dei ladri“. “Excellence” segna il salto più
significativo di
Regé-Jean Page nel regno della produzione fino ad
oggi.
Amato per i suoi ruoli in film come
“Million Dollar Baby” e “The Shawshank
Redemption”, Morgan Freeman è un attore premio Oscar che si
è anche fatto un nome come produttore esecutivo di progetti come
“Madam Secretary” e “Invictus.
”Willmott ha vinto l’Oscar per la sceneggiatura
adattata nel 2019 per “BlacKkKlansman“. I
suoi altri crediti includono “Chi-Raq”, “Jayhawkers” e “The
24th”.
Il leggendario campione dei
pesi massimi Muhammad Ali è morto a Phoenix
all’età di 74 anni. Il portavoce della famiglia, Bob Gunnell, ha
rilasciato un comunicato dichiarando che Ali è morto venerdì a
tarda sera. “Dopo una battaglia di 32 anni con il Parkinson,
Muhammad Ali si è spento all’età di 74 anni”.
Muhammad Ali, nato
Cassius Marcellus Clay Jr. (Louisville, 17 gennaio
1942 – Phoenix, 3 giugno 2016), è stato un pugile statunitense, tra
i maggiori e più apprezzati sportivi della storia.
Aveva vinto l’oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, come
pugile professionista aveva detenuto il titolo mondiale dei pesi
massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un’ultima breve
parentesi ancora nel 1978.
Muhammad Ali era noto anche per la sua
conversione all’Islam e per avere rifiutato di combattere nella
Guerra del Vietnam. Affetto dalla Sindrome di Parkinson, dopo il
suo ritiro dal mondo sportivo Ali si era distinto per le sue azioni
umanitarie.
La sua vita ha ispirato film e
documentari, di cui il più recente è stato diretto da
Stephen Frears, Muhammad Ali’s Greatest
Fight, mentre il più famoso è senza dubbio quello
interpretato da Will
SMith e diretto da Michael Mann,
Alì, del 2001.
Basi è un uomo vecchio e solitario.
Lavora come controllore ferroviario ed ogni giorno, incurante delle
condizioni metereologiche, compie più di venti chilometri di
strada. Diciotto anni prima il figlio Seyfi, durante una protesta
studentesca contro il governo turco venne arrestato e fatto
sparire. Per tutti questi anni Basi ha continuato disperatamente a
cercarlo, inviando numerose lettere ai funzionari governativi e
finendo più volte in arresto e sotto tortura.
Ma l’anziano padre non si arrende,
mosso da un flebile barlume di speranza. Vincitore del premio
Luigi de Laurentiis per la Migliore Opera prima alla 69°
Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Muffa
(Küf), opera prima dell’esordiente Ali Ayadin è in
primo luogo il racconto della solitudine di un uomo, un padre, la
cui unica ragione di vita è data dal mantenere viva ostinatamente
la memoria del proprio figlio. Ispirandosi alle figure delle Madri
del sabato, le donne che durante la dittatura turca del 1996
scesero in piazza per piangere i figli scomparsi dell’università di
Galatasaray, il film si concentra su coloro che rimangono, che
sopravvivono alle oppressioni e che attendono il ritorno di coloro
che se ne sono andati, delle vittime.
La muffa del titolo, simbolo di
attesa e allo stesso tempo di corrosione, si attacca incessante sui
cuori e sulla mente dei personaggi, ricoprendo tutto di una patina
di rassegnazione e di soffocante evidenza. La stessa muffa poi
sembra depositarsi sul tempo filmico, dilatandolo insostenibilmente
e concentrando l’attenzione sui silenzi, gli sguardi e il vuoto
stesso, sulla figura palpabile della mancanza e dell’assenza. La
figura del padre, simbolo per eccellenza di forza e determinazione,
sostituisce quello della madre in modo da creare un distacco
emotivo, portando lo spettatore a concentrasi più sugli eventi che
non sui sentimenti.
Ayadin tesse una trama
profonda e struggente, dove i personaggi si muovono in un limbo
fatto di lunghi piani sequenza e di inquadrature vuote e mute, che
colgono in sé il senso di desolazione. Abolendo qualunque movimento
di macchina, il regista procede unendo inquadrature e durata delle
scene, come una sorta di teatro filmato di influenza
esistenzialista. Ercan Kesal, già apprezzato in C’era
una volta in Anatolia di N.Ceylan, dà vita ad un
padre introspettivo e profondamente umano, forte interiormente
seppur debole all’apparenza. Allo stesso modo anche Tansu
Bicer rappresenta un capo di polizia indecifrabile, dalle mille
sfumature caratteriali, diversamente da Muhammet Uzuner, che
nel ruolo dell’amico ubriacone Murat impersona un uomo viscido e
meschino. Seppur basandosi su una sceneggiatura solidissima, che ha
richiesto al regista più di sette anni di gestazione,
Muffa presenta tutti i difetti di un’opera prima,
come l’estrema saturazione di tematiche e la regia evidentemente
ancora acerba, dimostrando come la Turchia si trovi in una fase
cinematografica ancora embrionale. Degna di nota è la fotografia di
Murat Tunnel, la quale sa rendere bene un clima di
ossidazione e di marciume che collima col tema dell’opera.
Ayadin ha sicuramente dimostrato di
essere un autore promettente, intelligente e capace di cogliere a
fondo il senso dell’esistenza, e sicuramente questa sua opera
d’esordio ne è un esempio chiaro esempio.
Mufasa:
Il Re Leone, il nuovo film in arrivo il 19 dicembre
nelle sale italiane, che esplora l’ascesa dell’amato re delle Terre
del Branco. È stato annunciato anche il cast stellare che darà voce
ai nuovi personaggi e a quelli più amati nella versione originale
del film. Inoltre, il pluripremiato compositore Lin-Manuel
Miranda firma le canzoni del film, prodotte da Mark
Mancina e Miranda, con musiche aggiuntive e performance di Lebo
M.
Miranda ha
affermato: “Elton John. Tim Rice. Hans Zimmer. Lebo M. Mark
Mancina. Beyoncé, Labrinth, Ilya Salmanzadeh. Beau Black, Ford
Riley, l’incredibile team musicale di The Lion Guard e
tanti altri collaboratori musicali nel corso degli anni. Il Re
Leone ha un’eredità musicale incredibile, con brani di alcuni
dei più grandi compositori in circolazione, e sono onorato e
orgoglioso di farne parte. È stata una gioia lavorare al fianco di
Barry Jenkins per dare vita alla storia di Mufasa e non vediamo
l’ora che il pubblico possa vedere questo film al cinema”.
Mufasa:
Il Re Leone racconta, attraverso Rafiki, la leggenda
di Mufasa alla giovane cucciola di leone Kiara, figlia di Simba e
Nala, con Timon e Pumbaa che offrono il loro caratteristico
spettacolo. Raccontata attraverso flashback, la storia presenta
Mufasa, un cucciolo orfano, perso e solo fino a quando incontra un
leone comprensivo di nome Taka, erede di una stirpe reale.
L’incontro casuale dà il via al viaggio di uno straordinario gruppo
di sventurati alla ricerca del proprio destino: i loro legami
saranno messi alla prova mentre lavorano insieme per sfuggire a un
nemico minaccioso e letale.
Nella versione originale del film
prestano le proprie voci:
– Aaron Pierre nel ruolo di Mufasa
– Kelvin Harrison Jr. nel ruolo di Taka, un principe leone dal
futuro radioso che accoglie Mufasa nella sua famiglia come un
fratello
– Tiffany Boone nel ruolo di Sarabi
– Kagiso Lediga nel ruolo del giovane Rafiki
– Preston Nyman nel ruolo di Zazu
– Mads Mikkelsen nel ruolo di Kiros, un leone
straordinario con grandi progetti per il suo branco
– Thandiwe Newton nel ruolo della madre di
Taka, Eshe
– Lennie James nel ruolo del padre di Taka, Obasi
– Anika Noni Rose nel ruolo della madre di Mufasa, Afia
– Keith David nel ruolo del padre di Mufasa, Masego
– John Kani nel ruolo di Rafiki
– Seth
Rogen nel ruolo di Pumbaa
– Billy Eichner nel ruolo di Timon
– Donald Glover nel ruolo di Simba
– Blue Ivy Carter nel ruolo di Kiara, figlia di Re Simba e della
Regina Nala
– Beyoncé Knowles-Carter nel ruolo di Nala
Il cast di voci originali comprende
anche Braelyn Rankins, Theo Somolu, Folake Olowofoyeku,
Joanna Jones, Thuso Mbedu, Sheila Atim, Abdul Salis e Dominique
Jennings. Unendo tecniche cinematografiche live-action con
immagini fotorealistiche generate al computer, Mufasa:
Il Re Leone è diretto da Barry Jenkins e prodotto
da Adele Romanski & Mark Ceryak, mentre Peter Tobyansen è il
produttore esecutivo.
Mufasa:
Il Re Leone sarà diretto da Barry
Jenkins, regista premio Oscar di Moonlight, da
una sceneggiatura di Jeff Nathanson. Aaron
Pierre darà la voce a Mufasa nel nuovo film, mentre
Kelvin Harrison Jr. doppierà Scar, che
presumibilmente sarà ancora una volta il cattivo del film. Non si
sa molto del film, se non che si tratta della storia delle origini
del padre di Simba. James Earl Jones, voce
originale del Mufasa adulto, ha deciso di non tornare per il
film.
“Sono cresciuto con questi
personaggi, significano molto per me“, ha spiegato Jenkins in
un’intervista dello scorso anno. “I re non nascono tali. Devono
diventare ciò che sono attraverso una serie di eventi con i quali
molte persone possono immedesimarsi. Quindi, da questo punto di
vista, si adatta molto bene a tutto il resto che ho fatto. Quindi
non sento alcuna pressione, voglio solo fare un buon
lavoro“.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha poi anticipato
Barry Jenkins in un’intervista del 2022. “È un
prequel, ma di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti
gli stessi personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati
a essere quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a
ritroso. Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi
personaggi. Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per
raccontare chi erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
Nessuno lo avrebbe detto mai dalle
premesse, eppure
Mufasa: Il Re Leone è
un prequel ambizioso e emozionante che amplia l’universo di uno dei
film Disney più amati di sempre, offrendo una nuova prospettiva
sulla storia del padre di Simba. Diretto
da Barry
Jenkins,
premio Oscar per Moonlight, ma autore anche della
potente serie La
ferrovia sotterranea e
del delicato Se
la strada potesse parlare,
il film si distingue per un approccio narrativo che unisce
profondità emotiva, chiarezza di temi, un’estetica visiva
elaborata, a una regia che sfrutta a pieno le potenzialità della
computer grafica, il tutto mantenendo uno stretto legame con
l’eredità del classico del 1994.
Qual è la storia di Mufasa: Il Re
Leone?
La trama si svolge molto prima degli
eventi de Il
Re Leone originale e ci introduce a un giovane Mufasa
(interpretato in italiano da Luca
Marinelli). Cresciuto come orfano dopo una tragica
alluvione che gli porta via i genitori, Mufasa è costretto a
trovare il suo posto in un branco estraneo, dove viene visto come
un outsider e una potenziale minaccia alla gerarchia esistente.
Questo contesto iniziale è fondamentale per comprendere come il
futuro re sviluppi la saggezza e l’umiltà che lo renderanno un
leader unico e così rappresentativo. In questo nuovo contesto,
Mufasa imparerà ad ascoltare la natura e a vivere secondo il suo
ordine, stringendo un forte legame d’amicizia con il giovane Taka,
principe del branco.
Jenkins e lo
sceneggiatore Jeff Nathanson riescono a tessere
abilmente una storia che approfondisce il personaggio di Mufasa,
esplorando temi universali come l’identità, la resilienza e il
destino. Con esso struttura e approfondisce anche altri personaggi,
che saranno poi fondamentale per la vita del futuro re, tra cui
ovviamente Taka/Scar e Sarabi (Elodie), ma anche
l’enigmatico, saggio e buffo Rafiki (Toni
Garrani), come al solito Most Valuable
Player e narratore della storia. In netto contrasto con
Simba, che in Il Re Leone canta con
entusiasmo “Non vedo l’ora di essere re”, il giovane
Mufasa sembra inizialmente riluttante ad abbracciare il suo futuro
regale, soprattutto perché non si sente degno del posto che
spetterebbe, per nascita, a suo fratello acquisito, Taka.
Mufasa e Taka: da
fratelli a nemici
Uno degli aspetti più affascinanti
del film è il rapporto tra Mufasa e Taka (interpretato
da Alberto Boubakar Malanchino per
l’Italia), che diventerà in seguito Scar. I due cuccioli, uniti da
un desiderio condiviso di appartenenza, sviluppano un legame
fraterno che viene messo alla prova da circostanze esterne e
ambizioni divergenti. Questo legame è esplorato attraverso la
canzone “I Always Wanted a Brother”, che offre un
toccante momento di introspezione, ma trasmette anche la gioia
incontenibile di essersi trovati. Tuttavia, l’ombra del tradimento
futuro è sempre presente, creando una tensione emotiva che culmina
in una rivelazione sorprendente.
Dal punto di vista
visivo, Jenkins opta per uno stile che bilancia il fotorealismo
de Il Re Leone del 2019 con una maggiore
espressività nei volti degli animali e un respiro molto più epico e
avventuroso, dato da una maggiore ambizione dello sguardo rispetto
a Jon
Favreau. Jenkins ha una visione impeccabile della storia
che vuole mettere in scena, aggrappandosi forte ai temi che vuole
portare avanti e imparando a gestire un linguaggio, quello
dell’animazione in CGI, che prima di questo film non conosceva. Il
risultato è un
Rimpiangendo Hans
Zimmer
Le musiche rappresentano
un altro elemento di discussione. Mentre le tracce originali di
Hans Zimmer e Lebo M continuano a evocare un forte impatto emotivo,
le nuove composizioni di Lin-Manuel
Miranda si dimostrano meno memorabili e a tratti
fuori luogo. “Hakuna Mufasa”, una variazione di “Hakuna Matata”,
offre un momento di sollievo comico ma manca della magia delle
canzoni originali. Tuttavia, il brano corale “We Go Together”,
ispirato a un proverbio africano, si distingue come uno dei punti
salienti della colonna sonora, sottolineando i temi della
solidarietà e della comunità. Il vero problema è che Miranda è
indissolubilmente legato alle sue origini sudamericane, che gli
hanno permesso nel tempo di arricchire di sonorità tipiche molti
film di grande pregio, nonché il gioiello della sua produzione, il
musical Hamilton. Confrontarsi con musicalità e tradizioni africane
lo ha però messo in difficoltà, con il risultato che gli unici
momenti in cui la colonna sonora brilla, sono quelli in cui è
Zimmer a riecheggiare ancora una volta con potenza e emozione.
La famiglia di elezione
e la dignità del singolo
Mufasa: Il Re
Leone si fa promotore di due temi estremamente
contemporanei e potenti. Da una parte il film fa sua l’idea di una
famiglia che va oltre i legami di sangue e si costruisce, nel corso
della vita, come una comunità legata da affinità elettive emotive e
di intenti, da una consonanza di sentimenti che nasce spontanea, e
non fa riferimento a gerarchie o al diritto di nascita. Allo stesso
modo, il film insegna, con una “morale” perfettamente integrata nel
tessuto narrativo, partendo dall’archetipico contrasto tra natura e
cultura, che non è scritto nel nostro DNA cosa diventeremo e cosa
siamo destinati a essere perché tutto dipende dalle nostre capacità
e da quello che apprendiamo nel nostro percorso personale. Sono
queste le caratteristiche che fanno di noi leader, servitori,
seguaci, compagni per la vita, fratelli e anche avversari. Questo è
particolarmente evidente nella trasformazione di Mufasa, il cui
viaggio personale lo conduce a riconoscere che un vero re è
definito non dal potere, ma dalla capacità di servire il suo
popolo.
La storia di
Mufasa non è certo rivoluzionaria o
estremamente originale, ma offre una nuova prospettiva a quello che
è il racconto classico de Il Re Leone, ne arricchisce senza dubbio
la loro e per certi versi ne rende più pesante l’eredità e il
messaggio. In questo suo rimando continuo all’originale, il film
riesce comunque a trovare una propria voce e, probabilmente, anche
un proprio posto nella videoteca del classici Disney. È un’opera
che celebra la forza dell’umiltà e della comunità, offrendo una
lezione tempestiva per le nuove generazioni e un’esperienza
nostalgica ed emozionante per i fan di lunga data.
I Walt Disney Studios hanno
rilasciato la prima immagine ufficiale di Mufasa:
Il Re Leone, il sequel ibrido in live-action della
versione del 2019 de Il Re
Leone, che è stato diretto da Jon Favreau e ha guadagnato oltre 1,6 miliardi
di dollari al box office mondiale. Nell’immagine si vede un giovane
Mufasa in piedi su una scogliera. Non ci sono personaggi di
supporto nell’immagine, che è stata condivisa su social da The
Hollywood Handle e pubblicata nell’ambito dell’assemblea annuale
degli azionisti Disney del 2024.
Mufasa:
Il Re Leone sarà diretto da Barry
Jenkins, regista premio Oscar di Moonlight, da
una sceneggiatura di Jeff Nathanson. Aaron
Pierre darà la voce a Mufasa nel nuovo film, mentre
Kelvin Harrison Jr. doppierà Scar, che
presumibilmente sarà ancora una volta il cattivo del film. Non si
sa molto del film, se non che si tratta della storia delle origini
del padre di Simba. James Earl Jones, voce
originale del Mufasa adulto, ha deciso di non tornare per il
film.
“Sono cresciuto con questi
personaggi, significano molto per me“, ha spiegato Jenkins in
un’intervista dello scorso anno. “I re non nascono tali. Devono
diventare ciò che sono attraverso una serie di eventi con i quali
molte persone possono immedesimarsi. Quindi, da questo punto di
vista, si adatta molto bene a tutto il resto che ho fatto. Quindi
non sento alcuna pressione, voglio solo fare un buon
lavoro“.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha poi anticipato
Barry Jenkins in un’intervista del 2022. “È un
prequel, ma di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti
gli stessi personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati
a essere quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a
ritroso. Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi
personaggi. Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per
raccontare chi erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
In Mufasa:
Il re leone Mufasa è devastato dal tradimento di
Taka e dalla sua decisione di collaborare con Kiros, ma durante il
combattimento tra Mufasa e Kiros, Taka cambia idea e si mette
davanti a Mufasa per proteggerlo dal colpo di Kiro, riportando la
cicatrice che lo contraddistingue nel
film d’animazione Il re leone. Tuttavia, Mufasa non
riesce a perdonarlo completamente ed entrambi i fratelli concordano
che Taka sarà d’ora in poi conosciuto come Scar. Mufasa si
ricongiunge con sua madre, Afia, che gli dice che ha sempre saputo
che si sarebbero rivisti, e Mufasa diventa re. Nel presente, Kiara
incontra il suo fratellino e inizia a raccontargli una storia.
Milele e l’origine delle Terre
del Branco spiegate
Prima di essere conosciute come
le Terre del Branco, erano semplicemente Milele
Mufasa aveva solo sentito parlare
di
Milele dai suoi genitori, che raccontavano di un regno dove si
poteva vivere in pace e dove l’acqua e l’erba erano abbondanti. Era
molto diverso dal luogo in cui viveva la famiglia, dove non pioveva
da diversi mesi. Milele era considerato un mito perché sembrava
troppo bello per essere vero. Era la dimora eterna di vari leoni
(e significa “per sempre” in swahili), anche se chi non c’era
mai stato ci credeva davvero. Era un sogno, una speranza per un
futuro migliore che sembrava irraggiungibile.
Milele si rivelò essere le Terre
del Branco, come stabilito nel Re Leone del 1994. L’arrivo
di Mufasa cambiò le cose, poiché Milele non sembrava avere un re
prima di sconfiggere Kiros e il suo branco. La sua ascesa a re di
Milele cambiò il nome. Non era più un mito e, dato che Mufasa era
ora il suo sovrano, l’uso del nome Pride Lands al posto di Milele
aveva senso, poiché si applicava al nuovo branco di Mufasa e al
nuovo futuro che era stato stabilito.
Come Mufasa è diventato il Re
Leone
Il viaggio di Mufasa ha
comportato molte perdite e tradimenti
Mufasa non proveniva da una
famiglia reale ed era stato cresciuto per essere il protettore di
Taka, poiché era in linea per diventare re. Pertanto, l’arrivo di
Mufasa a Milele fu un sollievo per lui; era un’occasione per essere
un tutt’uno con gli altri animali e vivere in pace. All’inizio è
riluttante a diventare re perché non si considera superiore a
nessuno degli animali di Milele. Mufasa credeva che insieme fossero
più forti. Ma è stato il loro incoraggiamento e quello di Rafiki
a cambiare definitivamente l’opinione di Mufasa.
È stato Mufasa a riunire tutti gli
abitanti di Milele, che altrimenti avrebbero potuto lasciare che la
paura li impedisse di combattere contro gli Estranei. È stato sotto
la guida di Mufasa che si sono uniti, e questo è bastato per
volerlo come loro re. Mufasa non si è mai considerato regale:
voleva semplicemente un posto da chiamare casa e una famiglia che
lo amasse. Ma è stato il coraggio del leone di fronte al
pericolo che lo ha elevato a una posizione di leadership. Anche
se avrebbe potuto essere felice senza ricoprire un ruolo di
comando, Mufasa ha accettato la responsabilità perché Milele era
ormai la sua casa.
L’origine e la storia di Scar
spiegate
Taka scelse di cambiare il suo
nome in Scar
Mufasa: Il re leone ipotizza
che Scar non fosse il fratello biologico di Mufasa, come indica
Il re leone, né che abbia assunto il nome di Scar fino a
quando non è diventato un giovane adulto. Scar era Taka molto prima
degli eventi del film d’animazione originale. Suo padre, Obasi, era
il re del suo branco e il piano era che Taka seguisse le sue orme.
Questo era il caso, almeno fino a quando Mufasa e i leoni bianchi
non apparvero e cambiarono la traiettoria della vita di Taka.
Mufasa era stato preparato per
diventare il protettore di Taka. Ma alla fine Taka non ricevette
gli insegnamenti giusti da suo padre, che valorizzava l’inganno più
della lealtà e della verità. L’amore di Taka per Mufasa si è
lentamente eroso mentre guardava il leone randagio dimostrare il
proprio valore più e più volte, mentre il ruolo di Taka diventava
sempre meno importante. Stava persino diventando motivo di
imbarazzo per suo padre, che credeva che essere re fosse qualcosa
di dovuto e non guadagnato, e per sua madre, che adorava
sinceramente Mufasa. La storia delle origini di Mufasa‘s
Scar ha mostrato come l’amore potesse trasformarsi in odio e
amarezza, tanto da spingere Taka a voltare le spalle a suo
fratello.
Taka è diventato Scar a causa
dell’umiliazione subita davanti agli animali di Milele per il suo
tradimento nei confronti del nuovo re. Ma il cambio di nome non
riguarda solo il tradimento. Il fratello che Mufasa conosceva non
c’era più. Non riusciva a chiamare Scar Taka perché le sue azioni
andavano contro il leone che conosceva un tempo. Inoltre, Taka
sembra comprendere il peso delle decisioni che ha preso per
amarezza, risentimento e gelosia. Cambiare il suo nome in Scar
indica che è disposto ad assumersi la responsabilità di ciò che ha
fatto, soprattutto sapendo che Mufasa potrebbe non perdonarlo
mai.
Cosa succede a Simba e Nala
dopo Il re leone
A differenza de Il re leone del
2019, Simba e Nala hanno ruoli molto piccoli nel prequel-sequel
della Disney. Dopo gli eventi de Il re leone, Simba e Nala crescono
Kiara e continuano a governare felicemente sulle Terre del Branco.
Sembrano vivere una vita soddisfacente insieme, allargando la loro
famiglia e vivendo in pace a Pride Rock. Dopo Il re leone, Simba e
Nala sono impegnati ad accogliere i loro figli nel mondo: prima
Kiara e, poco dopo, il loro figlio neonato. Tutto sommato, la
coppia reale di leoni sta bene, soprattutto dopo aver affrontato
tante tragedie e perdite.
Kiara e suo fratello sono il
futuro de Il re leone
Con l’attenzione che si sposta da
Simba e Nala in Mufasa: Il re leone, Kiara e suo fratello
vengono presentati come il futuro del franchise Il re leone:
Kiara come futura regina delle Terre del Branco e suo fratello come
suo protettore. In questo modo, Kiara e suo fratello potrebbero
rispecchiare la traiettoria originale di Mufasa e Scar prima che
Mufasa diventasse re. La storia di Simba è finita e lui, come
Mufasa prima di lui, sarà probabilmente più una guida e un
insegnante per i suoi figli mentre crescono.
Il fratello di Kiara non ha un nome
alla fine di Mufasa: Il re leone, e non è chiaro se prenderà
il nome di suo nonno o se lo studio opterà per chiamarlo Kion, come
il figlio di Simba e Nala nella serie animata La guardia del
leone.
Ora che Kiara sta imparando la vera
storia di suo nonno e la sta trasmettendo a suo fratello, la futura
regina potrà portare avanti l’eredità della sua famiglia.
Mufasa: Il re leone parla dell’eredità e di come viene
costruita. Kiara e suo fratello, che rappresentano il futuro del
franchise e delle Terre del Branco, sono in linea con questo tema.
Simba ha vissuto la sua avventura e ora Kiara e suo fratello si
preparano per la loro. Ascoltare la storia di Mufasa da Rafiki
conferisce a Kiara, in particolare, la capacità di portare i suoi
antenati nel cuore mentre affronta il suo futuro.
Come Mufasa prepara il terreno
per un sequel de Il re leone
C’è ancora molto da raccontare
se la Disney decidesse di continuare
Mufasa ha introdotto Kiara e
le ha dato grande risalto, suggerendo che la sua storia sarà al
centro di un sequel de Il re leone. Anche con la nascita di
suo fratello, è Kiara che si fa avanti per raccontargli la storia
di Mufasa, mostrando un cambiamento cruciale rispetto a Simba come
volto del futuro della saga. Al contrario, un sequel de Il re
leone potrebbe concentrarsi sulla storia di Scar nel periodo
precedente agli eventi del film originale. Anche se Mufasa gli ha
permesso di rimanere a Milele, non è chiaro se abbia immediatamente
stretto amicizia con le iene o se abbia intrapreso un altro viaggio
separato prima de Il re leone.
Il finale di Mufasa lascia
spazio a ulteriori sviluppi su Scar. Potrebbe raccontare la storia
di come è riuscito a guadagnarsi la lealtà dei leoni outsider
presenti in Il re leone II – Il regno di Simba.
Un film incentrato su Scar
sarebbe interessante in quanto spiegherebbe ulteriormente la sua
decisione di uccidere il proprio fratello in Il re
leone. La storia delle origini di Scar è stata raccontata in
Mufasa, ma era comunque incentrata principalmente sul
personaggio titolare. Il finale di Mufasa lascia spazio a
ulteriori sviluppi su Scar. Potrebbe raccontare la storia di come è
riuscito a guadagnarsi la fedeltà dei leoni outsider presenti in
Il re leone II: Il regno di Simba. Ciò collegherebbe la
storia di Scar a quella di Kiara, che incrocia il cammino del
suddetto branco nel sequel animato, preparando il terreno per le
avventure di Kiara.
Il vero significatodelfinale di Mufasa:Il re
leone
Il finale di Mufasa invita
all’unità e all’amore in un contesto di divisione e disprezzo.
Attraverso la storia di Kiros e l’ascesa al trono di Mufasa, il
finale del film suggerisce che una posizione di leadership dovrebbe
essere guadagnata e non conquistata con la violenza. E anche se il
rapporto tra Mufasa e Taka si è deteriorato alla fine del film,
Mufasa ribadisce i legami creati attraverso le famiglie
ritrovate, sia che si tratti di Mufasa e Rafiki o di Mufasa ed
Eshe. Con Rafiki che tramanda la storia delle origini di Mufasa a
Kiara, Mufasa: Il re
leonemostra come il passato possa
influenzare il presente e trasmettere lezioni fondamentali.
Mufasa: Il re leone
introduce un nuovo gruppo di leoni bianchi malvagi. Questi
“Outsiders”, come vengono chiamati nel prequel Disney,
rappresentano una seria minaccia per i vari branchi di leoni della
valle. È a causa loro che Mufasa e Taka devono intraprendere il
loro viaggio, ed è con questi leoni bianchi Outsiders che ha luogo
lo scontro finale di Mufasa: Il re leone. Sono sicuramente
dei cattivi intriganti, ma i leoni bianchi non sono un’invenzione
della Disney. Questo nuovo film Il re leone si è ispirato a
gruppi reali di leoni mutati che sono stati trovati in Sudafrica
per generazioni.
Mufasa: Il re leone del 2024
è al tempo stesso sequel e prequel, poiché vede Rafiki raccontare a
Kiara, la figlia di Simba e Nala, la storia di come Mufasa è
diventato re. Una rivelazione significativa all’inizio del film è
che Mufasa non era nato con sangue reale. Era un leone normale che
era stato separato dai suoi genitori e alla fine era stato
accettato da un nuovo branco. Tuttavia, la famiglia adottiva di
Mufasa era tormentata da un gruppo di Outsider che cercavano di
eliminare i re leoni della valle fino a quando il loro capo, Kiros,
non fosse rimasto l’unico in vita.
Gli Outsider nel Re Leone
spiegati
Chi sono gli Outsider?
Gli Outsider di Mufasa: Il Re
Leone sono un branco di leoni completamente bianchi. Sono più
grandi dei leoni tipici del Re Leone e molto più crudeli.
Rafiki alla fine spiega che questi leoni bianchi non sono nati
tutti in questo unico branco. Sono invece nati da leoni fulvi
tipici e sono stati cacciati a causa delle loro differenze, ovvero
il loro pelo bianco. Nel corso degli anni, questi leoni
rifiutati si sono uniti per formare un unico branco guidato dal re
Kiros. Rafiki ha spiegato che l’essere stati rifiutati e non amati
dai loro branchi originali ha causato una terribile rabbia in
questi leoni bianchi, portandoli a desiderare vendetta.
Il branco di leoni bianchi di Kiros
è diventato una leggenda tra gli altri branchi della Valle dei Re.
Il padre di Taka, Obasi, non li aveva mai visti prima, ma temeva
molto gli “Outsiders” che potevano insinuarsi e distruggere
un branco. Per questo motivo, Obasi temeva Mufasa. Tuttavia, il
padre di Taka alla fine ha scoperto chi erano i veri Outsiders
quando hanno attaccato e sterminato il suo branco in Mufasa: Il
re leone.
Perché gli Estranei stavano
dando la caccia a Mufasa e Taka
Mentre Mufasa e la sua madre
adottiva, Eshe, erano a caccia, furono attaccati da due maschi
Estranei. Mufasa ne uccise uno, mentre l’altro rimase ferito e
tornò al suo branco per riferire a Kiros. Alla fine si scopre che
il leone ucciso da Mufasa era il figlio di Kiros e l’erede del
suo branco. Per vendicarsi, Kiros guidò un attacco contro il
branco di Obasi. Tuttavia, prima che apparissero i leoni bianchi,
Obasi mandò via
Mufasa e Taka. Poiché Mufasa era il responsabile della morte
del figlio di Kiros e Taka era l’erede di Obasi, i leoni Outsider
inseguirono entrambi i leoni fino a Milele.
I leoni bianchi esistono
davvero?
I leoni bianchi sono una
mutazione naturale
Mufasa: Il re leone ha
naturalmente preso alcune libertà creative con le dinamiche dei
branchi di leoni, ma la Disney non ha inventato completamente i
leoni bianchi. Secondo il Global
White Lion Protection Trust, questi animali sono originari
della regione della biosfera Kruger-to-Canyons in Sudafrica. Il
primo avvistamento registrato di leoni bianchi in questa zona
risale al 1938, ma le testimonianze orali indicano che vivono e si
riproducono lì da diversi secoli. Nel corso degli anni, i leoni
bianchi sono stati pesantemente presi di mira dai cacciatori,
quindi il loro numero è diminuito, anche se gli sforzi degli
attivisti hanno portato a un aumento della loro popolazione.
Come in Mufasa: Il re leone,
i leoni bianchi nascono tra la popolazione generale di leoni fulvi.
Non sono affetti da albinismo. Il colore unico dei leoni bianchi è
invece il risultato di una specifica mutazione genetica, le cui
caratteristiche sono state identificate solo nel 2013. Per un certo
periodo si è creduto che i leoni bianchi si fossero estinti, ma nel
2006 hanno ricominciato ad apparire nella regione della biosfera
Kruger-to-Canyon, dimostrando ulteriormente che il gene
responsabile di questi leoni continua ad essere naturalmente
presente nei leoni di questo specifico luogo del globo.
In che modo i leoni bianchi
sono diversi dai leoni normali
I leoni bianchi sono diversi
solo nell’aspetto
In Mufasa: Il re leone, i
leoni bianchi sono più grandi e più potenti dei normali leoni
fulvi. Tuttavia, nella vita reale non è così. A parte il loro
colore, i leoni bianchi condividono pochissime differenze
rispetto alla popolazione generale. I leoni bianchi possono
variare da un colore più biondo a un bianco quasi puro, e il loro
colore generale è chiamato “leucismo”. A differenza degli
animali albini, i leoni bianchi non sono soggetti ad altre
difficoltà genetiche. La loro vista è normale e, a parte essere un
bersaglio più significativo tra i cacciatori di trofei umani, i
leoni bianchi non hanno svantaggi di sopravvivenza.
In passato si credeva che i leoni
bianchi non potessero sopravvivere in natura a causa degli
svantaggi nella caccia. Si pensava che il loro pelo rendesse
difficile il camuffamento. Tuttavia, uno studio condotto dal
Global White Lion Protection Trust nell’arco di 10 anni ha scoperto
che i leoni bianchi sono cacciatori efficaci quanto i loro
simili fulvi nelle aree di libero vagabondaggio. Non ci sono
inoltre prove nel mondo reale che i leoni bianchi subiscano alcuna
forma di ostracismo da parte dei branchi di leoni fulvi, come
invece accade in Mufasa: Il re leone. Inoltre, non esistono
branchi di leoni completamente bianchi in Africa.
I leoni bianchi nel mondo
oggi
I leoni bianchi sono ora
presenti in tutto il mondo
Oggi i leoni bianchi sono ancora
osservati e cacciati in natura, dove sono considerati a basso
rischio dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie
minacciate di estinzione. Questo status è contestato dal Global
White Lion Protection Trust, che cerca di proteggere questi esseri
dal colore unico. Nel tentativo di garantire la sopravvivenza dei
leoni bianchi, è stato istituito un programma di allevamento presso
la riserva di caccia privata Inkwenkwezi, dove non possono essere
cacciati.
Inoltre, ci sono leoni bianchi in
cattività in vari zoo. Lo zoo di Toronto ha ricevuto tre leoni
bianchi nel 2012 e, grazie a loro, nel 2015 sono nati altri quattro
leoni bianchi nello zoo. Siegfried & Roy possedevano due leoni
bianchi allo zoo di Cincinnati fino alla morte dell’ultimo nel
2022. Oltre a molti altri in Nord e Sud America, i leoni bianchi
sono tenuti in cattività in quasi tutti i continenti. Quindi, anche
se non esistono più nella Terra del Branco di Simba dopo
Mufasa: Il Re Leone, i leoni bianchi continuano a
prosperare in tutto il mondo.
Il regista premio Oscar di
Moonlight,Barry
Jenkins è pronto a portare in sala il suo nuovo film, il
prequel del film Disney “live-action” Il Re
Leone, incentrato sulle origini di Mufasa. Mufasa:
Il Re Leone arriverà infatti nelle sale a dicembre e
sfoggerà la stessa tecnologia CGI del film di Jon Favreau del 2019. Il film, stando a quanto
ad oggi rivelato, mostrerà come Mufasa sia diventato il re che
tutti conosciamo e anche come il suo rapporto con Scar sia
diventato così complicato.
Durante la presentazione della
Disney di giovedì al CinemaCon 2024 di Las Vegas, Jenkins è salito
sul palco per mostrare un primo filmato di Mufasa:
Il Re Leone. Oltre a presentare una versione più
giovane del leone protagonista, questo sguardo al film prequel ha
mostrato anche le versioni più giovani di personaggi di supporto
come Rafiki, Zazu, Timon e Pumbaa. Anche se il filmato non è ancora
stato pubblicato online, ComicBook.com ha riportato una
descrizione completa del filmato mostrato.
Questo inizia “dalla parte oltre
la luce, dove un leone è nato senza una goccia di nobiltà nel
sangue“, dice il narratore. Mufasa è un cucciolo spensierato
che cresce fino a diventare un leone più grande che si sia visto in
natura. Sullo schermo scorrono numerosi animali e versioni più
giovani di personaggi familiari, il tutto accompagnato dai classici
numeri musicali de Il Re Leone. Questi personaggi
“classici” appariranno dunque in Mufasa, ma non è chiaro come le
loro storie si legheranno a quella del re.
Rafiki e Zazu hanno più senso, visto
che hanno lavorato per Mufasa nel film originale. Il coinvolgimento
di Timon e Pumbaa è invece un mistero molto più
grande. Mufasa:
Il Re Leone conterrà poi canzoni inedite per il
franchise, oltre a nuovi interpreti vocali per i personaggi
principali. Aaron Pierre sarà la voce di Mufasa,
mentre Kelvin Harrison Jr. presterà la sua voce al
cattivo Scar. Ad oggi disponiamo solo di
un’immagine del film, per cui non resta che attendere la
pubblicazione online di questo trailer.
Mufasa:
Il Re Leone sarà diretto da Barry
Jenkins, regista premio Oscar di Moonlight, da
una sceneggiatura di Jeff Nathanson. Aaron
Pierre darà la voce a Mufasa nel nuovo film, mentre
Kelvin Harrison Jr. doppierà Scar, che
presumibilmente sarà ancora una volta il cattivo del film. Non si
sa molto del film, se non che si tratta della storia delle origini
del padre di Simba. James Earl Jones, voce
originale del Mufasa adulto, ha deciso di non tornare per il
film.
“Sono cresciuto con questi
personaggi, significano molto per me“, ha spiegato Jenkins in
un’intervista dello scorso anno. “I re non nascono tali. Devono
diventare ciò che sono attraverso una serie di eventi con i quali
molte persone possono immedesimarsi. Quindi, da questo punto di
vista, si adatta molto bene a tutto il resto che ho fatto. Quindi
non sento alcuna pressione, voglio solo fare un buon
lavoro“.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha poi anticipato
Barry Jenkins in un’intervista del 2022. “È un
prequel, ma di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti
gli stessi personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati
a essere quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a
ritroso. Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi
personaggi. Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per
raccontare chi erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
All’inizio di questa settimana la
Disney ha dato filo da torcere alla
Paramount al CinemaCon e tra i progetti in
evidenza della Casa di Topolino c’era l’atteso prequel de
Il Re
Leone, Mufasa:
Il Re Leone.
Sappiamo da tempo che il film
approfondirà l’infanzia di Mufasa e
Scar, ma come ha detto il regista Barry
Jenkins ai presenti, “Cosa ci fa qui il regista di
‘Moonlight‘ per
parlarmi di un film con un’eredità di 8 quadranti?“.
Ebbene, il regista ha dichiarato
che è stata “una delle migliori decisioni che abbia mai preso
in vita mia” e ha definito questo film “molto
personale“, avendo guardato Il Re
Leone oltre 200 volte mentre faceva da babysitter ai suoi
giovani nipoti. Leggendo la sceneggiatura, ha detto che gli ha
ricordato cosa fanno i giovani con le loro emozioni e “come
possono diventare grandi così come sono“.
Ha anche definito Mufasa:
Il Re Leone “un film enorme e il mio compito era
quello di riempirlo con un cuore enorme“. Il teaser si limita
a mostrare gli animali e gli ambienti in CGI, ma si dice che sia un
netto miglioramento rispetto alla versione già fotorealistica de
Il Re
Leone che abbiamo visto nelle sale nel 2019. È
interessante notare che una parte della narrazione sembra ribaltare
ciò che pensavamo di sapere su Mufasa
“Questa storia inizia ben oltre
la montagna e le ombre dall’altra parte della luce. Nacque un leone
senza una goccia di nobiltà nel sangue, un leone che avrebbe
cambiato le nostre vite per sempre“.
Sembra quindi che Mufasa:
Il Re Leone non sia nato in un ambiente regale e
destinato a diventare re, una situazione ben diversa da quella in
cui si è svolta la storia di Simba. Naturalmente, Jenkins ha
suggerito per la prima volta che questo potrebbe essere il caso
quando il film è stato presentato per la prima volta.
“È la storia di come Mufasa sia
salito al rango di re“, ha detto. “Pensiamo che sia
semplicemente nato nella sua stirpe, ma in realtà Mufasa era un
cucciolo orfano che ha dovuto attraversare il mondo da solo.
Raccontando questa storia, possiamo sperimentare il vero viaggio di
Mufasa che ha trovato il suo posto nel cerchio della
vita“.
Con Aaron Pierre, Kelvin
Harrison Jr., Seth
Rogen, Billy Eichner, John Kani, Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
Un nuovo look di Mufasa può essere visto nel post di X qui
sotto:
Mufasa:
Il Re Leone sarà diretto da Barry
Jenkins, regista premio Oscar di Moonlight, da
una sceneggiatura di Jeff Nathanson. Aaron
Pierre darà la voce a Mufasa nel nuovo film, mentre
Kelvin Harrison Jr. doppierà Scar, che
presumibilmente sarà ancora una volta il cattivo del film. Non si
sa molto del film, se non che si tratta della storia delle origini
del padre di Simba. James Earl Jones, voce
originale del Mufasa adulto, ha deciso di non tornare per il
film.
“Sono cresciuto con questi
personaggi, significano molto per me“, ha spiegato Jenkins in
un’intervista dello scorso anno. “I re non nascono tali. Devono
diventare ciò che sono attraverso una serie di eventi con i quali
molte persone possono immedesimarsi. Quindi, da questo punto di
vista, si adatta molto bene a tutto il resto che ho fatto. Quindi
non sento alcuna pressione, voglio solo fare un buon
lavoro“.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha poi anticipato
Barry Jenkins in un’intervista del 2022. “È un
prequel, ma di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti
gli stessi personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati
a essere quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a
ritroso. Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi
personaggi. Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per
raccontare chi erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
Dopo la
prima immagine, oggi è emerso in rete un breve estratto video
dell’attesissimo Mufasa:
Il Re Leone, il sequel ibrido in live-action della
versione del 2019 de Il Re
Leone, che è stato diretto da Jon Favreau e ha guadagnato oltre 1,6 miliardi
di dollari al box office mondiale. Nell’immagine si vede un giovane
Mufasa in piedi su una scogliera.
Il filmato è stato mostrato agli
investitori in occasione di una recente assemblea annuale degli
azionisti all’inizio di questa settimana e ora ha iniziato a fare
il giro dei social media.
Si tratta solo di pochi secondi, ma
vediamo il giovane Mufasa che osserva il suo
futuro regno prima che venga mostrato un leone più anziano accanto
a Rafiki del Re Leone (John Kani dovrebbe
riprendere il ruolo in questo prequel). La clip si conclude con il
giovane Mufasa che salta in aria.
Aaron Pierre prenderà il posto
dell’iconico James Earl Jones nel ruolo di Mufasa
ed è fin troppo consapevole di avere un ruolo importante da
riempire.
“Beh, innanzitutto voglio
riconoscere che James Earl Jones è una mia enorme
ispirazione“, ha detto l’attore all’inizio di quest’anno.
“Enormemente. E mi sento molto onorato di entrare in questo
ruolo dopo di lui. Penso che la differenza fondamentale sarà che
qui stiamo esplorando Mufasa in una veste diversa“.
“Quando Sir James Earl Jones lo
ha interpretato, questo è Mufasa nella sua piena capacità, nel suo
ritmo, e penso che qui stiamo esplorando Mufasa prima di quel
momento“, aggiunge Pierre. “Che aspetto ha questo giovane
leone prima di diventare quello che conosciamo e di scoprire il suo
ritmo, il modo in cui si comporta, il modo in cui si impegna con la
sua comunità e i suoi cari? Credo che questa sia la cosa
fondamentale. Sta scoprendo il suo ritmo“.
Siamo curiosi di vedere dove questo
film porterà i personaggi che tutti conosciamo e amiamo de Il Re
Leone, soprattutto perché Kelvin Harrison
Jr. interpreterà Scar in un film che probabilmente servirà
anche come storia di origine per il futuro assassino di Mufasa.
Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
Mufasa:
Il Re Leone sarà diretto da Barry
Jenkins, regista premio Oscar di Moonlight, da
una sceneggiatura di Jeff Nathanson. Aaron
Pierre darà la voce a Mufasa nel nuovo film, mentre
Kelvin Harrison Jr. doppierà Scar, che
presumibilmente sarà ancora una volta il cattivo del film. Non si
sa molto del film, se non che si tratta della storia delle origini
del padre di Simba. James Earl Jones, voce
originale del Mufasa adulto, ha deciso di non tornare per il
film.
“Sono cresciuto con questi
personaggi, significano molto per me“, ha spiegato Jenkins in
un’intervista dello scorso anno. “I re non nascono tali. Devono
diventare ciò che sono attraverso una serie di eventi con i quali
molte persone possono immedesimarsi. Quindi, da questo punto di
vista, si adatta molto bene a tutto il resto che ho fatto. Quindi
non sento alcuna pressione, voglio solo fare un buon
lavoro“.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha poi anticipato
Barry Jenkins in un’intervista del 2022. “È un
prequel, ma di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti
gli stessi personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati
a essere quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a
ritroso. Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi
personaggi. Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per
raccontare chi erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
In occasione del D23, Disney ha
svelato un’anteprima estesa dell’imminente uscita Mufasa:
Il Re Leone, sfoggiando un nuovo trailer.
Prima di allora, i cantanti sono
saliti sul palco e hanno anticipato un frammento della canzone di
apertura del film prima che apparisse il regista Barry
Jenkins. “Come tutti voi, ‘Il Re Leone’ ha lasciato un
segno indelebile su di me”, ha detto Jenkins. “Ascoltare
la musica e provare ogni emozione mentre la storia si svolgeva, un
padre che lascia un’eredità al figlio, un branco che si
ricostruisce e un giovane leone che cammina verso il suo destino.
Raccontare la sua storia è un onore assoluto”.
Jenkins ha anche annunciato che
Lin-Manuel Miranda scriverà le canzoni originali
del film. Miranda ha ricevuto una standing ovation quando si è
unito a Jenkins per l’anteprima della canzone, “I Always Wanted
a Brother“.
Mufasa:
Il Re Leone racconta, attraverso Rafiki, la leggenda
di Mufasa alla giovane cucciola di leone Kiara, figlia di Simba e
Nala, con Timon e Pumbaa che offrono il loro caratteristico
spettacolo. Raccontata attraverso flashback, la storia presenta
Mufasa, un cucciolo orfano, perso e solo fino a quando incontra un
leone comprensivo di nome Taka, erede di una stirpe reale.
L’incontro casuale dà il via al viaggio di uno straordinario gruppo
di sventurati alla ricerca del proprio destino: i loro legami
saranno messi alla prova mentre lavorano insieme per sfuggire a un
nemico minaccioso e letale.
Nella versione originale del film
prestano le proprie voci:
– Aaron Pierre nel ruolo di Mufasa
– Kelvin Harrison Jr. nel ruolo di Taka, un principe leone dal
futuro radioso che accoglie Mufasa nella sua famiglia come un
fratello
– Tiffany Boone nel ruolo di Sarabi
– Kagiso Lediga nel ruolo del giovane Rafiki
– Preston Nyman nel ruolo di Zazu
– Mads Mikkelsen nel ruolo di Kiros, un leone
straordinario con grandi progetti per il suo branco
– Thandiwe Newton nel ruolo della madre di
Taka, Eshe
– Lennie James nel ruolo del padre di Taka, Obasi
– Anika Noni Rose nel ruolo della madre di Mufasa, Afia
– Keith David nel ruolo del padre di Mufasa, Masego
– John Kani nel ruolo di Rafiki
– Seth
Rogen nel ruolo di Pumbaa
– Billy Eichner nel ruolo di Timon
– Donald Glover nel ruolo di Simba
– Blue Ivy Carter nel ruolo di Kiara, figlia di Re Simba e della
Regina Nala
– Beyoncé Knowles-Carter nel ruolo di Nala
Il cast di voci originali comprende
anche Braelyn Rankins, Theo Somolu, Folake Olowofoyeku,
Joanna Jones, Thuso Mbedu, Sheila Atim, Abdul Salis e Dominique
Jennings. Unendo tecniche cinematografiche live-action con
immagini fotorealistiche generate al computer, Mufasa:
Il Re Leone è diretto da Barry Jenkins e prodotto
da Adele Romanski & Mark Ceryak, mentre Peter Tobyansen è il
produttore esecutivo.
Una delle sorprese arrivate con il
primo trailer di Mufasa:
Il Re Leone è stata la rivelazione che Blue
Ivy Carter farà il suo debutto come doppiatrice nel film.
Nella storia interpreterà nientemeno che… la figlia di Beyoncé.
Darà la voce all’erede di Simba (Donald Glover) e
Nala (Beyoncé Knowles-Carter), e durante
un’intervista con Empire il regista del film Barry
Jenkins (Moonlight) ha rivelato perché la
decisione di scegliere Blue Ivy Carter per il ruolo di Kiara è
stata una “no-brainer”, ovvero una decisione semplice e quasi
scontata.
Jenkins ha commentato che il talento
vocale di Blue Ivy ha attirato la sua attenzione
per la prima volta quando ha ascoltato la versione audiolibro del
libro per bambini Hair Love. Jenkins ha definito
il lavoro della ragazza “assolutamente straordinario“, e
questo alla fine gli ha fatto pensare che avere madre e figlia che
interpretavano una madre e una figlia sullo schermo avrebbe aiutato
a trasmettere questo tipo di connessione che a volte è difficile da
trasmettere sullo schermo. Il premio Oscar non sembra pentirsi
della sua decisione:
“Guardare [Beyoncé] convivere
con sua figlia, e quanto sia adorabile, gentile e incoraggiante è
stato davvero speciale. Penso che abbia influenzato anche le
performance che hanno offerto. Penso che questa sarà davvero una
bellissima capsula del tempo per loro due, in questo momento in cui
potranno condividere questa parte della loro relazione come questi
personaggi.”
Mufasa:
Il Re Leone, il nuovo film in arrivo il 19 dicembre
nelle sale italiane, che esplora l’ascesa dell’amato re delle Terre
del Branco. È stato annunciato anche il cast stellare che darà voce
ai nuovi personaggi e a quelli più amati nella versione originale
del film. Inoltre, il pluripremiato compositore Lin-Manuel
Miranda firma le canzoni del film, prodotte da Mark
Mancina e Miranda, con musiche aggiuntive e performance di Lebo
M.
Miranda ha
affermato: “Elton John. Tim Rice. Hans Zimmer. Lebo M. Mark
Mancina. Beyoncé, Labrinth, Ilya Salmanzadeh. Beau Black, Ford
Riley, l’incredibile team musicale di The Lion Guard e
tanti altri collaboratori musicali nel corso degli anni. Il Re
Leone ha un’eredità musicale incredibile, con brani di alcuni
dei più grandi compositori in circolazione, e sono onorato e
orgoglioso di farne parte. È stata una gioia lavorare al fianco di
Barry Jenkins per dare vita alla storia di Mufasa e non vediamo
l’ora che il pubblico possa vedere questo film al cinema”.
Mufasa:
Il Re Leone racconta, attraverso Rafiki, la leggenda
di Mufasa alla giovane cucciola di leone Kiara, figlia di Simba e
Nala, con Timon e Pumbaa che offrono il loro caratteristico
spettacolo. Raccontata attraverso flashback, la storia presenta
Mufasa, un cucciolo orfano, perso e solo fino a quando incontra un
leone comprensivo di nome Taka, erede di una stirpe reale.
L’incontro casuale dà il via al viaggio di uno straordinario gruppo
di sventurati alla ricerca del proprio destino: i loro legami
saranno messi alla prova mentre lavorano insieme per sfuggire a un
nemico minaccioso e letale.
Nella versione originale del film
prestano le proprie voci:
– Aaron Pierre nel ruolo di Mufasa
– Kelvin Harrison Jr. nel ruolo di Taka, un principe leone dal
futuro radioso che accoglie Mufasa nella sua famiglia come un
fratello
– Tiffany Boone nel ruolo di Sarabi
– Kagiso Lediga nel ruolo del giovane Rafiki
– Preston Nyman nel ruolo di Zazu
– Mads Mikkelsen nel ruolo di Kiros, un leone
straordinario con grandi progetti per il suo branco
– Thandiwe Newton nel ruolo della madre di
Taka, Eshe
– Lennie James nel ruolo del padre di Taka, Obasi
– Anika Noni Rose nel ruolo della madre di Mufasa, Afia
– Keith David nel ruolo del padre di Mufasa, Masego
– John Kani nel ruolo di Rafiki
– Seth
Rogen nel ruolo di Pumbaa
– Billy Eichner nel ruolo di Timon
– Donald Glover nel ruolo di Simba
– Blue Ivy Carter nel ruolo di Kiara, figlia di Re Simba e della
Regina Nala
– Beyoncé Knowles-Carter nel ruolo di Nala
Il cast di voci originali comprende
anche Braelyn Rankins, Theo Somolu, Folake Olowofoyeku,
Joanna Jones, Thuso Mbedu, Sheila Atim, Abdul Salis e Dominique
Jennings. Unendo tecniche cinematografiche live-action con
immagini fotorealistiche generate al computer, Mufasa:
Il Re Leone è diretto da Barry Jenkins e prodotto
da Adele Romanski & Mark Ceryak, mentre Peter Tobyansen è il
produttore esecutivo.
Il film live-action del 2019
Il
Re Leone è stato messo sotto accusa per essere
essenzialmente un remake shot-for-shot del
classico film del 1994. Tuttavia, dal punto di vista tecnologico,
il film è stato un capolavoro rivoluzionario e tornerà con il
prequel Mufasa:
Il Re Leone.
Per un certo periodo si è
vociferato che il regista Jon Favreau potesse tornare a dirigere un
sequel che raccontasse una storia completamente nuova. Da allora ha
spostato la sua attenzione su Star
Wars e The
Mandalorian, lasciando che la Disney si rivolgesse al
premio Oscar Barry Jenkins per un’esplorazione dei
primi anni di Mufasa e Scar nel film prequel,
Mufasa:
Il Re Leone.
Aaron Pierre
prenderà il posto dell’iconico James Earl Jones
nel ruolo di Mufasa ed è fin troppo consapevole di
avere una responsabilità enorme.
“Beh, innanzitutto voglio
riconoscere che James Earl Jones è una mia enorme
ispirazione“, racconta l’attore a Collider. “Enormemente.
E mi sento molto onorato di entrare in questo ruolo dopo di lui.
Penso che la differenza fondamentale sarà che qui stiamo esplorando
Mufasa in una veste diversa“.
“Quando Sir James Earl Jones lo
ha interpretato, questo è Mufasa nella sua piena capacità, nel suo
ritmo, e penso che qui stiamo esplorando Mufasa prima di quel
momento“, aggiunge Pierre. “Che aspetto ha questo giovane
leone prima di diventare quello che conosciamo e di scoprire il suo
ritmo, il modo in cui si comporta, il modo in cui si impegna con la
sua comunità e i suoi cari? Credo che questa sia la cosa
fondamentale. È capirlo“.
Pierre è conosciuto soprattutto per
i suoi ruoli nella serie DC ComicsKrypton e in Old di M. Night Shyamalan.
Kelvin Harrison Jr. subentra a Chiwetel Ejiofor nel ruolo di Scar, anche se
ci sarà un certo legame al film del 2019 grazie ai ritorni di
Billy Eichner e Seth Rogen nei panni di Timon e Pumba insieme
a John Kani nel ruolo di Rafiki.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha anticipato Barry
Jenkins in un’intervista del 2022. “È un prequel, ma
di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti gli stessi
personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati a essere
quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a ritroso.
Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi personaggi.
Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per raccontare chi
erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
Il primo trailer completo
dell’imminente prequel Mufasa del
remake live-action del 2019 de Il Re
Leone, dopo il debutto su GMA, sarà pubblicato online
domani e abbiamo una nuova immagine che ci dà un’altra
occhiata all’amato padre di Simba,
Mufasa, da cucciolo.
Mufasa:
Il Re Leone è diretto da Barry
Jenkins, regista di Moonlight, e vede la partecipazione di
Aaron Pierre e Kelvin Harrison Jr. nei panni delle
versioni più giovani di Mufasa e del suo nefasto fratello Scar, che
sostituiscono James Earl Jones nel ruolo di Mufasa
sia nell’originale animato del 1994 che nel remake, e
Jeremy Irons e Chiwetel Ejiofor in quello di
Scar.
Un filmato del film è stato
proiettato durante il D23 Expo nel 2022, con Rafiki (John Kani) che
racconta la storia di Mufasa a un gruppo di giovani cuccioli. Come
si scopre, il leone che sarebbe diventato re era in realtà un
cucciolo orfano che ha dovuto attraversare il mondo da solo fino a
trovare la strada per diventare il monarca di Pride Rock.
“In questo luogo è nato
un leone senza una goccia di nobiltà nel sangue“,
racconta Rafiki. “Il leone che avrebbe cambiato le
nostre vite per sempre“. Il teaser include anche
alcuni dialoghi del Timon di Billy Eichner: “Aspetta,
aspetta, non sono in questa storia? Non mi sento
visto“.
“Dovevo fare questo
film“, ha detto Jenkins quando il progetto è stato
annunciato per la prima volta. “Perché quando avevo 14
anni stavo crescendo due nipoti e c’era una cassetta VHS che
abbiamo guardato circa 95 volte nel giro di due giorni. Pensavo a
Mufasa e a come diventa grande… Non sono un re, non sono un re…
Mufasa è grande grazie alla famiglia e agli amici che ha con
sé“.
La giornata di domani potrebbe
includere alcuni di questi momenti, ma probabilmente sarà molto
diversa. Sebbene il remake del 2019 sia stato un successo al
botteghino, non è stato accolto particolarmente bene dalla critica
e si trova al 53% su Rotten Tomatoes. Guardate l’immagine qui sotto
e fateci sapere cosa ne pensate.
Mufasa:
Il Re Leone sarà diretto da Barry
Jenkins, regista premio Oscar di Moonlight, da
una sceneggiatura di Jeff Nathanson. Aaron
Pierre darà la voce a Mufasa nel nuovo film, mentre
Kelvin Harrison Jr. doppierà Scar, che
presumibilmente sarà ancora una volta il cattivo del film. Non si
sa molto del film, se non che si tratta della storia delle origini
del padre di Simba. James Earl Jones, voce
originale del Mufasa adulto, ha deciso di non tornare per il
film.
“Sono cresciuto con questi
personaggi, significano molto per me“, ha spiegato Jenkins in
un’intervista dello scorso anno. “I re non nascono tali. Devono
diventare ciò che sono attraverso una serie di eventi con i quali
molte persone possono immedesimarsi. Quindi, da questo punto di
vista, si adatta molto bene a tutto il resto che ho fatto. Quindi
non sento alcuna pressione, voglio solo fare un buon
lavoro“.
“Penso che vedrete una
tonnellata di volti familiari“, ha poi anticipato
Barry Jenkins in un’intervista del 2022. “È un
prequel, ma di nuovo, è un prequel nel senso che questi sono tutti
gli stessi personaggi, ma vi stiamo raccontando come sono arrivati
a essere quello che sono. Quindi stiamo letteralmente andando a
ritroso. Stiamo tornando indietro nel tempo con molti di questi
personaggi. Siamo anche nel presente, ma torniamo indietro per
raccontare chi erano questi personaggi“.
“Aspettatevi dei numeri
musicali“, ha aggiunto il regista. “Numeri musicali
davvero meravigliosi, direi“. Mufasa:
Il Re Leone arriverà nelle sale il 20 dicembre di
quest’anno.
Originariamente annunciato nel 2020
come sequel del film del 2019, Mufasa
racconta la storia delle origini dell’iconico padre di Simba,
esplorando la sua infanzia trascorsa con il fratello cattivo Scar.
Il film si avvarrà della voce di Aaron Pierre e di
Kelvin Harrison Jr. che interpreteranno le
versioni più giovani dei personaggi, al posto di James Earl
Jones nei panni di Mufasa sia nell’originale del 1994 che
nel remake in CGI del 2019, e Jeremy Irons e Chiwetel Ejiofor nei panni del
malvagio Scar.
Oltre ad annunciare il titolo, in
occasione della convention Disney è stato mostrato al pubblico un
filmato in anteprima esclusivo del film. Il filmato inizia con
Rafiki (John Kani) che racconta la storia di
Mufasa ai giovani cuccioli, rivelando che il leone era in realtà un
cucciolo orfano che ha dovuto navigare per il mondo da solo fino a
diventare il re della Rupe dei Re. In quanto tale, il film va oltre
le iconiche terre del branco per mostrare il cucciolo Mufasa in un
deserto, dove viene colpito da un’alluvione che lo renderà
orfano.
Netflix ha diffuso il trailer
di Mudbound, il nuovo film originale diretto
da Dee Rees presentato al Sundance Film
Festival 2017. Nel cast Carey Mulligan, Jason Clarke, Rob Morgan,
Mary J. Blige e Garrett Hedlund.
Mudbound sarà disponibile
in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo a partire dal
17 Novembre 2017.
Mudbound, trama
Ambientato tra le campagne degli
Stati Uniti meridionali durante la Seconda Guerra Mondiale,
Mudbound è la storia epica di due
famiglie, messe l’una contro l’altra da una gerarchia sociale
spietata, eppure legate dalla terra che lavorano: il Delta del
Mississippi.
Mudbound
segue le vicende della famiglia McAllan, che si è da poco
trasferita in Mississippi dalla tranquilla città di Memphis e non è
preparata alle difficoltà della vita di campagna. Nonostante i
sogni grandiosi di Henry (Jason Clarke), sua moglie Laura (Carey
Mulligan) continua a credere nei progetti senza speranze di suo
marito.
Nel frattempo, Hap e Florence
Jackson (Rob Morgan, Mary J. Blige) – mezzadri che hanno lavorato
la terra per intere generazioni – lottano con coraggio per
realizzare i propri sogni nonostante le rigide barriere sociali che
devono affrontare.
La guerra stravolge i piani di
entrambe le famiglie, mentre i loro cari appena tornati, Jamie
McAllan (Garrett Hedlund) e Ronsel Jackson (Jason Mitchell),
stringono un’amicizia difficile, che sfiderà la brutale realtà in
cui vivono: il Sud delle Leggi Jim Crow.
Alla Festa del Cinema di Roma
2017 è arrivato il dramma in costume dalla giovane regista
e sceneggiatrice Dee Rees,
Mudbound. Reduce di una premiere al
Sundance 2017, dove la Rees è di casa avendoci
debuttato nel 2011 con Pariah, il film è stato
acquistato da Netflix e sarà
distribuito sulla piattaforma di streaming dal 17 Novembre 2017.
Sappiamo bene che il nome di Netflix attaccato al progetto non è assolutamente
qualcosa da vedere in modo negativo ma è anzi sempre più spesso
sinonimo di prodotti di altissima qualità e
Mudbound non è da meno.
La Seconda Guerra Mondiale sta per
scoppiare e Henry McAllan (Jason
Clarke) trascina la moglie Laura (Carey
Mulligan) e le loro due figlie da una casetta a
schiera di Memphis ad una fattoria sul Delta del Mississipi. Lì è
obbligata a convivere con il burbero suocero (Jonathan
Banks), animali di qualsiasi specie, una campagna ostile e
una realtà selvaggia a cui lei non è abituata. Nelle terre comprate
da McAllan vivono diverse famiglie di schiavi, tra cui quella di
Hap Jackson (Rob Morgan), un bracciante che sogna
di comprarsi un giorno la sua terra, la cui moglie Florence
(Mary J.Blige) stringe un rapporto di amicizia e
rispetto con Laura, l’unica che non sembra giudicarli per il colore
della pelle.
Le stagioni passano nella fattoria
e con la fine della Guerra, tornano dall’Europa due reduci: Ronsel
(Jason Mitchell), figlio di Hap e Jamie (Garrett
Hedlund), l’affascinante fratello di Henry che non
lascerà Laura indifferente. La vita dopo la Guerra per loro non è
facile in famiglia, soprattutto per Ronsel che non più abituato
all’estremo razzismo del Sud: ma l’aver condiviso la vita al fronte
li unirà in una singolare amicizia.
Mudbound, la recensione
del film con Garrett Hedlund
Mudbound potrebbe
essere tradotto dall’inglese con “legati al fango” e sebbene la
trama segua un suo percorso ben preciso, il fango è senza dubbio al
centro di questa storia, tant’è che la voce fuori campo di Laura ci
avverte anche che le sembrava quasi di “sognare in marrone”. Fango
come quello che circonda le loro case, che li sporca dalla
testa ai piedi, quello che inesorabilmente si ricompatta dopo ogni
pioggia rendendo difficile la semina. Fango come quello del Delta
del Mississippi, una delle aree rurali più a sud degli Stati Uniti,
quel Mississippi parte degli Stati Confederati, dove la
segregazione razziale era giustificata da leggi e la percentuale di
schiavi neri era la più alta del Paese.
E Dee Rees quest’idea del fango che
ti opprime, non solo come metafora, la rende molto bene,
lasciandoti addosso quasi una sensazione di umidità alla fine del
film, oltre che molto a cui pensare. Non è una storia nuova a
livello di tematiche, ma alla luce di diversi fatti di cronaca
recenti (come lo scontro tra suprematisti e antirazzisti di
Charlottesville, giusto per citarne uno),
Mudbound risulta assolutamente rilevante, come lo
è stato anche Detroit, film di
Kathryn Bigelow presentato sempre qui alla
Festa del Cinema di Roma.
Carey Mulligan con il suo fascino di un altra
epoca rappresenta con dignità e sensibilità il suo personaggio,
Jason Clarke insegue una sorta di redenzione
per tutto il film, non riuscendo però a discostarsi dalle sue
radici e Mary J.Blige è quasi irriconoscibile
nella sua Florence, dimostrando di essere non solo una bravissima
cantante. Ma èGarrett
Hedlund quello che convince di più nel ruolo del
reduce della Guerra che soffre di PTSD e non riesce a ritornare
alla realtà rifugiandosi nell’alcol, racchiudendo in tutte le
battute, rabbia e allo stesso tempo gentilezza, un conflitto
interno che traspare anche dai suoi occhi.
Dee Rees sceglie
con cura cosa mostrarci di questa storia, quali aspetti e quali
sentimenti, guidandoci con la sua regia verso un unico imparziale
giudizio e regalandoci un film vecchio stile, ma con diverse
trovate nuove, tanto da non rendere pesanti le due ore e dieci di
durata. Probabilmente girato con l’ambizione per il grande schermo
(che si sarebbe meritato), Mudbound sarà una
piacevole scoperta per gli abbonati Netflix,
che si troveranno un bellissimo film nella libreria senza nemmeno
accorgersene.
Il Quiddich
esiste anche nel mondo dei Babbani, si fa a cavallo di un manico di
scopa, con quattro palle, ognuna con un ruolo diverso, e sette
giocatori per parte. E’ diffuso in sempre maggiori campus
universitari e si gioca sul serio; unica differenza con quello
giocato a Hogwarts da Harry Potter e i
suoi amici è che nel Quiddich Babbano, per così dire, non si
vola.
Realisticamente parlando sembra
assurdo che delle persone abbiano messo in piedi un gioco basato
esattamente sullo sport magico per eccellenza, inventato da
J.K. Rowling per la sua saga di Harry
Potter, e invece è tutta realtà, e il documentario
Mudbloods ci mostrerà un intero mondo
fino ad ora sconosciuto. Ecco il trailer del documentario:
Dopo oltre un anno di attesa,arriva
anche in Italia, il 28 agosto, Mud
di Jeff Nichols (Take Shelter, Shotgun
Stories), che racconta la storia di un vagabondo
“arenato” su un isola con in tasca solo una pistola. Un giorno
quest’uomo viene scoperto da due ragazzini che non sanno se aiutare
o meno lo sconosciuto. A dare supporto alla performance di
Matthew McConaughey troviamo
Reese Witherspoon.
In Usa Mud ha ricevuto critiche
positive da chiunque collezionando un 98% su RottenTomatoes e un
76/100 di Metascore su Metacritic, confermando così il talento di
un regista che con Take Shelter aveva incantato il mondo e che si
candida come elemento di spicco del nuovo cinema indie
americano.
Mud, animato
dall’immane talento di
Matthew McConaughey – siamo davanti ad un’ulteriore
conferma della sua mostruosa bravura e classe – è quasi una
creatura magica spuntata dal nulla e arenatasi per caso su un lembo
di terra al centro del fiume Arkansas. In una sperduta cittadina di
fiume dell’Arkansas due adolescenti, Ellis e Neckbone, sono in
cerca – com’è naturale – di stimoli e nuove avventure, quando
si imbattono nella stranezza di una barca arenata su di un albero e
del suo abitante ancora più peculiare, un uomo che si fa chiamare
Mud.
Mud: tra avventura, crescita e scoperta
Già solo queste premesse non
possono che portare indietro al cult di fine anni Ottanta di
Rob ReinerStand By Me, con il quale
effettivamente Mud condivide lo stesso spirito di
avventura, crescita e scoperta. Si tratta chiaramente di scoperte
differenti, visto il gap di età tra i protagonisti dei due film:
nonostante la violenza e la minaccia della morte facciano capolino
in entrambe le pellicole “di formazione”, l’accento di
Mud è spostato almeno in parte
sull’aspetto dei primi tentennamenti amorosi. Ciò accade in
particolare per Ellis/Tye Sheridan, visto che la
figura di Neckbone/Jacob Lofland – pur ricordando
fisicamente River Phoenix e di conseguenza i suoi ruoli
“maturi” – tende a rimanere ancorata maggiormente all’infanzia,
sotto l’egida della perturbante figura paterna del fratello
interpretato da Michael Shannon.
Mud, fuoricasta
incatalogabile, rappresenta un anello di congiunzione tra il mondo
dei ragazzi e quello degli adulti, visto che, pur essendo “grande”,
preserva un giovanile insopprimibile idealismo, corredato da
altruismo e coraggio, oltre ad un stile di vita arrangiato alla
Huckleberry Finn. Nel corso dello sviluppo della
storia, nel film si va intrecciando e ingrossando una componente
più propriamente di genere, che rende l’insieme decisamente
emozionante, appassionante, thrilling, senza perdere per questo in
verosimiglianza.
Il casting più che perfetto,
fotografia e location suggestive, una regia impeccabile e mai
invadente, lo stile recitativo che riesce ad evitare di andare
sopra le righe (grazie del resto ad un eccellente script intessuto
di dialoghi semplici ma significativi), tutto contribuisce a
rendere Mud un piccolo capolavoro
imperdibile, oltre che già un cult indie già riconosciuto e
apprezzato a livello internazionale.