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#RestoreTheSnyderVerse: la campagna online ha già raggiunto 1 milione di tweet

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Dopo l’uscita della Snyder Cut di Justice League, è emersa online una nuova campagna: #RestoreTheSnyderVerse. Il taglio di Zack Snyder è finalmente arrivato su HBO Max (in Italia su Sky e NOW) lo scorso 18 marzo e la reazione da parte di critica e pubblico è stato complessivamente molto positiva.

In seguito all’uscita della versione theatrical di Justice League, le richieste per la release del taglio originale di Snyder sono diventate sempre più insistenti. Finalmente, a maggio dello scorso anno, la Snyder Cut è stata ufficialmente annunciata da Warner Media, e lo scorso 18 marzo è diventata una realtà a tutti gli effetti. A giudicare dall’accoglienza positiva riservata al film, i film sono ansiosi di conoscere di vedere sul grande schermo quelli che erano i piani originali di Snyder per il suo SnyderVerse e che sono stati poi riversati nell’epilogo della Snyder Cut.

Una nuova campagna social, lanciata attraverso l’hashtag #RestoreTheSnyderVerse, ha raccolto già un milione di tweet, come riportato da Discussing Film. La nuova campgna ha preso piede non solo sulla scia dell’entusiasmo generato dalla Snyder Cut e della possibilità di vedere un sequel del cinecomic, ma anche in occasione del quinto anniversario del precedente film del DCEU direto da Zack Snyder, ossia Batman v Superman: Dawn of Justice del 2016, scelta che ha indubbiamente contribuito ad attirare un’affluenza massiccia.

#RestoreTheSnyderVerse: WB tornerà sui suoi passi?

La campagna #RestoreTheSnyderVerse è stata supportata anche dall’attore Ray Fisher, inteprete di Cyborg, anche se già in passato lo stesso aveva dimostrato supporto nei confronti dello SnyderVerse. Il CEO di Warner Bros., Ann Sarnoff, ha già dichiarato che non ci sono piani per un sequel della Snyder Cut o per altri progetti che vedano coinvolto Snyder, ma la campagna #RestoreTheSnyderVerse dimostra che l’entusiasmo dei fan per i piani originali del regista non è mai svanito. Anzi, semmai è cresciuto in modo significato proprio grazie alla release della Snyder Cut

La vera domanda è: Warner Bros. tornerà sui suoi passi e cambierà rotta alla luce di questo rinnovato entusiasmo? Ovviamente, è troppo presto per dire se gli ultimi sforzi dei fan di Snyder porteranno gli stessi frutti che hanno poi condotto alla Snyder Cut. Inoltre, la Warner Bros. ha un’intera lista di nuovi film DC in fase di uscita e/o sviluppo, e ciò non può certamente essere ignorato. Non ci resta che attendere eventuali sviluppi.

Zack Snyder’s Justice League è uscito in streaming il 18 marzo 2021 su HBO Max in America e, in contemporanea, su Sky e NOW TV in Italia. Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore circa) ed è diviso in sei capitoli e un epilogo.

Justice League è il film del 2017 diretto da Zack Snyder e rimaneggiato da Joss Whedon. Nel film recitano Henry Cavill come SupermanBen Affleck come BatmanGal Gadot come Wonder WomanEzra Miller come Flash, Jason Momoa come Aquaman e Ray Fisher come Cyborg. Nel cast figurano anche Amber HeardAmy AdamsJesse EisenbergWillem DafoeJ.K. Simmons e Jeremy Irons. I produttori esecutivi del film sono Wesley Coller, Goeff Johns e Ben Affleck stesso.

#RestoreTheSnyderVerse torna in tendenza su Twitter, ecco perché

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#RestoreTheSnyderVerse torna in tendenza su Twitter, ecco perché

Durante l’annuncio dell’arrivo della piattaforma di streaming HBO Max in Europa, previsto tra il 2021 e il 2022, si è parlato anche di Zack Snyder’s Justice League, la versione originale del cinecomic uscito nel 2017, quella che Zack Snyder voleva inizialmente realizzare e che non ha mai avuto la possibilità di portare a compimento.

In occasione dell’evento, è stata mostrata una clip (che potete vedere cliccando qui) dedicata ai numerosi contenuti a cui avrà accesso chi deciderà di abbonarsi alla piattaforma. Naturalmente, un’attenzione particolare è stata rivolta ai titoli del DCEU, in particolare alla Snyder Cut di Justice League, che è stata definita da Priya Dogra, presidente di WarnerMedia, “un fenomeno globale”.

Naturalmente, è bastata questa definizione per scatenare una nuova reazione da parte dei fan di Zack Snyder, che in brevissimo tempo hanno fatto balzare nuovamente l’hashtag #RestoreTheSnyderVerse in tendenza su Twitter. L’hashtag in questione era stato lanciato la prima volta subito dopo la distribuzione della Snyder Cut, con l’intento di chiedere alla Warner Bros. di ripristinare l’universo DC che Snyder aveva in mente di realizzare.

Il ritorno dell’hashtag in tendenza ha anche raccolto il favore di chi ha sempre sostenuto pubblicamente la Snyder Cut e la versione di Zack Snyder, ossia Ray Fisher, l’interprete di Cyborg (primo membro del cast a denunciare, tra l’altro, la condotta antiprofessionale che il regista Joss Whedon avrebbe assunto durante le riprese aggiuntive).

Clicca qui per vedere il post originale

Zack Snyder aveva commentato così a nuova campagna guidata dai suoi sostenitori attraverso i social media. “Dirò soltanto questo: è un movimento che credo mostri rispetto nei confronti del mio lavoro. Ad ogni modo, qualunque sarà il risultato, io non ne ho assolutamente idea. Molto probabilmente non porterà a nulla… La venerazione per il mio lavoro è qualcosa che non potrei mai rigettare o non rispettare. Naturalmente, darei tutto il mio impegno per sostenere la causa. Se qualcuno mi dicessi, indipendentemente da chi fosse: ‘Ho amato davvero quello che hai fatto, vorrei che ne facessi un altro’, personalmente… non sono una di quelle persone che potrebbe mai rispondere: ‘Non ci pensare. Dimenticatelo’. Penso sia una cosa davvero scortese.”

Chissà se Warner Bros. deciderà di tornare sui suoi passi e cambiare rotta alla luce di questo rinnovato entusiasmo dei fan nei confronti dello SnyderVerse. Ovviamente, nessuno può sapere se questi rinnovati sforzi dei fan di Snyder porteranno gli stessi frutti che hanno poi condotto alla Snyder Cut. Inoltre, la Warner Bros. ha un’intera lista di nuovi film DC in fase di uscita e/o sviluppo, e ciò non può certamente essere ignorato. Non ci resta che attendere eventuali sviluppi.

Zack Snyder’s Justice League è uscito in streaming il 18 marzo 2021 su HBO Max in America e, in contemporanea, su Sky e TV in Italia. Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore circa) ed è diviso in sei capitoli e un epilogo.

Justice League è il film del 2017 diretto da Zack Snyder e rimaneggiato da Joss Whedon. Nel film recitano Henry Cavill come SupermanBen Affleck come BatmanGal Gadot come Wonder WomanEzra Miller come Flash, Jason Momoa come Aquaman e Ray Fisher come Cyborg. Nel cast figurano anche Amber HeardAmy AdamsJesse EisenbergWillem DafoeJ.K. Simmons e Jeremy Irons. I produttori esecutivi del film sono Wesley Coller, Goeff Johns e Ben Affleck stesso.

#ReleaseTheSnyderCut: tutti gli interrogativi “scottanti” sulla campagna social

Rolling Stone ha pubblicato un rapporto scottante sulla campagna online #ReleaseTheSnyderCut. La scoperta sorprendente è che circa il 13% degli account che hanno preso parte alla campagna dedicata alla Zack Snyder’s Justice League sono falsi, il che rappresenta un aumento considerevole rispetto al 3-5% di account falsi standard per qualsiasi altro argomento di tendenza, e suggerisce che potrebbe esserci stata una manipolazione forzata che alla fine ha portato ad anni di incessanti molestie online da parte dei detrattori di Zack Snyder o del suo lavoro.

Tuttavia, ancora più dannose sono alcune rivelazioni sul controverso regista che dipingono un quadro notevolmente diverso da quello che siamo stati portati a credere, e potrebbero potenzialmente suggerire il suo coinvolgimento in alcuni degli attacchi più mirati. C’è molto di cui discutere, quindi analizziamo insieme nel dettaglio i segreti dietro alla campagna #ReleaseTheSnyderCut.

Zack Snyder avrebbe minacciato di rovinare la carriera di Geoff Johns e Jon Berg

In seguito all’annuncio della sua director’s cut della Justice League nel 2020, Snyder sarebbe stato deciso a rimuovere i nomi di due produttori del film – Geoff Johns e Jon Berg – che riteneva avessero influito negativamente sulla sua perdita del controllo creativo della DC Films.

Secondo il rapporto, è arrivato persino a minacciare un dirigente del reparto di post-produzione dello studio, dicendo: “Geoff e Jon stanno mettendo mano sul mio montaggio. Ora li distruggerò sui social media“.

Almeno il 13% degli account di #ReleaseTheSnyderCut erano falsi

Sono trapelati due rapporti distinti commissionati da WarnerMedia, secondo i quali almeno il 13% degli account di #ReleaseTheSnyderCut erano falsi.

Si tratta di un aumento drastico rispetto al 3%-5% di account falsi che gli esperti informatici trovano di solito su qualsiasi argomento di tendenza. Anche Q5id e Graphika hanno identificato l’attività sospetta in modo indipendente, mentre un’altra società, la Alethea Group, ha scoperto che forsnydercut.com era stato registrato da una persona che gestiva un’agenzia pubblicitaria che prometteva di portare “traffico Avatar istantaneo ed economico al vostro sito web“.

Gli studios rivali sono rimasti perplessi da questo tipo di intervento per mesi, ma dopo l’uscita del film è diventato chiaro che qualcosa non quadrava. Un dirigente del marketing digitale ha spiegato il bizzarro fenomeno: “Basta guardare il calo: [quell’hashtag era] in tendenza con un milione di tweet al giorno per quando volevano rilasciare la Snyder Cut. Ed è sceso a 40.000 in pochi giorni. Non si è mai visto un calo del genere in modo organico”. Invece, secondo il dirigente, si tratta di un classico esempio di “reclutamento per avviare un movimento“.

Zack Snyder sospettato di essere coinvolto nella manipolazione

Una rivelazione ancora più scioccante è che molte delle venti persone con cui Rolling Stone ha parlato sospettano che sia stato Snyder stesso a lasciarsi coinvolgere nella campagna #ReleaseTheSnyderCut e che ne abbia manipolato gli eventi, potenzialmente anche finanziandola.

Snyder scarica la colpa sulla Warner Bros. e sostiene che lo studio stava “cercando di sfruttare la mia base di fan per aumentare gli abbonamenti al loro nuovo servizio di streaming“. Sebbene Rolling Stone non accusi Snyder di esserne stato totalmente coinvotlo, sembra suggerire che probabilmente sapeva più di quanto non abbia lasciato intendere, e una delle sue fonti ha dipinto un quadro piuttosto negativo del regista: “Zack era come un Lex Luthor che portava scompiglio“.

Le minacce di violenza hanno spinto la Warner Bros. ad agire

Quando una foto delle teste decapitate di Geoff Johns, del presidente della DC Films Walter Hamada e dell’ex presidente del Warner Bros. Pictures Group Toby Emmerich è diventata virale sui social media, WarnerMedia ha preso provvedimenti e si è rivolta a una società di cybersicurezza per analizzare la crescente quantità di trolling.

Il loro rapporto si concludeva così: “Dopo aver analizzato le conversazioni online sull’uscita del film di Snyder, in particolare gli hashtag ‘#ReleaseTheSnyderCut‘ e ‘RestoreTheSnyderVerse’ su Facebook, Twitter e Instagram, [gli analisti] hanno rilevato un aumento dell’attività negativa creata da autori sia reali che falsi“.

Una comunità identificata era composta da autori veri e falsi che diffondevano contenuti negativi su WarnerMedia per non aver ripristinato lo “SnyderVerse”. Inoltre, all’interno della scansione degli autori su Twitter, Facebook e Instagram sono stati identificati tre leader principali, uno per ogni piattaforma. Questi leader hanno ricevuto la maggior quantità di engagement e hanno ottenuto molti follower, il che ha dato loro la possibilità di influenzare l’opinione pubblica.

Rolling Stone ha svolto ricerche indipendenti sulla questione, chiedendo ad altre tre società di cybersecurity e social media intelligence di indagare. L’analisi di Q5id ha rilevato che “non c’è dubbio che i bot fossero coinvolti“, e Becky Wanta, CIO e CTO, ha spiegato: “Ci sono alcuni schemi tipici dei bot e che abbiamo visto in questo caso. Arrivano quasi contemporaneamente e in gran numero. E molte volte l’origine di migliaia o addirittura milioni di messaggi può essere ricondotta a un’unica fonte o due. A volte possono essere ricondotti a server insoliti in paesi remoti. E il loro contenuto sarà esattamente simile“.

Zack Snyder avrebbe ingaggiato una società di marketing digitale per aumentare il coinvolgimento dei fan di Batman v Superman in seguito a recensioni negative

Una fonte sostiene che, in seguito all’accoglienza negativa da parte della critica di Batman v Superman: Dawn of Justice nel 2016, Snyder abbia assunto una società di marketing digitale per aumentare il coinvolgimento dei fan. Pur avendo guadagnato 874 milioni di dollari a livello globale, il film è stato considerato una delle più grandi delusioni dell’anno e ha sostanzialmente fatto deragliare l’universo cinematografico della DC prima ancora di iniziare.

Snyder ha mostrato la sua prima versione di Justice League ai dirigenti della WB quasi esattamente un anno dopo, all’inizio del 2017, ed è stato accolto da una risposta tiepida, con Kevin Tsujihara e i presenti che l’hanno giudicato un “disastro” contorto e un “fallimento totale“. Di lì a poco avrebbero cercato Joss Whedon come sceneggiatore e consulente.

Zack Snyder è stato umiliato con la nuova aggiunta di Joss Whedon

Nove giorni dopo, Snyder ha proiettato un altro montaggio che superava ancora le due ore. Whedon fornì le sue note, ma Snyder non fu molto ricettivo. Nel marzo dello stesso anno, Snyder ha vissuto una tragedia inimmaginabile quando la figlia ventenne si è suicidata, ma ha continuato a lavorare al film. Lo studio, nel frattempo, ha deciso di far intervenire Whedon per cercare di alleggerire il tono del film.

Poi, a maggio, Snyder ha proiettato la sua versione finale per i responsabili dello studio, con una durata ragionevole di 2 ore e 18 minuti, ma anche questa è stata accolta negativamente, con una fonte che ha affermato che era “inguardabile” e “priva di gioia”. Dopo quella disastrosa proiezione, Snyder ha annunciato che avrebbe abbandonato il progetto e, contemporaneamente, la morte di sua figlia.

Justice League di Whedon è uscito a novembre e, come prevedibile, ha ricevuto una risposta negativa da parte della critica e dei fan. Con l’uscita della Snyder Cut, la Warner Bros. stava già guardando al futuro e aveva già in mente di sostituire sia Ben Affleck che Henry Cavill.

Zack Snyder ha rubato gli hard disk dalla Warner Bros.

Secondo il rapporto, Snyder ha mandato uno dei suoi montatori alla Warner Bros. per recuperare gli hard disk che contenevano le sue riprese di Justice League. Poiché si trattava di proprietà dello studio, gli hanno chiesto di restituire gli hard disk, ma lui si è rifiutato.

Il regista sostiene di essere obbligato per contratto a recuperare tutti i file collegati al film e di non essere stato interpellato. La sicurezza è stata informata della questione, ma non è stato preso alcun provvedimento poiché il film era già uscito e nessuno pensava che avrebbe cercato di mettere insieme un montaggio alternativo.

Chi finanziava #ReleaseTheSnyderCut?

#ReleaseTheSnyderCutMentre la campagna #ReleaseTheSnyderCut attirava sempre di più l’attenzione, con attacchi ai dirigenti e ai critici che si aggravavano di giorno in giorno, le persone estranee a questo fenomeno hanno iniziato a chiedersi chi esattamente stesse finanziando alcune delle trovate pubblicitarie di più alto profilo, tra cui un annuncio a Times Square (del valore di oltre 50.000 dollari) e un aereo che sorvolava il San Diego Comic-Con con uno striscione personalizzato. Invece di richiamare i suoi sostenitori, Snyder ha solo aggiunto benzina al fuoco postando una foto di contenitori di pellicola con il titolo dell’allora famosa director’s cut.

Gli addetti ai lavori sono rimasti sconvolti dalla sua ultima trovata: “Si è rifiutato di restituire gli hard disk, che erano di proprietà dello studio. Questa è stata solo un’altra stronzata orchestrata da Zack“. Forsnydercut.com è stato uno dei suoi più accesi sostenitori, lanciando il famigerato hashtag, ma non è chiaro chi ci fosse effettivamente dietro il sito. Da allora si è scoperto che il film era registrato a nome di un uomo di nome Xavier Lannes che, secondo LinkedIn, era il titolare di una società di pubblicità digitale con sede a Los Angeles chiamata MyAdGency, che prometteva di portare “traffico istantaneo ed economico di Avatar al vostro sito web“. L’azienda è ora scomparsa.

Zack Snyder ha ricevuto 60 milioni di dollari per finire la sua director’s cut e ha girato segretamente scene durante la pandemia

#ReleaseTheSnyderCutIl nuovo amministratore delegato della WarnerMedia Jason Kilar e il dirigente della HBO Max Bob Greenblatt sono stati coloro he hanno dato il via libera alla Snyder Cut e sembra che Snyder li abbia leggermente ingannati affermando che non sarebbero state necessarie nuove riprese. Tuttavia, la sua versione non era affatto vicina al completamento e lo studio ha finito per dare a Snyder 60 milioni di dollari aggiuntivi per completare la post-produzione e l’ampio lavoro sugli effetti speciali, una cifra molto più alta rispetto ai 20-30 milioni di dollari di cui si vociferava.

Snyder ha anche girato delle scene nel suo giardino durante l’apice della pandemia, a quanto pare senza rispettare i protocolli COVID o le linee guida del sindacato. Snyder ha confermato le due riprese, ma afferma di aver seguito i protocolli e sostiene che una delle riprese è stata autorizzata dallo studio. Ha inoltre richiesto allo studio altri 13 milioni di dollari, che non facevano parte dell’accordo, dal momento che non avrebbe dovuto girare alcun filmato extra.

Zack Snyder e Ray Fisher potrebbero aver lavorato insieme

Le cose sono andate di male in peggio per la Warner Bros. durante la campagna #ReleaseTheSnyderCut, quando sono emerse accuse schiaccianti contro Joss Whedon e una delle star del film, Ray Fisher, ha iniziato a inveire pesantemente contro i produttori Geoff Johns e Jon Berg.

Secondo l’articolo, “quasi tutti gli addetti ai lavori intervistati da Rolling Stone affermano di ritenere che Fisher e Snyder lavorassero inseme, sulla base dei tweet di Fisher che arrivano direttamente sulla scia delle richieste dietro le quinte di Snyder”. Snyder definisce l’accusa “totalmente falsa”; Fisher ha rifiutato un commento a Rolling Stone. Per quanto riguarda le accuse di razzismo mosse da Fisher, un’indagine esterna non ha trovato “alcun supporto credibile” all’esistenza di animosità razziale e ha scagionato Toby Emmerich, Jon Berg e Geoff Johns da qualsiasi accusa di ingiustizia razziale.

Martian Manhunter non avrebbe mai dovuto essere nel film

#ReleaseTheSnyderCutMartian Manhunter non avrebbe dovuto essere presente in Justice League di Zack Snyder e la sua inclusione ha lasciato lo studio completamente spiazzato perché non era presente nella sceneggiatura. Inoltre, ha interferito con i piani dello studio di utilizzarlo in un progetto separato e non volevano che il personaggio fosse sprecato in due scene a caso. Secondo quanto riferito, Snyder avrebbe minacciato di cancellare altre riprese dal film se non avesse avuto la meglio, nello stesso momento in cui Ray Fisher ha alzato i toni su Walter Hamada, che era il principale oppositore di Snyder e che aveva chiesto la rimozione di Martian Manhunter.

Hamada è stato anche assolto da qualsiasi illecito durante l’indagine esterna e stava lavorando in un’altra filiale della WM quando è uscito Justice League, quindi le affermazioni di Fisher erano prive di fondamento. Jason Kilar ha scavalcato il team e ha permesso la presenza di Martian Manhunter, cosa che ha fatto arrabbiare molti addetti ai lavori. A Snyder sono stati concessi altri 13 milioni di dollari per terminare il film, portando la produzione a 73 milioni di dollari. I costi di marketing hanno portato il film a superare i 100 milioni di dollari.

Secondo Samba TV, 1,8 milioni di famiglie americane hanno guardato almeno i primi cinque minuti del film.. Tuttavia, solo un terzo ha terminato il film in una sola seduta e, alla fine della prima settimana, è stato visto solo da 2,2 milioni di famiglie, con solo il 36% che lo ha terminato in una sola seduta. Circa 4 milioni di famiglie statunitensi lo hanno visto dopo quasi 40 giorni. Si ritiene che sia l’ottavo film più trasmesso in streaming del 2021, ma è ben lontano dal successo che alcuni dei suoi più accesi sostenitori avevano previsto.

Il regista di Godzilla vs Kong Adam Wingard avrebbe chiesto a Zack Snyder di dire ai suoi fan di smettere di bombardare le recensioni del suo film, ma Snyder non ha fatto nulla

#ReleaseTheSnyderCutJohanna Fuentes e Tatiana Siegel hanno attirato l’ira dei sostenitori di SnyderCut all’inizio del 2021, e Snyder ha persino detto a quest’ultima di modificare una storia sull’ingaggio di Kiersey Clemons in The Flash: “Ti sto solo dicendo cosa faranno i fan. Fidatevi di me, sono molto, molto, molto violenti“. Quando il giornalista ha rifiutato, i suoi fan sono stati pronti ad attaccare.

Godzilla vs. Kong di Adam Wingard è stato una delle tante vittime del movimento Snyder Cut, con i sostenitori che hanno bombardato il film sul MonsterVerse a causa della sua vicinanza con Justice League di Zack Snyder. Secondo quanto riferito, Wingard avrebbe persino contattato Snyder per chiedergli di porre freno alla carica violenta dei suoi seguaci, ma lui ha rifiutato. Afferma che non è stata fatta alcuna richiesta e osserva timidamente: “Inoltre, non controllo i miei fan. Hanno la loro volontà e le loro opinioni; mi date davvero troppo credito“. Wingard ha rifiutato ulteriori commenti.

La Warner Bros. è riuscita a esercitare pressioni su IMDb per eliminare gli autori delle recensioni di Godzilla vs Kong. Le cose hanno preso un’altra piega quando la folla ha preso di mira The Suicide Squad di James Gunn, una mossa che sembra aver costretto Snyder a rilasciare una dichiarazione, riconoscendo finalmente la natura tossica della sua fanbase. Sia Godzilla vs. Kong che The Suicide Squad hanno finito per superare ampiamente Justice League di Zack Snyder su HBO Max, con il primo che si è anche classificato come l’ottavo film di maggior incasso del 2021 al botteghino.

Oltre #ReleaseTheSnyderCut: lo SnyderVerse è morto.

#ReleaseTheSnyderCutZack Snyder è passato a Netflix, dopo aver ultimato Army of the Dead l’anno scorso, e sta attualmente lavorando al progetto in due parti dal titolo Rebel Moon, dove Ray Fisher interpreta un combattente della resistenza chiamato Blood Axe. La Warner Bros. non ha piani futuri per la DC con nessuno dei due.

Walter Hamada, che ha sostenuto The Batman di Matt Reeves, dovrebbe rimanere a bordo, così come Geoff Johns, che è dietro a Stargirl di The CW, e Jon Berg, che è nelle prime fasi di sviluppo di una serie di progetti DC non annunciati.

La dichiarazione di Zack Snyder

#ReleaseTheSnyderCutIn una dichiarazione finale rilasciata su Rolling Stone, il regista ha affermato: “Come artista è stato appagante poter finalmente vedere realizzata la mia visione della Justice League dopo un periodo così difficile della mia vita e che sia stata accolta così bene. Sono grato sia alla community che alla Warner Bros. per aver permesso che ciò accadesse. Soffermarsi sulla negatività e sulle voci non serve a nessuno“.

Un disastroso precedente

Resta da vedere se questa saga continuerà o se la Warner Bros. preferisce che tutto questo trovi una sua naturale conclusione, indipendentemente dalla potenziale colpevolezza di Snyder.

In ogni caso, la manipolazione dilagante dei social media è preoccupante non solo per Hollywood, ma per il mondo in generale. Wanta di Q5id avverte: “Questa è la mia preoccupazione per la manipolazione che sta avvenendo all’interno di queste campagne tossiche, come #ReleaseTheSnyderCut, con conseguenze che portano al condizionamento del tribunale dell’opinione pubblica. Bisogna affrontarlo, perché peggiorerà prima di migliorare“.

#ReleasetheSnyderCut: la campagna social spinta da fake account?

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#ReleasetheSnyderCut: la campagna social spinta da fake account?

Secondo quanto riferito, la campagna #ReleasetheSnyderCut che chiedeva l’uscita della versione di Zack Snyder di Justice League è stata spinta e guidata da account falsi, i cosiddetti bot. La Warner Bros. ha assunto il regista Zack Snyder all’inizio degli anni 2010 per guidare il suo franchise di supereroi interconnesso, a partire da Man of Steel del 2013. Il regista ha inventato un arco narrativo in cinque parti che avrebbe dovuto concludersi con Justice League 3, ma a metà, la risposta divisiva del pubblico ha fatto sì che lo studio si spostasse in una nuova direzione. Per questo motivo, oltre a una tragedia familiare, Snyder è stato tristemente sostituito da Joss Whedon durante la produzione del primo Justice League.

Non è un segreto che la produzione di Justice League fosse piena di problemi. Tra riscritture affrettate e problemi sul set, è forse il film con la produzione più controversa degli ultimi anni. Dopo che è stato chiaro che il montaggio cinematografico di Justice League 2017 era significativamente diverso dai piani di Snyder, i fan del regista hanno avviato una campagna online chiedendo alla Warner Bros. di “rilasciare lo Snyder Cut”, #ReleasetheSnyderCut appunto.

Conosciuta come una delle community di fan più devote online, la loro richiesta è stata finalmente ascoltata quando nel 2021 Zack Snyder’s Justice League è stato distribuito come film di quattro ore su HBO Max. Ora, tuttavia, sembra che siano emerse nuove informazioni su come siamo arrivati ad avere in streaming il film.

La Warner Bros. ha commissionato due report che esaminano quanto fosse organica la campagna #ReleasetheSnyderCut. Rolling Stone li ha ottenuti di recente e ha appreso che una parte significativa degli account sui social media che hanno promosso la Snyder Cut – il 13%, in particolare – sono stati ritenuti falsi. Questo è al di sopra del tipico 3-5% di account falsi che gli esperti informatici vedono di solito. Mentre ci sono stati veri fan che si sono dedicati a sostenere questo programma, il loro messaggio è stato “amplificato da un numero sproporzionato di account fasulli”. L’outlet ha anche citato specificamente un report intitolato “SnyderCut Social Media Presence” datato aprile 2021, un mese dopo la premiere di Zack Snyder’s Justice League. In questo si legge:

“Dopo aver studiato le conversazioni online sulla distribuzione della versione di Snyder della Justice League, in particolare gli hashtag ‘ReleaseTheSnyderCut’ e ‘RestoreTheSnyderVerse‘ su Facebook, Twitter e Instagram, [gli analisti] hanno rilevato un aumento dell’attività negativa creata sia da reali che falsi autori. Una comunità identificata era composta da autori veri e falsi che diffondevano contenuti negativi su WarnerMedia per non aver ripristinato lo “SnyderVerse”. Inoltre, sono stati identificati tre leader principali all’interno degli autori scansionati su Twitter, Facebook e Instagram: un leader su ciascuna piattaforma. Questi leader hanno ricevuto il massimo impegno e hanno molti seguaci, il che dà loro la capacità di influenzare l’opinione pubblica”.

È stato anche detto che c’erano grandi quantità di account che molestavano i vertici della Warner Bros., tra cui il presidente della Warner Bros. Ann Sarnoff e il produttore Geoff Johns. Questa non è la prima volta che la presenza e la portata dei fan di Snyder sono state messe in discussione.

Nel maggio 2022, un report differente afferma che i risultati degli Oscar ‘Best Cheer Moment e Fan Favorite Movie del 2021, che sono stati votati dai fan, erano truccati. I riconoscimenti sono andati rispettivamente a Justice League e Army of the Dead e, presumibilmente, lo hanno fatto con l’aiuto di account online automatizzati. Dopo entrambe queste affermazioni, sarà interessante vedere se la Warner Bros. parlerà pubblicamente della legittimità dei suoi studi commissionati. Sebbene la Zack Snyder’s Justice League sia già stata distribuita, si tratta di una questione ancora rilevante poiché la spinta per Restoring the SnyderVerse è ancora in corso. Da parte sua, Snyder è stato al fianco dei suoi fan, aggiungendo: “Sono grato sia alla comunità dei fan che alla Warner Bros. per aver permesso che ciò accadesse. Soffermarsi sulla negatività e sulle voci non serve a nessuno”.

#NonChiudeteICinema: l’hashtag si diffonde in rete

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#NonChiudeteICinema: l’hashtag si diffonde in rete

Sembra che un nuovo Dpcm debba essere diffuso nelle prossime ore, forse già domani, un nuovo documento che potrebbe mettere definitivamente la parola fine alla sala. Secondo le prime notizie non ufficiali, sembra che il testo del decreto riporti le seguenti affermazioni:

Sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo e casinò. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

Questo significherebbe che le sale cinematografiche, insieme a tutte le altre attività di intrattenimento e spettacolo dal vivo, si troverebbero ad affrontare un nuovo periodo di chiusura che ne sancirebbe, forse per sempre, la morte. Senza contare che chiudere i cinema non solo mette in ginocchio la struttura-sala, ma anche l’industria a tutti quelli che ci lavorano, e non si parla di attori e registi famosi, ma di tecnici, elettricisti, macchinisti, manovalanza numerosa che necessita di lavorare, perché se il cinema non è una priorità il lavoro lo è per tutti.

La situazione sanitaria italiana sta precipitando nella tenaglia della seconda ondata di contagi, tuttavia i dati relativi alle attività legate al cinema sono stati più che positivi, registrando un timido ritorno alla normalità e un’incidenza pari a zero rispetto ai nuovi contagi. Nella sale, nei teatri, il flusso di pubblico è controllato, è tracciabile, è sicuro.

Il settore intero, da chi il cinema lo crea, lo produce, lo fruisce, fino anche a chi lo racconta (anche Cinefilos.it fa parte di questa filiera) scongiura una nuova chiusura: #NonChiudeteICinema.

#MakeTheBatfleckMovie: i fan chiedono il film di Ben Affleck su Batman

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L’hashtag #MakeTheBatfleckMovie è ufficialmente in tendenza su Twitter. Dopo la distribuzione della Snyder Cut di Justice League, i fan di Zack Snyder hanno prima chiesto che l’universo DC ipotizzato dal regista venisse ripristinato, e ora vogliano che la Warner Bros. si decida a dare il via libera al film sull’Uomo Pipistrello mai realizzato da Ben Affleck.

Quel film, che Affleck avrebbe dovuto dirigere, scrivere, interpretare e produrre, è poi passato nelle mani di Matt Reeves, che lo ha trasformato nell’attesissimo The Batman con Robert Pattinson che vedremo nel 2022. Al momento né Affleck né WB hanno commentato la nuova richiesta da parte dei fan, ma sappiamo già che lo studio non è interessato a proseguire né con un sequel di Justice League né con un altro progetto che potrebbe, in qualche modo, portare avanti l’universo che Snyder aveva immaginato diversi anni fa.

Per quanto riguarda Affleck, sappiamo che il principale motivo per cui l’attore ha deciso di abbandonare il DCEU è a causa delle costanti pressioni che lo stesso ha dovuto sopportare quando ha deciso di interpretare l’iconico eroe sul grande schermo, situazione che è andata peggiorando in seguito alla turbolenta esperienza delle riprese aggiunte di Justice League, quando Snyder è stato sostituito da Joss Whedon.

I dettagli sul film di Batman mai realizzato da Ben Affleck

Ad oggi, i dettagli sul Batman di Affleck mai realizzato sono emersi più e più volte, soprattutto durante la recente promozione della Snyder Cut, con Joe Manganiello – interprete di Deathstroke – che ha più volte parlato di come sarebbe dovuto essere il film. Dopotutto, nel taglio di Snyder è stata ripristinata la versione originale della scena post-credits della versione cinematografica di Justice League in cui avviene l’incontro tra Lex Luthor e Deathstroke: se nella versione theatrical quella scena lascia intendere che Luthor e Slade Wilson uniranno le forze per creare la Injustice League, nell’epilogo della Snyder Cut quella scena apre la strada al film in solitaria di Batman in cui avremmo dovuto vedere proprio Deathstroke sulle tracce del Crociato di Gotham.

Zack Snyder’s Justice League è uscito in streaming il 18 marzo 2021 su HBO Max in America e, in contemporanea, su Sky e TV in Italia. Il film ha una durata 242 minuti (quattro ore circa) ed è diviso in sei capitoli e un epilogo.

Justice League è il film del 2017 diretto da Zack Snyder e rimaneggiato da Joss Whedon. Nel film recitano Henry Cavill come SupermanBen Affleck come BatmanGal Gadot come Wonder WomanEzra Miller come Flash, Jason Momoa come Aquaman e Ray Fisher come Cyborg. Nel cast figurano anche Amber HeardAmy AdamsJesse EisenbergWillem DafoeJ.K. Simmons e Jeremy Irons. I produttori esecutivi del film sono Wesley Coller, Goeff Johns e Ben Affleck stesso.

#MakeSolo2Happen: i fan di Star Wars chiedono il sequel di Solo

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#MakeSolo2Happen: i fan di Star Wars chiedono il sequel di Solo

Solo: A Star Wars Story, il secondo spin-off della saga di Star Wars, non è stato propriamente un successo, tanto che la Lucasfilm, dopo l’uscita nelle sale del film di Ron Howard, ha deciso di accantonare ufficialmente l’idea della serie antologia (iniziata con Rogue One) e di concentrarsi, almeno per ora, sul futuro “televisivo” della saga (con la seconda stagione di The Mandalorian annunciata ufficialmente e una serie dedicata a Obi-Wan Kenobi che dovrebbe entrare in produzione quanto prima).

Nonostante Solo abbia avuto una produzione travagliatissima (Ron Howard è subentrato a Phil Lord e Chris Miller dopo il loro licenziamento a causa di alcune “divergenze creative”) e sia stato un vero flop al box office, il fandom di Star Wars sembra comunque essere molto legato al film: in molti, infatti, vorrebbero vedere cosa è successo a Han, Chewbacca e Qi’ra tra gli eventi di Solo e quelli di Una Nuova Speranza (soprattutto a causa di quel sorprendente cameo di Darth Maul nel film).

Adesso, a due anni esatti dall’uscita del film al cinema (negli Stati Uniti è uscito il 25 maggio del 2018), su Twitter (come riportato da CBM) è esploso nuovamente l’hashtag #MakeSolo2Happen, che esorta la Lucasfilm a realizzare il sequel dello spin-off. Il fatto che l’hashtag sia tornato in trend-topic dimostra ancora una volta quanto il fandom di Star Wars sia legato al film e quanto vorrebbe vedere il ritorno del giovane Han sul grande schermo. Con il lancio di Disney+, si potrebbe anche pensare ad un eventuale sequel da lanciare direttamente sulla piattaforma di streaming o magari ad una serie tv che continui la storia del contrabbandiere e del suo gruppo di amici.

#MakeSolo2Happen: i fan di Star Wars tornano a farsi sentire su Twitter e chiedono il sequel di Solo

Almeno per il momento, non sembra che la Lucasfilm sia intenzionata a realizzare un sequel di Solo, quindi molte delle domande lasciate dal film sono destinate ancora a non avere una risposta. Tuttavia, se c’è una cosa che abbiamo imparato dal movimento #ReleaseTheSnyderCut in merito alla Snyder Cut di Justice League (che il prossimo anno arriverà ufficialmente su HBO Max), è che le case di distribuzione possono davvero ascoltare i fan se lo vogliono…

Solo: A Star Wars Story è un film del 2018 diretto da Ron Howard con Alden Ehrenreich, Woody HarrelsonEmilia Clarke, Donald Glover e Thandie Newton. Attraverso una serie di audaci bravate nel profondo di un mondo criminale oscuro e pericoloso, Han Solo fa amicizia con il suo futuro possente copilota Chewbacca e incontra il famigerato giocatore d’azzardo Lando Calrissian, in un viaggio che determinerà il futuro di uno degli eroi più improbabili della saga di Star Wars.

#LoveWins: le 10 storie d’amore gay più belle del cinema

#LoveWins: le 10 storie d’amore gay più belle del cinema

A dieci anni dal capolavoro di Ang Lee, I Segreti di Brokeback Mountain, e dopo la storica decisione della Corte Suprema americana di legalizzare ilmatrimonio omosessuale in tutti e 50 gli Stati, sembra doveroso e dovuto offrire un riepilogo delle più belle storie d’amore gay raccontate dal grande schermo. Eccone 10:

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Brokeback Mountain
#LoveWins

Molti dei film selezionati sono recenti, Carol per esempio non ancora uscito nei cinema in Italia, tutti però hanno in qualche modo segnato la storia del cinema, quale più quale meno, per l’incredibile potenza del sentimento che esprimono, molto più che per una o due scene che possono attirare una pruriginosa attenzione.

Quell che resta, dopo la visione, dopo anni, è solo la grande potenza dell’arte che celebra l’amore. #LoveWins

#IoSonoQui, clip in esclusiva del film al cinema dal 14 ottobre

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#IoSonoQui, clip in esclusiva del film al cinema dal 14 ottobre

Ecco una clip esclusiva dal film #IoSonoQui, l’attesa nuova commedia di Eric Lartigau, regista del film campione di incassi La famiglia Bélier, in arrivo nei cinema dal 14 ottobre.

OFFICINE UBU è liete di rilasciare il trailer italiano di #IoSonoQui, l’attesa nuova commedia di Eric Lartigau, regista del film campione di incassi La famiglia Bélier, in arrivo nei cinema dal 14 ottobre.

#IoSonoQui racconta di un insolito viaggio, dai Paesi Baschi fino alla splendente Corea del Sud, all’inseguimento di quell’incontro che potrebbe cambiare per sempre il proprio destino. Il protagonista di questa favola romantica è lo chef di successo Stéphane (interpretato dal regista e attore Alain Chabat, noto per Mood Indigo, L’arte del sogno, Prestami la tua mano, Asterix et Obelix: Missione Cleopatra) che conduce una vita tranquilla ma priva di stimoli. Un giorno conosce su Instagram una misteriosa donna coreana che riesce a riaccendere in lui quella scintilla da tempo assopita. Deciso a conoscere dal vivo Soo (interpretata da Doona Bae, nota per Cloud Atlas, la serie Sense8 e per le sue interpretazioni nei film di Bong Joon-ho, Hirokazu Kore-eda e Park Chan-wook), Stéphane intraprenderà un avventuroso viaggio dall’altra parte del mondo, pieno di scoperte e imprevisti, per poter conoscere un nuovo grande amore… e se stesso. Perché a volte perdersi, è il miglior modo per ritrovarsi. #IoSonoQui, diretto da Eric Lartigau, arriverà nei cinema italiani dal 14 ottobre distribuito da Officine UBU.

#IoSonoQui – la trama

Stéphane, uno chef di successo, conduce una vita tranquilla nei Paesi Baschi, circondato dall’affetto dei figli e dal supporto della ex-moglie. Eppure l’unica cosa che lo fa sentire vivo è Soo, una giovane donna coreana che ha conosciuto su Instagram. I due parlano di arte e di ciliegi in fiore e sembrano instaurare un solido rapporto, nonostante la lontananza. In uno slancio emotivo, Stéphane decide di partire per Seoul e incontrare Soo. Al suo arrivo però, lei non si presenta e Stéphane inizia a vagare per l’aeroporto e per la città, dove la ricerca di Soo lo porterà a riscoprire se stesso. Riusciranno i due a incontrarsi?

#IoSonoQui al cinema dal 14 ottobre

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#IoSonoQui al cinema dal 14 ottobre

Arriva al cinema dal 14 ottobre #IoSonoQui, l’attesa nuova commedia di Eric Lartigau, regista del film campione di incassi La famiglia Bélier. #IoSonoQui racconta di un insolito viaggio, dai Paesi Baschi fino alla splendente Corea del Sud, all’inseguimento di quell’incontro che potrebbe cambiare per sempre il proprio destino. Il protagonista di questa favola romantica è lo chef di successo Stéphane (interpretato dal regista e attore Alain Chabat, noto per Mood Indigo, L’arte del sogno, Prestami la tua mano, Asterix et Obelix: Missione Cleopatra) che conduce una vita tranquilla ma priva di stimoli. Un giorno conosce su Instagram una misteriosa donna coreana che riesce a riaccendere in lui quella scintilla da tempo assopita.

Deciso a conoscere dal vivo Soo (interpretata da Doona Bae, nota per Cloud Atlas, la serie Sense8 e per le sue interpretazioni nei film di Bong Joon-ho, Hirokazu Kore-eda e Park Chan-wook), Stéphane intraprenderà un avventuroso viaggio dall’altra parte del mondo, pieno di scoperte e imprevisti, per poter conoscere un nuovo grande amore… e se stesso. Perché a volte perdersi, è il miglior modo per ritrovarsi.

#IoSonoQui, diretto da Eric Lartigau, arriverà nei cinema italiani dal 14 ottobre distribuito da Officine UBU.

Stéphane, uno chef di successo, conduce una vita tranquilla nei Paesi Baschi, circondato dall’affetto dei figli e dal supporto della ex-moglie. Eppure l’unica cosa che lo fa sentire vivo è Soo, una giovane donna coreana che ha conosciuto su Instagram. I due parlano di arte e di ciliegi in fiore e sembrano instaurare un solido rapporto, nonostante la lontananza. In uno slancio emotivo, Stéphane decide di partire per Seoul e incontrare Soo. Al suo arrivo però, lei non si presenta e Stéphane inizia a vagare per l’aeroporto e per la città, dove la ricerca di Soo lo porterà a riscoprire se stesso. Riusciranno i due a incontrarsi?

#iorestoinSALA: il cinema e le sale ripartono dalla rete

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#iorestoinSALA: il cinema e le sale ripartono dalla rete

Il 26 ottobre 2020 è la data che ha segnato la chiusura di tutti i cinema italiani. Questa nuova interruzione, dettata dall’ultimo Dpcm, segna anche l’inizio di un nuovo assetto per il mondo dell’esercizio cinematografico.

Se gli investimenti fatti per trasformare le sale in luoghi sicuri; il rigoroso rispetto dei nuovi protocolli imposti dall’emergenza sanitaria; gli sforzi intrapresi per rimettersi in gioco e scommettere su un futuro (sempre incerto) appaiano oggi più che mai sensati e necessari, il presente impone un ulteriore sforzo di consapevolezza e un ulteriore imperativo di resistenza.

Ecco perché il cinema di qualità non si ferma e riparte immediatamente dalla rete. Ed ecco perché torna in scena #iorestoinSALA, il circuito nazionale di sale cinematografiche di qualità, che raggruppa ora più di 40 cinema del territorio italiano.

Il progetto, lanciato lo scorso maggio grazie alla collaborazione tra un gruppo di esercenti e un gruppo di distributori, è ora nuovamente ai blocchi di partenza: sabato 31 ottobre sarà operativo online, con un ricco calendario di prime visioni, anteprime, eventi, live streaming e incontri digitali con i filmmaker, per non privare il nostro Paese del proprio immaginario collettivo e della possibilità di varcare i confini del quotidiano.

Il compito di aprire le danze su www.iorestoinsala.it, il 31 ottobre, spetta a Cosa sarà di Francesco Bruni, seguito da Nomad: in cammino con Bruce Chatwin di Werner Herzog. Il 2 novembre, a 45 anni esatti dalla morte del poeta, sarà quindi la volta di In un futuro aprile – Il giovane Pasolini di Francesco Costabile e Federico Savonitto. Sarà invece disponibile dal 5 novembre Mi chiamo Francesco Totti di Alex Infascelli.

Protagonisti collegati in diretta streaming dalle stanze virtuali di Zoom saranno sabato 31 ottobre alle 20.30 Francesco Bruni moderato da Gian Luca Farinelli, per introdurre Cosa sarà, e lunedì 2 novembre alle 20.30 Francesco Costabile e Federico Savonitto per presentare In un futuro aprile.

Se in marzo i cinema di #iorestoinSALA avevano immaginato e tracciato  insieme il nuovo orizzonte web per le sale italiane di qualità, ora gli stessi cinema sono certi di intraprendere quella che non sarà più solo una avventura estemporanea ma una autentica rivoluzione, uno scenario possibile e proseguibile oggi e nell’immediato futuro.
La proposta si rinnova, dunque, mantenendo saldo l’obiettivo primario: difendere la cultura del cinema in sala anche attraverso il web. E rinsaldare così il rapporto con la comunità di spettatori anche – e soprattutto – in un periodo in cui viene negata la possibilità dell’esperienza di arricchimento culturale e sociale “sul grande schermo”.

Alla luce di questo, il carattere interattivo di #iorestoinSALA sarà potenziato rispetto al progetto iniziale: in occasione degli incontri in streaming con gli autori, gli spettatori potranno infatti interagire, ponendo domande e commentando in diretta. Si andrà così a creare non solo un network tra spettatori accomunati dalla passione per il cinema e dalla stessa esperienza di fruizione – come accade all’interno di una sala cinematografica – ma anche un canale diretto di comunicazione con i protagonisti.

Dal 31 ottobre in poi #iorestoinSALA permetterà, quindi, ai cinema, anche in una prossima e tanto desiderata situazione di normalità, di proporre percorsi tematici, rassegne e live stream e di completare sul web la proposta del grande schermo. Una coesistenza pacifica e complementare.

DOVE?
Per lo spettatore abituato a frequentare il cinema della propria città o del proprio quartiere, non cambierà nulla! Lo spettatore acquisterà il biglietto dal sito internet della sua sala cinematografica di riferimento e riceverà quindi un codice e un link per accedere alla sala virtuale. Dal primo click sono 48 le ore a disposizione per completare la visione.  

QUANTO?
I prezzi dei biglietti sono calibrati in base alle tariffe esistenti sulla rete e vanno, cioè, da un minimo di
€ 3,00 ad un massimo di € 7,90.
La prevendita avrà inizio sabato 31 ottobre

Per info:
www.iorestoinsala.it

#IoRestoInSala: Gli Anni Amari, introduzione in diretta streaming

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#iorestoinSALA, il circuito digitale cui aderiscono più di 50 cinema italiani prosegue nella sua missione! L’obiettivo è quello di arricchire e rendere più completa l’offerta di qualità portando nelle case del pubblico italiano non solo i film ma anche gli autori del nostro cinema. Il nuovo incontro/live streaming sarà quindi con il regista Andrea Adriatico e l’attore Nicola Di Benedetto che introdurranno martedì 17 alle 20.30 il loro film GLI ANNI  AMARI (distribuito da I Wonder Pictures).

Il film, evento di pre-apertura della Festa del Cinema di Roma, ripercorre la vita e i luoghi di Mario Mieli, tra i fondatori del movimento omosessuale italiano nei primi anni 70. Nato nel 1952 a Milano e morto suicida nel 1983, prima dei trentun anni, Mario fu attivista, intellettuale, scrittore, performer, provocatore, ma soprattutto pensatore e innovatore dimenticato.

Figlio di genitori benestanti e penultimo di sette figli, vive una vita intera in un rapporto complicato con il padre Walter e la madre Liderica.

Secondo il regista Andrea Adriatico GLI  ANNI  AMARI  è  l’attraversamento  di un’epoca, di  quei  vitali, difficili,  creativi, dolorosi  e  rimossi  anni  ’70. È  anche  la rievocazione di un necessario movimento  per  i diritti, come  quello  omosessuale,  che  doveva  inventare forme nuove per farsi riconoscere. Ed è soprattutto il ritratto di un ragazzo la cui genialità, la cui libertà interiore e la cui gioia di vivere erano troppo intense per il mondo che lo circondava. Gli anni amari è tutto questo, o almeno cerca di esserlo.

GLI ANNI AMARI
di Andrea Adriatico, Italia 2019, 112’
#IORESTOINSALA
17 novembre ore 20.30
Biglietto €6,90

Per info: 

www.iorestoinsala.it 

#iorestoinSALA, il 27 novembre Marie Curie

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#iorestoinSALA, il 27 novembre Marie Curie

In occasione della Notte dei ricercatori e delle ricercatrici, venerdì 27 novembre alle 20.30, nelle sale aderenti al circuito #iorestoinSALA arriva MARIE CURIE, il film scritto e diretto da Marie Noëlle, interpretato da Karolina Gruszka, distribuito da Valmyn.

La proiezione sarà preceduta da un’introduzione di illustri donne che, come Marie Curie, hanno dedicato la loro vita alla scienza: Maria Rita Gismondo, direttrice Microbiologia Clinica, Virologia e Bioemergenze, Polo Univ Sacco – Milano; Gabriella Greison, scrittrice, fisica e performer teatrale; e con un intervento di Ilaria Capua, direttrice del One Health Center of Excellence dell’Università della Florida.

Le introduzioni in streaming potranno essere seguite in diretta sulle pagine Facebook di tutte le sale aderenti. Presenta l’incontro Michele Crocchiola della Fondazione Niels Stensen di Firenze, in rappresentanza di #iorestoinSALA.

Biglietti disponibili presso le biglietterie dei cinema: https://www.iorestoinsala.it/

Di Marie Curie sappiamo che, grazie una fulgida intelligenza e un grande talento, riuscì a farsi strada ed ebbe successo in un ambiente scientifico dominato dagli uomini. Ma era anche una donna forte, passionale e moderna. Questo film, racconta la sua storia.

Il film racconta gli anni più turbolenti della vita di Marie Curie, quelli compresi tra il 1903, anno in cui Marie e Pierre Curie si recano a Stoccolma per ricevere il Premio Nobel per la scoperta della radioattività, e il 1911, quando le venne assegnato il suo secondo Nobel. Nel mezzo, la morte di Pierre, il nuovo amore con il matematico Paul Langevin, lo scandalo.

Scrive la regista: «Chi era Marie Curie? Una brillante scienziata, come tutti sanno. La sua biografia è qualcosa di leggendario. Scoprendo il radio, questa donna eccezionale ha dato un considerevole contributo alla battaglia dell’umanità contro il cancro. Ma chi era la donna dietro la mitica icona della scienza che nel corso del tempo è diventata? La vita la mise di fronte a molte sfide che dovette affrontare con coraggio e perseveranza. È stata la prima docente donna alla Sorbona, la prima donna a vincere il Premio Nobel per la Fisica e – a tutt’oggi – la sola donna ad aver vinto due Nobel in due categorie diverse. Tuttavia non le fu permesso di manifestare i propri sentimenti».

#iorestoinSALA, il 24 novembre Il Grande Passo

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#iorestoinSALA, il 24 novembre Il Grande Passo

Martedì 24 novembre alle ore 20.30 nuovo imperdibile appuntamento firmato #iorestoinSALA, il circuito digitale cui aderiscono più di 50 cinema italiani: il regista Antonio Padovan, l’attore Stefano Fresi e il fumettista Leo Ortolani presenteranno in diretta streaming la divertente commedia lunare IL GRANDE PASSO! A introdurre l’incontro Antonio Capellupo per #iorestoinSALA, modera Andrea Plazzi, editor, traduttore e curatore del progetto di divulgazione scientifica “Comics&Science” del CNR – Consiglio Nazionale delle Ricerche.

Durante la presentazione online – che ricordiamo sarà visibile anche sulle pagine Facebook di ognuna delle oltre 50 sale del circuito www.iorestoinsala.it – si parlerà di cinema ma anche e soprattutto dell’amore per lo “spazio” e dell’adorazione per la “luna”, fedele compagna di tante notti e avamposto stellare di sogni e miraggi.

Il fumettista Leo Ortolani, autore di due volumi che trattano proprio di queste due passioni, non poteva che essere l’interlocutore ideale! In “C’è spazio per tutti” (Panini Comics) e “Luna 2069” (Feltrinelli Comics), Ortolani racconta viaggi “interstellari” e itinerari spaziali, disegnando personaggi inevitabilmente e fatalmente attratti dalla luna. Della stessa magnifica ossessione soffre Giuseppe Battiston nei panni di Dario, fratello Mario (Stefano Fresi) nella commedia surreale IL GRANDE PASSO.

Due inediti “fratelli cinematografici” che, al di là delle apparenze, non potrebbero essere più diversi: impetuoso e geniale il primo, ossessionato dall’idea di raggiungere dal Nordest Italiano la luna a bordo di un razzo, e placido e divertito il secondo, che gestisce un negozio di ferramenta nella capitale. Tutto funziona bene, finché le loro strade non s’incrociano…

«Raccontando questa storia – commenta Padovan – ho voluto rendere omaggio a due mondi del cinema che amo e che vivono dentro di me. Quello americano, un po’ infantile e sentimentalista, con cui sono cresciuto da bambino: il cinema di sognatori come Steven Spielberg. E quello silenzioso e sincero, il cinema della mia terra, creato da artigiani come Carlo Mazzacurati. Questi due mondi s’incontrano e si scontrano in una storia che parla del sogno di andare sulla luna, e di due fratelli che imparano a conoscersi».

#iorestoinSala, il 2 dicembre The Specials

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#iorestoinSala, il 2 dicembre The Specials

Con Elio (Elio e le storie tese) e Gianluca Nicoletti (Cervelli Ribelli), continuano gli eventi speciali firmati #iorestoinSALA! La nuova diretta “streaming”  è fissata per mercoledì 2 dicembre alle ore 20.30 con la presentazione di THE SPECIALS – FUORI DAL COMUNE.

Entrambi genitori di figli affetti da autismo e da anni impegnati in prima linea nelle campagne di sensibilizzazione e nella diffusione di informazioni sulla neuro diversità, Elio e Gianluca Nicoletti introdurranno il film assieme a Michele Crocchiola per #iorestoinSALA.

E proprio di questo parla la commedia  agrodolce firmata da Olivier Nakache e Éric Toledano (Quasi Amici) con protagonisti Vincent Cassel e Reda Kateb. Nei panni di Bruno e Malik, amici e colleghi, i due sono entrambi impegnati in organizzazioni non-profit differenti, responsabili dell’educazione di bambini e adolescenti affetti da autismo.

The Specials, la nostra recensione

La storia del film s’ispira a due persone reali, Stéphane Benhamou, fondatore di Le silence des justes, Daoud Tatou, direttore di Le relais IDF, associazioni specializzate nella cura dei giovani autistici, in particolare quelli provenienti da contesti svantaggiati.

«I nostri film raccontano sempre incontri inverosimili. – spiegano i registi  – Questo ha una dimensione particolare: parla di come persone che comunicano poco, o affatto, e che sono considerate anormali, riescano comunque a far sì che delle persone considerate “normali”, che nella nostra società non comunicano più, possano comunicare. In queste associazioni si ritrova un’armonia e una miscela di culture, religioni, identità e passati atipici che dovrebbero essere d’ispirazione per molti…»

L’introduzione sarà come di consueto visibile anche sulle pagine Facebook di ognuna delle oltre 50 sale italiane che aderiscono al circuito www.iorestoinsala.it.

#iorestoinSALA aderisce alla Giornata Europea del Cinema d’Essai

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#iorestoinSALA aderisce alla Giornata Europea del Cinema d’Essai

In occasione della Giornata Europea del Cinema d’Essai, promossa da Europa Cinemas e Cicae (Confederazione Internazionale dei Cinema d’Arte e d’Essai), domenica 8 novembre sugli schermi virtuali di #iorestoinSALA – il circuito digitale cui aderiscono più di 50 cinema italiani – arriva ROUBAIX. UNE LUMIÈRE, noir francese firmato da Arnaud Desplechin e magnificamente interpretato da Lea Seydoux e da Roschdy Zem (vincitore del premio César 2020 per il Miglior Attore).

Ambientato a Roubaix, appunto, città natale del regista, il film prende spunto da una storia vera, un episodio di cronaca già raccontato da uno sconvolgente documentario televisivo trasmesso nel 2008 su France 3 e a cui Desplechin si è dichiaratamente ispirato. Un commissario e un giovane agente sono chiamati ad indagare sull’omicidio di un’anziana donna: le indiziate sono le due giovani vicine…

Desplechin realizza un thriller sociale teso, febbrile e spirituale, animato dall’intensità teatrale dei suoi attori. Un noir che trascende elegantemente le strutture di genere per scandagliare gli abissi dell’essere umano e la miseria del mondo di oggi. “Per la prima e unica volta nella mia vita – spiega il regista – ho solidarizzato con due criminali: ho voluto riconsiderare le parole crude delle vittime e delle colpevoli come la più pura delle poesie”. Il film sarà disponibile in streaming in versione originale francese con sottotitoli in italiano.

#IceBucketChallenge: Chris Pratt, Robert Downey Jr e tanti altri sotto l’acqua gelida!

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Si chiama Ice Bucket Challenge ed è una moda che sta impazzando ad Hollywood: farsi bagnare da acqua gelida e sfidare amici e colleghi famosi a fare lo stesso. Lo scopo non è solo divertimento e risate da parte di chi guarda e di chi partecipa, ma è ovviamente più alto: si tratta di una raccolta fondi contro la SLA a cui stanno aderendo in tantissimi dal mondo del cinema, della musica e dello spettacolo in generale.

Da Robert Downey Jr a Oprah Winfrey, tutti si stanno prestando al gioco! Ecco qualche video!

Robert Downey Jr:

CEO Disney Bob Iger:

Kerry Washington:

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Keith Urban:

http://youtu.be/M8NY6DmI6Ok

Chris Pratt:

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Oprah Winfrey:

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Taylor Swift e Jamie King:

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Stephen e Robbie Amell:

http://youtu.be/zwNpd-QLnC0

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#IceBucketChallenge: Chris Hemsworth e Tom Hiddleston accettano la sfida

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Si chiama Ice Buket Challenge ed è una moda che sta impazzando ad Hollywood: farsi bagnare da acqua gelida e sfidare amici e colleghi famosi a fare lo stesso. Lo scopo non è solo divertimento e risate da parte di chi guarda e di chi partecipa, ma è ovviamente più alto: si tratta di una raccolta fondi contro la SLA a cui stanno aderendo in tantissimi dal mondo del cinema, della musica e dello spettacolo in generale.

Dopo Chris Pratt, Robert Downey Jr. e tantissimi altri, oggi tocca anche a Chris Hemsworth e Tom Hiddleston, che hanno subito raccolto la sfida e nominato, a loro volta, Jeremy Renner, Mark Ruffalo e Chris Evans (Hemsworth) e Benedict Cumberbatch e Luke Evans (Hiddleston).

In attesa di vedere nuovi Ice Bucket Challenge video, godiamoci Chris Hemsworth e Tom Hiddleston sotto l’acqua gelida:

#IceBucketChallenge: Chris Evans e Benedict Cumberbatch accettano a modo loro…

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Benedict Cumberbatch e Chris Evans hanno ceduto e hanno accettato la sfida dell’Ice Bucket Challenge, che ormai vede coinvolti praticamente tutti i divi intorno al Mondo e che sta prendendo piede anche in Italia.

I due attori si sono prestati alla secchiata d’acqua ghiacciata, ma lo hanno fatto a modo loro. Evans ha optato per un vero e proprio manuale dell’ #IceBucketChallenge, mentre Cumberbatch ha subito il gavettone in maniera stoica e abbastanza particolare. Ecco i video:

http://youtu.be/0ARpDA0W9Lw

Guarda anche:

James Franco risponde alla nomina di Selena Gomez per #IceBucketChallenge

#IceBucketChallenge: Chris Hemsworth e Tom Hiddleston accettano la sfida

Ben Affleck e l’ #IceBucketChallenge in ‘famiglia’

#IceBucketChallenge: Chris Pratt, Robert Downey Jr e tanti altri sotto l’acqua gelida!

#IceBucketChallenge: anche Superman e Lois Lane sotto l’acqua fredda!

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#IceBucketChallengePiano piano tutte le star di Hollywood si stanno prestando all’ Ice Bucket Challenge, e dopo Ben Affleck (qui), anche gli altri protagonisti di Batman v Superman Dawn of Justice si prestano alla secchiata d’acqua gelida contro la SLA (secchiata che ci auguriamo sia accompagnata da una bella donazione).

Di seguito potete vedere Amy Adams e Henry Cavill, con addosso i costumi di Lois Lane e di Superman, prendere la loro dose di acqua ghiacciata, e per Superman questa dose pare proporzionata ai suoi super poteri.

Guardate il video:

Leggi anche:#IceBucketChallenge: Chris Evans e Benedict Cumberbatch accettano a modo loro…

James Franco risponde alla nomina di Selena Gomez per #IceBucketChallenge [Video]

#IceBucketChallenge: Chris Hemsworth e Tom Hiddleston accettano la sfida

#IceBucketChallenge: Chris Pratt, Robert Downey Jr e tanti altri sotto l’acqua gelida!

#IAmSorry: video della pubblica ammenda di Shia LaBeouf

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Continua la personale campagna di ammenda di Shia LaBeouf, come già saprete, avevamo segnalato tempo fa (leggi qui) che l’attore voleva allestire una sorta di evento in cui chiedeva scusa per la storia dei suoi plagi. Ebbene, pare proprio che la cosa è andata avanti tanto da arrivare dal THR il primo video dal primo evento in cui vediamo l’attore all’opera. L’evento rimarrà una settimana in una galleria sulla Beverly Boulevard di Los Angeles, e si chiamerà #IAmSorry.

Leggi anche: Shia LaBeouf non è più famoso: ecco l’attore sul red carpet di Berlino 2014

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Che ne dite?

Leggi anche: Shia LaBeouf pubblica un cortometraggio che si rivela un plagio

#iamsorry

 

#HeForShe: tutti i sostenitori della campagna promossa da Emma Watson

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Dopo il trionfale discorso di fronte alle Nazioni Unite, Emma Watson sta proseguendo con il suo supporto alla campagna #HeForShe, movimento che si prefigge di sensibilizzare ‘lui’ a sostenere i diritti di ‘lei’, ovvero un’iniziativa in favore della parità di genere.

LEGGI ANCHE: Emma Watson per #HeForShe, il suo discorso all’ONU

L’attrice, calorosamente applaudita in sede ONU, è stata poi sostenuta, nel corso degli ultimi giorni, da un considerevole numero di colleghi, che con foto, tweet, post su facebook e instagram, hanno dimostrato di supportare #HeForShe.

Si tratta principlamente di attori e personaggi dello spettacolo che hanno avuto a che fare in passato con la Watson. Tra questi c’è la sua co-star in Harry Potter, Matthew Lewis, oppure Eddie Redmayne e Logan Lerman, che pure hanno recitato accanto a lei (il primo in Marilyn e il secondo in Noi Siamo Infinito e in Noah). Ma ancora Russel Crowe, Ben Barnes, Tom Hiddleston e Peter Gallagher non hanno voluto far mancare all’impegnata Emma il loro supporto.

Fonte: Variety

#GiveCaptainAmericaABoyfriend: Twitter chiede un fidanzato per Cap

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Per quanto possa sembrare assurdo ai fan dei fumetti più integralisti, sta succedendo davvero, tanto che l’hashtag #GiveCaptainAmericaABoyfriend è diventato trend topic in poche ore. Per coloro che si stessero chiedendo cosa vuol dire e da dove viene questa cosa, serve un brevissimo viaggio nel tempo. Qualche settimana fa, allo scopo di provare a portare un personaggio LGBT nel mondo Disney, la rete si era mossa affinchè Elsa, protagonista di Frozen, avesse nel sequel una fidanzata. L’hashtag del caso era #GiveElsaAGirlfriend. Adesso la stessa cosa si chiede per Cap, dal momento che si è discusso molto dell’introduzione in un personaggio non eterosessuale nell’universo del cinecomics (eventualità che ha trovato riscontro positivo presso i Marvel Studios).

Captain America Civil War: 12 segreti dal film Marvel

cap bucky GiveCaptainAmericaABoyfriend

X-Men Apocalypse: SI e No del film Fox

Chiaramente il favorito dai fan ad assumere il titolo di Fidanzato di Cap è Bucky, tuttavia, considerando il personaggio di Rogers, una relazione omosessuale sarebbe davvero fuori parte, senza considerare poi che ha avuto una relazione con Peggy Carter, un discontinuo flirt con Vedova Nera, e adesso una relazione nascente con Sharon Carter.

Captain America Civil War: 10 rumors che si sono rivelati falsi – SPOILER

#GiveCaptainAmericaABoyfriend on Twitter

#DoomsdayIsComing”: i Fratelli Russo anticipano Avengers: Doomsday con una immagine criptica di Fantastici Quattro (?)

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Mentre i lavori su Avengers: Doomsday proseguono, i fratelli Russo hanno condiviso su Instagram un’altra criptica anticipazione. Accompagnata dall’hashtag #DoomsdayIsComing, questa foto sfocata ha lasciato i fan perplessi.

A un esame più attento, crediamo che si tratti della lavagna di Reed Richards in I Fantastici Quattro: Gli Inizi. Le incisioni bianche su sfondo nero sono state il nostro primo indizio, anche se la linea gialla sembra essere la rivelazione.

Nel reboot, abbiamo scoperto che Mister Fantastic stava conducendo ricerche su dimensioni parallele, ed è probabilmente a questo che Joe e Anthony stanno alludendo. Ricordate, la scena post-credits di Thunderbolts*, diretta dal duo, mostrava l’astronave Excelsior in arrivo nell’atmosfera della Terra 616.

Reed Richards in I Fantastici Quattro Gli Inizi
Reed Richards in I Fantastici Quattro Gli Inizi. Foto di Marvel Studios © 2025 20th Century Studios / © and ™ 2025 MARVEL

Stiamo ancora aspettando il seguito della rivelazione del cast di Avengers: Doomsday di marzo, e non possiamo fare a meno di chiederci se i prossimi nomi potrebbero essere rivelati su questa lavagna allungata.

Il tempo ce lo dirà, ma con il film ancora a più di un anno di distanza, potrebbe volerci un po’ prima di vedere qualcosa di ufficiale dal blockbuster.

Durante l’estate, il regista di I Fantastici Quattro: Gli Inizi, Matt Shakman, ha parlato di Reed come protagonista degli Avengers (si riferiva ai fumetti, ma molti lo hanno interpretato come un’indicazione che fosse nei piani per Avengers: Doomsday). Pedro Pascal è poi intervenuto sulla questione dicendo: “È una grande novità per me, per prima cosa. Credo che Matt Shakman stesse facendo un’intervista e quando ha parlato di Reed.”

“C’è qualcosa che accade nei fumetti in cui lui viene in qualche modo attratto dalla famiglia degli Avengers e gli viene chiesto di ricoprire una posizione di leadership. È qualcosa che accade nei fumetti. Non è necessariamente qualcosa che comporta il futuro del mio personaggio”, ha continuato. “Sono onesto in questo. Non sto nemmeno cercando di evitare spoiler. È un po’ fuorviante.”

Cosa sappiamo di Avengers: Doomsday

Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars arriveranno in sala rispettivamente il 18 dicembre 2026, e il 17 dicembre 2027. Entrambi i film saranno diretti da Joe e Anthony Russo, che tornano anche nel MCU dopo aver diretto Captain America: The Winter Soldier, Captain America: Civil War, Avengers: Infinity War e Avengers: Endgame.

Sono confermati nel cast del film (per ora): Paul Rudd / Ant-Man, Simu Liu / Shang-Chi, Tom Hiddleston / Loki, Lewis Pullman / Bob-Sentry, Florence Pugh / Yelena, Danny Ramirez / Falcon, Ian McKellen / Magneto, Sebastian Stan / Bucky, Winston Duke / M’Baku, Chris Hemsworth / Thor, Kelsey Grammer / Beast, James Marsden / Cyclops, Channing Tatum / Gambit, Wyatt Russell / U.S. Agent, Vanessa Kirby / Sue Storm, Rebecca Romijn / Mystique, Patrick Stewart / Professor X, Alan Cumming / Nightcrawler, Letitia Wright / Black Panther, Tenoch Huerta Mejia / Namor, Pedro Pascal / Reed Richards, Hannah John-Kamen / Ghost, Joseph Quinn / Johnny Storm, David Harbour / Red Guardian, Robert Downey Jr. / Doctor Doom, Ebon Moss-Bachrach / La Cosa, Anthony Mackie / Captain America.

#BlackLivesMatter: 10 film in streaming per comprendere il movimento

In seguito all’omicidio di George Floyd, negli Stati Uniti continuano a moltiplicarsi le manifestazioni e le prese di posizione contro il razzismo e l’omicidio delle persone di colore da parte della polizia, che hanno poi condotto alla nascita del movimento internazionale #BlackLivesMatter. Ecco 10 film che trovate comodamente in streaming e che possono aiutare a capire meglio quanto sta accadendo in America:

I Am Not Your Negro, 2016 (Chili)

I Am Not Your Negro è un documentario del 2016 diretto da Raoul Peck e candidato all’Oscar nel 2017 per il miglior documentario. Racconta il pensiero di James Baldwin partendo da un’opera dello scrittore statunitense rimasta incompiuta (che di fatto figura anche come sceneggiatore, nonostante sia scomparso nel 1987).

Il pensiero di Baldwin è fondamentale per capire la questione razziale che ancora oggi attanaglia gli Stati Uniti. Il documentario, disponibile in streaming su Chili, è una lezione di storia e di etica che, attraverso il linguaggio innovativo di uno dei più importanti, empatici e lucidi scrittori della storia americana, aiuta a comprendere con maggiore consapevolezza il mondo che ci circonda.

BlackKklansman, 2018 (Prime Video)

BlacKkKlansman film-2018

BlacKkKlansman, disponibile su Prime Video, è un film del 2018 diretto da Spike Lee, presentato in anteprima al Festival di Cannes e vincitore del premio Oscar alla migliore sceneggiatura non originale.

Adattamento cinematografico dell’omonimo libro scritto dall’ex poliziotto Ron Stallworth (nel film interpretato da John David Washington), il film racconta la storia vera dello stesso Stallworth, primo poliziotto nero nella storia di Colorado Springs ad essersi infiltrato nel Ku Klux Klan. Servendosi di uno stile assolutamente innovativo, Lee manifesta tutta la sua rabbia nei confronti di una situazione sociale, politica e culturale profondamente radicata tanto nell’America del passato quanto in quella di oggi.

Invictus, 2009 (Prime Video)

Invictus

Invictus – L’invincibile è un film del 2009 diretto dal maestro Clint Eastwood. Ispirato a fatti realmente accaduti, la storia – basata su un romanzo di John Carlin – ruota attorno ad una serie di eventi che ebbero luogo in occasione della Coppa del Mondo di rugby del 1995, tenutasi in Sudafrica poco tempo dopo l’insediamento di Nelson Mandela come presidente della nazione.

Nel film, disponibile su Prime Video, Mandela (interpretato da Morgan Freeman) è appena diventato il primo presidente sudafricano di colore. Dopo la caduta del regime dell’apartheid, si ritrova a guidare la nazione in un periodo storico particolarmente delicato. Il suo obiettivo è quello di riconnettere la popolazione sudafricana, ancora fortemente divisa dall’odio fra la maggioranza nera e la minoranza bianca.

XIII emendamento, 2016 (Netflix)

XIII emendamento è un documentario del 2016, diretto da Ava DuVernay, regista che aveva già ampiamente affrontata il tema del razzismo nel bellissimo Selma – La strada della libertà del 2014. Il documentario ha vinto il premio Emmy nel 2017 nella categoria di appartenenza.

Il documentario, disponibile su Netflix, non sceglie la via della sovversione o della rivoluzione, e non racconta unicamente del razzismo di matrice “ideologica”: XIII emendamento, infatti, passa in rassegna tutta una serie di questioni e di avvenimenti che nel corso degli anni sono passate inosservate, sia per negligenza che per ignoranza.

Mudbound, 2017 (Netflix)

Mudbound

Mudbound è un film del 2017 diretto da Dee Rees. Adattamento dell’omonimo romanzo di Hillary Jordan, il film venne presentato in anteprima al Sundance Film Festival e ricevette quattro candidature ai premi Oscar, inclusa quella alla migliore attrice non protagonista per la celebre cantante Mary J. Blige.

Disponibile su Netflix, il film è un’epopea inarrestabile ed emozionante che, pur rifacendosi agli stilemi più abusati del cinema classico, riesce con sguardo innovativo a raccontare le luci e le ombre del Sogno Americano infrantosi tra l’inizio e la fine della Seconda Guerra Mondiale.

The Birth of a Nation, 2016 (Google Play)

The Birth of a Nation

The Birth of a Nation, disponibile su Google Play, è un film del 2016 scritto e diretto da Nate Parker, che nella pellicola si è anche ritagliato il ruolo del protagonista principale, Nat Turner, uno schiavo afroamericano che nell’agosto del 1831 guidò la rivolta degli schiavi nella Contea di Southampton, in Virginia.

Il film, il cui titolo è un riferimento ironico al controverso film del 1915 Nascita di una nazione, che descriveva la nascita – appunto – del Ku Klux Klan, ha vinto il gran premio della giuria e il premio del pubblico al Sundance Film Festival. Un film che, attraverso feroci sequenze dall’impatto emotivo straordinario, ci ricorda come il peso della Storia non faccia sconti a nessuno.

LA 92, 2017 (Netflix)

LA 92 è un documentario del 2017 diretto da Daniel Lindsay e T. J. Martin che racconta, a 25 anni di distanza dai fatti accaduti, le proteste e le rivolte che sconvolsero la città di Los Angeles nel 1992.

Il documentario, che ha debuttato in anteprima al Tribeca Film Festival e che ha anche vinto un Emmy, è disponibile su Netflix. Include immagini di repertorio relative alle rivolte del quartiere di Watts del 1965, all’elezione di Tom Bradley del 1973, alla promozione di Daryl Gates nel 1978, alla sparatoria di Latasha Harlins, alle violenze perpetrate dalla polizia americana ai danni di Rodney King e alle successive rivolte e violenze scoppiate dopo l’assoluzione degli ufficiali coinvolti nel pestaggio.

Fa’ la cosa giusta, 1989 (Chili, Google Play, iTunes)

blacklivesmatter

Fa’ la cosa giusta è probabilmente uno dei film più celebri di Spike Lee, considerato da molti il capolavoro del regista statunitense. All’epoca della sua uscita in sala, nel 1989, fu al centro di grosse polemiche, perché secondo alcuni la storia raccontata nel film istigava i giovani afro-americani alla rivolta.

Candidato a due premi Oscar e trainato da una colonna sonora tanto irresistibile quanto fortemente critica nei confronti della società statunitense, il film (che prende spunto da alcuni fatti di cronaca realmente accaduti, tra cui il famoso “Howard Beach Incident”) è ancora oggi considerato uno dei migliori della storia del cinema. Lo trovate in streaming su Chili, Google Play e iTunes.

The Help, 2011 (Rakuten Tv, Chili)

The Help

The Help è un film del 2010 diretto da Tate Taylor e basato sull’omonimo romanzo di Kathryn Stockett, amica d’infanzia del regista. Il cast è assolutamente di prim’ordine: Emma StoneViola DavisBryce Dallas HowardJessica Chastain, Allison Janney, Sissy Spacek e Octavia Spencer, che per il suo ruolo riuscì anche ad ottenere un Oscar come migliore attrice non protagonista.

The Help, disponibile su Rakuten Tv e Chili, è una commedia drammatica a tratti divertente, ma anche amara e sinceramente toccante, che racconta un periodo oscuro della storia dell’uomo, profondamente caratterizzato da segregazione e razzismo.

When They See Us, 2019 (Netflix)

When They See Us

When They See Us è una miniserie tv diretta da Ava DuVerny, già acclamata per Selma – La strada della libertà e per il già citato documentario XIII emendamento. Disponibile su Netflix, la serie ricostruisce il caso della jogger di Central Park, una donna bianca che nel 1989 venne aggredita durante una sessione di allenamento all’interno del celebre parco di New York.

In seguito al tragico accaduto, cinque giovani ragazzi, quattro di colore e uno ispanico, furono condannati per il reato nonostante l’assenza di prove. Nel 2002, quando il vero colpevole confessò il reato, i cinque vennero scagionati e liberati. Una miniserie spaventosamente toccante che mette in luce le falle di un sistema giudiziario che, nel corso della sua storia, ha troppo spesso ignorato i principi fondamentali di giustizia e uguaglianza, a favore di un’ossessiva ricerca del colpevole.

#10YearsChallenge Marvel edition: com’erano i protagonisti?

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#10YearsChallenge Marvel edition: com’erano i protagonisti?

La #10YearsChallenge ha attecchito anche nei Marvel Studios, tanto che i canali social ufficiali della produzione hanno condiviso la loro personale “sfida dei 10 anni”. Nelle foto di seguito infatti potete vedere come erano 10 anni fa i protagonisti del Marvel Cinematic Universe in confronto a come sono invece adesso.

Ovviamente, la challenge non è precisissima, dal momento che alcuni personaggi sono comparsi sul grande schermo dopo o prima il 2009, come Tony Stark/Iron Man, che ha debuttato nel 2008, o Thor e Clint Barton che invece sono arrivati nel 2011.

Due casi particolari sono invece Nick Fury e Phil Coulson, che nelle immagini a seguire sono stati confrontati con le loro versioni ringiovanite che vedremo in Captain Marvel il prossimo maggio. Ecco di seguito la #10YearsChallenge Marvel edition!

Qui la condivisione originale su Instagram:

Gli appuntamenti con i Marvel Studios nel 2019 saranno 3. Il primo in ordine cronologico è quello di marzo, con l’esordio in sala di Captain Marvel; ad aprile sarà la volta di Avengers: Endgame, che chiuderà definitivamente la Fase 3. A luglio, in apertura della Fase 4 (ancora molto misteriosa), arriverà al cinema Spider-Man: Far From Home, di cui abbiamo visto di recente il primo trailer ufficiale.

La #10YearsChallenge è la moda del momento sui social, secondo le quale devono essere messe a confronto due foto, una di 10 anni fa e un’altra dell’anno in corso. Tra vip, celebrità e pagine social buffe, la challenge sta prendendo il controllo (momentaneo) della rete e sta assumendo sfumature di parodia in alcuni casi molto divertenti.

& Sons: recensione del film che riflette sul peso dell’eredità e delle menzogne familiari – #RoFF20

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La famiglia è un terreno fragile, fatto di legami, omissioni e ferite sempre pronte a riaprirsi. In & Sons, diretto da Pablo Tropero e scritto insieme a Sarah Polley dal romanzo di David Gilbert, la complessità dei rapporti familiari diventa il cuore di un dramma che alterna realismo e suggestioni quasi metafisiche. Il film è un viaggio dentro l’intimità di un padre e dei suoi figli, ma anche dentro il concetto stesso di identità, in una riflessione sul peso dell’eredità e sul valore della verità.

Ciò che distingue & Sons da molti altri drammi familiari è la sua natura ambigua: sotto la superficie di una storia di riconciliazioni e rancori si nasconde qualcosa di più audace e sorprendente. Un colpo di scena centrale, che è meglio non rivelare, trasforma la narrazione in un racconto poetico e quasi fantascientifico, dove la realtà sembra piegarsi al bisogno umano di lasciare un segno, di essere ricordati anche quando la memoria tradisce.

Un padre, tre figli e un segreto che riscrive tutto

La storia inizia nella casa disordinata di Andrew Dyer (Bill Nighy), scrittore celebre ma ormai in declino, che vive isolato tra bottiglie di whisky e manoscritti dimenticati. Accanto a lui c’è solo Andy Jr. (Noah Jupe), il figlio nato da una relazione extraconiugale. Quando Andrew convoca anche i suoi due figli maggiori, Richard (Johnny Flynn) e Jamie (George MacKay), il loro ritorno è tutt’altro che affettuoso. Il padre ha un annuncio da fare, un segreto capace di riscrivere la loro storia.

Ciò che segue è un dramma familiare carico di tensione e di ironia amara, dove il passato riaffiora come un fantasma. La rivelazione non riguarda solo la verità su Andy, ma la fragilità di tutti i legami che tengono insieme la famiglia Dyer. Il film diventa così una lunga resa dei conti: quella di un uomo che ha costruito la propria vita sulle parole, ma che non ha mai saputo usarle per chiedere perdono.

Un racconto di padri e figli tra ironia e malinconia

Tropero dirige con equilibrio e sensibilità, alternando momenti di scontro a silenzi carichi di significato. La regia evita il sentimentalismo e preferisce lasciare spazio alla vulnerabilità dei personaggi. L’ironia, spesso cupa, serve a bilanciare la malinconia di un film che parla di fallimenti, ma anche di seconde possibilità.

Bill Nighy offre una delle sue interpretazioni più intense: il suo Andrew è vanitoso, fragile e al tempo stesso commovente. L’attore riesce a far emergere la contraddizione di un uomo che teme di morire dimenticato, e che cerca disperatamente di essere ancora padre. Accanto a lui, Flynn, MacKay e Jupe restituiscono con sincerità la rabbia e la confusione dei figli, ognuno in un diverso stadio di disillusione.

Ma è Imelda Staunton, nei panni dell’ex moglie di Andrew, a regalare al film i momenti più intensi. Ogni sua apparizione porta con sé un’emozione trattenuta, una verità che spezza il ritmo e costringe lo spettatore a fare i conti con il dolore. Staunton incarna la dignità ferita di chi ha scelto di sopravvivere all’amore, e la sua presenza eleva ogni scena in cui compare.

I limiti di un’opera ambiziosa ma sincera

Nonostante la forza del suo impianto emotivo, & Sons non è privo di imperfezioni. La seconda parte inserisce troppe sottotrame e colpi di scena che rischiano di appesantire la narrazione, allontanandola dal suo nucleo più autentico. A volte la sceneggiatura sembra voler dimostrare troppo, come se il film temesse la semplicità.

Eppure, anche nei suoi momenti meno riusciti, l’opera di Tropero e Polley resta profondamente umana. È un film che parla di perdono, di rimpianti e di memoria, e che sa trovare la verità nei dettagli più piccoli: un gesto esitante, uno sguardo che chiede scusa, un silenzio che dice tutto.

[UPDATE] The Avengers: l’anteprima per il pubblico il 17 aprile!

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[UPDATE] The Avengers: l’anteprima per il pubblico il 17 aprile!

Un’anteprima tutta per i fan! Ecco cosa stanno preparando i Vendicatori Marvel che il 17 aprile verranno proiettati sul grande schermo dell’UCI Cinemas Parco Leonardo a Roma.

[Update] Comic-Con 2011: I Vendicatori, concept!

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[Update] Comic-Con 2011: I Vendicatori, concept!

Arrivano i concept poster dei Vendicatori. La Marvel oggi terrà il panel sul film che riunirà tutti gli eroi Marvel.

[Rec] 4 Apocalypse trailer e 4 poster per il capitolo finale della quadrilogia horror

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rec4Arrivano online quattro poster e il trailer finale di [Rec] 4 Apocalypse, quarto e ultimo film della saga firmata da Paco Plaza e Jaume Balaguerò (quest’ultimo unico regista del quarto capitolo).
Per questo film torna Manuela Velasco nei panni di Angela Vidal, sopravvissuta ai terribili eventi narrati nel film [Rec].
Ma quello che la giovane reporter televisiva e i soldati che l’hanno salvata non sanno è che all’interno del suo corpo ha sede una sorta di strana infezione. Sarà in seguito quindi trasportata in un luogo remoto per stare in quarantena, in isolamento per numerosi giorni. Quel luogo è una vecchia petroliera ancorata in mezzo al mare, lontana dalla costa e circondata dalle acque. Nonostante tutto nè Angela nè gli altri ospiti della gigantesca imbarcazione saranno al sicuro dall’infezione che trasforma gli umani in esseri selvaggi, violenti e sanguinari simili a zombie.

http://youtu.be/nbMillKxC5s

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