Lo scorso aprile Avengers: Infinity War ha
abbattuto qualsiasi limite stabilendo il nuovo di record di
personaggi morti alla fine del film. Spesso, nella storia dei
cinecomic, uno degli eroi viene sacrificato per
favorire la narrazione o per innescare le trame del futuro,
lasciando i fan a disperarsi per la loro scomparsa o a pregare
affinché tornino in scena.
Tuttavia ci sono stati dei
“sacrifici” che hanno oggettivamente danneggiato i franchise, a
volte rimediati in extremis (come nel caso di Superman nel DCEU): ecco di
seguito i dieci più importanti scelti tra l’universo
Marvel e quello
DC.
Superman (Batman v Superman: Dawn of Justice)

I piani affrettati
della DC Film sulla creazione di un universo cinematografico
condiviso hanno più volte mostrato i propri limiti in queste fasi
iniziali. Cominciando già da Batman v Superman: Dawn of
Justice, lasciando uscire di scena troppo presto il
suo personaggio chiave, ovvero
Superman.
Se peggio di così
non potesse andare, l’eroe è stato immediatamente resuscitato nel
film successivo, Justice League, gettando alle ortiche
il punto di riflessione cruciale di Dawn of Justice (la
perdita della speranza). Insomma un errore a cui la DC ha rimediato
abbastanza goffamente.
Jimmy Olsen (Batman v Superman: Dawn of Justice)

Torniamo ancora una volta in casa
DC con il cameo di Jimmy Olsen in
Batman v Superman, uno dei momenti più amati dai
fan passato quasi in sordina.
Olsen è un agente
della CIA sotto copertura che lavora come fotografo accanto a Lois
Lane durante il suo viaggio in Africa prima di essere brutalmente
ucciso da una pallottola. Prima della conferma di Zack
Snyder arrivata dopo l’uscita nelle sale, il personaggio
era rimasto senza nome ed è probabile che non ci sarebbe stato
abbastanza spazio per il personaggio nell’universo DC in continua
espansione.
Ciclope (X-Men: Conflitto Finale)

Dopo aver ricoperto
il ruolo del leader degli X-Men, era lecito immaginare che
Ciclope avrebbe avuto più spazio nel terzo film
del franchise, tuttavia il personaggio viene ucciso in
X-Men: Conflitto Finale, destando la rabbia di
molti.
La cosa peggiore, a
ripensarci, è che la scena della sua morte si interrompe prima che
Dark Phoenix finisca il suo “lavoro”, e si vocifera che la sequenza
sia stata volutamente troncata a causa dell’attore James Marsden che aveva abbandonato la
serie sugli X-Men per girare Superman
Returns.
Gwen Stacy (The Amazing Spider-Man 2)

Una strategia infallibile per
distruggere un franchise molto popolare è liberarsi dall’attore più
carismatico del cast. È forse questo il caso di The Amazing
Spider-Man 2, che ha visto l’uscita di scena della
Gwen Stacy interpretata da Emma
Stone, e sebbene la scena sia stata di grande impatto
resta l’amaro in bocca per le occasioni sprecate.
Innanzitutto per il talento della
Stone, e poi per l’innegabile chimica con l’allora partner
Andrew Garfield, per alcuni la cosa
migliore del reboot sull’Uomo Ragno.
Jonathan Kent (L’uomo d’acciaio)

È davvero difficile dimenticare
il momento in cui Clark lascia che suo padre
venga inghiottito da un tornado nel primo atto di L’uomo d’acciaio: il sacrificio di
Jonathan Kent ci aveva lasciati piuttosto
perplessi (perché l’uomo sceglie di non essere salvato da suo
figlio supereroe?), e inoltre la sua uscita di scena non ha
permesso di approfondire troppo un personaggio dalle grandi
potenzialità.
Ra’s al Ghul (Batman Begins)

Batman ha solo una
regola: non uccide i suoi nemici. Se così non fosse, Bruce Wayne
scivolerebbe nel regno dell’ambiguità insieme a molti dei suoi
avversari. Questo è in definitiva ciò che ha reso il cavaliere
oscuro un personaggio così avvincente, tuttavia la sua morale
sembra vacillare quando si scontra con il suo ex allenatore
Ra’s al Ghul in Batman
Begins.
Nello stesso film
Wayne risparmia la vita a Spaventapasseri, ma decide di non rendere
giustizia a Ra’s abbandonandolo su un treno destinato alla
distruzione.
Quicksilver (Avengers: Age of Ultron)

Meno di un anno
dopo dall’esordio di Evan
Peters nei panni di Quicksilver in
X-Men: Giorni di un futuro
passato,
Aaron Taylor-Johnson viene scelto per
interpretare lo stesso personaggio in Avengers: Age of
Ultron.
Ma al contrario
della sua controparte degli X-Men, questa versione è stata
oggettivamente sacrificata dai Marvel Studios per la trama del
film. A causa della complicata sovrapposizione tra Fox e Marvel in
termini di diritti, sia Pietro che Wanda Maximoff sono stati
privati delle loro origini mutanti e trasformati in
esperimenti dell’HYDRA.
E prima che
Quicksilver potesse davvero entrare nell’universo come membro degli
Avengers, il personaggio è stato ucciso da un attacco di
proiettili.
Venom (Spider-Man 3)

Dopo il grande
successo di Spider-Man 2, le aspettative sul terzo
film gravavano sulle spalle di Sam Raimi che,
originariamente, non avrebbe voluto inserire Venom
nel film, mentre gli studios si.
Insomma, questo
conflitto insanabile ha portato ad un ritratto del personaggio
troppo vago, ed era chiaro che le sue scene siano state affrontate
con una diversa “attenzione”, forse più superficiale, finendo per
perdersi nella lunga schiera di villain presenti.
Deadpool (X-Men: Le origini – Wolverine)

Dal suo look ai
suoi poteri, tutto ciò che riguarda l’incarnazione di
Deadpool in X-Men: Le Origini –
Wolverine è stato gestito nella maniera più sbagliata
possibile.
Probabilmente
l’uccisione per mano di Wolverine è la cosa migliore che gli capita
durante l’intero film, fino a quando la seconda scena post
credits ha suggerito un eventuale futuro per il
supereroe. Per fortuna, grazie a Ryan Reynolds siamo riusciti a
ottenere l’adattamento di Deadpool che tutti si
aspettavano.
Zio Ben (The Amazing Spider-Man)

Una delle cose
peggiori che un reboot possa fare è caplestare lo stesso terreno
del franchise precedente. Uscito dieci anni dopo il primo
Spider-Man di Sam Raimi, The Amazing
Spider-Man ha riproposto diverse cose già affrontate, come
la morte di zio Ben come momento decisivo nella
vita di Peter Parker.
Sappiamo però che è
possibile raccontare le origini di Spider-Man anche senza questo
intreccio, e i Marvel Studios l’hanno dimostrato, quindi perché la
Columbia Pictures non ha fatto lo stesso?