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Jude Law protagonista di Black Sea

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Dopo aver abbandonato il set di Jane Got A Gun, Jude Law è pronto a mettersi nuovamente in gioco con Black Sea, thriller diretto da Kevin McDonald e scritto da Dennis Kelly.

Il film vedrà Law nei panni del capitano di un sottomarino, assunto da una banda di loschi individui per recuperare il prezioso carico di un sommergibile affondato e costretto fare i conti con un pericoloso equipaggio.

L’impegno potrebbe significare però abbandonare un altro set: l’attore potrebbe infatti lasciare il cast del film di Werner Herzgog Queen of The Desert ed essere sostituito da James Franco.

 Fonte: Empire

 

Jude Law parla di Sherlock Holmes 3!

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Arrivano le prime dichiarazioni su Sherlock Holmes 3, e provengono direttamente per bocca di Jude Law che intervistato da Collider ha risposto ad una domanda sull’eventuale terzo capitolo. Ecco quanto detto:

Non so ancora quando cominceranno le riprese. Se ne sta parlando e so che c’è già uno script in lavorazione, ma Robert è un ragazzo piuttosto impegnato e anche io ho il mio bel da fare. Ma vogliamo farne un altro. Come team ce la spassiamo davvero un sacco, siamo felici e crediamo che ci sia ancora parecchia energia nelle gambe del duo.

Non ci resta che aspettare ulteriori notizie o conferme per cominciare ad attendere Sherlock Holmes 3 il terzo capitolo di Sherlock Holmes!

Jude Law parla di Grand Budapest Hotel

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Il tour di presentazione di Side Effects di Steven Soderbergh ha offerto a Jude Law l’opportunità di parlare anche dei suoi prossimi progetti: al momento il biopic dedicato a a Gertrude Bell firmato da Werner Herzog sembra essere per il momento stato accantonato e incerto è anche il destino del terzo Sherlock Holmes; in rampa di lancio è invece Grand Budapest Hotel di Wes Anderson, riguardo al quale Law ha rivelato qualche particolare.

Il titolo del film lascerebbe immaginare una serie di storie che si incrociano all’interno dell’albergo citato: pur non essendo ancora stati diffusi particolari sulla trama, Law sembrerebbe aver in parte confermato l’ipotesi, parlando di un film in cui vi saranno storie raccontate all’interno di altre storie.

Law ha rivelato che il suo ruolo sarà quello di uno scrittore e che nel film ci sarà qualcuno che interpreterà lo stesso personaggio in età più avanzata. Il lavoro si articolerà in varie sezioni: al centro vi sarà la stessa storia, raccontata da diversi punti di vista, in quello si annuncia un film che parlerà della narrazione, del raccontare storie.

L’attore ha inoltre ha dichiarato che il film si svolgerà in gran parte negli anni ’30, anche se la sua parte sarà invece ambientata nei ’60; la sua è comunque una piccola parte (ha richiesto solo cinque giorni di lavoro), inserita in un contesto molto più ampio.

Le rivelazioni di Jude Law,  a dire il vero abbastanza sibilline, si aggiungono agli scarni dettagli forniti dallo stesso Anderson, che ha parlato di un film ‘europeo’, ispiratogli dal suo periodo di permanenza in francia, il cui protagonista è lievemente pazzo, e ha un lettore della mente personale accompagno da un assistente adolescente.

Oltre a Law del cast fanno parte Bill Murray, Owen Wilson, Jason Schwartzman, Tilda Swinton, Adrien Brody, Jeff Goldblum, Ralph Fiennes, Saoirse Ronan, Harvey Keitel, F. Murray Abraham, Mathieu Amalric, Willem Dafoe ed Angela Lansbury.

Fonte: Empire

Jude Law nel cast nel nuovo spy-thriller The Rhythm

Jude Law (Anna Karenina, Gran Budapest Hotel, King Arthur e il potere della spada) sarà nel cast del nuovo spy-thriller The Rhythm, accanto a Blake Lively.

Il regista Reed Morano sta lavorando al film che sarà un adattamento del primo libro della saga scritta da Mark Burnell. Lively interpreta Stephanie Patrick. I suoi genitori muoiono in un incidente aereo. In seguito Stephanie scopre che l’incidente non è stato casuale e decide di scoprire la verità.

Non sappiamo ancora il ruolo di Law, ma potremmo vederlo nel ruolo di colui che minaccia la protagonista. Morano inizierà le riprese in Gran Bretagna, Usa, Irlanda, Spagna e Svizzera.

Animali Fantastici 2: Jude Law sarà il giovane Silente

Law ha appena finito di girare il sequel di Animali Fantastici, dove interpreta Albus Silente da giovane. Il film, che uscirà il prossimo anno, sarà diretto da David Yates e vedrà il premio Oscar Eddie Redmayne tornare nei panni del protagonista della nuova saga magica, il magizoologo Newt Scamander.

Fonte: Empire

Jude Law manager di Rooney Mara in Vox Lux

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Jude Law manager di Rooney Mara in Vox Lux

Arriva da Variety la notizia che Jude Law affiancherà Rooney Mara in Vox Lux, film drammatico su una popstar diretto da Brady Corbet, alla sua seconda esperienza dietro la macchina da presa dopo The Childhood of a Leader.

Il film presenterà una soundtrack formata da tutte canzoni originali, composte e scritte da Sia, l’artista vincitrice di diversi dischi di platino e nominata ai Grammy. Inoltre il film sarà girato in 65mm e proiettato in 70 mm.

Il film racconterà la vita di Celeste (interpretata dalla Mara), dalla polvere alla ribalta. L’odissea di 15 anni sarà ambientata tra il 1999 e i giorni nostri e traccerà un’importante evoluzione per la cultura contemporanea. Jude Law vestirà i panni del manager della protagonista.

Le riprese cominceranno a febbraio 2017.

Jude Law nel trailer italiano di Genius

Prossimamente vedremo Jude Law in The Youg Pope, la serie di Paolo Sorrentino presentata in anteprima all’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia. A novembre, inoltre, l’attore tornerà nelle nostre sale con Genius al fianco di Colin Firth e Nicole Kidman.

Fonte: Variety

Jude Law in Susan Cooper con Melissa McCarthy

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jude-lawPaul Feig e Melissa McCarthy preferiscono gli inglesi. Infatti, mentre è già da tempo confermata la presenza di Jason Statham nel loro film Susan Cooper, arriva oggi la notizia che anche Jude Law farà parte del cast del film.

I dettagli della trama sono per il momento sconosciuti, ma pare vedranno la McCarthy alle prese con una spia sfortunata. L’attrice, nominata ad un premio Oscar e con una lunga carriera televisiva alle spalle, si riunirà con il regista di Le Amiche della Sposa e di Corpi da Reato.

Quali saranno i ruoli che ricopriranno rispettivamente Law e Statham? E’ probabile che il primo sarà un uomo affascinante e misterioso, mentre il secondo potrebbe interpretare il villain, data la sua celebre fama da duro del grande schermo. Al momento non ci è dato saperlo! Ma lo scopriremo presto.

Visto di recente nel circuito dei festival in Dom Hemingway e sui palcoscenici di Londra con l’Enrico V, Jude Law sarà presto di nuovo al cinema nel film di Wes Anderson, The Grand Budapest Hotel, che in USA esce in queste ore. L’attore ha appena terminato le riprese del thriller sottomarino Black Sea.

Fonte: Empire

Jude Law in Queen of the Desert di Werner Herzog!

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Jude Law è ufficialmente nel cast di Queen of the Desert (La regian del deserto) il prossimo film scritto e diretto da Werner Herzog. L’attore si va ad aggiungere ai già confermati Naomi Watts e Robert Pattinson.

Jude Law è Vladimir Putin nelle nuove foto di The Wizard of the Kremlin

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Nuove foto dal film The Wizard of the Kremlin rivelano la trasformazione di Jude Law nel presidente russo Vladimir Putin. Il film è il debutto in lingua inglese del regista francese Olivier Assayas e racconterà l’ascesa di Putin sulla scia della dissoluzione dell’Unione Sovietica. Accanto a Law, il film vedrà la partecipazione di Paul Dano nel ruolo di Vadim Baranov, una versione romanzata di Vladislav Sourkov, soprannominato “l’uomo che ha creato Vladimir Putin”, oltre ad Alicia Vikander e Jeffrey Wright.

Oltre a un’intervista con Assayas, Variety ha rivelato una nuova immagine di The Wizard of the Kremlin che mostra Law quasi irriconoscibile nei panni di un Putin, con Baranov interpretato da Dano al suo fianco. Come si vede chiaramente nella foto, Jude Law sembra ha dato il massimo nella sua interpretazione di Vladimir Putin. Particolarmente degni di nota sono la postura rigida, il comportamento austero e la stempiatura che sono i tratti distintivi del leader russo. Anche se Dano interpreta un personaggio romanzato basato su Vladislav Sourkov, è a sua volta simile al suo modello reale.

Jude Law e Paul Dano in The Wizard of the Kremlin
Jude Law e Paul Dano in The Wizard of the Kremlin. Foto di Carole Bethuel

Sebbene la trasformazione non sia così drammatica come quella di Gary Oldman in Winston Churchill per L’ora più buia del 2017, l’interpretazione di Jude Law è un segno della dedizione di Assayas alla precisione. Il regista ha parlato più approfonditamente dell’argomento con Variety, spiegando: “Quando si lavora a un progetto come questo, bisogna fare il lavoro di un giornalista o di uno storico. Non siamo scesi a compromessi sulla veridicità e l’accuratezza perché il film è stato revisionato e convalidato da storici che conoscono molto meglio di me i dettagli di quel periodo”.

Ogni giorno, mentre scrivevamo e preparavamo il film, avevamo mille domande pratiche da porre loro. Uno degli aspetti molto positivi del girare il film in Lettonia è stato quello di poter accedere a conoscenze di prima mano sulla storia, sui personaggi e così via, quindi nulla è stato lasciato al caso“, ha spiegato il regista. “In Lettonia ci sono parecchi rifugiati russi, il che ci ha permesso di avere attori con accento russo e io ho potuto completare le mie ricerche, convalidare la ricostruzione storica, ecc. grazie ai resoconti di prima mano di giornalisti politici e russi emigrati”.

Anche i nostri produttori esecutivi locali in Lettonia avevano un talk show politico. Quindi hanno incontrato Boris Berezovsky e la maggior parte delle figure chiave della politica russa dell’epoca. Ogni volta che avevo una domanda, un dubbio o una richiesta, ovviamente chiamavo prima Giuliano per chiedergli di convalidare una particolare opzione. Perché, ancora una volta, questo è molto simile al modo in cui ho lavorato quando ho realizzato “Carlos”. Vale a dire, credo che quando si ha a che fare con la politica, e in particolare con la politica contemporanea, sia essenziale essere estremamente precisi sui fatti, anche se ci sono modi per raccontare una storia in modo più umano”, ha concluso il regista.

Jude Law e Jason Bateman commentano il finale agrodolce di Black Rabbit

Vince Friedken ha distrutto la vita che suo fratello aveva costruito con cura. In Black Rabbit, il figlio prodigo è anche il disastro per eccellenza, trascinando tutto nel caos.

Vince è un po’ un fallito”, racconta Jason Bateman, che lo interpreta. “Commette errori, è rischioso averlo intorno, ma è un bravo ragazzo.” Una natura che consola poco Jake (Jude Law), proprietario del ristorante emergente Black Rabbit a New York. Quando Vince, giocatore compulsivo, torna in città, porta con sé guai e criminalità, trascinando Jake nel mondo sotterraneo pericoloso della città.

Eppure, Jake ama ancora suo fratello. “Capisci perché tutti gli perdonano tutto”, spiega Law. “Con Jason, che è così simpatico e divertente, vedi perché gli altri cadono sempre nella sua rete.” Questo rapporto è stato il punto di partenza per i creatori Zach Baylin e Kate Susman. “Abbiamo fratelli e volevamo esplorare come, con loro, sei una persona diversa rispetto al resto del mondo”, dice Susman. “E come sia difficile sfuggire alle dinamiche dell’infanzia.”

Ma è impossibile sfuggire anche al boss mafioso Mancuso (Troy Kotsur), che reclama un vecchio debito di Vince. Tra affari sporchi, un tradimento sentimentale e accuse penali contro il ristorante, la tensione cresce fino all’episodio finale Isle of Joy.

Come Jake cerca di aiutare Vince

All’inizio, Vince era stato escluso dalla gestione del ristorante dopo comportamenti pericolosi e una causa legale. Jake e i soci Wes e Roxie lo avevano liquidato. Ma dopo un violento incontro in Nevada, Vince torna senza soldi.

Jake, che ha trasformato Black Rabbit in un locale di successo, è inizialmente felice, ma presto Vince riprende i vecchi vizi. Mancuso e suo figlio Junior reclamano i soldi, e Vince, per proteggere la figlia Gen, chiede aiuto al fratello. Jake propone un piano di pagamento usando il ristorante come garanzia. Una cena di beneficenza fornisce fondi, ma non basta: i problemi aumentano.

Il caso Anna al Black Rabbit

Un’altra minaccia viene dall’interno. Il terzo piano del locale, ritrovo di celebrità, è teatro di comportamenti inaccettabili. Quando Anna accusa l’artista Jules di violenza sessuale, Jake non può più ignorare.

Ma Jake è già in crisi: ha speso troppo, vuole aprire un altro locale, ruba soldi dalla sua stessa attività e ha una relazione con Estelle, compagna di Wes. La denuncia di Anna incrina anche il rapporto con Roxie, che inizia a dubitare di lui.

Il denaro della cena benefica viene usato da Jake per coprire i buchi, lasciando troppo poco per il debito di Vince. Intanto, i giornalisti indagano e gli uomini di Mancuso si avvicinano.

La morte di Anna

La storia di Anna ha un epilogo tragico. Campbell, uomo fidato di Jules, le offre denaro e un volo in cambio del silenzio. Lei accetta, ma Vince, parlando con Junior, rivela la situazione. Junior la interpreta come una minaccia e va a intimidirla. Nella colluttazione, Anna muore accidentalmente. Campbell interviene per ripulire la scena.

Il motivo della rapina

Dopo la morte di Anna, tutto crolla. La polizia indaga, Mancuso preme per i soldi, Wes scopre il tradimento di Jake e si allea con Roxie per prendere il controllo del ristorante.

Per ottenere denaro, i fratelli truffano un’assicurazione sulla casa d’infanzia, ma è troppo tardi: Junior vuole ucciderli per coprire la propria colpa. Jake gli propone invece di rapinare il Black Rabbit durante una festa.

Dopo una lite violenta con Jake, Vince si unisce al piano di Junior. Durante la rapina, Wes cerca di fermarli ma viene colpito. Junior minaccia Jake, ma Vince lo uccide per salvare il fratello. In fuga, Vince vende la refurtiva, ma Mancuso rapisce Gen, preparando lo scontro finale.

Cosa succede alla fine

Con Wes morente, Vince viene accusato del suo omicidio. Jake, per salvare Gen, consegna il fratello a Mancuso, ma Vince riesce a scappare. In un ultimo incontro, rivela a Jake il segreto custodito per tutta la vita: da ragazzo uccise il padre violento, facendo cadere una palla da bowling per proteggere la madre.

Jake confessa di aver sempre saputo la verità e di averlo amato comunque. Sul tetto del Black Rabbit, Vince compie il suo ultimo gesto: si getta nel vuoto, convinto di poter aiutare suo fratello solo sacrificandosi. Prima, telefona alla polizia confessando tutto. Mancuso, venuto a reclamare vendetta, abbraccia Jake e se ne va quando apprende della morte di Vince.

Il finale agrodolce di Black Rabbit

Il finale è agrodolce. Jules viene arrestato, Roxie apre una nuova attività, Estelle lascia Jake. Quest’ultimo, devastato dalla perdita del fratello ma libero dai debiti, cerca di ricostruire la sua vita accanto al figlio. Non più manager del Black Rabbit, lavora come semplice barista, ma finalmente senza il peso del passato. “Jake va avanti”, spiega Susman. “Per la prima volta è libero di vivere diversamente.”

Black Rabbit è disponibile su Netflix.

Jude Law diventa Dracula?

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Il regista David Slade, che ha dimostrato di avere molto familiarità con i vampiri date le sue ultime realizzazioni (30 giorni di buio, The Twilight Saga: Eclipse), potrebbe avere ancora a che fare con gli eredi del non-morto per eccellenza, il Conte Dracula.

Jude Law dice The Order sui neonazista “doveva essere fatto ora”: “Purtroppo, la rilevanza parla da sola”

Jude Law ha dichiarato che il suo nuovo thriller poliziesco, The Order, sulle indagini dell’FBI su un gruppo terroristico neonazista negli anni ’80, “doveva essere realizzato ora”. Alla conferenza stampa della Mostra del Cinema di Venezia, Law ha parlato dell’importanza del film in un momento in cui le ideologie di estrema destra stanno tornando a crescere. “Purtroppo la rilevanza parla da sola”, ha continuato. “Mi sembrava un’opera che doveva essere realizzata ora. È sempre interessante trovare un’opera del passato che abbia una qualche relazione con il presente”.

Basato su fatti realmente accaduti, il film è ambientato nell’Idaho nel 1983 e vede un agente solitario dell’FBI (Law) seguire una serie di rapine in banca e furti d’auto sempre più violenti, arrivando a capire che sono opera di un gruppo di pericolosi terroristi neonazisti nazionali, ispirati dal leader radicale Robert Jay Mathews (Nicholas Hoult), che stanno tramando una guerra contro il governo degli Stati Uniti. Basato sul libro del 1989 “The Silent Brotherhood” di Kevin Flynn e Gary Gerhardt, il film è interpretato anche da Tye Sheridan, Jurnee Smollett, Alison Oliver e Odessa Young.

Il regista Justin Kurzel ha aggiunto che i parallelismi del film con il mondo di oggi sono ciò che lo rende così interessante da realizzare. “È sempre una cosa straordinaria quando si trova uno scritto o un evento del passato che ha una sorta di prospettiva che può avere una conversazione con la politica di oggi”, ha detto. “È una gemma rara. Quindi abbiamo pensato che ci fosse molto da dire sull’oggi”.

Per creare l’intensità tra i personaggi di Law e Hoult, i due attori sono stati tenuti separati fino alla prima volta che hanno girato una scena insieme. “Non ci siamo nemmeno parlati per le prime quattro o cinque settimane di riprese”, ha rivelato Hoult. “Alla troupe piaceva molto l’idea di tenerci come forze diverse. La prima volta che abbiamo parlato è stata nella prima scena in cui interagiamo”.

Law è stato anche incaricato di seguire Hoult per un giorno, come avrebbe fatto il suo agente dell’FBI. Ma a Hoult non era stato detto nulla prima di arrivare a Venezia. “L’ho appena scoperto sulla barca!”, ha esclamato.

The Order” vede il giovane poliziotto di Sheridan unirsi all’agente dell’FBI di Law nella caccia al gruppo suprematista, e l’attore ha detto di avere una certa esperienza dei temi del film dalla sua infanzia. “È una grande opera che esplora come le persone di una piccola comunità possano essere manipolate da un’ideologia estrema”, ha detto Sheridan. “Sono cresciuto in una piccola città di 1.200 abitanti, quindi ho sicuramente visto certe cose crescendo in cui la gente probabilmente diventa violenta, soprattutto in queste sottoculture. Negli Stati Uniti c’è un’ideologia specifica che discende da generazioni che vivono in una piccola comunità e non hanno alcuna esposizione, quindi questa è stata una cosa che mi ha davvero attratto del progetto”.

Jude Law come Douglas Fairbanks?

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In un biopic in lavorazione su Mary Pickford, Jude Law dovrebbe interpretare il divo del muto Douglas Fairbanks…

Jude Law aggiorna su Sherlock Holmes 3

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Si chiude con un colpo di scena da brividi l’ultimo Sherlock Holmes di Guy Ritchie e molti fan della serie si sono chiesti quando potremmo gustarci Sherlock Holmes 3 il nuovo capitolo del franchise che vede Robert Downey Jr nei panni del leggendario Sherlock Holmes. Purtroppo è da molto tempo che non si parla del film ma oggi arrivano le dichiarazioni Jude Law che nel franchise interpreta John Watson. L’attore ha rassicurato un po’ tutti sull’intenzione della Warner Bros di volere fortemente un terzo capitolo, ecco le sue parole:

«Sherlock Holmes 3 potrebbe partire presto, credo che Warner lo voglia, così come lo vogliamo noi del cast. Vogliamo che sia migliore dei due capitoli precedenti: più brillante e più intelligente, mantenendone però intatta l’anima.  Non amo vantarmi dei progetti a cui ho partecipato ma devo ammettere di essere particolarmente orgoglioso dei film su Sherlock Holmes».

Al momento però su Sherlock Holmes 3 non c’è stato un annuncio ufficiale da parte della Major. Nel frattempo, come molti di voi sapranno, il regista del franchise Guy Ritchie si trova attualmente sul set del suo prossimo film The Man From UNCLE(Leggi qui). Mentre invece il progetto più vicino a concretizzarsi su Sherlock Holmes sembra essere quello che coinvolge l’attore Ian McKellen che interpretarà il leggendario investigatore in pensione (Leggi Qui).

Judd Apatow spiega la parte peggiore dell’essere amico di Paul Rudd

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In una recente apparizione al The Tonight Show con Jimmy Fallon, Judd Apatow ha parlato della sua amicizia con Paul Rudd. Il regista ha discusso delle fasi di pianificazione di This is 50 e di come entrambi i suoi protagonisti “non invecchino”, rendendo difficile vederli interpretare la coppia di This is 40 ma un decennio dopo. Apatow si unisce al coro di tutti i fan e i conoscenti di Rudd, affermando che l’attore di Ant-Man semplicemente non invecchia. Ecco cosa ha dichiarato il regista:

“Ho un grosso problema, è che Paul Rudd e Leslie (Mann, sua moglie e attrice in This is 40, ndt) non invecchiano. Quindi, sono passati 10 anni e sembrano esattamente uguali. E penso che darebbe fastidio alle persone, giusto?

La parte peggiore dell’essere amico di Paul Rudd, che è il ragazzo che non invecchia, è [che] io invece invecchio. Quindi in ogni foto con lui, ho foto con lui negli ultimi 20 anni, e lui semplicemente non cambia e io sto lentamente cadendo a pezzi. Sembra esattamente lo stesso in questo momento e io assomiglio a suo padre”.

Il tormentone legato a questa caratteristica di Paul Rudd è virale da tanto tempo, e sembra che non sia solo un effetto delle luci sul volto dell’attore, quando si fa fotografare, ma è un dato di fatto, riscontrato anche da chi gli sta vicino e dai suoi collaboratori più stretti.

Rivedremo Paul Rudd nei panni di Scott Lang nel MCU, e lo vedremo anche in This is 50, il sequel in lavorazione di Apatow.

Judd Apatow lavorerà ad un documentario sul comico George Carlin

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Apprendiamo grazie al Boston Globe (via Empire Magazine) che Judd Apatow, regista e sceneggiatore americano noto per 40 anni vergine, Questi sono i 40 e Un disastro di ragazza, è al lavoro su un documentario dedicato a George Carlin, il celebre comico, attore e sceneggiatore statunitense, scomparso nel 2008.

“Sto per iniziare a lavorare con il mio partner Michael Bonfiglio ad un documentario dedicato a George Carlin”, ha rivelato Apatow al Boston Globe. “Non vedo l’ora di guardare un sacco di interviste rilasciate da Carlin e di speciali a lui dedicati. Penso che questo lavoro si trasformerà per me in qualcosa di davvero profetico.”

George Carlin era celebre per il suo atteggiamento irriverente e le sue osservazioni sul linguaggio, la psicologia e la religione. Nel corso della sua carriera è divenuto celebre anche per aver affrontato nei suoi show diversi argomenti considerati tabù negli Stati Uniti: la sua scenetta “Seven Dirty Words” (“Sette parole volgari”) degli anni ’70, fu al centro di una sentenza della Corte Suprema americana a seguito della quale il governo venne autorizzato a regolamentare il contenuto delle trasmissioni pubbliche per evitare l’uso di linguaggio considerato volgare sia alla radio che alla tv. Dopo Richard Pryor, Carlin è universalmente riconosciuto come il più grande comico statunitense di tutti i tempi.

Il documentario sul comico George Carlin ad opera di Judd Apatow potrebbe arrivare su HBO

Al momento non sappiamo ancora a quale network o piattaforma di streaming sarà destinato il documentario, ma considerata la lunga storia di Carlin con la HBO (il comico realizzò ben 14 speciali per il network), è molto probabile che sarà proprio l’emittente statunitense ad accaparrarsi il progetto. Inoltre, già in passato un altro documentario di Apatow, The Zen Diaries of Garry Shandling del 2018, venne prodotto proprio dalla HBO.

L’ultimo film diretto da Judd Apatow è Il re di Staten Island, film che narra la vita romanzata dell’attore e comico statunitense Pete Davidson, anche co-atore della sceneggiatura semi-autobiografica. Il film uscirà direttamente on demand il prossimo 12 giugno.

Judd Apatow e il sequel di Questi sono i 40

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Judd Apatow e il sequel di Questi sono i 40

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Molto Incinta è stato un incredibile successo al botteghino. Il suo spin-off, Questi sono i 40, che da noi è inedito, ha avuto un pari successo al botteghino, e così

Judd Apatow critica Biden e Trump nel monologo ai DGA Awards

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Judd Apatow critica Biden e Trump nel monologo ai DGA Awards

Accogliendo i candidati e gli ospiti della 76ª edizione dei DGA Awards, il regista, produttore e scrittore Judd Apatow ha salutato il pubblico scherzando: “Sono il vostro ospite Bradley Cooper con un naso da ebreo ancora più ammaliante“.

Judd Apatow ha esordito con una battuta, ricordando che la DGA non ha mai scioperato contro gli studios. Ha fatto notare che i suoi agenti gli hanno detto di chiedere più soldi per la sua quinta volta come presentatore della cerimonia: “Ma nello spirito della DGA ho accettato la loro prima offerta“.

Prendendo di mira l’attuale panorama politico, Judd Apatow si è rivolto alla folla affermando: “Giuro su Dio che se questa è l’unica volta che votate quest’anno, potete andare tutti a farvi fottere“. Ha fatto notare l’età dei probabili candidati alle elezioni presidenziali, Joe Biden e Donald Trump. La corsa sarà tra “un uomo abbastanza vecchio da aver incontrato Hitler e un uomo che vorrebbe averlo fatto“.

Dedicando la serata al “leggendario” Norman Lear, recentemente scomparso a 101 anni, Judd Apatow ha giurato di non riposare finché non avrà “trovato il suo assassino“.Il cerimoniere ufficiale ha poi rivolto la sua attenzione agli altri conduttori dei premi: “Vorrei ringraziare Jo Koy per aver abbassato il livello per me. Vorrei ringraziare la Directors Guild che ha avuto il coraggio di assumere un ebreo bianco per condurre questa cerimonia”.Facendo un bilancio dell’anno passato nell’industria dell’intrattenimento, Apatow ha riflettuto su ciò che il settore ha imparato dal doppio sciopero: “Fran Drescher è la voce della ragione e sfortunatamente è questo il suono della ragione“.

Judd Apatow ha anche parlato della febbre da fusione che ha attanagliato Hollywood in tempi difficili per gli studios tradizionali.

Ecco come accadrà. Per prima cosa, Warner Bros. Discovery si fonderà con Paramount e Comcast si fonderà con Sony. Apple si fonderà con Netflix e poi rileverà Warner Paramount Discovery. Apple acquisisce in modo ostile Comcast Sony e poi fagocita immediatamente Warner Paramount Discovery. Apple fa un’acquisizione ostile di Comcast Sony e poi fagocita immediatamente Warner Paramount Discovery. Poi Elon Musk prende i suoi soldi ed esegue un leveraged buyout di entrambe le società. Per snellire l’operazione, Musk licenzia tutti tranne 37 persone. Poi Jeff Bezos interviene e compra l’intera azienda come regalo di San Valentino per la sua fidanzata, Lauren Sanchez. Poi lei si stufa e la cede a Salma Hayek. È l’epoca d’oro della creatività e dell’assunzione di rischi, come negli anni ’70 e tutto il resto. E all’improvviso arriva Byron Allen e compra tutto in contanti“.

Continuando a criticare i Globes, Apatow ha lanciato un’ombra sulle nuove categorie aggiunte per la cerimonia del 2024 e ha offerto alcuni suggerimenti personali, tra cui: “Miglior film con Timothée Chalamet con un cappello. Il miglior film con Tom Cruise basato su un film precedente di Tom Cruise. Il miglior film con Kevin Spacey che esce solo nel Nord Italia. Il miglior film di Steven Soderbergh girato con un campanello Ring“.

Più tardi, durante la cerimonia, Apatow ha lamentato il declino dell’audience degli spettacoli di premiazione e il fatto che la cerimonia dei DGA non sia ancora trasmessa in televisione. Ha dato la colpa in parte alle celebrità che sono così esposte attraverso i social media. “Dobbiamo tutti accettare di non essere così esposti. Quindi vi vedremo solo durante le premiazioni. Marty, basta TikTok, basta ballare. Devi tornare a essere misterioso. Chris Nolan, basta con gli account Only Fans. Mi piace, ma posso vivere senza“.

L’anno scorso Judd Apatow ha preso di mira la star di “Top Gun: Maverick Tom Cruise, definendo il famoso lavoro acrobatico dell’attore “una pubblicità per Scientology“. Per quanto riguarda i candidati di quest’anno, tra i nominati per il miglior lungometraggio figurano la moglie Greta Gerwig per “Barbie“, Christopher Nolan per “Oppenheimer“, Martin Scorsese per “Killers of the Flower Moon“, Yorgos Lanthimos per “Poor Things” e Alexander Payne per “The Holdovers“.

Judas and the Black Messiah: la vera storia dietro al film

Judas and the Black Messiah: la vera storia dietro al film

Sono numerosi i film dedicati alle battaglie per i diritti della popolazione afroamericana che si sono svolte negli Stati Uniti tra gli anni Sessanta e Settanta. Molti di questi lungometraggi ripercorrono le gesta dei leader di quei movimenti di ribellione, come Malcolm X, dedicato all’omonimo attivista, o Selma – La strada per la libertà, incentrato sulla marcia guidata da Martin Luther King per richiedere il diritto di voto agli afroamericani. Un altro film, più recente, che racconta brillantemente di quel periodo è Judas and the Black Messiah (qui la recensione), diretto nel 2021 dal regista Shaka King, qui al suo secondo lungometraggio.

King, anche sceggiatore insieme a Will Berson, ha descritto l’idea iniziale del film come The Departed – Il bene e il male (il film di Martin Scorsese premiato agli Oscar) nel contesto del COINTELPRO (Counter Intelligence Program). La volontà era infatti quella di raccontare una vicenda realmente accaduta ma dal punto di vista dell’infiltrato che portò all’abbattimento di un carismatico leader della comunità afroamericana. Si tratta di un episodio forse meno noto di quel periodo di scontri, ma che racconta altrettanto efficacemente la tensione vigente in quegli anni.

Accolto in modo molto positivo, Judas and the Black Messiah è divenuto uno dei film più importanti del suo anno, guadagnando anche sei nomination al premio Oscar (tra cui quella per il Miglior film) e vincendone poi due: Miglior attore non protagonista e Miglior canzone. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla storia vera. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Judas and the Black Messiah Daniel Kaluuya LaKeith Stanfield
Daniel Kaluuya LaKeith Stanfield in Judas and the Black Messiah

La trama e il cast di Judas and the Black Messiah

Il film è ambientato nel 1968, anno che vide accese diverse proteste, tra cui quella degli afroamericani per i diritti civili. In questo periodo così delicato, durante il quale le manifestazioni spesso sfociano in atti di violenza, diventa capo delle Pantere Nere dell’Illinois il giovane attivista Fred Hampton. Il gruppo si schiera contro la polizia, accusata di usare ingiustificatamente la violenza verso gli afroamericani. Hampton viene dunque presto avvertito dal governo americano come una minaccia e l’FBI decide così di intervenire, facendo infiltrare tra le file delle Pantere Nere, uno dei suoi uomini, William O’Neal.

Quest’ultimo non è un vero e proprio agente, ma un semplice cittadino nero che aveva avuto diversi problemi con la legge, soprattutto a causa dei suoi furti, e al quale l’FBI propone di far cadere ogni accusa, purché diventi un agente di controspionaggio e fornisca informazioni su Hampton. Dopo essersi unito alle Pantere Nere, O’Neal fa rapidamente carriera all’interno del gruppo, nonostante viva nella costante ansia di essere scoperto. Ben presto però lo stesso infiltrato si ritroverà affascinato dalle parole del carismatico leader, una sorta di Messia nero, nei confronti del quale lui sarà ha però il ruolo di Giuda.

Ad interpretare Fred Hampton vi è l’attore Daniel Kaluuya, il quale per la sua interpretazione ha poi vinto il premio Oscar come miglior attore non protagonista. LaKeith Stanfield, interpreta invece William O’Neal e ha dichiarato in un’intervista di aver avuto bisogno di intraprendere un percorso di terapia dopo tale ruolo. Anche lui è stato poi nominato all’Oscar nella medesima categoria di Kaluuya, facendo così di Judas and the Black Messiah il primo film con due attori neri candidati al premio. Completano poi il cast Jesse Plemons nel ruolo di Roy Mitchell, Dominique Fishback in quelli di Deborah Johnson e Martin Sheen come J. Edgar Hoover, capo dell’FBI.

Judas and the Black Messiah storia vera

Judas and the Black Messiah: la vera storia dietro il film

Come anticipato, Judas and the Black Messiah è basato sugli eventi realmente accaduti che portarono all’assassinio di Fred Hampton nel 1969. Hampton era un carismatico organizzatore e attivista, divenuto poi presidente dell’Illinois Black Panther Party. Fondata nel 1966, era questa un’organizzazione politica che si opponeva al razzismo e alla brutalità della polizia e che gestiva anche iniziative comunitarie come un programma di colazione gratuita per gli scolari. In seguito alla sua nomina e alle sue prime battaglie politiche, Hampton divenne il bersaglio della sorveglianza dell’FBI come parte di un programma chiamato Cointelpro.

Gli obiettivi di questo includevano “prevenire la coalizione di gruppi militanti nazionalisti neri” e “prevenire l’ascesa di un ‘messia’ che potesse unificare ed rafforzare il movimento militante nazionalista nero”. J. Edgar Hoover, il primo direttore dell’FBI, considerava lo stesso Black Panther Party “la più grande minaccia alla sicurezza interna del paese”. Per cercare di tenere d’occhio le azioni di Hampton e trovare il modo di neutralizzarlo, l’FBI reclutò William O’Neal, il quale era stato arrestato per essersi spacciato per furto. L’FBI gli promise che se fosse diventato un informatore e si fosse infiltrato nel Black Panther Party a Chicago, le sue accuse di crimine sarebbero state ritirate.

O’Neal si unì dunque alle Pantere Nere nel novembre 1968 e divenne il capo della sicurezza locale. Si è poi guadagnato la fiducia di Hampton a tal punto da poter agire come sua guardia del corpo. In seguito, ha fornito all’FBI informazioni sull’appartamento di Fred Hampton, informazioni che hanno poi permesso un raid delle forze dell’ordine. Il 4 dicembre 1969, infatti, prima dell’alba, 14 agenti di polizia fecero irruzione nella residenza di Hampton al 2337 di West Monroe Street. Sono stati sparati più di 80 colpi. Hampton e Mark Clark, anche lui membro del Black Panther Party, sono entrambi deceduti.

L’FBI ha fatto irruzione nell’appartamento di Hampton nel tentativo di prenderlo di mira con il pretesto di sequestrare armi che credevano le Pantere Nere stessero conservando lì. Ciò si basava appunto sulle informazioni ricevute dall’informatore dell’FBI William O’Neal e dall’agente speciale dell’FBI Roy Mitchell. La morte di Fred Hampton durante il raid ha però portato molti a credere che si trattasse di un assassinio coordinato da parte dell’FBI e del dipartimento di polizia di Chicago e che la possibile presenza di armi fosse solo un pretesto per potersi introdurre nell’abitazione. O’Neall sviluppò poi sensi di colpa per l’accaduto e il 16 gennaio del 1990 decise di suicidarsi facendosi investire da un auto.

Il trailer di Judas and the Black Messiah e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Judas and the Black Messiah grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 31 ottobre alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb, HistoryvsHollywood

Judas and the Black Messiah, recensione del film con Daniel Kaluuya

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Disponibile dal 9 aprile su tutte le piattaforme digitali, Judas and the Black Messiah è il nuovo film di Shaka King che si inserisce in una stagione dei premi davvero insolita (quella nell’Era del Covid), ma, da una prospettiva più ampia, anche in un filone di cinema contemporaneo che prova a ri-raccontare le battaglie per i Diritti Civili in un contesto storico, il nostro, in cui queste voci vengono ascoltate, di fronte alla necessità di rispolverare quelle lotte e quelle rivendicazioni.

La trama di Judas and the Black Messiah

La storia scritta da King con Will Berson, racconta di William O’Neil, un ladro di automobili, che nel 1968 fa un accordo con un agente dell’FBI, Roy Mitchell: tutti i suoi capi d’accusa verranno condonati se, da infiltrato nelle Black Panthers, comunicherà al bureau segreti e dettagli sulla vita di uno dei leader nascenti del movimento, Fred Hampton. Il desiderio di rivalsa personale di O’Neil si confonderà presto con il carisma, la dedizione, la forza d’animo del più giovane leader che il movimento delle Pantere Nere abbia mai avuto.

Shaka King prova a portare avanti un discorso ragionato su due piani della realtà. Il primo è quello che con una lente di ingrandimento si avvicina ai protagonisti, Hampton e O’Neil. Le due individualità, differenti e per molti versi antitetiche, si confrontano in un racconto che seppure è ambientato all’interno di un movimento per i Diritti Civili, resta orientato verso l’interno di una piccola comunità. Hampton grande aizzatore di folle, carismatico e affascinante, si incontra con O’Neil che, nascondendo un doppio fine, molto più individualista di ciò che l’apparenza lascia trapelare, si lascia in qualche modo sedurre da questo mondo, da questa ideologia, da questa necessità di uguaglianza che era ancora lontanissima all’epoca e che ancora non è raggiunta. 

Judas and the Black Messiah recesIl traditore

Giuda si lasciò sedurre dalla parola di Gesù, lo seguì e a suo modo lo servì, tuttavia le intenzioni del suo Maestro non si allinearono con le sue, più terrene e individualiste, alla fine e così scelse di tradirlo, pensando che quella sarebbe stata la via più diretta ad ottenere la “sua” giustizia. A O’Neil accade il contrario, entrato nelle grazie di Hampton con l’intenzione di tradirlo, si lascia sedurre dalla sua parola pur portando avanti il suo progetto.

Il secondo grande binario su cui si muove King, nel suo racconto di Judas and the Balck Messiah è la grande Storia, quella che mette a confronto un movimento tutt’altro che pacifista ma assolutamente giusto, in un mondo come il nostro dove la giustizia e la legalità non sempre coincidono, con un’organizzazione statale che non sempre ha operato o opera nella legalità, appunto. Il film mette bene in evidenza in che misura l’FBI abbia operato contro le Black Panther e con che strumenti, pur di mantenere uno status quo in cui nemmeno i singoli membri del bureau credevano, come dimostra il personaggio d Roy Mitchell, vero e proprio impiegato burattinaio. 

Talentuosi giovani protagonisti

E se la ricerca storica di King, la sua granitica posizione politica, il suo racconto essenziale fanno di Judas and the Black Messiah un buon film, l’elemento di eccellenza risiede tutto nella scelta del cast e nelle interpretazioni dei giovani interpreti. Daniel Kaluuya sta raccogliendo grandi frutti nel corso della stagione dei premi in corso, mentre ambisce anche all’Oscar, grazie alla sua prova nei panni del pastore Hampton. Una performance rigorosa, solida, ispirata, composta che rende giustizia al giovane talento esploso con Get Out – Scappa. Tuttavia il vero cuore emotivo del film è senza dubbio LaKeith Stanfield, che con la sua interpretazione nervosa apre allo spettatore uno spiraglio per entrare dentro alla narrazione. Menzione speciale anche a Jesse Plemons che, dai tempi di Breaking Bad, continua a crescere, senza mai sbagliare un ruolo. 

Judas and the Black Messiah offre un quadro storico accurato di ciò che è stato il movimento delle Black Panthers, ma soprattutto regala al cinema una storia potente e a due giovani attori un palcoscenico davvero prezioso per mostrare le proprie doti.

Judas and Black Messiah da domani in esclusiva digitale

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Judas and Black Messiah da domani in esclusiva digitale

Finalmente Judas and Black Messiah, l’attesissimo film di Shaka King candidato a 6 Premi Oscar, tra cui miglior film e miglior attore non protagonista, arriva in Italia in esclusiva digitale da domani, venerdì 9 Aprile, disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Mediaset Play Infinity.

Judas and Black Messiah è infatti nominato per sei premi alla prossima edizione degli Academy Awards, per miglior film, miglior attore non protagonista (Daniel Kaluuya e LaKeith Stanfield), per la fotografia (Sean Bobbitt), per la canzone originale (“Fight For You,” musica di H.E.R. e Dernst Emilie II, testo di H.E.R. e Tiara Thomas), e miglior sceneggiatura originale (sceneggiatura di Will Berson & Shaka King, soggetto di Will Berson & Shaka King e Kenny Lucas & Keith Lucas).  Daniel Kaluuya ha inoltre già vinto il Golden Globe 2021 come miglior attore non protagonista proprio per Judas and Black Messiah.

L’informatore dell’FBI William O’Neal (LaKeith Stanfield), è infiltrato nel partito delle Black Panther dell’Illinois con l’incarico di tenere d’occhio il loro carismatico leader, il Presidente Fred Hampton (Daniel Kaluuya). Ladro di professione, O’Neal sembra divertirsi a correre il rischio di manipolare sia i suoi compagni che il suo “supervisore”, l’Agente Speciale Roy Mitchell (Jesse Plemons). L’influenza politica di Hampton è in forte ascesa proprio quando incontra e si innamora della sua compagna di rivoluzione Deborah Johnson (Dominique Fishback). Nel frattempo, nella mente di O’Neal prende vita un dilemma. Si allineerà alle forze benevole? O contribuirà ad affossare Hampton e Le Pantere con ogni mezzo, come comanda il Direttore dell’FBI J. Edgar Hoover (Martin Sheen)?

I primi 10 minuti del film di seguito:

Ispirato a eventi realmente accaduti, Judas and Black Messiah è diretto da Shaka King, all’esordio con un lungometraggio per una major. Il progetto ha avuto origine da King e il suo partner di sceneggiatura, Will Berson, e da Kenny Lucas & Keith Lucas, autori del soggetto assieme a Berson & King. King, collaboratore da molto tempo del regista Ryan Coogler (“Black Panther”, “Creed”, “Fruitvale Station”), ha sottoposto l’idea del film a Coogler e a Charles D. King (“Just Mercy”, “Fences”), che sono poi diventati produttori del film con Shaka King. I produttori esecutivi sono Sev Ohanian, Zinzi Coogler, Kim Roth, Poppy Hanks, Ravi Mehta, Jeff Skoll, Anikah McLaren, Aaron L. Gilbert, Jason Cloth, Ted Gidlow e Niija Kuykendall.

In Judas and Black Messiah troviamo i candidati all’Oscar Daniel Kaluuya (“Get Out”, “Widows”, “Black Panther”) nel ruolo di Fred Hampton e LaKeith Stanfield (“Atlanta”, “The Girl in the Spider’s Web”) in quello di William O’Neal. Fanno parte del cast anche Jesse Plemons (“Vice”, “Game Night”, “The Post”), Dominique Fishback (“The Hate U Give”, “The Deuce”), Ashton Sanders (“The Equalizer 2”, “Moonlight”) e Martin Sheen (“The Departed”, “The West Wing” e “Grace & Frankie” per la TV). Nel cast anche Algee Smith (“The Hate U Give”, “Detroit”), Darrell Britt-Gibson (“Just Mercy”, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”), Dominique Thorne (“If Beale Street Could Talk”), Amari Cheatom (“Roman J. Israel, Esq.”, “Django Unchained”), Caleb Eberhardt (“The Post”) e Lil Rel Howery (“Get Out”).

Il team creativo dietro la macchina da presa include il direttore della fotografia, Sean Bobbitt (“12 Years a Slave”, “Widows”), lo scenografo Sam Lisenco (“Shades of Blue”), il montatore Kristan Sprague (“Random Acts of Flyness”) e la costumista Charlese Antoinette Jones (“Raising Dion”). Le musiche sono di Craig Harris e Mark Isham. La Warner Bros. Pictures presenta, in associazione con MACRO/Participant/BRON Creative, una produzione MACRO Media/Proximity, un Film di Shaka King, “Judas and the Black Messiah”.

Judas and Black Messiah arriva in esclusiva digitale da venerdì 9 Aprile

Finalmente Judas and Black Messiah, l’attesissimo film di Shaka King candidato a 6 Premi Oscar, tra cui miglior film e miglior attore non protagonista, arriva in Italia in esclusiva digitale da venerdì 9 Aprile,disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su tutte le principali piattaforme.

Judas and Black Messiah è infatti nominato per sei premi alla prossima edizione degli Academy Awards, per miglior film, miglior attore non protagonista (Daniel Kaluuya e LaKeith Stanfield), per la fotografia (Sean Bobbitt), per la canzone originale (“Fight For You,” musica di H.E.R. e Dernst Emilie II, testo di H.E.R. e Tiara Thomas), e miglior sceneggiatura originale (sceneggiatura di Will Berson & Shaka King, soggetto di Will Berson & Shaka King e Kenny Lucas & Keith Lucas).  Daniel Kaluuya ha inoltre già vinto il Golden Globe 2021 come miglior attore non protagonista proprio per Judas and Black Messiah.

L’informatore dell’FBI William O’Neal (LaKeith Stanfield), è infiltrato nel partito delle Black Panther dell’Illinois con l’incarico di tenere d’occhio il loro carismatico leader, il Presidente Fred Hampton (Daniel Kaluuya). Ladro di professione, O’Neal sembra divertirsi a correre il rischio di manipolare sia i suoi compagni che il suo “supervisore”, l’Agente Speciale Roy Mitchell (Jesse Plemons). L’influenza politica di Hampton è in forte ascesa proprio quando incontra e si innamora della sua compagna di rivoluzione Deborah Johnson (Dominique Fishback). Nel frattempo, nella mente di O’Neal prende vita un dilemma. Si allineerà alle forze benevole? O contribuirà ad affossare Hampton e Le Pantere con ogni mezzo, come comanda il Direttore dell’FBI J. Edgar Hoover (Martin Sheen)?

Ispirato a eventi realmente accaduti, “Judas and the Black Messiah” è diretto da Shaka King, all’esordio con un lungometraggio per una major. Il progetto ha avuto origine da King e il suo partner di sceneggiatura, Will Berson, e da Kenny Lucas & Keith Lucas, autori del soggetto assieme a Berson & King. King, collaboratore da molto tempo del regista Ryan Coogler (“Black Panther”, “Creed”, “Fruitvale Station”), ha sottoposto l’idea del film a Coogler e a Charles D. King (“Just Mercy”, “Fences”), che sono poi diventati produttori del film con Shaka King. I produttori esecutivi sono Sev Ohanian, Zinzi Coogler, Kim Roth, Poppy Hanks, Ravi Mehta, Jeff Skoll, Anikah McLaren, Aaron L. Gilbert, Jason Cloth, Ted Gidlow e Niija Kuykendall.

In “Judas and the Black Messiah” troviamo i candidati all’Oscar® Daniel Kaluuya (“Get Out”, “Widows”, “Black Panther”) nel ruolo di Fred Hampton e LaKeith Stanfield (“Atlanta”, “The Girl in the Spider’s Web”) in quello di William O’Neal. Fanno parte del cast anche Jesse Plemons (“Vice”, “Game Night”, “The Post”), Dominique Fishback (“The Hate U Give”, “The Deuce”), Ashton Sanders (“The Equalizer 2”, “Moonlight”) e Martin Sheen (“The Departed”, “The West Wing” e “Grace & Frankie” per la TV).

Nel cast anche Algee Smith (“The Hate U Give”, “Detroit”), Darrell Britt-Gibson (“Just Mercy”, “Three Billboards Outside Ebbing, Missouri”), Dominique Thorne (“If Beale Street Could Talk”), Amari Cheatom (“Roman J. Israel, Esq.”, “Django Unchained”), Caleb Eberhardt (“The Post”) e Lil Rel Howery (“Get Out”).

Il team creativo dietro la macchina da presa include il direttore della fotografia, Sean Bobbitt (“12 Years a Slave”, “Widows”), lo scenografo Sam Lisenco (“Shades of Blue”), il montatore Kristan Sprague (“Random Acts of Flyness”) e la costumista Charlese Antoinette Jones (“Raising Dion”). Le musiche sono di Craig Harris e Mark Isham.

La Warner Bros. Pictures presenta, in associazione con MACRO/Participant/BRON Creative, una produzione MACRO Media/Proximity, un Film di Shaka King, “Judas and the Black Messiah”.

Juan Carlos. La caduta di un re: la nuova docu-serie Sky Original

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Juan Carlos. La caduta di un re è la nuova docu-serie Sky Original, presentata in anteprima mondiale al Festival di Cannes, che racconta l’ascesa e la caduta dell’ex re spagnolo Juan Carlos I, in arrivo in esclusiva su Sky Documentaries e in streaming solo su NOW dal 21 maggio alle 21.15.

La serie, in quattro parti, ripercorre il regno di re Juan Carlos I, per molti anni considerato un eroe spagnolo, celebrato in tutto il mondo per aver riformato la Spagna con i suoi valori moderni, progressisti e democratici. Ha guidato il suo paese dalla dittatura franchista alla monarchia parlamentare, trasformando la Spagna in un moderno stato europeo e diventando il sovrano spagnolo più popolare della storia.

Re Juan Carlos aveva una regina fedele, una famiglia amorevole, rispetto internazionale, amici nelle alte sfere e sudditi fedeli; aveva tutto ciò che un re può desiderare. Allora, come ha fatto un venerato monarca a subire una caduta così drastica da essere costretto ad abdicare nel 2014 e infine a fuggire in esilio nel 2020?

L’avvincente documentario propone interviste esclusive ad amici intimi, giornalisti e sostenitori del Re, oltre che alla sua ex amante, Corinna zu Sayn-Wittgenstein. Tra gli altri intervistati l’ex agente dei servizi segreti José Manuel Villarejo, il biografo Jaime Peñafiel, l’ex presidente della banca Mario Conde e l’ex marito di Corinna zu Sayn-Wittgenstein, Philip Adkins.

Juan Carlos. La caduta di un re parte per una caccia internazionale attraverso Londra, Monaco, Ginevra, Abu Dhabi e New York per scoprire come Juan Carlos sia arrivato alla sua enorme fortuna e rispondere alle domande sui suoi affari finanziari, sui suoi lucrosi legami e sul suo presunto coinvolgimento in casi di corruzione globale.

La serie mostra come una fatidica battuta di caccia in Botswana abbia rivelato la storia d’amore segreta del Re con la compagna, Corinna zu Sayn-Wittgenstein, e abbia dato il via a una serie di eventi che hanno scosso profondamente la monarchia spagnola e fatto sgretolare il castello di carte. C’è poi l questione del perché Juan Carlos abbia trasferito la somma di 65 milioni di euro sul conto di Corinna poco prima della fine del suo regno.

Christian Beetz, coautore, produttore, Gebrueder beetz Filmproduktion: “Quando abbiamo iniziato a produrre questa serie investigativa sul re Juan Carlos I di Spagna, non eravamo consapevoli dell’entità e della portata dello scandalo reale, finanziario e politico. Poco alla volta si è dipanata una rete di intrighi, avidità e giochi di potere, che affondano le loro radici nei circoli più alti della società spagnola e che ancora oggi sono protetti dal servizio segreto spagnolo CNI. È una storia straordinaria e che abbiamo cercato di raccontare senza timori o favori”.

Juan Antonio Bayona al lavoro su uno sci-fi

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Dopo l’horror di  The Orphanage e il dramma famigliare sullo sfondo della catastrofe di The Impossible, il prossimo progetto di Juan Antonio Bayona potrebbe essere un film di frantascienza.

Il progetto, ancora senza titolo, è in corso di scrittura;  al momento nulla è trapelato riguardo la storia; a produrre il film sarà Kevin McCormick (Gangster SquadThe Lucky One); Eric Roth (Molto forte, incredibilmente vicino, Forrest Gump, The Insider, Il curioso caso di Bejamin Button) si sta occupando della sceneggiatura.

The Impossible sarà nel frattempo nelle sale tra qualche giorno, con protagonisti Ewan McGregor e Naomi Watts, che ha ricevuto al candidatura all’Oscar come miglior attrice.

Fonte: Empire

Joy: trailer italiano con Jennifer Lawrence e Bradley Cooper

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Joy: trailer italiano con Jennifer Lawrence e Bradley Cooper

La 20th Century Fox ha diffuso il trailer italiano di Joy, il film di David O Russell con protagonista l’attrice premio Oscar Jennifer Lawrence  Robert De Niro, Bradley Cooper e Edgar Ramirez.

Potete vedere il trailer cliccando qui

Jennifer LawrenceIl film Joy ruoterà intorno ad una figura di donna forte, Joy Mangano, la casalinga che ha inventato il Miracle Mop, strumento che ha cambiato per sempre la vita delle donne che vivono e lavorano in casa. Al momento la signora Mangano è presidente della Ingenious Designs.

Il film diretto da David O. Russell vede protagonista Jennifer Lawrence. Il cast comprende anche Robert De Niro, Bradley Cooper e Edgar Ramirez.

Fonte: Corriere della Sera

Joy: tante clip e featurette dal film con Jennifer Lawrence

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Joy: tante clip e featurette dal film con Jennifer Lawrence

Ecco tante nuove clip e featurette di Joy, ultimo film di David O. Russell con protagonista il premio Oscar Jennifer Lawrence.

Dal regista di Il lato Positivo e American HustleJoy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall’adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni.
Tradimento, inganno, perdita dell’innocenza e pene d’amore sono gli ingredienti di questa intensa ed emozionante storia sul diventare un punto di riferimento sia nella vita privata sia nell’ambito professionale, scontrandosi con un mondo del lavoro che non perdona. Gli alleati diventano nemici e i nemici diventano alleati, sia dentro che fuori la famiglia, ma il lato più intimo di Joy e la sua fervida immaginazione la aiutano a superare i problemi con cui si dovrà scontrare. Un film con Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper, Edgar Ramirez, Isabella Rossellini, Diane Ladd e Virginia Madsen. Diretto da David O. Russell,
Joy sarà al cinema da gennaio 2016.

Joy: Robert De Niro di nuovo con Jennifer Lawrence e David O. Russell

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Robert De Niro Jennifer LawrenceDavid O. Russell è un regista abitudinario, lo abbiamo capito dai suoi ultimi film: quando si trova bene con un attore è davvero difficile che lo lasci andare.

Leggi anche: Jennifer Lawrence: “Ho bisogno di qualcuno che mi capisca”

Così come ha coinvolto nel ruolo della protagonista Jennifer Lawrence per il suo nuovo film, Joy, il regista de Il Lato Positivo ha voluto con sé anche Robert De Niro, che si ritroverà accanto a Jennifer (e diretto da O. Russell) per la terza volta, nella storia della casalinga che ha inventato il Miracle Mop, il mocio per i pavimenti. A dare la notizia è The Hollywood Reporter che però parla ancora di ‘fase di trattative’.

Leggi anche: Jennifer Lawrence alla premiere di Hunger Games Il Canto della Rivolta [Foto]

De Niro potrebbe interpretare il padre di Joy (Jennifer Lawrence), un uomo single che, iniziando con il Miracle Mop, è diventato poi famoso in tutto il mondo per la sua attività di vendita sull’Home Shopping Network.

La produzione di Joy comincerà a febbraio 2015; la sceneggiatura originale del film è stata scritta da Annie Mumolo (Le Amiche della Sposa) e riscritta in un secondo momento da David O. Russell.

John Davis e John Fox della Davis Entertainment produrranno con Ken Mok.

Fonte: CS

Joy: recensione del film con Jennifer Lawrence

Joy: recensione del film con Jennifer Lawrence

David O. Russell si muove in un mondo perfettamente disegnato dalla sua percezione dell’American Way of Life. Alla sostanza delle storie che ci ha raccontato ha applicato la sua personalissima lente d’ingrandimento con costante efficacia. E nella forma in cui vede le cose, rientra anche la sua squadra di stelle, il cui nucleo resta invariato per il terzo film consecutivo.

Joy è la storia di una famiglia sull’orlo di un vorticoso ed eterno fallimento che si avvia al culmine, fino a quando la disperazione diventa così forte da generare la speranza. Ingegnosa inventrice di soluzioni domestiche sin da bambina, Joy (Jennifer Lawrence) è un’adulta che stenta a mantenere se stessa, i figli, la madre soap-opera dipendente e un ex marito che continua a vivere sotto il suo stesso tetto. Costretta ad affrontare il mondo reale, mentre le persone che la circondano hanno preferito rifugiarsi nel proprio, troverà nelle sua vocazione la forza per costruire un impero dal duraturo successo, che inizierà con l’invenzione del rivoluzionario Miracle Mop (mocio).

Joy 1

Ai fondamentali fatti reali ai quali si ispira il film, O. Russell sovrappone una struttura di tipo teatrale nella gestione degli spazi e dei corpi degli attori. L’intero peso materiale del film è affidato alla sua eroina ed è in questo ordine di idee che è costruita non solo la sceneggiatura, ma anche la scenografia. Joy attrae l’occhio dello spettatore con un’architettura che si basa su una meccanica di incastro, coerente con la forma mentis del personaggio di cui si narra. L’eroina è sola, così come l’attrice che ne veste i panni: sulle spalle di Jennifer Lawrence c’è tutta la struttura drammaturgica del film. Un peso che l’attrice regge bene – le è valso anche un Golden Globe – ma che non riesce a convincere fino in fondo.

Il risultato è un film che si fa ricordare soprattutto per la consueta atmosfera grottesca, doppiamente messa in risalto dalla spassosa soap opera che apre il film e ne intervalla gli atti. Un espediente interessante, che non riesce però a sviluppare fino in fondo la sua carica comica e richiama alla memoria la lynchiana Invito all’amore, riflettendo una volta di più la forma rovesciata dell’American Dream messo in scena dal regista.

Impossibile, mentre ci si muove tra le mura della casa di Joy, non pensare alla stramba famiglia Ward (The Fighter). Un’analogia che fa suonare il campanello dall’allarme della ripetitività dell’autore su formule collaudate, ma che non può non far pensare a una precisa scelta di poetica, sull’America dell’ultimo ventennio che, se da una parte contribuisce alla celebrazione del successo capitalistico, dall’altra ne svela l’elemento disturbante e disturbato, con personaggi che sembrano essere stati creati in serie. La sensazione è che Joy, in uscita il 28 gennaio 2015, tenderà a creare una divisione anche tra i fedelissimi di David O. Russell.

Joy: nuova featurette con Jennifer Lawrence

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Joy: nuova featurette con Jennifer Lawrence

In attesa del nuovo film di David O. Russell, è stata pubblicata una nuova featurette di Joy che vede protagonista la premio Oscar Jennifer Lawrence. Diamogli uno sguardo.

Dal regista di Il lato Positivo e American HustleJoy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall’adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni.

Tradimento, inganno, perdita dell’innocenza e pene d’amore sono gli ingredienti di questa intensa ed emozionante storia sul diventare un punto di riferimento sia nella vita privata sia nell’ambito professionale, scontrandosi con un mondo del lavoro che non perdona. Gli alleati diventano nemici e i nemici diventano alleati, sia dentro che fuori la famiglia, ma il lato più intimo di Joy e la sua fervida immaginazione la aiutano a superare i problemi con cui si dovrà scontrare. Un film con Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper, Edgar Ramirez, Isabella Rossellini, Diane Ladd e Virginia Madsen. Diretto da David O. Russell,
Joy sarà al cinema da gennaio 2016.

Joy: Jennifer Lawrence nella nuova featurette

Joy: Jennifer Lawrence nella nuova featurette

È stata pubblicata online una nuova featurette di Joy, nuovo film di David O. Russell che vede protagonista l’attrice premio Oscar Jennifer Lawrence. Ve la mostriamo.

Dal regista di Il lato Positivo e American HustleJoy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall’adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni.

Tradimento, inganno, perdita dell’innocenza e pene d’amore sono gli ingredienti di questa intensa ed emozionante storia sul diventare un punto di riferimento sia nella vita privata sia nell’ambito professionale, scontrandosi con un mondo del lavoro che non perdona. Gli alleati diventano nemici e i nemici diventano alleati, sia dentro che fuori la famiglia, ma il lato più intimo di Joy e la sua fervida immaginazione la aiutano a superare i problemi con cui si dovrà scontrare. Un film con Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper, Edgar Ramirez, Isabella Rossellini, Diane Ladd e Virginia Madsen. Diretto da David O. Russell, Joy sarà al cinema da gennaio 2016.

Fonte: 20th Century Fox Italia

Joy: Jennifer Lawrence ed Edgar Ramirez cantano Something Stupid

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Joy: Jennifer Lawrence ed Edgar Ramirez cantano Something Stupid

Atteso nei cinema italiani il prossimo gennaio, Joy, nuova pellicola diretta da David O. Russell che torna a collaborare con Jennifer Lawrence Bradley Copper, torna a far parlare di se attraverso una nuova clip che ci mostra il duo composto da Jennifer Lawrence e Edgar Ramirez impegnato in una performance canora.

Dal regista di Il lato Positivo e American HustleJoy è la storia turbolenta di una donna e della sua famiglia attraverso quattro generazioni: dall’adolescenza alla maturità, fino alla costruzione di un impero imprenditoriale che sopravvive da decenni.

Tradimento, inganno, perdita dell’innocenza e pene d’amore sono gli ingredienti di questa intensa ed emozionante storia sul diventare un punto di riferimento sia nella vita privata sia nell’ambito professionale, scontrandosi con un mondo del lavoro che non perdona. Gli alleati diventano nemici e i nemici diventano alleati, sia dentro che fuori la famiglia, ma il lato più intimo di Joy e la sua fervida immaginazione la aiutano a superare i problemi con cui si dovrà scontrare. Un film con Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Bradley Cooper, Edgar Ramirez, Isabella Rossellini, Diane Ladd e Virginia Madsen. Diretto da David O. Russell,
Joy sarà al cinema da gennaio 2016.

Fonte: Entertainment Tonight