La morte di Chadwick
Boseman ha sicuramente scosso gli animi di chi gli era
vicino e di chi ha lavorato con lui all’oscuro della sua malattia.
In particolare hanno fatto scalpore i commenti e le reazioni di chi
gli è stato vicino, professionalmente e umanamente, negli ultimi
anni e che non era stato messo al corrente della sua condizione di
salute.
Tra questi, ovviamente tutti gli
attori che hanno lavorato con lui a Black
Panther e hanno fatto di lui il loro Re e amico,
hanno condiviso toccanti tributi a lui e alla sua memoria. Tra
questi, Letitia Wright ha dedicato a Boseman uno
degli adii più accorati e sentiti.
Letitia Wright ha
interpretato la sorella minore di T’Challa, Shuri, al fianco di
Boseman in tre dei suoi film MCU. In una nuova intervista con
Net-a-Porter, l’attrice ha accennato brevemente allo stato di
Black
Panther 2 sulla scia della morte di
Boseman. “Stiamo ancora piangendo il Ciad, quindi non è
qualcosa a cui voglio nemmeno pensare”, ha detto
semplicemente. “Il pensiero di farlo senza di lui è un po’
strano. Siamo solo addolorati al momento, quindi stiamo cercando di
trovare la luce in mezzo a tutto ciò.” Al momento, Black
Panther 2 è previsto per maggio 2022.
Al momento la dipartita di
Chadwick Boseman e la pandemia di coronavirus in
corso rendono davvero difficili i programmi e i progetti per il
film, tuttavia siamo sicuri che, qualsiasi sia la decisione dei
Marvel Studios, si troverà il modo di porre il giusto e dovuto
omaggio ad un attore che ha dato così tanto all’immaginario
collettivo e alla cultura comune in così poco tempo.
Continuano ad arrivare immagini
ufficiali dal set di Avatar 2, e mentre
aspettiamo notizie e contenuti sul film, ecco che ci viene
presentato il nuovo personaggio umano del film, il Generale
Ardmore, interpretato da Edie Falco.
Here’s a behind the scenes still of Edie
Falco as General Ardmore, the new head of RDA activity on Pandora.
pic.twitter.com/USCULPvGfd
Avatar
2debutterà
il 17 dicembre 2021, seguito dal terzo
capitolo il 22 dicembre 2023. Per il quarto e
quinto capitolo, invece, si dovrà attendere ancora qualche
anno: 19 dicembre 2025 e 17
dicembre 2027.
Il cast della serie di film è
formato da Kate
Winslet, Edie
Falco, Michelle Yeoh, Vin
Diesel, insieme ad un gruppo di attori che
interpretano le nuove generazioni di Na’vi. Nei film torneranno
anche i protagonisti del primo film, ossia Sam
Worthington, Zoe
Saldana, Stephen
Lang, Sigourney
Weaver, Joel David
Moore, Dileep
Rao e Matt Gerald.
Da molto tempo si parla di un quarto
capitolo per il franchise di Ritorno al futuro. La
trilogia di Robert Zemeckis è una delle poche
opere cinematografiche di successo degli anni ’80 a non aver
ricevuto una nuova lettura negli ultimi dieci anni e sembra che sia
il regista che
il cast siano d’accordo sul fatto che un quarto film non s’ha
da fare.
A parlare di questa eventualità
interviene ora Bob Gale, co-sceneggiatore del film
che in un intervento con Collider spiega perché non si farà mai e
poi mai un altro film su Ritorno al Futuro:
“Abbiamo raccontato una storia
completa con la trilogia. Se tornassimo indietro e ne facessimo
un’altra, avremmo Michael J. Fox, che compirà
sessant’anni l’anno prossimo, e ha il morbo di Parkinson. Vogliamo
vedere Marty McFly all’età? Sessantenni con il morbo di Parkinson?
Volevamo vederlo a cinquant’anni con il morbo di Parkinson? Io
direi proprio di no. E non vuoi vedere Ritorno al futuro senza
Michael J. Fox. La gente dice: “Beh, fallo con
qualcun altro”. Davvero? Chi hai intenzione di prendere? Tutto
quello che farai è chiedere confronti con gli originali, e non
sarai mai all’altezza. E lo abbiamo visto con tantissimi film di
capolavori che sono venuti molto dopo, quante volte abbiamo sentito
parole come ‘Ah, beh, La minaccia fantasma, forse la mia vita
sarebbe stata migliore se non l’avessi visto.’ Ce ne sono molti di
sequel extra come quello. Non volevamo essere quei tipi che fanno
un film solo per i soldi. La Universal ci dice: “Voi ragazzi
guadagnereste un sacco di soldi”, ma noi rispondiamo sempre, “Bene,
abbiamo già guadagnato un sacco di soldi con questi film, e ci
piacciono così come sono. E come genitori orgogliosi, non venderemo
i nostri figli per farli prostituire.”
Abbiamo un accordo con Spielberg
e Amblin sul fatto che non ci sarebbe mai stato un altro Ritorno al
futuro senza la nostra benedizione o il nostro
coinvolgimento”, ha detto Gale. “Quindi, non
succederà”.
Se questo accordo esiste
davvero, il futuro (appunto) della saga è al sicuro da qualsiasi
rilettura. Almeno per adesso.
Un video di Morbius con nuove riprese rivela l’abilità
del personaggio di riuscire a saltare con grande agilità, in una
maniera che lo renderebbe più simile a Venom che a
Spider-Man. L’uscita
di Morbius era originariamente prevista per
giugno 2020, ma a causa della pandemia COVID-19, Sony ha spostato
la data di uscita del film a marzo 2021.
Su Twitter, l’account fan Morbius Updates ha
pubblicato un video che mostra la registrazione della colonna
sonora del film, in cui i monitor in sala di registrazione
riproducono parti del film, presumibilmente le parti per le quali
stanno registrando l’accompagnamento musicale. A circa 40 secondi,
uno degli schermi mostra una scena in cui Morbius salta e oscilla
da un edificio all’altro. Guarda il video completo qui sotto.
Jared
Leto è il protagonista dello spin-off dedicato al
personaggio dello Spider-Verse in produzione alla
Sony, Morbius: il
Vampiro Vivente. Il premio Oscar interpreta il Dr.
Michael Morbius, un biochimico che tenta di curare una fatale
malattia del sangue iniettandosi un siero derivato da pipistrelli.
Diventando Morbius, ha tutte le qualità di un vampiro – incluso il
gusto per il sangue umano.
Tyrese Gibbs, Adria
Arjona e Jared
Harris completano il cast del film, che uscirà
nelle sale il 31 luglio 2020. La Arjona interpreterà Martine
Bancroft, l’interesse amoroso del protagonista Morbius: nei
fumetti, Martine diventa una potenziale vittima della sua sete di
sangue mentre è alle prese con la trasformazione che lo ha reso una
strana versione da laboratorio dei vampiri soprannaturali della
tradizione.
Alla fine di Guardiani della Galassia Vol.
2 tutti abbiamo detto addio a Yondu, che si è
sacrificato per salvare Star Lord, come solo un vero padre avrebbe
potuto fare. Il personaggio, per quanto burbero, è entrato nel
cuore dei fan e con lui anche il suo interprete, amico e attore
feticcio di James
Gunn,Michael Rooker.
Con Yondu fuori dai giochi e con
Gunn intenzionato a non farlo ritornare in vita perché un ritorno
del personaggio sminuirebbe la grandezza del suo sacrificio, è
probabile che Rooker possa non tornare più al franchise, ma
l’attore in persona ha spiegato che forse un modo c’è.
Parlando a
ComicBook.com del suo nuovo film, Love and
Monsters, Rooker ha avuto l’idea per tornare nei panni di
Yondu. Rooker ha detto che ama interpretare Yondu e che “non so
come potrebbero farlo, ma ovviamente è possibile”. Poi ha
continuato dicendo: “Tutto è possibile nell’universo Marvel, sai, ci sono viaggi nel
tempo e tutto quel genere di cose. Quindi sì, certo che è
possibile”. E poi non ha resistito a fare una battuta in
chiusura, scherzando, “Ma potranno permettersi me? Non lo so.
Alla Marvel, non hanno molti soldi, sai, è davvero dura là
fuori!”
A pochi giorni dall’uscita del
trailer della quarta stagione, Variety annuncia che
Netflix ha scelto l’attore che interpreterà il
Principe Carlo nelle stagioni 5 e 6 di The
Crown. Toccherà a Dominic West
tener testa a Elizabeth Debicki, che è già stata
annunciata come futura interprete di Diana.
L’attore, molto amato per la sua
serie The Affair, avrà il difficilissimo compito
di mantenere alto il livello di interpretazione del primogenito di
Elisabetta, raccogliendo il testimone dell’ottimo Josh
O’Connor, già ammirato nella terza stagione e che
tornerà in questa numero 4 accanto a Emma
Corrin, che interpreta la giovane Diana.
The Crown 4: la trama
Ispirato dalla pluripremiata opera
teatrale The Audience, The
Crown racconta la storia del regno decennale
della regina Elisabetta II e della lotta tra il suo io privato e
pubblico. La serie si concentra sugli intrighi personali, le storie
d’amore e le rivalità politiche dietro i grandi eventi che hanno
plasmato la seconda metà del XX secolo. La serie non riguarda
semplicemente la monarchia, ma parla di un impero in declino, un
mondo in disordine e l’alba di una nuova era.
Sul finire degli anni Settanta, la
regina Elisabetta (Olivia
Colman) e la famiglia sono impegnati a garantire la
linea di successione al trono cercando la moglie giusta per il
principe Carlo (Josh O’Connor), che a trent’anni è
ancora scapolo. Mentre la nazione comincia a sentire l’impatto
delle politiche controverse introdotte da Margaret Thatcher
(Gillian
Anderson), la prima donna a ricoprire la carica di
primo ministro, le tensioni tra questa e la regina peggiorano
quando la premier conduce il paese nella guerra delle Falkland,
creando conflitti all’interno del Commonwealth. Anche se la storia
d’amore di Carlo e della giovane Lady Diana Spencer (Emma
Corrin) fornisce la distrazione ideale per unire il popolo
britannico, tra le mura del palazzo la famiglia reale è sempre più
divisa.
La quarta stagione della serie
scritta da Peter Morgan vede la partecipazione di
Helena Bonham Carter nel ruolo della Principessa
Margaret e Tobias Menzies in quello del Duca di
Edimburgo, mentre Josh O’Connor è il Principe Carlo,
Erin Doherty è la Principessa Anna, Emerald
Fennell è Camilla Parker Bowles, Marion
Bailey è la Regina Madre, Georgie Glen è
Lady Fermoy, con Tom Byrne che veste i panni del
Principe Andrea, Angue Imrie quelli del Principe
Edoardo e Charles Dance quelli di Lord
Mountbatten.
TheCrown
4, serie originale Netflix di successo mondiale, sarà
disponibile in tutti i Paesi in cui il servizio è attivo da
domenica 15 novembre 2020.
Il
Daily Mail diffonde nuove immagini dal set di The
Batman in cui vediamo l’irriconoscibile
Colin Farrell a cavallo di una moto,
mentre tenta di fuggire da Robert Pattinson. Ricordiamo che
l’attore irlandese è stato scelto per interpretare OswaldCobblepot che, come ben sappiamo, ad un certo punto della
sua vita si farà chiamare Il Pinguino.
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
Netflix ha diffuso il trailer di Ma Rainey’s
Black Bottom, quello che purtroppo sarà ricordato
come l’ultimo film di
Chadwick Boseman, l’attore reso famoso dal ruolo di
Black Panther che si è spento quasi due mesi fa
a causa di un cancro.
Diretto da George C.
Wolfe, Ma Rainey’s Black Bottom è basato
sull’opera teatrale di August Wilson, candidata al
Tony nel 1982, sulla leggendaria cantante blues Gertrude “Ma”
Rainey. Il film Netflix, che dovrebbe debuttare sulla piattaforma
il 18 dicembre, vede nel cast Viola Davis nei panni della
protagonista. La cantante sfida in modo pionieristico lo
sfruttamento degli artisti neri nell’industria discografica
confrontandosi con il suo produttore e manager musicale.
Netflix ha rivelato il primo
trailer del film, che mette in luce il personaggio della Davis e
quello di Boseman, che interpreta un trombettista nella band della
protagonista. Ma Rainey’s Black Bottom è prodotto
da Denzel Washington.
Il leggendario attore Jeff Bridges annuncia che gli è stato
diagnosticato un linfoma. Figlio del famoso attore Lloyd
Bridges, Jeff Bridges è un punto fermo del cinema
americano da oltre 50 anni. Dalla fine degli anni ’60, ha lavorato
principalmente in lungometraggi, costruendosi un appeal da cowboy
che ha applicato con ironia non solo ai western ma a quasi tutti i
generi cinematografici. Nonostante sia stato nominato per sette
Oscar e alla fine abbia vinto la statuetta per Crazy
Heart del 2009, il suo ruolo più amato e conosciuto è
quello di Drugo, protagonista de Il grande Lebowski, dei fratelli Coen.
Bridges è stato altrettanto
prolifico in questa ultima parte della sua carriera, continuando a
lavorare a prodotti di grande richiamo, come Kingsman: Il
Cerchio d’Oro, Bad Times at the El Royale
e il film western Heist Hell or High Water, che
gli è valso la sua settima nomination all’Oscar.
Ieri, l’attore
ha annunciato di aver cominciato il trattamento per il linfoma,
dichiarando: “Come direbbe il Drugo, nuova m***a è venuta alla
luce. Mi è stato diagnosticato un linfoma. Anche se si tratta di
una cosa seria, mi sento fortunato perché ho un team grandioso di
dottori e la prognosi è buona. Sto cominciando i trattamenti e vi
terrò informati. Sono molto grato per il supporto di famiglia e
amici. Grazie per le vostre preghiere e per gli auguri. E mentre io
ho voi, voi ricordate di andare a votare, perché siamo in questa
barca tutti insieme. Con amore, Jeff.”
As the Dude would say.. New S**T has come to
light.
I have been diagnosed with Lymphoma. Although it is a serious
disease, I feel fortunate that I have a great team of doctors and
the prognosis is good.
I’m starting treatment and will keep you posted on my
recovery.
I’m profoundly grateful for the love and
support from my family and friends.
Thank you for your prayers and well wishes. And, while I have
you, please remember to go vote. Because we are all in this
together. https://t.co/6sAU4MYixl
Continua la nostra full immersion
nella televisione turca che negli ultimi anni sembra aver aggiunto
molte nuove frecce al suo arco. Grazie anche a Daydreamer –
Le Ali del Sogno con gli attori Can
Yaman e Demet
Özdemi, serie che ha avuto un grande successo qui in
Italia, i prodotti televisivi turchi si stanno facendo conoscere un
po’ in tutto il mondo. Dopo aver analizzato insieme il fenomeno
Benim Hala Umudum
Var (I Still Have Hope), oggi vi parliamo di
un’altra serie, molto famosa in Turchia, dal titolo Brave
and Beautiful.
Prodotta da Ay
Yapim per il network della Star Tv,
Brave and Beautiful (titolo originale
Cesur ve Güzel) è una
serie tv turca del genere romance drama thriller, andata
in onda dal 2016 all 2017 per una sola stagione di ben 101
episodi. Con Kıvanç Tatlıtuğ e
Tuba Büyüküstün nei panni dei protagonisti, la
serie racconta di una tormentata e difficile storia d’amore e
vendetta.
Brave and Beautiful trama
La nostra storia comincia a
Korludağ, una piccola città alle porte di Istanbul, con il ritorno
di Cesur Alemdaroğlu (Kivanç Tatlituğ). Dopo anni
passati lontani da casa, il ragazzo torna con una missione ben
precisa; Cesar vuole vendicarsi di Tahsin Korludağ (Tamer
Levent), nemico giurato della sua famiglia. Il suo piano è
preciso e ben strutturato ma non ha tenuto conto di una
‘pericolosa’ e imprevedibile variabile.
Tornato a casa, Cesur fa la
conoscenza di Sühan Korludağ (Tuba Büyüküstün),
una bellissima giovane donna in carriera che gli fa perdere la
testa. Sühan è una donna d’affari, affascinante e indipendente che
ha creato da sola la sua azienda di profumi, estremamente leale
verso gli amici e soprattutto verso la sua famiglia. La ragazza è
figlia di Tahsin Korludağ e non vede di buon occhio Cesur, del
quale sin dal primo momento non riesce a fidarsi.
La faida tra le famiglie di Cesur e
Sühan va avanti da generazioni e anche i ragazzi sono stati
cresciuti alimentando quest’odio antico e insensato. Ma come spesso
accade, non sempre le cose sono quello che sembrano. Cesur e Sühan
cominciano a frequentarsi da amici e pian piano, molti dettagli
confusi del loro passato tornano a galla. La ragazza, convinta
dell’innocenza del padre e decisa a prendere le parti della sua
famiglia, di ritrova a mettere in dubbio la sua intera
posizione.
Sühan comincia a scoprire che molte
delle cose che credeva fossero vere, in realtà sono una
manipolazione del padre. La ragazza dunque si trova nel mezzo del
conflitto, tra suo padre e Cesur, un uomo che pian piano sta
cominciando ad amare.
Brave and Beautiful cast
Convinti di poter affrontare la
situazione insieme e mettere finalmente un punto a quest’inutile
faida familiare, Cesur e Sühan continuano a frequentarsi e a farsi
forza l’uno con l’altro. Tuttavia, la loro vicinanza sembra
infastidire le rispettive famiglie. In particolar modo, la famiglia
Korludağ non sembra intenzionata a mollare la presa e a permettere
che Sühan si schieri con il nemico. E’ proprio in questo momento
che Cesur scopre l’effettiva pericolosità di Tahsin Korludağ.
[SPOILER
ALERT]
Da sempre considerato in città come
un soggetto poco raccomandabile, il capofamiglia Korludağ si rivela
essere un pericoloso criminale, circondato da assassini e avanzi di
galera. Per interrompere la storia d’amore tra Sühan e Cesur,
Tahsin sguinzaglia contro quest’ultimo un pericoloso killer.
L’assassino su commissione è Rıza Chirpiji (Yiğit
Özşener), fratello di Adalet Korludağ (Nihan
Büyükağaç), storica amante di Tahsin. Dopo aver scontata
ben trent’anni di carcere, Riza viene rilasciato e si mette alla
ricerca di Cesur per eliminarlo.
L’unica soluzione per i ragazzi è
quella di scappare, tentando di sfuggire agli attacchi di Riza e
nel frattempo recuperare le prove della colpevolezza di Tahsin.
Durante la fuga, il rapporto tra Cesur e Sühan si fa sempre più
forte. I ragazzi, costretti a un comune destino, si innamorano e
poco più tardi Sühan scopre di essere incinta. Grazie a questa
inaspettata notizia, Cesur adesso ha una ragione in più per lottare
e mettere fine a questa battaglia tra famiglie.
Scoperto il nascondiglio dei
ragazzi, Riza tenta di attaccare Cesur e di ucciderlo, ferendo però
gravemente Sühan che finisce in ospedale. A questo punto, agli
uomini della vita di Sühan non resta che allearsi per sconfiggere
il nemico comune. Dopo quindi una serie di inseguimenti e
combattimenti senza esclusione di colpi, Riza sarà messo a tappeto
e i giovani innamorati avranno il loro lieti fine.
Brave and Beautiful streaming:
dove vederla
Vincitrice di tantissimi premi –
tra cui il Men of the Year a Kıvanç
Tatlıtuğ ai GQ Turkey Awards -, la serie
è andata in onda in Turchia sul canale della Star
TV e negli anni successivi è sbarcata anche in altri
paesi. La serie è stata trasmessa in Grecia, Iran, Svezia, Marocco,
Francia e in molti altri paesi ancora. Tuttavia, a oggi la serie
non è ancora arrivata in Italia e non è dunque disponibile su
nessuna delle maggiori piattaforme di streaming.
La serie al momento è disponibile
in streaming solo ed esclusivamente in lingua originale, sul sito
ufficiale della Star
TV.
A Teacher è
l’annunciata nuova serie tv targata HULU che esplora una
relazione inappropriata tra un’insegnante e il suo studente e il
danno che ne è derivato. La serie è stata creata da Hannah
Fidell e si basata sull’omonimo film del 2013.
A Teacher: quando esce e dove
vederla in streaming
La serie debutterà in streaming con
i primi tre episodi il 10 novembre, esclusivamente su FX su
Hulu.
A Teacher: la trama e il cast
A Teacher esplora la storia dietro
la foto segnaletica di un’insegnante di liceo femminile sorpresa in
una relazione con il suo studente maschio, rivelando le complessità
e le conseguenze di queste relazioni illegali.
Nella serie protagonisti sono
Kate Mara nei panni di Claire, una popolare
giovane insegnante in una scuola superiore del Texas. Nick
Robinson nel ruolo di Eric, un anziano americano.
Ashley Zukerman nei panni di Matt, il marito
affettuoso e solidale di Claire con un fascino infantile e un lato
creativo che reprime da anni. Marielle Scott è
Kathryn, un’insegnante di francese a Westerbrook e l’ultima amica
di Claire. Shane Harper nel ruolo di Logan, il
fratello minore di Cody. Adam David Thompson nei
panni di Nate, un ex ufficiale di polizia militare e attuale che è
il fratello maggiore di Claire, un bravo ragazzo che finge di
essere duro perché il lavoro lo richiede.
Nei ruoli ricorrenti troviamo
invece Rya Kihlstedt nei panni di Sandy, la
laboriosa madre della classe operaia di Eric che è stata sola per
tutta la vita. Camila Perez nel ruolo di
Alison, l’ex fidanzata di Eric, socialmente consapevole e ben
intenzionata. Cameron Moulène nei panni di Cody,
un confratello e fratello maggiore di Logan. Ciara
Bravo come Mary e Charlie Zeltzer
nei panni di Phil Walker, il fratellino di Eric.
A Teacher: trailer
A Teacher: episodi
S1 Episodio 1×01 “Episodio
1” – Claire inizia il suo primo giorno di insegnamento in una
nuova scuola e incontra i suoi studenti, incluso Eric, un senior
nella sua classe di inglese AP. “Episodio 1” è stato scritto
e diretto da Hannah Fidell.
S1 Episodio 1×02 “Episodio 2”
– Eric viene catturato per aver bevuto minorenne e un nuovo
amico lo aiuta a salvarlo. Claire porta Eric in gita in un college
vicino. “Episodio 2” è stato scritto e diretto da
Hannah Fidell.
S1 Episodio 1×03 “Episodio 3”
– Le tensioni sorgono mentre Claire e Matt esplorano le opzioni
di gravidanza. Claire accompagna il ballo del ritorno a casa ed
Eric viene pulito sui suoi veri sentimenti. scritto da:
“Episodio 3” è stato scritto da Andrew Neel e diretto da
Hannah Fidell.
A Teacher 1×04
“Episode 4” – Claire delinea le regole che Eric deve
seguire mentre la loro relazione prende una svolta drammatica.
“Episode 4” scritto da: Ruby Rae Spiegel e diretto da
Gillian Robespierre
S1 Episodio 1×05 “Episode
5” Claire ed Eric partono per un viaggio segreto per
festeggiare il suo 18 ° compleanno. Scritto da Rosa Handelman e
diretto da Andrew Neel.
S1 Episodio 1×06 “Episode
6” Mentre il mondo di Claire inizia a sgretolarsi, un incerto
Eric è costretto a rivelare dettagli intimi della sua relazione.
Scritto da Andrew Neel e diretto da Gillian Robespierre.
In S1 Episodio 1×08 “Episode 8” Claire tenta di
ricominciare la sua vita. Tuttavia, non tutti sono pronti per
lei per voltare pagina. Scritto da Rosa Handelman e diretto da
Hannah Fidell.
In S1 Episodio 1×08 “Episode 9” Claire ed Eric hanno
raggiunto separatamente i loro punti di rottura. “Episode 9”
è stato scritto da Boo Killebrew e diretto da Hannah Fidell.
La serie drammatica della
HBO vincitrice
di un Emmy EUPHORIA
tornerà con due episodi speciali, con il primo debutto previsto per
DOMENICA 6 DICEMBRE alle 21:00 ET / PT. L’episodio andrà in onda su
HBO e sarà
disponibile per lo streaming su HBO
Max.
Dopo essere stato lasciato da Jules
alla stazione dei treni e ricaduto, il primo episodio speciale
segue Rue (interpretata dalla vincitrice dell’Emmy
Zendaya) mentre celebra il Natale. Scritto e
diretto dal creatore della serie Sam Levinson, l’episodio,
intitolato “Trouble Don’t Last Always”, è interpretato anche da
Colman Domingo, che è apparso nella prima
stagione. Il titolo e la data del secondo episodio sono in arrivo.
Entrambi gli episodi speciali sono stati prodotti sotto Linee guida
COVID-19.
EUPHORIA
ha ricevuto tre Primetime Emmy quest’anno, tra cui Miglior attrice
protagonista in una serie drammatica (Zendaya),
Eccezionale trucco contemporaneo (Non protesico) e Musica e testi
originali eccezionali.
EUPHORIA è stato
creato e scritto da Sam Levinson, che è anche
produttore esecutivo; i produttori esecutivi Ravi Nandan,
Kevin Turen, Drake, Future the Prince, Hadas Mozes Lichtenstein,
Ron Leshem, Daphna Levin, Tmira Yardeni, Mirit Toovi, Yoram Mokady
e Gary Lennon; Will Greenfield è co-produttore
esecutivo. Prodotto in collaborazione con A24 e basato
sull’omonima serie israeliana, creata da Ron Leshem e Daphna Levin,
di HOT.
Disney+ ha diffuso il secondo
trailer ufficiale di The Mandalorian 2, l’attesissima
seconda stagione della serie The
Mandalorian basata sull’universo di Star
Wars che debutterà debutterà il 30 ottobre su Disney+.
The
Mandalorian è ambientato pochi anni dopo la caduta
dell’Impero e prima dell’emergere del Primo Ordine e segue un
pistolero solitario nei confini esterni della galassia, lontano
dall’autorità della Nuova Repubblica.
The Mandalorian 2
è la seconda stagione della serie tv The
Mandalorian live action basata sull’universo di
Star Wars prodotta dalla LucasFilm per la piattaforma
streaming Disney+.
Ambientata nell’universo di Guerre
stellari dopo le vicende de Il
ritorno dello Jedi e prima di Star
Wars: Il risveglio della Forza, racconta le avventure
di un pistolero mandaloriano oltre i confini della Nuova
Repubblica. Dopo la caduta dell’Impero, nella galassia si è diffusa
l’illegalità. Un guerriero solitario vaga per i lontani confini
dello spazio, guadagnandosi da vivere come cacciatore di taglie.
Ambientata dopo la caduta dell’Impero e prima della comparsa del
Primo Ordine, The
Mandalorian racconta le difficoltà di un
pistolero solitario che opera nell’orlo esterno della galassia,
lontano dall’autorità della Nuova Repubblica. La serie ha come
protagonista Pedro Pascal nei panni del Mandaloriano.
La
serie è prodotta e scritta da Jon
Favreau (già produttore de Il Re
Leone e delle saghe
di Avengers e Iron Man). Nel cast
anche Gina
Carano (Deadpool, Fast
and Furious); Carl Weathers (Apollo
Creed nella saga
di Rocky), Nick
Nolte (Cape Fear, Il Principe delle
maree), Emily Swallow (Supernatural, Le regole del delitto
perfetto), Taika
Waititi (premio Oscar 2019 per JoJo
Rabbit), Giancarlo
Esposito (Fa’ la cosa
giusta, Breaking Bad) e Omid
Abtahi (24, Homeland, Star
Wars: The Clone Wars).
The
Mandalorian, prodotta in esclusiva per Disney+ da Lucasfilm, è
la prima serie live-action di Star Wars e, nei suoi 8 episodi,
racconta vicende ambientate dopo la caduta dell’Impero, quando
nella galassia si è diffusa l’illegalità. Protagonista è un
guerriero solitario che vaga per i lontani confini dello spazio,
guadagnandosi da vivere come cacciatore di taglie. A
interpretarlo Pedro
Pascal (Game of
Thrones, Narcos).
Reduce dall’Oscar alla miglior regia
per Vita di Pi,
il regista Ang
Lee ha portato al cinema nel 2016 l’epico film di
guerra Billy Lynn –
Un giorno da eroe, basato sul romanzo È il
tuo giorno, Billy Lynn. Questo è stato pubblicato nel 2012
dallo scrittore Ben Fountain, ed essendosi
dimostrato da subito un grande successo di pubblico venne ben
presto opzionato per una trasposizione cinematografica. Nel
realizzarlo, Lee ha richiesto di poter utilizzare una particolare
tecnica cinematografica, poi divenuta la caratteristica principale
di questo film come anche del suo successivo Gemini
Man.
Billy Lynn – Un giorno da
eroe è infatti il primo film ad utilizzare l’extra-high
frame rate, ovvero con 120 frame al secondo. Questo ha
permesso al titolo di stabilire un vero e proprio record, con una
media di cinque volte superiore allo standard di 24 frame al
secondo. L’intento del regista era infatti quello di dar vita ad un
film particolarmente realistico e immersivo per gli spettatore.
L’effetto visivo ottenuto permette così di seguire con grande
trasporto emotivo le vicende dei protagonisti. L’utilizzo di questa
tecnica portò naturalmente a far aumentare i costi di produzione, e
il film divenne uno dei più grandi progetti dell’autore cinese.
Presentato poi in anteprima mondiale
al New York Film Festival, il titolo non incontrò un parere
particolarmente favorevole da parte della critica. In generale,
molti hanno elogiato l’aspetto visivo del film, il quale non è però
supportato da una solida sceneggiatura. Anche al box office la
pellicola non ottenne risultati entusiasmanti, finendo con
l’incassare circa 30 milioni di dollari a fronte di un budget di
40. Billy Lynn – Un giorno da eroe è però un titolo da
rivalutare, che segna un considerevole traguardo nel progresso
tecnologico e mostra ancora una volta le grandi capacità
cinematografiche del regista premio Oscar.
Billy Lynn – Un giorno da eroe: la
trama del film
Protagonista del film è il soldato
semplice Billy Lynn, il quale a soli diciannove anni si ritrova ad
essere osannato come eroe nazionale insieme ai suoi commilitoni
della Bravo Squad. Il motivo di tale celebrità è da ricondursi ad
una loro coraggiosa azione durante la guerra in Iraq. Il gruppo
viene così ricondotto negli Stati Uniti, dove vengono celebrati con
interviste e festeggiamenti. Si ritrovano invitati al Super Bowl e
alla Casa Bianca per incontrare il presidente. Come se non
bastasse, un produttore cinematografico inizia a seguirli
desideroso di realizzare un film su di loro. Sottoposti dunque ad
una pressione mediatica fuori dalla norma, il gruppo inizia a
manifestare dei primi sintomi di cedimento.
Non tutta la verità è infatti stata
raccontata, e vi sono alcuni retroscena di quanto accaduto in Iraq
che i soldati sperano non vengano alla luce. Billy Lynn, però, è
quello che più di altri fatica a mantenere un distacco emotivo a
riguardo, e proverà una fatica ben maggiore nel doversi sottoporre
alle luci della ribalta. Egli non riesce infatti a dimenticare gli
orrori della guerra, i quali lo traumatizzano ancora a distanza di
tempo. In particolare, però, il giovane soldato è rimasto
particolarmente sconvolto dalla morte di un suo commilitone, evento
sul quale vi sono diversi interrogativi.
Billy Lynn – Un giorno da eroe: il
cast del film
Per interpretare il ruolo del
giovane soldato protagonista Billy Lynn, il regista ricercò a lungo
il giusto interprete. Era infatti consapevole che assegnare il
ruolo alla persona sbagliata poteva rivelarsi particolare dannoso.
La svolta arrivò però nel momento in cui alle audizioni si presentò
JoeAlwyn, il quale aveva da poco
terminato gli studi di recitazione e non aveva ancora mai recitato
in un film. Dopo averlo visto al provino, Lee decise di tenere in
forte considerazione il giovane. Questi, però, dovette superare lo
scetticismo dei produttori, i quali non volevano assegnare il ruolo
del protagonista ad uno sconosciuto. Dopo numerosi test e colloqui,
Alwyn riuscì infine ad ottenere la parte.
Per prepararsi al ruolo, egli si
sottopose ad un lungo allenamento fisico, volto a far aumentare la
sua massa muscolare. Ciò permise all’attore di poter prendere parte
alle complesse sequenze previste dal copione. Alwyn, inoltre,
essendo inglese di nascita, iniziò a studiare l’accento americano
al fine di risultare credibile nel ruolo. Il suo lavoro su questo
fu talmente convincente che i suoi colleghi lo credettero davvero
di origini americane. Nel film sono poi presenti anche altri noti
nomi di Hollywood. Kristen
Stewart recita nel ruolo di Kathryn Lynn, mentre
Garrett
Hedlund è il sergente Dime. Vin
Diesel compare nei panni del sergente maggiore Shroom,
e Steve Martin in quelli di Norm Oglesby.
Tim Blake Nelson, infine, recita nel ruolo di
Wayne Foster.
Billy Lynn – Un giorno da eroe: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film, o per
chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Billy Lynn – Un giorno
da eroe è infatti presente su Rakuten TV,Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision e
Amazon Prime Video. Per poter usufruire
del film, sarà necessario sottoscrivere un abbonamento generale o
noleggiare il singolo film. In questo modo sarà poi possibile
vedere il titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video,
senza limiti di tempo. Il film è inoltre in programma in
televisione per lunedì 19ottobre alle ore 21:30 sul
canale TV8.
Prendersi cura di chi ne ha bisogno
non è affatto un compito semplice, ma vedere poi il sorriso sul
loro volto ripaga di ogni fatica. Lo sa bene Bruno Haroche,
protagonista del film TheSpecials, il quale è in costante azione per
essere sempre presente per gli altri. Una vita frenetica che di
privato ha ben poco, ma da cui si possono imparare grandi valori,
che il film aspira e riesce a comunicare con grande intensità.
Presentato ad Alice nella città, in concomitanza
con la Festa del Cinema di Roma,
il film vanta in realtà un già lungo e glorioso percorso. Ha
infatti fatto parte della sezione Fuori Concorso del Festival di Cannes 2019, per poi ottenere
ben 8 nomination ai premi César. Il film diretto da Olivier
Nakache ed Éric Toledano, già autori di
Quasi amici,
è infatti un toccante racconto che, senza risultare smielato,
esalta la diversità e la necessità di prendersene cura.
Protagonisti del film sono Bruno e
Malik, interpretati dagli attori Vincent
Cassel e Reda Kateb.
Amici da ormai quasi vent’anni, questi gestiscono due associazioni
con un fine comune: salvare dalla strada ragazzi problematici per
formarli e insegnargli a prendersi cura di bambini e ragazzi
autistici. I due, infatti, hanno costruito la loro popolarità sulla
capacità di occuparsi di quei casi definiti “estremamente
complessi” e rifiutati da tutte le altre istituzioni di questo
tipo. La loro lotta per salvare i dimenticati, però, si ritrova a
vivere un incerto futuro nel momento in cui due ispettori
governativi si recano da loro per svolgere alcune indagini. L’uomo
dovrà fare affidamento sulla bontà delle sue azioni per riuscire a
dare ancora una casa a quanti ne hanno bisogno.
The Specials: fare del bene oltre
la legge
Quanto narrato dai due registi
francesi si basa sulla reale associazione di Stéphane Benhamou,
specializzato nella cura di bambini e ragazzi autistici. Vere sono
anche le vicende giudiziarie che hanno portato, solo di recente,
all’emanazione di un permesso a tempo indefinito per lo svolgimento
delle attività. È anche a partire da questo documento che Nakache e
Toledano scrivono la sceneggiatura, puntando così ad esaltare due
tematiche particolarmente attuali e sempre troppo poco trattate. La
prima, come già accennato, è quella relativa alla necessità di
opere di bene senza doppi fini. Per tutto il film si assiste alle
fatiche di Bruno e Malik nel tentare di dare completa dignità a
persone affette dalla citata sindrome. Un compito tutt’altro che
semplice, dove ogni caso è unico e necessità di trattamenti
specifici.
Ne sono un esempio perfetto Joseph
e Valentìn, i due giovani su cui si concentra molto del film,
fornendo un ritratto realistico e sincero della loro condizione.
Tale aspetto di umanità si va però a scontrare con la fredda
burocrazia, che penalizza chi non risulta in regola secondo criteri
talvolta estranei agli obiettivi. Lo spettatore è consapevole sin
da subito di questa minaccia nei confronti dell’associazione di
Bruno. Una volta introdotta, questa è però lasciata più in secondo
piano di quello che ci si potrebbe aspettare. L’attenzione si
rivolge infatti sull’attività del protagonista, mostrandoci la sua
inossidabile forza di volontà. Un bisogno di fare del bene, il suo,
che all’occhio cinico potrebbe nascondere qualcosa. Eppure,
nonostante tutte le indagini nei suoi confronti emerge solo il
desiderio di aiutare il prossimo.
The Specials: la recensione
I valori e le tematiche trattate
nel film risultano spesso essere un terreno insidioso. Parlare di
diversità è tanto giusto quanto delicato, e non sono molti i film
che riescono a farlo senza scadere nel banale. The
Specials sembra trovare la giusta chiave a riguardo,
affrontando il tutto non con gravità ma con la giusta attenzione.
Attenzione che si ritrova nella volontà di utilizzare vere persone
autistiche nei ruoli che prevedono tale sindrome, come anche nel
costruire scene non secondo un ricercato gusto estetico quanto
secondo un bisogno di verità. Nel momento in cui si ottiene questa,
inevitabilmente il film risulta anche bello da vedere.
Tutto ciò viene infatti portato in
scena con una grande semplicità nella scrittura e nella sua messa
in scena. I registi non ricercano lo spettacolo visivo consapevoli
che quanto viene narrato è già straordinario di suo. Si limitano
così a portare sul grande schermo una realtà e una condizione
spesso sottovalutata, lasciando che siano le immagini a denunciare
le azioni che andrebbero compiute in sostegno di questa, e non in
suo contrasto. Condito di grande umorismo, che non nasce da un
sentimento di compassione, il film riesce così a divertire e
commuovere. Perché risulta difficile rimanere impassibili nel
momento in cui si assiste a tanta genuina bontà.
Disney+ ha rilasciato il trailer de
La Storia di Olaf, il nuovissimo cortometraggio
dei Walt Disney Animation Studios che sarà disponibile in esclusiva
su Disney+ da venerdì 23 ottobre e
verrà proiettato ad Alice nella Città sabato 24 ottobre.
Cosa è successo a Olaf dal momento
in cui Elsa lo ha creato mentre cantava “All’Alba Sorgerò” e
costruiva il suo palazzo di ghiaccio e quando Anna e Kristoff
l’hanno incontrato per la prima volta nella foresta? E come ha
imparato ad amare l’estate? Le inedite origini di Olaf, l’innocente
e profondo pupazzo di neve amante dell’estate che ha fatto
sciogliere i cuori nel film di animazione premio Oscar del 2013
Frozen – Il Regno di Ghiaccio e nel suo acclamato sequel
del 2019, vengono rivelate nel nuovissimo cortometraggio dei Walt
Disney Animation Studios, La Storia di Olaf. Il corto
segue i primi passi di vita di Olaf, alla ricerca della sua
identità sulle montagne innevate nei pressi di Arendelle. La
Storia di Olaf è diretto da Trent Correy (animation supervisor
di Olaf in Frozen 2 – Il Segreto di
Arendelle) e Dan Abraham (story artist veterano, autore degli
storyboard della sequenza musicale di “Da Grande” di Olaf in
Frozen 2 – Il Segreto di Arendelle) e prodotto da Nicole
Hearon (associate producer di Frozen 2 – Il Segreto di
Arendelle e Oceania) con Peter Del Vecho (produttore
di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, Frozen 2 – Il
Segreto di Arendelle).
Nella versione italiana del corto
l’attore e regista Enrico Brignano presta ancora
una volta la propria voce a Olaf, mentre l’attrice
e cantante Serena Autieri e l’attrice, cantante e
conduttrice televisiva Serena Rossi tornano ad
interpretare rispettivamente le sorelle Elsa e
Anna.
FAMOSO,
diretto da Pepsy Romanoff, co –
prodotto da Maurizio Vassallo per Except (già alle
prese con numerose produzioni musicali, tra cui la regia del
concerto-evento di Vasco Rossi a Modena Park) e prodotto da
Island Records / Universal Music Italia, è l’incredibile
storia di Sfera Ebbasta, dalla periferia di Milano a star
riconosciuta e stimata in tutto il mondo; la genesi del Re della
trap ma soprattutto dell’artista italiano di maggiore successo
negli ultimi 20 anni. Oggi, a quasi tre anni dal suo ultimo album
che mandò per la prima volta sette brani di un
artista italiano nella classifica delle top 200 global di
Spotify, vanta 4.7 milioni di ascoltatori mensili
su Spotify e ha raccolto oltre 1.7 bilioni di
stream complessivi.
Il film è anche l’occasione per
assistere in anteprima, favoriti da una
prospettiva del tutto privilegiata, alla lavorazione del
nuovo album di Sfera Ebbasta;
il film ci porta con lui in studio, nel cuore del
processo creativo di uno dei progetti più internazionali della
storia della musica italiana. A queste immagini si alternano
filmati inediti della carriera di Sfera Ebbasta dagli inizi a
Cinisello nel 2014 ad oggi.
Raccontato in prima persona con
l’ausilio delle voci della sua gente, in
FAMOSO sono presenti i collaboratori più
stretti, le persone con cui è cresciuto condividendo un percorso
che non ha precedenti. Da sua mamma, a Charlie Charles, da Shablo
ai diversi produttori, l’incredibile storia di un gruppo di ragazzi
che voleva cambiare la musica e che in pochi anni l’ha cambiata
davvero.
Per la prima volta queste
testimonianze ci restituiscono un ritratto della persona, del
ragazzo, che dalla periferia milanese è arrivato ai vertici di
tutte le classifiche del paese e che oggi è il principale
riferimento per la nuova scena musicale italiana all’estero.
Insieme ai suoi principali
collaboratori, nel film ci sono gli amici di sempre e la
partecipazione di Marracash, uno dei primi artisti ad aver creduto
in lui. Queste voci si mescolano a quelle dei nuovi amici; artisti
che oltreoceano hanno dominato le classifiche mondiali e che oggi
lo considerano “un fratello”. Parte del documentario è infatti
girato negli Stati Uniti dove Sfera Ebbasta sta entrando nella
ristrettissima cerchia di artisti europei riconosciuti e stimati a
livello internazionale.
FAMOSO è il racconto di come Sfera,
un ragazzo che viene dal nulla, insieme ad un gruppo di lavoro
straordinario, sia riuscito ad imporsi come il più rilevante
fenomeno discografico della storia recente; di come sia passato
dalle case popolari all’essere popolare, “FAMOSO”.
Nella musica italiana esiste un prima e un dopo Sfera Ebbasta e
questa pellicola racconta cosa ci sia stato dietro a questo
fenomeno. Oltre a cristallizzare questa rivoluzione è un modo per
rilanciare, per alzare ancora una volta l’asticella; il prossimo
passo, dopo l’Italia, il mondo. FAMOSO è una storia di fame,
ambizione e gratitudine ma è anche e soprattutto un modo per dire
“non avete ancora visto niente”.
Il regista Ronnie
Sandahl arriva alla Festa del Cinema di Roma
nella Selezione Ufficiale con
Tigers, coprodotto da Alice nella
Città, tratto da una storia vera e basato sul romanzo
autobiografico di Martin BengtssonAll’ombra
di San Siro, nel quale l’ex calciatore svedese racconta la sua
esperienza nel mondo del calcio professionistico e di come il
raggiungimento del sogno della sua vita abbia rischiato di
trasformarsi in un incubo. Tigers è parte di una
trilogia scritta da Sandahl sui risvolti
psicologici dello sport professionistico, ma anche sugli aspetti
politici ed economici del fenomeno. E’ iniziata con
Borg vs McEnroe, diretto da Janus
Metz, e terminerà con Perfect di
Olivia Wilde, previsto per il 2021.
Tigers è l’unico dei tre ad essere anche diretto
da Sandahl.
Il film accende i riflettori sul
mondo che è dietro le quinte del calcio giovanile ai più alti
livelli, su quelle fucine di talenti dove i ragazzi non vengono
solo preparati atleticamente per essere pronti a diventare futuri
campioni, ma viene testata anche la loro resistenza psicologica a
un mondo pieno di pressioni. Una realtà dura e cinica, dominata dal
profitto, dove l’essere umano è un brand, una macchina da
soldi e non sembra contare più di un animale in un circo o in un
allevamento intensivo.
Tigers, la
trama
Martin Bengtsson,
Erik Enge, non ha ancora diciassette anni quando
viene acquistato dall’Inter per giocare nella Primavera. Lascia la
sua casa in Svezia e arriva a Milano col sogno di giocare a San
Siro, coltivato fin da bambino. Martin è un talento e si allena con
abnegazione, ma per essere promosso nella prima squadra la
determinazione non basta. Ci vuole molto sacrificio e una certa
dose di pelo sullo stomaco, che Martin non ha. Tra le cose da
sacrificare, poi, ci sono le relazioni, le amicizie, gli amori.
Tutto ciò che fa naturalmente parte della vita di un
diciassettenne. Per Martin il calcio è tutto, lo è sempre stato, ma
non sa se riuscirà a sopportare questa vita e a reggere la
pressione.
L’ossessione di Martin per
il calcio e la pressione psicologica
Tigers è
anche la storia di un ragazzo fragile, che dietro lo sguardo fiero,
di sfida, contrastante con l’aspetto un po’ gracile e innocente,
nasconde vuoti e problemi irrisolti. Un ragazzo cresciuto senza
padre, che ha di lui solo pochi ricordi d’infanzia legati proprio
al calcio, a quelle partite delle squadre italiane guardate in tv
col genitore, sognando San Siro. Lo sport, il successo nel mondo
del calcio è per il protagonista un mezzo per arrivare al padre,
per essere visto, accettato, amato. Ma il film mette anche in
guardia sui pericoli di queste ossessioni, che facilmente possono
andare fuori controllo e diventare davvero pericolose, mettendo a
rischio la vita stessa, soprattutto se un sistema tutto votato al
profitto le incentiva. Un sistema in cui ci sono più “Martin” di
quanti si pensi, che mette i giovani giocatori gli uni contro gli
altri, in un clima pesante di sfida continua, dove l’amicizia è
merce rara.
Non mancano atteggiamenti
di bullismo nei confronti degli ultimi arrivati o dei più dotati,
che hanno più chance di essere promossi. C’è un controllo quasi
poliziesco della vita quotidiana. Un meccanismo in cui, mentre i
ragazzi come Martin costruiscono il loro futuro e ottengono ciò che
hanno sempre voluto, sono strumento del successo altrui, sfruttati
dalle società come animali in un circo. La metafora animale
percorre tutto il film e rende bene la condizione di Martin. I
ragazzi sono appunto visti come le tigri del circo, chiusi nella
gabbia dorata del calcio per far divertire gli spettatori e
arricchire le società. Sembrano star bene a uno sguardo distratto,
hanno soldi, ma senza la libertà, rischiano la follia. Ecco il
senso del titolo.
È una sorta di tempesta perfetta,
che fa esplodere il disagio, la frustrazione e il senso di
fallimento nel protagonista. Il regista scandaglia bene il suo
mondo interiore, complice anche la buona interpretazione del
giovane Erik Enge, come quella di Frida
Gustavsson nel ruolo di Vibeke, la ragazza con cui Martin
inizia una storia. Emerge con forza e tocca lo spettatore la
sensazione di fallimento che si prova quando ci si accorge che,
raggiunto ciò che si è tanto desiderato, non si riesce a reggerlo,
perché c’è qualcosa di inaspettato che non si era considerato.
Sembra che tutto crolli, ma non è così.
Il film e l’esperienza realmente
vissuta da Bergtsson sono uno sprone per tanti e mostrano come ci
si possa rialzare e costruire un nuovo percorso perché, come dice
la madre di Martin: si può sempre cambiare idea e a volte è
salutare farlo.
Palm
Springs non è certo il primo film che parla di loop
temporali, eppure il modo in cui riesce a farlo è spiazzante,
catartico e soprattutto originale. Come nella serie
Russian Doll creata da Natasha
Lyonne, Amy Poehler e Leslye Headland,
parte dal presupposto che a rimanere incastrati nella ripetizione
sono sempre personaggi emotivamente fermi e arrivati ad un bivio
esistenziale, e indaga sulla vita attraverso il binomio
morte-rinascita, risolvendosi nella necessità di contrastare il
dolore della permanenza con i legami umani. Ciò che affligge i due
protagonisti, Nyles (Andy Samberg) e Sarah
(Cristin Milioti) infatti, non è tanto il rivivere
la stessa giornata, quanto la paura di dover affrontare, prima o
poi, i loro traumi, alla pari di Nadia Vulkov nello show di
Netflix.
Il loop temporale diventa quindi
un’opportunità, e non un ostacolo alla crescita: ecco il vero
paradosso. E per come mette in scena questa riflessione,
Palm Springs si dimostra essere una
commedia profondamente e filosoficamente radicata nel mondo
contemporaneo. Non serve un algoritmo della società o un’indagine
statistica per affermare che, oggi, gran parte dei trentenni e
limitrofi è insoddisfatta della sua vita sentimentale e della sua
carriera, soffre di depressione o stress e, in generale, non trova
motivi validi per guardare in avanti e si ostina a rimanere ferma
nel presente (o nel passato). Appunto, come se fosse bloccata in un
loop temporale.
Palm Springs, una nuova
versione del loop temporale
Si può pensare a Palm
Springs nelle funzioni di opera-parodia dei vari
Ricomincio da capo, Source Code e Edge of Tomorrow, oppure
di dark comedy che abbraccia il malessere e il nichilismo ormai
diffuso tra i millennials o, più semplicemente, di ultimo stadio
della rom-com ai tempi della pandemia (anche se è stato girato
nell’era pre-covid) sovvertendone perfino qualche crisma. Ma le
mani e le idee di Andy Siara – sceneggiatore – Max
Barbakow – regista – sono così sicure da fugare ogni
indecisione.
Il film allora prende allora le
sembianze di una lunga terapia a sedute. Nyles e Sarah, non sul
divano di una psicologa ma scaraventati in posti sempre diversi (un
bar, una piscina, una tenda in mezzo al deserto), si aprono e
quando lo fanno per davvero, le cose iniziano a smuoversi, a
cambiare. In questo senso Palm Springs vuole
ricordarci che non è affatto divertente rimanere intrappolati nello
stesso loop temporale, che si può sopravvivere da soli ma insieme è
decisamente meglio.
I Wonder Pictures ha diffuso una
featurette esclusiva del documentario We Are The
Thousand – L’incredibile storia di Rockin’1000, il
lungometraggio diretto da Anita Rivaroli.
We Are The Thousand –
L’incredibile storia di Rockin’1000 racconta la
storia di Rockin’1000, la più grande Rock Band al mondo, iniziata
nel 2015 quando per la prima volta al mondo 1000 musicisti si
incontrarono nel Parco Ippodromo di Cesena, per eseguire il più
grande tributo mai realizzato: suonare all’unisono Learn To Fly e
recapitare il video ai Foo Fighters. Diventato virale in poche ore,
il video attirò l’attenzione della band statunitense che non
esitò a rispondere con un concerto epico, proprio a Cesena.
We Are The Thousand – L’incredibile storia di
Rockin’1000, il progetto cinematografico diretto da
Anita Rivaroli, racconta l’evento attraverso le testimonianze dei
suoi protagonisti, mille musicisti di tutte le età provenienti da
ogni parte d’Italia uniti dall’amore per la musica. Un mega
concerto unico nel suo genere che grazie alle immagini live e ai
racconti di chi l’ha vissuto riesce a emozionare e appassionare lo
spettatore, coinvolto e trasportato quasi per magia nel Parco
Ippodromo di Cesena.
Oggi Rockin’1000 è una realtà
conosciuta a livello globale, che riceve riconoscimenti, inviti e
proposte di collaborazione in tutto il mondo. Dal 2016 organizza
veri e propri concerti negli stadi – Cesena, Firenze, Parigi,
Francoforte – e iniziative speciali che vedono protagonisti 1000
musicisti. Rockin’1000 nasce da un’idea di Fabio Zaffagnini,
Claudia Spadoni, Martina Pieri, Mariagrazia Canu, Francesco Ridolfi
“Cisko” e Anita Rivaroli.
Sotto la sapiente regia di Anita
Rivaroli, We Are The Thousand – L’incredibile storia di
Rockin’1000 porta sul grande schermo un momento epico
della storia della musica live italiana. “E’ prodotto da Indyca in
collaborazione con Rockin’1000 e New Lanark Film & Music,
sostenuto dalla Film Commission Emilia Romagna e dal Piemonte Doc
film Fund”; We Are The Thousand – L’incredibile storia di
Rockin’1000 sarà sugli schermi italiani come evento I
Wonder Stories dal 25 al 28 ottobre.
Adam Brody è stato
uno dei volti più famosi e amati del piccolo schermo all’inizio
degli anni 2000. Protagonista di The OC, l’attore
era sicuramente uno dei più riconoscibili nella scena
internazionale, salvo poi scomparire nel dimenticatoio, non
comparendo più in nessun altro prodotto, cinematografico o
televisivo, che avesse un richiamo importante. Questo film allo
scorso anno, quando è apparso in Shazam!,
in un ruolo marginale che però promette di espandersi nei sequel
del film con Zachary Levi.
Adam Brody sta promuovendo adesso il
suo nuovo film, The Kid Detective, uscito negli USA il 16 ottobre.
Durante una conversazione con The Ringer,
l’attore ha spiegato che Shazam! è stata la cosa
che gli ha dato maggiore visibilità da molto tempo a oggi e ha
anche detto che, se Shazam! e Finché morte
non ci separi (2019) non fossero usciti e non avessero
“spolverato” la sua immagine, probabilmente nemmeno il film
attualmente in promozione, The Kid Detective,
sarebbe mai stato fatto con lui come protagonista.
Il ruolo di Adam
Brody in Shazam! è poco più che un cameo,
dal momento che interpreta il Freddy adulto e compare solo alla
fine del film, ma è chiaro che il franchise continuerà e
probabilmente ci sarà ancora spazio per lui in futuro.
Rian Johnson,
bistrattato regista di
Star Wars: Gli Ultimi Jedi, ha condiviso delle foto
inedite dal set del film Lucasfilm in cui compare anche
Carrie Fisher. Le foto in questione sono apparse
sull’account Instagram del regista e ritraggono i diari che il
regista a tenuto prima e durante la lavorazione del film e due
polaroid, una che ritrae proprio Fisher e Kelly Meryn
Trant.
In attesa di nuovi dettagli,
ricordiamo che a Rian
Johnson, regista de Gli Ultimi
Jedi, è stata affidata la scrittura di una nuova trilogia
basata su nuove storie e nuovi personaggi. In passato, anche ai
creatori di Game of Thrones,David
Benioff e D.B. Weiss, era
stato affidato lo sviluppo di una trilogia parallela:
sfortunatamente, il duo ha deciso poi di abbandonare il progetto.
Inoltre, ci sarebbe anche un nuovo film al quale starebbe
attualmente lavorando Kevin Feige,
presidente dei Marvel Studios.
Il canale Youtube di ComicBook.com
offre in esclusiva un video davvero interessante direttamente dal
set di The
Batman. Le riprese si stanno svolgendo al momento a
Chicago, e nel video vediamo proprio come la città si stia
trasformando in Gotham City per farsi set del film con
Robert Pattinson:
“The
Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono
le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi
strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per
trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa
alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la
Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a
quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più
villain, poiché sono tutti sospettati“.
John
Stratman ha realizzato il trailer di Justice League Snyder’s Cut in
versione 16 bit. Naturalmente il trailer non è esattamente uguale a
quello visto poco tempo fa, tuttavia si vedono molto bene gli eroi
DC in questo formato che più che imponenti li rende invece buffi e
carini.
Le riprese aggiuntive
della Snyder
Cut di Justice
League dovrebbero avere luogo questo mese e durare
soltanto per una settimana. Nonostante la breve durata, il budget
sarà comunque elevato: pare infatti che saranno necessari 70
milioni di dollari per girare il nuovo materiale. Le riprese
aggiuntive coinvolgeranno Ben Affleck (Batman), Henry
Cavill (Superman), Gal
Gadot (Wonder Woman) e probabilmente
anche Ray
Fisher (Cyborg). Al momento non sappiamo se
anche Jason
Momoa (Aquaman) e/o Ezra
Miller (Flash) saranno coinvolti nei reshoot.
Vi ricordiamo che
la Snyder
Cut di Justice
League uscirà nel 2021 sulla piattaforma
streaming di Warner Bros HBO
Max che è disponibile negli USA dall’Aprile scorso.
Attualmente non sappiamo se in Italia la versione debutterà su
qualche piattaforma streaming dato che HBO MAX non è disponibile
nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in Italia ha un accordo in
esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere una valida teoria pensare
che in Italia il film possa essere programmato su SKY CINEMA o su
SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima è solo una supposizione dunque
non ci resta che aspettare ulteriori notizie.
Ian McKellen è stato la prima rappresentazione
cinematografica del signore del magnetismo, Magneto, appunto,
villain degli X-Men
e grazie alla sua interpretazione molto amato dai fan. L’attore è
intervenuto su Twitter per spiegare a tutti qual è l’esatta
pronuncia del nome del mutante. Rivolgendosi naturalmente al
pubblico anglofono e alla loro maniera di pronunciare il nome
“Magneto”, McKellen ha chiesto come mai quel nome viene pronunciato
“Magneeto” e non “Magnet-o”, dal momento che si tratta di colui che
crea e controlla campi magnetici.
In inglese la doppia E si pronuncia
I, mentre la parola “magnet” che significa “magnete” da cui viene
il nome del personaggio, si pronuncia proprio come si scrive! E da
qui il il dubbio dell’attore. Di seguito il suo tweet:
Ian McKellen è stato Magneto, l’ultima volta,
in X-Men: Giorni di un Futuro
Passato, in cui compare anche Michael Fassbender, l’attore che ha raccolto
il suo testimone e ha interpretato il ruolo fino allo scorso anno,
in Dark Phoenix. Il destino del personaggio, ora
in mano della Disney, troverà probabilmente presto un nuovo volto
che lo incarni al cinema.
La 20th Century
FOX ha diffuso il primo spaventoso trailer di The
Empty Man, l’annunciato adattamento dell’omonimo horror di
successo BOOM! Studios La pellicola uscirà il 23 ottobre negli USA,
anticipando così l’uscita nelle sale.
The Empty Man è un adattamento della
serie a fumetti di BOOM! Studios creata da Cullen Bunn e Vanesa R.
Del Ray nel 2014. Secondo la sinossi della serie, Empty Man non si
riferisce a un essere o una persona specifica, ma è invece una
malattia orribile che ha travolto la nazione, provocando “follia e
violenza”.
The Empty Man segue il poliziotto in
pensione James Lasombra (James Badge Dale) mentre indaga sulla
scomparsa di un gruppo di adolescenti da una piccola città del
Midwest. Come vediamo dal trailer, la loro scomparsa è
apparentemente collegata a una vecchia leggenda metropolitana nota
come The Empty Man, un’orribile entità ultraterrena che può essere
evocata soffiando in una bottiglia vuota e pensando a lui mentre si
trova su un ponte.
Debutterà al cinema dal 29 ottobre
Possession – L’appartamento del Diavolo, il nuovo
film horror firmato da Albert Pintó con
Begoña Vargas, Sergio Castellanos, José Luis de Madariaga,
Concha Velasco e María Ballesteros. Il film è
distribuito da Lucky Red e Universal Pictures.
Possession – L’appartamento del Diavolo, è uno dei più
grandi successi cinematografici spagnoli dell’ultimo periodo.
Firmato da Albert Pintó, uno dei maestri dell’Horror, il film ha
incassato oltre 4 milioni di dollari in patria.
Possession – l’appartamento, la
trama
Madrid, 1976. La
famiglia Olmedo si è da poco trasferita in città in cerca di un
futuro migliore. Ma il sogno di una nuova vita si trasformerà ben
presto nel loro peggiore incubo: nella casa che con tanti sacrifici
hanno comprato scopriranno di non essere soli. Oscure forze e
presenze maligne aleggiano nell’appartamento, tormentando tutta la
famiglia e in particolare il piccolo Pepe. Tratto da una terribile
e inquietante storia vera avvenuta in Spagna nell’antico quartiere
di Malasaña.
Arriva in anteprima mondiale alla
15. Festa del Cinema di RomaLa legge del terremoto, film documentario
opera prima di un volto amato del grande e piccolo schermo e del
teatro, Alessandro Preziosi. Un viaggio fisico e della
memoria, storico e visionario, dentro un racconto che abbraccia
l’esperienza dei singoli e della collettività di tutta l’Italia, il
racconto del terremoto.
Prodotto da Khora
film con Rai Cinema in associazione con
Istituto Luce-Cinecittà e in collaborazione con
Rai Teche, il film dopo la Festa del Cinema
arriverà nelle sale, distribuito da Luce-Cinecittà, e in tv.
La legge del terremoto, la trama
Un viaggio visivo, storico, ma
soprattutto emotivo dentro a uno dei cuori della storia fisica e
psichica del nostro paese, i terremoti. Se l’Italia è un corpo, il
terremoto è un colpo al cuore. Alessandro Preziosi, interprete
amato delle nostre scene che cura regia e dà voce e presenza
d’attore al film, è stato giovanissimo testimone del sisma in
Irpinia, nel 1980. Il suo viaggio ci porta nel Belìce, colpito nel
1968, poi in Friuli, ad Assisi, l’Aquila, Amatrice. Sismi, ma anche
esperienze, umanità, ricostruzioni. Insieme a straordinari
documenti d’archivio (tra gli altri dell’Archivio Luce, delle Teche
Rai, dei Vigili del Fuoco), testimonianze d’eccezione e toccanti
(come quelle di Erri De Luca, Franceco Merlo, Giulio Sapelli,
Vittorio Sgarbi, Mario Cucinella, Pierluigi Bersani, Angelo
Borrelli, Grazia Francescato), passaggi e riprese in luoghi di
forte valenza simbolica come il cretto di Gibellina eternato dal
genio di Alberto Burri, e uno sguardo sofisticato e insieme
commosso, il film disegna una mappa sorprendente di qualcosa che ci
tocca da sempre, nel profondo.
La legge del terremoto, il film
L’Italia e i
terremoti sono una consuetudine inscindibile, che ha
generato storie di distruzione e di ricostruzione dai contorni a
volte epici a volte polemici.Essendo rinomato per essere il “Paese
dell’arte”, il nostro Paese quando si confronta con un terremoto
non ne fa “solo” una questione di perdita di vite umane, ma deve
necessariamente misurarsi anche con la paura di veder scomparire,
per sempre e in pochi attimi, ciò che è stato importante per
secoli. È di fatto una provocazione paradossale della metastoria
del mondo, quella di aver generato al tempo stesso una nazione
altamente sismica che presenta nel suo territorio il più alto
numero di prodotti dell’ingegno artistico umano.
Il documentario ha come teatro
principale il sisma che colpì il Belìce nel 1968,
il primo terremoto italiano del dopoguerra ad avere una grande eco
mediatica. Ma approfondisce lo sguardo anche su altri eventi
sismici trai più rappresentativi dei tanti che hanno colpito
l’Italia recente: il Friuli, Assisi, L’Aquila, Amatrice; e
soprattutto Irpinia 1980, di cui il
quarantesimo anniversario ricorre proprio
quest’anno. Eventi catastrofici e
metastorici che hanno contribuito a costituire un
“sentimento” nazionale su questa tragedia perennemente incombente
sulla nostra gente.
Alessandro Preziosi, che oltre a curare la
regia, è anche narratore dell’intero progetto, partendo dalla sua
testimonianza diretta del terremoto in Irpinia del 1980, non si
sofferma, se non in pochi e necessari momenti, a un racconto del
dolore o della denuncia, ma intraprende un percorso all’interno
dell’anima della sua nazione e della gente che la popola, ponendosi
una fondamentale domanda: come si fa a ricostruire qualcosa,
qualsiasi cosa, persa in un istante? Questa domanda è stata posta
ad intellettuali, politici, storici, economisti, architetti,
giornalisti che lo accompagnano con il loro contributo in questo
viaggio esistenziale, storico e simbolico all’interno della nostra
storia recente.
Gli argomenti trattati, arricchiti
dalle straordinarie immagini di memoria delle Teche Rai e
dell’Istituto luce, cercando di restituire una nuova prospettiva su
un tema raccontato dalla cronaca negli anni, con particolare
attenzione a questioni quali l’emigrazione dalle zone colpite,
l’impoverimento del tessuto sociale, il volontariato, nonché il
prezioso lavoro della protezione civile. Un viaggio che dal passato
si proietta in un futuro che ha come principale caratteristica solo
quella di essere ignoto.
FREE – Liberi, la commedia
diretta da Fabrizio Maria Cortese e presentata nella
prestigiosa cornice del Festival Internazionale del cinema di
Venezia. Un cast stellare, che annovera attori del calibro di
Sandra Milo, Ivano Marescotti e Corinne Clery, è
protagonista di un viaggio on-the-road sui generis, dal Lazio fino
al Puglia, che fa della vita e del desiderio di libertà il fil
rouge della pellicola. FREE – Liberi vuole portare una ventata di
ottimismo e speranza attraverso la celebrazione della così detta
‘terza età’, momento della vita ricco ancora di aspirazioni e di
sogni. “Quello che ho voluto raccontare nel film è la bellezza di
essere anziani. Anziani non come fine o meglio non come principio
di una fine, ma come categoria di persone consapevoli di vivere uno
dei tanti momenti della vita, forse il più bello.” Così Cortese
descrive FREE – Liberi, la storia di 5 anziani che scappano da una
casa di riposo con un entusiasmo dilagante, che colora la storia
come se fosse un po’ fumetto e un po’ favola.
Cinque anziani ospiti della casa
di riposo dell’Opera Don Guanella di Roma, annoiati dalla vita
quotidiana e delusi per il distacco dei loro affetti più cari,
decidono di fuggire verso la Puglia per realizzare il sogno della
loro vita: si tratta di Rocco (Ivano Marescotti), trader fallito,
suo fratello Luchino (Enzo Salvi), cuoco ossessivo compulsivo,
Antonio (Babak Karimi), ex-capitano di lungo corso, Erica (Corinne
Clery), ex- cantante cardiopatica e Mirna (Sandra Milo),
arrivata in Italia dalla Serbia allo scoppio delle guerre
jugoslave. Innamorati dell’avventura che Mirna sta per
intraprendere per ritrovare il pluriricercato Dragomir (Antonio
Catania), suo vecchio amore creduto morto ma in realtà nascosto da
decine d’anni nel Salento, i quattro si uniscono al viaggio. Sono
certi che la loro vita cambierà per il meglio una volta incontrato
il potente criminale. Le storie personali si alterneranno in un
susseguirsi di vicende tra passione e avventura, in un Salento che
farà da cornice alle loro emozioni. Riusciranno i nostri amici a
realizzare i loro sogni?
Accanto a Sandra Milo, Ivano
Marescotti e Corinne Clery, Babak Karimi, Enzo Salvi, Antonio
Catania, Marco Marzocca, Sergio Friscia insieme a Tullio Solenghi,
Shalana Santana, Michele Venitucci, Paolo de Vita, Martina
Palmitesta e Erika Blanc. Prodotto da Golden Hours Films in
collaborazione con Rai Cinema e in associazione con Ismaele Film,
FREE – Liberi è stato girato grazie al sostegno della Apulia Film
Commission e sarà nei cinema italiani dal 12 novembre con
Ismaele Film.
Esce, come Evento speciale,
distribuito in sala da Adler Entertainment,
il 2, 3 e 4 novembre 2020, Raffaello
alle Scuderie del Quirinale (Raphael Revealed),
diretto da Phil Grabsky, documentario sulla
più grande mostra di sempre dedicata al
genio Raffaello Sanzio da Urbino,
nel Cinquecentenario dalla morte. La
mostra, mostra Raffaello
1520-1483 che si è tenuta a Roma,
alle Scuderie del Quirinale, ha chiuso ad
appena quattro giorni dall’inaugurazione a causa del lockdown
imposto per l’emergenza Covid-19 e che, per questo, in pochi hanno
avuto la fortuna di visitare.
Il pregevole lavoro cinematografico
del pluripremiato regista inglese Phil
Grabsky, nuovo pioniere del genere del documentario
dedicato all’arte, già autore di lavori dedicati
a Leonardo, Matisse, Monet,
Renoir e Cézanne, documenta gli
oltre 200 capolavori esposti, tra dipinti e disegni, di cui oltre
la metà è riunita in una mostra per la prima volta. Con opere
prestate da musei prestigiosi come il Louvre,
gli Uffizi, il Prado e
la National Gallery of Art, il film permette
di ammirare il genio, la creatività e la capacità pittorica del
nostro gigante del Rinascimento. Il film, la
cui gestazione è durata quasi tre anni è girato in Ultra HD e
prodotto dalla società di produzione dello stesso regista,
la Seventh Art
Productions, in
collaborazione conil
brand Exibition on
Screen(EOS).
Non semplicemente un
pittore, Raffaello Sanzio è stato uno
dei più straordinari artisti
del Rinascimento, spesso incompreso o
mitizzato. Sulla base del materiale esposto nella straordinaria
mostra romana, questo documentario permette di scoprire, per la
prima volta, il vero Raffaello dietro i suoi colori, disegni e
tele. Un genio che ‘seppe coniugare semplice e complesso
rappresentando, con la potenza degli sguardi e la straordinaria
carica del pennello, un universo di valori senza tempo’.