Pressing alto, improvviso
contropiede, palla filtrante, cross in area… Non è una partita di
calcio, ma Il Grande Gioco del calciomercato, dove tutto
è orchestrato per fare gol, che nel caso dei procuratori significa
assicurarsi una procura…o far sfumare quella di qualcun altro.
Nuovo appuntamento, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW,
con Il Grande Gioco, la serie Sky Original
prodotta da Sky Studios e Èliseo entertainment: quinto e sesto
episodio domani, venerdì 2 dicembre, in prima serata su Sky
Atlantic. I nuovi episodi saranno ovviamente disponibili
anche on demand.
Francesco Montanari (Il cacciatore,
I Medici – Nel nome della famiglia) interpreta Corso
Manni, procuratore caduto in disgrazia per un presunto legame con
il mondo delle scommesse clandestine. Con lui Elena
Radonicich (1992, La porta rossa,
Fabrizio De André – Principe libero) nei panni di Elena De
Gregorio, ex moglie di Manni e procuratrice a sua volta, e il
vincitore del David di Donatello nonché candidato all’Oscar
Giancarlo Giannini (Casino Royale, Il
cuore altrove, Pasqualino Settebellezze), che nella
serie interpreta Dino De Gregorio, il padre di Elena, fondatore e
CEO dell’agenzia di calciatori più potente in Italia contro cui
Corso medita vendetta.
Nel cast anche Lorenzo
Cervasio (Come un gatto in tangenziale – Ritorno a
Coccia di Morto, Il Capitale Umano) nei panni di
Federico De Gregorio, fratello minore di Elena, Jesus
Mosquera Bernal (Toy Boy), che qui interpreta il
campione Carlos Quintana, Lorenzo Aloi
(Lasciarsi un giorno a Roma, Fedeltà, La
compagnia del Cigno 2) nei panni di Marco Assari, giovane e
talentuosissimo procuratore, Giovanni Crozza
Signoris (Il Traditore, Zero), che
presterà il suo volto alla giovane promessa del calcio Antonio
Lagioia, e Vladimir Aleksic nei panni di Sasha
Kirillov, procuratore russo senza scrupoli.
Nel quinto e sesto episodio Corso
ha un’esperienza catartica nella villa dove lui ed Elena abitavano
quando stavano insieme. Lagioia fa scintille al Milan ma Assari,
senza la supervisione di Corso, mina la relazione con il
calciatore. Valeria si licenzia da assistente di Elena. È guerra
aperta tra Elena e Dino, il quale trova proprio in Corso un
prezioso alleato, il tutto mentre Kirillov cerca di impossessarsi
dei preziosi terreni intestati alla ISG. Dino e Corso sfruttano il
disaccordo tra Elena e Kirillov circa la squadra in cui mandare
Quintana, facendo sfumare l’arrivo del giocatore al Milan e
assicurando il futuro di Lagioia nella squadra. Assari convince
Valeria ad unirsi a lui e Corso, mentre Elena riesce a sottrarre a
Corso la procura di Lagioia e scopre il reale valore dei terreni
dell’ISG e le vere intenzioni di Kirillov.
IL GRANDE GIOCO è creata da Tommaso
Capolicchio, Giacomo Durzi, Filippo Kalomenidis, Marcello Olivieri.
Da un’idea di Alessandro Roja, con la collaborazione di Riccardo
Grandi. Regia di Fabio Resinaro & Nico Marzano.
Sky annuncia una nuova serie
originale dalla fortunata trilogia di Massimiliano Bruno: prodotta
da Sky Studios e da Federica e Paola Lucisano per Italian
International Film, Non ci resta che il crimine –
1970 sarà il sequel in 6 episodi dell’amatissima saga
sui viaggi nel tempo iniziata con
Non Ci Resta Che Il Crimine e proseguita con Ritorno Al Crimine e
C’era Una Volta Il Crimine. Le riprese sono in corso a
Roma e si protrarranno fino a fine anno. La serie Sky Original sarà
disponibile in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW nel
2023.
Dal set romano arriva la prima,
ironica clip di backstage, con i protagonisti della trilogia
cinematografica Marco Giallini (Perfetti
sconosciuti, Tutta colpa di Freud, Rocco Schiavone),
Gian Marco Tognazzi (A Casa Tutti Bene,
Poveri ma ricchi, Speravo de morì prima),
Giampaolo Morelli (7 ore per farti
innamorare, L’ispettore Coliandro, la saga Smetto
quando voglio) e Massimiliano Bruno – che
torna dietro la macchina da presa stavolta affiancato da
Alessio Maria Federici – di nuovo sul set per le
riprese della serie TV. A loro si aggiunge, fra gli altri,
Maurizio Lastrico (Call My Agent – Italia, Io
sono Mia, America Latina) in un ruolo del tutto nuovo.
Non ci resta che il crimine – 1970 è scritta da
Massimiliano Bruno, Andrea Bassi, Gianluca Bernardini, Herbert
Simone Paragnani.
Dopo il viaggio indietro nel tempo
fino agli anni ‘80, in cui a Roma prosperava la Banda della
Magliana, e poi quello nell’Italia fascista degli anni ‘40, la
serie trasporterà la sua sgangherata banda di protagonisti negli
anni ’70, fra gli ambienti della sinistra giovanile e quelli della
destra eversiva del golpe Borghese.
La trama di Non ci
resta che il crimine – 1970
Moreno (Marco Giallini), Giuseppe
(Gianmarco Tognazzi) e Claudio (Giampaolo Morelli) si trovano di
nuovo riuniti, stavolta per un’avventura nel 1970. Dopo aver
scoperto di essere stato adottato, Giuseppe decide di cercare la
sua vera madre, incurante degli avvertimenti del loro amico e
scienziato Gianfranco (Massimiliano Bruno): se si cambia il passato
cambia anche il presente. Giuseppe riesce a incontrare la madre a
un happening a casa di Duccio Casati (Maurizio Lastrico), un ricco
borghese dalle idee progressiste che ha preso a cuore la causa dei
ragazzi del movimento studentesco. Ma l’emozione che travolge
Giuseppe nel ritrovare Linda gli fa commettere un grave errore.
Salvandola da un attentato, finisce per modificare il passato, e
quindi anche il presente: ora l’Italia di oggi è diventata una
dittatura fascista, e bisognerà tornare di nuovo indietro per
rimettere le cose a posto… a costo di infiltrarsi tra le maglie del
Golpe Borghese!
Nils Hartmann, Executive
Vice President Sky Studios per l’Italia e la Germania, ha
dichiarato: «Il successo di “Non ci resta che il crimine” è frutto
di un’idea riuscitissima, che ha confermato il grande talento di
Massimiliano Bruno e degli straordinari interpreti che hanno reso
da subito iconici i loro personaggi. Siamo orgogliosi di annunciare
oggi che questa storia continua, e lo fa con un nuovo progetto Sky
Studios, che vede il ritorno di tutti i protagonisti dei film cui
si aggiungono diversi interessanti innesti davanti e dietro la
macchina da presa, nonché in sceneggiatura. Sei episodi che siamo
felici di realizzare con IIF, per un titolo che farà brillare
ancora di più la nostra ormai solida line-up di produzioni di
genere comedy».
Antonella d’Errico,
Executive Vice President Programming Sky Italia, ha
dichiarato: «Le commedie sono da sempre fra i contenuti più amati
sulla nostra piattaforma, tra i generi di maggior successo fra i
nostri abbonati. La trilogia cinematografica prodotta da Italian
International Film del Gruppo Lucisano è una IP che dopo gli ottimi
risultati al box office è stata, non a caso, in grado di
conquistare una larghissima fetta del nostro pubblico, divertito
dall’irresistibile chimica fra i protagonisti della saga e
intrigato dall’escamotage dei viaggi nel tempo, che storicamente
tanta fortuna hanno avuto al cinema e in tv. Con “Non ci resta che
il crimine – 1970” offriamo quindi, in formato seriale, una nuova
commedia italiana che costruiamo sulle spalle di una storia già
tanto apprezzata. Siamo felici di ritagliare a questa produzione un
posto speciale nel roster delle nostre serie originali».
Paola Lucisano, Consigliere
delegato e Head of TV Production, Italian International Film
(Gruppo Lucisano), ha dichiarato: «Avevamo colto subito le
potenzialità dell’idea: il viaggio nel tempo ha sempre affascinato
autori e spettatori. Stavolta i viaggiatori – interpretati da
beniamini del pubblico – sono un po’ inconsapevoli, un po’
malandrini e furbetti, una miscela fantastica che ci ha dato, nei
tre film, molte soddisfazioni. Possiamo dire che abbiamo un
attaccamento, un affetto, per questa trilogia, frutto di
creatività, fantasia e mestiere, popolata da attori bravi e amati
dal pubblico e diretta con passione da Massimiliano Bruno a cui si
affianca nella regia di questa nuova avventura tv Alessio Maria
Federici. Non ci resta dunque che… attendere la serie su Sky».
La star di
Pirati dei Caraibi: La maledizione della prima luna,
Keira Knightley, credeva che il film sarebbe
stato un flop. Basato sulla giostra di Walt Disney World, il primo
film Pirati dei Caraibi è uscito nel 2003 e
racconta la storia del Capitano Jack Sparrow (Johnny Depp) che tenta di recuperare la
sua nave, la Perla Nera, da un gruppo di pirati nemici. Elizabeth
Swann di Keira Knightley viene coinvolta nella
storia quando questi stessi pirati la rapiscono, il che spinge Will
Turner di Orlando Bloom a inseguirla per
salvarla. Il primo film è stato un enorme successo al botteghino e
ha finito per generare quattro sequel.
Durante The Laughter & Secrets
of Love Actually: 20 anni dopo – A Diane Sawyer Special (tramite
ET), lo sceneggiatore e regista di
Love Actually,Richard Curtis,
ricorda che Keira Knightley, che appare nel suo
film come Juliet, gli disse che non pensava il primo Pirati
dei Caraibi avrebbe avuto successo. Secondo Curtis,
Knightley pensava che il film sarebbe stato un flop perché parlava
di pirati. “Ricordo di essermi seduto con Keira mentre
stavamo girando e le ho chiesto: ‘Cosa farai dopo?’ E lei disse:
‘Non credo che funzionerà. È un film sui pirati e falliscono
sempre.'”
Non solo il film ha avuto un grande
seguito e quattro sequel di grande impatto su pubblico e box
office, ma ha anche contribuito in maniera decisiva alla carriera
di Keira Knightleyche da
quel momento in poi è diventata una star di Hollywood e un volto
riconoscibile al grande pubblico.
Il MCU
ha preso il via nel 2008 con Iron Man di Jon
Favreau e, mentre introduceva gradualmente i suoi
supereroi principali e formava la squadra originale dei
Vendicatori, ha anche impostato il più grande
conflitto della Saga dell’Infinito: la ricerca
delle Gemme dell’Infinito da parte di
Thanos (Josh
Brolin) e il suo piano di usarle per spazzare via metà
della vita nell’universo, cosa che è successa in Avengers: Infinity War.
Thanos ha
finalmente ottenuto tutte e sei le Gemme dell’Infinito insieme al
Guanto dell’Infinito in Avengers: Infinity War, e anche se tutti i
personaggi del MCU
allora in attività hanno unito le forze per fermarlo, ha realizzato
il suo piano di schioccare le dita e far scomparire metà della vita
nell’universo. Il trailer di Avengers:
Infinity War era molto atteso e anticipava le battaglie di
tutti i personaggi contro Thanos, senza svelare il
finale straziante del film. Ripensandoci, il trailer di
Avengers: Infinity War rivela
una serie di importanti cambiamenti nel MCU:
analizziamoli insieme.
La morte di Iron Man e Vedova
Nera
Tutti i membri della
squadra originale dei Vendicatori sono sopravvissuti allo
Snap di Thanos in Avengers: Infinity War, ma non tutti sono
sopravvissuti alle vicende dell’evento successivo. Avengers: Endgame ha visto la maggior parte
degli eroi superstiti del MCU
unire le forze per riportare in vita coloro che sono scomparsi a
causa dello Snap di Thanos, e per questo hanno viaggiato indietro
nel tempo per ottenere le Gemme dell’Infinito prima di
Thanos.
Purtroppo, per ottenere la Gemma
dell’Anima, custodita da Teschio Rosso a Vormir, Occhio di
Falco (Jeremy Renner) e Vedova Nera
(Scarlett Johansson) hanno dovuto
sacrificare qualcuno che amavano. Vedova Nera si è sacrificata per
permettere a Occhio di Falco di prendere la Pietra dell’Anima e non
dover lasciare la sua famiglia, e poiché la sua morte non è stata
causata dallo Snap di Thanos, non è stato possibile riportarla in
vita.
In seguito, Iron
Man (Robert Downey Jr.) ha posto fine alla
Battaglia della Terra tra Thanos e i suoi eserciti, e tutti gli
eroi e gli alleati del MCU,
prendendo le Pietre da Thanos e incastrandole sulla propria tuta.
Iron Man ha schioccato le dita e si è sbarazzato di Thanos e
compagnia, ma il potere delle Pietre era troppo forte e Tony
Stark è morto pochi minuti dopo.
Steve Rogers è super vecchio
Dopo aver liberato i membri
del Team Captain America dal Raft, Steve Rogers
(Chris Evans), Sam Wilson
(Anthony Mackie) e Wanda
Maximoff (Elizabeth Olsen) si sono dati alla fuga.
Steve Rogers è tornato in Avengers: Infinity War per aiutare Wanda e
Visione (Paul Bettany), che poi si uniranno a
Pantera Nera (Chadwick Boseman) e ai wakandiani
nella Battaglia di Wakanda.
Steve è sopravvissuto allo
Snap di Thanos e alla Battaglia della Terra, ma il furto del
tempo e il suo breve incontro con Peggy Carter
(Hayley Atwell) lo hanno portato a prendere una
decisione controversa: rimanere nel passato dopo aver restituito le
Gemme dell’Infinito per poter avere una vita normale accanto a
Peggy. Tuttavia, è tornato pochi minuti dopo la partenza, ormai
molto anziano, solo per consegnare il suo scudo a Sam e passare
così a lui il mantello di Capitan America.
Visione è ora Visione Bianca
Visione
era alimentato dalla Pietra della Mente, il che lo rendeva un
bersaglio di Thanos quando il Titano Pazzo era
alla ricerca delle Pietre dell’Infinito. Dopo che l’esercito di
Thanos ha attaccato il Wakanda mentre Shuri
(Letitia Wright) cercava di prendere la Pietra della Mente dalla
fronte di Visione, quest’ultimo ha chiesto a Wanda di distruggere
la Pietra anche a costo di ucciderlo, e così ha fatto.
Tuttavia, Thanos ha usato la Pietra
del Tempo per invertire il tempo, riportare indietro Visione e
prendere la Pietra, uccidendo Visione nel processo. Il corpo di
Visione è stato preso dallo S.W.O.R.D. e sottoposto a esperimenti
che lo hanno riportato in vita come arma senziente nota come
Visione Bianca. Alla fine di WandaVision, dopo aver combattuto Hex Vision,
Visione Bianca dichiara di essere il vero Visione e vola via da
Westview.
Thanos è diventato una
punchline
Thanos è
stato il grande cattivo della Saga dell’Infinito del MCU
e il suo trionfo alla fine di Avengers: Infinity War lo ha reso un
personaggio ancora più spaventoso, ma la Fase 4 ha
fatto in modo di trasformare il Titano Pazzo in una sorta di
punchline.
Thanos non è più un nome che incute
timore, ma si scherza spesso sul personaggio nei film e negli show
televisivi, dimostrando che il MCU ha finalmente superato lui e le
sue azioni anche se, allo stesso tempo, questo sminuisce il duro
lavoro degli eroi del MCU
in Infinity War e Endgame.
La Strega Scarlatta si è rotta le
scatole
Le azioni di Wanda
Maximoff sono state all’origine degli Accordi di Sokovia e
hanno quindi scatenato il conflitto della Guerra Civile, ma questo
è stato solo l’inizio dei suoi problemi. Dopo che
Thanos ha resuscitato e ucciso Visione, Wanda è
stata una delle vittime dello Snap di Thanos e si è unita alla
Battaglia della Terra in Endgame dopo che Hulk (Bruce
Banner) ha annullato lo
Snap. Incapace di affrontare il dolore per le recenti perdite
personali, Wanda ha scatenato la sua Magia del Caos e ha creato
Westview, dove ha avuto la vita che ha sempre
desiderato insieme a una ricostruzione di Visione. Per complicare
ulteriormente la situazione, la strega Agatha
Harkness (Kathryn Hahn) si è infiltrata a Westview con lo
scopo di sfruttare la magia di Wanda. Alla fine, Wanda sconfigge
Agatha e recupera tutta la sua magia, diventando la Strega
Scarlatta.
Scarlet Witch è
stata la causa scatenante del conflitto principale in
Doctor Strange nel
Multiverso della Follia, poiché voleva prendere il
potere di America Chavez (Xochitl Gomez), mentre
continuava a essere corrotta dal Darkhold, che le permetteva di
dare la caccia ad America attraverso diversi universi. Alla fine,
ha distrutto il Castello Darkhold e ogni copia del Darkhold nel
multiverso, rimanendo intrappolata nei resti del castello.
Dopo aver fallito nel tentativo di
togliere la Pietra della Mente dalla fronte di
Visione prima che Thanos
attaccasse il Wakanda, Shuri è diventata una delle
vittime dello
Snap di Thanos. Dopo essere stata riportata in vita in Endgame, Shuri si è unita alla Battaglia della
Terra, ma la sua storia è cambiata radicalmente poco dopo.
La morte di Chadwick
Boseman ha costretto la Marvel a modificare la storia di
Pantera Nera, e così Black Panther: Wakanda Forever ha visto
l’ascesa di Shuri come nuova Pantera Nera, insieme
alle lotte personali che ha dovuto affrontare.
Falcon è il nuovo Capitan
America
Sam Wilson
è stata una delle vittime dello schiocco di Thanos
e, dopo essere arrivato in tempo per la Battaglia della Terra in
Endgame, ha ricevuto un regalo inaspettato nel
finale. Steve Rogers ha passato lo scudo di Capitan America a Sam
Wilson, che dopo alcune lotte ha finalmente deciso di diventare
ufficialmente il nuovo Capitan America nella serie televisiva
The Falcon and the Winter Soldier.
Sam sarà protagonista del suo primo
film come Capitan America nel 2024 grazie a Captain America: New World Order, anche se i
dettagli della trama rimangono sconosciuti.
Wong ha più potere di Doctor
Strange
In una svolta inaspettata
degli eventi, Wong ha finito per diventare lo
Stregone Supremo del MCU, poiché, a differenza del
Dottor Strange, è sopravvissuto allo
Snap di Thanos in Avengers: Infinity War. Per questo motivo,
qualcuno doveva assumere il ruolo di Stregone Supremo e, dato che
sono passati cinque anni tra lo Snap di Thanos e il ritorno di
Hulk, Wong è stato scelto come Stregone
Supremo.
Come tale, Wong ha ora più autorità
del Dottor Strange, anche se quest’ultimo sceglie costantemente di
ignorarlo. In seguito Wong ha guidato i Maestri delle Arti Mistiche
nella difesa di Kamar-Taj da Scarlet Witch e ha
supervisionato la ricostruzione del tempio.
Loki ha espiato il suo errore con
il Tesseract
Avengers:
Infinity War si è aperto con l’attacco di
Thanos e dei suoi all’astronave dove
Thor (Chris Hemsworth), Loki
(Tom Hiddleston), Heimdall
(Idris
Elba) e Hulk stavano trasportando gli
Asgardiani superstiti. Nel tentativo di distrarre Thanos e
ucciderlo, Loki gli offrì il Tesseract, ma Thanos
si accorse subito del piano di Loki e uccise il Dio del Male
davanti a Thor.
Loki è stato riportato in vita dopo
che la sua variante del 2012 è fuggita con il Tesseract in Endgame, e in seguito ha vissuto una storyline
del tutto diversa dalla principale presentata in Thor: è stato
catturato dalla TVA e ha assistito all’inizio di un enorme falla
del multiverso quando la sua variante, Sylvie
(Sophia Di Martino), ha ucciso Colui che Resta
(Jonathan Majors), il creatore e leader della
TVA.
L’unione fra Thor e i Guardiani
della Galassia
Avengers:
Infinity War ha fatto incontrare Thor
con i Guardiani della Galassia,
dando vita a un improbabile team-up e a una divertente “rivalità”
tra lui e Star-Lord (Chris Pratt). Alla fine di Endgame, Thor ha
lasciato la Terra con i Guardiani e Thor: Love &
Thunder ha mostrato il Dio del Tuono impegnato in un
viaggio personale alla ricerca di se stesso, unendosi anche ai
Guardiani in un paio di missioni nello spazio.
Il suo periodo come Ravager Thor è
terminato quando è venuto a conoscenza dei numerosi omicidi di
Gorr (Christian Bale) e non si sa se i due uniranno
nuovamente le forze.
Nessuno si ricorda di Peter
Parker
Uno dei cambiamenti più
sorprendenti e strazianti del MCU
è avvenuto nel terzo atto di Spider-Man: No Way Home. Spider-Man ha
incontrato Doctor Strange e i Guardiani
della Galassia in Avengers: Infinity War, quando si sono uniti
per combattere Thanos su Titano, ed è stato una
delle tante vittime dello
Snap di Thanos. Dopo essersi unito alla Battaglia della Terra e
aver visto morire il suo mentore, Tony Stark, ha
continuato il suo viaggio da supereroe e ha affrontato
Mysterio (Jake Gyllenhaal) in Spider-Man: Far From Home. Sfortunatamente,
Mysterio ha rivelato l’identità dell’Uomo Ragno al mondo intero e
lo ha quasi ucciso, inducendo Peter a chiedere al Dottor Strange di
lanciare un incantesimo che faccia dimenticare a tutti di essere
l’Uomo Ragno. L’incantesimo è fallito e ha aperto le porte del
multiverso, portando nel MCU
i cattivi dei film passati di Spider-Man e due varianti di
Spider-Man.
L’unica soluzione è stata quella di
lanciare un incantesimo che facesse dimenticare Peter
Parker al mondo, e Doctor Strange è
riuscito a farlo. Alla fine di Spider-Man: No Way Home, Peter è rimasto solo
e viene mostrato mentre ricomincia da capo, si trasferisce in un
piccolo appartamento e costruisce un nuovo costume da Spider-Man,
mentre si confronta con i suoi amici e colleghi che non sanno più
chi sia.
Bruce Banner riesce a controllare
Hulk
Bruce
Banner, con grande sorpresa, non è riuscito a trasformarsi
in Hulk in Avengers: Infinity War e ha dovuto usare
l’Hulkbuster per partecipare alla battaglia di
Wakanda (naturalmente, la Marvel ha nascosto la cosa nel trailer
sostituendo l’Hulkbuster con Hulk). Banner è sopravvissuto allo
schiocco di Thanos e negli anni successivi, prima
del furto del tempo, ha lavorato per fondere la sua coscienza con
il corpo di Hulk, diventando Smart Hulk.
In seguito, Banner ha costruito il
Dispositivo Inibitore di Hulk per tornare alla
forma umana in modo che il suo braccio, danneggiato dalle Gemme
dell’Infinito, potesse guarire, ma può comunque tornare alla sua
forma di “Hulk Intelligente”, dimostrando che, dopo tutti questi
anni, Bruce Banner è finalmente riuscito a controllare Hulk.
Per la seconda volta, James
Gunn ha utilizzato un’immagine del fumetto
Kingdom Come in un post sui social media. La serie
limitata di quattro numeri di Mark Waid e
Alex Ross è stata distribuita nel 1996 come parte
del marchio DC Elseworlds e raccontava la storia della generazione
originale di eroi DC che uscivano dalla pensione per combattere
contro una nuova era di “eroi” corrotti.
Gunn originariamente ha usato una
delle immagini di Ross come
intestazione su Hive, ma ora l’ha usata di nuovo su Twitter con
la didascalia “fare piani” per stuzzicare il suo lavoro
per capire il futuro del DCU. Ci sarà davvero in serbo per i fan un
adattamento di Kingdom Come?
L’attrice Joanne
Whalley parla dell’eventuale ripresa del suo ruolo di
Sorella Maggie Grace in Daredevil:
Born Again per Disney+. Whalley ha interpretato il
ruolo di Sorella Maggie nella serie Netflix, un personaggio introdotto nella stagione 3.
Dopo che Matt Murdock, alias Daredevil (Charlie
Cox), ha subito gravi ferite in The
Defenders, padre Paul Lantom (Peter
McRobbie) lo affida a suor Maggie all’orfanotrofio Saint
Agnes. Il supereroe titolare in seguito scopre che la sorella
Maggie è in realtà sua madre che ha abbandonato lui e suo padre a
causa della depressione post-partum.
In una recente intervista con
ComicBook.com, Whalley affronta
la possibilità di riprendere il suo ruolo per la nuova serie di
Daredevil del Marvel Cinematic Universe, Daredevil:
Born Again. L’attrice ricorda i “momenti fantastici”
in cui ha lavorato alla serie originale. “Ho adorato Daredevil!
Mi sono divertita così tanto, oh mio Dio. Non ho sentito nulla [sul
ritorno], ma mi piacerebbe indossare di nuovo il velo da suora.
Parlando di personaggi da interpretare di nuovo, l’ho
amata”.
Abbiamo visto
Daredevil nel MCU già in due occasioni: nel cameo
di Spider-Man: No Way Home e in
due puntate di She-Hulk, dove lo abbiamo visto
anche in azione, nella sua nuova tuta che omaggia l’origine del
personaggio nei fumetti.
Robert Downey Jr. ottiene
finalmente la sua prima votazione al 100% da Rotten Tomatoes per il
suo nuovo documentario,
Sr.. Dal suo debutto come Tony
Stark in Iron Man del 2008, il film che ha
dato il via a tutto il Marvel Cinematic Universe, il
personaggio di Downey Jr. e la sua interpretazione sono stati
fondamentali per il MCU e hanno contribuito a consolidarlo come un
franchise multimiliardario. Dalla fine del suo arco narrativo in
Endgame, l’attore è però passato ad altri progetti.
Uno di questi progetti è il
documentario
Sr., che racconta la vita e la carriera del suo
defunto padre, Robert Downey Sr., che era un
influente regista underground. Il documentario è stato distribuito
in sale selezionate all’inizio di questo mese e, con diverse
recensioni compilate,
Sr. ha ufficialmente fatto guadagnare a Robert
Downey Jr. il suo primo punteggio perfetto al 100% su
Rotten Tomatoes. La valutazione potrebbe fluttuare
leggermente man mano che più critici pubblicano le loro recensioni,
ma per ora è un risultato incredibile per l’attore veterano.
Dopo essere
stato presentato alla 20° edizione di
Alice nella Città all’interno della
Festa del Cinema di Roma 2022, Adler Entertainment è lieta di
annunciare la data d’uscita del film Il Ritorno, di
Stefano Chiantini con Emma Marrone. Il film, in
uscita in sala il prossimo 15 dicembre, è anticipato da un tour
nelle sale di diverse città italiane che vedrà la presenza in sala
della protagonista Emma Marrone, giunta al suo primo ruolo
attoriale da protagonista.
Il Ritorno mette in scena il
dramma di una donna (Emma Marrone) che fa ritorno
alla propria famiglia dopo aver trascorso dieci anni in carcere,
raccontandone il dramma della lunga separazione e del tentativo di
riappropriarsi della vita lasciata indietro.Il film è una produzione World Video Production con Rai
Cinema-MiC-Marvin Film-Bling Flamingo e Lazio Cinema
International.Il Ritornosarà
distribuito in Italia da Adler Entertainment.
Teresa è
una giovane donna, abita con Pietro in un quartiere periferico di
una livida città del Lazio e hanno un figlio di circa un anno,
Antonio. Devono fare i conti con la mancanza di lavoro e le
difficoltà economiche, ma sembrano riuscire a far funzionare le
cose; fino a quando i comportamenti di Pietro non finiscono per
mettere a rischio la donna ed il piccolo. Questo cambierà la vita
di Teresa e non solo, che dieci anni dopo esce dal carcere e cerca
di recuperare la vita lasciata indietro.
Rocket Raccoon ottiene il braccio di
Bucky Barnes come regalo di Natale in Guardiani della Galassia Holiday Special, ma
la Marvel ha già confermato il destino
dell’arto. Quando Bucky e Rocket si sono incontrati per la prima
volta in Avengers: Infinity War,
quest’ultimo ha chiaramente ammirato le armi del primo,
manifestando l’intenzione di comprare la sua pistola e poi il suo
braccio. All’epoca sembrava uno scherzo in continuità con le
abitudini di Rocket, ma ora solleva alcune grandi domande sull’MCU
e su cosa accadrà a Bucky in futuro.
Nebula che dà il braccio di Bucky a
Rocket in Guardiani della Galassia Holiday Special ,
momento che si trasforma in un divertente pay-off della gag di
Infinity War, ma porta con sé anche del mistero.
Come ha fatto Nebula a mettere le mani sul braccio di Bucky? Cosa
significa per Bucky stesso? La prima domanda potrebbe essere
esplorata ulteriormente nel futuro del MCU, anche se
James
Gunn ha detto che Nebula ha ottenuto il regalo di
Rocket andando sulla Terra e strappando il braccio di Bucky dal suo
corpo (che è una cosa che il suo personaggio potrebbe fare, in
effetti). Per quanto riguarda il secondo punto, la cosa non
dovrebbe avere molto impatto sull’ex Soldato d’Inverno. Come visto
nella concept art di Thunderbolts, il braccio di Bucky è ancora più
che attaccato al suo corpo nella Fase 5 del MCU.
Il braccio di Bucky potrebbe
eventualmente influire sulla storia di Thunderbolts,
ma presumibilmente sarebbe una conseguenza a breve termine in tal
caso, come un rapido riferimento a lui che ne ha uno nuovo o una
battuta su quello che è successo con Nebula. Il ruolo di Bucky con
il team Thunderbolts
del MCU richiederebbe quasi certamente che lui abbia il suo braccio
di vibranio, poiché è una delle sue armi più potenti e aiuta a
renderlo una parte fondamentale della formazione. Potrebbe essere
rivelato che Nebula ha ottenuto una replica, ma anche se la
versione degli eventi di Gunn sarà canonica in futuro, è difficile
immaginare che Bucky sia senza il suo braccio e potrebbe ottenere
un sostituto (o Rocket potrebbe restituirlo).
Il braccio di Bucky è stato
sorprendentemente importante nella Fase 4 della Marvel, soprattutto
in termini di come è stato preso in considerazione in
The Falcon and the Winter
Soldier. La serie Disney + ha dimostrato quanto sia
forte e prezioso, con il braccio di Bucky che migliora le sue
abilità e gliene fornisce alcune aggiuntive, come la stessa
capacità non solo di assorbire l’impatto, ma anche di respingerlo
contro un avversario come era in grado di fare la tuta di T’Challa.
Tuttavia, anche il braccio di Bucky ha alcuni punti deboli.
John Walker ha causato il malfunzionamento del
braccio di Bucky gettandolo nei cavi energetici, confermando che le
sovratensioni elettriche possono danneggiarlo; ed è stato anche
rivelato che Bucky è destrorso, il che significa che il suo braccio
non è sul lato più forte del suo corpo.
Soprattutto, c’è un failsafe
integrato dai Wakandiani, che consente ad Ayo di staccarlo molto
rapidamente; con queste debolezze, allora è ancora più plausibile
che Nebula possa aver strappato il braccio di Bucky dal suo corpo,
dato che certamente non è privo di difetti. È anche interessante
collegare la coppia, dato che il corpo di Nebula ha così tanti
miglioramenti cibernetici che le permetterebbero di prendere il
braccio di Bucky. Guardiani della Galassia Holiday Special,
quindi, è una ricompensa extra divertente per l’esplorazione del
braccio di Bucky della Fase 4, ma Thunderbolts
nella Fase 5 non dovrebbe solo ripristinarlo, ma continuare a
mostrare quanto sia davvero potente.
L’attesa senza fine di vedere
The
Flash continua a essere sempre più estenuante, mentre
le novità e le voci sul film tacciono. Ci sono state speculazioni
per chi sarà il sostituto di
Ezra Miller nel DCU, e voci su quando vedremo il prossimo
trailer, ma tutto tace sulla promozione. Almeno fino a questa
mattina, quando è stato diffuso un nuovo logo per il film:
Senza alcun annuncio, gli account
dei social media per il film The
Flash hanno aggiornato le loro foto con una versione
nuova del logo del film del Velocista Scarlatto. Il nuovo logo
rappresenta un cambiamento significativo rispetto al precedente,
che era stato diffuso con l’inizio delle riprese del film nel 2021.
È possibile che il cambiamento sia stato apportato per riflettere
il grande cambiamento alla DC, con James
Gunn e Peter Safran che hanno assunto
il controllo di l’universo, portando a un diverso prodotto finale
per The
Flash.
Il vecchio logo presentava uno
sfondo più texturizzato basato sul costume dell’eroe, con un
fulmine che lampeggiava dall’emblema di The
Flash al centro del logo e illuminava lo sfondo.
D’altra parte, il nuovo logo è relativamente semplice, con un
cambio di colore dal nero al rosso per il titolo del film, un
semplice sfondo scuro e gli unici dettagli sono un lampo di luce
alla prima e all’ultima lettera di Flash.
Il film
The Flash
The
Flash arriverà finalmente nelle sale il 23 giugno
2023. Il film vede
Ezra Miller riprendere il ruolo di Barry Allen da
Justice League e sarà affiancato da
Sasha Callie nei panni di Supergirl e Michael Keaton nel suo grande ritorno nei
panni di Batman, 31 anni dopo la sua ultima apparizione in
Batman Il Ritorno.
Tutto quello che c’è da sapere su
The Flash con Ezra Miller
Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Kiersey Clemons tornerà nei
panni di Irish West dopo essere apparsa in Zack
Snyder’s Justice League (il personaggio era stato
tagliato dalla versione theatrical). Nel cast ci saranno anche
l’attrice spagnola Maribel Verdú (Il
labirinto del fauno), che interpreterà Nora Allen (la
madre di Barry) e l’attrice statunitense Sasha Calle(Febbre
d’amore) che interpreterà Supergirl.
Ogni anno Babbo Natale porta doni ai
bambini buoni di tutto il mondo, un compito non da poco, su cui più
volte il cinema si è interrogato. Tra i tanti modi di raccontare
tale responsabilità, è finalmente arrivato anche quello che ce la
propone non come una gioia bensì come un peso divenuto
insostenibile. È così che incontriamo uno dei Babbo Natale più
scorretti che si siano mai visti sul grande schermo, protagonista
assoluto di Una notte violenta e
silenziosa, che con il suo titolo originale
(Violent Night) fa il verso alla celebre
canzone natalizia Silent Night, inneggiante alla pace e
alla bontà.
Valori del tutto estranei a questo
film diretto da Tommy Wirkola,
regista norvegese resosi celebre per aver dato vita a nazisti
zombie in Dead Snow. Quella durante il quale si svolge
questo film è infatti tutt’altro che una notte pacifica, perché in
fondo il male non concede tregue neanche a Natale. E così quando un
gruppo di criminali, capeggiati da un leader con l’eloquente nome
in codice di Mr. Scrooge (John
Leguizamo), irrompe nell’abitazione della conflittuale
famiglia Lighstone, ecco che Babbo Natale (David Harbour)
si troverà a dover dar vita ad un bel po’ di sana violenza, magari
ritrovando la gioia verso il suo ormai odiato lavoro.
Il film perfetto per chi non sopporta il Natale
Esiste una ricca categoria di film
dissacranti nei confronti del Natale, dei suoi valori e della sua
iconografia. Opere particolarmente congeniali a chi meno sopporta
tale festività, troppo spesso snaturata dal crescente consumismo.
Una notte violenta e silenziosa si inserisce perfettamente
in tale tipologia di opere, offrendo l’altro lato della medaglia.
Al di là del Babbo Natale alcolizzato e violento, la famiglia
protagonista del film, ad esempio, è tutto fuorché ricca di umiltà,
compassione e spirito natalizio. Lo spettatore si imbatte dunque in
una serie di personaggi sgradevoli, che risultano tali anche in
quanto coerenti con i tempi che realmente viviamo.
È difficile trovare qualcuno per cui
fare il tifo, specialmente quando anche lo stesso Babbo Natale
eccede nell’applicare una certa giustizia, sfociando in sequenze
estremamente violente, ai limiti dello splatter. L’unica dotata di
umanità sembra essere la piccola Trudy (Leah
Brady), ma anche lei non si risparmia nell’escogitare
brutali trappole per gli invasori, sulla scia del Kevin di
Mamma ho perso l’aereo. Tutti questi personaggi risultano
dunque prodotti di una società sempre più individualista e
arrivista, da Wirkola messa alla berlina con una satira continua
che tra battute e situazioni scorrente diverte ma spaventa allo
stesso tempo.
Una notte violenta e
silenziosa deride dunque i miti e le tradizioni del Natale,
molti dei quali rafforzatisi proprio grazie alla vasta filmografia
dedicata a tale festività. Nel farlo, però, sembra mirare a
ricordarci quelli che dovrebbero esserne i veri valori, portando
dunque lo spettatore alla loro riscoperta attraverso la violenza,
la goliardia e in generale attraverso un eccesso particolarmente
ben dosato e divertente. Uno degli aspetti migliori del film è
infatti proprio il modo in cui il regista, partendo dalla
sceneggiatura di Pat Casey e Josh
Miller, confezioni una messa in scena ricca di trovate
visive, punti di vista insoliti e occasioni per sorprendere
continuamente lo spettatore.
David Harbour magnifico
protagonista di Una notte violenta e silenziosa
All’interno di questo “pacco regalo”
che è il film, si ritrova poi la sorpresa vera e propria. È
innegabile come molto del fascino di Una notte violenta e
silenziosa dipendesse dall’interprete che avrebbe dato vita al
violentissimo Babbo Natale. David Harbour, noto per aver
interpretato lo sceriffo Hopper di Stranger Things e il
demoniaco Hellboy nel film omonimo, si presentava da
subito come la scelta ideale. Nel vederlo compiere azioni brutali
vestito di rosso e con il tipico barbone bianco di Babbo Natale, ce
ne si convince ancor di più. Harbour non è solo un attore
particolarmente portato per gli antieroi, personaggi scorretti ma
dotati comunque di cuore, ma anche un interprete dotato di una
presenza scenica straordinaria.
La sua fisicità, la sua espressività
e i modi in cui tali aspetti si mescolino alla comicità e alla
violenza sono semplicemente irresistibili. Grazie alla sua
presenza, si possono mettere in secondo piano anche gli aspetti
meno convincenti del film, con la possibilità dunque di godersi un
film che offre ciò che prometteva: sangue, risate, alcol, ossa
rotte e ancora risate. In mezzo ai tanti patinati film natalizi che
ogni anno vengono proposti al cinema, Una notte violenta e
silenziosa risulta dunque una gradita variazione sul tema che,
inaspettatamente, potrebbe anche risultare molto più vicina al vero
significato del Natale rispetto ai titoli più classici, troppo
spesso artificiosi.
Bruce Lee verrà immortalato in un nuovo film
biografico. Ang Lee, il regista premio Oscar di Vita di Pi e I Segreti di Brokeback
Mountain, dirigerà un film sull’icona cinese-americana
delle arti marziali, lo stesso report di Variety
riferisce che nel film reciterà anche Mason Lee, figlio di Bruce
Lee.
Il film è in fase di sviluppo presso
la 3000 Pictures di Sony. Lo sceneggiatore di
Capote, Dan Futterman, sta
adattando la sceneggiatura. Bruce Lee ha recitato
in film come DallaCina con Furore,
I 3 dell’Operazione Drago e L’urlo di Chen
terrorizza anche l’occidente, così come nella
serie TV The Green Hornet, che ha contribuito a
rendere popolari le arti marziali in tutto il mondo tra la fine
degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70.
“Mai accettato come né
completamente americano né completamente cinese, Bruce Lee è stato un ponte tra Oriente e
Occidente che ha introdotto il Chinese Gung Fu nel
mondo, uno scienziato del combattimento e un artista iconico che ha
rivoluzionato sia le arti marziali che il cinema d’azione”, ha
dichiarato Ang Lee in un comunicato.
“Mi sento in dovere di
raccontare la storia di questo essere umano brillante e unico che
desiderava appartenere, possedeva un enorme potere in una cornice
di 61 chili e che, attraverso un duro lavoro instancabile, ha
trasformato i sogni impossibili in realtà”. Bruce Lee morì nel 1973 all’età di appena
32 anni.
Bernard Hill, che è apparso in due dei tre
film originali de Il Signore degli Anelli nel
ruolo di Re Theoden, Le due torri del 2002 e
Il ritorno del re del 2003, non è un fan della
serie Amazon Prime Video, Il Signore degli Anelli: Gli anelli del
potere. La serie è ambientata molto tempo prima dei
fatti raccontati da Tolkien durante la Guerra dell’Anello, e quindi
molto prima che esistesse nella Terra di Mezzo, Theoden.
Quando gli è stato chiesto se avesse visto la serie, Bernard Hillha
risposto: “No, non mi interessa. È un’impresa per fare soldi e
non mi interessa guardarlo o parteciparvi. Buona fortuna a loro e
tutta quella roba, ma non è come la cosa reale.” Gli è stato
quindi chiesto se pensa che il franchise avrebbe dovuto essere
lasciato in pace dopo la conclusione della trilogia di
Peter Jackson, a cui ha risposto:
“Completamente, sì”.
Ha aggiunto: “Penso che lo
stessero già stiracchiando quando hanno realizzato Lo Hobbit. Lo
Hobbit è un libro minuscolo. Lo hanno fatto bene, lo hanno fatto
davvero, davvero bene. L’hanno ampliato [ma] penso che un elastico
si può allungare solo fino a un certo punto. Penso che ci siano
riusciti in Lo Hobbit perché c’erano alcune cose davvero buone in
quei film.”
Uccisi o essere uccisi, questa è
la legge – Inizia così Il Mio Nome è Vendetta
il film con Alessandro Gassman nei panni di un padre
tormentato. Il film di Cosimo Gomez è un thriller
carico di azione dove il personaggio di Gassman interpreta
Santo, un ex sicario della criminalità organizzata che per anni ha
vissuto nell’ombra in una tranquilla cittadina del Trentino-Alto
Adige. La sua vita e quella di sua figlia Sofia,
un’adolescente campionessa di hockey, interpretata da
Ginevra Francesconi, cambiano per sempre.
Due criminali entrano in casa loro e
uccidono barbaramente la madre e lo zio di Sofia, scatenando un
regolamento di conti covato per quasi vent’anni. Sofia scoprirà che
la verità le è sempre stata taciuta e che Santo nasconde un oscuro
passato di affiliato alla ‘ndrangheta. Il film di Gomez si trova su
Netflix dal 30 novembre.
Il Mio Nome è Vendetta, la
recensione
La premessa del film non ci prepara
a quella che sarà la visione per la successiva ora e mezza che
compone la pellicola. Inizialmente, quando vengono presentati i
personaggi tutto ci sembra chiaro come la luce del sole. C’è una
famiglia, unita, composta da padre, madre e figlia. Il padre,
Santo, e la figlia, Sofia hanno
un rapporto speciale e condividono la passione per l’avventura e lo
sport. Sofia è una campionessa di hockey,
l’orgoglio della sua famiglia e alla soglia dei 18 anni
Santo decide di insegnarle a guidare.
In realtà Sofia è già abbastanza
preparata sull’argomento e destreggia il volante anche in luoghi
atipici, nei quale una adolescente solitamente non va a guidare
alle prime armi. La giornata sembra svolgersi normalmente tra padre
e figlia. C’è però qualcosa nella musica malinconica di sottofondo
e nei colori di Il Mio Nome è Vendetta – ci troviamo nella
natura più vivida e incontaminata; eppure, i colori sono spenti e
opachi – che lasciano un presagio di incertezza.
Ginevra Francesconi torna a vestire i panni di
“figlia di” dopo il precedente
Genitori Vs Influencer con Fabio Volo. Questa volta lo fa con
un revenge movie italiano inaspettato. L’adolescente
Sofia non sa che con quella semplice Instagram
stories ha dato inizio a un meccanismo di una portata
inimmaginabile. Così, la ndrangheta scova Santo
dando inizio al vero plot del film. Gli alberi e la natura che
prima verdeggiavano opacamente adesso si sono incupite del tutto
rendendo l’atmosfera tetra con un Alessandro
Gassman irrequieto.
Uccisi o essere uccisi, questa è la
legge.
Questa citazione che dà inizio a
Il Mio Nome è Vendetta racchiude la vita di
Domenico Franzè, vero nome del personaggio di
Gassman. Uccisi o essere uccisi, questo è il motto con cui Domenico
ha condotto la sua esistenza come braccio del crimine organizzato.
Il film di Gomez mette in scena un inseguimento come quelli che si
vedono spesso nei thriller d’azione americana.
Sofia, una semplice adolescente si scopre capace
di cose che una ragazza alla sua età ha visto solo nei film: come
liberarsi dalle fascette con cui è stata legata o aprire un varco
dal cofano dell’auto.
In un calabrese, talvolta poco
credibile, il personaggio di Gassman si trasforma in un Liam
Neeson che cerca vendetta. Per la prima volta vediamo a volto
scoperto il mandante di questo omicidio organizzato: Remo
Girone è Don Angelo, boss della
ndrangheta. Scopriamo anche il motivo dietro a questa vendetta
reciproca: Domenico ha ammazzato il figlio di Don Angelo. Nella
criminalità organizzata il torto non è saldato fino a quando non
sarà versato ulteriore sangue.
Ne Il Mio Nome è
Vendetta mostrare pietà è considerato un atto di debolezza
– continua la citazione iniziale del film. I nostri protagonisti
non hanno intenzione di mostrare pietà anzi la vendetta è il
momento in cui inizia il viaggio di Sofia e
Domenico. L’onore e la vendetta vanno di pari
passo in questa storia. L’uno non può vivere senza l’altro e così
anche Don Angelo chiede al figlio Michele di seguirlo in questa
storia. Le colpe dei genitori trovano sempre un modo di colpire
anche i figli.
Non si è mai del tutto al
sicuro
Nella periferia di Milano padre e
figlia troveranno un rifugio provvisorio che verrà fin da subito
messo sotto tiro. Il film si trasforma in una specie di guardie e
ladri dove nessun posto è mai del tutto sicuro. Entriamo nel vivo
del film e dunque abbandoniamo i verdeggianti ambienti del Trentino
ed entriamo nella grigia città. Tra le mura della metropoli
Domenico insegna alla figlia il motto della sua vita: Uccidere o
essere uccisi. Quando ci si trova faccia a faccia con il nemico non
esistono le seconde occasioni, ogni colpo deve essere sferrato con
la giusta cattiveria e premeditazione.
C’è però un momento in cui in
Il Mio Nome è Vendetta che padre e figlia
dimenticano per un momento di essere inseguiti da folli criminali e
si ritagliano un loro spazio, come si vede all’inizio del film.
Pianificano il loro futuro insieme, una volta completato il piano e
si immaginano già in Sudafrica. Ma questo momento dura poco perché
è il momento di attuare il loro piano.
Il richiamo della foresta
La vendetta di Domenico e Sofia ha
inizio con un rocambolesco rapimento. Ci avviciniamo alla fine del
film, padre e figlia sono ormai del tutto complici in questo girone
infernale. Giocando d’anticipo rispetto alla famiglia di Don
Angelo, Domenico tende una trappola ai suoi nemici. Diventa un
ninja e con il favore delle tenebre riuscirà ad avere la meglio sui
suoi avversari. Domenico è come Buck, come quel San Bernando che
decide di imparare a difendersi dagli altri e ha fatto della sua
storia una storia di vendetta. Domenico, invece, segue il suo
istinto e compie l’ultimo gesto disperato nel tentativo di salvare
la sua Sofia.
In conclusione, dopo essere stati
inghiottiti dalla città e dalle sue costrizioni ritorniamo allo
spazio aperto della natura. Quel piccolo angolo di paradiso dove
padre e figlia possono prendersi un momento solo per loro. Ma anche
questa ormai è un’illusione, un ricordo che vive nella mente di
Sofia che come Buck, decide di uscire allo scoperto, di fare sua la
storia di vendetta, di seguire il richiamo della foresta. Uccidere
o essere uccisi, mostrare pietà è solo un segno di debolezza.
Nel corso della sua lunga e gloriosa
carriera, Steven Spielbeg ha dato vita a
lungometraggi di ogni tipo, sempre pronto a stupire il suo
pubblico. Particolarmente amati sono ad esempio i suoi film pensati
tanto per gli adulti quanto per i più piccoli. Opere come E.T –
L’extraterrestre o il più recente Ready Player Onesono un esempio
lampante di ciò. Un altro titolo di questo filone è
Il GGG – Il Grande Gigante
Gentile (qui la recensione), uscito in
sala nel 2016.
Si tratta del primo film diretto da
Spielberg ad essere prodotto e distribuito dalla Walt Disney, ed
inoltre l’adattamento dell’omonimo romanzo per ragazzi scritto nel
1982 da Roald Dalh. Spielberg, affascinato dalla dolcezza e dalla
magia insite nel racconto, desiderava da tempo farne un
lungometraggio in live-action, ricorrendo però alla tecnica della
motion capture per dar vita ai giganti presenti nel film.
Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Il GGG – Il Grande Gigante
Gentile: la trama del film
Il GGG è un
gigante, un Grande Gigante Gentile, molto diverso dagli altri
abitanti del Paese dei Giganti che come
San-Guinario e
Inghiotticicciaviva si nutrono di esseri umani,
preferibilmente bambini. E così una notte il GGG – che è
vegetariano e si ciba soltanto di Cetrionzoli e Sciroppio – rapisce
Sophie, una bambina che vive a Londra e la porta
nella sua caverna. Inizialmente spaventata dal misterioso gigante,
Sophie ben presto si rende conto che il GGG è in realtà dolce,
amichevole e può insegnarle cose meravigliose.
Il GGG porta infatti Sophie nel
Paese dei Sogni, dove cattura i sogni che manda di notte ai bambini
e le spiega tutto sulla magia e il mistero dei sogni. L’affetto e
la complicità tra i due cresce rapidamente, e quando gli altri
giganti sono pronti a nuova strage, il GGG e Sophie decidono di
avvisare nientemeno che la Regina d’Inghilterra dell’imminente
minaccia, e tutti insieme realizzeranno un piano per sbarazzarsi
dei giganti una volta per tutte.
Il GGG – Il Grande Gigante Gentile: il cast del
film
Ad interpretare il GGG vi è
l’attore Mark Rylance, che aveva già
collaborato con Spielberg per Il ponte delle spie. È
stato durante il primo giorno delle riprese di quel film, un
drammatico thriller sulla Guerra Fredda, che Spielberg si è reso
conto di aver trovato il suo gigante. Il famoso attore teatrale
interpretava lì la spia sovietica condannata Rudolf Abel, un
personaggio molto lontano da quello del dolce, ma semplice gigante
raffigurato in questo film. Eppure il regista vide
nell’interpretazione di Rylance qualcosa che gli fece pensare alla
natura del protagonista del GGG. Per interpretarlo, Rylance si è
poi dunque cimentato nella tecnica della motion capture, trovando
l’esperienza entusiasmante.
Accanto a lui, nel ruolo della
piccola Sophie, vi è invece l’attrice Ruby
Barnhill, qui al suo film di debutto. Per ottenere la
parte, la giovane interprete imparò a memoria numerose pagine del
copione e quando si presentò al provino Spielberg rimase
impressionato dalle sue capacità, affidandole la parte. Nel film
sono poi presenti gli attori Penelope Wilton nei
panni della Regina Elisabetta II, mentre Jemaine
Clement è il gigante Inghiotti-Ciccia. Rebecca Hall interpreta Mary,
mente Rafe Spall è Mr. Tibbs. Il noto attore
Bill Hader, invece, dà vita al gigante
Sangue-Succhia.
Il GGG – Il Grande Gigante
Gentile: il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire di Il
GGG – Il Grande Gigante Gentile grazie alla sua
presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi
di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes,
Now, Amazon Prime Video e Tim Vision. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di mercoledì 30 novembre alle ore
21:10 sul canale TwentySeven.
La Universal svela il primo trailer
del film Cocainorso,
ed è esattamente quello che ci si può aspettare. Dopo aver diretto
Pitch Perfect 2 e Charlie’s Angels del 2019, entrambi accolti
piuttosto male, l’attrice e regista Elizabeth Banks si è diretta in una direzione
completamente diversa con il suo terzo lungometraggio dietro la
macchina da presa: un thriller chiamato Cocainorso. Ispirato da
un’incredibile storia vera, il film in uscita seguirà un orso bruno
che si scatena in una furia omicida in una foresta del Kentucky
dopo aver involontariamente ingerito cocaina.
Ispirato alla storia vera del 1985
dell’incidente aereo in cui un corriere della droga perde un carico
di cocaina e un orso bruno la mangia, questa dark comedy feroce
vede come protagonisti un gruppo stravagante di poliziotti,
criminali, turisti e adolescenti che si ritrovano in una foresta
della Georgia, dove un predatore enorme di 230 chili ha appena
ingerito una quantità impressionante di cocaina e si aggira
infuriato in cerca di altra droga… e di sangue.
Cocainorso vede
nel cast Keri Russell (The Americans), O’Shea Jackson,
Jr. (Straight Outta Compton), Christian Convery-Jennings (Sweet
Tooth), Alden Ehrenreich (Solo: A Star
Wars Story), Jesse Tyler Ferguson (Modern Family), Brooklynn
Prince (Un sogno chiamato Florida), Isiah Whitlock Jr.
(BlacKkKlansman), Kristofer Hivju (Game of Thrones), Hannah Hoekstra (Charlie’s
Angels, 2019) e Aaron Holliday (Sharp Objects), con la vincitrice
dell’Emmy Margo Martindale (The Americans) e il vincitore dell’Emmy
Ray Liotta (I molti santi del New Jersey).
Diretto da Elizabeth Banks (Charlie’s Angels, Pitch
Perfect 2) da una sceneggiatura di Jimmy Warden (La Babysitter:
Killer Queen), Cocainorso è prodotto dai vincitori dell’Oscar® Phil
Lord e Christopher Miller (Spider-Man: Un nuovo
universo, I Mitchells contro le macchine) per Lord Miller, da
Elizabeth Banks e Max Handelman (il franchise
Pitch Perfect) per Brownstone Productions, da Brian Duffield
(Spontaneous) per Jurassic Party Productions e Aditya Sood
(Sopravvissuto – The Martian) per Lord Miller. Robin Mulcahy
Fisichella, Alison Small e Nikki Baida sono i produttori
esecutivi.
DreamWorks
Animation presenta il suo nuovo logo animato, che
vivacizza la precedente intro e si fa anche omaggi a tutti i
successi d’animazione dello Studio. A partire dal ragazzino che
pesca sulla Luna, ormai icona della casa produttrice, si parte per
un viaggio di 32 secondi nei successi DreamWorks; vediamo
Dragon Trainer, Kung Fu
Panda, Shrek, ma anche successi
relativamente recenti, come Trolls, Baby Boss e Troppo Cattivi.
Il logo, che si potrà vedere al
cinema già in testa a Il Gatto con gli Stivali 2:
L’ultimo desiderio, è stato ideato e prodotto
dal team creativo dello studio, tra cui la produttrice
Suzanne Buirgy e la production
designer Kendall Cronkhite. La colonna sonora
è stata invece composta da Harry Gregson-Williams,
e si sente dalla prima nota che si tratta dello stesso autore della
colonna sonora di Shreck.
Dopo le scoppiettanti sei
puntate che hanno composto la prima stagione di Slow
Horses, ecco arrivare il secondo blocco delle
avventure dello squinternato gruppo di spie relegate nella
malfamata “Slough House”, parcheggio per gli impiegati
dell’IM5 che hanno in qualche modo rovinato la propria
carriera.
Slow Horses stagione 2, la trama
L’adattamento seriale dei
romanzi di Mick Herron dunque continua spigliato:
tocca adesso al secondo romanzo della serie, Dead Lions, il quale
però presenta alcune variazioni rispetto alla trasposizione del
precedente. Se infatti la prima stagione sostanzialmente si
distanziava dal libro soltanto nell’ultima puntata, nella seconda
l’intelaiatura narrativa differisce più o meno a metà del percorso
e per due ragioni ben precise: prima di tutto bisognava dare
maggiore peso specifico e spazio di manovra alla “mente” del gruppo
Jackson Lamb (Gary
Oldman), il quale invece nel romanzo si defila
maggiormente: in secondo luogo ciò che succede nella storia di
Herron si trasforma pian piano in un qualcosa di enorme, larger
than life, che sarebbe rimasto quantomeno complesso pensare di
essere risolto soltanto dagli agenti di Lamb. In questo modo, ed è
un rarissimo caso a presentarsi, l’adattamento si rivela migliore
del romanzo di partenza, o almeno più coerente con lo status e le abilità dei
personaggi.
L’intreccio non riesce a irretire lo spettatore
Rispetto alle prime sei
puntate, i nuovi episodi ispirati da Dead Lions
posseggono qualcosa in più e al tempo stesso in meno. Partendo
dalla questione puramente di genere, la storia principale possiede
un appeal di minore impatto rispetto a quella raccontata in
precedenza: l’improvvisa morte di una ex-spia insospettisce Lamb,
il quale si lancia all’inseguimento di un fantasma del passato di
nome Alexander Popov, “fantasma” che al tempo della Guerra Fredda
aveva rappresentato uno spauracchio per l’IM5 e più in generale lo
spionaggio occidentale.
L’intrigo confezionato
sulle basi della spy-story classica si rivela meno pregnante
rispetto a quello che invece aveva rappresentato l’asse narrativo
portante della prima stagione: pur possedendo alcuni ottimi momenti
di genere, Slow Horses stagione 2 non riesce a
irretire lo spettatore in una corsa contro il tempo come era
precedentemente successo.
Lo show rafforza la dimensione ironica
Al tempo stesso però – e
questo si trova anche nel libro di Herron – lo sviluppo dei
personaggi e delle loro relazioni tutt’altro che amichevoli
consente allo show di rafforzare la sua dimensione ironica. Ci
diverte molto a vedere le nuove puntate, assistendo alle
disavventure e alla goffagine umana e professionale degli
Slow Horses. Anzi, per quanto riguarda una
sotto-trama si arriva addirittura a commuoversi (no spoiler!).
Tale insistenza sul
versante della commedia acida consente agli attori di lavorare su
performance maggiormente istrioniche, e sotto questo punto di vista
Jack Lowden e Dustin Demri-Burns
salgono decisamente di tono, elevando con ironia tutta
british i
personaggi rispettivi di River Cartwright e
Min Harper. Senza ovviamente menzionare l’anima
dello show Gary Oldman, il quale continua a divertirsi un
mondo nei panni (sudici…) di Lamb: siamo di fronte a una figura che
continua ad aggiungere dimensioni sia parossistiche che
drammatiche, un guascone dal cuore nero e un passato che lo
tormenta. Grande personaggio per un grande attore.
Lo show targato
Apple
TV+Slow Horses conferma la propria
efficacia con una seconda stagione che, seppur non all’altezza
dell’originale, propone al pubblico della piattaforma di streaming
divertimento al vetriolo. Una spy-story di quelle di una volta,
soltanto condotta da una serie di spie che tutto hanno tranne che
il fascino, la destrezza e il carisma di James
Bond. Insomma, se amate una serie dissacrante e sbarazzina, che
prende di mira gli stilemi del genere, Slow Horses
risulta davvero imperdibile. Speriamo sinceramente ci sia (almeno)
una terza stagione in arrivo. A Jackson Lamb e ai
suoi sventurati compagni di disavventure ci si affeziona sul
serio…
Arriverà nelle sale dal 15 al 21 dicembre, distribuito da Lucky
Red, il docufilm dedicato
all’indimenticabile attore e regista Massimo
Troisi, Il mio amico Massimo.Diretto da Alessandro Bencivenga, con
le voci narranti di Lello Arena e Cloris
Bosca, il docufilm è un omaggio inusuale, leggero e a tratti
ironico, in cui si racconta la vita e il percorso artistico
dell’attore napoletano a quasi 70 anni dall’anniversario della
nascita.
Il docufilm lega sue esibizioni cabarettistiche,
teatrali e televisive, backstage, foto d’epoca, e interviste ad
amici ed esponenti del mondo dello spettacolo, tra
cui Carlo Verdone, Nino Frassica, Clarissa Burt, Maria
Grazia Cucinotta, Ficarra e Picone e testimonianze di
repertorio di Pippo Baudo e Renzo
Arbore.Infine una
partecipazione speciale, quella di Gerardo Ferrara, la
controfigura di Troisi nel celeberrimo “Il postino”.
« Un
giorno – racconta il
regista Bencivenga – guardando un film di
Troisi, ho pensato: “Sarebbe bello realizzare un docufilm su
Massimo. In fondo lui è stato, ed è tuttora, il mio autore, regista
e attore di riferimento”. Conoscevo alcuni suoi amici, e quella che
all’inizio era soltanto una fumosa idea è potuta diventare una
realtà concreta. Da lì ho cominciato a fantasticare un racconto su
Troisi, ma in un modo non convenzionale».
Il mio amico Massimo è prodotto da Piano B
produzioni, co-prodotto da Lambda, produttori associati Spaghetti
Picture e Screen Studio.È
distribuito in sala da Lucky Red.
Disney+ha annunciatomercoledì che Studio 4°C è al
lavoro su un film anime intitolato Phoenix:
Eden17; si tratta di un nuovo progetto che adatterà il
manga Phoenix di Osamu Tezuka per
lo streaming esclusivo in tutto il mondo (tranne che nella Cina
continentale) su Disney+ nel 2023.
L’anime segue la storia di una
ragazza, Romi, e del suo compagno mentre lasciano la Terra
devastata e si dirigono verso una nuova vita sul pianeta
Eden17. Tuttavia, la vita è già estinta nel nuovo
mondo, quindi Romi si ritrova a vivere una vita ancora più dura
lì.
The Walt Disney Company Asia
Pacific ha rivelato un’espansione della sua
collaborazione di 70 anni con la casa editrice
Kodansha per includere nel catalogo gli anime giapponesi.
Disney e Kodansha hanno lavorato insieme nel settore editoriale e
ora si avventureranno nel mondo degli anime.
La collaborazione ampliata includerà
la concessione in licenza di titoli anime SVOD esclusivi basati su
manga prodotti da Kodansha. Si inizierà con Tokyo
Revengers: Christmas Showdown Arc che verrà lanciato
esclusivamente su Disney+ e Disney+ Hotstar nel gennaio 2023.
Yoshinobu Noma,
direttore e presidente rappresentativo di
Kodansha, ha dichiarato: “Il rapporto speciale
tra Kodansha e Disney risale a oltre 70 anni fa e ci ha visto dare
vita a molte pubblicazioni con licenza Disney. Con l’annuncio di
oggi, siamo entusiasti di poter ulteriormente diversificare ed
elevare il rapporto tra le nostre due società e condividere ancora
di più i nostri amati titoli anime con il mondo su Disney+ e le sue piattaforme di
streaming”.
Carol Choi,
vicepresidente esecutivo della strategia dei contenuti originali,
The Walt Disney Company APAC, ha aggiunto: “Siamo entusiasti di
approfondire la nostra collaborazione strategica con il nostro
partner di lunga data Kodansha su un genere così entusiasmante. Gli
anime giapponesi riempiono lo spazio vuoto nei nostri piani di
sviluppo dei contenuti e crediamo che questa collaborazione
ampliata segnerà un punto di svolta nella futura strategia di
animazione della Disney in Giappone. Non vediamo l’ora di portare i
titoli anime e la pregiata IP di Kodansha sulla scena
mondiale”.
Nel frattempo, in occasione di un
evento presso il centro congressi Marina Bay Sands di Singapore
mercoledì, la Disney ha annunciato una serie di
titoli, con circa 50 show della sua lista di contenuti
cinematografici e in streaming del 2023 presentati a oltre 400
partner internazionali. I nuovi progetti svelati fanno parte
dell’ambizione della Disney di dare il via libera a oltre 50 APAC
originali entro il 2023.
I partecipanti includono il regista
giapponese Miike Takashi, le star coreane del
thriller fantasy “Connect” Jung Haein, Ko Kyungpyo
e Kim Hyejun; Lee Donghwi, Heo
Sungtae e l’acclamato regista Kang
Yunsung di “Big Bet”; Yuya
Yagira, Riho Yoshioka e il regista
Katayama Shinzo della serie drammatica giapponese
“Gannibal”; e Chelsea Islan della
prossima serie di supereroi indonesiani “Tira”.
All’evento è presente anche il regista-animatore-storyboardista e
doppiatore della Pixar Peter Sohn, regista del
lungometraggio Elemental.
“Lo scorso ottobre, in occasione
del nostro primo APAC Content Showcase, abbiamo fatto il nostro
primo passo nella produzione di contenuti locali con un piano
ambizioso e a lungo termine per scoprire le migliori storie del
mondo da questa regione e per mostrare l’eccellenza creativa che
può brillare sulla scena mondiale ”, ha affermato Luke
Kang, presidente di The Walt Disney Company Asia Pacific
nel suo discorso di apertura. “Quest’anno, è stato importante
per noi mostrare l’ampiezza dei nostri contenuti di marca globali
dai nostri studi pluripremiati e franchise iconici, nonché la
nostra lista di contenuti APAC per il 2023”.
Nell’ultimo anno, oltre 45 nuovi
titoli APAC hanno debuttato sul servizio di streaming Disney. Le
ore totali di contenuti asiatici prodotti localmente in streaming
su Disney+ sono otto volte superiori
rispetto a un anno fa, ha affermato la società.
“Stiamo concentrando il nostro
sviluppo di contenuti su quello che chiamiamo il nostro spazio
bianco dei contenuti”, ha affermato Kang. “Investire in
aree che richiedono una maggiore specificità locale, a causa
dell’elevata popolarità in mercati selezionati, come anime
giapponesi, K-Drama o commedie romantiche e horror indonesiane, o
per la necessità di narrazione locale con talenti familiari al
nostro pubblico locale. Vogliamo servire i nostri spettatori in
ogni mercato con contenuti a marchio globale come Disney, Marvel, Star
Wars e Pixar, nonché storie prodotte localmente che risuonano
con loro, portando anche il meglio di quelle storie a livello
globale.” I servizi di streaming Disney ora raggiungono oltre
235 milioni di abbonati in 154 mercati in tutto il mondo.
Apple
TV+ ha svelato oggi la data d’uscita, le prime
immagini e il teaser trailer di Shrinking, la
nuova commedia di 10 episodi interpretata da Jason Segel e scritta dal co-creatore di
“Ted
Lasso” e vincitore di un Emmy, Bill
Lawrence, dal protagonista, scrittore e produttore
esecutivo di “Ted
Lasso“, Brett Goldstein e dallo
stesso Jason Segel.
La serie, interpretata anche da
Harrison Ford in uno dei suoi primi ruoli
televisivi di rilievo è prodotta da Warner Bros. Television, con
cui Bill Lawrence ha un accordo complessivo, e dalla Doozer
Productions dello stesso Lawrence che è produttore esecutivo
insieme a Segel, Brett Goldstein, Neil Goldman, James Ponsoldt,
Randall Winston, Jeff Ingold e Liza Katzer. Lawrence, Segel e
Goldstein sono anche i creatori della serie di cui hanno scritto il
primo episodio, diretto da James Ponsoldt.
Shrinking: quando esce e dove vederla in streaming
Shrinking in streaming
uscirà su Apple TV+ il 27 gennaio con i primi due
episodi, seguiti da un nuovo episodio settimanale, ogni
venerdì.
La trama e il cast
Shrinking segue le
vicende di un terapeuta in lutto (interpretato da Jason Segel) che inizia a infrangere le regole
col dire ai suoi clienti esattamente quello che pensa, ignorando
così la sua formazione e la sua etica e ritrovandosi a causare
tumultuosi cambiamenti nella vita delle persone… compresa la sua.
Accanto a Jason Segel e Harrison Ford, nel cast della serie
troviamo Christa Miller, Jessica Williams, Michael
Urie, Luke Tennie e Lukita Maxwell.
Shrinking segna la
seconda collaborazione tra Apple TV+ e Jason Segel, dopo il suo
ruolo da protagonista nell’Apple Original Film “Il cielo è
ovunque”. La serie segna anche la terza collaborazione tra Apple,
Bill Lawrence e Warner Bros. Television, insieme allo show di
successo mondiale “Ted
Lasso” e alla serie drammatica di prossima uscita “Bad Monkey”.
Brett Goldstein è uno dei protagonistI di “Ted Lasso” – di cui è
anche sceneggiatore e produttore esecutivo – che è stata
recentemente premiata con il Primetime Emmy come Migliore serie
comica per il secondo anno consecutivo, oltre ad aver ricevuto
nuovamente il premio come Miglior attore non protagonista in una
serie comica proprio per Goldstein. La serie si unisce alla
crescente offerta di serie comiche di successo e pluripremiate
proposte da Apple TV+, tra cui “Ted Lasso”, appunto, “Mythic
Quest”, “Schmigadoon!”, “Physical”, “The Afterparty”, “Central
Park”, “Bad Sisters”, “Trying” e altre ancora.
Teaser trailer
Apple TV+ offre
serie drammatiche e commedie avvincenti e di qualità,
lungometraggi, documentari innovativi e intrattenimento per bambini
e famiglie, ed è disponibile per la visione su tutti i tuoi schermi
preferiti. Dopo il suo lancio il 1° novembre 2019, Apple TV+ è
diventato il primo servizio di streaming completamente originale a
essere lanciato in tutto il mondo, ha presentato in anteprima più
successi originali e ha ricevuto riconoscimenti più velocemente di
qualsiasi altro servizio di streaming. Ad oggi, i film, i
documentari e le serie originali Apple sono stati premiati con 290
vittorie e 1.246 nomination ai premi, tra cui la commedia
pluripremiata agli Emmy “Ted Lasso” e il vincitore dell’Oscar® come
Miglior film di quest’anno “CODA”.
Dall’1 al 31 dicembre
2022 torna ArteKino
Festival, il festival digitale dedicato al cinema
europeo, giunto alla sua 7a edizione. Nato nel 2016 per promuovere
la ricchezza del cinema d’autore e condividerla con il grande
pubblico, il festival è pensato per consentire a tutti i cittadini
europei l’accesso a film che, nonostante il successo di critica e
l’inclusione nei festival internazionali, troverebbero difficoltà
nella distribuzione su larga scala.
Quest’anno sarà possibile scoprire
una selezione di 10 film, tutti firmati da giovani registi e
disponibili gratuitamente in 32 paesi europei, su
Arte.tv e sul canale YouTube Cinema di ARTE, in sei versioni
sottotitolate (inglese, francese, tedesco, spagnolo, polacco e
italiano). Nell’intento di creare un nuovo rapporto tra opere,
autori e pubblico, le pellicole in concorso
rendono omaggio alla diversità linguistica e culturale europea,
offrendo chiavi di lettura di un mondo contemporaneo in costante
trasformazione.
A inaugurare la 7a edizione di
ArteKino Festival sarà il film portoghese della regista Rita Nunes,
Destini imprevisti – Crooked Lines
(2019), storia del rapporto ossessivo, nato su internet, tra una
giovane attrice e un giornalista. L’anteprima avrà
luogo il 29 novembre all’Institut Français, Centre Saint-Louis di
Roma.
A rappresentare
l’Italia al concorso di Arte.tv è I
Giganti di Bonifacio Angius: protagonista un gruppo
di vecchi amici che, delusi dalle loro vite e da un presente che
sembra senza prospettive, si ritrovano in una casa isolata in
Sardegna e viaggiano attraverso i ricordi, rifugiandosi nel
passato.
Gli altri titoli in
concorso, insieme a Destini imprevisti – Crooked
Lines, sono il film lituano Summer Survivors; il
serbo Working Class Heroes; il francese L’animographe,
ou Je suis né dans une boîte à chaussures; il rumeno Blue
Moon; le pellicole spagnole El Planeta e Destello
Bravío e i tedeschi Hyperland e Heavy Metal
Dancers.
Rispettando lo spirito digitale del
festival, il pubblico sarà protagonista anche quest’anno: dal primo
al 31 dicembre 2022, gli spettatori potranno votare i film in
concorso tramite il sito artekinofestival.arte.tv e
assegneranno così il Premio del Pubblico Europeo,
del valore di 20.000 euro. In questo modo potranno anche
partecipare all’estrazione del Premio del Cinefilo
Europeo: un weekend per due persone a Parigi, comprensivo
di pernottamento in hotel e volo in business class offerto da Air
France.
Durante la manifestazione verrà
assegnato inoltre il Premio della Giuria Giovani:
un gruppo di studenti europei di età compresa tra i 18 e i 25 anni
voterà il miglior film, che vincerà un premio di 10.000 euro.
Creato su iniziativa della Fondazione ArteKino, il festival è finanziato dal
programma Europa Creativa-Media dell’Unione Europea, da sponsor
quali Chanel e la Casa d’Arte GOOSENS, che supporta il Premio del
Pubblico Europeo e il Premio della Giuria Giovani.
Primissime immagini dal set di
Unwanted, nuova serie Sky
Original nel 2023 in esclusiva su Sky e in streaming solo
su NOW in tutti i paesi in cui Sky è presente. La serie è
liberamente tratta da “Bilal”, il libro inchiesta del giornalista
sotto copertura Fabrizio Gatti sul viaggio da lui intrapreso lungo
le rotte del Sahara, popolate non solo dai migranti che si spostano
dall’Africa per raggiungere l’Europa ma anche da quanti fanno
affari lucrando sulla loro disperazione.
Unwanted, in otto
episodi, è prodotta da Sky Studios insieme a Pantaleon Films e a
Indiana Production ed è creata e scritta da Stefano
Bises. Alla regia Oliver Hirschbiegel,
regista tedesco divenuto celebre in tutto il mondo grazie a titoli
come La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler,
Diana con
Naomi Watts e il film vincitore del Sundance Film Festival
L’ombra della vendetta – Five Minutes of
Heaven.
Numerosissimo e multiculturale il
grande cast della serie:
Marco Bocci, Jessica Schwarz, Dada Fungula Bozela, Hassan
Najib, Jonathan Berlin, Jason Derek Prempeh, Cecilia Dazzi,
Francesco Acquaroli, Barbara Auer, Sylvester Groth, Marco Palvetti,
Denise Capezza, Nuala Peberdy, Samuel Kalambay, Amadou Mbow, Edward
Apeagyei, Reshny N’Kouka, Onyinye Odokoro, Massimo De Lorenzo e
Scot Williams.
https://www.youtube.com/watch?v=SfLZJN7fea0
Unwanted racconta
cosa accade quando una nave da crociera, la Orizzonte, piena di
turisti occidentali, trae in salvo un gruppo di migranti a seguito
del naufragio della loro imbarcazione. Le storie dell’equipaggio e
dei passeggeri della crociera si intrecceranno con quelle dei nuovi
ospiti della nave. La situazione precipiterà quando alcuni dei
migranti, scoperto che la crociera si muove verso la Libia, dalla
quale sono partiti, per la disperazione decidono di prendere in
ostaggio la nave.
Creata da Stefano Bises,
Unwanted è scritta da Stefano Bises con la
collaborazione di Alessandro Valenti, Bernardo Pellegrini e
Michela Straniero. La serie è prodotta per Pantaleon da
Dan Maag, Marco Beckmann, Patrick Zorer, Stephanie
Schettler-Koehler e dal produttore Sascha Rosemann che per
primo ha avuto l’idea di adattare il libro di Fabrizio Gatti; per
Indiana è prodotta da Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Daniel
Campos Pavoncelli e Marco Cohen. Produttori esecutivi per Sky
Studios sono Nils Hartmann e Sonia Rovai. NBCUniversal Global
Distribution è il distributore internazionale della serie per conto
di Sky Studios.
La trama di
Unwanted
La Orizzonte è una gigantesca nave
da crociera. Cinquemila persone a bordo tra passeggeri ed
equipaggio, quindici ristoranti, un teatro, nightclub, negozi,
piscine, una sontuosa SPA. Una città sull’acqua, che naviga nel
Mediterraneo al servizio dello svago dei suoi ospiti europei, che
per sette giorni non devono far altro che mangiare, bere e
divertirsi. Ma la vita vera, che avrebbe dovuto restare a terra,
irrompe sulla nave durante la prima notte in mare aperto: dal mare
vengono infatti salvati ventotto migranti africani sopravvissuti al
naufragio dell’imbarcazione sulla quale cercavano di raggiungere
l’Italia, mentre più di cento di loro non ce l’hanno fatta. Per
quelle persone in fuga da fame, guerre, schiavitù e persecuzioni
l’Orizzonte rappresenta la salvezza e il primo, incredibile, passo
nel mondo che hanno sognato. Per i passeggeri, l’incontro con i
migranti, proprio all’inizio di una vacanza spensierata, è un bagno
di realtà di cui avrebbero probabilmente fatto a meno. Perché la
scoperta da parte dei migranti che la nave è diretta in Nord
Africa, da dove fuggono, sconvolge la crociera e trasforma la
Orizzonte nel ground zerodella crisi mondiale delle
migrazioni, della tratta di esseri umani e del mondo occidentale
che fa di tutto per tenere fuori i “clandestini”. Pregiudizi e
preconcetti intrappolano la mente di passeggeri, rifugiati ed
equipaggio, esattamente come i confini che dividono le nazioni del
mondo. Qui, a bordo della Orizzonte, l’umanità e la crudeltà, la
tolleranza e il razzismo, la speranza e il dolore, la vita e,
infine, la morte, arriveranno a un inevitabile scontro…
Arriva in prima tv su Sky
Chi ha incastrato Babbo Natale?, divertentissima
favola di Natale moderna di e con Alessandro
Siani, lunedì 5 dicembre alle 21.15 su Sky Cinema
Uno e Sky Cinema 4K (e alle 21.45 anche su Sky Cinema Christmas),
in streaming su NOW e disponibile on demand, anche in qualità
4K. A fianco di Alessandro Siani
anche un grande cast che comprende Christian De Sica,
Diletta Leotta e Angela Finocchiaro. Il
film è una produzione Bartlebyfilm e Indiana Production con Vision
Distribution, in collaborazione con BUONALUNA.
La trama del
film
La Wonderfast, azienda di
consegne online più potente del mondo, domina il mercato per tutto
l’anno tranne a Natale. Per far fallire Babbo Natale, assoldano il
capo dei suoi elfi, convincendolo ad infiltrare nella sua fabbrica
un nuovo manager: Genny Catalano, conosciuto come il “re dei
pacchi”. In realtà i pacchi in questione non sono i doni natalizi
quanto piuttosto i famigerati “pacchi”. Genny, infatti, è un
volgare truffatore che vive di espedienti coadiuvato da Checco, un
piccolo scugnizzo di 8 anni. L’arrivo della coppia al Polo Nord
darà vita ad una serie di guai ma alla fine, complice l’improbabile
contaminazione reciproca che nasce tra Genny e Babbo Natale e
l’inaspettato aiuto della Befana, la magia natalizia riuscirà a
trionfare.
E da giovedì 1 a sabato 31
dicembre torna Sky Cinema Christmas, il canale dedicato ai
film a tema natalizio e ai titoli più amati da vedere con tutta la
famiglia. Giunto alla sua dodicesima edizione, avrà oltre
50 titoli, tra questi anche le prime visioni
Chi ha incastrato Babbo Natale?, A
CHRISTMAS STORY CHRISTMAS (il 6 dicembre alle 21.15) e
7 DONNE E UN MISTER(domenica 11 dicembre alle
21.15 su Sky Cinema Uno e alle 21.45 su Sky Cinema Christmas).
Lo spirito delle feste si respira
nelle storie classiche di Natale come: la pellicola tratta
dal romanzo di Frances H. Burnett IL PICCOLO LORD
con Rick Schroder e Alec Guinness; il cult del cinema fantastico
GREMLINS, diretto da Joe Dante e prodotto da
Steven Spielberg; la commedia S.O.S.
FANTASMI in cui
Bill Murray è un cinico produttore televisivo che
viene visitato da tre fantasmi, proprio come in “Canto di Natale”;
l’immancabile BIANCO NATALE con Bing Crosby; e
l’intramontabile opera di Frank Capra LA VITA È
MERAVIGLIOSA con James Stewart.
L’atmosfera natalizia non manca in
film ormai irrinunciabili durante le festività, a
cominciare dal romantico SERENDIPITY – QUANDO L’AMORE È
MAGIA con Kate Beckinsale e John Cusack. E ancora:
DICKENS – L’UOMO CHE INVENTÒ IL NATALE con Dan
Stevens nei panni dello scrittore inglese che diede vita al
classico della letteratura “Canto di Natale”; la commovente storia
vera di un cane e del suo padrone, impersonato da Richard Gere, HACHIKO – IL TUO MIGLIORE
AMICO; la commedia natalizia Sky Original A
CHRISTMAS NUMBER ONE con Freida Pinto e Iwan Rheon; e
NATALE ALL’IMPROVVISO con Diane Keaton e John
Goodman.
L’allegria delle feste trova il suo
culmine nelle commedie italiane come le commedia campioni
d’incasso LA BANDA DEI BABBI NATALE con tutta la
simpatia di Aldo, Giovanni e Giacomo e IL PRIMO
NATALE con Ficarra e Picone; i film natalizi prodotti da
Sky UN NATALE PER DUE con Enrico Brignano e
Alessandro Gassmann e UN NATALE CON I FIOCCHI con
Alessandro Gassmann e Silvio Orlando; la fanta-commedia di successo
LA BEFANA VIEN DI NOTTE con Paola Cortellesi e Stefano Fresi e il
prequel LA BEFANA VIEN DI NOTTE II – LE ORIGINI
con Monica Bellucci, Fabio De Luigi e Zoe Massenti.
Per quanto riguarda le commedie
“made in USA” sono da segnalare: la scatenata LA FESTA
PRIMA DELLE FESTE con Jason Bateman, Jennifer Aniston e T.J. Miller;
lo scatenato sequel natalizio BAD MOMS 2: MAMME MOLTO PIÙ
CATTIVE con Mila
Kunis e Susan Sarandon; la scintillante commedia con
Ben
Affleck e James Gandolfini NATALE IN AFFITTO;
e FUGA DAL NATALE con Tim Allen, Jamie Lee Curtis e Dan Aykroyd.
Non mancano, infine, animazioni del
calibro di POLAR EXPRESS di Robert Zemeckis; e la
formidabile avventura targata DreamWorks LE 5 LEGGENDE.
CHI HA INCASTRATO BABBO
NATALE? – lunedì 5 dicembre alle 21.15 su Sky Cinema Uno e Sky
Cinema 4K (e alle 21.45 anche su Sky Cinema Christmas), in
streaming su NOW e disponibile on demand, anche in qualità
4K.
Formatasi prevalentemente in ambito
televisivo, l’attrice Jenna Elfman si è affermata
grazie ai suoi ruoli in alcune celebri serie TV, e passando con
naturalezza da un progetto ad un altro ha conquistato sempre più
l’attenzione degli spettatori. Attualmente impegnata con una nuova
popolare serie, l’attrice continua a dimostrare di sapersi
rinnovare all’interno dell’industria. Ecco 10 cose che non
sai di Jenna Elfman.
Jenna Elfman: le serie TV e i
film
10. Ha recitato in popolari
serie TV. L’attrice debutta sul piccolo schermo recitando
in alcuni episodi di serie come Pappa e ciccia (1995),
Murder One (1996) e Almost Perfect (1996). Il
vero successo arriva però grazie al ruolo di Dharma in Dharma &
Greg, dove recita dal 1997 al 2002. In seguito, prenderà parte
in qualità di guest star a titoli come Brothers & Sisters –
Segreti di famiglia (2007), My Name Is Earl
(2008), Shameless (2012), Damages (2012), e
1600 Penn (2012-2013). Ottiene ruoli di maggior rilievo
per le serie Incinta per caso (2009-2010), Growing Up
Fisher (2014), con J. K.
Simmons, e Imaginary Mary (2017). Dal 2018
ricopre il ruolo di June nella serie Fear The Walking
Dead, recitando accanto agli attori Lennie James,
Danay Garcìa,Alycia
Debnam-Carey e Maggie
Grace.
9. Ha preso parte a film
per il cinema. Nel corso della sua carriera, la Elfman ha
in diverse occasioni recitato anche per il grande schermo,
debuttando nel 1997 con il film L’ultimo contratto.
Successivamente prende parte a pellicole come Cercasi tribù
disperatamente (1998), EdTV (1999), con Matthew
McConaughey e Woody
Harrelson, Tentazioni d’amore (2000), di
Edward
Norton, Amori in città… e tradimenti in
campagna (2001), Looney Tunes: Back in Action (2003),
6 mogli e un papà (2009) e Amici di
letto (2011), con Mila
Kunis.
8. È anche
produttrice. La Elfman non si è limitata a ricoprire il
ruolo dell’interprete, ma ha in diverse occasioni ricoperto anche
le vesti della produttrice per alcune serie TV, che la prevedevano
ovviamente anche come protagonista. Ha infatti prodotto circa 23
episodi della serie Dharma & Greg, e in seguito ha
ricoperto nuovamente il ruolo per Courting
Alex e Incinta per caso.
Jenna Elfman è su Instagram
7. Ha un account
personale. L’attrice possiede un profilo Instagram
personale seguito da 141 mila persone e tenuto in costante
aggiornamento, con un attualmente oltre 3 mila post. Qui l’attrice
è solita condividere fotografie scattate in momenti di svago
quotidiano o piccole curiosità che la riguardano. Non mancano però
anche diverse immagini promozionali dei suoi progetti da
interprete.
Jenna Elfman: chi è suo
marito
6. È sposata. Dal
1995 l’attrice è sposata con Bodhi Elfman, nipote del celebre
compositore Danny Elfman. I due, che conducono una
vita famigliare lontana dai riflettori, hanno avuto due figli, nati
rispettivamente nel 2007 e nel 2010. Sul profilo Instagram
dell’attrice è possibile ritrovare alcune immagini che la
ritraggono in compagnia della famiglia, in alcuni dei loro momenti
di svago.
Jenna Elfman in Fear The Walking
Dead
5. È entrata a far parte
della serie dalla quarta stagione. L’attrice compie il suo
debutto nella serie spin-off a partire dalla quarta stagione,
interpretando il ruolo di June. Questa si presenta da subito come
una donna solitaria, che respinge e mente sulla propria identità
tendendo a non fidarsi di chi la circonda. Verrà rivelato che prima
dell’epidemia era un’infermiera del reparto di terapia
intensiva.
4. Il ruolo le ha richiesto
molto allenamento. Per poter partecipare alla serie,
l’attrice ha dovuto sottoporsi ad un costante allenamento fisico,
necessario per poter sopportare le dinamiche sequenze presenti
all’interno della serie. La Elfman ha dichiarato di essersi
impegnata molto a riguardo, al fine di non dover ricorrere in modo
eccessivo a delle controfigure.
3. È attratta dal lato
umano del personaggio. La Elfman si è dichiarata
particolarmente entusiasta del ruolo, affermando che da tempo non
si imbatteva in un personaggio tanto complesso ed emotivamente
fragile. Darvi vita è stata per lei una vera sfida, dovendosi
misurare con le tante ferite interiori di June, ma allo stesso
tempo è stata una delle sue più grandi conquiste come
interprete.
Jenna Elfman: Dharma & Greg
2. Desidererebbe dar vita
ad una reunion. I revival di celebri serie TV sono negli
ultimi anni diventati particolarmente gettonati, basti pensare a
quello di Will e Grace
o quello annunciato per Friends. A
riguardo la Elfman ha dichiarato che in più occasioni ha provato a
riunire il gruppo di Dharma & Greg, e se fino ad ora non
si erano presentati i presupposti per una reunion, spera comunque
che in futuro questa si possa realizzare.
Jenna Elfman: età e altezza
1. Jenna Elfman è nata a
Los Angeles, California, Stati Uniti, il 30 settembre
1971. L’attrice è alta complessivamente 178 centimetri.
L’attrice Torrey
DeVitto ha conquistato grande popolarità negli ultimi anni
grazie alla sua partecipazione ad alcune note serie televisive.
Queste le hanno permesso di raggiungere un ampio pubblico, che ha
da subito iniziato a seguirla nei suoi vari progetti. L’attrice
vanta in realtà una ricca serie di titoli in ambito televisivo, tra
cui si annoverano alcuni tra i prodotti più celebri degli ultimi
anni. Ecco 10 cose che non sai di Torrey
DeVitto.
Torrey DeVitto: le serie Tv e i
suoi film
10. È celebre per i suoi
ruoli televisivi. L’attrice debutta sul piccolo schermo
recitando come guest star in alcuni episodi di note serie come
Dawson’s Creek (2003), Scrubs (2003) e Drake
e Josh (2001-2005). Acquista poi maggior visibilità grazie a
ruoli di rilievo per Beautiful People (2005-2006) e
One Tree Hill (2008). Il vero successo arriva però grazie
a Pretty Little
Liars, dove recita nel ruolo di Melissa Hastings. Negli
anni successivi è poi nel cast delle serie The Vampire
Diaries (2012-2013) e Army Wives – Conflitti del
cuore (2013). Dal 2015 ricopre il ruolo di Natalie Manning
nelle serie Chicago P.D., con Jason
Beghe e Jesse Lee
Soffer, Chicago Fire,
con Jesse Spencer,
Taylor
Kinneye Monica
Raymund, e in Chicago Med.
9. Ha recitato anche per il
cinema. Nel corso degli anni l’attrice ha preso parte
anche per alcuni film per il grande schermo, come Leggenda
mortale (2006), Killer Movie (2008), con Kaley
Cuoco, e Il rito (2011), dove recita accanto
a Anthony
Hopkins e Alice
Braga. Negli ultimi anni ha invece preso parte a film
di minor rilievo, mentre prossimamente è attesa in
Divertimento e Cold, pellicole dove reciterà nel
ruolo della protagonista.
8. Ha debuttato come
produttrice. La DeVitto sarà prossimamente protagonista
del film horror Cold, incentrato su alcuni spaventosi
crimini commessi all’interno del settore dei reality tv dedicati
alla ristorazione. Per l’occasione, la DeVitto non vestirà solo i
panni dell’interprete, ma sarà anche produttrice esecutiva del
film. Per lei si tratta del debutto in tali vesti, che potrebbe
idealmente riprendere anche in futuro.
Torrey DeVitto è su Instagram
7. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo seguito da 965 mila persone. All’interno
di questo l’attrice è solita condividere fotografie scattate in
momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi. Il profilo è
però utilizzato in buona parte anche per condividere tematiche
sociali care all’attrice, come anche immagini o video promozionali
dei suoi progetti televisivi.
Torrey DeVitto e Paul Wesley
6. Ha sposato un suo
collega. Sul set del film Killer Movie, l’attrice
conosce il collega Paul Weasley, con il quale
intraprenderà una relazione. I due si ritroveranno poi a recitare
insieme anche nelle serie Army Wives – Conflitti del cuore
e The
Vampire Diaries. Nel 2011 annunciano di essersi
ufficialmente sposati, ma solo due anni dopo, nel 2013 rendono noto
il loro divorzio.
Torrey DeVitto e Jesse Lee
Soffer
5. Ha avuto una relazione
un attore. Grazie al suo ruolo nella serie Chicago
P.D., nel 2018 l’attrice conosce l’attore Jesse Lee Soffer, con il quale
intraprende una relazione, confermata poi tramite i rispettivi
social network. Tuttavia, questa non dura molto, e dopo soli otto
mesi, nel maggio del 2019, annunciano di essersi separati pur
restando in buoni rapporti.
Torrey DeVitto in Pretty Little
Liars
4. Ha ripreso il suo ruolo
per l’ultima stagione. L’attrice ha recitato nella celebre
serie fino alla sesta stagione, ricoprendo il ruolo di Melissa
Hastings. Ha poi abbandonato sia per altri impegni sia per via
della decisione di far uscire di scena il personaggio. La DeVitto
ha tuttavia fatto un’ultima comparsa nel corso degli episodi finali
della settima stagione, l’ultima, dove è stata parte del colpo di
scena finale.
3. Era molto legata al
personaggio. In numerose interviste l’attrice ha affermato
di essere cresciuta molto a livello personale interpretando il
ruolo di Melissa. Nel corso delle sette stagioni, la DeVitto ha
avuto modo di seguirne in prima persona l’accidentato percorso,
immedesimandosi in lei e trovandosi infine più legata al
personaggio di quello che avrebbe immaginato.
Torrey DeVitto suona il
violino
2. Praticava lo strumento
musicale. Oltre al mondo della recitazione, l’attrice è da
sempre una grande appassionata di musica. All’età di sei anni ha
infatti iniziato a prendere lezioni di violino, suo strumento
preferito. Anche se in seguito dovette smettere per poter
perseguire il lavoro come modella e attrice, la DeVitto ha
raccontato di aver comunque conservato il violino, il quale ogni
tanto suona ancora oggi.
Torrey DeVitto: età e altezza
1. Torrey DeVitto è nata a
Long Island, New York, Stati Uniti, l’8 giugno 1984.
L’attrice è alta complessivamente 170 centimetri.
È stato diffuso in Giappone il primo
teaser trailer di Knights Of The Zodiac,
l’atteso live action dedicato ai Saint Seiya, i Cavalieri dello Zodiaco. Il film è diretto da
Tomasz Baginski e trai protagonisti, oltre a volti poco noti,
spiccano anche star internazionali, come Famke Janssen e Sean
Bean, che si vedono nel trailer.
In particolare, il video ci mostra
l’attore californiano Mackenyu nei panni di Seiya/Pegasus. Lo
vediamo sia con l’armatura sia con il costume che nel manga e
nell’anime indossa durante il suo allenamento in Grecia per
diventare Cavaliere di Bronzo.
La trama di Knights Of The
Zodiac, disponibile su IMDb, recita: Quando una dea della
guerra si reincarna nel corpo di una ragazzina, l’orfano di strada
Seiya scopre di essere destinato a proteggerla e salvare il mondo.
Ma solo se riesce ad affrontare il proprio passato e diventare un
Cavaliere dello Zodiaco.
Il CEO della Disney Bob Iger risponde alle recenti speculazioni di
una vendita ad Apple dopo il suo ritorno alla posizione dopo
l’improvvisa partenza di Bob Chapek. Iger è
succeduto originariamente a Michael Eisner come
CEO Disney nel 2005, mantenendo la posizione fino al 2020. Sotto il
primo mandato di Iger, la Walt Disney Company ha visto le
principali acquisizioni di Pixar,Marvel Entertainment,
Lucasfilm e le attività di intrattenimento di
20th Century Fox, espandendo anche le iniziative
dei parchi a tema dell’azienda e rimodellando le sue strategie.
Come riportato da THR,Bob Iger ha affrontato le recenti voci sulle sue
intenzioni per il futuro dell’azienda durante una riunione del
direttivo dopo il suo secondo primo giorno come CEO della Disney.
In precedenza era stato riferito da addetti ai lavori che il CEO
aveva preso in considerazione una fusione con
Apple, dove in precedenza aveva fatto parte del consiglio
di amministrazione, per affrontare i passi falsi compiuti durante
il mandato di Chapek e per consolidare la sua eredità. Ora però,
Iger ha respinto le voci come “pura
speculazione”, prima di riaffermare il suo impegno a
prendere provvedimenti per aiutare a rinvigorire i profitti
dell’azienda prima di qualsiasi ulteriore decisione di alto
profilo.
L’attore che interpreta Nick
Fury
nel MCU, Samuel L. Jackson risponde alle
affermazioni di Quentin Tarantino
secondo cui gli attori del Marvel Cinematic Universe non sono vere
star del cinema. Dopo essere stato avviato nel 2008, l’MCU si è
trovato al centro di molti dibattiti negli ultimi anni poiché
registi come Martin Scorsese e Francis
Ford Coppola hanno criticato il franchise per non essere
essenzialmente vero cinema. Lo scrittore e regista di Pulp
Fiction e Inglorious Basterds ha
recentemente preso parte al dibattito, affermando che gli attori
nei film MCU
non sono vere star del cinema perché sono i loro personaggi che
attirano il pubblico, non gli attori stessi.
Ora, in una recente intervista su
The View (tramite EW), Samuel L. Jackson
offre la sua risposta alle affermazioni di Quentin
Tarantino. Jackson e Tarantino sono collaboratori
frequenti, avendo lavorato insieme a progetti come Pulp
Fiction, Django Unchained e The
Hateful Eight, ma sembrerebbe che, quando si tratta di
questo particolare problema, i due non siano necessariamente
d’accordo.
“Ci vuole un attore per essere
quei personaggi particolari, qual è sempre stato il segno della
celebrità nel cinema? cosa, culi sui sedili? Di cosa stiamo
parlando?. Non è una grande controversia per me sapere che
chiaramente questi attori sono star del cinema. Chadwick Boseman è
Black Panther. Non puoi confutarlo, ed è una
star del cinema.”