A Venezia 79 è stata la gran serata
di Bones and
All di Luca Guadagnino che è stato presentato in
concorso alla
79esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Il
regista italiano candidato all’Oscar sarà accompagnato dai suoi
protagonisti
Timothée Chalamet, Taylor Russell, Mark Rylance, André Holland,
e Chloe Sevigny. Ecco tutte le foto!
Bones and
All è prodotto da Frenesy Film Company (Luca
Guadagnino), Per Capita Productions (Theresa Park), The Apartment
Pictures (Lorenzo Mieli), MeMo Films (Francesco Melzi d’Eril,
Gabriele Moratti), 3MARYS (Giovanni Corrado, Raffaella Viscardi),
Dave Kajganich, Marco Morabito, Peter Spears.
Il primo amore sboccia tra Maren,
una ragazza che sta imparando a sopravvivere ai margini della
società, e Lee, un vagabondo dai sentimenti profondi. I due si
incontrano e intraprendono un’odissea lunga mille miglia che li porterà
attraverso le strade secondarie, i passaggi segreti e le botole
dell’America di Ronald Reagan. A dispetto degli sforzi profusi,
tutte le strade riconducono al loro terrificante passato e a
un’ultima battaglia che determinerà se il loro amore potrà
sopravvivere alla loro alterità.
Il commento del regista
C’è qualcosa nei diseredati, in
coloro che vivono ai margini della società che mi attira e
commuove. Amo questi personaggi. Il cuore del film batte
teneramente e affettuosamente nei loro confronti. Mi interessano i
loro viaggi emotivi. Voglio vedere dove si aprono le possibilità
per loro, intrappolati come sono nelle impossibilità cheC’è
qualcosa nei diseredati, in coloro che vivono ai margini della
società che mi attira e commuove. Amo questi personaggi. Il cuore
del film batte teneramente e affettuosamente nei loro confronti. Mi
interessano i loro viaggi emotivi. Voglio vedere dove si aprono le
possibilità per loro, intrappolati come sono nelle impossibilità
che devono fronteggiare. Vedo questo film come una meditazione su
chi siamo e come possiamo superare quello che sentiamo, soprattutto
se si tratta di qualcosa che non riusciamo a controllare. Infine, e
soprattutto, quando riusciremo a ritrovarci nello sguardo
dell’altro?devono fronteggiare. Vedo questo film come una
meditazione su chi siamo e come possiamo superare quello che
sentiamo, soprattutto se si tratta di qualcosa che non riusciamo a
controllare. Infine, e soprattutto, quando riusciremo a ritrovarci
nello sguardo dell’altro?
Epico ritratto della Sicilia e
dell’Italia nel corso di trenta fondamentali anni della loro
storia, Baarìa è
tutt’oggi uno dei più ambiziosi progetti cinematografici italiani
degli ultimi tempi, nonché uno dei più importanti nella filmografia
del premio Oscar Giuseppe Tornatore. Il regista
portò il film al cinema nel 2009 dopo averlo presentato alla Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove raccolse
ampi consensi ma anche aspre critiche.
Il film, come detto, copre un arco
temporale che va dagli anni Trenta fino agli Ottanta, e contiene al
suo interno eventi della storia del Paese come il regime fascista,
l’entrata in guerra, lo sbarco degli alleati in Sicilia, il
referendum per la Repubblica, l’arrivo della televisione, gli
scontri politici, e le elezioni politiche del 1972. Tutto ciò si
ritrova condensato in quasi tre ore di film, per una pellicola
rivelatasi un grande sforzo produttivo. Con un budget stellare di
circa 28 milioni di dollari, il film riuscì poi ad incassarne
“solo” 10 milioni.
Baarìa venne però
apprezzato anche all’estero, ottenendo la candidatura come miglior
film straniero ai Golden Globe. Mancò invece di ottenere la
medesima nomination ai premi Oscar del 2010. La pellicola si
afferma però ugualmente come una delle più premiate in Italia,
ottenendo 14 nomination ai David di Donatello, dove vincerà per la
miglior colonna sonora del maestro Ennio
Morricone. Il film ottenne anche un Nastro d’argento
speciale per via del suo “caso” artistico e produttivo, considerato
pressoché un unicum nel panorama nazionale.
Baarìa: la trama del film
La storia del film racconta la vita
di una famiglia del comune di Bagheria attraverso tre generazioni,
la cui vita si intreccia con gli eventi storici del Paese.
Il primo di cui si narra è Ciccio, costretto a lavorare fin da
bambino come contadino e pastore. Il ragazzo cresce privo di
un’istruzione, ma con una grande passione per i poemi
cavallereschi. Cresciuto e sposatosi, Ciccio dà vita al figlio
Peppino Torrenuova. Sin da bambino, questi si rivela essere un
ribelle, e una volta compiuti i vent’anni dà sfogo alle proprie
idee progressiste iscrivendosi al Partito Comunista.
Mentre persegue la propria carriera
politica, il giovane conosce e si innamora di Mannina. La famiglia
di lei, però, si rivela assolutamente contraria alla loro relazione
per via delle idee politiche del ragazzo. Ma il loro amore non si
lascia piegare dalle circostanze, e i due si dimostreranno disposti
a tutto pur di poter stare insieme. Dalla loro unione, infine,
nascerà Pietro. Come suo padre e suo nonno, anche egli porta avanti
nuove battaglie, mentre intorno a sé vede il paese trasformarsi
ulteriormente, e con esso anche il luogo in cui è nato e
cresciuto.
Baarìa: il cast del film
A rendere grande il film è anche il
suo enorme cast, ricco di personaggi più o meno rilevanti
all’interno della storia. Per raccontare della Sicilia in modo più
autentico, inoltre, Tornatore ha deciso di affidarsi ad attori
prevalentemente di origini siciliane, che potessero recitare in
modo realistico il dialetto locale. Si parte con
FrancescoScianna, protagonista
nel ruolo di Peppino Torrenuova. Attorno a lui si ritrovano poi
Margareth Madè nei panni di Mannina,
Gaetano Aronica in quelli di Ciccio Torrenuova e
Marco Iermanò nel ruolo di Pietro Torrenuova da
ragazzo. Accanto a loro si ritrovano noti attori come
Salvatore Ficarra e Valentino
Picone, che interpretano rispettivamente Nino Torrenuova e
Luigi Scalìa.
L’attrice Lina
Sastri è Tana, mentre Raoul
Bova è un giornalista romano. Nicole
Grimaudo dà vita alla giovane Sabrina, che da adulta
ha invece il volto di Ángela Molina. Vi è poi
Aldo Baglio, nei panni di un affarista,
Giorgio Faletti, in quelli del personaggio
denominato Corteccia, e Laura
Chiatti nel ruolo di una studentessa. Beppe
Fiorello appare invece nel ruolo di un venditore di
dollari, mentre Donatella Finocchiaro è una
merciaia. Vi è poi Nino Frassica nel ruolo di
Giacomo Bartolotta, e Gabriele Lavia nei panni del
maestro delle commissioni d’esame. Infine, si possono ritrovare
anche Luigi Lo
Cascio, nel ruolo di un giovane affetto da sindrome di
Down, Vincenzo Salemme in quello di un capo comico
di spettacoli, Monica
Bellucci come compagna di un muratore e
Michele
Placido nei panni di un esponente del Partito
Comunista.
Questo ricchissimo ventaglio di nomi
dà vita ad un film dalla forte coralità, in un susseguirsi di voci
e volti particolarmente indimenticabile. Inoltre, gli stessi attori
si sono poi trovati a doversi ridoppiare. A causa dell’uso stretto
del dialetto siciliano, nella sua variante bagherese, il film
risultava infatti grossomodo di difficile comprensione. Per evitare
di dover inserire dei sottotitoli, il regista preferì chiedere agli
attori di doppiarsi in un più comprensibile italiano con
inflessione siciliana.
Baarìa: la colonna sonora, dove è
stato girato e dove vederlo in streaming
La colonna sonora composta da
Ennio Morricone, e premiata con il David di
Donatello, è poi stata pubblicata come album a sé. In esso sono
contenute le musiche del film, eseguite dall’orchestra Roma
Sinfonietta. I brani Baarìa e Oltre sono invece
stati eseguiti dalla Banda musicale dell’Arma dei Carabinieri.
Ognuno dei pezzi contenuti nella colonna sonora risulta essere
l’adeguato accompagnamento alla vicenda del film a cui si lega. In
particolare, sono stati particolarmente apprezzati i brani
Sinfonia per Baarìa, Il corpo e la terra, Racconto di una vita,
Oltre e Il vento, il mare, i silenzi.
Baarìa, che dà il titolo al film, è
il modo siciliano di riferirsi al comune di Bagheria, che si trova
in provincia di Salerno. Qui si sono svolte le principali
ambientazioni del film, poiché il regista desiderava rimanere il
più fedele possibile ai veri luoghi narrati. Per diverse scene si è
però reso necessario spostarsi in vari set in Tunisia. Parte del
budget è infatti servita per ricostruire qui, in alcuni sobborghi
vicino la capitale Tunisi, l’antica Bagheria, oggi non più
esistente. Nonostante ciò, Tornatore è riuscito a non far notare la
differenza, sfruttando al massimo le proprie location per dar vita
alla città desiderata. Per gli appassionati del film, o per chi
desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie
alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Baaria è
infatti presente su Infinity, Tim Vision e Amazon Prime Video. In base
alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film
o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo
sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio
della qualità video. È bene notare che l’abbonamento generale non
prevede limiti di tempo entro cui guardare il film, che sarà
disponibile finché l’abbonamento sarà attivo. Il film è inoltre
presente nel palinsesto televisivo di venerdì 2
settembre alle ore 21:00 sul
canale Cine34.
Sono passati cinque anni da quando il regista Luca
Guadagnino ha incoronato Timothée Chalamet come uno degli attori più
promettenti della sua generazione in Chiamami col tuo nome, e ora la coppia
regista-attore è tornata in Italia per presentare un’altra storia
dolorosamente romantica. Presentato in anteprima alla
Mostra del Cinema di Venezia, Bones and All è ambientato nel Midwest
americano degli anni ’80 dove due adolescenti cannibali,
Maren (Taylor Russell) e
Lee (Chalamet),
stringono un forte legame in cui li unisce il gusto comune per la
carne umana e per la solitudine paralizzante in un mondo che non
potrà mai capirli o accettarli.
Per iniziare, Luca Guadagnino ha introdotto
questa sua primissima incursione registica negli Stati Uniti.
“Fin da ragazzino ho ragionato a lungo sull’immaginario del
cinema americano da cui sono stato profondamente influenzato e
formato. Credo di aver sempre rinviato il momento di fare un film
negli Stati Uniti probabilmente perchè avevo bisogno di una
prospettiva più matura. Bones and All è nato quasi casualmente, da
uno di quegli imprevisti che rendono bella la mia amicizia con lo
sceneggiatore Dave Kajganich, che a lavorato con me a A Bigger
Splash e Suspiria. Aveva lavorato a questo copione, me lo ha fatto
leggere ed ho voluto raccontare la storia di questi drifters che
cercano il possibile nell’impossibile. Un lavoro di squadra, e con
squadra intendo la famiglia rappresentata dalle persone con cui
lavoro da anni. Il mio punto di luce, la mia speranza, è il mio
lavoro, profondamente collettivo. Fare cinema è un
privilegio“.
Il pregiudizio è stato il tema principale della conferenza
stampa di Bones and All. La star Timothée Chalamet, di ritorno al Lido dopo la
trionfale anteprima mondiale di Dune dello scorso anno, ha dato sfogo a una
prospettiva personale oscura quando gli è stato chiesto cosa
pensasse della condizione dei giovani di oggi e del continuo stress
a cui sono sottoposti nel venire giudicati per le loro scelte, in
particolare nell’era dei social media.
“Essere giovani oggi significa essere fortemente
giudicati“, ha dichiarato. “In Bones And All, è stato un
sollievo interpretare personaggi che lottano con un dilemma
interiore senza la possibilità di andare su Reddit o Twitter o
Instagram o TikTok e capire dove si trovano. Senza giudicare,
perché se riesci a trovare la tua tribù lì, allora tutto il potere
è tuo. Ma penso che sia difficile essere vivi ora. Penso che il
collasso della società sia nell’aria, che se ne senta proprio
l’odore, e senza essere pretenzioso, spero che questo sia il motivo
per cui questi film sono importanti, perché il ruolo dell’artista è
quello di fare luce su ciò che sta accadendo“.
Sempre restando sul tema, la protagonista del film
Taylor Russell ha affermato di aver pensato molto
al fatto che suo fratello minore stia crescendo in questo mondo “e
al giudizio di sé e degli altri e al fatto che le opinioni
sembrano invadere sempre la tua quotidianità in modo così drastico
e severo. È così spaventoso perché la speranza è che si possa
trovare la propria bussola all’interno di tutto questo e questo
sembra un compito difficilissimo ora“.
Il film è stato girato durante la pandemia e Chalamet ha anche affrontato il tema
dell’isolamento che i personaggi provano nel film. “Non che
siamo esseri narcisisti affamati di attenzioni, ma comunque hai
bisogno di quel contatto per capire dove ti trovi e ho provato una
disillusione simile a quella che penso provasse Lee nella
sceneggiatura in quel momento“.
Chalamet ha poi dichiarato di aver accettato
il ruolo di Lee perché “morivo dalla voglia di
lavorare di nuovo con Luca e di raccontare una storia che avesse
delle fondamenta solida, ma questa volta nel Midwest americano
degli anni ’80, su persone completamente emarginate“.
Bones & All è stato presentato in anteprima
mondiale alla 79a Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia il 2 settembre 2022, e verrà
distribuito il 23 novembre 2022 dalla
Metro-Goldwyn-Mayer (attraverso la United Artists
Releasing) negli Stati Uniti e altrove dalla Warner Bros.
Pictures, ad eccezione dell’Italia, dove sarà distribuito
da Vision Distribution.
Con l’uscita della serieShe-Hulk su Disney+, è tornato
in azione anche il mitico Bruce Banner. Accanto alla
cugina Jennifer Walters, Hulk funge da
mentore e guida l’eroina nella scoperta dei suoi poteri. Il
personaggio di Mark
Ruffalo è uno degli Avengers più amati dell’MCU. Dal
2012 fino ad oggi, i fan hanno visto il supereroe calato in ogni
tipo di situazione. I grandi momenti di
Hulk hanno alimentato la creazione di meme
sul web: ecco 10 post che racchiudono perfettamente la storia di
Bruce
Bannerall’interno dell’MCU.
Il meme riportato qui sopra dipinge
ironicamente la paura, spesso ingiustificata, di
Hulk. Kevin Feige aveva annunciato che già dai
primi 15 minuti di Avengers:
Infinity War si sarebbe capito perché
Thanosera il più grande e cattivo MCUmai affrontato
dai Vendicatori.
La promessa è stata certamente
mantenuta. Non a caso, dopo un primo conflitto con il Titano
Pazzo, Hulk si è spaventato così tanto da sparire per
tutta la durata del film. Anche se, vista la sua potenza,
Hulk avrebbe potuto sconfiggere Thanos in un secondo scontro, Bruce
Banner ha preferito evitare la rivincita.
I pantaloni
di Hulk
Dal martello di Thor allo
scudo di Capitan America, ogni Avengers ha la
propria arma indistruttibile. Tuttavia, la cosa più resistente di
tutte all’interno dell’MCU sono i pantaloni
di Bruce Banner: nei primi film, ogni volta che
Hulk si trasforma, i suoi jeans rimangono miracolosamente
intatti, a parte qualche strappo.
Questo vale principalmente per la
Fase 1, mentre nei film successivi i pantaloni di
Hulk sono stati realizzati su misura per la sua
dimensione accresciuta. Il mistero dei pantaloni modellabili di
Bruce rimane comunque materia di meme.
La relazione tra Banner e
Natasha Romanoff è stata essenziale per lo sviluppo del
personaggio di Hulk ed è stato bello vedere
due Vendicatori, entrambi carenti in pace e felicità,
riunirsi e fare uscire l’uno il meglio dall’altro.
Solo con Avengers: Age of Ultron i fan
hanno potuto vedere fino in fondo l’effetto
di Natasha su Bruce Banner. Purtroppo
però, Natasha è scomparsa in Avengers: Endgame. Anche se
i due non possono portare avanti la relazione, per molti fan
il loro amore rimane uno dei migliori dell’MCU, in
grado di fornire scene estremamente emotive e potenti.
Più Hulk si
arrabbia, più diventa forte. Non a caso, in The AvengersBruce Banner rivela a Capitan America che il
segreto della sua forza è essere sempre arrabbiato. Così, nel
caso in cui Bruce dovesse dimenticare come
ottenere i suoi poteri, i fan suggeriscono una soluzione. Il
fastidio perché non li trova sarebbe sufficiente per fare esplodere
tutta la sua veemenza.
Parte di ciò che inizialmente ha
reso Hulk celebre è stata la sua mancanza di intelligenza
e il suo essere pura fisicità. Ma l’Hulk che i fan vedono
in seguito nell’MCU è molto diverso da quello a
cui sono stati introdotti nel 2012. Non solo impara a parlare
con gli altri, ma nella versione Smart Hulk può usufruire
di tutta l’intelligenza della mente scientifica di Bruce
Banner.
Smart Hulk ama
trascorrere il suo tempo leggendo e citando articoli ed è proprio
grazie a questa versione – più credibile e meno incredibile – di
Hulk
che gli Avengers riescono a sconfiggere
Thanos in Endgame.
Una delle dinamiche più avvincenti
dei film MCUè la
trasformazione di Bruce Banner in Hulk e
viceversa. Si può anche notare com’è cambiata la CGI nel corso
degli anni. Le prime versioni di Hulk oggi fanno
abbastanza sorridere e, proprio per questo, costituiscono ottimo
materiale per la creazione dei meme.
Fino a Avengers: Endgame, l’Incredibile Hulk era
l’opzione più violenta in battaglia. Questo non vuol dire che
Hulk, nella sua forma originale,
fosse completamente privo di coscienza. Tuttavia, quando
Hulk e Bruce si sono fusi insieme, la
personalità di Bruce ha totalmente prevaricato su
quella del supereroe MCU. Mai prima di Avengers: Endgame i fan avrebbero pensato di
vedere Smart Hulk che porge gentilmente un tacco a
Ant-Man, eppure è
successo.
La trasformazione di Hulk
in Smart Hulk ha diviso i fan: alcuni hanno amato le
nuove vesti dell’eroe mentre altri non erano troppo entusiasti
della direzione presa dall’MCU per
il personaggio.
D’altronde, parte di ciò che rende
Hulk un guerriero così feroce è la sua
irrazionalità. Al contrario,
Smart Hulkè sia muscoli che cervello, cosa che
comporta un sacco di contemplazioni e di strategie in più
per Bruce Banner. Chissà cosa causerà questa
duplicità. I fan intanto scherzano sui possibili conflitti
interiori del personaggio…
Mettere a confronto Smart
Hulk con la versione del personaggio nel primo film dei
Vendicatori o con quella di
Edward Nortonè un’attività amata dai
fan. In effetti, Smart Hulk non è paragonabile
al veemente Hulk originario. È sicuro che
se i due dovessero scontrarsi, la versione
originale vincerebbe a mani basse. I fan scherzano sulla
pericolosità
dell’Hulk di Norton: è
un po’ come il ragazzo palestrato che minaccia ogni fidanzato
tranquillo e per bene.
Anche se Avengers: Endgame
si è concentrato principalmente sul sacrificio di Tony
Stark e sulla fine di Capitan
America (Chris
Evans), i fan non devono dimenticare il ruolo
dell’Incredibile Hulk nel film. È lui che ha risolto i
viaggi nel tempo, ha indossato il Guanto dell’Infinito e
ha schioccato le dita.
Inoltre, nella battaglia
finale Hulk ha dato il suggerimento – poi
rivelatosi corretto – di riportare le Pietre nel loro
luogo d’origine, mentre
Capitan America ha erroneamente detto a
Ant-Man di ”portarle il più lontano possibile”. Come il
meme ci mostra, Hulk meritava un po’ più di
riconoscimento.
Oggi oltre al film di Luca Guadagnino arriva anche Athena di
Romain Gavras che verrà presentato in concorso alla
79esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Il
film prodotto da Iconoclast (Charles-Marie Anthonioz, Mourad
Belkeddar, Jean Duhamel, Nicolas Lhermitte), Lyly Films (Ladj Ly),
Romain Gavra, vede protagonisti Dali Benssalah, Sami Slimane,
Anthony Bajon, Ouassini Embarek, Alexis Manenti.
La trama di Athena
Dopo la morte del fratello minore a
causa di un presunto scontro con la polizia, Abdel viene richiamato
a casa dalla prima linea e ritrova la sua famiglia devastata.
Intrappolato tra il desiderio di vendetta del fratello minore Karim
e gli affari criminali del fratello maggiore Moktar, cerca con
fatica di calmare le tensioni sempre più aspre. Quando però la
situazione degenera, Athena, la loro comunità, si trasforma in una
fortezza sotto assedio, diventando così la scena di una tragedia
per la famiglia e non solo…
Il commento del regista
La tragedia greca ha sempre
ispirato la mia vita e la mia formazione. Mi affascinano il suo
significato simbolico, il concetto di unità di tempo e iI modo di
trascendere la realtà, e desideravo avvicinarmi il più possibile
a questo metodo di narrazione, per tradurlo in immagini e creare
un’esperienza cinematografica immersiva. Athena potrebbe essere
ambientato in ogni epoca, del passato o del futuro. Dietro ogni
guerra si nasconde infatti una manipolazione, una bugia originale;
la storia si ripete, dalla guerra di Troia ai conflitti
contemporanei. Ci sono sempre forze nell’ombra che nutrono
l’ostilità: sanno che quando il dolore intimo è troppo grande, la
violenza acceca il pensiero, e quando la nazione è fragile, è
facile spingerla nel baratro.
Oggi sarà il grande giorno di
Bones and
All di Luca Guadagnino che verrà presentato in
concorso alla
79esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Il
regista italiano candidato all’Oscar sarà accompagnato dai suoi
protagonisti
Timothée Chalamet, Taylor Russell, Mark Rylance, André Holland,
Jessica Harper, Michael Stuhlbarg, David Gordon-Green, Francesca
Scorsese, Chloe Sevigny.
Bones and
All è prodotto da Frenesy Film Company (Luca
Guadagnino), Per Capita Productions (Theresa Park), The Apartment
Pictures (Lorenzo Mieli), MeMo Films (Francesco Melzi d’Eril,
Gabriele Moratti), 3MARYS (Giovanni Corrado, Raffaella Viscardi),
Dave Kajganich, Marco Morabito, Peter Spears.
La trama di Bones and
All
Il primo amore sboccia tra Maren,
una ragazza che sta imparando a sopravvivere ai margini della
società, e Lee, un vagabondo dai sentimenti profondi. I due si
incontrano e intraprendono un’odissea lunga mille miglia che li porterà
attraverso le strade secondarie, i passaggi segreti e le botole
dell’America di Ronald Reagan. A dispetto degli sforzi profusi,
tutte le strade riconducono al loro terrificante passato e a
un’ultima battaglia che determinerà se il loro amore potrà
sopravvivere alla loro alterità.
Il commento del regista
C’è qualcosa nei diseredati, in
coloro che vivono ai margini della società che mi attira e
commuove. Amo questi personaggi. Il cuore del film batte
teneramente e affettuosamente nei loro confronti. Mi interessano i
loro viaggi emotivi. Voglio vedere dove si aprono le possibilità
per loro, intrappolati come sono nelle impossibilità cheC’è
qualcosa nei diseredati, in coloro che vivono ai margini della
società che mi attira e commuove. Amo questi personaggi. Il cuore
del film batte teneramente e affettuosamente nei loro confronti. Mi
interessano i loro viaggi emotivi. Voglio vedere dove si aprono le
possibilità per loro, intrappolati come sono nelle impossibilità
che devono fronteggiare. Vedo questo film come una meditazione su
chi siamo e come possiamo superare quello che sentiamo, soprattutto
se si tratta di qualcosa che non riusciamo a controllare. Infine, e
soprattutto, quando riusciremo a ritrovarci nello sguardo
dell’altro?devono fronteggiare. Vedo questo film come una
meditazione su chi siamo e come possiamo superare quello che
sentiamo, soprattutto se si tratta di qualcosa che non riusciamo a
controllare. Infine, e soprattutto, quando riusciremo a ritrovarci
nello sguardo dell’altro?
Deadline rivela che l’attore Brendan Gleeson è l’ultima aggiunta
al sequel di Joker di Todd
Phillips, Joker:
Folie à Deux. Non si sa chi
interpreterà l’attore irlandese e siamo sicuri che molti di voi lo
riconosceranno dal suo periodo nel franchise
di Harry Pottercome
Malocchio Moody. Tuttavia, l’attore ha una lunga
lista di crediti impressionanti nella sua carriera, tra cuiIn
Bruges,Calvary e The
Guard. Lo vedremo poi
in The
Banshees of Inisherinal fianco di Colin Farrell e Martin McDonagh che sarà
presentato in questi giorni alla Mostra d’Arte Cinematografica di
Venezia.
Joaquin Phoenix riprenderà il suo ruolo del
Clown Prince of Crime nel sequel, con Lady
Gaga che si unirà a lui come un personaggio che molti
credono sia una nuova versione di Harley Quinn. Recentemente è
stato
anche confermato che
Zazie Beetz riprenderà il suo ruolo dal primo film.
Alcune dettagli rivelati ci
indicano che le riprese del film inizieranno a girare a dicembre,
con Phillips che dirigerà da una sceneggiatura che ha scritto con
Scott Silver. Pochi dettagli della trama sono stati condivisi,
anche se gli addetti ai lavori ritengono che l’azione sarà
ambientata principalmente all’interno di Arkham
Asylum e presenterà elementi musicali. Questo è un
approccio unico e potrebbe essere sorprendente.
Joker: Folie à Deux è l’unico film della DC
Comics ad aver ricevuto il via libera nell’era della Warner Bros.
Discovery, ed è chiaro che questo è un franchise in cui lo studio
ha molta fiducia.
Nel
2019, Joker è
diventato il primo film R-Rated a incassare oltre 1 miliardo di
dollari al botteghino mondiale. Ha anche ottenuto 12
nomination all’Oscar, quindi le voci secondo cui il regista Todd
Phillips possa cambiare improvvisamente tocco e riferimenti ai
fumetti potrebbero non essere vere. Tuttavia, non è una brutta
cosa, ovviamente, dato che il primo capitolo è stato un grande film
che ha offerto una versione fresca e originale del
Joker.
Il premio Oscar Alejandro G. Iñárritu sul red carpet della
79esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia
insieme al suo cast per presentare in concorso Bardo, falsa crónica
de unas cuantas verdades. Ecco tutte le foto della serata.
Negli anni
Novanta Jim
Carreyera l’attore più popolare del mondo,
nonché uno dei primi a ricevere compensi milionari per i suoi film
campioni di incassi. In quegli anni egli ha recitato in
lungometraggi come Scemo & più
scemo,Ace Ventura –
L’acchiappanimali, The Mask – Da zero a
mito e Bugiardo
bugiardo, che lo hanno consacrato come re della
commedia statunitense. Nel 2003 egli ha poi preso parte ad un’altra
commedia campione di incassi, affermatasi come uno dei più popolari
e amati film di questo genere di sempre: Una settimana
da Dio, diretto da Tom Shadyac, già
regista del primo Ace Ventura.
Tutti conoscono questo film, che lo
abbiano effettivamente visto o meno. Si tratta di un’opera entrata
nell’immaginario comune grazie ai suoi personaggi, alla buffa
vicenda, alle gag e frasi ormai iconiche e alle profonde
riflessioni sul significato dei miracoli e sulle misteriose vie in
cui Dio opera. Per quanto la storia fosse brillante, nessuno riuscì
ad immaginare il successo poi ottenuto da questo film, capace con
484 milioni di dollari di diventare il quinto maggior incasso del
suo anno.
Per chi è in cerca di una commedia
demenziale ma ricca anche di sentimenti e insegnamenti sulla vita,
Una settimana da Dio rimane un titolo perfetto anche a
distanza di anni, che diverte ed emoziona ogni volta come fosse la
prima. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e al suo
sequel. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo e le frasi più belle che
si possono ascoltare in esso.
Una settimana da Dio: la
trama e il cast di attori
Protagonista del film è il reporter
televisivo Bruce Nolan, sempre impegnato in
servizi frivoli a causa del suo carattere sempre incline alla
comicità. Bruce, però, è stanco di quella vita da buffone e vive
una serie di sfortune quotidiane che lo portano infine ad incolpare
Dio di tutto quello che gli capita. Quando infine
Dio risponde realmente alle sue lamentele, Bruce si trova a
stringere con lui un patto. Per una settimana sarà dotato di tutti
i suoi poteri e si troverà dunque a gestire il tutto così come
vorrebbe che lo facesse Dio. Per quanto la cosa risulti
inizialmente elettrizzante, ben presto Bruce capirà di quante
responsabilità comporti quel lavoro.
Come anticipato, protagonista
assoluto del film è l’attore Jim Carrey, qui
nei panni di Bruce Nolan. Particolarmente legato a questo progetto,
Carrey richiese di poter eseguire anche fino a 30 volte una stessa
scena, così da ricercare il miglior risultato possibile. Accanto a
lui, nei panni di Dio vi è l’attore Morgan Freeman,
oggi ancora associato il più delle volte proprio a questo ruolo.
Nonostante interpreti il Creatore, Freeman è in realtà agnostico,
ovvero è scettico riguardante l’esistenza di Dio ma non ne esclude
la presenza. Prima di lui, per la parte, erano stati considerati
anche gli attori Jack Nicholson e Robert De Niro.
Nel film recita poi l’attrice
Jennifer
Aniston nei panni di Grace Connelly, la fidanzata di
Bruce. Per l’attrice il set è stato tutt’altro che semplice, poiché
ad un certo punto si è trovata a girare nello stesso periodo
Una settimana da Dio, la serie Friends e il film
… e alla fine arriva Polly. Grazie a questo film è invece
diventato celebre l’attore Steve Carell,
qui in uno dei suoi primi ruoli per il cinema. Egli interpreta Evan
Baxter, il rivale di Bruce al telegiornale. Completano il cast gli
attori Philip Baker Hall nei panni di Jack Baylor,
il capo di Bruce, e Catherine Bell, in quelli
della seducente giornalista Susan Ortega.
Una settimana da Dio 2: il
sequel del film
Come noto, nel 2007 è stato
realizzato un sequel del film che è allo stesso tempo anche uno
spin-off. Il titolo di questa pellicola è Un’impresa da
Dio ed ha per protagonista non Bruce Nolan ma il
suo ex rivale Evan Baxter. Questi, interpretato ancora una volta da
Carell, viene chiamato da Dio a costruire un’Arca per un nuovo
imminente diluvio universale. Nonostante un discreto successo al
box office, questo spin-off è stato accolto in modo molto più
freddo rispetto a Una settimana da Dio, non reggendo il
confronto né da un punto di vista comico né tematico.
Una settimana da Dio: il
trailer, le frasi più belle e dove vedere il film in streaming e in
TV
È possibile fruire di
Una settimana da Dio grazie alla sua
presenza su una delle più popolari piattaforme streaming presenti
oggi in rete. Questo è infatti disponibile nel catalogo di
Chili Cinema. Per vederlo basterà noleggiare il
film, avendo così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio
della qualità video per un periodo limitato di tempo. Il film è
inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 1
settembre alle ore 21:25 sul canale
Nove.
Qui di seguito si riportano invece
alcune delle frasi più belle e significative pronunciate dai
personaggi del film. Attraverso queste si potrà certamente
comprendere meglio il tono della pellicola, i suoi temi e le
variegate personalità dei protagonisti. Ecco dunque le frasi più
belle del film:
La vita è un biscotto ma se piove si scioglie!
(Bruce)
La gente sottovaluta i vantaggi del buon vecchio lavoro
manuale, dà un grande senso di libertà. Alcune delle persone più
felici del mondo vanno a casa la sera che puzzano di sudore.
(Dio)
Io sono Bruce l’onnipotente: sia fatta la mia volontà!
(Bruce)
Addio WKBW, che vuol dire… Waffankulo brutti Wacconi!
(Bruce)
Per quanto sporca possa diventare una cosa, puoi sempre
dargli una bella ripulita. (Dio)
Dividere la minestra non è un miracolo, Bruce, è un
trucchetto. Una madre sola che deve fare due lavori e che trova
ancora il tempo di accompagnare il figlio a scuola di calcio,
quello sì che è un vero miracolo. Un adolescente che dice di no
alla droga e dice sì all’istruzione, questo è un miracolo. Le
persone vogliono che faccia tutto io e non si rendono conto che
sono loro ad avere il potere. Vuoi vedere un miracolo, figliolo?
Sii il tuo miracolo! (Dio)
Nel film ambientato nel mondo
internazionale della musica classica, TÁR è incentrato sulla
figura della prima donna della storia a divenire direttrice di una
delle più importanti orchestre tedesche.
Ecco tutte le protagoniste
del film sul red carpet della mostra.
Il copione è stato scritto per
un’artista: Cate Blanchett. Se avesse rifiutato,
il film non avrebbe mai visto la luce. I cinefili, gli appassionati
e il pubblico in generale non ne saranno sorpresi. Dopotutto,
Blanchett è una maestra assoluta. Mentre giravamo il film,
l’abilità sovrumana e la verosimiglianza di Cate sono stati
qualcosa di veramente sbalorditivo da vedere. Ha avuto un effetto
positivo su di tutti. Il privilegio di collaborare con un’artista
di questo calibro è qualcosa di impossibile da descrivere
adeguatamente. Sotto ogni punto di vista, questo è il film di
Cate.
Nell’ambito di
Venezia Classici, alla 79° Mostra Internazionale d’Arte
Cinematografica di Venezia, la regista Nancy
Buirski presenta il suo ultimo film, Desperate
Souls, Dark City and the Legend of Midnight Cowboy, un
interessante e appassionato documentario che ripercorre la
produzione di Un Uomo da Marciapiede (in originale
Midnight Cowboy) e più propriamente è un discorso
su un oscuro e difficile capolavoro e sulle persone
straordinariamente talentuose e imperfette che l’hanno
realizzato.
Abbiamo parlato con Buirski, che ha
ricordato così la prima volta che ha visto il film:
“Quando
ho visto Midnight Cowboy sono rimasta shoccata. Ci sono stati altri
film di quel periodo che avevano un’atmosfera simile e che
condividevano quei valori, come Il Laureato, me
quel film era realizzato in maniera visivamente compiacente, questo
era grintoso, insolito, John Schlesinger voleva
realizzarlo in bianco e nero, ma non gliel’hanno permesso, e così
ha scelto quella fotografia così sporca, firmata da Adam
Holender che aveva già lavorato con Roman
Polanski.”
Come si spiega un
successo così importante per un film così controverso?
“Penso che vivessero
in un periodo in cui le persone erano ricettive a questo tipo di
film e di storia. C’era stata la Guerra del Vietnam, c’erano stati
i primi movimenti per i diritti civili, le persone si facevano
domande, cercavano di capire cosa non andava nella loro società.
Erano pronti a recepire film del genere che parlavano di
realtà”.
Quanto ci è
voluto per raccogliere tutte le testimonianze e come mai Dustin
Hoffman non è nel film?
“Non era disponibile,
purtroppo. Ci abbiamo messo poco tempo, circa 3 settimane, due a
New York e una Los Angeles e avremmo voluto aspettare Dustin, ma
siamo stati costretti ad andare avanti per via della
programmazione. Abbiamo cominciato a montare a dicembre e ci è
voluto molto più tempo, perché il montaggio detta lo storytelling
del film; spesso si sa come cominciare e come finire un film, ma
non si sa come farlo sviluppare, poi io lavoro senza sceneggiatura,
e il risultato è stato una conversazione che tocca tutti gli
argomenti in maniera organica.”
Oggi si potrebbe
fare un film come Un Uomo da
Marciapiede?
“Non saprei, credo
che alcuni temi sarebbe considerati invecchiati, siamo in un
momento molto avanzato in merito alla rappresentazione
dell’omosessualità, ad esempio. Poi ci sono molti film che ora
hanno un aspetto così ruvido, non sembrerebbe insolito, oggi. Un
sacco di film indipendenti in Europa hanno questo aspetto. Potrebbe
essere fatto ma non sarebbe tanto inusuale.”
Il documentario
sta acquistando sempre più importanza, anche nelle selezioni dei
festival più prestigiosi, come Venezia, cosa ne pensa?
“Sono già stata
selezionata a Venezia, e poi a Cannes qualche anno fa. Non mi posso
lamentare della considerazione che i miei documentari hanno presso
i festival europei. Penso che questo dipenda più dai periodi che da
una parabola in costante ascesa. È un periodo molto importante per
i documentari e per me che sono in questo settore da tempo è tutto
molto bello.”
E Venezia sembra proprio il festival
giusto dove presentare un documentario, dato che la sua storia
annovera addirittura un Leone d’Oro trai documentari selezionati
(Sacro GRA per Venezia 70).
Jennifer
Walters (Tatiana
Maslany) è l’ultima aggiunta tra i supereroi del
Marvel Cinematic Universe.
La protagonista della serie originale Disney+She-Hulk:
Attorney at Law. non è solo uno dei migliori supereroi
del franchise, ma è anche un incredibile avvocato.
Data la sua fama nel sistema
giudiziario, Jenn Walters è viene scelta per
difendere alcuni supereroi. Dopo aver i primi episodi di
She-Hulk, i fan non possono fare a meno di chiedersi
quali sono gli Avengers che in futuro potrebbero avere Jenn
come avvocato.
Hulk
She-Hulk
mostra un nuovo lato di Hulk (Mark Ruffalo)
nell’MCU, ma non possiamo
dimenticare il passato burrascoso di questo Avengers.
Chissà in che modo il colosso verde è stato in grado di eludere le
cause legate alle sue azioni irruente.
Senza dubbio, il Dottor
Bruce Banner ha
accumulato un debito incredibile con la legge, anche se è probabile
che il suo status di Vendicatore gli permetta di essere
assolto da ogni responsabilità. In ogni caso, se Bruce
dovesse mai aver bisogno di un avvocato, probabilmente potrà
contare sulla cugina She-Hulk.
Ant-Man
Scott Lang di Paul Rudd oggi è un Vendicatore, ma
la sua storia prima di diventare un supereroe è tutt’altro che
immacolata. In passato, Ant-Man era uno
scassinatore ed è stato gettato in gattabuia almeno una volta.
Anche se ora è sulla retta
via, di tanto in tanto Scott si trova ad essere
dalla parte sbagliata della legge, non dimentichiamo la violazione
dell’ordine di arresto domiciliare in Ant-Man and the Wasp. Se
l’FBI scoprirà questa trasgressione, Ant-Man avrà bisogno
di un difensore del calibro di Jennifer Walters.
Moon Knight
La serie
MCUMoon Knight ha introdotto il pubblico alle molteplici
personalità di Marc Spector, Tra queste, non può
mancare l’alter ego malvagio Jake Lockley. Nella
scena post-credits del
finale di stagione, Lockley uccide
Arthur Harrow.
L’omicidio di Harrow
potrebbe tornare a perseguitare il protagonista nella
seconda stagione. Immaginate se, all’apertura
della prossima stagione, apparisse She-Hulkin
veste di avvocato per difendendere. Marc
Spector da un crimine che non sa di aver commesso.
Questo cross-over sarebbe anche il modo perfetto per legare
Moon Knight agli eventi del resto
dell’MCU.
Il Soldato d’Inverno
Bucky Barnes, il Soldato d’Inverno, ha una storia travagliata
all’interno dell’MCU. Dopo essere stato un
assassino per l’HYDRA durante la Guerra Fredda,
il personaggio si è riformato e ora sembra avere intenzioni più
eroiche.
Bucky ha scelto di stare
dalla parte dei buoni ma, data la sua propensione a
disobbedire agli ordini che ritiene ingiustificati, l’ex assassino
potrebbe avere qualche ricaduta. Se così accadrà, il Soldato
d’Inverno avrà bisogno di un avvocato esperto come
She-Hulkin
grado di coprirgli le spalle in tribunale.
Hawkeye
Nonostante la sua carriera
prevalentemente eroica nell’MCU, Clint
Barton ha vissuto una fase particolarmente buia dopo la
morte della sua famiglia nella Decimazione. Il
Vendicatore ha trascorso diversi anni
come Ronin e in questo periodo ha spietatamente
ucciso grandi bande di criminali in tutto il mondo.
L’MCU ha
sorvolato sui crimini di Barton/Ronin. Nel caso
in cui il passato di Occhi di Falco fosse portato
alla luce, Jennifer Walters a.k.a.
She-Hulksarebbe la perfetta consulente
legale di Clint.
Spider-Man
Spider-Man ha avuto la sua
giusta quota di problemi legali nell’MCU. Dopo
che la sua identità è stata rivelata alla fine di Spider-Man: Far From Home, Peter Parker si è
ritrovato con le spalle al muro.
Anche se No Way Home ha
mostrato Matt Murdock (Charlie Cox) come difensore legale di
Peter, non sarebbe male vedere un altro avvocato, per di
più una supereroina come
She-Hulk, prendere le parti di
Spider-Man. Ancora meglio, potrebbe nascere un’eroica
squadra di avvocati capitanata da Murdock e
Walters.
Scarlet
Witch
Wanda Maximoff è
stata uno dei Vendicatori più importanti prima della
sua svolta malvagia in Doctor Strange nel
Multiverso della Follia. Scarlet è responsabile
dell’incidente di Westview e dell’attacco a
Kamer-Taj e, se mai
riapparirà nell’MCU, si troverà a fare
i conti con la giustizia.
Wanda ha dimostrato di
essere uno dei cattivi più potenti della Marvel.
Anche se sembrano esserci poche giustificazioni per le azioni
raccapriccianti di Scarlet, Jennifer Walters
saprebbe come scagionare l’ex-Avengers, magari facendo
leva sull’instabilità mentale causata
dal Darkhold.
Doctor
Strange
Doctor Strange è uno dei
più grandi eroi dell’MCU, soprattutto per la sua
dedizione a fare sacrifici per salvare il mondo. La sua più grande
scommessa è arrivata alla fine di Avengers: Infinity War, quando
Strange ha dato la Pietra del Tempo a
Thanos.
Anche se la scelta di
Strange alla fine ha portato alla sconfitta di
Thanos, il suo piano ha causato la scomparsa della metà
della popolazione per cinque anni. Coloro che sono stati vittima di
questo compromesso potrebbero richiedere la condanna di
Strange. In tal caso, una supereroina
come She-Hulk
saprebbe come difendere le motivazioni eroiche
di Strange.
Captain
America
Capitan America è stato
spesso descritto come il supereroe che gioca sempre seguendo le
regole e che non si lascia contaminare dalle aree moralmente grigie
del mondo moderno. Tuttavia, più volte l’eroe MCU
si è trovato dalla parte sbagliata, soprattutto in Capitan
America: Guerra Civile. Nel film, il
Vendicatore disobbedisce apertamente gli Accordi
di Sokovia.
Molti fan si aspettano che
She-Hulk approfondisca lo stato attuale degli
Accordi di Sokovia, magari rivelando anche la
posizione di Jennifer Walters rispetto al movimento. Data
l’infatuazione di Jenn nei confronti di Steve
Rogers, She-Hulk non saprebbe resistere
all’opportunità di difendere il Vendicatore in
tribunale.
Iron
Man
Tony
Stark di Robert Downey Jr. è forse
l’eroe più amato dell’MCU, ma questo non lo rende
indenne dalle accuse che altri Vendicatori hanno mosso
verso di lui. Tra le varie, ricordiamo quelle per aver creato
Ultron, l’androide che ha quasi distrutto il pianeta.
Un flashback potrebbe raccontarci
come sarebbero andate le cose se Tony fosse
finito sotto accusa per il suo esperimento. In questo
caso, She-Hulk sarebbe stata la sua unica
possibilità per uscire illeso dal processo. Essendo la cugina di
uno dei più cari amici di Tony, Jenn avrebbe
fatto del suo meglio per scagionare Stark, lasciando
emergere le intenzioni positive del supereroe.
Lo stesso regista due
volte premio Oscar ha presentato il film che, più come un racconto
autobiografico, definisce una auto-fiction, e spiega: “Viviamo
in un mondo molto finto e credo che pian piano ci rendiamo conto
che tutte le storie sono un tentativo di dare senso alla propria
vita, ma gli eventi che capitano vengono interpretati in base alle
proprie esperienze e alla propria cultura. Una persona diversa da
noi può interpretare quello stesso evento in maniera completamente
differente, è per questo che il nostro personaggio dice che la
memoria non ha verità ma solo una certezza emotiva. Non farei mai
un tentativo di realizzare un film biografico, perché non conosco
niente di tanto noioso come la mia vita. Questo è un tentativo di
identificare momenti, ricordi, aneddoti, paure e sogni che mi hanno
formato negli ultimi 20 anni. 21 anni fa in questo giorno esatto
lasciavamo il Messico, è per me questo momento è un cerchio che si
chiude, così come il film è circolare. È un tentativo emotivo di
dare senso a cose che non ne hanno. Non c’è logica in questo film,
così come i sogni non hanno logica, e questo film è proprio come un
sogno. Non c’è niente di più noioso della verità, preferisco
l’interpretazione.”
Il film si muove spesso su un
sottile confine, tra il dramma e la commedia grottesca, come
l’idea, che nel film è realtà, di Amazon che compra la California
del Sud. Per Alejandro G. Inarritu non siamo
tanto lontani dalla realtà: “Alcune
idee del film che sembrano divertenti sono in realtà molto più
realistiche di quanto non sembrino, ad esempio molte corporazioni e
aziende, oggi, sono molto più ricche di interi Paesi. Torneremo al
feudalesimo, secondo me, con le Corporation che danno lavoro a
tantissime persone, prendete ad esempio Walmart che dà lavoro a
talmente tante di quelle persone che potrebbero essere la
popolazione di una nazione. Ho cercato di giocare con l’umorismo e
di trovare un tono che spesso è ridicolo, spesso trascendiamo nella
stupidità.”
“Non c’è niente di più
noioso della verità, preferisco l’interpretazione.”
Ma cos’è il Bardo? “E’ la parola con cui i buddisti
indicano quello che per i cattolici è un Limbo. Per me è dove
questo personaggio vive, dove le idee e i ricordi muoiono, dove le
cose si trasformano di continuo. Io sono un uomo senza terra,
perché sono messicano per gli americani e americano per i
messicani. Ed è una condizione da immigrato, è una posizione molto
vulnerabile, una specie di Limbo.”
Silverio, il protagonista del film,
è un uomo di grande successo, quanto c’è di auto-biografico in
questo personaggio? “Per me il successo è dolce-amaro. Il
successo ti mette in una posizione privilegiata, ma allo stesso
tempo hai un sacco di obblighi e aspettative, e questo ti mette
sotto i riflettori, dove a volte ne hai abbastanza. Io non mi sto
lamentando del mio successo, sarei ridicolo, ma il successo ha un
costo, ovvero paghi il prezzo del tempo che impieghi a costruire
opere d’arte e il cinema è un lavoro molto faticoso. Ci vuole tempo
per capire certe cose e quando sei giovane vuoi prendere il mondo a
morsi, ma con il tempo capisci che le cose importanti sono altre,
e, sì, c’è del rimpianto.”
Bardo ha molti echi di
Birdman, che cosa hanno in Silverio, Riggan e
Alejandro? “Nel 2012 ho cominciato a meditare ed è stato per me
un punto di svolta, perché ho cominciato a vedere i miei pensieri
in una maniera molto chiara. Ero sempre coinvolto nei miei
pensieri, ma guardarli dall’esterno mi ha permesso di ridere di me
stesso e delle mie certezze, condividendole con un po’ di paura ma
con onestà. Forse i personaggi di Bardo e di Birdman hanno qualcosa in comune, ma Silverio non
reagisce, lui risponde e osserva, a differenza di Michael Keaton che è molto reattivo. Uno
accetta di essere nel Bardo, di non essere certo di niente, quando
invece tutti noi cerchiamo di avere sempre ragione, cosa che ci
porta una certa quantità di sofferenza. L’atteggiamento di Silverio
è molto più liberatorio.”
Apre la sezione
Orizzonti di Venezia 79Princess di
Roberto De Paolis, un progetto che si proietta
nella realtà e che propone allo spettatore un ritratto insolito di
una “principessa” contemporanea. Il titolo del film, i credits in
testa e in coda, costruiscono una cornice favolistica a una storia
che invece si rivela cruda e cattiva, ma che non manca di tocchi di
dolcezza e tenerezza. Una fiaba moderna, forse, o più
verosimilmente uno sguardo (inizialmente) imparziale su una realtà
che di fiabesco ha davvero poco.
C’era una volta Princess
Princess
è una giovane clandestina nigeriana che vende il suo corpo ai
margini di una grande città. Come un’amazzone a caccia, protetta
dalle sue amiche, si muove in una pineta che si estende fino al
mare, un bosco “incantato” in cui trovare rifugio, nascondersi
dalla vita e guadagnarsi il pane quotidiano. Per sopravvivere,
Princess deve ogni giorno schivare pericoli e sentimenti, fiutare
l’odore dei soldi e raggirare i clienti. La sua vita è un
susseguirsi di giorni sempre uguali, uno dopo l’altro, senza
soluzione di continuità. Finché un giorno, incontra un uomo che
vorrebbe salvarla, un’animo puro che però lei sembra non
riconoscere, perché non è abituata alla gentilezza e perché, prima
di tutto, deve imparare a salvarsi da sola.
De
Paolis ha scelto Glory Kevin per
interpretare la protagonista. Lei interpreta se stessa, con
quell’istinto e quella feroce tipiche degli attori dilettanti, ma
con un fuoco in più, perché si capisce che Kevin, nel film, vede
anche un’occasione di riscatto per se stessa. Il regista, che nella
prima parte si defila ai margini della storia come un osservatore
che permette alla sua protagonista di agire indisturbata in una
quotidianità meccanica ma non priva di una sua magia e poesia,
entra prepotentemente nella storia e nella scrittura nella seconda
parte del film, che risulta infatti meno riuscita, con
Princess/Glory che sembra più impacciata e incerta nei suoi passi
accanto a Lino Musella, splendido e delicato
coprotagonista, più una spalla, uno strumento narrativo per portare
avanti la parabola della protagonista.
Tuttavia, dopo la brusca
rottura che non sveliamo per non rovinare la visione, la vita della
protagonista non sembra subire una svolta, almeno non in positivo,
anzi, isolata da quella sua sorellanza che nella prima parte del
film risultava tanto vitale e fondata per il
personaggio.
Con
Princess, De Paolis sceglie una strada insolita e
in qualche modo coraggiosa, ma non si dimostra capace di stare al
suo posto, sfruttando il grandissimo potenziale della sua
protagonista e invadendone gli spazi per l’esigenza di scrivere e
pilotare la storia.
Disney+ ha annunciato che la
prima stagione dell’acclamata serie originale The
Bear creata da Christopher Storer
(Ramy, Eighth Grade – Terza media), che è
anche executive producer insieme a Joanna Calo (BoJack
Horseman, Undone), Hiro Murai
(Atlanta, Station Eleven) e Nate Matteson
(Station Eleven, The Choe Show) di Super
Frog e Josh Senior, mentre Tyson Bidner (Ramy) è il
produttore e Matty Matheson è il co-produttore. La serie è
prodotta da FX Productions ed è stata rinnovata per una seconda
stagione.
The Bear: quando esce e dove vederla in streaming
The
Bear debutterà sulla piattaforma streaming il prossimo
5 ottobre in Italia, con tutti gli otto episodi disponibili.
La serie si aggiunge a una lista di titoli in arrivo in
streaming in autunno su Disney+, tra cui Andor (21
settembre), la seconda stagione di The Kardashians (22
settembre), The Old
Man (28 settembre) e Candy
(12 ottobre).
The Bear: trama e
cast
The
Bear ha come protagonista Carmen “Carmy” Berzatto
(Jeremy Allen White), un giovane chef
proveniente dal mondo della ristorazione, che torna a casa a
Chicago per gestire la paninoteca di famiglia, The Original Beef of
Chicagoland, dopo uno straziante lutto in famiglia. In un mondo
lontano da quello a cui era abituato, Carmy deve affrontare la dura
realtà della gestione di una piccola impresa, il suo personale di
cucina ostinato e riluttante, oltre ai suoi tesi rapporti
familiari, il tutto affrontando le conseguenze del suicidio del
fratello.
The
Bear parla di cibo, di famiglia, della follia della
routine, della bellezza del Senso di Urgenza e dei ripidi
e scivolosi inconvenienti. Mentre Carmy lotta per trasformare sia
The Original Beef of Chicagoland che se stesso, lavora al fianco di
una squadra di cucina un po’ sopra le righe che alla fine si rivela
essere la famiglia che ha scelto.
Oltre a White, questa serie comedy con episodi dalla durata di
mezz’ora vede nel cast la presenza di Ebon Moss-Bachrach (“Richard ‘Richie’
Jerimovich”), Ayo
Edebiri (“Sydney Adamu”), Abby Elliott (“Natalie ‘Sugar’
Berzatto”), Lionel Boyce (“Marcus”), Liza Colón-Zayas (“Tina”),
Edwin Lee Gibson (“Ebraheim”) e Matty Matheson (“Neil Fak”).
Apre ufficialmente la
vendita dei biglietti di HOPE, edizione 2022 di Lucca Comics & Games:
dopo gli oltre 80.000 ingressi venduti in modalità early bird
– pensata per dare opportunità agevolate ai più fedeli visitatori
del festival – da oggi alle ore 16 sarà possibile acquistare ogni
tipologia di ingresso e abbonamento, incluso il Level UP, lo
speciale biglietto a tiratura limitata valido per i cinque giorni e
con vantaggi esclusivi riservati ai suoi possessori.
Come già anticipato, Lucca Comics & Games, attento alla
sicurezza dei visitatori, ha deciso di adottare misure di
autocontenimento nell’emissione dei biglietti: il tetto massimo di
biglietti vendibili è stato fissato a 55.000 per ogni
singola giornata, rispetto a una superficie
espositiva della manifestazione 2022 superiore a quella del 2019.
Qualora le condizioni generali e le normative vigenti lo
permettessero, si valuterà un eventuale ampliamento di questo
limite. Nel caso in cui il numero massimo di biglietti non sia
raggiunto con la vendita online, sarà possibile acquistare
eventuali ingressi residui anche in loco nei giorni del
festival.
L’edizione si preannuncia particolarmente ricca: dopo gli
annunci di luglio, il programma vanta un’altra novità che farà la
gioia dei fan dell’animazione. Tra i grandi
ospitiinternazionali di questa edizione, Gorō
Taniguchi regista di One Piece Film: Red, che sarà presente sabato
29 ottobre in occasione del più grande evento di
One Piece mai visto in Italia promosso da TOEI Animation
Europe e Anime Factory. La presenza del regista all’anteprima
nazionale è solo il primo degli appuntamenti che a Lucca Comics &
Games celebreranno le avventure di Rufy e la sua ciurma.
Le prossime settimane saranno fondamentali per scoprire le
novità di questa edizione, i contenuti culturali, gli ospiti e le
diverse aree cittadine coinvolte: sito web e canali social di Lucca
Comics & Games saranno gli spazi in cui poter trovare tutte le
informazioni e gli aggiornamenti, svelando giorno dopo giorno i
dettagli dell’edizione 2022. Il momento clou è previsto per
giovedì 29 settembre, con l’attesissima conferenza stampa in cui
sarà presentato ufficialmente il programma di HOPE. L’evento, in
diretta da Lucca, sarà fruibile pubblicamente in streaming sui
canali del festival e segnerà il countdown finale verso il
28 ottobre.
DETTAGLI
BIGLIETTERIA
Tutti i biglietti online
sono print@home. Per ogni account sarà possibile
acquistare fino a un massimo 15 biglietti: dopo l’acquisto non sarà
possibile cambiare data o chiedere il rimborso, ma eventualmente si
potrà mettere in vendita il proprio biglietto attraverso l’area
dedicata Rivendita biglietti del sito Vivaticket (shop.vivaticket.com/it/handback).
I braccialetti – necessari per entrare nelle
diverse aree del festival – potranno essere ritirati presso i
Welcome DESK presentando i biglietti e, in caso di acquisto di
biglietti per più giornate, saranno consegnati tutti insieme in
un’unica occasione. Torna la possibilità di accedere al servizio
“Salta il Welcome DESK” (acquistabile solo fino al
10 ottobre): con una spesa aggiuntiva di € 9,99 sarà possibile
ricevere i braccialetti direttamente a casa (per gli acquisti fatti
a partire dal 1° settembre).
Il prezzo di biglietti e
abbonamenti ridotti è pari a quello dell’early bird. Non mancano
inoltre gli amati abbonamenti per i Level UP Fan,
a tiratura limitata: un’occasione per vivere al meglio le cinque
giornate di Lucca Comics & Games 2022, con servizi esclusivi e
opportunità dedicate. Questa tipologia di abbonamento, venduta al
prezzo di € 340,00 (+ 2,50 di prevendita ed eventuali commissioni
di Vivaticket), consentirà di partecipare a condizioni uniche a
tutti i giorni di festival. Dall’1 al 5 settembre i Level UP Fan
delle precedenti edizioni potranno acquistare in prelazione uno dei
300 abbonamenti speciali in vendita, utilizzando il codice a loro
fornito. A partire dal 6 settembre, l’acquisto degli abbonamenti
Level UP sarà aperto a tutti. Tra i servizi inclusi: badge
esclusivo collezionabile e braccialetto dedicato, welcome Bag,
accesso a due location riservate, servizio deposito gratuito e
spedizione con prezzo scontato, ‘salta la fila’ ai padiglioni,
‘salta la fila’ – previa prenotazione – valido per gli incontri al
cinema e per gli incontri nelle sale, incontri esclusivi con
autori, aperitivi e colazioni con ospiti, serate experience con gli
ospiti del festival.
Le persone con disabilità hanno diritto a un
biglietto omaggio che potrà essere ritirato, insieme al biglietto
ridotto per un eventuale accompagnatore, presso i Welcome Desk
dedicati, che saranno comunicati nel sito web nelle prossime
settimane.
L’ingresso gratuito è previsto anche per i bambini
nati dal 01/01/2013 (che devono essere sempre
accompagnati) ma non richiede il ritiro di un biglietto omaggio
dedicato o di un braccialetto. In casi dubbi, il personale potrà
richiedere di esibire un documento che ne attesti l’età.
Dal 1° settembre al 10 ottobre sul portale Vivaticket saranno
disponibili anche i biglietti comitiva (solo
giornalieri), acquistabili in “carnet” di 20 biglietti (1 omaggio
ogni 20 biglietti acquistati) con consegna via corriere dei
braccialetti. I prezzi saranno pari a quelli dei giornalieri
ridotti oltre al costo della spedizione pari a € 9,99.
Come anticipato a luglio, restano attive delle speciali
riduzioni legate a iniziative come la Bag of
Lucca: tutti gli aventi diritto riceveranno un codice e potranno
acquistare l’ingresso prescelto a prezzo ridotto l’accesso al
festival; i braccialetti dovranno essere ritirati presso i Welcome
Desk.
Durante il San Diego
Comic-Con, la Marvel ha annunciato che a
chiudere la Fase 6 ci saranno due film dei
Vendicatori. Avengers:
The Kang Dynasty e Avengers:
Secret Wars usciranno nel 2025, a pochi mesi di distanza
l’uno dall’altro. I fan dei fumetti conoscono già Secret Wars. Ci sono due storie famose legate
a questo titolo. Probabilmente, la miniserie più recente, quella
che include il multiverso, le incursioni e un riavvio del
Marvel Universe, sarà la principale fonte di
ispirazione per il film Avengers. Forse non otterremo
un adattamento completamente fedele, ma crediamo che
l’MCU saprà fare
buon uso di alcuni elementi della storia originale…
La morte dell’Universo
Marvel
Secret Wars inizia
in modo esplosivo, letteralmente. L’Universo
Marvel e l’Ultimate Universe sono nel mezzo di
un’incursione. Gli eroi di entrambi i mondi si riuniscono per
cercare di salvare le realtà, anche adottando misure estreme, ma
alla fine non c’è nulla che si possa fare per evitare la
distruzione dei due universi.
L’Universo
Marvel non ha una controparte. Chiudere la
Fase 6 con la distruzione dell’MCU sarebbe sconvolgente, ma sicuramente il
franchise saprà sviluppare la storia di Secret Wars in
modo coerente.
La faccia di Destino
Pare che il Dottor
Destino farà il suo debutto nell’MCU in
Black Panther: Wakanda
Forever e sicuramente Victor Von Doom
resterà in giro nel franchise per i prossimi
anni. Probabilmente, ad un certo punto la sua storia di
origine sarà esplorata e siamo davvero curiosi di scoprire come i
Marvel Studios ricreeranno il volto di
Destino sotto all’iconica maschera.
L’interprete di Von
Doom sarà sicuramente un attore di grande fama, ma
se l’MCU seguirà la linea dei fumetti, ci sarà da
attendere fino a Secret Wars prima di scoprirne il
volto.
Tradimento
Dopo l’incursione, nel nuovo mondo
di
Secret Warspoche persone ricordano com’erano le cose
in precedenza. Tra di loro c’è Doctor Strange.
Doom diventa il Dio di questo nuovo mondo, ma i
frammenti di realtà che ha riunito sono tutt’altro che perfetti e,
per controllare il tutto, Destino ha bisogno di
un aiuto. È qui che entra in gioco Stephen
Strange. Inizialmente, Strange e Destino
sembrano diventare amici, ma in
seguito Stephen si rende conto che c’è la
possibilità di rimettere il mondo nella giusta direzione.
Ovviamente, Victor non ne
è felice e, con un semplice gesto della mano, uccide brutalmente il
Doctor Strange. Sarebbe straziante assistere alla morte di
Strange dopo così tanti anni (e film)
nel Marvel Cinematic Universe, ma
ci piacerebbe vedere i due personaggi lavorare insieme sulla
scena.
Il Dottor Destino uccide
Thanos
In Secret
Wars, il Dottor Destino si trova faccia a
faccia con
Thanos. Il Titano Pazzo è un altro
sopravvissuto dell’Universo Marvel e crede di
poter rovesciare Victor, ma presto scopre di non
essere all’altezza del Dio.
Nei fumetti, Doom
uccide Thanoscon un pugno al petto, gli strappa
via la spina dorsale e lo trasforma in polvere. Come Avengers:
Infinity War ha dimostrato, Thanos è davvero
potente. Se mai verrà ucciso da Destino, la lotta tra i
due dovrà essere costruita in modo credibile.
Spider-Man e Miles
Morales
Secret Wars è una storia
intensa e di alto livello, ma non è priva di scene più leggere.
Nella nuova realtà, Peter
Parker e Miles Morales si riuniscono e cercano di
capire cosa sta succedendo. Nel corso delle loro vicende, si
trovano faccia a faccia con Molecola: si scopre che è il
personaggio è il collante di questa nuova realtà. Speriamo che
il Marvel Cinematic Universe includa questa
parte in Avengers: Secret Wars,
specialmente dopo aver visto i siparietti divertenti dei
tre Spider-Man
in No Way Home.
La morte della Cosa
Essendo diventano
un Dio, nella nuova realtà il Dottor Destino si
prende la sua piccola rivincita sui Fantastici Quattro. Mister Fantastic
sparisce, Torcia umana viene usata come “sole” del
mondo, e la Donna Invisibile diventa la moglie di
Victor Von Doom.
La Cosa, nel frattempo,
viene trasformata in un muro per proteggere il mondo dai resti di
realtà più oscure. Successivamente Franklin Richards,
il figlio di Doom e Sue in questo mondo,
ingaggia La Cosa e,
attraverso Galactus, distrugge Ben. Al di là
delle trame e sottotrame, vedere i Fantastici Quattro in
queste particolari vesti sarebbe curioso per i fan
del Marvel Cinematic Universe.
Ritorna il Guanto
dell’Infinito
In Secret Wars,
Pantera Nera trova un Guanto dell’Infinito precedentemente nascosto
da Dottor Strange. Nella
Marvel Comics, T’Challa
scatena il suo potere e lotta contro Victor. Ci
piacerebbe vedere sul grande schermo il combattimento tra i due.
Purtroppo, Chadwick Boseman non è più con noi, ma
chiunque lo sostituirà sotto al mantello di Pantera
Nera sarà in grado di affrontare Doom.
La guarigione del volto di
Doom
Durante la battaglia
finale, Doom finalmente fa pace con Mister
Fantastic e si trova costretto ad ammettere che Reed
avrebbe potuto creare un mondo molto migliore di lui se
gli fosse stata data una possibilità.
È un momento umiliante per
l’orgoglioso Dottor Destino, ma alla fine il leader dei
Fantastici
Quattro non si prende nessuna rivincita.
Invece di cancellare Victor dall’esistenza, guarisce
la faccia del suo più grande nemico, dimostrando fino in fondo di
essere un uomo migliore. Chissà cosa succederà nella versione
live-action di Secret Wars, chissà cosa hanno in mente i
Marvel
Studios per questa storia densa di personaggi,
relazioni e conflitti.
L’attore della trilogia sequel di
Star
WarsDomhnall
Gleeson ha recentemente affermato di essere disposto a
tornare nel franchise in futuro. Dieci anni dopo la conclusione
della trilogia prequel con Star Wars: Episodio III – La
vendetta dei Sith, il fantasy fantascientifico è tornato al
cinema con Episodio VII – Il risveglio
della Forza per iniziare una nuova fase dell’universo di
Star Wars. Sebbene ben accolta dalla critica, l’ultima trilogia di
Star Wars si è rivelata controversa con i fan.
Nei nuovi tre film, Gleeson ha
interpretato il Generale Hux, un comandante di
alto rango all’interno della fazione militare malvagia il Primo
Ordine, che appare in ciascuno dei film della trilogia sequel.
Inizialmente comandante della Base Starkiller, un’arma delle
dimensioni di un pianeta, sfida Kylo Ren (Adam Driver)
per l’autorità, tradendo infine il Primo Ordine per ripicca.
Tuttavia, le sue azioni provocano la sua stessa morte prematura
quando viene rivelato che è una spia della Resistenza.
In una recente intervista, l’attore
ha dichiarato che sarebbe entusiasta di poter tornare ad
interpretare tale personaggio nella saga, avendo amato molto i film
di questa. Gleeson, però, è anche consapevole che Hux non è un
personaggio primario e non molti potrebbero essere interessati a
vederlo nuovamente. Il fatto che il personaggio venga
sbrigativamente eliminato nel corso di Star Wars: L’ascesa di
Skywalker, rende inoltre più difficile un suo possibile
ritorno in scena.
Come noto, però, la Disney e la
Lucasfilms stanno ora puntando molto su serie spin-off come quella
su Obi-Wan Kenobi, o l’attesa Andor,
dedicata a Cassian Andor. Entrambi i protagonisti di queste sono
morti nel corso della saga, ma i progetti a loro dedicati hanno
permesso di esplorare ulteriormente la loro vita prima della
tragica vita. Una simile cosa potrebbe essere fatta anche con Hux e
Gleeson sarebbe dunque ben lieto di riprendere tale ruolo.
L’attrice Ana de Armas, celebre
per film come Blade Runner 2049 e
Knives Out, interpreta
l’iconica Marilyn Monroe
nell’atteso film NetflixBlonde. Ancor prima di diventare
disponibile al pubblico, dal 28 settembre, il film
sta già facendo parlare molto di sé. Negli Stati Uniti, infatti,
Blonde ha ricevuto il rating “restricted”, che vieta
dunque la visione ai minori di 17 anni non accompagnati da un
adulto. Ciò sarebbe dovuto per via della presenza di scene
sessualmente esplicite.
La de Armas, tuttavia, si è detta
particolarmente contraria da questa decisione, non comprendendone i
motivi. “Potrei citare numerosi film o show che sono molto più
espliciti e che hanno molti più contenuti sessuali rispetto a
Blonde. Per raccontare questa storia era importante mostrare tutti
questi aspetti della vita di Marilyn, che l’hanno portata a fare la
fine che ha fatto. Tutti nel cast sapevamo che avremmo dovuto
esplorare anche gli angoli più bui.” Lo stesso regista,
Andrew Dominik, ha affermato che per poter davvero
raccontare la Monroe era indispensabile realizzare il film così
come è stato realizzato, con contenuti necessariamente adulti nei
toni.
Blonde, dunque, si
preannuncia più cupo e introspettivo di quanto si potesse
immaginare, non facendosi problemi a mostrare anche i momenti più
delicati, e per questo significativi, della vita di Marilyn. La de
Armas, inoltre, già sin dalle prime immagini è stata vista come
l’interprete perfetta per la parte. Dalle sue parole, si può anche
capire quanto tenga a questo progetto. Per poter scoprire quali
aspetti il film realmente affronta occorrerà ora attendere l’arrivo
del film sulla piattaforma, ma già dalla sua presentazione in
concorso al Festival di Venezia si potrà avere qualche notizia in
più a riguardo.
Il nuovo film di Francis
Ford Coppola, Megalopolis,
aggiunge Shia LaBeouf al suo cast stellato,
nonostante le numerose controversie che circondano l’attore.
Coppola, il leggendario sceneggiatore e regista dietro la trilogia
de Il Padrino e Apocalypse Now, è ampiamente
considerato uno dei più grandi registi di tutti i tempi, ma negli
ultimi anni egli ha di molto diradato la sua presenza al cinema.
Basti pensare che il suo ultimo lungometraggio, Twixt,
risale al 2011.
Il regista è però ora pronto a
tornare dietro la macchina da presa con Megalopolis,
un progetto da lui scritto negli anni ’80 e ambientato in una
versione di realtà alternativa di New York chiamata New Rome. La
trama del film, ancora segreta, è ad oggi sintetizzata come una
“storia epica di ambizione politica, genio e amore
conflittuale“. Il cast di Megalopolis
include già attori del calibro di Adam Driver,
Forest
Whitaker, Nathalie
Emmanuel, Jon Voight, Laurence
Fishburne e Aubrey Plaza. Ora, con le riprese
previste per questo autunno, il film da 100 milioni di dollari di
Coppola ha aggiunto un altro grande nome al suo cast.
Non è noto quale ruolo LaBeouf
ricoprirà nel film, ma egli viene ad oggi indicato come uno dei
principali protagonisti. La scelta dell’attore ha destato non poche
sorpresa, viste le controversie che da qualche tempo egli si porta
dietro. Nel 2020 egli era infatti stato accusato dall’ex fidanzata
di aggressioni di vario tipo, mentre di recente ha fatto discutere
il suo tutt’ora non chiarito abbandono del film Don’t Worry
Darling e le seguenti discussioni con la regista
Olivia Wilde. Nonostante queste ed
altre polemiche, LaBeouf sembra pronto per un ritorno in grande
stile. Il primo progetto in cui lo si potrà ritrovare sarà il film
di Abel FerraraPadre Pio, che sarà
presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia.
Il tanto atteso sequel di Avatar uscirà
finalmente a dicembre con il titolo Avatar: La Via dell’Acqua. Ad oggi sono
state divulgate pochissime informazioni riguardo a questo sequel,
ma è noto che gran parte del cast originale sarà parte di esso,
inclusi Sam
Worthington, Zoe Saldana e,
naturalmente, la leggendaria attrice Sigourney
Weaver. Il film, come noto, è famoso per il suo massiccio e rivoluzionario
uso della CGI, ma secondo la Weaver, a rendere impegnativo il
suo ruolo non è stato il dover lavorare a stretto contatto con la
motion capture.
Intervistata da Interview Magazine,
la star di Alien ha rivelato che il suo personaggio ha preso
alcune notevoli svolte creative in questo nuovo film. L’attrice
interpreta infatti non più la scienziata Grace Augustine, bensì
una bambina Na’vi di nome
Kiri, figlia adottiva di Jake e Neytiri.
L’attrice si è detta è grata per l’opportunità di poter prendere
parte al nuovo film con un ruolo inedito, affermando: “penso
che se James Cameron
non mi avesse conosciuto così bene, non mi avrebbe scelto per una
cosa così bizzarra come questa. Ho dovuto lavorare in un modo
completamente diverso per interpretare questo personaggio, un modo
molto fisico”.
La Weaver interpreta dunque un
personaggio adolescente, che le ha dunque richiesto una notevole
attività fisica. L’attrice, tra le altre cose, sembra infatti aver
dovuto imparare a tuffarsi in apnea, imparando a trattenere il
respiro per oltre sei minuti. Abbinando tutto ciò a una personalità
che la Weaver ha descrive come “infantile”, diventa chiaro come la
parte sia stata per lei particolarmente impegnativa. Per scoprire
di più riguardo a Kiri, il suo ruolo in questo universo narrativo e
a cosa realmente l’attrice si è dovuta preparare, l’appuntamento è
fissato al cinema a partire dal 16 dicembre.
Guardando alle scelte dei precedenti
registi, i Marvel Studios tendono a considerare quegli autori che
si sono già affermati con dei film di alto profilo. Prima di
approdare ad Avengers: Infinity War
e Avengers: Endgame,
Joe e Anthony Russo hanno
ottenuto grandi successi sia con Captain America: The Winter
Soldier che con Captain America: Civil
War. Allo stesso modo, Cretton si è affermato nel MCU con
l’acclamato Shang-Chi e la Leggenda dei
Dieci Anelli. Un altro esempio è il regista della trilogia
di Spider-ManJon Watts, che è stato
scelto per il film dei Fantastici Quattro, prima di uscire
però dal progetto in favore del regista di WandaVision, Matt
Shakman.
Alla luce di questi esempi, si
potrebbe dire che i Marvel Studios si orienteranno verso qualcuno
con cui hanno già un rapporto di lavoro. Lo studio potrebbe dunque
provare a richiamare Watts per Avengers: Secret Wars, ma
lo stesso si può dire per la regista di LokiKate
Herron. È anche plausibile che la Marvel scelga invece
qualcuno il cui primo progetto deve ancora essere rilasciato. I
Russo non erano ancora entrati a far parte dell’MCU fino alla metà
della Fase 2, quindi il regista di Avengers: Secret Wars
potrebbe essere il regista di un film o una serie della Fase 5.
Tali domande potrebbero dunque trovare risposte al D23 Expo in
programma dal 9 al 11 settembre.
Spider-Man: No Way
Home ha battuto i record di tutto il mondo al
botteghino lo scorso dicembre ed è riuscito a superare ogni
aspettativa in un panorama post-pandemia tutt’altro che roseo, di
fatto dando nuova speranza a tutta l’industria. Ora, la Sony
Pictures ha di recente annunciato che il film tornerà in sala in
versione estesa, con ben 11 minuti in più. Questa versione, nota
come Spider-Man: Now Way Home –The More Fun Stuff, sarà nei cinema italiani dal
18 settembre.
In attesa che ciò avvenga, sono
finalmente stati rivelati maggiori dettagli riguardo a ciò che ci
si deve aspettare da questi 11 minuti aggiuntivi. A quanto pare, la
scena post titoli di coda che mostrava il trailer di Doctor Strange nel Multiverso
della Follia è stata sostituita da scena che aiuta a
chiarire come hanno fatto le Rune di Kof-Kol ad alterare i ricordi
di tutti. Molte persone hanno infatti lasciato il teatro
chiedendosi come l’incantesimo abbia fatto a far dimenticare a
tutti chi fosse Peter Parker.
Ancor più importante è sapere che ci
saranno ulteriori scene con Tobey Maguire e
Andrew Garfield
insieme allo Spider-Man di Tom Holland.
Anche la vita scolastica di Peter otterrà maggior risalto grazie
alle scene in più. Inoltre, per i fan di Daredevil, ci saranno
anche più scene con Charlie Cox,
rispetto alla sola vista nella prima versione del film.
Undici minuti potrebbero non
sembrare molti e anche se molto probabilmente non altereranno la
storia già vista, possono comunque offrire numerosi nuovi momenti
divertenti ed emozionanti, che daranno ai fan della Marvel un motivo in più per amare
Spider-Man: No Way Home – The More
Fun Stuff.
Per la gioia dei fan, nel film
Doctor Strange nel Multiverso
della Follia, sequel del film del 2016 dedicato al potente
stregone Marvel, compare anche, in
Terra-838, il personaggio di Reed Richards, alias
Mr. Fantastic dei Fantastici 4.
Interpretato da John Krasinski,
questi ha dunque introdotto il primo dei quattro celebri supereroi,
i quali avranno prossimamente un film tutto loro, anche se non è
certo che Krasinski riprenderà il ruolo.
Come noto a chi ha visto il film, ad
ogni modo, Reed Richards fa tutt’altro che una bella fine. Egli
viene infatti completamente disintegrato dalla potente Wanda
Maximoff, alias Scarlett Witch. Originariamente, però, sembra che
il suo destino dovesse essere un altro. Lo sceneggiatore del film,
Michael Waldron, ha infatti di recente rivelato di
come inizialmente aveva un’idea molto diversa per ciò che avrebbero
dovuto mostrare le scene dei titoli di coda. Una di queste doveva
infatti coinvolgere proprio Mr. Fantastic, rivelatosi dunque ancora
vivo dopo gli eventi del film.
“Nella mia prima stesura, –
rivela Waldron – ho scritto un tag solo per il gusto di farlo,
degli eventi del film registrati e recensiti da qualcuno nel Baxter
Building, e una mano elastica che entrava nell’inquadratura per
riportarlo indietro”. Lo sceneggiatore in realtà non chiarisce
se quella mano elastica appartiene esattamente al Reed Richards
visto nel film o ad una sua variante in un altro universo.
Con l’assenza di tale scena,
dobbiamo però presumere che quel personaggio sia effettivamente
morto alla fine del film. Ciò non impedirà però alla Marvel di
farlo comparire ancora sul grande schermo, dato che, come già
anticipato, è in fase di sviluppo un lungometraggio dedicato ai
Fantastici 4, che inaugurerà la Fase 6 e il cui arrivo in sala è
previsto per l’8 novembre 2024.
Nel film ambientato nel mondo
internazionale della musica classica, TÁR è incentrato sulla
figura della prima donna della storia a divenire direttrice di una
delle più importanti orchestre tedesche.
Il commento del regista
Il copione è stato scritto per
un’artista: Cate Blanchett. Se avesse rifiutato, il film
non avrebbe mai visto la luce. I cinefili, gli appassionati e il
pubblico in generale non ne saranno sorpresi. Dopotutto, Blanchett
è una maestra assoluta. Mentre giravamo il film, l’abilità
sovrumana e la verosimiglianza di Cate sono stati qualcosa di
veramente sbalorditivo da vedere. Ha avuto un effetto positivo su
di tutti. Il privilegio di collaborare con un’artista di questo
calibro è qualcosa di impossibile da descrivere adeguatamente.
Sotto ogni punto di vista, questo è il film di Cate.
Secondo giorno della la
79esima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia in
concorso arriva Alejandro G. Iñárritu con il suo Bardo,
falsa crónica de unas cuantas verdades. Il regista torna
nel suo Messico con un film con protagonistiDaniel Giménez
Cacho, Griselda Siciliani, Ximena Lamadrid, Iker Sanchez Solano,
Andrés Almeida, Francisco Rubio.
La trama
BARDO, Falsa crónica de unas
cuantas verdades è un’esperienza immersiva epica e
visivamente straordinaria, ambientata durante l’intimo e commovente
viaggio di Silverio, un noto giornalista e documentarista messicano
che vive a Los Angeles. L’uomo, dopo aver ricevuto un prestigioso
riconoscimento internazionale, è costretto a tornare nel suo paese
natale, ignaro che questo semplice viaggio lo spingerà verso una
profonda crisi esistenziale. La follia dei suoi ricordi e delle sue
paure riesce a perforare il presente, riempiendo i suoi giorni di
un senso di sconcerto e stupore. Tra emozioni e abbondanti risate,
Silverio lotta per trovare risposte a domande universali eppure
intime, riguardanti la propria identità, il successo, la
fragilità della vita, la storia del Messico e i profondi legami
sentimentali che condivide con la moglie e i figli. In breve, cosa
significa essere umani in questi tempi molto particolari.
Il commento del regista
Alcuni anni fa, mi sono accorto
all’improvviso che la strada davanti a me era molto più breve di
quella che avevo già percorso. Inevitabilmente, ho incominciato a
esplorarla a ritroso e nel profondo, ma entrambi i sentieri sono
ingannevoli e labirintici. Il tempo e lo spazio si intrecciano, e
la narrazione che costituisce ‘la nostra vita’ non è molto più di
un falso miraggio, composto da fatti percepiti in modo soggettivo
dal nostro imperfetto sistema nervoso. La memoria non è veritiera,
possiede soltanto convinzioni derivate dalle emozioni. È quindi la
verità dell’emozione che io voglio ricercare, nell’enorme baule
pieno di chimere che mi porto dietro. Avviso in anticipo: non ho
trovato alcuna verità assoluta, ho solo percorso un viaggio tra
realtà e immaginazione. Un sogno. I sogni, come il cinema, sono
reali ma non veri, e in entrambi il tempo è liquido. BARDO è il
racconto di un viaggio tra quelle due illusioni dai confini
indecifrabili.
Si è tenuta questa sera la
cerimonia d’apertura della 79esima Mostra d’Arte Cinematografica di
Venezia, con l’attesa premiere di White Noise, il
film originale Netflix in concorso. Presenti tra gli altri il cast
del film
Adam Driver, Greta
Gerwig e il regista Noah
Baumbach. Sul red anche il presidente di Giuria Julienne Moore e la
First Lady Hilary Clinton.
Esilarante e
terrificante, lirico e assurdo, semplice e apocalittico allo stesso
tempo, White Noise racconta i tentativi di una
famiglia americana contemporanea di affrontare i banali conflitti
della vita quotidiana, confrontandosi con i misteri universali
dell’amore, della morte e con la possibilità di essere felici in
un mondo incerto.
Il commento del regista
Ho letto il romanzo di Don DeLillo
all’università, alla fine degli anni Ottanta e mi è sembrato come
se fosse adesso, o meglio, l’adesso di allora. Il libro cattura
perfettamente l’assurdità, l’orrore e la follia dell’America di
quel periodo. L’ho riletto nei primi mesi del 2020 e mi è sembrato
come se fosse adesso. Ma l’adesso di oggi. Poche settimane dopo, il
mondo si è chiuso. Ho deciso di adattare il libro perché volevo
fare un film che fosse folle come il mondo mi appariva. Non è solo
il ritratto di un Paese, è anche la storia di una famiglia, del
caos che cerca di nascondere, dei disastri da cui vengono travolti,
del modo in cui fanno squadra e sopravvivono. Come scrive De Lillo,
“Traendola da un persistente senso di disastro su larga scala,
continuavamo a inventare la speranza”.
L’edizione più Queer
della Settimana Internazionale della Critica, nell’ambito della
Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (anch’essa
estremamente attenta al tema), non poteva che cominciare con un
progetto come Trois Nuits par Semaine, una
commedia romantica ambientata nel mondo delle Drag Queen in una
Parigi notturna ed estremamente reale, tanto quanto è onirica e
sospesa l’atmosfera dei numeri musicali di queste creature
affascinanti e misteriose che sono le drag che incontriamo in
questa storia.
Trois Nuits par Semaine, la trama
Protagonista è Baptiste,
un giovane fotografo che per necessità lavora alla Fnac, come
responsabile di reparto, e che cerca senza troppa convinzione un
progetto fotografico che lo appassioni. Una sera, mentre la
compagna Samia, infermiera volontaria, partecipa a una campagna di
sensibilizzazione, prevenzione e cura contro l’AIDS, Baptiste che
la accompagna incontra Cookie Kunty, una drag Queen che da subito
lo affascina. Forse è proprio lei la protagonista del suo nuovo
progetto fotografico. Travolto da questa misteriosa attrazione,
Baptiste comincia a frequentare Cookie, e anche Quentin, l’uomo che
si nasconde dietro al suo trucco, e mette in discussione se stesso,
quello che credeva di sapere di sé e tutta la sua vita.
Diretto da
Florent Gouelou, Trois Nuits par
Semaine apre la selezione della
37° edizione della SIC con una manciata di glitter e tanto
cuore. Il film è una tenera storia d’amore, non convenzionale, e
che va di pari passo con la ricerca di una propria identità che non
è per forza definita da un etichetta. Quello che sembrano
insegnarci Baptiste e Cookie/Quentin, interpretati dagli splendidi
Pablo Pauly e Romain Eck, è che
non sempre la definizione del nostro orientamento sessuale
esaurisce quello che siamo come esseri umani, e che molto spetto la
differenza non la fa il sesso biologico o la preferenza, ma la
persona in cui ci imbattiamo. Baptiste lo impara a sue spese,
mettendo in discussione una vita stabile e canonica, seppure
apparentemente “seduta” su dinamiche stanche.
Quando la sua testa si
apre a nuove possibilità, grazie all’incontro con questa umanità
tanto distante quanto diversa da lui, anche lo spettatore è spinto
a farsi delle domande, a incuriosirsi e a partecipare ad un mondo
per i più vistoso e kitch, che nasconde un’umanità vibrante e
meravigliosa. L’occhio di Gouelou è curioso, indulgente, benevolo,
sicuramente di parte, come se un nostro conoscente ci presentasse i
suoi amici più cari spendendo per loro le parole
migliori.
La ricerca dell’identità fuori dalle definizioni
Il tema del doppio e
dell’altro dentro di sé permea tutta la storia e fino all’ultima
inquadratura mette costantemente in gioco l’identità di
Quentin/Cookie: chi è questa persona? La drag o l’uomo innamorato?
Con chi deve confrontarsi Baptiste, con chi può sperare di essere
felice? Il trucco pesante e fatto a regola d’arte è molto più dio
una maschera, quindi, diventa strumento espressivo, travestimento
che svela un’altra identità, contraddizione insita in una
personalità che combatte per evitare la definizione, libera da
tutto tranne che dalla sua stessa paura di amare e di essere amata,
come succede a tutti noi.
Ci vuole un atto di
coraggio per dichiarare il proprio amore, prima a se stessi e poi
alla persona amata, e Trois Nuits par Semaine ce
lo racconta con ironia, delicatezza e una montagna di glitter.
Considerato uno dei maestri del
moderno
cinema d’azione, Michael Mann ha negli anni
confezionato opere di grande valore come
Manhunter,
Heat – La sfida e Collateral. Un altro dei
suoi film più celebri è Insider – Dietro la
verità, diretto nel 1999 e in cui dà vita ad un duro atto
d’accusa nei confronti delle forme estreme di capitalismo
occidentale. Basato su una storia vera, il film si concentra in
particolare sui pericoli legati al tabagismo ma negati dalle
multinazionali del tabacco. Con il suo frenetico stile di regia,
Mann porta dunque ancora una volta in scena il reale in tutta la
sua complessità.
Con l’utilizzo della macchina da
presa a mano, frequente nel cinema di Mann, si dà infatti vita ad
un’opera che si muove tra la volontà di documentarismo e il
surrealismo di determinate situazioni. A differenza dei suoi
precedenti film, però, Mann dilata qui i tempi dell’azione,
sottolineando la condizione di malessere vissuta dai protagonisti.
Scritto dallo stesso Mann con Eric Roth, il film
trae ispirazione dall’articolo L’uomo che sapeva troppo,
dove si parla della vera vicenda di Jeffrey
Wigand, il biochimico impegnato nella sensibilizzazione
dei problemi di salute legati al fumo. Una vicenda particolarmente
complessa, a cui Mann ha reso piena giustizia.
Candidato a sette Oscar, tra cui
miglior film e miglior regia, senza però vincerne alcuno,
Insider – Dietro la verità è ancora oggi un
classico del suo genere, nonché la prova che è possibile dar vita a
film ispirati a storie vere che esulino però dai canoni.
Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente
utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a
questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile
ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e
al cast di attori. Infine, si elencheranno anche
le principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
La trama di Insider – Dietro la
verità
Protagonista del film è
Jeffrey Wigand, dirigente di un’industria
americana di tabacco. Nel momento in cui viene però licenziato,
l’uomo decide di ritirarsi a vita privata con la propria famiglia,
cambiando casa e intraprendendo un lavoro come insegnante. A
richiamarlo nel mondo del tabacco è però il cronista d’assalto
Lowell Bergman, il quale desidera ardentemente
intervistarlo per la trasmissione della CBS 60 minuti.
Wigand però non vuole saperne, intenzionato a non violare l’accordo
di riservatezza che lo lega ancora all’azienda. Nel momento in cui
inizia a ricevere minacce di morte, comprende l’importanza di
quanto egli sa, decidendosi a rivelare tutto. Così facendo, però,
non farà altro che esporre sé stesso e la propria famiglia a
numerosi nuovi pericoli.
Il cast del film
Per il ruolo di Jeffrey Wigand, a
Mann venne suggerito l’attore Russell Crowe,
da poco divenuto popolare grazie a L.A. Confidential.
Crowe, che all’epoca aveva solo 33 anni, accettò il ruolo ma si
disse piuttosto preoccupato ad interpretare qualcuno molto più
grande di lui. Egli ha così trascorso molto tempo parlando del suo
personaggio e dei suoi oggetti di scena, vestiti e accessori. Ha
inoltre guadagnato 16 kg per il ruolo, si è decolorato i capelli
sette volte e ha applicato quotidianamente rughe e macchie sulla
sua pelle per trasformarsi in Wigand. Non potendo incontrare il
vero Wigand, per studiare la sua voce e il modo in cui parlava,
Crowe ha ascoltato ripetutamente una sua registrazione di sei
ore.
Al Pacino è
stata l’unica scelta di Mann per interpretare Lowell Bergman.
Voleva vedere l’attore interpretare un ruolo che non gli aveva mai
visto recitare prima. Pacino, che aveva lavorato con Mann in
precedenza in Heat, era più che disposto ad assumere il
ruolo. Per fare ricerche per il film, i due hanno frequentato i
giornalisti della rivista Time, hanno trascorso del tempo con ABC
News e Pacino ha effettivamente incontrato Bergman per aiutarlo a
entrare nel personaggio. Nel film è poi presente l’attore
Christopher Plummer nei panni del giornalista Mike
Wallace. Diane Venora è invece Liane Wigand, la
moglie di Jeffrey. Si ritrovano poi anche gli attori
Michael Gambon nel ruolo di Thomas Sandefur e
Rip Torn in quelli di John Scanlon.
La vera storia dietro al film
La vera vicenda di Wigand diviene
internazionalmente conosciuta a partire dal 4 febbraio del 1996,
quando egli apparve in un’intervista rilasciata al programma di
inchiesta della CBS 60 Minuti, dove affermò che la Brown &
Williamson aveva intenzionalmente manipolato le sue misture di
tabacco aggiungendo composti chimici, come l’ammoniaca, aventi la
funzione di aumentare l’assorbimento della nicotina da parte del
consumatore e quindi di aumentare la dipendenza di questo dalla
sostanza. Wigand affermò in quell’occasione di aver subito anche
intimidazioni e di essere stato anonimamente minacciato di morte se
avesse rivelato quanto di sua conoscenza.
L’intervista trasmessa in onda,
però, fu pesantemente ritagliata, eliminando le parti cruciali del
discorso di Wigand. In totale disaccordo con la CBS per quanto
accaduto, Bergman rassegnò le sue dimissioni. Dopo la messa in onda
dell’intervista rimaneggiata, la Brown & Williamson, l’azienda per
cui Wigand lavorava, tentò comunque di farlo perseguire per furto,
frode e infrazione di contratto presentando nei suoi confronti un
dossier di ben 500 pagine. Fortunatamente per lui, le deposizioni
rilasciate alle corti di Mississippi e Kentucky uscirono dai
tribunali.
Queste furono pubblicate dal The
Wall Street Journal come parte di una inchiesta investigativa
in risposta agli attacchi subiti dal biochimico. A quel punto che
la CBS decise di rilasciare l’intervista integrale, sconvolgendo
l’opinione pubblica. In seguito a tali rivelazioni, quarantasei
Stati statunitensi intentarono cause all’industria del tabacco. Ciò
portò a sentenze di condanne e ad un pagamento di 386 miliardi di
dollari per danni alla salute.
Il trailer di Insider
– Dietro la verità e dove vedere il film in streaming e in
TV
Attualmente il film non è presente
su nessuna delle piattaforme streaming disponibili in rete. È
tuttavia possibile fruire di Insider – Dietro la
verità grazie alla sua presenza nel palinsesto televisivo
di mercoledì 31 agosto alle ore
21:00 sul canale Iris
Quella di Nightmare è una delle
saghe più fortunate e durature del cinema horror, che dagli anni
Ottanta in poi ha infestato gli incubi degli spettatori di tutto il
mondo. Il primo film, Nightmare – Dal profondo della
notte, è ancora oggi il capitolo più apprezzato,
contenente una serie di elementi che lo rendono un vero cult del
suo genere che ha dato vita ad una lunga serie di imitatori e
canoni poi ripresi dal cinema dell’orrore successivo. Uscito nel
1984, questo è scritto e diretto da Wes Craven,
maestro del genere noto anche per film come L’ultima casa a sinistra,Le colline hanno gli
occhi e la serie di Scream.
Protagonista del film è
Freddy Krueger, uno dei più iconici e spietati
serial killer del cinema. Nell’idearlo, Craven unì una serie di
suggestioni vissute da bambino. Il nome del personaggio deriva
infatti da un bullo che lo aveva infastidito a lungo, mentre
l’aspetto di è stato ispirato ad un senzatetto che il regista
vide fuori dalla finestra mentre lo fissava, quando aveva dieci
anni. La vicenda del film, invece, è stata ispirata allo strano
caso di tre bambini che, terrorizzati da alcuni incubi, decisero di
non dormire più, salvo poi morire ugualmente in circostanze
misteriose.
Il film, dunque, si configura come
un horror di suggestione psicologica, che traduce in realtà la
figura dell’Uomo Nero. Affermatosi come un grandissimo successo e
analizzato sotto vari punti di vista, tematici e tecnici,
Nightmare – Dal profondo della notte è ancora oggi
considerato uno dei migliori horror mai realizzati. Prima di
intraprendere una visione del film, sarà utile approfondire alcune
delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori, e ai suoi sequel. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Nightmare – Dal profondo della
notte: la trama del film
La vicenda del film ha inizio nel
momento in cui l’adolescente Tina Grey si
risveglia da un incubo dove veniva inseguita da un’orripilante uomo
dalla pelle bruciata. Pur trattandosi di un sogno, la ragazza
riporta realmente delle ferite su di sé. Spaventata all’idea di
addormentarsi, la ragazza organizza per i giorni in cui sua madre è
fuori città una riunione con i suoi amici Glen
Lantz, Nancy Thompson e il fidanzato
Rod Lane. Insieme, i quattro si sentono più
sicuri, almeno finché il sonno non inizia ad insinuarsi tra di
loro. Caduti preda di questo, i quattro si ritroveranno ad avere a
che fare con lo spaventoso Freddy Krueger, il
quale vive nei loro incubi e in questi è intenzionato ad ucciderli.
Addormentarsi, potrebbe dunque essere l’ultima cosa che
faranno.
Nightmare – Dal profondo della
notte: il cast del film
Per il ruolo della protagonista,
Nancy, Craven ha dichiarato di aver ricercato un’attrice
dall’aspetto non troppo hollywoodiano. Trovò l’attrice giusta in
Heather Langenkamp, la quale vantava all’epoca
poche esperienze di recitazione. Dopo aver ottenuto il ruolo,
battendo oltre 200 candidate, l’attrice si preparò alla parte
guardando alcuni film horror, avendone visto solo uno sino a quel
momento della sua vita. Per il ruolo di Glen, invece, venne scelto
un giovanissimo JohnnyDepp, qui al suo primo ruolo cinematografico.
Egli, in realtà, non si era proposto per la parte ma aveva invece
accompagnato un amico ai provini. Quando Craven lo vide, decise di
affidargli la parte, spinto anche dall’interesse che la figlia
nutriva per Depp.
Nel ruolo di Tina Gray e il
fidanzato Rod Lane vi sono invece gli attori Amanda
Wyss e Nick Corri. John
Saxon interpreta infine il tenente Donald Thompson, padre
di Nancy. Grande protagonista del film è però ovviamente il
personaggio di Freddy Krueger, interpretato da Robert
Englund, divenuto iconico grazie a questo ruolo. Egli
ottenne la parte poiché era riuscito a dimostrare di poter
comprendere la psicologia del personaggio, sviluppando anche dei
movimenti ispirati ai ratti e alle donnole. L’attore ha poi ideato
la backstory del suo personaggio, parzialmente ispirandosi ad
eventi della sua infanzia. Interpretare Freddy non fu però facile e
gli stessi guanti con le affilate lame gli causarono problemi,
ferendolo in varie occasioni.
Nightmare – Dal profondo della
notte: i sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming
e in TV
La saga, nata dall’idea geniale di
Wes Craven, è poi proseguita nel corso degli anni grazie ad altri
registi che hanno sempre cercato di non andare troppo oltre
rispetto al concept originale. Ad oggi, i film di
Nightmare sono ben 9, di cui 7 quelli della serie
principale, uno spin-off e un remake. Dopo il primo film si sono
infatti sviluppati i seguenti film: Nightmare 2 – La
rivincita (1985), Nightmare 3 – I guerrieri del sogno
(1987), Nightmare 4 – Il non risveglio (1988),
Nightmare 5 – Il mito (1989), Nightmare 6 – La
fine (1991), Nightmare – Nuovo incubo (1994),
Freddy vs. Jason (2003) e Nightmare (2010).
Tranne che nell’ultimo titolo, Englund riprende sempre i panni di
Freddy Krueger, mentre cambia di volta in volta il resto del
cast.
Prima di vedere tali sequel, è
possibile fruire del primo film grazie alla sua presenza su alcune
delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Nightmare – Dal profondo della notte è
infatti disponibile nei cataloghi di Chili, Google Play e
Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un
dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è
inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 31 agosto alle ore
23:05 sul canale Rai 4.