In occasione della presentazione
alla stampa del Festival di Venezia di Beetlejuice
Beetlejuice,
Tim Burton ha dichiarato che, realizzando un
sequel del suo classico, non si era prefissato di fare un film “per
soldi” – in effetti, non ha nemmeno rivisto l’originale prima di
iniziare a girare il sequel.
Parlando della realizzazione di un
secondo capitolo 35 anni dopo il suo originale cult del 1988,
Burton ha rivelato: “E non l’ho nemmeno guardato prima di
farlo!” “Non volevo fare un grande sequel per soldi o cose del
genere, volevo farlo per motivi molto personali”, ha
continuato Burton. “Come ho detto, non ho guardato il primo
film per prepararmi a questo. Ne ricordavo lo spirito e mi
ricordavo di tutti qui”.
Burton ha anche detto che negli
ultimi anni era diventato “disilluso dall’industria
cinematografica” e aveva capito che, se voleva fare un altro
film, doveva “farlo col cuore”. “Quando invecchi, a volte la
tua vita prende una piega diversa e mi sono un po’ perso”, ha
detto. “Quindi, per me, questo film è stato un momento di
rivitalizzazione, un ritorno alle cose che amo fare, al modo in cui
amo farle e con le persone con cui amo farle”.
Le prime due stagioni di
The Bear sono tra le più apprezzate nella
storia della televisione, con una valutazione del 100% e del 99% da
parte della critica su Rotten
Tomatoes, e anche se la terza stagione ha subito un calo al
90%, i fan sono ancora ansiosi di vedere il prossimo capitolo della
storia di Carmy. White ha fornito un aggiornamento proprio su
questo aspetto parlando con Esquire, che gli ha chiesto quando
la quarta stagione di The Bear avrebbe iniziato
le riprese:
“Non so esattamente quando.So che non sarà prima del prossimo anno.Immagino
all’inizio del prossimo anno, una data di inizio simile a quella
degli ultimi due anni:Febbraio/marzo”.
Anche se all’inizio potrebbe essere
deludente sapere che le riprese di The Bear non
inizieranno prima dell’anno prossimo, questo non farebbe perdere
tempo allo show e permetterebbe di avere tutto il tempo necessario
per montarlo e prepararlo per l’uscita nel 2025. Molti show di
supereroi o di grandi opere richiedono mesi di riprese e ancora più
tempo in post-produzione per lavorare sugli effetti visivi e sulla
CGI. Uno show come The Bear richiede una frazione del
lavoro rispetto a qualcosa di Marvel, Star Wars o
Game of Thrones. Anche se potrebbe essere un mese o
due in ritardo rispetto all’uscita estiva standard a cui i fan sono
abituati, se The Bear inizierà le riprese nella finestra
di febbraio o marzo menzionata da White, ci si può aspettare più
tempo a Chicago nel 2025.
L’academy ama The Bear
Il mese scorso, quando sono state
annunciate le nomination agli Emmy, The Bear ha
battuto l’ennesimo record di serie comica più nominata di
sempre, con uno shopping di 23 candidature. Tra gli interpreti che
hanno ricevuto una nomination agli Emmy figurano Jeremy Allen White e Ayo Edibiri nei ruoli principali,
Lionel Boyce, Ebon Moss-Bachrach e Liza
Colón-Zayas in quelli secondari, mentre una lista stellare
di attori ospiti ha ricevuto nomination, tra cui
Jon
Bernthal, Bob Odenkirk,
Will Poulter, Jamie Lee Curtis e
Olivia Colman. Christopher
Storer ha ricevuto nomination anche per la scrittura e la
regia, mentre Ramy Youssef ha ottenuto un
riconoscimento per la regia. La quarta stagione di The Bear non ha
ancora una data di uscita ufficiale.
Giunto alla sua XVI
edizione, il Festival internazionale del cortometraggio
Corti in Cortile, il Cinema in breve torna a
Catania, sempre al Palazzo della Cultura, dall’11
al 15 settembre 2024.
Il Festival, sotto la
direzione artistica di Davide Catalano, inserito nella
rassegna Catania Summer Fest 2024 e co-organizzato
dall’Associazione Visione Arte, dal Comune di Catania
e riconosciuto e finanziato dall’Assessorato al Turismo della
Regione Sicilia, avrà quest’anno anche il patrocinio
dell’Accademia delle Belle Arti di Catania e di
Giffoni.
Forte del successo della
passata edizione, si svolgerà anche quest’anno, nel corso della
manifestazione, il Film Market, il primo networking per gli
operatori dell’industria del cinema del Sud Italia, un’opportunità
reale, per tutti gli operatori dell’industria cinematografica e per
gli aspiranti tali, di entrare in contatto con chi lavora in
quest’ambito, sia esso la distribuzione, la produzione, il product
placement, i finanziamenti pubblici o la scrittura per il
cinema.
Degli oltre 100 cortometraggi pervenuti, ne verranno
selezionati una ventina, che, nel corso
delle serate del 13, 14 e 15 settembre
verranno proiettati e votati sia dalla
giuria popolare degli astanti che da una
speciale giuria di qualità. Al
vincitore dell’edizione 2024 di Corti in Cortile, il
Cinema in breveun anno di distribuzione su Prime Video e uno stage in una
casa di produzione tra quelle aderenti quest’anno alla
manifestazione.
Come da tradizione,
infine, non mancheranno laboratori, panel e
masterclass, oltre a un interessante incontro e
dibattito sul tema dei migranti, frutto della
collaborazione con Refugees Welcome Italia, organizzazione
indipendente che promuove la mobilitazione dei cittadini e delle
cittadine per favorire l’inclusione sociale di persone rifugiate e
migranti.
Beetlejuice
Beetlejuice sarà presentato in anteprima
mondiale mercoledì28agosto
2024 nella Sala
Grande del Palazzo del
Cinema (Lido di Venezia), nella serata
di
apertura della 81. Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica. Warner
Bros. Pictures presenta Beetlejuice
Beetlejuice che uscirà nelle sale
cinematografiche italiane il 5 settembre, distribuito
da Warner Bros. Pictures.
“Beetlejuice Beetlejuice è l’atteso
ritorno di uno dei personaggi più iconici del cinema di Tim
Burton, ma anche la felice conferma dello straordinario talento
visionario e della maestria realizzativa di uno dei più
affascinanti autori del suo tempo – dichiara il
Direttore Alberto Barbera – La Biennale
di Venezia è onorata e fiera di poter ospitare la prima mondiale di
un’opera che è una sorprendente altalena di immaginazione creativa
e trascinante ritmo allucinatorio”.
“Sono
entusiasta – ha dichiara Tim Burton – Significa molto per
me avere la prima mondiale di questo film alla Mostra di
Venezia”.
Un antico detto coreano recita:
“Una pietra lanciata con noncuranza può uccidere una
rana”. E, riflettendoci, almeno una volta nella nostra vita,
tutti siamo stati quella rana, tanto ingenua e malcapitata. A tutti
è successo, per esempio, di sentirsi schiacciati e tormentati dal
senso di colpa per qualcosa che crediamo dipendesse da noi, che
avremmo potuto e dovuto evitare con tutte le nostre forze. Che si
tratti del dolore inflitto a una persona cara, di un fallimento a
scuola o sul lavoro, o semplicemente dell’aver permesso alla
persona sbagliata di incrociare il nostro cammino.
Tutti ci siamo trovati a fare i
conti con il peso estenuante dei “se” e dei “ma”, chiedendoci
ossessivamente: “Perché, fra tutti, è successo proprio
a me?”. Perché quella pietra ha colpito proprio me?
Ed è su questa profonda riflessione che si basa la trama del nuovo
mystery thriller di NetflixSe un albero cade in una foresta (titolo
internazionale The Frog, appunto), un’intensa e
angosciante miniserie sudcoreanacreata da Mo Wan-il e Son Ho-young. La serie –
composta da 8 episodi di circa un’ora ciascuno – è disponibile
dal 23 agosto 2024 su Netflix.
Due assassini, una cacciatrice e… innumerevoli
rane
Se un albero cade in una
foresta si sviluppa attraverso una intricata rete
di narrazioni interconnesse, in cui due storie in
particolare, apparentemente distanti nel tempo e nello spazio, sono
tragicamente legate da un inesorabile sistema di
causa-effetto.
The Frog – Se un albero cade in una foresta | In foto l’attore Kim
Yun-seok nel ruolo di Jeon Yeong-ha in compagnia del
bambino.
La prima storia è ambientata
all’inizio degli anni 2000 e segue il drammatico destino di Koo
Sang-joon (Yoon Kye-sang). Insieme alla sua amata
famiglia, Sang-joon gestiva una piccola locanda in campagna, il
Lakeview Motel, nel quale aveva investito tutti i suoi risparmi e
le speranze di un futuro più stabile e sereno. Gli affari andavano
bene e la vita scorreva serena, finché l’arrivo di un omicida non
sconvolse radicalmente le loro esistenze. Questo incontro fatale
iniziò a logorare profondamente la loro quotidianità: Sang-joon
cadde in un vorticoso senso di colpa per aver inconsapevolmente
ospitato un assassino; sua moglie Seo Eun-gyeong (Ryu
Hyun-kyung) finì in depressione dopo aver assistito
all’orrore di un cadavere smembrato nella loro pensione, e il loro
figlio adolescente iniziò a subire bullismo e minacce da parte dei
suoi compagni. Come se non bastasse, il motel scivolò lentamente
verso il fallimento, trascinando la famiglia in una spirale
di disperazione e autodistruzione.
La seconda storia, invece, si
svolge vent’anni dopo la prima. Jeon Yeong-ha (Kim
Yun-seok) è un tranquillo uomo di mezza età che gestisce
un’accogliente casa vacanze immersa nel bosco. In un giorno
d’estate, Yeong-ha si ritrova a dover ospitare per una notte una
enigmatica visitatrice, Yoo Seong-a (interpretata dall’attrice
Go Min-si, celebre per il suo ruolo
in Sweet Home), e il suo
bambino, Ha Si-hyeon. Quando la giovane donna va via l’indomani
senza dire una parola, Yeong-ha è assalito dalla paura e da
terribili dubbi: la telecamera di sicurezza ha ripreso la donna
mentre partiva senza il bambino, il bagno puzza di candeggina e ci
sono tracce di sangue nella stanza. Che fine ha fatto il bambino?
Cosa è successo quella notte? Dopo ciò che è accaduto anni prima al
Lakeview Motel, Yeong-ha riuscirà ad andare dalla polizia… per
denunciare un omicidio?
The Frog: tra disperazione, follia e
filosofia
“Se un albero cade in una
foresta e non c’è nessuno nei paraggi che possa sentirlo, fa
rumore?”. È con questa domanda, recitata a turno da diversi
personaggi, che si apre ciascuno degli otto episodi della serie.
Una domanda all’apparenza semplice e innocente, ma
che in realtà nasconde un profondo e complesso interrogativo,
formulato originariamente dal filosofo e teologo irlandese
George Berkeley per mettere in discussione i fondamenti
della percezione, della scienza e dell’esistenza stessa. Secondo
Berkeley, la risposta a quella domanda era inequivocabile: l’albero
farebbe rumore solo se qualcuno fosse lì a percepirlo. Per lui,
“esse est percipi”, cioè ogni cosa esiste solo se percepita.
The Frog – Se un albero cade in una foresta | In foto l’attore Kim
Yun-seok (Jeon Yeong-ha) e Park Chan-yeol (Gi-Ho).
Tuttavia, il thriller diretto da Mo
Wan-il e Son Ho-young sembra suggerire al pubblico una visione ben
diversa. Per quanto silenzioso e isolato, ogni minimo o grande
avvenimento raccontato all’interno della storia partecipa
inevitabilmente alla realizzazione (e alla distruzione) degli
eventi. Anche ciò che sembra passare inosservato
contribuisce dunque a plasmare il destino dei personaggi e
a costruire un complesso tessuto di cause ed
effetti, in cui il confine tra bene e male, giusto e
sbagliato, diventa sempre più labile e confuso, fino a sfidare la
nostra morale e comprensione della realtà.
A questa riflessione filosofica si
aggiunge quella menzionata in precedenza, che dà il titolo
internazionale alla serie, The Frog. Il proverbio
coreano della rana, a cui si fa riferimento, viene esplicitato e
spiegato nel penultimo episodio dal nuovo capo della polizia di
Hosumaeul, Yoon Bo-min, interpretata dalla talentuosa e celebre
attrice Lee Jung-eun (nota per i suoi ruoli in
Parasite, A Taxi
Driver, Madre). Soprannominata “la Cacciatrice”, Yoon
Bo-min è un personaggio fondamentale che funge da ponte tra
il passato e il presente, riuscendo a risolvere i due casi
centrali della trama sia come giovane poliziotta alle prime armi
sia come comandante esperta e disincantata.
La sua capacità di vedere
oltre l’apparenza e di collegare i fili invisibili che
legano gli eventi la rende lo strumento risolutivo della storia, in
grado di chiudere il cerchio della giustizia in modo impeccabile.
Sviluppando una terza linea narrativa che si intreccia
perfettamente con le due storie principali, il personaggio di Yoon
Bo-min contribuisce quindi a creare un’unica narrazione coerente.
Inoltre, attraverso la sua indagine, il passato e il
presente si fondono, rivelando come le azioni, i
traumi e le decisioni del passato continuino ad avere
inesorabilmente conseguenze sul presente.
The Frog – Se un albero cade in una foresta | In foto l’attore Kim
Yun-seok nel ruolo di Jeon Yeong-ha.
Un thriller che merita una possibilità
Al di là di una prima parte un po’
troppo lenta e confusa, che conferisce alla serie un ritmo
irregolare e talvolta difficile da seguire, Se un albero
cade in una foresta si rivela un interessante mix
di crime poliziesco, thriller psicologico e dramma
familiare. La regia è meticolosa e ben calibrata, creando
un’atmosfera intensa e immersiva che cattura lo spettatore fin dal
primo episodio. L’ambientazione è suggestiva, con gli spazi che
assumono quasi un ruolo da protagonisti, riflettendo l’apparente
quiete o la crescente tensione del momento.
La fotografia e l’uso dei colori
sono studiati con attenzione: toni forti e
bilanciati amplificano l’impatto visivo e creano contrasti
significativi, come il caldo-rosso del sangue e delle luci in
opposizione al freddo-blu degli abiti e dell’atmosfera, generando
una caotica dinamica visiva che riflette le emozioni e
anticipa le intenzioni dei protagonisti. Inoltre, anche la
colonna sonora svolge un ruolo cruciale nella gestione
dello stress emotivo e dell’angoscia, accentuando
abilmente i momenti di suspense e dramma con una musica che
accompagna lo spettatore in modo efficace.
In altre parole, Se un
albero cade in una foresta è una serie
accattivante e ben strutturata che, pur attingendo ai
cliché del genere, riesce a emergere nel vasto e variegato catalogo
di Netflix come un thriller avvincente e incisivo,
arricchito da toni moraleggianti. La serie, inoltre, si distingue
per la sua capacità di esplorare temi complessi e universali, come
la responsabilità, il pentimento e le ripercussioni delle proprie
scelte, oltre a trattare il trauma familiare e la vendetta.
Attraverso una trama che intreccia ingiustizia e follia
omicida, si sfida dunque il pubblico a confrontarsi con le
proprie paure e concezioni morali, offrendo così un’esperienza
coinvolgente che va oltre il semplice intrattenimento.
L’universo di Star
Wars tornerà sul grande schermo nel 2026 con The
Mandalorian & Grogu, un nuovo film che prosegue gli
eventi della serie di successo Disney+The Mandalorian. Alcuni filmati del film
sono stati proiettati ai partecipanti al D23 Expo di quest’anno, ma
molti dettagli sul progetto sono rimasti un mistero. Ora conosciamo
però un nuovo aspetto di The
Mandalorian & Grogu: l’attrice nominata all’Oscar
Sigourney Weaver ha confermato di avere un
ruolo nel progetto in una recente intervista a Deadline.
“Avrò un ruolo in The Mandalorian & Grogu”, ha
rivelato la Weaver. “Ho incontrato Grogu per la prima volta
l’altro giorno. Lo girerò prima di andare a Londra per The Tempest
alla fine dell’anno”. Al momento, però, non è ancora noto il
ruolo che la Weaver interpreterà, ma la sua presenza nel film farà
di certo felici i fan della saga e rappresenta un’aggiunta
particolarmente importante per il franchise.
The Mandalorian &
Grogu, tutto quello che sappiamo sul film
Favreau sta producendo il film
insieme alla presidente della Lucasfilm Kathleen
Kennedy e Filoni, CCO della Lucasfilm ed ex direttore
supervisore dell’amata serie animata “Star Wars: The Clone
Wars“. “Ho amato raccontare storie ambientate nel
ricco mondo creato da George Lucas”, ha detto in precedenza
Favreau. “La prospettiva di portare il mandaloriano e il suo
apprendista Grogu sul grande schermo è estremamente
emozionante”.
La serie di tre stagioni The
Mandalorian è stata generalmente ben accolta da fan e
critici. Una quarta stagione è già in fase di sviluppo presso
Lucasfilm, con l’obiettivo di riallacciarsi agli eventi di
“Ahsoka” e di altri show Disney+ di Star
Wars.
Si sa molto poco del film, incluso
il suo posizionamento nella cronologia di “The Mandalorian” e chi
altro dovrebbe recitare oltre a Pascal. Tuttavia, la star di
“Alien”
Sigourney Weaver si è unita al film, anche se
i dettagli sul suo personaggio sono ancora segreti. The
Mandalorian & Grogu uscirà nelle sale il 22
maggio 2026.
Chris Pine si è unito al cast del
lungometraggio Il rapimento di Arabella con un
ruolo in lingua italiana. Scritto e diretto dalla regista
Carolina Cavalli come opera seconda dopo il suo
debutto con il lungometraggio “Amanda”,
il film è descritto come un “dramedy” che racconta la storia di una
giovane donna convinta di essere la versione sbagliata di sé
stessa. Benedetta Porcaroli, che è apparsa in
“Amanda”,
collaborerà nuovamente con la Cavalli, questa volta per
interpretare Holly, una giovane a disagio nel suo corpo. Un
incontro casuale con un bambino di 7 anni le farà però cambiare
idea.
La produzione inizierà questa
settimana nel Nord Italia e al momento non è noto quale
ruolo Chris
Pine andrà a ricoprire all’interno del film. L’attore,
che parla anche spagnolo, ha dichiarato alla rivista spagnola
Vanidades all’inizio dell’anno che sta imparando l’italiano e che a
volte confonde le parole tra le due lingue. All’inizio del mese,
invece, Variety ha rivelato in esclusiva che
Il rapimento di Arabella era già in lavorazione
dopo il successo di “Amanda”.
“Penso che le persone sole che
si uniscono per risolvere un problema abbiano già risolto quello
più grande, ed è questo che mi rende felice di questa storia”,
ha detto Cavalli a Variety tre settimane fa. L’amministratore
delegato di The Apartment Annamaria Morelli ha
aggiunto: “Il secondo film di Carolina è perfettamente in linea
con la mia visione di The Apartment per il futuro. Da un lato,
continuerò a seguire le linee per cui la società è conosciuta,
ovvero produzioni di alto livello che coinvolgono i migliori
talenti italiani come Paolo Sorrentino, Luca Guadagnino, ecc. e
anche grandi coproduzioni internazionali e IP internazionali di
prim’ordine”.
Dallo spinoff Mercoledì
della Famiglia Addams a Scream
fino al prossimo Beetlejuice
Beetlejuice, Jenna Ortega è ad oggi stata associata ad
alcuni franchise piuttosto importanti. Come rivela una nuova
intervista dell’attrice a BuzzFeed Puppy Interview, l’attrice ha quasi
annoverato un gigante della fantascienza tra questi. Jenna
Ortega ha infatti raccontato di aver fatto
un’audizione per un ruolo nel film live-action Dune di Denis Villeneuve. Sebbene non
sia chiaro quale fosse il ruolo esatto per cui era in lizza,
l’attrice ha lasciato intendere che si trattava del ruolo di Chani,
una parte che alla fine è andata a Zendaya.
“Ho fatto il provino per
Dune
quando avevo circa quindici anni. Ricordo che ero una
grande fan di quel film e del franchise e di tutto il resto, ed ero
davvero entusiasta di quel colloquio, perché Denis è uno dei miei
registi preferiti. Credo fosse per Chani. Penso che fosse per il
ruolo di Zendaya… ma non lo dicevano. Era tutto molto
segreto”. Come sempre in questi casi, ai fan resta la
possibilità di provare ad immaginare come sarebbe stato se ci fosse
stata Jenna
Ortega nel ruolo della fremen Chani.
Dopo l’uscita di quest’anno di
Dune: Parte Due, i fan sono curiosi di sapere se e
come il franchise continuerà sul grande schermo. Villeneuve ha
dichiarato che esiste una sceneggiatura per il terzo film,
Dune:
Messiah, e che si sta concentrando sulla migliore
realizzazione possibile del materiale di partenza. I fan hanno
ipotizzato che Dune: Messiah uscirà il 18 dicembre 2026,
data che attualmente è stata fissata dalla Warner Bros. per un film
al momento non identificato.
“Sto lavorando a quattro
sceneggiature diverse – so che Dune: Messiah sarà una di queste,
non so se sarà la prossima o la seconda”, ha dichiarato
Villeneuve in un’intervista rilasciata all’inizio di quest’anno.
“Il mio compito era quello di cercare di mantenere vivo il più
possibile lo spirito di Frank Herbert – l’intero significato di
Dune diventa chiaro con Dune: Messiah”. Non resta dunque che
attendere maggiori informazioni a riguardo.
Tutto quello che sappiamo su
Beetlejuice Beetlejuice con Jenna
Ortega
La sinossi del film recita:
“Beetlejuice è tornato! Dopo un’inaspettata tragedia familiare,
tre generazioni della famiglia Deetz tornano a casa a Winter River.
Ancora perseguitata da Beetlejuice, la vita di Lydia viene
sconvolta quando la figlia adolescente e ribelle, Astrid, scopre il
misterioso modellino della città in soffitta e il portale per
l’Aldilà viene accidentalmente aperto. Con i problemi che si stanno
creando in entrambi i regni, è solo questione di tempo prima che qualcuno
pronunci tre volte il nome di Beetlejuice e il demone dispettoso
ritorni per scatenare il suo marchio di caos”.
Burton
dirige il film da una sceneggiatura di Alfred
Gough & Miles
Millar(Mercoledì).La
squadra creativa di Burton che ha lavorato dietro le quinte include
il direttore della fotografia Haris Zambarloukos
(Shark 2 – L’abisso, Assassinio sull’Orient Express) e
diversi suoi collaboratori storici come lo scenografo Mark
Scruton (Mercoledì), il montatore Jay
Prychidny (Mercoledì), la costumista premio Oscar
Colleen Atwood (Alice in Wonderland, Sweeney
Todd: Il diabolico barbiere di Fleet
Street).
Vi sono
poi il supervisore creativo degli effetti delle creature e del
trucco speciale vincitore del Premio Oscar Neal
Scanlan(Sweeney Todd: Il diabolico barbiere di Fleet
Street, Charlie e la fabbrica di cioccolato), il compositore
Danny Elfman (Big Fish, The Nightmare Before Christmas,
Batman), e il Premio Oscar per le acconciature e il trucco
Christine Blundell (Topsy-Turvy
Sotto-sopra).
È un po’ difficile credere che Sony
Pictures/Marvel Studios non abbiano ancora
confermato ufficialmente che uno Spider-Man 4 è in arrivo,
se si considera la quantità di voci che si sono rincorse
nell’ultimo anno o giù di lì. I fan speravano in qualche
aggiornamento al SDCC, ma è facile dimenticare che qualsiasi
notizia su Spidey sarebbe arrivata prima dal campo della Sony;
quindi, un grande annuncio nella Hall H era sempre improbabile.
Dovremmo sentire qualcosa abbastanza
presto, ma per ora sono arrivate nuove indiscrezioni riguardo a
quando il film potrebbe arrivare nei cinema! Secondo Daniel Richtman, la produzione dovrebbe
iniziare l’anno prossimo e il film dovrebbe arrivare nelle sale nel
luglio del 2026, dunque tra Avengers:
Doomsday e Avengers:
Secret Wars. Richtman ritiene che questo sia un buon
indizio del fatto che Spider-Man 4 sarà un altro
film incentrato sul Multiverso.
Abbiamo sentito notizie contrastanti
a questo proposito, ma se sono esatte, sembra che Tom
Rothman della Sony abbia ottenuto ciò che voleva!
Precedenti indiscrezioni hanno affermato che Rothman e il capo dei
Marvel Studios Kevin Feige hanno avuto dei disaccordi per
quanto riguarda la trama generale, con quest’ultimo che sperava di
ridimensionare gli elementi del Multiverso per una storia più
piccola. Rothman, invece, si dice che voglia capitalizzare il
successo di No
Way Home riportando addirittura Tobey Maguire e Andrew Garfield nei rispettivi ruoli di Peter
Parker. Non sappiamo se ciò avverrà, ma nel mentre attendiamo
conferma sulla possibile uscita nell’estate 2026.
Cosa sappiamo su Spider-Man 4?
Oltre a Tom Holland,Zendaya dovrebbe riprendere il suo ruolo di MJ
in Spider-Man 4. Si dice che Sydney Sweeney interpreterà Black
Cat, mentre è stato ampiamente riportato – ma non confermato –
che Charlie Cox, Vincent D’OnofrioePaul Rudd appariranno come Daredevil, The
Kingpin e Ant-Man.
Per quanto riguarda chi potrebbe
dirigere Spider-Man 4, sono molti i nomi che
circolano in rete. Tra questi, Justin Lin
(Fast & Furious), Drew Goddard (The
Cabin in the Woods) e, più
recentemente, Adil El Arbi e Bilall Fallah di Ms.
Marvel e Adam Wingard, regista di Godzilla
x Kong: The New Empire.
Per quanto riguarda i dettagli sulla
trama, questi sono pochi; l’ultima indiscrezione emersa suggerisce
che il piano prevede di mettere Spidey contro gli scagnozzi di
Kingpin, tra cui Shocker e lo Scorpione. Sembra che quest’ultimo
acquisirà il simbionte Venom introdotto in Spider-Man:
No Way Home, per poi far indossare a Peter Parker la tuta
aliena nei prossimi film degli
Avengers.
Spider-Man 4 non ha
ancora una data di uscita confermata.
Mike Flanagan, che
si è affermato come uno dei registi horror più coerenti e celebrati
del momento, ha commentato le voci secondo cui potrebbe essere in
trattativa con i co-direttori dei DC Studios James Gunn e Peter Safran per
dirigere un progetto del DCU. Nel marzo dello scorso anno, Deadline ha
riportato che Flanagan aveva contattato lo studio con
un’idea per un film su Clayface. I dettagli erano pochi, ma si
diceva che “il personaggio non sarebbe stato rappresentato come
un cattivo”.
Flanagan ha dichiarato in passato di
voler partecipare a un progetto su Clayface, descrivendo il suo ipotetico film come un
“horror/thriller/tragedia a sé stante”. All’epoca la WB
non era interessata, ma si è diffusa la voce che il regista di
La caduta della casa degli Usher abbia continuato a
discutere con Gunn e Safran per eventuali altri progetti. Non siamo
sicuri che ciò sia vero, ma Flanagan sembra aver scelto con cura le
parole quando gli è stato chiesto di parlare a riguardo durante un panel al Toronto
FanExpo.
“Sono sempre stato un grande fan
di James
Gunn come persona e regista, e questo è un universo di cui mi
piacerebbe assolutamente far parte”. Il rapporto di Deadline
ha anche menzionato che Clayface potrebbe essere “una grande
aggiunta” a The
Batman – Parte 2 di Matt Reeves,
anche se ha fatto notare che non c’è ancora nulla di definitivo
perché la sceneggiatura è “in continuo cambiamento”.
Mike Flanagan when asked if he will do
something with DC:
“I’ve always been a huge fan of James Gunn as a person and
filmmaker, and that is a universe I would absolutely love to be
apart of.”
Non abbiamo idea di come un
personaggio come Clayface possa inserirsi nell’interpretazione
relativamente terra terra del mondo del Cavaliere Oscuro di Reeves,
ma supponiamo che le sue abilità di mutaforma saranno abbandonate e
che Basil Karlo (se si sceglierà questo personaggio) sarà
significativamente reimmaginato.
I dettagli sulla trama del sequel
sono rimasti un segreto ben custodito; quindi, non abbiamo idea se
Clayface sarà ancora presente. Per quanto riguarda Flanagan, ci
sono numerosi altri personaggi per i quali sarebbe perfetto una
volta che il DCU si sarà spostato oltre la fase “Dei e Mostri”, tra cui John Constantine,
Deadman o un film della Justice League Dark. Non resta che attendere e
vedere se il suo coinvolgimento nei DC Studios si
concretizzerà.
La star di Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, Simu
Liu, spera che un volto familiare del primo film torni per
il prossimo sequel. Al Fan Expo Canada, Collider ha partecipato a una
tavola rotonda con la star della Marvel. Durante l’incontro, Liu ha
parlato della sua speranza che Michelle Yeoh possa tornare per
Shang-Chi 2. Probabilmente mancano ancora anni
prima del ritorno di Ta-Lo nel MCU, ma questo non impedirà a un
potenziale Vendicatore di avanzare le sue richieste in anticipo.
Dopo Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, la Yeoh ha
vinto un Oscar, quindi il prezzo potrebbe essere elevato. In ogni
caso, sarà interessante vedere cosa si troverà davanti la prossima
volta che apparirà nel MCU.
“Quando abbiamo condiviso le
nostre scene insieme e ho avuto l’opportunità di combattere contro
di lei, è stato più che altro un combattimento di danza. Prima di
tutto, ero molto nervoso e, in secondo luogo, lei è così minuta e
aggraziata, e io mi sono sentito come un grosso pezzo di carne
goffo che fluttuava in giro”, ha scherzato Liu. “Ha
funzionato per la scena, giusto? Lei sta cercando di insegnarmi a
trovare l’armonia con il mio corpo, ed è molto orientata al Tai
Chi. Quindi è molto fluido, lei ti guida e io inciampo. Non ho
dovuto fare molto per entrare nel personaggio e lei è fantastica. È
la persona migliore con cui uscire”.
Michelle Yeoh in Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci
Anelli
Cosa sappiamo di Shang-Chi 2?
Shang-Chi 2 è un
argomento su cui Simu Liu verrà continuamente
interrogato fino all’annuncio ufficiale del progetto. In una
precedente ospitata al Tonight Show Starring Jimmy Fallon, l’attore
della Marvel ha dovuto parlare nuovamente del sequel. Pur non
potendo divulgare i dettagli, Liu ha spiegato che la Marvel sta
lavorando sodo sui prossimi progetti per il maestro del kung-fu. È
chiaro che c’è qualcosa che bolle dietro le quinte, ma i Marvel
Studios non sono ancora pronti a parlarne. I fan hanno teorizzato
che Shang-Chi 2 potrebbe inserirsi tra
Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars nella linea
temporale.
“Qui è dove uso tutta la
ginnastica mentale possibile per rispondere a questa domanda”,
ha detto Liu al conduttore. “Beh, sentite, vi dirò questo: sta
sicuramente accadendo. Probabilmente dovrei iniziare con questo. La
gente, sia online che di persona, mi chiede ogni giorno e mi dice
ogni giorno quanto gli sia piaciuto il primo film e quanto sia
stato un momento importante. Penso che ci sia così tanta buona
volontà e ne sono profondamente grato. Quindi sappiate che se mi
avete mandato un messaggio, se mi avete chiesto di un sequel, o se
vi siete avvicinati, o in qualsiasi altro modo, lo prendo a cuore e
lo apprezzo molto. Davvero. E credo di parlare a nome mio e di
Destin, il nostro nuovo regista, quando dico che siamo davvero
entusiasti di tornare a lavorare. Lo siamo davvero”.
Nonostante, di e con
Valerio Mastandrea, aprirà la
sezione Orizzontidell’81.
Mostra Internazionale d’Arte della Biennale
di Venezia(Lido di Venezia, 29 agosto-7
settembre)diretta da Alberto
Barbera questa sera
28 agosto in Sala
Darsena.
A proposito
diNonostante,
Valerio Mastandrea, alla sua seconda regia
dopo Ride (2018), ha dichiarato: “Aprire il festival
è aprire il film agli occhi e al cuore del pubblico. La prendo come
un’occasione per liberare una storia che è stata solo mia per tanto
tempo e che, spero, diventerà di tutti”.
Nonostante, interpretato anche
da Dolores Fonzi, Lino
Musella, Giorgio
Montanini, Justin Alexandre
Korovkin, Barbara
Ronchi, Luca Lionello, e
con Laura Morante, sarà proiettato
in prima mondiale nel pomeriggio del
giorno di apertura della Mostra, mercoledì28 agosto,
in Sala Darsena, inaugurando il concorso
di Orizzonti.
I produttori
sono Viola
Prestieri e Valeria
Golino per HT
Film, Francesco
Tatò e Oscar
Glioti per Damocle, Moreno
Zani e Malcom
Pagani per Tenderstories con Rai
Cinema. La distribuzione italiana è BiM
Distribuzione. Musiche originali di Tóti
Gudnason.
La trama del
film
Un uomo
trascorre serenamente le sue giornate in ospedale senza troppe
preoccupazioni. E’ ricoverato da un po’ ma quella condizione sembra
il modo migliore per vivere la sua vita, al riparo da tutto e da
tutti, senza responsabilità e problemi di alcun genere. Si sta
davvero bene lì dentro e anche se qualche compagno di reparto si
sente intrappolato, per lui ci si può sentire anche liberi come da
nessun’altra parte. Quella preziosa routine scorre senza intoppi
fino a quando una nuova persona viene ricoverata nello stesso
reparto. E’ una compagna irrequieta, arrabbiata, non accetta nulla
di quella condizione soprattutto le regole non scritte. Non è
disposta ad aspettare, vuole lasciare quel posto migliorando o
addirittura peggiorando. Vuole vivere come si deve o morire, come
capita a chi finisce lì dentro. Lui viene travolto da quel furore,
prima cercando di difendersi e poi accogliendo qualcosa di
incomprensibile. Quell’incontro gli servirà ad accettare che se
scegli di affrontare veramente il tuo cuore e le tue emozioni, non
c’è alcun riparo possibile.
Valerio
Mastandrea
È un regista,
attore e produttore, nato a Roma nel 1972. Ha lavorato con i più
importanti registi italiani (Marco Bellocchio, Valeria Golino,
Ettore Scola, Carlo Mazzacurati) vincendo numerosi David di
Donatello. Il suo debutto alla regia Ride (2018)
è stato presentato al Torino Film Festival. L’opera gli è valsa una
nomination ai premi David di Donatello per il miglior regista
esordiente e ha vinto il Nastro d’Argento per la migliore opera
prima. Ha prodotto l’ultimo film di Claudio Caligari Non
essere cattivo (2015). Recentemente ha recitato
in C’è ancora domani di Paola Cortellesi (2023), uno dei cinque film
italiani con il maggior incasso di sempre.
Beetlejuice
Beetlejuice sarà presentato in anteprima
mondiale mercoledì28agosto
2024 nella Sala
Grande del Palazzo del
Cinema (Lido di Venezia), nella serata
di
apertura della 81. Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica. Warner
Bros. Pictures presenta Beetlejuice
Beetlejuice che uscirà nelle sale
cinematografiche italiane il 5 settembre, distribuito
da Warner Bros. Pictures.
“Beetlejuice Beetlejuice è l’atteso
ritorno di uno dei personaggi più iconici del cinema di Tim Burton,
ma anche la felice conferma dello straordinario talento visionario
e della maestria realizzativa di uno dei più affascinanti autori
del suo tempo – dichiara il Direttore Alberto
Barbera – La Biennale di Venezia è onorata e fiera di
poter ospitare la prima mondiale di un’opera che è una sorprendente
altalena di immaginazione creativa e trascinante ritmo
allucinatorio”.
“Sono
entusiasta – ha dichiara Tim Burton – Significa molto per
me avere la prima mondiale di questo film alla Mostra di
Venezia”.
Il film Beetlejuice Beetlejuice
Beetlejuice è tornato! Il regista candidato all’Oscar
Tim Burton, e l’attore candidato all’Oscar
Michael Keaton tornano a fare squadra
per Beetlejuice Beetlejuice,
l’atteso sequel del
pluripremiato Beetlejuice (1988). Keaton torna
nel suo ruolo iconico accanto alla candidata all’Oscar Winona Ryder (Stranger Things, Piccole donne) nel
ruolo di Lydia Deetz, e alla vincitrice di due
Emmy Catherine O’Hara (Schitt’s
Creek, La sposa cadavere) nel ruolo di Delia
Deetz. Si aggiungono al cast le new entry Justin
Theroux (Star
Wars: Episodio VIII – Gli ultimi Jedi, The
Leftovers), Monica
Bellucci(Spectre, i film
di Matrix), Arthur
Conti (House of the Dragon) al suo debutto
in un lungometraggio, la candidata agli Emmy Jenna
Ortega (Mercoledì, Scream VI) nel ruolo
della figlia di Lydia, Astrid, e il candidato all’Oscar Willem Dafoe (Povere Creature!, Van Gogh – Sulla soglia
dell’eternità).
Dopo
un’inaspettata tragedia familiare, tre generazioni della famiglia
Deetz tornano a casa a Winter River. Ancora perseguitata da
Beetlejuice, la vita di Lydia viene sconvolta quando la figlia
adolescente e ribelle, Astrid, scopre il misterioso modellino della
città in soffitta e il portale per l’Aldilà viene accidentalmente
aperto. Con i problemi che stanno nascendo in entrambi i regni, è
solo questione di tempo prima che qualcuno
pronunci tre volte il nome di Beetlejuice e il demone dispettoso
torni nuovamente per scatenare il suo caos.
Tim Burton, che
ha creato un suo genere personale, dirige il film da una
sceneggiatura di Alfred Gough & Miles Millar (Mercoledì),
una storia di Gough & Millar e Seth Grahame-Smith
(LEGO Batman – Il film) basata sui personaggi creati da
Michael McDowell e Larry Wilson. I produttori del film sono
Marc Toberoff, Dede Gardner, Jeremy Kleiner, Tommy Harper e
Tim Burton, con Sara Desmond, Katterli Frauenfelder, Gough, Millar,
Larry Wilson, Laurence Senelick e Brad
Pitt alla produzione esecutiva.
Tra i
collaboratori di Burton dietro le quinte figurano anche il
direttore della fotografia Haris Zambarloukos
(Belfast, Assassinio sull’Orient Express),
lo scenografo Mark Scruton (Mercoledì), il montatore Jay
Prychidny (Mercoledì), la costumista premio Oscar Colleen
Atwood (Alice in Wonderland, Sweeney Todd – Il
diabolico barbiere di Fleet Street, Il mistero di
Sleepy Hollow), il premio Oscar supervisore creativo degli
effetti speciali per le creature e del trucco speciale FX Neal
Scanlan (Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet
Street, La fabbrica di cioccolato), il
supervisore agli effetti visivi, vincitore del BAFTA, Angus
Bickerton (House of the Dragon, Dark
Shadows) e il compositore candidato all’Oscar Danny Elfman
(Big Fish, Nightmare Before
Christmas, Batman), così come la truccatrice e
parrucchiera vincitrice dell’Oscar Christine Blundell
(Topsy-Turvy – Sottosopra).
La cantautrice e
attrice italiana Clara, protagonista dell’ultima
edizione del Festival di Sanremo e fra i personaggi più amati della
serie tv Mare fuori, si esibirà durante la cerimonia d’apertura
dell’81.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della
Biennale di Venezia, mercoledì28 agosto nella
Sala Grande del Palazzo del
Cinema (Lido di Venezia), che avrà inizio alle ore
19.
Tutto quello che c’è da sapere su
Clara Soccini
Clara
Soccini, in arte Clara, nasce nel 1999
nella provincia di Varese e, dopo essersi avvicinata giovanissima
al mondo della moda, coltiva la passione che aveva per la musica
fin da bambina nel 2020. Dopo una prima collaborazione con
l’artista Nicola Siciliano, pubblica i suoi primi quattro singoli
ufficiali.
Inizia così a
sperimentare con la propria voce e far conoscere la sua
personalità, confermata anche dal debutto nel mondo cinematografico
nella serie tv campione d’incassi Mare
fuori, dove interpreta Giulia/Crazy J.
All’interno della serie Clara mantiene la sua
identità da musicista con il suo brano “Origami
all’alba”, certificato triplo disco di
platino, per mesi stabile in Top 20 nelle classifiche
Fimi/Gfk e Spotify Italia. Il 28 aprile 2023 è uscito il singolo
“Cicatrice”, seguito dalle collaborazioni nei
brani “Replay” di MV Killa e “Un milione
di notti” di Mr Rain (disco di platino).
Vincitrice di Sanremo Giovani 2023 con il brano
“Boulevard”, ha partecipato in gara al 74°
Festival di Sanremo con “Diamanti grezzi”
(disco di platino) e a febbraio ha vestito nuovamente i panni di
Crazy J nella quarta stagione di “Mare fuori”, per
la quale ha scritto l’inedito “Ragazzi fuori”
(disco d’oro), canzone contenuta nel suo album d’esordio,
“PRIMO” (disco d’oro). A ottobre sarà in
tour per la prima volta con un live tutto suo a Roma,
Bari, Napoli, Firenze, Padova e Milano.
Il recente
teaser di Nosferatu
di Robert Eggers ha lasciato i fan dell’horror
assetati di saperne di più, e si dice che un secondo trailer
potrebbe essere dietro l’angolo. Nel frattempo, Focus Features ha
pubblicato un nuovo fotogramma con Lily-Rose Depp nei panni di Ellen
Sutter.
Il fotogramma mostra la tormentata
Ellen con il sangue che le esce dagli occhi e dalla bocca. A meno
che non si tratti di uno spoiler piuttosto significativo (a seconda
della direzione che prenderà la storia, potrebbe diventare lei
stessa un vampiro), diremmo che si tratta di una sequenza di sogno
o di una visione.
Il primo trailer ha tenuto per lo
più nascosto il nobile non-morto di Bill Skarsgård, il Conte Orlok, a parte un
rapidissimo scorcio del vampiro che affonda le zanne nel collo di
una sfortunata vittima, e un altro mentre si gira lentamente per
affrontare la telecamera. Il prossimo sguardo al film svelerà
completamente il mostro? Diremmo che lo terranno nascosto il più a
lungo possibile.
È stato molto difficile distinguere
il design della creatura nelle inquadrature che abbiamo visto, ma
Orlok è apparso almeno un po’ diverso dalle precedenti
rappresentazioni del personaggio.
Durante una recente intervista,
Eggers ha osservato che Bill Skarsgård si è completamente perso
nel ruolo, ed era ancora più “irriconoscibile” nei panni del
vampiro di quanto non lo fosse sotto le protesi che gli hanno
permesso di dare vita a Pennywise nei film di It.
“Ci sono cose che sono
simili a Schreck, ma sentivo che dovevamo fare
qualcos’altro”, ha detto il regista di The
Northman. “Fondamentalmente mi sono chiesto: ‘Che
aspetto avrebbe un nobile transilvano morto per davvero?’ Bill ha
perso un’enorme quantità di peso”.
“È talmente trasformato in
ogni aspetto che non so se la gente gliene darà atto”, ha
proseguito il regista. “Potete vedere Bill [nel ruolo di
Pennywise] nel trucco di It; qui non si percepisce nessun
Bill.Ha lavorato con un allenatore d’opera per
abbassare la sua voce di un’ottava.Credo che la
gente penserà che l’abbiamo trattato digitalmente, ma questa è la
sua performance”.
Nosferatu
è interpretato da Bill Skarsgård, che sostituisce il trucco da
clown di Pennywise con le zanne affilate del Conte Orlock, nonché
da Nicholas Hoult, Aaron Taylor-Johnson, Emma
Corrin e Lily-Rose Depp. Il film riunisce inoltre
Eggers con Willem Dafoe, che ha interpretato in modo
memorabile un ex marinaio irascibile in The
Lighthouse e che è apparso anche nel precedente film del
regista, The
Northman. L’epopea vichinga vedeva protagonista il
fratello di Skarsgård,
Alexander Skarsgård, nel ruolo di un guerriero norreno con una
massa grassa impressionante e addominali formidabilmente
cesellati.
Nosferatu
è basato sul capolavoro espressionista tedesco del 1922 diretto da
F. W. Murnau – la realizzazione di quel film ha
ispirato il film del 2000, completamente fittizio, L’ombra del
vampiro, che ha visto protagonista Dafoe, candidato all’Oscar,
nel ruolo di un succhiasangue realmente esistito, arruolato per
interpretare il ruolo di Orlock. Qui l’attore interpreta invece un
assassino di vampiri. Nosferatu è stato anche
rifatto nel 1979 da Werner Herzog come
Nosferatu il vampiro, con il suo frequente collaboratore
Klaus Kinski, che masticava scenari, colli di
nubili e qualsiasi cosa in vista nei panni del vampiro titolare. Il
Nosferatu
arriverà ora al cinema a partire dal 25
dicembre.
A
Channing Tatum è stata data l’opportunità di assumere il ruolo
di Gambit in Deadpool
e Wolverine, dopo aver inizialmente perso la
possibilità di interpretare l’eroico mutante quando la Disney ha
acquisito gli asset della 20th Century Fox e ha posto fine al
franchise degli X-Men dello studio.
Tatum ha fatto il suo debutto nel
MCU nel ruolo di Remy
LeBeau nel Vuoto, unendosi a Elektra, Blade e X-23
come membri della Resistenza che Wade Wilson e Logan hanno
incontrato quando sono stati bloccati da Mister Paradosso.
All’inizio della giornata, Ryan Reynolds ha condiviso una scena eliminata del film che
lasciava fortemente intendere che Gambit, a un certo punto, si
sarebbe diretto verso la Terra-616 attraverso un “circolo di
scintille Marvel”.
Tatum ha parlato di quanto gli
piacerebbe avere la possibilità di riprendere il ruolo, ma è
davvero qualcosa che la maggioranza dei fan vuole vedere?
Questa versione di Gambit aveva il
costume, i poteri e l’accento (?) precisi del fumetto e Tatum
sembrava divertirsi un mondo nel ruolo – ma la maggior parte delle
sue scene erano giocate per far ridere, e mentre alcuni hanno
apprezzato molto il suo ruolo di Ragin’ Cajun, altri sembrano
ritenere che Tatum semplicemente non sia il più adatto per questo
personaggio dopo averlo visto in azione qui.
Vi piacerebbe vedere Tatum tornare
nei panni di Gambit come membro degli
X-Men del MCU? Date un’occhiata ai nuovi concept art e lasciate
un commento sui nostri social.
Kevin Feige, Ryan Reynolds, Shawn Levy e Lauren Shuler
Donner producono con Louis D’Esposito, Wendy Jacobson,
Mary McLaglen, Josh McLaglen, Rhett Reese, Paul Wernick, George
Dewey e Simon Kinberg come produttori esecutivi. “Deadpool &
Wolverine” è scritto da Ryan Reynolds & Rhett Reese & Paul Wernick &
Zeb Wells & Shawn Levy. Il 26 luglio “Deadpool & Wolverine” dei
Marvel Studios darà vita a una sfida tra squadre all’ultimo
sangue.
The
Family (Aile), la dizi che ha
appassionato il pubblico del day-time estivo di Canale 5
sta per concludere la sua prima stagione, in onda ogni giorno su
Canale 5 (e in streaming su Mediaset Infinity) fino al gran finale
previsto il 30 agosto. Per sapere cosa accadrà nella sorprendente
storia d’amore tra il giovane boss Aslan (Kivanç Tatlitug) e la
brillante psicologa Devin (Serenay Sarikaya), The
Family 2, la seconda stagione di
The Family sarà disponibile dal 2 settembre in
esclusiva gratis solo su Mediaset Infinity, con un nuovo
episodio ogni giorno dal lunedì al venerdì.
Dopo aver preso in mano le redini
delle losche attività di famiglia, Aslan è circondato dal lusso e
dal successo, ma nasconde un profondo malessere. La sua vita cambia
improvvisamente quando, durante un viaggio in aereo, conosce la
bellissima psicologa Devin, che lotta per superare un passato
difficile. L’attrazione tra i due è immediata, ma li ha portati a
dover affrontare numerosi ostacoli.
Nella seconda stagione Aslan sarà
sempre più diviso tra l’amore per Devin e il legame con sua madre
Hulya, determinata a separarli. La situazione si complicherà
ulteriormente per la famiglia Soykan a causa dell’accusa di
riciclaggio di denaro da attività illecite. Aslan combatterà per
cercare di tenere unita la famiglia di fronte alle avversità.
Daredevil:
Born Again è stato uno dei titoli del MCU presentati
al D23 all’inizio del mese e, per la gioia dei fan Marvel che non sono riusciti a
recarsi ad Anaheim, è subito trapelato online.
Che ci crediate o no, non è ancora
stato ritirato – come potete vedere qui – ma negli ultimi
giorni è emersa sui social media una versione di qualità migliore.
Anche se non è proprio come una versione ufficiale, una parte dello
schermo non è più tagliata e la qualità generale dell’immagine e
del suono è molto migliorata.
Di conseguenza, possiamo dare
un’occhiata migliore a tutto, dai cinque cappucci dell’Uomo Senza
Paura ai suoi scontri con il Punitore, Muse,
Kingpin e altri ancora. Qui sotto trovate anche una clip di una
versione di qualità ancora superiore del trailer di
Daredevil: Born Again che, purtroppo, non è
ancora trapelato nella sua interezza! Saremo sicuri di aggiornare
se questa versione seguirà.
La seconda stagione di
Daredevil: Al D23 è stata annunciata anche la seconda
stagione di Daredevil:Born Again, e
in precedenza è stato riferito che Spider-Man 4 vedrà il
Wall-Crawler allearsi con Daredevil per combattere The Kingpin;
tuttavia, sembra che i piani siano cambiati e che il
concetto sia stato conservato per il MCU post-Secret
Wars.
Parlando al D23, l’attore di Frank
Castle Jon
Bernthal ha commentato come ci si sente a ricevere il sostegno
dei fan e come questo abbia contribuito al suo debutto nel MCU.
“Un’eccitazione genuina, autentica”, ha condiviso.
“Penso che se sei un fan della serie che hai visto prima,
sarai un fan di questo.Penso che stiamo facendo
un ulteriore passo avanti”.
“Siamo tutti qui, siamo
tutti enormemente felici di stare insieme.Siamo
orgogliosi di quello che abbiamo fatto e penso che se siete fan
della serie, sarete enormemente felici”, ha detto l’attore
di Frank Castle.
Il revival di
Daredevil è interpretato da
Charlie Cox,
Vincent D’Onofrio,
Jon Bernthal, Margarita Levieva, Michael Gandolfini, Genneya
Walton, Arty Froushan, Deborah Ann Woll, Elden Henson, Wilson
Bethel, Jeremy Earl e Ayelet Zurer. Dario Scardapane
(The Punisher) è lo showrunner.
È stato confermato che
Daredevil:
Born Again debutterà su Disney+ il prossimo marzo. Guardate
questa nuova versione del trailer trapelato qui sotto.
Lo sceneggiatore di The Punisher,
Dario Scardapane, è salito a bordo come nuovo showrunner della
serie Daredevil:
Born Again, le cui riprese sono concluse da poco.
I dettagli specifici della trama
sono ancora nascosti, ma sappiamo che Daredevil:
Born Again vedrà Matt Murdock/Daredevil
(Charlie
Cox) confrontarsi con la sua vecchia nemesi
Kingpin (Vincent
D’Onofrio), che abbiamo visto tornare di corsa a New
York nel finale di stagione di Echo. È
probabile che Fisk sia in corsa per la carica di sindaco di New
York o che sia già stato nominato a tale carica quando la storia
prenderà il via.
I dettagli specifici della trama di
Daredevil:
Born Again non sono stati rivelati, ma possiamo
mettere insieme un’idea approssimativa dalle foto dal set e dalle
fughe di notizie sulla trama. Matt Murdock difenderà White Tiger in
tribunale, The Kingpin è il sindaco di New York City (e reprime i
vigilantes che odia così tanto), e The Punisher prende di mira i
poliziotti corrotti che hanno cooptato il suo logo.
Yellowstone
potrebbe non essere finita con la sua quinta stagione. Nonostante
il prossimo episodio sia stato inizialmente etichettato come il
finale di stagione, il mega successo western di Taylor Sheridan – come rivelato da
Variety – potrebbe tornare per
una sesta stagione, con Kelly Reilly e Cole Hauser in
trattative per un ruolo di primo piano, secondo quanto riferito da
fonti di Variety.
Non ci sono ancora accordi, ma il
piano prevede che Yellowstone
continui oltre la quinta stagione, che andrà in onda il 10 novembre
su Paramount. Reilly interpreta Bethany “Beth” Dutton, la figlia
del John Dutton III di Kevin Costner, mentre Hauser interpreta Rip
Wheeler, moglie di Beth e dipendente e “faccendiere” del Dutton Ranch. Al momento la Paramount non ha
risposto alla richiesta di commento di Variety, per cui si attende
conferma ufficiale a riguardo.
Yellowstone e
l’universo western di Taylor Sheridan
Kevin Costner ha lasciato Yellowstone
dopo cinque stagioni e mezzo e non apparirà negli ultimi episodi.
Costner ha dichiarato di aver scelto di abbandonare la serie a
causa della scelta della Paramount di dividere la quinta stagione
in due parti, che secondo l’attore interferiva con il lavoro sulla
sua serie di film western in quattro parti, “Horizon: An
American Saga”. Mentre Yellowstone
stava girando i suoi ultimi episodi, Costner aveva ancora espresso
il desiderio di chiudere il suo arco narrativo nel ruolo del
patriarca proprietario di ranch John Dutton, ma alla fine lui e il
network non sono riusciti a trovare un accordo.
Nel frattempo, all’inizio di
agosto è stato annunciato un nuovo spinoff intitolato “The
Madison”. Lo show, che in precedenza era in fase di
sviluppo con il titolo “2024”, avrà come protagonisti
Michelle Pfeiffer e Matthew
Fox e seguirà una famiglia di New York City nella valle
del fiume Madison nel Montana centrale. Secondo la Paramount,
“la serie è un accorato studio sul dolore e sul legame
umano”. “The Madison” si aggiunge così agli spinoff di
Yellowstone,
‘1883’ e ‘1923’, mentre altre serie ambientate in questo
stesso universo televisivo sono in fase di sviluppo.
L’oro di Napoli del 1954 con Vittorio
De Sica, con Eduardo De Filippo, Sophia Loren,
Silvana Mangano, Paolo Stoppa e
Totò, il film di Preapertura di
martedì 27 agosto dell’81.
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della
Biennale di Venezia, in occasione dei 50
anni dalla scomparsa di Vittorio De Sica e dei 70
anni del film.
In Sala Darsena al
Lido, alle ore 20.30 del 27
agosto è stato proiettato, L’oro di
Napoli in prima mondiale nella
versione restaurata digitale 4K a cura di
Cinecittà per iniziativa della Filmauro
Srl di Aurelio e Luigi De Laurentiis, a
partire dal negativo scena 35mm e dal negativo colonne ottiche 35mm
mono, e con la supervisione artistica di Andrea De
Sica.
Alla serata di Preapertura
del 27 agosto è stato invitato il pubblico
di Venezia attraverso la collaborazione con i quotidiani
IlGazzettino,
La Nuova di Venezia e Mestre e il
Corriere del Veneto.
L’81. Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica della Biennale di Venezia
si terrà al Lido dal 28 agosto al 7 settembre
2024, diretta da Alberto Barbera.
L’Oro di Napoli
L’oro di Napoli,
suddiviso in 6 episodi tratti dall’omonima
raccolta di racconti di Giuseppe Marotta,
sceneggiato insieme al regista da Cesare Zavattini
e prodotto da Carlo Ponti e Dino De
Laurentiis, racconta alcune delle tante facce di
Napoli attraverso i capitoli: Il guappo,
Pizze a credito, Il funeralino, I
giocatori, Teresa e Il professore.
Presentato in concorso a Cannes nel 1955, venne
premiato ai Nastri d’argento per la miglior
attrice a Silvana Mangano e per il miglior attore
a Paolo Stoppa e selezionato fra i 100
film italiani da salvare.
“L’oro di Napoli –
ricordava Martin Scorsese – a New York era
trasmesso a quei tempi in televisione, e tutti nel quartiere lo
rivedevano ogni volta e lo amavano molto. […] È un film che
offre una meravigliosa gamma di stili comici e incorpora qualcosa
che apprezzo molto nel cinema italiano: il modo in cui si muove
senza sforzo tra la commedia e la tragedia” (M. Scorsese, My
Voyage to Italy, 1999).
Su L’oro di NapoliCarlo Lizzani ha scritto: “De Sica […] realizzerà
dal bel libro di Marotta un film dalle alte qualità, pieno anche di
pagine ispirate e di momenti degni del miglior De Sica. Il funerale
del bambino (tagliato nella versione presentata al pubblico) e quel
gioiello che è la partita a carte tra De Sica stesso in veste
d’attore e il bambino, potrebbero figurare degnamente in
un’antologia del cinema italiano.” (C. Lizzani, Storia del
cinema italiano, Parenti, Firenze, 1961).
Note su restauro
Il negativo scena presentava numerose macchie, vecchie giunte
riparate a scotch e una grande quantità di righe, graffi e
spuntinature. Alcuni strappi e rotture importanti hanno reso
indispensabile la ricostruzione di diversi fotogrammi. È stato
necessario il trattamento per la rimozione del flicker su molte
inquadrature. Un color grading accurato ha ricreato contrasti e
look originale della fotografia. Sulla colonna sono stati eliminati
i classici difetti presenti in un supporto dell’epoca, intervenendo
sul rapporto segnale-rumore per ricreare il giusto equilibrio tra
suono d’ambiente e dialoghi. La presenza di una rottura del
supporto ha reso necessaria la ricostruzione di una battuta.
Sveva
Alviti aprirà l’81. Mostra nella serata
di mercoledì 28 agosto 2024, sul palco
della Sala Grande (Palazzo del Cinema al Lido) in occasione
della cerimonia di inaugurazione, e guiderà
la cerimonia di chiusura sabato 7
settembre, in occasione della quale saranno annunciati i
Leoni e gli altri premi ufficiali dell’81. Mostra.
Nata a Roma, Sveva
Alviti inizia precocemente a studiare recitazione con
alcuni tra i migliori insegnanti americani, tra cui la celebre
coach Susan Batson, parallelamente a una carriera da modella che la
porta presto a New York. Nel 2009 debutta a Broadway come
protagonista dello spettacolo teatrale The
Interrogation e nel 2011 partecipa alla 68. edizione
della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale
di Venezia con il cortometraggio Alice di
Roberto de Paolis. Nel 2012 è nel film Niente può
fermarci di Luigi Cecinelli e in Buongiorno
Papà di Edoardo Leo. L’anno successivo è una delle
protagoniste del film Cam Girls per la regia di
Mirca Viola e porta al Teatro Quirino di Roma uno spettacolo
interamente dedicato all’attrice Monica Vitti, ispirato al
film Dramma della gelosia.
La consacrazione arriva nel 2017
con Dalida, il biopic di Lisa Azuelos sulla celebre
icona francese, che le è valso la nomination come miglior
attrice emergente ai César 2018 e che ha avuto un grande successo
in Francia (in testa al box office per settimane) e in Italia, dove
è stato trasmesso come evento speciale in prima tv assoluta su Rai
1. Nel 2018 Sveva Alviti è la protagonista femminile del
film Lukas uscito in oltre 250 sale in Francia,
Belgio e UK, un thriller con Jean-Claude Van Damme. Nel corso dello
stesso anno è nei cinema con Love Addict con
Michael Madsen, dove interpreta una femme fatale nel ruolo di
Henriette. Nel 2019 gira in Francia, per la regia di Fabienne
Redt, Beignets de Songe e riceve il premio Kinéo
come Guest Star a Venezia. Tre anni dopo vince il premio come
miglior interprete al Rome Independent Film Festival per il suo
ruolo di co-protagonista nel film d’autore Tra le
onde, diretto da Marco Amenta. Nel 2023 è protagonista
di Entres les Vagues di Anaïs Volpé, presentato
al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine
des Cinéastes e vincitore di numerosi premi in tutta la Francia. Lo
stesso anno appare nelle tv francesi nella serie contro la
violenza sulle donne H24 e fa il suo debutto
alla regia con il cortometraggio Les jour
d’après.
A marzo 2023 esce AKA
il suo primo film per Netflix – dove interpreta la protagonista femminile
Natalya – film che ha avuto un grande successo sulla
piattaforma. Dal 15 settembre andrà in onda la seconda
stagione di Nudes, prodotta da Rai Fiction, e
nell’autunno 2024 prenderà parte a un progetto americano che
parlerà della tematica del MeToo dal titolo The other
side of Fame. L’attrice si appresta a iniziare le riprese
di Walking Through the fire, suo esordio alla regia
per un documentario.
Nato dalla penna di Mike
Mignola, Hellboy è uno dei più iconici e amati eroi dei
fumetti, affermatosi nell’immaginario collettivo grazie alla sua
natura demoniaca e al suo cinico umorismo. La sua fama lo ha poi
portato ad uscire dalla pagina per diventare protagonista di
videogiochi e film. Tra questi ultimi si annoverano i due celebri
lungometraggi che il regista premio Oscar Guillermo Del
Toro gli ha dedicato, ovvero Hellboy ed Hellboy: The Golden
Army. Nel 2019 è poi stato realizzato un nuovo film a lui
dedicato, intitolato semplicemente Hellboy
(qui la recensione) e diretto da
Neil Marshall
(regista anche dell’horror Doomsday – Il giorno del
giudizio).
Rispetto ai film di Del Toro,
questo film è un vero e proprio reboot, che racconta da capo la
storia del suo protagonista assegnandogli nuove avventure. In
particolare, questo nuovo film trae ispirazione dai fumetti
Darkness Calls, The Wild Hunt e The Storm and the
Fury. Rispetto ai due precedenti film, gli autori
di questo nuovo lungometraggio decisero di puntare molto di più
sull’horror, includendo ancor più violenza e toni cupi. I fan dei
film di Del Toro, tuttavia, non gradirono molto il fatto che,
invece di un terzo capitolo, si realizzasse un nuovo titolo
scollegato dai primi due.
Questa avversione di base unita ad
altre problematiche di produzione portarono infine il film a
divenire uno dei maggiori flop del 2019. Nonostante i suoi difetti,
Hellboy è
però un film da vedere senza dar vita a paragoni, che si lascia
apprezzare per molteplici aspetti. In questo articolo approfondiamo
alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui
nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Ian McShane, David Harbour e Sasha Lane in Hellboy. Foto di
Mark Rogers
La trama di
Hellboy
Protagonista del film è ovviamente
Hellboy, un semi-demone che protegge la Terra
dalle creature sovrannaturali che la minacciano. Evocato sul nostro
pianeta nel 1944 dal malvagio stregone russo Grigorij
Efimovič Rasputin per conto dei nazisti, Hellboy viene
salvato dagli Alleati e affidato al Professor Trevor
Bruttenholm, che lo cresce come se fosse suo figlio. Una
volta adulto, Hellboy inizia a dare la caccia a creature come lupi
mannari, vampiri e mostri mitologiche di ogni tipo, diventando uno
dei migliori detective del BPRD (Bureau of Paranormal Research and
Defense). In tutto ciò, egli non manca però di essere dilaniato da
forti crisi esistenziali, chiedendosi quale sia il suo vero
scopo.
Mentre cerca di scoprire di più sul
proprio passato, Hellboy viene coinvolto in una nuova pericolosa
missione. Da alcune fonti, si viene infatti a sapere che qualcuno
sta cercando di riassemblare i resti di Nimue, la
malvagia Regina di Sangue che aveva scatenato morte e disperazione
nell’Inghilterra del Medioevo, decapitata da Re Artù e Mago Merlino
con la spada Excalibur e le cui membra erano state nascoste lungo
tutto il paese. Per evitare che ciò avvenga e scongiurare dunque
l’apocalisse, Hellboy potrà contare sull’aiuto di alcuni alleati,
ma il più grande ostacolo alla salvezza del mondo potrebbe essere
proprio egli stesso.
Il cast del film
Ad interpretare il demone rosso
Hellboy non vi è più Ron Perlman, protagonista dei
primi due film, bensì l’attore David Harbour,
celebre per essere Jim Hopper nella serie Stranger Things. Egli ha descritto il
suo Hellboy come una versione adolescente rispetto al personaggio
visto nei precedenti due film e dunque molto più segnato da crisi
esistenziali. Per poter incarnare il personaggio, egli si sottopose
poi ad un rigido allenamento, raggiungendo un’ottima forma fisica.
Ciò gli ha anche permesso di poter sopportare il peso del trucco
prostetico applicatogli addosso. Allo stesso tempo ha portato
avanti diverse ricerche sul personaggio, in collaborazione con
Mignola.
Accanto a lui, nei panni del
professor Bruttenholm vi è l’attore Ian McShane,
il quale ha costruito il personaggio in modo molto più cinico e
severo rispetto a quello visto nei precedenti film. Sasha
Lane è invece la medium Alice, amica di Hellboy, mentre
Daniel Dae Kim interpreta l’agente Ben Daimio,
capace di trasformarsi in un giaguaro. L’attrice Milla Jovovich
interpreta invece la villain, del film, Nimue. L’attrice si è detta
particolarmente attratta dalla storia del personaggio, ritrovando
in lei molti aspetti attuali, come lo scontro tra la natura e
l’essere umano. Infine, Troy James, noto per il
suo possedere un corpo estremamente snodato, dà corpo nel film alla
mostruosa Baba Yaga, con il quale Hellboy sarà costretto a
confrontarsi.
Alistair Petrie e David Harbour in Hellboy. Foto di Mark
Rogers
Il sequel di
Hellboy
Con la realizzazione di questo
reboot, si pensava già ad un possibile sequel, che facesse dunque
proseguire le nuove avventure di Hellboy sul grande schermo.
Costato 50 milioni di dollari, il film come anticipato fu un
clamoroso flop, capace di incassare appena 55 milioni in tutto il
mondo. In molti hanno cercato di interpretare le ragioni di
quell’insuccesso, dando talvolta la colpa alla concorrenza della
Marveltalvolta ai pregiudizi dei fan dei
primi due film. Un sequel sembra dunque improbabile, ma nel
febbraio del 2023 è stato annunciato un nuovo reboot, intitolato
Hellboy: The Crooked Man, sul cui sviluppo
Mignola si è espresso in modo
estremamente favorevole e di cui
è stato di recente svelato il trailer.
Il trailer e dove vedere il film
in streaming e in TV
In attesa di vedere questo nuovo
film, è possibile fruire dell’Hellboy
del 2019 grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti
disponibile nei cataloghi di Apple iTunes, Amazon Prime Video e Tim
Vision. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di
riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un
abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre
presente nel palinsesto televisivo di martedì 27
agosto alle ore 21:00 sul canale
20 Mediaset.
L’attore, infatti, ha negli ultimi
anni ridotto drasticamente i suoi impegni cinematografici,
limitandosi a brevi apparizioni che comportano dunque il minimo
impegno possibile. Questa formula, da molti criticata, si è
dimostrata particolarmente vantaggiosa per l’attore, che ha così
modo di districarsi tra diversi lungometraggi girati tutti in brevi
periodi. Per gli amanti del genere, tuttavia, questi si rivelano
essere film a loro modo godibili, che offrono intrattenimento senza
troppe pretese unito all’occasione di vedere Willis fare ciò che sa
fare meglio.
Per gli amanti della produzione
recente dell’attore noto per la saga di Die Hard, si tratta dunque
anche questo di un titolo irrinunciabile, ricco di azione e un
insolito humor. Ora che Willis si è ritirato dal mondo della cinema e
della recitazione, riscoprire anche i suoi ultimi film può
essere un dovuto omaggio alla sua carriera. In questo articolo si
approfondiscono alcune delle principali curiosità relative a
questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile
ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e
al cast di attori. Infine, si elencheranno anche
le principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama di First Kill
Protagonista del film è il giovane
broker di Wall Street WilliamBeeman, da tutti semplicemente chiamato “Will”.
Pur se particolarmente di successo nel suo mestiere, egli si
dimostra un disastro per quanto riguarda i rapporti famigliari. Nel
tentativo di riallacciare i rapporti con il figlio piccolo
Danny, Will decide di organizzare un’escursione di
caccia nei boschi dove era solito recarsi da bambino con suo padre.
Quei luoghi, per lui particolarmente significativi, potrebbero
infatti aiutarlo a ristabilire quel contatto da tempo perso con il
figlio, riportandoli sulla stessa lunghezza d’onda. Poiché passare
del tempo con suo padre è una novità, Danny decide di accettare con
curiosità.
I due si recano dunque nella natura
incontaminata per la loro avventura padre e figlio. Il viaggio,
però, prende una piega inaspettata e particolarmente preoccupante
nel momento in cui si imbattono in un gruppo di rapinatori. Avendo
assistito ad un omicidio commesso da questi, Will e Danny si
ritrovano loro malgrado ad essere due pericolosi testimoni. Il
gruppo di criminali non esita dunque a rapire il bambino,
costringendo Will ad aiutarli nel recuperare la refurtiva e a
sfuggire al capo della polizia, il coriaceo Marvin
Howell. Se farà ciò, Will potrà sperare di riavere suo
figlio sano e salvo. Costretto ad accettare, egli sa però di non
potersi fidare dei criminali e inizia dunque ad escogitare un piano
per uscire da quella brutta situazione.
Il cast del film
Ad interpretare l’agente di polizia
Marvin Howell, come anticipato, vi è l’attore Bruce Willis. Negli
ultimi anni abituato ad interpretare ruoli piuttosto marginali,
questo accettò di partecipare al film a patto di girare tutte le
proprie scene nel minor numero possibile di giorni. Willis, alla
fine, completò quanto previsto per il suo personaggio in meno di
una settimana. Nonostante ciò, dovette comunque arrivare sul set
con una buona preparazione fisica, così da poter eseguire anche
alcune delle acrobazie più complesse. Per lui, inoltre, si è
trattato del terzo film dove viene diretto da Miller, confermando
l’ottima intesa generatasi tra di loro.
Ad interpretare William Beeman, vero
e proprio protagonista del film, vi è invece l’attore Hayden Christensen. Meglio noto per aver
interpretato Anakin Skywalker nella trilogia prequel di
Star
Wars, egli accettò di recitare in questo film in quanto
affascinato tanto dall’azione presente quanto dal rapporto che il
suo personaggio ha con il figlio. Quest’ultimo è interpretato dal
giovane Ty Shelton. Gethin
Anthony interpreta il criminale Levi Barrett, mentre
Shea Buckner e William DeMeo sono
gli agenti Charlie e Richie Stechel. L’attrice Megan
Leonard, infine, ricopre il ruolo dell’infermiera Laura
Beeman, moglie di di Will.
Il finale del film
Nel finale del film, nel tentativo
di provocare Will, Howell si rivela come colui che anni prima ha
ucciso suo padre. Levi distrae Howell mentre Laura si abbassa e
offre a Will l’opportunità di sparargli in testa. Durante le
conseguenze, Levi muore per le ferite riportate, con grande
tristezza di Danny. Richie viene invece interrogato dal resto del
dipartimento di polizia e Mabel viene trovata morta sul letto
dell’ospedale dopo essere stata uccisa da Howell rimuovendo il suo
sistema di supporto vitale. Mentre i restanti agenti non corrotti
si vantano sui media del bottino recuperato, la famiglia Beeman
rinuncia al fucile da caccia e decide di tornare a casa per
ritrovare la tranquillità.
Il trailer di First
Kill e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di First
Kill grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti
disponibile nei cataloghi di Apple
TV, Now, Prime Video e Infinity+. Per vederlo,
una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare
il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà
così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 27 agosto alle ore 21:20
sul canale Italia 1.
Le foto del set di Io
sono nessuno 2 rivelano il primo sguardo al
ritorno di Bob Odenkirk mentre continuano le riprese del
sequel d’azione. Uscito nel 2021, il thriller d’azione è stato
diretto da Ilya Naishuller, scritto da Derek Kolstad di John
Wick e interpretato da
Odenkirk nel ruolo di Hutch Mansell, un mite padre di famiglia
che è costretto a tornare al suo passato di assassino quando lui e
la sua famiglia vengono presi di mira da un vendicativo signore del
crimine. Le riprese del
sequelIo sono nessuno 2, la cui regia è stata
affidata a Timo Tjahjanto (May the Devil Take You), sono
iniziate all’inizio del mese e l’uscita è prevista tra un anno.
Ora, mentre le riprese del sequel
d’azione proseguono, il regista Timo
Tjahjanto ha condiviso alcune foto del set su X,
precedentemente Twitter, rivelando il primo sguardo al
ritorno di Odenkirk in Io sono nessuno 2. Guardate le foto
qui sotto:
La prima foto mostra Tjahjanto
accanto al co-regista di John
Wick David Leitch, che è produttore di entrambi i
film di Io sono nessuno. La seconda foto mostra
Tjahjanto accanto a Odenkirk in un ascensore. Il post è stato
intitolato “Grateful is an understatement.#Nobody2”.
Tutto quello che sappiamo su Io sono nessuno 2
Anche se non vengono mostrati nelle
foto del set, il sequel introdurrà alcuni nuovi personaggi
che Hutch dovrà affrontare. La candidata all’Oscar
Sharon Stone (Casinò) è stata
scritturata come nuovo cattivo principale, anche se i dettagli sul
suo personaggio non sono stati resi noti. Anche Colin
Hanks, figlio di Tom Hanks, sarà un antagonista secondario, uno
sceriffo corrotto e ambizioso. Connie Nielsen tornerà nel ruolo di
Becca, moglie di Hutch, insieme a Christopher Lloyd nel ruolo del padre di Hutch
e agente dell’FBI in pensione, David Mansell.
La
scena post-credits di Io sono
nessuno mostra David e Harry, il fratello di
Hutch (RZA), armati nella roulotte di famiglia, probabilmente
diretti oltre il confine, suggerendo che avranno un ruolo
importante nel sequel. Questo è in linea con quanto Nielsen ha
anticipato sul sequel, dicendo che dovrebbe concentrarsi
maggiormente sulle lotte familiari. In generale, la storia
di Hutch dovrebbe continuare ad avere un impatto devastante sulla
sua vita familiare apparentemente perfetta.
Io sono nessuno 2
era stato inizialmente annunciato per il 2021, ma il progetto ha
subito diversi ritardi a causa degli effetti persistenti della
pandemia COVID-19 e del doppio sciopero WGA e SAG-AFTRA. Dopo un
inizio lento, le riprese del sequel sono iniziate da quasi un mese
e sono in dirittura d’arrivo: l’uscita nelle sale è
prevista per il 15 agosto 2025, quattro anni dopo il
debutto del film originale e l’annuncio del sequel.
Quentin Tarantino spegne le speranze di
dirigere il presunto film di Star Trek.
Tarantino è stato uno dei numerosi registi che hanno sviluppato una
versione di Star Trek 4. Il regista d
iPulp Fiction ha lavorato alla sua idea
di film su Star Trek con lo sceneggiatore
Mark L. Smith nel 2018 e nel 2019, mentre Tarantino stava girando
Once Upon a Time in Hollywood. Tuttavia, nel gennaio 2020,
Tarantino ha deciso di non portare avanti la sua idea di
filmsu Star Trek, anche se da
allora uno Star Trek vietato ai minori di Quentin Tarantino è stato oggetto di
speculazioni.
Durante la trasmissione Club
Random con Bill Maher, Quentin Tarantino ha risposto
definitivamente se avrebbe mai diretto un film di Star
Trek. Tarantino ha poi descritto come la sua assenza dai
social media significhi che non ha smentito la
“disinformazione”che si è
diffusa negli anni sul suo presunto filmdi Star Trek. Leggete la citazione di
Quentin e guardate il video di Club Random con Bill Maher qui
sotto:
Non succederà mai.C’è
stata così tanta disinformazione su quello che sarebbe stato.Voglio dire, solo disinformazione…
Di cosa avrebbe dovuto parlare
il film di Quentin Tarantino su Star Trek
Sebbene Quentin Tarantino respinga
le voci che si sono diffuse sul suo film di Star Trek come
“disinformazione”, l’idea dell’acclamato regista sarebbe
stata quella di un gangster movie basato
sull’episodiodiStar Trek:
The Original Series“A Piece of the
Action”.
Il film di Tarantino su Star Trek sarebbe stato
vietato ai minori, come gli altri suoi film, e sarebbe stato
ambientato nella linea temporale alternativa di Kelvin di J.J. Abrams, ma probabilmente sarebbe stato
un’avventura indipendente per il Capitano Kirk di Chris
Pine e l’equipaggio della USS Enterprise.
È possibile che la Paramount
Pictures abbia avuto paura della visione vietata ai minori di
Quentin Tarantino per Star Trek, ma è altrettanto
probabile che Quentin abbia deciso di non volere che il suo
decimo e ultimo film da regista fosseStar
Trek. Tarantino ha persino cambiato idea sul fatto
che The Movie
Critic sarebbe stato il suo ultimo film nell’aprile del
2024, tornando invece al tavolo da disegno con una nuova idea. Il
film di Quentin Tarantino su Star Trek
sarebbe stato sicuramente uno spettacolo e un evento, ma
direttamente dalla bocca del regista, non si farà mai.
Nel film Apple Original diretto da
Jon Watts, Clooney interpreta un fixer
professionista assunto per coprire un crimine in casa di
un’importante funzionaria newyorkese. Quando sulla scena si
presenta un secondo risolvi-problemi (Pitt), i due “lupi
solitari” si ritrovano, loro malgrado, a lavorare
insieme. Nel corso di una notte esplosiva, scoprono che la
faccenda sta per sfuggirgli di mano in modo completamente
inaspettato… dovranno mettere da parte i loro dissapori e il
loro ego per portare a termine il lavoro. Il cast stellare
include anche Amy Ryan, Austin Abrams, Poorna Jagannathan, Richard
Kind e Zlatko Burić
«Questo è il tipo di film
che rende Apple
TV+ una casa così eccezionale per ospitare il meglio
dell’intrattenimento», ha affermato Matt Dentler, head of
features di Apple Original Films. «Con la coinvolgente
alchimia tra George e Brad sotto la straordinaria regia di Jon
Watts, “Wolfs – Lupi solitari” fonde tutti i grandi elementi di
comedy, action e drama in un film estremamente divertente che
lascerà il pubblico pronto per il sequel cui abbiamo già
iniziato a lavorare».
Proveniente dagli Apple Studios,
“Wolfs –
Lupi solitar” è scritto e diretto da Watts e prodotto
in collaborazione con la Smokehouse Pictures di George Clooney e la Plan B Entertainment di
Brad
Pitt. Oltre a Jon Watts e Dianne McGunigle il
film è prodotto da Clooney e Grant Heslov per conto di Smokehouse
Pictures e da Pitt e Dede Gardner e Jeremy Kleiner per conto
di Plan B Entertainment. Michael Beugg è produttore esecutivo.
It Ends With Us2 è stato ritenuto improbabile a causa di
una presunta faida tra
Blake Lively e Justin Baldoni. Lively e Baldoni
interpretano rispettivamente Lily e Ryle nell’adattamento di
Colleen Hoover. Dopo essere sfuggita a un’infanzia violenta, la
Lily di Lively si ritrova in una relazione apparentemente perfetta
con un uomo di nome Ryle, solo per scoprire alla fine le tendenze
violente dello stesso Ryle. It Ends With Us è uscito il 9 agosto
e da allora è diventato un successo al botteghino, con un incasso
totale di oltre 242 milioni di dollari in tutto il mondo.
Come riporta Variety, It Ends With Us 2
sembra ormai improbabile. Sebbene Hollywood cerchi di capitalizzare
il successo di un film come questo e di lanciarsi in un sequel, il
rapporto difficile tra i due attori principali del film, Lively e
Baldoni, starebbe ostacolando il seguito di It Ends With Us. Secondo un
informatore che “conosce la situazione”,
“probabilmente non esiste un mondo in cui questi due [Baldoni e
Lively] lavoreranno di nuovo insieme”. Di seguito riportiamo
la citazione della fonte anonima:
“Questo è un territorio
inesplorato e nessuno ha idea di come potrebbe essere un
sequel.Probabilmente non c’è un mondo in cui questi due
lavoreranno di nuovo insieme”.
Cosa è accaduto sul set tra
Justin Baldoni e Blake Lively
Questa notizia arriva dopo che i
tabloid estivi avevano diffuso la voce che Lively e Baldoni
avessero avuto un forte litigio sul set di It Ends With
Us. Le voci sono varie e vanno dall’affermazione che Baldoni
abbia fatto commenti sul set che hanno portato Lively a sentirsi a
disagio per il suo corpo post-parto all’idea che le due star
abbiano discusso su come dovesse essere il montaggio finale del
film. Nessuno dei due attori ha commentato direttamente questo
gossip, ma il volume di pubblicità sembra suggerire che qualcosa
sia andato storto sul set, anche se i dettagli non sono chiari.
Le voci sulla faida Baldoni-Lively
sono state ulteriormente alimentate dalle interazioni – o meglio,
dalla mancanza di interazioni – degli attori durante il tour stampa
per It Ends With Us. Il 6 agosto, Baldoni non è stato
fotografato con il resto del cast sul red carpet della prima di
It Ends With Us a New York. Baldoni e Lively non sono
apparsi in interviste insieme durante tutto il press tour del film,
cosa insolita per un film che ha due attori centrali.
Un altro punto di confusione è
stata la recente affermazione della Lively secondo cui suo marito,
l’attore Ryan Reynolds, è stato responsabile della
riscrittura di una scena chiave sul tetto di It Ends With Us. Questo fatto è sembrato una sorpresa
per Baldoni e per lo sceneggiatore del film, che avevano entrambi
l’impressione che la Lively avesse scritto la scena ad hoc. Sebbene
nessuno di questi momenti dimostri l’esistenza della faida in sé,
l’aggiornamento poco fiducioso che circonda It Ends
With Us 2 conferma in parte un rapporto instabile tra
Baldoni e Lively.
Sembra che i lavori su Wonder
Man siano quasi terminati, un forte indizio che
il film uscirà su Disney+ nel 2025 insieme a
Daredevil:Born Again e
Ironheart.
Sebbene non si sia parlato della serie al Comic-Con o al D23, lo
showrunner Andrew Guest ha condiviso una foto di sé stesso e del
regista/produttore esecutivo Destin Daniel Cretton
mentre lavorano alla “riproduzione del mix finale di
persona a Skywalker Ranch”.
Non sono stati condivisi ulteriori
dettagli, ma è chiaro che i Marvel Studios non hanno più
intenzione di annunciare o rilasciare progetti per il piccolo
schermo prima che siano pronti. Ironheart,
ad esempio, ha terminato le riprese nel 2022.
La star di Aquaman
e del Regno Perduto Yahya Abdul-Mateen II
interpreterà Wonder
Man, mentre Demetrius Grosse (Fear
the Walking Dead) è stato scritturato per il
ruolo di suo fratello, il classico cattivo dei Vendicatori, The
Grim Reaper.
Il mese scorso abbiamo incontrato
Grosse per parlare del suo ruolo in Sound of Hope: The Story of
Possum Trot e gli abbiamo chiesto se ci fosse qualcosa che
potesse anticipare sul suo debutto nel MCU.
“Sì, e credo che le persone
saranno incuriosite dalla dinamica tra Simon Williams ed Eric
Williams così come sono eccitate dalla dinamica tra Grim Reaper e
Wonder Man”, ci ha detto l’attore. “Questa serie
sarà un tipo di show molto, molto diverso, ma
piacevole”.
Qui di seguito potete vedere uno
screenshot del post di Guest.
‘WONDER MAN’ Showrunner Andrew Guest shares
a picture of him and Director/Producer Destin Daniel Cretton BTS
finishing post production on the series.#WonderMan
is expected to release on Disney+ in 2026! pic.twitter.com/a7voL1qp3R
I Marvel Studios
hanno rivelato ben poco su Wonder
Man, anche se sappiamo che Sir Ben Kingsley
riprenderà il ruolo di Trevor Slattery in Iron Man
3 e Shang-Chi e la leggenda dei dieci
anelli. Byron Bowers si è
recentemente unito al cast, mentre Ed
Harris, Bob Odenkirk e Courtney Cox sono tra coloro
che si dice possano apparire.
Stella Meghie (The
Photograph) si occuperà della regia di più episodi, mentre
Cretton sarebbe stato incaricato di dirigere le prime due puntate.
Wonder
Man è stato precedentemente descritto come
una “satira sui supereroi” e “una lettera
d’amore a Los Angeles e all’industria”.
Wonder Man ha fatto il suo debutto
nei fumetti Marvel Comics nelle pagine di Avengers
#9 nel 1964. Inizialmente un cattivo, fu poi ritrasformato in
un eroe (e in un Vendicatore) negli anni Settanta. Il
Tristo Mietitore è suo fratello e le sue onde cerebrali sono state
utilizzate da Ultron come base per la Visione; in seguito, si è
unito ai Vendicatori della Costa Ovest ed è diventato una star di
Hollywood.
Wonder
Man non ha ancora una data di messa in onda
confermata.
Marisa Tomei ha interpretato May
Parker nella trilogia di Spider-Man
di Jon Watts e, nonostante sia stata presentata
come una versione molto più giovane del personaggio rispetto a
quella che eravamo abituati a vedere, l’interpretazione del premio
Oscar dell’amata zia di Peter Parker ha finito per essere
accolta dai fan.
Con una mossa un po’ sorprendente,
May è stata uccisa in
Spider-Man: No Way Home dopo un incontro con
Green Goblin, ponendo molto probabilmente (ehi, c’è un
Multiverso là fuori) fine al suo viaggio nel MCU.
Durante un’apparizione al Toronto
FanExpo nel fine settimana, alla Tomei è stato chiesto se poteva
condividere i suoi momenti preferiti dietro le quinte della
lavorazione dei film di Spider-Man .
“Vedere Tom e
Zendaya crescere e vederli innamorare”, ha risposto.
“Vedere il loro talento fenomenale e rimanere a bocca
aperta fin dall’inizio.Sono persone incredibili,
incredibili”.
Marisa Tomei when asked about her favorite
behind-the-scenes moments from filming the ‘SPIDER-MAN’ movies:
Nel corso di un’intervista del
2022, alla Tomei è stata chiesta la possibilità di tornare come
variante del Multiverso e lei è sembrata aperta all’idea.
“Oh sì, c’è un
Multiverso”, ha detto l’attrice quando Jimmy Fallon le ha
chiesto della scomparsa di May e del suo possibile ritorno.
“Questo faceva parte della segretezza in origine, ora molte
persone lo sanno.Ma il fatto è che, se qualcuno
me lo chiede, io stessa non capisco il Multiverso.Il nostro meraviglioso regista, Jon, e io ci siamo detti ‘E
quindi, dove sono ora?Ok, beh, puoi spiegarmelo
ancora una volta?“”.
“Mi piacerebbe tornare e
farne parte”, ha continuato. “Anche lì c’è una
storia.May Parker si mette con Ant-Man.Beh, voglio dire, lei è un personaggio a sé stante,
ovviamente, ma ci sono più strade da esplorare”.
May ha praticamente sostituito lo
zio Ben di Peter nel sequel di Spider-Man, facendo il discorso “da
un grande potere derivano grandi responsabilità” al nipote poco
prima di morire. Per questo motivo, il ritorno del personaggio in
qualsiasi veste potrebbe non piacere ai fan. Detto questo, la Sony
Pictures avrebbe preso in considerazione un film da solista su Zia
May, quindi non si sa mai!
Spider-Man 4 è attualmente in fase di
sviluppo (anche se siamo ancora in attesa di un annuncio
ufficiale), con Tom Holland e Zendaya che
dovrebbero tornare nei loro rispettivi ruoli. Gli sceneggiatori di
No Way Home Chris McKenna e Erik Sommers stanno lavorando
alla sceneggiatura, ma non è stato arruolato alcun regista (per
quanto ne sappiamo).
Con Deadpool
& Wolverine che continua a dominare il
botteghino, i registi dietro al blockbuster dei Marvel Studios hanno
condiviso una tonnellata di incredibili contenuti dietro le quinte,
rivelando momenti inediti e alcune scene eliminate che speriamo di
vedere meglio quando il film arriverà in home video nel corso
dell’anno.
L’ultimo filmato ci arriva dal
protagonista Ryan Reynolds (Wade
Wilson/Deadpool), che ha condiviso una scena eliminata che
mostra le conseguenze della battaglia della Resistenza contro
Cassandra Nova (Emma Corrin) e le sue
forze, mostrando Gambit (Channing Tatum) che sorveglia il
campo di battaglia, solo per essere interrotto dall’apparizione di
uno dei portali interdimensionali di Doctor Strange, alias un
Cerchio di Scintille Marvel, che sembra indicare che sia finalmente
riuscito a uscire dal Vuoto.
Considerando che X-23 è stata
riportata sulla Terra-10005 con Logan (Hugh
Jackman) e Deadpool, si è ipotizzato che anche i
membri della Resistenza, Blade ed Elektra, siano tornati nei
rispettivi mondi d’origine. Tuttavia, considerando che questo
Gambit non ha mai avuto un mondo natale a cui tornare, questa breve
anticipazione sembra suggerire che la TVA abbia trovato una casa in
cui far tornare il suo beniamino, anche se resta da vedere se si
tratta dello stesso mondo abitato da Deadpool e Wolverine o forse
della Terra-616 del MCU.
Reynolds fa notare che
“una versione della sequenza è presente nel film, su
uno dei monitor sullo sfondo profondo della TVA”, ma
sembra che questa possa essere stata la versione originale della
sequenza. Dopo la sua apparizione in Deadpool & Wolverine,
i fan hanno chiesto a gran voce più Gambit – e più Resistenza – e
sembra che anche i Marvel Studios siano aperti all’idea, con questo
tease che potrebbe anche iniziare a gettare le basi per
l’attesissimo
Avengers:Secret
Wars.
Shawn Levy dirige
“Deadpool & Wolverine”, interpretato da
Ryan Reynolds,
Hugh Jackman, Emma Corrin, Morena Baccarin, Rob Delaney, Leslie Uggams,
Karan Soni e Matthew Macfadyen.
Kevin Feige, Ryan Reynolds, Shawn Levy e Lauren Shuler
Donner producono con Louis D’Esposito, Wendy Jacobson,
Mary McLaglen, Josh McLaglen, Rhett Reese, Paul Wernick, George
Dewey e Simon Kinberg come produttori esecutivi. “Deadpool &
Wolverine” è scritto da Ryan Reynolds & Rhett Reese & Paul Wernick &
Zeb Wells & Shawn Levy. Il 26 luglio “Deadpool & Wolverine” dei
Marvel Studios darà vita a una sfida tra squadre all’ultimo
sangue.