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Ricky Memphis: 10 cose che non sai sull’attore

Ricky Memphis: 10 cose che non sai sull’attore

Apprezzato talento comico, l’attore Ricky Memphis è divenuto celebre per i suoi personaggi dall’animo tenero, talvolta imbranati ma sempre in grado di volgere a proprio favore gli eventi. Nel corso della sua carriera, Memphis si è dedicato tanto al cinema quanto alla televisione, raggiungendo così una popolarità particolarmente ampia.

Ecco 10 cose che non sai su Ricky Memphis.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Richy Memphis moglie

Ricky Memphis: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attore debutta al cinema nel 1991 con il film Ultrà, per poi distinguersi in La scorta (1993), Il branco (1994), Palermo Milano – Solo andata (1996), con Raoul Bova, Paz! (2002), Milano Palermo – Il ritorno (2007), Immaturi (2011), Ex – Amici come prima (2011), Vacanze di Natale a Cortina (2011), Mai Stati Uniti (2013), La mossa del pinguino (2014), con Edoardo Leo, Soap Opera (2014), Ma tu di che segno 6? (2014), Ovunque tu sarai (2017), Sconnessi (2018), con Fabrizio Bentivoglio (2018), Loro 1 (2018), con Toni Servillo, Natale a 5 stelle (2018), Il grane salto (2019), Ma cosa ci dice il cervello (2019) e Un figlio di nome Erasmus (2020).

9. Ha preso parte a celebri produzioni televisive. A rendere celebre l’attore è la serie Distretto di Polizia (2000-2006), dove recita nel ruolo dell’ispettore capo Mauro Belli. Lasciata la serie, recita poi in Crimini bianchi (2008-2009), Caccia al re – La narcotici (2011), Notte prima degli esami ’82 (2011), Tutti pazzi per amore (2011-2012), Come un delfino – La serie (2013) e Immaturi – La serie (2018).

8. Reciterà in una nuova commedia per il cinema. Nel 2020 l’attore tornerà sul grande schermo con il film Divorzio a Las Vegas. Qui, interpreterà l’amico del protagonista Giampaolo Morelli, il quale scopre di essersi sposato anni prima a Las Vegas, e di aver dimenticato l’evento in seguito ad una notte folle. Da qui partirà la loro avventura, in cerca di un divorzio lì dove tutto è iniziato.

Ricky Memphis non è su Instagram

7. Non ama i social network. L’attore ha in più occasioni affermato di non essere particolarmente attratto dai social network e dal loro funzionamento, inoltre da sempre preferisce mantenere una certa riservatezza riguardo la propria vita privata. Per questo motivo, non è possibile ritrovare l’attore su Instagram, dove vi sono tuttavia alcune fanpage a lui dedicate.

Ricky Memphis: i suoi figli

6. È padre di due figli. Sul set di Distretto di polizia, l’attore incontra l’aiuto regista Alessia Carasaro, con la quale intraprende una relazione. In seguito, i due si sono sposati, dando poi vita a due figli, nel 2005 e nel 2013. Da sempre geloso della propria vita sentimentale, Memphis evita che vengano diffuse notizie riguardo questa, così da preservare i figli dagli invadenti riflettori dello spettacolo.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Richy Memphis Raoul Bova

Ricky Memphis: le origini del suo nome

5. Si è ispirato ad un cantante per il suo nome d’arte. Il vero nome dell’attore è Riccardo Fortunati, ma al momento di doversi scegliere un nome d’arte per la propria carriera nel mondo dello spettacolo, questi scelse di adottare il cognome Memphis. Questo è un omaggio al celebre Elvis Presley, originario di Memphis, per il quale l’attore nutre una grande passione.

Ricky Memphis in Erasmus

4. È il suo nuovo film. Nel film Un figlio di nome Erasmus, l’attore ricopre il ruolo di Pietro. Questi, insieme ad altri tre amici, viene richiamato dopo vent’anni a Lisbona per la scomparsa di una donna amata dal gruppo di amici durante il periodo del loro erasmus universitario. Giunti lì, verranno a conoscenza del fatto che uno di loro è il padre del figlio che la donna ebbe, dando così vita ad una lunga ricerca per scoprire chi sia effettivamente il genitore tra di loro.

Ricky Memphis e Raoul Bova

3. Hanno recitato più volte insieme. Grandi amici, Memphis e Bova hanno più volte condiviso la scena, recitando per diversi film di successo. Tra questi si annoverano Palermo Milano – Solo andata, Milano Palermo – Il ritorno, Immaturi, Immaturi – Il viaggio, e Torno indietro e cambio vita. I due hanno più volte dichiarato che la chimica di coppia raggiunta è uno dei motivi che più racchiude il successo del loro recitare insieme.

Ricky Memphis: le sue trattorie

2. Ha gestito due trattorie a Roma. Insieme all’attore Simone Corrente, conosciuto sul set di Distretto di polizia, Memphis decise di aprire due trattorie nei quartieri Testaccio e Prati di Roma. Chiamate “Né arte né parte”, queste vennero inizialmente gestite dai due, i quali tuttavia ne cedettero infine la proprietà.

Ricky Memphis: età e altezza

1. Ricky Memphis è nato a Roma, in Italia, il 29 agosto 1968. L’attore è alto complessivamente 175 centimetri.

Fonte: IMDb

Elena Sofia Ricci: 10 cose che non sai sull’attrice

Elena Sofia Ricci: 10 cose che non sai sull’attrice

Considerata una delle migliori attrici del panorama cinematografico italiano, Elena Sofia Ricci ha negli anni dato prova di grande versatilità, muovendosi con naturalezza dal cinema alla televisione. Sul piccolo schermo è infatti nota per diverse acclamate fiction, come anche programmi pensati per un pubblico più di nicchia. Premiata e apprezzata, l’attrice è tutt’oggi uno dei volti di punta dello spettacolo italiano.

Ecco 10 cose che non sai di Elena Sofia Ricci.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Elena Sofia Ricci Loro

Elena Sofia Ricci: i film e le fiction

10. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attrice ottiene notorietà al cinema grazie a film come Zero in condotta (1983), Io e mia sorella (1987), Ne parliamo lunedì (1989), Stefano Quantestorie (1993), Commedia sexy (2001), Il pranzo della domenica (2003) e Ex (2009), con Riccardo Scamarcio. Negli ultimi anni ha invece preso parte a film di rilievo come Mine vaganti (2010), Genitori & figli – agitare bene prima dell’uso (2010), Allacciate le cinture (2014), con Kasia Smutniak, Ho ucciso Napoleone (2015), con Micaela Ramazzotti, Il tuttofare (2018) e Loro 1 e Loro 2 (2018), con Toni Servillo.

9. È nota per i suoi ruoli televisivi. Molte le fiction o film per la TV interpretati dall’attrice. Tra i più noti si ricordano Caro maestro (1996-1997), Orgoglio (2004-2006), Giovanni Falcone – L’uomo che sfidò Cosa Nostra (2006), e I Cesaroni (2006-2012), dove recita accanto ad Alessandra Mastronardi, e che la rende ulteriormente popolare. Successivamente, prende parte a Tutti i rumori del mondo (2007), Amiche mie (2008), Che Dio ci aiuti (2011-in corso), Don Matteo 12 (2020) e Vivi e lascia vivere (2020).

8. Ha ottenuto importanti riconoscimenti. Nel corso della sua carriera l’attrice ha ricevuto numerose lodi per alcune delle sue interpretazioni cinematografiche. È infatti stata nominata per ben quattro volte ai David di Donatello, riportando tre vittorie. La prima fu come attrice non protagonista per Io e mia sorella, mentre in seguito vinse come attrice protagonista per Ne parliamo lunedì e Loro.

Elena Sofia Ricci è su Instagram

7. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 398 mila persone. All’interno di questo l’attrice è solita condividere foto relative a momenti di quotidianità, siano essi condivisi con la propria famiglia che con amiche o altri personaggi dello spettacolo. Non mancano poi anche sue curiosità personali.

6. Utilizza il social per promuovere il suo lavoro. Oltre a condividere la propria quotidianità sul social, l’attrice utilizza questo anche come canale di promozione dei propri progetti, siano essi cinematografici o televisivi. Qui si possono infatti ritrovare locandine, video o foto di backstage tratte dai set frequentati.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Elena Sofia Ricci I Cesaroni

Elena Sofia Ricci: suo marito e i figli

5. È sposata con un compositore. Dal 2003 l’attrice è sposata con il compositore Stefano Mainetti, autore di numerose colonne sonore il cinema e la televisione. Dalla loro unione è nata una figlia chiamata Maria. La Ricci aveva giù avuto una figlia, nata nel 1996, e avuta dalla relazione con il regista Pino Quartullo.

4. Lei e il marito hanno collaborato a teatro. Da sempre appassionata di teatro, l’attrice non ha mai smesso di recitare anche per il palcoscenico, e nel 2016 ha debuttato con la sua prima regia. Lo spettacolo si intitolava Mamma Mia Bella!, e per l’occasione ha avuto modo di collaborare insieme al marito, il quale ha composto le musiche presenti nello spettacolo.

Elena Sofia Ricci in I Cesaroni

3. Non rimpiange di aver abbandonato la serie. Dopo aver ricoperto il ruolo di Lucia Liguori per ben cinque stagioni de I Cesaroni, l’attrice decise di non tornare per la sesta stagione, sentendo che il suo personaggio non aveva altro da aggiungere alla propria storia. Inizialmente, in realtà, l’attrice aveva in mente di abbandonare dopo la terza stagione, ma fu convinta a rimanere dal produttore Carlo Bixio.

Elena Sofia Ricci, oggi

2. Reciterà in un atteso film per il cinema. Negli ultimi anni la Ricci sembra aver ripreso a recitare con maggior frequenza per il grande schermo, e dopo aver ottenuto numerose lodi per il suo ruolo in Loro, è pronta a tornare al cinema con il film Supereroi, atteso nuovo film di Paolo Genovese, dove avrà modo di recitare accanto agli attori Alessandro Borghi e Jasmine Trinca.

Elena Sofia Ricci: età e altezza

1. Elena Sofia Ricci è nata a Firenze, in Italia, il 29 marzo 1962. L’attrice è alta complessivamente 167 centimetri.

Fonte: IMDb

 

MCU: i 10 plot twist più sconvolgenti

MCU: i 10 plot twist più sconvolgenti

Nonostante l’enorme successo, il MCU è stato più volte anche criticato. Alcuni, infatti, ritengono che l’universo condiviso sia composto da film troppo uguali tra loro, che in realtà non corrono chissà quali rischi. Se da una parte ciò potrebbe essere dato per vero, dall’altra è innegabile quanto i Marvel Studios si impegnino per cercare di stupire costantemente i loro spettatori, spesso intraprendendo dei percorsi assolutamente nuovi rispetti ai fumetti. Screen Rant ha stilato una classifica dei 10 colpi di scena più sconvolgenti presenti all’interno del MCU:

Guardiani della Galassia Vol. 2 – Ego è cattivo

Una delle più grandi domande che ci ha lasciato il finale di Guardiani della Galassia era relativa alla vera identità del padre di Peter Quill. Ci viene però spiegato che chiunque sia, non abita sulla Terra ed è un essere molto potente.

Nel sequel alla domanda viene presto data una risposta, quando assistiamo al primo incontro tra Ego e il figlio che credeva perduto. I due iniziano a legare, con Ego che inizia lentamente a mostrare al figlio i poteri che possiedono i Celestiali e ciò a cui potrebbero aspirare. A quel punto il Pianeta Vivente rivela il suo vero piano, che consiste nella conquista dell’universo, e ammette persino di aver ucciso la madre di Peter.

Thor: The Dark World – Loki è vivo

Dopo aver quasi distrutto New York City in The Avengers, Loki viene imprigionato su Asgard all’inizio di Thor: The Dark World. Ma per sconfiggere gli Elfi Oscuri, il Dio del Tuono è costretto a liberare suo fratello e a chiedere il suo aiuto.

Loki sorprende tutti aiutando davvero Thor e sacrificando persino la sua vita pur di proteggere il fratello. Tuttavia, negli ultimi momenti del film ci viene rivelato che Loki ha simulato la sua morte per rubare il trono di Asgard a suo padre Odino.

Spider-Man: Far From Home – La vera identità di Mysterio

Quando Quentin Beck, dietro cui ci cela in realtà Mysterio, viene introdotto in Spider-Man: Far From Home, sembra essere un eroe proveniente da un’altra dimensione che è arrivato sulla Terra per aiutare a sconfiggere gli Elementali. Ma i fan dei fumetti sapevano già che Mysterio è stata sempre cattivo, nonché un maestro dell’illusione, quindi sapevano che il personaggio avrebbe presto rivelato la sua vera natura.

Mentre la rivelazione che è Quentin è in realtà il villain principale della storia potrebbe non aver sorpreso tutti, il suo background è stato in realtà la svolta narrative più divertente di tutte. Scopriamo infatti che Beck è un normale dipendente delle Stark Industries che ha inventato la tecnologia B.A.R.F. e che, approfittando della morte di Tony, progettò una messa in scena per ingannare il mondo e presentarsi come eroe e diventare “il prossimo Iron Man”.

Captain Marvel – Gli Skrull non sono cattivi

Con gli Skrull introdotti nel MCU grazie a Captain Marvel, molti fan si aspettavano si vedere sul grande schermo la storyline tratta dalla serie a fumetti “Guerra Kree-Skull”. Tuttavia, il film ha preferito adattare la storia dei fumetti in cui gli Skrulls appaiono come i principali antagonisti.

Dopo aver combattuto contro uno Skrull per l’Impero Kree, Carol Danvers scopre che la verità non le era mai stata rivelata: gli Skrull erano in realtà rifugiati che cercavano di fuggire dal regime di Kree, in realtà i veri cattivi della storia.

Captain America: Civil War – Il Soldato d’Inverno ha ucciso gli Starks

In Captain America: Civil War, gli eroi si ritrovano a combattere sulla scia di alcune questioni politiche, fino a quando Tony Stark e Steve Rogers si rendono conto di essere sempre stati manipolati da Zemo. Ma quando affrontano il Barone, finalmente viene rivelato il suo vero piano.

Zemo voleva far sì che gli Avengers di dividessero, rivelando la verità: ossia che i genitori di Tony vennero uccisi da Bucky Barnes (aka il Soldato d’Inverno) e che Steve lo sapeva. La rivelazione sposta la lotta su un piano molto più personale e compromette per sempre l’amicizia tra Steve e Tony… in maniera quasi devastante.

Spider-Man: Homecoming – Avvoltoio è il padre di Liz

La missione principale di Peter Parker in Spider-Man: Homecoming è dimostrare di possedere tutte le caratteristiche necessarie per diventare un Vendicatore. Prova a dimostrarlo cercando di eliminare il nuovo cattivo di turno, ossia Avvoltoio (aka Adrian Toomes), ma in realtà non fa altro che complicare le cose…

Peter rinuncia per un po’ alla vita da supereore e cerca di vivere come un adolescente normale: arriva addirittura a chiedere a Liz di accompagnarlo al ballo della scuola. Quando Peter arriva a casa della ragazza, però, suo padre apre la porta e scopriamo che si tratta proprio di Adrian.

Thor: Ragnarok – Asgard è stata distrutta

Dopo aver avuto una serie di visioni, Thor crede che la predetta leggenda di Ragnarok potrebbe avverarsi, il che significherebbe la distruzione di Asgard. Le sue paure vengono ulteriormente confermate quando, in Thor: Ragnarok, sua sorella Hela ritorna e reclama il trono per se stessa.

Incapace di sconfiggere Hela mentre questa trae il suo potere da Asgard, Thor si rende conto di non voler fermare Ragnarok, ma purtroppo permetterà che ciò accada. Dopo aver scatenato il demone Surtur, Asgard viene completamente distrutta mentre Thor guida il suo popolo nella ricerca di una nuova casa…

Captain America – The Winter Soldier (L’HYDRA si è infiltrata nello SHIELD)

Negli anni ’40, Capitan America combatté e sconfisse Teschio Rosso e le sue forze dell’Hydra prima di essere congelato. Quando si risveglia nel 21 ° secolo, Cap scopre che il mondo è molto più complesso e non è così facile sapere chi sono i tuoi nemici.

Ciò è reso ancora più chiaro quando, in Captain America: The Winter Soldier, Cap scopre che l’Hydra non è mai scomparsa e che i suoi membri si sono infiltrate segretamente nello S.H.I.E.L.D. e nei più alti livelli governativi per anni. La verità pone fine allo S.H.I.E.L.D. e costituisce un momento fondamentale nel MCU.

Iron Man 3 – Il Mandarino è un falso

Il Mandarino è uno dei nemici di Iron Man più famosi dei fumetti. Sebbene fosse già stato accennato nei film precedenti, era in Iron Man 3 che avremmo finalmente dovuto scoprire la sua identità. Ben Kingsley ha interpretato colui che in molti hanno creduto essere il vero Mandarino, ossia un terrorista brutale e spietato.

Quando Tony Stark si trova faccia a faccia con il cattivo, ci viene rivelato che in realtà si tratta soltanto di un attore britannico alcolizzato che finge di essere un terrorista e che è stato “ingaggiato” dal vero antagonista del film. Non a tutti i fan è piaciuto il colpo di scena, ma allo stesso modo tutti hanno dovuto ammettere di non averlo potuto in alcun modo prevedere…

Avengers: Infinity War – La vittoria di Thanos

L’intero MCU fino a questo momento si è concentrato sull’epica storyline della Saga dell’Infinito che si è sviluppata con l’introduzione di Thanos e del suo piano per spazzare via metà della vita nell’universo. Avengers: Infinity War affronta il disperato tentativo degli eroi di fermare Thanos a tutti i costi.

A differenza di ciò che i fan sono abituati a vedere nei film di supereroi, in Infinity War gli eroi non riescono a fermare Thanos. Il Titano Pazzo schiocca le dita e metà dell’universo, inclusi molti degli eroi più famosi del MCU, vengono spazzati via. È uno dei finali più scioccanti della storia recente dei cinecomics.

Kenneth Branagh sull’evoluzione di Thor e sul cameo in Infinity War

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Sono trascorsi ormai diversi anni da quando Thor ha fatto il suo debutto nelle sale (era il 2011), e da allora il regista Kenneth Branagh ha abbracciato tutta una serie di progetti molto diversi tra loro. Tra questi figurano il grande successo di pubblico Assassinio sull’Orient Express e l’atteso Artemis Fowl che debutterà su Disney+ domani 12 giugno.

Nonostante abbia curato la regia di un solo film del MCU, Kenneth Branagh resta comunque un grandissimo fan dell’universo condiviso, al punto che in una recente intervista riportata da ComicBook ha ammesso che amerebbe tornare dietro la macchina da presa per dirigere un nuovo cinecomic: “Sarebbe davvero eccitante, ma non è ancora successo. Vedremo.”

Nel corso della medesima intervista, Branagh ha anche riflettuto sull’evoluzione del personaggio di Thor interpretato da Chris Hemsworth, dal suo film del 2011 fino a Thor: Ragnarok di Taika Waititi uscito nel 2017: “Quando è stato fatto il mio film, la sfida più importante, quella più immensa, era riuscire a trovare un tono all’interno di un universo nato da poco”, ha spiegato Branagh. “Come poter trovare un modo per far sì che quel tono possa funzionare per ben quattro film? È stata la cosa più difficile. E poi avevamo già avuto tutta la genialità di Robert Downey Jr. e Jon Favreau con il primo Iron Man. E poi avevamo avuto L’incredibile Hulk, non era andato proprio come si aspettavano. E poi c’era stato Captain America.”

L’attore e regista ha poi aggiunto: “Per me era fondamentale che tutto ruotasse attorno a Thor che veniva bandito dal suo regno e sul suo rapporto complicato col padre e col fratello. Questioni che avrebbero potuto avere del potenziale enorme se solo avessimo potuto mettere il pubblico in stretta relazione con l’autenticità dei sentimenti del personaggio. Da quel momento c’è stata una grande varietà e diversità di storie legate al personaggio e mi sembra che tutti si siano impegnati a far sì che la sua evoluzione potesse essere ben recepita dal pubblico.”

Kenneth Branagh ricorda il suo cameo in Avengers: Infinity War

Nel corso della medesima intervista, Branagh ha anche ricordato del suo cameo in qualità di doppiatore in Avengers: Infinity War di Anthony e Joe Russo, rivelando la storia dietro il suo coinvolgimento nel film: “Ho lavorato con i fratelli Russo un paio di volte nel corso degli anni”, ha spiegato Branagh. “Li ammiro molto. Anche la mia esperienza con la Marvel è stata qualcosa di molto vicino al concetto di famiglia. Sono rimasto in contatto con tutti. Louis D’Esposito, co-presidente dei Marvel Studios, mi chiamò e mi disse: ‘I Russo vorrebbero che tu facessi questa cosa. Ti andrebbe?’. E io ricordo di aver risposto: ‘Sarebbe fantastico!’.”

Spider-Man 3: Zia May avrà un ruolo più grande nel film?

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Spider-Man 3: Zia May avrà un ruolo più grande nel film?

Marisa Tomei ha anticipato cosa i fan dovranno aspettarsi dal personaggio di Zia May nel’atteso Spider-Man 3. L’attrice premio Oscar è entrata a far parte del MCU nel 2016, quando è apparsa per la prima volta nei panni della tutrice di Peter Parker in Captain America: Civil War. L’attrice è poi apparsa in Spider-Man: Homecoming, brevemente in Avengers: Endgame e poi ancora una volta in Spider-Man: Far From Home, dove alla fine del film la vera identità dell’Uomo Ragno è stata rivelata al mondo intero.

Al momento i dettagli sulla trama di Spider-Man 3 sono praticamente avvolti nel mistero. In una recente intervista con Screen Rant in occasione del suo nuovo film, Il re di Staten Island, Marisa Tomei ha anticipato qualcosa a proposito del coinvolgimento di Zia May nel terzo film sul simpatico arrampicamuri, raccontando soprattutto delle sue speranze in merito all’arco narrativo del personaggio e al suo ruolo nella storia: “Io e Jon Watts abbiamo sempre parlato molto del mio personaggio. Lo abbiamo sempre visto come di un’ottima organizzatrice per la propria comunità. Spero quindi che quel percorso di espanda e diventa parte integrante del nuovo film.”

La produzione di Spider-Man 3 sarebbe dovuta partire il prossimo luglio, ma a causa della pandemia di Covid-19 è stata ufficialmente posticipata. Al momento non è chiaro quando le riprese del film partiranno, anche perché uteriori complicazioni – oltre che dall’attuale situazione mondiale – derivano anche dagli impegni del protagonista Tom Holland con l’annunciato adattamento cinematografico di Uncharted, che arriverà al cinema prima della terza avventura dedicata all’Uomo Ragno targata Sony e Marvel.

Tom Holland si è unito al MCU nei panni di Peter Parker nel 2016: da allora, è diventato un supereroe chiave all’interno del franchise. Non solo è apparso in ben tre film dedicati ai Vendicatori della Marvel, ma anche in due standalone: Spider-Man: HomecomingSpider-Man: Far From Home. La scorsa estate, un nuovo accordo siglato tra Marvel e Sony ha permesso al personaggio dell’Uomo Ragno di restare nel MCU per ancora un altro film a lui dedicato – l’annunciato Spider-Man 3 – e per un altro film in cui lo ritroveremo al fianco degli altri eroi del MCU.

Ray Fisher paragona il provino per Star Wars con quello per Justice League

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Forse non tutti sanno che Ray Fisher, interprete di Cyborg in Justice League, ha sostenuto un provino nel 2014 per Star Wars, probabilmente per provare ad ottenere la parte di Finn, personaggio poi interpretato nella trilogia sequel da John Boyega. Di recente, attraverso il suo canale Twitch, l’attore ha ricordato proprio l’audizione per entrare a far parte del cast della celebre saga fantascientifica.

La cosa interessante dell’intervento di Ray Fisher è stato il fatto che l’attore ha messo a paragone l’audizione sostenuta per Star Wars con quella fatta più o meno nello stesso periodo per Justice League. All’epoca Fisher era un attore praticamente sconosciuto, attivo essenzialmente in campo teatrale. Grazie al casting nel cinecomic di Zack Snyder, l’attore ha conosciuto la fama internazionale, nonostante il film sia stato purtroppo un disastro a causa di una post-produzione eccessivamente travagliata.

A proposito del provino per Star Wars, Ray Fisher ha raccontato: “Durante quell’audizione non ero neanche consapevole di cosa stessi effettivamente leggendo. Penso che non si sia andati neanche oltre il mettere qualcosa di mio su un nastro per ottenere una registrazione di ciò che avevo fatto. Per quanto riguarda Justice League, quello è stato un classico esempio di audizione, in cui ho incontrato gente coinvolta nella produzione, ci sono stati dei test e cose simili. Credo che la mia esperienza con Star Wars si possa paragonare a quella di un bambino che compie il suo primo passo… il primo passo di un processo che si è poi concretizzato a pieno con la mia esperienza in Justice League.”

Ray Fisher è il “cuore” di Justice League per Zack Snyder

Ray Fisher non ha mai fatto mistero di quanto Justice League sia stato importante per lui. Di recente l’attore, sulla scia dell’ufficializzazione dell’arrivo della Snyder Cut del film su HBO Max il prossimo anno, aveva dichiarato: “Non voglio lodare Chris Terrio e Zack Snyder per avermi semplicemente fatto recitare in Justice League. Voglio lodarli per avermi dato potere (un uomo di colore senza alcuna esperienza cinematografica) attraverso un posto al tavolo dei creativi, ascoltando i miei spunti prima ancora che ci fosse una sceneggiatura”. Il regista Zack Snyder lo aveva addirittura definito “il cuore del film.”

Vi ricordiamo che la Snyder Cut di Justice League uscirà nel 2021 sulla piattaforma streaming di Warner Bros HBO Max che è disponibile negli USA dall’Aprile scorso. Attualmente non sappiamo se in Italia la versione debutterà su qualche piattaforma streaming dato che HBO MAX non è disponibile nel nostro paese. Ma sappiamo che HBO in Italia ha un accordo in esclusiva con SKY, dunque potrebbe essere una valida teoria pensare che in Italia il film possa essere programmato su SKY CINEMA o su SKY ATLANTIC. Tuttavia, quest’ultima è solo una supposizione dunque non ci resta che aspettare ulteriori notizie.

Justice League è il film del 2017 diretto da Zack Snyder e rimaneggiato da Joss Whedon. Nel film vedremo protagonista Henry Cavill come SupermanBen Affleck come BatmanGal Gadot come Wonder WomanEzra Miller come Flash, Jason Momoa come Aquaman e Ray Fisher come Cyborg. Nel cast anche Amber HeardAmy AdamsJesse EisenbergWillem DafoeJ.K. Simmons e Jeremy Irons. I produttori esecutivi del film sono Wesley Coller, Goeff Johns e Ben Affleck stesso.

UCI Cinemas: quattro sale aperte dal 15 giugno. Ecco la programmazione

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UCI Cinemas è lieta di annunciare che a partire dal prossimo 15 giugno UCI Bicocca (MI), UCI Orio (BG), UCI Porta di Roma (Roma) e UCI Luxe Campi Bisenzio (FI) riapriranno al pubblico con la ripresa delle proiezioni. Si tratta del primo piccolo passo della fase di riapertura che prevede una progressiva riapertura delle restanti multisale del Circuito nel corso delle prossime settimane. UCI Cinemas coglie questa occasione per dare il bentornato ai clienti affezionati e ringraziarli per la loro pazienza e comprensione durante questo periodo difficile.

Nei siti pronti per la riapertura sono stati introdotti i nuovi protocolli di sicurezza a salvaguardia della salute e del benessere di tutto il pubblico e dello staff, come le nuove misure di distanziamento sociale che includono limitazioni nel numero di posti disponibili per ogni spettacolo e la garanzia di avere delle poltrone vuote tra gli spettatori. Sono state inoltre adottate misure speciali affinché il percorso all’interno del cinema possa avvenire senza alcun tipo di contatto diretto e infine sono state potenziate le procedure di pulizia, con interventi più regolari. Per ulteriori informazioni sui protocolli di sicurezza visitare il sito.

I film disponibile negli UCI Cinemas aperti dal 15 giugno

Al ritorno in sala, gli spettatori potranno assistere ai grandi film della stagione, come Sonic, Playmobil: The Movie, Pinocchio, Tappo – Cucciolo in un Mare di Guai, Maleficent – Signora del Male, Doctor Strange, Joker, 1917, Tolo Tolo, The Grudge, Dark Water, Richard Jewell, I Miserabili, Odio l’Estate, Fantasy Island, Parasite, Cena con Delitto, Bad Boys for Life, Jumanji: The Next Level e Birds of Prey, nell’attesa dei grandi blockbuster dell’estate: Tenet, Mulan, Wonder Woman 1984 e Spongebob e molto altro ancora.

Assassinio sul Nilo sarà un film “cupo, sensuale e inquietante”

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Era da parecchio tempo che non si avevano più aggiornamenti su Assassinio sul Nilo di e con Kenneth Branagh, adattamento del romanzo “Poirot sul Nilo” di Agatha Christie che servirà come sequel di Assassinio sull’Orient Express, sempre diretto e interpretato dal fenomeno inglese che ha ricoperto il ruolo (che riprenderà) dell’iconico Hercule Poirot.

In una recente intervista durante il podcast The Fourth Wall (via The Playlist), è stato proprio Branagh a parlare del nuovo film. L’attore e regista ha iniziato elogiando l’opera e l’eredità della Christie: “Agatha Christie credeva fortemente in ciò che scriveva. Credo che Poirot sul Nilo sia nato da una sua personalissima esperienza, probabilmente da una relazione amorosa ostica. Nell’introduzione alla versione tascabile viene spiegato dalla stessa come il romanzo contenga un po’ della sua vita, ed è proprio così. Credo sia un romanzo in cui chiunque si sia mai trovato follemente innamorato si possa riconoscere… come dice lo stesso Poirot nel libro, in qualunque tipo di rapporto c’è sempre qualcuno che ama troppo e che può ferire in maniera terribile.”

Kenneth Branagh ha poi spiegato in che modo tutte queste profonde tematiche saranno riscontrabili nel suo adattamento: “Lo sceneggiatore Michael Green ha davvero approfondito il legame con il personaggio di Poirot. In base al personalissimo punto di vista di Agatha Christie, quindi al suo approfondimento dell’esperienza che Poirot vive rispetto alla storia, il potere e la sensualità della lussuria e dell’amore sono aspetti molto forti. Il nostro sarà un film molto cupo, sensuale e anche inquietante. Porteremo avanti il tema del viaggio: visiteremo nuovi luoghi, più grandi ed emozionanti, ma la storia metterà lo spettatore parecchio a disagio. Tratteremo temi come l’amore, il possesso, la lussuria, la gelosia… tutte emozioni primordiali che spesso si intromettono tra le persone.”

Il cast di Assassinio sul Nilo di Kenneth Branagh

Ricordiamo che il cast di Assassinio sul Nilo annovera Gal Gadot, Armie Hammere Letitia Wright, oltre ad Annette Benning, Russell Brand, Rose Leslie, Sophie Okonedo, Ali Fazal, Tom Bateman, Emma Mackey, Dawn French Jennifer Saunders. Al momento l’uscita del film è ancora fissata per il prossimo 9 ottobre.

Superman: la Warner Bros. non crede nelle “potenzialità” di Henry Cavill?

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Di recente abbiamo appreso che Henry Cavill tornerà ufficialmente a vestire i panni di Superman nel DCEU, ma al tempo stesso abbiamo anche scoperto che l’attore non tornerà nei panni dell’eroe kryptoniano nel tanto chiacchierato sequel de L’Uomo d’Acciaio. Una serie di nuovi report sembrano adesso fare chiarezza sul perché il ritorno di Cavill nell’universo condiviso sarà probabilmente relegato ad un cameo in un cinecomic dedicato ad un altro personaggio DC.

Secondo un “insider” che avrebbe parlato con Heroic Hollywood, la Warner Bros. crede che un nuovo film in solitaria dedicato al Superman interpretato da Cavill, in questo momento, non potrebbe avere successo: l’obiettivo della major, quindi, sarebbe quello di restituire dignità cinematografica al personaggio facendolo apparire in un ruolo di supporto in uno dei prossimi film del DCEU. Nel report si legge: “Uno stand-alone dedicato a Superman non avrebbe successo in questo momento. Forse, dopo aver nuovamente introdotto il personaggio attraverso un ruolo di supporto in uno o più dei prossimi film della DC, si potrebbe pensare di realizzare un nuovo film in solitaria.”

Il sequel de L’Uomo d’Acciaio non sarebbe una priorità della Warner Bros. a causa di J.J. Abrams?

Ma non è tutto. Lo scarso interesse della Warner Bros. nei confronti di un sequel de L’Uomo d’Acciaio sarebbe dovuto – sempre in base a quanto riportato da Heroic Hollywood – anche alla Bad Robot di J.J. Abrams, che lo scorso anno aveva finalizzato un accordo da 500 milioni di dollari con WarnerMedia: in seguito all’ufficializzazione dell’accordo, Abrams è stato spesso associato alla realizzazione di un nuovo film dedicato a Superman, ma pare che il progetto non stia andando avanti perché il progetto di Abrams richiederebbe – in realtà – un recasting per il ruolo dell’eroe kryptoniano.

Ricordiamo che questi sono soltanto rumor e che, ad oggi, non sappiamo ancora quali siano i piani della Warner Bros. e della DC Films in merito al futuro cinematografico del Superman di Henry Cavill. L’unica cosa certa, ad oggi, è che appena i set cinematografici saranno nuovamente agibili, l’attore sarà impegnato con le riprese della seconda stagione di The Witcher.

Star Wars IX: ecco perché non abbiamo visto il Bambino Sensibile alla Forza

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Temirlan Blaev, giovane attore apparso brevemente in Star Wars: Gli Ultimi Jedi, ha spiegato come mai non abbiamo visto il personaggio del Bambino Sensibile alla Forza – apparso alla fine del film di Rian Johnson – ne L’Ascesa di Skywalker, il capitolo finale della trilogia sequel arrivato nelle nostre sale lo scorso dicembre.

Blaev ha avuto una piccola (anche se memorabile) parte ne Gli Ultimi Jedi, facendo la sua apparizione nella scena finale del film ambientata su Cantonica: nella scena in questione, uno dei bambini che avevano aiutato Finn e Rose a fuggire, afferra una scopa con la Forza e scruta speranzosamente nello spazio. La sequenza non ha fatto altro che avvalorare una delle tesi maggiormente sostenute dall’intera mitologia della saga, ossia il fatto che un eroe possa provenire da qualsiasi luogo, al di là della linea di sangue.

Molti fan hanno sperato che il personaggio del Bambino Sensibile alla Forza avrebbe fatto il suo ritorno in Star Wars IX, soprattutto in base al finale di Episodio VIII, in cui abbiamo visto l’Alleanza pronta a rioganizzarsi dall’interno per continuare a combattere il Primo Ordine. Inoltre, il personaggio di Blaev era presente nella sceneggiatura di Episodio IX ad opera di Colin Trevorrow (l’ormai famosa versione mai realizzata del film dal titolo “Duel of the Fates“). Eppure, nel film di J.J. Abrams non c’è alcuna traccia del “Broom Boy” (espressione con cui vengono chiamati i Bambini Sensibili alla Forza nella versione originale).

Il Bambino Sensibile alla Forza “sacrificato” in Star Wars IX per chiudere le storie di personaggi più importanti

Adesso, in una nuova intervista con lo YouTuber Jaime Stangroom, è stato proprio Temirlan Blaev a parlare del suo mancato ritorno in Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, spiegando quanto segue: “Non ne sono sicuro, ma forse la mia storia sarebbe potuta continuare. Forse avremmo potuto vedere come Rey mi avrebbe allenato o come mi avrebbe aiutato in qualche modo. Allo stesso tempo, però, mi sono chiesto: ‘Ero davvero così importante?’. ‘Sono un personaggio importante o sono soltanto un ragazzo… un ragazzo fortunato in una galassia lontana, lontana?’. Molte persone mi hanno spesso chiesto del mio ipotetico ritorno. Io rispondevo sempre che bisognava aspettare e vedere. Ma adesso credo di aver capito perché le cose sono andate come sono andate…”

Considerando tutte le storyline e i personaggi con cui L’Ascesa di Skywalker ha dovuto fare i conti, ha senso che al Bambino Sensibile alla Forza non sia stato assegnato un ruolo di rilievo nel capitolo conclusivo della saga degli Skywalker. Il film doveva necessariamente chiudere le storie di personaggi molto più importanti, come Rey e Kylo Ren, e al tempo stesso reintegrare alcune storiche figure come quella dell’Imperatore Palpatine. L’epilogo de Gli Ultimi Jedi, in realtà, non riguardava effettivamente l’introduzione nella saga del personaggio del “Broom Boy”: si trattava, più che altro, di mostrare come i normali abitanti della Galassia fossero stati ispirati dalle gesta di Luke e come fossero pronti a combattere contro la tirannia del Primo Ordine.

Lucasfilm e il regista J.J. Abrams uniscono ancora una volta le forze per condurre gli spettatori in un epico viaggio verso una galassia lontana lontana con Star Wars: L’Ascesa di Skywalker, l’avvincente conclusione dell’iconica saga degli Skywalker, in cui nasceranno nuove leggende e avrà luogo la battaglia finale per la libertà.

Il cast del film comprende Carrie Fisher, Mark Hamill, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Anthony Daniels, Naomi Ackie, Domhnall Gleeson, Richard E. Grant, Lupita Nyong’o, Keri Russell, Joonas Suotamo, Kelly Marie Tran, con Ian McDiarmid Billy Dee Williams.

MCU: la maggior parte degli eroi verranno presto sostituiti

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MCU: la maggior parte degli eroi verranno presto sostituiti

Avengers: Endgame ha davvero segnato una svolta per il MCU. Per i primi dieci anni, le storie si sono concentrate principalmente sugli “Originali Sei”, ossia sui Vendicatori visti nel primo The Avengers; dopo il finale del cinecomic campione d’incassi di Anthony e Joe Russo, sappiamo che tutto è destinato a cambiare nell’universo condiviso.

Parte di ciò dipende dal fatto che la maggior parte dei membri del cast è arrivata alla fine dei loro contratti, con Robert Downey Jr. e Chris Evans che hanno ufficialmente detto addio ad Iron Man e Captain America con Endgame e con Scarlet Johansson che si appresta a fare lo stesso con Vedova Nera dopo l’uscita in sala di Black Widow.

La domanda che tutti adesso si pongono è la seguente: cosa ci riserverà il futuro dell’Universo Cinematografico Marvel? Sembra che durante la Fase 4 – tra film e serie tv – vedremo nuovi personaggi raccogliere l’eredità di alcune vecchie glorie: ad esempio, sappiamo già che Sam Wilson diventerà il nuovo Captain America nella serie The Falcon and the Winter Soldier e che Jane Foster prenderà il posto di Thor, brandendo il Mjolnir nell’atteso Thor: Love and Thunder.

Di recente, alcune fonti vicine a We Got This Covered – le stesse che avevano anticipato lo sviluppo delle serie dedicate a She-Hulk e Ms. Marvel e l’arrivo della Snyder Cut di Justice League su HBO Max – hanno rivelato che una strategia simile verrà utilizzata anche per gli altri eroi del MCU: ad esempio, l’Ant-Man di Paul Rudd verrà sostituito da sua figlia, l’Occhio di Falco di Jeremy Renner dal personaggio di Kate Bishop e la Vedova Nera della Johansson da Yelena Belova.

Da Black Panther a Hulk, tutti gli eroi che potrebbero essere sostituiti nella Fase 5 del MCU

Ciò dovrebbe accadere nel prossimo futuro, in particolare attorno alla Fase 5: Shuri diventerà la nuova Black Panther di Wakanda, Ironheart prenderà il posto lasciato vuoto nell’universo da Iron Man, Monica Rambeau sostituirà Carol Danvers nei panni di Captain Marvel e She-Hulk subentrerà al Gigante di Giada. Tuttavia, il cambiamento più controverso dovrebbe essere quello legato al personaggio di Peter Parker, che a quanto pare verrà sostituito dall’iterazione di Miles Morales (già esistente nello SpiderVerse della Sony grazie al film d’animazione Spider-Man: Un Nuovo Universo).

Anche se la maggior parte del fandom potrebbe non accogliere bene la maggior parte di questi cambiamenti, la natura dell’Universo Cinematografico Marvel rende quelli stessi cambiamenti inevitabili: gli attori maturano, probabilmente non hanno più voglia di impegnarsi in determinati progetti e nutrono invece interesse nello sperimentare nuove esperienze.

Ad ogni modo, al di là di tutti questi cambiamenti, un sacco di nuovi eroi sono destinati ad entrare a far parte del MCU prossimamente. Già con Gli Eterni entreranno a far parte del quadro tantissimi nuovi eroi dai poteri sconfinati, senza dimenticare che prima o poi ci sarà l’ingresso nell’universo condiviso dei Fantastici Quattro e degli X-Men.

L’amica – recensione del film Netflix con Luisana Lopilato

L’amica – recensione del film Netflix con Luisana Lopilato

I romanzi polizieschi di Florencia Etcheves  riscuotono un buon successo, non solo in Argentina, e il primo film, Perdida – Scomparsa, che Alejandro Montiel trasse da uno di questi nel 2018 fu piuttosto apprezzato. Si seguivano le vicende di una giovane agente di polizia, Emanuela Pelari, interpretata da Luisana Lopilato. A distanza di due anni, il regista tenta di bissare il successo con L’amica – titolo originale La Corazonada – tratto dal romanzo La virgen de tus ojos di Etcheves, un’altra produzione originale Netflix come il precedente, disponibile on demand dal 28 maggio.

Qui si ritorna indietro nel tempo, protagonista una Emanuela alle prime armi, alle prese con un caso non facile e con il suo capo: Francisco Juanez, Joaquín Furriel. Tre sono i casi che si intrecciano: quello delle vergini di Luján, due ragazze scomparse; l’omicidio della diciannovenne Gloriana, Delfina Chaves, le cui indagini coinvolgono la sua migliore amica, e la morte di un ragazzo in bicicletta in uno scontro con una macchina. Per quest’ultimo caso, però, i sospetti cadono proprio sul commissario Juanez, poiché il ragazzo era appena uscito di prigione, dove aveva scontato la sua pena per l’assassinio della moglie del poliziotto. Emanuela allora è chiamata ad indagare sul suo superiore. Una figura enigmatica, che nasconde un segreto.

Le aspettative per un prequel come L’amica e una sceneggiatura sciatta

Cosa è lecito aspettarsi da un prequel? Che approfondisca le tematiche legate al personaggio principale, che lo scandagli facendo scoprire allo spettatore qualcosa di nuovo su di lui, o su di lei, in questo caso la poliziotta Emanuela Pelari, detta “Pipa”. Qui, invece, si sceglie di concentrarsi di più sull’affascinante quanto oscura figura del commissario Juanez, interpretato con innegabile physique du rôle da Joaquín Furriel (Il segreto di una famiglia di Pablo Trapero), che sembra assumere più rilevanza della vera protagonista, ridotta al ruolo di semplice comprimaria.

La sceneggiatura di Mili Roque Pitt, del regista Alejandro Montiel e di Florencia Etcheves si perde poi in ben tre indagini e dunque su tre piani diversi. Sfrutta meccanismi assai noti del genere poliziesco per cercare di interessare lo spettatore, come quello di presentare la vicenda che ruota attorno al commissario Juanez in maniera che di volta in volta chi guarda sia indotto a cambiare opinione su di lui e a credere di essere vicino alla soluzione dell’enigma, per poi ricredersi. I personaggi coinvolti sono molti, molte le storie, troppo il materiale. Se si fosse affollata meno la scena, si sarebbe forse potuto dire qualcosa di più sulla protagonista ed in modo più efficace.

Più che un film, la puntata di una serie tv

Nonostante il tanto materiale messo in campo, il noir risulta piatto, non riesce a sorprendere, non ci sono colpi di scena degni di questo nome. Dunque, il film scorre lento e poco avvincente, piuttosto noioso. Sembra quasi di essere di fronte ad una puntata di una serie televisiva, in cui ci si concentra più sui casi da risolvere, lasciando che lo sviluppo del personaggio principale sia sospeso, in attesa che venga ripreso nelle puntate successive e si dipani, centellinandolo, lungo tutta la durata della serie. Ma qui, purtroppo, siamo di fronte a un film.

Ad uscirne peggio è proprio quella che avrebbe dovuto essere la protagonista, Luisana Lopilato, attrice e modella argentina – nonché moglie di Michael Bublé – che non riesce ad emergere in un ruolo scialbo e inconsistente. Gli attori non possono dunque esprimere il loro potenziale, pur avendo buone capacità.

Un’opportunità persa dunque per Montiel, che costruisce un film lento e senza mordente, lasciando deluse le aspettative del pubblico. De L’amica resta ben poco, se non il fascino di Furriel e dei suoi magnetici occhi chiari.

Alice nella Città, ecco le date della diciottesima edizione

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Alice nella Città, ecco le date della diciottesima edizione

La diciottesima edizione di Alice nella città, sezione autonoma e parallela dedicata alle giovani generazioni, si svolgerà dal 15 al 25 ottobre, in contemporanea con il programma della Festa del Cinema di Roma. Le iscrizioni sono aperte dal  9 marzo sulla piattaforma filmfreway. Le iscrizioni sono possibili fino al 3 Agosto 2020 sia per il concorso lungometraggi che per il concorso cortometraggi.

Ad un anno dalla sua scomparsa viene lanciato da Alice nella città in collaborazione con cinemotore nuovamente il contest aperto ad un giovane talento della fotografia per l’assegnazione della  Borsa di Studio intitolata a Pietro Coccia.

Per questo, da  lunedì 15 giugno, i ragazzi tra i 15 ai 24 anni amanti della fotografia potranno mandare all’email e con oggetto «Borsa di Studio Pietro Coccia» una breve descrizione di massimo una pagina (in formato word) raccontando quanto sia importante per loro la fotografia insieme ad una breve biografia indicando nome, cognome, residenza, recapito telefonico e data di nascita.

Al fine della conformità della richiesta, è necessario inoltre inviare 3 foto che il candidato ritiene rappresentino il suo desiderio di fare fotografia, le foto quindi alle quali si è più legati che rappresentano il proprio stile o talento (foto non di sé stessi ma scattate in giro per passione o per lavoro). Una giuria qualificata coordinata da Alice nella città in collaborazione con il fotografo Fabio Lovino deciderà il talento della fotografia al quale verrà assegnata la Borsa di Studio Pietro Coccia che prevede, oltre che l’accredito culturale lo stage durante la prossima edizione del festival, un attestato e 1000 euro da utilizzare  per fini di studio della fotografia o per l’acquisto di attrezzature fotografiche.

Ecco come potrebbe essere Dafne Keen nei panni di “nuova Wolverine”

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Il muscoloso Wolverine che conosciamo e amiamo, interpretato da Hugh Jackman, potrebbe essere stato eliminato dalla continuità cinematografica in Logan, ma ciò non significa che non possa tornare nella trama dei futuri film del MCU che parleranno di X-Men. Sappiamo che un ritorno dell’attore è improbabile, anche se ancora è possibile un cameo. Ciò significa che la Marvel potrebbe già essere alla ricerca di un sostituto per il ruolo, soprattutto alla luce del fatto che i Marvel Studios, stando ai rumors, vorrebbero che Spider-Man e Wolverine fossero i volti futuri del franchise.

In effetti, alcuni fan sperano che il prossimo mutante a brandire gli artigli di adamantio sia un attore che abbiamo già visto in un film Marvel. Si tratta proprio della giovane Dafne Keen, che ha interpretato il ruolo di X-23 in Logan, che sarebbe la persona perfetta per ereditare il ruolo. L’attrice è molto amata nel ruolo di Laura, ed è sufficientemente giovane per adattarsi ad un nuovo corso degli X-Men, quando la Disney deciderà di farli tornare in campo sotto al cappello della Marvel.

E se Dafne Keen fosse la prossima Wolverine?

La fan art di seguito è stata creata da Fajareka Setiawan e se avessimo bisogno di ulteriori prove del fatto che sia una buona idea lasciare il ruolo nelle mani di Dafne Keen, è probabile che questa fanart fugherà ogni dubbio. L’artista ha scelto persino di farle indossare il costume iconico, sembra quindi perfettamente in parte!

Keen si adatterebbe perfettamente anche alle nuove facce introdotte nel MCU con The New Mutants. Si spera che il film vada bene nonostante il suo cammino travagliato e un’uscita in sala che dovrebbe essere confermata il 28 agosto 2020.

Ovviamente, ci sono m olti elementi imprevedibili in gioco nella struttura dei film della Marvel dopo Avengers: Endgame, con la quasi totalità degli eroi protagonisti usciti di scena. Colmare le lacune con nuovi eroi è sicuramente il piano d’attacco di Kevin Feige e Keen può essere un tassello importante in questo scenario.

Curon: recensione della serie Netflix

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Curon: recensione della serie Netflix

Il campanile di Curon, sommerso nel lago di Resia, nella valle allagata negli anni ’50, fa da sfondo e quasi da guardiano alle inquietanti vicende raccontate nell’omonima serie Netflix, in sette episodi e disponibile dal 10 giugno sulla piattaforma. Produzione tutta italiana, della quale il gigante dello streaming sembra andare molto fiero, la serie è stata creata e scritta da Ezio Abbate, Ivano Fachin, Giovanni Galassi e Tommaso Matano e diretta da Fabio Mollo e Lyda Patitucci.

La trama di Curon ruota intorno ad Anna, che dopo 17 anni, torna nel paese natio con i due figli gemelli adolescenti, Mauro e Daria. Sembra in fuga da qualcosa, ma allo stesso tempo sembra andare verso un passato misterioso, un tremendo incubo che la tiene sveglia da 17 anni, legato alla tragica morte della madre e ad una oscura eredità familiare che minaccia di portare la sciagura in tutta la valle.

Premesse accattivanti, esito incerto

CuronCuron serie tv netflix 2020Le premesse di Curon sono accattivanti, la location suggestiva, i personaggi tormentati, c’è la promessa di assistere ad una storia dai contorni spaventosi che affonda le sue radici in un luogo reale, eppure la nuova serie italiana originale Netflix si rivela una delusione. Dallo sviluppo della storia, fino alla costruzione delle atmosfere, alla direzione degli attori, quello che aleggia su Curon è uno “spirito di amatorialità”. La serie è estremamente debole in tutti i suoi elementi strutturali nonostante l’impegno produttivo e la fiducia nel progetto.

La scrittura, affidata a Ezio Abbate, si snoda su un percorso che tocca ogni possibile cliché e luogo comune, con svolte annunciate, risoluzioni previste e un finale che, per quanto propositivo verso il futuro e una nuova stagione, sembra denunciare la mancanza di una visione di insieme della storia, l’assenza di un punto di arrivo per la risoluzione di tutti i misteri messi nel piatto.

Curon ruota intorno al tema del doppio

Il tema del doppio su cui si fonda tutta la storia è un veicolo archetipico di orrore, nel senso che molti racconti di genere sono proprio basati sull’esistenza di una duplicità nell’uomo (da cui la storia del lupo bianco e del lupo nero in ognuno di noi), una dicotomia tra ciò che siamo e ciò che vorremmo essere, tra l’istinto e il controllo. Sono tutti elementi che sfruttati bene contribuiscono a creare le premesse per arrivare al punto di rottura in cui questi “due noi” si scontrano. Ebbene, in Curon si perde totalmente il senso del conflitto, della tensione tra le parti, e subentra invece un tono difficile da definire, con ritmi blandi ed atmosfere che non riescono per niente a restituire le intenzioni, che siamo sicuri essere nobili, degli autori.

Curon serie tv netflix 2020

Gran parte di questo fallimento nel costruire atmosfere adeguate al genere di riferimento è attribuibile all’utilizzo apparentemente insensato della musica. Il contrappunto musicale è senza dubbio uno strumento raffinato e spesso utilizzato con grande felicità sia al cinema che in tv, ma in Curon quello che dovrebbe essere un contrappunto musicale è così insistito e confuso che disorienta lo spettatore senza sortire alcun effetto se non quello di allontanare emotivamente lo spettatore stesso da quanto sta accadendo.

Il cast, tra volti navigati e giovani di belle speranze

Per quanto riguarda gli attori coinvolti, la serie presenta una certa varietà di volti interessanti, sia tra gli interpreti più navigati che trai giovani che popolano la parte più vivace e coinvolgente della storia, ovvero quella dedicata alla nuova generazione che si confronta con la maledizione di Curon e del campanile sommerso. Tra questi, spiccano Luca Lionello, nei panni del tormentato nonno Thomas, e Luca Castellano, che invece interpreta Lukas, adolescente introverso che deve fare i conti, letteralmente, con tutta l’oscurità che è dentro di lui e che tenta di reprimere.

Proprio la componente teen di Curon offre gli spunti migliori, nonostante la serie poi non li sviluppi al meglio. Gli adolescenti sono quelli che per definizione cercano una propria identità e tutti i giorni si trovano di fronte alla decodificazione del mistero che è questa terribile eppure meravigliosa età di passaggio. Tuttavia la mancanza di autenticità nel loro dialoghi e nei loro gesti mette un muro tra i personaggi e il fruitore, una patina posticcia che ricopre tutta la serie e che, in ogni momento, le impedisce di arrivare al cuore dello spettatore.

Curon serie tv netflix 2020

Le buone intenzioni non bastano

La triste impressione, guardando Curon di Netflix, è che nonostante le buone intenzioni, tutto il progetto sia stato realizzato con sufficienza e approssimazione, spogliando di fascino persino le sontuose ambientazioni naturali che fanno da sfondo alla vicenda. Dopo Luna Nera, la produzione Netflix Italia tenta di nuovo di percorrere la strada del thriller fantastico con declinazioni horror, ma fallisce nell’intento di regalare brividi e intrattenimento. Curon è fiacca, scontata e non riesce a sfruttare al meglio i volti e i luoghi che ha a disposizione, per colpa di una scrittura sciatta e di una messa in scena approssimativa.

 

Sonequa Martin-Green: 10 cose che non sai sull’attrice

Sonequa Martin-Green: 10 cose che non sai sull’attrice

Celebre per il ruolo di Sasha nella celebre serie The Walking Dead, l’attrice Sonequa Martin-Green si è ad oggi distinta per il suo carisma, affermandosi poi anche grazie al coraggio di lasciare il titolo che l’ha resa famosa in cerca di nuovi stimoli e progetti. Ad oggi è protagonista di Star Trek: Discovery, grazie al quale ha potuto raggiungere e conquistare nuovi spettatori.

Ecco 10 cose che non sai di Sonequa Martin-Green.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Sonequa Martin-Green star trek

Sonequa Martin-Green: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in celebri serie per la televisione. Dopo una prima notorietà ottenuta con titoli come Army Wives – Conflitti del cuore (2009), The Good Wife (2009-2011), e Goosip Girl (2011), con Blake Lively, l’attrice ottiene grande popolarità grazie al ruolo di Sasha Williams in The Walking Dead, con gli attori Lauren Cohan e Norman Reedus. Recita in questa fino al 2018, per poi diventare protagonista della serie di fantascienza Star Trek: Discovery, dove dal 2017 ricopre il ruolo di Michael Burnham.

9. Ha preso parte ad alcuni film. L’attrice è comparsa in diverse occasioni in piccole produzioni indipendenti per il cinema, con Blind Thoughts (2008), Toe to Toe (2009), Rivers Wash Over Me (2009), Yelling to the Sky (2011), Shockwave Darkside (2014) e Natale, folle Natale (2019). Prossimamente, invece, parteciperà all’atteso film Space Jam: A New Legacy (2021), con LeBron James e Don Cheadle.

Sonequa Martin-Green è su Instagram

8. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram, con un profilo seguito da 1,2 milioni di persone. All’interno di questo è solita condividere immagini relative alla sua famiglia, ai suoi momenti di svago e a curiosità a lei legate. Non mancano poi anche diversi post relativi a problematiche sociali e politiche.

7. Promuove il suo lavoro tramite il social. Instagram è ormai un ottimo canale per la promozione dei propri progetti. L’attrice non manca infatti di sfruttare tale potenziale, condividendo immagini o video relativi ai propri progetti da interprete, come anche foto di cerimonie a cui ha preso parte o immagini di backstage dei set a cui ha preso parte.

Sonequa Martin-Green: chi è suo marito

6. Ha sposato un suo compagno di recitazione. Durante un corso di recitazione frequentato al teatro di Princeton, nel New Jersey, l’attrice intraprende una relazione con l’attore Kenric Green. La coppia annuncia poi le nozze nel 2010, e nel 2015 dà alla luce il primo figlio. Della famiglia si possono ritrovare diverse foto sul profilo Instagram dell’attrice.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

Sonequa Martin-Green The Walking Dead

Sonequa Martin-Green in The Walking Dead

5. Ha continuato a recitare mentre era incinta. Durante le riprese della quinta stagione di The Walking Dead, l’attrice ha dovuto trovare il modo di gestire la sua gravidanza, affinché questa non interferisse con il lavoro da svolgere. Per nascondere la pancia, dunque, decise di ricorrere ad ampi vestiti e armi da fuoco più grandi, con le quali poteva far passare inosservato il suo stato.

4. Il suo personaggio è stato scritto appositamente per lei. Inizialmente l’attrice aveva sostenuto il provino per la parte di Michonne. Pur non risultando idonea, ai produttori piacque così tanto la sua personalità che decisero di scrivere da zero un personaggio pensato esclusivamente per lei. Sasha Williams, infatti, non è presente nella graphic novel di riferimento.

Sonequa Martin-Green in Star Trek: Discovery

3. Non era una grande fan della serie. Nell’entrare a far parte della celebre saga di fantascienza, l’attrice ha dichiarato di non aver mai realmente seguito Star Trek nel corso delle sue serie o film, al contrario ha affermato di non essere mai riuscita a terminare un episodio di questa. Ciò non le ha però impedito di trovarsi a suo agio nella nuova serie di cui è protagonista, ma che anzi le ha permesso di entrare in contatto con una realtà fino a quel momento a lei semi sconosciuta.

Sonequa Martin-Green in C’era una volta

2. Non rimpiange la morte del suo personaggio. L’attrice ha preso parte alla seconda stagione di C’era una volta, con Jennifer Morrison, ricoprendo il ruolo di Tamara. Il percorso del personaggio si interrompe tuttavia con la sua morte, ma l’attrice ha affermato di non averne sofferto. Particolarmente credente, è infatti convinta che se le cose succedono evidentemente doveva andare così.

Sonequa Martin-Green: età e altezza

1. Sonequa Martin-Green è nata a Russellville, in Alabama, Stati Uniti, il 21 marzo 1985. L’attrice è alta complessivamente 164 centimetri.

Fonte: IMDb

Simon Baker: 10 cose che non sai sull’attore

Simon Baker: 10 cose che non sai sull’attore

Noto attore televisivo, Simon Baker ha negli anni costruito una carriera di tutto rispetto, prendendo parte a titoli televisivi di grande successo, grazie ai quali si è messo in mostra come interprete dal grande carisma. Attivo anche al cinema, dove ha recitato per film di particolare successo, Baker continua tutt’oggi a mantenere un notevole status all’interno dell’industria.

Ecco 10 cose che non sai su Simon Baker.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Simon Baker the mentalist

Simon Baker: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato per celebri lungometraggi. L’attore debutta sul grande schermo con il film L.A. Confidential (1997), con Guy Pearce. Successivamente continua ad ottenere fama grazie a titoli come Cavalcando col diavolo (1999), di Ang Lee, Pianeta rosso (2000), Adolescenza inquieta (2004), The Ring 2 (2005), La terra dei morti viventi (2005) e Il diavolo veste Prada (2006), con Meryl Streep. Entra poi a far parte del cast di Tutti i numeri del sesso (2007), The Lodger – Il pensionante (2008), The Killer Inside Me (2010), con Casey Affleck, Margin Call (2011), con Kevin Spacey, A prova di matrimonio (2013), Qui e ora (2018) e High Ground (2020).

9. È noto per i suoi ruoli televisivi. Dopo aver ottenuto un’iniziale notorietà grazie alla soap opera Home and Away (1993-1994), l’attore diventa particolarmente popolare grazie al personaggio di Nick Fallin, protagonista di The Guardian, serie di stampo giudiziario andata in onda dal 2001 al 2004. In seguito, diventa ancor più una celebrità grazie alla serie The Mentalist, dove recita nel ruolo di Patrick Jane dal 2008 al 2015.

8. H ottenuto importanti riconoscimenti. Grazie alle serie The Guardian e The Mentalist, l’attore è diventato una vera e propria celebrità nel panorama statunitense. Per queste serie è infatti stato nominato due volte, nel 2002 e nel 2010, come miglior attore in una serie TV drammatica. È poi stato candidato come miglior attore protagonista di una serie ai premi SAG Awards e Emmy Awards. Nel 2013 ha invece ricevuto la sua stella sulla celebre Hollywood Walk of Fame.

Simon Baker: chi è sua moglie

7. È sposato con un’attrice. L’attore è particolarmente riservato circa la sua vita privata, e per questo motivo ha inizialmente mantenuto segreto il suo matrimonio con l’attrice Rebecca Rigg, avvenuto nel 1996. Dopo l’annuncio ufficiale, la coppia ha comunque continuato a mantenere alto il muro della privacy sulla propria vita sentimentale.

6. Hanno avuto tre figli. La coppia ha avuto tre figli, il primo dei quali nato nel 1993, prima del loro matrimonio. In seguito, diedero alla luce Calude Blue nel 1999 e Harry Friday nel 2001. Per loro l’attore ha chiesto alle attrici Naomi Watts e Nicole Kidman, sue grandi amiche, di fargli da madrine.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Simon Baker moglie

Simon Baker in The Guardian

5. Ha diretto un episodio della serie. Con la serie The Guardian, Baker ha potuto mettere alla prova anche altre sue qualità oltre a quella recitativa. Si è infatti occupato della regia del diciottesimo episodio della seconda stagione, intitolato My Aim Is True. Per lui si è trattato della prima esperienza in qualità di regista, esperienza che dichiarò di voler ripetere in futuro.

4. È rimasto affascinato dal ruolo. In The Guardian, l’attore veste i panni di un avvocato condannato per droga ai servizi sociali, scontando la pena presso una comunità di servizi legali. Baker ha raccontato di essere rimasto particolarmente attratto dal ruolo mentre leggeva la sceneggiatura del primo episodio. In particolare, era affascinato da come un uomo di legge potesse nascondere certi contraddittorie sfumature.

Simon Baker in The Mentalist

3. Ha prodotto parte della serie. Particolarmente legato alla serie, l’attore decise di vestire per essa anche il ruolo del produttore. Baker ha infatti contribuito alla produzione di ben 57 episodi tra il 2012 e il 2015, acquisendo così un ulteriore peso all’interno del progetto. Per lui era la prima volta da produttore, ed ha affermato che non avrebbe svolto tale ruolo se non fosse stato così legato alla serie.

2. Si è ispirato ad un celebre detective. Per dar vita al mentalista consulente di un’agenzia di investigazione, l’attore si è particolarmente ispirato al personaggio di Sherlock Holmes, trovando che le capacità di osservazione, intuizione e deduzione del suo personaggio fossero simili a quelle del celebre investigatore della letteratura. Solo in seguito venne a sapere che Holmes era una delle fonti di ispirazione anche per gli autori della serie.

Simon Baker: età e altezza

1. Simon Baker è nato a Launceston, in Tasmania, Australia, il 30 luglio 1969. L’attore è alto complessivamente 179 centimetri.

Fonte: IMDb

Justice League: 10 cose che vorremmo vedere in un eventuale reboot

Il prossimo anno, su HBO Max, arriverà finalmente – per la gioia di tutti i sostenitori di Zack Snyder, la Snyder Cut di Justice League, ossia la versione del cinecomic così come inizialmente concepito dal regista. Ma cosa accadrebbe se un giorno la Warner Bros. decidesse di realizzare un reboot della Justice League? Quali personaggi o avvenimenti non potrebbero assolutamente mancare? CBM ha provato a raccogliere 10 cose che in un eventuale reboot dedicato alla squadra devono necessariamente esserci…

La Torre di Guardia

La cosa che distingue davvero la Justice League dagli Avengers è il fatto che i suoi membri sono visti come esseri quasi simili a Dio, qualcosa di comprensibile se si considera quanto sono potenti. Tenendo ciò bene a mente, avrebbe perfettamente senso vedere in un film la base che orbita attorno alla Terra dalla quale operano.

Non solo sarebbe un bel modo di alludere al modo in cui questi eroi sono visti dal grande pubblico, ma sarebbe anche uno spettacolo visivamente sbalorditivo, con il team di supereroi che utilizza il Boomdotto per viaggiare tra la Torre di Guardia e la Terra.

Batman contro la Justice League

Questo potrebbe essere uno spunto molto interessante per un’eventuale terza parte del reboot o magari per una scena post-credits. Essendo Batman l’unico eroe della squadra non dotato di poteri sovrumani, in molti potrebbero ritenere quasi “stonata” la sua presenza all’interno del team, arrivando addirittura a considerarlo non così importante ai fini della risoluzione di una determinata missione.

In un run a fumetti, abiamo visto Ra’s Al Ghul rubare i piani di Batman per abbattere la Lega e, successivamente, usarla contro di loro: il tipo di conflitto che una storyline del genere potrebbe creare sarebbe indubbiamente affascinante da un punto di vista cinematografico…

I membri della squadra

La Justice League di Zack Snyder era composta principalmente da eroi provenienti dall’era “The New 52” (“I Nuovi 52”, in italiano”). In un eventuale reboot, al fianco degli immancabili Batman, Superman e Wonder Woman sarebbe interessante vedere anche personaggi che sul grande schermo non abbiamo mai visto o che non abbiamo mai visto in azione al fianco dei loro “colleghi”.

Tra questi figurano sicuramente Lanterna Verde (preferibilmente nell’incarnazione di John Stewart), ma anche Shazam, Black Canary e Hawkman… tutti personaggi che sarebbero certamente in grado di apportare una serie di affascinanti dinamiche alla storia.

Il Sindacato del Crimine

Ci sono state diverse versioni del Sindacato del Crimine nel corso degli anni: per una questione semplicistica, la versione che forse meglio si sposerebbe con un eventuale reboot di Justice League è quella relativa all’era “The New 52”.

Tale versione del Sindacato proviene dalla Terra-3, una versione alternativa del nostro pianeta in cui governa il male. Dopo aver invaso la realtà della Justice League per provare a contenere una gigantesca minaccia, il Sindacato si occupa di rimodellare gli eroi sulla base alle loro controparti “cattive”, con le dinamiche tra i vari membri del team che si rivelano tanto avvincenti quanto terrificanti.

Lex Luthor si unisce alla Justice League

Nei fumetti è Lex Luthor, insieme ad un team di supercriminali, che abbatte il Sindacato del Crimine. Anzi: è proprio questo avvenimento che spinge il ricco e potente magnate ad entrare a far parte della Justice League.

Dopo aver inizialmente rifiutato l’ingresso nel team, Luthor – che ha scoperto che Bruce Wayne è in realtà Batman – usa quest’informazione per ricattarli, con la Lega che giura di tenerlo d’occhio nella speranza di poterlo sconfiggere una volta per tutte.

La morte di Batman

Nei fumetti, l’apparente morte di Batman arriva quando il Crociato viene costretto ad infrangere la sua unica regola e ad usare una pistola per eliminare Darkseid, prima che questi conquisti la realtà. Purtroppo, il villain riesce ad eliminarlo nello stesso identico momento.

In seguito apprenderemo che Batman, in realtà, non è morto: è stato rimandato indietro nel tempo e ha poi dovuto combattere per tornare nel presente. In un eventuale reboot cinematografico di Justice League, potrebbe essere la stessa squadra a tornare indietro nel tempo per andare alla ricerca del Cavaliere Oscuro.

La miniserie Kingdome Come

E se la Warner Bros. decidesse di adottare un approccio sostanzialmente diverso per un nuovo film dedicato alla Justice League? Invece di ambientarlo nel presente, la major potrebbe decidere di focalizzarsi su un futuro molto diverso per la squadra…

Prendiamo ad esempio “Kingdome Come“, la miniserie a fumetti di Mark Waid e Alex Ross: la miniserie è ambientata in un futuro in cui la maggior parte dei supereroi dell’Universo DC che conosciamo si sono ritirati e sono scomparsi. Una nuova generazione ha preso il sopravvento: lo scontro con Superman, Wonder Woman, Batman e gli altri supereroi della “vecchia guardia” è quindi inevitabile! Si tratta di una run bellissima, dai contorni epici, che meriterebbe sicuramente un film.

Darkseid

Darkseid tornerà ufficialmente nella Snyder Cut di Justice League, dopo essere stato sostituito nella versione cinematografica da Steppenwolf. Si tratta di uno dei personaggi più potenti – e cattivi – dell’Universo DC. Proveniente da Apokolips, usa un esercito di Parademoni nella sua lotta all’eliminazione del libero arbitrio dal pianeta Terra, per cercare di rimodellarlo a sua “immagine e somiglianza”.

Nei fumetti, Darkseid arriva sulla Terra nell’era “The New 52”, cosa che porterà alla ri-formazione della Justice League. Si tratta di una premessa assolutamente interessante che potrebbe rappresentare un’ottima base da cui partire per un eventuale reboot, nonostante siano numerose le storie che coinvolgono “il Tiranno” che potrebbero essere utilizzate per un ipotetico riavvio cinematografico.

Justice League/Avengers

Se la Warner Bros. e i Marvel Studios dovessero mai fare squadra un giorno per unire cinematograficamente i loro franchise, sarebbe un evento storico, senza precedenti. La cosa potrebbe certamente accadere, anche se non nell’immediato, a causa delle innumerevoli complicazioni legali e finanziarie che un accordo/partnership del genere comporterebbe.

In realtà, diversi anni fa è stato realizzato un crossover a fumetti che ha visto proprio le due squadre di supereroi – la Justice League e gli Avengers – incontrarsi, con fantastiche iterazioni come Batman e Captain America che combattevano insieme, o l’immagine – rimasta ancora oggi iconica – di Superman che brandisce il martello di Thor e lo scudo di Cap.

La morte di Superman

Sebbene la morte di Superman non appartenga propriamente alla storyline fumettistica della Justice League, ma a quella singola dell’eroe kryptoniano, la Lega ha comunque svolta un ruolo importante durante la dipartita dello storico eroe. Mentre Zack Snyder è stato parecchio precipitoso nell’utilizzo dell’avvenimento sul grande schermo, un eventuale riavvio dovrebbe forse calibrare bene quando e soprattutto come utilizzare una delle storie più potenti dei fumetti.

Quando l’Uomo d’Acciaio si scontra con Doomsday, ne consegue un’epica battaglia che coinvolge tutta la città di Metropolis e che termina con Superman che riesce a sconfiggere il suo nemico ma che purtroppo muore alla fine dello scontro. Snyder ha dimostrato di amare il materiale di partenza, ma in realtà non ha regalato al pubblico lo scontro che i fan speravano di vedere, senza riuscire a sfruttare a pieno il coinvolgimento della Justice League nella morte di Superman.

Via Col Vento: HBO Max ritira momentaneamente il film dal catalogo

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A meno di due settimane dal lancio, HBO Max ha rimosso Via Col Vento dalla sua offerta di streaming. È una mossa che sicuramente non passa inosservata, data la popolarità e lo status del film, il più alto incasso della storia del cinema con l’adeguamento dell’inflazione.

HBO Max ha diffuso un comunicato che dice:

Via Col Vento è un prodotto del suo tempo e raffigura alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono stati all’ordine del giorno nella società americana. Queste rappresentazioni razziste erano sbagliate allora e lo sono oggi, e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe irresponsabile.

Queste rappresentazioni sono certamente in contrasto con i valori di WarnerMedia, quindi quando restituiremo il film a HBO Max, tornerà con una discussione sul suo contesto storico e una denuncia di quelle stesse rappresentazioni, ma sarà presentato come è stato originariamente creato, perché altrimenti sarebbe lo stesso che affermare che questi pregiudizi non sono mai esistiti. Se vogliamo creare un futuro più giusto, equo e inclusivo, dobbiamo prima riconoscere e comprendere la nostra storia.

Lunedì, lo sceneggiatore e regista John Ridley (12 anni schiavo), vincitore del premio Oscar, ha chiesto la rimozione del film da HBO Max, dicendo “Non si tratta solo di “non essere all’altezza” per quanto riguarda la rappresentazione. È un film che glorifica il sud del periodo precedente alla guerra. È un film che, quando non ignora del tutto gli orrori della schiavitù, si sofferma su alcuni degli stereotipi più dolorosi delle persone di colore.”

In effetti, il film del 1939 non sta invecchiando bene in un’era di proteste contro la brutalità della polizia e l’ingiustizia razziale. L’epopea della Guerra Civile ambientata nel Sud degli Stati Uniti ritrae gli schiavi per lo più felici della loro sorte e fedeli ai loro proprietari fino alla fine. Riduce anche – se non elimina del tutto – gli orrori della schiavitù, romanticizzando la sofferenza della protagonista, Rossella O’Hara, interpretata da Vivien Leigh, prima, durante e dopo la guerra civile.

Continua Ridley: “È un film che romanticizza la Confederazione in un modo che continua a dare legittimità all’idea che il movimento secessionista fosse qualcosa di più, o meglio, più nobile di quello che era – una sanguinosa insurrezione per mantenere il “diritto” di possedere, vendere e comprare esseri umani.”

Via Col Vento ha vinto 8 Oscar competitivi, incluso il primo Oscar mai assegnato a una persona di colore. Quella statua è andata a Hattie McDaniel per il suo ruolo della fedele schiava domestica Mammie. È stato anche premiato come Miglior film; Miglior regista; Migliore attrice protagonista; Miglior sceneggiatura; Migliore fotografia, colore; Miglior montaggio cinematografico e Migliore direzione artistica. L’AFI ha classificato Gone With the Wind come il quarto miglior film mai realizzato nella sua lista dei 100 migliori film di tutti i tempi.

Fonte: Deadline

Ema di Pablo Larraìn: dal 13 giugno su Mio Cinema

Ema di Pablo Larraìn: dal 13 giugno su Mio Cinema

Dopo la presentazione alla Mostra D’Arte Cinematografica di Venezia, EMA di Pablo Larrain sarà presentato in anteprima assoluta su Miocinema. Appuntamento sabato 13 giugno alle ore 21.00: ad introdurre il film sarà Pablo Larrain, regista cileno che ha sorpreso e incantato i festival e la critica di tutto il mondo con film come Tony ManeroPost Mortem, NoEl Club, Neruda e Jackie.

Insieme a lui Alberto Barbera, direttore della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, che ha presentato in anteprima alcuni dei suoi film, tra cui EMADopo la presentazione, visibile gratuitamente sul sito e sulla pagina Facebook di Miocinema, partirà la proiezione a pagamento del film (visibile e non replicabile oltre la mezzanotte del 14 Giugno).

Ema, la recensione del film di Pablo Larraìn

Dopo la parentesi Jackie, Pablo Larraín torna a girare in Cile, a Valparaíso, dove la sua protagonista vaga per le strade alla ricerca di storie d’amore e pacificazione.

Ema è una giovane ballerina di reggaeton (una sorprendente Mariana Di Girolamo) che decide di separarsi dal coreografo Gastón (Gael García Bernal) dopo aver rinunciato a Polo, bambino avuto in adozione che però non sono stati in grado di crescere. Ema ha però un piano segreto per riprendersi tutto ciò che ha perduto.

Un film feroce e tenero al tempo stesso, sensuale e duro, disperato e pieno di speranza, che è al contempo melodramma e thriller. Certamente in grado di sorprendere fino alla fine. Distribuito da Movies Inspired, il film uscirà nelle sale italiane il 2 Settembre, giorno di inaugurazione della Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Intervista a Pablo Larraìn, regista di Ema

Ad accompagnare l’anteprima di EMA, Miocinema omaggia Pablo Larrain inserendo da sabato 13 giugno nella sua programmazione:

Neruda (2016)

Jackie (2016)

Il club (2015)

No – I giorni dell’arcobaleno (2012)

Judd Apatow lavorerà ad un documentario sul comico George Carlin

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Apprendiamo grazie al Boston Globe (via Empire Magazine) che Judd Apatow, regista e sceneggiatore americano noto per 40 anni vergine, Questi sono i 40 e Un disastro di ragazza, è al lavoro su un documentario dedicato a George Carlin, il celebre comico, attore e sceneggiatore statunitense, scomparso nel 2008.

“Sto per iniziare a lavorare con il mio partner Michael Bonfiglio ad un documentario dedicato a George Carlin”, ha rivelato Apatow al Boston Globe. “Non vedo l’ora di guardare un sacco di interviste rilasciate da Carlin e di speciali a lui dedicati. Penso che questo lavoro si trasformerà per me in qualcosa di davvero profetico.”

George Carlin era celebre per il suo atteggiamento irriverente e le sue osservazioni sul linguaggio, la psicologia e la religione. Nel corso della sua carriera è divenuto celebre anche per aver affrontato nei suoi show diversi argomenti considerati tabù negli Stati Uniti: la sua scenetta “Seven Dirty Words” (“Sette parole volgari”) degli anni ’70, fu al centro di una sentenza della Corte Suprema americana a seguito della quale il governo venne autorizzato a regolamentare il contenuto delle trasmissioni pubbliche per evitare l’uso di linguaggio considerato volgare sia alla radio che alla tv. Dopo Richard Pryor, Carlin è universalmente riconosciuto come il più grande comico statunitense di tutti i tempi.

Il documentario sul comico George Carlin ad opera di Judd Apatow potrebbe arrivare su HBO

Al momento non sappiamo ancora a quale network o piattaforma di streaming sarà destinato il documentario, ma considerata la lunga storia di Carlin con la HBO (il comico realizzò ben 14 speciali per il network), è molto probabile che sarà proprio l’emittente statunitense ad accaparrarsi il progetto. Inoltre, già in passato un altro documentario di Apatow, The Zen Diaries of Garry Shandling del 2018, venne prodotto proprio dalla HBO.

L’ultimo film diretto da Judd Apatow è Il re di Staten Island, film che narra la vita romanzata dell’attore e comico statunitense Pete Davidson, anche co-atore della sceneggiatura semi-autobiografica. Il film uscirà direttamente on demand il prossimo 12 giugno.

Michael Mann: il regista che indaga nelle “menti criminali”

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Michael Mann: il regista che indaga nelle “menti criminali”

Michael Mann è stato uno sperimentatore di generi nella sua carriera registica. Americano di nascita studia alla London’s International Film School di Londra e tornando negli States si dedica alla regia documentaristica e alle problematiche sociali che inquadra e analizza nei primi cortometraggi come “Jaunpuri” del 1971 e “17 Days Down the Line” del 1972. Si dedica al cinema curando la regia di “The Jericho Mile” del 1979, con il quale vince un Emmy Award e il premio della Director’s Guild of America per la miglior regia.

Il film d’esordio racconta la storia di un detenuto che corre per combattere i pregiudizi dei giudici che non l’hanno accettato alle Olimpiadi. Realizzato e montato senza “voce off” con Mann che lascia parlare i personaggi duri e pieni di rabbia che cercano di ritrovare una loro dimensione nella quotidianità del carcere, multiculturale ma forzato luogo d’incontro. Gira il primo film “Strade Violente” nel 1981. E’ il suo primo film proiettato in sala, dai toni drammatici e noir, indaga sui tormenti interiori di un ladro indeciso sulla sua vita futura perché innamorato della donna che potrebbe cambiarlo per sempre. “La fortezza” nel 1983, è un’opera psico-thriller ambientata ai tempi del Nazismo, nato da un adattamento di romanzo fanta-horror con sequenze di musica rock e dialoghi filosofico-moralisti, è un film particolarmente riuscito per gli effetti scenografici e l’ottima cura della fotografia.

In seguito scrive la sceneggiatura di alcuni episodi delle due serie poliziesche di successo: “Starsky & Hutch” e “Miami Vice” attraverso le quali riscrive completamente il concetto di serialità introducendo anche le soundtrack caratteristiche riconoscibili dei telefilm cult anni ’80. Ispirato da registi come Melville e Huston, viene considerato l’erede del cinema classico dei grandi geni del cinema: Martin Scorsese, Francis Ford Coppola e Brian De Palma. Compie il passo verso la svolta nel 1986 quando presenta “Manhunter” tratto dal romanzo “Red Dragon” di Thomas Harris; il film racconta per la prima volta gli effetti che produce il male estremo attraverso le pazzie della mente perversa e disturbata del dottor Hannibal Lecter, psicologo-cannibale, personaggio che passerà alla storia, pochi anni dopo, con la straordinaria interpretazione di Anthony Hopkins ne “Il silenzio degli innocenti”.

Nel 1992 gira “L’ultimo dei Mohicani” trattando la guerra anglo-francese dell’America del Nord mentre torna al noir con “Heat” nel 1995, uno dei suoi film capolavoro, che vede protagonisti Jon Voight, Ashley Judd con Natalie Portman agli esordi, e per la prima volta nella stessa scena due numeri uno della cinematografia modiale: Robert De Niro e Al Pacino. La colonna sonora di “Heat” è da segnalare per la sua intensità con composizioni di Elliot Goldenthal, Brian Eno, Einstürzende Neubauten, Terje Rypdal, Moby. Un gran bel film è “Insider – Dietro la verità” del 1999 con Russell Crowe, candidato all’Oscar come miglior attore protagonista. E’ un film “da camera” che cerca di svelare i segreti dietro le multinazionali del tabacco, gli illeciti e le truffe. Nel 2001 racconta la parabola esistenziale del pugile campione del mondo Cassius Clay, nel film “Alì” interpretato da un sorprendente Will Smith. Il film rivela la sensibilità e la grandezza dell’uomo Alì che combatte contro tutto quello che non rappresenta la sua filosofia di vita; poche sequenze con incontri di boxe tra tutti ricordo intense sequenze hanno un potente impatto emotivo. Su tutte le scene mi ha colpito molto il finale.

Il genere “thriller metropolitano” lo riporta a realizzare “Collateral” nel 2004 con Jamie Foxx e Tom Cruise. La tecnologia digitale permette a Michael Mann di girare quasi completamente in digitale di notte nella Los Angeles maledetta dalla criminalità. Rappresenta la sintesi del “karma registico” di Michael Mann che ambienta il film in taxi guidato da Foxx che è costretto a guidare per Cruise, per la prima volta sullo schermo un killer che non si ferma davanti a niente. Con Jamie Foxx e Colin Farrell gira il remake post anni ’80 della sua serie “Miami Vice” nel 2006 e nel 2009 con Johnny Depp, Christian Bale e di Marion Cotillard, gira un gran bel film “Nemico pubblico” biografia del criminale John Dillinger.

Michael Mann sul set di nemico pubblico
Michael Mann sul set di nemico pubblico

Ho notato che nel film è usata moltissimo la steady cam per accelerare i ritmi e accrescere la suspence, sottolineando attraverso la violenza delle scene come nessun male si può debellare definitivamente perché l’uomo ha un istinto “animalesco” ereditato dalla sua storia evolutiva. Michael Mann è un regista preciso, maniacale, pretende che gli attori siano in grado di trasformarsi nei suoi personaggi per assorbirne tutte le caratteristiche fisiche e psicologiche. Esige una preparazione perfetta (Will Smith per “Alì” si allenò per un anno con il vero allenatore di Cassius Clay, Angelo Dundee, prima di iniziare a girare). S’ispira spesso a opere d’arte di grandi artisti come William Blake e utilizza le riprese digitali per donare maggiore realismo alle sue sequenze perché, come afferma lui stesso, le riprese sono il momento dell’espressione, in cui si manifesta prepotentemente il “potere dei conflitti” interiori e in cui si alterna all’azione la suspence poiché spesso sono i silenzi ad anticipare le scene più cruente e violente. Michael Mann ha compiuto attraverso la regia quel viaggio nell’underground della criminalità che aveva conosciuto da giovane attraversando le strade di Chicago, abbracciando il cinema dei maestri nella sua regia.

A cura di Assunta Petruzzi

Jake Gyllenhaal per l’adattamento della graphic novel Snow Blind

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Jake Gyllenhaal per l’adattamento della graphic novel Snow Blind

È Deadline a riportare in esclusiva la notizia che Jake Gyllenhaal, visto lo scorso anno al cinema in Spider-Man: Far From Home, è entrato a far parte del cast di Snow Blind, adattamento cinematografico dell’omonima graphic novel sviluppata dalla casa editrice BOOM!Studios.

La graphic novel originale, opera di Ollie Masters (celebre per The Kitchen), è ambientata in un sobborgo in Alaska e segue le vicende del giovane Teddy, un ragazzo che un giorno, accidentalmente, dopo aver postato online una foto di suo padre, viene a conoscenza del fatto che in realtà la sua famiglia appartiene ad un programma di protezione testimoni. Dopo che un uomo inizierà a preparare la sua vendetta ed una squadra di agenti FBI farà irruzione nel paese, Teddy scoprirà finalmente le ragioni per cui suo padre (che nel film sarà interpretato proprio da Gyllenhaal) ha ottenuto la protezione, capendo che la sua famiglia nasconde segreti assai pericolosi.

L’adattamento di Snow Blind segnerà il debutto alla regia di un film in lingua inglese per Gustav Möller, regista svedese che nel 2018 è stato acclamato per il suo Il Colpevole – The Guilty. A curare l’adattamento sarà invece Patrick Ness, sceneggiatore di Sette minuti dopo la mezzanotte. Stando alle prime indiscrezioni, il progetto è stato descritto come un mix tra Prisoners di Denis Villeneuve e Vivere in fuga di Sidney Lumet.

L’ultima volta che abbiamo visto Jake Gyllenhaal sul grande schermo è stato nei panni del villain Mysterio in Spider-Man: Far From Home, al fianco di Tom Holland. Tra gli ultimi film in cui ha recitato l’attore figurano anche Velvet Buzzsaw, I fratelli Sisters e Wildlife. 

Lionel Richie: la Disney pensa al musical in stile Mamma Mia!

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Lionel Richie: la Disney pensa al musical in stile Mamma Mia!

Arriva da Variety la notizia che i Walt Disney Studios starebbero sviluppando un nuovo musical basato sull’iconico repertorio di Lionel Richie, il celebre cantante e compositore statunitense, vera e propria iconica della musica anni ’80.

Il titolo del progetto, ancora in una fase iniziale di sviluppo, sarebbe All Night Long, come omaggio ad una delle più celebri hit del cantante. Nel live action, che dovrebbe essere destinato alle sale cinematografiche e non alla piattaforma di streaming Disney+, verranno utilizzati alcuni dei più noti successi musicali di Richie, famoso per canzoni quali Endless Love, We Are the World, Hello, Say You, Say Me e Truly. 

Lionel Richie sarà coinvolto nel progetto in qualià di produttore esecutivo insieme al suo manager Bruce Eskowitz e a Dana Brunetti e Matt Del Piano. La sceneggiatura è stata invece affidata a Peter Chiarelli (co-sceneggiatore di Crazy & Rich), che sarebbe già al lavoro sulla prima stesura. Al momento non si conoscono i dettagli sulla trama, ma è chiaro che il progetto sarà molto più simile ad un’operazione come Mamma Mia! che ad un biopic come Bohemian Rhapsody.

Dopo essere divenuto il frontman dei Commodores, famosa band degli anni ’70, dal 1982 Lionel Richie ha intrapreso la carriera di solista, vendendo oltre 100 milioni di dischi. È uno degli artisti che ha venduto più dischi nel mondo.

Star Wars: George Lucas voleva che Lando fosse un clone

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Star Wars: George Lucas voleva che Lando fosse un clone

I fan di Star Wars riconoscono spesso il personaggio di Lando Calrissian come il definitivo archetipo dell’eroe spaccone, ma all’inizio George Lucas aveva in mente dei piani molto diversi per l’iconico ex-contrabbandiere.

Stando a quanto rivelato dallo stesso Lucas, inizialmente Lando avrebbe dovuto rappresentare il pezzo mancante nel grande puzzle relativo all’enigma sulle Guerre dei Cloni presente nella trilogia originale. All’epoca dell’uscita dei primi film della saga, non sapevamo molto sulle guerre, a parte il fatto che avevano preceduto nella timeline del franchise l’ascesa dell’Impero. Inizialmente il comandante Calrissian doveva essere proprio un clone scampato alle omonime guerre, proveniente da un sistema di pianeti composto da almeno 700 paesi abitati da cloni.

Apparentemente, George Lucas intendeva mettere in evidenza il fatto che la classe dominante di Lando fosse la reale responsabile delle Guerre dei Cloni. Il regista cambiò però subito idea, dal momento che quella che oggi conosciamo come la guerra tra la Confederazione dei Sistemi Indipendenti e la Repubblica Galattica ha origini completamente diverse.

L’evoluzione di Lando Calrissian in Star Wars, da clone a carismatico truffatore

In effetti, la trilogia prequel ha chiarito in maniera esemplificativa che Palpatine, alias Darth Sidious, fu colui che orchestrò le Guerre dei Cloni per impadronirsi del Senato Galattico e, successivamente, dell’intera Galassia. La creazione stessa dei Clone Trooper su Kamino fu soltanto un’elaborata coincidenza; nella versione originale di Lucas, alcuni di questi cloni sarebbero direttamente responsabili dell’avvio della guerra.

Alla fine, Lucas decise di rivedere le sue idee, optando per la trasformazione di Lando nel carismatico truffatore che abbiamo imparato a conoscere e ad amare. Inoltre, è chiaro che la versione di Lando alla “cappa e spada” vista sul grande schermo ha funzionato molto meglio anche in relazione al rapporto con Han Solo, aspetto che ha reso abbastanza facile per lo spettatore riscontrare tutta una serie di somiglianze tra i due amici.

Fonte: WeGotThisCovered

Avengers: Endgame, un’attrice del film vorrebbe il proprio standalone

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Linda Cardellini è attualmente la co-protagonista della serie Dead to Me targata Netflix. Insieme ai ruoli che hanno contribuito a renderla un volto riconoscibile del grande schermo (pensiamo alla serie Freaks and Geeks o ai recenti La Llorona – Le lacrime del male e Green Book), l’attrice americana è anche nota per il ruolo di Laura Barton, moglie di Clint Barton/Occhio di Falco, nel MCU.

Nonostante la stessa sia apparsa in soli due film dell’universo condiviso – Avengers: Age of Ultron e Avengers: Endgame -, pare che la Cardellini sia molto legata al ruolo di Laura. In una recente intervista con Collider, infatti, ha rivelato che le piacerebbe vedere uno stand-alone interamente dedicato a Laura e alla sua vita. “Gli amici di mia figlia la adorano. Sai, è una di quelle cose carine… è sempre divertente. Voglio dire… se mi piacerebbe vedere un film dedicato a Laura Barton? Certo!”, ha spiegato l’attrice.

Desideri a parte, Linda Cardellini è pero ben consapevole che la cosa potrebbe non accadere mai, dal momento che un personaggio  secondario come il suo non ha certamente lo stesso appeal di un supereroe. Nel corso della medesima intervista, l’attrice ha anche spiegato cosa ha significato per lei aver preso parte ad un universo cinematografico come quello messo in piedi dai Marvel Studios: “È una cosa alla quale mi hanno chiesto di partecipare e subito ho capito che era in qualche modo autentica… che quell’universo era davvero il loro universo! È un universo che rappresenta se stesso, anche grazie a questo incredibile fandom. Farne parte è stato davvero divertente.”

Avengers: Endgame, il cinecomic campione d’incassi di Anthony e Joe Russo

Avengers: Endgame è arrivato nelle nostre sale il 24 aprile 2019. Nel cast del film Robert Downey Jr.Chris EvansMark RuffaloChris Hemsworth e Scarlett Johansson. Dopo gli eventi devastanti di Avengers: Infinity War, l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo, Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero esserci.

Black Widow e Shang-Chi: c’è un collegamento tra i due film?

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Black Widow e Shang-Chi: c’è un collegamento tra i due film?

Black Widow arriverà nelle sale (si spera!) il prossimo novembre, e come abbiamo già avuto modo di intuire grazie ai vari trailer del film, Natasha Romanoff e Yelena Belova dovranno affrontare un intero esercito di Vedove Nere. Nei panni di una delle guerriere della Stanza Rossa figura l’attrice ed esperta acrobata Jade Xu: nelle ultime ore è balzato all’attenzione di Murphy’s Multiverse che la Xu figura anche nel cast di Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings (ci sarebbero alcune prove che l’attrice-acrobata è stata in Australia durante la produzione del film).

Sebbene sia possibile che Jade Xu sia stata coinvolta in Shang-Chi come stunt del personaggio di Awkwafina (lei e la star di The Farewell condividono la stessa altezza e la medesima corporatura), potrebbe in realtà esserci una spiegazione del tutto plausibile e molto più realistica dietro la presenza della Xu in entrambi i cinecomics. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, in Shang-Chi l’eroe del titolo dovrebbe combattere in una sorta di torneo sotterraneo per entrare in possesso degli anelli del titolo per volere del Mandarino: tra i possibili avversari di Shang-Chi ci sarebbe proprio una ex Vedova Nera; dunque, è possibile che la Xu torni ad interpretare il personaggio di Black Widow nel cinecomic con Simu Liu.

Per ora questa riportata da Murphy’s Multiverse è una semplice cospirazione, ma chissà che non possa rivelarsi qualcosa di fondato. Probabilmente ne sapremo di più quando Black Widow arriverà nelle sale e quando la produzione di Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings sarà pronta a ripartire…

La regia di Black Widow è stata affidata a Cate Shortland, seconda donna (dopo Anna Boden di Captain Marvel) a dirigere un titolo dell’universo cinematografico Marvel, mentre la sceneggiatura è stata riscritta nei mesi scorsi da Ned Benson (The Disappearance of Eleanor Rigby). Insieme a Scarlett Johansson ci saranno anche David HarbourFlorence Pugh e Rachel Weisz.

In Black Widow, quando sorgerà una pericolosa cospirazione collegata al suo passato, Natasha Romanoff dovrà fare i conti con il lato più oscuro delle sue origini. Inseguita da una forza che non si fermerà davanti a nulla pur di sconfiggerla, Natasha dovrà affrontare la sua storia in qualità di spia e le relazioni interrotte lasciate in sospeso anni prima che diventasse un membro degli Avengers.

The Batman: il trailer fan-made immagina il film diretto da Zack Snyder

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Un nuovo trailer fan-made immagina come sarebbe stato il The Batman di Zack Snyder e Ben Affleck. Dopo aver interpretato l’Uomo Pipistrello in Batman v Superman: Dawn of Justice e Justice League, Affleck avrebbe dovuto dirigere ed interpretare lo standalone che adesso è passato nelle mani di Matt Reeves e che avrà come protagonista Robert Pattinson.

Le voci di una dipartita di Ben Affleck dal DCEU iniziarono a circolare già dopo l’uscita nelle sale di Batman v Superman, che venne pesantemente stroncato dalla critica. In seguito ci fu Justice League, la cui travagliata post-produzione (incluso l’allontanamento di Zack Snyder dal film e l’entrata in scena di Joss Whedon) di certo non ha contribuito alla voglia di Affleck di continuare a vestire i panni del Crociato di Gotham e a portare sullo schermo una propria versione della storia dell’iconico personaggio.

Nonostante l’hype che circonda il “nuovo” The Batman sotto l’egida di Matt Reeves, molti fan si chiedono ancora come sarebbe potuto essere il film mai realizzato da Affleck, soprattutto se l’attore fosse stato coinvolto soltanto in qualità di interprete del Cavaliere Oscuro, lasciando la sedia di regia all’amico e collega Zack Snyder. Un nuovo trailer fan-made realizzato da Stryder HD immagina proprio come sarebbe stato un ipotetico The Batman diretto da Snyder e interpretato da Ben Affleck. Nel video vengono usate immagini tratte sia da Batman v Superman che da Justice League. Potete vederlo di seguito:

https://www.youtube.com/watch?time_continue=1&v=0XxF9t93g1g&feature=emb_title

I motivi che hanno spinto Ben Affleck ad abbandonare il suo The Batman

Durante gli ultimi mesi, Ben Affleck ha spesso parlato dei motivi che lo hanno spinto ad abbandonare il progetto legato a The Batman. In un’intervista dello scorso marzo, l’attore aveva spiegato: ““Ne avevo abbastanza. Mi hanno detto: ‘Ti piacerebbe dirigere e recitare in un film di Batman in solitaria?’. Ho scoperto che avevo perso il mio entusiasmo e la mia passione per il personaggio. E così ho pensato che un film del genere dovesse essere affidato a qualcuno che in un progetto così ci vedeva il coronarsi di un sogno. Era chiaro per me che era tempo di andare avanti.”

Il cast di The Batman è formato da molti volti noti: insieme a Robert Pattinson nei panni di Bruce Wayne, ci saranno anche Colin Farrell (Oswald Chesterfield/Pinguino), Zoe Kravitz (Catwoman), Jeffrey Wright (Jim Gordon), Paul Dano (Enigmista) e Andy Serkis (Alfred). Infine, John Turturro sarà il boss Carmine Falcone. Nel cast anche Peter Sarsgaard che sarà Gil Colson, il Procuratore Distrettuale di Gotham.

The Batman esplorerà un caso di detective“, scrivono le fonti. “Quando alcune persone iniziano a morire in modi strani, Batman dovrà scendere nelle profondità di Gotham per trovare indizi e risolvere il mistero di una cospirazione connessa alla storia e ai criminali di Gotham City. Nel film, tutta la Batman Rogues Gallery sarà disponibile e attiva, molto simile a quella originale fumetti e dei film animati. Il film presenterà più villain, poiché sono tutti sospettati“.

Occhio di Falco è l’eroe del MCU più redditizio di sempre

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Occhio di Falco è l’eroe del MCU più redditizio di sempre

Per otto lunghi anni, Occhio di Falco è stato il bersaglio di ogni tipo di battuta da parte dei fan quando si trattava di stabilire chi era il più debole dei Vendicatori. Anche certi film del MCU non hanno fatto altro che mettere in ridicolo il personaggio stesso (come Avengers: Age of Ultron, dove lo abbiamo visto affrontare alieni, robot e altri personaggi armati con nient’altro che un arco e una freccia). Eppure, secondo un nuovo studio, Clint Barton è in realtà il più “prezioso” tra gli eroi più potenti della Terra… e per tutto questo tempo non abbiamo fatto altro che sottovalutarlo!

È giusto chiarire che lo studio in questione non si è occupato di stabilire chi è il miglior Vendicatore da un punto di vista puramente combattivo. Il sito Film Franchise Showdown ha raccolto una serie di dati per determinare chi fosse il Vendicatore più redditizio di tuttti. Lo studio ha preso in esame i numeri di ciascuno dei 23 film del MCU usciti fino ad oggi, classificandoli in base agli incassi e alle valutazioni della critica. Tra i fattori che sono stati presi in esame anche il budget di produzione, il punteggio di IMDb ed eventuali vittorie nel corso di importanti cerimonie di premiazione.

Come si legge sul sito: Finora Occhio di Falco è apparso in sei film del MCU, con un ROI (ritorno sugli investimenti, NdR) medio di 5,3 per film. In confronto, ogni film che presenta Thor ha un ROI medio di 5,06, Captain America ha un ROI di 4,9 e Iron Man ha un ROI medio di 4,8 per apparizione. L’analisi dettagliata mostra che Black Panther resta il miglior film Marvel fino ad oggi, grazie agli elevati incassi al botteghino e al plauso della critica, mentre L’incredibile Hulk ha ottenuto il minor successo finanziario e di critica in assoluto.”

Occhi di Falco guida la classifica degli eroi più redditizi del MCU

Finora Occhio di Falco è apparso in Thor, The Avengers, Avengers: Age of Ultron, Captain America: Civil War e Avengers: Endgame. Lo studio ha tenuto conto anche della “presenza” del personaggio in Avengers: Infinity War, probabilmente per il modo in cui lo stesso viene “citato” all’interno della storia. Di seguito la classifica completa dei Vendicatori più redditizi:

Lo studio ha decretato anche che Spider-Man: Far From Home è il film con il ROI più grande, essendo stato prodotto con un budget di 160 milioni di dollari e avendone incassati 1,13 miliardi al box office globale. Ciò ha fatto guadagnare al film con Tom Holland un punteggio ROI di 7,06, battendo così il ROI di Avengers: Endgame (6.99), calcolato in base ad un budget di circa 400 milioni di dollari ed un incasso pari a 2,79 miliardi lordi.

A proposito di Occhio di Falco, ricordiamo che Jeremy Renner tornerà a vestire i panni del personaggio nell’annunciata serie Hawkeye che sarà destinata al servizio di streaming Disney+. Nella serie Clint Barton allenerà il personaggio di Kate Bishop per diventare Occhio di Falco. La serie debutterà nel 2021.

Tyler Blackburn: 10 cose che non sai sull’attore

Tyler Blackburn: 10 cose che non sai sull’attore

Noto per i suoi ruoli televisivi, l’attore Tyler Blackburn si è in particolare distinto grazie alla serie Pretty Little Liars, con la quale ha ottenuto popolarità presso il grande pubblico e all’interno dell’industria. Ad oggi, continua a reinventarsi grazie a nuovi titoli, con i quali ha modo di portare sullo schermo la propria versatilità e il proprio carisma.

Ecco 10 cose che non sai di Tyler Blackburn.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Tyler Blackburn Instagram

Tyler Blackburn: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in alcuni film per il cinema. Per il grande schermo Blackburn ha recitato per alcune pellicole indipendenti, note principalmente all’interno del mercato americano. Il suo debutto avviene nel 2005 con Next of Kin, per poi recitare in Peach Plum Pear (2011), Hiding (2012), Love Is All You Need? (2016), dove ricopre il ruolo di Ryan. Nel 2017 è invece stato al cinema con il musical Hello Again.

9. È noto per i suoi ruoli televisivi. Dopo la partecipazione ad alcuni episodi di serie come Unfabulous (2006) e Cold Case – Delitti irrisolti (2009), l’attore ottiene una prima notorietà grazie a Il tempo della nostra vita (2010). Il vero successo arriva grazie a Pretty Little Liars (2011-2019), dove recita nel ruolo di Caleb Rivers. Riprende tale ruolo anche per lo spin-off Ravenswood (2013-2014), per poi recitare dal 2019 in Roswell, New Mexico. Nello stesso 2019 recita nel diciassettesimo episodio della prima stagione di Streghe, con le attrici Melonie Diaz, Madeleine Mantock e Sarah Jeffery.

Tyler Blackburn è su Instagram

8. Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da 7,5 milioni di persone. All’interno di questo è solito condividere immagini di suoi momenti quotidiani, realizzate durante occasioni di svago o in luoghi particolari da lui visitati.

7. Promuove il suo lavoro tramite il proprio account. Con il proprio account Instagram l’attore è solito condividere anche molti post legati al suo lavoro. In particolare, sono presenti immagini di backstage dei set a cui ha partecipato, come anche alcune foto promozionali di locandine e trailer

Tyler Blackburn in Streghe

6. Ha interpretato un malvagio demone. Nell’episodio Surrender della serie Streghe, Blackburn ha interpretato Viralis, demone della fertilità che sacrifica le anime di diverse donne per poter continuare a vivere. Per l’attore si tratta di uno dei primi ruoli da malvagio, cosa che ha accettato senza pensarci due volte, desideroso di misurarsi con un personaggio così diverso dai suoi soliti.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Tyler Blackburn Ashley Benson

Tyler Blackburn e Ashley Benson

5. Hanno pianto per la storia dei loro personaggi nella serie. Quando Blackburn e l’attrice Ashley Benson, della serie Pretty Little Liars, hanno scoperto che i loro personaggi Caleb e Hanna si sarebbero lasciati, hanno realmente pianto per la fine della loro relazione, che consideravano la più bella della serie. Fortunatamente, i due personaggi sono poi tornati insieme nella stagione finale.

4. Non hanno una relazione. I due attori hanno dichiarato di essere ottimi amici nella vita reale, ma che tra loro non vi è altro. La Benson ha inoltre messo a tacere i pettegolezzi a riguardo, affermando che non riuscirebbe a frequentare una personalità dello spettacolo, sempre esposta ai riflettori del suo lavoro.

Tyler Blackburn e la musica

3. Ha inciso diversi singoli. Grande appassionato di musica, Blackburn rilascia un primo singolo dal titolo Save Me, realizzato nel 2012. In seguito, tornerà più volte in sala di registrazione dando vita a brani come Find a Way, It’s That Time of Yer, Hard to Forget, It All Comes Down to You e Oper Your Eyes. Alcune di queste sono contenute nell’EP Find a Way.

2. Alcune sue canzoni sono state utilizzate in Pretty Little Liars. La celebre serie ha permesso all’attore di ottenere popolarità in più modo, tra cui promuovendo la sua musica. Alcuni dei brani da lui registrati, infatti, come Find a Way e It All Come Down to You, vengono usati come colonna sonora in alcuni episodi della serie.

Tyler Blackburn: età e altezza

1. Tyler Blakcburn è nato a Burbank, in California, Stati Uniti, il 12 ottobre 1986. L’attore è alto complessivamente 179 centimetri.

Fonte: IMDb

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