Abbiamo aspettato Deadpool 2 a lungo, e finalmente è
arrivato, con più azione, più sangue, e molti più Easter
Egg: una lunga, lunghissima serie di riferimenti alla
Marvel, DC, e cultura pop. Il film
ha ricevuto un budget più elevato, un cast più grande, e una lunga
serie di celebrità ansiose di farne parte, Deadpool 2 punta a
soddisfare il proprio pubblico in diversi modi. Tra cui il
raddoppiare la quantità di piccoli momenti dedicati ai
fan, di rottura della quarta parete, e di battute per
intenditori che forse qualcuno si è perso. Per non parlare delle
battute molto sottili e delle Easter Egg che sono quasi impossibili
da trovare: cameo stellari, riferimenti alla mitologia estesa dei
fumetti X-Men
e ai film, e molto altro.
Ecco una lista delle Easter
Eggs di Deadpool 2, per assicurarci che non
ve ne perdiate nemmeno uno. E attenzione agli spoiler.
Laird

Cominciamo dall’Ester Egg più
facile da perdersi, perché si riferisce a qualcuno che sta
dietro la macchina da presa, uno che quasi nessuno
poterebbe capire da sé, se non le persone coinvolte. Parliamo di
quando Wade sta facendo il suo discorso motivazionale finale a
Peter sull’elicottero, prima di lanciarsi con il paracadute.
Deadpool rassicura Peter sul fatto che farà in modo che non gli
succeda nulla, per poi girarsi di scatto verso i piloti esclamando:
“Laird, attacca!” Insomma, a quel punto del film non c’è
nessun personaggio dal nome Laird, e la battuta va (come è solito
fare Deadpool) al di là dello schermo. Nei titoli, infatti, il
personaggio è semplicemente indicato come “Pilot”, interpretato da
Abiola Uthman. La battuta di Wade è uno scherzo che solo i membri
della troupe possono capire: Laird è infatti un membro del
dipartimento costumi del film, la persona incaricata di aiutare
Reynolds ad indossare e togliere la tuta da Deadpool.
Deadpool ha sicuramente visto i
film del MCU

Il primo film di Deadpool ha
trasposto sullo schermo una delle caratteristiche fondamentali
del personaggio di Wade Wilson, e cioè il fatto che sia cosciente
di tutto: tutto ciò che accade dentro e fuori il mondo dei
fumetti, e soprattutto del fatto che esista un mondo al di
fuori dei fumetti. E, se nel primo film i riferimenti al MCU erano
pochi (essendo Deadpool proprietà della Fox e non dei Marvel
Studios), nel secondo film questi si sono moltiplicati. Ovviamente,
ci sono riferimenti aperti ai personaggi DC, universo che Deadpool
insulta spesso e volentieri. Ma ci sono anche così tanti
riferimenti al MCU, che sicuramente qualcuno finisce per essere
peso per strada. Ad esempio, quando si chiama Domino una “black
Black Widow”, ovvero una “Vedova Nera nera”, o quando si
riferisce a Dopinder come “Brown Panther”. Ma il riferimento
migliore ad Avengers è l’omaggio alla “ninna nanna” di
Vedova Nera per Hulk. Dopo essere saltato sulle spalle di Fenomeno
nella battaglia finale, infatti, Wade cerca di calmarlo citando
qualche parola della canzone (Il sole sta calando).
Il cameo invisibile di Brad
Pitt

Allora, senza dubbio il prossimo è
un cameo del quale i fan parleranno parecchio. E, dato che non è
necessario essere del fan di Marvel per conoscere Brad
Pitt, è un cameo che pochi perderanno nel leggere i titoli di
coda del film. Ma è la storia che sta dietro questo cameo a
renderlo interessante. Infatti, Brad
Pitt è stato, per un certo periodo, uno dei potenziali interpreti
di Cable. Sembra che la cosa non sia andata più in là di un
paio di chiacchiere, ma anche dopo essere stato scartato, sembra
che le cose siano rimaste amichevoli. Abbastanza da partecipare a
questo cameo: uno a cui i fan sapevano di dover fare
attenzione. Ma non sapevano di dover fare attenzione all’arrivo del
mutante interamente invisibile, chiamato Vanisher. Inoltre, si
tratta di un riferimento ai fumetti Marvel, del quale il film usa
solamente il nome (dato che, nei fumetti, il personaggio ha la
capacità di teletrasportarsi, non di sparire).
La maglietta di Taylor Swift con i
gattini

Le magliette indossate da
Ryan Reynolds nel film sono qualcosa di
epico. Tra queste, risalta quella con due gattini. La maglietta
fa la propria apparizione dopo che Wade cerca di uccidersi dopo la
perdita di Vanessa, e viene curato da
Colosso (lo sapevamo che gli voleva bene). Ma, prima che il
gigante riesca a finire di discutere la possibilità di unirsi agli
X-Men, Wade è sparito, scappato con la sedia a rotelle di Charles
Xavier. Nella scena, in molti avranno notato che Wade indossa una
maglietta con due micetti, e un cerchio con delle scritte. I
due gattini in questione non sono gattini a caso: come rivelato dal
cerchio, sono Olivia e Meredith, che qualcuno conoscerà come i
gatti di Taylor Swift.
La battuta di Hugh Jackman su Les
Misérables

Il primo film di Deadpool
si era divertito ad insistere sui riferimenti a Hugh Jackman e Wolverine. Il che ha senso.
La cosa divertente, è che le battute avevano un carattere personale
e, quando Jackman si è mostrato all’altezza dell’humour, tutti i
fan hanno capito che Deadpool 2 sarebbe stato ancora meglio,
ed è stato così. Ma vale la pena menzionare uno degli Easter Egg
più divertenti e più difficili da trovare che riguardano Hugh
Jackman. Mentre Deadpool illustra il proprio piano usando del
pastelli, nomina Russell, al quale si riferisce come
“Prigioniero 24601”. Il numero farà suonare qualche
campanello d’allerta ai fan di musical, trattandosi del numero con
il quale viene designato Jean Valjean, il protagonista di Les
Misérables, interpretato proprio da Hugh Jackman nel film
diretto da Tom Hooper.
Deadpool e X-Men le
origini: Wolverine

La scena che compare a metà dei
titoli di Deadpool è una delle migliori di sempre, ed ha
interessato e fatto ridere molti. Ma il salto all’indietro nel
tempo non è il primo ritorno a X-Men le origini:
Wolverine, il primo film a vedere Ryan Reynolds nel panni di
Wade Wilson. Stiamo parlando di una scena in particolare, e la
versione del nuovo film è particolarmente divertente, e
imbarazzante per Wade. Allora, le parti del film che mostrano
Reynolds nel panni di Wilson prima degli esperimenti
non sono così male. Infatti, il lavoro di spada fatto da Reynolds
rimane uno dei momenti migliori del film, quando sconfigge una
stanza piena di nemici con solo due katane, deviando pallottole. È
una delle acrobazie che Deadpool fa nel nuovo film, ma senza
menzionare direttamente Le origini. La sequenza in questione
comincia con Deadpool che di nuovo taglia un proiettile a metà in
slow motion, ma questa volta non ferma affatto i proiettili.
Fenomeno è il fratello di Charles
Xavier

Di tutti i segreti su
Deadpool 2 che si sono riusciti a mantenere, quello su
Fenomeno è forse il più grande, e sicuramente la sua comparsa è
stata particolarmente apprezzata dai fan. Infatti, la
rappresentazione del personaggio è più accurata di Conflitto
finale. Ma la vera rivelazione è arrivata quando Russel ha
rivelato la storia di famiglia discussa da Fenomeno. Sì, indossa
l’elmo di metallo per evitare che il fratello gli legga nel
pensiero. E sembra che sì, Deadpool 2 abbia confermato che
le versioni cinematografiche di Charles Xavier e Fenomeno sono
fratelli, proprio come nei fumetti. Per l’esattezza, sono
fratellastri. I due non vanno esattamente d’accordo nei fumetti, e
non sorprende che anche nei film abbiano raggiunto una tregua
abbastanza difficile.
Il cameo dei giovani X-Men

Quando Deadpool arrivò al
cinema per la prima volta, si sollevarono molti dubbi: alcuni
dubitavano che il personaggio avrebbe soddisfatto le aspettative,
molti dubitavano che un film vietato ai minori avrebbe attratto un
pubblico sufficiente. Ma dopo l’uscita del film, Deadpool è
diventato una delle proprietà della Fox dal valore più alto. Il
che rende, a posteriori, le battute fatte quando Deadpool visita la
Scuola di Xavier ancora più divertenti. Wade avrà pure avuto
l’attenzione di Colosso e di una nuova mutante, ma, stranamente,
nessuno degli altri membri della facoltà erano presenti quando si è
presentato. E i creatori hanno fatto riferimento alla situazione,
mostrando, in Deadpool 2, quanto le cose siano cambiate.
Wade fa notare che ha a che fare sempre con gli stessi mutanti, la
camera si sposta per mostrare la maggior parte (se non tutto) il
cast di X-Men: Dark Phoenix: lo Xavier di James McAvoy, Quicksilver di Evan
Peters, Ciclope di Tye Sheridan, Tempesta di Alexandra Shipp, e
Nightcrawler di Lodi Smit-McPhee. Girandosi di scatto e vedendo
Wade nel corridoio, Bestia di Nicholas Hoult chiude le porte piano piano per
evitare che lui se ne accorga.
La camicia a fiori di
Deadpool

Abbiamo capito che tipo di
magliette Wade ama indossare grazie alla già discussa
maglietta con i gattini di Taylor Swift. Ma ce n’è un’altra: stiamo
parlando della camicia floreale indossata da Wade mentre si
sta ristabilendo. La camicia in questione si è rivelata essere la
stessa indossata da Chunk nei Goonies. Ovviamente, Wade è un
fan. Ma in particolare, si tratta di un riferimento a Josh
Brolin, che ha parlato più di una volta del proprio rapporto di
amore/odio con il personaggio di Brandon interpretato nel film in
questione, suo esordio cinematografico.
Il cameo del regista

Se un regista di un film come
Deadpool 2 decide di apparire nel film, dove appare? Una
delle varie vittime di Deadpool? Uno dei criminali nel suo
appartamento? Leitch è apparso, nel film, com euna delle vittime di
Cable, nella scena del convoglio della prigione. Domino lo ha
requisito, ma Cable trova un modo piuttosto non convenzionale per
liberarsi di Deadpool all’inseguimento: sgancia una delle celle per
mutanti del convoglio e lo lancia sulla strada. Qui vediamo David
Leitch, che lo prega di non farlo.
Goonies

La camicia floreale non è
l’unico riferimento ai Goonies presente in Deadpool
2. In questo caso, è uno dei più facili da trovare,
soprattutto per i fan del film che lo ricordano bene. Non è a
Brandon che il film fa riferimento questa volta, ma al leggendario
pirata del film. Cable e Deadpool si stanno affrontando sul
convoglio e Wade decide di sfidare il proprio avversario. Cable ha
una pistola, mentre Wade è munito solo di katana, ma lo sfida a
sparare il suo colpo migliore, chiamandolo “Willy l’Orbo”.
Il nome fa ridere già di per sé, ma farà ridere ancora di più i fan
dei Goonies, che ben sapranno che i ragazzini erano in cerca
del tesoro di Willy l’Orbo, appunto.
Logan e il carillon

Sembra che Deadpool 2
cominci esattamente dove era terminato
Logan, che aveva visto Wolverine
morire, impalato su un tronco
d’albero. Il finale ci aveva spezzato il cuore, ma non ci
sorprende che Deadpool abbia trasformato il momento in un’occasione
per fare dell’humour nero. Vedere un piccolo Wolverine impalato,
trasformato in un carillon… è esilarante, ammettiamolo.
Il costume grigio di X-Force

Il primo film spiega che il
colore del costume di Deadpool, il rosso, è finalizzato al
nascondere le macchie di sangue. Ma il sequel fa un passo in più in
quanto a sangue: Wade si prende pallotole, viene lacerato a metà,
si becca una schiena spezzata, e viene addirittura bruciato da
un’esplosione. Ma l’attacco più feroce a Wade arriva alla fine del
film, quando cerca di abbracciare Russel e scusarsi per averlo
abbandonato, e questi lo colpisce con il massimo della forza. Lo
arrostisce, in poche parole. Non sappiamo quanto la tuta di
Deadpool sia resistente al calore, ma il cambio del colore della
tuta di Deadpool, per l’occasione, diventa una strizzata d’occhio
al colore grigio della tuta dei tempi di X-Force
(ovviamente, quello dei fumetti Marvel, dal quale fu
reclutato).
Deadpool e il costume giallo degli
X-Men

Per ovvie ragioni, Colosso non
offre a Deadpool di diventare un membro degli X-Men in toto
così, da un momento all’altro. Infatti, gli offre un ruolo di
apprendista, il che viene messo in chiaro più volte nel corso del
film, e addirittura stampato sul retro della sua nuova maglia
gialla e nera. Mentre la situazione è divertente per qualunque
spettatore, alcuni saranno in grado di vederci qualcosa di più.
Infatti, Deadpool è stato effettivamente membro degli X-Men
nell’universo dei fumetti Marvel. E, quando Wade si presenta sullo
schermo con la nuova maglietta gialla e nera, corta, con un piccolo
logo a forma di x sul davanti, e con la scritta “trainee” dietro, i
fan Marvel capiscono il riferimento ai giorni nei quali era
effettivamente parte della squadra.
Il cameo di Alan Tudyk

Quando l’azione si sposa dalla
storia di Deadpool all’arrivo di Cable, è difficile ignorare i
riferimenti a Terminator. Il viaggiatore del tempo
arriva dal futuro, dopo aver affrontato un’esperienza piuttosto
dolorosa, si imbatte in alcuni civili e finisce per ucciderli. Le
somiglianze sono facili da individuare, ma forse qualcuno si è
perso un cameo. Nei titoli di coda viene chiamato “Redneck #2”,
l’uomo che viene istruito nei bagni su come pulirsi in modo
appropriato e finisce fulminato subito dopo aver pronunciato una
battuta. L’attore in questione è Alan Tudyk, che ha
collaborato con la Disney in più di un’occasione: è infatti
conosciuto per Rogue One, e per aver dato
la voce al Duca di Weselton in Frozen (il film che Deadpool,
ad un certo punto, accusa di plagio).
Madelyne Priyor, il clone di Jean
Grey (e la mamma di Cable)

Ok, le origini di Cable sono
particolarmente strane. E un Easter Egg di Deadpool 2
rende necessaria qualche spiegazione. Tecnicamente, Cable (o Nathan
Summers) è il figlio di Scott Summers e della Jean Grey degli
X-Men. Una volta nato, il piccolo mutante fu infettato da un virus
che trasformò in metallo la parte superiore del corpo, e inviato
nel futuro per essere curato. Ma, quando si usa la parola
“tecnicamente”, c’è sempre qualcosa sotto… Infatti, è il figlio di
Scott Summers e Madelyne Pryor, la donna sposata dopo quella
che si riteneva essere stata la fine di Jean Grey, e che è in
realtà un clone di Jean. E nel film, dov’è? Se guardate bene,
ad un certo punto vedrete, nelle strade piene di persone, alcune
raccolte attorno ad un camioncino dei gelati, chiamato “Pryor’s
Treats”.
Hope, la figlia di Cable

Come ogni fan della mitologia degli
X-Men ben sa, è difficile spiegare l’importanza di Cable senza
menzionare la sua figlia adottiva Hope Summers, o Messia
mutante. Senza scendere nei particolari, possiamo affermare che
la versione di Cable che appare in Deadpool 2 potrebbe
essere esattamente uguale a quella dei fumetti. O almeno, così
hanno sperato i fan quando hanno notato la presenza di un
orsacchiotto attaccato alla cintura di Cable, interpretato come
un’allusione al fatto che la versione cinematografica sia appunto
il futuro padre di Hope Summers. Nei fumetti, non era la figlia di
Cable, ma lui la prese con sé per tenerla al sicuro, andando
sempre più in là nel futuro, inseguito da mercenari. Se Deadpool
2 ha deluso per non aver incluso nulla della trama, i fan hanno
almeno avuto questo indizio. La prima volta, Cable spiega che si
tratta di un ricordo della figlia, la seconda volta, aggiunge il
dettaglio del nome “Hope”. Che l’avventura dei due debba arrivare
al cinema, ad un certo punto?
“Essex School”

Uno degli indizi più importanti
riguardo ai futuri cattivi dei film di X-Men potrebbe essere
passata inosservata per molti. E c’è un motivo, dato che i primi
riferimenti a Mr Sinister sono stati messi da parte, Wolverine ha
incontrato la propria fine in Logan, e i film degli
X-Men hanno recentemente incontrato qualche difficoltà. Ma
il nome “Essex” potrebbe significare qualcosa per l’universo
cinematografico degli X-Men. La Essex Corp era apparsa nella scena
post-credits di X-Men: Apocalisse, mentre raccoglieva
il sangue dell’arma X, potenzialmente, dando poi abilità simili a
Wade Wilson. E, con X-Men: Dark Phoenix, una nuova Miss
Sinister potrebbe avere un ruolo simile nella storia. Quello che
sappiamo finora, è che Deadpool 2 ha rivelato l’esistenza di
un orfanotrofio dove bambini mutanti vengono torturati “per il
bene dell’umanità”. E non ci sorprendiamo al fatto che questo
venga chiamato, in un telegiornale, come “Essex House per
Riabilitazione Mutante”.
Rusty Collins, o Firefist

Il nome Firefist, scelto dal
giovane Russel che sogna di diventare un eroe, può fare un po’
tenerezza per la propria ingenuità e mancanza di sottigliezza,
tipica di un ragazzino. Russel si chiama così anche nei fumetti,
quando diventa parte del gruppo di Cable. Il debutto del
personaggio è arrivato in X-Factor#1, incapace di
controllare i propri poteri di fuoco, e di evitare di ferire degli
innocenti. Diventò parte del gruppo per imparare ad averci a che
fare, il che vuol dire che la sua storia nel film rimane
praticamente intatta. Ma gli autori del film hanno colto
l’occasione per prendersi un po’ gioco di uno dei nomi peggiori di
sempre. Quando Shatterstar fa un colloquio per diventare parte
della X-Force, afferma di chiamarsi in realtà Rusty, ma di
usare piuttosto Shatterstar. Ma il nome di Shatterstar non è in
realtà Rusty: è in realtà in nome che Russel usa nei fumetti, che
però non viene usato nel film (lasciando che la menzione, però,
strizzi l’occhio ai fan del fumetto).
Il creatore di Deadpool

Deadpool non sarebbe
Deadpool senza gli autori dei fumetti che lo hanno portato
in vita, e i creatori del film ne sono ben consapevoli.
Infatti, il primo film di Deadpool si è assicurato di
ammiccare più di una volta ai creatori dei fumetti, sotto forma di
nomi di strade, e lo stesso è stato fatto nel sequel: ma questa
volta bisogna ascoltare, anziché guardare. La prima menzione viene
fatta quando Deadpool sta per assaltare la gang cantonese,
chiamando quello che sembra essere il leader. Wade usa un falso
nome, ovvero “Gail”. Si tratta di un riferimento a Gail Simone, lo
scrittore che si è distinto per il proprio contributo a
Deadpool. E che ha appena lanciato un fumetto dedicato a
Domino. Il secondo riferimento viene fatto allo scrittore che ha
appena terminato il proprio periodo di lavoro a Deadpool,
uno dei più lunghi e più apprezzati di sempre. Quando Wasel viene
interrogato da Cable (o per lo meno viene minacciato di venire
interrogato da Cable), fornisce il nome esatto del luogo dove sono
diretti Deadpool e la sua squadra, il viale Gerry Duggan.
Alpha Fight

I fan del fumetto sapranno che
Wade Wilson è orgogliosamente canadese, proprio come
Wolverine. E Deadpool 2 ce lo ricorda più di una volta, ma
alcuni degli elementi di sfondo che alludono alle origini canadesi
potrebbero venire non colte da alcuni. Ciò che è impossibile
mancare, però, è l’omaggio a Aplha Flight, il miglior team
di supereroi del Canada. Gli eroi non compaiono nel film. Ma date
un’occhiata al taxi di Dopinder… in particolare, alla pubblicità
sul tetto, e troverete l’easter egg in questione. Per l’occasione
l’Aplha Flight è diventata una pubblicità di una compagnia aerea
canadese.
La questione T.J. Miller è
affrontata, più o meno

Deadpool 2 non è stato
immune da critiche, in particolare riguardo alle accuse di
molestie relative all’attore T.J. Miller, uscite poco prima
degli stadi finali del marketing di Deadpool 2. Nello stesso
periodo, attori accusati di molestie sono stati sostituiti e i loro
ruoli sono stati modificati, come è successo per Kevin Spacey,
sostituito da Christopher Plummer in Tutti i soldi del
mondo. Miller ha negato le accuse, ma nonostante in molti
vedessero molte buone ragioni per sostituire l’attore, lo studio ha
deciso di tenerlo, ma non senza parlare del problema. Quando Cable
sta ricostruendo la proprio arma, date un’occhiata ai titoli sul
suo televisore: una notizia dice che Christopher Plummer ha
educatamente rifiutato di sostituire Miller in Deadpool
2.
La cura per la cecità

Cable è la novità del film, ma
Deadpool 2 riesce a mantenere in vita molto di quello che
era stato introdotto nel primo film, e richiamarne momenti
memorabili. Tra questi, la cura per la cecità di Al. Da una
parte, la battuta in questione è solo una delle tante usate per
mostrare il fatto che Deadpool è il coinquilino peggiore che si
possa immaginare. Quando Wade parte per la propria eroica
missione finale del primo film, rivela ad Al che c’è una scorta di
sostanze illegali nascoste da qualche parte della casa, proprio
accanto alla cura per la cecità, il che frustra, a dir poco, la
coinquilina. Vedere Wade tornare nell’appartamento nel sequel,
aprire una botola nel pavimento facendo leva su un’asse, e
rimuovere le sostanze in questione, risveglia immediatamente i fan
che avevano visto il primo capitolo. Inaspettato è il pacchetto con
l’etichetta “cura per la cecità” che sta proprio accanto alle
sostanze.
Il creatore di Deadpool non sa
disegnare i piedi

In molti conoscono il nome di
Rob Liefeld, l’artista e autore di fumetti che ha dato vita
per la prima volta al personaggio di Deadpool, strizzando l’occhio
al Deathstroke della DC. E per questo, Liefeld si è meritato
un cameo nel primo film di Deadpool: è difficile da mancare, dato
che Wade gli si rivolge quando entra nel bar di Weasel. Per chi non
lo sapesse, Liefeld e Fabian Nicieza hanno creato Deadpool,
Shatterstar, X-Force, e il tutto in pochi anni. Per arrivare poi a
Domino, una mutante mercenaria con l’abilità del mutare le
probabilità in proprio favore: il che la rende la persona più
fortunata sul pianeta. Che è un potere piuttosto divertente, ma che
non ha troppo senso. E il film, chiaramente, non lo cambia, ma
senza perdere l’occasione di prendere Liefeld un po’ in giro:
quando Deadpool comincia una tirata sull’improbabilità della sua
probabilità. Dice che è un’idea talmente stupida da poter essere
concepita solo da un artista che “non sa disegnare i piedi”. Una
critica che è stata fatta più volte a Liefeld.
La reporter della Marvel Irene
Merryweather

Quando Wade viene reclutato da
Colosso per poi imbarcarsi nella prima missione di addestramento,
la prospettiva diventa quella di un elicottero di un telegiornale
che riprende lo scatenarsi del potere di Russel. L’incidente viene
raccontato da una reporter di nome Irene
Merryweather. Il personaggio viene dai fumetti: è infatti
comparso più di una volta di Cable & Deadpool. La prima
volta è comparsa in fuga dai cattivi del Helfire Club, che la
volevano eliminare per aver investigato la loro attività dietro le
quinte. Alla fine, è diventata uno delle avventure romantiche di
Cable. Non sembra che questi siano i piani dei film, ma un cameo è
meglio di niente.
Deadpool e Van Wilder

È passato molto tempo da quanto
Ryan Reynolds ha interpretato il re di un campus universitario
Van Wilder. Ma Deadpool 2 non manca di far
riferimento al ruolo che ha fatto uscire il talento comico di
Reynolds. Il film apre con Wade che fuma, con la versione carillon
della fine di Logan che suona una versione di All Out of
Love degli Air Supply. Come qualcuno saprà, la canzone non
è lì per caso: se cerchiamo una relazione tra Reynolds e Air
Supply, dobbiamo tornare indietro ai tempi di Van Wilder.
Infatti, quando il re delle feste universitarie apre il proprio
cuore alla ragazza della quale è innamorato, finisce con il cuore
spezzato. Al che, si immerge nel proprio dolore seduto da solo nel
dormitorio, con una birra e una chitarra, esprimendo il proprio
dolore cantando All Out of Love.
Geppetto e Zeitgeist

Ok, è stato piuttosto divertente
vedere membri dell’X-Force morire così, un po’ a caso. Ma è stato
allo stesso tempo una delusione, non vedere alcuni dei giovani
mutanti all’opera, sfruttando il proprio pieno potenziale. A
proposito, la fine di Zeigeist e di Peter sono difficili da
superare, e particolarmente sanguinose. Nel caso di Zeitgeist, la
sua fine è uno dei lanci col paracadute peggiori della storia del
cinema, finendo dritto in un tritalegna. E non un tritalegna
qualunque: per le menti di Deadpool 2, non è abbastanza
divertente. Hanno quindi chiamato la macchina in questione
Geppetto, come il padre falegname di Pinocchio.
L’M-Day è vicino

Alla fine di Deadpool 2, non
è chiaro cosa la Essex House e i suoi fanatici religiosi
sperino di ottenere. I poster di propaganda che compaiono ovunque
sull’edificio mirano a costruire l’ignoranza che oramai è standard
nell’universo degli X-men, dove tutti coloro che non sono mutanti,
vedono i mutanti come un abominio. Ma uno degli slogan ha
attirato l’attenzione, dicendo “M-DAY IS NEAR”, “l’M-Day è
vicino”. La scritta farà suonare un campanello d’allarme ai fan
dei fumetti. Infatti M-Day è un giorno realmente esistito nel mondo
dei fumetti Marvel, datato, per la recisione, alla Decimazione del
2005, quando il 90% dei mutanti perde improvvisamente i propri
poteri (per colpa di Scarlet Witch). E la storia in questione, è
quella che vede Hope Summers come unico mutante salvatore. Staremo
a vedere.
The Hip

Non sono direttamente legati ai
fumetti, ma alcuni fan di Deadpool 2 si saranno chiesti da
dove vengono le cose appese nella casa dell’appartamento di Wade e
Vanessa all’inizio del film. Prima che tutto venga bruciato,
insomma. Alcune delle decorazioni vengono dal film precedente, ma
alcuni pezzi saltano all’occhio. Tra cui la scritta bianca su fondo
rosso che dice “TIRED AS F***”. Guardando bene, si nota una piccola
scritta che lo denota come il titolo di una canzone della band
The Tragically Hip, una delle band canadesi più famose di
sempre. La presenza della canzone sembra essere un omaggio al
cantante Gord Downie, morto nell’Ottobre 2017.
La nuova mutante

I fan del primo Deadpool si
saranno concentrati sulla nuova mutante Testata Mutante
Negasonica, il cui cambiamento di costume e capelli rappresenta
un’importante evoluzione per il personaggio. Ma non dovrebbero
sottovalutare nemmeno la sua ragazza mutante. Il personaggio viene
chiamato solamente con il nome di Yukio, che è una scelta
bizzarra, dato che nome porta con sé un certo bagaglio (Yukio era
anche la ragazza che diventò la spalla di Logan alla fine di
Wolverine – L’immortale). Ma possiamo chiarire da dove
viene. Nel mondo dei film di X-Men ci sono pochi mutanti con
poteri d’elettricità, e si pensa che Yukio sia basata sul
personaggio di Noriko Ahida, conosciuta tra i mutanti come
Surge, che ha la capacità di assorbire e reindirizzare
l’elettricità e la carica elettrica che si trovano nelle immediate
vicinanze.
Fonte: Screen
Rant
Per la nostra recensione
del film:
Deadpool 2 Recensione