E’ attualmente disponibile nelle
sale italiane Il giorno più bello, film del
regista Andrea Zalone con Luca
e Paolo alla guida di un cast variopinto, composto
da
Violante Placido, Valeria
Bilello, Stefano De Martino, Lodo
Guenzi, Massimo De Lorenzo,
Fiammetta Cicogna e
Carlo Buccirosso. Remake dell’acclamatissimo
C’est la vie – Prendila come viene
(2017), commedia francese di Olivier Nakache ed Éric
Toledano (Quasi
Amici), Il giorno più bello è
distribuito da 01 Distribution.
Da C’est la vie – Prendila
come viene a Il giorno più bello
Andrea Zalone,
storico collaboratore di Maurizio Crozza, attore,
doppiatore e autore televisivo, si confronta con una sfida dal
rischio elevatissimo: adattare non una commedia francese qualunque,
bensì quella che si è stabilizzata come una delle più argute degli
ultimi anni nel panorama cinematografico europeo, ricevendo ben 9
nomination ai premi César e 2 agli
European Film Awards.
Aurelio
(Paolo Kessisoglu) ha ereditato il mestiere di
wedding-planner dal padre: guida l’azienda di famiglia, “Il
giorno più bello”, e per tutta la vita ha sacrificato i
propri sogni in nome di una missione: regalare la felicità. Oggi,
però, complice la crisi e un divorzio alle spalle, sente il bisogno
di un cambiamento radicale. È innamorato di Serena
(Valeria Bilello), una sua collaboratrice, e con
lei sogna di iniziare una nuova vita, mollando tutto per solcare
gli oceani in barca a vela. Prima di assaporare la libertà, però,
Aurelio deve risolvere due questioni non di poco conto: vendere “Il
giorno più bello” e convincere Serena a divorziare da
Giorgio (Luca Bizzarri), che di
Aurelio è amico fraterno dai tempi del liceo.
Ma il wedding planner è deciso a
seguire il suo obiettivo e, nonostante diversi rifiuti iniziali,
alla fine trova anche un acquirente per Il giorno più
bello, il Dottor Musso
(Carlo Buccirosso). Con un nuovo
progetto di vita in mente, e il pensiero di un meritato riposo e
successo personale, Aurelio si prepara a organizzare il suo ultimo
matrimonio, ovvero quello degli sposi Pier e
Chiara (Stefano De Martino e
Fiammetta Cicogna), due rampolli dell’alta
borghesia. Tuttavia, il giorno del ricevimento
Aurelio scopre che il Dottor
Musso è proprio il padre della ragazza.
L’equilibrio precario di un
ricevimento ancora in fase di organizzazione è sicuramente il punto
di contatto migliore tra una sceneggiatura adattata ma che vuole
trovare un proprio spazio, e il brio di un duo comico
inarrestabile, che torna a lavorare con Fabio
Bonifacci in quello che, sulla carta, sembrerebbe un
ritorno in grande stile, alla E allora Mambo
(1999), film in cui Luca e Paolo avevano già
collaborato con lo sceneggiatore.

Una rielaborazione riuscita a
metà
Lo dice lo stesso
Aurelio: quella che era partita come una missione
per “regalare felicità”, accompagnare gli sposi nel loro giorno più
bello, onorando la professione e la diligenza di un padre che non
c’é più, si è tramutata in un “regalare noia a caro prezzo”, che
significa anche faticare a comprendersi, pianificare senza un vero
disegno, tanto nella propria vita quanto sul posto di lavoro. E,
come nella migliore tradizione della commedia “all’italiana”, sarà
un comprimario a portare con se il cambiamento, una spalla
inaspettata ma in ultima istanza fondamentale, che ci farà
arrabbiare, ma anche ridere a crepapelle, e credere che non è mai
troppo tardi per riguardagnarsi il propio posto
perduto.
E’ così che, dall’intuizione del duo
di registi francesi, che tesse sapientemente una collezione di gag
esilaranti e dialoghi frizzanti, consegnandoli nelle mani di un
catalogo di personaggi brillanti, si passa con Il giorno
più bello a un adattamento verso
Luca e Paolo, che spinge sul
senso della loro amicizia fuori e dentro il testo, abbandonando la
pungente satira borghese dell’originale. E’ attorno al triangolo
amoroso formato da Aurelio,
Giorgio e Serena che si sviluppa
l’azione, e a cui è affidato il coinvolgimento dello spettatore,
facendo leva sull’italianità della commedia, gli equivoci che
coinvolgono una coppia di amici, piuttosto che una specifica classe
sociale.
Nota dolente di Il giorno
più bello è che viene a perdersi il senso della musica,
che nell’originale seguiva la corrente scapestrata di equivoci e
catastrofi inaspettate in un giorno di festa, aggravandone la
portata o ironizzandone sull’effetto. Il giorno più
bello predilige l’impostazione “da matrimonio”, con una
tracklist preconfezionata e sostituibile, relegando l’unico momento
di slancio musicale allo sketch con protagonista Lodo
Guenzi, che riprende il personaggio di
James (interpretato da
Gilles Lellouch) e che, in
C’est la Vie ci aveva regalato uno dei
frangenti in assoluto più divertenti con il suo “Se bastasse una
bela canzone”.
E’ sempre interessante capire cosa,
e come, siamo in grado di adattare nel cinema italiano; in che modo
l’italianità andrà ad abbracciare prodotti non originali, radicati
in un tipo di comicità che non è la nostra. Per questo, ad
Andrea Zalone va sicuramente il merito di essersi
approcciato alla rielaborazione di un’opera che spaventerebbe anche
i più temerari, e aver riunito un cast bene assortito, pur con
qualche ingenuità di scrittura e un ritmo generalmente sottotono,
molto più ordinato e meno scanzonato dell’originale.