Assassinio
sul Nilo e
Free Guy – Eroe per gioco, due degli ultimi titoli di
alto profilo del 2020 che sembravano essere sopravvissuti alle
terribili conseguenze della pandemia di Covid-19 sulle sale
cinematografiche, hanno ufficialmente lasciato vacanti le
rispettive finestre di rilascio fissate per il prossimo dicembre, e
ora si ritrovano senza una nuova data di uscita.
Con i casi di Coronavirus che
continuano a crescere negli Stati Uniti, il 55% delle sale rimane
chiuso in diversi mercati essenziali come New York e Los Angeles,
quindi tali ritardi erano semplicemente inevitabili. Al momento,
l’unico grande tent-pole di una major a non aver ancora
subito una variazione in termini di programmazione è Wonder
Woman 1984, ma ci aspettiamo che Warner Bros. annunci
a breve che il sequel del cinecomic DC diretto da Patty Jenkins
venga definitivamente posticipato al 2021.
Le trame di Assassinio sul Nilo e Free Guy
In Assassinio
sul Nilo, Linnet Ridgeway, bella e ricca ereditiera,
ha appena sposato il fidanzato della sua migliore amica Jacqueline
de Bellefort. Per la loro luna di miele, gli sposi decidono di fare
una crociera sul Nilo. Tra i passeggeri del battello si trova il
celebre detective belga Hercule Poirot. Una sera, Jacqueline fa
irruzione sulla barca e spara al suo ex fidanzato, ferendola a una
gamba. Scioccata dal suo proprio gesto e in preda a un esaurimento
nervoso, la donna viene sedata con una potente dose di morfina che
la lascia incosciente tutta la notte. La mattina dopo viene
scoperto il corpo senza vita di Linnet Ridgeway.
In Free
Guy – Eroe per Gioco, un impiegato di banca che scopre
di essere un personaggio all’interno di un videogioco open world
decide di diventare l’eroe della propria storia e di riscrivere il
suo personaggio. In un mondo senza limiti, il protagonista è
determinato a diventare colui che salverà il suo mondo a modo
proprio…prima che sia troppo tardi.
Dopo
l’inedito promo il network americano
ABC ha diffuso le foto di Big Sky
1×01, il primo episodio dell’annunciata nuova serie tv in
arrivo questo autunno.
Big Sky
Big SkyBig
Sky è la nuova serie tv creata da David E.
Kelley per il network americano ABC. David E. Kelley sarà
lo showrunner della prima stagione. Basato sulla serie di libri di
CJ Box, “Big Sky” è prodotto da David E. Kelley, Ross
Fineman, Matthew Gross, Paul McGuigan, CJ Box e
Gwyneth Horder-Payton, ed è prodotto da 20th
Television. 20th Television fa parte dei Disney Television
Studios, insieme a ABC Signature e Touchstone Television.
La serie racconta
degli investigatori privati Cassie Dewell e Cody Hoyt
uniscono le forze con la sua ex moglie ed ex poliziotta, Jenny
Hoyt, per cercare due sorelle che sono state rapite da un
camionista su una remota autostrada nel Montana. Ma quando scoprono
che queste non sono le uniche ragazze scomparse nella zona, devono
correre contro il tempo per fermare l’assassino prima che un’altra
donna venga rapita. Big Sky vede protagonisti
Katheryn Winnick nei panni di Jenny Hoyt,
Kylie Bunbury nei panni di Cassie Dewell,
Brian Geraghty nei panni di Ronald Pergman,
Dedee Pfeiffer nei panni di Denise Brisbane,
Natalie Alyn Lind nei panni di Danielle Sullivan,
Jade Pettyjohn nei panni di Grace Sullivan,
Jesse James Keitel nei panni di Jerrie Kennedy,
Valerie Mahaffey come Helen Pergman con
John Carroll Lynch come Rick Legarski e
Ryan Phillippe come Cody Hoyt.
James
Bond tornerà in No Time to
Die, ma non sarà più 007. In una recente
intervistaLashana Lynch, che nel film
interpreta Nomi, un agente dell’MI6, ha confermato che sarà il suo
personaggio ad aver ereditato il mantello dell’agente segreto.
Inizialmente, nell’estate del 2019,
era stato riportato che Lynch avrebbe interpretato la prima 007
donna, ma all’epoca si trattava soltanto di una voce non di fatto
non è mai stata confermata. Anche i vari trailer di No Time to Die hanno giocato
molto circa l’ambiguità del personaggio, introducendo Nomi come
agente Doppio 0 in carica da due anni. Ora è stato confermato che
quando Bond tornerà all’MI6 scoprirà di essere stato
sostituito.
Nel 2018 è stato pubblicato “Forever
and a Day”, un romanzo prequel ufficiale di James Bond scritto da
Anthony Horowitz e contenente materiale inedito dell’autore
originale di Bond, Ian Fleming. Nel raccontare la
storia della prima missione di Bond come 007, “Forever and a Day”
ha confermato che gli agenti Doppio 0 vengono sostituiti dopo la
loro morte o dopo il loro pensionamento, e che lo stesso James Bond
non è stato il primo 007. In effetti, il romanzo inizia con le
parole “Allora, 007 è morto!”, mentre M guarda le foto del
predecessore di James Bond (che era stato ucciso sul posto di
lavoro) e si prepara ad inviare il suo sostituto. Nonostante la
mancanza di continuità, l’inclusione di altri agenti Doppio 0 nei
film ha indicato che sono stati sostituiti: uno 009 viene ucciso in
Octopussy, mentre un altro sfortunato 009 vede rubarsi la
macchina da Bond in Spectre.
Il nome in codice 007 è disponibile
per permettere a Nomi di subentrare, poiché James Bond si è
ritirato dal mondo dello spionaggio alla fine di Spectre.
Dopo che Ernst Stavro Blofeld e l’organizzazione criminale SPECTRE
sono stati resi la mano invisibile dietro tutti i precedenti
cattivi che il Bond di
Daniel Craig aveva affrontato, la super spia ha
scelto di lasciare in vita il villain, lasciare l’MI6 e vivere laa
sua storia d’amore con Madeleine Swann (anche se ha portato con sé
l’Aston Martin).
I trailer di No Time to Die hanno
rivelato che la felice vita di Bond con Madeleine sarà interrotta
da un violento attacco che lo farà diffidare di lei, lo riporterà
all’MI6 e lo costringerà a cercare l’aiuto di Blofeld contro un
nuovo pericoloso nemico chiamato Safin. Dovrà anche lavorare con il
nuovo 007, che nei trailer non sembra essere impressionato da Bond,
dicendogli: “Il mondo è andato avanti, Comandante Bond” e
avvertendolo di stare alla larga.
No Time to Die sarà
l’ultimo film di
Daniel Craig nel ruolo di James Bond, quindi sarà
interessante vedere cosa succederà al nome in codice 007 alla fine
del film. Avere un’agente donna di colore che erediti il mantello
di 007 è un espediente di sicuro interessante, ma resta da vedere
se Nomi rimarrà nel futuro della saga.
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Quarant’anni, un album di cover,
Accetto miracoli: l’esperienza degli altri, che esce in
contemporanea con il film, vent’anni di carriera in cui si è fatto
conoscere e amare non solo in Italia, ma anche all’estero. È
l’occasione per guardarsi indietro e finalmente porgere la propria
storia agli altri, come dice Tiziano Ferro raccontandosi in questo intenso
documentario, Ferro, nato da una sua idea
e diretto da Beppe Tufarulo, scritto dal regista
assieme a Federico Giunta, proprio per offrire una
soluzione a chi, come è accaduto a lui, si trova a combattere i
propri demoni. Il film è un prodotto originale
Amazon ed è disponibile su Prime Video dal 6 novembre.
Ferro, la trama
Usa, riunione di un gruppo di
supporto per alcolisti. Ciascuno si presenta col proprio nome e
cognome e le parole: sono un alcolista. Poi chi vuole racconta
qualcosa di sé. Tra quei volti, anche quello di Tiziano Ferro, che prende il toro per le corna
e comincia proprio da qui a raccontarsi davanti alle telecamere,
dall’ultima lotta che ha dovuto combattere, quella contro la
dipendenza dall’alcol. Da qui parte un viaggio nella sua vita e
nella sua carriera, che ne ripercorre le tappe principali.
L’adolescenza a Latina, dal bullismo subito a scuola alla bulimia,
alla scoperta del canto e della musica, che gli danno “una
finestra verso la quale urlare”. L’Accademia della Canzone di
Sanremo, il primo contratto e il primo tour importante, ma anche il
dimagrimento forzato e l’omosessualità nascosta. La vittoria agli
MTV Europe Music Awards come Miglior artista italiano nel 2004 e
quel compromesso troppo pesante che lo porta a rinunciare a una
parte di sé per la carriera.
Fino a quando non decide, d’accordo
col manager Fabrizio Giannini – altra voce del
documentario assieme a VictorAllen, marito di Tiziano, e all’amica e modella
Bianca Balti – di fare coming out. “Il
coming out l’ho fatto per me. La verità mi ha reso libero”,
dice oggi a una classe di Los Angeles dove una docente insegna
italiano con le sue canzoni. Il confronto continuo con sé stesso e
quei problemi che elenca spesso nel corso del film: mancata
accettazione, disturbi alimentari, dipendenze, depressione, ansia.
Un lungo percorso che lo ha portato oggi a una vita serena, piena
di successi professionali – tra cui la partecipazione a Sanremo
2020, ospite fisso per cinque serate sul palco dell’Ariston a
reinterpretare grandi successi della canzone italiana – e
soddisfazioni esistenziali come il matrimonio col compagno Victor,
celebrato nell’estate 2019, e il quarantesimo compleanno a febbraio
2020, festeggiato a Latina con tutti i suoi cari. La narrazione
procede attraverso filmati anche amatoriali e di repertorio,
alternati a interviste in cui Ferro si racconta.
Ferro, guardare il mondo
dal filtro delle proprie cicatrici
Ferro è un
lavoro fatto un po’ per aiutare gli altri, un po’ per aiutare sé
stesso, per segnare la linea di una ripartenza, di una rinascita.
Molte cose colpiscono di questo lavoro, dai filmati amatoriali in
cui si vede Tiziano adolescente, timido, impacciato, trasformarsi
su un palco mentre canta con la stessa voce di adesso; allo
scoprire dinamiche, fragilità e sofferenze che non si sarebbero
sospettate dietro al volto di un ragazzo di talento, che otteneva
il successo che meritava e appariva sempre sorridente e affabile.
Si poteva pensare insomma che col canto fosse arrivato il riscatto
di quel ragazzino timido e insicuro e che da lì in poi la sua
strada fosse stata in discesa. Si scopre invece che non è stato
così.
Se, come ribadisce
Tiziano Ferro, la musica gli ha salvato la vita,
per arrivare a viverla con serenità e accettando sé stesso fino in
fondo, c’è voluta fatica e ce ne vuole ancora oggi.
Ferro è sì un inno alla rinascita, una
speranza per quanti si trovano ad affrontare i propri demoni, un
invito a valorizzare le proprie cicatrici che, dice il cantante,
“hanno un ruolo essenziale”, ma restituisce anche una
visione lucida e disincantata dell’impegno quotidiano che occorre
per mantenere l’equilibrio, la serenità e gli altri traguardi
raggiunti.
Ferro e gli
affetti
Ferro è
anche un documentario che mette al centro gli affetti, la famiglia,
quella d’origine e quella che si è costruito col marito Victor,
senza dimenticare gli amici. Senza gli affetti il percorso,
soprattutto umano, sarebbe stato forse impensabile. Ecco il motivo
per cui tanta parte del documentario è dedicata a loro, soprattutto
all’incontro con Victor e al matrimonio, raccontato attraverso i
filmati di famiglia. Forse questo è l’unico momento in cui si ha
l’impressione di assistere a qualcosa di davvero troppo privato,
che sarebbe dovuto restare solo della coppia, sebbene se ne
comprenda il valore e l’importanza all’interno di un percorso di
conquista della propria libertà. Vi sono poi sequenze che mostrano
il quotidiano della coppia oggi, a Los Angeles, dove vive.
In Ferro
c’è la partecipazione di chi si racconta in prima persona e si
emoziona, si commuove, portando quella verità, quella spontaneità
che tocca il pubblico, come accade spesso quando si tratta di
Tiziano Ferro. Come accadde anche a Sanremo 2019 con la sua
interpretazione di Almeno tu nell’universo, imperfetta
perché l’emozione gli fece saltare alcuni versi, ma
straordinariamente sentita ed emozionante per il pubblico perché
vera, autentica.
È soprattutto questo che emerge: una
sensibilità fuori dal comune, toccata nel profondo da tutto ciò che
accade intorno, un artista sincero, che oggi accetta miracoli, ma
guardando indietro riconosce che il vero miracolo ciascuno lo può
fare per sé, come dimostra la sua storia, con tenacia, impegno e
determinazione.
L’ex star di Sons of
Anarchy,Charlie Hunnam, ha ammesso che accetterebbe
“al 100%” di interpretare James
Bond se glielo chiedessero, ma crede anche di non essere
nemmeno nella rosa dei candidati per il nuovo casting. Il ruolo
dell’iconica spia britannica, infatti, spetterà ad un nuovo attore
dopo l’uscita nelle sale di No Time
To Die, dato che l’attuale Bond in carica, ossia
Daniel Craig, lascerà ufficialmente i panni
del personaggio.
Portato sullo schermo da Sean Connery, morto all’età di 90 anni lo
scorso weekend, Bond è stato interpretato anche da George Lazenby,
Roger Moore, Timothy Dalton e Pierce Brosnan. Come risultato
dell’abbandono del ruolo da parte di Craig, le speculazioni su chi
raccoglierà l’eredità di 007 si susseguono ormai da mesi. Henry Cavill, il Superman del DCEU, è uno dei
preferiti, in parte grazie alla sua età relativamente giovane, che
gli permetterebbe di interpretare la parte per molto tempo, e in
parte grazie alla sua partecipazione a film action come
Mission: Impossible – Fallout. Tra gli altri contendenti
ci sarebbero Tom
Hardy, Richard Madden, Idris
Elba e Tom Hiddleston. Tuttavia, alcuni fan hanno
anche cercato di attirare l’attenzione su Charlie Hunnam.
Alla domanda di
People su cosa pensa del desiderio dei fan di vederlo nei panni
del prossimo Bond, Hunnam dice che, se glielo chiedessero,
accetterebbe “al 100%” il ruolo. Tuttavia, ammette anche
che è improbabile che accada dato che nessuno, oltre ai fan, lo ha
chiamato o lo ha menzionato in relazione alla parte, sottolineando
che sicuramente ci sono molti altri attori nel “radar” della MGM.
Tuttavia, ha ammesso che i fan dovrebbero continuare a parlare
della possibilità, poiché la cosa potrebbe incoraggiare lo studio a
prenderlo in considerazione.
“Accetterai al 100%. Da
britannico, sarei veramente lusingato e onorato di essere
considerato per interpretare James Bond. Ma il mio intuito mi dice
che non dovrei aspettarmi l’arrivo di una qualche telefonata. Penso
che ci siano già molte persone in lizza davanti a me. È tutto
questo dialogo tra i fan per me è soltanto lusinghiero. Nessuno del
settore, a livello professionale, mi ha mai parlato della cosa. Ma
se le persone vogliono vedermi nei panni di Bond e continuare a
parlare, allora vi prego, continuate a farlo. Forse è così che
vanno queste cose. Forse il supporto dei fan porta ‘i piani alti’ a
parlarne in modo più serio e magari a prenderti in
considerazione.”
La carriera di Charlie Hunnam
Charlie Hunnam è meglio conosciuto per aver
interpretato Jax Teller nella serie FX, Sons of Anarchy,
ma è anche apparso in film quali Pacific Rim di Guillermo Del Toro, Civiltà perduta di James Gray e in ben due film di Guy
Ritchie, King
Arthur e The
Gentlemen. Hunnam ha sicuramente alcune caratteristiche
che lo renderebbero un Bond perfetto: ha 40 anni, quindi non è
troppo giovane per il ruolo, soprattutto considerando che la
maggior parte degli attori ha interpretato l’agente proprio quando
aveva quell’età; ha il fascino necessario e l’eredità britannica
per entrare al meglio nella parte. A voi piacerebbe vederlo come
nuovo 007?
È spuntata online una nuova
intervista di Robert Pattinson concessa a Vanity Fair
France (via
Batman-News.com) in cui la star di The
Batmanha parlato dell’iconico
ruolo che ricoprirà nell’attesissimo cinecomic di Matt
Reeves e della strategia messa in atto per costruire una
versione diversa, più “sfumata”, di Bruce Wayne.
“Cerco di studiare prima il
personaggio e di capire cosa posso avere in comune con lui. Poi
passo alla ricerca dell’eventuale sfumatura da dargli, in modo da
renderlo sempre più complesso… sempre, ancora di più”, ha
dichiarato la star di
Tenet.“Batman è un ruolo grazie al quale ho dovuto
imparare ad interpretare meglio il concetto di ambiguità.È fuori questione interpretare un personaggio così ed un usare
una singola sfumatura. Ad ogni modo, è bellissimo. È come essere
una persona che attraversa due stati emotivi nello stesso
momento.”
“Con The
Batman sto usando aspetti che sembrano incredibilmente fragili
rispetto all’importanza del progetto”, ha continuato l’attore.
“Dolore, conversazioni che ho avuto con amici intimi, embrioni
di sogni. Questa è la parte segreta e più sensibile di un attore
che affronta l’importanza di un progetto. In The Batman, come in
Tenet, c’è un gigantesco team di tecnici che ti
circonda e quando dicono: ‘Andiamo Robert… azione!’, devi
dimenticare tutta questa enorme massa di gente e metterti in gioco
soltanto con i tuoi pensieri, con i tuoi demoni. Fortunatamente ho l’entusiasmo di un attore per affrontare la
tensione sul set, le aspettative smodate di tutte queste persone e
trasformare tutto ciò in un dialogo tra me e me.”
È ormai chiaro, anche da queste
ultime dichiarazioni di Pattinson, che i fan dovranno aspettarsi
una versione molto diversa del Cavaliere Oscuro nel film di Reeves.
Come ha rivelato anche il primo trailer, l’aspetto fisico e il look
di Bruce Wayne avranno un’estetica davvero unica. The
Batman è attualmente in fase di riprese in varie
parti del Regno Unito. L’uscita è prevista per il 4 marzo 2022, a
seguito di una serie di posticipi causati dalla pandemia di
COVID-19.
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
In seguito all’ultimo DPCM, che ha
decretato la chiusura delle sale cinematografiche, Koch
Media annuncia oggi che I am
Greta sarà disponibile sulle principali
piattaforme on demand a partire dal 14 novembre.
Il documentario diretto dal regista svedese Nathan
Grossman, che racconta la storia dell’adolescente
attivista per il clima Greta Thunberg, è stato
presentato con grande successo di critica alla 77^ Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e al Toronto
International Film Festival.
I am Greta
sarà disponibile sulle piattaforme digitali Sky
Primafila, Google Play,
Infinity, Timvision,
Chili, Rakuten TV, oltre a
MioCinema e IoRestoInSala che
rappresentano, in gran parte, l’universo dell’esercizio a cui
questo film era destinato.
Nell’agosto del 2018, Greta, una
studentessa svedese di quindici anni, davanti al Parlamento svedese
comincia uno sciopero per manifestare contro il cambiamento
climatico, che nel giro di qualche mese si trasforma in un
movimento globale, rendendola un’attivista di fama mondiale. Il
documentario segue Greta dal suo primissimo giorno di protesta fino
all’incredibile viaggio in barca a vela verso New York per
presenziare al Summit sul clima dell’ONU.
Il creatore della serie animata
dedicata agli X-Men, Eric Lewald, ha
condiviso le sue preoccupazioni circa il futuro ingresso dei
mutanti nel
MCU. Acclamato tanto dalla critica quanto dal pubblico, il
progetto per il piccolo schermo – andato in onda dal 1992 – è
considerato uno dei migliori adattamenti dei supereroi Marvel.
Data l’importantza che lo show è
riuscito a conquistare negli anni, è lecito ritenere che valga la
pena ascoltare i pensieri di Lewald riguardo all’imminente debutto
degli
X-Men nell’Universo
Cinematografico Marvel. Alla fine del 2017, è arrivata
la notizia che la Disney stava pianificando di acquisire le risorse
televisive e cinematografiche della Fox e immediatamente i fan
della Marvel si sono concentrati sulla possibilità che i mutanti e
i loro personaggi si unissero finalmente agli Avengers.
Dopo mesi di rigorose trattative
commerciali tra le due società, la storica vendita è stata
finalizzata, il che significa che è solo una questione di tempo prima che Kevin Feige e il suo team utilizzino gli
X-Men e i Fantastici Quattro separati da tempo nell’universo
condiviso. Anche se tutti sono generalmente entusiasti all’idea, ci
sono anche dei rischi nell’introdurre un franchise già così noto e
amato, come ha sottolineato giustamente Lewald.
Parlando con il podcast Change My
Mind di
GWW, lo showrunner di X-Men: The Animated Series ha analizzato quella
che potrebbe essere la cosa più complicata quando i Marvel Studios
iniziano ad introdurre finalmente i mutanti e gli altri personaggi
a loro collegati nel MCU. Relazionando questo alle sfide che ha
affrontato con il suo amatissimo show, Lewald ha affermato che
l’enorme numero di
X-Men, di cattivi e di altri personaggi secondari rende assai
difficile incorporarli in un franchise già consolidato.
“Non lo so. Non so come Kevin
Feige riesca a dormire la notte cercando di tenere tutte queste
sfere in equilibrio. Per quanto riguarda gli X-Men, quando le
persone mi chiedono di integrarli nel MCU, ho sempre avuto il
problema inverso. C’erano già troppi X-Men e troppi cattivi
nell’universo X e troppi personaggi collegati. Mi sono ritrovato a
tagliarne la metà e ad avere storie su tre degli X-Men. Solo per
mantenere una lucidità e per non dover provare ad introdurli tutti
in una volta in un episodio di 22 minuti. Quindi, l’idea che tutti
gli X-Men e tutti i loro cattivi e tutto il loro equipaggio di
supporto interagiscano con tutti i Vendicatori, e tutti i Thor e
tutto il resto… è semplicemente folle per me. Non voglio nemmeno
provare a pensarci.”
Gli X-Men nel MCU: una questione di tempo…
La verità è che è solo questione di
tempo prima che questi personaggi Marvel debuttino nel MCU. Finora,
non c’è stata ancora nessuna conferma ufficiale su quando e come
saranno incorporati nel celebre franchise di successo, ma Feige ha
menzionato brevemente gli
X-Men quando ha annunciato la lista dei titoli della Fase 4 al
SDCC 2019. È probabile che i Marvel Studios vogliano andarci con i
piedi di piombo in merito ai loro piani sui mutanti, il che ha
senso considerando la sfilza di progetti già confermati.
Se non altro, il ritardo nell’avvio
della Fase 4 (dovuto alla pandemia di Covid-19) significa che ci
vorrà ancora più tempo prima che vengano annunciati dei piani
concreti sugli
X-Men e sui Fantastici Quattro, a meno che i Marvel Studios non
decidano di introdurli lentamente in altri progetti. Ciò significa
che il MCU farà debuttare i mutanti uno per uno invece di lanciarli
immediatamente come nuovo gruppo di supereroi, il che è simile a
quello che hanno fatto nella Fase 1 durante l’assemblaggio degli
Avengers originali.
Dopo aver interpretato l’antagonista
principale di Shazam!,
ossia il Dr. Thaddeus Sivana, l’attore
Mark Strong ha ammesso che amerebbe tornare per
il sequel, l’annunciato Shazam! Fury of the
Gods. Diretto da David F. Sandberg, Shazam! è
un film di supereroi basato sull’omonimo personaggio della DC
Comics.
Il film segue il tormentato orfano
Billy Batson (Asher Angel) che dopo aver acquisito
poteri da un antico mago, sviluppa la capacità di trasformarsi in
un supereroe adulto (Zachary
Levi). Batson successivamente si unisce alla sua
famiglia adottiva superpotente, che lo aiuta a sconfiggere le
malvage personificazioni dei Sette Peccati Capitali e l’astuto Dr.
Sivana. Shazam! Fury of the
Gods, sequel del film originale di Sandberg,
arriverà al cinema il 2 giugno 2023.
Shazam! ha
mostrato il Dottor Sivana interpretato da Strong come uno
scienziato vendicativo che è disprezzato dalla sua famiglia. Quando
Sivana era giovane, il Mago Shazam gli offrì di essere il suo
campione, ma Sivana rifiutò l’opportunità. In seguito divenne un
ospite delle personificazioni dei Sette Peccati Capitali, che lo
informarono che Batson era il nuovo campione del mago.Deciso a rubare i suoi poteri, Sivana insegue
Batson, prima di incontrare l’alter ego del supereroe Shazam in una
battaglia decisiva, dove viene privato dei suoi poteri e preso in
custodia. Mentre è in prigione, Sivana incontra il misterioso verme
alieno Mister Mind e insieme progettano di conquistare i sette
regni.
Durante una recente conversazione
con
Collider,
Mark Strongha rivelato di
essere piuttosto ansioso di riprendere il suo ruolo in
Shazam! Fury of the
Gods. Strong ha spiegato, però, che dal momento
che il film è ancora in fase di sviluppo, non può confermare se
tornerà effettivamente nel sequel. Tuttavia, sta aspettando con
impazienza di avere notizie dalla produzione.
“Mi sono divertito davvero tanto
con il primo, che si è rivelato un enorme successo. Sto solo
aspettando di sentire le ultime novità. Penso che la sceneggiatura
sia in fase di sviluppo e che stiano quindi cercando di prepararsi
per le riprese. Ovviamente, le cose sono cambiante per colpa della
pandemia, quindi tutto sarà sospeso fino a quando non sarà
possibile tornare sul set in totale in sicurezza. Al momento, è
tutto top secret. Onestamente ne so molto poco. Non è che non
voglio dirti niente al riguardo. È solo che in realtà non ne so
molto.”
Tutto quello che c’è da sapere su
Shazam!
Shazam!è
uscito nelle sale ad aprile 2019. Nel cast Zachary
Levi, Asher Angel, Mark
Strong, Jack Dylan Grazer, Grace Fulton, Faithe Herman, Ian
Chen, Jovan Armand, Cooper Andrews, Marta
Milans e Djimon
Hounsou.
Abbiamo tutti un supereroe dentro di
noi, ci vuole solo un po’ di magia per tirarlo fuori. Nel caso di
Billy Batson, basterà gridare una sola parola – SHAZAM! – affinché
questo ragazzo adottato di 14 anni si trasformi nel Supereroe per
gentile concessione di un antico mago. Ancora bambino all’interno
di un corpo divino, Shazam si diverte nella versione adulta di se
stesso facendo ciò che qualsiasi adolescente farebbe con i
superpoteri: divertirsi! Volare? Vedere a raggi X? Saltare i
compiti a scuola? Shazam vuole testare i limiti delle sue capacità
con la gioiosa imprudenza di un bambino, ma dovrà padroneggiare
rapidamente questi poteri per combattere le forze mortali del male
controllate dal Dr. Thaddeus Sivana.
Anni prima che il Marvel Cinematic Universe
diventasse la potenza cinematografica che è oggi, alcuni dei suoi
supereroi più celebri già calcavano autonomamente il grande schermo
con film a loro dedicati. È questo il caso de I Fantastici
4, arrivati al cinema per la prima volta nel
2005. Dato il successo della pellicola, i personaggi creati dalla
mano di Stan Lee e Jack Kirby
ebbero l’occasione di ottenere un sequel nel 2007, intitolato
I Fantastici 4 e SilverSurfer. Ancora una volta, ebbero così
l’occasione di mostrare nuovamente tutto il loro potenziale,
anticipando molte delle caratteristiche tipiche del cinecomic.
Per il secondo film, il regista
Tim Story e gli sceneggiatori Don Payne,
Mark Frost e Michael France decisero di
basarsi sul fumetto The Galactus Trilogy, prevedendo di
introdurre il celebre e potente villain. Nel tempo la storia ha
però assunto ulteriori trasformazioni, arrivando ad includere in
maniera più rilevante il ruolo di Silver Surfer. Molto interesse si
generò intorno al personaggio e alla sua realizzazione, che si
rivelò particolarmente complessa ed elaborata. A soli due anni di
distanza dal precedente film, inoltre, si è notato un notevole
miglioramento tanto negli effetti speciali quanto nella storia.
Al momento del suo arrivo in sala,
il sequel venne comunque, e nuovamente, accolto da un giudizio
prevalentemente negativo da parte della critica. Rispetto al
precedente capitolo, però, I Fantastici 4 e Silver Surfer
ottenne un incasso lievemente inferiore. A fronte di un budget di
circa 130 milioni di dollari, il film arrivò ad incassarne circa
300 in tutto il mondo. Tale risultato spinse la Fox a non mettere
in cantiere un terzo capitolo, lasciando in sospeso il futuro
cinematografico del gruppo di supereroi.
I Fantastici 4 e Silver Surfer: la
trama del film
Dopo gli eventi del primo film,
dove hanno sventato i piani del malvagio Dottor Destino, i
Fantastici 4 sono ora un celebre gruppo di supereroi. Questi sono
però ora impegnati nell’imminente matrimonio tra Reed Richards,
alias Mister Fantastic, e Susan Storm, alias la Donna Invisibile.
Tale lieto evento viene pero preceduto da una serie di strani
fenomeni atmosferici che allarmano le nazioni di tutto il mondo.
Incaricati dal governo di scoprire cosa sta causando tutto ciò, i
quattro intraprendono un’approfondita ricerca che li porta a
individuare il responsabile in un alieno surfista di forma umana ma
interamente di color argento. Questi, tuttavia, si presenta come un
semplice messaggero di un nemico molto più potente di prossimo
arrivo.
Mentre tentanto di capire contro
cosa stanno per scontrarsi, i Fantastici 4 scoprono che il contatto
con quello che si fa chiamare Silver Surfer permette loro di
trasferirsi i rispettivi poteri. Tale scoperta potrebbe rivelarsi
decisiva al momento dello scontro, ma prima il gruppo dovrà fare i
conti anche con Dottor Destino, riuscito a fuggire dalla sua
prigionia e intenzionato a sfruttare quanto sta accadendo per
prendere il potere assoluto. Per i supereroi, diventerà sempre più
chiaro che il tempo a disposizione è sempre meno, poiché ogni
minuto che passa la mostruosa entità che Silver Surfer chiama
Galactus si fa sempre più vicina al pianeta terra, con intenzioni
tutt’altro che pacifiche.
I Fantastici 4 e Silver Surfer: il
cast del film
Divenuticelebri grazie al
precedente film, gli attori lì comparsi nel ruoli dei protagonisti
ripresero qui i loro personaggi. Ioan Gruffud
torna dunque nei panni di Mister Fantastic, dimostrandosi ancora
una volta il volto giusto per il personaggio. Come per il
precedente film, l’attore dovette impegnarsi in particolare nel
nascondere il suo accento del Galles. Jessica
Alba, invece, è la Donna Invisibile. Contrariamente a
quanto avvenuto per il film del 2005, qui l’attrice ha indossato
una parrucca bionda, preferendo non tingersi realmente i capelli.
Chris
Evans, oggi noto per il ruolo di Captain American nel
Marvel Cinematic Universe, ha qui interpretato la Torcia Umana. Il
personaggio è stato pensato per essere uno dei più rilevanti nel
film, e presenta infatti un suo vero e proprio momento di gloria
nel corso del finale.
Michael Chiklis,
noto per la serie poliziesca The Shield, era l’unico dei
protagonisti ad avere familiarità con il fumetto. Egli si è infatti
dichiarato un fan del personaggio La Cosa sin da bambino. Poterlo
interpretare è stato per lui un sogno divenuto realtà, anche se
ogni giorno era costretto ad indossare una pesante tutta di latex.
Questa venne tuttavia resa più leggera e confortevole rispetto a
quella del precedente film. L’attore Doug Jones,
noto per aver dato vita alle creature dei film Il labirinto del
Fauno e La forma
dell’acqua, presta qui il suo corpo al personaggio di
Silver Surfer. Per farlo, egli si è trovato a sua volta a indossare
una tuta poi modificata tramite CGI per permettergli di assumere il
caratteristico aspetto del personaggio. A dare voce al surfista,
però, non è lui bensì l’attore Laurence
Fishburne.Julian
McMahon riprende invece il ruolo di Dottor
Destino.
I Fantastici 4 e Silver Surfer: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film, o
per chi dovesse ancora vederlo, è possibile fruire di I
Fantastici 4 e Silver Surfer grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Chili Cinema, Apple iTunes e Disney+. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film verrà inoltre trasmesso in
televisione giovedì 5 novembre alle ore
21:00 sul canale 20
Mediaset.
Disney+
ha rilasciato il trailer di LEGO Star
Wars – Christmas Special, che debutterà il 17 novembre
sulla piattaforma di streaming. Il nuovo speciale animato di LEGO è
il primo a fare il suo debutto su Disney+
e dà seguito alla grande storia di collaborazione tra Lucasfilm e
LEGO.
Subito dopo gli eventi di
Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, Rey lascia
i suoi amici che si stanno preparando al Life Day e parte per una
nuova avventura con BB-8 per acquisire una maggiore conoscenza
della Forza. In un misterioso Tempio Jedi, Rey viene proiettata in
un’avventura nel tempo, attraverso i momenti più amati della storia
cinematografica di Star Wars, entrando in contatto con
Luke Skywalker, Darth Vader, Yoda, Obi-Wan e altri iconici eroi e
antagonisti di tutti e nove i film della saga degli Skywalker. Ma
farà in tempo a tornare per la celebrazione del Life Day e imparare
il vero significato dello spirito delle feste?
Tra le star della franchise che
ritorneranno a interpretare i propri ruoli nella versione originale
di LEGO Star Wars – Christmas Special ci
sono Kelly Marie Tran (Rose Tico), Billy Dee Williams (Lando
Calrissian) e Anthony Daniels (C-3PO), così come i veterani di
Star Wars: The Clone Wars Matt Lanter (Anakin Skywalker),
Tom Kane (Yoda, Qui-Gon Jinn), James Arnold Taylor (Obi-Wan Kenobi)
e Dee Bradley Baker (clone trooper).
Lo speciale è una produzione di
Atomic Cartoons, The LEGO Group e Lucasfilm. È diretto da Ken
Cunningham e scritto da David Shayne, che è anche il co-produttore
esecutivo. James Waugh, Josh Rimes, Jason Cosler, Jacqui Lopez,
Jill Wilfert e Keith Malone sono i produttori esecutivi.
Con la Saga dell’Infinito ormai ufficialmente
conclusa, il
MCU è stato in grado, in un modo o nell’altro, di risolvere i
suoi buchi di trama più evidenti. I Marvel Studios sono sempre stati
orgogliosi di aver mantenuto un’unica continuity da quando
il primo Iron Man è uscito nel 2008. Tuttavia, gli errori sono
stati commessi, con diversi film che includono dettagli
contraddittori e, di conseguenza, palesi buchi di trama. Alcuni di
questi errori, tuttavia, sono già stati “sistemati” grazie ad
alcune spiegazioni creative, come evidenziato da un nuovo report di
Screen
Rant:
Il confronto tra Nick Fury e Iron Man
Il primo Iron Man ha introdotto Nick Fury
(Samuel L. Jackson), all’epoca direttore
dello S.H.I.E.L.D., il quale ha affrontato Tony
Stark (Downey) in merito alla sua identità da supereroe. Nel
suo discorso introduttivo, Fury ha spiegato a Stark che non era
l’unico supereroe al mondo, aggiungendo che confermando di essere
Iron Man, sarebbe diventato parte di un universo più grande che
ancora non conosceva. Per i lettori di fumetti, questa era una
chiara impostazione per l’introduzione degli Avengers, ma ha creato
un problema perché Tony Stark era in realtà l’unico supereroe
conosciuto a quel punto della storia.
Alla fine, i Marvel Studios hanno
risolto questo problema con l’introduzione di Captain America
(Chris Evans) e Hank Pym/Ant-Man (Michael
Douglas), che hanno entrambi operato come supereroi molto prima
della nascita di Iron Man. Ma Fury non aveva avuto interazioni
dirette con nessuno dei due fino a quel momento e non aveva motivo
di credere che Steve Rogers sarebbe tornato in gioco. La soluzione
più efficace a questo buco di trama è arrivata tramite Captain
Marvel, dove Fury ha incontrato la superpotente Carol
Danvers (Brie
Larson), l’ispirazione dietro l’iniziativa Avengers.
Il falso Guanto dell’Infinito
Il successo di Iron Man ha dato ai Marvel Studios il via libera
per costruire la complessa storia della Saga dell’Infinito.
Tuttavia, hanno superato loro stessi nella Fase 1 con Thor,
quando è stato mostrato il Guanto dell’Infinito prima ancora che
Thanos facesse la sua apparizione. Il manufatto è
apparso nella caverna di Odino (Anthony Hopkins), molto prima che l’esistenza
delle Gemme dell’Infinito venisse confermata. Questo buco di trama
è diventato ancora più problematico quando la scena post-credits di
Avengers:
Age of Ultron ha rivelato che Thanos (Josh
Brolin) indossava il Guanto dell’Infinito nonostante non avesse
alcun accesso al tesoro di Padre del Tutto.
I Marvel Studios hanno utilizzato
Thor:
Ragnarok di Taika Waititi per fornire una spiegazione e
risolvere il problema del Guanto. Durante il suo viaggio nella
caverna di Odino, Hela (Cate Blanchett) ha notato lo stesso Guanto
dell’Infinito mostrato in Thor
e, rovesciandolo, lo aveva dichiarato falso. Questo ha chiarito che
Thanos aveva il vero Guanto dell’Infinito per tutto il tempo,
avendo costretto Eitri a farlo.
Il ponte di Bifrǫst
Alla fine di Thor,
il Bifröst venne distrutto dallo stesso Dio del Tuono. Il ponte
arcobaleno collegava Asgard agli altri Nove Regni e, nel tentativo
di impedire a Loki (Tom Hiddleston) di distruggere completamente
Jotunheim, interruppe il mezzo di trasporto di suo fratello verso
il pianeta natale del Gigante di Ghiaccio. I Marvel Studios hanno
lavorato intorno alla non esistenza di questo percorso in
The Avengers, spiegando che Thor è stato in grado di
viaggiare sulla Terra usando l’energia oscura con l’aiuto di Odino.
Alla fine dello stesso film, lui e Loki sono tornati ad Asgard
usando il Tesseract (o Gemma dello Spazio); tuttavia, in Thor: The Dark World è stato rivelato che il Bifröst
era nuovamente attivo, senza dare alcuna spiegazione della
cosa.
Questo problema è stato affrontato
nel fumetto collegato al MCU Thor: The Dark World Prelude.
Scritto da Craig Kyle e Christopher Yost, il fumetto racconta le
avventure del Dio del Tuono durante
The Avengers e spiega come il Bifröst sia stato
sistemato in tempo per
Thor: the Dark World. A quanto pare, dopo che lui e Loki
erano tornati ad Asgard, con l’aiuto di Heimdall (Idris
Elba), Thor ha usato il Tesseract per “lasciare che i
fuochi di Bifröst bruciassero ancora una volta”.
La scomparsa di Teschio Rosso
Introdotto in Captain America: Il primo Vendicatore come principale
antagonista del film, Johann Schmidt era un ex capo dell’HYDRA ed è
stato il primo antagonista di Steve Rogers nel MCU. Si è
trasformato in Teschio Rosso dopo aver assunto una versione
imperfetta del Siero del Supersoldato, che lo ha deformato. Volendo
sfruttare il potere del Tesseract, noto anche semplicemente come il
Cubo Cosmico all’epoca, Teschio Rosso è misteriosamente scomparso
dopo aver toccato la Gemma dello Spazio a mani nude.
Per anni, la posizione di Teschio
Rosso è stata un grande mistero nel MCU e uno di quei misteri che i
fan non si aspettavano di vedere risolto in Avengers:
Infinity War. Ma è stato proprio grazie a quel film che è
arrivata la risposta, poiché la nuova spiegazione ha rivelato che
dopo il suo contatto con il Tesseract, Teschio Rosso è stato
trasportato a Vormir, il luogo segreto della Gemma dell’Anima, dove
era diventato il suo guardiano forzato per decenni.
La Gemma della Mente e l’HYDRA
Alla fine di
The Avengers, gli eroi hanno recuperato con
successo il Tesseract e lo scettro di Loki, quindi si è creata un
po’ di confusione quando Avengers:
Age of Ultron ha aperto con un’altra missione in cui
avevano bisogno di recuperare la Gemma della Mente. All’indomani
della battaglia di New York, era in qualche modo caduto nelle mani
di alcuni agenti dell’HYDRA guidati da Wolfgang von Strucker
(Thomas Kretschmann), che lo stavano sperimentando con l’intenzione
di creare esseri umani superpotenti che avrebbero servito la loro
organizzazione. Il film non ha avuto il tempo di spiegare come
Strucker abbia preso possesso della Gemma della Mente, lasciando la
domanda senza una risposta per anni.
È stato solo in
Avengers:
Endgame che i Marvel Studios hanno fornito la risposta
completa. Il viaggio del tempo ha rivelato che in seguito alla
sconfitta di Loki, l’HYDRA è entrato in azione per recuperare lo
scettro attraverso gli agenti dello SHIELD. Confidando che gli
agenti fossero loro alleati, i Vendicatori consegnarono loro –
inconsapevolmente – la Gemma dell’Infinito. Solo con Captain America: The Winter Soldier è stato rivelato
che lo SHIELD era infiltrato dall’HYDRA, motivando gli eroi a
cercare Strucker in Avengers:
Age of Ultron.
Thanos, Loki e la Gemma della Mente
Il tentativo di Loki di
subentrare in
The Avengers è stato reso possibile solo grazie all’aiuto
di Thanos, che a quel tempo non era ancora adeguatamente stato
introdotto nel MCU. Oltre a prestare al Dio dell’Inganno il suo
esercito di Chituari, il Titano Pazzo ha anche fornito a Loki la
Gemma della Mente. Ma perché Thanos rischierebbe di regalare una
Gemma dell’Infinito se la sua missione era quella di collezionarle
tutte? Sarebbe stato sicuramente controproducente. I Marvel Studios
non hanno mai fornito una spiegazione esplicita a questa domanda, e
con sia Loki che Thanos morti nella timeline principale del MCU,
sarà difficile affrontare questo problema sul grande schermo
andando avanti. Ecco perché hanno scelto di correggere
semplicemente questo buco di trama aggiornando furtivamente il
profilo ufficiale del MCU di Loki.
Sul sito della Marvel, è stato
rivelato che Loki era “dotato di uno scettro che fungeva da
dispositivo di controllo mentale” in
The Avengers. Quello che non sapeva era che
“anche lo scettro lo stava influenzando, alimentando il suo
odio per suo fratello Thor e gli abitanti della Terra”. Questo
spiega anche perché il Dio dell’Inganno è stato più spietato in
The Avengers, specialmente all’inizio del film
dove era più che felice di uccidere qualcuno a mani nude. Oltre a
spiegare questo persistente buco di trama, ha anche fornito una
scusa per quanto fosse stato diverso il suo comportamento durante
la Battaglia di New York, dal momento che operava principalmente
sotto il controllo di Thanos, rendendo più facile accettare la sua
redenzione in seguito.
Delegato generale della
Settimana Internazionale della Critica della Mostra
internazionale d’arte cinematografica di Venezia dal 2016 e membro
del comitato artistico di IFFR – International Film Festival di
Rotterdam, Giona A. Nazzaro nasce a Zurigo nel 1965. Laureato in
Lingua e letteratura tedesca e inglese, è stato già programmatore e
curatore del comitato di selezione di Visions du Réel di Nyon dal
2010 al 2020 e ha anche partecipato al Locarno Film Festival in
qualità di moderatore.
Giona A. Nazzaro ha collaborato con
diversi Festival di cinema come il Torino Film Festival, il
Festival internazionale di Roma e il Festival dei Popoli di
Firenze. È stato autore e curatore di monografie dedicate a registi
come Gus Van Sant, Spike Lee e Abel Ferrara. Ha inaugurato lo
studio del cinema di Hong Kong in Italia, curando diversi libri, e
approfondito lo studio di nuove strategie della narrazione seriale
televisiva. Interessato alle nuove tecnologie nel cinema e
nell’arte, è professore di Media Design and MultiMedia Arts alla
NABA (Nuova Accademia di Belle Arti). Giornalista di formazione,
collabora con numerose testate internazionali. È anche membro della
Commissione federale del cinema CFC.
Il Presidente Marco Solari ha
dichiarato: “Con Giona Nazzaro abbiamo la persona che
corrisponde pienamente al profilo artistico del Locarno Film
Festival. Solide competenze, grande conoscitore della nostra
manifestazione, capacità progettuale per l’indispensabile futura
innovazione in campo digitale del nostro Festival. Giona A. Nazzaro
ha una mentalità internazionale e allo stesso tempo un forte legame
con il Ticino e la Svizzera.”
Giona A. Nazzaro ha commentato così
la propria nomina: “È un onore dirigere il Locarno Film
Festival, istituzione che ha sempre promosso il cinema d’autore e
di qualità, oggi più che mai un laboratorio di grande
vitalità proiettato verso il futuro dell’immagine in movimento. Mi
metterò subito al lavoro nella speranza di poter riaprire Piazza
Grande, cuore pulsante della manifestazione e simbolo della
resistenza del cinema.”
Giona A. Nazzaro, che assumerà il
pieno incarico il 1° gennaio 2021, lavorerà da subito al fianco di
Nadia Dresti, responsabile ad interim della direzione artistica
sino a fine dicembre 2020. Nadia Dresti manterrà la responsabilità
del coordinamento di Locarno pro anche nei primi mesi del 2021,
fino a nuovo avviso.
La 74esima edizione del Locarno Film
Festival si terrà dal 4 al 14 agosto 2021. Le modalità precise
verranno indicate a tempo debito, qualora le condizioni sanitarie e
le normative nazionali imponessero modifiche.
Una nuova intervista rilasciata da
Lashana Lynch, che interpreterà Nomi in No Time to Die, conferma
che il suo personaggio erediterà il titolo di agente 007 da
James
Bond. Lynch apparirà nel 25esimo film ufficiale di Bond, che
uscirà nell’aprile 2021 dopo essere stato posticipato due volte a
causa della pandemia di Coronavirus. Daniel Craig interpreterà l’agente segreto per
la quinta e ultima volta, ritirandosi dal ruolo dopo 15 anni.
Diretto da Cary Fukunaga, No Time to Die vedrà
anche Rami Malek nei panni di Safin, un misterioso
cattivo col volto sfigurato da cicatrici, e
Ana de Armas nei panni di Paloma, un agente della CIA
e nuova Bond Girl potente e realista. Nel film ci saranno anche
Léa
Seydoux e Christoph Waltz, che riprenderanno i loro
ruoli della Dottoressa Madeline Swann e di Blofeld. Il casting di
Lynch ha causato la più grande costernazione, dato che lo scorso
anno già si parlava del suo personaggio come nuovo 007, rumor che
molti hanno frainteso e hanno preso come conferma che Nomi avrebbe
sostituito James Bond totalmente. Tuttavia, Lynch non ha mai
confermato quelle voci in passato, ma adesso le cose sembrano
essere cambiate.
Una nuova intervista su
Harper’s Bazaar conferma che Lynch interpreterà il nuovo 007:
viene specificato, infatti, che Nomi ha sostituito James Bond
nell’universo della saga dopo il suo ritiro dal servizio. Lynch ha
anche colto l’occasione per parlare della responsabilità di
assumere un ruolo del genere. Ha spiegato che, nonostante gli
attacchi contro di lei attraverso i social le abbiamo fatto male,
alla fine ha capito che non erano personali e che assumere
l’eredità di 007, in quanto donna di colore, era qualcosa di molto
più grande, che andava al di là della sua scelta come interprete di
Nomi.
“Sono una donna di colore. Se
fosse stata scelta un’altra donna di colore per quella parte,
sarebbe accaduto lo stesso, avrebbe ricevuto gli stessi attacchi,
gli stessi abusi. Ho dovuto solo ricordare a me stessa che quella
discussione era ormai in corso e che io sarei stata parte di
qualcosa che sarebbe stato molto, molto rivoluzionario.”
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
John Boyega ha ammesso che Johnny Depp e il suo ruolo nella saga di
Pirati dei Caraibi lo hanno spinto a voler
diventare un attore quando era ancora al college. Boyega è famoso
per essere stato uno dei protagonisti della trilogia sequel di
Star Wars, a partire da Il Risveglio della Forza uscito nel 2015. Boyega ha
interpretato Finn, un’ex Stormtrooper che decide di unirsi alla
Resistenza. Purtroppo, l’arco narrativo di Finn è stato messo da
parte nei film successivi, qualcosa che ha deluso particolarmente
anche lo stesso attore britannico.
Il franchise di Star Wars è solo uno dei tanti
attualmente posseduti dalla Disney: una delle sue altre proprietà
di maggior successo è la serie Pirati dei Caraibi. Il primo film ha visto nel
cast Orlando Bloom, Keira Knightly e, naturalmente,
Johnny Depp nei panni dell’iconico Jack Sparrow. Depp è
diventato il simbolo del franchise, apparendo in tutti e cinque i
capitoli usciti finora. Adesso John Boyega ha rivelato che lui e Depp
hanno molto più in comune rispetto al fatto di aver semplicemente
lavorato a due dei più grandi franchise Disney.
Boyega ha raccontato a
THR la storia di come sia sempre stato convinto che la
recitazione fosse la strada giusta per lui. Tutto è iniziato quando
frequentava l’Università di Greenwich, luogo spesso utilizzato in
molte produzioni cinematografiche. Boyega dice di aver sentito un
forte scoppio un giorno, ed è praticamente corso via da un corso di
cinema per vedere cosa fosse succedendo. Una volta sul posto, ha
visto Johnny Depp girare una scena di Pirati dei
Caraibi e ha preso quello come un segnale che, prima o poi, sarebbe
riuscito a diventare un attore.
“Abbiamo guardato in basso e ho
visto Johnny Depp in cima a due carrozze, in
equilibrio, nei panni di Jack Sparrow. Davanti ai miei occhi c’era
quello che volevo fare. Pensavo che Dio avesse mandato l’intero set
del film proprio lì, per me, per un motivo. Mi stava mostrando un
film in cui avrei amato recitare e di cui mi sarebbe piaciuto
essere parte. Non mi sono più voltato indietro.”
John Boyega ha fatto molta strada da quel
giorno all’università, circa dieci anni fa, dopo il suo esordio nei
panni del protagonista in Attack the Block. Probabilmente, apparire nel
più grande franchise cinematografico di tutti i tempi è già di
pJohnny Depp e Pirati dei Caraibi hanno ispirato la carriera di
John Boyegaer sé una grande vittoria. Tuttavia, Boyega è riuscito a
ritagliarsi una carriera da attore di talento al di là del
franchise di Star Wars, come hanno dimostrato film come
Detroit e serie come
Small Axe.
Intervistato durante il podcast
Best Movies Never
Made, lo sceneggiatore Chip Proser(Salto
nel buio) ha parlato del suo sequel mai realizzato di
Grosso Guaio a Chinatown, il film del 1986 diretto
da John Carpenter e interpretato da Kurt Russell, divenuto negli anni un vero e
proprio cult.
Chip Proser ha
precisato di non essere mai stato un grande appassionato del film
di Carpenter e che la sceneggiatura del sequel, che sarebbe stato
destinato al piccolo schermo, gli era stata commissionata dai 20th
Century Studios (all’epoca ancora 20th Century Fox). Proser scrisse
ben due bozze per il sequel: la prima era datata 1995. “Volevo
provare a dargli un senso in un modo che non fosse in alcun modo
razzista”, ha spiegato. “Non so praticamente nulla della
religione cinese, ma mi è sembrato un po’ strano che si trattasse
di sposare una ragazza con gli occhi verdi. Ho solo cercato di
inventare una storia nuova e diversa.”
Per quanto riguarda la sua
“avversione” nei confronti dell’originale di Carpenter, Proser ha
spiegato: “Non mi piace quel film, non mi piace il modo in cui
è stato girato. Le scene sono girate attraverso dei primi piani
molto ravvicinati, uno dopo l’altro. Ci sono questi primissimi
piani di Kurt Russell. Wow. Cioè intendiamoci, è un
bell’uomo però… C’è un motivo se usi un’inquadratura panoramica: i
personaggi entrano in scena e poi passi ad un primo piano sopra la
spalla.”
Ancora: “C’è una ragione ben
precisa per usare quella tecnica, in cui poi devi permettere al
pubblico di riprendere fiato. Non devi mettere troppi elementi
insieme. Metti qualcosa di noioso nel mezzo, così si può anche
andare in bagno. Poi ci sono gli effetti speciali, che arrivavano
direttamente dal paese del effetti speciali mediocri. Stavano
cercando di rubare tutte le tipiche trovate di Hong Kong, con quei
combattimenti con le spade e con i personaggi che volano coi
trampolini. Non l’hanno saputo fare bene.”
Il progetto di un sequel di Grosso
Guaio a Chinatown con Dwayne Johnson
Per anni si è parlato di un sequel
cinematografico di Grosso Guaio a Chinatown che
avrebbe dovuto vedere
Dwayne Johnson nei panni del protagonista. È da
parecchio tempo, però, che non si hanno più aggiornamenti su quel
progetto: è probabile che, a causa dei numerosi impegni di “The
Rock” e dell’attuale situazione legata al Covid-19, il sequel sia
stato ufficialmente accantonato.
Brandon Routh ha dichiarato che esiste la
possibilità che la sua versione di Superman possa apparire in
The
Flash in arrivo nel 2022. Routh ha interpretato l’eroe
kryptoniano in Superman Returns del 2006, diretto da
Bryan Singer. Il film era un tentativo di riavviare il
franchise sul grande schermo, che alla fine fallì miseramente.
Sebbene il film abbia avuto un
discreto successo di critica, ha finito per non essere all’altezza
delle aspettative al botteghino. Il franchise di Superman è stato
riavviato ancora una volta con L’Uomo d’Acciaio del 2013 con Henry Cavill, che ha dato il via al DCEU
esistente ancora oggi.
L’eventuale ritorno di Routh nel
DCEU, in realtà, non sarebbe così straordinario. L’attore, infatti,
è già apparso nel crossover Crisis on Infinite Earths
dell’Arrowverse. Inoltre, The Flash è già
impostato per avere diverse apparizioni da membri passati e
presenti del DCEU: nel film, infatti, torneranno sia il Batman di
Ben Affleck che quello di Michael Keaton interpretato dall’attore
nei due film di Tim
Burton usciti nel 1989 e nel 1992.
Intervistato durante
il Geek House
Show, Brandon Routh ha parlato del suo ruolo
diSuperman e del potenziale ritorno nel
DCEU. Routh ha citato il suo ritorno nell’Arrowverse come un
indicatore di tale possibilità e il fatto che ci saranno diversi
personaggi dai precedenti progetti legati al DCEU, cosa che apre la
porta ad ulteriori cameo.
“Sì, penso che sia sempre di più
una possibilità”, ha detto Routh. “Stanno riportando
Michael Keaton, di cui sono entusiasta, ed
altri attori e personaggi dei passati progetti DC. Penso che sia
molto eccitante. Ha funzionato molto bene in Crisis on Infinite
Earths ed ero estremamente orgoglioso e onorato di farne parte e di
tornare nei panni della mia versione di Superman. Quindi è
assolutamente una possibilità. Si può fare qualsiasi cosa! Tutti
vivono e muoiono continuamente in queste realtà.”
Tutto quello che c’è da sapere su
The Flash
Ricordiamo che The
Flash arriverà al cinema il 1 luglio 2022. Il film
sarà diretto da Andy
Muschietti, regista di IT e IT
– Capitolo Due.Ezra
Miller tornerà a vestire i panni del Velocista
Scarlatto dopo un cameo in Batman
v Superman: Dawn of Justice e Justice
League. Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Il film dovrebbe essere ispirato alla serie a fumetti
“Flashpoint” del 2011, scritta da Geoff Johns e disegnata da Andy
Kubert.
Il regista di No Time to Die,
Cary Joji Fukunaga, crede che il personaggio di Rami Malek sia probabilmente il più grande
cattivo della serie di film dedicati a James
Bond. Il 25esimo episodio della saga vedrà per l’ultima volta
Daniel Craig nei panni dell’immaginario
agente britannico dell’MI6, 007.
Anche se la trama del film è ancora
avvolta nel mistero, la sinossi ufficiale suggerisce che
No Time To Die sarà ambientato cinque
anni dopo l’arresto di Ernst Stavro Blofeld (Christoph Waltz), quando Bond ha lasciato
ufficiosamente il suo ruolo di agnete. Tuttavia, uno strano
rapimento da parte di un noto scienziato, Valdo Obruchev (David
Dencik), spinge Bond a tornare in azione. Mentre si prepara a
salvare Obruchev, Bond incontra un minaccioso cattivo (Malek), il
cui piano minaccia la vita di milioni di persone.
Come è stato confermato in
precedenza, Rami Malek– premio
Oscar per la sua interpretazione di Freddie Mercury in Bohemian
Rhapsody – reciterà in No Time to Die nei panni
del misterioso avversario di Bond e Swann (Léa
Seydoux), ossia Safin, che porta diverse e misteriose cicatrici
sul viso. Il Safin di Malek è un leader terrorista vendicativo ed
un ex assassino della SPECTRE, l’organizzazione criminale di
Blofeld che Bond ha aiutato a smantellare. Parlando di Safin, la
produttrice Barbara Broccoli lo ha definito un
“tipo davvero particolare”, qualcuno che “prova
davvero a mettersi nei panni di Bond”.Cary Joji
Fukunaga aveva invece messo in guardia i fan contro Safin,
suggerendo che sarà molto più terrificante di chiunque altro Bond
abbia mai incontrato.
Di recente, durante una
conversazione con
GQ Magazine, Fukunaga ha ribadito la sua posizione sul fatto
che il Safin di Malek sia il più grande cattivo di Bond di sempre.
Ha detto che Safin, lo sconvolgente cattivo di Bond interpretato da
Malek, è forse più simile ad un cattivo dei film horror
che ad un nemico dei film di spionaggio. Secondo Fukunaga, dopo la
performance di Christoph Waltz nei panni di Blofeld, non
poteva permettersi di avere un’antagonista mediocre all’interno
della storia.
“Una volta fatta la conoscenza
di Christoph Waltz/Blofeld, non puoi tornare indietro. Abbiamo
dovuto pensare in grande. È complicato perché non puoi rendere un
supercriminale un tipo stereotipato, ma devi creare qualcuno che
minacci non solo Bond e le persone che ama, ma il mondo in
generale.”
Cosa renderà così pericoloso Safin in No Time to Die?
In precedenza, lo stesso Malek aveva
rivelato che Safin, a differenza degli altri cattivi di Bond, era
motivato dalla convinzione di essere “un eroe quasi nello
stesso modo in cui lo è Bond” ed era proprio tale convinzione
a renderlo ancora più pericoloso. Attualmente, le teorie dei fan su
Safin non fanno che moltiplicarsi. Mentre alcuni credono che Safin
sia una versione aggiornata del Dr. Julius No (antagonista
principale di Agente 007 – Licenza di uccidere), altri
pensano che sia stato mandato per uccidere il personaggio di
Swann.
In No Time to Die, Bond si
gode una vita tranquilla in Giamaica dopo essersi ritirato dal
servizio attivo. Il suo quieto vivere viene però bruscamente
interrotto quando Felix Leiter, un vecchio amico ed agente della
CIA, ricompare chiedendogli aiuto. La missione per liberare uno
scienziato dai suoi sequestratori si rivela essere più insidiosa
del previsto, portando Bond sulle tracce di un misterioso villain
armato di una nuova e pericolosa tecnologia.
Un sequel di
Solo: A Star Wars Story potrebbe ancora accadere
secondo il regista Ron Howard. Dopo il successo di
Rogue One di Gareth Edwards, Disney e Lucasfilm sono
andate avanti con il loro secondo film della serie spin-off
antologica che avrebbe dato ad Han Solo una backstory definitiva.
Sfortunatamente, per vari motivi, il film è stato un flop al
botteghino, riducendo significativamente le possibilità di un
prosieguo.
Alden Ehrenreich ha interpretato la versione
giovane dell’iconico contrabbandiere di Star
Wars. Insieme a lui, in Solo, c’erano Donald Glover come il giovane Lando, Emilia Clarke come Qi’Ra, Woody Harrelson come Tobias Beckett e Paul Bettany come Dryden Vos. La Disney
ha inizialmente chiesto ai registi Phil Lord e
Chris Miller di dirigere il progetto, ma a tre
settimane dalla fine della produzione, il duo ha abbandonato il
film a causa di alcune divergenze creative con Lucasfilm. Ciò ha
spianato la strada a Howard, che ha dovuto rigirare circa il 70%
del film.
Un sequel di Solo: A
Star Wars Story potrebbe non essere un progetto
che Lucasfilm desideri affrontare in questo momento, considerando
la produzione tumultuosa del primo film e gli incassi deludenti.
Tuttavia, sono molti i fan che sperano di vedere un seguito prima o
poi. Durante il podcast
Lights, Camera, Barstool (via
Star Wars News Net), Ron Howard ha ammesso che non ci sono
piani per un nuovo film in questo momento e che il sequel non è in
sviluppo. Tuttavia, non è escluso che il continuo interesse del
pubblico per i personaggi del film possa, alla fine, portarli a
tornare sullo schermo.
“Questo non è uno spoiler o un
avviso di nessun tipo, ma penso che ci sia molto interesse per quei
personaggi. Penso che in futuro, da qualche parte, possa esserci,
interesse per il mondo dei gangster. Ma posso assicurarvi che al
momento non c’è nulla in fase di sviluppo, né per un sequel né per
qualsiasi altra cosa destinata a Disney+. Ma il fatto che sia stato
dimostrato così tanto affetto per Solo è una cosa grandiosa. Quindi
una cosa del genere può far ben sperare che, alla fine, le cose
cambino.”
Perché i fan vogliono un sequel di
Solo?
Al di là dei problemi nati durante
la realizzazione del film,
Solo: A Star Wars Story si è rivelato un discreto
spin-off, sorretto da alcune buone interpretazioni e, soprattutto,
da una rivelazione finale decisamente sconvolgente: alla fine del
film, infatti, ha fatto la sua apparizione noto personaggio
della trilogia sequel della saga, ossia Darth Maul, signore oscuro
dei Sith apparso per la prima volta in Episodio
I: La minaccia fantasma. Anche a causa della presenza
del celebre antagonista i fan hanno iniziato a chiedere a gran voce
un sequel di Solo, proprio per avere la possibilità di
scoprire come il personaggio avrebbe potuto influenzare una nuova
ipotetica storia.
Arriva da
Deadline la notizia che l’attore Mackenzie
Marsh è entrato a far parte del cast di Grey’s Anatomy 17, l’attesa
diciassettesima stagione di Grey’s
Anatomy. Ci sarà un nuovo volto nella prossima
diciassettesima stagione di Grey’s Anatomy. Mackenzie
Marsh infatti (Charmed, Will & Grace) ha ottenuto un
ruolo ricorrente nella serie drammatica di punta della ABC.
Marsh interpreterà Val Ashton. È intelligente, ha un senso
dell’umorismo amante del divertimento e lavora nell’editoria, ma è
estremamente sola.
La diciassettesima stagione di
Grey’s
Anatomy debutterà giovedì 12 novembre 2020. In
Grey’s Anatomy 17ritorneranno i personaggi
Meredith Grey (stagioni 1-in corso), interpretata da Ellen
Pompeo, Alexander “Alex” Michael Karev (stagioni 1-in
corso), interpretato da Justin
Chambers, Miranda Bailey (stagioni 1-in corso),
interpretata da Chandra
Wilson, Richard Webber (stagioni 1-in corso),
interpretato da James
Pickens, Jr., Owen Hunt (stagioni 5-in corso),
interpretato da Kevin
McKidd, Teddy Altman (stagioni 6-8, 15-in corso,
ricorrente 14), interpretata da Kim
Raver, Jackson Avery (stagione 7-in corso,
ricorrente 6), interpretato da Jesse
Williams, Josephine “Jo” Alice Wilson (stagione 10-in
corso, ricorrente 9), interpretata da Camilla
Luddington, Margaret “Maggie” Pierce (stagione 11-in
corso, guest 10), interpretata da Kelly
McCreary, Greg
Germann come Tom Koracick, Benjamin Warren
(stagioni 12-14, ricorrente 6-in corso, guest 7), interpretato
da Jason George, Andrew DeLuca
(stagione 12-in corso, guest 11), interpretato da Giacomo
Gianniotti e Caterina
Scorsone nei panni di Amelia Shepherd.
Grey’s Anatomy 17 è stato creato ed è prodotto da
Shonda Rhimes (“Scandal”, “How to Get Away with Murder”,
“Station 19”). Betsy Beers (“Scandal”, “How to Get Away with
Murder”, “Station 19”), Mark Gordon (“Saving Private Ryan”), Krista
Vernoff (“Shameless”), Debbie Allen, Zoanne Clack, Fred Einesman,
Andy Reaser e Meg Marinis sono i produttori esecutivi. “Grey’s
Anatomy” è prodotto da ABC Signature, che fa parte dei Disney
Television Studios, insieme a 20th Television e Touchstone
Television.
Tom Holland ha condiviso una GIF di se stesso
mentre balla con il costume di Spider-Man 3 per celebrare
l’inizio delle riprese di Spider-Man 3 ad
Atlanta,. Holland e altri membri del cast, tra cui
Zendaya (MJ) e Jacob Batalon (Ned), sono nella capitale della
Georgia per girare la terza avventura da solista dell’Uomo Ragno
collegata al MCU. I dettagli sulla trama sono al
momento top secret, come è ormai tradizione per l’universo
condiviso; tuttavia, sappiamo che Jamie Foxx tornerà nei panni di Electro,
riprendendo il ruolo che ha interpretato al fianco di Andrew Garfield in
The Amazing Spider-Man 2.
Con il cast ad
Atlanta e le riprese di seconda unità già partite all’inizio di
ottobre nel Queens, a New York, è chiaro che la produzione del film
è ufficialmente entrata nel vivo. In effetti, proprio Batalon
sembrava averlo confermato quando ha pubblicato una foto del nuovo
look di Ned per il threequel, conseguenza dalla sorprendente
perdita di peso dell’attore. In seguito, sempre Batalon ha
condiviso la sua reazione alla lettura della sceneggiatura,
confermando ulteriormente che la produzione del film è in pieno
svolgimento. Le riprese dovrebbero durare tutto l’inverno, mentre
l’uscita è fissata per dicembre del prossimo anno.
Adesso Holland ha pubblicato
attraverso le sue Instagram Stories
una vecchia GIF di se stesso che balla con l’abito di Spider-Man
già visto in Homecoming per celebrare l’inizio delle riprese. La
GIF mostra Holland che alza le mani al cielo mentre si prepara per
uno scatto davanti ad uno schermo verde, con un membro
dell’equipaggio alquanto perplesso che siede sotto di lui. Potete
vedere il post cliccando
qui.
È soltanto una piccola conferma da
parte di Tom Holland, che sembra abbia iniziato a
girare e si stia già divertendo moltissimo. È bello vedere un
attore godere ancora in questo modo di un ruolo già interpretato
numerose volte, sei per la precisione, dopo i due precedenti film
da solista, Captain
America: Civil War, Avengers:
Infinity War e Avengers:
Endgame. Come tutte le grandi produzioni in questo
momento, anche le riprese di Spider-Man 3 si
stanno svolgendo seguendo i più rigidi protocolli di sicurezza
relativi al Covid-19, e la speranza, ovviamente, è che la
produzione prosegua senza intoppi e, soprattutto, senza alcun test
positivo.
Cosa sappiamo di Spider-Man 3?
Di Spider-Man
3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 – si
sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella
secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga
dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il
personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce).
Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori
dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe
catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle
precedenti…
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due
standalone: Spider-Man:
Homecoming e Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per ancora un altro film
a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man
3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al
fianco degli altri eroi del MCU.
Oggi facciamo insieme un salto
indietro nel tempo fino ai gloriosi anni ottanta e parliamo di una
delle serie che ha fatto la storia della televisione prima
statunitense e poi italiana. Se è vero che da dieci anni a questa
parte sul piccolo schermo non può mai mancare una puntata di
Law &
Order, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta a
farla da padrona è invece La Signora in
Giallo.
Gli amanti del genere crime e delle
serie tv investigative vecchio stile, conoscono di certo l’iconica
Jessica Fletcher, una mite scrittrice con uno
speciale talento da detective. E’ lei la protagonista de La
Signora in Giallo (titolo originale Murder,
She Wrote), serie ideata da Peter S.
Fischer, Richard Levinson e
William Link per la CBS e andata
in onda dal 1984 al 1996.
La Signora in Giallo cast e
trama
La serie racconta la storia di
Jessica B. Fletcher (Angela
Lansbury), un’insegnante d’inglese in pensione che,
vedova da molti anni, ha intrapreso la carriera di scrittrice.
Specializzata in libri gialli, Jessica vive nella tranquilla
Cabot Cove, una fittizia cittadina del Maine
ispirata molto probabilmente alla californiana
Mendocino. E’ questa, infatti, la location scelta
per le riprese, piccola cittadina che ospita ancora la casa
vittoriana della protagonista, usata per la serie.
Nonostante Cabot Cove sia un
piccolo centro urbano, negli anni Jessica ha instaurato e coltivato
moltissime amicizie che la portano spesso a viaggiare per gli Stati
Uniti e non solo. Quando però la Fletcher non è in giro per il
mondo per lavoro o per piacere, si rende utile nella risoluzione
dei più intricati casi d’omicidio che si verificano in città. Si
perché, strano a dirsi, ovunque Jessica metta piede, prima o poi
qualcuno ci lascia le penne!
In ogni episodio c’è sempre Jessica
alle prese con le indagini di un omicidio che di solito coinvolgono
suoi amici e conoscenti o addirittura membri della sua famiglia.
Che la scena del crimine di trovi a Cabot Cove oppure oltre oceano,
niente e nessuno riesce a fermare la corsa di Jessica verso la
verità.
Non sempre, tuttavia, trova membri
delle forze dell’ordine disposti ad accettare il suo aiuto nelle
indagini. Nella sua città natale, entrambi gli sceriffi Amos Tupper
(Tom Bosley) e Mort Metzger (Ron
Masak), si sono ormai piegati all’insistenza della
Fletcher che viene spesso impiegata per la risoluzione dei crimini
più complessi. Non sono però dello stesso avviso la Polizia di New
York e l’inglese Scotland Yard che vedono nella Fletcher un inutile
ostacolo.
Ma nessuno può fermare Jessica
Fletcher che troverà sempre il modo di sbrogliare la matassa e
assicurare il colpevole alla giustizia.
La Signora in Giallo personaggi e
guest star
Essendo una delle serie più longeve
della tv statunitense degli anni ottanta e novanta, La
Signora in Giallo ha ospitato negli anni un numero enorme
di personaggi e guest star. Nel corso delle sue 12
stagioni e 263 episodi circa, il cast ha
subito vari stravolgimenti anche se alcuni personaggi sono rimasti
più o meno stabili all’interno della serie.
Oltre a Jessica e ai suoi fidati
sceriffi di Cabot Cove, uno dei personaggi chiave della serie è il
medico Seth Hazlitt (William Windom), il migliore
amico della Fletcher. Considerato da tutti un grande professionista
nel suo mestiere, Seth è all’apparenza un uomo assai brontolone ma
che nasconde un cuore tenero. E’ sempre pronto ad aiutare il
prossimo ed è di grande conforto per Jessica che può sempre contare
su di lui quando la situazione precipita. Non a caso, infatti, il
caro Seth è spesso complice/aiutate della Fletcher nelle sue
talvolta pericolose indagini.
Della famiglia di Jessica si
conoscono davvero pochissimi dettagli. Dopo la morte prematura del
marito Frank, la Fletcher si è allontanata parecchio dagli affetti
familiari che comunque restano sempre nesi suoi pensieri. Una delle
persone a cui Jessica non riesce proprio a rinunciare è suo nipote
Grady Fletcher (Michael Horton), personaggio
ricorrente nella serie. Giovane impulsivo e combinaguai, Grady paga
spesso a caro prezzo il suo status di ‘nipote preferito’ perché
spesso si trova coinvolto come indiziato nelle indagini della zia
Jessica.
Grady è l’ultimo dei romantici ma
non ha una grande fortuna in campo amoroso. Il ragazzo, infatti, si
trova sempre a scegliere la fidanzata sbagliata, collezionando così
fallimenti su fallimenti. Solo dopo tantissime delusioni amorose,
Grady riuscirà a trovare l’amore della sua vita.
Oltre ai personaggi più o meno
ricorrenti, La Signora in Giallo è famosa per essere una delle
serie tv con il maggior numero di guest star mai viste. Attiva per
ben dodici anni, a cavallo tra gli anni ottanta e novanta,
moltissimi attori e attrici della nuova e vecchia generazione sono
stati ‘ospiti’ di uno o più episodi.
I trentenni di oggi che amano il
cinema e la tv riconosceranno molti miti del mondo dello spettacolo
e della Hollywood degli anni d’oro. Stiamo parlando di miti come
Tippi Hedren, Eli
Wallach, Dick Van
Dyke, Martin Landau, Tomas
Milian, Vera Miles, Janet
Leigh, Tom Selleck e molti altri ancora.
Parlando invece dei personaggi di un’epoca più recente, nella serie
spiccano i nomi di attori come George
Clooney, Neil Patrick
Harris, Courteney
Cox, Andy
Garcia, Marcia
Cross, Joseph
Gordon-Levitt, Cynthia
Nixon e tantissimi altri ancora.
La maggior parte di questi attori e
attrici finisce con l’essere uno dei personaggi coinvolti nei
crimini su cui Jessica Fletcher investiga. Durante
le indagini, in alcuni casi le guest star si rivelano
essere i primi sospettati o a volte i capri espiatori che la
protagonista cerca di scagionare.
La Signora in Giallo libri: le
avventure di Jessica Fletcher
L’enorme successo televisivo de
La Signora in Giallo ha spinto l’ideatore della
serie a trasformare le avventure di Jessica Fletcher in un’enorme
saga letteraria. I libri, scritti da
Donald Bain, sono stati pubblicati tutti dalla
Paperback e dalla Sperling & Kupfer e sono disponibili anche in
italiano.
Ecco qui si seguito tutti i titoli
de La Signora in Giallo:
Gin & Pugnali – 1989
Manhattan & Omicidi – 1994
Rum & Delitti – 1995
Brandy & Pallottole – 1995
Martini & Follia – 1995
A deadly judgment -1996
A palette for murder – 1996
Omicidi & Fantasmi – 1997
Assassinio a bordo – 1997
Murder in Moscow – 1998
A Little Yuletide Murder – 1998
Murder at the Powderhorn Ranch – 1999
Omicidio in primo piano – 1999
Delitto in maschera – 2000
Assassinio nel vigneto – 2001
Murder in a Minor Key – 2001
Delitto à la carte – 2002
Scommessa con il morto – 2002
Delitto cum laude – 2003
Assassinio in prima classe – 2003
Cocktail letale – 2004
Dinner party con cadavere – 2004
The Maine Mutiny – 2005
Long Drink con delitto – 2005
Una recita quasi perfetta – 2006
Tutti i romanzi de La Signora in
Giallo
Three Strikes and You’re Dead – 2006
Caffè, tè e il delitto è servito – 2007
Panning For Murder – 2007
Fuochi d’artificio con cadavere – 2008
Capodanno con delitto – 2008
La morte è in scena – 2009
Ospite Inatteso a Cabot Cove – 2009
Una fatale melodia – 2010
I gioielli della regina – 2010
Omicidio sul ghiaccio – 2011
Un delitto a regola d’arte – 2011
Assassinio sull’Isola – 2012
Domestic Malice – 2012
Ricetta per un delitto – 2013
Primo piano di un delitto – 2013
Omicidio alle Hawaii – 2014
Omicidi e buone maniere – 2014
Menù con delitto – 2015
Una morte annunciata – 2015
Omicidio in grande stile – 2016
Un assassino all’amo – 2016
Appuntamento con la morte – 2018
Assassinio tra le pagine – 2018
Omicidio in corsia – 2019
Lezioni Pericolose – 2019
Solo negli States, inoltre, nel
2020 sono stati pubblicati altri due romanzi, The Murder of
Twelve e Murder in Season, purtroppo
ancora inediti in Italia.
La Signora in Giallo film
La serie, andata in onda per oltre
un decennio, conta più di duecentocinquanta episodi autoconclusivi,
di circa un’ora ciascuno. A parte alcuni casi isolati di storie
divise i più parti e quindi in più episodi, ogni puntata de
La Signora in Giallo si dedica a una singola
storia con personaggi e guest star sempre differenti.
Con la fine della serie, che ha
ottenuto un successo incredibile worldwide, in molti
sentivano la mancanza delle avventure di Jessica Fletcher e
compagni. Ecco perché gli autori, a partire dal 1997 – cioè un anno
dopo la fine della serie -, hanno deciso di produrre ben
quattro film, sempre con la famosa scrittrice
detective nei panni della protagonista.
I film in questione sono 4 e della
durata di circa 2 ore ciascuno, in cui Jessica si trova invischiata
in strani delitti e indagini entusiasmanti.
Ecco tutti i film de La
Signora in Giallo:
Vagone letto con omicidio (South by Southwest) – 1997 USA, 1999
Italia
Appuntamento con la Morte (A Story to Die For) – 2000 USA, 2005
Italia
L’ultimo Uomo Libero (The Last Free Man) – 2001 USA, 2005
Italia
La Ballata del Ragazzo Perduto (The Celtic Riddle) – 2003 USA,
2005 Italia
La Signora in Giallo, la serie
completa in streaming: dove vederla
Tutte le stagioni de La
Signora in Giallo sono disponibili in streaming sulla
piattaforma a pagamento di Amazon Prime
Video. Vi ricordiamo inoltre che la serie con Angela
Lansbury è da anni parte integrante della programmazione
Mediaset; ogni giorno, infatti, dalle
13,00 alle 14,00 va in onda su Rete 4 un
episodio de La Signora in Giallo.
Se siete, invece, interessati ai romanzi della stessa serie, trovate la
maggior parte dei titoli in vendita sul sito ufficiale
della IBS.
Negli ultimi anni piattaforme come
Netflix o Amazon Prime Video hanno
iniziato a diversificare molto di più i loro contenuti. Mentre
prima quasi la totalità del catalogo di ognuna di esse era
riservata ai prodotti made in USA, oggi in streaming si possono
trovare film o serie tv provenienti da ogni parte del mondo. A
catturare l’attenzione del pubblico, di recente, sono
principalmente prodotti televisivi spagnoli come La Casa di
Carta, Elite, La Cattedrale del
Mare e ovviamente Le Ragazze del
Centralino.
Quest’ultima serie tv, ideata
Ramón Campos, Gema R. Neira e
Teresa Fernández Valdéz per
Netflix, si è trasformata in pochissimo tempo in
un vero e proprio fenomeno televisivo. Distribuita solo ed
esclusivamente dalla celebre piattaforma streaming, Le
Ragazze del Centralino (titolo originale Las
Chicas del Cable) è in onda dal 2017 e conta al suo attivo
ben 5 stagioni e 42 episodi
complessivi. Ambientata nella Spagna degli anni trenta, la serie
racconta la storia di un gruppo di giovani donne alle prese con una
nuova entusiasmante opportunità lavorativa.
Le Ragazze del Centralino cast e
trama
Siamo nel 1928 e ci troviamo nella
splendida città di Madrid. Le protagoniste della nostra storia sono
quattro donne, provenienti da zone diverse della Spagna e ognuna di
loro con un passato assai travagliato alle spalle. Spinte da un
forte desiderio di indipendenza ed emancipazione, in un paese in
cui i diritti della donne sono ancora vergognosamente ignorati,
tutte loro accettano un nuovo impiego presso la prima e più grande
compagnia telefonica nazionale.
Incontratesi al lavoro, le quattro
donne, da semplici colleghe, diventano presto amiche, pronte a
supportarsi nei momenti più bui. Una delle protagoniste è Maria
Inmaculada Suárez Pazos, detta semplicemente Marga (Nadia
Santiago), definita come la classica ragazza di campagna,
semplice e forse troppo ingenua per affrontare la vita in città.
Tra le sue colleghe c’è Carlota Rodríguez de Senillosa (Ana
Fernández García), proveniente invece da una famiglia
molto ricca, che ha deciso di scappare dalle rigide regole imposte
da suo padre, generale dell’esercito, per trovare la sua
libertà.
La terza delle gruppo è Angeles
Vidal (Maggie Civantos), donna mite e insicura,
oppressa dal marito, Mario Pérez (Sergio Mur),
possessivo e violento, che lei stessa definisce come un tiranno. In
ultimo abbiamo Lidia Aguilar Dàvila (Blanca
Suàrez) una volta conosciuta con il nome di Alba Romero
Méndez, dal passato oscuro. Arrivata molti anni prima a Madrid
insieme al fidanzato Francisco Gomez (Yon
Gonzàlez), a causa di un brusco incidente, Alba è
costretta a separarsi dal suo innamorato.
Dieci anni più tardi, Alba,
costretta dagli eventi, è diventata una ladra e, per sfuggire al
suo passato, ha cambiato identità. Adesso il suo nome è Lidia e,
proprio come le altre sue colleghe, sta cercando di rimettere in
piedi la propria vita. Tuttavia, l’incontro casuale con Francisco,
riaccenderà in lei vecchi ricordi e sentimenti latenti.
Le Ragazze del Centralino 5
trama
Le avvincenti storie de Le
Ragazze del Centralino hanno tenuto il pubblico incollato
allo schermo per ben quattro stagioni, trasformando la serie in un
successo senza precedenti. Grazie alla risposta incredibilmente
positiva degli spettatori, autori e produttori hanno deciso di
rinnovare Las Chicas del Cable per una quinta e ultima
stagione.
A differenza delle prime quattro,
di 8 episodi ciascuna, la quinta stagione della serie è invece di
10 episodi ed è stata mandata in onda divisa in
due parti. I primi cinque episodi della quinta
stagione sono andati in onda a partire dal 14 febbraio
2020 mentre gli altri – considerati dal pubblico come una
stagione autonoma, Le Ragazze del Centralino 6 –
sono apparsi su Netflix solo dal 3 luglio
2020. Scopriamo adesso insieme cos’è successo nella
stagione finale della serie.
[SPOILER
ALERT]
La quinta stagione della serie
comincia con un salto temporale di alcuni anni dagli avvenimenti
che hanno chiuso la stagione precedente. In Spagna, infatti, è
scoppiata la Guerra Civile (1936) e le quattro
donne si rincontrano dopo anni di separazione.
Con lo scoppio della guerra civile
spagnola, la compagnia telefonica è stata chiusa e convertita
nell’ufficio di stampa e censura, dove ancora lavorano Marga
(Nadia de Santago), Pablo (Nico
Romero), Carlota (Ana Fernández García) e
Oscar (Ana Polvorosa). Mentre i primi due sono dei
semplici impiegati, Carlota e Oscar invece sono impegnati come
redattori e si occupano di scrivere reportage di guerra con lo
pseudonimo di ‘Faraday’.
Nel frattempo, Lidia
(Blanca Suárez) si è trasferita a New York, dove
ha vissuto per alcuni anni insieme a Eva (Carla
Apolonio), Francisco (Yon Gonzàlez) e
Sofia (Denisse Peña), figlia di Angeles
(Maggie Civantos). Nonostante in America le cose
sembrano andare a gonfie vele, Lidia è costretta dagli eventi a
fare ritorno di Spagna.
Tornati in patria, finalmente le
quattro donne si ricongiungono ma per loro non c’è tempo per
festeggiare. Sofia, infatti, scappa per arruolarsi nell’esercito
dei repubblicani, lasciando dietro di sè solo una lettera.
Determinati a ritrovare Sofia e a riportarla sana e salva negli
States, Lidia, Carlota, Marga e Oscar si mettono sulle sue
tracce.
Tutta la prima metà della quinta
stagione è dedicata quindi alla ricerca di Sofia e alle avventure
del gruppo, costretto dagli eventi ad affrontare il duro scenario
della guerra civile. Le bombe che cadano dall’alto distruggendo
ogni cosa, la corsa delle persone ai rifugi antiaerei, i corpi
martoriati dalle esplosioni improvvise: è tutto un incubo. A
risentire maggiormente della situazione è Lidia che, dopo aver
vissuto lontana nella pacifica America, non riesce a sopportare
tanto orrore.
Mentre le ricerche continuano, la
situazione si complica ulteriormente quando una vecchia conoscenza
di Lidia riappare all’orizzonte. Si tratta di Carlos
(Martiño Rivas), comparso per anni dai radar, e
che ora è generale dell’esercito repubblicano. In pratica l’unica
persona in grado di aiutare il gruppo a ritrovare Sofia è anche la
stessa persona che ancora oggi prova rancore verso Lidia.
Il destino dunque fa reincontrare i
due ex amanti, riportando alla luce sentimenti dimenticati,
rivisitando la loro tormentata storia d’amore. Ma questo
incredibile incontro è solo il primo dei tanti ostacoli che Lidia e
gli altri dovranno superare per poter un giorno riabbracciare
Sofia.
L’amore continua a essere il filo
conduttore delle avventure del gruppo. Oltre al brusco incontro tra
Lidia e Carlos, assistiamo anche al dramma di Pablo e Marga,
separati dalla chiamata alle armi. Anche Carlota vive una
tormentata storia con il fotografo e giornalista americano James
Lancaster (Alex Hafner), impegnato in guerra con i
suoi reportage dal fronte.
Le Ragazze del Centralino, finale
di serie
Mentre i drammi sentimentali del
gruppo continuano, le ricerche si fanno sempre più complesse e
pericolose e a farne le spese è proprio Lidia. La ragazza viene,
infatti, catturata e rinchiusa in un campo di rieducazione, gestito
da una vecchia conoscenza. A capo della struttura del regime
fascista c’è la malvagia donna Carmen (Concha
Velasco) sua acerrima nemica.
Nonostante le continue percosse e
vessazioni, le vendette personali e le torture psicologiche alle
quali viene sottoposta, Lidia non molla, mostrando al nemico di
essere più forte, in attesa che qualcuno la venga a liberare. Nel
frattempo, infatti, Francisco e le sue amiche stanno facendo di
tutto per scoprire dove sia stata rinchiusa.
Una volta scoperta l’ubicazione
esatta del campo di prigionia, la squadra irrompe nella ‘fortezza’
salvando Lidia e centinaia di altre prigioniere. Tuttavia, la
strada verso la salvezza è ancora tutta in salita. Lidia, Marga,
Carlota e Oscar devono correre e raggiungere la stazione per poter
salire sull’ultimo treno per la Francia, dove finalmente saranno al
sicuro.
Proprio quando tutte insieme
arrivano in stazione, capiscono di non avere scampo. Il treno è
lontano, sta per partire e loro sono inseguite dai soldati armati
di fucili. Nonostante tutti gli sforzi fatti per ritrovarsi e
sfuggire alla guerra, tutte e quattro, insieme, decidono di
sacrificarsi per proteggere i bambini. Le donne si schierano quindi
davanti all’esercito, facendo da scudo umano alle nuove generazioni
che, salendo su quel treno, potranno raggiungere la salvezza in
terra francese.
Le Ragazze del Centralino in
streaming: dove vederla
Tutte le stagioni de Le
Ragazze del Centralino sono disponibili in streaming sulla
piattaforma a pagamento di Netflix.
Avvincente racconto sull’amore che
affronta ogni avversità, quella raccontata nel film del 2018
Resta con
me è stata una delle più apprezzate ed
emozionanti storie di questo genere viste recentemente al cinema.
Basato su un evento realmente accaduto, il titolo diretto da
Baltasar Kormákur, già autore di Everest,
trova la sua grande forza nei due personaggi principali, sottoposti
a numerose avversità. Uniti dall’amore e dal mare, i due si trovano
a dover lottare contro un terribile uragano per poter restare uniti
fino alla fine.
La loro non è infatti la classica
storia d’amore, bensì un vero e proprio racconto d’avventura che
non ha mancato di commuovere chiunque ne sia venuto a conoscenza.
Pur essendo accaduto ormai diverso tempo fa, tale storia è rimasta
viva nell’immaginario comune, fino a suscitare l’interesse degli
studios cinematografici. Ha così infine preso vita il film, girato
prevalentemente presso le isole Fiji e andato incontro a numerose
difficoltà produttive per via delle numerose scene in mare aperto
previste.
Al momento dell’arrivo in sala,
tali sforzi furono tuttavia ripagati da un buon successo di critica
e pubblico. Apprezzato per il suo unire storia d’amore a racconto
di sopravvivenza, Resta con me ha guadagnato a livello
globale circa 60 milioni di dollari, a fronte di un budget di circa
35. Diversi furono anche i riconoscimenti ottenuti, per un film che
si è affermato come uno dei più importanti della sua stagione,
capacità di parlare e commuovere un ampio pubblico grazie alle sue
tematiche universali.
Resta con me: la trama del
film
Protagonisti del film sono Tami
Oldham e il suo fidanzato Richard Sharp. I due giovani sono uniti
dall’amore e dalla comune passione per il mare. Proprio in questo
sognano di vivere numerose avventure, alla scoperta di luoghi nuovi
che possano influenzarli positivamente. Insieme decidono allora di
salpare da Tahiti alla volta di un lungo viaggio in barca, solo
loro e il mare aperto. Quella che doveva essere un’avventura
romantica, però, si trasforma ben presto in un incubo nel momento
in cui un terribile uragano si abbatte proprio su di loro,
distruggendo la barca e lasciando Richard gravemente ferito.
Rimasti senza più alcun mezzo di
comunicazione, i due si ritrovano completamente alla deriva,
lontanissimi da ogni possibile porto sicuro. Per Tami ha così
inizio una straziante corsa con il tempo. Riuscire a contattare dei
soccorsi sarà così l’unico modo per salvare sé stessa e soprattutto
il suo amato. Più il tempo passa, però, più le condizioni di lui
peggiorano. La ragazza si troverà così a dover escogitare qualunque
cosa, arrivando a dover prendere decisioni molto difficili per
entrambi. Quello che doveva essere un paradiso, si trasforma così
per loro in un vero e proprio inferno.
Resta con me: il cast del
film
Per il ruolo dei due protagonisti
del film, i produttori e il regista hanno ricercato attori giovani
e particolarmente popolari, che potessero suscitare l’interesse di
un pubblico giovane. Ad interpretare Tami Oldham è così stata
chiamata Shailene
Woodley, divenuta celebre grazie al personaggio di
Tris nella saga di Divergent.
L’attore Sam Claflin,
popolare grazie alla saga di Hunger Games
e al film Io prima di
te, dà qui volto al personaggio di Richard.
Originariamente, tuttavia, era stato scelto Miles
Teller per la parte. Questo era stato considerato data
la sua grande amicizia con la Woodley, insieme alla quale ha già
recitato in altri quattro film. L’attore di Whiplash,
tuttavia, preferì rifiutare la parte, che andò così a Claflin.
Per poter interpretare i rispettivi
ruoli, i due attori protagonisti dovettero trascorrere diverso
tempo su una vera barca in mezzo al mare, così da poter vivere in
modo più realistico la vicenda dei due personaggi. Tale condizione
fu però tutt’altro che semplice per loro, che si trovarono ad avere
in più occasioni il mal di mare insieme anche al resto della
troupe. Accanto a loro, in ruoli più marginali, si ritrovano gli
attori JeffreyThomas, noto per
Lo Hobbit, ed Elizabeth Hawthorne,
recentemente vista in La luce sugli oceani, nei panni di
Peter e Christine Crompton. Questi sono i proprietari della barca
che Tami e Richard prendono in affitto per il loro viaggio.
Resta con me: la vera storia
dietro il film
Per quanto incredibile possa
sembrare, quella raccontata nel film è una storia vera, fatta di
coraggio, paura ma anche tanto amore. È la storia di Tami e
Richard, una giovane coppia che tra il settembre e il novembre del
1983 accetta di riportare un veliero, l’Hazana, da Tahiti a San
Diego. Il viaggio, consistente in circa sei mila chilometri, viene
tuttavia interrotto bruscamente nel momento in cui i due si
imbattono nell’uragano Raymond. Come in seguito riportato dalla
donna, lei e Richard avevano previsto l’arrivo di tale
perturbazione, ma non potevano immaginare sarebbe stata di tale
violenza. La tempesta si abbatte così su di loro il 12 ottobre, con
catastrofiche conseguenze.
Tami si ritrova infatti a sbattere
violentemente la testa, perdendo in sensi per diverse ore. Al suo
risveglio Richard era scomparso. Secondo una ricostruzione, l’uomo
sarebbe a sua volta stato vittima di un colpo dovuto al primo
impatto con le onde. Sfortunatamente, egli finisce in mare,
finendone sul fondale. Nel momento in cui Tami riprende i sensi,
dunque, si ritrova da sola su un’imbarcazione guasta e alla deriva.
Per lei hanno così inizio circa 41 giorni di sofferenze, con
disperati tentativi di contattare i soccorsi e mantenere in sesto
ciò che resta dell’imbarcazione. Per sua fortuna, dopo tale lasso
di tempo riesce a raggiungere la terraferma, trovando salvezza.
Oggi Tami è un’imprenditrice, moglie e madre. Ha però raccontato di
non poter mai dimenticare il suo amato Richard e la sua tragica
fine.
Resta con me: il trailer e dove
vedere il film in streaming
Per gli appassionati del film, o
per chi dovesse ancora vederlo, è possibile fruire di Resta con
me grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti
disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, e
Apple iTunes. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma
di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere
un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. Il film verrà inoltre
trasmesso in televisione mercoledì 4 novembre alle ore
21:20 sul canale Rai 2.
Membri di spicco della comunità dei
disabili, compresi gli attivisti, i Paralimpici e l’organizzazione
dei Giochi Paralimpici, hanno condannato la rappresentazione delle
protagoniste nel film Le Streghe, recentemente distribuito dalla
Warner Bros direttamente on demand (anche negli USA arriva su
HBO
Max).
Nel film, il personaggio di Anne Hathaway è mostrato con mani con
sole tre dita, una condizione che in natura esiste e si chiama
ectrodattilia, altrimenti nota come “mano divisa”, che è
caratterizzata dall’assenza di una o più dita centrali sulla mano o
sul piede. La nuotatrice paralimpica britannica Amy
Marren è stata una delle prime a chiamare in causa lo
studio chiedendo di rispondere di quella scelta.
L’attivista Shannon
Crossland ha dichiarato su Instagram che le immagini del
film “non erano in alcun modo un riflesso del romanzo originale
scritto da Roald Dahl”. Nel romanzo di Dahl del 1983, si dice
che le streghe abbiano “piedi quadrati senza dita” e “artigli
invece di unghie”, anche se nella prima edizione di copertina viene
mostrato che hanno cinque dita sulle mani.
“È questo il tipo di messaggio
che vogliamo che la prossima generazione riceva? Che avere tre dita
è un attributo di una strega? È un ritratto estremamente dannoso.
La disabilità NON dovrebbe essere associata a male, anormalità,
disgusto, paura o mostri “, ha aggiunto Crossland.
In risposta a quei messaggi e a
numerosi altri provenienti da membri della comunità dei disabili,
un portavoce della Warner Bros ha detto a Deadline che era stato
“profondamente rattristato nell’apprendere che la nostra
rappresentazione dei personaggi di fantasia in Le Streghe abbia
turbato le persone con disabilità”.
“Nell’adattare la storia
originale, abbiamo collaborato con designer e artisti per trovare
una nuova interpretazione degli artigli a forma di gatto descritti
nel libro”, hanno aggiunto. “Non è mai stata intenzione
degli spettatori sentire che le creature fantastiche e non umane
avrebbero dovuto rappresentarli”.
Il film è il secondo adattamento del
libro di Dahl dopo Chi ha paura delle streghe? del
1990 di Nicolas Roeg.
Da domani 5 novembre su
Netflix
sarà disponibile il film d’animazione SpongeBob: Amici in
fuga. Diretto e scritto da Tim Hill, da
un soggetto di Tim Hill, Jonathan Aibel e Glenn
Berger e basato sulla serie d’animazione SpongeBob
creata da Stephen Hillenburg, il film è prodotto da Ryan Harris e
vede lo stesso Stephen Hillenburg come produttore esecutivo.
SpongeBob: Amici in fuga, la
trama
Dopo che Gary, l’amato animale
domestico di SpongeBob, è stato rapito, SpongeBob e il suo migliore
amico Patrick Stella si imbarcano in un’avventura epica nella Città
Perduta di Atlantic City per riportare Gary a casa. Mentre si
destreggiano tra le delizie e i pericoli di questa divertente ma
allo stesso tempo rischiosa missione di salvataggio, SpongeBob e i
suoi amici dimostrano che non c’è niente di più forte del potere
dell’amicizia.
Stando a quanto ci dicono i social,
la crew di Cumberbatch è arrivata ad Atlanta, in particolare il suo
truccatore personale, Donald McInnes, mentre AtlantaFilming,
account Twitter molto informato sulle produzioni ad Atlanta, ha
affermato che Cumberbatch è sbarcato in città il giorno dopo
l’arrivo di Tom Holland.
Naturalmente sapevamo che Strange
avrebbe incrociato il suo cammino con quello di Parker, ora non
resta da vedere in che termini i due eroi continueranno a
combattere il male fianco a fianco.
Cosa sappiamo di Spider-Man
3?
Di Spider-Man
3 – che arriverà al cinema il 17 Dicembre 2021 –
si sa ancora molto poco, sebbene la teoria più accredita è quella
secondo cui il simpatico arrampicamuri sarà costretto alla fuga
dopo essere stato incastrato per l’omicidio di Mysterio (e con il
personaggio di Kraven il Cacciatore che sarebbe sulle sue tracce).
Naturalmente, soltanto il tempo sarà in grado di fornirci maggiori
dettagli sulla trama, ma a quanto pare il terzo film dovrebbe
catapultare il nostro Spidey in un’avventura molto diversa dalle
precedenti…
Tom
Holland si è unito al MCU nei panni di Peter
Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave
all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film
dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due standalone:
Spider-Man: Homecoming e Spider-Man: Far
From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato
tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di
restare nel MCU per ancora un altro film
a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man
3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al
fianco degli altri eroi del MCU.
Con 300 milioni worldwide e 50 al
box office USA, Tenet
di Christopher Nolan ha incassato sicuramente
poco rispetto a quanto si era previsto in casa Warner Bros.
Tuttavia si tratta comunque dell’incasso più alto di un film
distribuito durante la pandemia di COVID in corso in tutto il
pianeta.
Durante un’intervista con il
Los Angeles Times, Nolan ha così commentato il dato di incasso
del suo ultimo film: “La Warner Bros. ha distribuito Tenet
e sono entusiasta che abbia incassato quasi 350 milioni di dollari.
Ma sono preoccupato che gli studi traggano conclusioni sbagliate da
queste cifre, cioè che invece di guardare dove il film ha
funzionato bene e come questo possa fornire loro le entrate
necessarie, stanno guardando dove non è stato all’altezza delle
aspettative a causa del COVID e inizieranno a usarlo come scusa per
svicolare di fronte alle perdite causate dalla pandemia invece di
mettersi in gioco e adattarsi – o ricostruire e ripensare la nostra
attività, in altre parole.”
Le parole del regista britannico
suonano estremamente ottimistiche e propositive, soprattutto in un
contesto che invece sembra voler rinunciare alla possibilità di
adattarsi ad un mercato nuovo.
La Darcy di Kat
Dennings è stato un contorno molto divertente per i primi
due film di Thor. Assente totalmente da Ragnarok, si era ipotizzato
che potesse tornare in Thor: Love and Thunder, visto
che il personaggio lavora con Jane Foster che sarà
la protagonista del film, tuttavia, Dennings ha messo in dubbio la
sua presenza nel film.
Durante un’intervista con
ET in merito a
WandaVision (serie della quale, a sorpresa,
non ho potuto rivelare molto), Dennings ha accennato a una
potenziale apparizione in Love and Thunder. Quando
le è stato chiesto se ci fossero stati aggiornamenti dall’ultima
volta che aveva discusso del film, Dennings ha risposto con una
risata: “No, ancora nessuna idea!” Ha poi continuato
spiegando che non pensa che Darcy avrà una parte nel film, dicendo:
“Non credo di esserci. Se avessi dovuto farne parte, mi
avrebbero già parlato del progetto. Quindi, letteralmente, la mia
risposta è che non ne ho idea, non mi è stato ancora detto
nulla”.
Thor: Love and
Thunder è il titolo ufficiale del quarto capitolo
sulle avventure del Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare il Mjolnir
stavolta sarà Jane Foster, interpretata di nuovo
daNatalie
Portman, come confermato sabato durante il
panel dei Marvel Studios al Comic-Con. L’uscita nelle sale è
fissata invece al 11 febbraio 2022.
Taika Waitititornerà alla regia di un film dei
Marvel Studios dopo Thor:
Ragnarok, così come Chris
HemswortheTessa
Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor
e Valchiria dopo l’ultima apparizione in Avengers:
Endgame. L’ispirazione del progetto arriva dal
fumetto “The Mighty Thor”, descritto da Waititi come “la
perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie
appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.
Karen Gillan è la
protagonista del nuovo video di British Vogue, in
cui l’attrice che interpreta Nebula nel Marvel Cinematic Universe, mostra i
suoi spazi privati e la sua idea di serata perfetta in casa.
Nella prima parte del video vediamo
quanto Gillan sia una vera nerd, dal momento che il suo studio è
pieno di gadget, pupazzetti e memorabilia del cinema e
anche dei suoi film. Tra le tante cose che l’attrice possiede, ci
sono infatti molte figure di Nebula, una marionetta della villian
Marvel e un Infinity Guantlet! Ecco il video: