Durante un recente evento stampa
tramite The Wrap, Peter Safran, co-CEO dei DC
Studios insieme a James
Gunn, ha parlato della decisione della Warner Bros.
Discovery di cancellare il film di Batgirl.
Nonostante fossero terminate le riprese principali,
Batgirl è stato accantonato dallo studio. Safran
si è preso la piena responsabilità della decisione, dicendo che il
film “non era distribuibile”:
“C’erano un sacco di persone
incredibilmente talentuose davanti e dietro la macchina da presa in
quel film. Ma quel film non era distribuibile. E succede a volte. E
in realtà penso che [il CEO di Warner Bros. Discovery David] Zaslav
e il team abbiano preso la decisione molto audace e coraggiosa di
annullarlo perché avrebbe danneggiato la DC e avrebbe danneggiato
le persone coinvolte nella sua realizzazione. [‘Batgirl’] non
sarebbe stata in grado di competere nel mercato della sala. È stato
costruito per il piccolo schermo. E così ancora una volta, penso
che non sia stata una decisione facile, ma che sia stata la
decisione giusta.”
Il progetto di Batgirl
doveva uscire nel 2022 diretto da Adil El Arbi e Bilall
Fallah con Leslie Grace,
JK Simmons,
Michael Keaton e
Brendan Fraser.Batgirl doveva
essere diretto da Joss Whedon, regista
di The
Avengers e Avengers:
Age of Ultron, nonché della versione cinematografica
di Justice
League. Tuttavia, nel 2018, il regista ha deciso di
abbandonare il progetto, ammettendo di non essere riuscito a
“decifrare la storia”. Il film è stato diretto da Adil El
Arbi e Bilall Fallah.
Vin
Diesel ha condiviso il teaser poster per Fast
and Furious 10, in cui il suo Toretto, in preghiera, è
pronto per la sua ultima grande sfida, che, lo ricordiamo, sarà
divisa in due film. Con il poster, Diesel annuncia anche l’uscita
del primo trailer che arriverà il prossimo 10 febbraio.
Grazie a DCU
Movie Page su Twitter, è stato svelato uno sguardo completo ai
personaggi che vedremo in The
Flash, e possiamo adesso vedere che nel film sarà
presente, non sappiamo in che grado di importanza, anche Dark
Flash.
La linea dei Funko Pop! dedicati al
film includerà i due Batman, la versione principale di The
Flash di
Ezra Miller, così come Supergirl di Sasha Calle. Anche Zod e Wonder Woman di
Michael Shannon e Gal
Gadot fanno parte della linea. Anche una terza figura
di Barry fa parte del set, mostrando il velocista che indossa
quello che sembra essere un prototipo di tuta. Anche
Kiersey Clemons, che interpreta Iris West, ha
ottenuto un Funko Pop!
— DCUMoviePage #RestoreTheSnyderverse (@dcumoviepage)
January 31, 2023
Il film
The Flash
The
Flash arriverà finalmente nelle sale il 23 giugno
2023. Il film vede
Ezra Miller riprendere il ruolo di Barry Allen da
Justice League e sarà affiancato da
Sasha Callie nei panni di Supergirl e Michael Keaton nel suo grande ritorno nei
panni di Batman, 31 anni dopo la sua ultima apparizione in
Batman Il Ritorno.
Tutto quello che c’è da sapere su
The Flash con Ezra Miller
Confermata anche la presenza
di Michael
Keaton e Ben
Affleck, che torneranno entrambi a vestire i panni di
Batman. Kiersey Clemons tornerà nei
panni di Irish West dopo essere apparsa in Zack
Snyder’s Justice League (il personaggio era stato
tagliato dalla versione theatrical). Nel cast ci saranno anche
l’attrice spagnola Maribel Verdú (Il
labirinto del fauno), che interpreterà Nora Allen (la
madre di Barry) e l’attrice statunitense Sasha
Calle(Febbre d’amore) che interpreterà
Supergirl.
La serie The Last of Us (qui la recensione) arriva sugli
schermi di tutto il mondo in un momento in cui l’umanità sembra
essersi rassegnata all’idea di dover convivere con il Covid-19.
Disponibile dal 15 gennaio su Sky Atlantic in
versione originale (gli episodi doppiati hanno iniziato ad essere
mandati in onda dal 23 gennaio), la serie ideata
da Craig Mazin (Chernobyl) e
Neil Druckman (quest’ultimo anche autore
dell’amato videogioco su cui la serie si basa) è come noto
ambientata in un mondo post-apocalittico, dove l’umanità è stata
divorata nella sua quasi totalità da una pandemia
irrefrenabile.
Sembra dunque uno scenario simile a
quanto effettivamente vissuto negli ultimi tre anni, ma ci sono alcuni dettagli che
differenziano questa storia da ogni altra storia simile. Quella
raccontata in The Last of Us, infatti, non è la classica
“storia di zombie”, né la storia di una pandemia scatenata da un
virus invisibile all’occhio umano. Come spiegato nell’incipit del
primo episodio, da temere molto più che i virus sembrano essere i
funghi. Questi, noti parassiti, hanno lo scopo di espandersi e
proliferare quanto più possibile, infestando e nutrendosi di
insetti come formiche o ragni per potersi assicurare la
sopravvivenza.
Si tratta però di organismi incapaci
di sopportare temperature troppo alte e pertanto attualmente
impossibilitati ad infestare l’essere umano, specialmente non nel
modo mostrato all’interno della serie. Il surriscaldamento globale,
però, potrebbe spingere tali funghi ad evolversi e cercare riparo
nel corpo umano, di fatto prendendone possesso. Ed è proprio da qui
che nasce lo spunto per la pandemia raccontata nella serie, su
ipotesi dunque attualmente non concrete ma tutt’altro che estranee
alla realtà.
The Last of Us: la vera scienza dietro la serie
TV
Quello che viene descritto nella
serie, origine di tutti i mali con cui i protagonisti Joel
(PedroPascal) ed Ellie (Bella Ramsey)
devono confrontarsi, è il fungo Cordyceps. Un
genere di funghi della famiglia Cordycipitaceae. Sul modo in cui
questo ha proliferato e seminato morte in tutto il mondo si è
accennato maggiormente nel corso del terzo episodio, e a seguito di
ciò le ricerche Web sul Cordyceps sono aumentate esponenzialmente.
Con grande orrore di quanti non ne erano a conoscenza, tale
tipologia di fungo esiste e prospera già nella nostra natura.
Mazin, autore della serie, ha infatti dichiarato che: “Il fungo
esiste, e tutto quello che diciamo nel prologo è vero,sono organismi che si comportano esattamente come descritto in
quella scena”.
Lo stesso Mazin ritiene però
improbabile che il Cordyceps, o un qualunque altro fungo parassita
possa evolversi nel modo in cui si racconta nella serie. Eppure,
c’è chi ritiene vero il contrario. Norman Van
Rhijn, un micologo che ricerca le infezioni fungine presso
l’Università di Manchester, ha infatti dichiarato che “una
pandemia fungina è decisamente possibile“. È bene chiarire che
nessuna specie di fungo attualmente nota alla scienza rappresenta
una minaccia pandemica immediata per gli esseri umani, soprattutto
non nel modo in cui viene narrato nella serie. Tuttavia, le
infezioni fungine sono in aumento in tutto il mondo e i ricercatori
temono che sempre più persone siano a rischio.
Ad oggi, un fungo come il Cordyceps
ha un modus operandi per definito: dopo aver infettato una formica
attraverso le spore, il fungo infesta il suo sistema nervoso e ne
prende il controllo, spingendo l’insetto, tramite il rilascio di
sostanze psicotrope, a raggiungere luoghi più elevati. Il micelio e
le ife si ramificano nel corpo della vittima fino a quando non
viene uccisa e completamente invasa dal fungo, che inizia a
spuntare con i suoi corpi fruttiferi all’esterno del corpo
mummificato. La posizione elevata permette poi alle spore del fungo
di disperdersi più efficacemente e infettare altri artropodi
nell’ambiente sottostante.
I funghi come il Cordyceps possono
realmente conquistare l’essere umano?
Motivi per cui ciò non è oggi
possibile che succeda in un essere umano è la già citata
temperatura corporea elevata, ma anche la presenza nell’uomo di un
sistema nervoso e immunitario molto più difficili da attaccare e
conquistare. Eppure, esistono già dei funghi in grado di alterare
le prestazioni del cervello umano e di modificare il comportamento
umano. L’esempio più ovvio è la psilocibina, il
composto allucinogeno dei funghi magici. Il fungo
ergot ha invece anche la reputazione di alterare
la mente umana, ed è bene notare che da quest’ultimo deriva la
sostanza psicoattiva LSD. Infine, un esempio più
popolare è quello della birra.
“Ogni volta che bevi una birra,
il tuo comportamento è influenzato dal sottoprodotto di un fungo,
che è l’etanolo“, ha affermato David Hughes,
che ha studiato il Cordyceps ed è stato consulente proprio per il
videogioco The Last of Us. Ad ogni modo, il sistema
immunitario umano riesce ad oggi a tenera a bada tali presenze
fungine, evitando dunque che queste possano rappresentare una
preoccupazione. Le malattie fungine possono sì passare dagli
animali all’uomo, ma l’idea che un fungo come il Cordyceps possa
mutare abbastanza da avere un evoluzione tale e mantenere comunque
la sua capacità di manipolare efficacemente il comportamento, è
inverosimile, ma non impossibile.
Negli ultimi anni, infatti, l’OMS ha
individuato alcuni funghi potenzialmente letali, come il
Candida auris, in grado di provocare una
candidiosi mortale e che ad oggi ha ucciso tra il 29% e il 53% di
quanti l’hanno contratta. Ciò che dovrebbe più preoccupare, nel
caso tale evoluzione si verificasse realmente, è la completa
assenza di vaccini. Proprio come viene affermato nella serie, è
infatti vero che non esistono medicinali o cure contro tali
tipologie di funghi. Ci sono solo poche classi di farmaci
potenzialmente validi per curarli ma non sono sempre cure
affidabili. Infatti, poiché i funghi sono particolarmente simili
agli umani a livello cellulare, molti dei farmaci che li combattono
sono tossici anche per il corpo umano.
Il cambiamento climatico può
contribuire all’evoluzione dei funghi
Se la serie HBO prevede che gli
zombi mordano le loro vittime per diffondere la malattia, cosa non
corrispondente alla realtà, dove le infezioni fungine si diffondono
in gran parte attraverso il tatto o le superfici, rendendo dunque
difficile il rischio di un contagio irrefrenabile, è però vero che
il surriscaldamento globale può favorire la diffusione di nuove
tipologie di funghi. Misteriosamente, i focolai di Candida auris
sono emersi indipendentemente in tre diversi continenti
contemporaneamente nel corso del decennio da poco conclusosi. Tra
questi focolai, non c’era alcun chiaro collegamento o caso di
contatto.
Alcuni scienziati ritengono che il
filo conduttore sia dunque da ritrovare nel cambiamento climatico.
Con l’aumento delle temperature globali, i funghi devono adattarsi
proprio come tutto il resto. Man mano che più funghi si adattano a
temperature più elevate, alcuni di loro potrebbero essere in grado
di sopravvivere e proliferare alle temperature del corpo umano,
anche quando i corpi umani cercano di ucciderli con la febbre. Si
ritorna così a quanto dichiarato nell’incipit del primo episodio di
The Last of Us, dove si pongono proprio riflessioni di
questo tipo. Pur prendendosi alcune licenze, come le mutazioni che
gli umani infestati subiscono, la serie non si discosta poi molto
dalla realtà dei fatti, lanciando dunque anche un monito a
riguardo.
Nei film di genere thriller
caratterizzati dalla presenza di un serial killer e di un individuo
impegnato nella sua cattura, uno degli elementi più affascinanti è
proprio il modo in cui la sfida tra questi due personaggi si
costruisce ed evolve fino al finale. Ma cosa succede se entrambi
hanno la capacità di precognizione, ovvero di prevedere il futuro?
È quanto avviene in Premonitions
(qui la recensione), film del
2015 scritto da Ted Griffin e Sean
Bailey e diretto da Afonso Poyart. La
classica storia investigativa viene dunque qui portata a nuovi
livelli, offrendo momenti di grande suspence.
Originariamente il racconto alla
base di questo film doveva servire per dar vita ad un sequel del
thriller del 1995 Seven. Morgan Freeman
avrebbe per questo ripreso il ruolo del detective William Somerset,
il quale aveva sviluppato nel tempo poteri psichici. Il regista di
Seven, David Fincher, si oppose però a
tale progetto e la storia venne dunque riscritta affinché divenisse
un film a sé stante. Nasce così Premonitions, il quale
oltre alla sua forte premessa di base vanta la presenza di un cast
di grandi attori, tra cui spicca il premio Oscar Anthony Hopkins.
Accolto in modo contrastante, il
film non è certamente esente da difetti ma può comunque trovare nei
fan del genere il suo pubblico ideale, che saprà apprezzare le
peculiarità e le novità apportate da Premonitions. Prima
di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al
cast di attori e, per chi ha già visto il film,
alla spiegazione del finale. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di Premonitions
La storia di Premonitions
ha inizio nel momento in cui l’Agente Speciale dell’FBI Joe
Merriwether, perplesso di fronte ad una serie di omicidi,
decide di chiedere aiuto ad un suo ex collega in pensione, medico
psicanalista e sensitivo, il dottor John Clancy.
L’uomo non vuole però avere niente a che fare con il caso, né usare
le sue capacità per risolverlo. Ma quando ha delle visioni molto
violente con protagonista la giovane collega di Joe, l’agente
speciale dell’FBI Katherine Cowles, cambia idea,
pensando che queste possano essere anche una sorta di messaggio
personale. Ben presto, però, il medico si renderà conto che il suo
“dono” è nulla rispetto agli straordinari poteri del misterioso
assassino.
Ad interpretare il dottor John
Clancy vi è il già citato attore premio Oscar Anthony
Hopkins, dichiaratosi particolarmente entusiasta del
progetto e del suo personaggio. Accanto a lui, nel ruolo
dell’agente Joe Merriweather vi è invece l’attore Jeffrey Dean
Morgan, mentre Abbie Cornish
interpreta l’agente Katherine Cowles. Nel ruolo dell’assassino, il
cui nome è Charles Ambrose, vi è invece l’attore Colin Farrell.
Proprio per via del personaggio interpretato e dell’aura di mistero
che vi è intorno ad esso, l’attore compare fisicamente per la prima
volta nel film solo dopo un’ora e otto minuti dall’inizio.
La spiegazione del finale di
Premonition e il significato del film
Di seguito si riportanno elementi
spoiler riguardanti
il finale del film, dunque per chi non
ha ancora terminato la visione, si consiglia di interrompere la
lettura. Per chi invece ha visto il film e il suo finale e desidera
avere maggiori chiarimenti a riguardo, di seguito si riporta nel
dettaglio la spiegazione di quanto avviene. Giunti al termine del
film, dunque, Clancy scopre l’identità dell’assassino, il cui nome
è Charles Ambrose. Questi è come lui dotato della possibilità di
prevedere il futuro, potendo dunque anticipare le mosse degli
agenti FBI. Egli usa inoltre tale potere per scegliere le proprie
vittime. Ambrose, infatti, uccide persone malate terminali per
evitare loro una morte lenta e dolorosa.
Al momento del confronto finale con
Clancy, l’assassino gli rivela di essere anche lui prossimo alla
morte e chiede dunque al dottore di ucciderlo e di prendere il suo
posto. Per salvare l’agente Cowles, Clancy si vede costretto a
sparare e uccidere Ambrose, di fatto soddisfando la sua richiesta.
Egli non intende però diventare a sua volta il tipo di
“benefattore” che Ambrose era, anche se rivela di essere stato egli
stesso a praticare l’eutanasia sulla propria figlia malata, di
fatto rivelandosi in ultimo più simile al killer di quanto si
poteva pensare. Ed è propio su questo tema,
l’eutanasia, che ragiona il film.
Ambrose afferma sostanzialmente di
compiere atti d’amore particolarmente difficili da sopportare, ma
necessari. Il suo agire è però controverso, poiché se da un lato fa
terminare la sofferenza dei malati terminali, dall’altro ruba loro
gli ultimi momenti di vita accanto ai rispettivi cari. Nel corso
del film si tenta dunque di ragionare su tale spinosa questione, da
sempre al centro dei dibattiti di natura etica. Di fatto, però, nel
finale le rivelazioni di Clancy sembrano lasciar intendere che
anche lui, come Ambrose, condivida il pensiero per cui per amore a
volte è giusto spingersi lì dove non si vorrebbe mai arrivare.
Il trailer di Premonitions
e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
Premonitions grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Google Play, Apple iTunes, Rai
Play e Now. Per vederlo, una volta scelta la
piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o
sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 31 gennaio alle ore 21:10
sul canale Rai Movie.
Ben prima che il Marvel Cinematic
Universe fosse una realtà, a dar particolare prestigio e linfa
al genere poi denominato “cinecomic” furono i
primi film dedicati agli X-Men. Negli anni, il racconto dei più celebri mutanti
dell’universo supereroistico si è espanso grazie a sequel, prequel
e spin-off, dando vita ad una delle più compiute saghe degli ultimi
anni. Il tutto ebbe inizio nel 2000 con
X-Men (qui la recensione), diretto dal
regista Bryan Singer, affermatosi come un grande
successo e fatto seguire, nel 2003, dal suo primo sequel:
X-Men 2 (qui la recensione), diretto
anch’esso da Singer.
Basato naturalmente sui fumetti con
protagonisti i celebri mutanti, questo secondo film è in
particolare ispirato alla graphic novel del 1982 Dio ama,
l’uomo uccide, ma anche a Return to Weapon
X, del 2001-2002. Viene dunque qui proposta una vicenda
che vede ancor di più opposti mutanti ed esseri umani, mai come ora
sull’orlo di una guerra. Con queste premesse e l’introduzione di
nuovi personaggi, il film si è facilmente affermato come un grande
successo, guadagnando circa 407 milioni di dollari a livello
globale e permettendo dunque la realizzazione di un terzo
capitolo.
Intitolato X-Men: Conflitto
finale, questo è arrivato nei cinema nel 2006, concludendo
così la trilogia principale. Di questa, X-Men
2 rimane però uno dei più apprezzati, proprio per la sua
capacità di parlare ancor più apertamente di problematiche razziali
attraverso una chiave supereroistica. Prima di intraprendere una
visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune
delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori e ai loro rispettivi personaggi.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di X-Men 2
In questo sequel del primo film,
dopo aver imprigionato Magneto e aver fermato la
sua Confraternita di mutanti, Wolverine cerca
risposte sul suo passato dal momento che non ricorda come ha
ottenuto la mutazione. Nel frattempo il teleporta
Nightcrawler cerca di assassinare il presidente
degli Stati Uniti. Charles Xavier raduna allora
gli X-Men e rintraccia il mutante grazie al sofisticato macchinario
Cerbero. A causa dell’attentato, però, la popolazione è
terrorizzata dai mutanti e il colonnello William
Stryker sfrutta la paura per i suoi sordidi scopi. Egli
aspira allo sterminio di tutti i mutanti e proprio il macchinario
Cerbero può aiutarlo a raggiungere tale scopo.
X-Men 2: il cast di attori
e i personaggi del film
In X-Men 2 tornano molti
degli attori presenti nel primo film, come Hugh Jackman
nei panni di Wolverine. Per riprendere tale ruolo,
l’attore si dovette naturalmente sottoporre nuovamente ad un
allenamento intensivo ed ad una specifica dieta. Vi è poi Patrick
Stewart, il quale si disse entusiasta di poter tornare
ad interpretare Charles Xavier, personaggio di cui
è sempre stato appassionato. Tornano in questo film anche Halle Berry nei
panni di Tempesta, Famke Janssen
in quelli di Jean Grey e James Marsden come
Ciclope. Alla Berry, fresca vincitrice di premio
Oscar, fu concesso molto più spazio in questo film rispetto al
precedente.
Ian McKellen
riprende invece i panni dell’iconico mutante
Magneto, ma diverso è l’elmo che egli sfoggia.
Questo fu infatti ridisegnato in quanto l’attore trovava scomodo
quello utilizzato nel primo film. Si ritrovano poi nel film anche
Rebecca Romijn-Stamos nel ruolo di
Mystica, Anna Paquin in quelli di
Rogue e Brian Cox in
quelli del colonnello William Stryker.
Shawn Ashmore torna nei panni di Uomo
Ghiaccio, mentre fanno qui la loro comparsa gli attori
Aaron Stanford nel ruolo di Pyro
e Kelly Hu in quelli della mutante Lady
Deathstrike, alleata di Stryker. Michael Reid
McKay compare invece nei panni del figlio mutante del
colonnello.
La new entry più celebre e
ricordata è però quella del personaggio
Nightcrawler, teleporta tedesco dalla pelle blu
interpretaato dall’attore Alan Cumming,
scelto anche per via del suo saper parlare fluentemente il tedesco.
Egli studiò poi le raffigurazioni del personaggio per capire come
muoversi e comportarsi in tali panni. Per assumere l’aspetto del
personaggio, però, egli doveva sottoporsi a circa dieci ore di
trucco, mentre la coda è stata realizzata prevalentemente tramite
CGI. Una preparazione che Cumming mal sopportò, tanto da decidere
di non riprendere più tale ruolo, comparendo dunque solamente in
questo film.
X-Men 2: La vendetta di Wolverine, il videogioco
Come i videogiocatori sapranno,
X-Men 2: La vendetta di Wolverine è un videogioco
pubblicato nel 2003 in coincidenza con la data di uscita del film
X-Men 2. In questo, il giocatore controlla Wolverine nella
ricerca del proprio passato, in un’area dell’istituto Weapon
X, dove anni prima gli è stato impiantato il suo scheletro di
adamantio. Wolverine dovrà dunque trovare numerosi indizi che lo
aiuteranno a riprendere coscienza del proprio passato e lo
aiuteranno a salvarsi la vita. Egli ha infatti solo quarantotto ore
per trovare un antidoto ad un virus mortale che circola nelle sue
vene.
Il videogioco è stato promosso come
tie-in (ovvero un’opera tratta da un’altra opera di natura diversa,
ma con la stessa ambientazione, e in buona parte con personaggi e
trama analoghi) di X-Men 2. Tale videogioco ruota però
intorno ad una storia originale realizzata dall’autore di fumetti
Larry Hama, e non ha alcun legame con la
continuity della serie di film, essendo maggiormente legata alla
storia dei fumetti. Nel videogioco, inoltre, è Mark Hamill a
prestare la propria voce al personaggio di Wolverine, e non
Jackman, mentre Patrick Stewart riprende il ruolo
del Professor X, che aveva già interpretato anche nel film.
Il trailer di X-Men 2 e
dove vederlo in streaming e in TV
È possibile fruire di
X-Men 2 grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Chili Cinema, Apple iTunes, Disney+ e Amazon Prime Video. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di martedì31 gennaio alle ore
21:20 sul canale Rai 4.
James Mangold è
oggi uno dei registi più apprezzati e richiesti di Hollywood,
distintosi nel corso degli anni con film di generi diversi tra
loro. Dal biopic Quando l’amore brucia l’anima al western
Quel treno per Yuma, dal cinecomic Logan – The Wolverine all’avventura di Indiana
Jones e il Quadrante del Destino. All’interno della sua
filmografia non mancano però anche un paio di commedie, tra cui
spicca Innocenti bugie (qui
la recensione), che al divertimento mescola anche tanta
adrenalinica azione. Diretto nel 2010, questo ha visto riformarsi
sul grande schermo una coppia di attori particolarmente celebri. Si
tratta di Tom Cruise e Cameron Diaz, che avevano già recitato insieme
in Vanilla Sky.
Prima di prendere vita, il progetto
del film ha avuto una lunga gestazione e numerose riscritture. Si
stima che più di 12 sceneggiatori abbiano dato il proprio
contributo alla sceneggiatura, anche se alla fine solo
Patrick O’Neill ottenne il credito, essendo sue le
principali modifiche. Come sempre, però, la presenza di Mangold
alla regia ha permesso al film di acquisire un certo carattere,
bilanciando con grande cura tanto la comicità quanto le sequenze
più dinamiche. Queste, in particolare, presentano infatti un’azione
degna dei grandi action per cui Cruise è globalmente conosciuto.
Tutto ciò ha permesso al film di affermarsi come un buon
successo.
A fronte di un budget di 117 milioni
di dollari, Innocenti bugie è infatti arrivato ad
incassarne circa 262 in tutto il mondo. Per gli amanti del genere
si tratta di un film assolutamente da recuperare, anche solo per
vedere Cruise e la Diaz in ruoli per loro grossomodo inediti. Prima
di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al
cast di attori. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Protagonisti del film sono
June Havens e Roy Miller. I due
si incontrano casualmente nello stesso aereo in volo verso Boston.
Confidandosi segreti e sogni, entrambi iniziano a sviluppare una
certa sintonia, ma June è del tutto ignara del fatto che Roy è in
realtà una spia segreta dell’FBI. Lo scopre a sue spese nel momento
in cui l’uomo si ritrova attaccato da diversi individui, che però
Roy riesce facilmente a mettere fuori gioco. Nel tentativo di
proteggere la donna, Roy fa infine atterrare l’aereo e
narcotizzandola la porta in un luogo sicuro. Qui le spiegherà
brevemente cosa sta accadendo, informandola del pericolo che ora
corre per aver parlato con lui.
Roy, infatti, non è solo una spia,
ma è anche in possesso di un’invenzione che potrebbe risolvere i
problemi energetici del pianeta. Un suo collega, John
Fitzgerald, però, ha fatto il doppiogioco e vuole ora
impadronirsi di quanto da Roy posseduto. Il suo intento è infatti
quello di rivendere l’invenzione ad un gruppo di trafficanti senza
scrupoli, ottenendo in cambio una grossa somma di denaro. Costretti
a fare squadra pur di uscire vivi dai numerosi pericoli a cui vanno
incontro, Roy e June avranno modo di conoscersi meglio e continuare
a sviluppare il sentimento nato sull’aereo.
Il cast del film
Come anticipato, il personaggio
della spia Roy Miller è interpretato dall’attore Tom Cruise. Prima di questi, però, era stato
considerato anche Adam Sandler, il quale rifiutò poiché non si
sentiva a suo agio a recitare in un film con le armi. Cruise,
all’epoca, era in ballo anche per recitare nei film Salt e
The Tourist, ma preferì Innocenti
bugie in quanto attratto dagli elementi comici e dal
ruolo, che desiderava però modificare con alcune sue idee
originali. Come suo solito, l’attore rifiutò di essere sostituito
da controfigure, interpretando personalmente tutte le scene più
pericolose, eseguendo anche cadute e salti senza l’utilizzo di
apparecchiature di sicurezza.
Accanto a lui, nei panni di June
Havens vi è invece l’attrice Cameron Diaz, che aveva già avuto modo di
confrontarsi con un ruolo a metà tra il comico e l’action con
Charlie’s Angels. Anche lei, come Cruise, si sottopose
ad un allenamento che le permise di eseguire personalmente tutte le
acrobazie più complesse. Nei panni di John Fitzgerald, l’agente
doppiogiochista, vi è invece Peter Sarsgaard, mentre Paul Dano è Simon Feck, l’inventore del
prezioso marchingegno energetico. La premio Oscar Viola Davis è Isabel George, direttrice della
CIA, mentre Jordi Molla è l’assassino Antonio
Quintana. Tra i villain del film si ritrova anche l’attrice
Gal Gadot, nei panni dell’assassina Naomi.
Maggie Grace, infine, è Aprile Havens, sorella di
June.
Il film Innocenti
bugie è stato girato in numerose location internazionali
che contribuiscono al ritmo frenetico e all’atmosfera esotica della
storia. Tra le principali ambientazioni figurano
Boston, dove inizia l’avventura, e la bellissima
città di Siviglia, in Spagna,
teatro delle sequenze finali ricche di azione. Altre scene sono
state girate in Austria e nei suggestivi paesaggi
alpini, mentre alcune sequenze invernali sono ambientate nei
Pirenei. Le riprese hanno incluso anche
Los Angeles e le isole Keys in
Florida. Queste location, molto diverse tra loro,
aiutano a costruire l’idea di un viaggio continuo e avventuroso in
giro per il mondo.
Il trailer di Innocenti
bugie e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film
grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Innocenti bugie è
infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Google Play
e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà
sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma in questione
o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in
totale comodità e al meglio della qualità video. In alternativa, il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 31 gennaio alle ore 21:25
sul canale Nove.
James
Gunn e Peter Safran, co-CEO dei DC
Studios, hanno finalmente fatto i loro annunci, mettendo nero su
bianco quello che saranno le loro progettualità per i prossimi 10
anni alle prese con i personaggi DC Comics (qui
tutti gli annunci).
Nel corso della conferenza, Gunn e
Safran sono stati irremovibili sul fatto che non daranno il via
libera a un film finché non sarà pronto. “Le persone sono
diventate legate alle date [di uscita], alla realizzazione di film
qualunque cosa accada”, ha detto Gunn “Sono uno
sceneggiatore nel mio cuore e non faremo i film prima che la
sceneggiatura sia finita.”
Gunn ha affermato che anche i film
con date di uscita anticipate verranno posticipati nel calendario
se la sceneggiatura non è pronta prima della produzione. “L’ho
visto accadere molte volte – è un casino”, ha detto. “È la
ragione principale del deterioramento della qualità dei film oggi,
rispetto a 20-30 anni fa”.
A tal fine, dei 10 titoli DCU che Gunn e Safran hanno annunciato, solo uno
ha una data di uscita: Superman: Legacy, che
Gunn sta scrivendo, uscirà l’11 luglio 2025. Gli altri
lungometraggi (tra cui un nuovo film su Supergirl
e un film su Batman e Robin) e le serie TV per
HBO
Max (tra cui una serie poliziesca su Lanterna
Verde e una serie prequel di Wonder Woman
ambientata su Themiscyra) non hanno data di distribuzione e
rimarranno tali, ha detto Gunn, fino a quando i loro script non
saranno solidi.
“Il degrado dello sceneggiatore
a Hollywood è stata una storia terribile”, ha detto Gunn.
“È peggiorato molto da quando mi sono trasferito qui per la prima
volta 23 anni fa. Gli sceneggiatori sono stati completamente
lasciati fuori dal giro a favore di attori e registi, e rendere lo
sceneggiatore più prominente e più importante in questo processo è
davvero importante per noi”.
Staremo quindi a vedere in che modo
i DC Studios terranno fede a quanto annunciato!
Il ritorno di Batman di Robert Pattinson è fissato mentre la Warner
Bros. ha annunciato che The
Batman – Parte 2 di Matt
Reeves uscirà nelle sale il 3 ottobre 2025. Ulteriori
informazioni, inclusa una sinossi della trama, per ora rimangono
nascoste. James
Gunn e Peter Safran hanno confermato la data di uscita
di “The
Batman – Parte 2 durante un evento stampa al lotto
Warner Bros. il 30 gennaio.
Mentre Gunn e Safran stanno sviluppando
un nuovo DC Universe, che include l’uscita nelle sale del 2025
“Superman: Legacy“,
The
Batman – Parte 2 di Reeves rimarrà una proprietà a sé
stante e rientrerà nella nuova categoria “DC Elseworlds”. Gunn ha
annunciato che qualsiasi film o serie televisiva DC ambientato al
di fuori dell’universo DC principale riceverà il tag “DC
Elseworlds”, esattamente come funziona DC Comics.
Oltre a The
Batman – Parte 2, l’elenco dei prossimi progetti di
“DC Elseworlds” include “Joker:
Folie à Deux” di Todd Phillips con Joaquin Phoenix e Lady
Gaga (in uscita il 4 ottobre 2024), il cartone animato
in corso serie “Teen Titans Go!” e un film
separato su Superman prodotto da JJ
Abrams e scritto da Ta-Nehisi Coates. Quest’ultimo
progetto è stato annunciato per la prima volta nel 2021 e rimane in
fase di sviluppo attivo. Gunn e Safran hanno detto che stanno
aspettando con impazienza una bozza della sceneggiatura di
Coates.
Pattinson e Reeves
continueranno a esplorare la loro iterazione di Batman
nell’universo laterale “DC Elseworlds“, mentre
Gunn e Safran lanceranno un nuovo Batman nell’Universo DC. Il
duo ha confermato
che il loro DC Universeincluderà
un film su Batman e Robin, basato sui fumetti di “The Brave and the Bold”. Oltre a
“The
Batman Part II”, Reeves si sta anche preparando a girare una
serie spin-off incentrata sul personaggio del Pinguino interpretato
da Colin Farrell.
Reeves ha detto all’inizio di questo
mese che si sarebbe incontrato con Gunn per assicurarsi che il suo
“BatVerse” e il più grande universo DC si “supportassero a vicenda”
e non si “schiantassero” insieme in termini di trame. “The
Batman” ha ottenuto il plauso della critica e ha incassato 770
milioni di dollari ai botteghini mondiali lo scorso anno. Il
film è ora in streaming su HBO
Max.
Tre mesi dopo cheJames
Gunn e Peter
Safran hanno ufficialmente iniziato a gestire i
nuovi DC Studios all’interno di Warner Bros.
Discovery, i co-capi hanno annunciato oggi i primi 10 titoli
cinematografici e televisivi all’interno del DC
Universe riavviato. Lunedì, Gunn e Safran si sono incontrati
con la stampa negli studios della Warner Bros. per presentare
quella che hanno definito la prima parte del Capitolo 1 del DCU,
che chiamano “Gods and Monsters”, letteralmente
“Capitolo 1: Dei e mostri“. I progetti coprono una vasta
gamma di personaggi.
Ci sono titoli basati su eroi DC,
tra cui il film di Superman
precedentemente annunciato scritto da James
Gunn, ora ufficialmente intitolato “Superman:
Legacy“, un film su Batman e
Robin, una serie prequel di Wonder
Woman e una serie misteriosa su Lanterna
Verde, oltre a titoli con personaggi meno conosciuti,
tra cui Booster Gold e Swamp
Thing. Il DCU esiste come un
multiverso, ha spiegato Peter Safran, ma i titoli
esisteranno in un unico universo. Nel complesso, la lista
rappresenta la visione più solida per il futuro della DC
nell’intrattenimento dai tempi del primo tentativo di costruire un
universo in grado di rivaleggiare con quello dei Marvel Studios.
“DC Studios non ha
precedenti“, ha detto Safran. “È un’entità di
produzione e uno studio autonomi. È la prima volta in assoluto
che tutto ciò che riguarda la DC – film, televisione, live-action,
animazione, giochi – è tutto centralizzato sotto un’unica visione
creativa, quella mia e di James“. (Gunn e Safran hanno
anche risposto alle domande sulla filosofia incentrata sullo
scrittore alla base del loro approccio e hanno fornito
aggiornamenti sui progetti DC che non rientrano nel DCU
principale , tra cui “The
Batman Part II” di Matt Reeves e “Joker:
Folie à Deux” di Todd Phillips”). Dato che il
DCU è ancora nelle sue prime fasi, i dirigenti
sono stati chiari su alcuni dettagli: nessun regista è stato
assegnato a nessun progetto (anche se hanno detto che sono
“molto vicini” alla firma di almeno un paio di nomi),
stessa cosa per quanto riguarda gli attori. L’eccezione è Viola Davis, che reciterà nella serie HBO
Max “Waller” nei panni dell’amorale e autoimposta
sovrintendente dell’universo DC, Amanda
Waller. Ha dato origine al ruolo in “Suicide
Squad” del 2016. Allo stesso modo, Safran e Gunn
hanno lasciato la porta aperta a Gal
Gadot, Jason Momoa, Ezra Miller e Zachary
Levi per continuare a interpretare i rispettivi supereroi
DC di Wonder Woman, Aquaman, Flash e Shazam, ma
James Gunn ha ribadito che Henry Cavill non continuerà come
Superman. Altrimenti, hanno detto i dirigenti, sceglieranno
nuovi attori per i ruoli.
Per costruire la storia generale per il
DCU, James Gunn ha creato una stanza degli
scrittori con Drew Goddard (“The Martian”),
Jeremy Slater (“Moon Knight”), Christina
Hobson (“The
Flash”, “Batgirl”), Christal Henry (
“Watchmen”) e lo scrittore di fumetti Tom King
(“Batman”, “Mister Miracle”). James Gunn ha indicato che almeno alcuni
di questi scrittori continueranno a lavorare su progetti
DCU, incluso Christal Henry, che
è co-showrunner di “Waller“. “Ci siamo seduti
in una stanza per alcuni giorni e abbiamo iniziato a definire quale
potesse essere il piano generale di base“, ha detto James Gunn. “Non tanto da legarti i polsi,
ma abbastanza da sapere qual è la storia di base, dove stiamo
andando. Ed è qualcosa che continueremo a fare”.
Il piano, hanno detto Safran e
Gunn, era di rilasciare circa due film e due serie TV
all’anno nel DCU. Tale output, tuttavia, non
sacrificherà la qualità per rispettare le scadenze. Gunn e Safran
erano irremovibili sul fatto che i film e le serie non sarebbero
entrati in produzione fino a quando le sceneggiature non saranno
terminate, il che non è la norma per prodotti di questo genere che
sono estremamente costosi ma che devono anche creare consapevolezza
pianificando un fitto calendario. Tutto sommato, la lista che i
co-capi hanno annunciato lunedì durerà fino al 2027 ma solo
“Superman:
Legacy” e “The
Batman Part II” hanno annunciato la loro date di
uscita. Ecco una ripartizione dei dettagli sui progetti.
In uscita l’11 luglio 2025, “Superman:
Legacy” segnerà “l’inizio del DCU”, come ha affermato
Safran, ma non sarà una storia sulle origini del proverbiale
Man of Steel. “Si concentra su
Superman che bilancia la sua eredità kryptoniana
con la sua educazione umana”, ha detto Safran. “È
l’incarnazione della verità, della giustizia e del modo
americano. È gentilezza in un mondo che considera la
gentilezza antiquata. Gunn sta scrivendo il progetto e Safran ha
detto che spera che Gunn “possa essere convinto, forse, a dirigerlo
anche lui”. (Gunn, seduto proprio accanto a Safran, rimase
stranamente impassibile in risposta.)
Il CEO di Warner Bros. Discovery, David
Zaslav, non ha nascosto che il riavvio di Superman era una priorità
assoluta per l’azienda poiché ha trascorso gran parte del 2022 alla
ricerca dei leader giusti per i DC
Studios. Quindi non sorprende che Gunn e Safran si
rivolgano al supereroe più riconoscibile al mondo per guidare la
carica per il DCU. “‘Superman’ è per tutti”, ha detto
Gunn. “Questo è un film a quattro quadranti che dovrebbe
parlare a tutti nel mondo.” (Un film di Superman separato prodotto
da JJ Abrams attraverso Bad Robot e scritto da
Ta-Nehisi Coates, rimane in fase di sviluppo e esisterebbe al di
fuori del DCU).
The
Authority
Dalla fama globale alla relativa oscurità,
“Superman:
Legacy” condurrà direttamente a “The
Authority“, un film corale sui superumani che hanno un
approccio tutt’altro che idealistico per salvare il mondo.
James Gunn ha parlato a lungo di “The Authority”,
un progetto che ha detto di essere “davvero entusiasta” di
dare vita. I personaggi provengono da Wildstorm,
che è stato lanciato nel 1992 come entità indipendente sotto
l’attuale capo della DC Comics Jim Lee e che alla
fine ha lasciato un’impronta nella DC. I personaggi di
Wildstorm sono stati successivamente inseriti
nell’universo principale dei fumetti DC quando la società ha
riavviato la sua continuità con l’iniziativa New
52 nel 2011. James Gunn ha detto che
lui e Safran intendono fare lo stesso con i personaggi di
Wildstorm nella DCU.
Come fumetto, “The
Authority” è stato creato da Warren Ellis e Bryan Hitch come
una squadra di supereroi che giustificano i mezzi, un approccio che
ha attratto il desiderio di Gunn e Safran di diversificare la
narrazione all’interno del DCU. “Non è solo una
storia di eroi e cattivi, e non tutti i film e gli show televisivi
riguarderanno i buoni contro i cattivi”, ha detto Gunn. “Ci
sono persone molto discutibili, come l’Autorità, che
fondamentalmente credono che non si possa sistemare il mondo in
modo semplice, e prendono in mano la situazione.” Safran ha
aggiunto: “Sono un po’ come Jack Nicholson in ‘A Few Good Men’. Sanno
che li vuoi sul muro, o almeno lo credono.” Gunn ha detto che
il film “è stato scritto“, ma ha rifiutato di dire chi
fosse lo sceneggiatore.
Insieme all’introduzione della versione DCU
di Batman – che esisterà separatamente dalla versione interpretata
da Robert Pattinson nei film di “The
Batman” – “The
Brave and the Bold” introdurrà “la famiglia
Bat“, ha detto James Gunn. Il primo tra loro è
Robin, che sta tornando completamente ai film
live-action per la prima volta dallo sfortunato film del 1997
“Batman e Robin”.
Questa versione di Robin sarà
inpersonificata da Damian Wayne; Gunn lo ha descritto come
“il nostro Robin preferito”, “un piccolo figlio di puttana”, un
“assassino” e un “assassino”. Damian è il figlio biologico di
Bruce Wayne, di cui non conosceva l’esistenza n. “E’
una strana storia padre-figlio su loro due,” ha detto
Gunn.
Il progetto è basato sulla serie dei fumetti
di Batman scritti da Grant Morrison, che
secondo James Gunn è stato “eccezionalmente
influente” sul DCU. L’altro scrittore di fumetti che Gunn ha
menzionato per nome era Tom King, che ha
partecipato alla stanza degli sceneggiatori della
DCU e conduce direttamente al prossimo progetto di
lungometraggio.
Supergirl: Woman of
Tomorrow
Basato sui fumetti di King con lo stesso
titolo del 2021 e del 2022, “Woman of Tomorrow” presenta la cugina
di Superman, Kara Zor-El, che, come ha
spiegato James Gunn, “è un tipo molto diverso di
Supergirl“.
“Vediamo la differenza tra Superman, che è
stato mandato sulla Terra e cresciuto da genitori amorevoli sin da
quando era un neonato, rispetto a Supergirl, che è stata allevata
su una scheggia di roccia di Krypton, e ha visto tutti intorno a
lei morire ed essere uccisa in terribili modi per i primi 14 anni
della sua vita. James Gunn ha definito questa Supergirl “molto più
hardcore” — sebbene la serie di King coinvolga anche Krypto, il
supercane.
Swamp Thing
E’ l’esempio più calzante di cosa intendono
dire Gunn e Safran con il diversificare nel loro DCU. “Swamp
Thing” “indagherà sulle origini oscure di Swamp
Thing“, ha detto Peter Safran in merito al film
attraverso il prisma dell’orrore. Per spiegare ulteriormente, Gunn
ha fatto riferimento alle reazioni iniziali avute quando è stato
annunciato che Guardiani della Galassia avrebbero
aderito al Marvel Cinematic Universe e alle
domande iniziali su come Rocket Raccoon avrebbe funzionato
accanto a Thor. “Quella qualità di mashup”
finì per essere uno dei momenti salienti di “Avengers:
Infinity War” e “Avengers:
Endgame“, ha aggiunto James Gunn, continuando che
stanno “wamp Thing” questo approccio con “Swamp
Thing“. “Questo è un film molto più orribile, ma
avremo comunque Swamp Thing che interagisce con gli altri
personaggi”, ha aggiunto.
TELEVISION
Creature
Commandos
Questa sarà una serie animata per HBO Max è
il primissimo progetto approvato da Safran e Gunn, che ha scritto
ogni episodio. Lo spettacolo è già in produzione. I personaggi di
Creature Commando sono stati lanciati per la prima volta nel 1980.
La premessa presenta il mostro di Frankenstein che si unisce a un
lupo mannaro, un vampiro e una gorgone per combattere i nazisti
nella seconda guerra mondiale. Non sembra che la versione di
Gunn abbia lo stesso approccio: Weasel, uno dei personaggi del film
di Gunn del 2021 “The Suicide Squad”, è uno dei Commandos,
insieme al padre di Rick Flag, Rick Flag Sr.
L’animazione, ha detto Gunn, consente ai
loro collaboratori creativi di “raccontare storie che sono
gigantesche, ma senza spendere, ora, $ 50 milioni a episodio”.
Fondamentalmente, Gunn ha detto che gli attori scelti per doppiare
i personaggi dello show interpreteranno anche i ruoli in live
action in seguito nel DCU.
“Waller”
Con Gunn concentrato su “Superman:
Legacy” per il prossimo futuro, la seconda stagione di
“Peacemaker”
è stata sospesa. Invece, il “team ‘Peacemaker‘” apparirà al fianco di Viola Davis nell’annunciata serie tv
Waller,
che sarà come “continuazione” di quello spettacolo, ha detto Gunn –
che (avviso spoiler per la prima stagione di “Peacemaker“)
si è concluso con la figlia di Waller, Leota
Adebayo (Danielle Brooks), che è uscita con la Task
Force X (alias Suicide Squad) e il ruolo di Waller che lo
gestisce nel mondo.
Insieme a Christal Henry, che faceva parte
della stanza degli sceneggiatori DCU, Waller
sarà prodotto da Jeremy Carver, che ha creato l’amata serie DC
“Doom Patrol“, che è stata recentemente cancellata
da HBO Max. “Lo stanno schiacciando”, ha
detto Safran del lavoro di Henry e Carver su Waller.
“È semplicemente il più grande spettacolo di sempre”, ha aggiunto
Gunn. Sia “Creature Commandos” che Waller
dovrebbero debuttare prima di “Superman:
Legacy“; Safran li ha definiti “l’aperitivo” per la
DCU.
Lanterns
Di tutte le serie TV annunciate da Safran e
Gunn “Lanterns” è quella che ha suscitato maggiore
entusiasmo nei due sembravano, che Safran ha descritto come “un
enorme evento di qualità HBO” che è “molto simile a ‘True Detective‘”.
Lo spettacolo si concentrerà su due dei
membri più noti del corpo delle Lanterne Verdi: Hal
Jordan (il pilota collaudatore interpretato per la prima
volta sullo schermo da Ryan Reynolds nel film del 2011
“Lanterna verde”) e John Stewart (un ex marine e
uno dei membri della DC). primo supereroe nero), che indagano su un
mistero che Safran ha detto “svolge un ruolo davvero importante
portandoci nella storia principale che stiamo raccontando
attraverso il nostri film e la televisione”.
“Quindi questo è uno spettacolo molto
importante per noi”, ha continuato Safran. Questo progetto è
separato da una serie di Green Lantern sviluppata
da Greg Berlanti per HBO Max, che ora non andrà più avanti. “La
visione di Greg era più un’opera spaziale”, ha detto
Safran. “La nostra visione è molto più ‘True Detective’,
storia investigativa basata sulla terra.”
Paradise
Lost
Questa storia in stile “Game of Thrones”, ha detto Safran, è
ambientata sull’isola di Themyscira prima della nascita di Diana
(alias Wonder Woman). “Riguarda davvero l’intrigo
politico dietro una società di tutte le donne”, ha detto Safran.
Gunn ha aggiunto: “Come è successo? Qual è l’origine di
un’isola di tutte le donne? Quali sono le belle verità e le
brutte verità dietro tutto ciò? E come sono gli intrighi tra i
diversi attori di potere in quella società?
Il titolo provocatorio ricorda la serie a
fumetti “Paradise Island Lost” scritta da Phil
Jimenez e George Pérez, che seguì una
guerra civile su Themyscira; tuttavia, quella corsa ha
coinvolto direttamente Wonder Woman.
Booster Gold
Infine, c’è “Booster Gold”, che consente al
DCU di immergessi completamente in una vera e propria
commedia. Anche se potrebbe non essere familiare ai fan occasionali
della DC, il personaggio, noto anche come Mike Carter, è
uno dei preferiti dai fan tra i lettori più devoti. Safran ha
definito Booster “un perdente del futuro che utilizza la tecnologia
del futuro di base per tornare al presente e fingere di essere un
supereroe”. Nel 25° secolo, Mike è un’ex star del calcio in
disgrazia che usa una macchina del tempo in mostra al Metropolis
Space Museum. Gunn ha aggiunto: “Fondamentalmente, ‘Booster Gold’ è
la sindrome dell’impostore come supereroe”.
Sergio Leone – L’italiano che inventò
l’Americadi Francesco Zippel è il
“Documentario dell’Anno” 2023. Lo annuncia il Direttivo dei
Giornalisti Cinematografici Italiani che consegnerà il Nastro
d’Argento al regista a Roma, subito dopo il Festival di Berlino, insieme ai premi per
i migliori documentari dedicati al racconto del ‘Cinema del Reale’
e dei titoli su ‘Cinema, Spettacolo, Cultura’.
È un riconoscimento
che – com’è stato già annunciato nei giorni scorsi, per il Cinema,
con il ‘Nastro dell’anno’ a La stranezza di Roberto Andò –
premia, in questo caso tra i Documentari, l’eccellenza e la
particolare qualità di un film ‘speciale’. Un Nastro assegnato lo
scorso anno a Ennio di Giuseppe Tornatore, che con
Sergio Leone – L’italiano che inventò l’America premia ora
– come si legge nella motivazione – “l’originalità e l’emozione che
si respira fin dalla prima inquadratura del film, rinnovando con
affetto e grande cura l’omaggio a un Maestro mai abbastanza
celebrato con un taglio inedito, ricco delle più prestigiose
testimonianze internazionali. Un racconto che esalta il valore
dello sguardo innovativo e della creatività unica di Sergio Leone,
un uomo nato nel cinema che del suo cinema ha reso immortali
sequenze, protagonisti, musica, e immagini”.
Sergio Leone –
L’italiano che inventò l’America, scritto e diretto da
Francesco Zippel e presentato in concorso nella sezione Venezia
Classici alla 79ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di
Venezia, è una produzione Sky Studios e Sky Italia con Leone Film
Group.
Con il
documentario dedicato a Sergio Leone, sono 55 i titoli in selezione
quest’anno – come sempre divisi nelle sezioni dedicate al
‘Cinema del Reale’ e ai film che raccontano protagonisti ed eventi
di ‘Cinema, Spettacolo, Cultura’ – scelti tra i 130
documentari del 2022 proposti nei Festival più importanti
e nelle rassegne specializzate e in qualche caso presentati poi
anche su reti o piattaforme televisive. In selezione un
panorama particolarmente ricco di temi, storie e
personaggi che non dimentica l’attualità ma neanche la
Storia recente con uno sguardo speciale alla memoria degli
anni ‘70, una stagione di fermento politico e culturale che mai
come nell’ultima annata è stata protagonista nel Cinema del
Reale.
Molti, in questo
senso, i titoli che rileggono mezzo secolo dopo, la cronaca dei
movimenti analizzando le ragioni di una ribellione spesso finita
nel sangue e soprattutto raccontando il profondo cambiamento di un
Paese attraversato dalle prime battaglie per i diritti civili come
dai più significativi cambiamenti nel costume e nella società.
Ritratti e
memoria, come ogni anno, tra i film dedicati ai protagonisti del
cinema, della musica, del teatro. Un’attenzione
particolare – nella selezione ufficiale – alle autrici e ai più
giovani esordienti nella cinquina di candidature per il Premio che
ricorda – in collaborazione con il CSC (Centro Sperimentale di
Cinematografia – Sede Sicilia) – Valentina Pedicini, prematuramente
scomparsa due anni fa. Ma la vera sorpresa è, per la prima
volta, la scoperta, tra i tanti titoli dell’anno visionati, di
un’attenzione speciale per lo Sport che, insieme
alla biografia di un campione come l’indimenticabile Kobe
Bryant, racconta il grande calcio in una ‘cinquina’ ricca
di testimonianze e di immagini emozionanti dedicate a
protagonisti molto amati come Roberto Mancini e Gianluca
Vialli nell’avventura della Sampdoria di un triennio
eccezionale come il 1990-92 ma anche la parabola umana e
sportiva di Paolo Rossi e la forza agonistica di
Gigi Riva sempre fedele al suo Cagliari, fino alla
storia di un gol tra i più discussi di sempre: quello
annullato al difensore della Roma Maurizio Turone il 10
maggio 1981 al Comunale di Torino nella partita scudetto dove si
affrontavano la Juventus e la Roma. Finì 0-0, assegnando all’ultimo
minuto un punto fondamentale alla Juve che vinse poi il suo 19mo
titolo.
Ecco, di seguito – con il
‘Documentario dell’anno’ – tutti i titoli della selezione;
nei prossimi giorni saranno annunciati i documentari finalisti.
IL DOCUMENTARIO
DELL’ANNO
SERGIO LEONE – L’ITALIANO CHE INVENTÒ
L’AMERICA di Francesco Zippel
CINEMA DEL REALE
BELLA CIAO – PER LA LIBERTà di Giulia
Giapponesi
CORPO DEI GIORNI di Santabelva
COSA VERRÀ di Francesco Crispino
GIGI LA LEGGE di Alessandro
Comodin
GOOD MORNING TEL AVIV di Giovanna
Gagliardo
IL POSTO di Mattia Colombo, Gianluca
Matarrese
IL TIPOGRAFO di Stefano Pasetto
IN VIAGGIO di Gianfranco Rosi
KILL ME IF YOU CAN di Alex
Infascelli
LA CROCE E LA SVASTICA di Giorgio
Treves
LA GENERAZIONE PERDUTA di Marco
Turco
LAS LEONAS di Chiara Bondì, Isabel
Achával
LOTTA CONTINUA di Tony Saccucci
MARCO INEDITO: DAGLI ULTIMI CENTO
GIORNI DI MARCO PANNELLA di Simona Ventura
NEL MIO NOME di Nicolò Bassetti
NOI SIAMO ALITALIA – STORIA DI UN
PAESE CHE NON SA PIÙ VOLARE di Filippo Soldi
ORA TOCCA A NOI – STORIA DI PIO LA
TORRE di Walter Veltroni
SE FATE I BRAVI di Stefano
Collizzolli, Daniele Gaglianone
STONEBREAKERS di Valerio Ciriaci
SVEGLIAMI A MEZZANOTTE di Francesco
Patierno
THE MATCHMAKER di Benedetta
Argentieri
VIA ARGINE 310 di Gianfranco
Pannone
CINEMA, SPETTACOLO, CULTURA
75 – BIENNALE RONCONI VENEZIA di Jacopo Quadri
CAPELLI QUASI BIONDI, OCCHI QUASI AZZURRI – 78 LETTERE A PIER
PAOLO PASOLINI di Simona Risi
CIPRIA di Giovanni Piperno
CITTO di Daniele Ceccarini
DARIO FO: L’ULTIMO MISTERO BUFFO di Gianluca Rame
ENNIO FLAIANO, STRANIERO IN PATRIA di Fabrizio Corallo, Valeria
Parisi
ERA ROMA di Mario Canale
FRANCO BATTIATO – LA VOCE DEL PADRONE di Marco Spagnoli
FRANCO ZEFFIRELLI, CONFORMISTA RIBELLE di Anselma
Dell’Olio
IL TOCCO DI PIERO – LE MILLE VITE DI PIERO UMILIANI di Massimo
Martella
L’ALTRO BUIO IN SALA di Ciro Formisano
LO SPAZIO INQUIETO di Franco Angeli
NINO MIGLIORI. VIAGGIO INTORNO ALLA MIA STANZA di Elisabetta
Sgarbi
NOI CE LA SIAMO CAVATA di Giuseppe Marco Albano
PABLO DI NEANDERTHAL di Antonello Matarazzo
PARLAMI D’AMORE di Adelmo Togliani, Daniele Di Biasio
PIER PAOLO PASOLINI – UNA VISIONE NUOVA di Giancarlo
Scarchilli
SOPHIA! di Marco Spagnoli
SOUVENIR D’ITALIE di Giorgio Verdelli
THE BEAT BOMB di Ferdinando Vicentini Orgnani
TOGNAZZI. LA VOGLIA MATTA DI VIVERE di Ricky Tognazzi
VIRNA LISI – LA DONNA CHE RINUNCIÒ A HOLLYWOOD di Fabrizio
Corallo
PER IL ‘PREMIO VALENTINA PEDICINI’
IL CERCHIO di Sophie Chiarello
KORDON (CONFINE) di Alice
Tomassini
LA TIMIDEZZA DELLE CHIOME di Valentina
Bertani
LIFE IS (NOT) A GAME di Antonio
Valerio Spera
ROSA – IL CANTO DELLE SIRENE di
Isabella Ragonese
IL GRANDE CALCIO, GLI EROI DELLO SPORT
È STATO TUTTO BELLO – STORIA DI
PAOLINO E PABLITO di Walter Veltroni
ER GOL DE TURONE ERA BONO di Francesco
Miccichè, Lorenzo Rossi Espagnet
KOBE – UNA STORIA ITALIANA di Jesus
Garcés Lambert
LA BELLA STAGIONE di Marco Ponti
NEL NOSTRO CIELO UN ROMBO DI TUONO di
Riccardo Milani
Apple
TV+ ha annunciato il ritorno a Las Colinas per la
terza stagione di “Acapulco“!
La serie comedy di successo Apple Original, interpretata e prodotta
dal vincitore di un Emmy e di un SAG-Award Eugenio Derbez, tornerà
con una nuova stagione di 10 episodi, che entrerà in produzione
questa primavera.
«Noi di 3Pas Studios siamo
grati ad Apple TV+, la casa perfetta per “Acapulco”, insieme al
nostro partner di produzione Lionsgate, ai registi, al cast e alla
troupe», ha dichiarato il protagonista e produttore esecutivo
Eugenio Derbez. «Abbiamo sempre creduto che le storie che
raccontiamo sulle nostre comunità e le loro culture possano
conquistare l’affetto del pubblico di tutto il mondo, quindi alzate
l’aria condizionata, sta per diventare ancora più caldo al Las
Colinas Resort».
«Abbiamo visto una risposta di
pubblico travolgente da parte degli spettatori di tutto il mondo
che si sono innamorati di “Acapulco”» ha dichiarato Morgan
Wandell, responsabile della programmazione internazionale di Apple
TV+. «Eugenio, Austin, Ben, Eric, Kim e il talentuoso cast e la
troupe della serie hanno creato uno show che fa stare bene, che
scalda il cuore, che suscita emozioni e risate e non vediamo l’ora
di riproporre tutto questo nella terza stagione».
La seconda stagione di
Acapulco
è stata recentemente definita come “esilarante”, “piacevole”, “un
sogno al neon colorato” ed è stata classificata come uno dei
migliori show di tutto il 2022, raggiungendo un punteggio perfetto
del 100% su Rotten Tomatoes.
La terza stagione di
“Acapulco“,
sarà il momento di riconciliazione con gli errori del passato e di
nuovi entusiasmanti inizi. Nella storia ambientata ai giorni
nostri, il Maximo adulto (Eugenio Derbez) si
ritrova a tornare in una Las Colinas che non riconosce più. Mentre
nel 1985, il giovane Maximo continua la sua scalata al successo,
mettendo potenzialmente a repentaglio tutte le relazioni che ha
faticosamente costruito…
La nuova stagione sarà diretta da
Sam Laybourne (“Lo straordinario mondo di Zoey”,
“Black-ish”). Oltre a Derbez, il cast della serie include
Enrique Arrizon (Máximo Gallardo),
Fernando Carsa (Memo), Damián
Alcázar (Don Pablo), Camila Perez
(Julia), Chord Overstreet (Chad), Vanessa
Bauche (Nora), Regina Reynoso (Sara),
Raphael Alejandro (Hugo), Jessica
Collins (Diane), Rafael Cebrián (Hector),
Carlos Corona (Esteban) e Regina
Orozco (Lupe).
La seconda stagione di “Acapulco”
riprende il filo della prima, raccontando la storia del ventenne
Máximo Gallardo (Enrique Arrizon), il cui sogno
diventa realtà quando ottiene un lavoro come cabana
boy nel resort più alla moda di Acapulco. Nel 1985, Máximo
deve fare i conti con alcuni sconvolgimenti all’interno del resort,
problemi inaspettati a casa e un nuovo rivale in amore che potrebbe
portargli via la ragazza dei suoi sogni. Sotto la guida di Don
Pablo, Máximo si propone di gestire un giorno l’intera attività di
Las Colinas, diventando il braccio destro di Diane. Nel frattempo,
nel presente, il Máximo adulto (Derbez) torna ad Acapulco per fare
pace con la recente scomparsa di Don Pablo, ed è costretto a
confrontarsi con alcune questioni lasciate in sospeso dal giovane
Máximo.
La prima e la seconda stagione di
“Acapulco” sono disponibili in streaming su Apple TV+. Prodotta da
Lionsgate Television, “Acapulco” è ispirata a “How to Be A Latin
Lover” – il film di 3Pas Studios e Pantelion Filmsal che ha
riscosso grande successo al botteghino – ed è prodotta per Apple da
Lionsgate Television, 3Pas Studios e The Tannenbaum Company. La
serie è creata da Austin Winsberg, Eduardo Cisneros e Jason Shuman.
Winsberg (“Lo straordinario mondo di Zoey”) è anche produttore
esecutivo, Chris Harris è lo showrunner ed è anche produttore
esecutivo insieme a Jay Karas (“Abbott Elementary”, “Ghosts”), che troviamo
anche alla regia. Oltre a recitare, Derbez è produttore esecutivo
insieme a Ben Odell e alla co-produttrice Sonia Almanza Gambaro per
conto di 3Pas Studios. Eric e Kim Tannenbaum sono i produttori
esecutivi insieme a Jason Wang per conto di The Tannenbaum
Company.
“Acapulco” si unisce all’offerta di
serie Apple Original di grande successo che hanno recentemente
ottenuto il rinnovo per nuove stagioni, tra cui “Bad Sisters”,
“Surface”, “Trying”, “Physical”, “Loot – Una fortuna”, “Slow
Horses”, “For All Mankind”, “Pachinko”, “The
Afterparty”, la seconda stagione di “Schmigadoon!”, serie
vincitrice di un Emmy e di un AFI Award, la seconda stagione di
“Swagger” e la seconda stagione di “Scissione”, candidata a 14 Emmy.
Il prossimo 19
febbraio
Massimo Troisi avrebbe compiuto settant’anni. Per celebrare
questo importante anniversario, venerdì 17
febbraio, Rai Documentari proporrà in
prima visione alle ore 21.25 su Rai Tre il film
documentario “Buon compleanno Massimo” di
Marco Spagnoli. Una produzione Samarcanda
Film, in collaborazione con Rai
Documentari, con Regione Campania Film
Commission, con Ufficio Cinema del Comune di
Napoli,che sarà poi disponibile su RaiPlay a partire dal 19 febbraio 2023.
Intervengono nel
film (in ordine alfabetico): Renzo Arbore, Eugenio Bennato,
Jerry Calà, Maurizio Casagrande, Enrico Casarosa, Vittorio Cecchi
Gori, Nino D’Angelo, Enzo De Caro, Maurizio De GiovanniLello Esposito, Fabio Fazio, Francesco Frigeri,
Massimiliano Gallo, Frank Matano, Pietra Montecorvino, Francesca
Neri, Franco Oppini, Ferzan Özpetek, Iris Peynado, Roberto
Perpignani, Nini Salerno, Umberto Smaila, Cinzia TH Torrini,
Rosaria Troisi, Roberto Vecchioni.
Buon
compleanno Massimo racconta la vita, il lavoro, il
genio e lo sguardo di Massimo Troisi attraverso testimonianze
inedite e coinvolgenti e ripercorre i momenti più importanti di una
vita e di una carriera “unici”.
La vita di Massimo
Troisi viene ricordata dai suoi stessi familiari, dagli amici, dai
collaboratori e da chi ha avuto modo di conoscerlo nei tanti
aspetti della sua personalità. I ricchi materiali di repertorio,
mescolati a un racconto intenso ed emozionante, condurranno lo
spettatore in un viaggio alla scoperta dell’artista oltre l’uomo
indimenticabile, profondo, dalla grande ironia e umanità. Una
storia sul cuore fisico, ma anche metaforico di uno dei più grandi
artisti italiani del Novecento, sul suo rapporto con Napoli, sul
suo sguardo pacato e sincero sulla vita e sul mondo, ma anche sulle
ingiustizie e sulle grettezze dell’esistenza, che lui ripudiava in
pieno.
Massimo Troisi
viene ricordato da tanti testimoni diretti, alcuni probabilmente
inattesi, che raccontano del suo lavoro e del suo impegno personale
come uomo e come artista: gli aneddoti dei suoi amici e colleghi (I
Gatti di Vicolo Miracoli, Nino D’Angelo, Francesca Neri, ecc.) si
mescolano alle memorie di tutti coloro che hanno lavorato in
maniera sistematica con l’artista di San Giorgio a Cremano in
contesti diversi, come Renzo Arbore. Infine, saranno presenti
interviste di artisti di oggi che a Troisi si ispirano più o meno
direttamente, come per esempio Frank Matano.
In questo racconto,
a guidare lo spettatore alla scoperta della vita
di Massimo Troisi e della sua importanza nell’immaginario
collettivo di Napoli e italiano, è Maurizio De
Giovanni, uno dei principali scrittori italiani e anche
uno degli autori napoletani più influenti della sua generazione. De
Giovanni, grande ammiratore di Massimo Troisi, appartiene alla
stessa generazione del regista scomparso da cui lo separava poco
meno di un lustro: nato nel 1958 a Napoli, De Giovanni ricorda
molto bene l’impatto del cinema di Massimo Troisi (1953) e della
sua figura carismatica, per non parlare poi della benefica
influenza sulla città partenopea di cui egli stesso è un
narratore, sebbene da un punto di vista diverso.
“Ricordare
Massimo Troisi nei giorni in cui avrebbe compiuto settanta anni è
per me e per la Rai motivo di grande soddisfazione, alla quale si
unisce un affetto sincero per uno straordinario personaggio, che,
andandosene troppo presto, ci ha lasciato la sensazione di aver
perso un amico prima ancora che uno dei più grandi attori e registi
del dopoguerra” ha dichiarato Fabrizio Zappi,
Direttore di Rai Documentari. Questo
documentario, che riesce a ritrarre la sua più autentica umanità
oltre al suo straordinario talento artistico, nasce anche con
l’ambizione di lenire questa ferita collettiva, restituendoci di
Massimo una memoria più viva che mai”.
Dopo l’evento di Campovolo dello
scorso giugno, che ha visto Ligabue tornare sul palco a distanza di
due anni dall’ultimo concerto a causa dell’emergenza sanitaria,
l’incredibile esperienza di quella serata arriva al cinema.
Ligabue. 30 anni in un giorno porta sul grande
schermo tutte le emozioni del live del 4 giugno 2022 alla presenza
di oltre 100.000 fan. Non un semplice film del concerto, ma il
racconto di una vera e propria festa a Campovolo, nella nuova RCF
Arena di Reggio Emilia, che celebra i 30 anni di carriera del
Liga.
I momenti di live, la sua
preparazione, i retroscena di quella incredibile giornata si
alternano alle parole di Ligabue che ripercorre la sua vita
professionale, dagli esordi fino ad oggi, e dei tanti amici che lo
hanno accompagnato in questo percorso.
Non mancano alcuni dei momenti
salienti della serata che hanno visto sul palco, accanto al
cantautore di Correggio, alcuni degli amici che hanno segnato la
sua vita su e giù da un palco: Elisa, Francesco De
Gregori, Eugenio Finardi, Loredana Bertè, Gazzelle, Mauro
Pagani.
Prodotto da Marco Belardi per Bamboo
Production in collaborazione con Claudio Maioli per Riservarossa e
Ferdinando Salzano per Friends & Partners, realizzato da
Eventidigitali con Crossmediafilms e diretto da Marco
Salom, Ligabue. 30 anni in un giorno arriverà in
sala per tre giornate esclusive il 20, 21, 22 marzo 2023
distribuito da Vision Distribution.
Arriva al cinema il 16 febbraio
TILL, una storia di coraggio che pone attenzione
su un fatto di cronaca nera che alla fine degli anni ’50 sconvolse
lo Stato del Mississippi. Till racconta la grave vicenda
di Mamie Till-Mobley (Danielle Deadwyler), la cui ricerca della
giustizia per il figlio di 14 anni Emmett Louis Till (Jalyn Hall)
divenne un’occasione galvanizzante che ha contribuito alla
creazione del movimento per i diritti civili. Il film è diretto da
Chinonye Chukwu che lo ha scritto con Keith Beauchamp, che già
molti anni fa si era occupato della vicenda nel documentario
The Untold Story of Emmett Louis Till.
“Se non fosse stato per Mamie Till, la memoria di suo figlio
sarebbe svanita nel nulla. Lei è stata l’origine di un moderno
movimento per i diritti civili che ha dato la spinta e il coraggio
a tanti gruppi attivisti occupati nella lotta per la libertà. Mi
sono sentita in dovere di difendere l’eredità di Mamie e di
metterla al centro dei riflettori – ha detto la regista -. Mamie ha
combattuto il razzismo, il sessismo e la misoginia, che poi è
aumentata esponenzialmente dopo la violenta morte del figlio. Lei
non ha dato spazio alla paura, si è trasformata in un guerriero!”.
Il
film arriverà in sala dal 16 febbraio distribuito da Eagle
Pictures.
Dopo il successo alla 79a Mostra
Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film
documentario Sky Original SergioLeone.
L’italiano che inventò l’America vince il Nastro d’Argento
come “Documentario dell’Anno 2023”.
Un omaggio a una delle grandi
leggende del cinema mondiale, la cui straordinaria visione
artistica ha trasceso i confini nazionali, ideando soluzioni
narrative e stilistiche che sono diventate parte del linguaggio del
cinema, Sergio Leone. L’italiano che inventò
l’America è una produzione Sky Studios e Sky Italia
con Leone Film Group in esclusiva su Sky Documentaries il 4
febbraio alle 21.15, in streaming solo su NOW e disponibile anche
on demand.
Il lungometraggio, scritto e
diretto da Francesco Zippel, offre un ritratto
inedito di un uomo visionario e profondamente colto, che ha vissuto
e respirato cinema sin dalla sua nascita e la cui idea di cinema
continua a vivere ancora oggi e ad influenzare il mondo
cinematografico contemporaneo.
Sergio Leone e il suo cinema
vengono raccontati in questo documentario attraverso le
testimonianze inedite di chi lo ha conosciuto e di chi è stato da
lui ispirato. Tra gli altri, sono intervenuti anche Jennifer Connelly, Robert De Niro, Clint Eastwood, Ennio
Morricone, Martin Scorsese, Steven Spielberg, Quentin Tarantino. Ma anche Dario
Argento, Giuseppe Tornatore e
Carlo Verdone. Il documentario si avvale anche dei
ricordi della famiglia come quelli dei figli Andrea,
Francesca e Raffaella Leone.
David Alaux torna
al cinema con
Argonuts – Missione Olimpo, pellicola d’animazione di
genere adventure. Dopo il grande successo di Vita da giungla –
Alla riscossa!, il regista decide di rispolverare il
mito degli Argonauti, una delle più suggestive
narrazioni della mitologia greca, ricostruendo il racconto in una
versione adatta ai bambini. Gli eroi leggendari da cui inizia la
storia – con un omaggio all’animazione tradizionale 2D – fungono da
spunto al regista per delineare una trama in cui a dominare sono,
ancora una volta, gli animali.
Per il target a cui si rivolge,
Argonuts – Missione Olimpo è piena di interludi
musicali, volti a rendere energica e ritmica la messa in scena, e
nella versione italiana le voci dei protagonisti sono affidate ai
Mc Brothers e la Space Family. Il
film uscirà nelle sale il 9 febbraio ed è distribuito da Notorious
Pictures.
Argonuts – Missione Olimpo, la
trama
Grecia, Iolcos.
Pixi è una topolina con un sogno: diventare
un’eroina e salpare su una nave alla volta di terre sconosciute e
nuove avventure. Il suo obiettivo è poter diventare come Giasone,
capitano della spedizione degli Argonauti che, molti anni addietro,
sono riusciti a conquistare il vello d’oro facendo crescere la
cittadina nella prosperità e nella gioia. Pixi è però scoraggiata
da Sam, il gatto che le fa da genitore e che la
cresce in una soffitta piena di libri, scatoloni e pezzi
d’antiquato.
Quando i cittadini di Iolcos
costruiscono una statua dedicata a Zeus, il Dio
che forgiò il loro vello d’oro, Poseidone
sopraggiunge sull’isola scatenando tutta la sua ira. Se non
realizzeranno un’altra statua in suo onore, Iolcos non avrà mai più
il vello d’oro e piomberà nella più fitta oscurità. Compito di
Giasone è recuperare dei diamanti, nell’isola dei Ciclopi, per
poter creare il tridente del Dio dei mari. Preoccupata per il
destino della sua città, Pixi decide di radunare i suoi amici e
seguire il guerriero nella sua nuova avventura, ritrovandosi a
dover affrontare una realtà molto più difficile di quanto
immaginasse.
Una storia di formazione
David Alaux riporta in vita una
delle più affascinanti e mitiche storie provenienti dal mondo della
mitologia greca, quella degli Argonauti, un gruppo di 50 eroi che
affrontano avventurosi viaggi a bordo della nave Argo, capitanati
dall’impavido Giasone. Il regista, per Argonuts – Missione
Olimpo, riesce a far sposare la narrazione mitologica con
l’animazione, confezionando un prodotto coinvolgente, simpatico e
stravagante da proporre a bambini e adulti. Partendo dal mito degli
Argonauti, trasferisce sul grande schermo un contenuto che
possa approcciarsi ai più piccoli in maniera semplice ma
funzionale, in una commistione di formazione scolastica –
legata alla scoperta della cultura dell’antica Grecia – e
intrattenimento con musiche, gag e ilarità.
Raccontata con l’animazione
3D, pregna di immagini dai colori sgargianti e vivaci, la
storia segue cronologicamente il viaggio della topolina Pixi
insieme ai suoi amici, da cui però si sviluppa ben presto la
sub-trama del coming of age. Come ogni bambino,
Pixi vive con il desiderio di seguire le orme del suo eroe, in tal
caso Giasone, ma il contatto con la realtà al di fuori del paese,
in cui non è neppure sotto l’egida di Sam, mette in luce le sue
fragilità e insicurezze. Se all’inizio l’euforia della partenza le
impedisce di pensare lucidamente, durante il percorso fino
all’isola dei Ciclopi la protagonista è costretta a interfacciarsi
con l’altra faccia della medaglia della vita, costituita da dolori,
difficoltà, ostacoli e responsabilità.
Alla ricerca del vero Io
Il percorso di formazione di
Pixi diventa così fulcro e cuore della storia e si
sovrappone a quello dell’avventura. La topolina, alla fine della
missione, si rende conto che il senso di quel viaggio non è salvare
il proprio paese quanto piuttosto scoprire se stessa e,
affermandosi, fare ingresso nel mondo degli adulti. E scopo di un
qualsiasi viaggio non è quello di conoscere chi si è davvero? Un
processo che si affronta solo imparando l’etica, la lealtà ma anche
la sconfitta; un percorso in cui ci si rende conto che ogni aspetto
luminoso ha anche una grande oscurità, ed è oltrepassando i propri
limiti che si arriva al proprio Io nascosto.
In conclusione Argonuts –
Missione Olimpo si pone l’obiettivo di impartire tanto ai
bambini quanto agli adulti una lezione importante: non conta quante
peripezie incontri lungo il cammino della vita, né tantomeno quante
volte sarai scoraggiato. Le turbolenze esistono, il mare non sarà
mai calmo, eppure se credi in te stesso e nella tua capacità di
evolverti, riuscirai a navigare anche quando c’è la tempesta.
Dopo vari report sul futuro dello
show, l’attore di Roy Kent, Brett Goldstein, ha dato una risposta criptica
al fatto che
Ted Lasso 3 sarà la stagione conclusiva della serie.
Co-sviluppata da Goldstein, Bill Lawrence,
Joe Kelly e Jason Sudeikis, la
serie Apple
TV+ vede Sudeikis nei panni dell’omonimo allenatore di football
americano assunto per allenare una squadra di calcio della Premier
League inglese e che deve quindi adattarsi a coloro che sono
scettici sulle sue prospettive, inclusa la sua stessa squadra e i
tifosi. Fin dal suo debutto, Ted
Lasso ha raccolto ampi consensi di critica, creando
speranze per la longevità dello show.
Quando gli è stato chiesto se la
prossima stagione dello show sarà l’ultima, il creatore della serie
e interprete di Roy Kent ha riconosciuto che i vari discorsi sulla
questione potrebbero finire, anche se con un cambio di passo,
Brett Goldstein ha offerto una risposta
criptica, affermando invece di non voler rispondere:
“Non possiamo dire niente, e non possiamo farlo, in parte perché
non mi è permesso dire niente, ma capisco anche che tutti vogliono
sapere delle cose, ma non sarebbe meglio se tu non sapessi tutto?
Ci sono così poche sorprese e se ti piace, è meraviglioso scoprirlo
di nuovo in un modo nuovo. Non voglio rovinare
nulla.”
La terza stagione della serie di
successo di Apple TV+Ted Lasso 3
sarà presentata in anteprima nella primavera del 2023.
Dave Bautista non pensa che sarebbe adatto per
interpretare Bane come parte della storia di Batman nell’Universo
DC. Il DCU è pronto per un enorme cambiamento dopo che
Warner Bros. Discovery ha lanciato i DC Studios nel 2022. Destinato
a sostituire DC Films, i DC Studios sono guidati da
James
Gunn e Peter Safran, che sono stati
nominati per i ruoli dei co-CEO. Sotto la loro gestione,
televisione, film, animazione e videogiochi cercheranno di dare un
corpo coerente al DCU. La road map su cui stanno lavorando dovrebbe
coprire i prossimi 8-10 anni. Ciò significa la fine del DCEU,
operativo da L’Uomo d’Acciaio del 2013.
Poiché le decisioni sul DCU saranno
annunciate presto, rimangono domande su come sarà il nuovo
franchise di Gunn e chi ne farà parte. Dave Bautista, che ha fatto parte del
franchise dei Guardiani della Galassia
diretto da James Gunn, aveva già parlato di voler
interpretare il nemico di Batman, Bane. Tuttavia, l’attore sta
cambiando idea, almeno da quello che si evince da una nuova
intervista con Insider. Sembra che Gunn stesso
non abbia accettato una sua possibile candidatura nel ruolo che era
stato di Tom
Hardy in Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, e ha commentato:
“Devo dire che lo apprezzo
perché non voglio interpretare un personaggio a cui non posso
rendere giustizia. A questo punto della mia carriera non credo di
poter più rendere giustizia a Bane. Semplicemente non so se potrei
gestire la parte fisica e non credo che avrei la longevità per
pianificare in anticipo i film. Quindi, non so se posso essere la
persona giusta.”
E voi che ne pensate? Immaginate
Dave Bautista come Bane o vorreste un altro attore?
SKY ha diffuso il trailer di
Yellowstone 5, la quinta stagione
di Yellowstone,
il più celebre e apprezzato western contemporaneo, con Kevin Costner di recente vincitore del Golden
Globe come migliore attore in una serie drammatica proprio grazie
al ruolo di Jon Dutton, proprietario del leggendario ranch del
Montana che dà il titolo alla serie. Creata da Taylor Sheridan, Yellowstone
5torna con la prima parte – otto nuovi episodi –
su Sky e in streaming su NOW dal 1° marzo, con due nuovi
episodi ogni mercoledì (disponibili anche on demand).
Seguitissima saga familiare targata
Paramount, la serie vede protagonisti insieme al premio Oscar
Kevin Costner anche Kelly Reilly, Luke Grimes e Wes
Bentley nei panni dei figli di John Dutton
(rispettivamente Beth, Kayce e Jamie), oltre a Cole
Hauser, Kelsey Asbille, Gil
Birmingham e Wendy Moniz-Grillo.
La trama di Yellowstone 5
Nella prima parte della quinta
stagione di Yellowstone,
John Dutton continua a lottare per difendere il suo ranch, la sua
eredità e il suo stile di vita nel Montana dalle rivendicazioni dei
rappresentanti della riserva indiana di Broken Rock e dalla
minaccia rappresentata dalla Market Equities. Mentre problemi di
salute e segreti di famiglia mettono alle strette i Dutton,
aspirazioni politiche e nuove relazioni e collaborazioni minacciano
il loro futuro e quello del ranch. La posta in gioco si è fatta
ancora più alta. Il potere ha il suo prezzo, i Dutton saranno
disposti a pagarlo? Nel cast della quinta stagione anche
Forrie J. Smith, Jacki Weaver, Finn Little, Mo Brings
Plenty, Dawn Olivieri,
Piper Perabo e Q’orianka Kilcher.
Guillermo del Toro, reduce dal suo successo
con Pinocchio che probabilmente lo condurrà a
vincere un altro premio Oscar, questa volta per il miglior film
animato, ha già trovato il suo prossimo progetto in stop-motion. Il
suo Pinocchio, che interpreta in chiave dark
l’iconica fiaba di Carlo Collodi, ha già vinto il
Golden Globe come miglior film d’animazione, oltre ad aver riscosso
consensi unanimi e recensioni molto positive.
Parlando con
The Telegraph (tramite Collider), lo sceneggiatore e regista
Guillermo del Toro ha rivelato di avere già gli
occhi puntati su un altro lungometraggio animato. Ha in programma
di adattare per il grande schermo Il Gigante
Sepolto, il romanzo del 2015 del premio Nobel
Kazuo Ishiguro.
Potrebbe passare molto tempo prima
che del Toro si metta concretamente al lavoro su questo progetto,
tuttavia, il regista afferma che inizierà tra due settimane il
processo di progettazione con lo sceneggiatore di Matilda
the MusicalDennis Kelly, che sta
co-scrivendo Il Gigante Sepolto.
“Il prossimo film in stop-motion
che sto realizzando è un adattamento di Il Gigante
Sepolto di Kazuo Ishiguro, che sto
attualmente scrivendo insieme a Dennis Kelly, e
inizieremo il processo di progettazione tra due mesi. Prima però
girerò un lungometraggio live-action. Ma nel frattempo stiamo
sviluppando un lookbook e tra circa due anni, se tutto va bene,
inizieremo la produzione.”
Ecco la trama del romanzo:
La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano
tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una
storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia
dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente
tutte le popolazioni, ammorbandole con i suoi miasmi.
Chi ha avuto modo di vedere tutte le
puntate della
serie HBO lo sapeva già, ma ora che è disponibile per tutto il
mondo, tutti sanno che l’episodio 3 di The Last of Us, Long Long
Time, è uno dei migliori della serie, sicuramente il
migliore trai primi tre già distribuiti.
La particolarità dell’episodio
risiede principalmente nel fatto che si tratta di una storia nella
storia, un mini racconto, quasi una puntata antologica che ci
permette da un lato di conoscere a amare nuovi personaggi,
dall’altro di avvertire chiaramente la profondità del mondo in cui
si muovono Joel e Ellie. E infatti, nell’episodio 3 di The
Last of Us assistiamo alla storia di Bill e
Frank, che si svolge in contemporanea che quella di Joel,
che, scopriremo, si intreccia con la sua, ma che ha un tono e un
significato completamente differente e ci mostra altre vite
nell’apocalisse.
L’episodio 3 di The Last Of Us
racconta una storia a sé (bellissima)
La storia raccontata
nell’episodio 3 di The Last of Us è quella di Bill
e Frank, due persone sole che si ritrovano per caso all’inizio
della
pandemia di cordyceps e che si scelgono e si amano fino alla
morte, un discorso che amplia ed esalta i temi stessi della serie.
L’inizio della storia di Bill lo vede scegliere di rimanere a dopo
che ogni altro residente è partito per una QZ nel 2003. L’uomo si
industria e costruisce recinzioni, ripristina l’energia, struttura
tutto il terreno intorno alla sua casa come una vera e propria
fortezza. Dopo anni vissuto anni di pacifica solitudine
insoddisfatta, Bill incontra Frank, un sopravvissuto che cade in
una delle varie trappole che circondano il fortino di Bill.
Questo incontro, sbilanciato per
forze messo in campo eppure sorprendente, è l’inizio di una storia
d’amore bellissima, che è il vero cuore dell’episodio 3 di
The Last of Us, e che mostra come anche nei luoghi più bui
si possono trovare umanità e amore. Non solo la relazione tra Bill
e Frank è scritta molto bene, ma compie anche una parabola
completa, con tanto di conclusione romanticamente tragica sulle
note di Long Long Time, di Linda
Ronstadt.
Le grandi performance di Nick
Offerman e Murray Bartlett
A conferma che il cast di The Last
of Us è uno dei punti forti della serie, anche Nick Offerman e
Murray Bartlett, che danno volto a Bill e Frank, sono degli
interpreti perfetti. I due attori si inseriscono nella scia di
Pedro Pascal, Anna Torv e Bella Ramsey e offrono
delle interpretazioni che valgono l’Emmy. Considerato che la
puntata si regge esclusivamente sulle loro spalle e sulla loro
chimica, era fondamentale che i due attori lavorassero bene
insieme, un po’ come accade per tutto lo show a Pascal e
Ramsey.
Pur allontanando la narrazione dalla
trama centrale e mostrando un episodio che ha un impatto laterale
sulla storia principale, la puntata 3 di The Last of Us è un
“filler” che premia la pazienza e la volontà di approfondire il
mondo che viene raccontato nella serie. Bill e Frank contribuiscono
a creare un attaccamento dello spettatore con quel mondo.
Il legame della storia
dell’episodio 3 con quella di Ellie e Joel
Il legame tra questa storia “filler”
e quella principale, che segue il viaggio di Joel e Ellie è non
solo logistico, ma anche contenutistico. Bill e Joel si trovavano
nella stessa situazione, fino a che non è arrivato Frank nella vita
del primo. Sono dettagli, consonanze, che vengono alla luce alla
fine della puntata, quando Ellie legge a Joel la nota che Bill ha
lasciato prima di suicidarsi. Quello che Bill dice all’amico è che
una volta loro due erano uguali, erano morti, dentro, e che andava
bene se il mondo si distruggeva e crollava su se stesso, perché non
c’era niente per cui valeva la pena vivere.
Dopo aver conosciuto Frank, Bill
dice a Joel che si sbagliavano e che basta trovare qualcuno per cui
vale la pena vivere. Afferma che uomini come lui e Joel fanno parte
di questo mondo per proteggere le persone che amano. Nella sua
lettera, Bill si riferisce a Tess, ma lui non sa che la donna è
morta e non sa neanche che adesso Joel deve amare e proteggere, in
maniera diversa, si intende, Ellie.
Joel sente di dover scontare una
pena per non essere riuscito a proteggere Sarah, né Tess, ma con
Ellie ha un’altra possibilità. L’episodio 3 di The Last of Us non
solo racconta una bella storia autoconclusiva sull’amore reciproco
tra Bill e Frank, ma si lega anche a quello che sarà il rapporto
tra Joel e Ellie, legati da un amore padre-figlia che pian piano si
sta sviluppando.
Il gioco è stato cambiato per il
meglio
Nel gioco, Bill è vivo quando Joel
ed Ellie raggiungono la sua città. Vive da solo, dopo che il suo
compagno Frank lo ha lasciato. Più avanti nella storia del gioco,
Bill, Joel ed Ellie trovano Frank che si è impiccato dopo essere
stato morso. Il modo in cui la serie ha cambiato questo aspetto
della storia del gioco dimostra quanto sia importante, in molti
casi, tradire l’originale per adattare al meglio la storia. Dando
più spazio a Bill e Frank, facendoli morire insieme la serie ha
stabilito la sua priorità: nel mondo che muore, in situazioni dove
si fa facilmente spazio il peggio che resta dell’umanità, si deve
dare spazio al quello che resta di bello nell’essere umani.
La scelta artistica si rivela
vincente anche perché a conti fatti, non modifica la storia
principale e il risultato finale, ovvero quello di fornire a Joel e
Ellie un’automobile, è alla fine rispettato. Il punto di partenza e
il punto di approdo di gioco e serie, in questa puntata, sono gli
stessi: Joel e Ellie hanno accesso al furgone e ai rifornimenti.
Questo rende ancora più prezioso il cambiamento rispetto al
gioco.
The Last of Us non è la classica
storia di zombie
Probabilmente il motivo principale
per cui l’episodio 3 di The Last of Us è prezioso, è perché
dimostra che la serie non è la classica zombie story. Una cosa che
ha sempre contraddistinto The Last of Us, in termini di gioco
originale, è stata la sua esplorazione dei personaggi, dei temi e
della storia. Piuttosto che essere un gioco slasher di zombi senza
cervello, The Last of Us ha compiuto uno sforzo per creare
personaggi eccezionalmente ben scritti, una eredità che la prende
in serissima considerazione.
L’episodio 3 lo dimostra con grande
efficacia, raccontando la storia di Bill e Frank – e la tragica
malattia di quest’ultimo – in un modo che non è quasi influenzato
dal mondo infestato dagli zombi. Sebbene i due siano uniti
dall’impatto che
l’infezione ha avuto sul questo mondo, la storia di Bill e
Frank è in gran parte autonoma e focalizzata semplicemente sullo
sviluppo della loro relazione. Così facendo, The Last of Us della
HBO continua a differenziarsi dalla sovrabbondanza di altre serie
di zombi che sono diventati sempre più popolari negli ultimi
decenni.
La terza
stagione di The
Mandalorian è ormai dietro l’angolo e dopo che
The Book ofBoba
Fett ha riunito Din Djarin e
Grogu dopo il loro addio da lacrime nel finale della
seconda stagione di The
Mandalorian, non vediamo l’ora di vedere dove andrà a
finire questa storia. Uno spot televisivo appena diffuso ci
offre alcuni spunti al riguardo, mettendo sotto i riflettori la
ricerca di Din per tornare a Mandalore e riguadagnare il suo status
di “mandaloriano”.
Ci viene anche mostrato qualcosa di più di quella che sembra
destinata a essere un’epica battaglia aerea e alcuni dei
Mandaloriani che Din e Grogu incroceranno sul loro cammino! In
qualità di legittimo detentore della Darksaber, Din
potrebbe finire per guidare i suoi compagni guerrieri su un
percorso che li vedrà riportati al loro legittimo posto nella
Galassia.
https://www.youtube.com/watch?v=0_wPvHYAfDY
La seconda stagione si è conclusa con Din Djarin
(Pedro
Pascal) che ha detto addio a Grogu e lo ha lasciato
alle cure di
Luke Skywalker (Mark
Hamill), ma abbiamo rivisto i personaggio nella serie
The
Book ofBoba
Fett, dove Mando si è riunito con il suo adorabile
compagno di viaggio. e partì per il suo pianeta natale di
Mandalore. Una sinossi piuttosto vaga della terza stagione e stata
diffusa e riporta quanto segue: “I viaggi del Mandalorian
attraverso la galassia di Star
Wars continuano”, si legge. “Un tempo
cacciatore di taglie solitario, Din Djarin si è riunito a Grogu.
Nel frattempo, la Nuova Repubblica lotta per allontanare la
galassia dalla sua oscura storia.” “Il Mandaloriano incontrerà
vecchi alleati e si farà nuovi nemici mentre lui e Grogu continuano
il loro viaggio insieme.”
La serie The
Mandalorian è interpretata da
Pedro Pascal, Katee Sackhoff, Carl Weathers, Amy Sedaris, Emily
Swallow e Giancarlo Esposito. È stato anche
confermato che il team di registi di The Mandalorian sarà composto da Rick
Famuyiwa, Rachel Morrison, Lee Isaac Chung, Carl Weathers, Peter
Ramsey e Bryce Dallas Howard, un team stellare che
siamo sicuri porterà un sacco di entusiasmanti idee e immagini in
questo angolo di una Galassia Lontana Lontana. Jon
Favreau è lo showrunner/head writer e serve come
produttore esecutivo insieme a Dave Filoni, Rick Famuyiwa, Kathleen
Kennedy e Colin Wilson. Karen Gilchrist e Carrie Beck sono
coproduttrici esecutive.
Disponibile nel catalogo di
Netflix a partire dal 27 gennaio, la serie
spagnola La ragazza di neve è in breve
divenuta uno dei titoli più celebri e ricercati sulla piattaforma
streaming. Ad oggi ricopre infatti il primo posto nella Top 10
delle serie TV più viste e dato il suo continuo crescere di
popolarità potrebbe mantenere tale posizione ancora a lungo. Ma
qual è il segreto dietro il successo di questa serie? Scritta da
Jesús Mesas e Javier Andrés Roig
e diretta da David Ulloa e Laura
Alvea, questa offre un racconto investigativo nel quale si
fondono i canoni dei generi mistery e
thriller.
La storia è dunque strutturata per
catturare sin da subito l’attenzione dello spettatore, offrendo
indizi, sospetti, depistaggi e possibili soluzioni ad un enigma che
si rivela più grande e complicato del previsto. Non mancano poi
anche tutte quelle caratteristiche che hanno reso popolari serie
spagnole come La casa di carta o Élite, ovvero la
presenza di emozioni forti, relazioni e passioni pericolose, le
quali contribuiscono a far generare nello spettatore ulteriore
pathos nei confronti dei personaggi e delle loro storie.
La ragazza di neve, il libro di Javier Castillo
Dietro tale ricca struttura
narrativa si nasconde un romanzo di altrettanto successo, quello
scritto Javier Castillo e pubblicato in Italia da
Salani. Castillo, definito anche come “lo
Stephen King spagnolo“, è un’autore di 35
anni particolarmente apprezzato in patria, i cui romanzi hanno
superato il milione di copie vendute e sono stati tradotti in più
di 60 Paesi. Formatosi studiando Economia aziendale e ottenendo un
master in Management presso la ESCP Europe Business School,
inizialmente egli lavorava come consulente finanziario, ma dopo il
successo dei suo primi libri, ha abbandonato quella professione per
diventare uno scrittorea tempo pieno.
Nel 2022 pubblica infine La
ragazza della neve, che con la sua storia che mescola dramma,
mistero e forte suspence, è divenuto un grandissimo successo
editoriale con milioni di copie vendute in tutto il mondo. Grazie
proprio alla sua storia che rapisce e conquista, era solo questione di tempo prima che i diritti del
romanzo venissero acquistati per poterne trarre un prodotto
audiovisivo. Netflix non ha infatti tardato a produrre la serie che
oggi sta tanto spopolando, a conferma del grande fascino suscitato
da un racconto come questo. Ma, dopo aver parlato degli elementi
alla base della storia di La ragazza della neve, di cosa
parla concretamente il libro e la serie?
La trama e il cast di La ragazza di neve
Il racconto ha inizio nel 2010, a
Malaga, durante la parata dei Magi. Durante tale occasione
Amaya Martín, una bambina tre anni, sparisce tra
la folla. Dopo lunghe ricerche, guidate dai terrorizzati genitori,
vengono ritrovati solo i suoi vestiti e delle ciocche di capelli.
Il mistero dietro la scomparsa della bambina sembra irrisolvibile e
ci vorranno anni prima che spunti un indizio in grado di rimettere
in moto la macchina investigativa. Proprio il giorno del compleanno
di Kera, i suoi genitori ricevono uno strano pacchetto. Dentro c’è
una videocassetta che mostra una bambina che sembra proprio essere
Kiera, mentre gioca con una casa delle bambole in una stanza dai
colori vivaci.
Dopo pochissimo lo schermo torna
però a sgranarsi in un pulviscolo di puntini bianchi e neri, una
neve di incertezza, speranza e dolore insieme. A guardare tale
video, insieme ai due spaventati genitori, c’è anche Miren
Rojo, che all’epoca del rapimento era una studentessa di
giornalismo e da allora si è dedicata anima e corpo a questo caso.
È lei a condurre ora, insieme
all’esperto Eduardo, un’indagine parallela,
più profonda e pericolosa, in cui la scomparsa di Kiera si
intreccia con la sua storia personale in un enigmatico gioco di
specchi che potrebbe far emergere scheletri dal passato
potenzialmente pericolosi, in modi inaspettati, per tutti i
coinvolti.
Ad interpretare i personaggi
principali si possono ritrovare alcuni noti attori spagnoli, a
partire da Milena Smith nei panni di Miren Rojo.
Dopo aver esordito nel film Non uccidere, ha
ottenuto grande popolarità per aver recitato accanto a Penelope Cruz
in Madres Parallelas,
guadagnando anche una nomination ai premi Goya come miglior
attrice. Accanto a lei, nel ruolo di Eduardo, vi è invece l’attore
José Coronado, recentemente visto anche in Way
Down – Rapina alla banca di Spagna. Sono poi presenti gli
attori Aixa Villagránnei
panni di Belén Millán, Tristán Ulloa in
quelli di David Luque e Loreto Mauleón as Ana
Núñez.
Il finale di La ragazza di neve
Di seguito si riportanno elementi
spoiler riguardanti
il finale della serie, dunque per chi
non ha ancora terminato la visione, si consiglia di interrompere la
lettura. Ma per chi proprio non riesce ad aspettare di arrivare
alla fine del sesto ed ultimo episodio della serie per vedere come
questa finisce, o per chi ha visto il finale e desidera avere
maggiori chiarimenti a riguardo, di seguito si riporta nel
dettaglio la spiegazione di quanto avviene. Innanzitutto, come
saprà chi ha visto o sta vedendo La ragazza di neve, a
rendere avvincente e coinvolgente la storia ci pensa anche una
struttura temporale non lineare, che compie salti temporali avanti
e indietro nel tempo.
Questi permettono allo spettatore di
avere a disposizione una sempre maggior quantità di dettagli su cui
costruire le proprie riflessioni in vista della risoluzione del
caso. Nel finale, si scoprirà dunque che la piccola Amaya è stata
rapita da Iris e Santiago, marito
e moglie e pazienti della mamma della bambina, alla clinica della
fertilità. Il forte desiderio di Iris per la maternità la convince
ad allontanare la bambina dai genitori e a crescerla come se fosse
sua figlia. Amaya vive così ben dieci anni in compagnia dei suoi
rapitori, arrivando a convincersi che siano davvero loro i suoi
genitori e sviluppando una notevole paura del mondo esterno per via
di ciò che Iris e Santiago le raccontano di questo.
Il fine è naturalmente quello di
impedire che la piccola sviluppi curiosità per ciò che si trova al
di fuori del luogo in cui è tenuta, rischiando dunque di essere
ritrovata dai veri genitori. Mossi da compassione, però, i due
rapitori decidono di inviare a questi alcuni brevi video della
bambina, per far sapere loro che sta bene. Sarà proprio grazie ad
uno di questi filmati che Miren riuscirà a risalire al luogo in cui
la piccola è tenuta prigioniera. Dopo averla recuperata, in seguito
ad un incidente in cui Iris perde la vita, la bambina fa però
fatica a riconoscere i suoi due veri genitori come tali e per loro
si prospetta un percorso di riconciliazione piuttosto lungo.
Nel mentre, Miren, durante una
presentazione del suo libro, riceve un pacchetto anonimo che sembra
collegato a un complicato caso di traffico di donne e bambini che
la reporter aveva portato a galla durante le sue indagini. Per lei
dunque sembra avere inizio un nuovo caso da risolvere, lasciando
dunque intendere che la serie potrebbe avere una seconda stagione
ancora una volta con la reporter interpretata dalla Smith come
protagonista. Netflix non ha ancora confermato nulla a riguardo, ma
i presupposti sembrano esserci tutti, anche se in caso di nuova
stagione questa proporrà per forza di cose un racconto originale,
che esula dal romanzo di Castillo.
James Gunn ha precedentemente rivelato che i
fan avrebbero finalmente saputo di più sui piani suoi e del suo
collega co-CEO dei DC Studios Peter Safran per la
DCU prima
della fine di gennaio, e oggi siamo al 31 gennaio!Il regista di
Suicide Squadha
lasciatointendere che gli annunci
sarebbero arrivati a un certo punto martedì tramite una serie
di annunci su Twitter, e ora abbiamo alcuni aggiornamenti da
condividere.
Da quello che possiamo raccogliere, stasera si terrà (o lo ha
già fatto) un evento stampa per annunciare alcune delle linee
principali su ciò che dovrebbe essere annunciato oggi. Questo
potrebbe suggerire che i dettagli saranno condivisi in rapporti
separati durante la giornata, ma cosa possiamo aspettarci
esattamente?
Probabilmente non
molto!Mentre Gunn e Safran sono stati impegnati a delineare
i nuovi progetti negli ultimi mesi, saremmo molto sorpresi se una
lista completa non fosse pronta per essere svelata. Anche se
nessuno sa con certezza cosa c’è all’ordine del giorno, diversi
addetti ai lavori ritengono che verranno annunciati solo alcuni
progetti del
famigerato piano decennale del nuovo DCU, e dovremmo
anche ottenere una conferma ufficiale sullo stato della “vecchia
guardia” all’interno del nuovo DCU che dovrebbe
iniziare a prendere forma.
Vi ricordiamo che queste informazioni al momento sono solo
dei rumors dunque toccherà aspettare gli annunci ufficiali,
anche se riassumono le notizie rivelate da diverse fonti
attendibili. In ogni caso dovremmo saperne di più molto presto.
Quindi non ci resta che aspettare ulteriori notizie e si spera
notizie ufficiali!
I fan stanno ancora discutendo
sull’imminente film di Super
Mario Bros. – Il film. prodotto da Illumination,
e nonostante alcuni commenti negativi prevedibili,
il primo trailer del tanto atteso ritorno sul grande schermo di
Super Mario
Bros. ha ricevuto una risposta per lo più positiva tra
i fan. Ebbene oggi un nuovo spot tv ci fa sentire la voce di
Seth Rogen nella versione originale che è
stato scelto per interpretare Donkey Kong.
Nel nuovo contributo video vi
segnaliamo un easter sgg entusiasmante per chi ha giocato al
videogame, dato che nel filmato ad un certo punto Mario assume la
sua forma “Cat Mario”!
Diretto da Aaron Horvath e
Michael Jelenic ( Teen Titans Go!, Teen Titans
Go! To the Movies ) da una sceneggiatura di Matthew Fogel
( Minions: The Rise of Gru ), il film vede
nel cast anche Jack
Black nei panni di Bowser, Keegan-Michael
Key nei panni di Toad, Fred Armisen nei
panni di Cranky Kong, Kevin Michael Richardson nei
panni di Kamek e Sebastian Maniscalco nei panni di
Spike. Super
Mario Bros. – Il film uscirà nelle sale il 6 aprile
2023.
Nintendo e Illumination firmano il
nuovo film d’animazione ambientato nel mondo di Super Mario Bros.
Diretto da Aaron Horvath e Michael Jelenic (produttori di Teen
Titans Go! – Il Film ), da una sceneggiatura di Matthew Fogel
(The LEGO Movie 2: Una Nuova Avventura, Minions
2 – Come Gru Diventa Cattivissimo), nella versione originale
Chris Pratt doppierà Mario, Anya Taylor-Joy sarà la Principessa Peach,
Charlie Day sarà Luigi e Jack Black doppierà Bowser; Keegan-Michael
Key presta la voce a Toad, Seth
Rogen e Fred Armisen rispettivamente a Donkey e a Cranky Kong.
A Kevin Michael Richardson spetta il ruolo di Kamek e a Sebastian
Maniscalco quello di Spike. Il film è prodotto dal fondatore e CEO
di Illumination Chris Meledandri e da Shigeru Miyamoto per
Nintendo. Il film è co-finanziato da Universal Pictures e Nintendo
e distribuito in tutto il mondo da Universal Pictures.
L’episodio
3 di The Last of Us fornisce maggiori dettagli su come
l’infezione
da Cordyceps si sia diffusa in tutto il mondo,
collegandosi a un concetto introdotto per la prima volta nel gioco
originale. Mentre gli episodi 1 e 2 della serie hanno seguito molto
fedelmente il gioco, le differenze maggiori sono emerse dalla
spiegazione fornita da HBO
dell’infezione
da Cordyceps che ha decimato l’umanità. Già dalla
sequenza di apertura dell’episodio
1, che ha visto la partecipazione di John
Hannah in un’eccezionale cold opening, ha aggiunto un
dettaglio inedito sull’infezione rispetto al videogioco,
collegandola al riscaldamento globale.
La sequenza di apertura
dell’episodio
2 di The Last of Us a Giacarta, in Indonesia,
ha proseguito quest’intenzione di modificare l’origine
dell’infezione spostando l’epicentro di questa in
Asia anziché in Sud America, per
allinearsi maggiormente all’habitat del fungo nel mondo reale.
Sebbene l’episodio
3 di The Last of Us sia il primo a non presentare un flashback
relativo all’origine dell’infezione
da Cordyceps, alcuni dialoghi tra
Joel ed Ellie rivelano ulteriori
dettagli che si ricollegano sia alla versione del gioco che a
quella della HBO: analizziamoli insieme.
Come il Cordyceps si è diffuso nel mondo tramite la farina
La spiegazione di Joel
nell’episodio
3 di The Last of Us sulla diffusione del Cordyceps si collega a un concetto introdotto
precedentemente nel gioco: spiega infatti che il Cordyceps è
mutato, ricollegandosi alla scena del personaggio di John
Hannah nell’episodio
1. Il Cordyceps ha poi infettato le scorte di cibo
in tutto il mondo, come la farina o lo zucchero; i normali prodotti
da scaffale, come il pane o i cereali, contenevano dunque
l’infezione che, se ingerita in quantità sufficiente, faceva sì che
le persone si ammalassero.
Joel rivela anche
alcuni dettagli su come questa diffusione abbia condotto dunque
all’insorgere dell’epidemia visto nell‘episodio
1 della serie. Come è stato chiarito finora in The Last of Us, l’infezione inizia a prendere
piede molto rapidamente una volta entrata in un ospite umano. Il
cibo ingerito giovedì 25 o venerdì 26 settembre ha fatto sì che
l’incubazione del virus iniziasse già la notte del 26, come
mostrato nella sequenza d’apertura di
The Last of Us, episodio 1. Joel afferma che
il lunedì successivo tutto era scomparso e il mondo si era
disintegrato.
Similitudini e differenze
dell’infezione di Last Of Us Episodio con il gioco
Questa spiegazione presenta
differenze rispetto al gioco The Last of Us, ma anche alcune notevoli
somiglianze. In termini di differenze, è soprattutto l’idea che le
coltivazioni infette siano partite da Giacarta, in
Indonesia, a segnare la più grande modifica rispetto alle origini
dell’infezione del gioco. Nel gioco originale, un giornale che si
può ottenere a casa di Joel afferma che le coltivazioni provengono
dal Sud America e che hanno iniziato a essere
ritirate dopo l’inizio delle infezioni. Il passaggio all’Indonesia,
così come l’accenno al riscaldamento globale, segnano le maggiori
differenze dell’infezione da Cordyceps nella serie.
Per quanto riguarda le somiglianze,
il fatto che l’infezione si diffonda attraverso gli alimenti in
tutto il mondo è rimasta in gran parte invariata. Nel già citato
giornale del gioco, viene rivelato che i raccolti infetti avevano
interessato principalmente le aree dell’America centrale e del Nord
America, ma anche che il fungo Cordyceps di The Last of Us poteva essere individuato in
altri continenti. Come spiega Joel nell’episodio
3 della serie, questo concetto è stato mantenuto, anche se
apportando una variazione geografica.
L’infezione da Cordyceps è basata su dati scientifici?
Questa spiegazione ci porta
a chiederci se sia basata su dati scientifici reali. The Last of Us della HBO ha infatti offerto
una spiegazione iperrealistica all’infezione da Cordyceps, tanto che viene da pensare che un
evento del genere possa verificarsi nella vita reale. Ciò è
confermato dall’incipit dell’episodio
2, in cui il professor Ratna descrive il
silo di
farina e grano in cui è iniziata l’infezione come un “substrato
perfetto“. In biologia, un substrato è una base su cui vivono
alcuni organismi, compresi i funghi.
È noto che i funghi utilizzano come
substrato i prodotti derivati dai cereali, come il riso integrale,
la segale o il popcorn. Questo rende incredibilmente realistico il
fatto che un ceppo di funghi mutati possa utilizzare cereali e
farina come substrato, e che poi l’ingestione di questo causi
l’infenzione nell’ospite umano. Una spiegazione così accurata non
fa che aumentare la verosimiglianza agghiacciante di The Last of Us, rendendo il Cordyceps sempre più terrificante agli occhi
degli spettatori.
Mentre il film live-action
originale di Aladdin
non è stato all’altezza delle aspettative del pubblico, oggi
abbiamo appreso che un potenziale sequel è apparentemente in
lavorazione, con Will Smith che tornerà nei panni del Genio,
almeno secondo quanto pubblicato sul
The Sun.
L’ultimo rapporto sul sequel ha rivelato che Will Smith (che ha interpretato il ruolo
del Genio nel film del 2019) riprenderà il suo ruolo in
Aladdin 2 e a quanto pare il suo personaggio avrà
ancora più spazio rispetto a quanto visto nel primo film!
Il noto sito The Sun
prosegue osservando che la sceneggiatura sarà ancora una volta
“vagamente basata sulla serie di racconti popolari mediorientali de
Le mille e una notte” e la speranza è che le riprese del nuovo film
possano iniziare alla fine dell’anno. Per Will Smith, questo sarebbe uno dei suoi primi
ruoli importanti dopo il suo famigerato schiaffo
a Chris Rock durante la cerimonia degli Academy
Awards dello scorso anno. Da allora Will Smith si è
scusato per il gestaccio più volte e ha spiegato alcune delle
cose che gli passavano per la testa durante il momento.
“Un sacco di cose“, ha
detto Smith durante un’apparizione al The Daily
Show . “È stato il ragazzino che è in me che
ha visto suo padre picchiare sua madre, sai, e quello che ho fatto
è stato tutto ciò che mi è scoppiato nella mia testa in quel
momento. Ma non è quello che voglio essere. Ho dovuto perdonare me
stesso come essere umano. Credimi, non c’è nessuno che odi il fatto
che io sia stato solo umano più di me. E sai, ho sempre voluto
essere Superman. Ho sempre voluto
intervenire e salvare la damigella in pericolo, sai. E ho dovuto
umiliarmi, sai, e rendermi conto che sono un essere umano
imperfetto, e ho ancora l’opportunità di uscire nel mondo e
contribuire in un modo che mi riempie il cuore e, si spera, aiuta
altre persone.”
Secondo The Sun,
un insider dentro la produzione del film ha rivelato che “l’attore
ha lavorato molto su se stesso e l’opinione degli addetti è che
tutta al vicenda sarà ormai alle spalle quando Aladdin
2 uscirà”. Il primo film live-action di Aladdin
è uscito nel 2019 e vedeva Mena Massoud e Naomi Scott rispettivamente nei panni di
Aladdin e Jasmine, con Will Smith nel ruolo del Genio. Aladdin
è stato diretto da Guy Ritchie e, sebbene abbia ricevuto reazioni
contrastanti da pubblico e critica, il film è stato comunque un
enorme successo, incassando oltre 1 miliardo di dollari in tutto il
mondo e diventando il nono film di maggior incasso del 2019.
ComingSoon.net presenta
un’esclusiva scena cancellata diBabylon dal
film drammatico candidato all’Oscar del 2022. Il film che è
attualmente nelle sale in Italia uscirà negli USA in digitale e
tramite i servizi di video on demand Premium il 31 gennaio e nei
formati 4K UHD e Blu-ray il 21 marzo.
“Babylonsegue un cast ambizioso di personaggi – The Silent Film
Superstar, Young Starlet, Production Executive, Musical Sensation e
Alluring Powerhouse Performer – che si sforzano di rimanere in cima
alla chiassosa scena hollywoodiana degli anni ’20 e mantenere la
loro rilevanza in un momento in cui l’industria si sta muovendo
verso la prossima cosa migliore”, recita la sinossi del
film. Guarda l’esclusiva clip
di Babylon qui
sotto:
BABYLON,
una storia di ambizioni smisurate e di eccessi oltraggiosi, che
ripercorre l’ascesa e la caduta di molteplici personaggi in
un’epoca di sfrenata decadenza e depravazione nella sfavillante
Hollywood. Con
Brad Pitt, Margot
Robbie e Diego Calva, e un cast corale che comprende
Jovan Adepo, Li Jun Li e Jean Smart. SCRITTO E DIRETTO
DA Damien Chazelle PRODOTTO DA Marc
Platt, p.g.a., Matthew Plouffe, p.g.a., Olivia Hamilton, p.g.a.
PRODUTTORI ESECUTIVI Michael Beugg, Tobey Maguire, Wyck Godfrey, Helen Estabrook,
Adam Siegel.
CAST
Brad Pitt, Margot
Robbie, Diego Calva, Jean Smart, Jovan Adepo, Li Jun
Li, P.J. Byrne, Lukas Haas, Olivia Hamilton, Tobey Maguire, Max
Minghella, Rory Scovel, Katherine Waterston, Flea, Jeff Garlin,
Eric Roberts, Ethan Suplee, Samara Weaving, Olivia Wilde
È stato annunciato che il livello
premium di Paramount+ e Showtime si uniranno e
cambieranno marchio entro la fine dell’anno, almeno nel mercato
americano. Il servizio unito si chiamerà
Paramount con
Showtime. Secondo quanto riferito,
Tom Ryan supervisionerà il business dello
streaming mentre Chris McCarthy guiderà lo studio
Showtime e il canale lineare.
“Sebbene siamo fiduciosi che
questa sia la mossa giusta per la nostra azienda, i nostri
consumatori e i nostri partner, sappiamo che questo cambiamento
porta incertezza per i team che lavorano su questi marchi e
attività“, ha scritto lunedì il CEO di Paramount Bob Bakish in
un promemoria dello staff (tramite THR ). “Ci impegniamo a
essere il più trasparenti e ponderati possibile durante questo
processo e prevediamo di condividere ulteriori dettagli nelle
prossime settimane“.
Mentre la funsione inizia, è stato
anche annunciato da Deadline che Showtime
non procederà più con la serie Three Women con
Shailene Woodley,
Let The Right One In con Demián Bichir o
American Gigolo con Jon Bernthal. Al momento non si sa nulla
sul destino di I Love That For
You e Ziwe, che non sono stati
ancora rinnovati.
Paramount+ è un servizio globale di
video streaming digitale in abbonamento di Paramount che offre una
montagna di intrattenimento premium per il pubblico di tutte le
età. A livello internazionale, il servizio di streaming offre una
vasta libreria di serie originali, spettacoli di successo e film
popolari di ogni genere provenienti da marchi e studi di produzione
di fama mondiale, tra cui SHOWTIME, CBS, Comedy Central, MTV,
Nickelodeon, Paramount Pictures e Smithsonian Channel™, oltre a una
robusta offerta di contenuti locali di prima qualità. Il servizio è
attualmente attivo negli Stati Uniti, Canada, Regno Unito,
Australia, America Latina, Caraibi, Austria, Francia, Germania,
Irlanda, Italia, Svizzera e Corea del Sud.