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Fast Charlie, la spiegazione del finale: qual è il colpo di scena conclusivo del film?

Fast Charlie, thriller diretto da Phillip Noyce, balzato in cima alla Top 10 di Prime Video, dove è disponibile in streaming, vede Pierce Brosnan nei panni di Charlie Swift, un sicario al servizio del boss della criminalità organizzata Stan Mullen (James Caan). Dopo che l’ultimo incarico di Charlie va storto, una banda rivale prende di mira Stan, dando il via a una vera e propria carneficina in cui diversi membri della sua organizzazione vengono uccisi.

Quando anche Stan viene dato per morto, Charlie intraprende una missione di vendetta. Lo fa con la consueta brutalità, ma se vi aspettate un finale prevedibile come gran parte della trama del film, resterete sorpresi. Il racconto si chiude infatti con due colpi di scena che difficilmente si vedono arrivare. Vediamo più da vicino cosa accade nel film.

Perché l’ultimo incarico di Charlie va storto?

Stan Mullen ha diverse persone al suo servizio, tra cui Charlie Swift, ex marine diventato “fixer”, e una nuova recluta che si fa chiamare Blade. Charlie riceve l’ordine di portare Blade con sé per un incarico di assassinio commissionato dall’ultimo cliente di Stan. Il giovane, soprannominato Blade per la sua abilità con i coltelli, è proprio la causa del fallimento della missione.

Blade dovrebbe eliminare un uomo di nome Rollo, ma invece di usare il coltello, si finge un fattorino di una pasticceria e consegna alla vittima una scatola di ciambelle contenente un esplosivo. Rollo muore nell’esplosione e il suo volto viene completamente distrutto, rendendo il cadavere irriconoscibile.

Questo rappresenta un grosso problema, perché il cliente di Stan, un uomo chiamato Beggar, ha bisogno di una prova dell’esecuzione. Senza la testa, Rollo non può essere identificato con certezza.

Come risolve il problema Charlie?

Charlie ha bisogno di qualcuno che conosca Rollo e possa identificarne il corpo senza testa. Questa persona è Marcie, l’ex moglie di Rollo, che riesce a riconoscerlo grazie a un tatuaggio sulla schiena. Questa prova è sufficiente per soddisfare Beggar, ma Blade non vuole che Charlie si prenda il merito dell’omicidio. Così punta una pistola contro il suo superiore e fugge con l’auto contenente il corpo di Rollo.

Blade intende consegnare il cadavere a Beggar, ma il suo piano fallisce quasi subito. Pochi istanti dopo aver lasciato Charlie e Marcie, si spara accidentalmente alla testa e l’auto finisce fuori strada. Blade muore a causa del colpo di pistola e dell’incidente, e l’auto prende fuoco. Con ciò che resta del corpo di Rollo ormai carbonizzato, Charlie deve trovare un nuovo modo per fornire a Beggar la prova dell’esecuzione.

La soluzione è macabra: Charlie decapita il corpo di Blade e chiede aiuto al fratello di Marcie per tatuare il corpo in modo simile a quello di Rollo. Beggar è convinto che il cadavere di Blade sia in realtà quello di Rollo, ma la missione di Charlie non è ancora finita. Poco dopo l’incontro con Beggar, infatti, scoppia una nuova carneficina: gli uomini di Stan vengono eliminati dai sicari di Beggar.

Che fine fanno Stan e la sua squadra?

Beggar aveva fatto recapitare a Stan una proposta d’affari, chiedendo a Charlie di consegnarla. Stan, però, non ha alcuna intenzione di collaborare con una persona come Beggar e rifiuta l’offerta. La decisione gli è fatale. Il giorno successivo, Stan e i membri della sua organizzazione vengono attaccati dagli uomini di Beggar.

Quando Charlie scopre i corpi di Stan e della sua squadra, si accorge che manca una persona: Benny. Quest’ultimo si è infatti schierato con Beggar, così Charlie decide di fargli visita. L’incontro è breve: Charlie, consapevole del coinvolgimento di Benny nell’attacco a Stan, gli spara in testa e lo uccide.

Charlie riesce a vendicarsi di Beggar?

Il prossimo obiettivo di Charlie è Beggar, ma da professionista sa di dover chiedere il permesso a Sal, il capo della mafia locale. Sal non vuole che Beggar venga eliminato, perché lo considera ancora utile. Questo, però, non ferma Charlie, che inizia a indagare sul motivo per cui Beggar volesse Rollo morto. Scopre così che Rollo possedeva prove compromettenti contro Beggar, ed è per questo che era stato ordinato il suo assassinio.

Marcie sa dove sono nascoste le prove: nel vecchio ufficio di Rollo all’interno del bar di Beggar. Riesce a recuperare il disco incriminante, ma prima di poter scappare viene circondata dagli uomini di Beggar. Charlie arriva per salvarla, ma entrambi vengono catturati dalla banda criminale. I due vengono separati: Marcie viene portata da Beggar, mentre Charlie viene affidato a un uomo che gli sottrae il disco. In seguito, Charlie riesce a ucciderlo mentre sono insieme in auto e recupera la prova.

Il confronto finale e il primo colpo di scena

Verso la fine del film, Charlie incontra Beggar in un luogo stabilito. Beggar vuole il disco in cambio della vita di Marcie, che minaccia di uccidere. Beggar ordina a Charlie di spogliarsi, e lui obbedisce. Senza armi addosso, Charlie sembra completamente indifeso. Ma prima che Beggar possa sparare a lui o a Marcie, un colpo di fucile da cecchino lo centra in piena testa. Beggar muore all’istante. Si tratta del primo dei due colpi di scena finali del film.

Chi ha sparato a Beggar?

A uccidere Beggar è Milt, un uomo che Charlie conosceva in passato. Charlie gli aveva chiesto di eliminare Beggar dopo aver ottenuto l’autorizzazione da Sal. Nelle scene finali viene infatti rivelato che Charlie aveva mostrato a Sal il disco compromettente, contenente un video in cui Beggar tradisce Sal vendendolo all’FBI. A causa di questo tradimento, Sal decide di autorizzarne l’eliminazione.

Qual è il colpo di scena finale del film?

Nel finale, Charlie — che nel frattempo si è innamorato di Marcie — la porta in un ristorante per presentarle un uomo chiamato Mr. Green. Chi è davvero? Si scopre che si tratta di Stan, che in realtà non è mai morto. Charlie aveva inscenato la morte di Stan dopo l’attacco alla sua casa, perché era l’unico modo per metterlo al sicuro. Beggar, convinto che Stan fosse morto, non aveva più motivo di cercarlo.

Stan, ormai anziano e affetto da problemi di memoria, può finalmente ritirarsi sotto le cure di un’infermiera. Nel frattempo, per Charlie e Marcie arriva il lieto fine: i due partono per l’Italia, dove Charlie ha acquistato una casa da ristrutturare, deciso a ritirarsi definitivamente dal mondo dei sicari.

The Bad Boy and Me, spiegazione del finale: Drayton e Dallas finiscono insieme?

Il romantico e intenso drama The Bad Boy and Me (2024) racconta la storia di due giovani anime, Dallas e Drayton, alle prese con sogni ambiziosi, ferite del passato e il difficile equilibrio tra amore e realizzazione personale. Il film accompagna lo spettatore in un percorso emotivo profondo, fatto di scelte dolorose, crescita interiore e desiderio di riscatto.

Il finale della pellicola rappresenta un vero e proprio punto di arrivo emotivo, capace di ricucire tutte le tematiche principali della storia: l’amore, l’ambizione, il lutto e la maturazione personale. Analizziamo quindi gli eventi conclusivi e i momenti più significativi che rendono questo epilogo così potente e memorabile.

L’ultima danza di Dallas: accettare l’eredità della madre

Dallas, ballerina determinata e talentuosa, si trova ad affrontare la prova più importante della sua vita: l’audizione per la prestigiosa scuola di danza frequentata in passato dalla madre, ormai scomparsa. L’inizio della performance è incerto, carico di tensione ed emozione, ma è proprio in quel momento di fragilità che Dallas riesce a trasformare il dolore in forza espressiva.

La sua danza diventa così un tributo sentito alla madre, un modo per onorarne il ricordo e, allo stesso tempo, affermare la propria identità. Questo passaggio segna una svolta fondamentale per il personaggio: Dallas impara finalmente a convivere con il lutto, senza permettergli di soffocare i suoi sogni.

La redenzione di Drayton: fare i conti con il passato

Anche Drayton, promessa del football e figlio di una figura paterna ingombrante, vive un momento decisivo nel finale del film. Schiacciato per anni dalle aspettative legate all’eredità del padre, il ragazzo trova il coraggio di affrontare i propri errori. Decide così di riconciliarsi con l’allenatore e con i compagni di squadra, chiedendo scusa per i comportamenti impulsivi e le reazioni rabbiose del passato.

Questo gesto di vulnerabilità gli permette di liberarsi finalmente dal peso che lo opprimeva. In campo, Drayton gioca con il cuore leggero e riesce a segnare il touchdown decisivo nella partita di campionato. Il suo percorso dimostra come il perdono – verso gli altri e verso se stessi – possa diventare uno strumento di rinascita.

Il confronto emotivo tra Dallas e Drayton

Uno dei momenti più intensi di The Bad Boy and Me è senza dubbio il confronto diretto tra Dallas e Drayton. Entrambi esplodono emotivamente, mettendo a nudo le proprie frustrazioni: Dallas è stanca di mettere sempre i sogni degli altri davanti ai suoi, mentre Drayton confessa il suo desiderio di uscire finalmente dall’ombra del padre.

Questo dialogo sincero e doloroso rappresenta un vero punto di svolta per la coppia. I due si rendono conto di essere speculari nelle loro paure e trovano nell’altro la spinta necessaria per non rinunciare più alle proprie ambizioni.

La risoluzione finale: amore e sogni che si intrecciano

Nel finale, le strade dei protagonisti trovano una nuova direzione. Dallas riceve la tanto attesa lettera di ammissione alla scuola di danza, mentre Drayton prende una decisione inaspettata ma matura: continuare nel mondo dello sport, ma con un ruolo diverso, orientandosi verso il coaching.

L’ultima scena li mostra insieme, in un momento semplice e carico di speranza. Non ci sono grandi dichiarazioni, ma la consapevolezza reciproca di volersi sostenere a vicenda, rispettando i sogni dell’altro senza sacrificare se stessi.

Temi e messaggi del finale

Il finale di The Bad Boy and Me non si limita a concludere la storia di Dallas e Drayton, ma invita lo spettatore a riflettere su temi profondi e universali. Al centro del racconto c’è soprattutto il delicato equilibrio tra amore e ambizione: il film mostra come una relazione autentica non debba mai diventare un freno alla realizzazione personale, ma possa invece trasformarsi in una solida fonte di sostegno e incoraggiamento. Dallas e Drayton imparano che volersi bene significa anche rispettare i sogni dell’altro, senza rinunciare ai propri.

Un altro elemento fondamentale è il modo in cui i protagonisti affrontano il dolore e la perdita. Entrambi portano con sé ferite legate al passato e al lutto, ma il finale suggerisce che solo accettando quelle mancanze è possibile crescere davvero. Il dolore non viene cancellato, bensì integrato nel loro percorso di maturazione, diventando parte della loro identità e della loro forza.

Infine, il film sottolinea con decisione il valore della vulnerabilità. Drayton trova il coraggio di mostrarsi fragile, di chiedere scusa e di liberarsi dalle aspettative che lo opprimono, mentre Dallas compie un atto di grande consapevolezza scegliendo finalmente se stessa e il proprio futuro. Entrambi dimostrano che essere autentici, anche quando fa paura, è l’unico modo per vivere pienamente.

The Bad Boy and Me regala un finale emotivamente appagante, capace di chiudere il cerchio narrativo con sensibilità e coerenza. La conclusione rafforza i temi centrali del film — crescita personale, amore e ambizione — lasciando un segno duraturo nello spettatore.

Le cose non dette: recensione del film di Gabriele Muccino

Le cose non dette: recensione del film di Gabriele Muccino

Le cose non dette lasciano spesso un senso di vuoto. E a volte aprono un abisso, da cui riemergere può diventare difficile. Perché ciò che scegliamo di non dire può ritorcersi contro di noi, anche quando crea l’illusione – momentanea – di essere al sicuro. Le cose non dette è il titolo del nuovo film di Gabriele Muccino, che torna a lavorare con attori a lui affini come Claudio Santamaria, Stefano Accorsi e Carolina Crescentini. Accanto a volti di cui conosce già espressioni, sfumature e inclinazioni artistiche, entra per la prima volta nel suo cinema Miriam Leone, alla sua prima collaborazione con il regista. Il film è tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, sorella di Nora Ephron, che firma la sceneggiatura insieme a Muccino. La pellicola arriva nelle sale italiane dal 29 gennaio, mentre intanto continua a registrare ottimi riscontri la pièce teatrale A casa tutti bene, tratta dall’omonimo suo film.

Le cose non dette, la trama

Carlo ed Elisa sono una coppia che, almeno in apparenza, sembra solida. Lui è un professore universitario di filosofia alla Sapienza, lei una giornalista di Vanity Fair Italia. I primi anni di matrimonio scorrono all’insegna della complicità, della passione, di un amore che sembra sufficiente a tutto. Poi qualcosa si incrina. Carlo non riesce a scrivere il libro a cui lavora da tempo, e la difficoltà di avere un figlio rompe quell’equilibrio che sembrava intoccabile. È in questo momento di fragilità che Carlo, durante una cena abituale con Elisa e con la coppia di amici Paolo e Anna, incrocia lo sguardo di Blu, una giovane cameriera. Scopre in seguito che è una sua studentessa, affascinata dalle sue lezioni e da lui. Da lì prende forma una relazione extraconiugale che Carlo vive come una via di fuga, fino a maturare l’idea di lasciare Elisa, con cui crede di non avere più nulla da condividere. È invece Elisa – inconsapevole di quanto stia accadendo – a tentare un ultimo gesto di salvezza: organizza un viaggio a Tangeri, in Marocco. Ma una volta arrivati, il non detto – accumulato, stratificato – è destinato a bruciare tutto.

Le cose non dette film
© 01 Distribution

Una storia che parla di noi

Le cose non dette è a tutti gli effetti un film di Gabriele Muccino. Dialogo dopo dialogo, scena dopo scena, l’impronta del regista cosparge la storia sin dal primo ciak girato. Il suo timbro è presente, sia nel melodramma che avvolge i personaggi, sia nel ritmo compassato, schizofrenico e furioso che li accompagna nei cambi di registro (si passa, a un certo punto, anche al thriller), mentre si muovono tra Roma e Tangeri. Muccino vuole continuare ad approfondire – quasi come fosse una missione, un compito che gli arriva dall’alto – le storture umane. Le fragilità, i dubbi, le paure, le debolezze più nascoste, i segreti che, nel suo esperire la vita, riescono a modellarlo e influenzarlo senza che neppure se ne accorga. Perché ognuno di noi non è né integro né immacolato, ma conserva dentro di sé malesseri, desideri a volte peccaminosi, sogni che potrebbero far male all’altro.

Questa volta il regista ce ne racconta gli aspetti mettendo al centro le omissioni. Quelle verità che non diciamo per timore che possano creare un danno ma che, come nel caso di Carlo, avrebbero potuto salvare un intero matrimonio. Perché se Carlo, quando al ristorante dove va spesso a mangiare con Elisa, Anna e Paolo, avesse detto che conosceva Blu, che era sua allieva, con molta probabilità il loro rapporto non si sarebbe trasformato in adulterio. E invece, in fondo, a Carlo conveniva non dirlo: era più semplice rimanere in quella zona d’ombra dove rifugiarsi. Finché il sole non si è abbattuto, ed era talmente forte da incendiare la sua relazione.

Una Miriam Leone formidabile

Tra urla, isterismi e sguardi persi – con il personaggio di Carolina Crescentini che richiama inevitabilmente quello di Ginevra – Muccino si ostina a rimanere sui primi piani dei volti dei suoi protagonisti, ricorrendo talvolta a dolly zoom non sempre riusciti, inseriti nei momenti di massima tensione, quando il disorientamento interiore prende il sopravvento. Il film diventa una girandola di personaggi sull’orlo del collasso: Carlo soffocato dal senso di colpa, Paolo intrappolato in un matrimonio che lo consuma, Anna schiacciata dalla depressione. L’unica presenza davvero misurata è quella di Miriam Leone: il suo lavoro è infatti tutto in sottrazione. Elisa appare stoica, composta, apparentemente imperturbabile.

Ma quella forza è una maschera, una difesa, una scappatoia per non guardare in faccia la realtà e un crollo emotivo che soccombe come una minaccia. È uno dei personaggi più riusciti del racconto, insieme a Margherita Pantaleo, la figlia tredicenne di Paolo e Anna, che incarna con precisione la vulnerabilità e l’imprevedibilità dell’adolescenza. Le cose non dette è un film che nel complesso funziona, pur con qualche virtuosismo di troppo e alcune scene sovraccaricate. A tratti la storia è stata compressa oltre il necessario, meritando un respiro maggiore. Ma una certezza rimane: Gabriele Muccino sa raccontare i sentimenti e le relazioni umane. E noi, alla fine, finiamo sempre per riconoscerci. Anche quando non vogliamo ammetterlo.

Stranger Things: Tales from ’85, confermato il ritorno di Undici!

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Undici torna in una nuova stagione di Stranger Things, la cui data di uscita è stata ora svelata, e la storia del progetto segnerà una novità assoluta per il franchise Netflix. A quasi un mese dall’uscita del finale di serie di Stranger Things, la serie di fantascienza continua a essere tra le prime dieci serie TV di Netflix in tutto il mondo, attualmente al settimo posto in classifica.

Questo dimostra la forza della serie e, sebbene la serie principale si sia conclusa, sono in fase di sviluppo diversi spin-off di Stranger Things. Dopo che la quinta stagione di Stranger Things ha lasciato incerto il destino di Undici, i fan hanno chiesto altre storie con il personaggio. Sebbene non sia esattamente questo il punto in gioco in una nuova stagione di Stranger Things, è confermato il ritorno di Undici.

Svelata la data di ritorno di Undici in Stranger Things

Era stato precedentemente rivelato che il primo spin-off di Stranger Things sarebbe stata una serie animata, Stranger Things: Tales from ’85, ambientata tra la seconda e la terza stagione della serie Netflix. Pertanto, Undici è ancora in vita in quel periodo, con il personaggio che verrà riassegnato per la prossima serie, dato che Millie Bobby Brown è ormai invecchiata.

Mentre Stranger Things: Tales from ’85 debutterà su Netflix nel 2026, non abbiamo ancora una data di uscita definitiva per la prossima serie di fantascienza. Detto questo, è stato ora confermato che Stranger Things: Tales from ’85 Chapter Book #1 sarà disponibile il 1° settembre 2026. Il nuovo libro vedrà Undici tornare insieme ai suoi amici per esplorare un nuovo mistero a Hawkins.

Secondo la descrizione, Undici, Mike, Lucas, Will, Max e Dustin faranno squadra ancora una volta, solo che questa volta con l’aggiunta di un nuovo personaggio, Nikki, che segna la prima alterazione della tradizione di Stranger Things nello spin-off. Una scatola degli oggetti smarriti infettata dalle spore del Sottosopra è la fonte della loro indagine, dando il via a una nuova ed entusiasmante avventura.

L’imminente ritorno di Undici in Stranger Things esplora qualcosa che la serie Netflix non ha realmente utilizzato

La serie animata Stranger Things: Tales from ’85 e i suoi libri complementari esploreranno senza dubbio molti elementi non utilizzati nella serie originale. Questo è stato chiarito dalla sinossi del primo capitolo di Stranger Things: Tales from ’85, e non potrei essere più emozionato di immergermi finalmente in una storia di Stranger Things in cui Hawkins è coperto di neve.

Questa è una novità per il franchise Netflix, poiché l’unico momento chiave in cui abbiamo visto la neve a Hawkins è stato quando Hopper ha lasciato Eggos per Eleven nella foresta innevata. L’intero scopo di continuare il franchise dopo la fine della serie principale è quello di concentrarsi su cose nuove. Pertanto, vedere finalmente la festa in un’avventura innevata dopo che Stranger Things non l’ha fatto sarà emozionante.

Ransom Canyon – Stagione 2 sarà ancora più passionale della precedente

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La serie western romantica di Netflix, Ransom Canyon, che è ufficialmente pronta per una seconda stagione, si preannuncia ancora più sexy e passionale della precedente. Ransom Canyon, che ha debuttato su Netflix all’inizio del 2025, fonde la classica grinta del western con romanticismo, dramma familiare e dinamiche tra i personaggi da svenimento, rendendo la serie un successo con un seguito fedele.

In un’intervista con Collider, la star di The Long Walk, Garrett Wareing, che interpreta Lucas in Ransom Canyon, ha lasciato intendere che la serie di successo di Netflix tornerà più forte, più sexy e più drammatica. Sebbene la serie presenti già temi maturi e intense poste in gioco personali, i commenti di Wareing suggeriscono che la seconda stagione alzerà la posta, affermando: “È tutto ciò che si desidera che Ransom Canyon sia”. Leggi i suoi commenti completi qui sotto:

È un po’ scoraggiante quando ti imponi uno standard, e credo che ci siamo già riusciti con le nostre carriere, ed è molto emozionante, ma vuoi continuare a migliorare, come hai detto. Direi che la seconda stagione di Ransom Canyon è più sexy, più sensuale e più drammatica. È tutto ciò che si desidera che sia Ransom Canyon.

Il finale della prima stagione di Ransom Canyon ha lasciato irrisolti diversi archi narrativi dei personaggi, dalla provvisoria riunione tra Staten e Quinn a un triangolo amoroso che coinvolge Lucas, Lauren (Lizzy Greene) e Reid (Andrew Liner), fornendo un nuovo terreno narrativo per i nuovi episodi. La seconda stagione è destinata a continuare la lotta di potere su Ransom, con Staten e Quinn al centro del conflitto.

La seconda stagione ha anche aggiunto nuovi membri al cast, con Steve Howey di Shameless che si unisce al cast nel ruolo di Levi, il fratellastro di Staten, descritto come qualcuno che “vive dei frutti della terra“. La nuova stagione vedrà anche Kit (Casey W. Johnson) promosso a personaggio fisso, mentre Davis (Eoin Macken) e Reid Collins (Andrew Liner) non saranno più presenti.

Ransom Canyon è stato descritto come un mix tra un western drammatico in stile Yellowstone e una soap opera romantica, una combinazione che l’ha aiutata a distinguersi nonostante un’accoglienza critica contrastante. La prima stagione ha ricevuto recensioni nella media dalla critica, con Rotten Tomatoes che ha riportato un punteggio di approvazione mediocre e Metacritic che l’ha classificata nella fascia “mista o media”. Ciononostante, la serie è riuscita a riscuotere successo e ha totalizzato ben 228,9 milioni di ore di spettatori durante la sua prima stagione.

Mentre le riprese della seconda stagione di Ransom Canyon ancora in corso, si prevede che la serie avrà una finestra di uscita tra la fine del 2026 e il 2027, il che significa che i fan non dovranno aspettare troppo a lungo per scoprire come si svilupperanno i nuovi episodi. Poiché la nuova stagione si preannuncia come “più sexy e più piccante“, Ransom Canyonsembra pronto a regalare un’altra stagione ricca di romanticismo e dramma western che potrebbe superare il successo della prima stagione.

La Mummia: John Hannah non era felice di una delle sue scene più iconiche

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John Hannah, trai protagonisti de La Mummia, non era entusiasta della sua scena più iconica.

L’attore ha rivelato che ha cercato di far rimuovere dal classico film d’avventura degli anni ’90 una scena specifica, diventata poi iconica e tra le preferite dai fan tra quelle che lo vedono protagonista. La Mummia del 1999 è considerata una rivisitazione classica del mostro horror della Universal. Con un cast guidato da Brendan Fraser e Rachel Weisz, il film rimane una venerata interpretazione del mostro classico.

Tuttavia, John Hannah, non era soddisfatto di una scena in particolare de La Mummia. Parlando con il Telegraph, Hannah, che interpreta il comic relief Jonathan Carnahan, ha rivelato di non essere soddisfatto di una scena in cui il suo personaggio fingeva di essere uno degli zombie canterini di Imhotep. Cantava per mimetizzarsi tra loro.

Nonostante la comicità della scena, Hannah la trovò “imbarazzante”, non cogliendone la visione comica. Sfortunatamente per lui, quella scena si rivelò una delle migliori de La Mummia, ottenendo il riscontro più positivo tra tutti i momenti delle proiezioni di prova iniziali del film. Ecco cosa ha detto Hannah:

C’è una scena de La Mummia che ho sempre odiato, in cui corro fuori dal museo per prendere la macchina e ci sono tutti questi zombie che cantano “Imhotep” [il nome del cattivo]. Avrei dovuto unirmi a loro e fingere di essere uno zombie anch’io, e gemere “Imhotep” mentre mi superavano, per poi tornare indietro a prendere la macchina. Pensai che fosse la cosa più stupida e imbarazzante di sempre. Ho cercato di convincere Steve [il regista Stephen Sommers] a cambiarla. Ma sono andato a una delle proiezioni di prova e quella scena mi ha strappato una risata fragorosa e un applauso. Mi sbagliavo di grosso.

Sebbene l’attore non sia stato un fan del momento più divertente di Jonathan, ha consolidato il suo personaggio come una parte esilarante e memorabile della trilogia. Riflette anche quanto questa versione del film fosse diversa rispetto alla vecchia versione incentrata sull’horror. I momenti più divertenti de La Mummia si fondono con azione e avventura, offrendo un valido remake del film classico.

Non è chiaro se i momenti divertenti di Jonathan continueranno ne La Mummia 4. Al momento, solo Fraser e Weisz sono confermati per il ritorno nei ruoli di Rock O’Connell ed Evelyn Carnahan. Dato che Jonathan è il fratello di Evelyn e un membro classico del team originale, avrebbe senso che tornasse al loro fianco.

Jason Momoa anticipa il futuro di Lobo nel DCU

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Jason Momoa anticipa il futuro di Lobo nel DCU

L’Universo DC non vedrà solo il debutto di Supergirl sul grande schermo quest’estate, ma anche il ritorno di Jason Momoa nel genere dei supereroi. Questa volta, tuttavia, la star che ha dato corpo e volto a Arthur Curry interpreterà Lobo della DC, e farà parte proprio del cast di Supergirl.

In un’intervista con Liam Crowley di ScreenRant per Fratelli Demolitori, Jason Momoa ha parlato delle differenze nel passaggio dal franchise di Zack Snyder al DCU di James Gunn, che vedrà la star interpretare il ruolo di Lobo. Alla domanda su quali fossero le differenze creative tra queste due proprietà DC, Momoa ha risposto: “Penso che siano molto diverse perché sono anche personaggi diversi. Ho iniziato con un’idea vaga per Batman v Superman, finché non è arrivato Justice League”.

L’ex attore di Game of Thrones ha spiegato che “Zack aveva già pianificato tutto. Aveva tutto ben pianificato”. Tuttavia, per quanto riguarda il suo futuro nel DCU, “so che Lobo è presente solo in questo, quindi vedremo cosa ci riserva il futuro. Mi piacerebbe molto che uscisse qualcosa di suo”.

Momoa ha detto: “Non so se ci sarà. Penso che probabilmente dipenda dal pubblico e da come si sente, ma credo che lui abbia già pianificato le sue cose e io non ne sono a conoscenza”. Ha continuato dicendo: “Penso che tutti saranno… La carriera di James è pari a ciò che ha fatto Zack, a ciò che hanno costruito e a quali sono i loro mondi. Sono registi straordinari nel costruire mondi”.

Jason Momoa ha spiegato: “Sono piuttosto emozionato. Quando ho potuto interpretare Lobo, voglio dire, è stato un momento da brivido. E la mia prima scena è piuttosto ardua. Sono in ansia all’idea di vedere un altro attore realizzare quella prima ripresa, quello che abbiamo fatto noi. Sono emozionato di parlarne perché è difficile. E l’ho presa con entusiasmo e sono molto emozionato.”

Sebbene i DC Studios non abbiano ancora annunciato quali siano i piani per il Lobo di Momoa dopo la storia di Supergirl, ci sono numerose possibilità per il popolare cacciatore di taglie. Potrebbe sempre continuare ad apparire in altre uscite DCU come personaggio secondario prima di dedicarsi a un suo progetto.

Quello che sappiamo su Supergirl

Oltre a Milly Alcock nei panni della protagonista, Supergirl vedrà anche la partecipazione di Eve Ridley (Il problema dei 3 corpi) nel ruolo di Ruthye Mary Knolle e Matthias Schoenaerts (The Old Guard) nel ruolo del malvagio Krem delle Colline Gialle. Più recentemente, la star di Aquaman, Jason Momoa si è unita al cast nel ruolo di Lobo. Anche Krypto il Supercane dovrebbe avere un ruolo importante nella storia. Le ultime aggiunte al cast sono state David Krumholtz ed Emily Beecham nei ruoli dei genitori di Kara, Zor-El e Alura.

Questa interpretazione di Kara Zor-El si dice sia una “versione meno seria e più provocatoria dell’iconica supereroina”, poiché Gunn cerca di allontanarsi dalle “precedenti rappresentazioni della Ragazza d’Acciaio, in particolare dalla longeva serie CBS/CW interpretata da Melissa Benoist”.

Secondo una breve sinossi, questa storia seguirà Kara mentre “viaggia attraverso la galassia per festeggiare il suo 21° compleanno con Krypto il Supercane. Lungo la strada, incontra una giovane donna di nome Ruthye e finisce per intraprendere una ricerca omicida di vendetta”. L’attrice e drammaturga Ana Nogueira sta attualmente lavorando alla sceneggiatura di Supergirl. La regia verrà firmata da Craig Gillespie.

La Warner Bros. ha annunciato che la nostra nuova Ragazza d’Acciaio prenderà il volo nelle sale il 26 giugno 2026.

Cesar 2026, tutte le nomination: Nouvelle Vague di Richard Linklater colleziona 10 candidature

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Sono state annunciate le nomination ai Cesar 2026 e quest’anno, stranamente, è un nome americano a essere nominato il maggior numero di volte: Richard Linklater. Il regista ha infatti lavorato in Francia per il suo ultimo film (presentato a Cannes 2025 dove lo abbiamo visto in anteprima), Nouvelle Vague, che ha conquistato il massimo numero di nomination: dieci.

Ecco di seguito tutti i nominati per il premio più importante del cinema francese:

Miglior film

L’attachement – La tenerezza
Dossier 137
Nouvelle Vague
La petite dernière
Un semplice incidente

Miglior regia

Carine Tardieu – L’attachement – La tenerezza
Dominik Moll – Dossier 137
Stéhane Demoustier – Lo sconosciuto del Grande Arco
Richard Linklater – Nouvelle Vague
Hafsia Herzi – La petite dernière

Miglior attrice

Leïla Bekhti – C’era una volta mia madre
Valeria Bruni Tedeschi – L’attachement – La tenerezza
Léa Drucker – Dossier 137
Isabelle Huppert – La Femme la plus riche du monde
Mélanie Thierry – La stanza di Mariana

Miglior attore

Claes Bang – Lo sconosciuto del Grande Arco
Bastien Bouillon – Partir un jour
Laurent Lafitte – La Femme la plus riche du monde
Pio Marmaï – L’attachement – La tenerezza
Benjamin Voisin – Lo straniero

Miglior attrice non protagonista

Jeanne Balibar – Nino
Dominique Blanc – Partir un jour
Marina Foïs – La Femme la plus riche du monde
Ji-min Park – La petite dernière
Vimala Pons – L’attachement – La tenerezza

Miglior attore non protagonista

Swann Arlaud – Lo sconosciuto del Grande Arco
Xavier Dolan – Lo sconosciuto del Grande Arco
Michel Fau – Lo sconosciuto del Grande Arco
Pierre Lottin – Lo straniero
Raphaël Personnaz – La Femme la plus riche du monde

Miglior scoperta femminile

Manon Claver – Kika
Suzanne Lindon – I colori del tempo
Nadia Melliti – La petite dernière
Camille Rutherford – Jane Austen ha stravolto la mia vita
Anja Verderosa – L’Épreuve du feu

Miglior scoperta maschile

Idir Azougli – Météors
Sayyid El Alami – La pampa
Félix Lefebvre – L’Épreuve du feu
Guillaume Marbeck – Nouvelle Vague
Théodore Pellerin – Nino

Miglior opera prima

Arco
L’Épreuve du feu
Nino
La pampa
Partir un jour

Miglior film d’animazione

Arco
La piccola Amélie
La Vie de chateau, mon enfance a Versailles

Miglior documentario

À bicyclette!
Le Chant des Forêts
Le Cinquieme plan de La Jetee
Personne n’Y Comprend Rien
Put Your Soul on Your Hand and Walk

Miglior film straniero

L’Agente Segreto
Una Battaglia dopo l’Altra
Black Dog
Sentimental Value
Sirat

Miglior adattamento

Carine Tardieu, Raphaële Moussafir, Agnès Feuvre – L’attachement – La tenerezza
Stéhane Demoustier – Lo sconosciuto del Grande Arco
Hafsia Herzi – La petite dernière

Miglior fotografia

Elin Kirschfink – L’attachement – La tenerezza
Patrick Ghiringhelli – Dossier 137
Marine Atlan – L’engloutie
Manu Dacosse – Lo straniero
David Chambille – Nouvelle Vague

Miglior scenografia

Jean-Philippe Moreaux – Chien 51
Catherine Cosme – Lo sconosciuto del Grande Arco
Riton Dupire-Clément – C’era una volta mia madre
Katia Wyszkop – Nouvelle Vague
Marie Cheminal – I colori del tempo

Migliori costumi

Céline Guignard – La condition
Corinne Bruand – Dracula – L’amore perduto
Jurgen Doering – La Femme la plus riche du monde
Pascaline Chavanne – Nouvelle Vague
Pierre-Yves Gayraud – I colori del tempo

Miglior musica

Arnaud Toulon – Arco
Olivier Marguerit – Dossier 137
Fatima Al Qadiri – Lo straniero
Alex Beaupain – La Femme la plus riche du monde
Amine Bouhafa – La petite dernière

Miglior montaggio

Stan Collet – 13 jours, 13 nuits
Christel Dewynter – L’attachement – La tenerezza
Laurent Rouan – Dossier 137
Catherine Schwartz – Nouvelle Vague
Géraldine Mangenot – La petite dernière

Miglior suono

Arco
Le Chant des Forêts
Dossier 137
Nouvelle Vague
Partir un jour

Migliori effetti visivi

Chien 51
Lo sconosciuto del Grande Arco
C’era una volta mia madre
Nouvelle Vague
I colori del tempo

Miglior cortometraggio d’animazione

Les belles cicatrices
Dieu est timide
Fille de l’eau

Miglior cortometraggio documentario

Au bain des dames
Car Wash
Ni dieu ni père

Miglior cortometraggio

Big Boys Don’t Cry
Deux personnes échangeant de la salive
Mort d’un acteur
Wonderwall

Wonder Man Easter Eggs e riferimenti: il Mandarino, gli Avengers, gli attori reali e molto altro

Wonder Man della Marvel è una delle serie più incentrate sui personaggi dell’intero MCU. Tuttavia, è anche ricchissima di riferimenti profondi, Easter egg intelligenti, cameo, collegamenti con la Hollywood reale, oltre a legami sia con i fumetti originali sia con il più ampio Marvel Cinematic Universe.

Con Yahya Abdul-Mateen II nel ruolo di Simon Williams e il ritorno di Sir Ben Kingsley nei panni di Trevor Slattery, Wonder Man segue l’improbabile duo mentre affronta Los Angeles e la difficile scalata per diventare grandi attori di Hollywood (senza contare i superpoteri nascosti di Simon). Il risultato è uno dei progetti più unici mai realizzati nell’MCU.

Tenendo questo a mente, ecco tutti gli Easter egg, i riferimenti e i collegamenti più interessanti che abbiamo individuato nei otto episodi di Wonder Man.

I più grandi e migliori Easter egg, riferimenti, cameo e collegamenti all’MCU in Wonder Man della Marvel

Sanford Williams — La première di Wonder Man ci mostra per la prima volta il padre di Simon, Sanford. Nei fumetti era un importante industriale del settore bellico (anche se questo non è il caso nell’MCU).

Tuta anni ’80 ispirata a Visione? — Portando Simon a vedere Wonder Man del 1980, l’eroe immaginario indossa una tuta con colori simili a quelli di Visione. Potrebbe essere un richiamo intenzionale, considerando che nei fumetti originali le onde cerebrali di Visione erano basate su quelle di Simon Williams.

Uscita cinematografica di Rogers: The Musical — Dopo il debutto in Hawkeye, in Wonder Man viene rivelato che Rogers: The Musical avrà una propria uscita cinematografica, rafforzando il chiaro parallelo con Hamilton.

American Horror Story / Castle Rock / Sons of Anarchy — Prima di girare un episodio di American Horror Story, Simon elogia la regista per il suo lavoro in Castle Rock e Sons of Anarchy, confermando l’esistenza di tutte e tre le serie nell’MCU.

Ashley Greene di Twilight — Prima che Simon perda il ruolo, l’attrice Ashley Greene appare in un cameo nel ruolo di sé stessa. Doveva essere la partner di scena di Simon, prima che lui desse troppi suggerimenti (e Simon elogia anche il suo lavoro in Twilight).

Ryan Murphy — Il co-creatore di American Horror Story, Ryan Murphy, viene citato e contattato telefonicamente poco prima che Simon perda il ruolo.

Midnight Cowboy — Simon guarda Un uomo da marciapiede con Dustin Hoffman e Jon Voight, ed è proprio lì che incontra Trevor Slattery per la prima volta, diventando a loro volta un improbabile duo.

Pizza Gate / Illuminati — Dopo essersi finto il Mandarino in Iron Man 3, Trevor nega ogni coinvolgimento nel Pizza Gate o negli Illuminati (da non confondere con il team di supereroi visto in Doctor Strange nel Multiverso della Follia del 2022).

Poster del film di Kingo — All’esterno del piccolo cinema compare un poster di un film con protagonista l’Eterno/attore Kingo, un Easter egg ricorrente dell’MCU fin dall’uscita di Eternals nel 2021.

The Zaniac! — Vediamo anche un poster di The Zaniac!, film fittizio interpretato dall’attore Brad Wolfe, ex Hunter X-05 della TVA (visto nella stagione 2 di Loki).

Young Frankenstein — L’ultimo poster è quello di Frankenstein Junior (1974) diretto da Mel Brooks, un film reale.

Von Kovak dovrebbe sembrare familiare ai fan di Superman — Von Kovak è un celebre regista dell’MCU che vuole riavviare Wonder Man del 1980. È interpretato da Zlatko Burić, che ha interpretato anche il Presidente di Boravia in Superman (2025).

The Fly — Kovak cita La mosca di David Cronenberg come esempio di come trarre ispirazione da un film preesistente creando comunque qualcosa di nuovo e spettacolare.

“Stiamo già parlando con Leo” — L’agente di Simon afferma che lo studio sta già parlando con “Leo”, presumibilmente Leonardo DiCaprio.

Deadline è canon nell’MCU — Simon menziona un articolo di Deadline, confermando che il noto sito di notizie hollywoodiane esiste anche nell’MCU.

La “Doorman Waiver” — Simon deve firmare un modulo che conferma di non avere poteri, chiamato “Doorman Waiver”, un riferimento al personaggio Marvel omonimo che apparirà più avanti nella serie.

“Sono abbastanza sicuro che fosse un terrorista” — Richiamo al debutto MCU di Trevor in Iron Man 3 come falso Mandarino.

King Lear (Il brindisi di Croyden) — Il periodo di Trevor nei panni di Re Lear a Croyden era già stato menzionato in Iron Man 3.

DODC — Trevor lavora per il Department of Damage Control, introdotto in Spider-Man: Homecoming e poi apparso in No Way Home, Ms. Marvel e She-Hulk.

Chinese Theater — Simon osserva le stelle di Hollywood vicino al Chinese Theater, che fu anche uno dei siti dell’esplosione Extremis in Iron Man 3.

La madre di Trevor — Trevor parla di sua madre come prima fonte d’ispirazione per la recitazione, già citata nel one-shot All Hail the King.

Joe Pantoliano — L’attore reale viene citato come colui che avrebbe rubato a Trevor il ruolo principale in una serie medical intitolata South Shore Hospital.

Agente Cleary (DODC) — Cleary torna come agente responsabile del caso Simon Williams, dopo No Way Home e Ms. Marvel.

Megan 3.0 — Nell’MCU Megan 3.0 sembra già essere stato approvato, a differenza della realtà.

Gli occhiali del Mandarino — Trevor possiede ancora gli occhiali indossati in Iron Man 3 e All Hail the King.

The Matrix & Midnight Run — Simon elogia Pantoliano citando Matrix e Midnight Run.

Art Linkletter — Pantoliano cita una frase attribuita ad Art Linkletter che lo avrebbe ispirato a investire nel settore immobiliare.

Matthew McConaughey — Joe sostiene di avergli “rubato lo chef”.

Louis B. Mayer — Citata una famosa frase del cofondatore della MGM sulla sincerità nella recitazione.

Sarah Paulson — Janelle la menziona come riferimento diretto.

Poster dei film di Joe Pantoliano — Compaiono poster di Baby’s Day Out, Monsignor e Percy Jackson e gli Dei dell’Olimpo.

Prigione supermax del DODC — Vista per la prima volta in She-Hulk.

I fratelli Manning — Janelle lavora a un progetto con Peyton ed Eli Manning.

Monologhi di Simon e Trevor — Citazioni da Re Lear, Furore e Amadeus.

“Our Lips Are Sealed” di Belinda Carlisle — La canzone accompagna Simon e Trevor alla festa di compleanno della madre.

Martha ed Eric Williams (Grim Reaper) — Debutto MCU della madre e del fratello di Simon, anche se Eric non sembra essere il villain dei fumetti.

Captain America (un tipo normale) — Sam Wilson viene definito “il pacchetto completo”.

La Criterion Collection di Simon — Segno del suo amore per il cinema classico.

DeMarr “Doorman” Davis — Confermata l’origine del nome della Doorman Waiver.

Josh Gad — Interpreta sé stesso nell’episodio dedicato a Doorman.

Roxxon — La sostanza nera che conferisce i poteri a DeMarr proviene dalla Roxxon.

Mario Lopez – Hot Goss — Fonte delle notizie sulla carriera di DeMarr.

LeFou / Gaston — Battute sul ruolo di Josh Gad in La Bella e la Bestia.

La maschera di Doorman — Fedele a quella dei fumetti.

Michael Strahan — Scelto come sostituto di DeMarr negli spot pubblicitari.

Hulk — Citazione diretta da parte di DeMarr.

“Acrobazie come Cruise” — Riferimento a Tom Cruise.

Rogers: The Musical (di nuovo) — Altro cartellone pubblicitario su Hollywood Blvd.

“Ohana significa famiglia” (Lilo & Stitch) — Presente negli spot Disney+.

“Un amico da una dimensione tascabile” — Riferimento a Morris di Shang-Chi.

Cher / Chaka Khan — Citazioni musicali di Trevor.

“Ho appena finito un progetto di Chris Nolan” — Conferma l’esistenza del regista nell’MCU.

Il muro di ispirazione di Kovak — Include Iron Man, Capitan America, Thor, Black Panther e Alien.

Pretty Woman — Simon recita battute dal film ai provini.

“Enhanced” — Termine MCU per individui potenziati.

Gli occhiali di Simon (moderni vs fedeli) — Meta-commento sui costumi dei supereroi.

Progetto Netflix di Shonda Rhimes — Offerto a Simon.

Interviste di Kathy Friedman — Citati Joseph Gordon-Levitt e Glenn Howerton.

Prossima stagione di Severance — Vivian rivela di avere un ruolo.

Poster de Il pianeta delle scimmie — Collegamento con Shang-Chi.

Logo dei Dieci Anelli — Apre il nuovo video del Mandarino.

“Prendermi il merito di esplosioni accidentali” — Classico Trevor.

“Non mi hai visto arrivare” — Frase iconica del Mandarino.

Gli stessi occhiali del film del 1980 — Perfetto equilibrio tra modernità e fedeltà.

La super-tuta di Wonder Man — Ispirata alle versioni moderne dei fumetti.

Completo rosso della première — Molto fedele ai fumetti.

“Energia ionica” — Conferma dei poteri di Simon nell’MCU.

Simon Williams: minaccia o risorsa? — Possibile riferimento a Civil War nei fumetti.

“Brosnan / De Niro / Banderas?” — Trevor ignora di essere stato sostituito da Pantoliano.

“Everybody’s Talkin’” — Brano di Midnight Cowboy che chiude la serie.

Attori e personaggi reali che esistono anche nel MCU

Ashley Greene
Ryan Murphy
Dustin Hoffman e Jon Voight
David Cronenberg
Leonardo DiCaprio
Joe Pantoliano
Charles Grodin e Robert De Niro
Art Linkletter
Matthew McConaughey
Louis B. Mayer
Sarah Paulson
Peyton ed Eli Manning
Josh Gad
Mario Lopez
Michael Strahan
Tom Cruise
Cher e Chaka Khan
Christopher Nolan
Julia Roberts
Shonda Rhimes
Joseph Gordon-Levitt e Glenn Howerton
Pierce Brosnan e Antonio Banderas

Tutti gli episodi di Wonder Man sono ora disponibili in streaming su Disney+.

Il film fantascientifico Klara and the Sun con Jenna Ortega uscirà nel 2026 dopo importanti ritardi

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L’annunciato film di fantascienza Klara and the Sun è basato sull’omonimo romanzo bestseller del 2021 di Kazuo Ishiguro e vede Jenna Ortega nel ruolo della protagonista, il robot Klara. L’adattamento cinematografico è stato posto in fase di sviluppo ormai nel 2020, ma ha subito diversi ritardi importanti. Ora, durante un’intervista con Screen Daily per il suo nuovo film Fing!, presentato in anteprima al Sundance, il regista Taika Waititi ha confermato che Klara and the Sun uscirà nel 2026 e che il film è finalmente pronto. “Klara and the Sun uscirà presto, sicuramente quest’anno. Abbiamo appena discusso con la Sony su quando e dove, stiamo pensando a festival e cose del genere”.

Di cosa parla Klara and the Sun?

Diretto dal premio Oscar Taika Waititi (Jojo Rabbit, Thor: Ragnarok), con una sceneggiatura scritta dalla vincitrice dell’Emmy Dahvi Waller (Mad Men) basata sul romanzo di Kazuo Ishiguro, Klara and the Sun vede Jenna Ortega nei panni del robot protagonista, Klara, creato per prevenire la solitudine negli esseri umani e che cerca di salvare una famiglia affranta, tra cui la bambina malata Josie.

Oltre a Ortega nel ruolo di Klara, il cast include anche la sei volte candidata all’Oscar Amy Adams nel ruolo della madre di Josie, Mia Tharia nel ruolo di Josie, il candidato all’Emmy Simon Baker nel ruolo del padre di Josie, la cinque volte candidata all’Emmy Natasha Lyonne, Steve Buscemi, Harry Greenwood e Aran Murphy. Dopo anni di ritardi, le riprese sono finalmente iniziate nel gennaio 2024 e si sono concluse all’inizio dello stesso anno, ma ciò che ha ritardato l’uscita del film è stato il fatto che ha trascorso quasi 19 mesi in sala montaggio. Ora, non resta che attendere maggiori informazioni sul suo arrivo in sala.

Wonder Man, la spiegazione del finale: qual è il futuro della Damage Control nel MCU?

L’intera stagione di Wonder Man è stata resa disponibile su Disney+ e, sebbene risolva l’arco narrativo principale, il finale solleva alcune domande. Simon Williams non ha certo avuto una vita facile. Nonostante possieda poteri straordinari che molti invidierebbero, i suoi sogni lo hanno portato in una direzione molto diversa.

Come protagonista dell’attesissimo reboot supereroistico Wonder Man, la fama di Williams è destinata a decollare a Hollywood e oltre, ma c’è anche una vena di malinconia quando l’eroe ripensa agli eventi che lo hanno condotto a questo successo e all’improbabile amicizia nata con il controversissimo Trevor Slattery.

Naturalmente, tutto ciò porta ad alcuni sviluppi interessanti nel finale di stagione che quasi certamente garantiscono un futuro a Simon Williams nel MCU, ma prima che tutto questo accada ci sono alcuni aspetti importanti da chiarire.

Simon Williams ha finalmente abbracciato la sua identità di supereroe come Wonder Man

Simon Williams ha avuto una profonda paura delle proprie abilità fin dalla prima infanzia, fino al momento in cui lo incontriamo per la prima volta in Wonder Man. Come viene rivelato a metà serie, Hollywood non è affatto accogliente nei confronti di chi possiede capacità soprannaturali, e i sogni di Simon avrebbero potuto infrangersi prima ancora di cominciare se qualcuno avesse scoperto il suo segreto.

Tuttavia, dopo la sua grande occasione come Wonder Man, sembra molto più disposto ad accettare quella parte di sé che per tutta la vita ha cercato di tenere nascosta. Che ciò sia dovuto in parte alla sua nuova sicurezza economica o al fatto di aver finalmente realizzato i propri sogni, Simon è pronto a rischiare tutto per salvare il suo caro amico Trevor Slattery.

Con la scusa di prepararsi per un nuovo ruolo, Simon inizia a seguire da vicino un uomo medio della classe media americana che, a quanto pare, lavora per il Dipartimento di Controllo dei Danni (Department of Damage Control, DODC). Questo fa parte di un elaborato piano di Simon per liberare Trevor da una prigione DODC ad alta sicurezza, occasione in cui rivela per la prima volta di poter volare, oltre a possedere gli altri poteri già noti.

La prigione del DODC posiziona inoltre il Dipartimento come uno dei principali antagonisti degli eventi futuri, soprattutto considerando che è già stato confermato il suo ritorno in Spider-Man: Brand New Day.

Trevor Slattery è un fuggitivo, ma almeno è libero

Simon Williams può sperare che la sua identità resti in parte nascosta, ma ha corso un enorme rischio personale per liberare Trevor, e ora diverse persone conoscono il suo segreto, il che potrebbe sconvolgere completamente la sua vita. Tuttavia, almeno è riuscito a riunirsi con il suo amico, e Trevor non è più costretto a pagare per crimini che non ha commesso.

Trevor si è nuovamente presentato al mondo come un pericoloso terrorista, arrivando persino a sostenere di aver fatto esplodere un set cinematografico. Tuttavia, Trevor ha degli amici a Ta Lo che potrebbero essere disposti ad accogliere lui e Simon Williams. Se così fosse, ciò creerebbe immediatamente un collegamento tra questi personaggi e Shang-Chi, aprendo la strada a una loro futura ricomparsa.

Wonder Man tornerà in Avengers: Doomsday?

Wonder Man non suggerisce in modo definitivo un ritorno di Simon Williams, poiché non include una scena post-crediti, ma esiste un percorso che potrebbe portare questo eroe a unirsi ai più potenti eroi della Terra per affrontare una minaccia come Doctor Doom. Come evidenziato, Simon ora ha un legame con Shang-Chi attraverso Trevor, il che potrebbe condurlo a unirsi agli Avengers di Sam Wilson.

Tuttavia, se Simon riuscisse a mantenere la sua doppia vita da star di Hollywood, potrebbe essere impegnato in altri progetti e continuare a evitare l’uso dei suoi poteri quando il pericolo si presenta. Per questo motivo, non è affatto chiaro se Wonder Man tornerà in Avengers: Doomsday oppure no.

Ci sarà una seconda stagione di Wonder Man?

Al momento non c’è alcuna conferma ufficiale su una seconda stagione di Wonder Man, ma il responsabile di Marvel Television, Brad Winderbaum, ha confermato che esiste la possibilità che la serie continui, soprattutto per via del suo status di Marvel Spotlight, ovvero una categoria di produzioni leggermente meno centrali e interconnesse con il resto del MCU.

Sembra che i Marvel Studios stiano aspettando di vedere come i fan reagiranno a ciascun progetto, per poi decidere se proseguire la serie qualora le condizioni fossero favorevoli. Considerando inoltre che Wonder Man ha già ottenuto un indice di gradimento del 92% su Rotten Tomatoes da parte della critica, le possibilità di un seguito appaiono piuttosto solide.

Wonder Man prepara il terreno per i West Coast Avengers?

Nei fumetti Marvel, Wonder Man è spesso associato ai West Coast Avengers, una branca degli Avengers con base principalmente negli Stati Uniti occidentali. Wonder Man non fa nulla di esplicito per introdurre i West Coast Avengers, ma vale la pena notare che si tratta del quarto eroe proveniente dalla California nel MCU.

In primo luogo, Scott Lang, alias Ant-Man, aveva base a San Francisco e ha avuto un ruolo di rilievo nella Infinity Saga. In secondo luogo, anche Shang-Chi vive a San Francisco, sebbene venga introdotto più tardi, nella Multiverse Saga. Più recentemente, prima di Simon Williams, Jennifer Walters, alias She-Hulk, operava nell’area di Los Angeles.

Sulla West Coast ci sono sicuramente abbastanza talenti per formare una squadra di supereroi, ma resta da vedere se questa possibilità si concretizzerà. In ogni caso, Wonder Man introduce un nuovo e potente eroe nel MCU.

Ted Lasso – Stagione 4: le prime immagini!

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Ted Lasso – Stagione 4: le prime immagini!

L’attesissimo ritorno di Jason Sudeikis all’AFC Richmond ha ora una data. Apple TV ha annunciato che Ted Lasso – Stagione 4 debutterà in tutto il mondo quest’estate, mentre la piattaforma di streaming ha anche condiviso nuove immagini e dettagli sulla trama.

Attualmente in produzione, la serie vedrà il ritorno di Sudeikis, produttore esecutivo, oltre alla vincitrice dell’Emmy Hannah Waddingham, Juno Temple, il vincitore dell’Emmy Brett Goldstein, Brendan Hunt e Jeremy Swift. Tra i nuovi acquisti figurano Tanya Reynolds, Jude Mack, Faye Marsey, Rex Hayes, Aisling Sharkey, Abbie Hern e Grant Feely.

Nella quarta stagione, Ted torna a Richmond, affrontando la sua sfida più grande: allenare una squadra di calcio femminile di seconda divisione. Come da sinossi: “Nel corso della stagione, Ted e la squadra imparano a saltare prima di guardare, correndo rischi che non avrebbero mai pensato di correre”.

La quarta stagione di “Ted Lasso” vede anche il vincitore dell’Emmy Jack Burditt (“Nobody Wants This”, “Modern Family”, “30 Rock”) come produttore esecutivo, grazie a un nuovo accordo globale con Apple TV. Sudeikis è protagonista e produttore esecutivo insieme a Brendan Hunt, Joe Kelly, Jane Becker, Jamie Lee e Bill Wrubel. Goldstein è sceneggiatore e produttore esecutivo insieme a Leanne Bowen. Sarah Walker e Phoebe Walsh saranno sceneggiatrici e produttrici della quarta stagione, mentre Sasha Garron co-produrrà. Julia Lindon scriverà la quarta stagione e Dylan Marron sarà story editor.

Bill Lawrence è produttore esecutivo tramite la sua Doozer Productions, in collaborazione con Warner Bros. Television e Universal Television, una divisione di NBCUniversal Content. Anche Jeff Ingold e Liza Katzer di Doozer sono produttori esecutivi. La serie è stata sviluppata da Sudeikis, Lawrence, Kelly e Hunt ed è basata sul format e sui personaggi preesistenti di NBC Sports.

Dopo il suo debutto mondiale su Apple TV, “Ted Lasso” ha subito battuto ogni record, diventando la serie comica con il maggior numero di nomination agli Emmy. La serie ha poi vinto due Emmy consecutivi per le sue prime due stagioni in onda.

Il prossimo film d’azione di Henry Cavill e Guy Ritchie ottiene una data di uscita

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Dopo essere stato silenziosamente abbandonato dalla Lionsgate, il prossimo film d’azione di Guy Ritchie con Henry Cavill, In the Grey, ha ora una data di uscita ufficiale. Oltre a Cavill, il cast stellare include Jake Gyllenhaal, Eiza González, Kristofer Hivju, Fisher Stevens e Rosamund Pike. Il film, diretto e scritto da Ritchie, ruota attorno a una squadra segreta di agenti d’élite nascosti nell’ombra. Dopo che un tiranno spietato ha rubato un miliardo di dollari, la squadra riceve la missione di recuperare il denaro. Quella che inizia come una rapina si trasforma presto in una guerra e in una battaglia per la sopravvivenza.

Black Bear ha acquisito i diritti di distribuzione di In the Grey e inizialmente ne aveva previsto l’uscita per il 17 gennaio 2025, ma il film è stato poi ritirato dal calendario delle uscite. Ora che Black Bear ha una propria attività di distribuzione negli Stati Uniti, il film è tornato in programma e la sua uscita nelle sale è prevista per il 10 aprile 2026. Lionsgate è ancora in parte coinvolta nel film, poiché lo studio è responsabile della distribuzione digitale e della pay-TV.

Benjamin Kramer, presidente della distribuzione statunitense di Black Bear, ha rilasciato una dichiarazione sull’entusiasmo dello studio nel lavorare con Ritchie, Lionsgate e il cast del film. “Guy è uno dei più grandi di tutti i tempi quando si tratta di creare azione divertente e avvincente. In the Grey presenta ogni grammo del suo stile e del suo umorismo caratteristici, per non parlare di un cast di grande talento guidato da Jake, Henry ed Eiza. Siamo grati ai nostri partner della Lionsgate, la cui flessibilità e collaborazione sono state fondamentali per realizzare questo progetto. Non vediamo l’ora di continuare a lavorare con loro per portare questo grande film al pubblico”.

Questo non è l’unico film di Guy Ritchie che fa parte della programmazione cinematografica della Black Bear per il 2026, poiché anche il suo thriller Wife and Dog sarà distribuito dallo studio. All’inizio di gennaio è stata fissata la data di uscita per il 23 ottobre 2026. La storia di una battaglia per la successione, diretta e scritta da Ritchie, vede protagonisti Benedict Cumberbatch, Rosamund Pike, Anthony Hopkins, Cosmo Jarvis, Paddy Considine e James Norton.

Dopo aver diretto diversi film d’azione con Henry Cavill, tra cui The Man from U.N.C.L.E e Il ministero della guerra sporca, In the Grey segna la reunion tra Ritchie e il popolare attore. Sebbene i loro film precedenti abbiano entrambi ricevuto un punteggio del 68% dalla critica su Rotten Tomatoes, il pubblico ha reagito meglio, con un punteggio del 73% per The Man from U.N.C.L.E. e un punteggio “Verified Hot” del 91% per Il ministero della guerra sporca, quest’ultimo interpretato anche da González.

Blossoms Shangai di Wong Kar Wai in streaming in esclusiva su MUBI dal 26 febbraio

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MUBI, il distributore globale, servizio di streaming e società di produzione, annuncia la data di uscita in streaming della serie Blossoms Shanghai del regista di fama internazionale Wong Kar Wai, celebre per il film In the Mood for Love (leggi qui la recensione).

La serie sarà in streaming in esclusiva su MUBI in America Latina, Germania, Austria, Svizzera, Francia, Italia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi e Turchia a partire dal 26 febbraio 2026, con una strategia di distribuzione studiata appositamente per riflettere la portata di questo ambizioso progetto. La serie sarà rilasciata in tre parti, ciascuna composta da dieci episodi della durata di 45 minuti, con nuovi episodi in uscita ogni quattro settimane, per un totale di 30 episodi.

Tratta dal premiato romanzo Blossoms di Jin Yucheng, la serie segna il debutto televisivo di Wong Kar Wai, che porta la sua inconfondibile visione cinematografica nel racconto seriale di ampio respiro, dirigendo personalmente tutti gli episodi. La serie ha debuttato in Cina con un successo straordinario, classificandosi al primo posto su tutti i canali per l’intera durata della messa in onda, e si impone come uno dei progetti televisivi più ambiziosi realizzati negli ultimi anni da un grande autore internazionale.

Ambientata nella scintillante Shanghai degli anni Novanta, Blossoms Shanghai racconta l’ascesa di Ah Bao, da uomo qualunque a celebre magnate conosciuto come “Mr. Bao”. Guidato dal mentore Zio Ye, dalla ristoratrice Ling Zi e da Miss Wang dell’Ufficio per il Commercio Estero, Ah Bao coglie le opportunità di una città rinata grazie alle riforme economiche. Ma quando una donna misteriosa apre il ristorante The Grand Lisbon, il suo mondo dorato inizia a incrinarsi, rivelando il fragile equilibrio tra successo, memoria e desiderio.

Nel cast figurano Hu Ge, Ma Yili, Tang Yan, Xin Zhilei e You Benchang, le cui interpretazioni danno solidità e profondità al grande affresco narrativo al centro della serie.

Famoso per il suo linguaggio visivo ricercato e la sua straordinaria capacità narrativa, Wong Kar Wai trasfonde il suo stile inconfondibile, fotografia evocativa, atmosfere dense e un acuto senso del tempo e del desiderio, dando vita a un ritratto potente e suggestivo del panorama culturale ed emotivo di Shanghai. Qui di seguito, il poster ufficiale della serie.

Blossoms Shanghai poster

Fratelli demolitori, la recensione: Dave Bautista e Jason Momoa se le danno di santa ragione

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Fratelli Demolitori è un action movie vecchia scuola che non pretende di reinventare il genere, ma che punta tutto su energia, carisma e una coppia di protagonisti capace di catalizzare l’attenzione fin dal primo minuto. Tra sparatorie, inseguimenti spettacolari e battute al vetriolo, il film riesce a trovare spazio anche per un melodramma familiare ruvido e imperfetto, ma sorprendentemente sincero. Il risultato è un prodotto solido, professionale e pensato chiaramente per soddisfare gli appassionati del cinema d’azione più muscolare.

Fratelli Demolitori è un buddy movie tra muscoli e sentimenti

Il cuore del film è l’incontro-scontro tra due fratellastri che non si parlano da vent’anni e che si ritrovano costretti a collaborare per far luce sulla misteriosa morte del padre. Ambientato tra le atmosfere esotiche e contraddittorie delle Hawaii, Fratelli Demolitori costruisce la propria identità come un buddy movie classico, fondato sul contrasto caratteriale dei protagonisti e su un costante gioco di rimbalzi emotivi.

Da una parte c’è James Hale, interpretato da Dave Bautista: un comandante dei Navy SEAL, metodico, disciplinato, emotivamente bloccato e completamente votato alla famiglia. Dall’altra Jonny, il personaggio di Jason Momoa, è un detective borderline, istintivo, trasandato e incapace di mettere ordine nella propria vita sentimentale. Il film lavora sul loro “yin e yang” con consapevolezza, sfruttando le differenze per generare sia conflitto sia comicità.

James (Dave Bautista) in FRATELLI DEMOLITORI –
Photo Credit: Courtesy of Prime Video

Dave Bautista, oltre il fisico c’è di più

Se Jason Momoa gioca su un terreno a lui congeniale, fatto di carisma selvaggio e ironia scanzonata, è Dave Bautista a sorprendere di più. Lontano dall’essere solo una montagna di muscoli, l’attore conferma di possedere sfumature drammatiche interessanti, soprattutto nei momenti più intimi del racconto. Il suo James è un uomo che ha costruito una vita apparentemente perfetta, ma che porta dentro ferite mai rimarginate, incapace di affrontare davvero il proprio passato.

Nei confronti verbali e fisici con il fratellastro, Bautista riesce a trasmettere rigidità emotiva, frustrazione e un dolore trattenuto che emerge solo nei momenti di massima tensione. Non si tratta di una recitazione raffinata in senso classico, ma di una prova solida, coerente e credibile, che aggiunge peso specifico al film.

Jonny (Jason Momoa) e James (Dave Bautista) in FRATELLI DEMOLITORI –
Photo Credit: Courtesy of Prime Video

Jason Momoa e il carisma dell’eroe imperfetto

Jason Momoa entra in scena come un uragano, conquistando subito il pubblico con una sequenza di combattimento tanto brutale quanto ironica. Il suo Jonny è un personaggio sopra le righe, che sembra uscito da un immaginario rock anni Settanta, ma sotto la superficie anarchica si nasconde un cuore autentico. Momoa riesce a bilanciare fisicità, humour e vulnerabilità, rendendo il personaggio facilmente empatico.

La chimica con Bautista è evidente e rappresenta uno dei principali punti di forza del film. I battibecchi continui funzionano quasi sempre, anche se non tutte le battute colpiscono nel segno. Quando però il tono si abbassa e la storia chiede ai personaggi di mettersi a nudo, entrambi gli attori riescono a sostenere il peso emotivo della scena.

Azione spettacolare e set piece di grande impatto

Dal punto di vista dell’azione, Fratelli Demolitori non delude. Le sequenze spettacolari sono numerose, ben coreografate e girate con grande senso dello spazio. Inseguimenti in autostrada, scontri corpo a corpo, elicotteri, motociclette e una violenza esplicita che giustifica ampiamente il rating per un pubblico adulto: il film offre esattamente ciò che promette.

Particolarmente riuscite sono le scene in cui Bautista e Momoa combattono separatamente, mostrando due stili opposti ma complementari. Il finale, con un omaggio evidente al cinema action asiatico, regala un confronto fisico intenso e sanguinoso che rappresenta il culmine emotivo e narrativo del racconto.

Fratelli Demolitori
Jonny (Jason Momoa) e James (Dave Bautista) in FRATELLI DEMOLITORI –
Photo Credit: Courtesy of Prime Video

Tra commedia e dramma familiare: un equilibrio imperfetto

Il film cerca di fondere azione, commedia e dramma familiare, riuscendoci solo in parte. Alcuni dialoghi risultano un po’ grezzi e fin troppo espliciti nel verbalizzare emozioni che avrebbero potuto emergere con maggiore sottigliezza. Tuttavia, la sincerità degli interpreti compensa le debolezze della scrittura, rendendo credibile il percorso emotivo dei protagonisti.

Come in un concerto rock, i momenti più riflessivi funzionano come ballate tra un assolo e l’altro: non sono il motivo principale per cui si è lì, ma contribuiscono a dare spessore all’esperienza complessiva.

Visivamente curato e supportato da un cast secondario solido, Fratelli Demolitori è un esempio di intrattenimento onesto. Non sorprende, non innova, ma mantiene esattamente ciò che promette sin dal trailer: due star carismatiche, tanta azione e un rapporto familiare tormentato da ricostruire.

Shrinking: Apple Tv rinnova la serie per la quarta stagione

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Shrinking: Apple Tv rinnova la serie per la quarta stagione

Apple TV ha annunciato il rinnovo anticipato della quarta stagione di “Shrinking”, l’amata comedy con Jason Segel, candidato agli Emmy, e Harrison Ford, vincitore di numerosi premi, insieme al cast storico composto da Christa Miller, la candidata agli Emmy Jessica Williams, Luke Tennie, il candidato agli Emmy Michael Urie, Lukita Maxwell e Ted McGinley. La notizia arriva in concomitanza con la premiere della terza stagione da oggi disponibile in streaming su Apple TV con il primo episodio, seguito da nuovi episodi in onda ogni mercoledì fino all’8 aprile.

“Shrinking” segue le vicende del terapeuta Jimmy (interpretato da Jason Segel) che inizia a infrangere le regole col dire ai suoi clienti esattamente quello che pensa, ignorando così la sua formazione e la sua etica e ritrovandosi a causare tumultuosi cambiamenti nella vita delle persone… compresa la sua.

Shrinking 2 Harrison Ford Jason Segel
Harrison Ford and Jason Segel in “Shrinking,” premiering October 16, 2024 on Apple TV+.

Oltre al cast storico, la terza stagione di “Shrinking” vede il ritorno delle guest star Goldstein, Damon Wayans Jr., Wendie Malick e Cobie Smulders, insieme alle new entry Jeff Daniels e il pluripremiato attivista Michael J. Fox., insieme a Candice Bergen, Sherry Cola e Isabella Gomez.

Creata dai vincitori dell’Emmy Bill Lawrence e Brett Goldstein insieme a Segel, la terza stagione di “Shrinking” farà il suo debutto su Apple TV il 28 gennaio con il primo episodio degli undici totali, seguito da un nuovo episodio ogni mercoledì fino all’8 aprile.

La serie è prodotta per Apple TV da Warner Bros. Television, con cui Lawrence e Goldstein hanno un accordo globale, e dalla Doozer Productions di Lawrence. Lawrence, Segel, Goldstein, Neil Goldman, James Ponsoldt, Jeff Ingold, Liza Katzer, Randall Winston, Annie Mebane, Rachna Fruchbom, Brian Gallivan, Ashley Nicole Black e Bill Posley sono i produttori esecutivi.

“Shrinking” è stata celebrata come “una delle commedie televisive meglio scritte”, ottenendo numerose nomination ai Primetime Emmy e una vittoria ai Critics Choice Awards per Michael Urie per la sua interpretazione nella seconda stagione.

“Shrinking” segna la terza collaborazione tra Apple, Lawrence e Warner Bros. Television, dopo la serie di successo e pluripremiata agli Emmy “Ted Lasso” e “Bad Monkey”, recentemente rinnovata per una seconda stagione. La serie segna anche l’ultima collaborazione tra Apple TV e Goldstein dopo il film Apple Original “All of You”, ora disponibile in streaming su Apple TV. Oltre ad aver già collaborato con Apple TV nel ruolo da protagonista nel film Apple Original “Il cielo è ovunque”, Segel è anche protagonista, co-sceneggiatore e produttore del prossimo film Apple Original “Sponsor”.

Daisy Ridley commenta il futuro di Rey nei film di Star Wars dopo l’uscita di scena di Kathleen Kennedy

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Daisy Ridley, celebre per il ruolo di Rey nella trilogia sequel di Star Wars, è stata interrogata sull’uscita di scena di Kathleen Kennedy dalla guida della Lucasfilm e l’attrice ha dichiarato che il cambio al vertice non avrà avuto alcun impatto su di lei o sul suo futuro in Star Wars, che per quanto ne sappiamo dovrebbe includere il film New Jedi Order, titolo ancora provvisorio di un nuovo capitolo dedicato a Rey.

Non influirà sul mio futuro”, ha detto Ridley a USA Today. L’attrice che interpreta Rey ha continuato: “Penso che sia bello che le persone siano entusiaste perché vogliono vedere (i film), il che è fantastico”. La partenza della Kennedy è stata ufficializzata all’inizio di gennaio, ponendo fine al suo controverso mandato di 14 anni alla guida della Lucasfilm. Dave Filoni subentra ora come presidente e CCO dell’azienda, diventando il nuovo guru del franchise.

Ridley è entrata a far parte del mondo di Star Wars sotto la guida della Kennedy, diventando il nuovo volto del franchise con la sua interpretazione di Rey in Il risveglio della Forza, Gli ultimi Jedi e L’ascesa di Skywalker. Nel 2023 è poi stato annunciato che Rey sarebbe tornata in un nuovo film diretto da Sharmeen Obaid-Chinoy. Il progetto in fase di sviluppo sarà incentrato sul personaggio di Ridley mentre cerca di ricostruire l’Ordine Jedi.

Le riprese del film hanno però tardato a iniziare, in gran parte a causa dei numerosi impegni di Ridley. La star ha poi aggiornato lo stato del progetto nel febbraio 2025, indicando che il processo di scrittura era ben avviato. “Non ho letto l’ultima sceneggiatura, ma so cosa sta succedendo, conosco la storia e penso che la cosa davvero positiva sia che George Nolfi è uno sceneggiatore fenomenale”, ha detto l’attrice.

Sono passati poco più di sei anni da quando L’ascesa di Skywalker ha concluso la trilogia sequel di Star Wars e, in un’intervista del maggio 2025, Ridley ha espresso preoccupazione sul fatto che saprà ancora interpretare il suo personaggio. “I primi tre film sono stati girati in un arco di tempo piuttosto breve”, ha detto. “Quindi una delle cose è: mi ricordo come essere Rey? È passato un po’ di tempo e il tempo è passato nel mondo di Star Wars”.

Le preoccupazioni sullo stato del nuovo film sono però state sollevate nuovamente dopo lo Star Wars Celebration dello scorso anno, quando Ridley non ha partecipato e Kennedy non ha menzionato il progetto durante la sua apparizione. Gli unici film di Star Wars con date di uscita certe sono The Mandalorian & Grogu, previsto per il 22 maggio 2026, e Star Wars: Starfighter, previsto per il 28 maggio 2027, lasciando lo stato di New Jedi Order molto incerto.

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Jason Momoa parla del futuro di Lobo nel DCU dopo Supergirl e di come si confronta con il DCEU

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L’universo DC non vedrà solo il debutto di Supergirl sul grande schermo quest’estate, ma anche il ritorno di Jason Momoa nel genere dei supereroi. Tuttavia, questa volta, l’attore precedentemente impegnata con il ruolo di Arthur Curry/Aquaman interpreterà ora Lobo della DC, poiché Momoa farà parte del cast del film Supergirl.

In un’intervista con Liam Crowley di ScreenRant per The Wrecking Crew, Momoa ha parlato delle differenze nel passare dal franchise di Zack Snyder, il DCEU, al DCU di James Gunn. Alla domanda su cosa avesse notato, dal punto di vista creativo, delle differenze tra queste due proprietà DC, Momoa ha dunque risposto: “Penso che siano molto diverse perché sono anche personaggi diversi. Sono entrato con un’idea vaga su Batman v Superman fino all’uscita di Justice League“.

Jason Momoa ha poi spiegato che “era tutto abbastanza pianificato da Zack. Aveva pianificato tutto nei minimi dettagli”. Tuttavia, per quanto riguarda il suo futuro nella DCU, “So solo che Lobo è in questo film, quindi vedremo cosa riserva il futuro. Mi piacerebbe che uscisse un film tutto suo. Non so se ci sarà. Penso che probabilmente dipenda dal pubblico e da come lo percepisce, ma credo che lui abbia già pianificato qualcosa e io non ne sono a conoscenza“.

Ha poi continuato dicendo: ”Penso che tutti saranno… La carriera di James è pari a quella di Zack, a ciò che hanno costruito e ai loro mondi. Sono registi straordinari nella creazione di mondi“. L’ex membro della Justice League del DCEU ha infine spiegato: “Quindi sono piuttosto emozionato. Quando ho avuto modo di entrare nei panni di Lobo, è stato un momento da ”dammi un pizzicotto“. E la mia prima scena è piuttosto difficile. Sono curioso di vedere un altro attore riuscire a fare quella prima ripresa, quello che abbiamo fatto noi. Sono entusiasta di parlarne perché è difficile. L’ho afferrato con entusiasmo e ne sono molto entusiasta”.

Sebbene la DC Studios non abbia annunciato quali siano i piani per il Lobo di Momoa dopo la storia di Supergirl, ci sono numerose possibilità per il popolare cacciatore di taglie. Potrebbe sempre continuare ad apparire in altre uscite della DCU come comprimario prima di avere un proprio progetto cinematografico o seriale tutto per sé.

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Quello che sappiamo su Supergirl

Oltre a Milly Alcock nei panni della protagonista, Supergirl vedrà anche la partecipazione di Eve Ridley (Il problema dei 3 corpi) nel ruolo di Ruthye Mary Knolle e Matthias Schoenaerts (The Old Guard) nel ruolo del malvagio Krem delle Colline Gialle. Più recentemente, la star di Aquaman, Jason Momoa si è unita al cast nel ruolo di Lobo. Anche Krypto il Supercane dovrebbe avere un ruolo importante nella storia. Le ultime aggiunte al cast sono state David Krumholtz ed Emily Beecham nei ruoli dei genitori di Kara, Zor-El e Alura.

Questa interpretazione di Kara Zor-El si dice sia una “versione meno seria e più provocatoria dell’iconica supereroina”, poiché Gunn cerca di allontanarsi dalle “precedenti rappresentazioni della Ragazza d’Acciaio, in particolare dalla longeva serie CBS/CW interpretata da Melissa Benoist”.

Secondo una breve sinossi, questa storia seguirà Kara mentre “viaggia attraverso la galassia per festeggiare il suo 21° compleanno con Krypto il Supercane. Lungo la strada, incontra una giovane donna di nome Ruthye e finisce per intraprendere una ricerca omicida di vendetta”. L’attrice e drammaturga Ana Nogueira sta attualmente lavorando alla sceneggiatura di Supergirl. La regia verrà firmata da Craig Gillespie.

La Warner Bros. ha annunciato che la nostra nuova Ragazza d’Acciaio prenderà il volo nelle sale il 26 giugno 2026.

Ben – Rabbia animale è il film che devi vedere se hai amato Lo Squalo, The Grey e Meg

Nel 2026 è arrivato nelle sale un nuovo film horror con protagonista un animale assassino, intitolato Ben – Rabbia Animale. Il film rappresenta un ritorno ai tempi d’oro dei film in cui gli animali “impazziscono”, uccidendo quante più persone possibile prima di essere finalmente fermati. Ben – Rabbia Animale racconta la storia di uno scimpanzé di nome Ben che contrae la rabbia e attacca la famiglia umana con cui vive.

Sebbene Ben – Rabbia Animale abbia ricevuto ottime recensioni prima dell’uscita, molti film degli ultimi decenni seguono una struttura narrativa molto simile. In genere si tratta di storie in cui le persone credono di essere al sicuro attorno agli animali, nella natura o persino in città, salvo poi scoprire di essere diventate prede di bestie feroci.

Anaconda (1997)

Nel 2025 è uscita una nuova versione di Anaconda, ma si trattava di una vera e propria commedia, con Jack Black e Paul Rudd nei ruoli principali. Tuttavia, per chi cerca qualcosa di più orientato all’horror e meno alle risate, l’Anaconda originale del 1997 è la scelta più adatta.

Il film vanta un cast di prim’ordine, che include Jennifer Lopez, Ice Cube, Owen Wilson, Jon Voight ed Eric Stoltz, nei panni di un gruppo di esseri umani presi di mira da un’anaconda mostruosa. È importante chiarire, però, che il serpente non è minimamente realistico e che il film va considerato, nel migliore dei casi, un piacere colpevole.

Detto questo, per chi desidera vedere un serpente gigante divorare persone e seminare il caos, senza preoccuparsi troppo dell’assurdità della situazione, Anaconda offre esattamente ciò che promette. Non è un caso che sia diventato un cult.

Il patto dei lupi (2001)

Il patto dei lupi rappresenta un’opzione più “prestigiosa” nell’ambito dei film sugli animali assassini. Si tratta di un film horror francese del 2001 diretto da Christophe Gans, che in seguito avrebbe diretto anche l’adattamento cinematografico del videogioco Silent Hill. Fu proprio questo film a convincere gli studios che fosse in grado di gestire un progetto visivamente ambizioso.

La storia segue il Cavaliere de Fronsac e Mani, della tribù degli Irochesi, mentre indagano sul massacro di centinaia di persone da parte di una creatura sconosciuta. Il film è vagamente ispirato a eventi reali del XVIII secolo e alla leggenda della Bestia del Gévaudan.

Sebbene gran parte del successo del film sia dovuto alle scene di combattimento, con Mark Dacascos autore di coreografie straordinarie nel ruolo di Mani, Il patto dei lupi resta, nella sua essenza, un film sugli animali assassini: racconta infatti di un leone portato dall’Africa in Francia quando era ancora un cucciolo e addestrato per diventare una vera macchina di morte.

47 Metri (2017)

47 Metri è uno dei tanti film sugli squali assassini, ma si distingue per il colpo di scena finale che coinvolge le sopravvissute. Il film segue le sorelle Kate (Claire Holt) e Lisa (Mandy Moore) durante una vacanza in Messico, dove decidono di partecipare a un’immersione in gabbia per osservare gli squali.

Durante l’immersione, però, le due si ritrovano circondate da grandi squali bianchi. La gabbia si sgancia e precipita sul fondale oceanico, a 47 metri di profondità, portandole fuori dalla portata delle comunicazioni. Quando la squadra di soccorso viene uccisa dagli squali, Lisa e Kate devono trovare un modo per sopravvivere mentre l’aria nelle bombole si esaurisce.

Come già accennato, il film presenta un finale sconvolgente che rilegge completamente quanto visto fino a quel momento, rendendo la visione particolarmente interessante anche al secondo passaggio. 47 Metri resta uno dei film sugli squali assassini più innovativi degli ultimi anni.

The Grey (2012)

Liam Neeson è il protagonista di The Grey, diretto da Joe Carnahan. Non si tratta di un horror puro, ma di un film sugli animali assassini declinato come thriller di sopravvivenza. Neeson interpreta John Ottway, un tiratore scelto che lavora in un impianto petrolifero in Alaska e protegge gli operai dagli attacchi dei lupi grigi.

In The Grey, Ottway si trova su un volo diretto ad Anchorage quando l’aereo precipita. I sopravvissuti restano isolati nella natura selvaggia, con i lupi grigi come minaccia costante. Sono fortunati ad avere John con loro, data la sua esperienza con questi animali, ma non è sufficiente: le condizioni climatiche estreme e l’assedio incessante dei lupi non concedono tregua.

Il film ha ricevuto ottime recensioni alla sua uscita, sia per l’intensità delle scene d’azione sia per il forte senso di isolamento e paura. In definitiva, è un film sugli animali assassini in cui sono gli esseri umani a invadere il territorio degli animali, subendone le conseguenze.

Shark – Il primo squalo (2018)

Se 47 Metri punta su un colpo di scena sorprendente, resta comunque un solido film sugli attacchi degli squali sulla scia dello Lo squalo originale. Tuttavia, per chi desidera un film sugli animali assassini legato agli squali e non ha problemi con un approccio decisamente sopra le righe, Shark – Il primo squalo (The Meg) è l’opzione ideale, con un gigantesco megalodonte preistorico come antagonista.

Shark – Il primo squalo è estremamente divertente e vede Jason Statham nei panni di un subacqueo esperto che scende in profondità per salvare un sommergibile rimasto intrappolato sotto uno strato dell’oceano precedentemente non rilevabile. Quando riporta in superficie l’equipaggio, però, il megalodonte li segue, costringendolo a collaborare con una squadra improvvisata per fermarlo prima che attacchi una spiaggia affollata.

Esiste anche un sequel che introduce altre creature preistoriche, ma il primo Shark – Il primo squalo resta un eccellente creature feature. Titoli simili includono Deep Blue Sea, incentrato su squali geneticamente modificati, e Cocaine Bear, che racconta esattamente ciò che il titolo lascia intendere.

Lake Placid (1999)

Lake Placid è simile a The Meg nel fatto che non va preso sul serio, ma ricorda maggiormente Anaconda, con effetti speciali decisamente migliori. Il film racconta di un gigantesco coccodrillo che terrorizza un lago nel Maine, mentre un gruppo di poliziotti e scienziati cerca di catturarlo o eliminarlo.

Il cast è di ottimo livello, con Bill Pullman nel ruolo di un agente della fauna selvatica e Bridget Fonda in quello di una paleontologa che vorrebbe catturare il coccodrillo senza ucciderlo. A rubare la scena sono però Oliver Platt, un professore di mitologia appassionato di coccodrilli, e Betty White, una donna del posto che si scopre essere responsabile dell’allevamento dei rettili.

Betty White domina ogni scena con il suo personaggio sboccato, una donna che ha iniziato a dare in pasto mucche intere ai coccodrilli dopo che uno di essi aveva divorato suo marito. È in parte per questo personaggio che il film ricevette recensioni negative, ma finì comunque per diventare un cult e dare origine a un franchise.

Gli Uccelli (1963)

Gli Uccelli presenta alcuni degli animali assassini più improbabili mai visti al cinema. Tuttavia, grazie alla regia di Alfred Hitchcock e alla sua straordinaria capacità di costruire la suspense, il film riesce a risultare spaventoso e convincente, facendo credere che uno stormo di uccelli possa sterminare un’intera cittadina se sufficientemente coordinato.

Pur non essendo iconico quanto Psycho, Gli Uccelli resta un classico firmato da un maestro del cinema e merita di essere ricordato come uno dei migliori esempi del genere. Con un cast che include Rod Taylor, Jessica Tandy e Tippi Hedren, il film offriva molto, comprese impressionanti scene di attacco degli uccelli.

Gli Uccelli fu candidato all’Oscar per i migliori effetti visivi, mentre Tippi Hedren vinse un Golden Globe per la sua interpretazione. Nel 2016, il film è stato inserito nel National Film Registry dalla Library of Congress.

Jurassic Park (1993)

Anche se spesso è difficile pensare ai dinosauri come animali, è esattamente ciò che sono. Non sono diversi, in questo senso, da coccodrilli, megalodonti o serpenti giganti, e il miglior film sui dinosauri mai realizzato è Jurassic Park, diretto da Steven Spielberg nel 1993. È il film che ha contribuito in modo decisivo all’affermazione della CGI nel cinema.

Ciò che funziona così bene è che, pur utilizzando più effetti digitali di qualsiasi altro film della sua epoca, appare ancora oggi più realistico e convincente di molte produzioni successive, comprese quelle della stessa saga. È anche uno straordinario film sugli animali assassini, con un messaggio di fondo molto chiaro: non bisogna giocare con la scienza.

Qualcuno ha deciso di fare la parte di Dio riportando in vita i dinosauri dall’estinzione, e questa non è mai stata una buona idea. Il film mostra anche che esistono dinosauri pacifici, ma quando si gioca a fare Dio, qualcuno finirà inevitabilmente per morire.

Cujo (1983)

Il film del passato che più si avvicina alla trama di Primate è l’adattamento del romanzo di Stephen King, Cujo. Entrambi raccontano di un animale domestico e membro della famiglia che impazzisce dopo aver contratto la rabbia. Se in Primate si tratta di uno scimpanzé, animale che non dovrebbe essere addomesticato, in Cujo il ruolo è affidato a un cane amatissimo.

Cujo è un film intimo e claustrofobico, che segue una donna di nome Donna (Dee Wallace) mentre porta l’auto dal meccanico e si ritrova intrappolata nella stazione di servizio insieme al figlio Tad. Ben presto, il San Bernardo un tempo docile, Cujo, inizia ad attaccare, costringendo la donna a rifugiarsi nell’auto mentre le temperature salgono, nella speranza che qualcuno arrivi a salvarli.

Il romanzo aveva uno dei finali più devastanti mai scritti da Stephen King, mentre l’adattamento cinematografico opta per una conclusione più ottimista, con i protagonisti profondamente segnati, ma ancora vivi.

Lo Squalo (1975)

Il film sugli animali assassini più famoso di tutti i tempi resta Lo Squalo, la pellicola che ha dato origine al concetto di blockbuster estivo. Diretto da Steven Spielberg, il film è ambientato in una località balneare improvvisamente messa sotto assedio da un enorme squalo assassino, mentre il sindaco si rifiuta di interrompere le festività per proteggere i turisti.

Ci sono molti elementi memorabili in Lo Squalo, ma il cuore del film è rappresentato dal trio di uomini che parte su una piccola barca per uccidere lo squalo prima che faccia altre vittime. Roy Scheider, Richard Dreyfuss e Robert Shaw sono straordinari nei panni dei tre cacciatori improvvisati, ed è il loro viaggio alla ricerca dello squalo a sostenere l’intera narrazione.

Lo Squalo rimane uno dei film horror e sugli animali assassini più amati di sempre. Il capolavoro di Steven Spielberg è stato inserito nel National Film Registry dalla Library of Congress nel 2001.

Sam Raimi smentisce le voci sul cattivo di Spider-Man 4 a distanza di 17 anni

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A 17 anni dall’inizio di questi rumor, Sam Raimi ha fatto ora chiarezza sul casting dei cattivi per Spider-Man 4. Durante un’intervista con CinemaBlend per promuovere il suo nuovo film Send Help, interpretato da Rachel McAdams, a Raimi è stato chiesto se fosse a conoscenza delle voci secondo cui l’attrice avrebbe recitato nel quarto capitolo dei suoi film dedicati all’Uomo Ragno. Raimi ha però affermato che non ci sono mai state trattative per il film e, per quanto ne sa, non ci sono mai state audizioni per una cattiva femminile.

Ha invece ribadito di aver discusso con John Malkovich per il ruolo di Avvoltoio, cosa già nota. “Per quanto ne so non abbiamo mai fatto audizioni per una cattiva femminile. Ho parlato con John Malkovich per il ruolo di Vulture, è stato fantastico e siamo andati molto d’accordo. Ma il film non è mai stato realizzato”.

Questo chiarimento arriva pochi giorni dopo che Raimi ha condiviso un aggiornamento definitivo su Spider-Man 4, affermando che “non sarebbe giusto per me tornare indietro e cercare di resuscitare la mia versione di questa storia”. Ha aggiunto: “Ho passato il testimone a qualcun altro. E penso che debbano continuare con la trama e il pubblico che ora segue il nuovo portatore del testimone”.

Sebbene Raimi abbia smesso di realizzare film su Spider-Man, nel 2022 ha diretto un film del Marvel Cinematic Universe. Quando Scott Derrickson ha lasciato Doctor Strange nel Multiverso della Follia, Raimi è subentrato e ha assunto il ruolo di regista. Per coincidenza, la McAdams era presente in questo sequel di supereroi e nel precedente film Doctor Strange, dove interpretava il ruolo della dottoressa Christine Palmer.

Anche senza Raimi, i fan continuano a sperare di non aver visto l’ultima apparizione di Tobey Maguire nei panni di Spider-Man. L’attore ha ripreso il ruolo, così come Andrew Garfield, nel film Spider-Man: No Way Home del 2021. Si ipotizza che uno o entrambi questi attori potrebbero unirsi al cast di Avengers: Doomsday o Avengers: Secret Wars. I film incorporeranno il multiverso e riporteranno in scena gli X-Men dai film usciti all’inizio e alla metà degli anni 2000.

Deadpool 4 con Ryan Reynolds riceve un aggiornamento entusiasmante

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Deadpool 4 sembra essere in fase di sviluppo. Il Marvel Cinematic Universe non è più stato lo stesso dopo il debutto di Wade Wilson interpretato da Ryan Reynolds. Dopo due film da solista di successo alla Fox, l’attore è entrato a far parte dell’universo condiviso Marvel con una delle più grandi uscite dell’MCU fino ad oggi. Deadpool & Wolverine è diventato il film vietato ai minori più redditizio di tutti i tempi.

Finora, tuttavia, la Marvel non ha ancora confermato dove apparirà di nuovo Deadpool, dato che Reynolds non è uno degli attori confermati per il cast di Avengers: Doomsday. Tuttavia, il terzo film da solista di Wade Wilson ha dimostrato quanto sia importante la serie di film Deadpool per il più ampio MCU e, dato il suo successo al botteghino, avrebbe senso continuare. Questo sembra essere il piano.

Secondo un nuovo rapporto di Puck, Ryan Reynolds è “saggiamente concentrato” sul suo prossimo film Deadpool. Il rapporto non fornisce alcun dettaglio sulla trama di Deadpool 4 di Reynolds, ma menziona solo come il progetto consentirebbe all’attore di tornare nei panni del personaggio per cui il pubblico lo ama di più. Al momento, Reynolds e la Marvel non hanno commentato lo stato di questo prossimo progetto.

Quando rivedremo Deadpool nel MCU?

Deadpool & Wolverine ha chiuso la sua corsa al botteghino mondiale con 1,3 miliardi di dollari, superando facilmente i 1,08 miliardi di Joker e diventando il film vietato ai minori di 17 anni con il maggior incasso di tutti i tempi. Il primo film Deadpool della MCU ha quindi fruttato allo studio centinaia di milioni di profitti, dimostrando non solo la forza dei due personaggi Marvel, ma anche come il MCU potesse perseguire ulteriormente contenuti vietati ai minori di 17 anni e TV-MA.

Parlando con ExtraTV il 15 novembre 2024, Ryan Reynolds ha affrontato la questione delle possibilità di Deadpool 4. Secondo l’attore, “gli piacerebbe molto”, ma Reynolds ha spiegato come fosse necessaria una pausa, dato che il film ha assorbito tutta la sua vita e la star voleva più tempo da dedicare ai suoi figli.

Il 14 dicembre 2024, Reynolds ha poi parlato con The Hollywood Reporter e ha rivelato le sue sorprendenti idee per il prossimo progetto MCU di Deadpool. Secondo l’attore, “Nessuno di essi è incentrato su Deadpool”, che invece assumerebbe un ruolo secondario. Deadpool 4, o qualunque forma assumerà il film, probabilmente riporterà Hugh Jackman, poiché Reynolds ha affermato che “vorrebbe sempre che Deadpool e Wolverine fossero in qualche modo accoppiati”.

Al momento, tuttavia, né Deadpool di Reynolds né Wolverine di Jackman sono stati annunciati per Avengers: Doomsday. Ciò è sorprendente, poiché non solo Deadpool & Wolverine è stato un grande successo, ma il film Marvel sta riportando diverse star dei film X-Men della Fox, quindi i due attori si inserirebbero perfettamente. Forse il loro ritorno nell’MCU verrà però riservato per Deadpool 4, a meno che non compaiano prima in Avengers: Secret Wars.

WGA Awards 2026: tutte le nomination

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WGA Awards 2026: tutte le nomination

Sono state annunciate le nomination ai WGA Awards 2026. I Peccatori, l’horror soprannaturale del regista Ryan Coogler, è tra i candidati per la migliore sceneggiatura originale. In questa categoria c’è anche il dramma sul ping-pong con Timothée Chalamet Marty Supreme, scritto dal regista Josh Safdie e Ronald Bronstein. Altri film in lizza per il premio per la migliore sceneggiatura originale includono Black Bag, scritto da David Koepp; If I Had Legs I’d Kick You, scritto da Mary Bronstein; e Weapons, scritto da Zach Cregger.

Nella corsa per la migliore sceneggiatura non originale, Una Battaglia dopo l’Altra di Paul Thomas Anderson ha ottenuto una nomination, insieme a Bugonia, Frankenstein di Guillermo del Toro, Hamnet – Nel nome del figlio e Train Dreams.

Pluribus ha guidato le nomination per la TV con quattro candidature, seguito da The Pitt e The Studio con tre a testa. Pluribus e The Pitt hanno ottenuto nomination come serie drammatiche, mentre The Studio ha ottenuto una nomination come serie comica. Tutte e tre le serie hanno ricevuto anche nomination come migliori nuove serie.

I vincitori saranno premiati alla 78a edizione dei Writers Guild Awards l’8 marzo, durante cerimonie concomitanti a Los Angeles e New York.

Ecco tutti i nominati ai WGA Awards 2026

NOMINATI PER IL CINEMA

SCENEGGIATURA ORIGINALE

  • Black Bag, Written by David KoeppFocus Features
  • If I Had Legs I’d Kick You, Written by Mary Bronstein; A24
  • Marty Supreme, Written by Ronald Bronstein & Josh Safdie; A24
  • I Peccatori, Written by Ryan Coogler; Warner Bros. Pictures
  • Weapons, Written by Zach Cregger; Warner Bros. Pictures

SCENEGGIATURA ADATTATA

  • Bugonia, Screenplay by Will Tracy, Based on the Film Save the Green Planet Written and Directed by Jang Joon Hwan and Produced by Sidus; Focus Features
  • Frankenstein, Screenplay by Guillermo del Toro, Based on Frankenstein; or The Modern Prometheus by Mary Shelley; Netflix
  • Hamnet – nel nome del figlio, Screenplay by Chloe Zhao & Maggie O’Farrell, Based on the Novel Written by Maggie O’Farrell; Focus Features
  • Una battaglia dopo l’altra, Screenplay by Paul Thomas Anderson, Screen Story by Paul Thomas Anderson, Inspired by the novel Vineland by Thomas Pynchon; Warner Bros. Pictures
  • Train Dreams, Screenplay by Clint Bentley & Greg Kwedar, Based on the Novella by Denis Johnson; Netflix

SCENEGGIATURA DI DOCUMENTARIO

  • 2,000 Meters to Andriivka, Written by Mstyslav Chernov; Frontline Features
  • Becoming Led Zeppelin, Written by Bernard MacMahon & Allison McGourty; Sony Pictures Classics
  • White with Fear, Written by Andrew Goldberg; Area23A

TELEVISIONE, STREAMING, E NUOVI NOMINATI

SERIE DRAMMATICA

  • Andor, Written by Tom BissellDan Gilroy, Tony Gilroy, Beau Willimon; Disney+
  • The Pitt, Written by Cynthia Adarkwa, Simran Baidwan, Valerie Chu, R. Scott Gemmill, Elyssa Gershman, Joe Sachs, Noah Wyle; HBO | Max
  • Pluribus, Written by Vera Blasi, Jenn Carroll, Vince Gilligan, Jonny Gomez, Peter Gould, Ariel Levine, Gordon Smith, Alison Tatlock; Apple TV
  • Severance, Written by Adam Countee, Mohamad El MasriDan EricksonMark FriedmanAnna Ouyang Moench, K.C. Perry, Megan Ritchie, Erin Wagoner, Beau Willimon, Wei-Ning Yu; Apple TV
  • The White LotusWritten by Mike White; HBO | Max

SERIE COMEDY

  • Abbott Elementary, Written by Quinta Brunson, Ava Coleman, Lizzy Darrell, Riley Dufurrena, Justin Halpern, Joya McCrory, Chad Morton, Morgan Murphy, Brittani Nichols, Rebekka Pesqueira, Kate Peterman, Brian Rubenstein, Patrick Schumacker, Justin Tan, Jordan Temple, Garrett Werner; ABC
  • The Chair Company, Written by Zach Kanin, Gary Richardson, Tim Robinson, Marika Sawyer, Sarah Schneider, John Solomon; HBO | Max
  • Hacks, Written by Genevieve Aniello, Lucia Aniello, Paul W. Downs, Jess Dweck, Ariel Karlin, Andrew Law, Carolyn Lipka, Joe Mande, Aisha Muharrar, Pat Regan, Samantha Riley, Jen Statsky; HBO | Max
  • The Rehearsal, Written by Nathan Fielder, Carrie Kemper, Adam Locke-Norton, Eric Notarnicola; HBO | Max
  • The Studio, Written by Evan Goldberg, Alex Gregory, Peter Huyck, Frida Perez, Seth Rogen; Apple TV

NUOVA SERIE

  • The Chair Company, Written by Zach Kanin, Gary Richardson, Tim Robinson, Marika Sawyer, Sarah Schneider, John Solomon; HBO | Max
  • The Pitt, Written by Cynthia Adarkwa, Simran Baidwan, Valerie Chu, R. Scott Gemmill, Elyssa Gershman, Joe Sachs, Noah Wyle;HBO | Max 
  • Pluribus, Written by Vera Blasi, Jenn Carroll, Vince Gilligan, Jonny Gomez, Peter Gould, Ariel Levine, Gordon Smith, Alison Tatlock; Apple TV
  • The Studio, Written by Evan Goldberg, Alex Gregory, Peter Huyck, Frida Perez, Seth Rogen; Apple TV
  • Task, Written by Brad Ingelsby & David Obzud; HBO | Max

SERIE LIMITATA

  • The Beast in Me, Written by Howard Gordon, C.A. Johnson, Ali Liebegott, Daniel Pearle, Gabe Rotter, Erika Sheffer, Mike Skerrett; Netflix
  • Black Rabbit, Written by Zach Baylin, Sarah Gubbins, Kate Susman, Andrew Hinderaker, Stacy Osei-Kuffour, Carlos Rios; Netflix
  • Death by Lightning, Written by Mike Makowsky; Netflix
  • Dying for Sex, Written by Sheila Callaghan, Harris Danow, Madeleine George, Elizabeth Meriwether, Kim Rosenstock, Sasha Stewart, Sabrina Wu, Keisha Zollar; FX/Hulu
  • Sirens, Written by Bekah Brunstetter, Dan LeFranc, Colin McKenna, Molly Smith Metzler; Netflix

FILM PER TV & STREAMING

  • The Best You Can, Written by Michael J. Weithorn; Sony Pictures Home Entertainment
  • Deep Cover, Written by Derek Connolly & Colin Trevorrow; Prime Video
  • The Life List, Screenplay by Adam Brooks, Based on the novel by Lori Nelson Spielman; Netflix
  • Swiped, Written by Bill Parker & Rachel Lee Goldenberg and Kim Caramele; Hulu

ANIMAZIONE

  • “Abe League of Their Moe” (The Simpsons), Written by Joel H. Cohen; Fox
  • “Don’t Worry, Be Hoopy” (Bob’s Burgers) Written by Lindsey Stoddart; Fox
  • “It’s a Beef-derful Life” (The Great North), Written by Lizzie Molyneux-Logelin & Wendy Molyneux; Fox 
  • “Parahormonal Activity” (The Simpsons), Written by Loni Steele Sosthand; Fox
  • “Scared Screenless” (Futurama), Written by Bill Odenkirk; Hulu
  • “Shira Can’t Cook” (Long Story Short) Written by Mehar Sethi; Netflix

EPISODIC DRAMA

  • “7:00 A.M.” (The Pitt), Written by R. Scott Gemmill; HBO | Max
  • “A Still Small Voice” (Task), Written by Brad Ingelsby; HBO | Max
  • “Charm Offensive” (Pluribus), Written by Jonny Gomez; Apple TV
  • “Execution” (The Handmaid’s Tale), Written by Eric Tuchman; Hulu
  • “Got Milk” (Pluribus), Written by Ariel Levine; Apple TV
  • “Reunion” (Forever), Written by Mara Brock Akil; Netflix

EPISODIC COMEDY

  • “A Call from God” (Mo), Written by Mohammed Amer & Harris Danow; Netflix
  • “Pilot’s Code” (The Rehearsal), Written by Nathan Fielder, Carrie Kemper, Adam Locke-Norton, Eric Notarnicola; HBO | Max
  • “Prelude” (The Righteous Gemstones), Written by John Carcieri, Jeff Fradley, Danny R. McBride; HBO | Max
  • “The Promotion” (The Studio), Written by Seth Rogen & Evan Goldberg & Peter Huyck & Alex Gregory & Frida Perez; Apple TV
  • “The Sleazy Georgian” (Poker Face), Written by Megan Amram; Peacock
  • “Worms” (The Bear), Written by Ayo Edebiri & Lionel Boyce; FX/Hulu

COMEDY/VARIETY SERIES – TALK OR SKETCH 

  • The Daily Show, Head Writer: Dan Amira Senior Writers: Lauren Sarver Means, Daniel Radosh Writers: David Angelo, Nicole Conlan, Devin Delliquanti, Zach DiLanzo, Jennifer Flanz, Jason Gilbert, Dina Hashem, Scott Hercman, Josh Johnson, David Kibuuka, Matt Koff, Matt O’Brien, Joe Opio, Randall Otis, Zhubin Parang, Kat Radley, Lanee’ Sanders, Scott Sherman, Jon Stewart, Ashton Womack, Sophie Zucker; Comedy Central
  • Have I Got News for You, Head Writer: Mason Steinberg; Writers: Jim Biederman, Daniel Chamberlain, Jodi Lennon, Michael Pielocik, Jill Twiss; CNN, HBO | Max
  • Last Week Tonight with John Oliver, Senior Writers: Daniel O’Brien, Owen Parsons, Charlie Redd, Joanna Rothkopf, Seena Vali; Writers: Johnathan Appel, Ali Barthwell, Tim Carvell, Liz Hynes, Ryan Ken, Sofía Manfredi, John Oliver, Taylor Kay Phillips, Chrissy Shackelford; HBO | Max       
  • Late Night with Seth Meyers, Head Writer: Alex Baze; Supervising Writers: Seth Reiss, Mike Scollins; Closer Look Supervising Writer: Sal Gentile; Writers: Jermaine Affonso, Bryan Donaldson, Matt Goldich, Jenny Hagel, John Lutz, Seth Meyers, Amber Ruffin, Mike Shoemaker, Ben Warheit, Jeff Wright; NBC
  • Saturday Night Live, Head Writers: Alison Gates, Erik Kenward, Streeter Seidell, Kent Sublette; Senior Writer: Bryan Tucker; Supervising Writers: Dan Bulla, Will Stephen, Auguste White, Celeste Yim; Writers: Steven Castillo, Michael Che, Mike DiCenzo, Jimmy Fowlie, Sudi Green, Martin Herlihy, John Higgins, Steve Higgins, Colin Jost, Allie Levitan, Ben Marshall, Lorne Michaels, Jake Nordwind, Ceara O’Sullivan, Moss Perricone, Carl Tart, Asha Ward; Weekend Update Head Writer: Pete Schultz; Weekend Update Writers: Rosebud Baker, Megan Callahan-Shah, Dennis McNicholas, Josh Patten, KC Shornima; NBC
  • They Call It Late Night with Jason Kelce, Writers: Andy Blitz, Kevin Dorff, Jon Glaser, Tami Sagher; ESPN

COMEDY/VARIETY SPECIALS

  • 82nd Annual Golden Globes, Written by Barry Adelman, Nefetari Spencer, Mike Gibbons, Brian Frange, Sean O’Connor, Alex Baze, Bob Castrone, Chris Convy, Anna Drezen, Jess Dweck, Noah Garfinkel, Lauren Greenberg, Ben Hoffman, Ian Karmel, Andrew Law, Mike Lawrence, Jon Macks, Bonnie McFarlane, Chris Spencer, Matt Whitaker; NBC
  • The Daily Show Presents: Jordan Klepper Fingers the Pulse: MAGA: The Next Generation, Written by Ian Berger, Devin Delliquanti, Jen Flanz, Jordan Klepper, Zhubin Parang, Scott Sherman; Comedy Central
  • Marc Maron: Panicked, Written by Marc Maron; HBO | Max
  • Conan O’Brien: The Kennedy Center Mark Twain Prize for American Humor, Written by Jon Macks, Chris Convy, Lauren Greenberg, Skyler Higley, Ian Karmel, Sean O’Connor; Netflix
  • SNL50: The Anniversary Special, Written by James Anderson, Dan Bulla, Megan Callahan Shah, Michael Che, Mikey Day, Mike DiCenzo, James Downey, Tina Fey, Jimmy Fowlie, Alison Gates, Sudi Green, Jack Handey, Steve Higgins, Colin Jost, Erik Kenward, Dennis McNicholas, Seth Meyers, Lorne Michaels, John Mulaney, Jake Nordwind, Ceara O’Sullivan, Josh Patten, Paula Pell, Simon Rich, Pete Schultz, Streeter Seidell, Emily Spivey, Kent Sublette, Bryan Tucker, Auguste White; NBC

QUIZ AND AUDIENCE PARTICIPATION

  • Celebrity Jeopardy!, Head Writer: Robert Patton Writers: Kyle Beakley, Michael Davies, Terence Gray, Amy Ozols, Tim Siedell, David Levinson-Wilk; ABC
  • Jeopardy!, Writers: Marcus BrownBuzzy Cohen, Michael Davies, John Duarte, Mark Gaberman, Debbie Griffin, Jim Rhine, Michele Loud, Robert McClenaghan, Amy Ozols, Billy Wisse;ABC

DAYTIME DRAMA

  • Beyond the Gates, Writers: Sara A. Bibel, Jazmen Darnell Brown, Ron Carlivati, Susan Dansby, Cheryl L. Davis, Christopher Dunn, Robert Guza Jr., Gregori J. Martin, Lynn Martin, Danielle Paige, Judy Tate, Michele Val Jean, Teresa Zimmerman; CBS
  • General Hospital, Head Writers: Elizabeth Korte, Chris Van Etten; Writers: Cathy LePard, Emily Culliton, Nigel Campbell, Suzanne Flynn, Charlotte Gibson, Kate Hall, Stacey Pulwer, Ryan Quan, Louise Rozett, Scott Sickles, Micah Steinberg; ABC
  • The Young and the Restless, Associate Head Writers: Jeff Beldner, Marla Kanelos, Dave Ryan; Writers: Susan Banks, Amanda L. Beall, Marin Gazzaniga, Rebecca McCarty, Madeleine Phillips; CBS/Paramount +

CHILDREN’S EPISODIC, LONG FORM AND SPECIALS 

  • The First Snow of Fraggle Rock, Written by Matt Fusfeld & Alex CuthbertsonApple TV
  • “Stay Out of the Basement: Part I” (Goosebumps), Written by Rob Letterman, Hilary Winston; Disney+
  • Merry Giftmas, Written by Halcyon Person; Netflix
  • “I Play Dodgeball with Cannibals” (Percy Jackson and the Olympians), Written by Craig Silverstein, Rick Riordan; Disney+
  • “When We Lose Someone” (Tab Time), Written by Sean Presant; YouTube

SHORT FORM STREAMING

  • The Rabbit Hole with Jimmy Kimmel, Writers: Jimmy Kimmel & Jesse Joyce; YouTube
  • Sesame Street YouTube: Take a Moment with Jonathan BaileyWritten by Andrew Moriarty; YouTube

DOCUMENTARY SCRIPT – CURRENT EVENTS

  • “Syria After Assad” (Frontline), Written by Martin Smith; PBS
  • “The Rise and Fall of Terrorgram” (Frontline), Written by Thomas Jennings and A.C. Thompson; PBS
  • “The Rise of RFK Jr.” (Frontline), Written by Michael Kirk & Mike Wiser; PBS
  • “Trump’s Power & the Rule of Law” (Frontline), Written by Michael Kirk & Mike Wiser; PBS

DOCUMENTARY SCRIPT – OTHER THAN CURRENT EVENTS

  • “Change, Not Charity: The Americans with Disabilities Act” (American Experience), Written by Chana Gazit; PBS
  • “Clearing the Air: The War on Smog” (American Experience), Written by Peter Yost & Edna Alburquerque; PBS
  • “Forgotten Hero: Walter White and the NAACP” (American Experience), Written by Rob Rapley; PBS
  • Matter of Mind: My Alzheimer’s, Written by Jason Sussberg; PBS
  • “Mr. Polaroid” (American Experience), Written by Gene Tempest; PBS

NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT  

  • “Devastating Flooding in Texas” (World News Tonight with David Muir), Written by David Muir, Karen Mooney, and Dave Bloch; ABC News
  • “The L.A. Wildfires” (World News Tonight with David Muir), Written by David MuirDave Bloch, and Karen Mooney; ABC News

NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY

  • Eye on America: Coldwater Creek, Written by Cait Bladt; CBS News
  • Gaza, Hannah Arendt, and The Banality of Evil, Written by Basel Hamdan; MSNBC
  • “Mysterious Russian Deaths” (60 Minutes), Written by Michael Rey, Cecilia VegaOriana Zill de Granados; CBS News
  • Remembering Palestinian Journalists Killed by Israeli Forces, Written by Lisa Salinas; MSNBC
  • “Uphill Battle” (CBS News Sunday Morning), Written by Richard Buddenhagen, Kay Lim, Lesley Stahl; CBS News

DIGITAL NEWS

  • “Altadena Residents Know Their Community Is Worth Rebuilding. Can They Protect Its Legacy?”, Written by Taiyler Mitchell; HuffPost
  • “American Siberia”, Written by Alexander Sammon; Slate
  • “An Isolated Boarding School Promised to Help Troubled Girls. Former Students Say They Were Abused.”, Written by Sebastian Murdock and Taiyler Mitchell; HuffPost
  • “How Cassie’s Lawsuit Against Diddy Galvanized A Movement of Survivors”, Written by Njera Perkins and Taiyler Mitchell; HuffPost
  • “Trump Sent Them to Hell. Now He’s Erasing Them Altogether.”, Written by Matt Shuham and Jessica Schulberg; HuffPost

RADIO/AUDIO

RADIO/AUDIO DOCUMENTARY

  • “Episode 2: A Game of Telephone” (Camp Swamp Road), Written by Heather Rogers, Rachel Humphreys, Colin McNulty; Spotify
  • “Jerry Lewis’ Lost Holocaust Clown Movie” (Decoder Ring), Written by Max Freedman; Slate
  • “Why Women Kill” (What Next), Written by Mary Harris and Elena Schwartz; Slate

RADIO/AUDIO NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT 

  • “ABC News Radio Top of the Hour News”, Written by Robert Hawley; ABC News Radio
  • “CBS World News Roundup”, Written by Paul Farry and Steve Kathan; CBS News
  • “Hasan Piker Knew Charlie Kirk” (What Next), Written by Mary Harris and Madeline Ducharme; Slate

RADIO/AUDIO NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY 

  • “The Life and Legacy of Jimmy Carter”, Written by Gail Lee; CBS News Radio
  • “We Made a Memecoin”, Written by Lizzie O’Leary, Evan Campbell, and Patrick Fort; Slate

PROMOTIONAL WRITING NOMINEES

ON-AIR PROMOTION 

  • “Behind the Crown: King & Conqueror EPK”, Written by Molly Neylan; CBS
  • “CBS Comedy”, Written by Dan Greenberger; CBS

Red Right Hand, spiegazione del finale: vendetta, sacrificio e l’illusione della redenzione

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Nel panorama dei revenge movie contemporanei, Red Right Hand si colloca come un film diretto, essenziale e privo di ambiguità narrative, che fa della famiglia e della sopravvivenza il suo centro morale. Il finale, coerente con l’impostazione classica del racconto, non ribalta davvero le carte in tavola, ma chiude il cerchio tematico costruito sin dalle prime scene: uscire dalla violenza è possibile solo passando attraverso di essa un’ultima volta.

Cash: un uomo che tenta di smettere, ma non può davvero farlo

Il personaggio di Cash (Orlando Bloom) è costruito fin dall’inizio come una figura in bilico. Ex criminale, ora uomo di fede e di campagna, vive una redenzione solo apparente. La sua scelta di prendersi cura di Finney e Savannah non nasce solo dall’amore familiare, ma anche da un bisogno più profondo: riparare a ciò che è stato, dare un senso alle violenze compiute in passato.

Il film è chiaro nel dirci che il suo passato non è mai davvero sepolto. Big Cat non rappresenta solo l’antagonista, ma l’incarnazione del mondo da cui Cash vorrebbe fuggire, un mondo che però non accetta abbandoni. Ogni “lavoro” che Cash è costretto a svolgere non è un ritorno improvviso al crimine, ma la prosecuzione naturale di una vita che non ha mai davvero smesso di essere violenta.

Big Cat e il potere come controllo totale

PER GENTILE CONCESSIONE DI MAGNOLIA PICTURES

Big Cat non è semplicemente una boss criminale: è il simbolo di un potere feudale, radicato nel territorio e nelle relazioni di paura. Odim County non è uno spazio neutro, ma un ecosistema corrotto in cui anche le forze dell’ordine risultano complici, intimidite o del tutto impotenti.

L’uccisione del vice-sceriffo Duke Parks segna il punto di non ritorno. Cash capisce che non esiste una via legale, nessuna istituzione capace di spezzare il ciclo. Da quel momento in poi, la vendetta non è più una scelta morale discutibile, ma una necessità di sopravvivenza. Il film, senza ambizioni filosofiche, sposa apertamente questa logica.

La morte di Finney e la fine dell’innocenza

La scena dell’uccisione di Finney davanti a Savannah e al prete Wilder è il vero cuore emotivo del film. Finney rappresentava l’anello debole, l’uomo che non era riuscito a reggere il peso della perdita e delle responsabilità. La sua morte non è eroica, né spettacolare: è brutale e inutile, proprio come spesso accade nei contesti di violenza sistemica.

Per Savannah, questo momento segna la fine definitiva dell’adolescenza. La ragazza smette di essere solo una figura da proteggere e diventa parte attiva del conflitto. Non a caso, sarà lei a infliggere il colpo finale a Big Cat, chiudendo simbolicamente una guerra che gli adulti non sono stati in grado di fermare.

Il prete Wilder: la fede messa alla prova

Il personaggio di Wilder è centrale nel finale. Ex cacciatore convertito alla fede, rappresenta la possibilità di una vita diversa, lontana dalla violenza. Ma Red Right Hand non idealizza questa scelta: quando tutto crolla, anche Wilder è costretto a riprendere in mano un’arma.

Il suo coinvolgimento nello scontro finale suggerisce un messaggio chiaro e piuttosto pessimista: in certi contesti, la non-violenza è un lusso che non ci si può permettere. Wilder sopravvive, torna a predicare, ma lo fa come uomo ferito, consapevole che la fede non basta sempre a salvare chi si ama.

Il finale: Cash è davvero libero?

Dopo il massacro finale, Cash sopravvive. Non c’è una punizione morale, né una condanna. Si trasferisce nella fattoria della sorella e cresce Savannah come una figlia. Apparentemente, ha ottenuto ciò per cui ha combattuto: sicurezza, famiglia, una parvenza di pace.

Eppure, il finale lascia un retrogusto amaro. Cash non ha sconfitto il sistema, ma solo l’ultima incarnazione del male. La violenza non è stata superata, ma resa “necessaria”. Il film non si interroga su cosa accadrà dopo, perché non è interessato a farlo: Red Right Hand è un racconto chiuso, circolare, in cui la redenzione non è spirituale ma pragmatica.

Una chiusura coerente con il suo cinema

Il finale di Red Right Hand non sorprende, ma conferma. Conferma che questo è un film di genere consapevole dei propri limiti e della propria tradizione. Non cerca sottotesti politici complessi né riflessioni esistenziali profonde: racconta una storia di vendetta, perdita e protezione familiare con onestà e linearità.

Ed è proprio questa coerenza, più che l’originalità, a rendere il film un’esperienza efficace per chi cerca un action thriller solido, cupo e privo di illusioni.

L’ultima volta che siamo stati bambini è basato su una storia vera?

Una delle domande che accompagnano più spesso L’ultima volta che siamo stati bambini riguarda la sua natura: racconta una storia realmente accaduta o è frutto di finzione? La risposta, come spesso accade nel cinema che lavora sulla memoria, è più sfumata di un semplice sì o no. Il film diretto da Claudio Bisio non è la trasposizione diretta di un fatto di cronaca o di una vicenda specifica, ma affonda le sue radici in un contesto storico reale e in una memoria collettiva profondamente autentica.

Un film non “biografico”, ma storicamente vero

L’ultima volta che siamo stati bambini non è basato su una singola storia vera, né racconta la vita di personaggi realmente esistiti. I protagonisti sono figure di finzione, così come le loro famiglie e le dinamiche narrative che li coinvolgono. Tuttavia, il mondo in cui si muovono è assolutamente reale: la Roma dei primi anni Quaranta, segnata dal fascismo, dalle leggi razziali e dall’ombra sempre più concreta della guerra.

Il film prende spunto dall’omonimo romanzo di Fabio Bartolomei, che costruisce una vicenda immaginaria proprio per raccontare qualcosa di profondamente vero: l’infanzia italiana durante la Seconda guerra mondiale, vissuta spesso senza comprendere appieno l’orrore che la circondava, ma subendone comunque le conseguenze.

L’infanzia come filtro della Storia

La forza del racconto sta nello sguardo adottato. La Storia, con la “S” maiuscola, non viene spiegata né didascalizzata, ma filtrata attraverso l’innocenza dei bambini. Le leggi razziali, l’antisemitismo, la propaganda e la violenza del regime fascista emergono in modo laterale, quasi casuale, proprio come accadeva nella percezione infantile dell’epoca.

Questo approccio rende il film storicamente credibile pur restando narrativamente libero. Molti bambini ebrei, così come figli di dissidenti o famiglie marginalizzate, scomparvero improvvisamente dalla vita quotidiana: amici di scuola, compagni di gioco, presenze che un giorno c’erano e il giorno dopo no. È su questa verità storica che il film costruisce il suo nucleo emotivo.

Un racconto simbolico che nasce da una verità collettiva

L'ultima volta che siamo stati bambini recensione

Se la vicenda non è reale nei fatti, lo è nel significato. I protagonisti incarnano esperienze che migliaia di bambini italiani hanno realmente vissuto: la fine improvvisa dell’innocenza, la scoperta della paura, il confronto con una realtà che non lascia spazio alla leggerezza.

Il titolo stesso, L’ultima volta che siamo stati bambini, suggerisce un passaggio irreversibile: non un evento preciso, ma una condizione esistenziale. In questo senso, il film non racconta “una” storia vera, ma molte storie vere condensate in una sola, trasformate in racconto cinematografico.

Claudio Bisio e la scelta di un tono antiretorico

Alla sua prima regia cinematografica, Claudio Bisio sceglie consapevolmente di evitare ogni enfasi celebrativa o melodrammatica. Il film non cerca la lacrima facile né la ricostruzione storica spettacolare, ma un tono misurato, quasi sommesso, che restituisce la quotidianità di un’epoca senza giudicarla apertamente.

Questa scelta rafforza il senso di autenticità: la Storia non irrompe con grandi scene madri, ma si insinua lentamente, proprio come accade nella vita reale. Ed è anche per questo che molti spettatori percepiscono il film come “vero”, pur sapendo che non racconta fatti realmente accaduti a quei personaggi specifici.

Una verità emotiva più che fattuale

L'ultima volta che siamo stati bambini Film 2023
Foto di Paolo Ciriello

In definitiva, L’ultima volta che siamo stati bambini non è basato su una storia vera in senso stretto, ma è profondamente radicato in una verità storica ed emotiva. È un film che utilizza la finzione per restituire un’esperienza autentica: quella di un’infanzia spezzata dalla Storia, di amicizie interrotte senza spiegazioni, di un mondo che cambia troppo in fretta perché un bambino possa capirlo.

Ed è proprio questa verità, più universale che cronachistica, a rendere il film così potente e così vicino alla memoria di chi, direttamente o indirettamente, quella Storia l’ha vissuta.

Dirty Dancing sequel: Jennifer Grey torna nel ruolo di Baby!

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Dirty Dancing sequel: Jennifer Grey torna nel ruolo di Baby!

L’attesissimo sequel di Dirty Dancing, con Jennifer Grey che torna nei panni di Frances “Baby” Houseman, arriverà presto nelle sale cinematografiche. La Lionsgate ha incaricato i produttori di “Hunger Games” e “Crazy Rich Asians” Nina Jacobson e Brad Simpson di supervisionare il film, con lo studio che prevede di iniziare la produzione entro la fine dell’anno. La sceneggiatura sarà scritta da Kim Rosenstock (“Dying for Sex”), candidata agli Emmy e ai Golden Globe e vincitrice del Premio Humanitas 2025.

“Dirty Dancing rimane amato oggi come lo era al momento della sua uscita, e sapevamo che un gruppo di persone molto speciale avrebbe dovuto unirsi per far sì che i fan accogliessero con entusiasmo il ritorno di Kellerman. Siamo più che entusiasti di annunciare di aver messo insieme il team perfetto per portare avanti questo film in collaborazione con Jennifer Grey”, ha dichiarato Adam Fogelson, presidente del Lionsgate Motion Picture Group, in merito ai nuovi sviluppi.

“Non ci sono produttori migliori per questo film dei nostri partner e amici di lunga data Nina e Brad di ‘Hunger Games’, e non potremmo essere più entusiasti di avere Kim a bordo per scrivere”, ha continuato Fogelson. “Con questa super squadra ora al suo posto, stiamo andando avanti a pieno ritmo affinché sia ​​i fan di vecchia data che il nuovo pubblico possano scoprire la magia, la musica e l’emozione di ‘Dirty Dancing’ in un nuovo film cinematografico pensato per il grande schermo”.

Il nuovo film di “Dirty Dancing” è stato annunciato nel 2020 con Grey come protagonista e produttore esecutivo, ma lo studio ha posticipato l’uscita prevista per il 2024 a causa degli scioperi di Hollywood. Jonathan Levine avrebbe dovuto originariamente dirigere il progetto, ma rimarrà come produttore esecutivo.

“Il ruolo di Baby ha occupato un posto molto profondo e significativo nel mio cuore, così come nel cuore di tantissimi fan nel corso degli anni”, ha detto Grey riguardo alla sua decisione di tornare. “Mi sono chiesto a lungo dove avremmo potuto trovare Baby anni dopo e come sarebbe stata la sua vita, ma ci è voluto del tempo per riunire il tipo di persone che ritenevo potessero essere incaricate di costruire sull’eredità del film originale… e sono entusiasta di dire che sembra che l’attesa sarà presto finita!”

Le novità di Prime Video a febbraio 2026: film originali, ritorni attesissimi e grandi classici

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Febbraio 2026 si apre su Prime Video con un catalogo particolarmente ricco, capace di abbracciare generi e pubblici diversi: dal romance young adult all’action adrenalinico, passando per thriller seriali, docuserie e il ritorno di grandi film cult. Ecco una guida completa alle uscite del mese, con date e contenuti da segnare in agenda.

Film e serie Prime Original in arrivo

13 febbraio – Love Me Love Me, Film Prime Original

Dopo la morte del fratello, June si trasferisce a Milano per ricominciare da capo. In una scuola internazionale d’élite incontra Will, lo studente modello, ma il suo equilibrio viene sconvolto dall’incontro con James, carismatico e tormentato, coinvolto in combattimenti clandestini di MMA. Tra rivalità e attrazione, June dovrà scegliere tra sicurezza e passione. Diretto da Roger Kumble, il film è tratto dal romanzo fenomeno di Stefania S., nato su Wattpad e diventato un caso editoriale. Cast internazionale guidato da Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva e Luca Melucci.

11 febbraio – Alex Cross – Stagione 2, Serie Prime Original

Il thriller con Aldis Hodge torna dopo il successo globale della prima stagione (oltre 40 milioni di spettatori). La nuova stagione alza la posta in gioco con un caso che coinvolge un potente magnate minacciato di morte e una scia di indizi sempre più inquietanti.
8 episodi:

  • 11/02: episodi 1–3

  • episodi settimanali fino al finale del 18 marzo

4 febbraio – Fallout – Finale di stagione, Serie Prime Original

Arriva l’ultimo episodio della seconda stagione dell’adattamento tratto dalla celebre saga videoludica. Un mondo post-apocalittico bizzarro, violento e sorprendentemente umano giunge a un punto di svolta decisivo.

25 febbraio – The Bluff, Film Prime Original

Priyanka Chopra Jonas è la protagonista di un’action epico ambientato tra le isole Cayman. Ex pirata dal passato violento, Ercell “Bloody Mary” Bodden è costretta a tornare a combattere quando il suo ex capitano (interpretato da Karl Urban) riemerge per vendicarsi. Prodotto da Anthony e Joe Russo, The Bluff è una storia di sopravvivenza, famiglia e redenzione.

Altri Original e contenuti esclusivi

  • 4 febbraio – Relationship Goals (Film Prime Original)

  • 6 febbraio – Finding Harmony: A King’s Vision (Documentario Prime Original)

  • 6 febbraio – Sweetpea (Serie Prime Exclusive, 6 episodi binge)

  • 12 febbraio – Soul Power (Docuserie Prime Original, 4 episodi binge)

  • 18 febbraio – 56 Giorni (Serie Prime Original, 8 episodi binge)

  • 21 febbraio – In the Lost Lands (Film Prime Exclusive)

  • 27 febbraio – Man on the Run (Documentario Prime Original)

Nuovi film in catalogo

Prime e seconde visioni

  • Ehi, tu! – 8 febbraio

  • CIA – Un uomo nel mirino – 16 febbraio

Altri film in arrivo

Da Licorice Pizza a Blade Runner 2049, passando per Kill Bill Vol. 1 & 2, Gangs of New York, Chiamami col tuo nome e Malcolm X, febbraio porta su Prime Video una selezione che unisce cinema d’autore, cult moderni e grandi successi commerciali.

Nuove serie in arrivo

  • Timeless S1–2 – 1 febbraio

  • La tata S2 – 1 febbraio

  • The Blacklist S6 – 7 febbraio

  • Kuroko No Basket S2 – 10 febbraio

  • Monk S1–8 – 15 febbraio

In scadenza a fine mese

Film

  • Familia – 8 febbraio

  • Late Night with the Devil: In onda con il diavolo – 27 febbraio

  • Un mondo a parte – 28 febbraio

Serie

    • Soulmates – 7 febbraio

Febbraio 2026 conferma Prime Video come una delle piattaforme più dinamiche del panorama streaming: produzioni originali ambiziose, ritorni seriali di peso e un catalogo film che strizza l’occhio sia ai cinefili che al grande pubblico. Un mese da esplorare, tra novità e (ri)scoperte.

The Bourne Ultimatum: la spiegazione del finale del film

The Bourne Ultimatum: la spiegazione del finale del film

Dire che The Bourne Ultimatum è un film emozionante sarebbe un eufemismo. Come i due film precedenti della serie Jason Bourne, combina sequenze d’azione ad alta intensità con alcuni dei colpi di scena più sconvolgenti della serie. Per quasi dieci anni, è stato anche l’ultimo film in cui abbiamo visto Jason Bourne (Matt Damon), l’abile assassino protagonista della serie. Sebbene sia uscito nel 2007, The Bourne Ultimatum ha resistito bene al passare degli anni, grazie in gran parte alle ottime interpretazioni e alla mano esperta del regista Paul Greengrass.

Ad oggi, molti lo considerano il migliore della serie, ed è anche il film di Bourne di maggior successo, con un incasso di oltre 440 milioni di dollari in tutto il mondo. Tuttavia, nonostante il successo al botteghino, potrebbero esserci molti che non ricordano bene come finisce il film o che hanno ancora dei dubbi su cosa sia successo esattamente. Diamo allora un’occhiata al finale di The Bourne Ultimatum e approfondiamo il destino di Jason Bourne, anche se, ovviamente, questa analisi conterrà alcuni spoiler importanti.

LEGGI ANCHE: The Bourne Ultimatum: trama, cast e sequel del film con Matt Damon

In The Bourne Ultimatum, Jason Bourne lotta per scoprire la verità sulla sua identità

Uno dei temi predominanti dell’intera serie di film di Bourne è l’identità, o, più specificamente, la mancanza di conoscenza del protagonista riguardo alla propria. Nei primi due film di Bourne lo abbiamo visto affrontare una situazione pericolosa dopo l’altra, il tutto mentre cercava di gestire gli effetti dell’amnesia. Poco a poco, nel corso del tempo, ha incontrato funzionari governativi e colleghi assassini che lo hanno aiutato a mettere insieme i pezzi del puzzle: il suo nome era David Webb ed era un assassino per conto di Treadstone, un’operazione della CIA.

The Bourne Ultimatum film

Nei primi tre film, e in particolare in The Bourne Ultimatum, vediamo che cercare di capire chi sei e come sei diventato quella persona è un’esperienza disorientante e traumatizzante. Jason ha flashback terrificanti e fatica a capire di chi fidarsi. Questa esperienza caotica, che si svela lentamente, raggiunge il culmine in The Bourne Ultimatum. Mentre si affretta a scoprire di più sulle sue origini alla Treadstone, la CIA sta attivamente cercando di ucciderlo prima che possa scoprire la verità, perché sa che potrebbe usare quelle informazioni per causare danni irreparabili alla loro operazione.

Quando Jason finalmente raggiunge la struttura in cui è stato addestrato, scopre di essersi offerto volontariamente alla Treadstone e, nonostante i dubbi, ha scelto di continuare. Questo segna una svolta per lui. Finalmente conosce una parte fondamentale della sua identità, ma non è facile conviverci. Sapere di aver scelto di contribuire alla violenza e al dolore causati dal programma gli fa capire che deve lasciarsi alle spalle la parte della sua identità che è Jason Bourne.

La fine di The Bourne Ultimatum lascia ampio spazio a futuri capitoli

Mentre gli agenti della CIA inseguono Jason sul tetto della struttura in cui è stato addestrato, lui affronta uno degli agenti, Paz (Edgar Ramirez), e lo sfida a riflettere sul motivo per cui vuole ucciderlo. Jason ripete le parole di un altro agente di Treadstone, il professore di The Bourne Identity, che lui stesso ha ucciso. Dice a Paz: “Guardaci. Guarda cosa ti costringono a fare”. È come se volesse dire che finalmente capisce il vero prezzo della vita che una volta ha scelto di condurre e spera che anche gli altri si rendano conto dei sacrifici che hanno fatto.

The Bourne Ultimatum cast

Poi si tuffa dal tetto nell’East River. All’inizio sembra che David sia morto. Tuttavia, nei momenti finali del film, apprendiamo da un notiziario che il suo corpo non è stato ancora recuperato e poi vediamo il suo corpo apparentemente senza vita entrare in azione e nuotare via. Se la serie fosse finita lì, avremmo saputo che era sopravvissuto. Ma questo ha anche lasciato aperta la porta per il proseguimento della storia di Bourne. In primo luogo, in The Bourne Legacy, abbiamo visto come altre operazioni segrete siano state influenzate dopo che le informazioni raccolte da Jason hanno contribuito a smascherare Treadstone e la sua successiva incarnazione, l’Operazione Blackbriar.

Poi, abbiamo visto David lottare (per l’ultima volta?) per scoprire maggiori dettagli sulla sua identità, compresi i legami di suo padre con Treadstone, nel film Jason Bourne del 2016. Quindi, lasciare i momenti finali di The Bourne Ultimatum con dei puntini di sospensione, piuttosto che con un punto, è stato praticamente il finale perfetto, che ha ricordato sottilmente ai fan che la ricerca di David per trovare se stesso potrebbe non finire mai veramente. Di recente, ci sono infatti state novità riguardo la saga, i cui diritti sono stati acquistati da Universal. Prossimamente, potrebbero dunque arrivare nuovi film dedicati all’agente senza memoria.

Jerry Maguire: la storia vera dietro il film con Tom Cruise

Jerry Maguire: la storia vera dietro il film con Tom Cruise

Uscito nel 1996, il film diretto da Cameron CroweJerry Maguire, vede Tom Cruise nei panni di un agente sportivo trentacinquenne alla ricerca di credibilità professionale e di una vita sentimentale soddisfacente. Il film è stato candidato a cinque premi Oscar, con Cuba Gooding Jr. che vinse quello per il miglior attore non protagonista, e a tre Golden Globe, con Tom Cruise che vinse quello per il miglior attore protagonista. Tornando al film, la trama è in gran parte inventata, ma incorpora alcuni eventi importanti della vita di Leigh Steinberg.

La trama di Jerry Maguire

Nel film, il protagonista interpretato da Cruise viene licenziato dalla Sports Management International dopo aver rivalutato i suoi obiettivi di carriera. Crea una sua agenzia e inizia una relazione sentimentale con la dipendente Dorothy Boyd (Renée Zellweger), madre di un bambino carismatico di nome Ray (Jonathan Lipnicki). Il film segue poi i tentativi di Jerry di assicurarsi un grosso contratto per il wide receiver della NFL Rod Tidwell (Cuba Gooding Jr.), cercando al contempo di trovare un equilibrio tra la sua vita personale e quella professionale.

La storia vera dietro il film

A distanza di decenni dalla sua uscita, Jerry Maguire rimane una commedia romantica iconica grazie ai dialoghi memorabili e alle interpretazioni accattivanti dei protagonisti. Secondo un rapporto del 2020, Crowe ha “affiancato” Steinberg per 18 mesi all’inizio degli anni ’90 prima di scrivere Jerry Maguire. Nel corso di 18 mesi, il regista ha partecipato a vari eventi della NFL, tra cui il Super Bowl, per comprendere appieno la vita di un agente sportivo di primo piano.

Tom Cruise e Renee Zellweger in Jerry Maguire

All’epoca, Steinberg aveva appena compiuto 44 anni e rappresentava il quarterback dello Stato di Washington Drew Bledsoe, che era stato selezionato come numero 1 assoluto nel draft del 1993 dai New England Patriots. In Jerry Maguire, l’agente sportivo protagonista viene licenziato poco prima del draft della NFL, ed è qui che la narrazione si discosta dalla storia di vita reale del soggetto. Secondo un rapporto del 2014, Steinberg ha sempre lavorato in proprio.

Ho iniziato la mia attività nella sala da gioco della casa dei miei genitori a West Los Angeles… Ero il mio segretario, rispondevo al telefono, [e] mi occupavo personalmente della dattilografia e delle fotocopie per i primi sei anni. Mi sedevo su una sedia a sdraio nel giardino sul retro vicino alla piscina e facevo le telefonate”, ha raccontato Steinberg a Parade.

Per quando riguarda la trama romantica di Jerry Maguire, Crowe modifica dunque diversi fatti relativi alla vita personale di Steinberg. Ad esempio, il personaggio di Tom Cruise si innamora di Dorothy dopo aver avviato la propria agenzia, ma nella vita reale Steinberg ha sposato sua moglie Linda nel 1985 e aveva già quattro clienti tra i primi 12 del Draft NFL di quell’anno. Inoltre, tutte le battute più famose di Jerry Maguire (tra cui “Coprimi di soldi!” (in lingua originale “Show me the money!“) sono puramente fittizie e sono state scritte da Crowe.

JERRY MAGUIRE

Leigh Steinberg dopo Jerry Maguire

Tuttavia, il film riflette lo stile di vita caotico di Steinberg e il fatto che spesso doveva tornare a casa in aereo per affrontare problemi coniugali. Dopo l’uscita di Jerry Maguire, all’inizio degli anni 2000 ha lottato contro l’alcolismo, conseguenza di vari problemi nella sua vita personale e professionale. In un reportage del 2021 (tramite Variety), Steinberg rivelava che l’aspetto personale del suo lavoro, a cui si fa riferimento nel film, lo ha ispirato a mantenere la sobrietà.

Ho solo pensato: ‘Cosa ho permesso che accadesse? … Non ho il cancro. Vivo in un paese con il più alto tenore di vita. Ho tre figli meravigliosi. Che scuse ho per stare seduto a crogiolarmi nell’alcolismo?” In Jerry Maguire, il rapporto d’affari tra il personaggio di Cruise e Rod Tidwell è parallelo alle esperienze reali dell’agente con l’ex quarterback della NFL Warren Moon, che è entrato nella NFL nel 1984 dopo sei anni nella Canadian Football League ed è stato descritto da Steinberg come un “fratello” (entrambi fanno un cameo nel film di Crowe).

Tuttavia, un rapporto del 2017 (tramite The Daily Mail) suggerisce che l’ex wide receiver degli Arizona Cardinals Tim McDonald abbia ispirato il personaggio di Gooding in Jerry Maguire. Ora settantaduenne, Steinberg ha rappresentato otto volte la prima scelta della NFL. Secondo Steinberg Sports, la sua attuale lista di clienti include il quarterback dei Miami Dolphins Tua Tagovailoa e la superstar della NFL Patrick Mahomes dei Kansas City Chiefs. Il personaggio di Cruise rispecchia Steinberg in molti modi, ma il film riesce a distinguersi offrendo un’esperienza cinematografica memorabile.

Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette dal 13 febbraio su Disney+

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Disney+ ha annunciato che Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette di FX debutterà il 13 febbraio sulla piattaforma streaming in Italia. Esplorando l’innegabile alchimia, il corteggiamento lampo e il matrimonio sotto i riflettori di una delle coppie più iconiche del XX secolo, il primo capitolo dell’antologia “Love Story” di Ryan Murphy è una serie ispirata al libro di Elizabeth Beller “Once Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy”. Composta da nove episodi, la serie debutterà con i primi tre, seguiti da un episodio a settimana, ogni venerdì.

È stata una storia d’amore che ha catturato l’attenzione della nazione: John F. Kennedy Jr. (Paul Anthony Kelly) era la figura più vicina alla regalità americana. Il Paese lo ha visto trasformarsi da ragazzo a scapolo amato e celebrità mediatica. Carolyn Bessette (Sarah Pidgeon) era una star a pieno titolo. Fieramente indipendente e con uno stile singolare, era passata da commessa a dirigente presso Calvin Klein, diventando una fidata confidente dell’omonimo fondatore. Il legame tra John e Carolyn fu immediato, elettrizzante e innegabile. Man mano che la loro storia d’amore prendeva forma sotto gli occhi dell’intera nazione, la fama crescente e la conseguente attenzione dei media minacciavano di separarli. Con Grace Gummer (Caroline Kennedy), Naomi Watts (Jackie Kennedy Onassis), Alessandro Nivola (Calvin Klein), Leila George (Kelly Klein), Sydney Lemmon (Lauren Bessette) e Constance Zimmer (Ann Marie Messina), Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette racconta il viaggio complesso e straziante di una coppia il cui amore privato è diventato un’ossessione nazionale.

La serie FX Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette è stata creata da Connor Hines e vede come executive producer Ryan Murphy, Nina Jacobson, Brad Simpson, Connor Hines, Eric Kovtun, Nissa Diederich, Scott Robertson, Monica Levinson, Kim Rosenstock, D.V. DeVincentis e Tanase Popa. Max Winkler è executive producer e regista dell’episodio pilota. La serie è prodotta da 20th Television.

Il pianista: la spiegazione del finale del film

Il pianista: la spiegazione del finale del film

Pochi film storici sull’Olocausto hanno eguagliato l’orrore puro e vissuto del film di Roman Polanski del 2002 Il pianista, che bilancia la rappresentazione del dolore sofferto dagli ebrei polacchi con rari momenti di connessione umana in mezzo al terrore collettivo, sostenuto nientemeno che dalla grande musica di Chopin. Polanski aveva già affrontato polemiche nei suoi film (al di là dei suoi scandali, che lo avrebbero visto espulso dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences nel 2018), come nel caso del film cult “satanico” “Rosemary’s Baby”.

Ma questo film sarebbe diventato qualcosa di molto diverso. L’orrore de Il pianista è infatti radicato nella realtà, raccontando la vera storia dell’ebreo Władysław Szpilman (Adrien Brody, premiato con l’Oscar al Miglior attore per la sua interpretazione), sopravvissuto a sei anni di occupazione nazista in Polonia. Brody non assomigliava molto a Szpilman, ma come disse Polanski: “Non cercavo una somiglianza fisica, perché secondo me non ha importanza”.

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Ciò che contava era la recitazione, resa viva non solo dall’apprendimento del polacco e del pianoforte da parte di Brody, ma anche dal suo incredibile senso di osservazione ed empatia. Il pianista inizia in modo semplice, con filmati d’archivio della Varsavia pre-invasione accompagnati dal suono del pianoforte suonato da Szpilman. Si scopre poi che la sua esibizione viene trasmessa alla radio, fino a quando esplosioni interrompono la sua esecuzione. Da qui ha inizio il film e il viaggio nell’inferno che ci porta a compiere.

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Adam Brody nei panni di Szpilman

Veniamo dunque improvvisamente catapultati nell’invasione tedesca di Varsavia. Szpilman fugge nella casa della sua famiglia. I familiari sono a loro agio tra loro, riuniti intorno alla radio per ascoltare la dichiarazione di guerra della Francia e dell’Inghilterra alla Germania, e scherzano persino sulle nuove leggi. L’orrore è iniziato, ma non si percepisce ancora. Inizialmente, agli ebrei viene proibito di sedersi sulle panchine. Ben presto, devono indossare bracciali con la stella di David. La famiglia di Szpilman discute se indossarli o meno, ma un rapido passaggio di scena rivela che hanno ceduto.

Gli spettatori sono costretti a convivere con l’assoluta e spaventosa repentinità del crollo del mondo di questi personaggi, i quali vengono poi a sapere che saranno trasferiti con la forza in un ghetto e la loro marcia ha inizio. Polanski affolla le scene del ghetto di Varsavia di persone, suggerendo l’intensità della congestione. Quando il fratello di Szpilman, Henryk (Ed Stoppard), lo rimprovera a cena per aver suonato nella sala da pranzo, la discussione viene nuovamente interrotta, poiché la famiglia assiste al lancio di un uomo su una sedia a rotelle dalla finestra del sesto piano da parte dei nazisti.

Come nella scena iniziale, l’orrore deriva dall’impossibilità di fare qualcosa e dall’inefficacia della famiglia come osservatori. Interpretando Szpilman, Brody enfatizza questa qualità osservativa. Come ha detto a PopMatters, “c’erano lunghi periodi di silenzio, in cui mi veniva solo chiesto di reagire”. Szpilman non è un eroe d’azione. È un musicista, un artista, che fa ciò che può per sopravvivere. Questo trasmette l’umanità e le umiliazioni delle vittime dell’Olocausto e fa da contraltare all’interpretazione di Brody in “La sottile linea rossa” del 1998.

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Da solo a Varsavia

Altre trasferte forzate avvengono quando la famiglia viene espulsa dal proprio alloggio nel ghetto e mandata in un campo. Durante il lungo tragitto verso il treno, Szpilman viene separato dalla sua famiglia da un ufficiale che sostiene di “salvargli la vita”. È costretto a guardare ancora una volta la sua famiglia che viene mandata al campo, caricata brutalmente sui vagoni del treno. Quando torna al ghetto, vede i cadaveri di una famiglia ebrea sul marciapiede.

Costretto ai lavori forzati, Szpilman dimagrisce, trascorrendo le notti vagando per i quartieri, aiutando a procurare armi per una rivolta imminente. La sua fuga dal campo lo porta da un amico a Varsavia, che lo aiuta a nascondersi. “Non sarà molto comodo”, dice Szpilman mentre trascorre una notte dietro uno scaffale di ferramenta. Si ritrova in un altro appartamento, dove gli viene ordinato di non uscire, e continua a soffrire la fame. Il pianista diventa così un film sulla resistenza.

Sebbene Polanski non volesse apparire nel film, pensando che avrebbe evocato lo spettro di Hitchcock, utilizza una classica tecnica di montaggio hitchcockiana. Dal suo nascondiglio, Szpilman riesce a vedere la fallita rivolta del ghetto di Varsavia, tentata con le armi che era riuscito a portare con sé. Molto prima di passare a una visione più ravvicinata dell’azione, Polanski sottolinea la prospettiva di Szpilman: distaccata, impotente, testimone dall’alto. E passa alle riprese di Brody che guarda, con il volto che rivela un dolore profondo. È ancora intrappolato.

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Una fuga definitiva

Quando un vicino chiede a Szpilman la carta d’identità, lui fugge dall’edificio e si nasconde in “una zona molto tedesca”, continuando a guardare fuori dalla finestra la Varsavia innevata. Si ammala, ma ciò che gli causa più dolore è dover ignorare il pianoforte nel suo nuovo nascondiglio, l’ultimo legame con la sua vecchia vita. Mortalmente malato, Szpilman deve fuggire di nuovo, poiché la rivolta di Varsavia del 1944 porta esplosioni e sparatorie nel suo nascondiglio. Il suo udito è praticamente compromesso e corre alla cieca tra le rovine della sua città natale.

Nel nuovo nascondiglio, stringe un legame che cambierà la sua vita, incontrando l’ufficiale tedesco Wilm Hosenfeld (Thomas Kretschmann). I due entrano in sintonia mentre Szpilman suona la “Ballata in sol minore” di Chopin. Forse è eccessivamente sentimentale per un film che ha abbracciato un tale orrore nelle prime due ore suggerire nei momenti finali che un nazista e un ebreo possano legare grazie alla musica. Ma si trattava di un’unione autentica, che permise a Szpilman di sopravvivere fino alla fine della seconda guerra mondiale. Polanski sostiene che Szpilman “fece tutto il possibile per salvare la vita di Hosenfeld”.

Nel finale agrodolce del film, Hosenfeld finisce in un campo di prigionia sovietico, dove muore nel 1952, mentre Szpilman suona in un teatro tutto esaurito. Il pianista è tutt’altro che facile da guardare, con le sue famiglie assassinate e le lunghe scene di sofferenza e fame, e la performance di Adrien Brody, vincitrice di un Oscar, era ben lontana dalla tipica vittoria dei film biografici. La catarsi di Szpilman, a cui finalmente viene permesso di suonare per intero, anche per un nazista, è piccola ma potente, e dà vita a una delle scene più belle del cinema sul legame umano.