«Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla. Come in una favola c’è dolore, e come in una favola è piena di meraviglia e di felicità.» Su queste parole si apre uno dei film italiani più celebri di sempre nel mondo, La vita è bella, scritto, diretto e interpretato da Roberto Benigni nel 1997. Si tratta di una storia incentrata sull’Olocausto, sulla deportazione degli ebrei nei campi di concentramento, ma è anche una storia che infonde amore e speranza là dove sembrerebbe poterci essere solo orrore. Con quest’opera, Benigni ha consegnato agli spettatori di tutto il mondo la concreta prova che è possibile trattare tematiche difficili cercando allo stesso tempo di strappare un sorriso.
Reduce dai successi comici di Johnny Stecchino e Il mostro, il regista e attore toscano aveva intenzione di concentrarsi su un progetto particolarmente più ambizioso. Anche La vita è bella avrebbe originariamente dovuto essere una commedia pura, ma si è nel tempo arricchito di sentimenti e situazioni che lo hanno portato a sfoggiare uno spettro ben più ampio dell’umanità, delle sue gioie e dei suoi dolori. Nello scrivere tutto ciò, Benigni ha raccontato di essersi avvalso della collaborazione di personalità realmente coinvolte nell’Olocausto, come lo scrittore Rubino Salmoni, e il membro della Sonderkommando Shlomo Venezia. Il film fu poi girato tra Arezzo, Cortona, e Papigno, dove si trova la vecchia fabbrica riadattata come lager.
Alla sua uscita in sala, il film si affermò come un successo senza precedenti, arrivando ad incassare la cifra record di 92 miliardi di lire. Tale risultato ha portato La vita è bella a diventare il film italiano dal maggiore incasso di sempre, nonché quello con il maggior risultato economico nel mondo, per una cifra pari a 229 milioni di dollari. Prima di intraprendere una nuova visione di questo, sarà certamente utile approfondire ulteriormente alcune curiosità legate a tale titolo. Proseguendo qui nella scrittura sarà infatti possibile ritrovare dettagli relativi alla trama, al cast, ai premi vinti e, infine, alle piattaforme streaming contenenti il titolo nel loro catalogo. Si potranno qui ritrovare anche alcune delle frasi più belle del film.
La vita è bella: la trama del film
La vicenda si svolge in Italia, nel 1939. Protagonista è Guido, un giovane ebreo pieno di allegria e vitalità, il quale parte dalla campagna toscana per cercare fortuna in città. Qui si imbatterà nella sua “principessa”, Dora, una maestrina fidanzata con un burocrate arrogante e pomposo. Guido se ne innamora follemente e desidera farne la sua sposa. Prima di riuscirvi, però, dovrà dar vita ad un lungo corteggiamento, che si rivelerà però vincente. Dal loro amore nasce Giosuè. Ma la loro felicità viene spezzata dall’incombere delle leggi razziali: la famiglia viene deportata in un lager nazista e separata brutalmente. Per salvare il figlio dall’orrore che li circonda, Guido gli farà credere che tutto ciò che vedono è parte di un grande gioco in cui dovranno affrontare prove tremende per vincere un meraviglioso premio finale.
La vita è bella: il cast del film
Sceneggiatore, regista e interprete del protagonista Guido, Roberto Benigni si dedicò anima e corpo al suo personaggio. Pur non essendo di religione ebraica, questi raccontò di essere riuscito a calarsi senza problemi nei panni di Guido, in quanto umano e mosso da passioni umane. Accanto a lui, nei panni dell’amata Dora, si ritrova l’attrice Nicoletta Braschi. Realmente moglie di Benigni, questa aveva già recitato in numerosi dei precedenti film del marito. Il giovanissimo Giorgio Cantarini, che all’epoca delle riprese aveva appena 6 anni, dà invece vita al figlio Giosuè. Nel film si ritrovano poi anche l’attrice spagnola Marisa Paredes, nei panni della madre di Dora, e Horst Buchholz, in quelli del tedesco dottor Lessing. Giustino Durano è invece Eliseo Orefice, zio di Guido. Sergio Bustric interpreta invece l’amico Ferruccio Papini.

La vita è bella: i premi, le frasi, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Tra i film italiani più premiati nel mondo, La vita è bella arrivò ad ottenere alcuni dei massimi riconoscimenti possibili per un’opera cinematografica. Presentato con successo nel concorso del Festival di Cannes, questo vinse qui il Grand Prix Speciale della giuria. Fu solo l’inizio di un lungo e ricco percorso. Seguirono infatti ben 9 David di Donatello, 5 Nastri d’argento, il premio César per il miglior film straniero e 2 European Film Awards. Il film di Benigni venne poi anche designato come rappresentante italiano agli Oscar, dove ottenne un incredibile risultato. Qui vinse ben tre premi, rispettivamente per la miglior colonna sonora, il miglior film straniero e il miglior attore protagonista.
È possibile fruire di La vita è bella grazie alla sua presenza su una delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il film è infatti disponibile nel catalogo di Disney+, l’ormai popolarissima piattaforma dedicata all’universo Disney e molto altro. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale, e si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato 2 gennaio alle ore 21:20 su Canale 5.
Qui di seguito si riportano invece alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai personaggi del film. Attraverso queste si potrà certamente comprendere meglio il tono del film, i suoi temi e le variegate personalità dei protagonisti. Ecco dunque le frasi più belle del film:
- Buongiorno, principessa! Stanotte t’ho sognata tutta la notte, andavamo al cinema, e avevi quel tailleur rosa che ti piace tanto, non penso che a te principessa, penso sempre a te! (Guido)
- Guarda i girasoli: s’inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un po’ troppo significa che è morto. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l’arte suprema. Dio è il primo servitore; Lui serve gli uomini, ma non è servo degli uomini. (Eliseo)
- Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il suo regalo per me. (Giosuè)
Fonte: IMDb

















Biancaneve: il cast del
film






In realtà, è alquanto
sorprendente che più membri della Wayne Enterprises non abbiano
dedotto l’identità segreta di Bruce nella trilogia de 
Dopo che Bruce torna a
lavorare alla Wayne Enterprises, fa amicizia con Lucius Fox e
inizia ad andare da lui con alcune “richieste insolite”. Lucius
capisce subito che Bruce ha i suoi assi nella manica, ma gli
fornisce comunque l’attrezzatura di cui ha bisogno.
Prima di diventare un
poliziotto delle forze di polizia di Gotham, John Blake ha vissuto
in un orfanotrofio da ragazzo. Un giorno, l’orfanotrofio è stato
visitato da Bruce Wayne e Blake ha riconosciuto la rabbia che Bruce
nascondeva dietro la sua facciata miliardaria, che condivide con
Bruce in futuro dopo l’esperienza di pre-morte del Commissario
Gordon.
Il Barry Allen di Ezra
Miller è stato uno degli aspetti più popolari di
Il pubblico ha capito dal
momento in cui è uscito il teaser trailer de
La migliore scena di











Capita raramente di
trovarsi di fronte a film che mettono in discussione lo spettatore
e rendono il giudizio difficilmente “polarizzabile”. In un periodo
storico invero molto triste per la critica cinematografica e il
giudizio critico sull’opera cinematografica, in cui tutto è bianco
o nero, netto e diretto, in genere riportabile in poche righe di un
commento incazzato su qualche social, il film di Charlie
Kaufman è sfuggente, perturbante, difficile da
comprendere, lascia aperte piste, tracce, indizi per farsi leggere
senza mai lasciarsi afferrare, anche molto tempo dopo la fine della
visione.
Arrivato all’inizio
dell’anno su
Mentre scrivo, le ore
alla Casa Bianca di Donald Trump sono contate e il
prossimo 21 gennaio cederà la sua poltrona nella Stanza Ovale a
Joe Biden. Tuttavia, gli anni di Trump sono stati
caratterizzati da scontri e lotte tutt’altro che pacifiche per le
strade degli Stati Uniti. Non è un caso che negli ultimi 4 anni,
Spike Lee abbia diretto due film, e che questi
siano proprio
I
Fratelli D’Innocenzo colpiscono
ancora. Hanno vinto l’Orso d’argento a Berlino per la migliore
sceneggiatura e hanno stregato il pubblico, prima in streaming e
poi al cinema, quando quest’estate il loro film è stato quello più
visto nelle sparute sale aperte in poche città italiane. La
bellezza tribale del film ne fa un oggetto preziosissimo. La
lucidità con cui questi due giovani autori raccontano il mondo è un
tesoro da custodire e alimentare, da parte mia con il sostegno e i
soldi ben spesi per andare a vederli sempre in sala.
Seconda opera prima in
classifica (la prima era il documentario Time), il
film d’esordio di Pietro Castellitto è
interessante sotto molti punti di vista. Per prima cosa concilia
con equilibrio e garbo i registri comici e drammatici che di volta
in volta sembra abbracciare, senza mai propendere troppo da una
parte o dall’altra. Certo, c’è una strana discrepanza tra il fatto
che il film condanna chiaramente una fascia alto borghese a cui il
regista stesso appartiene e dal quale proviene e trae le
possibilità per fare cinema. Ma i ribelli “dall’interno”,
soprattutto se arguti e dotati, fanno simpatia.
L’idea che Aaron
Sorkin realizzi una sceneggiatura e poi un film da uno dei
processi più discussi della storia d’America è semplicemente
elettrizzante. E infatti il suo nuovo film da regista finisce alto
alto in classifica perché è effettivamente uno dei migliori
prodotti cinematografici usciti quest’anno (purtroppo direttamente
in piattaforma). La precisione delle battute e il ritmo incalzante
rendono il film avvincente, il racconto eroico che si fa dei
protagonisti è trascinante, persino la forma classica della regia
assume nuovo spessore di fronte ad una storia scritta con tale
perizia.
Arrivati in zona podio,
sembra strano trovare questo titolo, visto che è stato trai
protagonisti della scorsa stagione dei premi e sembra uscito una
vita fa, nel mondo pre-pandemia. In effetti, il film di Sam
Mendes è arrivato in sala all’inizio di Gennaio e rientra
a tutti gli effetti nel cinema di questo sfortunato 2020. Apoteosi
della tecnica al servizio della drammaturgia, il film è un esempio
di ingegno registico, visione, organizzazione, grandezza e
ambizione.
In silenzio, in
pochissime sale, con una distribuzione assolutamente ingiusta e
crudele, quest’anno è arrivato in sala anche A Hidden Life
– La vita nascosta, il film di Terrence
Malick visto e amato tantissimo a Cannes 2019. Reduce da
anni difficili, in cui sembrava aver annacquato la sua potenza
narrativa in tanti film “minori”, il maestro texano torna ai fasti
del suo cinema migliore, con la rielaborazione di una storia vera.
E naturalmente incanta e ammalia.
Prima posizione scelta più
con le viscere che con la testa. Il film di Pablo
Larrain, anch’esso penalizzato da un’uscita in sala che
gli ha dato poca visibilità (ma almeno mi ha permesso di metterlo
sulla cima alla classifica dei migliori film del
2020), è un colpo di fulmine che mi porto dentro da
Venezia 2019. Un inno travolgente e sensuale alla vita, alla madre
terra, agli elementi e alla voglia, ferina, di trovare un posto nel
mondo, plasmandolo a propria misura.
Tuttavia, guardando alle
storie MCU già esistenti che avrebbero potuto accennare
all’esistenza di mutanti,
I poteri di Scarlet Witch
sono stati notevolmente incoerenti sia nel MCU che nei fumetti. In
Nella trama di “House of
M”, una Wanda affranta e fuori controllo interrompe la linea
temporale principale della Marvel dopo aver appreso che i suoi
figli, Tommy e Billy, erano in realtà estensioni delle sue capacità
e, quindi, non esistevano realmente. A differenza della sua
controparte fumettistica, la versione MCU di Scarlet Witch ha già
subito la sua enorme perdita, avendo perso i suoi genitori, suo
fratello, il suo amore e il suo intero paese nel giro di pochi
anni. Durante la battaglia culminante di 
Se Wanda ha davvero il
potere di alterare la realtà, potrebbe essere quel personaggio
abbastanza potente da portare i mutanti nel MCU. Inoltre, se è in
qualche modo responsabile della loro scomparsa, la Fase 4 potrebbe
seguire il suo viaggio per espiare il suo errore. 